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Anthropic Claude e cyberdifesa: svolta nella sicurezza informatica

Anthropic Claude e cyberdifesa: svolta nella sicurezza informatica

Il rapporto tra Anthropic Claude e la cyberdifesa entra in una fase del tutto nuova. Anthropic ha infatti annunciato un'importante espansione del suo Cyber Verification Program, un'iniziativa che apre le porte dei suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati ai professionisti del settore.

Ma cosa significa per il futuro della lotta contro le minacce digitali? È un passo coraggioso per potenziare chi ci difende, gestendo al contempo il rischio che questi stessi strumenti possano essere usati in modo malevolo.

Il dilemma è noto: gli strumenti di IA che aiutano un difensore a trovare una falla di sicurezza sono spesso gli stessi che potrebbero aiutare un aggressore a sfruttarla. La soluzione di Anthropic è un programma di accesso verificato, che offre ai professionisti modelli come Claude 3 Opus e Claude 3.5 Sonnet con meno restrizioni, in base al loro ruolo e alle loro autorizzazioni. Scopriamo insieme come funziona.

Cos'è il Cyber Verification Program di Anthropic?

Pensa a questo programma come a una chiave speciale. Mentre i modelli Claude accessibili al pubblico mantengono rigide barriere per prevenire abusi, il Cyber Verification Program (CVP) fornisce una "chiave" a team e ricercatori verificati. Questa chiave sblocca capacità avanzate, consentendo loro di usare l'IA per compiti di sicurezza offensiva e difensiva in modo controllato.

L'obiettivo è semplice ma ambizioso: dare ai "buoni" gli strumenti migliori per anticipare, individuare e neutralizzare le minacce. Il programma unifica iniziative precedenti, come il Progetto Glasswing, creando un percorso di accesso strutturato e basato su permessi specifici.

In altre parole, non tutti avranno lo stesso livello di accesso, che dipende dal tipo di lavoro svolto tramite un sistema a tre livelli progettato per bilanciare potenzialità e sicurezza.

Test simili sono giù stati messi in atto, come utilizzare Claude Opus 5 per trovare falle in OpenAI, e correggerle.

I tre livelli di accesso a Claude di Anthropic per la cyberdifesa

Anthropic ha definito tre "tier" di accesso, ognuno con permessi e controlli specifici. Questa suddivisione è fondamentale per garantire che la potenza dell'IA sia usata in modo responsabile.

1. Defense access (accesso difensivo)

È il livello base, pensato per chi lavora in prima linea nella difesa digitale. Include team di sicurezza aziendali, centri operativi di sicurezza (SOC), analisti di malware, università ed enti governativi.

Le attività permesse sono strettamente difensive: analisi di vulnerabilità, incident response e reverse engineering.

Anche i ricercatori indipendenti con una comprovata storia di segnalazioni possono qualificarsi, rendendo lo strumento ampiamente accessibile a chi protegge le infrastrutture.

2. Red team access (accesso per red team)

Questo livello è destinato a chi simula gli attacchi per testare le difese, i cosiddetti red team. Include team interni, agenzie governative e società di penetration testing.

Oltre alle capacità difensive, permette di condurre test di penetrazione autorizzati. Tuttavia, restano attivi dei controlli per bloccare azioni estremamente pericolose, come l'implementazione di ransomware o attacchi a sistemi fisici critici.

3. Specialized access (accesso specializzato)

Siamo al vertice della piramide. Questo livello, con le minori restrizioni possibili, è riservato a un gruppo ristretto di organizzazioni autorizzate a testare le infrastrutture più critiche. Parliamo di reti elettriche, sistemi di controllo del traffico aereo e reti di telecomunicazioni.

L'approvazione per questo livello è molto rigorosa e viene gestita in collaborazione con il governo statunitense.

I risultati dei primi test di cyberdifesa con Claude di Anthropic

Ma funziona davvero? Anthropic ha messo alla prova il suo modello Claude 3.5 Sonnet con CyScenarioBench, un benchmark che misura la capacità di eseguire operazioni cyber complesse.

I risultati sono stati eloquenti:

  • Accesso pubblico: ogni tentativo di operazione malevola è stato bloccato al primo prompt.
  • Defense access: il 92% dei tentativi è stato bloccato, mentre una piccola parte è andata a buon fine.
  • Red team access: nessun blocco iniziale, con un tasso di successo del 68% nelle operazioni, quasi identico a quello del modello senza barriere di sicurezza.

Questi dati, sebbene interni, dimostrano l'efficacia del sistema a livelli. Inoltre, i partner del programma hanno già identificato oltre 129.000 vulnerabilità verificate tra aprile e luglio 2026, un dato che testimonia il potenziale di questa tecnologia per la sicurezza proattiva.

