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Revolutionary Camp 2024, un piccolo successo

Dal 5 all’8 settembre si è svolto il Revolutionary Camp 2024, la scuola estiva del Partito Comunista dei Lavoratori. A distanza di pochi giorni dalla conclusione dei lavori, possiamo dire che la seconda edizione del Revolutionary Camp è stata un piccolo successo. Come previsto, sono stati quattro giorni intensi di formazione politica, dibattiti, musica e socialità all’insegna del marxismo rivoluzionario. Ai lavori della scuola ha partecipato anche una delegazione della sezione tedesca (Gruppe ArbeiterInnenmacht) della Lega per la Quinta Internazionale (LQI - League for the Fifth International). Molti...

(Partito Comunista dei Lavoratori)
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Revolutionary Camp 2024, un piccolo successo

Dal 5 all’8 settembre si è svolto il Revolutionary Camp 2024, la scuola estiva del Partito Comunista dei Lavoratori. A distanza di pochi giorni dalla conclusione dei lavori, possiamo dire che la seconda edizione del Revolutionary Camp è stata un piccolo successo. Come previsto, sono stati quattro giorni intensi di formazione politica, dibattiti, musica e socialità all’insegna del marxismo rivoluzionario. Ai lavori della scuola ha partecipato anche una delegazione della sezione tedesca (Gruppe ArbeiterInnenmacht) della Lega per la Quinta Internazionale (LQI - League for the Fifth International). Molti...

(Partito Comunista dei Lavoratori)
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ROMA. RIPARTONO, DA SETTEMBRE 2024, I PUNTI INFOLAVORO AUTORGANIZZATI E AUTOGESTITI

Ripartono da settembre, i punti infolavoro e diritti autorganizzati e autogestiti, rigorosamente gratuiti, per consulenze, informazioni, notizie e per chi ne avesse bisogno, assistenza e tutela su controversie individuali o collettive di lavoro, lettura buste paga, difese disciplinari, informazioni su leggi e CCNL,, consigli e indirizzamento per le vicende su SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E AMBIENTI DI LAVORO, per lavoratori e lavoratrici, in difficoltà o sfiduciati dei sindacati concertativi o "collaborazionisti", rivolto sia a dipendenti pubblici che del settore privato o parasubordinati...
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ROMA. RIPARTONO, DA SETTEMBRE 2024, I PUNTI INFOLAVORO AUTORGANIZZATI E AUTOGESTITI

Ripartono da settembre, i punti infolavoro e diritti autorganizzati e autogestiti, rigorosamente gratuiti, per consulenze, informazioni, notizie e per chi ne avesse bisogno, assistenza e tutela su controversie individuali o collettive di lavoro, lettura buste paga, difese disciplinari, informazioni su leggi e CCNL,, consigli e indirizzamento per le vicende su SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E AMBIENTI DI LAVORO, per lavoratori e lavoratrici, in difficoltà o sfiduciati dei sindacati concertativi o "collaborazionisti", rivolto sia a dipendenti pubblici che del settore privato o parasubordinati...
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Acerbo (PRC): misura liberticida contro Giacomo di Ultima Generazione

È assolutamente sproporzionata e liberticida la richiesta di sottoporre a sorveglianza speciale l’attivista di Ultima Generazione Giacomo Baggio. Non si può trattare come un pericoloso delinquente chi pratica la nonviolenza e la disobbedienza civile per lanciare l’allarme sulla catastrofe ecologica. Da porre sotto sorveglianza speciale sono i governi come quello italiano che se ne fregano di tutelare l’ambiente e del cambiamento climatico. Invitiamo a partecipare al presidio di Ultima Generazione di solidarietà con Giacomo il 14 ottobre a Roma alle 9 davanti al Tribunale di Piazzale...

(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
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Acerbo (PRC): misura liberticida contro Giacomo di Ultima Generazione

È assolutamente sproporzionata e liberticida la richiesta di sottoporre a sorveglianza speciale l’attivista di Ultima Generazione Giacomo Baggio. Non si può trattare come un pericoloso delinquente chi pratica la nonviolenza e la disobbedienza civile per lanciare l’allarme sulla catastrofe ecologica. Da porre sotto sorveglianza speciale sono i governi come quello italiano che se ne fregano di tutelare l’ambiente e del cambiamento climatico. Invitiamo a partecipare al presidio di Ultima Generazione di solidarietà con Giacomo il 14 ottobre a Roma alle 9 davanti al Tribunale di Piazzale...

(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea)
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Il 5 ottobre al fianco del popolo palestinese e contro la guerra

Siamo oramai a quasi un anno dall’inizio della mattanza perpetrata da Israele nei confronti del popolo palestinese. Oltre 40 mila morti, in larga parte bambini e donne, la pressocchè totale distruzione di Gaza, e ora l’intensificazione delle operazioni anche in Cisgiordania stanno ulteriormente confermando la secolare strategia genocida dello stato sionista. In tutto il mondo abbiamo assistito in questi mesi a un ondata di mobilitazioni senza precedenti in sostegno alla causa del popolo palestinese, per la richiesta di un immediato cessate il fuoco e soprattutto la fine dell’occupazione...
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È USCITO IL NUOVO NUMERO DI PROSPETTIVA MARXISTA

ACCELERAZIONI STORICHE E ASSIMILAZIONE TEORICA https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art433_settembre_2024.pdf La "bolla" della guerra di Ucraina e la leva di Kursk 7 Questione militare - Sul servizio militare obbligatorio (Parte Seconda) Sanità italiana - Dal mutualismo al Servizio sanitario nazionale https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art434_settembre_2024.pdf Segnali dalle tornate elettorali in Francia e Regno Unito Le incombenti elezioni americane all’ombra del blocco sociale degli scontenti della globalizzazione India - Confronti tra realtà statali (Parte...

(Prospettiva Marxista)
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È USCITO IL NUOVO NUMERO DI PROSPETTIVA MARXISTA

ACCELERAZIONI STORICHE E ASSIMILAZIONE TEORICA https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art433_settembre_2024.pdf La "bolla" della guerra di Ucraina e la leva di Kursk 7 Questione militare - Sul servizio militare obbligatorio (Parte Seconda) Sanità italiana - Dal mutualismo al Servizio sanitario nazionale https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art434_settembre_2024.pdf Segnali dalle tornate elettorali in Francia e Regno Unito Le incombenti elezioni americane all’ombra del blocco sociale degli scontenti della globalizzazione India - Confronti tra realtà statali (Parte...

(Prospettiva Marxista)
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Il 5 ottobre al fianco del popolo palestinese e contro la guerra

Siamo oramai a quasi un anno dall’inizio della mattanza perpetrata da Israele nei confronti del popolo palestinese. Oltre 40 mila morti, in larga parte bambini e donne, la pressocchè totale distruzione di Gaza, e ora l’intensificazione delle operazioni anche in Cisgiordania stanno ulteriormente confermando la secolare strategia genocida dello stato sionista. In tutto il mondo abbiamo assistito in questi mesi a un ondata di mobilitazioni senza precedenti in sostegno alla causa del popolo palestinese, per la richiesta di un immediato cessate il fuoco e soprattutto la fine dell’occupazione...
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UNA LETTERA DI SEVERINO VARDACAMPI AL PRESIDENTE STATUNITENSE BIDEN PER LA GRAZIA A LEONARD PELTIER

Dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, riceviamo e pubblichiamo. Egregio Presidente Biden, aggiungo anche la mia sollecitazione a quella di tante altre persone affinché lei conceda la grazia presidenziale a Leonard Peltier, da 48 anni detenuto innocente, ormai vecchio e gravemente malato, riconosciuto in tutto il mondo come un simbolo della lotta dei nativi americani contro il colonialismo, il razzismo, il genocidio, l'etnocidio, l'ecocidio. Leonard Peltier è uno dei grandi testimoni della dignità umana: invece di essere tenuto...
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UNA LETTERA DI SEVERINO VARDACAMPI AL PRESIDENTE STATUNITENSE BIDEN PER LA GRAZIA A LEONARD PELTIER

Dal "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, riceviamo e pubblichiamo. Egregio Presidente Biden, aggiungo anche la mia sollecitazione a quella di tante altre persone affinché lei conceda la grazia presidenziale a Leonard Peltier, da 48 anni detenuto innocente, ormai vecchio e gravemente malato, riconosciuto in tutto il mondo come un simbolo della lotta dei nativi americani contro il colonialismo, il razzismo, il genocidio, l'etnocidio, l'ecocidio. Leonard Peltier è uno dei grandi testimoni della dignità umana: invece di essere tenuto...
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Un terremoto politico nella Germania (e nell’UE) in crisi

Le elezioni di domenica in Turingia e Sassonia, per quanto abbiano coinvolto meno del 10% della popolazione totale della Germania, sono state senza dubbio una scossa tellurica nella politica tedesca e, di conseguenza, europea. L’affermazione prepotente dell’AfD nella destra e quella della BSW, l’Alleanza Sahra Wagenknecht, nella (per così dire) sinistra indicano, dopo le europee, una chiara linea di tendenza, probabilmente non di breve periodo. Sulla stampa italiana assatanata di russofobìa, la chiave di lettura dominante è quella della vittoria dei filo-russi o filo-putiniani. Certo,...

(Il pungolo rosso)
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Un terremoto politico nella Germania (e nell’UE) in crisi

Le elezioni di domenica in Turingia e Sassonia, per quanto abbiano coinvolto meno del 10% della popolazione totale della Germania, sono state senza dubbio una scossa tellurica nella politica tedesca e, di conseguenza, europea. L’affermazione prepotente dell’AfD nella destra e quella della BSW, l’Alleanza Sahra Wagenknecht, nella (per così dire) sinistra indicano, dopo le europee, una chiara linea di tendenza, probabilmente non di breve periodo. Sulla stampa italiana assatanata di russofobìa, la chiave di lettura dominante è quella della vittoria dei filo-russi o filo-putiniani. Certo,...

(Il pungolo rosso)
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Roma, domenica 8 settembre, ore 10. Seminario sul (e contro il) DDL 1660

Domenica 8 settembre, a Roma, si terrà la prima iniziativa pubblica della Rete Liberi/e di lottare. Fermiamo insieme il DDL 1660. Sarà un seminario con esperti di diritto (Livio Pepino, Marina Prosperi, Eugenio Losco, l’Osservatorio repressione) che, dopo aver inquadrato l’intera vicenda repressiva dei “decreti-sicurezza”, vivisezioneranno l’attuale disegno di legge per fornire al più largo numero possibile di attivisti/e gli strumenti per rendere più efficace la denuncia di questa legge liberticida, schiavista, da stato di polizia. Il seminario sarà in presenza, nella sede del...

( Rete Liberi/e di lottare)
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Roma, domenica 8 settembre, ore 10. Seminario sul (e contro il) DDL 1660

Domenica 8 settembre, a Roma, si terrà la prima iniziativa pubblica della Rete Liberi/e di lottare. Fermiamo insieme il DDL 1660. Sarà un seminario con esperti di diritto (Livio Pepino, Marina Prosperi, Eugenio Losco, l’Osservatorio repressione) che, dopo aver inquadrato l’intera vicenda repressiva dei “decreti-sicurezza”, vivisezioneranno l’attuale disegno di legge per fornire al più largo numero possibile di attivisti/e gli strumenti per rendere più efficace la denuncia di questa legge liberticida, schiavista, da stato di polizia. Il seminario sarà in presenza, nella sede del...

( Rete Liberi/e di lottare)
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Note contro-corrente su Hamas e il “movimento palestinese”

Mentre scriviamo, tra metà e fine agosto 2024, si attende da un momento all’altro la risposta iraniana e degli Hezbollah libanesi all’uccisione a Teheran del capo politico di Hamas, Isma’il Haniyeh, da parte dello Stato d’Israele – risposta che potrebbe portare, oltre all’interruzione dei tira-e-molla, per altro inconcludenti, degli incontri fra le parti, anche a un minaccioso allargamento del conflitto in un Medio Oriente sempre più terremotato. Per ora, non sembra che l’Iran sia molto disposto a mettere in campo una reale manifestazione di forza, preferendo limitarsi a demagogiche...
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Note contro-corrente su Hamas e il “movimento palestinese”

Mentre scriviamo, tra metà e fine agosto 2024, si attende da un momento all’altro la risposta iraniana e degli Hezbollah libanesi all’uccisione a Teheran del capo politico di Hamas, Isma’il Haniyeh, da parte dello Stato d’Israele – risposta che potrebbe portare, oltre all’interruzione dei tira-e-molla, per altro inconcludenti, degli incontri fra le parti, anche a un minaccioso allargamento del conflitto in un Medio Oriente sempre più terremotato. Per ora, non sembra che l’Iran sia molto disposto a mettere in campo una reale manifestazione di forza, preferendo limitarsi a demagogiche...
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Diari di Cineclub: online il n. 130 - settembre 2024

(scaricalo gratis - free download) Clicca qui: https://bit.ly/474sKis In questo numero: Gena Rowlands (1930-2024): e ci innamorammo perdutamente. DdC; Una moglie, un’attrice, semplicemente per sempre Gena. Lorenzo Pierazzi; Un caro e affettuoso saluto a Salvatore Piscicelli. Alberto Castellano; Joker e Parasite: le metropoli quali luogo dell’infrapolitica. Àngel Quintana; Realismo e socialismo in pittura secondo Umberto Barbaro. Stefano Macera; Alain Delon (1935- 2024). DdC; Horizon: An american saga, di Kevin Costner. Tonino De Pace; I fantasmi d’autunno. Natalino Piras; Agenzia...

(Diari di Cineclub)
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Diari di Cineclub: online il n. 130 - settembre 2024

(scaricalo gratis - free download) Clicca qui: https://bit.ly/474sKis In questo numero: Gena Rowlands (1930-2024): e ci innamorammo perdutamente. DdC; Una moglie, un’attrice, semplicemente per sempre Gena. Lorenzo Pierazzi; Un caro e affettuoso saluto a Salvatore Piscicelli. Alberto Castellano; Joker e Parasite: le metropoli quali luogo dell’infrapolitica. Àngel Quintana; Realismo e socialismo in pittura secondo Umberto Barbaro. Stefano Macera; Alain Delon (1935- 2024). DdC; Horizon: An american saga, di Kevin Costner. Tonino De Pace; I fantasmi d’autunno. Natalino Piras; Agenzia...

(Diari di Cineclub)
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CON I PROLETARI DEL BANGLADESH, CONTRO IL NAZIONALISMO DELLE CLASSI BORGHESI

Dal n. 140 di "Alternativa di Classe" Il Bangladesh è uno dei Paesi più densamente popolati di tutto il mondo. Il bengalese è la lingua ufficiale del Bangladesh, derivata dall'antico sanscrito. L'inglese è molto diffuso tra le classi borghesi. L'accesso a fonti d'acqua potabile è un grave problema nelle zone rurali e in quelle urbane del Bangladesh. Purtroppo la quantità di arsenico presente negli acquedotti è alta e pericolosa per la salute. Il 36% della popolazione vive in condizione di povertà estrema. Le alluvioni colpiscono un terzo del Paese. Alluvioni che distruggono raccolti,...

(Alternativa di Classe)
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Sabato 31 agosto: a un anno da Brandizzo per un fronte unico sindacale

La difesa della salute e della sicurezza è possibile solo con la lotta sempre più unita ed estesa
È passato un anno dal massacro di 5 lavoratori in questa stazione. Un anno costellato da altre orribili stragi: il 30 novembre un altro incidente ferroviario, a Thurio, con 2 morti; il 16 febbraio, a Firenze, il crollo al cantiere Esselunga, con 5 morti; il 9 aprile nella centrale idroelettrica di Suviana, 7 morti; il 6 maggio, a Palermo, morti in 5 asfissiati nelle fogne. Questi sono i casi eclatanti, quelli che fanno parlare per qualche ora la stampa e piangere lacrime di coccodrillo ai politicanti borghesi e ai sindacalisti di regime. Ma le stragi vengono solo a cadenzare un ritmo costante,...

(Partito Comunista Internazionale)
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Sabato 31 agosto: a un anno da Brandizzo per un fronte unico sindacale

La difesa della salute e della sicurezza è possibile solo con la lotta sempre più unita ed estesa
È passato un anno dal massacro di 5 lavoratori in questa stazione. Un anno costellato da altre orribili stragi: il 30 novembre un altro incidente ferroviario, a Thurio, con 2 morti; il 16 febbraio, a Firenze, il crollo al cantiere Esselunga, con 5 morti; il 9 aprile nella centrale idroelettrica di Suviana, 7 morti; il 6 maggio, a Palermo, morti in 5 asfissiati nelle fogne. Questi sono i casi eclatanti, quelli che fanno parlare per qualche ora la stampa e piangere lacrime di coccodrillo ai politicanti borghesi e ai sindacalisti di regime. Ma le stragi vengono solo a cadenzare un ritmo costante,...

(Partito Comunista Internazionale)
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CON I PROLETARI DEL BANGLADESH, CONTRO IL NAZIONALISMO DELLE CLASSI BORGHESI

Dal n. 140 di "Alternativa di Classe" Il Bangladesh è uno dei Paesi più densamente popolati di tutto il mondo. Il bengalese è la lingua ufficiale del Bangladesh, derivata dall'antico sanscrito. L'inglese è molto diffuso tra le classi borghesi. L'accesso a fonti d'acqua potabile è un grave problema nelle zone rurali e in quelle urbane del Bangladesh. Purtroppo la quantità di arsenico presente negli acquedotti è alta e pericolosa per la salute. Il 36% della popolazione vive in condizione di povertà estrema. Le alluvioni colpiscono un terzo del Paese. Alluvioni che distruggono raccolti,...

(Alternativa di Classe)
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Rifondazione: La pulizia etnica di Israele si estende

Mentre è ancora in atto il genocidio a Gaza e si attacca il Libano, l’esercito israeliano ha avviato un’operazione su vasta scala in Cisgiordania. Campi profughi isolati, città in coprifuoco, invito ad abbandonare alcune zone. 16 persone risultano essere state già uccise, a Jenin è stato imposto il coprifuoco e la situazione è critica a Tulkarem. Il ministro Kats ha espressamente dichiarato “Faremo come a Gaza, con ordini di sgombero”. E già da ora sono state date 4 ore a chi vive nel campo profughi di Nur Shams, nei pressi di Tulkarem mentre l’esercito è entrato in quello di...

(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista)
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Rifondazione: La pulizia etnica di Israele si estende

Mentre è ancora in atto il genocidio a Gaza e si attacca il Libano, l’esercito israeliano ha avviato un’operazione su vasta scala in Cisgiordania. Campi profughi isolati, città in coprifuoco, invito ad abbandonare alcune zone. 16 persone risultano essere state già uccise, a Jenin è stato imposto il coprifuoco e la situazione è critica a Tulkarem. Il ministro Kats ha espressamente dichiarato “Faremo come a Gaza, con ordini di sgombero”. E già da ora sono state date 4 ore a chi vive nel campo profughi di Nur Shams, nei pressi di Tulkarem mentre l’esercito è entrato in quello di...

(Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista)
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L’iniziativa unitaria contro il DDL 1660 è partita, e bene. Rafforziamo la Rete Liberi/e di lottare, inedita convergenza di forze!

Il Manifesto approvato e messo in rete nei giorni scorsi sta avendo una larga circolazione (molto superiore alle nostre aspettative) e altrettanto larghe adesioni. Tante le immediate adesioni, significative e convinte, dal movimento NO Tav a Ultima generazione, dai GPI e dall’UDAP, la sinistra del movimento palestinese, all’Osservatorio repressione, dai Comitati sardi contro la speculazione energetica ai Blocchi precari metropolitani di Roma. Decine di nuove adesioni stanno arrivando in queste ore da ogni dove, segno evidente che molti collettivi e organismi non attendevano altro che una...

(Movimento 7 novembre – Laboratorio politico Iskra – Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
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Il Manifesto della Rete Liberi/e di lottare: Fermiamo insieme il DDL 1660. Le prime adesioni

C’è stata nei giorni scorsi un’ampia consultazione sulla bozza di Manifesto proposta dai promotori delle assemblee on line del 21 luglio e del 4 agosto, e fatta circolare tra i partecipanti alle stesse. La grandissima parte degli organismi che hanno aderito a questa Rete ha accettato il testo così com’era; altri, invece, hanno presentato proposte di integrazione o di piccole specificazioni che abbiamo inserito, senza ovviamente modificare in nulla il suo contenuto essenziale. Pubblichiamo anche un primo elenco delle adesioni, ne sono già preannunciate altre. Le nuove adesioni vanno inviate...

(Il Pungolo rosso)
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L’iniziativa unitaria contro il DDL 1660 è partita, e bene. Rafforziamo la Rete Liberi/e di lottare, inedita convergenza di forze!

Il Manifesto approvato e messo in rete nei giorni scorsi sta avendo una larga circolazione (molto superiore alle nostre aspettative) e altrettanto larghe adesioni. Tante le immediate adesioni, significative e convinte, dal movimento NO Tav a Ultima generazione, dai GPI e dall’UDAP, la sinistra del movimento palestinese, all’Osservatorio repressione, dai Comitati sardi contro la speculazione energetica ai Blocchi precari metropolitani di Roma. Decine di nuove adesioni stanno arrivando in queste ore da ogni dove, segno evidente che molti collettivi e organismi non attendevano altro che una...

(Movimento 7 novembre – Laboratorio politico Iskra – Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
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Albano. Scomparso Mauro Parretti

Venerdì 30 alle 18.00 ad Albano commemorazione laica
Un gruppo di compagni e compagne eterogeneo per appartenenza attuale, ma unito nella conoscenza e condivisione di lotte e percorsi con Mauro Parretti, ora scomparso, lo commemorerà venerdi 30 alle 18.00 ad Albano. Sempre pronto al confronto e alle grandi battaglie generose: in molti furono al suo fianco, proprio con perno a Castel Gandolfo — con la mitica sezione aperta in piazza difronte il palazzo papale — per costruire la stagione della proposta politica della Federazione della Sinistra (con PRC e PdCI in primo piano). Mauro Parretti che proveniva da esperienze professionali e di vita che...

(Trasmesso da Maurizio Aversa)
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Il Manifesto della Rete Liberi/e di lottare: Fermiamo insieme il DDL 1660. Le prime adesioni

C’è stata nei giorni scorsi un’ampia consultazione sulla bozza di Manifesto proposta dai promotori delle assemblee on line del 21 luglio e del 4 agosto, e fatta circolare tra i partecipanti alle stesse. La grandissima parte degli organismi che hanno aderito a questa Rete ha accettato il testo così com’era; altri, invece, hanno presentato proposte di integrazione o di piccole specificazioni che abbiamo inserito, senza ovviamente modificare in nulla il suo contenuto essenziale. Pubblichiamo anche un primo elenco delle adesioni, ne sono già preannunciate altre. Le nuove adesioni vanno inviate...

(Il Pungolo rosso)
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Albano. Scomparso Mauro Parretti

Venerdì 30 alle 18.00 ad Albano commemorazione laica
Un gruppo di compagni e compagne eterogeneo per appartenenza attuale, ma unito nella conoscenza e condivisione di lotte e percorsi con Mauro Parretti, ora scomparso, lo commemorerà venerdi 30 alle 18.00 ad Albano. Sempre pronto al confronto e alle grandi battaglie generose: in molti furono al suo fianco, proprio con perno a Castel Gandolfo — con la mitica sezione aperta in piazza difronte il palazzo papale — per costruire la stagione della proposta politica della Federazione della Sinistra (con PRC e PdCI in primo piano). Mauro Parretti che proveniva da esperienze professionali e di vita che...

(Trasmesso da Maurizio Aversa)
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Cacciare il golpista Macron

Il presidente francese non nomina primo ministro quello proposto dalla sinistra di NFP così violando la Costituzione. Sinistra Libertaria denuncia la sempre maggiore deriva autoritaria della Francia. Andando oltre la Costituzione, il presidente Emmanuel Macron, con un comunicato [1], ha annunciato che non avrebbe assegnato l’incarico di primo ministro al soggetto indicato dal NFP – Nuovo Fronte Popolare, la coalizione di sinistra che ha vinto le recenti elezioni del 7 luglio ed ottenuto la maggioranza relativa in parlamento. « Se questo fosse accaduto in qualsiasi altro Paese, i media avrebbero...

(Sinistra Libertaria)
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Cacciare il golpista Macron

Il presidente francese non nomina primo ministro quello proposto dalla sinistra di NFP così violando la Costituzione. Sinistra Libertaria denuncia la sempre maggiore deriva autoritaria della Francia. Andando oltre la Costituzione, il presidente Emmanuel Macron, con un comunicato [1], ha annunciato che non avrebbe assegnato l’incarico di primo ministro al soggetto indicato dal NFP – Nuovo Fronte Popolare, la coalizione di sinistra che ha vinto le recenti elezioni del 7 luglio ed ottenuto la maggioranza relativa in parlamento. « Se questo fosse accaduto in qualsiasi altro Paese, i media avrebbero...

(Sinistra Libertaria)
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31 AGOSTO A BRANDIZZO AD UN ANNO DALLA STRAGE

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16.30, si terrà un'assemblea sindacale (nei locali del Circolo Arci "La Cricca", in via Carlo Ignazio Giulio 25/b). Brandizzo, con i 5 operai morti, mostra come lavoratori e lavoratrici siano carne da macello, da sacrificare per il profitto. L’unità fa la forza - la lotta fa la differenza L’UNITA’ FA LA FORZA: la frantumazione, le continue divisioni sono il primo ostacolo all’unità e alla forza da sviluppare e accrescere; rendono la repressione invincibile, sia quella dispiegata, sia quella mirata verso le avanguardie; spingono lavoratori...
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31 AGOSTO A BRANDIZZO AD UN ANNO DALLA STRAGE

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16.30, si terrà un'assemblea sindacale (nei locali del Circolo Arci "La Cricca", in via Carlo Ignazio Giulio 25/b). Brandizzo, con i 5 operai morti, mostra come lavoratori e lavoratrici siano carne da macello, da sacrificare per il profitto. L’unità fa la forza - la lotta fa la differenza L’UNITA’ FA LA FORZA: la frantumazione, le continue divisioni sono il primo ostacolo all’unità e alla forza da sviluppare e accrescere; rendono la repressione invincibile, sia quella dispiegata, sia quella mirata verso le avanguardie; spingono lavoratori...
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SACCO E VANZETTI: DO YOU REMEMBER NICK & BART? UNA STORIA DI (IN)GIUSTIZIA NON SOLO “AMERICANA”, attuale ancora oggi

NICOLA SACCO e di BARTOLOMEO VANZETTI furono giustiziati 97 anni fa, il 23 agosto 1927, dopo 7 anni di processi e di detenzione in attesa della pena capitale. Non è solo una storia “americana”, di un famoso processo politico con forti connotazioni razziali e antisociali, ma un fatto che a distanza di tanto tempo, ci fa riflettere in questo secolo e millennio, d come certe reazioni istituzionali, si fanno sentire ogni volta che si produce una crisi mondiale economico finanziaria, scaricata con conflitti e guerre e le inevitabili conseguenze sul piano sociale, riportando la “paura del comunismo”,...
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SACCO E VANZETTI: DO YOU REMEMBER NICK & BART? UNA STORIA DI (IN)GIUSTIZIA NON SOLO “AMERICANA”, attuale ancora oggi

NICOLA SACCO e di BARTOLOMEO VANZETTI furono giustiziati 97 anni fa, il 23 agosto 1927, dopo 7 anni di processi e di detenzione in attesa della pena capitale. Non è solo una storia “americana”, di un famoso processo politico con forti connotazioni razziali e antisociali, ma un fatto che a distanza di tanto tempo, ci fa riflettere in questo secolo e millennio, d come certe reazioni istituzionali, si fanno sentire ogni volta che si produce una crisi mondiale economico finanziaria, scaricata con conflitti e guerre e le inevitabili conseguenze sul piano sociale, riportando la “paura del comunismo”,...
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SERVE FARE OPPOSIZIONE DI CLASSE AD ENTRAMBI GLI SCHIERAMENTI BORGHESI

Editoriale del n. 140 di "Alternativa di Classe" Mentre il leitmotiv dei colloqui di Doha tra Qatar, Egitto e USA, per raggiungere un fantomatico “cessate il fuoco” a Gaza, continua imperterrito tra i veti alternati e/o le assenze, ora del Governo israeliano di Netanyahu, e ora dei vertici di Hamas, ultimo dei quali quello di Ferragosto, i proletari palestinesi continuano a morire (finora più di 40mila) sotto il “tiro al bersaglio” dell'esercito e finanche le sortite dei “coloni” israeliani, come avvenuto a Samaria, in Cisgiordania. Gli stessi raid israeliani in Libano e...

(Alternativa di Classe)
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E' uscito il n. 140 di "Alternativa di Classe"

Indice: Attualità politica. Serve fare opposizione di classe ad entrambi gli schieramenti borghesi................................................pag. 1; Politica internazionale. Con i proletari del Bangladesh, contro il nazionalismo delle classi borghesi...............................pag. 3; Ricorrenze storiche. Il Patto Molotov – Ribbentrop di 85 anni fa..................................................................................... pag. 5; Corrispondenza dalla Lombardia. Per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.........................................................pag....

(Alternativa di Classe)
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Il Ferragosto di fuoco delle carceri italiane. Suicidi, rivolte e tentativi di evasione

Alcuni episodi drammatici, accaduti in luoghi diversi, sottolineano ancora una volta quanto sia grave l’emergenza del sovraffollamento e delle pessime condizioni degli istituti penitenziari del nostro paese
Il potere postfascista sempre più avvitato nella politica di sicurezza, di trattamento flessibile e differenziato, di potenziamento tecnologico dei controlli. Il carcere non è un luogo di riabilitazione ma di mortificazione. L’unica «umanizzazione» del carcere è liberare i proletari e distruggerlo. UN OPUSCOLO DI CLASSE di 31 pagine datato ma attualissimo. Link (FILE PDF): https://www.rivoluzionecomunista.org/images/archivio/opuscoli-libri/184-Carcere-proteste.pdf INDICE PRESENTAZIONE pag. 3 Parte prima: Il nuovo sistema penitenziario 5 Cap. 1: Vendetta e premio i due strumenti della politica...

(RIVOLUZIONE COMUNISTA)
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Blutec e le facce da bonzi

La vicenda Blutec è emblematica di parecchi problemi del proletariato in Italia Ci vuole una faccia come il culo per dire che i lavoratori della ex Blutec di Termini Imerese sono stati tutelati nei loro diritti, sono stati “…salvati ed hanno davanti a loro un futuro radioso, loro e tutta la Sicilia con loro”. Anzitutto sono passati 12 anni dall’inizio della vertenza. Dodici anni nel corso dei quali i lavoratori dell’indotto ex Fiat sono stati collocati in mobilità in deroga con un sussidio di meno di 500€ al mese ma per ora diamo uno sguardo all’accordo che, secondo Schifani, presidente...

(Michele Esposito)
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Ponte Morandi: sei anni dopo il crollo si è ancora in attesa della giustizia borghese

Questo sesto anniversario vedrà una presenza ridotta di rappresentanti governativi rispetto agli anni precedenti
Lunedì 22/5/2023, la testimonianza di Gianni Mion, ex Ad della holding dei Benetton Edizione, ex consigliere di amministrazione di Aspi e della sua ex controllante Atlantia, all’udienza che si è tenuta a Genova nel processo Ponte Morandi, ha riportato alla attualità della cronaca il tragico crollo del ponte, e lo schifoso rimpallo delle accuse tra i responsabili e consulenti del gruppo privato dei Benetton e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sulla pelle della gente. La testimonianza, che si riferisce ad una riunione del 2010, otto anni prima del crollo, recita: «Emerse che...

(RIVOLUZIONE COMUNISTA)
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NELL’80° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE A SANT’ANNA DI STAZZEMA, proseguiamo la RESISTENZA ATTIVA al ritorno (anche nella sfera istituzionale) dell’estrema destra

Opponiamoci pure a chi prova a riscrivere la storia in senso revisionista o a depistare la ricerca della verità, non solo processuale
IN RICORDO del partigiano e poi sindacalista OMERO ANGELI L’Unione Sindacale Italiana Usi, fondata nel 1912 e ricostituita secondo i principi fondativi, statutari originari, ribadisce che il contrasto al nazifascismo, specie dopo il ritorno, in Italia e soprattutto in Europa, delle destre anche estreme a livello istituzionale, è ancor una pratica attuale e concreta, da esercitare a livello culturale, sociale e di autodifesa collettiva e di massa, proseguendo il lavoro fatto e le dichiarazioni, di fonte costituzionale e legislativa, che mettono al bando le organizzazioni e i partiti, che direttamente...

( Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e ricostituita segr. collegiale naz/esecutivo naz confederale Cuneo-Rimini-Roma-Caserta e Associazione Usicons aps (accreditata al RUNTS))
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Lucio Libertini e… la Bolognina

Da rifondazione.it Quando si apre il dibattito sulla trasformazione del Partito Comunista in un nuovo e inizialmente non ben definito soggetto politico (“la cosa”), Libertini si schiera nettamente sul fronte del “no”. Una posizione che terrà per tutto il percorso dal quale nasceranno il Partito Democratico della Sinistra e il Partito della Rifondazione Comunista. Libertini, come sappiamo, sarà uno dei promotori e fondatori di questa seconda esperienza politica. Sintetizzando le ragioni del “no”, Libertini contesta che la questione del nome sia irrilevante, perché esso identifica...
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SICUREZZA E SALUTE DEL LAVORO E MEMORIA STORICA: MARCINELLE, 8 AGOSTO 1956, UNA “CATASTROFA” ANNUNCIATA

AGOSTO 1956, la strage su lavoro nella miniera di MARCINELLE in Belgio, con bilancio finale di 262 morti, di cui 136 di emigrati italiani. Causa dell’ennesima STRAGE ANNUNCIATA PER LE CARENZE DI PREVENZIONE E DI CONTROLLO, definita la “CATASTROFA” nel linguaggio ibrido dell’epoca tra i migranti, un incendio scoppiato a quota 975 della miniera, nel distretto carbonifero di Charleroi. I minatori morirono a causa di un banale e prevedibile incidente, dovuta alla mancata applicazione di semplici misure di protezione, dalla disorganizzazione che utilizzava e sfruttava, allora come oggi la...
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Un passo decisivo verso la nascita della Rete Liberi/e di lottare – Fermiamo il DDL 1660

Report sull’assemblea on line di domenica 4 agosto Anche questa volta, oltre le previsioni. La riunione on line di ieri, domenica 4 agosto, ha infatti ulteriormente allargato le adesioni e meglio definito il percorso verso la formazione di una Rete nazionale contro il DDL 1660 e i precedenti decreti sicurezza, per la libertà di lottare contro le guerre del capitale e l’economia di guerra, contro il genocidio a Gaza; in difesa dei picchetti operai e del diritto di sciopero; di lottare contro la precarietà, contro le grandi opere, le cause della crisi climatica, il saccheggio del territorio,...

(A cura di: Movimento 7 novembre, Laboratorio politico Iskra, Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
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Un crimine dell'imperialismo statunitense

79 anni fa, il 6 agosto del 1945, i terroristi yankee sganciarono la prima bomba atomica della storia (battezzata con il nome in codice "Little Boy", secondo la curiosa balordaggine militaristica ed infantile tipica degli USA), sulla popolosa città nipponica di Hiroshima, che fu rasa al suolo in un solo istante, sterminando 100mila persone al primo impatto. Tre giorni dopo, il 9 agosto, quei "bravi ragazzi" replicarono il loro crimine su Nagasaki. Le atroci ed indescrivibili sofferenze cagionate dai terribili effetti radioattivi, che contaminarono in maniera irrimediabile...

(Lucio Garofalo)
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Cosa rimane della politica ambientale europea?

Presentiamo nella nostra traduzione un interessante articolo sulla questione ambientale apparso nell’edizione n. 663 di “La Forge”, Organo centrale del Partito Comunista degli Operai di Francia (PCOF). Mentre la crisi climatica, generata dal modo di produzione capitalistico, si manifesta in maniera sempre più grave, con drammatiche conseguenze sui lavoratori e i popoli, la borghesia subordina ogni decisione al riguardo ai voraci interessi dei monopoli. I mezzi e le misure per evitare la catastrofe ecologica non vengono adottati perché ciò recherebbe pregiudizio ai profitti smisurati...

(piattaformacomunista.com)
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Dalla militarizzazione delle scuole a quella dei territori

Il 14 agosto 2024: un momento di discussione alla Festa Rossa di Lari
MERCOLEDI' 14 AGOSTO 2024 H 18:15 DALLA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE A QUELLA DEI TERRITORI Come il pensiero unico neoliberista forgia le menti delle nuove generazioni e alimenta l'economia di guerra con investimenti sempre maggiori nell'apparato militare e devastando il territorio con nuove basi, come quella a progetto nei territori di Pisa e Pontedera Ne parliamo con: ANTONIO MAZZEO [giornalista, autore del libro "La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militarizzazione dell'istruzione in Italia"] FAUSTO PASCALI [Movimento NO BASE Pisa] LORENZO TAMBERI [Movimento NO BASE Pontedera] Modera: DENISE...
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Un'assurda ed enorme "gogna mediatica"

Sono a dir poco nauseato ed amareggiato per l'assurda vicenda che vede come protagonista, suo malgrado, Imane Khelif. Negli ultimi giorni, la pugile algerina ha dovuto subire una feroce, disgustosa ed abominevole "gogna mediatica", un'inaudita montagna di cattiverie e di infamie, di tutto e di più: accuse, insinuazioni, falsità ed ingiurie oltremodo denigranti, calunnie, giudizi sprezzanti e via discorrendo, da parte non solo di persone comuni, aduse a "sfogarsi" sul web, sui vari social network, bensì pure di esponenti politici, giornalisti e addirittura ricchi e potenti...

