Torna il premio Rotonda Città di Livorno per la 73esima edizione
LIVORNO – Venerdì (21 agosto) alle 18 si inaugura il Premio Rotonda Città di Livorno, storica rassegna d’arte a premi nata nel 1953 da un’idea del collezionista e pittore Mario Borgiotti con i sodali Nedo Luschi e Renzo Casali.
Il Comune di Livorno, depositario del marchio Premio Rotonda Città di Livorno, ha rinnovato per il quinto anno l’affidamento alla Fondazione d’Arte Trossi-Uberti della direzione artistica dell’evento.
L’iniziativa è stata presentata a palazzo comunale alla presenza del sindaco Luca Salvetti e della presidente della Fondazione Trossi-Uberti Angie De Santi Simonini. Intervenuti la direttrice della Fondazione Trossi-Uberti Veronica Carpita, i membri del consiglio di amministrazione Roberto Pullerà e Michael Rotondi, Enrico Bertelli Presidente della giuria e Federica Schneck giurata e Michele Pierleoni curatore della mostra collaterale dedicata a Voltolino Fontani.
Nel corso dell’incontro è stato illustrato nel dettaglio il lavoro svolto dalla giuria, che ha portato alla scelta di 60 opere finaliste selezionate tra lavori di pittura, grafica, scultura, installazione e fotografia. Il corpus dei selezionati offre uno spaccato significativo dei linguaggi artistici attuali, tra tradizione e sperimentazione contemporanea.
Il sindaco ha ripercorso l’evoluzione storica del Premio Rotonda,la prestigiosa rassegna artistica livornese fondata nel 1953. “Fino a un certo punto gestita da privati con il solo patrocinio del Comune – ha dichiarato Salvetti – l’organizzazione ha subìto un cambiamento radicale a causa delle difficoltà emerse durante la pandemia Covid. Per salvare l’iniziativa, l’amministrazione comunale ha assunto un ruolo centrale, affidandone la gestione operativa alla Fondazione Trossi Uberti. Grazie a nuovi investimenti pubblici e al coinvolgimento di talenti emergenti,l’evento ha riacquistato vigore negli ultimi anni. Questa trasformazione ha garantito la continuità della manifestazione, trasformandola in un pilastro culturale sostenuto direttamente dalle istituzioni locali”.
La presidente Angie De Santi Simonini ha quindi illustrato le caratteristiche dell’attuale connotazione di questo premio artistico che mira a superare le convenzioni attraverso l’adozione di nuovi linguaggi espressivi e una visione rinnovata della realtà. “Il cuore dell’iniziativa – ha detto – risiede nell’integrazione generazionale, realizzata aprendo il concorso ai licei artistici toscani per sostenere i giovani talenti nel trasformare la loro creatività in un vero e proprio progetto di vita professionale. Questa missione educativa si intreccia con la memoria storica attraverso una mostra dedicata a Voltolino Fontani, creando un legame ideale tra l’eredità dei grandi maestri e la formazione delle nuove leve. L’evento si configura quindi come un ponte culturale che unisce esposizioni, momenti di confronto didattico e competizioni estemporanee per celebrare l’arte come strumento di crescita continua”.
L’edizione 2026 ha aperto a luglio le porte con l’annuale Open Call di invito ad artisti di ogni nazionalità a prendere parte alla sua storia pluridecennale, con l’obiettivo di avere spazio, visibilità e voce, nonché di ampliare la propria rete di contatti professionali.
Alla Call hanno risposto in totale 172 artisti da ogni regione d’Italia, dei quali 47 under 40. La giuria di questa edizione, presieduta dall’artista Enrico Bertelli e composta dalla fotografa Antonella Monzoni e dalla giornalista d’arte Federica Schneck, ha operato una selezione rigorosa che ha portato alla scelta di 60 opere finaliste di pittura, grafica, scultura, installazione e fotografia. Il corpus dei selezionati offre uno spaccato significativo dei linguaggi artistici attuali, tra tradizione e sperimentazione contemporanea. Il tema ispiratore scelto per questa edizione è Oltre: un invito a esplorare dimensioni, àmbiti e metodi posti al di là del consueto e degli stereotipi.
