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La familia Trump se fortifica en una isla de búnkeres soviéticos en Albania

Ivanka Trump, hija del presidente de los EE.UU. y su esposo, Jared Kushner, han adquirido la isla de Sazan, en la costa adriática de Albania, un antiguo enclave militar comunista de 567 hectáreas que cuenta con más de 3.500 búnkeres de estilo soviético, kilómetros de túneles subterráneos y refugios antibombas construidos durante la Guerra Fría. La pareja, a través de su firma Affinity Partners, invierte alrededor de 1.400 millones de dólares en convertir este “arreglo” —como lo describió Ivanka— en un resort de lujo exclusivo, preservando algunos de estos refugios como elementos del proyecto turístico. La isla, que fue zona militar restringida, aún contiene municiones sin detonar que requieren limpieza exhaustiva antes de recibir visitantes.

Este desarrollo no se limita a Sazan: incluye también una franja costera protegida en Zvërnec, dentro de una reserva natural y parque marítimo con alta biodiversidad, lo que ha generado fuertes protestas de ambientalistas y locales. Excavadoras ya han comenzado a despejar terreno en zonas sensibles para flamingos, tortugas y otros especies migratorias, desatando críticas por el impacto ecológico irreversible y cuestionamientos sobre la transparencia del acuerdo multimillonario. El gobierno albanés defiende la inversión como un impulso al turismo de élite y su aspiración europea, pese a investigaciones de agencias anticorrupción.

La red de búnkeres de la familia Trump en Sazan encaja en una tendencia creciente entre multimillonarios que buscan refugios aislados ante posibles crisis bélicas globales. La isla, con sus instalaciones militares preexistentes, ofrece una base natural para un complejo autosuficiente, similar a otros proyectos de la élite. Kushner e Ivanka descubrieron el lugar durante un paseo en barco y una caminata descalza, quedando “cautivados” por su potencial como paraíso privado.

Otros magnates siguen patrones parecidos. Mark Zuckerberg construye un enorme complejo en Kauai, Hawái, con un búnker subterráneo de 1500 metros cuadrados, suministros independientes y puertas a prueba de explosiones, valorado en cientos de millones. Peter Thiel exploró opciones en Nueva Zelanda y Argentina, mientras que figuras como Bill Gates y Jeff Bezos poseen propiedades fortificadas o islas privadas. Empresas especializadas venden lujosos búnkeres con piscinas, cines y granjas hidropónicas, reflejando una preparación ante colapsos sociales o geopolíticos.

Esta ola de “preparacionismo de élite” —islas remotas, búnkeres de lujo y enclaves autosuficientes— plantea preguntas sobre visión del futuro. Mientras la familia Trump transforma Sazan en su versión de paraíso fortificado, críticos ven en estos refugios no solo protección personal, sino un síntoma de desconexión: los más ricos blindándose en fortalezas mientras el resto enfrenta los desafíos globales sin tales redes de escape. El proyecto albanés, rodeado de controversia, ilustra cómo la riqueza extrema se traduce en búnkers literales y simbólicos.

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Parole di Panagiotis Argirou, ex membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, in occasione dell’iniziativa “Caotiche Intenzioni”, tenutasi in Cile in memoria dell’anarchico Mauricio Morales Duarte, a 17 anni dalla sua morte in azione

Parole di Panagiotis Argirou, ex membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, in occasione dell’iniziativa “Caotiche Intenzioni”, tenutasi in Cile in memoria dell’anarchico Mauricio Morales Duarte, a 17 anni dalla…
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Studiare i movimenti sociali in tempi difficili come i nostri

Che cosa sono i movimenti sociali? Sono attori normali nella politica e nella società nei periodi di calma o sono attori straordinari nei periodi di forte tensione? Naturalmente, sono entrambe le cose, poiché tendono ad adattarsi alle circostanze: ricorrono a strategie organizzative più o meno radicate nella loro base sociale, a repertori di lotta più o meno dirompenti, e a identità più o meno radicali. A volte vengono sconfitti e a volte riemergono; a volte si adattano alla normalità e a volte la sfidano.

Inoltre, le due temporalità possono interagire nello stesso periodo storico. Concetti come cicli e ondate di lotte hanno da tempo indicato i modi in cui le proteste convergono nel tempo. Momenti di svolta, eventi trasformativi, proteste dense di avvenimenti sono concetti che indicano come i movimenti sociali non solo si adattino alle opportunità politiche e alle risorse disponibili, ma mettano in moto cambiamenti che producono nuove opportunità e risorse.

Empiricamente, inoltre, mentre i movimenti alternano visibilità e latenza, le memorie e l’eredità delle lotte passano da una fase intensa all’altra; nei periodi di stasi, il quadro di riferimento per pensare i conflitti, le reti organizzative, i repertori di mobilitazione vengono ricordati, alimentati e trasmessi da una generazione all’altra di attivisti.

La ricerca sui movimenti sociali è stata stimolata da momenti di conflitti intensi—come le mobilitazioni anticoloniali degli anni ’50, i cicli di protesta del ’68, compresa la ripresa della lotta di classe, le nuove proteste femministe per i diritti riproduttivi negli anni ’70, la solidarietà internazionale contro l’apartheid in Sudafrica e contro le guerre imperialiste negli anni ’80, ma anche, e con un ritmo accelerato, il movimento per la giustizia globale negli anni 2000, la Primavera Araba e le proteste contro l’austerità negli anni 2010, e le proteste per una Palestina libera e contro il genocidio israeliano negli anni 2020. Inoltre, ogni paese ha le proprie storie di intensificazione delle mobilitazioni dal basso — come, ad esempio, momenti di radicalizzazione come la violenza politica e la repressione, o gli episodi di democratizzazione che hanno trasformato la società e la politica.

Tuttavia, gli studi sui movimenti sociali si sono sviluppati in una fase “fordista” e hanno guardato soprattutto alle condizioni di “normalità”. Come ha osservato William Sewell, il fordismo ha fornito le basi per il positivismo nell’analisi dei movimenti sociali – soprattutto negli Stati Uniti – con l’assunto dell’universalismo, dell’empirismo metodologico e di una presunta neutralità priva di valori. Ciò che il positivismo aveva tralasciato, e che doveva essere reintrodotto, era la contestualizzazione di concetti e teorie, la loro storicizzazione. In contrapposizione alla ricerca di leggi generali, è emersa la necessità di considerare la congiuntura e l’azione.

Riflettendo su queste tendenze generali, il mio contributo allo studio dei movimenti sociali è stato guidato da alcuni punti di riferimento che trovo particolarmente utili per affrontare tempi difficili e intensi, caratterizzati da policrisi, snodi critici, cambiamenti di paradigma, rivolte e resistenze.

Gli elementi principali dell’approccio dinamico che ho utilizzato possono essere sintetizzati come segue:

  1. a) la dimensione processuale, in quanto radicata in una storia complessa
  2. b) la dimensione relazionale, che guarda agli attori nelle loro interazioni
  3. c) la dimensione della costruzione, considerando che i soggetti agiscono sulla base della propria valutazione del contesto esterno e del proprio ruolo in esso.

Nell’affrontare momenti di trasformazioni rapide e profonde, ho trovato la ricerca di solidi meccanismi causali (come li definivano McAdam, Tarrow e Tilly) più congeniale alla mia sensibilità storica “weberiana”, orientata alla comprensione piuttosto che alla ricerca di correlazioni e causalità volte a spiegare, o addirittura a prevedere. Così, nella ricerca sulla violenza politica o sui processi di democratizzazione, in tempi di pandemia o di genocidio, ho riflettuto sui meccanismi relazionali, cognitivi e affettivi che possono portare a cambiamenti nelle strutture politiche e sociali e al consolidamento delle relazioni in un processo di rotture, scosse e sedimentazione (…).

In sintesi, sono cresciuta insieme all’espansione degli studi sui movimenti sociali, contribuendo ai loro successi così come alle controversie, al loro consolidamento, alle sfide. Queste sono state molte, ma affrontate con spirito aperto grazie a ciò che possiamo definire eclettismo teorico e pluralismo metodologico. Ciò non significa che il campo d ricerca fosse privo di conflitti interni, selettività e pregiudizi – come qualsiasi altro settore – ma è rimasto aperto grazie alle continue evoluzioni dell’oggetto stesso su cui concentravamo la nostra attenzione, che ha portato nel mondo accademico nuove generazioni di studiosi con interessi e gusti specifici.

Sono rimasta molto legata agli studi sui movimenti sociali, per diverse ragioni. Innanzi tutto, la maggior parte dei ricercatori in questo campo è mossa da un sincero interesse a migliorare il mondo. Le esperienze di impegno sociale e politico sono state spesso criticate dagli studiosi più mainstream, ma ho scoperto che si sono rivelate molto fruttuose nello sviluppo del quadro cognitivo e nel miglioramento del clima tra gli studiosi del settore. In un momento in cui la “neutralità” viene predicata come requisito del valore scientifico, è fondamentale rivendicare, con Michael Burawoy, il valore di una visione critica della scienza che affronti problemi sociali che non sono affatto “apolitici”,

Inoltre, le vicende politiche hanno imposto una costante innovazione teorica con una propensione agli scambi reciproci tra approcci diversi. Gli studiosi dei movimenti hanno provenienze differenziate –  dalla sociologia delle organizzazioni allo studio delle interazioni simboliche, dalla teoria sociologica alle scienze politiche – e hanno costruito un bagaglio di concetti e ipotesi di ricerca combinando spunti provenienti da diversi campi del sapere. Questa tendenza si è ampliata nel tempo, dalla sociologia alle scienze politiche, estendendosi fino a includere la geografia, la storia, l’antropologia, la teoria normativa, il diritto e (persino) l’economia, man mano che ogni nuova ondata di conflitti politici portava nuove generazioni nella ricerca sui movimenti sociali.

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Newsletter Speciale Alleanza Clima Lavoro Maggio 2026

Giulio Marcon

Un sondaggio dell’Alleanza Clima Lavoro su lavoratrici e lavoratori dell’intera filiera dell’auto smonta le tesi di chi si oppone alla transizione all’elettrico. Due su tre non chiedono di fermarla, ma più investimenti, formazione, tutele e politiche capaci di governarne gli effetti sociali e produttivi.

Alleanza Clima Lavoro

La transizione nell’automotive in Italia verso la nuova mobilità elettrica e sostenibile è già realtà. E non va bloccata. A dirlo sono le lavoratrici e i lavoratori del settore. Il nuovo podcast dell’Alleanza Clima Lavoro, a cura di Massimo Alberti, ospita le loro voci.

Alleanza Clima Lavoro

A Bologna, nel confronto tra sindacato, ambientalismo e imprese, il quinto convegno nazionale dell’Alleanza Clima Lavoro ha messo al centro il vero nodo della transizione verde: come governare i processi di trasformazione tecnologica e produttiva e quale modello sociale costruire nella decarbonizzazione.

Emiliano Favali

Un nuovo Report a cura della Fiom-Cgil Avellino fotografa stato di salute e prospettive del comparto autobus, a partire dal caso di Menarini. E avanza proposte per il rilancio di un settore industriale strategico per la decarbonizzazione, il trasporto pubblico locale, lo sviluppo dei territori, il lavoro.

Alleanza Clima Lavoro

Due giorni di incontri nella capitale belga con Commissione e Parlamento UE su automotive, Green Deal e politica industriale. Tra incertezze e pressioni sull’endotermico, emerge il nodo: senza scelte pubbliche chiare, il lavoro, gli obiettivi climatici e il sistema produttivo europeo sono a rischio.

Redazione

Un’indagine di SourceMaterial e Politico con il sostegno di T&E documenta le ripercussioni negative sugli agricoltori locali e la sicurezza alimentare derivanti dalle attività di produzione ed esportazione di biomasse da parte di Eni in Kenya. Pubblichiamo il comunicato stampa di Transport&Environment.

Gianni Alioti

Di fronte alla crisi dell’auto – specie in Germania – la riconversione verso produzioni militari è presentata da imprese e media come un’occasione di sviluppo. La realtà è che non ci sono processi rilevanti di questo tipo e il loro impatto sul lavoro è molto limitato.

Monica Frassoni

Mentre il governo Meloni brucia miliardi in interventi di emergenza senza visione, continuando a curare il sintomo invece della malattia, i numeri dimostrano che la vera soluzione strutturale rimane quella di accelerare su efficienza e transizione. Da renewablematter.eu

Roberto Romano

Le trasformazioni delle strutture produttive si possono orientare, possibilmente scegliendo di investire in settori con effetti moltiplicativi ampi. L’industria militare non è tra questi, la transizione ecologica sì.

