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F1 | Marko: "Ho paura che nel 2026 ci siano distacchi enormi"

La "mia Dakar": il rally più bello al mondo raccontato attraverso gli occhi di chi l'ha vissuto

MotoGP | Ecco il calendario completo dei test ufficiali della particolare stagione 2026
Tuttavia, la particolarità della stagione 2026, con una transizione verso il cambiamento del regolamento tecnico nel 2027, quando entreranno in gioco i nuovi ...Continua a leggere

F1 | Cadillac F1: già la vettura sperimentale mostra un... carattere diverso

IMSA | Daytona-Roar, Sessione 6: ancora tre Porsche al comando
Temperature ancora attorno ai 20°C in una atmosfera umida che hanno visto la maggior parte dei team sfruttare i 60' a disposizione per mettere insieme ancora più giri ...Continua a leggere

NLS | Incredibile Mercedes: chiede di spostare il via per far correre Verstappen
Secondo le informazioni raccolte da ...Continua a leggere

La strategia di Nissan negli Usa: così la casa automobilistica giapponese ha limitato l'effetto dei dazi di Trump
Dakar 2026 | Nani Roma secondo e felice: "Quest'anno distacchi da F1"
Dopo 13 tappe, Roma ha colto il secondo posto assoluto nella classe Auto, arrivando a ...Continua a leggere

MotoGP | Aprilia RS-GP26: l'aerodinamica cerca il carico e la facilità di guida
Aprilia GP-RS26 ...Continua a leggere

Eccovi "Sua Stabilità"! Abbiamo provato per voi la nuova Moterra 1 di Cannondale [VIDEO]
Shelby GT350 Cabriolet 2026: il ritorno della muscle car americana
Auto di famiglia: cosa sceglievamo nel 1996 prima della moda delle suv
WEC | Un grattacapo per la nuova Toyota: "Siamo rimasti indietro sulle gomme"
L'introduzione del nuovo pacchetto aerodinamico per la rinnovata e ribattezzata TR010 Hybrid mira a riportare la LMH giapponese ai vertici della Classe HYPERCAR nella lotta per titoli e successo alla 24h di Le Mans.
Di questa cosa ne abbiamo parlato già in precedenza ...Continua a leggere

WRC | Toyota fa esordire la GR Yaris Rally1 evoluta al Rallye Monte-Carlo
Lo sa bene Toyota Gazoo Racing, che si presenterà al via del WRC 2026 con una vettura evoluta in modo importante. L'obiettivo è chiaro, cercare di mantenere un vantaggio importante su Hyundai Motorsport e Ford M-Sport, così da replicare la passeggiata verso il titolo ...Continua a leggere

F1 | Nei segreti dello sviluppo: vi raccontiamo come nascono le vetture 2026 al simulatore

Brabec devastato dopo aver perso la Dakar a 2 km dall'arrivo: "Sono le corse, ma fa malissimo"
Quella che doveva essere una giornata di festa, l’ultima tappa è di solito una formalità, poco più di cento chilometri, si è trasformata nella scena più ...Continua a leggere

Toyota GT86 diventa l'AE86 di Initial D: il retromod da sogno del Tokyo Auto Salon 2026
La crisi silenziosa delle case automobilistiche cinesi tra troppa concorrenza, profitti a picco e sovrapproduzione
F1 | Power unit 2026, Hodgkinson: “L’unità endotermica farà ancora la differenza”
Una conferma ...Continua a leggere

Dakar 2026 | Loeb finisce con 13 forature: "Le vetture sono robuste. Sono le gomme l'anello debole"
La leggenda del Campionato mondiale di rally Loeb è arrivato in Arabia Saudita con una rinnovata speranza di conquistare quella vittoria alla Dakar che gli era sfuggita nelle sue precedenti nove partecipazioni.
Ma la sfida ...Continua a leggere

Anteprima - Hyundai e Genesis 2026: tutte le novità in arrivo
All’asta la Benetton 192A di Schumacher
Nel 1992 la Formula 1 è un mondo in transizione: aerodinamica ed elettronica sempre più sofisticate e un giovane tedesco che vuole riscrivere le gerarchie. In questo scenario, Benetton sceglie la strada della prudenza tecnica, rinviando il debutto della nuova B192 finché Rory Byrne non è certo della sua maturità: quando finalmente scende in pista, non è solo una nuova monoposto, è il trampolino di lancio di una storia sportiva di un pilota destinato a diventare leggenda. Ora questa vettura andrà all’asta – solo online – dal 23 al 30 gennaio, grazie a Broad Arrow.
Un debutto misurato, un talento esplosivo
Il telaio B192-05 fa il suo esordio a Montréal, settimo appuntamento del Mondiale. Michael Schumacher lo porta subito in quinta posizione in qualifica e poi fino a un magnifico secondo posto finale, sotto il sole canadese, risultato che lo proietta tra i protagonisti del campionato. In Francia il copione si ripete: quinto tempo in griglia davanti al compagno Brundle, aggressività in mezzo ai giganti Mansell, Senna e Patrese e un duello ruvido proprio con il brasiliano che, tamponato dal tedesco, finisce nella ghiaia provocando una famosa tirata d’orecchie in mondovisione. La gara, spezzata dalla pioggia e da una bandiera rossa, si chiude senza gloria, ma il messaggio è chiaro e Senna è primo ad averlo capito: Schumacher è pronto per vincere.
Velocità, rischio e carattere
Dopo un alternarsi di telai, la B192-05 torna protagonista in Ungheria. Schumacher la piazza di nuovo in seconda fila, con un abisso di 1”6 sul compagno di squadra e in gara risale fino al podio, ma un cedimento dell’ala posteriore lo spedisce in testacoda nella ghiaia. Un episodio che sintetizza la stagione: prestazioni straordinarie, ma sempre al limite e se la Benetton cresce, Schumacher anche di più e ogni uscita rafforza un sodalizio che si sta facendo sempre più competitivo, andando a insidiare equilibri consolidati, all’interno di una stagione dominata dalla Williams di Mansell.
Spa 1992: nascita di una leggenda
Il 30 agosto a Spa-Francorchamps tutti i pianeti sono allineati. Meteo instabile, scelte da prendere in una frazione di secondo, e la capacità di “leggere” la gara meglio degli altri: quando Schumacher va largo alla Stavelot e si ritrova dietro Brundle, nota le gomme rain del compagno praticamente distrutte. Decide all’istante di rientrare ai box per montare le slick ed è la mossa vincente perché Mansell e Patrese esitano, lasciando che Schumacher s’involi verso la sua prima vittoria in Formula 1, un anno esatto dopo il debutto nello stesso circuito. È anche l’ultima affermazione di una monoposto con cambio manuale: un passaggio di testimone tecnico e generazionale.
L’ultima danza e il congedo dalle piste
La B192-05 corre ancora a Estoril, dove Schumacher, costretto a partire dal fondo, rimonta fino al settimo posto nonostante una foratura. Poi viene accantonata, dopo aver contribuito in modo decisivo al terzo posto finale nel Mondiale Piloti, davanti persino a Senna e nel 1993, dopo essere usata come auto di riserva nelle prime gare, viene ritirata a Enstone, sede del team Benetton. Con l’acquisizione Benetton da parte di Renault, entra nella collezione storica del marchio francese, per poi essere restaurata integralmente da LRS Formula e mantenuta in perfetto ordine di marcia, passando poi nelle mani dell’attuale proprietario, definito nella scheda di presentazione della vettura come “un famoso pilota contemporaneo di Formula 1”. Oggi la B192-05 non è soltanto una monoposto da museo, ma è anche un simbolo legato indissolubilmente a uno dei più grandi campioni della storia della Formula 1. La Benetton della prima vittoria di Michael Schumacher, l’auto che ha acceso una carriera da sette titoli mondiali è forse una delle monoposto più affascinanti recentemente messe all’asta, anche se meno iconica della McLaren MP4/6 con cui Senna vinse il Gran Premio del Brasile, passata di mano lo scorso dicembre. Mai offerta pubblicamente prima, non è solo un oggetto d’asta: è l’istante preciso in cui la storia ha cambiato direzione.









