Cimitero della Futa, Manetti scrive all’Ambasciata tedesca
L’assessora chiede un confronto tra le istituzioni coinvolte sul futuro delle attività teatrali
L’assessora chiede un confronto tra le istituzioni coinvolte sul futuro delle attività teatrali
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha rilasciato un’intervista per il quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat in cui ha sottolineato il ruolo strategico dell’Arabia Saudita per l’Italia, definendo il partenariato con Riad “uno dei pilastri dell’impegno italiano nella regione”. Tajani ha evidenziato la crescente convergenza tra i due Paesi su dialogo, stabilità regionale, sicurezza e crescita sostenibile.
Con riferimento a Gaza, Tajani ha ribadito l’impegno italiano per una soluzione politica della crisi e per il rilancio dell’orizzonte dei due Stati, richiamando l’incontro dell’Alleanza Globale per l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati recentemente ospitato a Roma e la stretta cooperazione con l’Arabia Saudita. Il Ministro ha sottolineato che la soluzione dei due Stati resta l’unica opzione credibile per garantire la sicurezza di Israele e la nascita di uno Stato palestinese libero, democratico e pacifico. Tajani ha inoltre ricordato l’impegno italiano sul piano umanitario e istituzionale, tra cui l’iniziativa “Food for Gaza” e l’ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro a favore dell’Autorità Nazionale Palestinese attraverso le Nazioni Unite.
Sulla situazione in Libano, Tajani ha ribadito il forte sostegno italiano alla sovranità del Paese e alle sue istituzioni legittime, a partire dal Presidente Joseph Aoun, sottolineando l’importanza del progressivo ripristino dell’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale e del disarmo di Hezbollah. Il Ministro ha evidenziato il ruolo dell’Italia quale interlocutore e facilitatore del dialogo regionale, testimoniato anche dalla scelta di Roma per l’ultimo ciclo di colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti. In vista della conclusione di UNIFIL, l’Italia è inoltre impegnata, insieme ai partner internazionali, a garantire una transizione di sicurezza che eviti vuoti e preservi la stabilità nel Libano meridionale.
Nel primo semestre del 2026, le esportazioni dell’Italia sono cresciute – rispetto allo stesso periodo del 2025 – in valore (+4,5%) e in volume (+0,7%), raggiungendo i 337,2 miliardi di euro. L’export è aumentato in modo significativo sia verso i mercati dell’Unione Europea (+4,6%), sia dei Paesi extra-UE (+4,4%).
Particolarmente positivi i dati verso due Paesi al centro del Piano d’azione per l’export nei mercati extra-UE ad alto potenziale come Cina (+19%), dove in aprile il Ministro Tajani ha guidato una missione con tappe a Pechino e Shanghai per rilanciare il dialogo politico ed economico bilaterale, e l’India (+4,2%), con cui nell’ultimo anno e mezzo sono stati organizzati tre grandi eventi di partenariato commerciale che hanno coinvolto centinaia di imprese italiane.
Di grande rilievo sono i risultati raggiunti verso la Germania (+1,8%) e la Francia (+3,8%), rispettivamente il primo e il terzo mercato più importanti per l’export italiano, ai quali hanno contribuito il Forum Imprenditoriale Italia – Germania, organizzato lo scorso 23 gennaio a Roma, e il Forum d’Affari Francia-Italia alla presenza dei Ministri Tajani e Barrot, il 25 giugno 2026 a Le Cannet.
In territorio positivo – nonostante i dazi – anche gli Stati Uniti (+2%) che rappresentano un mercato presidiato in modo prioritario e verso il quale vengono impegnate risorse molto significative nel sostegno alle imprese, come la “Misura USA” di Finanza Agevolata di Simest (200 milioni di euro).
Dall’inizio dell’anno, il Comitato Agevolazioni presieduto dalla Farnesina si è riunito 8 volte e ha approvato, a valere sulle risorse del Fondo 394/81, 2.192 finanziamenti agevolati, per un importo complessivo di 1,15 miliardi di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2025, i dati evidenziano un aumento del +64% in termini di operazioni deliberate e di +112% in volumi di finanziamento. In merito al sostegno all’export a valere sul Fondo 295/73, da gennaio 2026 sono state approvate 59 operazioni per un valore delle commesse sostenute di circa 4,9 miliardi di euro, in crescita del 7% in termini di delibere e del 15% per quanto riguarda i volumi.
