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Shisha smoking will cause 1 million new lung cancer cases globally by 2050: WHO study

Water pipe smoking will contribute to about 1 million new lung cancer cases globally by 2050, with the Western Pacific region bearing the brunt, according to a study led by a World Health Organization (WHO) research agency that was recently presented in Hong Kong. The study, which is yet to be published, was headed by Dr Mahdi Sheikh, a scientist of the early detection, prevention and infections branch at the International Agency for Research on Cancer (IARC). It estimated that there would be 82...

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Usa, Trump sospende le nuove sanzioni alla Russia: il diesel prevale sulla pressione economica

La necessità di contenere i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti modifica la strategia americana nei confronti della Russia. E gli europei, che della russofobia forzata e della sudditanza a Washington hanno fatto l’essenza della propria politica, rimangono attaccati alla pompa di benzina.

Donald Trump ha deciso di sospendere l’applicazione delle nuove sanzioni e dei dazi previsti dal Graham Act, la legge approvata il 18 settembre per aumentare la pressione economica su Mosca e sui Paesi che continuano ad acquistare energia russa. La decisione arriva alla vigilia dell’entrata in vigore delle misure, fissata per il 18 ottobre, e segue l’accordo commerciale annunciato dalla Casa Bianca per l’importazione di diesel russo.

Il provvedimento non cancella le sanzioni precedentemente adottate contro la Federazione Russa, ma congela l’applicazione delle nuove restrizioni. Trump ha utilizzato una clausola della legge che consente al presidente di concedere deroghe per ragioni di interesse nazionale, previa comunicazione al Congresso. La sospensione resterà valida fino a una successiva decisione dell’amministrazione.

Il Graham Act avrebbe introdotto strumenti particolarmente incisivi, compresi dazi fino al 500 per cento sui prodotti russi e misure commerciali contro i principali acquirenti di petrolio e gas di Mosca. Cina e India sarebbero state tra le economie maggiormente esposte alle conseguenze delle nuove disposizioni. Washington mantiene tuttavia la possibilità di monitorare gli acquisti internazionali di energia russa e le operazioni considerate funzionali all’elusione delle sanzioni.

La scelta della Casa Bianca è strettamente collegata alla situazione del mercato energetico americano. Il 9 ottobre, dopo un colloquio telefonico con Vladimir Putin, Trump aveva annunciato un’intesa per l’acquisto di consistenti quantitativi di diesel russo: 300mila tonnellate nell’immediato, 500mila a novembre e successivamente un milione di tonnellate al mese, fino alla primavera del 2027. Il Dipartimento del Tesoro aveva già autorizzato le operazioni attraverso una specifica licenza generale.

Il ritorno del diesel russo sul mercato statunitense rappresenta una risposta alle difficoltà provocate dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Le tensioni militari in Medio Oriente e le interruzioni delle rotte energetiche, aggravate dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, hanno contribuito a rendere più costosi gli approvvigionamenti. A settembre il diesel aveva raggiunto negli Stati Uniti i 6,53 dollari al gallone, con ripercussioni sui trasporti, sull’agricoltura e sui costi di distribuzione delle merci.

Il fattore elettorale pesa sulla decisione. Le elezioni americane di metà mandato sono previste per il 3 novembre e l’amministrazione Trump deve confrontarsi con le conseguenze politiche dell’inflazione energetica. La riduzione del prezzo dei carburanti diventa così una priorità immediata, anche a costo di attenuare temporaneamente uno degli strumenti utilizzati per esercitare pressione sul Cremlino.

Mosca ha accolto la decisione come un segnale di cambiamento nei rapporti bilaterali. Kirill Dmitriev, rappresentante speciale della presidenza russa per gli investimenti e la cooperazione economica internazionale, ha definito la sospensione del Graham Act un momento storico, sostenendo che il dialogo e gli interessi economici condivisi possano sostituire progressivamente la politica delle sanzioni.

La lettura russa è comprensibile sul piano politico, ma non coincide necessariamente con un mutamento generale della posizione americana sulla guerra in Ucraina. La deroga riguarda specifiche misure economiche e non comporta il riconoscimento delle rivendicazioni territoriali di Mosca né la revoca dell’intero sistema sanzionatorio. Resta però il dato politico: Washington ha scelto di privilegiare una necessità energetica interna rispetto all’inasprimento delle restrizioni commerciali contro la Russia.

La decisione ha provocato reazioni anche all’interno del Congresso americano. Dodici senatori, appartenenti a entrambi i partiti, hanno chiesto a Trump di rinunciare all’accordo sul diesel, ritenendolo un vantaggio economico per Mosca e un indebolimento della posizione statunitense nei confronti dell’Ucraina. Analoghe contestazioni sono arrivate dalla Camera dei rappresentanti, dove un gruppo bipartisan ha sollecitato la revoca dell’autorizzazione concessa dal Tesoro.

Il dissenso tra i repubblicani evidenzia le contraddizioni della politica americana verso la Russia. Da una parte rimane l’obiettivo dichiarato di limitare le entrate energetiche russe per ridurre le risorse disponibili al finanziamento della guerra. Dall’altra, l’amministrazione considera necessario utilizzare proprio quelle forniture per attenuare le difficoltà del mercato interno. La compatibilità tra i due obiettivi appare sempre più difficile da mantenere.

Le critiche sono arrivate anche dall’Europa. Il presidente francese Emmanuel Macron ha giudicato la decisione inappropriata e inefficace, osservando che una parte del diesel russo è già presente sul mercato internazionale attraverso altri acquirenti. Secondo questa interpretazione, l’accordo americano potrebbe modificare soprattutto la destinazione commerciale dei prodotti, senza determinare necessariamente un aumento significativo dell’offerta globale.

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha contestato la scelta di Washington, temendo che il ritorno delle esportazioni energetiche verso gli Stati Uniti possa rafforzare le entrate finanziarie russe. Kiev considera infatti le sanzioni sul settore petrolifero uno degli strumenti fondamentali per limitare la capacità di Mosca di sostenere il conflitto.

La questione centrale riguarda però l’effettiva efficacia economica delle restrizioni. Le sanzioni energetiche hanno contribuito a modificare le rotte commerciali russe, favorendo la crescita degli scambi con Paesi asiatici e il ricorso a reti di trasporto e intermediazione alternative. Non hanno tuttavia eliminato la presenza del petrolio e dei suoi derivati sui mercati internazionali.

La sospensione del Graham Act mostra dunque i limiti politici di una strategia fondata sulla pressione economica quando i suoi effetti indiretti entrano in conflitto con le esigenze dei consumatori americani. La Casa Bianca non rinuncia formalmente alle sanzioni, ma ne ridimensiona l’applicazione nel momento in cui diventano incompatibili con una priorità interna.

Per Mosca si apre uno spazio commerciale e diplomatico, mentre per Kiev emerge il rischio che la tenuta del sistema sanzionatorio dipenda sempre più dall’andamento dei prezzi energetici e dal calendario politico americano. Resta da verificare se le forniture concordate saranno sufficienti a ridurre sensibilmente il costo del diesel negli Stati Uniti.

Il risultato immediato è una modifica dell’equilibrio tra sicurezza internazionale ed economia domestica: Trump mantiene gli strumenti di pressione sulla Russia, ma sceglie di non utilizzarne una parte proprio mentre cerca di contenere il costo dell’energia. Una decisione che conferma quanto il mercato petrolifero continui a condizionare la politica estera delle grandi potenze.

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Usa, la flotta ombra torna utile: Trump valuta deroghe alle sanzioni per frenare il caro diesel

L’amministrazione di Donald Trump valuta la possibilità di riportare nel mercato commerciale alcune petroliere colpite dalle sanzioni americane, nel tentativo di ridurre i costi del trasporto petrolifero e contenere la pressione sui prezzi del diesel. Secondo il Financial Times, Washington starebbe esaminando la vendita delle imbarcazioni ad acquirenti autorizzati, attraverso deroghe individuali concesse dal Dipartimento del Tesoro. La proposta evidenzia una delle principali contraddizioni della politica sanzionatoria: limitare le entrate energetiche degli avversari senza provocare rincari difficili da sostenere per la propria economia.

Non si tratta di una revoca generalizzata delle restrizioni sulla cosiddetta flotta ombra, ma di un progetto selettivo ancora in valutazione. L’obiettivo sarebbe recuperare alcune petroliere per il mercato ordinario, rendendo più efficienti i trasporti e riducendo i costi logistici.

La questione assume un significato politico particolare in un contesto di inflazione e pressione elettorale. Quando le sanzioni contribuiscono ad aumentare i costi energetici, anche i governi che le hanno introdotte possono trovarsi nella necessità di correggerne gli effetti.

Il problema nasce dalla natura stessa delle restrizioni sul commercio petrolifero. Ridurre le entrate degli Stati sanzionati senza diminuire eccessivamente l’offerta mondiale significa mantenere un equilibrio difficile tra pressione geopolitica e stabilità dei mercati.

Le conseguenze economiche si distribuiscono lungo l’intera filiera. Gli esportatori colpiti possono essere costretti a concedere sconti o sostenere maggiori spese di trasporto. Intermediari e armatori disposti ad assumersi rischi più elevati possono invece ottenere margini superiori, mentre importatori e consumatori possono subire rincari.

Il risultato effettivo delle sanzioni non può quindi essere misurato soltanto attraverso il numero delle navi inserite nelle liste restrittive. Occorre verificare quanto diminuiscano le entrate nette degli esportatori e quali costi aggiuntivi vengano trasferiti al mercato internazionale.

La proposta americana incontra inoltre un limite pratico. Secondo Reuters, numerose petroliere sanzionate hanno continuato a operare, alimentando i dubbi degli analisti sulla possibilità che una loro regolarizzazione produca rapidamente un aumento significativo della capacità mondiale di trasporto.

Una nave già impiegata nel commercio petrolifero non diventa una nuova unità disponibile semplicemente perché viene autorizzata a operare nel mercato ordinario.

La modifica del suo status può ampliare il numero di operatori disposti a utilizzarla, facilitare l’accesso alle assicurazioni e ridurre alcuni costi finanziari. Non comporta però necessariamente un incremento equivalente della capacità fisica della flotta.

Conta anche lo stato delle imbarcazioni. Molte unità utilizzate nei circuiti meno trasparenti sono anziane e potrebbero richiedere interventi tecnici, controlli e certificazioni prima di essere accettate dai principali operatori internazionali.

Un ulteriore ostacolo deriva dalle differenze tra i regimi sanzionatori. Le autorizzazioni americane non cancellerebbero automaticamente le restrizioni adottate da Unione Europea e Regno Unito. Secondo Reuters, gli assicuratori continuerebbero a dover rispettare i vincoli europei e britannici.

Il recupero commerciale delle petroliere potrebbe quindi risultare più lento e complesso di quanto suggerisca la semplice rimozione di un divieto statunitense.

Esiste poi una questione più ampia: i prezzi del diesel non dipendono soltanto dalla disponibilità delle navi.

Le difficoltà nelle esportazioni mediorientali, i danni alle infrastrutture energetiche, i rischi per la navigazione e la capacità di raffinazione influenzano direttamente il costo dei carburanti.

L’Agenzia statunitense per l’informazione energetica ha collegato le tensioni sui mercati anche alle interruzioni delle rotte e ai maggiori costi di trasporto. Riportare alcune petroliere nel circuito ordinario potrebbe attenuare una parte di questi oneri, senza necessariamente produrre una diminuzione significativa dei prezzi finali.

La questione decisiva riguarda quindi le condizioni delle eventuali vendite.

Un trasferimento effettivo della proprietà e del controllo delle imbarcazioni potrebbe sottrarre mezzi ai circuiti commerciali opachi, consentendone l’utilizzo per trasporti autorizzati.

In questo caso, la deroga non rappresenterebbe necessariamente un abbandono delle sanzioni, ma uno strumento per modificarne gli effetti e recuperare beni precedentemente esclusi dal mercato regolare.

La valutazione cambierebbe se le vendite fossero soltanto formali, lasciando il controllo effettivo agli stessi operatori oppure consentendo ai proventi di raggiungere soggetti ancora sottoposti a restrizioni.

Per Washington, la verifica dovrebbe riguardare la proprietà reale delle navi, la destinazione dei carichi, i beneficiari economici e il rispetto delle condizioni imposte dal Tesoro.

Sul piano strategico, le sanzioni energetiche hanno anche l’obiettivo di ridurre le risorse finanziarie disponibili per sostenere operazioni militari.

La loro efficacia dipende tuttavia dalla perdita effettiva di entrate, dalla capacità degli Stati colpiti di trovare mercati alternativi e dalle priorità assegnate alla spesa militare.

Un aumento delle restrizioni non dimostra automaticamente una diminuzione della capacità bellica. Allo stesso modo, una deroga limitata non implica necessariamente il fallimento dell’intera strategia.

Il problema politico emerge quando gli allentamenti vengono percepiti come una risposta ricorrente all’aumento dei prezzi.

Se gli avversari ritengono che Washington sia destinata a ridurre la pressione ogni volta che i costi energetici diventano difficili da sostenere internamente, la credibilità delle sanzioni potrebbe indebolirsi.

Anche il coordinamento con gli alleati diventa determinante. Differenze tra le decisioni americane e quelle europee possono complicare l’applicazione delle restrizioni e creare incertezza per armatori, banche e assicuratori.

Gli sviluppi possibili dipenderanno dalle modalità di attuazione del progetto.

Una regolarizzazione controllata potrebbe migliorare l’efficienza dei trasporti senza restituire risorse significative agli esportatori sanzionati.

Un recupero limitato delle petroliere potrebbe invece produrre benefici modesti sui noli, lasciando sostanzialmente irrisolto il problema del caro diesel.

Un allentamento accompagnato da controlli insufficienti rischierebbe infine di ridurre la pressione economica sugli avversari senza offrire un sollievo proporzionato ai consumatori.

La proposta americana mette dunque alla prova la sostenibilità politica delle sanzioni nel lungo periodo.

Washington cerca di mantenere uno strumento di pressione internazionale, correggendone contemporaneamente alcuni effetti sull’economia interna.

Il punto non è soltanto stabilire quante petroliere possano tornare a operare, ma verificare se l’operazione ridurrà davvero i costi senza rafforzare i circuiti commerciali che le restrizioni intendono colpire.

La questione di fondo riguarda la capacità degli Stati Uniti di sostenere una pressione economica durevole anche quando i suoi costi diventano politicamente sensibili. Se le deroghe fossero determinate soprattutto dall’urgenza di contenere i prezzi prima delle scadenze elettorali, la credibilità della strategia sanzionatoria potrebbe risentirne, indipendentemente dai benefici immediati sul mercato energetico.

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Yemen, attacco al palazzo presidenziale di Aden: la guerra mette sotto pressione Riad

Cinque morti e sedici feriti nell’attacco del 15 ottobre contro il palazzo presidenziale al-Maashiq di Aden, sede del governo yemenita riconosciuto internazionalmente e sostenuto dall’Arabia Saudita. Il primo ministro Shaya Zindani e i ministri sono rimasti illesi, secondo le autorità locali. Il bombardamento, attribuito agli Houthi, rappresenta però un segnale della vulnerabilità delle istituzioni governative e della crescente difficoltà di Riad nel contenere un conflitto che minaccia anche la sicurezza delle rotte del Mar Rosso.

L’attacco arriva in una fase di intensificazione dei combattimenti. Già il 9 ottobre l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, aveva segnalato il ritorno a una guerra su vasta scala, con scontri su diversi fronti e una controffensiva delle forze governative nelle aree vicine allo stretto di Bab el-Mandeb.

Colpire Aden significa esercitare pressione sul centro politico e amministrativo del governo rivale. Il valore strategico dell’operazione non dipende soltanto dalle vittime o dai danni materiali, ma dalla capacità di dimostrare che neppure le sedi istituzionali sono al riparo dagli attacchi.

Per gli Houthi, questa pressione può servire a indebolire la credibilità dell’esecutivo, ostacolarne le attività e costringere l’Arabia Saudita a distribuire le proprie risorse difensive tra obiettivi differenti.

La capacità di raggiungere il palazzo presidenziale non dimostra tuttavia una superiorità militare complessiva del movimento. Colpire un edificio non equivale a poter conquistare Aden o mantenere il controllo del Sud dello Yemen.

L’attacco evidenzia piuttosto come eventuali avanzate delle forze governative possano convivere con una persistente vulnerabilità delle infrastrutture e dei centri decisionali.

Per valutare l’efficacia militare del bombardamento sarebbero necessarie informazioni indipendenti sui sistemi impiegati, sulle eventuali intercettazioni e sull’entità dei danni. Il numero dei lanci, da solo, non consente di stabilire la precisione delle armi o la capacità degli Houthi di sostenere una campagna prolungata.

Il problema per Riad riguarda anche il rapporto tra risorse militari e risultati politici. L’Arabia Saudita deve proteggere il proprio territorio e, contemporaneamente, sostenere un governo yemenita che continua a incontrare difficoltà nel consolidare il controllo delle aree sotto la propria autorità.

La dimensione regionale coinvolge inevitabilmente l’Iran. Riad accusa Teheran di fornire armamenti e sostegno agli Houthi, mentre le autorità iraniane negano le forniture militari e dichiarano di favorire una soluzione negoziata.

Il sostegno iraniano costituisce un elemento importante degli equilibri regionali, ma non significa che ogni operazione degli Houthi venga necessariamente decisa a Teheran. Il movimento yemenita mantiene obiettivi propri, legati al controllo territoriale, alla sopravvivenza politica e al riconoscimento del proprio ruolo nei futuri negoziati.

Attaccare Aden consente agli Houthi di contestare la capacità del governo rivale di rappresentare e amministrare il Paese. Minacciare contemporaneamente l’Arabia Saudita permette invece di aumentare i costi del sostegno militare e finanziario garantito da Riad.

È una strategia che può produrre effetti anche senza importanti conquiste territoriali. Costringere l’avversario a mantenere sistemi di difesa costosi, proteggere numerose infrastrutture e affrontare continue interruzioni rappresenta già una forma di pressione.

La guerra yemenita ha inoltre una dimensione marittima fondamentale. Lo stretto di Bab el-Mandeb collega il golfo di Aden al Mar Rosso e costituisce uno dei passaggi strategici per il traffico commerciale diretto verso il Canale di Suez e il Mediterraneo.

L’insicurezza lungo questa direttrice può provocare conseguenze economiche ben oltre i confini dello Yemen. I precedenti documentati dall’Agenzia statunitense per l’informazione energetica mostrano come gli attacchi alle navi abbiano favorito deviazioni delle rotte, allungando i tempi di navigazione e aumentando i costi del trasporto.

Non è necessaria una chiusura completa dello stretto per compromettere la regolarità dei traffici. È sufficiente che armatori e compagnie assicurative considerino il passaggio troppo rischioso per determinare rincari dei premi, modifiche degli itinerari e ritardi nelle consegne.

Per l’Europa e per l’Italia, le conseguenze potrebbero tradursi in maggiori costi logistici ed energetici, soprattutto per le imprese che dipendono dai collegamenti commerciali tra Asia e Mediterraneo.

Anche l’Arabia Saudita rischia di subire effetti economici rilevanti. Un eventuale aumento delle quotazioni petrolifere non garantirebbe necessariamente un beneficio netto, considerando le spese militari, i possibili danni alle infrastrutture e le difficoltà che l’instabilità può creare agli investimenti.

Il programma saudita di diversificazione economica richiede infatti continuità nei trasporti, affidabilità delle infrastrutture e fiducia degli investitori. Una minaccia persistente può aumentare i costi di protezione e rendere più complessa la realizzazione dei progetti.

La difficoltà principale resta però politica. La superiorità tecnologica e la capacità di colpire depositi o postazioni militari non bastano a costruire un’autorità yemenita stabile.

Senza amministrazioni funzionanti, risorse per finanziare i servizi pubblici e accordi tra le diverse componenti del Paese, anche il controllo militare di un territorio può rimanere fragile.

Gli sviluppi dipenderanno dalla capacità delle parti di contenere l’escalation. Una ripresa dei negoziati potrebbe ridurre progressivamente i rischi per le infrastrutture e per il traffico marittimo, senza risolvere immediatamente tutte le divisioni interne.

Una guerra intermittente manterrebbe invece elevati i costi di sicurezza e l’incertezza commerciale. Un’escalation prolungata potrebbe aggravare i danni alle infrastrutture e produrre conseguenze più ampie per gli approvvigionamenti energetici e i collegamenti internazionali.

A pagare il prezzo più alto continuerebbe a essere la popolazione yemenita, già colpita da anni di combattimenti, sfollamenti e deterioramento dei servizi essenziali.

L’attacco al palazzo presidenziale di Aden dimostra soprattutto i limiti di una strategia fondata sulle sole operazioni militari. La protezione delle istituzioni non può essere separata dalla loro capacità di governare e garantire condizioni di vita accettabili.

Per l’Arabia Saudita, la questione non consiste soltanto nel respingere i missili o sostenere le offensive delle forze alleate, ma nel contribuire alla costruzione di un equilibrio politico che riduca gli incentivi alla prosecuzione della guerra.

Finché gli attacchi continueranno a rappresentare uno strumento efficace per modificare i rapporti di forza, ogni successo sul campo rischierà di essere temporaneo. La sicurezza di Aden, quella saudita e la libertà di navigazione nel Mar Rosso resteranno così legate alla stessa questione irrisolta: l’assenza di un accordo capace di stabilizzare lo Yemen.

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Language matters in Hong Kong’s birth rate debate, not just money

When Hong Kong debates how to raise its birth rate, the conversation usually revolves around money: bigger baby bonuses, tax concessions, housing support, cheaper childcare and so on. These economic measures are necessary. Lowering the cost of raising a child removes some real and immediate barriers. However, there is another, lesser-known factor that works more subtly and implicitly. It comes not from economics but from the structure of the language or languages we speak each day. Consider a...

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Reporter’s notebook: Kimi’s AI credit card turns spending into computing quotas – with limits

China’s artificial intelligence companies have spent years persuading consumers to pay for their technology. Now, Moonshot AI, the start-up behind Kimi, is taking a different approach: offering AI computing benefits through a credit card. The company has teamed up with the Agricultural Bank of China (ABC) and American Express for what it calls “the world’s first AI native credit card”. After getting one for myself, the experience offered an intriguing way to bring AI services into everyday...

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Landmark China trial gets 84% efficacy in treating cancer with cue from waste water tech

For patients with advanced, metastatic cancer that has progressed despite systemic therapy – options remain critically limited. Now, Chinese scientists are pointing to an unconventional therapeutic agent – the element iron. This idea originated in industrial waste water treatment: iron can react with hydrogen peroxide to generate hydroxyl radicals, which degrade various organic and toxic molecules in waste water. Chinese scientists wanted to treat malignant tumours the way they treat waste water...

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Landmark China trial gets 84% efficacy in treating cancer with cue from waste water tech

For patients with advanced, metastatic cancer that has progressed despite systemic therapy – options remain critically limited. Now, Chinese scientists are pointing to an unconventional therapeutic agent – the element iron. This idea originated in industrial waste water treatment: iron can react with hydrogen peroxide to generate hydroxyl radicals, which degrade various organic and toxic molecules in waste water. Chinese scientists wanted to treat malignant tumours the way they treat waste water...

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Ucraina, la Russia annuncia raid «massicci» sulla rete elettrica: 8 morti e 1 milione di case al buio

KIEV — Un uomo di 64 anni è morto sabato mattina nei raid russi su Kherson e Zaporizhzhia, due città del sud dell’Ucraina; i feriti sono almeno 17, tra cui una bambina di 11 anni, secondo le autorità ucraine. È la coda della giornata più pesante delle ultime settimane: venerdì droni e missili hanno colpito nove regioni, con almeno 8 morti, 60 feriti e oltre un milione di utenze senza corrente. Da Kiev la domanda è una sola: che cosa resta del «cessate il fuoco energetico» annunciato da Donald Trump sei giorni fa?

La risposta di Mosca è arrivata nel pomeriggio di venerdì. «Le Forze armate russe hanno iniziato a condurre attacchi massicci contro gli obiettivi energetici dell’Ucraina. È stato definito l’elenco di questi obiettivi e il necessario quantitativo di armamenti per colpirli», ha detto al presidente Vladimir Putin il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov, in un briefing a un posto di comando riferito dall’agenzia russa Interfax. Nel mirino, ha aggiunto, anche «ponti di importanza strategica», nodi ferroviari e data center «usati per i bisogni delle Forze armate ucraine». Il cessate il fuoco annunciato da Trump l’11 ottobre non è mai stato confermato dal Cremlino: «Non lo sapevamo, l’abbiamo appreso dai media», aveva detto Volodymyr Zelensky il giorno dopo a Varsavia.

A Kharkiv, la seconda città del Paese, nell’est, sono morti una donna di 71 anni e un uomo di 58. Nella regione di Volyn, al confine con la Polonia, un drone ha centrato uno stabilimento alimentare, un morto e 8 feriti; a Kovel, sulla statale che porta da Kiev alla frontiera polacca, una decina di camion è andata in fiamme davanti a un terminal doganale. Colpiti centri commerciali a Rivne e a Sumy. Il ministero dell’Energia dice di aver riallacciato oltre un milione di persone; circa 300.000 restano al buio.

La seconda domanda riguarda Washington. Venerdì Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende le sanzioni e i dazi sull’energia russa previsti dalla legge intitolata al senatore Lindsey Graham, morto a luglio: dazi fino al 100% sui maggiori acquirenti di greggio e gas russi e misure sulla «flotta ombra» delle petroliere. La legge l’aveva firmata lui stesso a settembre. «Ho trasmesso al Congresso una certificazione che il rilascio di tale deroga è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti», ha scritto; il testo non spiega perché. Sullo sfondo ci sono l’intesa con Putin per immettere sul mercato 1,8 milioni di tonnellate di diesel russo, la crisi dei carburanti legata alla guerra in Iran e le elezioni di metà mandato del mese prossimo.

Il capo del fondo sovrano russo, Kirill Dmitriev, ha parlato su X di «un momento importante e davvero storico»; la senatrice democratica Elizabeth Warren di «fallimento assoluto e prevedibile della leadership». Nello stesso giorno Mosca ha messo nero su bianco la campagna contro la rete elettrica ucraina e Washington ha sospeso le sanzioni sull’energia russa.

Il conto presentato a Bruxelles

Zelensky era a Bruxelles, al Consiglio europeo. «La guerra costerà 155 miliardi di euro il prossimo anno. E abbiamo bisogno di almeno 70 miliardi in più da voi, per la difesa, per le armi, per la nostra resilienza», ha detto ai leader dei Ventisette, chiedendo altri sistemi antiaerei Patriot. Il presidente del Consiglio europeo António Costa: «Non è il momento di ritirare il sostegno all’Ucraina. Non è il momento di alleggerire le sanzioni alla Russia». Per Ursula von der Leyen la richiesta «deve essere coperta»; il cancelliere tedesco Friedrich Merz rinvia la discussione a fine anno.

La terza domanda è sui satelliti. Nei giorni scorsi il sistema Starlink di SpaceX, da cui dipendono i droni e l’allerta precoce ucraini, ha subito disturbi: Elon Musk nega ogni responsabilità dell’azienda e un funzionario americano esclude un intervento di Trump. Il presidente ha però definito «una vergogna» la ripresa dei raid ucraini sulle raffinerie russe, annunciata da Zelensky al Financial Times insieme all’accusa a Washington di aver ridotto la condivisione di intelligence. Su Newsmax ha aggiunto di non essere «un grande fan» del presidente ucraino e che gli alleati potranno comprare i Patriot quando le scorte americane saranno «ben rifornite».

A Bruxelles un giornalista gli ha chiesto se non sia diventato il capro espiatorio dei guai interni di Trump. Zelensky ha taciuto a lungo, poi: «Questa è la mia risposta». E ancora: «Difendo esclusivamente gli interessi dell’Ucraina e del popolo ucraino». Secondo l’Onu, da gennaio a settembre i civili uccisi sono stati 2.570 e i feriti 15.211, quasi il 60% in più dello stesso periodo del 2025. Putin ha detto a Gerasimov che gli attacchi «massicci e di gruppo» devono continuare; a Lutsk, capoluogo di Volyn, il sindaco ha avvertito che la corrente mancherà per almeno 24 ore.

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European delegates walk out on Russian finance minister at IMF summit

Many delegates to ⁠the International Monetary Fund’s steering ⁠committee walked out of a meeting on ⁠Saturday when Russian Finance Minister Anton Siluanov addressed the group in Russian, three sources familiar with the matter said. Russia’s invasion of Ukraine in February 2022 has roiled the International Monetary and Financial Committee, preventing it from reaching consensus statements in the years ‌since. There were deep divisions again at this week’s annual meetings of the IMF and World Bank...

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European delegates walk out on Russian finance minister at IMF summit

Many delegates to ⁠the International Monetary Fund’s steering ⁠committee walked out of a meeting on ⁠Saturday when Russian Finance Minister Anton Siluanov addressed the group in Russian, three sources familiar with the matter said. Russia’s invasion of Ukraine in February 2022 has roiled the International Monetary and Financial Committee, preventing it from reaching consensus statements in the years ‌since. There were deep divisions again at this week’s annual meetings of the IMF and World Bank...

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Il pronto soccorso comincia nel quartiere

Prevedere quante persone arriveranno al pronto soccorso nelle prossime ore potrebbe diventare più semplice conoscendo le caratteristiche sociali e demografiche dei quartieri in cui vivono.

È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica npj Digital Medicine, che ha utilizzato l’intelligenza artificiale per analizzare oltre 213.000 accessi ospedalieri in Cina, scoprendo che le informazioni sulla popolazione possono migliorare le previsioni dell’afflusso dei pazienti.

La ricerca, condotta da Qixiu Hu, Yanqing Xu e Guang Li della Wuhan University e del Renmin Hospital of Wuhan University, ha esaminato 213.138 accessi al pronto soccorso, organizzati in 22.883 osservazioni orarie, con l’obiettivo di sviluppare un sistema capace di prevedere il numero di pazienti in arrivo e aiutare gli ospedali a distribuire meglio personale e risorse.

Il problema è comune a molti sistemi sanitari: l’affollamento dei pronto soccorso provoca attese prolungate, ritardi nelle cure e maggiori rischi per i pazienti. Organizzare medici, infermieri e posti disponibili richiede di conoscere in anticipo la domanda di assistenza, che può variare sensibilmente nel corso della giornata. Per cercare di prevedere quante persone arriveranno al pronto soccorso, negli ultimi anni diversi ricercatori hanno sviluppato modelli statistici che analizzano gli accessi precedenti, i giorni della settimana, le stagioni e persino le condizioni meteorologiche. Il motivo è semplice: le ondate di calore, il freddo intenso e le variazioni della temperatura possono influenzare la salute delle persone e, di conseguenza, il numero di pazienti che si rivolgono agli ospedali. Questi strumenti vengono studiati per aiutare le strutture sanitarie a organizzare meglio personale e risorse, anche se non sono necessariamente utilizzati nella gestione quotidiana di tutti gli ospedali. I ricercatori cinesi hanno deciso di fare un passo ulteriore, aggiungendo alle previsioni le caratteristiche sociali e demografiche dei quartieri da cui provengono i pazienti.

L’analisi ha evidenziato differenze importanti tra i quartieri serviti dall’ospedale, soprattutto nella distribuzione delle fasce d’età e nelle tipologie di patologie riscontrate. Queste caratteristiche permettono di descrivere meglio la domanda sanitaria delle diverse comunità e di individuare variazioni che i soli dati meteorologici riescono a rappresentare con minore precisione.

Per elaborare le previsioni è stato utilizzato XGBoost, un sistema di apprendimento automatico capace di analizzare numerose variabili e individuare relazioni statistiche complesse. I ricercatori hanno confrontato diversi modelli, verificando quali combinazioni di informazioni producessero le stime più accurate.

I risultati mostrano che i modelli che integrano le caratteristiche sociali e demografiche dei quartieri ottengono prestazioni migliori rispetto a quelli basati sulle sole informazioni meteorologiche. Il sistema più completo ha raggiunto un errore medio assoluto di 2,62 pazienti per ora, con un coefficiente R² pari a 0,68, un indicatore che misura quanto bene il modello riesce a rappresentare le variazioni osservate. In termini pratici, nelle condizioni studiate, le previsioni si discostavano mediamente dal numero effettivo di accessi di circa due o tre pazienti ogni ora. Una precisione che potrebbe essere utile nella gestione quotidiana delle strutture sanitarie. Conoscere in anticipo i possibili aumenti degli accessi consentirebbe agli ospedali di programmare meglio i turni, distribuire il personale nei momenti di maggiore pressione e organizzare gli spazi destinati all’assistenza. L’aspetto più interessante riguarda però il ruolo delle informazioni territoriali. Lo studio suggerisce che la domanda di cure urgenti possa essere prevista meglio considerando anche le caratteristiche delle comunità da cui provengono i pazienti. La composizione demografica e le condizioni sociali diventano così informazioni utili per comprendere il funzionamento del sistema sanitario, oltre che per studiare le disuguaglianze nella salute.

Questo approccio potrebbe aprire nuove possibilità anche nella programmazione dei servizi pubblici. Integrando dati ospedalieri e informazioni territoriali, le amministrazioni sanitarie potrebbero individuare con maggiore precisione le aree caratterizzate da bisogni assistenziali elevati e valutare dove rafforzare i servizi di prossimità.

 

 

L'articolo Il pronto soccorso comincia nel quartiere proviene da Il Blog di Beppe Grillo.

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Francia, liceali e gilet gialli scendono in piazza contro il carovita: attesi 200.000, il governo riautorizza le granate

Aggiornato alle 09:36

PARIGI — Alle 14 parte da Place de la République il corteo che il prefetto di polizia non ha voluto nel cuore della capitale. Oggi liceali, sindacalisti e quel che resta dei gilet gialli convergono in tutta la Francia contro il carovita e i tagli alla scuola: una fonte di polizia citata dall’AFP stima circa 200.000 partecipanti nel Paese, di cui 40.000 a Parigi. Alla vigilia il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riaperto all’uso delle granate assordanti, sospese dopo il ragazzo mutilato a Lens: «Se ci fossero scontri, tutti i tipi di armi intermedie possono essere usati».

È una giornata senza regia. La data del 17 ottobre è nata su TikTok, da post e manifesti generati con l’intelligenza artificiale, senza un’organizzazione alle spalle, ha ricostruito Le Monde. Lo ammette anche Jérôme Rodrigues, volto storico dei gilet gialli del 2018: «Nessun gilet giallo è all’origine del 17 ottobre, è quasi diventato un marchio». Sul sito degli organizzatori sono censite oltre 600 manifestazioni; il ministero dell’Interno conta circa 500 «azioni» e più di 90 cortei.

A Parigi il prefetto Patrice Faure ha vietato ogni raduno intorno all’Eliseo, a Matignon, la sede del governo, e sugli Champs-Élysées; la trattativa con gli organizzatori per un percorso nel centro è fallita e 25 stazioni della metropolitana restano chiuse. In piazza anche tassisti, autisti a noleggio e la Confédération paysanne, sindacato dei piccoli agricoltori. Oggi, in tutto il Paese, cominciano le vacanze di Ognissanti.

Il presidente Emmanuel Macron, da Bruxelles, ha chiesto «calma e rispetto» e ha ricordato che il diritto di manifestare va con «il rispetto delle persone e dei beni». Il premier Sébastien Lecornu ha attivato una cellula di crisi e giovedì ha parlato di «un momento di stanchezza nel Paese», di «un clima di perma-crisi: guerre, inflazione, potere d’acquisto». Lo stesso Lecornu ha definito le proteste dei licei «un movimento di violenza urbana». Un funzionario governativo ha avvertito che i blocchi di grandi assi stradali o di infrastrutture essenziali «non saranno tollerati».

Il governo accusa La France insoumise, la sinistra di Jean-Luc Mélenchon, di soffiare sul fuoco; il partito nega, mentre Mélenchon ha chiamato la rivolta dei licei «un punto di partenza» per oggi. Sostengono la giornata anche i comunisti di Fabien Roussel e i Verdi di Marine Tondelier. Per l’Eliseo, a sei mesi dalle presidenziali, la partita è impedire che la rabbia dei licei si saldi con quella delle rotonde del 2018.

Il caso di Lens

Per capire bisogna tornare a metà settembre, quando i liceali hanno cominciato a bloccare centinaia di scuole. Sophie Binet, segretaria della Cgt, il maggiore sindacato francese, elenca i motivi: 1.588 posti di insegnante tagliati, 200 milioni in meno alle università, borse di studio e aiuti per l’alloggio congelati. Da allora i fermi sono stati circa 7.000, in larga parte minorenni; oltre 900 poliziotti sono rimasti feriti, secondo Lecornu.

Il 5 ottobre, davanti al liceo professionale Auguste-Béhal di Lens, nel nord, Evan, 15 anni, ha perso la mano sinistra e diverse dita della destra per una granata. «Le sue ferite assomigliano a ferite di guerra», dice il suo avvocato. La procura di Béthune sostiene che il ragazzo avesse raccolto l’ordigno da terra; la famiglia respinge quella versione e ha presentato denuncia. A Saint-Ouen-l’Aumône, alle porte di Parigi, Eden, 14 anni, ha avuto la mandibola fratturata da un colpo di lanciagranate sparato da un metro e mezzo: l’agente è stato incriminato. A Tours un altro agente è indagato per Maël, 16 anni, che ha perso l’uso di un occhio; nega l’addebito.

L’ispettorato della polizia ha aperto 36 inchieste interne. Davanti al Senato Nuñez ha negato ogni «repressione poliziesca» e ha ripetuto che «il nostro ruolo primario è proteggere i liceali». Il 7 ottobre aveva sospeso le granate contro i cortei studenteschi; ora le riammette in caso di «violenze urbane estremamente gravi». Il sindacato di polizia Alliance ha sporto querela contro lo Stato «per messa in pericolo della vita altrui»; il portavoce della polizia non commenta le inchieste in corso. Amnesty International e gli esperti dell’Onu chiedono il ritiro dei lanciatori di proiettili di gomma.

La giornata di oggi non chiude nessuno di quei fascicoli. Nei licei si organizzano gruppi di soccorso sanitario «in previsione delle violenze poliziesche», racconta un insegnante di La Crèche, nell’ovest; i manifestanti usano un’app che segnala in tempo reale polizia, lacrimogeni ed elicotteri. «Sarà una specie di culminazione», dice Marie-Lou, 18 anni, studentessa a Lille.

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Police receive over 100 reports about credit card charges for iPhone Duo pre-orders

Hong Kong police have received more than 100 reports of unauthorised credit card transactions related to pre-orders of Apple’s latest iPhone model, the South China Morning Post has learned. Apple began its online pre-orders for its foldable iPhone Duo on Friday at 8pm, and complaints about suspicious transactions began to appear on social media overnight. Some credit card users claimed duplicate or unauthorised purchases of the new model. A source said the transactions involved a few million...

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Modi under pressure as India’s youth protests rise to highest level in a decade

Despite ⁠tens of thousands of security personnel deployed to stop them, youth protesters in India scaled barricades last ⁠week, chanted anti-government slogans and scuffled with police officers trying to drag them away. “Long live the revolution,” shouted one young man before police bundled him into a bus. Street protests in India this year are likely to be higher than at any time in the past decade, the independent Armed Conflict Location and Event Data Project has said, as dissent mounts...

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Da Roma riforniva di stupefacenti le piazze di spaccio del centro Italia, smantellata un’organizzazione: 8 misure cautelari

Da Roma riforniva di stupefacenti le piazze di spaccio del centro Italia, smantellata un’organizzazione: 8 misure cautelari

ROMA (ITALPRESS) – Dalla Capitale riforniva di stupefacenti le piazze di spaccio del centro Italia, a beneficio di pusher “attivi” in Roma, nel Lazio ed altre Regioni. Era questa l’attività di una giovane organizzazione criminale, fermata dalla polizia di Stato che ha effettuato otto misure cautelari, di cui 7 in carcere, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

In soli sei mesi, gli investigatori hanno documentato una movimentazione di oltre 4 quintali di hashish e circa un chilo di cocaina, per un valore commerciale stimabile in più di 350 mila euro. L’attività di indagine, condotta dalla squadra di polizia giudiziaria del XIV Distretto Primavalle e coordinata nella fase esecutiva dalla Squadra mobile, ha avuto origine nel 2022, con un carico di 50 kg di hashish stoccato a Bracciano e diretto in Abruzzo.

Questo primo input avrebbe, di fatto, tracciato una crepa all’interno dell’organizzazione, che ha permesso agli inquirenti di ricostruirne l’architettura criminale. Ricalcando un sistema piramidale, i tre capi al vertice dell’associazione dirigevano altri otto giovani, a loro volta preposti alla gestione dei depositi e retribuiti con un “mensile” di circa 8 mila euro.

Alla base della piramide, orbitavano corrieri più o meno occasionali, la cui paga variava dai 500 agli 800 euro al mese, a seconda della distanza da coprire. La geografia logistica di stoccaggio gravitava, di fatto, nella Capitale, intorno a basi disseminate tra i quartieri Aurelio, Tuscolano, Pineta Sacchetti e Boccea. In un caso isolato, è stato documentato l’utilizzo di un bungalow preso in affitto all’interno di un camping.

Il flusso informativo tra i componenti dell’associazione era stato organizzato dai tre “vertici” tramite un’applicazione di messaggistica poco nota. La fase delle trattative con la clientela era, invece, affidata alle piattaforme di messaggistica istantanea più popolari.

L’intera regia delle chat era poi appannaggio di un “capo”, che, dietro lo schermo, si muoveva utilizzando un nickname mutuato dall’inglese, che, già nella scelta del nome, sembrava voler imprimere una sorta di “marchio di qualità” alla sostanza commercializzata.

Sul fronte delle consegne, infine, la filiera era affidata a due utilitarie modificate con un sofisticato meccanismo, azionabile con una precisa e complessa combinazione di comandi di bordo, che dava accesso ad un doppiofondo, la cui capienza variava dagli 8 ai 10 kg di hashish. Il sistema di occultamento era utilizzato anche per il deposito della somma di denaro ricevuta una volta effettuata la consegna della partita.

-Foto ufficio stampa Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

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Security fears in Norway as Chinese smart cars record sensitive military data

Chinese-made cars filmed sensitive information during a Norwegian military exercise, including access codes at secure sites and officials’ comings and goings, raising concerns about the risks posed by connected vehicles. During a security exercise at Oslo airport on September 14 to 18, waiting soldiers tapping on their vehicle’s screen discovered videos recorded by the on-board cameras, the Dagens Naeringsliv newspaper revealed. The recordings showed who was getting in and out of the cars, the...

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Security fears in Norway as Chinese smart cars record sensitive military data

Chinese-made cars filmed sensitive information during a Norwegian military exercise, including access codes at secure sites and officials’ comings and goings, raising concerns about the risks posed by connected vehicles. During a security exercise at Oslo airport on September 14 to 18, waiting soldiers tapping on their vehicle’s screen discovered videos recorded by the on-board cameras, the Dagens Naeringsliv newspaper revealed. The recordings showed who was getting in and out of the cars, the...

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Enea sviluppa corsi di alta informazione per applicare l’intelligenza artificiale in modo etico e sicuro

Enea sviluppa corsi di alta informazione per applicare l’intelligenza artificiale in modo etico e sicuro

ROMA (ITALPRESS) – Formare professionisti in grado di applicare l’intelligenza artificiale (IA) in modo etico e sicuro. È questo l’obiettivo del progetto europeo a partecipazione ENEA PANORAIMA, che sta sviluppando una nuova generazione di percorsi di alta formazione dedicati all’IA responsabile.

“L’obiettivo è colmare il divario tra le tecnologie di IA più avanzate e i settori in cui la loro applicazione responsabile è davvero cruciale. A differenza dei percorsi pensati per formare data scientist, PANORAIMA si rivolge a professionisti e studenti privi di un background informatico, preparandoli a integrare l’IA nei rispettivi ambiti con un approccio human-centred, attento agli aspetti etici, alla governance dei dati e ai quadri normativi”, spiega il ricercatore Gabriele Piantadosi, referente ENEA per il progetto.

Il progetto è ora nella fase di sviluppo dei contenuti formativi e dei primi percorsi pilota. A regime sono previsti quattro percorsi master specialistici: IA per Sanità e Scienze della Vita; Media e Cultura; Management e Finanza; Diritto e Compliance. In particolare, ENEA contribuirà allo sviluppo del percorso IA per la Sanità e le Scienze della Vita, il primo dei quattro a essere sviluppato, guidando l’analisi di mercato del settore e collaborando con gli altri partner alla definizione delle competenze, dei profili professionali e dei contenuti formativi.

I corsi saranno proposti a partire dal prossimo anno accademico in diverse università europee, tra cui l’Università degli Studi di Napoli Federico II. ENEA partecipa al progetto con il laboratorio Energy e Data Science del dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in diversi settori applicativi strategici, dalle energie rinnovabili all’IoT, fino alla robotica per la persona e per l’industria.

Cofinanziato dall‘Unione Europea nell’ambito del Programma Digital Europe, PANORAIMA riunisce un consorzio paneuropeo di 15 partner: otto università distribuite in otto Paesi europei, quattro centri di eccellenza e tre PMI. Il progetto fa parte della più ampia community RAISE-U, in continuità con il precedente progetto HCAIM. Proprio grazie a questa dimensione internazionale, PANORAIMA punta a costruire un’offerta formativa di alto livello, sviluppata e condivisa su scala europea.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Abby Choi’s partner tells murder trial she hid ex-in-laws’ financial reliance on her

Slain Hong Kong socialite Abby Choi Tin-fung’s partner told a court this week she initially misled him about her former in-laws’ wealth before describing them as horrible and ungrateful after a bitter family dispute. Chris Tam Fong-chun’s testimony also shed light on his complex relationship with Choi and his former classmate Alex Kwong Kong-chi. The three remained connected through their four children, as Choi had two with each man. During the third week of the murder trial, Tam told the High...

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He Was a Top Voice on Palestinian Liberation. Filmgoers Are Listening.

A new documentary on Edward Said, the Palestinian American literary critic and activist who taught for decades at Columbia, brought New Yorkers together in a fraught political moment.

© Dave Sanders for The New York Times

Maiken Baird, left, directed the documentary on Edward Said, and Sarah Mowaswes, center, was one of its producers. Mr. Said’s daughter, Najla Said, right, was also part of the filmmaking process.
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Longevity Magazine – Puntata del 17/10/2026

Longevity Magazine - Puntata del 17/10/2026

MILANO (ITALPRESS) – Tutto per una sana e lunga vita. Nella ventesima puntata di Longevity Magazine, format Tv dell’agenzia di stampa Italpress, Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano del Gruppo San Donato, intervista Alessandro Littara, andrologo e sessuologo. L’intervista si è incentrata sul benessere intimo e sulla salute psicologica maschile, affrontando il superamento dei tabù culturali legati all’immagine corporea attraverso l’analisi delle tecniche chirurgiche e ambulatoriali di allungamento e ingrossamento genitale e l’applicazione di queste ultime nel trattamento dell’eiaculazione precoce.

sat/abr/gsl

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Il Kenya conferma il terzo caso di Ebola, tutti nella stessa famiglia: 127 contatti in quarantena a Nairobi

NAIROBI — «È stata diagnosticata precocemente e riceve cure di supporto che migliorano le sue possibilità di guarigione». Con queste parole il ministero della Salute del Kenya ha confermato ieri, venerdì 16 ottobre, il terzo caso di Ebola nel Paese: una donna di 65 anni, parente stretta dei primi due pazienti, in quarantena dal 6 ottobre e ora trasferita nell’unità per le malattie infettive di Nairobi.

Il dato che il governo mette in testa al comunicato è un altro: tutti e tre i casi appartengono alla stessa famiglia e tutti erano già isolati quando si sono ammalati. Non c’è alcuna evidenza di trasmissione comunitaria, riferisce Associated Press. La donna ha sviluppato febbre, mal di gola e malessere; è stata isolata, le è stato prelevato un campione e il test ha dato esito positivo. Il virus è del ceppo Bundibugyo, lo stesso dell’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo.

Il primo paziente, un uomo di 40 anni, è morto il 5 ottobre, due giorni dopo essere atterrato a Nairobi dal Congo. Il secondo, un uomo di 39 anni della stessa famiglia, è in condizioni stabili. Il terzo caso arriva dieci giorni dopo il primo decesso.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso i numeri del tracciamento: al 16 ottobre 127 dei 130 contatti censiti dal ministero erano in quarantena, con controllo quotidiano di temperatura e sintomi per 21 giorni. «I due nuovi casi sono stati individuati precocemente perché erano già in quarantena ed erano controllati ogni giorno», ha detto la rappresentante dell’Oms in Kenya, Neema Rusibamayila Kimambo. «Essere in quarantena significa che la famiglia e il pubblico sono meglio protetti dall’esposizione al virus».

La rassicurazione pesa meno di quanto sembri, perché per il Bundibugyo non esistono né un vaccino autorizzato né una terapia specifica: le sperimentazioni sono ancora in corso nel Congo. Lì l’epidemia, la diciassettesima nella storia del Paese, è stata dichiarata il 15 maggio e ha superato i 9.000 casi e i 4.000 morti, secondo Reuters. È la seconda più grande mai registrata. L’Oms la definisce «lontana dall’essere finita» e in rotta per superare quella dell’Africa occidentale del 2014-2016, che fece oltre 11.000 vittime.

Il viaggio da Kampala

Il percorso del primo paziente lo aveva ricostruito il ministro della Salute, Aden Duale, in conferenza stampa il 6 ottobre. L’uomo, cittadino keniano, viveva in Congo da sette anni ed era malato da circa un mese. Aveva viaggiato via strada fino a Kampala, capitale dell’Uganda, e da lì aveva preso un aereo per Nairobi sabato 3 ottobre. Il presidente William Ruto ha ordinato una risposta rafforzata: in quarantena sono finiti i familiari e 21 operatori sanitari, mentre sono stati rintracciati 23 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio dello stesso volo.

Ai valichi di frontiera con l’Uganda, a Busia e a Malaba, gli operatori sanitari misurano la temperatura ai viaggiatori e disinfettano le mani a chi entra. Il governo ha però deciso che il Paese resta aperto: nessuna restrizione a viaggi, commerci o assembramenti, in linea con l’Oms, che sconsiglia limitazioni verso Kenya, Congo e Uganda. L’Uganda ha registrato 20 casi e 2 morti quest’anno ed è stata dichiarata libera dal virus ad agosto.

Il ministero avverte che altri casi tra i contatti in quarantena restano possibili fino alla fine del monitoraggio. Barbara Muttimos, medico di Medici Senza Frontiere, ha detto ad Associated Press che le probabilità di sopravvivere crescono se il virus viene individuato presto, e che per questo le persone devono essere «oneste sulle proprie esposizioni», dichiarando viaggi e sintomi.

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Onu, Rebeca Grynspan in testa nel primo voto ‘colorato’: ma pesa l’ombra dei veti

Onu, Rebeca Grynspan in testa nel primo voto ‘colorato’: ma pesa l’ombra dei veti

 di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La corsa alla successione di António Guterres alla guida delle Nazioni Unite entra nella fase decisiva. Il Consiglio di Sicurezza ha effettuato il primo straw poll “colorato“, che permette di distinguere i voti dei cinque membri permanenti, dotati del diritto di veto, da quelli degli altri dieci Paesi. In testa resta Rebeca Grynspan, economista costaricana, ex vicepresidente del Costa Rica e attuale segretaria generale dell’UNCTAD, l’agenzia ONU per il commercio e lo sviluppo. Ha ottenuto nove voti favorevoli (encourage), tre dei membri permanenti, cinque contrari (discourage), due dei P5, e un voto senza opinione.

Segue Carolyn Rodrigues Birkett, ambasciatrice della Guyana all’ONU ed ex ministra degli Esteri, con otto voti favorevoli, tre dei permanenti, sei contrari, due dei P5, e un no opinion. Otto voti favorevoli anche per Rafael Grossi, diplomatico argentino e direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Per lui sei contrari, due dei membri permanenti, e un voto senza opinione.

Più distanziato Macky Sall, senegalese ed ex presidente del Senegal dal 2012 al 2024, con cinque voti favorevoli e dieci contrari, tre dei quali dai permanenti. Olara Otunnu, ugandese, ex ministro degli Esteri ed ex rappresentante speciale dell’ONU per i bambini nei conflitti armati, raccoglie quattro voti favorevoli, dieci contrari, tre dei P5, e un no opinion. María Fernanda Espinosa, ecuadoriana, ex ministra degli Esteri ed ex presidente dell’Assemblea generale dell’ONU, ottiene tre voti favorevoli, nove contrari, tre dei permanenti, e tre no opinion.

 Chiude Ivonne A-Baki, diplomatica ecuadoriana, già ambasciatrice negli Stati Uniti, in Francia e in Qatar, con un solo voto favorevole e quattordici contrari, compresi quelli di tutti e cinque i membri permanenti. Il risultato politico è significativo: nessuno dei sette candidati è attualmente al riparo da un veto. Persino Grynspan, che guida la corsa, incontra l’opposizione di due potenze permanenti.

Il voto “colorato” rivela se un’opposizione proviene dai P5, ma non identifica quale Paese l’abbia espressa. La scelta del prossimo Segretario generale dipenderà dunque dalla capacità dei candidati di superare queste resistenze diplomatiche. Non è escluso che, di fronte allo stallo, possano emergere nuove candidature. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Urso “Il Governo è pronto a sostenere Stellantis per il secondo modello a Mirafiori”

Urso “Il Governo è pronto a sostenere Stellantis per il secondo modello a Mirafiori”

ROMA (ITALPRESS) – Il governo è pronto a sostenere Stellantis nella produzione di un secondo modello a Mirafiori. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a Milano Finanza. “Ho parlato con l’azienda per aumentare le potenzialità produttive di Mirafiori, in diversi incontri avuti negli ultimi mesi. Trovo un riscontro positivo nelle dichiarazioni rilasciate da Arnaud Belloni, nuovo ceo di Fiat, al Salone di Parigi che ha fatto specifico riferimento a un secondo modello. Siamo pronti a supportare questa opportunità con gli strumenti a nostra disposizione”, ha detto Urso.

Secondo il ministro, “Nei primi nove mesi dell’anno la produzione negli stabilimenti italiani di Stellantis è aumentata del 28,3% rispetto all’anno precedente. Si è ridotto il ricorso alla cassa integrazione di oltre il 30% e il beneficio è stato immediato anche per la filiera automotive, con contratti per almeno 7 miliardi destinati alle imprese italiane”. Urso lo ha definito “un risultato importante se si pensa che altrove in Europa gli stabilimenti vengono chiusi e i licenziamenti vengono annunciati. Ma vi è senz’altro ancora molto da fare, soprattutto rispetto ad alcune regole europee che hanno portato alla crisi del comparto e al collasso di quelle aziende che hanno perseverato nell’ideologia del tutto elettrico”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS9.

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Unrae, a settembre il mercato dei veicoli industriali è in crescita del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2025

Unrae, a settembre il mercato dei veicoli industriali è in crescita del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2025

ROMA (ITALPRESS) – A settembre il mercato dei veicoli industriali registra 2.146 immatricolazioni, in crescita del 3,4% rispetto alle 2.075 dello stesso mese del 2025. Dopo cinque mesi di calo tornano a salire i veicoli leggeri da 3,51 a 6 t, che passano da 59 a 72 unità (+22,0%), mentre i mezzi da 6,01 a 15,99 t scendono da 187 a 167 unità (-10,7%). Lo rileva il Centro Studi e Statistiche UNRAE sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

In crescita i veicoli di massa pari o superiore a 16 t, con 1.907 immatricolazioni contro le 1.829 dell’anno precedente (+4,3%). Nel segmento, l’aumento è trainato dai trattori stradali, che salgono da 1.096 a 1.221 unità (+11,4%), mentre i carri calano da 733 a 686 unità (-6,4%). Nei primi nove mesi del 2026 il mercato raggiunge così 21.332 immatricolazioni, in crescita del 3,0% rispetto alle 20.717 del 2025.

“Il ritorno del mercato in territorio positivo a settembre è un segnale confortante, ma per consolidarlo le imprese hanno bisogno di certezze sugli strumenti a supporto del rinnovo delle flotte. A un anno dallo stanziamento, è indispensabile che i 590 milioni di euro del Fondo straordinario per l’autotrasporto vedano finalmente la luce con la pubblicazione del Decreto attuativo. Auspichiamo che, come annunciato dal MIT, il provvedimento venga ratificato a breve dal MEF, fissando tempistiche certe, così da permettere alle aziende di tradurre i programmi di investimento in ordini di nuovi veicoli”, dichiara Giovanni Dattoli, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE.

“Nel definire le modalità attuative del piano incentivante, chiediamo, come già proposto, di riservare una quota dello specifico plafond ai veicoli a zero emissioni oltre le 16 t, così da dare un impulso concreto alla decarbonizzazione della flotta pesante. Riteniamo inoltre essenziale che, sia per i veicoli a basse emissioni, come quelli alimentati a LNG e CNG, sia per la sostituzione di veicoli a gasolio con rottamazione, siano previsti criteri di applicazione chiari e semplici, che rendano il sostegno concretamente accessibile e attrattivo per le imprese”, continua Dattoli.

Sul fronte europeo, lo scorso 7 ottobre, il Parlamento UE ha approvato la revisione della Direttiva Eurovignette, che consentirà agli Stati membri di esentare dai pedaggi i veicoli pesanti a zero emissioni e di ridurre fino al 75% quelli dei mezzi a basse emissioni fino al 30 giugno 2031.

“Accanto agli incentivi servono condizioni abilitanti per l’effettivo sviluppo della transizione energetica, a partire da pedaggi commisurati alle emissioni di CO2. Mentre l’Europa aggiorna le regole, l’Italia non ha ancora recepito la Direttiva (UE) 2022/362, il cui termine è scaduto a marzo 2024. È un paradosso che priva le nostre imprese di uno strumento decisivo per la loro competitività e le penalizza rispetto ai concorrenti nel mercato unico. Per questo, chiediamo che a livello nazionale il recepimento venga completato senza ulteriori ritardi”, conclude Dattoli.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Trump sospende le sanzioni contro la Russia: “Interesse nazionale”

Trump sospende le sanzioni contro la Russia: “Interesse nazionale”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui sospende una serie di sanzioni imposte in precedenza alla Russia. Secondo quanto precisato da Trump, le deroghe sono state effettuate poiché rientrano nell’interesse nazionale.

Il pacchetto di sanzioni sarebbe entrato in vigore il 18 ottobre ed era stato messo a punto dal senatore Lindsey Graham. La decisione di Trump arriva dopo l’annuncio dello stesso capo della Casa Bianca secondo cui gli Usa avrebbero raggiunto un accordo con Mosca sul diesel russo, con l’obiettivo di ridurre i prezzi dell’energia sui mercati mondiali.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Golfo della Spezia, Enea mappa l’impatto delle attività umane sugli habitat marini

Golfo della Spezia, Enea mappa l’impatto delle attività umane sugli habitat marini

ROMA (ITALPRESS) – Nel Golfo della Spezia ENEA ha individuato gli habitat marini più esposti al rischio di degrado a causa delle attività umane applicando – per la prima volta nel Mar Mediterraneo – un metodo innovativo che incrocia mappe degli habitat e delle pressioni antropiche con i dati sulla vulnerabilità degli ecosistemi. Dallo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Management, emerge che le aree a rischio più elevato si localizzano soprattutto entro i primi 250 metri dalla costa dove si concentrano sia le attività umane che gli habitat più vulnerabili.

Tra questi figurano le praterie di fanerogame marine quali la Posidonia oceanica e la Cymodocea nodosa, identificate come ad alto rischio, rispettivamente per il 72,8% e il 20,6% della loro estensione totale, ma anche le colonie del corallo mediterraneo Cladocora caespitosa, il coralligeno e gli impianti di molluschicoltura. Le principali cause di rischio sono gli ancoraggi non regolamentati delle imbarcazioni, la presenza delle condotte di scarico, la vicinanza dei porti turistici e di altre attività di nautica.

“Le mappe di rischio ci aiutano a capire dove intervenire per proteggere gli habitat più vulnerabili”, spiega Alessandro Sebastiani, ricercatore del Dipartimento ENEA Sostenibilità e primo autore dello studio. “Questo modello applicato al Golfo della Spezia rappresenta un punto di partenza per una pianificazione dello spazio marittimo basata sugli ecosistemi[2], fondamentale per la tutela della biodiversità e dei servizi ecosistemici in aree fortemente antropizzate”.

Lo studio contiene anche la simulazione di azioni di tutela degli ecosistemi, quali ormeggi regolamentati, controlli più efficaci e interventi per ridurre le pressioni legate agli scarichi e alle aree portuali. In questo scenario, la superficie di habitat ad alto rischio entro 250 metri dalla costa si riduce del 78,9%.

“Queste riduzioni sono il risultato di una simulazione e mostrano il potenziale degli interventi di gestione”, precisa Elisabetta Salvatori, co-autrice dello studio e responsabile della Sezione Soluzioni Integrate e Nature-based per la rigenerazione Urbana del Dipartimento Sostenibilità ENEA.

“L’approccio proposto può essere applicato anche in altre aree costiere del Mediterraneo per aiutare amministrazioni e portatori di interesse a confrontare le misure di gestione possibili e a verificarne i risultati attraverso il monitoraggio”. 

Il Golfo della Spezia è un’area di grande valore naturalistico vicina alle aree marine protette di Porto Venere e delle Cinque Terre, al Parco di Montemarcello-Magra-Vara e al Santuario per i mammiferi marini “Pelagos”. Qui praterie di fanerogame, coralligeno e corallo madreporario mediterraneo dal grande interesse ecologico convivono con una crescente urbanizzazione costiera e attività impattanti come il turismo, l’acquacoltura e il trasporto marittimo.

L’attività è stata condotta nell’ambito del progetto RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment), finanziato dalla Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR.

-Foto ufficio stampa Enea-
(ITALPRESS).

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In Italia ci sono 400 mila imprese guidate da giovani under 35, oltre la metà nel terziario

In Italia ci sono 400 mila imprese guidate da giovani under 35, oltre la metà nel terziario

MILANO (ITALPRESS) – In Italia ci sono 400mila imprese giovanili, guidate da under 35, di cui oltre la metà operano nel terziario di mercato. Negli ultimi sette anni, se ne sono perse complessivamente quasi 67mila (-14,3%) e la loro incidenza sul totale è scesa dal 9,1% all’8%. Nel terziario di mercato la contrazione è stata di oltre 47mila imprese (-15,4%), con una quota sul totale passata dal 10,9% al 9,7%. Questo settore continua comunque a registrare un’incidenza significativamente più elevata di imprese giovanili rispetto agli altri comparti dell’economia complessivamente considerati (9,7% contro il 6%).

Sono questi i dati più importanti emersi nell‘ultima analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio e realizzata in occasione del XVII Forum nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio che si è svolta a Milano. In termini di ripartizione geografica, emerge la presenza di un ampio divario tra Nord e Centro-Sud. Al Nord si concentra quasi la metà dei giovani imprenditori – con la Lombardia come prima regione – e registra complessivamente una flessione negli ultimi sette anni più contenuta (-3,2%), a fronte di una riduzione del 19,0% nel Centro e del 22,9% nel Mezzogiorno. Secondo l’analisi di Confcommercio, questi dati riflettono gli effetti dell’andamento demografico degli ultimi anni, che ha determinato una riduzione della popolazione giovane, particolarmente accentuata nel Mezzogiorno.

Nel dettaglio, al Sud l’Area Confcommercio (comprendente commercio, alloggio e ristorazione, trasporti e servizi alle imprese e alle persone) registra una contrazione dei giovani imprenditori pari al 25,9% e una diminuzione del 9,7% della popolazione tra i 18 e i 34 anni. A livello settoriale, sono i comparti tradizionali, in particolare il piccolo commercio alimentare e non alimentare, a registrare le maggiori perdite percentuali di giovani imprenditori. Un andamento che riflette non solo le dinamiche demografiche, ma anche le difficoltà più generali del formato distributivo.

In controtendenza, si distinguono i settori a maggiore specializzazione o caratterizzati da una maggiore scala dimensionale, come le attività professionali (+28,6%) e la grande distribuzione (+27%). Le perdite di giovani imprenditori si concentrano, invece, nei comparti più tradizionali, in particolare il piccolo commercio. La presenza di giovani imprenditori sembra inoltre accompagnarsi a una maggiore presenza di giovani tra gli addetti. La quota di occupati under 35 è infatti sistematicamente più elevata nelle imprese più giovani, in particolare in quelle con meno di cinque anni di attività. In queste imprese, il 36,1% degli addetti ha meno di 35 anni, contro il 24,5% registrato nel complesso delle imprese.

Il fenomeno assume particolare rilievo in alcuni comparti: tra le imprese con meno di cinque anni, la quota di giovani addetti raggiunge il 49,3% nell’alloggio e ristorazione, il 47,7% nella sanità, il 46,6% nei servizi alla persona e il 42,4% nelle attività professionali. La maggiore presenza di capitale umano giovane si associa, inoltre, a risultati migliori sul piano dell’innovazione e della performance d’impresa.

Secondo l’Istat, una maggiore quota di giovani addetti è positivamente correlata sia con la probabilità che l’impresa abbia realizzato con successo investimenti in tecnologie digitali, sia con la performance nel medio periodo, misurata in termini di crescita dell’occupazione, del fatturato e della produttività.

“Stiamo affrontando un cambiamento radicale come persone e come imprese. Lo stesso mercato del lavoro, tra Intelligenza Artificiale e i temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale è di fronte ad una sfida storica. Le imprese, in particolare le nuove imprese, devono imparare a navigare l’imprevisto e, talvolta, l’imprevedibile. Ed è una responsabilità per il sistema della rappresentanza a partire da quella dedicata ai giovani imprenditori perché sono proprio loro che quando decidono di fare impresa, lo fanno per la maggior parte proprio nei settori che Confcommercio rappresenta. Siamo, da sempre, casa e voce per le giovani imprese che popolano il mercato, le vite delle persone, delle città e dei territori e le scelte delle nuove generazioni.”, ha dichiarato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.

“I dati lo dimostrano: le imprese giovani portano sostenibilità e innovazione e assumono giovani lavoratori. Ecco perché non ci convince quando vediamo che il dibattito pubblico si concentra su misure per incoraggiare l’occupazione giovanile e non si pensa invece a valorizzare le giovani imprese e i giovani che fanno impresa”, ha commentato il presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Matteo Musacci. “La questione generazionale non può essere ridotta a un semplice sollievo fiscale generico, ma va incoraggiato di più ciò che più crea valore per tutti, cioè l’imprenditoria. Non pretendiamo che fare impresa in Italia sia facile, ma che sia semplice sì – ha aggiunto – Chiediamo regole chiare e giuste e politiche che investano su chi decide di intraprendere investendo le proprie risorse, le proprie energie e la propria identità”.