IMSA | Daytona-Roar, Sessione 4-5: prima Cadillac e poi Porsche
La quarta sessione è durata solamente 60' e non ci sono state particolari situazioni da segnalare, a parte i lavori di sostituzione del motore sulla Porsche 'Rexy' ...Continua a leggere

Porsche: nel 2025 record per la 911, ma le consegne globali frenano del 10%
La Cina punta sulle “auto eleganti”: così le case automobilistiche del Dragone pianificano un nuovo assalto all'Europa
IMSA | Daytona-Roar, Sessione 3: doppietta Porsche-Penske sulle Cadillac
I 90' a disposizione delle 60 vetture iscritte al primo evento stagionale 2026 di Endurance Cup sono in realtà stati ridotti a 30' per le Oreca di Tower ...Continua a leggere

Nuova partnership tecnica tra Birelart e IAME
L’obiettivo della nuova partnership è quello di garantire ai kart Birelart una sempre maggiore competitività ...Continua a leggere

Cadillac F1, Perez gira a Silverstone: ma l'undicesimo team può evitare il destino di Manor e HRT?
Dakar | Baciuska vince la Stock: "Defender super. Zero guasti e non abbiamo mostrato tutto il potenziale"
Congratulazioni, come ci si sente a vincere con un marchio iconico come ...Continua a leggere

La guerra dei Rossi: Valentino triste e preoccupato, missili dalla compagna di Graziano. Che vuole sposarsi
Come riportato da Il ...Continua a leggere

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Dakar 2026 | Al-Attiyah al sesto centro: "Sono commosso. Ho rallentato dove Brabec ha perso la vittoria"

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Al-Attiyah vince la Dakar 2026 e regala la prima affermazione a Dacia
Il qatariota è partito per primo dopo la vittoria di tappa di ieri e ha subito perso 8 minuti dal battistrada - Mattias Ekstroem che ...Continua a leggere

Ford Mustang Dark Horse SC 2026: nasce la “supercharged” pensata per la pista e pronta a sfidare Porsche
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La casa giapponese negli ultimi mesi dello scorso anno ha introdotto il pacchetto aerodinamico di nuova generazione per cercare di rendere più competitiva la GR010 Hybrid. Il risultato emerso è una ...Continua a leggere

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Dakar 2026. Finale. MICIDIALE COLPO DI SCENA! E i vincitori sono: Luciano Benavides, KTM; Nasser Al Attiyah e Fabian Lurquin, Dacia [VIDEO]
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La svolta effetto suolo: Alfa Romeo 179
Tra gli anni 70 e 80, l'Alfa Romeo 179 rappresenta una delle monoposto più significative per il Biscione in Formula 1. Tecnomodel la propone di resina e in scala 1:18, nella configurazione del GP d’Olanda 1980 affidata a Vittorio Brambilla, con un dettaglio che conferma una filosofia modellistica ormai ben riconoscibile.
Aerodinamica protagonista
La linea è compatta, rettangolare, priva di parti superflue. Il frontale, con l’ala in due parti, è corto e spiovente, e l’insieme è riprodotto con proporzioni corrette per offrire quell’aspetto quasi artigianale che caratterizzava le monoposto dell’epoca. Le fiancate, alte e squadrate, mostrano le prese d’aria laterali e il profilo superiore risulta leggermente modellato, con la livrea rosso Alfa stesa in maniera uniforme e brillante, interrotta dal bianco del muso e della parte superiore dell’abitacolo. Le decalcomanie degli sponsor, con cerchi e pneumatici Goodyear e il logo Alfa Romeo con l'immancabile quadrifoglio, appaiono ben posizionate, contribuendo a un colpo d’occhio molto realistico. In coda domina l’ala posteriore alta e squadrata, uno degli elementi più in vista del modello. Le paratie laterali riportano correttamente la rivettatura, e la struttura dell’ala e il supporto centrale sono riprodotti con un buon compromesso tra solidità e dettaglio.
Minimale e ricercata
Il posto guida è profondo e credibile e ospita l’avvolgente sedile, con cinture di sicurezza. La strumentazione minimale ben rappresenta l’essenzialità estrema della Formula 1 di 45 anni fa. Il rollbar, la presa d’aria sopra la testa del pilota e i dettagli del cockpit sono resi con una finezza che ripaga anche l’osservazione ravvicinata, nonostante l’assenza di parti apribili. Imperdibile per gli appassionati di Formula 1 storica, è una monoposto poco celebrata ma fondamentale nel percorso sportivo per il marchio del Biscione. Il modello, in uscita a breve con il numero 22 di Vittorio Brambilla, sarà disponibile anche con il 23 di Bruno Giacomelli, per dare la possibilità ai più esigenti di completare la squadra. Prenotabile sul sito del produttore, il prezzo di 256,40 euro è una spesa che un collezionista consapevole comprende.




















IMSA | Daytona-Roar, Sessione 2: Van Der Linde porta davanti la BMW
Giornata assolata ma fresca in Florida, dove le attività pomeridiane si sono aperte con una bandiera rossa sventolata dopo appena una decina di minuti, quando Job Van Uitert è finito fuori in curva 1 con la ...Continua a leggere

Dakar. La leggenda di Massimo Ormeni, il Mago delle Honda italiane, lo scopritore di Edi Orioli [VIDEO-ITV]
F1 | Ferrari: ecco il fire up della SF-26, primo vagito in attesa del lancio
Questo rito che si ripete ogni anno precede la presentazione della rossa che è programmata per venerdì 23 febbraio a Fiorano, quando, a seguito della diffusione delle prime immagini via web, ci sarà anche ...Continua a leggere

La Super Duke di Krämer
Sorpresa WP: nasce WP Braking Systems e cambia il mondo dei freni KTM
Dunlop e Falken insieme a Goteborg: debutto storico all’Automassan 2026
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IMSA | Daytona-Roar, Sessione 1: si comincia col tris Porsche
Il sole deve ancora scaldare l'ambiente e i primi 75' di attività sul tracciato della Florida sono serviti principalmente per ...Continua a leggere

