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Opel Astra: le serie speciali

Sobria, solida, concreta. Un’auto senza fronzoli, per alcuni noiosa, per molti, invece, una fedele compagna di lavoro e vita familiare, con il giusto mix di affidabilità e robustezza. L’Opel Astra è stata per decenni una presenza costante sulle strade europee e una delle medie più vendute, grazie a una grande varietà di motori e carrozzerie realizzate per andare incontro a tutte le esigenze. Non sono mancate declinazioni sportive, inizialmente riservate alla tre porte e, man mano che la gamma si ampliava, anche alla coupé. Inevitabile, quindi, che nel corso della sua lunga carriera siano nate versioni speciali pensate per rinfrescare la gamma, spingere le vendite e offrire interessanti alternative di colore e allestimento spalmate sulle varianti di carrozzeria. Sono tantissime, decisamente troppe per elencarle tutte: abbiamo scelto quelle che, secondo noi, sono le più rappresentative.

Limited Edition

Prodotta tra il 1993 e il 1994 in 1.000 esemplari per vari mercati europei, adottando nomi diversi (per esempio, in Francia si chiamava “Sportive”), questa versione era disponibile sia in carrozzeria berlina tre e cinque porte sia station wagon. L’unica possibilità di motore era l’1.7 diesel, aspirato, da 71 CV, mentre la caratterizzazione estetica principale era una striscia rossa sui paraurti e sulle modanature laterali. Tre i colori metallizzati a scelta, blu, grigio e nero, ed erano presenti le barre sul tetto, i copricerchi dal design a turbina e sedili anteriori sportivi; per finire, servosterzo, vetri oscurati, alzacristalli elettrici anteriori e autoradio a cassette con sei altoparlanti.

Cool Line

Prodotta nel 1994 in un numero imprecisato di unità, la “Cool Line” si poteva ordinare in entrambe le varianti di carrozzeria, berlina e station wagon, ma con un solo motore, l’1.4 aspirato da 82 CV. In compenso, c’erano due colori esclusivi, entrambi metallizzati: Blu Nautilus e Grigio fumé. Sui parafanghi anteriori erano posizionati i loghi distintivi della versione, mentre all’interno non erano previste caratterizzazioni, anche se era incluso, di serie, il climatizzatore, ai tempi un optional molto costoso. 

California

Sempre nel 1994, viene lanciata la “California”, anch’essa disponibile per berlina e station wagon. Unico il motore disponibile, quello meno potente, ovvero l’1.4 iniezione single point aspirato da 60 CV, mentre la dotazione di serie prevedeva tettuccio apribile, autoradio a cassette con sei altoparlanti, specchietti in tinta con la carrozzeria e - distintivi della versione - strisce adesive di argento lungo le fiancate, culminanti con il logo. All’interno invece, spiccavano rivestimenti di sedili e pannelli delle portiere dedicati. Con un sovrapprezzo, l'Astra California era disponibile con il pacchetto estetico "Design", che includeva cerchi di lega Pentaline da 15”, inserti decorativi color antracite su paraurti e modanature laterali e indicatori di direzione anteriori con lenti bianche.

Fifteen

Riservata al mercato svizzero e prodotta nel 1997, questa versione speciale era disponibile, come di consueto, in tutte le varianti di carrozzeria eccetto la cabriolet. Esternamente non si distingueva dalla gamma standard - eccetto per l’assenza del colore Giallo Curry tra le tinte della carrozzeria e per il logo inserito all’interno delle modanature laterali - mentre è all’interno che sfoggiava rivestimenti di velluto specifici, color Grigio Tramonto o Antracite Scintillante. Un’altra particolarità era il fatto che questa versione veniva offerta principalmente con il motore 1.4 benzina, sebbene con un sovrapprezzo si potesse optare anche per tutte le altre motorizzazioni, ovvero 1.6 e 1.8 16 valvole oppure 1.7 turbodiesel da 82 CV.

Diamond - Perfection

Sempre riservate alla Svizzera e sempre del 1997 sono queste due edizioni limitate riservate alla versione cabriolet. Quattro erano i colori disponibili: Blu Ceramica Metallizzato, Verde Rio Metallizzato, Verde Fiji Metallizzato e Lavanda Metallizzato (questi ultimi riservati alla "Diamond"), mentre per tutte erano presenti paraurti e calotte degli specchietti in tinta con la carrozzeria, cerchi di lega da 15” a sei razze e specchietti retrovisori a regolazione elettrica. La capote elettrica era di vinile sulla “Perfection” e di tessuto sulla “Diamond” e anche gli interni erano differenziati: di tessuto verde o blu Atlantis sulla "Perfection" o di pelle antracite sulla "Diamond". Quest’ultima aveva anche sedili anteriori riscaldati, climatizzatore e volante rivestito di pelle. Per quanto riguarda le motorizzazioni, si poteva scegliere tra l’1.4 e l’1.6 a benzina.

Champion II

Opel era sponsor ufficiale dei Campionati Europei di calcio del 1996 e realizzò varie serie speciali. Una di esse era la “Champion II”, disponibile in quattro motorizzazioni, l’1.6 litri da 75 CV o 100 CV, l’1.8 da 115 CV e il turbodiesel di 1.7 litri e 82 CV, mentre per la carrozzeria si poteva scegliere tra Bianco Casablanca, Rosso Magma, Verde Rio, Blu Caraibi, Grafite, Argento Titanio, Blu Magnetico o Nero Nova. Ricca la dotazione di serie, dal tetto apribile al doppio airbag, oltre a cerchi di lega da 14” e autoradio Blaupunkt CAR 300, mentre gli interni erano di velluto verde. L’unico elemento distintivo era invece il logo, inserito come di consueto all’interno delle modanature laterali di plastica.

“100”

Lanciata nel 1999 per festeggiare il centenario dalla prima automobile del marchio tedesco, questa versione speciale della seconda generazione dell’Astra era disponibile anche con carrozzeria berlina tre volumi, praticamente sconosciuta in Italia, dove dominava la station wagon. Si caratterizzava esteticamente principalmente per il logo presente sia sulle modanature delle portiere anteriori sia sui battitacco, mentre i cerchi di lega a cinque razze da 15” non avevano un disegno specifico, ma erano gli “Edition”, normalmente a listino, così come i colori erano quelli standard della gamma. All’interno i rivestimenti dei sedili erano di tessuto nero e la dotazione prevedeva climatizzatore, chiusura centralizzata con telecomando e autoradio a cassette Blaupunkt Car 300. Tutta la gamma motori, 1.6, 1.6 16V, 1.8 16V 2.0 16V a benzina e 1.7 TD, 2.0 DI e 2.0 DTI a gasolio era rappresentata.

Edition Silver

Poco prima era stata lanciata anche un’altra versione speciale, esclusivamente in versione tre porte ed equipaggiata con il motore 1.8i 16v da 115 CV. Unico ed esclusivo anche il colore Starsilber metallizzato, esteso alle modanature laterali, alle calotte degli specchietti retrovisori e abbinato a cerchi di lega a cinque razze modello “Soft Star” da 16”. La dotazione prevedeva anche fendinebbia e un assetto sportivo ribassato di tre cm, ma il meglio era riservato all’abitacolo con rivestimenti di pelle e Alcantara bicolore bianco/nero su sedili e pannelli delle portiere e consolle centrale con una finitura effetto alluminio.

Edition 2000

Il nuovo millennio viene inaugurato con un’altra edizione speciale, caratterizzata soprattutto da un ricco equipaggiamento. Era venduta in diversi Paesi europei, con allestimenti variabili che avevano in comune il colore esterno grigio metallizzato, la presenza del logo sulle modanature laterali, uno stereo con lettore CD e cerchi di lega a cinque razze da 16”. La “Edition 2000” più ricca era quella destinata al mercato svizzero che sfoggiava sedili sportivi riscaldati e due possibilità di scelta per i rivestimenti interni. Potevano essere di pelle color sabbia, grigio o antracite, abbinati al lettore CD CDR 500 con comandi al volante, oppure con rivestimenti “Web” di tessuto color antracite, abbinati al lettore CD NCDR 1100 con sistema di navigazione, mentre comuni a entrambe erano i battitacco e gli inserti di legno sulla console centrale. Si poteva inoltre scegliere tra la carrozzeria a tre, quattro, cinque porte oppure station wagon, tutte motorizzate con l’1.8 16 valvole da 115 CV, mentre sugli altri mercati europei era venduta con l’1.4 benzina da 90 CV oppure l’1.7 DTI da 75 CV.

Linea Rossa

Riservata alla coupé e alla cabriolet, questa versione speciale del 2002 era disponibile in cinque colori: Rosso Magma, Nero Antracite, Argento Metallizzato, Rosso Chianti e Grigio Fulmine con cerchi di lega da 17" a cinque razze, come le Astra con il “Bertone Pack”, ma si differenziava per gli interni specifici. Molto scenografici, di pelle Nappa bicolore rosso/nero con cuciture rosse, comprendevano sedili, pannelli delle portiere, cuffie del cambio e del freno a mano e volante sportivo a tre razze. La consolle centrale era grigio argento, mentre il pomello del cambio di alluminio era specifico di questa versione, decorato con grafiche rosse, stesso colore delle lancette della strumentazione, su fondo bianco e con cornici in alluminio. A completare il pacchetto, battitacco specifici con logo "Linea Rossa", presente anche sui tappetini neri specifici con bordo rosso. Due i motori, benzina di 2.2 litri e 147 CV e turbodiesel, della stessa cilindrata, con 125 CV.

Edition Bild

In occasione dei 50 anni del quotidiano tedesco Bild, nel 2003, Opel realizza una versione speciale, disponibile nelle versioni tre porte, cinque porte e station wagon. Più che per caratterizzazioni estetiche, si distingueva per una dotazione molto ricca, dall'autoradio con navigatore NCDR 1100 con caricatore CD e monitor a colori al climatizzatore, ma anche per una console centrale color antracite metallizzato, cornici della strumentazione cromate e rivestimenti interni di tessuto anch’essi color antracite. Inoltre, cerchi di lega da 16” a cinque razze e griglia cromata. La scelta di motori era completa, 1.6, 1.8 e 2.2 benzina e 1.7, 2.0 e 2.2 DTI.

Silverstone

Nel 2004 è il turno della versione che prende il nome dal leggendario circuito di Formula 1. Dedicata alla coupé e spinta da motori 1.8, 2.2 (aspirati) e 2.0 Turbo con potenze fino a 200 CV, si distingueva per la verniciatura bicolore metallizzata e i cerchi multirazza da 17”, non specifici però del modello. All’interno spiccavano i sedili sportivi anteriori in una sontuosa combinazione di tessuto grigio acciaio con motivo “Silverstone” a rivestire i fianchetti, i poggiatesta e parte dei pannelli delle portiere. L’allestimento prevedeva anche volante sportivo di pelle nera con comandi radio integrati, pomello del cambio con finitura effetto alluminio e console centrale in Charcoal Metallic. Infine, climatizzatore automatico e impianto audio CDR 500 con navigatore.

Njoy

Prodotta tra il 2003 e il 2004 in esclusiva per il mercato svizzero, non presentava particolarità esterne, eccetto il logo posizionato nelle modanature laterali e la cornice della griglia cromata. La gamma colori era la stessa standard, così come i cerchi di lega da 16" a cinque razze, in aggiunta a gruppi ottici posteriori oscurati e maniglie delle portiere in tinta con la carrozzeria. Molto ampia la scelta dei rivestimenti interni di tessuto “Piazza”, realizzato con una particolare tecnica di tessitura, mentre per quanto riguarda la dotazione, erano presenti climatizzatore, radio con lettore CD, pomello del cambio con bordo cromato e consolle centrale color antracite metallizzato. Due i motori benzina disponibili, l’1.6 da 100 CV e l’1.8 da 123, affiancati dal 2.0 e 2.2 DTI, rispettivamente da 100 e 125 CV.

Opc Race Champ

Realizzata nel 2009 in esclusiva per il mercato tedesco, questa versione celebrava un programma di selezione piloti per partecipare alla 24 Ore del Nürburgring, organizzato da Opel in Germania, Austria e Svizzera, insieme al pilota ufficiale Manuel Reuter. Solo 1.000 gli esemplari prodotti, tutti caratterizzati dal colore bianco con tetto nero e decorati con il logo del modello - effetto carbonio - posizionato sul montante. Altri dettagli esclusivi erano le calotte degli specchietti e la griglia verniciate di nero, mentre dal punto di vista meccanico spiccava l’assetto sportivo e i cerchi di lega da 18” color antracite. All’interno trovavano posto sedili sportivi Recaro, inserti di fibra di carbonio sulla plancia e un’autoradio con lettore CD e Mp3 con un impianto audio composto da sette altoparlanti. Basata sull’allestimento Opc, il motore era il 2.0 turbo da 240 CV e l’unica opzione di carrozzeria era quella hatchback a tre porte.

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Il concetto di distrazione entra nel nuovo Codice della strada: ecco le nuove multe

Nel nuovo Codice della strada entra per la prima volta il concetto di distrazione. A quella che secondo l'Istat è la prima causa di incidenti stradali in Italia è dedicato un articolo ad hoc. All'interno del quale, gli esperti dei ministeri dei Trasporti e dell'Interno che hanno scritto il testo-base (su cui entro il 13 settembre dovranno esprimersi le associazioni di settore) hanno correttamente inserito anche la parte attualmente dedicata all'uso di apparecchi radiotelefonici, tablet, computer e cuffie sonore durante la guida. Anch'essa, peraltro, oggetto di modifica. La semplice distrazione costa 150 euro di multa e 5 punti Partiamo dalla distrazione nella sua accezione più generale. Che risulta così formulata: Durante la marcia i conducenti mantengono costantemente l'attenzione sulla strada, evitando ogni causa di distrazione. Insomma, vietato distogliere lo sguardo dalla strada (direttamente o attraverso gli specchietti retrovisori). Indipendentemente da ciò che accade nell'abitacolo o all'esterno del veicolo. Quando si guida, si guida e basta.La violazione di questa norma prevede una multa di 150 euro e la perdita di cinque punti dalla patente. Violazione non semplice da contestare, va detto, ma è importante il principio a cui il nuovo Codice richiama tutti i guidatori: la distrazione è una variabile che non può e non deve essere contemplata durante la marcia. Sull'uso di apparecchi elettronici previste quattro diverse situazioni Come accennato, nello stesso articolo sono correttamente ricomprese anche le norme che vietano l'uso di apparecchiature elettroniche durante la guida. Al contrario di quanto accade con il Codice attualmente in vigore, che prevede un'unica sanzione in tutte le situazioni (250 euro di multa, 5 punti e la sospensione della patente fino a 2 mesi, il nuovo testo-base prevede quattro diverse situazioni (una delle quali completamente nuova):Uso di apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di smartphone, computer portatili, notebook e tablet (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di cuffie sonore (150 euro di multa e 5 punti)Uso di dispositivi che consentono la riproduzione di filmati sugli schermi dei veicoli bypassando i blocchi del costruttore (250 euro di multa e 5 punti).Nel Codice attuale quest'ultima situazione non è prevista, e quindi non è punita. Punito anche l'accompagnatore Ma c'è un'altra, clamorosa novità. Per la prima volta tutti questi divieti riguardano, giustamente, anche chi svolge le funzioni di istruttore durante le esercitazioni di guida e gli esami per il conseguimento della patente. Insomma, quando un aspirante patentato sta guidando con il foglio rosa non potrà usare il cellulare nemmeno chi lo accompagna in funzione di istruttore o di esaminatore.
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Ferrari, cinque novità entro fine 2026: dalla Luce alla 849 Testarossa Spider

Non ha una gamma ricca come quella di un costruttore generalista (né i suoi volumi), ma da qui alla fine dell'anno Ferrari porta su strada ben cinque novità. A cominciare dalla contestatissima - e ricercatissima - Luce, la sua prima elettrica, passando per le versioni scoperte di Testarossa e Amalfi, senza dimenticare la Purosangue e la 12Cilindri con un originale cambio "manuale". Ferrari Luce Protagonista di lunghe diatribe sui social (e non solo), la prima elettrica di Maranello ha una carrozzeria a quattro porte e un abitacolo a cinque posti, con interni in vetro e alluminio disegnati da Jony Ive, la mente creativa dietro iPhone, iPad e MacBook. Volante e cruscotto solono solidali tra loro e regolabili in inclinazione e profondità, mentre gli schermi sono display Oled sviluppati appositamente da Samsung: quelli della strumentazione permettono di avere lancette fisiche sovrapposte allo schermo. Quattro motori, 1.050 CV e 530 km di autonomia La Ferrari Luce ha la trazione integrale, gestita da quattro motori indipendenti, che sviluppano una potenza combinata di 1.050 CV: la Rossa accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 310 km/h. integra un'architettura di bordo a 800 Volt e una batteria da 122 kWh, per un'autonomia nel ciclo Wltp di 530 km. La ricarica in corrente continua accetta potenze fino a 350 kW. Al netto di critiche e polemiche, la Luce è già un successo: i target di vendita del 2026 sono già stati raggiunti.Quanto costa: da 550.000 euroQuando arriva: fine 2026 Ferrari 849 Testarossa Spider Rispetto alla berlinetta, la 849 Testarossa Spider "guadagna" un tetto rigido retraibile che si apre (e si chiude) in 14 secondi, anche in movimento, fino a una velocità di 45 km/h. Identica la base meccanica, con un powertrain ibrido plug-in che combina un motore endotermico V8 biturbo da quattro litri con tre propulsori elettrici, per arrivare a erogare una potenza massima di 1.050 CV. La batteria, da 7,45 kWh, promette fino a 25 km di autonomia in modalità elettrica. Da vera hypercar le performance: per lo scatto da 0 a 100 km/h bastano 2,3 secondi, mentre la velocità di punta oltrepassa i 330 km/h.Quanto costa: 502.070 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari 12Cilindri Manuale L'ingegneria digitale riscrive la meccanica di Maranello: la 12Cilindri Manuale, edizione limitata a 1.499 esemplari, riporta in gamma un powertrain con la frizione. Il 6.5 V12 aspirato da 830 CV e 678 Nm copre lo 0-100 in 2,9 secondi e arriva a toccare i 340 km/h. Il cambio rimane il doppia frizione a otto rapporti, ma ora ha una leva con griglia a sei marce e una frizione by-wire, che promettono sensazioni di guida "da manuale". Se sbagli, si spegne Una su tutte: Ferrari ha voluto ricreare il classico punto di stacco grazie a un raffinato sistema composto da molle, camme e rulli, capace di riprodurre la progressione di carico tipica di una frizione tradizionale. E se si sbaglia, si rischia di spegnere il motore.Quanto costa: 590 mila euroQuando arriva: 2027 Ferrari Amalfi Spider Maranello scopre la sua granturismo a motore anteriore-centrale. La nuova Ferrari Amalfi Spider adotta una capote di tela a cinque strati, che si apre e si chiude in 13,5 secondi. Un'operazione che si può effettuare anche in marcia, fino a 60 km/h. Anche scoperta, la Amalfi si conferma una Ferrari da usare "tutti i giorni", per la facilità d'utilizzo e modalità di guida che assicurano una guida fluida e rilassata. E il bagagliaio mette a disposizione 255 litri (172 con il tetto aperto). Le prestazioni sono quelle di una vera Rossa Nel cofano trova posto lo stesso V8 biturbo di 3.8 litri della coupé, capace di 640 CV e 760 Nm di coppia, sufficienti per uno 0-100 km/h coperto in 3,3 secondi e una velocità di punta di 320 km/h. Oltre all'aerodinamica attiva, questa open top propone anche un raffinato impianto frenante con tecnologia by-wire: il pedale non è collegato con il sistema idraulico, e a gestire tutto ci pensa l'elettronica.Quanto costa: 270.000 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari Purosangue Handling Speciale Per gli amanti della bella guida che hanno bisogno di una Rossa spaziosa, la Ferrari presenta il pacchetto Handling Speciale per la Purosangue. Che conferma il V12 da 6.5 litri e 725 CV con trazione posteriore, le cui prestazioni rimangono invariate: per raggiungere i 200 km/h da fermo bastano sempre 10,6 secondi. Si fa guidare meglio La Purosangue HS introduce però una nuova calibrazione delle sospensioni, pensata per ridurre i movimenti del corpo vettura del 10%, e una trasmissione a doppia frizione con innesti più rapidi nelle cambiate oltre i 5.500 giri. La dotazione estetica integra cerchi diamantati inediti e finiture nere opache.Quando arriva: dicembre 2026
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Nuovo omaggio di Porsche alla 935 Moby Dick di Le Mans: ecco la Flachbau RS

“Prestazioni ancora più elevate e un look Flachbau, abbinati a un alettone posteriore in stile 911 GT3 R Rennsport, per favore".
Queste sono state le specifiche richieste da un appassionato di Porsche che ha fatto trasformare la sua 911 GT2 RS, come nuova, in un esemplare unico dal reparto Sonderwunsch. 
In collaborazione con Manthey, è stato creato un pezzo da collezione unico nel suo ...Continua a leggere

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FE | Wehrlein Campione sul ring di Londra, Barnard trionfa nell'ultimo E-Prix

Pascal Wehrlein è il Campione del Mondo di FIA Formula E 2025/2026 al termine di una scazzottata epocale andata in scena in Gara 2 a Londra, dove il titolo team va a Jaguar, mentre Taylor Barnard si aggiudica l'ultima corsa dell'anno.
Nei 35 giri disputati nell'E-Prix che andava a concludere l'era delle monoposto Gen3 è successo di tutto e di più, soprattutto nel finale, ma già con le prime ...Continua a leggere

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Touring Superleggera Veloce12 Aperta, una "weekender" da 290 all'ora

In una villa affacciata sull'oceano, proprio all'inizio della strada che da Monterey scende verso Big Sur, Touring Superleggera ha stabilito il suo quartier generale durante la Monterey Car Week. qui, lontano dalla confusione dei grandi eventi della settimana, che clienti e giornalisti hanno potuto vedere in anteprima la Veloce12 Aperta, prima del debutto ufficiale al The Quail. il terzo capitolo di un progetto che racconta bene cosa significhi, per Touring, costruire automobili fuori dal tempo. Dopo la Veloce12 Coupé e la Barchetta, arriva infatti l'Aperta: non semplicemente una scoperta, ma una sorta di sintesi delle due precedenti interpretazioni. E non poteva esserci scenario più adatto di Monterey, dove passato e futuro dell'automobile convivono per una settimana, tanto più nell'anno in cui Touring Superleggera celebra il proprio centenario, dal 1926 al 2026. Nata per essere una "weekender" L'Aperta conserva la presenza muscolare della Coupé, ma sopra l'abitacolo il tetto lascia spazio a due pannelli removibili, leggeri e riponibili a bordo. Dietro resta quell'arco di alluminio che Andreas Van Speybroeck, responsabile del design Touring, definisce la corona della Veloce12 Aperta. Una soluzione che consente di passare dalla protezione di un abitacolo chiuso al cielo aperto senza trasformare l'auto in un semplice esercizio di stile. Perché Touring ha voluto darle anche un'altra identità: quella della weekender, l'automobile con cui partire per qualche giorno senza sapere necessariamente dove si finirà. Ci sono 327 litri complessivi di spazio per i bagagli, valigie Rimowa e custodie di pelle realizzate da Giosa Milano. Dettagli che raccontano un lusso legato più al viaggio che all'apparire. V12 aspirato per toccare i 290 all'ora Ma sotto tutta questa eleganza italiana sopravvive qualcosa di meravigliosamente anacronistico: un V12 aspirato di 5.5 litri, 530 cavalli a 7.000 giri, trazione posteriore e soprattutto un cambio manuale a sei marce, con una leva cromata che emerge dalla console centrale. La Veloce12 Aperta supera i 290 km/h e passa da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi, ma qui i numeri sembrano quasi secondari. Il punto è un altro: ascoltare il V12 attraverso lo scarico Supersprint, scegliere personalmente ogni rapporto e viaggiare con il cielo sopra la testa.  Sartoriale, anche dentro La carrozzeria Alba White guarda alla tradizione delle Touring degli anni Sessanta e in particolare alla Maserati 3500 GT. Dentro dominano pelle e tonalità bordeaux. Persino la firma Aperta diventa un piccolo dettaglio da gioielleria, realizzato in oro massiccio 24 carati. Dalla villa sull'oceano l'Aperta si è poi spostata sul prato del The Quail per il debutto ufficiale davanti al pubblico della Monterey Car Week. In mezzo a hypercar sempre più potenti, sofisticate e digitali, Touring ha scelto una strada differente: non dimostrare quanto possa essere veloce un'automobile, ma ricordare quanto possa essere bello guidarla. Cent'anni dopo la nascita della Carrozzeria Touring, forse è proprio questo il messaggio più interessante della Veloce12 Aperta: guardare avanti senza essere costretti a dimenticare ciò che dell'automobile ci ha fatto innamorare.
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Gunther Werks Gxr Evo, 993 all'ennesima potenza

Con la GXR Evo svelata alla Moterey Car Week, la Gunther Werks ha voluto portare all'estremo la piattaforma della Porsche 993. Totalmente spogliata di tutti i confort e le finiture, questa vettura da pista è spinta da un sei cilindri boxer aspirato di 4.0 litri, sviluppato insieme alla Rothsport Racing: eroga 455 CV, 423 Nm e tocca i 9.000 giri/min. Tra le varie peculiarità tecniche, anche nell'aspirazione con ghigliottine al posto delle tradizionali farfalle, una soluzione pensata per eliminare ogni ostacolo fisico nel condotto da cui proviene l'aria che alimenta il motore, così da garantire una risposta all'acceleratore ancor più pronta. La trazione è posteriore e il cambio è un manuale Getrag G50 a sei rapporti, interamente riprogettato per offrire innesti più precisi.   Tutta (o quasi) di carbonio, per 1.082 kg L'ossessione per la riduzione delle masse ha portato la Gunther Werks a ridurre di 95 kg il peso rispetto alla GXR "normale", con la Evo che ferma l'ago della bilancia a 1.082 kg, anche grazie a una carrozzeria totalmente di fibra di carbonio. L'aerodinamica garantisce un incremento della deportanza che il costruttore ha quantificato nel 38,4% grazie a uno splitter anteriore con tunnel integrati e parafanghi ventilati. Al posteriore, la rimozione del lunotto ha permesso l'integrazione di una "pinna di squalo" centrale, che funge da stabilizzatore e convoglia i flussi verso un'ala regolabile. Le finestrature laterali di carbonio sono state trasformate in prese d'aria dinamiche per alimentare l'airbox, garantendo la necessaria portata di ossigeno al flat six. Solo 15 esemplari Le sospensioni sono a doppio quadrilatero con ammortizzatori JRZ a tre vie con serbatoio remoto, i freni sono firmati Brembo e i cerchi monodado sono di magnesio. All'interno sono presenti una roll-cage a otto punti, sedili Racetech di carbon-kevlar con cinture Schroth e sistema antincendio Omp. La strumentazione è affidata a un display Motec configurabile, mentre un sistema di raffreddamento per il casco del pilota permette sessioni prolungate in pista. La GXR Evo sarà prodotta in soli 15 esemplari, ognuno dei quali sarà consegnato assieme a un simulatore personalizzato pensato.
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MotoGP | Alex Marquez è il pilota di riferimento in Ducati? "Non ogni volta"

Alex Marquez è particolarmente osservato dagli altri piloti Ducati da qualche Gran Premio. Dopo un inizio di stagione faticoso, lo spagnolo ha vinto la gara lunga a Jerez, ma poi è caduto a Le Mans. È tornato ai primissimi posti a Barcellona, dove ha vinto la Sprint, prima della sua bruttissima caduta nella gara principale, mentre lottava per la vittoria.
La convalescenza è stata rapida ma ...Continua a leggere

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GT World | La crescita secondo Ratel: "Abbiamo una responsabilità verso il pubblico, non possiamo fermarci"

Il Misano World Circuit ha chiuso con oltre 26.000 presenze il fine settimana del GT World Challange Europe che ha segnato la seconda tappa stagionale di Sprint Cup, andata in scena il fine settimana del 17-19 luglio scorso.
I numeri hanno confermato ancora una volta che l'evento continua a crescere e il pubblico viene attirato non solo dalle attività in pista, ma anche nel contesto che ...Continua a leggere

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Spyker C8 Preliator XXV, la coupé (da 800 CV) con tutte le viti allineate

La Spyker C8 Preliator XXV Coupé presentata al The Quail, durante la Monterey Car Week non è un'evoluzione di un'auto già esistente, ma un progetto ex novo che celebra 146 anni di storia. Sotto la carrozzeria di alluminio battuta a mano si nasconde un V8 biturbo di 4.0 litri capace di erogare 800 CV e una coppia di 1.000 Nm. La velocità massima supera i 350 km/h e il cambio è un manuale a sei rapporti. Tutte le viti sono allineate Occorrono circa 2.100 ore per assemblare ogni esemplare di questa coupé. La cura del dettaglio, infatti, rasenta l'ossessione: le teste di ogni singola vite nell'abitacolo sono allineate manualmente per "guardare" nella stessa direzione, un particolare quasi invisibile che certifica l'esclusività dei soli 25 esemplari previsti. Il volante, per dire, richiede quattro ore di lavoro da parte di un singolo artigiano che cuce con due aghi simultaneamente la preziosa pelle che riveste la corona. Ispirazione aeronautica Il richiamo all'aviazione, Dna del marchio dal 1914, qui si evolve. Se la C8 Aileron guardava alle turbine, la Preliator XXV adotta condotti Naca e una struttura "isogrid" a triangoli intrecciati (una tecnica aerospaziale pensata per coniugare leggerezza e rigidità) che ritroviamo nelle griglie, nei pedali e persino nei sedili. Al posteriore, i gruppi ottici sono ispirati ai postbruciatori di un jet, mentre la pinna stabilizzatrice omaggia la C1 Aerocoque del 1919. 
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FE | Prima fila tutta Mahindra nel gran finale di Londra. Il leader Wehrlein è 3°, solo 16° Dennis

Se ieri è stato un derby tutto in casa Porsche ad assegnare la pole position del primo dei due E-Prix di Londra che chiudono la stagione 2026 della Formula E, oggi sono state le Mahindra a contendersi la posizione al palo.
A spuntarla alla fine è stato Nick De Vries, che è stato anche l'unico ad scendere sotto al muro dell'1'07", firmando proprio nella finalissima un 1'06"925 con cui ha ...Continua a leggere

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Ruf, monoscocca di carbonio e flat six biturbo per la nuova Ehra

C'è un nastro di asfalto nel cuore della Bassa Sassonia che, nel 1987, ha sancito la nascita di un mito: il circuito di Ehra-Lessien. Fu lì che la CTR "Yellowbird" di Alois Ruf infranse la barriera dei 340 chilometri orari, riscrivendo le gerarchie delle supercar dell'epoca con un record di velocità assoluto. Oggi, quel nome torna a firmare un progetto che non è un semplice tributo nostalgico, ma un manifesto di ingegneria contemporanea: la RUF Ehra. Presentata alla Monterey Car Week, non è una "semplice" Porsche 911 pesantemente elaborata: sotto una silhouette che ricalca le proporzioni iconiche della elfer si nasconde una monoscocca di fibra di carbonio, materiale utilizzato anche per l'intera carrozzeria per massimizzare la rigidità strutturale e contenere il peso. Rispetto alla CTR Anniversary, la Ehra sceglie ha passaruota  allargati di oltre 5 centimetri per conferire all'auto un'impronta a terra imponente, necessaria per gestire il nuovo pacchetto tecnico.  Flat six biturbo integrale Il cuore meccanico è un flat six biturbo di 3.6 litri, capace di erogare 650 CV e una coppia di 900 Nm, messi a terra da un cambio manuale a sette rapporti abbinato a un sistema di trazione integrale, per bruciare lo 0-100 in di 3,3 secondi. L'assetto prevede sospensioni a doppio quadrilatero su entrambi gli assi con ammortizzatori in configurazione pushrod, una soluzione derivata dalle corse che promette una precisione di guida millimetrica senza sacrificare troppo il confort sulle lunghe distanze. Il comparto frenante non è da meno, con pinze a sei pistoncini all'anteriore e quattro al posteriore, abbinati a dischi forati autoventilanti celati dietro a cerchi monodado di magnesio. All'interno, l'abitacolo è un dialogo tra titanio e pelle, dove spicca il pattern "Pasha" a scacchi, omaggio alla tradizione Porsche degli anni '70, mentre gli strumenti analogici hanno il classico fondo verde RUF. 
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MotoGP | GP del Qatar: i team sperano in una decisione rapida

Inizialmente previsto il 12 aprile, il GP del Qatar è stato spostato all'8 novembre a causa della guerra in Medio Oriente, cosa che ha provocato anche il rinvio di una settimana delle prove di Portimao e a Valencia, ora programmate per il 22 ed il 29 novembre.
Il conflitto perdura nella zona e, come per la F1, che ha previsto di recarsi a Lusail il 29 novembre, lo svolgimento del GP del Qatar ...Continua a leggere

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Ferrari Luce, è record all'asta: 40 milioni di dollari per la prima elettrica di Maranello

40 milioni di dollari. Tanto un collezionista ha speso per accaparrarsi all'asta la prima Ferrari Luce. Lo "Chassis 0", il primissimo modello di produzione della prima elettrica di Maranello. Una cifra che ha stupito davvero tutti, dai collezionisti presenti agli appassionati che seguivano l'evento di RM Sotheby's in giro per il mondo, fino ad arrivare ai vertici della Ferrari, dall'ad Benedetto Vigna al nuovo Chief Marketing e Commercial Office Massimiliano Di Silvestre, euforico quando il battitore ha chiuso l'asta all'equivalente di 34.580.000 euro. Trentaquattro milioni e mezzo di euro per un'auto elettrica: mai prima d'ora si era registrata una quotazione così elevata, simbolo che nonostante le reazioni indignate degli appassionati alla presentazione di questo modello, i collezionisti hanno capito l'importanza di questa vettura nella storia del Cavallino. Almeno come oggetto d'investimento. Record per una Ferrari nuova La Monterey Car Week ha fatto da cornice a questo storica vendita, che farà anche del bene: tutti i ricavati verranno destinati alla Ferrari Foundation, un ente di beneficenza pubblico dedicato alla promozione di programmi educativi e progetti comunitari in tutto il mondo. Che già lo scorso anno aveva beneficiato di 26 milioni di dollari derivati dalla vendita di una Ferrari Daytona SP3, che al tempo aveva stabilito il record assoluto per il valore più elevato mai raggiunto all'asta da una Ferrari nuova, totalmente eclissato da quello toccato dalla Ferrari Luce.  Esemplare unico Che è stato totalmente inaspettato: la casa d'aste indicava infatti per l'esemplare Tailor Made un valore di vendita stimato attorno a 1,1 milioni di dollari, già quasi doppio rispetto ai circa 640 mila dollari del prezzo base della Luce. Questa elettrica, però, è un pezzo unico: Chassis 0, carrozzeria Madreperla Semi-Gloss realizzata appositamente dal programma Tailor Made e interni di pelle metallizzata Perla Le Mans.L'auto ora tornerà a Maranello per le ultime finiture prima della cosegna, fissata per i primi mesi del 2027. Fondi per i giovani talenti A presentare la vettura all'asta RM Sotheby's di Monterey è stato Massimiliano Di Silvestre, che dopo aver spiegato come i proventi serviranno per finanziare l'M-Tech Alfredo Ferrari Campus una struttura da 52 mila metri quadri che aprirà nel 2029 per sviluppare i giovani talenti del domani , ha  lasciato spazio ai battitori. A sorprendere è stata soprattutto la progressione delle offerte. I rilanci sono diventati da subito milionari, in alcuni casi con salti superiori ai due, tre milioni di dollari: a un certo punto si è passati da cinque milioni a dieci e subito a 15. Poi 16, subito 20 e senza battere ciglio 30 per arrivare in un attimo a 36 e all'offerta finale di 40 milioni di dollari  La rivincita della Luce I 40 milioni non rappresentano naturalmente una nuova quotazione commerciale della Luce. Raccontano, per l'ennesima volta, cosa può succedere quando l'esclusività di una Ferrari viene legata a una finalità benefica. E regalano anche una rivincita alla prima elettrica di Maranello. Presentata pochi mesi fa tra discussioni, critiche e ironie, la Luce era stata da molti trattata come il brutto anatroccolo. Ma a Monterey, almeno sotto il martello del banditore, è diventata un cigno da 40 milioni di dollari.
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WEC | Tutti i circuiti che dal 2012 hanno ospitato una gara del Mondiale

Dal suo lancio nel 2012, il FIA WEC ha fatto tappa su una grande varietà di circuiti in tutto il mondo, con gare disputate in Europa, Asia e nelle Americhe. Alcuni eventi, come quello di Spa, sono diventati appuntamenti fissi del calendario, mentre altri sono scomparsi rapidamente senza lasciare traccia.
Al suo apice, il Mondiale ospitava fino a 10 eventi in una stagione, per poi ridursi a ...Continua a leggere

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F1 | Cadillac definisce "non fondati" i rumors su Camara, ma non chiude del tutto la porta. E si tiene stretta Perez

La Cadillac è stata una delle squadre che hanno dato più da parlare durante la pausa estiva della Formula 1. La squadra statunitense ha infatti deciso di cambiare il suo team principal, con il testimone che è passato dalle mani di Graeme Lowdon a quelle di Marcin Budkowski, ma è stata decisamente al centro anche delle voci di mercato piloti.
Uno dei nomi che sono stati accostati con una ...Continua a leggere

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Brivio spera in più GP cittadini: "Facciamo come la F1 e la FE. Portiamo la MotoGP dalla gente"

I problemi che Goiania, sede del Gran Premio del Brasile di MotoGP, ha palesato nell'edizione di quest'anno ha posto diverse domande sui circuiti cittadini e la possibilità di ospitare le due ruote.
Il Motomondiale, dal 2027, correrà su un altro tracciato cittadino: Adelaide. I dubbi sulla pista australiana sono tutti legati alla sicurezza. Un punto interrogativo importante e corretto da ...Continua a leggere

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La Volkswagen che non ti aspetti: il nuovo SUV elettrico nasce in Cina

Volkswagen ID. ERA 5X è il nuovo SUV compatto elettrico sviluppato per il mercato cinese da SAIC-Volkswagen. È il primo modello di serie del marchio a utilizzare la piattaforma CMP e l'architettura elettronica CEA, nate dalla collaborazione con XPeng. Motore da 155 kW, batteria LFP CATL e sistemi di assistenza alla guida con LiDARcompletano il progetto
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Ferrari 512 BB LM, sei regine dell’Endurance

Tecnomodel amplia la propria collezione dedicata alla Ferrari 512 BB LM con una superserie composta da dieci versioni in scala 1:18, ciascuna ispirata a una specifica configurazione impiegata tra presentazioni ufficiali e competizioni internazionali. In questo servizio vi proponiamo sei esemplari che raccontano l'evoluzione della celebre dodici cilindri di Maranello: dalle due Press Version del 1979, che ne esaltano le forme senza sponsor, fino alle vetture protagoniste della 24 Ore di Le Mans e della 6 Ore di Silverstone, ciascuna con una livrea e una storia sportiva ben precisa.

Press Version 1979 rossa: la 512 BB LM allo stato puro

La prima delle due Press Version è proposta nella classica tinta rossa Ferrari. Priva di sponsor e numeri di gara, permette di apprezzare senza distrazioni il lavoro di Pininfarina e dei tecnici di Maranello. Il frontale basso e affilato, gli enormi passaruota posteriori e la lunga coda con l'imponente alettone derivato dall'esperienza in Formula 1 emergono con grande evidenza, valorizzati dall'accurata riproduzione in scala 1:18.

Press Version 1979 gialla: una veste insolita ma affascinante

Accanto alla versione rossa trova posto la meno comune interpretazione in giallo. Anche in questo caso la carrozzeria è priva di adesivi e loghi, lasciando risaltare le proporzioni della vettura e l'accuratezza della replica. Una colorazione insolita per una Ferrari da competizione che rende il modello particolarmente ricercato dai collezionisti.

Team N.A.R.T. n.64 – 24 Ore di Le Mans 1979

Tra le vetture da corsa spicca la Ferrari 512 BB LM del North American Racing Team, schierata alla 24 Ore di Le Mans del 1979 con il numero 64. Affidata a Jean Pierre Delaunay, Cyril Grandet e Preston Menn, è riconoscibile per la livrea rossa attraversata dalla caratteristica banda bianca e blu, simbolo dello storico legame tra Ferrari e il mercato statunitense.

Team Beurlys n.61 – 24 Ore di Le Mans 1979

Sempre a Le Mans debutta la versione del Team Beurlys con il numero 61. Al volante si alternarono Jean Blaton, noto con lo pseudonimo "Beurlys", Nick Faure, Steve O'Rourke e Bernard De Dryver. La ricca dotazione di sponsor e i numerosi dettagli della livrea restituiscono l'atmosfera delle gare endurance di fine anni 70 e raccontano la passione dei team privati, capaci di sfidare le squadre ufficiali con risorse più limitate.

Team Charles Pozzi JMS Racing n.76 – 24 Ore di Le Mans 1980

Con il 1980 la 512 BB LM continua la propria evoluzione. La versione del Team Charles Pozzi JMS Racing, affidata a Pierre Dieudonné, Jean Xhenceval e Hervé Regout, è probabilmente una delle più eleganti della serie grazie alla caratteristica livrea "stellata", impreziosita dal raffinato abbinamento tra azzurro e giallo. Una combinazione cromatica complessa, ma estremamente riuscita, che rende questo modello uno dei più originali dell'intera collezione.

Team Rosso Racing n.11 – 6 Ore di Silverstone 1980

Chiude la selezione la Ferrari del Team Rosso Racing impegnata alla 6 Ore di Silverstone del 1980 con Steve O'Rourke, Chris Craft e Vic Norman. La livrea verde british rappresenta una scelta decisamente insolita per una Ferrari e contribuisce a rendere questa versione una delle più particolari della serie, evocando l'atmosfera delle grandi gare endurance britanniche dell'epoca. Per un collezionista, osservare queste versioni affiancate significa ripercorrere la storia sportiva della Ferrari 512 BB LM attraverso livree, equipaggi e competizioni che hanno segnato un'epoca. Sul sito del produttore sono disponibili anche le quattro varianti non incluse in questo servizio, tra cui le celebri Pioneer e 3M. Tutti i modelli sono proposti al prezzo di 256,40 euro ciascuno.

 

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Multe da autovelox e ZTL, stop alle attese: il termine per la notifica scende a 30 giorni

Con il nuovo Codice della Strada attualmente in fase di discussione cambiano i limiti per le notifiche delle multe. Che non saranno più di 90 giorni, ma per alcune tipologie di rilevamento delle infrazioni scenderanno a 30.  Nel 2010 il primo taglio: da 150 a 90 giorni In principio, il 1 gennaio 1993, giorno di entrata in vigore del Nuovo Codice della strada (nuovo con riferimento al primo vero Codice, quello del 1959), il termine per la notifica dei verbali al proprietario dell'auto con cui era stata commessa una violazione accertata da remoto o in assenza del conducente era di 150 giorni. Un'eternità. Nel 2010, in occasione di una grande riforma del corpus normativo che disciplina la circolazione stradale, il termine fu abbassato dal Parlamento a 90 giorni. Un passo in avanti importante, ma ancora eccessivamente conservativo in relazione alla possibilità offerta già allora dalla tecnologia di avvisare in tempo reale il trasgressore con un SMS o una e-mail. Trenta giorni, ma solo se l'accertamento è da remoto Nel testo-base del futuro Codice, sul quale il ministero dei Trasporti ha aperto una pubblica consultazione che si concluderà il 13 settembre, questo termine scende finalmente a 30 giorni. Ma solo in caso di accertamento da remoto, ossia quando sono utilizzate apparecchiature elettroniche omologate, approvate o di videosorveglianza impiegate in situazioni in cui non è prevista la contestazione immediata: per esempio, autovelox che operano in modalità automatica, oppure telecamere per il controllo dei semafori o varchi elettronici per l'accesso alle Ztl e così via. Un passo in avanti significativo perché, come si sottolinea nelle note che accompagnano il testo-base, in assenza di contestazione è corretto rendere edotto il trasgressore entro un termine ragionevole. Cosa succede negli altri casi In tutte le altre situazioni, però, il termine resta di 90 giorni. Anche quando la contestazione immediata è prevista ma per uno dei motivi indicati esplicitamente nel Codice della strada non può essere effettuata. Per esempio, quando una pattuglia dotata di autovelox mobile non può fermare il trasgressore in tempo utile o nei modi regolamentari nonostante la violazione sia stata accertata dall'apparecchio elettronico. In quella situazione, infatti, non si può parlare di accertamento da remoto.
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Nissan Qashqai e-Power: in città sfiora i 30 km con un litro

La Nissan Qashqai è da più di quindici anni uno dei modelli di riferimento per le SUV di segmento C. La terza generazione è arrivata nel 2021, e con l'aggiornamento del 2024 ha guadagnato un look più aggressivo, moderno e personale, senza sacrificare spazio e praticità, confermandosi una valida auto da famiglia. La Qashqai è lunga 443 cm, larga 184, alta 163 e ha un passo di 267 cm: adeguato lo spazio a bordo per quattro adulti, e le portiere posteriori hanno un angolo di apertura ampio che facilita l'ingresso. Il baule da 385 litri (misurati dal Centro prove) non è al vertice della categoria, ma è interamente foderato in tessuto lavabile. La plancia e il tunnel centrale sono rivestiti in materiali morbidi, gli assemblaggi sono precisi e i comandi ordinati e pratici. Di serie l'infotainment da 12,3" con navigatore connesso, Amazon Alexa e la connettività per dispositivi Android e Apple. Nissan Qashqai e-Power: il motore La nuova Qashqai adotta la terza generazione del sistema e-Power, uno schema ibrido in serie nel quale le ruote anteriori dell'auto sono mosse esclusivamente da un motore elettrico da 151 kW (205 CV), alimentato da una batteria agli ioni di litio da 2,1 kWh e da un tre cilindri turbobenzina 1.5 con combustione STARC, che funge unicamente da generatore senza mai collegarsi meccanicamente alle ruote. Il gruppo propulsore è racchiuso in un modulo compatto "5-in-1" (motore elettrico, generatore, inverter, riduttore e moltiplicatore), che migliora l'efficienza termodinamica al 42% (+3% rispetto alla generazione precedente) e riduce vibrazioni e rumorosità grazie anche a un nuovo turbocompressore che abbassa il regime del motore in autostrada. Nissan Qashqai e-Power: i consumi reali *Prezzo della benzina al 10/08/2026: 1.985 /litroNella Prova su strada di Quattroruote dello scorso ottobre, la Qashqai e-Power ha confermato un'esperienza di guida paragonabile a quella di un'auto 100% elettrica: reattiva, silenziosa e con un'erogazione fluida (e c'è anche la modalità One Pedal). Test alla mano, il nuovo powertrain migliora nello scatto 0-100 km/h e in ripresa. Massa e baricentro alti portano a un rollio piuttosto accentuato, ma la Qashqai resta un'auto piacevole da guidare. La motorizzazione e-Power costa di più della mild hybrid (+5.100 euro), ma sul fronte dei consumi è imbattibile: 28,3 km rilevati con un litro di benzina in città, 20,3 la percorrenza media. Nissan Qashqai e-Power: gamma e allestimenti La gamma della Qashqai è composta da quattro allestimenti: Acenta, N-Connecta, Tekna e Tekna+. La versione d'attacco offre cerchi di lega da 17", luci a LED, specchietti ripiegabili elettricamente, sensori luci e pioggia, climatizzatore bizona e telecamera di parcheggio. Dalla versione N-Connecta arrivano i vetri posteriori oscurati, il navigatore connesso, la telecamera a 360, il caricatore wireless e la guida assistita di livello 2. Tra gli optional, il pacchetto Premium (1.500 euro, solo N-Connecta) con tetto panoramico con tendina parasole, portellone elettronico e indicatori di direzione posteriori dinamici. Per la Tekna c'è l'Executive Pack (1.500 euro) che al tetto panoramico aggiunge l'impianto Bose con 10 altoparlanti. Nissan Qashqai e-Power: i prezzi Qashqai e-Power 2WD: 38.200 euroQashqai e-Power 2WD: 40.700 euroQashqai e-Power 2WD: 43.700 euroQashqai e-Power 2WD: 47.200 euro
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Porsche Flachbau RS, one-off in purezza

I Porschisti veri l'aspettavano dallo scorso anno. E più esattamente dal maggio del 2025, quando la Porsche ha brevettato i nomi "Flachbau" e "Flachbau RS", lasciando capire che a Weissach qualcosa stava bollendo in pentola. E alla Monterey Car Week sono stati finalmente tolti i veli da questo progetto: la Porsche Flachbau RS non è un modello di serie o a tiratura limitata, ma una one-off o come l'han chiamata quelli di Zuffenhausen "Werksunikat". Nata dalla collaborazione tra il reparto Sonderwunsch, il Centro Stile Porsche e la Manthey Racing, si basa su una 911 GT2 RS 991.2 del 2018 con pacchetto Weissach (3.8 biturbo da 700 CV, cambio automatico Pdk a sette marce e trazione posteriore con differenziale a slittamento limitato per 4,87 metri di lunghezza) e vuole rendere tributo a una leggenda, la 935/78, ai più conosciuta come Moby Dick.  Peso piuma L'approccio di Grant Larson, già designer della 935 moderna del 2018, è stato di pura sottrazione e perfezionamento aerodinamico. Nonostante la base di partenza fosse già un esercizio di leggerezza, il team è riuscito a limare altri 32 kg dai 1.380 della 935. Un risultato ottenuto con soluzioni estreme per un'automobile odierna: infotainment e impianto audio sono stati rimossi e rimpiazzati con un vano di pelle; i materiali fonoassorbenti sono spariti, lasciando il metallo nudo in tinta Grand Prix White, ottenuta campionando la vernice di un esemplare storico del 1974 della collezione Porsche. Persino i cablaggi, lasciati a vista sotto guaine protettive, sono stati snelliti eliminando i fili superflui. Alla prova del Ring L'estetica "Slant Nose" è reinterpretata attraverso gruppi ottici a Led stratificati, con moduli per anabbaglianti e abbaglianti alti appena 38 mm, mentre le luci diurne scendono sotto i 20 mm di spessore. Ma è l'aerodinamica a dettare legge. L'ala posteriore con supporti a "S", ispirata alla GT3 R da corsa, è più alta di 5 cm rispetto a quella del kit Manthey standard: così, a 340 km/h in configurazione "High Downforce", l'auto genera un carico di 554 kg sull'asse posteriore. La validazione tecnica non ha lasciato nulla al caso: 50 giri sul Nordschleife con Lars Kern e simulazioni equivalenti a 150.000 km di utilizzo stradale. La Porsche Flachbau RS Non è solo una show car, ma un'arma da pista che ha richiesto tre anni di sviluppo, protetta da brevetti specifici per la regolazione dell'ala e il design dei parafanghi ventilati.
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FE | DS Penske: a Londra si mette in mostra con un nuovo record

Una sessione di qualifiche complessa e posizioni di partenza sfavorevoli non hanno impedito ai due piloti del team franco-americano di lasciare il segno in questa penultima gara della stagione. Chiudendo rispettivamente al 5° e al 12° posto, Taylor Barnard e Maximilian Gunther sono riusciti a difendersi con determinazione in condizioni particolarmente impegnative. 
L'ondata di calore che ...Continua a leggere

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F1 | Stella avvisa: "Abbiamo già mostrato che quando troviamo lo slancio, poi riusciamo a mantenerlo..."

10 gare difficili, ma l'ultima disputata, quella prima della pausa estiva, ha messo più di un dubbio a tutti i rivali. McLaren si è presentata al via della stagione 2026 da campione del mondo Costruttori e Piloti (con Lando Norris), ma ha dovuto fare i conti con il grande lavoro fatto dalla Mercedes e, in seconda battuta, anche dalla Ferrari, trovandosi a essere terza, talvolta quarta ...Continua a leggere

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McLaren McL 6GT, col manuale per realizzare il sogno di Bruce

Il manuale sta tornando. O almeno, sta tornando nel mondo delle sportive: anche la McLaren, infatti, con la nuova McL 6GT presentata alla Monterey Car Week ha deciso di riportare in gamma una trasmissione con tre pedali, che non si vedeva dai tempi della F1. Tutte le vetture dell'era moderna di Woking, infatti, sono sempre state caratterizzate dalla presenza di una trasmissione automatica. Che da un lato migliora le performance e rende più fruibile ogni vettura, ma dall'altro intacca quel viscerale piacere di guida meccanico che si ha con le sportive con un cambio manuale fatto come si deve. Omaggio a un sogno di Bruce McLaren La nuova McL 6GT, destinata a entrare in produzione nel 2028, trae ispirazione dalla M6GT, il sogno incompiuto di Bruce McLaren di portare su strada le prestazioni della M6A vincitrice nella serie Can-Am. L'architettura tecnica si focalizza sulla purezza di guida. Il propulsore è un V8 termico a trazione posteriore con cambio manuale. Per aumentare la connessione del pilota con la vettura, la McL 6GT adotta uno sterzo idraulico, una scelta tecnica precisa per garantire feedback che i sistemi elettrici non possono replicare. Ogni elemento, dai comandi d'alluminio lavorato dal pieno alla leva del cambio con lo "Speedy Kiwi" tridimensionale, è studiato per offrire una resistenza fisica e una precisione d'innesto millimetrica. Coda tronca e monoscocca di carbonio Il corpo vettura è estremamente basso e largo, con una coda che gli inglesi definiscono Kammback, che non sarebbe altro che la nostra coda tronca. Questa soluzione è pensata per ridurre la resistenza all'avanzamento senza ricorrere ad appendici mobili invasive. E pure la firma luminosa è funzionale, con il motivo "Racing Loop" integrato nei condotti di uscita del flusso d'aria posteriore. Alla base del progetto c'è una monoscocca di carbonio di ultima generazione, che garantisce un rapporto peso-potenza d'eccellenza (non ancora dichiarato, così come i vari numeri della vettura), fondamentale per una dinamica di guida che McLaren definisce "analogica e profondamente meccanica". All'interno, la strumentazione digitale mantiene la chiarezza degli strumenti analogici originali, mentre dettagli come la firma di Bruce McLaren sul vano motore e il logo sul tappo del carburante sottolineano il legame indissolubile tra il retaggio delle corse degli anni '60 e l'ingegneria del ventunesimo secolo.
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FE | Londra: Wehrlein vince Gara 1 e vola in testa al Mondiale. Dennis lo tallona

Pascal Wehrlein, in appena una giornata, diventa il grande favorito al titolo iridato 2026 di FIA Formula E. 
Il pilota della Porsche ha vinto Gara 1 dell'E-Prix di Londra, ultimo appuntamento della stagione del campionato elettrico FIA, portandosi così in testa al Mondiale Piloti con 169 punti, 5 in più di Jake Dennis (Andretti) che oggi ha concluso al secondo posto.
Wehrlein è partito ...Continua a leggere

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Lewis Hamilton, il padre vende 27 auto da collezione: la Jaguar XJ220 fa il record a Silverstone

La collezione di Anthony Hamilton, padre di Lewis, è stata protagonista dell’asta Iconic Auctioneers a Silverstone. Delle 27 auto inizialmente proposte, 19 hanno trovato un acquirente per un incasso complessivo di circa 1,7 milioni di sterline. La protagonista assoluta è stata una Jaguar XJ220, venduta per 506.250 sterline e capace di stabilire un nuovo record britannico per il modello
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WRC | Ecco ciò che sappiamo dei piani di Case e team in vista della stagione 2027

Al 1 gennaio 2027 mancano 5 mesi e mezzo. Per certi versi è lontanissimo, mentre per altri è dietro l'angolo. La prossima stagione del WRC era indicata come rilancio di una categoria strepitosa, ma in netto declino ormai da anni per immobilismo e scelte errate da parte di chi avrebbe dovuto garantirne il successo nel presente, ma anche a medio-lungo termine.
Eppure, nonostante il regolamento ...Continua a leggere

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Gordon Murray S1, la (leggerissima) V12 punta al piacere di guida su strada

Non c'è niente da fare, ogni volta che Gordon Murray ci si mette, tira fuori qualcosa da pelle d'oca. Alla Monterey Car Week il progettista britannico ha svelato la nuova S1, che non è una semplice versione edulcorata della S1 LM, ma un'evoluzione speculare dove l'ossessione per il cronometro in pista cede il passo al piacere di guida stradale. Svestita di ala fissa e splitter estremi, la S1 rivela una purezza formale che esalta la meccanica attraverso ogni nuovo pannello della carrozzeria. Sarà prodotta in soli 64 esemplari, con prezzi riservati.   V12 aspirato da 12.100 giri Dietro l'abitacolo, quello che ormai è diventato una firma per la GMSV, il V12 aspirato Cosworth di 4.2 litri, con valvole di titanio e pistoni in carburo di silicio ha uno scarico di Inconel con scudo termico in oro 24 carati. Sulla S1 arriva a erogare 690 CV e riesce a toccare i 12.100 giri/min prima che intervenga il limitatore, ma la novità è un'altra: per garantire il massimo piacere di guida ad andature stradali, l'80% della coppia massima disponibile già a 2.500 giri/min (i 500 Nm si raggiungono poi a 7.000 giri), così da garantire riprese fluide senza dover necessariamente scalare marcia tramite il manuale a sei velocità previsto per questo modello.  Massima fruibilità L'assetto è più alto di 10 mm rispetto alla LM e lo smorzamento degli ammortizzatori è stato rivisto per offrire confort d'utilizzo sulle lunghe distanze. L'aerodinamica attiva posteriore garantisce stabilità alle andature più elevate, mentre il cambio manuale a sei marce adotta una sesta di riposo ed è pensato per offrire un feeling d'innesto millimetrico. Come su tutte le stradali d'alta gamma, lo sterzo ha una servoassistenza variabile, per adattarsi alle andature rilassate o alla guida più grintosa. Tre posti (con guida centrale) e tanto confort L'abitacolo a tre posti con guida centrale è caratterizzato da un migliore isolamento acustico e dall'impiego di materiali più raffinati. L'accesso è facilitato da portiere diedrali con finestrini apribili di vetro, che sostituiscono i pannelli di Lexan della versione più sportiva. Nonostante queste aggiunte e un nuovo impianto audio, il peso resta comunque inferiore ai 997 kg della T.50.
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F1 | Bortoleto esclusivo: "L'anno prossimo sarò con Audi. E non solo nel 2027, è un progetto a lungo termine"

Gabriel Bortoleto è stato in Brasile durante la pausa estiva della Formula 1 e ha partecipato all'evento di lancio di un nuovo gusto di KitKat a San Paolo, al quale era presente anche Motorsport.com Brasil, che ha avuto modo di intervistare in esclusiva il pilota dell'Audi.
Si avvicina la seconda metà della stagione e siamo ancora nella fase europea. Cosa ti aspetti da questa seconda parte ...Continua a leggere

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FE | Wehrlein firma la prima pole di Londra nel derby Porsche e avvicina la vetta

La Formula E inizia a tuffarsi nel suo gran finale, con ben 9 piloti che arrivano al doppio appuntamento di Londra con la possibilità aritmetica di conquistare il titolo. E le qualifiche sono già riuscite a modificare gli equilibri in classifica, con Pascal Wehrlein che si è preso la pole position e tre punti molto pesanti, che gli hanno permesso di riportarsi a sole due lunghezze dal leader ...Continua a leggere

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EnduroGP26. Fabio Farioli. Andrea: una delle domeniche più intense della mia carriera. Josep: “OK, lo step alla moto va benissimo, ma ne parliamo a fine stagione!” [VIDEO]

Fabio Farioli, team manager KTM. Verona 9, Garcia 9, Holcombe 10. Bene, state a sentire: Farioli padre e figlio contano circa 100 Titoli di Piloti che hanno corso con loro (più il Titolo Mondiale di Fabio, 1993). A ben vedere, giusto per non scordarselo, anche alla direzione d’orchestra la scuola italiana è maestra
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Ferrari CZ26, la SF90 Stradale cambia volto: la one-off da 1.000 CV debutta a Monterey

La Ferrari CZ26 è la nuova creazione del programma Special Projects: una one-off commissionata da un cliente americano e costruita sulla base tecnica della SF90 Stradale. Carrozzeria, aerodinamica e abitacolo sono stati profondamente rivisti, mentre il powertrain V8 ibrido plug-in mantiene una potenza complessiva di circa 1.000 CV. Le prestazioni restano da riferimento: 0-100 km/h in 2,5 secondi e 328 km/h di velocità massima
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The Quail: il futuro dellauto passa da Monterey

Alla fine, il concorso di eleganza lo ha vinto l'Italia. O meglio, una Ferrari: la 625/250 Testa Rossa del 1957 di Bruce Meyer, carrozzata Scaglietti, si è aggiudicata il Best of Show della 23 edizione di The Quail, A Motorsports Gathering. Una macchina nata per correre, con una storia sportiva importante alle spalle, che ha conquistato il Rolex Circle of Champions.Ma sarebbe sbagliato raccontare The Quail 2026 partendo soltanto dalle auto del passato. Perché, ancora più che negli anni scorsi, sui prati del Quail Lodge di Carmel Valley le protagoniste sono state le auto di oggi e soprattutto quelle che provano a immaginare il domani. Più di venti debutti, tra costruttori tradizionali, piccoli atelier, restomod e marchi che sembrano appartenere a una categoria tutta loro.La mattina è cominciata presto e praticamente senza pause: Aston Martin, RUF, Cadillac, Gunther Werks, Hennessey, Eccentrica, Brabus, Porsche, Acura, Spyker, Lamborghini, Bugatti, BMW Alpina, Czinger, Gordon Murray, Koenigsegg e Defender. Una presentazione dietro l'altra, spesso a distanza di appena dieci minuti.  Tra le novità più interessanti la Aston Martin Valen, V12 anteriore da 850 CV e produzione limitata a 150 esemplari; la RUF Ehra, 650 CV, trazione integrale e cambio manuale a sette rapporti. E la Hennessey Blackbird, che va volutamente controcorrente: V8 aspirato, cambio manuale a sei marce e oltre 9.000 giri per una hypercar pensata non soltanto per la pista, ma anche per essere guidata davvero. Gordon Murray ha invece portato la S1, con il suo V12 Cosworth aspirato di 4.2 litri capace di raggiungere i 12.100 giri, cambio manuale e posto guida centrale.Dall'America è arrivata anche Cadillac con la spettacolare V-One Concept, mentre la Bugatti ha mostrato per la prima volta in pubblico la Destrier, esemplare unico nato dal Programme Solitaire sulla base tecnica della Bolide. Brabus ha presentato la Bodo Cabriolet, V12 biturbo da 1.000 CV; Gunther Werks ha spinto ancora più avanti la propria interpretazione della Porsche 993 con la GXR-Evo: 455 CV, quasi 9.000 giri, cambio manuale e appena 1.082 kg di peso a secco. Soltanto quindici gli esemplari previsti.E poi le italiane. Lamborghini, naturalmente, con la nuova Revuelto SV, ma anche un piccolo esercito di aziende che sta facendo del recupero e della reinterpretazione del passato un vero fenomeno industriale. Eccentrica ha tolto il tetto alla sua reinterpretazione della Diablo creando la V12 Roadster, costruita in appena 19 esemplari; intorno, Kimera, Totem e altri specialisti italiani confermavano una tendenza ormai impossibile da ignorare.  Perché la parola che ricorre continuamente passeggiando per The Quail è restomod. Porsche, Ferrari, Lamborghini, Mustang e persino dune buggy: si prende un'icona del passato e la si ricostruisce con materiali, meccanica e prestazioni contemporanee. Non è più un fenomeno di nicchia, ma uno dei mercati più vivaci dell'automobile da collezione.E probabilmente non è casuale. Sta cambiando anche il pubblico. Accanto ai collezionisti tradizionali sono comparsi proprietari giovanissimi, soprattutto americani, che arrivano con cappellino, sneakers e smartphone perennemente in mano. Sono gli stessi ragazzi che durante la Monterey Car Week si incontrano la sera sulle strade della penisola con hypercar coperte di telecamere e action cam, oppure nei raduni spontanei che continuano fino a notte fonda.I loro gusti sembrano dividersi soprattutto in due mondi: da una parte le hypercar estreme, Bugatti, Koenigsegg, Lamborghini e le piccole serie da milioni di dollari; dall'altra proprio i restomod, automobili dall'aspetto familiare ma profondamente trasformate. Due estremi che raccontano in realtà lo stesso desiderio: possedere qualcosa che gli altri non hanno.  anche questo il segreto di The Quail. Più che un normale concorso d'eleganza è diventato un gigantesco salotto dell'automobile mondiale, dove una Ferrari degli anni Cinquanta può dividere il prato con una hypercar appena svelata e dove i costruttori hanno capito che davanti non hanno soltanto appassionati, ma molti dei loro potenziali clienti.Quest'anno, però, passeggiando sul prato si avvertiva un'assenza. Quella diHoracio Pagani. Per anni il suo spazio è stato uno dei punti cardinali di The Quail, luogo d'incontro per clienti, collezionisti e appassionati, con Horacio quasi sempre presente accanto alle sue automobili. Pagani continua naturalmente la sua corsa e il marchio modenese attraversa una fase di grande vitalità, ma il suo fondatore ha scelto questa volta di non essere protagonista del grande venerdì di Carmel Valley. E per chi frequenta The Quail da molti anni, uno spazio senza Horacio Pagani si nota.
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Cadillac presenta la V-One Concept ispirata alla V-Series.R di WEC ed IMSA

Cadillac ha presentato la V-One, uno studio concettuale che unisce l’autenticità vincente in gara del marchio alla raffinatezza su misura tipica di Cadillac. Il suo nome unisce la tradizione prestazionale della Cadillac V-Series a un modello monoposto unico nel suo genere, il primo del genere per il marchio.
Basato su una progettazione orientata alle prestazioni che condivide le fondamenta ...Continua a leggere

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F1 | Allison: "Tutti sviluppano mezzo secondo ogni due mesi, essere fuori fase fa abbastanza paura"

Il direttore tecnico della Mercedes, James Allison, ha spiegato che la decisione del team di continuare a sviluppare fino a tardi la sua monoposto ad inizio stagione lo ha messo "fuori fase" rispetto agli altri team, causando un effetto scavalcamento, con gli aggiornamenti che producono grandi guadagni di prestazione in questa prima fase del nuovo ciclo regolamentare.
La W17 è stata finora la ...Continua a leggere

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MotoGP | Rins strizza l'occhio a Go Eleven in SBK anche se per ora non c'è "niente di concreto"

Diversi piloti spinti verso l'uscita in MotoGP dovrebbero continuare a confrontarsi nel Mondiale Superbike nella prossima stagione. Si sa che Brad Binder è vicino alla BMW, dove potrebbe ritrovare il suo ex compagno di squadra Miguel Oliveira, mentre Franco Morbidelli e Jack Miller hanno buone probabilità di restare con il loro attuale costruttore, dato che il primo è atteso in Ducati e il ...Continua a leggere

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Peugeot Eclipse, la prima con tetto rigido retrattile

Negli anni 30 il futuro dell’automobile stava prendendo forme scultoree, aerodinamiche, plastiche, che ancora oggi affascinano gli appassionati. Allo stesso tempo la tecnologia meccanica correva veloce, dando vita ad auto sempre più performanti, lussuose e confortevoli. Ma a Georges Paulin, dentista parigino con una passione sfrenata per le automobili, tutto ciò non bastava: voleva un’auto talmente rivoluzionaria da poter far sparire il tetto. Letteralmente. La sua idea, destinata a diventare una delle invenzioni più sorprendenti della storia dell’auto, si chiamava Eclipse e anticipava di oltre mezzo secolo il concetto moderno di coupé-cabriolet.

L’idea di un dentista

Paulin non era un ingegnere né un carrozziere. Era un dentista, ma anche un appassionato progettista dotato di una notevole sensibilità per le forme che all’inizio degli anni 30 immaginò un sistema capace di offrire contemporaneamente la protezione e la silenziosità di una vettura chiusa e il piacere di viaggiare all’aria aperta. La risposta fu un tetto rigido metallico retrattile, capace di scomparire completamente nel bagagliaio che Paulin fu lesto a brevettare e battezzare Eclipse, come a evocare un astro nascosto nel cielo. Passare dall’idea alla pratica non era stato facile e, per azionare il meccanismo a pantografo (elettrico), era necessaria una complessa serie di leveraggi che facevano sollevare e arretrare il tetto, prima di farlo accomodare nel vano posteriore. La determinazione di Paulin però gli permise di dare vita a un primo prototipo su base Panhard, che dimostrò la validità della sua intuizione.

L’incontro con Pourtout e Darl’mat

Il seme ormai era gettato, grazie al decisivo apporto di Marcel Pourtout, carrozziere di Bougival, alle porte di Parigi, conosciuto tramite Emil Darl’mat, all’epoca uno dei maggiori concessionari Peugeot della capitale e personaggio fondamentale nella storia delle sportive e speciali dell’epoca della Casa del Leone. Fu proprio Darl'Mat a fornire a Paulin e Pourtout un telaio di una Peugeot 301 su cui installare il sistema Eclipse, che venne completato alla fine del 1933, risolvendo brillantemente il problema dell'ingombro del tetto retrattile spostando il più indietro possibile l’abitacolo, in modo da ridurre le dimensioni della copertura rigida. La 301 Eclipse fu commercializzata come tale a partire dal 1934 da Darl'Mat, e questa carrozzeria poteva essere adattata anche ai modelli 401 e 601 su richiesta del cliente. In totale ne furono prodotti 79 esemplari, venduti a 34.750 franchi ciascuno, un prezzo esorbitante se si pensa che una normale cabriolet si fermava a 27 mila.

Arriva la 601

Il battesimo ufficiale davanti al grande pubblico fu al Salone dell'automobile di Parigi dello stesso anno, quando fu esposta una Peugeot 601 Eclipse, ovvero con il 6 cilindri in linea tipo TA di 2.148 cm³ e cambio tipo “synchromesh”, anche se il telaio era quello di una 401 D. La differenza principale consisteva in una leggera evoluzione della carrozzeria, con linee più tese e un prezzo salito a 39.750 franchi. Si ritiene che siano stati prodotti in totale solo 21 esemplari della Peugeot 601 Eclipse, una vettura che, per l’epoca univa stile e ricercatezza tecnica, con l’esclusività di poter passare da coupé a cabriolet semplicemente premendo un pulsante. Protagonista dei Concorsi d’Eleganza, attualmente ne esiste un solo esemplare, conservato al Museo Peugeot di Sochaux e nessuno può toglierle il ruolo fondamentale che ha avuto nella storia dell’automobile.

Dalla 402 alla 206 CC

Il vero successo del sistema Eclipse arrivò in realtà con la Peugeot 402 del 1935, espressione del design aerodinamico “Fuseau Sochaux”, che entrò così nella gamma del costruttore e il progetto passò progressivamente dalla produzione artigianale di Pourtout a una costruzione sotto licenza Peugeot. Nello stesso anno Paulin disegnò per Marcel Pagnol una speciale Peugeot 601 Eclipse con carrozzeria particolarmente moderna, caratterizzata da una linea completamente “ponton”, anticipatrice di un linguaggio stilistico che avrebbe conquistato l’automobile soltanto dopo la guerra. La vettura vinse il primo premio al concorso d’eleganza di Monaco e comparve poi anche in un film. L’idea di una coupé-cabriolet stuzzicò in seguito altri costruttori: negli anni 50 la Ford riprese il concetto sulla Fairlane 500 Skyliner, ma si dovette aspettare la seconda metà degli anni 90 per un revival in piena regola. Per prima la Mercedes, nel 1996, con la SLK e, successivamente, la stessa Peugeot con la 206 CC, seguita dalla 207 CC e dalla 308 CC. Quando oggi premiamo un pulsante e aspettiamo solo pochi secondi, proviamo a pensare a quell’ingegnoso dentista che anziché armeggiare con il trapano, progettò una delle innovazioni stilistico-meccaniche più interessanti della storia dell’automobile. E ringraziamo la Peugeot per averci creduto.