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Ucraina, raid russi in diverse regioni: missili su Zaporizhia e Kryvyi Rih

Ucraina, raid russi in diverse regioni: missili su Zaporizhia e Kryvyi Rih

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Le forze aeree russe hanno pesantemente attaccato diverse regioni dell’Ucraina nella notte. Secondo quanto riferisce l’agenzia Rbc Ukraina, citando l’aeronautica di Kiev, gli attacchi hanno riguardato 22 località e sono stati condotti con missili balistici, missili da crociera, missili Caliber e 332 droni d’attacco.

Questa mattina i russi hanno attaccato anche Zaporizhia e Kryvyi Rih con missili balistici e missili da crociera. I bombardamenti hanno danneggiato alcune case, colpito un’azienda e ferito diverse persone.

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L’intesa tra Trump e Putin prepara un autunno difficile per l’Ucraina e per l’Europa

L’intesa tra Trump e Putin prepara un autunno difficile per l’Ucraina e per l’Europa

di Vincenzo Petrone (*)

ROMA (ITALPRESS) – La decisione del Presidente degli Stati Uniti di sospendere le sanzioni sul diesel russo, la parziale interruzione del sistema di telecomunicazioni militari Starshield utilizzato dalle Forze Armate ucraine, la mancata condivisione dell’intelligence satellitare americana dell’arrivo imminente di missili balistici russi.

Sono tre indizi che fanno una prova di un’intesa tra Trump e Putin per indebolire drasticamente la resistenza dell’Ucraina.

L’obiettivo è creare vulnerabilità e imporre a Zelensky un cessate il fuoco alle condizioni di Putin, ossia la cessione dell’intero Donbass, comprese le aree mai conquistate dalla Russia.

Il corollario del cessate il fuoco sono le dimissioni del Presidente Zelensky, che Mosca pretende dal primo giorno della sua aggressione.

La riunione dell’APEC a Shenzhen in novembre può essere l’occasione per sancire questa intesa a danno dell’Ucraina e alle spalle dell’Europa, con una solenne riunione tripartita tra i Grandi del mondo, ossia Trump, Putin e Xi Jinping.

Non necessariamente le cose andranno come Trump e Putin vorrebbero.

Tra pochi giorni, il 3 novembre, ci sono infatti le elezioni di mid-term e le prospettive elettorali per Trump sono sfavorevoli.

Quelle elezioni riguardano molto da vicino anche noi europei.

Una pesante sconfitta del Partito Repubblicano e un nuovo Congresso controllato dal Partito Democratico alla Camera e forse anche al Senato finalmente metterebbero il morso alle intemperanze di questo Presidente in politica estera e all’astio che egli nutre per noi europei.

L’ultima trovata, la sospensione delle sanzioni sul diesel esportato dalla Russia, ha aperto una breccia nel meccanismo sanzionatorio e potrebbe essere l’inizio di ulteriori misure di scongelamento di risorse finanziarie russe bloccate nelle banche americane.

La portata immediata della decisione di Trump sul diesel è politica molto più che economica.

Annunciando che permetterà alla Russia di vendere sui mercati 1,8 milioni di tonnellate di diesel entro dicembre 2026, Trump ha affermato di voler in tal modo far scendere i prezzi del diesel.

Ma questa è soltanto un’infantile mistificazione della realtà, visto che si tratta di quantità modeste, meno della metà del consumo di diesel dei soli Stati Uniti nell’arco di un giorno.
E Putin quel diesel da vendere all’estero probabilmente non ce l’ha proprio.

L’Ucraina ha infatti già distrutto quasi la metà della capacità di raffinazione della Russia e, dopo il tradimento di Trump, appare ancor più determinata a continuare a colpire le raffinerie dell’avversario.

E allora?

L’annuncio di Trump fa pensare a una scelta di campo apertamente filorussa.

A parte la propaganda elettorale per contenere l’imminente sconfitta alle urne, Trump vuole mandare un messaggio, ossia che l’America, incluse le società che fanno capo ad amici e parenti del Presidente, vuole riprendere a fare affari con Putin, quale che sia la violenza con cui questi sta conducendo la guerra e quale che sia il prezzo che l’Ucraina dovrà pagare.

I due plenipotenziari della diplomazia di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, hanno già in passato candidamente affermato che, per fermare l’aggressione russa, occorre fare affari con Mosca.

Unilateralmente, sulla sua personale piattaforma, Trump sabato scorso ha annunciato anche che ci sarebbe stata, «effective immediately», una tregua «energetica» nei bombardamenti tra i due contendenti.

Senza molto riguardo per Trump, già nella serata di domenica i russi hanno bombardato proprio quelle infrastrutture. E, dopo essersi fermata per 24 ore, anche l’Ucraina lunedì ha ripreso a fare altrettanto contro le raffinerie dell’avversario.

Il fatto è che quella «tregua energetica» annunciata incautamente è l’opposto dell’obiettivo bellico che i due Paesi in guerra si propongono in questa fase.

L’obiettivo russo è preparare un inverno insopportabile per i civili ucraini. L’obiettivo ucraino è devastare le raffinerie russe per impedire la produzione e l’export di idrocarburi che alimentano la guerra di Putin.

A noi europei, la connivenza tra il Presidente americano e quello russo potrebbe riservare anche un’altra amara sorpresa.

Per Trump quest’autunno ci saranno infatti due opportunità, sotto i riflettori del mondo, di marcare la distanza dell’America dall’Europa e la sua intesa con la Russia.

La prima sarà il vertice dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation), che si terrà a Shenzhen il 18-19 novembre.

È già previsto da tempo che Trump e Xi Jinping si incontrino in quella occasione, per la terza volta quest’anno.

La seconda data che potrebbe riservarci brutte sorprese è quella del successivo vertice del G20, previsto a Miami il 14-15 dicembre.

Un vertice che, poco dignitosamente per i Capi di Governo invitati, si terrà letteralmente nella dépendance personale di Trump, il Trump National Doral, un pacchiano complesso con 643 stanze, quattro campi da golf, SPA di ogni genere e piscine faraoniche.

Putin è stato invitato da Trump a parteciparvi con tutti gli onori.

Questa è la prima volta che un vertice multilaterale si tiene, peraltro a pagamento per quanto riguarda l’uso delle stanze d’albergo, in una location che appartiene letteralmente, non figurativamente, al Presidente, padrone di casa.

Ma, a parte queste curiosità, chiediamoci perché questi due appuntamenti internazionali riguardino l’Europa.

La ragione è che a Shenzhen in novembre, oppure nel boudoir del Trump National Doral in dicembre, potrebbe aver luogo il primo incontro trilaterale tra lo stesso Trump, Putin e Xi Jinping.

L’oggetto dell’incontro, dalle notizie che circolano, sarebbe la «pace».

Se ci fosse, quell’incontro potrebbe non essere che l’inizio di una prassi.

Ma di quale pace si parlerebbe?

Prima di tutto, di quella in Ucraina.

Per Trump è la più facile da ottenere: basta che tolga a Zelensky tre pilastri della resistenza. Il primo è Starshield, la versione militare della rete satellitare Starlink di Elon Musk. Il secondo è l’intelligence satellitare americana per i missili lanciati dai russi. Il terzo sono le piattaforme e le munizioni di difesa antimissile che sono prodotte negli USA, ma vengono pagate dai Paesi europei che poi le passano all’Ucraina.

Due segnali arrivati oggi dal teatro ucraino sono particolarmente preoccupanti, perché sono indicativi della volontà americana di piegare in tempi brevi le capacità di resistenza dell’Ucraina.

Il primo è che le Forze Armate di Kiev stanno registrando interruzioni nel funzionamento della rete di comunicazioni Starshield, che governa le traiettorie dei droni ucraini, e non hanno ricevuto informazioni plausibili dai tecnici di Elon Musk circa le ragioni del problema. Musk ha fatto sapere che la sua Starshield è gestita dal Pentagono e, in tal modo, ha confermato che l’interruzione del servizio è stata decisa a livello politico.

Il secondo segnale è la mancata allerta da parte dell’intelligence satellitare americana circa l’imminente impatto di missili balistici russi contro obiettivi civili in Ucraina. La conseguenza è stata che, in assenza del preavviso che consente ai civili di rifugiarsi nei bunker, le sirene d’allarme non sono state attivate e questo ha causato un numero particolarmente elevato di vittime civili.

Quale sarebbe l’interesse di Xi Jinping a convocare un vertice tripartito a Shenzhen?

In primo luogo, il Presidente del PCC ne uscirebbe con l’aureola di leader e uomo di pace a livello planetario, capace di mettere al tavolo russi e americani per far tacere le armi.

Xi potrebbe pretendere comunque anche qualcosa di più concreto, ossia un ulteriore rinvio delle forniture militari americane a Taiwan, già approvate ormai un anno fa dal Congresso e mai consegnate per decisione di Trump.

Per quanto concerne il Presidente americano, il principale tornaconto riguarderebbe la guerra con l’Iran. Una guerra che l’America non riuscirà a sostenere a lungo e da cui non riesce a districarsi.

Il Presidente chiederà a Xi e a Putin di esercitare pressioni sull’Iran perché accetti un cessate il fuoco che per gli americani sia dignitoso quanto basta a permettere loro di «declare victory and leave».

Ma non è affatto detto che questa operazione riesca, perché l’Iran è convinto di essere in una buona posizione strategica e perché, mentre gli strumenti di coercizione di Trump sull’Ucraina sono di efficacia pressoché immediata, quelli cinesi e russi sull’Iran sono meno diretti e cogenti, anche se significativi.

In conclusione, non ci sono ancora evidenze che il vertice a tre effettivamente ci sarà. Quello che è sicuro è che se ne sta parlando da qualche settimana nelle tre capitali.
Non deve essere facilissimo per Putin e per Trump convincere Xi Jinping a organizzarlo.
Rispetto a Russia e America, la Cina è al momento obiettivamente messa molto meglio.
Le guerre in Ucraina e nel Golfo stanno portando soprattutto vantaggi alla postura di politica estera e di sicurezza di Pechino.

La Russia è diventata per necessità un vassallo di Pechino, compra tutto quello che la manifattura cinese decide di esportarvi e vende in Cina il petrolio a prezzi stracciati.

Gli Stati Uniti, invece, restano impigliati in una ragnatela di rischi militari ed economici pressoché impossibili da governare, ma che stanno costando molto sia in termini finanziari sia di arsenali militari. E questo aiuta a far sì che tra le priorità dell’America oggi non ci sia spazio per la salvaguardia di Taiwan.

La conferma delle discussioni in atto per il vertice a tre viene da Mosca, da Putin in prima persona.

Il direttore del Center for China and Globalization, organismo controllato dal Governo di Pechino, la settimana scorsa ha chiesto a Putin, in un’intervista, se fosse ipotizzabile un incontro tra lo stesso Putin, Trump e Xi a Shenzhen, con «l’obiettivo di promuovere la pace».

Putin ha risposto che «l’incontro è possibile» e che l’iniziativa di realizzarlo «dipende anche dalla Potenza padrona di casa».

La risposta del Presidente russo suona come un appello a Xi perché concretizzi l’invito. E come un mezzo per preparare il terreno per quella riunione, indicando fin d’ora la disponibilità di Putin a una mediazione per un cessate il fuoco.

Mediazione da realizzare nel contesto del riconoscimento che la Russia è una delle tre Grandi Potenze globali e a certe condizioni.

D’altronde, lo stesso Trump da oltre un anno sta lasciando la porta aperta per un incontro tripartito.

E in questa luce si comprende meglio la sua sorprendente affermazione di sabato. Secondo Trump, Zelensky «avrebbe potuto chiudere questa guerra in più occasioni, ma non ha voluto coglierle». E l’Ucraina «ha bisogno di un nuovo Presidente».

In chiaro, Zelensky e la resistenza ucraina sono di ostacolo alla politica estera e commerciale americana e a una nuova sistemazione degli assetti strategici in Europa.

A parte gli opachi legami personali sui quali il prossimo Congresso farà luce, Trump e Putin sembrano avere in comune una visione del mondo da suddividere in sfere di influenza dominate da Paesi in grado di esercitarla con lo strumento militare.

Per le Americhe, Trump non ha esitato a ufficializzare questi concetti, nel complesso definiti come «Donroe Doctrine».

Non ci si può dunque sorprendere se Trump manifesta connivenza per la simmetrica pretesa di Putin di ricostituire intorno alla Federazione Russa la zona di rispetto che, mutatis mutandis, aveva l’Unione Sovietica prima che si disintegrasse.

Trattandosi di Trump e della sua infinita capacità di portare rancore, ricordiamoci che Zelensky, il 25 luglio del 2019, nella telefonata che è stata il colpo d’inizio della procedura di impeachment da parte del Congresso, si è permesso di respingere la richiesta dello stesso Trump di indagare sugli affari in Ucraina del figlio di Joe Biden. E questo in cambio di una fornitura di missili Javelin.

Con l’approssimarsi della data dell’APEC, sentiremo evocare facili paralleli con l’incontro di Yalta del 4-11 febbraio del 1945, quando Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica, a guerra ormai vinta, discussero gli assetti postbellici.

Il parallelo tra Yalta e l’eventuale riunione tripartita di Shenzhen in novembre o di Miami in dicembre è storicamente improprio.

La ricerca storica ha infatti accertato da tempo che a Yalta Roosevelt e Churchill non stipularono affatto un’intesa con Stalin sulla divisione dell’Europa e ancor meno riconobbero all’Unione Sovietica il controllo postbellico dei Paesi dell’Europa centrale.

Al contrario, nella dichiarazione ufficiale, sottoscritta l’11 febbraio 1945, si prevedeva che nei Paesi occupati i vincitori si sarebbero impegnati ad «aiutare i popoli liberati a creare istituzioni democratiche di loro scelta… attraverso elezioni di governi responsabili verso la volontà popolare».

Per Stalin, il termine «istituzioni democratiche» voleva dire «istituzioni di democrazia popolare» di impronta sovietica, sottoposte al controllo di Mosca.

La simpatia di Vladimir Putin per Josif Vissarionovich Džugašvili, detto Stalin, e per l’Unione Sovietica fa presagire il genere di interpretazione che Putin darebbe al riconoscimento di una sua sfera di influenza in Europa centrale e orientale.

E i leader europei non dovrebbero lesinare chiarezza nel denunciare con forza il rifiuto di accettare i seguiti in Europa di un’intesa tra Putin e Trump. Anche perché gli elettori americani, il 3 novembre, potrebbero sbarrare la strada a Trump se decretassero nelle urne un «wipeout», una sconfitta clamorosa del Partito Repubblicano.

Xi Jinping sta appunto attendendo di vedere i risultati di queste elezioni prima di decidere se formulare davvero l’invito tripartito o lasciar perdere.

Per noi europei, la sconfitta elettorale di Trump sarebbe una boccata d’ossigeno per alzare la posta nel contrasto all’aggressione russa e riacquistare anche una più dignitosa postura verso l’America dei MAGA.

Si può fare, il Canada lo dimostra.

Per noi italiani, la pubblica disapprovazione espressa finalmente senza mezzi termini dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la decisione di Trump sul diesel russo è un fatto molto positivo e sarebbe bene dargliene atto.

* Ambasciatore A. R., ex Ambasciatore a Tokyo ed ex Direttore della Fondazione Italia Cina

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Bankitalia, le proiezioni per l’economia italiana sono condizionate dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente

Bankitalia, le proiezioni per l’economia italiana sono condizionate dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente

ROMA (ITALPRESS) – Secondo la Banca d’Italia le proiezioni per l’economia italiana relative al periodo 2026-2028 sono fortemente condizionate dall‘evoluzione della crisi in Medio Oriente e dalle sue ripercussioni sui prezzi delle materie prime. Nelle previsioni si ipotizza che i prezzi del greggio e del gas naturale, desunti dalle quotazioni dei contratti futures, rimangano elevati fino ai primi mesi del prossimo anno, per poi attenuarsi nel corso del tempo.

I tassi di interesse salgono su tutte le scadenze, con un conseguente graduale incremento dei costi di finanziamento per famiglie e imprese lungo tutto l’orizzonte di previsione. Il commercio mondiale si rafforza progressivamente, riflettendo l’ipotesi di un graduale dissolversi dell’incertezza e il proseguimento della fase espansiva degli investimenti riconducibili all’intelligenza artificiale.

Sulla base di queste ipotesi, la Banca d’Italia stima che il Pil dell’Italia cresca dello 0,9% nel 2026, dello 0,7% nel 2027 e dello 0,8% nel 2028; al netto della correzione per le giornate lavorative, l’aumento nei tre anni sarebbe rispettivamente dell’1%, dello 0,7% e dello 0,6%. 

Nella seconda metà dell’anno in corso e nella prima del 2027 la spesa delle famiglie risentirebbe principalmente dei forti rincari dei prodotti energetici sui mercati internazionali; riprenderebbe vigore in seguito, con l’attenuarsi degli effetti legati alla crisi mediorientale. La crescita delle esportazioni sarebbe sostenuta dal rafforzamento degli scambi internazionali; risulterebbe inferiore a quella della domanda estera potenziale, in parte trainata dalla filiera dei beni ad alta tecnologia, alla quale l’Italia partecipa in misura ancora limitata.

L’occupazione continuerebbe ad aumentare a un ritmo moderato e il tasso di disoccupazione rimarrebbe pressoché stabile lungo l’orizzonte previsivo, su livelli intorno al 6%. L’inflazione al consumo salirebbe al 3,2% quest’anno, raggiungendo un picco nel quarto trimestre, sospinta dalla componente energetica; scenderebbe al 2,4 nel 2027 e all’1,7 nel 2028. Al netto dei beni energetici e alimentari, l’incremento dei prezzi al consumo si collocherebbe intorno al 2% lungo l’intero orizzonte previsivo. Rispetto alle proiezioni pubblicate lo scorso giugno, le stime di crescita sono state riviste al rialzo di 0,4 punti percentuali nel 2026, di 0,3 nel 2027, e al ribasso di 0,1 punti percentuali nel 2028.

La revisione al rialzo per l’anno in corso riflette un impatto del conflitto in Medio Oriente meno marcato di quanto atteso in giugno, con effetti di trascinamento positivi anche per il 2027. Per quest’ultimo anno, alla revisione positiva contribuirebbero inoltre le maggiori spese per la difesa e la sicurezza energetica previste nel DPFP 2026. Le previsioni di inflazione sono state riviste al rialzo di 0,1 punti percentuali nell’anno in corso e di 0,4 nel prossimo, soprattutto a causa dei prezzi più alti delle materie prime e dei prodotti petroliferi raffinati; per il 2028 sono state corrette al ribasso di 0,2 punti percentuali, per via di effetti base negativi più marcati legati alla riduzione delle quotazioni energetiche. Per il biennio 2026-27 le proiezioni di crescita e inflazione riportate in questo riquadro sono simili a quelle formulate più di recente dai principali previsori istituzionali. L’incertezza che circonda tali proiezioni rimane elevata. 

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Ucraina, Crosetto “Sarebbe un grave errore limitare a Kiev l’accesso ai sistemi satellitari”

Ucraina, Crosetto “Sarebbe un grave errore limitare a Kiev l’accesso ai sistemi satellitari”

ROMA (ITALPRESS) – “Sarebbe un grave errore” da parte degli Stati Uniti limitare l’accesso ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence usati dall’Ucraina per difendersi dagli attacchi russi. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista alla Bbc. Secondo il ministro, una mossa del genere rischierebbe di prolungare il conflitto anziché portare alla pace.

 “La pace arriverà quando Putin sarà convinto che c’è una situazione di stallo, che non può avanzare ulteriormente”, afferma Crosetto, sostenendo che soltanto la consapevolezza di non poter conseguire ulteriori risultati militari potrebbe indurre il Cremlino a negoziare. “Se vede delle debolezze da parte ucraina, e se gli Stati Uniti privano l’Ucraina delle risorse, questo crea debolezza, allora crederà di poter vincere. Quindi continuerà la guerra”.

Il ministro mette così in discussione l’efficacia di una strategia che punti a esercitare pressioni su Kiev attraverso la riduzione dell’assistenza militare. Nella sua valutazione, privare l’Ucraina delle capacità necessarie alla difesa finirebbe per rafforzare le aspettative russe di una vittoria sul campo, allontanando le condizioni per una pace negoziata.

Quanto alla posizione italiana, Crosetto assicura che il sostegno militare a Kiev continuerà “finché questo governo sarà in carica”, pur riconoscendo le crescenti difficoltà politiche interne. Con l’avvicinarsi delle elezioni, ottenere l’approvazione parlamentare per ulteriori forniture di armamenti sarà infatti “più difficile”.

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La Tunisia punta a diversificare i mercati di destinazione delle esportazioni di olio d’oliva e datteri

La Tunisia punta a diversificare i mercati di destinazione delle esportazioni di olio d’oliva e datteri

TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – La Tunisia punta a diversificare i mercati di destinazione delle esportazioni di olio d’oliva e datteri, rafforzando la propria presenza in Asia, Africa e nelle Americhe. La strategia è stata illustrata dal ministro tunisino del Commercio e dello sviluppo delle esportazioni, Samir Abid, in occasione di una giornata informativa dedicata al finanziamento delle esportazioni dei due prodotti, inaugurata il 16 ottobre presso il Consiglio bancario e finanziario.

Il ministro ha sottolineato che l’olio d’oliva e i datteri rivestono un’importanza strategica per l’economia tunisina. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della promozione delle esportazioni attraverso la collaborazione tra settore pubblico e privato, una maggiore valorizzazione degli accordi commerciali con i partner economici e il sostegno alla competitività delle imprese esportatrici, soprattutto piccole e medie. Abid ha inoltre evidenziato la necessità di mobilitare le risorse finanziarie adeguate e di migliorare gli strumenti di accompagnamento delle imprese, affinché possano affrontare le difficoltà legate all’accesso ai mercati esteri.

Il programma della giornata ha approfondito il finanziamento delle operazioni di trasformazione, confezionamento, esportazione e investimento, oltre agli strumenti per il commercio estero e l’assicurazione delle esportazioni.

Il presidente del Consiglio bancario e finanziario, Naji Ghandri, ha confermato la disponibilità delle banche a sostenere lo sviluppo delle esportazioni tunisine di olio d’oliva e datteri. Ha inoltre annunciato l’intenzione di organizzare incontri regionali con gli esportatori, in particolare quelli di dimensioni più ridotte, per presentare gli strumenti di finanziamento e accompagnamento disponibili per le piccole e medie imprese.

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Il Governo della Libia presenta i suoi piani per sviluppare il settore energetico

Il Governo della Libia presenta i suoi piani per sviluppare il settore energetico

TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – Il Governo di Unità Nazionale libico ha illustrato i suoi piani per sviluppare il settore energetico. Tra questi, l‘aumento della produzione di petrolio e gas, l’ammodernamento delle infrastrutture, l’incremento degli investimenti, la massimizzazione dell’uso del gas naturale e l’espansione dei progetti di energia rinnovabile, oltre alla riduzione delle emissioni e del flaring.

Secondo quanto dichiarato dal Governo di Unità Nazionale libico in un comunicato, la visione è stata presentata dal ministro del Petrolio e del Gas libico Khalifa Abdul Sadiq durante le sessioni ministeriali di alto livello della 25esima edizione del World Energy Congress a Riad, in Arabia Saudita, insieme a Mustafa Al-Manea, capo del team esecutivo per le iniziative del primo ministro e i progetti strategici, Yassin Al-Abyad, direttore generale del Fondo di Sviluppo Economico e Sociale, e Bashir Al-Ashhab, presidente di Green Stream.

La visione governativa considera lo sviluppo del settore energetico uno dei principali motori della crescita economica, sfruttando le risorse di idrocarburi, la posizione strategica tra Africa ed Europa e il potenziale solare. Il governo ha confermato l’apertura a partnership internazionali, investimenti e tecnologie per modernizzare il settore, trasferire conoscenze, costruire capacità nazionali e trasformare le risorse energetiche in valore economico e di sviluppo sostenibile.

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Inps, Fava “A Roma nel 2027 un forum globale del welfare”

Inps, Fava “A Roma nel 2027 un forum globale del welfare”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Un Forum globale del welfare a Roma nel giugno 2027. E, per arrivarci con dati e proposte, un Osservatorio permanente sul futuro del welfare. È la proposta che il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha presentato a Bruxelles al secondo CEO Roundtable di ESIP, (European Social Insurance Platform), l’incontro che riunisce i vertici degli istituti di previdenza e sicurezza sociale dei Paesi dell’Unione. Al centro, le sfide che mettono alla prova tutti i sistemi di protezione sociale europei: l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale, la mobilità dei lavoratori e le nuove forme di lavoro.

“Viviamo più a lungo, ed è la più grande conquista dell’Europa del Novecento. Nascono meno bambini, ed è la sfida che segnerà questo secolo. La tecnologia corre più veloce delle nostre regole, e lavoratori e pensionati attraversano i confini come mai prima”, ha detto Fava ai colleghi europei. “Oggi nell’Unione ci sono circa tre persone in età lavorativa per ogni over 65; entro la fine del secolo saranno meno di due. Dietro questi numeri c’è il patto tra le generazioni su cui l’Europa ha costruito la sua pace sociale. I nostri sistemi di welfare e previdenziali e le nostre leggi nazionali sono diversi, e così devono restare. Ma le sfide non conoscono frontiere. Sono le stesse, per tutti, e nessun Paese le vincerà da solo”.

Da qui la proposta dell’Osservatorio permanente sul futuro del welfare, un luogo di lavoro tecnico e scientifico aperto a esperti, istituzioni europee e principali enti previdenziali nazionali, che raccoglierà dati, leggerà le tendenze e preparerà le basi programmatiche da discutere e adottare al Forum di Roma. “Le grandi scelte si preparano con la conoscenza, non nell’urgenza delle emergenze”, ha spiegato il Presidente. “Penso a un think tank agile, concreto, misurato sui risultati. E voglio essere chiaro: non nasce un’altra struttura né un nuovo livello di burocrazia, e nessuno deciderà al posto di altri. Ogni scelta resta a ciascuno Stato e a ciascuna istituzione. Ciò che mettiamo in comune è la capacità di guardare lontano, insieme”.

Con il Presidente Fava, a Bruxelles erano presenti il Direttore Generale Valeria Vittimberga, il Direttore Centrale Relazioni Internazionali Giuseppe Conte e la dirigente Valeria Bonavolontà, il Direttore Centrale Audit, risk management, compliance e Antifrode Alessandro Romano.

 “Il modello sociale europeo è una delle forme più alte di civiltà che il nostro continente abbia saputo costruire: l’idea che nessuno resti solo davanti alla malattia, alla vecchiaia, alla perdita del lavoro”, ha dichiarato Fava a margine dell’incontro. “È un patrimonio unico al mondo, ma non è un’eredità garantita. Oggi chiede uno scatto d’orgoglio e il coraggio di rinnovarsi. Il Forum di Roma non sarà un luogo di sole parole. Sarà un cantiere, dove le idee diventano soluzioni e le soluzioni diventano scelte condivise, per un welfare di cittadinanza europea più resiliente, più equo, più innovativo”.

Poi il richiamo alle origini. “Nel 1958, quando il mercato comune era ancora un progetto, l’Europa scelse di cominciare dalle persone, proteggendo chi attraversava un confine per lavorare. Quasi settant’anni dopo i confini sono cambiati. Non corrono più soltanto tra un Paese e l’altro, ma tra un lavoro e l’altro, tra una tecnologia e l’altra, tra una generazione e l’altra. La scelta, però, è la stessa di allora: mettere la persona al centro. Roma, nel 2027, sarà il luogo in cui rinnovarla”. 

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Fabri Fibra compie 50 anni e li festeggia in vetta alle classifiche

Fabri Fibra compie 50 anni e li festeggia in vetta alle classifiche

ROMA (ITALPRESS) – Fabri Fibra oggi compie 50 anni (è nato a Senigallia il 17 ottobre 1976) e festeggia nel modo migliore per un cantante: al 1° posto della Top 100 Album & Compilation e al 1° della Top 20 Cd, Vinili e Musicassette con “Zarathustra Style”, l’album realizzato insieme a Neffa e prodotto da quest’ultimo.

Un tassello ulteriore in una carriera da oltre un milione di copie vendute, dischi d’oro, di platino e multiplatino, Wind Music Awards e altri. E un risultato significativo per chi, come Fabrizio Tarducci (questo il suo vero nome), si è affacciato nell’ambiente dell’hip hop underground con il nome di Fabri Fil fin dalla metà degli anni Novanta.

Risale al 1994, infatti, il progetto “Uomini di mare” pubblicato con il rapper Lato col quale, cinque anni dopo, propone “Sindrome di fine millennio”. Nel 2002 Fabri Fil diventa Fabri Fibra ed esordisce come solista con “Turbe giovanili”, prodotto da Neffa e con la collaborazione del fratello minore Nesli. Il secondo album, “Mr Simpatia”, caratterizzato da racconti espliciti e aggressivi in cui afferma spesso di fare uso di droga, gli regala popolarità e considerazione da parte della critica. Il grande successo arriva al terzo album, “Tradimento” del 2006, da cui estrae la sua prima hit radiofonica, “Applausi per Fibra”. Il tradimento di cui parla è il suo nei confronti del suo pubblico per avere abbandonato la scena hip hop underground per un’etichetta discografica mainstream. Il successo dell’album non gli evita le critiche per il linguaggio esplicito, la violenza e lo scarso rispetto nei confronti delle donne contenuti nei suoi testi.

Ormai è il rapper per eccellenza e la sua fama cresce ancora grazie ai due album successivi, “Bugiardo” e “Chi vuol essere Fabri Fibra?”, dai quali estrae rispettivamente i singoli “In Italia” (feat. Gianna Nannini) e “Incomprensioni” (feat. Tiromancino). Tra i brani di “Bugiardo” ci sono anche “Potevi essere tu”, una riflessione sull’uccisione del piccolo Tommaso Onofri, e “Andiamo a Sanremo”, una feroce critica alla kermesse. “Chi vuol essere Fabri Fibra?”, invece, contiene un Dvd con scene di vita privata e professionale.

Nel 2010 è la volta di “Controcultura” preceduto, tra l’altro da una docufiction (in cinque puntate) trasmesse da Mtv che mostra le condizioni di giovani italiani e stranieri che vivono in condizioni disagiate; e dal mixtape “Quorum” in cui allude all’omosessualità di Marco Mengoni per sollecitare gli artisti omosessuali a dichiararsi e vivere liberamente. “Controcultura” è un successo così come i successivi “Guerra e pace”, “Squallor” e “Fenomeno”, nel quale ci sono due brani in collaborazione con The Giornalisti e Roberto Saviano. Nel 2019 Fabri Fibra pubblica la raccolta “Il tempo vola 2002-2020 che celebra la sua carriera con diverse featuring, da Calcutta a Elodie, da J-Ax a Madame.

Nel 2022 è la volta di “Caos”, il decimo album, anch’esso con collaborazioni importanti come quelle con Guè, Neffa e Salmo; e nel 2025 pubblica “Mentre Los Angeles brucia”. La straordinaria carriera di Fabri Fibra è costellata di polemiche per i testi delle sue canzoni al punto da portare nel 2006 Livia Pomodoro, allora presidente del tribunale per i minori di Milano, a lanciare un monito a radio e tv affinché non trasmettessero le sue produzioni. È stato accusato di vilipendio alla religione, attacchi alla Chiesa cattolica e al Papa, ha attaccato il talent “X Factor” che gli aveva chiesto di fare il giudice e ha avuto scontri con colleghi come i Gemelli DiVersi, Vacca, Fedez e Valerio Scanu.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Why Are France’s Students Protesting?

Student demonstrations for a better-funded education system are converging with a broader protest movement against rising living costs.

© Abdul Saboor/Reuters

French officials expected marches or rallies in more than 300 locations on Saturday. Above, officers squared off with protesters on Tuesday near the Lycée Hélène Boucher, a high school in Paris.
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Over 3,000 bears culled in Russia after wave of deadly attacks: ‘we’ve never had this’

Seeing what looked like a brown blob in a tree while driving through Siberia’s Irkutsk region, 36-year-old Daria Tyurneva pulled over, curious to get a better look. She was not expecting to find a bear cub, perched on a branch, several metres up. “We stopped, without turning off the engine or taking off the gear, because we knew the mother could be somewhere nearby,” Tyurneva said, showing a phone video she recorded of the bear. Her sighting was one of several to spook Russians in recent weeks,...

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Over 3,000 bears culled in Russia after wave of deadly attacks: ‘we’ve never had this’

Seeing what looked like a brown blob in a tree while driving through Siberia’s Irkutsk region, 36-year-old Daria Tyurneva pulled over, curious to get a better look. She was not expecting to find a bear cub, perched on a branch, several metres up. “We stopped, without turning off the engine or taking off the gear, because we knew the mother could be somewhere nearby,” Tyurneva said, showing a phone video she recorded of the bear. Her sighting was one of several to spook Russians in recent weeks,...

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Brasile, la deforestazione dell’Amazzonia cala del 42%: è il minimo dal 1988, a 9 giorni dal ballottaggio

BRASÍLIA — L’Amazzonia brasiliana ha perso 3.335 chilometri quadrati di foresta in dodici mesi, un’area più piccola di Maiorca: è il dato più basso da quando il Brasile misura il disboscamento dallo spazio, cioè dal 1988. Lo ha diffuso venerdì l’Inpe, l’agenzia spaziale brasiliana, con il rapporto annuale che copre il periodo dal 1° agosto 2025 al 31 luglio 2026. Rispetto all’anno precedente il calo è del 42%.

Il numero arriva nove giorni prima del ballottaggio del 25 ottobre, in cui il presidente Luiz Inácio Lula da Silva sfida il senatore Flávio Bolsonaro, figlio maggiore dell’ex presidente Jair. Al primo turno del 4 ottobre Bolsonaro ha preso il 47% dei voti contro il 45% di Lula, e i sondaggi danno i due testa a testa. Il ministro dell’Ambiente João Paulo Capobianco ha presentato i dati in conferenza stampa a Brasília: «È un calo assolutamente stratosferico, è come un sogno».

Anche il Cerrado, la savana alberata che si estende a sud dell’Amazzonia, ha toccato il minimo dall’inizio delle rilevazioni nel 2001: 5.517 chilometri quadrati abbattuti, il 24% in meno. Il precedente record positivo per l’Amazzonia risaliva al 2011-2012, con 4.571 chilometri quadrati. La misurazione va da agosto a luglio perché a metà anno le nuvole sono meno fitte e i satelliti vedono meglio, spiega Reuters.

Lula ha commentato su X: «Il nostro obiettivo è arrivare a zero deforestazione illegale entro il 2030». Márcio Astrini, segretario esecutivo dell’Observatório do Clima, rete di organizzazioni ambientaliste brasiliane, ha parlato di «un risultato storico» e ha aggiunto che l’agricoltura «ha registrato record di produzione ed export mentre la deforestazione calava», smentendo a suo dire «la falsa narrativa» per cui tutelare l’ambiente danneggia l’economia.

Il comitato di Flávio Bolsonaro non ha commentato i dati. Nel programma il candidato promette di rafforzare la vigilanza ambientale in Amazzonia, concentrando i controlli sulla criminalità organizzata anziché su estrattivisti e piccoli agricoltori, e di porre fine alla deforestazione illegale entro il 2029, un anno prima dell’obiettivo di Lula. Ha però elogiato il padre, che sconta 27 anni agli arresti domiciliari per il tentato colpo di Stato, per essersi opposto a quella che definisce «un’agenda ambientale radicale».

Il climatologo Carlos Nobre, dell’Istituto di Studi Avanzati dell’Università di San Paolo, non nasconde da che parte sta: «Siamo molto preoccupati per i rischi per l’Amazzonia se vince Flávio, perché è un negazionista del clima». Il risultato di venerdì lascia comunque aperte diverse partite: sette dei nove governatori degli Stati amazzonici sono alleati di Bolsonaro, nel Pacifico si sta formando un super El Niño che porta siccità e incendi, e il governo Lula sostiene nello stesso tempo l’espansione delle trivellazioni petrolifere.

Quarant’anni di satelliti

La serie storica racconta quasi quattro decenni di politica brasiliana. Il primo crollo del disboscamento arrivò dopo il 2004, quando il primo governo Lula varò il piano d’azione contro la deforestazione, che legava multe e controlli alle immagini satellitari. Con Jair Bolsonaro, presidente dal 2019 al 2022, il piano fu accantonato e il disboscamento risalì di circa il 60%: oltre 45.000 chilometri quadrati in quattro anni, secondo i calcoli dell’Associated Press.

Tornato al potere nel gennaio 2023, Lula ha riattivato quel piano come primo atto, ha ripristinato le sanzioni automatiche per i tagli rilevati dal satellite, ha proposto di negare il credito bancario alle proprietà con disboscamento illegale e ha finanziato i comuni amazzonici che riducono i tagli. Ha anche richiamato al ministero dell’Ambiente Marina Silva, la ministra di quel primo piano, dimessasi in aprile per candidarsi al Congresso, e il suo allora vice Capobianco, che oggi guida il dicastero. Da allora il dato scende ogni anno: il 71% in meno in quattro anni.

A metà degli anni Novanta, quando la serie dell’Inpe era appena cominciata, i satelliti registravano quasi 30.000 chilometri quadrati di foresta in meno ogni anno: nove volte il dato diffuso venerdì.

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Giovani e impresa: a Sant’Angelo Lodigiano la nuova tappa del roadshow “Generazione Impresa” di Regione Lombardia

Si è svolta nella giornata di ieri a Sant’Angelo Lodigiano la terza tappa del roadshow “Generazione Impresa” promosso dall’Assessorato allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia con l’obiettivo di favorire l’avvicinamento delle giovani generazioni all’imprenditorialità e alla possibilità di creare nuove possibilità per il tessuto produttivo e stimolare innovazione in termini di generazione di idee, capacità di fare rete e progettualità.

Sono state, in quest’occasione, raccontato diverse esperienze imprenditoriali del territroio, come quella di Claudio Curioni, falegname artigiano della Falegnameria Curioni, che ha ricordato il valore della storia di una tradizione imprenditoriale capace di adattarsi come volano per lo sviluppo e la narrazione imprenditoriale di un territorio intero. Emanuele Carelli, CEO di Minimals, ha sottolineato il valore della comunicazione nell’odierna imprenditoria non solo come fattore di promozione delle proprie idee ma anche di preciso posizionamento delle idee degli imprenditori o degli aspiranti imprenditori. Valentina Volpi, direttore commerciale e membro del consiglio di amministrazione di Volpi Pietro S.r.l., gruppo della ristorazione, è invece intervenuta sul tema dell’innovazione operativa e dello stimolo a una continua ricerca della qualità come chiave del successo.

Il convegno è stato arricchito dalla presenza dell’ex difensore del Milan Filippo Galli, che ha approfondito il valore del lavoro di squadra come volano di successo nel suo intervento e ha dichiarato che “spesso, cambiare ed innovare spaventa perché ci fa uscire dalla ‘nostra comfort zone’ eppure è il solo modo per creare valore ed opportunità per sé stessi e per gli altri”.

Dopo le tappe di Milano e Darfo Boario Terme, “Generazione Impresa” espande la crescente attenzione di Regione Lombardia per l’attrazione all’imprenditoria e in attesa dell’evento successivo, previsto a Monza per il 23 novembre, mira a affrontare una sfida esiziale per lo sviluppo del territorio: la competitività si giocherà sempre più, negli anni a venire, sulla capacità di mantenere attrattivo e dinamico un territorio di fronte alle sfide del presente e di farlo con un occhio al talento e alla capacità di fare impresa delle nuove generazioni. Il tema del talento è cruciale almeno quanto quello della promozione degli investimenti e dell’interconnessione del territorio, perché chiude il cerchio: capitali d’investimento, capitale industriale, capitale umano sono i tre pilastri su cui si sviluppa un tessuto imprenditoriale. Obiettivo della Lombardia in questa fase è quello di promuoverli contemporaneamente tutti e tre.

Sul fronte del talento, l’attenzione alle giovani generazioni va incontro a un territorio recettivo all’imprenditorialità. Un recente sondaggio di Regione Lombardia e Istituto Piepoli indica che circa il 20% dei giovani tra i 16 e i 30 anni intende promuovere una propria iniziativa imprenditoriale e oltre un terzo avrebbe in mente l’idea di farlo nel prosieguo della sua carriera. Nell’ottica della promozione di politiche per l’imprenditorialità, la Regione mette in campo il bando Nuove Imprese  con contributi a fondo perduto sul 50% delle spese e ha mobilitato 87 milioni di euro tramite il fondo di Venture Capital Lombardia Venture per sostenere start up innovative e trasferimento tecnologico di frontiera. Assieme a Lombardia Venture STEP, la dotazione complessiva è di 140 milioni di euro, mentre anche il microcredito è attenzionato con una dotazione dedicata di 24 milioni di euro.

Nei mesi scorsi, la misura “Talenti – Trasferimento della conoscenza” ha messo in campo 7 milioni per favorire azioni volte portare ricercatori qualificati nelle imprese lombarde e dunque puntellare un’architrave che tra nuove competenze imprenditoriali, nuove progettualità e capacità stratificate mira a portare nel futuro la capacità del tessuto lombardo di innovare e fare impresa. Una sfida di competitività e promozione sistemica che rappresenta una partita importante: il futuro del territorio lombardo, infatti, si scriverà attraverso la capacità del sistema di fare rete e restare produttivo, anche grazie al contributo di chi oggi mira a sbarcare nel mondo imprenditoriale nonostante una serie di contingenze interne e esterne critiche che spesso rendano complesso compiere il primo passo.

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Hong Kong’s new Huanggang Port quiet ahead of expected holiday rush

Hong Kong’s newly revamped Huanggang Port is expected to handle more than 100,000 passenger trips a day over the three-day Chung Yeung Festival holiday, although the departure hall was quiet on Saturday morning. Secretary for Security Chris Tang Ping-keung said the port had operated smoothly since opening on Monday, handling about 80,000 passenger trips a day, with the figure exceeding 92,000 on Friday. That represented a 1.5-fold to an almost twofold increase from the 30,000 to 40,000 trips...

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Volodymyr Zamota

Civile ucraino, unico abitante rimasto di Karpivka, nel Donetsk

Ha 61 anni ed è rimasto solo a Karpivka, villaggio del Donetsk occupato dai russi dall'aprile 2025: otto mesi senza vedere nessuno. Il suo volto riemerge ora che la controffensiva ucraina «Vivaldi» ha ripreso la zona, parte dei 277 chilometri quadrati rivendicati da Kiev insieme a 8.000 perdite russe. I soldati che hanno liberato l'area gli calano il cibo. Mentre Zelensky chiede altri 70 miliardi all'Ue, Zamota misura il costo umano della guerra: un uomo, un villaggio, un fronte che si sposta.

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Asean climate monitor issues highest alert level over toxic haze

Ongoing fires in Indonesia that have blanketed parts of Southeast Asia with toxic haze have triggered the highest-level alert by the regional bloc’s climate and fire monitor. “Activation of Alert Level 3 for the Southern Asean region,” the Singapore Asean Specialised Meteorological Centre (ASMC) said on its website, seen on Saturday. Based near Singapore’s Changi Airport, the ASMC uses a four-tiered alert level system, from zero to three, with the highest triggered if there is a “high risk of...

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Il ruolo delle tecnologie spaziali per monitorare le infrastrutture che guidano la transizione energetica

Nel XXI secolo il nodo della sorveglianza delle infrastrutture critiche è ritenuto essere, oramai, un dettaglio fondamentale per le questioni inerenti la sicurezza dei sistemi-Paese più avanzati sotto diversi punti di vista: si va dagli scenari propriamente concernenti la sicurezza nazionale – e su questo fronte dalle infrastrutture fisiche a cavi sottomarini e data center la letteratura degli studi strategici è ormai ricca circa l’ottimo da definire in termini di sicurezza – a quelli inerenti la sicurezza economica e di percorsi come la doppia transizione, energetica e digitale. E su quest’ultimo fronte, in particolare, sono potenzialmente sdoganabili al massimo della loro capacità le potenzialità connesse alla sorveglianza satellitare delle infrastrutture energetiche abilitanti la transizione green.

Il monitoraggio della Terra tramite satelliti, compiuto sia tramite vettori operanti su orbite basse (Low-Earth Orbit, LEO) sia tramite i tradizionali satelliti geostazionari, aggiunge una netta verticalizzazione alla capacità di monitoraggio, coordinamento e controllo delle reti critiche. Scienza, sicurezza, monitoraggio, prevedibilità: le reti si fanno più complesse e più articolato si pone il loro monitoraggio. Si nota dunque una nuova capacità operativa nell’ambito della transizione energetica, che finisce per superare i domini terrestri delle reti fisiche passanti per terra e mare e delle connessioni digitalizzate decentralizzate orientante le nuove infrastrutture “intelligenti” per la generazione basata su rinnovabili per estendersi, verticalmente, allo spazio, che a sua volta è un laboratorio di transizione energetica per diversi motivi. Primo: la possibilità di testare tecnologie avveniristiche in materia di accumulazione in campi come il fotovoltaico; secondo: la prospettiva di analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici in tempo reale e proporre soluzioni reattive per gli sviluppi in corso; terzo: la capacità di proiettare la sorveglianza anche alle infrastrutture che determinano il futuro della transizione green. Come le infrastrutture tradizionali, anche quelle della transizione sono soggette all’evoluzione del contesto globale fatto di crescenti eventi climatici estremi e rischi sistemici. Tra le aziende attive nella governance di questi sistemi complessi si segnala l’italiana CESI, multinazionale basata a Milano e partecipata da Enel e Terna, che opera sia nel campo della consulenza su grandi progetti energetici orientati alla decarbonizzazione sia nella certificazione dei sistemi volti ad abilitarli, ma è attiva anche in ambito di tecnologie spaziali e  monitoraggio infrastrutturale.

Un ecosistema complesso, quello di CESI, che analizza in profondità dati e necessità concernenti questi scenari in cambiamento. “Per monitorare gli effetti del riscaldamento globale sulla Terra, i dati satellitari sono diventati uno strumento fondamentale per gli scienziati, poiché con sentono di osservare tali variabili a livello globale e in tempo reale”, notava nel luglio 2023 l’Energy Journal edito da CESI , analizzando il ruolo della cosiddetta “intelligence climatica”, che “si sta rivelando come un’importante alleata per le aziende e le istituzioni: utilizzando grandi set di dati storici, è in grado di generare modelli di previsione avanzati per mitigare gli impatti e dare supporto nella pianificazione e nella gestione delle attività” e ricordando che “l’intelligenza climatica può generare opportunità di business: la crisi climatica ha portato infatti a una crescente domanda di prodotti e servizi a basse emissioni, sviluppando il mercato dell’innovazione sostenibile nell’era dell’economia green”. In un contesto segnato da crescenti spinte alla decarbonizzazione, volontà di spingere sulla neutralità climatica, sfide crescenti degli eventi estremi e necessità di governance tecnologica avanzata e interconnessione tra dati serve pensare olisticamente la transizione e le sue dinamiche digitali, fisiche e di governance, che toccano anche le reti. E per guardare alle reti nel migliore dei modi serve anche un monitoraggio che non può prescindere dai fronti legati all’osservazione satellitare. Abilitatori di sicurezza economica, energetica, tecnologica e, dunque, di prosperità pubblica. Aziende come CESI attraversano l’intera filiera di questa catena del valore multivettoriale, mostrando l’importanza di coniugare sviluppo tecnologico e visione a tutto tondo per guardare olisticamente a una transizione dove si toccano Terra e spazio, in un legame di crescente interdipendenza.

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Asean’s Myanmar peace push needs Japan’s ‘silent diplomacy’

Japan has long established itself as a pioneer of mediation in Southeast Asia. In 1990, for example, its officials helped broker talks between Cambodia’s warring factions, supplementing international efforts to end conflict in the country. Now, Tokyo is seeking to upgrade its diplomatic toolkit. The Ministry of Foreign Affairs’ International Peace Mediation Unit was set up in March, followed by the launch of the Parliamentary Association for Peace Mediation in May. Around the same time, the...

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Lula-Bolsonaro, sfida per la presidenza tra riforme sociali e manipolazione digitale

Quando mancano pochi giorni alle elezioni più importanti del continente latinoamericano, destinate a definire l’inquilino del Palazzo del Planalto per i prossimi 4 anni, le rilevazioni demoscopiche (Quaest, PowerData, Nexus) indicano una situazione di estrema incertezza e pareggio tecnico, con il senatore Flávio Bolsonaro in leggero vantaggio sul presidente uscente, Luiz Inácio Lula da Silva, leader del Partido dos Trabalhadores (PT). Lo scenario elettorale del Paese più grande e popoloso dell’America Latina, segnato di recente anche dalla battaglia legislativa sulla settimana lavorativa, appare dunque fortemente polarizzato e incerto, mentre si moltiplicano le prove di ingerenze elettorali — già emerse nel corso del primo turno —attraverso disinformazione e manipolazione delle piattaforme social, con un ruolo decisivo giocato da consulenti legati al mondo MAGA e a Israele.

Il paradosso di Lula

Nel corso del primo turno elettorale, celebrato lo scorso 4 ottobre e che ha registrato uno dei più alti tassi di astensione della storia recente, Bolsonaro si è piazzato in testa – contrariamente a tutti i pronostici – con il 47,03% dei voti validi, contro il 45,16% ottenuto da Lula. Quest’ultimo, all’indomani del risultato elettorale, ha definito il risultato «inatteso», dopo che i sondaggi di intenzione di voto avevano indicato in modo costante nel suo caso un vantaggio di circa 6 punti percentuali. Nonostante indicatori macroeconomici positivi — disoccupazione ai minimi storici dal 2012, inflazione contenuta, crescita media del PIL del 2,8% e aumento dei salari reali —, una parte dell’elettorato percepisce una discrepanza tra i risultati ottenuti nel corso di un mandato considerato come eccessivamente cauto e frenato da un Parlamento conservatore e i successi delle prime investiture di Lula (2003-2010).

Come ha, infatti, sottolineato il giornalista di Opera Mundi Breno Altman durante una puntata de La Base América Latina, «nei governi Lula 1 e 2 i progressi sociali furono molto più rapidi e molto più ampi; si generò nel paese uno scenario di ottimismo, quasi di euforia». Nel mandato che sta per terminare, Lula aveva la minoranza in Parlamento e questo fattore ha generato difficoltà concrete nella gestione del rapporto di forze, oltre ad aver imposto una strategia di forte gradualismo e moderazione politica.

Orario di lavoro, la bandiera di Lula passa al Senato

Tra i temi divenuti centrali a ridosso del ballottaggio presidenziale che si celebrerà il prossimo 25 ottobre, c’è la riforma dell’orario di lavoro. Lo scorso 14 ottobre, infatti, il Senato ha approvato la Proposta di emendamento costituzionale (PEC) che pone fine alla formula 6×1 — sei giorni di lavoro, uno di riposo — e che garantisce a lavoratori e lavoratrici due giorni di riposo a settimana senza riduzione dello stipendio. L’orario di lavoro massimo sancito dalla Costituzione scende così da 44 a 40 ore settimanali. La PEC è stata approvata con 75 voti a favore — compreso quello di Bolsonaro, il quale ha cambiato strumentalmente posizione sul provvedimento che godeva di un forte favore popolare — e un solo voto contrario in entrambi i turni di votazione, quello del senatore ed ex vicepresidente di Jair Bolsonaro, Hamilton Mourão.

Nonostante il voto favorevole di facciata, il coordinatore della campagna di Bolsonaro, Rogério Marinho, e i capigruppo del suo partito hanno annunciato che in un eventuale governo guidato dal candidato di destra punteranno a una controriforma basata sul modello dell’«ora lavorata, ora pagata», provvedimento che non prevederebbe salario minimo, orario minimo garantito né tutele come ferie retribuite e tredicesima.

A soli 11 giorni dal secondo turno, l’esito ha rappresentato una netta vittoria per la campagna di Lula, che aveva trasformato il superamento della settimana 6×1 in una delle sue bandiere elettorali. Ma a pesare sul ballottaggio ci sono altri fattori come le rivelazioni fatte da Nadia Beller, l’avvocata boliviana, ex compagna di Fernando Cerimedo, il “guru digitale” artefice dell’ascesa di molti leader di estrema destra in America Latina.

L’ombra di Cerimedo sul ballottaggio 

«Nei primi giorni di agosto, Fernando mi ha mandato una foto con uno dei Bolsonaros negli Stati Uniti. Non posso darvi la data esatta ora perché il mio cellulare è al Ministero Pubblico, ma dal 1 al 5 agosto, il periodo in cui era negli Stati Uniti, mi ha mandato una foto. Mi ha detto che si stavano occupando della questione della campagna elettorale, che stava cercando finanziamenti e che avrebbe partecipato a queste elezioni». Sono le parole di Beller, sopravvissuta a un tentato femminicidio di cui Cerimedo è il presunto mandante. Quest’ultimo si trova attualmente in carcere in Bolivia, dove è accusato anche di arricchimento illecito e narcotraffico.

La donna ha dichiarato che il consulente politico gestivala più grande bot farm della regione sudamericana, situata a Buenos Aires, ma le sue ultime rivelazioni sembrano aggiungere importanti tasselli al puzzle di dimensioni continentali che vede al centro colui che viene definito “l’uomo MAGA in America Latina”. Secondo la sua ex compagna, infatti, Cerimedo avrebbe avuto un accesso privilegiato agli strumenti di Meta, la società madre di Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Threads, piattaforme usate da centinaia di milioni di persone in America Latina e nel mondo. 

Guasti tecnici o favoritismi?

Beller, oltre ad aver confermato l’impiego da parte di Cerimedo di strutture automatizzate già nelle elezioni brasiliane del 2022, ha reso noto che l’uomo ha anche stretto accordi con la dirigenza di Meta, con cui ha contatti diretti, per ridurre artificialmente la visibilità online di Lula. Il suo team ha continuato a lavorare su questo fronte anche dopo l’arresto dello stratega politico. Secondo quanto riportato da Revista Forum, in un documento presentato lo scorso 12 ottobre alla Corte Elettorale Superiore del Brasile, Meta ha riconosciuto l’esistenza di guasti tecnici che hanno interessato gli annunci e le pubblicazioni della campagna di Lula — lo scorso settembre la sua pagina ufficiale con 7 milioni di follower era stata sospesa, con conseguente blocco dell’account pubblicitario —, ma ha respinto l’accusa principale del team del PT — che aveva presentato un reclamo al tribunale e all’Autorità Nazionale per la Protezione dei Dati —, secondo cui il colosso tecnologico avrebbe favorito la candidatura di Bolsonaro. L’azienda ha dichiarato che «i sistemi di distribuzione dei contenuti di Meta non operano secondo criteri ideologici» e che «Meta non utilizza i suoi sistemi per danneggiare o favorire i candidati».

Eppure, la Segreteria Nazionale della Comunicazione del PT ha condotto un sondaggio che evidenzia un dato significativo: la pagina di Bolsonaro ha registrato, in media, un coinvolgimento 2,96 volte superiore a quella di Lula, pur avendo il 17,2% di follower in meno. Il New York Times rivela che CTRL + Z — organizzazione no-profit brasiliana indipendente — ha pubblicato un rapporto in cui afferma di aver identificato1.088 casi di censura elettorale, blocco di account e restrizioni di accesso sulle piattaforme di Meta. Il gruppo sostiene che tali misure abbiano colpito in modo sproporzionato i contenuti a sostegno di Lula rispetto a quelli a sostegno di Bolsonaro.

Il 16 ottobre un giudice ha stabilito che Meta deve intervenire per garantire la parità di trattamento tra i candidati alla presidenza. La società non ha rilasciato commenti immediati.

Il fronte israeliano nella corsa elettorale brasiliana

L’apparato di ingerenze elettorali non si limita alla sola costellazione trumpista. Nevo Cohen — stratega politico israeliano che ha lavorato per Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale israeliano e figura di spicco dell’estrema destra del Paese, — ha ripetutamente affermato di essere coinvolto nella campagna elettorale in Brasile, ma non ha rivelato chi lo ha ingaggiato. A renderlo noto è il progetto di giornalismo indipendente Panamerican Dispatch sul quale si legge anche che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Cohen, il suo team aveva preparato una campagna direttamente legata ai Mondiali di calcio e l’eliminazione precoce del Brasile ha imposto modifiche rapide ai contenuti multimediali in fase di diffusione.

Sebbene il consulente israeliano non abbia dichiarato esplicitamente il nome del candidato per cui lavora, il clan Bolsonaro vanta legami consolidati con il governo di Benjamin Netanyahu, il quale ha peraltro espresso sostegno pubblico a Flávio. Al contrario, il presidente Lula è stato il primo leader brasiliano a recarsi in Palestina e ha ripetutamente accusato Tel Aviv di violazioni dei diritti umani a Gaza.

Fonti

https://g1.globo.com/politica/noticia/2026/10/14/senado-aprova-pec-do-fim-da-escala-6×1.ghtml

https://revistaforum.com.br/politica/cerimedo-flavio-bolsonaro-meta-lula

https://www.nytimes.com/2026/10/14/world/americas/brazil-president-lula-meta-bolsonaro.html

https://www.panamericandispatch.org/p/far-right-israeli-strategist-confirms

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Risiko bancario, Mps verso l’ultima battaglia mentre incombe la sfida con Intesa

Il 29 ottobre l’assemblea dei soci di Monte dei Paschi di Siena (Mps) sarà chiamata a una scelta decisiva per il futuro del gruppo guidato da Luigi Lovaglio, protagonista su ogni fronte del risiko bancario che da oltre un anno e mezzo sta trasformando il panorama finanziario del sistema-Paese. I soci dovranno decidere sul piano del Ceo, tornato in sella ad aprile dopo esser stato estromesso dall’azienda sulla scia di una sinergia tra Delfin e i fondi internazionali, volto a lanciare offerte pubbliche di scambio, parallele, su Banca Generali e su Banco Bpm, elemento quest’ultimo ritenuto costitutivo per la definizione di un “Terzo Polo” nazionale della finanza, e per l’integrazione di Mediobanca. Alle spalle, incombe Intesa Sanpaolo, che a giugno ha messo sul tavolo 30 miliardi per scalare Mps e attende l’esito dell’assemblea senese per capire se la bocciatura del piano Lovaglio permetterà all’offerta del primo gruppo italiano, rilanciata nei giorni scorsi e portato a 1,6 azioni Intesa e 1,25 euro cash per ogni azione Mps ma ancora ritenuta insufficiente dal Cda senese.

Una difesa in profondità per il Ceo di Mps

L’azione di Lovaglio, a cui si somma la distribuzione di un dividendo straordinario, è paragonabile a un tentativo di difesa in profondità. Il risiko bancario non è una guerra di posizione ma una battaglia di manovra dove mosse e contromosse si susseguono in forma non lineare. Il vertice di Mps intende promuovere un’azione difensiva ponendo di fronte ai soci la prospettiva di un rafforzamento del sentiero avviato con il vittorioso affondo su Mediobanca, che ha posto Mps in una posizione più centrale nel risiko bancario italiano.

A tal proposito c’è da sottolineare che sul piano di Lovaglio Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio guidata dal presidente di Luxottica Francesco Milleri, che ha sostenuto l’ascesa in Mediobanca e ha rotto con Francesco Gaetano Caltagirone sul ritorno in scena di Lovaglio ad aprile, rompendo il fronte compatto che ha sostenuto l’azione su Piazzetta Cuccia, è ora nuovamente allineata al costruttore romano nel volersi opporre al progetto del Ceo.

La sfida del piano-Lovaglio

Delfin-Caltagirone-Edizione è un terzetto già visto nella battaglia per il Cda di Mediobanca di fine 2023, che vide la lista del primo gruppo sostenuto da Caltagirone e Benetton sconfitta dal Ceo Alberto Nagel, che ottene il successo in una battaglia di mercato tenendo le redini di Piazzetta Cuccia e una posizione forte in Assicurazioni Generali, di cui Mediobanca è primo azionista.

Corsi e ricorsi storici: fu il fallimentare tentativo di Nagel di far passare all’assemblea dei soci un piano di offerta pubblica di scambio su Banca Generali a spianare definitivamente la strada alla scalata di Mps sulla scia dell’azione promossa da Lovaglio nell’agosto 2025 e oggi il banchiere 71enne si trova a dover affrontare a Rocca Salimbeni una partita che passa anche per l’approvazione di un’operazione volta a aprire la porta a un’offerta indirizzata alla banca di Piazza Tre Torri. Chiaramente il contesto è molto cambiato, ma resta un minimo comune denominatore: Ceo che di fronte a sfide crescenti provano a difendere la posizione dei propri piani immaginando strategie a tutto campo e guardano al voto dei soci per capire la prospettiva di fattibilità.

“Per approvare le delibere straordinarie serve il voto favorevole dei due terzi del capitale presente: con un terzo già contrario, il margine per Lovaglio si assottiglia drasticamente”, nota StartMag, che al di là del terzetto Delfin-Cltagirone-Benetton ricorda che “tra gli investitori istituzionali presenti nell’azionariato di Mps figurano BlackRock, che detiene il 4,66% del capitale, oltre a Norges Bank Investment Management e Vanguard”, grandissimi nomi del capitalismo finanziario internazionale.. Le operazioni su Bpm e Banca Generali sono state bocciate dai proxy advisor dei fondi che saranno l’ago della bilancia decisivo per capire come si indiirzzerà la partita, mentre sembra più agevole il sentiero per l’integrazione Mps-Mediobanca deliberata dai rispettivi cda (un approfondimento di Advisor Online spiega bene i dettagli tecnici a riguardo).

Il risiko bancario è un rebus

In tal senso, la partita del risiko bancario sembra oggi, per citare Jorge Luis Borges, una “Biblioteca di Babele” finanziaria, dove ogni passaggio ne può aprire molti altri, ma è chiaro che il cda di Mps del 29 ottobre potrebbe essere l’occasione per rimettere ordine. O quantomeno distinguere gli scenari destinati ad essere plausibili da quelli remoti.

La sfida per il consolidamento proseguirà e Mps potrà aprire la strada a una nuova fase reattiva dopo l’operazione nei suoi confronti di Intesa o il piano Lovaglio sarà bocciato dai soci? Come si posizioneranno quei fondi internazionali che pochi mesi fa hanno rinnovato il mandato al Ceo e ora potrebbero aprire la strada alla bocciatura dei suoi piani? Se il piano sarà bocciato, quanto questo contribuirebbe a spingere l’offerta di Intesa che, ricordiamolo, è indipendente nelle logiche e segue binari propri? Quanto, in definitiva, questo poi impatterà sull’equilibrio del mondo bancario e assicurativo, tenendo conto che l’offerta di Intesa vede in prospettiva come partner Unipol e la partecipata Bper mentre, al contempo, l’asse Mps-Mediobanca richiama alla strategica partecipazione in Assicurazioni Generali? Queste domande non saranno risolte il 29 ottobre, ma l’indirizzo per molte risposte quel giorno si vedrà con più chiarezza, anche se l’unica certezza è che nulla è scolpito nella pietra nella partita della finanza tricolore.

Fonti

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Lo yuan corre. La Cina accelera il piano per trasformare il renminbi in valuta globale

Lo yuan, zitto zitto e nel silenzio generale, si sta avvicinando al dollaro a velocità sorprendente. Basta dare un’occhiata agli ultimi dati che ha fatto registrare il Cross-Border Interbank Payment System (Cips), e cioè l’infrastruttura cinese che trasferisce denaro tra le banche globali in renminbi.

Ad agosto il sistema ha registrato un record nei volumi medi giornalieri, mentre nell’intero mese ha elaborato 19.400 miliardi di yuan, equivalenti a circa 2.800 miliardi di dollari, attraverso 791.000 operazioni. Il confronto con Swift, la rete internazionale di messaggistica finanziaria che facilita flussi superiori a 5.000 miliardi di dollari al giorno, evidenzia ancora l’enorme divario tra i due circuiti.

Ci sono tuttavia due aspetti che meritano attenzione. Il primo è che Pechino ha accelerato i piani per rendere lo yuan una valuta globale, mentre il secondo tema riguarda l’impennata dei pagamenti in renminbi della scorsa primavera, quando la guerra in Iran ha spinto le aziende sanzionate a cercare un metodo alternativo per aggirare Washington. Ebbene, quello non era affatto un episodio isolato ma l’inizio di un periodo favorevole.

Yuan globale

Sia chiaro: il dollaro continua a dominare gli scambi commerciali e non esistono, almeno nel breve periodo, casistiche concrete che possano metterlo in discussione. È altrettanto vero che la Cina non ha alcuna intenzione di demolire l’ordine guidato dal biglietto verde. Pechino vuole semmai costruire un sistema finanziario parallelo, che è un lavoro molto diverso dalla semplice demolizione di un network esistente.

“I dati generali rimangono stabili. Ma guardando più a fondo emergono alcuni segnali preoccupanti”, ha intanto spiegato in parole povere Josh Lipsky, responsabile del dipartimento di Economia internazionale dell’Atlantic Council.

Se, infatti, è vero che il ruolo dello yuan nelle riserve delle banche centrali globali è diminuito dal 2022, e questo nonostante la Cina continui a immettere la propria valuta nelle economie in via di sviluppo attraverso le linee di swap interbancarie, è altrettanto vero, ha fatto notare Semafor, che il numero di partecipanti diretti al sistema di pagamenti interbancari transfrontalieri di Pechino è raddoppiato dallo scoppio della guerra in Ucraina.

Il piano della Cina

Nel momento in cui scriviamo lo yuan è la seconda valuta più utilizzata nel finanziamento del commercio globale. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Cina starebbe sfruttando il momento propizio per concentrarsi sullo sviluppo delle infrastrutture necessarie per espandere l’utilizzo del renminbi negli investimenti globali, ma anche per rafforzarne il ruolo di valuta di riserva.

Detto altrimenti, il Dragone non sta soltanto convincendo i suoi partner a regolare le transazioni in yuan: sta anche cercando di garantire che la valuta disponga di sufficiente liquidità, canali di finanziamento, prodotti di investimento e riserve per poter svolgere un ruolo più importante nei portafogli globali e nei flussi di capitali.