F1 | Ferrari: Adami "lascia" Hamilton e prende un nuovo doppio ruolo a Maranello
Nel comunicato ufficiale, la Ferrari ha sottolineato come Adami “metterà a disposizione la sua ampia esperienza in pista e la sua competenza in Formula 1 a ...Continua a leggere

MotoGP | Honda completa un altro test con la moto 2027 e Ducati fissa il debutto della GP27

Porsche - Tonfo globale nel 2025: Zuffenhausen si aggrappa a 911 e Macan
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SBK. Allarme caschi. Molti i produttori ancora senza l’omologazione FIM2
Valentino Rossi resta con BMW
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I segreti del cambio DRG Ducati
F1 | Cadillac muove i primi passi in pista con un filming day a Silverstone
Una fonte vicina a Motorsport.com ha rivelato che Perez è a Silverstone per la giornata di riprese prima di tornare in Messico, dove la prossima settimana adempirà ad alcuni ...Continua a leggere

Dakar 2026 | Camion, Tappa 12: Zala in testa, Van den Brink punta al 2° posto

Dakar 2026 | Dacia, parla il chief engineer: "Sandriders più solida, ma lavoriamo sempre sulle prestazioni"

F1 | Una Aston Martin da costruire: in arrivo la AMR25 di Meccano
Grazie ad un nuovissimo accordo raggiunto con l'azienda di Addo Play, la AMR25 verrà riprodotta in scala 1/8 con la celebre costruzione in metallo denominata 'Meccano Pro x Aston Martin Aramco Formula ...Continua a leggere

WRC | Martins Sesks correrà con M-Sport in 7 eventi su 14 del 2026
Il pilota lettone ha svelato oggi i suoi piani per la stagione ormai alle porte e la buona notizia è che almeno in metà dei 14 eventi del Mondiale Rally sarà presente.
Sesks correrà anche quest'anno con M-Sport Ford, al volante ...Continua a leggere

MotoGP | Rivola: "Con Bezzecchi c'è il sentore di poter fare qualcosa di storico"

Motorsport - Racing Physique Academy, dove i piloti si allenano come atleti délite
A Roma col piede leggero: scatta il limite di 30 km/h in tutto il centro
Il futuro è già qui: in Cina il vigile urbano è un robot della Chery
F1 | Marko: "Ecco come Max farà la differenza nel 2026. Il titolo? Lo vincerà chi ha un motore Mercedes"
Le ultime parole pubbliche, Marko le rilasciò poche ore dopo ...Continua a leggere

Germania - Tornano gli incentivi per le auto elettriche: fino a 6.000 euro per chi compra
Dark factory - Fabbriche buie: così lauto corre verso la produzione senza luce né operai
Valentino Rossi denuncia la compagna di papà Graziano: sottratti soldi con l'inganno?
La notizia è riportata dall'edizione pesarese de 'Il Resto Del Carlino', che analizza una faccenda iniziata già diverso tempo fa, quando Graziano ...Continua a leggere

In centro - Roma, autovelox mobili nella Ztl: cosa si rischia oltre il limite dei 30 km/h
Ritorni - Opel Manta, la sportiva elettrica slitta al 2030: prima vengono Corsa e Suv
Fiat limitate a 120 km/h? La "rinuncia" per tagliare i prezzi dei nuovi modelli
La ricarica ultra-fast rovina davvero la batteria? I dati su 22.700 auto elettriche
Dakar 2026 | Auto, Tappa 12: Al-Attiyah e Dacia mettono il sigillo sulla vittoria finale
Il pilota qatariota, forte di un'ottima posizione di partenza ...Continua a leggere

Lucci: "Ero venuto alla Dakar cercando la costanza e penso di averla trovata"

F1 | Luke Browning riserva Williams per la stagione 2026
La scuderia con sede a Grove non aveva in precedenza un terzo pilota, anche se in teoria avrebbe potuto ricorrere a quello della Mercedes, ovvero il suo ex Valtteri Bottas, per tutto il 2025.
Membro della Williams Driver Academy dal 2023, Browning ha partecipato a tre sessioni di Prove Libere 1 ...Continua a leggere

Nissan - NX8, la Suv elettrica da 650 km che sembra una concept
Usa-Cina - Ford tratta con BYD per la fornitura di batterie: Stati Uniti furenti
Auto elettriche - La Cina accelera sulle batterie allo stato solido: Dongfeng punta ai 1.000 km
F1 | La Ferrari annuncia BingX come nuovo Team Partner
L'accordo tra il team di Maranello e la società di crypto exchange è pluriennale, ha fatto sapere la squadra italiana, e dovrà contribuire alla continua ...Continua a leggere

Formula 1 - Da Detroit la nuova F1: Red Bull e Racing Bulls aprono lera Ford
Dakar 2026 | Moto, Tappa 12: Brabec ad un passo dal successo finale

Kia - La EV5 arriva in Italia: prezzi, autonomia e dotazioni della nuova elettrica
IMSA | Porsche a Daytona per fare ancora la storia: obiettivo tris nel 2026
Da 75 anni Porsche scrive la storia dell'automobilismo. Il primo capitolo è considerato la 24 Ore di Le Mans del 1951, dove una Porsche 356 SL preparata dalla casa madre ottenne una vittoria di classe ...Continua a leggere

WEC | Ford completa le Mustang LMGT3 con Sargeant, Priaulx e Gattuso
Proprio Sargeant è la novità che vedremo al volante ...Continua a leggere

