LIVORNO – La sicurezza nei parchi cittadini torna al centro del confronto politico.
A riaprire il tema è Alessandro Perini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, dopo la bocciatura della mozione presentata insieme a Marcella Amadio sugli interventi per sicurezza, decoro e piena fruibilità delle aree verdi comunali.
L’atto, discusso in consiglio comunale il 12 ottobre, è stato respinto con 5 voti favorevoli, 12 contrari e nessun astenuto.
Nel suo intervento Perini sintetizza la polemica con una frase: “La polizia spaventa i bambini”. Il consigliere contesta alla maggioranza di avere respinto una proposta che, nelle intenzioni dei firmatari, avrebbe dovuto rafforzare i controlli e la presenza della polizia locale nei parchi.
Perini collega il tema anche ad alcuni episodi avvenuti nei mesi scorsi al Parterre. A maggio un bambino di 11 anni era stato aggredito e derubato della bicicletta; a giugno un altro minorenne aveva denunciato una rapina con la sottrazione di cellulare, portafoglio e scarpe.
Sono fatti che avevano già riacceso il dibattito sulla sicurezza del parco Sandro Pertini e, più in generale, sulla gestione degli spazi pubblici cittadini.
Perini sostiene che il Pd abbia “bloccato il piano sicurezza” e respinge l’idea che una maggiore presenza degli agenti possa rappresentare un problema per bambini e famiglie.
Sul piano amministrativo, il dato è che il consiglio comunale ha respinto la mozione. Le diverse posizioni emerse nel dibattito riguardano invece le modalità con cui organizzare il presidio e i controlli nelle aree verdi.
A settembre erano già state discusse sia la proposta Perini-Amadio sia un’altra iniziativa sulla sperimentazione della polizia di prossimità, segno che la questione continua a occupare un posto rilevante nell’agenda politica cittadina.
Dopo gli episodi che hanno coinvolto anche minori, il confronto si concentra ora su quale modello di presidio adottare nei parchi e su come garantire maggiore sicurezza senza snaturarne la funzione di spazi pubblici aperti e frequentati dalle famiglie.
FIRENZE – Il caro gasolio non pesa soltanto sui bilanci degli autotrasportatori. Quando il costo del trasporto aumenta o i camion si fermano, il problema si trasferisce rapidamente lungo la filiera e arriva fino agli scaffali dei supermercati.
È questo il rischio che accompagna le proteste partite nel Mezzogiorno, dove in queste ore camionisti e agricoltori stanno organizzando presidi, rallentamenti e fermi contro l’aumento dei carburanti. In Sicilia e Calabria sono stati annunciati stop di più giorni, mentre in Puglia e in altre aree del Sud si registrano iniziative e difficoltà nella distribuzione.
Il nodo, adesso, è capire quanto a lungo durerà la mobilitazione e se riuscirà a risalire verso il centro-nord.
Per la grande distribuzione alimentare il trasporto su gomma resta essenziale. Frutta, verdura, latte, carne, prodotti freschi e confezionati viaggiano ogni giorno su camion che collegano piattaforme logistiche, mercati, industrie alimentari e punti vendita.
Se aumentano i costi del gasolio, aumenta il costo di ogni tratta. Se i mezzi restano fermi, invece, il problema diventa anche quello della continuità delle consegne.
Il rischio è sulla filiera, non solo alla pompa
L’effetto non è automatico né immediato, ma il meccanismo è chiaro.
Un aumento prolungato del costo del carburante può spingere le imprese di trasporto a rivedere le tariffe. A quel punto una parte dei maggiori costi può trasferirsi sui fornitori, sulla distribuzione e infine sui prezzi al consumo.
Lo stesso vale per i blocchi: se i ritardi nella consegna diventano significativi, i prodotti più sensibili sono quelli freschi e deperibili, che non possono essere stoccati a lungo. È su questo punto che cresce il timore di una nuova pressione inflazionistica, già richiamato nelle analisi pubblicate in questi giorni sulle proteste degli autotrasportatori.