In questo senso, come ha fatto lo stesso Bloomberg, i progressi compiuti dalla Cina possono essere sintetizzati in quattro fronti: nell’ampliamento dei prodotti di investimento offshore in yuan, aumentando anche portata e frequenza delle emissioni di titoli di Stato a Hong Kong; nell’introduzione di derivati e strumenti di copertura per ridurre i rischi legati alle oscillazioni della valuta; nel rafforzamento del ruolo dello yuan nei finanziamenti, ampliando i canali disponibili in Cina continentale e all’estero; e nel potenziamento delle infrastrutture transfrontaliere di compensazione e regolamento dei pagamenti in renminbi. Il lavoro da fare è ancora tantissimo ma Pechino ha accelerato.

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Trump sospende le sanzioni alla Russia che lui stesso aveva firmato: via libera al diesel di Putin

WASHINGTON — Donald Trump ha sospeso venerdì, a un giorno dall’entrata in vigore, le sanzioni contro Russia e Iran che lui stesso aveva firmato in legge meno di un mese fa. L’ordine esecutivo porta la sua firma, come la portava il 18 settembre la legge che prende il nome dal senatore repubblicano Lindsey Graham, uno dei suoi alleati più stretti al Congresso. Le misure dovevano scattare il 18 ottobre.

La legge prevede dazi fino al 500 per cento sui beni russi e fino al 100 per cento sui cinque maggiori importatori di petrolio e gas di Mosca, oltre che su chiunque acquisti consapevolmente energia russa e sui principali intermediari che aiutano ad aggirare i divieti. Tutto questo resta ora sulla carta. «Ho trasmesso al Congresso una certificazione secondo cui concedere questa deroga in questo momento è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti», si legge nell’ordine, riferisce Reuters. La sospensione vale finché il presidente o i suoi collaboratori più alti non decideranno diversamente.

Il testo non spiega perché. La deroga si appoggia a un articolo della stessa legge, il 115, che consente al presidente di fermarne l’applicazione con una certificazione scritta e un rapporto al Congresso. Restano in vigore le sanzioni decise con i precedenti ordini esecutivi, e resta in piedi la parte della legge che proroga le sanzioni all’Iran. La Casa Bianca non ha diffuso altre motivazioni oltre al testo dell’ordine.

La spiegazione, nei fatti, era arrivata una settimana prima. Il 9 ottobre, dopo una telefonata con Vladimir Putin, Trump aveva annunciato sul suo social Truth una «discussione di grande successo»: oltre 300.000 tonnellate di diesel russo «immediatamente», 500.000 a novembre, poi un milione al mese. In totale 4,8 milioni di tonnellate, circa 36 milioni di barili, fino a metà aprile. Lo stesso giorno il Tesoro aveva emesso una licenza generale, la numero 135, che autorizza le transazioni sul diesel di origine russa, importazioni negli Stati Uniti comprese.

Il mese scorso il diesel aveva toccato negli Stati Uniti il record di 6,53 dollari al gallone, circa 1,72 dollari al litro. I rincari sono legati alle interruzioni provocate dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle tensioni sullo Stretto di Hormuz, da cui passa gran parte del greggio del Golfo. Le elezioni di metà mandato sono il 3 novembre. La partita, per la Casa Bianca, si gioca sul prezzo alla pompa nelle tre settimane che restano prima del voto.

La lettera dei 12 senatori

La reazione più dura è venuta dal Senato, e non solo dai democratici. Martedì 13 ottobre dodici senatori, sei repubblicani e sei democratici, hanno scritto a Trump una lettera guidata dal democratico Richard Blumenthal: «Questo accordo è un regalo al nostro avversario e un tradimento dei nostri alleati; va revocato». Tra i firmatari repubblicani ci sono Susan Collins del Maine, Lisa Murkowski dell’Alaska, John Cornyn del Texas e Mitch McConnell del Kentucky, per anni capo del partito al Senato.

Thom Tillis, senatore repubblicano della Carolina del Nord e anche lui firmatario, è andato oltre nel programma Meet the Press della NBC: c’è un «caso legittimo» per sostenere che Trump «non sta rispettando la legge». Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha risposto su Fox: «Chiunque al Congresso dica che una vecchia legge o l’attuale legge Graham ci vieta di farlo si sbaglia».

Trump ha liquidato i critici lunedì, parlando davanti alla Casa Bianca. «Tutto ciò che può aiutare i nostri agricoltori, i nostri allevatori, mi piace», ha detto; i repubblicani che protestano «non possono fare sul serio». Ha attribuito a Volodymyr Zelensky i prezzi alti del diesel e ha aggiunto che il presidente ucraino dovrebbe farsi da parte. Giovedì 22 deputati di entrambi i partiti hanno chiesto in una seconda lettera, indirizzata a Trump, al segretario di Stato Marco Rubio e a Bessent, di revocare la licenza sul diesel. Il deputato democratico Don Beyer, della Virginia, ha parlato di «ultima resa a Putin» che «tradisce i nostri partner ucraini e sfida la chiara volontà del Congresso». William Taylor, ex ambasciatore americano a Kiev oggi all’Atlantic Council, un centro studi di Washington: «Il danno per gli ucraini è reale, e il costo per noi, gli Stati Uniti, è alto».

Bruxelles e Kiev

A Bruxelles, dove venerdì si riuniva il Consiglio europeo, Emmanuel Macron ha definito la decisione «inappropriata e inefficace». «I volumi di diesel che escono dalla Russia esistono già, sono acquistati da alcuni Paesi e sono già sul mercato globale», ha detto il presidente francese in conferenza stampa, secondo l’agenzia di Stato turca Anadolu. Quei flussi, ha aggiunto, sono «tracciati, documentati e ben noti»; l’accordo «manda un messaggio negativo ed è un elemento di divisione o di dubbio».

Zelensky, nella stessa sede, ha usato la stessa parola, «inappropriata», e ha detto di aspettarsi un accordo analogo sul gas. «Vedremo i soldi ricominciare a scorrere verso la Russia», ha avvertito. Putin, secondo lui, «non vuole negoziati di pace in nessuna forma». Il presidente ucraino ha stimato in 155 miliardi di euro le spese di guerra del suo Paese per il 2027.

Il Cremlino non ha commentato l’ordine di venerdì. Cina e India, i maggiori acquirenti di greggio russo e i primi bersagli dei dazi secondari ora congelati, avevano espresso preoccupazione per la legge nelle settimane scorse; Pechino aveva detto di opporsi a quella che chiama «giurisdizione a lungo braccio» degli Stati Uniti. Le prime 300.000 tonnellate di diesel russo, secondo l’annuncio del 9 ottobre, sono già in viaggio.

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Caraibi, la Marina francese sequestra 8,6 tonnellate di droga nelle acque dei raid Usa: 5 fermati in Martinica

FORT-DE-FRANCE — Centocinquanta balle stipate nella stiva di un peschereccio senza bandiera, in mezzo all’Atlantico, e cinque uomini di equipaggio che non hanno sparato un colpo. È la scena dell’8 ottobre che la Marina francese ha reso pubblica ieri, venerdì, con un comunicato firmato fra gli altri dal prefetto della Martinica: a bordo c’erano 5.292 chili di cocaina e la barca, scrivono i militari, «iniziava una traversata transatlantica».

Quel fermo è il colpo maggiore di una serie di operazioni condotte fra il 4 e il 13 ottobre nel mar dei Caraibi e nell’Atlantico, riferisce l’agenzia France-Presse: in tutto 8,6 tonnellate di stupefacenti, 6,9 di cocaina e 1,7 di marijuana. Nelle stesse acque, dal settembre 2025, l’esercito americano ha ucciso almeno 235 persone in 70 attacchi contro imbarcazioni sospette. La Francia ha scelto l’altra strada: fermo, sequestro, consegna ai giudici.

Il carico dell’8 ottobre e i cinque membri dell’equipaggio sono stati portati a Fort-de-France, capoluogo della Martinica, su richiesta della procura. Gli uomini sono in stato di fermo, nelle mani degli investigatori dell’ufficio antidroga francese dei Caraibi.

Le altre due operazioni si sono svolte nel mar dei Caraibi. Il 4 ottobre una fregata francese, con il proprio elicottero e l’appoggio della marina colombiana, ha bloccato un «go-fast», il motoscafo veloce dei narcotrafficanti, anch’esso senza bandiera: 16 balle di cocaina. Il 13 ottobre è toccato a un peschereccio venezuelano con 166 balle di cocaina e marijuana. Insieme le due operazioni caraibiche superano le 3 tonnellate. Equipaggi, droga e imbarcazioni «sono stati consegnati alle autorità colombiane e venezuelane competenti per il seguito giudiziario», scrive il ministero delle Forze armate. Né Bogotá né Caracas hanno commentato.

La ministra delle Forze armate Catherine Vautrin si è congratulata su X con gli equipaggi e ha aggiunto una frase che non riguarda soltanto i marinai: «L’azione delle forze armate francesi si iscrive nel rigoroso rispetto del diritto».

Le stesse rotte

Il 4 ottobre, lo stesso giorno della fregata francese, il Comando Sud degli Stati Uniti ha annunciato un «attacco letale e cinetico» contro un go-fast «lungo le consolidate rotte del narcotraffico nei Caraibi»: quattro morti. Il presidente Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti sono in «conflitto armato» con i cartelli. A gennaio lo stesso dispositivo militare aveva portato alla cattura a Caracas di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Le Nazioni Unite hanno avvertito che i raid rischiano di violare il diritto internazionale.

Parigi lo ha detto in faccia a Washington. Al vertice dei ministri degli Esteri del G7, a Niagara-on-the-Lake, in Canada, il capo della diplomazia francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato: «Abbiamo osservato con preoccupazione le operazioni militari nella regione dei Caraibi, perché violano il diritto internazionale e perché la Francia è presente in questa regione attraverso i suoi territori d’oltremare, dove risiedono più di un milione di nostri concittadini». L’alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, a margine dello stesso incontro, ha aggiunto che quegli attacchi sarebbero giustificabili solo come legittima difesa. Washington non ha reagito al sequestro francese.

Anche la Marina francese può sparare: secondo Le Monde, i tiratori scelti sono autorizzati a colpire i motori dei go-fast per fermarli, ma «il principio dell’operazione è zero vittime». Alle domande sulle basi giuridiche delle proprie operazioni, però, Parigi e Londra hanno risposto soltanto con una formula, piena conformità al diritto nazionale e internazionale. Il centro antidroga marittimo europeo di Lisbona chiede nel frattempo più navi militari sulla rotta atlantica della cocaina.

Mentre a Fort-de-France i cinque fermati aspettano il giudice, il Pentagono ha cominciato a spostare verso l’America Latina diverse centinaia di soldati della 10ª Divisione da montagna, di stanza a Fort Drum, nello Stato di New York. Il primo battaglione, circa 600 uomini, è diretto a Panama, agli ordini del comando Usa per l’America Latina.

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Marocco, Fatima-Zahra El Mansouri giura come prima donna premier: le Finanze al presidente della Federcalcio

RABAT — Il presidente della Federcalcio al ministero delle Finanze. È la nomina che spicca nel primo governo marocchino guidato da una donna: venerdì, al Palazzo reale di Rabat, re Mohammed VI ha presieduto il giuramento dell’esecutivo di Fatima-Zahra El Mansouri, 50 anni, avvocata, sindaca di Marrakech e ministra dell’Abitare nel governo uscente.

Fouzi Lekjaa, presidente della Federazione reale marocchina di calcio e già ministro del Bilancio, prende Economia, Finanze e Performance pubblica. Il Marocco, che organizzerà il Mondiale 2030 con Spagna e Portogallo, sta completando un piano da 20 miliardi di dollari per il torneo, mentre da un anno un movimento di giovani protesta proprio contro la spesa per gli stadi. La cassa dello Stato finisce così nelle mani dell’uomo che ne guida il capitolo più contestato.

Bloomberg scrive che la nomina arriva mentre il Paese ha margini di bilancio sempre più stretti e una domanda sociale in crescita; Lekjaa ha promesso più spesa sociale. Entrato nel Partito dell’autenticità e della modernità (PAM) poche settimane prima del voto, aveva contribuito alla vittoria del partito, riferisce Reuters.

Il governo conta 32 membri: 19 ministri, 11 ministri delegati e il segretario generale. Le donne sono sei, compresa la premier; tra i ministri a pieno titolo sono due. L’esecutivo uscente di Aziz Akhannouch ne aveva quattro.

Confermati i pesi massimi: Nasser Bourita agli Esteri, Abdelouafi Laftit all’Interno, Abdellatif Ouahbi alla Giustizia, Ahmed Toufiq agli Affari religiosi. Nasce un ministero dell’Intelligenza artificiale, della transizione digitale e della riforma amministrativa, affidato ad Ahmed Rahhou. Nizar Baraka, leader dell’Istiqlal, va ad Attrezzature, Acqua e Foreste; l’Agricoltura passa a Khalid Hatimi con il mandato della «sovranità alimentare».

Un’affluenza al 38 per cento

Il governo nasce dalle elezioni del 23 settembre. Il PAM ha vinto con 97 seggi su 395, dieci in più del 2021. Il Raggruppamento nazionale degli indipendenti, il partito del premier uscente, ha perso 36 seggi ed è sceso a 66. Gli islamisti del Partito della giustizia e dello sviluppo, guidati dall’ex premier Abdelilah Benkirane, sono risaliti da 13 a 54. Ha votato circa il 38 per cento degli aventi diritto, contro il 50 di cinque anni fa: l’affluenza più bassa in vent’anni.

El Mansouri, incaricata dal re il 29 settembre, ha costruito una coalizione con l’Istiqlal, i socialisti dell’USFP e il Partito del progresso e del socialismo: 207 seggi, nove sopra la maggioranza. Benkirane ha annunciato che il suo partito resterà all’opposizione.

Il PAM era stato fondato nel 2008 da Fouad Ali El Himma, consigliere del re, come contrappeso agli islamisti. Oggi governa un Paese in cui, dalla fine di settembre 2025, il collettivo GenZ 212, nato sulla piattaforma Discord, ha portato in piazza in undici città giovani che chiedono ospedali e scuole e contestano i miliardi per gli stadi della Coppa d’Africa 2025 e del Mondiale 2030. Il bilancio del ministero dell’Interno parla di tre morti e oltre 400 arresti, con 263 agenti e 23 manifestanti feriti. In una lettera al re i manifestanti avevano chiesto le dimissioni del governo.

Alla composizione del nuovo esecutivo non è seguita alcuna reazione pubblica immediata: né da GenZ 212, né dal partito di Benkirane, né dalle organizzazioni femminili.

Dopo il voto, El Mansouri aveva detto di non avere «nessuna linea rossa» nelle trattative. «Abbiamo voltato pagina», aveva aggiunto.

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India, la polizia ferma di nuovo Abhijeet Dipke, il leader dei giovani «scarafaggi» che sfidano Modi

NUOVA DELHI — Abhijeet Dipke non era ancora arrivato al corteo quando un agente gli si è parato davanti, nel cuore degli affari di Delhi, e gli ha detto: «La stiamo fermando adesso». Lui ha risposto con il telefono acceso: «Non ho violato nessuna legge, come potete fermarmi». Il video, diffuso venerdì sul profilo Instagram del suo partito, mostra il fondatore del movimento «Cockroach» portato via dalla polizia per la seconda volta in sei giorni.

Dipke è il volto del CJP, il partito nato dalla protesta dei giovani che da due settimane chiedono le dimissioni del capo della Commissione elettorale indiana. La revisione straordinaria delle liste ha cancellato oltre 130 milioni di elettori, riferisce la CNN, e il movimento la contesta in piazza come una manipolazione del voto. È una delle maggiori sfide politiche al primo ministro Narendra Modi nei suoi dodici anni di potere, e il governo ha risposto chiudendo le piazze.

Il giro di vite era cominciato sabato 10 ottobre. Dipke e due dirigenti del partito sono stati bloccati all’aeroporto di Delhi, in arrivo da Mumbai: la polizia è salita sull’aereo prima che scendessero. Jantar Mantar, la piazza dove da trent’anni si manifesta nella capitale, era transennata, con mezzi antisommossa, posti di blocco e internet mobile oscurato per 24 ore in un raggio di quattro chilometri. Una fonte ufficiale ha detto a Reuters che i fermati sono stati più di 2.000.

Civicus Monitor, l’osservatorio internazionale sulle libertà civili, parla di oltre 7.000 persone portate in otto stadi trasformati in centri di detenzione, con la rete bloccata all’interno. Giornalisti con il tesserino sono finiti allo stadio Chhatrasal e in un commissariato del quartiere delle ambasciate. Il partito ha denunciato «un’intercettazione pianificata per decapitare la guida delle manifestazioni pacifiche prima che arrivino sul posto».

Jantar Mantar cancellato

La domenica un giudice ha rimesso in libertà Dipke e i due dirigenti con l’obbligo di non turbare l’ordine pubblico per un anno. Lui ha annunciato che il CJP «non farà un passo indietro e non si lascerà intimidire». Il giorno dopo la polizia ha reso pubblico l’ordine del commissario di Delhi che toglie a Jantar Mantar lo status di area autorizzata alle proteste, riconosciuto formalmente nel 2022 ma in vigore di fatto dal 1993. I presidi si tenevano sulla strada accanto all’osservatorio settecentesco, a pochi passi dal Parlamento.

Le nuove sedi indicate dalla polizia sono Ramlila Maidan, a quattro chilometri, un terreno nella zona est a tredici e un campo a Burari, a oltre venti chilometri dal centro. Il Ministero dell’Interno ha istituito un comitato per scrivere le regole. Spostare i cortei a mezz’ora d’auto dal Parlamento significa toglierli dalla vista di chi dovrebbe ascoltarli. Il CJP ha definito la scelta «inaccettabile».

Al centro della contesa c’è Gyanesh Kumar, 62 anni, presidente della Commissione elettorale, che ha guidato la revisione delle liste. La Commissione nega di favorire alcun partito e sostiene che chi è stato cancellato per errore può reiscriversi. Kumar non ha mai commentato pubblicamente le proteste.

Il partito di governo, il BJP, accusa i rivali di minare la democrazia mettendo in dubbio procedure legittime e parla di giovani «usati come pedine». Il presidente del partito, Nitin Nabin, ha attaccato direttamente il CJP. La polizia di Delhi e il Ministero dell’Interno, interpellati dalla CNN sui fermi di venerdì, non hanno risposto.

Il corteo di venerdì era stato convocato in solidarietà con due dirigenti del movimento condannati a cinque giorni di carcere per aver manifestato nonostante il divieto. La polizia aveva avvertito Dipke in mattinata, le autorità civiche avevano chiuso il parco di Connaught Place. Con lui è stata fermata anche l’attivista studentesca Neha Bora. Sul profilo del partito è comparsa una riga: «Questo governo ha paura dei giovani che sventolano la bandiera nazionale». Dove quei giovani potranno sventolarla la prossima volta, la polizia non lo ha ancora detto.

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Leva delle terre rare (rare-earth leverage)

Uso di risorse minerarie critiche, necessarie per tecnologie avanzate e militari, come strumento di pressione diplomatica o commerciale verso Paesi produttori o acquirenti. Consente a governi o attori non statali di condizionare negoziati, aprire canali diplomatici altrimenti preclusi o ottenere concessioni politiche in cambio di accesso privilegiato alle forniture.

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Le sette lettere della potenza

Nel lessico delle relazioni internazionali nessuna parola è più discussa di questa: oggi l’alveare ruota attorno a una grande potenza… di sette lettere.

Componi parole di almeno 4 lettere: quella al centro è obbligatoria, le altre si possono ripetere.

Approfondisci. «Potenza» traduce il tedesco Macht e l’inglese power: non una qualità fissa, ma una relazione fra Stati, fatta di risorse materiali, alleanze e capacità di far accettare le proprie preferenze. Il Concerto d’Europa nato a Vienna nel 1815 ne codificò la forma collegiale delle «grandi potenze», e la Carta delle Nazioni Unite del 1945 ne conservò una traccia istituzionale nei membri permanenti del Consiglio di sicurezza.
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Ex-Malaysian minister Nik Nazmi admits lapse in judgment after ‘khalwat’ arrest

Former Malaysian minister Nik Nazmi Nik Ahmad has confirmed that he was one of two individuals detained by the Selangor Islamic Religious Department (Jais) over an alleged khalwat case. Nik Nazmi, who helms Parti Bersama Malaysia, said he was at a residence in Petaling Jaya on Thursday with a woman after they decided to continue a discussion about a project there. “We had initially started the discussion with friends at a studio in Brickfields, Kuala Lumpur, before moving to Petaling Jaya to...

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L’Iran guida i missili degli houthi sull’Arabia Saudita, scrive il Wall Street Journal. Teheran nega

Aggiornato alle 06:24

RIAD — Dietro i missili che da due settimane cadono sugli aeroporti dell’Arabia Saudita c’è una mano iraniana: secondo il Wall Street Journal, Teheran passa agli houthi, il movimento yemenita che controlla Sanaa, dati di puntamento e intelligence per colpire il Regno. Riad lo dice apertamente da giorni. «Pensiamo che l’escalation degli houthi in questa fase del conflitto sia incoraggiata dall’Iran», ha detto il vice ministro degli Esteri saudita Rayed Krimly, aggiungendo che Teheran continua ad armare e addestrare il gruppo.

L’Iran nega. «La Repubblica islamica respinge ogni affermazione secondo cui abbia avuto un ruolo nelle operazioni yemenite», ha detto venerdì il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei: gli houthi «agiscono secondo i propri interessi e le proprie valutazioni». Nella stessa dichiarazione Teheran si offre come mediatore, «sempre pronta a usare i suoi buoni uffici per porre fine alle ostilità». Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva già telefonato domenica al collega saudita, il principe Faisal bin Farhan, per proporre un dialogo; secondo il vice ministro Saeed Khatibzadeh, Riad non ha risposto.

L’episodio che ha cambiato la scala della guerra resta quello di sabato 10 ottobre al King Khalid International di Riad: 13 morti secondo l’ultimo bilancio, oltre 300 feriti, scalo chiuso. È l’attacco più sanguinoso subito dall’Arabia Saudita da oltre un decennio. Tra le vittime quattro sauditi e due bangladesi; le altre venivano da Stati Uniti, Egitto, Giordania e altri Paesi arabi. Era il terzo colpo allo stesso aeroporto in una settimana, dopo i due di giovedì 8 che avevano ucciso tre persone e cancellato centinaia di voli; nei giorni precedenti erano stati colpiti anche gli scali di Abha, Jizan e Najran.

Il portavoce militare houthi Yahya Saree rivendica e definisce gli aeroporti «obiettivi legittimi», in risposta ai raid sauditi sullo Yemen. Donald Trump, domenica, ha letto l’offensiva come Riad: gli houthi «sono riemersi, probabilmente su istigazione dell’Iran», ha detto, «cercando deliberatamente di far salire il prezzo del petrolio prima delle elezioni Usa». Gli Stati Uniti, ha aggiunto, «potrebbero» unirsi alla ritorsione saudita.

Medina e Aden

Giovedì la coalizione a guida saudita ha annunciato l’intercettazione di un missile da crociera nella regione di Medina, senza indicarne la provenienza. Gli houthi, che avevano promesso di risparmiare le città sante di Mecca e Medina, hanno negato: «Non abbiamo condotto alcuna operazione verso il territorio saudita oggi», ha detto Saree, parlando di «una menzogna sfacciata e sfrontata».

Venerdì sera due missili hanno raggiunto l’aeroporto di Aden, la città del sud dove ha sede il governo yemenita riconosciuto e sostenuto da Riad. Nessuna vittima, secondo la polizia; un responsabile della sicurezza e un controllore di volo hanno detto all’Associated Press che è stata colpita un’area dello scalo che ospita un reparto militare governativo. Gli houthi rivendicano, parlando di un comando saudita e di un deposito di armi. Il giorno prima un attacco con missili e droni al palazzo presidenziale di Aden aveva ucciso cinque persone, tra cui due uomini della scorta del primo ministro Shaya Al-Zindani.

Sul terreno la guerra continua a Marib, la provincia orientale del petrolio: il portavoce militare governativo rivendica «guadagni territoriali» con copertura aerea e oltre 430 combattenti houthi «neutralizzati» in 24 ore. Gli houthi contano 65 raid sauditi in un giorno su Sanaa e altre province; il ministero della Sanità da loro controllato parla di 120 morti dal 3 settembre. Il round attuale è cominciato il mese scorso, quando i ribelli hanno occupato aree chiave sullo stretto di Bab el-Mandeb, la rotta del greggio del Golfo, e il 5 ottobre le forze governative hanno lanciato l’offensiva su Sanaa. Una guerra riaperta per riprendere uno stretto si combatte ora negli aeroporti della capitale saudita.

Il Regno si chiude. Il vertice tra Unione europea e Paesi del Golfo in Arabia Saudita è rinviato «per la sicurezza delle delegazioni», ha detto il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo. Londra sconsiglia i viaggi non essenziali a Riad; Washington vieta ai dipendenti federali di avvicinarsi a meno di 30 chilometri dal confine yemenita. Il Six Kings Slam di tennis, che doveva portare Alcaraz e Djokovic a Riad la prossima settimana, slitta al 27 dicembre; il derby dell’Al Nassr di Cristiano Ronaldo con l’Al Ahli è rinviato a marzo. Nello stretto di Hormuz l’agenzia marittima britannica ha contato 10 attacchi a navi in una settimana, una affondata, e ammette di non riuscire a censirli tutti.

«Gli houthi sono il proxy più potente della rete iraniana, senza dubbio», dice Mohammed Al-Basha, fondatore della società americana di analisi del rischio Basha Report. Saree ha ripetuto l’avvertimento: «Le operazioni verso le profondità saudite continueranno nei prossimi giorni». Compagnie aeree e viaggiatori, dice, non usino gli scali e lo spazio aereo sauditi, con la sola eccezione di Mecca e Medina.

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The butterfly effect: one man’s mission to help nature and communities coexist

Hong Kong’s next phase of development should make room for both butterflies and buildings, conservationist Dr Yau Wing-kwong has said, arguing that biodiversity can be incorporated into parks, schools and neighbourhoods without holding back the city’s growth. Yau, founder of Environmental Association Limited, has spent nearly three decades promoting community-based conservation. He is a finalist for the Spirit of Community Award in this year’s Spirit of Hong Kong Awards, co-organised by Sino...

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Chinese kindergarten owner given life sentence over lead paint poisoning scandal

The owner of a Chinese kindergarten has been jailed for life after more than 200 children were poisoned by lead in the country’s worst food safety scandal for almost two decades. A total of six people were jailed on Friday for making or selling harmful foodstuffs by Lanzhou Intermediate People’s Court in Gansu province. Li Huifang, owner of the Peixin Kindergarten in Tianshui, was handed a life sentence and fined 500,000 yuan (US$75,000), while Zhu Jinglin, the principal, was jailed for 15 years...

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Chinese kindergarten owner given life sentence over lead paint poisoning scandal

The owner of a Chinese kindergarten has been jailed for life after more than 200 children were poisoned by lead in the country’s worst food safety scandal for almost two decades. A total of six people were jailed on Friday for making or selling harmful foodstuffs by Lanzhou Intermediate People’s Court in Gansu province. Li Huifang, owner of the Peixin Kindergarten in Tianshui, was handed a life sentence and fined 500,000 yuan (US$75,000), while Zhu Jinglin, the principal, was jailed for 15 years...

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Chinese kindergarten owner given life sentence over lead paint poisoning scandal

The owner of a Chinese kindergarten has been jailed for life after more than 200 children were poisoned by lead in the country’s worst food safety scandal for almost two decades. A total of six people were jailed on Friday for making or selling harmful foodstuffs by Lanzhou Intermediate People’s Court in Gansu province. Li Huifang, owner of the Peixin Kindergarten in Tianshui, was handed a life sentence and fined 500,000 yuan (US$75,000), while Zhu Jinglin, the principal, was jailed for 15 years...

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Uncertainty Over Pope’s Health Fuels Familiar Debate Over Vatican’s Candor

By announcing his lung condition himself, Leo has been more forthcoming than many popes. But mysteries remain, prompting scrutiny of papal statements for hidden meaning.

© Lionel Bonaventure/Agence France-Presse — Getty Images

Pope Leo XIV at a torchlight procession last month in Lourdes, France. Vatican experts wondered if he already knew of his cancer diagnosis during that visit.
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Uncertainty Over Pope’s Health Fuels Familiar Debate Over Vatican’s Candor

By announcing his lung condition himself, Leo has been more forthcoming than many popes. But mysteries remain, prompting scrutiny of papal statements for hidden meaning.

© Lionel Bonaventure/Agence France-Presse — Getty Images

Pope Leo XIV at a torchlight procession last month in Lourdes, France. Vatican experts wondered if he already knew of his cancer diagnosis during that visit.
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Uncertainty Over Pope’s Health Fuels Familiar Debate Over Vatican’s Candor

By announcing his lung condition himself, Leo has been more forthcoming than many popes. But mysteries remain, prompting scrutiny of papal statements for hidden meaning.

© Lionel Bonaventure/Agence France-Presse — Getty Images

Pope Leo XIV at a torchlight procession last month in Lourdes, France. Vatican experts wondered if he already knew of his cancer diagnosis during that visit.
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Hong Kong touts key advantages over London in bid to become global gold hub

Distinctive features will set Hong Kong apart from London, a major bullion hub, as the city accelerates efforts to develop an international gold and precious metals trading ecosystem covering the entire value chain, a minister has told the South China Morning Post. In an exclusive interview on Thursday, Secretary for Financial Services and the Treasury Christopher Hui Ching-yu said the city would officially launch a central gold clearing platform in the first quarter of next year. It would...

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Shunned in the West, Ye hands Indonesia a rare mega-tour coup

Taylor Swift and Lady Gaga each chose Singapore as their only Southeast Asian stop on recent world tours. Fellow American singer Olivia Rodrigo played Thailand and the Philippines, but likewise skipped Indonesia. Next weekend, however, Jakarta is finally getting the big international headline act it has been craving – in the form of Ye. The controversial American rapper, formerly known as Kanye West, is set to play Indonesia’s capital next Saturday, marking the only Southeast Asian appearance on...

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3 Mexican men jailed for over 158 years for Australian, US surfer murders

A judge has sentenced three Mexican men to more than 158 years in prison each for the 2024 murders of two Australian brothers and their American friend, a case that tarnished Mexico’s image by exposing the risks foreigners face when visiting the tourism-dependent country. Friday’s sentencing, which came a week after the men were found guilty, marked the end of a lengthy legal process over the killings of Australians Callum and Jake Robinson, and American Carter Redd Rhoad. Their bodies were...

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3 Mexican men jailed for over 158 years for Australian, US surfer murders

A judge has sentenced three Mexican men to more than 158 years in prison each for the 2024 murders of two Australian brothers and their American friend, a case that tarnished Mexico’s image by exposing the risks foreigners face when visiting the tourism-dependent country. Friday’s sentencing, which came a week after the men were found guilty, marked the end of a lengthy legal process over the killings of Australians Callum and Jake Robinson, and American Carter Redd Rhoad. Their bodies were...

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‘Thai people already poor’: developing nations protest IMF’s austerity call

Coconut farmer Sombat Chuekrod travelled more than 200km (120 miles) to join hundreds on the streets of Bangkok on Friday demanding that the International Monetary Fund (IMF) and World Bank change how they deal with the developing world. Finance ministers, central bank governors and other top policymakers gathered this week in the Thai capital for the IMF-World Bank Annual Meetings, as decision makers tackle an inflation crisis fuelled by the Iran war and other economic shocks. The message from...

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A Wayward Shark Becomes a Celebrity in South Korea

Stranded in a port waterway for weeks, the 10-foot fish has attracted more than a million spectators, while officials try to guide her back to open sea.

© Yonhap News Agency, via Reuters

The shark that has been stuck in a canal in Busan, South Korea, since September.
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Trump pauses Russian sanctions package after striking diesel deal with Putin

US President Donald Trump on Friday signed an executive order that puts on hold a sweeping new sanctions package targeting the Russian economy, telling Congress the pause was in the national interest. Named after late South Carolina senator Lindsey Graham, the measure had sought to clamp down more quickly on the flow of financial resources fuelling the war against Ukraine. The move comes a week after Trump stunningly said the US had agreed to purchase diesel from Russia to try to bring down...

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Trump pauses Russian sanctions package after striking diesel deal with Putin

US President Donald Trump on Friday signed an executive order that puts on hold a sweeping new sanctions package targeting the Russian economy, telling Congress the pause was in the national interest. Named after late South Carolina senator Lindsey Graham, the measure had sought to clamp down more quickly on the flow of financial resources fuelling the war against Ukraine. The move comes a week after Trump stunningly said the US had agreed to purchase diesel from Russia to try to bring down...

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A companion between appointments: Hong Kong student’s AI tool for cancer patients

For cancer patients in Hong Kong, emotional distress can persist beyond the clinic, with a large combined analysis of multiple studies linking depression and anxiety to lower chances of survival. Claudia Chan Shu-ying, a medical student at the Chinese University of Hong Kong (CUHK), is developing CancerCompanion, a digital companion designed to offer emotional support between appointments, including late at night when professional help may not be immediately available. The system uses AI-powered...

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Ilhan Omar’s Sister’s Phone Was Seized Before Search of Lawmaker’s Home

A criminal investigation into the lawmaker’s immigration process advanced after federal investigators reviewed family text messages from a seized phone.

© J. Scott Applewhite/Associated Press

A Homeland Security officer carries a box from the Washington residence of Rep. Ilhan Omar, during a search on Monday.
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School Shooting in Bend, Ore., Has Heroes and Pain, But Few Answers

The city of Bend, Ore., is praising those who worked to stop the gunman at Silver Rail Elementary School. The authorities are searching for answers.

© Jordan Gale for The New York Times

A growing memorial outside Silver Rail Elementary School the morning after a gunman killed three children and a teacher in Bend, Ore.
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Cornell Board Presents United Front Amid Crisis Over Sexual Assault Allegations

While the powerful board appeared to back campus administration, some students protested against the backdrop of homecoming weekend.

© Lauren Petracca for The New York Times

Inside the halls where Cornell University’s board of trustees gathered this week, there were no visible cracks in its unity.
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Chinese man celebrates wedding to one woman, baby with ex-lover at same venue on same day

A man in southwestern China has sparked widespread criticism after holding a wedding with one woman and a celebration for his baby with another at the same venue on the same day. According to The Beijing News, Wu Linfeng, from Liupanshui, Guizhou province, held a wedding ceremony with Kong Sihan on the first floor of a restaurant while hosting a 100-day celebration for his son with his former girlfriend, Lin Si, on the second floor. One poster at the venue showed Wu and Kong in wedding attire...

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Air rage incidents in Japan surge, led by late check-in ‘flashpoint’

Airline employees in Japan are experiencing a surge in abuse incidents from customers linked to delays or cancellations of flights or from being refused boarding due to late check-in, according to a survey. Some 30 per cent of ground staff or cabin crew reported bearing the brunt of passengers’ anger over such matters in the past year, according to the survey by the Japan Federation of Aviation Industry Unions released last month, rising from 7 per cent in its previous survey in 2023. In...

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Foreign banks trim China branch networks as low returns test strategy

Almost two decades after gaining permission to conduct yuan business for local clients, foreign-funded banks are still refining their strategy in China, where the financial sector is dominated by state-owned lenders. While Citi exited its China retail banking business, other foreign banks have continued to close branches and sub-branches, focusing instead on digitalisation, wealth management and core clients to strengthen their foothold in the market. Deutsche Bank (China) announced the closure...

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Philippines’ ‘China-free’ manufacturing strategy is a high-risk bet

China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade. But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...

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Philippines’ ‘China-free’ manufacturing strategy is a high-risk bet

China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade. But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...

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Philippines’ ‘China-free’ manufacturing strategy is a high-risk bet

China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade. But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...

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Philippines’ ‘China-free’ manufacturing strategy is a high-risk bet

China and the Philippines recently traded accusations over the medical evacuation of a Philippine serviceman from a grounded naval vessel in the hotly disputed Second Thomas Shoal in the South China Sea. The incident has sparked renewed worries about potential armed skirmishes in a global artery of trade. But Philippine President Ferdinand Marcos Jnr was also quick to emphasise the economic dimensions of a major conflict. After a decade of rapid economic growth, the Philippines is facing...

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Growing number of ex-officials enter race for Hong Kong Election Committee seats

A growing number of former senior government officials have joined the race for seats on Hong Kong’s Election Committee, a trend observers say will enhance the prestige and legitimacy of the body tasked with choosing the city’s next leader. As the two-week nomination period draws to a close next Tuesday, the Registration and Electoral Office had received 1,115 nominations for 982 elected seats on the Election Committee as of Friday. The poll will be held on November 22 and the elected members...

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‘Hot economics, cold politics’: why China gave nod for expanded Japanese trade trip

Beijing’s decision to allow a bigger Japanese business delegation to go to China next month may be cause for some optimism but “hot economics and cold politics” will continue to dominate the strained relationship between the two countries, observers say. Kyodo news agency reported this week that Beijing had agreed to allow the Japanese Business Federation – the country’s most influential business lobby, also known as Keidanren – to expand its delegation coming to China next month. The group will...

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‘Hot economics, cold politics’: why China gave nod for expanded Japanese trade trip

Beijing’s decision to allow a bigger Japanese business delegation to go to China next month may be cause for some optimism but “hot economics and cold politics” will continue to dominate the strained relationship between the two countries, observers say. Kyodo news agency reported this week that Beijing had agreed to allow the Japanese Business Federation – the country’s most influential business lobby, also known as Keidanren – to expand its delegation coming to China next month. The group will...

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‘Hot economics, cold politics’: why China gave nod for expanded Japanese trade trip

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Trump mocks popularity of Mohammad as Muslim name during campaign speech

US ⁠President Donald Trump made a ⁠joke about the popularity of ⁠the name Mohammad in the Muslim world as he mocked Iran’s presidency during a campaign speech on Friday. “You know, if you’re in doubt about somebody’s name from the Middle East, just say ‘Mohammad’,” Trump told a ‌crowd in Dalton, Georgia. “You have about a 65 per cent chance. ‘Hello, Mohammad.’ I’ve done it for years now. I’ve never been wrong.” Mohammad is one of the most common male names among Muslims, who often name their...

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Trump mocks popularity of Mohammad as Muslim name during campaign speech

US ⁠President Donald Trump made a ⁠joke about the popularity of ⁠the name Mohammad in the Muslim world as he mocked Iran’s presidency during a campaign speech on Friday. “You know, if you’re in doubt about somebody’s name from the Middle East, just say ‘Mohammad’,” Trump told a ‌crowd in Dalton, Georgia. “You have about a 65 per cent chance. ‘Hello, Mohammad.’ I’ve done it for years now. I’ve never been wrong.” Mohammad is one of the most common male names among Muslims, who often name their...

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Japan’s Takaichi sends offering to controversial Yasukuni war shrine

Prime Minister Sanae Takaichi on Saturday sent a ritual offering to Yasukuni Shrine in Tokyo, regarded by Japan’s neighbours as a symbol of the country’s past militarism, at the start of its three-day autumn festival. Takaichi, known as a conservative who routinely visited the Shinto shrine before becoming prime minister a year ago, was unlikely to visit the shrine during the festival, a source close to her said, amid strained relations with China and relatively stable ties with South Korea. The...

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How We Reported on the Cornell Case

In our first edition of The Backstory, a new newsletter about Times journalism, we’re diving into coverage of a rape allegation and talking to a critic who says we’re not tough enough on Trump.

© Heather Ainsworth for The New York Times

Students walk past the now shuttered Chi Phi fraternity house at Cornell University.
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Malaysia’s shoppers love Chinese e-commerce. Its factories pay the price

In hindsight, it was only a matter of time before Esha Yusof joined the growing ranks of Malaysian shoppers being drawn to Chinese e-commerce giant Pinduoduo. Esha is a relative newcomer. She signed up in July, more than half a year after the platform launched in Malaysia – and has been smitten with it ever since. Rock-bottom prices, a vast range of products and seamless payments through a popular local e-wallet make it easy for the 32-year-old to spend an average of 500 ringgit (US$122) a month...

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North Korea says it tested new torpedo with AI tech

⁠North Korea conducted an underwater ⁠test of a new torpedo weapon system on Thursday to verify technological upgrades, state news agency KCNA reported on Saturday, describing the test as a success and a significant step in ‌the country’s naval development. The test verified propulsion technology developed through more than 180 tests over the past five years, KCNA said, adding that artificial intelligence was used for target detection and guidance in the new high-speed precision-guided...

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Teacher Killed in Oregon School Shooting Was Working Her ‘Dream Job,’ Family Says

Megan Lambert graduated from high school in the district where she taught. She died in a classroom with Rhoam Summer and two other children when a shooter attacked.

© Jordan Gale for The New York Times

Community members at Drake Park in Bend, Ore., on Friday, the day after a gunman killed three children and a teacher nearby at Silver Rail Elementary School.
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When a Social Media Mob Came for Cornell’s Jane Doe

After a former student named seven men in a lawsuit saying they had sexually assaulted her, a movement gained steam online to reveal her identity.

© Lauren Petracca for The New York Times

A former Cornell student’s lawsuit accusing members of a fraternity of sexual assault stirred anger and debate at the university and on college campuses nationwide.
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China warns EU not to ‘fantasise’ on trade approach as Brussels confirms new ‘kill switch’

Beijing warned Brussels not to “fantasise” that taking a hard line will force it into concessions, as the bloc confirmed plans for a gung-ho new kill switch that will allow Brussels to “immediately” kick China out of the single market. Exactly a week after the two sides struck a surprise deal to restrict the volume of hybrid cars China ships to Europe, the flare-up suggests the threat of a trade war between two of the world’s three biggest economies has far from subsided. “The EU should not...

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China warns EU not to ‘fantasise’ on trade approach as Brussels confirms new ‘kill switch’

Beijing warned Brussels not to “fantasise” that taking a hard line will force it into concessions, as the bloc confirmed plans for a gung-ho new kill switch that will allow Brussels to “immediately” kick China out of the single market. Exactly a week after the two sides struck a surprise deal to restrict the volume of hybrid cars China ships to Europe, the flare-up suggests the threat of a trade war between two of the world’s three biggest economies has far from subsided. “The EU should not...

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Oregon teen gunman was tackled by ‘heroic’ teacher then shot by students’ father

A teacher threw her phone at the teenage gunman who killed four people at an Oregon junior school, then tackled and fought with him – probably saving lives before he was shot by a father who followed him into the building, police said Friday. Bend Police Chief Mike Krantz called the teacher’s actions “heroic” during a news conference and said she was not injured. He identified the attacker as 16-year-old Griffin J. John II and said all of the victims were shot in the same classroom. Authorities...

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Oregon teen gunman was tackled by ‘heroic’ teacher then shot by students’ father

A teacher threw her phone at the teenage gunman who killed four people at an Oregon junior school, then tackled and fought with him – probably saving lives before he was shot by a father who followed him into the building, police said Friday. Bend Police Chief Mike Krantz called the teacher’s actions “heroic” during a news conference and said she was not injured. He identified the attacker as 16-year-old Griffin J. John II and said all of the victims were shot in the same classroom. Authorities...

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New details emerge in US investigations of Chinese-American scientists over China links

A US congressional committee has released details of investigations into dozens of researchers, many of them Chinese-American, revealing the scale of government scrutiny sweeping academia over alleged links to China. The documents – running to hundreds of pages – were released alongside a separate report by the House Select Committee on China. Titled “How to Stop China’s Theft of Taxpayer-Funded Research”, the report pushes back against arguments by universities and academic groups that tighter...

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New details emerge in US investigations of Chinese-American scientists over China links

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Sean ‘Diddy’ Combs moved to new prison after reports of luxury lifestyle behind bars

Sean “Diddy” Combs has been moved to a federal prison in Pennsylvania after reports that the hip-hop mogul was living the high life and was injured in a fight at his New Jersey lock-up, a person familiar with the matter said on Friday. The federal Bureau of Prisons is transferring Combs, 56, from FCI Fort Dix to FCI Allenwood Low, a low-security facility south of Williamsport and about 250km (155 miles) west of New York, the person said. The person was not authorised to speak publicly and did so...

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Sean ‘Diddy’ Combs moved to new prison after reports of luxury lifestyle behind bars

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Paraguay’s tech minister defies Beijing sanctions, says Taiwan ties ‘not up for negotiation’

Paraguay’s technology minister said on Thursday that sanctions imposed on him by Beijing over his country’s ties with Taiwan would only accelerate joint projects with the island. Gustavo Villate, who heads the Ministry of Information and Communication Technologies, wrote in a lengthy social media post that the relationship with Taipei would “never be on the negotiating table”. He also suggested that Beijing had acted to protect Chinese telecoms suppliers kept out of Paraguay’s networks. “This...

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Paraguay’s tech minister defies Beijing sanctions, says Taiwan ties ‘not up for negotiation’

Paraguay’s technology minister said on Thursday that sanctions imposed on him by Beijing over his country’s ties with Taiwan would only accelerate joint projects with the island. Gustavo Villate, who heads the Ministry of Information and Communication Technologies, wrote in a lengthy social media post that the relationship with Taipei would “never be on the negotiating table”. He also suggested that Beijing had acted to protect Chinese telecoms suppliers kept out of Paraguay’s networks. “This...

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Paraguay’s tech minister defies Beijing sanctions, says Taiwan ties ‘not up for negotiation’

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Paraguay’s tech minister defies Beijing sanctions, says Taiwan ties ‘not up for negotiation’

Paraguay’s technology minister said on Thursday that sanctions imposed on him by Beijing over his country’s ties with Taiwan would only accelerate joint projects with the island. Gustavo Villate, who heads the Ministry of Information and Communication Technologies, wrote in a lengthy social media post that the relationship with Taipei would “never be on the negotiating table”. He also suggested that Beijing had acted to protect Chinese telecoms suppliers kept out of Paraguay’s networks. “This...

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Americans see China more positively than Russia, but both near bottom of G20: Pew report

As the US prepares to host the G20 summit in Miami in December, Americans’ views of participating countries vary, with China viewed more favourably than Russia, although both rank near the bottom, according to the latest Pew Research Centre report. Americans gave China an average rating of 37 out of 100, compared with 27 for Russia, Pew found in a report released on Friday. Canada, Australia, Japan and Italy received the warmest ratings, with average scores in the mid-to-high 60s. “Russia stands...

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Americans see China more positively than Russia, but both near bottom of G20: Pew report

As the US prepares to host the G20 summit in Miami in December, Americans’ views of participating countries vary, with China viewed more favourably than Russia, although both rank near the bottom, according to the latest Pew Research Centre report. Americans gave China an average rating of 37 out of 100, compared with 27 for Russia, Pew found in a report released on Friday. Canada, Australia, Japan and Italy received the warmest ratings, with average scores in the mid-to-high 60s. “Russia stands...

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Americans see China more positively than Russia, but both near bottom of G20: Pew report

As the US prepares to host the G20 summit in Miami in December, Americans’ views of participating countries vary, with China viewed more favourably than Russia, although both rank near the bottom, according to the latest Pew Research Centre report. Americans gave China an average rating of 37 out of 100, compared with 27 for Russia, Pew found in a report released on Friday. Canada, Australia, Japan and Italy received the warmest ratings, with average scores in the mid-to-high 60s. “Russia stands...

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Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

FROSINONE (ITALPRESS) – Proseguono i sogni di gloria del Frosinone, che ottiene un’altra vittoria pesante: è 4-2 sul Sassuolo nel segno di Raimondo (tripletta). I neroverdi spingono in avvio con Laurientè e Caleta-Car, ma la reazione ciociara è prepotente. Ghedjemis saggia i riflessi degli avversari e al 9′, dopo un pallone perso da Bakola, i giallazzurri passano: merito del tiro potente di Calò, che spiazza Muric. Il Sassuolo traballa sul tiro di Bracaglia, ma pareggia subito: Bakola si riscatta, assist per Berardi e 1-1 (14′). Il Frosinone risponde immediatamente vedendosi annullare il vantaggio firmato da Kvernadze e continua ad attaccare, dando inizio al Raimondo-show. Al 26′ l’attaccante approfitta dell’errore di Muric e sigla il 2-1, quattro minuti dopo ecco il tris del Frosinone e la sua doppietta: nuovamente disastroso il portiere, ex Man City e Ipswich. L’attaccante entra così nel ristretto club dei giocatori con tre o più marcature multiple in stagione: come lui solo Yamal (tre), meglio solo Raphinha (quattro). Non c’è spazio per rilassarsi allo Stirpe, che assiste a un primo tempo da cinque reti e all’immediato 3-2 del Sassuolo: lo firma Thorstvedt, bravo a sfruttare l’assist di uno spento Esposito (37′). La ripresa si apre con le chances ciociare per Schmid e Kvernadze, e al 57′ arriva la tripletta di Raimondo: tocco sottomisura per correggere la conclusione di Ghedjemis e i gol salgono a sette in sette gare. L’attaccante da un gol ogni 82′ supera così Malen (6 gol) ed è, ora, il capocannoniere della Serie A: una forte candidatura per la Nazionale, nella finestra di novembre. Il Frosinone può così gestire la gara, nonostante il Sassuolo passi alle due punte e provi a farsi vedere con Lipani e Laurientè. Vincono 4-2 i laziali, che salgono a quota 13 punti: notte al quarto posto per Alvini, insieme al Cagliari. Il suo Frosinone si conferma inarrestabile in casa: sconfitte Venezia, Como e Sassuolo. I neroverdi, invece, si fermano a quota 8 punti e non danno seguito alle buonissime prove contro Milan e Juventus.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

Raimondo fa sognare il Frosinone, Sassuolo al tappeto per 4-2

FROSINONE (ITALPRESS) – Proseguono i sogni di gloria del Frosinone, che ottiene un’altra vittoria pesante: è 4-2 sul Sassuolo nel segno di Raimondo (tripletta). I neroverdi spingono in avvio con Laurientè e Caleta-Car, ma la reazione ciociara è prepotente. Ghedjemis saggia i riflessi degli avversari e al 9′, dopo un pallone perso da Bakola, i giallazzurri passano: merito del tiro potente di Calò, che spiazza Muric. Il Sassuolo traballa sul tiro di Bracaglia, ma pareggia subito: Bakola si riscatta, assist per Berardi e 1-1 (14′). Il Frosinone risponde immediatamente vedendosi annullare il vantaggio firmato da Kvernadze e continua ad attaccare, dando inizio al Raimondo-show. Al 26′ l’attaccante approfitta dell’errore di Muric e sigla il 2-1, quattro minuti dopo ecco il tris del Frosinone e la sua doppietta: nuovamente disastroso il portiere, ex Man City e Ipswich. L’attaccante entra così nel ristretto club dei giocatori con tre o più marcature multiple in stagione: come lui solo Yamal (tre), meglio solo Raphinha (quattro). Non c’è spazio per rilassarsi allo Stirpe, che assiste a un primo tempo da cinque reti e all’immediato 3-2 del Sassuolo: lo firma Thorstvedt, bravo a sfruttare l’assist di uno spento Esposito (37′). La ripresa si apre con le chances ciociare per Schmid e Kvernadze, e al 57′ arriva la tripletta di Raimondo: tocco sottomisura per correggere la conclusione di Ghedjemis e i gol salgono a sette in sette gare. L’attaccante da un gol ogni 82′ supera così Malen (6 gol) ed è, ora, il capocannoniere della Serie A: una forte candidatura per la Nazionale, nella finestra di novembre. Il Frosinone può così gestire la gara, nonostante il Sassuolo passi alle due punte e provi a farsi vedere con Lipani e Laurientè. Vincono 4-2 i laziali, che salgono a quota 13 punti: notte al quarto posto per Alvini, insieme al Cagliari. Il suo Frosinone si conferma inarrestabile in casa: sconfitte Venezia, Como e Sassuolo. I neroverdi, invece, si fermano a quota 8 punti e non danno seguito alle buonissime prove contro Milan e Juventus.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Usa, Baiocchi Di Silvestri (Intesa Sanpaolo) “Focus su infrastrutture digitali”

Usa, Baiocchi Di Silvestri (Intesa Sanpaolo)

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’impegno di Intesa Sanpaolo è quello di supportare le iniziative nel settore delle infrastrutture digitali attraverso le nostre principali competenze: la finanza di progetto, il corporate lending e, naturalmente, una volta che i progetti entrano nella fase operativa, l’intermediazione sui mercati dei capitali, attraverso emissioni obbligazionarie e strutture di ABS”. Lo ha detto Nicola Baiocchi Di Silvestri, Country Manager Americas e Managing Director di Intesa Sanpaolo, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn

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Trump licenzia dopo soli 5 giorni la portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia

Trump licenzia dopo soli 5 giorni la portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia

NEW YORK (ITALPRESS) – Katie Zacharia è stata licenziata, dopo soli cinque giorni, dal suo incarico di portavoce della Casa Bianca. A riportarlo è il New York Times. Trump l’aveva pubblicamente esortata a riconsiderare la sua posizione. «Katie è stata trattata molto male dai media. Le ho detto: ‘Katie, sai, non sei obbligata a continuare se non vuoi'”, aveva riferito il tycoon. Sulla sua nomina erano emerse polemiche relative alle sue qualifiche professionali.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Il valore dell’innovazione farmaceutica al centro del confronto con le Regioni

Il valore dell’innovazione farmaceutica al centro del confronto con le Regioni

GENOVA (ITALPRESS) – Si è svolto a Genova, presso il Palazzo Ducale, il convegno “Misurare il valore dell’innovazione – Dalla valutazione del farmaco agli esiti di salute”, organizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) con il patrocinio della Regione Liguria. L’iniziativa ha costituito una nuova tappa del percorso di incontri istituzionali che AIFA sta realizzando nelle diverse Regioni italiane per consolidare il dialogo tra l’Agenzia, le Istituzioni territoriali e tutti i soggetti coinvolti nella governance del farmaco. L’incontro di Genova ha riunito i principali protagonisti del sistema salute attorno a una riflessione condivisa su una delle questioni oggi più rilevanti per l’evoluzione delle politiche del farmaco: la necessità di sviluppare modelli sempre più evoluti di valutazione dell’innovazione, considerando non soltanto l’efficacia clinica dei farmaci, ma anche il loro impatto concreto sulla vita dei pazienti, sull’organizzazione dell’assistenza e sulla sostenibilità complessiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al delicato equilibrio tra innovazione e sostenibilità, due dimensioni strettamente connesse che devono trovare una sintesi nelle strategie di sviluppo e di governo dell’assistenza farmaceutica. Misurare correttamente il valore dell’innovazione significa infatti essere in grado di orientare le decisioni pubbliche verso investimenti capaci di produrre benefici duraturi per i cittadini e per il Servizio Sanitario Nazionale.

La giornata, moderata dalla giornalista Tiziana Oberti, si è aperta con i saluti di Massimo Nicolò, Assessore alla Salute della Regione Liguria, Cristina Lodi, Assessore al Welfare, Servizi Sociali, Famiglie, Terza Età e Disabilità del Comune di Genova e Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.

“Siamo molto contenti che AIFA abbia scelto Genova per questo appuntamento. La valutazione dei farmaci innovativi è una questione strategica: la spesa farmaceutica è una voce importante del bilancio sanitario, ma non possiamo fermarci al costo della terapia – ha sottolineato l’Assessore alla Sanità di Regione Liguria Massimo Nicolò -. Dobbiamo considerare anche i risultati che produce sulla vita delle persone: oggi i farmaci consentono, in moltissimi casi, non soltanto di sopravvivere più a lungo, ma di vivere meglio, anche grazie alla possibilità di controllare patologie che in passato avevano prospettive molto più limitate. Questo significa migliorare la qualità della vita e può contribuire anche a ridurre altri costi, diretti e indiretti, legati alla malattia. Per una regione come la Liguria, dove la longevità è un dato strutturale, poter contare su terapie sempre più mirate e personalizzate è fondamentale. Ringrazio il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di AIFA Robert Nisticò, per la presenza a Genova e per il contributo a un confronto importante tra istituzioni nazionali e regionali”.

“In questi quattro anni di Governo abbiamo lavorato per migliorare la governance farmaceutica, con l’obiettivo di programmare meglio le risorse, garantire l’accesso alle cure e affrontare le nuove sfide poste dall’innovazione e dall’aumento delle cronicità, mantenendo sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale” ha dichiarato il Sottosegretario Gemmato. “Un impegno che il Ministero della Salute e AIFA portano avanti insieme, per garantire a tutti un accesso sempre più equo e tempestivo alle terapie, comprese quelle più innovative. In questo quadro, gli incontri sul territorio promossi dall’Agenzia rappresentano importanti occasioni di confronto diretto con le Regioni, per ascoltare le esigenze dei diversi contesti territoriali e individuare risposte adeguate ai bisogni di salute della popolazione”.

Nell’introduzione ai lavori, il Presidente dell’AIFA Robert Nisticò ha affermato: “Non possiamo considerare il costo di un farmaco senza valutarne l’impatto e i benefici concreti sulla vita delle persone. Le terapie innovative possono modificare profondamente il decorso di una patologia e, in alcuni casi, arrivare a eradicarla. Per questo serve una visione più ampia, che tenga conto non solo del costo della cura, ma anche dei risultati prodotti, dei risparmi per il sistema sanitario e della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Oggi abbiamo strumenti sempre più avanzati e una quantità enorme di dati, che ci consentono di comprendere meglio il valore delle terapie, ma è fondamentale ascoltare anche la voce dei pazienti. Non esiste un paziente medio: esistono persone, con bisogni e storie diverse, che devono essere al centro dei percorsi di cura. Dietro un farmaco, e il suo costo, c’è la speranza di una vita migliore: da qui dobbiamo partire per riconoscere pienamente il valore dell’innovazione”.

È seguito il keynote speech dal titolo “Ricerca e Terapie Innovative” di Pierluigi Nicotera, già Direttore Scientifico e CEO del DZNE – Centro Nazionale delle Malattie Neurodegenerative in Germania e Direttore scientifico della Fondazione Mondino IRCCS di Pavia.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata a una tavola rotonda con protagonisti Pierluigi Russo, Direttore Tecnico-Scientifico di AIFA, Angelo Gratarola, referente della Regione Liguria e membro del CdA AIFA, Francesca Faravelli, Direttore dell’UOC Genomica e Genetica Clinica dell’IRCCS Istituto Gaslini, Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia e Arianna Gregis, Farmindustria.

“L’andamento della spesa farmaceutica è un fenomeno complesso, che non può essere ridotto alla variazione di una cifra da tenere sotto controllo: va letto tenendo conto di tutte le componenti che lo determinano. Con l’arrivo delle nuove terapie, il cui impatto sulla finanza pubblica è significativo, occorre superare la logica della singola area terapeutica e adottare una visione olistica dell’accesso alle cure, più personalizzata e attenta al contesto epidemiologico locale. Valutare e riconoscere l’innovazione richiede percorsi tecnici dettagliati, capaci di cogliere l’impatto sanitario complessivo e i benefici sulla qualità di vita. L’Agenzia considera tutti i driver collegati all’innovazione, ma questo richiede anche una stretta collaborazione con le Regioni: servono attenzione all’appropriatezza e un approccio coordinato, nel rispetto delle rispettive responsabilità”, ha affermato il Direttore Pierluigi Russo intervenendo alla tavola rotonda.

Le conclusioni sono state affidate al Direttore Amministrativo di AIFA Giovanni Pavesi: “Dare più vita agli anni non è solo uno slogan, ma un impegno di fronte alle sfide dell’aumento dell’aspettativa di vita e della cronicità. Per questo occorre allargare la prospettiva della governance, includendo la spesa farmaceutica in una più ampia politica farmaceutica. I 104 medicinali per cui nel 2025 l’Agenzia Europea per i Medicinali ha raccomandato l’autorizzazione ci ricordano che l’innovazione interpella anche l’etica, e che serve rigore scientifico per distinguere ciò che è realmente innovativo da ciò che è solo nuovo. Il compito richiede a tutti gli attori strumenti flessibili e il superamento della logica dei silos: va in questa direzione anche la riorganizzazione dell’AIFA. Il recente ingresso dell’Agenzia nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), che permette di condividere in modo trasparente e sicuro i dati dei medicinali autorizzati in Italia, è un ulteriore passo nella trasformazione della sanità pubblica, necessaria per portare la vera innovazione ai pazienti”.

– foto ufficio stampa Regione Liguria –

(ITALPRESS).

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Cina, al via quinto Congresso di archeologia cinese nello Shanxi

Cina, al via quinto Congresso di archeologia cinese nello Shanxi

TAIYUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il quinto Congresso di archeologia cinese si è aperto ieri a Yuncheng, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi, incentrato sul tema “Archeologia: il passato e il futuro”.
In programma fino a sabato, il congresso riunisce centinaia di archeologi cinesi e stranieri, e prevede discorsi programmatici e 28 sessioni parallele, con oltre 570 presentazioni accademiche e 22 conferenze pubbliche.
Yuncheng, la città ospitante, è il luogo in cui 100 anni fa è stato effettuato lo scavo del sito di Xiyin, nella contea di Xia. Il sito risale al Neolitico. Sono stati portati alla luce migliaia di frammenti di ceramica e altri reperti associati alla cultura di Yangshao, che ha avuto origine intorno al corso medio del fiume Giallo e che risale a un periodo compreso tra 4.700 e 7.000 anni fa.
Condotto dall’archeologo cinese Li Ji e dal geologo Yuan Fuli, si è trattato del primo scavo archeologico scientifico moderno eseguito autonomamente da studiosi cinesi, inaugurando una nuova era per l’archeologia cinese e diventando una pietra miliare dell’archeologia moderna del Paese.
Marie Louise Stig Sørensen, professoressa di Preistoria europea e Studi sul patrimonio culturale presso il Dipartimento di archeologia dell’Università di Cambridge e ospite del congresso, ha affermato di essersi interessata all’archeologia relativa alla cultura di Yangshao dopo aver lavorato con alcuni giovani studiosi sulla rilevanza di questa cultura.
“E’ una parte davvero affascinante della nostra storia mondiale e, allo stesso tempo, la sua archeologia è per certi versi molto simile a quella di cui mi occupo in Europa”, ha dichiarato.
Istituito nel 2016, il Congresso di archeologia cinese mira a presentare lo stato attuale e i risultati dell’archeologia cinese, promuovendo una maggiore apertura e gli scambi accademici internazionali e favorendo lo sviluppo complessivo dell’archeologia cinese.

– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).

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Usa, Cimmino (Confindustria) “Innovazione e asse transatlantico per le imprese”

Usa, Cimmino (Confindustria)

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Confindustria ha un ruolo strategico nell’accompagnare le imprese nel mondo, ed è chiaro che gli Stati Uniti sono il nostro primo mercato fuori dai confini dell’Unione Europea. La nostra presenza è testimonianza dell’impegno per colmare sempre di più il gap che avvertiamo in questo momento in Europa e in Italia sulle tematiche dell’innovazione, attraverso una collaborazione sempre più stretta all’interno dell’asse transatlantico”. Lo ha detto Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti di Confindustria, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington
xp6/mrv/mgg/azn

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Energia, Meloni “Chiusa la trattativa con la Ue, contenta del risultato”

Energia, Meloni "Chiusa la trattativa con la Ue, contenta del risultato"

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Abbiamo chiuso con la Commissione europea la trattativa sul decreto bollette, misure che avevano approvato tempo fa ma che avevano bisogno di un ok: una trattativa lunga ma costruttiva, e che è molto importante perchè ci consente di intervenire per abbassare le bollette”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. “Sono molto contenta di questo risultato e sono molto ottimista sulle richieste in materia di maggiore flessibilità per affrontare la situazione complessa che tutti stanno affrontando – ha aggiunto -. Abbiamo notato significativi progressi, credo che ci sia maggiore flessibilità. Su questo tema l’Italia è stata molto determinata e non è sola”.
mrc/azn
(Fonte video: Palazzo Chigi)

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US: Trump dismisses Zampolli amid dispute over parallel diplomacy involving Russia and the Balkans

Italiano

He conducted himself like a head of state, exercising an extraordinary degree of autonomy that appeared to place him beyond the established chain of command. Paolo Zampolli’s removal from Donald Trump’s administration may have broader political implications than a personal dispute with Deputy Secretary of State Christopher Landau. Behind the dismissal of the Italian-American businessman, a longtime friend of the president who served as US Special Representative for Global Partnerships until October 15, lies a fundamental question about control over American foreign policy: how far can someone close to the White House go in conducting diplomatic initiatives, meeting representatives of foreign governments and promoting international agreements without going through the State Department?

The immediate explanation for his dismissal came from Politico, which reconstructed months of clashes between Zampolli and Landau through a series of emails. But an examination of the former representative’s international activities suggests that the dispute went beyond questions of hierarchy. From Russia to Serbia, from Republika Srpska to Central Asia, Zampolli had developed a network of political and economic relationships that appeared to extend well beyond his cultural mandate. What remains unclear is whether these initiatives were directly authorized by Trump, tolerated by the White House or pursued with a degree of autonomy that the State Department was no longer prepared to accept.

One particularly significant development emerged from Russia. Yesterday, on the very day of his dismissal, the Russian state news agency TASS published an extensive interview with Zampolli, identifying him as a special representative of the US president. The subject was sports cooperation between the United States and the Russian Federation, but the discussion went well beyond organizing competitions. Zampolli argued that sport could reopen channels of dialogue closed by political tensions and proposed structured cooperation between Washington and Moscow, including hockey games, football matches, exchanges involving athletes and coaches, and a joint coordination mechanism.

The former representative had also expressed support for the gradual reintegration of Russian athletes into international competitions, hoping for their fuller participation in the 2028 Los Angeles Olympics. He welcomed the return of the Russian flag and national anthem at the Paralympic Games in Italy, describing it as an important step forward. These remarks, however, did not constitute an official announcement by Washington concerning the restoration of Russian participation under national symbols. They were statements made by Zampolli during an interview, with no corresponding decision by US authorities or Olympic governing bodies having been established.

The most relevant detail is that Zampolli had already met Russian Sports Minister Mikhail Degtyarev on September 1 in Bishkek, Kyrgyzstan. In his interview with TASS, he confirmed that the two had discussed the 2028 Olympics and prospects for sports cooperation between their respective countries. He also expressed a willingness to travel to Moscow to achieve concrete results, provided there were clearly defined objectives and support from the appropriate institutional channels. The meeting with Degtyarev therefore establishes that direct contact had taken place with a member of the Russian government, while his willingness to visit Moscow confirms his intention to develop that channel further.

Sports diplomacy does not, in itself, constitute a violation of a cultural representative’s mandate. In Zampolli’s case, however, it takes on a different significance when viewed against the backdrop of his confrontation with Landau. According to emails obtained by Politico and also reported by Corriere della Sera, as early as November 14, 2025, the deputy secretary of state had ordered him to cease activities not directly related to cultural diplomacy. The message, copied to 15 other officials, left little doubt about the existence of an institutional conflict. Landau challenged Zampolli over foreign policy initiatives and commercial and economic activities he considered unauthorized, going so far as to warn of disciplinary consequences and dismissal.