La Novità 2026 - Vota le tue auto preferite!
All’asta la Ferrari FF di John Elkann
Non c’è dubbio che questa Ferrari FF – realizzata su misura secondo le specifiche di John Elkann – sia molto affascinante. Merito di accostamenti di tonalità inusuali e scelte di materiali di gusto antico, che la rendono non solo un pezzo da collezione, ma una vera rarità a prescindere dal famoso ex proprietario. Andrà all’asta a Parigi il 28 gennaio con RM Sotheby’s ma non sarà la prima volta, perché già nel 2024, durante “L’Astarossa” di Monaco era stata inserita tra i lotti all’incanto con una stima superiore, fino a 400 mila euro, rimanendo però invenduta.
Una Ferrari fuori dagli schemi
La “FF” non è una Ferrari “facile”: quando debuttò a Ginevra nel 2011, la sorpresa di vedere una shooting brake a trazione integrale, con portellone e quattro veri posti, sembrò quasi una provocazione. In realtà era una dichiarazione di maturità tecnica e culturale perché la "Ferrari Four" (da qui l'acronimo) sfoggiava una personalità molto spiccata, grazie a una linea muscolosa ma fluida, lontana dalle mode e già proiettata verso una classicità futura. Non poteva essere diversamente per un modello che ospita il simbolo stesso del Cavallino Rampante, ovverosia il V12 aspirato – qui nella versione F140EB – da 6.3 litri, 660 CV e la capacità di regalare un allungo che fa parte del decalogo della Rossa perfetta.
Integrale innovativa e piena di tecnologia
Ma la caratteristica più innovativa della FF è il sistema di trazione integrale 4RM (4 Ruote Motrici), che prevede il trasferimento del moto all’asse anteriore attraverso una power transfer unit compatta posizionata davanti al motore, ottenendo un risparmio di peso del 50% rispetto a una trazione integrale tradizionale. Dove non arriva la meccanica arriva l’elettronica, per salvaguardare l’architettura del motore in posizione anteriore-centrale e la ripartizione ideale del peso con oltre il 50% sull’assale posteriore. C’è anche un cambio doppia frizione a sette rapporti – per la prima volta associato al V12 – ma anche un raffinato telaio di alluminio, sospensioni magnetoreologiche SCM-E e freni carboceramici, a completare un quadro tecnico di alto livello.
Un allestimento unico per Elkann
La FF non è solo una Ferrari diversa: è una Ferrari che amplia il proprio orizzonte senza rinnegare sé stessa e, come tale, deve avere ispirato il nipote dell’Avvocato, che nel 2013 ordinò un esemplare decisamente speciale. Unico a partire dalla carrozzeria verniciata di color “Nuovo Blu”, abbinata a interni – sempre di colore blu – ma con una caratteristica raramente vista nelle Ferrari degli ultimi 40 anni, ovverosia i sedili di tessuto. Si possono notare anche i loghi del Cavallino ricamati sui poggiatesta, le cuciture bianche a contrasto sulla tappezzeria e le finiture di fibra di carbonio blu che adornano la plancia. A completare l’allestimento, il tetto apribile panoramico di vetro e il vano bagagli rivestito di teak nero.
Ha solo 16 mila chilometri
Nel gennaio 2024 – strategicamente prima della vendita all’asta – era stata sottoposta a un servizio di manutenzione completo, compresa la sostituzione della cinghia di distribuzione e, pur essendo rimasta invenduta, non si è mossa molta durante questo tempo. Se prima il contachilometri segnava 15.889, adesso indica 16.037 e gli esperti di RM Sotheby’s hanno prudentemente abbassato la stima massima a 320 mila euro, nella speranza di trovare un nuovo acquirente che potrà godere di una Ferrari FF con poche rivali dal punto di vista dell’unicità e dell’eleganza.











F1 | Red Bull Powertrains sicura: "Nessun problema con il rapporto di compressione. La nostra PU è legale"

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Dal 31 dicembre 2025 al 1 gennaio 2026 a Milton Keynes hanno voltato più di una ...Continua a leggere

WEC | Ford annuncia Priaulx-Rockenfeller-Sargeant per la LMDh con motore V8 aspirato
In occasione della presentazione ufficiale di tutti i programmi sportivi per l'annata 2026, la Casa dell'Ovale Blu in quel di Detroit ha annunciato i primi piloti e alcuni dettagli della vettura LMDh che verrà costruita su telaio Oreca.
Partendo da ...Continua a leggere

Dakar 2026 | Camion, Tappa 11: Loprais vince la speciale e Zala resta in testa
La tappa che è stata caratterizzata da tanta polvere e sassi ha premiato ancora Ales Loprais che con il Red Dragon dell'Instatrade ...Continua a leggere

Dakar 2026 | Dacia, parla il navigatore di Al-Attiyah: "Nasser fa la differenza sulle dune"
belga corre a fianco di Nasser Al Attiyah al posto di Edouard Boulanger. La decisione del qatariota insieme ai vertici del team Dacia Sandriders è arrivata a fine anno, tanto che questa è la prima corsa per il duo Al Attiyah – ...Continua a leggere

Diesel HVO: la guida alla compatibilità e i modelli che possono usarlo
MotoGP | Valera: "VR46 è una possibilità per Acosta, ma la priorità è un team factory, che sia Ducati o altro"
Tra i più ambiti sul mercato ci sono due giovani talenti come Pedro Acosta, che non continuerà con KTM oltre quest'anno, e Jorge ...Continua a leggere

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Toyota - La Rav4 è lauto più venduta al mondo: ecco i piani per lItalia
Ferrari ingaggia Tommaso Mosca come nuovo pilota GT
Nato a Brescia il 10 aprile 2000, il lombardo ha già avuto modo di cimentarsi al volante delle auto a ruote coperte di Maranello tra serie tricolore e GT World Challenge, prendendo parte anche alla 24h di Spa con AF ...Continua a leggere

CIGT | Ceccato Racing pronta a rilanciare la sfida tricolore con due nuove BMW
La squadra veneta, con al comando Roberto Ravaglia, dovrebbe essere nuovamente al via, con una formazione ancora da ...Continua a leggere

Italia al bivio: nel 2025 record di auto per abitante, ma sempre più vecchie. E l'elettrico arranca
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Dakar 2026 | Defender, parla Peterhansel: "Sono stato sfortunato, ma la bontà del progetto è chiara"

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Dodici mesi dopo, e reduce da quattro infortuni, quattro operazioni e appena quattro gare concluse sulle 22 disputate la scorsa stagione, Martin prova a lasciarsi alle spalle il ricordo ...Continua a leggere

F1 | Tsunoda rientra ancora nei piani Honda, ma serve trovare un accordo con Red Bull
Fino allo scorso anno, Honda, tramite HRC, era ...Continua a leggere

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L’impresa di Munaron alla Mille Miglia del 1953
Tra le tante storie legate alla Mille Miglia c'è quella di Gino Munaron e della sua Peugeot 203: un capitolo tanto sorprendente quanto significativo nell'epopea delle corse italiane. Nell’edizione 1953 della Freccia Rossa, il pilota torinese, affiancato da Lucio Finucci, fuori da ogni pronostico portò alla gloria una vettura di serie in un contesto competitivo dominato da modelli ben più performanti, contribuendo alla notorietà del modello nel nostro Paese.
L’auto della svolta
Presentata al Salone di Parigi del 1948, la Peugeot 203 rappresentò una svolta tecnica per la Casa di Sochaux grazie alla carrozzeria monoscocca, al motore anteriore con trazione posteriore e a un design elegante e funzionale. Disponibile in numerose varianti, la 203 si impose come una delle auto più apprezzate del dopoguerra con quasi 700.000 unità prodotte tra il 1948 e il 1960. Questa vettura - soprannominata affettuosamente “Oca di latta” - era già apparsa alla Mille Miglia del 1952: una berlina iscritta da un equipaggio francese aveva centrato l’81° posto su 629 al via, segnando il ritorno del marchio d'Oltralpe nelle grandi corse italiane.
Modifiche minime
Nel 1953 la storia cambiò. Per promuovere la 203 sul mercato italiano, l’importatore Odoardo Pagani iscrisse cinque esemplari alla Mille Miglia. Una di queste, di serie e verniciata nel classico blu Francia, fu affidata a Munaron e Finucci. Con modifiche minime - lucidatura dei condotti e sospensioni leggermente ribassate - la 203 con targa Pesaro 10000 e con il numero 100 partì all’una di notte con l’obiettivo di giocarsela al meglio. Nonostante la cilindrata contenuta e la concorrenza agguerrita, Munaron realizzò un risultato eccezionale: primo nella classe Turismo fino a 1300 cm3, una vittoria che fece parlare di sé e rafforzò immediatamente l’immagine della Peugeot 203 nel Belpaese.
Ottimi piazzamenti
La Mille Miglia non fu l’unico exploit di Munaron alla guida della 203. Nel corso della stagione, il pilota torinese ottenne altri ottimi risultati: terzo di classe alla Coppa della Toscana, secondo al Giro dell’Umbria e quarto al Volante d’Argento nella categoria fino a 1500 cm3, confermando così la sorprendente competitività del modello anche su percorsi diversi.
Un lungo legame
Il rapporto tra Munaron e la Peugeot 203 si concluse idealmente nel 2008, quando il pilota allora ottantenne (scomparso poi nel 2009) tornò alla Mille Miglia rievocativa al volante di una 203, accompagnato dal rallista Del Zoppo. Un’immagine dal forte valore simbolico che suggellò una carriera e un connubio tra uomo e macchina che ancora oggi appassiona gli storici dell’automobile.