(Lucio Garofalo)
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STAZIONE DI BOLOGNA, ANCORA LONTANA LA RICERCA DELLA VERITA’ SUI REALI MANDANTI DELLA STRAGE DI STATO DEL 2 AGOSTO 1980

DOPO 44 ANNI, ANCORA LONTANA MALGRADO COMMISSIONI PARLAMENTARI DI INCHIESTA E SENTENZE CHE DICHIARANO DI VOLER ATTRIBUIRE LE RESPONSABILITA’ DEGLI ESECUTORI MATERIALI, LA VERITA’ non solo processuale, SUI REALI MANDANTI DELLA PIU’ SANGUINOSA STRAGE DI STATO (65 morti e più di 200 feriti), del 2 agosto 1980. Restano ancora intatti, la memoria e il ricordo che bruciano al culmine di quella che fu definita la “strategia della tensione”, come fu definita all’epoca, L’orologio della stazione, è rimasto fermo alle 10.25 del mattino, ora in cui scoppiò l’ordigno che causò questa...

( USI Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e ricostituita Segreteria nazionale collegiale Cuneo/Rimini/Caserta/Roma)
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Per organizzare la mobilitazione contro il DDL 1660 Piantedosi- Nordio-Crosetto

Domenica 4 agosto, ore 10, nuova assemblea on line
I promotori dell’assemblea on line del 21 luglio (Movimento dei disoccupati 7 novembre, Laboratorio politico Iskra, Tendenza internazionalista rivoluzionaria) hanno inviato oggi questo messaggio agli organismi e alle organizzazioni che hanno preso parte all’assemblea di domenica scorsa, e a quelli che hanno manifestato l’intenzione di parteciparvi. Care/i, in conclusione della nostra riunione di domenica scorsa, eravamo rimaste/i d’intesa di risentirci ai primi di agosto per tracciare insieme un piano di mobilitazione unitaria per l’autunno. Dopo un’ampia consultazione, vi scriviamo...

(Il Pungolo rosso)
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Il fascismo fu totalitario perché plurale e trasformista

Con l’adozione di nuovi strumenti metodologici, Carlo Ruta riapre con successo e con argomenti forti la discussione sulla dittatura mussoliniana, introducendo la categoria di fascismo plurale, che, coordinata con l’elemento trasformistico, permette di ridefinire la storia del regime italiano e le condizioni di base del totalitarismo. Nel suo Il fascismo eterno, Umberto Eco sosteneva che «fascismo» è un concetto che non ha un’essenza, ma dai significati plurali e dai confini incerti e sfumati: tra i fascismi ci sarebbero solo «somiglianze di famiglia» nel senso di Wittgenstein. Discutendo...

(Terminal Distribuzione Srl)
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LE PROTESTE DEI GIOVANI PROLETARI IN KENYA

Dal n. 139 di "Alternativa di Classe" Il Kenya ha una popolazione di oltre 53 milioni di abitanti, con una crescita annua del 2,19% e con una densità di 94 abitanti per kmq, dunque un mercato molto importante dal punto di vista demografico. Il Kenya è uno dei Paesi più avanzati nello sviluppo capitalistico dell'Africa. L'economia di esportazione del Kenya è incentrata sulla produzione agricola. Il settore agricolo resta la spina dorsale dell'economia keniana. Il 65% dell'export del Kenya deriva infatti da tale settore. Le principali colture per l'esportazione sono quelle del tè e...

(Alternativa di Classe)
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PER ROMA CAPITALE: PRECISAZIONI E INTEGRAZIONI IN SEGUITO ALLA NOTA DEL DIP. SCUOLA, LAVORO E FORMAZIONE DATATA 24 LUGLIO

Al Sindaco di Roma Capitale )omissis) – Segreteria e Uff. Gabinetto e mail All’Assessora p.t. alle Pol. Educative e Scolastiche, Lavoro e Formazione (omissis) All’Assessore con delega al personale/RR.UU. (omissis) via e mail Alla Direzione del Dipartimento Scuola/nido, Famiglia, Lavoro e Formazione via e mail (omissis) Alla Presidente dell’Assemblea Capitolina (omissis) e segr. Pres. Ass. Cap. via e mail Ai capigruppo consiliari, a consiglieri-e di Roma Capitale via e mail Ai Presidenti e segreterie p.t. delle CC.CC.PP. Scuola/nidi/pol. educative (omissis), Lavoro, Formazione, Cultura,...
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Concentrazioni finanziarie e bancarie

Il fenomeno – particolarmente ingigantitosi negli ultimi decenni e riguardante fusioni, acquisizioni e alleanze strategiche fra banche anche di Stati diversi – ha riguardato gran parte del mercato del credito e attuato una importante trasformazione morfologica del sistema bancario internazionale. Con dirette conseguenze sulla dilagante finanziarizzazione del capitalismo. Prima della crisi del 1929, enormi masse di denaro in deposito erano state immobilizzate in prestiti industriali a lungo termine; le difficoltà per una loro valorizzazione e l'impossibilità di restituirle ai legittimi creditori,...

(leftcom.org)
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Segnalazione di rilievi, mediante documento d'intervento, alle cooperative svolgono attività nelle portinerie e nelle sedi dell’Ateneo di Roma 3

Roma, 24 luglio 2024 pagine 3 totali via e mail - loro sedi Alla c.a. soc. coop. sociale 134 – Rimini (omissis) Alla c.a. soc. coop sociale Copura – RAVENNA (omissis) alla c.a. (omissis) di CNS (aggiudicataria appalto servizi integrati e gestione del patrimonio Ateneo di Roma 3) via e mail Alla c.a. del coordinamento dell’appalto via e mail portinerie (omissis) p.c. Alla c.a. del Direttore Generale p.t. Università degli Studi ATENEO di Roma Tre (omissis) OGGETTO: segnalazione (allegata e parte integrante) e intervento sostegno, da parte di O.S. Unione Sindacale Italiana fondata nel...
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"FREE LEONARD PELTIER". UN INCONTRO A VITERBO CON LA DOTTORESSA ANTONELLA LITTA

La mattina di mercoledì 24 luglio 2024 si è svolto a Viterbo, presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", un incontro di studio, di riflessione e di testimonianza con la dottoressa Antonella Litta. * Una minima notizia sulla dottoressa Antonella Litta Antonella Litta ha svolto l'attività di medico di medicina generale a Nepi (Vt). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attività di ricerca scientifica presso l'Università di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e più importanti...

("Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo)
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L'ANTIFASCISMO E' UNA PRATICA

MUNICIPIO ROMA XI: IN RICORDO DEI FRATELLI CERVI "PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA"
MEMORIA STORICA IN RICORDO DEI FRATELLI CERVI, ASSASSINATI COME PARTIGIANI RESISTENTI...L' ANTIFASCISMO "NON SI MANGIA"? MA QUANDO MAI, IL 25 LUGLIO 2024, "PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA" ANCHE AL MUNICIPIO ROMA XI, A PARTIRE DALLE ORE 19-19.30, IN VIALE VENTIMIGLIA APPUNTAMENTO DAVANTI AL TEATRO SAN RAFFAELE, dove sarà possibile firmare per il referendum abrogativo dell'antisociale legge 86/2024, sull'AUTONOMIA DIFFERENZIATA. Promuove come negli anni precedenti la sezione locale di ANPI "Franco Bartolini" con la collaborazione di altre associazioni del quartiere...
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Più alberi = più ossigeno e meno CO2

Non sono assolutamente un esperto in materia di clima "et similia", tuttavia ritengo che l'urgenza più grave e prioritaria a livello globale ed ambientale, in questo momento storico, non sia costituita tanto dall'aumento in sé delle emissioni di CO2, dovuto al consumo energetico selvaggio di idrocarburi, quanto soprattutto dalla devastazione irrazionale e inarrestabile dei boschi e delle foreste, ovverosia di quelle fabbriche viventi di ossigeno che sono gli alberi. Com'è noto anche agli alunni della primaria, per nutrirsi e sopravvivere le piante devono svolgere la fotosintesi clorofilliana,...

(Lucio Garofalo)
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Contro il DDL 1660 Piantedosi-Nordio-Crosetto: il primo passo è fatto. Ora bisogna procedere spediti ai passi successivi

Report sulla assemblea on line del 21 luglio
Se era necessaria una prova che quando un tema è ritenuto importante non bisogna farsi fermare dai tempi di ferie, l’assemblea on line di ieri l’ha data. Tanto per la partecipazione, nettamente superiore al previsto (abbiamo dovuto ricorrere ad un secondo link per allargare il numero degli ammessi al collegamento a 130, ma purtroppo, e ce ne scusiamo, altre decine non siamo riusciti ad ammetterli), quanto per la varietà degli organismi presenti, l’intensità del confronto, il numero degli interventi e – non ultimo – la sostanziale convergenza delle analisi e delle proposte. L’introduzione...

(A cura degli organizzatori dell’assemblea: Movimento 7 Novembre, Laboratorio politico Iskra, Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
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VANCE, IL REPUBBLICANO NUOVO


La corsa di J. D. Vance verso Donald Trump non è stata breve né facile: l’endorsement che gli ha fatto conquistare l’Ohio, il noto autore di Hillbilly Elegy lo ha dovuto sospirare. Ma una volta espiati i precedenti da Never Trumper, la nomina di candidato vice del Tycoon poteva in effetti calzargli a pennello per una serie di ragioni. Per la campagna elettorale orchestrata da Luke Thompson – aggressiva, spericolata ma efficace – che ne ha messo in luce tutto il potenziale. Per l’abilità con cui racconta il redneck e le sue frustrazioni profonde, ma in una favola che rispolvera il più classico sogno americano e con un linguaggio che parla anche al laureato suburbano.

Soprattutto, però, per la sua capacità di attrarre fondi, dati anche i legami con settori dell’economia verso cui Trump, evidentemente, ha uno sguardo sempre più attento. C’è il mondo delle criptovalute ad esempio, con cui Vance ha entusiastici rapporti e le cui aspettative nei confronti di Trump – dopo quattro anni di bastonature democratiche – sembrano alte. E c’è una Silicon Valley sempre meno dem.



Elon Musk
Tecno-ottimisti per Trump

“Certo” – commenta l’informatissimo Teddy Schleifer – “il vostro vicepresidente medio di Google crede ancora nel cambiamento climatico o nei visti H-1B, e andrà a San Francisco per protestare contro il divieto anti-islamico. Ai livelli più alti e più ricchi dell’industria, però, i creatori di tendenze culturali hanno ingoiato la pillola rossa”. Anche perché, a differenza che nel 2016, oggi essere presi di mira da persone di sinistra sui social potrebbe essere commercialmente un vantaggio. Ma al di là di un crescente fastidio per il fanatismo ricattatorio di marca woke, ciò che irrita i magnati del tecno-ottimismo è la stretta fiscale sulle startup o la prospettiva di una IA rigidamente controllata. La proposta di un’imposta sulle plusvalenze non realizzate, ad esempio, è stata la goccia di troppo per Marc Andreessen e Ben Horowitz, fondatori di una delle più importanti società di venture capital della Silicon Valley. E analoghi sono i discorsi che si fanno al Cicero Institute di John Lonsdale o dalle parti del suo amico Elon Musk, che oggi incassa contro Biden anche l’appoggio di un megadonatore democratico come Jeff Skoll. Siamo nel mondo della Little Tech Agenda che scalpita sotto i tacchi del GAFAM. Dove Meta o Google – che da anni mantengono, insieme alle loro posizioni dominanti, il baraccone della censura progressista – vengono liquidati come modelli obsoleti. E in cui libertà d’espressione fa rima con libertà dalla stretta politica che si traduce in tasse e burocrazia. Una prospettiva integralmente libertaria e liberista, quindi. Ma non massimalista. Anzi, strategicamente molto scaltra.



Lina Khan, presidente della Federal Trade Commission

Ci si potrebbe stupire ad esempio che la corte trumpiana – pur unita dalla richiesta di un laissez faire radicale – stia imparando a tollerare figure come Lina Khan, l’agguerrita presidente della Federal Trade Commission. Che sostiene da tempo l’idea di una legge sull’antitrust potenziata. Non focalizzata solo su prezzi e tariffe, ma su natura e qualità dei servizi, sul pluralismo dell’offerta, sull’equilibrio tra piccole e grandi aziende. In realtà si capisce che quella suggestione oggi si insinui anche in ambienti conservatori, dove matura la consapevolezza che il modello progressista non si sconfigge depotenziandone le casematte. Semmai, anzi, rafforzandole e sfruttandole.



I conservatori non possono disarmare unilateralmente o non usare il potere del governo per promuovere il loro programma. Lo dice l’esperienza: la struttura amministrativa porterebbe avanti la propria agenda, spesso in contrasto con quella conservatrice, anche sotto un governo conservatore. A meno che non mettano in mano alla burocrazia il potere di promuovere un programma di libertà, non fermeranno la sua marcia anti-libero mercato e di sinistra


Così si legge nel voluminoso Project 2025, patrocinato dalla Heritage Foundation. Ritorcere contro i democratici gli odiati residui post New Deal è il momento tattico fondamentale. Ben venga dunque un antitrust che colpisca gli oligopoli a dispetto dei cavilli. In quanto pericolosi non solo per il consumatore di merci ma anche per il cittadino, fruitore del mercato delle idee. Quindi ben vengano le bordate (quantomeno rumorose) della Khan al GAFAM e il modello teorico che le sostiene. Perché “è ora di smantellare Google”, come dice senza mezzi termini Vance. Il quale del resto appoggia la proposta di revisione della Sezione 230 del Communication Decency Act, che tanto dispiacerebbe a Microsoft. E da tempo è investitore di Rumble, piattaforma alternativa a YouTube.





Giovani Repubblicani crescono

Questa Silicon Valley sempre più plurale, pro-crypto, pro-business, ma disposta alla strategia politica, in Vance trova l’uomo ideale. Perché è essenzialmente uno di loro, ed è capace di tradurne le aspirazioni in parole d’ordine efficaci. Oltretutto non ha ancora quarant’anni, guarda al lungo periodo e ha una vasta rete di relazioni. Non ultima, peraltro, l’amicizia col magnate visionario (e suo megafinanziatore) Alex Thiel, con cui Trump evidentemente mira a ricucire rapporti da tempo gelidi (ne abbiamo parlato qui).Inoltre, Vance incarna un nuovo tipo di attivista repubblicano. Quello rappresentato da gruppi come il Rockbridge Network, di cui è co-fondatore. Una rete di facoltosi sostenitori del GOP che ama la discrezione (il New York Times parlò di Secret Coalition). Ma che in uno dei rari documenti resi pubblici, risalente al 2021, già dichiarava a chiare lettere la propria mission: “sostituire l’attuale ecosistema repubblicano di think tank, organizzazioni mediatiche e gruppi di attivisti che hanno contribuito al declino del Partito con persone e istituzioni più orientate all’azione, più efficaci e focalizzate sulla vittoria”. Concretamente: rinnovare la rete dei media conservatori e le modalità di comunicazione, lavorare su contenziosi strategici, formare nuovo personale politico, strutturarsi capillarmente sui territori. Cultura di governo, non solo vittorie elettorali. E vittorie con largo margine, per assicurarsi spazi egemonici sufficienti. Ma soprattutto declinazione di strategie, obiettivi e risorse come in una sorta di political venture capital, dove ogni donatore è un azionista. Un modello potrebbe offrirlo il fondo d’investimento anti-woke Capital 1789 di Christopher Buskirk e Omeed Malik (non senza i fondi di Mercer e del solito Thiel). L’obiettivo allora era rompere il muro dei tradizionali donatori, scettici su Trump. E lo è verosimilmente anche oggi, dato che i Rockbridge – di solito restii ad invitare candidati in corsa alle loro iniziative – qualche mese fa hanno voluto il Tycoon in un incontro a porte chiuse. Ma oltre questo, c’è la volontà di rimettere in gioco forze giovani per destrutturare le obsolete liturgie repubblicane. “La si potrebbe pensare” avrebbe detto uno dei partecipanti “come una sorta di ambiziosa coalizione di destra che mescola dinamismo americano, nuova tecnologia spaziale, infrastrutture di sicurezza nazionale e innovazione con la politica repubblicana. Tutto molto più cool, sotto ogni punto di vista, rispetto ai tradizionali eventi e alle coalizioni repubblicane che ovviamente non sono cool per definizione“.Di “tecno-populismo” ha parlato subito la stampa liberal. In realtà la prospettiva di Vance – forse contraddittoria, a tratti propagandistica – è esplosiva. E ispirata da un’elaborazione non improvvisata. Nulla di paragonabile alla rete Koch o al Growth Club, polverosi monumenti al GOP che fu, con cui pure ovviamente Trump non disdegna interlocuzioni. Questa è la cifra che distingue Vance da quelli che la stampa dava come i suoi principali concorrenti, Nikki Haley o Tim Scott. Con lui, Trump ha fatto una scelta di campo, anche in questo senso. Vance, in sostanza, si candida ad essere il volto di un trumpismo che ormai sembra definitivamente uscito dalla fase delle malattie infantili.






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Marta va reintegrata

nessuno resta indietro!
I lavoratori della Diaconia Valdese aderenti al CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario) hanno promosso due ore di sciopero per il 19 luglio con presidio a Milano. Le Diaconie sono un ente ecclesiastico che si “occupa di anziani, minori e giovani, disabili, adulti in difficoltà, migranti e attività di volontariato”, cosi recita il “chi siamo” del loro portale. In accordo a questa missione a favore dei poveri l’invito a donare l’8 per mille va a finanziare associazioni, cooperative e prese in carico di appalti vari. Tanti nomi per tante declinazioni, tante mission ma a ben vedere...

(COORDINAMENTO DI LOTTA DELLE COOOPERATIVE SOCIALI)
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Per l'unità contro la repressione. Giù le mani dalle compagne e dai compagni

Nella prima mattinata di mercoledì la Polizia si è recata presso le abitazioni di alcune compagne e compagni del SiCobas di Napoli, del Laboratorio Politico Iskra e del Movimento Disoccupati 7 Novembre per notificare la messa in atto di provvedimenti giudiziari per contestate reati di resistenza, lesioni personali, danneggiamento, manifestazione non autorizzata. Per quattro di essi, su diciotto indagati, è scattato l'obbligo di firma per tre giorni alla settimana. I reati contestati si riferiscono alla manifestazione del 13 febbraio, durante la quale sono stati caricati dalle forze dell'ordine...

(Partito Comunista dei Lavoratori)
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ANCHE L'ITALIA CERCA PIU' PESO MILITARE IN UNO DEI DUE SCHIERAMENTI IMPERIALISTI

Editoriale del n. 139 di "Alternativa di Classe" Quanto poco, in questa fase storica, abbiano a che vedere, i risultati elettorali delle ingegnerie istituzionali delle democrazie borghesi con la fotografia dei reali rapporti di classe, lo confermano le elezioni francesi. Oltre al fatto, ormai consolidato ovunque, che le percentuali ottenute si riferiscono ai “voti validi”, invece che alla platea dei votanti, nel caso francese è proprio il merito a renderlo palese. I calcoli politici di E. Macron si sono rivelati sostanzialmente giusti. L'esito del primo voto, quello del 30 Giugno...

(Alternativa di Classe)
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Carlo Giuliani, un ragazzo di 23 anni

23 anni or sono, il 20 luglio del 2001, Carlo Giuliani era solo un ragazzo di 23 anni. Era nato nel 1978, un anno di straordinari cambiamenti intervenuti nella società italiana, anzitutto sul fronte dei diritti e delle libertà civili e del costume. Si pensi solo a due leggi di fondamentale rilievo storico promulgate in quell'anno: la legge 180 del 13 maggio 1978 (giusto per la cronaca, 4 giorni dopo gli omicidi, di matrice mafiosa e brigatista, del Compagno Peppino Impastato e del leader democristiano Aldo Moro), meglio nota come Legge Basaglia, che prese il nome da Franco Basaglia, il fondatore...

(Lucio Garofalo)
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E' uscito il n. 139 di Alternativa di Classe

Indice: Attualità politica. Anche l'Italia cerca più peso militare in uno dei due schieramenti imperialisti.....................................pag. 1; Politica internazionale. Le proteste dei giovani proletari in Kenya....................................................................................pag. 4; Ricorrenze storiche. La liberazione nazionale del Nicaragua............................................................................................ pag. 6; Corrispondenza dalla Sicilia. L'acqua: ancora una questione di classe.............................................................................pag....

(Alternativa di Classe)
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PER RICORDARE IL G8 DI GENOVA, 23 ANNI FA. Per ricordare SEMPRE CARLO GIULIANI, assassinato il 20 luglio 2001

FIRMIAMO E FACCIAMO FIRMARE PER IL REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE ANTISOCIALE SULL'AUTONOMIA DIFFERENZIATA
Il Nuovo Ordine Mondiale sembra oggi, un consolidato meccanismo di controllo e dominio economico finanziario, culturale su gran parte della popolazione mondiale e sulle classi lavoratrici. Ancora nel 2024, per mantenere equilibri e dominio, il capitalismo ha bisogno delle GUERRE e degli affari connessi, per ribadire la propria forza brutale e ottenere profitti, facendo pagare i costi della crisi, a giustificazione di sfruttamento, delle persone e della natura e del mantenimento del controllo sociale, ai 4/5 della popolazione. Eppure da Seattle nel 1999, un movimento internazionale di protesta...
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Negare il patrocinio alla partita Italia-Israele è giusto

Rifondazione Comunista sostiene la scelta del Sindaco De Toni Accogliamo con soddisfazione la decisione del Comune di Udine di non concedere il patrocinio alla partita Italia – Israele. Sappiamo bene che le motivazioni profonde di questa scelta, che riteniamo tanto coraggiosa quanto giusta, forse non sono del tutto sovrapponibili alle posizioni del Partito della Rifondazione Comunista, che legge nell’azione del governo israeliano un chiaro ed esplicito intento di genocidio nei confronti del popolo palestinese, a cui va da sempre tutta la nostra solidarietà. E tuttavia esprimiamo con fermezza...

(Anna Manfredi Segretaria circolo di Udine Rifondazione Comunista)
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VITTORIA OPERAIA CONTRO I LICENZIAMENTI

La lotta operaia risolve un altro importante problema occupazionale nel piacentino. Si è chiusa la vertenza Bosch, che vedeva inizialmente 138 lavoratori "scaricati" dalla multinazionale e dal suo operatore logistico di riferimento Geodis: centinaia di persone considerate "esubero" come numeri, quindi licenziate senza nessuna garanzia di salario per la sopravvivenza loro e delle loro famiglie. L'accordo imposto con la forza operaia dalla nostra organizzazione sindacale prevede la ricollocazione di 70 lavoratori (60 nei siti Geodis di Piacenza e Castel San Giovanni, 10 nel...

(Si cobas)
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Sull'emergenza microclima nella sede di Risorse per Roma in Via degli Archivi

Richiesta provvedimenti a tutela salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici
Da: RSA USI 1912 All'Amm.re Unico p.t. di RpR e alla Segreteria dell'Amministratore Unico Al Direttore Generale p.t. Soc RpR SpA Al RSPP della Soc. RpR Roma Al Segretariato Generale di RpR SpA via e mail inoltrata Data: 16/07/2024 13:34 Oggetto: Segnalazione e richiesta provvedimenti a tutela salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici - Emergenza microclima piazzale degli Archivi Spettabile Azienda, riceviamo da numerosi lavoratori e lavoratrici assegnati alla sede di piazzale degli Archivi la notizia del mancato funzionamento dell'impianto di condizionamento nell'intero stabile,...

(RSA USI 1912 C.T.&S. Risorse per Roma S.p.A. Unione Sindacale Italiana USI 1912)
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E CONTINUARONO A CHIAMARLA…”EMERGENZA”: IL “RACIMOLAMENTO” DEGLI SPICCIOLI IN BILANCIO DI ASSESTAMENTO 2024 ALLA REGIONE LAZIO…

RESOCONTO (commentato) della MANIFESTAZIONE E PRESIDIO DEL 15 LUGLIO 2024 SOTTO LA REGIONE LAZIO a GARBATELLA, PER ADEGUAMENTI TARIFFE ORARIE SERVIZI SOCIO SANITARI E SOCIALI-ASSISTENZIALI E L’INTEGRALE APPLICAZIONE DEL CCNL
ENTI LOCALI, METTETE MANO AL PORTAFOGLIO E PIANIFICATE GLI ADEGUAMENTI DELLE TARIFFE NEGLI ASSESTAMENTI E MANOVRE DI BILANCIO, SECONDO I COSTI REALI, FATE APPLICARE INTEGRALMENTE I CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO! Dopo il primo presidio al Campidoglio del 4 luglio scorso (oltre 200 lavoratori e lavoratrici, “cooperanti” come li chiamano alcuni esponenti delle Centrali Cooperative Legacoop-Legacoopsociali, Federsolidarietà/Confcooperative,Agci e Forum del Terzo Settore, promotori delle due manifestazioni), il 15 luglio si è svolto quello convocato sotto la Regione Lazio a Piazza Oderico da...

(Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 e ricostituita Associazione USICONS aps)
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DOMENICA 21 LUGLIO – ORE 10 – ASSEMBLEA ONLINE CONTRO IL DDL ULTRA-REPRESSIVO N. 1660 (Piantedosi-Nordio-Crosetto)

Care/i compagne/i, il Ddl 1660 Nordio-Piantedosi-Crosetto, attualmente in discussione alla Camera, rappresenta il suggello dell’offensiva reazionaria e repressiva portata avanti dal governo Meloni. Questo Ddl configura chiaramente il tentativo di attuare un “regolamento dei conti finale” con TUTTE le realtà e le esperienze di lotta a livello nazionale. Nelle misure previste dal Ddl ce n’è davvero per tutti: dalle “pene esemplari” (fino a 20 anni nell’ultima “revisione” proposta dalla Lega) per chi protesta contro le “grandi opere” (non solo la TAV, anche il ponte sullo...

(Movimento di lotta disoccupati 7 novembre -Laboratorio politico Iskra - Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria)
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PIENA SOLIDARIETÀ ALLA COMPAGNA MIMÌ ERCOLANO E A TUTTI COLORO CHE, IERI A NAPOLI, SONO STATI COLPITI DALLA REPRESSIONE!

È ancora in discussione il DDL Nordio Piantedosi e il governo Meloni si riconferma nella sua azione più bieca e vigliacca nello sbarrare il passo a tutti quei movimenti che da sempre si battono per il reddito, il lavoro, contro la schiavitù salariale, per una vita dignitosa. Oggi con odiose misure cautelari ieri, e sempre, con le manganellate a chi è costretto tutti i giorni a stare nelle strade, in piazza e davanti al cancelli a rivendicare reddito e condizioni dignitose di vita che le scelte scellerate di questo governo, impegnato nel sostegno a tutte le guerre per una nuova spartizione...

(Comitato 23 Settembre)
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Latina: il PCI dà il benvenuto al Prefetto Ciaramella indicando le priorità nella lotta alle mafie e al caporalato

In questi giorni si è proceduto all’insediamento del Prefetto di Latina, dott.sa Vittoria Ciaramella. Come noto è fondamentale l’apporto che possono dare i “terminali” dello Stato, i fedeli funzionari della Repubblica, ai territori, tanto più se sottoposti a gravi e seri problemi. Già nelle prime parole di saluto, la dott.ssa Ciaramella si è presentata con un chiaro profilo. Così ha dichiarato: "Conosco bene il territorio - commenta subito - Mi sento a casa e mi fa piacere essere tornata. Ritengo sia fondamentale improntare il lavoro nella massima trasparenza, perché è importante...

(Maurizio Aversa)
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A proposito del “Nuovo Fronte Popolare” francese (e di tutte le possibili imitazioni altrove)

Dopo l’ubriacatura, ci si risveglia con il mal di testa. Così, non appena conosciuti i risultati della tornata elettorale, la “sinistra” francese ha ballato tutta la notte del 9 luglio scorso, suscitando l’invidia degli aspiranti imitatori in giro per il mondo che si propongono di seguirla al più presto; ma poi... Ma poi, Macron o non Macron, Mélanchon o non Mélanchon, LePen o non LePen, ecco che bisogna fare i conti con le dure leggi del Capitale, cui gli omini e le donnine del Grande Avanspettacolo Democratico debbono inchinarsi obbedienti. E allora sì che il mal di testa impera! Nella...

(Partito comunista internazionale (il programma comunista – kommunistisches programm – the internationalist – cahiers internationalistes)
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L'estinzione politica della "sinistra" in Italia

In Italia, da oltre vent'anni la sedicente "sinistra", non avendo più dei punti di riferimento ideologici, né una netta ispirazione anti-capitalistica ed anti-imperialistica, né una piattaforma politica seria, coerente e credibile agli occhi delle fasce popolari subalterne, vale a dire un programma convincente, radicale ed alternativo rispetto all'egemonia del "pensiero unico", valori e contenuti antagonistici rispetto all'ideologia neoliberista, ebbene, tale "sinistra" ha oramai perso ogni bussola e naviga in maniera disorientata. Per cui si limita a denigrare...

(Lucio Garofalo)
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Le mosse della NATO per la “grande guerra”

Poche ore prima del vertice NATO a Washington di martedì 9 luglio, decine di bambini e adulti hanno perso la vita quando è stato colpito il più grande ospedale pediatrico di Kiev. Il governo ucraino ha affermato che l’ospedale è stato colpito da un missile russo Kh-101. La parte russa ha affermato che il missile che ha colpito l’ospedale pediatrico era un missile difensivo lanciato dall’Ucraina. Poiché “i fatti muoiono prima” in un ambiente di guerra, non abbiamo dati per confermare o smentire nessuna delle due affermazioni. A seguito di questo attacco, l’Ucraina ha chiesto un...

(Articolo a firma di Yücel Özdemir, pubblicato su “Evrensel Daily” il 12 luglio 2024)
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Albo educatori: un ulteriore balzello per i lavoratori e lavoratrici!!

Potremmo iniziare da quella professionalità evocata in modo strumentale per legittimare albi e ordini, la realtà è quella del profitto cannibale a vantaggio e interesse personale di pochi. Chi lavora in un contesto di criticità generale e con bassi salari, vorrebbe vedere ben altro, invece, si trovano di fronte organismi inutili per chi lavora, proficui per chi si erge a paladini della professione, coloro che sono pronti ad insegnare, organizzare e rappresentare il più delle volte male, ma con una certezza, il loro stipendio sarà più alto. Quando si parla di albi e ordini, dobbiamo aver...

( coordinamento di lotta Coop. sociali S.I COBAS F.P)
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PER UN BUON LAVORO, PER UN BUON SERVIZIO… ANCHE LA REGIONE LAZIO DEVE FARE LA SUA PARTE!

Comunicato sindacale e volantino, con INVITO A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA PER IL 15 LUGLIO 2024 A ROMA, DALLE 17.30 A PIAZZA ODERICO DA PORDENONE 15, presso la REGIONE LAZIO. Un passaggio (promosso dalle centrali cooperative Legacoop e Legacoopsociali, Federsolisarietà, Cnfcooperative, Agci e Forum del Terzo Settore) nel quale faremo sentire la nostra voce e ribadiremo le nostre posizioni. CONTRASTIAMO IL DISEGNO DI LEGGE DELLA REGIONE LAZIO PER LE PERSONE AFFETTE DA PATOLOGIE DSA (Disturbi dello Spettro Autistico) e delle varie forme di disabilità, con USO STRUMENTALE E DISTORTO,...

(Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 e ricostituita Associazione USICONS aps)
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Livorno, 17 luglio: basta guerre e fabbriche di morte!

Alle ore 21.00 Presidio in Terrazza Mascagni Gli ultimi sviluppi sulle politiche di guerra avallate dall'attuale governo coinvolgono direttamente anche il nostro territorio. Da una parte il passaggio della ex Wass da Leonardo a Fincantieri che riguarda lo stabilimento in via di Levante a Livorno. Nonostante il passaggio, il sito continuerà a produrre armamenti come siluri e sonar e ad essere di conseguenza complice di guerre in varie parti del mondo senza aver, oltretutto, garantito la stabilità occupazionale. Motivo per cui, lo scorso venerdì 12 luglio, eravamo davanti alla Ex Wass per chiedere...

(Coordinamento Antimilitarista Livornese Rete Livorno contro le guerre)
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L'antisemitismo di Israele verso i Palestinesi

Chiunque abbia difeso finora il governo di Israele, si arrampica sugli specchi in modo goffo e maldestro per avallare le assurde “ragioni” di uno Stato rivelatosi terrorista e criminale. Ma è impensabile, oltre che immorale, avallare una linea strategica priva di qualunque fondamento razionale, per cui rischia di ritorcersi contro chi la sostiene. Nessuno che davvero conti all’interno della “comunità internazionale” ha osato condannare gli atti di terrorismo di Stato commessi da Israele contro popolazioni inermi come quelle presenti nella striscia di Gaza. Nemmeno l’attuale pontefice...

(Lucio Garofalo)
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Il PCI Lazio rinnova denuncia. Caporalato: la schiavitù nel terzo millennio

Bruno Barbona, segretario PCI Lazio, presenta una nota di solidarietà e lotta
Anche nelle ultime settimane, purtroppo a seguito dei livelli di inumanità ormai raggiunti ma di cui troppo poco si parla anche nella informazione quotidiana, abbiamo assistito a vittime sul lavoro nei campi. Ciò ha determinato una grande mobilitazione: ad esempio a Latina, dove il PCI ha partecipato alle manifestazioni unitarie ed a quelle della comunità indiana. “Va sempre denunciato l’aspetto che opera alla base di tutto questo - commenta il segretario regionale del PCI, Bruno Barbona - Nel settore agricolo il 98% dei rapporti è fuorilegge. Seicentoventi episodi di caporalato scoperti...

(Maurizio Aversa)
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Mani potenti sulla scuola

Quando fu approvata l’autonomia scolastica del ministro Luigi Berlinguer, in applicazione della legge Bassanini del 1997, fummo tra i pochi a considerare quella riforma l’inizio di una deriva aziendalista, che avrebbe snaturato la Scuola della Costituzione, la sua indipendenza e il diritto allo studio. In Parlamento Rifondazione Comunista naturalmente votò contro Tra i tre regolamenti, che corredavano il provvedimento, vi era quello che consentiva alle scuole di fruire di fondi erogati da privati, quello più pericoloso, paradossalmente proprio per l’autonomia delle scuole. A distanza...

(Loredana Fraleone - Responsabile Scuola Università Ricerca del PRC/SE)
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Ex WASS: BASTA FABBRICHE DI MORTE! RICONVERSIONE CIVILE E LAVORO PER TUTTI

A Livorno, ieri, si è svolta questa lodevole iniziativa, di cui riportiamo il comunicato. Essa prelude a un ulteriore presidio, che si svolgerà mercoledì 17 e che muove dal medesimo intento: denunciare le responsabilità italiane nelle guerre in corso e la militarizzazione dei territori. Il passaggio dell'Ex WASS da Leonardo a Fincantieri mantiene la produzione bellica e non garantisce gli attuali livelli occupazionali. Sinergie, economie di scala, competitività, accorpamento sono tutte parole magiche che nascondono il ricatto occupazionale. La produzione per la guerra è una trappola. Per...

(Coordinamento Antimilitarista Livornese Rete Livorno contro le guerre)
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È uscito il n. 3/2024 de “il programma comunista”

Contiene: Editoriale: La guerra si addice allo stato imperialista, democratico e fascista. Articoli: Ennesima strage di lavoratori. Chi è l’assassino?; Una nuova genia di “affossatori del marxismo” (II); Pro memoria per i senza memoria; Monfalcone, fronte del mondo; Le proteste “pro Palestina” nelle università; La memoria corta dell’antifascismo; Nostri volantini: Primo Maggio 2024. Contro tutte le guerre imperialiste!; Vita di Partito: Primo Maggio. Il numero (a 8 pagine) è disponibile sul nostro sito www.internationalcommunistparty.org e può essere richiesto in cartaceo scrivendo...

(La redazione de "il programma comunista")
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Il "talento sprecato" o la mercificazione del talento

In passato qualcuno mi ha rimproverato di avere sprecato il mio "talento", di aver dissipato il mio ingegno e le mie qualità nell'arte della scrittura. È probabile che abbiano un po' di ragione. Tuttavia, mi piacerebbe capire che cosa significhi "sprecare" un talento. Si intende, per caso, non saper sfruttare il talento creativo per fare soldi, ottenere successo e roba del genere? Ma da quando chi scrive bene riesce ad arricchirsi in un mondo come il nostro? In un’economia di mercato i profitti si ottengono solo vendendo merci ed i soldi si fanno con i soldi… degli altri!...

(Lucio Garofalo)
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Progetto Comunista (numero 134, estate 2024)

Il mensile delle lotte e del socialismo
Politica Salari e vacanze fermi al palo, le lotte no! Editoriale di Massimiliano Dancelli Il piano strutturale a medio termine: un cappio al collo per la classe lavoratrice di Mario Avossa Europee: un voto contro i regimi borghesi capitalizzato dalle destre Dichiarazione dell’Esecutivo del Pdac Elezioni amministrative: un buon risultato per il nostro Partito a Cremona A cura della redazione Sindacato e lotte Contratti nazionali: perché i salari non crescono e i diritti si perdono? di Diego Bossi (operaio Pirelli) Referendum Cgil: la nostra posizione nota dip. sindacale...

(Partito di Alternativa Comunista)
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Relazione (tratta da Le borgate del fascismo di L. Villani) per il Convegno-dibattito svoltosi il 6 luglio 2024 presso l'ex scuola Baccelli

Una delle caratteristiche prioritarie, dei regimi totalitari e del fascismo in Italia, fu la tendenza a permeare e modellare, a proprio uso e consumo, tutti gli aspetti della vita delle persone, in pratica dalla nascita fino alla morte. Lo studio, l’educazione giovanile, la vita sociale, familiare, lavorativa, la propaganda finalizzata alla costruzione del perfetto “bravo italiano” fedele ai valori patriottici e identitari (Dio, Patria e Famiglia), di presunta “etnia italica” (scientificamente inesistente, ma spacciata con pseudo criteri razionalistici …sic), svolsero una funzione...