L’impegno a favore del Made in Italy e delle imprese che si proiettano sui mercati internazionali resta prioritario. Nei primi mesi di quest’anno sono già state realizzate decine di iniziative, tra cui i recenti Business Forum con Giappone, Repubblica di Corea e Norvegia, nonché gli incontri con Kenya, Germania, Finlandia e Cina, partner di particolare rilievo per lo sviluppo della presenza italiana nei settori più innovativi e strategici. Da settembre, sono previste nuove missioni e forum economici, a partire da Egitto, Brasile, Argentina, Paesi Bassi, Canada e Turchia; mentre il 6 ottobre tutte le imprese del centro Italia saranno invitate alla conferenza “Obiettivo Export”, per far conoscere strumenti e opportunità messi a disposizione dal Sistema Paese per rafforzare l’internazionalizzazione.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato, in rappresentanza del Governo, alla commemorazione ufficiale dell’82° anniversario dell’eccidio nazista a Sant’Anna di Stazzema.
La cerimonia si è tenuta all’interno del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna, diventato negli anni centro di incontro e simbolo della coscienza europea e al quale nel 2024 è stato attribuito il Marchio del patrimonio europeo dalla Commissione. L’intervento del Ministro presso il Monumento Ossario, dove sono state deposte le corone in memoria delle vittime, ha rappresentato l’occasione per ribadire l’importanza della memoria quale fondamento dei valori di pace e libertà.
Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con MIDJ – Associazione Musicisti Italiani di Jazz, promuove “OltreConfine – Il Jazz Italiano nel Mondo”, un’iniziativa volta a sostenere e valorizzare la scena jazzistica italiana a livello internazionale.
Attraverso questa call, il progetto offre un sostegno economico parziale o totale ai musicisti jazz italiani che desiderano esibirsi all’estero, incentivando la loro partecipazione a festival, club e spazi culturali di rilievo. Oltre ai concerti, il programma include il finanziamento di workshop e lezioni /corsi /seminari, con l’obiettivo di promuovere la cultura jazz italiana su scala globale.
La call è aperta a tutti i musicisti jazz maggiorenni, senza limiti di età e indipendentemente dall’iscrizione a MIDJ. Possono candidarsi solisti o ensemble con la maggioranza dei membri di nazionalità o residenza italiana.
Il programma finanzia concerti e tour all’estero con un repertorio jazzistico originale. Sono escluse proposte già finanziate da altre istituzioni o programmi pubblici. Le attività devono svolgersi tra il 1° giugno 2026 e il 31 maggio 2027, con spese ammissibili a partire dal 1° marzo 2026 fino al 15 giugno 2027.
I contributi previsti ammontano fino a 6.000 € per tour in Europa e Nord Africa e fino a 10.000 € per tour extraeuropei. Tra le spese ammissibili figurano viaggi, alloggi, promozione e costi doganali.
Le domande devono essere inviate entro le ore 23:59 del 30 settembre 2026.
Le proposte saranno valutate da una commissione di esperti sulla base della qualità artistica, dell’esperienza del candidato e della coerenza del progetto con la sua carriera. I risultati saranno pubblicati entro il 30 ottobre 2026 sui canali ufficiali di MIDJ.
Oltreconfine– Il Jazz Italiano nel Mondo Bando (Bando OltreConfine 2026-2027)
Per leggere il regolamento completo visitare il sito: https://musicisti-jazz.it/oltreconfine/
Il modulo di partecipazione è disponibile qui: my.musicisti-jazz.it/login
È stato confermato ieri il ritrovamento dei corpi degli alpinisti italiani Marco Di Marcello e Markus Kirchler, travolti da una valanga in Nepal il 3 novembre 2025.
Le salme sono state trasferite a Kathmandu, dove sono state identificate. Saranno ora sottoposte all’esame autoptico previsto dalla normativa locale, prima di poter procedere al rimpatrio delle salme o delle ceneri, secondo la volontà delle famiglie.
Il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, competente per il Nepal, segue il caso sin dalle prime fasi. Un funzionario della Sede è attualmente presente a Kathmandu per mantenere i contatti con le Autorità locali e assicurare ogni necessaria assistenza ai familiari.
Il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, Antonio Tajani, ha sottolineato la natura strategica delle relazioni tra Riad e Roma, descrivendo il rapporto dell’Italia con l’Arabia Saudita come uno dei pilastri dell’impegno italiano nella regione.
