La situazione in medio oriente dopo l’accordo Usa-Iran

Sono due i veri punti su cui i riflettori sono stati puntati: lo Stretto di Hormuz da un lato e il fronte libanese dall’altro. Il primo è quello che interessa maggiormente gli Stati Uniti. Il presidente Usa Donald Trump, consapevole dei rischi di portare ancora avanti una guerra contro Teheran, preme per la riapertura dello Stretto al fine di alleviare il peso del prezzo del petrolio in vista delle elezioni di medio termine. L’Iran invece, dal canto suo, vuole portare a casa il massimo dalle trattative sul nucleare e farà leva proprio su Hormuz.
⚡️BREAKING: The Strait of Hormuz will be open to free passage for 60 days, after which Iran will begin charging a “Service Fee” — Fars News
— Iran Observer (@IranObserver0) June 15, 2026
Source told Fars:
"In the final moments of the negotiations, the text of the agreement was changed, and the United States recognized the… pic.twitter.com/vD83Pvq7Fa
Il termometro della situazione passerà tuttavia dal Libano. L’accordo parla chiaro: la riuscita dell’intesa tra Washington e Teheran è subordinata anche al mantenimento del cessate il fuoco in territorio libanese. Vuol dire quindi che Israele deve accettare di non sparare più colpi nel sud del Libano e a Beirut contro Hezbollah, con gli Usa garanti di tale tregua. Tel Aviv non sembra però molto d’accordo. Il premier Netanyahu sta subendo molte pressioni in tal senso dal governo e dall’opposizione, ma per il momento non può far altro che evitare nuove tensioni con l’unico alleato regionale rimasto. Probabilmente, la situazione tornerà a farsi più calda nei giorni in cui, come da accordo, Israele dovrebbe ritirarsi dalle postazioni occupate nel sud del Libano.
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