Toscana, per ora nessun blocco diffuso
In Toscana, al momento, non risultano fermi generalizzati dei camion o blocchi diffusi della distribuzione.
Ma il tema è tutt’altro che marginale.
La regione dipende fortemente dalla logistica su gomma per alimentare supermercati, centri commerciali e negozi di prossimità. Le principali direttrici – A1, A11, Fi-Pi-Li, Aurelia e i collegamenti con i porti – rappresentano ogni giorno assi fondamentali per il movimento delle merci.
Già nei mesi scorsi Confcommercio Toscana aveva segnalato il peso del caro carburanti sulle imprese di autotrasporto, ricordando il ricorso al credito d’imposta per compensare parte degli aumenti. Il fondo nazionale è stato portato a 364,1 milioni di euro.
Il problema, però, non si ferma al settore dei trasporti.
In Toscana l’inflazione complessiva a giugno era al +2,7% su base annua, mentre la voce trasporti segnava un aumento del 4,1%. A Firenze, a settembre, la voce trasporti risultava in aumento del 5,7% su base annua, mentre i prodotti alimentari e le bevande analcoliche mostravano una crescita più contenuta.
Questo significa che, almeno finora, l’aumento dei costi logistici non si è ancora tradotto in un’impennata generalizzata dei prezzi alimentari.
Ma il rischio resta legato alla durata della crisi.
Supermercati e prodotti freschi sotto osservazione
Le grandi catene distributive hanno generalmente contratti di fornitura e sistemi logistici capaci di assorbire per un certo periodo ritardi e variazioni di costo.
Il problema cambia se i blocchi diventano estesi o prolungati. In quel caso, i primi segnali possono riguardare minore disponibilità di alcuni prodotti freschi, ritardi nelle consegne e maggiore pressione sui costi di trasporto.
Non significa automaticamente scaffali vuoti o aumenti immediati dei prezzi, ma significa che il sistema entra in una fase più fragile.
Per la Toscana, soprattutto nelle aree più lontane dai grandi poli logistici o nei territori costieri, eventuali rallentamenti prolungati potrebbero farsi sentire più rapidamente.
L’onda dal sud può diventare nazionale
Le associazioni dell’autotrasporto stanno chiedendo risposte sul costo del gasolio, sui crediti d’imposta e sulle risorse destinate al settore.
Il governo ha convocato un tavolo per il 27 ottobre, ma intanto la protesta continua.
La questione, quindi, non riguarda più soltanto camionisti e distributori. Se la mobilitazione dovesse estendersi, il vero banco di prova sarà la capacità della filiera distributiva di continuare a garantire merci e prezzi stabili.
Per la Toscana, oggi, non c’è un’emergenza nella grande distribuzione. Ma il segnale che arriva dal sud viene osservato con attenzione.
Perché quando si fermano i camion, il problema non resta sulla strada: può arrivare molto rapidamente fino al carrello della spesa.
SAN VINCENZO – La Corte dei conti ha giudicato idonee le misure correttive adottate dal Comune di San Vincenzo per superare le irregolarità contabili rilevate nei rendiconti degli anni precedenti. Con la deliberazione numero 177, depositata martedì 13 ottobre a seguito della Camera di consiglio del 24 settembre, la sezione regionale di controllo per la Toscana ha preso atto degli interventi effettuati dall’amministrazione, ritenendo superate le criticità oggetto delle correzioni.
Il provvedimento riguarda il percorso di riallineamento dei conti comunali, avviato dopo i rilievi della magistratura contabile sui rendiconti dal 2022 al 2024 e proseguito con l’aggiornamento dei risultati relativi al 2025. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, le modifiche hanno consentito di confermare per quest’ultima annualità un avanzo effettivo di amministrazione di 182.696,02 euro.
La vicenda risale alla deliberazione numero 111 del giugno 2026, con la quale la Corte dei conti aveva evidenziato alcune irregolarità nella rappresentazione delle risorse finanziarie del Comune.
