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Anteprima - Hyundai e Genesis 2026: tutte le novità in arrivo

Il 2026 sarà un anno intenso per la Hyundai, che accanto alle novità di prodotto (a cominciare dalla elettrica compatta Ioniq 3) riporterà in Italia il marchio di lusso Genesis, uscito dai listini diversi anni fa. Il nuovo brand premium sarà presente - almeno per ora - solo con motorizzazioni full electric, sia per le vetture a ruote alte della gamma GV che per l'ammiraglia G80.La Genesis è anche coinvolta ad alto livello nelle competizioni sportive: nelle prossime settimane debutterà la GMR-001 che parteciperà al WEC, e per ribadire il suo impegno nel motorsport lancerà anche in Italia la GV60 Magma, versione ad alte prestazioni della filante Suv elettrica. Ecco tutte le novità in arrivo con date, motorizzazioni e prezzi. Hyundai Ioniq 3Anticipata dalla concept Three presentata al Salone di Monaco, la Ioniq 3 troverà posto sotto la 5 e ne declinerà la stessa formula tecnica, quella dell'elettrico puro, su forme molto diverse. Lunga 4,3 metri e caratterizzata da una silhouette da hatchback un po' rialzata, è stata disegnata dal Centro stile europeo per rispondere ai gusti dei nostri mercati. Gli interni dovrebbero essere concepiti come un salotto su ruote, con materiali comodi dalle tonalità morbide, con un infotainment organizzato in widget personalizzabili e tanti comandi fisici. Sul fronte powertrain le informazioni ancora scarseggiano, ma la gamma dovrebbe prevedere almeno due tagli di batteria, più una variante N (in futuro). Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Hyundai i20 e BayonEntro la fine dell'anno sarà la volta delle nuove generazioni delle segmento B della Casa coreana, che arriveranno con motorizzazioni full hybrid. Altri particolari al momento non ce ne sono, ma nei prossimi mesi avremo modo di scoprire più da vicino questi due nuovi modelli.Quando arrivano: inverno 2026Motorizzazioni: full hybridQuanto costeranno: da circa 20.000 euro Genesis GV60Questa filante Suv elettrica (il suo Cx è di soli 0,28) è lunga 4,55 metri e ha un passo di 2,9 metri. L'abitacolo è dominato da pellami e plastiche morbide, con uno schermo da 27 pollici per strumentazione e infotainment, dove saranno disponibili servizi di streaming come Netflix e Disney+. La versione più pepata monta un powertrain dual motor da 482 CV e può ricaricarsi con potenze fino a 350 kW grazie alla sua architettura a 800 Volt. La batteria da 84 kWh permette di percorrere fino a 560 km. Arriva anche la sportiva MagmaLa versione ad alte prestazioni utilizza lo stesso powertrain bimotore a trazione integrale da 650 CV della sorella Hyundai Ioniq 5 N: tanti gli interventi alla meccanica, tra cui l'assetto ribassato e le carreggiate allargate. Completano la dotazione i cerchi da 21, le pinze freno arancioni e un vistoso spoiler alla base del lunotto. Dall'infotainment si possono attivare i cambi di marcia simulati e la modalità Drift.Quando arrivano: marzo 2026 (settembre per la Magma)Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Genesis GV70Fresca di restyling, questa Suv elettrica del marchio premium del gruppo Hyundai sta per approdare anche in Italia. All'interno materiali pregiati, sistema di illuminazione Milky Way (che richiama la Via Lattea) e infotainment con schermo Oled da 27, con un nuovo software connesso. Costruita sulla piattaforma a 800V del costruttore coreano, monta un powertrain da 490 CV e la stessa batteria da 84 kWh della più piccola GV60, per un'autonomia di 479 km nel ciclo Wltp. Non manca il Virtual Gear Shift, che simula i cambi marcia.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Genesis G80Grande berlina dalle linee eleganti e sinuose, lunga cinque metri e con un passo di tre, per viaggiare in prima classe anche dietro. Sontuoso l'abitacolo, con tanta tecnologia, materiali pregiati e finiture curatissime, a sottolineare le ambizioni premium del marchio coreano. In Italia arriverà l'elettrica, con powertrain dual motor da 370 cavalli, abbinato a una batteria da 94,5 kWh: l'autonomia (nel ciclo di omologazione coreano) è di 475 chilometri.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati
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Volvo EX30 - Rischio incendio: richiamo in più Paesi (non in Italia) dopo 7 casi

La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) statunitense ha diffuso un richiamo che riguarda 33.777 esemplari della Volvo EX30 prodotti tra il 2024 e il 2025.Un'azione simile è stata avviata anche in Inghilterra, Australia e Singapore, dove queste vetture sono state consegnate. Non risultano invece coinvolti i veicoli distribuiti in Italia. Rischio incendio: meglio parcheggiare all'apertoAi clienti della Suv svedese è stato chiesto di limitare la carica al 70% e di parcheggiare l'auto all'esterno, lontano da edifici e altre vetture, in attesa di un aggiornamento software da parte della Casa madre. Il problema riguarda un possibile surriscaldamento del pacco batterie, che in alcuni casi può portare a un incendio. Finora sono stati registrati sette episodi, tutti senza feriti, ma sufficienti per avviare un richiamo su scala globale.
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Anteprima - Renault 2026: tutte le novità in arrivo, dalla Twingo alla Clio

La Renault apre il 2026 con le prime consegne della sesta generazione della Clio, che segna un radicale cambiamento di look e arriva con motori termici, bifuel e full hybrid. Più avanti sarà la volta della nuova Twingo, citycar elettrica da meno di ventimila euro che riprende, oltre che il nome, anche le forme dell'originale degli anni Novanta. Per finire, entro l'autunno verrà presentato il restyling della Megane elettrica, che ha debuttato ormai cinque anni fa. Ecco tutte le novità in arrivo con date, motorizzazioni e prezzi. Renault ClioEntrata nella storia dell'auto europea con i suoi 17 milioni di esemplari venduti, la Clio arriva alla sesta generazione e sfoggia un frontale tutto nuovo e una crescita dimensionale non indifferente: sette i centimetri in più, per una lunghezza totale di 4,12 metri. Gli interni sono molto evoluti per il segmento d'appartenenza, grazie alla presenza del sistema di infotainment connesso OpenR Link. Per quanto riguarda i motori, in gamma c'è il 1.2 turbobenzina da 115 cavalli, la variante bifuel Gpl da 120 CV e il powertrain full hybrid E-Tech Hybrid da 160 CV, con un'autonomia di oltre 1.000 km con un pieno. Quando arriva: gennaio 2026Motorizzazione: benzina, gpl, ibridaQuanto costerà: da 18.900 euro Renault TwingoSolo elettrica, la quarta serie della piccola monovolume francese è lunga 3,79 metri, ha un bagagliaio di 360 litri, un motore da 82 cavalli, batterie Lfp (litio-ferro-fosfato) da 27,5 kWh, per un'autonomia media Wltp di 263 km, e un caricatore da 6,6 kW (optional da 11) per fare il "pieno" in corrente alternata, mentre in CC accetta fino a 50 kW. Si può già ordinare nell'allestimento Techno. La base Evolution, che costa meno di 20 mila euro, arriverà più avanti.Quando arriva: maggio 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 19.500 euro Renault MeganeScatta l'ora del facelift per la Renault Megane E-Tech Electric. L'aggiornamento dovrebbe portare in dote un frontale simile a quello della Scenic E-Tech e della Clio, così come evoluzioni sottopelle che passano da un motore entry level più potente a tagli di batteria più grandi, per una maggiore autonomia.Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 40.000 euro
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Porsche - Tonfo globale nel 2025: Zuffenhausen si aggrappa a 911 e Macan

La Porsche ha venduto 279.449 auto nel 2025, segnando un -10% rispetto ai volumi dell'anno precedente. Si tratta del calo peggiore dai tempi della crisi finanziaria del 2009, una flessione che riflette chiaramente le difficoltà internazionali che stanno colpendo su più fronti. Il marchio, in particolare, ha risentito del calo d'interesse per una parte della gamma elettrica e della forte contrazione della domanda in Cina, dove il pubblico si orienta sempre più verso prodotti locali, anche nel segmento del lusso. Mercati: tiene solo il NordamericaProprio nel Paese asiatico, la Porsche ha registrato il colpo più duro: -26%, con i volumi passati dalle quasi 57 mila unità dell'anno scorso alle attuali 41.938. Sorprende fare il raffronto con il 2023, quando la Porsche era a quota 79 mila: in due anni ha dimezzato la sua posizione.Molto pesanti anche i rovesci subiti sul mercato domestico: la Germania ha chiuso al -16%, con volumi scesi a 29.686 unità. Un andamento non dissimile da quello del resto d'Europa, dove il contatore si è fermato a 66.340 pezzi (-13%).Nella nostra regione la chiave di lettura è tutta legata al ciclo vita dei prodotti, con la famiglia 718 Cayman/Boxster e la Macan termica che sono uscite di scena perché le loro piattaforme digitali più datate non soddisfano più i criteri dell'Ue sulla cybersecurity.Un quadro negativo generalizzato insomma, in cui la "region" Nordamericana emerge come l'unica a tenere i volumi invarati rispetto all'anno scorso (86.229 unità, contro le 86.541 dell'esercizio precedente), nonostante i dazi imposti dall'amministrazione Trump. Modelli: ecco chi tiene e chi precipitaAnche osservando l'andamento dei modelli emergono dati interessanti: alla flessione delle già citate 718 Cayman/Boxster (-21%, 18.612 unità) si accompagna quella analoga della Taycan (-22% a 16.339 unità) e di un modello chiave come la Cayenne (-21%, 80.886), che cede così lo scettro di più venduta in gamma alla sorella minore Macan.Questa, per la prima volta, vede il sorpasso della nuova generazione elettrica (45.367) rispetto alla termica (38.961) estromessa dall'Europa: è proprio la Suv compatta, con il suo +2%, una delle uniche due a segnare un dato positivo. L'altra, nemmeno a dirlo, è la 911 (+1%, 51.883). Che anche negli anni più bui si conferma l'amuleto per eccellenza della Casa.
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Motorsport - Racing Physique Academy, dove i piloti si allenano come atleti délite

Il mondo del motorsport compie un passo avanti decisivo verso l'integrazione tra pratica agonistica e rigore scientifico. Racing Physique Academy (RPA), fondata da Stefano Ledda, ha sviluppato un innovativo protocollo di preparazione atletica realizzato in esclusiva con lo Human Locomotion Lab (LOCOLAB) dell'Università di Pavia.L'iniziativa nasce con l'obiettivo di trasformare la preparazione fisica in un vero e proprio hub di alta formazione, dove i dati scientifici guidano il miglioramento della performance e la sicurezza del pilota.Il metodo si basa su un'analisi completa dello stato di fitness, che include test sul metabolismo basale, sulla composizione corporea e prove di forza isometrica specifica per collo e arti. Dai risultati viene sviluppato un programma personalizzato che integra allenamento, supporto medicoalimentare e coaching psicologico. Non solo motorsportL'approccio di RPA si distingue per la sua natura multidisciplinare. Attraverso la partnership con Never Lag Skills (NLS), l'accademia garantisce ai piloti anche una tutela manageriale e contrattuale, fondamentale per la gestione degli sponsor e della carriera.Parallelamente, la collaborazione con Activation Human Lab (AHL) estende i modelli di gestione dello stress e dell'energia dei piloti al mondo aziendale, offrendo percorsi di benessere organizzativo e sviluppo della leadership per manager e team.Per supportare concretamente il futuro del settore, RPA ha annunciato un'opportunità per i giovani talenti: fino al 1 marzo 2026, dieci piloti emergenti potranno candidarsi per accedere gratuitamente al protocollo scientifico completo. L'obiettivo è proteggere la salute e la longevità professionale degli atleti attraverso un metodo misurabile, sostenibile e basato su dati reali.
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Germania - Tornano gli incentivi per le auto elettriche: fino a 6.000 euro per chi compra

L'industria dell'auto tedesca chiama, Berlino risponde. I costruttori chiedono incentivi per le elettriche e il governo ripristina misure di sostegno cancellate negli anni scorsi a causa dei vincoli di bilancio. In particolare, il ministro dell'Ambiente Carsten Schneider ha rivelato al quotidiano Bild diversi dettagli di un programma di incentivazione che sarà svelato nella sua interezza la settimana prossima: l'esecutivo Merz è pronto a mettere a disposizione fino a 6.000 euro per promuovere l'acquisto di veicoli alla spina. Un piano da 3,5 miliardiIl programma, concordato all'interno dell'attuale coalizione di governo a ottobre nel quadro di una serie di iniziative di sostegno all'industria automobilistica nazionale, avrà una durata pluriennale e includerà un importante ammontare di risorse pubbliche: fino al 2029 saranno disponibili 3 miliardi di euro. Tale cifra, secondo Schneider, dovrebbe essere sufficiente a sostenere l'acquisto da parte dei consumatori tedeschi di circa 800 mila auto. Non mancano specifici criteri di erogazione: le sovvenzioni dovrebbero variare tra 1.500 e 6.000 euro in base al veicolo, alle sue dimensioni e al reddito dell'acquirente. A tal proposito, saranno privilegiati i nuclei familiari con redditi medio-bassi.Diversi dettagli non sono ancora chiari, a partire dalla modalità di erogazione e dalle tempistiche. Secondo la Bild, sarà messo online uno specifico portale per la gestione delle domande, ma solo a maggio. Gli incentivi saranno affiancati da altre iniziative, a partire dalla proroga, fino al 31 dicembre 2035, delle esenzioni fiscali per le auto elettriche. Si tratta di una decisione che, secondo il Ministero delle Finanze, dovrebbe comportare minori entrate fiscali per circa 600 milioni di euro fino al 2029: un buco di bilancio consistente, ancor di più alla luce delle attuali difficoltà del governo nel far quadrare i conti pubblici e delle promesse di investimenti su difesa e infrastrutture del cancelliere Friedrich Merz, che negli ultimi mesi è stato protagonista di una campagna di pressioni sull'Unione Europea per la cancellazione del bando alle endotermiche dal 2035.
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Dark factory - Fabbriche buie: così lauto corre verso la produzione senza luce né operai

Come in uno scenario distopico, degno di Blade Runner, i colossi dell'automotive stanno investendo miliardi per creare le dark factory, le fabbriche buie: stabilimenti altamente automatizzati, con pochissimi esseri umani al lavoro, tanto da rendere quasi superflui luce e riscaldamento.ABI Research, società globale di consulenza tecnologica, prevede che i primi siti produttivi completamente robotizzati apriranno entro il 2030 negli Stati Uniti e in Cina. Già oggi, infatti, diverse Case stanno sperimentando livelli di automazione a luci spente in alcune sezioni dei loro impianti. L'intelligenza artificiale per l'efficienza estremaI robot, guidati da algoritmi di intelligenza artificiale e sensori avanzati, non hanno bisogno di luce visibile né di ambienti mantenuti a 20 gradi. L'assenza di ventilazione e condizionamento riduce drasticamente i costi energetici e l'impronta di carbonio.In più, i robot possono lavorare 24/7, senza turni, pause o ferie, minimizzando gli errori. Alcuni sistemi richiedono comunque temperature controllate e, per manutenzione e ispezioni, una quota di personale umano continuerà a essere necessaria.Addio quindi alle cattedrali di rumore e calore popolate da migliaia di persone: al loro posto nasceranno organismi silenziosi, freddi e bui, operativi senza sosta per produrre la mobilità di domani. Il risultato? Qualità costruttiva superiore e margini di profitto più elevati, anche se servirà tempo per ammortizzare gli enormi investimenti tecnologici.Oltre al risparmio energetico, gli studi presumono che verranno ridotti gli sprechi di materie prime e gli scarti di lavorazione, con una gestione più efficiente dei componenti e scorte ridotte al minimo. Costruire un'auto potrà costare fino a un terzo in meno, con potenziali benefici anche per i listini. Tutto da dimostrare, ovviamente.  La corsa alla supremazia tecnologicaLa Cina, già leader mondiale nella produzione di auto elettriche, vede nell'automazione totale una leva per diventare ancora più competitiva sui mercati globali.Gli Stati Uniti, invece, guardano alle dark factory come allo strumento che riporterà la produzione industriale sul suolo americano, in linea con le politiche di rilancio industriale sostenute da Trump.Le questioni più delicateL'avvento delle fabbriche buie solleva interrogativi etici e sociali. vero che crescerà la domanda di supervisori remoti in grado di controllare più impianti da centri digitali e di tecnici altamente specializzati nella manutenzione dei sistemi robotici.Ma il numero complessivo di addetti è destinato a ridursi drasticamente. La transizione verso modelli produttivi automatizzati impone quindi un tema urgente: quello della riconversione professionale.Allo stesso tempo, le dark factory rischiano di ampliare il divario tra i Paesi in grado di sostenere gli ingenti investimenti richiesti per robotica e intelligenza artificiale e quelli che invece potrebbero restare indietro. Una trasformazione capace di ridisegnare la geografia industriale globale.
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In centro - Roma, autovelox mobili nella Ztl: cosa si rischia oltre il limite dei 30 km/h

Rivoluzione nella Ztl centrale di Roma, ormai quasi interamente trasformata in zona 30. Stanno infatti per arrivare gli autovelox mobili, che sanzioneranno chi supera il limite. Le fasi previste dall'assessore alla Mobilità Eugenio Patané sono tre.La prima è entrata in vigore il 15 gennaio, con l'estensione del limite dei 30 km/h a tutto il centro (e non più solo a una parte). La seconda inizierà a metà febbraio 2026 con l'installazione degli Infovelox, dispositivi che non scattano foto e non sanzionano: grazie ai sensori radar misurano la velocità dei veicoli in avvicinamento e mostrano, tramite pannelli luminosi, se si è sotto al limite (verde) o sopra (rosso).La terza fase, imminente, riguarda i rilevatori mobili, sul modello di quanto già avviene a Bologna. Autovelox mobili con Polizia locale: come funzionaCome detto, gli strumenti saranno quelli mobili, con cartello di preavviso, e verranno utilizzati in presenza degli agenti della Polizia locale. I trasgressori verranno fermati sul posto e la violazione sarà contestata immediatamente. Poiché il verbale non verrà inviato a casa, le sanzioni sulla patente saranno inevitabili. Cosa dice la normativaGli autovelox fissi e automatici (senza Forze dell'ordine sul posto e con multa spedita a casa tramite contestazione differita) sono ammessi solo su strade dove il limite è di almeno 50 km/h. Su strade con limite inferiore - come nel centro di Roma, zona 30 - sono invece leciti gli autovelox mobili con pattuglia e contestazione immediata. Non vogliamo fare cassa, ma limitare il numero di incidenti e migliorare l'aria, precisa l'assessore. Limite di 30 km/h e multe: occhio alla recidivaConsiderando la tolleranza di 5 km/h, nelle strade con limite di 30 km/h la sanzione scatta solo dai 36 km/h rilevati in su. Nella maggior parte dei casi, di giorno, ecco cosa prevede il Codice della strada.1) Superamento fino a 10 km/h (3645 km/h)29,40 euro se si paga entro 5 giorni con sconto del 30%.42 euro entro 60 giorni.Nessuna decurtazione punti.2) Superamento da 11 a 40 km/h121,10 euro entro 5 giorni e decurtazione di 3 punti;173 euro (senza sconto) e decurtazione di 3 punti.In caso di recidiva nel centro abitato (due infrazioni nell'arco di un anno): 220 euro e sospensione della patente da 15 a 30 giorni.3) Superamento da 41 a 60 km/h543 euro, 6 punti e sospensione della patente da 1 a 3 mesi.Nessuno sconto applicabile.4) Oltre 60 km/h845 euro, 10 punti e sospensione della patente da 6 a 12 mesi.Oltre ai superamenti di velocità potranno essere contestate anche altre violazioni, come uso del cellulare alla guida e cintura non allacciata.Potranno scattare contravvenzioni anche per guida con smartphone in mano, mancato allacciamento della cintura e altro. Le questioni del censimento e dell'omologazioneGrazie al recente censimento del ministero delle Infrastrutture, ora si sa che gli autovelox attivi in Italia sono 3.700 (e non 11.000, come sostenuto in passato): è disponibile una mappa nazionale completa.Resta però un nodo irrisolto: gli autovelox oggi non possono essere omologati perché mancano le norme tecniche. Secondo la Cassazione, basandosi sull'articolo 142 del Codice della strada, in assenza di omologazione non esisterebbe una prova valida dell'infrazione e le multe sarebbero annullabili.Molti Comuni ritengono invece sufficiente l'approvazione dei dispositivi. Si resta quindi in un insidioso limbo giuridico, ancora da chiarire.
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Ritorni - Opel Manta, la sportiva elettrica slitta al 2030: prima vengono Corsa e Suv