Zampolli rejected the accusations and invoked his direct relationship with Trump. This confrontation lies at the heart of the affair. On one side stood the State Department, determined to retain control over diplomatic initiatives; on the other, a presidential representative who believed he could operate on the strength of the president’s personal confidence. The issue was not merely who had the authority to issue instructions, but who had the power to represent the United States in its dealings with foreign governments.

A second line of inquiry leads to the Balkans, where Zampolli’s activities had taken on an even more explicitly political character. On February 10, 2026, the Republika Srpska news agency SRNA reported a meeting in Banja Luka between the American representative and Milorad Dodik, leader of the SNSD and former president of the Serb entity within Bosnia and Herzegovina. Dodik described the meeting as a continuation of a visit to Washington and an opportunity to strengthen dialogue with international centers of power, explicitly emphasizing Zampolli’s closeness to Trump.

The context is crucial. Republika Srpska is not an independent state but one of the two entities that make up Bosnia and Herzegovina. Dodik’s political initiatives, his advocacy of greater autonomy for the Serb entity and his repeated confrontations with Bosnia’s central institutions have long had an international dimension. His ties with Moscow and his positions on Bosnia and Herzegovina’s constitutional structure make any contact with American representatives that could be interpreted as political recognition particularly sensitive.

Against this backdrop, Zampolli’s presence in Banja Luka appears to have been more than a routine exercise in cultural diplomacy. Dodik presented the meeting as part of a political relationship with Washington, while the reference to the representative’s personal closeness to Trump enhanced its symbolic significance. There is, however, no evidence that Zampolli had been authorized to negotiate matters concerning the status of Republika Srpska or the institutional framework of Bosnia and Herzegovina.

Politico’s account adds a significant detail: Landau reportedly intervened to clarify the limits of Zampolli’s authority to Serbian officials. When considered alongside the emails insisting that the representative remain within his cultural mandate, this episode shows that the State Department’s concerns were not confined to internal disagreements. They had already affected dealings with foreign counterparts.

Russia and Republika Srpska therefore represent two distinct aspects of the same underlying issue. In the first case, Zampolli promoted a revival of US-Russian relations through sport, meeting a Russian government minister and proposing new bilateral initiatives. In the second, he engaged with a central figure in Bosnia’s political tensions, in circumstances where his proximity to the White House could be interpreted as a signal of American support. There is insufficient public evidence to suggest that the two activities were coordinated or formed part of a common strategy. Both, however, help explain why the State Department may have regarded the representative’s operational autonomy as problematic.

Adding another layer of complexity was the economic dimension. Landau had also challenged Zampolli over potentially unauthorized commercial activities. The former representative, for his part, maintained that he had helped facilitate major deals, including Uzbekistan Airways’ purchase of 22 Boeing aircraft. The issue touches on a defining feature of Trump’s foreign policy, in which diplomatic relationships, investment and commercial agreements are often closely intertwined. But promoting economic opportunities within the scope of an authorized appointment is one thing; using a government position to pursue initiatives without coordinating with the relevant institutions is quite another. Landau’s allegations, however, do not amount to proof of unlawful conduct.

The dismissal came just hours after Politico published its investigation. A US administration official confirmed that Zampolli’s appointment had been terminated and that the businessman was no longer a government employee. Zampolli said he was not surprised by the decision and posted a conciliatory message on X, noting that Trump had extended his appointment by more than six months and thanking the president, Secretary of State Marco Rubio and the administration.

According to Zampolli’s own account to Corriere della Sera, Trump personally called him and encouraged him to return to business. The former representative’s version suggests a mutually agreed departure, or at least one that did not involve a definitive personal rupture. The official confirmation of his dismissal and the previously documented conflict with Landau, however, point to a more complicated affair.

Finally, there is the timing of the TASS interview. On October 15, the Russian news agency portrayed Zampolli as an American interlocutor working to promote rapprochement between Moscow and Washington. That same day, news emerged of his removal from his State Department position. The sequence is politically significant, but it does not establish that the interview triggered his dismissal. It is not known when the interview was conducted or whether senior US officials were aware of its contents beforehand. Moreover, the dispute with Landau had begun many months earlier.

The affair may therefore have less to do with individual initiatives involving Russia or the Balkans than with the way Zampolli exercised his role. The former representative appeared to operate in a gray area between cultural diplomacy, personal political relationships and the promotion of economic agreements. His closeness to Trump gave him access and visibility, but not necessarily unlimited authority over foreign policy matters.

It is in this overlap of responsibilities that a possible political explanation for his removal emerges. The State Department may have been willing to accommodate a representative tasked with promoting cultural relations and international partnerships, but not one who appeared, in the eyes of foreign governments, to offer an alternative to official diplomatic channels.

The unanswered question is whether Trump decided to put an end to a form of personal diplomacy that had become too independent, or whether he simply chose to back Landau once the conflict became public. The available evidence does not allow for a definitive conclusion. What it does show, however, is that the affair involved far more than an exchange of emails: it was a fundamental dispute over who had the authority to speak and negotiate on behalf of the United States.

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Usa-Italia, Rocca “Nuove opportunità di investimento per i nostri territori”

Usa-Italia, Rocca

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “È un’amicizia storica quella che c’è tra Italia e Stati Uniti. Le nuove tecnologie e l’innovazione sono al centro dell’attenzione di chiunque abbia a cuore la crescita dei propri territori. È un’occasione per incontrare investitori, per comprendere meglio qual è l’ambiente migliore per attrarre nuovi investimenti sulle nostre regioni”. Lo ha detto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mrv/mgg/azn

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Russia Appears to Step Up Efforts to Influence U.S. Voters

One campaign has created social media posts focusing on U.S. support for Israel to sow discord ahead of the midterm elections.

© Anastasia Barashkova/Reuters

American officials say they have identified similar influence campaigns by Russia and others in years past, all trying to create discord over contentious topics.
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China bar exam row sinks Trump press secretary Katie Zacharia after just 5 days

Katie Zacharia was “let go” as White House press secretary on Friday, a White House official said, five days into a tenure dominated by questions over her claimed legal career in China, where she said she had passed a bar exam. Her exit came on the same day Beijing invited her to visit China more often, responding to her remark that the country “doesn’t even have proper toilets”. US President Donald Trump said he had urged her to reconsider the job but denied firing her. “I told her: ‘I think...

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China bar exam row sinks Trump press secretary Katie Zacharia after just 5 days

Katie Zacharia was “let go” as White House press secretary on Friday, a White House official said, five days into a tenure dominated by questions over her claimed legal career in China, where she said she had passed a bar exam. Her exit came on the same day Beijing invited her to visit China more often, responding to her remark that the country “doesn’t even have proper toilets”. US President Donald Trump said he had urged her to reconsider the job but denied firing her. “I told her: ‘I think...

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Cina, spesa per ricerca e sviluppo in aumento dell’8,2% nel 2025

Cina, spesa per ricerca e sviluppo in aumento dell’8,2% nel 2025

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La spesa cinese per la ricerca e lo sviluppo (R&S) è aumentata dell’8,2% su base annua nel 2025, raggiungendo i 3.930 miliardi di yuan (circa 584,5 miliardi di dollari). Lo ha reso noto oggi l’Ufficio nazionale di statistica (NBS).
Durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025), la spesa del Paese per l’R&S è cresciuta a un tasso medio annuo del 10%, rendendo la Cina il secondo maggiore investitore al mondo nel settore, ha dichiarato Luo Qiushi, statistico dell’NBS.
L’intensità della spesa cinese in questo ambito, misurata in rapporto al PIL, è aumentata lo scorso anno di 0,11 punti percentuali, raggiungendo il 2,8%. Il dato ha superato per la prima volta la media OCSE del 2,72%, collocando il Paese al 12esimo posto a livello mondiale.
Per tipologia di attività, la spesa per la ricerca di base, la ricerca applicata e lo sviluppo sperimentale è aumentata rispettivamente del 13,3%, del 3,2% e dell’8,4% su base annua, raggiungendo i 283,46 miliardi, i 444,16 miliardi e i 3.200 miliardi di yuan.
La spesa delle imprese per la ricerca e lo sviluppo ha superato per la prima volta i 3.000 miliardi di yuan, rappresentando il 77,4% del totale.
Secondo l’NBS, le imprese hanno rappresentato oltre il 77% della spesa complessiva del Paese per l’R&S per quattro anni consecutivi. Il loro contributo all’aumento complessivo ha raggiunto il 73,7%, consolidandone il ruolo di principale motore dell’espansione della spesa cinese nel settore.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).

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Usa-Italia, Peronaci “Alleanza tecnologica nel segno della fiducia”

Usa-Italia, Peronaci

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS)- “L’Italia ha lanciato insieme agli Stati Uniti un acceleratore tecnologico attorno all’idea della fiducia tra partner. La catena di fornitura tecnologica sarà la base del futuro dello sviluppo dei nostri paesi e l’Italia può contribuirvi notevolmente perché ha capacità di industria avanzata”. Lo ha detto l’ambasciatore d’Italia negli Usa Marco Peronaci, a margine del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
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Renault 5 E-Tech Electric, nuova gamma con autonomia fino a 430 km

Renault 5 E-Tech Electric, nuova gamma con autonomia fino a 430 km

ROMA (ITALPRESS) – Renault 5 E-Tech Electric aumenta l’autonomia delle due batterie Urban Range da 40 kWh e Comfort Range da 52 kWh, grazie alle migliorie aerodinamiche apportate (sottoscocca e nuovi retrovisori) e agli interventi di ottimizzazione dell’elettronica della batteria. Disponibile con le versioni Evolution e Techno ed abbinata ad un motore da 90 kW (120 cv), la batteria Urban Range da 40 kWh offre ora un’autonomia in ciclo WLTP fino a 315 km rispetto ai precedenti 312 km. Invece, la batteria Comfort Range da 52 kW, disponibile con le versioni Evolution, Techno e Roland-Garros, abbinata ad un motore da 110 kW (150 cv), offre ora un’autonomia in ciclo WLTP fino a 430 km rispetto ai precedenti 410 km. Renault 5 E-Tech Electric Urban Range da 40 kWh e Comfort Range da 52 kWh sono disponibili, rispettivamente, a partire da € 28.150 nella versione Evolution e da € 33.190 nell’allestimento Techno.
Sempre disponibile nella configurazione 95 cv/ 40 kWh, l’attuale versione Five di ingresso in gamma diventerà, tra qualche settimana, più potente, efficiente e versatile. L’odierno gruppo motopropulsore sarà, infatti, sostituito dal nuovo motore da 80 kW/ 110 cv compatto e leggero, appartenente alla stessa famiglia di quello di Twingo E-Tech Electric. Sarà alimentato da una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 36,5 kWh dotata di tecnologia cell-to-pack, che consente di ottimizzare la densità energetica offerta rispetto alle dimensioni e al peso. Il tutto per un’autonomia in ciclo WLTP fino a 305 km, senza rinunciare alla vivacità, in quanto è possibile passare da 0 a 50 km/h in soli 3,5 secondi, per una guida piacevole e reattiva. Per una maggiore versatilità, oltre al caricabatterie di bordo in corrente alternata da 6,6 kW, la nuova versione Five prevederà di serie anche un caricabatterie in corrente continua da 80 kW che consentirà il rifornimento alle stazioni di ricarica rapida. La versione sarà prossimamente aperta agli ordini.
A livello di colori e materiali, la nuova gamma Renault 5 E-Tech Electric si arricchirà, tra qualche settimana, della tinta di carrozzeria Rosso Passion, disponibile dalla versione Five, nonchè del colore Grigio Scisto Metallizzato, disponibile nelle versioni da Evolution a Roland-Garros. Per queste due tinte, ma anche per le altre, tra cui il Blu Notturno, saranno disponibili nuove varianti di personalizzazione, come il tetto Nero E’toilè e il profilo del tetto Rosso Alluminio o Warm Titanium. I cerchi Techno sono disponibili, in opzione, nella tinta warm titanium nella versione Techno.

– Foto ufficio stampa Renault Group –
(ITALPRESS).

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Usa-Italia, Pignotti (Sace) “Puntiamo su innovazione e nuovi mercati”

Usa-Italia, Pignotti (Sace)

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Siamo molto contenti di partecipare a questo evento che mira proprio a sviluppare la collaborazione transatlantica con focus sull’innovazione tecnologica”. Lo ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace, a margine di un evento dedicato alla cooperazione tra Italia e Stati Uniti a Washington.
“Sace – prosegue – ha molti strumenti innovativi per contribuire a finanziare tutti questi grandi investimenti necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie”, ha spiegato, evidenziando le potenzialità di una collaborazione tra istituzioni finanziarie pubbliche e private italiane e americane. Un altro asse strategico riguarda la diversificazione dei mercati di destinazione delle esportazioni italiane, con particolare attenzione all’Africa e ai Paesi coinvolti nel Piano Mattei. “Finora abbiamo garantito negli ultimi due anni dalla partenza del Piano Mattei ben cinque miliardi di nuovi progetti che consentono la partecipazione alle aziende italiane”, ha affermato Pignotti.
xp6/mrv/mgg/azn

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China pushes back as US lawmaker seeks blacklist of universities and tech labs

A Republican lawmaker is requesting the Pentagon blacklist 58 Chinese universities and 62 technology labs as national security threats, a move Beijing calls Cold War-style overreach and critics warn could freeze US-China scientific collaboration and ultimately undermine American innovation itself. In a letter to US Secretary of Defence Pete Hegseth, House Select Committee on China Chairman John Moolenaar urged the Pentagon to add several prestigious Chinese institutions – some linked to Nvidia,...

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L’Ucraina riprende 277 chilometri quadrati nel Donetsk con la controffensiva «Vivaldi»: Kiev rivendica 8.000 perdite russe

KARPIVKA — Volodymyr Zamota, 61 anni, è l’unico abitante rimasto di Karpivka, villaggio del Donetsk occupato dai russi dall’aprile 2025. Ha passato otto mesi senza vedere nessuno. Ora i soldati ucraini che hanno ripreso la zona gli calano il cibo con i droni e lo chiamano «Nonno». «Come si dice, la speranza è l’ultima a morire», ha raccontato alla BBC, che oggi ha pubblicato un reportage dal fronte. «Il villaggio è quasi completamente distrutto».

Karpivka è uno dei 16 insediamenti che Kiev dichiara di aver ripreso da agosto con la controffensiva «Vivaldi», quattro fasi battezzate come le stagioni del concerto, nel settore di Lyman, nel nord del Donetsk. Il bilancio ucraino è di 277 chilometri quadrati, circa 8.000 soldati russi fuori combattimento e 250 prigionieri. L’avanzata ha smussato la manovra a tenaglia con cui Mosca minacciava di accerchiare le città fortificate del Donbass.

Il brigadiere generale Andrii Biletskyi, comandante del III Corpo d’armata, ha annunciato il 14 ottobre la chiusura della quarta fase: altri 100 chilometri quadrati e tre villaggi. I guadagni russi dell’anno, sostiene, sono ormai «vicini allo zero». Mosca non riconosce nulla: i bollettini del ministero della Difesa russo parlano di attacchi «respinti» nella zona di Lyman e di «miglioramenti della posizione tattica». I blogger militari filorussi, secondo l’Institute for the Study of War di Washington, ammettono invece l’arretramento.

Sul campo la differenza l’hanno fatta le macchine. Robot e droni hanno aperto gli assalti e, per la prima volta, veicoli esplosivi telecomandati sono stati sganciati dietro le linee russe. «Prima difendevamo, ora dovevamo attaccare: abbiamo dovuto ristrutturare completamente l’approccio», dice Phoenix, comandante di un’unità della brigata Revenge, rientrata dopo 95 giorni in prima linea.

La frenata di Starlink

Quegli stessi droni, da due giorni, colpiscono la metà. Il 14 ottobre, senza preavviso, Starshield, il ramo militare della rete satellitare di SpaceX, ha limitato i servizi di navigazione a 160 chilometri orari. Sopra quella soglia Kiev perde il tracciamento dei propri intercettori, mentre i droni russi a reazione Geran-4 superano i 500 all’ora e sono ormai, secondo Zelensky, sei su dieci. I colpi giornalieri dei reparti ucraini senza pilota sono scesi da una media di 2.300 a 1.053 il 15 ottobre.

Elon Musk, proprietario di SpaceX, ha rinviato a Washington: «I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto controllo del governo degli Stati Uniti. Qualsiasi limite è deciso dai militari americani e in ultima istanza dal presidente». Un alto funzionario statunitense ha detto alla CNN che Trump non ha fatto alcuna richiesta del genere; altre ricostruzioni attribuiscono l’ordine alla Casa Bianca, che non ha commentato.

A Bruxelles, al Consiglio europeo, Volodymyr Zelensky ha tenuto un tono misurato. «Abbiamo pienamente ripristinato la velocità che avevamo prima? No. La velocità sta tornando? Sì», ha detto in conferenza stampa. Le restrizioni, ha aggiunto, «hanno interrotto la logistica e compromesso la protezione della popolazione civile».

L’Europa non ha un’alternativa pronta. «Starlink è davvero necessario per l’Ucraina. E purtroppo, nel breve periodo, l’Europa non può sostituire questa capacità», ha ammesso Kaja Kallas, alta rappresentante Ue per la politica estera. Il vertice si è chiuso senza nuovi aiuti finanziari né missili per la difesa aerea, mentre Zelensky ha chiesto 70 miliardi di euro in più per il 2027.

La frenata arriva in una settimana di strappi con Washington. Il 9 ottobre Trump ha invitato la Russia a vendere 1,8 milioni di tonnellate di diesel sul mercato globale, pochi giorni dopo aver firmato una legge che inasprisce le sanzioni; il 13 i partner non hanno condiviso l’allerta su cinque missili balistici diretti su Kiev. Giovedì, a Newsmax, il presidente americano ha definito Zelensky «più difficile da trattare di Putin». Il terreno ripreso a Lyman e la soglia imposta a Starshield misurano la stessa cosa: quanto l’Ucraina possa ancora combattere senza il consenso americano.

Il capo di stato maggiore della brigata Revenge, Andriy Hitt, riassume il risultato di Vivaldi in «posizioni vantaggiose, linee favorevoli e una testa di ponte». A settembre, con i satelliti a piena velocità, l’aviazione ucraina aveva intercettato oltre 4.700 tra droni e missili.

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Brasile, Lula apre all’imputabilità a 16 anni: la svolta a 9 giorni dal ballottaggio con Flávio Bolsonaro

BRASÍLIA — Per decenni il Partito dei Lavoratori ha votato contro ogni proposta di abbassare l’età dell’imputabilità penale. Giovedì sera, davanti alle telecamere del Jornal Nacional, il telegiornale più seguito del Brasile, il suo fondatore e presidente della Repubblica Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, ha detto di essere favorevole a portarla da 18 a 16 anni per i crimini «hediondos», gli efferati. Mancano nove giorni al ballottaggio del 25 ottobre contro Flávio Bolsonaro, e i sondaggi danno un pareggio.

«Sono favorevole a ridurre a 16 anni, ma non a discuterne in questa Pec», ha detto Lula. La Pec è la proposta di emendamento costituzionale sulla sicurezza, l’equivalente di una riforma costituzionale, che il governo ha presentato per rafforzare i poteri federali contro la criminalità. L’apertura arriva mentre il Datafolha di giovedì dà il senatore Bolsonaro al 47% e Lula al 45%. Sui voti validi è 51 a 49, dentro il margine d’errore: una settimana prima il distacco era di quattro punti.

Il voto sulla riforma, previsto giovedì in Senato, è saltato proprio per la lite sull’età, riferisce Reuters. L’opposizione voleva inserire il taglio nel testo del governo: 16 anni in generale, 14 per i reati violenti, la linea che Flávio Bolsonaro sostiene da tempo. Il capogruppo del Partito dei Lavoratori al Senato, Camilo Santana, uomo della campagna di Lula, ha depositato con 27 senatori un emendamento che limita la riduzione ai soli crimini efferati. Il testo rivale porta la firma di Rogério Marinho, coordinatore della campagna di Bolsonaro, con più di 30 colleghi.

Per passare, un emendamento costituzionale ha bisogno di 49 voti su 81 in due letture, e ogni modifica di sostanza rimanda il testo alla Camera. Flávio Bolsonaro, 45 anni, senatore di Rio de Janeiro e primogenito dell’ex presidente Jair, non ha replicato in pubblico all’apertura di Lula.

La settimana delle 40 ore

L’apertura sull’imputabilità chiude una settimana di annunci. Mercoledì il Senato ha approvato l’emendamento costituzionale che riduce la settimana lavorativa massima da 44 a 40 ore a parità di salario, una delle priorità di Lula. «È un giorno per celebrare una conquista storica per milioni di lavoratori», ha detto il presidente. «Chi lavora così duramente per costruire il Brasile merita anche il tempo per vivere».

Nei giorni precedenti il governo ha vietato le scommesse sportive, e giovedì Lula ha annunciato una proposta di emendamento costituzionale per il trasporto pubblico gratuito nei fine settimana, mentre tornava ai comizi di piazza. Al primo turno del 4 ottobre il figlio dell’ex presidente aveva chiuso in testa con il 47,03% contro il 45,16%. Secondo gli analisti sentiti da Al Jazeera, Bolsonaro non ha però ereditato nella misura attesa i voti dei candidati conservatori eliminati, pur avendo incassato l’appoggio dei partiti di destra e di centrodestra.

Tutte le rilevazioni raccontano la stessa rimonta. Il Quaest di giovedì, il primo dopo il primo turno, dà Bolsonaro al 46% e Lula al 44%. Il PoderData di inizio settimana ha visto lo scarto sui voti validi scendere da sei a due punti. Il Datafolha, condotto su 2.520 elettori, registra inoltre un 6% di schede bianche e un 2% di indecisi, in quello che Bloomberg definisce un «pareggio tecnico».

La sicurezza pubblica è il terreno su cui la destra brasiliana ha costruito la candidatura Bolsonaro, e Lula ha scelto di andarci a nove giorni dal voto, a costo di rovesciare una posizione storica del suo partito. Sullo sfondo restano i dazi aggiuntivi del 25% imposti da Washington su gran parte dei beni brasiliani e l’appoggio dichiarato di Donald Trump al figlio dell’ex presidente. Le urne apriranno domenica 25 ottobre alle 8 e chiuderanno alle 17 ora di Brasília (le 21 in Italia); il conteggio del Tribunale superiore elettorale comincerà subito dopo.

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China bar exam row sinks Trump press secretary Katie Zacharia after just 5 days

Katie Zacharia was “let go” as White House press secretary on Friday, a White House official said, five days into a tenure dominated by questions over her claimed legal career in China, where she said she had passed a bar exam. Her exit came on the same day Beijing invited her to visit China more often, responding to her remark that the country “doesn’t even have proper toilets”. US President Donald Trump said he had urged her to reconsider the job but denied firing her. “I told her: ‘I think...

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From hospital, Pope Leo pushes Putin for ceasefire in contested Ukraine city

Pope Leo spoke with Russian President Vladimir Putin by phone on Friday, calling for a ceasefire in a Russian-occupied city in southern Ukraine, as he recovers in hospital from a lung cancer operation. The Vatican said that Pope Leo “expressed his deep concern about the grave humanitarian situation in the city of Oleshky, in the Kherson region, and called for a ceasefire to allow the delivery of food and medical assistance, and the voluntary and safe evacuation of the civilian population”. The...

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From hospital, Pope Leo pushes Putin for ceasefire in contested Ukraine city

Pope Leo spoke with Russian President Vladimir Putin by phone on Friday, calling for a ceasefire in a Russian-occupied city in southern Ukraine, as he recovers in hospital from a lung cancer operation. The Vatican said that Pope Leo “expressed his deep concern about the grave humanitarian situation in the city of Oleshky, in the Kherson region, and called for a ceasefire to allow the delivery of food and medical assistance, and the voluntary and safe evacuation of the civilian population”. The...

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Myanmar, gli Stati Uniti trattano con i militari per terre rare e lotta alle frodi

Gli Stati Uniti hanno riaperto un canale diplomatico con il governo del Myanmar sostenuto dai militari, mentre la guerra civile continua a dividere il Paese. Secondo Reuters, funzionari americani e rappresentanti delle autorità birmane si sono incontrati riservatamente a Tokyo, dopo un precedente confronto svoltosi a settembre nella capitale Naypyitaw. Sul tavolo figurano il contrasto alle frodi informatiche, la liberazione di un imprenditore statunitense e il possibile accesso alle terre rare, risorse strategiche per le quali Washington cerca di ridurre la dipendenza dalla Cina.

Il contenuto dell’ultimo incontro non è stato reso pubblico e non esistono conferme di un accordo minerario. La ripresa dei contatti rappresenta tuttavia un segnale politico importante, considerando l’isolamento internazionale delle autorità militari birmane e le sanzioni adottate dagli Stati Uniti dopo il colpo di Stato del 2021.

Per Washington, il dialogo può offrire risultati su questioni specifiche e aprire nuove possibilità di approvvigionamento. Per i vertici di Naypyitaw, invece, il confronto con una potenza occidentale costituisce un’opportunità per recuperare legittimità diplomatica senza aver ancora risolto il conflitto interno.

Uno dei principali argomenti negoziali riguarda i centri di frode informatica operanti nel territorio birmano, spesso collegati a reti criminali transnazionali e allo sfruttamento di persone costrette a partecipare alle truffe.

Nel maggio 2025 il Dipartimento del Tesoro americano ha sanzionato l’Esercito nazionale Karen e alcuni suoi dirigenti, accusandoli di favorire frodi online, tratta di esseri umani e contrabbando.

Secondo Washington, la milizia avrebbe tratto benefici economici dalle attività criminali anche grazie ai rapporti intrattenuti con l’apparato militare birmano.

Questi collegamenti rendono particolarmente delicata un’eventuale collaborazione con le autorità di Naypyitaw. Chiedere al governo sostenuto dai militari di contrastare organizzazioni che operano attraverso reti a esso collegate significa verificare la sua effettiva disponibilità a colpire interessi economici e politici consolidati.

La chiusura di singoli centri non sarebbe sufficiente a dimostrare un cambiamento. I risultati dovrebbero essere valutati attraverso la liberazione delle persone sfruttate, l’interruzione dei flussi finanziari e la capacità di impedire che le organizzazioni criminali trasferiscano semplicemente le attività in altre località.

Il rischio per gli Stati Uniti è ottenere risultati limitati, offrendo contemporaneamente alle autorità militari un riconoscimento politico che potrebbe rafforzarne la posizione interna.

La questione delle terre rare introduce una dimensione strategica ancora più importante. Il Myanmar dispone di risorse utilizzate nella produzione di magneti permanenti, componenti elettronici e tecnologie fondamentali per l’industria civile e militare.

Secondo il servizio geologico statunitense, il Paese figura tra i principali produttori mondiali. Nel 2024 una parte significativa delle estrazioni era concentrata nello Stato Kachin, in aree controllate da un’organizzazione armata indipendentista, con esportazioni dirette prevalentemente verso la Cina.

Questo elemento limita le possibilità negoziali del governo di Naypyitaw. Rivendicare la sovranità su un territorio non significa controllarne effettivamente i giacimenti, le vie di trasporto e le infrastrutture necessarie all’attività mineraria.

Per garantire forniture regolari servirebbero accordi con gli attori che esercitano il controllo delle aree estrattive, oltre a condizioni di sicurezza sufficienti per il trasporto e la lavorazione dei materiali.

La guerra civile rende questi obiettivi particolarmente complessi. Le operazioni minerarie richiedono investimenti, energia, collegamenti logistici e garanzie contrattuali che difficilmente possono essere assicurati in territori contesi.

Esiste inoltre un ostacolo industriale. Il predominio cinese non riguarda soltanto l’acquisto delle terre rare, ma anche la loro separazione e raffinazione.

La disponibilità di nuovi giacimenti non garantirebbe quindi agli Stati Uniti una filiera autonoma. Anche acquistando minerali dal Myanmar, Washington dovrebbe disporre di impianti alternativi per trasformarli nei materiali utilizzati dall’industria.

La riduzione della dipendenza dalla Cina richiederebbe investimenti lungo l’intera catena produttiva, dalla raccolta del minerale alla lavorazione finale, con costi elevati e tempi difficili da prevedere.

A questi problemi si aggiungono le condizioni ambientali e sociali delle attività estrattive. Un eventuale accordo dovrebbe confrontarsi con la tutela dei lavoratori, la gestione delle sostanze utilizzate nella lavorazione e il rischio che i ricavi alimentino le organizzazioni armate coinvolte nel conflitto.

Washington potrebbe quindi trovarsi davanti a una contraddizione: cercare nuove fonti di approvvigionamento per ridurre la dipendenza da Pechino, ma dover trattare con gruppi armati locali e continuare a utilizzare capacità industriali cinesi.

Anche il ruolo del Giappone richiede una lettura prudente. Tokyo ha ospitato l’incontro e mantiene interessi economici e diplomatici nel Myanmar, ma questo non dimostra una sua partecipazione a eventuali intese sulle risorse minerarie.

La disponibilità di un luogo di confronto può rispondere all’esigenza di mantenere canali di comunicazione, proteggere interessi economici e favorire contatti su questioni umanitarie e di sicurezza.

Un altro elemento riguarda le sanzioni americane. Il 9 ottobre le autorità statunitensi hanno rimosso Theint Win Htet dalla lista dei soggetti sanzionati.

La cancellazione di una singola persona non equivale tuttavia alla revoca delle misure adottate contro gli apparati militari birmani e non dimostra, in assenza di ulteriori elementi, l’esistenza di uno scambio con concessioni sulle terre rare.

Gli sviluppi possibili dipenderanno soprattutto dalla portata dei negoziati.

Una cooperazione limitata potrebbe consentire il rilascio di cittadini stranieri e operazioni contro le reti criminali, senza modificare sostanzialmente i rapporti politici tra Washington e Naypyitaw.

Un’apertura economica più ampia richiederebbe invece accordi sulle risorse, garanzie di sicurezza e investimenti industriali difficili da realizzare durante una guerra civile.

Un riavvicinamento privo di condizioni verificabili potrebbe infine offrire alle autorità militari un vantaggio diplomatico senza produrre miglioramenti concreti nella protezione dei civili o nella riduzione delle attività criminali.

Per gli Stati Uniti, il Myanmar rappresenta dunque una possibile opportunità nella competizione economica con la Cina, ma anche un interlocutore caratterizzato da profonde divisioni territoriali e istituzionali.

La capacità del governo sostenuto dai militari di promettere accesso alle risorse non coincide necessariamente con quella di garantirne l’estrazione e la consegna.

Il valore dei colloqui dovrà essere misurato sui risultati: liberazione delle persone coinvolte nelle reti criminali, interruzione delle frodi e condizioni effettive di eventuali accordi economici.

La questione centrale rimane il rapporto tra interessi strategici e legittimazione politica. Cercare terre rare e collaborazione nella sicurezza può aprire nuovi canali diplomatici, ma non risolve il problema di un Paese nel quale il controllo delle risorse e del territorio continua a essere conteso attraverso le armi.

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Elon Musk unveils Tesla’s ‘flying’ car

Tesla CEO Elon Musk unveiled what he described as a “flying” car, equipped with thrusters, during a live-streamed event at his SpaceX rocket company’s facility on Thursday. Technical and regulatory challenges have so far prevented the much-hyped flying car sector from getting off the ground. Musk revealed his new Roadster sports car during a launch event at a SpaceX test facility in Texas. During the demo, which was live-streamed on Tesla’s X account, the car launched from a steep steel ramp and...

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Elon Musk unveils Tesla’s ‘flying’ car

Tesla CEO Elon Musk unveiled what he described as a “flying” car, equipped with thrusters, during a live-streamed event at his SpaceX rocket company’s facility on Thursday. Technical and regulatory challenges have so far prevented the much-hyped flying car sector from getting off the ground. Musk revealed his new Roadster sports car during a launch event at a SpaceX test facility in Texas. During the demo, which was live-streamed on Tesla’s X account, the car launched from a steep steel ramp and...

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Ue, Arabia Saudita e Israele in difficoltà, mentre gli Houthi aumentano la loro forza

Andrei Nikolaevich Nikolaev, classe 1975, è uno storico militare e una fonte importante di notizie da Mosca, dove collabora anche come giornalista pubblicista per la Pravda. Mentre l’Europa non passerà un inverno tranquillo, dal momento che Trump ha rotto con l’Ucraina, stipulando un accordo miliardario con Putin sull’energia che ci mette in seria difficoltà, sembra che i “Volenterosi” non siano affatto pronti a indurre Zelensky a iniziare il processo di pace con la Federazione Russa. Il primo ministro ucraino si è lasciato andare ad attacchi pubblici contro il presidente USA, che, ovviamente, non ha gradito. Sullo sfondo, Musk spegne i satelliti Starlink e quindi molti droni di Kiev non possono più partire, mentre noi compreremo il gas russo, pagandolo più del doppio, dagli americani.

L’articolo di Nikolaev aggiunge un po’ di pepe alla situazione in Medio Oriente. Gli Houthi non dipendono più completamente dall’Iran per il loro arsenale. Il movimento yemenita sta cercando di costruire in proprio missili balistici avanzati, acquistando dalla Cina componenti industriali e materiali a duplice uso.

Questa strategia gli permetterebbe di diversificare i rifornimenti e di rendere più difficile l’individuazione della propria rete militare. La notizia, per l’Unione Europea, non è affatto rassicurante, perché questo determina il protrarsi della crisi e produce, assieme al divario con la Russia, quell’aumento esponenziale dei prezzi al consumo che sta per mettere in ginocchio le famiglie.

La notizia sugli Houthi nasce da un’indagine di “Conflict Armament Research” (CAR), organizzazione con sede nel Regno Unito che studia le armi e le relative catene di approvvigionamento nelle zone di guerra, pubblicata dall’Associated Press. Gli esperti hanno esaminato due carichi intercettati dalle autorità yemenite nel 2025 e destinati ai territori controllati dagli Houthi.

All’interno sarebbero stati trovati componenti fabbricati appositamente per missili: parti metalliche del motore e della struttura, alette di stabilizzazione e materiali collegabili alla produzione di propellente solido. I documenti di spedizione avrebbero indicato almeno un fornitore cinese. Mettendo insieme le caratteristiche dei pezzi, CAR ha concluso che gli Houthi starebbero tentando di riprodurre un missile iraniano della famiglia Khaibar Shekan.

Il Khaibar Shekan è un missile balistico iraniano a guida di precisione, presentato da Teheran nel febbraio 2022. Secondo le stime riportate, può raggiungere una distanza vicina ai 1.900-2.000 chilometri. Una versione prodotta nello Yemen metterebbe quindi nel raggio d’azione degli Houthi gran parte dell’Arabia Saudita e il territorio israeliano. Il progetto sarebbe particolarmente importante perché riguarda un missile a propellente solido. Questa tecnologia consente tempi di preparazione più brevi rispetto ai sistemi alimentati con combustibile liquido e rende più difficile individuare e colpire il lanciatore prima dello sparo.

L’astuzia dei miliziani Houthi consiste nella capacità di combinare tecnologia iraniana, forniture commerciali cinesi e produzione locale. Invece di importare un missile completo, facilmente riconoscibile e soggetto all’embargo, il movimento acquista separatamente materiali, macchinari e componenti che possono avere anche impieghi civili.

Questa soluzione presenta tre vantaggi: riduce la dipendenza diretta dalle spedizioni iraniane, spesso intercettate; rende più difficile dimostrare la destinazione militare dei singoli prodotti; permette agli Houthi di sviluppare competenze autonome nell’assemblaggio e nella produzione di armi.

Secondo CAR, la scoperta mostra che le loro ambizioni industriali sono maggiori di quanto si ritenesse. Non si tratterebbe più soltanto di montare droni o modificare missili ricevuti dall’estero, ma di costruire nello Yemen una parte significativa di sistemi balistici complessi.

La presenza di componenti provenienti dalla Cina, però, non dimostra automaticamente un coinvolgimento del governo cinese. Molti dei materiali indicati sono beni a duplice uso: possono essere impiegati legalmente nell’industria civile, ma anche nella produzione militare. Possono inoltre essere acquistati attraverso intermediari, società di comodo o documenti che ne nascondono la destinazione finale.

Alcuni pezzi e documenti commerciali rimandano a fornitori cinesi. Non emerge, dalle informazioni disponibili, una prova che Pechino abbia autorizzato consapevolmente la costruzione dei missili. E probabilmente, con il sistema indicato, non ci sarà mai.

L’indagine, ovviamente, non cancella le prove raccolte negli anni sui rapporti militari tra Iran e Houthi. In precedenza sono stati sequestrati missili, droni e componenti riconducibili a progetti iraniani. Nel 2023, secondo Voice of America, anche il governo britannico aveva presentato materiali a sostegno del collegamento tra l’Iran e le forniture militari destinate allo Yemen.

Lo stesso sistema che gli Houthi vorrebbero riprodurre è basato su un modello iraniano. Secondo diversi esperti, il movimento non sarebbe ancora in grado di realizzare autonomamente tutte le parti più sofisticate e continuerebbe ad avere bisogno dell’Iran per tecnologia, conoscenze e componenti critici. La novità, dunque, non è una sostituzione netta dell’Iran con la Cina. È piuttosto la nascita di una catena di rifornimento più ampia e flessibile: progettazione e competenze iraniane, prodotti industriali provenienti dal mercato cinese e assemblaggio locale nello Yemen.

Il significato geopolitico è strategicamente molto importante: se il progetto avesse successo, gli Houthi diventerebbero militarmente molto più autonomi. Le intercettazioni navali delle armi iraniane perderebbero parte della loro efficacia, perché il movimento potrebbe importare pezzi apparentemente civili e trasformarli sul posto in sistemi d’arma. Cambierebbe anche il rapporto con Teheran.

Gli Houthi rimarrebbero alleati dell’Iran, ma avrebbero un maggiore margine di manovra e non dipenderebbero più dalle consegne iraniane. Per l’Arabia Saudita e Israele aumenterebbe invece il rischio di attacchi più precisi e a lungo raggio.

Copiare un progetto iraniano, comprare componenti cinesi e produrre il missile nello Yemen significa raddoppiare, se non di più, la loro forza. L’indagine britannica segnala una crescente autonomia industriale. La conclusione più prudente è quindi che la rete militare degli Houthi stia diventando internazionale, decentralizzata e molto difficile da bloccare. Sappiamo quanto siano importanti i territori che controllano per i trasporti marittimi, non solo di greggio e materie prime…

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Usa-Italia, Pignotti (SACE) “Innovazione e nuovi mercati, 5 miliardi per il Piano Mattei” / Video

Usa-Italia, Pignotti (SACE) “Innovazione e nuovi mercati, 5 miliardi per il Piano Mattei” / Video

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Rafforzare la collaborazione transatlantica nel settore dell’innovazione tecnologica e sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale, ampliando al contempo le opportunità per le imprese italiane sui mercati internazionali. Sono queste le priorità indicate da Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE, intervenuto a margine di un evento dedicato alla cooperazione tra Italia e Stati Uniti.

“Siamo molto contenti di partecipare a questo evento che mira proprio a sviluppare la collaborazione transatlantica con focus sull’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Pignotti, sottolineando il ruolo degli strumenti finanziari a sostegno dei grandi investimenti necessari per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie.

“SACE ha molti strumenti innovativi per contribuire a finanziare tutti questi grandi investimenti necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie”, ha spiegato, evidenziando le potenzialità di una collaborazione tra istituzioni finanziarie pubbliche e private italiane e americane.

Un altro asse strategico riguarda la diversificazione dei mercati di destinazione delle esportazioni italiane, con particolare attenzione all’Africa e ai Paesi coinvolti nel Piano Mattei. “Fino ad adesso abbiamo garantito negli ultimi due anni dalla partenza del Piano Mattei ben cinque miliardi di nuovi progetti che consentono la partecipazione alle aziende italiane”, ha affermato Pignotti.

Nel quadro delle strategie di SACE rientrano inoltre nuove iniziative per favorire lo sviluppo delle esportazioni e sostenere le filiere produttive nazionali attraverso il coinvolgimento dei capitali privati.

“Oltre a questo stiamo lavorando su altre direttive strategiche per far fluire capitale privato direttamente alle filiere produttive italiane”, ha concluso.

– foto xp6/Italpress –

(ITALPRESS).

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Ucraina, il Papa chiede a Putin una tregua per Oleshky. Il Cremlino accoglie l’appello

Papa Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin per affrontare la situazione umanitaria di Oleshky, cittadina della regione ucraina di Kherson situata in un’area interessata dai combattimenti. Il Pontefice ha chiesto una tregua che permetta di raggiungere la popolazione civile con aiuti alimentari e medicinali e di organizzare evacuazioni volontarie in condizioni di sicurezza. Secondo quanto riferito dall’agenzia TASS, il Cremlino ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.

La conversazione è stata resa nota dalla sala stampa della Santa Sede, che ha sottolineato la preoccupazione del Papa per le condizioni degli abitanti rimasti nella località. L’obiettivo della richiesta è ottenere una sospensione delle operazioni militari sufficiente a consentire l’accesso degli operatori umanitari e il trasferimento delle persone che intendano lasciare la zona.

La situazione di Oleshky è particolarmente delicata per la sua posizione geografica, sulla sponda orientale del fiume Dnipro, di fronte all’area di Kherson. La città si trova in un territorio controllato dalle forze russe, mentre il fronte continua a interessare le due rive del fiume, rendendo difficili i collegamenti e l’assistenza alla popolazione.

Putin, secondo la ricostruzione diffusa da TASS, ha accolto favorevolmente la sollecitazione del Pontefice, dichiarando il proprio sostegno alla creazione delle condizioni necessarie per garantire la sicurezza dei civili e l’arrivo dei beni essenziali. Il presidente russo avrebbe inoltre attribuito alle autorità ucraine responsabilità per il deterioramento della situazione umanitaria nella zona.

La disponibilità manifestata da Mosca non equivale tuttavia all’annuncio di un cessate il fuoco già concordato. Per rendere possibile l’intervento umanitario saranno necessari accordi operativi sulle modalità della sospensione dei combattimenti, sui percorsi di accesso e sulle garanzie di sicurezza per i civili e gli operatori impegnati nelle evacuazioni.

Il colloquio ha avuto luogo mentre Leone XIV è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dove nei giorni scorsi è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare. Secondo i bollettini diffusi dalla Santa Sede, il decorso postoperatorio procede con un progressivo miglioramento delle condizioni generali e il Pontefice ha ripreso alcune delle proprie attività quotidiane, compresa la celebrazione della messa.

Nel corso della telefonata Putin ha rivolto al Papa gli auguri di pronta guarigione e buona salute, come comunicato dal Cremlino. Il Pontefice, da parte sua, ha ribadito la volontà della Santa Sede di continuare a sostenere ogni iniziativa diplomatica finalizzata alla pace e alla protezione delle popolazioni coinvolte nella guerra.

L’iniziativa vaticana si concentra su un obiettivo umanitario circoscritto, senza affrontare direttamente le condizioni politiche di un eventuale accordo generale tra Russia e Ucraina. La richiesta di una tregua locale punta soprattutto a ottenere risultati immediati per gli abitanti di Oleshky, attraverso la distribuzione di aiuti e l’apertura di corridoi sicuri.

Il colloquio tra Leone XIV e Putin rappresenta quindi un nuovo contatto diplomatico diretto tra la Santa Sede e Mosca. La possibilità di tradurre la disponibilità espressa dal presidente russo in misure concrete dipenderà però dagli sviluppi sul terreno e dall’eventuale definizione di intese che garantiscano l’accesso umanitario alla città.

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Usa-Italia, Mulè “Alleanza strategica per le grandi sfide dell’IA”

Usa-Italia, Mulè

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Molto spesso si parla dell’alleanza tra Italia e Stati Uniti d’America in termini politici e di grande geopolitica. L’accordo che viene stretto oggi sul fronte tecnologico dimostra come questa alleanza possa tradursi in una collaborazione concreta, capace di mettere in connessione diretta il mondo della ricerca con quello dell’industria, di fronte alle grandi sfide delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale”. Lo ha detto Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, in occasione del lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata all’Ambasciata d’Italia a Washington.
xp6/mgg/mrv/gtr

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Proteste degli studenti, Meloni “Tutte le forze politiche condannino le violenze”

Proteste degli studenti, Meloni “Tutte le forze politiche condannino le violenze”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Sono sempre molto contenta delle manifestazioni, ne ho organizzate tantissime, e sono sempre molto contenta quando c’è partecipazione”, ma “ho letto dichiarazioni dei leader dell’opposizione sulle proteste, non riescono a dire una parola di condanna delle violenze, sulle forze dell’ordine che vengono picchiate, che sono rimaste ferite”. Così sulle manifestazioni odierne del mondo delle scuola la premier Giorgia Meloni a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. “Non voglio polemizzare su questo, ma chiedo a tutte le forze politiche italiane chiarezza. Chiedo che tutti condannino la violenza e non abbiano timidezze, è un fatto di responsabilità”, ha aggiunto Meloni, che ha poi riferito di aver parlato “con il primo ministro Sanchez: faremo lavorare nostri i nostri ministri degli Interni per sostituire le forme in essere con altre forme di cooperazione. Valuteremo altre situazioni, sicuramente continuando il nostro monitoraggio in ottica Schengen ma garantendo anche la difesa dei confini della nostra nazione”. Al Consiglio europeo “abbiamo discusso di migrazione, mi pare molto importante l’annuncio della Commissione UE di nuove misure per capire come si possa mettere in campo una cornice di misure per dare risposte immediate in caso di emergenza, parlo di Ceuta per esempio – ha aggiunto -. Abbiamo posto il problema mesi fa, anche prima di Ceuta, e anche oggi questo elemento italiano viene ripreso e riconosciuto”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Qui New York! – Due mostre raccontano l’Italia negli Stati Uniti

Qui New York! - Due mostre raccontano l’Italia negli Stati Uniti

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nella nuova puntata di Qui New York!, Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, racconta due mostre che mettono al centro arte, storia e identità italiana. Protagonista la “Maddalena in estasi” di Caravaggio, una delle ultime opere del maestro, esposta all’Istituto fino al 6 novembre. Spazio anche alla mostra dedicata agli 80 anni della Repubblica italiana, dal referendum istituzionale del 1946 all’Assemblea Costituente, in un ideale dialogo con i 250 anni degli Stati Uniti e con il legame storico tra i due Paesi.
abr/azn

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Usa-Italia, Fontana “Rafforzare i rapporti con accordi concreti”

Usa-Italia, Fontana

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Ci troviamo a Washington per l’inizio di questa missione che avevamo organizzato inizialmente nello scorso mese di maggio” con l’obiettivo di “continuare a stringere i rapporti fra Stati Uniti e Italia, Lombardia nel nostro caso, ma vogliamo farlo direttamente in modo che ci sia l’opportunità di mettere a confronto le nostre università, i nostri centri di ricerca, le nostre aziende per far sì che ci possa essere un accordo diretto tra di loro che sicuramente può andare oltre gli accordi di carattere politico. Gli accordi fondati sulla concretezza dei fatti sono sempre più solidi, più strutturati di ogni altro accordo”. Lo ha detto all’Italpress il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione della “U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator”, l’iniziativa presentata oggi all’Ambasciata d’Italia a Washington per trasformare il dialogo transatlantico sulle tecnologie affidabili in progetti concreti.
(ITALPRESS).
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Tecnologia Italia-Usa, a Washington il lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator / Video

Tecnologia Italia-Usa, a Washington il lancio dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator / Video

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Rafforzare la cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti, favorire nuove partnership industriali e sostenere gli investimenti nei settori strategici dell’innovazione. Sono questi gli obiettivi dello U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator, l’iniziativa presentata oggi all’Ambasciata d’Italia a Washington per trasformare il dialogo transatlantico sulle tecnologie affidabili in progetti concreti. All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico italiano, tra cui Marco Peronaci, ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE, Baiocchi per Intesa Sanpaolo e Cimmino per Confindustria. L’iniziativa è promossa dall’Ambasciata d’Italia a Washington, dal Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue e dalla Transatlantic Harmonic Foundation.

“Gli Stati Uniti e l’Italia vantano un partenariato di lunga data nel settore tecnologico. La collaborazione è già molto avanzata per esempio nel settore dello Spazio: l’Italia è tra i partner principali di Artemis e contribuirà al programma di esplorazione lunare partecipando allo sviluppo di moduli abitativi. Pensate che la NASA ha valutato di 5 miliardi di dollari il contributo italiano al programma di esplorazione lunare. La collaborazione è avanzata anche nella fisica fondamentale e nelle tecnologie quantistiche. A Fermilab, per esempio, i ricercatori italiani e americani lavorano insieme sulla fisica dei neutrini in un progetto chiamatoDeep Underground Neutrino Experiment (DUNE). Stiamo inoltre facendo progressi significativi sulle tecnologie quantistiche attraverso il Superconducting Quantum Materials and Systems Center. Il progetto lanciato oggi rappresenta un’altra importante tappa della cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti. L’Acceleratore offre alle nostre aziende, istituzioni di ricerca, investitori e amministrazioni un modo concreto per entrare in contatto ed esplorare nuove possibilità nel campo dell’Intelligenza artificiale, dell’energia e delle scienze della vita. Creando maggiori opportunità per le nostre imprese, il programma porterà benefici a entrambe le sponde dell’Atlantico “, ha dichiarato Marco Peronaci, Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti.

Il progetto punta a mettere in connessione imprese, ricercatori, investitori e istituzioni italiane e statunitensi, favorendo lo sviluppo di collaborazioni industriali, la condivisione di competenze e la mobilitazione di capitali per accelerare la crescita delle tecnologie emergenti. Al centro dei lavori tre ambiti strategici: intelligenza artificiale e tecnologie avanzate, comprese le applicazioni quantistiche e la cybersicurezza; energia, indispensabile per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche; e scienze della vita, settore nel quale l’intelligenza artificiale sta aprendo nuove prospettive per la ricerca e l’innovazione. Un’attenzione particolare è rivolta alle condizioni necessarie per accompagnare le tecnologie dalla fase di ricerca alla commercializzazione e alla produzione su scala industriale. Il confronto tra i due Paesi mira anche a individuare gli ostacoli agli investimenti e le possibili forme di collaborazione tra capitale pubblico e privato, con l’obiettivo di rafforzare le filiere strategiche e ridurre le dipendenze tecnologiche.

“La Lombardia – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana – è pronta a svolgere un ruolo da protagonista nel rafforzamento della cooperazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti. Le imprese, le università e i centri di ricerca del territorio rappresentano un ‘eccellenza, grazie ad elevate competenze tecniche e manageriali. Un primato che può trovare ulteriore slancio grazie a partnership internazionali di questo tipo”. “L’intelligenza artificiale, l’energia pulita e le scienze della vita – ha aggiunto – sono settori chiave in cui è fondamentale mettere in rete conoscenze, investimenti e talenti. Grazie a queste sinergie virtuose si può accelerare il trasferimento tecnologico e creare valore per il sistema produttivo. Iniziative come lo U.S.-Italy Trusted Tech Accelerator vanno proprio in questa direzione: favoriscono il dialogo tra ricerca e industria e contribuiscono a rafforzare la competitività delle nostre imprese, generando nuove opportunità di sviluppo per i territori”, ha continuato.

 

“Rafforzare la cooperazione transatlantica sulle tecnologie strategiche significa trasformare la collaborazione tra Italia e Stati Uniti in investimenti, progetti industriali e nuove opportunità di mercato. Le nostre economie hanno competenze complementari: alla leadership americana nella ricerca e nell’intelligenza artificiale si affiancano l’eccellenza manifatturiera italiana e le nostre filiere specializzate. La sfida è trasformare l’innovazione in applicazioni industriali su larga scala, attraverso partnership concrete capaci di rafforzare la competitività delle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico”, ha dichiarato Barbara Cimmino nel suo intervento allo U.S.-Italy Dialogue on Trusted Technologies for Democracies.

 

Il programma si inserisce nel percorso di cooperazione avviato nei mesi scorsi tra Italia e Stati Uniti per promuovere tecnologie sicure e affidabili e rafforzare gli ecosistemi dell’innovazione. Dopo l’avvio a Washington, il lavoro proseguirà con un roadshow in diverse città americane, per coinvolgere investitori e imprese e sviluppare nuove opportunità di collaborazione industriale e tecnologica tra le due sponde dell’Atlantico.

 

– foto xp6/Italpress –

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Libia, dal 31 ottobre missione imprenditoriale italiana a Misurata

Libia, dal 31 ottobre missione imprenditoriale italiana a Misurata

ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare i rapporti economici tra Italia e Libia e favorire nuove opportunità di investimento, con uno sguardo ai mercati del Sahel e dell’Africa subsahariana. È l’obiettivo della missione imprenditoriale italiana a Misurata, in programma dal 31 ottobre al 4 novembre, organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Libica in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e Unioncamere, con il sostegno della Misurata Free Zone. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato a Roma il 9 luglio scorso con il Road Show della Misurata Free Zone. Nata con un focus sulla logistica, sui rapporti con il sistema locale e sugli investimenti, la missione ha assunto una dimensione più ampia, con l’obiettivo di accompagnare le imprese italiane nel confronto con interlocutori economici e istituzionali libici. Il programma prevede incontri con imprenditori provenienti da tutta la Libia, rappresentanti del Governo, enti e committenti pubblici, oltre a rappresentanze diplomatiche e commerciali dei Paesi dell’Africa centrale e subsahariana. Sono stati invitati i ministeri dell’Economia e del Commercio, dei Trasporti, dell’Industria e dei Minerali, del Petrolio e del Gas, dell’Agricoltura e dell’Ambiente. Tra gli altri interlocutori invitati figurano l’Autorità per la Promozione degli Investimenti, l’Autorità Doganale, la Società Libica dei Porti, l’Aeroporto internazionale di Misurata, la LISCO, la Banca Estera Libica, l’Unione delle Camere di Commercio e il Comune di Misurata.

È inoltre previsto il coinvolgimento delle ambasciate di Niger, Ciad e Sudan. Al centro dell’iniziativa il ruolo della zona franca e del sistema portuale di Misurata come piattaforma per gli scambi con il mercato libico e con altri Paesi africani. Secondo quanto riportato nella nota degli organizzatori, un consorzio guidato da MSC sta avviando un investimento da 2,7 miliardi di dollari per l’ampliamento dei terminal. Nel corso della missione è prevista anche l’inaugurazione dell’ufficio della Camera di Commercio Italo-Libica presso la Misurata Free Zone, destinato a costituire un punto di riferimento permanente per le aziende italiane. Il programma comprende infine, il 3 novembre, una visita al sito archeologico di Leptis Magna.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Cina, Fuzhou ospiterà la Giornata mondiale delle città 2026

Cina, Fuzhou ospiterà la Giornata mondiale delle città 2026

NAIROBI (KENYA) (XINHUA/ITALPRESS) – Fuzhou, in Cina, ospiterà la Giornata mondiale delle città 2026, che avrà come tema “Rigenerare la città: alloggi adeguati per tutti”, come annunciato dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat).
Le celebrazioni di quest’anno si terranno il 31 ottobre presso il Centro internazionale conferenze ed esposizioni dello Stretto di Fuzhou, capoluogo della provincia sud-orientale cinese del Fujian, come riferito da UN-Habitat in una nota diffusa a Nairobi, capitale del Kenya.
L’evento rappresenta il momento conclusivo dell'”Urban October” di UN-Habitat, una campagna della durata di un mese dedicata alla promozione dello sviluppo urbano sostenibile e di alloggi adeguati per tutti.
“La Giornata mondiale delle città 2026 metterà in evidenza come la rigenerazione urbana contribuisca al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), in particolare dell’SDG 11 sulle città e comunità sostenibili, e a portare avanti l’attuazione della Nuova Agenda Urbana”, si legge nella nota.
La prossima celebrazione a Fuzhou esaminerà come una rigenerazione urbana mirata possa contribuire ad alleviare la crisi abitativa globale, ha osservato UN-Habitat. Le discussioni si concentreranno sulla rivitalizzazione degli spazi urbani esistenti, sull’ampliamento dell’accesso ad alloggi adeguati e sulla promozione di città più inclusive, resilienti e sostenibili.
L’evento riunirà alti funzionari delle Nazioni Unite e rappresentanti di governi nazionali, autorità locali, organizzazioni internazionali, istituzioni accademiche, settore privato e reti comunitarie, per condividere le migliori pratiche e promuovere soluzioni concrete alle sfide urbane comuni.
Le celebrazioni globali per la Giornata mondiale delle città faranno parte di un programma di tre giorni che si svolgerà dal 31 ottobre al 2 novembre.
Il programma comprenderà anche la consegna del Premio globale per lo sviluppo sostenibile nelle città, giunto alla sua quarta edizione, noto anche come Premio di Shanghai, che riconosce i risultati conseguiti dalle città nello sviluppo urbano sostenibile.
Il programma prevede una cerimonia di apertura di alto livello, forum tematici, eventi collaterali che riuniranno responsabili delle decisioni e operatori del settore urbano, esposizioni specializzate e visite guidate della città.
Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2013 e celebrata per la prima volta nel 2014, la Giornata mondiale delle città mira a promuovere la solidarietà globale per favorire l’urbanizzazione sostenibile.

-foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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Targa Florio Classica 2026, le Madonie protagoniste della seconda tappa

Targa Florio Classica 2026, le Madonie protagoniste della seconda tappa

PALERMO (ITALPRESS) – Dopo l’itinerario tra i tesori del Trapanese, la Targa Florio Classica guarda alle Madonie, dove sabato 17 ottobre, la seconda tappa riporterà gli equipaggi nei luoghi che hanno reso la corsa ideata da Vincenzo Florio un patrimonio dell’automobilismo mondiale. L’appuntamento conclusivo del Campionato Italiano Grandi Eventi, organizzato dall’Automobile Club d’Italia insieme all’Automobile Club Palermo e affiancato dal Ferrari Tribute to Targa Florio, si prepara a rinnovare il legame con la terra nella quale, centoventi anni fa, ebbe origine la sua storia. La prima tappa della Targa Florio Classica ha offerto la possibilità di scoprire luoghi di grande fascino anche ai prestigiosi ospiti internazionali del Presidente Geronimo La Russa, i presidenti degli Automobile Club dei paesi fondatori della FIA (Fèdèration Internationale dell’Automobile), che hanno poi posato insieme per uno scatto dinnanzi il tempio di Segesta.
La giornata prenderà il via alle 8.30 dal Molo Trapezoidale del Marina Yachting di Palermo, da dove gli equipaggi si muoveranno verso l’iconica Campofelice di Roccella per affrontare la prima prova cronometrata. Il percorso proseguirà attraverso Collesano, tra i centri simbolo della storia e della passione per la Targa Florio, poi Castellana Sicula, dove i partecipanti saranno accolti con una degustazione dei prelibati dolci tipici. Quindi il passaggio dalle Petralie e la rotta verso Geraci Siculo, borgo madonita a oltre mille metri di altitudine, prima della discesa alla volta di Castelbuono. Sarà poi la caratteristica Pollina a riportare la carovana ad affacciarsi sul Mar Tirreno, con la pausa pranzo al Mangiàs Pollina Resort, prima di riprendere il percorso che ricondurrà gli equipaggi a Palermo.
Il Grande Circuito delle Madonie sarà il filo conduttore di una giornata che intreccia il confronto sportivo con la memoria. Curve, salite e attraversamenti dei paesi custodiscono il racconto di generazioni di piloti, delle intuizioni dei progettisti e delle sfide tra le case automobilistiche che proprio su queste strade hanno costruito una parte della loro fama. Qui la tecnica si misurava con le caratteristiche del territorio e la capacità di interpretare il percorso accompagnava il coraggio e la resistenza dei protagonisti.
E’ un’eredità che appartiene anche alle comunità madonite, custodi di una passione tramandata nelle famiglie, nei ricordi di chi ha assistito alle gare e nei racconti di chi ha vissuto da vicino l’epopea della Targa. Il ritorno delle vetture storiche rinnova questo rapporto: il passaggio di ogni equipaggio riannoda il presente a una memoria condivisa, nei luoghi in cui l’automobile è diventata espressione di progresso, occasione d’incontro e motivo d’identità.
La rievocazione ritrova così il significato dell’intuizione di Vincenzo Florio: aprire la Sicilia al mondo attraverso una competizione capace di richiamare uomini, idee e innovazione. Oggi la sfida di precisione della regolarità restituisce centralità alle vetture, alla sensibilità degli equipaggi e alla conoscenza delle strade, mentre il percorso offre ai partecipanti l’opportunità di scoprire il paesaggio e l’ospitalità delle Madonie. La sosta a Pollina scandirà l’itinerario prima del rientro a Palermo.
A introdurre la giornata madonita è il percorso di oggi, venerdì 16 ottobre, nel Trapanese, lungo un itinerario di oltre trecento chilometri che accosta il patrimonio automobilistico a quello turistico e archeologico della Sicilia occidentale. Le saline, la sosta alle storiche Cantine Florio di Marsala e i siti di Selinunte e Segesta compongono un viaggio attraverso epoche e paesaggi diversi. Un incontro tra cultura, tradizione enologica e storia del territorio che amplia il valore della manifestazione e porta gli equipaggi internazionali a conoscere alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’isola.
Sul piano agonistico, le prime indicazioni delle sfide di precisione sui centesimi di secondo, vedono subito ai vertici Giovanni Moceri e Antonio Marco Campilongo sulla Lancia Ardea del Classic Team, Francesco e Giuseppe Di Pietra, papà e figlio, sulla Fiat 508 C della Franciacorta Motori, poi Massimo Zanasi e Corrado Corneliani, anche loro su Fiat 508 del Classic Team. In primo piano anche Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli su Fiat 514 Sport come Alberto Aliverti con Francesco Polini su Aston Martin 1.5 Le Mans, in un confronto che riunisce alcuni dei maggiori specialisti della regolarità su auto di esclusivo prestigio.
Tra i gioielli della casa del Cavallino Rampante protagonisti Ferrari Tribute to Targa Florio, tra gli equipaggi più precisi nelle prime prove si segnalano Celestino e Oreste Sangiovanni su Ferrari 12Cilindri Spider e Giantonio e Marco Gasparini su Ferrari 296 GTS.

– Foto ufficio stampa Aci –
(ITALPRESS).

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Tg News – 16/10/2026

Tg News - 16/10/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Studenti in piazza in tutta Italia, tensioni con la polizia
– Venerdì nero, blocco dei tir e del trasporto aereo
– Papa in costante miglioramento, telefonata con Putin
– Da Mosca altro attacco all’Italia, Trump strappa con Kiev
– Garlasco, difesa Sempio deposita consulenza in Procura
– Istat, l’energia fa volare l’inflazione, +4,2% a Settembre
– Mondiali ciclismo, Milan vince oro nell’inseguimento
– Giustizia più vicina ai cittadini, 3 nuovi Uffici di prossimità nell’Agrigentino
– Previsioni 3B Meteo 17 Ottobre
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Campionato medicina per il mal di Champions, Juve test verità per la Lazio

Campionato medicina per il mal di Champions, Juve test verità per la Lazio

di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – Dall’incubo della Champions League, 4 partite e 4 sconfitte col corredo di 14 gol subiti, dato assai incongruo rispetto alla grande tradizione difensiva della scuola italiana, la Serie A cerca di scuotersi con la settima giornata. Sulla quale gravano l’insicurezza generata dalle batoste di Inter, Napoli e Como e l’occasione sprecata dalla Roma contro il Real Madrid. Se la squadra di Gasperini è almeno crollata solo nel finale, con l’aggravante della recidiva sui corner ma dopo avere dominato una tra le avversarie più forti d’Europa (anche se nella Liga Mourinho è già staccato di 6 punti dal Barcellona), per la altre tre il risultato infrasettimanale è allarmante. I campioni d’Italia di Chivu hanno perso in casa col Bruges, secondo nella Jupiler League belga. Il Napoli di Allegri è caduto senza attenuanti in casa del Villarreal, che in Spagna occupa il nono posto. E il Como di Fabregas è scivolato a Rotterdam: il Feyenoord guida sì l’Eredivisie in Olanda, però non appartiene alla crema del Continente. Al netto delle vittorie di Milan, Juventus e Atalanta in Europa League e Conference, contro avversarie abbordabili come Salisburgo, Celta Vigo e Pafos, il ritorno nei confini del campionato si profila dunque per le reduci dalle disfatte come un esame immediato e come il ponte ideale verso il prossimo turno della coppa più importante, dove nuovi intoppi rischierebbero di compromettere sia il passaggio diretto agli ottavi di finale sia quello ai play-off.

Non sembra impossibile il riscatto per il Napoli col Bodo Glimt, per l’Inter con lo Shakhtar Donetsk, per la Roma con lo Slovan Bratislava e neppure per il Como col Manchester United, che non attraversa il migliore momento della propria storia. Molto, però, passa appunto attraverso l’abbrivio potenziale del week-end. E qui il calendario, con gli anticipi del sabato, sembra fatto apposta per rilanciarsi subito o per mettere il dito nella piaga. L’Inter, se vuole conservare il primo posto, deve battere un Bologna in ripresa, e tra i rispettivi assenti per infortunio sembra incidere più Lautaro (si candida Bonny) di Orsolini. Allegri, attardato in classifica, sa bene di dovere dosare in particolare De Bruyne con le annesse incomprensioni tattiche e personali, mentre Hojlund è in ballottaggio con Lucca, ma sa anche che il viaggio del Napoli a Venezia non è una gita di piacere: soprattutto ora che a Nicola, subentrato a Stroppa, vengono chiesti i primi punti della stagione. Contiene insidie, per la Roma, il confronto dell’Olimpico col Genoa, un incrocio tra ex: Gasperini, alle prese con gli acciacchi di Dybala e con l’idea di lanciare Castro per rimpiazzare lo squalificato Malen, e De Rossi, che si porta in panchina il talentuoso Robinho junior, pronto all’uso.