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FIAT 128 Rally, popolare e grintosa
La seconda serie della Fiat 128 Rally del 1972 rappresenta la declinazione più grintosa della fortunata berlina torinese. Laudoracing Models ne ha fatto un modello in scala 1:18, appagante già da queste immagini relative al prototipo.
Fedele e precisa
Le proporzioni rispettate e il buono lavoro sull’assetto leggermente ribassato la rendono riconoscibile a prima vista. I colori disponibili, consultabili sul sito del produttore, offrono tonalità corrette con la produzione dell'epoca, e le vetrature di eccellente trasparenza con cornici risultano credibili grazie allo spessore corretto. Frontalmente riporta la mascherina nera, il logo centrale e i fari supplementari, dettagli inconfondibili di questa versione, che offre anche paraurti ben profilati e cromati al punto giusto con un ottimo sistema di fissaggio. La coda si distingue per i gruppi ottici rotondi, brillanti e ben incassati, e al centro l'immancabile targa nera ne indica la natalità torinese. Riportati esattamente in scala anche i cerchi, al tempo in acciaio con coprimozzo marchiato, e gli pneumatici, dalle dimensioni corrette per larghezza e altezza.
Interni essenziali, come l’originale
All'interno, dove alcuni modelli tendono a semplificare, troviamo lo stesso rigore per i dettagli: i sedili anteriori, con una resa credibile delle imbottiture e dei rivestimenti, presentano la giusta conformazione, la plancia rimane fedele nel disegno e la strumentazione è chiara, completata dal volante sportivo a due razze e dalla leva del cambio correttamente posizionata. I contrasti cromatici tra sedili, tappezzeria e interni portiera sono piacevoli e riproducono esattamente l’atmosfera funzionale dell’auto reale, lontana dal superfluo. La qualità dell’assemblaggio e l’allineamento delle parti compensano ampiamente la mancanza di parti apribili. È un modello che in vetrina può "dialogare" sia con sportive della stessa epoca che con altre berline storiche. Disponibile sul sito ufficiale in preordine al costo di 121,90 euro - una cifra sostenibile per chi colleziona la storia delle auto italiane in scala - per averla tra le mani bisognerà attendere l'estate.
















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Rétromobile, debutta Gooding Christie’s
Saranno tante le novità dell’edizione che festeggia i primi 50 anni di Rétromobile: dalla nuova disposizione dei padiglioni agli anniversari di modelli storici, ma ci sarà anche una speciale retrospettiva dedicata ai marchi francesi impegnati in Formula 1 dagli anni 60 a oggi. Molta curiosità però è legata anche a una “prima volta” che riguarda la casa d’aste Gooding Christie's, che prende il posto dello storico partner Artcurial: la voglia di fare bella figura sarà tanta e, per ingolosire i collezionisti, sono già stati pubblicati sul sito alcuni dei lotti che andranno all’incanto. Ecco quelli più interessanti, in attesa che tutte le auto in vendita vengano presentate, con la consueta formula che prevede di partecipare alle offerte online e tramite app mobile, oltre che di persona alla Paris Expo Porte de Versailles.
La Ferrari dei gentlemen
Una delle più attese e affascinanti è sicuramente la Ferrari 250 GT SWB Berlinetta del 1960, stimata tra i 9 e i 10 milioni di dollari. Nella sua livrea Rosso Rubino Chiaro e con portiere, cofano e bagagliaio di alluminio – caratteristiche che ne fanno lievitare il valore – fu consegnata a Losanna, in Svizzera, per poi essere usata da vari gentlemen drivers nelle gare in salita durante tutti gli anni 60. Dalla metà degli anni 70 ha fatto parte di varie collezioni negli USA, partecipando ai principali raduni e concorsi d’eleganza: secondo la documentazione ufficiale, conserva il motore originale (612F), il cambio (55⁄539) e il differenziale (229F), una combinazione sempre più rara tra le Berlinetta a passo corto. Nel lotto è incluso anche un assortimento di pezzi di ricambio e una documentazione completa, tra cui un rapporto dettagliato preparato dallo storico Ferrari Marcel Massini.
Una vita da California
Un’altra Ferrari 250, una California Spider LWB del 1958, è destinata a far battere molti cuori. Innanzitutto, il magnifico esemplare in vendita a Parigi – telaio numero 0923 GT - è il secondo esemplare prodotto, escluso il prototipo. Come tutti gli altri modelli dei primi anni di produzione, la 0923 GT è equipaggiata con il motore V12 tipo 128C di 2953 cm³ con tre carburatori Weber 36 DCL3 per 220 CV di potenza e presenta gli ambitissimi fari anteriori carenati di Perspex. Ha passato gran parte della sua vita in California, è stata completamente restaurata nel 2006 e, anche in questo caso, è corredata dell’ormai immancabile rapporto firmato Marcel Massini. La stima è tra i 5,5 e i 6,5 milioni di euro.
La “maquette” della Testarossa
Molto originale e interessante – forse più per un museo che per un collezionista – è invece il modello in scala reale realizzato da Pininfarina come prototipo della Ferrari Testarossa. Risale agli inizi degli anni 80 ed è stato acquistato dal precedente proprietario direttamente dalla Ferrari, durante un'asta aziendale nel 2009. All'epoca era descritto come “il vero prototipo creato e utilizzato da Pininfarina per finalizzare il design” ed è composto da un telaio in acciaio piatto rivestito da una carrozzeria plasmata con vari tipi di resina. È stato completamente restaurato dalla Ferrari, è accompagnato da un certificato di origine e la stima è tra i 25 e i 50 mila euro.
Una Stratos con 2.000 km
Fresca cinquantenne è la Lancia Stratos HF Stradale, telaio #001932, completata da Bertone nel 1975 e con la carrozzeria rifinita di color Celeste (blu cielo), stesso colore della tappezzeria in Alcantara. Consegnata solamente nel dicembre del 1977 al famoso collezionista italiano Mario Righini, è rimasta in suo possesso fino a pochi anni fa e – oltre ad avere percorso solamente 2.000 km – conserva la targa di prima immatricolazione. La richiesta va dai 750 agli 850 mila euro ed è giustificata anche dalla presenza di alcuni elementi originali ormai rari, come i segni di ispezione sul telaio, i vetri Saint-Gobain e Glaverbel e i tubi Cavis originali. Non mancano il kit di attrezzi originale, il libretto di garanzia e quello di circolazione.
Al mare con la 500 “Spiaggina”
C’è poi un gruppetto di vetture, denominato “The Spiaggina Collection”, che raccoglie appunto queste trasformazioni su base Fiat: ci sono una 500 F “Decathlon” del 1965 carrozzata Sibona-Basano, una 1100 T2 Spiaggetta del 1962 carrozzata Ghia e una 127 “Holiday” realizzata da Francis Lombardi nel 1974. La prima, costruita in serie molto limitata, sfoggia una carrozzeria priva di portiere realizzata di fibra di vetro, mentre l’abitacolo è arredato con sedili di vimini intrecciati a mano e con il tettuccio di tela rimovibile. Questo esemplare è stato utilizzato come auto a noleggio sull'isola di Ponza, come testimoniano le decalcomanie d'epoca e i registri di immatricolazione italiani. Restaurata di recente, è pronta per farsi ammirare, a un prezzo compreso tra i 50 e i 70 mila euro.
Il pulmino da spiaggia e il tocco anni 70
La seconda vince la palma dell’originalità, ed è un esemplare unico su base 1100 T2, normalmente utilizzata per veicoli commerciali leggeri, come furgoni e minibus. Ha un tetto fisso a baldacchino e può ospitare fino a otto persone, grazie a due sedili anteriori e una sorta di salottino posteriore con due panchette con sedute singole, una rivolta contro marcia e l’altra di forma ricurva. Come da cliché, i sedili sono di vimini e non mancano dettagli ispirati al mondo dello yachting, dalla carrozzeria bicolore azzurro e bianco, alle cromature e alle finiture di corda. Il prezzo è impegnativo: secondo gli esperti della Casa d’Aste, può toccare i 180 mila euro. L’ultima è una creazione del 1974 – fuori tempo massimo rispetto alla stagione delle “Spiaggine” e in piena epoca di dune buggy – che sfrutta il telaio di una Fiat 127 per dare vita ad una rara vettura per il tempo libero. Rara perché la Carrozzeria Francis Lombardi cessò la sua attività poco dopo l'avvio della produzione dei modelli Holiday e questo esemplare, restaurato nel 2014, è uno degli ultimi. Perfetta per chi vuole distinguersi sul lungomare, sfoggiando un inusuale look anni 70, è stata stimata fra i 35 e i 55 mila euro.
Ha un motore da sportiva
Per finire, una Fiat Campagnola del 1983 allestita per la Parigi Dakar, con il motore Lancia-Abarth della 037 Stradale (2 litri, compressore volumetrico e 205 CV). Iscritta da Roberto Collomb e Michela Torreano Collomb all’edizione del 1986 e del 1987, è stata restaurata nel 2024 (guarnizioni del motore, filtri, cinghia di distribuzione, sistema frenante, radiatore) ed è proposta a cifre normalmente irraggiungibili per l’amatissimo fuoristrada italiano. Si parte infatti da un minimo di 135 mila, per arrivare a un massimo di 185 mila euro.










