(Adnkronos) –
Lutto per Stefano De Martino, il popolare presentatore di ‘Affari tuoi’ su Rai 1. È morto questa mattina il padre Enrico, all’età di 61 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all’Adnkronos dall’entourage del noto volto della tv pubblica. Il papà era malato da tempo e le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi mesi.
In gioventù ballerino professionista, Enrico De Martino ha dedicato tutta la vita alla danza, collaborando con scuole e compagnie della Campania e danzando anche al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2025 gli era stato conferito al Teatro Verdi di Salerno il premio alla carriera nell’ambito della XXIV edizione del Premio Salerno Danza, sotto la direzione artistica di Corona Paone, étoile del San Carlo, e Luigi Ferrone, primo ballerino del Massimo partenopeo. Enrico De Martino ricordava con orgoglio il proprio percorso artistico e la sua carriera interrotta a 25 anni, quando la moglie gli annunciò di essere incinta di Stefano. “A quel punto ho dovuto assumermi una responsabilità. La danza è diventata un hobby, ma ho fatto di tutto perché Stefano potesse vivere quella passione”, aveva spiegato in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Fino ai 40 anni, Enrico De Martino aveva combinato la danza con l’attività di ristoratore, continuando a collaborare con varie scuole della Campania.
Il rapporto tra Stefano De Martino e il padre è stato negli anni profondo e complesso. Più volte il conduttore ha raccontato come Enrico fosse inizialmente contrario alla sua scelta di intraprendere la carriera nella danza, ritenuta troppo dura e incerta. Una posizione spiegata dallo stesso Enrico in diverse interviste, nelle quali aveva sottolineato le difficoltà fisiche e mentali del mestiere. Con il tempo, il legame tra padre e figlio si è progressivamente rafforzato, trovando un nuovo equilibrio soprattutto dopo la nascita di Santiago, che ha contribuito a rendere il rapporto più disteso e consapevole. Enrico ricordava anche la soddisfazione di vedere il figlio affermarsi come conduttore televisivo: “Ho seguito tutta la sua evoluzione, passo dopo passo. Vederlo condurre programmi importanti è una gioia enorme. Il regalo più grande è che è rimasto la persona che era, senza montarsi la testa”. Tra i ricordi più preziosi, anche quello del primo incontro con Maria De Filippi, talent scout di Stefano ad “Amici”: “Fu un bell’incontro. Mi chiese se ero contento della carriera di mio figlio e cosa potevo rispondere? Contentissimo”. E il padre amava sottolineare come il successo di Stefano non abbia cambiato la sua umanità: “Ci ha sempre fatto bei regali, ma il dono più grande è che è rimasto il ragazzo che conoscevamo”.
(Adnkronos) –
Matteo Bassetti di nuovo all’attacco di Belen Rodriguez. Tre giorni fa l’infettivologo aveva commentato un post della showgirl che raccontava sui social di essere rimasta per 3 giorni a letto, immobilizzata da febbre e tosse, con considerazioni vaghe sui vaccini. “Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell’influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi”, aveva detto l’infettivologo.
In un video pubblicato oggi su Facebook, Bassetti ‘prende di mira’ un trattamento fatto da Belen: “Un mese fa si mostrava sui social in poltrona con una flebo mentre le iniettavano la nicotinammide adenina dinucleotide (Nad), un trattamento che a parete di sogni ringiovanisce. La Signora Belen critica i vaccini, ma si è mai chiesta quali sono le evidenze scientifiche del NADH?”, scrive l’infettivologo che nel video ricorda che si parla di “una cura che ringiovanisce”: “Bene sono andato a guardare se ci fossero dei dati, delle evidenze scientifiche che la supportavano negli esseri umani. Bene, zero”.
“Ormai lo sport nazionale è criticare i vaccini”, facendo un riferimento anche a Ether Parisi. “Si criticano i vaccini e poi si fa la terapia anti-age, si prendono tanti altri farmaci che hanno decisamente meno evidenza. Cerchiamo di avere un po’ di educazione e di restare nel proprio, senza volere continuamente fare lo scienziato”, conclude Bassetti.
(Adnkronos) – Valeria Marini canta, Fiorello ride e, Gianna Orrù, la mamma della showgirl, si schiera a La volta buona. Le performance canore di Valeria Marini diventano un segmento de La pennicanza, il programma radiofonico di Fiorello.
“Sentite la versione di ‘Brava’ di Mina cantata da Valeria Marini… Pensate, quando Mina ha sentito questa versione di Valeria Marini si è rotolata nel letto. Mina non esce mai da Lugano ma quando ha sentito questa versione si è messa in viaggio verso Roma. ‘Che vieni a fare?’, le ho chiesto. ‘Io sono contro la violenza ma questa volta farò un’eccezione'”, la ‘ricostruzione’ di Fiorello. Quindi, ecco l’audio della versione di ‘Bambola’ interpretata da Valeria Marini a Domenica In. “Signori, la bambola è morta!”, annuncia Fiorello.
Mentre scorrono le immagini, nello studio di La volta buona Gianna Orrù ascolta e commenta. Il verdetto della mamma di Valeria Marini è senza appello: “Ha ragione Fiorello a prendere in giro Valeria. Ma perché si mette a cantare? Vada a lezione, si studia e si impara a cantare, come tutte le cose”.
Contestato anche l’occultamento di cadavere a Claudio Carlomagno, accusato dell’omicidio aggravato della moglie Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia (Roma) della quale non si avevano più notizie dall’8 gennaio scorso. L’uomo è stato trasferito ieri sera nel carcere di Civitavecchia dopo il ritrovamento del corpo della donna, sepolto in una buca scavata con un mezzo meccanico e coperta da rovi, all’interno di un terreno ad Anguillara, adiacente alla ditta di movimento terra della famiglia Carlomagno.
I pm della procura, guidata da Alberto Liguori, nelle prossime ore conferiranno l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia sul corpo della donna e chiederanno al gip la convalida del fermo. Non è escluso che il marito della vittima possa essere sentito dal pm in giornata. Intanto si cerca ancora l’arma del delitto e l’esito degli esami sulle tracce ematiche repertate dai carabinieri è atteso fra il fine settimana e l’inizio della prossima.
(Adnkronos) –
Julio Iglesias ha chiesto l’archiviazione dell’indagine aperta nei suoi confronti per presunte aggressioni sessuali, sostenendo l’assenza di giurisdizione dei tribunali spagnoli e, di conseguenza, della Procura dell’Audiencia Nacional di Madrid. È quanto emerge da un atto depositato oggi, lunedì 19 gennaio, e visionato dai media spagnoli.
Secondo la difesa dell’82enne cantante spagnolo, le presunte vittime avrebbero dovuto presentare denuncia nei luoghi in cui i fatti sarebbero avvenuti, ovvero nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas, dove le due ex collaboratrici affermano di aver subito abusi nel 2021 mentre lavoravano per l’artista. Iglesias ha sempre respinto ogni accusa.
Nel documento, composto da 15 pagine e indirizzato al procuratore capo dell’Audiencia Nacional, l’avvocato dell’artista, Javier Choclán, definisce “non ammissibile” che la Procura continui ad assumere una competenza “di cui è notoriamente priva”. Oltre all’archiviazione, la difesa chiede l’accesso immediato agli atti dell’indagine e una partecipazione attiva al procedimento.
L’avvocato Choclán, legale di molti vip tra cui il calciatore Cristiano Ronaldo, denuncia inoltre un grave “pregiudizio reputazionale” per il suo assistito, sostenendo che le denuncianti avrebbero diffuso il contenuto della denuncia attraverso fughe di notizie e interviste alla stampa, rendendo il caso di imputazione di dominio mediatico prima ancora di qualsiasi decisione giudiziaria. Una circostanza che, secondo la difesa, avrebbe amplificato il danno all’immagine pubblica del cantante.
Nel testo viene anche contestata la possibilità che le presunte vittime vengano ascoltate come testimoni protetti pur avendo scelto, secondo l’avvocato, di esporsi mediaticamente. Una situazione definita “processualmente anomala”, dal momento che – si legge negli atti – la trasformazione volontaria del caso in un tema di dibattito pubblico farebbe venir meno le condizioni per l’anonimato nei confronti dell’indagato. La difesa insiste infine sulla necessità che Julio Iglesias possa essere presente durante eventuali dichiarazioni delle denuncianti, al fine di dimostrare quella che definisce la “falsità” delle accuse. “Il diritto a una difesa immediata è evidente e non ammette ritardi”, si afferma nel documento depositato in tribunale.
Iglesias si riserva inoltre la possibilità di intraprendere ulteriori azioni legali per tutelare i propri diritti, denunciando quello che considera un uso abusivo dello strumento penale e campagne mediatiche che, in assenza di una decisione giudiziaria, gli starebbero causando un danno personale e reputazionale “difficilmente riparabile”. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) –
La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, prende le distanze dai nuovi approfondimenti informatici diffusi dai consulenti della famiglia della vittima. Secondo quanto sostenuto, l’ipotesi di un accesso alla cartella ‘Militare’ presente sul computer di Stasi la sera del 12 agosto 2007, alla vigilia del delitto di Garlasco, “oltre ad essere totalmente irrilevante in considerazione del rapporto tra Alberto e Chiara, va considerato con grande cautela, come certamente sanno i consulenti di parte che lo hanno fornito alla stampa”.
In una nota, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis spiegano di aver “incaricato un consulente informatico di parte per effettuare nuovi accertamenti, soprattutto sull’accesso al file della tesi, in ipotesi avvenuto tra le 22.09 e le 22.14″. Dai primi riscontri, riferisce la difesa,”il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia”. “All’esito delle analisi, la difesa Stasi si riserva tutte le azioni necessarie per la tutela dei diritti del proprio assistito, nonché il deposito dei risultati ottenuti in tutte le sedi competenti” si legge nella nota degli avvocati.
“La difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse. Se un incidente probatorio deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso, è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi, che non potrà in nessun caso essere riprocessato e che, peraltro, è già stato oggetto di decine di consulenze e persino di due perizie, tutti documenti in atti”.
(Adnkronos) – Questa volta, a differenza della trasferta in Giappone, nessuna immagine in stile anime. Il selfie con il padrone di casa, però, fa capolino lo stesso sui social. Ma soprattutto resta identico il messaggio politico: l’Italia intende consolidare i rapporti con i principali attori dello scenario orientale, perché le attuali turbolenze geopolitiche impongono flessibilità e rapidità di adattamento. E la costruzione di nuove sponde affidabili, in un contesto sempre più instabile. Nel segno del soft power coreano – dal K-pop in giù – Giorgia Meloni conclude a Seul la terza e ultima tappa della missione asiatica, incontrando il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung nella Blue House (Cheong Wa Dae), il palazzo presidenziale dai tetti tradizionali a padiglione.
“Sono molto contenta di essere il primo leader europeo a venire in visita in Corea dalla sua elezione e dal suo insediamento”, afferma la presidente del Consiglio, rimarcando come Italia e Corea del Sud condividano “molti valori, una vocazione verso la creatività e l’innovazione pur rimanendo ancorate alla tradizione” e dispongano di “un potenziale straordinario ancora inespresso, nonostante rapporti bilaterali già estremamente solidi”. Al termine del faccia a faccia, spiega Meloni, la dichiarazione congiunta individua “i settori prioritari sui quali sviluppare partenariati di alto livello”, con l’obiettivo di “rafforzare il dialogo politico” e rendere la cooperazione “realmente strategica”.
Il baricentro dell’intesa è tecnologico. “Sono particolarmente fiera della firma di oggi di un’intesa nel settore dei semiconduttori, materia particolarmente strategica per noi”, sottolinea la premier, definendola “un passo fondamentale per rafforzare l’autonomia strategica, ridurre le dipendenze esterne e sostenere l’innovazione” in settori chiave come elettronica, automotive e telecomunicazioni. Accanto ai chip, entra nel perimetro della cooperazione anche il tema delle materie prime: “Ripensare le catene di approvvigionamento e renderle più solide e controllabili è una priorità strategica”, osserva Meloni, evidenziando come la collaborazione tra Paesi alleati possa rafforzare la tenuta industriale.
Il rafforzamento del partenariato passa anche dall’economia reale. “Le nostre nazioni possono migliorare la cooperazione anche in settori come i trasporti e le infrastrutture”, afferma la presidente del Consiglio, valorizzando il contributo delle aziende italiane e definendo “strategico” l’interscambio degli investimenti. Per Roma, aggiunge, è centrale la presenza dei grandi gruppi coreani, in particolare nei comparti “ad alto contenuto innovativo come la robotica, la microelettronica e l’automotive”. Sul tavolo anche il sostegno alle Pmi e l’obiettivo di “superare alcune barriere non tariffarie all’ingresso dei nostri prodotti”.
Il quadro politico fa da cornice a questa agenda. Italia e Corea, ricorda Meloni, sono “nazioni amiche e alleate, oltre a essere democrazie mature e tecnologicamente avanzate”, una convergenza che diventa un vantaggio competitivo in “uno scenario globale nel quale l’incertezza è ormai diventata la normalità”. Da qui l’apprezzamento per l'”approccio pragmatico” del presidente Lee – riferimento, non esplicitato, al riavvicinamento con la Cina avviato da Seul – e la volontà di trasformare la visita in un punto di partenza per “un dialogo politico più strutturato” su dossier complessi, anche a livello personale, con l’invito a una visita in Italia nel corso dell’anno.
Affiora anche la dimensione storica del rapporto bilaterale. “Questo stride un po’ con l’assenza, da diciannove anni, di un presidente del Consiglio italiano in visita ufficiale in Corea”, osserva Meloni, citando il libro fotografico sull’ospedale della Croce Rossa italiana durante la guerra combattuta nella penisola coreana, ricevuto in dono. Un passaggio ripreso da Lee Jae-Myung, che parla di “lunga amicizia” e di “profonda gratitudine per l’aiuto ricevuto”, ricordando che “nel 1951 l’Unità Medica Italiana fondò l’Ospedale della Croce Rossa”. La visita si chiude con la firma di una serie di intese: un memorandum tra la Protezione civile italiana e il ministero dell’Interno coreano, un accordo sulla tutela del patrimonio culturale e un’intesa industriale nel settore dei semiconduttori. Il tutto inserito in una dichiarazione congiunta che rilancia il Dialogo strategico bilaterale, prevede un nuovo Piano d’azione 2026-2030 e rafforza la cooperazione su sicurezza, Indo-Pacifico, Africa e principali sfide globali.
Ma il richiamo all’incertezza non resta confinato alle dichiarazioni ufficiali. A pesare sono le tensioni geopolitiche che attraversano l’Occidente, come dimostra l’avvio in calo delle Borse europee nella prima seduta della settimana, dopo l’annuncio di Donald Trump di nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno deciso di inviare militari in Groenlandia. Una scelta criticata da Giorgia Meloni sia pubblicamente sia nel colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti.
Il dossier resta aperto. I contatti tra la presidente del Consiglio – impegnata in un ruolo di mediazione – e i partner europei, a partire dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, proseguono. Il prossimo passaggio è fissato per il 22 gennaio, quando il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha convocato una riunione straordinaria dei 27 per fare il punto sul caso Groenlandia e sullo stato, sempre più fragile, delle relazioni transatlantiche. Non è ancora confermata, invece, la partecipazione al vertice a margine del forum di Davos.
Al centro del Consiglio europeo ci sarà anche il cosiddetto “bazooka”, lo strumento di coercizione commerciale che Bruxelles potrebbe valutare come risposta ai dazi annunciati da Washington. La linea di Meloni resta però improntata alla cautela: tenere aperto il canale del confronto per evitare una spirale di ritorsioni che rischierebbe di aggravare ulteriormente le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico.
ROMA (ITALPRESS) – I Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 genereranno un importante ritorno economico attraverso il turismo, lo sviluppo di infrastrutture, la promozione internazionale dei territori e anche dal punto di vista occupazionale. Secondo le stime dell’Università Bocconi e dell’Università Cà Foscari, si prevede complessivamente la creazione di circa 36.000 posti di lavoro comprensivi anche dell’indotto generato, nei settori dell’edilizia, dell’organizzazione e del turismo, concentrati principalmente nell’area lombarda e delle Dolomiti. Ma la legacy dei Giochi sarà molto più ampia, se si considerano le competenze acquisite dai lavoratori: operare nell’organizzazione di un grande evento come questo permetterà di sviluppare alcune skill tecniche, ma soprattutto trasversali fortemente richieste dal mercato. E’ quanto emerge dalla ricerca “Oltre il Traguardo: la Legacy di Competenze di Milano Cortina 2026”, realizzata da Randstad Italia, HR Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, attraverso il centro di ricerca Randstad Research, che ha analizzato oltre 750 annunci di lavoro pubblicati da Fondazione Milano Cortina 2026 nel corso del 2023, del 2024, fino all’autunno 2025, con le relative professioni e competenze richieste. Complessivamente sono state circa 100.000 le candidature ricevute da Randstad per lavorare all’organizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Dall’analisi degli annunci di lavoro emerge una notevole attrattività: in media, dal 2023 fino all’autunno 2025, sono state ricevute 128 candidature per ogni offerta pubblicata. Il settore più gettonato è quello dei servizi di educazione, formazione e lavoro, con una media di 390 candidature per posizione aperta. Mentre la maggior parte degli annunci riguarda il settore della logistica e trasporti, con circa il 33% delle offerte. “In un contesto in cui l’intelligenza artificiale è spesso vista come uno strumento che può ridurre le opportunità di apprendere attraverso l’esperienza diretta, il caso dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 rappresenta l’esatto opposto: un’intensa esperienza di apprendimento pratico, con un impatto forte e duraturo sul bagaglio di competenze dei lavoratori – ha detto Emilio Colombo, Coordinatore del Comitato scientifico di Randstad Research, nel corso della presentazione della ricerca al Coni -. Normalmente, in contesti ordinari, richiederebbe molto tempo, ma qui è possibile ottenerla in un periodo breve. Questa esperienza potrà avere ricadute benefiche sul mercato del lavoro in vario modo: direttamente sui lavoratori coinvolti e indirettamente sulle imprese e sui territori che saranno arricchiti dal nuovo sapere. Con la possibilità di mettere a frutto conoscenze e competenze acquisite, soprattutto trasversali, in qualità di formatori, tutor o mentor in differenti livelli formativi”. “Una parte fondamentale della legacy dei Giochi prende vita attraverso le persone e le competenze che sviluppano lungo questo percorso – ha aggiunto Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning & Legacy Officer per Fondazione Milano Cortina 2026 -. Randstad è sempre stato un partner determinante: grazie al suo contributo abbiamo formato nuove professionalità e reso concreta un’eredità che ci ha ispirati e guidati da subito e che continuerà a generare valore ben oltre il 2026. Lo studio di Randstad Research ne offre una testimonianza chiara, perchè misura ciò che rappresenta uno dei pilastri di Milano Cortina 2026: lasciare al Paese un patrimonio duraturo di esperienza, capacità e lavoro di squadra. L’Italia è leader a livello internazionale per eventi sportivi e i Giochi daranno una spinta eccezionale a questo trend”. “Ringrazio Randstad, perchè la partnership con loro è fondamentale – ha sottolineato Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina -. L’attività della Fondazione Milano Cortina non è atipica, ma unica, perchè si può configurare come fosse una start up, con la differenza che però dal momento della sua creazione c’è anche già la data di scadenza della stessa. Per questo è una bella sfida e per vincerla c’è bisogno di competenze. Una sfida difficile l’organizzazione dei Giochi. Aggravata dagli anni del Covid, dalle guerre e da quattro governi che sono cambiati. Ma al di là di queste competenze posso dire di esser orgoglioso del lavoro fatto fin qui, anche se il nostro è un Paese che se si fanno 199 cose bene, poi ci si sofferma sull’unica cosa che viene meno bene”. Il concetto di legacy dei Giochi Olimpici e Paralimpici viene usato solitamente per parlare di beni materiali, come gli investimenti infrastrutturali che rimangono al territorio al termine della Manifestazione. Ma esiste una legacy che si riferisce alle persone coinvolte nell’organizzazione dei Giochi sia come lavoratori che come volontari, e che riguarda le competenze acquisite. Benchè si tratti di un’occupazione a tempo determinato, infatti, la peculiarità dell’esperienza lavorativa all’interno del grande evento Olimpico e Paralimpico rappresenta un unicum in termini di competenze professionali e personali, un bagaglio di esperienza spendibile nel mercato del lavoro. Analizzando le posizioni lavorative e i relativi annunci di lavoro aperti da Fondazione Milano Cortina 2026 (759 annunci di lavoro pubblicati dal 2023 a settembre 2025) Randstad Research ha indagato l’impatto dell’evento in termini di legacy di competenze e professionalità. Per tutte le professioni emerge la richiesta di skill comunicative a tutto tondo, dalla conoscenza approfondita di una lingua straniera (inglese), alla capacità di esprimersi con chiarezza, alla capacità di saper comunicare attraverso strumenti tecnologici. Tutti i profili, più o meno tecnici, inoltre, sono accomunati da una richiesta di competenze trasversali, per operare in contesti multidisciplinari, multiculturali, multilinguistici. Nel complesso, sono ricercati professionisti ibridi e versatili, capaci di svolgere i loro compiti superando le barriere, in un mercato del lavoro estremamente dinamico e collaborativo. Inoltre, la partecipazione stessa all’organizzazione e allo svolgimento dei Giochi rappresenta un acceleratore di competenze, soprattutto trasversali. In particolare, si svilupperanno problem solving durante lo svolgimento di attività complesse da svolgere in tempi e spazi contingentati; capacità di lavoro in team; capacità di interazione e comunicazione in un ambiente internazionale e multiculturale; gestione dello stress, lo svolgimento di numerose attività in contemporanea e il rispetto di scadenze molto ravvicinate. Il settore che ha ricevuto più richieste è quello dei servizi di educazione, formazione e lavoro (in media 390 candidature per posizione aperta), seguito dalle attività ricreative e sportive (209), dai servizi culturali e dello spettacolo (157), servizi turistici (138), trasporti e logistica (101), i servizi digitali (81) e di public utilities (50). L’ultimo posto appartiene al settore dell’edilizia, con una media di undici candidature per offerta. Per numero di annunci, invece, il settore che presenta il maggior numero è trasporti e logistica, con circa il 33% delle offerte. Seguono i servizi turistici (27,9% delle offerte) e attività ricreative e sportive (il 13,8%). In generale, turismo e servizi ricreativi e sportivi hanno raggiunto il miglior incontro tra domanda e offerta. Circa il 67% degli annunci riguarda professioni di carattere amministrativo, il 24,9% posizioni manageriali, il 7,9% apprendistato o tirocini (considerando che l’analisi è condotta a un anno circa dall’inizio dell’evento, per cui le figure ricercate sono soprattutto prettamente organizzative di livello medio alto, perchè quelle operative sono state cercate successivamente).