I MATERIALI DELL’ALLEANZA CLIMA LAVORO

I PODCAST DELL’ALLEANZA CLIMA LAVORO

Articolo di

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Transizione verde: parola a chi lavora  

I lavoratori dell’automotive non chiedono di fermare la transizione ecologica. Chiedono invece formazione, investimenti, tutela del reddito e una politica industriale capace di governarla. È questo il messaggio che emerge dalla nuova puntata di “A qualcuno piace verde”, il podcast dell’Alleanza Clima Lavoro curato da Massimo Alberti, dedicata al punto di vista di chi vive ogni giorno il cambiamento nei luoghi di lavoro.

Da anni il dibattito pubblico sulla crisi dell’automotive europeo e italiano è accompagnato da una narrazione ricorrente: la transizione ecologica sarebbe la principale minaccia per il lavoro e per il futuro del settore. L’elettrificazione viene spesso descritta come una scelta imposta dall’alto, osteggiata da chi lavora e destinata a produrre chiusure di fabbriche e perdita di occupazione.

Ma è davvero così?

Per rispondere a questa domanda, la puntata parte dalle testimonianze raccolte a Bologna in occasione del convegno nazionale dell’Alleanza Clima Lavoro “Mobilità sostenibile al lavoro”, svoltosi il 14 e 15 maggio. Dalle voci di lavoratrici e lavoratori di aziende come Bonfiglioli, Caterpillar e Berco emergono preoccupazioni per il futuro occupazionale e per le trasformazioni in corso, ma anche la consapevolezza che il cambiamento tecnologico sia già una realtà e che ignorarlo significherebbe aggravare ulteriormente la crisi del settore.

Nella puntata queste testimonianze vengono messe a confronto con i risultati del rapporto “L’auto in transizione. Il punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori del settore in Italia”, realizzato dall’Alleanza Clima Lavoro su un campione rappresentativo di 501 addette e addetti dell’intera filiera automobilistica italiana: operai/e, impiegati/e, quadri e dirigenti, dalla componentistica alla produzione, fino alla vendita e al post-vendita.

Il rapporto restituisce un’immagine molto diversa da quella troppo spesso proposta nel confronto politico e mediatico. Il primo elemento che emerge è che la transizione non appartiene al futuro, ma è già realtà: secondo le persone intervistate, quattro aziende su cinque risultano oggi coinvolte, in forme diverse, nei processi di trasformazione industriale legati alla mobilità elettrica e sostenibile. Il tema, quindi, non è più se la transizione debba avvenire oppure no.

La vera questione riguarda il modo in cui questo cambiamento viene concretamente governato. Le lavoratrici e i lavoratori del comparto esprimono una forte richiesta di politiche pubbliche per accompagnare la trasformazione. Il 60% giudica inefficaci le misure messe in campo in Italia a sostegno del settore. E si registra una distanza crescente tra la velocità con cui cambiano tecnologie, mercati e processi produttivi e la capacità delle istituzioni di offrire strumenti adeguati per affrontare questa fase.

Un secondo tema centrale riguarda le competenze. Oltre il 90% delle persone coinvolte nel sondaggio riconosce che il settore sta attraversando trasformazioni che richiedono nuove professionalità. Eppure meno del 40% ritiene di possedere pienamente le competenze necessarie per affrontarle. Tecnologie elettriche, digitalizzazione, ricerca e sviluppo, intelligenza artificiale: sono queste le aree considerate più importanti per il futuro dell’automotive.

La formazione rappresenta quindi uno snodo decisivo. Tuttavia il quadro che emerge dall’indagine è tutt’altro che rassicurante. Meno del 60% dei lavoratori ha partecipato ad attività formative negli ultimi tre anni e circa uno su quattro segnala la totale assenza di opportunità di aggiornamento professionale. Una situazione che rischia di ampliare ulteriormente il divario tra esigenze produttive e competenze disponibili.

La ricerca mostra inoltre come la transizione si inserisca in un contesto segnato da forti difficoltà industriali e occupazionali. Cassa integrazione, contratti di solidarietà, delocalizzazioni, esternalizzazioni e uscite incentivate rappresentano esperienze diffuse tra le persone intervistate. Segno che molte criticità del settore precedono la diffusione dell’auto elettrica e affondano le loro radici in problemi e ritardi strutturali dell’industria italiana ed europea.

Il messaggio del sondaggio dell’Alleanza Clima Lavoro è chiaro. Le lavoratrici e i lavoratori dell’automotive italiano non chiedono di fermare il cambiamento: chiedono piuttosto di governarlo in modo adeguato. Due persone su tre ritengono infatti necessario guidare la transizione attraverso investimenti, formazione, sostegno al reddito nei periodi di riconversione e maggiore coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali.

È questa la prospettiva della giusta transizione che l’Alleanza Clima Lavoro sostiene da sempre: coniugare decarbonizzazione, innovazione industriale, qualità del lavoro e tutela sociale. Perché la vera alternativa non è tra ambiente e occupazione, ma tra una transizione subita e una transizione governata.

In un dibattito pubblico spesso dominato dagli slogan, il sondaggio dell’Alleanza Clima Lavoro restituisce la parola a chi la transizione la vive ogni giorno nei luoghi di lavoro. E il messaggio che arriva dalle fabbriche è chiaro: il cambiamento non va fermato, va governato.

Ascolta la tredicesima puntata del podcast!

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Al centrosinistra serve un’idea di futuro

L’Europa e l’Italia si trovano in una condizione di smarrimento economico e politico. Sono schiacciate tra due grandi potenze che stanno ridisegnando gli equilibri globali: gli Stati Uniti, impegnati a riportare sotto la propria influenza economica tutte le aree considerate strategiche, e la Cina, che ha costruito un sistema produttivo capace di controllare materie prime, produzione industriale e leadership tecnologica dentro una struttura economica straordinariamente resiliente. In questo nuovo equilibrio internazionale, l’Europa rischia di diventare marginale, e con essa l’Italia. Questo smarrimento deve rapidamente trasformarsi in un progetto capace di collocare l’Europa dentro il nuovo duopolio globale, evitando che il continente venga progressivamente escluso dal potere economico reale. Gli effetti interni di questa marginalizzazione sarebbero gravi: minore crescita, salari più bassi, perdita di capacità industriale e crescente irrilevanza politica.

Per questa ragione il centrosinistra dovrebbe utilizzare il tempo disponibile per costruire un programma economico all’altezza della fase storica, non una sommatoria di provvedimenti o l’ennesimo catalogo elettorale. Serve un orizzonte di politica economica e sociale sufficientemente coraggioso. Senza ambizione, Italia ed Europa sono destinate ai margini.

Il ruolo dell’Europa

Il punto di partenza è l’Europa. Qualunque strategia nazionale seria deve partire dall’Europa. La competizione economica si organizza ormai tra grandi aree continentali. Nessun singolo Stato europeo possiede da solo la massa critica necessaria per competere con Stati Uniti e Cina: solo attraverso politiche europee più solide gli Stati nazionali possono tornare ad avere una funzione strategica. Serve innanzitutto un bilancio europeo autonomo, finanziato da risorse proprie, non inferiore al 5 per cento del Pil dell’Unione. Questa dimensione è appena sufficiente per immaginare un vero bilancio pubblico funzionale: uno strumento capace di utilizzare spesa pubblica, investimenti e, quando necessario, debito comune come leve di politica economica, industriale e anticiclica. Senza questa dimensione fiscale, il Parlamento europeo continuerà a non avere una piena legittimazione e l’euro resterà una moneta strutturalmente fragile.

La moneta unica può ambire a diventare una vera valuta internazionale soltanto se sostenuta da una politica fiscale comune. Una patrimoniale europea rappresenterebbe uno strumento credibile per rafforzare l’autonomia fiscale dell’Unione, da accompagnare a un mercato dei capitali integrato e regolato da istituzioni indipendenti. Di conseguenza, la BCE dovrebbe assumere un profilo più simile alla Federal Reserve, guardando all’inflazione così come all’occupazione. Solo un’Europa economicamente autonoma può costruire una politica estera autonoma, recuperando la diplomazia, una delle grandi invenzioni politiche europee.

Ricostruire il fisco italiano

Dentro questo quadro europeo, gli Stati devono mantenere una propria autonomia fiscale, ma in modo coerente e coordinato. I tributi si sono sempre adattati ai modi di produzione e agli assetti patrimoniali emergenti dall’evoluzione economica della società. Per l’Italia il punto è semplice: tutti i redditi devono concorrere al finanziamento della spesa pubblica sulla base della capacità contributiva e il sistema fiscale deve tornare a essere realmente progressivo. Il modello di riferimento dovrebbe essere la CIT (Comprehensive Income Tax), caratterizzata da una base imponibile formata da un reddito definito nel modo più ampio, così da includere tutte le entrate del contribuente, fra cui anche le plusvalenze. Negli ultimi anni il sistema tributario italiano è stato progressivamente svuotato nei suoi presupposti fondamentali attraverso aliquote sostitutive, agevolazioni settoriali e frammentazione delle basi imponibili. Il risultato è un sistema meno equo, meno trasparente e meno efficiente. Una riforma fiscale seria dovrebbe ricostruire universalità, progressività e coerenza. Ciò significa riportare a tassazione ordinaria quote crescenti di reddito oggi sottratte alla progressività, razionalizzare le tax expenditures, contrastare l’erosione delle basi imponibili e ridurre l’uso di strumenti fiscali costruiti per singole categorie. Meglio abbandonare le bandierine fiscali: il fisco o è coerente oppure non funziona.

Riformare la spesa pubblica.

Alla riforma fiscale deve accompagnarsi una riforma profonda della spesa pubblica. L’Italia gestisce ogni anno circa 1.300 miliardi di euro di spesa pubblica: una massa enorme di risorse che troppo spesso viene amministrata attraverso una moltiplicazione di strumenti frammentati che inseguono gli eventi economici invece di governarli. Ogni crisi produce una nuova misura; ogni emergenza genera un nuovo incentivo. Ogni governo aggiunge nuovi strumenti senza eliminare quelli precedenti. Non è così che si governa la spesa pubblica. Serve una grande riforma che riporti ordine nelle priorità e concentri le risorse sulle missioni fondamentali dello Stato: beni pubblici, beni di merito, investimenti ad alta esternalità positiva e protezione sociale.

Politica industriale e innovazione. La transizione energetica, tecnologica e industriale europea richiede anche una strategia nazionale coerente. L’Italia dovrebbe utilizzare la ricerca pubblica come leva di industrializzazione e contribuire al riposizionamento del proprio sistema produttivo. Il compito dello Stato non è sostituirsi al mercato, ma orientare il cambiamento tecnologico e anticipare la domanda di beni e servizi ad alto contenuto innovativo. In altre parole: cambiare il motore della macchina senza fermarla.

Occorre evitare di sostenere la domanda effettiva senza avere la capacità tecnica di soddisfarla: l’effetto sarebbe importare la parte più nobile e tecnologica degli investimenti.

Riequilibrare il rapporto tra capitale e lavoro

L’ultimo nodo riguarda il rapporto di forza tra capitale e lavoro. Negli ultimi anni si è consolidata una logica fondata su sussidi distribuiti alternativamente alle imprese e ai lavoratori, producendo una deriva verso un fisco sempre più categoriale. Questa strada va abbandonata. Serve innanzitutto un salario minimo definito per legge e costruito insieme alle parti sociali. Allo stesso tempo è necessario affrontare la frammentazione della contrattazione nazionale. Oggi esistono oltre mille contratti collettivi. Il problema non riguarda soltanto i cosiddetti contratti pirata, che interessano una quota limitata di lavoratori. Molti contratti coprono platee troppo ristrette e impediscono al lavoro di esercitare un reale potere contrattuale nei confronti del capitale.

Accorpare i contratti significa rafforzare il lavoro. Anche le tipologie contrattuali in ingresso nel mercato del lavoro devono essere drasticamente ridotte. Quattro o cinque forme contrattuali sono più che sufficienti. Un mercato del lavoro moderno non può essere costruito sulla precarietà permanente.

Il centrosinistra ha davanti una scelta semplice: governare il declino o provare a cambiare traiettoria.

Questo articolo è stato pubblicato da Domani il 2 giugno 2026

 

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Mobilità sostenibile e lavoro: una sfida politica

La transizione ecologica non è una questione esclusivamente ambientale. È il terreno su cui si giocano il futuro industriale europeo, la qualità del lavoro, la sicurezza energetica, la coesione sociale e la capacità stessa delle democrazie di affrontare la crisi climatica. È questo il messaggio chiave del convegno nazionale “Mobilità sostenibile al lavoro” dell’Alleanza Clima Lavoro, che lo scorso 14-15 maggio ha riunito a Bologna rappresentanti del sindacato e dell’associazionismo ambientalista, ricercatori, amministratori locali ed esponenti del sistema delle imprese (qui il video con la registrazione integrale del convegno).