La Opel ha confermato ufficialmente il ritorno della sportiva Manta, ma ha deciso di posticipare il lancio di questo modello al 2030. In una intervista alla stampa tedesca il ceo della Casa tedesca Florian Huettl ha confermato le priorità del marchio: nonostante l'interesse dei clienti e la potenzialità di un modello così iconico, la prima necessità della Opel è investire sulla nuova generazione della Corsa, sull'aggiornamento della gamma delle Suv e sull'adeguamento alle esigenze del mercato. Riprenderà la Concept del 2021?Nel 2021 la Opel ha riacceso la speranza negli appassionati presentando la Manta GSe ElektroMOD, che rendeva omaggio all'originale del 1974. All'epoca fu annunciato anche il lancio di una versione a tiratura limitata di questo veicolo, prevista per la metà degli anni 20; al prototipo della Manta va anche il merito di aver fatto tornare nei listini la sigla GSe. Il progetto, che non è stato ufficialmente confermato, è rimasto in sospeso e nessuno ha più fornito dettagli a riguardo, alimentando dubbi sul destino della coupé a batterie.
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Nissan - NX8, la Suv elettrica da 650 km che sembra una concept

La Nissan ha presentato in Cina la NX8, una nuova Suv elettrica sviluppata attraverso la joint venture con la Dongfeng. Lunga 4,87 metri e con un passo di 2,92 metri, la NX8 introduce molte novità dal punto di vista tecnico e stilistico. Per il momento è destinata a rimanere un modello per i mercati asiatico e australiano. Salto generazionale nello stileLo stile riprende i temi del V-Motion e li evolve grazie alla nuova firma luminosa e alla mascherina sigillata. I fari a matrice di led sono spostati sui lati e verso il basso rispetto alla striscia luminosa principale, e anche il logo si trasforma in un elemento illuminato. Gli interni minimalisti sono degni di una concept: praticamente assenti i comandi fisici, mentre la plancia è ridotta a una mensola a tutta larghezza dove poggiano tre schermi, su cui si concentrano tutte le informazioni e le funzioni di bordo. A questi si aggiunge un head-up display per il guidatore. Fino a 650 km di autonomiaLa Dongfeng ha fornito la piattaforma a 800 Volt, il software e i powertrain. La Nissan NX8 monta batterie al litio-ferro-fosfato della Catl, ed è offerta nelle varianti a motore singolo da 292 CV (fino a 580 km di autonomia) e 340 CV (fino a 650 km di autonomia). La Casa giapponese ha confermato l'arrivo di una versione con Range Extender, con un powertrain composto da un 1.5 benzina e una batteria che consente fino a 185 km di autonomia elettrica. L'auto è predisposta per utilizzare sistemi di guida autonoma particolarmente evoluti, come si vede dal sensore Lidar integrato nel tetto.
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Usa-Cina - Ford tratta con BYD per la fornitura di batterie: Stati Uniti furenti

Stando a quanto riferisce il Wall Street Journal, la Ford sarebbe in trattativa con la BYD per l'acquisto di batterie, destinate ai suoi modelli ibridi (full e plug-in). Secondo l'articolo del quotidiano economico, le due aziende starebbero ancora lavorando ai dettagli dell'accordo: tra le opzioni sul tavolo c'è l'ipotesi che le batterie acquistate dalla Casa cinese possano essere destinate a modelli venduti su mercati diversi da quello americano. Laconico il commento della Ford: Parliamo con molte aziende di molte cose. Ci sono anche Renault e VWL'accordo, qualora andasse in porto, arriva in un periodo abbastanza complicato per la Casa dell'Ovale Blu, che da un lato sta lavorando a una nuova piattaforma rivoluzionaria per le auto elettriche, sviluppata in Kentucky, dall'altro stringe una partnership con la Renault (mantenendo anche quella con la Volkswagen) per i modelli a batteria destinati al mercato europeo, e da cui potrebbe nascere la nuova Fiesta. Il disappunto di WashingtonDopo la contestata visita di Trump a Detroit, la notizia della trattativa tra Ford e BYD ha provocato una piccata risposta dalla Casa Bianca. Il consigliere per il commercio Peter Navarro ha commentato così su : Quindi la Ford vorrebbe rimpolpare la filiera di un competitor cinese e al tempo stesso prestare il fianco alle estorsioni che la stessa filiera potrebbe fare? Cosa potrebbe mai andare storto?
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Auto elettriche - La Cina accelera sulle batterie allo stato solido: Dongfeng punta ai 1.000 km

Anche la cinese Dongfeng ha avviato i collaudi delle batterie allo stato solido. A portare avanti i test è uno dei più giovani sub-brand del gruppo, Yipai Technology, ma l'obiettivo finale è estendere la stessa tecnologia ad altri prodotti e modelli. Obiettivo 1.000 km di autonomiaL'obiettivo della Casa cinese è toccare quota 1.000 km di autonomia omologati nel ciclo Cltc, con un peso e ingombri inferiori, e maggiori livelli di sicurezza. La batteria sperimentale dichiara 350 Wh/kg e può lavorare con temperature fino a -30 gradi; sono anche già stati superati i test di esplosione e di infiammabilità necessari per l'omologazione. La Dongfeng ha attivato una linea di produzione pilota, con l'obiettivo di portare queste nuove batterie sul mercato entro la fine del 2026.
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Formula 1 - Da Detroit la nuova F1: Red Bull e Racing Bulls aprono lera Ford

Non è un caso se Red Bull Racing e Racing Bulls hanno scelto la Motor City per togliere i veli alle livree 2026: lì dove batte il cuore industriale della Ford, prende forma una delle rivoluzioni più profonde che il Circus abbia vissuto negli ultimi decenni. Non solo nuovi colori, ma un vero e proprio cambio di paradigma tecnico e sportivo che a Milton Keynes così come a Faenza - segna l'inizio dell'era post-Honda e l'ingresso ufficiale della Ford. Nella notte italiana, sono state svelate le livree della RB22 che sarà affidata a Max Verstappen e Isack Hadjar, ma anche della VCARB03 che sarà guidata da Liam Lawson e dal rookie Arvid Lindblad.Un'unica visione, due identitàPer la famiglia Red Bull è un anno importante. Se il progetto power unit nasce sotto un unico tetto quello di Red Bull Powertrains, con il supporto strategico e tecnologico di Ford l'espressione estetica racconta due storie diverse, coerenti con il DNA dei rispettivi team.Red Bull Racing ha scelto la strada del ritorno alle origini, rileggendo in chiave moderna una livrea che profuma di anni d'oro. Il blu resta il colore dominante, ma si schiarisce, guadagna profondità e viene incorniciato dal bianco che torna a bordare loghi e scritte del marchio. Un richiamo diretto alle stagioni di Vettel e Ricciardo, ma senza nostalgia: la RB22 guarda avanti, con inserti geometrici e una presenza della Ford ben visibile sul muso e nella zona Coca-Cola, a sottolineare un'alleanza che va oltre la semplice applicazione di una targhetta sui motori.Diversa, ma altrettanto significativa, la scelta di Racing Bulls. A Faenza il bianco resta protagonista, ma cede spazio al blu Ford, che scorre deciso lungo le pance e il telaio, spezzato dal nero della fibra di carbonio lasciata volutamente a vista. Una livrea che riprende il concetto cromato del 2025, evolvendolo in una direzione più tecnica e industriale, quasi a voler raccontare visivamente la maturazione del team all'interno dell'universo Red Bull.  Ford, molto più di un logoDetroit non ha fatto solo da scenografia. La Ford entra in Formula 1 come partner tecnico a tutto tondo, portando competenze chiave su software, materiali, gestione dell'ibrido e sviluppo delle batterie. Un contributo fondamentale in un regolamento 2026 che sposta l'ago della bilancia verso l'efficienza energetica e l'integrazione tra componente elettrica e termica.La power unit, progettata e costruita a Milton Keynes, rappresenta il primo vero banco di prova di questa collaborazione. Un progetto ambizioso, nato per essere competitivo fin da subito, consapevole che in una Formula 1 rivoluzionata non ci sarà spazio per lunghi apprendistati.Piloti, continuità e scommesseSul fronte sportivo, Red Bull Racing riparte dalla certezza chiamata Max Verstappen, pilastro di un progetto che negli ultimi anni ha riscritto le gerarchie del Mondiale. Al suo fianco debutta in squadra Isack Hadjar, promosso dopo una crescita impressionante in Racing Bulls: una scelta che conferma la filosofia del gruppo, capace di costruire i propri campioni in casa.A Faenza, invece, la Racing Bulls continua a essere laboratorio di talenti. Confermato Liam Lawson, il team accoglie Arvid Lindblad, ultimo gioiello del vivaio Red Bull. Un profilo ancora grezzo, ma con qualità che secondo chi lo ha visto lavorare al simulatore e nelle prime uscite in F1 potrebbero farne uno dei nomi chiave del prossimo decennio.
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Kia - La EV5 arriva in Italia: prezzi, autonomia e dotazioni della nuova elettrica

La Kia ha aperto gli ordini della EV5 presentata lo scorso agosto e finalmente pronta ad arrivare sulle strade italiane. La nuova C-Suv coreana è disponibile con un powertrain da 160 kW (218 CV) e una batteria da 81,4 kWh, per un'autonomia dichiarata di 505 chilometri, che diventano 722 in città. Quattro gli allestimenti, con prezzi che partono da 44.750 euro. Kia EV5 AirLa versione d'attacco prevede cerchi di lega da 18, maniglie a scomparsa e fari a led, specchietti ripiegabili elettricamente, climatizzatore bizona e sedile guida regolabile elettricamente, sensori pioggia e luci, retrocamera e guida assistita di livello 2. La strumentazione digitale è in un display da 12,3, così come l'infotainment con Apple CarPlay e Android Auto wireless, mentre per il climatizzatore c'è un terzo schermo touch da 5,3. Per questo allestimento è possibile avere su richiesta la pompa di calore (di serie per il resto della gamma) nel pacchetto Winter a 1.250 euro. Le tinte metallizzate costano 850 euro, quelle perlate 1.000 euro. La colorazione matte Iceberg Green costa 1.800 euro. Kia EV5 EarthL'allestimento intermedio aggiunge i cerchi da 19, la vernice metallizata o perlata, passaruota in nero lucido e vetri posteriori oscurati. Ancora, volante, sedili anteriori e posteriori riscaldabili, climatizzatore a tre zone, ricarica wireless per gli smartphone, pompa di calore e portellone elettrico. Kia EV5 GT-LineLa top di gamma completa la dotazione con sedile del conducente con memoria, tecnologia vehicle-to-load, fari anteriori full led, pedaliera in alluminio, volante sportivo e sedili in materiale Kia Tex Signature. Per il lancio di questo modello c'è anche la versione GT-Line Launch Edition, che aggiunge la chiave digitale e il lettore di impronte digitali, la funzione di parcheggio remoto con smartphone, il tetto panoramico apribile elettricamente, i sedili anteriori ventilati e con funzione Relaxation, l'head-up display e l'impianto audio Harman Kardon. Per la sicurezza, sono disponibili anche il monitoraggio dell'angolo cieco e la frenata d'emergenza nei parcheggi. Il listino completo della Kia EV5Kia EV5 Air: 44.750 euroKia EV5 Earth: 47.750 euroKia EV5 GT-Line: 49.750 euroKia EV5 GT-Line Launch Edition: 53.500 euro
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La Novità 2026 - Vota le tue auto preferite!

Qual è "La Novità" che vi ha stuzzicato di più in questo 2025 che si sta chiudendo? Come ogni anno torna il nostro referendum digitale in cui voi lettori siete i protagonisti. Sta a voi, infatti, eleggere le più interessanti new entry degli ultimi dodici mesi tra una rosa di candidate scelte dalla redazione di Quattroruote. Le candidatePer evitare di polarizzare il voto, dalla lista principale sono state escluse sportive e modelli di nicchia, ma non temete, ci sono anche loro. Come lo scorso anno, oltre al premio maggiore, vale a dire La Novità 2026 vera e propria, assegnerete quattro premi speciali per altrettante categorie, ovvero Concept, Dream, Lifestyle e Volt, che è dedicato ai modelli 100% elettrici ed esce un po' fuori dal terreno delle auto per allargarsi anche a quello dei quadricicli leggeri e pesanti. Come votarePartecipare a La Novità 2026 è semplice: basta collegarsi alla pagina dedicata all'iniziativa, dove potrete esprimere fino a tre preferenze. Per le altre quattro categorie, poi, potrete votare anche attraverso il nostro profilo Instagram, innescando un'appassionante sfida all'ultimo like (questi voti saranno poi aggiunti a quelli del sito).  Il referendum si chiuderà il 16 gennaio 2026 e nelle settimane successive vi faremo conoscere le vincitrici. Che la sfida abbia inizio! IL SONDAGGIO E' CHIUSO, GRAZIE PER LA PARTECIPAZIONE!   Le candidate a La Novità 2026Audi Q3BMW iX3BYD Dolphin SurfCitroën C5 AircrossFiat Grande PandaHonda PreludeHyundai InsterJeep CompassKia EV4Leapmotor B10Mazda 6eMercedes CLAMG ZS Hybrid+Nissan MicraOmoda 5 HybridPeugeot 308 restylingRenault 4Skoda Elroq Toyota Aygo XVolkswagen TayronConceptAudi Concept CCupra TindayaDacia HipsterOpel Corsa GSE Vision Gran TurismoDreamBugatti BrouillardFord Mustang GTDGordon Murray Le Mans GTRMaserati MCPura LifestyleFerrari SC40Land Cruiser FJMeyers Manx LFG TuthillPorsche 963 RSP VoltBirbaCitroën AmiLinktour AlumiMobilize Duo 80 Evo 
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BMW Italia - Un 2025 da record: Vogliamo mantenere il primato nel premium

La filiale italiana del gruppo BMW archivia il 2025 con le vendite in rialzo, confermando la leadership nel mercato premium: la società è infatti cresciuta del 7,4% sul 2024 a quota 89.486 vetture, in un segmento stabile a 248 mila, e contro una flessione del 2,5% del totale immatricolato. Questo il quadro delineato dal presidente e amministratore delegato di BMW Italia Massimiliano Di Silvestre nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno. I numeri del mercatoIl marchio dell'elica ha chiuso l'anno con 73.200 immatricolazioni (+3,1%), evidenziando un'accelerazione sulle ricaricabili: le elettriche pure sono 5.046 (+25,3%), affiancate da 10.305 ibride plug-in (+72,6%). La quota premium è salita di 0,6 punti al 29,5%, mentre il marchio è il settimo per volumi con uno share passato dal 4,5 al 4,8%. Da parte sua, Mini è salita del 32,1% grazie a 16.256 esemplari: ben 2.371 le vetture a batteria, che si impennano del 147,5%.In termini di prodotto, la BMW X1 si conferma il modello più venduto, con 25.133 unità a +9,8%.L'altra compatta, la Serie 1, a più di un anno di distanza dal lancio consolida i suoi progressi, salendo del 18,1% a 9.626. Discorso analogo per la X2 a 7.603 e +17,7%. Menzione particolare per la X3 che, leader nel segmento, lievita del 26,6% a 9.044. Fra le berline e wagon di fascia alta, spicca la Serie 5 con 2.976 targhe e un incremento del 21,6%. Tra i modelli elettrici, la più richiesta è stata la iX1 con 3.041 unità, seguita da iX2, i4 e iX. In quanto alle M e M-Performance, il risultato è di 3.672 unità, mentre fra le GKL le Serie 7 e X7 salgono in media dell'1,8%. Partner sul territorio, missione compiutaNel 2025, ha spiegato Di Silvestre, abbiamo aggiornato le strutture sul territorio italiano secondo la strategia Retail Next. Che ha trasformato le tradizionali concessionarie in luoghi caldi, accoglienti, di stile, molto vicini a showroom di moda. Portando la relazione col cliente a un livello più alto.Gli obiettivi del 2026Intendiamo crescere con tutti i brand in termini di performance, mantenendo il primato nel premium, l'aggiunta di Di Silvestre. E consolidare il nostro ecosistema': con le concessionarie, stiamo esplorando le leve della fidelizzazione attraverso aftersales, usato, contratti finanziari e di noleggio di BMW Bank e Alphabet. Abbiamo infine l'occasione, con il lancio della Neue Klasse, di entrare nel futuro del brand BMW, preparandoci all'offensiva di prodotto grazie a X5, Serie 3 e Serie 7.
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Toyota - Yaris 2026: tutti i prezzi e le versioni per l'Italia

Annunciata negli scorsi giorni a livello europeo, la Toyota Yaris Model Year 2026 si svela in tutti i suoi dettagli per il mercato italiano. La piccola giapponese, da decenni tra le protagoniste assolute del nostro mercato, aggiusta il tiro per il nuovo anno con un'articolazione di gamma rivista, che ora si adegua a quanto già visto sulle sorelle: i nuovi allestimenti prendono dunque il nome di Yaris, Icon, Premium e GR Sport. Dotazioni più riccheAl di là delle denominazioni, c'è anche qualche novità di sostanza: su tutta la gamma del nuovo Model Year sono ora di serie i retrovisori esterni richiudibili elettricamente e i sedili anteriori regolabili in altezza.Il secondo livello d'allestimento, ora denominato Icon, prevede inoltre una dotazione standard più ampia, che comprende lo Smart Entry & Push Button, il caricatore wireless, l'illuminazione d'ambiente e un sistema audio con sei altoparlanti. Tra le novità stilistiche spiccano i nuovi cerchi in lega da 17" (che sostituiscono i precedenti da 16") con dadi di fissaggio in color cromo scuro, i sedili dalla sagoma più sportiva e con rivestimenti di maggiore qualità e le nuove tinte Celestite Grey ed Everest Green & Black, un bicolore che sarà riservato all'allestimento Premium.Anche gli Adas sono stati toccati dall'aggiornamento: ora la suite di assistenza Toyota T-Mate si arricchisce con la Driver monitor camera, che controlla lo stato di attenzione del guidatore. Ordini e prezziGià disponibile agli ordini in concessionaria, la Yaris Model Year 2026 andrà in produzione a partire dal mese di marzo. Il prezzo di listino partirà da 24.750 euro, ma la Toyota sottolinea che "grazie al contributo della Casa e dei Concessionari in caso di permuta o rottamazione" la versione d'ingresso sarà disponibile da 19.950 euro.Listino Toyota Yaris MY 2026:Yaris Hybrid 115 CV: 24.750 euro Yaris Hybrid Icon 115 CV: 27.550 euro Yaris Hybrid Premium 130 CV: 29.750 euro Yaris Hybrid GR Sport 130 CV: 31.750 euro
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Ford - Mustang Dark Horse SC, una stradale per i track day

La Ford chiude il gap tra la Mustang Dark Horse e la estrema GTD con un modello sportivo evoluto denominato Dark Horse SC, una versione sviluppata dal reparto Ford Racing. Pensata per chi vuole una stradale pronta all'uso in pista, la Dark Horse SC ha debuttato negli Usa, dove sarà disponibile anche con un Track Package dedicato.Dentro il cofano rimane protagonista il V8, ora dotato di compressore volumetrico, da cui deriva la sigla SC. L'unità è strettamente imparentata con il 5.2 della più estrema GTD, abbinata al cambio automatico. Le specifiche definitive non sono ancora state comunicate, così come i dati prestazionali, ma Ford ha sottolineato il grande lavoro svolto su aerodinamica e ciclistica rispetto alla Dark Horse aspirata. Gli ingegneri di Ford Racing hanno messo a punto la SC confrontandola direttamente in pista con la GTD e con la GT3 da competizione, trasferendo sulla versione stradale parte delle soluzioni racing. Ne nasce un modello meno costoso ed estremo della GTD, ma perfetto per i trackday, capace di soddisfare i clienti più esigenti. Dal punto di vista aerodinamico sono stati introdotti un cofano in carbonio con sfoghi d'aria, paraurti rivisti e un sottoscocca con canalizzazioni specifiche. Per chi desidera il massimo in circuito, il Track Package aggiunge un'ala posteriore in stile GTD capace di generare fino a 280 kg di downforce, oltre ai sedili Recaro, ai freni carboceramici Brembo, ai pneumatici semislick Michelin Pilot Sport Cup 2R e ai cerchi in carbonio. La SC Special Edition offre inoltre componenti in titanio stampati in 3D, derivati direttamente dalla GTD. Su tutte le varianti sono presenti il controllo di trazione regolabile su cinque livelli e il volante rivestito in carbonio e Alcantara.
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Toyota - La Rav4 è lauto più venduta al mondo: ecco i piani per lItalia