ROMA (ITALPRESS) – Sbloccato il 99,2% di risorse stanziate dal Governo Meloni. Lo riporta la tredicesima relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi del governo Meloni con aggiornamento al 31 dicembre 2025. Il tasso di adozione dei decreti attuativi è “ai massimi da inizio legislatura: il numero dei decreti adottati supera quota 1.000″.
Alla data del 31 dicembre 2025, il governo Meloni ha adottato complessivamente “1.077 decreti attuativi, di cui: 794 previsti da disposizioni di propria iniziativa e 283 riferiti a provvedimenti ereditati dalla precedente legislatura.
Sempre al 31 dicembre 2025, risultano disponibili il 99,2% delle risorse stanziate per gli anni 2022-2025, per un totale di circa 292,4 miliardi di euro, a cui si aggiungono 9,3 miliardi sbloccati mediante l’adozione di provvedimenti della scorsa legislatura. In totale, il Governo Meloni ha reso utilizzabili circa 301,7 miliardi di euro.
Si attesta all’82% la percentuale di atti legislativi di iniziativa governativa entrati in vigore nel trimestre senza rinvio a successivi decreti attuativi, evidenziando il costante e progressivo impegno del Governo a rendere immediatamente efficaci le misure adottate.
Il tasso di adozione dei decreti attuativi sale al 68,7%, il valore più alto dall’inizio della legislatura. Lo stock complessivo dei decreti ancora da adottare scende a 490 unità.
Particolarmente significativo il dato relativo alle risorse finanziarie: il tasso di attuazione dei decreti che sbloccano fondi pari o superiori a 10 milioni di euro raggiunge il 79,1%, a fronte del 62,6% di quelli che non prevedono risorse finanziarie.
Tra i principali provvedimenti attuativi adottati nel trimestre:
Ripartizione del fondo previsto per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, per un importo complessivo di 18,4 miliardi; Individuazione delle prestazioni di telemedicina per i grandi anziani; Ripartizione del fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo per il finanziamento del teatro urbano, del teatro sociale, di manifestazioni, rassegne e festival; Ripartizione del fondo per l’apertura di nuove librerie sul territorio da parte dei giovani fino a 35 anni di età”.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – Lo scorso ottobre McDonald’s Italia e le Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto il Contratto Integrativo Aziendale per i 3.600 dipendenti diretti. Contestualmente il modello di contratto prevedeva l’opportunità di adesione al CIA da parte dei licenziatari su base volontaria. “Considerando le adesioni dei licenziatari finora pervenute, l’applicazione dello strumento riguarda oltre 14.000 lavoratrici e lavoratori – fa sapere McDonald’s attraverso una nota -. Un dato che pone l’operazione tra quelle di maggiore successo in Italia per contratti integrativi e benchmark per il proprio settore. L’accordo riserva particolare attenzione ai temi della sicurezza. E’ prevista l’installazione nei ristoranti del Bottone d’Emergenza, collegato direttamente alle Forze dell’Ordine, e il rafforzamento delle misure per il contrasto alla violenza di genere, attraverso l’impegno di McDonald’s e la collaborazione con il numero nazionale antiviolenza 1522”. “Questo risultato positivo è un’ulteriore conferma della centralità delle persone nella cultura aziendale di McDonald’s e dell’impegno concreto e costante dei nostri licenziatari per i propri dipendenti e per le comunità in cui operano – ha detto Giorgia Favaro, Amministratrice Delegata di McDonald’s Italia -. Ogni licenziatario è libero di scegliere se aderire al CIA e ringrazio chi lo ha già fatto. Ricordo inoltre che oltre il 90% della rete già applicava misure di welfare aggiuntive al contratto di primo livello, in base alle esigenze dei propri territori: tali buone pratiche sono state recepite nel recente accordo. Infine, da sempre la nostra rete di licenziatari sviluppa presso le proprie comunità i nostri progetti di impatto sociale nazionali come la donazione di pasti caldi ai più bisognosi e le giornate di volontariato aziendale dedicate al ripristino del decoro urbano”. Il CIA per i dipendenti McDonald’s Italia introduce nuove misure di welfare a sostegno del reddito e della conciliazione vita-lavoro, con congedi parentali rafforzati, permessi per studenti e caregiver e maggiore flessibilità per le lavoratrici in maternità. E’ prevista una banca ore solidale, con il contributo dell’azienda, per supportare i dipendenti in situazioni di grave necessità.
Livorno, 19 gennaio 2026 – La Misericordia Livorno Sud Antignano desidera esprimere la propria posizione in merito alle notizie che si stanno susseguendo circa la sicurezza dei volontari durante il servizio di soccorso.
Il tutto alla luce dell’ultima aggressione, con una volontaria che, andata in ospedale per le cure, è stata refertata con alcuni giorni di prognosi.
“Le proposte che arrivano da altre associazioni, anche della stessa nostra rete, non rappresentano una voce unitaria e non sono condivisibili – dice il Governatore Stefano Del Vivo –Siamo assolutamente contrari a creare un clima di terrore durante il servizio di soccorso e ad enfatizzare, anche tramite stampa, rarissimi casi di comportamenti da parte di cittadini che possono creare situazioni di pericolo per l’incolumità dei volontari. Casi che andrebbero analizzati attentamente e che, se riguardano pazienti affetti da gravi turbe psichiche o da situazioni di grande stress psicologico, pur stigmatizzando il comportamento, non possono generare o generalizzare una situazione che nel passato si è sempre manifestata in alcuni interventi di questo tipo”.
Un impegno quotidiano importantissimo quello della Misericordia: “Ogni giorno vengono svolte decine di interventi, sia di emergenza che ordinari, e la totalità vede i cittadini apprezzare l’intervento svolto nella massima collaborazione e comprensione, anche sovente in condizioni di disagio. Non nascondiamo che ci possano essere condizioni di particolare apprensione per alcuni interventi, come quelli che vedono coinvolti pazienti con abuso di droghe e alcol, liti e aggressioni, e altre situazioni di forte disagio sociale che si riscontrano in alcune persone senza dimora. Tali condizioni normalmente si risolvono con l’immediato arrivo delle forze dell’ordine, che possono già essere preallertate dalla centrale di emergenza sanitaria o dal numero unico 112. I volontari sono formati ad agire in sicurezza e ad adottare atteggiamenti che possono favorire un approccio empatico con la persona da soccorrere. Questa enfasi rischia davvero di creare sfiducia nella comunità per il servizio di soccorso e, soprattutto, di allontanare i cittadini che potrebbero offrire disponibilità a fare volontariato nelle associazioni di soccorso, sempre più in emergenza a causa della riduzione di disponibilità. Pur essendo favorevoli ad avviare una riflessione sul protocollo operativo di intervento, siamo assolutamente contrari a body cam, spray al peperoncino o qualsivoglia azione di difesa personale, compiti riservati alle forze di polizia e non ai soccorritori delle ambulanze. Ai volontari del Soccorso, oltre alle competenze richieste dalla legge oggi, rimane prioritariamente quella nel tendere una mano e offrire la propria umanità e comprensione anche nelle situazioni di disagio più forte durante l’intervento di soccorso”.
Livorno, 19 gennaio 2026 – Scrivere oggi giorno fra smartphone, tablet e computer è ormai un'arte quasi perduta, specie fra i più giovani, abituatisi ormai a digitare piuttosto che a tracciare con cura le lettere sulla carta. Non sorprende quindi che nel corso degli anni sempre più insegnati si siano trovati in difficoltà nel decifrare i compiti dei propri alunni, specie quando a questi ultimi viene richiesto di adoperare il corsivo anzichè lo stampatello.
Ed è proprio dall'esigenza di venire a capo di questo dibattito sempre più attuale che è nato il progetto rivolto alle scuole intitolato: "L'arte del Gesto: scrittura, musica e disegno come linguaggi di libertà" che si terrà il 21 e il 22 gennaio.
A parlarcene è stata la sua ideatrice Elisabetta Bini, docente presso l'istituto scolastico Mazzini, nonché pedagogista clinica specializzata proprio in scrittura.
"Oggi molte insegnanti si lamentano del fatto che i bambini non sanno scrivere - ha infatti spiegato Bini - la mia idea nasce proprio da qua". E per dare una prima risposta a questa problematica lo scorso anno bini ha organizzato un corso rivolto proprio alle insegnanti. "Il mio primo progetto si è intitolato Fluidamente... Scrittura e ha visto la partecipazione di ben 75 insegnanti, lo scopo era quello di dare alle insegnanti i giusti strumenti per poter insegnare ai bambini a scrivere - ha proseguito -. La seconda edizione è invece rivolta anche agli alunni e sarà impreziosita dalla partecipazione dell'artista Cesare Catania".
La due giorni dedicata alla riscoperta del valore del gesto vedrà la partecipazione degli alunni delle Mazzini e delle Bartolena, che avranno la possibilità di partecipare a workshop e laboratori sotto la guida di Catania, dando così vita ad un'esperienza creativa dal forte valore simbolico.
La prima giornata sarà infatti dedicata a un workshop laboratoriale presso l’Istituto Comprensivo Giuseppe Mazzini di Livorno, dove i 140 studenti daranno vita a 14 opere d’arte collettive, co-firmate dai dall’artista. Un percorso creativo ed etico per sottolineare l’importanza dell’arte come collante sociale e come mezzo educativo, esattamente i valori che vuole portare avanti Cesare Catania e il suo progetto dell’Abbraccio.
La seconda giornata si svolgerà presso la Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, dove le classi e il pubblico saranno coinvolti in un dialogo culturale sui temi emersi durante il workshop nonché nella spiegazione ai ragazzi di come l’AI aiuti l’artista nell’espressione multi prospettica di un’arte non solo fisica ma anche phygital e digitale. In questo modo si darà la possibilità ai bambini di apprezzare il valore dell’intelligenza artificiale usata con scopo etico ed artistico.
Portoferraio, 19 gennaio 2026 – Controlli a tappeto nel weekend sull’isola d’Elba. Le operazioni dei carabinieri della compagnia di Portoferraio (Livorno), svolte su tutto il territorio, hanno portato a denunce, sequestri di droga, ritiro di patenti e verifiche su veicoli ed esercizi pubblici, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza per residenti e turisti. È stata rivolta particolare attenzione allo spaccio di stupefacenti, alla sicurezza stradale e al rispetto delle misure amministrative e giudiziarie.
Interventi a Campo nell’Elba
A Campo nell'Elba, i militari hanno denunciato in stato di libertà un uomo di circa 40 anni di origine tunisina per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’intervento è avvenuto dopo azioni di osservazione e pedinamento, che hanno condotto a una perquisizione personale e domiciliare. Durante i controlli sono stati sequestrati cocaina, crack, mdma, bilancini di precisione, sostanze da taglio, materiale per il confezionamento delle dosi e 280 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita. Nella stessa località è stato inoltre intercettato un veicolo già sottoposto a sequestro ai fini della confisca, ma ancora utilizzato dal proprietario, un uomo di 60 anni. Per lui è scattata la denuncia per sottrazione di beni sottoposti a sequestro, appropriazione indebita, violazione di sigilli e falsità materiale. L’auto è stata poi recuperata e trasferita in una depositeria autorizzata.
Controlli a Portoferraio
A Portoferraio, nel corso di controlli mirati alla sicurezza stradale, un automobilista di 45 anni è stato fermato e sottoposto ad alcoltest, risultando positivo con un tasso alcolemico di 2,05 g/l, ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Per l'uomo è scattato il ritiro della patente e il sequestro del veicolo. Nel complesso, durante il servizio straordinario, i carabinieri hanno controllato 19 autovetture, identificato 27 persone, verificato soggetti sottoposti a misure di prevenzione e controllato due esercizi pubblici. L'autorità giudiziaria e quella prefettizia sono state costantemente informate sugli esiti delle operazioni.
Piombino, 19 gennaio 2026 – “Lo stabilimento di Piombino è utile per il sistema industriale del nostro Paese. L’Italia importa 6,7 milioni di tonnellate di acciaio all’anno. Aumentando la capacità produttiva, renderemo più autonomo il nostro Paese in un settore strategico”. Così Alessandro Brussi, presidente della Danieli, intervistato dal Messaggero Veneto, sul futuro impianto per la produzione di acciaio di Danieli e l’ucraina Metinvest che prevede solo per il gruppo friulano un investimento di 1,5 miliardi euro.
L’iter: è in fase di completamento il pool di banche finanziatrici, “con la garanzia di Sace. Il 50% degli istituti ha accettato, il 40% sta completando l’istruttoria, il 10% deve ancora decidere”. Ne fanno parte “banche italiane, francesi, tedesche, austriache e di altri Paesi europei. E istituti più piccoli”, “ci auguriamo di chiudere la partita entro il primo trimestre dell’anno” “forse già in estate potranno partire le prime attività, le demolizioni dei manufatti esistenti per rendere il terreno agibile”.
Oggi per Danieli, che ha un portafoglio ordini di 6 miliardi di euro, nel mutevole quadro geopolitico “i migliori clienti sono in India, negli Stati Uniti e anche in Europa. In passato erano fortissimi Cina, Sud Est asiatico, Russia. Siamo ovunque, possiamo diversificare”.
Temporaneamente ne risentiranno i conti: “Il bilancio al 30 giugno 2026 non sarà meraviglioso questo è un periodo di intenso lavoro per raggiungere gli obiettivi prefissati. Ci sarà una riduzione di ricavi, margini più contenuti rispetto al 2025”, ma “per i due esercizi successivi avremo risultati eccellenti”.
Livorno, 18 gennaio 2026 – Al Modigliani Forum la Libertas Livorno ottiene la terza vittoria di fila sbarazzandosi della Liofilchem Roseto per 94-77 al termine di una partita dominata fin dalla palla a due. Una prestazione convincente per Fantoni e compagni, bravi soprattutto a mantenere alta la concentrazione quando, soprattutto nel terzo quarto, gli abruzzesi provano a rientrare spinti dalle triple di Robinson.
L’avvio di gara è subito di alto livello per gli amaranto che salgono subito 10-2 sfruttando la verve realizzativa di Tiby. Nel resto del quarto è Woodson a salire in cattedra e il tabellone recita 24-14 dopo dieci minuti. Nel secondo quarto la musica non cambia e i padroni di casa continuano ad accrescere il vantaggio, raggiungendo anche il +20 (41-21).
Roseto a cavallo dell’intervallo (48-31) comincia una mini-reazione che le permette di arrivare a -13 in due occasioni, ma la Libertas è sempre lucida e chiude avanti di 14 (67-53) all’ultima pausa. Il quarto finale è una formalità per gli uomini di Diana e il 92-77 finale può far festeggiare i tantissimi tifosi assiepati anche in questa gara sugli spalti del Modigliani. Il migliore in campo è un incredibile Matthew Tiby che chiude con 30 punti (10/17 dal campo), 9 rimbalzi e 6 assist la miglior prestazione di un amaranto in questa stagione. Un successo prezioso e mai in discussione che consente alla Libertas di rimanere nei piani alti della classifica, dove ormai si trova stabilmente anche Scafati, prossima avversaria al Forum mercoledì prossimo 21 gennaio.
Caserta, 18 gennaio 2026 – Giornata molto negativa per la Pielle Livorno che cede 91-73 al PalaPiccolo di Caserta e perde il primato solitario con l’aggancio della Virtus Roma e degli stessi campani. Una partita che dura fondamentalmente un quarto per i biancoazzurri che dopo un primo parziale chiuso sul 26-26 tirando 5/7 da tre, perdono fluidità in attacco e soffrono il talento di D’Argenzio e Laganà in difesa.
Nel secondo quarto gli uomini di Turchetto segnano solo 12 punti ma riescono a limitare i danni chiudendo a -9 (47-38), prima di crollare definitivamente nel secondo tempo. Il terzo quarto è quello che chiude la gara: la Pielle riesce a tornare a -4 in avvio, ma Caserta alza nuovamente i giri del motore e tocca più volte il +18 prima di chiudere avanti di 15 (76-61) a dieci dal termine. Nell’ultimo quarto coach Lardo può permettersi il lusso di schierare pochissimo l’acciaccato D’Argenzio, con la sua squadra che tocca anche il +20 prima di chiudere comodamente sul 91-73. Una brutta sconfitta per la Pielle che vede anche ribaltata la differenza canestri dell’andata (finì 80-74 per Leonzio e compagni), in un campionato in cui è probabile un arrivo in volata. Per gli uomini di Turchetto serve una pronta reazione perché domenica al PalaMacchia arriva Jesi, squadra che in questo turno ha messo in estrema difficoltà la Virtus Roma.
La Jolly Libertas va a un passo dall’impresa sul campo della capolista Costa Masnaga, uscendo sconfitta 66-65 al termine di una gara di buona intensità e qualità, decisa soltanto all’ultimo secondo.
Le amaranto tengono testa per quaranta minuti alla formazione di casa, ancora imbattuta sul proprio terreno, giocando una gara di grande personalità, rispettando alla lettera il piano partita. L’equilibrio regna sovrano per tutto il primo tempo, con continui cambi di inerzia e punteggio sempre ravvicinato. In avvio di terzo quarto Miccio e Marangoni firmano il sorpasso labronico, ma Costa Masnaga risponde prontamente con Teder e Brossmann.
Successivamente le lombarde provano l’allungo grazie a cinque canestri consecutivi di Moscarella, raggiungendo il +11, ma il Jolly Libertas non molla e resta in partita. Nel finale il Jolly mostra tutto il suo carattere: nove punti consecutivi di Botteghi riportano avanti Livorno di due 63-65. Quando il colpaccio sembra possibile, sull’ultimo possesso arriva la doccia fredda: la tripla di Cibinetto che consegna la vittoria alle locali. Per le amaranto menzioni meritate per i 19 punti e 10 rimbalzi di Botteghi, i 17 punti di Miccio e i 16 di Marangoni.
«Nonostante l’amarezza per quanto successo sul finale – commenta la capitana Allegra Botteghi – , la prestazione conferma la crescita della squadra: una rimonta di undici punti negli ultimi minuti, impensabile fino a poche settimane fa, rappresenta un segnale importante. Il campionato è ancora lungo e la Jolly Libertas ha dimostrato di poter competere con chiunque».
