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Grosseto: incendio in concessionaria auto, distrutti 100 veicoli

Grosseto: incendio in concessionaria auto,  distrutti 100 veicoli

Un violento incendio è divampato questo pomeriggio lungo l’Aurelia, in località Grosseto Nord, rendendo necessaria la chiusura immediata della strada. Una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza, si è alzata sull’area, che ospita numerose attività commerciali e un centro commerciale.

Le fiamme, visibili a kilometri di distanza dal centro di Grosseto, hanno investito con particolare virulenza il deposito di una concessionaria auto: secondo prime stime, sono andati distrutti circa 70 tra camion e autovetture e danneggiati altri 30 mezzi. Non risultano al momento dei feriti. Ma sul posto si avvertono esplosioni dei serbatoi dei veicoli parcheggiati.

Il danno materiale, ancora da quantificare, si preannuncia ingente, nell’ordine dei milioni di euro. Le operazioni di spegnimento sono complicate: sul posto i vigili del Fuoco, supportati da un elicottero antincendio della Regione e dal personale dell’Aeronautica Militare. Al momento non sono note le cause del rogo né l’entità totale dell’area coinvolta.

Sono 10 le squadre dei vigili del fuoco impegnate nelle operazioni di spegnimento dell’incendio che ha interessato il deposito di autovetture in via Aurelia Nord, all’uscita di Grosseto in direzione Braccagni della statale. Tra i veicoli risultano presenti anche alcune autovetture elettriche che però non sono state attaccate dalle fiamme. Sul posto anche personale sanitario, polizia di Stato e municipale. Presente anche personale Enel per la disattivazione della linea elettrica in prossimità dell’incendio.

Nelle immediate vicinanze dell’area interessata dalle fiamme sono presenti anche un deposito mobile di carburante per il rifornimento dei mezzi pesanti, un deposito di Gpl e un’area di sosta per autoarticolati adibiti al trasporto su gomma, tutti presidiai dai vigili del fuoco. Sul posto per il coordinamento delle operazioni il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto ingegnere Roberto Bonfiglio ed il funzionario di servizio.

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Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata: il 26 agosto la vetta torna a illuminarsi

Ottant’anni dalla ricostruzione della Croce del Monte Amiata: il 26 agosto la vetta torna a illuminarsi

Una celebrazione per uno dei simboli più profondi della montagna. Con il sindaco Niccolò Volpini, il presidente Eugenio Giani, il cardinale Augusto Paolo Lojudice e i sindaci dell’Amiata. Al tramonto la riaccensione della Croce, poi musica e canti della tradizione

Il 26 agosto, sulla vetta del Monte Amiata, si celebrano gli 80 anni dalla ricostruzione della Croce, uno dei simboli più riconoscibili e più profondamente legati alla storia e alla memoria delle comunità amiatine.

Una giornata che unirà commemorazione, musica e partecipazione e che avrà il suo momento più suggestivo al tramonto, quando la Croce tornerà a illuminarsi, ottant’anni dopo quella notte del 1946 in cui Papa Pio XII, attraverso un collegamento radio, accese le luci installate sul monumento appena ricostruito.

“La Croce del Monte Amiata appartiene alla storia di tutta la nostra montagna – afferma Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore –. Fa parte del paesaggio che abbiamo davanti agli occhi, ma soprattutto della memoria di generazioni di persone. La sua storia racconta una comunità che si è riconosciuta in questo simbolo fin dalla sua costruzione. Centinaia di quintali di ferro furono portati da Abbadia fino alla vetta dagli stessi abitanti, a spalla, giorno dopo giorno, spesso dopo il lavoro. E quando la guerra la abbatté, quella stessa comunità decise immediatamente di rialzarla”.