"I numeri non sono ancora definitivi, ma la Rav4 dovrebbe confermarsi l'auto più venduta al mondo anche nel 2025": lo ha anticipato l'ad di Toyota Italia, Alberto Santilli, in un incontro con la stampa a margine della presentazione dei piani per l'anno in corso. "Si tratta di un risultato ancor più degno di nota", sottolinea il dirigente, "se consideriamo che il modello attuale è praticamente a fine carriera".La nuova generazionedella Rav4, già svelata nei mesi scorsi, è in effetti in procinto di sbarcare sul nostro mercato: "La introdurremo in Italia in primavera", ha confermato il dirigente, "ma intanto nei dodici mesi passati ha già superato il risultato del 2024 a livello globale". I numeri e i piani per l'ItaliaIl "bis" a livello mondiale della sport utility è una notizia che ben rispecchia l'andamento della Toyota sul nostro mercato. Il gruppo ha immatricolato oltre 120 mila unità in Italia, sfiorando la quota dell'8%, e per il 2026 si aspetta un trend di ulteriore crescita: "Considerando nel loro complesso i brand Toyota, Lexus e Toyota Professional puntiamo a superare quota 130 mila", ha dichiarato Santilli. "Lo faremo attraverso un piano di lanci importante, che confermerà il nostro approccio multi-tecnologico: avremo diverse soluzioni di elettrificazione, che vanno dal full hybrid sulla Aygo X al full electric della Lexus RZ. In tarda primavera sarà poi il momento della nuova Rav4, a sua volta disponibile con l'ibrido full o plug-in e infine con la C-HR+, un'altra full electric che si inserirà in tutt'altra fascia di mercato". Le scelte sull'elettricoLa strategia di prodotto sulle auto a batteria, tra l'altro, è stata oggetto di una riflessione specifica sul mercato italiano: "Non importeremo la Urban Cruiser nel nostro Paese", ha confermato Santilli nell'occasione, ribadendo una notizia già circolata nell'ultimo scorcio del 2025. "Preferiamo concentrarci su pochi prodotti molto forti, come appunto la C-HR+, la Lexus RZ e le bZ4X e bZ4X Touring: sono queste le linee che seguiremo a livello commerciale per crescere in maniera sana sul mondo delle reti elettriche". La nuova segmento B sarà prodotta in EuropaQuello dei modelli privi di motore termico, pur nell'ambito della strategia multi-tecnologica della Casa, resta comunque un focus prioritario.Sembra andare in questa direzione l'annuncio di una nuova cittadina elettrica, probabilmente di segmento B, che verrà prodotta in Europa: "Lo scorso settembre abbiamo annunciato un nuovo grande investimento sulla nostra fabbrica in Repubblica Ceca e la realizzazione di un nuovo impianto che lo affiancherà per la produzione delle batterie", ha affermato Santilli, aggiungendo che questo nuovo modello vedrà la luce nell'impianto "in un futuro molto prossimo".I dettagli per un identikit scarseggiano ancora, ma i 680 milioni di euro stanziati per l'ammodernamento del sito di Kolin la dicono lunga sulle ambizioni della Toyota nel segmento delle piccole EV.
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Piano per l'Italia - Stellantis entra in AI4I e ChipsIT per puntare su AI e semiconduttori

Stellantis ha formalizzato l'adesione a due iniziative promosse dal governo nel campo delle alte tecnologie. In particolare, il gruppo automobilistico ha deciso di entrare nell'Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I), l'ente per l'applicazione dell'AI all'economia reale, e nella Fondazione Chips-IT, il polo nazionale per la ricerca industriale e l'innovazione su microprocessori e semiconduttori. L'adesione rientra nel Piano per l'Italia concordato tra Stellantis e il Mimit il 17 dicembre 2024. Focus su ricerca e sviluppo tecnologicoA spiegare i motivi dell'adesione da parte del costruttore alle due iniziative è stato il responsabile delle attività europee Emanuele Cappellano: "La sinergia tra industria, università e centri di ricerca è fondamentale per costruire un ecosistema dell'innovazione nazionale solido e competitivo, fatto di infrastrutture, capitale umano e ricerca avanzata". " per questo motivo che con il Mimit abbiamo deciso di rendere l'adesione a queste realtà di ricerca altamente qualificate come parte integrante del nostro Piano di impegni per l'Italia, aggiunge il dirigente. "Sono certo che grazie alla collaborazione con le fondazioni AI4I e Chips-IT rafforzeremo ulteriormente la leadership di Stellantis nell'innovazione tecnologica e insieme potremo valorizzare ancor di più le competenze della comunità scientifica e produttiva del nostro Paese, a beneficio di tutti i nostri clienti e delle società in cui operiamo.L'ingresso di Stellantis in AI4I e nella Fondazione Chips-IT rafforza la competitività del sistema produttivo e promuove l'innovazione tecnologica del settore automotive", afferma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. "Si tratta di un segnale chiaro, perché il potenziamento delle capacità del Paese nei settori dell'intelligenza artificiale e dei semiconduttori è prioritario per la politica industriale. La collaborazione virtuosa tra pubblico e privato diventa così una leva strategica per accelerare ricerca e sviluppo e consolidare la sovranità tecnologica italiana ed europea.  
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Volvo - L'IA Gemini di Google debutta sulla EX60

La Volvo ha diffuso nuovi dettagli sulla EX60, in arrivo il 21 gennaio, anticipando alcune novità legate al debutto dell'intelligenza artificiale Gemini di Google, integrata nativamente a bordo del SUV elettrico. Dialogo naturaleL'IA di Google segna un'evoluzione importante dell'interfaccia utente: l'obiettivo è dare priorità al dialogo naturale per gestire la maggior parte delle funzioni dell'auto, senza dover ricordare comandi specifici. Il sistema è in grado di comprendere frasi complesse, sostenere una conversazione e controllare numerosi elementi del veicolo grazie alla piena integrazione con l'ecosistema software. HuginCoreVolvo ha assegnato un nome al nuovo pacchetto hardware e software che governa il veicolo: HuginCore, ispirato alla tradizione norrena. Grazie alla collaborazione con Qualcomm e NVIDIA, sono stati raggiunti nuovi livelli di efficienza e capacità di calcolo. Inoltre, l'auto è predisposta per gli aggiornamenti over-the-air, che permetteranno di migliorare il sistema nel tempo e introdurre nuove funzionalità. Obiettivo: 810 km di autonomiaLa EX60 elettrica mira a un'autonomia di 810 km (dato non ancora omologato), mentre la ricarica a 400 kW consente di recuperare fino a 340 km in 10 minuti. La nuova piattaforma a 800 volt, denominata SPA3, è dedicata ai modelli elettrici ed è compatibile con la costruzione cell-to-body e con il megacasting, che permette di realizzare la carrozzeria con un numero ridotto di grandi pannelli.
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Parco circolante - Europa, auto sempre più numerose e più vecchie. E lelettrico è un peso piuma

Negli ultimi mesi, l'industria dell'auto europea ha accusato le istituzioni di Bruxelles di pensare troppo al futuro del settore e poco al presente, ossia all'attuale situazione di un parco circolante sempre più ampio e vecchio. I numeri, forniti dall'Acea, dimostrano quanto i costruttori abbiano ragione nel sostenere le loro tesi.Sulle strade dell'Unione europea circolano sempre più mezzi e con un'anzianità crescente, mentre l'elettrico, che negli auspici della politica comunitaria dovrebbe fornire un contributo decisivo nel ridurre l'impatto dei trasporti sulle emissioni di gas serra, rimane letteralmente un peso piuma: poco più del 2% delle auto circolanti è a batteria.  Numeri impietosiIn sostanza, l'intero blocco comunitario è afflitto dallo stesso problema che affligge il nostro Paese: un circolante sempre più ampio e anziano. In particolare, l'ultimo rapporto dell'Acea mostra come nel 2024 il parco comunitario sia arrivato a 255.999.373 auto, l'1,4% in più rispetto al 2023 (252.380.332). L'età media, invece, è salita da 12,5 anni a 12,7 anni, ma ci sono Paesi dove l'anzianità è più vicina ai 20 che ai 10 anni: è il caso di Estonia (17,5), Grecia (17,8), Cechia (16,5) e Malta (16,1).Non mancano le eccezioni positive, come gli 11,8 anni della Lituania o gli 8,2 del Lussemburgo, ma quasi tutti i Paesi (21 su 26; i dati della Bulgaria non sono disponibili), a partire da quelli più grandi e con il parco più consistente, superano i 10 anni: 11,5 per la Francia, 10,6 per la Germania, 13 per l'Italia e 14,5 per la Spagna. Il peso piuma delle elettricheLa suddivisione per alimentazioni fornisce poi un altro elemento che contrasta chiaramente con gli obiettivi di Bruxelles e dimostra quanto la realtà sia molto lontana dai sogni della Commissione europea. Le elettriche a batteria rappresentano solo il 2,3% del totale, a fronte dell'1,8% del 2023. Le ibride plugin, invece, scendono dal 2,1% all'1,4% (il 2025, però, ha dato prova di un loro rilancio in grande stile). Il grosso del parco circolante rimane comunque tradizionale: benzina e diesel rappresentano ancora l'87,6% di tutte le auto in circolazione, contro l'89,5% dell'anno prima.
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Aspi - Milano Cortina 2026: pedaggi tricolore e info-gara sulle autostrade

In vista dei XXV Giochi olimpici invernali (622 febbraio), Autostrade per l'Italia e Fondazione Milano Cortina 2026 hanno siglato una nuova partnership. Sulle tratte adiacenti ai luoghi delle competizioni verranno allestiti spazi informativi dedicati agli automobilisti, con aggiornamenti sul programma delle gare e messaggi utili al viaggio. Un presidio pensato per migliorare l'esperienza di chi si muove verso i siti olimpici e rafforzare il ruolo dell'infrastruttura autostradale come primo punto di accoglienza.Per celebrare l'evento, è prevista anche la personalizzazione di alcune stazioni di pedaggio strategiche, con installazioni luminose e richiami visivi ispirati al Tricolore. Inoltre, i loghi Olimpici e Paralimpici saranno presenti sui principali touchpoint digitali aziendali, dal sito ai canali social, ampliando la visibilità della partnership.
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Colonnine - Ricarica ultraveloce nei centri commerciali: la settima stazione apre a Roma

Si amplia la rete di ricarica ultraveloce nei centri commerciali di Klépierre in Italia: Electra ha installato un'altra stazione per il rifornimento rapido, questa volta a Roma, arrivando così a un totale di sette infrastrutture con 40 punti da 300 kW. Entro la fine del 2026 diventeranno dieci. In base a diversi fattori, fra cui le caratteristiche dell'auto elettrica, le colonnine riescono a portare l'80% di ricarica in circa 20 minuti. La mappa delle stazioniLe stazioni si trovano a Porta di Roma, GrandEmilia (Modena), Shopville Le Gru (Grugliasco, TO), Montebello (Pavia), Romagna Shopping Valley (Savignano sul Rubicone, Forlì-Cesena), Le Vele (Quartucciu, CA) e ora RomaEst.Sono già pianificate quelle presso Shopville Gran Reno (Bologna), Rossini Center (Pesaro) e Cavallino (Cavallino, LE), per altri 24 punti ultraveloci.
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Veicoli commerciali - Maxus in Italia, entra in scena Saic

Il cammino dei veicoli commerciali Maxus in Italia riprende sotto l'ala della casa madre, il gruppo Saic, che ha deciso di incorporare il marchio dei mezzi professionali nella propria organizzazione italiana già responsabile della distribuzione delle auto MG. A parte il passaggio a una nuova struttura sociale e operativa rispetto all'importatore Koelliker che ne curò vendita e assistenza dal 2021 al 2025, l'offerta e il modello di business sono simili: pressoché invariata la gamma, che parte dai furgoni e dai pianali elettrici di taglia compatta eDeliver 3 (4,8 o 6,3 metri cubi di capacità, quasi mille kg di portata); prosegue con ben due medi, anch'essi a batteria, l'eDeliver 5 (6,6 metri cubi, aumentabili a 7,6 col tetto alto, e fino a 1.200 kg di portata) e il poco più grande eDeliver 7 (due passi e due altezze di tetto per volumi da 5,9 a 8,7 metri cubi e fino a 1.200 kg), quest'ultimo disponibile anche nella versione a gasolio, senza il prefisso e; per arrivare al grande Deliver 9 (gasolio) e all'eDeliver 9 (elettrico) con capacità fino a 12,3 metri cubi e circa 1.300 kg, proposto anche come autotelaio cabinato da allestire. Il mini col full hybridEscono di scena, per il momento, la grande monovolume Mifa 9 e e l'autotelaio da 7,5 tonnellate, sempre elettrici, mentre nei pick-up c'è l'avvicendamento fra il T90 a batteria e il T60 diesel di taglia analoga. Il 2027 porterà comunque un nuovo pick-up elettrico (verosimilmente l'eTerron di taglia maggiore) e, soprattutto, un furgone compatto vero e proprio, al di sotto dell'eDeliver 3, che si differenzierà anche per il powertrain full hybrid a benzina. Obiettivo della nuova Maxus italiana, guidata da Edoardo Gamberini, una quota di mercato del 5% nel 2028. Un traguardo cui il marchio cinese guarda grazie a una rete di una quarantina di concessionari entro la fine di quest'anno (attualmente sono 16), a una competenza sul prodotto già abbastanza diffusa nel Paese, a una garanzia di 5 anni su tutti i modelli e anche a un livello di prezzi che, fra equipaggiamento di base più completo e sconti, dovrebbe portare il vantaggio rispetto ai leader del mercato attorno al 10%.
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Cina - Numeri monstre per l'auto: vendite ed export da record nel 2025

Il 2025 è stato un anno denso di record storici per il settore automobilistico cinese. La China Association of Automobile Manufacturers (Caam) ha colto l'occasione della pubblicazione degli ultimi dati sulla bilancia commerciale cinese per diffondere tutta una serie di dati che dipingono un quadro di grande vitalità per il made in China. L'auto, infatti, ha fornito un grande contributo al nuovo massimo storico raggiunto dall'avanzo commerciale di Pechino, arrivato l'anno scorso alla cifra "monstre" di 1.189 miliardi di dollari, il 19,7% in più rispetto al 2024.La crescita, frutto di un aumento delle esportazioni del 5,5% e di importazioni stabili, è stata ottenuta nonostante le crescenti tensioni commerciali, innanzitutto con gli Stati Uniti. Tuttavia, i cinesi hanno dimostrato tutta la loro forza negli scambi globali, dirottando le loro spedizioni verso altre aree del mondo, a partire dall'Unione Europea, che ha visto aumentare il suo disavanzo commerciale con Pechino. E molto lo si deve proprio all'auto. I dati "monstre" del made in ChinaI numeri, nella loro oggettività, fanno letteralmente paura. Le vendite totali sono cresciute del 9,4% sul 2024, attestandosi a 34,4 milioni di unità, di cui 27,302 milioni (+6,7%) sul mercato interno, mentre la produzione è salita a 34,531 milioni, con una crescita del 10,4%.  In altre parole, la Cina si è confermato, per il 17esimo anno consecutivo, il maggior mercato automobilistico al mondo. Inoltre, volumi produttivi e vendite annuali si sono mantenuti al di sopra della soglia dei 30 milioni di unità per il terzo anno consecutivo.Sempre sopra la soglia dei 30 milioni si sono mantenuti anche le sole auto passeggeri.  La produzione annua ha raggiunto i 30,27 milioni di unità (+10,2%) e le vendite i 30,103 milioni (+9,2%).Il tutto grazie a due fattori favorevoli. Da una parte, le politiche di stimolo economico nazionali. Dall'altra, le inziative dei costruttori locali: il continuo lancio di nuovi modelli e le campagne promozionali hanno ancora una volta contribuito a sostenere l'interesse dei consumatori e quindi i loro acquisti.  Il boom dell'exportAncor più eclatanti i dati sulle esportazioni, ormai sempre più importanti per l'intera industria locale, anche per dare sfogo al problema della sovracapacità produttiva e arginare gli effetti dell'intensificazione della concorrenza sul mercato nazionale. Non è un caso se i costruttori cinesi abbiano impresso un colpo di acceleratore alle loro strategie di espansione all'estero. L'anno scorso, le esportazioni totali sono aumentate del 21,1%, arrivando a 7,098 milioni di unità, di cui 6,038 milioni di auto (+21,9%).In tal modo la Cina è diventata anche il maggior Paese esportatore di veicoli al mondo, superando di slancio il Giappone. Non solo. L'andamento dei vari mesi dell'anno dimostra come i cinesi stiano progressivamente rafforzando la loro propensione alle esportazioni anche grazie all'apertura di nuovi mercati come il Sud America o i Paesi del Sud-est asiatico: a dicembre, per esempio, sono stati spediti all'estero 753 mila veicoli, il 3,5% in più su novembre e, soprattutto, il 49,2% in più rispetto allo stesso mese del 2024.Si tratta di numeri da far paura ancor di più alla luce dei risultati dei singoli costruttori. Chery, con 1,344 milioni di veicoli esportati e un aumento del 17,4%, si è confermata il maggiore esportatore con il 18,9% dell'export complessivo di veicoli. Tuttavia, è BYD a mostrare le performance migliori: 1,054 milioni di unità e un balzo di ben il 140%.
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Mondial de lAuto - Il gruppo Volkswagen ha già aderito al Salone di Parigi 2026

Il prossimo Salone di Parigi si svolgerà nella capitale francese dal 12 al 18 ottobre, ma c'è chi ha già dato la propria adesione. Il gruppo Volkswagen ha confermato la sua presenza al Mondial de l'Auto 2026 con i suoi marchi più importanti, tra cui Skoda, Cupra e Audi. Le novità del gruppo VolkswagenIl costruttore tedesco non ha ancora annunciato le novità che porterà in fiera a Versailles, limitandosi a dire che presenterà diversi nuovi prodotti, tra cui veicoli urbani elettrificati. Tra questi, senza dubbio, le versioni definitive delle nuove elettriche compatte del gruppo, dalla ID. Polo alla ID. Cross, passando per Skoda Epiq e Cupra Raval, ma anche la Audi A2 e le nuove generazioni elettriche di Golf e Tiguan. L'annuncio, ribadisce la casa, sottolinea l'impegno del gruppo verso una mobilità sostenibile, accessibile e innovativa. Ma è importante anche per un altro motivo. Un segnale importante (per tutti)L'adesione di Wolfsburg è importante perché arriva a pochi giorni dalla conclusione del Salone di Bruxelles, kermesse che negli ultimi anni è diventata sempre più rilevante. Come lo stanno diventando tutti gli appuntamenti di questo tipo, tra cui lo stesso Mondial de l'Auto di Parigi o l'IAA di Monaco, che stanno ritrovando slancio dopo le chiusure imposte dalla pandemia e dai rallentamenti del mercato. Spazi fisici dove poter vedere e toccare con mano le automobili.
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Pirelli - Sul Cyber Tire si gioca una partita chiave per la Bicocca: ecco perché