In un’intervista rilasciata ad Asharq Al-Awsat, ha affermato che l’Arabia Saudita è diventata un partner essenziale nella promozione del dialogo, della stabilità regionale e della crescita sostenibile, sottolineando che è in corso un coordinamento tra Arabia Saudita e Italia per contenere quella che ha definito una profonda incertezza regionale.
«Da Roma abbiamo ribadito il nostro impegno comune con l’Arabia Saudita a salvaguardare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, a Bab el-Mandeb, nel Golfo di Aden e in tutte le rotte marittime internazionali», ha affermato, descrivendo il Golfo come un partner fondamentale dal punto di vista politico, economico e della sicurezza.
La partnership tra Arabia Saudita e Italia
Riguardo alla partnership tra Arabia Saudita e Italia, Tajani ha dichiarato: «A Roma, insieme alla mia controparte, il Ministro degli Affari Esteri dell’Arabia Saudita, il Principe Faisal bin Farhan, abbiamo adottato un’importante dichiarazione politica che ribadisce non solo il crescente partenariato strategico tra l’Italia e l’Arabia Saudita».
Ha aggiunto: «Siamo andati oltre e abbiamo dichiarato il nostro impegno comune a rendere il Mediterraneo allargato un’area di pace, prosperità e crescita sostenibile. La dichiarazione ribadisce inoltre la nostra ferma condanna della violenza degli insediamenti estremisti e il nostro rifiuto di qualsiasi forma di annessione».
Coordinamento tra Arabia Saudita e Italia per contenere la profonda incertezza nella regione
Interrogato sull’ultimo coordinamento tra Arabia Saudita e Italia volto a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione e ad affrontare le sfide derivanti dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, Tajani ha dichiarato: «La collaborazione tra l’Italia e l’Arabia Saudita non è mai stata così importante come oggi. In un momento di profonda incertezza a livello regionale, i nostri due Paesi condividono una visione strategica comune fondata sul dialogo, sulla stabilità e su una leadership responsabile».
Ha aggiunto: «L’Italia considera la situazione regionale nel contesto più ampio di una crescente instabilità internazionale. La nostra partnership strategica non si limita ai confini geografici tradizionali, poiché la nostra visione del Mediterraneo allargato si estende naturalmente al Golfo e oltre».
Ha proseguito dicendo: «Consideriamo quindi il Golfo un partner fondamentale dal punto di vista politico, economico e della sicurezza, e riteniamo che il nostro rapporto con il Regno sia uno dei pilastri dell’impegno dell’Italia nella regione. L’Arabia Saudita è diventata un partner indispensabile nella promozione del dialogo, della stabilità regionale e della crescita sostenibile, una visione che l’Italia ha costantemente sostenuto in seno al G7, all’Unione europea e alla NATO».
Ha aggiunto: «Uno dei maggiori punti di forza dell’Italia è la sua capacità di dialogare contemporaneamente con tutti i principali attori coinvolti nelle crisi regionali. Questo ci permette di mantenere aperti tutti i canali diplomatici e di contribuire all’allentamento delle tensioni anche nei momenti più difficili».
Sicurezza marittima… Una visione strategica condivisa
Sullo sfondo delle tensioni nello Stretto di Hormuz e a Bab el-Mandeb e delle minacce alla navigazione nel Mar Rosso, Tajani ha dichiarato: «La sicurezza marittima rimane una delle principali priorità nazionali per l’Italia. Una quota significativa dei nostri scambi commerciali transita attraverso lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb, rendendo la libertà di navigazione in queste acque essenziale non solo per l’Italia, ma anche per la sicurezza energetica ed economica globale».
Ha aggiunto: «Insieme all’Arabia Saudita, abbiamo ribadito il nostro impegno comune a salvaguardare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, a Bab el-Mandeb, nel Golfo di Aden e in tutte le rotte marittime internazionali».
Secondo Tajani, l’Italia sta già dando un contributo concreto grazie al suo ruolo di primo piano nelle operazioni navali dell’UE EUNAVFOR ASPIDES, a tutela della navigazione mercantile nel Mar Rosso, e ATALANTA nell’Oceano Indiano nord-occidentale.
Ha sottolineato che Roma e Riad condividono sempre più non solo interessi comuni, ma anche una vera e propria visione strategica per la regione.