(A cura di Roberto Martelli (Usi 1912))
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No alla condanna a morte di Sharifeh Mohammadi

Protestiamo contro la repressione degli ayatollah
Tramite Il Pungolo rosso harifeh Mohammadi, donna ingegnere iraniana di 45 anni e madre di una figlia di 12 anni, è stata condannata a morte con l’accusa di Bagh-ye (sommossa o ribellione armata contro l’Imam o l’autorità islamica) per il suo coinvolgimento nel Comitato di Coordinamento per la Formazione dei Sindacati del Lavoro e la sua presunta associazione con il Partito Komala. La condanna è stata emessa dalla Prima Sezione del “Tribunale Rivoluzionario” di Rasht, nella provincia a maggioranza curda di Gilan. A pochi giorni dall’elezione del candidato “riformista” alla...

(SI Cobas – Commissione per la Solidarietà Internazionale)
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UNIVERSITA' ROMA 3: AGGRESSIONI, INTIMIDAZIONI E MINACCE VERBALI AL PERSONALE DELLE PORTINERIE

Segnalazione e richiesta intervento da Usi 1912
Roma, 8 luglio 2024 via e mail loro sedi Alla c.a. soc. coop. sociale 134 info@134.coop RIMINI Alla c.a. soc coop sociale Copura copura@copura.it RAVENNA alla c.a. Dott.ssa Barbara Piccirilli CNS (aggiudicataria appalto servizi integrati e gestione del patrimonio Ateneo di Roma 3) c/o CNS e via e mail (con allegato) Alla c.a. del coordinamento dell’appalto via e mail portinerie cns.portinerie@uniroma3.it p.c. Alla c.a. del Direttore Generale p.t. Università degli STUDI Roma Tre Arch. Alberto Attanasio direttoregenerale@uniroma3.it alberto.attanasio@uniroma3.it OGGETTO: segnalazione...

(Trasmette per Usi 1912 e sezione sindacale nell’appalto – il segr. Intercategoriale p.t. Roberto Martelli)
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Ancora soldi per la militarizzazione del territorio di Pisa

Non ci sono i soldi per la sanità pubblica, non ci sono soldi per la scuola pubblica, non ci sono soldi per i servizi sociali ai cittadini; i lavoratori e le lavoratrici e le loro famiglie ogni giorno patiscono il “dimagrimento “ dei loro salari e stipendi, non si stanziano risorse per le pensioni da fame, per i disoccupati e gli indigenti. Eppure i soldi per la militarizzazione del territorio e il riarmo si trovano sempre! Infatti il governo Meloni ha stanziato i primi 20 milioni (dei 190 previsti dal governo Draghi) di euro per la nuova base all’ex Cisam che ospiterà il 1° Reggimento...

(Militanza Comunista Toscana Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia)
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Contro i femminicidi - Un'altra strada

Mentre i più sessisti, fascisti, omiciattoli, di questo nero governo e parlamento straparlano, si inventano disegni di legge con l'unico scopo di attaccare i diritti, la vita delle donne, e così alimentano un clima politico, pratico, ideologico che di fatto avalla, "giustifica" odio, reazione da parte di maschi frustrati verso le donne che vogliono decidere della propria vita, rompere legami oppressivi, violenti; continuano e aumentano i femminicidi delle donne. Ultimo: Manuela uccisa in strada a colpi di fucile a Roma dall'ex marito. Anche questa volta le precedenti azioni di stalking...

(Movimento Femmnista Proletario Rivoluzionario)
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Usicons aps e USI 1912: segnalazione circa l'erronea applicazione della L. 55/2024

Al Sindaco di Roma Capitale On. Gualtieri – Segreteria e Uff. Gabinetto e mail All’Assessora p.t. alle Pol. Educative e Scolastiche, Lavoro e Formazione Dott.ssa Pratelli All’Assessore con delega al personale/RR.UU. Dott. Andrea Catarci via e mail Alla Direzione del Dipartimento Scuola/nido, Famiglia, Lavoro e Formazione via e mail Alla Presidente dell’Assemblea Capitolina On. Svetlana Celli e segr. Pres. Ass. Cap. via e mail Ai capigruppo consiliari, a consiglieri-e di Roma Capitale via e mail Ai Presidenti e segreterie p.t. delle CC.CC.PP. Scuola/nidi/pol. educative (On. Consuelo Fermariello),...
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È USCITO IL NUOVO NUMERO DI PROSPETTIVA MARXISTA

Sommario: L’ACCELERAZIONE IMPERIALISTICA E LA CONTINUITÀ DELL’INTERNAZIONALISMO https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art428_luglio_2024.pdf Elezioni europee - Destabilizzazione francese e mutazioni tedesche all’insegna della rinegoziazione https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art429_luglio_2024.pdf Elezioni europee - Italia: un consolidamento dello status quo Forze Armate per le guerre dell’imperialismo https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art430_luglio_2024.pdf Questione militare - Sul servizio militare obbligatorio https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art431_luglio_2024.pdf Criptovalute,...

(Prospettiva Marxista)
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Monza, 11 luglio: in piazza contro il Pacchetto Sicurezza Dl 1660

FERMIAMOLI ORA / Mobilitazione nazionale Contro il pacchetto sicurezza DL 1660 Contro il Governo Meloni Riaffermare libertà politiche, sociali, sindacali! Giovedì 11 luglio 2024, ore 17.30 MONZA Piazza Roma / Arengario In queste settimane è approdato in Parlamento il Disegno di Legge 1660 Piantedosi, Nordio, Crosetto, il nuovo pacchetto sicurezza che costituisce oggi l'apice delle politiche repressive del Governo Meloni. Al suo interno si legge un gravissimo attacco alla libertà di dissenso, che si articola nel generalizzato inasprimento delle pene per chi è impegnato nelle lotte sociali...
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LA RESISTENZA NON SI ARRESTA LA RESISTENZA NON SI PROCESSA

A Roma, si è svolto ieri il corteo in solidarietà con Anan, Ali e Mansour, imprigionati dalla giustizia italiana con l'accusa di appartenere a quella resistenza palestinese che contrasta il genocidio sionista e razzista. Nessun provvedimento repressivo ha invece raggiunto i sionisti italiani, che in ben 2000 partecipano all'aggressione portata avanti dal governo israeliano. Con l’arresto dei tre militanti palestinesi l'imperialismo italiano ha reso ancor più evidente la sua complicità con la barbarie in atto. Mettere sotto accusa i resistenti palestinesi è un aiuto concreto a chi intende...

(Enrico Biso)
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CHE FARE ADESSO PER LA LIBERAZIONE DI LEONARD PELTIER

Come è noto, la "United States Parole Commission" ha negato la "libertà sulla parola" a Leonard Peltier, ed ha fissato la prossima udienza al 2026. Gli avvocati di Leonard Peltier hanno già annunciato che ovviamente interporranno appello avverso questa decisione. Come è noto Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, è detenuto da 48 anni in un carcere di massima sicurezza per un delitto che non ha commesso; la sua condanna si basò su "testimonianze" false e su "prove"...

(Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo)
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Su una bellissima giornata di festa e cultura il 6 luglio alla Baccelli

Un grande successo della iniziativa promossa dall'Usicons aps del 6 luglio 2024 alla ex Baccelli a Roma, Mun XI, anzitutto per l'iniziativa culturale della mattina con un convegno dibattito molto interessante e con un livello molto alto, che nessuno a Roma è in grado di organizzare e di gestire. Analogo risultato positivo per la festa orientale dove hanno sfilato le volontarie della Associazione di Ponte Galeria, che sta raccogliendo i fondi per un defibrillatore nella zona (purtroppo come nel resto del municipio XI carente di molto servizi) e soprattutto la parte spettacolare dove compagne...

(Usicons asp)
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Congedo e tutela sulla maternità e congedo parentale: scheda di formazione sindacale autogestita a cura di Usi 1912

Il congedo di maternità è un diritto essenziale, ma è anche importante capirne l'impatto finanziario e la rilevanza contabile, sulle buste paga di chi lavora. Si tratta di indennità che viene erogata dall'INPS. Durante il periodo di maternità obbligatoria, le dipendenti hanno diritto a un determinato compenso. In particolare, per il periodo di astensione obbligatoria, l'INPS eroga un'indennità pari all'80% della retribuzione, calcolata sulle medie giornaliere soggette a contributi nell'ultimo mese di lavoro. Per il periodo di astensione obbligatoria, a seconda del CCNL, il costo per l’azienda...

( Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e ricostituita in sigla Usi 1912 e Usi settore Commercio Turismo e Servizi in sigla USI C.T.&S)
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Sul "fatalismo" delle genti meridionali

In Irpinia, come in altre aree interne del Sud, la negazione sistematica ed estesa della cittadinanza, dei diritti politico-civili per le classi popolari, il loro asservimento ai notabili locali, obbliga le giovani generazioni proletarie a mendicare elemosine o favori elargiti secondo sistemi clientelistici e paternalistici, retaggio di un passato feudale: per ottenere anche un lavoro miserabile, precarizzato e malpagato, sprovvisto di qualsiasi tutela, persino per richiedere un banale certificato, i diritti sono svenduti in cambio di voti ipotecabili a vita. Questa mentalità subalterna è il...

(Lucio Garofalo)
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Manifesto politico dell’assemblea del 29 giugno

Delegazioni di compagni/e della variegata area del mondo delle cooperative sociali provenienti da Roma, Milano, Torino, Genova, Calabria, si sono incontrati a Milano
La riunione trova stimolo dalla mobilitazione dei lavoratori delle cooperative ed in particolare degli educatori che hanno dato vita allo sciopero e alla manifestazione del 10 aprile a Roma. Altre mobilitazioni a Torino e a Milano. Con la partecipazione di molte organizzazioni del sindacalismo di base e di altre associazioni e collettivi sta prendendo forma una Rete Intersindacale da allargare e potenziare. Il S.I.Cobas intende prender parte all’allargamento e allo sviluppo della Rete Intersindacale Nazionale Operatori Sociali. La partecipazione al dibattito è stata a più voci ed abbiamo...

(Coordinamento di lotta Coop Sociali)
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Raggruppiamo le forze internazionaliste per dare una soluzione rivoluzionaria alla barbarie capitalista

Per fermare la corsa verso l’abisso, organizziamo l’opposizione alla guerra e all’economia di guerra!
Le organizzazioni che si sono riunite nell’incontro internazionale di Buenos Aires del 24 e 25 giugno e che sottoscrivono il presente appello, inviano le seguenti conclusioni ai lavoratori e giovani di tutto il mondo. A due anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il conflitto tra i due blocchi reazionari che si affrontano in questa guerra imperialista è ancora lontano dall’essere risolto. Sia il regime di Putin in Russia che il regime fantoccio della NATO di Zelensky in Ucraina riflettono interessi capitalistici di dominio sociale e nazionale. Almeno 110.000 persone sono state uccise...

(pungolorosso.com)
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Sull'accordo tra i Medici di Medicina Generale e Legacoop

Il sindacato dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) e Legacoop tramite Sanicoop che controlla circa 130 cooperative mediche diffuse sul territorio hanno stabilito un intesa che prefigura la gestione “cooperativa” e non più pubblica della Sanità Territoriale. In tal modo, questo pseudo sindacato, di medici dipendenti del SSN, rinuncia ad essere un organismo rappresentativo di lavoratori dipendenti del SSN e trasloca armi e bagagli alla dipendenza della Legacoop. Con questo accordo viene a cadere l'ultima finzione di sanità pubblica, universale e gratuita. Richiamarsi, ormai, a questi...

(si cobas)
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Arresti ad Aprilia e d’intorni: ‘ndrangheta e criminalità organizzata con politici collusi e “a servizio”. La destra impera

Il PCI con Barbona, segretario regionale Lazio, e Pecorilli, segretaria provinciale Latina, commenta e indica di non abbassare la guardia
“Purtroppo da anni, con altri, come ad esempio la “Rete No Bavaglio e Libera” denunciamo, con azioni pubbliche di lotta e con la nostra analisi proposta a cittadini e istituzioni, oltre che a forze politiche e sociali, che le organizzazioni mafiose si sono impossessate del territorio a sud della capitale, si veda lo scioglimento per mafia dei comuni di Anzio e Nettuno, ed ora l’operazione della direzione investigativa Antimafia. – dichiara Sonia Pecorilli, segretaria del Partito Comunista Italiano Federazione provinciale di Latina – La stessa DIA con questi arresti seguiti all’indagine,...

(Maurizio Aversa)
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Roma Capitale e Regione Lazio: per il rispetto integrale della parte normativa e salariale del CCNL Cooperative Sociali

Volantino che sarà distribuito ai presidi e alle manifestazioni promosse dalle centrali cooperative a Roma (4 luglio, ore 17.30-19.30 Piazza del Campidoglio; 15 Luglio, Regione Lazio, Piazza O. da Pordenone 15, ore 17.30-19,30) per adeguamenti tariffe. Noi autorganizzati gatti-e neri-e, estendiamo e diffondiamo la piattaforma con i punti salienti e gli obiettivi da raggiungere sui posti di lavoro e sui territori. PER UN BUON LAVORO, UN BUON SERVIZIO, FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE DAL BASSO.e AUTORGANIZZATA, coordiniamo di nuovo le nostre energie e forze sane nelle cooperative sociali, nel terzo...

(Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 e ricostituita Associazione USICONS aps)
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Latina. La sicurezza è un diritto, non un costo

Sabato 6 luglio, MANIFESTAZIONE (concentramento ore 9.00 in Via Vittorio Cervone)
In queste ore è stata diramata la notizia che il padrone/alias imprenditore agricolo Antonello Lovato sia stato arrestato. E’ una buona notizia, soprattutto le accuse che la Procura sta muovendo a suo carico, ma non lenisce il dolore della famiglia e dei compagni di lavoro di Satnam Singh. Inoltre questa singola attenzione, giustamente, sta diventando simbolo di una ben più forte denuncia sociale e politica. Per questo il Partito Comunista Italiano di Latina e del Lazio hanno promosso per sabato 6, dalle ore 9.00 a Latina, una manifestazione pubblica. Le motivazioni che Sonia Pecorilli, segretaria...

(Maurizio Aversa)
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APPELLO A SOSTEGNO DEL CHIAPAS

Basta violenza in Messico! Basta violenza in Chiapas! Le elezioni 2024 hanno fotografato, e reso ancora più evidente, come la violenza in Messico sia un fattore sistemico. La guerra per il controllo del territorio ha svilito il valore della vita, si ammazza per pochi pesos in tutto il paese. Il Chiapas, oggi, è uno degli stati dove la violenza si è fatta feroce. Dal confine con il Guatemala a Palenque, passando per i territori d'influenza zapatista, morti, paura e fughe dalle comunità sono diventate una norma di una realtà dove il mai risolto fenomeno paramilitare si è incontrato con i...
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29 giugno 2024, strage di Viareggio: per non dimenticare

Anche quest’anno sabato 29 giugno una delegazione del nostro Comitato sarà a Viareggio, al fianco dell’associazione “Il Mondo che vorrei” che riunisce i familiari delle vittime della strage ferroviaria di via Ponchielli, le 32 persone che, dopo il deragliamento di un treno merci e l’esplosione di una cisterna di GPL, il 29 giugno 2009 morirono bruciate vive nel luogo più sicuro, le loro case. Dalla piccola Iman Ayyad di 3 anni a Mario Pucci, 90 anni. Saremo al fianco dell’associazione “Assemblea 29 giugno” composta da quei ferrovieri che, nonostante le pressioni pesantissime...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.Giovanni)
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La crudele morte di Satnam Singh. Un mondo che rischia di annegare nella barbarie e la disumanizzazione

La terribile morte di Satnam Singh, il lavoratore indiano dei campi agricoli dell’agropontino, rivela la faccia più feroce, la crudeltà, di un sistema di produzione in cui la vita del lavoratore vale fino a quando rimane fisicamente integro e in piedi, ha due braccia da prestare alla produzione nelle fabbriche dei padroni o alla raccolta di pomodori nei campi dei proprietari terrieri e non si ribella per i diritti. Ormai si parla apertamente di ‘morti di profitto’ e non di lavoro. Il profitto che è la caratteristica principale e l’esistenza stessa del capitalismo, per cui tutto il...

(Pasquale Aiello)
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Sul carro dei sionisti sale ogni giorno uno nuovo

Sul carro dei sionisti sale ogni giorno uno nuovo! Nel coro di quelli che “…per prima cosa bisogna condannare Hamas” si è presentata con grande zelo l’Aduc, un’associazione per la tutela dei consumatori che uscendo dall’ambito dei suoi scopi statutari (ma non è questo il punto!) si è dedicata a boicottare le manifestazioni del prossimo settembre indette dal “Gay Pride” perché si sono permessi di parlare di genocidio. Non siamo formalisti e quindi non condanniamo il fatto che l’Aduc voglia esprimere le proprie idee ma contestiamo la faziosità, le falsità, l’islamofobia...

(Michele Esposito)
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CON I PROLETARI CONGOLESI, CONTRO LA RAPINA IMPERIALISTA

Dal n. 138 di "Alternativa di Classe" La Repubblica democratica del Congo è vittima di una guerra economica drammatica, che ha già fatto milioni di morti. Si tratta, di fatto, del conflitto più sanguinoso dopo la Seconda Guerra Mondiale. Centinaia di migliaia di donne sono state, e sono ancora oggi, vittime di stupri e migliaia di bambine e bambini lavorano come schiavi nelle miniere di coltan (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE n. 38 a pag. 5). Nel 1996, l'allora Zaire, governato dal presidente Mobuto Sese Seko, venne invaso dall'Alleanza delle Forze Democratiche per la Liberazione del Congo-Zaire...

(Alternativa di Classe)
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Il PCL aderisce all'appello per il diritto alla residenza

Il Partito Comunista dei Lavoratori risponde all'appello per il diritto alla residenza e l’abrogazione dell’articolo 5 del decreto Renzi-Lupi (1), che prevede che «chiunque occupi abusivamente un immobile senza titolo non possa chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi» e vieta per cinque anni agli occupanti di immobili pubblici la partecipazione all’assegnazione di alloggi. L’articolo 5, come viene correttamente evidenziato nel documento dell’appello, colpisce decine di migliaia di persone ed esclude dall’anagrafe chi è costretto dalle sue condizioni materiali...

(Partito Comunista dei Lavoratori)
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L’assassinio di Satnam Singh svela il marciume e l’infamia della società borghese

In questi giorni, più per imbarazzo che per sincera commozione, sta tenendo banco sui media la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano di Latina che ferito gravemente invece di essere soccorso è stato scaricato in strada dal padrone aguzzino. Il feroce omicidio di Satnam ha messo in piena luce le condizioni di sfruttamento e oppressione prossima allo schiavismo in cui vivono centinaia di migliaia di proletari “irregolari” e perciò sottoposti al più brutale ricatto padronale. Il recente "scoop" giornalistico secondo il quale lo stesso “datore di lavoro” (ladri di...

(Militanza Comunista Toscana Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia)
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Non è il caporalato... è il capitalismo!

L’orribile omicidio di Satnam Singh, ucciso dal suo padrone che, tra l’altro, era indagato da ben 5 anni (l’indagine era forse finita nel fondo di un cassetto?) ma continuava tranquillamente a sfruttare a morte i suoi lavoratori, - oltre al solito vergognoso e ormai intollerabile piagnisteo di politici e giornali che puntualmente sentiamo da decenni, come se si trattasse di un fenomeno che scopriamo ogni estate - ha innescato un dibattito sul fenomeno del “caporalato, come se questo fosse uno strumento avulso dal contesto più generale. Non di “caporalato” dobbiamo parlare, ma di...

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)
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DALLE ELEZIONI LA “NUOVA” UNIONE EUROPEA: BELLICISTA COME PRIMA

Editoriale del n. 138 di "Alternativa di Classe" Nei commenti alle recenti elezioni europee il dato che viene generalmente sorvolato, o, quanto meno, sottovalutato, dai vari “vincitori” è l'aumento dell'astensionismo, che in Italia (come in Grecia) ha toccato il record storico. Più della metà degli “elettori” non è andato a votare, anche se si è votato su due giorni! Non è un dato di cui farsi vanto come sinistra rivoluzionaria però, visto che soggettivamente le motivazioni sono le più disparate, compresa, a volte, una qualunquistica passività sociale... Lo avevamo detto:...

(Alternativa di Classe)
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Latina: grande manifestazione per Satnam e contro lo sfruttamento. Il PCI presente con solidarietà e lotta

“Bisogna smettere di parlare solo di lavoro per iniziare a parlare di ‘lavoro umano’, — ha commentato Sonia Pecorilli, segretaria del PCI della provincia di Latina, che ha guidato i comunisti di Latina e del Lazio intervenuti in piazza della libertà — distinguendolo per difenderlo. Il passo successivo sarà quello di ragionare su un patto per il lavoro umano, dobbiamo e possiamo elaborare un nuovo modello di organizzazione del lavoro. La trasformazione dei processi di lavoro a cui dobbiamo puntare è sul lavoro partecipato. In sintesi oggi viviamo in una società disumanizzata, La Federazione...

(Maurizio Aversa)
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E' uscito il n. 138 di "Alternativa di Classe"

Indice: Attualità politica. Dalle elezioni la “nuova” Unione Europea: bellicista come prima!.......................................................pag. 1; Politica internazionale. Con i proletari congolesi, contro la rapina imperialista................................................................pag. 4; Ricorrenze storiche. La Resistenza operaia 80 anni fa tra deportazione e degenerazione................................................. pag. 6; Corrispondenza dalla Sardegna. Mobilitazioni per la sanità pubblica..............................................................................pag....

(Alternativa di Classe)
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FUORI IL SECONDO NUMERO DI SCINTILLA: IL MONDO VA ALLA GUERRA. E NOI?

Stampato e pronto per la lettura e la diffusione, ecco il nuovo numero di scintilla: - la lotta dei disoccupati di Napoli - un programma per l'abolizione del carcere - un orientamento politico sul governo Meloni - un'intervista al Partito Obrero sull'Argentina di Milei - un approfondimento su proletariato extra-legale e l'esercito industriale di riserva, da Marx alle riflessioni delle lotte anticarcerarie degli anni '70 “Scintilla” è uno strumento per il nostro obiettivo dichiarato fin dalla nascita: contribuire alla costruzione di una soggettività politica riconoscibile, legata ai processi...

(Laboratorio Politico Iskra - Bagnoli (NA))
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Pordenone, 28 giugno: giù le mani dal Tagliamento!

Alle ore 20,30, nei locali del Circolo Libertario E. Zapata (in via Ugaresca 3B), si svolgerà l'Assemblea/dibattito GIÙ LE MANI DAL TAGLIAMENT0. Interverranno esponenti del comitato “Tagliamento Libero” In data 11 aprile 2024, la Giunta Regionale del FVG ha approvato il documento preliminare (Delibera n. 530) con il quale vengono realizzati diversi “interventi per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico lungo il corso del fiume Tagliamento”. Tra questi, il più impattante riguarda la “Costruzione di una traversa laminante, con luci mobili a paratoie piane, adiacente...

(Iniziativa Libertaria - Pordenone)
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I banditi imperialisti vogliono trascinare il proletariato e i popoli in una carneficina mondiale

La decisione dei rappresentanti dell’imperialismo USA di autorizzare l’utilizzo di propri missili per colpire il territorio della Russia imperialista, allo scopo di prevenire il crollo del regime vassallo di Kiev – e con esso la sconfitta del blocco occidentale – unita alla richiesta rivolta dal segretario della NATO, Stoltenberg, ai membri di questa alleanza di revocare il divieto di usare le armi inviate in Ucraina per colpire obiettivi in territorio russo (Francia, Germania, Polonia e Regno Unito si sono dichiarati pronti a farlo), rappresentano il passaggio di altre “linee rosse”...

(Da Scintilla n. 146, giugno 2024)
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PALESTINA: 225 PER 4

Questi numeri sono il saldo dell’operazione congiunta tra l’esercito nazi-fascista di Israele e l’intelligence nord-americana (come ha dichiarato alla catena CNN un anonimo funzionario nordamericano) per liberare 4 ostaggi detenuti dalla Resistenza palestinese: 56 vite palestinesi (in gran parte donne e bambini) per ogni ostaggio israeliano liberato. Tanto per ricordare, i nazi-fascisti tedeschi pretesero e uccisero 335 ostaggi italiani dopo l’operazione della Resistenza romana di via Rasella che portò alla morte di 32 soldati tedeschi: 10 italiani per ogni tedesco ucciso. L’assalto...

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)
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Nuova Caledonia, solidarietà al popolo kanak

È in corso da più oltre tre settimane la rivolta del popolo canaco contro il colonialismo francese e per la liberazione della Nuova Caledonia, movimento che fa fronte al coprifuoco e allo stato d’emergenza dichiarato dal presidente francese Macron (dichiarato il 16 maggio). In altre parole, all’occupazione militare. Pochi conoscono questo arcipelago melanesiano, non distante dall’Australia, e il suo popolo, oppresso dalla Francia dal lontano 1853 e ridotto addirittura in minoranza dalle politiche d’occupazione e d’insediamento coloniale del regime francese (le stime più diffuse indicano...

(Alessio Ecoretti - PCL)
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Roma: ieri, davanti all'ambasciata USA, un partecipato presidio in solidarietà con la Palestina

Ieri a via Veneto, di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti, si è svolto un presidio di solidarietà con il popolo palestinese. Un presidio che, lungi dal fermarsi alla dimensione simbolica, ha mostrato la partecipazione convinta di chi si oppone al genocidio sionista. Di chi, da mesi, chiede il cessate il fuoco in relazione a una "guerra" combattuta da un lato da un esercito e da un'aviazione occupante e dall'altro da una resistenza popolare. Una disparità enorme, che va a vantaggio di chi sta compiendo crimini a Rafah e in tutta la Palestina. L'imperialismo U.S.A. è complice...

(Enrico Biso)
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Un passo dopo l’altro, verso lo scontro totale tra NATO e Russia

Che la NATO e la Russia siano in guerra aperta dal 24 febbraio di due anni fa è perfino banale. Lo è almeno per noi che dal primo momento abbiamo sostenuto che quando si dice Ucraina, si deve in realtà leggere NATO – questo, per somma sventura delle ucraine e degli ucraini convinti (sono ogni giorno di meno) di stare combattendo una guerra per la propria auto-determinazione. Altrettanto banale è che la prima fase della guerra si sta chiudendo con la secca sconfitta militare della NATO sul territorio ucraino. La Russia non ha difficoltà a tenere ed estendere le posizioni conquistate nel...

(Tendenza internazionalista rivoluzionaria)
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Gaza: i terribili numeri del genocidio al 2 giugno

Qui di seguito i terribili numeri, al 2 giugno, dell’operazione-genocidio messa in atto a Gaza dallo stato di Israele, con il totale sostegno di Stati Uniti, Italia, Unione europea, e l’altrettanto piena complicità dei paesi arabi rimasti a guardare lo “spettacolo”. La fonte è l’autorità di Gaza. STOP THE GENOCIDE NOW! (Red.) - 240, i giorni della guerra genocida - 3.247, i massacri commessi dall’esercito di occupazione - 46.439, i martiri e le persone scomparse - 10.000, gli scomparsi - 36.439, i martiri arrivati negli ospedali - 15.438, i bambini uccisi - 32, i bambini morti...

(Il Pungolo rosso)
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Imperialismo tricolore in Niger

Con l'immancabile sostegno bipartisan
Il piano Mattei procede. Il governo italiano da un lato negozia con Ghana, Costa d'Avorio, Etiopia l'importazione di manodopera per l'industria manifatturiera del Nord-Est, con contratti annuali di somministrazione, e l'immancabile benedizione di Mattarella. Dall'altro potenzia la presenza militare italiana in Niger, in collaborazione con la giunta golpista, sino ad arrivare a 500 uomini e donne in divisa. Le cosiddette opposizioni liberali offrono naturalmente il loro benestare. Cosa fanno concretamente i militari italiani in Niger? Corsi di addestramento per i parà, presidio di giacimenti...

(Partito Comunista dei Lavoratori)
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Donne: se n’è andata Nora Cortiñas, co-fondatrice delle Madri di Plaza de Mayo

Ieri ci ha lasciato a 94 anni Nora Cortiñas, una delle “locas” – le “pazze”, come la dittatura argentina chiamava le madri che dal maggio 1977 ogni giovedì sfilavano nella Plaza de Mayo di Buenos Aires per chiedere conto ai generali fascisti della sparizione dei loro figli, nonostante gli arresti, le torture, il sequestro e la sparizione di alcune di loro. Caduta la dittatura Nora – la Madre di tutte le battaglie - insieme alle sue compagne ha continuato instancabile a camminare a fianco di tutti coloro che si battevano, e si battono, per la giustizia sociale, contro lo sfruttamento...

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)
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PIENA SOLIDARIETÀ ALLE OCCUPAZIONI UNIVERSITARIE DI UDINE E TRIESTE!

In occasione dell’occupazione dell’Università di Udine, avvenuta questo martedì 28 maggio, sotto la direzione degli studenti riuniti nel Comitato per la Palestina-Udine, ribadiamo la nostra solidarietà come sezione regionale del Partito Comunista dei Lavoratori alle occupazioni delle università di Udine e Trieste in appoggio al popolo palestinese. Anche i nostri militanti sono impegnati a sostenere attivamente l’acampada di Udine: da sempre, infatti, il movimento per la Quarta Internazionale è impegnato nella lotta per l’autodeterminazione del popolo palestinese, oppresso da oltre...

(Partito Comunista dei Lavoratori Friuli-Venezia-Giulia)
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Rafah: l’ennesima strage dello Stato nazi-sionista di Israele

Una settimana fa il giornalista statunitense Chris Hedges scriveva: “Rafah èil premio finale in fondo alla strada. Rafah è il grande campo di sterminio dove massacreremo i palestinesi su una scala mai vista in questo genocidio. Guardateci. Sarà un’orgia di sangue e morte”. E continuava: “Scappate, lo vogliono gli israeliani, scappate per le vostre vite. Fuggite da Rafah come siete fuggiti dalla città di Gaza, come fuggiste da Jabalia, come scappaste da Deir-al-Balan, come fuggiste da Beit-Hanoun, come fuggiste da Bani Suheila, come scappaste da Khan Younis. Fuggite o vi uccideremo....

(Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni)
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2 giugno. Disertori di tutte le guerre

Ogni 2 giugno la Repubblica celebra sé stessa con esibizioni militari, parate e commemorazioni. Una “festa” nazionalista e militarista. Il governo di estrema destra alimenta la retorica identitaria, i “sacri” confini, l’esaltazione della guerra. Come ogni anno le cerimonie militari del due giugno servono a giustificare enormi spese militari, l’invio delle armi e l’impegno diretto dell’Italia nelle missioni militari all’estero dall’Ucraina all’Africa. Guerre, stupri, occupazioni di terre, bombardamenti, torture, l’intero campionario degli orrori umani, se compiuto da uomini...

(anarresinfo.org)
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IN OMBRA DALL'OSTENTATA COMPETIZIONE ELETTORALE GLI INQUIETANTI RISCHI DELLA COMPETIZIONE GLOBALE

Editoriale del n. 137 di "Alternativa di Classe" Come l'anno scorso (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno XI n. 125 a pag. 1), il Governo Meloni ha voluto “festeggiare” il Primo Maggio con un suo decreto in materia di lavoro. Il Consiglio dei Ministri lo ha varato il giorno prima, con lo stanziamento di 74 miliardi di euro fino al 2027, di cui 42 provenienti dalla UE. Si tratta di deduzioni IRES e IRPEF, parziali o totali, per le aziende quando assumono, privilegiando il Sud e i giovani, mentre dei contributi previdenziali si fa carico lo Stato. Oltre a sostituire, in parte, provvedimenti...

(Alternativa di Classe)
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E' uscito il n. 137 di "Alternativa di Classe"

Indice: Attualità politica. In ombra dall'ostentata competizione elettorale gli inquietanti rischi della competizione globale........pag. 1 Ricorrenze storiche. La rivolta zingara nei campi di concentramento...............................................................................pag. 3 Politica internazionale. Anche in Etiopia a soffrire e a morire sono i proletari................................................................. pag. 5 Corrispondenza dal Lazio. Un Primo Maggio contro guerra e pace capitaliste.................................................................pag. 7 Corrispondenza...

(Alternativa di Classe)
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IL PARTITO COMUNISTA N. 428

organo del partito comunista internazionale
– 1 maggio 2024: Il mostro del Capitale mondiale si precipita nella guerra Solo la rivoluzione internazionale per il Comunismo lo può abbattere – I cinici calcoli delle borghesie mondiali e il massacro dei palestinesi – Dal “18 Brumaio” al... 25 Aprile – Argentina è il mondo: Milei mette a nudo il tradimento dei vertici sindacali – Condizione della classe operaia in Nigeria – Perché anche negli Usa non chiediamo la nazionalizzazione delle ferrovie PER IL SINDACATO DI CLASSE – La parola del partito ai lavoratori in lotta – Genova, venerdì 5 aprile: Per l’unità nella...

(Partito Comunista Internazionale)
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La Corte Penale Internazionale sulla Palestina: un colpo al cerchio e un colpo alla botte

Ieri il procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI) ha chiesto di emettere mandati di arresto per i vertici dello stato nazi-sionista di Israele (Netanyahu e Gallant) e parallelamente – non ci si poteva aspettare altro, viste anche le pesanti pressioni dei governi occidentali – mandati di arresto per i vertici di Hamas. L’imputazione è di “crimini di guerra e crimini contro l’umanità”. Aspetti positivi: finalmente viene sancita formalmente la fine dell’impunità (e la violazione di più di 50 risoluzioni delle Nazioni Unite) di cui lo stato di Israele ha goduto per 75...

(Centro di Iniziativa Proletaria "G.Tagarelli")
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Restituzione pubblica del IV Congresso di Sinistra Anticapitalista

Venerdì 24 maggio a Roma, presso la sede di Via dei Latini 73. L'iniziativa si svolgera dalle ore 18.00 alle 21.00. Le nostre lotte sono intersezionali, perché pensiamo che una liberazione autentica dallo sfruttamento e dall’oppressione sia tale solo se non lascia indietro nessuna e nessuno. Le lotte antimperialiste, democratiche, di classe, transfemministe, libertarie, devono trovare una comune radice, relazionarsi e rafforzarsi l’una con l’altra e costruire insieme un progetto comune. Avanziamo una proposta politica ecoscocialista, cioè di un percorso di lotta verso una futura società...

(Sinistra Anticapitalista Roma)
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Roma, 23 maggio: Palestina grido inascoltato

Raccogliere idee e proposte per richiamare la politica al rispetto del Diritto Umanitario
L'iniziativa si svolgerà presso Spin Time, in Via di Santa Croce in Gerusalemme 55, a partire dalle ore 17.30 L'escalation di violenza a Gaza è senza precedenti. Sono migliaia le vittime civili e la situazione umanitaria è drammatica. Di fronte a questo, la voce della società civile mondiale ha elevato il proprio grido di dolore. Chiedere ai leader politici che venga preteso il rispetto senza compromessi del diritto internazionale e di attivare tutti i canali necessari per giungere ad un cessate il fuoco è sempre più urgente e necessario. Per questo, l'obiettivo dell’incontro è raccogliere...

(Campagna BDS Amnesty International)
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Le proteste “pro Palestina” nelle università

Con effetto domino, la protesta degli universitari USA contro la guerra scatenata dallo Stato d’Israele nella Striscia di Gaza, un vero e proprio macello al limite del genocidio e di una autentica pulizia etnica della popolazione civile palestinese e soprattutto dei proletari e delle masse proletarizzate, è dilagata qua e là anche in Europa e altrove. Non staremo a farne qui la cronaca, visto che da settimane (scriviamo a metà maggio) ne sono pieni tutti gli organi di “informazione”. Vogliamo invece indicare alcuni punti vitali, perché le reazioni istintive a quest’ennesimo sintomo...

(il programma comunista)
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CONTRO L'EUROPA DEI PADRONI, DELLE MUNIZIONI, DELLE ELEZIONI!

Saranno le elezioni del riarmo imperialista, cui l'istituzione di ciance europea si adeguerà, dosando le facce del proprio caleidoscopio politico, equilibrando europeismi e sovranismi, comunque costretti nel suo percorso di rafforzamento ed autonomia continentale imposti dall'accelerazione della guerra. CONTRO L'EUROPA DEI PADRONI, DELLE MUNIZIONI, DELLE ELEZIONI. LA LIBERAZIONE E' FRUTTO DELLA RIVOLUZIONE, NON DELLA PARTECIPAZIONE ELETTORALE. La democrazia, con i suoi riti, è la forma consueta del pacifico sfruttamento nella fase imperialista dello sviluppo capitalista. Pur fondata sul...

(SOCIETA' INCIVILE)
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Dall’ordine americano al grande caos

Scenari di guerra globale: dall’Ucraina a Gaza, dal Sudan all’Armenia, dal mar Rosso a Taiwan
Torino, Venerdì 24 maggio ore 21 incontro con Stefano Capello (presso la sede di Corso Palermo 46) Guerre di portata planetaria ci stanno portando sull’orlo della terza guerra mondiale. La spirale pare inarrestabile: il conflitto Russia Ucraina rischia di deflagrare in tutta Europa. L’Italia è direttamente coinvolta con le proprie truppe e con il proprio apparato militare industriale. È in prima fila in conflitti in cui gioca in proprio e in varie alleanze a geografia variabile. La crisi mondiale, le pericolose convulsioni dell’impero statunitense e della Russia in un pianeta multipolare,...

