(Adnkronos) – Due giovani di Altamura, Antonio Bigi di 21 anni e la sorella Cecilia, di 24 anni, sono morti nell’incidente stradale di questa mattina sulla strada provinciale 41 Altamura-Laterza, al km 7, in territorio di Altamura. Erano a bordo di un Suv, guidato da un loro amico, che nel perdere il controllo è finito fuori strada dove ha impattato contro un muretto. Il ragazzo è morto sul colpo, vani i soccorsi del 118. La ragazza non ce l’ha fatta, è deceduta nella rianimazione del Policlinico di Bari nel pomeriggio.
A bordo dell’auto c’erano cinque ragazzi, tutti di Altamura. Gli altri tre ragazzi sono in prognosi riservata nel Policlinico di Bari, nel Miulli di Acquaviva delle Fonti e nell’ospedale della Murgia di Altamura.
(Adnkronos) – Selfie tra campioni a Milano. Federica Pellegrini e Fabio Fognini si sono incontrati nel corso di un evento organizzato da EA7 Emporio Armani, fornitore ufficiale delle divise del Team Italia per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
L’occasione ha permesso all’ex tennista e all’ex nuotatrice di ritrovarsi e di scambiare qualche parola. Amici di vecchia data, i due si sostengono da tempo anche fuori dal mondo sportivo. Fognini, reduce dall’esperienza di Ballando con le stelle, ha ricevuto più volte il supporto della campionessa olimpica che sui social aveva incitato i follower a votare per lui.
L’incontro è stato immortalato da un selfie condiviso sui social: “Ballerino”, ha scritto lei ironicamente. Affettuosa e scherzosa la replica di Fognini: “Ehi tu cicciona”, accompagnata da emoticon sorridenti. Un commento che fa riferimento al pancione di Pellegrini, oggi al settimo mese di gravidanza. Lo ha raccontato anche oggi ospite e Verissimo, dopo la campionessa ha spiegato che sarà un parto cesareo ed è previsto per il mese di aprile.
(Adnkronos) – Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 18 gennaio, i rossoneri ospitano il Lecce – in diretta tv e streaming – a San Siro nel posticipo della 21esima giornata di campionato. La squadra di Allegri arriva dal successo nel recupero infrasettimanale contro il Como, mentre i salentini hanno perso l’ultima partita contro l’Inter.
Nella prossima giornata di Serie A, il Milan sfida la Roma all’Olimpico mentre il Lecce ospiterà la Lazio.
Livorno, 18 gennaio 2026 – Paura nella notte di sabato per una ventenne che si è sentita male a causa dell’abuso di alcolici. La ragazza, che stando a quanto riportato secondo le prime testimonianze avrebbe subito un grave malore, è stata soccorsa alle 2 e 45 fuori dal locale The Cage e trasportata al Pronto Soccorso in codice giallo.
(Adnkronos) – “Sarà un parto cesareo”. Federica Pellegrini e Matteo Giunta, ospiti oggi a Verissimo, hanno parlato dell’emozione che stanno vivendo ora che la famiglia si sta allargando. Presto, nel mese di aprile, i due diventeranno genitori per la seconda volta.
“Sono molto contento. Preoccupato, ma molto contento. Sono contento che nostra figlia Matilde abbia una sorellina, anche se sarò in minoranza”, ha confidato l’allenatore a Silvia Toffanin.
La campionessa olimpica, al settimo mese di gravidanza, ha già deciso che il suo sarà un parto cesareo programmato: “L’altra volta è stato tosto anche per la bambina. Ho fatto un parto cesareo d’urgenza. Questa volta sappiamo già come andrà”.
La coppia ha già scelto il nome della loro seconda bambina. “Questa volta il nome l’ha scelto Matilde. È un’appassionata di libri e si è appassionata a una storia in particolare la cui protagonista è entrata nelle nostre vite”. Il nome è già stato scelto quindi, ma la coppia non ha voluto rivelarlo: “Possiamo dirvi però che significa ‘calma’”.
BOLOGNA (ITALPRESS) – La Fiorentina domina il Bologna e ricorda nel migliore dei modi il presidente Rocco Commisso. Sotto il diluvio del Dall’Ara, la Viola batte per 2-1 un brutto Bologna e trova la prima vittoria in trasferta del suo campionato. I gol portano le firme di Mandragora e Piccoli per gli ospiti e di Fabbian, ma solo nel finale, per i rossoblù. Nonostante il profondo dolore, la Fiorentina è voluta scendere ugualmente in campo per onorare Commisso, indossando il lutto al braccio e una maglia celebrativa nel riscaldamento. Inoltre, tutto il gruppo squadra ha partecipato alla trasferta, compresi gli infortunati (tra cui Kean). Il primo tempo è un monologo viola, anche per demerito di un Bologna spento e in affanno nel contenere le iniziative avversarie sulle fasce. Al 17′ la rete di Ndour viene annullata per il fuorigioco di rientro di Parisi a inizio azione. La formazione emiliana, però, non coglie il campanello d’allarme e, due minuti più tardi, si lascia nuovamente sorprendere, stavolta da Mandragora. Su assist di Gudmundsson, il centrocampista attacca il secondo palo e devia il pallone in rete, firmando l’1-0 e punendo la staticità della difesa del Bologna. Dopo il gol Mandragora ha rivolto un pensiero a Commisso, mostrando una maglia della Fiorentina col “suo” numero 5 e il nome Rocco sul retro. Al 45′ è arrivato anche il raddoppio targato Piccoli, la cui marcatura è stata inizialmente annullata per fuorigioco e poi convalidata dal Var. Su azione di ripartenza, l’assist di Dodo carambola sui piedi di Freuler e finisce casualmente alla punta ex Cagliari che segna con la punta. I quattro cambi del Bologna all’intervallo rendono l’idea dell’insoddisfazione di Italiano: entrano dunque Rowe, Fabbian, Moro e Zortea per Orsolini, Odgaard, Freuler e Holm. Nella ripresa, però, continuano le difficoltà dei padroni di casa ed è anzi la Fiorentina con Pongracic a sfiorare il tris al 52′. Con l’orgoglio ci prova il Bologna nel finale: segna Fabbian al 88′ su assist di Rowe, poi l’occasione di Cambiaghi non evita agli emiliani la sconfitta. La Fiorentina si conferma in grande ripresa, agganciando il Lecce (impegnato stasera a San Siro col Milan) al terz’ultimo posto; il Bologna, invece, rimane ottavo, ma la Lazio domani potrebbe sorpassarlo. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
(Adnkronos) –
Clizia Incorvaia è stata prosciolta dalle accuse dell’ex marito Francesco Sarcina. Ospite a Verissimo, l’influencer ha parlato per la prima volta pubblicamente della vicenda giudiziaria in cui era stata accusata per trattamento illecito di dati personali per aver pubblicato sui social immagini della figlia minore senza il consenso del padre.
“Quando io e Francesco – ha spiegato Incorvaia – stavamo insieme pubblicavamo sempre Nina sui social, fu lui a portarmi in un’agenzia di pubblicità di influencer marketing”. Dopo la separazione, tra i due ci sarebbe stato solo un accordo verbale: “Avevamo stabilito che avrei potuto mostrare mia figlia solo di spalle. Nulla di scritto”.
L’influencer ha poi sottolineato la disparità di comportamento: “Lui pubblica il suo secondogenito sui social, lo fa da quando è nato”. I rapporti tra i due sono oggi “freddi e distaccati”. Incorvaia ha definito la relazione con l’ex marito come un “amore tossico”. “Non è stato un rapporto sano, per tanto tempo ho pensato di potermi accontentare di quell’amore fatto di pianti, pensavo fosse un amore normale. Poi ho capito che non era un amore giusto”.
Clizia Incorvaia ha lasciato intendere dei tradimenti da parte di lui senza però entrare nei dettagli: “Poi quando è venuto meno il rispetto ho capito che dovevo prendere le distanze. Ci sono state cose molto pesanti che io ho sotterrato, mi bruciò più di sei paia di scarpe. Il motivo era legato a litigi e discussioni, niente di che. All’epoca non ho denunciato perché non volevo che Nina leggesse questo”.
E alla domanda di Silvia Toffanin su eventuali violenze fisiche, Clizia Incorvaia ha preferito il silenzio: “Non voglio che ci sia tutto sui giornali, voglio preservare mia figlia. Ci sono delle cose che è meglio omettere”.
Francesco e Nina hanno un bellissimo rapporto: “Io non ho mai cercato di infangare la sua figura con mia figlia. Lui sarà sempre il papà di Nina e sono contenta di questo”. L’influencer ha spiegato che a marzo ci sarà una nuova udienza per ristabilire le “nostre responsabilità genitoriali”.
(Adnkronos) – Gol ed episodi arbitrali in Torino-Roma. Oggi, domenica 18 gennaio, i giallorossi si sono visti annullare il primo gol con la maglia romanista di Donyell Malen, appena arrivato in prestito con opzione di riscatto dall’Aston Villa, per fuorigioco. Succede tutto al 23′ del primo tempo: Malen riceve palla da Dybala al vertine sinistro dell’area di rigore, coverge superando un difensore e batte Paleari sul palo lontano.
La Roma esulta, l’arbitro Chiffi però viene richiamato dal Var, che sta controllando proprio la posizione di partenza dell’olandese. Le immagini infatti mostrano che, al momento del passaggio in profondità di Dybala Malen si trova di mezza spalla avanti rispetto all’ultimo difensore del Torino. Motivo per cui il direttore di gara annulla la rete per fuorigioco, tra il rammarico e le proteste di Gasperini.
Poco male, con Malen che si rifà appena quattro minuti dopo, segnando di nuovo in un’azione fotocopia alla precedente. E questa volta in posizione regolare, per il vantaggio della Roma allo stadio Olimpico Grande Torino.
(Adnkronos) – A far degenerare i tafferugli tra ultras giallorossi e fiorentini sull’autostrada A1, all’altezza di Casalecchio, potrebbe esserci stato il tentativo di sottrarre bandiere e striscioni agli avversari. In alcuni post di ambienti ultras che circolano sul web si parla (con tanto di foto) di una bandiera dei romanisti che sarebbe stata ‘rubata’ durante gli scontri di oggi.
(Adnkronos) – La Roma torna in campo in Serie A. I giallorossi sfidano oggi, domenica 18 gennaio, il Torino – in diretta tv e streaming – in trasferta nella 21esima giornata di campionato. La squadra di Gasperini è reduce dalla vittoria contro il Sassuolo, battuto 2-0 all’Olimpico, mentre quella di Baroni è stata superata con lo stesso risultato dall’Atalanta a Bergamo, mentre in Coppa Italia ha superato gli ottavi di finale vincendo proprio contro la Roma per 3-2.
Questa sera invece è previsto il match tra Milan e Lecce a San Siro.
(Adnkronos) – “Una porcheria totalmente infondata”. Fedez definisce così il contenuto dell’articolo del Fatto Quotidiano che lo associa al Sì al referendum sulla riforma della giustizia e lo indica come ‘testimonial’ ingaggiato dal governo.
“Ieri mi stavo serenamente godendo il weekend quando vengo raggiunto da insistenti telefonate da parte di un numero che non avevo in rubrica. Chiedo per messaggio chi fosse. Mi dice di essere un giornalista del ‘Fatto quotidiano’ e di voler sapere la mi posizione in merito al referendum sulla giustizia. Gli faccio notare che chiamare con così tanta insistenza non è cosa a me gradita e che se mai volessi esprimermi sul tema lo farei attraverso i miei canali. Fine della conversazione”, scrive il rapper sui social.
“Per tutta risposta questa mattina trovo un articolo sul ‘Fatto quotidiano’ a firma di questo giornalista che insinua che io sarei stato ingaggiato dal Governo Meloni come testimonial per il sì. Eccomi qui a dover rendere conto dell’ennesimo racconto di fantasia travestito da giornalismo”, aggiunge l’artista.
“Ci tengo a raccontare quanto accaduto -spiega- perchè la dice lunga sulla genesi di certe notizie che potete leggere sui maggiori quotidiani italiani e sullo stato di salute dell’informazione del nostro Paese. L’unico ‘fatto’ certo è che al mio podcast fino ad oggi ho avuto solo ospiti che si stanno spendendo per il No (Gherardo Colombo e Nicola Gratteri). Pregherei gentilmente il ‘Fatto quotidiano’ di pubblicare la smentita di questa porcheria totalmente infondata o altrimenti pubblicare le prove di ciò che hanno scritto. Complimenti per l’ottimo lavoro. Come sempre. Ovviamente senza nessuna prova giornalistica ma con un mio virgolettato che lascia quasi intendere che abbia qualcosa da nascondere. Follia pura”.
Livorno, 18 gennaio 2026 – La morte di Matteo Dinelli a soli 59 anni è un lutto che sta scuotendo l’intera comunità cittadina. Matteo era conosciutissimo e apprezzato sia per la sua attività da avvocato penalista, esercitava da anni nel suo studio in Corso Amedeo, sia per la sua grande passione per il Football americano, che lo ha visto militare nella gloriosa squadra livornese degli Etruschi. Una carriera da giocatore lunga vent’anni a cui è seguita una altrettanto prestigiosa carriera da allenatore fino alla massima serie con i Guelfi di Firenze. Sui social in questi tragici momenti si stanno moltiplicando i messaggi di cordoglio.
(Adnkronos) – La Fiorentina supera il Bologna al Dall’Ara per 1-2 nella 21esima giornata di Serie A, all’indomani della scomparsa del presidente viola Rocco Commisso, a cui la squadra ha tributato un omaggio in fase di riscaldamento con maglie bianche che sul dorso avevano “Rocco 1” e sul davanti un “Grazie Rocco”. I gol della Fiorentina sono stati realizzati da Mandragora e Piccoli. Il Bologna ha accorciato le distanze con Fabbian. La vittoria consente alla formazione toscana di salire a 17 punti. Il Bologna rimane a quota 30.
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Nel 2025 Pechino ha registrato un mercato delle arti performative particolarmente vivace, con ricavi annuali che per la prima volta hanno superato i 5 miliardi di yuan (circa 713,5 milioni di dollari), segnando un aumento del 27% su base annua, secondo l’ufficio municipale della cultura e del turismo.
Le statistiche mostrano che lo scorso anno nella capitale si sono svolti oltre 60.000 spettacoli commerciali, attirando più di 14 milioni di spettatori. Entrambi i dati sono cresciuti rispettivamente del 5% e del 9% rispetto all’anno precedente.
Numerose produzioni nazionali e internazionali hanno debuttato in Cina proprio a Pechino, tra cui i musical originali “Singin in the Rain” e “Sunset Boulevard”.
Nel 2025 gli spettacoli di grande formato, inclusi concerti e festival musicali, hanno continuato a riscuotere enorme successo, con un aumento del 37% su base annua. In una delle principali aree per le arti performative del distretto di Haidian è stato creato un cerchio di vita di cinque ore attorno agli eventi musicali: oltre 60 esercizi di ristorazione hanno prolungato l’orario di apertura fino alle 2 di notte e più di 20 hotel convenzionati hanno offerto sconti ai possessori dei biglietti, trasformando l’affluenza del pubblico in vitalità dei consumi.
PARMA (ITALPRESS) – Parma e Genoa non si fanno del male. Lo scontro salvezza del Tardini, valevole per la ventunesima giornata di Serie A 2025/2026, termina con un pareggio a reti bianche. La formazione ospite si rende pericolosa dopo appena 4′ con una bella iniziativa di Colombo, che rientra sul mancino ma calcia alto sopra la traversa. La squadra gialloblù prova a reagire, ma al 16′ sono ancora i liguri a mettere in affanno la difesa avversaria con Colombo che, imbeccato da Ellertson, si presenta a tu per tu con Corvi; quest’ultimo è bravo a chiuderlo con un’uscita bassa. I padroni di casa fanno fatica e i nervi diventano un pò tesi, tanto che Pairetto è costretto ad estrarre tre cartellini gialli nell’arco di 15′. Al 29′ arriva la prima occasione per gli uomini di Carlos Cuesta con Bernabè che, dopo un uno-due con Keita, calcia ad incrociare trovando la risposta di Leali. Nel finale di primo tempo il Genoa si ritaglia una doppia chance prima con un colpo di testa di Sabelli, finito di poco a lato, e poi con un calcio di punizione di Vitinha deviato da Leali. Si va a riposo sul parziale di 0-0. Il Parma, anche in apertura di ripresa, soffre il possesso palla avversario, ma con il passare dei minuti inizia a prendere fiducia. Al 68′ Valenti si rende protagonista di un’ottima incursione e serve Oristanio, il quale calcia troppo centrale per impensierire Leali. La girandola di sostituzioni effettuata da entrambi gli allenatori, spezza il ritmo della gara e le occasioni da rete latitano. A due minuti dal 90′, però, i rossoblù costruiscono una clamorosa chance con Colombo, che si invola versa lo porta e calcia, ma Corvi si supera e salva i suoi, blindando lo 0-0 finale. Il Parma sale a 23 punti e mantiene un vantaggio di tre lunghezze sul Genoa, che si porta a quota 20. Nel prossimo turno gli emiliani saranno impegnati nella trasferta della New Balance Arena contro l’Atalanta di domenica 25 gennaio, mentre i liguri ospiteranno il Bologna al Ferraris.
(Adnkronos) – Piers Morgan in ospedale per un’operazione dopo una caduta. “Colpa di Donald Trump…”, scrive l’anchorman britannico sul proprio profilo X nel post in cui pubblica la proprio foto dall’ospedale. Morgan racconta la propria disavventura con un elenco dettagliato degli eventi. “1. Sono inciampato su un piccolo gradino. 2 In un ristorante di un hotel a Londra. 3 Femore fratturato. 4. Così male che ho avuto bisogno di un’anca nuova. 5. Convalescenza in ospedale. 6. Stampelle per 6 settimane. 7. Niente spostamenti lunghi per 3 mesi. 8. Partenza scoppiettante per il nuovo anno”, scrive Morgan prima del punto numero 9, tra ironia e mistero: “Do la colpa a Donald Trump”.
(Adnkronos) – Scontri in autostrada oggi, domenica 18 gennaio, tra l’autogrill Cantagallo e l’uscita per Bologna Casalecchio tra ultras della Fiorentina e della Roma, in viaggio per raggiungere i luoghi delle trasferte delle rispettive squadre, a Bologna e a Torino. Alcune auto sono rimaste danneggiate nel corso dei tafferugli. Sono al vaglio le immagini delle videocamere per ricostruire quanto è accaduto.
(Adnkronos) – Le minacce di Donald Trump di nuovi dazi per la Groenlandia rischiano di “minare le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale”. E’ quanto si legge nella dichiarazione congiunta degli otto Paesi – Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Svezia e Regno Unito – che sarebbero colpiti da nuovi dazi il primo febbraio per aver inviato militari nell’isola artica, territorio autonomo danese, che Trump vuole annettersi.
Nella loro dichiarazione i Paesi europei, tutti membri della Nato, affermano di essere “impegnati a rafforzare la sicurezza dell’Artico nell’ambito di interessi transatlantici condivisi”. E sottolineano che l’esercitazione di questo weekend, guidata dalla Danimarca in Groenlandia, Artic Endurance, rientra nell’ambito di questo impegno. “La minaccia di dazi mina le relazioni transatlantiche e rischia di innescare una pericolosa spirale, noi continueremo ad essere uniti e coordinare le nostre risposte, siamo impegnati a difendere la nostra sovranità”, conclude la dichiarazione delle otto nazioni, tutte tranne Norvegia e Regno Unito nella Ue, ribadendo la solidarietà alla Danimarca e al popolo groenlandese e sottolineando che è il dialogo, non le minacce di dazi, a risolvere le differenze. “Costruire sul processo avviato la scorsa settimana – affermano riferendosi all’incontro di Washington tra Usa, Danimarca e Groenlandia – noi siamo pronti ad un dialogo fondato sui principi di sovranità e integrità territoriale”.
“In un mondo instabile e imprevedibile, la Danimarca ha bisogno di stretti amici e alleati” ha detto il ministro degli esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha annunciato un tour diplomatico, che lo porterà oggi a Oslo, domani a Londra e giovedì a Stoccolma, all’indomani della minaccia di Donald Trump di imporre dazi aggiunti a otto Paesi Europei, tra i quali i tre Paesi che Rasmussen visita, che si oppongono alle sue mire espansionistiche sull’isola artica, territorio autonomo danese.
“I nostri Paesi condividono la stessa posizioni sulla necessità di rafforzare il ruolo della Nato nell’Artico e sono ansioso di discuterne con loro”, ha aggiunto il capo della diplomazia danese.
Il team di ricognizione di 15 militari tedeschi inviato nei giorni scorsi in Groenlandia lascerà oggi l’isola artica per recarsi a Copenhagen. Lo ha reso noto un portavoce militare tedesco alla Dpa, riferendosi ai militari arrivati venerdì nell’ambito della missione ricognizione guidata dalla Danimarca in vista della prevista esercitazione militare. Il portavoce del centro comando e controllo delle forze tedesche ha spiegato che la missione si è conclusa e che “i risultati della ricognizione saranno analizzati nei prossimi giorni”.