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Ferrari 412, il restomod con il cuore di una 812
Qualcuno potrebbe obiettare che la mania dei restomod stia sfuggendo un po’ di mano. Ci sono effettivamente casi dove sarebbe stato meglio mantenere originale un’auto classica senza trapianti illogici, mentre altre volte, quando viene seguita una certa coerenza filologica, il risultato è apprezzabile. È il caso di questa Ferrari 412 del 1987, base di partenza per la trasformazione realizzata da Otsuka Maxwell Design, officina di San Diego, in California. L’obiettivo del collezionista che l’ha commissionata era conservare lo stile rigoroso dei primi anni 80 integrando, senza compromessi, la tecnologia e le prestazioni di una Ferrari moderna. Il risultato è un esemplare unico, frutto di oltre 5 mila ore di manodopera specializzata e di un investimento da 1,8 milioni di dollari.
Il dodici cilindri e la scelta coraggiosa
Il punto di rottura con il passato è sotto il cofano. Si può tirare un sospiro di sollievo perché qui non hanno trovato posto suggestioni elettriche e il V12 originale da 4.9 litri ha fatto posto a un altro dodici cilindri “Made in Maranello”, il 6.5 litri della 812 Superfast, l’apice evolutivo del prestigioso plurifrazionato. Ciononostante, l’unità è stata profondamente rielaborata: si è infatti scelto di dotarlo di dodici corpi farfallati individuali, un airbox di fibra di carbonio su misura e, per mantenere un linguaggio visivo più classico, sono stati ridisegnati i coperchi valvole. I circa 800 CV sono poi stati accoppiati a un cambio manuale, operazione non facile in quanto mai previsto sulla 812 Superfast: la soluzione è stata quella di prelevarlo da una 599 e, nell’abitacolo, sfoggiare la leva – con pomello di noce Bastogne – incastonata nella griglia ad “H” di metallo.
Luci e ombre per la carrozzeria
Visivamente, la 412 Superfast conserva la silhouette Pininfarina, ma ogni elemento è stato riconsiderato, con i paraurti rimodellati soprattutto nella parte inferiore, mentre i parafanghi, leggermente allargati, ospitano cerchi forgiati aftermarket da 18” prodotti dalla Brixton che, pur ricalcando il classico design a stella Ferrari, risultano sproporzionati rispetto alla sottile linea laterale della carrozzeria. Il ducktail di alluminio che sporge dal baule risalta in maniera vistosa, mentre è da apprezzare la scelta della verniciatura “Superfast Gold” abbinata al nero. Per finire, tutta la ciclistica è stata aggiornata, con sospensioni a quadrilatero e un impianto Abs Bosch Motorsport.
Alta sartoria con un tocco esotico
Per l’abitacolo, Otsuka Maxwell Design ha scelto un rivestimento quasi totale di cashmere mongolo, abbinato a pelle e Alcantara. I tappetini sono realizzati con la stessa lana utilizzata da Rolls-Royce, mentre i sedili combinano una struttura di fibra di carbonio con un’imbottitura studiata per offrire sostegno laterale senza compromessi con lo stile. La tecnologia è presente ma in modo discreto: strumentazione digitale Motec e infotainment compatibile con Apple CarPlay, integrato senza l’effetto posticcio tipico di molti restomod. Non è la prima volta che una Ferrari storica viene “rimasterizzata” ma raramente l’operazione è stata così radicale e, al tempo stesso, rispettosa. Questa Ferrari 412 non è soltanto la più potente – e molto probabilmente la più costosa – mai realizzata: è la dimostrazione che si può intervenire su una vettura classica mantenendone il DNA e proiettandola nel futuro.