La possibilità di scendere in campo conoscendo già il risultato della co-capolista Inter e della Roma sarebbe in teoria un aspetto favorevole alla Lazio (5 vittorie e 1 pareggio), se non fosse che il suo impegno, la sera di domenica, è probabilmente il più serio finora. Gattuso ha valorizzato al massimo una rosa scarna dal punto di vista numerico. La visita allo Stadium, contro la Juventus di Spalletti, tentato da McKennie trequartista dietro Kolo Muani e contrariato per la propria squalifica (in panchina Domenichini), per il caso della sostituzione di Conceiçao e per le critiche a Woltemade, farà scoprire all’allenatore della Lazio le prospettive ulteriori della sua squadra, fin qui la più sorprendente. Anche il duello di San Siro può svelare gli orizzonti del Milan, che ha perso a lungo Saelemaekers e Gabbia e che non ha ancora convinto gli scettici al di là del goleador inatteso Cisse, e dell’Atalanta, la cui decimazione per gli infortuni (Scalvini e Raspadori gli ultimi della serie) ha spinto Sarri alla polemica sui calendari intasati: Calcagno, il presidente dell’associazione calciatori, gli ha replicato che la pratica è da anni sul tavolo.

Il Como ha appena perso in Olanda per un guaio muscolare Diao, ma Fabregas non è animato dallo stesso spirito sindacalistico. La sua preoccupazione nasce da un rendimento ancora ondivago, il che lo accomuna, fatte le debite proporzioni dei 7 punti di differenza in classifica, allo sfidante di giornata Vanoli: la Fiorentina, appesa alle lune di Mastantuono, è obbligata a mirare al successo in casa. Per il Cagliari quarto la verifica, senza Pisacane squalificato per la lite con Spalletti e sostituito da Murelli, è a Monza, contro il pressing esasperato di Juric. Udinese-Lecce e Parma-Torino completano il quadro: due partite nella zona ibrida della classifica, dove un passo falso o uno riuscito possono cambiare l’umore. Rimane stabile quello di Mancini. Il ct è l’unico tecnico ad avere retto il confronto internazionale ad alto livello, con l’1-1 dell’Italia in Francia. Osserva disincantato un torneo sempre zeppo di calciatori stranieri, che in Champions segnano il passo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Urso “Lo Spazio oggi è uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici”

Urso “Lo Spazio oggi è uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici”

ROMA (ITALPRESS) – “L’esplorazione spaziale è oggi uno dei terreni su cui si misurano gli equilibri geopolitici. In questo scenario l’Italia si presenta con un patrimonio di competenze solido e costruito nel tempo. Un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale che porta in orbita il nostro Made in Italy. Stiamo infatti finalizzando, nell’ambito della missione Artemis, un accordo che prevede la presenza stabile sulla Luna di un nostro modulo, una “casa” italiana dove abiteranno gli astronauti, come previsto dallo Statement of Intent sulla cooperazione per la superficie lunare sottoscritto a Washington con la Nasa lo scorso Marzo. E’ la prova della capacità del nostro sistema industriale di essere protagonista nella space economy. In qualità di presidente del Consiglio Ministeriale dell’ESA ho sostenuto la proposta di organizzare una Ministeriale Intermedia a Roma il prossimo dicembre, con l’obiettivo di riallocare le risorse già assegnate all’esplorazione spaziale e di aggiornare le direttrici strategiche dell’Agenzia in funzione del livello di ambizione che l’Europa deciderà di perseguire. L’Italia dovrà svolgere un ruolo sempre più rilevante nelle iniziative che plasmeranno il futuro dell’esplorazione spaziale. È quanto ho detto nel videomessaggio inviato in occasione degli “Stati Generali della Space Economy” di Torino”. Lo scrive il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso sul suo profilo X.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Biometano in agricoltura, a Roma un confronto su innovazione e sostenibilità

Biometano in agricoltura, a Roma un confronto su innovazione e sostenibilità

ROMA (ITALPRESS) – Valorizzare il biometano prodotto dalle aziende agricole e approfondire le opportunità offerte dai nuovi sistemi di rifornimento direttamente in campo per un’economia sempre più circolare e sostenibile: sono questi gli obiettivi dell’iniziativa “Biometano. Innovazione, sostenibilità e sicurezza dei nuovi sistemi di rifornimento in campo”, in programma martedì 27 ottobre 2026, alle ore 10:00, a Roma, presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, in via XXIV Maggio 43 e trasmesso in diretta streaming su Radio Radicale. (Accoglienza e accredito dei partecipanti dalle ore 9:30).

L’incontro è promosso da Fondazione UniVerde, Coldiretti, CIB – Consorzio Italiano Biogas ed EBA – European Biogas Association, con il patrocinio di CNR e CREA, la partecipazione di ENEA e la media partnership di Rai Italia.

L’iniziativa intende favorire lo sviluppo di un’agricoltura sempre più multifunzionale e sostenibile, capace di integrare produzione alimentare, produzione di energia rinnovabile e servizi al territorio. Al centro del confronto, le innovazioni che possono consentire alle aziende produttrici di biometano di valorizzare il combustibile anche per il rifornimento dei mezzi agricoli, a beneficio della propria attività, delle aziende vicine e dell’ambiente.

La possibilità di effettuare rifornimenti sicuri direttamente in campo può ridurre, infatti, la necessità di allontanare i mezzi dalle aree di lavoro e di percorrere lunghe distanze per raggiungere i punti di distribuzione. Minori spostamenti e tempi di fermo possono tradursi in maggiore produttività, contenimento dei costi operativi e riduzione dei consumi e delle emissioni legati ai trasferimenti, contribuendo a migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle attività agricole.

Per rendere concrete queste opportunità servono norme chiare e sistemi incentivanti, che riconoscano le specificità del rifornimento in campo come servizio integrativo della rete di distribuzione esistente anche nel quadro delle azioni e delle politiche mirate a favorire l’economia circolare, la sostenibilità ambientale e la transizione ecologica. Il coinvolgimento delle istituzioni, del mondo scientifico, delle organizzazioni e delle imprese con la partecipazione di esponenti delle principali forze parlamentari mira a individuare soluzioni condivise per accompagnare l’innovazione, favorendo lo sviluppo della filiera.

Il programma si aprirà con gli indirizzi di saluto di Vincenzo Gesmundo (Segretario Generale Coldiretti), seguiti dal keynote speech di Livio De Santoli (Componente del Collegio ARERA e Vicepresidente permanente italiano di MEDREG).

Gli interventi introduttivi saranno affidati ad Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde), Ettore Prandini (Presidente Coldiretti) e Piero Gattoni (Presidente CIB – Consorzio Italiano Biogas e EBA – European Biogas Association).

La sessione “Quali prospettive della filiera italiana del biometano nel quadro normativo europeo” vedrà gli interventi di Claudio Samarati (Consulente Biogas Merse e Responsabile Permitting IGW), Antonio Scarazzini (Responsabile Relazioni Istituzionali Italia di CNH) e Romano Giglioli (Consulente Metano Toscana e già professore ordinario presso l’Università di Pisa).

Alle ore 11:15, la tavola rotonda “Biometano sostenibile per la transizione energetica e l’economia circolare. Dialogo tra esponenti delle principali forze parlamentari per soluzioni condivise” riunirà Francesco Battistoni (Segretario dell’Ufficio di Presidenza e Componente VIII Commissione – Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati), Alberto Luigi Gusmeroli (Presidente X Commissione – Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati), Luca De Carlo (Presidente IX Commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato della Repubblica), Antonella Forattini (Capogruppo PD-IDP nella XIII Commissione – Agricoltura della Camera dei Deputati) e Alessandro Caramiello (Capogruppo M5S nella XIII Commissione – Agricoltura della Camera dei Deputati).

Alle ore 12:15 seguirà la tavola rotonda “Biometano e Agricoltura 5.0. Dall’autoconsumo alle filiere di produzione e distribuzione. Quadro regolatorio, semplificazioni autorizzative e sistemi incentivanti”, con Alessandro Noce (Direttore Generale Mercati e Infrastrutture Energetiche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Maria Chiara Zaganelli (Direttore Generale CREA), Vinicio Mosè Vigilante(Amministratore Delegato GSE), Francesco Petracchini (Direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR) e Giulia Monteleone (Direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA).

Le tavole rotonde saranno coordinate da Stefano Masini (Responsabile dell’Area Ambiente e Territorio di Coldiretti).

Partner dell’iniziativa sono Gruppo Metano Toscana e Biogas Merse. Media partners: Askanews, Italpress, TeleAmbiente e Opera2030.

– foto ufficio stampa UniVerde –

(ITALPRESS).

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Tg Sport – 16/10/2026

Tg Sport - 16/10/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Ciclismo su pista, trionfo Milan ai Mondiali di Shanghai
– Europa League, la Juventus vince 2-1 a Vigo
– Poker Milan a Salisburgo, Cisse cala la tripletta
– Conference League, l’Atalanta travolge 3-1 il Pafos
– Chivu verso Bologna “Dobbiamo reagire e assumerci responsabilità”
– Roma, emergenza per Gasperini prima del Genoa: ko Koné e Dybala
– Napoli, Allegri sprona la squadra in vista della trasferta di Venezia
– Eurolega, ennesimo ko per l’Olimpia Milano: crolla 97-101 contro Dubai
– Abodi “Lascio alla Lega A e alle componenti il tema della candidatura di Malagò”
/gtr

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Telefonata tra Leone XIV e Putin, il Papa ha chiesto la tregua a Oleshky

Telefonata tra Leone XIV e Putin, il Papa ha chiesto la tregua a Oleshky

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – Papa Leone XIV ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Nel corso della conversazione, il Pontefice ha espresso “viva preoccupazione” per la grave situazione umanitaria a Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Lo riferisce la Santa Sede, precisando che il Papa ha infine ribadito l’impegno del Vaticano a favore del dialogo e della pace. (ITALPRESS).

Fonte: Ipa Agency

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Targa Florio Classica, 200 auto al via. La Russa “La gara più antica del mondo”

Targa Florio Classica, 200 auto al via. La Russa

PALERMO (ITALPRESS) – Si rinnova la grande festa a Palermo per la Targa Florio Classica 2026, appuntamento decisivo del Campionato Italiano Grandi Eventi e Ferrari Tribute to Targa Florio. Alla manifestazione, realizzata in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia, oltre 200 straordinarie vetture tra i marchi automobilistici più blasonati: Alfa Romeo, Aston Martin, Austin, Ferrari, Fiat, Jaguar, Lancia, Mercedes, Porsche. A dare a Palermo il benvenuto ai partecipanti e agli sportivi, il presidente dell’Aci Geronimo La Russa.
xd6/mrc/azn

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Alfa Romeo Cuorerosso, svelata a Parigi la concept del futuro

Alfa Romeo Cuorerosso, svelata a Parigi la concept del futuro

ROMA (ITALPRESS) – Al Salone dell’Auto di Parigi 2026 debutta in anteprima mondiale Alfa Romeo Cuorerosso, concept car che anticipa la visione stilistica e tecnologica del Biscione. Non un’anticipazione di un modello di serie, ma un manifesto destinato a ispirare le future vetture del marchio, all’insegna di design, sportività ed elettrificazione. Il risultato è una coupé 2+2 con un coefficiente aerodinamico (Cx) di 0,28, ottenuto grazie alle superfici continue, alla coda tronca e al diffusore basso integrato. Il frontale reinterpreta lo storico Scudetto e il Trilobo, mentre la fiancata è attraversata dalla linea a cuneo. Cristalli a filo, comandi touch sul tetto al posto delle tradizionali maniglie e porte posteriori controvento contribuiscono alla pulizia del disegno. I cerchi forgiati riprendono il motivo telefonico, mentre sospensioni pneumatiche e freni carboceramici Brembo ne sottolineano la vocazione sportiva.
L’abitacolo punta sul coinvolgimento del guidatore, con quattro sedili singoli, plancia ispirata alla 33 Stradale e comandi ridotti all’essenziale. Tre le modalità di guida previste: Cruise, Sport e Quadrifoglio. Per la configurazione più prestazionale, Alfa Romeo prospetta un V6 2.9 full hybrid abbinato alla trazione integrale Q4. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi progettuale: al momento non sono state annunciate specifiche definitive per un eventuale modello di serie.
La carrozzeria sfoggia la nuova tinta Liquid Ink Red, caratterizzata da riflessi metallici e una profondità cromatica variabile con la luce. Nell’abitacolo, pelle Nabuk Poltrona Frau, metalli e materiali innovativi si combinano con soluzioni sostenibili, tra cui una pelle rigenerata composta per il 60% da scarti post-industriali.
mrc/gtr

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Debito pubblico, lieve calo ad agosto

Debito pubblico, lieve calo ad agosto

ROMA (ITALPRESS) – Il debito pubblico italiano scende leggermente ad agosto, ma resta su livelli elevati. Secondo i dati provvisori della Banca d’Italia, a fine mese il debito delle Amministrazioni pubbliche si è attestato a 3.200,8 miliardi di euro, in diminuzione rispetto a luglio. Il quadro cambia se si guarda all’andamento degli ultimi mesi: dall’inizio del 2026, infatti, il debito è aumentato di oltre 100 miliardi, confermando le difficoltà dei conti pubblici. La riduzione registrata ad agosto è arrivata nonostante il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche. A contenere il debito hanno contribuito l’utilizzo delle disponibilità liquide del Tesoro e i rimborsi dei titoli a medio e lungo termine. Sul fronte dei detentori, continua a ridursi la quota di debito in mano alla Banca d’Italia, mentre gli investitori stranieri mantengono una presenza significativa. Un quadro che riflette la distribuzione del debito tra i diversi soggetti che finanziano lo Stato. Le ultime revisioni statistiche hanno inoltre confermato il peso del debito sull’economia italiana: nel 2025 il rapporto tra debito pubblico e Pil si è attestato al 136,7%, in aumento rispetto all’anno precedente.
abr/azn

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I droni ucraini fermano per 7 ore i 4 aeroporti di Mosca: 101 ore di chiusura in ottobre

MOSCA — Per i quattro aeroporti di Mosca ottobre è già il mese più difficile dall’inizio della guerra: 101 ore di chiusura nei primi quattordici giorni, contro le 46 di tutto settembre, e la notte tra giovedì e venerdì ne ha aggiunte fino a sette. Droni ucraini hanno costretto Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo a sospendere i voli. Oltre 160 collegamenti sono stati cancellati o ritardati e più di 20 aerei in arrivo sono stati dirottati su altri scali.

Le operazioni sono riprese prima dell’alba, ma i ritardi si sono trascinati fino a venerdì mattina. Il conteggio delle 101 ore è di Agentstvo, testata investigativa russa, ripreso da Euronews. Le restrizioni le ha imposte Rosaviatsia, l’agenzia federale russa per l’aviazione civile, a partire dalla sera di giovedì, con la motivazione di sempre: «la sicurezza dei voli». Il Cremlino non ha commentato.

Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha aggiornato il bilancio su Telegram per tutta la notte, a blocchi di dieci o dodici alla volta. Alla fine ha contato 94 droni abbattuti in rotta verso la capitale. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato venerdì 644 droni ucraini intercettati su più regioni e sulla Crimea annessa, e le limitazioni al traffico hanno toccato 22 aeroporti in tutto il Paese. A San Pietroburgo lo scalo di Pulkovo si è fermato due volte nella stessa notte; il governatore della regione di Leningrado ha parlato di quattro droni distrutti.

La notte di giovedì è l’ultimo tassello di una sequenza che va avanti da due settimane. Il 9 ottobre i quattro scali moscoviti erano già rimasti chiusi, con circa 300 voli colpiti. Quella sera l’aereo presidenziale di Vladimir Putin, di rientro dal vertice in Turkmenistan, non poté atterrare a Mosca e fu dirottato su San Pietroburgo. Non risulta che fosse un bersaglio e i funzionari russi non hanno né confermato né smentito.

Il giorno dopo Sobyanin rivendicò 403 droni abbattuti sulla regione, con oltre 300 ritardi. Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre Mosca dichiarò 902 intercettazioni, 180 dirette sulla capitale: Vnukovo restò bloccata più di otto ore e undici voli partiti dalla Turchia, di Turkish Airlines e della controllata AJet, tornarono indietro.

Operazione M&M’s

Kyiv non ha mai confermato ufficialmente una campagna organizzata contro gli aeroporti russi. The Atlantic, citando pianificatori anonimi dell’operazione, racconta però che la campagna ha un nome, «Operazione M&M’s», e una regola: i droni a lungo raggio servono a paralizzare il traffico, non a colpire piste e terminal. A metà settembre ha debuttato un nuovo modello che naviga confrontando il terreno sorvolato con le mappe in memoria. Nel fine settimana del 10-11 ottobre i detriti di un drone abbattuto hanno incendiato un edificio amministrativo dell’aeroporto di Sochi, sul Mar Nero.

Il conto, così, non lo pagano le infrastrutture ma gli orari: passeggeri fermi per ore nei terminal e compagnie straniere costrette a riportare indietro gli aerei. È quello che Volodymyr Zelensky aveva annunciato a settembre, quando disse che i cieli russi «stanno diventando insicuri» e invitò le compagnie internazionali a non volare sugli scali russi.

Nelle stesse ore la Russia ha colpito nove regioni ucraine, con blackout di emergenza per centinaia di migliaia di utenze e almeno 15 feriti. Nel Volyn, nel nord-ovest del Paese, 370 mila utenze sono rimaste senza corrente, ha detto il capo dell’amministrazione regionale ad interim. Zelensky era a Bruxelles con i leader europei.

Giovedì era toccato alla raffineria Rosneft di Ryazan, a sud-est di Mosca, circa il 5 per cento della capacità russa di raffinazione, in fiamme dopo un attacco di droni confermato dal governatore. Un alto funzionario ucraino ha rivendicato il raid, dopo che Zelensky aveva dichiarato finita la pausa sugli attacchi alle raffinerie. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto che non c’era alcuna moratoria: «Non c’è nulla di nuovo qui». Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha parlato di «una sfida diretta e rozza al presidente Trump».

Il piano originario dell’operazione sugli aeroporti, secondo i pianificatori sentiti da The Atlantic, prevede una fase più aggressiva. La decisione di passarvi spetta a Zelensky, che finora non l’ha presa.

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Ceuta, l’Italia proroga di una settimana lo stop a Schengen con la Spagna. Madrid: «Lavoreremo alla revoca»

ROMA — «I ministri dell’Interno dei due Paesi lavoreranno nella prossima settimana alla revoca dei controlli». Con questa frase un portavoce del governo spagnolo ha accompagnato venerdì la notizia arrivata da Roma: l’Italia ha prorogato di un’altra settimana la sospensione della libera circolazione Schengen con la Spagna, in vigore dal 1° agosto. Lo ha riferito a Reuters una fonte del governo italiano.

La proroga allinea le scadenze dei due Paesi. Madrid aveva esteso fino al 22 ottobre la propria contromisura, controlli speculari sugli arrivi dall’Italia. Questa volta, però, la decisione arriva con un orizzonte dichiarato per la fine dei controlli, e segue il faccia a faccia tra il premier spagnolo Pedro Sánchez e Giorgia Meloni a margine del Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles.

La crisi è nata a Ceuta, enclave spagnola sulla costa del Marocco che con Melilla forma l’unica frontiera terrestre dell’Unione europea con l’Africa. A fine luglio oltre 72.000 migranti vi sono entrati dal territorio marocchino. Il 31 luglio Roma ha sospeso Schengen con la Spagna, citando rischi per la sicurezza interna e la possibile infiltrazione di terroristi, e ha ripristinato i controlli su aeroporti e porti per chi arriva dalla penisola iberica.

Madrid ha reagito definendo le misure italiane «ingiuste, contrarie agli interessi dell’Unione europea e discriminatorie nei confronti della popolazione spagnola». Il governo Sánchez rivendica anche i propri numeri: gli arrivi sulla rotta atlantica verso le Canarie sarebbero calati del 74 per cento grazie alla cooperazione con Mauritania e Senegal.

Da agosto le proroghe si sono succedute a cadenza di due settimane. Dopo la prima, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva definito la situazione a Ceuta «tutt’altro che migliorata», pur dopo un colloquio telefonico «costruttivo» con l’omologo spagnolo Fernando Grande-Marlaska. La terza, a fine settembre, era stata decisa dopo una riunione del Comitato per l’analisi dell’immigrazione e della sicurezza delle frontiere, l’organismo del Viminale che valuta la pressione migratoria.

Il vertice di Bruxelles

Lo scontro italo-spagnolo ha pesato sul Consiglio europeo. Danimarca, Italia e Polonia hanno chiesto una linea più dura sull’immigrazione irregolare, con tre emendamenti sui «fattori di attrazione». Secondo Politico, la bozza delle conclusioni invita la Commissione «a esplorare un possibile meccanismo di consultazione per incoraggiare il coordinamento sulle misure nazionali che possono incidere su altri Stati membri». Nei fatti è la risposta europea a quanto accaduto tra Roma e Madrid: una procedura perché un Paese non chiuda la frontiera a un altro senza passare da Bruxelles.

Dal testo è stato tolto un passaggio sul rapporto tra migrazione e alloggi sociali, considerato una provocazione verso la Spagna, che ha regolarizzato circa un milione di stranieri. La bozza riconosce in un punto separato la «situazione speciale» di Ceuta e Melilla. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato un «protocollo di emergenza» per crisi come quella dell’enclave. «L’Ue deve essere in grado di gestire meccanismi di crisi», ha detto il premier svedese Ulf Kristersson.

Sánchez, all’arrivo al vertice, ha scelto il registro opposto a quello delle accuse di agosto: «Voglio ringraziare gli Stati membri per la loro solidarietà». Meloni ha invece riunito a colazione, con la danese Mette Frederiksen e l’olandese Rob Jetten, i leader di 18 Paesi più von der Leyen, chiedendo vigilanza sulle frontiere esterne e una revisione mirata delle norme Ue sul trattenimento dei migranti nelle procedure di frontiera.

La settimana prossima il dossier torna ai due ministri dell’Interno. «Tutt’altro che migliorata», aveva detto Piantedosi di Ceuta a fine agosto: da allora i controlli su voli e navi dalla Spagna non si sono mai fermati.

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Regno Unito, 20 anni al sicario norvegese di 19 anni reclutato dalla rete criminale che Londra lega all’Iran

LONDRA — Una pistola semiautomatica, un revolver, una scatola di proiettili, un paio di guanti e 2.000 sterline in contanti nella stanza di un albergo di Huddersfield, cittadina industriale del nord dell’Inghilterra. Un sicario di 19 anni, norvegese, calciatore dilettante, arrivato due giorni prima da Stavanger con un volo per Manchester. Una vittima designata che nessuno ha mai identificato. Con questi elementi la Woolwich Crown Court, il tribunale londinese dove si celebrano i processi per terrorismo, ha condannato oggi Johannes Kongsnes Natland a 20 anni di detenzione, 13 dei quali da scontare in carcere prima di poter chiedere la libertà condizionale. La ricostruzione è quella dell’antiterrorismo della polizia britannica e dell’accusa, riferisce The Independent.

È la prima volta che un tribunale del Regno Unito giudica un’operazione attribuita a Foxtrot, la rete criminale svedese che Londra e Washington hanno sanzionato nel 2025 accusandola di colpire obiettivi ebraici e israeliani in Europa per conto di Teheran. Natland, ha detto in aula la responsabile dell’antiterrorismo londinese, «è stato arrestato poche ore prima di compiere un assassinio qui nel Regno Unito» ed era «chiaramente diretto da qualcuno della rete Foxtrot, un gruppo criminale organizzato che orchestra violenze contro obiettivi ebraici e israeliani in Europa per conto del regime iraniano». L’Iran nega ogni legame con la banda.

Il reclutamento era cominciato con un messaggio: «Qualcuno è disponibile per un omicidio a pagamento?». Il compenso pattuito era di 25.000 euro. Natland aveva recuperato armi e denaro in nascondigli che gli erano stati indicati e gli era stata assegnata una Nissan rubata con targhe false. Alla fidanzata aveva scritto: «Vado in missione pazzesca» e «Ora posso finalmente uccidere qualcuno e mi pagano per farlo». A un amico: «Prenderò un sacco di soldi e qualcuno morirà».

La polizia armata lo ha fermato il 19 marzo 2025 alle 5.15 del mattino (le 6.15 in Italia) al Briar Court Hotel. Uscì dalla stanza in boxer e, con le mani, finse di sparare a un agente. Il primo processo, nel giugno scorso, era finito con una giuria divisa; il nuovo processo lo ha dichiarato colpevole il 29 luglio.

«Sei stato reclutato in Norvegia per venire in Inghilterra e uccidere un bersaglio non identificato», gli ha detto oggi la giudice, in una sentenza trasmessa in televisione. «Hai accettato di fare l’esecutore e sei andato avanti, nonostante numerose occasioni per tirartene fuori». I messaggi, ha aggiunto, mostravano «non solo partecipazione, ma a tratti eccitazione». La difesa ha descritto un ragazzo «giovane, popolare, studente e sportivo di successo», finito «fuori strada» per la droga, che «ha imparato la lezione».

La catena dei reclutatori

Foxtrot ha sede in Svezia e fa capo a Rawa Majid, soprannominato «la Volpe curda». Nell’aprile 2025 il governo britannico ne ha congelato i beni e vietato l’ingresso al capo; un mese prima gli Stati Uniti avevano sanzionato la rete per il tentato attacco all’ambasciata israeliana a Stoccolma del gennaio 2024. Secondo l’accusa il gruppo opera «attraverso i confini e sfrutta i giovani»: ha usato anche minori di 13 anni.

Chi ha ingaggiato Natland è un altro adolescente, noto come «Generalen», condannato in Norvegia nel maggio 2025 per concorso in tentato omicidio. Sopra di lui c’era un capo operativo anglofono che si faceva chiamare «Agent 47», come il protagonista del videogioco Hitman, e che resta ignoto. Tre persone sono incriminate in Norvegia, dove i procuratori devono ancora decidere; nel Regno Unito un ventisettenne è stato arrestato nel settembre 2025 e rilasciato sotto indagine, mentre due uomini fermati a Bradford per la ricettazione dell’auto sono liberi su cauzione.

La condanna arriva tre giorni dopo il discorso annuale del direttore generale dell’MI5, il servizio di sicurezza interna, che ha contato oltre 50 arresti nell’ultimo anno legati a operazioni iraniane, molte contro comunità ebraiche, e ha parlato di «ambizioni iraniane di colpire bersagli più duri, come i siti militari». Il governo dice di aver affrontato più di 20 complotti iraniani dal 2022; Reuters ne conta almeno 33 sventati in Occidente dal 2020.

Teheran respinge tutto. Nel 2025 l’ambasciata a Londra aveva protestato formalmente e «respinto categoricamente le accuse che collegano il governo iraniano alle attività di una banda criminale con base in Svezia», accusando Londra di non fornire prove credibili. Questa settimana, dopo le notizie su un presunto piano contro la base aerea di Fairford, il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore britannico per chiedere le prove. Sulla sentenza di oggi non c’è, per ora, alcuna reazione iraniana.

Restano due vuoti nella ricostruzione presentata in aula: il nome della persona che Natland doveva uccidere e l’identità di «Agent 47». Su nessuno dei due la polizia ha fornito elementi.

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Agricoltura, Confeuro incontra on. Rosato: “Su energia agire a tutela pmi”

“Prosegue il tour istituzionale di Confeuro per affrontare le principali criticità dell’agricoltura e individuare interventi a sostegno delle imprese agricole. Il presidente nazionale della Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso, ha incontrato a Roma l’onorevole Ettore Rosato, deputato e vicesegretario di Azione. Al centro del colloquio i temi chiave per il comparto: dalla Politica Agricola Comune (PAC) al contesto geopolitico ed economico, fino alle prospettive dell’agricoltura italiana ed europea e alla tutela del lavoro. “Abbiamo condiviso la necessità di un sistema capace di redistribuire in modo più equo il valore generato sia dalla filiera agroalimentare sia da quella energetica”, ha dichiarato Andrea Tiso. “In una fase segnata dall’aumento dei costi, alcune grandi società — anche a partecipazione pubblica — hanno registrato utili record. Riteniamo fondamentale un intervento del Governo per sostenere il settore, ad esempio tramite tariffe agevolate e misure mirate al contenimento dei rincari. L’agricoltura non può continuare a subire gli effetti delle crisi internazionali senza adeguati strumenti di protezione”. Durante l’incontro è stata ribadita anche l’urgenza di istituire un tavolo permanente tra settore primario, industria della trasformazione e Grande Distribuzione Organizzata (GDO), così da riequilibrare rapporti commerciali diventati ormai insostenibili per i produttori. “Il nostro obiettivo è definire strategie che garantiscano sostenibilità economica, competitività e dignità del lavoro. Nelle prossime settimane proseguiremo il dialogo con le istituzioni per presentare proposte concrete a tutela del ruolo strategico dell’agricoltura”, ha concluso il presidente di Confeuro.

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Visita all’IILA del presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader Corona

Il segretario generale, Giorgio Silli, e il Consiglio dei Delegati dell’IILA hanno accolto presso la sede dell’Organizzazione il presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader Corona. In occasione della visita è stata inaugurata una targa celebrativa, secondo la tradizione che accompagna la presenza di un capo di Stato alla presidenza di una riunione del Consiglio dei Delegati. Quella del presidente Abinader è stata la prima visita a segnare questo momento, che testimonia il legame tra la Repubblica Dominicana e l’IILA. Il segretario generale ha inoltre consegnato al presidente Abinader la medaglia commemorativa del 60° anniversario dell’IILA, come segno di amicizia e riconoscimento nei confronti della Repubblica Dominicana, Paese membro e partner strategico dell’Organizzazione. L’incontro ha rappresentato un’ulteriore occasione per rinnovare la volontà condivisa di rafforzare il dialogo e sviluppare nuove opportunità di collaborazione.

L’incontro ha inoltre consentito di ripercorrere i risultati della missione istituzionale dell’IILA nella Repubblica Dominicana, svoltasi lo scorso 25 giugno, e di rinnovare il ringraziamento alle autorità dominicane per la calorosa accoglienza riservata alla delegazione. Particolare attenzione è stata dedicata ai risultati raggiunti nel campo della giustizia e della sicurezza, tra cui l’approvazione a Santo Domingo del Modello Regionale di Giustizia Minorile Riparativa nell’ambito dei programmi SICA, la partecipazione attiva al programma EL PACCTO 2.0 (di cui la Repubblica Dominicana detiene la segreteria della Red de Academias Penitenciarias – RAP) e le iniziative COPOLAD III per il contrasto al narcotraffico e al riciclaggio. Durante la visita è stato fatto il punto anche sui progetti di cooperazione scientifica, come il programma spaziale in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il progetto sui nanosatelliti CubeSat per il monitoraggio del sargasso, nonché sulle iniziative per lo sviluppo sostenibile, tra cui l’agricoltura di precisione nella zona di frontiera, la formazione imprenditoriale femminile nel settore del caffè, le strategie di transizione ecologica e di economia circolare legate al programma “Sociedades Inclusivas” e la tutela del patrimonio culturale. È stato inoltre richiamato l’esito positivo del Business Forum Italia–Repubblica Dominicana, tenutosi il 14 ottobre a Villa Madama alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani.

«La Repubblica Dominicana è, per l’IILA, un partner di grande valore con cui abbiamo sviluppato nel tempo una collaborazione articolata che abbraccia la giustizia e la sicurezza, la scienza e l’innovazione, lo sviluppo economico sostenibile e la cultura. La cooperazione genera valore quando rafforza le capacità dei territori, favorisce la condivisione delle conoscenze e crea opportunità concrete per le persone. Auspico che questo incontro rappresenti un’ulteriore occasione per consolidare il dialogo e rafforzare la cooperazione tra la Repubblica Dominicana e l’IILA, nella consapevolezza che il valore della nostra Organizzazione risiede proprio nella capacità dei suoi Paesi membri di condividere esperienze, competenze e prospettive di sviluppo», ha dichiarato il segretario generale dell’IILA, Giorgio Silli.

L’IILA ha ribadito la propria disponibilità ad accompagnare iniziative concrete in settori strategici per il futuro del Paese, nella convinzione che il dialogo e la cooperazione rappresentino strumenti essenziali per promuovere uno sviluppo sostenibile e rafforzare i legami tra l’Italia e l’America Latina.

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Gli huthi mettono l’Arabia Saudita sotto scacco

Gli attacchi di Ansar Allah compromettono il progetto di Mohammed bin Salman. Mentre Riyad cerca di contenere la minaccia in Yemen, le aperture di Israele e Iran rappresentano delle vie d’uscita problematiche. Il margine di manovra del Regno dipenderà soprattutto dalle scelte degli Stati Uniti.

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SI FA PRESTO A DIRE APOCALISSE

Nel disordine post-americano la pace totale è impossibile, ma la guerra totale non è inevitabile. Soglie nucleari e deterrenze sovrapposte sfumano la distinzione tra paesi atomici e non, mentre si moltiplicano le zone grigie per i negoziati. Contro l’analogia Bomba-Ai.
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I RUSSI SENZA GUERRA

Riposte le armi, Mosca avrà nuovi e vecchi nodi da sciogliere. C’è da rimodellare l’economia, tenere unita la società e spiegare la pace. Scegliere gli amici e preparare la successione al vertice. A rischio non c’è la dissoluzione del paese, ma stabilità e rilevanza internazionale.
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LA VERA BATTAGLIA XI LA COMBATTE IN CASA

Sul futuro della Repubblica Popolare non peseranno solo le mosse di Usa e Russia. Il leader cinese ha nelle mani un potere enorme, ma potrebbe non riuscire a trasformarlo in capacità di governo. Le sfide economiche, sociali, politiche e militari si accumulano.
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Il chicco che ha plasmato il mondo

Dai bacini fluviali orientali all’introduzione nel Mediterraneo: origini, diffusione e storia strategica del riso, che ha accompagnato nascita e declino degli imperi. Il ruolo del piccolo cereale nel Giappone feudale e nelle rivolte delle colonie britanniche in Nord America. Le rivendicazioni delle mondine. La partita geopolitica si gioca sul controllo delle sorgenti. 

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La competizione globale per il tè

Introdotto in Inghilterra nel Seicento, si trasforma in simbolo e identità nazionale a discapito del caffè delle potenze rivali. L’epopea del Cutty Sark. Come l’avvento di Lipton cambia il mercato. Sempre prodotto nel Sud Globale, oggi è controllato da grandi multinazionali.

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Un’agenzia di rating indipendente per l’Africa, una scelta di sviluppo autonomo

L’Europa o l’Africa? Chi è più inconcludente e meno indipendente? Gli ultimi sviluppi in campo economico-finanziario, oltre che politico, assegnano il podio all’Europa. Lo dimostra anche l’avvio dell’Africa Credit Rating Agency (AfCRA) a Port Louis, Mauritius, da parte dell’Unione Africana (UA).

L’UA dice basta alla dittatura finanziaria delle “sorelle del rating”, Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. L’intenzione è di elaborare delle valutazioni più veritiere su Paesi e imprese africani. L’Unione Europea e i singoli Paesi europei, invece, si accontentano e gioiscono per i resoconti e le pagelle loro “donati” dalle tre agenzie americane private.

Non bisogna mai dimenticare il ruolo centrale e nefasto svolto dalle “Three Big” nella grande crisi finanziaria del 2007-2008, quando elargirono a piene mani il massimo voto, la tripla A, a banche, imprese, titoli e derivati che fallirono poche settimane dopo. Le conseguenze furono devastanti per l’intera economia mondiale! Non sono accuse formulate da qualche buontempone amante delle cospirazioni, bensì i risultati delle indagini del Congresso americano, come il “Financial Crisis Inquiry Report” del 2011.

È noto che i rating del credito influiscono sui costi d’indebitamento e sulla fiducia degli investitori. Se la percezione del rischio non riflette la realtà economica e viene esagerata, i governi possono trovarsi ad affrontare costi di finanziamento più elevati, con la conseguente riduzione delle risorse disponibili per infrastrutture, sanità, istruzione e sviluppo.

L’Economic Commission for Africa dell’ONU stima che i premi per il rischio costino all’Africa circa 75 miliardi di dollari l’anno in maggiori oneri per interessi. Ridurre detti premi rende meno pressante il ricorso al debito pubblico.

Secondo l’Unione Africana, l’onere annuo del servizio del debito estero dell’Africa è salito a 163 miliardi di dollari nel 2024, rispetto ai 61 miliardi del 2010. In molti Paesi, la spesa per interessi ha superato i budget annuali destinati a settori sociali chiave come la sanità e l’istruzione. Una situazione che potrebbe avere conseguenze negative durature per un continente caratterizzato dalla popolazione più giovane e in più rapida crescita al mondo. L’UA ha anche osservato che le economie africane ricevono in media un rating compreso tra B e B-, rispetto a BB per le altre regioni emergenti, un divario che potrebbe limitare la partecipazione di alcuni investitori e aumentare i costi di finanziamento.

L’AfCRA, invece, offrirebbe l’opportunità di affrontare lo squilibrio nelle valutazioni, apportando una comprensione più approfondita delle economie, dei dati e dei percorsi di riforma africani, ampliando così le informazioni a disposizione degli investitori. Potrebbe prendere in considerazione anche la ricchezza del continente, le risorse minerarie ed energetiche, le terre rare, le grandi prospettive di lavoro e le potenzialità della crescita della popolazione. L’obiettivo non è quello di ottenere rating più favorevoli per i Paesi africani, ma di garantire che le loro economie siano valutate con maggiore accuratezza. Essa si concentrerà inoltre sull’approfondimento dei mercati locali e regionali, consentendo ai fondi pensione e alle compagnie di assicurazione africane di investire una quota maggiore dei propri attivi a livello locale anziché all’estero.

Secondo l’Africa Finance Corporation, istituzione multilaterale panafricana creata dai governi del continente, il mercato dei capitali africano ha un valore di circa 4.000 miliardi di dollari. Tuttavia, meno del 5% degli strumenti finanziari possiede un rating.

A leggere le passate valutazioni delle tre agenzie americane viene da piangere. Per 23 Paesi africani non esistono e, per altri 32, esse sono una sorta di copia e incolla di frasi prese da alcuni articoli di analisi molto superficiali e poco documentate. Si evidenziano sempre l’instabilità politica e l’insicurezza rispetto agli investimenti in loco, per cui si sovrastima il rischio d’insolvenza dei mutuatari africani, facendo lievitare il costo del capitale e, con esso, peggiorando le numerose condizioni e garanzie richieste.

L’agenzia sarà indipendente dall’Unione Africana e nessun governo o ente a capitale pubblico potrà avere quote di proprietà o esercitare alcun controllo su di essa. Ciò per salvaguardarne l’indipendenza, la credibilità e l’integrità commerciale. Sarà per un terzo controllata da Plus94, una società sudafricana di ricerca e intelligence con esperienza nel campo dei rating creditizi e delle analisi di mercato. Il resto sarà posseduto da entità economico-finanziarie private.

In Africa, mercati dei capitali più solidi, istituzioni finanziarie più credibili e informazioni creditizie affidabili sono essenziali per sostenere gli investimenti regionali e la trasformazione economica, anche attraverso l’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA), il mercato comune africano in formazione.

La creazione dell’agenzia, pertanto, si inserisce nel più ampio impegno africano volto a riformare l’architettura finanziaria internazionale.

Tuttavia, rating differenti, o migliori, da soli non risolvono le sfide dell’Africa in materia di finanziamento e di sviluppo. Occorrono una gestione macroeconomica oculata, la mobilitazione delle risorse interne, politiche fiscali responsabili e dati economici affidabili. E, naturalmente, meno corruzione e più impegno e responsabilità sociale da parte delle élite e dei governi nazionali.

Al riguardo, chi è senza peccato scagli la prima pietra. I moralismi europei sono fuori luogo, per non parlare dell’America di Donald Trump.

* Mario Lettieri, già deputato e sottosegretario all’Economia; Paolo Raimondi, economista e docente universitario.

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Zelensky asks EU for extra $79 billion to sustain Ukraine’s war effort

Ukrainian President Volodymyr Zelensky on Friday asked European Union leaders to provide Kyiv an extra 70 billion euros (US$79 billion) in funding next year to help it keep fighting Russia. “The war will cost 155 billion euros next year. And we need at least 70 billion euros more from you – for defence, for weapons and for our resilience,” Zelensky said in a speech at an EU summit in Brussels. “This is a realistic amount. And I ask you to find this support. It will help us hold Russia back.” The...

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Zelensky asks EU for extra $79 billion to sustain Ukraine’s war effort

Ukrainian President Volodymyr Zelensky on Friday asked European Union leaders to provide Kyiv an extra 70 billion euros (US$79 billion) in funding next year to help it keep fighting Russia. “The war will cost 155 billion euros next year. And we need at least 70 billion euros more from you – for defence, for weapons and for our resilience,” Zelensky said in a speech at an EU summit in Brussels. “This is a realistic amount. And I ask you to find this support. It will help us hold Russia back.” The...

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«Iran, Arabia Saudita e Stati Uniti: il rischio di un’escalation passa dagli stretti strategici»

Le tensioni tra Iran, Israele e Arabia Saudita, le mosse di Donald Trump e la sicurezza delle rotte energetiche strategiche stanno ridisegnando gli equilibri del Medio Oriente. A ridosso delle elezioni di mid-term, Teheran potrebbe cercare di aumentare la pressione su Washington facendo leva sul prezzo del petrolio e sulla vulnerabilità dei traffici marittimi. Intanto Ita Airways sospende la tratta aerea tra Italia e Riad fino al 18 novembre e quella per Dubai fino a fine novembre. A fare il punto è il generale Giuseppe Morabito che analizza le possibili strategie degli attori regionali e gli scenari di un’ulteriore escalation.

Generale Morabito, Trump è tornato a evocare la possibilità di un intervento militare a sostegno dell’Arabia Saudita. Quanto è concreta questa ipotesi?

«Alcuni giorni fa Trump aveva detto esattamente il contrario, escludendo di voler intervenire militarmente in aiuto dell’Arabia Saudita. Nelle ultime ore, invece, ha aperto alla possibilità di un coinvolgimento. Non credo, tuttavia, che il presidente americano voglia impiegare direttamente gli aerei imbarcati sulle portaerei schierate nelle vicinanze della penisola arabica. Washington potrebbe però fornire un sostegno diverso, mettendo a disposizione dell’Arabia Saudita le informazioni raccolte dalla propria intelligence e dai satelliti, contribuendo al coordinamento logistico delle operazioni. In questo modo, Riad potrebbe condurre attacchi mirati disponendo d’informazioni più precise sugli obiettivi da colpire. È una forma di collaborazione che gli Stati Uniti potrebbero offrire senza partecipare direttamente con attacchi aerei».

Quando potrebbe arrivare il momento di un eventuale intervento americano?

«Non credo che accadrà prima del 3 novembre, cioé delle consultazioni di metà mandato. Anzi, lo escludo. Il fattore decisivo sarà capire se gli Stati Uniti rischiano seriamente di perdere l’Arabia Saudita come alleato strategico. Dobbiamo ricordare che Riad sta chiedendo sostegno al Regno Unito e alla Francia, mentre sul territorio saudita sono presenti anche assetti italiani. Inoltre, l’Arabia Saudita ha firmato un accordo di difesa con Pakistan e Turchia, l’Accordo di difesa congiunta della Mecca. Il Pakistan condivide con Riad importanti interessi strategici e, grazie al proprio arsenale nucleare, rappresenta anche un elemento di deterrenza. Invece con la Turchia l’Arabia Saudita cerca di consolidare il rapporto con un Paese membro della Nato, di grande peso politico e militare Dal mio punto di vista, tuttavia, Ankara resta un interlocutore poco affidabile».

Quali obiettivi perseguono i ribelli fondamentalisti Houthi con i loro ripetuti attacchi contro Riad e quale ruolo svolge il fattore energetico?

«Gli Houthi cercano di sfruttare tutte le capacità militari ancora a loro disposizione, comprese le risorse missilistiche residue, per alimentare l’instabilità e soprattutto far aumentare il prezzo del petrolio. Possono contare anche sul sostegno di milizie regionali vicine all’Iran, situate ad esempio in territorio iracheno. L’obiettivo è mettere in difficoltà l’Arabia Saudita e, di riflesso, anche gli Stati Uniti. Se il prezzo del greggio dovesse salire sensibilmente a ridosso delle elezioni di metà mandato, l’aumento dei costi energetici potrebbe danneggiare ulteriormente l’immagine dell’amministrazione Trump e penalizzare i repubblicani. Se gli attacchi riuscissero a spingere il prezzo del petrolio oltre i 110 dollari al barile, avrebbero ottenuto un risultato importante sul piano della pressione economica e politica. Bisognerà poi vedere come reagirà il sistema economico internazionale e quali attori riusciranno a trarre vantaggio dalla crisi».

Quali altri interessi e Paesi ci sono in gioco?

«Molti. Non dimentichiamo che l’aumento dei prezzi energetici può favorire anche alcuni operatori commerciali e assicurativi, essendo molte imprese d’intermediazione e assicurazione soprattutto olandesi, anche se gli effetti variano a seconda delle attività e dell’esposizione al rischio. L’Egitto, inoltre, potrebbe intervenire militarmente a sostegno di Riad contro gli Houti perché il blocco dei transiti navali del Mar Rosso porta a una riduzione importante del traffico attraverso il canale di Suez. L’economia egiziana trae enormi guadagni dai diritti su Suez e quindi l’Egitto tutelerà innanzitutto i propri interessi».

Come si stanno muovendo i Paesi del Golfo in questa fase di stallo delle trattative?

«L’Oman vorrebbe che gli Stati Uniti contribuissero a garantire un sistema di difesa più efficace e sicuro, ma non vuole essere trascinato in un conflitto contro l’Iran. La sua priorità è una tregua che permetta di ripristinare condizioni di sicurezza e riprendere regolarmente le esportazioni di petrolio. Anche l’Arabia Saudita ha bisogno di maggiori garanzie sul piano della difesa. I recenti attacchi degli Houti, compreso quello contro l’aeroporto internazionale di Riad, hanno mostrato quanto possano essere vulnerabili le infrastrutture strategiche del Regno. Tra le vittime dell’attacco all’aeroporto figurava anche un cittadino americano, un elemento che accresce la rilevanza della vicenda per Washington. La Russia, dal canto suo, guarda con interesse a quanto avviene, perché un aumento dei prezzi gioca a suo vantaggio per la quota di greggio che riesce ancora a commerciare. Inoltre, c’è il sospetto che passi all’Iran informazioni sul dispositivo Usa nell’area del Golfo arabico. Le posizioni dei diversi attori, tuttavia, non coincidono necessariamente: ciascuno cerca di tutelare soprattutto i propri interessi economici e di sicurezza».

L’Iran cercherà di mettere ulteriormente in difficoltà Trump?

«Sì, ritengo che Teheran cercherà di aumentare la pressione sugli Stati Uniti, anche per evidenziare le conseguenze di scelte del presidente americano che non incontrano il consenso di gran parte dell’opinione pubblica. L’Iran potrebbe puntare a compromettere la sicurezza delle rotte energetiche, prendendo di mira petroliere e metaniere nelle acque del Golfo e mettendo a rischio le esportazioni di petrolio e gas. Gli effetti si ripercuoterebbero sui mercati internazionali e sui costi dell’energia, con possibili ricadute politiche negli Stati Uniti. In questo quadro bisogna considerare due passaggi marittimi fondamentali: lo Stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman, e lo Stretto di Bab el-Mandeb, all’imboccatura meridionale del Mar Rosso. Il primo è cruciale per le esportazioni energetiche del Golfo; il secondo è essenziale per i collegamenti marittimi tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. La pressione su queste rotte può trasformare una crisi regionale in un problema economico e strategico di portata globale».

Anche Netanyahu, in vista delle elezioni del 27 ottobre, minaccia di sferrare nuovi attacchi contro l’Iran. Quale potrebbe essere la risposta di Teheran e quanto è concreto il rischio di un’escalation?

«Nel periodo trascorso dall’ultimo attacco israeliano contro l’Iran, Israele ha avuto modo di rifornire le proprie difese aeree del sistema Iron Dome e altri strumenti d’intercettazione. Un ulteriore attacco potrebbe essere preso in considerazione qualora la situazione precipitasse, con l’obiettivo di colpire le basi missilistiche iraniane e i siti nucleari, distruggendoli o rendendoli temporaneamente inoperativi per rallentare le capacità militari di Teheran. L’Iran, dal canto suo, potrebbe rispondere lanciando missili e droni contro obiettivi israeliani e contro le installazioni militari americane presenti nella regione, nella speranza di saturare o superare le difese avversarie. A questo si aggiunge il ruolo delle operazioni clandestine e dell’intelligence. Se Israele decidesse di colpire nuovamente, potrebbe contare su un patrimonio informativo rilevante, costruito anche attraverso la collaborazione con l’intelligence americana. La conoscenza degli obiettivi strategici iraniani potrebbe quindi facilitare la pianificazione di eventuali attacchi. Il problema è che una nuova operazione militare potrebbe innescare una catena di reazioni difficili da controllare. Teheran dispone ancora di strumenti per rispondere e allargare il confronto, mentre il coinvolgimento diretto o indiretto di altri Paesi aumenterebbe ulteriormente il rischio di un conflitto regionale».

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The Rupturing Trump-Zelensky Relationship Stands to Hurt Ukraine and Its European Allies

Where the two presidents’ war of words will end is anybody’s guess. But if it continues, it could threaten the crucial operational help that Ukraine still gets from the United States.

© Tierney L. Cross/The New York Times

President Volodymyr Zelensky of Ukraine with President Trump at Mar-a-Lago in Florida in December.
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The Rupturing Trump-Zelensky Relationship Stands to Hurt Ukraine and Its European Allies

Where the two presidents’ war of words will end is anybody’s guess. But if it continues, it could threaten the crucial operational help that Ukraine still gets from the United States.

© Tierney L. Cross/The New York Times

President Volodymyr Zelensky of Ukraine with President Trump at Mar-a-Lago in Florida in December.
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The Rupturing Trump-Zelensky Relationship Stands to Hurt Ukraine and Its European Allies

Where the two presidents’ war of words will end is anybody’s guess. But if it continues, it could threaten the crucial operational help that Ukraine still gets from the United States.

© Tierney L. Cross/The New York Times

President Volodymyr Zelensky of Ukraine with President Trump at Mar-a-Lago in Florida in December.
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A US scholar’s take on how shifts in US-China relations are felt in a Tsinghua classroom

China and America are talking again. There are leaders’ meetings, phone calls and a new channel for discussing artificial intelligence. Officials are cautiously trying to keep the relationship from veering into crisis. And yet some of the hardest questions remain untouched. Neither side is giving much ground on advanced chips, export controls remain a battlefield and neither Washington nor Beijing appears ready to slow its race to develop increasingly powerful AI. So what, exactly, does it mean...

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A US scholar’s take on how shifts in US-China relations are felt in a Tsinghua classroom

China and America are talking again. There are leaders’ meetings, phone calls and a new channel for discussing artificial intelligence. Officials are cautiously trying to keep the relationship from veering into crisis. And yet some of the hardest questions remain untouched. Neither side is giving much ground on advanced chips, export controls remain a battlefield and neither Washington nor Beijing appears ready to slow its race to develop increasingly powerful AI. So what, exactly, does it mean...

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A US scholar’s take on how shifts in US-China relations are felt in a Tsinghua classroom

China and America are talking again. There are leaders’ meetings, phone calls and a new channel for discussing artificial intelligence. Officials are cautiously trying to keep the relationship from veering into crisis. And yet some of the hardest questions remain untouched. Neither side is giving much ground on advanced chips, export controls remain a battlefield and neither Washington nor Beijing appears ready to slow its race to develop increasingly powerful AI. So what, exactly, does it mean...

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Bilancio Ue, allarme per i tagli a clima e ambiente

Bilancio Ue, allarme per i tagli a clima e ambiente

ROMA (ITALPRESS) – Trenta miliardi di euro in meno per clima e ambiente. È l’effetto che potrebbe avere la nuova proposta per il bilancio dell’Unione europea 2028-2034, che prevede una riduzione complessiva delle risorse comunitarie di 159 miliardi di euro.
A lanciare l’allarme sono Greenpeace, Legambiente, Lipu, WWF e altre organizzazioni ambientaliste, che chiedono di cambiare rotta e destinare almeno mille miliardi di euro alla tutela del clima e dell’ambiente, di cui 200 miliardi per la biodiversità.
Secondo un’analisi citata dalle associazioni, gli eventi meteorologici estremi dell’estate potrebbero costare all’economia europea circa 180 miliardi di euro nel 2026, con una riduzione del PIL dell’1%.
Nel mirino anche il sostegno all’agricoltura intensiva e il futuro del programma LIFE, lo strumento europeo dedicato alla tutela ambientale, per il quale la proposta non prevede fondi specificamente vincolati.
Le associazioni chiedono quindi risorse certe per la transizione ecologica, il ripristino degli ecosistemi e un’agricoltura più sostenibile. Perché, avvertono, tagliare oggi gli investimenti potrebbe significare pagare un conto ancora più salato domani.
mgg/gtr/col

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Uccelli migratori in declino, un atlante per proteggere le rotte

Uccelli migratori in declino, un atlante per proteggere le rotte

ROMA (ITALPRESS) – Migliaia di chilometri attraversati ogni anno, ma sempre meno luoghi sicuri in cui fermarsi, nutrirsi e riprodursi. Gli uccelli migratori a lungo raggio sono in forte declino, minacciati dai cambiamenti climatici, dalla perdita di habitat e dall’agricoltura intensiva.
Di queste minacce si è discusso durante un congresso internazionale dedicato all’Atlante mondiale delle migrazioni animali, nell’ambito della Convenzione di Bonn, che ha riunito ricercatori, scienziati ed esperti per individuare le strategie di tutela. A incidere è anche la riduzione degli insetti, risorsa alimentare fondamentale per molte specie, legata all’uso di diserbanti e insetticidi e alla trasformazione di prati, boschi e zone umide. L’Atlante punta a collegare le rotte migratorie agli habitat attraversati e ai rischi incontrati lungo il percorso, comprese le infrastrutture energetiche e dei trasporti. L’obiettivo è individuare i corridoi ecologici e le aree più vulnerabili, fornendo strumenti utili per orientare le politiche di conservazione. Perché la sopravvivenza degli uccelli non dipende da un solo luogo, ma dalla disponibilità di ambienti connessi e risorse lungo tutto il viaggio.
mgg/gtr/col

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Milano, Sala “Negli spazi ibridi 1,7 milioni di presenze, presidi sociali nei quartieri”

Milano, Sala “Negli spazi ibridi 1,7 milioni di presenze, presidi sociali nei quartieri”

MILANO (ITALPRESS) – Gli spazi ibridi di Milano sono passati da 12 a 25. Lo ha annunciato oggi il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante la conferenza stampa di presentazione della Rete degli Spazi Ibridi cittadini. Si tratta di un network di spazi rigenerati in diversi quartieri, destinati a molteplici funzioni con lo scopo di arricchire la città di servizi e progetti. La rete è stata promossa nel 2021 dal Comune attraverso la costituzione di un Elenco qualificato che, a breve, potrà essere aggiornato e ampliato mediante un Avviso pubblico che permetterà a nuovi soggetti di aderire. Da oggi e fino al 21 ottobre, Palazzo Marino ha lanciato una campagna di comunicazione diffusa per accrescere la conoscenza, la visibilità e la fruibilità di questi spazi. “La mia azione politica è sempre stata improntata all’apertura internazionale di Milano e anche questo progetto colloca la città in un contesto europeo, dove già esistono attività del genere – ha spiegato Sala – . Per far parte della rete occorre rispettare prerequisiti semplici da raccontare ma complessi da mettere in atto, a partire dal recupero di ex fabbriche, ex scuole o cascine, tendenzialmente spazi pubblici ma non solo. Questi luoghi devono essere aperti a un mix di attività di interesse pubblico, diventando così uno spazio di presidio sociale importante, soprattutto nei quartieri lontani dal centro”.

“Analizzando l’impatto di questa rete si evince che muove oltre 1,7 milioni di presenze a Milano. Oggi, in un momento di rilancio, c’è ancora spazio per crescere e migliorare”, ha sottolineato poi il primo cittadino, invitando la cittadinanza a visitare questi luoghi. I 25 spazi della rete non nascono con logiche di profitto, ma “si devono fare anche attività commerciali, devono sostenersi, devono avere la possibilità di pagare gli stipendi e remunerare chi investe. L’amministrazione li ha riconosciuti e sostenuti come una vera e propria infrastruttura sociale”. Il sindaco ha poi concluso: “In un momento storico che così divisivo non è mai stato, se c’è una cosa che funziona e che non è divisiva, cerchiamo di andare avanti e di dare una mano. Non mi rimane tanto tempo in questo ruolo ma ogni mese lo voglio utilizzare per dare una mano. Mi impegno fino all’ultimo per fare tutto il possibile nelle logiche generali di questa rete, sia per risolvere i singoli problemi”. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Andrea Capaldi, fondatore di Mare Culturale Urbano, Mattia Forni di LAMA Impresa Sociale e Isabella Inti, presidente di Stecca3.

– foto xm4/Italpress –

(ITALPRESS).

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Houthi Attacks on Saudi Arabia Put In Doubt Kingdom’s Sports and Business Events

The Iran-backed group’s attacks have disrupted sports tournaments and threatened business events that the kingdom has long used to attract investment and raise its profile.

© Baraa Anwer/Associated Press

Saudi Arabia’s capital, Riyadh, has been rocked by Houthi attacks in recent weeks that have forced the authorities to close the city’s main international airport.
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Tg News – 16/10/2026

Tg News - 16/10/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Confindustria alza le stime del Pil all’1% ma vede frenata nel 2027
– Metano, Ue propone rinvio di un anno per le norme sull’import
– Turismo, Italia e Oman rafforzano la cooperazione
– Lotta all’evasione, nel mirino gli affitti brevi

mgg/abr/gsl

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Casa, dalla Ue l’Affordable Housing Act: in Italia frenano costruttori e agenti

Casa, dalla Ue l’Affordable Housing Act: in Italia frenano costruttori e agenti

ROMA (ITALPRESS) – Un regolamento europeo per contrastare la crisi abitativa, ma in Italia costruttori e agenti immobiliari frenano. Lo riporta idealista/news, testata del portale idealista, spiegando che la Commissione europea ha presentato il 9 settembre l’Affordable Housing Act, proposta con cui l’Unione vuole rafforzare la capacità di Stati membri e amministrazioni locali di intervenire soprattutto nei territori in cui la domanda supera ampiamente l’offerta. Il testo fa parte del Piano europeo per l’edilizia abitativa accessibile, presentato a dicembre 2025, e riguarda famiglie a basso reddito, giovani, studenti, lavoratori e ceto medio.
Il regolamento, si legge nell’analisi, “fissa criteri comuni per individuare le aree a forte pressione abitativa e offre alle amministrazioni un quadro più chiaro per valutare eventuali restrizioni su affitti brevi, seconde case e immobili sfitti. Le misure dovranno essere giustificate dalle condizioni locali e rispettare i principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione. A esso si affianca una raccomandazione che punta ad aumentare l’offerta di alloggi accessibili, sociali e per studenti, con un uso più efficiente dei terreni, il recupero degli edifici esistenti, procedure urbanistiche più semplici e un maggiore impiego di risorse europee e nazionali”.
In Italia la proposta, assegnata alle commissioni il 22 settembre, è all’esame della Commissione Politiche Ue del Senato, dove sono state ascoltate Ance, Fimaa Italia- Confcommercio e Fiaip. Il presidente dell’Ance, Antonio Ciucci, ha definito il regolamento “una risposta prematura e inadeguata”, sottolineando il forte disallineamento tra domanda e offerta di case. Per Alessandro Simonetto, vicepresidente di Fimaa, gli obiettivi sono condivisibili ma le misure sono “del tutto sproporzionate”, basate su criteri “eccessivamente ampi e automatici” e senza considerare le specificità del mercato italiano.
Il presidente di Fiaip, Fabrizio Segalerba, ha chiesto che l’Italia sostenga il ritiro o una profonda revisione del testo, ricordando che nel Paese “convivono milioni di abitazioni non occupate con una forte carenza di offerta nelle aree metropolitane. La funzione sociale della proprietà non può trasformarsi nell’obbligo del proprietario di destinare il proprio bene all’utilizzo che la politica ritiene preferibile”, conclude il presidente Fiaip.
“L’impatto potrebbe farsi sentire soprattutto nelle grandi città e nelle località turistiche, ma molto dipenderà anche dalle politiche nazionali. La proposta deve ancora completare l’iter europeo, con il confronto tra Parlamento e Consiglio, e il testo finale potrebbe cambiare – conclude idealista/news -. Non si tratta di una legge già approvata, nè di un provvedimento che introduce automaticamente tetti agli affitti o divieti generalizzati delle locazioni turistiche”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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La Salute Vien Mangiando – Tacchino al pompelmo

La Salute Vien Mangiando - Tacchino al pompelmo

ROMA (ITALPRESS) – Nella nuova puntata della rubrica “La Salute Vien Mangiando”, Rosanna Lambertucci propone la ricetta del petto di tacchino al pompelmo, un secondo piatto leggero, perfetto per un pasto sano.

mgg/azn

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Cina: Yu Jinxiu, Dong Minfang e Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO (3)

Cina: Yu Jinxiu, Dong Minfang e Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO (3)

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Yin Yuzhen partecipa alla cerimonia dedicata alle “100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale” dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), a Roma, il 15 ottobre 2026.

Yin Yuzhen, pioniera cinese nella lotta alla desertificazione, è stata inserita tra le 100 eroine nell’ambito di un’iniziativa di riconoscimento globale promossa dalla FAO. Yin ha dedicato oltre quattro decenni alla lotta contro la desertificazione nell’area sabbiosa di Maowusu, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nella Cina settentrionale. Dopo decenni di instancabile piantumazione di alberi, lei e la sua famiglia hanno trasformato porzioni di paesaggio un tempo arido in una distesa verde, superando condizioni difficili e l’avanzata delle sabbie. La sua storia ha anche dato vita a un’amicizia duratura con Ronald Sakolsky, insegnante statunitense in pensione, che decenni fa raccolse 5.000 dollari per sostenere il suo lavoro di imboschimento.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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Cina: Yu Jinxiu, Dong Minfang e Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO (2)

Cina: Yu Jinxiu, Dong Minfang e Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO (2)

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Il direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Qu Dongyu (a sinistra), consegna il premio a Dong Minfang durante la cerimonia dedicata alle “100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale” della FAO, a Roma, il 15 ottobre 2026.

Dong è presidente della cooperativa professionale specializzata in macchinari agricoli Fengrui nella contea di Yueyang, nella provincia dello Hunan, nella Cina centrale.

Yu Jinxiu e Dong Minfang sono state inserite tra le 100 eroine della FAO, nell’ambito di un’iniziativa di riconoscimento globale promossa dall’organizzazione. Da anni condividono le proprie competenze per aiutare migliaia di persone a trovare lavoro e avviare attività imprenditoriali, contribuendo ad aumentare i redditi degli abitanti delle zone rurali. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2026 come Anno internazionale della donna agricoltrice per valorizzare il contributo delle donne ai sistemi agroalimentari e promuovere politiche e investimenti che ne migliorino l’accesso ai finanziamenti, alle conoscenze e ai servizi.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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Cina: Yu Jinxiu, Dong Minfang e Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO (1)

Cina: Yu Jinxiu, Dong Minfang e Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO (1)

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Il direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Qu Dongyu (a sinistra), consegna il premio a Yu Jinxiu durante la cerimonia dedicata alle “100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale” della FAO, a Roma, il 15 ottobre 2026.

Yu è una terapista specializzata in moxibustione della contea di Qichun, nella provincia dello Hubei, nella Cina centrale.

Yu Jinxiu e Dong Minfang sono state inserite tra le 100 eroine della FAO, nell’ambito di un’iniziativa di riconoscimento globale promossa dall’organizzazione. Da anni condividono le proprie competenze per aiutare migliaia di persone a trovare lavoro e avviare attività imprenditoriali, contribuendo ad aumentare i redditi degli abitanti delle zone rurali. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2026 come Anno internazionale della donna agricoltrice per valorizzare il contributo delle donne ai sistemi agroalimentari e promuovere politiche e investimenti che ne migliorino l’accesso ai finanziamenti, alle conoscenze e ai servizi.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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Fincantieri riceve il “Digital Innovation Award” per il progetto Navis Sapiens

Fincantieri riceve il “Digital Innovation Award” per il progetto Navis Sapiens

ROMA (ITALPRESS) – Fincantieri ha ricevuto il “Digital Innovation Award” per il progetto Navis Sapiens, l’ecosistema digitale innovativo sviluppato insieme a Fincantieri Ingenium, joint venture tra Fincantieri NexTech e Accenture. Il riconoscimento è stato assegnato a Cernobbio nell’ambito della quarta edizione del Digital Innovation Forum, principale appuntamento italiano ed europeo dedicato alle policy per l’innovazione digitale, la competitività industriale e lo sviluppo delle tecnologie del futuro. Navis Sapiens rappresenta un’evoluzione del concetto di nave, concepita come una piattaforma digitale intelligente, connessa e aggiornabile nel corso del proprio ciclo di vita. L’ecosistema consente di integrare nuove funzionalità e servizi nel tempo, tramite piattaforme digitali e Agentiche AI, favorendo il costante aggiornamento delle capacità operative delle unità navali.

La prima nave equipaggiata con Navis Sapiens è stata consegnata all’inizio del 2026 e, entro il 2030, si prevede di estendere la soluzione a oltre 50 navi, tra nuove costruzioni e unità sottoposte a refitting. Il progetto si inserisce pienamente nella strategia di Fincantieri, che ha fatto dell’innovazione uno dei pilastri del Piano Industriale 2026-2030, valorizzando il ruolo del Gruppo come integratore tecnologico globale e leader nello sviluppo di soluzioni avanzate per la cantieristica del futuro. Il premio è stato ritirato da Marco Sabatini, Chief Technology Officer di Fincantieri NexTech, e Samuele Callegari, Head of Operations di Fincantieri Ingenium.

– foto ufficio stampa Fincantieri –

(ITALPRESS).

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A Milano musica, cultura e nuovi talenti al centro di “Ploom Flavour Garden”

A Milano musica, cultura e nuovi talenti al centro di

MILANO (ITALPRESS) – Musica, creatività e innovazione sono state al centro di “Ploom Flavour Garden – Something New Is Growing”, appuntamento organizzato da JTI a Milano. Ispirata alla metafora del giardino come luogo in cui idee, persone e talenti possono crescere, l’iniziativa ha visto come protagonista il rapper Ernia, che ha guidato il momento principale della programmazione musicale accanto a una line-up di artisti emergenti.
f12/fsc/gtr
(Video in collaborazione con JTI Italia)

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Memorandum d’intesa Italia-Polonia, nasce il “Cammino di Giovanni Paolo II”

Memorandum d’intesa Italia-Polonia, nasce il “Cammino di Giovanni Paolo II”

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il segretario di Stato allo Sport e Turismo della Repubblica di Polonia Ireneusz Ras hanno firmato, in occasione del TTG Travel Experience di Rimini, il memorandum tra Italia e Polonia per l’istituzione del “Cammino di Giovanni Paolo II”, il nuovo itinerario culturale dedicato ai luoghi di San Giovanni Paolo II in questi due Paesi.