“È questo – prosegue Volpini – il significato che vogliamo restituire alla celebrazione degli ottant’anni. Una storia di appartenenza, fatica e ricostruzione, che supera i confini di Abbadia San Salvatore e riguarda tutta l’Amiata. Il 26 agosto la Croce tornerà a illuminarsi e vorremmo che quella luce richiamasse ancora una volta il valore di una comunità capace di ritrovarsi e di ricostruire insieme ciò che era stato distrutto”.

La Croce monumentale del Monte Amiata, alta 22 metri, venne realizzata all’inizio del Novecento su impulso di Papa Leone XIII e progettata dall’architetto senese Luciano Zalaffi. Fu inaugurata il 18 settembre 1910, alla presenza di una grande folla proveniente dai paesi dell’Amiata.

Fin dall’origine, però, la sua storia fu soprattutto una storia collettiva. Il ferro necessario alla costruzione doveva essere portato da Abbadia San Salvatore, a circa 830 metri di altitudine, fino ai 1.738 metri della vetta. Un’impresa resa possibile dagli abitanti, che trasportarono i diversi elementi lungo sentieri difficili e impervi.

Il 17 giugno 1944, durante la ritirata, l’esercito tedesco abbatté la Croce. La risposta arrivò quasi subito: nacque il Comitato organizzativo pro-rielevazione della Croce del Monte Amiata, guidato dall’allora sindaco di Abbadia San Salvatore Libero Tondi, e iniziò il lavoro di recupero e ricostruzione.

Fabbri, meccanici, religiosi e cittadini lavorarono insieme per restituire alla montagna il suo monumento. Furono sostituiti circa 35 quintali di ferro distrutti e recuperate le parti ancora integre. In pochi mesi la Croce tornò sulla vetta.

Il 24 agosto 1946, Papa Pio XII ne accese le luci tramite collegamento radio. Quella notte la Croce rimase illuminata e visibile da grandissima distanza, mentre nello stadio di Abbadia San Salvatore una folla di circa 15mila persone seguì l’evento.

Le parole pronunciate allora dal Pontefice, in un Paese appena uscito dalla guerra, richiamavano la pace, la concordia, il superamento degli odi e la capacità di tornare a costruire insieme. Un messaggio che, a ottant’anni di distanza, accompagna idealmente anche la celebrazione del 2026.

Il programma del 26 agosto

La giornata sulla vetta inizierà alle 17.45 con l’accoglienza delle autorità, dei partecipanti e dei cittadini.

Alle 18.30 si terrà la celebrazione commemorativa, con gli interventi di:

Niccolò Volpini, sindaco di Abbadia San Salvatore;
Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana;
Cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino;
sindaci dei Comuni dell’Amiata.

Alle 20, al tramonto, il Quartetto d’archi dell’Orchestra OIDA di Arezzo accompagnerà il momento della progressiva accensione della Croce.

Un richiamo diretto a quanto avvenne nel 1946: la Croce resterà illuminata fino al primo week end di settembre.

Alle 21.30 la serata proseguirà con la Leggera Electric Folk Band & il Gran Coro delle Genti del Monte Amiata, in un concerto di musiche e canti della tradizione amiatina che riunirà voci e musicisti della montagna.

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Stop a rappresentazioni al Cimitero della Futa, Manetti scrive all’Ambasciata tedesca per soluzione

Stop a rappresentazioni al Cimitero della Futa, Manetti scrive all’Ambasciata tedesca per soluzione

Favorire un confronto tra le istituzioni italiane e tedesche e tutti i soggetti coinvolti nella vicenda del Cimitero Militare Germanico della Futa, per verificare se esistano le condizioni per un dialogo sul futuro delle attività culturali ospitate nel luogo della memoria. È quanto chiede l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, che ha scritto all’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania auspicando che possa essere promossa un’occasione di confronto.

La lettera dell’assesosra Manetti, indirizzata all’ambasciatore Thomas Bagger e alla console generale Susanne Welter, arriva dopo la decisione del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, l’organizzazione tedesca per la cura dei cimiteri di guerra, di concludere nel 2026 le attività teatrali alla Futa e di non consentire, dal 2027, ulteriori iniziative culturali.

