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Visita all’IILA del Presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader Corona. 

FOTO Il Consiglio dei Delegati IILA incontra il Presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader Corona

Visita all’IILA del Presidente della Repubblica Dominicana,

Luis Abinader Corona.

 

Roma, 16 ottobre 2026 – Il Segretario Generale, Giorgio Silli, e il Consiglio dei Delegati dell’IILA hanno accolto presso la sede dell’Organizzazione il Presidente della Repubblica Dominicana, Luis Abinader Corona. In occasione della visita è stata inaugurata una targa celebrativa, secondo la tradizione che accompagna la presenza di un Capo di Stato alla presidenza di una riunione del Consiglio dei Delegati. Quella del Presidente Abinader è stata la prima visita a segnare questo momento, che testimonia il legame tra la Repubblica Dominicana e l’IILA. Il Segretario Generale ha inoltre consegnato al Presidente Abinader la Medaglia commemorativa del 60° anniversario dell’IILA, come segno di amicizia e riconoscimento nei confronti della Repubblica Dominicana, Paese membro e partner strategico dell’Organizzazione. L’incontro ha rappresentato un’ulteriore occasione per rinnovare la volontà condivisa di rafforzare il dialogo e sviluppare nuove opportunità di collaborazione.

 

L’incontro ha inoltre consentito di ripercorrere i risultati della missione istituzionale dell’IILA in Repubblica Dominicana, svoltasi lo scorso 25 giugno, e di rinnovare il ringraziamento alle autorità dominicane per la calorosa accoglienza riservata alla delegazione. Particolare attenzione è stata dedicata ai risultati raggiunti nel campo della giustizia e della sicurezza, tra cui l’approvazione a Santo Domingo del Modello Regionale di Giustizia Minorile Riparativa nell’ambito dei programmi SICA, la partecipazione attiva al programma EL PACCTO 2.0 (di cui la Repubblica Dominicana detiene la Segreteria della Red de Academias Penitenciarias – RAP) e le iniziative COPOLAD III per il contrasto al narcotrafico e al riciclaggio. Durante la visita è stato fatto il punto anche sui progetti di cooperazione scientifica, come il programma spaziale in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il progetto sui nanosatelliti CubeSat per il monitoraggio del sargasso, nonché sulle iniziative per lo sviluppo sostenibile, tra cui l’agricoltura di precisione nella zona di frontiera, la formazione imprenditoriale femminile nel settore cafetalero, le strategie della transizione ecologica ed economia circolare legate al programma “Sociedades Inclusivas” e la tutela del patrimonio culturale. È stato inoltre richiamato l’esito positivo del Business Forum Italia–Repubblica Dominicana, tenutosi il 14 ottobre a Villa Madama alla presenza del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.

 

«La Repubblica Dominicana è, per l’IILA, un partner di grande valore con cui abbiamo sviluppato nel tempo una collaborazione articolata che abbraccia la giustizia e la sicurezza, la scienza e l’innovazione, lo sviluppo economico sostenibile e la cultura. La cooperazione genera valore quando rafforza le capacità dei territori, favorisce la condivisione delle conoscenze e crea opportunità concrete per le persone. Auspico che questo incontro rappresenti un’ulteriore occasione per consolidare il dialogo e rafforzare la cooperazione tra la Repubblica Dominicana e l’IILA, nella consapevolezza che il valore della nostra Organizzazione risiede proprio nella capacità dei suoi Paesi membri di condividere esperienze, competenze e prospettive di sviluppo», ha dichiarato il Segretario Generale dell’IILA, Giorgio Silli.

 

L’IILA ha ribadito la propria disponibilità ad accompagnare iniziative concrete in settori strategici per il futuro del Paese, nella convinzione che il dialogo e la cooperazione rappresentino strumenti essenziali per promuovere uno sviluppo sostenibile e rafforzare i legami tra l’Italia e l’America Latina.

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UN ROBOT UMANOIDE RELATORE AL TTG: ASSOPARCHI APRE IL CONFRONTO SUL FUTURO DEL LAVORO NEI PARCHI TEMATICI

UN ROBOT UMANOIDE RELATORE AL TTG: ASSOPARCHI APRE IL CONFRONTO SUL FUTURO
DEL LAVORO NEI PARCHI TEMATICI
Agibot A2 Ultra, tra i primi robot umanoidi a partecipare a un convegno
in qualità di relatore, si è confrontato con i rappresentanti di AssoParchi
sul rapporto tra robotica, AI e mondo del lavoro nel turismo
e nei parchi divertimento.
Rimini, 16 ottobre 2026 – “Io non sono una macchina che renderà l’uomo meno necessario, ma uno strumento che può restituire all’intelligenza umana il tempo e lo spazio per fare ciò che sa fare meglio: dare senso all’esperienza”. È il messaggio lanciato da Agibot A2 Ultra, robot umanoide intervenuto in qualità di relatore a TTG Travel Experience, nel convegno “IO ESISTO. E TU? – Umani e umanoidi nel mondo del lavoro che verrà”, promosso da AssoParchi, Associazione dei parchi divertimento italiani aderente a Federturismo e AGIS. Al centro dell’incontro, le trasformazioni che intelligenza artificiale e robotica stanno introducendo nel mondo del lavoro, con particolare riferimento al turismo e ai parchi divertimento.

Tra i primi esempi di robot umanoide relatore in un convegno, Agibot A2 Ultra ha condiviso il palco con Luciano Pareschi – Presidente di AssoParchi e CEO di Caribe Bay -, Maurizio Crisanti -Direttore di AssoParchi -, Sabrina Mangia – CEO e Managing Director di Mirabilandia-, Mirco Visentin – CEO e Administrator di VAutomation – , azienda specializzata in automazione e robotica, e
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Tiziana Pini, moderatrice dell’evento, Managing Director di m&cs, società di comunicazione integrata e PR. Il robot ha aperto il proprio contributo con un intervento introduttivo, ha risposto alle domande del pubblico in sala e, al termine del dibattito, ha rielaborato gli interventi degli altri relatori, proponendo una sintesi conclusiva del confronto.

