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CINA, DA RANDAGIA A SUPERSTAR: STORIA DELLA GATTINA MEI MEI

Da gatto randagio a celebrità internazionale, capace di attirare visitatori da oltre 20 Paesi e regioni. È la storia di MeiMei, una gatta diventata virale sui social che oggi porta a Guangzhou, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, fan arrivati anche dall’altra parte del mondo per incontrarla di persona. Lo racconta il China Daily. A differenza di molte star, MeiMei non sembra particolarmente interessata al successo: è schiva con gli estranei e spesso occorre convincerla con del cibo per ottenere la sua attenzione. Il suo volto caratteristico ha conquistato gli utenti cinesi, che le hanno dato il nome di un personaggio della serie storica televisiva ‘Empresses in the Palace’. La sua popolarità internazionale è cresciuta dopo che alcuni utenti stranieri, notando la coda corta e i denti mancanti, hanno lanciato la campagna online ‘Save MeiMei’, temendo che fosse vittima di maltrattamenti. Il proprietario, Chen Jianye, 32 anni, ha spiegato per mesi che il suo aspetto era il risultato delle difficoltà vissute da randagia, non di violenze subite dopo il salvataggio. Chen ha raccontato che nel giugno scorso un fan cileno, Felipe, è arrivato a Guangzhou portando in regalo un orologio con il volto della gatta. Da allora sono giunti visitatori da Paesi tra cui Regno Unito, Polonia, Romania, Marocco e Afghanistan. Il proprietario prepara anche piccoli souvenir, come cuscini e fotografie. MeiMei era stata trovata vicino a una stazione ferroviaria nel giugno 2022. Chen, che si occupa del salvataggio di animali randagi dopo aver lasciato il lavoro nell’e-commerce, ha deciso di tenerla con sé. La sua età esatta è sconosciuta, ma potrebbe superare i dieci anni.

(Foto dalla pagina Instagram toletole_meime)

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GERMANIA, DURANTE L’ONDATA ESTIVA DI CALORE DECESSI AUMENTATI DEL 36 PER CENTO

Le ondate di calore estive hanno provocato picchi di mortalità in Germania, con un numero di decessi superiore del 36% rispetto alla media dei quattro anni precedenti nell’ultima settimana completa di giugno. Nella settimana successiva, a cavallo tra giugno e luglio, l’incremento è stato del 28%, mentre durante una nuova ondata di calore tra la fine di luglio e l’inizio di agosto i decessi sono risultati superiori del 4% ai valori medi degli anni precedenti. Secondo i dati preliminari dell’Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis), nel terzo trimestre del 2026 sono morte circa 230.428 persone. Al di fuori dei periodi caratterizzati dalle temperature più elevate, il numero dei decessi è stato generalmente inferiore ai livelli di confronto. Nel complesso, tra luglio e settembre si sono registrati circa 3.000 decessi in meno rispetto alla media degli anni precedenti.

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CASERTA, ILLECITI E RIFIUTI: SEQUESTRATI DUE ALLEVAMENTI DI BUFALE

Capi bufalini allevati in totale promiscuità. Gestione illecita degli effluenti zootecnici che venivano sversati all’interno di due ‘fossi’, lunghi complessivamente oltre 100 metri per circa 8-10 metri di larghezza, risultati colmi di reflui zootecnici palabili e non palabili. È quanto hanno scoperto a San Cipriano d’Aversa i militari del nucleo carabinieri forestali di Marcianise e i medici veterinari dell’Asl di Caserta intervenuti in un complesso zootecnico gestito congiuntamente da due distinte imprese individuali. Anche i paddock in cui sono ricoverati gli animali sono risultati pieni di letame bufalino. Rinvenuti, inoltre, cumuli di rifiuti pericolosi costituiti da imballaggi contaminati (fitofarmaci e olio motore) e imballaggi non pericolosi, batterie esauste, gestiti in maniera illecita. Per tutto questo, i militari, avendo ravvisato a carico dei titolari delle due aziende zootecniche le ipotesi di reato connesse alla gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi senza alcun atto autorizzativo e di abbandono di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da reflui zootecnici con pericolo di compromissione di vaste porzioni di suolo, hanno proceduto d’iniziativa al sequestro preventivo delle aree aziendali, dei rifiuti e di tutti i 349 capi bufalini di proprietà delle imprese oggetto di controllo. Entrambi gli allevatori sono stati denunciati a piede libero.