Tajani ha dichiarato: «Apprezziamo enormemente il crescente ruolo diplomatico del Regno nella promozione del dialogo e della stabilità regionale, e intendiamo rafforzare un partenariato già eccellente, fondato sulla fiducia, sul rispetto reciproco e sull’ambizione condivisa di un Medio Oriente più stabile, sicuro e prospero».
Tajani ha aggiunto: «La proposta dell’Arabia Saudita di istituire un’Alleanza Globale per la Difesa Marittima riflette la crescente attenzione internazionale rivolta alla sicurezza marittima e alla libertà di navigazione, obiettivi che l’Italia condivide pienamente. Continueremo a lavorare a stretto contatto con il Regno e con i nostri partner internazionali per promuovere questi obiettivi comuni, con fiducia, determinazione e un senso condiviso di responsabilità per la stabilità e la prosperità della regione».
Soluzione dei Due Stati
Riguardo alla situazione a Gaza e ai principali risultati degli incontri dell’Alleanza Globale per l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati che si sono tenuti a Roma negli ultimi giorni, Tajani ha dichiarato: «La tragedia che si sta consumando a Gaza richiede ben più che semplici espressioni di preoccupazione».
Ha aggiunto: «Richiede leadership politica, un impegno diplomatico costante e la determinazione a continuare a lavorare per la pace anche quando gli ostacoli sembrano insormontabili. L’Italia sta svolgendo un ruolo diplomatico centrale nel promuovere una soluzione politica alla crisi».
Ha dichiarato: «L’incontro dell’Alleanza Globale per l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati, tenutosi recentemente a Roma, ha dimostrato chiaramente il nostro impegno a promuovere soluzioni politiche e a creare spazio per il dialogo nel contesto di una delle crisi più difficili che il Mediterraneo e il Medio Oriente si trovano ad affrontare».
Tajani ha aggiunto: «Si tratta di un impegno che abbiamo portato avanti con orgoglio insieme ai nostri amici sauditi. L’Arabia Saudita ha dato prova di una leadership straordinaria nel mantenere vivo l’orizzonte politico della soluzione dei due Stati, e vorrei esprimere il mio apprezzamento per l’eccezionale livello di cooperazione che abbiamo sviluppato insieme».
Ha proseguito dicendo: «Il messaggio proveniente da Roma è stato chiaro: la soluzione dei due Stati rimane l’unica opzione credibile per garantire la sicurezza di Israele e consentire al contempo la nascita di uno Stato palestinese libero, democratico e pacifico che conviva fianco a fianco con Israele. Per questo motivo, il disarmo di Hamas è essenziale ed è necessaria un’Autorità Nazionale Palestinese forte, in grado di esercitare un’autorità effettiva su tutti i territori palestinesi».
Tajani ha dichiarato: «Rimaniamo fermamente impegnati a perseguire l’obiettivo dei “due popoli, due Stati”, una posizione resa possibile dalle nostre relazioni di lunga data con tutti gli attori chiave della regione. Israeliani, palestinesi, libanesi e i nostri partner del Golfo sanno bene che Roma è un luogo in cui si incoraggia il dialogo, si costruisce la fiducia e si offre alla diplomazia ogni opportunità di successo».
Ha sottolineato che l’Italia attribuisce particolare importanza al dialogo interreligioso in quanto ponte essenziale per cambiare le narrazioni e preparare il terreno politico per la pace. Ha affermato che una forte dimostrazione di questo impegno è stata la partecipazione del cardinale Pierbattista Pizzaballa, del Presidente della Conferenza dei rabbini europei, il rabbino Pinchas Goldschmidt, e dello sceicco Mohammed Al-Issa alla riunione dell’Alleanza Globale tenutasi presso il Ministero degli Affari Esteri.
Il nostro impegno a Gaza è saldo
Il funzionario italiano ha aggiunto: «Oltre al nostro costante impegno nell’ambito dell’iniziativa “Food for Gaza”, abbiamo recentemente stanziato ulteriori 10 milioni di euro a sostegno dell’Autorità Nazionale Palestinese attraverso le Nazioni Unite. Abbiamo inoltre formato un gruppo di diplomatici palestinesi a Torino in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e istituito percorsi universitari che consentono ai giovani palestinesi di studiare presso le principali università italiane. Crediamo fermamente che la diplomazia tra i popoli sia uno degli investimenti più significativi che possiamo fare per costruire una pace giusta e duratura».