Un’iniziativa congiunta che valorizza l’eredità spirituale e culturale di Karol Wojtyla, simbolo di dialogo e pace, per promuovere il patrimonio europeo e rafforzare il turismo culturale e spirituale.

Il progetto iniziale del percorso, che unirà Cracovia a Roma e idealmente abbraccerà altri luoghi legati alla vita di Papa Wojtila, sarà sviluppato da quattro Università: Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia, Università Cattolica di Lublino, Angelicum di Roma e Cattolica di Milano.

Il Ministero del Turismo e l’Ente Nazionale Polacco per il Turismo (POT) attueranno il progetto con il coinvolgimento di enti locali, organizzazioni turistiche regionali, organizzazioni religiose, università e imprese del settore. Polonia e Italia costituiranno il nucleo di una collaborazione più ampia che sarà aperta ad altri Paesi legati alla memoria e all’insegnamento di San Giovanni Paolo II.

– foto Mitur –

(ITALPRESS).

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Dal gruppo della Lega in Regione Lombardia una proposta di legge contro le moschee abusive

Dal gruppo della Lega in Regione Lombardia una proposta di legge contro le moschee abusive

MILANO (ITALPRESS) – Oggi il gruppo consiliare della Lega in Regione Lombardia ha presentato ufficialmente la proposta di legge regionale per porre un freno alle moschee abusive. Il testo, firmato e illustrato dal capogruppo della lega in consiglio regionale Alessandro Corbetta, è presentato assieme all’europarlamentare Silvia Sardone e al vicepremier e ministro alle infrastrutture e trasporti Matteo Salvini. “La battaglia per la difesa delle nostre tradizioni cristiane è una battaglia lunga che risale ai tempi di Bossi. Abbiamo sempre voluto essere concreti nella difesa delle nostre identità, fin da quando nel 2015 avevamo approvato la prima legge a riguardo”, ha sottolineato Corbetta. Il primo punto della proposta riguarda l’obbligo di sottoscrivere un’intesa con lo Stato italiano che comporti il rispetto delle leggi di questo Paese. “Come ha più volte ribadito il ministro Salvini, senza un’intesa con lo Stato niente nuove moschee. Non si può aprire una moschea senza un concordato con lo Stato”, ha sottolineato Corbetta. Il secondo punto principale della proposta punta ad impedire non solo il proliferare di moschee abusive, ma anche che le stesse vengano nascoste dietro l’insegna di centri culturali. Non sarà quindi possibile aggirare le norme urbanistiche trasformando capannoni, negozi, magazzini o sedi associative in luoghi di preghiera. Conterà soltanto l’utilizzo effettivo degli immobili, anche quando non vengono realizzati lavori edilizi.

Sul contrasto agli abusi, si punta un rafforzamento dei poteri dei sindaci: questi potranno quindi applicare sanzioni e adottare provvedimenti per impedire la prosecuzione di attività abusive. Il gruppo consiliare della Lega ha poi voluto sottolineare un principio: libertà di culto non significa libertà di fare quello che si vuole. In termini concreti, ogni insediamento religioso dovrà rispettare le regole urbanistiche e la vivibilità dei quartieri. Parcheggi, traffico, affollamento e concentrazione di luoghi di culto dovranno essere valutati per verificare la compatibilità delle attività religiose con il territorio. Ultimo punto, ma non per importanza, è la trasparenza. Il testo prevede infatti l’obbligo di autocertificazione sui finanziamenti ricevuti per l’acquisto di uno stabile, così che i flussi finanziari siano tracciati”. Riferendosi alle contestazioni del Partito Democratico prima della conferenza, Sardone ha commentato che “il PD e Majorino (capogruppo dem in Regione Lombardia) hanno una strana concezione della democrazia. Evidentemente sono preoccupati per Milano. Ma ormai è evidente che la sinistra è succube delle associazioni islamiche e sanno che possono essere un bacino elettorale all’avvicinarsi delle elezioni”. Per l’europarlamentare e candidata sindaco di Milano, il contrasto alle moschee abusive nel capoluogo lombardo è una battaglia importante dal momento che in città “ce ne sono 20, 4 solo in via Padova. E alcune hanno anche legami con personaggi come Hannoun”.

“Come sindaco di Milano, Silvia saprà porre rimedio ai 20 abusi. Il tema di oggi mi portava ieri a Padova per un problema simile: un’ex galleria D’arte trasformata in moschea abusiva e illegale in mezzo alle case, con ingressi separati per uomini e donne – ha dichiarato Salvini – L’8 marzo tutti in piazza, ma non puoi essere pro islam e pro diritti delle donne. Nelle chiese uomini e donne entrano tutti dallo stesso portone, mentre nelle moschee le donne entrano di nascosto coperte in maniera indegna”. Il vicepremier ha poi aggiunto che “questa è una valida proposta normativa che proporremo a tutte le regioni in cui la Lega è al governo. Lo faremo per dare più poteri ai sindaci che altrimenti sarebbero disarmati”.

– foto xh7/Italpress –

(ITALPRESS).

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Mulè a New York, il Nasdaq rende omaggio all’Italia

Mulè a New York, il Nasdaq rende omaggio all’Italia

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè a Times Square con Jordan Saxe, presidente del Capital Market, davanti al totem del Nasdaq dedicato a Montecitorio e alle imprese italiane. Durante l’incontro, Mulè ha sottolineato la capacità del sistema produttivo nazionale di affrontare le sfide dell’innovazione e dei mercati internazionali, definendo Wall Street “la fiera delle opportunità”. Il vicepresidente ha poi invitato Saxe alla Camera per proseguire il confronto nei prossimi mesi.

– foto Nasdaq Market –

(ITALPRESS).

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Hitachy Energy e Ansaldo Energia insieme per soluzioni energetiche integrate

Hitachy Energy e Ansaldo Energia insieme per soluzioni energetiche integrate

ROMA (ITALPRESS) – Hitachi Energy e Ansaldo Energia hanno firmato un memorandum of understanding per sviluppare e commercializzare soluzioni energetiche integrate, progettate per consentire ai clienti di disporre più rapidamente di energia affidabile e rispondere alla rapida crescita del fabbisogno elettrico con maggiore flessibilità, resilienza e rapidità. La collaborazione punta a unire competenze complementari nella generazione di energia e nelle infrastrutture di rete, combinando le tecnologie di Ansaldo Energia per turbine a gas e generatori con la leadership di Hitachi Energy nell’integrazione completa dei sistemi di rete, dall’alta tensione ai trasformatori, fino all’automazione e all’elettronica di potenza. Insieme, le due aziende intendono sviluppare soluzioni integrate per la generazione e l’elettrificazione in grado di servire sia i mercati a 60 Hz sia quelli a 50 Hz, anche per applicazioni nei data center. “La domanda di energia elettrica sta crescendo a un ritmo che non vedevamo da decenni, mentre il mondo entra nell’era dell’elettricità”, ha dichiarato Andreas Schierenbeck, ceo di Hitachi Energy.

“Poiché la crescita della domanda continua a superare quella delle infrastrutture disponibili, la necessità di soluzioni energetiche scalabili e rapidamente implementabili è diventata sempre più urgente. Combinando i nostri punti di forza complementari con quelli di Ansaldo Energia, aiutiamo i clienti a rendere disponibile nuova capacità, ad accelerare i tempi di disponibilità dell’energia e a costruire sistemi energetici resilienti, in grado di sostenere la crescita economica e l’innovazione digitale”, ha aggiunto. “Rispondere alla crescente domanda mondiale di elettricità richiede una collaborazione più stretta lungo l’intera catena del valore dell’energia. Combinando le tecnologie di Ansaldo Energia per la generazione con le competenze di Hitachi Energy nelle infrastrutture di rete, offriremo soluzioni integrate in grado di accelerare la realizzazione dei progetti e garantire la scala, la flessibilità e l’affidabilità richieste dalla nuova generazione di infrastrutture industriali, digitali ed energetiche”, ha sottolineato Fabrizio Fabbri, ceo di Ansaldo Energia.

– foto ufficio stampa Ansaldo Energia –

(ITALPRESS).

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Lombardia, Salvini contestato a Palazzo Pirelli “Pensa ai treni”

Lombardia, Salvini contestato a Palazzo Pirelli

MILANO (ITALPRESS) – Il vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini è stato pesantemente contestato all’arrivo a Palazzo Pirelli dove doveva presenziare ad una conferenza stampa sulla proposta di legge regionale a firma Lega per lo stop alle moschee abusive in Lombardia. I consiglieri regionali delle opposizioni ha esposto cartelli con scritto “Pensa ai treni”, “I soldi per la M4 dove sono?”, “Pensa agli aerei”, “Salvini peggio di un blocco stradale”. Sono stati urlati slogan contro il ministro per i vari disagi sulle linee di comunicazione e chiesto conto dei ritardi e mancati finanziamenti a diverse opere infrastrutturali lombarde. Salvini non ha risposto alle contestazioni ed entrato in sala per la conferenza.(ITALPRESS).

xh7/trl/gtr

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FAO: dopo 26 anni separati, due vecchi amici sollevano insieme un premio a Roma

FAO: dopo 26 anni separati, due vecchi amici sollevano insieme un premio a Roma

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Scrutando il pubblico presente nella sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Yin Yuzhen ha indicato il suo amico statunitense Ronald Sakolsky. Invitato a salire sul palco, Sakolsky l’ha stretta in un forte abbraccio, mentre un’ondata di applausi risuonava nella sala plenaria.

Pochi istanti prima, Yin aveva ricevuto un trofeo di cristallo come riconoscimento per essere stata nominata una delle 100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale della FAO. Al suo fianco, Sakolsky ha unito le mani, visibilmente commosso, prima che entrambi sollevassero il premio davanti alla platea che applaudiva.

La loro amicizia è iniziata 27 anni fa, quando Sakolsky, allora in Cina per uno scambio didattico, raccolse 5.000 dollari per sostenere l’impegno di Yin nella piantumazione di alberi. Nessuno dei due avrebbe potuto immaginare l’emozionante incontro che li attendeva decenni dopo.

Yin è stata l’ultima persona premiata a essere annunciata durante la cerimonia di ieri. L’agricoltrice cinese ha dedicato oltre quattro decenni della sua vita alla lotta contro la desertificazione nell’area sabbiosa di Maowusu, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nella Cina settentrionale, contribuendo a trasformare un paesaggio un tempo arido in una distesa verde.

Un breve video proiettato sul grande schermo ha mostrato Yin intenta a piantare alberi, insieme a immagini dei due amici da giovani e del loro ricongiungimento in Cina ad agosto. Man mano che le immagini scorrevano, entrambi si sono commossi fino alle lacrime.

Salito sul palco con il microfono in mano, Sakolsky ha faticato a parlare, con la voce che si è spezzata più volte per l’emozione.

“Ha piantato molti semi e all’inizio solo pochi sono germogliati. Ma lei non si è arresa. Ha piantato altri semi e ne sono sopravvissuti alcuni in più”, ha raccontato, ricordando la determinazione di Yin nei primi anni del suo lavoro.

Asciugandosi gli occhi, ha aggiunto: “Oggi la nostra storia ha piantato un seme per tutti i presenti”.

Quando è arrivato il suo turno di parlare, Yin era altrettanto commossa e ha faticato a trattenere le lacrime mentre si rivolgeva al pubblico.

“Io e Sakolsky, che considero un fratello maggiore, non ci vedevamo da 26 anni. Non avrei mai pensato che, poco più di due mesi dopo, ci saremmo ritrovati qui”, ha affermato, ringraziandolo per averla aiutata a rinverdire il deserto.

In mattinata, i due amici avevano visitato il giardino sul tetto della sede della FAO. Sotto un ulivo, Yin si è chinata a raccogliere alcune olive nere cadute e le ha esaminate con attenzione nel palmo della mano. Il suo sguardo attento, affinato da quattro decenni di lavoro di rimboschimento, era naturalmente attratto dal verde circostante ovunque andasse.

Quella mattina nel giardino sono stati piantati tre alberi di lagerstroemie, uno dei quali da Yin, che ha scritto con cura il proprio nome e la data sul tronco.

“Questo riconoscimento non appartiene soltanto a me, ma anche alle tante persone generose che mi hanno aiutata nell’area sabbiosa di Maowusu e a innumerevoli altre”, ha dichiarato Yin.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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Hong Kong police arrest 2 men over HK$1.7 million Kowloon break-in spree

Hong Kong police have arrested two men over their alleged involvement in at least six break-ins across Kowloon over the past three months, with total losses amounting to HK$1.7 million (US$216,629). The pair – a 54-year-old mainland Chinese man and a 34-year-old Hong Kong resident – were arrested separately on Thursday in Sham Shui Po and Tsim Sha Tsui, respectively. Police identified and located them following a break-in targeting four flats in a private residential building on Farm Road in...

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Japan taps foreign tech to plug defence gaps as China’s power grows. Will it pay off?

Japan is increasingly turning to foreign companies to accelerate its military modernisation, drawing on overseas technology, expertise and production capacity to plug defence gaps that could prove critical in a potential regional conflict involving China. The push has gathered momentum over the past week, with Tokyo confirming a contract for Ukrainian interceptor drones and a multinational fighter consortium preparing to expand its design operations in Japan. French defence giant Thales is also...

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Japan taps foreign tech to plug defence gaps as China’s power grows. Will it pay off?

Japan is increasingly turning to foreign companies to accelerate its military modernisation, drawing on overseas technology, expertise and production capacity to plug defence gaps that could prove critical in a potential regional conflict involving China. The push has gathered momentum over the past week, with Tokyo confirming a contract for Ukrainian interceptor drones and a multinational fighter consortium preparing to expand its design operations in Japan. French defence giant Thales is also...

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Trump attacca ancora Zelensky: “Ha distrutto il suo Paese”

Trump

“Non sono un grande fan di Zelensky, ha distrutto il suo Paese”, ha dichiarato Trump in un’intervista a Newsmax. A sostegno delle sue parole, Trump ha citato un’intervista che ha visto di recente con una giovane ucraina, che accusa Zelensky di aver distrutto lo Stato e causato la morte della popolazione maschile dell’Ucraina.

Trump: "Zelensky is not a good guy for us to deal with… They're not going to settle with him. He doesn't want to settle. He says he wants to settle, but he doesn't. I'm not a big fan of Zelensky. They've destroyed their country."

pic.twitter.com/hAS9x2ZV4S

— Ivan Katchanovski (@I_Katchanovski) October 16, 2026

L'articolo Trump attacca ancora Zelensky: “Ha distrutto il suo Paese” proviene da InsideOver.

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AI-powered drones to help detect hill fires during Chung Yeung Festival

Hong Kong’s Fire Services Department will launch three new AI-assisted drone technologies to strengthen fire detection and its response to heightened risks during tomb-sweeping activities ahead of the Chung Yeung Festival on Sunday. Wong Tak-fai, acting divisional officer for information and communications technology, said on Friday that the technology would improve the speed and accuracy of fire detection to help the department operate more efficiently. “Artificial intelligence [AI] not only...

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Zelensky “Intercettori sufficienti per inverno, Mosca non vuole tregua energetica”

Zelensky “Intercettori sufficienti per inverno, Mosca non vuole tregua energetica”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la necessità del sostegno europeo per affrontare il prossimo inverno, sottolineando che “l’Europa dispone di abbastanza intercettori PAC-2 e PAC-3 perchè l’Ucraina possa superare l’inverno”. In conferenza stampa a Bruxelles, al termine del suo intervento al Consiglio europeo, Zelensky ha ringraziato l’Ue per il sostegno ricevuto, affermando: “Sento il pieno sostegno dell’Europa, soprattutto nell’ultimo mese. L’Europa è molto unita, è consapevole di tutti i rischi e ciò non mette a rischio le relazioni con gli Stati Uniti”. Sul fronte diplomatico, il presidente ucraino ha dichiarato di ritenere possibile avviare un dialogo con Mosca, affermando che “l’Europa sta compiendo alcuni passi per seguire una propria strada, che rappresenti i suoi interessi”. “Possiamo trovare un formato per parlare con i russi, penso che tutto questo accadrà”, ha aggiunto, precisando che ciò “non significa che escluderemo qualcuno da questi processi”. Zelensky ha inoltre riferito che anche negli Stati Uniti sono in corso iniziative parallele: “Vorremmo avere una serie di percorsi che possano offrire questa opportunità di avvicinarci a soluzioni pacifiche”. Kiev, ha spiegato, mantiene contatti costanti con Washington. “Stiamo parlando con il team negoziale americano. So che la nostra squadra è in contatto costante e che nei prossimi giorni si terrà un incontro a un certo livello”, ha dichiarato. Zelensky ha tuttavia espresso sorpresa per alcuni sviluppi nei rapporti tra Stati Uniti e Russia, citando l’intesa sul diesel e la revoca delle sanzioni. “L’accordo sul diesel avviato tra Stati Uniti e Russia era un’intesa di cui non eravamo a conoscenza. Anche la revoca delle sanzioni è stata una sorpresa”, ha affermato. Il presidente ucraino ha ricordato che la proposta di Kiev era quella di una tregua energetica, che aveva ricevuto il sostegno pubblico del presidente americano. “La nostra proposta era molto semplice: una tregua energetica”, ha dichiarato, aggiungendo che, se questa soluzione non è sul tavolo, “bisogna dimostrare passi concreti di de-escalation. E tutto dipende dalla Russia”. Mosca, ha sostenuto, non ha accettato l’iniziativa e continuerà a colpire le infrastrutture energetiche ucraine. “Attaccheranno la nostra rete energetica, senza una tregua sul fronte energetico”, ha avvertito, concludendo: “Quello che sta accadendo mi sembra strano”. Il presidente ucraino ha infine richiamato l’attenzione sul rallentamento del sistema satellitare Starlink, utilizzato dalle forze ucraine per contrastare i droni russi Shahed. “Noi non usiamo Starlink per attaccare la Russia o per rispondere agli attacchi russi, noi usiamo Starlink per fermare gli Shahed che attaccano la nostra popolazione”, ha dichiarato. “Rallentando Starlink, si rende più pericolosa la linea del fronte”, ha aggiunto, riferendo che Kiev ha già allertato gli Stati Uniti e spera che “la velocità del sistema Starlink venga ripristinata ai livelli precedenti”. (ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

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Zuppi “Inventare nuove politiche del lavoro per giovani e adulti”

Zuppi “Inventare nuove politiche del lavoro per giovani e adulti”

ROMA (ITALPRESS) – “Finanziamento e innovazione delle normative. Alle regioni la coesione tra loro e l’attenzione ai meno fortunati per le offerte formative adeguate. E per quanto riguarda voi non limitarsi solo alla formazione professionale iniziale ma di andare a cercare i giovani che non studiano e che non lavorano e anche con gli adulti che non lavorano e che non cercano più il lavoro. Ci sono da inventare politiche attive del lavoro creando reti collegate da associazioni impegnate nel sociale”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo oggi alla giornata conclusiva della 38esima edizione del Seminario Europa, in corso a Roma; incontro organizzato di CIOFS-FP ETS.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Tamajo “Obiettivo della Regione Sicilia è attivare politiche a sostegno imprese”

Tamajo

PALERMO (ITALPRESS) – L’assessorato mira a “conoscere dati e comprendere come sono messi i territori dal punto di vista commerciale: l’obiettivo è attivare politiche pubbliche consequenziali”. Così l’assessore alle Attività produttive della Regione siciliana, Edy Tamajo, a margine della presentazione nella sede della Camera di Commercio, a Palermo, del Dashboard Registro Imprese, la nuova piattaforma interattiva di visualizzazione dei dati istituita dalla Cciaa con l’obiettivo di monitorare le dinamiche socioeconomiche del territorio. xd8/vbo/gtr

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Algeria, Tebboune annuncia l’aggiornamento del Piano Nazionale 2025-2030 sulla biodiversità

Algeria, Tebboune annuncia l’aggiornamento del Piano Nazionale 2025-2030 sulla biodiversità

ROMA (ITALPRESS) – L’Algeria ha aggiornato la propria strategia nazionale per la biodiversità per il periodo 2025-2030, individuando 24 obiettivi nazionali e 93 azioni attuative. Lo ha annunciato il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune il 16 ottobre, intervenendo a Erevan, in Armenia, al vertice dei leader della 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (COP17). Nel suo intervento, Tebboune ha riferito che in Algeria sono state censite oltre 27.000 specie viventi, tra cui circa 8.500 specie vegetali e 18.000 animali.

La rete nazionale delle aree protette comprende 24 aree classificate, che interessano ecosistemi marini, forestali, montani, steppici e desertici. Il presidente ha inoltre richiamato il ruolo dei parchi culturali nella conservazione del patrimonio biologico, archeologico e storico, sottolineando che l’estensione delle aree nazionali di conservazione è stata ampliata di circa un milione di chilometri quadrati. Tebboune ha ribadito la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale, garantendo ai Paesi in via di sviluppo finanziamenti adeguati, trasferimento di tecnologie e sviluppo delle competenze per attuare gli obiettivi globali sulla biodiversità.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Albanese “Nasce piattaforma interattiva a sostegno di imprese e istituzioni”

Albanese

PALERMO (ITALPRESS) – “E’ uno strumento pensato per le imprese, le associazioni di categoria, le istituzioni. Riusciamo a fornire una quantità di dati a supporto non solo dell’economia, ma anche degli enti che vogliono programmare sapendo qual è la mappatura esatta delle aziende e degli addetti, se il trend è in crescita oppure in decremento. È uno strumento importantissimo per indirizzare l’economia, ma soprattutto per avvicinarci al futuro e ai nostri giovani: è una piattaforma interattiva, che avrà sviluppi e si completerà con la creazione di un Centro studi della Camera di commercio. Sarà la prima piattaforma per diffusione e certificazione del dato: i nostri dati sono tutti nel registro imprese, ma chi utilizza questa piattaforma sa che non ha margini di errore”. Così il presidente della Camera di Commercio Palermo-Enna, Alessandro Albanese, a margine della presentazione del Dashboard Registro Imprese, la nuova piattaforma interattiva di visualizzazione dei dati istituita dalla Cciaa con l’obiettivo di monitorare le dinamiche socioeconomiche del territorio. xd8/vbo/gtr

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Nuovi servizi e Case della Comunità, nel Parmense tre strutture inaugurate dal presidente de Pascale e dall’assessore Fabi

Nuovi servizi e Case della Comunità, nel Parmense tre strutture inaugurate dal presidente de Pascale e dall’assessore Fabi

BOLOGNA (ITALPRESS) – Due nuovi servizi e una Casa della Comunità. Per una sanità pubblica sempre più a misura di cittadina e cittadino. Taglio del nastro oggi, nel Parmense, per tre strutture che potenziano la cura e l’assistenza sanitaria e sociosanitaria dell’Emilia-Romagna; presenti il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. Doppia inaugurazione all’ospedale di Vaio, a Fidenza, per l’Osservazione breve pediatrica e il nuovo Centro iperbarico: i due servizi completano e potenziano l’offerta del nosocomio e offrono alla comunità risposte qualificate, sicure e appropriate. L’Osservazione breve pediatrica dispone di locali dedicati: un ambulatorio, una stanza con due letti per il monitoraggio e una per accogliere i pazienti più piccoli. L’Osservazione breve pediatrica non è un ricovero pediatrico, ma un percorso temporaneo per la gestione di patologie acute di minore complessità. In questo modo si intende rafforzare la sicurezza delle cure, attraverso una sorveglianza clinica più appropriata del paziente pediatrico e una maggiore capacità di gestione del rischio, contribuendo a evitare eventi avversi legati a una dimissione troppo precoce.

Il Centro iperbarico, invece, grazie a un investimento di 1,6 milioni di euro, di cui circa 760mila euro della Regione Emilia-Romagna attraverso fondi statali, circa 348mila euro da risorse aziendali e 500mila euro di contributo di Fondazione Cariparma, passa da 14 a 26 posti. Ogni anno il Centro assicura oltre 8mila trattamenti, di cui circa 200 in urgenza, ed è riferimento per un territorio che comprende le province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena e, in Lombardia, Lodi, Cremona, Mantova e parte della provincia di Pavia. Inoltre, il pittore Vittorio Ferrarini ha donato al Pronto soccorso di Vaio un quadro raffigurante Pinocchio, collocato nella sala d’attesa dedicata ai più piccoli per rendere più accoglienti gli spazi. L’opera si aggiunge ai quadri già presenti nei locali della Medicina d’urgenza e del Pronto soccorso, proseguendo l’impegno di Ferrarini nel portare la bellezza dell’arte all’interno dei luoghi di cura. Alla cerimonia a Vaio hanno partecipato, oltre al presidente de Pascale e all’assessore Fabi, il direttore generale delle Aziende sanitarie di Parma, Anselmo Campagna, il sindaco di Fidenza, Davide Malvisi, e quello di Salsomaggiore Terme, Luca Musile Tanzi. Tra i presenti Franco Magnani, presidente di Fondazione Cariparma, Silvia Orzi, direttrice del distretto di Fidenza, Francesca Spagnoli, direttrice del Presidio ospedaliero aziendale, Pier Luigi Bacchini, direttore della Pediatria, Roberto Fiorini, direttore del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza, e Luca Cantadori, direttore dell’Anestesia, rianimazione e camera iperbarica.

Nella tarda mattinata, invece, taglio del nastro per la Casa della Comunità di Sorbolo Mezzani in via Gruppini 6. La nuova struttura, operativa da maggio scorso e nata dalla collaborazione tra Azienda Usl di Parma e Comune di Sorbolo Mezzani, è stata realizzata grazie a un investimento complessivo di 2 milioni e 883 mila euro, di cui 1 milione e 738 mila euro da fondi Pnrr, 695 mila euro da fondi del ministero delle Infrastrutture e 450 mila euro dal Comune. Al taglio del nastro con il presidente de Pascale, l’assessore Fabi e il direttore delle Aziende sanitarie di Parma Anselmo Campagna, anche il sindaco di Sorbolo Mezzani, Nicola Cesari, il presidente del comitato di distretto di Parma, Ettore Brianti, e la direttrice del distretto di Parma, Maria Teresa Guarnieri. “Queste nuove strutture- commentano de Pascale e Fabi- rafforzano la capacità di risposta della nostra regione ai bisogni di cura della comunità. Siamo impegnati a rendere la sanità pubblica sempre più innovativa e capace di rispondere alle nuove esigenze dei cittadini e delle cittadine, investendo in strutture, tecnologie e persone. I pazienti e le famiglie hanno bisogno di percorsi di cura e assistenza sociosanitaria efficaci e vicini. Oggi si apre una nuova fase per l’ospedale di Vaio, punto di riferimento per un territorio ampio e che supera i confini regionali. Così come a Sorbolo la Casa della Comunità diventa un luogo capace di offrire risposte integrate e personalizzate”.

Attiva dal 21 settembre, l’Osservazione breve pediatrica è dedicata ai bambini e agli adolescenti che accedono al Pronto soccorso di Vaio e che, dopo la prima valutazione, necessitano di un periodo di osservazione clinica, di ulteriori accertamenti diagnostici o di terapie di breve durata. L’accesso dei pazienti avviene attraverso il Pronto Soccorso di Vaio con attivazione delle consulenze pediatriche da parte del medico in servizio, indipendentemente dalla gravità della patologia di ingresso. Sulla base della valutazione clinica e delle indicazioni del pediatra, vengono individuati i diversi percorsi: dimissione, accesso all’Osservazione breve pediatrica oppure trasferimento in una struttura ospedaliera specialistica, di norma l’Ospedale dei Bambini di Parma. L’équipe dell’Osservazione breve pediatria è guidata da Pier Luigi Bacchini, direttore della Pediatria. Con la nuova camera iperbarica da 12 posti, il Centro iperbarico dell’ospedale di Vaio, già in funzione, dispone oggi di 26 posti complessivi. La nuova camera è caratterizzata da standard tecnologici innovativi, con particolare attenzione alla sicurezza e al comfort delle persone assistite; quella già esistente da 14 posti è stata riqualificata e adeguata agli stessi livelli tecnologici della nuova struttura.

I lavori hanno interessato anche i locali tecnici, con l’adeguamento delle strumentazioni di supporto, dai compressori ai sistemi di condizionamento e all’impiantistica, necessari per consentire il funzionamento simultaneo delle due camere. Per le persone intossicate da monossido di carbonio è garantita una reperibilità 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Il Centro è inoltre attivo per il trattamento di alcune patologie croniche. Lo staff, composto da medici anestesisti-rianimatori e infermieri specificamente addestrati, è guidato da Luca Cantadori, direttore dell’Anestesia, rianimazione e ossigenoterapia iperbarica. Nata dalla collaborazione tra l’Azienda Usl di Parma e il Comune di Sorbolo Mezzani, nell’ambito dei finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Casa della Comunità di Sorbolo Mezzani – di circa 965 metri quadrati su tre piani – amplia e completa l’offerta sanitaria e socio-sanitaria, grazie alla presenza di nuove figure professionali e all’attivazione di nuovi servizi, garantendo percorsi di cura integrati, continuità assistenziale e una presa in carico sempre più efficace.

La struttura, infatti, ospita il servizio infermieristico domiciliare, la pediatria di comunità, il consultorio familiare, il punto prelievi, l’ambulatorio psichiatrico, l’ambulatorio infermieristico per la gestione della cronicità, lo Spazio Giovani e lo sportello per le donne vittime di violenza, in collaborazione con il Comune di Colorno e il Centro Antiviolenza. A questi si aggiungono: gli ambulatori dei medici di medicina generale, gli ambulatori dei pediatri di libera scelta e quelli di medici specialisti, l’infermiere di famiglia e di comunità, il Punto unico di accesso, con la presenza dell’assistente sociale.

– Foto Regione Emilia Romagna –
(ITALPRESS).

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Telefonata tra Leone XIV e Putin, il Papa chiede una tregua per la città ucraina di Oleshky

Telefonata tra Leone XIV e Putin, il Papa chiede una tregua per la città ucraina di Oleshky

ROMA (ITALPRESS) – Papa Leone XIV ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Nel corso della conversazione, il Pontefice ha espresso “viva preoccupazione” per la grave situazione umanitaria a Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Lo riferisce la Santa Sede, precisando che il Papa ha infine ribadito l’impegno del Vaticano a favore del dialogo e della pace.

BOLLETTINO VATICANO, CONDIZIONI DEL PAPA IN COSTANTE MIGLIORAMENTO

“Il Papa questa mattina ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali. Sono proseguite le sedute di fisioterapia respiratoria. Il recupero post operatorio permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia”. E’ quanto si legge nel bollettino medico diffuso dal Vaticano.

La sala stampa della Santa Sede ha diffuso due fotografie che ritraggono Papa Leone XIV mentre presiede una celebrazione eucaristica in una sala adibita del Policlinico Gemelli insieme a medici, infermieri, inservienti e gendarmi. Il Pontefice, infatti, questa mattina alle 12 ha celebrato la messa distribuendo poi lui stesso la Comunione. Nell’omelia il Papa ha ringraziato il personale tutto, medici, infermieri, inservienti, per il lavoro che svolge ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità e, in modo particolare, per quanto hanno fatto e fanno per lui.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Gasperini “Non pensiamo allo scudetto, dalle ultime tre gare usciamo rafforzati”

Gasperini “Non pensiamo allo scudetto, dalle ultime tre gare usciamo rafforzati”

ROMA (ITALPRESS) – “Dalle partite con Inter, Como e Real usciamo rafforzati nell’idea che ce la giochiamo con tutte, sempre se non succede qualcosa come l’espulsione di Malen. Non dobbiamo pensare allo scudetto o alla Champions, ma a giocare come sappiamo. Questa squadra ha dimostrato un valore”. Lo ha detto il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Genoa.

Poi tornando sugli errori che hanno portato ai tre gol del Real nel finale di gara in Champions League: “Non guardo solo agli errori sugli angoli, ma anche alle cose buone fatte – ha aggiunto -. Non è stata solo questione di stanchezza fisica, anche se domani giochiamo la terza partita in sette giorni: sul 3-2 col Real c’è stato il contraccolpo, un calo morale. Tre gol subiti su angolo non li avevo mai visti, l’anno scorso mi erano capitati tre rigori sbagliati ma questa volta ci siamo superati…”.

Con il Genoa ci saranno dei cambi di formazione: “Quelli che giocheranno domani, magari qualcuno come Castro, Mora o altri che sicuramente saranno impiegati, hanno bisogno di acquisire la stessa fiducia e la stessa forza, perchè le competizioni si giocano con la rosa”, le parole di Gasperini che ha fatto anche il punto sulla situazione degli infortunati dopo la gara di Champions con il Real.

“Kone ha fatto la risonanza e ha una lesione di primo grado, non particolarmente significativa, ma serve il tempo necessario e speriamo di poterlo recuperare per il Sassuolo, un pò prima della sosta. Per Dybala non ci sono situazioni particolari, c’è un affaticamento al gemello del polpaccio e speriamo di poterlo recuperare la prossima settimana. Speriamo di recuperare Cristante col Napoli o per la partita successiva. Vista l’emergenza a centrocampo, anche Pellegrini può giocare tra i due”, ha aggiunto il tecnico giallorosso.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Protesta degli studenti davanti al Mim, Valditara “Non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola”

Protesta degli studenti davanti al Mim, Valditara “Non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, commentando la protesta degli studenti radunati davanti al Mim. Secondo il ministero, come risulta da numerosi video, i manifestanti hanno lanciato insulti e minacce contro il presidente Meloni e il ministro Valditara, gettato petardi, danneggiato la bandiera italiana, scagliato bombe carta contro le forze dell’ordine, ferito e intossicato agenti con pietre, bottiglie di vetro, fumogeni, imbrattato monumenti.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cisgiordania, fotoreporter del Washington Post e due palestinesi feriti in un attacco da parte dei coloni

Cisgiordania, fotoreporter del Washington Post e due palestinesi feriti in un attacco da parte dei coloni

ROMA (ITALPRESS) – Diversi palestinesi e una fotoreporter del Washington Post, Heidi Levine, sono rimasti feriti nel corso di attacchi dei coloni israeliani contro palestinesi e persone impegnate nella raccolta delle olive nei villaggi di Burqa e Abu Falah e nella cittadina di Turmus Ayya, nella provincia di Ramallah, nella Cisgiordania centrale. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui gli attacchi hanno visto l’uso di munizioni vere, aggressioni fisiche e l’incendio di veicoli e alberi di ulivo.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Disagi al traffico aereo, coinvolti 10 voli tra Malta e l’Italia

Disagi al traffico aereo, coinvolti 10 voli tra Malta e l’Italia

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Dieci voli tra Malta e l’Italia sono stati interessati oggi da ritardi e cancellazioni a causa di anomalie tecniche rilevate nella rete nazionale di navigazione aerea italiana. L’ENAV, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, ha comunicato che i problemi sono stati individuati durante la notte nella rete di trasmissione dati a supporto dei servizi di controllo del traffico aereo su tutto il territorio nazionale. L’ente ha escluso l’ipotesi di attività dolose, compresi eventuali attacchi informatici, precisando tuttavia che sono ancora in corso le verifiche per individuare l’origine delle anomalie e ripristinare la piena funzionalità dei sistemi. I disservizi hanno provocato ritardi e cancellazioni su numerosi collegamenti. L’aeroporto internazionale di Malta, secondo quanto riferito, non avrebbe ancora ricevuto una spiegazione ufficiale in merito ai voli interessati. Tra i collegamenti coinvolti figurano quelli operati da Ryanair da e per Milano Bergamo e Bologna, oltre ai voli in arrivo da Venezia Treviso e Torino. Cancellati i voli Wizz Air da e per Roma Fiumicino. Disagi anche per KM Malta Airlines, con ripercussioni sui collegamenti in arrivo dallo scalo romano e sulle partenze dirette a Milano Linate. Il sito dell’aeroporto di Roma Fiumicino ha segnalato ritardi e cancellazioni, mentre negli aeroporti milanesi i ritardi hanno oscillato tra i 30 minuti e oltre due ore.

Diversi voli sono stati cancellati. Per limitare le conseguenze dei problemi tecnici, ENAV ha attivato sistemi alternativi di trasmissione dati, con l’obiettivo di consentire il maggior numero possibile di partenze, compresi i voli intercontinentali. La capacità complessiva del traffico aereo è stata tuttavia ridotta al 50%. I sistemi di emergenza avevano consentito di mantenere regolare il traffico fino alle 6 del mattino. Con l’aumento dei volumi di traffico e il persistere delle anomalie, è stato necessario introdurre misure di regolazione dei flussi e ridurre il numero di aeromobili in movimento. Le operazioni per individuare la causa del problema e ripristinare la piena operatività della rete sono proseguite nel corso della giornata.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Materasso matrimoniale e topper in piuma: come migliorare il riposo di coppia

Materasso matrimoniale e topper in piuma: come migliorare il riposo di coppia

Dormire insieme significa condividere uno spazio che deve adattarsi alle esigenze di due persone, spesso caratterizzate da abitudini, corporature e preferenze differenti. La qualità del sonno di coppia dipende quindi da numerosi fattori, a partire dalla scelta di un materasso matrimoniale adeguato, capace di offrire sostegno senza penalizzare il comfort. Anche elementi complementari come il topper in piuma possono contribuire a rendere il letto più accogliente e a modificare la percezione della superficie su cui si riposa.

Un materasso troppo rigido, troppo morbido o incapace di assorbire correttamente i movimenti può trasformare la notte in una successione di piccoli risvegli. L’obiettivo dovrebbe essere creare una superficie sufficientemente stabile da sostenere il corpo e, allo stesso tempo, abbastanza confortevole da favorire il rilassamento. Per questo motivo materasso, topper, rete e cuscini dovrebbero essere considerati come parti di un unico sistema dedicato al riposo, da organizzare tenendo conto delle caratteristiche di entrambi i partner.

Le esigenze di due persone nello stesso letto

Un letto matrimoniale deve rispondere contemporaneamente alle necessità di due persone che possono avere peso, altezza e posizione di riposo molto diversi. Una persona potrebbe preferire dormire prevalentemente sul fianco, mentre il partner potrebbe trascorrere gran parte della notte supino. Allo stesso modo, qualcuno potrebbe apprezzare una superficie più avvolgente, mentre l’altra persona potrebbe ricercare un sostegno più deciso.

La capacità del materasso di distribuire correttamente il peso diventa quindi un elemento centrale. Un buon equilibrio permette alla colonna vertebrale di mantenere una posizione naturale e riduce le pressioni eccessive su alcune zone del corpo, come spalle, bacino e zona lombare. Un materasso matrimoniale dovrebbe inoltre evitare che il peso di una persona provochi un’eccessiva inclinazione della superficie verso il centro del letto.

Un altro aspetto riguarda la libertà di movimento. Durante il sonno è normale cambiare posizione più volte e questi movimenti non dovrebbero disturbare eccessivamente il partner. La struttura interna del materasso può influenzare la propagazione delle vibrazioni da un lato all’altro del letto, con effetti significativi soprattutto per le persone che hanno un sonno leggero.

Indipendenza di movimento e qualità del sonno

Uno dei problemi più frequenti nel riposo di coppia è il trasferimento dei movimenti. Girarsi, alzarsi durante la notte o entrare nel letto più tardi può generare oscillazioni che raggiungono l’altro lato del materasso. La cosiddetta indipendenza di movimento indica proprio la capacità della superficie di limitare questo fenomeno.

Materiali e tecnologie differenti possono offrire comportamenti diversi. I materassi in memory foam, per esempio, tendono ad assorbire bene i movimenti grazie alla capacità del materiale di adattarsi progressivamente alle pressioni. Anche alcuni sistemi a molle indipendenti permettono di circoscrivere maggiormente la risposta del materasso alla zona effettivamente sollecitata.

La scelta dipende comunque dalle preferenze personali. Alcune coppie apprezzano la sensazione più avvolgente delle schiume, mentre altre prediligono una superficie caratterizzata da maggiore elasticità e reattività. Oltre alla tecnologia interna, conviene considerare ergonomia e traspirazione, due caratteristiche che possono influire sul comfort durante tutte le stagioni. Una buona ventilazione della struttura contribuisce infatti a disperdere calore e umidità prodotti naturalmente dal corpo durante la notte.

Scegliere dimensioni e caratteristiche del materasso matrimoniale

La larghezza del letto può incidere sul riposo molto più di quanto si immagini. Disporre di spazio sufficiente permette a entrambi i partner di cambiare posizione senza interferire continuamente con l’altro. Prima dell’acquisto è quindi utile valutare sia le dimensioni della camera sia quelle dei diversi materassi matrimoniali, individuando la soluzione compatibile con la struttura del letto e con le esigenze fisiche della coppia.

Oltre alle misure, meritano attenzione la rigidità del materasso e la sua capacità di offrire sostegno differenziato nelle varie zone del corpo. Il concetto di rigidità non coincide necessariamente con quello di qualità: una superficie particolarmente dura non è automaticamente migliore per la schiena, così come un materasso molto morbido non garantisce necessariamente maggiore comodità.

La scelta dovrebbe considerare soprattutto il modo in cui il corpo viene sostenuto. Spalle e bacino devono poter affondare quanto necessario, mentre altre aree richiedono un supporto più stabile. Per una coppia con corporature molto differenti può essere utile orientarsi verso soluzioni capaci di offrire una risposta progressiva al peso, riducendo la sensazione che uno dei due partner condizioni il comportamento dell’intera superficie.

Anche lo spazio disponibile ha il suo peso. Passare da un letto matrimoniale standard a una misura più ampia può migliorare significativamente la sensazione di libertà durante la notte, purché la stanza consenta di mantenere adeguati spazi di passaggio intorno al letto.

Il topper in piuma per aumentare comfort e morbidezza

Il topper è uno strato aggiuntivo posizionato sopra il materasso e può modificare sensibilmente la sensazione percepita durante il riposo. Un topper in piuma è generalmente scelto da chi desidera ottenere una superficie più soffice e accogliente senza sostituire necessariamente il materasso.

La piuma crea un’imbottitura morbida che accompagna le forme del corpo e rende più graduale il contatto con il materasso sottostante. Questa caratteristica può risultare particolarmente apprezzata se il letto viene percepito come leggermente troppo rigido. La sensazione è differente rispetto a quella offerta dai topper in memory foam: la piuma tende a creare un effetto soffice e tradizionale, mentre il memory presenta una maggiore capacità di modellarsi progressivamente intorno al corpo.

Per ottenere buone prestazioni nel tempo è necessario prestare attenzione alla qualità dell’imbottitura e alla costruzione delle camere interne, che aiutano a mantenere uniforme la distribuzione della piuma. Il topper dovrebbe inoltre essere arieggiato periodicamente e sottoposto alla manutenzione indicata dal produttore.

Occorre però ricordare che il topper non può correggere problemi strutturali rilevanti del materasso. Se la superficie presenta avvallamenti marcati, perdita di sostegno o deformazioni, aggiungere uno strato morbido può migliorare temporaneamente la sensazione di comfort ma non risolvere la causa. Il topper funziona meglio su un materasso ancora efficiente, del quale permette di personalizzare soprattutto morbidezza e accoglienza.

Temperatura, rete e biancheria completano il sistema letto

Il comfort notturno non dipende esclusivamente dal materasso. La temperatura percepita nel letto può diventare un motivo di disturbo, soprattutto se i due partner hanno esigenze termiche differenti. Materiali traspiranti, rivestimenti adeguati e una corretta ventilazione aiutano a creare un microclima più equilibrato durante il sonno.

Anche la rete svolge una funzione rilevante. Una base non adeguata può compromettere il comportamento del materasso, alterandone il sostegno e favorendo deformazioni. Prima di acquistare un nuovo materasso può quindi essere utile verificare le condizioni della struttura sottostante e la sua compatibilità con il modello scelto.

La biancheria da letto completa l’insieme. Lenzuola, coprimaterasso, piumino e coperte dovrebbero essere selezionati considerando stagione, temperatura della camera e sensibilità individuale. Per le coppie con esigenze termiche molto differenti può essere utile gestire separatamente alcuni strati di copertura, pur mantenendo un unico letto matrimoniale.

Anche un cuscino adatto alla posizione di riposo contribuisce al corretto allineamento tra testa, collo e colonna vertebrale. Materasso eccellente e topper confortevole possono infatti perdere parte dei loro benefici se il cuscino costringe il collo in una posizione poco naturale.

Come creare un letto confortevole per entrambi

La soluzione ideale nasce dall’equilibrio tra sostegno, spazio, temperatura e preferenze individuali. Prima di cambiare completamente il sistema letto può essere utile capire quale elemento stia causando realmente il disagio. Se il materasso offre ancora un buon sostegno ma appare eccessivamente rigido, per esempio, l’aggiunta di un topper morbido in piuma potrebbe modificare significativamente la percezione del letto. Se invece sono presenti deformazioni o cedimenti, la priorità diventa la sostituzione del materasso.

Anche provare personalmente la superficie può aiutare a comprendere quale livello di rigidità risulti più gradevole. La sensazione iniziale, però, non dovrebbe essere l’unico parametro: un letto molto morbido può risultare piacevole nei primi minuti ma offrire un sostegno insufficiente durante diverse ore di sonno. Allo stesso modo, un materasso apparentemente rigido può rivelarsi confortevole se distribuisce correttamente il peso.

Per una coppia, il compromesso migliore non consiste necessariamente nel trovare una soluzione intermedia tra due preferenze opposte. Le moderne strutture del letto permettono di combinare sostegno e comfort personalizzato, limitando allo stesso tempo la trasmissione dei movimenti. Prestare attenzione a dimensioni, materiali, topper, rete e accessori permette così di trasformare il letto matrimoniale in uno spazio realmente progettato per favorire un riposo più continuo e rigenerante per entrambi.

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Camera di Commercio Palermo-Enna, nuova piattaforma interattiva per monitorare le dinamiche socioeconomiche / Video

Camera di Commercio Palermo-Enna, nuova piattaforma interattiva per monitorare le dinamiche socioeconomiche / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Si chiama Dashboard Registro Imprese la nuova piattaforma interattiva di visualizzazione dei dati istituita dalla Camera di Commercio Palermo-Enna con l’obiettivo di monitorare le dinamiche socioeconomiche del territorio. Tale strumento, destinato a migliorare i processi decisionali e la programmazione di enti pubblici, enti professionali, imprese, associazioni di categoria e stakeholders, è stato presentato nella sede della Camera di Commercio, nel capoluogo siciliano, durante il convegno “Quando i dati diventano scelte. Conoscere il territorio, comprendere il cambiamento, pianificare le decisioni, anticipare il futuro”: tra i partecipanti il presidente Alessandro Albanese, nelle vesti di padrone di casa, e l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo.

Attraverso la Dashboard Registro Imprese sarà possibile consultare un ampio patrimonio di dati che riguardano diversi ambiti: evoluzione demografica, dinamiche del sistema produttivo, tasso di crescita delle imprese, focus su settori specifici (agricoltura, artigianato, commercio, industria e turismo): si tratta di un prototipo assoluto in Sicilia per questo modello, nonché di un ulteriore cambio di passo in termini di innovazione digitale.

“Questo è uno strumento pensato per le imprese, le associazioni di categoria, le istituzioni – sottolinea Albanese -. Riusciamo a fornire una quantità di dati a supporto non solo dell’economia, ma anche degli enti che vogliono programmare sapendo qual è la mappatura esatta delle aziende e degli addetti, se il trend è in crescita oppure in decremento. È uno strumento importantissimo per indirizzare l’economia, ma soprattutto per avvicinarci al futuro e ai nostri giovani: è una piattaforma interattiva, che avrà sviluppi e si completerà con la creazione di un Centro studi della Camera di commercio. Sarà la prima piattaforma per diffusione e certificazione del dato: i nostri dati sono tutti nel registro imprese, ma chi utilizza questa piattaforma sa che non ha margini di errore”.

Attraverso un simile strumento, spiega Tamajo, l’assessorato mira a “conoscere dati e comprendere come sono messi i territori dal punto di vista commerciale: l’obiettivo è attivare politiche pubbliche consequenziali ai dati che ascolteremo”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

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Abodi “Lascio alla Lega A e alle componenti il tema della candidatura di Malagò”

Abodi “Lascio alla Lega A e alle componenti il tema della candidatura di Malagò

ROMA (ITALPRESS) – “Ricandidatura Malagò? È un tema che lascio alla Lega così come alle altre componenti. La mia preoccupazione è semplicemente che questo sistema ancora una volta riesca a trovare armonia e sintonia nella diversità delle componenti”. Lo ha detto il ministro per lo sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine dell’incontro ‘Giovani e sport’ organizzato al Salone d’Onore del Coni dal direttivo della Conferenza nazionale Anci dei presidenti dei Consigli Comunali, rispondendo a chi chiede se siano maturi i tempi per la ricandidatura di Malagò alla presidenza Figc, in vista delle elezioni del 14 dicembre. L’auspicio del ministro in tal senso è che “le nazionali raggiungano risultati ma anche che si consolidi la base, perché riprenda la sua spinta propulsiva e il movimento femminile cresca. Per il resto faccio quello che posso dal punto di vista normativo per migliorare l’efficienza del sistema, ma le scelte sono individuali e vanno rispettate qualunque esse siano”, conclude Abodi.
(ITALPRESS).
mec/ari/gtr

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Violenze fisiche e psichiche ad anziani in struttura abusiva del tarantino

Violenze fisiche e psichiche ad anziani in struttura abusiva del tarantino

TARANTO (ITALPRESS) – Anziani affetti da gravi patologie fisiche e psichiche abbandonati a se stessi, maltrattati e persino derubati dei propri risparmi. È quanto scoperto dai Carabinieri del NAS nel corso di un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, che ha portato all’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e a una denuncia a piede libero per ricettazione. Gli investigatori hanno fatto luce sulla gestione di una residenza per anziani del tutto abusiva, priva di autorizzazioni e diretta da un sedicente operatore socio-sanitario (OSS). All’interno della struttura, gli ospiti vivevano in condizioni di totale disumana incuria e in assenza di qualsiasi tipo di assistenza medica o infermieristica.

pc/red

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Puledro senza acqua né cibo in una stalla abusiva a Catania, una denuncia

Puledro senza acqua né cibo in una stalla abusiva a Catania, una denuncia

CATANIA (ITALPRESS) – Gli agenti della squadra a cavallo della Questura, insieme ai medici del servizio Veterinari del Dipartimento di prevenzione dell’Asp, hanno scoperto una stalla abusiva nel Villaggio Sant’Agata, a Catania. Passando davanti ad un locale, i poliziotti hanno avvertito un forte odore di letame che si sprigionava dall’interno, per cui hanno intuito che potesse esservi stabulato qualche animale detenuto in cattive condizioni igieniche. Immediatamente, è scattata la richiesta d’intervento ai Vigili del Fuoco per permettere l’accesso nel locale. Come ipotizzato dai poliziotti, la struttura era stata adibita a stalla abusiva in cui era detenuto un cavallo di circa sette mesi in precarie condizioni di salute, come accertato dal medico veterinario. La stalla è risultata priva dei necessari requisiti per garantire il benessere dell’animale, costretto a vivere in spazi angusti e con tetti molto bassi. Durante gli accertamenti è emersa anche la mancanza del bevitore automatico, necessario per favorire la pronta idratazione dell’animale. Il puledro non era stato mai censito e, pertanto, il medico ha applicato il microchip identificativo. Dopo pochi minuti, si è presentato nel locale il proprietario, un 19enne catanese, che aveva costruito la stalla senza alcuna autorizzazione, proprio accanto alla sua abitazione, occupando parte della sede stradale. Al termine di tutti i riscontri, l’uomo è stato multato per 6.500 euro ed è stato denunciato per maltrattamento di animali. vbo/gtr

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Lombardia, Sala “Io candidato in Regione? Mi farebbe paura nuovo impegno”

Lombardia, Sala

MILANO (ITALPRESS) – “Io credo che la Lombardia sia una partita molto difficile, anche affascinante, ma oggi con questo peso di questa lunga esperienza da Expo in poi, immaginare di rilanciare su un altro impegno operativo vero mi farebbe paura, ma in ogni caso un contributo lo vorrei senz’altro dare”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della presentazione della Rete degli Spazi ibridi meneghini, rispondendo a chi gli chiedeva se preferirebbe correre per il Pd come capolista a Milano per il Senato o essere il candidato alla presidenza di Regione Lombardia. Riguardo alcuni sondaggi che danno il campo largo in vantaggio in Lombardia alle politiche con l’applicazione della nuova legge elettorale, il sindaco ha sottolineato: “I sondaggi contano quel che contano e io sconsiglio a tutti i nostri di ascoltare i sondaggi. Mettiamola così, tutte le partite sono giocabili, ma dimentichiamoci un attimo i sondaggi”. (ITALPRESS)

xm4/trl/gsl

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Anziani maltrattati e derubati in una struttura abusiva, tre arresti nel tarantino

Anziani maltrattati e derubati in una struttura abusiva, tre arresti nel tarantino

TARANTO (ITALPRESS) – Anziani affetti da gravi patologie fisiche e psichiche abbandonati a se stessi, maltrattati e persino derubati dei propri risparmi. E’ quanto scoperto dai Carabinieri del NAS nel corso di un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, che ha portato all’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e a una denuncia a piede libero per ricettazione.

Gli investigatori hanno fatto luce sulla gestione di una residenza per anziani del tutto abusiva, priva di autorizzazioni e diretta da un sedicente operatore socio-sanitario (OSS). All’interno della struttura, gli ospiti vivevano in condizioni di totale disumana incuria e in assenza di qualsiasi tipo di assistenza medica o infermieristica.

Oltre alle violenze, le indagini hanno documentato una sistematica spoliazione patrimoniale ai danni delle vittime. L’amministratore di fatto della struttura si sarebbe infatti appropriato indebitamente dei fondi di un anziano, falsificando e utilizzando i suoi strumenti di pagamento elettronici per usufruire del denaro a scopo personale e versandone una parte a una quarta persona.

Il GIP del Tribunale ionico ha disposto il sequestro preventivo dell’intera abitazione adibita a casa di riposo e del materiale sanitario contenuto. Nei confronti del responsabile principale dell’appropriazione indebita è scattato inoltre un sequestro per equivalente fino a circa 40.000 euro tra immobili, titoli e partecipazioni societarie, per un valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo superiore ai 300 mila euro. Gli anziani ospiti della struttura sono stati messi in sicurezza e ricollocati in idonee residenze assistenziali.

– Foto: Da video Nas –
(ITALPRESS).

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A Bari LUV 2026, 192 espositori da 19 Paesi per la fiera internazionale dell’uva da tavola / Video

A Bari LUV 2026, 192 espositori da 19 Paesi per la fiera internazionale dell’uva da tavola / Video

BARI (ITALPRESS) – Centonovantadue espositori provenienti da 19 Paesi, 15mila metri quadrati di superficie espositiva e un numero di buyer attesi quattro volte superiore rispetto alla prima edizione. Sono i numeri di LUV 2026, la fiera internazionale dell’uva da tavola che si terrà dal 20 al 22 ottobre alla Nuova Fiera del Levante di Bari.

La seconda edizione della manifestazione, presentata questa mattina, riunirà imprese, operatori commerciali, ricercatori ed esperti del settore, con delegazioni provenienti da tutta Europa, Cile, Giappone, Cina, India, Thailandia e Penisola Araba. L’appuntamento si inserisce in una fase complessa per il comparto, alle prese con l’aumento dei costi di produzione, le difficoltà nel reperimento della manodopera e la necessità di garantire un’adeguata remunerazione alle aziende agricole. Sfide particolarmente rilevanti per la Puglia, che concentra circa il 65% della produzione nazionale di uva da tavola, mentre il restante 35% proviene dalla Sicilia.

Al centro del programma ci saranno incontri commerciali B2B, approfondimenti sulle nuove tecnologie applicate alla produzione e alla conservazione, convegni dedicati ai mercati internazionali e momenti di confronto tra ricerca e imprese. Tra gli appuntamenti principali figurano il Fruitnet Grape Congress e la Table Grape Conference, con la partecipazione di esperti e rappresentanti della grande distribuzione internazionale. Previsto anche l’arrivo di una delegazione thailandese per avviare un confronto sulle possibilità di esportare l’uva da tavola italiana verso il Paese asiatico. Alla conferenza stampa hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Francesco Paolicelli e il presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli.

“Quest’anno – ha sottolineato Paolicelli – LUV ha un respiro internazionale, grazie anche alla collaborazione con Fruit Logistic di Berlino. Sono 192 gli espositori, il doppio rispetto al 2024, e 19 i Paesi rappresentati. È quindi davvero una possibilità di fare matching tra buone pratiche e innovazione. Voglio ringraziare gli organizzatori e tutti gli espositori che, in un momento particolare, continuano a parlare di futuro. Questo è sicuramente un motivo di stimolo per continuare ad accompagnare le aziende agricole che in questo momento vivono difficoltà e a guardare con più fiducia al futuro attraverso le innovazioni, la ricerca di nuovi mercati e la creazione di comunità. Questa fiera è sicuramente un’opportunità importante per l’uva da tavola, che per noi in Puglia rappresenta un asset strategico per il Pil e per il futuro dell’agricoltura pugliese”.

“LUV – ha aggiunto Frulli – è diventata un appuntamento fisso, importante e strategico non solo per il nostro territorio, ma per l’uva da tavola in senso più ampio, considerando quello che questo prodotto rappresenta nell’eccellenza italiana. Sicuramente la Puglia, come sempre per questo tipo di prodotti, ha l’autorevolezza per poter parlare, visti i numeri della produzione e la qualità e la quantità di prodotto che riusciamo non solo a produrre, ma anche a vendere e a portare in giro per il mondo. L’esperimento LUV oggi diventa realmente la fiera di riferimento dell’uva da tavola italiana e noi siamo contenti di essere una piattaforma a disposizione degli organizzatori, della Regione e di quello che tutti insieme stiamo facendo per un prodotto che ci rappresenterà sempre di più”.

La manifestazione è organizzata da Fruit Communication con il supporto della Nuova Fiera del Levante e delle principali associazioni del comparto, in collaborazione con la Regione Puglia e la Camera di Commercio di Bari.

-Foto xa2/Italpress –
(ITALPRESS).
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Autotrasportatori in sciopero in Sicilia contro il caro carburante, presidio a Palermo

Autotrasportatori in sciopero in Sicilia contro il caro carburante, presidio a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Autotrasportatori in sciopero in Sicilia contro il caro carburante. E’ scattato a mezzanotte nell’isola il blocco dei tir. I camion resteranno fermi nei piazzali e i semirimorchi carichi di merci non saranno ritirati dalle navi nei porti siciliani. Per cinque giorni, da oggi a martedì 20 ottobre, una parte importante del sistema dei trasporti si fermerà per protestare contro i rincari del prezzo del gasolio.

Una cinquantina di imprenditori del settore si sono riuniti davanti al varco d’ingresso per il molo Santa Lucia del porto di Palermo. Nessun blocco, solo un sit-in per comunicare il proprio malcontento. Sul posto le forze di polizia. Si registrano solo rallentamenti alla circolazione stradale. Gli autotrasportatori siciliani, infatti, hanno deciso di lasciare i loro tir fermi nei piazzali senza bloccare le strade dell’Isola.

“L’adesione al fermo dei trasporti ha superato ogni aspettativa, registrando una partecipazione totale – dichiara Salvatore Bella, leader del Cts-Comitato autotrasportatori siciliani, che ha proclamato la protesta -. In tutta la Sicilia non circola un solo mezzo pesante. Il dato più significativo è lo straordinario sostegno ricevuto dai cittadini: studenti, commercianti, agricoltori e moltissimi operai sono al nostro fianco, incoraggiandoci a non mollare. La riduzione del prezzo del carburante è una necessità assoluta per tutti; sostenere costi così esorbitanti è ormai diventato impossibile. Non abbiamo alcuna intenzione di cedere. Se sarà necessario, la protesta continuerà ad oltranza. Senza risultati concreti, non libereremo i piazzali”.

Critiche al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, dopo la convocazione delle rappresentanze dell’autotrasporto per il 27 ottobre.  “Riteniamo inoltre inspiegabile questo atteggiamento nei confronti degli autotrasportatori siciliani – aggiunge Bella -. Consideriamo un vero e proprio affronto la convocazione delle sigle sindacali nazionali che non stanno scioperando. Organizzazioni che beneficiano di un riconoscimento istituzionale, ma che nei fatti non fanno nulla per rappresentare i drammatici problemi della categoria nel Mezzogiorno. Alle prossime elezioni ci ricorderemo chiaramente di chi ci ha sostenuto e di chi, invece, ci ha abbandonato in un momento così drammatico”.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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China’s R&D spending keeps up steady rise as No 1 US seeks further funding cuts

China’s R&D investment grew by 8.2 per cent last year – fuelled by double-digit growth in fundamental science and university funding – in sharp contrast with deep budget cuts across the US research sector. Total investment in research and experimental development crossed 3.9 trillion yuan (US$583 billion) in 2025, “maintaining a trajectory of steady growth”, the National Bureau of Statistics said when releasing the data on Friday. State news agency Xinhua noted on Friday that in the five years...

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China’s R&D spending keeps up steady rise as No 1 US seeks further funding cuts

China’s R&D investment grew by 8.2 per cent last year – fuelled by double-digit growth in fundamental science and university funding – in sharp contrast with deep budget cuts across the US research sector. Total investment in research and experimental development crossed 3.9 trillion yuan (US$583 billion) in 2025, “maintaining a trajectory of steady growth”, the National Bureau of Statistics said when releasing the data on Friday. State news agency Xinhua noted on Friday that in the five years...

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Anti-China protectionism backfiring on American carmakers’ EV plans: analyst

While Washington’s efforts to block Chinese electric vehicles (EVs) were originally intended to protect its domestic automotive industry, they have sparked concerns the strategy is hurting America’s carmaking competitiveness. With a lack of a coherent industrial policy discouraging long-term investment, the protectionist approach was backfiring on Detroit’s EV transition, said David Zhang, a macroeconomics and policy analyst at Trivium China, who added that EVs could be a “perfect concession” in...

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ASML eyes hybrid bonding, report finds, as Chinese firms adopt chip packaging technique

Dutch semiconductor equipment giant ASML is expanding into next-generation hybrid bonding, a technique that creates dense electrical connections by directly joining chips or silicon wafers, according to a new report. Major Chinese companies are also adopting the technology to improve chip performance. ASML submitted 27 patent families related to hybrid bonding tools between December 2022 and November 2024, according to a report published by semiconductor and AI supply chain research firm...

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Nobel Peace Prize: the message behind Navi Pillay’s win

The awarding of the 2026 Nobel Peace Prize to South African jurist Navanethem “Navi” Pillay matters for reasons that go well beyond the laureate herself. The award does three things at once. First, it restores credibility to the prize. Second, it rejects in unambiguous terms the Thrasymachian doctrine that might is right, which has become the operating philosophy of major powers. Third, it highlights a warning of what happens when a hegemon decides it is above the law. The correction was...

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Nobel Peace Prize: the message behind Navi Pillay’s win

The awarding of the 2026 Nobel Peace Prize to South African jurist Navanethem “Navi” Pillay matters for reasons that go well beyond the laureate herself. The award does three things at once. First, it restores credibility to the prize. Second, it rejects in unambiguous terms the Thrasymachian doctrine that might is right, which has become the operating philosophy of major powers. Third, it highlights a warning of what happens when a hegemon decides it is above the law. The correction was...

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Indian police detain ‘cockroach’ movement leader ahead of New Delhi protest

Police detained India’s ‘cockroach’ movement founder Abhijeet Dipke on Friday, student leaders and supporters on Friday as hundreds poured into central Delhi, waving the national flag and demanding the resignation of India’s election chief. The youth-led ‘Cockroach Janta Party’ (CJP), opposition groups and student organisations have held almost daily protests this month demanding Chief Election Commissioner Gyanesh Kumar’s resignation over a revision of voter lists that critics ⁠say favours...

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Sorry, Darwin: Chinese fossil shows that not all early birds evolved to fly

Chinese scientists have unearthed a fossil of the earliest known flightless bird, offering compelling evidence that not all early birds evolved to take to the skies. The discovery could also challenge long-held assumptions – including ideas dating back to evolutionary theorist Charles Darwin – that flightlessness in birds arose only as a secondary adaptation after earlier species had mastered flight. The 150 million-year-old fossil of the Late Jurassic avialan Yuezhuornis yangyuanensis found in...

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Sorry, Darwin: Chinese fossil shows that not all early birds evolved to fly

Chinese scientists have unearthed a fossil of the earliest known flightless bird, offering compelling evidence that not all early birds evolved to take to the skies. The discovery could also challenge long-held assumptions – including ideas dating back to evolutionary theorist Charles Darwin – that flightlessness in birds arose only as a secondary adaptation after earlier species had mastered flight. The 150 million-year-old fossil of the Late Jurassic avialan Yuezhuornis yangyuanensis found in...

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Lifts in another 39 buildings found to be lacking proper components

Hong Kong authorities have found that lifts in another 39 buildings are lacking proper door-frame components following an investigation into faulty replacement works carried out by a contractor involving missing fire-safety parts. The South China Morning Post also learned on Friday that police had arrested a director and two registered lift engineers from the lift contractor, Taizoom Elevator, on suspicion of deception over work at 48 lifts at two housing estates. The latest incidents come just...

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Referendum caccia, la Cabina di Regia “Firme raccolte lontane dalla soglia utile”

Referendum caccia, la Cabina di Regia “Firme raccolte lontane dalla soglia utile”

ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa la raccolta delle sottoscrizioni per i due referendum abrogativi in materia di caccia promossi dall’associazione Rispetto per tutti gli animali. Alla chiusura, spiega una nota, sulla piattaforma del Ministero della Giustizia risultano 109.861 e 109.125 firme online rispettivamente per “Vietare la caccia in Italia – art. 19 ter” e “Vietiamo la caccia – art. 842”: circa un quinto delle 500.000 firme necessarie al raggiungimento del quorum. Il quadro complessivo dovrà poi essere completato con le sottoscrizioni raccolte in formato cartaceo, il cui dato nazionale non è ancora disponibile.
La Cabina di Regia del mondo venatorio, che comprende le associazioni venatorie nazionali riconosciute (Federcaccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANLC, ANUUMigratoristi, Italcaccia) e il CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura, “legge questo dato anche alla luce dei recenti sondaggi commissionati sul tema, che hanno registrato una presenza significativa di posizioni favorevoli all’abolizione o alla limitazione dell’attività venatoria”.
“Sondaggi e raccolte firme misurano realtà differenti, ma il dato delle sottoscrizioni referendarie offre un ulteriore elemento di riflessione: le opinioni critiche rilevate nelle interviste non sembrano, infatti, essersi tradotte in reale preoccupazione e mobilitazione di pari intensità – sottolinea Maurizio Zipponi, Presidente del CNCN, a nome della Cabina di Regia -. E’ quindi opportuno usare cautela nel descrivere la caccia come un tema capace di generare un allarme sociale diffuso, capace di rappresentare una particolare priorità per i cittadini”.
Il mondo venatorio, conclude la nota, “auspica che il confronto pubblico sul tema della caccia si sviluppi nel merito, a partire dai dati e dalle conoscenze scientifiche, senza semplificazioni e senza inutili allarmismi. Una gestione moderna, efficace e responsabile della fauna selvatica, capace di tenere insieme tutela della biodiversità, sicurezza, agricoltura, sanità animale e presidio del territorio, richiede infatti pianificazione, controlli e collaborazione fra istituzioni, mondo scientifico, mondo venatorio, territori e tutti i soggetti coinvolti”.