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CANE UCCISO A OLBIA, ON. BRAMBILLA: “LA MIA LEGGE LO PUNIRÀ CON CARCERE E MULTA”

“Ancora un caso di crudeltà ai danni di un povero animale e guarda caso il responsabile, già individuato, è un cacciatore che si è introdotto in una proprietà privata e ha freddato Zeus, un povero maremmano. Grazie alla legge Brambilla, la norma, in vigore dal luglio 2025, che tutela gli animali come esseri senzienti e punisce severamente chi fa loro del male finalmente questo criminale andrà in carcere e avrà una sanzione pesante”.

Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della LEIDAA e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti egli animali e la tutela dell’Ambiente, commenta la notizia dell’uccisione del cane Zeus, avvenuta a Olbia. Come riportano diversi organi di stampa una persona armata sarebbe entrata nel terreno recintato, attirando l’attenzione del maremmano che ha cominciato ad abbaiare per difendere il territorio. “L’intruso – riferisce il proprietario del povero Zeus – ha prima tentato di colpirlo con alcune pietre poi ha imbracciato il fucile, ed esploso due colpi contro Zeus, ammazzandolo”. Poi avrebbe tentato di occultare il cadavere dell’animale trascinandolo per le zampe in un canalone e avrebbe minacciato di morte il proprietario. I carabinieri hanno provveduto al sequestro del fucile che sarebbe stato utilizzato per uccidere il cane e di tutte le armi in possesso dell’uomo, inoltre sono scattate la sospensione della licenza di caccia e la segnalazione alla Procura della Repubblica per diversi reati.

“Nel caso di uccisione con crudeltà e senza necessità – precisa la presidente di LEIDAA – la legge Brambilla prevede la reclusione fino a quattro anni e una multa fino a 60mila euro. Una pena severa che non riporterà in vita il povero Zeus, ma darà giustizia  lui e a tutti gli animali uccisi dalla crudeltà dell’uomo. E non sorprende constatare come, per l’ennesima volta, un atto di crudeltà e barbarie avvenga ad opera di un cacciatore. La caccia – ho avuto più volte modo di sottolinearlo – è una pratica in sé violenta e anacronistica, che ci mostra oltretutto un volto fatto di abuso e prevaricazione: per questa ragione va limitata fino all’abolizione”.

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OLBIA, CACCIATORE SPARA AL CANE CHE DIFENDEVA LA PROPRIETÀ

Un maremmano di nome Zeus è stato ucciso con due colpi di fucile da un cacciatore a pochi metri dalla porta di casa mentre tentava di difendere il suo territorio. E’ accaduto vicino a Olbia, in località Su Trambuccu, l’8 settembre. Il cacciatore è entrato nella proprietà privata. “Erano le 8:30, una giornata di caccia, avevo chiesto a un cacciatore di allontanarsi dal terreno confinante con il mio, mi aveva risposto che pagava le tasse venatorie e avrebbe fatto quel che voleva ma alla fine si era allontanato”, ha raccontato all’”Unione sarda” il proprietario di Zeus. “Poco dopo le 9:30, mi sono assentato per un quarto d’ora insieme a Zeus che al rientro è sceso dall’auto anticipando l’ingresso in casa”. A quel punto una persona armata sarebbe entrata nell’area recintata, attirando l’attenzione del canew che ha cominciato ad abbaiare per difendere il territorio. “L’intruso – continua il proprietario – ha prima tentato di colpirlo con alcune pietre poi ha imbracciato il fucile, ed esploso due colpi contro Zeus, ammazzandolo”.

I carabinieri hanno sequestrato il fucile che sarebbe stato utilizzato per abbattere il cane e le altre armi in possesso dell’uomo, cui è stata sospesa la licenza di caccia e che è stato segnalato alla Procura della Repubblica.

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