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Rétromobile, in mostra le DS presidenziali
A Rétromobile, il salone dedicato alle classiche in programma al Paris Expo Porte de Versailles dal 28 gennaio al 1° febbraio, vengono riunite per la prima volta quattro vetture che hanno segnato la storia della DS e il suo legame con la Presidenza della Repubblica francese. L’esposizione, resa possibile grazie al supporto dell’organizzazione che tutela il patrimonio del brand “L’Aventure DS”, abbraccia un arco temporale di 60 anni e ripercorre la storia dei modelli che hanno accompagnato i diversi capi dell’Eliseo.
Lo Squalo di de Gaulle
Utilizzata a partire dal 1965, la DS 21 Pallas modificata per il diciottesimo Presidente francese è dotata di allestimenti specifici per l’uso ufficiale: visiere parasole laterali per i passeggeri posteriori, portabandiera integrati nel paraurti anteriore, supporti per stemmi e portadocumenti sul cruscotto. Dopo vari passaggi di proprietà, l’auto è stata battuta all’asta nell’ottobre 2023 per 59.040 euro ed è stata poi restaurata integralmente, nel rispetto del modello originale.
La francese che superò l’America
Consegnata all’Eliseo nel 1968, questa DS 21 allungata, disegnata da Henri Chapron, rappresenta un esemplare unico, progettato su rigorose specifiche: doveva essere persino più grande dell’auto allora utilizzata dal Presidente degli Stati Uniti. Lunga 6,53 metri e larga 2,13, fu concepita per cerimonie e parate, ed era capace di procedere per ore a basse velocità anche con temperature elevate. Verniciata in una tonalità di grigio specifica, si distingueva per dotazioni all’avanguardia, come fari supplementari a lunga portata, bandiere laterali illuminate e stemma luminoso sul cofano. L’abitacolo, con un pannello di vetro curvo che separa i sedili anteriori dal salotto presidenziale posteriore, offriva interni in pelle marrone, climatizzazione, illuminazione diretta e indiretta, interfono e minibar.
Eleganza di Stato
Nel 1972 l’Eliseo annunciò l’arrivo di due SM presidenziali: entrambe erano cabriolet a quattro porte in grigio scuro metallizzato, utilizzate per la prima volta in occasione della visita ufficiale di Elisbetta II. Anch’esse disegnate da Chapron, le scoperte furono allungate di 71 centimetri fino a raggiungere i 5,60 metri. Sospensioni, freni e pneumatici vennero adattati al passo allungato e al peso aumentato, mentre il V6 da 170 CV rimase invariato. Gli interni di pelle naturale e il tettuccio morbido ad azionamento idraulico completavano un allestimento pensato per il massimo registro ufficiale.
La tradizione continua
Ultima erede di questa tradizione è la DS N°8, messa a disposizione della Presidenza della Repubblica francese in anticipo rispetto al lancio commerciale della nuova ammiraglia, previsto per settembre 2025. Caratterizzata da una livrea Blu Zaffiro, presenta modifiche specifiche per le parate, come maniglie e supporti per la posizione in piedi e una seduta posteriore accorciata. Questo percorso testimonia il legame storico tra la Presidenza francese e i modelli DS e SM, una collaborazione iniziata nel 1958 con la DS 19 del generale de Gaulle e proseguita fino ai giorni nostri, simbolo duraturo di eleganza, innovazione ed eccellenza industriale francese.
















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La Disco Volante Manuale celebra i 100 anni di Touring
In occasione del centenario dalla fondazione della Carrozzeria Touring, Officine Fioravanti presenta una reinterpretazione dell’Alfa Romeo Disco Volante improntata a una visione più tradizionale della guida. Il progetto rende onore alla storica carrozzeria milanese, rileggendo in chiave analogica una delle più celebri dream car del marchio del Biscione. Basata sull’Alfa Romeo 8C, la Disco Volante era stata presentata per la prima volta al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este nel 2013, per poi apparire anche al Salone di Ginevra nel 2014, ed è stata prodotta in serie limitatissima.
Ritorno alla guida pura
L’intervento più significativo riguarda la trasmissione: al posto del precedente cambio automatico sequenziale elettroattuato a sei rapporti, è stato adottato un cambio manuale, anch’esso a sei marce, che enfatizza il coinvolgimento diretto del conducente. Accanto a questa modifica, Officine Fioravanti ha dotato la vettura di un impianto frenante carboceramico. Rimane invece invariato il propulsore, il V8 aspirato di 4,7 litri da 450 CV di origine Maserati, già presente sulla 8C. Con questa evoluzione, la Disco Volante Manuale si propone come un omaggio alla tradizione e alla guida analogica, mantenendo inalterati l’impostazione stilistica e il carattere che hanno reso il modello un riferimento nel panorama delle moderne reinterpretazioni automobilistiche.


















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Nuova vita per la Pajero della Parigi-Dakar 1985
Era il 22 gennaio 1985, quando il francese Patrick Zaniroli, affiancato dal connazionale Jean-Pierre Da Silva, portava in trionfo la Mitsubishi Pajero alla Parigi-Dakar, precedendo la vettura gemella dell’equipaggio Cowan-Syer. Una vittoria storica, la prima in assoluto per un’auto giapponese nella maratona africana, un risultato che cambiò per sempre gli equilibri della specialità e fu solo il primo di una lunga serie di successi del fuoristrada nipponico.
Un restauro conservativo
Per festeggiare i 41 anni da questa pietra miliare per la Casa giapponese, Mitsubishi, attraverso il suo reparto sportivo Ralliart, ha deciso di riportare l’esemplare della Pajero al suo stato originario o, meglio, esattamente alle condizioni in cui si trovava quando tagliò il traguardo. Un lavoro meticoloso, che però ha seguito criteri conservativi più che ricostruttivi, nel rispetto della vettura originale e della sua storia sportiva, intervenendo quindi principalmente su motore, cambio e sospensioni, mentre sulla carrozzeria l’intervento è stato volutamente misurato. Ralliart si è infatti limitata a correggere i segni dell’invecchiamento, senza cancellare le cicatrici della gara, tanto che una delle lavorazioni più complesse si è rivelata la delicata ricostruzione delle eleganti scritte a mano con i nomi di Zaniroli e del navigatore Da Silva sui pannelli anteriori. «Abbiamo conservato il più possibile l’originale», ha spiegato il team, sintetizzando una filosofia di restauro oggi sempre più rara.
In memoria degli anni in cui Mitsubishi era una forza dominante
Zaniroli, pilota francese che ha partecipato a varie edizioni della Dakar, è tornato in Giappone per rivedere “la sua” Pajero e ha seguito da vicino il restauro, avvenuto dopo decenni di oblio. Paradossalmente infatti, questa Pajero non è stata esposta con tutti gli onori in un museo, come la sua storia sportiva avrebbe potuto suggerire, ma – come si può vedere in questo video ufficiale Mitsubishi – dopo la vittoria venne accantonata nel centro di ricerca e sviluppo di Okazaki e lasciata intatta ma fondamentalmente abbandonata, coperta di polvere. Solo adesso, la Casa ha deciso di restaurarla, richiamando ingegneri veterani della Dakar e del Mondiale Rally che sicuramente avranno ricordato con grande nostalgia gli anni d’oro tra gli anni 80 e 90, dove le Mitsubishi trionfavano proprio quando le condizioni si facevano più dure.
Veloce, affidabile e vincente
Un solo numero sarebbe sufficiente a dimostrare la grande sintonia tra le varie generazioni di Pajero e la Parigi-Dakar: 12, come le vittorie totali, incluse sette affermazioni consecutive dal 2001 al 2007. Il segreto del fuoristrada Mitsubishi era una costruzione finalizzata sì alle prestazioni – pannelli di fibra di carbonio e kevlar per contenere il peso, sospensioni posteriori a tre bracci e il quattro cilindri turbo di 2.6 litri con 222 CV – ma anche all’affidabilità, carta vincente per sopravvivere a un percorso massacrante che, all’epoca, prevedeva oltre 10 mila km in 22 giorni, di cui tre quarti di prove speciali. Anni eroici per Mitsubishi nei rally raid che questo restauro ha voluto ricordare, meritandosi il palcoscenico del Japan Mobility Show.