Il rientro dei militari tedeschi arriva all’indomani che Donald Trump ha annunciato dazi aggiuntivi da partire dal primo febbraio per gli otto Paesi europei che hanno inviato militari nell’isola, territorio autonomo danese, che hanno annunciato la partecipazione alle esercitazioni.
I Carabinieri della Stazione di Bibbona, hanno denunciato in stato di libertà un 23enne di origine straniera. Secondo la ricostruzione dei militari eseguita mettendo a sistema informazioni e relative verifiche anche attraverso l’analisi di immagini del sistema di video sorveglianza, è emerso che l’uomo, senza fissa dimora, regolare sul territorio, si sarebbe introdotto arbitrariamente all’interno di un immobile adibito a civile abitazione di proprietà di una struttura ricettiva della zona per dimorandovi illegalmente danneggiandone gli impianti e vari complementi d’arredo, oltre alla serratura della porta d’ingresso per potervi accedere. All’esito dei relativi riscontri, sussistendone i presupposti di procedibilità, il 23enne è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Livorno per danneggiamento e invasione di edifici.
Trasferta di prestigio per la VERODOL CBD PIELLE LIVORNO, pronta a scendere sul parquet del Pala Piccolo di Caserta per affrontare la JuveCaserta 2021 nel big match della 22ª giornata di Serie B Nazionale. Palla a due fissata per questa sera, domenica 18 gennaio, alle ore 18.00, in una partita dal sapore playoff che vale tanto per morale e classifica.
I biancoblù di coach Turchetto si troveranno di fronte una delle formazioni più solide del campionato. Caserta occupa attualmente la terza posizione in classifica con un bilancio di 17 vittorie e 3 sconfitte ed è reduce dall’importante successo esterno sul campo della Virtus Imola per 73-87, risultato che conferma l’ottimo momento di forma dei bianconeri.
La JuveCaserta è guidata in panchina da coach Lino Lardo, che può contare su un roster esperto e profondo, costruito per competere ai vertici della categoria. Il punto di riferimento offensivo è senza dubbio Domenico D’Argenzio, guardia di grande esperienza e qualità, miglior realizzatore della squadra con 20 punti di media. Tiratore micidiale da ogni distanza e ottimo assistman, D’Argenzio è il vero motore della manovra offensiva campana.
Il reparto esterni è completato da Vittorio Nobile, il giocatore più utilizzato finora da Lardo, affidabile soprattutto dalla lunetta e costante nel rendimento; Alessandro Sperduto, arrivato a dicembre da Roseto (Serie A2), specialista del tiro da tre punti e molto efficace nel pressing difensivo; e Simone Vecerina, ex Monferrato, regista capace di orchestre l’attacco con 4 assist di media.
Sulle ali Caserta può contare sulla fisicità e sulle percentuali di Damir Hadzic, bosniaco ex Fabriano che tira con il 50% dal campo e cattura 5 rimbalzi a partita, e sulla duttilità di Luca Brambilla, bravo nella gestione dei possessi e pericoloso nel gioco vicino a canestro.
Fondamentale anche il contributo del reparto lunghi: i bianconeri viaggiano a circa 40 rimbalzi di media a gara, grazie alla presenza di Matej Radunic, ex Virtus Roma ed Herons Montecatini, che garantisce 6,7 rimbalzi, fisicità e pericolosità offensiva, e di Cedric Keller Ly-Lee, solido sotto canestro e affidabile dalla media distanza.
A completare il roster la coppia degli ex di turno: Matteo Lagana, guardia temibile dall’arco con 10 punti e 3 assist di media, e Andrea Lo Biondo, ala specialista dal corner e miglior rimbalzista della squadra con 7 rimbalzi a partita. Una sfida di alto livello, carica di emozioni dove ogni possesso e tiro potrà fare la differenza.
I biancoblù sono chiamati a una prova di orgoglio e maturità su uno dei parquet più difficili del campionato.
La notizia rimbalza in città nella serata di sabato 17 gennaio. E’ morto l’avvocato Matteo Dinelli.
Lo studio in Corso Amedeo e la grande passione per il football americano, dove prima da giocatore e poi da allenatore e dirigente si è sempre distinto per le sua voglia di mettersi in gioco. La famiglia Dinelli è molto conosciuta il città, il fratello Andrea anche lui avvocato è consigliere comunale eletto nella Lista Guarducci. I tanti messaggi comparsi sulla bacheca del profilo facebook di Matteo, lo ricordano come un uomo dall’animo gentile, con fare garbato che lo ha accompagnato anche durante la sua malattia. La redazione di URBAN LIVORNO porge le condogliaze alla famiglia.
Rosignano (Livorno), 18 gennaio 2026 – Sarà intitolato a Marco Manetti, scomparso prematuramente nell’estate del 2021, il campo ludico- sportivo polivalente di via Aldo Moro a Rosignano Solvay, nell’area vicino alla pista di atletica e allo skate park. Lo ha deciso la Giunta comunale con la delibera numero 465, una delle ultime del 2025. La cerimonia di intitolazione, che prevede la scoperta di una targa, si svolgerà martedì 20 gennaio alle ore 15.30. L’intitolazione del campo sportivo polivalente a Marco Manetti è un gesto di riconoscenza e di memoria collettiva. Marco ha saputo interpretare lo sport come strumento di inclusione e coesione sociale, mettendo sempre al centro le persone e la comunità. Al tempo stesso –sottolinea Claudio Marabotti, sindaco del Comune di Rosignano Marittimo – il suo impegno politico e civile è stato fondamentale nel promuovere una visione più sostenibile dello sviluppo industriale del nostro territorio. Con questa intitolazione, Rosignano rende omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nei valori e nelle prospettive della nostra comunità”. Nato nel 1956 e residente a Rosignano Solvay, Marco era conosciutissimo nella cittadina, dove insegnava educazione fisica presso l’istituto superiore Mattei. La scomparsa risale al 31 agosto del 2021, dopo una breve malattia.
Manetti aveva iniziato giovanissimo a praticare pallacanestro nei campini in cemento all’aperto del Circolo Giovanile Solvay, allenato da Tosello Franceschini. Lasciata la “canotta” da atleta - è riportato anche sulla delibera - ha cominciato ad allenare i ragazzi e le ragazze del nostro territorio, ai quali ha cercato di trasmettere la stessa passione per lo sport che lo ha sempre animato. Ha collaborato anche al nostro giornale. È stato un punto di riferimento per la vita sportiva rosignanese, interessandosi anche ad altre discipline come l’atletica ed il calcio, capace di creare forti legami con i ragazzi e gli atleti che ha allenato cercando di far comprendere i valori della socializzazione, della solidarietà e della disciplina che lo sport rappresenta. E nella delibera si fa cenno anche al ruolo attivo che ha svolto nel tessuto politico-sociale comunale, facendosi promotore di sensibilità e istanze ecologiste e contribuendo al dibattito pubblico attraverso il proprio impegno diretto nei movimenti politici locali.
Guidonia Montecelio (Roma), 17 gennaio 2026 – Il Livorno torna a vincere e lo fa in trasferta contro il Guidonia Montecelio, squadra tutt'altro che semplice, i ragazzi di mister Venturato però non si sono scomposti e consapevoli dell'importanza della partita hanno sfoderato una prestazione di grande attenzione e concretezza. Meno forse le occasioni create dagli amaranto che però sono riusciti a sfruttarle al meglio uscendo dal "Città dell'Aria" con i tre punti grazie ad un secco 2-0.
Approccia bene la partita il Livorno che passa i primi minuti di gioco nella metà campo avversaria, creando alcune buone occasioni senza però riuscire a rendersi realmente pericoloso. La prima grande occasione del match arriva al 21’ ed è per il Livorno, Dionisi da punizione trova una traiettoria interessante che costringe il portiere avversario ad un grande intervento per evitare l’1-0.
Per gran parte del primo tempo entrambe le squadre faticano a trovare le giuste trame di gioco, con i padroni di casa che non riescono ad impegnare neppure in occasione Seghetti. Solo al 31’ il portiere amaranto viene costretto ad un grande intervento con i piedi, anche se in caso di gol sarebbe stata da valutare la posizione dell'attaccante avversario. Termina 0-0 il primo tempo a “Città dell’Aria”, un risultato che sottolinea il grande equilibrio fra le due squadre che tornano negli spogliatoi con una grande occasione per parte.
Il secondo tempo si apre subito con un’altra buona occasione per il Livorno, al 47’ ancora una volta è Dionisi a provarci dalla distanza con un gran destro che però termina largo di un soffio. Nonostante sia il Livorno a costruire più occasioni al 63’ è il Guidonia Montecelio a trovare il vantaggio con Starita, si resta fermi sul risultato di 0-0 però, al momento del gol infatti il numero 23 avversario si trovava in posizione di fuorigioco.
Al momentaneo gol di Starita risponde capitan Dionisi che al 64’ buca Avella infilando la palla nell’angolo destro con un gran piatto destro, al “Città dell’Aria” è 1-0 per gli amaranto. Raddoppia il Livorno al 74’ con Biondi, ma ancora una volta c’è lo zampino di un ispiratissimo Dionisi che serve al numero 14 l’assist vincente.
Non c’è niente da fare per il Guidonia Montecelio, su cui continua ad imperversare una sorta di maledizione per quanto riguarda le partite casalinghe, al “Città dell’Aria” termina 2-0 per il Livorno.
Il tabellino
GUIDONIA MONTECELIO (3-5-2): Avella; Vitturini (32' st Stefanelli), Frascatore, Esempio; Viteritti, Tascone (23' st Bernardotto), Santoro (41' st Russo), Sannipoli (23' st Tessiore), Zappella (41' st Spavone); Starita, Zuppel. In panchina: Stellato; Marchioro, Mulè, Mastrantonio, Franchini. Allenatore: Ginestra.
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Mawete (41' st Gentile), Noce, Baldi, Falasco; Luperini, Hamlili (27' st Biondi), Marchesi (46' st Panaioli); Peralta (27' st Odjer); Di Carmine, Dionisi (46' st Bonassi). In panchina: Tani, Ciobanu; Ghezzi, Panattoni, Antoni, Haveri. Allenatore: Venturato.
Guidonia Montecelio (Roma), 17 gennaio 2026 – Al "Città dell'Aria" di Guidonia Montecelio termina 2-0 per gli amaranto che si aggiudicano una gara caratterizzata da grande equilibrio. Senza dubbio è stata la partita di capitan Dionisi che ha regalato i tre punti alla sua squadra firmando la rete del vantaggio e servendo l'assist per il 2-0 di Biondi. Bene anche la difesa che si è fatto trovare pronta di fronte alle incursioni avversarie. Nel complesso una gara di grande attenzione per la squadra di mister Venturato. Ecco le pagelle degli amaranto:
Seghetti: 6.5 Non viene chiamato in causa per gran parte della partita ma quando c’è bisogno risponde presente.
Mawete: 6.5 Ormai si è preso la corsia di destra, dopo un inizio di stagione non al meglio è in costante crescita. Dal 85’ Gentile: S.v.
Noce: 7 Gara di grande attenzione per lui, non si fa superare da Zuppel e Starita, respinge tutto.
Baldi: 6.5 Dopo alcune prestazioni non al top torna in campo con decisione e si fa trovare pronto.
Falasco: 7 Al buon esordio di Luperini della scorsa settimana si aggiunge anche il suo, ottimo in fase di copertura ma anche in fase avanzata.
Luperini: 7 Altra partita di sostanza, tanta qualità per lui a centrocampo ma anche tanta quantità.
Hamlili: 6.5 Un po’ più impreciso rispetto alle ultime partite, ma guida comunque con sicurezza il centrocampo amaranto. Dal 72’ Odjer: S.v.
Marchesi: 6.5 In fase offensiva e d’impostazione non riesce ancora ad esprimersi al massimo, meglio nei ripieghi difensivi dove fa valere il fisico.
Peralta: 6.5 La qualità c’è anche oggi una buona gara, manca però l’ultimo step. Dal 72’ Biondi: 7 Ingresso da sogno per lui dato che dopo appena due minuti trova la rete del 2-0.
Dionisi: 8.5 Il piede è caldo, le due più grandi occasioni del Livorno nascono dal suo destro che metterà la firma anche sulla rete del vantaggio amaranto. Dal 91' Bonassi: S.v.
Di Carmine: 7 Bene nelle sponde per i compagni, come sempre tanto lavoro sporco per lui.
Gol e assist del bomber e gli Amaranto tornano a sorridere
Beato colui che può contare su un giocatore fuori categoria. Beato il Livorno che ha Federico Dionisi, uomo simbolo, capitano, fuoriclasse che in questa categoria insegna calcio a tutti. E’ stato proprio il bomber di Cantalice a spaccare la partita sul campo del Guidonia Montecelio: un gol pazzesco, un assist fantascientifico e tutti a casa. Per il Livorno sono i primi (pesantissimi) punti del 2026, il ritorno al successo in trasferta dopo tre mesi e mezzo.
La partita. Venturato si affida ancora al trequartista – Peralta – dietro Dionisi e Di Carmine. In difesa debutta Falasco. A centrocampo c’è la conferma per Luperini. Tornano nell’undici di partenza Mawete e Marchesi. La partita è bloccata e le emozioni latitano fino al minuto 21 quando Dionisi su calcio di punizione fa lavorare il portiere Avella che sventa volando alla propria destra. Insiste il Livorno. 25’: Hamlili verticalizza per Di Carmine, il cui lob supera Avella, ma non un difensore rossoblù che allontana. La sensazione, però, è che il ritmo degli Amaranto sia compassato, mentre il Guidonia riesce a verticalizzare in modo più rapido. Al 31’ Seghetti deve metterci i piedi su conclusione di Sannipoli da due passi. Al 37’ si rivede il Livorno: cross dalla sinistra di Falasco: colpo di testa si Dionisi e palla sul fondo.
Ripresa. Parte bene il Livorno. Al 3’ ci prova Dionisi con un diagonale destro dal limite. La palla sibila vicino al palo di sinistra di Avella. Altra chance per Dionisi al 9’, ma il suo destro a girare non inquadra lo specchio della porta. La partita sembra bloccata. Il Guidonia talvolta guizza in attacco. Succede anche al 18’ quando Starita segna, ma in chiara posizione di fuorigioco. Capovolgimento di fronte e fantastico gol di Dionisi che di prima in corsa, corregge in porta un suggerimento di Marchesi. Incassato il gol, il Guidonia reagisce: al 25’ Starita di testa non trova la porta. Questo sabato, però, è il grande giorno di Dionisi che al 29’ fa una magia, nasconde il pallone e poi serve un cioccolatino al neoentrato Biondi che deve calciare un rigore in movimento: 2-0! Il resto è accademia. Il Livorno vince per la gioia del centinaio di tifosi scesi a Guidonia con uno striscione di contestazione nei confronti della società. Molto meglio della croce celtica esposta dai supporters di casa: un inno alla stupidità e all’ignoranza.
San Vincenzo (Livorno), 16 gennaio 2026 – A San Vincenzo il Sal8 agricolo è il miglior ‘green’ bar d’Italia. Il progetto di Poggio ai Santi vince la categoria green ai Bar Awards 2026 di Bar Giornale. Un grande riconoscimento per la Toscana essere riusciti ad accaparrarsi il gradino più alto del podio in questa ambita e prestigiosa classifica. Sal8, cocktail bar agricolo che opera all’interno della tenuta Poggio ai Santi, a San Vincenzo sulla Costa degli Etruschi, ha ottenuto il primo posto nella categoria green ai Bar Awards 2026, il riconoscimento nazionale promosso da Bar Giornale dedicato ai migliori progetti del settore bar in Italia. I Bar Awards non sono una competizione aperta, ma un percorso di selezione editoriale: la redazione di Bar Giornale individua e valuta ogni anno circa 200 locali in tutta Italia, analizzandone identità, coerenza progettuale, qualità dell’offerta e attenzione ai temi della sostenibilità e del rapporto con il territorio. La categoria green premia i progetti che integrano in modo strutturale pratiche agricole, filiere corte e utilizzo consapevole delle risorse. Sal8 nasce e si sviluppa all’interno di Poggio ai Santi, realtà agricola e di ospitalità della costa livornese, ed è pensato come estensione diretta del lavoro dell’orto e della filiera produttiva della tenuta. La proposta del bar è costruita attorno alla stagionalità, all’utilizzo delle materie prime prodotte in loco e a un approccio alla miscelazione che segue i cicli naturali. Alla base del progetto c’è un lavoro di squadra strutturato: Marco Notari è responsabile del lavoro dietro al banco, Andrea Palmieri cura la gestione della sala, mentre Rinaldo Cristoforo segue la cucina. La direzione complessiva del progetto è affidata a Giulio Neri, che coordina visione, metodo di lavoro e sviluppo di Sal8. “Sal8 nasce da un luogo preciso e da un lavoro agricolo quotidiano - spiega Giulio Neri -. Siamo a San Vincenzo, sulla Costa degli Etruschi, dentro una tenuta che lavora ogni giorno con l’orto e con le stagioni. Il bar è una conseguenza naturale di questo contesto”. “Lavoriamo con quello che abbiamo intorno: piante, erbe, frutti, materie prime che cambiano durante l’anno - prosegue Neri -. Questo comporta dei limiti, ma anche una direzione chiara. Il riconoscimento nella categoria green arriva perché questo metodo, portato avanti con continuità, oggi è leggibile anche fuori dal nostro territorio”.
Il Sindacato esprime solidarietà alla volontaria picchiata nei giorni scorsi
Riceviamo e pubblichiamo la nota della Cisl Fp
“Nella giornata di mercoledì 14 è avvenuto nella nostra città un ennesimo e gravissimo episodio di aggressione ai danni del personale che opera sulle ambulanze, in particolare è stata oggetto di violenza fisica una consorella della Misericordia di Livorno. Ancora una volta le donne e gli uomini che ogni giorno assicurano che i cittadini possano ricevere un soccorso rapido e professionale, vengono aggrediti mentre svolgono il proprio operato. La Cisl FP esprime la propria vicinanza alla lavoratrice che è stata picchiata dalla stessa persona che cercava di soccorrere e si adopererà in tutte le sedi perché le istituzioni si adoperino per individuare modalità di tutela adeguate alla gravità della situazione. Invitiamo il Prefetto, l’amministrazione comunale, l’Azienda Sanitaria a convocare immediatamente dei tavoli per affrontare subito questa emergenza. Le istituzioni hanno il dovere di tutelare volontari e lavoratori impegnati in prima linea nel soccorso e riteniamo che sia fondamentale una campagna di sensibilizzazione perché ci sia la reale consapevolezza da parte di tutti che senza queste persone il sistema di emergenza sanitaria collasserebbe”.
Gruppo AVS Toscana: Solidarietà piena ai Vigili del Fuoco sanzionati. Il Viminale attenta la libertà di espressione e il diritto di sciopero
Comunicato stampa
“I consiglieri AVS Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti esprimono la loro più ferma solidarietà ai dieci Vigili del Fuoco, di cui sei toscani, colpiti da pesanti contestazioni disciplinari dal Ministero dell’Interno per aver partecipato, in uniforme, a una legittima manifestazione di protesta e per essersi inginocchiati in un minuto di silenzio per le vittime innocenti di Gaza lo scorso 22 settembre a Pisa durante lo sciopero indetto da USB, così come emerge grazie all’agenzia DIRE.
“Punirli per un gesto di compassione e di testimonianza civile, compiuto nel quadro di uno sciopero sindacale legalmente proclamato, è un atto grave e molto pericoloso” commentano I consiglieri. “I Vigili del Fuoco, come i metalmeccanici in tuta o i sanitari in camice, hanno il sacrosanto diritto di rivendicare le proprie ragioni e le proprie idee mostrando pubblicamente la propria appartenenza professionale.”
“Vediamo in queste contestazioni un preoccupante tentativo di intimidazione verso i milioni di persone che sono scesi in piazza per mesi per denunciare il genocidio israeliano a Gaza e per chiedere pace e libertà per il popolo palestinese” continua il capogruppo Falchi “È un attacco che riguarda non solo i pompieri, ma la libertà di espressione e il diritto di sciopero di tutti i lavoratori e le lavoratrici.”
“Chiediamo con urgenza al Ministro dell’Interno di ritirare immediatamente tutte le contestazioni disciplinari e di cessare questa pericolosa deriva autoritaria.” Conclude Falchi “Saremo al fianco dei Vigili del Fuoco colpiti da queste assurde contestazioni in tutte le iniziative di mobilitazione e sostegno che saranno promosse”
Livorno e il suo porto al centro di un approfondita indagine giornalistica del settimanale Report di Sigfrido Ranucci. La troupe presente in città ha realizzato immagini ed interviste per comprendere la situazione nel nostro scalo marittimo dopo aver già analizzato Genova, Ancona e Napoli.