– foto www.pexels.com –
(ITALPRESS).

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Cina: un inizio ruggente per i cuccioli all’asilo delle tigri

Cina: un inizio ruggente per i cuccioli all'asilo delle tigri

Alzate le zampe se volete vedere un asilo per tigri! Al Parco delle tigri siberiane di Hengdao, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang, i cuccioli trascorrono le giornate ricevendo ogni giorno le cure necessarie, mentre crescono e diventano più forti. Guardate questi adorabili tigrotti! (XINHUA/ITALPRESS) mec/(Fonte video: Xinhua)

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Singapore targets 7 companies over wildfires in Indonesia as toxic haze worsens

Singapore has identified seven companies it says were involved in wildfires in Indonesia that are choking the city state with haze, and plans to issue notices requiring them to take preventive measures, the Business Times reported. The companies will receive notices under the Transboundary Haze Pollution Act requiring them to stop or refrain from burning and submit plans to prevent a recurrence, the newspaper reported, citing Sustainability and the Environment Minister Grace Fu at a Friday press...

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Marocco, in arrivo circa 40mila tonnellate di gasolio russo con il via libera dagli Usa

Marocco, in arrivo circa 40mila tonnellate di gasolio russo con il via libera dagli Usa

ROMA (ITALPRESS) – Una petroliera con circa 40mila tonnellate di gasolio russo a basso tenore di zolfo è diretta verso il Marocco. Lo riporta al Arabiya. La spedizione segna la ripresa delle esportazioni di prodotti petroliferi da parte di Mosca, dopo intese con gli Stati Uniti che hanno portato a un allentamento parziale delle restrizioni sul commercio di derivati del petrolio russo.

Secondo i dati del London Stock Exchange Group, la nave è stata caricata martedì scorso nel porto di Primorsk, sul Mar Baltico, e ha poi preso il largo in direzione del Regno. Non sono stati resi noti né l’identità della società importatrice, né il porto di scarico previsto, né il valore commerciale del carico o la data di arrivo nei porti marocchini. Si tratta di una delle prime operazioni di esportazione registrate dopo l’allentamento parziale delle restrizioni russe sulle esportazioni di gasolio, entrato in vigore il 10 ottobre.

L’arrivo della nave coincide con un nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti nelle stazioni di servizio marocchine: all’inizio di ottobre il costo del litro ha superato i 16,3 dirham. Il Marocco non è alla prima esperienza di importazioni di gasolio russo. Già nel 2023 il Paese aveva aumentato gli acquisti da Mosca, approfittando della riorganizzazione dei flussi commerciali petroliferi globali successiva all’invasione dell’Ucraina e al divieto dell’Unione europea sull’importazione via mare di prodotti petroliferi russi.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cina: insegnante USA in pensione racconta amicizia con eroina ecologista cinese

Cina: insegnante USA in pensione racconta amicizia con eroina ecologista cinese

“La nostra amicizia è un dono del cielo”: l’insegnante statunitense in pensione Ronald Sakolsky racconta la sua amicizia con l’eroina ecologista cinese Yin Yuzhen. Oltre 20 anni fa, Sakolsky ha donato 5.000 dollari per sostenere gli sforzi di Yin nella piantumazione di alberi. Oggi, gli oltre 50.000 alberi cresciuti grazie a quella donazione rappresentano una testimonianza vivente dell’amicizia tra i due popoli.
(XINHUA/ITALPRESS) mec/(Fonte video: Xinhua)

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Dalla Regione Basilicata pacchetto da 17 milioni contro i rincari per agricoltura e imprese

Dalla Regione Basilicata pacchetto da 17 milioni contro i rincari per agricoltura e imprese

POTENZA (ITALPRESS) – Dieci milioni di euro dedicati al comparto agricolo e sette milioni destinati al tessuto produttivo regionale, con particolare attenzione al settore dell’autotrasporto. È il pacchetto di risorse messo in campo dalla Regione Basilicata per far fronte ai rincari dell’energia e delle materie prime, illustrato dal Presidente della Regione, Vito Bardi, nel corso di un incontro con una delegazione di Coldiretti a cui hanno partecipato anche l’assessore alle Politiche agricole, Carmine Cicala, l’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo. Un intervento straordinario che punta a immettere liquidità immediata nelle arterie economiche del territorio, a sostegno delle imprese e delle famiglie lucane colpite da una congiuntura internazionale particolarmente complessa.

“In un momento segnato da forti contrazioni di bilancio e dalla diminuzione delle entrate derivanti dalle estrazioni idrocarburiche – ha precisato Bardi – siamo riusciti a reperire risorse preziose per sostenere chi produce e crea lavoro. L’agricoltura rappresenta una colonna portante della nostra regione, non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale. Accanto alle risorse per il mondo agricolo – ha aggiunto il Presidente – abbiamo voluto dare un segnale forte al comparto produttivo e agli autotrasportatori, anello fondamentale della catena di distribuzione le cui difficoltà rischiano di ripercuotersi sui costi dell’intera filiera”.

Nel corso del confronto il governatore ha evidenziato lo sforzo dell’amministrazione regionale nel bilanciare le esigenze di tenuta sociale con la priorità di investire sulle attività capaci di generare sviluppo e crescita competitiva. Il pacchetto annunciato costituisce un primo passo di un percorso che la Regione intende portare avanti nei prossimi mesi, sfruttando le manovre di assestamento di bilancio e la programmazione delle risorse europee e dei fondi Poc per intercettare ulteriori sostegni.

A margine della riunione Bardi ha accolto la proposta di istituire un tavolo di confronto periodico con le organizzazioni di categoria, con cadenza trimestrale, per monitorare l’efficacia delle misure adottate e programmare in modo condiviso le prossime strategie di sviluppo per la Basilicata.

– Foto Regione Basilicata –

(ITALPRESS).

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Ersu Palermo, attiva la nuova convenzione per la ristorazione studentesca a Trapani

Ersu Palermo, attiva la nuova convenzione per la ristorazione studentesca a Trapani

TRAPANI (ITALPRESS) – “A partire da lunedì 19 ottobre sarà operativa una nuova convenzione per il servizio di ristorazione nella città di Trapani”. Ad annunciarlo è il presidente di ERSU Palermo, Giuseppe Giordano, che informa anche che “al fine di garantire una maggiore flessibilità e rispondere alle diverse esigenze degli studenti, il nuovo servizio offrirà due comode opzioni di fruizione: la consumazione in loco e la consegna a domicilio”.

Per Giordano si tratta di “un’importante conferma dei servizi offerti alla comunità studentesca”. La data di avvio del servizio rivolto agli studenti universitari UniPa del polo di Trapani e del Conservatorio Scontrino di Trapani è fissata per lunedì prossimo. Ad assicurare il servizio sarà “Sei Gradi Steakhouse” in via Palmerio Abate 10, Trapani.

La ristorazione verrà garantita agli studenti in modalità self-service e come servizio di delivery tramite l’apposita APP ERSUPALERMO.

Il locale “Sei Gradi Steakhouse”, fanno sapere da ERSU, si aggiunge così alla rete di strutture partner dell’Ente. Questa collaborazione mira a offrire agli studenti un ambiente di qualità dove poter consumare i propri pasti, garantendo standard elevati e un’offerta variegata, sottolineano da ERSU.

– Foto ufficio stampa ERSU Palermo –

(ITALPRESS).

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China urges Israel to end West Bank settlement expansion and ease Gaza crisis

In talks with Israel’s president on Thursday, Chinese Foreign Minister Wang Yi called for an immediate easing of the humanitarian crisis in Gaza and for Israel to reverse its West Bank settlement expansion. “The imperative priority is to fully open access routes into Gaza. Two million civilians must not be left to struggle on the brink of survival, nor can this humanitarian catastrophe be allowed to spread,” Wang said, according to a Chinese foreign ministry statement on Friday. The meeting with...

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Allegri “A Venezia sfida insidiosa, dobbiamo trovare le soluzioni ai problemi”

Allegri “A Venezia sfida insidiosa, dobbiamo trovare le soluzioni ai problemi”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Domani vogliamo ritornare alla vittoria ma sappiamo che affrontiamo una buona squadra su un campo insidioso. Bisogna interpretare il match con equilibrio e massimo rispetto per l’avversario”. Così l’allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, alla vigilia della sfida in laguna che arriva dopo la sconfitta in coppa con il Villarreal e nella settimana in cui gli arancioneroverdi hanno cambiato guida tecnica, passando da Stroppa a Nicola. “Il Venezia non ha fatto punti sinora, ma ha sempre disputato buone partite. Hanno valori tecnici nei singoli giocatori e anche se sono a quota zero hanno sempre creato occasioni e hanno mostrato una identità. Poi è arrivato Davide Nicola, un allenatore che ha sempre fatto bene ed è un ottimo tecnico – spiega Allegri in conferenza stampa -. Il campo di Venezia, poi, è sempre particolare perchè è piccolino e molto insidioso. Bisogna calarsi nel clima di questo tipo di gare cercando di conquistare i tre punti ma andando coi piedi di piombo e con molta concentrazione”.

Si va avanti con alti e bassi, ma Allegri assicura di non essere “preoccupato, bisogna solo trovare la soluzione ai problemi. Dobbiamo gestire meglio il possesso della palla e anche gli imprevisti. Gli errori tecnici possono capitare, come è accaduto in Spagna, però abbiamo avuto sempre le occasioni per rimettere la partita in pareggio. Purtroppo non abbiamo concretizzato, però dobbiamo essere consapevoli che nell’arco della gara non bisogna perdere l’equilibrio per alcuni episodi, ma rimetterci a giocare con la giusta determinazione. Siamo all’inizio della stagione e ci sono situazioni che vanno migliorate. Anche quando abbiamo battuto il Frosinone non siamo stati sempre attenti sulle ripartenze. Poi nel calcio contano i risultati ma la squadra deve crescere nella gestione mentale, anche perchè se c’è un episodio contrario non ci deve crollare il mondo addosso ma bisogna reagire con calma”.

Nessun allarme anche per quanto riguarda i rapporti con De Bruyne. “Infastidito dai suoi atteggiamenti? No, c’è stata una incomprensione anche perchè siamo finiti sotto nella partita – dice riferendosi al match di Champions -. Poi io parlavo in italiano, lui in inglese, poi in inglese e lui in italiano e non ci siamo capiti, ma succede e potrà succedere ancora. Il ragazzo è intelligente e ha capito”, ha chiarito Allegri che domani potrebbe affidarsi a Lucca. “Dovrò fare l’allenamento di oggi e poi valuterò se giocherà lui o Hojlund che le sta giocando tutte. Lucca in Spagna ha fatto bene, ha delle qualità importanti e deve dare di più anche in termini di gol. Viene troppo criticato, ma comunque in campo, al di là degli errori che tutti facciamo, è entrato sempre con il piglio giusto. Il doppio centravanti? Può essere una soluzione. Lucca e Hojlund hanno dimostrato di poter stare insieme. Si deve lavorare sull’equilibrio. Abbiamo bisogno di tutti. Anguissa, Olivera e Alisson sono rientrati, abbiamo anche McTominay, ma purtroppo abbiamo perso Neres”.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Mario Biondi pubblica “Two Entities”, da novembre il tour nei teatri

Mario Biondi pubblica “Two Entities”, da novembre il tour nei teatri

ROMA (ITALPRESS) – È disponibile da oggi in digitale, CD e vinile “Two Entities”, il nuovo album di inediti di Mario Biondi, che torna a cantare in inglese a vent’anni dallo storico debutto di “Handful of Soul”, uscito nell’ottobre 2006. Il disco, pubblicato da Sony Music Italy, si inserisce nell’anno delle celebrazioni per il ventennale di “This Is What You Are” e “Handful of Soul”, i brani che hanno segnato l’affermazione internazionale del crooner siciliano.

“Two Entities” riunisce collaborazioni con protagonisti della scena soul e jazz internazionale, tra cui Antonio Faraò, Leee John, Till Brönner, Max dei Gabin, Mia Cooper, Harvey Mason, John Patitucci e Dominique Di Piazza. Registrato tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, l’album nasce dall’incontro tra musicisti di primo piano e dalle session in studio. Il singolo “Cocktail Blue”, di cui Biondi ha firmato musica e testo, è in radio con la collaborazione del producer Riccardo Piparo. Il nuovo lavoro rappresenta il contrappunto internazionale di “Prova d’autore”, l’album in italiano che ha segnato una svolta nella carriera dell’artista, confermandone la volontà di esplorare linguaggi musicali diversi senza rinunciare alla propria identità. Dal 1° novembre Mario Biondi tornerà inoltre nei teatri italiani con un tour che ripercorrerà vent’anni di carriera, dai successi che lo hanno consacrato nel panorama del soul e del jazz contemporaneo ai brani del nuovo album, presentati per la prima volta dal vivo.

In scaletta anche omaggi e riletture di canzoni di altri artisti, accanto ai classici del suo repertorio. Sono previsti due appuntamenti speciali a Roma e Milano. Dall’inizio del 2026 Biondi si è già esibito in oltre 25 palchi in Italia, tra teatri e location all’aperto, e in 18 concerti all’estero in 13 Paesi. Il nuovo tour celebrerà il percorso artistico iniziato con “This Is What You Are”, il brano che ha fatto conoscere al pubblico internazionale la sua voce profonda e inconfondibile.

– Foto ufficio stampa Parole & Dintorni –

(ITALPRESS).

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Cina: Hong Kong istituisce centro per promuovere uso industriale di IA incarnata

HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il primo polo internazionale di Hong Kong dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale (IA) incarnata è stato inaugurato ieri, nell’ambito degli sforzi della città volti a promuovere l’impiego industriale dell’IA.

Il polo, avviato dall’Hong Kong Industrial Artificial Intelligence & Robotics Center, che fa capo all’Hong Kong Productivity Council (HKPC), riunirà sette partner per il supporto tecnologico e otto partner globali per gli scenari di simulazione, con l’obiettivo di ampliare l’impiego dell’IA incarnata nella produzione manifatturiera, nella logistica intelligente, nei servizi al dettaglio, nella manutenzione e nei servizi pubblici.

La chiave per sviluppare l’IA incarnata risiede nella capacità di adattare i robot umanoidi a diversi contesti, ha dichiarato il presidente dell’HKPC, Sunny Tan. Il polo addestrerà gli umanoidi attraverso simulazioni ispirate ad attività della vita reale svolte in Paesi e regioni di tutto il mondo, per aiutare gli sviluppatori ad accelerare l’ingresso nei mercati della Cina continentale e all’estero.

Intervenendo alla cerimonia di inaugurazione, Sun Dong, segretario per l’Innovazione, la tecnologia e l’industria del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong (HKSAR), ha sottolineato che i robot umanoidi e l’IA incarnata rappresentano tecnologie rivoluzionarie, in grado di stimolare la trasformazione industriale. Hong Kong, ha aggiunto, farà leva sui propri punti di forza per portare la tecnologia nelle fabbriche e promuovere una nuova industrializzazione.

Portando avanti la propria strategia a favore dell’IA, il governo di Hong Kong investirà un ulteriore miliardo di dollari di Hong Kong, pari a circa 127 milioni di dollari statunitensi, nel programma di sovvenzioni dedicato all’intelligenza artificiale. Predisporrà inoltre entro quest’anno un fondo industriale da 10 miliardi di dollari di Hong Kong per convogliare gli investimenti di mercato verso l’IA e i robot umanoidi, ha dichiarato Sun.

(ITALPRESS).

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Nasce l’Agenzia Unica per la Mobilità dello Stretto, protocollo tra Messina e Reggio Calabria

Nasce l’Agenzia Unica per la Mobilità dello Stretto, protocollo tra Messina e Reggio Calabria

MESSINA (ITALPRESS) – Un’Area integrata dello Stretto per coordinare trasporti, turismo, cultura e servizi tra Messina e Reggio Calabria. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto dai sindaci Federico Basile e Francesco Cannizzaro, stamane, a bordo della nave traghetto Elio, alla presenza delle rispettive giunte e dei consigli comunali delle due città. Tra i punti centrali dell’accordo, della durata di cinque anni, la promozione dell’Agenzia Unica dello Stretto per la Mobilità, organismo sovracomunale destinato a coordinare il trasporto pubblico marittimo e terrestre, monitorare la qualità dei servizi e favorire l’accesso ai finanziamenti per le infrastrutture.

Il progetto punta inoltre a migliorare i collegamenti intermodali tra Messina e l’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria, attraverso servizi coordinati di autobus, traghetti e treni, e a introdurre un biglietto unico per gli spostamenti nell’area. Prevista anche la promozione della denominazione commerciale “Reggio Calabria-Messina” per lo scalo aeroportuale.

“Abbiamo già un’interlocuzione direttamente col governo – ha dichiarato Cannizzaro -. Gli uffici nostri sono già al lavoro per elaborare questa norma, per sancire di fatto l’Area integrata dello Stretto”. Basile ha annunciato che dall’1 dicembre la flotta di Atm Messina sarà impegnata nei collegamenti tra la città e l’aeroporto. L’intesa comprende inoltre iniziative congiunte per la promozione turistica e culturale, la collaborazione tra le università, agevolazioni per gli studenti pendolari e un sistema integrato di monitoraggio e protezione civile.

– Foto xr6/Italpress –

(ITALPRESS).

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Ue, Mattarella “Avanti con determinazione sulle riforme”

Ue, Mattarella “Avanti con determinazione sulle riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello del futuro del nostro progetto europeo
è tema di estrema attualità, come mostra la realtà della
congiuntura internazionale, segnata da profonde trasformazioni
degli equilibri geopolitici, dal riemergere di conflitti e
tensioni alle frontiere dell Europa. L’Unione Europea si trova
dinanzi a sfide straordinarie che investono la sua sicurezza, la
sua prosperità, la sua capacità di agire con autorevolezza sulla
scena internazionale, con conseguenze rilevanti sulla vita dei
nostri cittadini. Nessun Paese del Continente può pensare a un
futuro separato da quello degli altri: sarebbe una fuga dalla
realtà e, ancor più che un’illusione, un atto autolesionista. Dai
dati più recenti dell’Eurobarometro risulta che circa il 90% dei
nostri cittadini chiede una maggiore unità tra gli Stati membri.
L’interesse della generazione di oggi e di quelle future richiede
che si prosegua con determinazione con le riforme interne
necessarie”. Così il presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, parlando al vertice Arraiolos in Slovenia.
Il capo dello Stato ha poi sottolineato come “l’Unione ha indispensabile bisogno di modalità di decisione più snelle e veloci”, oltre alla “necessaria accelerazione del processo
di allargamento, dai Paesi dei Balcani occidentali a Ucraina e
Moldova: Una Unione di ben oltre trenta membri non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione”.
(ITALPRESS).
-Foto: Quirinale-

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Cina: spesa per ricerca e sviluppo in aumento dell’8,2% nel 2025

Cina: spesa per ricerca e sviluppo in aumento dell’8,2% nel 2025

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La spesa cinese per la ricerca e lo sviluppo (R&S) è aumentata dell’8,2% su base annua nel 2025, raggiungendo i 3.930 miliardi di yuan (circa 584,5 miliardi di dollari). Lo ha reso noto oggi l’Ufficio nazionale di statistica (NBS).
Durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025), la spesa del Paese per l’R&S è cresciuta a un tasso medio annuo del 10%, rendendo la Cina il secondo maggiore investitore al mondo nel settore, ha dichiarato Luo Qiushi, statistico dell’NBS.

L’intensità della spesa cinese in questo ambito, misurata in rapporto al PIL, è aumentata lo scorso anno di 0,11 punti percentuali, raggiungendo il 2,8%. Il dato ha superato per la prima volta la media OCSE del 2,72%, collocando il Paese al 12esimo posto a livello mondiale.

Per tipologia di attività, la spesa per la ricerca di base, la ricerca applicata e lo sviluppo sperimentale è aumentata rispettivamente del 13,3%, del 3,2% e dell’8,4% su base annua, raggiungendo i 283,46 miliardi, i 444,16 miliardi e i 3.200 miliardi di yuan.
La spesa delle imprese per la ricerca e lo sviluppo ha superato per la prima volta i 3.000 miliardi di yuan, rappresentando il 77,4% del totale.

Secondo l’NBS, le imprese hanno rappresentato oltre il 77% della spesa complessiva del Paese per l’R&S per quattro anni consecutivi. Il loro contributo all’aumento complessivo ha raggiunto il 73,7%, consolidandone il ruolo di principale motore dell’espansione della spesa cinese nel settore.

– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).

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Ue, Mattarella “Avanti con determinazione sulle riforme”

Ue, Mattarella “Avanti con determinazione sulle riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello del futuro del nostro progetto europeo è tema di estrema attualità, come mostra la realtà della congiuntura internazionale, segnata da profonde trasformazioni degli equilibri geopolitici, dal riemergere di conflitti e tensioni alle frontiere dell Europa. L’Unione Europea si trova dinanzi a sfide straordinarie che investono la sua sicurezza, la sua prosperità, la sua capacità di agire con autorevolezza sulla scena internazionale, con conseguenze rilevanti sulla vita dei nostri cittadini. Nessun Paese del Continente può pensare a un futuro separato da quello degli altri: sarebbe una fuga dalla realtà e, ancor più che un’illusione, un atto autolesionista. Dai dati più recenti dell’Eurobarometro risulta che circa il 90% dei nostri cittadini chiede una maggiore unità tra gli Stati membri. L’interesse della generazione di oggi e di quelle future richiede che si prosegua con determinazione con le riforme interne necessarie”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al vertice Arraiolos in Slovenia.

“In questi dodici anni ho visto crescere progressivamente la consapevolezza che l’Unione ha indispensabile bisogno di modalità di decisione più snelle e veloci. Vi concorrono anche due elementi ulteriori: la rapidità con cui, nel mondo, nascono – e si susseguono – problemi nuovi di decisiva importanza, che chiedono risposte tempestive. Senza velocità di decisioni questi problemi, nella vita internazionale, verrebbero decisi da altri soggetti e in Europa ne subiremmo passivamente gli effetti. Vi si aggiunge la necessaria accelerazione del processo di allargamento, dai Paesi dei Balcani occidentali a Ucraina e Moldova: Una Unione di ben oltre trenta membri non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione”, ha sottolineato.

“Non occorrono molte parole riguardo alla necessità della difesa comune, procedendo con determinazione e velocità alla interoperabilità dei nostri strumenti militari, sia perché condizione indispensabile per la difesa comune sia per rafforzare la Nato sul versante europeo, per ripristinare l’equilibrio rispetto alla postura della Russia; equilibrio che, nella storia, è sempre stato la garanzia della pace, vanificando tentazioni di aggressività. E’ necessario completare il sistema finanziario dell’Unione: nel confronto, che cerchiamo sempre collaborativo, con altre forti economie non possiamo restare a lungo con un edificio complesso incompleto. Sarà di grande difficoltà trovare le intese per approdarvi ma è indispensabile”, ha ribadito il Capo dello Stato.

“Tra i passi da compiere è ampiamente condivisa la necessità di rafforzare la competitività europea. Un altro elemento decisivo è rappresentato dal negoziato sul quadro finanziario pluriennale dell’Unione, perché le scelte che compiremo definiranno non solo la distribuzione delle risorse europee, ma anche il livello di ambizione con cui l’Europa intende affrontare le trasformazioni in atto. Mi auguro che sia adeguatamente ambizioso: a responsabilità crescenti devono corrispondere strumenti e risorse adeguati, per sostenere le priorità comuni, rafforzare la coesione e tradurre gli obiettivi politici in capacità concreta di azione, L’Eurobarometro ci dice anche che il 75% degli europei considera l’Unione un fattore di stabilità in un contesto mondiale di crisi”, ha aggiunto.

“Sembra che i nostri concittadini avvertano quanto nell’Unione stiamo facendo per presentare al mondo e concretamente realizzare un modello di pace e convivenza collaborativa. La rete di accordi di libero scambio che l’Unione ha realizzato e sta ulteriormente sviluppando con altre grandi aree del mondo – dal Canada al Mercosur, dal Giappone all’India, all’Australia e altre aree – produce interessi condivisi e obiettivi comuni, garanzia di pace. Un modello alternativo a quello degli scontri, dei contrasti commerciali o addirittura bellici“, ha concluso il capo dello Stato.

– Foto Quirinale –
(ITALPRESS).

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E.ON Italia, nuova sede nel cuore di Milano Innovation District

E.ON Italia, nuova sede nel cuore di Milano Innovation District

MILANO (ITALPRESS) – E.ON Italia si insedia a Horizon nel cuore di MIND – Milano Innovation District, con una nuova sede in uno dei principali ecosistemi italiani dedicati all’innovazione e alla ricerca. Un’inaugurazione che rafforza il legame con il distretto, dove l’azienda – attraverso E.ON Energy Infrastructure Solution – contribuisce allo sviluppo energetico di MIND con ectogrid, il sistema che integra infrastrutture energetiche e gestione digitale per coordinare i fabbisogni di riscaldamento e raffrescamento degli edifici.

fsc/gsl
(video in collaborazione con E.ON)

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Ericsson, Ripamonti “Regione Liguria al fianco dei lavoratori”

Ericsson, Ripamonti “Regione Liguria al fianco dei lavoratori”

GENOVA (ITALPRESS) – “Regione Liguria è al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali e continuerà a mettere in campo ogni iniziativa utile, anche attraverso un confronto diretto con l’azienda, per individuare soluzioni condivise. In questa fase, il nostro obiettivo è avere il tempo e mantenere aperta la trattativa, per evitare che si arrivi a una situazione traumatica per le 131 persone coinvolte”. Così l’assessore regionale alle Vertenze aziendali e ai Rapporti con le organizzazioni sindacali Paolo Ripamonti è intervenuto questa mattina all’assemblea pubblica dei lavoratori Ericsson agli Erzelli.

“Le decisioni che le aziende prendono non possono prescindere dalla valutazione delle ricadute sui territori e sui lavoratori: conosco bene queste dinamiche, anche per averle vissute nelle crisi industriali della provincia di Savona – continua l’assessore Ripamonti -. L’incremento delle mensilità previste per le uscite volontarie è un elemento da valutare, ma non può essere l’unica risposta, soprattutto per chi, per età e professionalità, rischia di incontrare maggiori difficoltà nel ricollocarsi. È necessario lavorare per tutelare tutti, anche coloro che non intendono aderire alle uscite volontarie, e chiedere a Ericsson di chiarire che il suo impegno su Genova e sulla Liguria c’è e ci sarà in futuro”.

“L’impegno della Regione è quello di continuare a lavorare insieme ai sindacati, con determinazione e senza venire meno al confronto, per cercare di costruire una soluzione che garantisca la tutela occupazionale” conclude.

– Foto Regione Liguria –

(ITALPRESS).

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Ucraina, von der Leyen “No revoca sanzioni finchè Russia non pone fine a guerra”

Ucraina, von der Leyen “No revoca sanzioni finchè Russia non pone fine a guerra”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’obiettivo, entro la fine dell’anno, è aprire gli ultimi due cluster, così da entrare nel vivo delle riforme indispensabili per l’adesione. Naturalmente, discuteremo della preparazione all’inverno, ovvero di come sostenere l’Ucraina durante la stagione fredda ormai alle porte.
La Russia sta tentando in ogni modo di distruggere le infrastrutture energetiche e idriche, ma noi siamo al vostro fianco. Vi sosterremo, come abbiamo fatto negli inverni passati.
Ce la faremo”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un punto stampa con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antònio Costa. “Abbiamo sostenuto la proposta del presidente Zelensky per una tregua energetica, ma la Russia non l’ha rispettata, nemmeno per un minuto. Al contrario, la Russia ha intensificato le ostilità; di conseguenza, dobbiamo aumentare la pressione su di essa”, ha aggiunto. “Stiamo lavorando al ventiduesimo pacchetto di sanzioni e un punto è assolutamente chiaro: non revoceremo alcuna sanzione finchè la Russia non porrà fine alla guerra. Infine, esamineremo le vostre necessità in ambito finanziario, di bilancio e militare, non solo per il 2026, ma anche per l’anno successivo, il 2027”, ha concluso von der Leyen.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Risolte le anomalie alla rete di trasmissione dati, ripristinata operatività voli a Catania e Comiso

Risolte le anomalie alla rete di trasmissione dati, ripristinata operatività voli a Catania e Comiso

CATANIA (ITALPRESS) – A seguito del ripristino del sistema nazionale per il controllo del traffico aereo, Sac comunica il ritorno alla piena operatività degli aeroporti di Catania e Comiso. E’ quanto si legge in una nota della società di gestione dei due scali.
Sac, sottolinea la nota, continua a monitorare la situazione e invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Palermo, riapre la “Zona Bianca” del centro commerciale Conca d’Oro dopo l’incendio di settembre

Palermo, riapre la “Zona Bianca” del centro commerciale Conca d’Oro dopo l’incendio di settembre

PALERMO (ITALPRESS) – Riapre parzialmente il centro commerciale Conca d’Oro, a Palermo, dopo l’incendio dello scorso primo settembre. Da oggi torna accessibile la cosiddetta “Zona Bianca”, l’area meno colpita dal rogo, che ospita 57 attività commerciali pronte ad accogliere i clienti a partire da mezzogiorno.

“La riapertura della zona bianca del Conca d’Oro di Palermo, rappresenta un momento importante, un primo passo che era giusto accompagnare con la nostra presenza. Ma voglio essere chiaro: oggi non è il giorno delle passerelle o delle celebrazioni. Sarà un momento di attenzione, responsabilità e soprattutto di rinnovato impegno”, dichiara l’assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana, Edy Tamajo in occasione della riapertura della zona bianca del Conca d’Oro.

“Non dobbiamo abbassare la guardia. Questa prima apertura è certamente un segnale positivo, ma il nostro obiettivo resta uno solo: arrivare alla piena riapertura di tutte le zone. Solo allora potrò dirmi totalmente soddisfatto. Continueremo a seguire la situazione con la massima attenzione, mantenendo alta la pressione e lavorando affinché si possa arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione complessiva. Oggi riconosciamo l’importanza di questo primo risultato, ma sappiamo bene che il percorso non è ancora concluso. Il messaggio è semplice: nessuna passerella, nessun trionfalismo. Ci siamo oggi e continueremo a esserci, con la stessa determinazione, fino a quando tutte le aree del Conca d’Oro non saranno nuovamente aperte e pienamente fruibili”, aggiunge Tamajo.

“La riapertura di oggi – sottolinea il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – rappresenta un punto di ripartenza importante per il centro commerciale Conca d’Oro e per tutto il suo tessuto economico e occupazionale. Un risultato raggiunto in tempi brevi grazie all’impegno dei commissari e alla collaborazione tra le istituzioni, a partire dalla Regione Siciliana e dal Comune di Palermo. Non è una giornata di festa, ma un passaggio importante di un percorso che non può considerarsi concluso. Il mio pensiero, infatti, va alle lavoratrici e ai lavoratori che, a causa dei danni provocati dall’incendio, non hanno ancora potuto riprendere la propria attività. A loro e alle loro famiglie va la nostra attenzione, con la consapevolezza che nessuno può e deve essere lasciato indietro. Come Comune siamo al lavoro per individuare soluzioni concrete che consentano anche alle attività ancora escluse dalla riapertura di ripartire, attraverso la possibilità di una delocalizzazione temporanea in locali di proprietà comunale, in vista del periodo natalizio. L’obiettivo è creare le condizioni per tutelare l’occupazione e restituire prospettive a chi oggi si trova ancora in difficoltà. Essere presenti oggi significa riconoscere il valore di questo primo passo, senza dimenticare chi è ancora in attesa di tornare al lavoro. Per questo non abbasseremo la guardia: continueremo a lavorare, insieme a tutte le istituzioni e alle parti sociali, affinché questo percorso di ripresa sia il più possibile inclusivo e nessuno venga lasciato indietro”.

Assenti alla cerimonia le sigle sindacali, preoccupate per i risvolti occupazionali dei lavoratori delle aree ancora danneggiate.

– Foto comune di Palermo, Stefano Patania –

(ITALPRESS).

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“Ploom Flavour Garden”, a Milano musica, creatività e innovazione al centro

“Ploom Flavour Garden”, a Milano musica, creatività e innovazione al centro

MILANO (ITALPRESS) – Musica, creatività e innovazione sono state al centro di Ploom Flavour Garden – Something New Is Growing, l’appuntamento organizzato da JTI a Milano.
Ispirata alla metafora del giardino come luogo in cui idee, persone e talenti possono crescere, l’iniziativa ha riunito artisti provenienti da percorsi differenti in un’esperienza costruita intorno alla musica e alla nuova gamma LYO, la linea di stick senza tabacco contenenti nicotina di Ploom.
L’appuntamento, spiega una nota, “si inserisce nel percorso di innovazione di JTI, fondato sull’ascolto dei consumatori adulti e sullo sviluppo di proposte in linea con l’evoluzione delle loro preferenze. In questo quadro, l’Italia rappresenta per il Gruppo un mercato strategico e un contesto nel quale mettere in relazione tecnologia, cultura e creatività”.
“In JTI consideriamo l’innovazione una leva fondamentale per creare valore e rispondere in modo concreto all’evoluzione delle esigenze dei consumatori adulti – ha detto Igor Dzaja, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia -. E’ un impegno che nasce dall’ascolto, dalla ricerca e dalla capacità di integrare tecnologia, cultura e creatività. L’Italia riveste un ruolo strategico in questo percorso e iniziative come Ploom Flavour Garden testimoniano la nostra volontà di continuare a investire nel Paese, sviluppando proposte ed esperienze sempre più rilevanti per il pubblico adulto”.
Protagonista della serata è stato Ernia, che ha guidato il momento principale della programmazione musicale. Accanto a lui, una line-up di artisti emergenti ha accompagnato il pubblico lungo le diverse fasi dell’appuntamento, mettendo in dialogo percorsi, linguaggi ed esperienze musicali differenti. La musica ha rappresentato così il filo conduttore dell’intera serata e l’elemento di raccordo tra il racconto della crescita, i talenti coinvolti e l’esperienza Ploom.
L’evento ha inoltre accompagnato la comunicazione della nuova gamma LYO attraverso un percorso legato alle preferenze individuali. Gli ospiti adulti hanno potuto esplorare quattro ambienti ispirati alle referenze Arctic Mint, Wild Berry, Golden Pear e Winter Apple, ciascuno caratterizzato da colori, elementi visivi e installazioni dedicati. Il tema della scelta ha rappresentato il punto di incontro tra l’esperienza musicale e il racconto della gamma, offrendo ai partecipanti la possibilità di conoscere referenze differenti all’interno di un percorso coerente con il concept dell’evento.
“La musica è uno dei territori attraverso cui Ploom costruisce un dialogo contemporaneo con i consumatori adulti. Ploom Flavour Garden si inserisce in questo percorso e accompagna la comunicazione della nuova gamma LYO con un’esperienza che mette al centro le preferenze individuali. Il concept della serata traduce il valore della scelta in un racconto concreto, nel quale musica e creatività permettono di conoscere le diverse referenze della gamma attraverso un linguaggio vicino ai territori culturali presidiati da Ploom”, ha dichiarato Akira Yamaguchi, Marketing Director di JTI Italia.

– news in collaborazione con JTI Italia –
– foto f12/Italpress –
(ITALPRESS).

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Edilizia, Sironi (Assogesso) “Sistemi a secco sostenibili e riciclabili al 100%”

Edilizia, Sironi (Assogesso)

MILANO (ITALPRESS) – Riciclabilità dei materiali, riduzione dell’impronta di carbonio, minore peso delle strutture e maggiore efficienza nella costruzione. E, anche, maggiore sicurezza. Sono i principali vantaggi dei sistemi a base gesso, secondo Luca Sironi, presidente di Assogesso, che sottolinea le potenzialità di queste soluzioni per un’edilizia più sostenibile e performante. “Un sistema a secco è intrinsecamente riciclabile al 100%, smontabile, demolibile, con evidenti vantaggi”, afferma Sironi in un’intervista a Italpress.

col5/gsl

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Studenti in piazza, a Milano in migliaia al corteo “Nessuno è straniero”. Momenti di tensione a Roma e Torino

Studenti in piazza, a Milano in migliaia al corteo “Nessuno è straniero”. Momenti di tensione a Roma e Torino

MILANO (ITALPRESS) – Alcune migliaia di studenti hanno sfilato per le vie del centro di Milano nell’ambito del corteo “Nessuno è straniero”, che vede unite diverse organizzazioni del mondo studentesco medio e universitario. Il lungo serpentone è partito da Largo Cairoli, ha transitato per Piazza della Scala e si è diretto verso la zona di Porta Romana. La manifestazione si è svolta regolarmente e senza che si siano registrati momenti di tensione. Al centro della mobilitazione la contestazione dei provvedimenti del Governo Meloni in materia di riforme scolastiche e inclusione, la denuncia dei costi insostenibili del caro affitti per gli studenti nel capoluogo lombardo e il no alle politiche di riarmo. Il corteo ha provocato inoltre numerosi ingorghi per le strade del centro cittadino.

A TORINO MIGLIAIA STUDENTI IN CORTEO PER IL “NO MELONI DAY”

Anche a Torino è il giorno del “Melony Day”, con il corteo studentesco che si avvia alla conclusione dopo aver attraversato le strade del centro città. Tutti gli spezzoni della manifestazione si sono radunati in piazza Castello, davanti alla sede della Prefettura. È qui che poco fa si è verificato qualche momento di tensione, con un folto gruppo di ragazzi che è arrivato a pochi metri di distanza dal cordone di polizia a presidio del palazzo. Le forze dell’ordine hanno fatto una carica di alleggerimento contro gli studenti, sono stati lanciati lacrimogeni e attivati gli idranti per allontanare i manifestanti.

In mattinata era arrivato anche l’appello social del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, sul canale Instagram: “Tanti di voi stanno protestando chiedendo attenzione e ascolto. È un vostro diritto e le vostre ragioni meritano di essere ascoltate. Ma ci sono anche persone che entrano nelle scuole col volto coperto, spaccano computer, distruggono aule, devastano tutto. Questi sono teppisti e fanno un danno soprattutto a voi. Perché poi c’è anche chi approfitta di quelle immagini per parlare soltanto degli scontri, lasciando completamente in secondo piano i problemi che state sollevando – ha detto – E così la violenza finisce per togliere spazio proprio alle vostre ragioni. E per questo mi permetto di chiedervi una cosa precisa: isolateli, lasciateli soli. Fate capire chiaramente che agiscono soltanto per se stessi, perché la scuola è vostra, la protesta è vostra, le idee sono vostre, difendetele da chi cerca di trasformarle in violenza”.

MATTINATA DI FORTE IMPATTO SUL CENTRO DI ROMA

Nella mattinata odierna si è svolta a Roma una partecipata manifestazione studentesca di carattere spontaneo, che ha preso avvio dai concentramenti presso diversi istituti scolastici per poi confluire nell’area del Colosseo. Da lì è partito un corteo composto da migliaia di studenti, giunti anche da altre province, che ha raggiunto la sede del Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere.

L’intero svolgimento dell’iniziativa è stato costantemente monitorato dalle Forze di polizia, che hanno garantito ai partecipanti, con un approccio “low profile”, adeguati spazi di agibilità e di espressione in condizioni di sicurezza. La gestione dell’evento si è inserita in un contesto particolarmente complesso per la concomitante presenza di importanti appuntamenti istituzionali e commemorativi, tra cui le celebrazioni dedicate alla memoria della deportazione nazista degli ebrei romani e l’evento internazionale che ha visto la partecipazione di Presidenti dei Parlamenti europei e di altre alte cariche istituzionali.

Nel corso della manifestazione, un ristretto gruppo di soggetti travisati ha posto in essere reiterate azioni destabilizzanti per l’ordine e la sicurezza pubblica, in particolare in danno degli operatori delle Forze dell’ordine, effettuando lanci di bottiglie, bombe carta ed utilizzando il contenuto di estintori in direzione del dispositivo di sicurezza.

Tali condotte sono state puntualmente documentate dagli operatori della Polizia Scientifica ai fini delle conseguenti attività di identificazione. L’azione di questa componente minoritaria non ha tuttavia inciso sull’efficacia della strategia di gestione dell’ordine pubblico. In tarda mattinata il corteo è stato poi autorizzato a muovere in direzione di Città dell’altra economia, dove, al termine di un momento di confronto tra i partecipanti rimasti, la manifestazione ha avuto termine. Tutto il materiale raccolto dalla Polizia Scientifica sarà attentamente vagliato dagli investigatori della Digos per l’attribuzione di eventuali responsabilità.

VALDITARA “NON È ESPRESSIONE DEMOCRATICA DEL DISSENSO”

“Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, comentando la protesta degli studenti radunati davanti al Mim. Secondo il ministero, come risulta da numerosi video, i manifestanti hanno lanciato insulti e minacce contro il presidente Meloni e il ministro Valditara, gettato petardi, danneggiato la bandiera italiana, scagliato bombe carta contro le forze dell’ordine, ferito e intossicato agenti con pietre, bottiglie di vetro, fumogeni, imbrattato monumenti.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Termina lo sciopero nei pressi dell’ex Ilva di Taranto, rimossi i blocchi stradali

Termina lo sciopero nei pressi dell’ex Ilva di Taranto, rimossi i blocchi stradali

TARANTO (ITALPRESS) – Sono stati rimossi i blocchi stradali sulla strada statale 7 nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. La decisione dei sindacati metalmeccanici è arrivata prima del termine dello sciopero fissato per le 23. La decisione in seguito alla convocazione di Palazzo Chigi per il 27 ottobre.

“Comunichiamo ai lavoratori che lo sciopero terminerà alle ore 23:00 di questa sera. I presidi saranno rimossi a partire da questa mattina. Un grazie a tutti i lavoratori che hanno partecipato a questi lunghi 5 giorni di mobilitazione che ci hanno consentito di ricevere la convocazione a Palazzo Chigi. Invitiamo tutti i lavoratori a dare la propria adesione attraverso le Rsu, per la grande mobilitazione del 27 ottobre a Roma” E’ quanto scrivono i sindacati, Fim, Fiom Uilm, Usb. “Apriremo il confronto con il governo, porteremo le nostre istanze, spiegheremo tutte le nostre rivendicazioni. Sarà una giornata importante per cui abbiamo deciso assieme ai lavoratori di tenere lo sciopero sino alle 23 e già da stamattina di rimuovere i presidi” ha detto Biagio Prisciano, segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Papa Leone XIV “Il pane non sia mai usato come arma di guerra”

Papa Leone XIV “Il pane non sia mai usato come arma di guerra”

ROMA (ITALPRESS) – “Per garantire che le esigenze alimentari di domani siano soddisfatte, è necessario liberare la produzione di cibo da una mentalità puramente speculativa. Il pane non dovrebbe essere nè uno strumento di pressione geopolitica nè un bene finanziario volatile. Nè deve mai essere usato come arma di guerra”. Così Papa Leone XIV in un messaggio in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2026, scritto alla vigilia del suo ricovero al Gemelli.

“Infatti, impedire che il pane raggiunga una persona o distruggere i mezzi con cui viene prodotto costituisce una terribile offesa alla dignità umana. Il pane è prezioso perchè sostiene la vita che Dio ci ha donato. Dobbiamo quindi superare la tentazione di una visione a breve termine”, ha aggiunto. Secondo il Santo Padre “il mito secondo cui la crescita possa essere infinita nonostante le risorse limitate ha raggiunto il punto di rottura. Oggi l’innovazione richiede l’adozione di un senso di responsabilità intergenerazionale che guardi oltre i bilanci annuali. Innovazione significa conciliare la tecnologia con la saggezza, compresa quella ancestrale, mantenendo al contempo una visione per il futuro. Non si tratta di rifiutare i progressi tecnologici, ma piuttosto di integrarli con la saggezza dei contadini, che hanno maturato la loro conoscenza della terra e del clima attraverso secoli di osservazione coscienziosa. Ciò comporta anche la tutela dell’acqua come bene comune inalienabile”, ha concluso.

-Foto: Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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China urges Israel to end West Bank settlement expansion and ease Gaza crisis

In talks with Israel’s president on Thursday, Chinese Foreign Minister Wang Yi called for an immediate easing of the humanitarian crisis in Gaza and for Israel to reverse its West Bank settlement expansion. “The imperative priority is to fully open access routes into Gaza. Two million civilians must not be left to struggle on the brink of survival, nor can this humanitarian catastrophe be allowed to spread,” Wang said, according to a Chinese foreign ministry statement on Friday. The meeting with...

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China urges Israel to end West Bank settlement expansion and ease Gaza crisis

In talks with Israel’s president on Thursday, Chinese Foreign Minister Wang Yi called for an immediate easing of the humanitarian crisis in Gaza and for Israel to reverse its West Bank settlement expansion. “The imperative priority is to fully open access routes into Gaza. Two million civilians must not be left to struggle on the brink of survival, nor can this humanitarian catastrophe be allowed to spread,” Wang said, according to a Chinese foreign ministry statement on Friday. The meeting with...

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Malaysia’s Negeri Sembilan ruler orders chief minister out of sight in rare public rebuke

A Malaysian ruler known for being reserved has publicly berated his chief minister over efforts to unseat him, telling the politician to “go away” and withdraw his claim that the monarch no longer holds the throne. Negeri Sembilan, south of Kuala Lumpur, has been caught in a dispute since April over who is its rightful ruler, bringing down one state government aligned with Prime Minister Anwar Ibrahim’s ruling Pakatan Harapan (PH) coalition and leaving its newly appointed chief minister without...

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China invites Trump press secretary Katie Zacharia to visit after ‘proper toilets’ slur

Beijing has invited White House press secretary Katie Zacharia to visit the country more often after she said in an interview that China “doesn’t even have proper toilets”. The newly appointed spokeswoman for the Trump administration made the controversial remarks in an interview on Thursday with conservative commentator Jack Posobiec, when talking about the perception around 2016 that “the gold days, the glory days of the US were over and China was on the horizon”. “I remember this very...

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China invites Trump press secretary Katie Zacharia to visit after ‘proper toilets’ slur

Beijing has invited White House press secretary Katie Zacharia to visit the country more often after she said in an interview that China “doesn’t even have proper toilets”. The newly appointed spokeswoman for the Trump administration made the controversial remarks in an interview on Thursday with conservative commentator Jack Posobiec, when talking about the perception around 2016 that “the gold days, the glory days of the US were over and China was on the horizon”. “I remember this very...

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China invites Trump press secretary Katie Zacharia to visit after ‘proper toilets’ slur

Beijing has invited White House press secretary Katie Zacharia to visit the country more often after she said in an interview that China “doesn’t even have proper toilets”. The newly appointed spokeswoman for the Trump administration made the controversial remarks in an interview on Thursday with conservative commentator Jack Posobiec, when talking about the perception around 2016 that “the gold days, the glory days of the US were over and China was on the horizon”. “I remember this very...

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Inspections ordered at 8 more houses in Hong Kong’s One Stanley after rebar scandal

Hong Kong authorities have ordered the developer of One Stanley to inspect eight more homes, including one acquired by a Mongolian mining tycoon’s family, as concerns over substandard work at the seaside luxury estate mount. The details of the inspection were contained in a sales brochure updated by developer K&K Property on Friday and follow an announcement by the Buildings Department last month that it would conduct random checks on buildings at the estate. Online property news platform...

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EU rallies around Zelensky as rift widens with Trump over Russia energy strikes

European leaders on Friday rallied around Ukraine’s Volodymyr Zelensky as Kyiv’s ties with US President Donald Trump have nosedived and worries grow that US leader is increasingly siding with Russia. Relations between Kyiv and Washington have soured since last week, when Trump eased sanctions on Russia in exchange for Moscow releasing large amounts of diesel onto global markets. Zelensky infuriated Trump further by ordering Ukraine’s forces to restart strikes on Russian oil refineries in...

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Ucraina, Zelensky chiede all’Ue altri 70 miliardi per il 2027. I Ventisette rinviano la decisione a fine anno

Aggiornato alle 06:25

BRUXELLES — Settanta miliardi di euro in più, entro un anno. È la cifra che Volodymyr Zelensky ha messo ieri sul tavolo dei Ventisette, al secondo giorno del Consiglio europeo. «La guerra costerà 155 miliardi di euro l’anno prossimo. E ci servono almeno 70 miliardi in più da voi», ha detto il presidente ucraino ai leader, riferisce l’AFP. «È una cifra realistica e vi chiedo di trovare questo sostegno. Ci aiuterà a tenere indietro la Russia».

Nessuna decisione. I leader hanno incaricato la Commissione europea di preparare proposte, e il dossier tornerà sul tavolo tra novembre e dicembre insieme al bilancio pluriennale. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha confermato che i 70 miliardi «vanno coperti» e ha chiesto ai partner di «farsi avanti». Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che i sostenitori di Kiev «esamineranno» la richiesta; il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rinviato la discussione a fine anno.

Il buco è noto da tempo. Il prestito europeo da 90 miliardi approvato sei mesi fa copre l’Ucraina fino alla fine del 2027, ma non basta: un alto funzionario dell’Ue conferma la stima dei 70 miliardi mancanti. Tra i Paesi terzi, finora, solo la Norvegia si è fatta avanti. Il cancelliere austriaco Christian Stocker ha criticato l’opacità dei conti di Kiev.

Zelensky ha chiesto altre due cose. Un «pacchetto invernale» con 300 intercettori Patriot «specificamente contro i missili balistici», per difendere le centrali elettriche. E un «custode controllato dall’Ue» per i circa 200 miliardi di euro di riserve della banca centrale russa immobilizzate in Europa, in gran parte in Belgio, «per ridurre il rischio che vengano scongelati e spartiti tra chi chiaramente non vuole il bene dell’Europa». Il premier belga Bart De Wever ha frenato: «Nessuno potrebbe mai sognarsi di rendere operativi quegli asset senza unanimità qui attorno al tavolo». Dal dicembre scorso lo scongelamento richiede appunto l’unanimità dei Ventisette.

Il diesel di Putin

Mentre Bruxelles conta, Washington allenta. Il 9 ottobre Donald Trump ha annunciato un’intesa che consente alla Russia di fornire 300mila tonnellate di diesel agli Stati Uniti e al mercato mondiale. Il giorno dopo, davanti alla Casa Bianca, ha detto che Zelensky «avrebbe potuto chiudere questa guerra molte volte» e, alla domanda sui rischi per gli ucraini: «Suggerisco che si trovino un nuovo leader capace di fare un accordo». Domenica ha scritto su Truth Social che è in vigore un «cessate il fuoco energetico» accettato «da entrambe le parti». Zelensky ha risposto: «Per me è una novità». Gli attacchi russi alle centrali sono proseguiti quel giorno.

Il conto presentato ieri ai Ventisette è, in sostanza, la fattura del disimpegno americano: quello che Washington trattiene finisce nella colonna dell’Europa.

Il segnale più concreto è arrivato al fronte. Da mercoledì notte SpaceX impone ai terminali Starlink in movimento un tetto di 160 chilometri l’ora, come ha confermato il consigliere di Zelensky per le comunicazioni militari: sotto restano i droni intercettori ucraini, sopra la connessione cade. L’ordine di rallentare Starshield, la versione militare del sistema, è partito dall’interno della Casa Bianca, secondo funzionari americani che hanno parlato in forma anonima. Elon Musk ha scritto su X che quei sistemi sono «sotto il controllo» del governo americano e che ogni limite «è deciso dai militari statunitensi e in ultima istanza dal presidente». La Casa Bianca non ha risposto. Il ministero della Difesa di Kiev dice che il servizio è stato ripristinato, ma il tetto resta. A chi gli chiedeva se Trump lo stia usando come capro espiatorio, Zelensky ha sorriso: «Questa è la mia risposta».

Da Roma, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito la stretta su satelliti e intelligence «un errore completo, un grande errore» che rischia di prolungare l’invasione, ha detto alla BBC. «La pace arriverà quando Putin sarà convinto che c’è uno stallo, che non può avanzare oltre». Il sostegno militare italiano continuerà «finché questo governo resterà in carica», ma far approvare nuove forniture sarà «più difficile» con l’avvicinarsi delle elezioni: «È difficile spiegare a un cittadino in difficoltà alla pompa di benzina che non possiamo fare concessioni alla Russia».

A Mosca le parole di Trump sul «nuovo leader» hanno aperto i notiziari della tv di Stato. Per Mark Galeotti, direttore della società di consulenza Mayak Intelligence, l’intesa sul diesel è uno «sbalorditivo regalo di compleanno» per Putin, arrivato due giorni dopo i suoi 74 anni. António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha detto che le sanzioni dell’Ue restano fino alla fine della guerra.

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China leans in to hi-tech systems to counter emerging AI-fuelled terror threats

China revealed AI-powered drone interceptors and other uncrewed systems at an international counterterrorism forum in Beijing this week, as security experts warned that new technologies could enable new forms of terrorism. The equipment was on display at the Great Wall-2026 International Forum on Counterterrorism, which ran from Tuesday to Thursday and was attended by more than 320 defence experts and military delegates from 62 countries. Discussions focused on how advances in artificial...

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Japan’s Leader Says She Loses Hours to Makeup and Chores. Opinions Abound.

Sanae Takaichi said she has a busier schedule than her male predecessors, a nod to the disproportionate share of household tasks in Japan that fall to women.

© Suo Takekuma/Kyodo News, via Associated Press

Japan's prime minister, Sanae Takaichi, said her all-male team of aides has had trouble adapting to her schedule.
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Trump alza il tiro contro i giovani dem: il caso Omar diventa un banco di prova per le midterm

La perquisizione nell’abitazione di Ilhan Omar a Washington potrebbe rappresentare qualcosa di più di un nuovo capitolo dello scontro tra Donald Trump e una delle sue più accese oppositrici. A meno di tre settimane dalle midterm, l’intervento degli agenti federali nella casa della deputata del Minnesota ha riportato al centro del dibattito una questione destinata ad accompagnare l’ultima fase della campagna elettorale: fino a che punto lo scontro politico tra la Casa Bianca e l’opposizione può intrecciarsi con l’azione delle istituzioni investigative?

L’operazione, condotta il 12 ottobre dagli agenti della Homeland Security Investigations nell’ambito di un’indagine penale federale, è stata eseguita sulla base di un mandato autorizzato dall’autorità giudiziaria. Il Dipartimento di Giustizia non ha però chiarito ufficialmente la natura delle contestazioni né reso pubblici elementi che consentano di stabilire quali responsabilità siano eventualmente attribuite alla parlamentare. Gli agenti federali hanno fatto irruzione nell’abitazione della deputata alle prime luci dell’alba, trattenendosi per circa cinque ore alla ricerca di documenti compilati dal padre, oggi defunto, durante la sua infanzia. Omar ha denunciato l’operazione come un tentativo di intimidazione politica, accusando Trump di perseguitarla da un decennio attraverso accuse infondate e campagne diffamatorie. “Non riusciranno a mettermi a tacere”, ha assicurato.

Da tempo il presidente mette in discussione la legittimità della sua cittadinanza americana, rilanciando anche l’accusa, mai dimostrata, di aver sposato addirittura suo fratello. Nell’ultimo anno, inoltre, la deputata è tornata al centro degli attacchi repubblicani per uno scandalo di frodi ai danni dei programmi di assistenza sociale del Minnesota. Secondo gli investigatori federali, alcuni esponenti della comunità somala avrebbero ottenuto ingenti somme pubbliche fatturando servizi mai erogati. Non risultano, tuttavia, elementi che dimostrino un coinvolgimento personale di Omar in questo scandalo.

Tempismo perfetto, non c’è che dire, considerando che il Dipartimento di Giustizia segue tradizionalmente una prassi di cautela rispetto alle iniziative investigative pubbliche che possono interferire con una consultazione elettorale imminente. Il mandato giudiziario conferma l’esistenza di un procedimento, ma non risolve gli interrogativi sulle ragioni della sua esecuzione proprio in questa fase della campagna.

Per comprendere lo scontro tra la deputata, membro di spicco della cosiddetta “Squad”, bisogna tornare al 2018, quando Omar arrivò alla Camera dei Rappresentanti, diventando una delle prime due donne musulmane elette al Congresso e la prima rifugiata africana a ottenere un seggio. Nata in Somalia e naturalizzata americana nel 2000, è diventata rapidamente uno dei volti più riconoscibili della nuova sinistra democratica, soprattutto per le sue posizioni sull’immigrazione, sulla politica estera statunitense e sui diritti delle minoranze.

La sua appartenenza al gruppo di parlamentari progressiste emerso durante il primo mandato di Trump, l’ha resa un bersaglio ricorrente degli attacchi repubblicani. Una contrapposizione che ha attraversato quasi un decennio, passando dalle polemiche sull’identità nazionale alle accuse relative alle sue posizioni su Israele, fino alle contestazioni riguardanti la storia migratoria della sua famiglia. Nei mesi scorsi, il vicepresidente JD Vance aveva pubblicamente accusato Omar di presunte irregolarità sui suoi documenti e sul suo ingresso nel Paese, senza presentare mai prove a sostegno delle proprie affermazioni. Aveva inoltre riferito di aver discusso con Stephen Miller, uno dei principali consiglieri della Casa Bianca, le possibili iniziative da intraprendere nei confronti della deputata. Pochi giorni prima dell’intervento federale, durante un comizio in Tennessee, Trump era tornato ad attaccare Omar, facendo riferimento alle sue origini somale e suggerendo che Vance e altri esponenti dell’amministrazione si stessero occupando del suo caso.

Questi attacchi al vetriolo nei confronti dei progressisti dem riflettono un certo nervosismo nel Gop man mano che il 3 novembre si avvicina. Dall’altro lato anche nei Democratici le acque sono agitate: le primarie democratiche hanno già mostrato segnali significativi. Ad agosto, sette deputati democratici uscenti sono stati sconfitti nelle rispettive primarie, cinque dei quali avevano raggiunto l’età pensionabile. In Colorado, la veterana Diana DeGette ha perso contro la ventinovenne socialista democratica Melat Kiros. In Connecticut, John Larson, 78 anni, è stato sconfitto dall’ex sindaco Luke Bronin. Episodi che mostrano come una parte dell’elettorato democratico chieda un ricambio della classe dirigente, sebbene le ragioni delle singole sconfitte non siano riconducibili esclusivamente all’età o all’orientamento ideologico dei candidati.

In questo scenario, Alexandria Ocasio-Cortez continua a rappresentare uno dei principali riferimenti della componente progressista. La deputata newyorkese sta utilizzando le midterm anche per consolidare la propria rete politica nazionale, sostenendo candidati che condividono parte della sua agenda economica e sociale. In Michigan, per esempio, ha appoggiato Abdul El-Sayed, candidato democratico al Senato e possibile primo senatore musulmano degli Stati Uniti, sul quale i repubblicani hanno concentrato l’ennesima campagna diffamatoria. La competizione in Michigan è, infatti, un banco di prova per la capacità della sinistra democratica di parlare anche a elettori indipendenti e moderati. El-Sayed, dal canto suo, ha respinto la rappresentazione repubblicana delle proprie proposte come radicali, insistendo su sanità pubblica e difficoltà economiche delle famiglie.

Per Trump e i repubblicani, esponenti come questi incarnano una visione del Partito democratico che può essere contestata su immigrazione, identità nazionale, socialismo democratico e politica estera. Per una parte della base democratica, invece, quelle stesse figure rappresentano la disponibilità a confrontarsi direttamente con il presidente, senza affidarsi esclusivamente ai tradizionali strumenti della mediazione parlamentare.

Il contesto elettorale rende ora particolarmente delicata la vicenda Omar. Secondo una rilevazione del Pew Research Center pubblicata l’8 ottobre, il 44% degli elettori registrati esprimeva una preferenza per i democratici nelle elezioni nazionali della Camera, contro il 36% per i repubblicani: un vantaggio di otto punti percentuali che, pur non traducendosi automaticamente in seggi, fotografa il clima politico alla vigilia del voto. I democratici stanno inoltre ampliando la propria presenza elettorale in territori tradizionalmente repubblicani. I dem stanno tentando di rendere competitive decine di circoscrizioni controllate dal Grand Old Party, anche per costringere gli avversari a distribuire risorse finanziarie e organizzative su un territorio più vasto. Tra i fattori che alimentano questa strategia figurano le preoccupazioni per il costo della vita, gli effetti dei dazi e le conseguenze economiche della guerra con l’Iran.

Il sondaggio, inoltre, condotto tra il 28 settembre e il 4 ottobre, rileva inoltre che il tasso di approvazione di Trump si attesta ora al 30%, il più basso del suo secondo mandato. La maggior parte degli elettori (63%) considera Trump un fattore determinante nella scelta del candidato al Congresso, con una percentuale nettamente superiore (44%) che interpreta la propria scelta come un voto contro il presidente piuttosto che a suo favore (19%).

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I viaggiatori invisibili tra le due Ucraine

ucraina

I due eserciti sono divisi dalle trincee, ma tra la gente comune il muro è invisibile. Da quando la Russia ha strappato all’Ucraina un quinto del suo territorio, la realtà dei territori occupati è attraversata da un flusso costante di persone che continuano a muoversi. Per molti cittadini ucraini – manovali, operai specializzati, badanti, agricoltori – la geografia del conflitto supera la mappa delle ostilità sul terreno, segnata dai quasi impercettibili mutamenti delle linee di attrito, e diventa un groviglio di trasporti informali. C’è chi si organizza su Telegram, ad esempio, e sale a bordo di minibus con targa bielorussa che partono nelle prime ore dell’alba, nel silenzio spettrale dei parcheggi dei centri commerciali.

Gli spostamenti avvengono in due direzioni: c’è chi cerca di sfuggire dalla morsa di Mosca, e chi decide di fare ritorno, anche solo temporaneamente, nelle zone controllate dalle forze russe. Volersi prendere cura dei genitori anziani, la necessità di salvare una casa dalla confisca o il semplice e disperato desiderio di rivedere la comunità in cui si è nati e cresciuti, anche se solo per un po’.

Le vie d’accesso verso i territori occupati si sono ristrette con il passare dei mesi. Dopo la chiusura dei valichi diretti lungo la linea del fronte, le rotte sono diventate arzigogolate e dispendiose. Gli ucraini che vogliono tornare nell’Ucraina ormai sotto il pugno del Cremlino partono dall’Europa occidentale e devono attraversare diversi Paesi e sottoporsi alla temuta filtratsia, la procedura di controllo di sicurezza gestita dall’FSB all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca. Questo passaggio prevede lunghi interrogatori, l’ispezione approfondita degli smartphone e il rischio concreto di arresto o respingimento.

La vera linea di confine

Sono spostamenti che hanno un costo economico ed esistenziale notevole. La ricercatrice Sophie Lambroschini, nello studio pubblicato dal centro di ricerca ZOiS, ci spiega come il possesso dei documenti sia la variabile decisiva: l’imposizione del passaporto russo nelle zone occupate crea un paradosso normativo che costringe i cittadini a destreggiarsi tra requisiti opposti per non perdere il diritto di proprietà o la libertà di movimento. Sul fronte opposto, il corridoio umanitario tra Kolotilovka e Pokrovka è stato a lungo uno dei pochi punti di rientro diretto verso il territorio controllato da Kyiv, descritto nei reportage di Aleksander Palikot per RFE/RL. Persone come Kateryna Arisoy lavorano con le organizzazioni di volontari per offrire assistenza immediata e supporto psicologico a chi riesce a tornare. La distanza da ciò che si considera come “casa” non si misura più in chilometri, ma nella pazienza necessaria a ripercorrere, ancora una volta, la stessa strada.

A guardare da vicino queste storie, resta la sensazione che la linea di confine più difficile da attraversare sia quella tra gli ucraini che sono rimasti e quelli che sono partiti, tra chi ha accettato, o dovuto accettare, un documento per sopravvivere, e chi guarda a quella scelta con sospetto. Tra gli ucraini che in qualche modo sono stati assimilati, o hanno scelto di esserlo, magari anche per convinzione culturale o idologica, e quelli che invece vivono come stranieri nel territorio che un tempo aveva un’altra bandiera. In questo spazio intermedio si consuma il destino di migliaia di persone che cercano soltanto di tenere insieme i cocci di una vita frammentata.

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EU backs trade ‘kill switch’, China exports surge, third-quarter GDP

European Union leaders supported creating a tool to potentially shut out Chinese goods as a growing flood of low-cost imports pushed the bilateral trade deficit to a record. Officials could start work on developing a trade “kill switch”, European Commission President Ursula von der Leyen signalled to EU leaders at a Brussels meeting on Thursday, the South China Morning Post reported, citing unidentified people briefed on the talks. Leaders requested a proposal by year-end, Bloomberg News said....

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Il valore dell’economia sommersa è pari a 218,2 miliardi nel 2024, incidenza sul Pil in calo al 9,9%

Il valore dell’economia sommersa è pari a 218,2 miliardi nel 2024, incidenza sul Pil in calo al 9,9%

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2024 il valore dell’economia non osservata è pari a 218,2 miliardi, in aumento dello 0,3% rispetto al 2023, a fronte di una crescita del Pil corrente del 3,2%. La sua incidenza sul Pil scende al 9,9% dal 10,2% dell’anno precedente con una riduzione di 0,3 punti percentuali. E’ quanto emerge dai dati del report Istat sull’economia sommersa in Italia.

La dinamica complessiva dell’economia non osservata è sostenuta dalla crescita del valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare, che aumenta del 3,9% (corrispondente a circa 3,1 miliardi di euro). Rispetto all’anno precedente, il valore aggiunto dovuto alla sotto-dichiarazione registra una flessione dello 0,6% (pari a -0,6 miliardi di euro). Più marcata, invece, la contrazione delle altre componenti del sommerso: mance e fitti non dichiarati diminuiscono del 13,1% (pari a -1,6 miliardi) rispetto al 2023. In calo anche le attività illegali, che registrano una riduzione dello 0,9% (circa -0,2 miliardi).