Le osservazioni riguardavano in particolare la classificazione delle somme vincolate, ossia le risorse che possono essere utilizzate soltanto per determinate finalità, quelle destinate agli investimenti e le modalità di contabilizzazione del Fondo anticipazione di liquidità.
Nel rendiconto 2024, pur senza contestare il risultato complessivo di amministrazione, la Corte aveva richiesto una diversa ripartizione delle risorse, rideterminando la parte disponibile in un valore negativo di circa 620mila euro. L’amministrazione aveva quindi avviato un percorso di revisione dei documenti contabili, approvando il 25 agosto in Consiglio comunale le misure richieste.
Con la nuova deliberazione, secondo quanto riportato dal Comune, la magistratura contabile ha riconosciuto l’idoneità degli interventi effettuati.
Il riallineamento ha interessato i rendiconti del 2022, 2023 e 2024, che sono stati riapprovati dopo la riclassificazione delle diverse componenti del risultato di amministrazione e il ricalcolo dei disavanzi dei singoli esercizi.
È stato inoltre aggiornato il rendiconto 2025, con la conferma di un avanzo effettivo pari a 182.696,02 euro.
Tra le misure adottate figura anche l’inserimento nel bilancio 2026 di un fondo non utilizzabile per nuove spese, destinato a recepire le indicazioni della Corte sulla contabilizzazione del Fondo anticipazione di liquidità. Il Comune ha inoltre avviato l’aggiornamento degli allegati contabili e dei dati trasmessi alla banca dati ministeriale.
La decisione arriva dopo mesi di confronto politico sulla situazione finanziaria del Comune, durante i quali maggioranza e opposizioni avevano espresso valutazioni differenti sui rilievi della magistratura contabile e sulle conseguenti correzioni di bilancio.
Per il sindaco Paolo Riccucci, il nuovo pronunciamento conferma la posizione sostenuta dall’amministrazione.
“La decisione della magistratura contabile mette un punto fermo e fa chiarezza su ogni speculazione – sottolinea il primo cittadino –: non è mai esistito alcun buco nei conti del Comune di San Vincenzo, ma solo la necessità di armonizzare e riclassificare alcune poste di bilancio secondo i criteri indicati dalla sezione di controllo della Corte”.
Sulla stessa linea l’assessora Caterina Franzoi, che esprime soddisfazione per l’esito del percorso e ringrazia gli uffici comunali per il lavoro svolto. “Abbiamo sempre avuto totale fiducia nell’operato e nella competenza dei nostri uffici, che ringrazio e verso i quali non c’è mai stato alcun dubbio. I risultati approvati dimostrano la solidità finanziaria dell’ente e ci consentono di guardare avanti con rinnovata serenità continuando ad applicare il massimo rigore amministrativo”.
Il pronunciamento rappresenta dunque un passaggio significativo nel percorso di regolarizzazione contabile del Comune. Il via libera riguarda le misure correttive adottate per le irregolarità rilevate, mentre la valutazione complessiva sulla situazione finanziaria dell’ente resta distinta dalle dichiarazioni politiche espresse dall’amministrazione.
PORTOFERRAIO – Aveva in casa e nel ristorante che gestisce oltre 2,5 chilogrammi di marijuana, in una zona frequentata anche dagli studenti di un istituto vicino. Un uomo di 43 anni, cittadino straniero, è stato arrestato dai carabinieri di Portoferraio, all’isola d’Elba, per spaccio di sostanze stupefacenti.
L’arresto è scattato nella tarda mattinata di mercoledì scorso, al termine di mirati servizi di osservazione condotti dai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia. Nell’abitazione e nell’attività di ristorazione gestita dall’uomo sono stati trovati, oltre alla marijuana, alcuni semi della stessa pianta, 30 grammi di hashish già suddivisi in dosi, un bilancino e circa 4.200 euro in contanti, che gli investigatori ritengono verosimilmente legati all’attività illecita. Dalla sostanza si potevano ricavare centinaia di dosi. Tutto il materiale è stato sequestrato.