Uno degli elementi emersi con maggiore forza nel corso della due giorni è che la crisi climatica e la crisi sociale non possono più essere affrontate separatamente. Occorre scongiurare, in particolare, un duplice rischio: da un lato frenare o bloccare la decarbonizzazione per difendere assetti produttivi insostenibili, dall’altro portare avanti la transizione senza prevedere adeguati meccanismi di protezione sociale, lasciando che siano le lavoratrici e i lavoratori a pagarne il prezzo.

Il tema della costruzione di un sistema integrato di mobilità collettiva in Italia è centrale in questo ragionamento, con un trasporto pubblico locale che soffre di cronica carenza di finanziamenti, investimenti inadeguati e profonde disparità territoriali. A tutto ciò si somma l’assenza di una strategia nazionale capace di integrare trasporto pubblico, politiche urbane, diritto alla casa, infrastrutture ferroviarie e riduzione delle emissioni. A causa dell’insufficienza di offerta e di risorse per il TPL, il Paese continua così a essere fortemente dipendente dalla mobilità privata.

Non a caso, circa due terzi degli spostamenti continuano ad avvenire con mezzi individuali, una quota tra le più elevate d’Europa. Le poche alternative all’uso dell’auto privata di cui si dispone nelle periferie urbane, nelle aree interne e tra le fasce popolari producono così una doppia disuguaglianza, economica e ambientale. Da qui la critica alle scelte governative che privilegiano grandi opere e infrastrutture ad alta velocità rispetto al trasporto quotidiano di prossimità, quello utilizzato ogni giorno da milioni di persone per lavorare, studiare, raggiungere i servizi.

Il dibattito ha messo in evidenza, inoltre, come la mobilità sostenibile non consista in una semplice sostituzione di auto tradizionali con auto elettriche, cosa che porterebbe a riprodurre gli attuali problemi di congestione urbana e capacità di accesso al mezzo privato. La vera alternativa è quella di una mobilità pubblica, condivisa e integrata, capace di ridurre le emissioni, abbattere il traffico e al contempo assicurare il diritto alla mobilità per tutte le persone.

Si tratta di una prospettiva che richiama inevitabilmente il tema della capacità produttiva del Paese e del ruolo che una politica industriale orientata alla transizione – ad esempio per la produzione di mezzi per il trasporto pubblico – può svolgere nel sostenere occupazione, innovazione e riconversione ecologica. Ed è proprio sul rapporto tra transizione ecologica, politica industriale e lavoro che si è concentrata una parte rilevante del confronto bolognese.

In altre parole, il Green Deal è davvero il responsabile della crisi industriale europea e italiana? Oppure le difficoltà del sistema produttivo hanno radici più profonde? La risposta emersa con chiarezza è che le difficoltà dell’industria continentale e nazionale non derivano dalla traiettoria di decarbonizzazione ed elettrificazione avviata con il Green Deal, ma da un lungo periodo di sotto-investimenti, ritardi tecnologici, insufficiente ricerca e sviluppo e assenza di una politica industriale capace di accompagnare la trasformazione.

Emblematico in tal senso è il caso dell’automotive. Mentre l’Europa discute oggi se rallentare o meno la transizione, altrove – basti pensare alla Cina – si utilizza proprio la decarbonizzazione come leva per rafforzare il proprio sistema industriale, sostenere l’innovazione e consolidare il controllo sulle filiere strategiche del futuro. Nel mezzo di una competizione internazionale e di una rivoluzione tecnologica che stanno ridisegnando mercati, catene del valore e assetti produttivi, l’Europa – e con essa l’Italia – rischia allora di perdere ulteriore terreno.

In questa prospettiva, la narrazione secondo cui le difficoltà del settore deriverebbero dagli obiettivi di riduzione delle emissioni e dal phase-out dei motori endotermici dal 2035 è stata ampiamente contestata. Il problema, anche e soprattutto per l’automotive, non è la transizione all’elettrico, ma il ritardo con cui l’industria europea e quella italiana l’hanno affrontata. Per anni gran parte dei costruttori ha puntato sulla rendita dell’endotermico, sulle auto di fascia alta e sulla compressione dei costi, sottovalutando la rapidità e la profondità della trasformazione globale.

Il risultato è una crescente dipendenza tecnologica e industriale dai Paesi che guidano la transizione, con interi segmenti della componentistica messi sotto pressione dalla riduzione dei volumi produttivi e dall’assenza di una strategia coerente di riconversione. In altre parole, il rischio per l’Europa non è la transizione in sé, ma una transizione subita anziché governata.

Senza investimenti pubblici, filiere integrate e una strategia comune, la riconversione rischia di tradursi in perdita di capacità produttiva, occupazione e sovranità tecnologica. Il punto, quindi, è costruire una politica industriale europea capace di integrare domanda pubblica, investimenti produttivi, energia rinnovabile, infrastrutture di ricarica, formazione e tutela occupazionale.

Da qui la richiesta, emersa più volte, di una “reindustrializzazione verde” governata pubblicamente e che metta al centro il lavoro: la transizione dell’automotive non è soltanto una sfida ambientale, ma un’opportunità per sostenere capacità produttiva, occupazione qualificata e autonomia industriale. In assenza di una regia pubblica forte, invece, il rischio è che i costi sociali vengano scaricati sui lavoratori e sui territori attraverso chiusure di stabilimenti e aumento delle disuguaglianze sociali.

Un altro tema fondamentale del convegno è stato quello dell’energia e del ritardo italiano sulle rinnovabili. La dipendenza del nostro sistema energetico dalle fonti fossili – che rappresentano ancora circa il 75% del mix energetico nazionale – è stata indicata come uno dei principali fattori di debolezza economica e geopolitica del Paese. Una critica molto netta ha riguardato anche le cosiddette “false soluzioni”, a partire dal nucleare, tornato al centro della discussione pubblica in Italia sulla scia della crisi energetica legata alle guerre in Ucraina e Medio Oriente.

Particolarmente rilevante è stata la discussione sull’efficienza energetica, che rappresenta un pilastro nella traiettoria di riduzione delle emissioni e una leva strategica per la stessa politica industriale europea. Le direttive comunitarie sull’efficienza, gli edifici e l’ecodesign hanno infatti portato a una cospicua riduzione dei consumi energetici, creando inoltre occupazione qualificata e riducendo, nei fatti, la dipendenza energetica del continente.

In questo quadro, il ritardo italiano nella loro attuazione è stato segnalato come uno dei più pesanti ostacoli alla transizione nel Paese. Molto forte anche la critica al nostro sistema fiscale, che continua a penalizzare l’elettrificazione attraverso una struttura di oneri e tassazione squilibrata a favore del gas, portando a una distorsione che rallenta la diffusione di pompe di calore, mobilità elettrica ed elettrificazione industriale proprio quando nell’Unione europea si prova a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

Altro aspetto discusso nel corso della due giorni bolognese è stato il rapporto tra transizione tecnologica e qualità del lavoro. Sul tema dell’intelligenza artificiale e dell’automazione è emersa una lettura distante sia dagli entusiasmi tecnocratici sia dalle visioni catastrofiste che spesso dominano il dibattito pubblico: la questione non è stata posta in termini di semplice “sostituzione” del lavoro umano, ma di organizzazione del potere nei processi produttivi.

Le nuove tecnologie digitali, il management algoritmico e l’automazione possono infatti produrre effetti molto diversi. Possono ridurre fatica e rischi oppure aumentare controllo, intensificazione dei ritmi e precarizzazione. La qualità degli esiti dipende dai modelli organizzativi e dalle relazioni industriali, oltre che dalla governance delle tecnologie, per cui il tema democratico ritorna centrale: chi decide come vengono utilizzate le innovazioni tecnologiche? Con quali obiettivi? Per aumentare profitti o migliorare condizioni di vita e lavoro?

Dal convegno di Bologna è dunque emersa una consapevolezza condivisa: il conflitto attorno alla transizione ecologica è, prima di tutto, un conflitto politico. La trasformazione è già iniziata e la vera sfida riguarda chi ne orienterà la direzione, come verranno distribuiti costi e benefici e quali interessi prevarranno. Lasciare che siano esclusivamente le logiche di mercato a guidare questo processo significa rischiare di scaricarne gli effetti sui lavoratori, sui territori più vulnerabili e sulle fasce sociali più esposte.

Governare la transizione significa invece costruire politiche industriali, energetiche e sociali capaci di accompagnare il cambiamento e di renderlo sostenibile non soltanto sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. Da questo dipenderà la possibilità di tenere insieme lotta alla crisi climatica, qualità del lavoro e coesione sociale.

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Scenica Festival vista con gli occhi della prima volta all’interno di un meraviglioso ingranaggio durato ben 18 anni

Articolo da Il Mago di Oz - Recensioni di libri, controinformazione e controcultura

Scenica Festival nasce come momento intenso di proposta artistica, culturale e formativa, esplorazione tra le arti, spazio di scambio e confronto, laboratorio di idee ed esperienze. Nato nel 2009 come un piccolo esperimento, il festival è oggi un importante evento che con coraggio porta in Sicilia compagnie innovative provenienti da tutta Europa.Circo, teatro, musica, danza, performance, laboratori: Scenica è un contenitore dai molteplici aspetti e attento ai diversi linguaggi della scena contemporanea. Dal 2009 ad oggi Scenica è cresciuto in numero di spettacoli, in pubblico e in qualità della proposta, tentando sempre di sorprendere e sorprendersi. Il festival è sostenuto

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Germania, assoluzione per la canapa: il limite di THC rispettato non può bastare a condannare

Una decisione giudiziaria arrivata dalla Baviera potrebbe avere effetti importanti sul futuro della canapa industriale in Germania. Il Tribunale distrettuale di Amberg ha infatti assolto un commerciante accusato di aver venduto prodotti derivati dalla canapa conformi ai limiti legali di THC. Dopo la rinuncia della Procura a presentare ulteriori ricorsi, il verdetto è diventato definitivo …
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Bitcoin (r)Evolution

7 giugno 2026Cari amici, vi aspettiamo domenica prossima a Castello di Godego (TV) per una giornata interamente dedicata a Bitcoin!Se non ne sapete nulla e volete iniziare a capirci qualcosa (scelta caldamente consigliata), questo è l'evento perfetto.Se invece siete già esperti, non mancate: la cornice della giornata è imperdibile. Il parco ospiterà numerosi espositori con ...continua a leggere "Bitcoin (r)Evolution"
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Il Pentagono cerca ‘attori’ per simulazioni realistiche di massacri di massa, inclusi i bambini

La DARPA del Pentagono sta attivamente cercando appaltatori per creare la simulazione di massacri di massa più realistica immaginabile.Oltre a manichini avanzati che respirano e sanguinano, l'agenzia richiede esplicitamente attori dal vivo — inclusi i bambini — per rappresentare le vittime. Devono simulare realisticamente non solo ferite fisiche gravi (ustioni, amputazioni, contaminazione chimica e radiologica), ...continua a leggere "Il Pentagono cerca ‘attori’ per simulazioni realistiche di massacri di massa, inclusi i bambini"
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Non siamo Natura, anche quando ci “allontaniamo” da essa

Laurens van der Post, nel suo libro: "Il mondo perduto del Kalahari", racconta la sua incredibile esperienza...Convivendo con i Boscimani del deserto del Kalahari, un popolo ancestrale profondamente connesso con la Natura.Un popolo considerato arretrato e rimasto all'epoca della pietra.Uno dei racconti più scioccanti è quando i Boscimani si sono sorpresi di scoprire che Van ...continua a leggere "Non siamo Natura, anche quando ci “allontaniamo” da essa"
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Come la controinformazione può favorire la creazione della prossima psicopandeminchia

Dopo la psicopandeminchia del Covid-19, il Sistema ha compreso il potenziale della cosiddetta “Digital Health” come strumento di controllo sociale. La tradizionale epidemiologia, basata sul rapporto medico-paziente e sui dati sanitari ufficiali, è stata progressivamente sostituita da una forma di epidemiologia digitale fondata sulla raccolta di dati provenienti da social network, telefonia, ricerche web, dispositivi ...continua a leggere "Come la controinformazione può favorire la creazione della prossima psicopandeminchia"
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Presidente del Congreso Judío Mundial, Ronald Lauder: «Israel está perdiendo la guerra de la información»

Ronald S. Lauder, presidente del Congreso Judío Mundial, declaró en la Conferencia del Jerusalem Post del 1 de junio de 2026 que Israel debe crear una «agencia gubernamental para combatir las mentiras y falsedades difundidas por fuerzas antisemitas en todo el mundo». «Si leen la prensa convencional», dijo Lauder, «se preguntarán cómo el único Estado judío se ha convertido en la nación más odiada del planeta. Esto se debe a que a diario nos bombardean con mentiras, tergiversaciones flagrantes y pura malicia. La simpatía por Israel está en su punto más bajo».

