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“Siamo qui per vincere”: Verstappen contro Valentino Rossi, debutto movimentato in GT3. Max provoca un incidente dopo tre minuti, il Dottore perde tutti i tempi in qualifica e finisce ultimo

Un testacoda dopo appena tre minuti di pista, gesti di stizza nell’abitacolo e una qualifica vissuta sul filo delle penalità. L’esordio di Max Verstappen nel campionato GT3 sul circuito portoghese di Portimao si è aperto all’insegna dello scontro diretto in pista e del duello a distanza con un’altra leggenda dei motori: Valentino Rossi. Al volante della Mercedes-AMG schierata dal suo stesso team, il quattro volte campione del mondo di Formula 1 ha inaugurato il fine settimana innescando subito una collisione, prima di concentrarsi sulla caccia al cronometro contro la BMW dell’ex iridato della MotoGP.

Il primo colpo di scena si è consumato all’inizio della sessione. Tentando un sorpasso all’interno della curva 3, Verstappen ha colpito l’Audi di Ezequiel Perez Companc, mandando la vettura dell’avversario in testacoda. Una manovra seguita dalle plateali proteste dell’olandese, che ha gesticolato infastidito all’indirizzo del rivale, reo a suo dire di aver chiuso la traiettoria senza guardare gli specchietti.

La direzione di gara ha tuttavia ribaltato la prospettiva del pilota Red Bull, giudicandolo unico responsabile per un impatto ritenuto evitabile. Nel comunicato ufficiale dei commissari sportivi si legge la motivazione tecnica: “Il conducente dell’auto numero 3 ha spiegato che stava tentando un sorpasso, aspettandosi che l’auto numero 25 rimanesse all’esterno. È rimasto sorpreso quando questa ha svoltato verso l’interno“.

A salvare Verstappen da penalità di tempo o arretramenti sullo schieramento sono state due attenuanti: l’incidente è avvenuto nei primissimi giri e la presenza di un gruppo compatto di macchine davanti all’Audi ne ha fisicamente condizionato la linea. La sanzione si è quindi limitata a un richiamo e all’assegnazione di un solo punto di avvertimento sulla licenza per comportamento scorretto.

Max Verstappen has received a REPRIMAND at Portimão! ????

The Dutchman was found responsible for contact with the #25 Audi at Turn 3 during FP1, sending Ezequiel Pérez Companc into a spin.

Stewards issued a reprimand and one behavior warning point, taking the heavy traffic into account. https://t.co/PqWMU1mq6w

— Everything Formula (@evrythngformu1a) October 16, 2026

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L’Inter deve ripartire, ma Bologna riapre vecchie ferite: Chivu senza Lautaro dopo il disastro in Champions | Orario, probabili formazioni e dove vedere in tv e streaming

Riprendere lo slancio in campionato per poi provare a dare una svolta anche a un inizio di Champions League disastroso. L’Inter di Cristian Chivu torna in campo oggi, alle 18, contro il Bologna. Non il campo migliore per reagire dopo i quattro gol subiti dal Brugge in Europa. Al “Dall’Ara” infatti l’Inter dal 2022 ha vinto una sola partita delle ultime cinque. Poi tre sconfitte e un pareggio: tra le due sconfitte anche quelle praticamente costate due scudetti ai nerazzurri. Quella con “papera” di Radu nel 2023 e poi quella famosa con rovesciata di Orsolini nel 2025.

Le squadre arrivano da due momenti opposti: il Bologna è reduce dalla prima vittoria in stagione per 1-2 contro il Lecce, mentre l’Inter dal 3-4 in casa in Champions League contro il Brugge. I nerazzurri però in campionato arrivano da un percorso quasi netto: cinque vittorie e un pareggio. L’ultimo successo per 3-0 contro il Parma. Una partita importante, con l’Inter che deve rinunciare a quattro giocatori importanti: non saranno infatti del match Lautaro Martinez, John Stones, Curtis Jones e anche Benjamin Pavard. Il Bologna invece dovrà fare a meno di Orsolini, Holm e Odgaard.

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“Alcaraz si è infortunato perché voleva copiare Djokovic”: la strana teoria di Stubbs

L’infortunio al polso che ha condizionato Carlos Alcaraz per diversi mesi continua a far discutere. Sulle cause dello stop dello spagnolo sono state avanzate diverse ipotesi, ma tra le spiegazioni emerse ce n’è una che chiama direttamente in causa Novak Djokovic. A sostenerla è Rennae Stubbs, ex tennista australiana ed ex allenatrice di Serena Williams, oggi protagonista di un podcast molto seguito, secondo la quale il tentativo di riprodurre alcuni movimenti del servizio del campione serbo potrebbe aver contribuito ai problemi fisici del numero uno spagnolo. “Ho una mia idea sul problema di Carlos e secondo me non è così semplice come possa apparire in superficie“, ha spiegato Stubbs, introducendo la propria teoria sulle origini del problema.