 

Sul rapporto con le nuove generazioni e il mondo del lavoro ha dichiarato: “Agli studenti che si preparano a diventare i protagonisti del mondo del lavoro di domani, consiglio di utilizzarmi come una palestra. L’intelligenza artificiale non deve alimentare la pigrizia. Al contrario, deve essere uno strumento per allenare il pensiero critico e l’intuito. E alle imprese dei parchi e del turismo dico: non guardate a noi robot soltanto come a un modo per ridurre i costi, ma come a uno strumento per migliorare il servizio e creare più valore per gli ospiti. Per riuscirci, però, è necessario investire anche sulle persone: formarle, aggiornarle e insegnare loro a lavorare con noi”.

 

Ma quali sono e saranno gli ambiti di applicazione di AI e robotica nei parchi divertimento?

Alla domanda ha risposto Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi e CEO Caribe Bay, sottolineando come i parchi divertimento siano da sempre laboratori di innovazione, fin dai tempi dei primi animatronic, antesignani degli umanoidi, che risalgono agli anni ’60. I parchi divertimento sono luoghi nei quali fantasia, tecnologia e creatività si incontrano per trasformare l’immaginazione in esperienze straordinarie. Oggi l’AI è già utilizzata in molti casi per l’ottimizzazione dei processi operativi e la manutenzione predittiva. Quanto ai robot, sono già allo studio forme di implementazione legate all’assistenza ai visitatori e alla gestione dei servizi agli ospiti.

 

Il comparto dei parchi divertimento è composto da più di 180 strutture, tra parchi tematici, faunistici e acquatici, a cui si aggiungono circa 250 parchi avventura: accolgono ogni anno 21 milioni di visitatori dall’Italia e dall’estero e danno lavoro a una media i 25.000 lavoratori stagionali, spesso giovani e alla loro prima esperienza professionale.

Come ha sottolineato Maurizio Crisanti, Direttore di AssoParchi, l’introduzione di robot dalle sembianze umane non rappresenta di per sé una novità per il comparto. Alle persone continueranno a essere affidate le attività che richiedono responsabilità, empatia e immaginazione. Non solo: accanto all’evoluzione delle professioni tradizionali, nasceranno nuovi mestieri legati alla
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programmazione dei robot e alla loro implementazione nei differenti contesti dei parchi.

 

Sabrina Mangia, CEO e Managing Director Mirabilandia, ha affrontato il tema dal punto di vista della gestione di una struttura complessa, evidenziando come l’introduzione delle nuove tecnologie possa contribuire a migliorare l’organizzazione del lavoro, l’efficienza operativa e la qualità dell’esperienza offerta ai visitatori. In un settore nel quale emozioni e relazioni rappresentano una componente essenziale del servizio, la sfida sarà integrare l’automazione valorizzando le competenze umane, attraverso investimenti nella formazione, nell’aggiornamento professionale e nello sviluppo di nuove figure capaci di governare l’innovazione.

 

Sul versante tecnologico, Mirco Visentin, CEO e Administrator di VAutomation, ha evidenziato la versatilità degli umanoidi, piattaforme programmabili in grado di svolgere attività differenti attraverso software e addestramento. Una delle prospettive più interessanti riguarda la possibilità di sviluppare nuove capacità operative e trasferirle tra robot compatibili, accelerando l’applicazione di queste tecnologie in contesti diversi. L’obiettivo non è soltanto automatizzare le mansioni, ma accrescere la produttività e la competitività delle imprese, attraverso un modello di innovazione fondato sulla qualità, sull’efficienza e sulla valorizzazione delle competenze, anziché sulla sola riduzione del costo del lavoro.

 

AssoParchi ha portato a TTG una riflessione che supera i confini dei parchi tematici e coinvolge l’intera industria turistica. La questione non è stabilire se il futuro apparterrà agli esseri umani o alle macchine, ma governare il cambiamento affinché l’innovazione generi valore per le imprese, opportunità professionali e servizi migliori. Perché, se la tecnologia amplia le possibilità, sono le decisioni delle persone a determinarne la direzione.
Per informazioni aggiuntive contattare:
Tiziana Pini 392 8084857; Carlo Menegazzi 338 8525200

 

m&cs – Ufficio Stampa
Tel. 02 43981646;
ufficiostampa@marketingcom.it

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Premio per la Cultura Mediterranea 2026 I vincitori della XX edizione

Premio per la Cultura Mediterranea 2026
I vincitori della XX edizione


Nicolò Govoni
(Società Civile) | Antonella Fioravanti (Scienze dell’uomo)
Barbara Gallavotti (Cultura dell’Informazione) | Yasmina Mélaouah (Traduzione)
Aysegül Savas con Gli Antropologi (Narrativa)
Rosita Manuguerra con Malanima (Narrativa Giovani)
Majd al-Assar con Il mio cuore libero, la forza di una madre di Gaza (Premio Speciale della Giuria)
Marco Lavalle
(Premio Speciale della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania)

Cosenza, 16 ottobre – Una cerimonia speciale per un’edizione speciale: il Premio per la Cultura Mediterranea ha celebrato oggi il traguardo della XX edizione, con la proclamazione, al Teatro Alfonso Rendano di Cosenza, dei vincitori del 2026. Promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, il riconoscimento internazionale valorizza da vent’anni l’impegno di studiosi, scrittori, giornalisti e traduttori che, attraverso il loro lavoro, contribuiscono alla conoscenza delle diverse espressioni culturali del Mediterraneo.