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Targhe estere, addio impunità: ecco come gli stranieri saranno obbligati a pagare le multe

Una delle convinzioni più radicate tra gli automobilisti italiani riguarda gli stranieri. E, più in generale, quelli che nel Bel Paese guidano macchine con targa estera, visto che una quindicina d'anni fa, per sfuggire alle multe e al caro-assicurazioni, ha preso piede, anche tra molti italiani, il trucco, diciamo così, del cosiddetto leasing tedesco (all'inizio degli anni 10), poi del noleggio bulgaro (nella seconda metà degli anni 10), poi della targa rumena, adesso di quella polacca. La certezza dell'impunità? Il fatto è che nell'immaginario collettivo italiano il conducente di una vettura con targa estera, soprattutto svizzera, può permettersi di commettere ogni possibile nefandezza sulle nostre strade, di violare ogni regola della circolazione stradale  in particolare i limiti di velocità in autostrada grazie alla ragionevole certezza di non essere multato. O, nell'improbabile ipotesi di essere raggiunto a casa mesi dopo (il termine è di 360 giorni) da un verbale, sapendo che, comunque, il mancato versamento della somma dovuta non avrà mai alcuna conseguenza pratica. L'Italia zona franca d'Europa? Insomma, secondo gran parte degli italiani le nostre strade sarebbero una sorta di zona franca, in Europa, per i cittadini esteri e per i conducenti di veicoli targati in altri Paesi. In generale non è vero, ma questa convinzione non è del tutto campata per aria: Non paga lo straniero, titolammo nel luglio 2008 un'inchiesta sullo scandalo dei verbali non notificati oltrefrontiera.Da allora molti passi in avanti sono stati fatti, soprattutto grazie al sistema europeo di scambio dati Eucaris, esteso nel 2015 alle principali violazioni stradali e a cui, in teoria, nessun veicolo immatricolato nei paesi della Ue sfugge. Ne risponderà per cinque anni qualsiasi conducente Ma un fondo di verità, sull'Italia-zona franca d'Europa, dev'esservi ancora, soprattutto con riguardo alle targhe di paesi extra-Ue, visto che il testo-base del nuovo Codice della strada, su cui il ministero dei Trasporti ha aperto una pubblica consultazione che si concluderà il 13 settembre, contiene una novità piuttosto interessante: la possibilità, per agenti di polizia e militari, di contestare per cinque anni una violazione non notificata oltrefrontiera al conducente sorpreso a circolare nel territorio italiano, anche se diverso dal soggetto proprietario al momento della violazione o da altro obbligato in solido. Nascerà la banca dati delle targhe multate Ciò sarà possibile grazie all'istituzione di una banca dati dei veicoli immatricolati all'estero, che risultano aver commesso violazioni per le quali non è stato possibile procedere alla contestazione o notificazione del verbale di accertamento. L'elenco, si legge nel testo-base del nuovo Codice della strada, è messo a disposizione degli organi polizia stradale per la consultazione esclusivamente in forma telematica e, comunque, potrà essere consultato da chiunque vi abbia interesse, nel rispetto delle norme in materia di riservatezza personale, per esempio uno straniero intenzionato ad acquistare una macchina usata nel suo Paese per verificare ammesso che sappia che esiste questa possibilità che la vettura non sia gravata da multe non pagate in Italia. Più controlli e tecnologia al servizio delle pattuglie Tutto molto bello, come avrebbe detto Bruno Pizzul, ma servirà a ben poco se il presidio delle strade con pattuglie non aumenterà in maniera significativa e se le tecnologie per l'accertamento delle violazioni non inizieranno a essere utilizzate in coordinamento in tempo reale con le pattuglie presenti su strada.
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Dalla ID. Polo alla Golf full hybrid: le 5 novità Volkswagen in arrivo dopo l'estate

Le novità più importanti per Volkswagen sono le due nuove elettriche di segmento B, la ID. Polo e la ID. Cross, che portano al debutto la nuova piattaforma Meb+ e si inseriscono in uno dei mercati più caldi dei prossimi anni. Accanto a queste, nei prossimi mesi vedremo arrivare anche il primo restyling della ID. 4 (che diventerà ID. Tiguan) e l'ingresso nella gamma di Golf e T-Roc delle prime motorizzazioni full hybrid di Wolfsburg.Scopriamo insieme le novità di Volkswagen da qui alla fine del 2026. Volkswagen ID. Polo Per la sua nuova elettrica la Volkswagen ha scelto un nome noto, abbandonando la nomenclatura numerica che aveva finora caratterizzato la gamma ID. Lo stile Pure Positive, firmato Andreas Mindt e che troviamo anche sulla ID. Cross, punta su superfici pulite e proporzioni equilibrate, con richiami alla tradizione (come il montante C ispirato alla Golf). Lunga 405 cm e con un passo di 260, la ID. Polo è costruita sulla nuova piattaforma MEB+ (condivisa con le altre elettriche del gruppo tedesco, comprese la Cupra Raval e la Skoda Epiq). Gli interni tornano a un mix di comandi fisici e digitali, con quadro strumenti da 10" (e grafica ispirata alla Golf Mk1) e infotainment da 13". Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 441 litri. La gamma prevede al momento due motorizzazioni, da 135 CV con batteria LFP da 37 kWh, e da 211 CV con batteria NMC da 52 kWh, per autonomie che vanno dai 330 ai 455 km; la ricarica rapida arriva fino a 90 o 105 kW a seconda della batteria, con tempi dal 10 all'80% di circa mezz'ora. Quattro gli allestimenti attualmente a listino, a cui si aggiungeranno nel corso del prossimo anno versioni più abbordabili da 116 CV e prezzi da meno di 25 mila euro.Quando arriva: novembreQuanto costa: da 30.000 euro Volkswagen ID. Cross Con la nuova ID. Cross, la Volkswagen porta l'elettrico nel cuore del segmento B-SUV, molto popolare in Europa, così come in Italia. Lunga 4,15 metri, è poco più grande della T-Cross termica, a cui si affianca, senza sostituirla, ma con il suo passo di 2,60 metri offre un abitacolo più spazioso (e 20 litri in più nel baule, per 475 complessivi). Il design si caratterizza per le linee pulite e le forme robuste, mentre gli interni segnano il ritorno del costruttore tedesco a un buon numero di comandi fisici per le funzioni principali, affiancati da un sistema multimediale che sfrutta un generoso touchscreen centrale. Una sola la versione attualmente a listino, con motore da 155 kW (211 CV) e batteria da 52 kWh netti, per un'autonomia di 436 km. Nel 2027 arriveranno le versioni meno potenti e con batterie più piccole, e con prezzi da circa 28 mila euro.Quando arriva: 2027Quanto costa: da 37.450 euro Volkswagen ID. Tiguan L'addio alle sigle numeriche segna una svolta per Wolfsburg: la ID.4 si rinnova e diventa Volkswagen ID. Tiguan. Attesa nelle concessionarie entro la fine del 2026, adotta la piattaforma Meb+. Lunga poco meno di 4,60 metri, con un passo di 2,77 metri, avrà un bagagliaio da circa 550 litri. L'abitacolo dispone di un display per l'infotainment da 15", con assistente vocale basato su ChatGPT. E sul volante tornano i comandi fisici. La gamma includerà versioni entry level da 170 CV equipaggiate con nuove batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) e powertrain più efficienti, con l'obiettivo di ridurre i consumi e aumentare l'autonomia complessiva, che dovrebbe superare i 700 km nel ciclo di omologazione WLTP.Quando arriva: fine 2026Quanto costa: circa 40 mila euro Volkswagen Golf La bestseller di Wolfsburg introduce per la prima volta in gamma un nuovo powertrain full hybrid destinato ad affiancare le attuali versioni mild hybrid e plug-in. Il sistema abbina un 1.5 TSI a ciclo Miller a un modulo ibrido con motore elettrico, generatore, elettronica di controllo e frizione di disaccoppiamento integrati, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 1,6 kWh raffreddata a liquido. Il sistema lavora in tre modalità (elettrica pura, in serie e in parallelo) e sviluppa 125 kW (170 CV) e 306 Nm. In autunno arriverà la variante da 100 kW (136 CV).Quando arriva: ottobreQuanto costa: da 39.250 euro Volkswagen T-Roc Anche la T-Roc diventa full hybrid, adottando lo stesso sistema riservato alla Golf per competere con modelli come Toyota Corolla Cross, Renault Symbioz E-Tech e Kia Niro. Il nuovo powertrain si affianca nella gamma della tedesca alle attuali versioni mild hybrid (da poche settimane anche 4x4) e plug-in, abbinando l'1.5 TSI turbobenzina a due unità elettriche. Disponibile nelle varianti da 170 e 136 CV - che arriverà più avanti, funziona in modalità elettrica, seriale o parallela, passando automaticamente da una configurazione all'altra in base alle condizioni di marcia. Quando arriva: ottobreQuanto costa: da 42.650 euro
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Lamborghini Revuelto SV: nata per il puro piacere di guida

Quelle due lettere che ha sul fianco sono un'eredità pesante. Cinquantacinque anni fa, con la Miura è iniziata la stirpe delle SV, le Super Veloce. E oggi, alla Monterey Car Week, la Lamborghini prosegue questa tradizione con la nuova Revuelto SV. Non una semplice evoluzione, ma un salto in avanti che a Sant'Agata Bolognese definiscono "The Quantum of Driving". Non punta alla potenza pura, questa SV, ma alla precisione di guida, che vuole regalare a chi la guida un dialogo millimetrico con l'asfalto.   1.065 CV per volare oltre i 345 all'ora Sotto la pelle in fibra di carbonio, aggiornata con tante nuove appendici aerodinamiche, batte l'ultima evoluzione della filosofia HPEV (High Performance Electrified Vehicle). Il V12 aspirato di 6.5 litri eroga 825 CV a 9.250 giri/min, poco sotto il limitatore, fissato a quota 9.500. La sinergia con i tre motori elettrici due a flusso assiale anteriori e uno radiale integrato nel cambio doppia frizione a otto rapporti, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 7,3 kWh porta la potenza complessiva a 1.065 CV, con una coppia di sistema che tocca i 1.425 Nm. Numeri da primato, che promettono prestazioni elevatissime: per lo 0-100 km/h bastano 2,4 secondi, i 200 km/h vengono raggiunti in appena 6,7 secondi e la velocità massima supera i 345 km/h. Assetto derivato dalle GT3 Ma la Revuelto SV, come detto, non è solo prestazione pura: il rapporto peso/potenza è di 1,66 kg/CV e la gestione della dinamica veicolo abbandona i compromessi. Sorprende la scelta, squisitamente purista, di adottare ammortizzatori passivi regolabili manualmente a quattro vie, derivati direttamente dall'esperienza nei campionati GT3. Questa soluzione, unita a una nuova cinematica delle sospensioni, secondo la Casa ha permesso di incrementare l'agilità del 17% e l'aderenza laterale del 10% rispetto alla Revuelto standard. Questa supersportiva diventa così uno strumento di precisione, capace di fermare il cronometro a Hockenheim sul tempo di 1:41.6, stabilendo il nuovo primato per le auto di serie sul tracciato tedesco.Per Alessandro Farmeschi, Revuelto Product Line Director, la sigla SV nata, come detto, con la Miura del 1971 e proseguita con Diablo, Murciélago e Aventador è un sigillo che, oltre a segnalare gli allestimenti più performanti, ha un significato profondo per una parte dei clienti più fedeli del marchio. Con la Revuelto SV si apre però un capitolo nuovo: è la prima Super Veloce ibrida della storia. Dove la componente elettrica, ci ha spiegato Farmeschi, non cambia il carattere della vettura ma lo amplifica, rendendo la risposta ancora più diretta e la guida più intensa e coinvolgente. Arriva la modalità di guida Pilota L'aerodinamica non è da meno, con un incremento del carico complessivo dell'80% rispetto al modello originale e un'efficienza migliorata del 60% nel rapporto tra deportanza e resistenza all'avanzamento. All'anteriore, lo splitter e la firma "Omega" verticale ottimizzano i flussi, mentre al posteriore l'ala fissa lavora in concerto con un flap di Gurney per offrire maggiore stabilità alle alte velocità. Anche la frenata è stata oggetto di una rivoluzione: l'impianto CCM-R Plus con dischi anteriori da 420x40 mm permette di arrestare i 1.772 kg della vettura da 200 a 0 km/h in soli 110 metri, vantando una dissipazione del calore superiore del 23%. Al debutto anche la nuova modalità di guida Pilota, gestibile tramite un selettore rosso sul volante che permette di modulare il controllo di trazione su cinque livelli, adattandosi persino all'usura degli pneumatici Bridgestone Potenza Race R. Sarà prodotta in soli 1.963 esemplari, un chiaro omaggio all'anno di nascita del marchio del Toro.
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Due Porsche 911 firmate Louis Vuitton e Singer

Lusso, artigianalità, personalizzazione e maestria del restauro si uniscono in un progetto ispirato all'arte del viaggio. Ovviamente su quattro ruote. Il team della francese Louis Vuitton e quello di Singer, atelier californiano specializzato nel restauro e personalizzazione di Porsche 911 classiche, hanno lavorato a stretto contatto per un anno realizzando due esclusivi esemplari dello storico modello della Casa di Zuffenhausen. Non si tratta di semplici restomod, ma di una reinterpretazione che ha coinvolto ogni dettaglio funzionale ed estetico delle due vetture impegnando per la prima volta tutti i laboratori della maison francese, dagli artigiani dei bauli a quelli della pelletteria, fino ai maestri orologiai de La Fabrique du Temps.

Coupé color zafferano

La prima vettura, una 911 Reimagined by Singer - Classic su telaio 964 coupé, sfoggia una carrozzeria di fibra di carbonio color zafferano con ala posteriore ad attivazione automatica in funzione della velocità. Il colore, presente negli archivi Louis Vuitton da oltre un secolo e mezzo, richiama anche il Bahama Yellow legato alle prime commissioni Singer, mentre gli pneumatici blu cobalto rendono omaggio a manici e nastri del packaging della maison. Il motore è un boxer sei cilindri 4.0 litri aspirato raffreddato ad aria, abbinato a cambio manuale a sei marce, trazione posteriore, impianto frenante carboceramico e reparto scarico di titanio. Un portapacchi su misura, con attacchi per sci o tavola da surf (sempre, rigorosamente, griffata Louis Vuitton), sottolinea la vocazione al viaggio della vettura. L'abitacolo è rivestito di pelle Vachetta VVT (Vache Végétale Tannée) con cuciture gialle, trapuntatura a motivo malletage e occhielli dei sedili con monogramma LV, mentre manopole di regolazione, interruttori, serrature, linguette di apertura e bocchette dell’aria sono di metallo, prevalentemente rodiato, realizzato utilizzando tecniche artigianali tradizionali. Non mancano alcuni accessori moderni: aria condizionata, Apple CarPlay, supporto da scrivania per l’orologio da cruscotto removibile.

Open air con stile

Il secondo modello, ideato da Nicolas Ghesquière, direttore artistico delle Collezioni Donna di Louis Vuitton, fonde il mondo dell'auto con quello della nautica: il risultato è una 911 Classic Turbo cabriolet realizzata sempre su telaio 964, con carrozzeria di fibra di carbonio bianco Calcaire Lutétien e alettone posteriore whale tail. Il motore è un boxer sei cilindri 3.8 litri biturbo con intercooler aria-acqua, sempre con cambio manuale a sei marce e modalità di guida selezionabili, trazione posteriore, impianto di scarico di titanio e frenante carboceramico, Abs, controllo di trazione e controllo elettronico di stabilità . Gli interni combinano pelle color cognac e legno di noce americano, con un vano bagagli posteriore rivestito con la stessa tecnica usata per i ponti in teak dei motoscafi runabout. Dietro i sedili trova posto un baule su misura composto da tre valigie estraibili, mentre il cofano anteriore ospita ulteriori bauli sempre firmati, ovviamente, Louis Vuitton. Anche questo modello è completato da aria condizionata, Apple CarPlay, supporto da scrivania per l’orologio da cruscotto removibile oltre a copertura auto su misura,

Dettagli unici

Al centro di entrambi i progetti c'è un segnatempo meccanico da cruscotto removibile, trasformabile in orologio da tavolo, realizzato dai laboratori de La Fabrique du Temps Louis Vuitton in Svizzera con lancette e quadranti ispirati all'iconica linea Tambour. Sulla 911 Classic il quadrante è blu cobalto con accenti arancioni, mentre sulla Classic Turbo l'orologio, d'oro, occupa il centro della console e dialoga con un modello da polso Tambour Automatic pensato per la capsule di pelletteria e abbigliamento dedicata al proprietario, che comprende, oltre ai bauli, un abito su misura di seta parachute con cuciture in rilievo, occhiali da sole, caschi di carbonio, guanti da guida e calzature.

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Totem Tiziano: la tela bianca su cui nasceranno le sportive del futuro

Alla Monterey Car Week la Totem Automobili ha dato dimostrazione della sua maturità. Presentando la piattaforma che, di fatto, la rende un costruttore d'automobili vero e proprio. La metamorfosi da specialista del restomod a "Boutique Manufacturer", come ai ragazzi veneti guidati da Riccardo Quaggio piace definirsi, si è compiuta con "Tiziano". Che non è l'ennesima special basata su un'auto del passato, ma di una dichiarazione d'indipendenza, il superamento definitivo dei restomod. Addio donor car: d'ora in poi la Totem progetterà integralmente le sue architetture proprietarie. Tela bianca Il cuore di questa rivoluzione nasce da un foglio bianco: la piattaforma Tiziano è una base tecnica modulare basata su una monoscocca di fibra di carbonio. Garanzia di rigidezza e leggerezza, questa "vasca" è flangiata a due telai ausiliari d'alluminio e sormontata da una struttura tubolare che permette di adottare diverse carrozzeria senza intaccare in alcun modo il nucleo strutturale: pura libertà creativa. Da lei nasceranno varie vetture, a partire da quelle della Serie T12, una famiglia di tre sportive molto divese tra loro, nate dal medesimo Dna. Corsa, Lunga e Turismo avranno una morfologie ben distinte e scopi divergenti, con ogni modello che avrà una propria identità stilistica e dinamica.i: la prima sarà destinata alla pista, con volumi estremi, linee tese e meccanica a vista. La Lunga, invece, avrà volumi più muscolosi, forme allungate e un raffinato studio dell'aerodinamica. La Turismo, infine, sarà la più elegante, con un grande equilibrio delle forme e un'anima pensata per il piacere di guida su strada  Materiali aeronautici e V12 aspirato La piattaforma Tiziano segue logiche da competizione pura. Lo schema sospensivo prevede doppi quadrilateri sovrapposti su entrambi gli assi, con cinematica pushrod e rocker per accentrare le masse degli ammortizzatori, regolabili elettronicamente in estensione e compressione. I componenti sono ricavati dal pieno partendo da blocchi di Ergal 7075 T6, una lega che strizza l'occhio all'aeronautica per resistenza e pesi minimi. La dinamica di guida è scolpita da una distribuzione dei pesi che sposta il 55% della massa al posteriore, lasciando il 45% sull'avantreno, dove troviamo uno sterzo con servoassistenza idraulica. Il capitolo propulsivo è un inDietro l'abitacolo troverà posto un V12 aspirato sviluppato da Italtecnica, accoppiato a una trasmissione manuale a sei rapporti con trazione posteriore. L'impianto frenante, firmato Brembo, impiega dischi autoventilanti (anche carboceramici) abbinati a pinze a sei pompanti all'anteriore e quattro al posteriore Si farà attendere L'obiettivo dichiarato dalla Totem, ovviamente, non è quello di una produzione in serie, ma la creazione di vere e proprie "sculture meccaniche". Nel 2027, il marchio veneto svelerà un rolling chassis funzionante, privo di carrozzeria, per mostrare la piattaforma Tiziano prima che le carrozzerie personalizzabili in ogni dettaglio ne definisca l'identità finale. Insomma, la Tiziano non è solo tecnica: è l'ambizioso tentativo di plasmare i classici di domani partendo da un foglio bianco, proprio come si faceva una volta.
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F1 | Cadillac, i problemi con i freni bollenti sono un limite di... gioventù, ma anche un'opportunità

La corsa di Valtteri Bottas in Ungheria si è purtroppo conclusa con un ritiro dopo appena una ventina di giri, a causa di un problema di surriscaldamento ai freni che il team pensava di aver risolto grazie a un aggiornamento introdotto proprio per contrastare questo fenomeno. È un tema su cui Cadillac lavora da tempo, com’è normale per una squadra nuova, ma che continua a rappresentare una ...Continua a leggere

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Aston Martin Valen, la V12 più potente di sempre: 850 CV e 345 km/h

La nuova Aston Martin Valen è la più potente supercar a motore anteriore mai realizzata dalla Casa britannica. Il suo V12 5.2 litri biturbo sviluppa 850 CV e 1.000 Nm, mentre la carrozzeria interamente in fibra di carbonio e l'impiego di materiali come titanio, alluminio e magnesio permettono di ridurre il peso fino a 110 kg rispetto alla piattaforma V12 di riferimento. Sarà prodotta in soli 150 esemplari e raggiungerà i 345 km/h. Le prime consegne sono previste nel secondo trimestre del 2027
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Aston Martin Valen: l'ultima creatura di Gaydon ha un V12 da 850 CV

Dodici cilindri, due turbo e zero elettrificazione: il simbolo di Gaydon viene elevato alla sua massima potenza. L'Aston Martin Valen, svelata alla Monterey Car Week non è semplicemente una "special" della divisione Q: è la celebrazione definitiva del motore anteriore, nonché la vettura stradale a dodici cilindri più potente nei 113 anni di storia del marchio. Il nome, derivato dal latino "valens" (forte, potente), racchiude l'essenza di un progetto limitato a soli 150 esemplari che eleva il concetto di supercar a una dimensione quasi scultorea.Dentro il lungo cofano di fibra di carbonio pulsa l'ultima evoluzione del V12 biturbo di 5.2 litri. I tecnici della divisione Special Vehicle Operations (SVO) hanno portato questo gioiello a potenze mai viste prima: 850 CV e 1.000 Nm di coppia, ben spalmati tra i 2.500 e i 5.000 giri/min. Il cambio è uno ZF a otto rapporti transaxle, che adotta strategie di cambiata derivate da quelle della Vantage GT4 da corsa. Il risultato è un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi e una velocità massima autolimitata di 345 km/h.   Anche lei ha le Pirelli Cyber Tyre Il focus dello sviluppo è stato l'alleggerimento: l'uso estensivo di materiali compositi e leghe leggere ha permesso di risparmiare fino a 110 kg rispetto alla piattaforma V12 standard. Un pacchetto opzionale "lightweight" aggiunge bulloneria di titanio e bracci delle sospensioni d'alluminio ricavati dal pieno, riducendo le masse non sospese di 16,9 kg. La dinamica di guida beneficia di ammortizzatori adattivi Bilstein DTX e di un telaietto posteriore più rigido rispetto alle altre V12, così da massimizzare la precisione nei cambi di direzione. Dopo la Pagani e la McLaren, l'Aston Martin diventa il terzo costruttore a impiegare penumatici Pirelli con tecnologia Cyber Tyre: questo sistema, sviluppato con la Bosch, integra sensori che inviano dati in tempo reale a ABS ed ESP per ottimizzare i parametri di intervento in base alle condizioni reali della gomma. L'impianto frenante carboceramico impiega dischi da 410 mm davanti e 360 mm dietro, ed è pensato per avere un'elevata resistenza al fading. Stampata in 3D Esteticamente, il designer Marek Reichman ha firmato una carrozzeria "full carbon" che rompe con il passato: sparisce il lunotto posteriore a favore di un portellone cieco aerodinamico che nasconde un vano da 170 litri. Il lato B è dominato da uno scarico di titanio con quattro terminali stampati in 3D, le cui valvole si aprono progressivamente per esaltare le frequenze più acute del V12. All'interno, la console inclinata è ispirata alla Valhalla e integra svariate componenti realizzate tramite la tecnica della stampa additiva tridimensionale. Con le prime consegne previste per il secondo trimestre del 2027, la Valen si prepara a diventare un oggetto di culto per chi crede ancora che la potenza, nel suo stato più puro, debba avere dodici cilindri.
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F1 | Pirelli conferma: lo studio della Super-Intermedia prosegue nonostante i pochi test sul bagnato

Non solo la costruzione e le 5 mescole. Pirelli è al lavoro per definire le gomme per la prossima stagione di Formula 1 e, ormai da diversi mesi, c'è un tema che viene discusso e su cui a Milano studiano da tempo. Si tratta di una gomma da bagnato che, almeno sino a oggi, è conosciuta come Super-Intermedia.
Stiamo parlando di una proposta fatta tempo fa. Una gomma da bagnato unica che ...Continua a leggere

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La FIA revoca le restrizioni nei confronti dei piloti di Russia e Bielorussia

La FIA ha revocato le restrizioni imposte ai piloti russi e bielorussi e non li vincola più a un impegno di “neutralità”, facendo un passo indietro rispetto alle misure adottate nei loro confronti in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. 
A seguito dell’invasione russa avvenuta nel 2022, la FIA aveva introdotto una serie di sanzioni nei confronti delle organizzazioni e dei ...Continua a leggere

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MotoGP | Solo 4 piloti dell'attuale griglia di partenza non hanno ancora vinto: ecco di chi si tratta

La competitività del Campionato del Mondo di MotoGP sta diventando sempre più evidente ogni fine settimana in questa stagione 2026. Alla fine dell’era delle moto da 1000 cc, prima del passaggio ai nuovi prototipi da 850 cc con minore aerodinamica previsto per la prossima annata, è innegabile che si stia assistendo a un’interessante varietà ai vertici della serie, per quanto i grandi ...Continua a leggere

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Renault 5 E-Tech, primo aggiornamento: cresce l'autonomia e arrivano i cerchi in stile Clio Williams

Secondo le ultime notizie diffuse dai media francesi, la piccolina elettrica della Régie si appresta a ricevere affinamenti tecnici e stilistici. Tra leak dai configuratori esteri e fonti interne, emergono chilometri in più di percorrenza, una ricarica più rapida per la versione d'accesso e il possibile debutto di una batteria da 56 kWh.
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F1 | Intervista esclusiva: le lezioni di vita e sulle corse che Allan McNish ha imparato da Senna e da Audi

Per Allan McNish, storico pilastro dell'Audi e vincitore della 24 Ore di Le Mans, diventare il primo direttore racing della Casa di Ingolstadt in Formula 1 sembra la naturale evoluzione della sua illustre carriera su entrambi i lati del muretto box.
Dopo aver scalato la trafila britannica delle monoposto tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, la strada di McNish verso il vertice ...Continua a leggere

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Nuovo Codice della strada, addio alla cresta sulle spese di accertamento

Quant'è odiosa la cresta sulle multe, titolammo su Quattroruote di febbraio 2015 la prima inchiesta sull'anomalo aumento delle spese di accertamento e notifica nei verbali inviati al proprietario dell'auto con cui è commessa una violazione. Una prassi, quella di aumentare surrettiziamente i ricavi derivanti dalle violazioni stradali, intrapresa dai Comuni all'indomani dell'introduzione, nell'estate del 2013, dello sconto del 30% per chi avesse pagato entro 5 giorni dalla notifica. E nel tempo finita fuori controllo se è vero, come è vero, che in alcune realtà si possono sfiorare i 30 euro. Si passerà da 30 a 3 euro Con il nuovo Codice della Strada cambia tutto. Radicalmente. E non perché, come ha chiesto più volte Quattroruote in passato, le spese saranno poste a carico dell'ente da cui dipendono gli agenti o i militari che hanno accertato l'infrazione (anzi, il testo-base su cui è stata aperta una pubblica consultazione che si concluderà il 13 settembre conferma molto chiaramente la regola attuale) ma grazie a tre significative novità per cui, a regime, le spese potrebbero ridursi a poco più di tre euro. Vediamo perché. Tutti i costi saranno a carico del Comune La prima novità è che nel nuovo Codice si stabilisce chiaramente che tra le spese di accertamento possono rientrare solo quelle sostenute per l'individuazione del trasgressore. Si specifica anzi, per evitare che qualche Comune provi comunque a farsi beffe della legge, che non possono rientrarvi quelle sostenute per l'impiego delle apparecchiature utilizzate per l'accertamento della violazione nonché i costi connessi all'assistenza legale, al recupero del credito e alla gestione amministrativa del procedimento sanzionatorio. Insomma, se un Comune si affida a una ditta privata per gestire le multe e il relativo contenzioso, con il nuovo testo la pagherà con le proprie risorse, non con i soldi degli automobilisti. Accesso gratuito alle banche dati della Motorizzazione e dell'Aci Non solo. Al contrario di quanto accade oggi, gli agenti e i militari potranno finalmente accedere gratis sia all'Archivio Nazionale Veicoli della Motorizzazione civile sia al Pra (tutte le banche dati o archivi gestiti da pubbliche amministrazioni, specifica il nuovo Codice). Una cosa da Paese normale, la possibilità che una pubblica amministrazione possa interrogare un'altra pubblica amministrazione senza dover pagare un gettone per ogni click oppure un abbonamento a forfait, che finalmente, dopo decenni, arriverà anche in Italia. Spese di accertamento azzerate. E la notifica digitale costerà solo 3 euro Tutto ciò determinerà l'azzeramento totale delle spese di accertamento. Resteranno a carico di chi è tenuto al pagamento della multa solo le spese di notifica, ossia quelle sostenute dalla pubblica amministrazione per inviare il verbale al domicilio del proprietario dell'auto. Attualmente Poste Italiane si fa pagare un atto giudiziario di peso fino a 20 grammi gestito nei centri business ben 11,67 euro (incluse le spese per le comunicazioni di avvenuta notifica e avvenuto deposito), ma questa somma si riduce già oggi a 3 euro per chi ha la Pec registrata nel Send, il Servizio notifiche digitali della pubblica amministrazione. A regime, quando entrerà in vigore l'obbligo di domicilio digitale per tutti i proprietari di veicoli a motore, tutti pagheranno 3 euro. Così composti: un euro (+IVA) per il costo che il Comune sostiene per accedere a Send, 2 euro di tariffa fissa a carico del destinatario dovuta per il servizio di notifica digitale.Una svolta epocale che finalmente proietterà l'Italia in Europa. Ma riuscirà lo Stato ad arginare la probabile sollevazione dei Comuni che da una dozzina d'anni lucrano sulle multe?
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MotoGP | Come un errore umano ha portato alla penalità di Quartararo a Silverstone

Fabio Quartararo ha perso i punti conquistati nel GP di Gran Bretagna che la MotoGP ha affrontato a Silverstone nel fine settimana, precipitando al 16° posto a seguito di una penalità di 16". Questa sanzione viene solitamente comminata quando un pilota non ha completato un numero sufficiente di giri con una pressione degli pneumatici superiore a quella richiesta da Michelin per motivi di ...Continua a leggere

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1.250 CV, 330 km/h e solo 30 esemplari: ecco la Czinger 21C Spyder

La Czinger, piccola azienda californiana specializzata in vetture ad altissime prestazioni, ha svelato alla Monterey Car Week la 21C Spyder, la terza variante dell'omonima hypercar dopo l'HDF e la VMax.Questa volta, come segnala esplicitamente il nome, la particolarità è rappresentata dalla decisione di scoprire il tetto, ma al di là di questo non cambia l'approccio dell'azienda all'esclusività e alle alte prestazioni. La 21C Spyder sarà prodotta a Los Angeles in appena 30 esemplari, ognuno dei quali sarà venduto a partire da 2,75 milioni di dollari (2,38 milioni di euro al cambio attuale).  Le specifiche tecniche La Spyder garantisce prestazioni di altissimo livello grazie al sistema di propulsione ibrido: il V8 biturbo da 2,88 litri "flat-plane" (in posizione centrale e longitudinale) è abbinato a 3 motori elettrici sincroni a magneti permanenti, di cui 2 sull'asse anteriore e un motogeneratore collegato all'albero motore. La potenza combinata è di 932 kW (1.250 CV), di cui 750 con il propulsore a benzina e 500 con i motori elettrici, e una coppia di 938 Nm a 11.000 giri al minuto.Nonostante il peso di 1620 kg (è più alto per i dispositivi di sicurezza aggiuntivi), rimane elevato il rapporto peso/potenza: 260 CV per litro. La potenza del motore viene trasmessa alle ruote tramite un cambio a sette rapporti a frizione singola sviluppato in collaborazione con Xtrac. La coppia istantanea garantita dai motori elettrici e la trazione integrale (la distribuzione dei pesi è di 45:55) consente alla 21C Spyder di raggiungere una velocità massima di 330 km/h (con tetto rigorosamente chiuso) e di coprire lo 0100 in 1,92 secondi. Un nuovo sistema frenante La nuova hypercar della Czinger non ha particolari differenze con le altre sue sorelle, anche se non mancano alcune interessanti novità tecnologiche: tra queste il BrakeNode, il primo sistema frenante al mondo completamente integrato e realizzato con processi di produzione additivi. Il sistema è caratterizzato da una particolare configurazione dei principali componenti: il montante della sospensione, la pinza del freno e i condotti del fluido idraulico sono, infatti, integrati in un unica struttura. In tal modo, secondo l'azienda, gli spazi di frenata vengono ridotti del 15%, la rigidità aumenta del 30% e le masse non sospese vengono tagliate di 2,7 kg (0,7 kg per ruota). Per raggiungere questi risultati si è anche fatto ricorso a leghe di alluminio speciali, al titanio per i pistoni delle pinze e ai materiali carboceramici per le pastiglie. 
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Koenigsegg CCGT1, già sold out la supercar da 1.600 CV

Koenigsegg presenta a Monterey la CCGT1, che rende omaggio progetto CCGT, la GT1 da endurance sviluppata dalla casa svedese e mai portata in gara. Annunciato nel 2007, il programma venne poi cancellato quando la FIA modificò il regolamento delle GT1, limitandolo a costruttori con maggiori volumi produttivi. L'originale sta per tornare La CCGT GT1, costruita in un solo esemplare, montava un V8 aspirato 5.0 da 600 CV a trazione posteriore, con un cambio sequenziale in magnesio e un'aerodinamica capace di generare oltre 600 kg di deportanza. Quell'auto è stata restaurata dalla Koenigsegg Legend Division, e debutterà nella classe storica GT1. Il modello presentato alla kermesse californiana nasce proprio per celebrare questo ritorno: realizzato base della Koenigsegg CC850, ne verranno prodotti solo 70 esemplari, già tutti venduti prima ancora della presentazione ufficiale. Che alettone! La carrozzeria della CCGT1 è stata completamente ridisegnata: della CC850 originale restano di fatto solo le portiere e il tetto removibile. L'elemento più vistoso di questa hypercar è l'alettone posteriore attivo (con una sottile striscia a LED a tutta larghezza), con 30 gradi di escursione automatica. All'aerodinamica contribuiscono anche lo splitter anteriore, i flap attivi nel sottoscocca, il fondo scolpito e un diffusore dedicato: il carico verticale raggiunge 800 kg a 250 km/h, valore che colloca la CCGT1 tra la Jesko Attack e la Sadair's Spear. Il V8 arriva fino a 1.600 CV Il propulsore è il V8 biturbo Koenigsegg da 1.280 CV con benzina normale e 1.600 CV con bioetanolo E85, ma con una gestione motore in grado di lavorare con qualsiasi miscela dei due carburanti. La presa d'aria sul tetto alimenta un radiatore olio maggiorato e un circuito dedicato al raffreddamento degli ammortizzatori. La trasmissione è la Light Speed Transmission a nove rapporti, gestita da una nuova interfaccia sequenziale denominata Koenigsegg Sequential Shift, che prevede il pedale della frizione per la partenza e le cambiate senza frizione con taglio di accensione, così da replicare l'esperienza della CCGT originale. In alternativa è disponibile il cambio manuale a griglia con sei rapporti della CC850. Due novità assolute Con la CCGT1, Koenigsegg presenta due novità: la prima è il Pacchetto Pista, che comprende roll bar in carbonio, sedili racing compatibili HANS, impianto antincendio, scarico da competizione, martinetti pneumatici integrati, assetto e freni dedicati, un secondo treno di cerchi con gomme da pista e l'accesso ai track day organizzati dalla casa. La seconda novità si chiama Ghost Fibre, ed è un'evoluzione della fibra di carbonio bianca introdotta nel 2009 con il progetto Trevita, e successivamente abbandonata per le difficoltà produttive che comportava. La nuova versione, utilizzata per i pannelli della CCGT1, offre rigidità superiore, un effetto fonoassorbente e minor peso rispetto al carbonio tradizionale.
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F1 | I doppiaggi sono diventati complessi: le bandiere blu rischiano di mandare in confusione le PU

Nel corso dell’ultima gara in Ungheria, un malfunzionamento del sistema automatico delle bandiere blu ha generato confusione tra i piloti, ormai abituati a ricevere indicazioni molto precise, incluso il numero della vettura a cui è destinata la segnalazione. Un’informazione che risulta particolarmente utile quando si è in piena lotta, evitando di dover dipendere dalle comunicazioni ...Continua a leggere

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Ponte Morandi, otto anni fa la tragedia del viadotto genovese

14 agosto 2018. Alla vigilia di Ferragosto, un nubifragio si abbatte su Genova. Sembra quasi un segnale di malaugurio perché alle 11.36 uno strallo del viadotto sul Polcevera si rompe, causando il collasso della pila 9 del ponte sull'autostrada A10. una tragedia con pochi precedenti nella storia dell'Italia repubblicana: muoiono 43 persone, si contano decine di feriti e centinaia di sfollati, interi quartieri (Sampierdarena e Cornigliano) pagano le conseguenze del crollo.Sono passati ormai otto anni, ma quell'evento drammatico rimane scolpito nella memoria dei cittadini del capoluogo ligure e di tutti gli italiani. E va ricordata senza se e senza ma, ancor di più alla luce delle novità giudiziarie di poche settimane fa: la sentenza di primo grado nel processo che ha portato alla sbarra decine di persone, tra cui Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, nonché diversi manager e funzionari pubblici.  La sentenza Il dibattimento, iniziato circa quattro fa e caratterizzato da ben 284 udienze e dall'audizione di 282 testimoni, ha portato alla sbarra 57 persone (in realtà 59, ma due sono decedute durante il processo), imputate a vario titolo di reati come disastro colposo, omicidio colposo plurimo e omicidio stradale (in totale i capi di imputazione erano 112, riassunti in un decreto di 1.479 pagine). Nel complesso le condanne hanno colpito 32 persone, per poco meno di 180 anni di reclusione, mentre sono state assolti 25 altri imputati.Tra tutte le condanne spicca quella a Castellucci. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Genova lo hanno condannato a 12 anni di carcere per le responsabilità di una tragedia, che, secondo i giudici, poteva essere evitata: in attesa che vengano pubblicate a gennaio le motivazioni della sentenza, si può ben dire che la corte abbia dato ragione alle accuse della procura, secondo cui gran parte degli imputati sarebbe stata a conoscenza del grave ammaloramento della struttura e non avrebbe fatto abbastanza per investire nella manutenzione ordinaria e straordinaria per far risparmiare soldi al concessionario, e quindi accrescerne i profitti.  Una storia ancora lunga La sentenza è comunque di primo grado e alcuni dei condannati hanno già promesso battaglia, annunciando l'intenzione di fare ricorso in appello. Dunque, del fronte giudiziario se ne parlerà ancora tanto, forse per anni. Purtroppo, la tragedia del Ponte Morandi ha dimostrato, in modo inquietante, lo stato di salute penoso delle nostre infrastrutture. Eppure, al di là delle solite commemorazioni, non pare sia servita a svegliare le coscienze sulla necessità di dare una svolta alla gestione delle opere pubbliche. Certo, il Ponte Morandi è stato sostituito in tempi record dal nuovo viadotto San Giorgio, ma a distanza di otto anni molti dei lavori compensativi sono ancora da completare.A tal proposito, è interessante il punto della situazione fatto dal Sole 24 Ore sui risarcimenti concordati nel 2021 da Autostrade per l'Italia con le varie autorità locali. L'accordo stabilisce opere compensative per un valore di oltre 1,68 miliardi, di cui 583 milioni destinati al nuovo viadotto. E i restanti 1,13 miliardi? La testata li derubrica a lavori ancora da realizzare nonostante siano già stati messi a disposizione dal concessionario.   Per esempio, il comune non ha ancora deciso il destino di 100 milioni per progetti di mobilità, logistica e digitale nell'area genovese. L'autorità portuale, invece, ha già speso quasi tutti i 75 milioni per il riassetto della viabilità portuale. Poi ci sono 930 milioni per due tunnel. Il primo è quello subportuale: erano previsti 700 milioni di euro, ma il budget è salito a 1,1 miliardi (la differenza sarà pagata sempre da Aspi tramite le tariffe autostradali della sua rete) e i lavori sono ancora in alto mare, o quasi. Il lotto A da 210 milioni è partito, mentre per quello B da 800 milioni è stata solo da poco completata la gara di assegnazione. Poi c'è il tunnel di Val Fontanabuona da 230 milioni: il progetto definitivo è atteso per dicembre e l'avvio dei lavori per gennaio.Insomma, secondo il Sole 24 Ore, ci sono ancora da mettere a terra circa 1,13 miliardi di euro. E sono passati otto anni dalla tragedia. 
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La Porsche 911 Carrera S ritrova il cambio manuale (ma solo in Nord America)

In risposta alla forte domanda da parte dei clienti, Porsche ha deciso di riportare il cambio manuale a sei rapporti sulla 911 Carrera S con l'MT Package, presentato durante la Monterey Car Week. L'iniziativa, almeno per ora, è limitata solo al Nord America. A listino ci saranno quindi in totale sette varianti con la trasmissione manuale, dalla Carrera T alla GT3, con prezzi che partono da 167.100 dollari (circa 145 mila euro) per la coupé, e da 181.000 dollari (poco più di 155 mila euro) per la Cabriolet. Le prime consegne sono previste entro la fine del 2026. La dotazione è più ricca Rispetto alle versioni con il PDK a otto rapporti, la dotazione di serie delle 992.2 con cambio manuale è sensibilmente più ricca, e comprende: ruote posteriori sterzanti, sospensioni PASM Sport con altezza ribassata di 10 mm, pomello del cambio in noce, Sport Chrono Package e taratura specifica dello scarico. A questi si aggiungono i cerchi a bloccaggio centrale, che permettono di rosicare quasi 8 kg sulla bilancia, i sedili sportivi Plus a quattro regolazioni, i terminali in titanio con finiture nere, il frontale SportDesign e sigla "S" rossa al posteriore. Il motore rimane lo stesso Il propulsore rimane il sei cilindri boxer 3.0 biturbo da 480 CV, mentre l'impianto frenante adotta dischi in ghisa da 408 mm all'anteriore e 380 al posteriore, con pinze fisse a sei e quattro pistoncini. Su richiesta è possibile optare per quelli carboceramici, ma anche i sedili a guscio in fibra di carbonio, optional non previsti sulla Carrera T.
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WEC | Le responsabilità di Pera: "Anche da Campione continuo a imparare. Rivoglio il Mondiale"

Il 2026 è una di quelle stagioni che in molti potrebbero invidiare a Riccardo Pera, tranne che per il dover sempre fare e disfare le valigie praticamente tutte le settimane.
Dopo un inverno in cui si è assicurato il rinnovo di contratto con Manthey Racing per guidare le Porsche gestite dalla squadra tedesca, il pilota toscano si è tuffato in una annata di quelle che non lasciano molto spazio ...Continua a leggere

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Ferrari CZ26: la one-off da 1.000 CV che rivoluziona la SF90 Stradale

Alla Monterey Car Week Ferrari ha presentato la CZ26, one-off del programma Progetti Speciali che reinterpreta in maniera completamente diversa la SF90 Stradale, frutto di due anni di collaborazione tra un cliente statunitense il Ferrari Design Studio di Flavio Manzoni. Sotto è la stessa, ma fuori è tutta diversa La CZ26 è lunga 4.762 mm, larga 2.005, alta 1.189 e ha un passo di 2.650 mm; della SF90 Stradale conserva impostazione e prestazioni, mentre la carrozzeria (nell'esclusiva colorazione Argento Veloce) è stata ridisegnata da zero, intervenendo in maniera massiccia soprattutto sul frontale, con una nuova mascherina nera che integra i sottolissimi gruppi ottici e le prese d'aria dei freni. Gli elementi aerodinamici sono in color Rosso Lampante, con inserti in fibra di carbonio. Le linee sono più nette, orizzontali, specialmente nel cofano e nella fiancata, con nuove prese d'aria per il motore e una coda tronca con le luci a sbalzo. Sotto questa nuova "pelle" si nasconde un importante lavoro aerodinamico che ha coinvolto tutte le aree della vettura: sono stati riprogettati i sistemi di raffreddamento e gestione dei flussi all'anteriore, i condotti di bypass, il fondo vettura e lo spoiler posteriore, affiancato da un diffusore dedicato, con scarichi in titanio grezzo. Nel lunotto posteriore sono state ricavate aperture specifiche per lo smaltimento termico del vano motore. Elegante e sportiva Esclusivo anche l'abitacolo, con rivestimenti in tessuto tecnico nero, inserti dei sedili realizzati con stampe 3D dedicate, dettagli in Rosso Lampante e la scritta CZ26 ricamata, così come il cavallino rampante nei poggiatesta. Nella plancia e nel tunnel centrale sono presenti elementi in fibra di carbonio lucida con filamenti metallici nella trama. Sotto c'è il V8 da 1.000 CV Invariato il powertrain ibrido plug-in, che rimane quello della SF90 Stradale: un 4.0 V8 biturbo da 797 CV e 804 Nm, abbinato a tre motori elettrici da 162 kW (220 CV) complessivi e una batteria da 7,9 kWh, con 25 km di autonomia in elettrico. La trasmissione è il cambio F1 a doppia frizione e otto rapporti. Questa supercar scatta da ferma a 100 km/h in 2,5 secondi, coprendo lo 0-200 in 6,7 secondi, fino a raggiungere la velocità massima di 328 km/h.
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Fiat Cinquecento, i prototipi dei carrozzieri italiani

La nuova Fiat Cinquecento non fu soltanto una delle citycar più attese del mercato: diventò, nel 1992, anche una straordinaria fonte d'ispirazione per i più importanti carrozzieri italiani. In occasione del Salone di Torino dello stesso anno, all’interno del progetto “Cinquecento: reinterpretazioni di una vettura da città”, la Casa torinese affidò a firme come Bertone, Pininfarina, Italdesign, Zagato e altre il compito di reinterpretare la piccola utilitaria senza limiti alla creatività. Nacquero così dieci concept unici che anticiparono soluzioni stilistiche, idee di mobilità e persino modelli destinati a lasciare il segno nell'industria automobilistica.

Bertone Cinquecento Rush

Bertone scelse la via dell’edonismo puro, della provocazione e del tempo libero, trasformando la citycar in un audace buggy da spiaggia a ruote scoperte. Caratterizzata da una carrozzeria bicolore gialla e grigia priva di portiere e parabrezza convenzionale, la Rush sfoggiava interni impermeabili di materiale nautico e configurazione a due posti secchi. Tecnicamente conservava il pianale di serie, ma ridefiniva il concetto di “spiaggetta” in chiave moderna e giovanile.

Coggiola Fionda

La carrozzeria Coggiola propose una raffinata coupé sportiva a tre posti e tre volumi, verniciata in un rosso fiammante. La Fionda si distaccava nettamente dalle forme squadrate della Cinquecento originale, introducendo linee tese, fari anteriori ultrasottili a sviluppo orizzontale e un abitacolo arretrato. Il design puntava sulla massima penetrazione aerodinamica, mantenendo inalterata la meccanica anteriore Fiat, ma conferendole un’anima da piccola gran turismo.

I.De.A. Institute Grigua

L’I.De.A. Institute focalizzò lo sviluppo sulla versatilità e sulla mobilità ecosostenibile. La Grigua era una monovolume compatta caratterizzata da un’estesa superficie vetrata e una verniciatura sfumata verde-gialla. Sotto la scocca celava un abitacolo a tre posti (con quello del conducente al centro in posizione avanzata) ritenendo rara l’eventualità che in una city car possano ritrovarsi quattro o cinque passeggeri contemporaneamente. Le forme morbide e ovoidali anticipavano la tendenza delle citycar “monovolume” degli anni successivi, ottimizzando lo spazio interno in rapporto agli ingombri esterni minimi.

Italdesign Cinquecento ID

Giorgetto Giugiaro presentò un modello statico dalle forme spiccatamente ovoidali per ottenere la massima spaziosità. Caratterizzata da una carrozzeria a tre porte con ampie superfici vetrate, puntava sulla massima efficienza aerodinamica e sull’ottimizzazione degli spazi interni: altra caratteristica particolare era il tetto completamente apribile sino a farla diventare una vettura aperta, con al centro un roll-bar per garantirne la sicurezza. Il fortunato design di questo primissimo mock-up fu la base da cui nacque, l’anno successivo, il prototipo ibrido Lucciola, le cui linee vennero in seguito vendute alla Daewoo per dare vita alla Matiz.

Stola Cinquecento Cita

Sviluppata in stretta sinergia con Itca e Maggiora per mostrare le proprie competenze di modellazione, Stola presentò un’elegante roadster a due posti secchi. La vettura manteneva il frontale di serie ma introduceva un terzo volume posteriore generoso e levigato, studiato per alloggiare una capote in tessuto con lunotto in PVC. Disegnata da Aldo Garnero, era un rigoroso esercizio industriale.

Maggiora Cinquecento Birba

Venne concepita come una piccola spider a quattro posti fortemente orientata a una concreta industrializzazione. Mentre la Stola si era occupata della realizzazione dei modelli fisici, Maggiora curò lo sviluppo dei prototipi marcianti, studiandoli in modo che il passaggio alla produzione in serie non presentasse particolari ostacoli tecnici. Rispetto alla Cita di Stola, la Birba si distingueva non solo per la capacità di ospitare due passeggeri in più, ma anche per un design caratterizzato dalla particolare copertura/spoiler al posteriore.

Pininfarina 4x4 Pick-up

Pininfarina interpretò l’utilitaria in chiave utilitaristica e robusta con un pick-up compatto. Dotata di una sponda posteriore apribile, la vettura si caratterizzava per grafiche laterali geometriche che richiamavano il mondo dell’acqua: la vettura disponeva comunque di quattro posti, due nell’abitacolo e due a scomparsa ricavabili nella parte posteriore, lasciando ancora spazio di carico per i bagagli. Il progetto fu studiato ipotizzando l’adozione di una trazione integrale 4x4, rendendola un vero mini-veicolo da lavoro.

Zagato Cinquecento Z-Eco

Invece di puntare sulle sue tradizionali velleità corsaiole, Zagato stupì il pubblico esplorando un concetto radicale di mobilità ecologica e intermodale. La Z-Eco presentava un’audace carrozzeria asimmetrica: se il lato sinistro manteneva l’aspetto di una normale citycar, la porzione posteriore destra era stata radicalmente “tagliata” e scavata per ospitare un vero e proprio alloggiamento integrato su misura (un bike pod) per trasportare una bicicletta. L’idea era permettere al guidatore di parcheggiare l’auto fuori dal centro e coprire l’ultimo miglio pedalando.

Boneschi Baby Taxi

Boneschi scelse la massima razionalità geometrica trasformando la Cinquecento in un Taxi urbano. Con un tetto rialzato per favorire l’accessibilità dei passeggeri e pannelli laterali piatti di alluminio satinato, ha la porta scorrevole solo sul lato destro per i passeggeri e a battente per il conducente. La proposta si configura come una micro-monovolume ideale per i centri storici congestionati.

Maggiora Cinquecento 995 TC

Questa interpretazione trasformava la citycar Fiat in una piccola bomba da pista. Esternamente spiccavano il paraurti anteriore rosso con prese d'aria asimmetriche, lo spoiler sul portellone, lo scarico triangolare e il tappo del serbatoio aeronautico. Nonostante il motore restasse il 903 cm³ di serie, l’assetto era fortemente ribassato grazie a cerchi da 15 pollici con pneumatici Pirelli P7 Corsa e molle rigide. All’interno dominavano sedili a guscio, pedaliera di metallo traforato, plancia bicolore e un roll-bar posteriore che sostituiva i sedili integrando anche un vano porta casco.

Fiat Cinquecento prototipi - 1Ruoteclassiche
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DTM | Squalificata la Lamborghini Temerario della prima vittoria, ma Grasser fa ricorso

La storica prima vittoria in assoluto della Lamborghini Temerario GT3 ottenuta a fine luglio ad Oscherleben va in fumo nella serata di giovedì 13 agosto, quando il Dipartimento Tecnico del DTM ha pubblicato un bollettino comunicante la squalifica della vettura di Mirko Bortolotti.
Il fine settimana che la serie tedesca va ad affrontare al Nürburgring inizia nel peggiore dei modi per il ...Continua a leggere

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Porsche, nuovo dietrofront sull'elettrico: la Taycan verso lo stop nel 2030

La Porsche Taycan doveva essere la punta di diamante delle strategie di elettrificazione della Casa di Zuffenhausen, ma alla fine non si è rilevata il successo sperato.Ora, dalla Germania arriva una notizia sorprendente, ma solo fino a un certo punto:secondo "WirtschaftsWoche", la Porsche prevede di interrompere la produzione della sua ammiraglia elettrica presso l'impianto di Zuffenhausen entro il 2030. La frenata sull'elettrico La decisione rientrerebbe in un accordo tra la direzione e il consiglio di fabbrica, che però non sarebbe stato ancora formalizzato e definito nei dettagli. Come detto, la notizia non deve sorprendere più di tanto perché la Casa tedesca ha da tempo rivisto in profondità le sue strategie di elettrificazione a causa anche della scarsa diffusione delle BEV nel suo bacino di clientela di riferimento. Inoltre, non sono mancati problemi di affidabilità che hanno coinvolto la Taycan, rallentandone le vendite.Ecco perché la direzione ha impresso un deciso colpo di freno al suo percorso di transizione verso la mobilità elettrica, cancellando l'obiettivo indicato nel 2022 di aumentare la quota di veicoli elettrici all'80% delle vendite totali entro il 2030.  Un'arma spuntata La Taycan era considerata il modello di punta delle strategie di elettrificazione. Tuttavia, dopo un iniziale successo commerciale, le vendite sono calate in modo significativo: dalle quasi 41.000 unità del 2023 si è passati alle circa 16.000 dello scorso anno e nei primi sei mesi del 2026 le consegne globali non hanno superato le 6.700. La debolezza della domanda e i risultati commerciali sotto le aspettative hanno già costretto la direzione a interrompere la produzione più volte negli ultimi mesi e a valutare varie alternative, tra cui anche il trasferimento a Lipsia. Ora è arrivata la decisione di continuare a produrla a Zuffenhausen almeno fino al 2030, ma non è ancora chiaro quali siano i programmi per gli anni successivi, né se ci sarà o meno un'erede.  D'altro canto, è ormai chiara la necessità per Porsche di rivedere completamente il suo piano prodotti. Nella gamma elettrica, la Taycan è stata affiancata dalla Macan a batteria, ma da tempo si vocifera della possibilità di una variante termica per la SUV, fino a poco tempo fa del tutto esclusa nel futuro di Zuffenhausen. Per ora Porsche ha preferito non commentare le indiscrezioni della WirtschaftsWoche, ma ha fatto riferimento a quanto dichiarato a fine luglio dall'amministratore delegato Michael Leiters alla "Frankfurter Allgemeine Zeitung". "Non abbiamo intenzione di interrompere la produzione della Taycan a breve termine. Abbiamo investito molto in questo modello e vogliamo aspettare e vedere come si evolve la domanda", ha spiegato Leiters. Ed è proprio il riferimento al breve termine a lasciare aperta la questione sul futuro della berlina elettrica e a generare dubbi e interrogativi.
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MotoGP | Marquez in "Inside Ducati": "Non avevo controllo sul mio braccio destro"

Anche se ci si poteva aspettare che l'Aprilia fosse nettamente superiore nel Gran Premio di Gran Bretagna di MotoGP, su un circuito di Silverstone in cui storicamente le moto di Noale sono andate alla perfezione, la verità è che il rientro dalle vacanze è stato più duro del previsto per i suoi rivali della Ducati.
Mentre le RS-GP hanno effettivamente dominato, il team ufficiale di Borgo ...Continua a leggere

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Motorlux, benvenuti nella serata più esclusiva della Monterey Car Week

Finalmente Motorlux sembra aver trovato la sua collocazione. E, soprattutto, la sua anima. Nato sulle ceneri del McCall's Motorworks Revival, lo storico appuntamento creato nel 1991 da Gordon e Molly McCall e passato sotto l'ala di Hagerty, dopo qualche anno alla ricerca di una propria identità oggi è diventato qualcosa di più definito: un grande happening mondano e culinario, con automobili e aerei a fare da magnifico contorno. da qui, dal Jet Center della penisola californiana, che prende vita la Monterey Car Week. Il primo posto dove bisogna esserci, prima ancora che cominci la lunga liturgia di Pebble Beach, The Quail, Laguna Seca e delle grandi aste. Più di 4.000 ospiti, oltre 120 automobili e 15 aerei, 27 partner gastronomici e 55 dedicati a vini e beverage. Numeri importanti, che raccontano solo in parte l'atmosfera. Perché Motorlux è soprattutto una grande party USA dedicato al lusso, dove si mangia e si beve bene, si incontrano collezionisti, commercianti e costruttori e, soprattutto, si fa business. Bugatti, supercar, one-off e pezzi da collezione diventano quasi elementi di una scenografia nella quale i potenziali clienti passeggiano con calici in mano e uomini e donne vestiti per l'occasione si lasciano intervistare dai canali televisivi glamour. Quest'anno, però, la differenza si vede. Le automobili sono finalmente organizzate in aree tematiche, ciascuna con una propria identità. Particolarmente riuscita la "Chasing Cherry Blossoms" dedicata al Giappone: un HondaJet nel mezzo dell'hangar, ciliegi in fiore ricreati tutt'intorno, automobili giapponesi dalla NSX alle Nismo passando per le city car e cucina del Sol Levante. Poco più in là si passa all'Italia dei dodici cilindri, qualche Ferrari, una 037. Dalla tradizione inglese con una vecchia Rover alle Bugatti francesi, alle follie dei rally e alle one-off costruite per clienti che difficilmente hanno bisogno di chiedere il prezzo. una sorta di giro del mondo dell'automobile fatto senza lasciare il piazzale dell'aeroporto. E poi si mangia. Molto e bene. Ristoranti Michelin, Wagyu, caviale, champagne e alcune delle grandi cantine californiane. Il biglietto è tutt'altro che popolare - siamo nell'ordine di diverse centinaia di dollari - ma probabilmente è proprio questo il punto: Motorlux non vuole essere un salone dell'auto. Vuole essere una serata mondana nella quale le automobili sono il linguaggio comune. Del resto Hagerty ormai non è più soltanto la compagnia americana specializzata nell'assicurazione delle auto da collezione. Intorno all'auto ha costruito un ecosistema che comprende valutazioni, aste, club, eventi e servizi per i collezionisti. Motorlux è la sua vetrina più mondana: per una sera l'auto smette quasi di essere il fine e diventa il lasciapassare per entrare in un mondo.Benvenuti a Monterey, quindi. La prima serata è andata, ma da questa mattina il ritmo cambia completamente. Aprono i saloni delle grandi case d'asta, mentre le Case automobilistiche iniziano ad accogliere nelle ville disseminate fra Carmel e Pebble Beach i clienti migliori, lontano dalla confusione. A Laguna Seca, intanto, le protagoniste della Monterey Motorsports Reunion scaldano i motori. E questa mattina è partito anche il Pebble Beach Tour d'Elegance: oltre 150 delle automobili che domenica sfileranno sul green della 18 buca lasciano per qualche ora l'immobilità del Concours per dimostrare di saper ancora fare quello per cui erano nate: viaggiare. Il Tour attraversa la 17-Mile Drive e Highway 1 e ha anche un peso concreto nel concorso: se due vetture terminano a pari merito nella propria classe, quella che ha completato il Tour ottiene la preferenza. Quest'anno, però, sulla festa c'è anche un'ombra molto reale. Big Sur, uno degli angoli più spettacolari della costa californiana, sta bruciando. Il Timber Fire ha imposto ordini di evacuazione, minaccia centinaia di strutture e ha costretto alla chiusura di un tratto della Highway 1. Mentre a Monterey arrivano alcune delle automobili più preziose del mondo, pochi chilometri più a sud centinaia di vigili del fuoco combattono contro le fiamme. anche questa la Monterey Car Week: un mondo apparentemente sospeso, fatto di automobili milionarie, jet privati, champagne e prati tagliati al millimetro. Ma basta percorrere qualche miglio perché la California vera torni a ricordare che, fuori dai cancelli di Pebble Beach, continua la vita normale. E siamo soltanto all'inizio.
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F1 | McNish rivela le qualità che danno a Gabriel Bortoleto “molto potenziale”

Il direttore sportivo di Audi, Allan McNish, ha approfondito la mentalità che rende Gabriel Bortoleto un pilota di Formula 1 di successo.
Campione consecutivo di Formula 3 e Formula 2, Bortoleto ha fatto il suo debutto nel campionato del mondo con la squadra di Hinwil (all'epoca Sauber) lo scorso anno.
Dopo essere stato battuto nel confronto con il veterano compagno di squadra Nico ...Continua a leggere

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Sebastien Buemi lascerà la Formula E dopo 12 stagioni

Sebastien Buemi si ritirerà dalla Formula E alla fine dell’E-Prix di Londra di questo fine settimana per assumere un ruolo di consulente all'interno dell'Envision Racing, che ha dato l'annuncio nella giornata di oggi.
Il pilota svizzero calerà il sipario su un periodo scintillante nel campionato full electric dopo 12 stagioni durante le quali ha ottenuto 14 vittorie, 36 podi, 17 pole ...Continua a leggere

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Auto, nuove regole Ue: più materiali riciclati e stop all'export di quelle da rottamare

entrato ufficialmente in vigore un regolamento comunitario destinato ad avere un importante ruolo nell'indirizzare il futuro dell'industria dell'auto europea. Si tratta delle nuove norme su progettazione, produzione, raccolta e trattamento a fine vita dei veicoli: il pacchetto di disposizioni ha l'obiettivo esplicito di rafforzare l'economia circolare nel settore automobilistico, e quindi l'autonomia strategica dell'Europa nell'approvvigionamento di materiali e materie prime. Ambiti, criteri e obiettivi Il regolamento 2026/1738 interessa dai 10 ai 12 milioni di veicoli che ogni anno giungono a fine vita e vengono smaltiti come rifiuti. Nonostante siano fonte di materie preziose, spesso non vengono trattati correttamente e si trasformano spesso in grossi problemi ambientali. Al contrario, l'economia europea potrebbe recuperare, riutilizzare e riciclare milioni di tonnellate di materiali come acciaio, alluminio, rame e plastica.Il regolamento è quindi stato definito per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti, ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini, creare nuove opportunità commerciali per l'intera industria, favorire la collaborazione tra produttori, demolitori e riciclatori e ridurre sprechi e impatto ambientale.I produttori dovranno, per esempio, fornire istruzioni chiare e dettagliate per la rimozione e la sostituzione dei componenti sia durante l'utilizzo che a fine vita, garantendo una più agevole demolizione dei veicoli. Le nuove regole, infatti, incoraggiano una progettazione che faciliti lo smontaggio, il riutilizzo, il riciclo e il recupero. Il regolamento introduce anche i primi obiettivi obbligatori in Europa per il contenuto di plastica riciclata nei veicoli, al fine di stimolarne la domanda: la percentuale di plastica riciclata dovrà arrivare al 15% entro il 2032 e al 25% per il 2036. Inoltre, la Commissione Ue stabilirà specifici obiettivi di contenuto riciclato per acciaio e alluminio, che dovrebbero applicarsi a partire dal 2033.Le misure che incoraggiano il riutilizzo, la rigenerazione e il ricondizionamento aumenteranno la disponibilità di ricambi usati. Il rafforzamento della responsabilità del produttore dovrebbe assicurare un adeguato finanziamento delle attività di trattamento dei rifiuti e promuovere un riciclo di qualità superiore. Inoltre, il regolamento vieta l'esportazione di veicoli a fine vita: solo le auto idonee alla circolazione potranno essere spedite al di fuori dell'Ue.
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La Lancia Gamma HF Integrale arriverà un anno prima del previsto: eccola senza camuffature

Cominciano i primi test su strada della versione più potente della Lancia Gamma, la HF Integrale. Quella che vedete in queste immagini è una versione di pre-serie fotografata da Walter Vayr, senza camuffature, in color Nero Vulcano. Diversamente da quanto si pensava inizialmente, la Gamma HF Integrale arriverà un anno prima del previsto, ossia insieme alle altre motorizzazioni. Da 0 a 100 in meno di 5 secondi La Lancia Gamma HF Integrale avrà un assetto sportivo dedicato, con carreggiate allargate e pneumatici di maggiori dimensioni. Non mancheranno i dettagli sportivi, a cominciare dai cerchi neri a 10 razze che vediamo in queste immagini, che lasciano intravedere dischi autoventilanti di maggiori dimensioni. Sportivo anche l'abitacolo, con sedili contenitivi, dettagli blu sulle portiere e il logo HF sulla razza inferiore del volante. Come già visto con la Lancia Ypsilon, l'estetica di questa variante sarà ripresa anche dalle versioni HF Line della Gamma. La vedremo a ottobre La Lancia Gamma, che segna il ritorno del marchio nel segmento D, debutterà ufficialmente al prossimo Salone di Parigi. Costruita sulla piattaforma STLA Medium di Jeep Compass e DS N8, sarà costruita come loro nello stabilimento di Melfi. La nuova Gamma arriverà nelle concessionarie con un powertrain ibrido da 145 CV e un'autonomia dichiarata di oltre 1.000 km: sarà questa, con ogni probabilità, la versione più venduta. Accanto alla più potente HF Integrale ci saranno altre due varianti full electric: a trazione anteriore, con motore da 170 kW (230 CV) e batteria da 74 kWh, per un'autonomia di 540 km, e Long Range dual motor da 180 kW (245 CV) e batteria da 97 kWh, accreditata di oltre 730 km di autonomia. Come anticipato in anteprima da Quattroruote sul numero di agosto 2025, la Gamma HF integrale si fregerà del logo HF con l'elefantino rosso, visibile nella parte bassa della fiancata, accanto alle ruote posteriori, e monterà un powertrain dual motor: trazione integrale e una potenza di picco che dovrebbe aggirarsi attorno ai 276 kW (375 CV), sufficiente per uno 0-100 km/h coperto in meno di 5 secondi. La batteria sarà la stessa da 97 kWh utilizzata dalla Long Range normale, per un'autonomia di circa 675 chilometri. Saprà farsi riconoscere
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Auto, arriva l'obbligo della Pec: senza non si potranno fare revisione e passaggio di proprietà

C'era da immaginarselo che prima o poi ci si sarebbe arrivati: tutti i proprietari di una macchina o di una moto o in generale di un veicolo a motore immatricolato in Italia dovranno avere un domicilio digitale. Ossia avere un indirizzo di posta elettronica certificata, la cosiddetta Pec, da registrare nell'Inad, l'Indice nazionale dei domicili digitali.Un balzo in avanti epocale, ma coerente con la digitalizzazione spinta che finalmente caratterizza anche la pubblica amministrazione. La clamorosa novità è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada sul quale il ministero dei Trasporti ha aperto una pubblica consultazione e attorno al quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimere un parere o ad avanzare proposte di modifica entro il 13 settembre. Obbligo immediato per chi compra un'auto nuova Se la novità sarà confermata, al momento dell'acquisto di un'auto nuova bisognerà obbligatoriamente fornire un indirizzo Pec, necessario per il rilascio della carta di circolazione e della targa. Per quanto riguarda, invece, le auto già in circolazione, il domicilio digitale dovrà essere fornito solo nel momento in cui sarà necessario svolgere una delle seguenti operazioni:Revisione periodicaAggiornamento della carta di circolazioneTrasferimento della proprietàNazionalizzazioneReimmatricolazioneE non sfuggiranno a quest'obbligo nemmeno le vetture immatricolate all'estero ma nella disponibilità di persone residenti in Italia. Anche l'iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri, sarà infatti soggetta al possesso di una Pec. Senza Pec niente trapasso e niente revisione In pratica, in occasione dell'acquisto di una vettura usata, bisognerà obbligatoriamente fornire, insieme agli altri dati personali, anche la propria Pec; e si dovrà farlo anche in seguito a furto o smarrimento della targa, un evento che implica la reimmatricolazione della vettura; oppure in seguito alla modifica delle caratteristiche costruttive dell'auto, operazione che implica l'aggiornamento della carta di circolazione in seguito a visita e prova in una sede della Motorizzazione civile; e, ancora, al momento della revisione della vettura, che, come si sa, va effettuata per la prima volta dopo quattro anni dall'immatricolazione e, successivamente, ogni due.E non vi sarà modo di sfuggire. La comunicazione di un domicilio digitale valido, infatti, sarà condizione necessaria per immatricolare l'auto, revisionarla, nazionalizzarla eccetera.E, ovviamente, un domicilio digitale, non necessariamente lo stesso, dovrà restare attivo fino a quando si manterrà la proprietà del veicolo. 
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F1 | Cadillac: il cambio di team principal era nei piani, ma è arrivato prima del previsto

Nel bel mezzo della pausa estiva, Cadillac ha regalato ieri il primo, grande ribaltone in seno alla sua squadra. Graeme Lowdon, team principal che ha avviato il progetto del marchio del gruppo GM in Formula 1, è stato rimpiazzato da Marcin Budkowski.
Cadillac aveva in realtà già in programma la sostituzione di Lowdon. A rivelarlo è stato Dan Towriss, amministratore delegato del team di ...Continua a leggere

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MotoGP | Ezpeleta: "Quando sei disposto a investire qualsiasi cosa pur di vincere, entri in un terreno pericoloso"

Sei soddisfatto del processo di espansione che è stato proposto e che la MotoGP sta portando avanti? "La gente tende a pensare direttamente al numero di gare quando parliamo dell’impronta globale, ma il business è molto più ampio di così. Quest’anno abbiamo 14 eventi in Europa e otto fuori. L’anno prossimo, nove e 13, e credo che quella cifra probabilmente si equilibrerà al 50% ...Continua a leggere

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MotoGP | Accantonata definitivamente l'idea di ridurre da due a una il numero di moto nel box

Come anticipato da Motorsport.com lo scorso 20 maggio, i Costruttori della MotoGP avevano proposto all’organizzatore del Mondiale l’idea di ridurre da due a una il numero di moto con cui i piloti gareggiano ogni fine settimana.
L’iniziativa, per quanto assurda, ha dovuto essere immediatamente ridefinita, chiarendo che ci sarebbe stata una seconda moto nella parte posteriore del box, da ...Continua a leggere

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WEC | Pourchaire saluta Peugeot aprendo il valzer dei posti sulla 9X8

In casa Peugeot non si lavora solamente sulla versione profondamente rivisitata della 9X8, che nei giorni scorsi ha cominciato a macinare i primi km al Paul Ricard in vista della prossima annata del FIA World Endurance Championship.
Sul tavolo delle discussioni future c'è anche l'allestimento della nuova squadra, che nel 2027 cambierà per almeno metà degli equipaggi attualmente schierati. Ad ...Continua a leggere

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Madrid rassicura Saic: la fabbrica della MG in Galizia si farà

Saic Motor sembra aver superato uno dei maggiori ostacoli per la sua prima fabbrica europea. Il costruttore cinese ha già da tempo scelto la cittadina portuale di Ferrol, in Galizia, per costruire un impianto di assemblaggio per il marchio MG. Tuttavia, negli ultimi giorni è emersa una criticità che avrebbe anche potuto trasformarsi in un ostacolo insormontabile. In particolare, importanti testate spagnole hanno sollevato i potenziali rischi per la sicurezza nazionale legati alla vicinanza di una base navale della Marina militare al luogo scelto da Saic per il suo insediamento industriale. Il Ministero della Difesa è stato quindi costretto a intervenire per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio: il dicastero, per la parte di sua competenza nel processo autorizzativo, darà il suo via libera al progetto.   Il progetto e i dubbi spagnoli In particolare, Saic ha scelto un'area all'interno del porto di Ferrol per realizzare un impianto con una capacità annua fino a 120 mila veicoli: la produzione dovrebbe iniziare nel 2028, e l'investimento da 200 milioni di euro è destinato a creare 2.300 posti di lavoro diretti e indiretti. Tuttavia, il terreno selezionato dai cinesi è vicinissimo (appena 5 chilometri) all'arsenale militare di Ferrol e al cantiere navale di Navantia, impresa pubblica specializzata nella produzione di imbarcazioni militari. Pochi giorni fa, diverse testate, tra cui El Mundo ed El Pais, hanno lanciato un allarme sulla base di alcuni rapporti interni dell'Esercito e del servizi segreti spagnoli: alti funzionari hanno sollevato il problema della possibile minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dal progetto cinese e il rischio di spionaggio su importanti infrastrutture militari: Ferrol, infatti, è un porto chiave per la marina spagnola ed è un sito di manutenzione per le fregate F-100 (Classe lvaro de Bazán) impegnate nelle missioni della Nato. Secondo le varie testate, i funzionari temono che la Saic possa ottenere informazioni sensibili sui movimenti quotidiani della marina e che Ferrol perda lo status di porto sicuro in seno a Nato e Ue.  Le rassicurazioni Immediatamente dopo la diffusione delle indiscrezioni, la ministra della Difesa, Margarita Robles, ha contattato il presidente della Xunta galiziana, Alfonso Rueda, per fornire le necessarie rassicurazioni sul sostegno al progetto una volta sottoposto all'esame e all'approvazione del governo. Il Ministero della Difesa, secondo un portavoce del governo galiziano, è impegnato da mesi in trattative con Saic e non ha espresso "alcuna preoccupazione in merito alla sicurezza". Dal ministero sono arrivate conferme in merito, nonché un'importante precisazione: il progetto sarà soggetto all'approvazione di un Comitato per gli Investimenti Strategici, che, dal canto suo, potrebbe imporre delle condizioni su temi come, per l'appunto, la sicurezza: si tratterebbe di clausole già applicate ad altre aziende che operano in zone vicine a installazioni militari.Sul tema, tra l'altro, è intervenuto il Ministro per la Trasformazione Digitale e la Pubblica Amministrazione, scar López, che ha difeso il progetto di Saic e ha espresso la convinzione che non ci sarà alcun problema per la sua realizzazione. Tuttavia, non ha escluso che vengano stabilite delle "condizioni" per garantirne la fattibilità e il rispetto della sicurezza nazionale. "Questi investimenti vengono analizzati ed è possibile che vengano formulate una serie di raccomandazioni , dal punto di vista economico o della sicurezza, che verranno prese in considerazione e renderanno l'operazione fattibile", ha garantito López, sottolineando l'importanza del progetto e pertanto la necessità che il governo prenda in considerazione tutti gli aspetti economici, industriali, occupazionali "e anche di sicurezza nazionale".In altre parole, nonostante qualche dubbio ai piani alti dell'esercito, il progetto della Saic non sembra a rischio. Almeno per ora.
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Louis Vuitton e Singer firmano due nuove Porsche 911 (esagerate)