(anarresinfo.org)
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Dove va l'Unione Europea?

Bilancio e prospettive di un'unione imperialistica
Né europeismo liberale né sovranismo reazionario. Per un'Europa socialista, unica reale alternativa L'Unione Europea è nata da una concertazione di stati imperialisti del vecchio continente sospinta dalla caduta del Muro di Berlino. Il crollo dell'URSS e del Patto di Varsavia spinse la riunificazione capitalistica della Germania. L'imperialismo francese diede via libera a tale riunificazione in cambio dell'integrazione dell'imperialismo tedesco in un nuovo patto continentale. L'Unione Europea è nata attorno al patto franco-tedesco: un faticoso punto di equilibrio tra la forza militare della...

(Partito Comunista dei Lavoratori)
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Il 5 per mille alla Biblioteca “Aldo Serafini”!

L’obiettivo di carattere culturale che ci poniamo di centrare per il 2024 è la completa realizzazione della Biblioteca “Aldo Serafini”, dal nome del compagno che fu fra i nostri fondatori, un militante comunista rivoluzionario coerente e conseguente fino all’ultimo. Si tratta di un impegno che abbiamo pubblicamente assunto dopo la morte di Aldo avvenuta il 16 novembre 2023, poichè il nostro compagno ci ha lasciato una notevole quantità di opere dei classici, testi teorici, politici, storici, documentali, etc., tra cui molti introvabili, che vogliamo mettere a disposizione dei proletari,...

(Da Scintilla n. 145, maggio 2024)
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Lecce, 17 maggio: stop arming Israel

Un presidio in Piazza Sant'Oronzo, a partire dalle ore 19.00 Israele continua a usare armi e munizioni esplosive in zone densamente popolate di Gaza, con terribili conseguenze per la popolazione. L’esercito israeliano ha anche emesso un ordine di “evacuazione” per interi quartieri della zona est di Rafah, dove si trovano oltre 100.000 residenti, molti dei quali sfollati interni. Il 17 maggio alle ore 19:00 saremo in piazza Sant’Oronzo per chiedere nuovamente un immediato cessate il fuoco e sollecitare tutti gli Stati a porre fine ai trasferimenti di armi che possono essere usate per commettere...

(Amnesty International Lecce PeaceLink)
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Imperialismo, guerra, internazionalismo. Punti di Sintesi

I “Punti di Sintesi” che di seguito esponiamo si pongono, seppur su di un piano diverso, in stretta continuità con i nostri precedenti documenti a cui rimandiamo: “Il Dossier sulla questione di classe in Israele-Palestina” e “L’autointervista” sugli sviluppi degli scenari di guerra alimentati dai noti eventi del 7 ottobre. Testi con cui esponevamo da un punto di vista pratico e politico la nostra veduta sui processi di guerra imperialista in generale e nei loro caratteri specifici, agganciandosi strettamente all’individuazione di una serie di nodi politici, strategici e d’analisi...

(Laboratorio Internazionalista per l'organizzazione rivoluzionaria)
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PEPPINO IMPASTATO, UNA VOCE SCOMODA

PEPPINO IMPASTATO, MILITANTE DELLA “NUOVA SINISTRA” SICILIANA E GIORNALISTA UCCISO DALLA MAFIA (9 Maggio 1978 – 9 maggio 2024), QUANDO LA LIBERTA’ DI STAMPA E L’INFORMAZIONE ALTERNATIVA DIVENTANO TROPPO SCOMODE… Ricordiamo a 46 anni di distanza, l’assassinio da parte della mafia di Peppino Impastato (9 maggio 1978), attivista sociale, militante della “nuova sinistra” siciliana dell’epoca (fu candidato per Democrazia Proletaria),di 30 anni e giornalista. Un giornalista scomodo, che difese la libertà di stampa e la necessità di fare informazione alternativa, raccontando le verità...
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I morti proletari non hanno patria

(dal numero 2, marzo-aprile 2024, de “il programma comunista”) Il moltiplicarsi e l’acuirsi dei contrasti fra imperialismi in aree come il Medio e l’Estremo Oriente, l’Africa e la stessa Europa (non stiamo qui a rifare una volta di più l’elenco delle situazioni esplosive o già esplose) suscitano contraccolpi a tutti i livelli. S’intensifica il “discorso pubblico” (cioè la mobilitazione ideologica) relativo alla necessità di un “riarmo europeo”, poiché – come ha avuto modo di dichiarare di recente Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo – “se vogliamo la...

(Partito comunista internazionale (il programma comunista – kommunistisches programm – the internationalist – cahiers internationalistes))
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No alla modifica della legge 185/90 sull'export delle armi

Come Tavolo per la Pace dell'Alto Verbano facciamo appello ai deputati lombardi
In queste settimane verrà discussa alla Camera dei Deputati una proposta di modifica della legge 185/90 che regola l’import/export degli armamenti; la modifica intende ridurre i meccanismi di trasparenza e controllo parlamentare sul commercio delle armi, sulle loro esportazioni e sulle banche che finanziano tali operazioni. A metà del mese di aprile come Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano abbiamo inviato al deputato Andrea Pellicini e agli altri 65 deputati eletti nelle circoscrizioni elettorali della Lombardia una lettera per chiedere una riflessione sulle conseguenze di questa modifica,...

(Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano)
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Progetto Comunista n. 132, maggio 2024

Il mensile delle lotte e del socialismo
Politica Ogni giorno il Primo maggio Editoriale di Massimiliano Dancelli La messa è finita, è l’ora della lotta! Il «caso Bari» e la corruzione generale al tempo del capitalismo di Giacomo Biancofiore Giù le mani dagli antifascisti: Ilaria Salis libera subito! Rivendichiamo il diritto all’autodifesa antifascista di Mario Avossa Sindacato e lotte Sul lavoro si muore di capitalismo di Diego Bossi La sicurezza in fabbrica: una lotta della nostra classe! a cura della redazione Doppie oppressioni e clima La Lit-Quarta Internazionale e la lotta contro le oppressioni...

(Partito di alternativa comunista)
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Il più grande sciopero nell’Europa occupata dai nazisti

Il 1° marzo 1944 gli operai delle principali fabbriche del Nord-Italia incrociano le braccia ed escono quasi simultaneamente dai propri stabilimenti. Inizia così quello che diventerà il più grande sciopero generale mai organizzato in Europa durante la guerra. L’esperienza di quello sciopero, cruciale per le sorti della lotta antifascista, è per i comunisti oggi un’enorme fonte di ispirazione ma anche e soprattutto di riflessione politica sulle potenzialità e gli errori di quella “rivoluzione mancata” che fu la Resistenza partigiana. Crisi, guerra e conflittualità operaia Mentre...

(Davide Fiorini - rivoluzione.red)
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L’amianto torna alla ribalta

Negli ultimi giorni l’amianto – dopo anni di silenzio - è tornato sulle prime pagine dei giornali. Il mesotelioma che ha colpito un giornalista della RAI ci fa rivivere quanto abbiamo dovuto lottare per ottenere diritti scritti sulla carta (la legge 257 del lontano 1992): ottenere i curricula dal datore di lavoro, lo scontro con l’INAIL che negava questo diritto, lo scaricabarile tra enti diversi, anni di battaglie in piazza e nei tribunali ..... le malattie e le morti dei nostri compagni di lavoro. E’ stata anche l’occasione di leggere i numeri della strage negli ultimi anni: numeri...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni)
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Dissesto idrogeologico, in 4 anni il territorio italiano a rischio alluvioni è aumentato del 19%

Le possibilità d’adattamento passano da ingegneria naturalistica e Nature based solutions
Doronzo (Aipin): «Abbiamo l’obbligo di ragionare sull’evolversi delle nuove tendenze meteo climatiche, con le conseguenti nuove strategie» Da greenreport Il 16 maggio a Roma, presso la sede Ispra, illustreremo alla stampa – ci sarà anche il mondo delle imprese – proposte, progetti e piani per la sicurezza del territorio anche attraverso la transizione ecologica. Sarà la prima presentazione alla stampa. Il 94% del territorio italiano è a rischio dissesto idrogeologico ed il consumo di suolo è in continua crescita, nel 2021 ha sforato i 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali...

(Giuseppe Doronzo, vicepresidente nazionale dell’Associazione italiana per la ingegneria naturalistica (Aipin))
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Victor Serge – GRATTACIELI IN UN VICOLO CIECO

Pubblichiamo per il suo interesse un breve articolo di Victor Serge sul rapporto tra scienza e lotta di classe, occasionato dal famoso «Scopes Monkey Trial» il «processo della scimmia di Scopes» nel corso del quale un insegnante statunitense, John Thomas Scopes, venne condannato ad una multa di 100 dollari per la violazione della legge del Tennessee, detta Butler, che proibiva l’insegnamento della teoria dell’evoluzione nelle scuole dello Stato. Il testo apparve su La Correspondance Internationale del 25 luglio 1925. Traduzione dal francese di Rostrum, pubblicata nel n. 117 di Prospettiva...

(coalizioneoperaia.com)
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E' USCITO IL NUOVO NUMERO DI PROSPETTIVA MARXISTA

LO SPAZIO STORICO DI AVVICINAMENTO ALLA GUERRA MONDIALE https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art423_maggio_2024.pdf La questione dell’esercito europeo tra formule ideologiche e nodi reali https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art424_maggio_2024.pdf Il fiorente mercato delle armi italiane https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art425_maggio_2024.pdf Cavi sottomarini, nuove contrapposizioni per il controllo delle telecomunicazioni Questione militare - Counterinsurgency e guerra nella Striscia di Gaza https://www.prospettivamarxista.org/Articoli/Art426_maggio_2024.pdf Lo...

(Prospettiva Marxista)
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Un Ponte di menzogne

Le priorità sono le cose che dovrebbero avere la precedenza, rendendo le altre secondarie in fatto di importanza. Ovvero le cose più urgenti che impongono scelte decise. Ad esempio, la tutela e il miglioramento di ciò che funziona male al posto della creazione continua di qualcosa di nuovo dalla dubbia utilità e dall'elevato rischio e costo. Evidentemente, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, non ha mai percorso la Calabria o la Sicilia in treno, e non ha provato l'ebbrezza dell'attesa per i lunghi tempi di attraversamento di ciascuna delle due regioni del Mezzogiorno....

(Battaglia Comunista (Partito Comunista Internazionalista))
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ALFIO

Si approssima l'anniversario della scomparsa di Alfio Pannega, che ci ha lasciato il 30 aprile del 2010. Era nato nel 1925, proletario, antifascista, militante comunista e libertario, poeta a braccio, persona amatissima dall'intera comunità viterbese - era conosciuto da tutti e da tutti apprezzato per la sua sorgiva bontà e per le sue fulminanti battute -, visse l'intera vita in povertà, condividendo quanto aveva con chiunque avesse bisogno del suo aiuto; negli ultimi venti anni della sua vita fu protagonista dell'esperienza del centro sociale occupato autogestito "Valle Faul", un'esperienza...

(Peppe Sini)
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È uscito il n. 2/2024 (marzo-aprile) de “il programma comunista”

Contiene: Editoriale: I morti proletari non hanno patria. Articoli: Il proletariato palestinese nella tagliola infame dei nazionalismi; Salario minimo per legge: quando i peggiori nemici del proletariato si ergono a suoi difensori; Il ciclo delle rivoluzioni nazionali e anticoloniali volge alla fine (Resoconto del rapporto alla Riunione Generale del Partito, 2-3- novembre 1979); Una nuova genia di “affossatori del marxismo”; Dal delitto Matteotti all’Aventino. I comunisti in parlamento contro il fascismo e contro la democrazia; Note: Segnali di fuoco (Capitalismo è guerra); Dalle strade...

(La redazione de "il programma comunista")
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Trieste: per un Primo Maggio rivoluzionario e comunista!

Il Primo Maggio di quest’anno, scendi in piazza con i comunisti rivoluzionari. Stiamo organizzando uno spezzone nel corteo cittadino (ore 9:00 da Campo San Giacomo) che porti le ragioni della nostra battaglia tra i giovani e la classe lavoratrice anche a Trieste: la costruzione di un’Internazionale Comunista Rivoluzionaria che lotti in tutto il mondo per la rivoluzione comunista e la liberazione dell’umanità dalla barbarie del capitalismo e della guerra. Lo faremo nello spirito rivoluzionario che la data del Primo Maggio ha nella storia del proletariato giuliano. Non solo festa del lavoro...

(Sinistra Classe Rivoluzione Trieste)
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E' uscito il n. 136 di Alternativa di Classe

Indice: Attualità politica. Nella strategia bellica aperta nel mondo a rimetterci sono i proletari....................................................pag. 1; Politica internazionale. Soldi per i capitalisti e sacrifici per i lavoratori anche in Francia.................................................pag. 4; Ricorrenze storiche. A Battipaglia nel '69.......................................................................................................................... pag. 6; Corrispondenza dalla Lombardia. La responsabilità di lavoratori e RLS........................................................................pag....

(Alternativa di Classe)
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Forma politica e forma partito

Nel rivolgermi a un numero limitato di interlocutori cercherò di affrontare, pur disponendo di limitate capacità intellettuali, il tema della "forma - partito". "Forma partito" come "Forma politica" visto almeno sul versante delle forze costituzionali di opposizione: una questione che pare tornata di grande attualità con le scelte compiute in occasione della formazione delle liste delle candidate/i per le elezioni europee condotte con metodi più riconducibile ad un casting per una serie televisive piuttosto che per definire presenze di rappresentanza politico...

(FRANCO ASTENGO)
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A Michele Michelino che vive nelle nostre lotte

Caro Michele, te ne sei andato proprio in questo giorno di due anni fa, nel momento in cui avremmo avuto più bisogno della tua lucida visione di classe di operaio comunista rivoluzionario. Oggi ci sovrasta lo spettro della guerra imperialista tra NATO e Russia in cui i capitalisti e il loro governo stanno trascinando il nostro paese e, soprattutto, il genocidio dello stato nazi-sionista di Israele contro il popolo palestinese che, però, resiste, dandoci un eroico esempio e ricordandoci la lezione del popolo vietnamita che vinse il gigante USA. La scia di sangue versato ogni giorno dai proletari...

(Le compagne e i compagni del Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” e del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio)
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PER RICORDARE TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO

Sabato 27 aprile 2024, ore 16 PRESIDIO davanti alla lapide di via Carducci a Sesto S. Giovanni 1.485 morti di profitto sul lavoro nel 2023; 559 vittime nei primi 3 mesi del 2024. Più di 3.000 morti ogni anno a causa dell’amianto, l’assassino silenzioso che colpisce a distanza di anni. Sono le cifre dell’annuale mattanza di lavoratori, le vittime della guerra non dichiarata dei padroni, per i quali siamo solo carne da macello da sfruttare. Ma la guerra non è solo contro i lavoratori: prova ne sono le stragi civili, dal rogo di Viareggio al crollo del Ponte Morandi. Quest’anno ci sovrasta...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.Giovanni)
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Domenica 21 aprile festa di Primavera a Mola

Nel pomeriggio Assemblea di Legambiente Arcipelago Toscano
Da greenreport Il 21 aprile torna la ormai tradizionale Festa di Primavera a Mola, la Zona umida ai confini tra i Comuni di Porto Azzurro e Capoliveri, tra il mare e la laguna. Fitto il programma organizzato da Legambiente Arcipelago Toscano dalle ore 10,00 in poi: Passeggiata alla scoperta di Mola e delle sue creature (ritrovo parcheggio lato Poro Azzurro), Inaugurazione dei nuovi cartelli illustrativi delle caratteristiche della zona umida; Mostra dei dipinti del corso di acquerello naturalistico con piccolo laboratorio, Laboratorio “La musica delle piante” Aperipranzo con brindisi...

(Legambiente Arcipelago Toscano)
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Roma. Campidoglio, sala del Carroccio: il lascito intellettuale e politico di Franco Ottaviano avrà seguito

Ad un mese dalla scomparsa, ricordato l'on. Franco Ottaviano e indicati impegni per continuare la sua attività
E’ già una certezza: il lascito culturale, politico, intellettuale, morale, la sua storia che ha segnato parte di molte esistenze e istituzioni e la sinistra e i comunisti, avrà concreta attuazione. Martedì 16 nella sala del Carroccio, al Campidoglio, dagli interventi di spessore svolti da Giorgio Benvenuto, Graziella Falconi, Letizia Paolozzi, Maurizio Fiasco e più dettagliatamente da Mauro Ottaviano, in occasione della commemorazione, ad un mese dalla scomparsa, dell’on. Franco Ottaviano, sono stati, appunto tracciati precisi obiettivi. “L’attività della Associazione dellarepubblica...

(Maurizio Aversa)
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Piccolo report della giornata in onore dei compagni srilankesi caduti nell'Aprile 1971

Ieri, come militanti comunisti rivoluzionari e internazionalisti, si è partecipato con convinzione anticapitalista alla 53a commemorazione degli Eroi di Aprile, organizzata dalla sezione di Roma del JVP Italia, che ringraziamo per l'ottima preparazione dell'evento politico. Una ricorrenza importante per chi attraversa con convinzione le lotta di classe e antirazziste che si svolgono nell'intera Città di Roma. Il condividere posizioni solidali ed internazionaliste porta ad avere rapporti politici e culturali con chi è attivo nella nostra Roma, per difendere diritti e politiche di classe. Lo...

(Enrico Biso)
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Roma. Martedì 16 aprile commemorazione di Franco Ottaviano al Campidoglio

I suoi familiari, i suoi amici e i suoi compagni, ricorderanno e saluteranno Franco, l’uomo, il dirigente politico, lo scrittore, l’intellettuale, amante della pace e dell’associazionismo L’On. Franco Ottaviano, martedì 16 aprile dalle ore 14,30 alle ore 18,00 sarà commemorato, presso la Sala del Carroccio al Campidoglio in Roma. I suoi familiari, i suoi amici e i suoi compagni, ricorderanno e saluteranno Franco, l’uomo, il dirigente politico, lo scrittore, l’intellettuale, amante della pace e dell’associazionismo. Presumibilmente da varie parti d’Italia, e segnatamente da Roma...

(Maurizio Aversa)
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UK, la sinistra e le prossime elezioni generali

Come bilanciare la necessità di disarcionare i conservatori con il desiderio di promuovere politiche socialiste
n questo pezzo che fa riflettere, Dave Kellaway analizza le sfide che la sinistra britannica deve affrontare mentre la nazione si prepara alle elezioni generali che probabilmente porteranno a un governo laburista. Kellaway esplora il modo in cui la sinistra può navigare in questo panorama politico È iniziata. I media e i politici sono già in piena modalità elezioni generali. Certo, c’è la questione delle elezioni amministrative e dei sindaci di maggio, ma tutti le trattano come una cartina di tornasole per le elezioni parlamentari di ottobre o novembre. Tutti i sondaggi sono fermi da più...

(anticapitalista.org)
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Rimini, 13 Marzo. Assemblea pubblica per difendere: spiagge libere, progetti sociali, lavoratori, fauna e ambiente

Il 16 marzo manifestazione cittadina in Piazza Cavour Tempo di presentazione delle osservazioni al piano spiaggia in scadenza i primi di Aprile 2024. Un piano spiaggia, con obbiettivi distanti da chi frequenta le spiagge libere e lontano, troppo lontano dalle istanze e richieste portate all’Amministrazione comunale di Rimini, anno dopo anno da decenni (con richieste di dotare le spiagge libere di servizi igienici e docce e promozione di un patrimonio collettivo). Certo le spiagge libere già sottodimensionate al 7% e fatte occupare per metà da eventi come beach arena, vengono inserite nella...

(Comitato difesa spiagge libere Provincia di Rimini USI- Usicons sezioni di RIMIN)
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Un altro amico ci ha lasciato

Apprendiamo oggi la notizia della morte improvvisa, il 9 marzo scorso,del dottor Enzo Merler. Uno scienziato, un epidemiologo, un medico che si è sempre battuto per la salute pubblica e, in particolare, dei lavoratori. Lungo la sua vita Enzo Merler è stato anche responsabile del RENAM (il registro dei mesoteliomi, i tipici tumori da amianto) del Veneto e ad una sua segnalazione si deve l’inizio dell’inchiesta che poi sfociò nel maxi processo per l’Eternit di Casale Monferrato. E’ stato consulente della Regione Veneto nella vicenda dell’inquinamento da PFAS (sostanze Poli-e Perfluoroalchiliche,...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio. Sesto San Giovanni)
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Il Mar Mediterraneo si riscalda 3 volte più velocemente rispetto agli oceani

Ma le aree marine protette difendono la fauna ittica dalle ondate di caldo
Le ondate di caldo marino, interessano sempre più i mari del nostro pianeta, sono dovute a un forte innalzamento della temperatura dell’acqua di 4 o 5 gradi che dura per almeno 5 giorni e stanno mettendo mettendo a rischio la fauna ittica e la sopravvivenza di alcune specie. Ma secondo lo studio “Marine protected areas promote stability of reef fish communities under climate warming”, pubblicato su Nature Communications da un team internazionale di ricercatori coordinato da Lisandro Benedetti-Cecchi del dipartimento di biologia dell’università di Pisa, «Le aree marine protette sono...

(greenreport)
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TROVATE IN CINA DELLE MUMMIE SEPOLTE NEL DESERTO IN BARCHE

Nel 1990, centinaia di corpi mummificati furono trovati sepolti in barche in un’inospitale area desertica nella regione autonoma uigura dello Xinijang, nel nord-ovest della Cina. Conosciute come le mummie del bacino del Tarim, ora sono state esaminate geneticamente e gli scienziati hanno ristretto le origini delle misteriose mummie. I risultati sono piuttosto sorprendenti.

I corpi e gli abiti delle mummie sono sorprendentemente intatti nonostante risalgano a 4.000 anni fa e sono stati scoperti nel bacino del Tarim nello Xinjiang. I lineamenti del viso e il colore dei capelli sono visibili, essendo stati naturalmente preservati dall’aria secca del deserto.

Le mummie furono scoperte sepolte in bare a forma di barca ricoperte di pelli di mucca. Accanto a loro c’erano i segni di una società agricola: prodotti alimentari come grano, orzo e formaggio, nonché bestiame come pecore, capre e bovini.

Avevano l’aspetto di stranieri provenienti da una terra straniera perché erano alti, portavano cappelli di feltro di lana e stivaletti di cuoio, e alcuni di loro avevano i capelli biondi. Tuttavia, i genomi di 13 mummie risalenti a 4.000 anni fa, straordinariamente conservati, non erano migranti che portavano la tecnologia dall’Occidente, come si supponeva in precedenza. Uno studio sul DNA delle mummie rivela che si trattava di gente del posto con profonde radici nella zona.

In uno studio pubblicato sul Nature Journal , i ricercatori hanno analizzato i dati genetici raccolti dalle mummie. Risalgono al 2.100-1.700 a.C. e hanno rivelato la provenienza delle persone.

Sembrano essere le reliquie di un’antica popolazione scomparsa in Eurasia dopo l’ultima era glaciale, ancestrale delle popolazioni indigene che vivono oggi in Siberia e nelle Americhe.

In foto una donna dell’età del bronzo mummificata naturalmente, che fu sepolta a Xiaohe nel bacino del Tarim.

Gli individui distanti 400 chilometri l’uno dall’altro, alle estremità opposte del bacino del Tarim, avevano un DNA simile a quello dei fratelli. Anche se le mummie erano gente del posto che non si era sposata con i pastori migranti nelle vicine valli montane, non erano culturalmente isolate. Già 4000 anni fa avevano abbracciato nuove idee e culture: indossavano abiti di lana tessuta, costruivano sistemi di irrigazione, coltivavano grano e miglio non autoctoni, allevavano pecore e capre e mungevano il bestiame per produrre formaggio.

Sebbene lavori precedenti abbiano dimostrato che le mummie vivevano sulle rive di un’oasi nel deserto, non è ancora chiaro il motivo per cui furono sepolte in barche ricoperte di pelli di bestiame con remi in testa – una pratica rara che non si trova da nessun’altra parte nella regione e forse meglio associato ai Vichinghi.

Secondo lo studio, il gruppo era nella zona da qualche tempo e aveva una distinta discendenza locale, che confutava le teorie secondo cui si trattava di pastori della regione meridionale del Mar Nero russo, dell’Asia centrale o dei primi agricoltori dell’altopiano iraniano.

Christina Warinner, autrice dello studio, professoressa di antropologia all’Università di Harvard e leader del gruppo di ricerca presso il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, ha dichiarato in una dichiarazione: “Le mummie hanno affascinato a lungo sia gli scienziati che il pubblico sin dalla loro scoperta originale. Oltre ad essere straordinariamente conservati, sono stati ritrovati in un contesto molto insolito e presentano elementi culturali diversi e lontani”.

I ricercatori hanno anche affermato che è possibile che una popolazione sia geneticamente isolata ma anche culturalmente cosmopolita.

Oltre a esaminare i genomi sequenziati dai resti di cinque individui del bacino di Dzungarian più a nord nella regione autonoma uigura dello Xinjiang in Cina, i ricercatori hanno anche esaminato i dati genetici delle mummie più antiche del bacino del Tarim, che risalgono a un periodo compreso tra 3.700 e 4.100 anni. . Risalenti tra 4.800 e 5.000 anni fa, sono i resti umani più antichi rinvenuti nella regione

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Strage di Rigopiano: la sentenza di appello

Da giorni nevica e la strada che collega l’hotel di Rigopiano al paese di Farindola è bloccata. Nonostante le telefonate di allarme alle autorità, data anche la presenza da settimane di uno sciame sismico, nessuno fa nulla: non si trova alcun mezzo per sgombrare la strada per evacuare le 40 persone presenti – 12 lavoratori e 28 clienti - completamente isolate. Nel pomeriggio del 18 gennaio 2017, dalla montagna sovrastante, si stacca una enorme valanga che investe l’albergo, spostandolo di 10 metri, sfondandone le pareti e seppellendo i presenti; moriranno in 29, tra lavoratori e clienti. Alle...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni)
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M90, l'orso condannato a morte e abbattuto

In questo mondo alla deriva, il sistema capitalistico globalizzato, selvaggio e criminale sta subendo l’ennesima crisi e ha sguinzagliato ancora una volta i signori della guerra per nuove distruzioni, morte, genocidi, povertà e abbrutimento sociale, per poi, come da prassi, ricostruire le città, curare i feriti, riempire nuovamente gli arsenali e sostenere i superstiti, elargendo fondi alle multinazionali del cemento, delle armi, dell’alimentazione e della farmaceutica, pompando così, nuovo ossigeno nei polmoni del capitale. E la storia continua… In questa macelleria umana e ambientale,...

(Pasquale Aiello)
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È USCITO IL NUOVO LIBRO DI DANIELE PERRA: “Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov”

Lev Tolstoj, nel suo racconto I cosacchi, così descrive la prima penetrazione del mondo russo nell’area caucasica: “Molto, molto tempo fa i loro avi, vecchi credenti, scapparono dalla Russia e si stabilirono oltre il Terek, tra i ceceni del Greben’, la prima striscia di montagne boschive della Grande Cecenia. Vivendo tra i ceceni, i cosacchi si mescolarono con loro e si appropriarono delle usanze, del modo di vita e dei gusti dei montanari; ma mantennero anche lì, in tutta la sua bellezza primitiva, la lingua russa e la vecchia fede. La leggenda ancora oggi più viva tra i cosacchi dice che lo zar Ivan il Terribile venne sul Terek, chiamò a sé dal Greben’ i vecchi, regalò loro la terra da questo lato del fiume, lì esorto a vivere in pace e promise di non costringerli né alla sudditanza, né a cambiare la fede. Ancora oggi le stirpi cosacche si considerano dello stesso ceppo dei ceceni e l’amore per la libertà, per l’ozio, per il saccheggio e per la guerra costituisce il tratto principale del loro carattere”.

Tolstoj, come noto, militò nel corpo di spedizione dello Zar in Caucaso, nel corso della guerra pluridecennale che infiammò la regione a metà del XIX secolo ed almeno fino al 1864, anno che convenzionalmente ne segna la fine. Dunque, chi meglio di lui poteva raccontare, arricchendola di espedienti narrativi, l’epopea caucasica della Russia? Tuttavia la sua opera fu in qualche modo l’espressione più tardiva di quello che si potrebbe definire l’“orientalismo russo”, ed anche quella meno incline alla fascinazione immaginifica per l’Oriente che si ritrova, invece, in altri interpreti del calibro di Puškin e Lermontov. Tolstoj, di fatto, racconta la guerra caucasica per quello che sostanzialmente è stata: una guerra sì di espansione (talvolta brutale, a differenza dell’estensione imperiale verso la Siberia) ma con caratteristiche precipuamente russe. E quali sono queste caratteristiche?

Daniele Perra, nella sua opera Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov (edita dalla storica casa editrice parmense Edizioni all’insegna del Veltro, che ha in catalogo diversi testi sull’“altra Europa”), cerca di dare una risposta a questa domanda, partendo dall’affermazione dello storico Andreas Kappeler secondo cui “la trasposizione semplicistica dei concetti di imperialismo e colonialismo nella realtà russa, diffusa soprattutto nella ricerca americana, finisce per occultare molto più di quanto spieghi”. Facendo nostro per un attimo il pensiero di uno dei padri della “scienza” geopolitica, Friedrich Ratzel, si potrebbe addirittura affermare che, avendo seguito una direttrice lineare nello spazio e nel tempo, l’utilizzo della categoria “colonialismo” in rapporto all’espansione russa sia del tutto fuorviante. Questa, in realtà, fu una storia di incontro, scontro, assimilazione, convivenza, vantaggio ed arricchimento reciproco (soprattutto culturale) che ha plasmato in modo determinante l’autocoscienza del gigante eurasiatico, a prescindere dalle pulsioni nazionalistiche (in molti casi eterodirette) che l’hanno ciclicamente minacciato (non esclusa l’esperienza dell’Imamato di Šamil, che, come fa notare Perra, ebbe la sua buona dose di sostegno da parte turca, francese e britannica). Eppure, c’è chi ancora oggi parla di “de-colonization of Russia”, sostenendo la necessità di smantellarla territorialmente per renderla innocua sia sul piano demografico che su quello economico e militare.

Ad onor del vero, parte di questo piano è stato portato a compimento con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che, come osserva lo stesso Perra, fu “l’erede geopolitica” dell’Impero zarista. A tale proposito, l’ormai veterano della rivista di studi geopolitici “Eurasia” fa notare che, con il crollo del colosso socialista (provocato da spinte sia interne che esterne), la Russia “si ritrovò privata di circa 5,3 milioni di chilometri quadrati di territorio, una superficie superiore a quella dell’intera Unione Europea odierna (4,3 milioni di chilometri quadrati) o dell’India (2,3 milioni di chilometri quadrati). A ciò si aggiunga il fatto che si vide totalmente tagliata fuori da diverse aree di primaria importanza strategica (nel Baltico, nel Caucaso ed in Asia Centrale) e sulle quali con grande difficoltà poteva ristabilire una certa influenza”. Parte della strategia dell’arco di crisi di Brzezinski e soci consisteva proprio nella destabilizzazione dei confini russi, in primo luogo nella fascia meridionale. Prosegue inoltre l’autore: “con la disintegrazione dell’URSS, i diversi anelli che formavano il complesso energetico integrato sovietico finirono per trovarsi al di fuori dei confini della Russia. Mosca, sul finire degli anni ’90, era in una posizione in cui, da un lato, doveva affrontare la crescente concorrenza di ex Repubbliche sovietiche come Turkmenistan, Azerbaigian e Kazakistan (capaci di aumentare in breve tempo la produzioni di idrocarburi grazie a massicci investimenti occidentali) e, dall’altro, doveva affrontare altri Paesi di nuova indipendenza come Ucraina, Bielorussia e Moldavia tutti fortemente indebitati con la Russia per il mancato pagamento di approvvigionamenti energetici”.

È in un tale contesto che si inserisce il conflitto ceceno, che viene esaminato nella seconda parte di questo lavoro (la prima è dedicata più in generale alla storia del Caucaso). Ed è in Cecenia che, nonostante gli errori ed orrori di una “guerra sporca” (e fratricida) ben raccontata dall’autore di Obiettivo Ucraina (Anteo Edizioni 2022), rinasce una Russia capace di opporsi a quello che Perra definisce come un processo di “occidentalizzazione dello spazio” o di “desacralizzazione dello spazio”. Si ha infatti a che fare con un mero consumo di territorio, cultura e vita, che nello specifico caso caucasico è rappresentato dalla perniciosa penetrazione del wahhabismo (“l’Islam americano”), la quale, minando i fondamenti tradizionali dei popoli della regione, ha suscitato l’opposizione anche di molti esponenti del separatismo ceceno della prima ora. In Cecenia, dunque, rinasce la Russia, la quale, mantenendo la sua presenza nel Caucaso ed evitando la parcellizzazione etnico-settaria, attraverso la Cecenia ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo nel mondo musulmano, del quale essa stessa fa parte.

Il libro di Daniele Perra, approfondendo anche tradizione e aspetti peculiari dell’Islam caucasico, presenta nel dettaglio la storia e la geopolitica di una regione che rimane centrale per comprendere la complessità e le sfumature dell’odierna “guerra mondiale a pezzi”. Di conseguenza, la sua lettura è assolutamente consigliata.

Daniele Perra, Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 2024, pp. 192, € 24,00.

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CHE SIGNIFICA LA ‘MOSSA’ IRANIANA

Anche se il quadro del conflitto in Medio Oriente si presenta estremamente articolato e complesso, nonché foriero di pericolose escalation, è impossibile non osservare come l’Asse della Resistenza – ed in particolar modo l’Iran ed Hezbollah – abbia sinora mostrato una grande capacità di gestione strategica e tattica del conflitto, calibrando con grande attenzione ogni mossa. Ragion per cui ha destato non poco stupore il molteplice attacco iraniano dell’altro giorno, proprio perché sembra essere una rottura di quella capacità di equilibrio sinora manifestata. Ma è davvero così?

Consideriamo innanzi tutto gli aspetti principali dell’attacco. Ad essere stati colpiti sono obiettivi ostili in Siria (ISIS) ed Iraq (Mossad), due paesi più che amici, e Pakistan (Jaish Ul-Adl), un paese con cui Teheran ha buoni rapporti – in questi giorni, era addirittura programmata una esercitazione navale congiunta.
Di là dal fatto che l’Iraq, e soprattutto il Pakistan, abbiano protestato in modo significativo, cosa peraltro quasi obbligata sotto il profilo politico-diplomatico, resta il fatto che questi attacchi sono stati portati a termine senza che vi fosse un tentativo di reazione; infatti in alcun caso è stato attivato il sistema di difesa anti-missile. Ciò significa che, certamente per quanto riguarda la Siria (e quindi la Russia) ed il Pakistan, i paesi sul cui territorio si trovavano i bersagli sono stati preavvertiti. Per quanto riguarda l’Iraq, il cui governo sicuramente era stato allertato, c’è da aggiungere una ulteriore considerazione: i missili balistici utilizzati hanno compiuto un volo di oltre 1200 km, poiché sono stati volutamente lanciati da una posizione lontana, nel sud dell’Iran, laddove trovandosi il bersaglio nel kurdistan iracheno sarebbe stato assai più semplice colpire a partire dall’omologa regione iraniana.
Questa scelta ha avuto un doppio valore, politico e militare, ovvero dimostrare la capacità iraniana di colpire con grande precisione ed a grande distanza (messaggio rivolto soprattutto ad Israele), ma anche che i sistemi di intercettazione e difesa anti-missile statunitensi, largamente presenti sia in Iraq che in Siria, sono stati colti di sorpresa/bypassati.

Per quanto riguarda l’attacco alla base del Mossad ad Erbil, va aggiunto che (nonostante la regione del kurdistan iracheno sia una enclave largamente autonoma, e fortemente legata sia agli USA che ad Israele) è evidente che ha mostrato anche la capacità di penetrazione dell’intelligence di Teheran.
La questione dell’attacco sul Belucistan pakistano, alla luce della forte reazione di Islamabad, appare più complessa, ma anche qui – oltre alla mancata attivazione delle difese anti-missile – va tenuto conto della particolare natura dello stato pakistano, al cui interno sicuramente agiscono poteri (interni ed esterni) anche assai diversi e conflittuali. Le forze armate, ed i servizi segreti (ISI), sono molto ben collegati con gli Stati Uniti, sin dai tempi della guerriglia anti-sovietica in Afghanistan, ma anche abbastanza permeati da influenza fondamentaliste islamiche, mentre il governo (anche in funzione anti-indiana, storicamente filo russa) ci tiene a mantenere un rapporto privilegiato con Washington. Vale appena la pena di ricordare come, proprio su mandato statunitense, sia stato liquidato il presidente scomodo Imran Khan… È assai probabile, quindi, che alcune delle forze interne non abbiano gradito la mossa iraniana, ed abbiano imposto una reazione adeguata. È di oggi la notizia che il Pakistan ha effettuato una serie di attacchi mirati contro i “nascondigli terroristici” in Iran; specularmente a Teheran, Islamabad ha dichiarato che rispetta la sovranità dell’Iran, e la sua è una azione esclusivamente antiterroristica. Ed anche in questo caso, le difese iraniane non sono state attivate…

Tornando quindi alla questione iniziale, se siamo di fronte o no ad un venir meno della moderazione iraniana, aggiungendo al quadro la rivendicazione dell’attacco a due navi israeliane nell’Oceano Indiano, ma anche l’assenza di mosse dirette contro gli USA, credo si possa affermare che siamo di fronte a qualcos’altro.
L’Iran ha davanti a sé grandi prospettive, derivanti non solo dagli stretti rapporti con la Russia e la Cina, entrambe capofila della spinta al multipolarismo, ma anche dai grandi vantaggi che la sua posizione geografica strategica offre nella prospettiva dei corridoi euroasiatici. Non ha pertanto interesse ad arrivare allo scontro con gli Stati Uniti, e preferisce di gran lunga esercitare – come sta efficacemente facendo – una forte pressione finalizzata ad espellerne le basi militari dalla regione, senza arrivare al conflitto aperto. Ma, al tempo stesso, e proprio nella prospettiva di cui prima, avverte sia la necessità di affermare il proprio ruolo di potenza regionale di primo piano, sia che sono maturate le condizioni interne ed internazionali perché ciò avvenga.
In questo senso, la mossa iraniana va letta come un segnale alle altre potenze regionali – Arabia saudita e Turchia innanzi tutto – nonché allo storico nemico israeliano, perché comincino a misurarsi con l’idea che l’Iran (a più di quarant’anni dalla rivoluzione khomeinista), non solo non è liquidabile né emarginabile, ma è un soggetto geopolitico con cui devono fare i conti, e con cui è meglio cercare una pacifica convivenza piuttosto che inseguire il sogno di rovesciarne il governo. Vedremo chi e come recepirà il messaggio.