Ha aggiunto: «L’Italia continua inoltre a svolgere un ruolo di primo piano sul fronte della sicurezza attraverso la sua missione di assistenza bilaterale alle forze di sicurezza palestinesi e attraverso la partecipazione dei nostri Carabinieri alla Missione di assistenza alle frontiere dell’UE a Rafah (EUBAM Rafah)».
La crisi in Libano
Riguardo alla valutazione dell’Italia sull’attuale situazione in Libano e ai suoi sforzi in tal senso, Tajani ha affermato: «La stabilità del Libano non è solo fondamentale per il popolo libanese, ma è essenziale anche per la sicurezza e la stabilità dell’intera regione. Ecco perché l’Italia ha profuso un grande impegno diplomatico a sostegno del dialogo e del rafforzamento delle istituzioni legittime del Libano».
Ha sottolineato che l’Italia sta svolgendo un ruolo importante come mediatore e sede del dialogo tra le parti coinvolte. Ha affermato che non è una coincidenza che Roma sia stata nuovamente scelta come sede dell’ultimo ciclo di colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti, aggiungendo che ciò riflette la fiducia che entrambe le parti ripongono nella capacità dell’Italia di facilitare il dialogo e contribuire a creare le condizioni per una stabilità duratura.
Tajani ha spiegato che l’approccio dell’Italia alla risoluzione della crisi in Libano è incentrato sul ripristino della piena sovranità del Paese e sul rafforzamento delle sue istituzioni legittime. Ha sottolineato che il suo governo sostiene con forza il Presidente Joseph Aoun e sta collaborando con i propri partner internazionali per garantire che lo Stato libanese possa riacquistare progressivamente l’effettiva autorità su tutto il territorio nazionale. Un altro pilastro fondamentale di questa strategia, ha affermato, è il disarmo definitivo di Hezbollah.
Ha aggiunto: «Sosteniamo con forza il Presidente Joseph Aoun e stiamo collaborando con i nostri partner internazionali per garantire che lo Stato libanese possa riacquistare progressivamente l’effettiva autorità su tutto il territorio nazionale. Per assicurare la stabilità a lungo termine, ci stiamo inoltre concentrando sulla gestione di qualsiasi futura transizione in materia di sicurezza dopo la fine della missione UNIFIL».
«La nostra priorità è evitare pericolosi vuoti di sicurezza, preservando al contempo la stabilità nel Libano meridionale in stretta collaborazione con i nostri alleati. Abbiamo tenuto una serie di incontri a Roma nell’ambito dei nostri continui sforzi volti a facilitare il dialogo. Rimaniamo convinti che il dialogo sia l’unica via sostenibile verso una pace duratura».
Era l’11 gennaio 1693 quando la Sicilia orientale fu colpita da quello che, ad oggi, è classificato nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15) come il più forte evento sismico degli ultimi mille anni accaduto nell’intero territorio nazionale. Per il Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (CFTI5Med), addirittura il più forte degli ultimi duemila. Si tratta di un terremoto di magnitudo stimata Mw 7.3 (seguito da un imponente maremoto) che causò, secondo le fonti, oltre 50mila morti, danneggiando gravemente un’area di oltre 14.000 chilometri quadrati. E fu l’apice di una sequenza sismica che durò almeno tre anni.
Dal lutto e dalle macerie sorsero città dall’aspetto totalmente nuovo, spesso in siti diversi dai precedenti, edificate secondo moderni criteri urbanistici, dando vita a quel laboratorio architettonico che fu il Barocco siciliano e che oggi continuiamo ad ammirare. La meraviglia di alcune delle nuove piante cittadine, delle chiese e dei palazzi, ha addirittura spesso messo in ombra la tragedia causata dall’evento e generato alcune lacune nell’interpretazione delle conseguenze socioeconomiche e politiche dei decenni successivi.
Proprio per questa sua immensa portata, il terremoto del 1693 è stato oggetto di diversi studi scientifici e, allo stesso tempo, è profondamente radicato nella cultura e nella tradizione popolare siciliana. Tuttavia, la ricerca e la memoria collettiva (fatta di miti, canti e racconti tramandati di generazione in generazione) raramente si sono incontrati.