Tra le tante novità della Monterey Car Week ce n'è anche una che nessuno s'aspettava: Louis Vuitton ha collaborato con la Singer Vehicle Design per realizzare due special su base Porsche 911. Il punto di contatto tra l'officina californiana e la Maison francese è la La Fabrique du Temps in Svizzera, dove la genesi del progetto ha preso corpo attorno a un cronografo da plancia Tambour. Da lì, l'integrazione è diventata totale: un intero anno di ricerca e sviluppo è stato dedicato esclusivamente alla riprogettazione della strumentazione. Tachimetro, contagiri e manometri non sono solo semplicemente rivestiti di pelle, ma ripensati nei minimi dettagli grafici, con finiture in blu cobalto e arancione, indici e lancette che ricalcano l'estetica orologiera di lusso. Zero plastica La prima delle due vetture, la Porsche 911 Reimagined by Singer - Classic, è una coupé che celebra 172 anni di storia di Louis Vuitton. La livrea combina i colori iconici della maison parigina: zafferano, blu cobalto e giallo. Quest'ultimo non è casuale: è un omaggio ai bauli progettati per le spedizioni Citroën del 1924. Gli interni sono un trionfo di pelle naturale, trattata con le stesse tecniche di tintura dei bordi utilizzate per le borse più pregiate. Ogni elemento di plastica è stato bandito: pomelli, interruttori e bocchette d'aerazione sono realizzati di metallo rodiato (una lavorazione che migliora la finitura superficiale dei metalli non nobili), lavorati a mano con finiture lucide e satinate tipiche dell'alta orologeria. Persino i fori di ventilazione dei sedili, rifiniti a mano, riproducono il motivo del fiore Monogram tipico di Vuitton. Tetto apribile e parti d'oro Sotto la direzione di Nicolas Ghesquière, la Classic Turbo in versione cabriolet esplora invece un'estetica nautica. La carrozzeria è tinta in bianco Calcaire Lutétien (omaggio alla pietra parigina), impreziosita da dettagli di oro e legno pregiato. Il vano motore e il bagagliaio posteriore presentano una copertura di legno di teak verniciato, ispirata ai ponti dei motoscafi. Qui, l'orologio Tambour non è nel quadro strumenti, ma incastonato nella console centrale rivestita di pelle, accompagnato da una chiave d'accensione dorata. Il progetto si completa con dotazioni tecniche senza precedenti: sci di Titanal e acciaio, una tavola da surf di quercia e noce e un set di valigie su misura che include il celebre baule Bisten (nato nel 1892) e la borsa Keepall (1930), adattati millimetricamente agli spazi della 911 di Singer.
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Fiat Grizzly, l'erede della 500X arriverà anche a 7 posti

La novità più importante per Fiat da qui alla fine dell'anno è rappresentata dalle due Grizzly, la SUV e la Fastback, che segnano il ritorno della Casa torinese nel segmento delle sport utility medie: non a caso, sono considerate le eredi spirituali della 500X. Accanto a questi due modelli, che verranno svelati in via definitiva al Salone di Parigi, Fiat ha presentato due varianti della microcar elettrica Topolino, la Sport e la Vilebrequin Edition.Andiamo a scoprire le novità Fiat da qui alla fine del 2026. Fiat Grizzly Le linee della Fiat Grizzly sono semplici e ben proporzionate: il frontale e il posteriore si caratterizzano per l'originale firma luminosa a LED, che richiama il disegno di una scacchiera. Per questi modelli è stato realizzato anche un logo specifico, con l'immagine stilizzata di un orso. Sette le tinte carrozzeria tra cui scegliere. Lunga quattro 450 cm, la Grizzly ha proporzioni studiate per massimizzare lo spazio in altezza e il volume dell'abitacolo, così da garantire confort nei viaggi lunghi e agio per le famiglie (arriverà anche a 7 posti), che potranno sfruttare un bagagliaio particolarmente capiente. Questa sport utility sarà declinata anche in una versione Suv-coupé, la Grizzly Fastback: poco più lunga della sorella, 450 cm, nonostante il tetto spiovente e la coda slanciata promette 600 litri di capacità di carico e una praticità adatta alle necessità di tutti i giorni. Costruite sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, condivisa con la Grande Panda, le due SUV avranno motorizzazioni benzina, mild hybrid ed elettriche. Le indiscrezioni parlano di un benzina da 101 CV, versioni full hybrid da 110 e 145 CV e di una elettrica da 156 CV con batteria da 54 kWh. Si tratta però di dati non ancora confermati ufficialmente, e che verranno diffusi solo a Parigi.Quanto costa: da circa 20 mila euroQuando arriva: fine 2026 Fiat Topolino Sport Non è più veloce o potente della Topolino normale, ma vuole distinguersi con un look più grintoso. La Fiat Topolino Sport Special Edition introduce un'estetica specifica: gli esterni offrono quattro colorazioni con strisce a contrasto, badge dedicati sui passaruota, copricerchi e cornici dei fari in nero opaco. Nell'abitacolo si trovano la strumentazione digitale, sedili neri e il vano Dolcevita Box rivestito di vinile effetto carbonio. La dotazione integra inoltre gli altoparlanti Bluetooth Monsterlino. Ha un motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh per 75 km di autonomia dichiarata.Quanto costa: in promozione da 10.550 euroQuando arriva: già disponibile Fiat Topolino Vilebrequin Collector's Edition La serie limitata della microcar torinese nasce dalla rinnovata collaborazione con il brand francese di beachwear, e sarà prodotta in 200 esemplari. Questa versione speciale punta su una livrea bicolore bianco-blu, portapacchi posteriore cromato e un tetto apribile di tela beige. L'abitacolo, di ispirazione nautica, ospita sedili di ecopelle bianca. Invariato il powertrain: motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh da ricaricare con la presa Shuko.Quanto costa: da 13.490 euroQuando arriva: già disponibile
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Il sogno di Ratel: "Audi ha rivoluzionato il nostro sport, riaverla nel GT3 farebbe felici tutti"

Da quando Audi ha presentato la Nuvolari, radio paddock si è scatenata nel rilanciare le ambizioni del Quattro Anelli nel mondo delle corse a ruote coperte.
D'altra parte, questa supercar a tiratura limitata (solamente 499 esemplari disponibili) che monta un motore V8 biturbo abbinato a tre motori elettrici pronti a sprigionare 1.001 CV di potenza, creata sfruttando anche le conoscenze ...Continua a leggere

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Benzina a 1,987 euro e diesel a 2,082: nuovi rincari alla pompa

Continuano a salire i prezzi dei carburanti alla pompa. Secondo le ultime comunicazioni del ministero delle Imprese e del made in Italy, questa mattina, 13 agosto, il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,987 euro/litro (+2 millesimi rispetto a ieri) e quello del gasolio a 2,082 euro (+6 millesimi). Sulla rete autostradale, invece, verde a 2,064 euro (+4 millesimi) e diesel a 2,158 euro (+4 millesimi). Il nuovo campanello d'allarme A penalizzare i listini sono sempre le conseguenze delle tensioni geopolitiche sulle quotazioni internazionali del greggio: il Brent, l'indice di riferimento in Europa, è oggi in leggero calo, ma tratta sempre intorno agli 88 dollari al barile, mentre pochi giorni fa era sceso sotto la soglia degli 80 dollari. La risalita è stata causata dall'incertezza sulle trattative tra Iran e Stati Uniti per chiudere la crisi mediorientale e, soprattutto, riaprire lo stretto di Hormuz al transito delle petroliere. Il Medio Oriente non è, però, l'unico problema a pesare sui mercati petroliferi. Ci sono anche le minacce della milizia yemenita degli Houthi al traffico nel Mar Rosso, così come il crollo della produzione di greggio e prodotti raffinati in Russia. In generale, non c'è una singola fase della catena del valore che va dai pozzi di estrazione ai serbatoi delle auto che non stia affrontando delle criticità. A tal proposito, l'ultimo campanello di allarme è stato lanciato dall'Agenzia internazionale dell'energia (Aie): la domanda di petrolio sta continuando a scendere in scia alla decisione di grandi Paesi come la Cina di ridurre i consumi interni, ma anche l'offerta è in contrazione a causa della persistente incertezza in Medio Oriente. Il divario è attualmente coperto dalle scorte strategiche, ma l'agenzia sottolinea come anche queste siano in una fase di rapido esaurimento. In concreto, i mercati petroliferi devono oggi affrontare una carenza di 1,8 milioni di barili al giorno solo per il terzo trimestre perché le "rinnovate ostilità" e le "interruzioni marittime" nello Stretto mettono in pericolo la produzione di greggio. Di conseguenza, è sempre più "urgente" riaprire Hormuz al traffico delle petroliere per ridurre fattori di rischio come il crollo della produzione russa.
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MotoGP | Trackhouse: Ogura è in piena lotta per il titolo, ma deve migliorare un aspetto. Ecco quale

Ai Ogura non è solo una delle rivelazioni del Mondiale 2026 di MotoGP, ma è anche uno dei più seri candidati al titolo iridato assieme a Jorge Martin - il leader della classifica Piloti - Marco Bezzecchi e ad altri pochi eletti.
I 37 punti che lo separano da Martin dicono che in questo momento il giapponese è terzo nel Mondiale, dietro allo spagnolo e all'altro pilota ufficiale di Aprilia ...Continua a leggere

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Lutto nell'auto: addio a Hiroshi Okuda, padre della Toyota Prius

La Toyota dice addio a uno dei manager che hanno impresso un'impronta indelebile sulla sua storia. All'età di 93 anni è scomparso per cause naturali l'ex presidente Hiroshi Okuda.Non è un manager qualsiasi per l'azienda nipponica: a lui si devono, infatti, alcuni dei principali punti di forza dell'intero gruppo, tra cui l'impronta produttiva globale, l'ascesa nel panorama automobilistico globale e, soprattutto, la leadership nella tecnologia dell'ibrido, a partire dalla capostipite di tutte le auto elettrificate, la Prius. L'impronta di Okuda Okuda, nato vicino Nagoya nel 1932 e laureato in economia aziendale presso la prestigiosa Università Hitotsubashi di Tokyo, ha lavorato alla Toyota per ben 45 anni, ricoprendo incarichi manageriali di altissimo livello: tra il 1995 e il 2006 è stato prima amministratore delegato (fino al 1999) e poi presidente del consiglio di amministrazione.Primo manager esterno alla famiglia fondatrice ad assumere il timone della Toyota, è ricordato per aver ridato slancio a un'azienda allora in difficoltà finanziarie e commerciali per colpa dell'impatto di uno yen troppo forte sulle esportazioni e di problemi macroeconomici interni. All'epoca il Giappone, dopo lo scoppio di una bolla immobiliare e finanziaria verso la fine degli anni '80, era appena entrato in quella fase di stagnazione economica destinata a durare oltre 30 anni. Per rilanciare le sorti della società Okuda punta su prodotti innovativi, miglioramento della reputazione e internazionalizzazione. Sui primi due fronti, è cruciale il suo ruolo nello sviluppo della Prius: è lui a dare il via libera definitivo al progetto di cui era responsabile Takeshi Uchiyamada. La prima ibrida al mondo, lanciata in Giappone nel 1997, consente alla Toyota di migliorare immagine e reputazione, ma sono i progetti di espansione all'estero a dare slancio alle vendite e a porre le basi per il sorpasso su General Motors e la conquista della leadership globale . Okuda, per esempio, ad approvare la fabbrica francese di Valenciennes, l'aumento dei volumi produttivi e nuovi stabilimenti negli Stati Uniti. A lui, però, si deve anche la chiusura, per la prima volta nella storia dell'azienda, di un impianto giapponese. 
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BYD Seal 06, la nuova plug-in che percorre fino a 2.370 km con un pieno

BYD ha presentato per il mercato cinese il Model Year 2027 della Seal 06, filante elettrica venduta anche in Italia con motorizzazione plug-in DM-i. In Cina, dove questo modello c'è anche in versione full electric, la gamma prevede dodici configurazioni, con prezzi che partono da 99.900 yuan (poco più di 12.800 euro) per la plug-in e da 109.900 yuan (poco più di 14 mila euro) per la BEV. Le novità del MY27 La BYD Seal 06 misura 4.870 mm di lunghezza, 1.890 di larghezza e 1.495 di altezza, mentre il passo è cresciuto di 30 mm e arriva a 2.820 mm. Il restyling interviene in maniera molto leggera sugli esterni, dove troviamo il nuovo disegno dei gruppi ottici anteriori a LED, con uno stile chiamato "Wave Star River", così come i condotti aerodinamici alle estremità dei paraurti. Le motorizzazioni La versione elettrica monta un motore da 240 kW (326 CV), che consentono alla Seal 06 di scattare da ferma a 100 km/h in 5,9 secondi. Due i tagli di batterie LFP disponibili, da 53 e 634 kWh, per autonomie - nel generoso ciclo di omologazione cinese - rispettivamente di 530 e 630 km. Gli accumulatori sono Blade Battery di seconda generazione, e possono quindi sfruttare la ricarica Flash Charging del costruttore cinese, che con potenze fino a 1.500 kW riduce a pochi minuti il tempo totale di ricarica. La plug-in fa più di 2 mila km Le versioni plug-in DM-i abbinano invece un 1.5 aspirato da 74 kW (101 CV) alla trasmissione ibrida EHS, con motore elettrico anteriore da 120 kW (163 CV) o 175 kW (238 CV) e batterie da 25 o 34 kWh: le autonomie in elettrico sono di 230 e 320 km. Con gli accumulatori carichi e il serbatoio della benzina da 65 litri, secondo la Casa è possibile percorrere fino a 2.370 km. C'è sempre lo schermo che ruota di 90 Limitati anche gli interventi in abitacolo, dove rimangono la strumentazione digitale da 8,8" e l'infotainment rotante da 15,6". Cambia lo stile della plancia, che prevede una fascia di plastica a tutta larghezza all'interno della quale è inserito il quadro strumenti. Sugli allestimenti top di gamma sono presenti anche un head-up display da 29" e l'assistente vocale con la AI di DeepSeek. Accanto alla guida assistita di livello 2, le versioni più ricche montano il sistema God's Eye 5.0 con LiDAR, per muoversi in maniera semi-autonoma in città e sulle autostrade.
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F1 2027: si va verso l'aumento delle Sprint. Ma è davvero questa la strada giusta da seguire?

Una Formula 1 sempre più eccitante, coinvolgente e senza "momenti morti". Ormai da diversi anni Liberty Media sta lavorando in questa direzione, con il preciso intento di attirare sempre più pubblico generalista e aumentare così le presenze in autodromo - già cresciute a dismisura - offrendo sessioni potenzialmente al fulmicotone, abbattendo momenti che solo in apparenza sembrano ...Continua a leggere

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EVO 7 Kairos, la C-SUV da 174 CV che costa meno di 30 mila euro

un'auto passata un po' inosservata, la EVO 7 Kairos. Che dopo il suo debutto al Salone di Torino dello scorso anno non s'è ancora fatta vedere a livello mediatico. Ma con un prezzo di listino sotto i 30 mila euro e dimensioni che consentono di trovare spazio a tutta la famiglia, questa C-SUV può essere un modello che vale la pena tenere d'occhio. Le origini, come sempre per le vetture del gruppo DR, sono cinesi e più precisamente lei è l'evoluzione della Jac JS6 (venduta in alcuni stati Europei, come la Svizzera, dove costa 29.900 euro in versione ibrida plug-in) e viene proposta, con un frontale rivisitato e altre modifiche, solo in versione termica con cambio automatico. La EVO 7 Kairos a benzina ha un prezzo di listino di 29.900 euro (28.900 euro in promozione con rottamazione o permuta), mentre per la versione a Gpl servono 31.900 euro. Le dimensioni La EVO 7 Kairos si presenta come una C-SUV dalle proporzioni generose, con una lunghezza di 4.605 mm, una larghezza di 1.890 mm e un'altezza di 1.700 mm, con un passo di 2.720 mm. All'interno, l'abitacolo è configurato per ospitare fino a 5 passeggeri, mentre il bagagliaio arriva a 490 litri dichiarati, un volume che rimane costante indipendentemente dalla motorizzazione scelta.  I motori Disponibile sia a benzina sia in versione bifuel a Gpl, la EVO 7 Kairos è spinta spinta da un quattro cilindri 1.5 turbo con distribuzione a catena, abbinato alla trazione anteriore e a un cambio automatico doppia frizione a sei rapporti. L'assetto prevede sospensioni anteriori MacPherson e posteriori indipendenti multilink, con cerchi di lega da 19 pollici di serie. In termini di prestazioni e consumi, la versione a benzina eroga 174 CV con una coppia di 288 Nm, per un consumo dichiarato di 7,4 l/100 km e 171 g/km di emissioni di CO2 nel ciclo Wltp. La variante a Gpl vede la potenza scendere leggermente, 162 CV, con 260 Nm di coppia; i consumi si attestano a 9,5 l/100 Km, ma con emissioni di CO2 più contenute, pari a 153 g/km. La versione a doppia alimentazione dispone di un serbatoio Gpl da 80 litri nominali (64 litri effettivi) oltre a quello da 55 litri per la benzina.  Gli interni All'interno, la EVO 7 Kairos è caratterizzata da un doppio schermo da 12,3" per quadro strumenti e infotainment, quest'ultimo con integrazione Apple CarPlay e Android Auto. Di serie sono previsti anche sedili sportivi riscaldabili, un impianto audio con otto speaker e un ampio tetto panoramico che aumenta la luminosità e la percezione dello spazio a bordo.
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Citroën 2CV e Renault 4, le amate utilitarie francesi

Citroën 2CV e Renault 4 sono molto più di due semplici utilitarie. Progettate per motorizzare la Francia del dopoguerra, hanno interpretato lo stesso obiettivo seguendo strade diverse: essenzialità assoluta e ingegno tecnico per la prima, praticità e versatilità per la seconda. Ancora oggi sono tra le auto d'epoca più amate e ricercate, protagoniste di un confronto che mette a paragone due modi differenti, ma ugualmente geniali, di intendere l'automobile popolare.

Piano piano arriva dappertutto

La “Dedeuche” del Double Chevron fa capolino molto prima: pronta nel 1939, gli eventi imposero di riporla in fabbrica per rispolverarla nel 1945, modificandone alcuni parametri per estremizzarne ulteriormente la semplicità. Raffreddamento ad aria per eliminare un intero circuito, sospensioni interconnesse (da qui il celebre comportamento su strada, gommoso, ondeggiante, ma sempre affidabile), portiere che si smontano con una mano e sedili a panca di tela, amovibili in caso di carichi voluminosi. Le origini contadine del direttore Pierre-Jules Boulanger trapelano dal suo cahier des charges imposto a Flaminio Bertoni, e proprio all’impoverita Francia rurale la 2 CV è indirizzata. Rustica, eccentrica, ma irresistibile: una poesia minimalista per la quale si crea una lista d’attesa lunga anni, per tutti coloro che non fossero dottori, veterinari, agricoltori o professionisti. Dal 1948 al 1955 monta un ansimante “flat twin” di 375 cm3 per 9 CV, che poi diventerà di 425 cm3. Lenta, lentissima, ma le marce ben rapportate le consentivano di andare dappertutto. Un less is more in stile Mies van der Rohe su quattro ruote.

Pragmatismo e buonsenso

Marie Chantal, il nome in codice della Renault 4, rispose 13 anni dopo la 2 CV, a seguito di uno studio richiesto dal direttore Pierre Dreyfus nel 1956. Era l’interpretazione della Renault dello stesso concetto - dopo aver preso nota di quelli che alcuni proprietari ritenevano essere i difetti della Citroën -, che sostituiva di fatto sia la 4 CV sia la furgonetta Dauphinoise. I limiti della dondolante avversaria andavano superati: il mercato rurale volgeva al tramonto e, con il miglioramento della rete viaria, la Citroën si rivelava inadatta alle nuove autostrade, così come troppo complesse erano ormai le sospensioni, non più così cruciali. La linea ponton della R4 garantiva più spazio a parità d’ingombri, il moderno portellone fu poi il coup de théâtre. Sebbene la Renault non fosse certa del successo, al punto da tutelarsi con un progetto di sostituzione anticipata in caso di necessità (sarà la futura Renault 6), la R4 diventò presto una bestseller, scalzando la 2 CV che aveva già raggiunto il suo apice. Prezzo concorrenziale, garantito dalla potenza della rete di vendita della Régie, finiture migliori e collaudati motori a 4 cilindri, prima di 747 cm3, poi 845, 782 per alcuni mercati, 1.108 e infine 956. Da quel momento, fu la Citroën a inseguire, aumentando cilindrata e dotazioni della “Deuche” e aggiungendo Ami e Dyane, un po’ più urbane, esattamente come la R4.

Troppo amate per poterle giudicare

Tifoserie numerose, affezionate ed eterogenee. Per non irritare nessuno, rimane solo l’oggettività più fredda: la Renault è più comoda e migliore su strada, per prestazioni e rumorosità, pertanto rimane la più sfruttabile e pratica; la Citroën, però, è la più romantica, esteticamente inconfondibile quanto lo è alla guida, e può diventare quasi una cabriolet. Ad accomunarle davvero fu purtroppo la loro fine: ghigliottinate solo dalle nuove normative su inquinamento e sicurezza degli anni 90, giacché nessuna concorrente comparabile fu mai in grado di spodestarle. Forse, giusto l’altrettanto rivoluzionaria Fiat Panda terrà testa...

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FE | Mahindra inizia i test con la Gen4 dopo due mesi di ritardo

Mahindra Racing ha finalmente portato in pista il suo pacchetto Gen4 dopo un ritardo di due mesi, intensificando i preparativi per la stagione 2026-2027 di Formula E.
Il Costruttore indiano ha effettuato i primi test di rodaggio a metà luglio della vettura che prenderà il posto della M12 Electro. Da allora ha fatto girare la monoposto (ancora senza nome) praticamente ogni settimana, con la ...Continua a leggere

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MotoGP | Morbidelli pronto a scambiarsi con Bulega: lo attende la Ducati ufficiale nel Mondiale SBK

La stagione 2027 vedrà un importante rinnovamento della griglia della MotoGP, e probabilmente spingerà verso l'uscita Maverick Vinales, Alex Rins, Brad Binder, Jack Miller e Franco Morbidelli. Come diversi suoi rivali, quest'ultimo dovrebbe orientarsi verso il Mondiale Superbike.
Secondo Speedweek e GPOne, l'affare sarebbe addirittura già concluso: mentre Nicolò Bulega, che sta dominando ...Continua a leggere

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Costi nascosti del noleggio auto: raccontateci la vostra esperienza

Scendi da un aereo, ritiri la tua macchina a noleggio e inizia l'ansia. Cos'è stato quel rumore? Ho preso un sassolino? E adesso chissà quanti soldi mi chiederanno: se non si stipula una polizza senza franchigia (spesso molto costosa), la mazzata può essere dietro l'angolo. Anche per danni di cui, magari, non sei tu il responsabile. O di cui non ti accorgi subito e non ti vengono segnalati al momento della riconsegna dell'auto. Come è successo al nostro Direttore Editoriale, che s'è visto recapitare una richiesta di pagamento da 900 euro più di un mese dopo la riconsegna di un'auto a noleggio per un minuscolo graffio su un cerchio (trovate qui sotto il resoconto dell'accaduto, dal suo post LinkedIn).  Danni di cui nessuno può dimostrare con certezza la responsabilità: sono cose che capitano spesso, anche a chi usa molto le auto a noleggio e sa come muoversi. Per questo abbiamo deciso di raccogliere le vostre esperienze, per capire quanto le aziende di noleggio sfruttino questi piccoli danni (magari nemmeno imputabili al cliente a cui chiedono i soldi) per guadagnare. Potete raccontarci la vostra disavventura alla riconsegna di un'auto a noleggio (a breve o lungo termine che sia) scrivendo a redazione@quattroruote.it. Intanto, per chi sta per prendere un'auto a noleggio, magari per le vacanze, qui sotto trovate  una piccola guida con i dieci punti da seguire per noleggiare un'auto e stare tranquilli. Cosa fare quando si noleggia un'auto L'Aniasa, l'Associazione che in Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, ha stilato un decalogo da seguire per cercare di evitare costi nascosti quando si noleggia un'automobile per qualche giorno. Come avete visto qui sopra, però, a volte può non bastare seguire alla lettera queste regole.Prenotare attraverso canali affidabili, distinguendo le società di noleggio da broker e intermediari.Controllare cosa è incluso nel prezzo e verificare l'eventuale costo dei servizi opzionali, come il seggiolino per bambini.Valutare con attenzione le coperture assicurative e informarsi sulle franchigie previste.Verificare modalità e tempi di pagamento, compresi eventuali depositi cauzionali.Conservare la conferma della prenotazione, preferibilmente via e-mail, con tutte le condizioni del servizio.Ispezionare il veicolo accuratamente prima di partire e far annotare sul contratto ogni eventuale danno già presente.Presentarsi con patente valida e carta di credito, verificandone preventivamente disponibilità e scadenza.Informarsi sulle procedure da seguire in caso di guasto, incidente o emergenza.Alla riconsegna, verificare insieme all'operatore lo stato dell'auto e richiedere sempre una ricevuta che attesti la chiusura del noleggio; se veicolo è riconsegnato fuori dall'orario di apertura, fotografarlo prima di depositare le chiavi.Riconsegnare l'auto con lo stesso livello di carburante previsto dal contratto per evitare addebiti aggiuntivi.
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F1 | Ceccarelli: "In vacanza i piloti devono staccare il cervello non pensando ai GP"

La Formula 1 è in vacanza per gli ultimi giorni: le squadre e i piloti si godono gli ultimi scampoli di ferie perché la prossima settimana riparte la seconda parte della stagione con il Gran Premio d'Olanda al Zandvoort. 
Questa sosta tanto attesa come va interpretata? Può essere un nuovo inizio di stagione? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Ceccarelli, mental coach e titolare di Formula ...Continua a leggere

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F1 | Cadillac, scelta a sorpresa: Budkowski nuovo team principal

Marcin Budkowski è il nuovo team principal della Cadillac F1. La squadra statunitense ha annunciato oggi l’ingaggio dell’ingegnere di origine polacca, confermando che sarà operativo già nei prossimi giorni. La scelta dei vertici Cadillac è stata tenuta al riparo da ogni indiscrezione: il nome di Budkowski era fuori dai radar, ma la decisione non coglie completamente di sorpresa per quanto ...Continua a leggere

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La Fiat Panda 6x6 esiste davvero, ha sei ruote motrici e un cuore Abarth - VIDEO

Uno sguardo che riconosceresti tra mille, nella sua disarmante semplicità. Quattro linee nate dal genio di Giorgetto Giugiaro ed il gioco è fatto: la Fiat Panda è diventata un mito ovunque nel mondo, specialmente nella sua inarrestabile versione 4x4. Ma se vi dicessi che esiste anche una variante a sei ruote motrici? Un esemplare unico Non si tratta di uno dei classici tuning stravaganti che si vedono spesso arrivare dalla Germania. Questo veicolo è un esemplare unico, italianissimo, nato in provincia di Lecco, ed è la prima Panda 6x6 a sei ruote motrici reali. La cosa più sorprendente? Deriva proprio dall'auto che il suo ideatore, Federico Bonomelli, utilizzava tutti i giorni come vettura quotidiana, prima di decidere che era giunto il momento di trasformarla in qualcosa di mai visto. Federico lavora nel settore dei materiali compositi dal 1985 con la sua azienda, la Mako Shark, insieme alla moglie e ai tre figli, tutti ingegneri. In un ambiente del genere, dove la sperimentazione e lo studio strutturale sono all'ordine del giorno, l'idea di dare vita a un "Pandino" a sei ruote non suona poi così strana. Tra ingegneria e artigianato Il progetto ha preso forma partendo da due Panda 4x4, letteralmente unite per creare una base completamente diversa: un telaio allungato, tre assi e una meccanica totalmente ripensata. Un lavoro misto, a metà tra l'artigianato d'eccellenza e l'ingegneria applicata, sviluppato passo dopo passo senza le scadenze pressanti dei tempi industriali, ma con un'attenzione maniacale alla funzionalità e alla resistenza dei componenti. Molte parti meccaniche sono state fresate dal pieno, altre rinforzate con fibra di carbonio (specialità della casa), e altre ancora riprogettate da zero, poiché i componenti di serie non avrebbero mai retto alle nuove sollecitazioni. Ha un cuore Abarth Va da sé che una struttura del genere influisce sulla bilancia: la vettura pesa circa 400 kg in più rispetto all'originale. Per compensare questo aggravio di peso e muovere i tre assi, il piccolo motore di serie è stato sostituito: sotto il cofano pulsa ora il 1.050 cc che un tempo equipaggiava una A112 Abarth e che è stato rinvigorito grazie alla sovralimentazione tramite compressore. Questa Panda 6x6 è l'ennesimo dei progetti che hanno riguardato l'utilitaria italiana per eccellenza. E siamo sicuri che non sarà l'ultimo.
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Caos al Nürburgring: cosa c'è dietro la nuova guerra dei campionati sul Nordschleife che mette a rischio la 24h

Chiunque pensasse che il dramma politico che ha coinvolto l’NLS e la sfortunata NES rappresentasse il culmine dell’assurdità dell’Eifel ha chiaramente parlato troppo presto. La notizia-bomba lanciata dall’ADAC Nordrhein il 27 luglio 2026, quando ha svelato i piani per una serie rivale sul Nordschleife, fa impallidire qualsiasi precedente battibecco politico.
La situazione è degenerata ...Continua a leggere

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Il gruppo Geely accelera in Europa: sei nuovi modelli in arrivo entro il 2026

Il gruppo Geely è uno dei principali costruttori cinesi, da poco presente anche sul nostro mercato con i primi modelli che ne portano il nome: a rompere gli indugi nei prossimi mesi sarà la E2, versione per l'Europa della Xingyuan, l'auto più venduta in Cina nel 2025 e nella prima metà del 2026. All'interno della galassia Geely orbitano però diversi altri marchi, da Polestar a Volvo, passando per Zeekr, Lynk & Co e Lotus. Ecco tutte le novità in arrivo da qui alla fine dell'anno. Geely E2 La Geely E2 arriva in Italia grazie a Jameel Motors Italy, che ne cura la distribuzione: questa berlina elettrica è lunga 4.135 mm, larga 1.805, alta 1.580 e ha un passo di 2.645 mm. Il bagagliaio mette a disposizione 375 litri, che diventano 1.320 abbattendo gli schienali della seconda fila; a questi se ne aggiungono altri 70 litri nel frunk anteriore. Due le motorizzazioni in gamma: 60 kW (82 CV) e 150 Nm con batteria LFP da 35 kWh per 252 km di autonomia, e 85 kW (116 CV) con batteria da 47 kWh per 345 km. Per entrambi i modelli la velocità massima è limitata a 130 km/h. Ricca la dotazione di serie fin dalle versione d'accesso Pro e Max, rispettivamente con i motori da 82 e 116 CV: cerchi d'acciaio da 16", fari full LED, sedili in pelle vegana, quadro strumenti digitale da 8,8", infotainment da 14,6" con Apple CarPlay e Android Auto e guida assistita di livello 2. La più ricca Ultra completa la dotazione con i cerchi di lega da 16", il tetto nero a contrasto, il portellone elettrico, sedili anteriori e volante riscaldati, illuminazione ambientale, ricarica wireless e telecamera panoramica a 540.Quando arriva: autunno 2026Quanto costa: da 19.900 euro Geely Monjaro Il secondo modello della Casa cinese ad arrivare in Italia è la SUV plug-in Monjaro, già commercializzata negli Emirati Arabi e su altri mercati orientali. Lunga quasi 4,80 metri, quest'auto dovrebbe essere lanciata con un powertrain ibrido plug-in. In Cina è proposta con la motorizzazione full hybrid i-Hev: un sistema, presentato all'ultimo Salone di Pechino, che promette un'efficienza termica del 48,41%, tra le più alte in assoluto per modelli di questa categoria. E che potrebbe arrivare anche da noi.Quando arriva: fine 2026Quanto costa: prezzi non comunicati Volvo EX60 La nuova SUV svedese sta per arrivare sul mercato, affiancando l'attuale XC60 e introducendo la nuova piattaforma modulare Spa3. Lunga 480 cm, ha un passo di 297 cm e un bagagliaio di dimensioni generose: 494 i litri rilevati dal Centro prove, a cui si sommano i 73 del frunk. Ottima anche l'abitabilità, favorita dal pavimento piatto. Essenziale la plancia, in perfetto stile svedese, con pochi comandi fisici, infotainment da 14,6" basato sull'ecosistema di Google. La gamma della EX60 prevede tre varianti: la P6 a trazione posteriore da 374 CV, per 620 km di range Wltp, la dual motor P10 AWD da 510 CV (disponibile anche in versione Cross Country) e la top di gamma P12 AWD da 680 CV. Quest'ultima dichiara 810 km di percorrenza, uno 0-100 km/h in 3,9 secondi e ricariche in corrente continua fino a 370 kW. Quando arriva: già disponibileQuanto costa: da 65.350 euro Polestar 4 SUV Apriranno il 2 settembre gli ordini della nuova Polestar 4 SUV, versione "lunga" dell'attuale SUV-coupé (che da quel momento si chiamerà "Coupé" per distinguerla), prodotta a Busan in Corea del Sud: manterrà linee e design invariati fino alle portiere posteriori, per poi cambiare radicalmente in coda con tradizionale lunotto in vetro e forme più squadrate, pensate per offrire una maggiore capacità di carico e una lunghezza leggermente superiore agli attuali 484 cm. Rimane l'architettura a 400 Volt ma viene introdotta una nuova taratura del telaio. Le motorizzazioni sono due: single motor a trazione posteriore da 200 kW (272 CV) e dual motor a trazione integrale da 400 kW (544 CV). La batteria da 94 kWh consente un'autonomia fino a 630 km.Quando arriva: novembre (ordini da settembre)Quanto costa: da circa 70.000 euro Polestar 5 Evoluzione dei concetti stilistici introdotti dalla Concept Precept, la Polestar 5 è una grand tourer elettrica lunga cinque metri. Utilizza una batteria da 112 kWh (di cui 106 effettivamente utilizzabili) con architettura a 800 Volt, e può essere ricaricata con una potenza massima di 350 kW (10-80% in 22 minuti). La versione Dual motor offre 748 CV, 812 Nm e 670 km di autonomia nel ciclo Wltp. La Performance arriva a 884 CV, 1.015 Nm e brucia lo 0-100 in 3,2 secondi. La velocità massima è limitata a 250 km/h per entrambe, mentre il coefficiente aerodinamico è di 0,24. L'abitacolo a cinque posti integra un display da 14,5", un impianto audio da 1.680 Watt, 11 telecamere e 12 sensori a ultrasuoni. Il bagagliaio è da 365 litri, in aggiunta ai 62 del frunk.Quando arriva: settembreQuanto costa: da 119.800 Lotus Eletre X Nata inizialmente come auto soltanto elettrica, la prima Lotus della nuova era Geely diventa un'ibrida con range extender: il powertrain X-Hybrid abbina due motori elettrici a un 2.0 turbo da 204 CV usato come generatore, con batteria da 70 kWh che garantisce un'autonomia complessiva oltre i 1.200 km (di cui circa 350 in elettrico) e ricarica fino a 350 kW. Per l'Europa sono previsti due allestimenti, entrambi con sospensioni pneumatiche: la H550 da 550 CV (210 km/h, 0-100 in 4,9 secondi) e la H1000 al vertice della gamma, con 952 CV e 935 Nm (230 km/h, 0-100 in 3,3 secondi), quest'ultima con barre antirollio attive e impianto frenante maggiorato di serie.Quando arriva: settembreQuanto costa: da 99.990
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Gioielli all’asta a Monterey

Dal 13 al 15 agosto 2026 la Monterey Car Week tornerà a essere uno degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale e, come da tradizione, l’asta di RM Sotheby’s si annuncia come uno dei suoi momenti clou. Il catalogo riunisce vetture che coprono oltre un secolo di storia dell’automobile, dalle pionieristiche Mercedes dei primi del Novecento fino alle supercar degli anni Settanta, con una concentrazione di rarità che ricorda più un museo che una vendita all’incanto.

La McLaren F1 GTR di Nick Mason

Tra i 199 lotti il pezzo da novanta è una McLaren F1 GTR del 1996, nota anche come la "F1 Pop Art" per la livrea rosso e giallo. Oltre al valore intrinseco e alla storia assolutamente interessante legata alla nascita e ai trascorsi sportivi c'è un'altra particolarità che la rende unica: la vettura è appartenuta alla leggenda del rock Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e appassionato collezionista di auto. La stima è stellare: supera i 35 milioni di dollari.

Aston Martin e Talbot-Lago

Un altro modello per cui i collezionisti saranno pronti a battersi a colpi di rilanci è una Aston Martin DB4 GT Zagato del 1962 (stimata tra 12 e 15 milioni di dollari), una delle sole 19 costruite. L’esemplare proposto da RM Sotheby’s vanta motore matching numbers, un passato agonistico in Australia e numerosi riconoscimenti nei principali concorsi d’eleganza internazionali. Accanto alla britannica trova posto un altro capolavoro di stile: una Talbot-Lago T150-C SS Teardrop Coupé by Figoni et Falaschi del 1938 (7-8 milioni ), considerata una delle più celebri espressioni dell’aerodinamica francese anteguerra.

Maranello in tripla veste

Maranello sarà rappresentata da tre vetture molto diverse tra loro. Una Ferrari 275 GTB Alloy by Scaglietti del 1966 (2,5-3 milioni) incarna la tradizione delle granturismo degli anni Sessanta, mentre una 512 BB/LM del 1979 (2-3,5 milioni) richiama il mondo delle competizioni endurance. Completa il trio una Dino 246 GTS Scaglietti del 1972 (450-550 mila dollari), una delle sportive italiane più amate di sempre.

Tra eleganza e ingegneria

A impreziosire ulteriormente il catalogo della Monterey Car Week 2026 ci sono anche alcune delle più raffinate espressioni della produzione europea del dopoguerra. Tra queste spicca la Lancia Aurelia B24S Convertible by Pinin Farina del 1958 (225-300 mila dollari), una delle cabriolet italiane più eleganti del suo tempo, simbolo dell’incontro tra tecnica e stile firmato Pinin Farina. A rappresentare la scuola delle sportive torinesi arriva invece la Fiat 8V Coupé by Vignale del 1953 (0,75-1 milione), raro esempio della “Otto Vu” con carrozzeria Vignale, tra le più ricercate dai collezionisti. Chiude il trio la 1966 Porsche 911 Coupé (250.000-300.000 dollari), proposta nelle prime serie e tra le più significative evoluzioni della sportiva tedesca, destinata a diventare un punto di riferimento nella storia dell’automobile.

Dalla Miura alla Gullwing

Tra le altre protagoniste figurano una Lamborghini Miura P400 Bertone del 1967 (1,9-2,8 milioni di euro), considerata da molti la prima supercar moderna, e una Mercedes-Benz 300 SL Gullwing del 1955 (1,8-2,2 milioni). Per la Casa della Stella ci sarà anche una rarissima Mercedes Simplex 40 HP Rear-Entrance Tonneau del 1904 (5-6 milioni), testimonianza degli albori dell’automobile.

Le altre meraviglie

Il catalogo comprende inoltre una Bugatti Type 57SC Atalante del 1937 (4,5-6 milioni di euro), tra le Bugatti più desiderate dai collezionisti, una Duesenberg Model JN Convertible Coupé del 1935 (5,75-8 milioni) e una Chevrolet Corvette L88 Red/Nart Le Mans del 1968 (0,9-1,1 milioni di euro). Un insieme che conferma ancora una volta Monterey come il palcoscenico privilegiato per le automobili più importanti del mondo. L'elenco completo dei lotti all'asta può essere consultato sul sito ufficiale di RM Sotheby's.

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Bugatti Gran Prix
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MotoGP | Ducati opache a Silverstone, Dall'Igna non è preoccupato: "Voltiamo pagina"

La Ducati ha avuto una ripresa poco felice della stagione di MotoGP dopo la pausa estiva. Se la casa di Borgo Panigale aveva chiuso in vetta la prima metà del 2026, con Marc Márquez che dominava al Sachsenring mentre l’Aprilia continuava a darsi la zappa sui piedi, il Gran Premio di Gran Bretagna ha mostrato una realtà completamente diversa.
Fin dall’inizio del weekend in Inghilterra, i ...Continua a leggere

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In Italia si potrà guidare un'auto già a 16 anni: ecco le novità in arrivo

Una delle novità più discusse e divisive del nuovo Codice della strada su cui il ministero delle Infrastrutture ha aperto una pubblica consultazione con le associazioni di settore che si concluderà il 13 settembre riguarda la possibilità di prendere la patente B a 17 anni. Diciamo subito che l'abbassamento di 12 mesi dell'età a cui sarà possibile mettersi liberamente al volante di una macchina non è un'iniziativa estemporanea dei ministeri delle Infrastrutture e dell'Interno, che su delega del parlamento hanno messo nero su bianco il testo che tra qualche mese, se non vi saranno clamorose retromarce, sostituirà integralmente il Codice attuale. Possibilità prevista dalla Ue Si tratta, in realtà, del più ampio recepimento della direttiva europea 2025/2205 approvata definitivamente dal parlamento di Strasburgo il 14 maggio scorso e che gli Stati dell'Unione devono attuare entro il 2029. Insomma, nulla di particolarmente clamoroso: si sa dall'1 marzo 2023 giorno in cui la proposta di direttiva che già conteneva questa finestra iniziò il suo iter legislativo che gli Stati membri dell'Unione avrebbero potuto prima o poi modificare l'età minima per il rilascio della patente di guida abbassandola a 17 anni per le categorie B e BE. Guida accompagnata Ma non è l'unica novità. La riduzione di un anno per il conseguimento della patente B, infatti, trascina indietro di 12 mesi anche l'età minima per la guida accompagnata (GA), attualmente fissata a 17 anni e che, dunque, si abbasserà a 16. Insomma, quando la norma entrerà in vigore, i titolari di patente A1 o B1 potranno mettersi alla guida con largo anticipo rispetto al passato. Come già accade, previa autorizzazione rilasciata dalla Motorizzazione civile dopo aver effettuato almeno dieci ore di corso pratico di guida in autoscuola e a due condizioni:Guida di una vettura che rientra nei limiti di potenza e potenza specifica per i neopatentati, ossia fino a 105 kW e fino a 75 kW/t;Nessun passaggero a bordo a parte l'accompagnatore, appunto. Che deve essere una persona in possesso da almeno 10 anni di patente B oppure di categoria superiore.
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Auto, utili in picchiata: crolla la redditività dei grandi costruttori

I grandi costruttori tradizionali sono nel pieno di una situazione non certo facile per lo stato di salute delle loro finanze. A dimostrarlo è un'analisi condotta dal Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach, nel land tedesco della Nordreno-Vestfalia, che ha esaminato l'andamento di fatturato e utile operativo dei quindici produttori globali nei primi sei mesi dell'anno. Il rapporto AutomotivePerformance del centro guidato da Stefan Bratzel è un chiaro campanello d'allarme per l'intera industria europea, americana e giapponese, perché evidenzia un forte calo della redditività nonostante un fatturato sostanzialmente stabile. "Il divario tra l'andamento dei ricavi e quello degli utili è il vero segnale d'allarme del primo semestre: se l'utile operativo cala dodici volte più rapidamente dei ricavi, il settore non perde quote di mercato, ma redditività, e questo è strategicamente più pericoloso", avverte Bratzel. Il gap tra fatturato e margini In particolare, il fatturato totale è calato solo dell'1,4% rispetto al primo semestre del 2025, mentre l'utile operativo è peggiorato in modo più che proporzionale: l'Ebit (acronimo di Earnings Before Interest and Taxes, utili prima degli interessi e delle tasse, ndr) è infatti diminuito del 17,5% a 35,6 miliardi e il relativo margine è sceso dal 3,5% al 3,3%. "Ciò dimostra che non è tanto l'entità del fatturato a essere sotto pressione, quanto piuttosto la capacità di convertire il fatturato in utile operativo", sottolinea il centro studi tedesco. Ancor più grave è il calo dell'utile operativo medio per autovettura consegnata, sceso da 1.409 euro a 1.187 euro (-16%). Il Cam evidenzia anche il considerevole ampliamento del divario tra i vari costruttori: otto si sono posizionati al di sopra delle media, sette al di sotto. Molti hanno subito un calo "significativo" dell'indicatore e i miglioramenti di alcuni costruttori come Stellantis, Nissan e Mazda non sono stati sufficienti a compensare il calo della media.Tra l'altro, il confronto tra i produttori rivela risultati "significativamente divergenti": Mercedes-Benz e BMW, con rispettivamente 4.122 e 3.142 euro, formano un gruppo di testa ben distinto e mantengono la loro posizione di produttori premium. GM, Toyota, Hyundai-Kia, Volkswagen, Tesla e Ford, d'altro canto, operano all'interno di un intervallo molto più ristretto, compreso tra 1.315 e 1.694 euro. "Il valore medio di 1.187 euro per autovettura riflette quindi non tanto uno standard di settore uniforme quanto una posizione intermedia che si discosta considerevolmente dai due principali produttori premium", avverte ancora il Cam. Il segnale d'allarme Sotto la media si collocano Suzuki (1.059 euro), Renault (966 euro), Mazda (960 euro), Mitsubishi (755 euro), Nissan (525 euro) e Stellantis (471 euro). Per Mazda, Nissan e Stellantis, i risultati positivi rispetto alla perdita del 2025 sono da attribuire principalmente alla riduzione dei costi, ai piani di ristrutturazione e alla bassa base di confronto. La loro ripresa è quindi più un "successo operativo temporaneo", che "un'inversione di tendenza strutturale". Allo stesso tempo, BMW, Toyota, Hyundai-Kia, GM, Tesla e Volkswagen stanno registrando profitti per autovettura significativamente inferiori a causa dell'impatto "particolarmente negativo" del'intensa pressione competitiva in Cina (BMW, Toyota e Volkswagen), dei dazi e dei costi promozionali (Hyundai-Kia) e degli oneri di ristrutturazione e di difficoltà di mercato (GM e Tesla). Honda rappresenta un'eccezione a causa delle elevate svalutazioni legate al riallineamento della sua strategia sui veicoli elettrici. Per Bratzel, "il calo dell'Ebit per autovettura è un segnale d'allarme che indica come molti produttori non siano attualmente in grado di compensare adeguatamente gli elevati costi di trasformazione attraverso prezzi, mix di prodotti ed efficienza. Le aziende fortemente dipendenti dal mercato cinese, e che devono gestire ingenti investimenti in elettromobilità, software e nuove strutture produttive, sono sottoposte a una pressione particolare. In futuro, il fattore determinante non sarà tanto il volume delle vendite, quanto la capacità di ridurre la complessità, controllare i costi e offrire veicoli tecnologicamente interessanti con una penetrazione di prezzo sufficiente"."Ciò che conta non è solo chi registra i profitti più elevati oggi, ma quale modello di business rimane sostenibile a lungo termine, in un contesto di continue pressioni sui prezzi, sugli investimenti e sulla trasformazione aziendale. Le dimensioni non proteggono automaticamente dal calo della redditività", aggiunge Bratzel. "I produttori devono razionalizzare le strutture dei costi, consolidare il proprio potere di determinazione dei prezzi e concentrare gli investimenti in modo più efficace. Chi non riesce a raggiungere questo equilibrio rischia di perdere terreno strategico, nonostante le vendite elevate e i risultati positivi continui." E i cinesi? Sarebbe interessante fare un confronto con i produttori che stanno cambiando le carte in tavola a livello globale, ossia realtà cinesi come BYD, Geely, Saic o Chery. Tuttavia, non sono stati inclusi a causa della carenza di dati "pienamente comparabili". Tuttavia, il centro ritiene probabile che nel periodo "i principali produttori cinesi abbiano ulteriormente incrementato i propri ricavi e la presenza sul mercato internazionale" anche se non si aspetta che la forte crescita si sia tradotta "in margini più elevati o in un aumento dell'Ebit per veicolo" perché "le economie di scala dei costruttori verticalmente integrati sono compensate dall'intensa concorrenza sui prezzi e dagli elevati costi per modelli, software, impianti ed espansione"."Il fatto che i principali produttori cinesi siano ancora assenti da questa analisi distorce il quadro a favore delle aziende consolidate. Se si includono BYD e gli altri produttori di grandi volumi, il parametro di riferimento per le strutture di costo competitive si sposta considerevolmente verso il basso. Il vero punto di riferimento per la redditività per veicolo non sarà più stabilito a Toyota City o a Wolfsburg, ma a Shenzhen", mette in guardia il direttore del Cam.  Prospettive cupe Non manca una parte riservata alle prospettive. Il Cam non prevede "miglioramenti significativi nella seconda metà dell'anno: i dazi statunitensi, l'intensa concorrenza sui prezzi in Cina, la volatilità dei tassi di cambio e ulteriori aggiustamenti ai portafogli di veicoli elettrici continueranno probabilmente a pesare sull'Ebit e sui margini". "Se queste pressioni dovessero persistere, anche gli utili per veicolo rimarranno probabilmente sotto pressione per molti produttori. La riduzione dei costi, la minore complessità e un mix di prodotti più redditizio possono stabilizzare le performance, ma non saranno sufficienti a compensare completamente queste pressioni per tutti i produttori", aggiungono da Bergisch Gladbach."Per l'intero 2026 si sta delineando un riallineamento strutturale della classifica degli utili, piuttosto che una flessione ciclica. La questione cruciale non è se i risultati diminuiranno, ma quali produttori saranno in grado di adeguare la propria struttura dei costi con sufficiente rapidità a un livello di margine permanentemente inferiore", sottolinea ancora il centro, secondo cui "i produttori con una solida disciplina dei costi, prezzi robusti, un mix di prodotti di qualità e oneri di ristrutturazione limitati saranno in una posizione migliore per difendere i propri margini e la redditività per veicolo. Le aziende che subiscono una forte pressione per adattarsi al mercato cinese, ai dazi o ai veicoli elettrici rischiano ulteriori cali degli utili. Allo stesso tempo, l'espansione internazionale dei fornitori cinesi sta aumentando la pressione competitiva e di adattamento sui produttori consolidati".
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Porsche segue Ratel: "Il GT3 non è per i Costruttori, ma alcuni prezzi sono fuori controllo"

L'allarme lanciato da Stéphane Ratel riguardo i pericoli che cominciano a minacciare il mondo delle corse GT3 ha fatto scalpore e sta cominciando a trovare riscontri positivi anche da parte delle Case interessate.
Il Capo di SRO Motorsports Group ha fatto presente che l'aumento dei costi e le tipologie di vetture utilizzate si sta allontanando da quelle che erano le iniziali norme per questo ...Continua a leggere

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Il Mondiale MotoGP vuole implementare il budget cap

C'è chi definisce l'esplosione di popolarità che il Mondiale di Formula 1 ha vissuto negli ultimi cinque anni come un caso unico nella storia dello sport. Etichette a parte, uno degli aspetti che ha trasformato il "Grande Circus" in uno dei campionati più appetibili per i costruttori è la sua redditività.
E questo non si spiega senza l'introduzione del budget cap che, nel 2021, ha frenato ...Continua a leggere

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F1 | La FIA ammette lacune sul sistema ADUO: "Ma le misurazioni sono accurate"

Pochi argomenti nel paddock di Formula 1 hanno suscitato tanto dibattito politico durante la prima metà della stagione quanto l’ADUO, ovvero le “Opportunità aggiuntive di sviluppo e aggiornamento”.
Il sistema è stato introdotto come paracadute per un Costruttore che dovesse rimanere indietro, in parte in risposta alla situazione della Honda con il regolamento precedente, ma nella ...Continua a leggere

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Bentley porta un pezzo d'Italia a Monterey: nasce Stazione Remota

Alla Monterey Car Week di questa settimana, Bentley presenta il nuovo evento Stazione Remota (scritto in italiano), nato dalla partnership con Tutto Bene, iniziativa promossa dall'hub di cultura automobilistica Race Service e dallo studio di design milanese BorromeodeSilva. Un raduno informale Questa prima edizione sarà solo su invito e si svolgerà sabato prossimo a Carmel Valley, con un format più informale rispetto ai raduni classici: sono infatti previsti test drive con vetture delle famiglie Continental GT e Bentayga, un DJ set su vinile e caffè servito dal "Joe's Bentayga", una Bentayga rosa e verde scuro con macchinetta ca espresso nel bagagliaio. Le auto esposte Tra i modelli presenti presso Stazione Remota ci sono la Bentayga X Concept, che anticipa una futura off-road della Casa inglese, la sportivissima Continental Supersports in livrea "Dragon", con colorazioni Black Crystal e Dragon Red II che si fondono tra loro. Per gli appassionati della storia del motorsport, da non perdere la Super Sports originale del 1926, modificata nel 1934 con un motore da 4.5 litri al posto del 3 litri originale e portata in gara 40 volte negli anni Trenta da Kit Baker-Carr. Prodotta in 18 esemplari, è la prima volta che quest'auto arriva negli Stati Uniti. Gli altri appuntamenti Accanto a Stazione Remota ci sarà la Home of Bentley, con la collezione di merchandising 1919 presentata al Goodwood Festival of Speed; la Casa inglese sarà poi presente al The Quail con uno stand da quattro vetture: Supersports, Flying Spur S, GTC S e Bentayga Artenara. Da ultimo, il presidente Frank-Steffen Walliser sarà uno dei giurati del 75 Pebble Beach Concours d'Elegance di domenica.
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Benzina e diesel, si arresta la discesa: tornano a salire i prezzi alla pompa

Si interrompe la discesa (comunque lenta) dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio. A pesare è il deciso rimbalzo delle quotazioni petrolifere: in pochi giorni, il Brent ha guadagnato quasi 10 dollari al barile, passando da 80 dollari circa a poco meno di 90 per colpa dell'incertezza legata alle tensioni diplomatiche in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti. Sulle quotazioni, però, influiscono diversi altri fattori, tra cui le minacce della milizia yemenita degli Houthi alla navigazione nel Mar Rosso e i problemi alla rete di raffinazione in Russia.  I prezzi del Mimit Questa mattina 12 agosto, secondo quanto comunicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è di 1,985 euro al litro (+2 millesimi rispetto a ieri), mentre il gasolio quota a 2,076 euro a(+3 millesimi).Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio al fai-da-te è di 2,060 euro per la verde (+4 millesimi) e 2,154 euro per il diesel (+3 millesimi). 
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Volkswagen vende un'altra società: IAV verso Accenture

Negli ultimi mesi, la dirigenza del gruppo Volkswagen ha chiarito più volte l'obiettivo di rivedere il perimetro delle attività operative tramite una profonda razionalizzazione, che ha già portato alla cessione di diversi cespiti come la maggioranza di Italdesign e di Everllence. Il programma delle dismissioni è, però, destinato ad andare avanti nei prossimi mesi.Tra le società candidate ad uscire dal gruppo di Wolfsburg figura un'altra azienda di servizi di engineering: si tratta di Ingenieurgesellschaft Auto und Verkehr, meglio nota come IAV, che tra l'altro ha raggiunto pochi giorni fa un accordo con i sindacati per un massiccio piano di ristrutturazione. Cessione e tagli In particolare, il gruppo avrebbe intenzione di cedere la maggioranza della società con sede a Berlino al colosso della consulenza Accenture entro la fine dell'anno. Attualmente, Wolfsburg detiene il 50% del capitale di IAV. Un altro 40% è nelle mani della stessa IAV, mentre il restante 10% è in possesso di Aumovio, produttore di componentistica scorporato l'anno scorso da Continental. L'operazione, secondo Automobilwoche, dovrebbe portare Accenture ad acquisire il 70% del capitale e Volkswagen a mantenere una quota del 30%.  Per ora, le indiscrezioni non sono state commentate né dal gruppo guidato da Oliver Blume né dalla società berlinese. In attesa di conferme o smentite, l'unica certezza riguarda il recente accordo con l'IG Metall per un profondo ridimensionamento dell'organico di IAV: l'azienda, come tante altre in Germania, è da mesi alle prese con la crisi dell'industria dell'auto tedesca e con la progressiva riduzione degli investimenti da parte di Case e fornitori. Per affrontarne le conseguenze, è stato concordato il taglio di 2 mila dei 5 mila dipendenti entro la fine del 2027.
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Emissioni UE, Porsche lascia Volkswagen e si allea con Xpeng

Nuovi sviluppi nella configurazione dei "pool" per le emissioni formati dai vari costruttori operanti nell'Unione europea. La Porsche ha lasciato a sorpresa il gruppo gestito dalla sua casa-madre Volkswagen per allearsi con la cinese Xpeng.  Perché Porsche ha lasciato Volkswagen? Per capire i motivi alla base di quanto comunicato il 5 agosto scorso dalla Casa di Zuffenhausen alle istituzioni europee, bisogna partire dal funzionamento del pooling. Si tratta di uno degli strumenti previsti dai regolamenti comunitari sugli standard emissivi: consente alle Case di unire le proprie flotte per soddisfare i requisiti e quindi evitare il pagamento delle multe per il superamento dei limiti di CO2 o comunque ridurre l'importo delle sanzioni.L'uscita della Porsche dal pool della Volkswagen è sorprendente solo fino a un certo punto. La decisione di Zuffenhausen potrebbe infatti aiutare il gruppo Vollkswagen a raggiungere i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni dopo aver fallito il target del 2025: il costruttore tedesco ha registrato una media di 100 g/km, superando il limite dei 93,6 g/km.Il gruppo è ora costretto ad accelerare il taglio delle emissioni nel 2026 e nel 2027 per evitare le sanzioni: il nuovo meccanismo di compliance triennale concede, infatti, la possibilità ai costruttori di calcolare su tre anni (2025-2027) e non più su uno soltanto il rispetto del limite di flotta medio dei 93,6 grammi di CO2 per chilometro, compensando eventuali deficit in uno o due anni con i risultati migliori degli altri periodi. Dunque, a Wolfsburg devono per forza di cose mettere a segno risultati decisamente migliori per non pagare multe a oggi quantificate in 400/500 milioni di euro l'anno nel triennio. Porsche, però, rischia di rappresentare un peso insormontabile a causa delle nuove strategie produttive incentrate su modelli più ibridi che elettrici e del calo delle vendite di auto a batteria.  A sua volta, la Casa di Zuffenhausen è destinata a beneficiare del contributo di Xpeng, la cui gamma europea è costituita solo ed esclusivamente da auto elettriche. Tra l'altro, il raggruppamento Porsche-Xpeng, che sarà gestito proprio da Porsche e sarà valido fino a tutto il 2027, è un pool aperto: altri marchi potranno aderire a condizione di presentare la relativa richiesta entro e non oltre il 5 settembre prossimo. 
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FE | Un Mondiale per 9 piloti: a chi andrà la Corona Iridata nel gran finale di Londra?

La lotta per il titolo di Formula E si deciderà all’ultimo respiro a Londra, dove il prossimo fine settimana saranno 9 i piloti in lizza per il primato.
Jake Dennis è in testa alla classifica, ma chi ha le migliori possibilità di aggiudicarsi il titolo?
L’era Gen3.5 della Formula E è destinata a concludersi in modo epico per la stagione 2025/26 e la doppia gara all’ExCel ...Continua a leggere

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A Pebble Beach le due auto di Ken Miles

Il suo nome è entrato nel mito grazie alla Ford GT40. Ma prima di lei, la leggenda, Ken Miles se l'era costruita in garage, saldando tubi d'acciaio e modellando pannelli di alluminio con le proprie mani. Molto prima di diventare l'uomo capace di trasformare un brutto anatroccolo nella regina di Le Mans, il pilota inglese emigrato in California aveva già dimostrato di avere talento, intuito e capacità meccaniche non comuni. In occasione del 75° anniversario del Pebble Beach Concours d'Elegance, saranno proprio le sue due creature più personali, le MG R1 e R2 "Flying Shingle", a raccontare quella storia.

Il debutto con le MG

Quando Ken Miles lasciò l'Inghilterra per trasferirsi a Los Angeles, all'inizio degli Anni Cinquanta, era già un ottimo pilota. Negli Stati Uniti, però, divenne qualcosa di ancora più raro: un costruttore-artigiano capace di inventarsi automobili da corsa partendo da modelli che conosceva bene, le MG. Dopo aver conquistato una lunga serie di vittorie nelle gare SCCA con una semplice MG TD elaborata, decise che il telaio di serie non bastava più, così progettò una vettura tutta sua. Anzi, due. Nacque così la R1, seguita nel 1955 dalla più evoluta R2, soprannominata "Flying Shingle", letteralmente "tegola volante", per quella carrozzeria bassissima e filante che sembrava schiacciare l'auto sull'asfalto. Il telaio tubolare costruito in casa, il motore MG profondamente elaborato e una ricerca aerodinamica quasi ossessiva, permisero a Miles di mettere in difficoltà vetture ben più potenti, trasformando le sue special in autentici incubi per gli avversari sulle piste della West Coast americana.

Pensava come un ingegnere

La grandezza di Ken Miles non stava soltanto nel piede destro. Ogni giro di pista era l’occasione per analizzare le reazioni della vettura con una sensibilità che aveva pochi eguali: tornava ai box con la testa piena di appunti e poi, a casa, modificava sospensioni, geometrie, pesi, posizione di guida, limando decimi e sviluppando incessantemente le proprie creature. Un metodo quasi scientifico che, qualche anno più tardi, avrebbe convinto Carroll Shelby e Ford ad affidargli lo sviluppo della Cobra e soprattutto della GT40. Ma tutto era nato dalle “Flying Shingle”, il manifesto della sua filosofia: leggere, essenziali, nate per vincere grazie all'intelligenza più che ai cavalli. Non stupisce che ancora oggi vengano considerate tra le special più ingegnose mai costruite su base MG.

Una vittoria cancellata

Le Flying Shingle entrarono rapidamente nella leggenda anche per un episodio che racconta bene il carattere di Miles. Alla gara di Palm Springs del 1955 tagliò il traguardo davanti a tutti, precedendo tra gli altri un giovane James Dean al volante della sua Porsche 356 Speedster, ma la vittoria gli venne revocata per una contestata irregolarità tecnica: i parafanghi risultarono troppo larghi rispetto al regolamento della categoria. Un episodio rievocato con qualche licenza nel film “Le Mans ‘66 - La grande sfida”, con Christian Bale nei panni di Ken Miles che prende a martellate il baule per farlo rientrare nelle misure regolamentari.

Raccontano un'epoca

Al Pebble Beach Concours d'Elegance 2026 le due Flying Shingle saranno riunite per ricordare e celebrare uno dei personaggi più affascinanti ed eroici della storia dell'automobile. La R2 appartiene oggi alla Collier Collection e, insieme alla R1, testimonia un'epoca in cui un uomo poteva ancora immaginare una macchina nel proprio garage, costruirla con le proprie mani e trasformare una semplice MG in un'arma da competizione per battere piloti ufficiali e costruttori affermati. E forse è proprio questo il significato più profondo della presenza delle Flying Shingle sul prato di Pebble Beach. Non celebrano soltanto un pilota, semmai un'epoca in cui il talento non si misurava con il budget del reparto corse, ma con la capacità di immaginare qualcosa che ancora non esisteva. Ken Miles lo faceva con una chiave inglese in una mano e il casco nell'altra. Ed è così che, ancora oggi, continua a correre nella memoria degli appassionati.

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Jaguar Type 01, primo sguardo agli interni della GT elettrica

In occasione della Monterey Car Week Jaguar ha svelato gli interni della controversa Type 01, il modello che segna la svolta del marchio britannico come costruttore esclusivamente elettrico. La versione definitiva della "Jaguar rosa" sarà presentata il prossimo 6 ottobre a New York. Approccio "svedese" Lo stile minimalista dell'abitacolo della nuova Jaguar segna un indubbio punto di rottura rispetto a quanto visto in precedenza, e del resto non ci aspettavamo niente di diverso. Farà discutere gli appassionati della Casa di Gaydon, anche se con meno veemenza rispetto al polverone mediatico sollevato dalla Concept Type 00, che anticipava le linee della nuova gran turismo inglese. Si presenta "al contrario" Per nulla convenzionale la plancia, con soluzioni diametralmente opposte a quelle che siamo soliti vedere oggi: dietro il volante non c'è un piccolo schermo con le informazioni principali per la guida, ma un grande display ad alta definizione, che si prolunga fin quasi a centro plancia. Dove, invece, spicca l'assenza di uno schermo centrale per l'infotainment, sostituito da una piccola plancetta (grande circa come uno smartphone) dedicata ai comandi del climatizzatore e del volume. Niente pulsanti, siamo inglesi E i comandi fisici? Pochissimi, tutti concentrati sulle due razze del volante, sui comandi dei finestrini nella portiera e nella leva del piantone, per la selezione della marcia. Manca anche lo specchietto retrovisore, sostituito da una telecamera al posteriore, le cui immagini verranno proiettate su uno schermo alla base del parabrezza, alla stessa altezza degli specchietti esterni. Dietro non c'è il lunotto L'abitacolo è diviso al centro da una lunga "spina dorsale" che lo percorre da parte a parte, definendo quattro spazi individuali con altrettante sedute singole; semplici ed eleganti i rivestimenti, con colori chiari. Lungo la parte superiore delle portiere corre una finitura che richiama l'ottone, su cui è inciso il logo del giaguaro che salta. Il grande tetto panoramico si estende fino alla seconda fila di sedili, dietro cui non c'è il lunotto (come sulla Polestar 4). Oltre 1.000 CV di potenza I dati tecnici definitivi della nuova Jaguar Type 01 verranno svelati insieme alla versione definitiva dell'auto, a ottobre: sappiamo però che la nuova GT inglese avrà un powertrain composto da tre motori elettrici, capaci di erogareoltre 1.000 CV e più di 1.300 Nm di coppia. Non mancheranno torque vectoring, retrotreno sterzante e sospensioni pneumatiche su tutte e quattro le ruote. La batteria dovrebbe avere una capacità di 118 kWh, la stessa della futura Range Rover elettrica.
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Monterey Car Week: concorsi, pista e grandi anniversari

Tralasciando gli eventi minori che ogni anno anticipano sempre più l’inizio informale della Monterey Car Week, la kermesse entrerà nel vivo mercoledì 12 agosto con Motorlux, la serata di Hagerty che trasforma il piazzale del Monterey Jet Center in una sorta di salone delle meraviglie. Per il 2026 il percorso espositivo sarà costruito attorno a sei collezioni tematiche: "Le Pur Sang des Automobiles", omaggio a Ettore Bugatti dalla Type 35 alla Chiron; "The Coventry Collection", che celebra i 65 anni della Jaguar E-Type in chiave british; "Dodici", tributo al fascino dei V12 tricolori con Ferrari e Lamborghini tra i protagonisti; "Chasing Cherry Blossoms", dedicata ai grandi classici giapponesi; "Rally Madness", saluto alle vetture da rally più estreme; infine, "Privé One", riservata ai pezzi unici. Durante la serata Broad Arrow Auctions mostrerà in anteprima alcuni lotti in vendita nei giorni successivi. Ed è proprio l’asta di Broad Arrow la novità più eclatante: l’appuntamento su due giornate (13 e 14 agosto) si sposterà per la prima volta negli spazi del Quail Lodge, con un catalogo di circa 175 vetture da collezione.

Gli anniversari di The Quail

Sui prati del Quail Lodge & Golf Club di Carmel, venerdì 14 agosto andrà in scena quella che molti considerano la festa più esclusiva dell'intera settimana: The Quail, A Motorsports Gathering, giunta alla ventitreesima edizione. La formula del garden party resta invariata ma il 2026 porta con sé cinque categorie speciali di grande richiamo: il centenario della Route 66, celebrato con una selezione di vetture legate alla Strada Madre; la Lamborghini Diablo, la prima Sant'Agata capace di superare le 200 miglia all’ora; l'eredità delle GT giapponesi; la Ferrari F40 che ha segnato gli anni 80 di Maranello e le vetture della collezione di Bruce Meyer. Gli occhi saranno come di consueto puntati anche sulle novità delle case, che usano The Quail come un vero e proprio salone: per esempio la Lamborghini che, probabilmente, svelerà come nelle precedenti edizioni una nuova vettura oppure Touring Superleggera con un nuovo capitolo della sua Veloce 12.

A Laguna il motorsport giapponese

Se i prati raccontano l'eleganza, sulla pista di Laguna Seca parlerà la velocità. Dal 12 al 15 agosto la Rolex Monterey Motorsports Reunion, il grande raduno di vetture storiche da competizione sul celebre tracciato, proporrà per la prima volta nella sua storia un tributo dedicato interamente al motorsport giapponese. Tra i pezzi più attesi, ci saranno fianco a fianco due vetture giapponesi vincitrici assolute della 24 Ore di Le Mans: la Mazda 787B del 1991 e la Toyota TS050 Hybrid del 2018. La rassegna 2026 celebrerà inoltre il quarantacinquesimo anniversario della classe IMSA GTP con uno schieramento dedicato.

L’Italia tra dolce vita e spettacolo serale

Sabato 15 agosto sarà come di consueto il giorno dedicato all'automobile italiana. A Seaside Concorso Italiano taglierà il traguardo della quarantunesima edizione, confermandosi vetrina di rilievo fuori dai confini nazionali per i marchi del nostro Paese: Abarth, Alfa Romeo, Bizzarrini, De Tomaso, Ferrari, Fiat, Iso, Lamborghini, Lancia e Maserati, affiancati nella sezione dedicata alle due ruote dalla Ducati (celebrata per il centenario), Moto Guzzi, MV Agusta e Vespa, che festeggerà a sua volta il traguardo degli 80 anni. La vera novità del 2026 è però la collaborazione, per la prima volta, tra Concorso Italiano e il Monterey Motorsports Festival: chi partecipa di giorno a Concorso potrà proseguire la serata al Monterey County Fairgrounds, dove il Motorsports Festival raccoglie il testimone con un formato più informale e festoso, che vedrà tra i protagonisti, tra gli altri, Kimera Automobili.

I 75 anni di Pebble Beach

La settimana si chiuderà domenica 16 agosto, come sempre, sul campo da golf più prestigioso della penisola. Per i settantacinque anni del Pebble Beach Concours d’Elegance gli organizzatori celebreranno Ferrari come marchio protagonista assoluto: la Casa di Maranello ha un legame profondo con la manifestazione, essendo apparsa per la prima volta nel 1951 con la Ferrari 166 MM Touring Barchetta di Jim Kimberly, e divenendo dal 1973 il primo marchio del dopoguerra a diventare in maniera ricorrente un “featured marque”. Il tributo 2026 si concentra in particolare sulle vittorie della NART di Luigi Chinetti. Spazio anche per una sezione dedicata alle carrozzerie di Vignale, scelto come carrozziere protagonista dell’edizione per celebrare l'eleganza scultorea del design italiano del dopoguerra. Nel 2026 faranno poi capolino nuove classi pensate per guardare sia al passato più remoto sia a territori finora poco esplorati dal prato di Pebble Beach: gli Early American Speedsters ante Prima Guerra Mondiale, con vetture come la Mercer Raceabout e la Stutz Bearcat, le Classic Streamliner aerodinamiche che hanno inseguito i record di velocità e una classe interamente dedicata al motorsport giapponese, in naturale continuità con quanto accadrà a Laguna Seca.

Sempre più articolata

Nel complesso, la Car Week 2026 conferma una tendenza ormai consolidata: non più solo esposizioni statiche, ma un intreccio sempre più fitto tra concorso d'eleganza, aste (oltre a Broad Arrow ci si attendono scintille da RM Sotheby’s, Bonhams, Gooding Christie’s e Mecum), eventi lifestyle e raduni in pista, con appuntamenti sempre più collegati tra loro. Oltre agli eventi più piccoli (e abbordabili, anche per il portafoglio), dalle macchine brutte e pazze del Concours d’Lemons ai raduni spontanei di auto esotiche e supercar, fino agli appuntamenti monotematici di matrice tedesca come Legends of The Autobahn o Werks Reunion. Insomma, ancora una volta, a ognuno il suo per una caldissima scorpacciata di mezza estate.