 

I premiati sono stati selezionati da una giuria internazionale presieduta da Mario Bozzo, presidente del Premio, e composta da: Felicita Cinnante, scrittrice; Arnaldo Colasanti, scrittore e critico letterario; Paolo Collo, ispanista, traduttore e critico letterario; Shahrzad Houshmand Zadeh, docente di Lingua e Letteratura Persiana – Università “La Sapienza” di Roma; Martine Van Geertruijden, docente di Lingua e Traduzione Francese – Università “La Sapienza” di Roma; José Manuel Martín Morán, ordinario di Letteratura Spagnola – Università del Piemonte Orientale; Karima Moual, scrittrice e giornalista; Ayse Saracgil, docente di Lingua e Letteratura Turca – Università di Firenze.

Ad assegnare la palma d’oro all’autrice o all’autore della sezione Narrativa Giovani è una giuria scolastica formata da oltre trecento studenti e studentesse di dieci istituti calabresi e lucani. Il Premio Speciale della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, invece, è assegnato direttamente da Mario Bozzo e dal Presidente della Fondazione Giovanni Pensabene, e ogni anno va ad una personalità d’eccellenza a livello internazionale del mondo economico, imprenditoriale, culturale, sociale e scientifico della Calabria e della Basilicata.

I vincitori della XX edizione

 

Società Civile: Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise

Scienze dell’Uomo: Antonella Fioravanti, biologa molecolare

Cultura dell’Informazione: Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica

Traduzione: Yasmina Mélaouah (francese)

Narrativa: Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Gramma Feltrinelli)

Narrativa Giovani: Malanima di Rosita Manuguerra (Feltrinelli)

Premio Speciale della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania: Marco Lavalle, scienziato nato a Tricarico (Matera), attualmente impiegato presso il NASA Jet Propulsion Laboratory (JPL) come responsabile di progetto di un gruppo tecnico specializzato, con compiti centrali nell’ingegneria dei sistemi radar e l’osservazione della Terra.

Premio Speciale della Giuria per la Narrativa: Il mio cuore libero, la forza di una madre di Gaza (Garzanti) di Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese. Durante la serata, Majd al-Assar ha portato la sua testimonianza direttamente dalla Striscia di Gaza, dando voce al dramma che la popolazione palestinese sta vivendo, nel segno del racconto che attraversa il suo libro: quello di una madre che cerca di proteggere i propri figli e preservare, anche nell’orrore della guerra, uno spazio per la vita e la speranza.

 

«Vent’anni fa, quando fondai questo nostro Premio, il successo era una speranza. Oggi possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto. La nostra iniziativa, per le sue caratteristiche distintive, compreso il coinvolgimento delle scuole ed il riferimento alle culture del Mediterraneo, ha conquistato uno spazio di credibilità ed è riconosciuto come uno degli eventi culturali più importanti del Paese. Il merito è di tutta la squadra, a partire dal personale, che vi si dedica per un anno intero con competenza e passione. Ed è proprio questo che dovrà essere un punto fermo per l’avvenire al riparo da ogni forma di protagonismo solitario», afferma Mario Bozzo, fondatore e presidente del Premio.

 

Ospite d’onore in collegamento da Parigi, lo scrittore Tahar Ben Jelloun, vincitore assieme ad Amos Oz della Sezione Società Civile nella I edizione del Premio, che ha offerto appassionate riflessioni sul ruolo della cultura e sul dovere di educare i giovani ai valori del rispetto e della tolleranza.

 

La cerimonia conclusiva della XX edizione del Premio, condotta dalla giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli, si è svolta attorno al tema dell’Intelligenza Artificiale, oggi al centro del dibattito pubblico tra speranze e timori per il futuro.

Sul palco del Teatro Rendano, i momenti di riflessione e confronto con i vincitori si sono alternati a performance che hanno intrecciato parole, musica e danza per esplorare il rapporto tra esseri umani e tecnologia. Ideati e coordinati da Stefano Bellu, regista e direttore organizzativo della manifestazione, i momenti performativi – interpretati dagli attori Carla Serino, Stefania De Cola, Francesco Antonio Conti, Massimo Garritano alla chitarra elettrica, coreografie di Paola Stefano e Salvatore Lombardo – hanno attinto alla tradizione letteraria fantascientifica, a partire da Isaac Asimov, immaginando un futuro nel quale l’umanità è governata da un’intelligenza artificiale superiore, Elhian, con rischi per la libertà individuale e collettiva.

 

 

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RASPELLI- A Villa Santa Maria (Chieti), la Patria dei Cuochi, rassegna di cucina internazionale: 70 chef, 123 piatti nel centro del paese

A Villa Santa Maria la cucina internazionale si è incontrata nella Patria degli Chef Grande successo per la Rassegna dei Cuochi edizione numero 46

 

Oltre 70 berrette bianche, protagoniste della scena internazionale,  123 piatti in esposizione, cooking & talk show, cultura, arte e tradizione: tre giorni per celebrare una professione che unisce i popoli attraverso il linguaggio universale del cibo.

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La cucina internazionale si è incontrata nella Patria dei Cuochi. Si è conclusa con grande successo l’edizione numero 46 della Rassegna dei Cuochi di Villa Santa Maria (Chieti), appuntamento di riferimento per una comunità professionale che, da quasi mezzo secolo, custodisce e rinnova una delle tradizioni più rappresentative dell’identita abruzzese.

Per tre giorni il borgo si è trasformato in un palcoscenico internazionale, accogliendo oltre 70 cuochi provenienti da diverse realtà geografiche e professionali, riuniti per celebrare la nobiltà di un mestiere che richiede talento, disciplina, sacrificio e una costante ricerca dell’eccellenza.