La Sicilia Orientale, sulla base della sua storia sismica e delle informazioni disponibili dagli studi sulle sorgenti sismogenetiche, è una delle zone a maggiore pericolosità sismica d’Italia. Un fattore che, insieme alla presenza di aree intensamente popolate e vulnerabili, sia dal punto di vista sociale che del patrimonio edilizio ed infrastrutturale, determina un elevato rischio sismico e impone una costante opera di prevenzione, nella quale la consapevolezza della popolazione ha un ruolo tutt’altro che secondario.
È proprio per queste ragioni che nasce la nuova Story map “Val di Noto 1693. Storia e miti del terremoto più forte nei cataloghi sismici italiani”. L’obiettivo è raccontare non solo i dati del sisma, ma la storia dell’evento e della ricostruzione ad esso successiva, insieme al suo radicamento nella cultura popolare.
La Story map è organizzata in sette capitoli, che, attraverso carte storiche, mappe interattive, immagini e video, descrivono:
La Story map è aperta da una breve introduzione in cui la presentazione dell’evento dal punto di vista storico e scientifico è corredata da un canto popolare, proposto in forma scritta e orale, che dalla fine del ‘600 è arrivato fino ai giorni nostri.
Il primo capitolo si sviluppa invece attraverso la descrizione della sismicità della Sicilia orientale, con carte e dettagli “tecnici”.
Il secondo capitolo è dedicato alla descrizione della sequenza sismica, con particolare attenzione alle scosse del 9 e dell’11 gennaio. Questi due eventi sono raccontati attraverso delle mappe interattive centrate sulle località colpite e sugli effetti prodotti.
Cliccando sulle singole località è possibile conoscere la distanza dall’epicentro, gli effetti sull’ambiente naturale conosciuti e l’intensità del terremoto in base agli effetti visibili e ai danni provocati (scala Mercalli-Cancani-Sieberg – MCS).
Il terzo capitolo è invece dedicato a una breve presentazione del contesto storico, raccontato anche attraverso documenti e ritratti di alcuni dei protagonisti di quel tempo.
Al centro del quarto capitolo vi è poi la gestione dell’emergenza da parte delle istituzioni politiche, le priorità del viceregno (in quel tempo la Sicilia faceva parte del Regno di Spagna ed era amministrata da un Viceré), l’azione dei poteri locali e le sofferenze patite dalle popolazioni.
Una mappa multimediale permette anche di osservare la struttura ideata dal Viceregno per la gestione dell’emergenza e il suo effettivo funzionamento: ogni punto sulla mappa corrisponde a un’apposita giunta o a uno specifico incarico creato ad hoc subito dopo il terremoto e cliccando su ognuno di essi è possibile sapere chi ricoprì quel ruolo e quali mansioni svolse. Il capitolo è chiuso da un filmato tratto dall’edizione del 2025 della commemorazione che ogni anno la popolazione di Grammichele svolge tra le rovine dell’antica Occhiolà, il sito abbandonato dopo il terremoto.
Il quinto capitolo ripercorre la lunga ricostruzione delle città delocalizzate, descrivendo le tante modalità attraverso cui si scelse di spostare i centri in un nuovo sito e i tratti comuni alle diverse vicende.
Una mappa interattiva permette di esplorare le città ricostruite in un nuovo sito, visionare carte storiche e foto dei luoghi più rappresentativi, ma anche scoprire dove si trovavano le città prima del terremoto, i processi attraverso i quali si scelse di spostarsi e le modalità della ricostruzione.
Il sesto capitolo è dedicato alle città che furono riedificate nel medesimo sito, tracciando dinamiche, successi e limiti dei processi di ricostruzione. Un approfondimento, anche fotografico, è dedicato al caso di Catania e una mappa interattiva permette di approfondire, attraverso immagini e descrizioni, alcuni esempi della cosiddetta “Guerra delle Parrocchie” che esplose in città come Ragusa e Modica e che contribuì all’edificazione di alcune delle più celebri chiese del Val di Noto.
Un approfondimento sul Barocco siciliano nel settimo capitolo, corredato da numerose immagini, insieme a un canto dedicato al terremoto dal cantautore siciliano Carlo Muratori chiudono il racconto di un evento che ha ancora tanto da raccontare e, soprattutto, da insegnare anche ai giorni nostri.
“Val di Noto 1693. Storia e miti del terremoto più forte nei cataloghi sismici italiani” è parte di un più ampio progetto di ricerca, i cui primi risultati sono stati recentemente pubblicati nell’articolo Marino, C.; Mattia, M. The Long‑Term Legacy of the 1693 Val Di Noto Earthquake: Emergency Management, Reconstruction, and Institutional Impact. Ann. Geophys. 2026, 69. https://doi.org/10.4401/ag-9507.