La Corrida non era solo la trasmissione cult della Rai in bianco e nero: a Caserta, oggi, è andata in onda la replica. Gara da playoff, durissima, spietata, con duemila scatenati ad alitare sulle vele della Paperdì, che aveva apparecchiato tutto come la partita dell’anno: e alla fine i bianconeri campani hanno avuto ragione, azzannando la Verodol alla giugulare, caricandosi con urla e sceneggiate varie, incendiando la loro gente. Niente da dire, fa parte del gioco e la squadra di Lardo ha vinto meritatamente, difendendo alla morte e correndo, correndo, correndo. La Pielle, ancora una volta, rimedia una bocciatura, stavolta sonora e persino eccessiva nello scarto finale, sul campo di una diretta concorrente, al termine di una prestazione ottima per 15 minuti e poi sempre più stentata, con troppe palle perse e una difesa che non è stata mai quella cui Turchetto ci ha abituato. Capita anche nelle migliori famiglie: la terza resa stagionale vuol dire aggancio in testa da parte della stessa Caserta, che ribalta anche la differenza canestri, e della Virtus Roma, e segna anche un piccolo passo indietro a livello di fiducia e di prestazione. La squadra si è sciolta anche sul piano mentale quando le ondate casertane si sono fatte più alte. Nulla di compromesso, certo, ma la corrida in terra casertana dovrà comunque fa riflettere, soprattutto per uno scarto francamente pesante, che non ammette repliche. Per gli eredi di Oscar era la partita dell’anno e la Pielle, dopo aver retto con esperienza e con le triple fino alla metà del secondo per, si è disunita accettando il clima da corrida e gettando al vento palloni su palloni, anche a causa di una direzione arbitrale che ha permesso le randellate della formazione campana, soprattutto sotto canestro e anche ai danni di Leonzio, ingabbiato in una selva di raddoppi al limite del regolamento. Dal 26-26 del primo intervallo la Verodol ha incassato così un parziale di 21-12, andando all’intervallo lungo sotto di nove (47-38), prendendo più rimbalzi della Paperdi ma smarrendosi in attacco: i tanti errori in fase di gestione della palla e la box and one su Leonzio, sporca a cattiva, arma il contropiede di Caserta, formazione con tanto talento che quando può correre fa male, malissimo. La Verodol cerca di risalire la china, si avvicina anche a meno 3 ma quando il pallone si fa pesante la leggerezza di Caserta e il talento offensivo dei bianconeri scavano la differenza. Il 76-61 dell’ultima sirena sa di sentenza inappellabile. Il tiro da tre di Lo Biondo, ex senza cuore, con Leonzio steso a terra dopo un colpo preso al volto è il Bignami di una partita dura, spietata, dove non si sono fatti sconti alla Pielle. Finisce con una dura lezione: 91-73. Capita, l’importante è rialzarsi subito.
LE PAGELLE 6 Bonacini: Inizio da califfo con sei punti in striscia, poi scala le marce anche perché deve difendere su D’Argenzio, prodigioso attaccante da campetto. Pochino nella ripresa, chiude con 9 punti, 4 perse e 4 assist.
5 Venucci: Malino. Perso nella selva mulinante di braccia casertane, non trova ispirazione tempi giusti. Scena muta in attacco, solo 2 punti e 0/4 dal campo.
5,5 Leonzio: Lardo ordina ai suoi: seguitelo ovunque, triplicatelo, picchiatelo se serve. Un piano partita d’altri tempi, certo, ma funziona. Cifre misere per il 10 biancazzurro che si perde nel caos e tira con 1/9.
6 Mennella: Salva la faccia: 10 punti e tanto sacrificio in difesa.
5,5 Alibegovic: Un paio di canestri da stropicciarsi gli occhi, ma poi non incide più di tanto.
6,5 Ebeling: Parte a razzo con 8 punti e due triple. Poi cade nella trappola di Radunic, che lo provoca in ogni modo. Comunque, 13 punti, 11 rimbalzi e una schiacciata nel traffico da rivedere mille volte-
5,5 Lucarelli: Nel caos del Palapiccolo cerca di armarsi della sua esperienza, ma non è serata nemmeno per il numero 99.
7 Gabrovsek: One man show, ad un certo punto è il boscaiolo sloveno contro tutti: canestri da fuori e da sotto, Caserta non lo tiene, ma non può bastare. 22 punti.
5 Kluychnyk: Pane duro contro Radunic e contro una direzione arbitrale che come spesso accade non perdona niente al colosso di Leopoli. Finisce con un antisportivo inspiegabile.
LA CLASSIFICA: Virtus Roma 36, Pielle 36, Caserta 36, Caserta 34, Luiss Roma 32, Latina 32, San Severo 26, Costa Imola 24, Faenza 20, Jesi 20, Ravenna 18, Chiusi 16, Casoria 16, Piombino 16, Ferrara 14, Quarrata 14, Fabriano 12, Virtus Imola 10, Loreto 10, Nocera 8
I Carabinieri della Stazione di Bibbona, hanno denunciato in stato di libertà un 23enne di origine straniera. Secondo la ricostruzione dei militari eseguita mettendo a sistema informazioni e relative verifiche anche attraverso l’analisi di immagini del sistema di video sorveglianza, è emerso che l’uomo, senza fissa dimora, regolare sul territorio, si sarebbe introdotto arbitrariamente all’interno di un immobile adibito a civile abitazione di proprietà di una struttura ricettiva della zona per dimorandovi illegalmente danneggiandone gli impianti e vari complementi d’arredo, oltre alla serratura della porta d’ingresso per potervi accedere. All’esito dei relativi riscontri, sussistendone i presupposti di procedibilità, il 23enne è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Livorno per danneggiamento e invasione di edifici.
Trasferta di prestigio per la VERODOL CBD PIELLE LIVORNO, pronta a scendere sul parquet del Pala Piccolo di Caserta per affrontare la JuveCaserta 2021 nel big match della 22ª giornata di Serie B Nazionale. Palla a due fissata per questa sera, domenica 18 gennaio, alle ore 18.00, in una partita dal sapore playoff che vale tanto per morale e classifica.
I biancoblù di coach Turchetto si troveranno di fronte una delle formazioni più solide del campionato. Caserta occupa attualmente la terza posizione in classifica con un bilancio di 17 vittorie e 3 sconfitte ed è reduce dall’importante successo esterno sul campo della Virtus Imola per 73-87, risultato che conferma l’ottimo momento di forma dei bianconeri.
La JuveCaserta è guidata in panchina da coach Lino Lardo, che può contare su un roster esperto e profondo, costruito per competere ai vertici della categoria. Il punto di riferimento offensivo è senza dubbio Domenico D’Argenzio, guardia di grande esperienza e qualità, miglior realizzatore della squadra con 20 punti di media. Tiratore micidiale da ogni distanza e ottimo assistman, D’Argenzio è il vero motore della manovra offensiva campana.
Il reparto esterni è completato da Vittorio Nobile, il giocatore più utilizzato finora da Lardo, affidabile soprattutto dalla lunetta e costante nel rendimento; Alessandro Sperduto, arrivato a dicembre da Roseto (Serie A2), specialista del tiro da tre punti e molto efficace nel pressing difensivo; e Simone Vecerina, ex Monferrato, regista capace di orchestre l’attacco con 4 assist di media.
Sulle ali Caserta può contare sulla fisicità e sulle percentuali di Damir Hadzic, bosniaco ex Fabriano che tira con il 50% dal campo e cattura 5 rimbalzi a partita, e sulla duttilità di Luca Brambilla, bravo nella gestione dei possessi e pericoloso nel gioco vicino a canestro.
Fondamentale anche il contributo del reparto lunghi: i bianconeri viaggiano a circa 40 rimbalzi di media a gara, grazie alla presenza di Matej Radunic, ex Virtus Roma ed Herons Montecatini, che garantisce 6,7 rimbalzi, fisicità e pericolosità offensiva, e di Cedric Keller Ly-Lee, solido sotto canestro e affidabile dalla media distanza.
A completare il roster la coppia degli ex di turno: Matteo Lagana, guardia temibile dall’arco con 10 punti e 3 assist di media, e Andrea Lo Biondo, ala specialista dal corner e miglior rimbalzista della squadra con 7 rimbalzi a partita. Una sfida di alto livello, carica di emozioni dove ogni possesso e tiro potrà fare la differenza.
I biancoblù sono chiamati a una prova di orgoglio e maturità su uno dei parquet più difficili del campionato.
La notizia rimbalza in città nella serata di sabato 17 gennaio. E’ morto l’avvocato Matteo Dinelli.
Lo studio in Corso Amedeo e la grande passione per il football americano, dove prima da giocatore e poi da allenatore e dirigente si è sempre distinto per le sua voglia di mettersi in gioco. La famiglia Dinelli è molto conosciuta il città, il fratello Andrea anche lui avvocato è consigliere comunale eletto nella Lista Guarducci. I tanti messaggi comparsi sulla bacheca del profilo facebook di Matteo, lo ricordano come un uomo dall’animo gentile, con fare garbato che lo ha accompagnato anche durante la sua malattia. La redazione di URBAN LIVORNO porge le condogliaze alla famiglia.
Rosignano (Livorno), 18 gennaio 2026 – Sarà intitolato a Marco Manetti, scomparso prematuramente nell’estate del 2021, il campo ludico- sportivo polivalente di via Aldo Moro a Rosignano Solvay, nell’area vicino alla pista di atletica e allo skate park. Lo ha deciso la Giunta comunale con la delibera numero 465, una delle ultime del 2025. La cerimonia di intitolazione, che prevede la scoperta di una targa, si svolgerà martedì 20 gennaio alle ore 15.30. L’intitolazione del campo sportivo polivalente a Marco Manetti è un gesto di riconoscenza e di memoria collettiva. Marco ha saputo interpretare lo sport come strumento di inclusione e coesione sociale, mettendo sempre al centro le persone e la comunità. Al tempo stesso –sottolinea Claudio Marabotti, sindaco del Comune di Rosignano Marittimo – il suo impegno politico e civile è stato fondamentale nel promuovere una visione più sostenibile dello sviluppo industriale del nostro territorio. Con questa intitolazione, Rosignano rende omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nei valori e nelle prospettive della nostra comunità”. Nato nel 1956 e residente a Rosignano Solvay, Marco era conosciutissimo nella cittadina, dove insegnava educazione fisica presso l’istituto superiore Mattei. La scomparsa risale al 31 agosto del 2021, dopo una breve malattia.
Manetti aveva iniziato giovanissimo a praticare pallacanestro nei campini in cemento all’aperto del Circolo Giovanile Solvay, allenato da Tosello Franceschini. Lasciata la “canotta” da atleta - è riportato anche sulla delibera - ha cominciato ad allenare i ragazzi e le ragazze del nostro territorio, ai quali ha cercato di trasmettere la stessa passione per lo sport che lo ha sempre animato. Ha collaborato anche al nostro giornale. È stato un punto di riferimento per la vita sportiva rosignanese, interessandosi anche ad altre discipline come l’atletica ed il calcio, capace di creare forti legami con i ragazzi e gli atleti che ha allenato cercando di far comprendere i valori della socializzazione, della solidarietà e della disciplina che lo sport rappresenta. E nella delibera si fa cenno anche al ruolo attivo che ha svolto nel tessuto politico-sociale comunale, facendosi promotore di sensibilità e istanze ecologiste e contribuendo al dibattito pubblico attraverso il proprio impegno diretto nei movimenti politici locali.
Guidonia Montecelio (Roma), 17 gennaio 2026 – Il Livorno torna a vincere e lo fa in trasferta contro il Guidonia Montecelio, squadra tutt'altro che semplice, i ragazzi di mister Venturato però non si sono scomposti e consapevoli dell'importanza della partita hanno sfoderato una prestazione di grande attenzione e concretezza. Meno forse le occasioni create dagli amaranto che però sono riusciti a sfruttarle al meglio uscendo dal "Città dell'Aria" con i tre punti grazie ad un secco 2-0.
Approccia bene la partita il Livorno che passa i primi minuti di gioco nella metà campo avversaria, creando alcune buone occasioni senza però riuscire a rendersi realmente pericoloso. La prima grande occasione del match arriva al 21’ ed è per il Livorno, Dionisi da punizione trova una traiettoria interessante che costringe il portiere avversario ad un grande intervento per evitare l’1-0.
Per gran parte del primo tempo entrambe le squadre faticano a trovare le giuste trame di gioco, con i padroni di casa che non riescono ad impegnare neppure in occasione Seghetti. Solo al 31’ il portiere amaranto viene costretto ad un grande intervento con i piedi, anche se in caso di gol sarebbe stata da valutare la posizione dell'attaccante avversario. Termina 0-0 il primo tempo a “Città dell’Aria”, un risultato che sottolinea il grande equilibrio fra le due squadre che tornano negli spogliatoi con una grande occasione per parte.
Il secondo tempo si apre subito con un’altra buona occasione per il Livorno, al 47’ ancora una volta è Dionisi a provarci dalla distanza con un gran destro che però termina largo di un soffio. Nonostante sia il Livorno a costruire più occasioni al 63’ è il Guidonia Montecelio a trovare il vantaggio con Starita, si resta fermi sul risultato di 0-0 però, al momento del gol infatti il numero 23 avversario si trovava in posizione di fuorigioco.
Al momentaneo gol di Starita risponde capitan Dionisi che al 64’ buca Avella infilando la palla nell’angolo destro con un gran piatto destro, al “Città dell’Aria” è 1-0 per gli amaranto. Raddoppia il Livorno al 74’ con Biondi, ma ancora una volta c’è lo zampino di un ispiratissimo Dionisi che serve al numero 14 l’assist vincente.
Non c’è niente da fare per il Guidonia Montecelio, su cui continua ad imperversare una sorta di maledizione per quanto riguarda le partite casalinghe, al “Città dell’Aria” termina 2-0 per il Livorno.
Il tabellino
GUIDONIA MONTECELIO (3-5-2): Avella; Vitturini (32' st Stefanelli), Frascatore, Esempio; Viteritti, Tascone (23' st Bernardotto), Santoro (41' st Russo), Sannipoli (23' st Tessiore), Zappella (41' st Spavone); Starita, Zuppel. In panchina: Stellato; Marchioro, Mulè, Mastrantonio, Franchini. Allenatore: Ginestra.
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Mawete (41' st Gentile), Noce, Baldi, Falasco; Luperini, Hamlili (27' st Biondi), Marchesi (46' st Panaioli); Peralta (27' st Odjer); Di Carmine, Dionisi (46' st Bonassi). In panchina: Tani, Ciobanu; Ghezzi, Panattoni, Antoni, Haveri. Allenatore: Venturato.
Guidonia Montecelio (Roma), 17 gennaio 2026 – Al "Città dell'Aria" di Guidonia Montecelio termina 2-0 per gli amaranto che si aggiudicano una gara caratterizzata da grande equilibrio. Senza dubbio è stata la partita di capitan Dionisi che ha regalato i tre punti alla sua squadra firmando la rete del vantaggio e servendo l'assist per il 2-0 di Biondi. Bene anche la difesa che si è fatto trovare pronta di fronte alle incursioni avversarie. Nel complesso una gara di grande attenzione per la squadra di mister Venturato. Ecco le pagelle degli amaranto:
Seghetti: 6.5 Non viene chiamato in causa per gran parte della partita ma quando c’è bisogno risponde presente.
Mawete: 6.5 Ormai si è preso la corsia di destra, dopo un inizio di stagione non al meglio è in costante crescita. Dal 85’ Gentile: S.v.
Noce: 7 Gara di grande attenzione per lui, non si fa superare da Zuppel e Starita, respinge tutto.
Baldi: 6.5 Dopo alcune prestazioni non al top torna in campo con decisione e si fa trovare pronto.
Falasco: 7 Al buon esordio di Luperini della scorsa settimana si aggiunge anche il suo, ottimo in fase di copertura ma anche in fase avanzata.
Luperini: 7 Altra partita di sostanza, tanta qualità per lui a centrocampo ma anche tanta quantità.
Hamlili: 6.5 Un po’ più impreciso rispetto alle ultime partite, ma guida comunque con sicurezza il centrocampo amaranto. Dal 72’ Odjer: S.v.
Marchesi: 6.5 In fase offensiva e d’impostazione non riesce ancora ad esprimersi al massimo, meglio nei ripieghi difensivi dove fa valere il fisico.
Peralta: 6.5 La qualità c’è anche oggi una buona gara, manca però l’ultimo step. Dal 72’ Biondi: 7 Ingresso da sogno per lui dato che dopo appena due minuti trova la rete del 2-0.
Dionisi: 8.5 Il piede è caldo, le due più grandi occasioni del Livorno nascono dal suo destro che metterà la firma anche sulla rete del vantaggio amaranto. Dal 91' Bonassi: S.v.
Di Carmine: 7 Bene nelle sponde per i compagni, come sempre tanto lavoro sporco per lui.
Gol e assist del bomber e gli Amaranto tornano a sorridere
Beato colui che può contare su un giocatore fuori categoria. Beato il Livorno che ha Federico Dionisi, uomo simbolo, capitano, fuoriclasse che in questa categoria insegna calcio a tutti. E’ stato proprio il bomber di Cantalice a spaccare la partita sul campo del Guidonia Montecelio: un gol pazzesco, un assist fantascientifico e tutti a casa. Per il Livorno sono i primi (pesantissimi) punti del 2026, il ritorno al successo in trasferta dopo tre mesi e mezzo.
La partita. Venturato si affida ancora al trequartista – Peralta – dietro Dionisi e Di Carmine. In difesa debutta Falasco. A centrocampo c’è la conferma per Luperini. Tornano nell’undici di partenza Mawete e Marchesi. La partita è bloccata e le emozioni latitano fino al minuto 21 quando Dionisi su calcio di punizione fa lavorare il portiere Avella che sventa volando alla propria destra. Insiste il Livorno. 25’: Hamlili verticalizza per Di Carmine, il cui lob supera Avella, ma non un difensore rossoblù che allontana. La sensazione, però, è che il ritmo degli Amaranto sia compassato, mentre il Guidonia riesce a verticalizzare in modo più rapido. Al 31’ Seghetti deve metterci i piedi su conclusione di Sannipoli da due passi. Al 37’ si rivede il Livorno: cross dalla sinistra di Falasco: colpo di testa si Dionisi e palla sul fondo.
Ripresa. Parte bene il Livorno. Al 3’ ci prova Dionisi con un diagonale destro dal limite. La palla sibila vicino al palo di sinistra di Avella. Altra chance per Dionisi al 9’, ma il suo destro a girare non inquadra lo specchio della porta. La partita sembra bloccata. Il Guidonia talvolta guizza in attacco. Succede anche al 18’ quando Starita segna, ma in chiara posizione di fuorigioco. Capovolgimento di fronte e fantastico gol di Dionisi che di prima in corsa, corregge in porta un suggerimento di Marchesi. Incassato il gol, il Guidonia reagisce: al 25’ Starita di testa non trova la porta. Questo sabato, però, è il grande giorno di Dionisi che al 29’ fa una magia, nasconde il pallone e poi serve un cioccolatino al neoentrato Biondi che deve calciare un rigore in movimento: 2-0! Il resto è accademia. Il Livorno vince per la gioia del centinaio di tifosi scesi a Guidonia con uno striscione di contestazione nei confronti della società. Molto meglio della croce celtica esposta dai supporters di casa: un inno alla stupidità e all’ignoranza.
San Vincenzo (Livorno), 16 gennaio 2026 – A San Vincenzo il Sal8 agricolo è il miglior ‘green’ bar d’Italia. Il progetto di Poggio ai Santi vince la categoria green ai Bar Awards 2026 di Bar Giornale. Un grande riconoscimento per la Toscana essere riusciti ad accaparrarsi il gradino più alto del podio in questa ambita e prestigiosa classifica. Sal8, cocktail bar agricolo che opera all’interno della tenuta Poggio ai Santi, a San Vincenzo sulla Costa degli Etruschi, ha ottenuto il primo posto nella categoria green ai Bar Awards 2026, il riconoscimento nazionale promosso da Bar Giornale dedicato ai migliori progetti del settore bar in Italia. I Bar Awards non sono una competizione aperta, ma un percorso di selezione editoriale: la redazione di Bar Giornale individua e valuta ogni anno circa 200 locali in tutta Italia, analizzandone identità, coerenza progettuale, qualità dell’offerta e attenzione ai temi della sostenibilità e del rapporto con il territorio. La categoria green premia i progetti che integrano in modo strutturale pratiche agricole, filiere corte e utilizzo consapevole delle risorse. Sal8 nasce e si sviluppa all’interno di Poggio ai Santi, realtà agricola e di ospitalità della costa livornese, ed è pensato come estensione diretta del lavoro dell’orto e della filiera produttiva della tenuta. La proposta del bar è costruita attorno alla stagionalità, all’utilizzo delle materie prime prodotte in loco e a un approccio alla miscelazione che segue i cicli naturali. Alla base del progetto c’è un lavoro di squadra strutturato: Marco Notari è responsabile del lavoro dietro al banco, Andrea Palmieri cura la gestione della sala, mentre Rinaldo Cristoforo segue la cucina. La direzione complessiva del progetto è affidata a Giulio Neri, che coordina visione, metodo di lavoro e sviluppo di Sal8. “Sal8 nasce da un luogo preciso e da un lavoro agricolo quotidiano - spiega Giulio Neri -. Siamo a San Vincenzo, sulla Costa degli Etruschi, dentro una tenuta che lavora ogni giorno con l’orto e con le stagioni. Il bar è una conseguenza naturale di questo contesto”. “Lavoriamo con quello che abbiamo intorno: piante, erbe, frutti, materie prime che cambiano durante l’anno - prosegue Neri -. Questo comporta dei limiti, ma anche una direzione chiara. Il riconoscimento nella categoria green arriva perché questo metodo, portato avanti con continuità, oggi è leggibile anche fuori dal nostro territorio”.