Novità di questa edizione è la chiamata a studentesse e studenti dei licei artistici toscani (sono seui i selezionati che esporranno), iniziativa che conferma il Premio Rotonda come piattaforma inclusiva e dinamica, capace di mettere a confronto generazioni diverse in un dialogo visivo che unisce l’entusiasmo di talenti giovanissimi, la sperimentazione della ricerca degli artisti emergenti e la solidità dei maestri dalla carriera già consolidata.
Durante la manifestazione, dal 21 al 30 agosto nel boschetto della Rotonda d’Ardenza, si svolgeranno talk condotti dai giurati nei quali protagonisti saranno esperti e artisti che espongono al Premio. Il programma della manifestazione prevede la tradizionale estemporanea, inaugurata da Mario Borgiotti nel 1953. Aperta a tutti gli artisti previa iscrizione on line sul sito della Fondazione fino alla mezzanotte di domenica 23 agosto, l’estemporanea si svolgerà nella giornata conclusiva di sabato 29 agosto dalle 9 alle 16.
La premiazione delle opere vincitrici dell’estemporanea e dell’esposizione avrà luogo alla rotonda Carlo Azeglio Ciampi sabato 29 agosto alle 18 alla presenza della giuria, delle Autorità del Comune di Livorno, dell’Organizzazione, degli artisti partecipanti e del pubblico.
Questi i premi, salvo ulteriori in itinere: 2500 euro primo premio assoluto, 1500 euro secondo classificato, 500 euro terzo classificato, 300 euro premio allievi licei artistici, 700 euro premio estemporanea, premio Project Room per l’allestimento di una mostra personale a Villa Trossi.
Infine domenica 30 agosto si saluterà questa edizione con il Contro Rotonda, una ‘giornata partecipativa’ aperta a tutte e tutti coloro che vorranno esporre le proprie opere e creazioni artistiche sotto gli alberi della Rotonda, senza alcuna selezione né iscrizione.
Ad arricchire il programma del Premio Rotonda 2026 si colloca come evento collaterale la mostra Voltolino Fontani. Un viaggio nella sua formazione estetica verso l’Eaismo, dedicata a un indimenticato maestro del Novecento livornese, nel cinquantenario della sua scomparsa. Allestito a Villa Trossi dal 21 agosto al 6 settembre, il percorso espositivo, curato da Michele Pierleoni, offre un’accurata retrospettiva sulla produzione giovanile del maestro livornese, mettendola per la prima volta in correlazione con il panorama artistico e i fermenti culturali del suo tempo. Accanto alle opere di Fontani, la mostra accoglie infatti una preziosa selezione di lavori di grandi artisti d’ambito simbolista, espressionista, futurista e del Novecento Italiano, trai quali Arnold Böcklin, Benedetta Cappa Marinetti, Beppe Guzzi, Lando Landozzi, Umberto Prencipe, Gastone Razzaguta, Ghigo Tommasi, Lorenzo Viani.
Un viaggio visivo straordinario che celebra anche il profondo e indissolubile legame umano e professionale che ha unito Fontani a Villa Trossi. Direttore dei corsi d’arte e stimato docente di disegno e pittura dall’ottobre del 1966 fino alla sua prematura scomparsa nel 1976, Fontani ha lasciato all’interno delle sale di pittura un’eredità artistica straordinaria di cui molti sono testimoni.
Oggi la Fondazione rinnova quotidianamente questo mandato aprendosi ai licei artistici del territorio e sostenendo le nuove generazioni di artisti attraverso numerosi progetti formativi ed espositivi.

































, l’organizzazione per la conservazione degli oceani fondata dall’oceanografa Dr Sylvia Earle.



































































