“Por muy bueno que [Israel] sea militarmente, así de malo es en relaciones públicas, y está perdiendo la guerra de la información en la era de la política mediática», se lamentó. «No somos impotentes, también tenemos miles de millones de dólares. Pero ninguno de nosotros va donde debería ir par atacar a nuestros enemigos (…) Estas mentiras no son menos peligrosas que los cohetes», se quejó.

«Todo el mundo lleva un ordenador en el bolsillo con las calumnias más viles que se propagarán por todo el mundo y circularán al instante. Israel no puede permitirse el lujo de ignorar sus relaciones públicas. Ningún país puede sobrevivir sin ellas. Por alguna razón, Israel es ajeno a esto. Israel no puede permitirse seguir ignorándolo. No puede permitirse aislarse aún más. A partir de hoy, Israel debe dedicar gran parte de sus recursos a esta batalla», agregó el referente sionista.

«Israel debería usar sus excelentes servicios de inteligencia en esta lucha, el Mossad y Shin Bet deben entrar en acción y deben saber de dónde vienen estas mentiras. Simplemente tiene sentido usarlos en esta lucha, y debería ser una lucha diaria», pidió Lauder.

«Cuando Israel sea atacado con mentiras, debe contraatacar con el doble de fuerza. Su respuesta debe ser furiosa. Debe contraatacar a cada hora de cada día”, reclamó el líder sionista.

Lauder sostuvo además que Israel debería crear una importante agencia gubernamental con un nuevo director: «No un nombramiento político, sino alguien que domine las relaciones públicas y la información a la perfección. Los judíos de la diáspora deberían colaborar con Israel en esta lucha de relaciones públicas. Porque, al final, no se tratará solo de proteger al Estado judío. Entiendo que luchamos contra un odio ancestral, pero eso no significa que debamos permitir que nuestros enemigos nos definan.

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Civilización, tecnología y Cristianismo – Por Cristian Taborda

Civilización, tecnología y Cristianismo
Por Cristian Taborda

Será la intervención de los cristianos la que evitará que la civilización tecnológica dé lugar a una oligarquía tecnocrática”.
Augusto del Noce.

En otro tiempo, posiblemente, la encíclica Magnífica humanitas hubiera sido acusada de modernista -seguramente habrá quien así la intérprete-, por atender un asunto “mundano” como la tecnología y la inteligencia artificial, pero cuando la iglesia se debate entre “la restauración y el cisma”, como describe Juan Manuel de Prada, atender los asuntos del presente retomando a la Doctrina Social de la Iglesia y la tradición, en un mundo de irreligiosidad natural, de cristianismo laico o del “eclipse de lo sacro”, como decía del Noce, que sea León XIV quien condene el nuevo liberalismo digital, como otrora su predecesor León XIII, condenara al liberalismo político y la Masonería en la encíclica Libertas praestantissimum, es un mensaje al mundo, a la cristiandad y a la oligarquía tech.

¿Por qué ocuparse del avance de la IA y la tecnología? Quizás porque sea el mayor avance del Anticristo. La victoria del liberalismo absoluto en el mundo terrenal buscando asaltar el cielo como paradójicamente proponía Lenin con el comunismo. Probablemente, el asalto al cielo que proponen los tecno oligarcas termine más parecido al asalto a las tullerías de Sillicon Valley. El triunfo del ateísmo ha sido total en el avance de la tecnología que se presenta como neutral, desprovista de moral. De hecho son el racionalismo, la técnica y el cálculo los que desataron la maquinaria de guerra durante mediados del siglo pasado, que ahora suelta sus demonios bajo la lógica de algoritmos y automatización, dando paso al totalitarismo y la decadencia europea que perdió los principios sobre los que se fundó: la religión, la democracia y las verdades universales. Augusto del Noce decía que el totalitarismo vence cuando se elimina la fe, la esperanza y la solidaridad cualidades esencialmente humanas, que hacen a la dignidad del Ser humano, algo desprovisto de cualquier “inteligencia” artificial.

Es el catolicismo hoy el único poder universal que logró cabalgar la modernidad y ser la única alternativa a la civilización tecnológica. No como un antagonismo, como lo fue el marxismo o su degradación, sino como una superación. Aunque para el Anticristo la nueva encíclica sea vista como un nuevo manifiesto comunista por su nivel de agitación. La civilización tecnológica, indefectiblemente liberal y atea, no tiene otro destino que la unidad del mundo mediante la técnica, como lo advirtió Carl Schmitt, un nuevo totalitarismo global post ideológico, tecnocrático y transhumanista. El transhumanismo woke, disfrazado de derechos de minorías, teoría de género, diversidad e inclusión como el transhumanismo libertario disfrazado de derechos individuales, teoría económica, eficiencia e innovación son solo dos medios para un mismo fin: el posthumanismo y el gobierno de la técnica sobre el hombre. Tecnología y transhumanismo van de la mano. La negación del hombre o la muerte del hombre como declarara Foucault. Es negada y amenazada la humanidad y la religiosidad, por eso la respuesta de la Iglesia Católica. Citando nuevamente al filósofo italiano: “la civilización tecnológica se presenta como una nueva civilización, por eso el culto a lo «nuevo» con su correspondiente espíritu de destrucción”.

La respuesta de la Iglesia a la civilización tecnológica con su pretensión de nueva babel restaura la mystica en un mundo de cristianismo laico. Es una respuesta metafísica al aceleracionismo tecnológico que carece de misterio. Como planteaba Heidegger: la técnica moderna es desvelamiento, ahí radica su ateísmo radical, su apocalipsis. Mientras la catolicidad celebra el misterio: el ser humano, imagen del Dios trino.

Este cachetazo metafísico a la soberbia tecnocrática de un grupo de millonarios que se creen semidioses hizo ruido porque además atiende el problema real: la carencia de humanidad y sensibilidad de la inteligencia artificial. La defensa de la dignidad del Ser humano y el valor del trabajo como libertad frente a un proyecto que se presenta como prescindible de la raza humana y del trabajo del hombre. El regreso de la Doctrina Social de la Iglesia a la discusión sobre el trabajo y ante esta nueva revolución plantea la defensa de los principios básicos para cualquier convivencia humana en armonía: la defensa del bien común, no del mal menor; la justicia social, no la injusticia (causa de todas las revoluciones como planteaba Aristoteles); la solidaridad, no el egoísmo. Son los fundamentos de la civilización occidental cristiana.

La técnica no es anti humana, al contrario, es una proyección del hombre, pero sí puede serlo su aplicación y sus intereses de fondo en manos de un grupo de oligarcas que creen que el hombre puede ser Dios o crear el cielo en la tierra como tantas otras veces lo han intentado otras revoluciones generando contrariamente el infierno en la tierra con sus revolucionarios en la guillotina o instalando regímenes totalitarios de exterminio y aniquilación.

Como buen san agustiniano León XIV vuelve a poner en orden jerárquico los valores «dispositio plurium secundum inferius et superius», lo inferior depende de lo superior. La Inteligencia artificial no puede sobreponerse al hombre, como el hombre no puede sobreponerse a Dios. Una herramienta no puede ser superior al trabajador. Es el orden jerárquico de las cosas. No es un llamado a un nuevo ludismo, ni al negacionismo tecnológico, sino a la armonía entre el hombre y la tecnología, a mantener viva la tradición y sus valores, una alternativa a la civilización tecnológica, a la dignificación del hombre hecho a imagen y semejanza de Dios, no de Sillicon Valley.

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Aviano, 6 giugno: contro le guerre, il riarmo, le testate nucleari

Un fermo NO alla guerra e a ogni escalation militare si alzerà, con voce unica, sabato 6 giugno davanti alla base USAF di Aviano. Sarà una grande manifestazione nazionale, unitaria e nonviolenta promossa da Anpi, CGIl, Tavolo della Pace, Centro Balducci  e molti altri, a cui come Movimento Nonviolento- Centro territoriale di Pordenone abbiamo  collaborato [...]

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2 giugno: celebriamo gli 80 anni della Costituzione italiana 

2 giugno: celebriamo gli 80 anni della Costituzione italiana. Lavoro, diritti, uguaglianza, decentramento, minoranze, indipendenza stato e chiesa, uguaglianza religioni, tutela dell'ambiente biodiversità e ecosistemi, diritto internazionale, ripudio della guerra: sono questi i principi fondamentali su cui si basa la nostra Repubblica. Tra questi non troviamo le armi e nemmeno chi le benedice. E allora [...]

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Perché il mercato italiano non è pronto per avere troppe varietà di infiorescenze

Negli ultimi mesi sembra di aver perso il conto delle nuove varietà di cannabis medica in arrivo in Italia. Proprio durante Cosmofarma Exhibition (Bologna, 8-10 maggio 2026), un’altra novità: Farmalabor ha annunciato la prossima disponibilità di 2 nuove infiorescenze importate dalla Germania, una al 22% di THC e una al 27% di THC. Quest’ultima, numeri …
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Tensione e familiarità al Seminario di Montevaso

Da Venerdì 29 a domenica 31 maggio si è tenuto in Toscana un seminario interno del Movimento Nonviolento sulla Campagna Un'altra difesa è possibile. Tre giorni di lavoro e convivialità, ospiti di Enrico e Francesca Pompeo nella bellissima tenuta agroforestale del Montevaso in Toscana, durante i quali, attiviste e attivisti del Movimento Nonviolento provenienti da [...]

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Por qué Irán gana su guerra asimétrica frente a dos potencias nucleares superiores EEUU/Israel – Por Alfredo Jalife Rahme

Por Alfredo Jalife Rahme

El libro del 2005 Cómo los débiles ganan las guerras: teoría del conflicto asimétrico (https://bit.ly/43BOReX), del académico de la Universidad de Chicago y anterior analista de inteligencia militar Ivan Arreguin-Toft, parece constituir el manual de cabecera del agredido gobierno iraní por la superpotencia nuclear EEUU y la mediana potencia nuclear Israel –que goza de la deliberada complicidad del filosionista argentino Rafael Grossi, desacreditado director de la Agencia Internacional de Energía Atómica, quien hace la vista gorda ante los arsenales clandestinos de Netanyahu, quien evade la inspección de la ONU y su firma del Tratado de No Proliferación que EEUU exige en forma asimétrica e inicua a Irán.

En el siglo V a.C., los omnipotentes enviados atenienses –en el célebre Diálogo de los Melios narrado por Tucídides en la Guerra del Peloponeso (https://bit.ly/4akW7j4)– exigieron la capitulación de la isla Melos con la formulación del hiperrealismo político: “Los fuertes hacen lo que pueden y los débiles sufren lo que deben”.

Netanyahu y Trump, ¡2 mil 455 años después! conminaron la misma capitulación perentoria a los iraníes.

En su notable libro Arreguin-Toft arguye en forma persuasiva que las “guerras asimétricas” dependen de la interacción entre las estrategias respectivas del fuerte y el débil, más que del poder material crudo y rudo.

A juicio de Arreguin-Toft, cuando el fuerte y el débil usan estrategias similares suele vencer el primero, mientras que cuando utilizan estrategias opuestas aumentan las probabilidades de una victoria del débil, ya que el endeble vence cuando trastoca la superioridad del fuerte en su propia desventaja política, lo cual implementó al pie de la letra la República Islámica de Irán: “La probabilidad de victoria o derrota en conflictos asimétricos depende de la interacción de las estrategias que usan los actores débiles y fuertes”, ya que “cuando los actores emplean enfoques estratégicos opuestos, los débiles tienen muchas más probabilidades de vencer”.

Arreguin-Toft analiza 197 conflictos asimétricos y alega que los fuertes ganan hasta 75% de los casos en general (cuando los débiles combaten frontalmente contra los fuertes), mientras que, desde la Segunda Guerra Mundial, los débiles logran triunfos mayores a 50% cuando optan por tácticas opuestas (https://bit.ly/4uJZ9FY).Se centra en varios ejemplos desde 1800 que llevan agua a su molino y que van desde la guerra de Vietnam hasta Afganistán, pero que, a mi juicio, hoy no son extrapolables.

El débil gana guerras no porque sea más poderoso, sino porque logra que el poder del fuerte sea políticamente disfuncional, estratégicamente costoso y vulnerable a la atrición.

Dicho de otra forma, la metástasis del impacto geoeconómico/geofinanciero del cierre del estrecho de Ormuz atrapó a EEUU y, por extensión, en su fase declinante a Occidente –según el notable libro La derrota de Occidente (https://bit.ly/4fS6rmd) del galo Emmanuel Todd de hace 2 años–, como bien señaló el presidente Xi frente a su visitante Trump, quien sólo atinó a asentar sin dejar de inculpar de la decadencia de EEUU al binomio Obama/Biden.