Tra gli intervistati il Sindaco Luca Salvetti che ha spiegato come ci si è mossi a Livorno negli ultimi sei anni:
“I comitati in Italia, e quindi anche a Livorno, tengono alta l’attenzione sul rischio inquinamento da fumi delle navi. È un impegno lodevole che condivido e sono contento che questi attivisti abbiano compreso che il Comune e chi lo guida non avversa queste sensibilità. Anche perché un cittadino di Livorno che diventa sindaco non si trasforma in ragione della carica in un “mostro” che se ne infischia della salute sua e dei suoi concittadini. Proprio per questo in sei anni l’Amministrazione che guido ha fatto tantissimo per garantire comportamenti virtuosi e controlli. 1) Nel 2020 Abbiamo promosso il blu agreement con enti e armatori per favorire politiche di abbattimento dei fumi. 2) Nel 2023 abbiamo investito risorse comunali per due centraline e una campagna di rilevamenti e monitoraggio, affidando ad Arpat un servizio di misurazione di vari inquinanti su tre postazioni in diverse aree della città, compreso il waterfront più prossimo all’attracco delle navi. 3) Nel 2024 con delibera di giunta abbiamo dato vita con la Capitaneria di Porto alla prima ordinanza in Italia sullo switch ad un carburante meno inquinante con l’abbassamento del tenore di zolfo allo 0,1% prima dell’entrata in porto. 4) Nel 2025, dopo una lunga interlocuzione con la Regione e con Arpat, grazie alla collaborazione di Autorità di Sistema abbiamo ottenuto che nell’ambito del Piano di Monitoraggio dei lavori per la realizzazione della Darsena Europa, venga installata una centralina Arpat in zona porto, che ha tra l’altro la capacità di rilevare il black carbon, in anticipo su quanto previsto dalla Direttiva Europea. Insieme a questo c’è tutto il progetto cold ironing (elettrificazione delle banchine) dell’Autorità di Sistema che deve cambiare radicalmente le condizioni di alimentazione delle navi attraccare in banchina grazie ai finanziamenti del Pnrr.
Io sono convinto di una cosa: si può anche chiedere al singolo porto o alla singola città di limitare unilateralmente gli armatori che non rispettano le normative, ma se non si da il via concretamente ad una politica nazionale, e mondiale visto il mercato globale, che regoli gli scambi, che guardi all’ambiente e alla sostenibilità dei porti, i luoghi virtuosi e attenti alla fine rischiano di essere i più penalizzati economicamente e dal punto di vista occupazionale. Perché chi non vuol dare un contributo di sostenibilità sceglierà di attraccare altrove dove invece tutto è consentito.
Spero che questo concetto passi e ci sia una mobilitazione generale in tal senso. Nel frattempo Livorno sa che con il nostro lavoro attento sono state battute strade nuove, sia per conoscere in dettaglio l’impatto dei fumi navali sull’aria che respiriamo, partendo dal presupposto che per affrontare un problema dobbiamo prima conoscerlo a fondo, sia per mitigare l’inquinamento legato al porto, convinti che la salute pubblica debba essere tutelata insieme al lavoro”.
Dopo tre vittorie consecutive, le ultime due ottenute in modo assolutamente convincente, il Jolly sale in Lombardia per affrontare la capolista Basket Costa Masnaga (sabato, ore 20.15). La squadra di casa ha totalizzato finora 22 punti, frutto di 11 vittorie e sole 2 sconfitte, una delle quali subita nel girone d’andata proprio contro il Jolly che, quella sera al PalaMacchia, seppe dominare la gara in lungo e in largo. Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e Costa Masnaga si è progressivamente amalgamata, diventando la squadra da battere. Capitan Botteghi e compagne arrivano alla sfida con grande determinazione: il gruppo, che si è allenato molto bene nell’ultimo periodo, si presenta all’appuntamento forte della striscia positiva e delle rinnovate motivazioni portate dalla “cura” Andreoli. È dunque lecito attendersi una partita intensa e di alto livello, nella quale Livorno dovrà dare il 110% per provare a giocarsela sul campo più difficile del campionato.
Le parole di coach Luca Andreoli
“Giochiamo contro la squadra che ha il miglior attacco del campionato, in casa non ha mai perso, vive di entusiasmo, come nei due anni che ho allenato la. È la base per costruire le stagioni. Loro sono la squadra che ha la possibilità di allenarsi di più, anche nei momenti di infortuni, avendo un settore giovanile infinito. In questo momento hanno 83 punti di media partita. Dovremmo fare una partita controllata, non nel ritmo, ma nelle palle perse, cercare di non subire rimbalzi in attacco. Quella sarà la chiave della partita. Dobbiamo continuare a crescere dal punto di vista dell’energia che possiamo mettere sul parquet per l’intera durata del match. Non possiamo giocare il primo quarto come contro Moncalieri, perché col costa Masnaga giocando così rischi di subire più di 30 punti. Dobbiamo migliorare le esecuzioni in attacco e in attacco massima attenzione in difesa per 40 minuti“
La città di Livorno scalda i motori per la stagione turistica 2026 con un’operazione di marketing di respiro nazionale. Oggi viene ufficialmente rilasciato lo spot promozionale che vede protagonista Giorgio Chiellini. L’ex capitano della Nazionale e dirigente sportivo della Juventus, da sempre legato alle proprie radici, ha scelto di farsi ambasciatore della sua città natale in un progetto firmato da Fondazione LEM – Livorno Euro Mediterranea, il soggetto incaricato della promozione turistica della città per conto del Comune di Livorno.
Le riprese, ambientate nell’iconica cornice della Terrazza Mascagni, uno dei più begli affacci a mare d’Italia, mettono in scena un parallelo tra la carriera del difensore e il carattere della città. Se Chiellini è stato per anni l’emblema di una difesa invalicabile, ruvida ma leale, Livorno si specchia in questi valori: una città autentica, che non si concede immediatamente ma che sa accogliere con un calore travolgente.
Nello spot televisivodella durata di 30”, un “tunnel” tentato da un ragazzino ai danni di un Chiellini inizialmente distratto si trasforma in un momento di gioco e in un abbraccio paterno, metafora di una città che protegge le proprie tradizioni ma si apre con un sorriso alle nuove generazioni e ai visitatori.
La versione del video da un minuto, che sarà diffusa sui social di Visit Livorno gestiti da Fondazione LEM (link a fine comunicato), apre lo sguardo su altri luoghi della città e dei suoi dintorni: dal caratteristico quartiere della Venezia alle colline retrostanti la città, dalle scogliere di Calafuria all’Acquario di Livorno, dando ancora più respiro a una narrazione per immagini suggestiva e coinvolgente.
Il coordinatore di Fondazione LEM, Adriano Tramonti, ha approfondito gli obiettivi di questa operazione, sottolineando la maturità raggiunta dall’ente nella promozione del territorio:
“Se la presenza sui canali televisivi e web nazionali non è una novità assoluta per la nostra città, è certamente la prima volta che Livorno si presenta al grande pubblico con un’operazione di questa portata, costruita intorno a un testimonial di caratura mondiale. La vera svolta, oltre al valore del protagonista, risiede nella scelta strategica del timing: abbiamo pianificato il lancio nelle prime settimane dell’anno perché è questo il momento in cui i viaggiatori iniziano a sognare e a pianificare le mete per la primavera e l’estate.
Questo spot è il frutto di un percorso di strutturazione della nostra attività durato tre anni e basato sul piano di valorizzazione turistica della città elaborato dal destination manager Joseph Ejarque. A breve faremo il punto su quanto costruito finora con un evento a consuntivo, ma lo sguardo è già rivolto alla programmazione per il prossimo triennio, puntando a consolidare i flussi e rilanciare la ‘vision’ della Fondazione e dell’Amministrazione Comunale. Vogliamo che Livorno non sia solo una tappa di passaggio, ma una destinazione consapevole e desiderata.”
La campagna, in partenza domani, domenica 18 gennaio, prevede un mix mediatico avanzato. Oltre alla presenza sui canali di corriere.it, il video sarà diffuso attraverso LA7 Advanced TV con tecnologie di targetizzazione geografica sulle smart TV, puntando ai bacini d’utenza più interessati all’offerta livornese
Livorno, 17 gennaio 2026 – Nel popolare quartiere di Shangai, in un condominio Casalp, che si trova in Largo Anna Franchi 1, c’è un ascensore guasto da un mese e mezzo. “Questo grave inconveniente – denuncia Alessandro Palumbo consigliere comunale di Fratelli d’Italia – costringe delle persone con disabilità e problemi di salute temporanei a restare bloccate in casa. Sono due assegnatari che abitano al primo piano e uno che abita al secondo piano”. Di queste persone due sono in carrozzina e una usa le stampelle per un infortunio a una gamba. Qui abita una ventina di famiglie. Ma questa non è l’unica criticità in questo condominio di edilizia popolare: le famiglie infatti segnalano che “in caso di forti piogge e nubifragi, è alle prese ormai da anni con problemi causati problemi dagli allagamenti al piano seminterrato, dove si trovano le cantine e dove arriva anche l’ascensore, che con le infiltrazioni d’acqua si blocca continuamente”.
Riferiscono sempre le famiglie: “Da anni Casalp, in queste situazioni, manda un tecnico e solitamente in massimo 7-10 giorni riesce e far ripartire manualmente l’ascensore. Manca una pompa automatica in caso di allagamento. L’ultima volta a causa di un pezzo mancante da sostituire, e che la compagnia produttrice dell’ascensore sembra non riuscire a trovare, l’ascensore è fuori servizio. È così da oltre un mese e mezzo”.
“Le famiglie hanno già scritto a Casalp il 7 gennaio, e per conoscenza anche al Sindaco Luca Salvetti e l’assessore alle politiche abitative Andrea Raspanti, – riferisce Palumbo – per chiedere se la situazione sarà sbloccata, ma non hanno ricevuto risposta. Si tratta di tutte famiglie che pagano regolarmente il canone di locazione e le spese di condominio alla società Casalp. In bolletta c’è una voce precisa che riguarda proprio le spese per l’ascensore, che oltretutto, nonostante questi disagi lunghi e ripetuti, risulta che hanno subito una maggiorazione”.
Palumbo ha preso “l’impegno di presentare una interrogazione urgente qualora non arrivasse una risposta da Casalp e dal Comune dopo questa nostra segnalazione sugli organi di informazione. Speriamo non sia necessario perché il guasto all’ascensore il problema degli allagamenti nel seminterrato urge che siano risolti al più presto”.
Comunicato stampa a firma Alessandro Palumbo Consigliere comunale di Fratelli d’Italia
“Una situazione inaccettabile a Shangai, in un condominio Casalp, all’indirizzo Largo Anna Franchi 1, dove un ascensore guasto costringe diverse persone disabili a restare bloccate in casa.
Il condominio, nei casi di forti piogge ed alluvioni, presenta ormai da anni problemi di allagamenti al piano seminterrato, dove si trovano le cantine, e dove arriva anche l’ascensore, che con le infiltrazioni d’acqua si blocca continuamente.
Da anni Casalp, in queste situazioni, manda un tecnico e, solitamente, in massimo 7-10 giorni l’hanno fatta ripartire manualmente, poiché manca una pompa automatica in caso di allagamento. Stavolta, a causa di un pezzo mancante da sostituire, e che la compagnia produttrice dell’ascensore sembra non riuscire a trovare, il mezzo verticale è fuori servizio da oltre un mese e mezzo.
I condomini hanno già scritto a Casalp il 7 gennaio, con in copia il Sindaco Salvetti e l’Assessore Raspanti, per ricevere aggiornamenti, ma non hanno ricevuto risposta. Si tratta di tutte famiglie che pagano regolarmente l’affitto e le spese di condominio alla società, con una voce precisa nelle bollette sulle spese dell’ascensore, che oltretutto, nonostante questi disagi lunghi e ripetuti, risulta anche aver subito una maggiorazione”
In programma un intervento da parte di Engie per la sostituzione dei pali pericolanti dell’illuminazione pubblica in via del Mare.
I lavori saranno eseguiti nella giornata di lunedì 19 gennaio dalle ore 9 alle ore 17.
Per consentire l’esecuzione in condizioni di sicurezza, l’Ufficio Mobilità Urbana Sostenibile ha adottato un’ordinanza (determinazione n. 319 del 16/01/2026) per disciplinare la viabilità in via del Mare. Sarà istituito il senso unico alternato con movieri in via del Mare nei tratti di volta in volta interessati dalle operazioni compresi tra il civico 101 e l’intersezione con via Uberto Mondolfi. Previsto il limite di velocità di 30 km/h. Sarà, inoltre, abrogata la fermata per le linee di Trasporto Pubblico Locale situata in via del Mare in prossimità del civico 109 e istituito il divieto di transito pedonale nel marciapiede di via del Mare compreso tra il civico 101 e l’intersezione con via Uberto Mondolfi.
Il Consiglio Comunale ha approvato, con delibera n. 214 del 27/11/2025, l’aggiornamento del Regolamento del Canone Unico che porterà modifiche rilevanti rispetto agli oneri derivanti dalle occupazioni in emergenza finalizzate alla tutela della pubblica incolumità (esempio più ricorrente, i transennamenti di aree pubbliche effettuati a seguito di intervento dei Vigili del Fuoco). Ai sensi dell’art 8-bis, a partire dal 1° febbraio 2026, a tali occupazioni si applicherà infatti il Canone Unico, secondo la disciplina prevista dal relativo Regolamento disponibile al seguente link: https://www.comune.livorno.it/it/documenti_pubblici/regolamento-canone-unico , in base alla quale per i primi trenta giorni di occupazione viene applicata la sola tariffa base che verrà successivamente incrementata, quindicinalmente, con maggiorazioni progressive della stessa.
Il Comune organizzerà lunedì 26 gennaio un incontro online, cui saranno invitati gli amministratori di condominio anche per mezzo delle associazioni di categoria, per fornire eventuali chiarimenti sulle novità occorse.
Cecina (Livorno), 16 gennaio 2026 – La tendenzaè generale, nascono meno bambini e i criteri fissati anni fa sulle soglie minime previste per i punti nascita risultano oggi anacronistiche. Il minimo previsto è 500 parti all’anno, l’ospedale di Cecina ha fatto registrare, nel 2025, 540 nascite. Quindi è sopra la soglia, ma si sta avvicinando al limite, tenuto conto che solo una decina di anni fa era intorno agli 800 parti. A richiedere una revisione dei parametri al Governo è anche la Regione Toscana che con il presidente Eugenio Giani e dall’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni ha fatto il punto della situazione.
“La situazione mi preoccupa – dice Giani –. In diverse realtà ospedaliere della Toscana siamo già sotto i cinquecento parti l’anno”. Si tratta di sei punti nascita (Portoferrario, Barga, Borgo San Lorenzo, Montepulciano, Poggibonsi, Montevarchi) con un settimo – Cecina - che si sta avvicinando alla soglia. Anche tra i punti di secondo livello, dove i parti dovrebbero essere almeno mille l’anno, c’è chi soffre: alle Scotte di Siena sono scesi sotto. Ad oggi sono attivi ventidue punti nascita in tutta la regione. Tre (Portoferraio all’isola d’Elba, Barga in Garfagnana e Borgo San Lorenzo nel Mugello fiorentino) operano già da tempo in regime di deroga ministeriale, in quanto sotto la soglia dei cinquecento parti, ma che restano aperti per garantire un servizio in aree isolate.
Livorno, 15 gennaio 2026 – L’esposizione “Il Vernacoliere in mostra. Locandine, tavole e tant’altro”, promossa dal Comune di Livorno in collaborazione con la Fondazione Lem, ripercorre oltre 40 anni di storia del celebre mensile di satira diretto da Mario Cardinali.
La mostra presenta più di 300 locandine originali, dal primo numero del 1982 fino alle edizioni più recenti del 2025, affiancate da tavole, vignette e gadget. Allestita al Museo della Città di Livorno, in piazza del Luogo Pio, la mostra è a ingresso gratuito ed è aperta dal martedì alla domenica con orario 10-19. Visto il grande successo di pubblico, l’iniziativa è stata prolungata di un mese e resterà visitabile fino alla fine di febbraio 2026.
L’esposizione ha inoltre suscitato così tanto interesse da aver varcato i confini nazionali: la comunità italiana in Belgio ha infatti richiesto l’allestimento della mostra a Bruxelles. Sono già stati presi accordi e da Livorno dunque verranno spedite le copie delle locandine in formato ridotto, anche per motivi logistici, per l'allestimento della mostra all'estero. Lo stesso Mario Cardinali ha fatto anche sapere che il giornale è stato contattato da un'agenzia per fare una mostra nazionale sul Vernacoliere.
La conferenza con il direttore Mario Cardinali
Nel calendario degli incontri con autori e vignettisti, sabato 17 gennaio alle 16 è prevista la conferenza del direttore Mario Cardinali, una vera e propria “lectio magistralis”. L’incontro, che si terrà al museo di arte contemporanea, è intitolato: “Il Vernacoliere e la livornesità. Ovvero origini sviluppo e attualità di una a-toscanità anche linguisticamente antiautoritaria con breve appendice linguistica su vernacolo e dialetto”. Dopo il successo mediatico dell'iniziativa, grazie alle numerose adesioni e agli abbonamenti sottoscritti, il mensile satirico continuerà le pubblicazioni anche nel 2026.
Livorno, 15 gennaio 2026 – La Misericordia di Livorno informa tramite un comunicato stampa che nella giornata di ieri un proprio equipaggio è stato vittima dell'ennesima aggressione durante un intervento di soccorso. Nell'episodio è rimasta ferita una volontaria, ricoverata in Pronto Soccorso per accertamenti e dimessa con una prognosi di 5 giorni.
L'aggressione avvenuta nelle scorse ore, secondo la Misericordia di Livorno, non rappresenta un caso isolato, ma "l'ennesima manifestazione di un fenomeno ormai diffuso e preoccupante, che coinvolge operatori sanitari e volontari impegnati nel servizio di emergenza-urgenza in molte realtà italiane".
“Affrontare il tema della sicurezza”
Dì fronte a questa situazione, la Misericordia di Livorno fa sapere che ha già avviato un confronto con le istituzioni territoriali e con le principali testate giornalistiche locali, che hanno espresso la volontà di partecipare a un percorso condiviso di informazione, formazione e prevenzione. La Misericordia di Livorno inoltre sottolinea la necessità di affrontare con decisione il tema della sicurezza degli operatori e dei volontari che quotidianamente garantiscono un servizio essenziale alla collettività.
PIOMBINO (Livorno)
Snam ha chiesto una proroga per la permanenza del rigassificatore a Piombino. La mossa era attesa da tempo, perché dopo il "no" della Liguria al trasferimento dell’impianto a Vado Ligure non erano state previste alternative alla collocazione della nave rigassificatrice Italis Lng ormeggiata a Piombino. La richiesta è partita a dicembre perché deve pervenire al ministero sei mesi prima della scadenza delle autorizzazioni (giugno 2026). E anche se ufficialmente non ci sono comunicazioni, è chiaro che il governo darà la sua approvazione poiché si tratta di una struttura strategica per la sicurezza energetica nazionale con i suoi 5 miliardi di metri cubi di gas che l’impianto di Piombino può assicurare ogni anno. Del resto dal 2023 a oggi la nave rigassificatrice non ha creato problemi al traffico traghetti, non ci sono state segnalazioni di inquinamento e le attività del porto sono continuate senza intoppi. Dal punto di vista energetico nel 2025 il gas naturale liquefatto (Gnl) ha coperto il 32% della domanda di gas italiana, rispetto al 19% del 2022: i cinque terminali di rigassificazione italiani (di cui 2 in Toscana) hanno accolto 221 carichi di Gnl, di cui 43 a Piombino, la cui capacità copre circa l’8% della domanda nazionale. Il tasso di utilizzo del terminale di Piombino è stato pari al 90% nel 2024 e al 100% nel 2025; nelle prime due settimane del 2026 sono già arrivati due carichi.
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che nel 2022 come commissario del governo si prese i fischi dei manifestanti a Piombino per l’autorizzazione all’impianto, però ora rivendica la sua linea: la Toscana ha dato il suo contributo a tutta l’Italia in un momento di crisi, ma l’impegno era per tre anni e ora servono altre soluzioni. "Ho già confermato in più occasioni e oggi ribadisco la nostra contrarietà alla proroga".
E aggiunge: alla luce "della lettera di Snam chiedo un appuntamento al ministro Pichetto Fratin perché possa precisare con lui l’opinione contraria" e, al contempo, "verificare quale sia, fino in fondo, l’opinione del governo. Anche perché, in questo caso, agisco non da presidente della Regione ma da commissario". Giani ricorda di aver sottoscritto sul rigassificatore l’autorizzazione per tre anni "anche a condizione di alcune compensazioni per il territorio". Misure che poi "non si sono realizzate o si sono realizzate solo in parte: la bonifica, gli 88 milioni, e la strada, la 398, su cui ci sono ancora in corso i lavori. A parte queste due cose, dei 10 punti" inseriti nel memorandum su Piombino, "non ce n’è uno che sia venuto a compimento con il nuovo governo".