Di recente la Pirelli ha comunicato risultati "da record" per l'innovazione tecnologica nei test di prodotto e, soprattutto, nella tecnologia del Cyber Tyre, il primo sistema al mondo capace di raccogliere dati da sensori nei pneumatici ed elaborarli tramite algoritmi proprietari. In particolare, negli Usa è stata "riconosciuta come la tecnologia più innovativa nel settore dei pneumatici agli Autotech Breakthrough Awards".Proprio questi ultimi premi ci consentono di tornare a parlare dell'importanza del Cyber Tyre per il futuro della multinazionale della Bicocca sul fronte non solo commerciale, ma, ancor di più, dal punto di vista finanziario e industriale. Non a caso il Financial Times, la testata di riferimento per il mondo della finanza internazionale insieme al Wall Street Journal, ha dedicato un raro articolo di commento alla questione Pirelli (generalmente, il quotidiano riserva interventi analoghi solo a dossier caldissimi e di particolare rilevanza). Lo stallo "cinese"Il quotidiano londinese pone l'accento sulla necessità, ormai impellente, per i vertici aziendali e gli azionisti di risolvere quello che viene definito un "cul-de-sac". Ancor di più alla luce di quanto avverrà prossimamente proprio negli Stati Uniti. A marzo, infatti, scatta ufficialmente il divieto all'utilizzo di hardware e software cinesi che interagiscono con le auto, il che potrebbe determinare un ostacolo insormontabile per la Pirelli se non sarà risolto l'impasse con l'attuale socio di maggioranza, Sinochem, un colosso del settore petrolchimico con legami diretti con il governo di Pechino. Da tempo è in corso una diatriba tra i vertici aziendali e i rappresentanti dell'azienda cinese nel consiglio di amministrazione (sopra una foto del locale, all'interno della sede della Bicocca, dove si riunisce l'organo). I contrasti sono culminati con lo scontro scatenato dalla dichiarazione di decadenza del controllo in capo a Sinochem.L'intera questione ha le sue radici prima nella decisione del governo di esercitare il cosiddetto "Golden Power" nel 2023. Gli effetti a livello di governance si sono riflessi nella perdita del controllo ai sensi dei principi contabili internazionali, la cui applicazione è stata raccomandata anche dalla Consob, l'organo di vigilanza della Borsa. La perdita è stata quindi recepita dal management nella relazione finanziaria per il 2024 ed è stata approvata dal consiglio di amministrazione a maggioranza, vale a dire con il voto contrario dei cinesi.Attualmente Sinochem controlla China National Tire and Rubber Corp. e quindi Marco Polo International Italy, il veicolo intestatario del 34% circa dell'azienda della Bicocca dopo la recente conversione di un bond convertibile da circa 500 milioni di euro, che ha diluito a poco più del 25% anche la partecipazione del secondo socio, la Camfin, di cui, però, è nota la volontà di salire al 29,9%.L'informativa sulla decadenza del controllo è quindi diventata l'oggetto di una contesa che ha portato i rappresentanti del colosso del Dragone a non approvare la relazione finanziaria, ad accusare il management della Pirelli e a promettere battaglia nei successivi consigli di amministrazione (i cinesi hanno sempre votato contro il via libera alle ultime relazioni trimestrali) e anche in assemblea, dove, però, il bilancio è stato comunque approvato nonostante il voto sempre sfavorevole dei rappresentanti di Sinochem. Anche questo è un ulteriore elemento di conferma della decadenza del loro controllo. Soluzione "romana"?Le parti hanno anche cercato di risolvere la questione con specifiche trattative, ma finora le interlocuzioni non hanno portato ad alcun esito. In altre parole, lo stallo continua e intanto il mese di marzo si avvicina. La vera soluzione sarebbe l'uscita di Sinochem dall'azionariato. Tuttavia, i cinesi non paiono avere alcuna voglia di recedere dai loro propositi di mantenere la partecipazione. E a nulla sono valsi i tentativi del vicepresidente esecutivo, Marco Tronchetti Provera (foto sopra), di convincerli a vendere le azioni. Inoltre, non sembra ci siano dietro l'angolo acquirenti interessati a un "boccone" di tale portata. Non deve stupire. Lo stallo ha anche l'effetto di frenare eventuali appetiti esterni.Una soluzione, come suggerisce il Financial Times, guarda a Roma e in particolare a Palazzo Chigi. Le misure del Golden Power non si sono rivelate sufficienti. L'esecutivo potrebbe anche sospendere i diritti di voto di Sinochem per lanciare un segnale a Washington, ma non è detto che possa essere la panacea di tutti i mali. E lo stesso vale per un recente esempio di interventismo statale: negli scorsi mesi, ricorda il Financial Times, il governo olandese ha "rispolverato un vecchio atto legislativo per assumere il controllo del produttore di chip Nexperia" ed escludere l'azionista cinese, scatenando una nuova crisi nel settore dei semiconduttori con effetti anche in campo automobilistico. Le parti hanno alla fine trovato un accordo per cercare di ripianare i contrasti, ma la tensione è ancora alle stelle. Detto questo, il Financial Times lancia la sua provocazione. Alla luce delle difficoltà nell'individuare possibili acquirenti per la quota cinese e dei problemi nel piazzare sul mercato così tante azioni (quando ciò avviene l'effetto diretto è spesso quello di un crollo dei titoli, con conseguenti minusvalenze per tutti gli altri investitori), Pirelli potrebbe comunque rivolgersi a quelli che la testata chiama i "tradizionali acquirenti di ultima istanza: i governi". L'azienda potrebbe, per esempio, guardare ai "ricchi" Stati mediorientali, che grazie al petrolio "hanno liquidità da spendere e sono ancora benvenuti negli Stati Uniti". Del resto, la Pirelli ha già una joint venture con PIF, il fondo sovrano saudita, per costruire un impianto di pneumatici in Arabia Saudita.E se fallisse anche questa opzione? Per il Financial Times, "potrebbe persino spettare al paese d'origine di Pirelli contribuire a elaborare una soluzione a questa pressante sfida cinese". Come non si sa, ma il mese di marzo si avvicina e alla Bicocca hanno la pressante necessità di risolvere lo stallo cinese. In gioco ci sono diversi miliardi di euro. La Pirelli prevede di chiudere il 2025 con un fatturato tra 6,7 e 6,8 miliardi di euro e di questo importo ben il 20% proviene proprio dagli Usa.
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Francia - Il secondo leasing sociale è stato un successo: ecco i marchi e i modelli più scelti

Il leasing social, uno degli strumenti introdotti in Francia per accelerare l'adozione della mobilità elettrica, è stato o no un successo? I numeri parlano chiaro: anche con il secondo programma, il governo transalpino ha raggiunto i suoi obiettivi, anche se con tempi molto più lunghi rispetto a quelli della prima applicazione durante il 2024.La misura, che due anni fa ha ottenuto un successo tale da costringere Parigi allo stop anticipato, è stata ripristinata a settembre ed è stata chiusa dopo circa tre mesi, mentre la prima volta erano bastate appena sei settimane. La differenza è legata alla decisione dell'esecutivo di apportare diverse modifiche sia al meccanismo di funzionamento, sia all'importo della sovvenzione, meno generoso rispetto al passato. Tuttavia, il risultato dei 50 mila veicoli incentivati è stato raggiunto e, soprattutto, è stato fornito un importante sostegno alle produzioni automobilistiche nazionali. Vediamo perché. Una spinta ai marchi francesiParigi ha, infatti, spiegato alla France Presse che più di "due terzi delle auto ordinate appartengono a marchi francesi: Renault, Peugeot e Citroën". E tra tutti i modelli spicca il peso della Renault 5 prodotta a Douai, nel nord della Francia: la compatta della Losanga rappresenta da sola "un quarto" degli ordini. Anche le Peugeot e-208, e-2008 e la Citroën e-C3 rientrano tra i modelli con il maggior numero di preotazioni, ma in questo caso si tratta di modelli assemblati fuori dalla Francia. Nel complesso, comunque, il 34% dei veicoli ordinati viene sfornato da fabbriche transalpine. Insomma, anche in questo caso Parigi ha raggiunto uno dei suoi obiettivi, ossia sostenere le sue produzioni. Un aiuto ai meno abbientiUn altro obiettivo raggiunto riguarda il sostegno all'adozione della mobilità elettrica tra i meno abbienti. Il leasing sociale, finanziato tra l'altro dai certificati di risparmio energetico (CEE) a carico delle aziende del settore dell'Energia, prevede bonus fino a poco più di 7 mila euro e una serie di criteri per l'erogazione dei fondi (il plafond è stato anche ridotto rispetto al passato e limitato a circa 350 milioni di euro) basati su livelli di reddito e modelli: per poterne beneficiare, era necessario avere un reddito inferiore o uguale a 16.300 euro e risiedere a più di 15 chilometri dal proprio luogo di lavoro. A tal proposito, gli interessati dovevano certificare la necessità di usare l'auto personale oppure di percorrere più di 8.000 chilometri all'anno nell'ambito della propria attività professionale.Nel complesso, il sostegno pubblico ha consentito di ridurre i canoni del leasing sotto la media del mercato, intorno ai 200 euro: la maggior parte delle proposte partiva anche da 100 euro. Parigi ha precisato che "il 45% dei beneficiari appartiene ai primi tre decili di reddito", rispetto al 40% dell'edizione precedente, e "il 55% degli ordini riguarda famiglie rurali", rispetto al 51% del 2024. In sostanza, è aumentato il peso dei meno abbienti e dei nuclei familiari residenti in ambito extraurbano. Insomma, tempi forse più lunghi, ma il leasing social si conferma una storia di successo per i francesi. Sarà replicata anche quest'anno? Per ora il governo non ha fornito alcuna indicazione sulle sue intenzioni. Tuttavia, le recenti difficoltà di bilancio alimentano molti dubbi su un terzo rinnovo.
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Ibride ricaricabili - Boom in Europa, flop negli USA: perché le plugin non convincono gli americani

In Europa, così come in Italia, le ibride plug-in stanno vivendo un vero e proprio boom, con tassi di crescita a tre cifre: per esempio, nell'ultimo anno la loro quota di mercato nel nostro Paese è praticamente triplicata, passando dal 3,4% del 2024 al 9,3% del 2025 (dati Unrae). Negli Stati Uniti, invece, le ricaricabili alla spina sembrano non piacere agli automobilisti: seppur in leggera crescita, almeno ultimamente,  hanno una quota di mercato che non supera il 2% (mentre le ibride tradizionali crescono con maggior vivacità). E ora, c'è chi ha iniziato a tagliare l'offerta. Gli automobilisti non le ricaricanoSecondo Mary Barra, ceo della General Motors, l'insoddisfazione e lo scetticismo dei clienti per i modelli plug-in nasce (oltre che dai numerosi richiami che li vedono coinvolti) anche dal fatto che vengono usati nel modo sbagliato: La maggior parte delle persone non li ricarica, ha spiegato la dirigente durante un intervento a un evento pubblico. Ecco perché dobbiamo essere molto cauti su come ci muoviamo sul fronte delle ibride e delle plug-in. Per questo motivo, la Casa americana ha deciso che la Chevrolet Equinox plug-in (prodotta in Cina), già disponibile sul mercato locale con powertrain a benzina ed elettrici, non arriverà negli States. Ma non si tratta dell'unico caso. Stellantis ne farà a menoNelle scorse settimane la Dodge ha annunciato la chiusura degli ordini della Hornet, costruita a Pomigliano d'Arco sulla base dell'Alfa Romeo Tonale, vittima dei dazi al 25% imposti dall'amministrazione Trump. La stessa Suv del Biscione verrà importata negli Stati Uniti solo nella sua versione a benzina. Il gruppo Stellantis ha inoltre annunciato che non saranno commercializzati i MY26 delle Jeep Wrangler 4xe, della Jeep Grand Cherokee 4xe e della Chrysler Pacifica plug-in. Efficienti solo con la ricaricaLe plug-in offrono sulle brevi distanze i vantaggi di un'auto elettrica (autonomia in Ev di qualche decina di chilometri, spesso di più), eliminando l'ansia da ricarica delle Bev grazie al motore termico e al serbatoio di carburante. La presenza di due motori fa però lievitare il prezzo di listino, che - come andiamo dicendo da sempre in tutte le nostre prove - si ammortizza in un solo modo, ossia tenendo sempre carica la batteria dell'auto, così da muoversi in elettrico ogni volta che è possibile.
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GM - Questa Corvette accelera da 0 a 60 miglia orarie in 1,68 secondi - VIDEO

La Corvette ZR1X ha staccato tempi record nei test di accelerazione condotti dai tecnici della GM nei mesi scorsi. La Casa americana ha pubblicato un video che mostra la sportiva ibrida durante i collaudi, con risultati di assoluto rilievo: 1,68 secondi per toccare le 60 miglia orarie (96 km/h) con 1,75 g di picco di accelerazione e 8,67 secondi per percorrere 400 metri da fermo con una velocità di uscita di 159,67 miglia orarie (255,47 km/h). Gomme standard, aerodinamica scaricaPer dare una prospettiva più chiara di questi tempi vanno analizzati gli elementi tecnici in gioco: a favore della ZR1X ci sono la superficie preparata e speciale del dragstrip, i cerchi opzionali in carbonio e il pacchetto aerodinamico più scarico disponibile a listino, ma allo stesso tempo sono state usate le meno prestazionali gomme Michelin Pilot Sport 4S rispetto alle semi-slick e carburante standard a 93 ottani. Il collaudatore ha ottenuto i tempi utilizzando il Launch Control di serie. 200.000 dollari per la supercar UsaLa ZR1X supera di gran lunga la precedente ZR1: quest'ultima infatti può contare "solo" sul V8 biturbo da 1.187 CV e sulla trazione posteriore, mentre la X aggiunge il pacchetto ibrido sull'asse anteriore ripreso dalla Corvette E-Ray. Il risultato è una integrale da 1.267 CV proposta negli Stati Uniti proposta a partire da 207.395 dollari, circa 178.000 euro.
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Nactoy 2026 - La Dodge Charger Sixpack è la rivincita dei pistoni sullelettrico

Per l'edizione 2026 dei North American Car, Truck and Utility Vehicle of the Year Awards (Nactoy), a conquistare il titolo di auto dell'anno è la Dodge Charger Sixpack, premiata da una giuria composta da cinquanta giornalisti dell'automotive di Stati Uniti e Canada. Truck of the Year è il Ford Maverick Lobo, mentre la Suv dell'anno è la Hyundai Palisade. I premi sono assegnati dopo numerosi test su strada e valutando diversi elementi, tra cui design, sicurezza, prestazioni, tecnologia e prezzo. La rivincita dei pistoniIl risultato più clamoroso è quello ottenuto dalla Dodge Charger Sixpack, la muscle car americana con i sei cilindri turbobenzina Hurricane da 420 e 550 CV, che si prende la rivincita sulla Daytona elettrica, le cui vendite stentano a decollare (come tutte le elettriche in generale, ma in questo caso ancora di più). La Dodge Charger segna un gradito ritorno ai motori termici dopo una breve deviazione sull'elettrico, spiega il giurato e giornalista Henry Payne del Detroit News. Serve anche da lezione per l'intera industria automobilistica, sulle limitazioni delle elettriche ad alte prestazioni.
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Stati Uniti - Trump a Detroit tra insulti e bilanci: lindustria auto Usa va davvero meglio?

A un anno dall'insediamento di Donald Trump, qual è il bilancio per il settore auto degli Stati Uniti? La domanda è quanto mai lecita alla luce del blitz del tycoon nella Città dei motori, Detroit. Sta infatti suscitando polemiche il suo discorso tenuto all'Economic Club, un consesso di leader economici, imprenditori e rappresentanti dell'industria automobilistica e manifatturiera. Qui il presidente ha rivendicato i risultati della sua politica, insistendo sull'efficacia dei dazi: secondo lui, l'America sarebbe più forte grazie a queste misure, nonostante l'opposizione di democratici, giudici e Paesi stranieri. Insulti alla Ford River Rouge diventato virale sui social un video che mostra Donald Trump attraversare la fabbrica Ford River Rouge di Dearborn, dove viene prodotto il pickup F-150. Il presidente ha interagito con lavoratori e dirigenti, tra cui l'executive chairman Bill Ford e il CEO Jim Farley.A un certo punto, però, si sente un operaio gridare protettore di pedofili, in riferimento al caso Jeffrey Epstein. Il leader repubblicano ha reagito nel suo stile: dito medio e una parolaccia. Una risposta appropriata e inequivocabile, hanno commentato dalla Casa Bianca. L'uomo, si è appreso in seguito, è stato sospeso e ora è difeso dal sindacato UAW.Discussioni a parte, per il settore auto è tempo di bilanci. Ecco che cosa dicono i numeri, a un anno dalla sua entrata in carica, il 20 gennaio 2025. Il muro protettivoCon il neoprotezionismo trumpiano, riassunto nello slogan America First, le Case vengono spinte a produrre direttamente negli Stati Uniti, a tutela dei lavoratori. Inoltre, il presidente ha definitivamente archiviato il mandato elettrico dell'era Biden.Made in USA, i risultatiPoiché l'obiettivo dichiarato è aumentare la produzione domestica di veicoli leggeri, è questo il dato chiave da osservare.Le stime per il 2025 della Federal Reserve e dei report di settore (tra cui S&P Global e OICA) indicano una produzione compresa fra 10,55 e 10,65 milioni di unità. Valori pressoché identici ai 10,56 milioni del 2024 e ai 10,61 milioni del 2023.Per contestualizzare: dal 1967 al 2025, la produzione statunitense ha avuto una media di 10,64 milioni di veicoli l'anno, con un picco di 13,89 milioni nel novembre 1978 e un minimo storico durante la pandemia.Sul fronte delle vendite, il mercato USA ha chiuso il 2025 a 16,27 milioni di unità (+1,9%). Un anno dopo: quadro stabileA dodici mesi dall'arrivo alla Casa Bianca, la produzione auto USA appare dunque stabile. Resta da vedere se i dazi e gli investimenti annunciati da Ford, GM e Stellantis, oltre che da altri costruttori stranieri intenzionati a creare o potenziare fabbriche negli Usa, produrranno effetti più visibili nei prossimi mesi. A incidere, però, continuano a essere sfide strutturali e incertezze globali.
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Valentino Rossi - Con BMW nel GT World Challenge Europe

Dopo le anticipazioni che vi avevamo dato lo scorso mese, arrivano le conferme ufficiali sul futuro di Valentino Rossi: il Dottore ha confermato che il suo impegno principale sarà nel GT World Challenge Europe, al volante della BMW M4 GT3 EVO, con un nuovo contratto triennale firmato con BMW M Motorsport.Una scelta tutt'altro che scontata, ma perfettamente coerente con il percorso intrapreso da Rossi dopo l'addio alla MotoGP. Il GTWC è un campionato che conosce bene, che lo diverte e che soprattutto gli consente di correre in Europa, riducendo trasferte intercontinentali e tempi lontano dalla famiglia. Un fattore umano, prima ancora che sportivo, che pesa eccome quando il cronometro smette di essere l'unica cosa che conta.Niente WEC, ma non è un passo indietroNegli ultimi due anni Rossi aveva affiancato anche l'impegno nel FIA WEC, ma il 2026 segna un cambio di rotta. Quella che per alcuni era stata vista come una bocciatura è stata invece una scelta condivisa. Troppe gare fuori dal Vecchio Continente, troppe settimane lontano da casa. Il GTWC, invece, resta più alla portata, intenso e tecnicamente stimolante: un contesto ideale per concentrarsi su una sola serie e massimizzare competitività e continuità.Non a caso, Valentino continuerà a essere uno dei volti di riferimento del progetto BMW nelle competizioni GT, smentendo in modo definitivo le voci che lo volevano ai margini del programma bavarese dopo la mancata iscrizione al WEC.Team, macchina e metodoRossi proseguirà il suo percorso con Team WRT, struttura con cui ha costruito un rapporto solido e credibile fin dal suo debutto nelle gare GT. La M4 GT3 EVO rappresenta oggi una delle vetture di riferimento della categoria, affinata stagione dopo stagione e sempre più cucita addosso alle esigenze di piloti che fanno della sensibilità di guida un'arma.Il rinnovo triennale con la BMW racconta più di qualsiasi dichiarazione: Rossi non è una presenza simbolica, ma un tassello di un progetto sportivo che guarda al medio periodo. Esperienza, visibilità e metodo di lavoro si intrecciano in un percorso che va oltre il singolo risultato.
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Svizzera - The I.C.E. St. Moritz 2026 scalda i motori: ecco programma e appuntamenti

Si svolgerà nel fine settimana del 30 e 31 gennaio prossimi l'edizione 2026 del The I.C.E. St. Moritz, il concorso internazionale d'eleganza che raccoglie ogni anno collezionisti e appassionati da tutto il mondo, in una cornice e in un contesto unici. Il programma 2026L'evento prenderà il via nella mattina di venerdì 30 gennaio con l'esposizione delle auto partecipanti, insieme a sessioni dinamiche di quelle più moderne. Nel pomeriggio, la giuria internazionale assegnerà i premi Best in Class alle vetture vincitrici nelle cinque categorie in concorso: Barchettas on the Lake, Icons on Wheels, Open Wheels, Birth of the Hypercar e Legendary Liveries. Da quest'anno sarà assegnato anche il premio Best Sound (del motore) con la collaborazione di Bang & Olufsen. Nella giornata di sabato si svolgeranno i giri liberi sulla pista innevata, mentre alla fine della giornata saranno assegnati i trofei Best in Show, Spirit of St. Moritz e Hero Below Zero, scelto dal pubblico. I partner dell'edizione 2026Alla manifestazione contribuiranno Richard Mille (title sponsor), St. Moritz Tourismus AG, Badrutt's Palace Hotel, Loro Piana, UBS, Bang & Olufsen, VistaJet e Vincenzo Dascanio (Main partner). Per quanto riguarda il mondo automotive, gli espositori saranno Maserati, Pagani Automobili, Bugatti, Rimac e - per la prima volta - Koenigsegg. In città saranno poi presenti attività ed eventi che coinvolgeranno il pubblico, organizzati da Eccentrica, Goodwool, Meyers Manx, MV Agusta, Pininfarina, RUF e Carrozzeria Touring Superleggera.
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Mercedes-Benz - Tomorrow XX, le innovazioni per decarbonizzare lauto - VIDEO