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U.S.A.: COA(LI)ZIONE A RIPETERE

L’attacco USA-UK contro lo Yemen mostra ancora una volta come gli Stati Uniti siano irrimediabilmente prigionieri di sé stessi, o meglio ancora dell’immagine di sé che hanno sempre proiettato sul mondo. C’è, in questa mossa assolutamente sciocca, l’ennesimo riverbero della presunzione d’essere il gendarme del mondo, l’ente superiore cui spetta il compito di mantenere il fantomatico “ordine internazionale basato sulle regole” – che poi null’altro è se non un inesistente fantoccio, una copertura che Washington adatta di volta in volta a giustificazione del proprio agire nel proprio esclusivo interesse.
Che queste presunte regole ordinatrici del mondo non siano altro che l’interesse egemonico statunitense, ed in senso più ampio dell’occidente, è cosa chiarissima alla stragrande maggioranza del pianeta, e non certo da oggi, ma una serie di cambiamenti geopolitici intervenuti negli ultimi tempi – uno su tutti, la guerra in Ucraina – hanno mostrato che questo ordine a stelle & strisce è sfidabile, non è più qualcosa cui sia necessario sottomettersi, sia pure obtorto collo.

Questi cambiamenti hanno reso più visibile ciò che si sapeva, a partire dal fatto – appunto – che questo presunto “ordine internazionale basato sulle regole” non solo è una mera invenzione americana, un contenitore vuoto cui di volta in volta gli USA danno il significato che vogliono, ma che è anzi in netto contrasto con l’unico ordine internazionale cui si possa fare legittimamente riferimento, ovvero quello delineato nei trattati internazionali e nella Carta della Nazioni Unite – pur con tutti i suoi limiti. E infatti l’attacco anglo-americano avviene non solo senza alcun mandato dell’ONU, ma in patente violazione delle sue regole.
Ma la illeicità dell’azione militare è, per certi versi, l’aspetto meno rilevante, giacché – come si diceva all’inizio – si tratta di una mossa sciocca, del tutto priva di alcuna efficacia; anzi, capace di sortire esattamente l’effetto opposto a quello dichiarato.
Se, infatti, il blocco imposto dagli Houti sullo stretto di Bab al-Mandeeb, pur relativo esclusivamente alle navi dirette in Israele o ad esso connesse, ha comunque determinato un massiccio spostamento delle rotte commerciali, indipendentemente dalla destinazione, è del tutto evidente che determinare addirittura uno stato di guerra significa amplificare al massimo la minaccia, e spingere ancor di più il traffico marittimo a scegliere rotte alternative.

Del resto, la micro-coalizione messa in piedi da Washington sa perfettamente che, a meno di avventurarsi in una folle invasione terrestre dello Yemen, non è assolutamente in grado di sconfiggere gli Houti, ma solo di infiammare ancor più la regione. E questa impossibilità non deriva semplicemente dal fatto che dietro vi sia la potenza dell’Iran, né tantomeno dalla consapevolezza che gli Houti dispongono di un potentissimo arsenale missilistico, ma dalla semplice constatazione storica: dal 2015, lo Yemen è stato in guerra con i 6 paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, guidati dall’Arabia Saudita, supportati da Marocco, Giordania, Sudan e Pakistan – oltre ovviamente che dagli USA. E questa potente coalizione non è riuscita a piegare il governo yemenita degli Ansarullah, sostenuto da Teheran, ma è quasi arrivata ad esserne sconfitta. Solo la mediazione cinese, che ha posto fine allo storico scontro tra Iran ed Arabia, ha portato poi al cessate il fuoco.
Dunque Washington e Londra sanno benissimo che qualche salva di missili non servirà assolutamente a piegare gli Houti.

Oltretutto, anche a prescindere dal rischio di allargare il conflitto, con contraccolpi potenzialmente devastanti per l’occidente, la piccola squadra navale anglo-americana deve confrontarsi con un problema pratico, ovvero la sua inadeguatezza a sostenere uno scontro prolungato – che è poi il gigantesco problema dell’intero NATOstan. Tutta la struttura dello strumento militare occidentale, infatti, è tarata non soltanto sulle guerre asimmetriche, ma sulla possibilità di risolverle rapidamente, grazie alla potenza soverchiante di un first strike. Quando questa possibilità non sussiste, il sistema entra in crisi.
Innanzi tutto, per restare allo specifico quadrante di guerra, sia la marina statunitense che quella britannica sono abbastanza vecchie, e scontano soprattutto un grandissimo deficit, quello della mancanza di un numero adeguato di navi rifornimento. Anche se gli USA dispongono di numerose basi nell’area medio-orientale, rifornire di munizioni la squadra navale è una operazione complicata; proiettili d’artiglieria e missili dovrebbero essere imbarcati su elicotteri in grado di atterrare su una portaerei, e poi da questa trasferiti alle altre navi. O, semplicemente, ad un certo punto la squadra dovrebbe allontanarsi per rifornirsi in un porto amico.
Tenendo presente che che gli yemeniti potrebbero lanciare ondate di attacchi usando droni da 5.000 $, per abbattere i quali le navi dovrebbero usare missili da 1.000.000 di dollari…

Per quale ragione, quindi, USA e UK hanno portato a termine un attacco pieno di controindicazioni?
Non favorirà la ripresa del traffico marittimo, semmai il contrario.
Non fermerà l’azione yemenita in sostegno della Palestina.
Esporrà le basi statunitensi in M.O., e la stessa flotta, ad un incremento degli attacchi da parte della Resistenza islamica.
Renderà più evidente la strafottenza americana verso le Nazioni Unite e le regole del diritto internazionale.
Alimenterà una possibile escalation del conflitto, col rischio che diventi regionale se non addirittura più vasto.
Sminuirà l’azione dei medesimi Stati Uniti per evitare l’espandersi del conflitto, mostrandone la doppiezza politica (col povero Blinken costretto a sostenere l’inverosimile tesi che bombardare lo Yemen non è una escalation ma il suo contrario…).
La risposta alla domanda è tristemente facile quanto ovvia: coazione a ripetere. Gli USA sono consapevoli di aver perso il loro principale strumento di dominio, la capacità di deterrenza (che si riassume nel poter utilizzare lo strumento bellico soprattutto come minaccia), e cercano disperatamente di ripristinarlo, ripetendo uno schema d’azione consolidato, indifferenti al fatto che i cambiamenti geopolitici l’hanno reso obsoleto ed inefficace.

La coazione a ripetere, il tentativo di ottenere una vittoria rifacendo all’infinito le stesse mosse, non è che un sintomo dell’incapacità dell’impero americano di affrontare i cambiamenti intervenuti nel quadro geopolitico globale. La sua inadeguatezza a comprenderlo ed affrontarlo è causa ed effetto del suo rifiuto di accettare il mutamento. Così come una leadership spaventosamente approssimativa è, allo stesso tempo, il prodotto del declino imperiale e la causa che accelera il declino stesso. Tutto ciò lo rende sempre più inevitabile, ma al tempo stesso moltiplica il rischio che alla fine prevalga la ricerca di un risolutivo Armageddon.

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Chi vuole allargare la guerra in Medio Oriente (e perché)

Per tutta la prima fase del rinnovato conflitto palestinese, a partire dall’attacco della Resistenza del 7 ottobre, la stampa israeliana ha martellato sul pericolo costituito da Hezbollah; del resto, quando Israele tentò di invadere (nuovamente) il Libano, nel 2006, prese una bella batosta proprio dalla milizia sciita, che all’epoca era assai meno potente. Non a caso, oltre 230.000 israeliani sono stati fatti sfollare dal nord del paese, proprio per timore degli attacchi dal Libano, e l’IDF mantiene lì gran parte dei suoi sistemi antimissile Iron Dome.

Il governo israeliano è ben consapevole che un confronto con Hezbollah è potenzialmente devastante, anche perché mobiliterebbe immediatamente, ad un livello ben maggiore dell’attuale, tutte le formazioni dell’Asse della Resistenza; non solo in Libano, ma anche in Iraq, in Yemen ed in Siria. Già ora si ritiene che nel paese dei cedri vi siano alcune migliaia di combattenti iracheni. E chiaramente il supporto americano – che certamente non mancherebbe – non potrebbe andare molto oltre un appoggio aereo-navale: le poche migliaia di militari statunitensi presenti nell’area sono praticamente quasi ovunque circondati da forze ostili.

Di fondo, quindi, per quanto potrebbe piacergli, a Tel Aviv sanno bene che una guerra con Hezbollah avrebbe un costo assai elevato; ma, oltre al desiderio di eliminare quella che considerano una spina nel fianco, l’ambizione maggiore è riuscire a colpire l’Iran, almeno in modo tale da rinviare il più possibile la possibilità di costruire un ordigno nucleare, e di effettuare un first-strike contro Israele. Ma anche l’Iran non è più quello di qualche anno fa, ed un conflitto con Teheran avrebbe costi enormi per Israele. A meno, ovviamente, di trascinarvi dentro anche gli USA. O meglio, il calcolo israeliano prevede comunque di subire grossi danni, ma grazie all’intervento americano – ritiene – il potenziale bellico (nucleare e non) iraniano verrebbe annientato, e quindi il gioco varrebbe la candela.

Il punto è che a Washington non sono affatto dell’idea di farsi coinvolgere in un conflitto del genere, adesso. Intanto, perché paralizzerebbe le rotte commerciali e farebbe salire alle stelle il prezzo del petrolio: Bab el Mandeeb ed Hormuz verrebbero immediatamente chiusi totalmente al traffico marittimo. Poi perché stanno ancora cercando come uscire dal pantano ucraino, e Israele dipende al 100% dai rifornimenti statunitensi. Per non parlare del fatto che in quell’area gli USA hanno moltissime basi militari, che si trasformerebbero in un attimo in altrettanti obiettivi. E non per i razzetti con cui le punzecchiano le milizie irachene, ma con gli ipersonici iraniani. E non solo le basi in Iraq e Siria, ma quelle strategiche a Gibuti ed in Qatar. Gli USA vogliono distruggere il regime degli ayatollah almeno quanto gli israeliani, ma non adesso.

Il problema è che Israele è in un cul-de-sac. La campagna genocida nella Striscia di Gaza ha chiaramente fallito l’obiettivo di provocare un esodo dei palestinesi verso l’Egitto o altrove, non solo perché non se ne vanno, ma anche perché il progetto di una nuova Nakba appare inaccettabile persino ai migliori amici di Israele. La guerra contro la Resistenza poi è un fallimento totale. A quasi tre mesi dal 7 ottobre, l’IDF non è riuscita né a prendere il controllo della Striscia, né a distruggere la rete infrastrutturale di Hamas e degli altri gruppi armati, né tanto meno a liberare anche un solo prigioniero. Al contrario, le perdite – per quanto cerchino di nasconderle – sono elevatissime, sia in termini di uomini che di mezzi. Nei primi tre giorni dell’anno, l’IDF ha ammesso la perdita di oltre 70 militari ed ufficiali. Un disastro, preludio alla sconfitta conclamata.

Da qui, l’urgenza spostare non solo l’attenzione, ma l’intero asse del conflitto. Tutta la banda di fanatici estremisti che governa il paese sa bene di avere i giorni contati, e che la fine della guerra significa anche la loro fine politica; tanto più se dovesse finire appunto con una sconfitta. Uno shock per l’intera Israele, che all’inizio si scaricherebbe proprio sui vertici politici e militari.
Dunque, mentre gli Stati Uniti ritirano dal Mediterraneo orientale la squadra navale guidata dalla portaerei G. Ford, e balbettano alle porte del mar Rosso con la fallimentare ‘missione navale internazionale’, ecco che vengono messi a segno in brevissimo tempo tre attacchi miratissimi (anche e soprattutto in senso politico): un attacco aereo in Siria uccide un alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, poi l’uccisione del numero due di Hamas a Beirut, nel cuore di un quartiere controllato da Hezbollah, ed infine il devastante attentato terroristico in Iran (oltre 100 morti) a pochi passi dalla tomba del generale Soleimani e nel giorno dell’anniversario dell’attentato in cui fu ucciso. L’intento di provocare una reazione è smaccatamente evidente, e lo scopo è proprio quello di rilanciare per coprire il fatto che Israele sta perdendo.

Una mossa azzardatissima, che rischia di scatenare un conflitto potenzialmente devastante bel oltre l’ambito regionale, e che darebbe fuoco alle polveri in un’area di interesse strategico mondiale, in cui tra l’altro militari russi e americani si trovano a pochi chilometri gli uni dagli altri (in Siria). Senza dimenticare che, se per gli USA è inimmaginabile lasciar distruggere Israele, per la Russia (ma anche per la Cina) è inaccettabile lasciar distruggere l’Iran; che, non va dimenticato, è non solo un importante partner militare – soprattutto per Mosca – ed un membro dei BRICS+, ma anche uno snodo fondamentale nelle rotte commerciali euroasiatiche che Russia e Cina stanno sviluppando.

Scatenare un conflitto in quell’area, in cui si intrecciano molteplici interessi strategici, sarebbe una vera e propria follia. Ma Israele ha sempre mostrato di essere totalmente disinteressata al resto del mondo, e di considerare solo e soltanto quello che crede il proprio interesse. Per di più, in questa fase lo stato ebraico si trova in una congiuntura particolare, con un governo fanatico ma fragile, con le forze armate che hanno perso in 48 ore l’aura di invincibilità e che annaspano in palese difficoltà, e con un paese stordito e spaventato, che si rifugia nel fanatismo religioso e nel razzismo esasperato come antidoto alla paura.

Siamo insomma ad un passaggio in cui le possibilità di evitare un disastro epocale sono quasi esclusivamente in carico a coloro che consideriamo barbari, autocrati e terroristi, poiché è dalla loro lungimiranza, dalla loro capacità di non cadere nelle gravissime provocazioni, che dipende l’esplosione o meno del conflitto più prossimo ad una guerra mondiale.
Fortunatamente per noi, Khamenei, Nasrallah, Haniyeh, Jibril e gli altri, hanno sinora dimostrato di possedere questa capacità. Resta da vedere sin dove si spingerà Israele, se questo non dovesse bastare, e quanto loro sapranno e potranno non prestare il fianco al nemico.

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IL RITORNO DELLA GUERRA ‘RISOLUTIVA’

La guerra di Corea è probabilmente l’ultima che gli Stati Uniti abbiano combattuto con l’intento strategico e la volontà di vincerla sul campo. Come sappiamo, è finita in un pareggio. Da quel momento in avanti, gli USA – che pure sono certamente il paese più guerrafondaio dell’era moderna – hanno fatto delle forze armate, e quindi della guerra, essenzialmente uno strumento di deterrenza, volto a contenere i nemici comunisti – URSS, Repubblica Popolare Cinese – nella loro espansione politico-ideologica oltre i confini (rispettivamente) dell’est europeo e della Cina continentale.
A partire dalla fine degli anni cinquanta del novecento, gli Stati Uniti non hanno mai preso seriamente in considerazione l’ipotesi di uno scontro diretto con una delle due potenze socialiste; hanno ovviamente ingaggiato un confronto per cercare di raggiungere la supremazia nucleare, ed altrettanto ovviamente hanno elaborato strategie e tattiche in funzione di un ipotetico scontro di tal genere, ma si è trattato di pure ipotesi di scuola. Sul piano concreto, questa possibilità non è mai stata veramente considerata possibile, né tantomeno desiderabile.

Fintanto che è esistita l’Unione Sovietica, questa ha anzi costituito uno dei pilastri su cui si è fondata l’egemonia americana sull’Europa occidentale. Fedele agli accordi spartitori di Yalta, Washington non è mai intervenuta direttamente contro Mosca, anche quando (Berlino ‘53, Budapest ‘56, Praga ‘68) ne avrebbe avuto un ottimo pretesto. E quando il confronto militare c’è stato, si è collocato in periferia, ed è sempre stato indiretto. Vietnam ed Afghanistan docet.
Se guardiamo alla storia dell’espansionismo militare statunitense, ed alla infinita serie di guerre e guerricciole che ha alimentato, dalla seconda metà del secolo scorso in avanti, ci rendiamo però conto di come le vittorie militari, quelle sul campo di battaglia e quelle strategiche, non solo non si sono quasi mai concretizzate, ma probabilmente non erano nemmeno messe in conto.
La grande strategia egemonica americana si è basata sulla deterrenza, piuttosto che sulla vittoria.
Tutti i paesi che, per una ragione o per un’altra, si sono trovati a dover confrontarsi militarmente con gli USA, hanno pagato un prezzo elevatissimo, che ha quasi sempre comportato la devastazione pressoché completa. E quanto più alta e duratura è stata la sfida all’egemone, tanto più è stato duro il prezzo da pagare.

Oltre ai già citati Vietnam ed Afghanistan, ricordiamo l’Iraq, la Siria, la Libia… Tutte guerre che, da un punto di vista strategico, possiamo considerare perdute. Ma che sono costate a quei paesi un prezzo tale che, a distanza di decenni, non ha consentito loro di riprendersi.
Questo è l’assioma su cui si è costruita la strategia imperialista americana: semplicemente, la deterrenza del potere distruttivo.
Nei confronti delle potenze avverse – Russia e Cina – la strategia prevedeva il contenimento (da qui l’enorme rete di basi militari lungo i confini di questi due paesi), nella convinzione che prima o poi sarebbe avvenuta la loro caduta per strangolamento, o che – nella peggiore delle ipotesi – sarebbero rimaste confinate nei propri spazi.
Ragione per cui le forze armate degli Stati Uniti non si sono mai veramente preparate a scontrarsi con le forze armate sovietiche o con quelle cinesi – men che meno con entrambe.

Il conflitto in Ucraina, da questo punto di vista, rappresenta un giro di boa. Gli Stati Uniti, e la loro armata imperiale allargata, la NATO, non si erano mai impegnati in questa misura in un confronto diretto con una delle potenze antagoniste. Non si erano mai impegnati in un conflitto che non fosse marcatamente asimmetrico. Non si erano mai impegnati in una guerra d’attrito prolungata.
E lo hanno fatto senza prima mettersi in condizione di condurre e sostenere un conflitto di tal genere.
Non erano pronti strategicamente (capacità di produzione bellica industriale, riserve di armi e munizioni), non erano pronti al combattimento (sistemi d’arma mai effettivamente testati sul campo, misconoscenza delle capacità del nemico), non erano pronti sotto il profilo dottrinario (strategie e tattiche, strutturazione delle forze armate, sostanzialmente identiche a quelle dei precedenti conflitti asimmetrici).
La battuta d’arresto era inevitabile.

Il conflitto russo-ucraino segna, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, il passaggio ad una fase in cui la deterrenza viene destrutturata, la devastazione si registra nel campo occidentale, e l’inadeguatezza della potenza imperiale si manifesta nella sua piena evidenza.
Questo passaggio, parzialmente oscurato dal difficile scontro politico interno nel paese egemone, richiede pertanto una radicale riconversione complessiva delle politiche imperiali, che deve necessariamente investire sia il piano logistico-strutturale che quello più squisitamente operativo militare. Un processo, questo, che non può chiaramente essere portato a termine in breve tempo, e che quindi apre ad una stagione di interludio, in cui la capacità dello strumento militare non è più in grado di esercitare la propria storica funzione deterrente, e non è ancora in grado di passare ad una in cui la deterrenza viene sostituita dalla capacità di sconfiggere il nemico sul campo.

Il mutamento del quadro geopolitico e strategico complessivo, di cui questa crisi militare statunitense è in parte il prodotto, ma che ne è al tempo stesso causa, finisce pertanto col determinare una estrema instabilità – di cui ciò che accade in Palestina è la manifestazione più evidente – che a sua volta va ad incidere sui tempi e sui modi con cui gli USA cercheranno di rispondere alla crisi.
Ciò che possiamo vedere già adesso, comunque, è la direzione di massima intrapresa. E che potremmo riassumere nel passaggio dalla guerra come deterrenza alla guerra come soluzione.
La prossima guerra Washington la deve vincere, deve sconfiggere il nemico e metterlo in ginocchio. E poiché non sarà un paese debole, ma una delle grandi potenze belliche del pianeta, e quindi tra l’altro dotato di armamenti nucleari tali da distruggere l’America, non sarà per niente facile.
Lo schema, con ogni probabilità, sarà lo stesso della seconda guerra mondiale. Il grosso delle truppe lo dovrà mettere l’Europa, e sarà questo il campo di battaglia.

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LA CATABASI IMPERIALE

Benché sia una delle cose che capitano più di frequente, non bisognerebbe mai dimenticare la lezione di von Clausewitz, la guerra come proseguimento della politica con altri mezzi. Dunque non solo la guerra – ogni guerra – è già di per sé un atto politico, ma i suoi obiettivi, benché si cerchi di conseguirli attraverso lo strumento militare, sono e restano di natura politica. Dunque, una guerra che fallisce i suoi obiettivi politici è una guerra persa, anche se ha prevalso in ogni battaglia.

La guerra ucraina, ad esempio, è cominciata con obiettivi politici ovviamente diversi, per l’una e l’altra parte; ma soprattutto, ad un certo punto ha visto la Russia modificare i suoi, o meglio ancora, l’ha vista modificare la strategia militare attraverso cui conseguirli. Tra questi obiettivi, le conquiste territoriali sono sempre state secondarie, mentre il focus principale è sempre stato sulla smilitarizzazione dell’Ucraina (e la sua denazificazione). Obiettivo che Mosca ha dovuto alfine perseguire attraverso la via più radicale, ovvero la distruzione materiale delle forze armate ucraine. Obiettivo ormai quasi completamente conseguito, ed ottenuto applicando una tattica ed una strategia basata sul logoramento massivo del nemico. Non una blitzkrieg, né una campagna distruttiva devastante, seguita da un’azione conclusiva delle truppe di terra. Entrambe queste strade, a parte ogni altra considerazione, non avrebbero in realtà inferto il colpo duraturo che era invece necessario infliggere. Quindi, per quanto questo procedere abbia un costo più elevato, è stata scelta una via basata sul fattore tempo. Più tempo, più logoramento della forza nemica, maggiori risultati; e soprattutto, di più lunga durata. Mosca ha scommesso ancora una volta sulla propria capacità di sfruttare questo fattore meglio di chiunque altro, ed ha vinto la scommessa.

A ben vedere, ciò che sta accadendo in Palestina è assai simile. Anche se i rapporti di forza appaiono invertiti, rispetto al fronte ucraino, la strategia messa in atto dal Fronte della Resistenza (in senso ampio, non solo quella palestinese) ricalca in qualche modo quella adottata dai russi in Ucraina.
Le forze della Resistenza sanno che il nemico ha bisogno di concludere in fretta, per una serie di motivi che vanno dagli aspetti economici agli equilibri interni ed internazionali. Per questo, l’asse USA-Israele sta mettendo in campo uno sforzo considerevole, cercando di ottenere delle vittorie quantomeno tattiche, che le consentano di accelerare la conclusione del conflitto – o quanto meno di congelarlo temporaneamente per riprendere fiato.
Ovviamente, il problema gigantesco con cui devono confrontarsi gli israelo-americani, ancor prima della Resistenza armata, è la mancanza di obiettivi politici reali, e quindi di una strategia elaborata in funzione di questi. E per reali si intende realisticamente perseguibili, quindi politici in senso proprio, e non certo i sogni messianici con cui li stanno sostituendo. Per tacere poi del fatto che i due poli dell’asse hanno oltretutto interessi ed obiettivi non sovrapponibili, anche se per molti versi coincidenti.

Va tenuto presente che l’operazione della Resistenza è molto più vasta di quanto appaia. Non solo c’è un completo coordinamento tra le formazioni politico-militari della Resistenza palestinese, che hanno una Joint Operations Room (il centro di comando e coordinamento delle varie brigate) operativo su Gaza. Da tempo è presente in Libano un ulteriore centro di coordinamento, in cui sono rappresentate – oltre alle formazioni palestinesi – anche alcune delle milizie irachene e siriane, ed ovviamente Hezbollah. Non ci sono notizie certe sulla presenza anche di Ansarullah (Yemen). In tal modo, tutte le forze della Resistenza possono coordinare le proprie azioni a livello strategico, calibrando la pressione su Israele e sugli USA, ed alternandola tra i vari fronti aperti – Gaza, confine israelo-libanese, mar Rosso…
L’intento è quello di tenere impegnate le forze israeliane in una guerra d’attrito, il cui livello d’intensità varia nel tempo – così da risultare tatticamente imprevedibile – e nello spazio; può acuirsi a Shuja’iya come a Khan Younis, a Metula oppure ad Eilat, sulle alture del Golan o a Kiryat Shmona.
Tutte le formazione che fanno parte del Fronte della Resistenza sono in grado di sviluppare un attacco assai più intenso e massiccio contro il territorio israeliano, ma non è questo l’intento – poiché qualsiasi accelerazione produrrebbe una reazione altrettanto intensa e massiccia; l’obiettivo è invece risparmiare al massimo possibile le proprie forze, e puntare sul logoramento di Tsahal su tempi medio lunghi.

La situazione per le forze israeliane, nonostante i bombardamenti genocidi sulla Striscia di Gaza facciano da cortina fumogena, è di crescente difficoltà. Le perdite, in uomini e mezzi, cominciano a diventare significative, e soprattutto emerge sempre più la difficoltà – da parte dell’IDF – nel gestire tatticamente il confronto. Sul fronte libanese, sono costretti a tenere impegnate una parte significativa delle forze di terra e dell’aviazione; e nonostante abbiano schierate ben 8 delle 12 batterie di Iron Dome (di cui due certamente già distrutte o danneggiate), la minaccia dei missili di Hezbollah è così significativa che gran parte degli insediamenti e delle città vicine al confine sono state evacuate – con i conseguenti danni all’economia, e le crescenti tensioni interne.
Il blocco dello stretto di Bab el-Mandeeb per le navi dirette in Israele, oltre agli attacchi verso Eilat e gli insediamenti vicini, sono praticamente senza difesa, a difficilmente l’operazione navale Prosperity Guardian riuscirà a risolverli, se non a prezzo di mettere seriamente in pericolo le flotte NATO, e rischiare un blocco totale anche sullo Stretto di Hormuz – un disastro per le economie occidentali.

La situazione non è certo migliore nella Striscia di Gaza, dove le truppe israeliane devono confrontarsi con un nemico sfuggente, di cui non riescono a prendere le misure, e che mantiene intatta la capacità non solo di resistere ai tentativi di penetrazione, ma anche di sviluppare offensive tattiche. I periodici lanci di missili verso Ashkelon o Tel Aviv, le sanguinose imboscate contro le unità IDF, il continuo martellamento – a distanza ravvicinata – contro i corazzati israeliani, testimoniano il permanere di una significativa potenza di fuoco, e soprattutto di un inalterato coordinamento tattico.
Le fonti informative israeliane testimoniano che il numero dei morti e dei feriti è tenuto coperto, e viene comunicato solo parzialmente. Il ritiro della Brigata Golani, forse la migliore unità dell’IDF, per via delle perdite subite, così come il mancato conseguimento degli obiettivi tattici dati continuamente per raggiunti (la rete di tunnel sotterranei è chiaramente ancora perfettamente operativa, non è stato scoperto un solo centro comando, un solo deposito di armi, una sola delle fabbriche che producono i missili…), non sono che i più evidenti segni di tale difficoltà.

A più di due mesi dall’inizio dei combattimenti, non solo l’IDF non è ancora penetrato in tutte le aree urbane della Striscia, ma continua ad essere impegnato in scontri a fuoco anche laddove la penetrazione è avvenuta. Nessuno dei prigionieri è stato liberato manu militari – i due soli tentativi sono tragicamente falliti, e l’unico caso di cui avrebbero potuto menar vanto è stato azzerato da una applicazione ottusa delle regole d’ingaggio. Da almeno un paio di settimane viene data per imminente la morte di Yahya Sinwar, che invece continua a sfuggire.
Nonostante tutta la potenza di cui dispone (aviazione, carri armati e corazzati, artiglieria, intelligence elettronica…), Tsahal non riesce a prevalere.
Persino la guerra della comunicazione vede chiaramente in vantaggio le forze della Resistenza, che documentano inequivocabilmente in video gli attacchi portati contro le forze israeliane, mentre queste inanellano figure barbine una dopo l’altra, mostrando filmati propagandistici per di più malamente costruiti su veri e propri set.

Esattamente come in Ucraina, quindi, anche in Palestina le forze che combattono contro l’imperialismo USA-NATO mettono in campo una strategia di logoramento delle forze avversarie, ed in entrambe i casi puntano sul fattore tempo per mettere in difficoltà il nemico. Che, oltretutto, si trova oggi ad essere impegnato su due fronti, con le difficoltà dell’uno che si riverberano sull’altro, mentre i suoi avversari agiscono separatamente.
A riprova che la geografia è ineludibile, e che la politica non può prescinderne. Ed oggi la situazione globale è che i tradizionali strumenti del dominio imperiale anglo-americano, la potenza talassocratica e la proiezione a grande distanza, hanno fatto il loro tempo e risultano inadeguati. L’impero è costretto a combattere guerre assai problematiche ed impegnative, su fronti diversi; e sia la potenza navale, che quella derivante dalla più estesa rete di basi militari della storia, rischiano di risolversi in un problema più che in un atout. Per la semplice ragione che i nemici non sono più così deboli da poter essere rapidamente schiacciati (ma anzi possono a loro volta colpire), e che sanno scegliere le strategie e le tattiche più efficaci per combattere.

L’impero ha perso la sua arma più potente, la capacità di deterrenza. E, costretto ad usare la forza in tempi e modi che non gli sono congeniali, arretra. I suoi nemici, invece, lo sfidano, non arretrano più dinanzi alla minaccia. Ingaggiano il combattimento, ne impongono i tempi ed i modi. E per vincere, gli basta resistere un minuto in più.

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LA GUERRA PERDUTA

Quella che si sta combattendo in Medio Oriente, e che per via del delirio che si è impossessato delle classi dirigenti occidentali potrebbe ancora sfociare in una terribile guerra regionale-mondiale, è qualcosa che le leadership sioniste israeliane rifiutano di riconoscere come tale, e con loro l’intero occidente, che alla loro narrativa si abbevera.
Quello che Israele non sa né vuole capire, anzitutto perché ha una classe dirigente assolutamente mediocre, un mix di bigotti fanatici e grassi squali della politica, è che spezzettare la Storia, frammentarla in segmenti separati secondo il proprio comodo, non solo non serve realmente a frantumarla, ma impedisce di coglierne il senso, la direzione; misconoscere il passato inibisce la capacità di comprendere il futuro, di averne una visione.

Sin dalla fondazione dello stato di Israele – che, non va dimenticato, è uno specifico progetto del sionismo – la popolazione autoctona palestinese è sempre stata considerata esclusivamente come un problema [1], negandone in nuce l’umanità. Un problema perché possedeva la terra che loro bramavano, perché era troppo numerosa, perché non chinava abbastanza la testa. Da lì a considerarli apertamente animali il passo è stato più breve di quanto si creda.
Salvo rare, quanto lodevoli ma inascoltate eccezioni, le leadership israeliane sono sempre state vittime di questa distorsione prospettica, che li ha poi portate – appunto – ad una lettura della propria storia nazionale in cui gli arabi sono soltanto un ostacolo, bestie feroci che rendono difficile stabilire la pace nella terra promessa. Questa incapacità di guardare la storia anche dalla parte palestinese, ha fatto sì che non vedessero la Storia, ma solo una serie di incresciosi contrattempi.

Per Israele, il 7 ottobre 2023 è solo l’ultimo – questi maledetti animali, che non accettano la soma e invece di lavorare per noi ci aggrediscono! – e nella sua visione monca ad esso non può che seguire una punizione esemplare. Magari anche risolutiva.
Israele pensa ora di poter completare il lavoro iniziato nel 1948, e poi portato avanti nel 1967. Per ristabilire l’ordine naturale delle cose.
Per questo non riesce a comprendere due cose fondamentali: quella che si sta combattendo è una guerra di liberazione (come quella algerina, come quella indocinese, come quella sudafricana…), e quel 7 ottobre è la data che segna la svolta, dopo la quale nulla sarà mai più come prima.
Non importa quante bestie feroci uccidi, se dimentichi che sono fiere.

Le potenze coloniali diventano feroci, quando il loro dominio viene messo in discussione. Ed i popoli che si vogliono liberare pagano sempre un prezzo enorme. Gli algerini ebbero 2 milioni di morti, quasi un quinto della popolazione. I vietnamiti 3 milioni di morti. Ma alla fine i francesi dovettero andarsene.
Il dominio coloniale finisce quando la potenza dominante paga un prezzo che non riesce più a sostenere. Ed è questa la differenza. Per i dominanti, il prezzo massimo accettabile è molto basso, ma per i dominati, che lottano per la propria libertà e per quella delle generazioni future, sarà sempre molto più alto.
Liquidare la Resistenza palestinese come una questione di terrorismo – dimenticando tra l’altro di aver fondato Israele facendo larghissimo ricorso a questa pratica… – è ciò che impedirà agli israeliani di capire la Storia di cui fanno parte. E quindi di affrontarla.

Come diceva il non compianto Henry Kissinger, a proposito della guerra del Vietnam, “abbiamo combattuto una guerra militare; i nostri avversari ne hanno combattuto una politica. Abbiamo cercato il logoramento fisico; i nostri avversari miravano al nostro esaurimento psicologico. In questo modo abbiamo perso di vista una delle massime cardinali della guerra partigiana: la guerriglia vince se non perde. L’esercito convenzionale perde se non vince.” E l’IDF, non sta affatto vincendo. Non può vincere. La Resistenza non ha bisogno di infliggere al nemico una sconfitta militare tale che, in sé, ne determini il crollo. Non ha bisogno di vincerlo strategicamente sul campo di battaglia. È sufficiente che riesca a mantenere nel tempo la sua capacità di combattimento, che riesca ad infliggere delle sconfitte tattiche.
L’operazione al-Aqsa flood è l’equivalente palestinese di Dien Bien-Phu per i vietminh, dell’offensiva del Tet per i vietcong.

L’approccio storico-culturale con cui Israele affronta il conflitto, ancor prima che quello strategico e tattico, è il limite insormontabile per Tel Aviv. Ed è la causa da cui derivano gli errori che sta commettendo nella guerra. Non capisce che affrontare le formazioni della Resistenza come se fossero delle gang criminali non la porterà da nessuna parte. Non capisce che imporre domani l’amministrazione militare a Gaza è un enorme favore ad Hamas, che sarà sgravata dall’onere del governo e potrà concentrarsi nella lotta. Non capisce che l’ondata di attacchi militari in Cisgiordania, e l’ulteriore delegittimazione dell’ANP (che è il governo dei suoi ascari), sono un assist per Hamas, che vuole più di ogni cosa riunificare i fronti di Resistenza. Non capisce che minacciare continuamente i suoi vicini non farà che spingerli a saltarle addosso al primo momento di debolezza.
Non capisce che non è più il 1967 né il 1973, e che il suo nemico non sono gli eserciti giordano, siriano ed egiziano, ma un fronte di guerriglia esteso, capace di mettere in campo almeno altrettanti uomini di quanti ne può mobilitare Israele.

L’illusione di potenza, il disconoscimento dei cambiamenti che intervengono nel mondo intorno a noi, sono costante causa di sanguinose avventure. Paradigmatica, sotto questo profilo, è la storia dell’avventura ucraina. Benché sia stata lungamente studiata e preparata, si è – prevedibilmente, verrebbe da dire – risolta in un disastro. È vero che ha troncato, almeno per qualche decennio a venire, i proficui rapporti tra Europa e Russia, ma non solo non ha affatto indebolito quest’ultima, ma ne ha addirittura determinato il rafforzamento – e più in generale, proprio in termini geopolitici, ha prodotto la saldatura politica, economica e militare tra i principali nemici annoverati dagli USA: la Russia, la Cina, l’Iran e la Corea del Nord.
Una delle tante connessioni esistenti [2], infatti, tra la guerra in Ucraina e quella in Palestina, è che entrambe sono state affrontate dalle potenze occidentali con la convinzione di poterle quantomeno gestire, se non vincerle. E che invece hanno entrambe segnato un giro di boa, quel punto della Storia oltre il quale tutto cambia, per sempre.

Oltretutto, ed anche questo sembra incredibilmente sfuggire alla leadership israeliana, la strategia politico-militare adottata per fronteggiare la crisi innescata dall’attacco del 7 ottobre, rischia seriamente di minare alle fondamenta l’esistenza stessa dello stato di Israele in quanto stato ebraico.
Aver scelto infatti la via genocidaria, come strumento presuntamente risolutivo sia del terrorismo palestinese che della minaccia demografica araba, significa al tempo stesso aver portato all’estremo possibile la strategia millenaristica del sionismo. Al di là dell’ecatombe nucleare – che travolgerebbe Israele quanto e più che i suoi nemici – non c’è più un oltre possibile: il genocidio è il limite estremo raggiungibile. E quando si rivelerà inefficace (e ancora una volta, nessuno meglio degli ebrei dovrebbe sapere che non può essere diversamente), metterà in crisi l’idea fondativa di Israele, la sua ideologia nazionale.