Il Sindacato esprime solidarietà alla volontaria picchiata nei giorni scorsi
Riceviamo e pubblichiamo la nota della Cisl Fp
“Nella giornata di mercoledì 14 è avvenuto nella nostra città un ennesimo e gravissimo episodio di aggressione ai danni del personale che opera sulle ambulanze, in particolare è stata oggetto di violenza fisica una consorella della Misericordia di Livorno. Ancora una volta le donne e gli uomini che ogni giorno assicurano che i cittadini possano ricevere un soccorso rapido e professionale, vengono aggrediti mentre svolgono il proprio operato. La Cisl FP esprime la propria vicinanza alla lavoratrice che è stata picchiata dalla stessa persona che cercava di soccorrere e si adopererà in tutte le sedi perché le istituzioni si adoperino per individuare modalità di tutela adeguate alla gravità della situazione. Invitiamo il Prefetto, l’amministrazione comunale, l’Azienda Sanitaria a convocare immediatamente dei tavoli per affrontare subito questa emergenza. Le istituzioni hanno il dovere di tutelare volontari e lavoratori impegnati in prima linea nel soccorso e riteniamo che sia fondamentale una campagna di sensibilizzazione perché ci sia la reale consapevolezza da parte di tutti che senza queste persone il sistema di emergenza sanitaria collasserebbe”.
Gruppo AVS Toscana: Solidarietà piena ai Vigili del Fuoco sanzionati. Il Viminale attenta la libertà di espressione e il diritto di sciopero
Comunicato stampa
“I consiglieri AVS Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti esprimono la loro più ferma solidarietà ai dieci Vigili del Fuoco, di cui sei toscani, colpiti da pesanti contestazioni disciplinari dal Ministero dell’Interno per aver partecipato, in uniforme, a una legittima manifestazione di protesta e per essersi inginocchiati in un minuto di silenzio per le vittime innocenti di Gaza lo scorso 22 settembre a Pisa durante lo sciopero indetto da USB, così come emerge grazie all’agenzia DIRE.
“Punirli per un gesto di compassione e di testimonianza civile, compiuto nel quadro di uno sciopero sindacale legalmente proclamato, è un atto grave e molto pericoloso” commentano I consiglieri. “I Vigili del Fuoco, come i metalmeccanici in tuta o i sanitari in camice, hanno il sacrosanto diritto di rivendicare le proprie ragioni e le proprie idee mostrando pubblicamente la propria appartenenza professionale.”
“Vediamo in queste contestazioni un preoccupante tentativo di intimidazione verso i milioni di persone che sono scesi in piazza per mesi per denunciare il genocidio israeliano a Gaza e per chiedere pace e libertà per il popolo palestinese” continua il capogruppo Falchi “È un attacco che riguarda non solo i pompieri, ma la libertà di espressione e il diritto di sciopero di tutti i lavoratori e le lavoratrici.”
“Chiediamo con urgenza al Ministro dell’Interno di ritirare immediatamente tutte le contestazioni disciplinari e di cessare questa pericolosa deriva autoritaria.” Conclude Falchi “Saremo al fianco dei Vigili del Fuoco colpiti da queste assurde contestazioni in tutte le iniziative di mobilitazione e sostegno che saranno promosse”
Livorno e il suo porto al centro di un approfondita indagine giornalistica del settimanale Report di Sigfrido Ranucci. La troupe presente in città ha realizzato immagini ed interviste per comprendere la situazione nel nostro scalo marittimo dopo aver già analizzato Genova, Ancona e Napoli.
Tra gli intervistati il Sindaco Luca Salvetti che ha spiegato come ci si è mossi a Livorno negli ultimi sei anni:
“I comitati in Italia, e quindi anche a Livorno, tengono alta l’attenzione sul rischio inquinamento da fumi delle navi. È un impegno lodevole che condivido e sono contento che questi attivisti abbiano compreso che il Comune e chi lo guida non avversa queste sensibilità. Anche perché un cittadino di Livorno che diventa sindaco non si trasforma in ragione della carica in un “mostro” che se ne infischia della salute sua e dei suoi concittadini. Proprio per questo in sei anni l’Amministrazione che guido ha fatto tantissimo per garantire comportamenti virtuosi e controlli. 1) Nel 2020 Abbiamo promosso il blu agreement con enti e armatori per favorire politiche di abbattimento dei fumi. 2) Nel 2023 abbiamo investito risorse comunali per due centraline e una campagna di rilevamenti e monitoraggio, affidando ad Arpat un servizio di misurazione di vari inquinanti su tre postazioni in diverse aree della città, compreso il waterfront più prossimo all’attracco delle navi. 3) Nel 2024 con delibera di giunta abbiamo dato vita con la Capitaneria di Porto alla prima ordinanza in Italia sullo switch ad un carburante meno inquinante con l’abbassamento del tenore di zolfo allo 0,1% prima dell’entrata in porto. 4) Nel 2025, dopo una lunga interlocuzione con la Regione e con Arpat, grazie alla collaborazione di Autorità di Sistema abbiamo ottenuto che nell’ambito del Piano di Monitoraggio dei lavori per la realizzazione della Darsena Europa, venga installata una centralina Arpat in zona porto, che ha tra l’altro la capacità di rilevare il black carbon, in anticipo su quanto previsto dalla Direttiva Europea. Insieme a questo c’è tutto il progetto cold ironing (elettrificazione delle banchine) dell’Autorità di Sistema che deve cambiare radicalmente le condizioni di alimentazione delle navi attraccare in banchina grazie ai finanziamenti del Pnrr.
Io sono convinto di una cosa: si può anche chiedere al singolo porto o alla singola città di limitare unilateralmente gli armatori che non rispettano le normative, ma se non si da il via concretamente ad una politica nazionale, e mondiale visto il mercato globale, che regoli gli scambi, che guardi all’ambiente e alla sostenibilità dei porti, i luoghi virtuosi e attenti alla fine rischiano di essere i più penalizzati economicamente e dal punto di vista occupazionale. Perché chi non vuol dare un contributo di sostenibilità sceglierà di attraccare altrove dove invece tutto è consentito.
Spero che questo concetto passi e ci sia una mobilitazione generale in tal senso. Nel frattempo Livorno sa che con il nostro lavoro attento sono state battute strade nuove, sia per conoscere in dettaglio l’impatto dei fumi navali sull’aria che respiriamo, partendo dal presupposto che per affrontare un problema dobbiamo prima conoscerlo a fondo, sia per mitigare l’inquinamento legato al porto, convinti che la salute pubblica debba essere tutelata insieme al lavoro”.
Dopo tre vittorie consecutive, le ultime due ottenute in modo assolutamente convincente, il Jolly sale in Lombardia per affrontare la capolista Basket Costa Masnaga (sabato, ore 20.15). La squadra di casa ha totalizzato finora 22 punti, frutto di 11 vittorie e sole 2 sconfitte, una delle quali subita nel girone d’andata proprio contro il Jolly che, quella sera al PalaMacchia, seppe dominare la gara in lungo e in largo. Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e Costa Masnaga si è progressivamente amalgamata, diventando la squadra da battere. Capitan Botteghi e compagne arrivano alla sfida con grande determinazione: il gruppo, che si è allenato molto bene nell’ultimo periodo, si presenta all’appuntamento forte della striscia positiva e delle rinnovate motivazioni portate dalla “cura” Andreoli. È dunque lecito attendersi una partita intensa e di alto livello, nella quale Livorno dovrà dare il 110% per provare a giocarsela sul campo più difficile del campionato.
Le parole di coach Luca Andreoli
“Giochiamo contro la squadra che ha il miglior attacco del campionato, in casa non ha mai perso, vive di entusiasmo, come nei due anni che ho allenato la. È la base per costruire le stagioni. Loro sono la squadra che ha la possibilità di allenarsi di più, anche nei momenti di infortuni, avendo un settore giovanile infinito. In questo momento hanno 83 punti di media partita. Dovremmo fare una partita controllata, non nel ritmo, ma nelle palle perse, cercare di non subire rimbalzi in attacco. Quella sarà la chiave della partita. Dobbiamo continuare a crescere dal punto di vista dell’energia che possiamo mettere sul parquet per l’intera durata del match. Non possiamo giocare il primo quarto come contro Moncalieri, perché col costa Masnaga giocando così rischi di subire più di 30 punti. Dobbiamo migliorare le esecuzioni in attacco e in attacco massima attenzione in difesa per 40 minuti“
La città di Livorno scalda i motori per la stagione turistica 2026 con un’operazione di marketing di respiro nazionale. Oggi viene ufficialmente rilasciato lo spot promozionale che vede protagonista Giorgio Chiellini. L’ex capitano della Nazionale e dirigente sportivo della Juventus, da sempre legato alle proprie radici, ha scelto di farsi ambasciatore della sua città natale in un progetto firmato da Fondazione LEM – Livorno Euro Mediterranea, il soggetto incaricato della promozione turistica della città per conto del Comune di Livorno.
Le riprese, ambientate nell’iconica cornice della Terrazza Mascagni, uno dei più begli affacci a mare d’Italia, mettono in scena un parallelo tra la carriera del difensore e il carattere della città. Se Chiellini è stato per anni l’emblema di una difesa invalicabile, ruvida ma leale, Livorno si specchia in questi valori: una città autentica, che non si concede immediatamente ma che sa accogliere con un calore travolgente.
Nello spot televisivodella durata di 30”, un “tunnel” tentato da un ragazzino ai danni di un Chiellini inizialmente distratto si trasforma in un momento di gioco e in un abbraccio paterno, metafora di una città che protegge le proprie tradizioni ma si apre con un sorriso alle nuove generazioni e ai visitatori.
La versione del video da un minuto, che sarà diffusa sui social di Visit Livorno gestiti da Fondazione LEM (link a fine comunicato), apre lo sguardo su altri luoghi della città e dei suoi dintorni: dal caratteristico quartiere della Venezia alle colline retrostanti la città, dalle scogliere di Calafuria all’Acquario di Livorno, dando ancora più respiro a una narrazione per immagini suggestiva e coinvolgente.
Il coordinatore di Fondazione LEM, Adriano Tramonti, ha approfondito gli obiettivi di questa operazione, sottolineando la maturità raggiunta dall’ente nella promozione del territorio:
“Se la presenza sui canali televisivi e web nazionali non è una novità assoluta per la nostra città, è certamente la prima volta che Livorno si presenta al grande pubblico con un’operazione di questa portata, costruita intorno a un testimonial di caratura mondiale. La vera svolta, oltre al valore del protagonista, risiede nella scelta strategica del timing: abbiamo pianificato il lancio nelle prime settimane dell’anno perché è questo il momento in cui i viaggiatori iniziano a sognare e a pianificare le mete per la primavera e l’estate.
Questo spot è il frutto di un percorso di strutturazione della nostra attività durato tre anni e basato sul piano di valorizzazione turistica della città elaborato dal destination manager Joseph Ejarque. A breve faremo il punto su quanto costruito finora con un evento a consuntivo, ma lo sguardo è già rivolto alla programmazione per il prossimo triennio, puntando a consolidare i flussi e rilanciare la ‘vision’ della Fondazione e dell’Amministrazione Comunale. Vogliamo che Livorno non sia solo una tappa di passaggio, ma una destinazione consapevole e desiderata.”
La campagna, in partenza domani, domenica 18 gennaio, prevede un mix mediatico avanzato. Oltre alla presenza sui canali di corriere.it, il video sarà diffuso attraverso LA7 Advanced TV con tecnologie di targetizzazione geografica sulle smart TV, puntando ai bacini d’utenza più interessati all’offerta livornese
Livorno, 17 gennaio 2026 – Nel popolare quartiere di Shangai, in un condominio Casalp, che si trova in Largo Anna Franchi 1, c’è un ascensore guasto da un mese e mezzo. “Questo grave inconveniente – denuncia Alessandro Palumbo consigliere comunale di Fratelli d’Italia – costringe delle persone con disabilità e problemi di salute temporanei a restare bloccate in casa. Sono due assegnatari che abitano al primo piano e uno che abita al secondo piano”. Di queste persone due sono in carrozzina e una usa le stampelle per un infortunio a una gamba. Qui abita una ventina di famiglie. Ma questa non è l’unica criticità in questo condominio di edilizia popolare: le famiglie infatti segnalano che “in caso di forti piogge e nubifragi, è alle prese ormai da anni con problemi causati problemi dagli allagamenti al piano seminterrato, dove si trovano le cantine e dove arriva anche l’ascensore, che con le infiltrazioni d’acqua si blocca continuamente”.
Riferiscono sempre le famiglie: “Da anni Casalp, in queste situazioni, manda un tecnico e solitamente in massimo 7-10 giorni riesce e far ripartire manualmente l’ascensore. Manca una pompa automatica in caso di allagamento. L’ultima volta a causa di un pezzo mancante da sostituire, e che la compagnia produttrice dell’ascensore sembra non riuscire a trovare, l’ascensore è fuori servizio. È così da oltre un mese e mezzo”.
“Le famiglie hanno già scritto a Casalp il 7 gennaio, e per conoscenza anche al Sindaco Luca Salvetti e l’assessore alle politiche abitative Andrea Raspanti, – riferisce Palumbo – per chiedere se la situazione sarà sbloccata, ma non hanno ricevuto risposta. Si tratta di tutte famiglie che pagano regolarmente il canone di locazione e le spese di condominio alla società Casalp. In bolletta c’è una voce precisa che riguarda proprio le spese per l’ascensore, che oltretutto, nonostante questi disagi lunghi e ripetuti, risulta che hanno subito una maggiorazione”.
Palumbo ha preso “l’impegno di presentare una interrogazione urgente qualora non arrivasse una risposta da Casalp e dal Comune dopo questa nostra segnalazione sugli organi di informazione. Speriamo non sia necessario perché il guasto all’ascensore il problema degli allagamenti nel seminterrato urge che siano risolti al più presto”.
Comunicato stampa a firma Alessandro Palumbo Consigliere comunale di Fratelli d’Italia
“Una situazione inaccettabile a Shangai, in un condominio Casalp, all’indirizzo Largo Anna Franchi 1, dove un ascensore guasto costringe diverse persone disabili a restare bloccate in casa.
Il condominio, nei casi di forti piogge ed alluvioni, presenta ormai da anni problemi di allagamenti al piano seminterrato, dove si trovano le cantine, e dove arriva anche l’ascensore, che con le infiltrazioni d’acqua si blocca continuamente.
Da anni Casalp, in queste situazioni, manda un tecnico e, solitamente, in massimo 7-10 giorni l’hanno fatta ripartire manualmente, poiché manca una pompa automatica in caso di allagamento. Stavolta, a causa di un pezzo mancante da sostituire, e che la compagnia produttrice dell’ascensore sembra non riuscire a trovare, il mezzo verticale è fuori servizio da oltre un mese e mezzo.
I condomini hanno già scritto a Casalp il 7 gennaio, con in copia il Sindaco Salvetti e l’Assessore Raspanti, per ricevere aggiornamenti, ma non hanno ricevuto risposta. Si tratta di tutte famiglie che pagano regolarmente l’affitto e le spese di condominio alla società, con una voce precisa nelle bollette sulle spese dell’ascensore, che oltretutto, nonostante questi disagi lunghi e ripetuti, risulta anche aver subito una maggiorazione”
Il 31 dicembre è scaduta l’ultima proroga della cassa integrazione, per cessazione di attività, relativa agli ex movimentatori in capo alla società HCLOG. Cassa integrazione ottenuta, dopo la chiusura dell’appalto tra il nuovo proprietario XCA e la società di Milano, attraverso i numerosi tavoli di confronto in Regione. Nonostante l’evidente “giusta causa”, cioè la chiusura dell’appalto, la società HC Log non ha ancora formalizzato i licenziamenti ma ha deciso di inviare, ai lavoratori, delle lettere di trasferimento in altre Regioni presso ipotetici appalti alternativi. Gli operai hanno deciso di impugnare tali trasferimenti dando la propria disponibilità a proseguire il lavoro presso il piazzale il Faldo. Perché, a nostro avviso, il punto è proprio questo. XCA deve assumersi la responsabilità di questi “licenziamenti” e assorbire tutta la forza lavoro presente nello storico appalto. Oltre ad una responsabilità sociale esiste anche un obbligo giuridico. In questo senso siamo venuti a conoscenza che una parte della movimentazione esterna è stata data ad un’altra società che sta assumendo, tramite agenzie interinali, nuovo personale. Come mai non sono stati assorbiti questi lavoratori? Oppure gli operai precedentemente licenziati dalla Sardi Service? Continuiamo a denunciare una gestione opaca del sistema di appalto all’interno del piazzale. Gestione che non ha mai tenuto in considerazione le clausole sociali dell’art 42 del CCNL Logistica e trasporti e dell’art 2112 del Codice Civile. Si cessano gli appalti senza riassorbire la forza lavoro, si assume nuovo personale attraverso soggetti diversi. Si applicano contratti nazionali diversi da quello di riferimento. Una vera e propria giungla. La HC Log, se vuole chiudere il rapporto di lavoro con i suoi dipendenti, faccia quello che la Legge impone. Mandi le lettere di licenziamento. Come USB siamo contrari a sottoscrivere accordi che vadano a “salvaguardare” ancora una volta una gestione non trasparente nel settore della logistica.
L’industria di produzione carni di Montescudaio utilizza centinaia di lavoratrici in appalto applicando il CCNL Multiservizi: dopo scioperi, esposti e anche una perquisizione della Guardia di Finanza, la dirigenza ha deciso di denunciare il sindacato USB. A loro avviso abbiamo messo in discussione “l’onore e la reputazione” della loro società, vorrebbero 50 mila euro di risarcimento.
Ci presenteremo in tribunale a testa alta convinti delle nostre ragioni. Sappiamo che esiste un’indagine della procura di Livorno a loro carico: tra le ipotesi di reato c’è quella di interposizione illecita di manodopera.
Per sostenere le spese legali. FAI UNA DONAZIONE: Iban IT 34 E 01030 13900 000063196820. Conto intestato a Unione Sindacale di Base Lavoro Privato Livorno, Banca del Monte dei Paschi di Siena.
Da due giorni i corrieri DHL di Livorno, appalto alla BS Autotrasporti, sono in sciopero. USB, che ha la maggioranza degli iscritti tra gli operativi, aveva chiesto un incontro per affrontare alcune problematiche segnalate dai lavoratori. Per tutta risposta la dirigenza aziendale ha deciso di negare qualsiasi possibilità di dialogo con il sindacato. Un atteggiamento gravissimo e antidemocratico che ha innescato la riposta immediata da parte degli operai. Due giorni di sciopero e di blocco totale delle consegne nel periodo Natalizio. In queste settimane USB ha cercato più volte di trovare una modalità per interloquire con l'azienda, la stessa ha continuato a mantenere un atteggiamento prepotente e arrogante, nei confronti dei lavoratori, arrivando addirittura a minacciarli di licenziamento durante lo sciopero e filmando tutti i presenti al presidio. Nella giornata di oggi numerosi agenti in borghese si sono presentati durante lo sciopero e hanno identificato i lavoratori che stavano legittimamente protestando chiedendo di interrompere la protesta per non subire gravi conseguenze. Una interferenza gravissima che conferma quello che ormai è l'atteggiamento sempre più frequente al quale assistiamo. Oltretutto in una fase in cui il diritto di sciopero è ulteriormente sotto attacco. Questo è il frutto di un sistema di appalti voluto dalla multinazionale delle spedizioni. Contestazioni disciplinari continue, pressioni sui lavoratori per aumentare le consegne, accordi integrativi contrattati nelle segrete stanze con organizzazioni che hanno una rappresentanza marginale, se non addirittura nulla. Nella tarda mattinata una delegazione è stata ricevuta da Sindaco di Livorno Luca Salvetti che successivamente ha deciso di convocare le parti per un tavolo di conciliazione. Tavolo che si svolgerà già lunedì. Inoltre c'è l'impegno a sottoporre la tematica anche al Prefetto di Livorno affinché le istituzioni si attivino per arrivare ad una apertura di dialogo tra azienda e sindacati. Questo è il nostro obiettivo che giudichiamo assolutamente normale rispetto a quella che dovrebbe essere la prassi delle relazioni industriali. Tuttavia, lo stato di agitazione resta aperto. L'azienda continua a mantenere un atteggiamento di chiusura e di minaccia nei confronti dei lavoratori. Siamo quindi pronti a riprendere la protesta in qualsiasi momento e allargarla, se necessario, anche ad altre filiali.