La Mercedes-Benz ha presentato il programma tecnologico Tomorrow XX, un'iniziativa che punta alla decarbonizzazione di componenti e materiali delle sue auto attraverso principi di economia circolare e design sostenibile. Il programma, che si estende all'intera gamma di modelli della Casa, negli ultimi due anni ha individuato oltre 40 nuove soluzioni, con l'obiettivo di ridurre in maniera significativa l'impronta di carbonio nelle fase di produzione. Tre pilastri fondamentaliIl programma Tomorrow XX si concentra su tre aspetti: ripensare il design dei componenti in modo da facilitare lo smontaggio e il riciclo, accelerare l'uso di mono-materiali e materiali riciclati, e sviluppare alternative prive di combustibili fossili. Tra le innovazioni presentate dalla Mercedes c'è un faro, progettato con componenti facilmente separabili e riparabili, pannelli porta con tecnologie di giunzione removibili, e un sandwich mono-materiale in Pet riciclato che riduce del 40% il peso delle tasche delle portiere, dimezzando le emissioni di carbonio legate a questo aspetto. Collaborazione con i partnerLa Casa tedesca sta collaborando con tutti i partner e i fornitori per la trasformazione dei materiali a maggior impatto ambientale, come acciaio e alluminio. Per quest'ultimo, la Mercedes ha sviluppato pannelli laterali che utilizzano fino all'86% di materiale proveniente da cerchi, cornici dei finestrini e veicoli rottamati. Per quanto riguarda l'acciaio, l'azienda punta a processi quasi neutri con tecnologie produttive più pulite, come la riduzione diretta a idrogeno e i forni elettrici ad arco alimentati da energie rinnovabili. Il programma comprende anche un impianto pilota per il riciclo delle batterie a Kuppenheim.
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Mercato italiano - Suzuki, ecco i modelli che trainano le vendite

La Suzuki ha chiuso il 2025 confermando i buoni risultati dell'anno precedente: con 31.222 nuove immatricolazioni conquista una quota del 2,1% del mercato italiano, superando per il settimo anno consecutivo la soglia del 2%. Un traguardo che testimonia la solidità del brand, la coerenza della strategia e la continuità del rapporto di fiducia con i clienti italiani.Nonostante un calo del 17,15% in termini assoluti (nel 2024 le nuove targhe erano state 37.684, con una quota del 2,42%), Suzuki Italia rimane la prima filiale europea per volumi, e questo anche dopo l'uscita dai listini di Ignis e Jimny, entrambe vittime sacrificali sull'altare europeo della riduzione della CO, commenta Massimo Nalli, presidente e CEO di Suzuki Italia. Le tre più venduteIl modello di maggior successo della Suzuki nel 2025 è stata la hatchback Swift Hybrid, che da sola ha rappresentato il 36,8% delle vendite complessive della Casa giapponese: con 11.497 nuove immatricolazioni si posiziona al settimo posto tra le dieci più vendute del segmento B. Segue, con 10.549 nuovi esemplari, la Vitara (33,7% delle vendite complessive), dal 1988 protagonista del segmento delle B-Suv. Al terzo posto c'è la S-Cross Hybrid, con 5.207 nuove targhe. La trazione integrale, offerta su tutta la gamma (a eccezione della Swace, rebadge della Toyota Corolla), è stata scelta dal 30,4% dei clienti della Suzuki. Un 2026 ibrido (ed elettrico)Per quanto riguarda l'anno che è appena cominciato, in un momento di difficoltà e incertezze per il settore automotive, con un quadro incerto per il futuro, dopo la recente revisione degli obiettivi 2035 e le possibili ulteriori modifiche legislative, Suzuki continuerà a offrire una gamma di modelli ibridi, con cambio manuale o automatico, in linea con i bisogni e le richieste del pubblico italiano. A questi si aggiungerà anche l'elettrica e Vitara, già disponibile in prevendita, con le consegne previste a partire dalla prossima primavera. Su un orizzonte temporale più lungo, il piano Suzuki Environmental Vision 2050 si pone come obiettivo la riduzione del 40% delle emissioni di CO2 dei veicoli entro il 2030 e del 90% entro il 2050, tramite l'elettrificazione della gamma, l'adozione di carburanti alternativi e l'ottimizzazione dei processi produttivi.
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Veicoli commerciali - Ford con Renault al posto di Volvo?

Sono passati poco meno di due anni dalla creazione di Flexis, la società comune fra i gruppi Renault, Volvo (settore veicoli industriali e macchine per costruzioni) e Cma-CGM (logistica) finalizzata allo sviluppo di una gamma di veicoli commerciali elettrici distribuiti ai grandi clienti direttamente dalla stessa newco e al resto degli utilizzatori tramite le reti Renault e Renault Trucks (quest'ultima di proprietà del gruppo Volvo). Indiscrezioni di stampa mettono però in dubbio la solidità dell'intesa, i cui frutti sono già  stati svelati: a quelli di Renault sono stati attribuiti i nomi di Trafic E-Tech (furgone medio, Panel Van nel caso di flexis), Goelette E-Tech (un pianale cabinato medio che alla fine potrebbe chiamarsi semplicemente Trafic Chassis, e che è stato battezzato Cargo Van in casa Flexis) ed Estafette E-Tech (un furgone specializzato per l'e-commerce e l'ultimo miglio, Step-In Van nella nomenclatura Flexis). L'inizio della produzione del Trafic è previsto entro la fine dell'anno, così come le prime consegne, ma secondo Les Echos, il principale media economico francese, sarebbero insorte tensioni fra Renault e Volvo circa le prospettive commerciali e il ritmo di sviluppo dell'operazione, al punto che, riferiscono altre testate transalpine, il tribunale delle imprese di Nanterre avrebbe nominato un esperto francese di conciliazioni per riavvicinare le posizioni del gruppo francese, che avrebbe chiesto un adattamento del piano alla reale domanda di veicoli commerciali elettrici, a quelle di Volvo Group, intenzionato a confermare il patto iniziale. L'Ovale blu sale sull'Estafette?Flexis ha dichiarato che le divergenze non avrebbero alcun impatto sul programma di produzione ma, specie in Francia e nell'area dello stabilimento Renault di Sandouville, in Normandia, designato a produrre i nuovi modelli, c'è preoccupazione per l'eventuale ritiro del partner svedese. Ricordiamo che i firmatari dell'accordo nel 2024 furono il ceo di Volvo Martin Lundstedt, quello di Cma-Cgm Rodolphe Saadé e l'allora amministratore delegato di Renault Group Luca De Meo. Oggi alla guida della Losanga c'è Franois Provost,artefice fra l'altro della partnership con la Ford annunciata il 9 dicembre e relativa allo sviluppo di due modelli di auto elettriche della Casa americana destinati all'Europa e prodotti dal costruttore francese. Quest'ultima intesa comprende anche l'esplorazione di possibili collaborazioni nel campo dei veicoli commerciali. Dato che entrambi i partner dispongono attualmente di gamme di modelli indiscutibilmente complete, l'unico comparto presidiato (a breve) da Renault che potrebbe risultare appetibile per la Ford (la quale già condivide tre modelli di Vcl con la Volkswagen: Transit Connect, Transit Custom e Ranger) sembrerebbe essere proprio quello dei furgoni disegnati espressamente per la logistica urbana, come l'Estafette. Una possibile uscita di sicurezza per l'industria francese nel caso le divergenze con Volvo si rivelassero inconciliabili.
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Stellantis - Franois: Fiat troppo care, la nuova Panda costerà meno di 15 mila euro

Le Fiat sono diventate troppo care e serve un'erede della Panda sotto i 15 mila euro. Va dritto al punto Olivier Franois, parlando del futuro del marchio torinese e affiancandosi al capo europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano (qui la nostra intervista al Salone di Bruxelles). Conversando con la testata francese Auto Infos, l'amministratore delegato della Fiat ha profilato un riposizionamento a prezzi più accessibili, rivelato anticipazioni sui nuovi modelli in arrivo e fatto luce sulle strategie a breve e medio termine. Strategie che prevedono una maggiore convergenza tra Europa e Sud America, terra di grandi successi commerciali per il brand. Arrivano versioni più economiche e la Giga PandaCostare troppo è un paradosso per auto che, storicamente, hanno fatto dell'accessibilità una propria bandiera: occorre cambiare rotta. Le prime mosse sono già in corso, con il ritorno della 500 ibrida ad affiancare la ben più costosa elettrica - rimasta a lungo l'unica 500 ordinabile - e con il lancio della versione con motore benzina non elettrificato e cambio manuale della Grande Panda.Anche la 600 introdurrà una variante più abbordabile, mossa dall'1.2 PureTech da 101 CV senza ibridazione, sempre con cambio manuale.Nella seconda metà dell'anno arriverà poi un nuovo modello compatto della famiglia Grande Panda, finora noto come Giga Panda: sarà sia ibrido, sia elettrico e forte di una grande abitabilità in rapporto al prezzo, ipotizzabile tra 25 e 30 mila euro. L'erede della Panda sarà così. Poi, una monovolumeIn cima alla lista delle priorità Fiat c'è l'erede della Panda III (oggi Pandina): un modello cruciale, di cui Franois abbozza un primo ritratto parlando alla stampa francese. Rimpiazzeremo la Panda con un modello più piccolo e semplice, secondo lo spirito della Panda originale del 1980. Avrà un'offerta multienergia, spiega il CEO. E soprattutto, il prezzo sarà sotto i 15 mila euro.Parallelamente, c'è dell'altro che bolle in pentola. Franois accenna infatti che Fiat sta lavorando a un ritorno alle monovolume, ed è inevitabile collegare questa affermazione al recente reveal della Citroën lo, immaginando sinergie future tra i due brand popolari del gruppo Stellantis. Il Sudamerica è più "vicino"Il manager parigino allarga quindi lo sguardo alle strategie Fiat, che fanno sempre più perno sulle economie di scala. In futuro verranno conseguite non solo tramite sinergie tra marchi e modelli, ma anche favorendo una convergenza tra aree geografiche.In particolare, Fiat dovrebbe avvicinare Europa e Sud America, dove il marchio italiano continua a riscuotere grandi risultati. Il primo passo sarà la produzione in Brasile della Grande Panda dal 2026, che - anticipa Franois - verrà venduta col nome di Argo.In direzione opposta, il futuro pick-up erede dello Strada potrebbe arrivare anche in Europa.
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Euro NCAP 2025 - La Mercedes CLA è lauto più sicura dellanno

L'Euro NCAP, l'ente europeo per la sicurezza, ha pubblicato la classifica dei modelli più sicuri del 2025 nei diversi segmenti, selezionati tra quelli messi alla prova nel corso dell'anno (dal prossimo, cambieranno i parametri di valutazione). Vincitrice assoluta è la Mercedes CLA, già Car of the Year 2026. E, come l'ultima berlina della Stella disponibile anche in versione ibrida tutte le auto di questa graduatoria sono elettriche. I requisiti per vincere Per essere eletta Best in Class, un'auto deve ottenere la miglior media ponderata dei punteggi nelle quattro aree dei test Euro NCAP:protezione degli adultiprotezione dei bambinitutela degli utenti vulnerabili della stradasistemi di assistenza alla guidaVengono presi in considerazione solo i modelli a cinque stelle, valutati esclusivamente con equipaggiamento di serie (niente optional o pacchetti a pagamento dedicati alla sicurezza).La Mercedes ha una lunga tradizione di investimenti nella sicurezza dei propri veicoli, e non stupisce quindi che a vincere il premio Best in Class 2025 sia la CLA, spiega Michiel van Ratingen, segretario generale dell'Euro NCAP. stata una gara combattuta. Tesla è dietro di pochissimo, e i nuovi player come Firefly e Leapmotor dimostrano che la sfida è apertissima. Ed è un'ottima notizia per i consumatori attenti alla sicurezza. Nota: la Tesla Model Y viene premiata come Small SUV e la smart #5 come Large SUV, nonostante l'elettrica americana sia più grande della cinese (479 cm vs 470). Abbiamo scritto a Euro NCAP per chiarimenti e ci ha risposto Aled Williams, programme director dell'ente: "una classificazione oggettiva delle categorie di veicoli è estremamente difficile. Euro NCAP chiede alle Case come ritengono che i loro modelli debbano essere catalogati. La risposta può cambiare a seconda del costruttore: quella che per uno è una grande Suv, per un altro può essere una Suv media, ed ecco perché discrepanze come questa sono difficili da evitare. Siamo continuamente impegnati a cercare modi migliori di classificare i veicoli; in futuro, per maggior chiarezza, valuteremo se aggiungere un'ulteriore categoria "mid-size SUV". Mercedes CLA - Best in Class e Small Family CarPunteggio: 5 stelleProtezione degli adulti: 94%Protezione dei bambini: 89%Utenti vulnerabili della strada: 93%Aiuti alla guida: 85% Mini Cooper E - City e SuperminiPunteggio: 5 stelleProtezione degli adulti: 89%Protezione dei bambini: 87%Utenti vulnerabili della strada: 77%Aiuti alla guida: 79% Tesla Model 3 - Large Family CarPunteggio: 5 stelleProtezione degli adulti: 90%Protezione dei bambini: 93%Utenti vulnerabili della strada: 89%Aiuti alla guida: 87% Tesla Model Y - Small SUVPunteggio: 5 stelleProtezione degli adulti: 91%Protezione dei bambini: 93%Utenti vulnerabili della strada: 86%Aiuti alla guida: 92% Polestar 3 - Executive CarPunteggio: 5 stelleProtezione degli adulti: 90%Protezione dei bambini: 93%Utenti vulnerabili della strada: 79%Aiuti alla guida: 83% smart #5 - Large SUVPunteggio: 5 stelleProtezione degli adulti: 88%Protezione dei bambini: 93%Utenti vulnerabili della strada: 84%Aiuti alla guida: 92%
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Audi - "The other Monza": la nuova Q5 in pista, ma oltre i cordoli - VIDEO

"Performance oltre la solita strada". Così l'Audi presenta il suo nuovo video, "The Other Monza", realizzato sul circuito di Monza con un modello che poco ha a che vedere con una pista: la Suv Q5. Al posto di un classico giro veloce tra i cordoli, però, il marchio dei Quattro Anelli ha deciso di superarli, spingendo al massimo la nuova generazione della sport utility tra vie di fuga e altre zone non asfaltate. Immancabile, poi, un passaggio sulla storica Sopraelevata, con pendenze che raggiungono l'80%. Un modo diverso dal solito per comunicare un prodotto chiave per la strategia di Ingolstadt, che lo scorso anno ha contribuito a far crescere i numeri del colosso tedesco: nel 2025 l'Audi ha consegnato 1,6 milioni di vetture a livello globale. Tra ibrido e dieselIl modello impiegato all'Autodromo di Monza è la variante sportiva SQ5 con propulsore V6 3.0 biturbo benzina ibrido da 367 CV. In gamma, però, sono presenti diverse versioni, che spaziano dai benzina e diesel da 204 CV alle TDI ed e-Hybrid da 299 CV. Quest'ultima, forte di 580 Nm di coppia, integra il sistema ibrido MHEV plus a 48 Volt con doppia sovralimentazione, per ridurre al massimo il turbo lag e fermare il cronometro sullo 0-100 in cinque secondi netti. La Q5, inoltre, mette a disposizione il sistema di trazione integrale quattro ultra e le sospensioni pneumatiche adattive, che possono variare l'altezza dell'auto di 60 mm.Tornando ai risultati finanziari del 2025, le consegne totali del gruppo Audi si sono attestate a 1.623.551 unità (-2,9% rispetto al 2024), con una netta crescita dei modelli full electric che hanno raggiunto le 223 mila unità (+36%). A fronte di un fatturato 2024 di 64,5 miliardi di euro e un utile operativo di 3,9 miliardi, il 2025 ha visto gli ordini per i modelli elettrici crescere del 58%. I dati finanziari definitivi dell'ultimo esercizio saranno presentati ufficialmente il 17 marzo 2026.
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Nel 2027 - Jensen torna sul mercato con una nuova granturismo

Un altro marchio automobilistico torna sulla scena internazionale: parliamo della inglese Jensen, che ha pubblicato la prima foto di una granturismo progettata ex novo. V8 benzina e telaio di alluminioLa Jensen International Automotive (JIA) ha preso ispirazione dall'iconica Interceptor per creare una nuova e lussuosa GT che non ha ancora un nome, ma una carta d'identità ben precisa: telaio di alluminio, linee filanti e sinuose e un motore V8 benzina nel cofano anteriore definito come "bespoke". A creare la nuova vettura è un reparto dedicato dell'azienda che, fino a oggi, si è occupata principalmente di restauri e operazioni di restomod sulla base dei modelli classici Jensen. Per il mercato ingleseLa nuova GT sarà disponibile in Inghilterra nel 2027 e sarà costruita su ordinazione in un ridotto numero di esemplari. Non ci sono per il momento specifiche tecniche e prezzi di listino, né sappiamo quando l'auto completa verrà svelata in pubblico.
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Ztl - Roma, dal 15 gennaio tutto il centro diventa Zona 30

Rivoluzione della mobilità a Roma: dal 15 gennaio 2026 l'intera Ztl del centro diventa Zona 30. Il limite, già in vigore su buona parte dell'area, viene ora esteso anche alle strade più larghe come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza stradale e ridurre l'inquinamento.Rivisto anche il perimetro della Ztl nei tratti di Portico d'Ottavia, via Arenula est e ovest (Ghetto), via Barberini, via Bissolati, via XX Settembre, villa Peretti, largo Gaetano Agnesi e una parte di via dei Fori Imperiali. La nuova segnaletica è già stata installata. Controlli elettronici e nuovi limiti in altre stradeOltre alla Zona 30 in centro, il Campidoglio valuta di ridurre il limite da 50 a 30 km/h in altre 1.000 strade, insieme alla creazione di 175 attraversamenti pedonali rialzati.Già a novembre 2025 sono state installate 11 telecamere per rilevare il passaggio con il rosso; nel corso del 2026 ne arriveranno altre 40. In arrivo anche 60 nuovi autovelox, fissi e mobili, che si aggiungeranno ai 20 già utilizzati dalla Polizia Locale.
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Ivass - Arbitro assicurativo: dal 15 gennaio cambia tutto per i reclami RC Auto

Arriva l'Arbitro assicurativo (Aas): dal 15 gennaio 2026 entra in funzione un organismo indipendente e imparziale, istituito presso l'Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni). Il suo compito è decidere in modo rapido le controversie tra clienti e compagnie senza ricorrere al giudice ordinario.La procedura è interamente documentale, quindi non prevede perizie o testimoni: l'Arbitro stabilisce chi ha ragione e chi ha torto in modo semplice e veloce. Chi è l'Arbitro?L'Aas opera tramite collegi composti da esperti indipendenti. Ogni collegio è formato da cinque membri: il presidente e due componenti indicati dall'Ivass, un rappresentante scelto dalle associazioni delle imprese o degli intermediari assicurativi e un altro designato dalle associazioni dei consumatori e dei clienti professionali, in modo da garantire un equilibrio tra gli interessi coinvolti. Anche per l'autoL'Arbitro riguarda anche la RC Auto obbligatoria, con un limite di 2.500 euro nei casi in cui il danneggiato agisce direttamente contro l'impresa, cioè nei classici incidenti stradali. Per le polizze facoltative, come la Furto e incendio, il massimale sale a 25.000 euro. Come fare ricorsoPer presentare ricorso, l'automobilista deve aver già inviato un reclamo alla compagnia. Se la risposta è negativa o se trascorrono 45 giorni senza esito, è possibile rivolgersi all'Aas entro 12 mesi dal reclamo, versando 20 euro tramite PagoPA. La somma viene restituita se il ricorso viene accolto. Sono ammessi solo fatti che non risalgono a più di tre anni dal reclamo e che siano avvenuti dopo l'1 ottobre 2025, data di entrata in vigore del Regolamento istitutivo. Il ricorso viene presentato esclusivamente online, attraverso un portale dedicato con procedura guidata, anche tramite associazioni dei consumatori. Restano esclusi i sinistri che coinvolgono il Fondo di garanzia per le vittime della strada, ossia quelli con veicoli non assicurati o non identificati. La condanna non vincola, ma pesaL'Arbitro decide entro 90 giorni per i casi semplici o entro 180 giorni per quelli più complessi. Le decisioni non sono vincolanti per le parti. Tuttavia, se la compagnia non le rispetta entro 30 giorni, l'inadempimento viene pubblicato sul sito dell'Arbitro per cinque anni e rimane in evidenza per sei mesi anche sul sito dell'assicurazione coinvolta. Se il cliente o l'impresa non sono soddisfatti dell'esito, possono comunque rivolgersi all'autorità giudiziaria. Per saperne di piùSi può telefonare dall'Italia al contact center consumatori Ivass al numero verde 800486661 (da lunedi a venerdi dalle 8.30 alle 14.30). E dall'estero al numero +39069435 8604. Per richieste di assistenza relative ai ricorsi gia trasmessi o in fase di compilazione, si può chiedere supporto tramite il portale Aas, accedendo all'area riservata.
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Dal 2027 - Il nuovo logo Honda per i modelli ibridi ed elettrici