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Auto mild hybrid, i 10 modelli che consumano meno - VIDEO

La guerra in Medio Orientesta facendo volare i carburanti verso prezzi record, in alcuni casi mai visti. In questa particolare situazione, un'auto con powertrain benzina mild hybrid può rappresentare una risposta concreta al caro carburanti di questi mesi: di seguito trovate i dieci modelli mild hybrid a benzina che consumano meno, sulla base dei dati degli ultimi cinque anni forniti dal Centro Prove Quattroruote.Alcune motorizzazioni non sono più a listino, ma ve le proponiamo ugualmente, perché in questo periodo anche un usato fresco può avere perfettamente senso. I modelli mild hybrid benzina più efficienti secondo il Centro Prove Nota: i costi sono calcolati in base alle ultime quotazioni disponibili al momento della stesura di questo articolo, pubblicate dal Mimit il 2 aprile e riferite all'1 aprile 2026.Nota 2: la lista non comprende le motorizzazioni ibride del gruppo Stellantis (come la Grande Panda o la Citroën C3, per esempio) e di alcuni modelli di altre Case perché il loro funzionamento è quello di un full hybrid, capace di muovere l'auto - anche se per pochi metri, o nelle manovre - con la sola trazione elettrica e il motore termico spento. Suzuki Swift 1.2 Hybrid Top L'auto mild hybrid che consuma meno è anche il modello di maggior successo della Suzuki in Italia (nel 2025 ha rappresentato il 36,8% delle vendite della Casa giapponese). Il Centro prove ha rilevato per la Swift una media di 5,03 litri di benzina ogni 100 chilometri, pari a 19,88 km/l. Disponibile con un'unico motore da 81 CV e, volendo, anche con la trazione integrale, ha un listino che parte da 21.450 euro. Fiat Panda Cross 1.0 FireFly S&S Hybrid La citycar torinese è stata messa sotto esame nel 2022, quando ancora si chiamava Panda: adesso è venduta con il nome di Pandina, per non confonderla con la Grande Panda, ma il motore è lo stesso mild hybrid da 65 CV. La media rilevata dal Centro prove è di 5,89 l/100 km, per una percorrenza media di 16,98 chilometri con un litro. Tre gli allestimenti a listino, con prezzi da 15.950 euro. Hyundai Bayon 1.0 Hybrid 48V XClass La motorizzazione mild hybrid della crossover coreana non è più a listino (la nostra prova è del 2021), ed è un peccato: in media, la Bayon ibrida consuma 6,01 l/100 km, pari a 16,64 km/l. Il modello attuale, aggiornato nel 2024, offre solo motorizzazioni a benzina senza elettrificazione: si parte da 22.800 euro. Volkswagen T-Roc 1.5 eTSI DSG Life La nuova generazione della SUV tedesca ha debuttato lo scorso anno, quando è stata esaminata anche dal Centro prove (nella versione da 115 CV), registrando un ottimo risultato: 6,16 l/100 km, pari a 16,23 km/l. In città le cose non cambiano molto: i chilometri percorsi con un litro di benzina sono 16,05. Disponibile anche con potenza di 150 CV, la T-Roc parte da 33.900 euro. Fiat 500 Berlina Hybrid Torino La piccola citycar torinese si è rinnovata lo scorso anno, prendendo la carrozzeria dell'elettrica 500e e il motore della Pandina ibrida, il Firefly da 65 CV. Risultato? Nei test del Centro prove i consumi medi sono di 6,26 l/100 km, pari a 15,97 km/l. Disponibile anche cabrio, e presto nella versione "3+1", la 500 ibrida parte da 19.900 euro. Kia Stonic 1.0 T-GDi 115 CV Style Questa piccola crossover (è lunga 4,17 metri) si è rinnovata lo scorso anno, ereditando lo stile delle Kia più recenti, introdotto con la EV9. Messa alla prova nel 2025, la Stonic ha registrato consumi medi di 6,28 l/100 km, pari a 15,92 km/l. Disponibile anche con motori a benzina, la versione mild hybrid parte da 26.250 euro. Mazda3 e-Skyactiv-G M Hybrid Nagisa La media giapponese monta un 2.5 aspirato con impianto mild hybrid, ed è una soluzione controcorrente che però funziona: i test del Centro prove, condotti nel 2024, hanno rilevato un consumo medio di 6,4 l/100 km, pari a 15,63 km/l. Lo stesso motore è disponibile anche sulla crossover CX-30, che per via dell'aerodinamica meno favorevole consuma qualcosa di più: 6,85 l/100 km. La Mazda3 parte da 28.350 euro, la CX-30 da 28.450 euro. Kia Xceed 1.5 Mhev Evolution La crossover coreana è disponibile (fino a esaurimento scorte) con motori benzina, bifuel a Gpl e mild hybrid, quest'ultimo con una potenza di 160 CV: messa sotto esame nel 2021, ha registrato un consumo medio di 6,62 l/100 km, che corrispondono a 15,11 chilometri con un litro di benzina. Il listino di questo modello parte (per la versione mild hybrid) da 29.600 euro. Suzuki S-Cross 4WD Starview La crossover giapponese è il secondo modello della Casa di Hamamatsu a conquistarsi un posto nella classifica dei modelli mild hybrid più "risparmiosi": nei test del 2021, il Centro prove ha rilevato un consumo medio di 6,85 l/100 km, pari a una percorrenza media di 14,68 km/l. Come tutte le Suzuki a listino, anche la S-Cross è disponibile con la trazione integrale: prezzi da 29.450 euro. Dacia Bigster 1.2 TCe Mhev Extreme La SUV di segmento D della Casa di Mioveni è disponibile con motorizzazioni ibride mild - anche bifuel a Gpl - e full di derivazione Renault. L'ibrida leggera da 140 CV, nei nostri test del 2025, ha un consumo medio di 7,11 l/100 km, pari a 14,06 chilometri con un litro. Quattro gli allestimenti, anche con trazione integrale: il listino di questo modello parte da 24.800 euro.
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Caro carburanti - Auto a benzina, i 10 modelli che consumano meno - VIDEO

Tra guerra in Medio Oriente, petrolio in salita e carburanti sempre più cari, scegliere l'auto giusta oggi conta più di ieri. Non solo elettrico o ibrido: anche la benzina, se efficiente, può essere una risposta concreta.Abbiamo quindi messo in fila le dieci auto a benzina - prive di elettrificazione - che consumano meno, sulla base dei dati del Centro Prove degli ultimi cinque anni.Alcune motorizzazioni non sono più a listino ma ve le proponiamo ugualmente, perché in questo periodo anche un usato "fresco" può avere perfettamente senso.Nota: i costi sono calcolati in base alle ultime quotazioni disponibili al momento della stesura di questo articolo, pubblicate dal Mimit il 20 marzo e riferite al 19 marzo. Toyota Aygo X 1.0 VVT-i 72 CV ActiveLa citycar giapponese è stata appena aggiornata, con l'introduzione della motorizzazione full hybrid della Yaris. Il modello precedente, con il motore puramente termico, nelle prove del 2022 ha registrato un consumo medio di 5,34 litri di benzina per 100 chilometri, che corrisponde a una percorrenza media di 18,7 km/l. Un valore di poco lontano dalla media in città: 5,32 l/100 km, pari a 18,8 km/l. Questo modello non è più in commercio: la full hybrid attualmente a listino parte da 20.850 euro. Kia Picanto 1.0 20th Anniversary Edition La citycar a cinque porte della Casa coreana è stata esaminata dal Centro prove nel 2024, dopo il facelift con cui ha adottato il frontale dei modelli più recenti della Kia. La Picanto con il 1.0 benzina aspirato da 68 CV consuma mediamente 5,71 l/100 km, che corrispondono a una percorrenza di 17,5 km/l. In città il valore scende a 5,47 l/100 km: sono 18,3 i chilometri percorsi con un litro di carburante. Il listino della Picanto parte da 17.800 euro. Hyundai i10 1.0 MPI TechLa "sorella" della Picanto (le due Case fanno parte dello stesso gruppo) monta lo stesso motore, con una potenza ridotta a 63 CV: i consumi, registrati nei test del 2020, hanno rilevato una media di 5,87 l/100 km, pari a 17 chilometri con un litro. In città il valore rilevato è di 5,81 l/100 km (17,2 km/l). La i10 è disponibile anche con il 1.0 T-GDi turbo da 90 CV, che ha consumi molto simili: media di 5,91 l/100 km (16,9 km/l), 5,83 in città (17,2 km/l). Il La coreana ha prezzi che partono da 18.500 euro. Volkswagen Polo 1.0 TSI StyleLa compatta di Wolfsburg, messa alla prova nel 2021 con il 1.0 turbo benzina da 95 CV, registra un consumo medio di 5,93 litri per 100 chilometri, per una percorrenza media di 16,9 km/l. In città la Polo consuma 6,26 l/100 km, che corrispondono a 16 km/l di benzina. Il listino di questo modello, disponibile con potenze da 80 a 207 CV per la GTI, parte da 23.900 euro. Seat Ibiza 1.0 EcoTSI 95 CV FRLa compatta spagnola è stata recentemente oggetto di un leggero restyling, che non ha però coinvolto le motorizzazioni. Il 1.0 da 95 CV è lo stesso della cugina di piattaforma Polo: non stupisce quindi che i consumi siano sovrapponibili. La media rilevata dal Centro prove nel 2024 è di 5,95 l/100 km, pari a 16,8 km/l, che in città sale a 6.03 l/100 km (16,6 km/l). Il listino della Ibiza parte da 16.000 euro. Citroën C3 100 CV MaxLa crossover francese ha debuttato nel 2024 (anche in versione mild hybrid e full electric), quando il Centro prove ha rilevato, con la motorizzazione termica da 100 CV, un consumo medio di 6,14 litri / 100 km, pari a 16,3 km/l. Quasi identici i consumi in città: 6,17 l/100 km, pari a 16,2 km/l. Prezzi da 16.400 euro. Volkswagen TaigoLa SUV-coupé tedesca (derivata dalla T-Cross) è disponibile solo con motori a benzina, da 95 a 150 CV: quando è uscita, nel 2021, il Centro prove l'ha subito messa sotto esame, rilevando un consumo medio di 6,16 l/100 km, pari a 16,2 km/l. In città la Taigo consuma 6,62 l/100 km, pari a 15,1 chilometri con un litro di carburante. Il listino di questo modello parte da 26.000 euro. Jeep Avenger 1.2 Turbo SummitLa B-SUV, da sempre best seller tra le compatte a ruote alte, è disponibile anche con powertrain ibridi e full electric. La termica da 100 CV, testata dal Centro prove nel 2023, consuma 6,2 l/100 km, pari a 16,1 km/l. In città si comporta meglio: il consumo scende a 6.04 l/100 km, con una percorrenza media di 16,6 chilometri con un litro. La Jeep Avenger parte da 25.200 euro. Opel Astra 1.2 Turbo 130 CV GS LineLa media del Blitz è stata aggiornata di recente, perdendo le motorizzazioni puramente termiche, che erano ancora disponibili nel 2021, quando l'auto è stata esaminata dal Centro prove. Il consumo medio rilevato è di 6,2 l/100 km, pari a 16,1 km/l. In città si sale a 6,63 l/100 km, che corrispondono a 15,1 km/l. Il listino della nuova Astra (che c'è anche a gasolio) parte da 32.450 euro per la mild hybrid da 145 CV. Dacia Jogger 1.0 TCe 110 Extreme UpLa versione "lunga" della Sandero Stepway, disponibile anche a sette posti, offre anche powertrain full hybrid e a Gpl. La versione benzina da 110 CV, testata nel 2022 e ancora a listino, registra consumi di 6,2 l/100 km (16,1 km/l), che in città scendono a 6.06 l/100 km (16,5 km/l). La Jogger a benzina parte da 20.700 euro.
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MotoGP | Mir e Rins subito fuori a Silverstone: "Al primo giro è stato un po' un caos"

Il GP di Gran Bretagna ha visto Joan Mir ritirarsi per la settima volta in 12 gare della domenica quest'anno, e la sesta dopo una caduta. Questa volta, la gara del maiochino non è durata neppure un giro, perché pochi secondi dopo il via, alla curva Luffield, è entrato in contatto con il suo ex compagno di squadra in Suzuki, il connazionale Alex Rins.
"Non ho visto le immagini dall'elicottero ...Continua a leggere

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FE | Porsche con la livrea Rothmans sulle 99X Electric per l'assalto ai titoli a Londra

La Porsche Motorsport ha scelto un'altra livrea storica per le sue 99X Electric in vista del gran finale di FIA Formula E che si terrà nel fine settimana a Londra come doppio appuntamento tra sabato e domenica.
Nell'ambito dei festeggiamenti dei 75 anni sportivi della Casa di Stoccarda, dopo aver sfoggiato una colorazione completamente argentata a Città del Messico in omaggio agli anni '50 e ...Continua a leggere

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Inarrestabile Pandina: è sempre lei la più venduta in Italia

La Fiat Pandina rimane saldamente al primo posto tra le auto più vendute in Italia nei primi sette mesi del 2026: dopo di lei, con un distacco decisamente importante, ci sono le best seller di Jeep e Dacia, la Avenger e la Sandero, entrambe oggetto di un recente restyling.Di seguito, la classifica delle dieci auto di maggior successo di questa prima metà dell'anno con prezzi, allestimenti e dotazioni. 1. Fiat Pandina Non sembra esserci modo di arrestare il successo della citycar torinese, che nei primi sette mesi dell'anno registra la bellezza di 71.312 nuove immatricolazioni, più del doppio della Avenger, che occupa la seconda posizione. Lunga 369 cm, la Pandina rimane un punto di riferimento per praticità e funzionalità. Si viaggia discretamente comodi in quattro: in cinque (omologazione su richiesta) si sta stretti. Una sola motorizzazione in gamma, il mild hybrid 1.0 da 65 CV, disponibile in tre allestimenti: Pop, Icon e la "suvveggiante" Cross. Prezzi da 15.950 euro. 2. Jeep Avenger La B-SUV americana, oggetto di un recente restyling che ha coinvolto soprattutto gli interni, rimane uno dei modelli di maggior successo sul mercato italiano: da gennaio ne sono state immatricolate 30.371. Lunga 408 cm e con un passo di 255, permette a quattro adulti di viaggiare abbastanza comodi, mentre il bagagliaio mette a disposizione 261 litri (misurati dal Centro prove). Ricca la gamma di motori: a benzina da 101 CV (da 25.700 euro), mild hybrid da 110 e 145 CV 4xe (da 27.700 euro) e full electric da 156 CV (da 39.400 euro). Quattro gli allestimenti, compresa la nuova serie 85th Anniversary. 3. Dacia Sandero La compatta della Casa di Mioveni si conferma al terzo posto, con 26.948 nuove immatricolazioni. Dopo il restyling di inizio anno, nei mesi scorsi la gamma motori si è ampliata con il powertrain full hybrid da 155 CV, già visto su altri modelli del gruppo Renault. Lunga 410 cm, la Sandero è disponibile in due varianti di carrozzeria: Streeway e Stepway, con protezioni in plastica e assetto rialzato. Oltre al full hybrid, a listino ci sono i motori benzina e bifuel a Gpl, anche con cambio automatico. Prezzi da 14.800 euro. 4. Fiat Grande Panda La segmento B della Casa torinese conquista il quarto posto, con 25.996 immatricolazioni dall'inizio dell'anno. Costruita sulla piattaforma Smart Car, è disponibile con motori benzina da 101 CV, mild hybrid da 110 CV e full electric da 83 kW (113 CV) e batteria da 44 kWh. Tre gli allestimenti, con prezzi da 17.900 euro per l'elettrica, da 21.400 euro per l'ibrida e da 23.900 euro per la BEV. 5. Citroën C3 La cugina francese della Grande Panda (è costruita sulla stessa piattaforma) ha motorizzazioni analoghe: benzina da 101 CV, mild hybrid da 110 CV e full electric da 113 CV. Anche per lei tre allestimenti a listino (You, Plus e Max), con prezzi da 16.700 euro. Da gennaio a luglio le immatricolazioni di questo modello sono state 23.694. 6. Leapmotor T03 Sfruttando gli incentivi dello scorso ottobre, combinati con una politica di prezzo particolarmente aggressiva, la piccola citycar di Leapmotor si conferma l'elettrica più venduta in Italia, con 22.358 nuove immatricolazioni. Listino da 18.900 euro per l'unico allestimento disponibile (Design), con batteria da 37 kWh e una dotazione di serie molto ricca (c'è anche il tetto panoramico). 7. Toyota Yaris Cross Con 21.425 nuove immatricolazioni, la piccola B-SUV giapponese sorpassa la Yaris da cui deriva. lunga 418 cm (24 in più), a tutto vantaggio di passeggeri e bagagli, che hanno a disposizione 341 litri, misurati dal Centro prove. Due le motorizzazioni full hybrid, da 116 CV e 131 CV, quest'utima anche in versione AWD-i, con la trazione integrale data da un secondo motore al posteriore. Quattro gli allestimenti, listino da 28.750 euro. 8. Toyota Aygo X Il recente aggiornamento ha introdotto il powertrain full hybrid derivato da Yaris, che sostituisce il precedente motore a benzina. Una scelta che avvantaggia consumi ed efficienza, e che viene premiata dagli automobilisti italiani: nei primi sette mesi dell'anno sono state immatricolate 20.504 unità. 9. Renault Clio La sesta generazione della comaptta francese è arrivata da pochi mesi sul mercato, riscuotendo subito i favori degli automobilisti: sono 20.433 le nuove immatricolazioni dall'inizio dell'anno. La nuova Clio è disponibile con motori a benzina da 114 CV, full hybrid da 155 CV e bifuel a Gpl da 120 CV con cambio automatico. Tre gli allestimenti, prezzi da 18.900 euro. 10. Peugeot 208 Chiude la top ten delle auto più vendute nei primi sette mesi del 2026 la compatta francese, che registra 19.886 nuove targhe. Le motorizzazioni sono quelle condivise con le altre "quattro metri" del gruppo Stellantis: benzina da 101 CV, mild hybrid da 110 e 145 CV, full electric da 136 e 156 CV (e più avanti arriverà la GTi da 281 CV). Sei gli allestimenti, listino da 22.350 euro.
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MotoGP | Martin e la visita ad Andorra che gli fa credere di poter lottare "alla pari" per il titolo

Il weekend di Silverstone si è concluso con un festival dell'Aprilia e con Jorge Martin che ne è uscito ancora più leader del Mondiale, che ora guida con 31 punti su Marco Bezzecchi, 37 su Ai Ogura, entrambi compagni di marca, e 40 su Marc Marquez, l'unico pilota di un altro costruttore, la Ducati, che sulla carta sembra in grado di evitare la vittoria finale del team di Noale.
Attualmente ...Continua a leggere

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La Formula E sbarca su Disney+: trasmetterà ogni gara in diretta per promuovere la Gen4

Formula E compie un salto strategico di portata globale, forse il più significativo nella storia della categoria. A partire dalla stagione 2026/27, Disney+ diventerà la casa streaming mondiale del campionato in 144 territori. Un accordo pluriennale che segna un passaggio chiave per la serie elettrica proprio mentre si prepara a introdurre la Gen4, la vettura destinata a ridefinire gli standard ...Continua a leggere

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F1 | Cosa bisogna aspettarsi dal tanto atteso aggiornamento della power unit Honda a Zandvoort

Mentre l'Aston Martin ha introdotto in Ungheria il suo primo importante pacchetto di aggiornamenti per la AMR26, Honda porterà a Zandvoort il suo primo aggiornamento della stagione 2026 di Formula 1.
Con il primo pacchetto di aggiornamenti dell'anno di Adrian Newey, il deficit sul fronte del telaio è stato ridotto considerevolmente. L'Aston Martin è ancora lontana da dove vuole essere, ma i ...Continua a leggere

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Pirelli firma i "pneumatici" di Luna Rossa

Pirelli amplia la sua presenza sulle imbarcazioni di Luna Rossa, il team velistico che gareggerà alla prossima edizione dell'America's Cup, in programma tra la primavera e l'estate prossima a Napoli.Il logo dell'azienda della Bicocca, già Official Sponsor e Technical Partner, sarà visibile non solo sulla randa, ma anche sui foil e sul timone degli AC40 (il monoscafo foiling di 40 piedi utilizzato per gli allenamenti e le regate preliminari) e degli AC75 (l'imbarcazione di 75 piedi con cui Luna Rossa parteciperà alla 38esima America's Cup). Il contributo tecnologico di Pirelli Inoltre, proprio per le appendici che garantiscono il controllo dell'imbarcazione volante AC75, Pirelli ha fornito un contributo tecnologico al team di sviluppo di Luna Rossa, condividendo il proprio know-how su materiali innovativi. I foil generano la portanza necessaria a sollevare lo scafo sopra la superficie dell'acqua, consentendo all'imbarcazione di raggiungere le elevate velocità tipiche di questa tipologia di scafi. Pirelli ha messo le proprie competenze al servizio delle prestazioni idrodinamiche delle appendici dell'imbarcazione, contribuendo a ottimizzarne il comportamento nelle fasi più critiche della navigazione. La collaborazione nasce dal patrimonio di ricerca avanzata sui materiali maturato dall'azienda, lo stesso ambito da cui sono nate soluzioni come il PNCS (Pirelli Noise Cancelling System), la tecnologia che abbatte la rumorosità di rotolamento generata nella cavità interna del pneumatico. In sostanza, il know-how sviluppato in ambito automotive trova oggi nuove applicazioni, tra cui quella in corso di sviluppo insieme a Luna Rossa.
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Superare a destra è sempre vietato? No, facciamo chiarezza

Ha destato molto scalpore, nei giorni scorsi, l'ipotesi che con il Nuovo Codice della strada, se e quando entrerà in vigore, si potrà sorpassare a destra. Ma è veramente così? Non proprio. Vediamo perché. Il sorpasso a destra rimane vietato Sia l'attuale codice della strada, sia il nuovo testo-base su cui è stata aperta una pubblica consultazione stabiliscono, quando parlano della posizione dei veicoli sulla carreggiata, che quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, il veicolo impegna la corsia più libera a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. Entrambi i testi stabiliscono, quando parlano della manovra di sorpasso, che se la carreggiata o semicarreggiata è suddivisa in più corsie, il sorpasso è effettuato sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo da superare.  Chiarissimo e identico il concetto: il sorpasso, in autostrada, presuppone sempre un cambiamento di corsia, manovra che è vietato effettuare a destra e che continuerà a essere vietato effettuare a destra. ammesso il superamento E allora perché quasi tutti hanno parlato, impropriamente, di sorpasso a destra? Perché, ed è questa la novità, mentre il codice della strada attuale prevede la possibilità di marciare per file parallele in autostrada solo nella situazione di congestione del traffico, il testo-base del nuovo codice estende questa possibilità a tutte le situazioni, anche nella normale marcia. Ma solo nelle autostrade (e nelle strade extraurbane principali) con almeno tre corsie per senso di marcia. Dunque, quando la novità entrerà in vigore, sarà possibile superare (non sorpassare) a destra il veicolo che marcia sulla corsia a sinistra. E solo se la carreggiata ha tre o più corsie per senso di marcia. Superamento ammesso già adesso a determinate condizioni Peraltro, va detto, già adesso il superamento a destra è ammesso nelle situazioni in cui il conducente del veicolo che precede marciando su una corsia a sinistra si ostina a impegnarla impedendo, di fatto, il sorpasso. In questa situazione, la manovra di superamento non di sorpasso è ammessa se effettuata con la massima prudenza e adottando tutte le cautele.
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MotoGP | Confermata Rio de Janeiro come sede della presentazione del Mondiale 2027

Nel 2027 arriva una nuova era in MotoGP, con il cambio del regolamento tecnico, le nuove moto da 850cc e un nuovo fornitore di pneumatici. Elementi che, insieme al valzer dei piloti sulla griglia, meritano una presentazione all'altezza delle circostanze.
Questo martedì, i promotori del campionato hanno confermato la notizia anticipata da Motorsport.com lo scorso 10 luglio: la città di Rio de ...Continua a leggere

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Arriva in Cina la Volkswagen ID. Era 5X, SUV elettrica da 211 CV

Sul sito del ministero cinese dei trasporti (Miit) è stata caricata la documentazione relativa alla nuova ID. Era 5X, primo modello completamente elettrico della gamma ID. Era di Saic Volkswagen, costruito sulla piattaforma CMP (China Main Platform). La 5X monta l'architettura elettronica CEA (China Electronic Architecture), sviluppata congiuntamente da Volkswagen e Xpeng, che aveva già debuttato a fine luglio sulla ID. Aura T6 di FAW Volkswagen. Linee pulite e moderne La Volkswagen ID. Era 5X è una SUV media a cinque posti, lunga 4.560 mm, larga 1.896, alta 1.630 e con un passo di 2.815 mm. Lo stile rimane quello di questa famiglia di modelli, già visto sulla ID. Era 8X con range extender e la ID. Era 9X: sottili fasce luminose anteriori e posteriori che collegano i gruppi ottici, paraurti con griglie attive e fiancate pulite, con protezioni in plastica per i passaruota e maniglie a incasso (quelle elettriche a scomparsa sono vietate). Guida (quasi) da sola Il motore elettrico, fornito da United Automotive Electronic Systems, ha una potenza di 155 kW (211 CV) ed è abbinato a una batteria al litio-ferro-fosfato della CATL, la cui capacità non è ancora stata comunicata. Ricca la dotazione di Adas, che prevede - su richiesta - un sensore LiDAR montato alla sommità del parabrezza, per la guida assistita evoluta in autostrada e nelle zone urbane.
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Linee pulite e un V12 aspirato: a Monterey arriva una nuova Gordon Murray

 Gordon Murray ne ha fatta un'altra delle sue. Il 14 agosto al  The Quail l'appuntamento più importante della Monterey Car Week per gli amanti di hypercar, restomod e supersportive, il poliedrico progettista svelerà con il suo marchio GMA una nuova sportiva, che promette di elevare ulteriormente il concetto di purezza meccanica.Le prime anticipazioni delineano una silhouette che richiama la S1 LM  recentemente entrata nella storia delle aste con un prezzo di vendita record di 20,6 milioni di dollari, quasi 18 milioni di euro  ma con un'identità stilistica propria. Il nuovo modello, di cui per ora è stato diramato solo un teaser, sembra distinguersi per un frontale inedito e gruppi ottici più tradizionali, inseriti in un corpo vettura che rifugge appendici aerodinamiche vistose: una linea pulita, scandita da prese Naca nelle portiere e un air-scoop sul tetto.Sebbene i dettagli tecnici restino riservati, il paragone con la S1 LM è inevitabile: nel cofano posteriore potrebbe trovare spazio un'evoluzione del V12 aspirato di 4.3 litri, che sulla LM è in grado di erogare 710 CV. A esso dovrebbe abbinarsi un cambio manuale a sei rapporti, mentre il peso della vettura potrebbe rimanere al di sotto della tonnellata.. A Monterey, questa nuova special sarà affiancata dalla Le Mans GTR, ora in veste di prototipo di sviluppo pienamente operativo, e da diverse T.50 dei clienti. 
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Microcar, tutte le novità in arrivo entro la fine 2026: prezzi e modelli

Aixam Mega eScouty Evo L'e-Scouty Evo è un quadriciclo leggero 100% elettrico con linee da crossover. Espande l'offerta del brand Mega, offrendo un motore da 6 kW con batteria da 5,1 kWh (75 km dichiarati di autonomia urbana a 45 km/h). Di serie, tablet touch da 6,2", Bluetooth, porte Usb, finiture interne carbon look e cerchi di lega da 15". Quanto costa: da 13.999 euroQuando arriva: già disponibile Aixam City GTO Disponibile con motori diesel (con bicilindrico da 479 cm3) o elettrica (con batteria da 7,44 kWh e 113 km di autonomia dichiarata), la City GTO punta forte su stile (con cerchi diamantati da 16") e sulla tecnologia di bordo. La plancia, infatti, ospita un display touch da 10 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless. Di serie anche sei altoparlanti. Quanto costa: da 17.999 euroQuando arriva: già disponibile Aixam Coupé La meccanica è la stessa della City GTO, ma è lo stile a fare la differenza. Il taglio della coda si ispira a quello delle SUV-coupé, per dare a questa microcar un aspetto più dinamico. A disposizione un infotainment con Apple CarPlay e Android Auto wireless, retrocamera e impianto audio a sei speaker. Quanto costa: da 18.999 euroQuando arriva: già disponibile Desner T30 La T30 è lunga 292 cm e, come le altre che trovate qui, può essere guidata già a 14 anni. Il motore elettrico è al posteriore, ed è abbinato a una batteria da 8 kWh, per un'autonomia (nel ciclo d'omologazione cinese) di 150 km. La velocità massima è di 45 km/h. Tanti gli optional disponibili, dai sedili lavabili in ecopelle all'airbag del guidatore, passando per infotainment e cerchi di lega da 13".Quanto costa: in promozione lancio da 13.300 euroQuando arriva: settembre Linktour Alumi Dopo essere stata annunciata negli scorsi mesi, arriva nelle concessionarie italiane la Linktour Alumi, un quadriciclo elettrico cinese con una monoscocca di alluminio che viene ricavata riciclando ben 7 mila lattine. Lunga 2,68 metri, è una due posti con 320 litri di bagagliaio ed è disponibile in due varianti: la prima è la L6e, guidabile da 14 anni con una batteria da 7,2 kWh per 120 km di range dichiarato e una velocità massima di 45 km/h; la seconda è la L7e, guidabile da 16 anni, con accumulatori da 13 kWh (180 km, 90 km/h). Quanto costa: da meno di 10 mila euroQuando arriva: settembre Per la mobilità urbana sono in arrivo tante nuove proposte, sia dai costruttori di automobili vere e proprie sia dai marchi specializzati in microcar. Tutti i modelli che vedete qui sotto, previsti entro la fine del 2026, sono omologati L6e: la velocità massima è limitata a 45 km/h e possono essere guidati dai 14 anni in poi, con patente AM. Fiat Topolino Sport Non è più veloce o potente della Topolino normale, ma vuole distinguersi con un look più grintoso. La Fiat Topolino Sport Special Edition introduce un'estetica specifica: gli esterni offrono quattro colorazioni con strisce a contrasto, badge dedicati sui passaruota, copricerchi e cornici dei fari in nero opaco. Nell'abitacolo si trovano la strumentazione digitale, sedili neri e il vano Dolcevita Box rivestito di vinile effetto carbonio. La dotazione integra inoltre gli altoparlanti Bluetooth Monsterlino. Ha un motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh per 75 km di autonomia dichiarata.Quanto costa: in promozione da 10.550 euroQuando arriva: già disponibile Fiat Topolino Vilebrequin Collector's Edition La serie limitata della microcar torinese nasce dalla rinnovata collaborazione con il brand francese di beachwear, e sarà prodotta in 200 esemplari. Questa versione speciale punta su una livrea bicolore bianco-blu, portapacchi posteriore cromato e un tetto apribile di tela beige. L'abitacolo, di ispirazione nautica, ospita sedili di ecopelle bianca. Invariato il powertrain: motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh da ricaricare con la presa Shuko.Quanto costa: da 13.490 euroQuando arriva: già disponibile Citroën Ami Per la sorella francese della Fiat Topolino (e della Opel Rocks Electric, meno diffusa in Italia) sono previsti entro la fine dell'anno diversi aggiornamenti che coinvolgono estetica e allestimenti. Accanto alle versioni attuali, che si caratterizzano per alcuni dettagli colorati, potrebbero arrivare - come sulla Topolino - carrozzerie di diverso colore. Invariata invece la meccanica, con il motore anteriore da 8,2 CV, la batteria da 5,4 kWh (per 75 km di autonomia dichiarata) e una velocità massima limitata, per legge, a 45 km/h. Quanto costa: da 8.490 euroQuando arriva: fine 2026 Aixam Easy Da oltre quarant'anni la Aixam produce quadricicli leggeri, e ha appena ampliato la sua gamma con la Easy, un modello lungo 2,80 metri guidabile con patente AM. Declinato negli allestimenti Access e Chic, integra fari LED, sedili monoscocca e cerchi fino a 14". I motori includono un diesel e un elettrico da 45 km/h di velocità massima. Le batterie da 5 o 7,5 kWh promettono un'autonomia fino a 113 km. Quanto costa: da 10.499 euroQuando arriva: già disponibile
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Paura a Laguna Seca: una Mazda 767B avvolta dalle fiamme

Le immagini che arrivano da Laguna Seca sono di quelle che fanno male al cuore di ogni appassionato di motori: una Mazda 767B ha rischiato di essere divorata dalle fiamme nel paddock del circuito californiano, dove in questa settimana si svolge la Monterey Motorsports Reunion.
L'evento dedicato alle vetture storiche, organizzato come antipasto del celebre concorso d'eleganza di Pebble Beach ...Continua a leggere

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La MotoGP non esclude di spostare il Gran Premio del Qatar in un'altra sede

Il conflitto aperto alcuni mesi fa nel Golfo Persico tra Stati Uniti e Iran ha avuto un impatto diretto sul calendario sportivo di quest'anno e ha portato diversi campionati a cancellare o rinviare i loro eventi.
In un primo momento, la F1 ha dato per cancellati i Gran Premi di Arabia Saudita e Bahrain, anche se pochi giorni fa ha annunciato che quest'ultimo si terrà  sul circuito di Sepang ...Continua a leggere

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F1 | Ferrari ispira McLaren: a Woking vogliono capire come abbia fatto la Rossa ad introdurre così tanti upgrade

La McLaren ritiene che l'enorme numero di aggiornamenti che la Ferrari ha introdotto nella prima metà della stagione 2026 debba essere un'ispirazione, mentre a sua volta cerca di implementare la sua MCL40.
L'alba di una nuova era regolamentare ha innescato un'enorme guerra agli sviluppi nella prima metà della stagione 2026, con Ferrari e Red Bull in particolare che hanno impressionato i ...Continua a leggere

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MotoGP | Acosta sincero: "Non mi aspettavo nulla e finire quinto è un risultato di cui andare fieri"

Due cadute venerdì ("era come guidare un trapano da cantiere", aveva detto) e un’usura eccessiva della gomma posteriore morbida sabato nella gara Sprint, in cui Pedro Acosta è riuscito a piazzarsi solo sesto a quasi 11" dal vincitore, prendendo praticamente 1" al giro.
Un fine settimana complicato per il pilota KTM che, tuttavia, riponeva le sue speranze nel fare un passo avanti con la ...Continua a leggere

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Marsien GT, la Porsche 911 Turbo S 992 da oltre 830 CV e 770.000 euro

Al Pebble Beach Concours d'Elegance, che si tiene nel corso della Monterey Car Week di questi giorni, Marc Philipp Gemballa ha presentato la Marsien GT, evoluzione stradale del programma Marsien. La produzione di questo modello è limitata a 30 esemplari, con un prezzo di partenza fissato in 770.000 euro (al netto di tasse, dazi e trasporto), e che non comprende la donor car. La produzione partirà nel 2027, con le prime consegne previste per la fine dell'anno. Si parte dalla 911 Turbo S 992 Ogni esemplare della Marsien GT nasce da una Porsche 911 Turbo S 992, a cui vengono sostituiti oltre 1.500 diversi componenti, progettati e realizzati appositamente per questo modello, con un risparmio di peso di 75 kg. La carrozzeria è interamente in fibra di carbonio, così come il fondo piatto, mentre l'aerodinamica sfrutta un sistema pneumatico che gestisce le feritoie sui parafanghi anteriori e un'ala posteriore che funge anche da freno aerodinamico. La presa d'aria sul tetto serve ad alimentare direttamente gli intercooler. L'altezza da terra è di 100 mm, ma è disponibile un sollevatore anteriore per guadagnare altri 60 mm. Arriverà anche la versione da 900 CV Il motore è il sei cilindri boxer biturbo rielaborato da RUF, capace di erogare oltre 830 CV e 930 Nm grazie alla presenza di turbine VTG maggiorate, nuove mappatura per centralina e trasmissione. L'atelier tedesco sta lavorando a una nuova versione da oltre 900 CV. La spec attuale permette alla Marsien GT di scattare da ferma a 100 km/h in 2,4 secondi, e di toccare i 330 km/h di velocità massima. Lo scarico in titanio è firmato Akrapovic, mentre le sospensioni KW adottano uno schema a doppio quadrilatero all'anteriore con ammortizzatori DDC V5 a controllo elettronico. Lussuosi interni in Alcantara In abitacolo, la console centrale rialzata ospita la targhetta numerata progressiva e la leva del cambio in alluminio ispirata alla Carrera GT: si può avere con pomello in fibra di carbonio, mogano, pelle o Alcantara. Il primo esemplare, esposto a Pebble Beach, è rifinito in Anniversary Liquid Champagne Gold, una tinta metallizzata a quattro strati creata appositamente per questo modello, con interni in Alcantara grigio scuro, sedili a guscio in carbonio e dettagli champagne su cuciture, cinture e quadranti.
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Chevrolet abbandona la Cina dopo 20 anni: vendite crollate del 99%

Arriva l'ennesima conferma delle difficoltà dei costruttori occidentali in Cina. La General Motors ha confermato le indiscrezioni di stampa degli ultimi mesi su una nuova strategia commerciale per il mercato cinese, che prevede l'addio alle attività di vendita del marchio Chevrolet. A pesare sulle fortune della Chevy sono stati fattori ormai noti come l'intensificazione della concorrenza dei marchi locali, ma anche decisioni interne, tra cui una controversa adozione di motori a tre cilindri e il mancato adeguamendo della gamma alla forte ascesa dei cosiddetti veicoli a nuova energia (Nev), ossia elettriche, ibride plug-in e altre motorizzazioni alternative.  Una lenta agonia Il brand americano, presente in Cina dal 2005, è stato uno dei marchi occidentali di maggior successo tra i cinesi, con vendite annuali superiori a 700 mila unità. Tuttavia, gli ultimi tempi sono stati una lenta e continua agonia, con volumi mensili di poco superiori ai mille esemplari.Il picco delle vendite è stato raggiunto nel 2014 con circa 767 mila unità, grazie alla popolarità di modelli come la Cruze. Tuttavia, dal 2018 in poi, la Chevy non ha fatto altro che perdere terreno a rotta di collo: l'anno scorso ha venduto meno di 9 mila veicoli. Una nuova strategia L'addio della Chevrolet alla Cina rientra in una ben più ampia revisione delle strategie produttive e commerciali della General Motors in Cina. L'azienda di Detroit, che ha garantito i servizi post-vendita per gli oltre 7,5 milioni di veicoli Chevrolet ancora in circolazione sulle strade cinesi, continuerà a produrre in Cina modelli Chevy, ma li destinerà esclusivamente all'export verso i mercati internazionali (Stati Uniti esclusi). GM China ha spiegato che "la gamma di prodotti Chevrolet è ora più adatta a soddisfare le esigenze dei mercati di esportazione". Il presidente John Roth ha citato il Medio Oriente, l'Africa, il Sud America, il Messico e la regione Asia-Pacifico.La revisione strategica è legata anche al rinnovo fino al 2047 degli accordi alla base della joint venture tra GM e Saic. La partnership prevede il lancio di almeno 30 modelli Nev entro il 2030, ma per lo più per i marchi Cadillac e Buick. 
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Fang Cheng Bao Ti 9, la nuova maxi SUV cinese da 6 posti e 310 km in elettrico

Il brand Fang Cheng Bao del gruppo BYD, che nei mesi scorsi ha presentato la gamma di modelli sportivi Formula, ha svelato la sua nuova ammiraglia a ruote alte, chiamata Ti 9, destinata per il momento al solo mercato cinese. Il suo arrivo, scrive la casa, è "imminente", senza però comunicare tempistiche precise o prezzi. Non teme gli sterrati La Fang Cheng Bao Ti 9 è lunga 5.270 mm, larga 1.999, alta 1.850 (o 1.880 mm in base all'allestimento) e ha un passo di 3.130 mm, per ospitare sei passeggeri con una configurazione 2+2+2. Questa grande SUV dispone di angoli di attacco e di uscita rispettivamente di 19 e 22 gradi. Con il gancio di traino elettrico a scomparsa (disponibile su richiesta), la Ti 9 può contare su una capacità di traino di 2 tonnellate. Imponente, ma non troppo Le linee sono squadrate e muscolose, con i gruppi ottici anteriori collegati tra loro da una fascia luminosa a LED a tutta larghezza che circonda il logo. Tante le protezioni per la carrozzeria, da quelle per la scocca ai passaruota in color nero lucido. Nel paraurti anteriore ci sono le prese d'aria attive per raffreddare il motore. I cerchi sono da 21 o 22", in base all'allestimento. Il portellone è diviso in due parti con ribaltina. Plug-in da 310 km di autonomia La Ti 9 ospita nel cofano un sistema ibrido plug-in composto da un 1.5 turbobenzina da 110 kW (150 CV) abbinato a due motori elettrici, uno per asse (la trazione è integrale), ciascuno dotato di una potenza di picco di 200 kW (272 CV). La batteria è una LFP da 66,5 kWh, che consente alla SUV un'autonomia a zero emissioni di 310 km. Maxischermo a bordo All'interno, la plancia è dominata da un enorme display che parte dal centro e arriva fin quasi alla portiera del passeggero, mentre per il conducente è disponibile un piccolo quadro strumenti dietro il volante e un head-up display. Di serie, per il mercato cinese, il sistema di guida assistita DiPilot 300 (God's Eye B) che sfrutta il LiDAR montato sul tetto, con funzioni di navigazione assistita in ambito urbano e autostradale.
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WEC | Shell Trackside Laboratory: come si lavora dietro le quinte con l'olio del motore BMW LMDh

Durante la 24h di Le Mans sono tante le attività di contorno che si possono svolgere, scoprendo meglio i vari 'dietro le quinte' di quanto accade in pista e conoscendo aspetti che spesso non vengono più di tanto considerati, se non appunto dagli addetti ai lavori più coinvolti direttamente nella preparazione delle vetture.
Una di queste riguarda Shell e il ruolo che ha nel FIA World ...Continua a leggere

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Aston Martin, tre DB12 S speciali per i 75 anni di Pebble Beach

Alla Monterey Car Week 2026 partecipa anche Aston Martin, che porta sui prati californiani tre DB12 S Coupé speciali, realizzate dalla divisione Q by Aston Martin, per rendere omaggio al 75esimo anniversario del Pebble Beach Concours d'Elegance. Le vetture si ispirano alle DB2 da corsa schierate nel 1951, riconoscibili per le targhe inglesi con la sigla "VMF" e le calandre di diverso colore. Tanti richiami alle DB2 storiche Le tre DB12 S riprendono la denominazione delle DB2 originali: VMF 63 con dettagli in Rosso Red, VMF 64 in Speed Yellow e VMF 65 in Ellwood Blue. Per tutte, carrozzeria Carbon Black con lamelle della calandra e strake lateriali verniciati, logo "75" sui parafanghi, lo spoiler posteriore in carbonio con una grafica che riprende la sagoma della DB2. All'interno troviamo cuciture a contrasto coordinate nei colori del modello (ripresi anche dal selettore start/stop e dalle palette al volante), con il ricamo della DB2 sugli schienali anteriori, le coccarde "75" su quelli posteriori e i battitacco specifici. Le altre Aston esposte Alla Monterey Car Week debutta inoltre la Vanquish 25 Special Edition, serie in tiratura limitata curata dal reparto Q by Aston Martin per i 25 anni del debutto della V12 Vanquish originale del 2001. All'interno della House of Aston Martin, allestita accanto al Poppy Hills Golf Course, saranno esposte la Valhalla e le varianti S della gamma della Casa di Gaydon: la DB12 S, la Vantage S e la DBX S.
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Le nuove multe sulla velocità: 10 euro per ogni km/h di troppo

Una delle modifiche più significative contenute nel testo-base del Nuovo Codice della strada  su cui il ministero delle Infrastrutture ha aperto una pubblica consultazione con le associazioni di settore che si concluderà il 13 settembre è la completa revisione delle sanzioni per chi viola i limiti di velocità. Il nuovo testo mette finalmente ordine in un articolo, il 142 del Codice attuale, che negli ultimi trent'anni è stato più volte modificato, spesso in maniera disordinata e incoerente. Arriva la multa progressiva Per quanto riguarda le multe, di fatto si passa da uno schema basato su quattro fasce a un sistema basato su una progressività lineare, in cui la sanzione principale aumenta, correttamente, in base ai km/h in più rispetto al limite.Un concetto, quello della progressività lineare, che per sua stessa natura determinerà inevitabilmente alcune situazioni vantaggiose e altre svantaggiose rispetto a quanto accade adesso. Alleggerite le sanzioni accessorie Lo schema per fasce, opportunamente rivisto, viene invece mantenuto sulle sanzioni accessorie. Ossia sui punti e sulla sospensione della patente, che si chiamerà divieto di guida. In questo ambito, però, la proposta di modifica è piuttosto generosa rispetto al severo schema attuale, soprattutto sul divieto di guida, drasticamente abbattuto nella maggior parte delle situazioni anche nell'attuale ipotesi di sospensione minima. Va detto, di contro, che con la riforma la sospensione scatterebbe, in autostrada, già oltre i 20 km/h in più. Ciò premesso, vediamo nel dettaglio come potrebbe cambiare la norma e cosa succederebbe rispetto a ora, in alcune situazioni reali. La norma attuale Iniziamo dalla norma attuale. Limitandosi al caso generale ossia senza considerare la maggiorazione di un terzo prevista quando la violazione avviene nelle ore notturne (tra le 22 e le 7), il raddoppio quando il conducente è alla guida di veicoli particolari (autocarri oltre 3,5 tonnellate, camion, autobus eccetera) o la reiterazione della violazione in un biennio, che nei casi più gravi prevede un aumento sensibile della sospensione della patente l'attuale schema, sostanzialmente indipendente dal tipo di strada, prevede quattro fasce:    Fino a 10 km/h in più rispetto al limite multa di 42 euroOltre 10 km/h ma non oltre 40 km/h in più Multa di 173 euro- 3 puntiOltre 40 km/h ma non oltre 60 km/h in più Multa di 543 euro- 6 puntisospensione della patente da 1 a 3 mesiOltre 60 km/h in piùMulta di 845 euro- 10 puntiSospensione della patente da 6 a 12 mesi La proposta di modifica Nel testo-base del Nuovo Codice della strada cambia tutto. Come detto, si introducono i criteri della progressività e della proporzionalità lineare (ma solo sulla multa), con diversificazione delle sanzioni anche in base alla tipologia di strada e in base al tipo di veicolo utilizzato.Per semplicità, consideriamo solo il caso generale e le due situazioni più frequenti: autovettura guidata da un normale conducente in orario diurno su strada urbana con limite di 50 km/h e in autostrada con limite fino a 130 km/h. Strada urbana con limite fino a 50 Km/h Fino a 20 km/h in più 5 euro per ogni km/h oltre il limiteOltre 20 km/h in più fino a 40 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 2 puntiOltre 40 km/h in più fino a 60 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 4 puntiDivieto di guida per 15 giorniOltre 60 km/h in più - 6 punti10 euro per ogni km/h oltre il limiteDivieto di guida per 30 giorniIn pratica, ecco cosa potrebbe accadere, rispetto a ora, in alcune situazioni in cui la velocità accertata, ossia detratto il 5% con un minimo di 5 km/h rispetto a quella rilevata dallo strumento, sia superiore al limite di 50 km/h.Velocità accertataSanzioni futureSanzioni attuali55 km/h (+5 km/h) 25 4265 km/h (+15 km/h) 75 173, 3 punti75 km/h (+25 km/h) 250, 2 punti 173, 3 punti85 km/h (+35 km/h) 350, 2 punti 173, 3 punti95 km/h (+45 km/h) 450, 4 punti, 15 giorni** 543, 6 punti,1-3 mesi*105 km/h (+55 km/h) 550, 4 punti, 15 giorni** 543, 6 punti,1-3 mesi*115 km/h (+65 km/h) 650, 6 punti, 30 giorni** 845, 10 punti,6-12 mesi**Sospensione stabilita dal prefetto** Divieto di guida automatico a carico del trasgressore   Autostrada con limite fino a 130 km/hFino a 20 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limiteOltre 20 km/h in più fino a 40 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 4 puntiDivieto di guida per 15 giorniOltre 40 km/h in più fino a 60 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 6 puntiDivieto di guida per 30 giorniOltre 60 km/h in più - 8 punti10 euro per ogni km/h oltre il limiteDivieto di guida per 90 giorniEcco cosa potrebbe accadere in alcune situazioni in cui la velocità accertata, ossia detratto il 5% con un minimo di 5 km/h rispetto a quella rilevata dallo strumento, sia superiore a quella indicata dalla segnaletica.Velocità accertataSanzioni futureSanzioni attuali135 km/h (+5 km/h) 50 42145 km/h (+15 km/h) 150 173, 3 punti155 km/h (+25 km/h) 250, 4 punti, 15 giorni** 173, 3 punti165 km/h (+35 km/h) 350, 4 punti, 15 giorni** 173, 3 punti175 km/h (+45 km/h) 450, 6 punti, 30 giorni** 543, 6 punti,1-3 mesi*185 km/h (+55 km/h) 550, 6 punti, 30 giorni**543 euro, 6 punti,1-3 mesi*195 km/h (+65 km/h) 650, 8 punti, 90 giorni**845 euro, 10 punti,6-12 mesi**Sospensione stabilita dal prefetto** Divieto di guida automatico a carico del trasgressore
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Eccentrica V12 Roadster: senza tetto è ancora più emozionante - VIDEO

In un mercato delle supercar oggi saturo di performance imbrigliate dall'elettronica, la Eccentrica punta tutto sull'esperienza di guida analogica, senza filtri. E dopo la V12 derivata dalla Lamborghini Diablo, alla Monterey Car Week è arrivato il momento di alzare l'asticella delle emozioni al volante, togliendo il tetto al mito di Sant'Agata per rendere ancora più coinvolgente l'esperienza di guida. La Eccentrica V12 Roadster evolve i concetti della sorella, portando questo raffinatissimo restomod al livello superiore: sarà realizzata in soli 19 esemplari, tutti personalizzati secondo le specifiche richieste dei clienti. Dodici cilindri e tanto carbonio Sotto la carrozzeria di fibra di carbonio interamente ridisegnata per affilare le superfici e migliorare l'efficienza aerodinamica c'è un telaio che ha poco a che fare con gli standard produttivi degli anni Novanta. Lo space frame originale di tubi d'acciaio è stato irrigidito con rinforzi strutturali di carbonio, un intervento indispensabile per garantire la necessaria rigidezza torsionale a una vettura da oltre 330 km/h che ha rinunciato alla protezione del tetto. Questo lavoro di ingegneria progettato e realizzato dall'italiana Podium Advanced Engineering in collaborazione con il marchio sanmarinese Eccentrica ha portato allo sviluppo di oltre 3.500 componenti dedicate, inclusi i montanti e i bracci delle sospensioni a doppio quadrilatero, ora ricavati dal pieno per assicurare una maggiore robustezza. Il cuore resta il V12 aspirato di 5.7 litri (5.707 cm3), un propulsore con bancate inclinate di 60 che mantiene la sequenza di accensione originaria (1-7-4-10-2-8-6-12-3-9-5-11), garanzia di un timbro metallico inconfondibile, che senza il tetto si può apprezzare ancora di più. Grazie a una nuova calibrazione della centralina, all'ottimizzazione dei flussi d'aria e a una gestione termica rivista, questo dodici cilindri arriva a erogare 550 CV a 7.000 giri/min e una coppia massima di 600 Nm a 6.500 giri/min. Con una massa a vuoto di 1.540 kg, il rapporto peso/potenza di questa roadster è di 2,91 kg/CV: per lo 0-100 km/h bastano 3,8 secondi e la velocità massima è di 335 km/h. Puro piacere di guida analogico Ma i numeri, per quanto rilevanti, non riescono a spiegare fino in fondo la dinamica di questo veicolo, che secondo i suoi costruttori è in grado di toccare accelerazioni laterali fino a 1.2 g. Gran parte del merito va alla nuova geometria delle sospensioni con ammortizzatori semi-attivi e allo sterzo a cremagliera che conserva la servoassistenza idraulica per non filtrare le informazioni trasmesse dalle Pirelli Trofeo R (255/30 R19 davanti e 325/30 R19 dietro). Come sulla sorella che l'ha preceduta, il cambio è un manuale a sei rapporti con marce ravvicinate e la classica griglia metallica a vista, con un pulsante per innestare la retromarcia (le Diablo avevano un cambio a cinque marce e ora, nel selettore ad H, al posto della retro c'è la sesta). Presentata durante la Monterey Car Week, la Eccentrica V12 Roadster rivela uno studio aerodinamico approfondito: nonostante l'assenza del tetto, il lavoro tramite Cfd ha permesso di ottenere un Cx di 0,31, ottimizzando i flussi dallo splitter anteriore all'estrattore posteriore per ridurre le turbolenze nell'abitacolo. Internamente, la Roadster rifiuta la logica dei display per concentrarsi sulla tattilità di materiali come pelle Connolly, Alcantara e alluminio anodizzato. 
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Monterey Car Week 2026, tutti gli appuntamenti da non perdere

Proseguendo un trend che si ripete da anni, a Monterey è già iniziata con qualche giorno di anticipo la girandola di appuntamenti che ogni ferragosto porta migliaia di appassionanti e collezionisti nella penisola resa celebre dal Concorso di Eleganza di Pebble Beach e dal circuito di Laguna Seca. Il fermento tra Monterey, Pebble Beach e Carmel-by-the-Sea è già salito oltre i livelli di guardia durante lo scorso weekend, ma è nella seconda parte di questa settimana che si entrerà nel vivo con i grandi appuntamenti in cartellone. Tra concorsi d'eleganza, aste milionarie, novità per pochi e - per fortuna - anche qualche parentesi più goliardica. La ricerca del lusso a Motorlux e The Quail La settimana si apre nel segno dell'esclusività con Motorlux, che quest'anno metterà in mostra sei collezioni tematiche curate dai padroni di casa di Hagerty, da un omaggio a Bugatti ai V12 italiani, fino ai classici giapponesi, tra jet privati e anticipazioni dei lotti che finiranno sotto il martello del banditore di Broad Arrow Auctions nei giorni successivi. Ma è venerdì, sul prato del Quail Lodge, che l'esclusività raggiungerà la vetta più alta: le vetture d'epoca in mostra al concorso di eleganza di The Quail saranno circondate da tante auto da sogno al debutto, il vero motivo per cui addetti ai lavori e appassionati da ogni dove tengono d'occhio questo prato.  Attese nuove creazioni dagli atelier più esclusivi, anche nostrani, (Touring Superleggera ed Eccentrica su tutti); quest'anno dovrebbe esserci anche la prima uscita americana della Brabus Bodo e l'ennesima risurrezione del marchio Spyker con la C8 Preliator, oltre a un paio di anteprime mondiali a marchio Porsche. Sembra già tanto, ma non è che la punta dell'iceberg. Il rigore di Laguna Seca e l'irriverenza dei Limoni A Laguna Seca la Car Week ha il suo sfogo pistaiolo, su un tracciato che ha consacrato tante storie di motorsport: per la prima volta nel 2026 un tributo interamente dedicato al motorsport giapponese poterà fianco a fianco la Mazda 787B e la Toyota TS050 Hybrid, le uniche vetture nipponiche ad aver conquistato, davanti a tutti gli altri, la bandiera a scacchi a Le Mans. Ma non di soli record sportivi e vetture da sogno vive l'appassionato, ed è così che il sabato mattina di Seaside, poco più in là, vedrà ripetersi il contraltare ironico delle rarità di Monterey: il Concours d'Lemons, dove premio va alla "peggiore" auto in mostra. Perché di esagerato, qualche volta, ci può essere anche la bruttezza. Il sabato italiano Il sabato della Car Week è anche la festa del tricolore. Concorso Italiano festeggia i 41 anni giocando con gli anniversari di casa Ducati e Vespa, tra le moto, oltre ai primi sessant'anni dell'Alfa Romeo Duetto. Lo spettacolo sarà, come sempre, una celebrazione a tutto tondo dell'Italia dei motori. Al calar della sera avrà luogo una singolare staffetta tra l'evento e il Monterey Motorsports Festival, nel 2026 uniti in una inattesa collaborazione che porta la firma di Raffaello Porro. A dimostrare, ancora una volta, che l'Italia dei motori alla Car Week è tutt'altro che timida. Tantomeno al Monterey Motorsport Festival, dove la cornice più pop occhieggia a un pubblico giovane e meno compassato rispetto agli appuntamenti più istituzionali. Domenica a Pebble Beach Italia in bella mostra anche al Concorso di Eleganza di Pebble Beach, con un tributo alle vittorie di Maranello a Le Mans e alle vetture della NART di Luigi Chinetti, mentre il carrozziere celebrato nel 2026 sarà Vignale. Anche la Casa del Toro sarà protagonista: sul terzo fairway del Pebble Beach Golf Links saranno esposte 40 Lamborghini Miura riunite per il 60 anniversario del modello, che faranno compagnia alle due novità su base Revuelto che saranno svelate al The Quail un paio di giorni prima.Monterey è sempre un piatto molto ricco, e il 2026 non fa eccezione. Quattroruote seguirà da vicino tutti gli appuntamenti principali della settimana, con aggiornamenti e approfondimenti sul sito e sui canali social.
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JAS Tensei, primo sguardo allo stile e agli interni della supercar ispirata alla Honda NSX

Jas Motorsport e Pininfarina hanno svelato il design definitivo della Tensei, la supercar dell'azienda di Arluno ispirata alla prima serie della Honda NSX. L'esemplare 001 sarà il suo debutto al Salone di Parigi, in programma dal 12 al 18 ottobre all'Expo di Versailles: sarà esposto nell'Ultimate Supercar Garage accanto alla Prelude HRC Concept. Si parte dalla NSX originale Della donor car su cui viene costruita la Tensei rimangono solo il telaio in alluminio, il parabrezza e i finestrini laterali: tutto il resto è realizzato ex novo, a partire dalla carrozzeria in fibra di carbonio, disegnata da Pininfarina. Rispetto all'originale la Tensei guadagna 2 cm in lunghezza (arriva a 4,42 metri), 19 in larghezza (2 metri) e 6 nel passo (2,59 metri). Ridisegnati il lunotto e l'alettone posteriore, così da aumentare il carico al retrotreno. I cerchi da 15" lasciano il posto a ruote monodado da 19" all'anteriore (245/35) e 20" al posteriore (285/30), con l'obiettivo di rimanere sotto i 1.200 kg in ordine di marcia. Abitacolo by Pininfarina Svelato per la prima volta l'abitacolo, anch'esso disegnato da Pininfarina, con uno stile molto tradizionale e tanti dettagli in rosso: sotto la grande palpebra dietro il volante c'è la strumentazione digitale (con una grafica che richiama i quadranti analogici della NSX originale), mentre il resto dei comandi è accesibile dalla console centrale, che separa il pilota dal passeggero. Le uniche concessioni alla modernità sono l'infotainment con supporto per Apple CarPlay e Android Auto e la piastra di ricarica wireless. Nel cofano c'è un V6 da 425 CV Il V6 aspirato da 3.5 litri ha pistoni forgiati, albero motore ricavato dal pieno e sei corpi farfallati, per una potenza massima di 425 CV (limitatore a 8.500 giri/min) e 350 Nm di coppia. Il cambio è un manuale a sei rapporti (uno in più dell'originale, che ne aveva cinque) con volano alleggerito e differenziale autobloccante. Le sospensioni adottano ammortizzatori KW a regolazione elettronica con sollevatore dell'asse anteriore e braccetti specifici. L'impianto frenante - con ABS - è firmato Brembo, e abbina pinze a sei pistoncini e dischi da 380x28 mm all'anteriore, quattro pistoncini e 345x28 mm al posteriore. Ci vuole un anno per averla La produzione della Jas Tensei è fissata in 35 esemplari, al costo di 880.000 euro ciascuno, a cui va aggiunto il costo della donor car (che può essere reperita anche dalla stessa Jas) e di eventuali optional. Ogni cliente potrà sbizzarrirsi con le centinaia di combinazioni di personalizzazione possibili, sia per quanto riguarda i materiali che le colorazioni: il processo richiede fino a 12 mesi, durante i quali è possibile seguire lo stato d'avanzamento dei lavori della propria vettura direttamente in fabbrica.
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Torna la Dodge Charger Super Bee: 600 CV e 11,8 secondi sul quarto di miglio

Torna all'interno della gamma Dodge la storica denominazione Super Bee, riservata alla Charger Super Bee Launch Edition da 600 CV, presentata in occasione del sessantesimo anniversario della muscle car americana. Questo modello sarà prodotto in serie limitata nello stabilimento di Windsor: il prezzo non è ancora stato comunicato, ma sappiamo che debutterà sul mercato americano a metà del prossimo anno. Copre il quarto di miglio in meno di 12 s Il motore è la versione High Output del sei cilindri in linea 3.0 biturbo Sixpack, con la potenza portata a 600 CV e 720 Nm di coppia, ottenuti soprattutto grazie ai turbocompressori Garrett maggiorati da 56 mm e a un sistema di raffreddamento potenziato. La Dodge Charger Super Bee scatta da ferma a 60 miglia orarie (circa 97 km/h) in 3,6 secondi, e copre il quarto di miglio in 11,8 secondi: fa meglio di quasi un secondo rispetto alla precedente Super Bee del 2023, che montava il V8 Hemi da 485 CV. La trazione è integrale di serie, ma un pulsante dedicato sul volante consente di passare al 100% posteriore in qualsiasi momento Per la prima volta i freni Brembo I turbo maggiorati permettono di ottenere oltre 30 psi di sovralimentazione, con il picco di coppia disponibile già a 3.000 giri/min, e mantenuto fino a 5.900. Agli angoli del paraurti anteriore sono stati inseriti dei radiatori ausiliari per il raffreddamento, mentre la nuova aerodinamica del frontale genera oltre 45 kg di carico aerodinamico aggiuntivo a 240 km/h. L'impianto frenante prevede, per la prima volta su una Charger Sixpack, dischi Brembo autoventilanti da 16" con pinze fisse a sei pistoncini all'anteriore e quattro al posteriore. Sulle ruote da 20" sono montati pneumatici Goodyear Eagle F1 Supercar 3 305/35ZR20. Registra la telemetria Dal punto di vista tecnico le sospensioni introducono ammortizzatori adattivi CDC a doppia valvola, con boccole anteriori irrigidite del 25% e 50%, molle più rigide del 12% all'anteriore e del 6% al posteriore, e la barra antirollio posteriore più rigida del 20%. Di serie il Drive Experience Recorder di Cosworth, un sistema integrato che elabora in tempo reale la telemetria dell'auto e la sincronizza con video Full HD e audio registrato in abitacolo. Colori "pungenti" La Dodge Charger Super Bee Launch Edition è disponibile in tre colorazioni: Sucker Punch giallo-verde, Shady grigio e Diamond Black, tutte arricchite da grafiche specifiche, cerchi in color nero lucido, pinze freno in Hyper Lime e il logo Super Bee che richiama un'ape e un turbocompressore. All'interno troviamo sedili sportivi con poggiatesta integrato (e il logo ricamato), cuciture a contrasto gialle per sedute, volante, plancia e pannelli porta.
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Leapmotor prepara l'assalto al segmento B: due nuovi modelli elettrici entro il 2026

Presente in Italia ormai da qualche anno, Leapmotor si prepara a chiudere il 2026 con due importanti novità di segmento B, già annunciate nei mesi scorsi, ma che arriveranno finalmente nelle concessionarie italiane. Stiamo parlando della hatchback elettrica B03, prevista entro la fine dell'anno, affiancata dalla versione a ruote alte B03X, le cui consegne inizieranno già dalla fine dell'estate. Andiamo a scoprirle più da vicino. Leapmotor B03X In Cina si chiama A10, ed è uno dei modelli più importanti di Leapmotor per il mercato italiano, dove arriverà a settembre. Lunga 4.270 mm, larga 1.810, alta 1.635, la B03X ha un passo di 2.605 mm e un bagagliaio da 510 litri (più 105 litri nel GigaBox sotto il pianale), che diventano 1.545 abbattendo gli schienali. Ben proporzionata nella linea, ha gruppi ottici affusolati con tre elementi a LED e i montanti posteriori in colore nero. In città fa più di 500 km Minimalisti gli interni, con il quadro strumenti da 8,9" e l'infotainment da 14,6" a centro plancia con il sistema operativo Leap OS 4.0. Come per gli altri modelli della Casa cinese, anche sulla B03X scarseggiano i comandi fisici, mentre nel tunnel centrale si trova la piastra di ricarica wireless per smartphone. Costruita sulla piattaforma Leap 3.5 della B10, è disponibile con un motore da 145 kW (197 CV) e 200 Nm, abbinato a batterie LFP da 39,8 kWh (292 km, 416 in città) o 53 kWh (382 km, 554 in città), con ricarica DC rispettivamente fino a 100 o 133 kW. Con le offerte si parte da meno di 20.000 euro Il listino parte da 24.900 euro, che con le promozioni di lancio scende fino a 19.900. Di serie fin dall'allestimento base Life i fari full LED, i mancorrenti sul tetto, il climatizzatore automatico, la connettività wireless per dispositivi iOS e Android, e la guida assistita di livello 2. La versione Design, con batteria più grande, aggiunge sedili in ecopelle elettrici e riscaldabili, telecamera a 360, sensori di parcheggio anteriori e cerchi da 18". Quanto costerà: già ordinabile, da 24.900 euroQuando arriva: settembre 2026 Leapmotor B03 Con la B03 (venduta in Cina con il nome di A05), Leapmotor lancia la sfida alle elettriche europee di segmento B come Renault 5, Fiat 500e, Volkswagen ID. Polo e Cupra Raval. Rivolta ai consumatori più giovani, ha uno stile "simpatico", ripreso dal modello a ruote alte, con gruppi ottici sottili ed elementi a LED che sembrano disegnare un sorriso, griglia anteriore chiusa, maniglie a filo carrozzeria e fari posteriori squadrati. Pratica e spaziosa L'auto, che promette un'abitabilità superiore alla media, è lunga 4.175 mm (quasi 10 cm in meno della B-SUV), larga 1.790 mm, alta 1.560 mm e ha un passo di 2.605 mm (lo stesso della B03X). L'abitacolo è dominato dal quadro strumenti digitale da 8,9" affiancato a un infotainment da 14,6". Pochi i comandi fisici. Curata la praticità a bordo: i sedili offrono diverse configurazioni, tra cui quella denominata "letto matrimoniale", e per la seconda fila ci sono anche i tavolinetti reclinabili. Il bagagliaio ha una capacità di 474 litri (1.308 abbattendo gli schienali). Due motori, fino a 510 km di autonomia Costruita sulla piattaforma Leap 3.5 utilizzata anche per la B03X, sarà disponibile con due powertrain, da 70 kW (95 CV) e 90 kW (122 CV), con batterie LFP e autonomie dichiarate rispettivamente di 405 e 510 km (ciclo cinese). In Cina è previsto anche un sistema LiDAR opzionale, integrato alla base del parabrezza.Quanto costerà: da circa 20 mila euroQuando arriva: dicembre 2026
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Stellantis vuole azzerare il turbo lag: ecco come funziona il nuovo compressore - VIDEO

C'è poco da fare: se vuoi che un turbo soffi tanta aria, e quindi generi tanta potenza, devi scendere a patti col turbo lag. O almeno, devi farlo se ti affidi ai soli gas di scarico per muoverlo. Il gruppo Stellantis ha trovato una soluzione alternativa (con uno schema diverso rispetto ai turbo "elettrici" già proposti sui modelli di serie di altri costruttori) per garantire un'elevata portata d'aria e l'azzeramento del ritardo di risposta all'acceleratore. Questa nuova tecnologia, chiamata eBoost Air, prevede un sistema di sovralimentazione elettrica separato dalla turbina, pensato per "muoverla" nelle fasi di carico parziale, migliorando così la risposta all'acceleratore e, conseguentemente, le prestazioni. L'eBoost Air non è destinato a rimanere un esercizio di stile: nei prossimi mesi potremmo già vederlo nei cofani di alcuni modelli americani e in futuro, perché no, anche su vetture dei marchi europei.  Come funziona Le turbine di grande diametro, indispensabili per generare pressioni di sovralimentazione consistenti, soffrono di un'elevata inerzia rotazionale, manifestando un ritardo di erogazione (il famigerato turbo lag) finché i gas di scarico non raggiungono l'energia cinetica sufficiente per portare la girante del turbocompressore al suo regime di funzionamento ottimale. La divisione Street and Racing Technology (SRT) di Stellantis ha affrontato questa criticità con il concept eBoost Air, un sistema di sovralimentazione elettrica che mira a linearizzare la curva di coppia senza sacrificare i picchi di potenza. L'architettura proposta, testata sul 3.0 sei cilindri in linea Hurricane High Output, si discosta, come detto, dalle soluzioni integrate adottate da altri costruttori. Se brand come Mercedes-Benz o Porsche hanno puntato su motori elettrici calettati direttamente sull'albero del turbocompressore, la SRT ha optato per un compressore elettrico posizionato a monte delle turbine vere e proprie.  Addio al turbo lag Questa scelta tecnica offre una flessibilità applicativa superiore, poiché permette di intervenire su sistemi di sovralimentazione esistenti senza richiedere una riprogettazione integrale del gruppo turbocompressore. Il funzionamento del sistema eBoost Air è regolato da una valvola di bypass a controllo elettronico: quando il conducente richiede coppia immediata a regimi prossimi al minimo, il flusso d'aria viene deviato verso il compressore elettrico. Quest'ultimo genera una pressione positiva istantanea che non solo alimenta direttamente i cilindri, ma accelera la rotazione delle turbine principali prima che i gas di scarico siano in grado di farlo autonomamente. Una volta raggiunto il regime di rotazione ottimale, la valvola di bypass reinserisce il percorso standard, escludendo il modulo elettrico. Il risultato è una risposta dell'acceleratore simile alla progressione di un V8 sovralimentato tramite compressore volumetrico, garantendo una spinta costante lungo tutto l'arco di rotazione. Oltre alle prestazioni pure, il progetto eBoost Air dimostra la capacità di SRT di operare come incubatore tecnologico: il sistema è passato dalla fase di progettazione a quella di prototipo funzionante in poche settimane, sfruttando metodologie di sviluppo rapido. 
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Smart #1, arriva (in Cina) l'architettura a 800 Volt: 333 CV e 535 km di autonomia

Dopo la pubblicazione delle specifiche tecniche della smart #2 per il mercato cinese, il brand controllato da Geely e Mercedes ha aggiornato la #1 venduta in Cina, dove viene proposta in due nuovi allestimenti, 535 Max e 535 Ultra, con prezzi che oscillano tra i 152.900 e i 172.900 yuan (circa 20.000 - 22.160 euro). Al momento non sappiamo se il restyling della SUV elettrica arriverà anche in Europa, e con quali tempistiche. Arriva la piattaforma a 800 V La novità principale della nuova smart #1 per il mercato cinese è il debutto dell'architettura a 800 Volt, abbinata a un nuovo powertrain "16 in 1" di Geely, con il motore posteriore che eroga 245 kW (333 CV) e 320 Nm, per uno 0-100 km/h coperto in 6,7 secondi e una velocità massima di 200 km/h. La batteria è una LFP da 61,5 kWh, che nel ciclo di omologazione cinese dovrebbe assicurare un'autonomia di 535 km. La ricarica in corrente continua permette di passare dal 10 all'80% di carica in 12 minuti (contro i 30 del modello precedente). Scompaiono le maniglie... a scomparsa Pressoché invariati gli esterni, che mantengono lo stile della #1 attualmente in gamma, con i fari a LED a sviluppo orizzontale e la grande calandra anteriore. Debutta un nuovo sensore LiDAR montato sulla sommità del lunotto, sensori più aggiornati sui parafanghi anteriori e le maniglie a incasso a filo carrozzeria, adottate in conformità alle nuove normative cinesi che vietano quelle ad apertura elettrica. Interni più tecnologici In abitacolo arriva un quadro strumenti da 10,2 pollici (prima era da 9,2") e lo schermo centrale dell'infotainment da 15,4" (contro i 12,8") con risoluzione a 2.5K, gestito da un chip con assistente basato su intelligenza artificiale. Su richiesta un impianto audio Sennheiser da 13 altoparlanti. Il pacchetto di aiuti alla guida, affidato ai chip Nvidia Orin Y, permette di muoversi senza mappe in ambito urbano e autostradale.
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MotoGP | Quartararo: "Le gomme erano molto consumate. E' stata solo una questione di sopravvivenza"

Dopo aver concluso la Sprint di sabato al 14° posto, Fabio Quartararo ha dovuto accontentarsi di raccogliere pochi punti domenica, al termine di una gara nella quale, ancora una volta, il pilota Yamaha ha incontrato diverse difficoltà e non è riuscito a competere con i suoi principali rivali.
Il francese era comunque riuscito a rimanere nella top 10 per una parte della gara, dopo essere ...Continua a leggere

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Cadillac fornisce un aggiornamento sulla sua infrastruttura F1 in costruzione

Il team principal della Cadillac in Formula 1, Graeme Lowdon, ha fatto il punto sull’attuale infrastruttura della squadra, che è ancora in fase di sviluppo.
La nuova scuderia della F1 opera da diverse sedi, principalmente dalla propria struttura di Silverstone, nel Regno Unito, sfruttando al contempo gli impianti di General Motors in North Carolina e Michigan e utilizzando la galleria del ...Continua a leggere

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MotoGP | Zarco racconta com’è stato tornare a guidare una moto e si mostra felice, ma prudente

Johann Zarco continua a preparare il suo ritorno nel Campionato mondiale MotoGP. Il pilota francese è assente dal campionato dal suo grave incidente alla ripartenza del GP di Catalogna, lo scorso mese di maggio, nel quale la sua gamba è rimasta agganciata alla Ducati di Pecco Bagnaia, con il suo ginocchio sinistro che ha finito per distruggersi in questa dinamica impressionante.
La buona ...Continua a leggere

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La MotoGP lavora all’introduzione delle finestre per il mercato piloti

Venerdì mattina si è tenuto nelle strutture del paddock di Silverstone un incontro del neoistituito IRTA Management Counsil, un organo che riunisce rappresentanti dell'Associazione dei Team del Mondiale MotoGP (IRTA) e dei team stessi, e che, in questo caso, ha visto anche la presenza di Carlos Ezpeleta, il direttore sportivo del campionato.
La riunione è stata lunga, di quasi tre ore, e vi ...Continua a leggere

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WEC | Ford LMDh pronta per il debutto in pista: il 17 agosto le prime immagini ufficiali

