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Da venerdì sarà completamente riaperto lo Stretto di Hormuz, ha detto Trump al G7

Donald Trump ha al suo arrivo al vertice del G7 di Évian-les-Bains, in Francia, che lo Stretto di Hormuz sarà «completamente aperto» da venerdì. Il presidente statunitense lo ha ribadito all’inizio dell’incontro bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron, presentando l’intesa con l’Iran come un risultato ormai acquisito: «L’accordo è tutto firmato», ha detto, aggiungendo che lo stretto «è già parzialmente aperto». Secondo Trump, la riapertura del canale sarà assicurata dall’accordo con Teheran e non da un intervento militare europeo più ampio. «Penso che in Medio Oriente stiano per accadere molte cose molto positive. E, cosa molto importante, il petrolio sta crollando e la borsa oggi sta salendo come un razzo», ha aggiunto. Riferendosi alla proposta franco britannica di una missione navale nello Stretto di Hormuz per garantire il passaggio delle navi commerciali, Trump ha detto a Macron: «Non credo che avremo bisogno di molto aiuto».

Il memorandum di intesa dovrebbe essere firmato formalmente venerdì a Ginevra dal vicepresidente statunitense JD Vance e dal capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. La Casa Bianca ha detto che il testo completo sarà pubblicato entro ventiquattro o quarantotto ore. Il punto centrale dell’intesa, secondo Trump, è che l’Iran non avrà la bomba atomica: «Hanno accettato pienamente questo punto, con forti poteri di controllo».

Trump ha detto anche, in un messaggio pubblicato sui social, che «le navi stanno cominciando a muoversi, molte cariche di petrolio, fuori dallo Stretto di Hormuz» e che starebbero percorrendo una rotta meridionale «totalmente sicura, protetta e intatta». Le informazioni provenienti dal settore marittimo sono più prudenti. Organizzazioni e società che monitorano il traffico navale hanno segnalato che gran parte delle navi resta ferma nel Golfo Persico e che la ripresa normale dei passaggi potrebbe richiedere settimane o mesi. Il problema non è solo politico, ma anche operativo: servono rotte considerate sicure, garanzie sulla presenza di mine, coperture assicurative e indicazioni chiare alle compagnie di navigazione. Trump ha ammesso che sono in corso attività di ricerca di mine, spiegando che «stanno facendo un po’ di caccia» dopo averne già trovate alcune, ma ha insistito che venerdì lo stretto sarà completamente aperto.

Uno dei nodi più delicati riguarda il possibile ruolo dell’Iran nella gestione del traffico marittimo. Teheran sostiene che l’accordo le riconosca il diritto di applicare tariffe per servizi marittimi nello stretto, in coordinamento con l’Oman. I governi europei temono che questa formula possa diventare, di fatto, un sistema di pedaggi. Macron ha detto che la Francia difende il diritto internazionale e che farà tutto il possibile perché non ci siano pedaggi. Trump ha respinto questa interpretazione: secondo lui l’accordo prevede che lo Stretto di Hormuz sia aperto e gratuito.

La proposta franco britannica di una missione navale resta quindi sospesa. Francia e Regno Unito lavorano da mesi a un piano difensivo per sminare le rotte e rassicurare equipaggi, armatori e assicuratori. Macron ha detto a Trump che la Francia potrebbe impiegare aerei, fregate, unità specializzate nella ricerca di mine e la portaerei Charles de Gaulle. Il presidente francese ha però precisato che tutto dipenderebbe dalla richiesta e dalla necessità effettiva della missione. Trump non ha escluso una presenza limitata, ma ha detto di non ritenere indispensabile un sostegno rilevante da parte degli alleati.

Il memorandum non chiude le questioni più complesse. I negoziati sul programma nucleare iraniano, sulle sanzioni statunitensi e sullo sblocco dei beni congelati dovrebbero svolgersi nei sessanta giorni successivi alla firma. Da parte americana è stata prospettata la possibilità di un alleggerimento delle sanzioni e di alcuni gesti iniziali, ma solo se Teheran dimostrerà di rispettare gli impegni, evitando ulteriore arricchimento dell’uranio e l’espansione degli impianti. Restano però da definire il destino delle scorte di uranio altamente arricchito, il livello delle ispezioni e le modalità di verifica. 

Il fronte più fragile è quello libanese. L’Iran sostiene che l’intesa debba includere anche la cessazione degli attacchi israeliani in Libano, dove Israele ha condotto una vasta offensiva dopo il lancio di missili di Hezbollah contro il nord di Israele. Il ministero degli Esteri iraniano ha chiesto agli Stati Uniti di garantire che Israele rispetti il cessate il fuoco. Il portavoce Esmail Baghaei ha avvertito che l’intero accordo dipende anche dalla sua applicazione in Libano.