Da oltre vent’anni, nel Cimitero della Futa, la compagnia Archivio Zeta realizza rappresentazioni teatrali che hanno costruito nel tempo un’esperienza culturale e civile legata alla memoria del luogo. La decisione del Volksbund, motivata anche con riferimento alla particolare natura dei cimiteri e alla sensibilità dei familiari dei caduti, mette dunque in discussione la possibilità di proseguire questa esperienza.

“Le motivazioni espresse meritano pieno rispetto e considerazione – sottolinea Manetti –. Proprio per questo riteniamo opportuno un ulteriore confronto prima che la decisione diventi definitiva”. L’assessora invita infatti a considerare la particolare esperienza maturata alla Futa nel corso di oltre vent’anni, dove le iniziative teatrali hanno rappresentato un’esperienza culturale non riconducibile semplicemente alla dimensione dell’intrattenimento.

“Il teatro può essere percepito come estraneo alla natura di un cimitero qualora venga inteso nella sua accezione più ordinaria – scrive Manetti –. Può però assumere una funzione profondamente diversa quando viene utilizzato come strumento di riflessione sulla guerra, sulla violenza, sulla responsabilità, sulla memoria e sulle conseguenze della storia europea”.

Da qui la proposta di promuovere un incontro tra il Volksbund, i rappresentanti delle famiglie dei caduti, gli organizzatori delle attività culturali e le istituzioni italiane e tedesche interessate, per valutare insieme se e a quali condizioni sia possibile conciliare la tutela e il rispetto del luogo con iniziative rivolte alla conoscenza e alla trasmissione della memoria.

La Futa non è infatti soltanto il luogo di sepoltura di oltre 30.000 militari tedeschi caduti durante la Seconda guerra mondiale: è anche un luogo che rende concretamente visibili le conseguenze della guerra e della violenza che hanno attraversato l’Europa nel Novecento. La sua presenza nel territorio toscano richiama così una pagina dolorosa della storia europea e, allo stesso tempo, la possibilità di trasformare quella memoria in un’occasione di conoscenza, riflessione e riconciliazione tra i popoli.

“Non è in discussione la natura del Cimitero della Futa, né la sensibilità delle famiglie dei caduti – precisa Manetti –. Si tratta di verificare se possano sussistere le condizioni per far convivere l’esigenza di tutela della solennità del luogo con l’opportunità di assicurarne la valorizzazione culturale”

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Ponte da Verrazzano, Del Re ‘Soprintendenza non faccia demolire le terrazze’

Ponte da Verrazzano, Del Re ‘Soprintendenza non faccia demolire le terrazze’

Ieri l’Amministrazione aveva ipotizzato la sostituzione con una struttura metallica più leggera. Le terrazze, spiega la capogruppo di Firenze Democratica, “sono l’elemento stilistico più importante del ponte progettato dall’architetto Leonardo Savioli, allievo di Michelucci e tra i principali esponenti della cosiddetta Scuola Toscana”

“L’auspicio è che la Soprintendenza intervenga con determinazione per impedire la demolizione delle terrazze e garantire il mantenimento di questa parte storicamente significativa. Difendere l’opera di Savioli significa difendere la memoria architettonica contemporanea di Firenze e la sua capacità di guardare al futuro senza rinnegare il proprio patrimonio”.E’ quanto si augurano la capogruppo di Firenze democratica in Consiglio comunale Cecilia Del Re e il consigliere del Q3 Roberto Visciola, dopo che l’amministrazione ieri ha ipotizzato la sostituzione con una struttura metallica più leggera