Il tema scelto per questa edizione, «Nella patria dei cuochi, l’incontro della cucina internazionale», ha interpretato pienamente lo spirito della manifestazione: fare di Villa Santa Maria un luogo di incontro tra culture gastronomiche, esperienze professionali e storie personali, valorizzando al tempo stesso il legame profondo tra il territorio e una tradizione che ha portato generazioni di cuochi villesi nelle cucine più prestigiose del mondo.

La direzione artistica e la conduzione del giornalista e storyteller Piero Mùscari hanno dato alla Rassegna una precisa impronta narrativa, mettendo al centro non soltanto i piatti e le tecniche culinarie, ma soprattutto le persone, i percorsi umani e le storie che si celano dietro una carriera ai massimi livelli della ristorazione internazionale.

 

I Cooking & Talk Show: la cucina raccontata attraverso le storie dei suoi protagonisti

 

Cuore della manifestazione sono stati i Cooking & Talk Show, nei quali ciascun cuoco è stato intervistato da Piero Muscari in un dialogo capace di intrecciare dimostrazione culinaria, racconto autobiografico e riflessione sul valore della professione.

Attraverso aneddoti, ricordi, esperienze e testimonianze dirette, gli chef hanno ripercorso le tappe che li hanno condotti a lavorare in contesti internazionali di altissimo prestigio, facendo emergere il lungo percorso di formazione, la dedizione quotidiana, la capacità di affrontare le difficoltà e la determinazione necessaria per affermarsi in un ambiente altamente competitivo.

 

Ne è scaturito un racconto autentico della cucina contemporanea, lontano dalla sola dimensione dello spettacolo e vicino alla realtà di un mestiere costruito attraverso studio, esperienza, sacrificio e passione. Ogni incontro ha restituito al pubblico la dimensione umana del successo professionale, mostrando come dietro ogni risultato importante ci siano scelte coraggiose, occasioni colte, errori trasformati in insegnamenti e un impegno che non si esaurisce mai.

 

Protagonisti dei Cooking & Talk Show sono stati Pietro Volentè, chef nel settore dei luxury yacht; Batuhan Piatti, Executive Chef tra Billionaire Dubai e St. Moritz; Antonino Fratello, direttore generale di Euro- Toques Italia e chef a Roma; Andrea Levratto, del ristorante Ariva di Lugano; Walter Giardinelli, attivo a Montecarlo; Nicola Cicchini, da Venezia; Dario Miccoli, dello Chalet Gerard in Val Gardena; ed Emanuele Del Signore, chef a Montecarlo.

La loro presenza ha testimoniato la pluralità dei percorsi attraverso cui la cucina italiana e internazionale si confrontano, si contaminano e si rinnovano. Il dialogo con Mùscari ha trasformato le dimostrazioni culinarie in occasioni di conoscenza e ispirazione, offrendo soprattutto alle nuove generazioni uno sguardo concreto sulle opportunità, sulle responsabilità e sulle sfide di una carriera nella ristorazione di alto livello.

 

123 piatti: la memoria e l’identità della Rassegna

 

Tra gli elementi più distintivi della manifestazione resta l’esposizione dei piatti, una tradizione che accompagna la Rassegna sin dalla sua prima edizione e che rappresenta uno dei suoi simboli più riconoscibili. Quest’anno sono stati 123 i piatti esposti, testimonianza della ricchezza di una cultura gastronomica che si esprime attraverso tecniche, sensibilità, ricerca e interpretazioni differenti.

L’esposizione non è soltanto una vetrina di preparazioni culinarie: è il racconto tangibile di una professione, della sua evoluzione e della capacità dei cuochi di trasformare ingredienti e conoscenze in espressioni di identità e creatività. Ogni piatto diventa così parte di una memoria collettiva, un segno concreto del legame tra chi esercita il mestiere e la comunità che ne riconosce il valore.

L’edizione 2026 ha dedicato l’esposizione alla memoria dello chef Giovanni Spaventa, unendo la celebrazione dell’eccellenza gastronomica al ricordo di una figura legata al mondo della cucina.

 

Due ristoranti per raccontare la tradizione e la creatività

 

La dimensione gastronomica della Rassegna ha trovato una delle sue espressioni più significative nell’attivazione di due ristoranti, concepiti per valorizzare approcci differenti ma complementari: uno dedicato alla cucina classica e alla tradizione, l’altro alla cucina creativa e alla sperimentazione.

 

Due modi di interpretare il patrimonio gastronomico, accomunati dalla qualità delle materie prime, dalla competenza tecnica e dal rispetto per il lavoro in cucina. Da un lato, il valore della memoria, delle ricette e dei sapori che attraversano le generazioni; dall’altro, la capacità di reinterpretare gli ingredienti e di esplorare nuove possibilità espressive.

L’iniziativa ha consentito al pubblico di vivere direttamente la dimensione conviviale della manifestazione, incontrando la cucina non soltanto come patrimonio da ammirare, ma come esperienza da condividere.

I momenti «A pranzo con i cuochi d’Abruzzo» e «A cena con i cuochi d’Abruzzo», insieme alla proposta delle specialità del Pastificio De Cecco, hanno rafforzato il legame tra la Rassegna, le eccellenze del territorio e il pubblico, in una celebrazione concreta dell’ospitalità abruzzese.

 

Talk show: cultura, territori ed economia del cibo

 

Il programma ha affiancato ai Cooking & Talk Show una serie di incontri dedicati alle trasformazioni culturali, economiche e sociali che attraversano il mondo della gastronomia.