Del no alla proroga, quindi, "sono convinto. Lo dirò serenamente al ministro: la Toscana ha già dato. La banchina del porto di Piombino deve servire alla reindustrializzazione". Del resto, osserva, "su 20 regioni sono 15 quelle che si affacciano sul mare, non si può fare tutto in Toscana".
Livorno, 15 gennaio 2026 – La situazione alla periferia est della città si fa sempre più critica. Oltre ai problemi di sicurezza e ordine pubblico che affliggono Scopaia (come riportiamo qui a fianco), adesso emergono anche quelli a Le Leccia, dove la notte tra martedì e mercoledì è stata incendiata una dozzina di cassonetti. Pare che ’autore del rogo sia uno squilibrato, come segnalano i cittadini del quartiere. Sarà la Polizia Locale ad appurare se ciò corrisponda al vero.
Intanto Aamps conferma di essere intervenuta “nelle prime ore di ieri mattina in via della Leccia in seguito a due incendi segnalati dalla Polizia Locale, prontamente spenti dai vigili del fuoco, che nelle ore notturne avevano interessato le batterie di cassonetti per la raccolta dei rifiuti all’interno delle aree Casalp”.
Aamps precisa che “complessivamente sono risultati danneggiati 12 cassonetti (7 per la carta-cartone, 3 per il multimateriale, 2 per l’indifferenziato) per un danno economico pari a circa 4.000 euro, per la cui copertura, come consuetudine in tali casi, l’azienda attiverà la denuncia assicurativa”.
Autorizzati da Casalp, gli operatori di Aamps sono quindi prontamente intervenuti rimuovendo i contenitori danneggiati, pulendo e lavando l’asfalto con l’ausilio di un mezzo con pala gommata e una spazzatrice e avviando i cassonetti carbonizzati al corretto smaltimento.
L’operazione si è conclusa alle 10.30 di ieri mattina, con la collocazione dei nuovi cassonetti, permettendo il rapido ripristino del servizio ordinario di raccolta dei rifiuti.
Questo episodio contribuisce ad innalzare il livello di insicurezza e paura tra gli abitanti della Leccia. Di tali problematiche era stato già discusso in una seduta del Consiglio di zona 4 appositamente convocata dalla presidente Rossella Porri. In quella circostanza erano interveniti l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni impianti pubblici e il Security City Manager Giampaolo Dotto, nominato dal Sindaco Luca Salvetti, che svolge la funzione con l’incarico di elaborare le politiche integrate di sicurezza urbana. Tra le richieste avanzate dai cittadini anche il potenziamento dell’illuminazione pubblica e più pattuglie di forze dell’ordine alla Leccia.
Rosignano Marittimo (Livorno), 14 gennaio 2026 – Approvata dalla Giunta comunale la nuova social media policy del Comune di Rosignano Marittimo. L’intervento si è reso necessario per rinnovare quelle linee guida decise ormai diversi anni fa e che necessitavano di un adeguamento, anche in base ai contenuti del mandato del sindaco Claudio Marabotti. La delibera relativa è la numero 479 del 31 dicembre del 2025.
Le principali novità introdotte dal documento sono: la precisazione esplicita che i messaggi inviati via social “non vengono protocollati e non hanno valore di istanza ufficiale”; il dettaglio dei casi in cui è consentito eliminare i commenti offensivi e minacciosi, aggiungendo anche la possibilità di oscurare i messaggi off top (ovvero non pertinenti alla discussione in corso); la responsabilità attribuita agli uffici, che sono tenuti a possedere le credenziali dei profili anche quando la gestione è esternalizzata”.
La premessa della delibera indica che i social network offrono alle istituzioni la possibilità d dialogare e condividere nuovi contenuti con il cittadino, su piattaforme di scambio che permettono una comunicazione bidirezionale e in tempo reale. E rileva anche che “la sensibilizzazione dei cittadini passa proprio dalla comunicazione a loro diretta e consistente primariamente nel fornire informazioni e strumenti pratici per comprendere meglio l’attività amministrativa e per potervi partecipare”.
La delibera tiene anche conto della pubblicazione dei documenti sul sito web e sugli account social del Comune di Rosignano Marittimo per darne comunicazione a tutti i cittadini e cittadine, ma anche di farlo verso i dipendenti comunali mediante trasmissione via e-mail e pubblicazione sulla intraweb. Tenendo anche conto in generale che la gestione dei social media implica dinamiche diverse di implementazione e delle informazioni rispetto ai media tradizionali “dovuta alla caratteristica real time” che è peculiare del web.
Cavo (Rio, Elba), 13 gennaio 2026 – Auto avvolta dalle fiamme, 51enne elbana gravemente ustionata trasferita in codice rosso a Cisanello. È accaduto intorno alle 19 del 12 gennaio in un parcheggio privato in via Cala Azzurra, nella parte alta della frazione di Cavo, a ridosso del porto turistico della nota località balneare elbana. Protagonista, una donna elbana di 51 anni.
La donna si trovava a bordo del veicolo quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, ha preso fuoco e non è riuscita a mettersi in salvo scendendo dall’auto. La permanenza nell’abitacolo dove si è prodotta una vera e propria deflagrazione, le ha causato ustioni di terzo grado sul 40 per cento del corpo e l’intossicazione polmonare per l’inalamento dei fumi tossici. La dinamica resta tutta da chiarire e potrebbe non essere accidentale. Coinvolta nel rogo anche una seconda auto parcheggiata accanto al veicolo.
Sul posto sono prontamente intervenuti i vigili del Fuoco di Portoferraio per domare le fiamme, unitamente ai carabinieri di Portoferraio. Immediati anche i soccorsi di una squadra della Croce Azzurra di Cavo e dell’automedica del 118 da Portoferraio. Le gravi condizioni della donna nata e residente a Cavo, che ha riportato ustioni di terzo grado sul 40 percento del corpo soprattutto su mani, volto e petto, ha reso necessario l’intervento dell’elisoccorso. L’elicottero Pegaso 2 è atterrato al campo sportivo di Porto Azzurro grazie al coordinamento dei volontari della Misericordia di Porto Azzurro e della Polizia Municipale.
La paziente è stata intubata e trasferita in codice rosso all'ospedale Cisanello di Pisa intorno alle 21,30. Restano da chiarire la dinamica dell'incidente e le cause della deflagrazione nell’abitacolo che, secondo una prima ricostruzione degli organi preposti potrebbe essere stata provocata intenzionalmente. Intanto il Pm ha disposto il sequestro della zona e incaricato ulteriori indagini ai militati dell’Arma di Portoferraio. Si terrà nella mattinata di oggi, 13 gennaio, un secondo sopralluogo sul posto con la presenza dei vigili del Fuoco di Portoferraio, per cercare di ricostruire la dinamica dell'accaduto e le cause della deflagrazione nel veicolo.
Livorno, 13 gennaio 2026 – Alla Casa Circondariale di Livorno, si è svolta un’operazione di sicurezza interna che ha portato al sequestro di 9 telefoni cellulari, occultati e destinati all’uso illecito da parte dei detenuti dell’alta sicurezza, con lunghe pene detentive, per reati commessi come affiliati alla malavita organizzata (n’dangheta, camorra e sacra corona unita). Alcuni dispositivi erano corredati da cuffie wireless, cavi e sim card, a conferma di un’organizzazione minuziosa. Tre telefoni sono stati individuati nell’area del campo sportivo, nascosti all’interno di un involucro perfettamente mimetizzato a forma di zolla d’erba, con ogni probabilità introdotto dall’esterno per mezzo di un drone dotato di filo resistente e trasparente lungo circa 30 metri. Gli altri sei telefoni sono stati scoperti all’interno di una pentola a doppio fondo, inviata tramite pacco e sottoposta a verifiche radiografiche.
Grazie alla prontezza e all’intuito del personale di servizio, ne è stato possibile sventare l’introduzione all’interno della casa circondariale di Livorno. Il segretario provinciale del Sinappe di Livorno, Agostino Candia, ha espresso “profonda soddisfazione e sincera ammirazione per l’eccellente operato del personale della Polizia Penitenziaria”. “Si è trattato di un’azione esemplare, frutto di una professionalità altissima e del forte senso del dovere che contraddistinguono gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria. – ha sottolineato – Anche in un periodo complesso come quello natalizio, con organici ridotti e persistenti criticità infrastrutturali, la prontezza dimostrata dagli agenti è motivo di grande orgoglio per l’intero Corpo”. Il segreteria del Sinappe Candia ha inoltre voluto aggiungere: “Desidero ringraziare i colleghi per la dedizione quotidiana, la competenza e lo spirito di sacrificio con cui affronta il servizio all’interno dell’istituto. Il loro impegno costante rappresenta una barriera fondamentale contro ogni tentativo di compromissione della sicurezza penitenziaria”. “Il Sinappe – ha concluso Candia – continuerà a sostenere, valorizzare e difendere il lavoro della Polizia Penitenziaria, chiedendo con forza il giusto riconoscimento per un Corpo di assoluta eccellenza, troppo spesso dimenticato ma indispensabile per la sicurezza dello Stato e per il mantenimento dell’ordine nelle strutture detentive”.
Il 31 dicembre è scaduta l’ultima proroga della cassa integrazione, per cessazione di attività, relativa agli ex movimentatori in capo alla società HCLOG. Cassa integrazione ottenuta, dopo la chiusura dell’appalto tra il nuovo proprietario XCA e la società di Milano, attraverso i numerosi tavoli di confronto in Regione. Nonostante l’evidente “giusta causa”, cioè la chiusura dell’appalto, la società HC Log non ha ancora formalizzato i licenziamenti ma ha deciso di inviare, ai lavoratori, delle lettere di trasferimento in altre Regioni presso ipotetici appalti alternativi. Gli operai hanno deciso di impugnare tali trasferimenti dando la propria disponibilità a proseguire il lavoro presso il piazzale il Faldo. Perché, a nostro avviso, il punto è proprio questo. XCA deve assumersi la responsabilità di questi “licenziamenti” e assorbire tutta la forza lavoro presente nello storico appalto. Oltre ad una responsabilità sociale esiste anche un obbligo giuridico. In questo senso siamo venuti a conoscenza che una parte della movimentazione esterna è stata data ad un’altra società che sta assumendo, tramite agenzie interinali, nuovo personale. Come mai non sono stati assorbiti questi lavoratori? Oppure gli operai precedentemente licenziati dalla Sardi Service? Continuiamo a denunciare una gestione opaca del sistema di appalto all’interno del piazzale. Gestione che non ha mai tenuto in considerazione le clausole sociali dell’art 42 del CCNL Logistica e trasporti e dell’art 2112 del Codice Civile. Si cessano gli appalti senza riassorbire la forza lavoro, si assume nuovo personale attraverso soggetti diversi. Si applicano contratti nazionali diversi da quello di riferimento. Una vera e propria giungla. La HC Log, se vuole chiudere il rapporto di lavoro con i suoi dipendenti, faccia quello che la Legge impone. Mandi le lettere di licenziamento. Come USB siamo contrari a sottoscrivere accordi che vadano a “salvaguardare” ancora una volta una gestione non trasparente nel settore della logistica.
L’industria di produzione carni di Montescudaio utilizza centinaia di lavoratrici in appalto applicando il CCNL Multiservizi: dopo scioperi, esposti e anche una perquisizione della Guardia di Finanza, la dirigenza ha deciso di denunciare il sindacato USB. A loro avviso abbiamo messo in discussione “l’onore e la reputazione” della loro società, vorrebbero 50 mila euro di risarcimento.
Ci presenteremo in tribunale a testa alta convinti delle nostre ragioni. Sappiamo che esiste un’indagine della procura di Livorno a loro carico: tra le ipotesi di reato c’è quella di interposizione illecita di manodopera.
Per sostenere le spese legali. FAI UNA DONAZIONE: Iban IT 34 E 01030 13900 000063196820. Conto intestato a Unione Sindacale di Base Lavoro Privato Livorno, Banca del Monte dei Paschi di Siena.
Da due giorni i corrieri DHL di Livorno, appalto alla BS Autotrasporti, sono in sciopero. USB, che ha la maggioranza degli iscritti tra gli operativi, aveva chiesto un incontro per affrontare alcune problematiche segnalate dai lavoratori. Per tutta risposta la dirigenza aziendale ha deciso di negare qualsiasi possibilità di dialogo con il sindacato. Un atteggiamento gravissimo e antidemocratico che ha innescato la riposta immediata da parte degli operai. Due giorni di sciopero e di blocco totale delle consegne nel periodo Natalizio. In queste settimane USB ha cercato più volte di trovare una modalità per interloquire con l'azienda, la stessa ha continuato a mantenere un atteggiamento prepotente e arrogante, nei confronti dei lavoratori, arrivando addirittura a minacciarli di licenziamento durante lo sciopero e filmando tutti i presenti al presidio. Nella giornata di oggi numerosi agenti in borghese si sono presentati durante lo sciopero e hanno identificato i lavoratori che stavano legittimamente protestando chiedendo di interrompere la protesta per non subire gravi conseguenze. Una interferenza gravissima che conferma quello che ormai è l'atteggiamento sempre più frequente al quale assistiamo. Oltretutto in una fase in cui il diritto di sciopero è ulteriormente sotto attacco. Questo è il frutto di un sistema di appalti voluto dalla multinazionale delle spedizioni. Contestazioni disciplinari continue, pressioni sui lavoratori per aumentare le consegne, accordi integrativi contrattati nelle segrete stanze con organizzazioni che hanno una rappresentanza marginale, se non addirittura nulla. Nella tarda mattinata una delegazione è stata ricevuta da Sindaco di Livorno Luca Salvetti che successivamente ha deciso di convocare le parti per un tavolo di conciliazione. Tavolo che si svolgerà già lunedì. Inoltre c'è l'impegno a sottoporre la tematica anche al Prefetto di Livorno affinché le istituzioni si attivino per arrivare ad una apertura di dialogo tra azienda e sindacati. Questo è il nostro obiettivo che giudichiamo assolutamente normale rispetto a quella che dovrebbe essere la prassi delle relazioni industriali. Tuttavia, lo stato di agitazione resta aperto. L'azienda continua a mantenere un atteggiamento di chiusura e di minaccia nei confronti dei lavoratori. Siamo quindi pronti a riprendere la protesta in qualsiasi momento e allargarla, se necessario, anche ad altre filiali.
Si è tenuto l’incontro al Ministero sul rilancio del polo siderurgico di Piombino e sul piano industriale di JSW Steel. Già nel precedente incontro del 24 ottobre in Comune, dedicato allo stato di avanzamento dell’Accordo di Programma, erano emerse criticità e ritardi. Ad oggi, a fine ottobre, la firma non è ancora stata raggiunta, a causa dei problemi legati alla questione ambientale e all’utilizzo delle aree con Metinvest. Nell’incontro odierno, sul piano industriale, nessuna novità concreta: si è ripetuta la solita “barzelletta” sulla variante urbanistica, che continua a essere usata come pretesto. Senza quella variante, infatti, non può partire il revamping del treno rotaie, un passaggio essenziale per la ripresa produttiva. Invece di presentare un vero piano industriale, JSW ha illustrato solo un piano di lavoro per i prossimi sei mesi, senza impegni certi su investimenti, tempi o occupazione. Il Governo si è detto poco soddisfatto dell’atteggiamento dell’azienda e ha riconvocato un nuovo incontro per il 24 novembre, nel quale si dovranno affrontare sia l’avanzamento dell’accordo di programma che il piano industriale. È evidente che questi ritardi incideranno anche sull’altro soggetto privato, Metinvest Adria, rallentando ulteriormente ogni prospettiva di rilancio. Come USB, abbiamo ribadito che serve un intervento pubblico diretto, con la nazionalizzazione di un settore strategico come la siderurgia, a partire da Piombino, dove la produzione di rotaie è di interesse nazionale per gli investimenti di RFI e per le infrastrutture del PNRR.
Il consiglio comunale di Livorno ha approvato, a maggioranza, due importanti mozioni a sostegno della causa palestinese e per il boicottaggio dello stato genocida di Israele. Uno di questi atti, presentato da Livorno Popolare e sostenuto dal gruppo consiliare di Buongiorno Livorno, impegna il Sindaco e la Giunta, tra le altre cose, a “sostenere e valorizzare le iniziative dei lavoratori portuali, delle organizzazioni cittadine e dei sindacati che si oppongono al transito di navi e merci legate all'industria del genocidio in corso, in coerenza con i principi di pace e solidarietà internazionale” Una battaglia portata avanti principalmente dai lavoratori portuali che non a caso vengono citati nella mozione. Una battaglia che USB ha sempre sostenuto e continua a sostenere soprattutto su impulso del Gruppo Autonomo Portuali di Livorno. Dopo che anche il consiglio comunale, maggior organo politico cittadino, si è espresso, anche tutta la comunità portuale rompa gli indugi e prenda una posizione chiara su questo argomento. In tanti, troppi, continuano a fare "terrorismo psicologico" nei confronti dei lavoratori portuali parlando solo di traffici e questioni economiche quando invece c'è una città intera che ha espresso una posizione chiara. Siamo noi, a questo punto, a fare un appello alla responsabilità di fronte a migliaia di Palestinesi trucidati a Gaza dall’esercito israeliano. Un boicottaggio che vale per le compagnie direttamente legate allo Stato di Israele e vale ancora di più per qualsiasi carico o scarico di materiale bellico o mezzi militari nel nostro porto da e per Camp Darby o qualsiasi altra destinazione. Giovedì 16 ottobre abbiamo sostenuto il presidio promosso dal gruppo autonomo portuali di Livorno che da sempre sono in prima linea in questa battaglia davanti al terminal Darsena Toscana. E siamo pronti ad intervenire insieme ai nostri lavoratori portuali e non solo, qualora il nostro porto dovesse tornare al centro della movimentazione di materiale bellico. Ringraziamo tutti i consiglieri comunali, Livorno Popolare e Buongiorno Livorno, che hanno presentato e votato questa importante mozione.
Pisa 13.12.2018 (Digital Media) – Immagini, musiche e tecnologia per la mostra spettacolo di arte digitale dedicata a Bosch, Brueghel, Arcimboldo, inaugurata a Pisa agli Arsenali Repubblicani e che andrà avanti fino al 26 maggio 2019. L’esposizione è stata...
Firenze 05.11.2018 (Digital Media) – Il connubio tra turismo e innovazione torna ad essere protagonista grazie all’evento BTO11, che si terrà il 20 e 21 marzo 2019 alla Stazione Leopolda di Firenze. L’iniziativa torna alle origini, nel luogo che ospitò la sua nascita e le primissime...
Firenze 26.10.2018 (Digital Media) – Presentato il nuovo portale di promozione del territorio toscano ‘It’s Tuscany’. Una iniziativa che, come spiegato dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, arriva “in un momento in cui il territorio manifesta, come altre regioni, un forte...
Firenze 16.10.2018 (Digital Media) – I termini per partecipare al bando del “Premio Innovazione Toscana” edizione 2018, sono stati prorogati. La scadenza, originariamente fissata al 14 ottobre, è dunque per sabato 21 ottobre prossimo alle ore 23.59. Lo slittamento è stato deciso dal...
Pisa 16.10.2018 (Digital Media) – “Non è una rivoluzione digitale: è una insurrezione generata dalla rivoluzione mentale. È inutile chiedersi quali danni al nostro cervello possono fare lo smartphone o il tablet ma capire da quali cervelli è stato prodotto per accettarne la...
Pisa 11.10.2018 (Digital Media) – Tutto pronto per l’ottava edizione di Internet Festival-Forme di Futuro, il principale evento italiano dedicato all’innovazione digitale e ai suoi protagonisti, a Pisa da domani al 14 ottobre. La parola chiave di questa edizione è #intelligenza, intesa non...
Pisa 09.10.2018 (Digital Media) – Dall’11 al 14 ottobre Pisa ospita Internet Festival-Forme di Futuro, il principale evento italiano dedicato all’innovazione digitale e ai suoi protagonisti. La parola chiave è #intelligenza, intesa come ricerca di soluzioni smart, efficienti e sostenibili....
CAPOLIVERI (Livorno) 01.10.2018 (Digital Media) - Venti giornalisti da tutta Italia. Sedici ore di corso con lezioni d’aula e pratica sul campo. E poi in bike, tra natura, mare, escursioni, sperimentando le tecniche migliori per le riprese video, le interviste e il montaggio. E non è mancato...
Livorno 26.9.2018 (Digital Media) - Mobile Journalism, l’attesissimo corso gratuito di aggiornamento professionale per giornalisti iscritti all’Ordine è ormai ai nastri di partenza. Ben 14 crediti formativi verranno attribuiti a chi si appresterà a seguire l’evento che prevede, tra le altre...
Firenze 19.09.2018 (Digital Media) - Promuovere maggiore consapevolezza nell’uso della Rete da parte dei cittadini: questo l’obiettivo di una serie di incontri organizzati dalla biblioteca della Toscana “Pietro Leopoldo” e dal Consiglio regionale. ‘#Internet&Diritto. Il futuro in...