Il sogno di una patria esclusiva, degli ebrei e solo per gli ebrei, così come l’illusione perpetrata per ottant’anni che tale sogno fosse effettivamente realizzabile, crollerà. Quando la società israeliana avrà sedimentato nella propria coscienza l’impossibilità materiale, concreta, di realizzarlo – perché i palestinesi non si arrenderanno mai, non smetteranno mai di essere di più, non accetteranno mai di vivere come bestie – allora tutto cambierà anche lì. Certo, non domani. Ci vorranno forse dieci anni (e saranno anni sanguinosi e dolorosi), ma sul medio periodo questo significherà la morte politica del progetto sionista. La liberazione della Palestina libererà dalle sue ossessioni anche Israele. La sua guerra è perduta.


1 – La parola d’ordine su cui il sionismo costruì dapprima l’idea, e poi lo stato israeliano, era la famosa doppia menzogna “una terra senza popolo per un popolo senza terra”. Doppia perché quella terra era abitata dal popolo di Palestina da migliaia di anni, e perché – molto semplicemente – gli ebrei non sono un popolo, ma semplicemente i seguaci di una religione. E seppure questa religione è assai esclusiva (gli ebrei non fanno proselitismo, si è tali per nascita), resta il fatto che i suoi adepti si sono sparsi per il mondo da oltre duemila anni, durante i quali l’etnicità semitica si è sicuramente annacquata assai più di quanto non sia accaduto agli arabi palestinesi – che sono a loro volta semiti. Non a caso, gran parte degli attuali leader israeliani sono polacchi, russi, rumeni… E tra gli ebrei che vivono in Israele ci sono ben due comunità per nulla semitiche, quella dei falascià (ebrei di origine etiope) e quella degli ebrei di origine indiana.
2 – Su questo aspetto di entrambe i conflitti, cfr. “Due guerre”, Giubbe Rosse News e “Info-warfare: la ‘terza guerra’”, Giubbe Rosse News

L'articolo LA GUERRA PERDUTA proviene da Giubbe Rosse News.

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cop28: AC-COP-PIAMOLI!

Il tavolo di questo mondo va fatto saltare. Perchè è pieno di bari. Solo e tutti bari. Che nascondono i propri affari dietro promesse false o millenaristiche. AC-COP-PIAMOLI! Gli stessi inquinatori seriali di ogni angolo del pianeta, che con le loro guerre seminano morte, distruzione e aria irrespirabile, prendono “impegni” parolai, rimandandone la verifica al 2050...... Sono solo degli assassini chiacchieroni. Funambolismi verbali sulla “fine dei combustibili fossili” a coprire l'epoca dei petrolieri, delle atomiche e del riarmo generalizzato. Questi “signori”, per difendere...

(SOCIETA' INCIVILE)
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Cop 28: la fiera delle falsità!

Aperta dal sultano Ahmed al Jaber, il capo dell’industria petrolifera degli Emirati Arabi Uniti – uno di quei paesi dove si macellano e si fanno sparire gli oppositori scomodi, e dove soprattutto si macellano i corpi e le vite di milioni di immigrati e immigrate pakistani, indiani, bengalesi – si è tenuta la ventottesima conferenza sul clima. Mettere in mano la Presidenza di Cop 28 all’amministratore delegato della Abu Dhabi National Oil Corporation è il colmo dell’ipocrisia, ma non deve meravigliare più di tanto chi ha capito cos’è il capitalismo: l’A.D.N.O.C. estrae oltre 4...

(Il pungolo rosso)
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«Edgardo Ghizzoni», undicesimo racconto in musica estratto da Veglione Rosso

Edgardo Ghizzoni morì nell’agosto del 1929, otto anni e mezzo dopo il Veglione Rosso che costò la vita ai primi due correggesi uccisi dai fascisti, Mario Gasparini e Agostino Zaccarelli. E’ l’undicesimo della serie: più di un omicidio all’anno, in media, per una cittadina di provincia che allora contava poco meno di ventimila abitanti.

Di lui sappiamo pochissimo: operaio, pittore, affascinato dalle idee di Antonio Gramsci, ce lo immaginiamo tra coloro che cercavano di proporre un’arte proletaria del tutto alternativa a quella borghese.

Come sempre, riportiamo qui sotto la scheda biografica preparata in occasione della mostra di Casa del Popolo Spartaco: «1920/2020. In ricordo dei primi martiri antifascisti correggesi».

Edgardo Ghizzoni (1905 – 1929), nato a Budrio di Correggio, operaio di professione, fu anche pittore e realizzò un ritratto a olio di Agostino Zaccarelli, regalato a Vittorio Saltini e gelosamente conservato. Faceva parte di quella gioventù socialista orientata alla corrente gramsciana de L’Ordine Nuovo e come altri militanti fu vittima di bastonature, di cui una particolarmente violenta al capo e alla schiena, nel periodo 1921–1922. Decise allora di intraprendere la strada dell’emigrazione, come fecero anche altri suoi compagni, trasferendosi a Milano.
Di salute ormai irrimediabilmente compromessa, morì di tubercolosi, contratta in seguito alle percosse, il 13 agosto 1929.

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Cambiamenti climatici: in Italia 54 Comuni ad elevato tasso di erosione costiera

ISPRA pubblica lo stato attuale della linea di costa nazionale a livello comunale con dati aggiornati Tra i 644 comuni costieri italiani, il “Portale delle Coste” dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha individuato quelli che presentano alti tassi di erosione e sottolinea che «sono 54 quelli che ad oggi hanno visto arretrare il loro tratto di costa di più del 50% dell’intero tratto di competenza; sono 22 i comuni che presentano un superamento compreso tra il 50% e il 60% della costa; sono 16 quelli tra 60% e 70%, 8 tra 70% e 80% e 7 tra 80% e 90%»....

(greenreport)
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Cosa possiamo imparare dall’agricoltura tradizionale per la lotta alla crisi climatica

Agnoletti (Unifi): «L’agricoltura intensiva non è riuscita a risolvere il problema della fame nel mondo, con 800 milioni di persone che tuttora ne soffrono» Nell’auditorium di Sant’Apollonia a Firenze si è svolta la giornata di studi Tradizione per la transizione: l’agricoltura della resilienza, cui hanno partecipato rappresentanti di Fao, Unesco, Università, Governo e Regione Toscana. A pochi giorni dall’alluvione che ha devastato la Toscana centrale, il focus della giornata è stato sul ruolo che può esercitare l’agricoltura tradizionale nella lotta alla crisi climatica in...

(greenreport)
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«Furio Rabitti», decimo racconto tratto da Veglione Rosso

Furio Rabitti aderì prima al circolo socialista poi alla federazione giovanile del neonato Partito comunista d’Italia, come fece la quasi totalità della gioventù socialista di Correggio. Veniva spesso arrestato e anche percosso, in occasione di movimenti di alti gerarchi o di feste socialiste.

Insieme al fratello Ivanoe e al più piccolo Parsifal, che faceva il garzone, aveva aperto un salone di barbiere nel 1923. Duramente bastonato dai fascisti nel 1925, contrasse, in con- seguenza delle gravi lesioni, una nefrite, che lo portò alla morte, a Correggio, il 25 novembre 1930, a ventisei anni di età.

La composizione è di Stefano Pilia, che la esegue per chitarra sola. La voce e il testo sono di Wu Ming 2.

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Ancora un appello agli ambientalisti

Palestina, Ucraina e guerre del capitale all'ambiente Noi insistiamo nel riproporre a voi, ai militanti di Fridays for Future, a quanti si sono impegnati in difesa dell’ambiente a tornare in piazza unendo le vostre istanze, i vostri temi a quelli dell’opposizione militante alla guerra. Chiediamo ancora di ritornare nelle piazze globali contro i governi, stati e multinazionali della guerra e della devastazione ambientale. La lotta per la difesa dell’ambiente deve essere parte integrante delle lotte dei proletari, delle lotte delle donne per i loro diritti di autodeterminazione. Non si tratta...

(pasquale cordua)
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Legambiente Carrara si schiera contro la “privatizzazione” dei sentieri sulle Apuane

«Chiudere tutte le cave che ricadono entro il Parco delle Apuane. Un Parco non può dirsi tale quando è fatto continuo oggetto di devastazione legalizzata» Da greenreport Intendiamo innanzitutto esprimere la nostra solidarietà e il nostro grazie ad Athamanta che, con la sua iniziativa di domenica scorsa lungo il sentiero 174, nell’area interessata dalla cava Castelbaito ai piedi del Borla, ha voluto denunciare lo scempio delle Apuane e la “privatizzazione” da parte della Walton, con il servile ausilio del Comune di Fivizzano, di un bene comune come le nostre montagne. Vogliamo inoltre...

(Legambiente Carrara)
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«Pico Mariani», nono racconto tratto da Veglione Rosso

Quando ascoltiamo la storia di una persona uccisa dai fascisti, ci aspettiamo sempre un epilogo violento. Invece, anche le bastonate e le torture possono essere letali a distanza di tempo, come una fibra d’amianto.

Pico Mariani morì a Parigi, nel 1926, e il suo nome non starebbe in Veglione rosso, se attorno a lui non ci fosse stata una vasta comunità di esuli correggesi, gente che se lo ricordava malato ancor prima di emigrare. Anzi: che se lo ricordava emigrante proprio perché malato, rotto nel fisico dagli attacchi squadristi, e costretto a scegliere tra la fuga all’estero e la certezza di una nuova, fatale aggressione.

Purtroppo, quelle che aveva già subito si rivelarono sufficienti, lontano da casa, dopo mesi di sofferenze.

Nell’audioracconto che gli abbiamo dedicato, la musica è composta da Antonio Macaretti, che la suona con la sua fisarmonica insieme a Stefano Pilia (chitarra) e Mattia Cipolli (violoncello). I testi e la voce sono di Wu Ming 2.

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GRETA THUNBERG E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Dal n. 128 di "Alternativa di Classe" Praticamente tutto cominciò il 20 Agosto 2018, esattamente solo 5 anni fa, quando una ragazzina di quindici anni, Greta Thunberg, si sedette su un marciapiede davanti al Parlamento di Stoccolma con una scritta: "Sciopero scolastico per il clima". Da quel giorno Greta non andò più a scuola fino alle elezioni legislative del 9 Settembre 2018 in Svezia, in segno di protesta contro il cambiamento climatico. La decisione di scioperare era stata presa dopo che forti ondate di calore avevano colpito la Svezia, favorendo anche diversi incendi...

(Alternativa di Classe)
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Nessuna tregua per gli oranghi

Il bracconaggio di oranghi continua in Indonesia, Malaysia e Thailandia, Pesantemente coinvolti nel traffico Kuwait, Russia e Corea del Sud
Il 19 agosto si è celebrato il World Orangutan Day ma, nonostante la loro intelligenza e somiglianza sia così riconosciuta da sempre che il loro nome significa “Persona della foresta”, per gli oranghi c’è ben poco da festeggiare: il futuro di questi grandi primati – gli unici dell’Asia – è minacciato dalla deforestazione e dal bracconaggio e Traffic denuncia che vengono ancora catturati e venduti nel mercato illegale di animali domestici. Da gennaio a luglio, almeno 161 esemplari vivi sono stati sequestrati in Indonesia, Malaysia e Thailandia. Idati di Traffic mostrano i dati...

(greenreport)
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Il Sin di Piombino tra bonifiche ferme al palo e cittadini ignari

Serve un osservatorio capace di seguire tutte le procedure e le relative attività
Le popolazioni residenti spesso vivono dimentiche dell’enorme fattore di rischio cui sono giornalmente esposte Da greenreport Sento parlare del Sin di Piombino rare volte, e sempre nelle situazioni critiche per la città che nel suo perimetro lo contiene. L’ex polo siderurgico toscano, in passato tra i più importanti del Paese, da tempo riveste lo status di Sin: un acronimo gentile adoperato dalla burocrazia romana per ingentilire i territori inquinati – Siti di interesse nazionale –, devastati e modificati pesantemente in cui operavano con scarsa attenzione per la tutela ambientale...

(Aurelio Caligiore)
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«Ernesto Monselici», ottavo racconto in musica estratto da Veglione rosso

Ernesto Monselici era di idee socialiste, alle quali credeva senza fare mistero di condividere la linea del PSI. Solo nel 1924 aderì al Partito Comunista d’Italia. Mutilato di guerra, trascorreva parte del suo tempo a discutere con i compagni alla cooperativa di consumo di Budrio, frazione di Correggio. Quando nel giugno del 1922 le squadracce devastarono e incendiarono l’edificio, Ernesto fu violentemente bastonato. Caduto a terra, venne soccorso dai compagni e portato in casa di conoscenti. Nell’aprile 1924, mentre transitava per la pubblica via nel suo paese, venne fermato da sei giovani fascisti e nuovamente percosso con colpi di bastone al capo e alle spalle, assieme al compagno Alderigio Veroni.
In seguito alle percosse ricevute venne ricoverato all’ospedale di Modena con la diagnosi «forte uricemia». Lì si spense nel luglio dello stesso anno.

Finora sei brani, degli otto che abbiamo pubblicato, sono stati prodotti a partire dalle registrazioni dei singoli strumenti e della voce, miscelate insieme. Uno (“Antonio Pellicciari”) è il live del concerto di presentazione a Correggio. Questo invece è un live da camera, registrato in presa diretta, a tracce separate, in una sede (inufficiale) della Wu Ming Foundation. Al violoncello: Mattia Cipolli, che ha scritto anche la musica. Testo e voce sono di Wu Ming 2.

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negazionisti DOC

Il Rapporto Censis sulla comunicazione in Italia ha un capitolo intitolato “Disinformazione e fake news in Italia”. I dati non sono confortanti per chi è impegnato a combattere il riscaldamento climatico e soprattutto la sua causa principale che, per noi, è il modo di produzione capitalistico. Il 34,7% degli italiani – secondo il Rapporto – è convinto che ci sia allarmismo eccessivo sul cambiamento climatico ed il 25,5% ritiene che l’alluvione in Romagna sia la risposta più efficace a quanti parlano della progressiva desertificazione. I negazionisti “assoluti” sono il 16,2% con...

(Pasquale Cordua)
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«Angelo Mariani», settimo racconto in musica estratto da Veglione rosso

I fratelli Angelo e Pico Mariani, antifascisti come Carlo e Nello Rosselli, a differenza di loro non vennero uccisi insieme, nello stesso momento e luogo. Entrambi perseguitati fin da ragazzi, nei medesimi anni, furono però colpiti a morte in tempi diversi.

Angelo, il maggiore, fu il primo. In questo racconto musicale, il settimo di Veglione rosso, a esporre la sua vicenda è un narratore collettivo, interpretato dalla voce di Wu Ming 2 – mentre tutti i musicisti coinvolti in questo progetto suonano un brano composto per l’occasione da Mattia Cipolli.

Di umili origini, Angelo Mariani (1901 – 1924) cresce nella frazione di Budrio. Trasferitosi a Correggio con la famiglia in cerca di lavoro, si avvicina alla figura di Agostino Zaccarelli che per lui diventa un mentore, tanto che Angelo fu fra i quarantanove (su cinquanta giovani socialisti

totali) che seguirono Zaccarelli nella scissione del 1921 e fondarono la Federazione Giovanile Comunista Italiana di Correggio.

Angelo legge molto e compone poesie dialettali che raccontano il suo ambiente nativo di operai e braccianti. Nel 1922 viene preso di mira e per più volte bastonato dai fascisti. A causa delle percosse inizia ad avere problemi polmonari, contraendo la tubercolosi.

Alla fine del 1923, viene nuovamente picchiato e portato alla sede del Fascio dove gli viene imposto di bere un bicchiere di olio motore. A causa della salute già cagionevole per via della malattia e dello scompenso fisico causato dall’avvelenamento da olio, Angelo viene ricoverato all’ospedale di Correggio dove trova la morte pochi giorni dopo.

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Ufologi in treno di notte, brano tratto da Radio Ufo 78

Brano tratto dalla suite Radio Ufo 78, di Wu Ming 1 e Bhutan Clan, eseguita dal vivo a S. Giovanni in Marignano (RN) la sera del 9 luglio 2023.

Radio Ufo 78 è uno spettacolo nato dall'ibridazione tra il nostro Ufo 78 e i romanzi Tutta quella brava gente e La parola amore uccide dei colleghi Jadel Andreetto – anch'egli sul palco in quanto vocalist e bassista del BC – e Guglielmo Pispisa.

Prodotto dal laboratorio Melologos, c/o Nassau, via de' Griffoni 5/2.

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A qualcuno piace caldo e nega l'evidenza. Ma le bugie hanno le gambe corte...

Che fare? Segui il denaro...
Anche di fronte alle catastrofi più devastanti, c’è sempre qualche bello spirito che nega l’evidenza. Non è una novità. In Italia abbiamo una rilevante esperienza (vedi, per es., il 25 luglio 1943). Altrettanto sta avvenendo oggi, rispetto all’ondata di calore che ha colpito l’Italia (e non solo). La causa risiede nei dissennati sviluppi del modo di produzione capitalistico. Non c’è dubbio (capitalism is dead...). Una constatazione che però lascia il tempo che trova. Ma fino a un certo punto. Veniamo a sapere che Oil&Gas (ovvero il settore petrolifero) ha investito un...

(Dino Erba)
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Ufo 78 a Rivalta di Torino, presentazione ad alta densità ufologica e punk

Il 29 giugno 2023 Wu Ming 1 – introdotto da Paolo Fiorino del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici) e in dialogo con Filo Sottile – ha presentato Ufo 78 a Rivalta (TO), nello spazio "Libri tra i fiori". Un appuntamento della rassegna «Serre d'estate». La discussione è stata molto ricca di spunti letterari, musicali, storici, sociologici, ufologici. Si è parlato di eroina, riflusso, anni Settanta e Ottanta, concerti, negozi di dischi. Ci si è chiesto: cos'hanno in comune gli avvistamenti di UFO e il formarsi di gruppi punk in luoghi "improbabili" della provincia italiana? Si sono citate diverse canzoni, tra cui Pordenone UFO Attack dei Gaznevada e Non puo sopprimere il mio conflitto [sic] dei giapponesi Isterismo. Buon ascolto.

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«Se vi va bene bene se no seghe» a Condove, epicentro di lotta antimilitarista

Valerio Minnella incontrò Achille Croce e altri militanti nonviolenti valsusini alla marcia Milano-Vicenza del 1970. Parlandoci, fu molto colpito dalla loro determinazione e dal fatto che fossero vegetariani. Poco dopo, infatti, lo diventò anche lui.

Negli anni successivi, quelli della lotta per l’obiezione di coscienza, Valerio ebbe molti rapporti con Torino, dove l'11 marzo 1972 bruciò la cartolina-precetto e si fece arrestare. Alberto Perino – allora esponente del Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta, nel nuovo secolo uno dei nomi più noti del movimento No Tav – esibì il celebre cartello «HO FATTO IL MILITARE E ME NE VERGOGNO» proprio a un corteo in solidarietà ad alcuni obiettori incarcerati, tra i quali Valerio. Quel cartello gli valse una denuncia e un processo per vilipendio alle forze armate.

Quando è venuta l’idea di presentare il libro in valle, ovviamente Condove è il primo posto che ci è venuto in mente. A Condove c'erano Achille Croce, don Giuseppe Viglongo, il GVAN e il giornale «Dialogo in valle». Fu uno degli epicentri della stessa lotta che anche Valerio portò avanti, e fu importante per la sua formazione.

La sera del 30 giugno, nella sala della biblioteca comunale Margherita Hack, abbiamo chiuso un cerchio, rendendo omaggio a tutti i suddetti. C'eravamo tutt'e tre: Valerio, WM1 e Filo. Dopo i saluti del sindaco Jacopo Suppo, abbiamo dialogato fittamente con Maurizio Piccione. Sono poi intervenuti Andrea Galli, presidente del Valsusa FilmFest, e lo stesso Alberto Perino. Buon ascolto.

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Jimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78) Share Flag audioJimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78) Share Flag audioJimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78) Share Flag audioJimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78)

Lo spettacolo Radio Ufo 78 è prodotto dal laboratorio Melologos ed eseguito da Wu Ming 1 & Bhutan Clan. Per sapere di che si tratta, ecco qui la scheda artistica.

La prova generale l’abbiamo fatta in pubblico il 5 maggio scorso, allo spazio Stria di Padova.

Radio Ufo 78 è un’unica suite senza interruzioni tra un brano e l’altro, perciò abbiamo chiesto di applaudire solo alla fine. Non eravamo a organico completo: per cause di forza maggiore mancava Jadel Andreetto, quindi avevamo un solo basso e una sola voce. Ad ogni modo, tutto è andato bene.

Ecco un momento del flusso di quella sera, registrato con un fonografo da Thomas Alva Edison, buonanima (si fa per dire). Qualità da bootleg, ma a chi non ha ancora sentito niente dà una prima idea.

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«Antonio Bellelli». Sesto racconto in musica estratto da «Veglione rosso»

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Di fede prampoliniana, Antonio Bellelli fu l’anima del movimento socialista operaio correggese.
Fu consigliere comunale in quattro occasioni: nel 1899, 1902, 1905 e 1920. Presidente della prima cooperativa di consumo di Fosdondo, membro del Consiglio generale della Camera del lavoro di Reggio Emilia, fu anche delegato ai congressi nazionali del PSI, nel 1904, 1911 e 1913. Nel '21 aderì alla sottoscrizione in favore del popolo russo per sostenere economicamente il primo Paese fondato sui Soviet.

Nella sede del Fascio di Fosdondo, fu costretto dai fascisti a bere un bicchiere di olio, probabilmente di ricino ma non è escluso che si trattasse di olio motore, in quanto questo di solito era il trattamento riservato agli antifascisti più pericolosi. In seguito a tale episodio la sua salute fu irrimediabilmente compromessa. Ricoverato all’ospedale di Correggio per peritonite, vi morì all’età di cinquantacinque anni, il 16 luglio 1923. Poche ore prima di morire, Bellelli disse al parroco don Pivetti, che andò a fargli visita: «Come uomo la visita la accetto, come parroco no»

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Strage di Viareggio: a 14 anni di distanza la battaglia per ottenere giustizia continua

Anche quest’anno giovedì 29 giugno una delegazione del nostro Comitato sarà a Viareggio, al fianco dell’associazione “Il Mondo che vorrei” che riunisce i familiari delle vittime della strage ferroviaria di via Ponchielli. Dopo il deragliamento di un treno merci e l’esplosione di una cisterna di GPL, il 29 giugno 2009 32 persone morirono bruciate vive nel luogo più sicuro, le loro case. Dalla piccola Iman Ayyad di 3 anni a Mario Pucci, 90 anni. Saremo al fianco dell’associazione “Assemblea 29 giugno” composta da quei ferrovieri che, nonostante le pressioni pesantissime subite...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni)
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Fondi globali per il clima: solo il 2,4% dei finanziamenti va alle attività a sostegno dei bambini

I finanziamenti per gli hotspot climatici mondiali trascurano i bisogni di bambini/e e ragazzi/e Secondo il nuovo rapporto “Falling short: addressing the climate finance gap for children” pubblicato dalla coalizione Children’s Environmental Rights Initiative (CERI) e Plan International, Save the Children e Unicef, «I bambini vengono esclusi dai finanziamenti per il clima, nonostante paghino il prezzo più alto della crisi climatica. Solo il 2,4% dei principali fondi globali per il clima possono essere classificati come sostegno ad attività che rispondono ai diritti dei bambini. Eppure,...

(greenreport)
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APPELLO ALL’UNITA’ D’AZIONE PER LA GIUSTIZIA SOCIALE E CLIMATICA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE 17 GIUGNO 2023 ORE 16 PIAZZA XX SETTEMBRE – BOLOGNA Il momento è cruciale in Italia per il futuro di milioni di lavoratori, per la democrazia, per lo stato sociale. Alla guerra inter-imperialista in barba alla carta costituzionale del nostro Paese, si aggiunge la guerra scatenata contro i poveri, i lavoratori, le masse popolari, i migranti. Siamo all’epilogo delle politiche dei Governi succedutisi negli ultimi 15 anni: niente di nuovo ma solo una pericolosa e repentina accelerazione nel solco delle politiche attuate da oltre 2 decenni. Emblematico in tal senso il...
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(In)giustizia di classe

In pochi giorni due fulgidi esempi – per le “anime belle” a cui non piace chiamare le cose con il loro nome- di ingiustizia di classe. Cominciamo con la strage di Casale Monferrato. Il 7 giugno la corte d’assise di Novara pronuncia la sentenza di uno dei processi ancora in corso per i morti di amianto, 392 vittime ad oggi sul territorio casalese. L’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny - uno degli uomini più ricchi d’Europa che chiuse la sua fabbrica nel 1986, andandosene a gran velocità e lasciando l’onere della bonifica dell’azienda e del territorio al Comune di Casale)...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio)
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Agricoltura, negli ultimi 40 anni la Toscana ha perso il 38% dei terreni coltivati

Coldiretti: tra il 2012 ed il 2020 la Toscana ha prodotto 105 mila quintali di prodotti alimentari in meno Nell’arco degli ultimi 40 anni l’avanzata del cemento e l’abbandono delle campagne hanno divorato quasi 700mila ettari di superficie agricola, che in Toscana si è ridotta ad appena 1,1 milioni di ettari secondo l’ultimo censimento elaborato dalla Coldiretti regionale. In compenso hanno continuato ad espandersi le aree urbane, con un incremento di 293 ettari di suolo consumato tra il 2020 ed il 2021, pari al 6,7% dell’intera superficie regionale; è anche per effetto delle delle...

(greenreport)
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Ufo 78– Concerto non-identificato

Questo melologoè stato eseguito al Teatro Monte Baldo di Brentonico (TN) il 24 marzo 2023. Wu Ming 1 ha letto i capitoli 2 e 3 del Primo movimento di Ufo 78 – la visione collettiva di Incontri ravvicinati del terzo tipo seguita da una camminata notturna per le vie di Torino – mentre Luca Casarotti lavorava ditastiere, elettronica e ingegneria sonora.

Trattasi di composizione spontanea, senza partiture di sorta ma con chiare premesse teoriche, messe giù nellapresentazione scritta da Luca Casarotti.

Ufo 78– Concerto non-identificato è una produzione Mελóλογος. Grazie a tutte le compagne e i compagni del circolo ARCI di Brentonico per l’organizzazione della serata. Grazie in particolare ad Assia per i riflessi prontissimi di fronte a un problema manifestatosi all’improvviso e la disponibilità messa in campo per risolverlo!

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«Umberto Bizzoccoli», quarto racconto in musica estratto da Veglione rosso

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Umberto Bizzoccoli (Correggio, 19.09.1903 - 22.02.1922) fin da giovane si aggrega al circolo socialista di Correggio di cuiè attivo dirigente e organizzatore con Agostino Zaccarelli. Sarà poi il primo segretario comunista dopo la scissione del 1921.
Per sfuggire all’attenzione fascista, nel maggio 1921 si arruola in Marina nella città ligure di La Spezia. Mentre si trova in libera uscita viene violentemente bastonato su mandato dei fascisti di Correggio.

La violenta bastonatura gli provoca gravi danni ai polmoni, a causa dei quali poco tempo dopo contrae la tubercolosi. Il 29 gennaio scrive ai suoi genitori le sue "naturali ed ultime volontà": «Io professo onestamente una dottrina di amore e fratellanzache esclude le corporazioni religiose di ogni genere. Io obbedisco alla verità che credo di aver veduta».

Muore a Correggio, il 22 febbraio 1922 a soli diciotto anni.

I funerali si trasformano in una grande manifestazione antifascista, con il feretro scortato dai giovani comunisti capeggiatidal segretario della FGCI reggiana Camillo Montanari.

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Volodja, una storia di fantasmi e un radiodramma operaio

Melologo/radiodramma tratto dal racconto di Wu Ming 1 Volodja (2011) e realizzato per il primo Festival di letteratura working class, svoltosi dal 31 marzo al 2 aprile 2023 al presidio degli operai ex-GKN in lotta, Campi Bisenzio (FI).

Wu Ming 1– Voce e vociferazioni
Stefano D'Arcangelo – caverna dell'antimateria

«Volodja è tratto dall’omonimo racconto che scrissi nel 2011 per il progetto «I muri di Mirafiori», nell’ambito del laboratorio urbano Situa.to [...]

Mi viene l’idea di resuscitare il fantasma di Vladimir Majakovskij. Nel racconto il poeta georgiano appare tra gli operai della Fiat nella primavera del 1969, immemore di tutto quanto gli accadde dopo il 1923, quando tornò in Russia dopo le vacanze trascorse con l’amico Viktor Šklovskij sull’isola di Norderney, nel Mare del Nord.

Rinvenuto in forma spettrale, Volodja – diminutivo di Vladimir, così lo chiamavano gli amici – comprende di essere in Italia e si domanda che fare, e decide di fare, ποιεῖν, fare poesia, partecipando a suo modo alle lotte che stanno montando a Mirafiori [...]

Stefano utilizza registrazioni originali della vocedi Majakovskij e musica d’avanguardia sovietica degli anni Venti, come la Sinfonia di sirene di Arsenij Avramov e Fonderia di Aleksandr Mosolov [...]»

Una produzione Melologos, laboratorio di fonologia narrativa c/o Nassau, via de' Griffoni 5/2a, Bologna

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Ponte Morandi: sapevano ma non hanno fatto niente….

..e il 14 agosto 2018 43 persone sono morte nel crollo del viadotto genovese.
Lo ha dichiarato lunedì l’ex amministratore delegato di Edizione, la holding dei Benetton che controllava ASPI (Autostrade per l’Italia) nella sua testimonianza al processo che si sta svolgendo a Genova. Gianni Mion riferisce di una riunione avvenuta nel 2010 in cui si parlò delle criticità del ponte, che però vennero ignorate dai dirigenti perché sarebbe costato troppo porvi rimedio. I dirigenti sapevano quindi che il viadotto sarebbe potuto crollare: corrosione dei cavi, calcestruzzo che mancava, ordini di abbassare a tavolino i coefficienti di rischio rilevati dai tecnici. La risposta...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio)
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Con la stretta europea, giorni contati per il greenwashing made in Italy?

Report Greenwashing 2023: le norme per contrastarlo in Italia e in Europa A Circonomìa, il Festival dell’economia circolare e della transizione ecologica giunto all’ottava edizione, è stato presentato il Rapporto Greenwashing 2023, dedicato alle misure attive in Italia e nel mondo per contrastare le pubblicità e le aziende che dicono di essere “green” senza esserlo. Un rapporto che arriva proprio mentre la Commissione europea sta per presentare proposte volte a contrastare attivamente le pratiche di greenwashing, tutelando da una parte i consumatori contro le pratiche di obsolescenza...

(greenreport)
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«Antonio Pellicciari", quinto racconto in musica estratto da "Veglione rosso"

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Nella sua frazione, Fazzano, Antonio Pellicciari era considerato un’autorità per il modo in cui riusciva a porre i problemi delle rivendicazioni dei contadini e degli operai.

Fu attivo nel movimento cooperativo, quando la voce di Camillo Prampolini spargeva nella provincia di Reggio Emilia il seme educativo di teorie socialiste.
Dal 2 al 4 agosto 1922, assiemeai compagni Bagni, Messori e Pellacani, aderì agli Arditi del popolo e partecipò alla difesa della città di Parma dall’invasione degli squadristi guidati da Italo Balbo.
Duramente perseguitato dai fascisti, bastonato, seviziato più volte tanto da procurargli degli scompensi fisici, morìacausa di una polmonite acuta nel febbraio 1923.

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ALLUVIONE IN EMILIA-ROMAGNA: NON È COLPA NÉ DELLE NUTRIE, NÉ DEGLI ISTRICI! PRATICHIAMO SOLIDARIETÁ, COSTRUIAMO MOBILITAZIONE!

Al di là della facile retorica dell' emiliano - romagnolo, che accetta con spirito costruttivo questo gravissimo evento, in realtà in questi giorni migliaia di attivisti (solo oggi da Platt sono partiti in 500) hanno deciso di autoorganizzare colonne solidali e sono partiti per unirsi a spalare fango, rimuovere detriti, a fianco della popolazione colpita. La narrazione mainstream ha raggiunto apici di tossicità, laddove invece di valorizzare questo fortissimo impegno sociale, ha voluto sminuire e quasi ridicolizzare i movimenti contro il disastro climatico, chiedendo, come fatto ad esempio...

(SI COBAS NAZIONALE)
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Intensificare l’azione contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

Attualmente, uno stock ittico su tre è sovrasfruttato. Con la crescente domanda di alimenti acquatici, è fondamentale garantire che tutti gli stock siano gestiti in modo sostenibile. Per questo, il quarto meeting delle Parti della Fao e dell’Agreement on Port State Measures (PSMA) che si è tenuto dall’8 al 12 maggio a Bali e al quale hanno partecipato 200 delegati in rappresentanza di governi e ONG, ha deciso di intensificare gli sforzi per combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU) estendendo le ispezioni sulle navi, scambiando informazioni a livello globale...

(greenreport)
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PER RICORDARE TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO

Sabato 29 aprile 2023, ore 16 PRESIDIO davanti alla lapide di via Carducci a Sesto S. Giovanni L’amianto, uno dei tanti strumenti dello sfruttamento capitalistico: un assassino silenzioso di lavo-ratori e cittadini che ha ucciso ieri, uccide oggi e continuerà a farlo domani nell’indifferenza di pa-droni, istituzioni e governi. Gli assassini: i padroni e i managers che non hanno esitato a produrre e utilizzare questo cancero-geno di cui conoscevano benissimo gli effetti dai primi del Novecento; le istituzioni e i governi (di tutti i colori) che hanno sempre ignorato – e continuano a farlo...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.Giovanni)
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La catastrofe ecologica nel Sud e nel Nord del mondo: come fermarla?

Un'iniziativa a Mestre, sabato 22 aprile
La catastrofe ecologica nel Sud e nel Nord del mondo: come fermarla? C’è una catastrofe ambientale globale in corso, misurabile da una serie di indicatori: riscaldamento globale, siccità, desertificazione, inquinamento delle acque, dei terreni, dell’aria, del sottosuolo, fenomeni climatici estremi, crescente scomparsa delle specie animali e vegetali, pandemie, etc. E se tutto ciò non bastasse, è arrivata la guerra in Ucraina che si è aggiunta alle decine di guerre già esistenti, con la prospettiva sempre più minacciosa di un conflitto mondiale. Questa catastrofe colpisce con particolare...

(Comitato permanente contro le guerre e il razzismo Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria – Blog Il Pungolo rosso)
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L'orso del Trentino

Da circa un ventennio gli amministratori del Trentino avevano deciso di riportare gli orsi nei boschi del proprio territorio, sradicandoli dai propri luoghi in Slovenia, attraverso un piano chiamato Life Ursus finanziato con soldi dell’UE. Il fine ultimo di ripristinare la biodiversità avrebbe potuto essere sostenibile se avessero programmato anche di istruire gli umani a conviverci e rispettarli. Invece pare che sia rimasto soltanto un richiamo, nel grande parco nazionale Adamello Brenta dalle bellezze mozzafiato, per i turisti più audaci, trasformando alcuni poveri orsi in fenomeno da baraccone....

(Pasquale Aiello)
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L'inceneritore

“Siamo con i comitati e la loro proposta di alternative. Il referendum è una furbizia, altroché democrazia”. Saremo con i cittadini e le cittadine il 19 aprile, alle 17:00, in Campidoglio per ribadire, dopo un anno dall’annuncio del Sindaco Gualtieri, il nostro NO ad un impianto inutile, antieconomico, obsoleto, dannoso per la salute, basti guardare a Brescia dove c’è stato un incremento del 12% delle malattie tumorali ed un forte SI ad una gestione virtuosa del rifiuto che parta dalla riduzione all’origine e passi per il riutilizzo dell’esistente, vere e proprie miniere di materie...

(Elena Mazzoni, segretaria federazione Roma-Castelli-Litoranea Elio Romano, resp. ambiente segreteria federazione)
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Il vaiolo degli scoiattoli grigi sta decimando gli scoiattoli rossi del Galles

Gli ambientalisti: gli scoiattoli rossi del Galles rischiano di essere spazzati via a meno che non venga sviluppato un vaccino Gli scoiattoli rossi (Sciurus vulgaris) in Galles sopravvivono in soli tre siti e, nell’inverno appena passato, in una di quelle aree il vaiolo ne ha ucciso fino all’80% e quasi 11.000 persone hanno firmato una petizione che chiede al governo autonomo gallese di finanziare la ricerca di vaccini. Il governo di Cardiff ha risposto che esaminerà «Prove emergenti e opportunità per sostenere al meglio le popolazioni». A portare il virus del vaiolo dello scoiattolo,...

(greenreport)
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STANNO IMPOSTANDO IL MERCATO DEL FUTURO: QUELLO DEI TRAPIANTI. ECCO UN MIO VECCHIO ARTICOLO CON PREZZI IMBATTIBILI

STANNO IMPOSTANDO IL MERCATO DEL FUTURO: QUELLO DEI TRAPIANTI A PAGAMENTO CHE È’ LA ( FINORA) MIGLIORE APPROSSIMAZIONE TROVATA ALL’IMMORTALITÀ’. PAGANDO S’INTENDE.