Il periodo lontano dai campi è stato particolarmente lungo per Alcaraz, costretto a fermarsi per quasi cinque mesi, da Barcellona fino agli US Open. Un’assenza pesante, durante la quale il polso ha rappresentato un ostacolo importante per il suo ritorno alla piena condizione. Secondo Stubbs, alla base dei problemi potrebbe esserci stato un cambiamento tecnico legato proprio al servizio. “Carlos ha provato a servire come fa Djokovic, si è allenato tantissimo per copiarlo e alla fine si è rovinato il polso“, è la spiegazione proposta dall’australiana.

L’ex tennista ritiene che il legame tra i due giocatori possa essere più stretto di quanto si pensi, almeno dal punto di vista tecnico. Alcaraz ha sempre manifestato grande ammirazione per il servizio di Djokovic e, secondo Stubbs, avrebbe cercato di riprodurne alcuni aspetti, arrivando a modificare il proprio movimento. “Le battute di Carlos e Nole sono quasi sovrapponibili, hanno un movimento del corpo molto fluido e bello da vedere ma il problema di Carlos, che ha sempre ammirato molto il servizio del collega, è che a forza di imitarlo, ha finito per infortunarsi”.

Nell’analisi dell’australiana, il punto critico sarebbe rappresentato dagli aggiustamenti introdotti nel movimento del polso durante il servizio. Interventi tecnici che, secondo la sua interpretazione, avrebbero finito per compromettere la funzionalità dell’articolazione e influenzare il rendimento dello spagnolo. “Modificare così il lavoro del polso nel servizio gli ha creato problemi evidenti. Ha utilizzato quel piccolo movimento verso il basso che, sul modello di Novak, gli ha distrutto la mobilità. Penso che questi cambiamenti e questi aggiustamenti abbiano avuto ripercussioni sul suo polso. Credo che continuerà ad avere qualche difficoltà anche in futuro, purtroppo”.

Stubbs aveva già espresso le proprie perplessità in occasione degli US Open, quando Alcaraz aveva disputato il doppio misto insieme a Serena Williams. In quella circostanza, secondo l’ex allenatrice della campionessa statunitense, il servizio dello spagnolo era apparso meno incisivo rispetto al solito, un segnale che avrebbe ricondotto proprio ai problemi fisici accusati nei mesi precedenti. Per Stubbs, dunque, il recupero del servizio rappresenterà uno degli aspetti fondamentali su cui Alcaraz dovrà lavorare per tornare al massimo livello. “Lo avevo già detto agli US Open, quando ha giocato il doppio misto con Serena Williams: il suo servizio non aveva la solita potenza e questo è dovuto proprio al problema che ha al polso. Carlos deve assolutamente migliorare il servizio, per lui sarà cruciale se vorrà mettere sotto pressione Jannik Sinner“, ha concluso Stubbs.

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“Saronni? Gli ha dato di volta il cervello, si è messo a fare dichiarazioni di ogni tipo ed è sempre polemico”: così Francesco Moser

“Se andiamo più d’accordo io e Saronni oppure Elly Schlein e Giuseppe Conte? Noi non siamo mai andati d’accordo e continuiamo a non andarci nemmeno oggi, perché Saronni è sempre polemico”. Francesco Moser, uno dei ciclisti italiani più noti di sempre, si è raccontato oggi a ‘Un Giorno da Pecora’, su Rai Radio1, a partire dallo sport che lo ha visto trionfare tante volte passando per la politica e non solo.

“Io veramente – ha detto Moser a proposito di Saronni – l’ho anche invitato a casa, abbiamo fatto dei pranzi e pedalato insieme. Poi, improvvisamente, non so se gli ha dato di volta il cervello ma si è messo a fare dichiarazioni di ogni tipo. Ha detto che gli ho rubato un Giro d’Italia, ma le classifiche mica le faccio io”. La rivalità tra Francesco Moser e Giuseppe “Beppe” Saronni ha infatti segnato l’età d’oro del ciclismo italiano tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta (1978–1986). Poi, qualche battuta sulla politica: “Che ciclisti potrebbero essere Schlein e Meloni? Schlein è capace solo di andare contro, quando c’erano loro al governo non mi pare abbiano fatto meglio dell’esecutivo attuale.

Moser ha poi detto la sua su Vannacci e Meloni: “Sono posizioni completamente diverse, la Meloni ha tante cose a cui pensare, Vannacci gioca sulle cose che non vanno. Se tirerei ‘la volata’ alla premier? Sì, certamente”. In chiusura, Moser ha parlato della sua quotidianità: “Oggi vado con la bici elettrica, il mio fisico l’ho già strapazzato abbastanza. Troppo comoda? Credetemi, si può faticare anche così. Ho appena fatto il monte Bondone, 18km di salita, sono andato su in prima, se la fai con la bici normale arrivi su che non riconosci nemmeno più chi hai intorno. Così vai in bici senza impiccarti“.

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