Pisa 12.09.18 (Digital Media) - Internet Festival propone una sfida all’ultima riga di codice agli appassionati di dati e calcio. Fino al 14 settembre sono aperte le iscrizioni alla Soccer data challenge, competizione che si svolgerà a Pisa il 12 e 13 ottobre 2018, all’interno dell’ottava...
Firenze 12.09.2018 (Digital Media) - Un premio non solo per sostenere e valorizzare la ricerca e l’innovazione tecnologica e digitale delle imprese, ma anche per promuovere l’iniziativa giovanile e il potenziale del territorio. Questa la forza del “Premio Innovazione Toscana”, istituito con...
Firenze 20.08.2018 (Digital Media) – Una cultura sull’uguaglianza di genere, nel rispetto delle diversità: è questo l’obiettivo di ‘Toscana in Spot’. “Mettiamo a disposizione dei giovani video maker e degli operatori radiofonici toscani quindicimila euro per tre spot televisivi e tre...
Pisa 07.06.2018 (Digital Media) – Un blog, un gioco da tavolo e due ebook. Sono queste le ‘armi’ messe in campo da alcuni studenti dell’Istituto tecnico “Cattaneo” per promuovere la loro cittadina, San Miniato. Un progetto originale e di grande ingegno degli alunni della classi a...
Firenze 30.05.2018 (Digital Media) - Le dimore storiche d'Italia vanno in rete grazie alla TBA Holidays, tour operator dedicato al turismo delle dimore storiche in Toscana, che ora si espande e allarga i propri servizi al resto d'Italia. La promozione e l’aumento della visibilità delle numerose...
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Livorno 18.05.2015 L’Isola d’Elba è la destinazione preferita degli italiani per le vacanze 2018. È ciò che emerge dalla classifica Summer Vacation Value Report 2018, di TripAdvisor. Il sito per la pianificazione e prenotazione dei viaggi ha individuato le dieci località nazionali ed estere...
Firenze 22.03.2018 (Digital Media) – Il progetto "Internet e minori" organizzato anche quest’anno dal Corecom, è in partenza e avrà come oggetto social media, web reputation, cyberbuyllismo e fake news. In sei aree della Toscana si svolgeranno incontri didattici negli...
Hanno rubato un bastone a un pensionato disabile facendolo cadere a terra e poi hanno postato il video dell'aggressione sui social. Protagonisti 5 ragazzini, 4 di età compresa tra i 14 e i 16 anni e un 13enne, identificati ieri sera dalla squadra mobile della questura di Pistoia. Il fatto è...
Uno scontro selvaggio, l'ennesimo nella zona della stazione. In queste immagini siamo nella Galleria Gramsci, davanti all'hotel La Pace: una decina di persone si picchiano con pugni e calci. L'episodio intorno alle 20 di domenica 4 febbraio. Ma purtroppo è solo l'ultimo di una lunga serie di casi...
Mentre Livorno si prepara all’arrivo in porto della nave della morte americana, che arriverà in porto nei prossimi giorni trasportando un carico di armi, ci prepariamo alla mobilitazione e contemporaneamente alla partecipazione allo sciopero del 22 settembre. La partecipazione allo sciopero e l’organizzazione di un presidio ai varchi portuali è coerente con il percorso di lotta condiviso con tutte le realtà che hanno animato le recenti manifestazioni per la Palestina. In quest’ottica condivideremo con queste realtà i vari passaggi del percorso di sciopero e delle azioni ad esso collegate. Ovviamente siamo pronti alla mobilitazione immediata in caso di attacco alla Flotilla e a organizzare blocchi immediati.
Usb Livorno
Di seguito e in allegato il comunicato nazionale relativo alla proclamazione di sciopero:
PROCLAMATO LO SCIOPERO GENERALE PER IL 22 SETTEMBRE IN DIFESA DELLA FLOTILLA E PER GARANTIRE L’ARRIVO DEGLI AIUTI UMANITARI A GAZA.
A Genova una grande assemblea generale rilancia lo sciopero e il blocco del Paese.
Al Circolo dell’Autorità Portuale è andata in scena una grande ed entusiasmante assemblea organizzata dai lavoratori portuali del Calp assieme alla Global Sumud Flotilla, a Music for Peace e all’USB. Al centro, l’organizzazione dello sciopero generale e la costruzione del blocco delle merci e della circolazione.
L’USB ha chiarito che già nella proclamazione è contenuta la clausola che, se la situazione dovesse precipitare e la Flotilla venisse bloccata, pregiudicando la possibilità di arrivare a destinazione e portare tutti gli aiuti raccolti fino alla popolazione palestinese, si sarebbe costretti ad anticipare lo sciopero. Aver fissato una data, però, consente a tutti di predisporsi per organizzare le mobilitazioni e canalizzare il largo consenso diffusosi nel Paese verso azioni di blocco dei porti, delle stazioni ferroviarie e di altri snodi della circolazione.
Lunghissima la lista degli interventi che si sono susseguiti in poco più di due ore. Gli studenti e le studentesse di Osa e di Cambiare Rotta hanno segnalato che già in diverse Università sono partite le tendopoli e che il movimento studentesco è già entrato in campo accanto ai lavoratori. Da Roma il Movimento per il diritto all’abitare ha denunciato le relazioni tra il Comune di Roma e diverse aziende israeliane e ha proposto di fare pressione su tutte le istituzioni locali per interrompere queste relazioni. Da La Spezia e dalla Rete Antisionista è risuonata la necessità di interrompere le forniture militari a Israele da parte della Leonardo spa.
I centri sociali del Nord Est hanno confermato la volontà di bloccare il porto di Venezia, mentre dalle Marche i centri sociali di quella regione hanno annunciato che convocheranno il blocco del porto di Ancona. Anche il collettivo della ex-GKN ha sostenuto la necessità di prepararsi allo sciopero ed ha proposto di concentrare le mobilitazioni sui porti. I lavoratori della logistica dell’USB hanno annunciato che sosterranno con azioni determinate lo sciopero e le mobilitazioni. Quelli dell'industria sono intervenuti per denunciare il processo di riconversione militare delle fabbriche, come avvenuto nel caso della Flextronics di Trieste, dove il Governo ha addirittura sostenuto l'ingresso di un socio israeliano, e più in generale la spinta del Governo e delle imprese a piegare la produzione civile alle logiche dell’economia di guerra.
All’assemblea è arrivato per video un bellissimo messaggio di sostegno di Francesca Albanese, che ha manifestato la piena solidarietà ai lavoratori del porto e la necessità di effettuare il blocco del sistema. Da Siracusa è arrivato anche il video messaggio di Josè Nivoi del Calp, pronto a salpare per Gaza.
All’assemblea è arrivato anche un forte segnale di solidarietà internazionale: diversi porti, tra cui quello del Pireo, hanno manifestato la volontà di unirsi alla mobilitazione. Un percorso che guarda già al grande Meeting internazionale dei porti che si terrà a Genova il 26 e 27 settembre.
Ora si passa all’organizzazione territoriale e nei posti di lavoro. Lo sciopero va organizzato con attenzione, favorendo il massimo della partecipazione e la possibilità di mettere in movimento tutte le forze che si sono attivate e le tante che ancora possono sommarsi. In ogni città, in ogni contesto locale, è il momento delle assemblee generali operative.
“La parola passa alla lotta” diceva l’assemblea di ieri, che è sfociata in un corteo tra le vie di Genova nel cuore della notte.
Nella giornata di giovedì 21 si è svolto un tavolo di confronto tra una delegazione usb autisti riuniti, usb porti e i dirigenti dell’autorità di sistema portuale. Sono state esposte diverse problematiche venutesi a creare nella zona adiacente all’ingresso al varco del Terminal Darsena Toscana. Problemi di varia natura che vanno dalle criticità sulla viabilità, alla gestione ingressi, sino ad arrivare alla completa assenza di servizi minimi ed essenziali quali, servizi igienici, spazi adeguati a migliorare le condizioni di attesa degli autisti rispetto alle condizioni atmosferiche. Una situazione che mette a rischio sia i lavoratori dei trasporti , prigionieri dell’inefficienza di TDT, in attesa per ore, prima di poter accedere al varco, in un piazzale che risulta spesso congestionato, con sistemi di prenotazione (totem), insufficienti e che aumentano il rischio di incidenti data la loro collocazione, un assenza quasi totale di personale dedicato alla gestione degli afflussi, le criticità sulla viabilità dovute alla collocazione del piazzale di smistamento, in prossimità dello snodo di accesso alla S.g.c. unico punto di accesso in entrata ed uscita dalla darsena toscana che spesso vede code di camion arrivare per ben oltre metà del ponte, occupando di fatto un intera corsia , un fattore che aumenta esponenzialmente il rischio di collisone fra veicoli, soprattutto all‘arrivo delle navi passeggeri del terminal SDT ed all’entrata in servizio dei lavoratori della TDT stessa. Capita spesso che per poter accedere al varco TDT si debba invadere la corsia di marcia opposta in concomitanza dello sbarco passeggeri dal terminal SDT poiché una delle corsie è ostruita dai molti camion in attesa di accesso al piazzale adiacente la darsena toscana. Abbiamo cercato di proporre soluzioni immediate per mitigare le molte problematiche prima esposte, in attesa di una risoluzione definitiva, che dovrà avvenire dopo confronti con tutti gli attori interessati. Prima tra tutte, abbiamo proposto di consentire la sosta notturna a tutti quei camion che non sono riusciti ad accedere al varco per le operazioni di carico o scarico della merce dopo ore di attesa, con la collocazione di un punto di sosta per servizi igienici, per inciso al momento il piazzale rimane aperto solamente dalle ore 7 alle 19 fattore che spesso vede alcuni trasportatori regolarmente prenotati per accesso, dover tornare la mattina seguente e ripetere tutto l’ iter di prenotazione, file, totem e soste prolungate, fattore di stress elevato tra i lavoratori che spesso si trovano a discussione e scontro, per un inefficienza sistematica che non dipende da loro, in un piazzale completamente esposto alle intemperie ed ai picchi di calore. Un’altra soluzione che abbiamo proposto, da subito applicabile, è quella di dividere le tipologie di ingresso, creando un iter di accesso differente ai trasportatori che devono ritirare i carichi all’ interno del terminal, adibendo due apposite corsie all’interno del terminal, decongestionando in parte il piazzale antistante, avviando cosi due iter differenti tra scarico e carico . Sappiamo che queste proposte non sono una risoluzione al problema ma, un semplice palliativo in attesa di una ridefinizione delle procedure e di un incremento degli operatori TDT che al momento risultano sottodimensionati per la mole di lavoro, in vista di possibili future nuove tratte e conseguenti aumenti di merce. Conoscendo le tempistiche dei tavoli di confronto, che saranno tutt’altro che brevi, crediamo che gli interventi proposti possono nell’ immediato risolvere alcuni fattori critici e migliorare, anche se di poco una situazione diventata insostenibile per i lavoratori coinvolti. Restiamo in attesa di veder applicate intanto le proposte avanzate. Qual ora nel breve tempo non vedremo sostanziali cambiamenti, valuteremo ogni forma di lotta a tutela della sicurezza e dei diritti di ogni lavoratore che opera nel sistema porto.
LAVORATORI MOBY LIVORNO. FALLITA LA TRATTATIVA DAL PREFETTO. USB PROCLAMA SCIOPERO. SABATO 9 AGOSTO PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA DAVANTI AL VARCO FORTEZZA
Si è purtroppo chiuso, con un nulla di fatto, il tentativo di conciliazione in sede Prefettizia tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori Moby Spa di Livorno e la dirigenza della società armatoriale di proprietà al 51 % del gruppo Onorato e del restante 49 % (sembrerebbe ancora per poco) di MSC. Lo stato di agitazione sindacale dei lavoratori della biglietteria e dei piazzali andava avanti ormai da mesi. Si parla di lavoro straordinario non correttamente pagato in busta paga, riconoscimento dei riposti compensativi e possibilità di avere buoni pasto almeno per i turni serali. Tutto ciò in un contesto che vede la biglietteria di Livorno caratterizzata da criticità nell’organizzazione del lavoro che si trascinano da anni. Se da una parte la situazione è recentemente migliorata in passato i lavoratori hanno operato con turni anche di 12 ore e senza riposi tra un turno e l’altro. Restano ovviamente aperte le questioni attuali alla base dell’apertura dello stato di agitazione. Le parti erano ad un passo da un accordo che avrebbe chiuso definitivamente la vertenza. Poi, senza alcuna spiegazione, la dirigenza Moby ha interrotto le trattative a poche ore dalla firma costringendo il sindacato a richiedere il tentativo di conciliazione in sede Prefettizia. Nonostante l’impegno di tutti i soggetti a partire dallo stesso Prefetto, anche in questo caso la dirigenza Moby ha proposto un’offerta ridicola. Parliamo di una società che, a detta della Procura Genovese, non aveva problemi a regalare centinaia di biglietti gratis a funzionari pubblici in cambio di (questa è l’ipotesi degli inquirenti) favori per le certificazioni sulle emissioni, ma che non riesce a trovare un accordo per i lavoratori. USB aveva proclamato un primo sciopero per il 9 agosto nel rispetto delle franchigie estive previste dal contratto nazionale. La Commissione di Garanzia ha invece bloccato lo sciopero, come ormai è consuetudine in tutti i settori dei servizi pubblici, costringendo i lavoratori a riprogrammarlo per il 5 settembre. Nonostante ciò, sabato 9 agosto saremo comunque in presidio davanti al Varco Fortezza insieme ad una delegazione di lavoratori. Manifestazione e conferenza stampa.
Dopo le proteste scattate a Milano e in Lombardia anche nei cantieri Toscani, in particolare Livorno, Pisa e Lucca, i corrieri in appalto per Esselunga hanno comunicato di volersi attenere scrupolosamente a quanto previsto dal contratto nazionale interrompendo il lavoro di facchinaggio. Parliamo dei drivers che consegnano le spese per conto della già citata società GDO di proprietà della famiglia Caprotti. Già l’anno scorso i lavoratori Toscani, organizzati anche da USB, avevano intrapreso una lunga vertenza sindacale per il riconoscimento di alcuni istituti contrattuali che non venivano corrisposti dalla società in appalto. Successivamente erano state formalizzate alcune proposte rispetto al lavoro di facchinaggio. Non solo riconoscimento economico per mansioni aggiuntive ma anche la possibilità di avere strumenti di lavoro adeguati al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nello specifico i corrieri sono assunti con la mansione di autista ma viene richiesto di consegnare centinaia di kg di spesa anche fino al quinto piano senza ascensore. Mansione, quest’ultima, al di fuori delle prerogative indicate nel CCNL. Come USB ci teniamo a scusarci con la clientela e confidiamo nella solidarietà che più volte è stata dimostrata in questi anni nei confronti dei lavoratori. Ma è impensabile che questa situazione possa andare avanti senza l’apertura di una trattativa con la dirigenza delle società che svolgono questo servizio in appalto e indirettamente anche con la committenza. Se questo servizio deve essere garantito serve un riconoscimento economico aggiuntivo e strumenti di lavoro adeguati. Al momento siamo in attesa della riapertura del confronto su questi temi. Anche in Toscana i lavoratori vogliono dire la loro e avere il giusto riconoscimento.
Mentre in Piaggio lavoratrici e lavoratori sono costretti alla cassa integrazione al 65%, il governo – sotto dettatura della NATO – decide di portare le spese militari al 5% del PIL, cioè 145 miliardi di euro entro il 2035. Una scelta politica precisa: togliere risorse a lavoro, sanità, scuola, trasporti e sicurezza sul lavoro per alimentare un’economia di guerra. Una logica bellicista che ci trascina verso conflitti sempre più aperti, trasformando l’Italia in piattaforma logistica e militare della NATO e degli USA. Intanto, il governo reprime i lavoratori e i sindacati conflittuali con provvedimenti come il Decreto Sicurezza, che mira a criminalizzare le lotte, proprio quelle che difendono i diritti di tutti. Ogni giorno in Italia si continua a morire sul lavoro: le ‘morti bianche’ aumentano, ma le istituzioni restano in silenzio. La sicurezza non è un costo da tagliare! Per carri armati, caccia e missioni militari i soldi si trovano subito. Ma a noi impongono: Salari da fame - Cassa integrazione -Lavoro precario -Repressione sindacale Il nostro territorio è già un hub militare strategico: Camp Darby - Nuovo Comando NATO a Firenze - Base GIS-Tuscania nel pisano costata mezzo miliardo Usb aderisce alla mobilitazione regionale del 13 luglio contro camp darby! SCIOPERIAMO PER: Fermare il genocidio del popolo palestinese e sostenere la resistenza contro lo stato terrorista di Israele Bloccare il riarmo e destinare quei soldi a sanità, scuola, trasporti e sicurezza Difendere salari, garantire redditi pieni e condizioni dignitose per chi è in cassa integrazione Rilanciare il lavoro stabile e pubblico, fuori dalla logica del profitto e della guerra Investire subito in sicurezza per fermare la strage quotidiana di morti sul lavoro Fermare la repressione sindacale e ritirare il Decreto Sicurezza CHIEDIAMO: Stop all’aumento delle spese militari Investire in scuola, sanità, trasporti, sicurezza Rilancio industriale di Piaggio e della filiera metalmeccanica, in una prospettiva pubblica, ecologica e sociale Salari dignitosi, contrattazione vera e condizioni di lavoro stabili Fine della repressione sindacale, ritiro immediato del Decreto Sicurezza
FUORI L’ITALIA DALLA NATO – NESSUNA BASE PER NESSUNA GUERRA SALARIO, WELFARE, SICUREZZA: QUESTA È LA NOSTRA PRIORITÀ ABBASSARE LE ARMI, ALZARE I SALARI RSU USB PIAGGIO COORDINAMENTO USB PIAGGIO UNIONE SINDACALE DI BASE NAZIONALE SETTORE INDUSTRIA
Giovedì 3 luglio dalle ore 17 si svolgerà un presidio di fronte alla sede della Leonardo Spa in Via di Levante. Come USB aderiamo convintamente a questo presidio e invitiamo gli iscritti e le iscritte a partecupare.
USB vuole denunciare il ruolo che questa azienda, partecipata dal nostro Ministero delle Finanze per una quota capitale del 30,2%, sta svolgendo nei conflitti in corso nel mondo e, contemporaneamente, smascherare la retorica che si va costruendo sulla presunta utilità dell’industria militare alla nostra economia.
Occorre sapere che Leonardo Spa è il primo produttore di armi nell’Unione Europea, il secondo in Europa, il 13° nel mondo (SIPRI). Nei fatti, l’ex Finmeccanica ha perseguito negli scorsi decenni la dismissione di quasi tutti i settori produttivi civili, per dedicarsi al core business della guerra. Dagli ultimi bilanci emerge che più dell’80% del proprio fatturato la Leonardo lo realizza nel settore difesa, producendo quasi solo per clienti governativi (88%). E non è un’azienda a capitale ‘italiano’: a parte la quota del 30,2% detenuta dal Ministero delle finanze, il 51,8% del capitale è nelle mani di investitori istituzionali (cioè banche, fondi d’investimento, fondi pensione) per la gran parte britannici e statunitensi.
La componente produttiva militare è passata negli ultimi 15 anni dal 56% all’83%. Ma mentre compiva questa trasformazione da impresa mista civile-militare a impresa prevalentemente militare, Leonardo ha ridotto i suoi occupati in Italia del 24%. E questo è avvenuto nonostante le molte acquisizioni di commesse nel settore militare (come la partecipazione alla produzione dei nuovi caccia F-35 per la quale in Parlamento il governo aveva promesso 10.000 nuovi posti di lavoro) e le svariate acquisizioni d’impresa.
Leonardo ha chiuso il 2024 con numeri che certificano una crescita impetuosa: ricavi a 17,8 miliardi di euro (+11,1%), ordini per 20,9 miliardi (+16,8%) e un margine operativo lordo (EBITDA) di 1,525 miliardi (+12,9%). Una performance che ha superato le previsioni degli analisti e che testimonia come il perdurare delle tensioni geopolitiche alimenti i profitti dell’industria bellica. In una nota diramata dall’azienda, si legge che è «di particolare rilievo l’apporto dell’elettronica per la difesa e sicurezza, sia nella componente europea, sia, in particolare, in quella statunitense, e nel business elicotteri». Un mercato su cui Leonardo continua a investire. Dopo aver consegnato nei mesi scorsi 30 aerei da addestramento M-346, l’azienda ha cominciato a inviare elicotteri AgustaWestland AW119Kx “Koala-Ofer” per addestrare i piloti della Israel Air Force (IAF) presso la base aerea di Hatzerim, nel deserto del Negev. Questi velivoli sostituiranno i più datati Bell-206 “Saifan”, offrendo avanzate tecnologie di avionica e capacità di volo notturno.