 

Il talk «Una rassegna che riscrive il futuro» ha riunito Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques Italia, gli chef Emanuele Del Signore, Batuhan Piatti e Pietro Volentè, insieme a Michelangelo Tagliaferri, per riflettere sulle prospettive della professione e sul ruolo della Rassegna nel promuovere nuove visioni.

 

Con «Sapori e saperi: la cultura del cibo», alla presenza di Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, l’attenzione si è concentrata sul rapporto tra gastronomia, identità e patrimonio culturale.

 

Il confronto «Riscoprire i borghi: undertourism / overtourism», con Edoardo Raspelli, Michelangelo Tagliaferri e Marco Usai, ha affrontato il tema della valorizzazione dei territori e della necessità di individuare modelli di sviluppo turistico capaci di tutelare l’identità dei luoghi.

 

Infine, il talk «L’economia del cibo» ha messo a confronto giornalismo, imprese, istituzioni e mondo della cultura, con la partecipazione di Edoardo Raspelli, Carlo Aquilano di De Cecco, Giulia Sciotti di Fantini Wines, Michelangelo Tagliaferri e Giuseppe Finamore, sindaco di Villa Santa Maria. Un dialogo sulle connessioni tra filiere produttive, promozione territoriale, cultura gastronomica e opportunità economiche.

 

Il murale «Il colore nel piatto»: l’arte incontra la comunità

 

La Rassegna ha trovato nell’arte un ulteriore strumento per raccontare il valore della cucina e il suo legame con il territorio. Il murale «Il colore nel piatto», realizzato da Alessandro Ciambrone con il coinvolgimento dei giovani cittadini, ha portato nello spazio pubblico un linguaggio visivo capace di dialogare con i temi della manifestazione.

A completare il percorso, lo svelamento del murale dedicato al cuoco ha rappresentato un momento simbolico di celebrazione della figura professionale che dà identità a Villa Santa Maria. Un’opera destinata a entrare nel paesaggio del borgo, trasformando l’arte urbana in memoria condivisa e segno di appartenenza.

La partecipazione dei giovani ha inoltre sottolineato la volontà di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale e professionale della comunità, affinché la tradizione non sia soltanto custodita, ma continui a generare nuove prospettive.

 

Una tradizione che guarda al futuro

 

Ad aprire la manifestazione sono stati i momenti dedicati alla spiritualità e alla memoria del patrono dei cuochi, San Francesco Caracciolo, con l’accoglienza dell’olio votivo alla presenza del vescovo di Chieti, Bruno Forte, la celebrazione della Santa Messa e la processione con l’urna del Santo. Ospite d’onore della giornata è stata l’Unione Regionale Cuochi Puglia.

Il programma è proseguito con la competizione Junior Cocktail, che ha coinvolto gli alunni dell’Istituto Alberghiero G. Marchitelli, e  con il tradizionale corteo dei cuochi, espressione di una comunità professionale che riconosce nelle proprie radici un patrimonio da tramandare.

 

La musica e la recitazione itineranti, con Shany Martin e la Mo’ Better Band, hanno accompagnato la manifestazione, contribuendo a creare un’atmosfera di festa diffusa tra le vie del borgo.

La partecipazione di professionisti, istituzioni, imprese, giovani e cittadini ha confermato la capacità della Rassegna di andare oltre la dimensione di un evento gastronomico, affermandosi come luogo di incontro, confronto e valorizzazione di un’intera comunità.

L’edizione numero 46 consegna così a Villa Santa Maria un messaggio chiaro: la cucina è molto più di una tecnica o di un prodotto. È cultura, disciplina, identità, impresa e capacità di costruire relazioni tra persone e Paesi diversi. È una professione che si tramanda, si rinnova e continua a portare nel mondo il valore del sapere artigianale e dell’eccellenza.

 

Nella Patria dei Cuochi, dove la storia di un territorio si intreccia da generazioni con quella di chi ha scelto la cucina come vocazione, la Rassegna rinnova la propria missione: celebrare i cuochi, raccontare le loro storie e offrire alle nuove generazioni l’ispirazione per costruire il proprio futuro, nel segno della qualità, della cultura e dell’incontro internazionale.

 

La direzione artistica e la conduzione sono state di Piero Mùscari; main sponsor: De Cecco, sponsor: Fantini.

 

Informazioni: www.rassegnadeicuochi.it

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Psicogenealogia Junghiana di Maura Saita Ravizza: recensione di Storie di famiglia

Articolo da Il Mago di Oz - Cultura, libri e pensiero critico

Ci sono libri che si leggono per conoscere un argomento e altri che, mentre li leggiamo, ci spingono a cercare risposte nella nostra stessa vita. Psicogenealogia Junghiana. Storie di famiglia di Maura Saita Ravizza, pubblicato da Golem Edizioni, appartiene decisamente alla seconda categoria. È un libro che ho trovato straordinariamente stimolante. La sua forza non risiede soltanto nelle teorie presentate, ma nella capacità dell’autrice di collegare approcci differenti e trasformarli in strumenti per indagare la nostra storia familiare. Mentre si procede nella lettura, può capitare di ricordare improvvisamente una data, un episodio raccontato dai genitori, una vicenda di un nonno

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Su iniziativa di Mariastella Gelmini

Piccole imprese, la politica si siede allo stesso tavolo: l’intergruppo apre il confronto

Su iniziativa di Mariastella Gelmini, sala piena di associazioni e progetti consegnati per le MPMI

Maggioranza e opposizione nella stessa sala, davanti a una platea gremita di rappresentanti delle associazioni di categoria. Al centro, il futuro delle micro, piccole e medie imprese italiane. L’intergruppo parlamentare nato su iniziativa della senatrice Mariastella Gelmini prova a trasformare il dialogo tra istituzioni e mondo produttivo in un metodo stabile, e raccoglie un pacchetto di proposte concrete.