La story map è disponibile nella galleria INGVterremoti e al seguente link: Val di Noto 1693
A cura di Christian Marino e Mario Mattia (INGV-Osservatorio Etneo)
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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale
Un terremoto di magnitudo Richter ML 4.3 è stato registrato dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale alle ore 10:15 italiane del 4 agosto 2026, 6.7 km a sud – ovest di Pisa, ad una profondità di circa 8 Km.
Nell’ora successiva al terremoto sono state registrate 5 repliche, tutte di magnitudo inferiore a 2.0.
Di seguito la tabella con i Comuni entro 20 km dall’epicentro:
La zona interessata da questo terremoto è caratterizzata da pericolosità sismica media, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.
Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in questa area non sono avvenuti forti terremoti. Il più forte terremoto registrato in questa parte della Toscana è l’evento di Orciano Pisano del 14 agosto 1846 di magnitudo stimata pari a Mw 6.0. Più recentemente possiamo ricordare l’evento del 19 ottobre 2013 di M 3.4 localizzato lungo la costa pisana.
Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che l’area interessata da questo terremoto è caratterizzata da sismicità prevalentemente lungo la costa tra Pisa e Livorno.
La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al V grado MCS.
Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai 1868 questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento di questa mattina è stato risentito in un’area molto estesa, in particolare nelle province di Pisa, Livorno, Lucca, Firenze e La Spezia con valori di intensità fino al IV grado MCS. Il terremoto è stao risentito anche a Genova e Bologna con valori di intensità fino al IV grado MCS.
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Sono stati 1482 gli eventi registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale dall’1 al 31 luglio 2026, un numero quasi invariato rispetto al precedente mese di giugno, con una media che rimane costante con circa 47 terremoti al giorno. Dei 1482 eventi registrati, 138 terremoti hanno avuto una magnitudo pari o superiore a 2.0 e soltanto 15 eventi magnitudo pari o superiore a 3.0.
Nell’ultimo giorno del mese, il 31 luglio, è stato registrato il terremoto di magnitudo maggiore avvenuto sul territorio nazionale. Alle ore 19:46 italiane nell’area dei Campi Flegrei, è stato localizzato un terremoto di magnitudo Md 4.7, ad una profondità pari a circa 3 km, con epicentro tra Pozzuoli e Quarto. L’evento è stato risentito in tutta l’area dei Campi Flegrei, in tutta la città di Napoli, ad Ischia e nella penisola sorrentina con risentimenti fino al VI-VII grado MCS. Con questa forte scossa è iniziato uno sciame sismico con numerosi eventi tra i quali anche diversi terremoti di magnitudo superiore a 3.
Durante questo mese ricordiamo anche altri terremoti che hanno superato magnitudo 4 avvenuti tra il 24 e il 25 luglio con epicentro in Mar Tirreno Meridionale (ML 4.5), in territorio austriaco (ML 4.1) e infine il terremoto del 25 luglio di magnitudo Mw 4.2 (ML 4.1) con epicentro in provincia di Isernia , risentito in un’area molto estesa dal Tirreno all’Adriatico, in particolare nelle province di Isernia, Frosinone, L’Aquila, Campobasso con valori di intensità fino al V-VI grado MCS.
Le mappe, insieme ad altri prodotti del monitoraggio, sono disponibili sul sito dell’Osservatorio Nazionale Terremoti e sul Portale Web dell’INGV.
La rubrica “I terremoti del mese” è a cura di M. Pignone (INGV-ONT) .
Dalle ore 19:46 del 31 luglio 2026 è in corso uno sciame sismico nell’area Campi Flegrei. Alle ore 11:28 di oggi, 1 agosto, sono stati rilevati in via preliminare 169 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 e una magnitudo massima Md = 4.7 ± 0.3.
Nella mappa sono riportate le localizzazioni degli eventi con magnitudo Md ≥ 1.0.
Il terremoto di magnitudo Md = 4.7 ± 0.3 (Mw 4.4 ± 0.3) è avvenuto alle ore 19:46 del 31 luglio 2026 ad una profondità di circa 3 km ed è stato localizzato dalla Sala Operativa INGV-OV tra le località di Pozzuoli e Quarto.