L’importante ruolo delle armi “Made in Italy” a Gaza è stato evidenziato dagli stessi israeliani, che hanno dichiarato al sito specializzato Israel Defense che i missili che hanno colpito la Striscia provenivano anche da cannoni fabbricati in Italia e venduti a Tel Aviv. Un dato citato anche dall’Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei The Weapon Watch, che ha pubblicamente smentito l’azienda, dopo che quest’ultima aveva affermato che l’esercito israeliano non stesse utilizzando mezzi di sua produzione nella carneficina di Gaza.
La Leonardo SpA è presente con i suoi impianti industriali in Italia, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Polonia e Israele. Israele non è solo un cliente, ma ospita stabilimenti e dipendenti di Leonardo, grazie ad un’operazione conclusasi nel luglio 2022 con l’acquisizione della società israeliana RADA Electronic Industries, specializzata in radar per la difesa a corto raggio e anti-droni e alla conseguente nascita della nuova società israeliana DRS RADA Technologies, che è controllata da Leonardo DRS Inc. con sede negli Stati Uniti. Ha 248 dipendenti in tre sedi israeliane (uffici a Netanya, stabilimento principale a Beit She’an, centro ricerche presso il Gav-Yam Negev Tech Park di Beer Sheva), oltre ai nuovissimi uffici a Germantown, Maryland, ai margini dell’area metropolitana di Washington, D.C.
DRS RADA Technologies ha partecipato alla realizzazione di ‘Iron Fist’, un sistema di protezione attivo montato sui nuovi AFV, mezzi corazzati da combattimento delle Israel Defence Forces (IDF), gli ‘Eitan’ a otto ruote destinati a sostituire i vecchi M113. La prima consegna dei nuovi blindati è avvenuta nel maggio 2023, alla 933a Brigata ‘Nahal’, con previsione di effettivo impiego operativo nel corso del 2024. Gli Eitan hanno partecipato all’invasione e alle operazioni militari di Gaza. D’ora in avanti, anche i nuovi blindati israeliani e i sistemi di protezione che montano – tra cui i radar tattici di DRS RADA, del gruppo Leonardo – potranno definirsi battle tested.
Non è questo il solo recente contributo di Leonardo alla guerra di Israele contro Gaza e la sua popolazione.
Secondo una tattica già utilizzata in altre precedenti invasioni di Gaza, l’avanzata delle truppe israeliane accompagnata o seguita da giganteschi bulldozer blindati Caterpillar D9, che utilizzano un’impressionante potenza e un ragguardevole peso (450 HP per oltre 70 tonnellate, nell’ultima versione ‘T’) per il movimento terra, lo sminamento e per distruggere le abitazioni e le strutture palestinesi. Soprannominato in Israele ‘Doobi’ (‘orsacchiotto’), è una macchina temibile, al cui impiego si dovette tra l’altro la morte della militante nonviolenta statunitense Rachel Corrie (1979-2003), schiacciata da un bulldozer militare nei pressi del confine tra Gaza e l’Egitto mentre si opponeva alla distruzione di abitazioni palestinesi.
Anche i bulldozer blindati dell’esercito israeliano saranno dotati dei sistemi di protezione attiva e dei radar tattici di DRS RADA.
Inoltre, il gruppo Leonardo – tramite le società controllate negli Stati Uniti – supporta la mobilità dei mezzi pesanti dell’IDF fornendo gli speciali carrelli a due assi capaci di un carico utile di 77 tonnellate, un modello nuovo di heavy-duty tank trailer (HDTT) prodotto dalla DRS Sustainment Systems Inc., con sede a Bridgeton, Missouri, azienda del gruppo Leonardo.
Il Trattato delle Nazioni Unite sul commercio delle armi, ratificato dall’Italia nel 2013, vieta l’esportazione di armamenti se vi è il rischio che vengano utilizzati contro obiettivi civili. Tuttavia, le forniture continuano, come dimostra la joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, nata nel 2024, che rappresenta un progetto industriale strategico che coinvolge stabilimenti italiani, tra cui quelli ex Oto Melara di La Spezia e la fabbrica di Domusnovas in Sardegna, gestita da RWM Italia, controllata di Rheinmetall. Le bombe prodotte da RWM Italia in Sardegna sono state utilizzate dall’aviazione saudita nel conflitto yemenita, una guerra iniziata nel 2014 che ha visto la coalizione arabo-americana bombardare il paese, causando migliaia di vittime civili e una crisi umanitaria senza precedenti. Nonostante la revoca delle forniture di bombe e missili da parte del governo italiano nel 2019, le esportazioni sono riprese e intensificate dal 2024, con un aumento significativo delle vendite e del supporto militare.
Infine, ma non meno importante, va sottolineato il contributo della Leonardo SpA nell’ambizioso e costoso progetto delle forze armate degli Stati Uniti d’America per prepararsi alla guerra nucleare: la costruzione di dodici sottomarini a propulsione nucleare armati di missili balistici intercontinentali con testate atomiche da centinaia di kiloton.
A gennaio la controllata Leonardo DRS con quartier generale e stabilimenti negli USA ha sottoscritto un contratto del valore complessivo di 3 miliardi di dollari per fornire il sistema integrato di propulsione elettrica che sarà montato a bordo dei nuovi sistemi di guerra subacquea. Nello specifico Leonardo DRS curerà per conto di US Navy e della società contractor (General Dynamics Electric Boat) la progettazione e la realizzazione del motore elettrico di propulsione principale a magnete permanente e i relativi sistemi di conduzione e controllo.
La sede operativa più interessata da questo progetto è il porto di Genova, ma anche altri cantieri potrebbero essere interessati dalla proliferazione di navi a propulsione nucleare.
«Il nucleare con reattori più piccoli consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate» aveva affermato Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, intervenendo alla tavola rotonda promossa da Confindustria Udine l’11 marzo 2025.
È risaputo che il Ministero della Difesa italiano ha avviato un progetto per implementare reattori nucleari a bordo di navi militari, con Fincantieri e Ansaldo Nucleare in prima linea nel progetto. Altri progetti sul nucleare “dual use” coinvolgono Leonardo e Enel. Parallelamente, il 28 febbraio 2025 il governo Meloni ha approvato un disegno di legge «in materia di energia nucleare sostenibile» per favorire la proliferazione di queste “piccole centrali” (i moduli SMR, small modular reactor).
Ecco quindi i motivi per cui occorre intraprendere una campagna che smascheri il ruolo nefasto che questa società sta svolgendo in Italia e nel mondo: perché costruisce e vende armi e sistemi d’arma che vengono immediatamente utilizzati in teatri di guerra:
perché contribuisce al sostegno militare all’esercito israeliano impegnato nel genocidio di Gaza e ora in nuovi conflitti in tutto il Medio Oriente;
perché è impegnata nella produzione di nuovi sistema d’arma nucleari e direttamente interessata al rilancio del nucleare in Italia;
perché nonostante i colossali profitti incassati con le guerre in corso Leonardo SpA diminuisce il suo personale negli stabilimenti italiani, dimostrando così che tanta produzione di morte non produce neanche significativi vantaggi alla nostra economia (la tesi bugiarda tanto sbandierata dai nostri ministri).
Prosegue l’indagine della Procura nei confronti dell’industria alimentari Sandri di Montescudaio. Indagine scaturita dagli esposti presentati dall’Unione Sindacale di Base. Dopo i primi interventi della ASL Medicina del lavoro sul tema dei numerosi infortuni (spesso non denunciati) dentro allo stabilimento, giovedì scorso abbiamo assistito ad un imponente blitz da parte della Guardia di Finanza, Ispettorato del lavoro e Nas. Nel corso della mattinata decine di agenti in borghese con distintivo a tracolla hanno letteralmente circondato la fabbrica alimentare in cui lavorano centinaia di operai la stragrande maggioranza in appalto presso numerose società e cooperative. Stabilimento industriale che formalmente si presenta come un’azienda artigiana di paese. Tutti i lavoratori, diretti ed indiretti, sono stati bloccati all’interno mentre venivano chiesti documenti di identità e cartellini. Sono stati perquisiti gli uffici amministrativi e interrogate sul posto diverse persone. Una parte degli agenti è rimasta all’interno dalla prima mattina fino alla sera alle 20 circa. Ovviamente è ancora presto per avere dei riscontri circa l’esito della perquisizione ma sappiamo che la Procura si è concentrata, oltre che sul tema dell’organizzazione del lavoro e degli appalti anche sui rapporti tra ditta appaltante e soggetti in appalto dal punto di vista della regolarità fiscale. Non è una novità questo tipo di intervento. Si stanno susseguendo, in tutta Italia, svariate indagini e sequestri per intermediazione illecita di manodopera e frode fiscale rivolte a società della logistica e della lavorazione delle carni. Ci auguriamo quindi, che sia fatta piena luce rispetto a quanto fino ad oggi ipotizzato dalla nostra organizzazione sindacale. Tesi che ovviamente ad oggi non hanno alcuna conferma e che rimangono solo mere supposizioni. L’ispettorato del lavoro invece è intervenuto in merito ai contratti di lavoro applicati (negli appalti si lavora le carni con ilo CCNL Multiservizi pulizie) e sulla regolarità dei pagamenti di straordinari e altri istituti contrattuali. Mentre NAS è intervenuto sulla parte legata alla provenienza dei prodotti, alle etichette e alla lavorazione in generale. Da parte sua la dirigenza Sandri non ha gradito il nostro intervento che va avanti ormai da circa due anni con scioperi e manifestazioni. Nei mesi scorso è stata depositata una denuncia penale nei confronti di un rappresentante sindacale USB di Livorno. Il processo, che si aprirà a settembre presso il Tribunale di Livorno, vede il sindacalista imputato per il reato di diffamazione. Dal canto nostro siamo sereni e siamo pronti a difendere le nostre ragioni anche in quella sede.
Dal 10 al 20 giugno, ogni mattina tra le 9.50 e le 12.50, la circolazione ferroviaria tra Pisa e Livorno è completamente interrotta. Pendolari e turisti restano bloccati nelle stazioni, e la motivazione ufficiale – “lavori di rinnovo degli scambi a Tombolo” – sembra, ancora una volta, scaricare il peso del disagio sui cittadini. Ma dietro i “lavori diurni” si nasconde molto di più: la militarizzazione del territorio toscano al servizio della guerra!
L’USB Toscana denuncia con forza ciò che Rete Ferroviaria Italiana e il Governo non dicono: il potenziamento dello snodo ferroviario di Tombolo serve a incrementare in modo esponenziale il traffico di armi, esplosivi e munizioni tra il porto di Livorno, il Canale dei Navicelli e Camp Darby, il più grande arsenale USA fuori dal suolo americano. Altro che “miglioramento della circolazione”: si stanno costruendo infrastrutture civili per scopi bellici, trasformando la Toscana in un avamposto strategico della NATO e degli interessi statunitensi.
La nuova linea ferroviaria per Camp Darby, il ponte girevole sul Canale dei Navicelli pagato dagli USA, gli accordi tra RFI e Leonardo per la cosiddetta "military mobility", parlano chiaro: siamo dentro un’economia di guerra! La mobilità, la logistica e persino le aree verdi vengono subordinate agli interessi militari.
Tutto ciò avviene senza trasparenza, senza alcun piano di sicurezza per il trasporto di materiali esplosivi su ferro, gomma o acqua e a totale danno dei cittadini, che subiscono ritardi, tagli ai servizi e rischi crescenti per la salute e l’ambiente. Sono già stati abbattuti mille alberi solo per costruire una linea ferroviaria che nessun pendolare potrà mai usare.
USB dice basta. Basta alla guerra, basta alla militarizzazione del territorio, basta a una politica che mette gli interessi dell’industria bellica e dell’imperialismo statunitense sopra i diritti delle persone. NO alla NATO!
PER QUESTO L'UNIONE SINDACALE DI BASE HA PROCLAMATO: - LO SCIOPERO GENERALE il 20 GIUGNO contro guerra, riarmo, distruzione del welfare e contro il genocidio in Palestina - LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE a ROMA il 21 GIUGNO: in piazza per costruire una vera opposizione sociale alla guerra
I lavoratori, i cittadini di Pisa, Livorno e di tutta la Toscana non sono complici. Non vogliamo essere la piattaforma logistica delle guerre USA e NATO. Non accettiamo che le nostre infrastrutture, le nostre tasse, i nostri territori siano sacrificati in nome della guerra permanente.
La guerra inizia anche qui. Fermiamola insieme.
APPUNTAMENTI TERRITORIALI PER LO SCIOPERO DEL 20 GIUGNO:
FIRENZE: VIA DELLE OFFICINE GALILEO 1, presidio Leonardo Spa ore 9:30
Il territorio della provincia livornese registra una grave carenza di Vigili del fuoco che crea notevoli problematiche operative: ci appelliamo alla Prefettura, ai sindaci e alla Provincia affinché raccolgano il nostro grido di allarme. Il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Livorno da ottobre è guidato da un dirigente a nostro avviso non all’altezza della situazione e poco incline al confronto con le parti sociali: dal suo arrivo le criticità sono infatti aumentate. L’organizzazione del soccorso tecnico urgente è a dir poco approssimativa: le problematiche vengono risolte soltanto grazie alla grande professionalità del personale operativo che sul territorio si prodiga con coraggio e spirito di umanità. Dobbiamo inoltre registrare una grave carenza di personale e una sua gestione che non risponde alle esigenze del territorio. È proprio a causa di ciò che saremo costretti a scegliere su quale intervento agire. Dovremo ad esempio scegliere se intervenire per sedare l’incendio in un appartamento oppure se aiutare chi è rimasto incastrato in un auto a seguito di un sinistro. La situazione è ancora più critica se si pensa all’età avanzata del personale (una delle più alte a livello nazionale). A preoccuparci sono inoltre le condizioni igienico sanitarie della cucina che non esitiamo a definire “roba da Terzo mondo”. Anche presso il distaccamento di Portoferraio si registra una pesante carenza di personale: solo 5 operatori per gestire tutto il territorio dell’isola d’Elba. Una situazione grave, soprattutto se si considera che d’estate il numero dei presenti sull’isola aumenta in modo considerevole. Analoghe problematiche si presentano presso il distaccamento di Piombino che può contare solo su 5 operatori. In questo caso le criticità sono dovute anche alla presenza di un tessuto industriale importante, alla presenza di un rigassificatore e all’intenso traffico portuale. Malgrado l’elevato traffico di navi non è inoltre stata prevista l’introduzione di un distaccamento portuale: ciò avrebbe consentito di incrementare la pianta organica. La struttura del distaccamento di Cecina versa in uno stato di totale abbandono: il dirigente sostiene però che non ci siano i fondi per migliorare la situazione. Tutto ciò è inaccettabile: si consideri ad esempio che all’interno della struttura non è presente un impianto di climatizzazione, in barba a quanto dispongono le normative in tema di salute dei lavoratori. Anche nel Nucleo portuale dobbiamo registrare pesanti carenze di personale e di mezzi. Senza contare che le progressioni di carriera sono praticamente impossibili. Dobbiamo purtroppo evidenziare una pesante mancanza di personale anche nel Nucleo sommozzatori, struttura che copre tutta la costa da Civitavecchia a La Spezia, isole comprese. Il numero risicato di operatori permette di coprire solo 1 turno su 4: c’è pertanto il rischio che il malcapitato che sta annegando sulla costa debba attendere i sommozzatori da Firenze per essere salvato. Anche il Nucleo eliporto di Cecina deve far fronte a una pesante carenza di operatori preposti e di personale elisoccorritore. I pompieri meritano rispetto: purtroppo però anche le vicende giudiziarie riguardanti un dirigente del Comando provinciale stanno mettendo in ombra il costante impegno di questi lavoratori che ogni giorno effettuano pericolosi interventi rischiando anche la vita.
Livorno ha diritto a un sistema di soccorso tecnico urgente all’altezza della sua realtà territoriale e sociale, e di un dirigente che sia all' altezza di questo delicatissimo incarico. Per tutto ciò vi chiediamo di aiutarci ad aiutarvi, ognuno di voi per quel che può.
Il 20 giugno, l'Unione Sindacale di Base, insieme a CUB e SGB, ha proclamato uno sciopero generale nazionale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato.
Lo sciopero ha l’obiettivo di permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di fermarsi per un giorno:
- per opporsi al massacro ad opera dello Stato genocida d’Israele; - per mostrare solidarietà alle atroci e intollerabili sofferenze del popolo palestinese; - per accusare la folle corsa al riarmo decisa dall’Unione europea - accettata servilmente dal governo Meloni; - per denunciare la devastazione sociale prodotta da decenni di moderazione salariale ad opera dei governi filo-padronali del nostro Paese.
Lo sciopero è dunque una risposta necessaria e urgente all’aggravarsi delle condizioni sociali, economiche e democratiche di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, vittime di politiche che continuano a favorire le grandi imprese e il complesso militare-industriale.
Il sempre più crescente coinvolgimento della nostra economia nella costruzione di nuovi armamenti, comporta la moltiplicazione dei settori lavorativi chiamati a collaborare con le operazioni belliche. Dai porti agli aeroporti; dalle ferrovie alla logistica; dalla ricerca alla scuola, sono migliaia i lavoratori e lavoratrici chiamate a farsi complici delle azioni militari e della logica di guerra.
USB Firenze e USB Pisa invitano le lavoratrici e i lavoratori dei rispettivi scali aeroportuali a partecipare ai due presidi provinciali che il 20 giugno si terranno alla Leonardo S.p.A. di Campi Bisenzio (Via delle Officine Galileo 1) a partire dalle ore 10.00, e in Piazza Vittorio Emanuele a Pisa, a partire dalle ore 11.00.
Inoltre, i presidi provinciali di USB Pisa e USB Firenze rappresenteranno un momento per riflettere sulle recenti mozioni approvate dal Consiglio regionale e dalle dichiarazioni del presidente Eugenio Giani a proposito dell’interruzione delle relazioni tra la Regione Toscana e il governo e le istituzioni israeliane.
Una volta sancita la cessazione di tali relazioni diplomatiche ed economiche, ci chiediamo: com’è possibile che il presidente del consiglio di amministrazione di Toscana Aeroporti S.p.A. sia il Console Onorario di Israele in Italia?
Ricordiamo che la Regione Toscana detiene ancora una quota, seppur simbolica, del capitale di Toscana Aeroporti; dunque, evidenziamo la problematicità del fatto che al vertice del sistema aeroportuale toscano ci sia una persona con un ruolo di rappresentanza dello Stato di Israele.
Oltre che a festeggiare i dieci anni di Toscana Aeroporti e le capacità di brandizzare (leggi: fare profitto su) il diritto costituzionale alla mobilità, il presidente Marco Carrai deve condannare pubblicamente le atrocità perpetrate dal governo di Benjamin Netanyahu, prendendone le distanze, marcando così la cruciale differenza che risiede tra l’essere un silenzioso sostenitore della colonizzazione sionista e l’essere un democratico cittadino di fede e cultura ebraica.
Infine, sottolineiamo che la recente sospensione del tavolo regionale per gli aeroporti voluta da Toscana Aeroporti segna la fine delle garanzie richieste da lavoratrici e lavoratori al termine dell'atto di vendita di Toscana Aeroporti Handling. E lascia intendere che l'ombrello delle tutele del gestore aeroportuale è giunto al capolinea. Ed è un peccato, perché le scarse condizioni lavorative che caratterizzano l’operatività del settore dell’handling toscano, che da anni portiamo all’attenzione delle autorità competenti - e che già da sole giustificherebbero le ragioni di uno sciopero (fatiscenza delle infrastrutture, inadeguatezza del parco mezzi, aumento dei carichi di lavoro, forzature interpretative del CCNL) - meriterebbero attenzione anche da parte dell'istituzione regionale. Considerato che senza le braccia dei lavoratori e delle lavoratrici dell’handling, non esisterebbe un servizio aeroportuale. E non si registrerebbe nessun record di passeggeri da celebrare.
Apprendiamo dai media, che il sottosegretario on. Ferrante definisce una riduzione di personale in aeroporto… “una razionalizzazione delle risorse”: noi non ci stiamo!
Il personale in servizio all’aeroporto passa da 14 a 10 unità per turno, con una riduzione di 16 unità complessive!
Se non si chiamano tagli alla sicurezza dei passeggeri questi…vuol dire che la sicurezza non è al primo posto di un governo.
In un’attività quale l’aeroporto di Pisa dove transitano più di 6 MILIONI di passeggeri all’anno. Come Unione Sindacale di Base abbiamo già denunciato le problematiche alle istituzioni, e abbiamo avuto in questo, anche l’appoggio di tutto il consiglio comunale sia di maggioranza che diminoranza con una mozione che andava ad evidenziare le carenze dei vigili del fuoco nel soccorso in aeroporto.
Oltre a questo abbiamo in tutta la provincia di Pisa solo 4 squadre dislocate sul territorio, mentre fino allo scorso anno erano 5 le squadre! Sappiate che effettuiamo 6.500 interventi all’anno, divideteli per 365 giorni l’anno e vedrete che un giorno, qualora capiterà, che non riusciremo ad arrivare in tempo sapete il perché.
