A Villa Santa Maria la cucina internazionale si è incontrata nella Patria degli Chef Grande successo per la Rassegna dei Cuochi edizione numero 46
Oltre 70 berrette bianche, protagoniste della scena internazionale, 123 piatti in esposizione, cooking & talk show, cultura, arte e tradizione: tre giorni per celebrare una professione che unisce i popoli attraverso il linguaggio universale del cibo.
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La cucina internazionale si è incontrata nella Patria dei Cuochi. Si è conclusa con grande successo l’edizione numero 46 della Rassegna dei Cuochi di Villa Santa Maria (Chieti), appuntamento di riferimento per una comunità professionale che, da quasi mezzo secolo, custodisce e rinnova una delle tradizioni più rappresentative dell’identita abruzzese.
Per tre giorni il borgo si è trasformato in un palcoscenico internazionale, accogliendo oltre 70 cuochi provenienti da diverse realtà geografiche e professionali, riuniti per celebrare la nobiltà di un mestiere che richiede talento, disciplina, sacrificio e una costante ricerca dell’eccellenza.
Il tema scelto per questa edizione, «Nella patria dei cuochi, l’incontro della cucina internazionale», ha interpretato pienamente lo spirito della manifestazione: fare di Villa Santa Maria un luogo di incontro tra culture gastronomiche, esperienze professionali e storie personali, valorizzando al tempo stesso il legame profondo tra il territorio e una tradizione che ha portato generazioni di cuochi villesi nelle cucine più prestigiose del mondo.
La direzione artistica e la conduzione del giornalista e storyteller Piero Mùscari hanno dato alla Rassegna una precisa impronta narrativa, mettendo al centro non soltanto i piatti e le tecniche culinarie, ma soprattutto le persone, i percorsi umani e le storie che si celano dietro una carriera ai massimi livelli della ristorazione internazionale.
I Cooking & Talk Show: la cucina raccontata attraverso le storie dei suoi protagonisti
Cuore della manifestazione sono stati i Cooking & Talk Show, nei quali ciascun cuoco è stato intervistato da Piero Muscari in un dialogo capace di intrecciare dimostrazione culinaria, racconto autobiografico e riflessione sul valore della professione.
Attraverso aneddoti, ricordi, esperienze e testimonianze dirette, gli chef hanno ripercorso le tappe che li hanno condotti a lavorare in contesti internazionali di altissimo prestigio, facendo emergere il lungo percorso di formazione, la dedizione quotidiana, la capacità di affrontare le difficoltà e la determinazione necessaria per affermarsi in un ambiente altamente competitivo.
Ne è scaturito un racconto autentico della cucina contemporanea, lontano dalla sola dimensione dello spettacolo e vicino alla realtà di un mestiere costruito attraverso studio, esperienza, sacrificio e passione. Ogni incontro ha restituito al pubblico la dimensione umana del successo professionale, mostrando come dietro ogni risultato importante ci siano scelte coraggiose, occasioni colte, errori trasformati in insegnamenti e un impegno che non si esaurisce mai.
Protagonisti dei Cooking & Talk Show sono stati Pietro Volentè, chef nel settore dei luxury yacht; Batuhan Piatti, Executive Chef tra Billionaire Dubai e St. Moritz; Antonino Fratello, direttore generale di Euro- Toques Italia e chef a Roma; Andrea Levratto, del ristorante Ariva di Lugano; Walter Giardinelli, attivo a Montecarlo; Nicola Cicchini, da Venezia; Dario Miccoli, dello Chalet Gerard in Val Gardena; ed Emanuele Del Signore, chef a Montecarlo.
La loro presenza ha testimoniato la pluralità dei percorsi attraverso cui la cucina italiana e internazionale si confrontano, si contaminano e si rinnovano. Il dialogo con Mùscari ha trasformato le dimostrazioni culinarie in occasioni di conoscenza e ispirazione, offrendo soprattutto alle nuove generazioni uno sguardo concreto sulle opportunità, sulle responsabilità e sulle sfide di una carriera nella ristorazione di alto livello.
123 piatti: la memoria e l’identità della Rassegna
Tra gli elementi più distintivi della manifestazione resta l’esposizione dei piatti, una tradizione che accompagna la Rassegna sin dalla sua prima edizione e che rappresenta uno dei suoi simboli più riconoscibili. Quest’anno sono stati 123 i piatti esposti, testimonianza della ricchezza di una cultura gastronomica che si esprime attraverso tecniche, sensibilità, ricerca e interpretazioni differenti.
L’esposizione non è soltanto una vetrina di preparazioni culinarie: è il racconto tangibile di una professione, della sua evoluzione e della capacità dei cuochi di trasformare ingredienti e conoscenze in espressioni di identità e creatività. Ogni piatto diventa così parte di una memoria collettiva, un segno concreto del legame tra chi esercita il mestiere e la comunità che ne riconosce il valore.
L’edizione 2026 ha dedicato l’esposizione alla memoria dello chef Giovanni Spaventa, unendo la celebrazione dell’eccellenza gastronomica al ricordo di una figura legata al mondo della cucina.
Due ristoranti per raccontare la tradizione e la creatività
La dimensione gastronomica della Rassegna ha trovato una delle sue espressioni più significative nell’attivazione di due ristoranti, concepiti per valorizzare approcci differenti ma complementari: uno dedicato alla cucina classica e alla tradizione, l’altro alla cucina creativa e alla sperimentazione.
