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Ipo Shein, la valutazione scende ancora: si punta a 25 miliardi

Shein punta a una valutazione di circa 25 miliardi di dollari per il suo sbarco alla Borsa di Hong Kong, riducendo le aspettative rispetto ai quasi 100 miliardi toccati quattro anni fa. Secondo quanto riportato da Reuters, il colosso del fast fashion con sede a Singapore prevede di lanciare l’offerta pubblica iniziale entro la fine della settimana, adeguando le stime al ribasso per far fronte alle attuali condizioni di mercato. La cifra rappresenta un ridimensionamento anche rispetto al target di 30-40 miliardi di dollari ipotizzato soltanto all’inizio di agosto.

LEGGI ANCHE: Shein prepara l’Ipo a Hong Kong: ma la valutazione scende a 30 miliardi di dollari, lontana dai 98 del 2022

I fatti principali

  • Shein punta a un valore aziendale di circa 25 miliardi di dollari per la quotazione a Hong Kong, in forte calo rispetto ai 98,2 miliardi raggiunti nel 2022.
  • Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters, l’azienda intende lanciare l’offerta pubblica iniziale entro la fine della settimana.
  • Il target attuale segna una riduzione rispetto ai 30-40 miliardi di dollari di inizio del mese.
  • La scelta di abbassare il prezzo riflette la volontà del gruppo di adottare un profilo prudente per superare la cautela della comunità finanziaria e completare l’operazione.

Il contesto

Nel 2022, al culmine di un round di finanziamento privato, Shein valeva 98,2 miliardi di dollari. L’anno successivo la valutazione era già scesa a 64 miliardi, mentre all’inizio di questo mese le stime degli analisti spaziavano ancora tra i 30 e i 40 miliardi di dollari.

A pesare su questo progressivo ridimensionamento sono stati due fattori principali: il rallentamento della crescita delle vendite dopo il boom del periodo pandemico e un quadro normativo internazionale sempre più stringente per il commercio elettronico transfrontaliero. Con la scelta di posizionarsi a quota 25 miliardi, la società punta ora su un prezzo più basso e prudente per conquistare la fiducia degli investitori e portare a termine il collocamento.

Con un valore atteso di 25 miliardi di dollari, Shein si posiziona su livelli simili a quelli del colosso svedese H&M, che ne vale circa 26. Resta invece lontano dai vertici del settore: Fast Retailing, il gruppo giapponese che controlla Uniqlo, supera i 160 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre la spagnola Inditex, proprietaria di Zara, ne vale oltre 200.

A margine

Secondo quanto riferito da Reuters, diversi investitori che hanno partecipato alle presentazioni per l’Ipo o analizzato i bilanci dubitano che Shein possa ritrovare i tassi di crescita del 2022, quando aveva raggiunto una valutazione di 98,2 miliardi di dollari. Una stima al ribasso ha inoltre un impatto diretto sulla struttura del capitale: in base agli accordi previsti per la quotazione, se il valore scende sotto determinate soglie la società è tenuta a compensare i primi investitori attraverso l’emissione di nuove azioni.

Chi è il miliardario dietro Shein

Sky Xu è il cofondatore e amministratore delegato di Shein, la piattaforma di e-commerce cresciuta con le vendite di abbigliamento ultra-economico a clienti in oltre 150 Paesi. Sostenuta da investitori come HongShan (ex Sequoia China), l’azienda ha basato la sua espansione sui prezzi bassi e sull’uso dei canali digitali.

Nel 2023 Xu ha cercato di diversificare il modello di business stringendo un’intesa con Sparc Group, gestore del marchio Forever 21, per distribuire i prodotti Shein nei punti vendita fisici negli Stati Uniti. Il percorso verso la quotazione ha però incontrato diversi ostacoli: dopo i problemi normativi che hanno bloccato i progetti di sbarco a Wall Street e a Londra, il gruppo ha spostato il focus sulla Borsa di Hong Kong. Secondo le stime di Forbes, il patrimonio personale di Xu è oggi di circa 6 miliardi di dollari.

L’articolo Ipo Shein, la valutazione scende ancora: si punta a 25 miliardi è tratto da Forbes Italia.

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A misura di ambiente: Irplast rende sostenibile tutto il ciclo di vita del packaging

Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

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Irplast ha varato una strategia per rendere più sostenibile tutto il ciclo di vita del packaging, con interventi che vanno dalla riduzione degli spessori al recupero degli scarti. Un progetto accelerato ora dalla relazione con Toppan, gruppo giapponese di cui fa parte dal 2025.

Irplast accelera sul packaging circolare tra nuovi investimenti e sinergie con Toppan

Il packaging è diventato uno degli snodi centrali dell’economia circolare. Non rappresenta più soltanto uno strumento di protezione, conservazione e comunicazione del prodotto, ma una leva industriale per ridurre l’impatto ambientale, preservare la qualità degli alimenti e rispondere a un quadro normativo europeo sempre più orientato alla riciclabilità, all’impiego di materiali riciclati e all’efficienza nell’uso delle risorse.