Dopo le formalità l’uomo è stato accompagnato a casa, agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida, che si è tenuta ieri al Tribunale di Livorno. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto per l’indagato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Rischia una pena fino a sei anni di reclusione.
L’operazione rientra nei controlli intensificati dall’Arma nel centro urbano, con particolare attenzione ai giovani e ai luoghi di ritrovo vicino alle scuole, anche con pattuglie in borghese, soprattutto negli orari di ingresso degli studenti. Nei giorni scorsi alcuni studenti erano stati trovati all’ingresso della scuola con droga per uso personale e segnalati alla prefettura.
SCANDICCI – Archiviata la prima vittoria in campionato con il netto 3-1 conquistato sul campo di Macerata nell’anticipo della quarta giornata, la Savino Del Bene Volley è pronta a tuffarsi nell’atmosfera unica del derby fiorentino.
Domenica (18 ottobre) alle 17 le ragazze di coach Marco Gaspari ospiteranno infatti Il Bisonte Firenze sul parquet del Pala BigMat per una sfida che si preannuncia infuocata. La formazione avversaria si presenta al match rinvigorita dalla prima affermazione stagionale, arrivata l’11 ottobre contro l’Omag Consolini Volley dopo il ko all’esordio contro Milano. Per le scandiccesi la contesa rappresenta un banco di prova di capitale importanza, costituendo anche l’ultima sfida prima della prestigiosa finale di Supercoppa italiana del 24 ottobre contro la Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano.
Non mancheranno i motivi d’interesse, compresi quelli legati alle grandi ex del confronto: se tra le fila de Il Bisonte non figurano giocatrici con un passato a Scandicci, sulla sponda della Savino Del Bene ci sono ben due atlete dal passato importante in maglia fiorentina. Si tratta della centrale classe 2002 Emma Graziani, che ha vestito per tre stagioni la casacca de Il Bisonte tra il 2021 e il 2024, e della pari ruolo Sara Alberti, colonna e capitana delle cittadine per ben quattro annate dal 2017 al 2021. La storia dei precedenti sorride nettamente alle padrone di casa: nei trentadue incroci complessivi fin qui disputati, la Savino Del Bene si è imposta in venticinque occasioni contro i sette successi fiorentini, con l’ultimo scontro diretto risalente al 26 dicembre 2025 terminato con un secco 3-0 in favore delle scandiccesi.
Presentando la sfida, coach Marco Gaspari ha sottolineato il valore e le insidie di un avversario profondo e rinnovato, capace di inserire atlete di caratura internazionale come Baird, Cugno e la polacca Damaske, reduci da importanti esperienze tra club e nazionali, oltre agli innesti di qualità di Milosic, Caruso e Boldini. Il tecnico ha evidenziato come, dopo i progressi mostrati nel sistema di muro-difesa, la chiave del derby risiederà soprattutto nella capacità di essere incisivi al servizio. Servirà una prestazione di grande convinzione e maturità per gestire i momenti di sofferenza, mantenendo l’equilibrio e cercando un ulteriore passo in avanti nel percorso di crescita di squadra.
Dall’altra parte della rete Il Bisonte Firenze si ripresenta con una guida tecnica nuova di zecca affidata a coach Alessandro Orefice, al debutto da capo allenatore in serie A1. Dopo un’annata chiusa al nono posto a un solo punto dai playoff scudetto e la successiva partecipazione ai playoff di Challenge Cup, il club fiorentino ha confermato pezzi pregiati come la centrale Acciarri, giunta alla sua quinta stagione in maglia bisontina, oltre alla schiacciatrice Tanase, alla regista Agrifoglio e al libero Valoppi, attualmente ai box per infortunio e rilevata da Negretti. Tra i volti nuovi spiccano la palleggiatrice Boldini, l’opposta argentina Cugno, le schiacciatrici Damaske e Zojzi, le centrali Milosic e Piacentini e il giovane libero Fanfani.