“Pensate come piccoli teatri all’aperto affacciati sull’Arno e distanziati dal traffico, rappresentano la firma architettonica di Savioli e il suo intento di ricucire il rapporto tra città e fiume. Eliminandole si cancella non solo una parte essenziale dell’opera, ma anche un valore culturale e urbano che ha contribuito a definire l’identità moderna di Firenze”.
I due esponenti di Fd, commentando più in generale l’esito della super perizia sul ponte parlano di “indagini tardive” e di “narrazione fuorviante” da parte dell’amministrazione comunale. “I lavori annunciati saranno comunque significativi, sia per costi che per durata, con aggravio dei disagi per la cittadinanza e le attività della zona”

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Area ex Ogr: Salviamo Firenze si mobilita contro ‘cementificazione’

Area ex Ogr: Salviamo Firenze si mobilita contro ‘cementificazione’

Il movimento ‘Salviamo Firenze per viverci’ lancia da settembre la mobilitazione “per fermare la cementificazione” nella grande area dismessa delle ex Officine grandi riparazioni di Porta al Prato, con una vasta kermesse di iniziative che partirà sabato 5 settembre con banchetti e incontri, mentre il 16 settembre è in calendario una camminata e ‘biciclettata’ intorno agli stabilimenti e alle pertinenze immerse nel verde lungo le Cascine.

Il progrmma viene reso noto dopo l’annuncio di un percorso di ‘informazione partecipata’ sul progetto ex OGR avviato da Flora Development (società proprietaria) in accordo col Comune. “Informare non è partecipare”, affermano dal Comitato, ricordando le 4.500 firme contro il progetto di cementificazione.

“Noi vogliamo costruire, insieme a chi vive la città, una proposta concreta a cemento zero per quegli otto ettari – afferma il Comitato -: verde, cultura, servizi, sport, spazi sociali, recupero dei capannoni storici e funzioni pubbliche”.
“Il percorso annunciato dal Comune – proseguono da Salviamo Firenze – prevede un sito web coi documenti (non molti e già noti), interviste ai cittadini e, da settembre, visite e incontri per illustrare l’idea progettuale. Ma sono già chiare le intenzioni”.

Nel mirino del comitato ci sono i 42.000 metri quadri edificabili, 60% a residenziale, il 15% turistico-ricettivo, il 16% direzionale e il 9% commerciale. “Si può discutere anche se quei 42.000 mq debbano essere costruiti? Si può mettere in discussione la destinazione dell’area? Si può parlare del suo riacquisto da parte del Comune e di un’alternativa a cemento zero? E dell’inutile e dannosa Pistoiese Rosselli, per la quale, a proposito, manca la valutazione ambientale di Arpat?”, le domande di Salviamo Firenze.
Al Comitato non va giù il mancato coinvolgimento dei cittadini: “Non vogliamo essere informati su come realizzare una speculazione. Vogliamo partecipare alla decisione su quale futuro dare all’ex Ogr”.

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Weekend di Ferragosto in Garfagnana con Marco Masini e il concerto all’alba

GARFAGNANA – Weekend di Ferragosto in Garfagnana con Marco Masini e il concerto all’alba di Patrizio Fariselli. I due eventi fanno parte del festival Mont’Alfonso sotto le stelle che accende musica, teatro e letteratura nel cuore della Garfagnana, tra borghi secolari e natura incontaminata.

Concerto all’alba

A fare da cornice è la secolare Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana, dove sabato 15 agosto alle 4,45 si rinnova l’appuntamento con il concerto all’alba di Ferragosto.

Sul palco salirà Patrizio Fariselli, pianista che ha legato per anni il proprio nome agli Area, di cui è cofondatore, per poi dedicarsi al jazz, alla musica per cinema e teatro. In questo live per piano solo ripercorrerà alcuni successi degli Area, inediti scritti negli anni ed esperimenti di improvvisazione radicale. Seguirà colazione all’Osteria della Fortezza gestita da ANAI Garfagnana.