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Ferrari Testarossa, scolpita negli anni 80
Realizzata di metallo, con portiere e cofano posteriore apribile, la versione del 1986 della Ferrari Testarossa era caratterizzata dalla presenza dei doppi specchietti retrovisori, soluzione adottata a metà carriera che la rese più "simmetrica" in una evoluzione che non ne tradì mai la linea originale rispetto alla nativa monospecchio.
Fedele all’icona
La carrozzeria, nel classico Rosso Ferrari ma disponibile anche in altre tonalità, colpisce per la fedeltà delle forme: il frontale basso e largo e i fari a scomparsa, perfettamente integrati e sollevabili grazie a un comando posto sotto il modello, comunicano il buon lavoro modellistico voluto da Martin Kosmann per questa linea. Le superfici sono pulite, con ottimi incastri, e i movimenti risultano precisi nelle aperture con tolleranze di spazi mai eccessivi. Impossibile non soffermarsi sulle iconiche feritoie laterali, marchio di fabbrica della Testarossa: in questa scala sono un vero elemento decorativo, profonde e ben separate. Gli pneumatici, dalla spalla realistica, appaiono proporzionati al peso visivo del modello.
Apribile e dagli interni sobri
Aprendo le portiere si accede a un abitacolo che, pur nella sua impostazione sobria, è reso con grande cura. I sedili neri riproducono fedelmente le forme originali, con un risultato convincente nelle imbottiture. Il cruscotto, come per l'originale, è lineare e funzionale e ospita una strumentazione leggibile e ben posizionata. Il volante a tre razze, con il classico stemma del Cavallino al centro, è uno degli elementi che meglio trasmettono il carattere dell’auto: semplice, diretto, senza concessioni superflue. La console centrale, con la leva del cambio e i comandi secondari, completa un interno che privilegia l’atmosfera autentica rispetto all’eccesso di dettagli fini, scelta corretta per un modello di questa scala e tipologia. Un punto di forza del modello emerge sollevando il cofano posteriore, dove trova spazio una completa riproduzione del motore, che valorizza appieno la natura “apribile” del modello e che rispetta la disposizione e i volumi, offrendo un colpo d’occhio che ripaga il collezionista. La scala 1:12 è pensata per chi ama il modellismo come racconto tecnico ed emotivo dell’automobile, una dimensione da "salotto" che solitamente si aggira su prezzi ben più alti dei 199 euro richiesti, cifra che colloca questa e tutta la serie firmata KK Scale (www.kk-scale.de) sul podio per rapporto tra qualità e prezzo.


















Carrellata di Ferrari all’asta a Parigi
A Parigi il martelletto del battitore di RM Sotheby's è pronto ad aggiudicare all'asta una sfilata di rarissimi esemplari di Ferrari, dai grandi classici ai miti sportivi sino alle hypercar. Le rosse ruberanno la scena, ma saranno in buona compagnia: tra i lotti compaiono infatti gioielli d'antan firmati Alfa Romeo, Lamborghini, Bentley, Porsche e Mercedes. L'appuntamento è fissato per il 28 gennaio, a Les Salles du Carrouse, nel cuore della capitale francese, in concomitanza con la giornata di apertura di Rètromobile.
Sportiva leggendaria
Una delle regine dell'asta, con il lotto numero 166, è sicuramente la Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France del 1956, la settima di sole nove berlinette da competizione realizzate da Scaglietti. Un esemplare che ha segnato un’epoca nelle corse su strada. Accanto a questa icona la 250 GT California Spider del 1960, anch'essa uscita dalla carrozzeria Scaglietti,figura tra le offerte di punta con una stima compresa tra 12 e 14 milioni. Non mancano altre gemme del Cavallino: la Dino 206 S del 1967 e la Enzo del 2004 sono entrambe stimate tra 3,8 e 4,2 milioni di euro, mentre la 488 GTE è valutata da 2,8 a 4 milioni.
Grandi classici e miti della F1
La carrellata di Cavallini Rampanti pronti ad accendere gli animi dei collezionisti e a rimpolpare i loro preziosi garage continua con una F310 B del 1997, un pezzo di storia della Formula 1; per aggiudicarsela occorre essere pronti a staccare un assegno compreso tra 5,5 e 7,5 milioni di euro, mentre per un altro classico come la 288 GTO del 1985 la stima è di poco inferiore, tra 4,5 e 5,5 milioni. In vendita ci sono poi anche una Ferrari 550 GTC del 2003 (2,2-2,6 milioni di euro) e una 275 GTB del 1965 (da 2.175.000 a 2.375.000).
Supercar da sogno
Accanto alle Rosse spiccano gioielli come una Lamborghini Miura SV del 1971, immatricolata in Belgio e completamente restaurata nel 2016 secondo le specifiche originali nella classica combinazione di colori Rosso Corsa con interni di pelle blu (stimata tra 3,3 e 3,6 milioni di euro), e due splendide vetture del Biscione: un'Alfa Romeo 8C 2300 Le Mans Tourer del 1934 (2-2,5 milioni) e una 6C 1750 Gran Sport Spider del 1930 (1,4-1,8 milioni).
Sindrome di Stendhal
La quantità, rarità e bellezza degli esemplari proposti è tale da rimanere sopraffatti dalla Sindrome di Stendhal. Anche le Mercedes sono molto ben rappresentate. Tra i tanti modelli in vendita merita una menzione speciale una rara SLR McLaren Stirling Moss del 2009 (valutata tra 2,75 e 3,25 milioni), uno dei 75 esemplari realizzati per onorare la leggendaria vittoria di pilota britannico alla Mille Miglia del 1955. Per gli amanti del motorsport tra i tanti lotti compare una a Porsche Kremer 962 del 1988 immatricolata nel Regno Unito e omologata per l'uso stradale (stima tra 800.000 e 1.000.000 di euro), ma non mancano modelli più "accessibili" come una Shelby 289 Cobra del 1964 per la quale la quotazione è "solo" (si fa per dire) di 750-950 mila euro. Per consultare i 97 lotti o partecipare all'asta collegarsi al sito dedicato di RM Sotheby’s.











