Il grande derby del volley fiorentino sarà trasmesso in diretta streaming per tutti gli appassionati sui canali di Dazn e su YouTube.
LIVORNO – Grande attesa ed emozione in casa Ladies Libertas Livorno per il debutto casalingo nel campionato di serie A1 Credem Banca. Domani (18 ottobre), alle 18, le amaranto scenderanno in campo al PalaModigliani per affrontare la Brixia Brescia, nella prima partita stagionale davanti al proprio pubblico (atteso in massa) dopo le due trasferte a Campobasso e Roseto.
La squadra di coach Luca Andreoli è ancora ferma a quota zero in classifica, dopo due sconfitte che hanno lasciato qualche rammarico per come sono maturate. In entrambe le occasioni, infatti, le Ladies sono rimaste in partita fino alla fine, senza però riuscire a raccogliere punti. Adesso l’obiettivo è trasformare quanto di buono mostrato nelle prime uscite in una vittoria, sfruttando anche la spinta del pubblico amaranto.
Di fronte ci sarà una Brixia Brescia che, come Livorno, non ha ancora conosciuto il successo. La formazione lombarda, guidata in campo dall’esperta D’Alie, si è inoltre rinforzata nelle ultime ore con l’arrivo della guardia americana Madeline Burke. Un inserimento che impone alle amaranto un focus ultriore, soprattutto alla luce di quanto accaduto nell’ultima trasferta a Roseto, dove il nuovo innesto, Landrum, avversario ha creato diversi problemi alla difesa livornese.
Tra le note più positive delle prime due giornate in casa Lll, c’è sicuramente Jodie Cornelie. Nell’ultima uscita la francese ha fatto registrare la sua miglior prestazione realizzativa in Italia, con 20 punti, accompagnati da 14 rimbalzi e una valutazione di 31. Numeri che la rendono una delle giocatrici più attese anche nella sfida di domenica.
Attenzione anche ad Amandine Toi, altra francese in forza alla Brixia, che ha segnato 16 punti in entrambe le gare disputate, tirando con il 37% da tre punti su un numero considerevole di tentativi. La formazione bresciana ha mostrato nelle prime uscite di essere ancora alla ricerca dei giusti equilibri, ma il recente innesto di Burke aggiunge una freccia importante all’arco lombardo..
“Finalmente giochiamo in casa, dopo aver girato l’Italia in lungo e in largo nelle prime due partite – dice coach Andreoli – Siamo stati competitivi, ma non è bastato, e questo lo abbiamo ben chiaro. Ci aspetta una sfida contro un’altra squadra che ha raccolto due sconfitte, diverse dalle nostre, ma che ha inserito una nuova americana. Dovremo quindi farci trovare più pronti rispetto a Roseto, dove una situazione simile ci ha fatto male. Sappiamo dove dobbiamo migliorare: dobbiamo essere solide per 40 minuti, senza vivere di alti e bassi, e avere idee precise su dove mettere la palla, senza sbagliare la gestione degli ultimi possessi. Vogliamo mettere tanta energia in campo e c’è stata grande attenzione nel preparare questa partita. Questo è l’unico obiettivo che dobbiamo avere e sul quale abbiamo lavorato durante la settimana”
La partita tra Ladies Libertas Livorno e Brixia Brescia sarà trasmessa in diretta sulla piattaforma Flima.tv.
FIRENZE – Un percorso comune per tutelare il servizio ferroviario e migliorare i collegamenti a disposizione dei pendolari, con particolare attenzione ai territori attraversati dalla linea Firenze-Roma. È questo l’obiettivo condiviso a Castiglione del Lago, in un incontro al quale hanno partecipato gli assessori ai trasporti della Regione Toscana, Filippo Boni, e della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, insieme a parlamentari e amministratori delle due regioni.
L’incontro si inserisce nel percorso avviato lo scorso marzo con il Patto di Chiusi, nato dalla volontà di rafforzare la collaborazione tra Toscana e Umbria per affrontare le criticità dei collegamenti ferroviari e salvaguardare le esigenze di mobilità dei territori, delle comunità locali e dei tanti pendolari che utilizzano quotidianamente il treno.