Per chi lo desidera, al concerto è abbinata l’iniziativa “Camminalba”, camminata con fiaccolata dal centro di Castelnuovo fino alla Fortezza di Mont’Alfonso. Info e prenotazioni via WhatsApp al numero 370 2906924 o via email a vismovendi@libero.it.

Marco Masini

Sempre alla Fortezza di Mont’Alfonso, domenica 16 agosto (ore 21), l’attesissimo live di Marco Masini. Dopo il successo al Festival di Sanremo con il brano presentato insieme a Fedez “Male Necessario”, Marco Masini torna a emozionare il suo pubblico con il tour “Marco Masini – Live 2026”.

Insieme alle canzoni indimenticabili che sono entrate a far parte della storia della musica italiana in oltre 35 anni di carriera, il cantautore presenterà per la prima volta dal vivo brani dall’ultimo progetto discografico “Perfetto Imperfetto”.

Biglietti

I biglietti per i due appuntamenti sono disponibili su ticketone.it: Masini e concerto all’alba oppure nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055.210804).

Biglietti disponibili anche alla Pro Loco di Castelnuovo di Garfagnana in piazza delle Erbe, dove è possibile acquistare (anche a distanza con bonifico bancario) i biglietti riservati a persone con disabilità. Pro Loco: tel. 0583 641007.

Prossimi appuntamenti

Sempre alla Fortezza di Mont’Alfonso in arrivo l’omaggio a Lucio Dalla insieme a La Sera dei Miracoli (18/8). Giorgio Panariello con lo spettacolo “E se domani…” (20/8). Federico Buffa con “Number 23” (21/8) e Paolo Ruffini con “Il Babysitter” (24/8).

Martedì 25 agosto, alla Fortezza delle Verrucole di San Romano in Garfagnana il concerto dei Gatti Mézzi previsto per lo scorso 6 agosto: i biglietti restano validi per la nuova data.

Informazioni

Programma e dettagli sul sito ufficiale www.festivalmontalfonso.it. Contatti: tel. 0583 641007 – 334 6167210 (nei giorni di spettacolo dalle ore 18.45).

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Visita guidata in notturna alle Terme del Corallo

LIVORNO – Un visita alle Terme del Corallo in notturna alla scoperta di uno dei luoghi più suggestivi della nostra città. L’appuntamento con le Guide Labroniche è per il 14 agosto con due turni alle ore 21.15 e 22.30.

Visita guidata teatralizzata

Sarà un’eccezionale visita guidata teatralizzata organizzata in collaborazione con Reset Livorno. Ad attendere i visitatori un’esperienza unica, alla scoperta di questo monumento straordinario, concepito dall’Ingegner Architetto Angiolo Badaloni ai primi del Novecento.

I partecipanti saranno accompagnati da un avventore delle Terme dei tempi della Belle Epoque, che rievocherà gli episodi della costruzione, la vita e gli aneddoti che hanno animato questo gioiello libery livornese.

Sarà anche possibile visitare la Sala della Mescita recentemente recuperata e vedere le Teme nella suggestiva illuminazione multicolore notturna.

Informazioni

Orario: 21.15-22.15 e 22.30-23.30.
Durata visita: 1 ora.
Ritrovo: in piazza Dante di fronte al civico n° 35, nel marciapiede opposto, sotto il ponte, ai cancelli storici delle Terme, 15 minuti prima dell’ora d’inizio del tour per la biglietteria (si può fruire dell’ampio parcheggio di piazza Dante)

Costo: 10 euro, 5 euro sotto i 12 anni.

Prenotazione obbligatoria direttamente cliccando qui. Scegliere il turno della visita e seguire la procedura.
In caso di difficoltà è possibile prenotare tramite messaggio WhatsApp al 3478019682 (no vocali).

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Serata magica nel segno dei Beatles con il duo Barontini

LIVORNO – Una serata magica dedicata ai Beatles ha visto in scena a Villa Trossi il duo Ilio e Caterina Barontini. Un’avvincente opera omnia pianistica svoltasi ieri sera, 12 agosto, sul palco di via Ravizza 76.