Si è tenuto l’incontro al Ministero sul rilancio del polo siderurgico di Piombino e sul piano industriale di JSW Steel. Già nel precedente incontro del 24 ottobre in Comune, dedicato allo stato di avanzamento dell’Accordo di Programma, erano emerse criticità e ritardi. Ad oggi, a fine ottobre, la firma non è ancora stata raggiunta, a causa dei problemi legati alla questione ambientale e all’utilizzo delle aree con Metinvest. Nell’incontro odierno, sul piano industriale, nessuna novità concreta: si è ripetuta la solita “barzelletta” sulla variante urbanistica, che continua a essere usata come pretesto. Senza quella variante, infatti, non può partire il revamping del treno rotaie, un passaggio essenziale per la ripresa produttiva. Invece di presentare un vero piano industriale, JSW ha illustrato solo un piano di lavoro per i prossimi sei mesi, senza impegni certi su investimenti, tempi o occupazione. Il Governo si è detto poco soddisfatto dell’atteggiamento dell’azienda e ha riconvocato un nuovo incontro per il 24 novembre, nel quale si dovranno affrontare sia l’avanzamento dell’accordo di programma che il piano industriale. È evidente che questi ritardi incideranno anche sull’altro soggetto privato, Metinvest Adria, rallentando ulteriormente ogni prospettiva di rilancio. Come USB, abbiamo ribadito che serve un intervento pubblico diretto, con la nazionalizzazione di un settore strategico come la siderurgia, a partire da Piombino, dove la produzione di rotaie è di interesse nazionale per gli investimenti di RFI e per le infrastrutture del PNRR.
Il consiglio comunale di Livorno ha approvato, a maggioranza, due importanti mozioni a sostegno della causa palestinese e per il boicottaggio dello stato genocida di Israele. Uno di questi atti, presentato da Livorno Popolare e sostenuto dal gruppo consiliare di Buongiorno Livorno, impegna il Sindaco e la Giunta, tra le altre cose, a “sostenere e valorizzare le iniziative dei lavoratori portuali, delle organizzazioni cittadine e dei sindacati che si oppongono al transito di navi e merci legate all'industria del genocidio in corso, in coerenza con i principi di pace e solidarietà internazionale” Una battaglia portata avanti principalmente dai lavoratori portuali che non a caso vengono citati nella mozione. Una battaglia che USB ha sempre sostenuto e continua a sostenere soprattutto su impulso del Gruppo Autonomo Portuali di Livorno. Dopo che anche il consiglio comunale, maggior organo politico cittadino, si è espresso, anche tutta la comunità portuale rompa gli indugi e prenda una posizione chiara su questo argomento. In tanti, troppi, continuano a fare "terrorismo psicologico" nei confronti dei lavoratori portuali parlando solo di traffici e questioni economiche quando invece c'è una città intera che ha espresso una posizione chiara. Siamo noi, a questo punto, a fare un appello alla responsabilità di fronte a migliaia di Palestinesi trucidati a Gaza dall’esercito israeliano. Un boicottaggio che vale per le compagnie direttamente legate allo Stato di Israele e vale ancora di più per qualsiasi carico o scarico di materiale bellico o mezzi militari nel nostro porto da e per Camp Darby o qualsiasi altra destinazione. Giovedì 16 ottobre abbiamo sostenuto il presidio promosso dal gruppo autonomo portuali di Livorno che da sempre sono in prima linea in questa battaglia davanti al terminal Darsena Toscana. E siamo pronti ad intervenire insieme ai nostri lavoratori portuali e non solo, qualora il nostro porto dovesse tornare al centro della movimentazione di materiale bellico. Ringraziamo tutti i consiglieri comunali, Livorno Popolare e Buongiorno Livorno, che hanno presentato e votato questa importante mozione.
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Mentre Livorno si prepara all’arrivo in porto della nave della morte americana, che arriverà in porto nei prossimi giorni trasportando un carico di armi, ci prepariamo alla mobilitazione e contemporaneamente alla partecipazione allo sciopero del 22 settembre. La partecipazione allo sciopero e l’organizzazione di un presidio ai varchi portuali è coerente con il percorso di lotta condiviso con tutte le realtà che hanno animato le recenti manifestazioni per la Palestina. In quest’ottica condivideremo con queste realtà i vari passaggi del percorso di sciopero e delle azioni ad esso collegate. Ovviamente siamo pronti alla mobilitazione immediata in caso di attacco alla Flotilla e a organizzare blocchi immediati.
Usb Livorno
Di seguito e in allegato il comunicato nazionale relativo alla proclamazione di sciopero:
PROCLAMATO LO SCIOPERO GENERALE PER IL 22 SETTEMBRE IN DIFESA DELLA FLOTILLA E PER GARANTIRE L’ARRIVO DEGLI AIUTI UMANITARI A GAZA.
A Genova una grande assemblea generale rilancia lo sciopero e il blocco del Paese.
Al Circolo dell’Autorità Portuale è andata in scena una grande ed entusiasmante assemblea organizzata dai lavoratori portuali del Calp assieme alla Global Sumud Flotilla, a Music for Peace e all’USB. Al centro, l’organizzazione dello sciopero generale e la costruzione del blocco delle merci e della circolazione.
L’USB ha chiarito che già nella proclamazione è contenuta la clausola che, se la situazione dovesse precipitare e la Flotilla venisse bloccata, pregiudicando la possibilità di arrivare a destinazione e portare tutti gli aiuti raccolti fino alla popolazione palestinese, si sarebbe costretti ad anticipare lo sciopero. Aver fissato una data, però, consente a tutti di predisporsi per organizzare le mobilitazioni e canalizzare il largo consenso diffusosi nel Paese verso azioni di blocco dei porti, delle stazioni ferroviarie e di altri snodi della circolazione.
Lunghissima la lista degli interventi che si sono susseguiti in poco più di due ore. Gli studenti e le studentesse di Osa e di Cambiare Rotta hanno segnalato che già in diverse Università sono partite le tendopoli e che il movimento studentesco è già entrato in campo accanto ai lavoratori. Da Roma il Movimento per il diritto all’abitare ha denunciato le relazioni tra il Comune di Roma e diverse aziende israeliane e ha proposto di fare pressione su tutte le istituzioni locali per interrompere queste relazioni. Da La Spezia e dalla Rete Antisionista è risuonata la necessità di interrompere le forniture militari a Israele da parte della Leonardo spa.
I centri sociali del Nord Est hanno confermato la volontà di bloccare il porto di Venezia, mentre dalle Marche i centri sociali di quella regione hanno annunciato che convocheranno il blocco del porto di Ancona. Anche il collettivo della ex-GKN ha sostenuto la necessità di prepararsi allo sciopero ed ha proposto di concentrare le mobilitazioni sui porti. I lavoratori della logistica dell’USB hanno annunciato che sosterranno con azioni determinate lo sciopero e le mobilitazioni. Quelli dell'industria sono intervenuti per denunciare il processo di riconversione militare delle fabbriche, come avvenuto nel caso della Flextronics di Trieste, dove il Governo ha addirittura sostenuto l'ingresso di un socio israeliano, e più in generale la spinta del Governo e delle imprese a piegare la produzione civile alle logiche dell’economia di guerra.
All’assemblea è arrivato per video un bellissimo messaggio di sostegno di Francesca Albanese, che ha manifestato la piena solidarietà ai lavoratori del porto e la necessità di effettuare il blocco del sistema. Da Siracusa è arrivato anche il video messaggio di Josè Nivoi del Calp, pronto a salpare per Gaza.
All’assemblea è arrivato anche un forte segnale di solidarietà internazionale: diversi porti, tra cui quello del Pireo, hanno manifestato la volontà di unirsi alla mobilitazione. Un percorso che guarda già al grande Meeting internazionale dei porti che si terrà a Genova il 26 e 27 settembre.
Ora si passa all’organizzazione territoriale e nei posti di lavoro. Lo sciopero va organizzato con attenzione, favorendo il massimo della partecipazione e la possibilità di mettere in movimento tutte le forze che si sono attivate e le tante che ancora possono sommarsi. In ogni città, in ogni contesto locale, è il momento delle assemblee generali operative.
“La parola passa alla lotta” diceva l’assemblea di ieri, che è sfociata in un corteo tra le vie di Genova nel cuore della notte.
Nella giornata di giovedì 21 si è svolto un tavolo di confronto tra una delegazione usb autisti riuniti, usb porti e i dirigenti dell’autorità di sistema portuale. Sono state esposte diverse problematiche venutesi a creare nella zona adiacente all’ingresso al varco del Terminal Darsena Toscana. Problemi di varia natura che vanno dalle criticità sulla viabilità, alla gestione ingressi, sino ad arrivare alla completa assenza di servizi minimi ed essenziali quali, servizi igienici, spazi adeguati a migliorare le condizioni di attesa degli autisti rispetto alle condizioni atmosferiche. Una situazione che mette a rischio sia i lavoratori dei trasporti , prigionieri dell’inefficienza di TDT, in attesa per ore, prima di poter accedere al varco, in un piazzale che risulta spesso congestionato, con sistemi di prenotazione (totem), insufficienti e che aumentano il rischio di incidenti data la loro collocazione, un assenza quasi totale di personale dedicato alla gestione degli afflussi, le criticità sulla viabilità dovute alla collocazione del piazzale di smistamento, in prossimità dello snodo di accesso alla S.g.c. unico punto di accesso in entrata ed uscita dalla darsena toscana che spesso vede code di camion arrivare per ben oltre metà del ponte, occupando di fatto un intera corsia , un fattore che aumenta esponenzialmente il rischio di collisone fra veicoli, soprattutto all‘arrivo delle navi passeggeri del terminal SDT ed all’entrata in servizio dei lavoratori della TDT stessa. Capita spesso che per poter accedere al varco TDT si debba invadere la corsia di marcia opposta in concomitanza dello sbarco passeggeri dal terminal SDT poiché una delle corsie è ostruita dai molti camion in attesa di accesso al piazzale adiacente la darsena toscana. Abbiamo cercato di proporre soluzioni immediate per mitigare le molte problematiche prima esposte, in attesa di una risoluzione definitiva, che dovrà avvenire dopo confronti con tutti gli attori interessati. Prima tra tutte, abbiamo proposto di consentire la sosta notturna a tutti quei camion che non sono riusciti ad accedere al varco per le operazioni di carico o scarico della merce dopo ore di attesa, con la collocazione di un punto di sosta per servizi igienici, per inciso al momento il piazzale rimane aperto solamente dalle ore 7 alle 19 fattore che spesso vede alcuni trasportatori regolarmente prenotati per accesso, dover tornare la mattina seguente e ripetere tutto l’ iter di prenotazione, file, totem e soste prolungate, fattore di stress elevato tra i lavoratori che spesso si trovano a discussione e scontro, per un inefficienza sistematica che non dipende da loro, in un piazzale completamente esposto alle intemperie ed ai picchi di calore. Un’altra soluzione che abbiamo proposto, da subito applicabile, è quella di dividere le tipologie di ingresso, creando un iter di accesso differente ai trasportatori che devono ritirare i carichi all’ interno del terminal, adibendo due apposite corsie all’interno del terminal, decongestionando in parte il piazzale antistante, avviando cosi due iter differenti tra scarico e carico . Sappiamo che queste proposte non sono una risoluzione al problema ma, un semplice palliativo in attesa di una ridefinizione delle procedure e di un incremento degli operatori TDT che al momento risultano sottodimensionati per la mole di lavoro, in vista di possibili future nuove tratte e conseguenti aumenti di merce. Conoscendo le tempistiche dei tavoli di confronto, che saranno tutt’altro che brevi, crediamo che gli interventi proposti possono nell’ immediato risolvere alcuni fattori critici e migliorare, anche se di poco una situazione diventata insostenibile per i lavoratori coinvolti. Restiamo in attesa di veder applicate intanto le proposte avanzate. Qual ora nel breve tempo non vedremo sostanziali cambiamenti, valuteremo ogni forma di lotta a tutela della sicurezza e dei diritti di ogni lavoratore che opera nel sistema porto.
LAVORATORI MOBY LIVORNO. FALLITA LA TRATTATIVA DAL PREFETTO. USB PROCLAMA SCIOPERO. SABATO 9 AGOSTO PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA DAVANTI AL VARCO FORTEZZA
Si è purtroppo chiuso, con un nulla di fatto, il tentativo di conciliazione in sede Prefettizia tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori Moby Spa di Livorno e la dirigenza della società armatoriale di proprietà al 51 % del gruppo Onorato e del restante 49 % (sembrerebbe ancora per poco) di MSC. Lo stato di agitazione sindacale dei lavoratori della biglietteria e dei piazzali andava avanti ormai da mesi. Si parla di lavoro straordinario non correttamente pagato in busta paga, riconoscimento dei riposti compensativi e possibilità di avere buoni pasto almeno per i turni serali. Tutto ciò in un contesto che vede la biglietteria di Livorno caratterizzata da criticità nell’organizzazione del lavoro che si trascinano da anni. Se da una parte la situazione è recentemente migliorata in passato i lavoratori hanno operato con turni anche di 12 ore e senza riposi tra un turno e l’altro. Restano ovviamente aperte le questioni attuali alla base dell’apertura dello stato di agitazione. Le parti erano ad un passo da un accordo che avrebbe chiuso definitivamente la vertenza. Poi, senza alcuna spiegazione, la dirigenza Moby ha interrotto le trattative a poche ore dalla firma costringendo il sindacato a richiedere il tentativo di conciliazione in sede Prefettizia. Nonostante l’impegno di tutti i soggetti a partire dallo stesso Prefetto, anche in questo caso la dirigenza Moby ha proposto un’offerta ridicola. Parliamo di una società che, a detta della Procura Genovese, non aveva problemi a regalare centinaia di biglietti gratis a funzionari pubblici in cambio di (questa è l’ipotesi degli inquirenti) favori per le certificazioni sulle emissioni, ma che non riesce a trovare un accordo per i lavoratori. USB aveva proclamato un primo sciopero per il 9 agosto nel rispetto delle franchigie estive previste dal contratto nazionale. La Commissione di Garanzia ha invece bloccato lo sciopero, come ormai è consuetudine in tutti i settori dei servizi pubblici, costringendo i lavoratori a riprogrammarlo per il 5 settembre. Nonostante ciò, sabato 9 agosto saremo comunque in presidio davanti al Varco Fortezza insieme ad una delegazione di lavoratori. Manifestazione e conferenza stampa.
Dopo le proteste scattate a Milano e in Lombardia anche nei cantieri Toscani, in particolare Livorno, Pisa e Lucca, i corrieri in appalto per Esselunga hanno comunicato di volersi attenere scrupolosamente a quanto previsto dal contratto nazionale interrompendo il lavoro di facchinaggio. Parliamo dei drivers che consegnano le spese per conto della già citata società GDO di proprietà della famiglia Caprotti. Già l’anno scorso i lavoratori Toscani, organizzati anche da USB, avevano intrapreso una lunga vertenza sindacale per il riconoscimento di alcuni istituti contrattuali che non venivano corrisposti dalla società in appalto. Successivamente erano state formalizzate alcune proposte rispetto al lavoro di facchinaggio. Non solo riconoscimento economico per mansioni aggiuntive ma anche la possibilità di avere strumenti di lavoro adeguati al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nello specifico i corrieri sono assunti con la mansione di autista ma viene richiesto di consegnare centinaia di kg di spesa anche fino al quinto piano senza ascensore. Mansione, quest’ultima, al di fuori delle prerogative indicate nel CCNL. Come USB ci teniamo a scusarci con la clientela e confidiamo nella solidarietà che più volte è stata dimostrata in questi anni nei confronti dei lavoratori. Ma è impensabile che questa situazione possa andare avanti senza l’apertura di una trattativa con la dirigenza delle società che svolgono questo servizio in appalto e indirettamente anche con la committenza. Se questo servizio deve essere garantito serve un riconoscimento economico aggiuntivo e strumenti di lavoro adeguati. Al momento siamo in attesa della riapertura del confronto su questi temi. Anche in Toscana i lavoratori vogliono dire la loro e avere il giusto riconoscimento.
Mentre in Piaggio lavoratrici e lavoratori sono costretti alla cassa integrazione al 65%, il governo – sotto dettatura della NATO – decide di portare le spese militari al 5% del PIL, cioè 145 miliardi di euro entro il 2035. Una scelta politica precisa: togliere risorse a lavoro, sanità, scuola, trasporti e sicurezza sul lavoro per alimentare un’economia di guerra. Una logica bellicista che ci trascina verso conflitti sempre più aperti, trasformando l’Italia in piattaforma logistica e militare della NATO e degli USA. Intanto, il governo reprime i lavoratori e i sindacati conflittuali con provvedimenti come il Decreto Sicurezza, che mira a criminalizzare le lotte, proprio quelle che difendono i diritti di tutti. Ogni giorno in Italia si continua a morire sul lavoro: le ‘morti bianche’ aumentano, ma le istituzioni restano in silenzio. La sicurezza non è un costo da tagliare! Per carri armati, caccia e missioni militari i soldi si trovano subito. Ma a noi impongono: Salari da fame - Cassa integrazione -Lavoro precario -Repressione sindacale Il nostro territorio è già un hub militare strategico: Camp Darby - Nuovo Comando NATO a Firenze - Base GIS-Tuscania nel pisano costata mezzo miliardo Usb aderisce alla mobilitazione regionale del 13 luglio contro camp darby! SCIOPERIAMO PER: Fermare il genocidio del popolo palestinese e sostenere la resistenza contro lo stato terrorista di Israele Bloccare il riarmo e destinare quei soldi a sanità, scuola, trasporti e sicurezza Difendere salari, garantire redditi pieni e condizioni dignitose per chi è in cassa integrazione Rilanciare il lavoro stabile e pubblico, fuori dalla logica del profitto e della guerra Investire subito in sicurezza per fermare la strage quotidiana di morti sul lavoro Fermare la repressione sindacale e ritirare il Decreto Sicurezza CHIEDIAMO: Stop all’aumento delle spese militari Investire in scuola, sanità, trasporti, sicurezza Rilancio industriale di Piaggio e della filiera metalmeccanica, in una prospettiva pubblica, ecologica e sociale Salari dignitosi, contrattazione vera e condizioni di lavoro stabili Fine della repressione sindacale, ritiro immediato del Decreto Sicurezza
FUORI L’ITALIA DALLA NATO – NESSUNA BASE PER NESSUNA GUERRA SALARIO, WELFARE, SICUREZZA: QUESTA È LA NOSTRA PRIORITÀ ABBASSARE LE ARMI, ALZARE I SALARI RSU USB PIAGGIO COORDINAMENTO USB PIAGGIO UNIONE SINDACALE DI BASE NAZIONALE SETTORE INDUSTRIA
Giovedì 3 luglio dalle ore 17 si svolgerà un presidio di fronte alla sede della Leonardo Spa in Via di Levante. Come USB aderiamo convintamente a questo presidio e invitiamo gli iscritti e le iscritte a partecupare.
USB vuole denunciare il ruolo che questa azienda, partecipata dal nostro Ministero delle Finanze per una quota capitale del 30,2%, sta svolgendo nei conflitti in corso nel mondo e, contemporaneamente, smascherare la retorica che si va costruendo sulla presunta utilità dell’industria militare alla nostra economia.
Occorre sapere che Leonardo Spa è il primo produttore di armi nell’Unione Europea, il secondo in Europa, il 13° nel mondo (SIPRI). Nei fatti, l’ex Finmeccanica ha perseguito negli scorsi decenni la dismissione di quasi tutti i settori produttivi civili, per dedicarsi al core business della guerra. Dagli ultimi bilanci emerge che più dell’80% del proprio fatturato la Leonardo lo realizza nel settore difesa, producendo quasi solo per clienti governativi (88%). E non è un’azienda a capitale ‘italiano’: a parte la quota del 30,2% detenuta dal Ministero delle finanze, il 51,8% del capitale è nelle mani di investitori istituzionali (cioè banche, fondi d’investimento, fondi pensione) per la gran parte britannici e statunitensi.
La componente produttiva militare è passata negli ultimi 15 anni dal 56% all’83%. Ma mentre compiva questa trasformazione da impresa mista civile-militare a impresa prevalentemente militare, Leonardo ha ridotto i suoi occupati in Italia del 24%. E questo è avvenuto nonostante le molte acquisizioni di commesse nel settore militare (come la partecipazione alla produzione dei nuovi caccia F-35 per la quale in Parlamento il governo aveva promesso 10.000 nuovi posti di lavoro) e le svariate acquisizioni d’impresa.