La Ford LMDh sta per entrare ufficialmente in pista per la prima volta, dando finalmente il via ai test di sviluppo che la vedranno arrivare al debutto nel FIA World Endurance Championship per la stagione 2027.
La Casa statunitense nei giorni scorsi ha mostrato le immagini del proprio motore in azione al banco per un giro di Le Mans, dove a giugno prossimo tornerà a gareggiare per il successo ...Continua a leggere

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MotoGP | Rivola: "Sia noi che Ducati vogliamo questo titolo iconico, l'ultimo con queste moto da 300 cavalli"

L'Aprilia non avrebbe potuto chiedere davvero di più alla trasferta di Silverstone. Il Gran Premio di Gran Bretagna era da tempo segnato come un'occasione da non sprecare, perché lo storico ex aeroporto calzava perfettamente alle caratteristiche delle RS-GP e i piloti hanno fatto il resto, regalando alla Casa di Noale un fine settimana da sogno, monopolizzando la prima fila e poi occupando tutti ...Continua a leggere

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F1 | McLaren farà marcia indietro: la macchina 2027 sarà più lunga di passo per cercare di sfruttare meglio il fondo

Fino al Gran Premio d'Ungheria, dove Lando Norris ha ottenuto la prima vittoria della sua stagione e di quella della McLaren, il team di Woking ha vissuto una prima metà di stagione con poche luci e diverse ombre.
Niente di drammatico, in realtà. Ma da un team campione del mondo in carica è sempre lecito attendersi qualcosa di più, sebbene quest'anno sia stato introdotto un nuovo ...Continua a leggere

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F1 | Razze cave e tasche termiche: ecco come i team usano i cerchi per controllare temperature e usura delle gomme

Anni fa, quando la FIA presentò la prima bozza del regolamento 2026, le squadre temevano che fosse fin troppo restrittivo, chiedendo così una revisione che garantisse maggior libertà progettuale ai tecnici, poi approvata alla fine del 2024. In effetti, sul piano aerodinamico quelle modifiche hanno permesso ai team di lavorare di fantasia, che si è tradotta in concept profondamente diversi tra ...Continua a leggere

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1.560 CV e 0-100 in meno di 2 secondi: solo 5 esemplari per la Rezvani Beast X

Rezvani presenta la sua nuova hypercar, la Beast X, che si potrà ammirare dal vivo nel corso della Monterey Car Week. Prodotta in soli cinque esemplari (che si possono già prenotare con una piccola caparra di 1,5 milioni di dollari), monta un V8 biturbo da 6.2 litri da 1.560 CV e 1.735 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a otto rapporti. La velocità massima non è dichiarata, ma la Beast X scatta da ferma a 60 mph (circa 97 km/h) in 1,9 secondi. Può andare anche su sabbia e roccia Dal punto di vista meccanico, la Beast X ha la trazione integrale, abbinata a una insolita - almeno per una hypercar - selezione di modalità di guida, che oltre a quella su strada normale prevedono sabbia, fango, neve, roccia e Baja. Le sospensioni sono a doppio quadrilatero con taratura adattiva, mentre i cerchi in magnesio riducono le masse non sospese di circa 3,2 kg per ruota. I pneumatici sono da 275/30 ZR20 all'anteriore e 345/25 ZR21 al posteriore. Tutta in fibra di carbonio La Rezvani Beast X è lunga 4.818 mm, larga 2.177, alta 1.234 e ha un passo di 2.723 mm. La carrozzeria è totalmente in fibra di carbonio, materiale utilizzato anche per i gusci dei sedili. Eleganti le portiere che si aprono ad ala di gabbiano, e che introducono a un abitacolo curato, con tanti rivestimenti in pelle e alcantara, e che non rinuncia alla sua impronta sportiva (derivato dalla Beast), con il volante aperto nella parte superiore e la strumentazione rivolta verso il pilota.
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Carburanti, prosegue la lenta discesa di benzina e gasolio

I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere, anche se nel fine settimana il ritmo del calo è rallentato parecchio rispetto ai giorni precedenti, anche per le incertezze prodotte sui mercati petroliferi dalle continue tensioni in Medio Oriente. In particolare, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Mimit, questa mattina 10 agosto, il prezzo medio della benzina in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è di 1,985 euro al litro (-1 millesimo rispetto a ieri e -5 millesimi rispetto a venerdì scorso), mentre per il gasolio è a 2,076 (-1 millesimo e -8 millesimi)Lungo la rete autostradale, verde a 2,056 euro (-1 millesimo e -9 millesimi) e diesel a 2,151 (-1 millesimo e -8 millesimi). I controlli della GdF Intanto, laGuardia di finanza ha pubblicato il bilancio dei controlli eseguiti negli ultimi cinque mesi, anche in collaborazione con il Garante per la sorveglianza prezzi. Le Fiamme Gialle hanno intensificato l'azione di vigilanza con diversi obiettivi tra cui il contrasto a "ogni fenomeno illecito in grado di alterare la concorrenza e incidere sulla corretta formazione dei prezzi".L'attività, che ha riguardato l'intera filiera distributiva, si è concretizzata in1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, che hanno portato alla denuncia all'autorita' giudiziaria di 265 persone, al sequestro di oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e all'accertamento di consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi.Sul fronte della trasparenza, sono stati eseguiti 3.428 interventi nei confronti degli impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori. In particolare, sono state accertate irregolarità relative alla mancata esposizione dei prezzi e alla difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati. Al contempo, la GdF ha rafforzato il presidio lungo la catena di approvvigionamento, sottoponendo ad approfondimento oltre 400 contesti tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori del settore.
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Batterie per auto, oltre metà del mercato mondiale è controllato da Catl e BYD

Che i cinesi abbiano una posizione dominante nel campo delle batterie per autoveicoli è noto da ormai diverso tempo, ma fa sempre specie leggere i numeri del loro predominio. Secondo l'ultima analisi della società sudcoreana SNE Research, nei primi sei mesi dell'anno la domanda globale di celle per batterie per veicoli elettrici, ibridi plug-in e ibridi convenzionali è cresciuta del 20% a 608,5 GWh. Oltre il 50% di questa cifra fa capo alle cinesi Catl e BYD.  Dominio cinese In particolare, Contemporary Amperex Technology Co. Limited si è confermata leader di mercato, con 242,7 GWh consegne di celle, il 25,3% in più sul 2025, e una quota del mercato globale salita dal 38,2% al 39,9%. Segue a grande distanza il colosso di Shenzhen, sostanzialmente fermo a 87,7 GWh. Le sue consegne, infatti, sono cresciute di appena l'1,6% e pertanto la sua penetrazione è scesa dal 17% al 14,4%.In ogni caso, le due aziende hanno in mano il 54,3% del mercato globale delle batterie.Al terzo posto della classifica elaborata da SNE Research si trova la prima azienda non cinese. Si tratta della LG Energy Solution: ha consegnato 52,6 GWh, con un aumento dell'8,4%, ma una quota in contrazione di 1 punto percentuale all'8,6%.Il quarto e il quinto posto tornano a parlare cinese con Calb, capace di crescere del 39,5% a 31,2 GWh e di salire dal 4,4% al 5,1% del mercato, e con Gotion. Quest'ultima, con 28GWh, ha messo a segno un +43,3%, salendo dal 3,9% al 4,6%. Un mercato altamente concentrato La sesta posizione è in mano alla giapponese Panasonic, con 22,7 GWh, una crescita del 10,2% e una quota in discesa dal 4,1% al 3,7%, mentre al settimo si piazza un'altra cinese, EVE, che mette a segno la miglior crescita percentuale con un +51,7% a 20,9 GWh (la sua penetrazione sale dal 2,7% al 3,4%).All'ottavo posto troviamo l'unico produttore in calo, la coreana SK ON:i 19 GWh di celle consegnate implicano una flessione del 6,7%, il che porta la quota a contrarsi 4% al 3,1%.Infine, la classifica si chiude con altre due cinesi, Svolt (+40,9% a 15,7GWh e un peso salito dal 2,2% al 2,6%) e Sunwoda (+13,7% a 14,5 GWh, quota dal 2,5% al 2,4%).La ricerca mette in risalto anche la forte concentrazione dell'industria delle batterie: i primi dieci produttori controllano quasi il 90% del mercato. Al di fuori della top ten, infatti, ci sono realtà capaci di sfornare appena 73,3 GWh di celle: sono cresciuti del 26,6%, ma la loro quota è di appena il 12,1%, per quanto in aumento rispetto all'11,4% di un anno fa.Non solo. Come si vede dalle performance di coreani e giapponesi, il mercato si sta concentrando in poche mani, per lo più di origine cinese.
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Mercedes-AMG prepara una nuova SUV elettrica da oltre 1.000 CV

Mercedes-AMG ha pubblicato sui propri canali social le prime immagini teaser di un nuovo modello a ruote alte, ancora coperto da un telo e privo di denominazione ufficiale. Le foto, che mostrano un profilo filante e gli stessi gruppi ottici della GT Coupé 4, non lasciano adito a dubbi: dovrebbe trattarsi della versione rialzata della sportiva presentata nei mesi scorsi (e di cui qualche giorno fa è arrivata la versione "base" da 544 CV). Avrà oltre 1.000 CV di potenza La nuova SUV sportiva di Affalterbach condividerà l'architettura AMG.EA a 800 Volt della gran turismo: lunghezza superiore ai 5 metri, con motori a flusso assiale con potenze dai 500 CV in su e, nella variante più prestazionale, un powertrain con tre unità elettriche da oltre 1.000 CV. Anche la batteria dovrebbe essere la stessa: 106 kWh di capacità, per autonomie che superano di slancio i 600 km (ma inferiori a quelle della berlina, per via della minore efficienza aerodinamica).
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Smart #2, ecco la nuova fortwo elettrica: 82 CV e circa 300 km di autonomia

Come spesso accade, dal sito del ministero cinese dei trasporti (Miit) arrivano le prime immagini e i primi dati ufficiali della smart #2 prodotta per il mercato locale. Non sappiamo se le specifiche di questo modello saranno le stesse della versione per il mercato europeo, attesa al Salone di Parigi e protagonista di una insolita campagna di marketing urbano, ma ci permettono sicuramente di farci una prima idea dell'erede della fortwo elettrica. Dimensioni da supercompatta La citycar compatta, prodotta da Geely e Mercedes-Benz, sarà costruita nello stabilimento di Zhejiang Haoqing Automotive. La smart #2 avrà due varianti di carrozzeria, una lunga 2.751 mm e l'altra 2.764 mm, probabilmente per una possibile variante più sportiva. Entrambe hanno una larghezza di 1.669 mm e un'altezza di 1.555 mm, con un passo di 1.875 mm. A mo' di confronto, la smart fortwo era lunga 2.695, larga 1.663 e alta 1.555, e il passo era di 1.873 mm (2 mm in meno). Il peso a vuoto è di 1.130 kg, mentre quello in condizioni d'uso è di 1.315 kg. 82 CV e 300 km di autonomia Secondo quanto riportato dal Miit, la nuova smart #2 avrà un motore elettrico sviluppato da Infimotion, capace di erogare 60 kW (82 CV), per raggiungere la velocità massima di 140 km/h. La batteria al litio-ferro-fosfato (LFP) della Catl dovrebbe avere una capacità di 35,7 kWh, per un'autonomia di circa 300 km nel ciclo di omologazione Wltp. Di serie, sul modello destinato al mercato cinese, l'Abs e l'Event Data Recorder (EDR) di bordo; su richiesta anche un dispositivo per il pagamento elettronico dei pedaggi. Due set di gomme Nella documentazione pubblicata sul sito del ministero cinese si legge che saranno disponibili due treni di gomme, in base al modello, con cerchi da 15" o 16", ossia 165/65R15 all'anteriore e 185/60R15 al posteriore, oppure 185/50R16 davanti e 205/45R16 dietro. Previsti, tra gli optional, il tetto nero a contrasto, l'hardtop per le versioni scoperte, pannelli e decorazioni per le portiere e per il posteriore, oltre che per la griglia anteriore e gli specchietti retrovisori. Fa inversione in un fazzoletto Quello che il ministero cinese non specifica sono altre informazioni, già in nostro possesso, ossia che gli interni si caratterizzeranno per l'originale panca centrale, che prende il posto delle tradizionali sedute separate, con un portaoggetti al centro. Piccolo il bagagliaio, così come il diametro di volta, limitato a 6,95 metri. La ricarica in corrente continua (con una potenza non specificata) consentirà di passare dal 10 all'80% di batteria in meno di venti minuti. Per quanto riguarda il listino, ci aspettiamo un prezzo di partenza per la smart #2 compreso tra i 20.000 e i 25.000 euro.
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Hyundai Tucson full hybrid, quasi 18 km/l in città: quanto consuma la SUV nell'uso quotidiano

La Hyundai Tucson è uno dei modelli di maggior successo della Casa coreana (e il prossimo anno arriva quella nuova), tanto in Italia quanto in Europa, dove rimane una delle SUV di segmento C più vendute. Merito della sua capacità di coniugare linee muscolose e originali - specialmente nel frontale - con spazio e praticità (e consumi, come vedremo) a prova di famiglia. Lunga 451 cm, larga 187 e alta 165, la SUV della Hyundai ha un passo di 268 cm, che permette a quattro adulti di viaggiare comodi. Il bagagliaio ha una capacità di 523 litri, rilevata dal nostro Centro prove, con un vano di forma regolare e ben sfruttabile. Con il restyling si è rinnovato soprattutto l'interno, sempre curato e ben rifinito: la strumentazione è più moderna, con il quadro strumenti e l'infotainment inseriti in un unico schermo ricurvo orientato verso il guidatore. Comode le palette dietro il volante, che permettono la selezione manuale dei sei rapporti o di regolare l'intensità della frenata rigenerativa, a seconda della modalità di guida scelta. Hyundai Tucson 1.6 HEV: motore Il powertrain full hybrid è composto da un 1.6 turbobenzina e un motore elettrico integrato nel cambio automatico a sei marce, che insieme erogano 176 kW (239 CV). L'intero gruppo propulsivo è stato aggiornato in occasione del restyling, con modifiche software che hanno migliorato l'efficienza alle basse e medie andature, e la risposta in ripresa: aumenta da 60 a 65 CV la potenza dell'unità elettrica, mentre quella termica scende da 180 a 160 CV, mantenendo però invariata la coppia di 265 Nm. Nessuna novità per la batteria agli ioni di litio da 1,49 kWh. Rispetto al modello precedente calano un po' le prestazioni "secche", con lo 0-100 coperto in 8,4 secondi (contro 7,7). Migliora invece la ripresa, a conferma del fatto che il motore elettrico offre un maggiore contributo. Hyundai Tucson 1.6 HEV: consumi reali *Prezzo della benzina al 06/09/2026: 1.997 /litroNella Prova su strada di Quattroruote, pubblicata quando è arrivato il restyling, la Hyundai Tucson si conferma un'auto piacevole da guidare, a patto di non cercare prestazioni da sportiva, sicura nella risposta in caso di emergenza. Il motore full hybrid si rivela discretamente parco in città e alle medie velocità, con i consumi che salgono in autostrada, dove non supera i 12 km/l. Su Quattroruote di marzo 2026 abbiamo pubblicato un super confronto tra otto SUV full hybrid, tra cui la Tucson a trazione integrale che, come potete immaginare, consuma leggermente di più di quella a due ruote motrici: la percorrenza media è di 15,3 km/l, contro i 15,6 della 2WD. Hyundai Tucson 1.6 HEV: gamma e allestimenti Cinque gli allestimenti in gamma: XTech, Dark Line, Business, Exellence (quello della nostra prova) e lo sportiveggiante N Line. Fin dalla versione d'attacco troviamo cerchi di lega da 17", fari full LED, specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, climatizzatore automatico bizona, sensori luce e pioggia, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto e schienali della seconda fila frazionati 40/20/40. Di serie per tutte la suite di Adas Hyundai Smart Sense con la guida assistita di livello 2. Tra gli optional, il tetto a contrasto (650 euro) e il Lounge Pack (2.000 euro, solo per Exellence), con sedili in pelle, regolabili elettricamente con memoria per il conducente. Hyundai Tucson 1.6 HEV: prezzi Tucson 1.6 HEV 2WD AT XTech: 38.500Tucson 1.6 HEV 2WD AT Dark Line: 39.000Tucson 1.6 HEV 2WD AT Business: 41.000Tucson 1.6 HEV 2WD AT Exellence: 43.500Tucson 1.6 HEV 2WD AT N Line: 43.500Tucson 1.6 HEV 4WD AT Business: 43.100Tucson 1.6 HEV 4WD AT Exellence: 45.600Tucson 1.6 HEV 4WD AT N Line: 45.600 Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Gooding Christie’s, le auto all’asta a Monterey

Per chi segue il mondo delle aste è divertente notare come la sfida tra collezionisti - per aggiudicarsi i pezzi più rari e pregiati - sia diventata anche una sfida tra Case d’aste, per chi riesce ad avere tra i propri lotti le vetture più prestigiose e in grado di fare notizia. Ormai da alcuni anni, in California, in occasione di uno degli eventi più importanti per il mondo delle classiche - il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach - si ritrovano faccia a faccia le potenze delle vendite all’incanto: RM Sotheby’s, Broad Arrow e Gooding Christie’s. Saranno infatti impegnate contemporaneamente, per un’abbuffata di capolavori a quattro ruote che potrebbe provocare la sindrome di Stendhal anche ai più scafati frequentatori.

La Daytona Coupé di Carroll Shelby in persona

L'evento di Gooding Christie’s, che si terrà il 14 e 15 agosto presso il Parc du Concours, è giunto alla ventitreesima edizione e anche quest’anno non mancano automobili da sogno, con un parterre equamente distribuito dai primi anni del 900 fino a oggi. La regina dell’asta sarà senza dubbio la Shelby Cobra Daytona Coupé del 1964 appartenuta dal 1975 al 1998 a Carroll Shelby in persona, l'unico esemplare mai posseduto dal suo creatore. Con soli sei esemplari costruiti, è anche un’auto estremamente rara che, nel caso di questo esemplare, ha gareggiato dal 1964 al 1968 prima di finire in Giappone, dove era stata trasformata in auto stradale quando, negli anni 70, fu individuata e riportata negli USA. La stima è “in excess of 25.000.000 $” e non c’è bisogno di aggiungere altro.

Anni 60 da corsa con Ferrari e Porsche

C’è un’altra auto da corsa tra i lotti all’asta che non ha bisogno di presentazioni: è una Ferrari 250 P del 1963 con un pedigree sportivo di tutto rispetto fatto di un secondo e un terzo posto, rispettivamente alla 12 Ore di Sebring e alla 24 Ore di Le Mans. Utilizzata anche dal team N.A.R.T. di Luigi Chinetti e da quasi 40 anni parte di una delle più importanti collezioni Ferrari del Nord America, la sua storia è documentata dall’esperto Marcel Massini ed è presente in numerose autorevoli pubblicazioni e, con una valutazione tra i 15 e i 20 milioni di dollari, è un altro dei pezzi più pregiati. Rimanendo negli anni 60, c’è una spettacolare Porsche 907 “coda lunga” del 1968, che può vantare una vittoria alla 24 ore di Daytona del 1968 e un secondo posto alla 100 Km di Monza dello stesso anno. Il suo motore originale - un otto cilindri boxer Tipo 771 da 2.2 litri per 270 CV - è stato ritrovato e ripristinato nel 2010 insieme al cambio, e oggi è pronto a ruggire nei principali eventi storici riservati ai prototipi: per poterlo fare, però, bisogna prima mettere in conto tra i 4,5 e i 5,5 milioni di dollari. Il premio per la rarità però spetta di diritto alla Ferrari Dino 206 S Berlinetta del 1966, in quanto, dei 18 esemplari completati, solo tre furono carrozzati come Berlinetta e, essendo l'ultimo completato, il telaio 014 offerto all’asta a Monterey occupa un posto unico. Anche in questo caso, si tratta di una vettura da corsa schierata dal leggendario North American Racing Team (N.A.R.T.), che ha gareggiato nelle più importanti competizioni di durata del mondo, tra cui Le Mans, Sebring e Daytona nella categoria 2 litri, essendo spinta da un V6 di 1.986 cm³ da 220 CV. La stima degli esperti di Gooding Christie’s è una cifra compresa tra i 3,5 e i 5 milioni di dollari.

Maserati e Porsche che hanno fatto la storia

Come al solito, sono troppe le auto meritevoli di attenzioni per poterle menzionare tutte, ma ci proveremo lo stesso, dividendole per categorie: iniziamo con tre splendide “barchette” da corsa, ovvero una Maserati Tipo 61 “Birdcage” del 1959, guidata anche da Ken Miles, un’altra Maserati, una 200 SI del 1957 e una Porsche 550A Spyder del 1958 con una carriera sportiva in Austria (condita da record di velocità e vittoria nel campionato nazionale, classe 1.5 litri) e una seconda vita negli USA. Rimanendo in casa Porsche, troppo bella per non parlarne, a Monterey ci sarà anche una 910 del 1967, in condizioni strepitose e ormai una veterana dei principali eventi riservati alle classiche, da Le Mans Classic a Goodwood Revival.

Due Vector, una LM002 e l’auto Hot Wheels

Tra le “stranezze”, addirittura una coppia di Vector, la sportiva americana anni 80 tanto rivoluzionaria quanto sfortunata: c’è l’unico esemplare spider, una Avtech WX-3R realizzata nel 1993, con il suo V8 biturbo da 6.0 litri interamente di alluminio e 625 CV, ma anche una M12 del 1996 spinta da un V12 Lamborghini e prodotta solamente in 14 esemplari. Si fa sicuramente notare anche la Lamborghini LM002, qui rappresentata da un esemplare del 1988, a carburatori, nella rara tinta Blu Acapulco e con l’autografo del mitico collaudatore Valentino Balboni sul cruscotto. La più originale del gruppo però è una Pontiac Firebird del 1970 realizzata in esemplare unico sulla base di un design destinato a un modellino Hot Wheels.

Dall’Autobahn ai rally, fino ai giorni nostri

Per chiudere, un trittico senza nessun legame tra loro, se non il fatto di essere, nel loro genere, auto iconiche: la prima è la capostipite delle feroci berline Mercedes regine dell’Autobahn, la mitica E500 sviluppata insieme alla Porsche, con un esemplare del 1994 in allestimento Limited e soli 50.158 km. Proseguiamo con una Lancia Rally 037 del 1983 in allestimento e con livrea da corsa, quella con cui ha partecipato al Campionato Spagnolo Rally: nel corso della sua vita ha avuto solo due proprietari. La più moderna - ha solo 2 anni di vita - è una Ferrari 812 Competizione con oltre 140 mila euro solo in optional, dai sedili da corsa tipo Daytona ai cerchi di carbonio. Una di 999 esemplari prodotti, è stimata tra i 2 e i 2.4 milioni di dollari.

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Chery all'attacco: tutte le novità in arrivo in Italia tra Omoda, Jaecoo, Lepas e iCaur

Il gruppo Chery è un vero e proprio colosso dell'automobile, e non solo in Cina. In Italia è presente da un paio d'anni con i marchi Omoda & Jaecoo, a cui si sono aggiunti da qualche mese Lepas e iCaur, oltre allo stesso marchio Chery. Senza dimenticare la ventennale partnership con il gruppo molisano DR Automobiles, a cui la Casa cinese fornisce alcuni modelli della sua gamma. E nei prossimi anni sarà la volta di Exlantix (Exeed sui mercati asiatici).Vediamo quindi, marchio per marchio, le novità in arrivo dal gruppo Chery fino alla fine dell'anno e nei primi mesi del 2027. Chery Chery Tiggo 9 Il primo modello ad arrivare sul nostro mercato è la grande SUV Tiggo 9, lunga 4,81 m e con un passo di 2,80 m. Sette i posti a sedere, con tanto spazio a bordo: i sedili della seconda fila scorrono di 26 cm e, abbattendo gli schienali, il bagagliaio arriva a una capacità di 2.065 litri. Ricca la dotazione di serie, che accanto al quadro strumenti da 10,25" e l'infotainment da 15,6" offre il sedile del conducente con regolazioni elettriche a 8 vie e massaggio a 10 punti, la seduta passeggero "Queen Seat" reclinabile, i vetri fonoassorbenti e l'impianto audio Sony a 14 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore. In Italia la Tiggo 9 sarà proposta con un powertrain ibrido plug-in Super Hybrid da 428 CV, a trazione prevalentemente elettrica con il motore termico dedicato alla ricarica della batteria e al supporto nelle fasi in cui è richiesta più potenza. I dati tecnici completi non sono ancora stati comunicati, ma l'autonomia elettrica in città dovrebbe aggirarsi intorno ai 140 km, mentre quella complessiva superare i mille chilometri.Quando arriva: ottobre Chery Tiggo 8 Il secondo modello destinato all'Italia, con il brand del gruppo sulla calandra, è una SUV medio-grande da 4,72 metri di lunghezza, che sfrutta uno schema a trazione anteriore con architettura ibrida plug-in: il powertrain è composto da un 1.5 turbobenzina abbinato a un'unità elettrica, per una potenza combinata di 279 CV e 365 Nm di coppia. La batteria ha una capacità di 18,4 kWh, che dovrebbe assicurare almeno una cinquantina di km in modalità solo elettrica. All'interno, l'abitacolo presenta rivestimenti di pelle (con sedili anteriori ventilati) e un ecosistema digitale gestito da uno schermo da 15,6", affiancato da un head-up display e da una telecamera a 360. Di serie anche la guida assistita di livello 2. Quanto costerà: circa 40 mila euroQuando arriva: ottobre iCaur iCaur V27 Questo brand del gruppo Chery è dedicato esclusivamente a modelli fuoristrada con powertrain elettrificati, e arriva in Italia con la iCaur V27. Questa SUV dalle linee "boxy" è lunga 5,04 metri, larga 1,97 e alta 1,85, con angolo d'attacco di 24, angolo di uscita di 23, altezza da terra di 22,4 cm e guado fino a 60 cm. Le ambizioni premium del brand emergono soprattutto per le finiture curate degli interni e la tanta tecnologia di bordo, con la dashboard integrata nella plancia, l'infotainment da 15,4" e il tetto panoramico. Il powertrain del modello destinato ai nostri mercati è un range extender: il motore termico 1.5 turbobenzina da 143 CV fa da generatore per due motori elettrici, 150 kW all'anteriore e 185 kW al posteriore, per 455 CV e 505 Nm complessivi. La batteria CATL da 34,3 kWh garantisce 156 km in elettrico e oltre 1.000 km di autonomia combinata.Quanto costerà: circa 55 mila euroQuando arriva: inizio 2027 Jaecoo Jaecoo 7 La Jaecoo 7 è già in commercio in Italia da un paio d'anni, in versione benzina, full hybrid e plug-in. Nei prossimi mesi arriverà il primo aggiornamento dell'ibrida ricaricabile, che monterà una batteria da 26,6 kWh, quasi il 50% più capiente dell'attuale (che arriva a 18,4 kWh). Invariata la parte termica con il 1.5 turbobenzina, ma aumenta in maniera sensibile l'autonomia in modalità a zero emissioni, e quindi la percorrenza complessiva.Quanto costerà: da circa 40 mila euroQuando arriva: novembre Lepas Lepas L8 Il marchio Lepas, presentato qualche mese fa, proporrà sul nostro mercato modelli a ruote alte eleganti ma accessibili. Il primo a sbarcare in Italia sarà la L8, una SUV lunga 469 cm e con un passo di 280, cinque comodi posti a sedere e un bagagliaio da 507 litri dichiarati. La meccanica prevede il collaudato sistema ibrido plug-in a trazione con motore turbobenzina 1.5 litri da 143 CV che lavora con un'unità elettrica, per una potenza complessiva di 279 CV: scatto da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria da 18,4 kWh promette un'autonomia di circa 90 km. Due gli allestimenti, Essence ed Elegance, con una dotazione di serie molto completa, che prevede infotainment da 13,2" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, telecamera a 540 e guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco.Quanto costerà: da 41.700 euroQuando arriva: già disponibile Lepas 4 Il secondo modello destinato al mercato italiano è lungo 440 cm, posizionandosi a cavallo dei segmenti B e C. Anche questa SUV si caratterizza per le linee morbide e un frontale che permette di distinguere la motorizzazione, con powertrain full hybrid e plug-in. Più avanti potrebbe arrivare anche una versione elettrica, già venduta in Cina, con motore da 150 kW (204 CV) e 450 km di autonomia. Interni curati, con schermo centrale verticale e tanti comandi fisici.Quanto costerà: da circa 30.000 euroQuando arriva: inizio 2027 Lepas L6 Al centro dell'offerta Lepas arriverà la L6, SUV lunga 455 centimetri. Nel cofano si trova un powertrain Super Hybrid da 279 CV, composto da un 1.5 turbobenzina da 143 CV abbinato a un'unità elettrica da 204 cavalli, alimentata da una batteria da 18,4 kWh.Quanto costerà: da circa 35.000 euroQuando arriva: novembre Omoda Omoda 4 Questa nuova crossover, lunga 4,40 metri, si caratterizza per il design Cyber Mecha ispirato ai cartoni animati giapponesi e rivolto alle generazioni più giovani, con superfici nette e linee geometriche. All'interno, tra assistenti vocali ispirati al gaming e il display dell'infotainment verticale, spicca il pulsante d'accensione coperto da uno sportellino rosso, in stile jet (e Lamborghini). Al debutto la Omoda 4 sarà disponibile con il motore 1.6 benzina da 147 CV già visto sulla Omoda 5, a cui si affianca il powertrain full hybrid da 150 kW (204 CV), nel quale il 1.5 benzina lavora prevalentemente come generatore dell'unità elettrica, intervenendo sulla trazione solo alle velocità più elevate per ottimizzare consumi ed efficienza. In un secondo momento potrebbero arrivare anche versioni plug-in e full electric. Ancora incerto il futuro della versione Ultra, con carattere e performance da sportiva.Quanto costerà: da circa 30 mila euroQuando arriva: settembre Omoda 5 A meno di due anni dal debutto sul mercato europeo, la Omoda 5 si rinnova con un restyling che ne modifica non solo design e abitacolo, ma anche il posizionamento. La SUV cinese cresce infatti di circa 7 cm, superando i quattro metri e mezzo di lunghezza, per lasciare spazio alla futura Omoda 4 e salire di categoria. Il frontale adotta gruppi ottici più sottili e una nuova firma luminosa, mentre l'abitacolo è stato riprogettato e ora integra un doppio display, volante a due razze e un tunnel centrale rialzato con doppia ricarica wireless. La gamma punterà sulle versioni ibride ed elettriche, con quest'ultime che confermano la batteria da 61 kWh.Quanto costerà: da circa 30 mila euroQuando arriva: dicembre Omoda 9 La Omoda amplia la gamma del suo modello più grande con l'introduzione della Aurora Edition, serie speciale realizzata in soli mille esemplari e dedicata esclusivamente al mercato italiano. Questa versione si distingue per la tinta esclusiva Aurora Green e per un equipaggiamento piuttosto ricco. Invariato il powertrain ibrido plug-in, composto dal 1.5 turbobenzina e tre unità elettriche, che garantiscono la trazione integrale e una potenza combinata di 537 CV e 650 Nm. La batteria ha una capacità di 34,5 kWh e permette di muoversi per 145 km senza emettere CO2. Quanto costerà: 54.000 euroQuando arriva: già disponibile
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Nuovo Codice della strada, cambia tutto: dalle multe alla patente, le novità in anteprima

Revisione completa delle sanzioni; scomparsa dell'aumento automatico delle multe ogni due anni; aumento degli importi rispetto alla somma base in alcune situazioni particolarmente gravi (neopatentati, mezzi pesanti, utenti vulnerabili, condizioni psicofisiche alterate); ma anche diminuzione in alcune particolari circostanze; proporzionalità e progressività della multa per eccesso di velocità, con un sorprendente abbassamento degli importi nelle situazioni più gravi; destinazione alla sicurezza stradale del 70% dei proventi delle multe, e sospensione automatica e prestabilita della patente, situazione che il nuovo codice chiama divieto di guida: non vi sarà più una durata minima e massima e, dunque, non sarà più il prefetto a decidere, sarà tutto automatico e immediato.Sono alcune delle principali novità contenute nel testo base del nuovo Codice della strada messo a punto dai ministeri dell'Interno e dei Trasporti nei mesi scorsi e sul quale da oggi e fino al 13 settembre si confronteranno tutte le associazioni di settore. Quattroruote ha potuto visionare il testo in anteprima: ecco tutte le novità.  Patente B a 17 anni, biciclette elettriche e obbligo di casco in bici sotto i 14 anniTra le altre novità, poi, vi sarà la possibilità di prendere la patente B a 17 anni; si introduce la nuova categoria delle biciclette elettriche (con casco obbligatorio per tutti), che il nuovo Codice definisce bici a propulsione, distinte da quelle a pedalata assistita che continuano a fare parte della famiglia dei velocipedi; in bici (sia a pedalata assistita sia muscolare) il casco sarà obbligatorio solo per i minori di 14 anni; e si sanerà il buco della norma attuale sul mancato obbligo di cintura di sicurezza sui quadricicli non leggeri, gli L7e detti quadricicli pesanti.Un capitolo specifico è dedicato ai reati della circolazione stradale, che sono sette: gare clandestine, esercizio abusivo dell'attività di guardiamacchine o parcheggiatore, alterazione o manomissione delle targhe, guida senza patente, guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti, fuga e omissione di soccorso a seguito di sinistro, fuga a seguito di Alt o forzatura del posto di blocco. Separazione tra norme di comportamento e norme tecnicheMa vediamo un po' più nel dettaglio alcune di queste novità. La prima e più significativa è la completa riorganizzazione del Codice: otto titoli, 49 capitoli (capi) e ben 291 articoli. Le norme di comportamento, scritte in maniera più semplice, sono nettamente separate dalle altre, con l'obiettivo di rendere tutto più comprensibile. Via l'aumento automatico biennale delle multeTutte le sanzioni, sia quelle principali sia quelle accessorie, oltre a essere riviste, sono state raggruppate in un'unica tabella. Comprensibile e lodevole l'intenzione, poco efficace la lettura, va detto. Nulla cambia, invece, nella tabella dei punti da decurtare dalla patente - che resteranno compresi tra 1 e 10 a seconda della gravità della violazione - nelle situazioni in cui, ovviamente, è prevista perdita di punteggio.Sempre in tema di multe, le sanzioni principali, ossia gli importi, passeranno dalle attuali 82 alle future 21, arrotondate a 5 o 10 euro. Confermato lo sconto del 30% per chi paga entro cinque giorni, mentre l'aggiornamento degli importi, come accennato all'inizio, non sarà automatico ogni due anni in base all'inflazione, ma scatterà solo quando la variazione dell'indice dei prezzi al consumo risulterà superiore al 5%.Sulla velocità fino a 10 euro di multa per ogni km/h oltre il limiteFinalmente rivista la disciplina delle sanzioni per la violazione dei limiti di velocità con l'introduzione della progressività e della proporzionalità, anche se suscita parecchie perplessità la diminuzione degli importi, rispetto alla norma attuale, per le violazioni di maggiore gravità. Semplificando al massimo, sia la sanzione principale sia quella accessoria saranno proporzionali al numero di km/h oltre il limite. Per esempio, in autostrada si pagheranno 10 euro per ogni km/h in più, in città 5 o 10 euro, a seconda della gravità della violazione, per ogni km/h in eccesso.Lo stesso concetto di progressività e proporzionalità riguarderà, sempre sulla velocità, la durata del divieto di guida (che scatterà oltre i 20 km/h in più in autostrada e oltre i 40 km/h in più in città) e i punti: la decurtazione sarà di 4, 6 o 8 punti a seconda della gravità della violazione. Stop all'aumento indiscriminato delle spese di accertamento e notifica dei verbaliNovità anche sulle spese che gravano sui verbali inviati successivamente al proprietario dell'auto con cui è stata commessa un'infrazione. La nuova norma precisa che non possono rientrare tra le spese quelle sostenute per l'impiego delle apparecchiature utilizzate per l'accertamento della violazione nonché i costi connessi all'assistenza legale, al recupero del credito e alla gestione amministrativa del procedimento sanzionatorio, successivi alla notificazione dei verbali di contestazione. Era ora. Si spera che la norma metterà finalmente un argine alla prassi dei comuni di aumentare a dismisura le spese sui verbali, in molte situazioni fuori controllo.Tutto come prima su alcol e drogaNulla cambierà sulla guida in stato di ebbrezza o dopo avere assunto stupefacenti. In particolare, sull'alcol saranno confermate le attuali soglie: 0 g/l per i neopatentati e i conducenti professionali e 0,5 g/l per i normali conducenti, 0,8 g/l oltre la quale la violazione amministrativa diventa reato, 1,5 g/l oltre la quale vi sono le conseguenze più gravi.Gerarchia degli strumenti di controlloUna delle altre novità contenute nel nuovo testo è una sorta di gerarchia della strumentazione per il controllo stradale, con la distinzione tra strumenti omologati, necessari per l'accertamento di violazioni che comportano una misurazione (per esempio la velocità o il tasso alcolemico nel sangue), approvati (destinati ad altre norme di comportamento, per esempio la verifica della copertura assicurativa o della revisione) e di videosorveglianza (per esempio, per la marcia contromano in autostrada o il getto di rifiuti). Arrivano gli ausiliari di polizia stradaleIl nuovo testo introduce gli ausiliari di polizia stradale. Potranno regolare, previa abilitazione, gli incroci in assenza o in sostituzione dei semafori o in situazione di congestione stradale, rilevare gli incidenti in caso di danni solo a cose (ma solo sulle strade extraurbane secondarie e urbane), effettuare scorte tecniche ai veicoli eccezionali, svolgere servizi di regolazione del traffico nell'ambito di competizioni ciclistiche o podistiche.Ricorso al prefetto, bisognerà mandarlo al comando di poliziaNessun cambiamento di rilievo sui ricorsi contro i verbali di violazione. Resteranno invariati i termini, 30 giorni al giudice di pace, 60 giorni al prefetto, ma in quest'ultima situazione il ricorso andrà inviato esclusivamente al comando di polizia che ha accertato la violazione, non si potrà più inviare in prefettura. Discutibile.Auto storiche, confermati gli enti certificatoriInfine, un accenno alle auto storiche. Come adesso, saranno considerati veicoli d'interesse storico e collezionistico quelli iscritti in uno dei registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. Dal testo base, dunque, resta escluso, per ora, ACI Storico.Fino al 13 settembre la pubblica consultazioneCome accennato, questa fase di pubblica consultazione terminerà il 13 settembre. Entro quella data ciascuno degli stakeholder dovrà inviare al ministero delle Infrastrutture non più di cinque specifiche proposte di modifica rispetto al testo base (ma c'è la possibilità di inviare anche ulteriori osservazioni).Entro il 14 ottobre l'approvazioneIl dicastero di piazza di Porta Pia avrà poi un mese di tempo per tirare le fila e arrivare al testo definitivo che dovrà essere approvato dal Governo entro il 14 ottobre, data in cui scadrà la delega al Governo che era contenuta nella riforma del 2024, scaduta il 14 dicembre 2025 ma che sta per essere prorogata, appunto, al 14 ottobre prossimo.
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L’asta di Broad Arrow sbarca a The Quail

La casa d'aste Broad Arrow organizza la sua tradizionale vendita in occasione della Monterey Car Week trasferendo la sede dal Monterey Jet Center al Quail Golf Club di Carmel, in California. L'appuntamento, giunto alla ventitreesima edizione, è per il 13 e 14 agosto 2026 (con il 12 giornata di preview). Il lotto include circa 185 vetture, tra classiche pre e post belliche, auto da competizione, rare supercar e youngtimer.

Il capolavoro di Maserati

Tra le vetture più significative figura una Maserati A6GCS del 1954 (stimata tra 2,1-2,5 milioni di euro), vettura ufficiale di fabbrica guidata in gara da Luigi Musso, contributo decisivo al titolo italiano Maserati nella classe Sport Internazionale di quell'anno. Il telaio, il venticinquesimo di 52 esemplari costruiti, ha corso per decenni alla Mille Miglia Storica e ai Monterey Historics, ed è stato premiato al Pebble Beach Concours d'Elegance del 2014.

Carrellata di cavallini

In ogni asta che si rispetti non possono mancare le vetture di Maranello. Il catalogo di Broad Arrow include una carrellata di modelli capaci di far battere il cuore ai collezionisti più raffinati. Fra questi una Ferrari 275 GTB/4 del 1967 (2,8-3 milioni di euro), una 275 GTB Alloy del 1966 (2,4-2,6 milioni di euro), una 575 GTZ by Zagato (1-1,3 milioni), una Dino 246 GTS del 1973 (528.000-616 mila euro)

L'universo Porsche

Il capitolo Porsche più antico è affidato a una 356 Porsche-Sauter del 1951 (1,6-1,9 milioni di euro), presentata come anello di congiunzione tra la Porsche numero 1 e la America Roadster. Segue una 924 Carrera GTR del 1981 (528-723 mila euro), vettura da competizione realizzata in soli 17 esemplari, gestita dal team Brumos e vincitrice di classe a Le Mans. Chiude il trittico una 959 Komfort del 1988 (2,3-2,6 milioni di euro), uno dei 266 esemplari realizzati per il mercato tedesco.

Gli altri modelli

Tra le altre vetture del catalogo meritano una menzione una Lamborghini Miura P400 S del 1968 (2,8-3,2 milioni), una Shelby 427 Cobra del 1966 (2-2,2 milioni), una Mercedes-Benz 300 SL Gullwing Coupe del 1955 (1,6-1,9 milioni), una BMW 507 Series II del 1958 (1,5-1,8 milioni) e una Aston Martin DB4 Series V Convertible del 1963 (967 mila-1,2)

La prima gara di Senna

Non manca un pezzo di storia della Formula 3: un Ralt RT3 del 1982 (440.000-616.000 euro), la monoposto con cui Ayrton Senna conquistò pole position, vittoria e giro veloce a Thruxton, nel suo debutto assoluto in categoria. Restaurata con cura, è considerata l'unica F3 sopravvissuta guidata dal pilota brasiliano.

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Bollo auto: tutte le novità per gli automobilisti

La riforma del bollo auto è stata definitivamente approvata ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale all'interno del nuovo decreto sui tributi regionali e locali. La miniriforma, come anticipato, non interviene né sulle tariffe, né sui parametri che ne determinano l'importo, né sulle attuali esenzioni e agevolazioni nazionali (su tutte l'esenzione quinquennale per le auto elettriche). Di fatto, il provvedimento si limita a semplificare, in molti casi opportunamente, solo alcune norme applicative. Vediamo nel dettaglio cosa cambierà dall'1 gennaio 2028.  Non cambiano i parametri per il calcolo della tassa Come detto, la riforma non interviene sui tre parametri su cui si calcola la tassa automobilistica, ossia potenza omologata (punto P.2 della carta di circolazione), classe Euro dell'auto e importi-base (2,58 /kW per le Euro 4 e superiori, 2,70 /kW per le Euro 3, 2,80 /kW per le Euro 2, 2,90 /kW per le Euro 1 e 3 /kW per le Euro 0, importi che le regioni possono aumentare, e molte lo hanno fatto, fino a un massimo del 10% all'anno). Nessuna novità nemmeno sul cosiddetto minisuperbollo, ossia sugli importi maggiorati del 50% per i kW sopra quota 100. Il primo bollo si pagherà per 12 mesi Spazzato via, invece, l'assurdo meccanismo di calcolo basato sulle scadenze fisse (di aprile, agosto o dicembre per le auto con più di 35 kW). Dal 1 gennaio 2028 la prima tassa si pagherà ovunque (in Lombardia e Piemonte è già così da molti anni) per 12 mesi a partire da quello di immatricolazione (ovviamente, le auto in circolazione la cui scadenza deriva dalla vecchia norma manterranno la loro periodicità). Più tempo per pagare il primo bollo Sempre dall'1 gennaio 2028 il primo pagamento della tassa è fissato all'ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione (attualmente è così solo se l'immatricolazione avviene nell'ultima decade del mese). Per le successive scadenze, la norma fissa il termine di pagamento all'ultimo giorno del mese in cui il veicolo risulta essere stato immatricolato. Arriverà il bollo quadrimestrale Dall'1 gennaio 2028 le regioni potranno introdurre un pagamento quadrimestrale, a decorrere dal mese di immatricolazione, per tipologie di veicoli individuate dalle stesse regioni. Norma anti elusione per le società di noleggio Per le auto intestate a persone giuridiche, la regione di riferimento resterà quella in cui c'è la sede legale, ma nelle situazioni in cui quest'ultima sia diversa dalla sede in cui avviene la "gestione ordinaria in via principale dell'attività", quest'ultima è quella da considerare ai fini della destinazione del gettito dell'imposta. In caso di persone giuridiche con sede legale all'estero operanti nel settore del noleggio dei veicoli e aventi più sedi secondarie in Italia, la regione destinataria dell'imposta è quella in cui è situata la sede secondaria in cui avviene la gestione ordinaria in via principale dell'attività. Le regioni si parleranno direttamente I pagamenti versati a una regione sbagliata saranno gestiti direttamente dalle regioni. In pratica, l'ente che viene a conoscenza, anche a seguito di comunicazione del contribuente, di aver incassato somme spettanti a un ente diverso dovrà versare direttamente all'ente competente gli importi indebitamente percepiti.  Tassate anche le auto sottoposte a fermo fiscale La tassa automobilistica è dovuta anche nel caso di fermo amministrativo di natura fiscale del veicolo disposto dall'agente della riscossione. Il noleggio dovrà essere registrato al Pra Dal 2015 il nome della persona fisica o giuridica che utilizza un veicolo a noleggio a lungo termine è annotato nell'Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione civile. Dall'1 gennaio 2027 il contratto di locazione a lungo termine senza conducente dovrà essere annotato anche al Pubblico registro automobilistico gestito dall'Aci. I dati acquisiti dal PRA proverranno proprio dall'ANV.L'operazione riguarderà anche i contratti di noleggio stipulati prima dell'1 gennaio 2027 che saranno oggetto di proroga o rinnovo dopo il 31 dicembre 2026 o in cui la consegna del veicolo all'utilizzatore finale avvenga a partire dall'1 gennaio 2027. Interruzione dell'obbligo di pagamento L'interruzione dell'obbligo del pagamento della tassa quando l'auto è ceduta a concessionari o commercianti (la cosiddetta messa in esenzione) è prevista solo se il trasferimento della proprietà è trascritto al PRA (la trascrizione va effettuata entro sessanta giorni dalla data della cessione del veicolo). L'esenzione decorre dal periodo tributario successivo a quello in corso al momento della cessione del veicolo fino al mese precedente a quello in cui avviene la rivendita della macchina. Auto usate acquistate da concessionari o commercianti Nel momento in cui termina il periodo di esenzione o sospensione, la tassa auto deve essere pagata entro il mese successivo, per un periodo corrispondente ai mesi compresi tra quello in cui è terminato il regime di esenzione o sospensione fino al mese precedente a quello corrispondente al mese dell'immatricolazione. Dal mese di immatricolazione scatterà poi il nuovo pagamento della tassa per 12 mesi. Questo meccanismo serve a garantire in ogni situazione l'allineamento dei pagamenti al mese corrispondente a quello dell'immatricolazione. Tutti i bolli confluiscono nell'Archivio nazionale delle tasse automobilistiche (Anta)   Come previsto da una legge del 2019 e come anticipato all'epoca da Quattroruote, nasce definitivamente - in precedenza era "transitoriamente" - l'Archivio nazionale delle tasse automobilistiche, il cosiddetto ANTA, gestito dal PRA, il Pubblico registro automobilistico a sua volta gestito dall'Aci.Sarà il PRA a "garantire la completa integrazione e il coordinamento informatico tra l'Archivio nazionale delle tasse automobilistiche (ANTA) e gli archivi dei singoli enti impositori (regioni e province autonome, ndr) sulla base degli indirizzi annualmente approvati dal Comitato interregionale di gestione dell'Archivio nazionale delle tasse automobilistiche (Ciganta)".Peraltro, già in seguito alla legge del 2019 l'Agenzia delle Entrate aveva trasferito al gestore del PRA (ossia all'Aci) il precedente sistema Sgata gestito dalla stessa Agenzia.Attenzione, l'ANTA non sostituisce gli archivi dell'Agenzia delle Entrate, delle regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, che possono continuare a gestirli direttamente o anche con la cooperazione del gestore del PRA, ossia l'Aci.
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Patente B a 17 anni, ma non si potrà guidare da soli: le nuove regole

Chi nel 2027 avrà 17 anni potrà conseguire la patente B in Italia: è la promessa del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. L'obiettivo è sfruttare la spinta di Bruxelles verso un aggiornamento della normativa, con l'intento di migliorare la sicurezza stradale nei 27 Paesi membri (la quarta direttiva UE, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie L del 5 novembre 2025). Ma cosa cambierà davvero? Cerchiamo di fare chiarezza su regole articolate e complesse, caratterizzate da numerosi aspetti burocratici. Guidare l'auto oggi in Italia: come funziona Oggi in Italia è già possibile guidare un'auto a 17 anni grazie alla Guida Accompagnata, pur senza essere titolari della patente B. Per accedere al programma occorre svolgere almeno 10 ore di pratica in autoscuola. Successivamente, i possessori di patente A1 (conseguita a 16 anni) o B1 possono indicare fino a tre accompagnatori con patente B o superiore ottenuta da almeno 10 anni e con età non superiore a 60 anni.Al compimento dei 18 anni, tramite il Foglio Rosa, ci si può esercitare con una persona titolare di patente da almeno 10 anni (o di categoria superiore) e con un'età massima di 65 anni. Grazie alla Guida Accompagnata, chi è già titolare di patente A1 o B1 non deve sostenere un ulteriore esame teorico a quiz per ottenere la patente B. Dopo il superamento dell'esame pratico, viene rilasciata la patente B e si acquisisce lo status di neopatentato. Guidare l'auto domani in Italia: patente a 17 anni, ma con accompagnatore Guidare l'auto domani in Italia: patente a 17 anni, ma con accompagnatoreSecondo le intenzioni annunciate da Salvini, entro il 26 novembre 2028 l'Italia dovrebbe rilasciare la patente B, identificata dal codice UE 98.02, ai candidati che abbiano compiuto 17 anni.Fino al raggiungimento della maggiore età, i giovani potranno guidare soltanto se accompagnati da una persona considerata idonea. L'accompagnatore dovrà avere almeno 24 anni, possedere la patente B da oltre cinque anni e non essere stato soggetto a interdizioni alla guida nei cinque anni precedenti. Inoltre, dovrà rispettare le norme relative alla guida in stato di alterazione dovuta ad alcol o sostanze stupefacenti. Ogni nazione potrà inserire altri requisiti dell'accompagnatore e il nuovo sistema europeo potrebbe sostituire l'attuale Guida Accompagnata.Stretta sullo stato alteratoOggi in Italia i neopatentati sono già soggetti a norme più rigorose in materia di guida sotto l'effetto di alcol e droghe. In futuro potrebbe però arrivare un ulteriore giro di vite previsto dall'Unione europea.Per i conducenti meno esperti è previsto un periodo di prova di almeno due anni, durante il quale potrebbero essere applicate sanzioni più severe a chi si mette al volante sotto l'effetto di sostanze psicotrope.
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Tenuta di strada o stabilità? La differenza si scopre al limite - VIDEO

Nel linguaggio comune, tenuta di strada e stabilità vengono spesso confuse, ma nella dinamica del veicolo indicano caratteristiche molto diverse. Da questa distinzione nasce la nuova puntata della nostra serie di consigli pratici (Tips&Tricks), dedicata a capire come valutiamo davvero il comportamento di un'auto quando si avvicina al limite. La tenuta di strada è la capacità dell'auto di restare aggrappata all'asfalto. Dipende soprattutto dagli pneumatici, dalla loro impronta a terra e dalla qualità del fondo stradale: è ciò che consente di percorrere una curva a velocità elevata prima che compaia lo scivolamento. La stabilità, invece, descrive come l'auto reagisce quando qualcosa interrompe il suo equilibrio: un rilascio del gas in curva, una sterzata improvvisa, un cambio di corsia eseguito in condizioni critiche. In queste situazioni il peso si trasferisce in avanti, il posteriore si alleggerisce e il telaio deve gestire una rotazione che può essere progressiva oppure brusca. Al Centro Prove di Vairano eseguiamo test specifici per valutare questa fase: manovre in rilascio, cambi di corsia e curve affrontate con variazioni improvvise di carico. Sono prove che mostrano quanto il telaio sappia "parlare" al guidatore. La stabilità nasce dalla combinazione di numerosi fattori: geometrie delle sospensioni, recupero del camber e silent block progettati per deformarsi in modo controllato, così da stabilizzare la coda. L'auto che ci ha accompagnato questa volta è stata l'Alpine A390, SUV elettrica dal carattere sportiveggiante. Tutti i dettagli nel video qui sopra.
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Ford sfida la Cina con Fathom, il pick-up elettrico sotto i 30.000 dollari

La Ford ha svelato alcuni dettagli dell'atteso pick-up elettrico che dovrà rilanciare la sua presenza nel mercato dei cassonati a batteria dopo le difficoltà incontrate dall'F-150 Lightning.Si chiamerà Fathom e avrà un listino particolarmente aggressivo: l'Ovale Blu ha indicato un prezzo base di 28.350 dollari (24.580 euro al cambio attuale), escluse le spese di trasporto e consegna e altri oneri. Anche aggiungendo i 1.595 dollari previsti per il trasporto, il conto sale a 29.945 dollari, rimanendo comunque al di sotto della soglia dei 30.000 dollari indicata più volte dal management della Casa di Dearborn come fondamentale per rendere competitivi i futuri modelli elettrici. La piattaforma per sfidare i cinesi Del nuovo pick-up non sono ancora state diffuse immagini ufficiali, ma il debutto sembra ormai vicino. Ford prevede infatti di avviare la raccolta dei preordini all'inizio del 2027, con le prime consegne attese nei mesi successivi. La presentazione dovrebbe quindi avvenire entro la fine di quest'anno.Il Fathom sarà il primo modello realizzato sulla nuova piattaforma Universal Electric Vehicle (UEV) che, secondo l'azienda, rappresenterà un tassello fondamentale per rilanciare la divisione dedicata alle elettriche Model e e portarla al pareggio entro il 2029, dopo anni di perdite miliardarie.L'obiettivo della Casa americana è chiaro: ogni veicolo sviluppato sulla nuova architettura dovrà raggiungere la redditività entro un anno dal lancio ed essere competitivo sul fronte dei costi rispetto ai leader del settore, Tesla e soprattutto i costruttori cinesi, più volte citati dall'amministratore delegato Jim Farley come riferimento per efficienza e rapidità di sviluppo. Per raggiungere questo traguardo è stato creato un team dedicato di tecnici e ingegneri con il compito di abbattere i costi di produzione e avvicinarli a quelli dei modelli termici attraverso nuove tecnologie e processi più efficienti.Il Fathom sarà costruito nello stabilimento di Louisville, in Kentucky, utilizzando un innovativo processo produttivo ad albero. Al posto di una tradizionale catena di montaggio unica, saranno impiegate tre linee che lavoreranno in parallelo e convergeranno soltanto nella fase finale dell'assemblaggio. Una sarà dedicata alla sezione anteriore del veicolo, una seconda a quella posteriore e una terza alla struttura portante composta da batteria, telaio e interni.
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Tutor, frenare allultimo evita la multa? 15 verità che smontano anni di leggende

Ha compiuto vent'anni di attività il 23 dicembre 2025. All'antivigilia di Natale del 2005 furono infatti accesi ufficialmente i primi otto Tutor installati sulla rete di Autostrade per l'Italia. Si trattava, in realtà, dei Sicve, così si chiamavano tecnicamente i Sistemi Informativi per il Controllo della Velocità approvati un anno prima dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Da subito, attorno al nuovo e per molti aspetti rivoluzionario strumento, iniziarono ad aleggiare leggende, miti e bufale legate al suo innovativo principio di funzionamento e alle sue particolari caratteristiche tecniche. Panzane che in molti casi hanno resistito all'usura del tempo nonostante siano attualmente attivi i molto più sofisticati e affidabili Tutor 3.0, approvati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 20 giugno 2024 e automaticamente omologati in base all'ultimo decreto ministeriale. Di seguito 15 credenze, alcune vere, sul principale dispositivo per la sicurezza stradale usato in autostrada. Ah, a proposito, i Tutor 3.0 attualmente installati sulla rete di Autostrade per l'Italia sono 183, di cui 60 sulla A1 Milano-Napoli, 16 sulla A4 Torino-Trieste, 7 sulla A7 Milano-Genova, 3 sulla A8 Milano-Varese, 5 sulla A9 Lainate-Chiasso, 3 sulla A10 Genova-Ventimiglia, 5 sulla A11 Firenze-Pisa Nord, 19 sulla A13 Bologna-Padova, 44 sulla A14 Bologna-Taranto, 2 sulla A16 Napoli-Canosa, 3 sulla A23 Palmanova-Tarvisio, 2 sulla A26 Genova Voltri-Gravellona Toce, 5 sulla A27 Venezia-Belluno, 9 sulla A30 Caserta-Salerno. 1. Sfugge al controllo chi frena bruscamente in corrispondenza del secondo portaleFalso. Premesso che la frenata brusca è un comportamento vietato dal Codice della strada (e sanzionato con una multa di 42 euro e la perdita di 2 punti) e che, soprattutto in autostrada, è una manovra estremamente pericolosa per sé e per chi segue, la frenata brusca non ha alcun effetto sul normale funzionamento del Tutor. Che, infatti, monitora tutti i veicoli che transitano tra i due portali attivi e calcola la loro velocità media in base al tempo di transito, ossia al tempo trascorso tra il passaggio in corrispondenza del portale di ingresso e il passaggio in corrispondenza del portale di uscita, posizionati a distanza fissa. Solo se questa velocità è superiore al limite esistente lungo tutto il tratto monitorato - tenuto conto della tolleranza di legge del 5% con un minimo di 5 km/h - si attiva automaticamente la procedura sanzionatoria. Ovviamente un normale rallentamento lungo la tratta monitorata è ammesso se, per un qualsiasi motivo, si sia superato occasionalmente il limite, per esempio per effettuare in sicurezza una manovra di sorpasso. Ma ciò è coerente proprio con lo spirito del Tutor, pensato non per punire il superamento occasionale del limite ma il suo superamento sistematico su lunghi tratti autostradali. 2. Sfugge al controllo chi transita lungo la corsia di emergenzaFalso. Anche la corsia di emergenza è tenuta sotto controllo dalle Unità di rilevamento dei veicoli, come si chiamano le telecamere dei Tutor 3.0. La leggenda che il transito, anche solo in corrispondenza di uno solo dei portali, permetta al trasgressore di farla franca è una bufala. Che, però, nasce da un fatto vero. I portali attivati tra il 2005 e il 2006, infatti, non erano dotati di una telecamera specificamente dedicata alla corsia di emergenza. Una falla che però fu colmata dopo poco tempo. utile ricordare che circolare sulla corsia di emergenza comporta una multa di 430 euro (573,33 euro di notte, ossia dopo le ore 22 e prima delle 7), la perdita di dieci punti e la sospensione della patente da due a sei mesi. 3. Sfugge al controllo chi marcia a cavallo delle strisce che delimitano le corsie Falso. vero, come si legge nel decreto di approvazione, che ogni coppia di sensori e unità di rilevamento veicoli installata sui portali di ingresso e di uscita è in grado di monitorare al massimo una corsia, ma il rilevamento non si limita ai veicoli che transitano all'interno della parte di carreggiata delimitata dalle strisce. La specifica contenuta nel decreto di approvazione significa semplicemente che, come è scritto subito dopo, nel caso di utilizzo su una strada con un numero superiore di corsie, dovranno essere previsti più sensori e unità di rilevamento veicoli. Insomma, marciare a cavallo delle strisce, come può succedere peraltro in occasione di una manovra di sorpasso in corrispondenza di un portale Tutor, non serve a niente. 4. Sfugge al controllo chi marcia su corsie diverse in corrispondenza del portale di ingresso e di quello di uscitaFalso. Le Urv (Unità di rilevamento veicoli) non lavorano in parallelo per corsie di marcia. Tutte sono utilizzate per rilevare tutti i veicoli che passano sotto i portali di ingresso e di uscita. La Uel (Unità di elaborazione locale) misura la velocità media di ciascun mezzo e scarta quelle che risultano entro i limiti (detratta la tolleranza di legge del 5% con un minimo di 5 km/h). 5. Funziona fino a 230 km/hFalso. vero che, come si legge nel decreto di approvazione, il sistema è risultato in grado di riconoscere, alla velocità di 230 km/h, le targhe posteriori e anteriori degli autoveicoli, ma questo non significa che non sia in grado di rilevare tutte le velocità. La velocità massima rilevata da un Tutor è stata quella di un'auto che viaggiava a oltre 295 km/h. 6. Non è acceso di notteFalso. Salvo guasti o fermi tecnici per manutenzione, il Tutor può essere acceso per periodi di tempo indeterminati, al limite persino 24 ore su 24, sette giorni su sette. E ciò indipendentemente dalle condizioni di luce. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, un tratto di autostrada è tenuto sotto controllo soltanto per alcune ore al giorno. In ogni caso è la Polizia Stradale, nella sua totale autonomia, a decidere, di volta in volta, l'ora e il tempo di attivazione. 7. Non è acceso quando pioveFalso. Il Tutor può essere attivato con qualsiasi condizione meteorologica (sole, pioggia, neve, nebbia) e temperatura. la Polizia, nella sua totale autonomia, a deciderne, di volta in volta, l'attivazione. 8. Il Tutor non rileva la violazione del limite di 110 km/h in presenza di pioggia occasionale Vero. Sulle autostrade o sulle tratte con limite di velocità standard, ossia 130 km/h, la velocità massima ammessa scende a 110 km/h in caso di pioggia. Il Tutor, però, non può tenerne conto perché non è in grado di sapere se la pioggia cade lungo tutta la tratta tenuta sotto controllo, lungo la quale il limite di velocità deve essere lo stesso. 9. Non rileva la targa di notteFalso. Ciascuna Urv (Unità di rilevamento veicoli) è dotata di un sistema di illuminazione a infrarossi e di avanzati algoritmi di riconoscimento ottico dei caratteri in grado di garantire l'efficacia dell'acquisizione della targa in qualsiasi condizione di luce ambientale. 10. Non rileva la targa se le luci targa sono spenteFalso. Ciascuna Urv (Unità di rilevamento veicoli) è dotata di un sistema di illuminazione a infrarossi e di avanzati algoritmi di riconoscimento ottico dei caratteri in grado di garantire l'efficacia dell'acquisizione della targa in qualsiasi condizione di luce ambientale. 11. Non può essere usato per misurare la velocità istantaneaFalso. Fin dal Tutor di prima generazione, il Sicve, il sistema è progettato e approvato per rilevare sia la velocità istantanea dei veicoli che attraversano ogni singolo portale sia la velocità media tra due portali. La Polizia Stradale, però, coerentemente con lo spirito con cui è stato ideato lo strumento, lo usa solo per quest'ultima funzione. 12. Non rileva il superamento dei limiti di velocità fino a 10 km/hFalso. Il Tutor rileva tutte le violazioni del limite di velocità esistente sul tratto monitorato, detratta la tolleranza del 5% con un minimo di 5 km/h prevista dalla legge. Dunque, su un tratto con limite di 130 km/h, il sistema esclude solo i veicoli che hanno percorso il tratto compreso tra i due portali a una velocità media pari o inferiore a 136 km/h. 13. Le violazioni commesse con auto con targa estera sono archiviateFalso. Tutte le violazioni rilevate dai Tutor finiscono al Cnai (Centro nazionale accertamento infrazioni) di Roma. Per le auto con targa italiana i sistemi, grazie al collegamento diretto con l'Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione civile, associano immediatamente il numero di targa al proprietario. Per le targhe estere, invece, vi sono due procedure diverse. Se la targa è di un Paese UE, risalire al proprietario è semplice grazie al sistema di interscambio dei dati dei veicoli circolanti nei Paesi dell'Unione Europea. Se, invece, il veicolo è immatricolato in un Paese extra UE, non esiste un sistema automatizzato. La procedura è più lunga, ma il verbale viene notificato in ogni caso. 14. Non esistono due tratte consecutive coperte dal TutorVero. Ogni portale del Tutor può essere usato come ingresso o come uscita di una tratta lungo la quale è calcolata la velocità media dei veicoli. Non potendo svolgere entrambe le funzioni contemporaneamente, non possono esistere due tratte consecutive di strada controllate dal Tutor. 15. Il Tutor può sanzionare automaticamente anche la mancata revisione e l'assenza di assicurazioneFalso. Il Tutor, come ogni altra apparecchiatura in grado di interrogare l'Archivio nazionale veicoli (Anv) della Motorizzazione civile, può tecnicamente verificare sia la copertura RC auto sia la regolarità della revisione. Queste due violazioni, tuttavia, non possono essere sanzionate automaticamente perché lo strumento non è approvato per queste due funzioni. O meglio, solo in caso di violazione del limite di velocità potrebbero essere sanzionate anche le ulteriori violazioni delle norme sull'assicurazione e sulla revisione (peraltro, con qualche problema applicativo sulle relative sanzioni accessorie). Diversamente, solo una pattuglia della Polizia Stradale può contestare autonomamente queste due violazioni al trasgressore.
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Il gasolio tornerà mai sotto i 2 euro? "Sì, ma solo a queste condizioni"

Se è vero che ogni incubo ha una fine, dovremmo svegliarci presto dal brutto sogno dei prezzi di benzina e gasolio: da circa sei mesi, infatti, dall'inizio della guerra USA-Iran, i listini salgono senza tregua. Per capire come potrebbe evolvere una situazione che pesa sempre di più sulle tasche degli automobilisti, già alle prese con il caro vita, abbiamo parlato con Gianni Murano, presidente di Unem, l'Unione energie per la mobilità. Se le tensioni in Medio Oriente si allentassero, sarebbe realistico immaginare un ritorno stabile sotto i 2 euro al litro per benzina e gasolio? Oppure quei prezzi appartengono ormai al passato?Un ritorno stabile sotto i 2 euro al litro è assolutamente possibile, ma soprattutto auspicabile, in uno scenario di normalizzazione geopolitica. Se le quotazioni internazionali del greggio, e soprattutto dei prodotti raffinati, dovessero tornare sui livelli precedenti alle recenti tensioni, potremmo assistere a una graduale riduzione dei prezzi alla pompa, più in linea con le medie degli ultimi due anni. In altre parole, la soglia dei 2 euro non è irreversibile. Sul gasolio, tuttavia, continuano a pesare fattori strutturali, come la crisi della raffinazione, che potrebbero mantenerne i prezzi relativamente elevati anche in presenza di quotazioni del petrolio in calo. Oggi quanto pesano sul prezzo finale di un litro di carburante il greggio, il cambio euro-dollaro, la raffinazione, la distribuzione, le accise e l'IVA?Al netto dei recenti tagli delle accise, confermati nei giorni scorsi fino al 25 agosto per il solo gasolio, la componente fiscale continua a rappresentare oltre la metà del prezzo finale pagato dal consumatore. Questo significa che, ai prezzi attuali, oltre 1 euro al litro è composto da tasse. L'Italia detiene il primato europeo sul gasolio ed è quarta sulla benzina. Anche il cambio euro-dollaro è determinante, poiché il petrolio e i prodotti raffinati sono quotati in dollari e possono influenzare sensibilmente il prezzo finale. Nei primi mesi del 2026 si può stimare un beneficio di circa due centesimi legato all'apprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro.C'è poi il costo della materia prima, cioè la quotazione internazionale di benzina e gasolio, che oggi rappresenta una quota compresa tra il 37 e il 48%. Il restante 8-10% serve a remunerare tutti gli altri passaggi della filiera: distribuzione primaria e secondaria, margine del gestore, oneri finanziari, investimenti e costi di struttura. In questo contesto, la presenza di una raffinazione nazionale efficiente continua a rappresentare un elemento di forza per il Paese.Il gasolio continuerà a costare più della benzina? Se sì, quali sono le cause strutturali di questo fenomeno?A livello di quotazioni internazionali, dal 2022, cioè dalle sanzioni sulle importazioni di gasolio dalla Russia, il diesel si è stabilmente attestato sopra la benzina di 5-15 centesimi al litro. A livello di prezzi al consumo, questo fenomeno era meno evidente perché il gasolio beneficiava di un'accisa inferiore di 11 centesimi al litro. Dal 1 gennaio 2026 le aliquote sono state equiparate e la differenza è diventata più visibile. Oggi lo è ancora di più perché, a seguito della crisi di Hormuz, il differenziale rispetto alla benzina si è ulteriormente ampliato.Dall'inizio della guerra il gasolio si è apprezzato di oltre il 60%, mentre la benzina di poco meno del 40%, a fronte di un aumento del 9% del Brent. Le cause sono principalmente strutturali. Negli ultimi 15 anni l'Europa ha perso circa il 20% della propria capacità di raffinazione ed è rimasta fortemente dipendente dalle importazioni di diesel, provenienti prima dalla Russia e, più recentemente, dall'area del Golfo. Al netto delle crisi geopolitiche e delle misure straordinarie, quale sarebbe oggi un prezzo "normale" per benzina e gasolio in Italia?Non esiste un prezzo "giusto" in senso assoluto perché i carburanti riflettono quotidianamente l'andamento delle quotazioni internazionali. In un contesto di mercato ordinario, senza tensioni geopolitiche, shock logistici o interruzioni della produzione, è ragionevole attendersi livelli sensibilmente inferiori rispetto a quelli registrati nelle fasi di crisi.Dopo la fine del taglio delle accise, è immaginabile un nuovo intervento del governo? Oppure una riforma strutturale della fiscalità dei carburanti?Molto dipenderà dall'evoluzione della situazione internazionale. Negli ultimi giorni le quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati hanno mostrato una tendenza alla flessione che auspichiamo possa proseguire. evidente che misure temporanee possano risultare utili in presenza di emergenze, ma non risolvono le criticità di fondo. Per questo riteniamo necessario ragionare in una prospettiva più strutturale.La fiscalità dovrebbe accompagnare il percorso di decarbonizzazione, valorizzando i carburanti a minore impronta carbonica e favorendo gli investimenti industriali necessari alla transizione energetica. Consumatori e Antitrust parlano spesso di aumenti rapidi e ribassi lenti alla pompa. una lettura corretta? Come funziona realmente la formazione dei prezzi?Si tratta di una percezione diffusa che non sempre trova conferma nei numeri e che tende a semplificare una realtà molto più complessa. Quando le quotazioni salgono rapidamente, l'effetto sui prezzi è immediatamente percepibile dai consumatori; quando invece diminuiscono, l'attenzione pubblica tende a essere inferiore. Esiste un'ampia letteratura che smentisce il fenomeno definito "piume e razzi", come evidenziato anche da un recente studio della BCE.Inoltre, il mercato italiano è costantemente monitorato dalla Commissione di allerta prezzi istituita presso il Mimit. Se fossero emerse anomalie significative, sarebbero state rilevate.Quanto incidono davvero le speculazioni finanziarie sulle materie prime sul prezzo finale di benzina e gasolio? Esistono strumenti per limitarne gli effetti?La componente finanziaria contribuisce ad amplificare la volatilità dei mercati, soprattutto nei momenti di maggiore incertezza, e interessa in particolare il petrolio, che è un mercato più "cartaceo" che "fisico". Sarebbe però sbagliato attribuire gli aumenti dei carburanti esclusivamente alla speculazione. Nelle crisi più recenti hanno inciso soprattutto fattori concreti: attacchi alle infrastrutture energetiche, riduzione della capacità di raffinazione, problemi logistici e minore disponibilità di prodotti raffinati.La migliore difesa contro la volatilità resta una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, una raffinazione europea competitiva e una più ampia diversificazione delle fonti energetiche.Quali sono i principali fattori che potrebbero far salire o scendere i carburanti nei prossimi 12-24 mesi?Sul fronte dei ribassi potrebbero incidere una de-escalation delle tensioni internazionali, il rafforzamento dell'euro rispetto al dollaro, una crescita più moderata della domanda globale e il recupero della capacità produttiva e di raffinazione. Sul fronte dei rialzi, invece, peserebbero eventuali nuove crisi geopolitiche, interruzioni delle principali rotte commerciali, ulteriori problemi nel settore della raffinazione o altri elementi destabilizzanti per i mercati.La variabile più importante continuerà comunque a essere la disponibilità di prodotti raffinati, soprattutto gasolio e jet fuel. Oggi il vero nodo critico non è tanto il petrolio quanto la capacità di trasformarlo nei carburanti richiesti dal mercato europeo. Nei prossimi anni sarà quindi determinante il modo in cui verranno applicate le nuove politiche europee sulla decarbonizzazione dei trasporti. Gli obiettivi ambientali dovranno procedere insieme alla sostenibilità economica per famiglie e imprese.Per questo riteniamo fondamentale un approccio basato sulla neutralità tecnologica, valorizzando tutte le soluzioni in grado di ridurre le emissioni, compresi i biocarburanti e i carburanti rinnovabili.
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Destrier, la Bugatti più bassa mai costruita è una one-off da 1.600 CV