Due pianoforti sul palco

Non si è trattato del solito generico tributo ai quattro ragazzi di Liverpool, né dell’ennesima versione live di cover, ma di qualcosa di molto più intenso e strutturato. La grande abilità delle quattro mani del duo pianistico Ilio e Caterina Barontini sulla tastiera ha letteralmente fatto cantare i due pianoforti. Un concerto che ha restituito le intramontabili melodie generate dalle menti dei Fab Four.

Da brani più semplici come Ob-La-Di, Ob-La-Da o Yellow Submarine ad altri più intensi e complessi come Hey Jude, Something e molti altri. Uno dopo l’altro questi brani sono stati proposti in una chiave tutta nuova, scritta proprio da Ilio Barontini.

Nella composizione da lui realizzata dei Beatles, il nostro concittadino Barontini si è trovato a dover adattare ricreando per il piano i colori della cornamusa, del sitar, delle percussioni e dei suoni elettronici elaborati negli studi di Abbey Road negli anni ’60 sintonizzando il tutto con il proprio mondo interiore.

Galleria fotografica

Foto di Glauco Fallani

Pura gioia di fare musica

Due pianoforti sul palco e oltre un’ora e mezzo di musica a quattro mani, a tratti festosa e celebrativa a tratti intrisa di lirismo e nostalgia hanno, insomma, testimoniato la pura gioia del fare musica che da sempre è presente nella famiglia Barontini.

Il pubblico ha gradito molto, visto il tributo finale in applausi che, nonostante un evidente affaticamento dovuto al gran caldo, ha portato gli ottimi Ilio e Caterina all’esecuzione di ben due bis.

Articolo di Glauco Fallani

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Chimica: morto scienziato Dante Gatteschi, pioniere della spettroscopia

Chimica: morto scienziato Dante Gatteschi, pioniere della spettroscopia

Cordoglio all’ateneo di Firenze per la scomparsa di Dante Gatteschi, professore emerito di Chimica generale e inorganica.

Gatteschi, nato a Firenze nel 1945, ha dedicato la sua vita scientifica all’Università di Firenze, dove si è formato e ha costruito una delle più prestigiose scuole europee di chimica inorganica e dei materiali. Ha iniziato la sua carriera accademica alla fine degli anni ’60, diventando poi ordinario nel 1980. Ha insegnato fino al 2015. Allievo di Luigi Sacconi, si è formato nella grande tradizione della chimica di coordinazione, per poi sviluppare una ricerca originale fondata sull’integrazione di sintesi, spettroscopia e teoria. Fin dai primi anni, Gatteschi riconobbe nella spettroscopia Epr uno strumento fondamentale per comprendere la struttura elettronica e le proprietà magnetiche dei complessi dei metalli di transizione. Negli anni Settanta e Ottanta, coi suoi collaboratori, rese Firenze un punto di riferimento internazionale per l’interpretazione dei fenomeni magnetici e spettroscopici. Alla fine degli anni Ottanta, Gatteschi intuì che la comprensione delle relazioni tra struttura e proprietà poteva essere utilizzata anche per progettare materiali molecolari con nuove funzionalità. Questo approccio contribuì alla nascita del magnetismo molecolare come nuova disciplina. Gli studi successivi sugli effetti quantistici nella dinamica degli spin aprirono la strada alla moderna ricerca sui magneti molecolari e sul loro possibile impiego nell’informazione quantistica. “Scienziato visionario, eccezionale costruttore di comunità, a Firenze – lo ricorda ancora la sua università – ha creato un laboratorio capace di riunire chimici e fisici di talento, trasformandolo in un centro di riferimento internazionale”. Ha inoltre avuto un ruolo fondamentale nella nascita del Consorzio Interuniversitario per la Scienza e Tecnologia dei Materiali. In Europa, dove ha costruito una vasta rete di collaborazioni e promosso numerose iniziative nell’ambito dei programmi quadro dell’Ue e della European Science Foundation. “Generazioni di studenti e collaboratori hanno trovato in lui un maestro capace di unire rigore e curiosità, autorevolezza e modestia, intelligenza e umanità – sottolinea l’ateneo fiorentino – Il suo rigore scientifico, la sua curiosità intellettuale e la sua straordinaria capacità di ispirare gli altri rimangono una parte fondamentale dell’eredità che lascia alla comunità scientifica”.
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Ferragosto a San Vincenzo con Tuscany on Festival e gli Eiffel 65