Leonardo ha chiuso il 2024 con numeri che certificano una crescita impetuosa: ricavi a 17,8 miliardi di euro (+11,1%), ordini per 20,9 miliardi (+16,8%) e un margine operativo lordo (EBITDA) di 1,525 miliardi (+12,9%). Una performance che ha superato le previsioni degli analisti e che testimonia come il perdurare delle tensioni geopolitiche alimenti i profitti dell’industria bellica. In una nota diramata dall’azienda, si legge che è «di particolare rilievo l’apporto dell’elettronica per la difesa e sicurezza, sia nella componente europea, sia, in particolare, in quella statunitense, e nel business elicotteri». Un mercato su cui Leonardo continua a investire. Dopo aver consegnato nei mesi scorsi 30 aerei da addestramento M-346, l’azienda ha cominciato a inviare elicotteri AgustaWestland AW119Kx “Koala-Ofer” per addestrare i piloti della Israel Air Force (IAF) presso la base aerea di Hatzerim, nel deserto del Negev. Questi velivoli sostituiranno i più datati Bell-206 “Saifan”, offrendo avanzate tecnologie di avionica e capacità di volo notturno.
L’importante ruolo delle armi “Made in Italy” a Gaza è stato evidenziato dagli stessi israeliani, che hanno dichiarato al sito specializzato Israel Defense che i missili che hanno colpito la Striscia provenivano anche da cannoni fabbricati in Italia e venduti a Tel Aviv. Un dato citato anche dall’Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei The Weapon Watch, che ha pubblicamente smentito l’azienda, dopo che quest’ultima aveva affermato che l’esercito israeliano non stesse utilizzando mezzi di sua produzione nella carneficina di Gaza.
La Leonardo SpA è presente con i suoi impianti industriali in Italia, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Polonia e Israele. Israele non è solo un cliente, ma ospita stabilimenti e dipendenti di Leonardo, grazie ad un’operazione conclusasi nel luglio 2022 con l’acquisizione della società israeliana RADA Electronic Industries, specializzata in radar per la difesa a corto raggio e anti-droni e alla conseguente nascita della nuova società israeliana DRS RADA Technologies, che è controllata da Leonardo DRS Inc. con sede negli Stati Uniti. Ha 248 dipendenti in tre sedi israeliane (uffici a Netanya, stabilimento principale a Beit She’an, centro ricerche presso il Gav-Yam Negev Tech Park di Beer Sheva), oltre ai nuovissimi uffici a Germantown, Maryland, ai margini dell’area metropolitana di Washington, D.C.
DRS RADA Technologies ha partecipato alla realizzazione di ‘Iron Fist’, un sistema di protezione attivo montato sui nuovi AFV, mezzi corazzati da combattimento delle Israel Defence Forces (IDF), gli ‘Eitan’ a otto ruote destinati a sostituire i vecchi M113. La prima consegna dei nuovi blindati è avvenuta nel maggio 2023, alla 933a Brigata ‘Nahal’, con previsione di effettivo impiego operativo nel corso del 2024. Gli Eitan hanno partecipato all’invasione e alle operazioni militari di Gaza. D’ora in avanti, anche i nuovi blindati israeliani e i sistemi di protezione che montano – tra cui i radar tattici di DRS RADA, del gruppo Leonardo – potranno definirsi battle tested.
Non è questo il solo recente contributo di Leonardo alla guerra di Israele contro Gaza e la sua popolazione.
Secondo una tattica già utilizzata in altre precedenti invasioni di Gaza, l’avanzata delle truppe israeliane accompagnata o seguita da giganteschi bulldozer blindati Caterpillar D9, che utilizzano un’impressionante potenza e un ragguardevole peso (450 HP per oltre 70 tonnellate, nell’ultima versione ‘T’) per il movimento terra, lo sminamento e per distruggere le abitazioni e le strutture palestinesi. Soprannominato in Israele ‘Doobi’ (‘orsacchiotto’), è una macchina temibile, al cui impiego si dovette tra l’altro la morte della militante nonviolenta statunitense Rachel Corrie (1979-2003), schiacciata da un bulldozer militare nei pressi del confine tra Gaza e l’Egitto mentre si opponeva alla distruzione di abitazioni palestinesi.
Anche i bulldozer blindati dell’esercito israeliano saranno dotati dei sistemi di protezione attiva e dei radar tattici di DRS RADA.
Inoltre, il gruppo Leonardo – tramite le società controllate negli Stati Uniti – supporta la mobilità dei mezzi pesanti dell’IDF fornendo gli speciali carrelli a due assi capaci di un carico utile di 77 tonnellate, un modello nuovo di heavy-duty tank trailer (HDTT) prodotto dalla DRS Sustainment Systems Inc., con sede a Bridgeton, Missouri, azienda del gruppo Leonardo.
Il Trattato delle Nazioni Unite sul commercio delle armi, ratificato dall’Italia nel 2013, vieta l’esportazione di armamenti se vi è il rischio che vengano utilizzati contro obiettivi civili. Tuttavia, le forniture continuano, come dimostra la joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, nata nel 2024, che rappresenta un progetto industriale strategico che coinvolge stabilimenti italiani, tra cui quelli ex Oto Melara di La Spezia e la fabbrica di Domusnovas in Sardegna, gestita da RWM Italia, controllata di Rheinmetall. Le bombe prodotte da RWM Italia in Sardegna sono state utilizzate dall’aviazione saudita nel conflitto yemenita, una guerra iniziata nel 2014 che ha visto la coalizione arabo-americana bombardare il paese, causando migliaia di vittime civili e una crisi umanitaria senza precedenti. Nonostante la revoca delle forniture di bombe e missili da parte del governo italiano nel 2019, le esportazioni sono riprese e intensificate dal 2024, con un aumento significativo delle vendite e del supporto militare.
Infine, ma non meno importante, va sottolineato il contributo della Leonardo SpA nell’ambizioso e costoso progetto delle forze armate degli Stati Uniti d’America per prepararsi alla guerra nucleare: la costruzione di dodici sottomarini a propulsione nucleare armati di missili balistici intercontinentali con testate atomiche da centinaia di kiloton.
A gennaio la controllata Leonardo DRS con quartier generale e stabilimenti negli USA ha sottoscritto un contratto del valore complessivo di 3 miliardi di dollari per fornire il sistema integrato di propulsione elettrica che sarà montato a bordo dei nuovi sistemi di guerra subacquea. Nello specifico Leonardo DRS curerà per conto di US Navy e della società contractor (General Dynamics Electric Boat) la progettazione e la realizzazione del motore elettrico di propulsione principale a magnete permanente e i relativi sistemi di conduzione e controllo.
La sede operativa più interessata da questo progetto è il porto di Genova, ma anche altri cantieri potrebbero essere interessati dalla proliferazione di navi a propulsione nucleare.
«Il nucleare con reattori più piccoli consente di essere utilizzato non solo su sommergibili e portaerei, ma anche sulle navi più piccole come incrociatori o, addirittura, le Fregate» aveva affermato Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, intervenendo alla tavola rotonda promossa da Confindustria Udine l’11 marzo 2025.
È risaputo che il Ministero della Difesa italiano ha avviato un progetto per implementare reattori nucleari a bordo di navi militari, con Fincantieri e Ansaldo Nucleare in prima linea nel progetto. Altri progetti sul nucleare “dual use” coinvolgono Leonardo e Enel. Parallelamente, il 28 febbraio 2025 il governo Meloni ha approvato un disegno di legge «in materia di energia nucleare sostenibile» per favorire la proliferazione di queste “piccole centrali” (i moduli SMR, small modular reactor).
Ecco quindi i motivi per cui occorre intraprendere una campagna che smascheri il ruolo nefasto che questa società sta svolgendo in Italia e nel mondo: perché costruisce e vende armi e sistemi d’arma che vengono immediatamente utilizzati in teatri di guerra:
perché contribuisce al sostegno militare all’esercito israeliano impegnato nel genocidio di Gaza e ora in nuovi conflitti in tutto il Medio Oriente;
perché è impegnata nella produzione di nuovi sistema d’arma nucleari e direttamente interessata al rilancio del nucleare in Italia;
perché nonostante i colossali profitti incassati con le guerre in corso Leonardo SpA diminuisce il suo personale negli stabilimenti italiani, dimostrando così che tanta produzione di morte non produce neanche significativi vantaggi alla nostra economia (la tesi bugiarda tanto sbandierata dai nostri ministri).
Prosegue l’indagine della Procura nei confronti dell’industria alimentari Sandri di Montescudaio. Indagine scaturita dagli esposti presentati dall’Unione Sindacale di Base. Dopo i primi interventi della ASL Medicina del lavoro sul tema dei numerosi infortuni (spesso non denunciati) dentro allo stabilimento, giovedì scorso abbiamo assistito ad un imponente blitz da parte della Guardia di Finanza, Ispettorato del lavoro e Nas. Nel corso della mattinata decine di agenti in borghese con distintivo a tracolla hanno letteralmente circondato la fabbrica alimentare in cui lavorano centinaia di operai la stragrande maggioranza in appalto presso numerose società e cooperative. Stabilimento industriale che formalmente si presenta come un’azienda artigiana di paese. Tutti i lavoratori, diretti ed indiretti, sono stati bloccati all’interno mentre venivano chiesti documenti di identità e cartellini. Sono stati perquisiti gli uffici amministrativi e interrogate sul posto diverse persone. Una parte degli agenti è rimasta all’interno dalla prima mattina fino alla sera alle 20 circa. Ovviamente è ancora presto per avere dei riscontri circa l’esito della perquisizione ma sappiamo che la Procura si è concentrata, oltre che sul tema dell’organizzazione del lavoro e degli appalti anche sui rapporti tra ditta appaltante e soggetti in appalto dal punto di vista della regolarità fiscale. Non è una novità questo tipo di intervento. Si stanno susseguendo, in tutta Italia, svariate indagini e sequestri per intermediazione illecita di manodopera e frode fiscale rivolte a società della logistica e della lavorazione delle carni. Ci auguriamo quindi, che sia fatta piena luce rispetto a quanto fino ad oggi ipotizzato dalla nostra organizzazione sindacale. Tesi che ovviamente ad oggi non hanno alcuna conferma e che rimangono solo mere supposizioni. L’ispettorato del lavoro invece è intervenuto in merito ai contratti di lavoro applicati (negli appalti si lavora le carni con ilo CCNL Multiservizi pulizie) e sulla regolarità dei pagamenti di straordinari e altri istituti contrattuali. Mentre NAS è intervenuto sulla parte legata alla provenienza dei prodotti, alle etichette e alla lavorazione in generale. Da parte sua la dirigenza Sandri non ha gradito il nostro intervento che va avanti ormai da circa due anni con scioperi e manifestazioni. Nei mesi scorso è stata depositata una denuncia penale nei confronti di un rappresentante sindacale USB di Livorno. Il processo, che si aprirà a settembre presso il Tribunale di Livorno, vede il sindacalista imputato per il reato di diffamazione. Dal canto nostro siamo sereni e siamo pronti a difendere le nostre ragioni anche in quella sede.
Dal 10 al 20 giugno, ogni mattina tra le 9.50 e le 12.50, la circolazione ferroviaria tra Pisa e Livorno è completamente interrotta. Pendolari e turisti restano bloccati nelle stazioni, e la motivazione ufficiale – “lavori di rinnovo degli scambi a Tombolo” – sembra, ancora una volta, scaricare il peso del disagio sui cittadini. Ma dietro i “lavori diurni” si nasconde molto di più: la militarizzazione del territorio toscano al servizio della guerra!
L’USB Toscana denuncia con forza ciò che Rete Ferroviaria Italiana e il Governo non dicono: il potenziamento dello snodo ferroviario di Tombolo serve a incrementare in modo esponenziale il traffico di armi, esplosivi e munizioni tra il porto di Livorno, il Canale dei Navicelli e Camp Darby, il più grande arsenale USA fuori dal suolo americano. Altro che “miglioramento della circolazione”: si stanno costruendo infrastrutture civili per scopi bellici, trasformando la Toscana in un avamposto strategico della NATO e degli interessi statunitensi.
La nuova linea ferroviaria per Camp Darby, il ponte girevole sul Canale dei Navicelli pagato dagli USA, gli accordi tra RFI e Leonardo per la cosiddetta "military mobility", parlano chiaro: siamo dentro un’economia di guerra! La mobilità, la logistica e persino le aree verdi vengono subordinate agli interessi militari.
Tutto ciò avviene senza trasparenza, senza alcun piano di sicurezza per il trasporto di materiali esplosivi su ferro, gomma o acqua e a totale danno dei cittadini, che subiscono ritardi, tagli ai servizi e rischi crescenti per la salute e l’ambiente. Sono già stati abbattuti mille alberi solo per costruire una linea ferroviaria che nessun pendolare potrà mai usare.
USB dice basta. Basta alla guerra, basta alla militarizzazione del territorio, basta a una politica che mette gli interessi dell’industria bellica e dell’imperialismo statunitense sopra i diritti delle persone. NO alla NATO!
PER QUESTO L'UNIONE SINDACALE DI BASE HA PROCLAMATO: - LO SCIOPERO GENERALE il 20 GIUGNO contro guerra, riarmo, distruzione del welfare e contro il genocidio in Palestina - LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE a ROMA il 21 GIUGNO: in piazza per costruire una vera opposizione sociale alla guerra
I lavoratori, i cittadini di Pisa, Livorno e di tutta la Toscana non sono complici. Non vogliamo essere la piattaforma logistica delle guerre USA e NATO. Non accettiamo che le nostre infrastrutture, le nostre tasse, i nostri territori siano sacrificati in nome della guerra permanente.
La guerra inizia anche qui. Fermiamola insieme.
APPUNTAMENTI TERRITORIALI PER LO SCIOPERO DEL 20 GIUGNO:
FIRENZE: VIA DELLE OFFICINE GALILEO 1, presidio Leonardo Spa ore 9:30
Il territorio della provincia livornese registra una grave carenza di Vigili del fuoco che crea notevoli problematiche operative: ci appelliamo alla Prefettura, ai sindaci e alla Provincia affinché raccolgano il nostro grido di allarme. Il Comando provinciale dei vigili del fuoco di Livorno da ottobre è guidato da un dirigente a nostro avviso non all’altezza della situazione e poco incline al confronto con le parti sociali: dal suo arrivo le criticità sono infatti aumentate. L’organizzazione del soccorso tecnico urgente è a dir poco approssimativa: le problematiche vengono risolte soltanto grazie alla grande professionalità del personale operativo che sul territorio si prodiga con coraggio e spirito di umanità. Dobbiamo inoltre registrare una grave carenza di personale e una sua gestione che non risponde alle esigenze del territorio. È proprio a causa di ciò che saremo costretti a scegliere su quale intervento agire. Dovremo ad esempio scegliere se intervenire per sedare l’incendio in un appartamento oppure se aiutare chi è rimasto incastrato in un auto a seguito di un sinistro. La situazione è ancora più critica se si pensa all’età avanzata del personale (una delle più alte a livello nazionale). A preoccuparci sono inoltre le condizioni igienico sanitarie della cucina che non esitiamo a definire “roba da Terzo mondo”. Anche presso il distaccamento di Portoferraio si registra una pesante carenza di personale: solo 5 operatori per gestire tutto il territorio dell’isola d’Elba. Una situazione grave, soprattutto se si considera che d’estate il numero dei presenti sull’isola aumenta in modo considerevole. Analoghe problematiche si presentano presso il distaccamento di Piombino che può contare solo su 5 operatori. In questo caso le criticità sono dovute anche alla presenza di un tessuto industriale importante, alla presenza di un rigassificatore e all’intenso traffico portuale. Malgrado l’elevato traffico di navi non è inoltre stata prevista l’introduzione di un distaccamento portuale: ciò avrebbe consentito di incrementare la pianta organica. La struttura del distaccamento di Cecina versa in uno stato di totale abbandono: il dirigente sostiene però che non ci siano i fondi per migliorare la situazione. Tutto ciò è inaccettabile: si consideri ad esempio che all’interno della struttura non è presente un impianto di climatizzazione, in barba a quanto dispongono le normative in tema di salute dei lavoratori. Anche nel Nucleo portuale dobbiamo registrare pesanti carenze di personale e di mezzi. Senza contare che le progressioni di carriera sono praticamente impossibili. Dobbiamo purtroppo evidenziare una pesante mancanza di personale anche nel Nucleo sommozzatori, struttura che copre tutta la costa da Civitavecchia a La Spezia, isole comprese. Il numero risicato di operatori permette di coprire solo 1 turno su 4: c’è pertanto il rischio che il malcapitato che sta annegando sulla costa debba attendere i sommozzatori da Firenze per essere salvato. Anche il Nucleo eliporto di Cecina deve far fronte a una pesante carenza di operatori preposti e di personale elisoccorritore. I pompieri meritano rispetto: purtroppo però anche le vicende giudiziarie riguardanti un dirigente del Comando provinciale stanno mettendo in ombra il costante impegno di questi lavoratori che ogni giorno effettuano pericolosi interventi rischiando anche la vita.
Livorno ha diritto a un sistema di soccorso tecnico urgente all’altezza della sua realtà territoriale e sociale, e di un dirigente che sia all' altezza di questo delicatissimo incarico. Per tutto ciò vi chiediamo di aiutarci ad aiutarvi, ognuno di voi per quel che può.
Il 20 giugno, l'Unione Sindacale di Base, insieme a CUB e SGB, ha proclamato uno sciopero generale nazionale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato.
Lo sciopero ha l’obiettivo di permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di fermarsi per un giorno:
- per opporsi al massacro ad opera dello Stato genocida d’Israele; - per mostrare solidarietà alle atroci e intollerabili sofferenze del popolo palestinese; - per accusare la folle corsa al riarmo decisa dall’Unione europea - accettata servilmente dal governo Meloni; - per denunciare la devastazione sociale prodotta da decenni di moderazione salariale ad opera dei governi filo-padronali del nostro Paese.
Lo sciopero è dunque una risposta necessaria e urgente all’aggravarsi delle condizioni sociali, economiche e democratiche di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, vittime di politiche che continuano a favorire le grandi imprese e il complesso militare-industriale.
Il sempre più crescente coinvolgimento della nostra economia nella costruzione di nuovi armamenti, comporta la moltiplicazione dei settori lavorativi chiamati a collaborare con le operazioni belliche. Dai porti agli aeroporti; dalle ferrovie alla logistica; dalla ricerca alla scuola, sono migliaia i lavoratori e lavoratrici chiamate a farsi complici delle azioni militari e della logica di guerra.
USB Firenze e USB Pisa invitano le lavoratrici e i lavoratori dei rispettivi scali aeroportuali a partecipare ai due presidi provinciali che il 20 giugno si terranno alla Leonardo S.p.A. di Campi Bisenzio (Via delle Officine Galileo 1) a partire dalle ore 10.00, e in Piazza Vittorio Emanuele a Pisa, a partire dalle ore 11.00.
Inoltre, i presidi provinciali di USB Pisa e USB Firenze rappresenteranno un momento per riflettere sulle recenti mozioni approvate dal Consiglio regionale e dalle dichiarazioni del presidente Eugenio Giani a proposito dell’interruzione delle relazioni tra la Regione Toscana e il governo e le istituzioni israeliane.
Una volta sancita la cessazione di tali relazioni diplomatiche ed economiche, ci chiediamo: com’è possibile che il presidente del consiglio di amministrazione di Toscana Aeroporti S.p.A. sia il Console Onorario di Israele in Italia?
Ricordiamo che la Regione Toscana detiene ancora una quota, seppur simbolica, del capitale di Toscana Aeroporti; dunque, evidenziamo la problematicità del fatto che al vertice del sistema aeroportuale toscano ci sia una persona con un ruolo di rappresentanza dello Stato di Israele.
Oltre che a festeggiare i dieci anni di Toscana Aeroporti e le capacità di brandizzare (leggi: fare profitto su) il diritto costituzionale alla mobilità, il presidente Marco Carrai deve condannare pubblicamente le atrocità perpetrate dal governo di Benjamin Netanyahu, prendendone le distanze, marcando così la cruciale differenza che risiede tra l’essere un silenzioso sostenitore della colonizzazione sionista e l’essere un democratico cittadino di fede e cultura ebraica.
Infine, sottolineiamo che la recente sospensione del tavolo regionale per gli aeroporti voluta da Toscana Aeroporti segna la fine delle garanzie richieste da lavoratrici e lavoratori al termine dell'atto di vendita di Toscana Aeroporti Handling. E lascia intendere che l'ombrello delle tutele del gestore aeroportuale è giunto al capolinea. Ed è un peccato, perché le scarse condizioni lavorative che caratterizzano l’operatività del settore dell’handling toscano, che da anni portiamo all’attenzione delle autorità competenti - e che già da sole giustificherebbero le ragioni di uno sciopero (fatiscenza delle infrastrutture, inadeguatezza del parco mezzi, aumento dei carichi di lavoro, forzature interpretative del CCNL) - meriterebbero attenzione anche da parte dell'istituzione regionale. Considerato che senza le braccia dei lavoratori e delle lavoratrici dell’handling, non esisterebbe un servizio aeroportuale. E non si registrerebbe nessun record di passeggeri da celebrare.