Chiediamo come sindacato un confronto con il sottosegretario anche pubblico che dimostri chestiamo sbagliando… non si sottragga dal confronto democratico.
Come organizzazione sindacale sentiamo la necessità di intervenire nel dibattito cittadino scaturito dalla manifestazione di domenica scorsa sui temi del turismo a Livorno, sul traffico crocieristico e sull’inquinamento. Lo facciamo partendo dai dati e dalle analisi emerse dal convegno, da noi organizzato nel gennaio scorso, “Dall'industria all'overtourism. Trasformazioni del lavoro e i riflessi sulla distribuzione della ricchezza e sull'evoluzione dei processi economici, sociali e ambientali”. Lo facciamo cercando di mantenere il più possibile una visione oggettiva della realtà evitando di entrare nel merito dello scontro “politico” in atto. Uno scontro politico polarizzato su un ipotetico conflitto tra ambiente e ricchezza/lavoro che esula dai dati reali. Partiamo dal tema dell’occupazione e del reddito. La nostra città e la sua provincia negli ultimi 10 anni hanno registrato una compressione del valore economico e del fatturato del settore industriale del 18%, contemporaneamente i settori del turismo e dei servizi hanno visto un incremento del fatturato del 22%. Il saldo occupazione è di -0,1%. In sintesi, i livelli occupazionali sono rimasti pressoché identici e abbiamo assistito ad un “travaso” di occupati tra il settore industriale e quello del turismo, al netto della distribuzione generazionale che vede il 55% degli occupati nell’industria con un’età maggiore di 45 anni e un 40% nel settore turismo con età inferiore a 35 anni. Il 67% delle attività a Livorno e provincia sono riconducibili al settore dei servizi (tra cui anche turismo) con basso valore aggiunto e ciò si deduce anche dai dati relativi ai salari. Fermo restando che nel nostro paese gli stipendi dei lavoratori hanno subito un decremento del 8,7 % dal 2008 portando il nostro paese sul podio dell’area Ocse, a Livorno e provincia I livelli di reddito nel settore industriale hanno subito una compressione dell’8% negli ultimi 5 anni mentre nel settore del turismo il calo è addirittura del 22%. Livorno, rispetto alla media salariale nazionale di 1800 euro registra stipendi medi di 1500 euro. In estrema sintesi possiamo vedere come nella nostra città il settore turistico mentre cresce vertiginosamente dal punto di vista del fatturato e del valore economico ha generato una compressione dei salari di pari percentuale. Puntare tutto sul turismo, senza porsi il problema dal punto di vista salariale, genera un impoverimento oggettivo dei lavoratori e delle lavoratrici. Ma non è finita qui, dall’ultimo rapporto annuale di vigilanza dell’ispettorato nazionale del lavoro emerge un quadro drammatico. Secondo i controlli effettuati il 74% delle imprese risulta irregolare, 7 imprese su 10, con picchi proprio nel settore del turismo e della ristorazione con lavoro nero e grigio diffuso, mancato rispetto dei contratti nazionali (già di per sé sottoscritti da CGIL, CISL e UIL con salari da fame). Non ci meraviglia, quindi, che siano proprio le associazioni di categoria del settore ad attaccare ferocemente qualsiasi soggetto che voglia mettere in discussione questo paradigma, ne va del loro profitto. Ci meraviglia invece che proprio l’amministrazione locale, e l’assessore di riferimento in testa, ometta da sempre di menzionare questo quadro impietoso dal punto di vista occupazionale. Mai una parola sulle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici nel settore del turismo, della ristorazione e dell’intrattenimento anche in eventi finanziati con soldi pubblici. D’altra parte, prima ancora dei dati statistici, come organizzazione sindacale vediamo la realtà quotidiana. Sono centinaia i lavoratori che si rivolgono ai nostri sportelli. Il lavoro grigio (cioè contratti di poche ore settimanali e il resto al “nero”) è la REGOLA. I bassi salari caratterizzano tutto il settore con stipendi che non arrivano a 1000/1200 euro. Questo anche negli stabilimenti balneari cittadini (che pagano canoni irrisori con concessioni ormai scadute), nei ristoranti e nelle attività ricettive. E’ questo il futuro che ci aspetta? Un capitolo a parte andrebbe dedicato alle conseguenze sociali devastanti prodotte dall’esplosione degli affitti brevi. Durante il convegno abbiamo affrontato questo tema ed è emerso che nella nostra città sono migliaia solo gli host registrati, per non parlare della zona grigia che affitta al nero. Per i lavoratori è praticamente impossibile trovare un alloggio a canoni sostenibili e ciò genera anche l'annoso problema dei lavoratori stagionali che mancano nel settore. E nelle metropoli e grandi città mete turistiche tutto ciò è amplificato. Di contro, e anche questo è ormai evidente, la nostra città sta pagando un prezzo altissimo dal punto di vista ambientale. Le città portuali simili alla nostra hanno avviato un dibattito sano e trasparente su questo tema (reale e imminente) mentre a Livorno si va avanti a slogan e polemiche da bar mentre gli armatori fanno utili miliardari. È ormai urgente affrontare queste problematiche coinvolgendo lavoratori e cittadini e non sostenendo apertamente solo le associazioni datoriali di categoria. Quindi il problema non è essere contro o a favore di turismo, crocieristi o pensare che siano automaticamente i nuovi salvatori, il problema è analizzare ed eventualmente provare a “governare” il fenomeno partendo dai dati e facendo sì che tutto questo sia un vantaggio per la città nel suo complesso e non solo per alcune categorie.
Anche i lavoratori e le lavoratrici dell' Unione Sindacale di Base a Pisa esporranno le bandiere palestinesi durante il passaggio del giro, nel momento in cui è in corso la soluzione finale portata avanti da Israele con la connivenza di UE e NATO.
Partecipiamo alla mobilitazione rilanciata in piazza insieme al Coordinamento per il boicottaggio di Israele a Pisa nell'anniversario della Nakba per denunciare ancora una volta la totale connivenza del Governo italiano e di chi, mentre se ne dice all’opposizione, fomenta la corsa europea al riarmo che andrà soltanto a irrobustire gli affari della stessa industria bellica che alimenta la macchina da guerra e la stessa economia israeliana.
Contro tutto ciò abbiamo deciso di promuovere lo sciopero generale del 20 giugno e la manifestazione nazionale del 21 giugno a Roma.
Vogliamo la pace e non la guerra.
Non vogliamo pagare per scelte guerrafondaie che ricadranno inevitabilmente sulla nostra vita.
Non accettiamo più che si muoia di lavoro senza che nessuno paghi e che non si assumano provvedimenti efficaci.
Non possiamo più stare senza contratti e senza aumenti adeguati.
Non vogliamo chiudere gli occhi le orecchie e la bocca di fronte al genocidio in corso in Palestina.
A fine marzo scorso, insieme al sindacato USB, i lavoratori impegnati nel servizio di trasporto scolastico in appalto, avevano proclamato lo stato di agitazione sindacale. Assunti con il contratto “pirata” multiservizi, da noi giudicato illegittimo per il settore, con contratto part-time ma turni spezzati giornalieri con un impegno lavorativo anche di 8 ore e senza avere bagni e spogliatoi.
Nell’ambito della vertenza in data 12 maggio 2025 USB, su richiesta dell’organizzazione sindacale, ha incontrato l’assessora competente Libera Camici insieme alle dirigenti del settore. In quella sede abbiamo ricevuto la conferma che, a partire dal prossimo bando di appalto, ancora in fase di perfezionamento, la committenza ha assunto l’impegno di indicare esplicitamente il contratto collettivo nazionale corretto di riferimento. Contestualmente, ci sono state aperture anche rispetto all’obbligo per le aziende aggiudicatarie, di dotarsi di spazi adeguati per i lavoratori.
Ma altrettanto importante, data 13 maggio 2025, grazie alla mediazione del Prefetto di Livorno, al tavolo di conciliazione in sede istituzionale convocato ai sensi della Legge 146/90 si è raggiunto un accordo con la B&B Service. L’azienda garantisce ai lavoratori, a partire dal 01/05/2025, il passaggio dal contratto collettivo nazionale imprese di pulizia/multiservizi al CCNL Autoferrotranvieri e il riconoscimento retroattivo di un extra in busta paga per ogni giorno lavorato dal 01/01/2025. Restano aperte alcune questioni legate alla stabilizzazione di un lavoratore e il tema dei contratti part-time. Argomenti che stiamo già affrontando.
Ci riteniamo soddisfatti del risultato raggiunto in questa fase che, da una parte assicura da subito ai lavoratori un trattamento economico più congruo contestualmente al riconoscimento delle mansioni svolte, dall’altra pone le basi per prospettive future migliori all’interno di un sistema di appalto per essenza lacerante rispetto alle condizioni di lavoro. Ringraziamo il Prefetto di Livorno per il suo intervento così come l’assessora Camici del Comune.
Nel reparto UP Cloruro di Calcio dello stabilimento Solvay di Rosignano la situazione è ormai critica dal punto di vista della sicurezza. È quanto viene segnalato direttamente dai lavoratori e dalla nostra organizzazione sindacale. Già qualche mese fa eravamo intervenuti per via della carenza di personale, con operati costretti a lavorare anche 16 ore consecutive per mancanza di cambi. Parliamo di un reparto ad “alto rischio” in cui, nel settembre del 2024 un giovane lavoratore finì ricoverato in prognosi riservata con ustioni sul 40% del corpo a causa di una fuoriuscita di acqua bollente. Nello specifico le problematiche denunciate sono riconducibili al pessimo stato degli impianti e alla scarsa manutenzione. Sia per quanto riguarda il reparto “evaporazione” sia per quello di solidificazione. Nel primo le valvole che servono per isolare l’impianto di primo effetto (che lavora il cloruro a temperature più alte) dagli altri apparati risultano ormai difettose a causa delle incrostazioni. Quindi non possono essere chiuse correttamente in caso di emergenza. Inoltre, vi è la presenza costante di ponteggi, allestiti per le manutenzioni ma ormai presenti da circa due anni, che impediscono la mobilità degli operai in caso di emergenza. Le valvole dell’impianto secondi effetti risultano anch’esse semi-bloccate e devono essere manovrate con attrezzi da lavoro invece che a mano. Nel reparto solidificazione, nonostante alcuni interventi, il solaio che mantiene il piano superiore con le due ruote per la produzione delle scaglie, risulta essere in pessimo stato. Fino a qualche tempo fa erano presenti dei “cristi” per puntellare le travi in ferro. Ma non è solo un problema di sicurezza ma bensì anche di produttività degli impianti. Da circa due settimane, ad esempio, a causa della mancata sostituzione di alcune valvole dette “vanesse”, per garantire i lavaggi periodici dell’impianto lo stesso deve essere fermato. Per affrontare queste problematiche, l’Unione Sindacale di Base, ha recentemente incontrato la dirigenza della multinazionale. Crediamo che il dialogo e soprattutto il confronto con i diretti interessati sia la strada migliore per risolvere le problematiche. Soprattutto se si parla di sicurezza. L’incontro è stato sicuramente positivo, abbiamo descritto puntualmente le problematiche sopra riportate e ci auguriamo che siano messi in campo interventi tempestivi. Pensiamo che sia invece urgente affrontare la situazione prima che si possano ripetere altri infortuni. Ovviamente, sempre attraverso il confronto preventivo con i lavoratori, siamo altresì pronti ad intervenire con tutti gli strumenti sindacali che abbiamo a disposizione qualora la situazione generale non subirà miglioramenti.
Vogliamo ringraziare la competenza, l’interesse ed il lavoro svolto dalla 2° Commissione del Comune di Pisa in merito alla prospettiva di declassamento ed i conseguenti tagli di organici ai Vigili del Fuoco di Pisa, il Presidente del Consiglio Comunale per Odg proposto all’intero Consiglio Comunale che ci auguriamo ponga la stessa attenzione volta a salvaguardare l’importanza del Galilei e del territorio tutto, in termini di economia e occupazionali.
Il possibile taglio di 16 Vigili del Fuoco a Pisa sarebbe un ulteriore e gravissimo colpo ad un sistema di soccorso provinciale già allo stremo. Sono infatti solo 4 le squadre VF operative in tutta la provincia, una sola in città, con lavoratori costretti a lavoro straordinario con turni oltre le 12 ore consecutive/ oltre le 48 settimanali, oltre a tutti i servizi di Vigilanza nei locali di pubblico spettacolo e delle numerose manifestazioni dell’estate pisana.
Chiediamo quindi al Consiglio Comunale ed al Sindaco di intraprendere tutte le necessarie e opportune azioni di sensibilizzazione verso gli organi istituzionali al fine di garantire un sistema di safety necessario a garantire l’incolumità della popolazione di Pisa e provincia.
Crediamo sia importante creare sinergia per mantenere e migliorare il servizio di garanzia del soccorso che i Vigili del Fuoco di Pisa rendono sul territorio e all’interno del Galilei!
BASTA SILENZIO ISTITUZIONALE SULLA PIAGGIO!
Da mesi abbiamo assistito a un silenzio complice e assordante da parte delle istituzioni, di fronte a una situazione come quella che viviamo nello stabilimento Piaggio di Pontedera, che colpisce direttamente centinaia di famiglie.
Ci chiediamo dove sono coloro che dovrebbero rappresentare e tutelare il territorio, le lavoratrici e i lavoratori? Il silenzio con cui stanno accogliendo le scelte unilaterali di Piaggio è inaccettabile.
Le amministrazioni locali sembrano sempre pronte a stendere il tappeto rosso alla proprietà in occasione di celebrazioni e passerelle, ma si eclissano ogni volta che bisognerebbe difendere concretamente i diritti di chi lavora. Non muovono un dito quando un’azienda decide di fermare la produzione e scaricare il costo sui lavoratori, utilizzando ferie, permessi e, successivamente, anche la cassa integrazione.
Ci opponiamo a questa gestione del territorio, in cui a comandare è la famiglia Colaninno, mentre le istituzioni, invece di vigilare e intervenire, si comportano da spettatori passivi, se non addirittura da complici. Servono garanzie occupazionali e, soprattutto, tutela del reddito, aggiungendo un integrazione salariale ai soldi degli ammortizzatori sociali
Basta con la retorica della “grande azienda che dà lavoro”: sono proprio questi lavoratori e lavoratrici a pagare oggi il prezzo delle scelte della proprietà, mentre le istituzioni, nei palazzi, voltano lo sguardo dall’altra parte.
Mentre centinaia di persone vengono lasciate a casa con la cassa integrazione, senza alcuna garanzia e con stipendi drasticamente ridotti, le istituzioni locali e regionali restano in silenzio.
Non si può continuare a tacere di fronte a chi taglia il personale, precarizza il lavoro e svuota il territorio. È ora che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità e si schierino dalla parte di chi lavora.
Dopo l'incatenamento di Alessandra di lunedì mattina al Comune di Pontedera, il Sindaco Matteo Franconi ci ha ricevuto e noi gli abbiamo ribadito le nostre perplessità e la nostra rabbia: abbiamo fatto richiesta di un integrazione agli ammortizzatori sociali, di diminuire le precarizzazione nello stabilimento di Pontedera, di garantire salute e sicurezza nel posto di lavoro e sapere quali sono le prospettive future per i lavoratori e Pontedera, chiedendo anche un consiglio comunale aperto che metta al centro i lavoratori e le lavoratrici Piaggio e il indotto.
Il Sindaco ha preso in carico le nostre rivendicazioni, promettendo di chiedere un incontro alla proprietà.
USB Piaggio
USB PARTECIPA ALLE GIORNATE DI MOBILITAZIONE E DISCUSSIONE DEL 26-27 APRILE PER DIRE NO ALLA NUOVA BASE MILITARE, AL RIARMO E ALLA DEVASTAZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO
VERSO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA DEL 21 GIUGNO
Basta con le ambiguità, è ora di promuovere un piano di azione contro la guerra e non solo vuoti appelli alla pace.
Mentre è in campo un colossale programma di riarmo europeo, accompagnato da un piano di riorganizzazione su scala continentale che mira a favorire la centralizzazione delle decisioni di politica estera e di difesa, con un orientamento sempre più esplicito verso la preparazione dell’opinione pubblica europea ad un futuro di guerra, occorre che le forze che vogliono battersi per la pace si diano un piano di lavoro comune.
Chi lavora per la guerra si è messo in moto e marcia spedito, anche se per fortuna il fronte guerrafondaio non è privo di contraddizioni e la direzione verso cui tende non manca di ostacoli e di incognite. Ma chi vuole battersi per la pace è al lavoro per costruire un piano alternativo che abbia come primo punto la resistenza alle politiche di guerra?
USB lega la guerra alla questione dei salari da oltre tre anni. Come ha certificato l’OCSE pochi giorni fa, in Italia i salari sono più bassi del 7% rispetto al 2021 ed i rinnovi contrattuali in corso sono molto lontani dal prevedere un recupero del potere d’acquisto perduto.
Mentre i profitti di banche ed aziende sono saliti alle stelle, il nostro sistema contrattuale rimane ancorato saldamente ai vincoli di accordi interconfederali che non vengono rimessi in discussione da Cgil, Cisl e Uil.
Al secondo punto c’è la questione sociale, il peggioramento generalizzato delle condizioni di vita, il rialzo dei prezzi, dalle tariffe agli affitti, dalla sanità ai trasporti, e la condizione di difficoltà crescente che vive una fetta sempre più ampia della popolazione.
Mentre il piano ReArm Europe prevede cifre colossali per l’acquisto e la costruzione di nuovi armamenti, le risorse stanziate per far fronte all’aumento delle disuguaglianze non si trovano.
E al terzo punto ci sono le politiche di guerra e la militarizzazione della società e dell’informazione e l’attacco alle libertà e alle agibilità politiche. E c’è il tema della conversione della nostra industria civile in industria militare.
Solo tenendo assieme i diversi aspetti delle politiche che oggi soffriamo potremo portare la società a ribellarsi a questi piani che oggi non sono più semplici propositi ma scelte pratiche in corso di attuazione. Il clima di guerra costringe ad uscire dall’ambiguità e a dimostrare coerenza, tenendo assieme i fili di un’unica politica che vuole la pace ma anche un’alternativa alla stagione dei bassi salari, del lavoro sottopagato e della deindustrializzazione.
Dentro questo quadro un nuovo, ennesimo, progetto di base militare per l’addestramento di forze speciali dell’esercito impegnate quotidianamente in decine di missioni militari all’estero.
Un mega-progetto di 140 ettari previsto a Pontedera, all’interno della tenuta Isabella, e a San Piero a Grado, dentro il Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, area protetta a livello europeo e di enorme valore ambientale, sociale e culturale per il nostro territorio; un Parco già inquinato dalla presenza di un reattore nucleare dismesso, di cui si fa sapere poco o nulla. La spesa stimata è di 520 milioni di euro solo per la realizzazione della base, di cui una parte inopportunamente già stanziata dal Ministero Infrastrutture e Trasporti e dal Fondo di Coesione e Sviluppo.
La gestione politica, dal Governo, sino alla Regione, ai Comuni e all’Ente Parco, appare a dir poco opaca e priva di relazione con la cittadinanza e la popolazione dei territori interessati dal progetto.
Non è il tempo delle mezze misure, del siamo per la difesa e non per il riarmo, dell’andiamo in piazza anche con chi ha posizioni diverse da noi. È il tempo delle scelte chiare.
59 anni, Paolo Lambruschi, è morto ieri , nel bacino di Fantiscritti, sopra Carrara. Il lavoratore era alla guida di un dumper, mezzo pesante usato in cava, carico, che è caduto per molti metri: il 59enne è rimasto schiacciato sotto il mezzo ed è deceduto, i soccorsi sono stati inutili.
A nome di tutta l'Organizzazione sindacale scrivente esprimiamo condoglianze alla famiglia e ai colleghi tutti e ci stringiamo a loro in questa perdita.
È passato poco più di un anno dalle parole di Umberto Franchi, in cui a margine di un’intervista alla RAI dichiarava che i lavoratori del lapideo <<Si fanno male perché sono deficienti>>. Ancora non riusciamo a togliercele dalla testa, e rimbombano come macigni. Un settore in cui in proporzione i morti sul lavoro e gli incidenti gravi sono ancora altissimi, chi continua a voltarsi dall' altra parte o a minimizzare è parte del problema stesso.
USB indice 8 ore di sciopero nell' intero settore del Lapideo in tutta la provincia di Massa Carrara e si fa carico di organizzare nei prossimi giorni un incontro fra lavoratori, iscritti o no al nostro sindacato per riunirci e discutere assieme di quanto avviene sui nostri posti di lavoro.
Aumenta ulteriormente la scelta di formazione universitaria nella sede di Livorno dell’università telematica Pegaso in via Martin Luther King 13, nei locali della Cna. Questi i quattro nuovi master di primo livello, tutti incentrati su argomenti di grande attualità: "Sicurezza Economico...