LA CRISI INTERNAZIONALE DIVENTA DI CIVILTÀ E AFFIORA NELLE MANIERE PIÙ IMPENSATE . ECCO DUE ESEMPI. di Antonio de Martini

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SIAMO AL BIVIO DI UNA ESCALATION MOLTO PERICOLOSA TRA DUE ELEZIONI : MAGGIO 23 E GENNAIO 24. UNO POTREBBE PERDERE LA TESTA.

TRA LE ELEZIONI PRESIDENZIALI TURCHE DEL 14 MAGGIO E QUELLE DI TAIWAN DEL PROSSIMO GENNAIO SI GIOCA CON TORTUOSE ALLEANZE NELLE URNE IL DESTINO DELLA PACE.

Il primo e l’ultimo scoglio da superare senza finire in un allargamento del conflitto, riguardano entrambi il proibire l’accesso ai mari aperti per Russia ( il Mediterraneo) e Cina ( il Pacifico).

L’Asia, potenza terrestre bicefala, ha bisogno di impadronirsi di porti e rotte marittime non soffocate dalle potenze marinare – USA e alleati- mentre queste spendono risorse , intessono reti, ricorrono alla pirateria, per evitare che la Cina , la fabbrica del pianeta, e la Russia, miniera del mondo, riescano a bypassarli sui liberi mercati e ne rendano inutili gli sforzi ultradecennali per mantenere l’ intermediazione progettuale, commerciale , finanziaria, valutaria e di difesa che li ha arricchiti per tutto lo scorso secolo, caratterizzato dalla disponibilità di lavoro asindacalizzato e materie prime a basso costo che l’Asia fornisce grazie a istituzioni robustamente condotte su sudditi rassegnati.

Il sistema si é retto sulla bipartizione del lavoro: occidente che possiede, finanzia e commercializza in nome del principio della libertà di commercio e oriente che produce e accetta crescite economiche al rallentatore.

Da qualche anno, lo abbiamo raccontato negli articoli pubblicati sul blog questa settimana ( su Cina e Giappone) i paesi asiatici, in questo secolo, hanno imparato la lezione dalla violenza subita per abbracciare il libero commercio , sono diventati da imitatori, innovatori, hanno abbandonato ogni ideologia e sono diventati formidabili concorrenti commerciali dei paesi occidentali che credevano intoccabili le loro posizioni privilegiate.

Si é verificato in grande, insomma, quel che é avvenuto da noi in Italia, nella grande distribuzione: la Cirio o la Barilla hanno aperto nuovi mercati di prodotti e i supermercati, gestendone la clientela, conoscendo i produttori e la logistica, la politica dei prezzi, hanno creato prodotti identici a costo inferiore, senza affrontare le spese di ricerca, personale comunicazione e riducendo i costi di intermediazione grazie alla conoscenza del paese e la distribuzione dei clienti.

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ANCHE IL GIAPPONE FU CONVINTO AL LIBERO COMMERCIO CON LA FLOTTA E IL SUO SUPER SUCCESSO AL NUOVO GIOCO, SCHIACCIATO CON LE ATOMICHE.

CENTOSETTANTA ANNI FA, IL COMMODORO MATTEW PERRY DELLA MARINA USA CONVINSE MANU MILITARI IL GIAPPONE AD APRIRSI AI COMMERCI. DA ALLORA LO STOP AND GO CON CUI TENTANO DI RALLENTARNE LA CRESCITA.

Una decina di anni dopo che la flotta inglese piegò la Cina alle esigenze del «  libero commercio » , specie dell’oppio, la Marina da guerra USA, si presentò con quattro navi da guerra e – a nome del presidente Millard Fillmore– consegnò una lettera ultimatum: accettate il libero scambio o vi bombardiamo.

Il Giappone, come la Cina, surclassati dalla superiorità tecnologica anglosassone, si piegarono a firmare trattati di commercio «  ineguali » e iniziarono il loro processo di ammodernamento, specie delle FFAA.

Mezzo secolo dopo, la flotta giapponese sbaragliava quella Russa a Tsushima allarmando il mondo occidentale che tentò in un primo momento negoziati limitativi del nuovo arrivato e quaranta anni dopo li annichiliva con due bombe atomiche sganciate in quattro giorni.

Schiacciati i « paesi giovani » ( Germania, Giappone e Italia) e regolato il nuovo ordine mondiale per ottanta anni, gli USA hanno fatto appello proprio agli sconfitti della seconda guerra mondiale per attuare una politica di «  Containement » a carico di due dei vincitori della guerra passata che a loro volta brigano per un posto al sole: CIna e Russia.

Degli accadimenti occidentali e del riarmo tedesco e italiano, sappiamo l essenziale. Meno noto quel che sta avvenendo in Oriente, dove il Giappone – ottenuto il via libera dagli USA- ha stanziato 315 miliardi di dollari per il prossimo quinquennio raddoppiando gli stanziamenti della Difesa, per far fronte all « espansionismo cinese» assieme alla Corea del Sud e alle Filippine, ma é fuori dubbio che la decisione USA di riarmare il Giappone ( col triplo dei fondi stanziati dalla Germania) é la notizia più importante dell’emisfero ed ha suscitato più sospetti tra gli alleati ( Taiwan, Corea del Sud, Filippine, Indonesia, tutti vittime dei giapponesi nel conflitto scorso), che tra i cinesi.

Si tratta del secondo grande contrordine lanciato al Giappone. All’indomani della guerra, non si lesinarono sforzi per ottenere la conversione delle industrie belliche dalla produzione di carri armati a quella di automobili, e lavatrici. L’azzeramento dei bilanci della difesa produsse un effetto moltiplicatore sulle produzioni «  civili » e oggi Hiroshima e Nagasaki si presentano come due modernissime città rispetto a New York che mostra segni di obsolescenza in tutti i servizi pubblici ( dalla raccolta dei rifiuti e a traporti e illuminazione ) .

Gli anni ottanta videro già un Giappone capace di produrre a costi minori merci e servizi di maggior pregio coi quali invasero anche gli USA.

Il secondo «  contrordine » sta arrivando e – complice la periodica minaccia della Corea del Nord e dei suoi periodici test missilistici a lunga gittata, il Giappone ha fatto più volte proposta di riarmare e mirato a diventare una potenza nucleare.

Finora la resistenza americana in materia ha tenuto, ma l’annuncio del mega stanziamento giapponese e il nuovo ruolo della Cina nell’agone internazionale , le sue ambizioni geostrategiche, il riarmo navale lasciano ritenere che una escalation nell’area del Pacifico sia imminente e , con essa, l’autorizzazione ad esercitare l’opzione nucleare anche per i figli del Sol Levante.

315 miliardi di dollari sul quinquennio rappresentano il terzo stanziamento del mondo per armamenti , dopo gli USA e la Cina e già l’Australia h appena ottenuto di dotarsi di sommergibili a propulsione nucleare. Il primo ministro nipponico Fumio Mishida in un discorso alla base militare di Asaka ( a nord di Tokyo) ha parlato alle truppe di « progressi tecnologici impensabili » Fino a pochi anni fa.

Di certo, non pensava alle alabarde.

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I CINESI CERCANO LA RIVINCITA SULLA LIBERTÀ DI COMMERCIO DAL 1842. VI RICORDA QUALCOSA?

di Mario Maldini

TRARRE DALLA CINA LE RISORSE PER TENERE L’INDIA……questa sentenza, mirabile nella sua sintesi, venne pensata da qualcuno, in Inghilterra, all’inizio dell Ottocento.

Mentre in Europa infuriavano le guerre napoleoniche. e gli inglesi combattevano per la vita e per la morte, quelli fra loro che si occupavano di Oriente guardavano lontano dal vecchio continente, consapevoli che la sorgente del loro potere e della loro ricchezza stava da quelle parti.

Dominare l’India, per gli inglesi che l’avevano presa da pochi anni in modo fortunoso, quasi fortuito, era come per un gatto dominare un cinghiale: occorreva aguzzare l’ingegno. Tanto per cominciare occorreva avere le risorse per pagare gli indiani mansueti e castigare quelli riottosi alla dominazione britannica.

La Cina era, già allora, la nazione più popolosa del mondo, e anche la più ricca: un mercato ( come pensano gli anglo ) di trecento e trenta milioni abitanti. I cinesi però non desideravano trafficare con gli stranieri, erano dominati da un Imperatore disinteressato a quel che accadeva fuori dai suoi confini, vendevano sì molti prodotti ai mercanti europei, ma non compravano  da loro quasi niente. Così, ogni anno, fiumi di argento e oro fluivano da tutto il mondo per acquistare merci cinesi; non si poteva continuare in questo modo. I cinesi avevano anche uno sguardo razzista sugli europei; al massimo erano barbari cotti ( che avevano assorbito qualcosa di cinese), ma di solito erano barbari crudi  ( tutti gli altri ). Massimo disinteresse, insomma, da parte dell’Impero Celeste, verso la crescente penetrazione europea in Asia, in un tempo nel quale le cineserie erano di gran moda in Inghilterra, Francia  e negli altri paesi.  

Così, dopo qualche decennio di tentativi e falliti approcci tesi ad aprire la Cina al commercio europeo e inglese, questi ultimi passarono all’azione. Nel 1839 inizia la Guerra dell’Oppio; britannici ( e francesi ) bombardano i porti cinesi, nel 1841 prendono Canton e la restituiscono dietro pagamento di un riscatto.   Gli europei hanno navi e cannoni potenti, sulle coste fanno quel che vogliono, vincono sempre, umiliano i cinesi, che cominciano a pensare che l’Imperatore Manchu  avesse perso il favore del Cielo, il che in Cina significava la fine della dinastia.

I cinesi si oppongono alla penetrazione europea soprattutto su un punto: il libero commercio dell’oppio nel loro paese, il modo scelto per riequilibrare la bilancia dei pagamenti. I cinesi comprano quantità enormi di oppio, il consumo si diffonde, gli europei glielo portano dall’India, se lo fanno pagare bene; come gradito sottoprodotto ottengono la disgregazione della società locale e possono sostenere che i cinesi sono inferiori perché sono un popolo di drogati marci.

Fra i più accaniti nel volere la guerra, il liberale Lord Palmerston, capo del governo inglese. Dopo varie tragedie, nel 1860 il consumo dell’oppio diventa legale in Cina. Nel frattempo era scoppiata la Rivoluzione Tai Ping ( significa Regno della Pace) ; 

 un profeta autoproclamato che sosteneva di essere fratello di Gesù, incendia la Cina profonda con istanze comunitarie e contadine. Venne represso da inglesi, francesi ed eserciti imperiali cinesi ( in tal caso d’accordo ) che massacrarono decine di milioni di persone.La libertà di commercio e la libertà di delinquere coincidono, in questa lunga storia cinese, che loro chiamano Il Secolo dell’Umiliazione;  lo schema può essere assimilato alla sequenza Rivoluzione Colorata – Intervento Militare straniero – Riclassificazione dell’Illecito che diviene Diritto e Norma.

Non per una volta ma di continuo; occorre vendere “ prodotti sconosciuti ieri, indispensabili oggi, superati domani “   come notò un contemporaneo.  Fiacca la risposta dei cinesi che avevano tutto contro: a fine secolo i patrioti si organizzano e danno vita alla Società del Pugno e dell’Armonia, che gli europei chiamarono con disprezzo Rivolta dei Boxer, come se si fosse trattato di una sommossa di sportivi invasati.

 Le successive generazioni cinesi, che si trovarono a vivere in un paese asservito allo straniero, impoverito, umiliato, sprofondato nella dipendenza dalla droga, seppero trovare la via della Riscossa.

Nel 1911 l’Imperatore fu deposto, e fu proclamata la Repubblica, guidata da Sun Yat Sen, dichiarato estimatore di Mazzini e Garibaldi.

Poi le guerre contro i giapponesi, la proclamazione del regime comunista, la rinascita della Nazione, a prezzo di un mare di morti.

Nella Cina moderna non entra più l’oppio britannico, gli stranieri che commettono reati non vengono più giudicati da tribunali del loro paese. Le navi, i magazzini e gli edifici di ogni genere che inalberassero una bandiera di qualche stato europeo ( si potevano comprare tranquillamente) erano sottratti ad ogni norma di diritto cinesi; oggi sono lontani ricordi, non dimenticati però.

 Europei e cinesi ricchi vivevano in paradiso, il 99 per cento dei cinesi era precipitato all’inferno, noi chiamammo questo Libertà di Commercio. Era soprattutto   Libertà di Delinquere: oggi  chiamiamo GLOBALIZZAZIONE  e  AFFERMAZIONE  DEI DIRITTI CIVILI  le stesse cose.

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Aldo Moro: un sequestro, una cappa di piombo e un sogno

Wu Ming 1: voce

Luca Demicheli: basso elettrico e loop machine

Melologo basato sull'improvvisazione, eseguito dal vivo il 3 marzo 2023 alla Casa del Popolo di Sottolongera, Trieste, nell'ambito della serata«Da La Q di Qomplotto a Ufo 78», organizzata dal collettivo Burjana.

Testi tratti dal romanzo di Wu Ming Ufo 78 (Einaudi, Torino 2022), capitolo 13, Primo movimento, «Roma, giovedí 16 e venerdí 17 marzo», e 6, Terzo movimento, «Torino, martedí 9 maggio».

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E’ LA VALMY ASIATICA. LA CINA SI FA PORTAVOCE DI DUE TERZI DEL MONDO: DALLA RUSSIA ALL’INDIA, DALL’AZERBAJAN ALLO YEMEN.

Nel ventesimo anniversario dell’attacco all’Irak, Il Presidente cinese XI Jinping ha piazzato tre “ banderillas” sul dorso del toro americano distratto dal panno rosso: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, la visita di Stato a Mosca ad onta del “ mandato d’arresto” CPI a Putin e la visita in Cina dell’ex presidente di Taiwan.

A conclusione, la ciliegina sulla torta : “ Nessun paese può dettare l’ordine mondiale,” vecchio o nuovo che sia. Non si poteva dir meglio.

L’annuncio della ripresa dei rapporti diplomatici tra sauditi e iraniani con la mediazione cinese, mi ha ricordato la battaglia di Valmy contro la prima coalizione.

Non successe praticamente nulla, cannoneggiamenti lontani, una scaramuccia con quattrocento morti, ma gli storici l’hanno identificata come il momento in cui la rivoluzione francese fece il suo ingresso in Europa.

Il compromesso Iran-Arabia ha identica valenza. Ha dato diritto di cittadinanza alla politica di rifiuto dell’uso della forza, alla scelta indiana della neutralità e rivitalizzato i paesi non allineati a partire dall’Azerbaijan ultima recluta. La prossima tentazione potrebbe averla la Turchia.

Con questa mossa. La Cina é comparsa sul palcoscenico del mondo mediorientale come autorevole arbitro imparziale, partner affidabile e patrono dell’idea di sicurezza collettiva. Non c’é stato bisogno di sconfessare le politiche dei vari Kerry, Bush, Obama, Clinton, Trump, Biden. A ricordarli, é rimasto solo Netanyahu, sconfessato dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy ( su Haaretz) che propone un appeasement con l’Iran con toni che riecheggiano Kissinger.

Con la visita a Mosca XI Jinping ha delegittimato la pagliacciata della Camera Penale Internazionale, ormai specializzatasi nei mandati di arresto a carico dei nemici degli Stati Uniti ( Hissen Habré, Gheddafi, Milosevic, ) e gestita da un mercante di cavalli pakistano tipo Mahboub Ali.

Poi, con la prossima visita di dieci giorni dell’ex presidente di Taiwan, Ma Ying Jeou, ha mostrato di non aver bisogno di dar voce al cannone per affermare la consustanziazione tra l’isola e il continente e di considerare superato l’uso della forza in politica estera, inutile l’accerchiamento dell’AUKUS nel Pacifico, assennando con questo un colpo contemporaneo anche alla mania russa di imitare servilmente gli americani anche – e sopratutto- nei difetti.

Da giovedì, Putin dovrà scegliere tra l’accettazione dei dodici punti del piano di pace cinese e l’isolamento internazionale. La strategia sarà però quella cinese che considera la guerra uno strumento obsoleto e non la brutalità cosacca vista finora.

Come potrà l’ONU rifiutare il ruolo di sede arbitrale del mondo che la Cina gli offre senza squalificarsi definitivamente ? I paesi del Vicino e Medio Oriente, dopo i pesantissimi tributi di sangue pagati per decenni, sono ormai tutti consapevoli e convinti della inutilità delle guerre – dirette come con lo Yemen o per procura come con la Siria- e della cruda realtà delle rapine fatte a turno a ciascuno di loro:Iran, Irak, Libia, Siria, con la violenza e agli altri paesi dell’area con forniture , spesso inutili, a prezzi stratosferici: Katar, Arabia Saudita, o col selvaggio impadronirsi di risorse minerarie come col Sudan e la Somalia.

Certo, senza il conflitto in atto che ha predisposto alcuni schieramenti ( specie africani) e senza la capacità di mobilitazione di quindici milioni di uomini, la voce della Cina non risuonerebbe alta come rischia di accadere, ma anche con questo accorgimento, assieme alla discrezione assoluta di cui hanno goduto i colloqui di Pechino, l’effetto sarebbe minore, ma ugualmente evocativo in un mondo che non sente il bisogno di una dittatura a matrice primitiva.

Ora Biden, tra un peto e l’altro, dovrà decidersi a leggere i dodici punti di XI e smettere di litigare con Trump sul costo di una puttana, oppure affrontare il mondo intero col sostegno di Sunak e Meloni.

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I sabotaggi dei gasdotti Nord Stream hanno messo a rischio focene e merluzzi del Baltico

Le esplosioni hanno smosso i sedimenti tossici di una discarica sottomarina della guerra fredda Le guerre, oltre ad avere gravi impatti sulle vite umane e sulle infrastrutture, hanno anche ripercussioni sull’ambiente, che devono essere valutate e documentate. Il 26 settembre 2022, autori sconosciuti – gli occidentali dicono un commando ucraino, i russi e un’inchiesta giornalistica del premio Pulitzeri Seymour Hersh un’azione militare organizzata da statunitensi e norvegesi che hanno piazzato bombe a tempo con la copertura di manovre navali NATO – hanno deliberatamente fatto saltare...

(Greenreport)
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«Aristodemo Cocconi», terzo racconto in musica estratto da «Veglione rosso»

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Aristodemo Cocconi nasce il 7 marzo 1880 e vive a Canolo di Correggio, dove possiede un podere insieme alla moglie e ai due figli. Contadino di mestiere,è anche socio della latteria sociale e molto attivo nella cooperazione così come nel sindacato.

È militante del Partito socialista, come lo sono il padre e il fratello Giovanni, assessore della giunta socialista di Correggio. Nell’agosto del 1920 i Cocconi sono in prima fila durante uno sciopero, in occasione del quale un interminabile corteo di contadini manifesta in bicicletta.

La vita militante della famiglia Cocconi attira così l’attenzione degli agrari e delle loro squadracce fasciste.
Il 14 agosto 1921, due noti fascisti correggesi gli sparano alla testa a pochi metri da casa,mentre altri nello stesso momento incendiano la casa del fratello, che il 15 aprile dell’anno seguente sarà nuovamente vittima di violenza, colpito da un attentato dinamitardo, fortunatamente senza esito mortale.

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BIDEN ABBASSA LA CRESTA. DA “CI SARANNO CONSEGUENZE” A ” VOGLIAMO COMPETERE”

ALL’INTERVENTO A MUSO DURO DEL NUOVO MINISTRO DEGLI ESTERI QUIN GANG , IL GOVERNO USA ABBASSA I TONI E CERCA DI RAFFREDDARE LA POLEMICA. SI RIVELA LA TIGRE DI CARTA PROFETIZZATA DA MAO.

Il tono minaccioso e la lista delle posizioni criticabili della Cina rispetto alla guerra Ucraina ( mancata condanna della Russia all’ONU, rafforzamento della collaborazione economica russo-cinese, possibilità di invio di armi e munizioni ai russi) si sono dissolte come neve al sole.

Il tono irritante del dipartimento di stato e i solenni avvertimenti a non toccare Taiwan anche. Lo sceriffo si é reso conto di avere a che fare con un osso duro ed é diventato più conciliante. Niente più oscure minacce di ritorsioni: qua la mano !

Nel link sottostante troverete il testo che Biden finse di snobbare, inducendo molti alla imitazione, e che adesso dovrà imparare a memoria. E’ il decalogo cinese per essere coerenti col concetto di pace.

https://corrieredellacollera.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=35641&action=edit

In effetti, la storia degli Stati Uniti é caratterizzata dalla violenza e dall’espansione il suo budget assomma al 40% di quello di tutti i paesi del mondo messi insieme ed hanno 800 basi militari sparse in paesi esteri, senza contare le flotte. Difficile dire che lo fanno per la pace.

Aver fatto notare queste verità che sono sotto gli occhi di tutti, la Cina si é vista sbeffeggiare dal presidente Joe Biden che ha snobbato il documento, implacabile ma pacato. Poco dopo il nuovo ministro degli Esteri cinese, ha cambiato il tono ed ha dichiarato che se gli USA continueranno con questi comportamenti miranti a soggiogare, prima psicologicamente, poi economicamente, la Cina, ” lo scontro sarebbe inevitabile”. Una notizia d’agenzia ha fatto circolare la cifra dei coscritti possibili: 20 milioni.

Gli USA – che sono già stati impressionati dal richiamo alle armi di trecentomila uomini fatto dalla Russia e memori della definizione di “unwise” data da Henri Kissinger all’atteggiamento bullesco di affrontare due crisi in contemporanea – hanno cambiato tono e smesso di cercare di stanare la Cina. Ancor oggi non sono riusciti a capire fino a che punto il celeste impero sia coinvolto con l’impero del male. Il timone punta a neutrale.

XI JINPING ha infatti confermato che non c’é stata nessuna cessione di armi ai duellanti, non ha dedicato una sola riga all’Europa e si é concentrato sui temi anticinesi degli USA: Taiwan, TIK TOK vessata quotidianamente, Huawei, le strumentali campagne per i diritti umani a favore degli Uiguri ( una delle sedici etnie presenti in Cina); la costruzione di una catena strategica attorno alla Cina ( AUKUS) , mirante a mortificarla nel suo mare, l’appoggio dato alla Filippine per il contenzioso per le isole Spratly, il riarmo accelerato giapponese. Tutte questioni sollevate ( o risollevate) dagli USA nell’ultimo anno miranti a indebolire XI.

La superiorità intellettuale cinese ha fatto fronte a tutte questi ostacoli affrontati senza ai usare toni aggressivi.

In questo secondo link troverete un estratto di un documento americano che tratta a un dipresso degli stessi temi del cinese, ma lo fa concentrandosi sulla Russia, al punto che affronta la situazione globale senza mai nominare Cina e India, nel tentativo di affrontare un avversario alla volta. Forse pensano che i cinesi siano tanto sciocchi da non averci pensato.

https://corrieredellacollera.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=35317&action=edit

L’ultimo link é al più completo documento Rand sulla Russia: Extending Russia ci ho messo un pò a capire che intendevano l’espansione delle spese russe a causa di guerre e rivolte ( indicate analiticamente) fino al punto da provocarne il crollo. Ed é qui che risalta il concetto di competitive advantage, ossia ottenere un vantaggio competitivo provocando una proxy war ( guerra per procura). Non si sono resi conto che , a partire da oggi, molti, sentendo parlare di competition la prenderanno per un sinonimo di guerra. Dovranno spolverare il vocabolario.

https://www.rand.org/pubs/research_reports/RR3063.html

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«Agostino Zaccarelli», secondo racconto in musica tratto da «Veglione rosso»

Chitarra, fisarmonica e voce sono le tre protagoniste sonore del secondo melologo che abbiamo ricavato da Veglione rosso. Manca il violencello– e soltanto alla fine, col dodicesimo racconto, spiegheremo il motivo di quest’alternanza tra i tre strumenti. Per ora ci limitiamo a dire che c’è una logica, parallela – o meglio: isomorfa – rispetto a quella che si nasconde nei testi. A voi scoprirle!

Agostino nasce nel 1899 da una famiglia di vecchie tradizioni socialiste. Già nel 1914 partecipa alle riunioni antimilitariste che i socialisti organizzavano in tutto il comune. Inizia quindi da giovanissimo a essere militante e tutti gli attribuiscono grandi capacità oratorie, con le quali riesce a entusiasmare giovani e anziani. Diventa dirigente del Circolo giovanile socialista di Correggio e, in campo provinciale, amico e spalla del segretario Camillo Montanari. Successivamente, l’esperienza militare gli dà modo di conoscere molti altri dirigenti del movimento giovanile che cominciavano a elaborare un pensiero più propriamente comunista, ispirandosi alla corrente gramsciana de L’Ordine Nuovo. Al congresso giovanile del luglio 1920, il suo discorso riceve le pubbliche lodi degli onorevoli Prampolini, Storchi e Zibordi. È poi tratto in arresto per aver partecipato, ancora soldato, a un convegno del giornale «L’Avanguardia».

Viene ucciso all’ingresso del cortile della Casa del popolo di Correggio, come il suo compagno Mario Gasparini, l’ultimo giorno dell’anno 1920.

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HalloMoro– Spettacolo tratto da Ufo 78 di Wu Ming

La sera del 16 dicembre 2022, sul palco del teatro Nanny Loi di Cagliari l’attore Felice Montervino e l’ensemble La città di notte hanno eseguito per la prima volta la suite HalloMoro, con testi tratti da Ufo 78 e canzoni composte ad hoc. Il tutto nella cornice di Marina Cafè Noir, l’edizione del ventennale.

Citiamo dall’autopresentazione della band:

«La Città di Notte nasce dall’urgenza di descrivere le due facce della vita notturna: quella contemplativa, scura ed evocativa della città vuota avvolta dalle tenebre e illuminata da pallide luci e quella caotica dei locali di piccole dimensioni, in cui si beve, si balla, si suda e ci si consuma.»

Chein questa notte, presto o tardi, si vedessero oggetti volanti non-identificati era inevitabile.

Felice Montervino – Proliferazione di voci recitanti
Diego Pani – Voce, elettronica, armonica
Andrea Schirru – Piano elettrico
Edoardo Meledina – Contrabbasso
Frank Stara – Batteria

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Ufo 78 a Torino. Mariano Tomatis e Wu Ming 1 alla Biblioteca civica centrale

Nel pomeriggio di sabato 14 gennaio 2023 Wu Ming 1 e Mariano Tomatis hanno presentato Ufo 78 alla Biblioteca civica centrale di Torino.

In sala c’erano anche diversi soci del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), tra cui Paolo Fiorino e Paolo Toselli, che è anche il fondatore del Ceravolc (Centro per la raccolta delle voci e leggende contemporanee).

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«Mario Gasparini», primo racconto in musica estratto da «Veglione rosso»

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Quello che coinvolse Mario Gasparini fu un duplice omicidio, l’unico della serie di Veglione rosso: per questo, il suo racconto si completa solo ascoltando quello per Agostino Zaccarelli, che sarà disponibile a febbraio.

Di seguito, riportiamo la scheda su Mario Gasparini preparata in occasione della mostra di Casa del Popolo Spartaco «1920/2020. In ricordo dei primi martiri antifascisti correggesi».

Nato a San Martino in Rio (RE), membro sin da giovane del Partito socialista, partecipava attivamente alle lotte rivendicative della sua categoria, quella dei muratori. Lotte nelle quali si fece notare per il suo coraggio, la sua decisione, il suo carattere fermo e ribelle. Fu eletto capolega della sua frazione, Fazzano, dove divenne un capace dirigente sindacale. Nel Partito socialista si orientò subito verso la corrente massimalista, poi verso quella comunista.
La notte dell’ultimo dell’anno 1920, le organizzazioni socialiste, per festeggiare la vittoria elettorale, avevano indetto nel teatro comunale di Correggio il «Veglione Rosso». I fascisti, venuti da fuori città, finanziati dagli agrari, per impedire che la festa avesse luogo, organizzarono una spedizione punitiva. Vicino al portone della Casa del popolo, dopo diverse provocazioni, iniziarono a sparare e colpirono a morte Mario Gasparini.

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2/3 di Wu Ming + 2/3 di Elem in: Ufo 78, Live al Dopolavoro Culturale

La sera del 12 gennaio 2023, al Dopolavoro Culturale di Ariano Irpino (AV), 2/3 del collettivo elettro-visual Elem e 2/3 del collettivo letterario Wu Ming sono diventati 4/6 di un meta-ensemble e hanno messo in scena un reading da Ufo 78. Voci di WM2 e WM4 su musiche di Marco Messina e Fabrizio Elvetico. Ecco la registrazione integrale della serata.

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Marco Manfredi&Davide Gastaldo– Risveglio sul monte

Lo Speciale n.7, pubblicato il 4 dicembre 2022, includeva una lettura del nostro amico attore Marco Manfredi, una di quelle che esegue dal vivo accompagnandoci in alcune tappe del tour:«Risveglio sul monte», ovvero il capitolo 1 del Secondo movimento, registrato il 21 novembre 2022 da Paolo La Ganga allo studio PLG Music, Pianoro (BO). C’era solo la voce, niente musica né altri accompagnamenti o commenti sonori.

Ebbene, nella versione che proponiamo oggi c’è anche la musica. L’ha composta e sovraincisa, senza preavvisare nessuno, una vecchia conoscenza di Giap: Davide Gastaldo, notav valsusino e attualmente sindaco di Mompantero, che in un’altra delle sue vite è anche musicista e autore teatrale.

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Radio Piemonte International

Radio Piemonte Internationalè il primo podcast realizzato dal laboratorio Melologos, che abbiamo fondato a Bologna e ha la propria sede a Nassau, nuovo spazio polivalente in via de' Griffoni 5/2.

Radio Piemonte International si ispira al formato del radiodramma, e si svolge in un atto unico di 19 minuti. Nell'arco di tre mesi, dall'ottobre al dicembre 2022, abbiamo adattato, messo in scena e sonorizzato un capitolo di Ufo 78, il 17 del Secondo movimento. Ecco le voci che udirete:

Wu Ming 1 – Voce narrante, gli ufologi Bonino e Ravarino, "Giuseppe"
Donatella Allegro – Milena Cravero
Jadel Andreetto – "Walter"
Filomena "Filo" Sottile – Carmen

Come si diceva, la produzione – montaggio, missaggio, ingegneria sonora ecc. – è di Melologos, un lavoro di squadra coordinato da Stefano D'Arcangelo. Registrazione della voce di WM1 a cura di Giroweedz.

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Zanka a Odeon (Coda)– Dal cap. 1 di Ufo 78

Frammento del lungo Reading daUfo 78andato in scena la sera dell’8 dicembre 2022 alle Officine Culturali Ergot di Lecce e trasmesso il 17 dicembre su Radio Sonar come puntata speciale diR&D Vibes, storico programma reggae (R&D sta per«Roots&Dub»). La puntata completaè qui.
Riddim: R&D Vibes
Voci: Wu Ming 2, Mariela, Mauro
Tromba: Giorgio Distante

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Filo Sottile– La Renault 4 amaranto

Più punk di così è impossibile, ed è una versione voce e ukulele!
Filomena«Filo» Sottilepropone una cover del leggendario pezzo deiJimmy fa ascoltare a Milena. Eseguita dal vivo durante la presentazione del romanzo ad Almese (TO) il 12 novembre 2022.Ufo 78), che inPaolo ContediLa Topolino amaranto(a sua volta un "centone" deLa Renault 4 amarantoFioi de Kan,

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I Criminali&Wu Ming– Il sogno di Milena

Una collaborazione tra noi ei Criminali, band bolognese "sorella" degliSkiantosche sperimenta con atmosfere e stilemi tipicamente Seventies e tipicamente italiani, ispirandosi alla musica da cinema scritta ai tempi da Piero Piccioni, Piero Umiliani, Riz Ortolani, Franco Micalizzi… Su nostra suggestione,Massimo“Max Magnus” Magnaniha arrangiato un pezzo in modo più “tedesco” del solito, ottenendo qualcosa all'incrocio tra il Micalizzi diItalia a mano armata, i Neu! diHallogalloe il Klaus Schulze diWahnfried 1883. Qualcosa di perfetto, dunque, per declamarci sopra un estratto diUfo 78, capitolo 6, Terzo movimento: il sogno di Milena.

Musica:«Al confine della paura» di Paolo Ferrario e Massimo Magnani
Voci: Wu Ming (1&2)
Tutti gli strumenti sono suonati da Massimo Magnani
Computer programming: Massimo Magnani
Pre mix: Paolo Ferrario
Registrato e mixato da Paolo La Ganga @ PLG Music.

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Ufo 78 a Macerata, CSA Sisma, 29 ottobre 2022

Wu Ming 1, affiancato da Simone Vecchioni, presenta Ufo 78 al CSA Sisma di Macerata. All'ingresso del centro sociale era parcheggiata una Renault 4 rossa. Si parla di cospirazionismo sugli anni Settanta italiani, inevitabilmente verso la fine si parla del PCI, e forse altrettanto inevitabilmente volano madonne.

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Nicoletta Bourbaki presenta La morte, la fanciulla e l'orco rosso– Bologna

Venerdì 4 novembre 2022 il gruppo di lavoroNicoletta Bourbaki– nelle persone di Luca Casarotti e Benedetta Pierfederici – ha presentato alla libreria Modo Infoshop di Bologna il libroLa morte, la fanciulla e l’orco rosso. Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana(Alegre, 2022). Chi ha manipolato, e come, e quando, la storia dell'uccisione della delatrice repubblichina Giuseppina Ghersi? Quel cheè certo è l'obiettivo: farne una storiaccia morbosa, in bilico tra horror e porno. Una storia che vorrebbe dire qualcosa sui partigiani, mentre dice molto di più sui fascisti che l'hanno inventata. A introdurre l’evento e dialogare con NB c’eraWu Ming 1. Buon ascolto.

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Colpire un Ufo per educarne 78

Puntata specialedel programma«Lo specchio rotto», gestito dal collettivoDikotomikosu RKO, dedicata aUfo 78.
Unvortice– cfr.Skiantos:«Bravo! Cretino! Scemo!» – di musiche, voci, reperti sonori d’epoca e d’oggi avviluppa uno scambio di dispacci tra Mirko di Dikotomiko e WM1 e WM2.
Che ruolo ha nel romanzo l’essere rapiti? Di cos’è stato il nomeAldo Moronei giorni del suo sequestro? Il«riflusso» fu progettato a tavolino? Perché non riusciamo a fare davvero i conti con gli anni Settanta? Dobbiamo chiamarli «fenomeni aerei non identificati»? Dura 53 minuti. Buon ascolto.

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Omega Centauri

Esperimento volante a titolo di esempio, cfr. la discussionequi.

«Non a caso l’ufologia in Italia è molto diffusa fra i ravers che di slancio utopico ne hanno da vendere.»

«Le veglie ufofile di Jimmy erano antesignane quiete dei rave. Del resto, se sotto i pezzi di Kosmische Musik che stanno in playlist metti una cassa dritta a 220 bpm (ma già 140 va bene), il gioco è fatto, trovi l’anello mancante.»

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Aspettando Ufo 78

La sera del 2 ottobre scorso, durante l'edizione 2022 della Fiera del libro di Iglesias– Argonautilus, Wu Ming 1 ha parlato del nuovo romanzo collettivo Ufo 78. Lo ha fatto – in anteprima pubblica assoluta – a S'Olivariu di Gonnesa, provincia del Sud Sardegna, rispondendo alla sollecitazione del collega Marco Belli. Buon ascolto.

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Strategie del reincanto. Come combattere il sortilegio del capitalismo?

La sera del 20 luglio 2022, a Rio nell'Elba, per la precisione in piazza Matteotti,Loredana Lipperini,Mariano TomatiseWu Ming 1, pungolati dal direttore artistico di ElbaBook FestivalMarco Belli, hanno discusso di incanto, disincanto, reincanto, meraviglia e magia, a partire dai loro ultimi libri, rispettivamente:Nome non ha(Hacca Edizioni),Incantagioni(Nero) eLa Q di Qomplotto(Alegre). Durante la serata sono stati eseguiti un numero di mentalismo e un rituale con cuiè stato evocato il fantasma residente in quella piazza.

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La battaglia della merda, di Wu Ming 2 e Giuseppe Palumbo

Mercoledì 14 ottobre 2020, alla biblioteca Sala Borsa di Bologna, Wu Ming 2 eGiuseppe Palumbo, affiancati daTiziana Roversi, hanno presentatoLa battaglia della merda, ultima uscita della collana«Fatterelli bolognesi» della casa editrice Minerva.

Il libro– scritto e illustrato per bambine e bambini dai 10 anni in su – è ispirato a un “fatterello” che accadde a Bologna tra il 1327 e il 1334, nel bel mezzo delle lotte tra guelfi e ghibellini, quando la città era governata dal francese Bertrando del Poggetto, rappresentante del Papa in Italia, durante il trasloco dei pontefici ad Avignone.

La battaglia del titolo, in particolare,è quella che permise ai Bolognesi di cacciare l’infame Bertrando, dopo averlo assediato per due settimane nel suo castello nuovo di pacca, usando come arma quintali di merda.

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Una chiacchierata su cambiamento climatico, scrittura e viandanza a partire da due libri

Il 7 maggio 2022 alla libreria Modo Infoshop di Bologna siè svolta una presentazione congiunta del libro del collettivo Moira Dal SitoQuando qui sarà tornato il mare. Storie dal clima che ci attende(a cura di Wu Ming 1, Alegre, 2020) e del libro di Sandro Abruzzese e Marco BelliNiente da vedere. Cronache dal Polesine e altri spazi sconfinati(Rubbettino, 2021).
Nel corso della chiacchierata, siè parlato anche di svariati altri libri, daLa grande cecitàdi Amitav Ghosh aViaggio nel Delta del Podi Danilo Trombin passando per la raccolta poeticaMacellodi Ivano Ferrari. Buon ascolto.