Nel complesso, il peso del sommerso economico sul valore aggiunto è più elevato negli Altri servizi alle persone, dove raggiunge il 30,7%, nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (18,5%) e nelle Costruzioni (17,7%). Si osserva invece un’incidenza più contenuta negli Altri servizi alle imprese (5%), nella Produzione di beni d’investimento (4%) e nella Produzione di beni intermedi (1,4%). Nel 2024 emerge una significativa ricomposizione del peso relativo delle diverse componenti dell’economia non osservata. In particolare, la quota del valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare sale al 36,8%, con un incremento di 1,3 punti percentuali rispetto al 2023 (35,5%). Di converso, il peso del valore aggiunto da sotto-dichiarazione scende al 49,3%, dal 49,7% del 2023. Le altre componenti del sommerso rappresentano il 4,9% del totale dell’economia non osservata, rispetto al 5,6% nel 2023. Continua, infine, il progressivo ridimensionamento del peso dell’economia illegale sul totale dell’economia non osservata.

Nel 2024 la sua quota si attesta al 9,1%, un punto percentuale al di sotto del livello del 2021 e 0,1 punti in meno rispetto al 2023. Nel 2024 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) in condizione di non regolarità sono 3 milioni e 277mila, di cui 2 milioni e 396mila unità sono occupate come dipendenti. Rispetto al 2023, il lavoro irregolare aumenta del 4,6%, pari a poco più di 145mila Ula. Nel 2024 il valore aggiunto generato dalle attività illegali è stimato pari a 19,8 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,9% del Pil; tale valore include l’indotto, ossia la valutazione dei beni e servizi legali utilizzati nei processi produttivi illegali. Nel 2024 si registra una diminuzione di 0,2 miliardi di euro del valore aggiunto generato dalle attività illegali. Anche i consumi finali di beni e servizi illegali sono lievemente diminuiti, attestandosi a 22,5 miliardi di euro, pari all’1,7% della spesa complessivo per consumi finali.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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La Nato potenzia in Italia il centro di addestramento per il comando e controllo aereo

La Nato potenzia in Italia il centro di addestramento per il comando e controllo aereo

ROMA (ITALPRESS) – La Nato rafforza la propria architettura di comando e controllo aereo con l’ammodernamento dell’Air Command and Control System Training and Testing Facility (Attf), struttura del Deployable Air Command and Control Centre (Daccc) di Poggio Renatico, nel Ferrarese.

Il centro ha ripreso la piena operatività dopo un aggiornamento hardware e software destinato a migliorare l’addestramento degli operatori e la validazione dei sistemi impiegati nelle operazioni alleate. Secondo quanto comunicato dall’Allied Air Command, a settembre la struttura ha ospitato due attività specialistiche.

La prima ha consentito al personale dei Deployable Control and Reporting Centres di familiarizzare con il futuro sistema Idas, mentre la seconda ha coinvolto il Joint Targeting System User Group nella verifica degli aggiornamenti agli strumenti informatici utilizzati per la gestione del targeting.

L’intervento assume particolare rilievo nell’evoluzione della difesa aerea integrata Nato, dove rapidità decisionale, fusione dei dati e interoperabilità costituiscono requisiti essenziali per contrastare minacce convenzionali e asimmetriche.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cina: 4 siti aggiunti alla lista delle strutture irrigue del patrimonio mondiale

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Quattro opere irrigue cinesi sono state inserite nella lista delle strutture irrigue del patrimonio mondiale (WHIS), portando il totale nazionale a 46. Lo ha reso noto ieri il ministero delle Risorse Idriche.

Le opere, situate nelle province di Henan, Gansu, Jiangxi e Fujian, hanno ottenuto il riconoscimento mercoledì durante la 77esima riunione del Consiglio esecutivo internazionale della Commissione internazionale per l’irrigazione e il drenaggio (ICID), a Marsiglia, in Francia.

Risalente a oltre 2.200 anni fa, un sistema di irrigazione a canali nella provincia centrale cinese dello Henan si serve della deviazione idrica senza l’uso di dighe per irrigare circa 34.000 ettari di terreni agricoli a Jiyuan e Jiaozuo. Questi terreni costituiscono un’importante area di produzione cerealicola della provincia.

Nella provincia nord-occidentale cinese del Gansu, un sistema di irrigazione delle oasi nel corridoio di Hexi, un’arteria fondamentale dell’antica Via della seta, risale alla dinastia Ming (1368-1644). Irriga circa 63.200 ettari di terreno e rappresenta un esempio tipico di irrigazione delle oasi nelle regioni aride dell’Eurasia.

L’opera nella città di Shangrao, nella provincia orientale cinese del Jiangxi, risale alla dinastia Song (960-1279). La sua rete irrigua, alimentata per gravità, è composta da canali, sbarramenti e bacini.

Un altro antico sistema di irrigazione, nel distretto di Changtai della città di Zhangzhou, nella provincia sud-orientale cinese del Fujian, vanta una storia di oltre 800 anni. Caratterizzato da dighe basse e da una rete di sbarramenti, bacini e canali, irriga circa 1.850 ettari di terreno.

La Cina vanta una lunga tradizione nell’ingegneria irrigua. Il sistema di irrigazione di Dujiangyan, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan, costruito nel 256 a.C., è tuttora in funzione ed è stato inserito nella lista WHIS nel 2018.

Istituito dall’ICID nel 2014, il riconoscimento WHIS mira a tutelare e valorizzare le opere irrigue per il loro valore storico e le conoscenze scientifiche che testimoniano.

(ITALPRESS).

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Cina: Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO per la lotta alla desertificazione

Cina: Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO per la lotta alla desertificazione

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – La cinese Yin Yuzhen, pioniera nella lotta alla desertificazione, è stata inserita tra le “100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale” della FAO, nell’ambito di un’iniziativa di riconoscimento globale promossa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

Ieri è stato reso omaggio alle persone selezionate durante una cerimonia presso la sede della FAO a Roma, nell’ambito del Forum mondiale dell’alimentazione di quest’anno.

Yin ha dedicato oltre quattro decenni della sua vita alla lotta contro la desertificazione nell’area sabbiosa di Maowusu, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nella Cina settentrionale. Dopo decenni di instancabile piantumazione di alberi, lei e la sua famiglia hanno trasformato vaste aree di paesaggio un tempo arido in una distesa verde, superando condizioni difficili e l’avanzata delle sabbie.

La sua storia ha anche dato vita a un’amicizia duratura con Ronald Sakolsky, insegnante statunitense in pensione, che decenni fa raccolse 5.000 dollari per sostenere il suo lavoro di rimboschimento.

Yin ha riferito a Xinhua che questo riconoscimento ha rafforzato la sua determinazione a proseguire il lavoro. “Come un cavallo mongolo, continuerò ad andare avanti con perseveranza e determinazione, svolgendo bene il mio lavoro e restituendo alla natura ciò che mi ha dato”, ha affermato.

Seduto tra il pubblico alla cerimonia, Sakolsky ha applaudito il successo di Yin. “Yin merita tutto ciò che le viene riconosciuto. È lei l’eroina”, ha riferito a Xinhua.

Inaugurata dalla FAO in occasione dell’Anno internazionale delle donne agricoltrici 2026, l’iniziativa globale premia 100 donne per il loro straordinario contributo all’agricoltura, ai sistemi alimentari e allo sviluppo rurale.

– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).

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Ghalibaf “L’Iran deve restare pronto alla guerra, pur continuando a negoziare”

Ghalibaf “L’Iran deve restare pronto alla guerra, pur continuando a negoziare”

ROMA (ITALPRESS) – L‘Iran “deve restare pronto alla guerra, pur continuando a negoziare”. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, citato da al Arabiya, accusando il presidente americano Donald Trump di aver disatteso le proprie promesse. In un’intervista alla rete americana Newsmax, Trump ha escluso l’uso di armi nucleari contro l’Iran e ha ribadito di non prevedere l’invio di truppe di terra sul territorio iraniano.

Il presidente ha aggiunto che Teheran ha chiesto la sospensione degli attacchi americani e che i negoziati sono ancora in corso. Alla domanda sulle notizie relative a un possibile ricorso alla MOAB (“Mother of All Bombs”, la più potente bomba non nucleare dell’arsenale americano), eventualmente dopo le elezioni di midterm, Trump ha risposto: “Non è un’arma nucleare. È una bomba enormemente potente, simile a una piccola nucleare, ma non è nucleare. Non useremo armi nucleari, non ce n’è bisogno”.

– Foto Ipa Agency –

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Cina: iniziata a Guangzhou la 140esima Fiera di Canton (3)

Cina: iniziata a Guangzhou la 140esima Fiera di Canton (3)

GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni acquirenti stranieri osservano una motocicletta di ZXMOTO durante la Fiera di Canton a Guangzhou, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, il 15 ottobre 2026.

La 140esima edizione della China Import and Export Fair, nota anche come Fiera di Canton, ha aperto oggi ai visitatori, con la partecipazione prevista di oltre 30.000 aziende espositrici e circa 340.000 acquirenti stranieri. L’evento si svolge in tre fasi a Guangzhou dal 15 ottobre al 4 novembre. Negli ultimi 70 anni, la Fiera di Canton è diventata il più grande e longevo evento commerciale internazionale della Cina, con la gamma di prodotti più completa, il maggior numero di acquirenti e il più elevato volume di transazioni.

-Foto Xinhua-
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Cina: iniziata a Guangzhou la 140esima Fiera di Canton (2)

Cina: iniziata a Guangzhou la 140esima Fiera di Canton (2)

GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un acquirente straniero sceglie alcuni frullatori durante la Fiera di Canton a Guangzhou, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, il 15 ottobre 2026.

La 140esima edizione della China Import and Export Fair, nota anche come Fiera di Canton, ha aperto oggi ai visitatori, con la partecipazione prevista di oltre 30.000 aziende espositrici e circa 340.000 acquirenti stranieri. L’evento si svolge in tre fasi a Guangzhou dal 15 ottobre al 4 novembre. Negli ultimi 70 anni, la Fiera di Canton è diventata il più grande e longevo evento commerciale internazionale della Cina, con la gamma di prodotti più completa, il maggior numero di acquirenti e il più elevato volume di transazioni.

-Foto Xinhua-
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Cina: iniziata a Guangzhou la 140esima Fiera di Canton (1)

Cina: iniziata a Guangzhou la 140esima Fiera di Canton (1)

GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni acquirenti stranieri osservano prodotti realizzati con la stampa 3D durante la Fiera di Canton a Guangzhou, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, il 15 ottobre 2026.

La 140esima edizione della China Import and Export Fair, nota anche come Fiera di Canton, ha aperto ieri ai visitatori, con la partecipazione prevista di oltre 30.000 aziende espositrici e circa 340.000 acquirenti stranieri. L’evento si svolge in tre fasi a Guangzhou dal 15 ottobre al 4 novembre. Negli ultimi 70 anni, la Fiera di Canton è diventata il più grande e longevo evento commerciale internazionale della Cina, con la gamma di prodotti più completa, il maggior numero di acquirenti e il più elevato volume di transazioni.

-Foto Xinhua-
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Ucraina, von der Leyen “No a revoca sanzioni finché Russia non pone fine a guerra”. Il Cremlino “Zelensky non vuole la pace”

Ucraina, von der Leyen “No a revoca sanzioni finché Russia non pone fine a guerra”. Il Cremlino “Zelensky non vuole la pace”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’obiettivo, entro la fine dell’anno, è aprire gli ultimi due cluster, così da entrare nel vivo delle riforme indispensabili per l’adesione. Naturalmente, discuteremo della preparazione all’inverno, ovvero di come sostenere l’Ucraina durante la stagione fredda ormai alle porte. La Russia sta tentando in ogni modo di distruggere le infrastrutture energetiche e idriche, ma noi siamo al vostro fianco. Vi sosterremo, come abbiamo fatto negli inverni passati. Ce la faremo”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un punto stampa con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, António Costa. “Abbiamo sostenuto la proposta del presidente Zelensky per una tregua energetica, ma la Russia non l’ha rispettata, nemmeno per un minuto. Al contrario, la Russia ha intensificato le ostilità; di conseguenza, dobbiamo aumentare la pressione su di essa”, ha aggiunto.

“Stiamo lavorando al ventiduesimo pacchetto di sanzioni e un punto è assolutamente chiaro: non revocheremo alcuna sanzione finché la Russia non porrà fine alla guerra. Infine, esamineremo le vostre necessità in ambito finanziario, di bilancio e militare, non solo per il 2026, ma anche per l’anno successivo, il 2027”, ha concluso von der Leyen.

ZELENSKY “POSSIAMO TROVARE CON L’UE UN FORMATO PER PARLARE COI RUSSI”

“Credo che l’Europa stia compiendo alcuni passi per seguire una propria strada, che rappresenti i suoi interessi. Possiamo trovare un formato per parlare con i russi, penso che tutto questo accadrà”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Bruxelles, al termine del suo intervento al Consiglio europeo. “Questo non significa che escluderemo qualcuno da questi processi”, ha precisato Zelensky, aggiungendo di vedere “anche negli Stati Uniti cose che si stanno muovendo in parallelo”. “Vorremmo avere una serie di percorsi che possano offrire questa opportunità di avvicinarci a soluzioni pacifiche”, ha concluso il presidente ucraino, facendo riferimento alla possibilità di sviluppare iniziative parallele per favorire una soluzione negoziata del conflitto.

“Noi non usiamo Starlink per attaccare la Russia o per rispondere agli attacchi russi, noi usiamo Starlink per fermare gli Shahed che attaccano la nostra popolazione”. “Rallentando Starlink, si rende più pericolosa la linea del fronte. Abbiamo allertato gli americani sulla situazione, speriamo che la velocità del sistema Starlink venga ripristinata ai livelli precedenti”, ha detto.

“Nell’accordo avviato tra Stati Uniti e Russia, l’intesa sul diesel sia un accordo di cui non eravamo a conoscenza. Anche la revoca delle sanzioni è stata una sorpresa”. “La nostra proposta era molto semplice: una tregua energetica”, ha spiegato Zelensky, ricordando che l’iniziativa aveva ricevuto il sostegno pubblico del presidente americano. “Se la tregua energetica non è sul tavolo, allora bisogna dimostrare passi concreti di de-escalation. E tutto dipende dalla Russia”. “Non hanno voluto accettarla e lo vediamo. Attaccheranno la nostra rete energetica, senza una tregua sul fronte energetico”, ha aggiunto il leader ucraino, che ha concluso: “Quello che sta accadendo mi sembra strano”.

“Sento il pieno sostegno dell’Europa, soprattutto nell’ultimo mese. L’Europa è molto unita, è consapevole di tutti i rischi e ciò non mette a rischio le relazioni con gli Stati Uniti”.

CREMLINO “ZELENSKY NON VUOLE UNA SOLUZIONE PACIFICA, D’ACCORDO CON TRUMP”

Il Cremlino condivide il giudizio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui il leader ucraino Volodymyr Zelensky non sarebbe intenzionato a raggiungere una soluzione pacifica del conflitto. Lo ha dichiarato il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, parlando con i giornalisti, citato dall’agenzia Interfax. “È chiaro che Zelensky non vuole assumersi le proprie responsabilità e procedere verso una soluzione pacifica”, ha affermato Peskov, aggiungendo: “Su questo punto siamo pienamente d’accordo con il presidente Trump”. Rispondendo a una domanda sulla disponibilità della Russia a discutere un accordo di pace senza la partecipazione dell’attuale leadership ucraina, il portavoce del Cremlino ha sottolineato che “anche se lo volessimo, sarebbe impossibile discutere qualsiasi cosa senza l’attuale leadership ucraina”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS)

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19 Paesi condannano l’apertura dell’Ambasciata della Colombia a Gerusalemme

19 Paesi condannano l’apertura dell’Ambasciata della Colombia a Gerusalemme

IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – I ministri degli Esteri di Egitto, Palestina, Turchia, Gibuti, Libano, Libia, Yemen, Qatar, Giordania, Somalia, Malaysia, Indonesia, Arabia Saudita, Kuwait, Algeria, Oman, Siria, Sudan e Pakistan hanno condannato fermamente e respinto con decisione l’apertura dell’ambasciata colombiana a Gerusalemme.

Secondo la dichiarazione congiunta, la decisione contravviene alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e compromette gli sforzi internazionali volti a raggiungere una pace giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati. I ministri hanno ribadito che qualsiasi misura o decisione volta a modificare lo status giuridico o storico di Gerusalemme Est occupata, o a riconoscerla come capitale di Israele, è nulla e priva di effetti giuridici.

Tale posizione è in linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in particolare le risoluzioni 476 e 478 del 1980, che respingono i tentativi di modificare il carattere e lo status della città e invitano gli Stati a ritirare le proprie missioni diplomatiche da Gerusalemme, parte dei territori palestinesi occupati nel 1967.

I ministri hanno infine esortato il governo colombiano a riconsiderare e revocare la decisione, rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e astenersi da misure che ledano i legittimi diritti del popolo palestinese, compreso quello di istituire uno Stato palestinese indipendente e sovrano con Gerusalemme Est come capitale.

– Foto Pexels.com –

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Modellini contraffatti di automobili, maxi sequestro di 2.400 pezzi presso il Porto di Genova Prà

Modellini contraffatti di automobili, maxi sequestro di 2.400 pezzi presso il Porto di Genova Prà

GENOVA (ITALPRESS)- L’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova e il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Genova hanno sequestrato 2.400 riproduzioni in scala di autovetture recanti abusivamente il marchio Mercedes-Benz, rinvenute nel corso dei controlli effettuati presso il porto di Genova Prà.

I controlli condotti dal personale dell’Ufficio ADM Genova e dai militari del II Gruppo della Guardia di Finanza di Genova hanno portato all‘individuazione di un container contenente 2.400 riproduzioni in scala della Mercedes 300 SL, modello sportivo della casa automobilistica tedesca, presentato nella versione di serie nel 1954. I prodotti erano caratterizzati da finiture e dettagli particolarmente curati. Le caratteristiche dei prodotti e la presenza del marchio Mercedes-Benz risultavano tali da poter indurre in errore consumatori e appassionati circa l’autenticità degli articoli. Gli accertamenti tecnici, svolti con il supporto dei periti della società titolare del marchio, hanno confermato l’utilizzo illecito del simbolo della Stella Mercedes, apposto in assenza di qualsiasi licenza o autorizzazione.

L’attività di controllo e analisi dei rischi ha consentito di intercettare il carico prima della sua immissione in commercio, impedendo la distribuzione sul mercato nazionale dei prodotti contraffatti. L’operazione ha portato alla segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria del legale rappresentante della società importatrice.

– Foto ufficio stampa GDF –

(ITALPRESS).

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Assogomma, luci e ombre nel 2026 per il settore

Assogomma, luci e ombre nel 2026 per il settore

MILANO (ITALPRESS) – Per il settore della gomma in Italia il 2026 è stato finora un anno di luci e ombre, tra segnali positivi e difficoltà legate ai costi dell’energia e alle crisi geopolitiche internazionali. A fare il punto è Giovanni Panico, direttore di Assogomma, in un’intervista all’Italpress.

sat/gsl

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Cina: l’alta velocità Harbin-Yichun favorisce lo sviluppo dello Heilongjiang (3)

Cina: l’alta velocità Harbin-Yichun favorisce lo sviluppo dello Heilongjiang (3)

HARBIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni passeggeri salgono a bordo di un treno sotto la guida di un addetto presso la stazione ferroviaria di Harbin Ovest, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang, il 14 ottobre 2026.

La ferrovia ad alta velocità Harbin-Yichun, la più settentrionale della Cina, che attraversa una regione caratterizzata da permafrost discontinuo nello Heilongjiang, è entrata ufficialmente in servizio il 28 settembre. Con una velocità di progetto di 250 chilometri orari, la linea di 318 chilometri ha ridotto il tempo di percorrenza tra Harbin e Yichun da circa sette ore a sole due. Si prevede che il servizio ferroviario efficiente e comodo agevolerà la libera circolazione di talenti, passeggeri, materiali e tecnologie, promuovendo lo sviluppo regionale coordinato nello Heilongjiang e creando un corridoio fondamentale per lo sviluppo di alta qualità della regione.

-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

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Cina: l’alta velocità Harbin-Yichun favorisce lo sviluppo dello Heilongjiang (2)

Cina: l’alta velocità Harbin-Yichun favorisce lo sviluppo dello Heilongjiang (2)

HARBIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni passeggeri camminano lungo la banchina presso la stazione ferroviaria di Yichun Ovest, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang.

La ferrovia ad alta velocità Harbin-Yichun, la più settentrionale della Cina, che attraversa una regione caratterizzata da permafrost discontinuo nello Heilongjiang, è entrata ufficialmente in servizio il 28 settembre. Con una velocità di progetto di 250 chilometri orari, la linea di 318 chilometri ha ridotto il tempo di percorrenza tra Harbin e Yichun da circa sette ore a sole due. Si prevede che il servizio ferroviario efficiente e comodo agevolerà la libera circolazione di talenti, passeggeri, materiali e tecnologie, promuovendo lo sviluppo regionale coordinato nello Heilongjiang e creando un corridoio fondamentale per lo sviluppo di alta qualità della regione.

-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).

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Cina: l’alta velocità Harbin-Yichun favorisce lo sviluppo dello Heilongjiang (1)

Cina: l’alta velocità Harbin-Yichun favorisce lo sviluppo dello Heilongjiang (1)

HARBIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea, scattata da un drone il 25 settembre 2026, mostra un treno proiettile della ferrovia ad alta velocità Harbin-Yichun durante una corsa di prova attraverso la città di Yichun, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang.

La ferrovia, la più settentrionale della Cina, che attraversa una regione caratterizzata da permafrost discontinuo nello Heilongjiang, è entrata ufficialmente in servizio il 28 settembre. Con una velocità di progetto di 250 chilometri orari, la linea di 318 chilometri ha ridotto il tempo di percorrenza tra Harbin e Yichun da circa sette ore a sole due. Si prevede che il servizio ferroviario efficiente e comodo agevolerà la libera circolazione di talenti, passeggeri, materiali e tecnologie, promuovendo lo sviluppo regionale coordinato nello Heilongjiang e creando un corridoio fondamentale per lo sviluppo di alta qualità della regione.

-Foto Xinhua-
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Cina: Anhui, contea di Changfeng promuove sviluppo del settore delle sementi (3)

Cina: Anhui, contea di Changfeng promuove sviluppo del settore delle sementi (3)

HEFEI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un membro del personale controlla la crescita di frutta e verdura in una serra automatizzata presso la Anhui Jianghuai Horticulture Seeds Co., Ltd., nella contea di Changfeng, a Hefei, nella provincia orientale cinese dell’Anhui, il 13 ottobre 2026.

Changfeng si sta impegnando a promuovere lo sviluppo delle proprie principali imprese sementiere attraverso un sostegno politico e finanziario. Ha inoltre istituito una piattaforma per promuovere la formazione di una filiera industriale integrata che comprende la selezione, la moltiplicazione e la commercializzazione delle sementi.

-Foto Xinhua-
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Cina: Anhui, contea di Changfeng promuove sviluppo del settore delle sementi (2)

Cina: Anhui, contea di Changfeng promuove sviluppo del settore delle sementi (2)

HEFEI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alcuni membri del personale controllano la crescita di frutta e verdura in una serra automatizzata presso la Anhui Jianghuai Horticulture Seeds Co., Ltd., nella contea di Changfeng, a Hefei, nella provincia orientale cinese dell’Anhui, il 13 ottobre 2026.

Changfeng si sta impegnando a promuovere lo sviluppo delle proprie principali imprese sementiere attraverso un sostegno politico e finanziario. Ha inoltre istituito una piattaforma per promuovere la formazione di una filiera industriale integrata che comprende la selezione, la moltiplicazione e la commercializzazione delle sementi.

-Foto Xinhua-
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Cina: Anhui, contea di Changfeng promuove sviluppo del settore delle sementi (1)

Cina: Anhui, contea di Changfeng promuove sviluppo del settore delle sementi (1)

HEFEI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un membro del personale controlla la crescita di frutta e verdura in una serra automatizzata presso la Anhui Jianghuai Horticulture Seeds Co., Ltd., nella contea di Changfeng, a Hefei, nella provincia orientale cinese dell’Anhui, il 13 ottobre 2026.

Changfeng si sta impegnando a promuovere lo sviluppo delle proprie principali imprese sementiere attraverso un sostegno politico e finanziario. Ha inoltre istituito una piattaforma per promuovere la formazione di una filiera industriale integrata che comprende la selezione, la moltiplicazione e la commercializzazione delle sementi.

-Foto Xinhua-
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Lite nella notte e aggressione alla compagna, 54enne arrestato nel Catanese

Lite nella notte e aggressione alla compagna, 54enne arrestato nel Catanese

BIANCAVILLA (ITALPRESS) – Una violenta lite in casa finita nel sangue e poi l’intervento dei Carabinieri che hanno fatto scattare le manette per un 54enne del posto. È accaduto a Biancavilla, dove una gazzella del Nucleo Radiomobile di Paternò è intervenuta in un’abitazione nei pressi di via G. Matteotti a seguito di una chiamata d’emergenza al 112 da parte della vittima, una donna di 53 anni. All’arrivo dei militari, la donna presentava evidenti segni di violenza fisica ed era in forte stato di agitazione.

I sanitari del 118, allertati dagli stessi Carabinieri, l’hanno trasportata al Pronto Soccorso di un ospedale della zona, da cui è stata dimessa con 10 giorni di prognosi. Secondo quanto denunciato successivamente in caserma, le aggressioni fisiche e le pressioni psicologiche da parte del compagno andavano avanti da tempo, esacerbate dall’abuso costante di alcol e sostanze stupefacenti.

La discussione della notte, nata per futili motivi, è stata l’ennesimo episodio di un clima di continue minacce che aveva ingenerato nella vittima un forte timore per la propria incolumità. Attivata immediatamente la procedura del “Codice Rosso”, i Carabinieri hanno bloccato e arrestato il 54enne con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. La donna, informata sui servizi di tutela del territorio, ha accettato il trasferimento in una casa protetta.

– Foto di repertorio Carabinieri –

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Domanda unica 2025, Gallo “In pagamento oltre 1,2 milioni di euro. Erogati 241 milioni in un anno”

Domanda unica 2025, Gallo “In pagamento oltre 1,2 milioni di euro. Erogati 241 milioni in un anno”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Nuove risorse in arrivo per le aziende agricole calabresi. È in fase di pagamento l’elenco numero 13 della Domanda unica 2025, per un importo complessivo di 1.256.064,34 euro, che consentirà di completare la liquidazione dei saldi residui relativi alla campagna 2025 precedentemente sospesi per anomalie bloccanti, nel frattempo risolte dagli uffici competenti. L’erogazione fa parte delle misure della Politica agricola comune finanziate dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga) e contribuisce a rafforzare il sostegno economico assicurato alle imprese agricole del territorio”. A darne notizia è l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che evidenzia come il nuovo pagamento si inserisca in un percorso di costante accelerazione delle procedure di erogazione delle risorse destinate alle imprese agricole calabresi.

Nelle scorse settimane, infatti, Arcea aveva già disposto il pagamento di 3.954.945,82 euro riferiti ai saldi della campagna 2024, contribuendo a rafforzare ulteriormente il flusso di risorse a sostegno del settore. L’attività amministrativa e finanziaria condotta dall’Agenzia trova conferma nei risultati complessivi dell’esercizio finanziario compreso tra il 16 ottobre 2025 e il 15 ottobre 2026, periodo nel quale sono stati erogati 241.502.575,84 euro in Aiuti diretti a favore dell’agricoltura calabrese. Nel dettaglio, 180.775.806 euro sono stati destinati alla campagna 2025, 56.771.824,02 euro agli anticipi della campagna 2026 e 3.954.945,82 euro ai saldi della campagna 2024.

“Questi risultati – afferma l’assessore Gallo – confermano l’impegno della Regione Calabria e di Arcea nel garantire continuità e certezza finanziaria alle imprese agricole. Il graduale completamento dei pagamenti, anche in una fase complessa per il settore, rappresenta un sostegno concreto a favore degli agricoltori calabresi. Il traguardo di oltre 241 milioni di euro erogati in un solo esercizio finanziario testimonia un’azione costante volta a garantire liquidità alle aziende, sostenere gli investimenti e rafforzare la competitività di un comparto strategico per l’economia regionale. Con questo ulteriore pagamento di oltre 1,2 milioni di euro completiamo inoltre la liquidazione delle posizioni che avevano registrato criticità amministrative, assicurando risposte puntuali agli aventi diritto. Continueremo a lavorare, in sinergia con Arcea e con gli uffici regionali, per rendere le procedure sempre più rapide, efficienti e trasparenti, così da consentire alle risorse europee di raggiungere tempestivamente le aziende agricole. La nostra priorità – rimarca infine l’assessore Gallo – resta quella di accompagnare la crescita del settore, trasformando le opportunità offerte dalla programmazione comunitaria in sostegno concreto al reddito degli agricoltori, allo sviluppo delle imprese e alla valorizzazione delle aree rurali calabresi”.

– Foto Regione Calabria –

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Piano Integrato Autoimpiego, oltre 3.200 progetti finanziati in un anno

Piano Integrato Autoimpiego, oltre 3.200 progetti finanziati in un anno

ROMA (ITALPRESS) – A un anno dall’apertura dello sportello per la richiesta di incentivi per l’avvio di nuove imprese o attività professionali sono oltre 3.200 i progetti approvati, con 260 milioni di euro di investimenti attivati per 215 milioni di agevolazioni concesse con il coinvolgimento complessivo di circa 3.500 giovani. Questi i principali risultati del Piano Integrato Autoimpiego (PIA) avviato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il decreto Coesione per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali, di lavoro autonomo e libero-professionali promosse da giovani under 35 in tutta Italia.

“Sono risultati che confermano la coerenza di una strategia che il governo porta avanti fin dall’inizio del mandato su due direttrici complementari. Da un lato, il sostegno all’occupazione attraverso incentivi e strumenti che favoriscono assunzioni stabili, regolari e retribuite con il Salario Giusto; dall’altro, il sostegno all’autoimpiego per accompagnare i giovani nella creazione di nuove attività economiche capaci, a loro volta, di generare occupazione e sviluppo nei territori“, ha affermato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. 

“I numeri danno concreta evidenza delle ricadute che questo approccio sta producendo sul tessuto economico e sociale del Paese. Particolarmente significativa è la percentuale delle domande per nuove imprese e attività professionali da parte delle donne, soprattutto per la tradizionale propensione di queste realtà a creare nuove opportunità di lavoro per altre donne, rafforzando così un circolo virtuoso di partecipazione, autonomia economica e crescita occupazionale”, ha aggiunto.

Per l’ad di Invitalia, Bernardo Mattarella, “la possibilità di fare impresa si costruisce anche rendendo gli incentivi più accessibili e portando competenze e servizi nei territori in cui nascono le idee. È su questo terreno che si misura il valore dell’accompagnamento di Invitalia: aiutare gli aspiranti imprenditori a trasformare un’intuizione in un progetto solido, dall’accesso alle agevolazioni fino alla realizzazione dell’attività Il Piano Integrato Autoimpiego dà concretezza a questo approccio: grazie alle risorse del ministero del Lavoro, al finanziamento dei nuovi investimenti si affianca un percorso di accompagnamento che mette le persone nelle condizioni di costruire e dare attuazione al proprio progetto imprenditoriale”.

Le iniziative ammesse interessano soprattutto turismo (28%), servizi alla persona (24%) e servizi alle imprese (15%), l’ICT (8%) e il manifatturiero (7%). Il restante 18% è diviso tra i settori agroalimentare, commerciale e costruzioni con progetti che puntano anche su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. La maggior parte delle iniziative riguarda attività d’impresa 82%, la quota restante interessa il lavoro autonomo e le professioni 18%.

Dall’avvio della misura sono state presentate 5.946 domande, per circa 363 milioni di agevolazioni richieste, pari al 63% della dotazione disponibile, che hanno coinvolto più di 6.300 giovani. Le richieste provengono da tutte le regioni italiane ma sono le aree della Zona Economica Speciale a far registrare la percentuale più elevata di domande sul totale (il 66%). Circa l’80% delle agevolazioni concesse è destinato al Sud. Particolare rilievo assume la partecipazione delle donne: il 39% delle domande presentate riguarda iniziative a guida femminile, con un’incidenza più elevata nelle regioni del Mezzogiorno.

– Foto Ministero del Lavoro –

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Cina: aperto al traffico nuovo ponte al confine con Repubblica popolare democratica di Corea su fiume Yalu

Cina: aperto al traffico nuovo ponte al confine con Repubblica popolare democratica di Corea su fiume Yalu

SHENYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Ieri è stato ufficialmente aperto al traffico il nuovo ponte tra la Cina e la Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) sul fiume Yalu, con le due parti che hanno tenuto congiuntamente una cerimonia di inaugurazione per questa arteria transfrontaliera.

Il ponte strallato sul fiume Yalu funge da collegamento di trasporto transfrontaliero tra la città di Dandong, nella provincia nord-orientale cinese del Liaoning, e la città di Sinuiju, nella provincia del Pyongan settentrionale, nella RPDC.

Il ponte, dotato di due piloni e due piani di stralli, presenta un impalcato largo 28,5 metri, progettato con quattro corsie per il traffico bidirezionale, mentre il suo spazio libero per la navigazione è progettato per consentire il passaggio di imbarcazioni fino alla classe delle 3.000 tonnellate.

Il nuovo ponte agevolerà ulteriormente il commercio e gli scambi tra le popolazioni dei due Paesi, ha dichiarato la portavoce del ministero cinese degli Esteri Mao Ning.

La Cina e la RPDC sono Paesi vicini e amici, e sono collegati da montagne e fiumi: il nuovo ponte rappresenta un’importante infrastruttura per la connettività tra i due Paesi, ha osservato Mao durante un regolare briefing con la stampa.

Dandong ospita il più grande valico commerciale di frontiera della Cina con la RPDC. Prima della costruzione del nuovo ponte stradale, il ponte sul fiume Yalu, noto anche come Ponte dell’Amicizia Cina-RPDC, fungeva da collegamento misto stradale e ferroviario. Il vecchio ponte, tuttavia, poteva consentire soltanto il transito stradale a senso unico di camion di peso non superiore a 20 tonnellate.

Nel 2010, la Cina e la RPDC hanno concordato di costruire un nuovo ponte stradale a valle di quello esistente.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

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Mondiali di ciclismo su pista, a Shanghai record del mondo nell’inseguimento per Jonathan Milan

Mondiali di ciclismo su pista, a Shanghai record del mondo nell’inseguimento per Jonathan Milan

ROMA (ITALPRESS) – Sarà ancora uno scontro Italia-Danimarca anche nell’inseguimento individuale ai Mondiali su pista di Shanghai. Jonathan Milan se la vedrà con Frederik Madsen per l’oro, mentre Filippo Ganna affronterà Rasmus Pedersen per il bronzo. Le finali sono in programma oggi pomeriggio, a partire dalle 13.15 italiane (19.15 a Shanghai). Nelle qualificazioni Milan ha stabilito il nuovo record del mondo con 3’58″850, abbattendo il muro dei 3’59” e migliorando di 303 millesimi il precedente primato, sempre suo, stabilito il 18 ottobre 2024 a Copenaghen nella finale mondiale contro il britannico Josh Charlton. Il danese Madsen ha ottenuto il secondo tempo in 3’59″979, scendendo anche lui sotto i quattro minuti. Terzo Filippo Ganna in 4’00″976, davanti all’altro danese Pedersen, quarto in 4’01″466.

– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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EU backs trade ‘kill switch’, China exports surge, third-quarter GDP

European Union leaders supported creating a tool to potentially shut out Chinese goods as a growing flood of low-cost imports pushed the bilateral trade deficit to a record. Officials could start work on developing a trade “kill switch”, European Commission President Ursula von der Leyen signalled to EU leaders at a Brussels meeting on Thursday, the South China Morning Post reported, citing unidentified people briefed on the talks. Leaders requested a proposal by year-end, Bloomberg News said....

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Is this China’s Soft Power Moment at Last?

For soft power scholars, observers, and critics alike, one question has lingered since the concept emerged in the early 1990s: to what extent can soft power resources yield tangible outcomes? In other words, how do appreciation and admiration eventually translate into political influence? While China has spent billions on soft power and public diplomacy, few acknowledged any real achievements until recently. Now, however, emerging trends from China – paired with the “America First” doctrine – may have handed Beijing an unprecedented opportunity.

It is therefore timely to ask: what needs to happen for China to become a soft power superpower? Before addressing this, we must first examine the current state of China’s attractive power, particularly in comparison to the United States.

The State of American Soft Power

For decades, the U.S. has been the ultimate purveyor of “cool,” exporting everything from Hollywood, music, and fashion to the powerful, intangible ideals of the American Dream. Alongside these, the global dominance of the U.S. dollar and the English language have served as structural pillars of its worldwide appeal.

While this idealized image has been eroding for some time due to unpopular wars and policy decisions, the “America First” doctrine has undeniably shattered many of the country’s core elements of attraction. Dozens of articles have been published about Trump’s effect on U.S’ international appeal, such as when proclaiming the “End of American Soft Power,” or when suggesting the nation’s “reputation may never fully recover”. Notably, the late Joseph S. Nye, who coined the term, lamented in his final article that “Trump is the first [American president] to reject the idea that soft power has any value in foreign policy.”

The State of China’s Soft Power

Meanwhile, although China’s initial soft power push was arguably first noticed during the 2008 Beijing Olympics, the consensus was that its tightly state-managed nature would always breed suspicion and fail to genuinely attract foreign audiences. By the early to mid-2020s, however, observers beyond academia began noticing a surge in China-related trends. Some are viral and possibly ephemeral (like Labubu and “Chinamaxxing”), while others – such as electric vehicles and advanced infrastructure – show long-term potential. This has led prominent Western outlets to affirm China’s newfound “coolness.” Perhaps surprisingly, like Japan, this appeal draws on a striking mix of the ancient and the futuristic, from traditional mythology and imperial architecture to the cybernetic cityscapes of Shenzhen and Chongqing. Furthermore, Chinese open AI models are being praised and widely adoption abroad, while youth in the developing world are becoming increasingly familiar with China. While concerns over its influence remain, this familiarity is a crucial first step toward genuine appreciation.

The Tortuous Path towards Soft Power Superpower Status

Despite these recent and remarkable developments, there are several obstacles that China must overcome in its pathway to becoming a soft power superpower.

First, the Chinese people may need to become more “approachable.” Foreigners who admire Chinese culture and products must be able to more easily interact with locals, both when visiting China and when encountering Chinese citizens abroad. This is not a matter of manners, but rather a lingering language barrier. Fortunately, this gap may narrow as more people globally learn Chinese, and as more Chinese citizens acquire basic English for travel.

Second, while Chinese citizens should certainly take pride in their nation’s achievements, they must avoid projecting a sense of superiority. Soft power arises from quiet confidence, not boasting. This is not to say that Chinese people are overly boastful, but it is a vital dynamic to keep in mind. As China’s successes grow, they will inevitably create friction with other nations – particularly the U.S., which will not easily relinquish its real or perceived primacy.

Third, as foreigners grow to appreciate not only Chinese products but also the people behind them, they may genuinely begin to question whether the political system that enabled these achievements is as flawed as often depicted. This is not to whitewash the Chinese Communist Party (CPC)’s conduct, but rather to acknowledge that alternative models exist.

Fourth, and decreasing in likelihood, more foreigners can consume Chinese cultural and digital products, many can also visit China visa-free, and can even study there, but for now it is still quite hard to move and live there. This could be a major obstacle for the overall appeal of a country, as the ultimate manifestation of appreciation would often be settling there.

Fifth, and perhaps most complex, is the need for a long-term, dual process. Chinese citizens must find ways to voice their desire for certain foreign practices – such as greater legal and financial protections – without directly challenging the central party’s authority. In turn, the party could acknowledge these mutually beneficial reforms and implement them to foster greater sociocultural and economic development. The CPC may become more eager to embrace such gradual reforms not only due to internal demand, but also to meet external expectations as a responsible global leader – a role further highlighted by the leadership vacuum left by the U.S.

The Road Ahead: A Benevolent Hegemon?

Like all hegemons, the U.S. has always had its faults and questionable practices; thus, no one expects Chinese leadership to be flawless. However, if China’s leadership can garner broader, genuine admiration both domestically and abroad – particularly across the developing world – the soft power returns could be conspicuous.

Another critical variable not to be dismissed is the Chinese diaspora. Many overseas Chinese are already proudly showcasing their heritage from a sociocultural and economic perspective, while intentionally leaving out the political and ideological dimensions. This cautious approach could further assist Beijing’s intents.

If China successfully manages to provide global public goods – such as through a revamped Belt and Road Initiative (BRI) and its more recent Global Initiatives – foreign views on its political system may soften. While this is a long-term prediction, potentially decades away, this article serves as an intellectual exercise to envision how China might eventually equal or surpass the U.S. as a global soft power superpower (and not only), driven by genuine attraction rather than the current soft-economic blend, which is less stable.

In conclusion, we may be witnessing the beginning of China’s true soft power moment, moving beyond mere economic reliance. This shift appears possible because the CPC has slightly loosened its grip on creative endeavors that do not clash with state interests. While this “cool” wave is increasingly noticed worldwide, it remains largely superficial. The greater challenge will be ensuring this is not a temporary fad, and that China continues to deliver on innovation while confidently sharing it with the world. Words and actions must align. Only then can genuine attraction become a structural soft power advantage, much like the one the U.S. has enjoyed for decades.

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Pioneering heart stem cell expert Li Renke dies at 65 during a Chinese conference

Li Renke, a visionary cardiovascular scientist who applied engineering principles to the human heart and developed conductive biomaterials to repair tissue damaged by heart attacks, died while attending an academic conference in the Chinese city of Xian earlier this month. He was 65. His death on October 10 was announced by The Chinese University of Hong Kong, Shenzhen (CUHK-Shenzhen), where he was presidential chair professor and associate dean of research and translation at the school of...

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Incendio all’interno del deposito di un’azienda a Elmas, 11 furgoni distrutti

Incendio all’interno del deposito di un’azienda a Elmas, 11 furgoni distrutti

CAGLIARI (ITALPRESS) – Vasto incendio nella notte a Elmas, all’interno di un deposito dell’azienda logistica FedEx. I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Cagliari sono intervenuti alle ore 22:45 circa di ieri, giovedì 15 ottobre, in Via Cettolini nella zona industriale di Elmas, per un incendio che ha coinvolto undici autofurgoni in sosta nell’area del piazzale del magazzino. La Sala Operativa provinciale ha inviato sul posto due squadre di pronto intervento, una della Sede Centrale e una del Distaccamento Cittadino della Sede Portuale, supportate da due autobotti per l’approvvigionamento idrico.

I Vigili del Fuoco hanno circoscritto e spento le fiamme che si stavano propagando alla struttura della stessa attività e ad altri automezzi in sosta. Il tempestivo intervento delle squadre Vigili del fuoco ha evitato la propagazione delle fiamme all’intera attività. Si rilevano danni ad altri veicoli, alla facciata della struttura e nell’area di carico e scarico delle merci. Non si registrano persone coinvolte. Al termine delle operazioni di spegnimento i Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area e avviato gli accertamenti per stabilire le probabili cause dell’incendio.

– Foto screenshot video VVF –

(ITALPRESS).

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Gasolio fuorilegge al distributore, sequestro di 6.400 litri nel Vibonese

Gasolio fuorilegge al distributore, sequestro di 6.400 litri nel Vibonese

VIBO VALENTIA (ITALPRESS) – Oltre 6.400 litri di gasolio sequestrati, per un valore commerciale di circa 15.500 euro, e un impianto di carburanti finito sotto sigilli. E’ il bilancio di un’operazione congiunta condotta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per contrastare le irregolarità nella vendita di carburanti sul territorio provinciale.
I controlli, che hanno interessato sei distributori stradali, sono stati eseguiti con il supporto del Laboratorio Mobile dell’ADM per verificare la qualità dei prodotti erogati direttamente dalle pompe. L’anomalia è emersa nell’impianto di Dasà, dove i primi test sul gasolio hanno rivelato un punto di infiammabilità pari a circa 50°C, al di sotto della soglia minima di 55°C stabilita dalla normativa vigente.
La conferma definitiva è arrivata dalle successive analisi di laboratorio, che hanno registrato un valore di 49,5°C. I finanzieri e il personale dell’ADM hanno quindi fatto scattare il sequestro preventivo d’urgenza di 6.444 litri di gasolio per autotrazione e del serbatoio da 15 metri cubi (del valore di circa 10.000 euro) che lo conteneva, impedendone l’immissione sul mercato. L’operazione è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per l’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la filiera di approvvigionamento del carburante non a norma e individuare le relative responsabilità.

– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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Gasolio fuorilegge al distributore, sequestro di 6.400 litri nel Vibonese

Gasolio fuorilegge al distributore, sequestro di 6.400 litri nel Vibonese

VIBO VALENTIA (ITALPRESS) – Oltre 6.400 litri di gasolio sequestrati, per un valore commerciale di circa 15.500 euro, e un impianto di carburanti finito sotto sigilli. È il bilancio di un’operazione congiunta condotta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per contrastare le irregolarità nella vendita di carburanti sul territorio provinciale. I controlli, che hanno interessato sei distributori stradali, sono stati eseguiti con il supporto del Laboratorio Mobile dell’ADM per verificare la qualità dei prodotti erogati direttamente dalle pompe.

L’anomalia è emersa nell’impianto di Dasà, dove i primi test sul gasolio hanno rivelato un punto di infiammabilità pari a circa 50°C, al di sotto della soglia minima di 55°C stabilita dalla normativa vigente. La conferma definitiva è arrivata dalle successive analisi di laboratorio, che hanno registrato un valore di 49,5°C. I finanzieri e il personale dell’ADM hanno quindi fatto scattare il sequestro preventivo d’urgenza di 6.444 litri di gasolio per autotrazione e del serbatoio da 15 metri cubi (del valore di circa 10.000 euro) che lo conteneva, impedendone l’immissione sul mercato.

L’operazione è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per l’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la filiera di approvvigionamento del carburante non a norma e individuare le relative responsabilità.

– Foto ufficio stampa GDF –

(ITALPRESS).

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Italpress €conomy – Puntata del 16 ottobre 2026

Italpress €conomy - Puntata del 16 ottobre 2026

MILANO (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centonovantaquattresima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino intervista Giovanni Panico, direttore di Assogomma, e Giuliano Zoppis fa il punto sulla legge di bilancio, che a breve verrà alla luce.

fsc/gsl

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Il Consiglio Europeo chiede azione coordinata sul caro energia e valutazione degli impatti dell’ETS 2

Il Consiglio Europeo chiede azione coordinata sul caro energia e valutazione degli impatti dell’ETS 2

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio europeo ha esaminato l’attuazione dell’agenda all’insegna di “un’Europa, un mercato” in linea con la tabella di marcia interistituzionale e ha accolto con favore i progressi già compiuti in merito alle principali proposte. Al tempo stesso, invita i colegislatori e la Commissione a compiere ulteriori progressi per quanto riguarda sia il livello di ambizione che le tempistiche concordate. E’ quanto si legge nelle conclusioni adottate dal vertice Ue a Bruxelles. Il Consiglio europeo sottolinea in particolare l’importanza di portare avanti i negoziati in merito ai risultati attesi per il 2026 e ribadisce l’urgenza di compiere progressi decisivi per quanto riguarda l’approfondimento e l’integrazione del mercato unico grazie all’eliminazione degli ostacoli rimanenti, i prezzi dell’energia accessibili e l’Unione dell’energia 2030; la promozione del rinnovamento industriale dell’Europa e dell’innovazione e la riduzione delle dipendenze, nonché la mobilitazione degli investimenti.

Il Consiglio europeo sottolinea l’importanza cruciale di contrastare i prezzi elevati dell’energia e accoglie con favore la presentazione della proposta della Commissione relativa al rinvio dell’applicazione di taluni obblighi previsti dal regolamento sul metano. Si compiace inoltre dell’intenzione della Commissione di prorogare il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per i settori industriali più esposti; sviluppare un quadro a breve termine per ottimizzare la capacità e l’efficienza delle raffinerie nell’UE e adottare iniziative volte a raggruppare la domanda di energia su base volontaria.

Il Consiglio europeo invita la Commissione ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’ETS 2, in particolare la sua concezione e le sue garanzie. Ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile. Proteggere efficacemente dalla rilocalizzazione delle emissioni di CO2, ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e attenuare il suo impatto sui prezzi dell’energia elettrica, preservando nel contempo il ruolo essenziale dell’ETS nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l’innovazione.

Il Consiglio europeo ha inoltre discusso degli elementi chiave necessari per un compromesso equilibrato sul prossimo quadro finanziario pluriennale, invitando il suo presidente a proseguire i negoziati al fine di raggiungere un accordo tempestivo. Un accordo prima della fine del 2026 consentirebbe l’adozione di atti legislativi nel 2027, il che è necessario per garantire che i finanziamenti dell’UE raggiungano i beneficiari senza interruzioni nel gennaio 2028.

MELONI CHIEDE DI TENERE ALTA ATTENZIONE SU FRONTIERE ESTERNE UE

A margine del Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme ai primi ministri danese, Mette Frederiksen, e olandese, Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia. La riunione ha consentito di fare il punto sui progressi raggiunti negli ultimi mesi e sulle prossime iniziative, con particolare attenzione alla prevenzione degli arrivi irregolari di massa, alla strumentalizzazione dei migranti e all’attuazione del nuovo quadro normativo europeo.

Con riferimento ai recenti eventi di Ceuta, Meloni ha sottolineato la necessità di mantenere alta la vigilanza sulle frontiere esterne dell’Unione, focalizzandosi sulla prevenzione dell’immigrazione irregolare e dei relativi rischi di sicurezza. Ha inoltre posto il tema di una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le nuove procedure relative al trattenimento dei migranti irregolari durante le procedure di frontiera.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Sequestrati 28 Kg tra hashish e cocaina a Ostia, arrestato trentanovenne

Sequestrati 28 Kg tra hashish e cocaina a Ostia, arrestato trentanovenne

ROMA (ITALPRESS) – Un deposito di droga diffuso, mimetizzato all’interno di auto anonime parcheggiate lungo le strade di Ostia. E’ l’escamotage scoperto dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno arrestato un uomo di 39 anni sequestrando circa 28 chili tra hashish e cocaina. L’indagato è ora accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini, condotte dagli investigatori della Squadra Mobile capitolina e del X Distretto Lido, hanno svelato una vera e propria architettura logistica ideata per custodire le dosi in modalità “pronto uso”. Lo stupefacente era infatti suddiviso all’interno di veicoli lasciati in sosta, intestati a una terza persona estranea e collocati in punti strategici per agevolare rapidi prelievi.

Il blitz è scattato quando i poliziotti hanno sorpreso il trentanovenne mentre apriva la prima vettura in via delle Baleari. La perquisizione del mezzo ha permesso di rinvenire la fetta più consistente del carico: 200 panetti di hashish per un peso di 20 chili e 6 blocchi di cocaina per circa 7 chili. La droga era nascosta nel bagagliaio e sotto i sedili, in vani accessibili tramite un sofisticato meccanismo ad apertura elettronica.

Grazie a un secondo mazzo di chiavi trovato addosso all’uomo, gli agenti hanno perquisito un’altra auto parcheggiata a circa 800 metri di distanza. Nel bagagliaio, all’interno di uno zaino, sono stati trovati ulteriori 600 grammi di cocaina. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto del trentanovenne, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

– Foto: Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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Siria, arrestato uno dei principali responsabili dei massacri della rivoluzione

Siria, arrestato uno dei principali responsabili dei massacri della rivoluzione

ROMA (ITALPRESS) – Le autorità siriane hanno annunciato l’arresto di Ali Kayali, noto anche come Mirac Oral (o Me’raj Oral), uno dei principali responsabili dei massacri compiuti durante gli anni della rivoluzione siriana. Secondo l’agenzia ufficiale Sana, i servizi di intelligence generale lo hanno catturato mentre tentava di fuggire attraverso il confine. Kayali aveva formato una milizia armata che operava a fianco delle forze del regime deposto e aveva partecipato alla repressione della popolazione, perpetrando diverse stragi, tra cui quelle di Al-Bayda e Ras al-Naba a Baniyas nel 2013.

Il consigliere presidenziale per gli affari mediatici, Ahmed Muwaffaq Zaidan, ha espresso soddisfazione per l’arresto e ha ribadito che la caccia ai responsabili di crimini contro i siriani proseguirà senza eccezioni. Secondo la Rete siriana per i diritti umani, il massacro di Al-Bayda ha provocato la morte di 264 civili (tra cui 36 bambini e 28 donne), mentre quello di Ras al-Naba ha causato 195 vittime civili (56 bambini e 43 donne). Testimonianze parlano di corpi abbandonati per strada, nei negozi e nelle cantine, di esecuzioni sommarie con armi da fuoco e da taglio e dell’incendio di abitazioni e cadaveri.

Le milizie legate a Kayali avrebbero compiuto altre stragi anche nelle campagne di Latakia, Aleppo e Idlib, con centinaia di morti e feriti. Oral, nato nel 1956 a Hatay (Turchia), è inoltre indicato come principale imputato del doppio attentato terroristico di Reyhanli (Hatay) del 2013, che costò la vita a 52 persone. Dopo la fuga dalla Turchia nel 1982 aveva goduto di privilegi speciali in Siria, anche grazie a legami familiari con la famiglia del presidente del regime deposto.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Truffa del falso carabiniere a un’anziana, due arresti a Lecce

Truffa del falso carabiniere a un'anziana, due arresti a Lecce

LECCE (ITALPRESS) – Finti carabinieri contattano un’anziana e la convincono a consegnare i propri gioielli per evitare il carcere al figlio, ma il piano fallisce grazie all’intervento di un parente e al rapido inseguimento delle forze dell’ordine. I Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno arrestato due uomini della provincia di Taranto, intercettati lungo la Tangenziale Ovest dopo il tentativo di raggiro a Lequile. La truffa è scattata con la classica telefonata d’emergenza: la falsa notizia dell’arresto del figlio e la richiesta immediata di denaro o oggetti preziosi per farlo liberare. Sotto forte pressione emotiva, la donna ha preparato il bottino per consegnarlo ai sedicenti militari. A rovinare i piani dei malviventi è stato l’arrivo del nipote dell’anziana.

pc/mca3 (fonte video: Carabinieri)

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Truffa del falso carabiniere a un’anziana, due arresti a Lecce / Video

Truffa del falso carabiniere a un’anziana, due arresti a Lecce / Video

LECCE (ITALPRESS) – Finti carabinieri contattano un’anziana e la convincono a consegnare i propri gioielli per evitare il carcere al figlio, ma il piano fallisce grazie all’intervento di un parente e al rapido inseguimento delle forze dell’ordine. I Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno arrestato due uomini della provincia di Taranto, intercettati lungo la Tangenziale Ovest dopo il tentativo di raggiro a Lequile.

La truffa è scattata con la classica telefonata d’emergenza: la falsa notizia dell’arresto del figlio e la richiesta immediata di denaro o oggetti preziosi per farlo liberare. Sotto forte pressione emotiva, la donna ha preparato il bottino per consegnarlo ai sedicenti militari. A rovinare i piani dei malviventi è stato l’arrivo del nipote dell’anziana. Notata un’auto sospetta vicino a casa della nonna, il giovane è intervenuto mettendo in fuga i due raggiratori, che hanno abbandonato nel giardino la busta con i preziosi appena presi. Il parente ha subito chiamato il 112 e, restando in contatto con la Centrale Operativa, ha fornito gli spostamenti dei fuggiaschi.

Le gazzelle della Sezione Radiomobile di Lecce si sono messe sulle tracce del veicolo, bloccandolo nei pressi dello svincolo per Surbo Scalo. I gioielli, per un valore di circa 500 euro, sono stati interamente recuperati e restituiti alla donna. I due arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Lecce “Borgo San Nicola” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

– Foto screenshot video ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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Enav “Riduzione del traffico aereo per anomalie alla rete di trasmissione dati”

Enav “Riduzione del traffico aereo per anomalie alla rete di trasmissione dati”

ROMA (ITALPRESS) – ENAV informa che nella notte sono state riscontrate anomalie sulla rete geografica di trasmissione dati a supporto dei servizi di controllo del traffico aereo sull’intero territorio nazionale. “Grazie all’attivazione dei sistemi di contingency previsti – si legge nella nota – ENAV ha garantito fino alle 6 di questa mattina la regolare gestione del traffico aereo, senza alcuna riduzione della capacità operativa. A partire dalle 6, in considerazione del progressivo aumento del traffico aereo e del persistere delle anomalie, per continuare a garantire la massima sicurezza delle operazioni sono state introdotte misure di regolazione dei flussi, che comportano una temporanea riduzione della capacità di gestione degli aeromobili nello spazio aereo italiano. Le verifiche tecniche, tuttora in corso, hanno individuato l’origine delle anomalie nella rete di trasmissione dati. ENAV sta lavorando per individuare le cause e ripristinare la piena operatività dei sistemi. Si esclude che le anomalie siano riconducibili ad attività malevole”.

– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Anomalie sulla rete di trasmissione dati, traffico aereo in tilt. Enav “Garantito il 75% dei voli, in costante aumento”

Anomalie sulla rete di trasmissione dati, traffico aereo in tilt. Enav “Garantito il 75% dei voli, in costante aumento”

ROMA (ITALPRESS) – ENAV informa che nella notte sono state riscontrate anomalie sulla rete geografica di trasmissione dati a supporto dei servizi di controllo del traffico aereo sull’intero territorio nazionale. “Grazie all’attivazione dei sistemi di contingency previsti – si legge nella nota – ENAV ha garantito fino alle 6 di questa mattina la regolare gestione del traffico aereo, senza alcuna riduzione della capacità operativa. A partire dalle 6, in considerazione del progressivo aumento del traffico aereo e del persistere delle anomalie, per continuare a garantire la massima sicurezza delle operazioni sono state introdotte misure di regolazione dei flussi, che comportano una temporanea riduzione della capacità di gestione degli aeromobili nello spazio aereo italiano. Le verifiche tecniche, tuttora in corso, hanno individuato l’origine delle anomalie nella rete di trasmissione dati. ENAV sta lavorando per individuare le cause e ripristinare la piena operatività dei sistemi. Si esclude che le anomalie siano riconducibili ad attività malevole”.

L’Enav ha successivamente informato che, grazie all’utilizzo della rete secondaria satellitare, la capacità operativa di gestione dei voli nello spazio aereo nazionale ha raggiunto il 75%, in costante aumento rispetto alle ore precedenti. Il sistema alternativo di trasmissione dati sta consentendo di garantire la continuità dei servizi di controllo del traffico aereo, mantenendo inalterati i massimi standard di sicurezza. L’Enav prosegue, in stretto coordinamento con i propri fornitori, le attività necessarie al ripristino della piena funzionalità della rete primaria, con l’obiettivo di tornare quanto prima al 100% della capacità operativa.

SALVINI “SE DISAGI AEREI NON RISOLTI A BREVE, VALUTIAMO RICHIESTA RISARCIMENTO”

“I problemi del traffico aereo dipendono da una disfunzione della rete di Enav dipendente da Tim. Io posso solo sollecitare gli ingegneri che individuino il problema partito dalle 23 di ieri sera. Sono convinto che lo risolveranno, ma se così non fosse, e a me non interessa se è colpa di tizio o caio, come ministero dei Trasporti, a nome dei passeggeri danneggiati, possiamo valutare l’ipotesi di chiedere un risarcimento danni per chi ha creato questi problemi”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle infrastrutture e trasporti Matteo Salvini durante una conferenza stampa della Lega a Palazzo Pirelli a Milano riferendosi ai disagi che da stamattina coinvolgono diversi aeroporti italiani.

– Foto Ipa Agency

(ITALPRESS).

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Truffa da 9 milioni a vip e calciatori, maxi sequestro a eredi broker deceduto

Truffa da 9 milioni a vip e calciatori, maxi sequestro a eredi broker deceduto

ROMA (ITALPRESS) – Aveva raggirato calciatori, procuratori sportivi e professionisti, costruendo negli anni un vero e proprio impero economico con lo “schema Ponzi”. Oggi i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno sequestrato beni per oltre 9 milioni di euro tra Italia ed estero, notificando il provvedimento agli eredi e a un familiare convivente di un ex broker finanziario, deceduto nel 2022.

L’uomo, attivo dal 1999 al 2022 tramite società di diritto inglese, si era reso responsabile di truffa ed esercizio abusivo della professione finanziaria. Con i profitti illeciti accumulati garantiva a sè e alla famiglia un tenore di vita stellare, del tutto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Le indagini del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, condotte anche grazie al software analitico “Molecola”, hanno permesso di ricostruire la sproporzione patrimoniale accumulata negli anni.

Il patrimonio bloccato comprende due appartamenti di lusso a Miami e Londra, quote e beni aziendali di 8 società italiane ed estere, oltre a gioielli e orologi di pregio. Tra i beni sequestrati figurano anche quadri e sculture attribuiti ad artisti di rilievo del Novecento come Andy Warhol, Mario Schifano e Giacomo Balla, il cui valore esatto sarà stabilito da una perizia.

Il sequestro, firmato dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma su base del Codice Antimafia, punta a sottrarre i patrimoni accumulati illecitamente, in attesa della successiva fase processuale che deciderà sulla confisca definitiva dei beni.

– Foto: Uffico stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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Intercettato e distrutto drone lanciato verso l’Arabia Saudita, in Yemen proteste contro assedio e bombardamenti Houthi

Intercettato e distrutto drone lanciato verso l’Arabia Saudita, in Yemen proteste contro assedio e bombardamenti Houthi

ROMA (ITALPRESS) – Il portavoce della Coalizione a sostegno della legittimità in Yemen, il generale di divisione Turki al-Maliki, ha annunciato l’intercettazione e la distruzione di un drone lanciato questa mattina verso la regione orientale del Regno dell’Arabia Saudita. La notizia arriva a poche ore dalla condanna espressa ieri dai membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro gli attacchi delle milizie Houthi che prendono di mira l’Arabia Saudita, compresi quelli contro l’aviazione civile e le infrastrutture energetiche, che hanno causato morti e feriti tra la popolazione civile. Il Consiglio ha ribadito la solidarietà verso Riad di fronte agli attacchi contro civili e beni civili sul suo territorio, riaffermando il diritto intrinseco dell’Arabia Saudita all’autodifesa ai sensi del diritto internazionale.

YEMEN, PROTESTA A TAIZ CONTRO L’ASSEDIO E I BOMBARDAMENTI HOUTHI

Gli abitanti della provincia di Taiz hanno organizzato nella notte una manifestazione di protesta nella rotonda Al-Awadi, nel centro della città, per denunciare il perdurare dei bombardamenti e dell’assedio imposto dagli Ansar Allah (Houthi) su Taiz. Lo riporta la Tv al Jazeera. Il blocco ha causato la chiusura delle strade e ha impedito l’arrivo degli aiuti alla popolazione. I partecipanti hanno chiesto l’intervento della comunità internazionale per far cessare le violazioni. Durante la protesta sono stati esposti striscioni contro le violazioni houthi ai danni dei civili e contro l’assedio che continua a colpire la città. I manifestanti hanno chiesto la fine dei bombardamenti, la rimozione delle restrizioni alla libera circolazione della popolazione, l’accesso ai beni di prima necessità e la classificazione del gruppo Houthi come “organizzazione terroristica”.

YEMEN, FORZE GOVERNATIVE PUBBLICANO VIDEO DI ATTACCHI A SITI E MEZZI HOUTHI

Il portavoce delle forze governative yemenite ha pubblicato venerdì sul proprio account X delle immagini che, a suo dire, documentano operazioni di attacco contro siti e mezzi militari del gruppo Ansar Allah (Houthi), nell’ambito dell’operazione “Fajr al-Yemen” (Alba dello Yemen). I video mostrano colpi diretti contro postazioni e veicoli.

Secondo il portavoce, le azioni hanno colpito comandanti sul campo, rinforzi e assetti militari houthi, con l’obiettivo di smantellare le loro capacità e rimuovere le fonti di minaccia, in conformità con il piano operativo. Le forze del governo yemenita sono impegnate in violenti scontri nel tentativo di riconquistare posizioni sul Mar Rosso. Il terreno del litorale occidentale svolge un ruolo decisivo nelle operazioni in corso: montagne, alture e passaggi, da ostacoli all’avanzata, si trasformano in punti di forza per chi ne mantiene il controllo.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Sparatoria a scuola in Oregon, uccisi tre bambini e ucciso anche l’attentatore

Sparatoria a scuola in Oregon, uccisi tre bambini e ucciso anche l’attentatore

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Tragedia a Bend, una cittadina dell’Oregon negli Stati Uniti. Un ragazzo di 16 anni ha sparato in una scuola elementare e il bilancio, ancora provvisorio, parla di quattro vittime, tra cui tre bambini di 5, 8 e 11 anni. Ucciso anche l’attentatore, colpito a morte
da una persona presente a scuola e armata. In quel monento i bambini della Silver Rail Elementary School, erano in parte alla mensa per il pranzo. Quando la polizia è arrivata l’aggressore era stato ucciso.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Usa, sparatoria in una scuola in Oregon: uccisi tre bambini, morto anche l’attentatore

Usa, sparatoria in una scuola in Oregon: uccisi tre bambini, morto anche l’attentatore

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Tragedia a Bend, una cittadina dell’Oregon negli Stati Uniti. Un ragazzo di 16 anni ha sparato in una scuola elementare e il bilancio, ancora provvisorio, parla di quattro vittime, tra cui tre bambini di 5, 8 e 11 anni. Ucciso anche l’attentatore, colpito a morte da una persona presente a scuola e armata. In quel monento i bambini della Silver Rail Elementary School, erano in parte alla mensa per il pranzo. Quando la polizia è arrivata l’aggressore era stato ucciso.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Envoy says China could ‘easily win’ conflict as Manila claims it is ‘thinly veiled threat’

Manila has called for diplomatic restraint in response to suggestions from the Chinese ambassador to the Philippines that Beijing could “easily win” a military showdown in the region but had instead chosen peace. The war of words comes amid rising tension over the Scarborough Shoal in the South China Sea. Beijing has repeatedly driven away Philippine aircraft over the shoal in recent months, while accusing Manila of violating Chinese airspace. Ambassador Jing Quan made his comment on Thursday as...

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