La Honda ha deciso di introdurre un nuovo logo sui modelli elettrici e ibridi che saranno commercializzati a partire dal 2027. Il simbolo è stato presentato in anteprima al CES 2025 e al Salone di Tokyo sui prototipi 0 , 0 Saloon e 0 Suv che anticipano i futuri prodotti di serie a batteria. Un simbolo per il futuro e un omaggio al passatoLa nuova H stilizzata è un omaggio al logo originale lanciato nel 1963 con il debutto nel settore automobilistico e sarà gradualmente introdotta sia sui modelli di serie che in ambito motorsport. Secondo la Honda, questa scelta vuole sottolineare anche il percorso di rinnovamento intrapreso con i nuovi modelli, che offriranno ai clienti tecnologie innovative e nuove soluzioni di mobilità.
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Citycar - Provocazione Fiat: Panda e 500 più lente per togliere gli Adas e abbassare i prezzi

Il ceo della Fiat, Olivier Franois, si è detto favorevole all'idea di limitare la velocità massima delle citycar della Casa torinese, considerando questa soluzione come un'alternativa più economica all'installazione di Adas costosi e inutili quando si guida alle basse velocità come nel traffico.Secondo Franois, la tecnologia attualmente obbligatoria per legge è stata pensata per migliorare la sicurezza alle alte velocità e si rivela quindi poco utile per modelli come la 500 o la Panda, che si muovono in ambiti prevalentemente urbani. Tornare al 2018?Riteniamo che, con tutte queste regole, a farne le spese siano soprattutto le auto che circolano in città, spiega Franois: Piccole, democratiche e poco costose, comprate dai giovani per il commuting quotidiano. Fatico a capire perché dobbiamo installare tutto questo hardware così costoso, sensori, telecamere, riconoscimento dei segnali stradali... Tutto questo è inadeguato, e anche un po' folle, e ha contribuito ad aumentare il prezzo medio di una citycar anche del 60% negli ultimi cinque o sei anni. Non credo che le citycar del 2018 o 2019 fossero poi così pericolose. La nostra idea è solo di tornare indietro di un pochetto, ed evitare di riempirle di hardware troppo costoso. Le velocità massime attualiSe si considera la velocità massima media consentita in Europa, prosegue Franois, si parla di 118 km/h. Andare più forte è illegale, e la maggior parte dei radar e degli Adas sono stati sviluppati per velocità superiori. Sarei ben lieto di limitare la velocità delle mie auto più piccole alla velocità massima media consentita, che è già un limite di suo. I modelli interessati da un possibile limitatore dovrebbero essere la 500, la Pandina o la Grande Panda. Le loro velocità di punta dichiarate sono: Fiat 500 ibrida: 155 km/h Fiat 500 elettrica: 135 km/hFiat Pandina ibrida: 158 km/hFiat Grande Panda benzina/ibrida: 160 km/hFiat Grande Panda elettrica: 132 km/h Davvero si va sempre così piano?L'idea di Franois, che a suo dire potrebbe ridurre i costi di produzione, e di conseguenza i prezzi di listino, non sembra tener conto - almeno in Italia - di alcuni elementi importanti: innanzitutto andrebbe modificata l'attuale normativa europea sugli Adas obbligatori per legge, un passaggio che sembra improbabile se non impossibile.In seconda battuta, le autostrade italiane (dove il limite è di 130 km/h) sono piene di auto di piccola taglia. Limitare la potenza a 118 km/h rischia di creare possibili situazioni di pericolo, per esempio per sorpassi che ci si rende conto di non poter effettuare solo dopo aver cambiato corsia.Il dibattito è aperto.
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Test sul ghiaccio - BMW M Neue Klasse: quattro motori e 1.000 CV per la M3 elettrica del 2027

La BMW ha confermato per il 2027 l'introduzione del primo modello M elettrico. Si tratta della M Neue Klasse, erede a batteria della M3, che potrebbe rimanere a listino anche in versione endotermica. Quattro motori elettriciL'annuncio è accompagnato dalle immagini del prototipo in fase di test: rispetto a quanto visto fino a oggi, la versione sportiva della berlina è immediatamente riconoscibile per i parafanghi allargati e per i paraurti specifici, oltre che per assetto e gruppo ruota dedicati. La piattaforma a 800 Volt è quella già introdotta sulla iX3, ma per la versione M è previsto un sistema di trazione integrale con quattro motori singoli, uno per ruota, e uno specifico setup dell'Heart of Joy, il sistema centralizzato di controllo della dinamica di guida. In passato era stata ipotizzata una potenza totale di circa 1.360 CV, ma questo dato non è stato confermato; probabile che quella finale arrivi comunque a superare i 1.000 cavalli complessivi. La simulazione del cambioIl powertrain della M Neue Klasse offrirà anche funzioni esclusive come la possibilità di scegliere tra trazione posteriore o integrale, la simulazione delle cambiate e del sound dei motori. La batteria, specifica per il modello M, avrà una capacità di oltre 100 kWh ed è stata progettata per gestire valori molto elevati di recupero d'energia; per il momento non sono stati resi noti i dati relativi a prestazioni e autonomia. Sono infine previsti elementi alleggeriti costruiti in fibre naturali, una soluzione ecosostenibile che permette di ottenere risultati paragonabili a quelli della fibra di carbonio.
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Tesla - La guida semiautonoma FSD diventa un abbonamento: ecco cosa cambia

Il Ceo della Tesla, Elon Musk, ha annunciato che dal 14 febbraio il pacchetto FSD (Full Self-Driving) per la guida semiautonoma sarà disponibile solo in abbonamento, con un canone mensile di 99 dollari. Oggi, FSD è ancora acquistabile come optional insieme all'auto, al prezzo di 8.000 dollari. Le motivazioni di questa decisione non sono state comunicate. Possiamo ipotizzare che l'acquisto one shot non sia molto richiesto; d'altro canto, un canone mensile più modesto risulta maggiormente attrattivo per i consumatori, che finirebbero per spendere meno. Calcolatrice alla mano, il punto di pareggio tra la spesa unica di 8.000 dollari e i canoni mensili arriva dopo quasi sette anni, un tempo superiore a quanto mediamente il proprietario di una Tesla tiene la sua auto. E in Europa?Il sistema di guida assistita evoluto di Tesla non è ancora disponibile nel nostro mercato, ma potrebbe arrivare presto. Dopo i test su strade aperte dei mesi scorsi anche a Roma il direttore di Quattroruote, Alessandro Lago, ha potuto provarlo sulle strade italiane(il video è qui sopra).Il debutto europeo potrebbe essere imminente: si parla della primavera 2026, con l'Olanda in pole position come primo Paese ad autorizzarne l'utilizzo.Quando arriverà, vedremo se anche da noi il Full SelfDriving, che è tecnicamente una guida assistita di livello 2 avanzato (L2+), sarà offerto in forma di abbonamento. Al momento è acquistabile solo come optional (non ancora attivo) a 7.500 euro.
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Gigafactory - Volvo ferma Novo Energy: nuovo stop alla corsa europea sulle batterie

Dalla Svezia arriva un nuovo segnale negativo per l'industria europea delle batterie per auto elettriche. La Volvo ha infatti deciso di sospendere le attività della Novo Energy, la joint venture per gli accumulatori inizialmente creata con la Northvolt e poi passata sotto il controllo totale della Casa di Göteborg in seguito al fallimento dell'azienda fondata da Peter Carlsson e Paolo Cerruti. Nessun partner: ecco perchéLa decisione della Volvo è legata sostanzialmente alle condizioni sfavorevoli dell'intera filiera della mobilità elettrica: il rallentamento delle vendite di auto a batteria sta riducendo l'interesse degli operatori e quindi la sostenibilità degli investimenti, mentre la leadership asiatica e i ritardi tecnologici europei nel comparto stanno mettendo a serio rischio l'attrattività dell'industria delle batterie nel Vecchio Continente. La combinazione di questi fattori ha determinato prima il fallimento della Northvolt e la sospensione di numerosi altri progetti in tutta Europa e, successivamente, l'incapacità della Casa svedese di concludere con successo la ricerca di un partner tecnologico in grado di gestire la fabbrica di Göteborg.Il progetto svedese prevedeva la realizzazione di un impianto con una capacità fino a 50 GWh di celle per batterie destinate non solo agli stabilimenti della Volvo a Torslanda (un distretto della stessa Göteborg) e a Gand (Belgio), ma anche ad altri marchi del gruppo cinese Geely, da anni proprietario della Volvo. I lavori per lo stabilimento sono iniziati nel settembre 2023 e dovevano concludersi rapidamente per avviare le attività operative già quest'anno, ma tutti i programmi sono stati pesantemente influenzati dal fallimento della Northvolt. Le conseguenze? Nuovi licenziamentiLa Volvo ha spiegato la Novo Energy mantiene il suo obiettivo a lungo termine di produrre batterie per le sue auto elettriche nell'area della città svedese". Tuttavia, "ciò richiede un partner tecnologico esterno e, nell'ultimo anno, Volvo ha condotto un'ampia ricerca di un nuovo partner. Questo processo continua, ma finché non verrà trovato un nuovo partner, Novo Energy non potrà più proseguire le sue attività come precedentemente pianificato".Le conseguenze della sospensione sono state già comunicate ai sindacati e all'autorità svedese per l'occupazione (Arbetsförmedlingen): saranno tagliati 75 lavoratori, che si aggiungono ai 150 già licenziati la scorsa primavera. "Questa decisione non è stata presa alla leggera, ma è necessaria data la situazione attuale", aggiunge l'azienda, sottolineando comunque come la ricerca del partner non sia stata sospesa.Detto questo, Novo Energy ha precisato che non è "al momento possibile condividere ulteriori dettagli" sul riavvio della produzione e sulla relativa struttura organizzativa. In altre parole, le attività sono sospese fino a data da destinarsi e non è detto che possano riprendere alla luce dell'attuale rallentamento dell'adozione della mobilità elettrica, che ha già spinto numerosi costruttori a rivedere le strategie di elettrificazione e, in alcuni casi, a mettere in stand-by i progetti nel campo delle batterie (un esempio riguarda la conversione della fabbrica di motori Stellantis a Termoli).La fabbrica, originariamente destinata a sostenere oltre 3.000 posti di lavoro, rischia dunque di diventare l'ennesimo esempio del fallimento delle politiche europee sulle nuove tecnologie automotive.
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Kia - La K4 Sportswagon riporta una station nei listini europei

La Kia ha presentato la K4 Sportswagon, dedicata al mercato europeo: si tratta della versione con carrozzeria station wagon delle K4 a due e tre volumi già disponibili negli Stati Uniti con propulsori ibridi. Per il momento non sono ancora state fornite indicazioni e tempistiche in merito all'arrivo di questo modello in Italia. 604 litri di capienza per il bagagliaioLa K4 Sportswagon è lunga 4,69 metri, come la berlina: mette a disposizione un generoso passo di 2,72 metri per garantire spazio nella seconda fila e 604 litri di capienza per i bagagli (+166 litri rispetto alla tre volumi). La linea di cintura ascendente contribuisce a slanciare la coda, così come le maniglie delle portiere posteriori nascoste nella cornice dei finestrini. Gli interni, con il doppio schermo da 12,3" pollici, sono gli stessi della berlina.  Benzina con e senza l'ibridoI clienti europei potranno scegliere la K4 Sportswagon nelle varianti 1.0 T-GDI 115 CV con cambio manuale, 1.0 T-GDI Mild Hybrid con cambio automatico e 1.6 T-GDI 150 e 180 CV con cambio automatico, mentre la Full Hybrid seguirà in seconda battuta.
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Dati Aci - Usato in volata: cresce ancora e "doppia" il nuovo. Benzina e diesel sempre in testa

Il 2025 si è confermato un anno di crescita per il mercato delle vetture di seconda mano: secondo l'ultimo bollettino Auto-Trend dell'Automobile Club d'Italia, i passaggi di proprietà sono stati 3.221.145, il 2,1% in più rispetto al 2024. Ogni 100 immatricolazioni di nuove auto sono stati registrati 208 trasferimenti, il che conferma una "vitalità più che doppia del mercato dell'usato rispetto a quello del nuovo".Dicembre, poi, è stato chiuso con una crescita del 3,1% e 263.500 contratti: ogni 100 autovetture targate ne sono state vendute 207 di seconda mano. Il segnale negativo delle radiazioniDiminuiscono, invece, le radiazioni dal Pubblico Registro Automobilistico: -6,5% rispetto al 2024, per un totale di 1.163.974 cancellazioni. Si tratta di un segnale negativo per il settore automobilistico perchè segnala un nuovo aumento del parco circolante. Infatti, ogni 100 vetture nuove, ne sono state radiate 75.Dicembre, però, è andato in controtendenza grazie agli effetti degli incentivi alla rottamazione. Nel mese le radiazioni sono aumentate del 6% a 104.178 pratiche. A spingere sono state soprattutto le demolizioni (+8,5%), a fronte di una crescita più modesta delle esportazioni (+0,8%). Pertanto, il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,82 (ogni 100 auto nuove ne sono state cancellate 82). Benzina e diesel sempre al verticeL'Area Statistica dell'Aci fornisce anche uno spaccato delle motorizzazioni. I dati annuali confermano il predominio delle vetture tradizionali. Infatti, più di tre auto su quattro scambiate (il 77,4% per la precisione) sono ancora a benzina o diesel, ma se le prime crescono del 2,1% su base annuale, le seconde scendono del 5,4%. L'ibrido a gasolio, invece, è quello che segna l'incremento maggiore nei passaggi di proprietà (+47,9%), seguito dall'elettrico (+40%) e poi dall'ibrido a benzina (+31,3%).
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Motorsport - Sauber e Podium, alleanza strategica per le corse

La Sauber Technologies e Podium Advanced Technologies hanno annunciato una partnership strategica che consolida sei anni di lavoro congiunto: la collaborazione tra le due aziende, nata nel 2020 con il progetto della hypercar Glickenhaus 007 LMH, si è successivamente estesa ai programmi Lamborghini GT3 e ST, combinando le competenze aerodinamiche e di simulazione di Sauber con l'expertise ingegneristica di Podium. Quasi 50 anni di esperienza combinataL'accordo, pluriennale, prevede sviluppo tecnico e commerciale condivisi, con l'obiettivo di offrire soluzioni integrate per le auto da corsa. Le due società metteranno insieme risorse e know-how per coprire tutte le competenze necessarie ai programmi di motorsport di alto livello: dall'aerodinamica alla dinamica del veicolo, dai materiali compositi all'elettrificazione. La Sauber Technologies, con sede a Hinwil in Svizzera, porta 33 anni di esperienza in Formula 1, mentre la Podium, fondata nel 2011 a Pont-Saint-Martin, è fornitore ufficiale Gen4 per il campionato FIA di Formula E.
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Colonnine di ricarica - A Monza nasce il primo A2A Power Hub

L'inaugurazione del primo Power Hub di A2A non è stato solo un tradizionale taglio del nastro, ma l'avvio di un vero e proprio "hub laboratorio" pensato per ridefinire gli standard della mobilità sostenibile in Italia. Quello aperto il 13 gennaio a Monza, all'incrocio strategico tra via G. Marconi e via Somalia, è un ecosistema integrato che fonde ricarica ultra-rapida, energia rinnovabile e soluzioni architettoniche all'avanguardia. L'infrastruttura è pensata per diventare un nuovo benchmark per il settore: un investimento di rilievo che, come confermatoci dall'amministratore delegato di A2A E-Mobility, Fabio Pressi, supera la cifra del milione di euro. Dieci prese HPC da 300 kWSotto il profilo tecnico, la stazione è progettata per eliminare ogni "collo di bottiglia" energetico grazie a una connessione da 1,5 MW. L'infrastruttura dispone di 12 punti di ricarica complessivi, suddivisi in cinque colonnine ultrafast da 300 kW e una colonnina City Plug da 14 kW, pensate per soddisfare sia chi necessita di un "pieno" lampo prima di un viaggio, sia chi può permettersi una sosta prolungata. L'intero sistema è gestito da un avanzato Energy Management System che coordina un impianto fotovoltaico da 11 kWp (kilowatt di picco) per l'autoproduzione e un'infrastruttura di accumulo da 100 kWh, ottimizzando i flussi tra rete e veicoli. A rendere il sito un esempio di rigenerazione urbana è il suo design funzionale: la pensilina è stata progettata con un sistema di drenaggio per il recupero dell'acqua piovana, che viene riutilizzata automaticamente per irrigare le aiuole circostanti, mentre la pavimentazione permeabile contribuisce a ridurre l'effetto isola di calore. Controlla i "furbetti"Ma l'innovazione non si ferma all'hardware. Fabio Pressi ha sottolineato come la struttura di Monza serva da test per tecnologie che vedremo presto su larga scala: "Oggi abbiamo guardato anche alla sostenibilità ambientale dell'infrastruttura... è un hub laboratorio dove introduciamo tutte le innovazioni, tant'è che la nuova City Plug è la prima colonnina in corrente alternata che può essere attivata anche attraverso POS", quindi pagando direttamente dalla propria carta di credito, senza alcun abbonamento. Inoltre, A2A ha sviluppato un sistema di monitoraggio della sosta pensato per evitare che le colonnine vengano occupate abusivamente. Grazie alla computer vision, il sistema è in grado di rilevare l'occupazione abusiva degli stalli e comunicare ai guidatori i tempi di sosta previsti tramite un totem multimediale. Le prossime apertureLa stazione di Monza si inserisce nel più ampio Piano Strategico al 2035 del Gruppo A2A, che punta a raggiungere 16.000 punti di ricarica a livello nazionale, con la previsione di realizzare 50 Power Hub simili a quello monzese entro tale data. La scelta della location non è casuale: situata in uno snodo ad alto traffico, la stazione funge da ponte perfetto tra la ricarica lenta urbana e le necessità dell'alta percorrenza. Come spiegato da Pressi, l'obiettivo è offrire la certezza del servizio: "Esci dall'autostrada e sei subito qui, con la certezza di trovare la ricarica, che è la cosa fondamentale".
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Ricarica - Auto elettriche, le batterie perdono il 2,3% di capacità ogni anno

Come tutti i dispositivi alimentati da batterie, anche le auto elettriche devono fare i conti con il progressivo degrado degli accumulatori, che influisce soprattutto sulla capacità disponibile. L'ultimo studio di Geotab, colosso tecnologico canadese della telematica, ha calcolato che il degrado medio annuo delle batterie dei veicoli elettrici è pari al 2,3%. Questo significa che un'auto vecchia di dieci anni deve mettere in conto la perdita di circa un quarto della capacità iniziale, e quindi dell'autonomia complessiva. Nello studio emerge però un aspetto molto importante, ossia che il degrado dipende in maniera significativa dalla potenza con cui viene caricata l'auto, e dalla frequenza con cui si accede alle colonnine in corrente continua. Quanto incide la potenza di ricaricaLo studio, che arriva dopo anni di ricerche, ha raccolto dati e informazioni da oltre 22.700 veicoli elettrici di 21 marchi e modelli. L'utilizzo frequente delle colonnine ad alta potenza e in corrente continua (HPC e DC), con potenze di ricarica superiori ai 100 kW, contribuisce ad aumentare il degrado delle batterie, che arriva fino al 3% all'anno. Chi, invece, sfrutta maggiormente la ricarica in corrente alternata (AC), riduce il degrado fino all'1,5% (la metà).  Altri fattori esterni, come il clima, sono risultati avere un impatto minore sulla perdita di prestazioni delle batterie: in particolare, nelle regioni più calde il tasso di degrado annuo è superiore di circa lo 0,4% rispetto a zone con clima più mite. Meglio la ricarica casalingaLo studio di Geotab conferma quanto abbiamo detto e scritto in più occasioni, ossia che è sempre meglio ricaricare la batteria della propria auto elettrica utilizzando potenze basse (come quelle delle wallbox casalinghe) e ricorrendo alle colonnine ad alta potenza solo nei viaggi lunghi, o quando non è possibile fare diversamente. 
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In Cina - Volkswagen ID. Era 9X: la maxi Suv con il primo range extender del gruppo