Después del derrocamiento espurio del primer ministro soberanista iraní Mohammad Mossadegh (https://bit.ly/4u6J3oy), hace 75 años, pasando por la nacionalista revolución islámica hace 47 años, propongo el teorema más holístico de cuatro puntos diacrónicos: 1.- La singular resiliencia, que no masoquismo malentendido, del martirologio del chiísmo que se condensa en el “síndrome Karbala (https://bit.ly/4a0ZPye); 2.- Sus indetectables misiles hipersónicos que no detentan EEUU ni Israel; 3.- La genial jugada estratégica del cierre del estrecho de Ormuz: yugular geoeconómica/geofinanciera de Trump; y 4.- Su prodigiosa educación científica pública con los primeros sitiales del ranking STEM (Ciencia, Tecnología, Ingeniería y Matemáticas). Amén.

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Radio Gaza #39 – “Una nuova operazione di terra israeliana è ormai inevitabile”

  Guarda la puntata:   (Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici in italiano di YouTube)   (Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici in italiano di YouTube)   <<L’assenza dei vertici ha ripercussioni politiche, ma sul campo e dal punto di vista […]

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Toma, lee – Por Juan Manuel de Prada

Por Juan Manuel de Prada

Hay un pasaje de Las Confesiones de San Agustín que me conmueve muy hondamente, por la luz retrospectiva que arroja sobre mi vida, y también por constituir una de las más hermosas invitaciones a la lectura que jamás se hayan escrito. Se halla en el capítulo XII del libro octavo de esta obra incomparable, y relata el desenlace de la crisis que atormenta al Santo de Hipona y su definitiva conversión al cristianismo. Agustín se halla en Milán, donde ha escuchado las predicaciones de San Ambrosio, y se aloja en casa de su amigo Alipio. Las meditaciones sobre su estado han desatado en su corazón «una gran tormenta, cargada con una copiosa lluvia de lágrimas»; entonces Agustín, a impulsos del pudor, farfulla unas palabras de excusa y se retira «de modo que ni la presencia de Alipio pudiera servirme de estorbo». En el jardín de la casa, tendido a la sombra de una higuera, dará rienda suelta a las lágrimas.

Entonces, mientras el llanto y la amargura lo golpean, Agustín oye, proveniente de una casa vecina, «una voz como de un niño o una niña que decía canturreando y repitiendo con frecuencia: Tolle, lege. Tolle, lege». La cantinela («Toma, lee», «Toma, lee») rescata de su desconsuelo a San Agustín, que cree descubrir en esa misteriosa voz infantil «una orden divina que me mandaba abrir el libro y leer lo que encontrase en el primer capítulo que se me ofreciese». Agustín vuelve a toda prisa a la casa de su amigo Alipio, abre al albur el libro que va a rectificar su destino (es una recopilación de las epístolas de San Pablo) y lee en silencio el primer versículo sobre el que se posan sus ojos: «Nada de comilonas ni borracheras; nada de lujurias ni desenfrenos; nada de querellas y envidias. Antes bien, revestíos de Jesucristo y no os preocupéis de la carne para satisfacer sus concupiscencias». El efecto de esa lectura azarosa será fulminante: «No quise leer más –afirma San Agustín–, ni era necesario. Al instante, al terminar de leer aquella frase, se disiparon todas las nieblas de la duda, como si una luz segura se hubiese difundido sobre mi corazón».

Cuando yo era niño, muchos años antes de leer Las Confesiones, también abría los libros al buen tuntún, como anhelando encontrar un tesoro diminuto entre el intrincado bosque de su tipografía, y posaba el dedo índice sobre un renglón cualquiera, en busca de aliento espiritual, de consejo y de guía. Hacía este ejercicio con cualquier tipo de libro, sagrado o profano, a veces incluso con los periódicos atrasados, inquiriéndoles preguntas que abarcaban las infinitas curiosidades del adolescente, desde las espirituales hasta las amatorias. Esta consideración del libro como una suerte de zahorí que ilumina nuestra vida, que nos consuela y escarmienta, que nos enseña e inspira, lo convierte en el objeto más formidablemente reparador que haya podido concebir el hombre. El libro, en apariencia inerte y mudo, nos reconforta con su elocuencia, porque entre sus páginas se esconden revelaciones que nos interpelan y alumbran nuestra vida; y es esta capacidad suya para dilucidarnos lo que lo convierte en nuestro interlocutor más valioso.

Y no me refiero tan sólo a las obras cimeras del genio humano consagradas por el veredicto de los siglos, sino también a esos otros libros que incorporamos a nuestra biblioteca sin deliberación, como quien sale al campo y empieza a recolectar hierbas al buen tuntún, guiándose por una suerte de simpatía instantánea. Quizá en la lectura de esos libros no hallamos el esplendor de la rosa, pero a cambio descubrimos en ellos cualidades aisladas que asoman aquí y allá, como las flores silvestres asoman entre los cardos. Y en esas sorpresas surgidas a salto de mata, se cifra el placer de la lectura, que nunca nace de la predisposición estudiada, sino más bien de una imprevista asonancia que nos conmueve y deslumbra y entabla con nosotros un misterioso vínculo que nos acompañará para siempre, como una semilla en hibernación.

Con los libros ocurre lo mismo que con los paisajes que habitaron nuestro pasado: quizá los senderos que acogieron nuestras huellas se hayan borrado, invadidos por las zarzas y los arbustos, pero basta con que nuestra mirada se pose sobre las palabras que en otro tiempo hicimos nuestras para que, entre las ruinas de la memoria, se abra una galería subterránea por la que atisbamos el latido familiar de aquellas emociones que creíamos abolidas y que, sin embargo, no se resignan a morir, porque la emoción verdadera, por muchas paletadas de tierra y olvido que hayamos arrojado sobre ella, siempre alienta al fondo, dispuesta a convertirse, otra vez, en pasión devoradora.

Toma, lee.

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RELIGIONE DEI CONSUMI, UN UNIVERSO AL COLLASSO?

  Di Alessia Vignali per ComeDonChisciotte.org   Come per l’uomo religioso descritto da Mircea Eliade, anche per il consumatore lo spazio non è omogeneo. Per l’uomo religioso, la non omogeneità dello spazio si manifestava in una contrapposizione tra lo spazio sacro, l’unica cosa per lui realmente esistente, e tutta la restante, informe distesa che lo […]

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Karaganov: “Il conflitto è già una guerra mondiale”. La visione strategica russa tra escalation, deterrenza nucleare e fine dell’ordine occidentale

Di Nicola Bielli   In una lunga intervista rilasciata presso il podcast del Prof. Glenn Diesen , il politologo russo Sergey Karaganov delinea un quadro radicale del conflitto globale: guerra già in corso a livello sistemico, crisi dell’Occidente, fine della diplomazia tradizionale e necessità di una nuova dottrina strategica russa. Le sue affermazioni includono scenari […]

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Neurodivergenza e dissenso: quando il problema non è il cervello ma il sistema

Articolo da Il Mago di Oz - Recensioni di libri, controinformazione e controcultura

Dal masking alla neuronormatività, fino al rapporto tra ADHD, autismo e critica delle gerarchie sociali: una riflessione sul legame tra neurodivergenza e dissenso politico. L’idea che il cervello umano debba funzionare secondo un unico standard universale – prevedibile, lineare e sempre allineato alle aspettative sociali – è forse uno dei miti più resistenti della modernità.Oggi, grazie al paradigma della neurodiversità, stiamo lentamente iniziando a decostruire questo mito. Iniziamo a comprendere che condizioni come l’Autismo o l’ADHD non sono necessariamente “errori di sistema” da correggere a ogni costo, ma varianti naturali del funzionamento cognitivo umano. Stiamo imparando (seppur a fatica) a

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La Regione Campania chiude alle relazioni con Israele. Ma si fa sul serio?

  Di Francesca Picone per ComeDonChisciotte.org   Grazie. Di che? Si usa rispondere nel gergo comune. Interessante epistemologia. Oggi è il caso di ribaltare questo gergo e rifletterci su. No grazie. Di che? La Regione Campania chiude alle relazioni con Israele1. Bene. Quali? C’è da premettere e contestualizzare: Napoli è storicamente vicino ai palestinesi. Napoli […]

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Mosca alla Nato: “Non avete alcuna prova che il drone precipitato in Romania sia russo” 

  RT.com   La Romania non ha fornito alcuna prova che il drone che ha colpito un edificio residenziale nella città di Galati provenisse dalla Russia, ha dichiarato a RT l’ambasciatore di Mosca a Bucarest, Vladimir Lipaev. Venerdì un drone carico di esplosivi ha colpito il decimo piano di un condominio nella Romania orientale, vicino […]

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L’Ombra del Gigante: I Megaliti di Campana, l’Elefante della Sila e la Geometria dell’Anima Mundi

  Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org   Per secoli l’archeologia ufficiale ha liquidato le grandi opere in pietra del passato come risposte a bisogni puramente materiali o, peggio, come casuali capricci dell’erosione. Tuttavia, l’altopiano della Sila custodisce un segreto che sfida questa visione riduzionista classica. Nel cuore della Calabria si dipana un filo conduttore unico […]

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L’inguardabile incriminazione di Raúl Castro e le illegali mire USA su L’Avana

  Di Alessandro Fanetti, cese-m.eu    “Non accarezzate se avete le mani sporche di ipocrisia.” Rita Godino     L’incriminazione del novantaquattrenne Raúl Castro viene presentata dall’élite USA come un atto di giustizia internazionale, ma per chiunque abbia anche solo un briciolo di buon senso appare invece come l’ennesima operazione politica costruita per portare alle […]

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L’ex Ambasciatore Bruno Scapini: “Un’Italia sovrana e neutrale è possibile”

  Federico Dal Cortivo per l’Adige di Verona ha intervistato l’Ambasciatore Bruno Scapini, che ha ricoperto numerosi incarichi all’estero, per ultimo Ambasciatore d’Italia in Armenia e in Italia quale Ispettore del Ministero degli Esteri e come Capo del Dipartimento degli Italiani nel Mondo presso la Presidenza del Consiglio. Si è sempre impegnato nel sostenere la causa […]

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Vannacci e il ciclo del catalizzatore: come il sistema produce i suoi oppositori

  anotherworld.network   Ogni sistema politico che attraversa una crisi di legittimità produce, con la puntualità di un meccanismo industriale, la figura che chiameremo catalizzatore: qualcuno che raccoglie la diffidenza accumulata, la canalizza in energia elettorale, e la restituisce al sistema in forma utilizzabile. Il Vannaccismo — il fenomeno politico costruito attorno alla figura del […]

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La diplomazia messa alla prova

  Di Movisol.org   Lo scorso 26 maggio, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha aperto la sessione speciale del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con il tema: “Difendere gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e rafforzare il sistema internazionale centrato sull’ONU”. Non vi è dubbio che tali principi […]

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Gli Usa fomentano in Europa gruppo terroristico modello ISIS: in Albania il Mek recluta bambini soldato

  Di Alireza Niknam Teheran –   Sebbene siano trascorsi anni da quando il gruppo terroristico Mujahedin-e-Khalq (MEK) ha lasciato l’Iraq per trasferirsi in Albania, documenti recentemente trapelati rivelano che questo gruppo non solo non ha abbandonato le sue attività terroristiche, ma sta ora cercando di modificare la propria struttura ideologica e compositiva in Europa, […]

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Israele ha smesso di “Sparare e piangere”

  Di Muhannad Ayyash, aljazeera.com   Nelle ultime rivelazioni sulle brutali torture inflitte da Israele ai prigionieri palestinesi, che includono stupri e violenze sessuali, il mondo ha avuto un altro assaggio dell’orrenda realtà della vita palestinese sotto l’infinita occupazione colonialista israeliana. Chiunque abbia un briciolo di elementare decenza umana si sente inorridito, infuriato e sconvolto […]

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Cannabis medica, i malati come sospettati: “Pazienti convocati in caserma in tutta Italia”

Ha la ricetta del medico, paga la farmacia, segue la terapia prescritta. Eppure si ritrova in caserma, seduto davanti a un carabiniere che gli chiede perché assume quel farmaco, da chi lo compra, se può mostrare i documenti. Negli ultimi due mesi, in diverse regioni italiane, le forze dell’ordine hanno bussato alla porta di centinaia …
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Il prezzo dell’obbedienza. La Bielorussia è l’ultima chance europea?