Dopo la Brouillard e la F.K.P. Hommage, Bugatti presenta la terza creazione one-of-one del Programme Solitaire. Si chiama Destrier e trasforma la Bolide, la più estrema delle hypercar del marchio francese, in un esemplare unico, un "capolavoro di pura eleganza", il cui nome richiama il possente cavallo da battaglia medievale. La Destrier sarà svelata al pubblico nel corso della Monterey Car Week, al Pebble Beach Concours d'Elegance del 16 agosto 2026. La Bugatti più bassa di sempre Alla base della Destrier c'è l'idea di privare la Bolide del suo pacchetto aerodinamico fatto di ali, appendici e prese d'aria: il risultato è una sportiva alta appena un metro, la più bassa mai realizzata da Bugatti, con cerchi da 20" all'anteriore e 21" al posteriore (contro i 18" della Bolide). La C-Line che incornicia la fiancata corre - interrotta solo dal passaruota anteriore - fino alla calandra a ferro di cavallo, più larga rispetto a quella della Bolide. Al posteriore, l'ala integrata richiama quella della Chiron Profilée del 2022. Il motore è il W16 da 1.600 CV La verniciatura della Destrier è una tinta esclusiva multi-strato denominata Sapphire Celeste, con particelle riflettenti ispirate al diamante; il carbonio a vista, limitato a splitter anteriore e diffusore posteriore, mantiene la stessa colorazione. All'interno del vano motore, le finiture metalliche hanno una lavorazione martellata, che richiama le armature battute a mano dei cavalieri medievali. Il progetto della Destrier poggia sulla monoscocca in fibra di carbonio della Bolide, mantenendone anche il powertrain, il W16 quadriturbo 8.0 litri da 1.600 CV. Interni d'alta sartoria Pur mantenendone l'impostazione generale, con la fibra di carbonio a vista, il volante racing e le prese d'aria a "turbina" nella console centrale, l'abitacolo della Destrier si distacca da quello della Bolide per l'atmosfera decisamente più lussuosa, d'alta sartoria. Pregiatissimi i materiali, dalla pelle e nubuck in color Ambre Voyageur, che si affiancano a un tessuto lavorato in 3D attraversato da filati in rame. Al centro del massiccio tunnel centrale c'è anche un piccolo tricolore francese che richiama la Casa di Molsheim. Un pezzo di storia della Bugatti La Destrier riprende e fonde al suo interno due anime differenti, rappresentando un vero e proprio punto d'unione tra sportività e bellezza. Un concetto già perfettamente espresso dal telaio Type 57, utilizzato per le Type 57G e Type 57C che hanno vinto Le Mans nel 1937 e nel 1939, ma anche per la Type 57SC Atlantic, da molti considerata una delle auto più belle della storia. Ed è per questo motivo che sopra il parabrezza della Destrier trova posto una targhetta incisa a laser che raffigura entrambe le vetture storiche. Un programma più che esclusivo Ancora più ricercato e sofisticato del programma di personalizzazione Sur Mesure, Solitaire consente ai collezionisti e ai clienti più esigenti di vestire meccanica e telai con soluzioni di fatto non riproducibili altrimenti, in un vero e proprio esercizio d'alto artigianato. Non è un caso che Bugatti realizzi al massimo due vetture Solitaire all'anno.
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Ecco la prima Ferrari Luce: sfiora già il milione di euro

Il primo esemplare di produzione della Ferrari Luce sarà venduto all'asta per beneficenza in occasione della Monterey Car Week, dal 7 al 16 agosto 2026. La discussa elettrica del Cavallino sarà battuta da RM Sotheby's e i proventi saranno destinati ai progetti educativi della Ferrari Foundation. La stima è fissata a 1,1 milioni di dollari senza riserva, quasi il doppio rispetto al prezzo di listino negli Stati Uniti, ma resta difficile prevedere quale sarà il valore finale raggiunto in asta. Un esemplare unico dal reparto Tailor Made La vettura proposta è denominata "Chassis 0" ed è stata personalizzata integralmente dal reparto Tailor Made con una configurazione da vera one-off. La carrozzeria sfoggia una tinta Madreperla semi-gloss cangiante, mentre anche cerchi e pinze freno adottano finiture esclusive. Nell'abitacolo spiccano i rivestimenti in pelle Perla Le Mans Metallic e Grigio Corvara. La pelle Metallic, in particolare, rappresenta una nuova creazione del programma Tailor Made studiata per valorizzare la luminosità degli interni; per lo stesso motivo, gli elementi tradizionalmente rifiniti in nero sono stati sostituiti da una finitura grigia.
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Toyota GR86, il tocco di Gazoo Racing per esaltare il piacere di guida

Toyota aggiorna la sportiva GR86 con novità che riguardano l'estetica e le dotazioni di bordo. Il nuovo modello sarà in vendita in Giappone a partire dal 28 agosto, con le prime consegne previste da dicembre. I prezzi partono da 2.936.000 yen (poco più di 16 mila euro) per la RC con cambio manuale e arrivano a 3.616.000 yen (quasi 20 mila euro) per la RZ con trasmissione automatica. Dal debutto del 2021, la Toyota GR86 ha registrato oltre 110.000 unità vendute. Torna la colorazione Solid Gray, visibile anche nelle immagini diffuse dalla Casa e già proposta per un periodo limitato nel 2017 sulla Toyota 86. Sulla versione RZ debuttano invece comandi e interruttori rivisti per offrire un miglior grip tattile, con finitura nero ghisa a bassa riflettenza. Lo schema cromatico nero e rosso, disponibile tra le opzioni senza sovrapprezzo, introduce inoltre nuovi inserti rossi attorno al posto guida. Gli interventi sulla dinamica di guida Più consistente il lavoro svolto da Gazoo Racing sul fronte della dinamica di guida, con il coinvolgimento di piloti professionisti, collaudatori e ingegneri attraverso una serie di test in circuito e sulle piste prova. stata rivista la taratura dell'acceleratore per garantire una risposta più lineare in uscita di curva e sui fondi a bassa aderenza. Anche il servosterzo elettrico è stato aggiornato sulla base dell'esperienza maturata nella Super Taikyu Series, mentre sulle versioni con cambio manuale è stato ampliato lo smusso dell'interlock per rendere più fluida la scalata dalla quinta alla quarta marcia.Sul fronte della sicurezza, il sistema di assistenza alla guida EyeSight aggiunge una terza telecamera, passando da due a tre "occhi" elettronici, con una taratura specifica sviluppata per l'assetto ribassato della vettura. Le novità in arrivo
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Tre costruttori cinesi nella top 10 mondiale dell'auto: dieci anni fa valevano il 3%

Arrivano nuove conferme sulla rapida ascesa dei costruttori cinesi nel panorama automobilistico globale. Cui Dongshu, segretario generale della China Passenger Car Association (CPCA), ha pubblicato un lungo post su un social network cinese per evidenziare il peso crescente della Cina nella produzione e nelle vendite di vetture a livello mondiale nel primo semestre.Tra i numerosi dati elaborati sulla base delle statistiche dell'Organizzazione mondiale dei costruttori (OICA) e messi in evidenza da Cui Dongshu, spiccano le quote raggiunte da alcuni grandi nomi dell'industria del Dragone: tre aziende cinesi sono entrate nella top 10 mondiale dei produttori automobilistici per quota di mercato. Si tratta di BYD, Geely e Chery.Il segretario generale della CPCA, proprio per sottolineare l'ascesa dei gruppi cinesi, non ha mancato di confrontare i dati attuali con quelli di dieci anni fa. L'ascesa cinese In particolare, BYD si è classificata al sesto posto nella top 10, con una quota salita in dieci anni dallo 0,6% al 4,8%. Da notare che nel 2025 l'azienda era al 5,4%, ma nella prima metà dell'anno ha registrato un marcato calo delle vendite sul mercato cinese.Al settimo posto si trova invece il conglomerato Geely Holding Group: anche grazie al contributo di marchi come Volvo, Smart, Polestar e Proton, ha raggiunto il 4,6% del mercato mondiale, contro l'1,5% del 2016.Al nono posto, a pari merito con Ford, figura Chery, passata dallo 0,8% al 4,1%. Tra gli altri costruttori, SAIC si è classificata all'undicesimo posto con il 3,7%, mentre in 17 e 18 posizione si trovano Changan (1,9%) e Great Wall Motor (1,8%). BAIC, con l'1,2%, ha conquistato il 21 posto, mentre Dongfeng occupa il 23 con l'1,1%. La classifica dei costruttori Di seguito la classifica dei gruppi automobilistici pubblicata da Cui Dongshu, con la relativa quota di mercato raggiunta nel primo semestre:Toyota (11%)Volkswagen (8,1%)Hyundai-Kia (7,6%)Stellantis (6%)Renault-Nissan-Mitsubishi (5,4%)BYD (4,8%)Geely (4,6%)General Motors (4,5%)Chery (4,1%)Ford (4,1%)SAIC (3,7%)Suzuki (3,7%)Honda (3,4%)BMW (2,4%)Mercedes-Benz (2,3%)Tesla (2,1%)Changan (1,9%)GWM (1,8%)Tata (1,6%)Mazda (1,3%)BAIC (1,2%)Mahindra (1,1%)Dongfeng (1,1%)Subaru (0,9%)Leapmotor (0,8%)GAC (0,8%)FAW (0,5%)Sinotruk (0,4%)Xiaomi (0,4%)Li Auto (0,4%)
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AMG GT 53 Coupé 4: 544 CV, 800 km con un "pieno" e 11 minuti per la ricarica

Mercedes-AMG GT 53 Coupé 4, ordinabile in Italia da settembre. I prezzi per il nostro mercato non sono ancora stati comunicati ufficialmente, ma in Germania partiranno da 115.430 euro (IVA al 19% inclusa). Spazio e tecnologia a bordo Lunga 5.094 mm, larga 1.959 e alta 1.411, l'AMG GT ha un passo di 3.040 mm e un peso a vuoto di 2.375 kg. Il bagagliaio offre una capacità dichiarata di 507 litri, ai quali si aggiungono i 62 litri del frunk. Molto tecnologico l'abitacolo, con strumentazione digitale, schermo centrale da 14 pollici orientato verso il guidatore e un terzo display opzionale dedicato al passeggero. La gran turismo tedesca propone inoltre il tetto panoramico a opacità variabile e i sedili posteriori singoli. Più di 800 km con un "pieno" Il powertrain dual motor della AMG GT 53 Coupé 4 garantisce la trazione integrale e una potenza di picco di 400 kW (544 CV), con 800 Nm di coppia. Numeri che consentono alla GT 53 di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi, mentre la velocità massima è limitata elettronicamente a 230 km/h. Con l'AMG Driver's Package si raggiungono però i 250 km/h. Nei tratti percorsi a basso carico il motore anteriore viene disaccoppiato, mentre quello posteriore utilizza un cambio a due rapporti, a vantaggio di efficienza e autonomia. La batteria a 800 Volt ha una capacità netta di 106 kWh e permette un'autonomia nel ciclo WLTP compresa tra 682 e 809 km, che può arrivare fino a 880 km in città. I consumi dichiarati variano tra 15,6 e 18,5 kWh/100 km. La ricarica alle colonnine ad alta potenza raggiunge i 600 kW, consentendo di passare dal 10% all'80% in appena undici minuti e di accumulare 41 kWh in cinque minuti. Dinamica di guida Per quanto riguarda la dinamica, la nuova AMG GT Coupé 4 adotta di serie le sospensioni AMG Ride Control con molle pneumatiche e ammortizzazione adattiva regolabile su tre livelli, grazie a valvole separate per estensione e compressione. La trazione integrale AMG Performance 4Matic+ sfrutta il disaccoppiamento dei motori, utile anche per migliorare l'autonomia, per distribuire la coppia in modo completamente variabile tra gli assi. Presente anche il torque vectoring tra le ruote posteriori. Riproduce il suono della AMG termica Accanto allo spoiler posteriore di serie, chiuso fino a 150 km/h e successivamente regolato con inclinazioni variabili in funzione della velocità, è disponibile su richiesta il diffusore posteriore, studiato per ridurre la resistenza aerodinamica alle alte andature. Sono sei i programmi di guida disponibili, tra cui l'AMG Force Sport+, che simula i cambi marcia, gli innesti manuali tramite paddle e il suono riprodotto digitalmente sulla base del sei cilindri in linea 3.0 della precedente AMG E 53 Coupé..
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Benzina e gasolio ancora giù: quanto costano oggi alla pompa

Secondo giorno di lieve calo dei prezzi dei carburanti alla pompa, mentre rimbalza la quotazione internazionale del gasolio dopo due tonfi consecutivi.Così Staffetta Quotidiana apre la sua consueta analisi giornaliera sull'andamento dei principali carburanti per autotrazione, segnalando che questa mattina, 6 agosto, il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,994 euro al litro per la benzina (-3 millesimi rispetto a ieri), 2,092 euro per il gasolio (-5 millesimi), 0,744 euro per il GPL (+1 millesimo) e 1,631 euro/kg per il metano (+8 millesimi). Sulla rete autostradale, la verde si attesta a 2,072 euro al litro (-9 millesimi), il diesel a 2,166 (-4), il GPL a 0,875 (invariato) e il metano a 1,629 (+20). Prezzi consigliati e praticati Staffetta segnala anche la decisione di IP di ridurre i prezzi consigliati della benzina di un centesimo al litro. Q8, invece, ha tagliato di un centesimo il gasolio, mentre Tamoil ha abbassato di 3 centesimi la verde e di 1 centesimo il diesel.Per quanto riguarda i prezzi praticati, elaborati dalla testata specializzata sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie tra rete ordinaria e autostradale indicano la benzina self service a 1,999 euro al litro (2,004; 1,990) e il diesel a 2,100 (2,098; 2,103).Al servito, la benzina si attesta a 2,135 euro al litro (2,175; 2,060), il gasolio a 2,239 (2,273; 2,175), il GPL a 0,752 (0,761; 0,743), il metano a 1,622 (1,613; 1,628) e il GNL a 1,525 (1,517; 1,530).Lo spaccato per marchio mostra Eni a 2,000 euro al litro sulla benzina self service (2,207 al servito) e 2,077 sul diesel (2,287); IP a 2,015 (2,181) e 2,114 (2,284); Q8 a 2,000 (2,163) e 2,101 (2,275); Tamoil a 1,996 (2,071) e 2,087 (2,171).
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"Chi le guida è malato": il nuovo affondo di Trump contro le auto elettriche

Donald Trump attacca ancora le auto elettriche. Durante un comizio a Las Vegas, il presidente degli Stati Uniti ha rivendicato di aver "messo fine al mandato elettrico" e ha sostenuto che chi guida un'EV e pensa alla sua autonomia soffre di una sorta di "malattia". Ma cosa c'è di vero nelle sue affermazioni? Le accuse di Trump alle auto elettriche "Ho messo fine all'obbligo delle elettriche perché diceva che entro poco tempo, tipo il 2030, tutti dovevano avere un'auto elettrica, anche se non c'è modo di caricarla", ha detto Trump. "Avete mai visto i cartelli? Stai guidando in un'auto elettrica, e questi hanno una malattia, sono malati... Stanno guidando e si rendono conto che la batteria si sta scaricando, e cominciano a pensarci già quando è a 3/4. Ok, scende un po', e quindi cominciano con 'dove posso andare?'. Sei lì che guidi in autostrada, vedi un cartello - stazione di ricarica, con una freccia, 89 miglia a destra. Questi sono pazzi". La realtà dei fatti Nel suo intervento, Trump ha riproposto diverse affermazioni che non trovano riscontro nelle normative federali. Nessuna legge degli Stati Uniti ha mai imposto l'acquisto di auto elettriche entro il 2030 né in altre date. Il presunto "obbligo" a cui fa riferimento il presidente riguarda gli standard federali sulle emissioni e la normativa californiana sulle vendite di nuovi veicoli dal 2035, oggetto di un contenzioso dopo la revoca dell'autorizzazione federale decisa dall'amministrazione Trump. In ogni caso, nessuna di queste misure ha mai imposto ai consumatori di acquistare un'auto elettrica. Come nel resto del mondo, tali norme hanno spinto i costruttori ad ampliare l'offerta di modelli elettrici, senza obbligo di acquisto. Range anxiety, ricarica e quota di mercato Quando parla di "malattia", Trump fa riferimento alla cosiddetta range anxiety, ossia l'ansia da autonomia di chi guida un'auto elettrica, soprattutto all'inizio. Certo, il tema esiste, ma è anche una preoccupazione che tende generalmente ad attenuarsi con l'esperienza, il miglioramento delle batterie e la graduale diffusione delle infrastrutture di ricarica.Invece, quando Trump parla di mercato delle BEV al 7% per sostenere la tesi che le elettriche non interessano agli automobilisti, cita un valore sostanzialmente in linea con la quota raggiunta dalle auto a batteria negli Stati Uniti. Il dato, tuttavia, non è sufficiente da solo a spiegare l'andamento della domanda. Fin dai primi giorni del suo mandato, Trump ha lavorato per ridimensionare le politiche federali a sostegno della mobilità elettrica, ponendo fine agli incentivi federali e intervenendo anche sugli standard CAFE, senza però eliminare l'intero programma.
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Telepass, MooneyGo o UnipolMove? Cosa guardare prima di scegliere

In vista dell'esodo estivo, saltare la coda al casello è diventato quasi un obbligo. Ma scegliere il sistema di telepedaggio giusto non è così semplice come potrebbe sembrare: fra canoni, formule pay per use, cashback, dispositivi aggiuntivi e promozioni a tempo, il rischio è perdersi nei dettagli. Ecco una guida ai tre principali servizi per i privati senza partita IVA, MooneyGo, Telepass e UnipolMove, in ordine alfabetico. Non una classifica, perché le offerte sono molto diverse fra loro, ma una "bussola" per capire costi, vantaggi e possibili insidie prima di sottoscrivere un contratto. O di recedere: prima di procedere alla disdetta, infatti, è consigliabile verificare le condizioni del proprio contratto, perché potrebbero essere previsti costi aggiuntivi rispetto alla semplice chiusura del servizio, legati per esempio a offerte promozionali, canoni agevolati, servizi aggiuntivi o dispositivi non restituiti. MooneyGo Nata nel 2022, MooneyGo è un'app dedicata alla mobilità che consente di gestire diversi servizi, tra cui il telepedaggio. Sito: https://www.mooneygo.it/. Quanto costa l'abbonamento MooneyGo Il primo anno di canone MooneyGo è gratis per i nuovi clienti, poi si spendono 2,50 euro al mese. Condizioni buone, tuttavia l'attivazione dell'abbonamento del telepedaggio costa 5 euro. MooneyGo Pay per use: costi e convenienza L'attivazione costa 10 euro. Si spendono 3,90 euro al mese, solo nei mesi di utilizzo del servizio. Ne vale la pena? Occorre fare bene i calcoli: la convenienza dipende dal numero di mesi in cui si usa effettivamente il dispositivo e va valutata tenendo conto anche del costo di attivazione. La formula pay per use può risultare interessante per chi utilizza il telepedaggio soltanto per pochi mesi l'anno. Volendo, si può aggiungere la polizza Assistenza stradale a 1,50 euro al mese. Come disdire MooneyGo Via app: apri l'app MooneyGo, accedi alla sezione Profilo e seleziona la voce dedicata alla chiusura o al recesso dal servizio Telepedaggio. Via PEC/raccomandata: invia il modulo di recesso tramite PEC all'indirizzo mooneygo@pec.mooney.it oppure tramite raccomandata A/R a Mooney Servizi S.p.A. Restituzione del dispositivo: dopo la richiesta di disdetta riceverai il foglio/etichetta di reso e le istruzioni per la spedizione. Il dispositivo deve essere restituito entro 20 giorni, con spese di spedizione a carico del cliente. Telepass Attiva da oltre trent'anni, Telepass è stata la prima piattaforma di telepedaggio diffusa sulle autostrade italiane e oggi offre numerosi servizi per la mobilità. Sito: www.telepass.com Quanto costa l'abbonamento Telepass Non si paga niente per attivare la promo "Telepass Sempre" e il primo anno il canone è gratis, però attenzione: poi si spendono 4,90 euro al mese. Tenetene conto. La promozione può prevedere fino a 150 euro di cashback carburante nelle stazioni di servizio convenzionate o per la ricarica elettrica. Tuttavia, il "ristoro" è fino a un massimo di 10 euro al mese per 15 mesi con una transazione minima di 30 euro. E, per la ricarica elettrica, è fino a un massimo di 10 euro al mese per 15 mesi, con una transazione minima di 10 euro. Ci sono anche fino a 50 euro di cashback per il pedaggio, ma fino a un massimo di 5 euro al mese per 10 mesi. Si tratta quindi di vantaggi interessanti, subordinati però alle condizioni previste dalla promozione. Si può anche ottenere un secondo dispositivo per un secondo veicolo: attualmente può essere previsto un periodo promozionale gratuito, dopodiché il canone indicato è di 3,88 euro al mese. L'Assistenza stradale può essere gratuita per un periodo iniziale, mentre successivamente il costo indicato è di 3,60 euro al mese. Telepass Grab&Go: costi e convenienza Telepass Grab&Go: 19,90 euro per l'acquisto del dispositivo. Poi 14,90 euro per l'attivazione. Per il pedaggio si paga un euro al giorno quando lo si usa. Possono inoltre applicarsi costi per altri servizi collegati. Anche in questo caso, occorre armarsi di calcolatrice. l'offerta più articolata e quindi anche quella con più condizioni da verificare. Telepass ha l'ecosistema di servizi più ampio (mobilità, parcheggi, strisce blu, NCC, Uber e taxi dove disponibili ecc.). Come disdire Telepass In presenza: recati presso un Telepass Store o un Telepass Point autorizzato per richiedere la chiusura del contratto. Per i contratti  Telepass Family/Base è normalmente necessario presentare il PIN di restituzione rilasciato da Telepass. Online o app: accedi all'area riservata del sito Telepass o all'app, entra nella sezione di gestione del contratto e avvia la richiesta di recesso. Via PEC/raccomandata: invia la comunicazione di recesso tramite PEC all'indirizzo assistenza@pec.telepass.com oppure tramite raccomandata A/R a Telepass S.p.A. Via del Serafico 49, 00142 Roma. Restituzione del dispositivo: il dispositivo deve essere restituito entro 20 giorni dalla disdetta, consegnandolo presso un Telepass Store/Point autorizzato (seguendo la procedura prevista) oppure spedendolo a Telepass S.p.A. Via del Serafico 49, 00142 Roma. UnipolMove Nato nel 2022, UnipolMove è il servizio di telepedaggio sviluppato da UnipolTech, società tecnologica del Gruppo Unipol. Sito: https://www.unipolmove.it/ Quanto costa l'abbonamento UnipolMove L'attivazione è gratis, così come il primo anno di canone. Poi si pagano 2,50 euro al mese per il primo dispositivo, mentre per l'eventuale secondo non sono previsti addebiti fissi. UnipolMove Pay per use: costi e convenienza Costo di attivazione: 5 euro in promozione. Il canone di un euro al giorno si attiva al primo utilizzo del dispositivo e vale fino alle 23:59 dello stesso giorno. La convenienza non dipende dai chilometri percorsi o dall'importo dei pedaggi, ma dal numero di giornate in cui si utilizza il dispositivo: superata indicativamente la soglia dei 30 giorni di utilizzo l'anno, l'abbonamento tende a diventare più conveniente. Come disdire UnipolMove In agenzia: se il contratto è stato sottoscritto in agenzia, recati presso un'agenzia UnipolSai con il dispositivo e richiedi il recesso, consegnando contestualmente il dispositivo. App/web: dall'app accedi a Profilo > Documenti > Contratti sottoscritti > Recedi, oppure utilizza il pulsante Recedi nell'Area Riservata del sito. Via PEC/raccomandata: invia il modulo di recesso compilato tramite PEC all'indirizzo unipoltech@pec.unipol.it oppure tramite Raccomandata A/R a UnipolTech S.p.A., Via Stalingrado 37, 40128 Bologna. Restituzione del dispositivo: il recesso ha efficacia dopo 30 giorni dalla ricezione della richiesta. Il dispositivo deve essere restituito entro 15 giorni dalla data di efficacia del recesso al seguente indirizzo: Magazzino UnipolTech c/o Integra, Via Umbria 7, 42122 Reggio Emilia (RE).   MooneyGo, Telepass e UnipolMove: i costi a confronto La tabella qui sopra illustra i prezzi IVA inclusa del 29 luglio 2026 per privati. L'offerta base di tutti gli operatori comprende, fra l'altro: pedaggi autostradali, parcheggi convenzionati, Area C Milano, traghetto Stretto di Messina, sosta negli stalli blu (solo nei Comuni aderenti). Telepedaggio: cosa conta davvero nella scelta Le code ai caselli si evitano con un dispositivo. Le sorprese in fattura, invece, si evitano leggendo le condizioni. Perché oggi tutti e tre gli operatori offrono formule interessanti, ma nessuna può essere giudicata soltanto dal canone mensile.  Chi percorre spesso l'autostrada tende a trarre maggiore vantaggio dagli abbonamenti, mentre le formule pay per use possono essere interessanti per chi utilizza il telepedaggio solo occasionalmente. In ogni caso, prima di decidere conviene guardare oltre il prezzo: cashback, costi di attivazione, secondo dispositivo e servizi inclusi possono incidere in misura non trascurabile sul conto finale. 
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Pirelli oltre l'auto: il Cyber Tyre arriva sugli UGV della Abet

Pirelli amplia il perimetro delle sue attività con un progetto legato potenzialmente anche al mondo della difesa.La società della Bicocca ha firmato un accordo con il gruppo piemontese Abet per lo sviluppo congiunto di tecnologie finalizzate alla realizzazione di veicoli elettrici terrestri a guida remota da impiegare come mezzi di soccorso in superfici e ambienti particolarmente impervi ed estremi, come le macerie di un terremoto o i campi di battaglia.Anche per questo le due aziende daranno corso alla notifica per il Golden Power ai sensi dell'articolo 1 del decreto legge 21/2012 che, per l'appunto, stabilisce specifiche disposizioni sulle attività di rilevanza strategica per il sistema della difesa e della sicurezza nazionale. L'accordo per i veicoli elettrici a guida remota Pirelli contribuirà alla partnership apportando le competenze e le tecnologie sviluppate nell'ambito del Cyber Tyre e nell'impiego dei sensori ottici, che consentiranno di trasmettere informazioni al veicolo in tempo reale per ottenere la massima aderenza nelle differenti condizioni ambientali in cui il mezzo di soccorso si troverà a operare. L'obiettivo è ottimizzare la gestione da remoto del veicolo.La collaborazione prevede inoltre lo sviluppo di uno pneumatico dedicato al veicolo elettrico basato sulle tecnologie proprietarie Run Forward di Pirelli, che permettono di affrontare e adattarsi alle superfici più estreme.Infine, è previsto che le due aziende sviluppino congiuntamente modelli avanzati di AI e Machine Learning, facendo leva sulle rispettive competenze ed esperienze complementari. Le attività di sviluppo puntano a integrare e valorizzare i dati provenienti dai veicoli e dai sistemi Cyber Tyre (sensori e telecamere), con l'obiettivo di sviluppare modelli predittivi e funzionalità innovative a bordo del veicolo. Cyber Tyre, sensori e pneumatici dedicati per gli UGV Ulteriori dettagli li aggiunge Fulvio Serra, amministratore delegato di Abet High Tech Solutions, parlando dell'applicazione della tecnologia Cyber Tyre per gli UGV (Unmanned Ground Vehicles).I veicoli terrestri a comando remoto, spiega Serra, "rappresentano attualmente la frontiera di un territorio nuovo in cui la continua innovazione diventa fondamentale. Ci riferiamo a veicoli gommati compatti ed essenziali, molto sofisticati nella progettazione, che operano in contesti ostili: nella logistica e nel soccorso militare in teatri operativi o in aree sensibili; in operazioni di soccorso complesso a seguito di eventi catastrofici naturali come i terremoti oppure esogeni, come gli incendi, o in luoghi altamente inquinati o potenzialmente radioattivi"."L'affidabilità dello pneumatico e la raccolta di dati e informazioni aumentano infinitamente la capacità prestazionale e la sicurezza dell'impiego, rendendo indispensabile la tecnologia Cyber Tyre", conclude il numero uno dell'azienda piemontese.Andrea Casaluci, amministratore delegato di Pirelli, evidenzia invece le numerose collaborazioni avviate negli ultimi mesi per applicazioni della tecnologia Cyber Tyre: "Dopo le partnership già siglate con Bosch, Movyon, Regione Puglia, Univrses e Ridesense, si concretizza un altro accordo, al quale stavamo lavorando da tempo, che consente di rafforzare ulteriormente la nostra piattaforma Cyber Tyre. La consapevolezza che la tecnologia Cyber Tyre fosse idonea e applicabile anche per ottimizzare la guida di mezzi di soccorso operanti in condizioni estreme ci ha portato a individuare il Gruppo Abet come partner ideale in questa fase"."La tecnologia Cyber Tyre e le sue applicazioni consentono la raccolta di dati e informazioni utili per garantire maggiore precisione e affidabilità ai mezzi destinati a muoversi e operare in condizioni estreme. Questo settore rappresenta un segmento di mercato interessante che vogliamo esplorare, convinti delle potenzialità della nostra tecnologia e del valore che ne può derivare per Pirelli", conclude Casaluci. 
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La nuova SUV Nissan debutta in Cina, ma guarda già ai mercati globali

Dopo la NX8, vista all'inizio dell'anno, Nissan ha presentato la NX7, una nuova SUV sviluppata attraverso la joint venture con Dongfeng. Non ci sono ancora informazioni ufficiali su dimensioni e powertrain: la NX7 dovrebbe essere più piccola della NX8, che misura 4.870 mm e ha un passo di 2.917 mm, condividendo la stessa architettura a 800 Volt con batterie al litio-ferro-fosfato. Linee pulite ed essenziali Lo stile è moderno ed elegante, con il frontale chiuso caratterizzato da gruppi ottici su due livelli perfettamente integrati nella carrozzeria. La fiancata è particolarmente pulita, con maniglie a scomparsa, la terza luce laterale nascosta nel montante nero lucido e uno spoiler sopra il lunotto. Al posteriore, i fari sono riuniti in un'unica fascia luminosa che attraversa l'auto e sono sormontati da un piccolo labbro aerodinamico. Sulla sommità del parabrezza è presente un sensore LiDAR per gli aiuti alla guida avanzati. Uscirà dalla Cina? La NX7 è prevista per il momento per la Cina, ma non è escluso che, proprio come la NX8, possa arrivare anche su altri mercati. Lo scorso anno Dongfeng e Nissan hanno formato una joint venture partecipata al 40% e al 60%, che si occupa dell'esportazione di autoveicoli. Nissan è convinta che le elettriche prodotte in Cina, grazie ai loro prezzi competitivi, possano risultare attrattive anche sui mercati esteri.
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BYD vuole anche l'etanolo: in Brasile debutta la prima ibrida plug-in flex fuel

BYD ha presentato per il Brasile la Song Pro Super-Híbrido Flex Fuel, la prima vettura ibrida plug-in flexfuel prodotta per il mercato locale dal costruttore cinese. Che non esclude la possibilità di ampliare la commercializzazione ad altri mercati, come quello indiano, dove si stanno diffondendo i carburanti a base di etanolo. Il powertrain è il DM-i venduto in Europa Il powertrain della Song Pro riprende lo schema del sistema DM-i già visto su molti modelli anche qui in Europa: ha una potenza combinata di 160 kW (218 CV) e può funzionare a benzina, etanolo oppure in modalità puramente elettrica. La Song Pro scatta da ferma a 100 km/h in meno di nove secondi e tocca la velocità massima di 180 km/h. L'unità termica è un quattro cilindri benzina 1.5 da 98 CV, che si occupa principalmente di caricare la batteria Blade che dà corrente al motore elettrico di trazione, e di supportarlo quando viene richiesta molta potenza (sorpassi, salite ecc.). Più di 1.000 km con un pieno (di benzina) La batteria ha capacità diverse a seconda dell'allestimento: sul più economico GL c'è un accumulatore da 13,1 kWh, che assicura circa 60 km di autonomia in modalità a zero emissioni; la più dotata GS prevede invece una batteria da 18,1 kWh, per un'autonomia che arriva fino a 72 km. La percorrenza con il pieno è di 1.075 km per la GS (775 andando a etanolo) e di 1.105 km (805) per la GL. La velocità massima Infotainment rotante e guida assistita Dal punto di vista stilistico, la nuova Song Pro eredita gli stilemi dei modelli della linea Dynasty della Casa cinese, con il frontale Dragon Face che abbiamo conosciuto in Italia a partire dalla SUV Atto 3. All'interno rimane la strumentazione digitale da 8,8" e l'infotainment da 12,8" che ruota di 90 e supporta l'ecosistema software di Google, con l'aggiunta di Apple CarPlay e Android Auto wireless. Curata la sicurezza, con la guida assistita di livello 2 fin dalla versione GL, mentre sulla GS arrivano anche l'allerta di occupazione dei sedili posteriori e il monitoraggio dell'angolo cieco. Sempre più Brasile Il powertrain della BYD Song Pro Flex Fuel nasce dopo due anni di sviluppo e un investimento di 100 milioni di real (quasi 17 milioni di euro) da parte del costruttore cinese, intenzionato a rafforzare la sua presenza nel mercato sudamericano. L'auto è assemblata nello stabilimento di Camaari, nello stato di Bahia, dove dal prossimo anno potrebbero essere prodotte anche le batterie. Scelte in linea con l'obiettivo di BYD di utilizzare oltre il 50% di componenti locali su tutti i veicoli prodotti in Brasile entro la fine del 2026.
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Dalla Ami alla C5 Aircross: tutte le novità Citroën in arrivo entro il 2026

Entro la fine del 2026 Citroën rinnoverà numerosi modelli della sua gamma, a cominciare dalla minuscola Ami fino alla più grande C5 Aircross, passando per la C3, con la variante Tonic per l'elettrica e l'arrivo dell'allestimento Collection (anche per C4 e C3 Aircross). Ecco quindi tutte le novità in arrivo, dalla più piccola alla più grande. Citroën Ami Per la sorella francese della Fiat Topolino (e della Opel Rocks Electric, meno diffusa in Italia), capostipite della famiglia di microcar del gruppo Stellantis, sono previsti entro la fine dell'anno diversi aggiornamenti che coinvolgono estetica e allestimenti. Accanto alle versioni attuali, che si caratterizzano per alcuni dettagli colorati, potrebbero arrivare - come sulla Topolino - carrozzerie di diverso colore. Invariata invece la meccanica, con il motore anteriore da 8 CV, la batteria da 5,5 kWh (per 75 km di autonomia dichiarata) e una velocità massima limitata, per legge, a 45 km/h.Quanto costa: da 8.490 euroQuando arriva: fine 2026 Citroën -C3 Tonic Il nuovo allestimento Tonic è riservato alla versione full electric della compatta francese, ed è disponibile con il motore da 83 kW (113 CV) e due tagli di batteria, da 30 e 44 kWh, per autonomie rispettivamente di 204 e 320 km (che in città arrivano a 300 e 440 km). Questa serie si basa sulla versione base You, ma si distingue per la carrozzeria in Polar White o Night Black, il tetto in tonalità bicolore (Aden Red od Onyx Black), i mancorrenti e lo spoiler sul lunotto, i dettagli in color Lemon Yellow sul paraurti anteriore e gli adesivi sotto gli specchietti e sul montante anteriore. In abitacolo ci sono inserti in tessuto per la plancia e lo schermo dell'infotainment da 10,25", con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto.Quanto costa: da 21.290 euroQuando arriva: già disponibile Citroën Collection Citroën C3 Il nuovo allestimento coinvolge i modelli più venduti della Casa francese. Sulla Citroën C3 ci sono particolari esterni di colore rosso, cerchi neri da 17" e vetri posteriori oscurati; all'interno, i rivestimenti sono in Urban Blue. Di serie sedili e sospensioni Advanced Comfort, oltre alla retrocamera di parcheggio e i vetri elettrici posteriori. Questo allestimento è disponibile per la C3 a benzina con cambio manuale, ibrida con cambio automatico ed elettrica.Quanto costa: da 19.950 euroQuando arriva: settembre Citroën C3 Aircross Per questa SUV, realizzata sulla piattaforma della C3 ma disponibile anche a 7 posti, l'allestimento Collection si distingue per i cerchi di lega neri da 17", gli inserti André Red sulla carrozzeria e il badge sulle portiere. In abitacolo, come sulla C3, ci sono i sedili in Urban Blue, il sistema di avviamento senza chiave e la telecamera posteriore, mentre l'assetto è affidato alle sospensioni Citroën Advanced Comfort. Anche in questo caso, la nuova versione è disponibile per tutte le motorizzazioni: benzina, ibrida e full electric.Quanto costa: da 27.950 euroQuando arriva: settembre Citroën C4 Per la cinque porte francese, il nuovo allestimento arriva per la ibrida da 145 CV e la full electric da 156 CV, escludendo così le motorizzazioni meno potenti. A caratterizzare questa versione ci sono i cerchi di lega da 18", il tetto bicolore Perla Nera e i dettagli in Rouge André. A bordo troviamo, ancora una volta, i sedili Advanced Comfort, la strumentazione digitale da 7" e l'infotainment da 10" con ChatGPT integrato, oltre alla connettività wireless per smartphone iOS e Android.Quanto costa: da 30.150 euroQuando arriva: settembre Citroën C5 Aircross Entro la fine del 2026 Citroën aggiornerà la gamma della nuova C5 Aircross, che ha debuttato lo scorso anno con un look che (almeno in parte) archivia le forme boxy per linee più moderne e muscolose. Lunga 4,65 metri, questa SUV per famiglie è costruita sulla piattaforma Stla Medium, e mette a disposizione - in base alle versioni - un bagagliaio con capienza da 565 a 651 litri. Al momento non sappiamo se il listino si arricchirà di nuove motorizzazioni o se, come per gli altri modelli della Casa francese, arriverà l'allestimento Collection. Al momento, la gamma attuale (solo a trazione anteriore) prevede motori mild hybrid da 145 CV, ibridi plug-in da 226 CV (con 96 km di autonomia in elettrico nel ciclo Wltp urbano), e full electric da 210 CV e 230 CV, con autonomie fino a 680 km per la Long Range.Quanto costa: da 34.000 euroQuando arriva: già disponibile
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L'auto più venduta in Cina sbarca in Europa: Geely E2, prezzi e versioni per l'Italia - VIDEO

La Geely E2 sbarca in Europa partendo dal Belgio, dove sono ufficialmente aperti gli ordini: le consegne della hatchback elettrica nel paese fiammingo inizieranno a settembre.Questo modello è la versione sviluppata per il Vecchio Continente della Geely Xingyuan, che nel 2025 è stata l'auto più venduta in assoluto in Cina: un primato che ha mantenuto anche nel primo semestre del 2026. Ed è proprio in Cina che abbiamo testato la E2: qui sotto potete guardare il video del nostro primo contatto. Geely E2: prezzi e preordini in Italia In Italia, dove la distribuzione è affidata a Jameel Motors Italy, la Geely E2 parte da 20.900 euro, con prezzo promozionale di 19.900 euro: l'elettrica si può già preordinare sul sito del costruttore. Dati e motorizzazioni della Geely E2 La Geely E2 è lunga 4.135 mm, larga 1.805, alta 1.580 e ha un passo di 2.645 mm. Dietro i cinque posti a sedere si trova un bagagliaio da 375 litri, che diventano 1.320 abbassando gli schienali della seconda fila; a questi si aggiungono altri 70 litri nel frunk anteriore.Due i powertrain disponibili, entrambi con il motore montato sull'asse posteriore: 60 kW (82 CV) e 150 Nm con batteria LFP da 35 kWh, per 252 km di autonomia e uno 0-100 km/h in 14,2 secondi; in alternativa, 85 kW (116 CV) e 150 Nm con batteria LFP da 47 kWh, 345 km di autonomia e 0-100 km/h in 11,5 secondi. La velocità massima è limitata a 130 km/h. Geely E2: le versioni per l'Italia Sul mercato italiano, come su quello belga, la gamma si articola in tre allestimenti: Pro, Max e Ultra, con una dotazione molto ricca fin da quello d'attacco.La Pro e la Max, che montano rispettivamente il motore da 82 e da 116 CV, offrono cerchi d'acciaio da 16", fari full LED, vetri posteriori oscurati, maniglie a scomparsa, sensori di luce e pioggia, sedili in pelle vegana con regolazione elettrica per quello del conducente, accesso e avviamento senza chiave, quadro strumenti digitale da 8,8", infotainment da 14,6" con Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore automatico, sensori di parcheggio con telecamera e guida assistita di livello 2. La Geely E2 Ultra completa la dotazione con i cerchi di lega da 16", il tetto nero a contrasto e il portellone ad apertura elettrica. In abitacolo troviamo il volante riscaldato, l'illuminazione ambientale a 256 colori, i sedili anteriori riscaldati, la ricarica wireless per gli smartphone e la telecamera panoramica a 540. I prezzi della Geely E2 Geely E2 Pro: 19.900 euroGeely E2 Max: 22.900 euroGeely E2 Ultra: 24.900 euroDi serie la tinta bianco pastello; su richiesta quella metallizzata (500 euro) a scelta tra Silver, Grey, Green e Beige. La top di gamma Ultra può avere (senza sovrapprezzo) anche gli interni bianchi.
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Hyundai Ioniq 6 N arriva in Italia con 650 CV: quanto costa e cos'ha di serie

Dopo quelli della Ioniq 6 standard, Hyundai ha aperto gli ordini della variante più sportiva, la Ioniq 6 N da 650 CV. Disponibile nell'unico allestimento N Performance, la sportiva coreana ha un listino che parte da 78.000 euro. Prestazioni da sportiva La Hyundai Ioniq 6 N monta lo stesso powertrain della Ioniq 5 N: due motori elettrici che offrono una potenza combinata di 478 kW (650 CV) e 770 Nm, per far scattare la streamliner coreana (Cx di 0,27) da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi, fino a raggiungere la velocità massima di 257,5 km/h. La batteria ha una capacità di 84 kWh, per un'autonomia dichiarata di 487 km (616 nel ciclo urbano).La Ioniq 6 N monta pneumatici Pirelli P Zero 275/35 R20 sviluppati specificamente per questo modello, il sistema N e-Shift per simulare le cambiate, il sound generator N Active Sound+, il torque vectoring N Torque Distribution, il sistema N Battery per la gestione ottimale della batteria e l'N Drift Optimizer e l'N Track Manager per la guida in pista. La dotazione di serie La Ioniq 6 N offre di serie cerchi forgiati da 20", fari a matrice di LED, portellone ad apertura elettrica, sospensioni a controllo elettronico, specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati e tecnologia V2L. All'interno troviamo i sedili sportivi N riscaldabili e rivestiti in misto pelle e tessuto, la pedaliera in metallo, il climatizzatore bizona e le luci ambientali. Da 12,3" sia la strumentazione digitale che l'infotainment, con connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto; a questi si aggiungono l'head-up display, la chiave digitale e l'impianto audio Bose. Non manca la guida assistita di livello 2 del sistema Hyundai SmartSense. Di serie la carrozzeria è in Serenity White; le tinte metallizzate costano 900 euro, quelle opache 1.100 euro. L'unico optional è il Plus Pack (4.000 euro), che aggiunge i sedili sportivi in pelle e Alcantara (quelli anteriori ventilati), gli specchietti esterni digitali e il tetto apribile elettrico con luci a LED dedicate. Il listino di Hyundai Ioniq 6 N Ioniq 6 N Performance 650 CV 84 kWh: 78.000 euro
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Targhe polacche, risarcimenti milionari e azioni legali: il caso Napoli agita Varsavia

Intrigo internazionale sull'asse Napoli-Varsavia: protagonista, l'auto. O meglio, il noleggio a lungo termine. Tutto nasce dal fatto che il PBUK, ente polacco incaricato di gestire i danni causati da mezzi non assicurati, è sommerso di richieste per incidenti avvenuti nel capoluogo campano. Una vicenda dai contorni oscuri, di cui Quattroruote si è già occupata che ora si arricchisce di nuovi elementi, soprattutto legali.  Assicurazione RC Auto: fuga dal caro prezzi Partiamo dal principio. Per non pagare tariffe molto elevate dell'assicurazione obbligatoria, che all'ombra del Vesuvio raggiungono cifre record, numerosi residenti della provincia di Napoli si rivolgono a una delle tante agenzie presenti nel capoluogo campano. Molti parlano di furbata illecita; tuttavia il sistema si inserisce in un quadro normativo europeo che, almeno finora, ne ha consentito la diffusione. L'automobilista cancella la propria vettura dal Pubblico Registro Automobilistico italiano, fa trasferire il veicolo in Polonia per la reimmatricolazione e vende il mezzo alla stessa agenzia. Quest'ultima, diventata proprietaria del veicolo, affida l'auto all'ex titolare tramite un contratto di noleggio a lungo termine.In cambio di un ragionevole canone mensile, il consumatore guida l'auto, coperta dall'assicurazione polacca inclusa nel contratto. Un costo nettamente inferiore rispetto alla RCA italiana da pagare per una vettura intestata a un proprietario residente nella provincia di Napoli. Una pratica discussa da tempo, che Bruxelles non ha finora ostacolato e che, secondo diversi osservatori del settore, produce effetti distorsivi sul mercato assicurativo. Doppio trucco illegale  Ma c'è un doppio problema. Primo: alcune agenzie saltano il trasferimento fisico delle auto in Polonia. Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata polacca, sarebbero emerse situazioni nelle quali il trasferimento fisico del veicolo non sarebbe avvenuto. Da qui, le targhe verrebbero inviate direttamente in Italia e applicate alle vetture.Secondo: il contratto di noleggio a lungo termine non include l'assicurazione obbligatoria RCA, né italiana né polacca. Così il cliente paga un canone mensile inferiore.Una seconda mossa del tutto illegale, con conseguenze potenzialmente molto gravi: se il conducente di quell'auto causa un incidente, non c'è una compagnia assicurativa chiamata a risarcire i danni. Non si parla più di semplici furbetti, ma di comportamenti che possono avere rilevanza penale e che mettono in circolazione veicoli privi di una copertura assicurativa valida.La vittima, ossia il conducente che ha subìto il danno senza colpa, si rivolge all'UCI, l'Ufficio Centrale Italiano, che gestisce i risarcimenti degli incidenti causati da veicoli immatricolati all'estero. L'organismo italiano si rivale quindi sull'ente polacco, il PBUK. Quest'ultimo, vedendosi arrivare una quantità abnorme di domande di indennizzo, per oltre 5 milioni di euro di richieste di risarcimento nel solo 2025, adesso inizia a puntare i piedi, come riferisce la Gazeta Ubezpieczeniowa.Il PBUK ha avviato azioni legali per ottenere la restituzione di quanto versato. Chi è chiamato in causa? Le agenzie coinvolte. Le richieste di rivalsa sembrano infatti concentrarsi principalmente sugli intermediari che hanno gestito queste operazioni. Qualcosa non torna Il nodo delle targhe polacche, dell'invio dei contrassegni e delle auto senza assicurazione è conosciuto da anni: stupisce che soltanto adesso il PBUK abbia deciso di intervenire. altrettanto noto che molte di queste agenzie siano Srl dalla vita molto breve, capaci di aprire e chiudere nel giro di pochi mesi. Per questo motivo non è affatto scontato che le azioni legali possano tradursi in un effettivo recupero delle somme richieste. Occhio alla novità del REVE Una delle chiavi di volta è stata l'introduzione del REVE, il Registro Veicoli Esteri, nel quale da marzo 2022 devono essere iscritti i veicoli con targa straniera che circolano nel nostro Paese guidati da residenti in Italia (articolo 93-bis del Codice della strada). Nel 2025, nella provincia di Napoli, risultano registrate 14.066 targhe, quasi tutte polacche.Il giochino del noleggio a lungo termine ha sempre garantito un forte vantaggio economico. Attenzione però perché, come segnala il sito dell'Agenzia GAMMA di Riccione, da maggio 2026 si paga l'IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) anche sulle iscrizioni al REVE. Le pratiche richieste dal 25 maggio 2026 sono infatti soggette alla stessa imposta prevista per un normale passaggio di proprietà.L'imposta è commisurata alla potenza del veicolo espressa in kW. Lo prevede la legge 88 del 22 maggio 2026, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 117.L'IPT per le auto si calcola sulla potenza in kW (3,5119 euro/kW). La maggior parte delle Province applica poi la maggiorazione massima del 30% prevista dalla legge, portando la tariffa a 4,56547 euro/kW.Morale: il noleggio a lungo termine continuerà a essere conveniente per molti automobilisti della provincia di Napoli, ma sensibilmente meno rispetto al passato.
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Ferrari Amalfi Spider: come va la V8 scoperta da guidare ogni giorno - VIDEO

Per descrivere la Ferrari Amalfi Spider partirei dalla conclusione: non giudicatela troppo in fretta. Tra chiacchiere da bar e social network c'è infatti chi la liquida come il modello d'accesso alla gamma Ferrari e chi la vede come una semplice evoluzione della Roma. Bastano però pochi chilometri al volante per ridimensionare questi pregiudizi. E godersi il V8 biturbo da 640 CV, privo di elettrificazione. Aerokit anche senza tetto Purezza del design, linee semplici e pulite, senza ali vistose né appendici aerodinamiche. il lusso della semplicità, almeno all'apparenza, perché dietro queste forme si nasconde un lavoro aerodinamico estremamente raffinato. Davanti alle ruote trovano posto dei piccoli elementi aerodinamici, quasi invisibili, che riducono il Cx e puliscono i flussi generati dagli pneumatici. Tra i fari e il cofano, invece, un bypass aerodinamico per lato collega il frontale al vano motore, limitando le sovrappressioni sul muso e migliorando al tempo stesso il raffreddamento del V8. Completano il pacchetto i generatori di vortici sul fondo, studiati per gestire in modo più efficiente i flussi aerodinamici nella parte inferiore della vettura, un estrattore posteriore maggiorato e l'ala attiva a tre configurazioni (Low Drag, Medium Downforce e High Downforce), capace di generare fino a 110 kg di carico a 250 km/h.  Tuttavia, sull'Amalfi Spider l'aerodinamica non è soltanto una questione di prestazioni, ma anche di confort. Il frangivento, studiato con un'inclinazione di 101, non compromette la visibilità posteriore e riduce sensibilmente le turbolenze nell'abitacolo anche alle velocità autostradali. Dopo averlo provato, posso confermare che funziona come promesso.Merita una menzione anche il lavoro svolto dai designer del Centro Stile di Maranello sulla nuova griglia anteriore e sulla fascia nera frontale, che integrano con grande pulizia radar e sensori degli ADAS. Una tecnica da modello di rango In virtù di un prezzo che dovrebbe attestarsi intorno ai 270.000 euro (circa 30.000 euro in più rispetto alla Coupé), l'Amalfi Spider mette sul piatto una meccanica di alto livello, condivisa con i modelli più esclusivi della gamma Ferrari. Nel vano motore trova posto il V8 biturbo 3.9 da 640 CV e 760 Nm, capace di allungare fino a 7.600 giri/min, affiancato dal cambio F1 a doppia frizione a otto rapporti sviluppato a partire dall'architettura introdotta sulla SF90 Stradale, ma rivisto per un impiego più versatile.Completano il pacchetto l'ABS Evo, già visto sulla Purosangue e sulla 296 GTB, l'impianto frenante brake-by-wire, che migliora feeling e modulabilità del pedale, e le sospensioni MagneRide, il cui software è stato ulteriormente affinato rispetto a quello della Roma. Abitacolo su misura Se il soft-top può essere paragonato a un abito sartoriale, lo si deve anche alle ampie possibilità di personalizzazione: dalle cuciture ai sei rivestimenti disponibili, due dei quali "tecnici" perché pensati per abbinarsi agli elementi in fibra di carbonio.La stessa cura si ritrova nell'ergonomia. Le regolazioni di volante e sedile sono estremamente precise e richiedono qualche minuto per trovare la posizione ideale, ma una volta individuata il confort è impeccabile. Convince anche la nuova configurazione dell'infotainment: il display centrale da 15,6 pollici è ben integrato nella plancia, resta leggibile anche viaggiando a cielo aperto e limita i riflessi, pur richiedendo talvolta di distogliere lo sguardo dalla strada. La struttura a Z del tetto pesa circa 80 kg e consente di aprire o chiudere la capote in 13,5 secondi, anche in movimento fino a 60 km/h. Fatta per guidare Al netto della tecnica, il vero punto di forza dell'Amalfi Spider è la sua straordinaria facilità d'utilizzo. una Ferrari che viene voglia di guidare ogni giorno. Le forme semplici e pulite, se paragonate a quelle di altre supercar, la rendono più sfruttabile nell'ambito cittadino, mentre cambio e sospensioni nelle modalità più tranquille assicurano una guida fluida e rilassata.A questo contribuisce anche il lifter anteriore opzionale, che solleva la vettura di 40 mm e permette di affrontare con maggiore serenità dossi e rampe. Il bagagliaio da 255 litri (172 con il tetto aperto) è sufficiente per due trolley di medie dimensioni e invita a partire anche per un weekend. Basta però ruotare il Manettino su Sport o Race perché emerga il carattere più autentico della vettura. Il V8 risponde con maggiore prontezza, il cambio si fa più diretto e i controlli elettronici lasciano maggiore libertà al pilota, rendendo l'Amalfi Spider ancora più precisa e coinvolgente tra le curve.Convince anche la capote: la struttura a cinque strati garantisce un eccellente isolamento acustico, avvicinando l'esperienza di bordo a quella della Coupé. Non a caso, come confermano gli uomini di Maranello, circa il 50% dei clienti Ferrari sceglie la variante Spider. Se l'obiettivo era realizzare una Ferrari scoperta da usare il più possibile, dalla città ai passi di montagna passando per il lungomare, si può dire che la missione sia pienamente riuscita.
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Pareva solvente, era benzina di contrabbando: sequestrata una cisterna da 33.000 litri

33.000 litri di benzina di contrabbando: a tanto ammonta il sequestro preventivo eseguito dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Padova, nell'ambito di un controllo di routine svolto dai finanzieri del Gruppo del capoluogo, con l'ausilio della Polizia Stradale di Padova e Venezia. I sospetti nati durante il controllo L'autocisterna è stata intercettata poco dopo il suo ingresso in Italia dal valico di Tarvisio, in provincia di Udine. Da un lato il comportamento dell'autista, dall'altro le anomalie del percorso seguito, spiega il capitano Daniele Leonetti, comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Padova, hanno spinto gli uomini delle Fiamme Gialle a effettuare verifiche più approfondite. Gli accertamenti hanno così rivelato che il liquido trasportato non era solvente ma benzina di contrabbando. Controlli su strada e analisi chimiche  Alle domande dei finanzieri sulla tipologia di merce trasportata, sull'origine e sulla destinazione finale, il conducente ha riferito di essere partito dalla Polonia e di trasportare solvente prelevato da una raffineria del Nord Europa, con consegna finale in Grecia. Un itinerario lungo e insolito, fanno notare le Fiamme Gialle, per un prodotto ampiamente disponibile come il solvente.Anche i documenti di accompagnamento e il certificato di analisi esibiti dal trasportatore hanno spinto gli investigatori ad approfondire la natura del prodotto trasportato. Le operazioni di campionamento e le analisi preliminari effettuate dal Laboratorio Chimico dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia Marghera hanno infatti evidenziato che il presunto solvente possedeva le stesse caratteristiche della benzina. Indagini tuttora in corso  Il conducente, di nazionalità ungherese, rischia una condanna fino a cinque anni di reclusione e una multa compresa tra 31.000 e 156.000 euro, mentre l'accisa evasa sul carico è stata stimata in oltre 15.000 euro. La Guardia di Finanza precisa che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che l'indagato deve essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva. Il fenomeno del contrabbando di carburanti Il carburante sequestrato era presumibilmente destinato al mercato nero parallelo. Non è la prima volta che i contrabbandieri di prodotti petroliferi tentano di eludere i controlli delle Fiamme Gialle. In pratica, spacciare gasolio o benzina, soggetti ad accisa, per altri derivati del petrolio non gravati da imposte provoca gravi danni alle casse dello Stato e distorsioni delle regole della libera concorrenza.Nell'attuale scenario geopolitico, caratterizzato da prezzi dei carburanti elevati, solo in parte mitigati dagli interventi del Governo sulle accise, l'attività di controllo sulla viabilità primaria e secondaria, sottolinea la Guardia di Finanza, resta fondamentale per contrastare i fenomeni illeciti legati alla vendita di carburanti.
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Il gruppo Intergea rafforza la sua presenza in Lombardia

Il Gruppo Intergea rafforza la propria presenza in Lombardia, attraverso l'affitto di due rami d'azienda della concessionaria Venus SpA.In particolare, Chioda Srl di Melzo subentra nel ramo d'azienda relativo al mandato di vendita e all'assistenza dei marchi Omoda, Jaecoo, MG e Smart, oltre al service del brand Mercedes-Benz, presso la sede di viale Fulvio Testi 326 a Milano. MocautoGroup, invece, entra nella gestione vendita e assistenza MG e del service Mercedes-Benz della sede di viale Sicilia 98 a Monza. I motivi alla base dell'operazione L'ingresso in queste sedi ci consentirà di offrire un servizio ancora più capillare ai nostri clienti, affiancando marchi tra i più tecnologici e innovativi del panorama automotive, in forte ascesa nel mercato italiano. L'operazione conferma l'impegno del Gruppo Intergea in una delle regioni più trainanti d'Italia, ha commentato Gianluca Italia, membro del CdA del Gruppo Intergea.Fondata nel 1959 come officina dei fratelli Villa, è una delle concessionarie storiche della Lombardia. Divenuta concessionaria ufficiale nel 1962, si è specializzata nella vendita di automobili di alta gamma, operando tra Milano, Monza, Seregno, Pioltello e Cornate d'Adda. L'accordo con Intergea - dichiarano Umberto e Corrado Villa - nasce dall'esigenza di garantire continuità a due sedi Venus, profondamente radicate nel territorio Lombardo. Abbiamo condiviso valori e strategie per il futuro con uno dei gruppi più importanti della distribuzione automobilistica Italiana. Siamo sicuri che la professionalità e la serietà espresse in oltre 60 anni di attività, a seguito di questo accordo, abbiano ulteriori grandi potenzialità di sviluppo.L'intesa, subordinata alla preventiva autorizzazione dell'Antitrust e delle case automobilistiche interessate, è previsto venga perfezionata a partire dall'1 gennaio 2027, quanto è attesto anche l'avvio della gestione delle due attività da parte delle società del gruppo Intergea.
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Cupra apre gli ordini della Raval: debuttano le VZ per l'Italia, tutti i prezzi - VIDEO

Conclusa la fase di prevendita della Launch Edition (che la Casa definisce "il lancio di maggior successo nella storia del marchio"), Cupra apre gli ordini della gamma completa della Raval, la compatta elettrica su base MEB+ del gruppo Volkswagen, che per il mercato italiano godrà di due versioni VZ esclusive.Motori da 211 a 226 CV, abbinati a una batteria da 52 kWh, prezzi (in promozione) da 31.950 euro. In autunno arriverà anche la variante da 116 CV e prezzi intorno ai 26 mila euro.Quattroruote ha già provato la Cupra Raval: trovate la Prova su strada completa su Quattroruote di agosto, nell'area in abbonamento QPremium e, per sintesi, nel video qui sotto. Qui, invece, potete leggere l'anteprima della prova con i primi numeri. Cupra Raval Edge Plus Presentata a giugno, la versione Edge Plus della Cupra Raval è disponibile con il motore da 155 kW (211 CV) abbinato alla batteria da 52 kWh, per un'autonomia dichiarata di 446 chilometri. La dotazione di serie, sviluppata appositamente per il mercato italiano, prevede la tinta Plasma cangiante per la carrozzeria, i cerchi da 19 e i vetri posteriori oscurati. Nel pacchetto Edge è incluso il climatizzatore bizona, l'ingresso e l'avviamento senza chiave e la Digital Key, l'antifurto volumetrico, la telecamera di parcheggio e i sensori anteriori e posteriori, quattro prese USB-C, funzionalità Vehicle-to-Load e ricarica wireless per gli smartphone. Di serie anche l'impianto audio Premium by Sennheiser, il cavo di ricarica modo 3 e la predisposizione per il gancio di traino. Su richiesta il pacchetto Immersive Design (1.200 euro) per i sedili anteriori sportivi rivestiti in Dinamica con regolazione elettrica e funzione memory per quello del conducente. Cupra Raval VZ Solo per il mercato italiano arrivano le versioni "Veloz", con motore da 166 kW (226 CV) e batteria da 52 kWh, per un'autonomia dichiarata fino a 440 km. La Cupra Raval VZ Century comprende di serie i cerchi da 19" con pneumatici Performance, la vernice opaca Century Bronze, gli interni Feel Design con sedili sportivi in pelle vegana, i fari a matrice di LED, il tetto panoramico, l'impianto audio Sennheiser, la regolazione dinamica dell'assetto DCC Sport, la funzione e-Launch e il differenziale elettronico a slittamento limitato. Il secondo allestimento VZ si chiama Manganese, e riprende di fatto prezzo e contenuti della Launch Edition VZ: oltre a quanto già previsto sulla VZ Century, questo modello aggiunge la guida assistita di livello 2, la telecamera a 360, l'assistente di parcheggio - anche da remoto, volante e sedili riscaldabili. Ancora, sedili CUP Bucket in 3D Knitting, cerchi da 19" con pneumatici Performance e vernice opaca Manganese Matt, con i loghi Cupra in Dark Chrome. Il listino della Cupra Raval Raval Edge Plus 155 kW (211 CV): 38.120 euro (in promozione a 31.950 euro)Raval VZ Century 166 kW (226 CV): 44.120 euro (in promozione a 37.950 euro)Raval VZ Manganese 166 kW (226 CV): 47.770 (in promozione a 39.950 euro)
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MG prepara due novità: arrivano la MG2 e le batterie semisolide sulla MG4 Urban

Entro la fine del 2026 saranno due le novità portate sul mercato italiano da MG: la presentazione della piccola (e attesa) MG2 - anticipata dalla Concept MG GO! - e l'introduzione delle batterie a stato semisolido sulla gamma della nuova MG4 Urban. Due novità "piccole", almeno nelle dimensioni, ma molto importanti: per il marchio anglo-cinese, ma anche per i segmenti in cui si vanno a inserire. Andiamo a scoprirle insieme. MG MG 2 Il modello definitivo non è ancora stato presentato ufficialmente: ad anticiparne le linee al Goodwood Festival of Speed è stata la Concept MG GO! disegnata da Carl Gotham, direttore del centro stile MG di Londra. Un'auto compatta, dai tratti sportivi e accattivanti, con reminiscenze di hot hatch di Mini e Suzuki, ma che in realtà attingono al passato del brand inglese, dai fari tondi della MGB GT del 1965 disegnata da Pininfarina ai grandi alettoni della MG Metro Turbo e della MG ZR. Gli interni sono ancora un mistero L'auto che arriverà nel 2027, e che con ogni probabilità si chiamerà MG2, avrà forme meno vistose e dovrà rinunciare a molti degli elementi più sportivi della concept, tra cui l'estrattore posteriore, l'assetto ribassato e le grandi ruote 245/35 R20 con mozzo centrale. Siete curiosi di vedere gli interni? Anche noi: la concept vista a Goodwood aveva i finestrini completamente oscurati. Per scoprire com'è fatto l'abitacolo toccherà aspettare la presentazione ufficiale del modello, che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi. Si muoverà bene in città La MG2 sarà costruita sulla piattaforma Modular Scalable Platform (MSP) già utilizzata per la MGS5 EV. Al momento la Casa non ha diffuso alcuna informazione in merito a powertrain e batterie: considerata la sua destinazione d'uso, ossia il traffico delle città, non è impensabile ipotizzare che il motore abbia una potenza limitata, anche sotto i 100 CV, abbinato ad accumulatori da circa 40 kWh, in grado di assicurare un'autonomia intorno ai 300 chilometri. Costerà meno di 25 mila euro? Il prezzo della MG2 sarà uno degli elementi che contribuiranno al suo successo, anche in Italia: considerata la politica aggressiva di prezzo perseguita fin da subito dal brand anglo-cinese, e dal fatto che il segmento delle compatte elettriche si sta facendo sempre più affollato, ci aspettiamo un listino che potrebbe partire da meno di 25.000 euro. I prezzi definitivi, comunque, non sono ancora stati comunicati.Quando arriva: presentazione entro fine 2026, vendita nel 2027 MG4 Urban Disponibile da qualche settimana in Italia, la MG4 Urban è l'ultimo modello della Casa anglo-cinese: lunga 439 centimetri (10 in più della MG4), nasce su una piattaforma dedicata cell-to-body in cui la batteria (da 43 o 54 kWh lordi) diventa parte strutturale del telaio, aumentandone la rigidità e riducendo il peso. Entro fine anno sarà disponibile anche con batteria allo stato semisolido SolidCore, con una capacità stimata di circa 70 kWh e un'autonomia di oltre 500 km. Spaziosa e ben dotata La MG4 Urban si presenta con linee morbide e un abitacolo spazioso, con un bagagliaio che mette a disposizione fino a 577 litri (dichiarati). A bordo, strumentazione digitale da 7", schermo centrale da 12,8" con Apple CarPlay e Android Auto wireless e ricarica a induzione per gli smartphone. Le motorizzazioni hanno potenze di 110 kW (150 CV) e 118 kW (160 CV), con prezzi che partono da 25.490 euro.Quando arriva: già disponibile, SolidCore entro fine 2026
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Prima svolta dopo un mese di rincari: benzina e gasolio tornano a scendere

I primi segnali positivi provenienti dai mercati petroliferi internazionali iniziano a tradursi in un'inversione di tendenza per benzina e gasolio: secondo Staffetta Quotidiana, "dopo un mese esatto di rialzi ininterrotti, tornano infatti a scendere, seppure leggermente, i prezzi dei carburanti alla pompa".Il motivo è da attribuire agli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente: la decisione degli Stati Uniti di fermare gli attacchi all'Iran e le speranze sempre più concrete di un imminente accordo di pace hanno prodotto un nuovo crollo delle quotazioni dei prodotti raffinati e, soprattutto, del petrolio, con il Brent sotto gli 80 dollari per la prima volta dal 10 luglio. Prezzi e listini consigliati In particolare, questa mattina 5 agosto il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,997 euro al litro per la benzina (-2 millesimi rispetto a ieri), 2,097 per il gasolio (-3), 0,743 per il Gpl (invariato) e 1,623 euro/kg per il metano (+2). Sulla rete autostradale, la benzina verde è a 2,081 euro al litro (invariato), il diesel a 2,170 (-3), il Gpl a 0,875 (invariato) e il metano a 1,609 (invariato).Ulteriori segnali positivi per le tasche degli automobilisti arrivano dai prezzi consigliati. Staffetta Quotidiana rivela la decisione di IP di ridurre di due centesimi la benzina e di un centesimo il gasolio. Q8 ha tagliato la verde di sei centesimi e il diesel di uno. Tamoil ha invece optato per una riduzione di quattro centesimi limitata alla benzina. Modalità di vendita e marchi Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 2,001 euro al litro (compagnie 2,006, pompe bianche 1,991) e il diesel a 2,102 (2,101; 2,105).Al servito, la benzina verde si attesta a 2,136 euro al litro (2,176; 2,061), il gasolio a 2,241 (2,274; 2,177), il Gpl a 0,751 (0,760; 0,742), il metano a 1,619 (1,611; 1,627) e il Gnl a 1,504 (1,495; 1,511).Lo spaccato dei principali marchi mostra Eni a 2,000 euro al litro sulla benzina self service (2,207 al servito) e 2,078 sul diesel (2,288); IP a 2,019 (2,183) e 2,119 (2,288); Q8 a 2,005 (2,164) e 2,106 (2,273); Tamoil a 1,997 (2,072) e 2,087 (2,173).
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Quale auto comprare? Le tue esigenze valgono più della scheda tecnica

Quale auto comprare? Per molti automobilisti è una scelta sempre più complicata. Decine di marchi, centinaia di modelli, alimentazioni diverse e listini che continuano a cambiare rendono difficile individuare la vettura più adatta. Eppure, spesso, si parte dalla domanda sbagliata: non quale modello scegliere, ma quali siano le proprie reali esigenze.La maggior parte dei portali, però, costringe a conoscere già marca, modello o alimentazione. trovauto., il nuovo servizio di Quattroruote, attualmente disponibile in versione Beta, ribalta questo approccio: si parte dalle proprie esigenze, non dalla scheda tecnica. Come funziona trovauto. Qualche esempio concreto? "Ho due figli e percorro 25.000 km all'anno", "cerco una SUV sotto i 35.000 euro", "vivo in città ma faccio spesso lunghi viaggi", "mi serve un'auto affidabile con costi di gestione contenuti". L'assistente di trovauto. interpreta le richieste scritte in linguaggio naturale e propone i modelli più adatti, senza la necessità di compilare filtri, menu o lunghe schede di ricerca.L'idea è semplice: descrivere il proprio utilizzo dell'auto come si farebbe parlando con una persona e ricevere suggerimenti coerenti con le necessità espresse. Non è un motore di ricerca Dietro ogni suggerimento non c'è un elenco casuale. trovauto. non è un semplice motore di ricerca, ma un servizio che nasce dall'incontro tra il patrimonio editoriale di Quattroruote, i dati tecnici raccolti nel tempo e le competenze maturate in decenni di prove su strada. L'AI generativa serve a rendere questo patrimonio facilmente consultabile attraverso una conversazione semplice e immediata. il motivo per cui ogni modello proposto viene accompagnato dalle ragioni della scelta. Che possono essere lo spazio a bordo, i consumi reali, il confort nei lunghi viaggi, l'affidabilità, il rapporto qualità/prezzo o i costi di gestione. Non ci si limita a leggere cosa viene consigliato, ma soprattutto perché.In altre parole, il servizio non restituisce soltanto una lista di vetture, ma fornisce un contesto che aiuta a capire quale soluzione possa essere più adatta alle esigenze dell'automobilista. Come provare trovauto. La ricerca non si esaurisce con la prima risposta. Come in una chiacchierata con un consulente, può essere affinata progressivamente: "vorrei spendere meno", "vorrei solo auto ibride", "mi serve un bagagliaio più grande", "escludi le SUV", "preferisco il cambio automatico". I suggerimenti si aggiornano senza dover ripartire da zero, restringendo progressivamente il campo fino ad arrivare a una selezione di modelli realmente gestibile.L'obiettivo non è decidere al posto dell'automobilista, ma accompagnarlo verso una scelta più consapevole. L'unico modo per comprendere davvero le potenzialità di questo strumento è provarlo: raccontate le vostre esigenze a trovauto. e confrontate i modelli suggeriti con quelli che avevate già preso in considerazione.Forse vi confermerà la vostra idea iniziale. Oppure potrebbe portarvi verso una vettura a cui non avevate nemmeno pensato.
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Gasolio, il governo rinnova lo sconto fino al 25 agosto e allontana il record storico

Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga dell'attuale sconto sul gasolio. In particolare, la riduzione complessiva (tra accise e IVA) di 17 centesimi al litro, destinata a scadere giovedì prossimo, resterà in vigore fino al 25 agosto. La benzina, di contro, resta esclusa dall'intervento. La situazione dei prezzi e del petrolio La decisione arriva a pochi giorni dalla reintroduzione del taglio delle accise, limitata però al solo gasolio, con l'obiettivo di attenuare l'impatto del continuo aumento dei carburanti provocato dall'escalation militare tra Iran e Stati Uniti in Medio Oriente.La proroga è legata al permanere delle tensioni sui mercati petroliferi, che hanno spinto il gasolio oltre il precedente massimo storico. Il prezzo alla pompa ha raggiunto questa mattina i 2,1 euro al litro. Senza lo sconto, tuttavia, il gasolio sarebbe arrivato a 2,27 euro al litro, superando il record di 2,23 euro toccato a metà marzo 2022.Negli ultimi giorni, comunque, la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di fermare gli attacchi all'Iran ha contribuito a raffreddare le quotazioni dei prodotti raffinati e soprattutto del petrolio: oggi il Brent è sceso sotto gli 80 dollari al barile, mentre il WTI si mantiene intorno ai 76 dollari.Non è escluso che, alla luce delle attuali ristrettezze di bilancio, il governo abbia tenuto conto del miglioramento della situazione sui mercati petroliferi per confermare esclusivamente lo sconto sul gasolio.
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L'erede della fortwo si mostra sui murales: ecco come sarà la smart #2

L'erede della fortwo è ormai pronta. In attesa del debutto ufficiale al Salone di Parigi, smart ha scelto una campagna di murales in sei città del mondo per mostrare i primi dettagli della nuova #2, la citycar elettrica destinata a raccogliere l'eredità della sua biposto più iconica. Le opere, sparse tra Asia, Europa, Oceania e Sud America, lasciano intravedere per la prima volta quello che potrebbe essere l'aspetto definitivo del modello. Sei città per mostrarla... dal vivo L'originale campagna di marketing richiama, in un certo senso, le origini del marchio, nato dalla fusione di "s" + "m" + "art", ovvero Swatch, Mercedes e Art. L'iniziativa ha preso il via a Shanghai con l'artista Zhu Bin, per poi approdare a Hong Kong con il collettivo Parents Parents, a Buenos Aires con Martín Ron e a Melbourne con Georgia Laurie. Le prossime tappe saranno Berlino, dove sarà coinvolto il team di design Mercedes-Benz all'East Side Gallery, e Parigi, con la partecipazione dello street artist francese Brusk. l'erede della fortwo Disegnata dal Centro Stile Mercedes-Benz in Germania, la nuova smart #2 sarà prodotta in Cina negli stabilimenti Geely. Le dimensioni non si discosteranno molto da quelle della Concept #2 presentata alcuni mesi fa: 2.792 mm di lunghezza, una decina di centimetri in più rispetto alla fortwo, con un diametro di volta di appena 6,95 metri. Lo stile esterno richiama in parte quello della fortwo, mentre gli interni saranno completamente inediti e caratterizzati da un'originale panca centrale al posto delle tradizionali sedute separate. Ridotte, prevedibilmente, le capacità del bagagliaio. Avrà 300 km di autonomia La smart #2 nascerà sulla piattaforma Electric Compact Architecture (ECA), avrà la trazione posteriore e un'autonomia di circa 300 km. I dati ufficiali saranno comunicati al Salone di Parigi, ma è già noto che in corrente continua sarà possibile ricaricare la batteria dal 10 all'80% in meno di 20 minuti. Il prezzo atteso è compreso tra 20.000 e 25.000 euro. 
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Noleggio sociale, una multa non pagata fa perdere l'auto: tutti i vincoli del decreto