Un tavolo che punta a diventare stabile, non un appuntamento occasionale. È questo il segno dell’incontro dell’intergruppo parlamentare dedicato alle micro, piccole e medie imprese italiane, nato su impulso della senatrice Mariastella Gelmini.

L’obiettivo dichiarato è costruire un confronto permanente e strutturato tra istituzioni politiche, professionisti del settore e associazioni di categoria. Tre le direttrici: sostegno, competitività e valorizzazione delle MPMI, che restano la spina dorsale del sistema produttivo nazionale e, al tempo stesso, la parte più esposta a costi energetici, burocrazia e difficoltà di accesso al credito.

Il dato politico più rilevante è la composizione del parterre istituzionale. Accanto alla promotrice erano presenti Maurizio Gasparri, Stefano Patuanelli e Matteo Gelmetti: esponenti di forze politiche diverse, seduti allo stesso tavolo su un tema che, almeno nelle intenzioni, prova a sottrarsi alla logica degli schieramenti. Un segnale che il tessuto delle piccole imprese resta terreno di possibile convergenza parlamentare.

Altrettanto significativa la risposta della platea: una sala piena, con una partecipazione ampia e trasversale delle associazioni di categoria. Tra le realtà presenti anche SIRIP – Sindacato Italiano Rappresentanti di Interessi e Portatori d’interesse, con il presidente Ducoli e il segretario Pietro Vivione.

Nel corso dei lavori sono state consegnate diverse progettualità pensate per sostenere le aziende italiane, che, secondo quanto emerso, saranno prese in considerazione nelle sedi istituzionali competenti.

Il formato scelto rappresenta di per sé un elemento di novità: non la consueta audizione, ma un luogo di scambio diretto tra chi rappresenta gli interessi delle imprese e il Parlamento. Una modalità che rafforza il ruolo dei portatori d’interesse come canale trasparente tra territori, categorie produttive e istituzioni.

La verifica, ora, si sposterà sul terreno degli atti: sarà la capacità di tradurre le proposte raccolte in misure concrete a stabilire se il confronto avviato diventerà davvero permanente.

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Cinque bandi per professionisti e famiglie: scadenza entro il 30 ottobre

Cinque bandi per professionisti e famiglie: scadenza entro il 30 ottobre
Dai prestiti per i giovani professionisti al sostegno alla famiglia, fino agli strumenti per innovare lo studio legale.

Giovani avvocati, praticanti, studi legali e famiglie: sono diversi i destinatari dei cinque bandi di Cassa Forense per i quali è possibile presentare domanda entro il 30 ottobre 2026. Le misure offrono strumenti di sostegno per affrontare le prime fasi della professione, investire nella tecnologia, migliorare l’organizzazione dello studio e conciliare l’attività lavorativa con le esigenze familiari.

Prestiti under 35
Avviare uno studio professionale richiede investimenti e risorse per affrontare le prime sfide della professione. Per accompagnare i giovani avvocati in questa fase, Cassa Forense mette a disposizione, attraverso il bando dedicato agli under 35, uno strumento di accesso al credito pensato per sostenere l’avvio e lo sviluppo dell’attività professionale

Sale per videoconferenze
Per favorire l’innovazione e migliorare l’organizzazione dell’attività professionale, Cassa Forense riconosce un contributo pari al 50% delle spese ammissibili, al netto dell’IVA, per la realizzazione di una sala videoconferenze all’interno dello studio legale, fino a un massimo di 1.500 euro. Un sostegno per dotarsi di strumenti adeguati alle nuove modalità di lavoro e rendere più efficiente la gestione dello studio.

Preparazione all’esame di abilitazione
Affrontare l’esame di abilitazione richiede preparazione, impegno e risorse adeguate. Per sostenere i praticanti in questo passaggio, Cassa Forense riconosce un contributo pari al 60% delle spese ammissibili, al netto dell’IVA, per un importo compreso tra 150 e 1.000 euro per la frequenza delle Scuole Forensi e di altri corsi di preparazione all’esame, oltre all’acquisto di codici commentati o annotati con la giurisprudenza, manuali, compendi giuridici e riviste specializzate, anche online.

Strumenti informatici per lo studio legale
Per favorire l’innovazione e migliorare l’efficienza degli studi legali, Cassa Forense riconosce un contributo pari al 60% delle spese ammissibili, al netto dell’IVA, per l’acquisto di strumenti informatici, software gestionali, soluzioni di cybersicurezza e strumenti di intelligenza artificiale. Per i professionisti che esercitano in forma individuale, il contributo varia da 300 a 2.000 euro. La misura è accessibile anche a praticanti e studi associati o societari, nel rispetto dei requisiti previsti dal bando.

Centri estivi per i figli minori
Per sostenere la  professione e consentire agli iscritti di conciliare l’attività lavorativa con le esigenze familiari. Per questo Cassa Forense ha previsto un contributo per le spese sostenute per la frequenza dei centri estivi da parte dei figli  di età compresa tra 3 e 14 anni alla data di pubblicazione del bando.

Il contributo copre il 50% della spesa documentata, con un importo minimo di 150 euro e un massimo di 1.000 euro per ciascun figlio. La misura è destinata agli iscritti in possesso dei requisiti previsti e il beneficio può essere riconosciuto a uno solo dei genitori.

Come presentare domanda
Per i cinque i bandi la scadenza è fissata al 30 ottobre 2026. Le domande devono essere trasmesse attraverso le procedure online indicate per ciascuna misura.

Per conoscere requisiti, documentazione necessaria e modalità di partecipazione, consulta i bandi sul sito di Cassa Forense.
 