Si riporta l’elenco degli eventi localizzati finora (ore 11:28 del 1 agosto 2026) di magnitudo Md ≥ 1.5:
| Data IT | Orario IT | Md (±0.3) | Profondità (km) |
| 31/07/2026 | 19:46:43 | 4.7 | 2.6 |
| 31/07/2026 | 19:50:36 | 1.7 | 1.0 |
| 31/07/2026 | 20:49:58 | 1.6 | 2.6 |
| 31/07/2026 | 20:57:32 | 2.9 | 2.6 |
| 31/07/2026 | 21:25:29 | 1.9 | 2.4 |
| 31/07/2026 | 22:00:09 | 3.8 | 2.7 |
| 31/07/2026 | 22:02:47 | 1.7 | 2.9 |
| 31/07/2026 | 22:04:39 | 1.7 | 2.7 |
| 31/07/2026 | 22:14:37 | 1.9 | 0.4 |
| 31/07/2026 | 22:36:43 | 1.7 | 1.7 |
| 31/07/2026 | 22:55:22 | 1.7 | 1.4 |
| 31/07/2026 | 23:22:26 | 1.7 | 2.3 |
| 31/07/2026 | 23:34:47 | 2.7 | 1.2 |
| 31/07/2026 | 23:35:39 | 3.1 | 1.4 |
| 31/07/2026 | 23:46:38 | 1.5 | 1.7 |
| 01/08/2026 | 00:03:29 | 1.6 | 1.7 |
| 01/08/2026 | 00:27:11 | 1.5 | 1.8 |
| 01/08/2026 | 01:01:27 | 2.0 | 0.5 |
| 01/08/2026 | 01:20:13 | 3.1 | 0.6 |
| 01/08/2026 | 01:23:21 | 2.4 | 0.4 |
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Ricordiamo che è importante attenersi alle informazioni fornite attraverso i canali ufficiali dagli enti preposti alla gestione del fenomeno e che tutti gli aggiornamenti sullo sciame e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della banca dati GOSSIP dell’Osservatorio Vesuviano e sui canali web e social INGVvulcani.
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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Alle ore 19:46 italiane (17:46 UTC) del 31 luglio 2026, nell’area dei Campi Flegrei, è avvenuto un terremoto di magnitudo Md 4.7, ad una profondità pari a circa 3 km, localizzato dalla Sala Operativa INGV-OV (Napoli) tra le località di Pozzuoli e Quarto.
E’ in corso uno sciame sismico in quest’area e all’orario di emissione del Comunicato dell’Osservatorio Vesuviano (20:25 italiane) sono stati rilevati in via preliminare 10 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 e una magnitudo massima Md = 4.7 ±0.3.
Di seguito la tabella con i Comuni entro 10 km dall’epicentro:
La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino al VII grado MCS.
Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento è stato risentito in tutta l’area dei Campi Flegrei, in tutta la città di Napoli, ad Ischia e nella penisola sorrentina con risentimenti fino al VI grado MCS.
Tutti gli aggiornamenti sullo sciame e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della banca dati GOSSIP dell’Osservatorio Vesuviano: https://terremoti.ov.ingv.it/gossip/flegrei/2026/index.html
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La presente Rubrica intende offrire agli studiosi l’occasione - allo stato inedita - per intercettare, analizzare e approfondire ad un primo e sintetico esame le tematiche di tono costituzionale in materia di finanza pubblica sottese a ricorsi, ordinanze e pronunce della Corte costituzionale via via pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, Serie speciale della Corte costituzionale, garantendo così un continuo aggiornamento nel merito.
Le brevi note di commento - per una pronta ricerca da parte del lettore - recano, nel titolo, i numeri dei ricorsi e delle ordinanze di remissione, oltreché delle sentenze pubblicate in Gazzetta.
L’Osservatorio - curato da Clemente Forte e Marco Pieroni – presenta peculiare attualità, anche per la frequenza delle questioni di legittimità costituzionale di cui viene investita la Corte costituzionale in argomento (solo nell’ultimo decennio, ad esempio, si concentra circa il 40% delle questioni concernenti l’art. 81, terzo comma, Cost.), questioni che vanno sin d’ora analizzate, anche tenuto conto dell’impatto ordinamentale della nuova Governance fiscale europea, approvata nell’aprile 2024, nel vigente sistema costituzionale interno.