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C'è tempo fino al 19 maggio per presentare domanda per il concorso pubblico per la selezione e l'arruolamento di 17 ufficiali del ruolo tecnico dei carabinieri. Questi i posti disponibili:
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Un'aggressione apparentemente senza motivo finita con una bottigliata alla testa e i soccorsi a un 16enne trasportato poi in ospedale per le cure del caso. È quanto sarebbe successo intorno alle 23.15 di sabato scorso 19 aprile, nel quartiere della Venezia, dove un ragazzo che si trovava in...
I lavoratori dei piazzali e delle biglietterie Moby di Livorno entrano in stato di agitazione sindacale. La O.S Usb ha attivato le procedure di raffreddamento previste dalla Legge 146/90 per gli scioperi. Da mesi abbiamo avviato un tentativo di conciliazione con la dirigenza aziendale rispetto ad alcuni punti del contratto nazionale. Nonostante le numerose interlocuzioni e i tentativi di raggiungere una mediazione, la società di navigazione ha confermato la volontà di non adeguarsi a quanto previsto dall'art 10 del CCNL in merito al pagamento degli straordinari e al riconoscimento dei riposi compensativi. Inoltre ai dipendenti Moby non vengono erogati buoni pasto a differenza dei loro colleghi Tirrenia. Attualmente le due società Moby e Tirrenia sono in fase di fusione e il percorso di confronto sindacale, a livello nazionale, è ancora in corso. Tuttavia per quanto riguarda la sede di Livorno, tale situazione non può giustificare il mancato rispetto di quanto prescritto dal contratto nazionale. I lavoratori hanno diritto al riconoscimento pieno del lavoro straordinario e dei riposi compensativi. Mentre sui buoni pasto, anche se successivamente alla fusione tra le due società sarà necessario ridiscutere gli accordi integrativi in essere, è necessario che sia riconosciuto da subito il trattamento di miglior favore. A maggior ragione visto che, in assenza di rinnovo dei contratti integrativi l'azienda Moby dovrebbe riconoscere un 2% in più sulla retribuzione come elemento perequativo ai sensi dell'art 44 bis del CCNL.
Aprendo lo stato di agitazione, l'Unione Sindacale di Base, ha attivato le procedure previste dalla Legge 146/90 sugli scioperi. Siamo in attesa della convocazione presso gli organi competenti per espletare le procedure di raffreddamento e conciliazione.
Notizie allarmanti sul fronte lavoro dentro lo stabilimento di Pontedera, per quanto riguarda la produzione, una chiusura che l'azienda si appresta a fare, secondo il loro dire, non per i dazi imposti da Trump ma per la situazione generale. Uno stop fatto usando ferie e permessi dei lavoratori e delle lavoratrici, il 18 Piaggio chiude mentre oggi lavora su tutti i turni e con i contratti a termine!! Come USB non abbiamo niente contro l’entrata dei contratti a termine ma la situazione è indubbiamente preoccupante e le scelte aziendali altalenanti: dalla piena produzione e entrata CT alla chiusura. Per i prossimi mesi temiamo che si possa presentare un’enorme riduzione delle ore lavorate e quindi un uso sempre più lungo della cassa integrazione. E la tutela del salario dei lavoratori e delle lavoratrici? È necessaria una programmazione diversa della produzione e servono anche più garanzie per i contratti a termine. Come USB venerdì scorso abbiamo scioperato contro le politiche belliciste del governo e dell'unione europea e siamo scesi in piazza per riaffermare che i soldi si trovano per le armi ma non per alzare i salari dei lavoratori. Ci chiediamo anche dove sono le istituzioni sia comunali che regionali che, nel silenzio più assordante, fanno fare alla famiglia Colaninno tutto ciò che gli conviene facendo sempre pagare ai lavoratori le loro scelte fatte per massimizzare i profitti. Siamo pronti a lottare per emanciparci dal ricatto del padron e non resteremo passivi a subire scelte che graveranno nei prossimi mesi sulle famiglie.
RSU PIAGGIO COORDINAMENTO USB PIAGGIO USB NAZIONALE INDUSTRIA
<<Ci hanno dovuto ripensare!>> dichiara Marco Lenzoni, delegato USB sanità a Pontremoli, La ASL Toscana Nord-ovest che aveva portato in consiglio di disciplina l’operatrice socio sanitaria Alessia Di Stasio in servizio presso l’ospedale di Pontremoli (MS) con accuse gravissime da licenziamento in tronco ha dovuto prendere seriamente in considerazione le ragioni e la memoria difensiva presentata per USB dall’avvocato Pietro Ambrosanio e dalle nostre delegate Claudia Atti e Monica Bruno che hanno sostenuto Alessia durante lo svolgimento del consiglio di disciplina tenutosi a Livorno il 25 febbraio scorso. L’avvocato ha smontato ogni grave contestazione mossa contro Alessia, come avevamo sostenuto fin dall’inizio di questa vicenda, la Asl ha voluto montare un “caso” per un semplice modulo non compilato nei tempi previsti, una mancanza per cui sarebbe stato sufficiente un semplice richiamo ma invece la Asl con contestazioni pretestuose e non corrispondenti ai fatti ha voluto mettere in gravissima difficoltà la lavoratrice portandola davanti al consiglio di disciplina. Alessia è stata costretta a doversi difendere da accuse gravissime che se non fossero state smontate per filo e per segno nella difesa dell’avvocato Ambrosanio e dei nostri delegati sindacali avrebbero portato al licenziamento di Alessia, questo consiglio di disciplina crediamo a questi punti sia stato montato per spaventare e punire la collega perché tramite USB aveva osato contestare alla azienda la violazione delle leggi a tutela della salute dei lavoratori. Alessia da mesi chiedeva di essere esentata dalla movimentazione dei carichi pesanti ma nonostante le sue certificazioni mediche e le segnalazioni fatte pervenire alla dirigenza infermieristica nulla è stato fatto fino al giorno del suo infortunio avvenuto proprio in seguito al trascinamento di un letto pesante e difettoso con un paziente sopra. Il nostro intervento e la nostra denuncia pubblica hanno fatto si che questa manovra repressiva contro la lavoratrice finisse sotto i riflettori dei media e dell’opinione pubblica, tantissimi sono stati i gesti e i messaggi di solidarietà arrivati dalla Lunigiana, dalla Toscana e anche da altre zone dell’Italia, a sostenere Alessia, anche la presa di posizione e la solidarietà concreta di diversi comitati cittadini per la sanità e per il diritto alla salute come il Comitato sanità pubblica Versilia-Massa-Carrara, la Consulta popolare per la sanità di Massa e il Comitato salute pubblica Alta Lunigiana. Da ricordare anche la presa di posizione del sindaco stesso di Pontremoli dove Alessia lavora che ha scritto una lettera alla direttrice della Asl nord-ovest per chiedere che il procedimento disciplinare venisse chiuso per l’infondatezza delle gravi accuse mosse contro la lavoratrice. La questione non è finita, ora le suddette violazioni sulle leggi a tutela della salute dei lavoratori saranno portate alla attenzione di un giudice, andremo fino in fondo, fino a quando giustizia non sarà fatta. Non si scherza con la salute dei lavoratori, non si usano i consigli di disciplina per ritorsione verso i lavoratori che alzano la testa, prima o poi lo capiranno anche alla Asl Nord-ovest ne siamo certi.
VIVA I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLA SANITÀ CHE LOTTANO‼️
Marco Lenzoni USB SANITÀ buffa Elia USB Massa Carrara
Il servizio di trasporto scolastico per le scuole primarie e secondario di 1° grado è gestito dal nostro Comune attraverso il sistema perverso di appalto. Il secondo paradosso è che il bando di gara è stato vinto da una ATI (associazione temporanea di impresa) di cui fanno parte alcune società. Una di esse, in maniera totalmente illegittima, ha deciso di applicare il contratto nazionale imprese di pulizia/multiservizi. Parliamo di autisti qualificati che svolgono un servizio di trasporto persone. Oltre alle paghe da fame ci sono una serie di “irregolarità” più o meno evidenti che vanno subito affrontate. Gli autisti sono assunti con un contratto part-time ma svolgono le proprie mansioni anche in 4/5 turni spezzati. In pratica l’impegno lavorativo è distribuito su tutta la giornata ma le ore retribuite sono solo una minima parte. Niente spogliatoi o servizi igienici, nessuno spazio dove mangiare, nessun buono pasto. Stiamo parlando di un appalto per il quale l’ente pubblico sborsa, nei 3 anni e mezzo, poco meno di un milione e cinquecento mila euro. Nel capitolato si fa espresso riferimento all’obbligo di utilizzo di un contratto nazionale “dell’area di appartenenza” tant’è che alcune aziende della ATI applicano correttamente il CCNL autoferrotranvieri. Mentre una esse, come già citato precedentemente, la B&B Service di Pietrasanta ha “optato” per il contratto delle pulizie. Ci chiediamo, chi deve vigiliare sull’effettivo rispetto del capitolato? Come mai fino ad ora il Comune di Livorno non è intervenuto? Come mai in alcuni appalti ci viene contestato che il contratto nazionale da applicare deve essere quello “corretto” e quindi non si può chiedere l’utilizzo di CCNL migliori ma se conviene si resta in silenzio quando questo contratto è palesemente inapplicabile? La verità è che per risparmiare (o per far ingrassare qualche azienda) nel mondo degli appalti tutto è consentito. Per USB il contratto pirata multiservizi non deve essere applicato in nessun settore. Dal portierato al trasporto scolastico, dal servizio ingombranti in Aamps, al privato puro. Ma meno che mai nel trasporto persone. Addirittura, questo contratto vergognoso non viene fatto rispettare per intero, neanche da quei sindacato che l’hanno firmato. Come, ad esempio, per quanto riguarda il part-time e le maggiorazioni. Abbiamo richiesto un incontro urgente all’assessore di competenza. Contestualmente, insieme ai lavoratori, apriremo subito lo stato di agitazione sindacale e la richiesta di tavolo di conciliazione in sede Prefettizia. La situazione deve cambiare ora, non tra un mese, non tra un anno.
Questa mattina, 20 marzo, si è svolto il primo sciopero regionale, promosso da USB, all'interno del servizio di portierato negli enti pubblici della Regione. Dalle ore 10 le lavoratrici erano presenti, in presidio, davanti al palazzo della Regione a Firenze. Nonostante la mozione regionale sul salario minimo a 9 euro l'ora, il bando in questione, che coinvolge 300 lavoratrici e lavoratori, è stato costituito prevedendo l'applicazione del CCNL Multiservizi al primo e secondo livello. Paghe orarie di gran lunga inferiori ai 9 euro previsti. Paghe da fame e part time involontario diffuso. Stipendi da 600/700 euro netti al mese.
Durante la manifestazione una delegazione ha incontrato l'assessore regionale Ciuoffo e la dirigente del settore appalti. USB ha chiesto, come già anticipato a mezzo stampa, di ritirare l'attuale bando anche se al momento in fase avanzata e ripubblicarlo con la previsione della nuova Legge regionale annunciata da presidente Giani. Dal punto di vista tecnico/legale sarebbe assolutamente possibile procedere in questo senso. Dal punto di vista politico sarebbe un modo per dare concreta applicazione alla proposta approvata all'unanimità dal consiglio regionale. Il governatore Giani aveva, infatti, introdotto la possibilità di inserire nei bandi una premialità aggiuntiva per quei soggetti che, una volta aggiudicato l'appalto, garantiscano il salario minimo di 9 euro. Previsione che NON trova applicazione in quello attuale del servizio di portierato. Ad oggi la Regione Toscana conferma la NON volontà di ripubblicare il bando e quindi di non applicare concretamente il salario minimo. Una scelta che pesa come un macigno e che dimostra, al di là di come la si pensi, la strumentalità di queste proposte. Inoltre durante l'incontro, la delegazione ha spiegato come il part time involontario e i contratti da 20/24 ore a settimana, contribuiscano a rendere ancora più precario e sotto pagato questo lavoro. Non ci bastano le proposte messe sul piatto questa mattina. L'apertura di una contrattazione alternativa con il soggetto che si aggiudicherà l'appalto. L'applicazione di livelli più "alti" e la possibilità di consolidare i contratti. Parliamo di buoni propositi ma di concreto e soprattutto di scritto non c'è niente. I 9 euro l'ora garantiti devono essere il punto di partenza e non quello di arrivo. Il minimo sindacale.
La vertenza andrà avanti fino al ritiro dell'attuale bando. Metteremo in campo ulteriori iniziative di mobilitazione e di sciopero. Basta appalti! Basta salari da fame!
Il 17/03/2025 come Usb abbiamo incontrato il Sindaco di Piombino sull' avanzamento degli accordi di programma di Metinvest e Jsw. I tempi si allungano , dopo la firma sulla divisione delle aeree i due accordi di programma non sono ancora chiusi e l unica cosa certa è l’aumento dei lavoratori in cassa integrazione da parte Jsw. Come Usb siamo preoccupati, per il momento storico in cui ci troviamo, in una economia di guerra e con il settore industriale in grossa difficoltà e soprattutto davanti a un cambio epocale del mondo del lavoro. Lo ribadiamo da tempo, servirebbe l' entrata dello stato per controllare i due piani industriali e soprattutto la gestione occupazionale dei 1400 lavoratori e lavoratrici e l’ indotto. I tempi sicuramente si allungheranno e gli strumenti ordinari non basteranno per gestire la partita occupazionale, servirebbe un decreto per piombino che tuteli i lavoratori, con un integrazione salariale e soprattutto un scivolo pensionistico di più lunga durata per consentire ai lavoratori di andare in pensione, dato anche il calo occupazionale che si potrebbe verificare a causa delle nuove tecnologie introdotte nello stabilimento di Piombino. Come organizzazione abbiamo richiesto un incontro al Ministro D'Urso.
Rsu Jsw Usb Usb Nazionale Settore Industria Usb Lavoro Privato Toscana
Legge 177/2024 – Nuovo codice della stradaApplicazione del nuovo procedimento sanzionatorio ex art.7, comma 15, CdSInformazioni per gli utentiCon riferimento al nuovo art.7, comma 15 del CdS, la Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento di pubblica Sicurezza del 20/12/2024, precisa che:- in caso di mancato pagamento della tariffa, la sanzione da applicare sarà sempre quella di cui al comma 14 primo periodo (da euro 42 a euro 173);- in caso di pagamento ...
Livorno, 22 dicembre 2022 – Sarà operativo da domani, sabato 22 gennaio, il nuovo servizio di car-sharing con auto totalmente elettriche fornito dal Comune di Livorno tramite la società Playcar di Cagliari nell’ambito del Progetto Modì (Mobilità Dolce e Integrata nell'Area vasta livornese), cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e con l’Amministrazione Provinciale ente coordinatore.Un servizio utile, ...
Livorno, 28 aprile 2023 –Cambia da domani, sabato 29 aprile, il sistema di sosta in piazza Venti Settembre, in piazza Mazzini e sugli scali D'Azeglio, aree residenziali, ma anche commerciali, con una forte presenza di uffici. Una revisione e riorganizzazione della sosta alla quale l'Amministrazione Comunale sta lavorando da tempo, al fine di garantire ai residenti il diritto di accedere facilmente alle proprie abitazioni con condizioni di sosta agevolate. Vediamo nel dettaglio ...
Livorno,20 maggio 2023 – Da sabato 20 maggio 330 stalli blu sul lungomare, nel tratto del viale Italia dalla Bellana a Barriera Margherita, sono tornati gratuiti per tutti, e a breve saranno anche dipinti di bianco. Inoltre 250 stalli, in zone interne, saranno in seguito riservati al parcheggio dei residenti. I posti blu, 150 circa, a pagamento, rimarranno al parcheggio della Bellana, in piazza Modigliani in piazza San Jacopo. Lo stabilisce un'ordinanza firmata il 18 maggio scorso.
Sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto merita la multa alla stessa stregua di quanto avviene quando l'automobilista non si munisce affatto di biglietto. La permanenza oltre il tempo pagato è, infatti, un illecito amministrativo e non un mero inadempimento contrattuale. Ad affermarlo è la Cassazione, con la sentenza n. 16258/2016 depositata ieri (qui sotto allegata), rigettando il ricorso di un automobilista contro la decisione del tribunale di ...
Il servizio è stato presentato in una conferenza stampa dall’assessore Vece e dal presidente di Tirrenica Mobilità Gabriele Vannucci il 12 aprile ed è già attivo.Il nuovo strumento messo a punto da Tirrenica Mobilità, la società che gestisce tutti i parcheggi a pagamento in città, offre altri servizi utili come l’allarme quando la sosta sta per scadere o come prolungare la sosta.In base agli accordi con le città, con ...
Al via a Livorno il nuovo servizio di pagamento della sosta sulle “Strisce blu” con lo smartphone attraverso l’app “Telepass Pay”, senza più spreco di tempo e denaro. È ora attivo anche nella città di Livorno il servizio di pagamento delle soste nelle aree gestite con parchimetro tramite l’app Telepass Pay:l’innovativo sistema consente di pagare la sosta sulle strisce blu con il proprio smartphone, anche senza avere il Telepass ...
Numeri utili città di Livorno:Soccorso sanitario 118V.V.F. 115Carabinieri 112Polizia di stato 113Guardia di Finanza 117Corpo Forestale dello Stato 1515Guardia Costiera 1530Soccorso Stradale ACI 0586 803116Prefettura di Livorno 0586 235111Comune di ...
Zona del mercato, i residenti della Ztl “C” possono transitare e parcheggiare anche in “D” e viceversa.Livorno, l'ordinanza entra in vigore da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017.LIVORNO. Sarà consentito, a partire da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017, ai residenti della Ztl “C”, muniti di contrassegno, di transitare e sostare anche nella Ztl “D” e viceversa.Si rinnova pertanto l’ordinanza che prevede, ...
L'area del parcheggio sottostante il ponte di SS Trinità deve ritenersi riservata esclusivamente ai veicoli dei residenti/dimoranti muniti di contrassegno zona "A" come da Determinazione N° 8265 del 04/11/2019.
A partire dal mese di novembre ed entro il 28 febbraio 2025 sarà possibile effettuare il rinnovo dei permessi a pagamento ZTL/ZSC per i mezzi dei professionisti (medici, rappresentanti, giornalisti, enti, cooperative ecc) e per le seconde e terze auto dei residenti. Nessun rinnovo è invece richiesto per i contrassegni gratuiti relativi alla prima auto dei cittadini residenti, che sono validi a tempo ...
Ancora non si sa quanto tempo starà fuori l’argentino, ma Italiano studia già le alternative. Ikoné deve cambiare passo e con lui anche Brekalo. E a gennaio Kouamé va in Coppa d’Africa
Tre militanti di Azione Studentesca hanno ricevuto l'avviso con l'accusa di concorso in lesioni, la stessa formulata dalla procura dei minori per tre adolescenti
Nel 1986 il futuro re venne per la prima volta in Toscana. A fargli da guida c’era Giovanni Caselli, chiamato da Bona Frescobaldi. Il racconto del loro incontro
Domenica 17 appuntamento in città con la "Babbonatalata": centinaia i centauri in tuta rossa e barba bianca. Nel weekend aperto il parco di Ugnano per donazioni e visite al canile
La candidata in pectore di Renzi: “Accolgo con apertura le parole di Funaro”. Il segretario dem Ceccarelli risponde: “Non è più tempo di tatticismi e furbizie”
Sei anni di reclusione e interdizione dagli uffici pubblici. I fatti del 2019 sono avvenuti in un’aula: lei, 50 anni, era la sua insegnante di sostegno
Le pergamene sono andate alle portavoce della Questura di Firenze e del Comando provinciale dei Carabinieri, Vanessa Monti Pellegrino e Angela Domenica Salerno, al vigile del fuoco Gabriele Ghisti e all'unità cinofila Elio della Guardia di Finanza, con il conduttore Rudolf Russo
6 milioni erogati dal Fondo di solidarietà nazionale, mentre un ulteriore milione sarà assegnato con un secondo bando. Giani: “Grazie alla Regione nelle prossime settimane attiveremo l’iter per l’assegnazione degli indennizzi”
Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”
Per ora sono 120 i ragazzi interessati. Sulle pagine del giornale online si parlerà di ambiente, diritti, legalità, lavoro, sicurezza e politica, ma anche di lotta alla violenza di genere
Il 20% dice di usare frequentemente lo smartphone mentre conduce un veicolo. Lo studio dell’Agenzia regionale di sanità “Welfare e salute Toscana 2023”
Nuovo brutto episodio nello sport giovanile, sempre in provincia di Firenze. L'insulto ai danni di un calciatore del Firenze Sud, nella partita contro Pelago
Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata
Intanto Saccardi replica a Sinistra Italiana sulla “città della rendita”. E Montanari potrebbe fare il capolista, ma non il candidato sindaco, di una lista di sinistra
Tra le motivazioni gli alunni fanno saper di voler rovesciare la narrazione su Palestina e femminicidi, affiancare le lotte dei lavoratori e avanzano richieste sulla gestione della dirigenza scolastica