  Di Massimiliano Bonavoglia   Costi e ricavi: chi incrementa guadagni netti e chi perde in UE?  Come appare il sogno europeo, se viene applicato ai conteggi economici? L’Unione europea ha una cassa, comune da cui si ricava il bilancio: ogni Paese versa capitali che l’UE spende sui territori (strade, agricoltura, ricerca, fondi di coesione, […]

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Intelligenza artificiale senza freni? Così funziona nel mondo

    Di Glauco Benigni   A seguito della presentazione dell’Enciclica sull’IA, da parte del Vaticano, si sono accesi i riflettori sullo stato dell’arte delle diverse normative nei maggiori Paesi . Vediamo fino a che punto gli Umani hanno finora “limitato” le infinite potenzialità di Sua Maestà l’Algoritmo. Il panorama della regolamentazione globale sull’Intelligenza Artificiale […]

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Fertilizzanti alle stelle: agricoltori assediano l’Europa temendo il collasso

Invece di invocare la sovranità alimentare italiana, ossia NAZIONALE, si invoca soltanto quella “europea”, come se essa fosse stata da sempre un obiettivo dei nostri decisori eurocrati Ue, e non il contrario. Significativo comunque il contributo che segue, perchè il tema è davvero importante e urgente.     circulareconomyletstalk.it Prezzi dei fertilizzanti fuori controllo: protesta […]

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Verona: Chiamata alla Pace per ripudiare la guerra

Fiaccolata per le vie della città 28 maggio 2026 ore 20:30 - 22:30 Verona, capitale di pace, rappresenta un’esperienza pilota di “pacifismo istituzionale”. Il Comune e la Diocesi, insieme, hanno convocato una fiaccolata per giovedì 28 maggio. Simbolicamente la partenza sarà dal Municipio, in piazza Bra, e la conclusione alla Cattedrale, in piazza Duomo. Dal [...]

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Il barone di Calvino e l’arte di abitare il vuoto

Articolo da Il Mago di Oz - Recensioni di libri, controinformazione e controcultura

Italo Calvino e l’etica della precisione La figura di Italo Calvino si staglia come una delle più originali nel panorama letterario del Novecento. Nato nel 1923 a Santiago de Las Vegas, a Cuba, da genitori scienziati che gli trasmisero un profondo rispetto per la natura e il rigore intellettuale, Calvino trascorse la giovinezza a Sanremo. La Liguria della sua giovinezza, con i suoi paesaggi e i suoi contrasti — il mare e l’entroterra, la natura selvaggia e la modernità borghese della Riviera — influenzò profondamente la sua sensibilità e il suo immaginario. Dopo aver preso parte alla Resistenza nelle file

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Più svapi cannabis, più guadagni: il controverso modello di Gudtrip tra startup e bitcoin

Nel panorama delle startup tecnologiche americane sta emergendo un fenomeno che sembra uscito da un episodio di Black Mirror: fumare cannabis e ricevere ricompense in criptovalute. È questa l’idea alla base di Gudtrip, una sigaretta elettronica sviluppata dalla startup Puffpaw, che promette agli utenti premi in Bitcoin semplicemente utilizzando il dispositivo. Un modello che unisce …
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Reggio Emilia: Presentazione del libro “Disarmare il discorso. Sulla militarizzazione del linguaggio” di Federico Faloppa

"Non esiste conflitto armato che non sia stato prima preparato, giustificato e normalizzato dal linguaggio" Presentazione del libro "Disarmare il discorso. Sulla militarizzazione del linguaggio" di Federico Faloppa. L'autore dialogherà con Pasquale Pugliese del Movimento Nonviolento di Reggio Emilia. Mercoledì 3 giugno Ore 18:00 Libreria All'Arco Via Emilia Santo Stefano 3/d, Reggio Emilia

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L’archiv((i))o di Indymedia Italia

Alcune storie possono essere raccontate, più o meno fedelmente, ma la memoria può giocare brutti scherzi. Nel caso di Indymedia Italia, https://italy.indymedia.org, è invece possibile, se pure con alcuni limiti, verificare direttamente – anche a distanza di 20 e più anni – i contenuti di un sito attivo dal 2001 al 2006, quando sospese la sua attività a favore di altri siti, locali e regionali, fino alla progressiva chiusura.

Quella che trovate qui è una copia di archivio realizzata da noi nel 2021 in occasione del ventennale di Genova G8, quando fu allestita una installazione temporanea del sito.

La piattaforma ha utilizzato due diversi software: Catalyst CMS dal 2001 al 2003, e SF-Active dal 2003 al 2006. La versione conservata qui è la seconda, quella basata su SF-Active e quindi l’aspetto grafico delle pagine è diverso da quello visibile durante le giornate del luglio 2001. L’archivio è navigabile ma statico: fotografa lo stato del sito nel 2006 e ovviamente non consente modifiche o pubblicazione di nuovi contenuti.

Per la natura tecnologica di questo tipo di archivi questa è una copia incompleta, non sono archiviati e visitabili tutti i link verso risorse esterne e molte pagine o contenuti di esse potrebbero non essere visibili.

È disponibile un motore di ricerca, che permette di ricercare i testi delle pagine, e filtrare per data.

Ulteriormente stiamo curando una raccolta di pubblicazioni (libri, articoli di riviste, tesi, siti) che hanno indagato la storia, le pratiche e l’eredità politica di Indymedia.

Il nostro collettivo aveva partecipato attivamente al progetto Indymedia, contribuendo alla sua crescita. La nostra attitudine — mutuata dalle sottoculture hacker e fondata sui principi di condivisione, apertura, valorizzazione delle differenze e desiderio di sperimentare tecniche e linguaggi — aveva reso possibile un radicale esperimento collettivo di autogestione.

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Understanding Price-to-Earnings (P/E) Ratio in Stock Investing

Understanding the Price-to-Earnings (P/E) Ratio in Stock Investing The Price-to-Earnings (P/E) ratio serves as a fundamental tool for investors to assess a company’s valuation relative to its earnings. This ratio, pivotal in investment analysis, offers insights into a company’s stock value and potential future growth performance. What is the P/E Ratio? At its core, the […]

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Understanding Price-to-Earnings (P/E) Ratio in Stock Investing

Understanding the Price-to-Earnings (P/E) Ratio The Price-to-Earnings (P/E) ratio serves as an essential tool for investors who wish to evaluate the valuation of a company concerning its earnings. It is particularly useful for identifying whether a stock may be overvalued, undervalued, or fairly valued in comparison to its peers and historical standards. Definition of P/E […]

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Understanding Price-to-Earnings (P/E) Ratio in Stock Investing

Understanding the Price-to-Earnings (P/E) Ratio The Price-to-Earnings (P/E) Ratio serves as an indispensable valuation metric in the sphere of stock investing. It offers investors an intimate glimpse into a company’s valuation relative to its actual earnings, providing a critical tool for determining whether a stock is overvalued, undervalued, or accurately valued, especially in relation to […]

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How to Analyze a Company’s Financial Statements

Overview of Financial Statements Understanding a company’s financial statements is crucial for making informed investment and business decisions. These documents provide a comprehensive record of the company’s financial activities and position, serving as fundamental tools for evaluating its economic health. The primary financial statements include the balance sheet, income statement, and cash flow statement. Each […]

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Best Strategies for Investing in Blue-Chip Stocks

Understanding Blue-Chip Stocks Blue-chip stocks are shares of established companies known for their solid financial performance and market presence. These companies often lead their respective industries, making their stocks attractive for investors seeking stability and reliable returns. By understanding what constitutes a blue-chip stock and implementing effective investment strategies, investors can enhance their portfolios and […]

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How to Invest in IPOs (Initial Public Offerings)

Understanding IPOs An Initial Public Offering (IPO) is the significant undertaking by which a private company transitions into a public entity by offering its shares to the public for the first time. This process is crucial for companies as it provides an opportunity to raise capital needed to finance business expansion, settle debts, or allow […]

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Contrarian Investing: Profiting by Going Against the Crowd

Understanding Contrarian Investing Contrarian investing is an investment strategy that involves taking positions contrary to prevailing market trends. The fundamental idea is to buy when others are selling and sell when others are buying. This approach relies on the principle that markets and investors can sometimes overreact to news and events, thereby creating opportunities for […]

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Problema hardware / Hardware issue

[IT] Stiamo avendo dei problemi hardware con uno dei server di posta stamattina, attendiamo aggiornamenti dal provider.

AGGIORNAMENTO: tutto è tornato a posto.

[EN] We’re having some hardware issues with one of the email servers today. We’re waiting for updates and an ETA from the provider.

UPDATE: all services are back now.

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Sector Investing: How to Invest in Different Industries

Understanding Sector Investing Sector investing entails the strategic allocation of investment capital across distinct segments of the economy. Each sector forms a unique category of business activities, including but not limited to technology, healthcare, and finance. By comprehending the intricacies of investing in these diverse industries, investors can craft portfolios that align with the specific […]

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Momentum Investing: Riding the Trend in Stock Markets

Understanding Momentum Investing Momentum investing is an intriguing strategy in the financial world that tries to leverage the persistence of certain existing trends in the stock market. Essentially, it is about jumping onto a moving train, assuming that train will continue its journey along the same tracks. Investors who engage in momentum investing usually purchase […]

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Dividend Investing: How to Earn Passive Income from Stocks

Understanding Dividend Investing Dividend investing is a strategy focused on earning passive income through regular payments from owning stocks in particular companies. Investors who choose this method benefit from the dual prospects of income generation and potential capital appreciation. What Are Dividends? Dividends are portions of a company’s earnings distributed to shareholders. Typically, these payments […]

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Corteo per gli spazi sociali -Torino 31 gennaio

Askatasuna vuol dire libertà! Torino è partigiana. Contro il governo, la guerra e l’attacco agli spazi sociali”

Torino è Partigiana! e sta scendendo in piazza in questo momento con una moltitudine di altri collettivi da tutta Italia per rivendicare insieme che i centri sociali e gli spazi autogestiti non sono un fine ma devono continuare ad esistere come mezzo a disposizione di tutt* per continuare ad organizzarsi e costruire comunità antifasciste.

https://infoaut.org/divise-e-potere/piattaforma-verso-la-manifestazione-nazionale-del-31-gennaio-a-torino

Per chi non può esserci di persona può seguire gli interventi sulla diretta di RadioBlackOut dai cortei: https://radioblackout.org/2026/01/diretta-dal-corteo-nazionale-torino-e-partigiana/

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China and Russia Should Cooperate to Help the United States Achieve an “Orderly Decline”

The year 2026 opens with a succession of US manoeuvres that continue to shake the global balance, while subterranean currents roil the international scene: the military attack on Venezuela has…

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China’s Posture After Venezuela: Accelerated De-Dollarisation and Conflict Preparation

The US operation in Venezuela on 3 January 2026 marked a turning point in Chinese strategy towards Washington. Beijing interpreted the failure of Chinese-manufactured JY-27A radars to detect F-35s and…

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Newsletter Autistici/Inventati 01-2026

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Newsletter Autistici/Inventati – gennaio 2026
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[English version below]

Siamo arrivati a un quarto di secolo di vita (25 ANNI!) e Autistici/Inventati esiste e Resiste ancora!

Se usi i nostri servizi, magari vuoi sapere che cosa fanno gli esseri umani dietro questa piattaforma tecnologica (che non sta in piedi per magia).

Ecco alcune delle cose che abbiamo fatto quest’anno:

# INFRA

* infrastruttura potenziata

L’infrastruttura di A/I si e’ potenziata aggiungendo due nuovi server moderni per gestire tutta la parte web, garantendo piu’ spazio e migliore performance: questi ultimi due server usano solo memorie a stato solido (SSD), quindi addio ai vecchi hard disk piu’ lenti, piu’ energivori, piu’ rumorosi e piu’ fragili, sicuramente i siti web e noblogs ne gioveranno, ma anche tu!


# EMAIL

* Thunderbird su telefoni

Le mail su telefono e la loro configurazione automatica sono state una rogna che per un po’ di tempo ci ha fatto penare. Ora abbiamo finalmente identificato e risolto il problema, e da adesso in poi l’autoconfigurazione di app sul telefono come Thunderbird e K9 sara’ molto piu’ semplice! Fateci sapere come va, intanto per usare la nostra mail sul telefono bastera’ fare login con il vostro account e da pannello cliccare su “Setup on Mobile”. Ad aspettarvi troverete un comodo QR code da scansionare nel vostro pannello utente dove dovrete solo aggiungere la vostra password.


# NOBLOGS

* statistiche

Abbiamo rinnovato il sistema di statistiche, parole chiave: anonimato e chiarezza
In pratica Noblogs si e’ rinnovato ed abbiamo deciso di riscrivere il sistema di analisi delle visite, per cui ora le statistiche di uso di quali persone e quali bot visitano il sito sono disponibili nella bacheca di amministrazione nella sezione “Analytics”.

Per maggiori informazioni leggere https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949


* form di contatti

Abbiamo aggiunto un nuovo form di contatto cifrato per noblogs (in rodaggio).