Due modi di interpretare il patrimonio gastronomico, accomunati dalla qualità delle materie prime, dalla competenza tecnica e dal rispetto per il lavoro in cucina. Da un lato, il valore della memoria, delle ricette e dei sapori che attraversano le generazioni; dall’altro, la capacità di reinterpretare gli ingredienti e di esplorare nuove possibilità espressive.
L’iniziativa ha consentito al pubblico di vivere direttamente la dimensione conviviale della manifestazione, incontrando la cucina non soltanto come patrimonio da ammirare, ma come esperienza da condividere.
I momenti «A pranzo con i cuochi d’Abruzzo» e «A cena con i cuochi d’Abruzzo», insieme alla proposta delle specialità del Pastificio De Cecco, hanno rafforzato il legame tra la Rassegna, le eccellenze del territorio e il pubblico, in una celebrazione concreta dell’ospitalità abruzzese.
Talk show: cultura, territori ed economia del cibo
Il programma ha affiancato ai Cooking & Talk Show una serie di incontri dedicati alle trasformazioni culturali, economiche e sociali che attraversano il mondo della gastronomia.
Il talk «Una rassegna che riscrive il futuro» ha riunito Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques Italia, gli chef Emanuele Del Signore, Batuhan Piatti e Pietro Volentè, insieme a Michelangelo Tagliaferri, per riflettere sulle prospettive della professione e sul ruolo della Rassegna nel promuovere nuove visioni.
Con «Sapori e saperi: la cultura del cibo», alla presenza di Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, l’attenzione si è concentrata sul rapporto tra gastronomia, identità e patrimonio culturale.
Il confronto «Riscoprire i borghi: undertourism / overtourism», con Edoardo Raspelli, Michelangelo Tagliaferri e Marco Usai, ha affrontato il tema della valorizzazione dei territori e della necessità di individuare modelli di sviluppo turistico capaci di tutelare l’identità dei luoghi.
Infine, il talk «L’economia del cibo» ha messo a confronto giornalismo, imprese, istituzioni e mondo della cultura, con la partecipazione di Edoardo Raspelli, Carlo Aquilano di De Cecco, Giulia Sciotti di Fantini Wines, Michelangelo Tagliaferri e Giuseppe Finamore, sindaco di Villa Santa Maria. Un dialogo sulle connessioni tra filiere produttive, promozione territoriale, cultura gastronomica e opportunità economiche.
Il murale «Il colore nel piatto»: l’arte incontra la comunità
La Rassegna ha trovato nell’arte un ulteriore strumento per raccontare il valore della cucina e il suo legame con il territorio. Il murale «Il colore nel piatto», realizzato da Alessandro Ciambrone con il coinvolgimento dei giovani cittadini, ha portato nello spazio pubblico un linguaggio visivo capace di dialogare con i temi della manifestazione.
A completare il percorso, lo svelamento del murale dedicato al cuoco ha rappresentato un momento simbolico di celebrazione della figura professionale che dà identità a Villa Santa Maria. Un’opera destinata a entrare nel paesaggio del borgo, trasformando l’arte urbana in memoria condivisa e segno di appartenenza.
La partecipazione dei giovani ha inoltre sottolineato la volontà di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale e professionale della comunità, affinché la tradizione non sia soltanto custodita, ma continui a generare nuove prospettive.
Una tradizione che guarda al futuro
Ad aprire la manifestazione sono stati i momenti dedicati alla spiritualità e alla memoria del patrono dei cuochi, San Francesco Caracciolo, con l’accoglienza dell’olio votivo alla presenza del vescovo di Chieti, Bruno Forte, la celebrazione della Santa Messa e la processione con l’urna del Santo. Ospite d’onore della giornata è stata l’Unione Regionale Cuochi Puglia.
Il programma è proseguito con la competizione Junior Cocktail, che ha coinvolto gli alunni dell’Istituto Alberghiero G. Marchitelli, e con il tradizionale corteo dei cuochi, espressione di una comunità professionale che riconosce nelle proprie radici un patrimonio da tramandare.
La musica e la recitazione itineranti, con Shany Martin e la Mo’ Better Band, hanno accompagnato la manifestazione, contribuendo a creare un’atmosfera di festa diffusa tra le vie del borgo.
La partecipazione di professionisti, istituzioni, imprese, giovani e cittadini ha confermato la capacità della Rassegna di andare oltre la dimensione di un evento gastronomico, affermandosi come luogo di incontro, confronto e valorizzazione di un’intera comunità.
L’edizione numero 46 consegna così a Villa Santa Maria un messaggio chiaro: la cucina è molto più di una tecnica o di un prodotto. È cultura, disciplina, identità, impresa e capacità di costruire relazioni tra persone e Paesi diversi. È una professione che si tramanda, si rinnova e continua a portare nel mondo il valore del sapere artigianale e dell’eccellenza.
Nella Patria dei Cuochi, dove la storia di un territorio si intreccia da generazioni con quella di chi ha scelto la cucina come vocazione, la Rassegna rinnova la propria missione: celebrare i cuochi, raccontare le loro storie e offrire alle nuove generazioni l’ispirazione per costruire il proprio futuro, nel segno della qualità, della cultura e dell’incontro internazionale.
La direzione artistica e la conduzione sono state di Piero Mùscari; main sponsor: De Cecco, sponsor: Fantini.
Informazioni: www.rassegnadeicuochi.it
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