La Volkswagen ha presentato in Cina la ID. Era 9X. Derivata direttamente dalla ID. Era Concept del 2025, la ID. Era 9X sarà prodotta dalla joint venture con la SAIC e porta al debutto il primo powertrain elettrico con range extender del gruppo tedesco. Stile unico per le ID cinesi La ID.Era 9X è una Suv sei posti dallo stile imponente e ben diverso rispetto alle ID proposte in altri mercati. Misura 5,2 metri con 3,07 metri di passo, è larga 1,99 metri ed è alta 1,81 metri. La firma luminosa è specifica e allineata agli altri modelli che la Volkswagen ha studiato espressamente per il mercato cinese, mentre gli interni non sono stati ancora svelati. Il primo range extender VolkswagenLa novità più importante, anche in ottica globale, è il debutto assoluto nel Gruppo Volkswagen del range extender, che arriverà nel 2027 anche sui modelli del rinato marchio Scout. La Suv, infatti, ospita dentro il cofano un 1.5 turbobenzina a ciclo Miller da 141 CV con turbina a geometria variabile che lavora soltanto per ricaricare le batterie, mentre la trazione è garantita dai motori elettrici: uno singolo posteriore da 295 CV sul modello base, oppure da entrambi sulla dual motor da 510 CV. La batteria viene proposta nelle varianti da 51,1 e 65,2 kWh: il modello più capiente garantisce 400 km di autonomia nel ciclo CLTC e circa 965 km totali considerando anche il serbatoio di benzina. 
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Anteprima - Leapmotor 2026: tutte le novità in arrivo, elettriche ed Erev

Nel corso del 2026 la Leapmotor (marchio cinese gestito in joint venture con il gruppo Stellantis) amplierà la sua gamma per l'Europa, Italia compresa: tra le novità che arriveranno nelle concessionarie c'è la Suv elettrica compatta B03X (che in Cina è commercializzata con il nome di A10) e la berlina B05, entrambe viste al Salone di Bruxelles.La hatchback compatta, disponibile inizialmente con motori elettrici, potrebbe poi arrivare anche con powertrain range extender. Questa motorizzazione entrerà prima dell'estate nella gamma della B10, già in vendita qui da noi. Nel corso del 2026 dovrebbe infine essere la volta di una piccola berlina elettrica costruita sulla base della B03X. Leapmotor B03XCommercializzata in Cina con il nome di A10, questa nuova crossover elettrica ha dimensioni compatte: è lunga poco più di 4,2 metri, larga 1,8 e ha un passo di 2,6 metri, per un'abitabilità da segmento superiore. Il design riprende quello delle altre Suv della Casa, con i gruppi ottici di forma affusolata, il muso senza prese d'aria e la linea di cintura alta. A dare carattere all'auto contribuiscono i montanti posteriori di colore nero e le protezioni in plastica sui passaruota e nella parte bassa della carrozzeria. Costruita su un'evoluzione dell'architettura Leap 3.5 usata dalla sorella maggiore B10, la B03X monterà un motore elettrico da 122 CV alimentato da una batteria al litio-ferro-fosfato. La capacità degli accumulatori non è stata comunicata, ma secondo la casa dovrebbe coprire (nel ciclo di omologazione per la Cina) fino a 500 chilometri. Per la ricarica bastano 16 minuti perpassare dal 30 all'80%. Alti gli standard di sicurezza: sulla sommità del parabrezza è presente anche un sensore Lidar per gli Adas più evoluti.Quando arriva: settembre 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 35.000 euro Leapmotor B05Non solo crossover e citycar: la Leapmotor si appresta a introdurre in Europa la B05, una berlina a cinque porte lunga 4,4 metri e con un passo di 2,7, dalle linee esterne molto morbide e con dettagli ricercati come le maniglie a scomparsa. Gli interni dovrebbero essere molto simili a quelli della B10, con il grande schermo da 14,6 per l'infotainment e la strumentazione digitale da 8,8. La B05 nascerà elettrica, con un powertrain da oltre 200 cavalli e con almeno un paio di opzioni a livello di batteria: l'autonomia dichiarata dovrebbe superare i 400 km. Più avanti è probabile l'arrivo di una versione con powertrain Erev, ossia con propulsione elettrica e un'unità termica che si occupa di ricaricare la batteria.   A meno di cambi di strategia dell'ultimo minuto, in Europa la B05 dovrebbe arrivare anche nella versione Ultra ad alte prestazioni, con dettagli racing (come il grande spoiler sul lunotto), assetto ribassato, paraurti posteriore sportivo e minigonne laterali.Quando arriva: giugno 2026Motorizzazione: elettrica, ibrida ricaricabileQuanto costerà: da circa 30.000 euro Leapmotor B10 EREVCome già visto sulla sorella maggiore C10, anche la Suv media presto avrà una versione ibrida plug-in da 215 CV con batteria da 28,4 kWh. Il motore termico sarà un 1.5 benzina, il cui compito sarà esclusivamente ricaricare gli accumulatori.Quando arriva: maggio 2026Motorizzazione: ibrida ricaricabileQuanto costerà: da circa 30.000 euro Leapmotor A05/B03Nel 2026 dovrebbe arrivare una hatchback compatta costruita sulla base della B03X, con la quale condividerà le dimensioni. Si tratta di un modello destinato al mercato europeo, ma non solo. Inizialmente disponibile come elettrica pura, verrà successivamente proposta con range extender.Quando arriva: 2026Motorizzazione: elettrica, ibrida ricaricabileQuanto costerà: prezzo non dichiarato
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Stellantis - Opel produrrà in Algeria per servire Nord Africa e Medio Oriente

Stellantis rafforza la sua scommessa sul Nord Africa. Opel sceglie l'Algeria come nuovo sito produttivo al di fuori dell'Europa, ha scritto sul suo account LinkedIn l'amministratore delegato del Blitz, Florian Huettl, aggiungendo che la decisione rappresenta una significativa espansione della presenza internazionale di Opel nella regione Medio Oriente e Africa e rafforza il nostro impegno a lungo termine per una crescita regionale sostenibile.Analogo post è poi apparso sull'account di Samir Cherfan, responsabile della regione Medio Oriente & Africa, che ha parlato di una tappa rilevante per il marchio, per l'Algeria e per la regione. Per ora pochi dettagliI due manager, nel corso di un recente incontro (foto sopra), hanno rimarcato un'ambizione condivisa: realizzare il progetto dello stabilimento Opel e contribuire attivamente allo sviluppo dell'industria automobilistica nazionale attraverso la produzione locale, l'integrazione industriale e investimenti a lungo termine.Per Cherfan, il futuro sito industriale sarà integrato nella consolidata rete produttiva di Opel in Europa, permettendo di servire al meglio i clienti algerini così come la più ampia regione del Medio Oriente e dell'Africa. pienamente coerente con la nostra strategia: produrre nella regione, per la regione.Per ora non ci sono dettagli sul progetto industriale, tra cui località, tempistiche, programmi e prodotti. Tuttavia, non è da escludere l'ipotesi che non venga realizzato un nuovo impianto ad hoc per il marchio tedesco, ma venga utilizzato un sito industriale da poco inaugurato alle porte di Orano. Difatti, Huettl parla anche di un'unità produttiva dedicata e progettata per servire i clienti algerini. Il progetto FiatOpel, che solo due anni fa è sbarcato sul mercato algerino, si affianca infatti alla Fiat. Per il marchio torinese è stato già definito un programma di espansione commerciale e produttiva con il supporto dell'Agenzia algerina per la promozione degli investimenti. Il piano si sostanzia nel lancio di sei modelli, di cui quattro prodotti nella nuova fabbrica di Tafraoui, alle porte proprio di Orano.Stellantis, insieme ai suoi fornitori, ha stanziato oltre 200 milioni di euro per una prima fase di investimenti che porterà lo stabilimento ad avere una capacità produttiva di 90 mila veicoli l'anno, con quasi 2.000 posti di lavoro e un tasso di localizzazione delle forniture superiore al 30%.
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Jeep - La Wrangler 85th Anniversary è il nuovo allestimento per gli Stati Uniti

Mentre in Europa il modello si prepara ad uscire dai listini, negli Stati Uniti la Jeep ha annunciato il terzo Airdrop dei dodici previsti quest'anno per celebrare gli 85 anni del marchio, nell'ambito dell'iniziativa Twelve 4 Twelve. Nei mesi scorsi sono state presentate la Moab 392 e la Whitecap. Le specifiche della 85th AnniversaryIl nuovo allestimento della Wrangler è denominato 85th Anniversary e sarà offerto come optional con un prezzo aggiuntivo di 710 dollari: della dotazione fanno parte badge esterni in colore Blue Agave, cerchi da 17 in tinta Oxide, ganci traino color bronzo, parafanghi in tinta carrozzeria, finiture interne con ricami personalizzati e tessuto plaid, leva del cambio dedicata e tappetini Berner per abitacolo e bagagliaio. Il pacchetto rende inoltre di serie accessori come i sedili e volante riscaldabili, il sistema keyless, l'impianto audio Alpine e i fari a led. L'addio all'EuropaLa Jeep ha deciso invece di ritirare la Wrangler dal mercato europeo entro la fine del 2026. Il motivo è da ricercare nelle tendenze di mercato e nella necessità di ridurre le emissioni della gamma. Non è escluso che il modello torni in una variante esclusivamente elettrica, ma nel frattempo i clienti potranno affrontare gli sterrati con la nuova Recon.
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Salone di Bruxelles - Le nuove elettriche della Subaru arrivano in Europa

La Subaru ha scelto il Salone di Bruxelles per presentare in anteprima europea tre modelli elettrificati destinati al mercato europeo. Si tratta della e-Outback, della Solterra restyling e della Uncharted, già anticipate nel corso del 2025. Si scrive Outback, si legge TrailseekerLa e-Outback è un modello elettrico totalmente inedito per l'Europa. stata presentata negli Stati Uniti con il nome di Trailseeker, ma nel Vecchio Continente adotterà una denominazione diversa, più familiare ai clienti europei. Lunga 4,83 metri, adotta la trazione integrale con due motori elettrici da 380 CV totali e una batteria da 74,7 kWh per percorrere circa 500 km con una carica (dato in corso di omologazione). Il restyling della SolterraLa Solterra Model Year 2026 è invece il restyling della crossover che ha portato per la prima volta il marchio Subaru nel settore delle auto elettriche. L'aggiornamento riguarda il design, gli interni e il powertrain: la potenza totale dei due motori sale a 338 CV e la nuova batteria da 73,1 kWh consente di superare i 500 km di autonomia con ricarica a 150 kW (10-80% in 30 minuti). La nuova Uncharted derivata dalla C-HR+La Subaru Uncharted è la sorella della Toyota C-HR+, dalla quale si distingue principalmente per il design. Lunga 4,52 metri, questa Suv è proposta nelle varianti a trazione anteriore da 224 CV e integrale da 338 CV, entrambe con batteria da 74,7 kWh: in base all'allestimento è prevista una autonomia fino a 600 km, ma i dati definitivi saranno resi noti solo all'apertura degli ordini.
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Sfida tra colossi - Toyota domina le vendite globali: il distacco da Volkswagen cresce nel 2025

La Toyota non ha ancora diffuso i dati commerciali definitivi per il 2025, ma si può già dire, senza timore di smentita, che la Casa giapponese si è confermata al vertice delle vendite globali per il sesto anno consecutivo. Non solo: i numeri finora disponibili mostrano come il vantaggio nipponico sui tedeschi della Volkswagen sia cresciuto in modo evidente nel corso dell'anno da poco concluso. Dati parziali, ma inequivocabiliIn dettaglio, il gruppo Volkswagen ha comunicato per il 2025 la vendita di 8.983.900 veicoli di tutte le tipologie e per tutti i suoi marchi. Il costruttore di Wolfsburg ha così registrato una lieve flessione dello 0,5%, dovuta soprattutto all'andamento negativo della Cina, dove il -8% è legato all'intensificarsi della concorrenza locale e alle difficoltà nel premium di Audi e Porsche e nel segmento delle elettriche (-44,3%).Male anche il Nord America, con un calo del 10,4%, influenzato dalle nuove politiche protezionistiche dell'amministrazione Trump. Al contrario, sono positivi i risultati in Europa occidentale (+3,8%), Europa orientale (+9%), Sud America (+11,6%) e Medio Oriente/Africa (+10,1%). La distanza aumentaIl gap da Toyota è ampio e destinato ad aumentare con la pubblicazione dei dati annuali del gruppo giapponese, che solo nei primi 11 mesi dell'anno scorso ha venduto 10.327.976 veicoli in tutto il mondo, con una crescita anno su anno del 4,8%.Le sole Toyota e Lexus totalizzano 9.605.105 vendite globali (+3,8%). A livello geografico, il colosso nipponico ha chiuso il periodo gennaionovembre con risultati positivi in Nord America (+7,2%) ed Europa (+1,6%) e, soprattutto, con un ritorno alla crescita in Cina (+1,8%) dopo quattro anni di difficoltà commerciali.
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Renault - Filante, la nuova ammiraglia full hybrid sviluppata con Geely

Prosegue l'espansione internazionale della Renault nei mercati extraeuropei, guidata dall'International Game Plan 2027. Lo scorso anno abbiamo aumentato dell'11% le vendite fuori dal vecchio Continente, ha spiegato il ceo della Régie Fabrice Cambolive, ricordando che entro il 2027 la Casa francese lancerà otto nuovi modelli destinati a diverse aree strategiche, tra cui Turchia, India e Corea del Sud, sostenuti nello sviluppo da un investimento complessivo di tre miliardi di euro. Filante: un modello con tante novitàIl primo tassello di questa strategia è stata la Suv compatta Kardian, introdotta dal 2023 in Sud America, Nord Africa ed Europa dell'Est. A seguirla è ora la Renault Filante, sviluppata assieme al costruttore cinese Geely, che rappresenta non solo un manifesto strategico e industriale del nuovo corso della Losanga, ma anche un cambio di rotta per quanto riguarda l'impronta stilistica del marchio. Prodotta a Busan, in Corea del Sud, la Filante debutterà sul mercato locale a marzo di quest'anno, per poi essere introdotta progressivamente sui mercati dell'America Latina. Al momento, non sono noti piani per commercializzare la Filante anche in Europa. La Renault più grande di sempreCon 4.915 mm di lunghezza, 1.890 mm di larghezza e 2.820 mm di passo, la Filante è la Renault più grande mai realizzata, con dimensioni che la collocano a pieno titolo nel segmento D. Una scelta che si traduce in una marcata presenza su strada e in un'abitabilità di riferimento, soprattutto per i passeggeri posteriori, contando anche su un bagagliaio che può arrivare fino a 2.071 litri (con i sedili abbattuti).Il design della carrozzeria, sviluppato tra Francia e Corea del Sud, fonde i codici di berlina e Suv in un profilo slanciato da crossover. Il frontale è dominato da una calandra luminosa tridimensionale, mentre la firma a LED, con diverse animazioni, rafforza la componente emozionale. Il posteriore scolpito, privo di tergicristallo, evidenzia invece l'attenzione all'aerodinamica. Comoda e tecnologicaAll'interno la Renault Filante punta dichiaratamente sul comfort: la plancia orizzontale integra l'inedito OpenR Panorama Screen, con tre schermi da 12,3 affiancati e un head-up display in realtà aumentata da 25,6. Materiali curati, ambient lighting personalizzabile con 48 colori, sedili avvolgenti e un tetto panoramico in vetro da 1,1 m contribuiscono a creare un ambiente di livello superiore, pensato per i lunghi viaggi.La dotazione tecnologica è altrettanto ambiziosa. In aggiunta ai 30 sistemi Adas già presenti, la Filante porta al debutto tre tecnologie inedite per la Renault: la funzione di sterzata d'emergenza per evitare le collisioni, il retrovisore interno digitale e il sistema di rilevamento della presenza di bambini. Il sistema infotainment basato su Android Automotive è sempre connesso, aggiornabile over-the-air e affiancato da un assistente vocale evoluto, capace di apprendere le abitudini del conducente. Il motore è un full hybrid da 250 CVPer quanto riguarda la meccanica, a fare da base alla vettura è la piattaforma Cma, che ospita un'evoluzione della motorizzazione Full Hybrid E-Tech da 250 CV e 565 Nm. Il sistema abbina un 1.5 turbo benzina a due motori elettrici alimentati e, grazie alla trasmissione automatica DHT Pro, secondo i progettisti offre fluidità ed efficienza, facendo largo impiego della modalità elettrica nella guida quotidiana. 
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Anteprima - Skoda Peaq: la nuova Suv elettrica a 7 posti

Si chiamerà Skoda Peaq la nuova Suv elettrica a sette posti della Casa boema, attesa alla presentazione ufficiale nell'estate 2026. Il modello, come mostrano le prime immagini diffuse, riprende molto da vicino la concept Vision 7S del 2022, la concept che ha introdotto il linguaggio stilistico Modern Solid, oggi alla base dei più recenti modelli Skoda. Per famiglie avventuroseControparte elettrica della Kodiaq, la nuova Suv di segmento D adotterà una calandra larga, sottile e chiusa, affiancata da gruppi ottici a forma di T soluzione ripresa anche al posteriore. Il cofano presenta un incavo centrale e rinuncia al logo tradizionale, sostituito dal lettering Skoda.La parte superiore punta su linee eleganti, con maniglie a scomparsa e il nome del modello inciso sul terzo montante; nella zona inferiore spiccano invece elementi più robusti, come i paraurti in plastica, le sette feritoie frontali e il predellino incassato. Nelle versioni più accessoriate gli specchietti retrovisori lasciano spazio a telecamere sottili.Il passo della Peaq supererà i tre metri. L'auto nascerà sull'evoluzione più recente della piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen, con architettura a 400 volt, diversi tagli di batteria e più configurazioni di powertrain, inclusa una variante dual motor con trazione integrale.
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Mercato premium - Perché BMW vende più di Mercedes: sportività, Cina e meno rischi sullelettrico

La corsa al trono del segmento premium premia ancora una volta la BMW, che nel 2025 si conferma al vertice delle vendite globali. Il costruttore bavarese supera per il quarto anno consecutivo Mercedes , allargando il distacco sugli storici rivali di Stoccarda sia come gruppo, sia come singolo brand. I numeri del primatoI dati forniti dalle due aziende tedesche certificano quello che potrebbe ormai essere definito come un dominio per la società guidata ancora per pochi mesi da Oliver Zipse. In particolare, il gruppo BMW ha chiuso il 2025 con 2.463.715 vetture vendute in tutto il mondo, lo 0,5% in più rispetto al 2024. La Mercedes-Benz, invece, ha commercializzato in totale 2,16 milioni di veicoli, ma in questo numero sono inclusi anche i commerciali leggeri. Inoltre, la Casa della Stella ha subito una flessione del 10%.In sostanza, i bavaresi sono riusciti a superare un anno comunque difficile, mentre i rivali hanno dimostrato ancora una volta di essere entrati in una fase complessa dal punto di vista commerciale. Una prova arriva dai numeri delle vendite dei brand di autovetture di riferimento: la BMW ha registrato 2.169.761 unità vendute, subendo un calo di appena l'1,4%, mentre la Mercedes ha consuntivato 1.800.800 auto, il 9% in meno. Due strade divergenti: i motiviI numeri confermano, dunque, la validità delle strategie attuate a Monaco di Baviera e le difficoltà di quelle di Stoccarda. La Mercedes sta pagando una politica commerciale sempre più incentrata sull'alto di gamma e progetti di elettrificazione che hanno già presentato il conto in termini di perdite economiche; la BMW, invece, ha cercato di mantenere il suo Dna basato sulla sportività (il reparto M ha messo a segno un +3,3%, con 213.457 vendite), beneficiato dei nuovi piani prodotto della Mini, tornata a mostrare tassi di crescita a doppia cifra nel 2025 (+17,7% e 288.290 unità) e preferito imboccare un percorso improntato sulla neutralità tecnologica.A tal proposito, le vendite di auto alla spina sono migliorate dell'8,3% a 642.087, con le sole elettriche in aumento del 3,6% a 442.072. Al contrario, la Mercedes ha subito un calo delle auto a batteria del 9% a 168.800 unità, mentre le elettrificate sono risultate sostanzialmente stabili a 368.600.Un altro aspetto dirimente emerge dalla suddivisione per aree geografiche. Per la BMW, la crescita in Europa e Americhe ha compensato il calo ormai costante della Cina, dove Stoccarda ha comunque fatto peggio di Monaco. In dettaglio, le vendite di BMW e Mini nel Vecchio Continente sono aumentate del 7,3% (1.016.360), con la Germania in crescita dell'8,7%, mentre oltreoceano sono migliorate del 5,7% (508.221), con i soli Usa in salita del 5% (417.638). In Asia, sono risultate pari a 871.550 (-9,3%), di cui 625.527 nel Paese del Dragone, dove la flessione è stata del 12,5%.Dal canto suo, la Mercedes ha subito una contrazione dell'1% in Europa (634.600 vetture, di cui 213.200 sul mercato tedesco), del 12% in Nord America (320.600) e Usa (284.600), mentre in Asia è scesa del 16% a causa del -19% della Cina, dove ha commercializzato 551.900 auto. Un quarto trimestre in chiaroscuroDetto questo, i numeri dipingono un quadro solo in parte positivo, perché se si limita lo sguardo al solo quarto trimestre entrambe le aziende lanciano alcuni segnali di sofferenza. Tuttavia, anche in questo caso, sono i bavaresi a fare meglio.Infatti, il gruppo BMW ha chiuso gli ultimi tre mesi dell'anno scorso con un -4,1% e 667.981 vendite, di cui 584.379 BMW (-5,2%) e 82.038 Mini (+4,9%). In tale quadro le elettrificate calano del 6,6% a 171.800, con le auto a batteria in flessione del 10,5% a 118.635. Inoltre, la Cina flette del 15,9% (160.556 unità) e le Americhe del 3,5% (145.127, di cui 120.398 in Usa), annullando così il +4% dell'Europa (278.715), legato soprattutto al +14,4% della Germania.Per la Mercedes il trimestre risulta in calo del 12% a 459.400 unità, anche se le elettriche salgono del 3%. Stabili Europa e Germania, mentre la Cina crolla del 22% e il Nord America del 28% (-19% negli Stati Uniti). Perché BMW resta leaderIn conclusione, nell'attuale fase di crisi del settore, i bavaresi stanno beneficiando della loro diversificazione geografica e di prodotto, mentre i numeri dei rivali di Stoccarda dimostrano le difficoltà di una strategia troppo incentrata sull'alto di gamma e sull'elettrico.
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Auto elettriche - Polestar, vendite record nel 2025: ora tocca al nuovo piano strategico