In questo scenario si inserisce il percorso di crescita di Irplast, azienda italiana specializzata nella produzione di film Bopp (polipropilene biorientato) a stiro simultaneo, etichette e nastri adesivi stampati. Con soluzioni in polipropilene sostenibili e progettate per essere riciclate, l’azienda si propone come partner industriale per i brand che intendono evolvere verso modelli di packaging più circolari, senza rinunciare alle prestazioni tecniche richieste dal mercato.

Nel 2025 la società è entrata nel gruppo giapponese Toppan ed è guidata da Fausto Cosi, amministratore delegato e presidente. “L’ingresso nel gruppo Toppan ha ulteriormente rafforzato la nostra visione, accelerando un piano di sviluppo fondato su tre direttrici strategiche: leadership tecnologica, transizione green e valorizzazione delle sinergie industriali internazionali”, spiega Cosi. “Un percorso che punta a consolidare il posizionamento di Irplast sui mercati europei e globali, facendo leva su innovazione di prodotto, capacità industriale e sostenibilità”.

Un investimento 
da oltre 60 milioni di euro

Elemento centrale di questa strategia riguarda lo stabilimento di Atessa, in Abruzzo, dove Irplast ha installato una nuova linea produttiva realizzata da Brückner Maschinenbau, azienda specializzata negli impianti industriali per la produzione di film plastici ad alte prestazioni. L’impianto utilizza la tecnologia Lisim, che consente di stirare simultaneamente il film in polipropilene nelle due direzioni, longitudinale e trasversale, migliorandone uniformità, resistenza e prestazioni tecniche.

La nuova linea, ha spiegato Cosi, è destinata a produrre fino a 30mila tonnellate di film Bopp per applicazioni innovative e sostenibili ad alto valore aggiunto. L’investimento, da 63 milioni di euro, sosterrà in particolare lo sviluppo di strutture monomateriale in polipropilene, progettate per essere più facilmente riciclabili e coerenti con l’evoluzione della normativa europea sugli imballaggi. L’aumento della capacità produttiva permetterà inoltre di rispondere alla domanda di soluzioni replicabili su scala industriale, conformi ai futuri requisiti normativi e capaci di integrare materiale riciclato. In questa direzione si inserisce la gamma Irplast Loop, realizzata con plastica riciclata post-consumo certificata, che rappresenta uno degli esempi più concreti dell’approccio dell’azienda alla circolarità del packaging.

Il packaging flessibile 
alla prova della riciclabilità

L’integrazione tra il know-how di Irplast e la tecnologia di Toppan ha portato allo sviluppo di una confezione (pouch) flessibile monomateriale in polipropilene, destinata, tra gli altri utilizzi, ai settori alimentare e pet food, progettata per semplificare il riciclo rispetto alle tradizionali strutture composte da materiali differenti. La struttura, interamente basata sul polipropilene, combina uno strato esterno in Bopp, una barriera trasparente ultrasottile e uno strato sigillante, mantenendo la compatibilità con il flusso di riciclo del polipropilene. La soluzione è stata sviluppata anche per resistere ai processi di sterilizzazione e garantire prestazioni di barriera comparabili a quelle delle tradizionali confezioni multistrato; un aspetto rilevante per i prodotti sensibili, nei quali protezione, conservazione e sicurezza restano requisiti prioritari.

Il passaggio da imballaggi composti da materiali diversi a strutture monomateriale rappresenta una delle principali evoluzioni del packaging flessibile. La direzione indicata dall’Unione europea è quella di favorire confezioni più semplici da riciclare e progettate fin dall’origine secondo criteri di maggiore circolarità. Questa specifica tecnologia ha ricevuto il riconoscimento Silver nella categoria dedicata al design sostenibile dell’iniziativa Save Food, promossa durante Interpack 2026 a Düsseldorf, in Germania.

Sostenibilità, investimenti 
e competitività

La strategia ambientale copre l’intero ciclo di vita del packaging, con interventi su riduzione degli spessori, riciclabilità e recupero degli scarti produttivi. “Irplast è pronta a contribuire alla transizione del packaging su scala globale con soluzioni all’avanguardia e un solido posizionamento competitivo”, prosegue Cosi. “La nostra cultura d’impresa si fonda sui principi di integrità e trasparenza, che guidano le attività di business e il rapporto con gli stakeholder. Il nostro impegno nelle tematiche esg si riflette anche nei processi finanziari e nelle scelte di investimento del gruppo.

La partnership con Toppan ha permesso di rafforzare competenze, accelerare lo sviluppo tecnologico e valorizzare il know-how distintivo di Irplast all’interno di una strategia internazionale più ampia. Innovazione, efficienza industriale, sostenibilità e capacità di anticipare l’evoluzione del settore rappresentano oggi le principali direttrici di crescita dell’azienda. La sfida futura di Irplast sarà cogliere nuove opportunità nei comparti più dinamici del largo consumo, come il pet food, dove cresce la domanda di confezioni pratiche e performanti, capaci di rispondere alle esigenze di converter, retailer e consumatori sempre più attenti alla sostenibilità”.

L’articolo A misura di ambiente: Irplast rende sostenibile tutto il ciclo di vita del packaging è tratto da Forbes Italia.

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