Apprendiamo dai media, che il sottosegretario on. Ferrante definisce una riduzione di personale in aeroporto… “una razionalizzazione delle risorse”: noi non ci stiamo!
Il personale in servizio all’aeroporto passa da 14 a 10 unità per turno, con una riduzione di 16 unità complessive!
Se non si chiamano tagli alla sicurezza dei passeggeri questi…vuol dire che la sicurezza non è al primo posto di un governo.
In un’attività quale l’aeroporto di Pisa dove transitano più di 6 MILIONI di passeggeri all’anno. Come Unione Sindacale di Base abbiamo già denunciato le problematiche alle istituzioni, e abbiamo avuto in questo, anche l’appoggio di tutto il consiglio comunale sia di maggioranza che diminoranza con una mozione che andava ad evidenziare le carenze dei vigili del fuoco nel soccorso in aeroporto.
Oltre a questo abbiamo in tutta la provincia di Pisa solo 4 squadre dislocate sul territorio, mentre fino allo scorso anno erano 5 le squadre! Sappiate che effettuiamo 6.500 interventi all’anno, divideteli per 365 giorni l’anno e vedrete che un giorno, qualora capiterà, che non riusciremo ad arrivare in tempo sapete il perché.
Chiediamo come sindacato un confronto con il sottosegretario anche pubblico che dimostri chestiamo sbagliando… non si sottragga dal confronto democratico.
Come organizzazione sindacale sentiamo la necessità di intervenire nel dibattito cittadino scaturito dalla manifestazione di domenica scorsa sui temi del turismo a Livorno, sul traffico crocieristico e sull’inquinamento. Lo facciamo partendo dai dati e dalle analisi emerse dal convegno, da noi organizzato nel gennaio scorso, “Dall'industria all'overtourism. Trasformazioni del lavoro e i riflessi sulla distribuzione della ricchezza e sull'evoluzione dei processi economici, sociali e ambientali”. Lo facciamo cercando di mantenere il più possibile una visione oggettiva della realtà evitando di entrare nel merito dello scontro “politico” in atto. Uno scontro politico polarizzato su un ipotetico conflitto tra ambiente e ricchezza/lavoro che esula dai dati reali. Partiamo dal tema dell’occupazione e del reddito. La nostra città e la sua provincia negli ultimi 10 anni hanno registrato una compressione del valore economico e del fatturato del settore industriale del 18%, contemporaneamente i settori del turismo e dei servizi hanno visto un incremento del fatturato del 22%. Il saldo occupazione è di -0,1%. In sintesi, i livelli occupazionali sono rimasti pressoché identici e abbiamo assistito ad un “travaso” di occupati tra il settore industriale e quello del turismo, al netto della distribuzione generazionale che vede il 55% degli occupati nell’industria con un’età maggiore di 45 anni e un 40% nel settore turismo con età inferiore a 35 anni. Il 67% delle attività a Livorno e provincia sono riconducibili al settore dei servizi (tra cui anche turismo) con basso valore aggiunto e ciò si deduce anche dai dati relativi ai salari. Fermo restando che nel nostro paese gli stipendi dei lavoratori hanno subito un decremento del 8,7 % dal 2008 portando il nostro paese sul podio dell’area Ocse, a Livorno e provincia I livelli di reddito nel settore industriale hanno subito una compressione dell’8% negli ultimi 5 anni mentre nel settore del turismo il calo è addirittura del 22%. Livorno, rispetto alla media salariale nazionale di 1800 euro registra stipendi medi di 1500 euro. In estrema sintesi possiamo vedere come nella nostra città il settore turistico mentre cresce vertiginosamente dal punto di vista del fatturato e del valore economico ha generato una compressione dei salari di pari percentuale. Puntare tutto sul turismo, senza porsi il problema dal punto di vista salariale, genera un impoverimento oggettivo dei lavoratori e delle lavoratrici. Ma non è finita qui, dall’ultimo rapporto annuale di vigilanza dell’ispettorato nazionale del lavoro emerge un quadro drammatico. Secondo i controlli effettuati il 74% delle imprese risulta irregolare, 7 imprese su 10, con picchi proprio nel settore del turismo e della ristorazione con lavoro nero e grigio diffuso, mancato rispetto dei contratti nazionali (già di per sé sottoscritti da CGIL, CISL e UIL con salari da fame). Non ci meraviglia, quindi, che siano proprio le associazioni di categoria del settore ad attaccare ferocemente qualsiasi soggetto che voglia mettere in discussione questo paradigma, ne va del loro profitto. Ci meraviglia invece che proprio l’amministrazione locale, e l’assessore di riferimento in testa, ometta da sempre di menzionare questo quadro impietoso dal punto di vista occupazionale. Mai una parola sulle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici nel settore del turismo, della ristorazione e dell’intrattenimento anche in eventi finanziati con soldi pubblici. D’altra parte, prima ancora dei dati statistici, come organizzazione sindacale vediamo la realtà quotidiana. Sono centinaia i lavoratori che si rivolgono ai nostri sportelli. Il lavoro grigio (cioè contratti di poche ore settimanali e il resto al “nero”) è la REGOLA. I bassi salari caratterizzano tutto il settore con stipendi che non arrivano a 1000/1200 euro. Questo anche negli stabilimenti balneari cittadini (che pagano canoni irrisori con concessioni ormai scadute), nei ristoranti e nelle attività ricettive. E’ questo il futuro che ci aspetta? Un capitolo a parte andrebbe dedicato alle conseguenze sociali devastanti prodotte dall’esplosione degli affitti brevi. Durante il convegno abbiamo affrontato questo tema ed è emerso che nella nostra città sono migliaia solo gli host registrati, per non parlare della zona grigia che affitta al nero. Per i lavoratori è praticamente impossibile trovare un alloggio a canoni sostenibili e ciò genera anche l'annoso problema dei lavoratori stagionali che mancano nel settore. E nelle metropoli e grandi città mete turistiche tutto ciò è amplificato. Di contro, e anche questo è ormai evidente, la nostra città sta pagando un prezzo altissimo dal punto di vista ambientale. Le città portuali simili alla nostra hanno avviato un dibattito sano e trasparente su questo tema (reale e imminente) mentre a Livorno si va avanti a slogan e polemiche da bar mentre gli armatori fanno utili miliardari. È ormai urgente affrontare queste problematiche coinvolgendo lavoratori e cittadini e non sostenendo apertamente solo le associazioni datoriali di categoria. Quindi il problema non è essere contro o a favore di turismo, crocieristi o pensare che siano automaticamente i nuovi salvatori, il problema è analizzare ed eventualmente provare a “governare” il fenomeno partendo dai dati e facendo sì che tutto questo sia un vantaggio per la città nel suo complesso e non solo per alcune categorie.
Anche i lavoratori e le lavoratrici dell' Unione Sindacale di Base a Pisa esporranno le bandiere palestinesi durante il passaggio del giro, nel momento in cui è in corso la soluzione finale portata avanti da Israele con la connivenza di UE e NATO.
Partecipiamo alla mobilitazione rilanciata in piazza insieme al Coordinamento per il boicottaggio di Israele a Pisa nell'anniversario della Nakba per denunciare ancora una volta la totale connivenza del Governo italiano e di chi, mentre se ne dice all’opposizione, fomenta la corsa europea al riarmo che andrà soltanto a irrobustire gli affari della stessa industria bellica che alimenta la macchina da guerra e la stessa economia israeliana.
Contro tutto ciò abbiamo deciso di promuovere lo sciopero generale del 20 giugno e la manifestazione nazionale del 21 giugno a Roma.
Vogliamo la pace e non la guerra.
Non vogliamo pagare per scelte guerrafondaie che ricadranno inevitabilmente sulla nostra vita.
Non accettiamo più che si muoia di lavoro senza che nessuno paghi e che non si assumano provvedimenti efficaci.
Non possiamo più stare senza contratti e senza aumenti adeguati.
Non vogliamo chiudere gli occhi le orecchie e la bocca di fronte al genocidio in corso in Palestina.
A fine marzo scorso, insieme al sindacato USB, i lavoratori impegnati nel servizio di trasporto scolastico in appalto, avevano proclamato lo stato di agitazione sindacale. Assunti con il contratto “pirata” multiservizi, da noi giudicato illegittimo per il settore, con contratto part-time ma turni spezzati giornalieri con un impegno lavorativo anche di 8 ore e senza avere bagni e spogliatoi.
Nell’ambito della vertenza in data 12 maggio 2025 USB, su richiesta dell’organizzazione sindacale, ha incontrato l’assessora competente Libera Camici insieme alle dirigenti del settore. In quella sede abbiamo ricevuto la conferma che, a partire dal prossimo bando di appalto, ancora in fase di perfezionamento, la committenza ha assunto l’impegno di indicare esplicitamente il contratto collettivo nazionale corretto di riferimento. Contestualmente, ci sono state aperture anche rispetto all’obbligo per le aziende aggiudicatarie, di dotarsi di spazi adeguati per i lavoratori.
Ma altrettanto importante, data 13 maggio 2025, grazie alla mediazione del Prefetto di Livorno, al tavolo di conciliazione in sede istituzionale convocato ai sensi della Legge 146/90 si è raggiunto un accordo con la B&B Service. L’azienda garantisce ai lavoratori, a partire dal 01/05/2025, il passaggio dal contratto collettivo nazionale imprese di pulizia/multiservizi al CCNL Autoferrotranvieri e il riconoscimento retroattivo di un extra in busta paga per ogni giorno lavorato dal 01/01/2025. Restano aperte alcune questioni legate alla stabilizzazione di un lavoratore e il tema dei contratti part-time. Argomenti che stiamo già affrontando.
Ci riteniamo soddisfatti del risultato raggiunto in questa fase che, da una parte assicura da subito ai lavoratori un trattamento economico più congruo contestualmente al riconoscimento delle mansioni svolte, dall’altra pone le basi per prospettive future migliori all’interno di un sistema di appalto per essenza lacerante rispetto alle condizioni di lavoro. Ringraziamo il Prefetto di Livorno per il suo intervento così come l’assessora Camici del Comune.
Nel reparto UP Cloruro di Calcio dello stabilimento Solvay di Rosignano la situazione è ormai critica dal punto di vista della sicurezza. È quanto viene segnalato direttamente dai lavoratori e dalla nostra organizzazione sindacale. Già qualche mese fa eravamo intervenuti per via della carenza di personale, con operati costretti a lavorare anche 16 ore consecutive per mancanza di cambi. Parliamo di un reparto ad “alto rischio” in cui, nel settembre del 2024 un giovane lavoratore finì ricoverato in prognosi riservata con ustioni sul 40% del corpo a causa di una fuoriuscita di acqua bollente. Nello specifico le problematiche denunciate sono riconducibili al pessimo stato degli impianti e alla scarsa manutenzione. Sia per quanto riguarda il reparto “evaporazione” sia per quello di solidificazione. Nel primo le valvole che servono per isolare l’impianto di primo effetto (che lavora il cloruro a temperature più alte) dagli altri apparati risultano ormai difettose a causa delle incrostazioni. Quindi non possono essere chiuse correttamente in caso di emergenza. Inoltre, vi è la presenza costante di ponteggi, allestiti per le manutenzioni ma ormai presenti da circa due anni, che impediscono la mobilità degli operai in caso di emergenza. Le valvole dell’impianto secondi effetti risultano anch’esse semi-bloccate e devono essere manovrate con attrezzi da lavoro invece che a mano. Nel reparto solidificazione, nonostante alcuni interventi, il solaio che mantiene il piano superiore con le due ruote per la produzione delle scaglie, risulta essere in pessimo stato. Fino a qualche tempo fa erano presenti dei “cristi” per puntellare le travi in ferro. Ma non è solo un problema di sicurezza ma bensì anche di produttività degli impianti. Da circa due settimane, ad esempio, a causa della mancata sostituzione di alcune valvole dette “vanesse”, per garantire i lavaggi periodici dell’impianto lo stesso deve essere fermato. Per affrontare queste problematiche, l’Unione Sindacale di Base, ha recentemente incontrato la dirigenza della multinazionale. Crediamo che il dialogo e soprattutto il confronto con i diretti interessati sia la strada migliore per risolvere le problematiche. Soprattutto se si parla di sicurezza. L’incontro è stato sicuramente positivo, abbiamo descritto puntualmente le problematiche sopra riportate e ci auguriamo che siano messi in campo interventi tempestivi. Pensiamo che sia invece urgente affrontare la situazione prima che si possano ripetere altri infortuni. Ovviamente, sempre attraverso il confronto preventivo con i lavoratori, siamo altresì pronti ad intervenire con tutti gli strumenti sindacali che abbiamo a disposizione qualora la situazione generale non subirà miglioramenti.
Vogliamo ringraziare la competenza, l’interesse ed il lavoro svolto dalla 2° Commissione del Comune di Pisa in merito alla prospettiva di declassamento ed i conseguenti tagli di organici ai Vigili del Fuoco di Pisa, il Presidente del Consiglio Comunale per Odg proposto all’intero Consiglio Comunale che ci auguriamo ponga la stessa attenzione volta a salvaguardare l’importanza del Galilei e del territorio tutto, in termini di economia e occupazionali.
Il possibile taglio di 16 Vigili del Fuoco a Pisa sarebbe un ulteriore e gravissimo colpo ad un sistema di soccorso provinciale già allo stremo. Sono infatti solo 4 le squadre VF operative in tutta la provincia, una sola in città, con lavoratori costretti a lavoro straordinario con turni oltre le 12 ore consecutive/ oltre le 48 settimanali, oltre a tutti i servizi di Vigilanza nei locali di pubblico spettacolo e delle numerose manifestazioni dell’estate pisana.
Chiediamo quindi al Consiglio Comunale ed al Sindaco di intraprendere tutte le necessarie e opportune azioni di sensibilizzazione verso gli organi istituzionali al fine di garantire un sistema di safety necessario a garantire l’incolumità della popolazione di Pisa e provincia.
Crediamo sia importante creare sinergia per mantenere e migliorare il servizio di garanzia del soccorso che i Vigili del Fuoco di Pisa rendono sul territorio e all’interno del Galilei!
BASTA SILENZIO ISTITUZIONALE SULLA PIAGGIO!
Da mesi abbiamo assistito a un silenzio complice e assordante da parte delle istituzioni, di fronte a una situazione come quella che viviamo nello stabilimento Piaggio di Pontedera, che colpisce direttamente centinaia di famiglie.
Ci chiediamo dove sono coloro che dovrebbero rappresentare e tutelare il territorio, le lavoratrici e i lavoratori? Il silenzio con cui stanno accogliendo le scelte unilaterali di Piaggio è inaccettabile.
Le amministrazioni locali sembrano sempre pronte a stendere il tappeto rosso alla proprietà in occasione di celebrazioni e passerelle, ma si eclissano ogni volta che bisognerebbe difendere concretamente i diritti di chi lavora. Non muovono un dito quando un’azienda decide di fermare la produzione e scaricare il costo sui lavoratori, utilizzando ferie, permessi e, successivamente, anche la cassa integrazione.
Ci opponiamo a questa gestione del territorio, in cui a comandare è la famiglia Colaninno, mentre le istituzioni, invece di vigilare e intervenire, si comportano da spettatori passivi, se non addirittura da complici. Servono garanzie occupazionali e, soprattutto, tutela del reddito, aggiungendo un integrazione salariale ai soldi degli ammortizzatori sociali
Basta con la retorica della “grande azienda che dà lavoro”: sono proprio questi lavoratori e lavoratrici a pagare oggi il prezzo delle scelte della proprietà, mentre le istituzioni, nei palazzi, voltano lo sguardo dall’altra parte.
Mentre centinaia di persone vengono lasciate a casa con la cassa integrazione, senza alcuna garanzia e con stipendi drasticamente ridotti, le istituzioni locali e regionali restano in silenzio.
Non si può continuare a tacere di fronte a chi taglia il personale, precarizza il lavoro e svuota il territorio. È ora che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità e si schierino dalla parte di chi lavora.
Dopo l'incatenamento di Alessandra di lunedì mattina al Comune di Pontedera, il Sindaco Matteo Franconi ci ha ricevuto e noi gli abbiamo ribadito le nostre perplessità e la nostra rabbia: abbiamo fatto richiesta di un integrazione agli ammortizzatori sociali, di diminuire le precarizzazione nello stabilimento di Pontedera, di garantire salute e sicurezza nel posto di lavoro e sapere quali sono le prospettive future per i lavoratori e Pontedera, chiedendo anche un consiglio comunale aperto che metta al centro i lavoratori e le lavoratrici Piaggio e il indotto.
Il Sindaco ha preso in carico le nostre rivendicazioni, promettendo di chiedere un incontro alla proprietà.
USB Piaggio
USB PARTECIPA ALLE GIORNATE DI MOBILITAZIONE E DISCUSSIONE DEL 26-27 APRILE PER DIRE NO ALLA NUOVA BASE MILITARE, AL RIARMO E ALLA DEVASTAZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO
VERSO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA DEL 21 GIUGNO
Basta con le ambiguità, è ora di promuovere un piano di azione contro la guerra e non solo vuoti appelli alla pace.
Mentre è in campo un colossale programma di riarmo europeo, accompagnato da un piano di riorganizzazione su scala continentale che mira a favorire la centralizzazione delle decisioni di politica estera e di difesa, con un orientamento sempre più esplicito verso la preparazione dell’opinione pubblica europea ad un futuro di guerra, occorre che le forze che vogliono battersi per la pace si diano un piano di lavoro comune.
Chi lavora per la guerra si è messo in moto e marcia spedito, anche se per fortuna il fronte guerrafondaio non è privo di contraddizioni e la direzione verso cui tende non manca di ostacoli e di incognite. Ma chi vuole battersi per la pace è al lavoro per costruire un piano alternativo che abbia come primo punto la resistenza alle politiche di guerra?
USB lega la guerra alla questione dei salari da oltre tre anni. Come ha certificato l’OCSE pochi giorni fa, in Italia i salari sono più bassi del 7% rispetto al 2021 ed i rinnovi contrattuali in corso sono molto lontani dal prevedere un recupero del potere d’acquisto perduto.
Mentre i profitti di banche ed aziende sono saliti alle stelle, il nostro sistema contrattuale rimane ancorato saldamente ai vincoli di accordi interconfederali che non vengono rimessi in discussione da Cgil, Cisl e Uil.
Al secondo punto c’è la questione sociale, il peggioramento generalizzato delle condizioni di vita, il rialzo dei prezzi, dalle tariffe agli affitti, dalla sanità ai trasporti, e la condizione di difficoltà crescente che vive una fetta sempre più ampia della popolazione.
Mentre il piano ReArm Europe prevede cifre colossali per l’acquisto e la costruzione di nuovi armamenti, le risorse stanziate per far fronte all’aumento delle disuguaglianze non si trovano.
E al terzo punto ci sono le politiche di guerra e la militarizzazione della società e dell’informazione e l’attacco alle libertà e alle agibilità politiche. E c’è il tema della conversione della nostra industria civile in industria militare.
Solo tenendo assieme i diversi aspetti delle politiche che oggi soffriamo potremo portare la società a ribellarsi a questi piani che oggi non sono più semplici propositi ma scelte pratiche in corso di attuazione. Il clima di guerra costringe ad uscire dall’ambiguità e a dimostrare coerenza, tenendo assieme i fili di un’unica politica che vuole la pace ma anche un’alternativa alla stagione dei bassi salari, del lavoro sottopagato e della deindustrializzazione.
Dentro questo quadro un nuovo, ennesimo, progetto di base militare per l’addestramento di forze speciali dell’esercito impegnate quotidianamente in decine di missioni militari all’estero.
Un mega-progetto di 140 ettari previsto a Pontedera, all’interno della tenuta Isabella, e a San Piero a Grado, dentro il Parco Naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, area protetta a livello europeo e di enorme valore ambientale, sociale e culturale per il nostro territorio; un Parco già inquinato dalla presenza di un reattore nucleare dismesso, di cui si fa sapere poco o nulla. La spesa stimata è di 520 milioni di euro solo per la realizzazione della base, di cui una parte inopportunamente già stanziata dal Ministero Infrastrutture e Trasporti e dal Fondo di Coesione e Sviluppo.
La gestione politica, dal Governo, sino alla Regione, ai Comuni e all’Ente Parco, appare a dir poco opaca e priva di relazione con la cittadinanza e la popolazione dei territori interessati dal progetto.