Qualche mese fa un collettivo ci ha contattato proponendoci un nuovo plugin per noblogs, sviluppato da loro, che permette di contattare i responsabili del blog in maniera sicura e confidenziale. Questo plugin crea un form in grado di inviare messaggi crittati usando PGP. Visto che il plugin precedente aveva qualche problema e non era piu’ sviluppato abbiamo deciso di adottare questa nuova soluzione. Ora abbiamo un nuovo plugin su noblogs, ed inoltre ci fa molto piacere stringere collaborazioni di questo tipo con persone affini al progetto. Fateci sapere se vi piace, il nuovo sistema di form si trova nella sezione plugins e si chiama “Contact Form”.


* docs e search

Sempre riguardo noblogs, abbiamo scritto una serie di articoli/guide su alcune questioni ricorrenti che ci vengono poste da chi amministra i blog, li trovate qui’:
https://docs.noblogs.org/


e stiamo facendo esperimenti con un nuovo sistema di ricerca dei contenuti (in fase di test):

https://search.noblogs.org


# SPAM

Nonostante l’antispam riconosca la maggior parte dei tentativi di phishing, puo’ capitare che riceviate messaggi all’apparenza provenienti da noi che vi chiedono di entrare nel vostro account per qualche motivo.
Ricordiamo che noi non mandiamo mai messaggi contenenti link HTML da cliccare, che tutte le nostre comunicazioni ufficiali sono sempre firmate con GPG, in duplice lingua italiano e inglese.
Inoltre se non avete certezza di disservizi sappiate che comunichiamo sempre anche sul nostro blog https://cavallette.noblogs.org
In generale cliccare su link contenuti all’interno di messaggi di posta elettronica e’ uno dei modi migliori per farsi rubare dettagli personali come le password.


# NO PASSWORD?

* il gatto, questo sconosciuto

Capita regolarmente che utenti si dimentichino la password e anche la risposta alla domanda del gatto (il meccanismo per il recupero dell’account). Vogliamo qui ricordarvi l’importanza del gatto: se dimenticate la password del vostro account (o se non la sapete proprio perche’ l’avete salvata sul cellulare e non la digitate mai e poi il cellulare si rompe), l’unico modo che avete per tornare in possesso della mail e’ rispondere alla domanda di riserva che avete impostato (che noi chiamiamo domanda del gatto). Quindi e’ fondamentale che questa risposta voi la sappiate, anche se e’ una domanda che avete impostato 10 anni fa.
Vi invitiamo quindi a verificare se la ricordate o a reimpostarla, qui alcuni suggerimenti, la domanda/risposta deve essere semplice e indimenticabile:
– “il nome del mio primo gatto” (sempre che non l’abbiate scritto pubblicamente online!)
– “la canzone (o poesia, o libro) preferita di quanto eri adolescente scritto tutto minuscolo e con gli spazi” (in modo che sappiate che sia “cocco e drilli” e non “CoccoEDrilli”
– “il nome della montagna che vedevi dalla finestra del bagno nella casa dello zio luigi”
– “il soprannome con cui mi chiamava nonna Adelaide”
insomma, cose magari relative a quando eravate giovani, che solo voi sapete e che non dimenticherete finche’ campate.
Esempi che vanno meno bene:
– “il mio numero di telefono” (probabilmente associabile con facilita’)
– “il cognome da nubile della bisnonna materna” (qualcuno che vi conosce o che indaga su di voi potrebbe saperlo).
Se la dimenticate non possiamo fare reset, ci dispiace ma avete perso quell’account.
Poi la vita continua, nel caso ci chiederete un account nuovo.


# RISORSE

Come ogni anno battiamo cassa perche’ resistiamo anche grazie alle vostre donazioni che ci permettono di pagare le bollette dei server e le altre spese, che in totale ammontano a circa 20000EUR l’anno. Finche’ continuerete a sostenerci noi potremo dedicarci a migliore l’infrastruttura, a mantenere sicure le vostre comunicazioni e a fornire strumenti digitali a supporto delle vostre vite e delle vostre lotte.


Se vuoi contribuire anche tu con quello che riesci vai su: https://www.autistici.org/donate


Restiamo umani
GRAZIE MILLE DI CUORE! Buon 2026!
un abbraccio
A/I

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Collettivo Autistici/Inventati
https://www.autistici.org
blog: https://cavallette.noblogs.org
donazioni: https://www.autistici.org/donate
aiuto: help@autistici.org
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We have reached a quarter of a century (25 YEARS) and Autistici/Inventati is still going strong!

If you use our services, you may want to know what the human beings behind this technological platform actually do (hint: it doesn’t run on magic).

Here’s what we’ve done this year:

# INFRASTRUCTURE

* Upgraded the Infrastructure

The A/I infrastructure has been upgraded with the addition of two new modern servers to manage the entire web side, ensuring more space and better performance. These two servers use only solid state drives, so say goodbye to the old, slower, more energy-intensive, noisier, and more fragile hard disks. Websites and Noblogs will certainly benefit, and so will you!


* Email on Phones

Email on phones and automatic configuration have been causing us problems for some time. We have now finally identified and resolved the issue. From now on, the auto-configuration of apps on your phone such as Thunderbird and K9 will be much easier! Let us know how it goes. In the meantime, to use our email on your phone, simply log in with your account and click on “Setup on Mobile” in the panel. You will find a convenient QR code to scan in your user panel, where you will only need to add your password.


# NOBLOGS

* Statistics

We have revamped the statistics system. Our focus: anonymity and clarity.
In practice, Noblogs has been refreshed and we have decided to rewrite the visit analytics system. Now statistics on which people and bots visit the site are available in the user panel under the “Analytics” section. For more information, read https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949


* Contact Form

A new encrypted contact form for noblogs is currently being tested.

A few months ago a collective contacted us proposing a new plugin for noblogs, developed by them, that allows to contact the managers of the blog in a safe and confidential manner. This plugin creates a form that can send encrypted messages using PGP. Since the previous plugin had some problems and it was no longer developed we decided to adopt this new solution. Now we have a new plugin on noblogs, and also we are very pleased to tighten collaborations of this type with people related to the project. Let us know if you like, the new form system is located in the plugins section and is called “Contact Form”.


* Docs and Search

Still on the subject of noblogs, we have written a series of articles/guides on some recurring questions that we are asked by blog administrators. You can find them here:
https://docs.noblogs.org/

We are also experimenting with a new content search system (currently in the testing phase):

https://search.noblogs.org


# SPAM

Although our anti-spam system recognizes most phishing attempts, you may receive messages that appear to come from us asking you to log into your account for some reason.
Please note that we never send messages containing HTML links to click on, and that all our official communication, in both Italian and English, is always signed with GPG.
Furthermore, if you are unsure about service disruptions, please note that we always communicate on our blog https://cavallette.noblogs.org
In general, clicking on links contained in emails is one of the best ways to have your personal details, including passwords, stolen.


# NO PASSWORD?

* The Cat, This Stranger

It often happens that users forget their password and even the answer to the cat question (our account recovery mechanism). We would like to remind you of the importance of the cat: if you forget your account password (or if you don’t know it because you saved it on your cell phone and never type it in, and then your cell phone breaks), the only way you can regain access to your email is by answering the recovery question you set (We call it The Cat’s question). Therefore, it is essential that you know this answer. Even if you set 10 years ago!
We therefore invite you to check if you remember it or reset it. Here are some suggestions. The question/answer should be simple and unforgettable:
– “the name of my first cat” (unless you wrote it online!)
– “Your favorite song (or poem, or book) from when you were a teenager, written in lowercase letters and with spaces” (so that you know it’s “the pit and the pendulum” and not “ThePitAndThePendulum”)
– “The name of the mountain you could see from the bathroom window in Uncle Luigi’s house”
– “the nickname my grandmother Adelaide used to call me”
In short, things that may be related to when you were young, that only you know and that you will never forget as long as you live.
Examples that are less suitable:
– “my phone number” (probably easy to guess)
– “my maternal great-grandmother’s maiden name” (someone who knows you or is investigating you might know this).
If you forget it, we can’t reset it. We’re sorry, but you’ve lost that account.
Life will goes on,but you’ll have to ask us for a new one.


# RESOURCES

Like every year, we are asking for donations because we survive thanks to your contributions. These allow us to pay our server bills and other expenses, which total around €20,000 per year. As long as you continue to support us, we can focus on improving our infrastructure, keeping your communications secure, and providing digital tools to support your lives and struggles.


If you as well want to contribute: https://www.autistici.org/donate


Stay human.
THANK YOU SO MUCH! Happy 2026!
Hugs

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Riprendiamoci l’internet

“Assalto alle piattaforme” è il libro di Kenobit, uscito settimana scorsa per Agenzia X. https://agenziax.it/assalto-piattaforme
Di sperimentazioni come queste ne sentivamo il bisogno e ci piace leggere la testimonianza diretta da un artista che nei social c’è cresciuto e ad oggi condivide una visione mondiale di “via d’uscita”. 

O come dice lui nella sua newsletter:
    Parla del rapporto tossico che abbiamo con le piattaforme commerciali, analizza i meccanismi che ci rubano il tempo, racconta il grande inganno della content creation e propone un percorso concreto per smettere di sostenere il capitalismo digitale e rivendicare una dimensione online che non inquini il mondo e le nostre vite. È frutto di due anni di sperimentazione (cominciati proprio qui, sulla Settimana Sovversiva), tecnologica e umana, e spiega nel modo più semplice possibile le alternative e le pratiche che possono liberarci.

Se volete il libro è anche “in ascolto” a puntate sul Castopod di Kenobit stesso.
https://podcast.kenobit.it/@assaltoallepiattaforme

La soluzione comprende la convergenza e federazione di chi crea e legge contenuti sul protocollo Activity pub, e la presa di responsabilità del proprio hosting, da sole o in compagnia. Va bene, se non ne avete mai proprio sentito parlare, un introduzione all’argomento può essere questo video: https://videos.elenarossini.com/w/petiQESS6xH5B68Pysqfug

Visto che le tecnologie federate ci piacciono, in quanto danno un potere di scelta alle persone, da uno dei nostri servizi è possibile integrarsi. Infatti da NoBlogs è possibile pubblicare sul Fediverso e partecipare a queste nuove reti sociali (opt-in), se ti interessa leggi qui e qui. Ugualmente è possibile rimanere “non-correlati”, fuori dal fediverso, e per entrambe le scelte:

NoBlogs non conserva i Log di chi vi legge!

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Perpetual War: Ukraine, Iran, Taiwan, Venezuela and the Pentagon’s Global Script

The script of perpetual war unfolds simultaneously across four global fronts — Ukraine, Iran, Taiwan, and Venezuela — where the Pentagon’s machinery manufactures crisis, denies evidence, and transforms sovereignty into…

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Carrier Pigeons and Financial Cartels: How Banking Dynasties Decide Which Nations Can Afford to Fight

December 2025 delivered one of those declarations that typically belong to conspiracy theory territory, except this time it emanated directly from someone with every interest in maintaining silence: Dame Hannah…

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come trasferire un dominio

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di: Unit

Come trasferire un dominio

  • Controlla che tuo nome e contatto corrispondano su Registrar-1 e Registrar-2.
  • Registrar-1: Remove domain lock (deve esistere da +60 giorni).
  • Registrar-1: Ottieni il codice di trasferimento (auth-code o anche codice EPP).
  • Registrar-2: Avvia e paga la procedura di trasferimento. (eventualmente spunta il mantenimento della zona) - Aspetta …
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Server updates / Aggiornamenti server

[IT] Dobbiamo fare della manutenzione straordinaria ad un server, quindi alcuni servizi (noblogs e siti web) saranno temporaneamente irraggiungibili per qualche ora nella serata di oggi 18 Nov.

[EN] We need to perform some extraordinary maintenance of our servers. As a result, some services (noblogs and websites) will be temporarily unavailable for a few hours today Nov 18th.

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Autoformazione: catturare il traffico da un'applicazione android - Unit hacklab @ ZAM

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di: Unit

Autoformazione: catturare il traffico da un'applicazione android - Unit hacklab @ ZAM

Hai un oggetto furbo, che funziona solo con un'app? Sei curiosa di sapere cosa dice ai server dell'azienda produttrice l'app che monitora quanta cacca hai fatto oggi? Hai comprato un vecchio dispositivo di un'azienda fallita e vorresti farlo funzionare in …

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Solidarietà a "Riconvertiamo SeaFuture"

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di: Unit

Solidarietà a "Riconvertiamo SeaFuture"

Unit hacklab Milano si unisce alle voci che si alzano contro la militarizzazione dell'industria marittima. SeaFuture, nata come mostra di tecnologie nautiche civili, negli ultimi anni è stata trasformata in una vetrina per le tecnologie di guerra e di morte.

Solidarietà a Riconvertiamo SeaFuture per la …

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Ancora problemi con un server / Server issue, again

Uno dei server di posta è al temporaneamente irraggiungibile per un problema con il provider relativo. UPDATE: era un problema hardware, è stato risolto.

One of our email servers is currently unavailable, due to an issue with the upstream provider. UPDATE: the hardware problem has been resolved.