Nel corso del confronto di oggi è stata condivisa la volontà di procedere alla predisposizione di un protocollo tra le due Regioni, che individui le azioni da mettere in campo per la salvaguardia e il miglioramento del servizio ferroviario, tenendo conto delle esigenze dei territori interessati e dei singoli equilibri regionali.
“Con il Patto di Chiusi abbiamo avviato un percorso di collaborazione che oggi intendiamo rendere più concreto – ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti della Toscana, Filippo Boni –. L’obiettivo è lavorare insieme all’Umbria per individuare soluzioni che tutelino il servizio ferroviario e rispondano alle esigenze di mobilità dei cittadini. È fondamentale che le scelte relative ai collegamenti ferroviari tengano conto delle necessità dei territori e delle ricadute sui pendolari, in un confronto che consenta di individuare azioni condivise e compatibili con le esigenze di entrambe le Regioni”.
La collaborazione riguarderà la direttrice Firenze-Roma e il ruolo delle stazioni intermedie, fondamentali per garantire l’accessibilità ferroviaria a numerosi centri della Toscana meridionale e dell’Umbria, tra cui le aree della Valdichiana, del Trasimeno e dell’Orvietano. Il lavoro proseguirà ora con la definizione dei contenuti del protocollo e delle azioni da sottoporre al confronto con i soggetti competenti.
LIVORNO – Polemiche attorno alle modalità di reclutamento del personale da parte di Casalp, la società a totale partecipazione pubblica che gestisce l’edilizia residenziale pubblica nel territorio livornese. Oggetto della contestazione, sollevata dalla Fp-Cgil di Livorno attraverso una nota del segretario generale Mauro Scalabrini, è la selezione avviata a fine agosto tramite un’agenzia di somministrazione per la ricerca di un addetto full-time al front office dello sportello Urp.
La procedura mirava all’inserimento di una figura con contratto a tempo determinato di sei mesi, prorogabile per ulteriori quattro mesi. Dopo una prima fase di vaglio svolta dall’agenzia interinale, le candidature ritenute più idonee sono state trasmesse a Casalp per l’espletamento dei colloqui finali e la successiva assunzione della risorsa individuata.
A far discutere sono le modalità di gestione delle comunicazioni verso i partecipanti esclusi: “Casalp ha legittimamente scelto quali candidati incontrare per il colloquio finale e alla fine ha proceduto all’assunzione della figura individuata. È però inammissibile che i candidati non ammessi al colloquio non siano neanche stati avvertiti – dichiara Scalabrini –. A oggi non è infatti pervenuta alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda. Tutto ciò è inaccettabile e lede la dignità delle persone. Un fatto grave, se si pensa che Casalp è un’azienda a totale partecipazione pubblica e che a ricevere lo ‘schiaffo’ sono persone in cerca di lavoro”.
Oltre al profilo del rispetto formale nei confronti dei partecipanti, il sindacato solleva dubbi di merito sulle scelte organizzative e sulle tipologie contrattuali adottate dall’azienda: “Pretendiamo pertanto risposte e chiediamo che si faccia chiarezza. Come Fp-Cgil avremmo inoltre preferito che Casalp avesse indetto una selezione diretta per un’assunzione stabile, senza ricorrere ad agenzie di lavoro somministrato. Le assunzioni non dovrebbero essere precarie: servono certezze a lungo termine e investimenti nel buon lavoro”.
In conclusione, la rappresentanza dei lavoratori pubblici richiama l’attenzione sull’importanza strategica dell’Ufficio relazioni con il pubblico nell’ambito del comparto abitativo e sociale: “L’Urp di Casalp debba essere ulteriormente rinforzato con più assunzioni. Lo sportello in questione infatti rappresenta l’interfaccia con il cittadino e spesso con persone fragili in situazioni di estrema difficoltà”.