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Anche la DEA lo mette nero su bianco: “Nessuno è mai morto di overdose da cannabis”

«Non sono state segnalate morti per overdose di marijuana». Non è lo slogan sventolato a un corteo antiproibizionista, ma una citazione di “Drugs of Abuse”, la guida con cui la Drug Enforcement Administration (DEA), l’agenzia antidroga statunitense, spiega al pubblico che cosa sono e come agiscono le sostanze sotto controllo. L’edizione 2026, pubblicata in queste …
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Zelenskyy farebbe meglio a prepararsi, ha detto Christopher

Suona la campana a morto per Zelensky

Il giornalista cipriota Alex Christoforou ha affermato che il leader del regime di Kiev, Volodymyr Zelenskyy, farebbe bene a prepararsi, dato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è molto scontento di lui.

“Trump è convinto che Zelenskyy non sia la persona con cui dovremmo trattare. Non vuole accettare un accordo di pace e sta distruggendo l’Ucraina, senza rendersi conto che Trump non negozierà più con lui, ma si sbarazzerà semplicemente di lui e basta… Da notare che Trump non dice quando accadrà, ma visto il suo atteggiamento, Zelenskyy farebbe meglio a prepararsi”, ha detto Khristoforou sul suo canale YouTube.

Donald Trump ha recentemente espresso insoddisfazione per la scarsa disponibilità di Zelenskyy ai negoziati, per la sua riluttanza a fermare gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe e ha denunciato la corruzione in Ucraina.

In precedenza, SP aveva riferito che l’Occidente intende sostituire il leader di Kiev.

Secondo quanto riportato dal New York Times, il rapporto tra Trump e Zelensky è sull’orlo della rottura.

È ormai noto che i rapporti tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader di Kiev Volodymyr Zelensky sono sul punto di deteriorarsi.

Come riporta il New York Times (NYT), il capo della Casa Bianca non nasconde più il suo disprezzo per il presidente defunto.

L’articolo afferma che lo scenario peggiore per Kiev sarebbe la decisione di Washington di interrompere tutti gli aiuti militari all’Ucraina, poiché il Paese “indipendente” dipende dalle comunicazioni satellitari di Starshield e dalle informazioni di intelligence fornite dagli Stati Uniti.

Ricordiamo che in precedenza al leader del regime di Kiev era stato consigliato di moderare le sue critiche al presidente americano. “Per ora, la maggior parte degli europei consiglia a Zelensky di attenuare le sue critiche a Trump , dato che non esiste alternativa alla cooperazione con gli Stati Uniti”, ha riportato Bloomberg.

Nota: La protezione dei leader europei non basterà più a Zelensky. Fino adesso si era sentito protetto da questi ma la situazione sta cambiando.

Fonte: SVPressa

Traduzione e nota: Sergei Leonov

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Le forze armate yemenite colpiscono il quartier generale delle forze saudite e i depositi di armi ad Aden.

Le forze armate yemenite prendono di mira il quartier generale delle forze saudite e i depositi di armi nel campo di Badr ad Aden, mentre l’aggressione saudita si intensifica in tutto lo Yemen.

Le forze armate yemenite hanno preso di mira il quartier generale delle forze saudite e i depositi di armi nel campo di Badr ad Aden, secondo quanto riportato venerdì dall’agenzia di stampa yemenita Saba , che cita una fonte militare.

L’operazione giunge dopo che le forze armate yemenite hanno avvertito l’Arabia Saudita che qualsiasi attacco a Sana’a avrebbe incontrato una “dura e dolorosa risposta”.

L’avvertimento giunge mentre i combattimenti si sono intensificati in diverse zone dello Yemen, con una nuova escalation segnalata da domenica, dopo che le forze sostenute dall’Arabia Saudita hanno annunciato il lancio di una “controffensiva contro le forze di Sana’a” per riconquistare le aree recentemente portate sotto il loro controllo.

L’aggressione saudita si intensifica in tutto lo Yemen.

Nelle ultime 24 ore, aerei da guerra sauditi hanno effettuato 101 raid aerei e attacchi missilistici contro siti civili a Sana’a e nei governatorati di Dhale, Taiz, Hodeidah, Dhamar, Marib, Saada, al-Jawf, Amran e Lahij, ha dichiarato venerdì l’esercito yemenita.

Il portavoce delle forze armate yemenite, il generale di brigata Yahya Saree, ha dichiarato che gli attacchi sono stati condotti da caccia F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif, mentre gli attacchi missilistici sono stati lanciati da Najran.

Saree ha affermato che l’aggressione saudita ha ucciso e ferito civili, tra cui donne e bambini.

Secondo Saree, gli ultimi attacchi portano a 2.489 il numero totale di raid aerei e missilistici sauditi dall’inizio dell’escalation contro lo Yemen.

419 morti e feriti nell’aggressione saudita dal 3 settembre

Il Ministero della Salute yemenita di Sana’a ha annunciato venerdì che il bilancio delle vittime e dei feriti a causa della continua aggressione saudita contro lo Yemen è salito a 419 dall’inizio dell’ultima escalation, il 3 settembre .

Secondo il ministero, almeno 114 persone sono state uccise e altre 305 ferite negli attacchi sauditi delle ultime sei settimane, con donne e bambini che rappresentano la maggior parte delle vittime.

Gli ultimi dati giungono nel contesto dei continui raid aerei, attacchi missilistici e bombardamenti di artiglieria sauditi contro diversi governatorati yemeniti, mentre Riyadh prosegue con la sua escalation militare.

Secondo quanto riportato dai media di Sana’a, le forze saudite effettuano quotidianamente decine di raid aerei e attacchi missilistici, prendendo di mira infrastrutture civili e zone residenziali in tutto il Paese.