Non è il tempo delle mezze misure, del siamo per la difesa e non per il riarmo, dell’andiamo in piazza anche con chi ha posizioni diverse da noi. È il tempo delle scelte chiare.
59 anni, Paolo Lambruschi, è morto ieri , nel bacino di Fantiscritti, sopra Carrara. Il lavoratore era alla guida di un dumper, mezzo pesante usato in cava, carico, che è caduto per molti metri: il 59enne è rimasto schiacciato sotto il mezzo ed è deceduto, i soccorsi sono stati inutili.
A nome di tutta l'Organizzazione sindacale scrivente esprimiamo condoglianze alla famiglia e ai colleghi tutti e ci stringiamo a loro in questa perdita.
È passato poco più di un anno dalle parole di Umberto Franchi, in cui a margine di un’intervista alla RAI dichiarava che i lavoratori del lapideo <<Si fanno male perché sono deficienti>>. Ancora non riusciamo a togliercele dalla testa, e rimbombano come macigni. Un settore in cui in proporzione i morti sul lavoro e gli incidenti gravi sono ancora altissimi, chi continua a voltarsi dall' altra parte o a minimizzare è parte del problema stesso.
USB indice 8 ore di sciopero nell' intero settore del Lapideo in tutta la provincia di Massa Carrara e si fa carico di organizzare nei prossimi giorni un incontro fra lavoratori, iscritti o no al nostro sindacato per riunirci e discutere assieme di quanto avviene sui nostri posti di lavoro.
Aumenta ulteriormente la scelta di formazione universitaria nella sede di Livorno dell’università telematica Pegaso in via Martin Luther King 13, nei locali della Cna. Questi i quattro nuovi master di primo livello, tutti incentrati su argomenti di grande attualità: "Sicurezza Economico...
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Aprendo lo stato di agitazione, l'Unione Sindacale di Base, ha attivato le procedure previste dalla Legge 146/90 sugli scioperi. Siamo in attesa della convocazione presso gli organi competenti per espletare le procedure di raffreddamento e conciliazione.
Notizie allarmanti sul fronte lavoro dentro lo stabilimento di Pontedera, per quanto riguarda la produzione, una chiusura che l'azienda si appresta a fare, secondo il loro dire, non per i dazi imposti da Trump ma per la situazione generale. Uno stop fatto usando ferie e permessi dei lavoratori e delle lavoratrici, il 18 Piaggio chiude mentre oggi lavora su tutti i turni e con i contratti a termine!! Come USB non abbiamo niente contro l’entrata dei contratti a termine ma la situazione è indubbiamente preoccupante e le scelte aziendali altalenanti: dalla piena produzione e entrata CT alla chiusura. Per i prossimi mesi temiamo che si possa presentare un’enorme riduzione delle ore lavorate e quindi un uso sempre più lungo della cassa integrazione. E la tutela del salario dei lavoratori e delle lavoratrici? È necessaria una programmazione diversa della produzione e servono anche più garanzie per i contratti a termine. Come USB venerdì scorso abbiamo scioperato contro le politiche belliciste del governo e dell'unione europea e siamo scesi in piazza per riaffermare che i soldi si trovano per le armi ma non per alzare i salari dei lavoratori. Ci chiediamo anche dove sono le istituzioni sia comunali che regionali che, nel silenzio più assordante, fanno fare alla famiglia Colaninno tutto ciò che gli conviene facendo sempre pagare ai lavoratori le loro scelte fatte per massimizzare i profitti. Siamo pronti a lottare per emanciparci dal ricatto del padron e non resteremo passivi a subire scelte che graveranno nei prossimi mesi sulle famiglie.
RSU PIAGGIO COORDINAMENTO USB PIAGGIO USB NAZIONALE INDUSTRIA
<<Ci hanno dovuto ripensare!>> dichiara Marco Lenzoni, delegato USB sanità a Pontremoli, La ASL Toscana Nord-ovest che aveva portato in consiglio di disciplina l’operatrice socio sanitaria Alessia Di Stasio in servizio presso l’ospedale di Pontremoli (MS) con accuse gravissime da licenziamento in tronco ha dovuto prendere seriamente in considerazione le ragioni e la memoria difensiva presentata per USB dall’avvocato Pietro Ambrosanio e dalle nostre delegate Claudia Atti e Monica Bruno che hanno sostenuto Alessia durante lo svolgimento del consiglio di disciplina tenutosi a Livorno il 25 febbraio scorso. L’avvocato ha smontato ogni grave contestazione mossa contro Alessia, come avevamo sostenuto fin dall’inizio di questa vicenda, la Asl ha voluto montare un “caso” per un semplice modulo non compilato nei tempi previsti, una mancanza per cui sarebbe stato sufficiente un semplice richiamo ma invece la Asl con contestazioni pretestuose e non corrispondenti ai fatti ha voluto mettere in gravissima difficoltà la lavoratrice portandola davanti al consiglio di disciplina. Alessia è stata costretta a doversi difendere da accuse gravissime che se non fossero state smontate per filo e per segno nella difesa dell’avvocato Ambrosanio e dei nostri delegati sindacali avrebbero portato al licenziamento di Alessia, questo consiglio di disciplina crediamo a questi punti sia stato montato per spaventare e punire la collega perché tramite USB aveva osato contestare alla azienda la violazione delle leggi a tutela della salute dei lavoratori. Alessia da mesi chiedeva di essere esentata dalla movimentazione dei carichi pesanti ma nonostante le sue certificazioni mediche e le segnalazioni fatte pervenire alla dirigenza infermieristica nulla è stato fatto fino al giorno del suo infortunio avvenuto proprio in seguito al trascinamento di un letto pesante e difettoso con un paziente sopra. Il nostro intervento e la nostra denuncia pubblica hanno fatto si che questa manovra repressiva contro la lavoratrice finisse sotto i riflettori dei media e dell’opinione pubblica, tantissimi sono stati i gesti e i messaggi di solidarietà arrivati dalla Lunigiana, dalla Toscana e anche da altre zone dell’Italia, a sostenere Alessia, anche la presa di posizione e la solidarietà concreta di diversi comitati cittadini per la sanità e per il diritto alla salute come il Comitato sanità pubblica Versilia-Massa-Carrara, la Consulta popolare per la sanità di Massa e il Comitato salute pubblica Alta Lunigiana. Da ricordare anche la presa di posizione del sindaco stesso di Pontremoli dove Alessia lavora che ha scritto una lettera alla direttrice della Asl nord-ovest per chiedere che il procedimento disciplinare venisse chiuso per l’infondatezza delle gravi accuse mosse contro la lavoratrice. La questione non è finita, ora le suddette violazioni sulle leggi a tutela della salute dei lavoratori saranno portate alla attenzione di un giudice, andremo fino in fondo, fino a quando giustizia non sarà fatta. Non si scherza con la salute dei lavoratori, non si usano i consigli di disciplina per ritorsione verso i lavoratori che alzano la testa, prima o poi lo capiranno anche alla Asl Nord-ovest ne siamo certi.
VIVA I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLA SANITÀ CHE LOTTANO‼️
Marco Lenzoni USB SANITÀ buffa Elia USB Massa Carrara
Il servizio di trasporto scolastico per le scuole primarie e secondario di 1° grado è gestito dal nostro Comune attraverso il sistema perverso di appalto. Il secondo paradosso è che il bando di gara è stato vinto da una ATI (associazione temporanea di impresa) di cui fanno parte alcune società. Una di esse, in maniera totalmente illegittima, ha deciso di applicare il contratto nazionale imprese di pulizia/multiservizi. Parliamo di autisti qualificati che svolgono un servizio di trasporto persone. Oltre alle paghe da fame ci sono una serie di “irregolarità” più o meno evidenti che vanno subito affrontate. Gli autisti sono assunti con un contratto part-time ma svolgono le proprie mansioni anche in 4/5 turni spezzati. In pratica l’impegno lavorativo è distribuito su tutta la giornata ma le ore retribuite sono solo una minima parte. Niente spogliatoi o servizi igienici, nessuno spazio dove mangiare, nessun buono pasto. Stiamo parlando di un appalto per il quale l’ente pubblico sborsa, nei 3 anni e mezzo, poco meno di un milione e cinquecento mila euro. Nel capitolato si fa espresso riferimento all’obbligo di utilizzo di un contratto nazionale “dell’area di appartenenza” tant’è che alcune aziende della ATI applicano correttamente il CCNL autoferrotranvieri. Mentre una esse, come già citato precedentemente, la B&B Service di Pietrasanta ha “optato” per il contratto delle pulizie. Ci chiediamo, chi deve vigiliare sull’effettivo rispetto del capitolato? Come mai fino ad ora il Comune di Livorno non è intervenuto? Come mai in alcuni appalti ci viene contestato che il contratto nazionale da applicare deve essere quello “corretto” e quindi non si può chiedere l’utilizzo di CCNL migliori ma se conviene si resta in silenzio quando questo contratto è palesemente inapplicabile? La verità è che per risparmiare (o per far ingrassare qualche azienda) nel mondo degli appalti tutto è consentito. Per USB il contratto pirata multiservizi non deve essere applicato in nessun settore. Dal portierato al trasporto scolastico, dal servizio ingombranti in Aamps, al privato puro. Ma meno che mai nel trasporto persone. Addirittura, questo contratto vergognoso non viene fatto rispettare per intero, neanche da quei sindacato che l’hanno firmato. Come, ad esempio, per quanto riguarda il part-time e le maggiorazioni. Abbiamo richiesto un incontro urgente all’assessore di competenza. Contestualmente, insieme ai lavoratori, apriremo subito lo stato di agitazione sindacale e la richiesta di tavolo di conciliazione in sede Prefettizia. La situazione deve cambiare ora, non tra un mese, non tra un anno.
Questa mattina, 20 marzo, si è svolto il primo sciopero regionale, promosso da USB, all'interno del servizio di portierato negli enti pubblici della Regione. Dalle ore 10 le lavoratrici erano presenti, in presidio, davanti al palazzo della Regione a Firenze. Nonostante la mozione regionale sul salario minimo a 9 euro l'ora, il bando in questione, che coinvolge 300 lavoratrici e lavoratori, è stato costituito prevedendo l'applicazione del CCNL Multiservizi al primo e secondo livello. Paghe orarie di gran lunga inferiori ai 9 euro previsti. Paghe da fame e part time involontario diffuso. Stipendi da 600/700 euro netti al mese.
Durante la manifestazione una delegazione ha incontrato l'assessore regionale Ciuoffo e la dirigente del settore appalti. USB ha chiesto, come già anticipato a mezzo stampa, di ritirare l'attuale bando anche se al momento in fase avanzata e ripubblicarlo con la previsione della nuova Legge regionale annunciata da presidente Giani. Dal punto di vista tecnico/legale sarebbe assolutamente possibile procedere in questo senso. Dal punto di vista politico sarebbe un modo per dare concreta applicazione alla proposta approvata all'unanimità dal consiglio regionale. Il governatore Giani aveva, infatti, introdotto la possibilità di inserire nei bandi una premialità aggiuntiva per quei soggetti che, una volta aggiudicato l'appalto, garantiscano il salario minimo di 9 euro. Previsione che NON trova applicazione in quello attuale del servizio di portierato. Ad oggi la Regione Toscana conferma la NON volontà di ripubblicare il bando e quindi di non applicare concretamente il salario minimo. Una scelta che pesa come un macigno e che dimostra, al di là di come la si pensi, la strumentalità di queste proposte. Inoltre durante l'incontro, la delegazione ha spiegato come il part time involontario e i contratti da 20/24 ore a settimana, contribuiscano a rendere ancora più precario e sotto pagato questo lavoro. Non ci bastano le proposte messe sul piatto questa mattina. L'apertura di una contrattazione alternativa con il soggetto che si aggiudicherà l'appalto. L'applicazione di livelli più "alti" e la possibilità di consolidare i contratti. Parliamo di buoni propositi ma di concreto e soprattutto di scritto non c'è niente. I 9 euro l'ora garantiti devono essere il punto di partenza e non quello di arrivo. Il minimo sindacale.
La vertenza andrà avanti fino al ritiro dell'attuale bando. Metteremo in campo ulteriori iniziative di mobilitazione e di sciopero. Basta appalti! Basta salari da fame!
Il 17/03/2025 come Usb abbiamo incontrato il Sindaco di Piombino sull' avanzamento degli accordi di programma di Metinvest e Jsw. I tempi si allungano , dopo la firma sulla divisione delle aeree i due accordi di programma non sono ancora chiusi e l unica cosa certa è l’aumento dei lavoratori in cassa integrazione da parte Jsw. Come Usb siamo preoccupati, per il momento storico in cui ci troviamo, in una economia di guerra e con il settore industriale in grossa difficoltà e soprattutto davanti a un cambio epocale del mondo del lavoro. Lo ribadiamo da tempo, servirebbe l' entrata dello stato per controllare i due piani industriali e soprattutto la gestione occupazionale dei 1400 lavoratori e lavoratrici e l’ indotto. I tempi sicuramente si allungheranno e gli strumenti ordinari non basteranno per gestire la partita occupazionale, servirebbe un decreto per piombino che tuteli i lavoratori, con un integrazione salariale e soprattutto un scivolo pensionistico di più lunga durata per consentire ai lavoratori di andare in pensione, dato anche il calo occupazionale che si potrebbe verificare a causa delle nuove tecnologie introdotte nello stabilimento di Piombino. Come organizzazione abbiamo richiesto un incontro al Ministro D'Urso.
Rsu Jsw Usb Usb Nazionale Settore Industria Usb Lavoro Privato Toscana
Legge 177/2024 – Nuovo codice della stradaApplicazione del nuovo procedimento sanzionatorio ex art.7, comma 15, CdSInformazioni per gli utentiCon riferimento al nuovo art.7, comma 15 del CdS, la Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento di pubblica Sicurezza del 20/12/2024, precisa che:- in caso di mancato pagamento della tariffa, la sanzione da applicare sarà sempre quella di cui al comma 14 primo periodo (da euro 42 a euro 173);- in caso di pagamento ...
Livorno, 22 dicembre 2022 – Sarà operativo da domani, sabato 22 gennaio, il nuovo servizio di car-sharing con auto totalmente elettriche fornito dal Comune di Livorno tramite la società Playcar di Cagliari nell’ambito del Progetto Modì (Mobilità Dolce e Integrata nell'Area vasta livornese), cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e con l’Amministrazione Provinciale ente coordinatore.Un servizio utile, ...
Livorno, 28 aprile 2023 –Cambia da domani, sabato 29 aprile, il sistema di sosta in piazza Venti Settembre, in piazza Mazzini e sugli scali D'Azeglio, aree residenziali, ma anche commerciali, con una forte presenza di uffici. Una revisione e riorganizzazione della sosta alla quale l'Amministrazione Comunale sta lavorando da tempo, al fine di garantire ai residenti il diritto di accedere facilmente alle proprie abitazioni con condizioni di sosta agevolate. Vediamo nel dettaglio ...
Livorno,20 maggio 2023 – Da sabato 20 maggio 330 stalli blu sul lungomare, nel tratto del viale Italia dalla Bellana a Barriera Margherita, sono tornati gratuiti per tutti, e a breve saranno anche dipinti di bianco. Inoltre 250 stalli, in zone interne, saranno in seguito riservati al parcheggio dei residenti. I posti blu, 150 circa, a pagamento, rimarranno al parcheggio della Bellana, in piazza Modigliani in piazza San Jacopo. Lo stabilisce un'ordinanza firmata il 18 maggio scorso.
Sostare nelle strisce blu con il ticket scaduto merita la multa alla stessa stregua di quanto avviene quando l'automobilista non si munisce affatto di biglietto. La permanenza oltre il tempo pagato è, infatti, un illecito amministrativo e non un mero inadempimento contrattuale. Ad affermarlo è la Cassazione, con la sentenza n. 16258/2016 depositata ieri (qui sotto allegata), rigettando il ricorso di un automobilista contro la decisione del tribunale di ...
Il servizio è stato presentato in una conferenza stampa dall’assessore Vece e dal presidente di Tirrenica Mobilità Gabriele Vannucci il 12 aprile ed è già attivo.Il nuovo strumento messo a punto da Tirrenica Mobilità, la società che gestisce tutti i parcheggi a pagamento in città, offre altri servizi utili come l’allarme quando la sosta sta per scadere o come prolungare la sosta.In base agli accordi con le città, con ...
Al via a Livorno il nuovo servizio di pagamento della sosta sulle “Strisce blu” con lo smartphone attraverso l’app “Telepass Pay”, senza più spreco di tempo e denaro. È ora attivo anche nella città di Livorno il servizio di pagamento delle soste nelle aree gestite con parchimetro tramite l’app Telepass Pay:l’innovativo sistema consente di pagare la sosta sulle strisce blu con il proprio smartphone, anche senza avere il Telepass ...
Numeri utili città di Livorno:Soccorso sanitario 118V.V.F. 115Carabinieri 112Polizia di stato 113Guardia di Finanza 117Corpo Forestale dello Stato 1515Guardia Costiera 1530Soccorso Stradale ACI 0586 803116Prefettura di Livorno 0586 235111Comune di ...
Zona del mercato, i residenti della Ztl “C” possono transitare e parcheggiare anche in “D” e viceversa.Livorno, l'ordinanza entra in vigore da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017.LIVORNO. Sarà consentito, a partire da lunedì 14 marzo fino al 12 marzo 2017, ai residenti della Ztl “C”, muniti di contrassegno, di transitare e sostare anche nella Ztl “D” e viceversa.Si rinnova pertanto l’ordinanza che prevede, ...
L'area del parcheggio sottostante il ponte di SS Trinità deve ritenersi riservata esclusivamente ai veicoli dei residenti/dimoranti muniti di contrassegno zona "A" come da Determinazione N° 8265 del 04/11/2019.
A partire dal mese di novembre ed entro il 28 febbraio 2025 sarà possibile effettuare il rinnovo dei permessi a pagamento ZTL/ZSC per i mezzi dei professionisti (medici, rappresentanti, giornalisti, enti, cooperative ecc) e per le seconde e terze auto dei residenti. Nessun rinnovo è invece richiesto per i contrassegni gratuiti relativi alla prima auto dei cittadini residenti, che sono validi a tempo ...
Ancora non si sa quanto tempo starà fuori l’argentino, ma Italiano studia già le alternative. Ikoné deve cambiare passo e con lui anche Brekalo. E a gennaio Kouamé va in Coppa d’Africa
Tre militanti di Azione Studentesca hanno ricevuto l'avviso con l'accusa di concorso in lesioni, la stessa formulata dalla procura dei minori per tre adolescenti
Nel 1986 il futuro re venne per la prima volta in Toscana. A fargli da guida c’era Giovanni Caselli, chiamato da Bona Frescobaldi. Il racconto del loro incontro
Domenica 17 appuntamento in città con la "Babbonatalata": centinaia i centauri in tuta rossa e barba bianca. Nel weekend aperto il parco di Ugnano per donazioni e visite al canile
La candidata in pectore di Renzi: “Accolgo con apertura le parole di Funaro”. Il segretario dem Ceccarelli risponde: “Non è più tempo di tatticismi e furbizie”
Sei anni di reclusione e interdizione dagli uffici pubblici. I fatti del 2019 sono avvenuti in un’aula: lei, 50 anni, era la sua insegnante di sostegno
Le pergamene sono andate alle portavoce della Questura di Firenze e del Comando provinciale dei Carabinieri, Vanessa Monti Pellegrino e Angela Domenica Salerno, al vigile del fuoco Gabriele Ghisti e all'unità cinofila Elio della Guardia di Finanza, con il conduttore Rudolf Russo
6 milioni erogati dal Fondo di solidarietà nazionale, mentre un ulteriore milione sarà assegnato con un secondo bando. Giani: “Grazie alla Regione nelle prossime settimane attiveremo l’iter per l’assegnazione degli indennizzi”
Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”
Per ora sono 120 i ragazzi interessati. Sulle pagine del giornale online si parlerà di ambiente, diritti, legalità, lavoro, sicurezza e politica, ma anche di lotta alla violenza di genere
Il 20% dice di usare frequentemente lo smartphone mentre conduce un veicolo. Lo studio dell’Agenzia regionale di sanità “Welfare e salute Toscana 2023”
Nuovo brutto episodio nello sport giovanile, sempre in provincia di Firenze. L'insulto ai danni di un calciatore del Firenze Sud, nella partita contro Pelago
Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata
Intanto Saccardi replica a Sinistra Italiana sulla “città della rendita”. E Montanari potrebbe fare il capolista, ma non il candidato sindaco, di una lista di sinistra
Tra le motivazioni gli alunni fanno saper di voler rovesciare la narrazione su Palestina e femminicidi, affiancare le lotte dei lavoratori e avanzano richieste sulla gestione della dirigenza scolastica