PORTOFERRAIO – La Fondazione Isola d’Elba Ets, con un ottimo punteggio, si è aggiudicata il finanziamento regionale previsto dell’avviso pubblico per la concessione di contributi in ambito sociale a sostegno di iniziative e progetti di rilevanza locale anno 2026.
Fra gli oltre 450 progetti presentati ne sono stati finanziati 86, solamente dieci nella Provincia di Livorno, dei quali solo uno all’Elba. Le risorse regionali vanno a sommarsi al 20% di risorse proprie della Fondazione, per coprire le spese di realizzazione dell’intero programma che prenderà avvio con il coinvolgimento dei numerosi partner e sostenitori. Il progetto denominato The Clothest Isola d’Elba: laboratorio di moda creativa, rigenerata e inclusiva nasce dal confronto con l’Usl Toscana Nord Ovest (Servizio SerD), altre associazioni elbane e toscane, la comunità della Fondazione Exodus La Mammoletta, dal quale emerge che i linguaggi giovanili individuano nell’ ambiente, nella musica e nella moda ambiti di forte attrattività. La moda, in particolare, viene intesa non solo come consumo, ma come potente linguaggio identitario che va oltre l’immagine, recuperando una valenza produttiva ed educativa, in grado di promuovere la sostenibilità e la rigenerazione sociale ed economica.
Obiettivo del progetto è creare un laboratorio di moda etica e rigenerata che unisca la difesa ambientale, l’inclusione sociale, la formazione professionalizzante e lo sviluppo economico sostenibile. Tra i risultati attesi rientrano l’impatto sociale con la formazione e l’inserimento lavorativo di alcuni addetti individuati fra i più fragili con il coinvolgimento di volontari come tutor; l’impatto ambientale con la riduzione degli scarti tessili e il recupero delle eccedenze; l’impatto economico-territoriale, con la creazione di un brand territoriale. Rilevante l’utilità sociale poiché il progetto offre nuove opportunità di formazione e lavoro per persone con fragilità, favorendone l’autonomia, oltre a promuovere una cultura del consumo consapevole contrapposta all’usa e getta, unendo momenti educativi a iniziative ludiche e di aggregazione giovanile.
Ampia la rete del volontariato a sostegno del progetto con il coinvolgimento di sostenitori pubblici e privati – Circolo degli Artisti, Incontriamoci in diversi aps, Jem 57 srl, Locman spa, Italia Circolare srl, Elba Officinale aps, Pedalta aps, Simtur Associazione Professionale, Pubblica Assistenza Società Volontaria di Soccorso Odv, Tip Tap One asd, Insieme per l’Elba aps – e di partner – Clothest Aps, Pro Loco Porto Azzurro, Pro Loco Capoliveri, Pro Loco Portoferraio. Il progetto conta anche sulla collaborazione dell’USL Nord Ovest Servizio Serd e delle scuole superiori.
Le attività si terranno nel 2027 e saranno inserite nel calendario degli eventi in fase di condivisione con i partner, che prevede momenti di coinvolgimento tra cui performance creative, installazioni, momenti ludici legati alla salvaguardia ambientale e iniziative nautiche con le barche a vela gestite dalla Fondazione Exodus La Mammoletta.
Deturpato con svastiche un murale di antifascisti a Viareggio (Lucca). A denunciarlo, in una nota, il Cantiere Sociale Versiliese.
“Domani mattina rispondiamo alle vili azioni fasciste rigenerando la memoria di Chittò Bertini e Didala Ghilarducci – sottolinea il Cantiere Sociale Versiliese -. Nelle scorse ore infatti il murales ‘Essere umano, essere partigiano’ realizzato dall’artista Roberto Diatz in collaborazione con RicreAzione Collettiva del Cantiere Sociale Versiliese” che si trova al quartiere Varignano a Viareggio. L’opera verrà restaurata e, l’appuntamento è per domani alle ore 10,30 quando è in programma anche una conferenza stampa. “Una risposta chiara a chi, davanti alla crisi sociale, prova a seminare odio e guerra tra poveri. Questo attacco non ci fa paura e non ci fa arretrare di un passo. Per questo motivo, chiamiamo a raccolta tutta la Viareggio antifascista e solidale a partecipare al presidio”, prosegue il Cantiere Sicale Versiliese.