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Ricordo di Valerio Evangelisti: Città di metallo e luci

Il 23 aprile 2022 Wu Ming 1 ha partecipato a un ricordo collettivo di Valerio Evangelisti nell’ambito dell’evento di strada «Oltre il ponte – festa partigiana», svoltosi alla Bolognina, all’incrocio tra via Ferrarese e via Algardi.

Wu Ming 1 ha parlato dell’uso del fantastico e del soprannaturale nei libri di Valerio (in particolare nella «Trilogia del Metallo»:Metallo urlante,Black FlageAntracite). La visione, il sogno e l’evocazione di spiriti erano al tempo stesso componenti imprescindibili della poetica evangelistiana, strumenti d’indagine della realtà e, last but not least, espressione di una critica dello scientismo tecnocratico. Lo stesso scientismo che ha fatto strame dell’intelligenza nel biennio 2020–2021, quelli della gestione pandemica che anche Valerio ha pubblicamente avversato.

A seguire, la lettura di un racconto del 2003 con protagonista il pistolero e stregone Pantera, sacerdote del Palo Mayombe:Città di metallo e luci.
La qualità della registrazione non è eccelsa, è stato usato un telefonino, ma dovrebbe capirsi tutto. Buon ascolto.

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Presentazione del romanzo La parola amore uccide di Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa

Il ventennale del collettivoKai Zen, la parola Bolzano uccide, lo sfascio qualunquista del«noir all’italiana», apologia diFruttero& Lucentini, che fine ha fattoMarco Felder, una guida all’ascolto del folk apocalittico e tante altre cose nella conversazione tra un 50% di Kai Zen e un 66,6666666% diWu Ming.

La chiacchierata siè svolta alla libreria Ubik di Bologna il 16 marzo scorso, in forma di presentazione deLa parola amore uccide, romanzo diJadel AndreettoeGuglielmo Pispisaappena edito da Rizzoli.

Registrazione, sound editing e perturbazioni byBhutan Clan. Dura un’ora e 24 minuti.

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L'Uomo Calamita: Wu Ming 2 e Giacomo Costantini raccontano lo spettacolo che portano in giro ormai da anni

Il 29 novembre 2021, al Circolo dei Lettori di Torino, Giacomo Costantini e Wu Ming 2 illustrano la genesi del progetto, le varie fasi delle sua scrittura e messa in scena e le ricerche storiche che ha richiesto. Ogni tanto, si coglie il riferimento alle immagini proiettate sullo schermo, ma queste non sono essenziali per seguire il filo del discorso. Purtroppo la registrazione parte dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro. Nella parte off the records, Giacomo raccontava la scoperta dei suoi “poteri magnetici” e il modo in cui se ne è servito come artista di strada, quand’era pischello, all’inizio della sua carriera. Poi, nel 2005…

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La Q di Podqast - Nona puntata:«Forme»

Riprende la serieLa Q di Podqast, il cui ultimo episodio– l'ottavo, intitolato «Lumi» e con ospiteGad Lerner– risaliva all'estate scorsa.

Nel novembre e dicembre scorso, alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Roma 2 di Tor Vergata si è svolto, suddiviso in quattro incontri, un seminario sul cospirazionismo.

Ideazione e cura dell’iniziativa si devono alla professoressaSimona Foà, docente di Teoria della letteratura e coordinatrice del corso di Laurea Magistrale in Scienze dell'Informazione, della comunicazione e dell'editoria. Il seminario traeva spunto direttamente dalla pubblicazione diLa Q di Complotto.

In un certo senso, il libroè "tornato a casa". Il suo primo nucleo narrativo e concettuale, infatti, ha preso forma proprio nelle aule di Tor Vergata, nell’anno accademico 2018-2019, quando Wu Ming 1 – per l’occasione docente a contratto –  ha tenuto il corso di Giornalismo culturale, dedicandolo proprio alle fantasie di complotto.

Il 15 novembre scorso WM1 ha inaugurato il seminario, in dialogo con Simona Foà e conCarmela Morabito, storica della psicologia e delle neuroscienze cognitive, che a Roma 2 insegna Fondamenti della psicologia e Introduzione alle Scienze del comportamento.

Durante l’incontro si è parlato del libro, della sua costruzione e dei suoi temi da angolature peculiari, fino a quel momento "improposte". Da qui la scelta di farne la nona puntata delpodqast.

Si intitola«Forme» perché la domanda a cui si cerca di rispondere è: perché il libro ha quesaforma, questeforme?

Trattandosi di un intero incontro seminariale, questa puntata dura più delle precedenti: due ore e un quarto spaccate.

Tema musicale della sigla:The Foggy Dew, ballata irlandese scritta daCanon Charles O'Neill, riscrittura per pianoforte diFrederic Rzewski, eseguita daThomas Kotcheff.

In background: cut-up di frammenti daThe Foggy Dew, op. cit., tagliati, rovesciati e mescolati con criterio random.

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La Q di Qomplotto - Live in Macerata

Estratti dalla presentazione al c.s.a. Sisma di Macerata, 11 settembre 2021. Nei giorni precedenti c'era stata un po' di "maretta". L'algoritmo-segugio di Facebook, gravemente invalidato nell'olfatto, aveva fiutato la parola«QAnon» e scambiato per propaganda pro-Anon un libro di indagine critica sul fenomeno. Roba da stroncare in nome del repulisti (di facciata) deciso nel 2020 quando ormai il danno era fatto. L'alacre sgherro che porta a passeggio il segugio per conto del padrone ha non solo ha rimosso l'evento pubblicato dal Sisma, non solo ha cancellato la pagina del centro sociale, non solo ha bannato tutti gli amministratori della pagina, ma ha cancellato tutte le pagine collegate a tali amministratori, anche pagine che alcuni – occupandosi professionalmente di social media – curavano per lavoro. Dopoun po' di polverone, il tutto è stato ripristinato, ma è una storia esemplare, e infatti durante la presentazione ne abbiamo parlato. Buon ascolto.

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Dalle moltitudini d'Europa in marcia contro l'impero e verso Genova (primavera 2001) + la nostra riflessione

«L'appello è una dichiarazione di guerra. Politica e storica: ma anche transtorica e transpolitica, metastorica e metapolitica. I potenti della Terra riuniti a Genova per il G8 e i loro colti e strapagati consulenti e collaboratori non si troveranno davanti solo il "popolo di Seattle", i ragazzinidelle scuole, i ragazzacci dei centri sociali e un po' di disgraziati e di fricchettoni assortiti in vena di suonar chitarre e di spaccar vetrine. O meglio, quelli ci saranno, certo: ma con loro, dietro di loro, assieme a loro, dentro di loro marcerà un immenso Popolo di Morti. E il documento le passa in rassegna, queste armate coperte dalla polvere dei secoli e disperse dal vento della storia e le chiama per nome, con l'epica pignoleria dell'omerico "Catalogo delle Navi"... »
Così scriveva lo storicoFranco Cardinisu«L'Espresso» del 22/06/2001, commentando l'appelloDalle moltitudini d'Europa in marcia contro l'Impero e verso Genova, che scrivemmo nella primavera di quell'anno, in vista del G8 di Genova.

Non solo lo scrivemmo, ma lo registrammo, con l’attrice e performerAnna Rispolicome voce recitante, l’allora cantante e vocal trainerAntonio Amorosialla voce suonante, eMassimo Carozzigià allora addetto a ciò che fa oggi, ovvero all'ingegneria sonora. Carozzi collaborava con noi nel progetto Utter Bliss.

In occasione del ventennale, a partiredal podcastLimonicurato daAnnalisa Camilliper Internazionale, l'appelloè tornato fuori e molte persone lo stanno citando.

Nel 2009, in vista deldecennale, come Wu Ming facemmo una lunga autocritica sulla nostra mitopoiesi pre-G8, e parlammo anche diDalle moltitudini...Riproponiamo quel testo, anche perché letto oggi ha molte risonanze col presente.

https://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap6_IXa.htm

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La Q di Podqast - Ottava puntata:«Lumi», con Gad Lerner

L'ottava puntata deLa Q di Complottoè stata registrata dal vivo e di fronte a un pubblico, a Roma, la sera del 20 luglio 2021. La conversazione tra Wu Ming 1 e il giornalistaGad Lernerè stata l'ultimo evento del festival Contrattacco, svoltosi al centro sociale SCuP!, in via della Stazione Tuscolana. Registrazione a cura di Contrattempo. Introduzione di Giulio Calella delle Edizioni Alegre.
Nelle puntate di quest’audioserie Wu Ming 1, autore diLa Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema (Edizioni Alegre, 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, spesso persone citate nel
libro e/o la cui influenza e il cui aiuto sono stati importanti.
Soundtrack:
Bruno Maderna,Notturno.

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La Q di Podqast - Settima puntata:«Leggete Nanni Balestrini»

La settima puntata deLa Q di Podqastprende il titolo dauna famosa scritta murale:«LeggeteNanni Balestrini».
È infatti dedicata al grande poeta, scrittore, artista visivo e
intellettuale rivoluzionario, nel secondo anniversario della sua morte,
avvenuta il 19 maggio 2019 *.

Il“gancio” è il lungo omaggio reso da Wu Ming 1 a Balestrini neLa Q di Qomplotto.
Parliamo, naturalmente, dei“famigerati” capitoli che chiudono la prima
parte del libro: «La virulenza illustrata» e «Burnout».
A
dialogare con WM1 di questo– nonché di tecniche narrative, di
ibridazioni letterarie, di autofiction e altro – è lo scrittore
triestinoAndrea Olivieri, autore di uno degli«oggetti narrativi non-identificati» più interessanti degli ultimi anni:Una cosa oscura, senza pregio(Alegre, 2019).

Nelle puntate di quest’audioserie Wu Ming 1, autore diLa Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema(Edizioni Alegre, 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro
confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel
libro stesso e/o la cui influenza e il cui aiuto sono stati importanti.

Soundtrack:

Laura Garofoli e Ivan Favale, reading musicale daVogliamo tuttodi Nanni Balestrini
Bruno Maderna,Notturno
Amon Düül II,Freak Out Requiem I
Lorenzo Pilat,Viva l'A e po'bon

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La Q di Podqast - Sesta puntata:«Emergenze»

La sesta puntata, intitolata«Emergenze», è la prima registrata live, in un luogo all'aperto, il parco di Villa Angeletti a Bologna. Lì, giovedì 7 maggio, Wu Ming 1 si è incontrato con Wolf Bukowski, saggista e scrittore, autore di diversi libri tra cui l'ultimo in ordine cronologico, «La buona educazione degli oppressi», Alegre, 2019).

La conversazione tra Bukowski e WM1è incentrata sui temi del «panico morale», delle politiche securitarie nelle città e dell'emergenza perenne come metodo di governo nell'epoca neoliberista. Si parte da una comparazione tra il Satanic Panic negli USA degli anni '80 e la campagna sulla «Tolleranza Zero» durante il mandato di Rudy Giuliani come sindaco di New York (1993-2001). Si prosegue attualizzando quelle linee, sempre con un occhio a quanto appena successo con l'emergenza-pandemia.

Nelle puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore di«La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema» (Edizioni Alegre, 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel libro stesso e/o la cui influenza e il cui aiuto sono stati importanti.

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La Q di Podqast - Quinta puntata:«Mitologie»

La quinta puntata de La Q di Podqast, intitolata«Mitologie», è condotta dallo storico e filosofoEnrico Manera, studioso di teorie del mito e autore di diversi saggi sul pensiero diFurio Jesi(1941-1980), tra cui la monografiaFurio Jesi. Mito, violenza, memoria(Carocci, 2012)– oltreché studioso dell'opera letteraria e semiologica diUmberto Eco. Nel 2018 ha dedicato al trentennale de Il pendolo di Foucault un articolo uscito suGiapcol titolo«La superstizione porta sfortuna».

La conversazione tra Manera e WM1 ha proprio Jesi ed Eco come numi tutelari: parte dalPendoloe alPendoloritorna, dopo aver messo in moto concetti jesiani come«macchina mitologica» e «materiali mitologici» per parlare di fantasie di complotto e social media, di eterogenesi dei fini, e di cosa significhi «con ogni mezzo necessario».
Nelle puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore di«La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema» (Edizioni Alegre, 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel libro stesso e/o la cui influenza e il cui aiuto sono stati importanti.

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La Q di Podqast - Quarta puntata:«Di(s)visioni»

La quarta puntata intitolata«Di(s)visioni», è condotta dall’antropologaStefania Consigliere, autrice di diversi libri tra cui il recenteFavole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione. Registrata il 22 aprile scorso, prende le mosse da un quesito prettamente antropologico– cosa succede alle collettività "prese" dalle fantasie di complotto? – ed è (finora) quella che più s’addentra nella questione dell’emergenza pandemica, delle sue insensatezze e aporie, dei suoi danni per nulla collaterali, del cospirazionismo come risposta spesso disperata alla situazione.

Nelle
puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore di«La Q di Qomplotto.
QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema»
(Edizioni Alegre, 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro
confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel
libro stesso e/o la cui influenza e il cui aiuto sono stati importanti.

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La Q di Podqast - Terza puntata:«Streghe»

Nelle
puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore diLa Q di
Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il
sistema
(Edizioni Alegre, Roma 2021), sviluppa i temi del suo nuovo
libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate
nel libro stesso, la cui influenza e il cui aiuto sono stati
fondamentali.

Questa
terza puntataè dedicata al ruolo delle donne nelle fantasie di
complotto e nelle tribù del cospirazionismo, in primis dentro QAnon. Wu
Ming 1 introduce un importante intervento diSelene Pascarella, giornalista e criminologa, autrice dei libriTabloid InfernoePozzi(entrambi editi da Alegre) e dell'inchiesta in tre puntate«I satanisti ammazzano al sabato».

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La Q Di Podqast - Seconda puntata:«Questioni di metodo»

Dopo la prima puntata intitolata«Magia», dove a conversare con WM1 c'era Mariano Tomatis (scrittore, mago, storico e critico dell'illusionismo), ecco la seconda, «Questioni di metodo», con Luca Casarotti, musicista e critico musicale, oltreché giurista e in quella veste coordinatore del Legal Team della Wu Ming Foundation.

Nelle cinque puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore di La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema (Edizioni Alegre, Roma 2021), sviluppa i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel libro stesso, la cui influenza e il cui aiuto sono stati fondamentali.
Credits per la sigla:
Alessio Melandri (grafica)
Florian Cramer (voce)
Fabrizio P. Belletati (musica)

Colonna sonora:
Bix Beiderbecke,«For No Reason At All In C»
Bix Beiberbecke,«In A Mist»

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La Q di Podqast - Prima puntata:«Magia»

Nelle cinque puntate di quest'audioserie Wu Ming 1, autore diLa Q di Qomplotto. QAnon e dintorni: come le fantasie di complotto difendono il sistema(Edizioni Alegre, Roma 2021), approfondirà i temi del suo nuovo libro confrontandosi con interlocutori e interlocutrici, persone citate nel libro stesso, la cui influenza e il cui aiuto sono stati fondamentali.

La prima puntata si intitola«Magia». A conversare con WM1 c'è il torineseMariano Tomatis, scrittore, storico dell'illusionismo e«iniettore di meraviglia».

Credits per la sigla:
Alessio Melandri(grafica)
Florian Cramer(voce)
Fabrizio P. Belletati(musica)

Colonna sonora:
Bix Beiderbecke,«For No Reason At All In C»
Bix Beiberbecke,«In A Mist»

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The Q in Qonspiracy - QAnon as a Paradigm for Future Social-media-driven Conspiracism

In this conversation between Wu Ming 1 and Florian Cramer, QAnon is discussed as a template for contemporary social-media-driven conspiracy fantasies that work simultaneously as games and a new kind of cults. By focusing on the mutation of conspiracy myths from countercultural phenomena to contemporary meme and influencer culture, the two speakers focus on QAnon, Pizzagate and Covid-19-related conspiracy narratives.

The conversation is centered around Wu Ming 1’s forthcoming book La Q di Qomplotto: QAnon e dintorni. Come le fantasie di complotto difendono il sistema [The Q in Qonspiracy: QAnon and its surroundings. How Conspiracy Fantasies Defend the System], to be published on March 25th by Edizioni Alegre, Rome.
Organized by Disruption Network Lab, March 12th, 2021.

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La macchina del vento - Radical Improv Live in Catania (WM1, Cusa, Puglisi, 31/08/2019

Session di improvvisazione radicale svoltasu a Catania il 31 agosto scorso, nell’ambito della rassegna «Stralunata».

La rassegnaè curata dal musicistaFrancesco Cusa– uno dei più inventivi batteristi d’Europa – insieme all’associazione Gammazita e a Lunaria Edizioni.

Quella sera, in piazza Federico di Svevia, Wu Ming 1 ha letto brani de«La macchina del vento» accompagnato da due storici ed eccelsi sodali: lo stesso Cusa e il pianista e polistrumentistaFabrizio Puglisi, per l’occasione impegnato a tastiere e synth analogico.

La collaborazione tra WM1 e Cusa dura da ben quindici anni, essendo iniziata ai tempi di«New Thing»

Per quanto riguarda la collaborazione con Puglisi, invece, ricordiamo la performance «We Insist! (For Emmanuel Chidi Namdi)»all’edizione 2016 del Festivaletteratura di Mantova. Anche in quell’occasione la lettura fu da «New Thing»

Registrazione dal vivo:Luca Recupero. Una approfondita recensione dell’evento, a firma diLuca Casarotti,si trova qui.

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#20annidiQ, l'audio del convegno con Wu Ming, Carlo Ginzburg e Adriano Prosperi

Il 4 giugno 2019, alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, alle h.17, si è il convegno «Vent’anni di Q: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa». C'eravamo noi in formazione completa –quella originale, ossia i quattro autori di Q, Luca/Wu Ming 3 compreso – e, soprattutto, due dei più importanti storici europei degli ultimi cinquant’anni (almeno): Adriano Prosperi e Carlo Ginzburg.

Abbiamo già scritto molte volte di come le ricerche di Prosperi e Ginzburg, individuali e congiunte, siano state fondamentali per immaginare e scrivere fabula e intreccio di Q. Ebbene, pare che dopo tanti anni abbiamo «restituito il favore», chiudendo un cerchio: anche grazie al ventennale di Q si è da poco fatta una scoperta archivistica importante, della quale nel convegno si è reso conto. Ed è così che, nella storia di questo romanzo e del suo ventennale, si incontrano nel modo più virtuoso e fecondo possibile le due dimensioni che da sempre cerchiamo di tenere insieme: l’archivio e la strada.

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Wu Ming 1&Elem - Il discorso di Atena

Il 9 maggio, al Mezzocannone Occupato di Napoli, Wu Ming 1 ha letto cinque brani del romanzo accompagnato in diretta dalle musiche di Marco Messina (membro storico dei 99 Posse, co-fondatore del trio Elem e non solo) e Fabrizio Elvetico (co-fondatore degli Elem e di Illachime Quartet), ovvero il duo che già aveva composto la colonna sonora per la versione teatrale de L’Armata dei Sonnambuli.

Su questa formula continueremo a lavorare, e in autunno riproporremo il reading in giro per l’Italia. Intanto, come teaser, ecco uno stralcio di quella prima «prova aperta». Estratto del capitolo 3, Prima parte, pagg. 71-73. Durata: 7’22”.  Buon ascolto.

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Django Unfoibed: cos’è successo davvero a Treviso? - di Nicoletta Bourbaki

A Treviso il centro sociale Django, da tempo sotto attacco, invita il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki a presentare la sua guida alle bufale storiche in rete Questo chi lo dice? E perché?

La destra cittadina, poi regionale, poi nazionale insorge: dichiarazioni di fuoco! Paginate di giornali! Servizi televisivi!… contro chi? Contro i «negazionisti delle foibe»!!! Si esprimono rabbiosi i soliti personaggi, da Elena Donazzan in giù, e si chiede, anzi, si esige a gran voce l’annullamento della serata.

Un’allucinazione collettiva o, più probabilmente, una menzogna consapevole da poter usare contro il Django. O forse entrambe le cose.

Sia il Django sia Nicoletta Bourbaki tengono i nervi saldi, e viene anche un’idea su come gestire la serata.

Serata che, in barba ai frustrati fascioleghisti, riesce molto bene.

Su Medium, Nicoletta Bourbaki ricostruisce gli avvenimenti e il clima dei giorni scorsi, e fa notare come ormai basti gridare«foibe!» per poter invocare la censura nel consenso (o almeno non-dissenso) generale.
https://medium.com/@nicolettabourbaki/django-unfoibed-8796878bb075

L’audio della serata è in questo stesso podcast. Buon ascolto.

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Nicoletta Bourbaki presenta il suo manuale«Questo chi lo dice? E perché?» al festival Contrattacco, 11 novembre 2018

Il primo festival Contrattaccoè stato organizzato dal Vag61 di Bologna ed Edizioni Alegre. Si è svolto al Vag61 dal 9 all'11 novembre 2018. Durante la terza giornata Nicoletta Bourbaki, gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico, le bufale storiche in rete e le ideologie neofasciste. Il gruppo presenta il proprio ebook “Questo chi lo dice? E perché?”: una guida per riconoscere e smontare le bufale fasciste.

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Presentazione di Proletkult e Stella Rossa al festival Contrattacco di Bologna, 10 novembre 2018

Il primo festival Contrattaccoè stato organizzato dal Vag61 di Bologna ed Edizioni Alegre. Si è svolto al Vag61 dal 9 all'11 ottobre. L'evento culmine della seconda serata è stato la presentazione presentazione del nuovo romanzo di Wu Ming “Proletkult” con gli autori e Giuliano Santoro. Interverrà il Kollektiv Ulyanov, traduttori della nuova edizione di Stella rossa di Aleksandr Bogdanov.

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Contro le distorsioni razziste del pensiero di Marx. Incontro con Mauro Vanetti al Barrio Campagnola di Bergamo

Mauro presenta dal vivo la sua miniserieLotta di classe, mormorò lo spettro.

«Abbiamo tutti un’amica, un compagno, un amante, una parente, un vicino di casa, una collega che fino a pochi anni fa era inequivocabilmente di sinistra, ma da qualche tempo ha la mania di leggere dei blog un po’ ambigui, di seguire pagine Facebook che ci lasciano perplessi, di citare cazzari patentati come se fossero importanti pensatori controcorrente, di fare discorsi che riecheggiano quelli di Salvini ma in versione “comunista”…» Uno spettro ci porta in volo nei luoghi della lotta di classe, dove si vede che certi discorsi“marxisti” contro l’immigrazione non solodi marxista non hanno nulla, ma sono una truffa ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori. Di tutti i lavoratori: immigrati e autoctoni.

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Intervista a Luca Casarotti del gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki - Radio Onda Rossa

«Le dita nella presa», trasmissione di approfondimento tecnologico a cura del collettivoAvANa, in onda su Radio Onda Rossa, Roma. Puntata del 23 settembre 2018. Nuovo ciclo sull'attendibilità dell'informazione in rete. In questa puntata, focus su Wikipedia con Luca Casarotti delcollettivo Nicoletta Bourbaki. I limiti dell'"enciclopedia libera", ilmetododi indagine storiografica che Nicoletta utilizza, esempi dei metodi che i revisionisti usano per presentare una lettura distorta della storia su Wikipedia.

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Wu Ming 1 - Beyond The Paranoid Style: A Lecture on Conspiracism with Focus on #QAnon.

On QAnon, Luther Blissett, conspiracy theories and the 30th anniversary of Foucault's Pendulum. Some Qcards on how Italian Literature and Italian counterculture experimented with ways of understanding and creatively debunking conspiracism. Lecture held by Wu Ming 1– one of the authors of the novel Q – at McGill University, Montréal, Department of Languages, Literatures and Cultures, on September 20th, 2018.

You can browse the presentation here:

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Siria: la rivoluzione delle comuni contro ISIS ed Erdogan

Incontro al festival Alta Felicità, Venus, 27 luglio 2017
con
Davide Grasso

(autore diHevalen. Perché sono andato a combattere l’Isis in Siria(Alegre Quinto Tipo, 2017)
Jacopo Bindi(attivista italiano in Siria del Nord, testimone dell’assedio e della caduta di Afrin)
Maria Edgarda Marcucci (Eddi)(combattente italiana nelle YPJ, le Unità di protezione delle donne della Siria del Nord)
IntroduceWu Ming 1.
Grazie a Radio Sonar per la registrazione. La musica che si sente all’inizio è: Yellowjackets,Song For Carla(2001).

N.B. Il libroLaboratorio Rojava, edito da Red Star Press e caldamente consigliato da Davide in coda al dibattito,si trova qui.

N.B.2 Sulle origini mistificate, deviate e poi rimosse della rivoluzione siriana contro il regime di Assad, consigliamo il libro diLorenzo DeclichSiria, La rivoluzione rimossa. Dalla rivolta del 2011 alla guerra(Alegre 2017).

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Yo Yo Mundi feat. Wu Ming 1 - Ettore, Stella Rossa vince - Live in Pavia, 4 febbraio 2018

Il 4 febbraio 2018, una domenica sera, allo Spaziomusica di Pavia siè rinnovato un sodalizio, quello tra Wu Ming e i nostri “cugini” Yo Yo Mundi. Sodalizio che nel 2004diede vita all’album54, tratto dal nostro romanzo di due anni prima.

Abbiamo riproposto dal vivo un brano di quell’album,Ettore (Stella Rossa vince), per la prima volta con Wu Ming 1 alla voce recitante. Un ritorno, e un ricordo del collega (collega di tutti noi: scrittore e musicista), compagno e amicoStefano Tassinari, che nel 2002 fece conoscere le due band.

Paolo Enrico Archetti Maestri– chitarra
Andrea Cavalieri– basso
Eugenio Merico– batteria
Chiara Giacobbe– violino
Wu Ming 1– voce recitante

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Conversando con Anthony Cartwright. Le città di ferro e la letteratura operaia

Wu Ming 4 dialoga con lo scrittore inglese Anthony Cartwright in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo Iron Towns– Città di ferro, alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria «Più libri più liberi», Roma, 9 dicembre 2017. Originario di Dudley, nelle Midlands Occidentali – capoluogo di quello che un tempo era noto come «Black Country», per via dell’impatto che l’industrializzazione ebbe sul paesaggio di quella regione-, Cartwright è uno dei più interessanti autori britannici della sua generazione. Le sue storie raccontano e indagano la condizione esistenziale della working class post-fordista e interetnica, figlia della sconfitta del vecchio laburismo, dopo il tramonto dell’epica operaia novecentesca. Le rovine industriali, il terreno intriso di ferro, i fumi di antichi e nuovi incendi, gli stadi e i campi da calcio delle categorie minori, compongono un paesaggio che sfugge alla dicotomia metropoli/countryside nella quale spesso l’immagine del Regno Unito resta impigliata. Un paesaggio che è protagonista indiscusso della narrativa di Cartwright e che i personaggi introiettano e portano sulla pelle come un marchio. Siamo di fronte a un autore che sa raccontare magistralmente tanto la «desocializzazione della Gran Bretagna», quanto la sopravvivenza di un barlume di calore comunitario e di un principio speranza nella waste land del XXI secolo, attraverso personaggi la cui vividezza e il cui realismo restano davvero impressi.

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Te lo si ascolta noi com'è che andò! L'Armata dei Sonnambuli a teatro

L'ARMATA DEI SONNAMBULI
Tratto dall’omonimo romanzo di Wu Ming
Progetto: Andrea de Goyzueta
Drammaturgia Linda Dalisi
con Michelangelo Dalisi, Andrea de Goyzueta, Francesca De Nicolais, Renato De Simone, Rosario Giglio
Musiche: Fabrizio Elvetico e Marco Messina
Aiuto regia: Riccardo Pisani
Regia: Pino Carbone
Registrato dal vivo al Teatro Nuovo di Napoli il 3 novembre 2017, a cura di Federico Raponi di Radioteatro, Radio Onda Rossa, Roma.
Guida all'ascolto qui.

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Aspettando Beren e Lúthien. Donne, dame ed eroine nel mondo di J.R.R. #Tolkien

Conferenza di Wu Ming 4, 20 maggio 2017, Sala Rossa del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Partendo dal concetto di complementarità tra i generi, rintracciabile già all’origine della subcreazione tolkieniana, l’intervento di Wu Ming 4 ne cerca le tracce attraverso i personaggi maschili e femminili più noti e meno noti della narrativa del Professore. L’equilibrio di maschile e femminile è fondamentale per tutti i personaggi di Arda, a prescindere dal loro genere. Un’occasione per osservare da vicino il lavoro di Tolkien sulle figure femminili del canone letterario antico e medievale, punto di partenza che viene rideclinato e trasformato per ottenere personaggi dal carattere propriamente moderno e al tempo stesso universali.
è stato fatto giustamente notare che Wu Ming 4 ha detto una cosa inesatta circa la triste sorte di Arwen, la cui morte per struggimento non avviene dopo un tempo lunghissimo bensì l’anno successivo alla morte di Aragorn (vedi finale del capitolo I dell’Appendice A del Signore degli Anelli). L’equivoco è stato dovuto a un’interpretazione errata del passaggio succitato e Wu Ming 4 non può che scusarsene. Ringraziamo per la segnalazione, che tornerà utile per l’eventuale pubblicazione del testo della conferenza.

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Grandi opere inutili e terremoto. Dibattito con Wu Ming 1

Wu Ming 1 presentaUn viaggio che non promettiamo breveal CSA Sisma di Macerata, 3 febbraio 2017.

00:01:15 - Perché proprio in Val di Susa?
00:51:05 - La storia del territorio valsusino dimostra come la lotta sia un'esperienza di vita e un processo formativo per le popolazioni coinvolte.
01:13:55 - La strategia dell'abbandono nelle zone terremotate diventa una premessa sistemica a nuove aggressioni del territorio.
01:17:10 - Le forme di ribellione della popolazione a questo meccanismo di aggressione del territorio.
01:20:05 - Le resistenze devono avere una precondizione: l'amore.
01:27:38 - Le relazioni spazio-temporali del libro con il territorio marchigiano.
01:34:25 - Il rapporto del movimento NOTAV con Internet e i social network.
01:42:48 - La strategia di dequalificazione culturale e tecnica dei movimenti nelle battaglie che portano avanti.
02:02:33 - Le lotte contro le grandi opere dei movimenti sono tutte contro il modello di capitalismo italiano.

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Zerocalcare e Wu Ming 1: nuove frontiere del reportage narrativo. Video dell'incontro all'#IJF17 di #Perugia

Domenica 9 aprile 2017, Zerocalcare Wu Ming 1 si sono incontrati al Festival del giornalismo di Perugia e, in una grande sala gremita, hanno risposto alle domande del giornalista di Vice Italia Leonardo Bianchi.
Siè discusso di reportage“ibridi”, non-fiction creativa, informazione e narrazione, storie e territori.
Cosa vuol dire«raccontare una storia con ogni mezzo necessario»?
In cosa si stanno trasformando il«romanzo di non-fiction» e il reportage narrativo?

Siè cercato di rispondere a queste domande partendo da due esempi concreti, due libri usciti nel 2016: Kobane Calling e Un viaggio che non promettiamo breve.

Kobane Calling racconta una rivoluzione sui generis in una regione martoriata da guerra e terrorismo; Un viaggio che non promettiamo breve racconta una mobilitazione di massa lunga un quarto di secolo in una valle alpina sui generis.

In entrambi i casi, si parla di lotte, di esperimenti di autogestione e autogoverno, di terre di confine un tempo ritenute“marginali” ma che oggi, grazie alla lotta, si ritrovano al centro di mappe, discorsi, strategie e immaginari.

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Dannazione e salvezza: il problema del Male nel Signore degli Anelli.

Radio 3, 28 gennaio 2017. Quarta puntata diTolkien: un viaggio inaspettato, condotto daLoredana LipperinieArturo Stàlteri, curate daFederica Barozzicon la regia diDiego Marras.
Conversazione con Wu Ming 4.
Quale concezione del male si trova nel più celebre romanzo di Tolkien? Quali sono i modi del suo agire? Che tipo di mondo ci racconta Tolkien con l’affresco della Terra di Mezzo? Perché la morte è un tema così importante nella sua opera?

00:00. Introduzione di Arturo Stalteri e Loredana Lipperini.
02:40. Wu Ming 4: l’ambigua immagine del male nel Signore degli Anelli. (06:22). Paganesimo e cristianesimo in Tolkien.
10:15. Johan De Meij, Gollum, da Sinfonia n. 1,“Le Signeur des Anneaux”, (1988).
12:07. Wu Ming 4: i personaggi di Tolkien oscillano tra dannazione e salvezza: Frodo, Gollum, Boromir.
14:39. Il legame tra male e potere: la scorciatoia per il bene.
16:17. Il tema della morte.
19:08: Lingalad, Beren e Tinuviel (2003)
21:27. Intervista a Giuseppe Festa, leader dei Lingalad.
26:14. Wu Ming 4: i personaggi femminili (anticipazione della prossima puntata).
27:00Finale.

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Quattro volte Turi Vaccaro! Live in Pavia

Quattro volte perché l'esecuzione pavese (Palazzo Broletto, 10 marzo 2017) è stata più breve.
Wu Ming 1 - voce
Luca Casarotti - tasti bianchi e neri
Il concerto per voce e tastiere consiste in un’unica lunga suite, suddivisa in cinque movimenti; questi ultimi corrispondono ad altrettanti passaggi del libro che vedono protagonista Turi Vaccaro.

La musica diCinque volte Turi Vaccarosi basa sul concetto di«improvvisazione formale» o «composizione istantanea», due espressioni all’apparenza quasi antifrastiche che in pratica vogliono dire questo: nulla di ciò che Luca suona è preparato, non c’è una sola nota scritta; ma l’ambizione è di dare alle melodie, alle armonie, ai rumori e ai ritmi improvvisati di volta in volta una disciplina e uno sviluppo che li avvicinino ad un’idea compositiva, senza rinunciare alla spontaneità e ai rischi dell’esecuzione estemporanea.
Ogni esecuzioneè perciò – sottilmente o marcatamente – diversa dalla precedente.

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Cinque volte Turi Vaccaro! Live a Rho, 12 gennaio 2017

Cinque volte Turi Vaccaroè il reading/concerto ideato e portato in tournée da Wu Ming 1 (voce) eLuca Casarotti(tastiere).È stato eseguito quattro volte: al Barrio Campagnola di Bergamo il 16 dicembre 2016, al centro sociale SOS Fornace di Rho il 12 gennaio 2017, al Teatro del Lido di Ostia il 3 marzo 2017 e a Palazzo Broletto, Pavia, il 10 marzo 2017. Questa è la registrazione della serata a Rho.
N.B. Dopo una stringa di presentazioni e assemblee in centri sociali poco riscaldati, WM1 era quasi completamente senza voce. Ha dovuto tirar fuori qualcosa usando il diaframma.You want it darker?

Il concerto per voce e tastiere consiste in un’unica lunga suite, suddivisa in cinque movimenti; questi ultimi corrispondono ad altrettanti passaggi del libro che vedono protagonista Turi Vaccaro.

La musica di Cinque volte Turi Vaccaro si basa sul concetto di«improvvisazione formale» o «composizione istantanea», due espressioni all’apparenza quasi antifrastiche che in pratica vogliono dire questo: nulla di ciò che Luca suona è preparato, non c’è una sola nota scritta; ma l’ambizione è di dare alle melodie, alle armonie, ai rumori e ai ritmi improvvisati di volta in volta una disciplina e uno sviluppo che li avvicinino ad un’idea compositiva, senza rinunciare alla spontaneità e ai rischi dell’esecuzione estemporanea.
Ogni esecuzioneè perciò – sottilmente o marcatamente – diversa dalla precedente.

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Wu Ming 1 + Bhutan Clan, live al Vag 61

Uno dei reading/concerti tratti daUn viaggio che non promettiamo breveè quello che vede (e sente) Wu Ming 1 collaborare con il Bhutan Clan, la resident band del «collettivo di collettivi» Resistenze in Cirenaica. È andato in scena per la prima volta, in una versione compact e tiratissima, l’11 novembre 2016, al Vag61 di Bologna. Tra i reading menzionati in questo speciale, è senz’altro quello dalle sonorità più dure: industrial, noise, metal, ma con strani influssi hillbilly e “hawaiiani”. Ecco la registrazione dell'evento. Dura 38 minuti.

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Un guerriero piccolo piccolo: Tolkien e il ribaltamento dell'eroe classico

Radio 3, 21 gennaio 2017. Terza puntata diTolkien: un viaggio inaspettato,all’interno del programmaPantheon, condotto daLoredana LipperinieArturo Stàlteri, curato daFederica Barozzicon la regia diDiego Marras.

Un guerriero piccolo piccolo: il ribaltamento dell’eroe classico. Conversazione conWu Ming 4. L’eroe arturiano diventa imperfetto: l’innovazione di Tolkien e le imperfezioni dei nuovi guerrieri.

00:00. Introduzione di Loredana Lipperini e Arturo Stalteri: eroi arturiani, eroi tolkieniani… e Aragorn.
03:00. Wu Ming 4: differenza tra eroi classici ed eroi tolkieniani. Aragorn e gli Hobbit.
06:47Il Ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, la battaglia di Maldon… e Re Théoden.
09:45. I cavalieri di Rohan dei Mostly Autumn.
10:43.“The Riders of Rohan” (2001)
14:03. Wu Ming 4: Sir Gawain e il Cavaliere Verde. (17:10) Tolkien e la rilettura nazista del mito nordico.
19:57. Pär Lindh, compositore svedese e fondatore dei Pär Lindh Project.
21:02.“Boromir last battle” (2004).
22:12. Intervista a Pär Lindh. Musicare Bilbo. Stratificazione di messaggi e significati nell’opera di Tolkien. Il problema di Boromir è estremamente interessante.
28:32: al prossimo sabato sulla questione del Male.

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