Uniti per Paolo, una maratona che unisce storie e battaglie
PORTOFERRAIO – Cinquecentocinquanta chilometri dall’Isola d’Elba a Milano per sensibilizzare i giovani contro il bullismo, la violenza e l’indifferenza. È il percorso che affronterà Andrea Pieri, trentenne originario di Marciana, protagonista della prima edizione della ‘Maratona Uniti per Paolo’, promossa dalla Fondazione Uniti per Paolo ETS. La partenza è prevista per domenica 25 ottobre da Portoferraio, mentre l’arrivo nel capoluogo lombardo è fissato per l’8 novembre, dopo quindici giornate di viaggio attraverso Toscana, Liguria, Piemonte e Lombardia.
L’iniziativa è stata presentata venerdì 16 ottobre nei locali della Gattaia di Portoferraio, alla presenza delle istituzioni locali, dei rappresentanti della Fondazione e delle famiglie coinvolte nel progetto. Alla conferenza stampa ha partecipato, con un breve collegamento dall’ospedale in cui si trova ancora ricoverato, anche Paolo Sarullo, il giovane dalla cui storia è nata la Fondazione.
La storia di Paolo e il significato della maratona
Il progetto nasce dalla vicenda di Paolo Sarullo, vittima di una gravissima aggressione che ha cambiato profondamente la sua vita e quella dei suoi familiari.
La Fondazione che porta il suo nome è stata costituita con l’obiettivo di trasformare le conseguenze di quella violenza in attività di prevenzione, educazione e sostegno alle vittime e alle loro famiglie.
La corsa di Andrea Pieri non avrà quindi finalità agonistiche, ma sarà un’occasione per incontrare studenti, associazioni, famiglie e istituzioni lungo il percorso, promuovendo il rispetto reciproco e la consapevolezza delle conseguenze della violenza.
Il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini, presente alla conferenza stampa, ha espresso il sostegno dell’amministrazione comunale, sottolineando il valore della scelta dell’Elba come punto di partenza di un’iniziativa destinata a coinvolgere diverse comunità italiane.
Il percorso dall’Elba a Milano
La maratona partirà il 25 ottobre da Portoferraio, attraverserà il mare fino a Piombino e raggiungerà Cecina nella stessa giornata. Il viaggio proseguirà il 26 ottobre a Pisa, il 27 a Viareggio, il 28 a Massa, il 29 alla Spezia, il 30 a Sestri Levante e il 31 a Genova.
A novembre sono previste le tappe di Savona il giorno 1, Albenga il 2, Cairo il 3, Acqui Terme il 4, Alessandria il 5, Voghera il 6 e Pavia il 7, prima dell’arrivo a Milano domenica 8 novembre.
Tra gli appuntamenti annunciati figura l’incontro con le scuole di Viareggio, previsto per la mattina del 28 ottobre, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno, a Massa, la maratona incontrerà l’associazione Insieme per Giacomo, presieduta da Romina Carso.
Lungo il tragitto sarà possibile affiancare Andrea anche soltanto per un tratto, partecipando simbolicamente alla staffetta di sensibilizzazione.
Il progetto si avvale inoltre del sostegno della VAB – Vigilanza Antincendi Boschivi e Protezione Civile, impegnata nel supporto logistico, e della collaborazione con la Fondazione William Salice, realtà attiva nella valorizzazione delle capacità e delle opportunità dei giovani.
“Atefano”, una parola per dare un nome alla perdita di un figlio
Tra i progetti che accompagneranno la maratona c’è anche “Atefano“, promosso dall’APS Rachele Franchelli e sostenuto dalla Fondazione Uniti per Paolo.
L’iniziativa nasce dalla storia di Rachele Franchelli, scomparsa a 16 anni a causa di un tumore cerebrale, e dall’impegno della madre Silvia e della sua famiglia.
L’obiettivo è diffondere una parola che possa identificare la condizione di un genitore che perde un figlio, per la quale non esiste nell’italiano comune un termine specifico e universalmente utilizzato.
A raccontare il progetto è stata anche Lorenza Burelli, assessora all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Portoferraio, che ha partecipato alla presentazione.
“Come Amministrazione, ci siamo assunti un impegno concreto: portare questa parola nelle scuole, tra i giovani e nelle nostre comunità, affinché possa diventare patrimonio condiviso e contribuire a colmare questo vuoto”, ha dichiarato Burelli. L’assessora ha invitato inoltre i cittadini a conoscere e utilizzare il termine, contribuendo alla sua diffusione.
La Fondazione Uniti per Paolo porterà il progetto lungo il percorso della maratona, con l’intento di far conoscere la storia di Rachele e sensibilizzare sul riconoscimento del dolore delle famiglie che hanno perso un figlio. Per approfondire l’iniziativa è disponibile il sito www.rachelefranchelliaps.it.
Una raccolta fondi per sostenere i progetti educativi
Alla maratona è collegata anche una raccolta fondi destinata alle attività della Fondazione Uniti per Paolo ETS. Le donazioni serviranno a sostenere iniziative educative, incontri nelle scuole, progetti di prevenzione della violenza, borse di studio e attività rivolte alle vittime e alle loro famiglie. Il percorso, patrocinato dalle quattro regioni attraversate, da ANCI nazionale e dai Comuni coinvolti, vuole costruire una rete tra istituzioni, volontariato, associazioni e cittadini.
L’obiettivo degli organizzatori è che, una volta conclusi i 550 chilometri, il progetto lasci sul territorio nuove collaborazioni e occasioni di confronto, soprattutto tra i più giovani. Ulteriori informazioni sulle attività e sulla raccolta fondi sono disponibili sul sito www.fondazioneunitiperpaolo.org.





