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La principessa di Norvegia Mette-Marit sottoposta al trapianto di polmoni: “L’evoluzione della sua malattia polmonare è grave”

Mette-Marit è stata sottoposta all’intervento che aspettava: il trapianto di polmoni al quale aveva appeso le sue speranze di vita.
La principessa di Norvegia, dal 2018, è affetta da una grave forma di fibrosi polmonare progressiva e questo intervento era l’unico modo per cercare di garantirle un’aspettativa di vita che andasse oltre il breve periodo, quello che i medici avevano stimato in massimo uno o due anni.

La casa reale di Oslo ha diramato un comunicato per confermare la notizia dell’intervento per il quale Mette-Marit era in lista d’attesa da qualche tempo.
Negli ultimi mesi, infatti, le sue condizioni erano progressivamente peggiorate e il suo stato di salute era apparso così precario da non poter essere più nascosto.
In aprile, la principessa si era mostrata in pubblico con uno strumento collegato attraverso cannule nasali per permetterle di ricevere l’ossigeno e respirare durante un impegno ufficiale della casa reale, che la vedeva impegnata a ricevere gli atleti che avevano gareggiato alle olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Poco dopo, a metà maggio, un’altra apparizione pubblica aveva nuovamente mostrato le sue fragili condizioni di salute e la sua debolezza, di pari passo con la sua determinazione a non derogare dagli impegni della corona.

La principessa, oggi 52enne, ha sposato il principe ereditario Haakon nel 2001, dopo un passato piuttosto burrascoso e una relazione, non semplice, con un uomo con precedenti per droga che le ha dato il suo primo figlio, Marius Borg Hoiby. Il ragazzo, oggi 29enne, il 15 giugno è stato condannato a quattro anni di carcere per stupro e violenze dal tribunale di Oslo, ma i suoi legali hanno annunciato che faranno ricorso.
Questo processo e le rivelazioni uscite dall’aula durante i dibattimenti hanno gettato un’ombra indelebile sulla reputazione di una casata che ha già dovuto fare i conti con il passato della principessa.

Nel marzo di quest’anno, schiacciata dai contenuti emersi dopo la pubblicazione degli Epstein Files, era stata lei stessa a finire sotto la lente del giudizio dei sudditi, consegnandosi alle telecamere della tv nazionale NRK per scusarsi e pentirsi di aver conosciuto e frequentato Jeffrey Epstein e spiegando di “essere stata manipolata” da un uomo del quale non conoscevi sufficientemente i trascorsi.
La sua voce, quel giorno, era spezzata dal dolore e dalla malattia, ma, anche in quella circostanza, Mette-Marit non si è sottratta al suo dovere offrendosi al giudizio del suo popolo.

Oggi, ad alleviare un passato recente fatto di scandali e forti preoccupazioni per la sua salute, in costante declino, la principessa ha potuto sottoporsi alle cure necessarie per le quali era stata posta in lista d’attesa. “L’intervento è riuscito” ha dichiarato la casa reale in una nota diffusa mercoledì. “L’evoluzione della malattia polmonare della principessa ereditaria è grave. Dopo una valutazione medica approfondita, è stata inserita nella lista dei pazienti in attesa di trapianto di polmone. Il trapianto è stato un successo”. Con queste parole il primario dell’ospedale nazionale di Oslo, Arnt Fiane, ha confermato le sue condizioni.

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“Ronnie Wood non può avere la porta di casa rosa, deve essere nera”: la battaglia legale del chitarrista dei Rolling Stones con il comune di Londra

Non importa che tu abbia 79 anni e sia una stella mai tramontata del rock, non importa che tu ti chiami Ronnie Wood, la porta di casa tua non può essere “rosa”.
Questo succede a Londra dove il comune di Westminster, nella elegante zona a nord detta Maida Vale, non lontana dalla famosa Little Venice, ha stabilito che il chitarrista dei Rolling Stones debba ridipingere il portoncino di ingresso di casa sua perchè quel bel rosa acceso scelto è “incongruo” e “danneggia l’aspetto e l’interesse architettonico di quelle proprietà”.

L’ultimatum, infatti, non è stato recapitato solo alla stella della band britannica, ma anche ai suoi vicini di casa che, colti da estro e magari dal desiderio di contrastare le grigie giornate londinesi, avevano scelto di colorare le porte d’ingresso delle loro case a schiera con toni brillanti.
Una fonte vicina all’artista ha detto al Daily Mail che “il comune non vuole che le porte siano dipinte di colori diversi. Le vogliono tutte nere”.
E non importa neppure che Ronnie Wood abbia sborsato quasi 8 milioni di euro per comprare quella casa, con la porta rosa.
Lui e la sua famiglia, le due gemelle di 10 anni avute dall’ultima moglie, la produttrice teatrale Sally Humphreys sposata nel 2012, avevano deciso di regalarsi quel colore mantenendo il cancello che circoscrive la proprietà nero, sperando sì di aggirare le resistenze del comune.
Poi, sempre stando a quanto rivelato dalla fonte anonima, qualcuno ha “scattato una foto” della famigerata porta dichiarando che “non si può avere quel colore”. E’ stato a quel punto che Ron Wood ha fatto ricorso al council di Westminster per tenere il punto, ma ricevendo in tutta risposta un no secco: “Non puoi avere quel colore – dipingila di nero”.

“E’ fastidioso” ha commentato la fonte. Ovviamente la zona, considerati i prezzi delle case al metro quadro, è popolata di super ricchi e, non a caso, una dei vicini di casa dell’artista è Angela Allen, che si è guadagnata un Bafta, premio del cinema britannico, e anche lei ha ammesso di essere stata una delle prime ad avere ricevuto l’ordine di ridipingere la porta d’ingresso di casa sua per attenersi alle regole comunali.
Se si fosse rifiutata di farlo si sarebbe vista recapitare una multa di 35.000 euro. La sua porta era blu e così è stata per cinque anni, in attesa di ricevere la notifica dell’amministrazione con il parere dei tecnici in merito alla richiesta di lasciarla tal quale.
Insomma, in una sfilza di richiesta di colori, gran parte del vicinato ha avuto problemi con le scelte cromatiche del comune e, alla fine, ha dovuto arrendersi rinunciando alla libera espressione dell’estro.

Paint it black! #RollingStones‘ Ronnie Wood told to replace pink door #RonnieWood https://t.co/L2eSLvymOi

— MarieFranceRemillard (@MFRemillard) June 13, 2026

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