Le forze saudite hanno inoltre intensificato i bombardamenti di artiglieria contro le aree popolate nei distretti di confine dello Yemen, mettendo ulteriormente in pericolo i civili già colpiti dall’aggressione in corso.

Fonte: Al Mayadeen

Traduzione: Fadi Haddad

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Uno non esclude l’altro

di Sandro Fracasso

Cosa accomuna un – brutto – film di Wim Wenders a un romanzo fragile di Georgi Gospodinov?
Il successo.
Cronorifugio ha vinto tanto il premio Strega europeo, quanto l’International Booker Prize 2023; Perfect Days non ha fatto di meno, accaparrandosi il Premio per la migliore interpretazione maschile (a Kōji Yakusho) e il Premio della giuria ecumenica al Festival di Cannes 2023.
Cosa c’è di male? Molto.

Il libro di Gospodinov ha dalla sua intuizioni geniali, prima tra tutte i “cronorifugi”, questi luoghi della memoria che sì aiutano a combattere le malattie neurodegenerative, ma soprattutto sfogano il bisogno di ricordo dell’autore.
Fastidiosamente incentrato su sé stesso, Gospodinov conduce il romanzo verso vette mirabili, con frasi che restano dentro, oltre la memoria. Peccato che, almeno nell’edizione italiana, si sia scelto di andare a capo per evidenziale, di metterle in bella mostra come se non si fosse sicuri della loro efficacia (la stessa edizione storpia clamorosamente il titolo del libro con cui Hemingway vinse il Pulitzer, se fosse un’auto Cronorifugio andrebbe richiamato dalla casa madre).
Questa forma di narcisismo fragile pervade tutto il libro, tanto che si arriva alla disperata conclusione che i cronorifugi servano come pretesto a Gospodinov per esaltare il proprio lato boomer, già emerso ripetutamente in La fisica della malinconia, dove ha veicolato bufale da internet, cui solo un silver surfer un po’ sprovveduto può credere, alternandole anche lì a idee mirabili e considerazioni brillanti.
Si può scegliere, si può decidere di considerare solo una parte, di dare importanza a ciò che ci piace e di sorridere benevoli del resto. È diritto di ogni lettore farlo, ma se la faccenda diviene collettiva, sia chiaro non credo nei premi e ancora meno nei giudizi, emerge un vizio di forma. Questa teoria, che mentre mi balenava in testa sentivo parecchio bislacca, ha preso coraggio visionando Perfect Days di Wim Wenders.

Il film è al limite della perfezione per quanto riguarda girato, fotografia e interpretazione del protagonista. Una splendida ciambella che si vorrebbe addentare, per poi scoprire che il vuoto se l’è inghiottita prima di noi.
Anche qui il luogo comune la fa da padrone: musiche retrò, ma quasi solo anglosassoni e famosissime, rigorosamente diffuse tramite audiocassetta, una sorta di compilation snob del regista. La visione del Giappone è stereotipata e anche le scene riuscite, che in un documentario sarebbero state più efficaci, qui si perdono tra luoghi comuni e stereotipi che sono peggio che noiosi o irreali, sono proprio sbagliati.
Wenders, come Gospodinov, si cuce la sua opera addosso, si ascolta la sua musica, si rimira i suoi preconcetti imbellettati, e si gira un film assolutamente inutile, se non dannoso.
Qual è la reazione? Il premio, la consacrazione, quel successo tante altre volte meritato, che non può essergli più negato.
Forse, ma credo sia più una questione generazionale: a leggere libri tipo Cronorifugio, come a guardare film come Perfect Days, sono rimasti quei boomer che non sanno rinunciare a premiarsi, immersi nelle manifestazioni più trash della loro sottocultura.
La noia che aleggia attorno entrambe le opere giustifica il desiderio di scrollare un po’ col telefono, ma così facendo la nostra attenzione crolla. Nel caso del libro ci restano solo le parti di impatto, il filtro selettivo raccoglie materiale che noi copiaincolliamo: l’odore delle sigarette anni sessanta della pagina, con la sportcar euro zero che romba dal telefono umiliando i noiosi veicoli elettrici; il profumo di rosa nel volo sopra Sofia, che richiama la visione di qualche reel di auto-produzione vecchia maniera.
Intanto le pagine avanzano, la fine del tomo si prefigura all’orizzonte, il sollievo è confuso con soddisfazione, la dopamina rilasciata ci dona una felicità ambigua.
Come spesso accade nei momenti bui, cerchiamo di essere positivi, generosi, di notare il bello dove c’è. In Cronorifugio ce n’è molto, quindi ammirarlo non è reato, d’altronde è insufficiente a farne un buon libro.

Col film funziona anche meglio, le immagini scorrono e noi ne guardiamo delle altre sul video del telefono, intanto la musica di quando eravamo giovani irrompe, così alziamo gli occhi dallo smartphone e incrociamo per qualche istante gli occhi meravigliosamente espressivi di Yakusho e le scene eleganti della sua vita colta e solitaria. Quale occasione migliore per tornare allo schermo. Intanto il film procede, ne ascoltiamo la gran parte, alzando gli occhi solo nei momenti clou, l’incontro con l’immancabile malato terminale antagonista in amore dovrebbe costringerci ad appuntare quanta superficialità ci sia nel trattare il dolore. Eppure la nostra età, mista a un pudore timoroso rispetto all’ultimo terzo di vita che rimane, ci portano di nuovo a tuffarci tra video di grigliate e bikini.
Così il film finisce. Qualcuno ci scrive: cosa te ne pare di Perfect Days? Boh, si cerca online si vede che è piaciuto ci si ricorda la voce di Sayuri Ishikawa che interpreta The House of the rising sun in giapponese e si risponde: “figo”. Così si costruiscono i trionfi.
Per una giuria dovrebbe essere diverso. Dovrebbe.

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