Altro che ISEE e rottamazione. Per accedere al noleggio sociale bisognerà affrontare uno slalom tra una lunga serie di requisiti, vincoli e obblighi. Per esempio, bisognerà avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o una pensione o, comunque, una dichiarazione dei redditi nei tre precedenti periodi d'imposta; si dovrà avere conto corrente e carta di credito; non bisognerà avere carichi pendenti o procedimenti amministrativi; non bisognerà essere protestati o segnalati in Centrale rischi; non si dovrà avere usufruito di precedenti incentivi auto.E ancora, vi sarà la possibilità di indicare solo un secondo guidatore tra i familiari conviventi e basterà il mancato pagamento del canone, di una multa o di una franchigia assicurativa per perdere il diritto all'auto a canone calmierato.Questi, in estrema sintesi, sono i contenuti del decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, che Quattroruote è in grado di anticipare e che disciplina nei minimi dettagli il "Programma di noleggio a lungo termine sociale". Premesso che il provvedimento deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, vediamo come dovrebbe funzionare. Chi può accedere al noleggio sociale Il noleggio sociale è riservato alle persone fisiche che, alla presentazione della domanda, saranno in possesso dei seguenti requisiti:residenza, anche fiscale, in Italia;ISEE inferiore a 30 mila euro (leggi qui cos'è e come si calcola);contratto di lavoro a tempo indeterminato, assegno pensionistico o dichiarazione dei redditi nei tre precedenti periodi d'imposta;titolarità di conto corrente bancario o postale e di carta di credito;assenza di carichi pendenti;non essere protestato né avere procedimenti amministrativi a carico;assenza di segnalazioni alla Centrale dei rischi;possesso di patente di categoria B o superiore;non avere beneficiato degli incentivi resi operativi nel triennio 2022-2024;non avere già beneficiato del noleggio sociale, inclusi i familiari conviventi;Attenzione, la perdita di anche solo una di queste condizioni nel periodo di durata del contratto di noleggio fa decadere l'utente dal programma. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci, gestore di questa iniziativa definita sperimentale e destinata a concludersi, salvo prororoghe, entro il 30 giugno 2030. Le regole sulla rottamazione obbligatoria Per accedere al noleggio sociale è obbligatoria la rottamazione di una vecchia macchina.fino a Euro 4;immatricolata in Italia;intestata al locatario stesso o a un suo familiare convivente da almeno 12 mesi;l'auto da rottamare dev'essere consegnata a un demolitore autorizzato e radiata per demolizione dal Pra;i costi connessi alla rottamazione (trasporto, demolizione e radiazione) sono a carico dell'utente;la targa dell'auto da rottamare dev'essere indicata già al momento della presentazione della domanda di accesso al noleggio sociale;il certificato di rottamazione dev'essere consegnato all'Aci nei 30 giorni precedenti la consegna dell'auto a noleggio (in caso di mancata consegna del certificato si decade dal beneficio e l'auto sarà assegnata a un altro utente secondo la cronologia delle prenotazioni). Gli altri obblighi previsti dal programma  divieto di sublocazione;possibilità di indicare solo un secondo guidatore, tra i familiari conviventi, autorizzato alla guida dell'auto.Attenzione, la sublocazione fa decadere dal programma di noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Quali auto possono essere assegnate Non vi sarà un solo modello. Il decreto parla di modello o modelli. E il fornitore dovrà disporre di una rete distributiva capillare sul territorio nazionale per la consegna e l'assistenza dei veicoli secondo i parametri che saranno definiti nel bando di gara. In ogni caso, le auto del noleggio sociale dovranno essere:acquistate e immatricolate in Italia;nuove di fabbrica;di classe ambientale non inferiore a Euro 6;con emissioni di anidride carbonica fino a 135 g/km;con prezzo di listino ufficiale fino a 14.800 euro Iva esclusa (18.056 euro) compresi optional a pagamento, esclusa Ipt e messa su strada. Come funziona il contratto di noleggio sociale anticipo: 0 euro;canone: non superiore a 100 euro al mese Iva inclusa;durata: 36 mesi;percorrenza massima: 12.000 km annui (in caso di superamento l'Aci applicherà un costo extracanone determinato secondo tabelle consegnate alla sottoscrizione del contratto);Pagamento del canone: mensile anticipato ad Aci tramite addebito diretto sul conto corrente o su carta di credito.Attenzione, il mancato pagamento del canone sociale per due mesi, anche non consecutivi fa decadere il diritto di accesso al noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Le assicurazioni incluse nel noleggio Le caratteristiche principali del noleggio auto sono il servizio e le coperture legate alla vettura. Le auto del noleggio sociale avranno le seguenti assicurazioni:Rc Auto con franchigia massima pari a 250 euro;furto e incendio con franchigia pari al 10% del danno e comunque non superiore a mille euro;kasko con franchigia massima pari a 500 euro;atti vandalici e socio-politici;cristalli;eventi naturali;Tranne il caso di furto e incendio, in ogni altro caso la franchigia massima non supererà i 500 euro.Attenzione, in caso di furto, incendio o perimento totale successivo ai primi diciotto mesi del contratto di noleggio oppure di due furti o in caso di mancato pagamento delle franchigie il noleggio sociale decade. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci.Anche il fornitore delle coperture assicurative sulle auto sarà individuato mediante gara. I servizi inclusi nel noleggio Oltre alle assicurazioni, il noleggio sociale include una serie di servizi: auto dotata di pneumatici all season;manutenzione ordinaria e straordinaria;soccorso stradale 24 ore su 24;gestione delle multe e dei sinistri;customer service;auto sostitutiva nei casi previsti dal contratto (nel decreto non si specifica nulla, ma quasi certamente la vettura sostitutiva sarà fornita solo in presenza di fermo per manutenzione o riparazione superiore alle 24 ore. Si capirà solo quando sarà pubblicato il bando di gara).Eventuali servizi aggiuntivi a pagamento saranno a carico dell'utente.Attenzione, il mancato pagamento delle multe fa decadere dal noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Come e dove prenotare l'auto Il decreto parla di apertura dello sportello per le prenotazioni dei veicoli sulla piattaforma informatica senza però specificare se questa operazione sarà a cura dell'utente, com'è accaduto con i voucher per l'acquisto delle auto elettriche con gli ultimi incentivi del ministero dell'Ambiente, oppure del fornitore, ossia della Casa, com'è accaduto in occasione di tutte le iniziative precedenti, o del gestore di questa iniziativa, ossia l'Aci.Per il momento si sa che l'Automobile club potrà utilizzare la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia, quella utilizzata fino al 2024 per gli incentivi auto (https://ecobonus.mimit.gov.it/). Prenotazioni: vale l'ordine cronologico Siccome i fondi basteranno per poche migliaia di auto (il numero esatto si potrà sapere solo all'aggiudicazione della gara), la macchina sarà assegnata dall'Aci in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande. Previa verifica, ovviamente, del possesso dei requisiti previsti. I fondi disponibili per il noleggio sociale Lo Stato ha destinato 50 milioni di euro al Programma di noleggio a lungo termine sociale. E questa somma sarà interamente trasferita all'Aci dopo la registrazione dell'accordo stipulato con il ministero delle Imprese e del Made in Italy.Tuttavia, oltre all'acquisto delle auto, delle assicurazioni e dei servizi, i fondi dovranno coprire anche i costi operativi, ai quali il ministero ha destinato 3,66 milioni di euro. La somma netta a disposizione degli utenti, dunque, scende a 46,34 milioni di euro. Come saranno monitorati i fondi Come in occasione dei precedenti incentivi, le informazioni sulla disponibilità residua dei veicoli da noleggiare saranno pubblicate e aggiornate in tempo reale sui siti del ministero delle Imprese e dell'Aci. Cosa succede alla fine del noleggio Alla scadenza del contratto di noleggio e comunque al termine del periodo di sperimentazione (30 giugno 2030), l'Aci può:cedere l'auto al locatario a prezzo scontato di una misura non inferiore al 10% rispetto alla quotazione media di mercato. In questo caso l'utente deve inviare all'Aci una formale manifestazione di interesse entro 90 giorni dal termine del contratto di noleggio;cedere l'auto alla Casa automobilistica che ha fornito la vettura attraverso la formula buy back prevista dallo stesso contratto di fornitura;cedere l'auto ad altro soggetto al prezzo risultante dalle quotazioni medie di mercato;nel caso in cui nessuna delle tre precedenti opzioni sia realizzabile, l'Aci può vendere direttamente le auto a un prezzo inferiore alle quotazioni medie di mercato mediante avviso pubblicato sul sito dello stesso Automobile club o della società in-house, ossia controllata dall'Aci stesso, che sarà incaricata di gestire il noleggio sociale.I ricavi della vendita delle auto sono utilizzati dall'Automobile club per acquistare nuove auto da impiegare nel programma di noleggio sociale;Il decreto specifica che al fine di contenere l'importo del canone, Aci tiene conto del valore attualizzato dei predetti introiti (della vendita delle auto, ndr) nella determinazione del canone medesimo. Quanto costa l'operazione Come accennato, per coprire i costi di gestione del programma di noleggio sociale il ministero delle Imprese ha previsto 3,66 milioni di euro IVA inclusa. La somma sarà erogata all'Aci in quattro rate annuali:2027: fino a 400 mila euro;2028: fino a un milione di euro;2029: fino a un milione di euro;2030: fino a 1,26 milioni di euro.Queste somme saranno erogate sulla base delle rendicontazioni presentate dall'Aci e approvate dal ministero. Eventuali risparmi rispetto ai costi previsti dovranno essere trasferiti al ministero.In caso di un insufficiente adesione al Programma di noleggio sociale, i veicoli acquistati dall'Aci e non assegnati saranno venduti e il ricavato della vendita sarà trasferito al ministero delle Imprese. Quando partirà il noleggio sociale Considerato che nella ripartizione delle spese di gestione del noleggio sociale si fa riferimento al quadriennio 2027-2030, che la somma stanziata per il prossimo anno è meno della metà di quanto previsto per gli anni successivi e tenuto conto dei non brevi tempi tecnici per la pubblicazione e l'aggiudicazione della gara da parte dell'Aci e poi della successiva fornitura da parte della Casa che si aggiudicherà il bando, è ragionevole immaginare che l'operazione noleggio sociale partirà a metà 2027.
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Fleet&Business - Scopri il nuovo numero

in distribuzione agli abbonati il fascicolo numero 46 del periodico dedicato ai fleet manager e ai professionisti dell'automotive. Con la prova della Byd Dolphin G DM-i e i più recenti aggiornamenti introdotti alla disciplina dei fringe benefit per le aziende e i dipendenti destinatari di auto in uso promiscuo.  La tecnologia corre, le regole cambiano La copertina è dedicata a un'auto che farà parlare di sé nel mondo delle flotte, la prima plug-in del segmento compatto. Ma nel quinto fascicolo del 2026 di Quattroruote Fleet&Business che sta arrivando ai fleet manager e ai professionisti dell'automotive abbonati ci sono tutti i temi di attualità che stanno interessando l'esercizio dei veicoli aziendali, delle imprese, al noleggio, alle nuove forme di mobilità e alle reti di distribuzione e assistenza. A cominciare dalle novità introdotte dal decreto legislativo del 10 giugno scorso che corregge nuovamente la disciplina dei fringe benefit. Il periodico dell'Editoriale Domus (già consultabile in edizione digitale nell'area dedicata di questo sito a chi si registra per ricevere anche la nostra Newsletter settimanale) è come sempre ricco di dati, analisi e commenti che riguardano la filiera, dalle nuove rotte con cui i veicoli arrivano nelle concessionarie e alle aziende, alle difficoltà di far funzionare la macchina che governa i servizi post-vendita delle auto aziendali. Tutti temi che saranno trattati anche nell'edizione 2026 del Fleet&Business Day. Il sommario completoFleet&Business Day Come uscire dall'ingorgoManutenzione L'accettazione? Ora è self-serviceFringe benefit Cinque anni e sentirliOpinioni Come gestire il cambiamentoMercato Italia Quel meno che vale piùIntervista a Antonio Pittiglio Le flotte sono il motore del mercatoLocauto Ritorno alle origini con raddoppioServizi tempo di charging policySostenibilità Europa lenta, Italia lentissimaProva su strada BYD Dolphin GOsservatorio QP Ricambi originali, frenata dei prezziDistribuzione Le tormentate rotte dell'automotiveNovità per le flotte Audi Q4 e-tron e Fiat Grande Panda 100Stellantis La Fastlane per le aziendePost-vendita/1 Il tagliando? Me lo fanno sotto casaPost-vendita/2 Punto d'incontro sull'autoriparazioneVeicoli commerciali Abiti confezionati per il lavoro
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Smart aggiorna la gamma: tra le nuove Black Edition c'è una #5 con 587 CV e trazione integrale

Smart ha presentato la nuova gamma delle SUV elettriche #1, #3 e #5. La novità principale riguarda il modello di maggiori dimensioni, che vede il debutto della variante Premium AWD a trazione integrale, dotata di powertrain bimotore da 432 kW (587 CV) e batteria da 94 kWh. L'autonomia dichiarata raggiunge i 540 chilometri.La dotazione riprende quella della versione più ricca della gamma e comprende impianto audio Sennheiser, vetri a doppio strato, sedili anteriori ventilati e posteriori riscaldati. Il prezzo di questo allestimento è di 59.936 euro, pari a 2.500 euro in più rispetto alla Premium a due ruote motrici. Arriva la Black Collection Su tutta la gamma smart debutta anche il pacchetto Black Collection (600 euro), disponibile esclusivamente per le versioni Pro+. Come suggerisce il nome, l'allestimento aggiunge finiture nere su elementi come griglia anteriore, diffusore posteriore, minigonne, cornici dei finestrini e barre sul tetto.Per la #1 sono previsti specifici cerchi da 18 pollici, mentre per #3 e #5 arrivano versioni dedicate dei cerchi da 19 pollici. inoltre disponibile, senza sovrapprezzo e senza obbligo di scelta, la vernice nera per la carrozzeria. I prezzi della Black Collection Le nuove versioni delle smart sono ordinabili dalla fine del mese di luglio in Italia e Spagna, e nelle prossime settimane verranno introdotte sugli altri mercati europei.Smart #1 Pro+ Black Edition: 44.195 euroSmart #3 Pro+ Black Edition: 44.195 euroSmart #5 Pro+ Black Edition: 53.536 euro
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Arriva Vergilius Plus: dove si trova il nuovo Tutor che legge le targhe e controlla la velocità media

Saranno 36 le tratte su cui vigilerà Vergilius Plus, il nuovo sistema di tipo Tutor per il controllo della velocità media: attivo dal 4 agosto su circa 211 chilometri di strade e autostrade, Vergilius Plus è stato attivato da Polizia di Stato e Anas e verrà gestito dalla Polizia Stradale.Vergilius Plus è in grado di monitorare costantemente il traffico veicolare: grazie all'impiego di telecamere intelligenti, il sistema evoluto effettua la lettura automatica delle targhe, identifica la categoria dei mezzi, utile per verificare il corretto limite di velocità, e controlla la velocità media dei veicoli. Vergilius Plus: dove si trova Come detto, Vergilius Plus è gestito dalla Polizia Stradale, che si occuperà dell'accertamento delle infrazioni e dell'emissione dei relativi verbali. Il nuovo sistema omologato sarà operativo su 36 tratte stradali e autostradali, per uno sviluppo complessivo di circa 211 km, in entrambe le direzioni di marcia.Le tratte interessate sono:Autostrada A2 Del Mediterraneo, tra Salerno e Buonabitacolo (Salerno);Strada Statale 1 Aurelia, tra il km 11+950 e il km 23+500;Strada Statale 7 quater Domitiana, dal km 44+630 al km 54+300;Strada Statale 309 Romea, tra il km 1+680 e il km 7+080;Strada Statale 145 Var Sorrentina, all'interno della Galleria Santa Maria di Pozzano, dal km 0+072 al km 4+950. Controlli con ogni condizione atmosferica e d'illuminazione Installato per la prima volta nel 2012 su alcune tratte ad alta incidentalità della Strada Statale 309 Romea, della Strada Statale 1 Aurelia e della Strada Statale 7 quater Domitiana, Vergilius ha progressivamente esteso il proprio raggio d'azione a numerose strade e autostrade gestite da Anas. Il sistema consente di rilevare la velocità dei veicoli in qualsiasi condizione atmosferica e di illuminazione.
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Non solo benzina e GPL: tutte le Cirelli Black avranno il full hybrid, ecco i modelli

Entro la fine del 2026 Cirelli introdurrà i powertrain full hybrid su tutta la gamma Black, che si affianca alla Gold e alla nuova Silver. Le nuove motorizzazioni affiancheranno le tradizionali versioni a benzina e bifuel Gpl, ampliando l'offerta dell'importatore italiano che assembla i modelli provenienti dalla Cina negli stabilimenti di Bergamo, Verona e Alessandria. Cirelli 1 A dispetto del nome, la Cirelli 1 Hybrid non è la più piccola del listino: con i suoi 461 cm di lunghezza e i sette posti di serie si posiziona infatti a metà strada tra la 5 (-5 cm) e la 3 (+7 cm). Caratterizzata da un'inedita firma stilistica frontale che sarà applicata a tutta la gamma Black, la 1 Hybrid introduce un nuovo powertrain full hybrid (i cui dati non sono stati ancora comunicati) che affianca le sei versioni già in gamma, ossia benzina, bifuel Gpl e metano, tutte anche con impianto mild hybrid. Ricca la dotazione di serie, che prevede su tutta la gamma cerchi di lega da 17" (19" per le varianti Cross), tettuccio ad apertura elettrica, navigatore connesso con Google Maps e Waze, sedili in ecopelle, infotainment con Apple CarPlay e Android Auto.Listino da: 18.800 euroQuando arriva: dicembre Cirelli 3 La nuova firma stilistica del marchio Cirelli debutterà con questa Suv di segmento C lunga 469 centimetri, che si proporrà sul nostro mercato con una versione a Gpl affiancata da una variante full hybrid. Per il momento la Casa non ha fornito informazioni dettagliate: per conoscere prezzi e specifiche tecniche bisognerà attendere ancora qualche settimana. Come tutta la gamma Cirelli, anche la 3 ha una ricca dotazione di serie, che comprende navigatore, ricarica wireless per gli smartphone, climatizzatore automatico, Apple CarPlay e Android Auto, tettuccio apribile e sedili in ecopelle. Questo modello è disponibile anche nell'allestimento Sport (allo stesso prezzo della Cross, con assetto rialzato e gomme All Terrain), con carrozzeria in Flame Red, minigonne laterali, alettone e diffusore posteriori, paraurti specifici, cerchi da 18" diamantati (da 20" su richiesta), trasmissione Cvt e telecamera a 360.Listino da: 20.800 euroQuando arriva: settembre Cirelli 5 La Cirelli Motor Company presenterà la sua nuova identità estetica nelle prossime settimane, apportando modifiche a tutti i modelli della linea Black. Tra questi anche la Cirelli 5, sport utility che prende forma sulla base della cinese Forthing T5 Evo. L'abitacolo ruota attorno a un display 4K da 10,3 pollici, affiancato da sedute di pelle a regolazione elettrica. Di serie, ADAS di livello 2 e tetto panoramico. Proposta nelle varianti a benzina e bifuel a Gpl (anche con impianto mild hybrid) con cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, arriverà anche con un nuovo powertrain full hybrid. Anche questo modello è disponibile nella versione Sport con assetto ribassato, scarico dedicato e pack sonoro, cerchi da 22", impianto frenante Tarox e sospensioni racing. Il kit Sport 2 (1.800 euro) aggiunge la centralina modificata e la turbina maggiorata.Listino da: 29.900 euroQuando arriva: settembre Cirelli 7 A metà strada tra una crossover e una multispazio, la Cirelli 7 è una 7 posti da 4,85 metri che strizza l'occhio alle famiglie, con tanto spazio a bordo e una ricca dotazione di serie: tettuccio panoramico, display widescreen 4K, cambio automatico DCT a sette rapporti a doppia frizione, Android Auto e Apple CarPlay, cerchi da 18", climatizzatore automatico e sedili ventilati e riscaldabili per tutti i passeggeri. In base alla configurazione dei posti a sedere, il bagagliaio mette a disposizione tra i 234 e i 2.032 litri. A breve arricchirà la propria proposta con la Hybrid, che andrà ad ampliare l'offerta del marchio, caratterizzata dalla forte presenza nella gamma del bifuel. Con l'arrivo dell'ibrida, la motorizzazione benzina- Gpl non sparirà: rimarrà un'opzione per coloro che vogliono puntare sulla versatilità della doppia alimentazione e sui risparmi alla pompa garantiti dal gas. La variante Cross aggiunge cerchi da 19" e assetto rialzato. Listino da: 29.900 euroQuando arriva: novembre
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Leggera e facile da usare: perché la Hyundai i20 continua a convincere - VIDEO

Se anche le utilitarie diventano sempre più grandi, pesanti e complesse, la Hyundai i20 conserva una formula piuttosto tradizionale: dimensioni compatte, un motore dalla potenza ragionevole e una buona attenzione alla praticità.Questo non significa però rinunciare alla tecnologia, a una dotazione completa o persino a un pizzico di divertimento alla guida. Ecco allora quattro aspetti da conoscere della segmento B coreana. Un solo motore, due trasmissioni fra cui scegliere Dentro il cofano della Hyundai i20 è disponibile un'unica motorizzazione: il 1.0 T-GDI, un tre cilindri turbo benzina a iniezione diretta da 90 CV e 172 Nm. Le prestazioni sono adeguate all'impiego quotidiano e, scalando quando serve, consentono di affrontare senza difficoltà anche i sorpassi.La scelta da compiere riguarda in realtà la trasmissione: al cambio manuale a sei marce si affianca un automatico doppia frizione a sette rapporti (DCT), fluido e rapido nei passaggi di marcia. Quest'ultimo costa 1.500 euro in più e non è disponibile sulla versione d'ingresso da 19.900 euro: per averlo bisogna partire dalla ConnectLine, proposta a 23.750 euro. Il manuale, inoltre, è più rapido nello 0-100 km/h dichiarato: 11,5 secondi contro i 12,8 dell'automatica. La scelta è dunque tra semplicità e prestazioni da una parte, confort e fluidità dall'altra. La scelta da prendere, in realtà, riguarda la trasmissione: al cambio manuale a sei marce si affianca un automatico doppia frizione a sette rapporti (DCT), fluido e rapido nei passaggi di marcia. Quest'ultimo costa 1.500 euro in più e non è disponibile sulla versione d'ingresso da 19.900 euro: bisogna partire dalla ConnectLine, proposta con il DCT a 23.750 euro. Il manuale, inoltre, è più rapido nello 0-100 km/h dichiarato: 11,5 secondi contro i 12,8 dell'automatica. La scelta, dunque, è tra semplicità e prestazioni da una parte, comfort e fluidità dall'altra. Tecnologia da segmento superiore La dotazione tecnologica della i20 dimostra quanto contenuti un tempo riservati alle vetture dei segmenti superiori siano ormai arrivati anche sulle utilitarie. A bordo trovano posto due schermi da 10,25 pollici: uno per la strumentazione digitale, la cui grafica varia in base alla modalità di guida selezionata, e uno per l'infotainment, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, sebbene soltanto tramite cavo e non in modalità wireless.Già di serie sono presenti numerosi dispositivi di confort e ADAS di sicurezza, tra cui sensore crepuscolare, gestione automatica degli abbaglianti, cruise control, sensori di parcheggio posteriori con retrocamera, mantenimento attivo della corsia con funzione di centraggio e assistenza anticollisione frontale. L'allestimento Prime aggiunge i fari Full LED e il sensore pioggia, oltre a comodità come il climatizzatore automatico e la piastra di ricarica a induzione. Sulla Prime è inoltre disponibile, a 900 euro, un pacchetto che comprende sistema keyless, sensori anteriori e cruise control adattivo. Semplice nello schema, convincente in curva Con una massa inferiore a 1.150 kg, la Hyundai i20 rimane relativamente leggera rispetto a molte vetture moderne. una caratteristica che si avverte fin da subito durante la guida, perché consente di contenere le inerzie e rende più semplice trovare un buon compromesso tra confort e precisione.Lo schema sospensivo è convenzionale - MacPherson all'anteriore e ponte torcente al posteriore - ma la complessità tecnica non è necessariamente sinonimo di una migliore dinamica: spesso è la qualità della messa a punto a fare la differenza. Da questo punto di vista la i20 appare ben equilibrata: non è una N Line con assetto ribassato e mantiene la comodità necessaria nell'impiego urbano, ma la leggerezza e i cerchi da 17 pollici della versione provata permettono anche di divertirsi nel misto. Nei rilasci più decisi emerge persino una certa vivacità del retrotreno, senza compromettere la facilità di guida complessiva. Quattro metri sfruttati bene Una buona utilitaria deve essere piacevole da guidare, ma anche versatile nella vita quotidiana. La i20, lunga poco più di quattro metri, offre un bagagliaio dalla capacità dichiarata di 352 litri. Il vano dispone di un piano regolabile su due altezze, sotto il quale si può ricavare ulteriore spazio, e non mancano alcuni accorgimenti pratici come i ganci per appendere le borse. C'è persino una piccola cinghia a strappo pensata per trattenere i piccoli oggetti nel pozzetto laterale.Anche l'abitabilità posteriore è convincente in rapporto alle dimensioni esterne: le portiere hanno una buona ampiezza di apertura e facilitano l'accesso, mentre persino dietro un guidatore alto 1,90 metri rimane spazio sufficiente per piedi, ginocchia e testa. Non è naturalmente una vettura da famiglia numerosa, ma sfrutta con efficacia l'ingombro a disposizione. Una formula ancora razionale La Hyundai i20 combina dimensioni gestibili, dotazioni di sicurezza complete e una buona versatilità con una qualità sempre meno scontata: la leggerezza. Il motore da 90 CV non punta sulle prestazioni assolute, ma offre tutto ciò che serve nell'utilizzo quotidiano, mentre la possibilità di scegliere tra cambio manuale e doppia frizione consente di privilegiare il coinvolgimento oppure la comodità. Una proposta razionale che riesce comunque a conservare una buona dose di carattere.
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Pertica (Leasys): pronta consegna e digitalizzazione per attrarre nuovi clienti

Innovare senza perdere il rapporto diretto con il cliente, coniugando solidità industriale e formule flessibili capaci di sviluppare tutti i canali, a cominciare da quello dei privati. questa la direzione che Andrea Pertica ha impresso a Leasys Italia, di cui è ceo dall'inizio del 2025, che dice: Abbiamo chiuso il primo semestre come primo operatore del noleggio a lungo termine in Italia, con oltre 47.700 immatricolazioni e una quota di mercato del 21%. Disponibilità e diversificazione del prodotto Il risultato dei primi sei mesi del 2026, sostiene Pertica, è frutto di una strategia costruita su quattro pilastri: omnicanalità, approccio multibrand, offerta di prodotti e servizi premium e digitalizzazione. A questi si affiancano una presenza commerciale capillare e una rete di assistenza diffusa su tutto il territorio, che ci consentono di essere vicini al cliente in ogni fase del noleggio. " un elemento distintivo", aggiunge il capo di Leasys Italia, "che contribuisce in modo significativo alla qualità dell'esperienza del cliente e alla fidelizzazione. Un altro fattore determinante è la disponibilità di prodotto, con una gamma ampia e diversificata in grado di rispondere alle esigenze di privati, professionisti, imprese e pubblica amministrazione e assicurare un'elevata disponibilità di veicoli in pronta consegna, fattore fondamentale per chi sceglie il noleggio. Naturalmente la competitività economica continua a essere un elemento rilevante nelle scelte dei clienti, insieme alla qualità complessiva della soluzione offerta e alla capacità di rispondere in modo efficace alle diverse esigenze di mobilità". I rualtati ottenuti sono anche l'effetto di un ampio ricorso alla formula del rent-to-rent, ma, sostiene Pertica, "negli ultimi diciotto mesi abbiamo adottato un approccio più selettivo, con una particolare attenzione alla qualità delle controparti e alla gestione del rischio di credito. Questo non significa ridurre l'importanza del canale, che continua a rappresentare un elemento strategico del nostro modello: consente agli operatori del breve termine di avere maggiore flessibilità, limitando gli investimenti diretti sulla flotta, e allo stesso tempo permette a Leasys di ottimizzare la gestione dei veicoli in flotta". Fra gli asset strategici di Leasys ci sono naturalmente i veicoli commerciali, anche in un periodo non facile per il settore: "nel primo semestre dell'anno", prosegue Pertica, "abbiamo raggiunto una quota di mercato del 27,2%, confermando una solidità di posizionamento sia sulle aziende sia sui professionisti. La nostra natura captive e le sinergie con Stellantis ci consentono di contare su un'ampia gamma di veicoli, su una maggiore capacità di pianificazione e sulla disponibilità immediata di prodotto che permette ad aziende e professionisti di evitare interruzioni dell'operatività". Elettrico e fisco, digitalizzazione ed efficienza Le immatricolazioni di vetture elettrificate sono cresciute, ma l'ambiente si chiede se si tratta di un fenomeno trainato soprattutto dalla normativa fiscale. Il ceo di Leasys sostiene che "stabilità regolatoria e misure di incentivazione mirate sono variabili determinanti e possono favorire il rinnovo del parco circolante e sostenere la transizione verso motorizzazioni elettriche ed elettrificate. In questo contesto, il noleggio a lungo termine si conferma uno strumento efficace per accompagnare questa evoluzione, perché consente di ridurre l'incertezza tecnologica e pianificare con maggiore efficacia i costi. L'introduzione del nuovo regime dei fringe benefit ha sicuramente orientato le scelte delle aziende in modo più deciso verso le motorizzazioni plug-in hybrid ed elettriche. Diverso è il quadro sul mercato dei privati: esiste un interesse crescente nei confronti della mobilità elettrica, ma le preferenze continuano a concentrarsi prevalentemente sulle motorizzazioni tradizionali, mild hybrid e full hybrid". Per avvicinare un numero maggiore di utenti alle nuove forme di mobilità, Leasys si affida a digitalizzazione, approccio multibrand e sviluppo di nuove formule di servizio. "La digitalizzazione ci consente di sviluppare servizi a valore aggiunto e di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita del noleggio per un'esperienza sempre più semplice, efficiente e personalizzata. La promozione in corso, dedicata a Jeep Compass, rappresenta un esempio concreto di questo approccio: si rivolge ad ogni tipologia di target e amplia l'accessibilità della formula, integrando la componente digitale con il valore della consulenza". La stabilità che serve per supportare il cliente  Riguardo agli interventi normativi che potrebbero favorire ulteriormente lo sviluppo del comparto, Andrea Pertica concorda che "la nuova fiscalità ha sicuramente favorito le auto elettriche e plug-in, ma oggi penalizza eccessivamente mild hybrid e full hybrid, che invece garantiscono comunque una significativa riduzione delle emissioni rispetto ai motori tradizionali. Sarebbe auspicabile prevedere agevolazioni anche per queste motorizzazioni. Allo stesso tempo serve maggiore stabilità normativa. Quando cambiano continuamente regole su bonus, accesso alle Ztl o altre agevolazioni, si genera incertezza, e questo rallenta le decisioni dei clienti. Infine, sarebbe utile incentivare anche il noleggio dei privati: oltre a favorire il rinnovo del parco circolante, queste azioni potrebbero contribuire a far emergere una parte del sommerso presente nella manutenzione dei veicoli di proprietà, con benefici anche per il gettito fiscale". Quanto alla gestione del post-vendita, Pertica sostiene che anche in quell'ambito la digitalizzazione rappresenta un elemento distintivo del modello operativo di Leasys. "La relazione con la rete di assistenza è completamente digitalizzata da oltre vent'anni: officine, carrozzerie e gommisti possono gestire richieste, documentazione e immagini attraverso una piattaforma dedicata, consentendo una maggiore rapidità nella valutazione degli interventi e una gestione più efficiente dei processi autorizzativi".Un esempio concreto di questa evoluzione è rappresentato dall'introduzione della Smart Authority per la gestione del cambio pneumatici, un'attività che presenta una forte stagionalità e che in passato poteva generare picchi di richieste e rallentamenti. Il processo è stato reso più semplice e immediato: l'officina inserisce direttamente sulla piattaforma le informazioni necessarie, come targa del veicolo, chilometraggio e stato dei pneumatici, e il sistema effettua automaticamente le verifiche previste, deliberando l'intervento quando vengono rispettati i parametri definiti, ma garantendo un controllo puntuale sui lavori autorizzati.
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La Miura è ancora un mito: Lamborghini le dedica 99 Revuelto esclusive

Lamborghini festeggia i 60 anni della Miura con la Revuelto Miura 60 Homage, serie speciale limitata a 99 esemplari realizzata dal programma Ad Personam, in collaborazione con il Centro Stile della Casa di Sant'Agata Bolognese.Questa Revuelto debutterà in anteprima mondiale al Lamborghini Lounge Monterey, nel corso della Monterey Car Week. La Miura è stata presentata nel 1966 ed è considerata la prima supercar della storia: la più potente, la P400 SV, erogava 385 CV e superava i 290 km/h. Stessi colori e rivestimenti La serie speciale della Revuelto è disponibile in nove colorazioni, ispirate alle stesse tinte della Miura: Rosso Arancio, Arancio, Giallo, Verde Scandal, Verde Metallic, Blu Tahiti, Blu Notte, Nero Noctis e Bianco Monocerus. Due le livree, con la parte bassa della carrozzeria a contrasto: Oro Elios con cerchi Altanero Shiny Gold, oppure Grigio Nimbus con cerchi Altanero Matt Titanium Diamond. All'esterno, il logo Miura 60 sul brancardo laterale, il logo Lamborghini posteriore e le pinze freno in nero lucido, i terminali di scarico in nero opaco. All'interno, i rivestimenti dei sedili reinterpretano il caratteristico motivo "a cannelloni", con il ricamo "Miura 60" tra i due sedili e una targhetta in fibra di carbonio numerata. I proprietari di Miura storiche potranno richiedere al reparto Ad Personam di avere la riproduzione fedele della combinazione cromatica della propria vettura. Il powertrain rimane lo stesso Dal punto di vista tecnico, le Revuelto di questa serie speciale non cambiano: il powertrain è composto da un V12 aspirato da 6.5 litri abbinato a tre unità elettriche e una batteria agli ioni di litio, per una potenza combinata di 1.015 CV e 807 Nm di coppia. Lo "zerocento" è coperto in 2,5 secondi e la velocità massima supera i 350 km/h.
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La nuova hypercar Hennessey arriva nel 2030, ma sembra uscita da un'altra epoca

Dopo la Venom GT e la Venom F5, la Hennessey svela la sua terza hypercar, la Blackbird. Completamente diversa dalle precedenti - e completamente "analogica" - l'impostazione dell'auto: motore V8 aspirato, cambio manuale a sei rapporti, trazione posteriore e abitacolo senza display. Ispirata agli aerei più veloci Dal punto di vista stilistico la Blackbird si ispira al Lockheed SR-71 Blackbird, a partire dal disegno della fiancata, ma anche per la presenza dei due stabilizzatori verticali attivi al posteriore, che si aprono automaticamente a 71 miglia orarie (114 km/h) e si posizionano a 71. Al mondo aeronautico si ispirano anche i quattro scarichi, disposti a diamante, come il Bell X-1, primo aereo a superare la velocità del suono. Il telaio è un monoscocca in carbonio, la carrozzeria è in fibra di carbonio. Le portiere si aprono ad ala di gabbiano, mentre per i bagagli sono disponibili spazi sotto il cofano anteriore (che ospita due piccole borse), nei passaruota posteriori e dietro i sedili. Nessuno schermo, tutto è analogico La filosofia del "tutto analogico" trova perfetta applicazione all'interno dell'abitacolo: nessun display digitale, neppure per la strumentazione, racchiusa in cinque elementi circolari con il contagiri al centro. Lo smartphone si può collegare all'impianto audio, ma solo per la trasmissione via Bluetooth: non ci sono pulsanti o schermi per la gestione delle telefonate e dei contenuti multimediali. Di serie anche una bussola di ispirazione aeronautica a centro plancia. V8 aspirato da 850 CV Il motore, in posizione centrale posteriore, è un V8 6.2 litri aspirato sviluppato con Ilmor Engineering: la potenza è di 800-850 CV, con un regime massimo di oltre 9.000 giri/min. La Casa punta a farlo diventare l'aspirato stradale più potente e con il regime più alto di sempre. La Blackbird dovrebbe toccare le 60 miglia orarie (97 km/h) in 2,5 secondi, fino a raggiungere i 354 km/h di velocità massima. Costa 2,5 milioni di dollari Della Hennessey Blackbird verranno realizzati solo 71 esemplari, con prezzi a partire da 2,5 milioni di dollari (tasse escluse): ne sono già stati venduti oltre due terzi a scatola chiusa. Il debutto dell'auto è previsto per il prossimo 14 agosto al The Quail, in California. La produzione per i clienti inizierà tra il 2029 e il 2030, a ridosso della conclusione del ciclo di vita della Venom F5.
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Il gasolio supera i 2,1 euro al litro: senza lo sconto del governo sarebbe già record

I prezzi alla pompa del diesel continuano a salire in scia ai rialzi dei listini degli scorsi giorni. Infatti, come segnala Staffetta Quotidiana, il gasolio ha toccato questa mattina (4 agosto) i 2,1 euro al litro. Tuttavia, senza lo sconto del governo, in vigore fino a giovedì 6 agosto (l'esecutivo è comunque alla ricerca delle necessarie coperture finanziarie per un'ulteriore proroga), il prezzo sarebbe a 2,27 euro, al di sopra del record storico di 2,23 toccato a metà marzo 2022. Ferma, invece, la benzina.Non mancano, comunque, dei segnali positivi per i prossimi giorni: la totale assenza di ritocchi ai prezzi consigliati da parte delle principali compagnie si accompagna alla sostanziale stabilità degli indici del petrolio (Brent sotto gli 85 dollari e Wti sotto gli 81) e al crollo delle quotazioni del gasolio raffinato. Tuttavia, bisognerà vedere nei prossimi giorni se questi segnali si tradurranno in notizie positive per le tasche degli automobilisti.     Prezzi e rilevazioni Tornando alle rilevazioni, questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,999 euro al litro per la benzina (invariato rispetto a ieri), 2,100 per il gasolio (+3 millesimi), 0,743 per il Gpl (-1) e 1,621 euro/kg per il metano (+1). Sulla rete autostradale, verde a 2,084 (invariato), diesel a 2,173 (-1), Gpl a 0,875 (invariato) e metano a 1,609 (-1).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 2,001 euro (compagnie 2,006, pompe bianche 1,990) e il diesel a 2,099 (2,099; 2,101). Al servito, verde a 2,135 (2,176; 2,060), gasolio a 2,238 (2,272; 2,173), Gpl a 0,751 (0,760; 0,741), metano a 1,618 (1,610; 1,625), Gnl a 1,475 (1,469; 1,480).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 2,000 euro sulla benzina self service (2,207 al servito) e 2,077 sul gasolio (2,287); IP a 2,019 (2,184) e 2,118 (2,286); Q8 a 2,005 (2,163) e 2,103 (2,268); Tamoil a 1,997 (2,072) e 2,081 (2,169).
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Toyota migliora i conti e alza gli obiettivi, ma la Cina resta un problema

Toyota ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio fiscale al 31 marzo 2026 con risultati nel complesso positivi, sostenuti dal buon andamento delle vendite in Giappone, Nord America ed Europa. Tuttavia, il costruttore giapponese deve fare i conti con la stessa criticità che sta colpendo molti dei principali protagonisti dell'industria automobilistica: il netto peggioramento delle performance in Cina. I risultati del trimestre Partiamo dalle vendite totali: sono scese da 2,83 a 2,71 milioni di unità (-4,1%). La crescita registrata in Giappone (+8,9%), in Europa (+3%) e nel resto dell'Asia (+4,3%), insieme alla sostanziale stabilità del Nord America (-0,2%), non è bastata a compensare il forte calo nelle altre aree geografiche (-20,4%). In Cina, in particolare, le vendite dei marchi Toyota e Lexus sono diminuite da 450 mila a 324 mila unità (-28%).I ricavi sono però aumentati da 12,25 a 13,52 trilioni di yen, mentre l'utile operativo è sceso da 1,16 a 1,06 trilioni di yen (circa 5,1 miliardi di euro al cambio attuale). A incidere sono state soprattutto le conseguenze della crisi in Medio Oriente, che hanno ridotto i benefici derivanti da fattori positivi come l'andamento dei cambi, i programmi di efficientamento e il miglioramento del mix di prodotto.L'utile netto, invece, è salito da 841,3 miliardi a 1,477 trilioni di yen, mentre il contributo delle attività cinesi al conto economico è diminuito da 23,3 a 16 miliardi di yen. Toyota alza le stime per l'intero esercizio Infine, il gruppo Toyota ha deciso di rivedere al rialzo le stime annuali per tenere conto dei miglioramenti registrati nelle attività commerciali e logistiche e, soprattutto, dell'indebolimento dello yen.Le vendite totali sono confermate a 11,18 milioni di unità, ma quelle consolidate sono ora previste a 9,7 milioni invece dei 9,6 milioni indicati in precedenza. La stima sui ricavi passa da 51 a 54 trilioni di yen, quella sull'utile operativo da 3 a 3,4 trilioni e quella sull'utile netto da 3 a 3,250 trilioni.
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Due Tutor sulla stessa autostrada? Non è un errore: ecco perché

Dal 12 luglio scorso, con l'entrata in vigore del decreto sull'omologazione degli autovelox, solo i Tutor che rispettano questo requisito possono essere utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità in autostrada. In teoria era così anche prima in forza della giurisprudenza, ossia delle ordinanze con cui la Corte di Cassazione, a partire dall'aprile 2024, aveva stabilito che solo gli strumenti omologati possono essere ritenuti fonti di prova. Dal 12 luglio, però, la possibilità di accertare le violazioni con apparecchi privi di questo requisito è preclusa dal decreto ministeriale. L'obbligo della registrazione Ma l'omologazione non è l'unica condizione necessaria ai fini della regolarità dell'accertamento. Infatti, occorre anche che il Tutor sia registrato nella banca dati del ministero delle Infrastrutture. E scorrendo il lungo database si scopre una cosa curiosa: in moltissime tratte autostradali risultano presenti due strumenti, sia il Sicve, ossia il Tutor di prima generazione, sia il Tutor 3.0, l'ultima versione dello strumento per il rilevamento della velocità media, entrambi sviluppati e prodotti da Movyon, società tecnologica del gruppo Autostrade per l'Italia. Le tratte col doppio strumento Ma com'è possibile che sulla stessa tratta, e quindi sugli stessi portali, vi siano due diversi strumenti, il vecchio e il nuovo Tutor? E com'è possibile che questa "stranezza" risulti su ben 81 tratte?Non si tratta di un errore né di una dimenticanza. Il fatto è che lo scorso febbraio, quando lo schema di decreto sull'omologazione fu trasmesso all'Unione Europea per la verifica di compatibilità con le norme della Ue, fu ufficializzato ciò che in realtà si sapeva già dal marzo 2025, ossia che solo il Tutor 3.0 sarebbe stato automaticamente omologato. Gli apparecchi più vecchi, il Sicve, approvato a fine 2004, e il Sicve PM, approvato nel 2017, utilizzati in quel momento su 92 tratte, avrebbero dovuto essere presto o tardi spenti o sottoposti a una nuova procedura di omologazione. Sono 11 quelli fuorilegge. Ancora per poco La decisione di Autostrade per l'Italia fu la più logica: sostituirli. Una corsa contro il tempo che però non si è ancora conclusa: oggi, 4 agosto, ne risultano "fuorilegge" ancora 11: otto sulla Tangenziale di Napoli (quattro in direzione Est e altrettanti verso Ovest, tutti in via di sostituzione), uno sull'A30 Caserta-Salerno tra l'allacciamento con l'A1 e Nola in direzione Sud (in fase di smantellamento) e due Sicve PM presenti nel tunnel del Monte Bianco, anch'essi in via di sostituzione. Per ora i vecchi Sicve non possono essere cancellati Ma allora, perché gli 81 vecchi Sicve, che negli ultimi mesi sono stati smantellati, sono ancora presenti nella banca dati ministeriale? Semplicemente perché non tutti i relativi verbali sono stati definiti, come si dice tecnicamente. Significa che non tutte le violazioni accertate da quegli strumenti sono state pagate o che non tutti i ricorsi sono passati in giudicato. Addirittura, visto che il termine per la notifica è di 90 giorni dalla violazione, è possibile che in alcune situazioni il verbale non sia nemmeno arrivato a destinazione.Dunque, com'è logico in tutte le situazioni in cui la multa è in sospeso, tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla persona a cui è stato notificato il verbale, ma anche le prefetture e i magistrati chiamati a esprimersi su un eventuale ricorso, devono poter verificare che al momento della violazione il Sicve fosse effettivamente registrato nella banca dati del ministero (ovviamente da quando quest'obbligo è entrato in vigore, il 27 novembre 2025). Solo quando non vi saranno più pendenze, quando tutte le violazioni accertate con i Sicve e con i Sicve PM saranno definite, i Tutor di prima e seconda generazione potranno essere definitivamente cancellati dalla banca dati.
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Auto aziendali, Pietrantonio (Unrae): " il momento giusto per la riforma fiscale"

Ora o mai più, dice perentorio a Quattroruote Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, a proposito di una miniriforma fiscale dell'auto aziendale che insieme alle altre associazioni di settore sarà presentata al governo nei prossimi giorni. Ha un costo decisamente contenuto, ma potrebbe determinare un maggiore introito IVA per lo Stato, con un saldo netto decisamente inferiore a quello degli ultimi ecobonus. Con benefici importanti sulla sicurezza del circolante e sulle emissioni inquinanti e climalteranti. Questo è il momento giusto. Partiamo dal mercato, che a luglio, per l'ottavo mese consecutivo, cresce ancora, con un incremento da inizio anno del 9%. Può essere definita una crescita strutturale? un segnale positivo che riflette anche una domanda di sostituzione che negli ultimi anni era rimasta un po' compressa e che sta in parte tornando sul mercato. Certamente c'è stato e c'è ancora, se pure in esaurimento, l'effetto degli incentivi del ministero dell'Ambiente, che hanno accelerato la diffusione delle vetture elettriche. E poi l'aumento dell'offerta determinato dall'ingresso di nuovi costruttori ha aumentato la competizione sul mercato rendendo più accessibile l'auto nuova, come dimostra anche il prezzo medio di fattura, che si è ridotto nella prima parte dell'anno anche grazie a campagne commerciali più aggressive. E infatti il canale privati, quello che sostiene il mercato, cresce più della media.Proseguirà anche nei prossimi mesi?Premesso che fare previsioni, con scenari geopolitici e macroeconomici così instabili, non è semplice, da agosto verrà meno il contributo degli incentivi. Si capirà a settembre se la crescita della prima parte dell'anno potrà essere considerata strutturale. Per il momento posso dire che i parametri che nutrono il sistema previsionale Unrae indicano un mercato in leggera crescita anche nella seconda parte dell'anno, seppure in misura inferiore rispetto alla prima metà a causa dell'esaurimento dell'effetto incentivi. Stimiamo che il 2026 possa chiudere intorno a 1.610.000 immatricolazioni, il 5,5% in più rispetto al 2025. Certo, c'è ancora un deficit di oltre 300 mila vetture rispetto al 2019, ma questi numeri vanno letti in chiave positiva. Ci dicono che gli italiani vogliono cambiare auto. Se oggi un consumatore si chiedesse se conviene comprare o aspettare, io suggerirei di sfruttare questo momento in cui l'offerta è ampia, i tempi di consegna normali, le condizioni commerciali interessanti. Anche perché nuovi incentivi non arriveranno. A proposito di incentivi, è vero che a ottobre vi fu un click day, però l'onda lunga sulle immatricolazioni è durata fino a luglio. Che bilancio si può fare di questa iniziativa, diversa da tutte quelle precedenti? Senza entrare nel merito di com'è stata strutturata e al netto dei dati definitivi del Mase che solo quando saranno disponibili ci permetteranno di misurarne nel dettaglio gli effetti, ha dimostrato una cosa semplice e positiva: che quando il differenziale economico si riduce, gli italiani sono pronti ad acquistare auto elettriche. Un click day non misura tanto il successo di un incentivo, misura la domanda latente che c'è sul mercato. Ecco perché ci vorrebbero incentivi strutturali, in grado di cambiare in maniera duratura il comportamento d'acquisto degli italiani invece di iniziative estemporanee che determinano solo fuochi di paglia destinati a spegnersi subito dopo.Succederà anche stavolta? O questa iniziativa, con le sue quasi 56 mila immatricolazioni, riuscirà finalmente ad accendere la domanda elettrica? Questi incentivi un effetto lo hanno prodotto: c'è una maggiore diffusione di EV e la familiarità nei confronti di questa tecnologia inizia ad aumentare anche in Italia. Tante false credenze sono state finalmente smontate dall'esperienza pratica dell'amico o del conoscente, quasi tutti ormai ne abbiamo almeno uno che ha un'elettrica. Tuttavia, non sembra che vi sia una svolta. A luglio, con l'esaurimento dell'effetto incentivi, le elettriche sono scese al 5,9% di quota di mercato. Un dato superiore a luglio 2025, ma molto inferiore a quello dei mesi precedenti. E invece c'è bisogno che l'Italia si allinei alle medie europee, altrimenti sarà considerata un mercato di serie B. Occorre mettere a terra delle misure strutturali e di medio periodo che orientino i consumatori. Ricordo che l'Italia resta l'unico major market d'Europa senza incentivi sulle auto elettriche.Poco fa ha detto che ci vorrebbero incentivi strutturali, adesso che l'Italia resta l'unico major market d'Europa senza incentivi. Unrae torna a chiedere al governo incentivi sull'auto elettrica? Non chiediamo incentivi, chiediamo misure strutturali sulla fiscalità dell'auto aziendale in grado di produrre, quelle sì, effetti di medio-lungo periodo sulla domanda. Una buona riforma fiscale vale molto più di tanti ecobonus messi assieme, che hanno l'effetto di deprimere la domanda prima e dopo una fiammata di breve durata. Invece, una riforma fiscale di pari costo per lo Stato innescherebbe dinamiche virtuose. Le nuove regole sul fringe benefit per le Plug-in in vigore dal 2025 lo dimostrano. E dimostrano che le aziende reagiscono rapidamente alle opportunità che si aprono. Ecco, una riforma fiscale delle company car potrebbe innescare quel circolo virtuoso di cui abbiamo parlato tante volte, con un effetto sul mercato del nuovo, ma anche su quello dell'usato grazie all'elevato turnover delle flotte aziendali. Sì, però la riforma del fringe benefit, che ha penalizzato i motori termici privilegiando in eguale misura Phev ed Ev, non ha avuto alcun effetto sulla domanda di elettriche aziendali in uso promiscuo, mentre ha proiettato le Plug-in stabilmente oltre il 10% di quota di mercatoQuesto fenomeno è stato determinato in parte dalle scelte dei dipendenti. In questa fase storica una plug-in, a parità di trattamento fiscale, è più rassicurante di un'elettrica per la media degli utilizzatori. Che, oltretutto, spesso hanno percorrenze chilometriche importanti. E poi non dimentichiamo il contesto: sullo sfondo c'è il tema delle infrastrutture di ricarica e del costo dell'energia, due barriere non da poco alla diffusione dell'auto elettrica in Italia. Ecco perché dico che una riforma fiscale che favorisca nettamente queste vetture potrebbe sbloccarne definitivamente la domanda.Ok, ma la delega fiscale, ossia lo strumento che dal 2023 permetterebbe al governo di intervenire rapidamente e in maniera incisiva sulla fiscalità dell'auto aziendale, sta per scadere. La finestra si chiuderà, in teoria, il 29 agosto. Certo, c'è sempre la legge di bilancio per il 2027, ma c'è la possibilità che si arrivi effettivamente a una miniriforma nella direzione da voi auspicata?Vogliamo essere ottimisti. Stiamo lavorando da tempo con diverse associazioni della filiera, c'è una convergenza importante e ci apprestiamo a sottoporre alle istituzioni una proposta comune. La speranza è che questa posizione unitaria, in vista della scadenza della delega e, soprattutto, in presenza della flessibilità concessa dall'Unione europea e, quindi, dei famosi 14 miliardi di euro potenzialmente disponibili nel triennio 2026-2028, determini la concreta possibilità di costruire una leva fiscale in grado di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, accelerare il rinnovo del parco circolante, sostenere imprese. Guardi, la nostra proposta ha un costo decisamente contenuto ma potrebbe determinare un maggiore introito IVA per lo Stato, con un saldo netto decisamente inferiore a quello degli ultimi ecobonus. Con benefici importanti sulla sicurezza del circolante e sulle emissioni inquinanti e climalteranti. Questo è il momento giusto, ora o mai più.Di che cosa si tratta, esattamente? Di una riforma della deducibilità?L'annunceremo insieme ai rappresentanti delle altre associazioni. Mi sembra il modo migliore per suggellare un lavoro fatto con grande spirito di collaborazione.
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Piccola fuori, modulare dentro: arriva la Leapmotor B03, la nuova compatta per l'Europa

Leapmotor ha presentato la sua nuova berlina di segmento B, chiamata A05 sul mercato cinese e B03 su quello internazionale. Si tratta della versione a ruote basse della B-SUV B03X, la cui commercializzazione è iniziata da poco anche in Italia. La B03 nasce per "rafforzare la presenza del marchio nel segmento delle elettriche compatte", spiega la Casa in una nota, ed è stata "progettata principalmente pensando ai consumatori urbani più giovani". Al momento non sono ancora state comunicate informazioni sui tempi di arrivo del modello nei mercati internazionali. Linee semplici e ispirate alla B03X Lo stile della Leapmotor B03 riprende quello della B03X, con i gruppi ottici "sorridenti", la griglia anteriore chiusa e le sottili prese d'aria verticali alle estremità del paraurti. Ritroviamo inoltre le maniglie a filo carrozzeria e i fari posteriori dalla forma squadrata. L'auto è lunga 4.175 mm (quasi 10 cm in meno rispetto alla B-SUV), larga 1.790 mm, alta 1.560 mm e ha un passo di 2.605 mm, identico a quello della B03X. Interni modulari con modalità "letto matrimoniale" L'abitacolo riprende l'impostazione della versione a ruote alte, con una plancia semplice e lineare. Dietro il volante a due razze trova posto il quadro strumenti digitale da 8,9", mentre sono pochissimi i comandi fisici: gran parte delle funzioni passa infatti attraverso lo schermo dell'infotainment da 14,6", gestito dal chip Qualcomm Snapdragon 8295.I sedili "7-layer Cloud-Feel" permettono diverse configurazioni, tra cui quella a "letto matrimoniale", oltre alle modalità dedicate agli animali domestici e alla privacy, con tavolinetti indipendenti per la seconda fila e sedute posteriori ribaltabili verso l'alto. Il bagagliaio offre 474 litri di capacità, che diventano 1.308 abbattendo gli schienali posteriori. Nel doppiofondo trovano posto ulteriori 91 litri. Due motorizzazioni La Leapmotor B03 dovrebbe essere proposta con due powertrain, da 70 kW (95 CV) e 90 kW (122 CV), abbinati a batterie al litio-ferro-fosfato. Le autonomie dichiarate raggiungono rispettivamente 405 e 510 km, secondo il ciclo di omologazione cinese. Per il mercato locale è prevista inoltre, come optional, la presenza del LiDAR integrato alla base del parabrezza.
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Audi A2 e-tron: nel nostro primo test sfiora i 500 km di autonomia - VIDEO

Immaginatela senza questo variopinto wrap e avrete sotto gli occhi la nuova Audi A2 e-tron, che verrà svelata nella sua interezza ai primi di settembre (assieme all'apertura degli ordini, pochi giorni dopo), con i primi esemplari in consegna ai clienti a inizio 2027. I prezzi? Dovrebbero partire da meno di 39.000 euro. Finora l'erede spirituale (con la spina) dell'originaria A2 si era vista soltanto pesantemente camuffata e, al netto di un teaser che ne spoilerava la silhouette, di materiale ufficiale non c'è nulla. Se non queste immagini, appunto, tratte da un test drive in anteprima che ho svolto fra la Svezia e la Danimarca con l'obiettivo di valutare l'efficienza, aspetto sul quale i tecnici di Ingolstadt puntano molto.D'altronde il pallino dell'efficienza l'Audi A2 l'ha sempre avuto. Persino troppo, con la prima generazione di venticinque anni fa (scocca d'alluminio, 1.2 TDI da 3 litri/100 km, costosissima da produrre e da acquistare, un flop commerciale), mentre oggi, con maggior pragmatismo, non hanno fatto altro che prendere ciò che di buono era già in casa e ottimizzarlo. Piattaforma MEB evoluta e trazione posteriore Per inciso, si parte dalla piattaforma MEB evoluta; non l'inedita MEB+ che usano Cupra, koda e Volkswagen (con motore e trazione anteriori), perché Audi per la A2 e-tron voleva più spazio a bordo (il passo è più lungo, l'agio per le ginocchia di chi siede dietro davvero abbondante) e la trazione posteriore, per una guida più dinamica.Premesso ciò, l'esemplare che ho guidato adotta il propulsore da 140 kW (190 CV) e la batteria LFP da 61 kWh lordi (58 utilizzabili). Seguiranno, al lancio, altre due batterie (51 e 84 kWh lordi) e tre ulteriori tagli di potenza (125, 170 e 240 kW). Aerodinamica ed efficienza: la ricetta Audi Tre sono i punti chiave attorno ai quali ruota questa ricerca dell'efficienza: due li ho già citati sopra, motori e batterie; il terzo è l'aerodinamica.La forma vagamente streamline, del tutto simile a quella della prima A2, fa già del suo per migliorare la resistenza all'avanzamento: muso arrotondato, montanti anteriori molto inclinati, coda tronca per staccare i flussi. Il resto è fine tuning: griglia anteriore di raffreddamento attiva (chiusa quando non serve aria), elementi specifici sui passaruota anteriori per far scorrere meglio l'aria sulle fiancate (i cosiddetti air curtains e gap reducer), cerchi dal design aerodinamico e, non ultimo, un fondo completamente piatto. Risultato: un Cx di 0,24 che, a detta del tecnico Audi che era al mio fianco durante il test, può arrivare al massimo a 0,25 nel caso di specifiche più spinte, con cerchi da 20" e allestimento S line. Motore, batteria e ricarica bidirezionale Capitolo powertrain: la A2 è spinta dal noto motore sincrono a magneti permanenti APP350, introdotto un paio d'anni fa su altri modelli basati sulla MEB evoluta. Le elettroniche di potenza con semiconduttori al carburo di silicio garantiscono minori dissipazioni d'energia e nuovi lamierini più sottili per il rotore (da 0,3 a 0,2 mm) arginano meglio le perdite termiche. La trasmissione, inoltre, adotta un olio a bassissima viscosità per ridurre gli attriti.Per quel che riguarda l'energia, la scelta è caduta su un accumulatore al litio-ferro-fosfato per diversi motivi, tutti già noti: niente terre rare, maggior durata nel tempo e migliore resistenza agli stress durante le ricariche. Con 58 kWh netti (e 499 km di autonomia WLTP), la batteria è di tipo cell-to-pack, con le singole celle sistemate direttamente nell'involucro dell'accumulatore per una maggiore densità energetica.Grazie a un efficientamento del software, della gestione termica e del nuovo on board charger 2.0 (da 11 kW), Audi dichiara un'efficienza dell'89,6% in corrente alternata, un valore interessante e superiore alla media. Va ricordato, infatti, che non tutta l'energia erogata dalla colonnina o dalla wallbox finisce nella batteria (a causa delle croniche dispersioni), ma il quantitativo elargito va comunque pagato per intero. La ricarica in corrente continua, per la cronaca, ha una potenza di picco di 105 kW, valore non elevatissimo ma che consente comunque di portarsi a casa un 10-80% in circa 26 minuti, se tutto va come deve andare.Novità anche sul fronte della ricarica stessa: debutta la bidirezionale con funzione V2L (vehicle to load), che con un adattatore opzionale oppure con la presa Schuko sistemata nel baule permette di alimentare o ricaricare dispositivi esterni; parallelamente, con la funzione V2H (vehicle to home), è possibile usare l'auto come sistema di stoccaggio per l'impianto fotovoltaico domestico e può anche restituire energia all'abitazione. Audi A2 e-tron: come sono gli interni Ma andiamo al sodo. Una volta a bordo, trovo pesanti camuffature sulla plancia perché in questa fase, degli interni, in teoria non dovrei sapere nulla. Non posso mostrarvi foto definitive, ma vi racconto cosa avevo sotto gli occhi. A partire dal doppio schermo ricurvo onnipresente su tutte le più recenti Audi, passando per l'inedito comando multifunzione sistemato sul piantone dello sterzo, introdotto dalla Q3: sul lato destro il selettore della marcia, su quello sinistro la gestione degli indicatori di direzione, degli abbaglianti e dei tergicristalli. Curioso che, sulla A2, abbia però una finitura molto meno ricercata, perdendo il rivestimento in nero lucido con dettagli argentati; vedremo se sulla versione definitiva si tornerà alla variante originaria. Piacevoli, invece, i morbidi tessuti di rivestimento sui pannelli porta, così come il tunnel centrale su due livelli con ampi portaoggetti. Il test su strada fra Svezia e Danimarca In marcia si apprezza la posizione di guida, rialzata sulla strada ma con il sedile vicino al pavimento. I montanti anteriori assai inclinati non danno noia durante le svolte, perché sono stati ricavati ampi cristalli laterali proprio per ridurre il più possibile gli angoli ciechi. Molto curata l'insonorizzazione, grazie a cristalli doppi e parabrezza acustico, specchi retrovisori dal disegno aerodinamico e abbondante materiale fonoassorbente per ridurre il rotolamento.L'aspetto più apprezzabile è l'elevata scorrevolezza, dote comune a tutte le elettriche Audi: se si fa a meno della frenata rigenerativa (gestibile su tre livelli con i paddle al volante), una volta tolto il piede dall'acceleratore la vettura continua a macinare strada senza opporre resistenza.Il risultato di questo breve test? Lungo un tragitto misto fatto di autostrada (a 110 km/h), extraurbano (70 km/h) e urbano (30-50 km/h), il computer di bordo mi ha mostrato un consumo di 11,9 kWh/100 km, pari a un'autonomia stimata di 487 km; ammetto, però, di esserci andato col piede leggero, tant'è che il valore medio WLTP dichiarato, in corso di omologazione, parla di 12,8 kWh/100 km. Vedremo, una volta al Centro Prove, se la A2 e-tron manterrà questi buoni valori.
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Mercato auto, finisce l'effetto incentivi: le elettriche archiviano il boom

Il mercato auto italiano resta positivo anche a luglio, anche se la crescita rallenta. Negli ultimi 30 giorni, secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni sono state 123.184, contro le 118.561 registrate nello stesso mese del 2025, con un incremento del 3,9%.Si è attenuata anche la spinta delle auto elettriche, per le quali è ormai terminato l'effetto degli incentivi. I volumi si sono assestati su livelli più ordinari, ma ancora positivi: a luglio la crescita è stata del 24,9%, contro l'87,1% di giugno, con una quota di mercato del 5,9%, un punto percentuale in più rispetto al 2025. Continua invece la progressione delle plug-in hybrid, che guadagnano il 45,5% e raggiungono il 10,5% del mercato.L'andamento favorevole dei primi sette mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati da gennaio: secondo le elaborazioni Unrae, le immatricolazioni complessive sono state 1.060.175, con un +8,9% rispetto alle 973.471 del 2025. Rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019 resta tuttavia un divario del 14,3%. Le Top 50 in Italia a luglio 2026 1. Fiat Pandina Non accenna ad arrestarsi il successo della piccola citycar costruita a Pomigliano d'Arco. Disponibile solo con il motore 1.0 mild hybrid da 65 CV, negli ultimi 30 giorni sono stati immatricolati 8.460 nuovi esemplari, quasi il doppio rispetto alla concorrenza di Dacia Sandero e della Renault Clio. 2. Dacia Sandero La compatta di Mioveni rimane salda al secondo posto: a luglio sono state immatricolate 4.785 nuove unità, mentre nella graduatoria generale da inizio anno sale al terzo posto, guadagnando un'ulteriore posizione rispetto al mese scorso. Da qualche settimana è in commercio anche la motorizzazione full hybrid. 3. Renault Clio Nel giro di un mese la sesta generazione della compatta francese balza dal 12 al 3 posto: negli ultimi trenta giorni ne sono state immatricolate 3.203, contro le 2.636 del mese precedente. La nuova Clio è disponibile con motori benzina, full hybrid e bifuel a Gpl. 4. Fiat Grande Panda Stabile la posizione in classifica della segmento B marchiata Fiat, che con 2.931 nuove targhe mantiene la quarta posizione. Disponibile con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, è quarta anche nella classifica da inizio anno. 5. Citroën C3 Continua la "scalata" della best seller del Double Chevron, costruita sulla stessa piattaforma della Grande Panda: quinto posto (a giugno era sesta), anche nella classifica di inizio anno, con 2.898 nuove immatricolazioni.  6. Toyota Yaris Cross A luglio la B-SUV giapponese passa dall'ottavo al sesto posto (settimo nella classifica da inizio anno). Disponibile solo con motori full hybrid, negli ultimi trenta giorni ha registrato 2.829 nuove immatricolazioni. 7. Dacia Duster La SUV media di Mioveni passa dal 14esimo posto di giugno al settimo di luglio, grazie alle 2.691 nuove immatricolazioni. Ricca l'offerta di motorizzazioni di questo modello: mild e full hybrid a benzina, bifuel a Gpl, anche con impianto mild hybrid. 8. Jeep Avenger La B-SUV americana scende all'ottavo posto nella classifica degli ultimi trenta giorni, ma rimane la seconda auto più venduta in Italia dall'inizio dell'anno. Gli esemplari immatricolati sono stati 2.603. Anche lei, come le "cugine" del gruppo Stellantis, è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe) e full electric. 9. Toyota Yaris La full hybrid giapponese, da cui deriva anche la Yaris Cross, mantiene saldamente il nono posto della classifica delle auto nuove del mese di luglio: ne sono state immatricolate 2.580. Da inizio anno è solo undicesima. 10. Toyota Aygo X La Casa giapponese piazza tre modelli nella top ten di luglio: la citycar, che da qualche mese è stata aggiornata e monta il motore full hybrid della Yaris, è stata immatricolata 2.245 volte. Nella classifica da inizio anno è ottava. 11. Volkswagen T-Roc: 2.07112. Peugeot 208: 2.04613. Kia Sportage: 2.00714. MG ZS: 1.93915. Audi Q3: 1.91916. Renault Captur: 1.73917. Mercedes GLA: 1.73818. Ford Puma: 1.69819. Volkswagen Tiguan: 1.66920. BYD Atto 2: 1.56721. Volkswagen T-Cross: 1.52622. Opel Corsa: 1.51323. BMW X1: 1.45224. Suzuki Swift: 1.41625. Fiat 500: 1.25726. Omoda 5: 1.22427. BYD Seal U: 1.19128. Peugeot 2008: 1.12229. Toyota C-HR: 99130. Volkswagen Golf: 98631. Fiat 600: 97932. Kia Picanto: 96833. Jeep Compass: 94534. Hyundai Tucson: 92435. Kia Stonic: 91336. Audi A3: 89437. Volkswagen Polo: 89038. Jaecoo 7: 88039. Peugeot 3008: 86040. Ford Kuga: 85641. BMW X3: 85342. Nissan Qashqai: 84743. MG MG3: 84544. DR DR5: 82345. MG JS: 81946. Suzuki Vitara: 81847. Audi Q5: 80148. Alfa Romeo Junior: 78249. Nissan Juke: 76050. Mini Countryman: 745 I gruppi e i marchi Per quanto riguarda i costruttori, anche a luglio al primo posto si conferma il gruppo Stellantis, che si mantiene sostanzialmente stabile: 30.879 veicoli contro i 30.663 dello stesso mese del 2025, con un incremento dello 0,7%. A trainare la crescita sono Fiat (+27,4%) e Citroën (+8,1%). In calo tutti gli altri brand: Alfa Romeo (-37,32%), DS (-56,7%), Jeep (-30,33%), Lancia (-23,38%), Maserati (-62,09%), Opel (-5,48%) e Peugeot (-4,9%).Poche le variazioni anche per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 18.736 (-0,28%). Crescono Cupra (+3,28%), Lamborghini (+33,33%), Seat (+23,74%) e VW (+0,87%). In calo Audi (-2,19%) e Skoda (-5,68%). Continua la ripresa del gruppo Renault (+3,31%): salgono la Losanga (+10,8%) e Alpine (+3,33%), scende Dacia (-1,57%).Cresce il gruppo Toyota (+1,73%, 9.739 targhe), mentre cala BMW (-8,54%, 6.679 targhe). Risultati positivi per Mercedes-Benz (+6,95%), Kia (+2,61%), Nissan (+1,74%), Suzuki (+5,67%), il gruppo DR (+4,7%), Honda (+19,6%), Polestar (+3,7%), Lynk & Co (+91,67%), Ferrari (+20%) e Aston Martin (+128,57%). In calo Ford (-21,23%), Hyundai (-28,59%), Volvo (-15,41%), Tesla (-77,02%), Mazda (-5,19%), Jaguar Land Rover (-24,13%), Porsche (-12,48%), Subaru (-2,97%), Mitsubishi (-29,27%) e Lotus (-34,78%). Prosegue il successo dei costruttori cinesi: oltre a Leapmotor (che passa da 371 a 1.124 immatricolazioni), a luglio crescono Omoda e Jaecoo (+168,51%), EMC (+86,99%), Geely (da 0 a 401 immatricolazioni), DFSK (+131,06%), KGM (+70,68%) e Deepal (da 0 a 104 immatricolazioni). Scendono MG (-1,39%) e SWM (-36,96%). Le alimentazioni Dopo il boom dei mesi scorsi, a luglio si è esaurita l'onda lunga degli incentivi introdotti lo scorso ottobre per le auto elettriche. Negli ultimi trenta giorni, le nuove immatricolazioni dei modelli a zero emissioni sono state 7.368, contro le 5.899 dello stesso mese del 2025. A guidare la classifica sono state la BYD Dolphin (572 unità), la Leapmotor T03 (517) e la BMW iX1 (286). L'incremento è stato del 24,9%, con una quota di mercato del 5,9%.Continua invece il momento favorevole delle plug-in hybrid: le nuove immatricolazioni sono state 13.103, con una crescita del 45,5% rispetto allo scorso anno. La quota di mercato si attesta al 10,5% nel mese e al 9,2% dall'inizio del 2026. La porzione più ampia del mercato resta però nelle mani delle ibride, che a luglio registrano un +11,4%: la quota cumulata da inizio anno raggiunge il 49,5%, contro il 44,4% dei primi sette mesi del 2025.Prosegue invece il calo delle alimentazioni tradizionali. A luglio le auto a benzina perdono il 13,9% e vedono la quota di mercato scendere dal 23,1% al 19%. Il diesel registra un calo del 29,7%, con una quota che si contrae dal 9,5% al 6,4%. Torna invece a crescere il GPL (+6,2%), anche se la quota di mercato passa dal 9,2% al 6,9%. Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-E "I numeri ci dicono che gli italiani vogliono cambiare automobile. Ora spetta alle istituzioni creare condizioni stabili perché possano continuare a farlo", commenta Unrae. "L'andamento particolarmente favorevole degli ultimi mesi ci induce a rivedere al rialzo le stime per l'intero 2026", aggiunge Roberto Pietrantonio, presidente dell'associazione delle Case estere. "Prevediamo che il mercato possa chiudere l'anno a 1.610.000 immatricolazioni, rispetto alla stima di 1.530.000 elaborata a fine aprile, con un incremento del 5,5% rispetto al 2025". Per quanto riguarda il noleggio sociale annunciato nei giorni scorsi, Unrae si auspica che "venga formalizzato al più presto l'impegno assunto dal Governo a reintegrare i 251 milioni di euro del Fondo Automotive, temporaneamente dirottati verso le misure emergenziali contro il caro carburanti. Gli interventi congiunturali non possono sostituire una pianificazione di lungo periodo, indispensabile per dare stabilità al settore e tutelare il potere d'acquisto delle famiglie"."Archiviamo la fase degli interventi spot e restituiamo chiarezza al mercato", dichiara il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. "Il ritardo sull'elettrico e l'andamento a strappi del mercato, confermato dalla recente corsa all'ecobonus per i veicoli commerciali, riflette le difficoltà incontrate nella pianificazione di strumenti incentivanti chiari e prevedibili. Per ridare fiducia e stabilità al mercato, non è più rinviabile una profonda revisione della fiscalità sulle auto aziendali, su cui si è già costituita un'importante convergenza della filiera", conclude Pressi, che si augura una "grande operazione verità sui vantaggi economici che già oggi centinaia di migliaia di famiglie italiane potrebbero ottenere passando alla mobilità elettrica, di cui milioni di cittadini europei stanno evidentemente già beneficiando".
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La Ligier JS50 si rinnova: fino a 164 km di autonomia per la microcar elettrica - VIDEO