SAN VINCENZO – Ferragosto tutto da ballare a San Vincenzo con l’arrivo degli Eiffel 65. Lo storico duo che ha fatto cantare e danzare intere generazioni con le loro hit come “Blue”, sarà ospite del Tuscany on Festival il 16 agosto.

Dal 14 al 16 agosto San Vincenzo si animerà con musica, balli e fuochi d’artificio. Vediamo nel dettaglio il programma.

Concerto di Ferragosto

L’avvio è venerdì 14 agosto alle ore 21.15 all’anfiteatro del porto, con il Concerto di Ferragosto della Premiata Filarmonica ‘G.Verdi’ (ingresso libero).

Fuochi d’artificio

Sabato 15 giorno di Ferragosto a San Vincenzo si terrà il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio sul mare. Lo spettacolo prenderà il via alle 23.30 (e non alle 23 come inizialmente comunicato).

Come di consueto si svolgeranno dal ‘pennello’ sud della zona porto, in prossimità dell’arenile demaniale antistante via Costa. Un appuntamento che, oltre a celebrare l’estate, per San Vincenzo rappresenta da decenni anche la ricorrenza dell’autonomia del Comune da quello di Campiglia Marittima.

Dalle 22.30 si accenderanno inoltre i riflettori in piazza Unità d’Italia per la 26esima edizione del Tuscany on Festival, curato dall’associazione New Sapiens. Evento organizzato con il patrocinio del Comune di San Vincenzo.

Una iniziativa ormai diventata punto di riferimento delle notti di Ferragosto sulla Costa degli Etruschi con party a base di musica live anni ‘80 e ‘90 e dintorni con la Tribute Band 883.

Eiffel 65

La festa del Tuscany proseguirà poi anche domenica 16 agosto, quando sul palco saranno ospiti speciali gli Eiffel 65, con oltre vent’anni di hit tutte da ballare e da cantare. In consolle dj Samuel Kimkò e dj Zullo, con le voci di Gutyerrez e Davide Pozzi.

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Nubifragi nella provincia di Firenze, alberi caduti e allagamenti

Nubifragi nella provincia di Firenze, alberi caduti e allagamenti

Un violento nubifragio, con forte vento e anche grandine, si è abbattuto nella provincia di Firenze a metà pomeriggio, in particolare nell’Empolese Valdelsa.

Un violento nubifragio, con forte vento e anche grandine, si è abbattuto nella provincia di Firenze a metà pomeriggio, in particolare nell’Empolese Valdelsa. I vigili del fuoco sono intervenuti a Empoli, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Vinci, Montaione e Signa per alberi e rami pericolanti o caduti, distacchi di intonaco e cornicioni, infiltrazioni e allagamenti. A Montelupo Fiorentino una grossa pianta è caduta su un’abitazione, danneggiando anche un’auto. Una persona è stata soccorsa dal 118, ma non ha riportato ferite gravi. Nel comune ci sono state raffiche di vento a più di 80 km/h e si segnalano quattro alberi caduti nelle zone del Turbone, Camaioni, Le Rotonde e Bobolino.
Alberi caduti anche nella frazione di Pozzale a Empoli, sulla SP46 a Montaione, nella frazione di Sovigliana a Vinci e a pochi passi dal centro storico di Cerreto Guidi.

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