Israele ha preso le distanze dall’intesa. Il primo ministro Benjamin Netanyahu non l’ha respinta apertamente, ma ha detto che si tratta di una decisione di Trump e che Israele ha «i propri interessi». Netanyahu ha aggiunto che le forze israeliane non lasceranno le aree occupate in Libano nonostante il cessate il fuoco e che Israele sarà pronto a colpire l’Iran se riterrà che stia procedendo verso la costruzione di un’arma nucleare. «Con un accordo o senza accordo, l’Iran non avrà armi nucleari, non oggi e non domani», ha detto.

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Breve guida ai migliori festival musicali italiani di questa estate

Elettronica, indie, jazz, pop e ricerca sonora si intrecciano in eventi che trasformano parchi, siti archeologici e paesaggi naturali in palcoscenici a cielo aperto. 

Color Fest – Lamezia Terme (Calabria)
Dall’11 al 13 agosto
Si svolge sulla Riviera dei Tramonti, lungo il lungomare Falcone e Borsellino di Lamezia Terme. Nato come festival indipendente, è diventato uno dei principali appuntamenti del sud Italia per chi segue la nuova musica italiana e internazionale. La vicinanza al mare e la programmazione trasversale sono i suoi elementi distintivi.

AMA Music Festival – Romano d’Ezzelino (Veneto)
1 luglio – 31 agosto
Ospitato nell’area di Villa Negri, ai piedi del Monte Grappa, il festival propone concerti distribuiti lungo tutta l’estate. La line-up spazia tra rock, pop, rap ed elettronica, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale.

Nextones – Val d’Ossola (Piemonte)
Dal 16 al 19 luglio
Un festival dedicato all’incontro tra musica elettronica, arti digitali e architettura. Si svolge tra cave di marmo e spazi industriali recuperati delle Alpi piemontesi, in un contesto unico nel panorama europeo.

FestiValle – Agrigento (Sicilia)
Dal 7 al 10 agosto
La manifestazione anima la Valle dei Templi con concerti, performance e incontri culturali. L’utilizzo di uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo rappresenta la sua principale peculiarità.

Locus Festival – Puglia
Dal 18 giugno – 2 settembre
Il festival si sviluppa in più location tra Bari, Ostuni, Locorotondo, Fasano e Minervino Murge. Da oltre vent’anni unisce grandi nomi internazionali e artisti italiani in alcuni dei luoghi più rappresentativi della Valle d’Itria.

Kappa FuturFestival – Torino
Dal 3 al 5 luglio
Ospitato nel Parco Dora, ex area industriale riconvertita in spazio urbano, Kappa FuturFestival è uno dei maggiori festival europei dedicati alla musica elettronica, che ogni anno richiama pubblico da tutto il mondo.

Jazz:Re:Found – Monferrato (Piemonte)
Dal 27 al 30 agosto
Nato dal jazz contemporaneo, oggi esplora elettronica, soul, hip hop e club culture. Il contesto collinare del Monferrato è parte integrante dell’esperienza del festival.

Flowers Festival – Collegno (Piemonte)
Dal 23 giugno al 18 luglio
Si svolge nel Parco della Certosa Reale di Collegno, alle porte di Torino. La programmazione alterna artisti mainstream, indipendenti e internazionali in uno dei principali appuntamenti estivi del nord Italia.

Lucca Summer Festival – Lucca (Toscana)
Dal 24 giugno al 29 luglio
Le piazze del centro storico e l’area delle Mura ospitano una delle rassegne più note del Paese, che da oltre vent’anni richiama alcune delle principali star della musica mondiale.

Opera Festival – Sicilia
Dal 20 al 23 agosto
Una manifestazione che valorizza siti storici e monumentali dell’isola attraverso concerti e produzioni artistiche. L’incontro tra patrimonio culturale e spettacolo dal vivo costituisce il cuore del progetto.

Panorama Festival – Puglia
Dal 14 al 16 agosto
Un evento dedicato alla musica elettronica e alla cultura contemporanea. Punta sull’esperienza immersiva e sulla valorizzazione del paesaggio costiero pugliese.

Polifonic Festival – Valle d’Itria (Puglia)
Dal 22 al 26 luglio
Uno dei festival elettronici italiani più riconosciuti all’estero, dove house, techno e live set convivono con una forte attenzione all’estetica, alla gastronomia e al territorio.

Poplar Festival – Trento
Dal 10 al 13 settembre
Nato in ambito universitario, è diventato un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze della musica italiana e internazionale. Si distingue per la forte presenza di un pubblico under 30.

Rift – Valle d’Aosta
Dal 4 luglio
Un festival multidisciplinare che porta musica elettronica, arte e performance in ambienti alpini. L’esperienza è costruita attorno al rapporto tra paesaggio naturale e ricerca sonora.

VIVA! Festival – Valle d’Itria (Puglia)
Dal 31 luglio al 2 agosto
Tra i festival che hanno contribuito alla crescita della scena elettronica pugliese con concerti e dj set che si svolgono in masserie e spazi immersi nella campagna della Valle d’Itria, creando un forte legame con il territorio.

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