La micromobilità elettrica sta prendendo sempre più piede. Non è dunque un caso che la Ligier JS50 si aggiorni per il 2026, concentrando le principali novità proprio sulla versione a batteria. Il cambiamento più importante riguarda l'introduzione dell'accumulatore B11 da 11,04 kWh con tecnologia LFP, sviluppata con un fornitore europeo e proposta su entrambe le varianti: L6e, guidabile dai 14 anni e limitata a 45 km/h, e L7e, accessibile dai 16 anni e capace di raggiungere i 75 km/h. Una scelta, quella di non spingersi fino ai 90 km/h consentiti dalla legge, fatta soprattutto per ridurre il consumo energetico complessivo. Autonomia estesa e ricarica domestica L'autonomia dichiarata arriva così fino a 164 km nel ciclo WMTC, mentre per una ricarica completa da una comune presa domestica (2 kW) servono circa sei ore. Il nuovo accumulatore, garantito cinque anni, integra inoltre un sistema di riscaldamento pensato per preservarne l'efficienza anche alle basse temperature. Guida, prestazioni ed efficienza in città In termini di dinamica del veicolo, la Ligier JS50 provata per le strade affollate di Torino è una riconferma: con le sue dimensioni ultracompatte riduce al minimo lo stress da parcheggio, da manovra e da ingombro. L'assetto è relativamente rigido, nonostante lo schema a ruote indipendenti su entrambi gli assi, piuttosto sofisticato per il tipo di mezzo, ma i sedili aiutano ad assorbire parte delle asperità stradali. Le prestazioni sono corrette per la filosofia del veicolo: la velocità massima di 75 km/h può essere limitante in extraurbano ma non crea nessun problema in ambienti cittadini. Accelerazione e ripresa sono meno reattive di quanto ci si aspetterebbe da un motore elettrico, ma comunque superiori a quanto generalmente offrono i quadricicli Diesel: adatte, anche in questo caso, all'utilizzo in contesti urbani. La modalità di guida Eco serve per ridurre al minimo i consumi, ma anche le prestazioni complessive dell'auto. Dotazioni e prezzi La JS50 conserva il telaio monoblocco in alluminio e i quattro freni a disco. L'abitacolo propone, a seconda dell'allestimento, climatizzatore - un po' rumoroso, ma utile -, servosterzo, touchscreen da 10", Apple CarPlay e Android Auto wireless. I prezzi, invece, partono da 16.790 euro, sia per la L6e sia per la L7e.
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Abbiamo guidato la 55-SGT: drift e 750 CV, così rivive lanima dell'Alfa 155 DTM - VIDEO

Ci sono auto che definiscono una storia sportiva. Quando nel 1993 l'Alfa Romeo 155 V6 TI sbarcò nel DTM, dominò contro i colossi tedeschi a casa loro, chiudendo la stagione con 12 vittorie su 20 gare. Oggi abbiamo potuto provare in anteprima mondiale a Vairano l'erede spirituale di quel mito: la 55-SGT. Un progetto matto, nato per applicare i concetti del motorsport alle tecnologie odierne senza perdere di vista l'uso su strada. E che è stato uno dei protagonisti assoluti di MIMO 2026. Dalla piattaforma Giorgio al prototipo zero Sviluppata da SGT Automobili, realtà formata da professionisti del settore, la 55 SGT non è un restomod classico ma una reinterpretazione che prende forma a partire dalla piattaforma Giorgio di Giulia e Stelvio, qui adeguatamente modificata. Trattandosi del prototipo zero, la gestiamo con cautela, ma la tentazione di spingere è forte perché la coppia è pazzesca.Nata con il corredo genetico giusto, parti e ti rendi conto che la 55-SGT si guida senza pensare troppo. Considerando qualche piccolo dettaglio ancora da sistemare, comprensibile vista la fase prototipale dell'esemplare a nostra disposizione, riconosci subito il comportamento ben bilanciato delle auto da cui la 55-SGT deriva. Infatti, il connubio tra pilota e macchina è lineare, il passaggio tra input e reazione avviene in modo fluido e senza strappi. Carrozzeria in fibra di carbonio e aerodinamica attiva In accelerazione, come nella fase di sterzata, il cambio di stato è leggero se vuoi, oppure estremo se in quel momento le chiedi tutto. Specie il lavoro sullo sterzo lo apprezzi, e non è scontato. Le carreggiate allargate, che donano un appoggio superiore, hanno richiesto nuove tarature della scatola sterzo, e poi c'è il telaio. La piattaforma, come detto, è quel capolavoro che risponde al nome di Giorgio. La carrozzeria però è stata modificata. Infatti, oltre al design, il vero lavoro è sottopelle: l'intera sezione superiore è stampata in un unico pezzo di fibra di carbonio.Diego Iodice, uno dei tre fondatori e colui che ha curato lo sviluppo, ci ha spiegato la filosofia del team: "Quando si è realizzato questo omaggio si è voluta rispettare fedelmente l'origine, ma cercare di mettere dei contenuti nuovi". Per incrementare la rigidità torsionale sono state eliminate le portiere posteriori (solo accennate sulla fiancata) e i sedili dietro, facendo largo uso di carbonio, carbo-titanio e kevlar. Abitacolo ed ergonomia da vera vettura da competizione L'abitacolo deriva dall'esperienza dei fondatori nelle competizioni. Persino il posto guida è stato oggetto di modifiche. stato arretrato di 50 mm verso il centro dell'auto e la pedaliera riposizionata per ottimizzare pesi ed ergonomia. Sembra di stare su una vettura da corsa. Iodice mi ha ricordato l'esclusività della progenitrice: "Stiamo parlando di una macchina che all'epoca costava 5 miliardi, mentre una Formula 1 ne costava 3 e mezzo. Quando decisero di fare una vettura per il Turismo, era per dimostrare l'eccellenza dell'engineering italiano, anche in terra tedesca. Queste macchine si sono sempre fatte in Italia, non altrove". Trazione integrale specifica con modalità drift Come la sua ispiratrice, la 55-SGT adotta una trazione integrale specifica. Tramite i selettori sulla console si gestisce la ripartizione della coppia, che permette di passare da un 50:50 fino al 100% al posteriore in modalità drift, per esibirsi a ruote fumanti. Una possibilità che la Giulia Quadrifoglio non ha. Gli ammortizzatori sono regolabili - singolarmente sui due assi - direttamente dall'abitacolo, sia in rimbalzo sia in estensione, e anche l'aerodinamica prevede flap anteriori regolabili. Possono essere impostati dal pilota oppure, quando la pressione sui freni supera i 30 bar, tornano in posizione quasi verticale per spingere a terra l'asse anteriore in fase di frenata e ingresso curva. Il motore V6 delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio Anche il motore è il noto propulsore delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Offre tre mappature da 520, 560 e 620 cavalli, ma il potenziale è ben superiore. Diego mi ha confessato: "In collaborazione con Ferrari aveva con facilità 900 cavalli. stato fatto un downgrade per il modello stradale e noi abbiamo liberato una parte di potenza riguardando componenti esterne. Lo Stage 2 ci porterà a 750 cavalli con massima affidabilità". Prezzo e omologazione stradale Il prezzo è di circa 487.000 euro, tasse e donor car incluse. Nonostante l'impostazione specialistica, la vettura è omologata per la strada e SGT ha già fatto intendere che arriveranno presto altri progetti.
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Xpeng L03: elettrica o range extender, tutti i prezzi per l'Italia - VIDEO

Xpeng ha aperto gli ordini in Italia della L03, SUV-coupé disponibile con powertrain full electric e range extender. Tre gli allestimenti a listino, compreso il top di gamma Ultra Black Edition, con prezzi da 35.970 euro per l'elettrica e da 38.970 euro per la Reev. Xpeng L03: dati tecnici La Xpeng L03 è lunga 4.650 mm, larga 1.920, alta 1.600 e ha un passo di 2.850 mm. Le sue linee filanti hanno permesso di arrivare a un Cx di 0,228. Il bagagliaio mette a disposizione 539 litri, che diventano 1.640 abbassando gli schienali del divano posteriore; a questi si aggiunge il frunk da 102 litri (69 per le AWD). Sempre a proposito di spazio, in abitacolo ci sono 37 vani portaoggetti, a cui si aggiungono i cassetti sotto i sedili posteriori, che offrono ulteriori 10 litri. Xpeng L03: motori La Xpeng L03 è disponibile con tre powertrain full electric e uno range extender:RWD Standard Range: motore posteriore da 163 kW (222 CV) e 280 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 7,5 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP ha una capacità di 58,2 kWh, per un'autonomia massima di 445 km. Ricarica in corrente continua fino a 193 kWRWD Long Range: motore posteriore da 183 kW (249 CV) e 280 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 6,6 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP ha una capacità di 71,1 kWh, per un'autonomia massima di 520 km (480 nella versione Ultra con cerchi da 20"). Ricarica in corrente continua fino a 236 kWAWD Performance: trazione integrale, due motori, potenza combinata di 317 kW (431 CV) e 451 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 4,5 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP da 71,1 kWh assicura un'autonomia fino a 440 km. Ricarica in corrente continua fino a 236 kWPower-X Range Extender: unità elettrica posteriore da 178 kW (242 CV) e 280 Nm di coppia, capace di uno 0-100 in 6,8 secondi e la velocità massima sempre di 180 km/h. La batteria da 37,2 kWh assicura un'autonomia a zero emissioni di 215 km. Per caricarla c'è un 1.5 turbo benzina da 64 CV: con il pieno di carburante, l'autonomia complessiva arriva a 1.017 chilometri. La ricarica della batteria in corrente continua accetta potenze fino a 123 kW Xpeng L03: dotazioni di serie Decisamente completa la dotazione della Xpeng L03 anche nella versione base, che monta cerchi di lega da 18", fari a LED anteriori e posteriori, fendinebbia con funzione cornering, griglia anteriore attiva, maniglie a filo carrozzeria, parabrezza e lunotto riscaldabili, sensori pioggia e luci, specchietti retrovisori richiudibili elettricamente, tetto panoramico in vetro oscurato, così come i finestrini posteriori e il lunotto, portellone ad apertura elettrica. All'interno i rivestimenti sono in ecopelle, mentre il volante riscaldabile è rivestito in microfibra; ancora, sedili anteriori riscaldabili e ventilati con funzione di memoria (a regolazione elettrica quello del conducente), luci ambientali, climatizzatore automatico con sistema di purificazione dell'aria e pompa di calore. Di serie il quadro strumenti da 8,9", il display dell'infotainment da 15,6" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, piastra di ricarica per smartphone, head-up display da 26,8". Su tutta la gamma sono previsti la chiave digitale, il Vehicle-2-Load e la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco, telecamere a 360, funzione Pet durante le soste, parcheggio assistito (con summon dell'auto tramite app). Xpeng L03: allestimenti e optional La versione Long Range è disponibile anche nella versione Ultra, che aggiunge cerchi di lega da 20" e pinze freno gialle. La AWD Performance Ultra Black Edition completa la dotazione con cerchi da 20" con design a stella, la vernice Midnight Black, le pinze freno nere e dettagli esterni in nero lucido. Entrambe offrono la funzione massaggio per le sedute anteriori e impianto audio Xpeng XOpera da 20 altoparlanti e 960 Watt di potenza. Su questi modelli è montato infine un hardware più potente per la guida assistita, che aggiunge il sistema attivo di cambio corsia e le funzioni di parcheggio automatizzato.Di serie la vernice Artic White; le metallizzate Rock Gray, Midnight Black, Silver Frost e Phantom Purple costano 990 euro. Su richiesta il gancio di traino estraibile elettronicamente (1.500 euro). Xpeng L03: i prezzi per l'Italia L03 RWD Standard Range: 35.970 euroL03 RWD Long Range: 38.970 euroL03 RWD Long Range Ultra: 43.970 euroL03 AWD Performance Ultra Black Edition: 47.970 euroL03 Power-X RWD Long Range: 38.970 euroPer tutta la gamma è prevista una garanzia di 5 anni / 120.000 km con assistenza stradale (8 anni / 160.000 km per la batteria di trazione).
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Autovelox SafeDrive e smartphone: quando arriva la multa e quando no

L'autovelox SafeDrive può davvero far arrivare una multa a casa per l'uso dello smartphone alla guida? una delle domande che molti automobilisti si pongono dopo le notizie circolate negli ultimi giorni. Sul web e sui social, però, si leggono informazioni contrastanti, spesso imprecise.C'è chi sostiene che basti una telecamera per essere sanzionati e chi invece afferma che il sistema non possa multare. Facciamo chiarezza, punto per punto, con una mini guida in formato FAQ su multe, contestazione immediata e notifiche del verbale. Autovelox SafeDrive: le domande più frequenti Autovelox SafeDrive: quali infrazioni rileva? Due in particolare: uso improprio dello smartphone (guidare col cellulare in mano) e mancato uso della cintura di sicurezza. Nel primo caso, l'obiettivo è limitare il fenomeno degli incidenti da distrazione. SafeDrive si trova ovunque in Italia?No. in diversi Comuni, fra cui quello veneto di Villanova di Camposampiero, in provincia di Padova, quelli piemontesi di Alessandria e Fossano in provincia di Cuneo, quello toscano di Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Da qualche giorno c'è un test sulla FI-PI-LI (strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno). Con un autovelox normale il verbale arriva quasi sempre a casa: è così anche per il SafeDrive?No. Primo: agenti o militari presenti in strada devono accertare direttamente, ossia con i propri occhi, la violazione commessa dal guidatore. In definitiva, a notare l'infrazione sono sia Polizia o Carabinieri sia il SafeDrive. Secondo: serve la contestazione immediata delle Forze dell'ordine, che fermano subito, sul posto, il trasgressore. Se l'agente o il militare accerta la violazione ma non è in grado di contestarla immediatamente, il verbale può essere notificato a casa del proprietario del veicolo?Sì. Ma il verbale deve indicare gli estremi precisi e dettagliati della violazione con la specifica dei motivi precisi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. Per ora SafeDrive non multa: è vero?No, è falso. SafeDrive multa purché si verifichino le condizioni appena spiegate. Le immagini registrate da SafeDrive sono una prova inconfutabile dell'infrazione?No: lo strumento aiuta le Forze dell'ordine, ma le sue immagini non sono una prova incontrovertibile della violazione. Se le Forze dell'ordine utilizzano in modo improprio quello strumento, il multato vince il ricorso?Sì. sufficiente proporre opposizione al Giudice di Pace o al Prefetto nel luogo della presunta infrazione.
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Nuova Spring, Striker e Megane: le novità con cui Renault e Dacia chiudono l'anno

Tre novità entro fine anno per il gruppo Renault. Dacia lancerà la nuova Spring, realizzata sulla base della Twingo, e la Striker, una wagon rialzata con gamma completamente elettrificata. La Losanga porterà invece al debutto il restyling della Megane E-Tech Electric, aggiornata nel design e nella tecnologia. Dacia Spring Abbandonata la denominazione Evader, Dacia ha confermato che la nuova citycar elettrica (basata sulla Renault Twingo) manterrà il nome Spring, per continuità con un nome scelto da oltre 200 mila automobilisti in Europa. Questo modello avrà forme da SUV ultracompatta con protezioni in plastica, riprendendo le dimensioni della piccola elettrica della Losanga: lunghezza sotto i quattro metri e passo di circa due metri e mezzo. Tanto spazio e praticità Gli interni non sono ancora stati svelati, ma Dacia promette "quattro posti reali e un vero bagagliaio": la Twingo mette a disposizione 360 litri, 1.000 abbattendo gli schienali delle sedute posteriori. Non mancheranno poi soluzioni pratiche come il sistema YouClip e i tappetini in gomma. Sul fronte dei powertrain la Spring dovrebbe attingere alla gamma Twingo, ossia motore da 60 kW (82 CV) e batteria al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh, con un'autonomia stimata attorno ai 250 km (un po' meno dei 263 km della cugina francese per via delle linee più squadrate).Quando arriva: presentazione settembre 2026, vendita 2027 Dacia Striker La Striker è la Dacia che non c'era. Tanto per il posizionamento è una sorta di station wagon di segmento C che ammicca al mondo delle crossover quanto per lo stile, mai così affilato (il Cx è di 0,29). Il nuovo modello della Casa di Mioveni unisce l'altezza da SUV, l'aerodinamica da berlina e la praticità da wagon: è lunga 4,62 metri ed è alta 1,53, con un'altezza da terra che arriva fino a 20 cm. L'abitacolo, essenziale, offre di serie la strumentazione digitale da 7", il display dell'infotainment da 10,1" e un bagagliaio da 600 litri (su richiesta, con portellone ad apertura elettrica). Gamma elettrificata Le motorizzazioni della nuova Striker sono tutte elettrificate: Hybrid-G 140 (benzina/GPL mild hybrid, con cambio manuale o automatico), Hybrid 155 (full hybrid, cambio automatico multimodale) e Hybrid 150 4x4 (trazione integrale senza collegamento meccanico tra gli assi). Come per gli altri modelli di Dacia, anche la gamma della Striker punta sui quattro allestimenti Essential, Expression, Extreme e Journey. Ancora da definire il listino, ma il prezzo di partenza dovrebbe essere fissato al di sotto i 25.000 euro, con l'obiettivo dichiarato di contenere i costi.Quando arriva: dicembre 2026 Renault Megane E-Tech Electric A quattro anni dal debutto, la berlina francese si rinnova con un restyling che coinvolge soprattutto il frontale, aggiornato con una nuova firma luminosa a losanghe al posto delle luci a S, una calandra chiusa in nero lucido con motivo tridimensionale e il logo che è stato spostato sotto il cofano. L'altezza da terra aumenta di circa 2 cm per fare spazio alla nuova batteria da 67 kWh, che è il vero elemento inedito di questo modello: tecnologia LFP e cell-to-pack per un'autonomia dichiarata di circa 500 km. Il motore rimane quello da 160 kW (218 CV) e 300 Nm di coppia. La ricarica in corrente continua arriva a 165 kW di potenza, per passare dal 15 all'80% in circa 24 minuti. Arriva la AI di Google L'abitacolo mantiene l'impostazione OpenR del modello attuale, con il doppio schermo digitale da 12,3" e 12", rispettivamente: sul fronte tecnologico arriva la AI di Google Gemini come assistente di bordo, e la modalità di guida Smart Mode che adatta automaticamente i parametri dell'auto in base al comportamento del conducente. La gamma si riduce a due allestimenti, Techno ed Esprit Alpine.Quando arriva: novembre
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Da Mercedes ad Arval, Athlon entra nella galassia BNP Paribas

Arval annuncia di aver ottenuto le approvazioni dalle autorità regolamentari per l'acquisizione di Athlon, rilevandola dal gruppo Mercedes-Benz. L'operazione, avviata nel 2025 e resa pubblica lo scorso dicembre, porta la società del gruppo francese BNP Paribas specializzata nel noleggio a lungo termine e nelle altre forme di mobilità avanzata a contare su una flotta di 2,3 milioni di auto e veicoli commerciali in Europa. Parte il confronto fra giganti europei Nel comunicato ufficiale di annuncio dell'avvio dell'integrazione, Arval afferma di diventare un co-leader europeo nel noleggio a lungo termine di veicoli. Il riferimento è all'avvicinamento ai numeri complessivi di Ayvens (che, secondo le stime di Fleet&Business, è titolare di un parco complessivo di 2,6 milioni di unità), reso possibile dalla somma fra 1,9 milioni di veicoli della stessa Arval con 400 mila di Athlon. Sempre secondo Arval, il ritorno sul capitale investito previsto dalla transazione raggiungerebbe il 18%, con un contributo positivo alla quota di reddito netto del gruppo del vicino a 200 milioni di euro dopo tre anni. 
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Ha 585 CV, è elettrica e arriverà anche in Europa: ecco la nuova Xpeng G9L

Xpeng ha presentato ufficialmente in Cina la sua nuova SUV elettrica G9L, in vendita a circa 300 mila yuan (pari a circa 38.500 euro). Questo modello arriverà anche da noi: sarà presentato in esclusiva al prossimo Salone di Parigi, dove verranno svelate specifiche tecniche, configurazioni, motorizzazioni, prezzi e tempistiche per il mercato europeo. C'è anche il minifrigo La Xpeng G9L (la "L" sta per Luxury) è una SUV lunga 5.120 mm, larga 1.999 e alta 1.795 mm, con un passo di 3.100 mm esatti. Nonostante le dimensioni generose, in Cina sarà offerta nella configurazione a cinque posti (e bagagliaio da 1.152 litri), per non dar fastidio alla GX a sei posti. In Europa arriverà invece anche nella versione con sei posti a sedere. La G9L eredita alcuni degli elementi di design visti proprio sulla GX, a cominciare dalla sottile firma luminosa che corre alla base del cofano. Di serie le ruote da 22" e le maniglie a scomparsa nelle portiere. All'interno, head-up display con realtà aumentata, sedute anteriori "zero gravity" e un piccolo frigorifero. Quasi 600 CV di potenza Il powertrain della Xpeng G9L venduta in Cina prevede un motore anteriore da 160 kW (218 CV) e uno posteriore da 270 kW (367 CV), per una potenza combinata di 430 kW (585 CV): la SUV cinese può contare sulla trazione integrale e su una velocità massima di 200 km/h. La capacità della batteria non è stata comunicata, così come l'autonomia complessiva, ma l'architettura a 800 Volt permette di recuperare 450 km in meno di 10 minuti alle colonnine HPC. La suite di Adas, con quattro chip AI Turing, consente la guida altamente assistita in autostrada e il parcheggio automatico.Tutti i dati e le immagini si riferiscono al modello commercializzato in Cina: le dotazioni di serie e le motorizzazioni per il mercato europeo potrebbero cambiare, e saranno annunciate solo a Parigi.
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Il petrolio cala, ma il gasolio continua a salire: perché il pieno rincara ancora

Il petrolio torna a scendere con forza (il Brent perde oltre il 5% e il WTI il 6%) in scia all'incertezza sulla crisi in Medio Oriente, ma la quotazione del gasolio continua a salire, tra raffinerie fuori uso, scorte ai minimi da giugno 2022 e il persistente impatto dello stop alle esportazioni deciso dalla Russia un mese fa. E così, scrive Staffetta Quotidiana nella sua analisi giornaliera, il prezzo alla pompa continua a crescere per il quarto giorno consecutivo, avvicinandosi a quota 2,10 euro al litro.Lo "sconto" sull'accisa introdotto dal governo appena una settimana fa si è dunque già dimezzato: rispetto a sette giorni fa, il prezzo medio nazionale è più basso di 8,8 centesimi, contro i 17 centesimi di riduzione dell'accisa (IVA inclusa). Anche la benzina continua lentamente a rincarare: questa mattina si trova a un millesimo dai due euro al litro nella media nazionale del self service. Includendo nel calcolo anche le aree di servizio autostradali, la media nazionale è già salita a 2,001 euro/litro. Tutte le rilevazioni In particolare, questa mattina, 3 agosto, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,999 euro al litro per la benzina (+4 millesimi rispetto a venerdì), 2,097 euro per il gasolio (+16), 0,742 euro per il GPL (invariato) e 1,620 euro/kg per il metano (+10). Sulla rete autostradale, la verde è a 2,084 euro (+3), il diesel a 2,174 euro (-1), il GPL a 0,875 euro (invariato) e il metano a 1,610 euro (invariato).Staffetta Quotidiana segnala inoltre la decisione di Eni e Q8 di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio.Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 2,001 euro al litro (compagnie 2,006 euro, pompe bianche 1,990 euro) e il diesel a 2,098 euro (2,098 euro; 2,100 euro). Al servito, la verde è a 2,135 euro (2,176 euro; 2,059 euro), il gasolio a 2,236 euro (2,271 euro; 2,172 euro), il GPL a 0,751 euro (0,760 euro; 0,741 euro), il metano a 1,617 euro (1,610 euro; 1,623 euro) e il GNL a 1,470 euro (1,469 euro; 1,470 euro).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 2,000 euro sulla benzina self service (2,207 euro al servito) e 2,076 euro sul diesel (2,286 euro); IP a 2,019 euro (2,183 euro) e 2,117 euro (2,285 euro); Q8 a 2,005 euro (2,162 euro) e 2,102 euro (2,266 euro); Tamoil a 1,997 euro (2,072 euro) e 2,081 euro (2,169 euro).
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Auto nuove da vecchi rottami: la svolta UE cambia il futuro della circolarità

Anche l'automotive deve essere circolare. Dopo il Regolamento sui veicoli a fine vita approvato dal Parlamento UE il 18 giugno, non c'è più scampo. Il primo e ultimo anello della catena circolare sono le case automobilistiche: ognuna di esse, entro tre anni dall'entrata in vigore, dovrà predisporre la propria strategia di circolarità, spiega Marco Ferracin di Safe, l'hub delle economie circolari, diventeranno infatti responsabili, finanziariamente e non solo, della raccolta e trattamento dei mezzi. Da quel momento avranno poco più di due anni di tempo per far sì che nei veicoli a fine vita, oltre alla parte metallica, venga riciclato il 30% della plastica, mentre come visto nel numero scorso di Quattroruote agli autodemolitori e agli impianti di frantumazione saranno imposte nuove e rigorose procedure volte a garantire il raggiungimento degli obiettivi. Il cronoprogramma del riciclo e i target sui nuovi veicoli Il cronoprogramma della circolarità, però, non si esaurisce qui. Al sesto anno dall'entrata in vigore scatteranno obblighi anche in merito al contenuto riciclato dei nuovi veicoli: una quota definita della loro massa sarà obbligatoriamente costituita da materie secondarie ottenute dai rifiuti post-consumo, di cui una certa percentuale dovrà arrivare proprio dai veicoli a fine vita, mirando quindi alla perfetta chiusura del ciclo. Si inizia con un obbligo del 15% di plastica riciclata sui nuovi modelli (della quale almeno il 20% da veicoli a fine vita), target che al decimo anno salirà al 25%, prosegue Ferracin, parallelamente, la Commissione UE è vincolata a definire gli obiettivi sul contenuto riciclato di acciaio, alluminio, magnesio e rispettive leghe, per poi passare alle materie critiche come neodimio, praseodimio, boro. Arrivati a questo punto, diventerà impossibile realizzare veicoli che non garantiscano l'85% di riutilizzabilità e riciclabilità e che non siano al 95% recuperabili in qualche forma. Smontaggio componenti, batterie e possibili deroghe della Commissione UE Saranno poi illegali anche quelli che non consentono una rimozione agevole e non distruttiva di batterie, motori elettrici e altre specifiche componenti come catalizzatori, pneumatici e vetri. Ci sono voluti anni per arrivare all'adozione di questo regolamento, conclude il manager, ma va detto che questa svolta arriva in una fase di fortissima difficoltà del settore e implica il ripensamento simultaneo di innumerevoli elementi operativi, tecnologici e di mercato. Per questo, in presenza di casi estremi, la Commissione può applicare deroghe temporanee su obiettivi e scadenze. Un caso esemplare è quello della plastica riciclata dei nuovi veicoli, che, in congiunture di mercato particolarmente sfavorevoli, potrebbe scarseggiare sul mercato o raggiungere costi insostenibili.
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Honda Prelude, la coupé da 25 km/l in città: i consumi reali del Centro Prove

La Prelude è un'icona delle coupé sportive, e la nuova generazione (la sesta) reinterpreta la sua missione in chiave moderna (e ibrida): linee pulite e filanti, poche "diavolerie", tante soluzioni tecniche raffinate e scelte ingegneristiche, pensate per il massimo piacere di guida. Costruita sulla base della Civic, la 2+2 della Honda è lunga 453 cm, alta 135 e ha un passo di 260 cm. L'abitacolo è "cucito" attorno al guidatore, con una seduta contenitiva; dietro viaggiano comodi giusto i bambini. Modesta la capacità del bagagliaio, come prevedibile: sono 245 i litri a disposizione, che diventano 663 abbattendo gli schienali. Buona la qualità percepita a bordo, grazie all'uso di materiali morbidi, un'impostazione ergonomica dei comandi (mutuata dalla berlina), l'impianto audio Bose, il quadro strumenti digitale da 10,2 e l'infotainment da 9, forse l'elemento che più di tutti avrebbe bisogno di una "rinfrescata". Honda Prelude 2.0 HEV: il motore Il powertrain ibrido in serie della Prelude è lo stesso utilizzato sulla Honda Civic: a muovere l'auto provvede quasi sempre il motore elettrico da 135 kW (184 CV), garantendo consumi decisamente contenuti, specialmente in città. Nella marcia a velocità elevate e costanti, quando questa soluzione diventa poco efficiente, il quattro cilindri aspirato da 2.0 litri da 143 CV, con iniezione diretta di benzina e ciclo Atkinson, si collega alle ruote tramite una frizione.L'auto non è brillante come ci si potrebbe aspettare, ma garantisce una ripresa e una spinta sempre corpose, soprattutto nei sorpassi. Ad aggiungere un po' di grinta alla guida provvede il sistema S+ Shift, che simula le cambiate di una trasmissione automatica (invece del riduttore a rapporto fisso), con tanto di sound generator. Honda Prelude 2.0 HEV: i consumi reali *Prezzo della benzina al 29/07/2026: 1.986 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di gennaio 2026, la Honda Prelude 2.0 HEV si rivela una coupé con tutte le carte in regola, non estrema nelle prestazioni ma godibilissima da guidare. Il consumo garantito dal powertrain ibrido (condiviso con la Civic) è straordinario, soprattutto nello scenario cittadino, dove percorre più di 25 km/l e può contare su un'autonomia che supera i mille chilometri. La percorrenza media rilevata è di 20,4 km. Honda Prelude: gamma e allestimenti La Honda Prelude è disponibile nel solo allestimento Advance, completo di tutto: cerchi di lega da 19", fari a LED, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, infotainment da 9" con Apple CarPlay e Android Auto senza fili, climatizzatore bizona, caricatore wireless, sedili anteriori e volante in pelle, impianto audio Bose a 8 altoparlanti. Di serie la suite di Adas Honda Sensing con la guida assistita di livello 2 e il monitoraggio dell'angolo cieco. Unico optional, la vernice metallizzata (1.000 euro). Honda Prelude 2.0 HEV: i prezzi Honda Prelude 2.0 HEV Advance: 50.900 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Elettriche e caldo, quattro soste al sole fanno salire i consumi del 29%: la prova - VIDEO

Quanto pesa una mezz'ora di parcheggio al sole sui consumi di un'auto elettrica? Per misurarlo abbiamo ripetuto due volte lo stesso percorso di 70 chilometri tra città, statale e autostrada, con oltre 36 C. Il primo giro è stato completato senza interruzioni; il secondo prevedeva invece quattro fermate di mezz'ora, con la vettura (una Kia EV5) lasciata ogni volta in pieno sole. Durante la marcia, il climatizzatore è stato sempre regolato a 22 C in modalità Auto. Il risultato è netto. Nel giro diretto, la EV5 ha consumato 11,75 kWh; con le quattro soste è salita a 15,18 kWh. La differenza è di 3,43 kWh, pari al 29% in più. In media, ogni pausa ha richiesto 0,86 kWh per riportare l'abitacolo a condizioni accettabili: poco meno di 30 centesimi con una ricarica domestica, quasi un euro alle colonnine HPC. I numeri spiegano il perché. In mezz'ora l'aria interna è passata da 22-24 C a valori compresi tra 49 e 56 C, mentre alcune superfici hanno raggiunto i 63 C. A ogni ripartenza il climatizzatore, che in condizioni normali assorbiva 0,5-0,6 kW, è rimasto a lungo sopra i 2 kW, con picchi di 3,6. Non è quindi soltanto il modo di guidare a determinare il consumo: anche ciò che accade quando l'auto è ferma presenta un conto energetico.I consumi rilevati in un secondo test, svolto con una Hyundai Ioniq 5 climatizzata per 24 ore, suggeriscono inoltre una conclusione tutt'altro che scontata: per fermate brevi, tra i 20 e i 30 minuti, avviare subito il climatizzatore da remoto potrebbe essere più efficiente che lasciare accumulare il calore e doverlo poi smaltire tutto insieme.  Tutti i dettagli della prova sono disponibili su Quattroruote di agosto 2026 e nella sezione QPremium del nostro sito.
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Cupra Raval e 200 modelli in arrivo: cosa c'è su QNovità Estate e Quattroruote di agosto - VIDEO

Quattroruote di agosto 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 1 agosto, dedica la copertina alla Prova su strada della Cupra Raval: l'elettrica spagnola è vivace, unisce prestazioni notevoli e sfodera consumi contenuti. Talenti che amalgama con raffinatezze e attenzioni da piccola ammiraglia.L'editoriale si interroga sulla corsa all'autonomia record, sempre più al centro della comunicazione dell'industria. Tra promesse di percorrenze straordinarie e utilizzo reale dell'auto, invita i lettori a partecipare a un sondaggio per capire di quanti chilometri abbiamo davvero bisogno nella vita di tutti i giorni.  Agosto è anche il mese di QEstate, lo speciale che vi accompagnerà nelle vacanze con racconti noir, playlist da ascoltare in viaggio e auto da sogno. Non mancano servizi di utilità, come quello sulle soste con l'auto elettrica: quanto costa, in termini energetici, parcheggiare sotto il sole? Sappiate che ogni ripartenza richiede quasi 1 kWh per riportare il fresco nell'abitacolo, una trentina di centesimi di euro con una ricarica domestica. Abbiamo fatto i conti per voi. E poi, una lettura gustosa, perfetta per l'ombrellone: il ritorno del cambio manuale sulle sportive. Con la 12Cilindri Manuale, Ferrari sta rispolverando il cancelletto, consacrando un trend cominciato qualche anno fa: dopo l'abbuffata di sequenziali, la nostalgia non aspettava che essere risvegliata e noi facciamo il punto sugli esempi più eclatanti.  Infine, questo mese c'è QNovità Estate, l'allegato gratuito che vi dice tutto sulle auto in arrivo da qui ai prossimi mesi. Parliamo di oltre 200 modelli, comprese alcune anteprime ancora da svelare, per capire come cambierà il mercato tra la fine del 2026 e il 2027.  Prove su strada Cupra Raval La Cupra Raval è una vettura che segna un prima e un dopo nella storia del marchio spagnolo. Non soltanto perché introduce, prima di tutte le altre piccole elettriche del gruppo Volkswagen, la nuovissima piattaforma MEB+, destinata a rappresentare una pietra miliare nello sviluppo delle citycar elettriche dell'industria automobilistica tedesca. E, di riflesso, di quella europea, chiamata a contrastare l'avanzata dei costruttori cinesi. Come? Con uno spazio interno ben sfruttato in rapporto alle dimensioni esterne, grazie a una lunghezza di 4,05 metri che non penalizza né l'abitabilità né la praticità. A beneficiarne è anche il bagagliaio da 348 litri rilevati, affiancato da una serie di piccoli lussi, dall'illuminazione interna fuori dall'ordinario alla ricca dotazione tecnologica, che contribuiscono a creare un'atmosfera quasi da piccola ammiraglia. Su strada, la Cupra Raval si muove molto bene: l'assetto rigido, insieme a uno sterzo rapido e preciso, permette di divertirsi nei percorsi misti. A supportare la dinamica ci sono anche le prestazioni dei 211 CV erogati dal motore elettrico anteriore.A questa brillantezza, la Raval abbina anche un'efficienza di alto livello: con una carica della batteria da 52 kWh netti è possibile percorrere in media 349 km. BYD Dolphin G DM-i Arriva dalla Cina, ma presto sarà prodotta anche in Europa, nel nuovo stabilimento BYD di Szeged, in Ungheria. Stiamo parlando della nuova BYD Dolphin G, destinata a lasciare il segno nel panorama automotive perché è la prima berlina compatta plug-in lunga appena 416 centimetri.Una soluzione che, rilevamenti del nostro Centro prove alla mano, si conferma particolarmente azzeccata nel commuting quotidiano, anche sulle percorrenze più impegnative: la Dolphin G ha infatti percorso 146 km in elettrico in città, 122 km su statale e 91 km in autostrada.Ricaricando da casa, ogni 100 km in modalità elettrica si spendono in media 4,9 euro. Nei viaggi, però, c'è anche la possibilità di fare il pieno di energia alle colonnine pubbliche, comprese quelle in corrente continua, dove abbiamo impiegato appena 30 minuti per portare la batteria all'80%.Rinunciando invece alle ricariche, il motore 1.5 aspirato a benzina garantisce una percorrenza media di 18,5 km/litro (21,1 km/l in città).  Nei rilevamenti in pista il powertrain ibrido plug-in della nuova BYD Dolphin G ha mostrato anche una notevole vivacità: la potenza combinata raggiunge infatti 212 CV.Nell'utilizzo quotidiano si apprezza soprattutto la fluidità di funzionamento, con la spinta affidata al motore elettrico nelle partenze e alle basse velocità. L'1.5 entra in gioco per alimentare la batteria oppure, quando serve più potenza e alle andature sostenute, per contribuire direttamente alla trazione.A rendere ancora più gradevole la vita a bordo contribuisce un abitacolo arioso e luminoso. Il tetto panoramico in vetro è compreso nella ricca dotazione di serie, che include anche un ampio pacchetto di ADAS, dalla guida assistita alla frenata automatica negli incroci e durante le uscite dai parcheggi.Anche nelle prove di stabilità questa cinque porte si è comportata bene, con reazioni progressive e un ESP ben tarato. Migliorabile, invece, il comparto frenante. Fiat Grande Panda manuale Dopo quasi un anno e mezzo dal lancio, per la Fiat Grande Panda arriva una novità importante: il powertrain a benzina da 101 CV non elettrificato abbinato al cambio manuale.Un passo indietro rispetto alla ibrida (automatica) e all'elettrica che già conosciamo? Niente affatto: con questa configurazione la quattro metri del gruppo Stellantis si conferma facile da guidare e non troppo assetata. Inoltre, rispetto alla Hybrid, fa risparmiare 2.000 euro a parità di allestimento.Non è un caso che, per la cugina Citroën C3, che ha adottato questo powertrain fin dal lancio, sia proprio questa la versione preferita dai clienti.Abbiamo provato la nuova Fiat Grande Panda manuale nell'allestimento La Prima, il più completo, offerto a 22.400 euro, mentre con la Pop il listino scende a 17.900 euro.Anche con la nuova trasmissione meccanica, la Fiat Grande Panda non perde un briciolo della sua facilità d'uso: la leva in posizione rialzata è comoda da manovrare e la frizione non affatica.Va però detto che la sua presenza occupa lo spazio della piastra di ricarica wireless che, di conseguenza, non è disponibile. Non mancano comunque quattro prese USB-C.L'altro tema riguarda i consumi dell'1.2 tre cilindri, che adotta la distribuzione a catena esattamente come le versioni elettrificate. I 15,3 km/litro rilevati dal nostro Centro Prove rappresentano un buon valore anche rispetto ai 18,3 km/litro registrati con la Fiat Grande Panda Hybrid nello stesso allestimento La Prima.Un divario che, a fronte del risparmio ottenuto all'acquisto, rende comunque conveniente la versione manuale per i primi 100.000 chilometri. Discreto anche il brio del tre cilindri da 101 CV, con un'erogazione ben distribuita grazie al turbocompressore con turbina a geometria variabile.Difetti? Restano quelli delle altre versioni, come finiture e dotazione di ADAS non impeccabili. GWM Ora 5 Con quello sguardo lì, che alla lontana ricorda persino qualcosa di tedesco dalle parti di Stoccarda, la GWM Ora 5 entra a gamba tesa nel segmento delle SUV compatte. La formula è quella ormai nota dei marchi cinesi, e non sfugge nemmeno a questo modello della Great Wall Motor: ottimo rapporto tra prezzo e contenuti, tanto spazio a bordo e una motorizzazione full hybrid, soluzione che si colloca fra una vettura termica tradizionale e una elettrica.Abbiamo provato la versione ibrida nell'allestimento top di gamma (30.600 euro), estremamente ricca in termini di accessori, e siamo rimasti piacevolmente colpiti dalle finiture curate e dall'abitabilità. Meno convincente il baule, sia per capacità sia per una qualità percepita che non rispecchia quella dell'abitacolo.Su strada si apprezza la fluidità di marcia - d'altronde il principale motore di trazione è quello elettrico - anche se il propulsore termico tende a far sentire un po' troppo la propria voce. Di rilievo le prestazioni, mentre i consumi sono buoni in città e meno convincenti in autostrada. Volvo EX60 Una vera e propria accelerazione verso il pensionamento dei motori termici: in estrema sintesi, è questo ciò che incarna la Volvo EX60. Elettrica (e SUV), porta con sé un nuovo modo d'intendere e di produrre l'automobile, grazie anche alla tecnica del megacasting. Concreta, prima di tutto: la EX60 colpisce per come riesce a unire opposti quali il confort, eccellente, e le prestazioni, anch'esse straordinarie. Lo dimostra lo 0-100 km/h rilevato in appena 4,4 secondi, merito dei 510 CV della P10 AWD Ultra oggetto della prova, in vendita a 75.350 euro.La Volvo EX60 convince anche sul fronte della ricarica: l'architettura a 800 volt consente infatti rifornimenti molto rapidi. Alle colonnine HPC bastano circa 14 minuti per completare il classico passaggio dal 20 all'80% della batteria.A bordo non manca lo spazio, sia per i passeggeri sia per i bagagli. Un contributo importante arriva anche dal frunk anteriore, utile per sistemare i cavi di ricarica. Bene pure l'autonomia: il Centro prove ha rilevato una percorrenza media di 467 km con un pieno di energia. Genesis GV60 Era passata dalla redazione di Quattroruote qualche mese fa, giusto il tempo di capire di che pasta è fatta. Ora che Genesis ha avviato le operazioni in Italia (prima concessionaria a Padova, presto anche a Roma), abbiamo approfondito la questione GV60, il modello più interessante del marchio premium del gruppo Hyundai.Con lei abbiamo affrontato il nostro consueto percorso di 70 km nei dintorni di Milano, con cui misuriamo consumi e costi d'esercizio delle elettriche in condizioni d'uso reali. Il risultato? Sul nostro itinerario, composto da città, extraurbano e autostrada, abbiamo rilevato 4,7 km/kWh (21,5 kWh/100 km), un dato notevole per una vettura da 490 CV e 700 Nm, valori che le consentono di chiudere lo 0-100 km/h in 4 secondi. L'autonomia reale si attesta così intorno ai 380 km. Il vero punto di forza, però, è la ricarica. Alle colonnine HPC bastano poco più di cinque minuti per recuperare circa 100 km e una ventina per passare dal 20 all'80%, grazie a picchi di circa 260 kW e a una curva di ricarica molto costante. Meno convincente il caricatore AC da 11 kW: su un'auto di questo livello, una soluzione da 22 kW avrebbe avuto più senso. Il livello generale, infatti, è notevolissimo: qualità dei materiali, un posto guida molto curato e un confort di spessore. In questo contesto, risultano forse meno convincenti alcune funzioni derivate dalla Ioniq 5 N, come drift mode, sound generator e cambio virtuale: meglio godersi relax e comodità. Primo contatto e Prova Hot Lap Questo mese le guidate sono davvero da sogno: tra supercar, hypercar e restomod, i primi contatti vi propongono un concentrato di guida vera, fatto di piccole e grandi sensazioni. Nomi? Porsche 911 GT3 S/C, Ferrari 849 Testarossa Spider, Lamborghini Urus SE Performante, Pagani Utopia Roadster, Eccentrica V12, SGT Automobili 55-SGT.E per scaldarvi ancora, ecco la Prova Hot lap della Lotus Emira Turbo SE: dopo la V6 con compressore, scateniamo sulla pista di Vairano la versione con il quattro cilindri turbo.  Anteprime e Autonotizie Sezione magra, ma con notizie di peso, quella di Anteprime e Autonotizie di agosto. Non perché siamo andati in ferie, ma perché abbiamo raccolto tutte le novità in arrivo nei prossimi sei mesi in un allegato gratuito, QNovità Estate. Per questo abbiamo selezionato notizie e approfondimenti particolarmente succosi.Si parte con un'anteprima tripla dedicata alle nuove Jeep compatte in arrivo nei prossimi anni: la prima sarà l'Avenger restyling, che già conosciamo, alla quale si affiancheranno altre due B-SUV che abbiamo ricostruito con rendering esclusivi. Saranno una sorta di sorelle maggiori dell'Avenger, in grado di colmare, come mai prima d'ora, il vuoto lasciato dalla Renegade.A seguire, un'analisi della nuova Audi Q4 Sportback e-tron, una retrospettiva sui modelli più belli che hanno animato il Goodwood Festival of Speed e un approfondimento sul ritorno dei grandi SUV tedeschi, con la presentazione delle nuove Audi A7 e Audi Q9, affiancate dalla BMW X5 e dalla Mercedes-Benz GLE. Attualità e Inchieste Sapete qual è l'alimento più a rischio, con la calura estiva, nel tragitto in automobile dal supermercato a casa, tra quelli che più comunemente si acquistano? Il latte, penserete voi. Invece no: il latte resiste bene anche dopo oltre un'ora di permanenza in macchina, e così lo yogurt. E già questa è una sorpresa. L'imputato al di sopra di ogni sospetto non ve lo sveliamo qui. Lo trovate nel servizio Il sacchetto dove lo metto?, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze biologiche e biotecnologie dell'Università di Milano-Bicocca, tra gli approfondimenti offerti dal numero di agosto di Quattroruote.Un altro test legato al caldo, Bev: sosta, quanto costa, ci ricorda che, se il climatizzatore incide relativamente poco sul consumo della batteria delle auto elettriche, la musica cambia quando si gira per commissioni e si fanno molte fermate.E, per tornare in campo gastronomico, non perdetevi l'intervista con lo chef milanese Cesare Battisti, noto ben oltre i confini lombardi per i suoi post su Instagram: cultura, arte, motori e qualche consiglio utile su dove mangiare e che cosa mangiare quando si parte per le vacanze in Buon appetito e buon viaggio.Dal piatto alla geopolitica: in assenza di un assetto stabile in Medio Oriente, la nostra estate, nell'attesa di un autunno che si prevede turbolento per l'industria dell'auto, tedesca ma non solo, sul fronte sindacale (riepiloghiamo la situazione in Un autunno caldissimo), resta flagellata dal caro carburante (Torna l'incubo rifornimento). Ma anche dagli autovelox, dopo che è stato finalmente pubblicato il decreto con i criteri di omologazione degli strumenti per il rilevamento dell'eccesso di velocità, che ha sbloccato la regolarizzazione di una serie di apparecchiature.Ne pubblichiamo l'elenco, aggiornato a luglio, nel servizio Telenovela finita (forse), assieme a una guida su come fare ricorso se l'infrazione è stata registrata con un velox non conforme.Per chi resta in città abbiamo fotografato il caos monopattini nell'inchiesta Senza regole, a dispetto della stretta introdotta dalla riforma del Codice della strada di fine 2024 e in coincidenza con l'obbligo, in vigore dal 17 luglio, di assicurare questi velocipedi.Diamo conto della sentenza del Tribunale di Genova sul crollo, nel 2018, del viadotto sul Polcevera in Prime condanne per il ponte Morandi e ricordiamo il ruolo storico del presidente della Fiat dal 1998 al 2003 in Addio a Paolo Fresco, inventore del Put.Se poi, in un numero che sembra non finire mai, avete semplicemente voglia di rilassarvi davanti a cime inviolate o sotto l'ombrellone, mettete alla prova i vostri gusti musicali in L'Italia viaggia cantando e gustatevi Noir: dieci storie d'auto, una serie di racconti neri tratti dalle cronache degli ultimi cento anni che coinvolgono, in un modo o nell'altro, l'automobile. QNovità Estate: 200 auto in arrivo Ormai è diventato un appuntamento fisso: con Quattroruote di agosto troverete l'allegato gratuito QNovità Estate. Dopo l'edizione invernale, che raccoglie tutti i modelli in arrivo durante l'anno, questo speciale fa il punto, in modo aggiornato, su ciò che vedremo da qui a dicembre nelle concessionarie.Il fascicolo, di 72 pagine, raccoglie oltre 200 auto diverse, incluse alcune vetture che verranno presentate nei prossimi mesi e che entreranno in commercio nel 2027. In alcuni casi, trovano spazio anche modelli che saranno svelati all'inizio del prossimo anno. Insomma, l'avete capito: QNovità non è un semplice elenco di modelli né un aggiornamento dell'edizione invernale, ma un approfondimento ragionato su tutto ciò che il mercato ci riserverà nei prossimi mesi. Come in ogni QNovità, troverete tutte le automobili in arrivo in due sezioni differenti dell'allegato: il classico Tabellone nelle ultime pagine, che raccoglie tutti i modelli in ordine alfabetico di marca e suddivisi per mese di lancio, e le tradizionali sezioni tematiche. Quest'anno, viste le numerosissime novità (abbiamo dovuto aggiungere anche due pagine al Tabellone), non ci si limita alle consuete Piccole, Medie e Grandi: per la prima volta nell'edizione estiva trova spazio anche la categoria delle Sportive.Già, perché le novità dedicate agli appassionati sono tantissime: otto pagine piene di cavalli e ottani, con qualche modello elettrico. Naturalmente c'è ampio spazio anche per le proposte più concrete, quelle destinate a scalare le classifiche di vendita, tra vetture (non solo SUV) attorno ai quattro metri e mezzo e modelli compatti dai prezzi abbordabili, lunghi circa mezzo metro in meno o anche meno. Non mancano poi le grandi, con lussuose e ipertecnologiche SUV e berline, oltre a un approfondimento dedicato alle nuove Subaru elettriche, a partire dalla Uncharted, protagonista della nostra cover story. Insomma, l'avete capito: QNovità Estate è ricco di informazioni utili per scoprire che cosa ci attende al rientro dalle vacanze.QNovità Estate è proposto anche in Digital Edition in coda al giornale e inserito all'interno della voce Arretrati/Allegati. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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Traffico di agosto: previsioni e date da segnare prima di mettersi in viaggio

Traffico in primo piano per l'esodo estivo 2026: per agosto, Autostrade per l'Italia ha delineato il quadro completo della circolazione, evidenziando i giorni più critici sia per chi si sposta verso le località di villeggiatura sia per chi rientra nei grandi centri urbani.  Come sempre, fa testo la legenda coi bollini di quattro colori, ossia verde che sta per regolare, giallo per intenso, per poi passare al rosso (intenso con possibile criticità), fino al nero con punto esclamativo (critico). Con le stime divise per fasce orarie: mattino dalle 7 alle 13, pomeriggio 13-16, e sera 16-21. Traffico agosto 2026: le date da bollino rosso e nero Ben tre i bollini neri e cinque i rossi ad agosto sulla rete Aspi. L'esordio, sabato 1, è contrassegnato da traffico critico (bollino nero, il primo della stagione) al mattino e da un'allerta elevata (bollino rosso) al pomeriggio per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani per le prime partenze e per weekend brevi verso le località di villeggiatura e di mare. Bollino rosso che si ritrova dalle 7 alle 13 di domenica 2. Ma è venerdì 7 che il traffico intenso con possibile criticità domina, seguito da un doppio nero il giorno successivo, con leggero calo domenica 9. Meno bollente il Ferragosto, mentre sabato 22 si ricomincia con un rosso al mattino. Idem sabato 29 agosto.  Weekend 1-2 agosto dominato dal giallo, con un verde la sera di sabato e un rosso domenica pomeriggio. Lunedì 3 mattina, ancora intenso con possibile criticità. Dopodiché, un'ondata di bollini verdi fino a venerdì 7 mattina, con sabato 8 rosso. Ferragosto è il momento peggiore: se sabato 15 ci sono due gialli e un verde, domenica 16 e lunedì 17 seguono un andamento identico, con rosso mattina e pomeriggio, più un giallo la sera. Idem gli altri due weekend: 22-23 e 29-30. Con una coda di traffico intenso di lunedì 31. Cliccare qui per saperne di più.  Mezzi pesanti: tutti i giorni di divieto alla circolazione Oltre alle previsioni Anas su strade e autostrade di propria competenza, è utile il calendario di agosto delle limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate. Ecco i divieti:   - sabato 1 agosto dalle 8 alle 22; - domenica 2 dalle 7 alle 22; - venerdì 7 dalle 16 alle 22; - sabato 8 dalle ore 8 alle 22; - domenica 9 dalle 7 alle 22; - venerdì 14 dalle 16 alle 22; - sabato 15 dalle 7 alle 22; - domenica 16 dalle 7 alle 22; - sabato 22 dalle 08 alle 16; - domenica 23 dalle 7 alle 22; - sabato 29 dalle 8 alle 16; - domenica 30 dalle 7 alle 22. Telecamere per aumentare la sicurezza Per prevenire gli incidenti durante esodo e controesodo estivo, Aspi si avvale del Control Room, il Centro per il monitoraggio del traffico con sede a Roma, capace di raccogliere ogni anno 3,5 miliardi di dati provenienti dalla rete, oltre a 400 mila eventi legati alla viabilità.Il sistema è composto da 5.000 telecamere (di cui 3.000 nelle gallerie), 900 sensori per la rilevazione dei flussi di traffico e 400 centraline meteo, che supportano la gestione tempestiva di eventuali criticità.In più, il gestore ha attivato presìdi medici e veterinari in quattro aree di servizio lungo le principali direttrici: Teano Ovest e Casilina Est sull'A1, e La Pioppa Ovest e Sillaro Est sull'A14. Viabilità in tempo reale: numeri e servizi utili per gli automobilisti Notizie sempre aggiornate sul traffico sono disponibili tramite i canali del Cciss (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it), le trasmissioni di Rai-Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo. Informazioni in tempo reale sulla rete autostradale in concessione, sulle condizioni di viabilità e del traffico lungo le varie tratte e altre notizie utili per il viaggio, sono disponibili sui diversi canali attivati dalle singole società concessionarie (siti Internet, numeri dedicati, app ecc.). Ulteriori informazioni sono riportate su www.aiscat.it. 
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Oltre 800 km in autostrada: i consumi reali dell'Audi Q3 Sportback TDI

In Italia la Audi Q3 è la bestseller dei Quattro anelli: la terza serie si presenta con uno stile più pulito e soluzioni tecnologiche ereditate dai modelli di segmento superiore. Accanto alla SUV c'è la Sportback, con il tetto dall'andamento più filante e 4 cm meno in altezza, che le danno un look più sportivo. La SUV di Ingolstadt è lunga 4.531 mm e ha un passo di 2.681 mm, che assicura un buon agio per chi siede dietro (ma non per chi sta al centro). Non da record la capacità del bagagliaio, che però ha forme regolari e si rivela versatile grazie al divano che scorre di 10 cm: si passa da un minimo di 363 a 421 litri. Come da tradizione per la Casa tedesca, anche sulla Q3 materiali e assemblaggi sono di ottima fattura. Nuovo il Palcoscenico Digitale, il grande display che ospita la strumentazione digitale e l'infotainment. Audi Q3 Sportback TDI: il motore Il quattro cilindri turbodiesel da 2.0 litri è un grande classico della produzione tedesca, che qui lavora senza "aiutini" elettrici ed è abbinato all'altrettanto collaudato cambio DSG a doppia frizione a sette rapporti: il motore eroga 110 kW (150 CV) e 360 Nm di coppia, che gestiscono senza affanni il peso dell'auto (1.799 kg in condizioni di prova). Considerando l'autonomia di oltre 800 km in autostrada e il confort di cui è capace, i viaggi sono il pane quotidiano della Q3. A cui però non è il caso di chiedere troppa sportività: la ripresa non manca mai, ma senza eccessi. La trazione integrale è disponibile sulla motorizzazione più potente, da 142 kW (193 CV). Audi Q3 Sportback TDI: i consumi reali *Prezzo del gasolio al 21/07/2026: 2.107 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Audi Q3 Sportback TDI conferma la sua vocazione di auto per chi deve macinare tanti chilometri tutti i giorni, anche in virtù di un'autonomia notevolissima nei lunghi viaggi (14,8 km/l in autostrada). In città sconta, come prevedibile, l'assenza del mild hybrid (13,9 km/l). Il 2.0 TDI da 150 CV si conferma comunque un buon compromesso tra efficienza e prestazioni. Certo, il prezzo del gasolio di queste ultime settimane costringe a qualche valutazione aggiuntiva. Audi Q3 Sportback TDI: gamma e allestimenti La gamma della Audi Q3 è composta dai tre allestimenti Business, Business Advanced e S line. Fin dal modello base sono di serie i cerchi in lega da 17", il palcoscenico digitale con quadro strumenti da 11,9" e infotainment da 12,8", l'impianto audio Audi Sound System, la ricarica wireless per gli smartphone, il portellone ad apertura elettrica, il climatizzatore bizona e lo sterzo progressivo. La Business Advanced aggiunge i cerchi da 18", il cruise control adattivo, l'assistente di parcheggio Plus e la guida assistita di livello 2. La S line completa la dotazione con una caratterizzazione sportiva esterna e interna, i cerchi da 19 e i gruppi ottici a LED anteriori e posteriori. Audi Q3 Sportback TDI: i prezzi Audi Q3 Sportback TDI Business: 47.500 euroAudi Q3 Sportback TDI Business Advanced: 50.100 euroAudi Q3 Sportback TDI S line: 52.300 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Renault Clio E-Tech, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

Con la sesta generazione, la Renault Clio ha cambiato completamente faccia: linee più scolpite e soluzioni stilistiche che non ti aspetti su una segmento B, con la calandra sporgente e le quattro luci poligonali al posteriore, abbinate a un lunotto molto inclinato, quasi da coupé. La piattaforma è la stessa del modello precedente, ma le misure crescono leggermente: la compatta francese è lunga 412 cm (7 in più) e larga 177 (-3), con un passo di 259 cm (+1). Lo spazio per i passeggeri posteriori resta pressoché invariato, mentre rimane piccolo il bagagliaio: il Centro prove ha rilevato 203 litri utili. Notevole invece il salto di qualità in abitacolo, a cominciare dai due schermi da 10,1" per strumentazione digitale e infotainment (con connettività wireless per gli smartphone e la suite software di Google). Renault Clio E-Tech: il motore Rispetto al modello precedente, il nuovo powertrain full hybrid della Clio guadagna potenza, passando da 145 a 158 CV complessivi. Merito soprattutto dell'unità termica, un 1.8 quattro cilindri aspirato più potente del vecchio 1.6 (109 CV contro 94), che funziona con il ciclo Atkinson e prevede l'iniezione diretta. Il motore elettrico principale ha 50 CV e 205 Nm, muove le ruote di trazione e ricarica la batteria da 1,4 kWh; la seconda unità lavora all'interno del cambio robotizzato, privo di frizione e sincronizzatori, con quattro rapporti dedicati al motore termico e due a quello elettrico. Renault Clio E-Tech: i consumi reali *Prezzo della benzina al 16/07/2026: 1,910 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di marzo 2026, la Clio conferma la bontà del powertrain francese (sviluppato dalla Horse, joint-venture tra la Casa francese, Geely e Aramco), che riesce a prodursi in consumi decisamente contenuti, offrendo al tempo stesso una dose di potenza che fa viaggiare tranquilli, specialmente in ripresa. La percorrenza cittadina è leggermente peggiorata rispetto all'E-Tech della precedente Clio (che spuntava 30,7 km/l in città), ma rimane comunque elevatissima. Nonostante il serbatoio di appena 39 litri, in ambito urbano l'autonomia supera di slancio i 1.100 km. E in autostrada riesce a fare di meglio del modello che sostituisce, passando da 13,6 a 15,5 km/l. Renault Clio: gamma e allestimenti La gamma della nuova Renault Clio E-Tech apre con l'allestimento evolution, che prevede cerchi d'acciaio da 16, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore manuale e sensori di parcheggio posteriori. La versione intermedia techno aggiunge i cerchi di lega da 16, il quadro strumenti da 10 e l'infotainment con servizi Google integrati, il climatizzatore automatico, gli specchietti ripiegabili elettricamente, la telecamera posteriore e il sensore per la pioggia. La top di gamma esprit Alpine si distingue per i tanti dettagli sportivi, dentro e fuori l'abitacolo (come i sedili avvolgenti e la pedaliera in alluminio), ma anche per la più ricca dotazione di Adas, che prevedono guida assistita di livello 2 e monitoraggio dell'angolo cieco. Renault Clio E-Tech: i prezzi Renault Clio E-Tech evolution: 24.900 euroRenault Clio E-Tech evolution: 26.700 euroRenault Clio E-Tech evolution: 28.300 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Fiat 500 Hybrid, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

La nuova Fiat 500 Hybrid è pressoché identica alla gemella a batteria (e, come lei, esce dalle linee dello stabilimento di Mirafiori): fuori, a distinguerla c'è solo il paraurti anteriore, con una sottile presa d'aria per raffreddare il motore termico. Dentro arrivano la leva del cambio manuale e il pedale della frizione. Lunga 363 centimetri, la 500 Hybrid è fatta su misura per muoversi in città: meglio se da soli, o al massimo in due: i posti davanti sono spaziosi, mentre quelli dietro sono i più sacrificati, per l'accessibilità e lo spazio in generale, comunque superiore a quello del modello precedente. Riuscita la plancia, bella da vedere e pratica da usare, con una distribuzione razionale dei comandi (tanti quelli fisici). Resta sempre piccolo il bagagliaio: nelle rilevazioni del Centro prove la capacità complessiva è di 174 litri. Fiat 500 Hybrid: il motore Partendo dalla piattaforma della 500e, i tecnici Fiat sono riusciti ad alloggiare il tre cilindri 1.0 Firefly aspirato da 65 CV con il sistema mild hybrid. Che è rimasto lo stesso: un motogeneratore a cinghia, alimentato da una batteria a 12 V, che per qualche istante supporta il termico con 3,6 kW. Rispetto alla 500 precedente si perdono 5 CV, per i più stringenti limiti di omologazione Euro 6bis. Non è un'auto brillante, ma nello scatto breve il tre cilindri mostra una discreta brillantezza, prendendo bene i giri, grazie anche al cambio piacevole da manovrare e alla frizione leggera. I limiti della 500 Hybrid emergono quando si esce dal suo terreno d'elezione: in autostrada o sulle strade collinare, per esempio, dove il motore ha il "fiato corto" e occorre mettere spesso mano al cambio. Fiat 500 Hybrid: i consumi reali *Prezzo della benzina al 09/07/2026: 1,855 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Fiat 500 Hybrid ha ottenuto solo 3,5 stelle su 5 alla voce consumi: le percorrenze medie sono calate dai 18,2 km/litro della 500 precedente ai 16 rilevati per questo modello. Un calo dovuto alla minor potenza del motore, e al fatto che l'auto è un po' più pesante (56 kg), perché più grande ed equipaggiata con sistemi di sicurezza più avanzati.  Fiat 500 Hybrid: gamma e allestimenti La Fiat 500 Hybrid è disponibile in tre varianti di carrozzeria: berlina, cabrio (col tetto in tela) e 3+1, con una piccola porta extra dietro quella del passeggero. L'allestimento d'attacco Pop prevede cerchi d'acciaio da 15", fari posteriori a Led, quadro strumenti digitale da 7" e supporto per lo smartphone. La versione Icon aggiunge i cerchi di lega da 16", il climatizzatore automatico e l'infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. La serie speciale Torino, disponibile nelle colorazioni Yellow Gold e Ocean Green, si distingue per il badge con la Mole Antonelliana e i sedili con il logo Fabbrica Italiana Automobili Torino. La versione più ricca La Prima aggiunge cerchi da 17", vetri posteriori oscurati e tetto in vetro con tendina parasole; dentro c'è la ricarica wireless, la telecamera di parcheggio, il sedile posteriore sdoppiato 50/50 e quelli anteriori riscaldabili. Fiat 500 Hybrid: i prezzi Fiat 500 Hybrid Pop: 19.900 euroFiat 500 Hybrid Torino: 20.900 euroFiat 500 Hybrid Icon: 21.650 euroFiat 500 Hybrid La Prima: 24.650 euroFiat 500 Hybrid Pop Cabrio: 22.900 euroFiat 500 Hybrid Icon Cabrio: 24.650 euroFiat 500 Hybrid Dolcevita: 25.200 euroFiat 500 Hybrid La Prima Cabrio: 27.650 euroFiat 500 Hybrid Pop 3+1: 21.400 euroFiat 500 Hybrid Icon 3+1: 23.150 euroFiat 500 Hybrid La Prima 3+1: 26.150 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Toyota Aygo X, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

La nuova Toyota Aygo X è una citycar lunga 378 cm: con l'ultimo restyling è cresciuta di quasi 8 cm per far posto al powertrain full hybrid della Yaris, che sostituisce il "vecchio" tre cilindri a benzina. Si fa più moderno lo stile del frontale e si rinnova la dotazione tecnologica di bordo, anche per la sicurezza. L'abitacolo è rimasto invariato: lo spazio risente del design originale della carrozzeria, in particolare per chi siede dietro, che ha a disposizione pochi centimetri per la testa e finestrini a compasso. Modesta anche la capacità del bagagliaio: 196 litri misurati dal Centro prove, con una soglia di carico molto alta (81 cm da terra). Toyota Aygo X: il motore Il full hybrid da 116 CV della Aygo X prevede un 1.5 tre cilindri abbinato a due motori elettrici e una batteria agli ioni di litio, alloggiata sotto i sedili posteriori. Per il segmento delle citycar è una prima assoluta, che si apprezza soprattutto nei consumi, ma anche nelle prestazioni: lo scatto da ferma a 100 km/h scende da 14,9 a 9,2 secondi. Una bella differenza, nel traffico cittadino. Migliora anche il confort di bordo: dal momento che si viaggia spesso con l'unità termica spenta, il tre cilindri si fa vivo molto meno di prima.  Toyota Aygo X: i consumi reali *Prezzo della benzina al 02/07/2026: 1,804 /litro Nella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Toyota Aygo X ha ottenuto 5 stelle su 5 alla voce consumi. Il passaggio alla motorizzazione full hybrid, rispetto alla precedente versione con il 3 cilindri 1.0 non elettrificato, ha portato a un miglioramento nei consumi del 28%: si viaggia spesso col termico spento (per il 30% del tempo in ambito urbano). Le percorrenze garantite da questa piccola citycar sono elevatissime in ogni condizione, meglio di qualunque altra rivale della classe. Toyota Aygo X: gamma e allestimenti La Toyota Aygo è disponibile in quattro allestimenti, da quello base con denominazione modello alla più aggressiva GR Sport, con dettagli sportivi (compresi i cerchi da 18") e regolazioni specifiche per sterzo, molle e ammortizzatori. Su tutte troviamo la telecamera posteriore, il freno di stazionamento elettrico, il climatizzatore automatico, la strumentazione digitale da 7" e l'infotainment da 9" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Con la Icon arrivano i sensori luci e pioggia, la ricarica a induzione e i cerchi di lega da 17". La Premium aggiunge il clima bizona, l'infotainment da 10,5" con navigatore connesso e i cerchi da 18". Su richiesta, questo allestimento può avere il tetto in tela apribile elettricamente, nel Look Pack (1.850 euro). Di serie per tutta la gamma la suite Toyota Safety Sense, con la guida assistita di livello 2. Toyota Aygo X: i prezzi Toyota Aygo X Hybrid 115: 20.850 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Icon: 23.350 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Premium: 24.950 euroToyota Aygo X Hybrid 115 GR Sport: 25.950 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Consumi reali auto: tutti i rilevamenti del Centro prove di Quattroruote

Quando si sceglie un'auto, i consumi sono tra gli aspetti più importanti da valutare. L'aumento dei prezzi dei carburanti e il costo dell'energia rendono ancora più utile conoscere quanto consuma davvero ogni modello nell'utilizzo reale.In questa pagina trovate i consumi reali delle auto più richieste sul mercato, rilevati con la metodologia e gli strumenti del Centro prove di Quattroruote. Benzina, diesel, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche: per ogni modello sono disponibili dati misurati per aiutare a confrontare le diverse soluzioni e scegliere l'auto più adatta alle proprie esigenze. Consumi reali: tutti i modelli testati dal Centro Prove di Quattroruote Dacia Duster Hybrid 155 Una delle SUV di maggior successo in Italia, spaziosa e pratica, con la motorizzazione più efficiente in gamma: nelle nostre prove, la percorrenza media rilevata è di 17,4 km/l. Toyota Aygo X Hybrid 115 La piccola citycar giapponese si è aggiornata, prendendo il powertrain full hybrid della sorella maggiore Yaris: rispetto al "vecchio" tre cilindri benzina, i consumi sono migliorati di quasi il 30%. La media rilevata dal Centro prove è di 21,7 km/l. Fiat 500 Hybrid La nuova serie del "Cinquino", costruita sulla base della sorella elettrica, monta il 1.0 Firefly aspirato da 65 CV con impianto mild hybrid: rispetto al modello precedente i consumi sono un po' aumentati: la percorrenza media rilevata dal Centro prove è di 16 km/l contro 18,2. Renault Clio E-Tech La sesta serie della compatta francese cresce leggermente nelle dimensioni e guadagna una manciata di cavalli rispetto al modello precedente: brillante e agile da guidare, in città spunta comunque un'ottima percorrenza di 28,9 km/l (contro 30,7), e in autostrada arriva a 15,5 km/l (prima erano 13,6). Audi Q3 Sportback TDI Nella sua versione Sportback la terza serie della SUV tedesca mantiene le linee filanti che l'hanno sempre contraddistinta. Il 2.0 TDI incarna il giusto compromesso tra efficienza e prestazioni, specialmente nei viaggi lunghi: in autostrada percorre 14,8 chilometri con un litri di gasolio, più di 800 km con un solo pieno. Honda Prelude 2.0 HEV La sesta generazione della coupé giapponese ha tutte le carte in regola: non ha atout prestazionali, ma è capace di regalare un grande piacere di guida. Con consumi da citycar: più di 25 km/l in città, dove assicura un'autonomia di oltre mille km. In media, supera i 20 km/l. Hyundai Tucson 1.6 HEV La SUV coreana si distingue per il carattere nelle linee, mantenendo spazi, praticità e consumi da vera auto di famiglia. Buone le percorrenze assicurate dal powertrain full hybrid da 239 CV: quasi 18 km/l in città, dove l'autonomia supera i 900 km. In media, percorre 15,6 chilometri con un litro di benzina.
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Dacia Duster full hybrid, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

La Dacia Duster è una delle SUV di maggior successo in Italia: piace perché è un'auto di sostanza, pratica, e con un ottimo rapporto qualità prezzo. La nuova generazione, che ha debuttato nel 2024, ha adottato uno stile più moderno e personale. Anche a bordo, dove si trova un abitacolo più attento alla robustezza che ai materiali morbidi. La Duster è lunga 434 centimetri, larga 181 e alta 166, con un passo di 266 cm: buona l'abitabilità, anche per chi siede dietro. Il bagagliaio, nelle rilevazioni del Centro prove, mette a disposizione 407 litri reali. Dacia Duster Hybrid 155: motore La Dacia Duster è disponibile con diverse motorizzazioni, ma la più interessante per il mercato italiano è la full hybrid di provenienza Renault da 158 CV. Sviluppato dalla Horse Powertrain (joint venture tra Renault, Geely e Aramco), prevede un 1.8 quattro cilindri aspirato abbinato a due unità a corrente: una che dà trazione alle ruote nella marcia in elettrico (anche in supporto al motore termico), e l'altra che ricarica la batteria e gestisce il cambio multimodale. Dacia Duster Hybrid 155: consumi reali *Prezzo della benzina al 24/06/2026: 1,823 /litro Nella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di aprile 2026, la Dacia Duster Hybrid 155 ha ottenuto 4 stelle su 5 alla voce consumi. Il motore è capace di offrire il giusto brio e numeri contenuti, pur se non da record. Il passaggio dall'1.6 all'1.8 non ha portato vantaggi, ma le auto assetate sono altre: lo dimostrano, per esempio, i 24 km/l in città, dove però il powertrain precedente aveva fatto registrare percorrenze migliori (27,5 km/l). Progressi anche nei risultati in autostrada (13,1 km/litro anziché 12,2).  Dacia Duster Hybrid 155: gamma e allestimenti La Dacia Duster con il motore full hybrid da 155 CV non è disponibile nell'allestimento base Essential, ma a partire da quello intermedio Expression. Di serie telecamera posteriore, cerchi di lega da 17", quadro strumenti digitale da 7" e infotainment da 10" (con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto), sensore pioggia e quattro finestrini elettrici. La Extreme aggiunge i fendinebbia, dettagli interni in color rame, rivestimenti in Tep MicroCloud lavabile, ingresso senza chiave e barre al tetto modulari. La Journey si distingue per i cerchi da 18", il climatizzatore automatico, il navigatore connesso, l'impianto stereo Arkamys a 8 altoparlanti e la ricarica a induzione per lo smartphone. Dacia Duster Hybrid 155: prezzi Duster Hybrid 155 Expression: 26.650 euroDuster Hybrid 155 Journey: 28.200 euroDuster Hybrid 155 Extreme: 28.200 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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