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Problemi con un server / Server issues

Un provider presso cui ospitiamo uno dei nostri server sta avendo dei problemi oggi, alcune caselle di posta sono temporaneamente irraggiungibili. Stiamo aspettando ulteriori notizie.

AGGIORNAMENTO: Problema risolto alla fine.

One of the providers that host our servers is having some issues today. As a consequence, some mailboxes are temporarily unavailable. We’re waiting for more news to understand how to proceed.

UPDATE: The issue has been resolved, all affected mailboxes are online again.

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For italian workers

Come ormai dovreste sapere, in quanto “Associazione riconosciuta” (Associazione AI ODV) possiamo ricevere le donazioni tramite il 5×1000, ossia a chi destinare una piccola parte delle tasse che si pagano.

La cosa vale solo per chi paga le tasse in Italia.

Per questo, se pensate di avere una qualche affinità con il nostro progetto e se volete che continui a funzionare, vi invitiamo a destinarci il vostro 5×1000.

Chi sceglie di destinare il suo 5×1000 alla nostra associazione può farlo apponendo la propria firma in uno degli appositi spazi sulla dichiarazione dei redditi (Modello 730, Modello Redditi, Unico PF) e indicare il nostro codice fiscale che è 93090910501. La firma va apposta nell’apposito riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore…” che di solito è il primo a sinistra nella scheda. Nel riquadro va scritto il nostro codice fiscale che è 93090910501.

Chi fa la dichiarazione on-line deve seguire la stessa procedura, anche se non deve mettere una firma con la penna…

Anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può destinarci il suo 5×1000, basta compilare la scheda della CU (“Certificazione Unica”) che viene data dal proprio datore di lavoro, inserendo nell’apposito riquadro il nostro codice fiscale che è 93090910501. La scheda compilata va inserita in una busta chiusa sulla quale va scritto in modo leggibile: Destinazione 5X1000 IRPEF, il proprio Nome e Cognome, e il proprio codice fiscale. La busta deve essere consegnata (non si paga nulla) presso gli uffici postali, i sportelli bancari o gli intermediari abilitati.

Nel 2024 abbiamo ricevuto 3.577 euro. Ringraziamo tutte e tutti quelli che ci hanno mostrato in questo modo il loro sostegno. Per avere un’idea delle nostre spese potete guardare questa pagina.

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Corso Python

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di: Unit

9, 16, 23 aprile e 7 maggio 2025 ore 19 - ZAM Milano

Corso introduttivo alla programmazione in Python

Unit Hacklab per Università Popolare ZAM.


Il corso si svolge in quattro lezioni, con quattro insegnanti.

Scopo del corso: avvicinarsi alla programmazione, usando un linguaggio amichevole.

Segnalare la partecipazione con una mail …

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Visioni libere: Stare into the lights my pretties

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di: Unit

Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 20 maggio 2019

Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017

ENG sub ITA

pic

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

Viviamo in un mondo di schermi …
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Benefit Mafalda

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di: Unit

Domenica 8 Ottobre 2023, ore 16-21

Acheritivo di autofinanziamento unit hacklab per server autogestito "Mafalda".

Ore 16:00 Email / Thunderbird
Ore 17:00 Torrent
Ore 18:00 Parla Radio Z-AM
Ore 19:00 Chill out live Dj-set by unit electric assembly

Banchetto libretti autoprodotti, PirateBox
e il //ritorno del MAME …

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bitume - diritti sociali e digitali - podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

logo-bitume

Mercoledì 5 luglio 2023, dallo studio radio di ZAM

Diritti sociali e digitali

  • Twitter e la rivoluzione francese

  • Immaginazione teoretica

  • API, social media, scraping e la possibilità di informarsi anonimamente

durata: 50 minuti

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bitume - mare crudele - podcast

✇unit
di: Unit

Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

logo-bitume

Mercoledì 28 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM

Mare crudele

  • IBM aveva una sua AI e la chiamava Watson

  • Aggiornamenti sul sottomarino che scese a visitare il Titanic

  • Viaggi su Marte e altri ambienti scomodi che …

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bitume - parliamo d_altro - podcast

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di: Unit

Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

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Mercoledì 21 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM

Parliamo d'altro!

  • Moderatori di Reddit in sciopero (hanno ragione)

  • Gossipz dai socialz

  • Il sottomarino fermo a 3000 mm di profondità usa un Logitech game joystick

  • Apple Computers denuncia …

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LOST - FOGS OF WAR

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LOST - FOGS OF WAR

FOGS OF WAR

Sabato 25 giugno 2022 alle ore 18.00 @Cox18 - via Conchetta 18 - Milano

Aggiornamento: per motivi termici indipendenti dalla nostra volontà l'incontro inizialmente previsto per le ore 16 è stato posticipato di due ore. L'inizio sarà alle ore 18.00.

La guerra tra Russia e Ucraina, oltre …

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Labyrinthus

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5 maggio 2022 ore 21 - FOA Boccaccio, Monza

Parteciperemo giovedì 5 maggio a LABYRINTHUS 2.0 / Forme di resistenza nello spazio digitale. Dal Web 3.0 al Metaverso, dalle blockchain agli NFT.

La nostra prima reazione è stata: preferiremmo di no, perché siamo contro. "Sì ok, ma per favore potreste …

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bitume - distro dramma n.1 - podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a cura di Unit hacklab di Milano.

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Mercoledì 23 febbraio 2022, dallo studio radio di ZAM

Distro dramma n.1 - Installazione Debian GNU/Linux su Mac AIR/Piccolo

durata: 59 minuti

L'approfondimento satirico della …

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Autodifesa digitale a ZAM

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Sabato 11 dicembre 2021 alle ore 17:00

  • Phreak Phone Forensics (clinica di controllo dei cellulari android)
  • Come scaricare film e altri media da internet

a seguire dalle 19:00 acheritivo e live music by unit electric assembly

unit hacklab @zam via sant'abbondio 4, milano

audio

audio su Radio Zeta-AM …

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Seminario Laboratoriale su Pure Data

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Mercoledì 24 marzo dalle ore 20.45 alle 23 circa

Manuale Minimo di Sopravvivenza a Pure Data n. 1

Seminario Laboratoriale su Pure Data
durata: due ore circa
a cura di k_, Unit hacklab

semlab-puredata

Introduzione e storia, Setup dell'installazione, collegamenti e definizioni: oggetti, box, counter, bang e sequencer. Arriveremo all'oscillatore …

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bitume il virus podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di lunedì 07 dicembre 2020: il Virus.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e …

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bitume piattaformazione delle nazioni podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di mercoledì 30 settembre 2020: la Piattaformazione delle nazioni.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media …

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Comunicato Unit hacklab su attività durante la pandemonio

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..e dopo aver pensato molto, riflettuto, studiato la storia delle pandemie ed esaminato i modelli trovati in natura.. abbiamo deciso che le attività IRL di Unit Hacklab rimarranno in stato dormiente fino a nuove notizie.
Sembra che Madre Natura ci stia chiedendo (a noi umane/i) di rallentare, riflettere, ri-fare …

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Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab

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Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab.

C'è/Abbiamo bisogno, come ogni anno, di pagare il server e anche il dominio.

Stiamo anche ragionando di allargarci e prendere un server più capace, perchè quello che stiamo usando, pagato attraverso iniziative di autofinanziamento, è arrivato a tappo.

Tutto questo …

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Pandemia - Di tecno-assoluzionismo e di come la tecnologia non ci salverà

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Pandemia. Di tecno-assoluzionismo e di come la tecnologia non ci salverà

In questi mesi abbiamo dovuto lavorare molto di più: sembra buffo, visto che eravamo a casa. Nel frattempo tante cose sono successe su internet e, con l'avvicinarsi di un "dopo" incerto, vorremmo dire la nostra sperando che queste riflessioni …

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bitume decodifiche binarie podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di lunedì 27 gennaio 2020: decodifiche binarie.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi …

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bitume decodifiche binarie diretta

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Lunedì 27 gennaio 2020 ore 21

Quarta puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume antropocene podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di mercoledì 25 dicembre 2019: antropocene.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi …

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bitume antropocene diretta

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Mercoledì 25 dicembre 2019 ore 22

Terza puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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unit con ghiaccio

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Venerdì 13 dicembre 2019 dalle 18.30 alle 22.30

unit con ghiaccio

acheritivo di autofinanziamento unit hacklab: rooting libero del telefono, elettronica usata a offerta libera. Hai bisogno di un lettore dvd? Di uno scanner? Noi di fare spazio e pagare il server.

spritz'n'lazz

live music by unit electric …

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bitume memestupendo podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di lunedì 10 dicembre 2019: meme stupendo.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media …

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bitume meme-stupendo diretta

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Lunedì 09 dicembre 2019 ore 21

Seconda puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume datajustice podcast

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Lunedì 18 novembre 2019 ore 21

Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume datajustice diretta

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Lunedì 18 novembre 2019 ore 21

Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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Comunicato Unit ad assemblea Macao

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Salve a tutt*, chiunque voi siate.

Noi non ci conosciamo, almeno non tutti e non bene. Questa è una verità emersa chiaramente in questo periodo, talvolta anche in modo un po' scomposto, e così Unit ha pensato che fosse utile prendersi un momento per guardarsi in faccia tutti quanti e …

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Visioni libere: Stare into the lights my pretties

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Update: la proiezione non è successa

Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 20 maggio 2019

Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017

ENG sub ITA

pic

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00 …

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Fedeli alla linea (di comando)

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Sabato 11 maggio alle ore 15 presso CSOA COX 18 in Via Conchetta 18, Milano

LOST, le Lunghe Ombre della Scienza e della Tecnica e Unit hacklab presentano:

Fedeli alla linea (di comando)

registrazione audio a cura di cox18stream e Archivio Primo Moroni

Introduzione al terminale e alla riga di …

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Visioni libere: The internet own boy

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Durante Connessioni Caotiche 2019 proiezione del documentario su Aaron Swartz.

Sabato 4 maggio 2019

The Internet’s own boy, Brian Knappenberg, 2014

ENG sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Ore 21:00

Il Ragazzo di internet è Aaron Swartz, attivista
dei diritti in rete accusato di frode informatica …
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Visioni libere: I am a cyborg but that's OK

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Sesta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 6 maggio 2019

I'm a Cyborg, but that's OK, Park Chan-wook, 2006

KOR sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

Young-goon è una cyborg e ha …
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Visioni libere: The young Karl Marx

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Quinta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 29 aprile 2019

Il giovane Karl Marx, Raoul Peck, 2017

FRA sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

I comunisti rifiutano di nascondere le loro opinioni …
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Connessioni Caotiche 2019

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cc-2019

Venerdi 3 e Sabato 4 Maggio 2019 torna Connessioni Caotiche a Macao

Hacking, attivismo, seminari laboratoriali e presentazioni frattali. Making e Breaking in festival nella due giorni in contemporanea ai festeggiamenti per il compleanno del Nuovo Centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca Macao a Milano.

Connessioni Caotiche …

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Visioni libere: Life of Brian

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Quarta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Life of Brian, Monty Python, 1979

ENG sub ITA

... gli unici che odiamo più dei romani
sono il Fronte del Popolo Giudeo.

E il Fronte Popolare dei Giudei.

Ah, sì.
Separatisti.

E il Fronte Popolare della Giudea.
Già …
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Visioni libere: Risk

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Terza visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Risk, Laura Poitras, 2016

Documentario su Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

Motivazioni e contraddizioni su Assange e le sue cerchie, con un occhio in particolare sui rischi che sono stati presi. Il documentario copre il periodo dal 2010 …

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Visioni libere: Operazione Vega

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Seconda visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Operazione Vega, RAI, 1962

Sceneggiato di fantascienza RAI tratto dal radiodramma di Friedrich Dürrenmatt.

Vega è il nome della nave spaziale che porta i rappresentanti di un certo blocco di Stati terrestri sul pianeta Venere dove sono confinati …

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Benvenuto pellicano

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Il sito e' stato convertito a pelican, un software per generare siti statici in html.

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Visioni libere: Nirvana

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Prima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Nirvana, Salvatores, 1997

Film cyberpunk girato a Milano (e nei sotterranei di Macao). Fortemente influenzato dai romanzi di Gibson e sua volta ritenuto tra le fonti di ispirazione della trilogia di Matrix. Affronta il tema dell'esistenza autonoma o …

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Comunicato Unit hacklab su annuncio sgombero Macao

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Contesto: Milano 2018. Atmosfera di intolleranza civile.

Unit hacklab e' un laboratorio autogestito di sperimentazione tecnica e politica, le nostre attivita' comprendono dai corsi gratuiti di elettronica e informatica alla divulgazione delle pratiche di gestione della privacy sotto forma di incontri e convegni.

il Comune di Milano, zelante, anticipa l'editto …

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