Il Comune di Viareggio condanna la deturpazione del murale “con assoluta fermezza. Non si tratta soltanto di vandalismo, ma di un’offesa alla memoria, alla storia della nostra città e ai valori democratici e antifascisti sui quali si fonda la nostra Repubblica. Viareggio è una città libera, democratica e antifascista. E tale resterà”. Il Comune precisa di aver già segnalato l’accaduto alla polizia di Stato e alla polizia municipale, chiedendo tutti gli accertamenti necessari per individuare i responsabili. “Ci attiveremo anche per restituire al murale la dignità che merita. La memoria non si imbratta. Si custodisce, si rispetta e si tramanda”.
Un bambino di 1 anno della provincia di Massa-Carrara, è stato salvato dopo aver ingerito una pila a bottone grazie alla collaborazione tra il Meyer di Firenze e l’ospedale del Cuore di Massa, della Fondazione Monasterio. L’incidente è avvenuto il 5 ottobre. Oggi le strutture sanitarie ne danno notizie a decorso clinico avanzato.
Il piccolo venne trasportato all’ospedale del Cuore, dove è intervenuta la gastroenterologa endoscopista del Meyer Sara Renzo raggiungendo Massa con un mezzo di emergenza del 118 insieme alla strumentazione necessaria.
L’intervento di rimozione è stato eseguito in sala operatoria con il supporto dei cardiochirurghi pediatrici e del team della Monasterio. Nonostante fossero trascorse poco più di due ore dall’ingestione, la pila aveva già danneggiato le pareti dell’esofago. La tempestività dell’intervento ha consentito di rimuoverla evitando lesioni ai grossi vasi e la necessità di un intervento cardiochirurgico. Dopo alcuni giorni in terapia intensiva, il bambino è stato dichiarato fuori pericolo, anche se dovrà proseguire il percorso di cura.
“Fare rete e fare squadra funziona, soprattutto quando il tempo è determinante”, ha commentato l’assessora regionale alla sanità Monia Monni. Il caso riaccende l’attenzione sui rischi legati alle batterie a bottone, che possono provocare in tempi rapidissimi lesioni esofagee profonde ed emorragie potenzialmente letali. Nel novembre 2024 una bambina era deceduta in Toscana dopo un incidente analogo.
Striscioni con scritto ‘Qui nessuno è straniero’ e ‘L’Ecole est a nous’ fanno da cornice alla manifestazione studentesca che partirà tra pochi minuti da piazza San Marco, a Firenze per protestare in particolare contro i tagli alla scuola ma anche contro il Dl Valditara sul tetto agli studenti stranieri in classe. Diverse le bandiere della Palestina. Oltre 2.000 le persone presenti di almeno 15 scuole superiori.
“Mentre le scuole cadono a pezzi, i professori vivono in situazioni di precarietà sempre più grave e il sistema scolastico rende impossibile allo studente vivere la scuola in modo sano e libero, le istituzioni si voltano dall’altra parte e invece di risolvere le problematiche che rendono la scuola un ambiente performativo, soffocante e oppressivo scelgono di colpevolizzare gli studenti stranieri, alimentando una politica di discriminazioni ed emarginazione”, viene spiegato dagli organizzatori. Tra i cori anche “Siamo tutti antifascisti”. Cori contro la premier Giorgia Meloni. “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”, si legge anche in uno striscione.
Sarà effettuata l’autopsia sul corpo del neonato deceduto dopo che sarebbe arrivato in ospedale a Cecina (Livorno) portato dalla madre in un sacchetto, la quale avrebbe raccontato ai medici di non essersi accorta della gravidanza. La conferma arriva dalla procura di Livorno dopo che la notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano Il Tirreno.
Ovviamente, come spiegano dalla stessa procura, sono in corso diversi accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.