Una nuova era con Anthropic Claude nella cyberdifesa?

L'iniziativa di Anthropic segna un passo deciso verso l'integrazione dell'IA avanzata nelle operazioni di cyberdifesa. Fornendo un accesso controllato e stratificato, l'azienda cerca di risolvere il dilemma del doppio uso, potenziando i difensori senza armare gli avversari. Le organizzazioni possono richiedere l'accesso tramite la piattaforma Claude, Google Cloud Vertex AI e Microsoft Foundry.

La strada è ancora lunga, ma questo approccio pragmatico e basato sulla fiducia potrebbe diventare un modello per l'intero settore.

Stiamo forse assistendo alla nascita di una nuova generazione di difese, dove l'IA non è solo uno strumento, ma un vero e proprio alleato strategico? Solo il tempo potrà dirlo.

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Suggerimenti di Gemini in Android Auto sono una rivoluzione

Suggerimenti di Gemini in Android Auto sono una rivoluzione

I nuovi suggerimenti di Gemini in Android Auto sono pronti a trasformare l'interazione con il tuo veicolo, introducendo un'intelligenza proattiva che anticipa le tue necessità. Questa tecnologia, basata sull'intelligenza artificiale di Google, promette di portare una sorta di "magia" sul display della tua auto.

Scopriamo insieme come funzionerà e chi potrà beneficiarne.

Cosa sono i suggerimenti proattivi di Gemini

Se possiedi un recente smartphone Google Pixel, hai già familiarità con funzioni come Magic Cue o Proactive Assistance. Si tratta di una tecnologia intelligente che offre suggerimenti contestuali prima ancora che tu li richieda.

Nel concreto, questa tecnologia agisce come un assistente personale. Ad esempio, se ricevi un messaggio con il nome di un ristorante, il tuo telefono potrebbe mostrarti automaticamente la scheda di Google Maps corrispondente. Allo stesso modo, se hai un volo in programma, le informazioni pertinenti potrebbero apparire in una conversazione su Google Messaggi

La funzione può gestire anche conflitti di calendario e altre situazioni quotidiane, agendo come un sistema progettato per anticipare le tue esigenze e farti risparmiare tempo.

Come funzioneranno i suggerimenti di Gemini in Android Auto

L'obiettivo di Google è trasferire questa intelligenza proattiva nell'ecosistema dell'auto. L'analisi delle recenti versioni di Android Auto, come la 17.9 beta, ha rivelato stringhe di codice esplicite. Frasi come "Gemini può mostrarti suggerimenti personalizzati che ti fanno risparmiare tempo" confermano lo sviluppo di questa integrazione.

Con questa implementazione, mentre guidi, Android Auto potrebbe:

  • suggerire la navigazione verso un luogo menzionato in un messaggio recente;
  • proporre l'avvio di una playlist che ascolti solitamente a quell'ora;
  • ricordare un appuntamento imminente, offrendo le indicazioni stradali

Lo scopo è rendere l'esperienza di guida più fluida e sicura, minimizzando le distrazioni e fornendo le informazioni giuste al momento giusto.

Un vantaggio esclusivo per gli utenti Pixel

Un aspetto da considerare è la possibile esclusività della funzione. Proprio come la Proactive Assistance sugli smartphone è oggi riservata ai dispositivi Pixel, è probabile che l'integrazione di Gemini in auto segua la stessa logica.

Per sfruttare i suggerimenti di Gemini in Android Auto, potrebbe essere necessario abbinare uno smartphone Google Pixel al sistema di infotainment. Se utilizzi Android Auto con un telefono di un altro marchio, come Samsung, Xiaomi o OnePlus, potresti rimanere escluso da questa innovativa funzione. Si tratta di una strategia che mira a rendere l'ecosistema Google sempre più integrato e desiderabile, limitando però l'accesso alle ultime novità per una vasta fetta di utenti.

Quando saranno disponibili i suggerimenti di Gemini in Android Auto

Google aveva già accennato all'arrivo di questa funzionalità in passato, ma senza fornire una tempistica precisa. La recente scoperta delle stringhe di codice, però, suggerisce che lo sviluppo è in una fase avanzata e che il rilascio ufficiale potrebbe non essere lontano.

Al momento non è stata annunciata una data di lancio ufficiale. Tuttavia, la presenza di queste opzioni nelle versioni beta indica che i test sono in corso e il rilascio potrebbe avvenire nei prossimi mesi, forse in concomitanza con un aggiornamento di Android o con il lancio di nuovi dispositivi Pixel.

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