La Polestar ha registrato nel 2025 il suo miglior anno di sempre: con circa 60.119 vetture consegnate, la crescita rispetto al 2024 è stata del 34% (la Casa stima 15.608 vetture nell'ultimo trimestre, per un incremento su base annua del 27%). Un risultato ottenuto nonostante un contesto esterno ancora complesso e condizioni di mercato sfidanti, spiega Michael Lohscheller, ceo della Polestar, reso possibile dall'espansione della nostra rete commerciale, cresciuta di oltre il 50% nel corso dell'anno. In Italia, con 521 vetture vendute nel 2025, la crescita su base annua è stata del 65%. Appuntamento a febbraioLa Polestar presenterà il nuovo piano strategico il prossimo 8 febbraio in un live streaming, con una serie di novità legate agli aggiornamenti di prodotto e alle prospettive finanziarie della Casa, che fa parte del gruppo Geely.
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Gruppo Chery - iCaur, il nuovo brand di fuoristrada punta sul range extender

Il gruppo Chery è già presente in Italia con i marchi Omoda e Jaecoo, a cui presto si unirà anche Lepas. Ma c'è di più, perché nel corso del 2026 arriverà in Europa anche iCaur, un nuovo brand premium dedicato agli appassionati del fuoristrada, che proporrà modelli dalle linee classiche, con richiami ad alcune storiche off-road inglesi, ma dotati di trazione integrale e powertrain elettrificati. Si inizia con la V27Il primo modello a sbarcare nel Vecchio Continente sarà la grande Suv V27: lunga oltre cinque metri e con un passo di 2,9, quest'auto si caratterizza per le linee squadrate, i gruppi ottici di forma circolare e l'insolito tetto panoramico Stellar Porthole, diviso in due parti in senso longitudinale. All'interno tanto spazio per passeggeri e bagagli (a cui si accede dal portellone incernierato su un lato), una plancia minimal e moderna, con un grande schermo dell'infotainment al centro e un piccolo display per la strumentazione dietro il volante. Oltre alle buone capacità in fuoristrada, favorite dall'altezza da terra e da elevati angoli caratteristici, la V27 può essere arricchita con portapacchi, tende da tetto e altre attrezzature. Un motore range extender per cominciareIl powertrain della V27 è un range extender: a muovere le quattro ruote motrici provvedono due motori elettrici, uno per asse, con una potenza massima di 335 kW (455 CV) e uno zero-cento coperto in 5,5 secondi. La batteria ha una capacità di 34,3 kWh, che consentono all'auto di percorrere in modalità elettrica fino a 156 chilometri. L'unità termica di 1.5 litri da 143 CV si occupa di ricaricare gli accumulatori: sfruttando tutto il serbatoio della benzina, l'autonomia complessiva supera i mille chilometri. Prezzi e tempistiche più precise di arrivo sul mercato non sono ancora stati annunciati.
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Motorsport - Kalle Rovanperä inizia la scalata verso la Formula 1

Mancano pochi giorni alla partenza del WRC, con l'evento d'esordio il Rally di Monte Carlo fissato dal 23 al 25 gennaio 2026 tra il Principato e le Alpi francesi. Quest'anno, tra gli assi del volante e del controsterzo presenti al via, mancherà però la stella di Kalle Rovanperä, che lascia orfano il fanatico pubblico dei Paesi nordici perché impegnato nel Castrol Toyota Formula Regional Oceania Trophy. Obiettivo? Macinare punti per la superlicenza e inseguire il sogno della Formula 1. Passaggio alle ruote scoperteSi tratta di un percorso inedito per un pilota rally: solitamente la transizione avviene infatti nella direzione opposta come nel caso di Kimi Räikkönen. Tuttavia, il giovane finlandese ha già un programma strutturato per compiere questo salto: accumulare esperienza quest'anno con i quattro appuntamenti invernali della Castrol Toyota Formula Regional Oceania Trophy e successivamente correre nella Super Formula. Toccherà poi rivolgere uno sguardo al 2027, anno in cui Rovanperä punta a un sedile in Formula 2: ultimo step oggi per agguantare il famigerato volante in un team del Circus. Un percorso di crescita in cui il pilota avrà il supporto di Toyota e anche dell'italiana Tatuus. Il primo stepIl Castrol Toyota Formula Regional Oceania Trophy è un campionato propedeutico perfetto per il periodo invernale quando la maggior parte delle competizioni sono ferme ai box. Infatti, qui Kalle Rovanperä sfiderà i più talentuosi piloti del panorama Formula Regional e Formula 3, come Freddie Slater, Louis Sharp e Ugo Ugochukwu. Il campionato ha formato piloti del calibro del campione del mondo Lando Norris, Tsunoda, Stroll e Lawson. La vettura su cui salirà Rovanperä è una monoposto Tatuus con telaio T-318 in configurazione FT-60, ovvero motorizzata con propulsore Toyota da 2.0 litri alimentato da bio-carburanti. Obiettivo: macinare chilometriL'ex rallysta non punta certo a podi e vittorie immediate, ma a costruire basi solide per migliorare la guida con le monoposto. Per lui si tratta di un allenamento: già a dicembre The Flying Finn aveva percorso i primi chilometri in un test con la Super Formula categoria con cui correrà nel 2026 poi sfortunatamente interrotto per motivi medici. Il resoconto dell'ultimo weekend per Rovanperä non si può definire dei più rosei: nelle prime quattro gare ha ottenuto due top 15 e un ritiro, dopo essere stato coinvolto in una carambola al via. Tra i protagonisti del weekend spiccano invece Louis Sharp (futuro pilota Prema in F3) e lo statunitense Ugo Ugochukwu, due volte sul gradino più alto del podio.
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Dacia - La nuova citycar elettrica affiancherà la Spring

La Dacia presenterà nel 2026 una elettrica entry level che affiancherà e non sostituirà immediatamente l'attuale Spring, appena rinnovata. I vertici del marchio hanno confermato l'arrivo del modello basato sulla meccanica della nuova Twingo, noto per il momento come Evader: il lancio del prodotto di serie potrebbe avvenire al Salone di Parigi con prezzi a partire da circa 18.000 euro. Evader e Spring a listino insiemeIn un mercato dove le auto elettriche non sono ancora affermate come previsto, la scelta della Dacia appare controcorrente; tuttavia, i vertici hanno immaginato una coesistenza delle vetture nel segmento A soltanto per un periodo di tempo, visto che la Spring sarà gradualmente mandata in pensione. La seconda elettrica Dacia, progettata e prodotta in Europa a differenza della Spring, avrà dimensioni maggiori, un prezzo superiore e un look da Suv in miniatura, replicando le proporzioni esterne della Twingo elettrica a cinque porte.
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Sicurezza stradale - Auto richiamate e mai riparate: le mine vaganti saranno consultabili online

Passo decisivo verso la trasparenza sui richiami di sicurezza delle auto: nasce l'elenco telematico che rivelerà quali veicoli non hanno ancora ricevuto gli interventi prescritti dalle Case, nonostante i rischi per la salute e la sicurezza. Un caso su tutti? Quello degli airbag Takata difettosi, al centro di un maxi richiamo globale che ha coinvolto - e coinvolge tuttora - milioni di veicoli.Un database consultabile da tutti, pensato per ridurre le mine vaganti sulle nostre strade. Nasce l'elenco telematico dei richiamiGrazie a un decreto del direttore generale della Motorizzazione civile, Gaetano Servedio - che attua il nuovo articolo 80 bis del Codice della strada, introdotto con la riforma del 2024 - nasce finalmente l'archivio dei veicoli non sottoposti a richiamo.Il costruttore che, dopo 24 mesi dall'avvio della campagna di richiamo, riscontri che un veicolo non sia stato ancora adeguato, ha l'obbligo di inserire i dati nell'elenco telematico istituito dalla Motorizzazione e di provvedere al suo aggiornamento. Un database delle mine vagantiIl primo passo verso la realizzazione di questo database è stato compiuto nei giorni scorsi con la pubblicazione della norma che istituisce, presso il Centro elaborazione dati della Motorizzazione civile a Roma, il cosiddetto elenco telematico.Questa lista riguarda i veicoli di categoria M (autovetture), N (autocarri) e O (rimorchi) inseriti in una campagna di richiamo sui quali, dopo due anni, non si sia ancora intervenuti. Una sorta di black list di potenziali mine vaganti, finora note solo alle Case auto. Le informazioni a cui si potrà accedereLe informazioni a cui si potrà accedereNell'elenco saranno consultabili da tutti i cittadini:Costruttore e marchio del veicoloModello e tipo di veicoloNumero di telaio (VIN)Periodo di produzione e codice della campagna di richiamoData di avvio e di pubblicazione della campagnaDescrizione del difetto e misure correttiveCodice Rapex (sistema di allerta UE) Aggiornamento in tempo realeLe Case dovranno inserire e aggiornare costantemente i dati, cancellando i file subito dopo l'intervento. Chi omette l'aggiornamento rischia una sanzione da 10.000 a 60.000 euro per ciascuna misura non adottata. Accesso dal Portale dell'automobilistaL'elenco sarà consultabile attraverso il Portale dell'automobilista su cui sarà attivata una funzione di ricerca avanzata. Questa funzione sarà particolarmente utile prima dell'acquisto di un'auto usata, per verificare che il mezzo non si trovi nella "black list", o in caso di incidenti stradali. Quando sarà operativo?Ma quando potremo finalmente consultare questi dati? Ci vorrà ancora un po' di tempo. Per ora si sa che il decreto, come si legge nello stesso provvedimento, acquista efficacia entro 60 (sessanta) giorni dalla pubblicazione, dunque entro il 17 febbraio 2026.La data, tuttavia, non è perentoria né può esserlo in considerazione del fatto che la realizzazione e il collaudo di una nuova piattaforma informatica, soprattutto da parte di una pubblica amministrazione soggetta a procedure particolarmente rigide e vincolanti, richiedono un tempo tecnico non prevedibile a priori. Non solo. Dal momento in cui la piattaforma sarà messa a disposizione delle Case, occorrerà poi del tempo per popolarla. Insomma, è probabile che ci vorranno alcuni mesi. Addirittura, secondo un'interpretazione estrema della norma da parte di alcuni addetti ai lavori, il calcolo dei 24 mesi a partire dalla data del richiamo da cui scatterebbe l'obbligo, per le Case, di popolare la nuova banca dati decorrerebbe dall'entrata in vigore della legge, avvenuta il 14 dicembre 2024. Un'interpretazione inaccettabile in considerazione del rischio grave per la salute o la sicurezza delle persone che deriva dalla circolazione di mezzi soggetti a richiamo di sicurezza.
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Tokyo Auto Salon - La Civic Type R e la Prelude diventano più cattive

La Honda ha presentato al Tokyo Auto Salon numerosi modelli sportivi firmati HRC, prendendo ispirazione dall'esperienza della Casa giapponese nel motorsport. La filosofia scelta è quella di una doppia linea di allestimenti, Sport e Trail, dedicati rispettivamente ai modelli stradali e al mondo delle Suv e delle fuoristrada. Le Civic Type R e Prelude "vitaminizzate"Per gli appassionati di guida sono state sviluppate le Civic Type R e Prelude HRC Concept. La Civic ha già concluso la sua carriera in Europa, ma è ancora in produzione in Giappone. Per quanto riguarda la Honda Prelude, la Casa ha anticipato il pensiero degli appassionati: il ritorno di una coupé sportiva non può che essere accompagnato da versioni più "pepate". Al momento la gamma di serie prevede soltanto un allestimento con motore ibrido e il nuovo cambio Honda S+ automatico. Le due HRC Concept sono caratterizzate da livree speciali e adottano accessori dedicati che esaltano il piacere di guida. Non è escluso che possano anticipare una linea di optional HRC Performance Line disponibile in futuro per i clienti. Le versioni Trailsport dei modelli a ruote alteLa stessa filosofia delle HRC Concept è stata applicata al mondo delle ruote alte con le Trailsport HRC Concept dei modelli Honda CR-V, ZR-V, Vezel (conosciuta da noi come HR-V) e WR-V. Questi modelli sono destinati a trasformarsi rapidamente in allestimenti sportivi di serie, come dimostra la Pilot Trailsport Elite, già introdotta negli Stati Uniti ed esposta in Giappone per la prima volta. Civic, Super-ONE e N-ONELa Honda ha svelato tre ulteriori anteprime: la Civic e:HEV RS Prototype, la Super-ONE Prototype e la N-ONE RS Racing Mate Concept. La Civic anticipa una versione di serie che adotterà la stessa trasmissione presentata sulla Prelude in abbinamento a un allestimento sportivo e al motore ibrido. La Honda Super-ONE è la compatta elettrica già presentata in passato, ora esposta in una delle colorazioni definitive; gli ordini si apriranno in Giappone entro fine anno. La N-ONE, infine, è basata sul restyling appena introdotto e anticipa il possibile ritorno del cambio manuale, rendendo omaggio a una delle aziende di elaborazione più note degli anni '60.
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Ue-Cina - Auto elettriche cinesi, è davvero la fine dei dazi sull'import in Europa?

Con una certa enfasi, Pechino annuncia un accordo con l'Europa per cancellare i dazi sulle auto elettriche costruite in Cina ed esportate in Europa: al loro posto, secondo la Camera di commercio cinese presso l'Ue, verrebbero introdotti prezzi minimi, grazie a specifiche linee guida pensate da Bruxelles. Che però getta acqua sul fuoco: Il documento che abbiamo pubblicato, spiega il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill, è destinato a fornire orientamenti agli esportatori cinesi. Nient'altro. In sostanza, i costruttori potrebbero prendere in considerazione "la presentazione di offerte di impegno sul prezzo per l'esportazione di elettriche". Sarà davvero il primo passo verso l'abolizione dei dazi, come vorrebbe Pechino, oppure c'è ancora molto da fare? Vediamo di capirlo ripercorrendo tutte le tappe della vicenda, dal principio alle novità di oggi. La stangata del 2024Il 31 ottobre 2024, l'Ue impone delle tariffe extra alle Case cinesi che esportano elettriche nell'Unione, molto più alte rispetto alle tasse già applicate (pari al  10%). Stando a Bruxelles, infatti, Pechino avrebbe aiutato con sussidi massicci i produttori locali, alterando la normale competizione coi costruttori europei: in pratica, Bruxelles punisce le sovvenzioni governative sleali. Ossia ordini per flotte governative, prestiti a basso interesse da parte di banche statali, accesso a terreni low-cost per le fabbriche, agevolazioni fiscali, materie prime e componenti in parte finanziate da industrie nazionali. Tesi smentita dal Celeste Impero. Che minaccia di ricorrere all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per violazione dei princìpi del libero scambio: passaggio chiave, come troveremo in seguito. L'extra barriera varia a seconda del Gruppo e del grado di collaborazione fornito all'Ue durante l'indagine: 35,3% per i non collaborativi. L'obiettivo è tutelare le Case europee, che propongono listini più alti, divenendo non competitive con le aziende del Dragone.  Il pressing di Pechino Da subito, la Cina mira a cancellare i dazi, puntando tutt'al più a un prezzo minimo per le auto elettriche esportate: un altro modo per proteggere le Case europee, ma meno pesante rispetto alle barriere doganali. Intanto, i costruttori cinesi si attrezzano, creando le condizioni per produrre in Europa per aggirare legalmente le tasse con le elettriche "made by China", anziché "made in China". Il gigante BYD, in Ungheria, fa da apripista con una fabbrica. Considerando il livello di penetrazione delle elettriche nell'Unione anche dopo i dazi, in parallelo a Bruxelles si interrogano sull'efficacia del protezionismo.  Pechino punta sul prezzo minimoSi arriva alle scorse ore, quando la Cina nell'intento di forzare la mano annuncia un accordo con l'Ue per stabilizzare il mercato e favorire relazioni commerciali equilibrate. Bruxelles pubblicherebbe in futuro un Documento di orientamento sugli impegni sui prezzi, confermando il principio di non discriminazione e applicando gli stessi standard giuridici a ciascuna domanda, in conformità con le norme del Wto. E sulla base del rispetto reciproco.Secondo i funzionari cinesi, l'Ue condurrà le valutazioni in modo obiettivo e imparziale, rispettando pienamente lo spirito del dialogo e i risultati delle consultazioni tra Cina e Unione. Le due parti avrebbero convenuto sulla necessità di fornire agli esportatori cinesi di veicoli esclusivamente elettrici verso l'Ue linee guida generali sugli impegni sui prezzi. Così da risolvere adeguatamente le divergenze attraverso il dialogo e la consultazione nel quadro delle norme del Wto e preservare la stabilità della filiera e della catena di fornitura dell'industria automobilistica tra Cina e Unione Europea e a livello globale. Questo favorisce un sano sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Unione europea, e il mantenimento di un ordine commerciale internazionale basato su regole. L'Ue è molto più cautaCome detto, l'Ue è molto più cauta di Pechino e parla soltanto di "orientamenti", cioè indicazioni. Un fatto, però, c'è: a dicembre 2025, la Commissione ha effettivamente "avviato un'indagine di revisione provvisoria per esaminare un'offerta di impegno sul prezzo: si è ritenuto che fosse arrivato il momento di emettere questo ulteriore orientamento, in vista di eventuali ulteriori offerte di impegno, qualora dovessero arrivare. Abbiamo interagito con il ministero del Commercio cinese su questa questione e continueremo a farlo.  Ma l'accordo serve ancora?In sostanza, i dazi europei sulle auto elettriche prodotte in Cina sono e restano in vigore. Ma qualcosa potrebbe cambiare se la Cina offrisse ancora di più. Sempre che la questione sia davvero rilevante: primo, perché come visto i costruttori cinesi più importanti hanno già trovato modo di aggirare le tariffe, producendo in Europa; secondo, perché con le elettriche "rallentate" dai dazi, molti produttori si sono decisi a puntare sull'endotermico, soprattutto ibrido, invadendo comunque il Vecchio continente con prodotti diversi dalle elettriche. L'accordo, insomma, non risolverebbe poi granché.
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Toyota - Nuovo Hilux, il pick-up arriva in Europa con diesel ed elettrico

La Toyota ha presentato al Salone di Bruxelles la nona generazione dell'Hilux per il mercato europeo. Il pick-up sarà proposto in versione diesel 2.8 litri ibrido 48 V e, per la prima volta, anche nella variante elettrica: l'apertura delle vendite in Italia è prevista per la metà dell'anno. Frontali diversi tra elettrico e dieselLo stile del nuovo Hilux è coerente con le ultime tendenze del marchio, ma ci sono due novità principali: per l'Europa è prevista solo la carrozzeria doppia cabina e il frontale ha un design diverso a secondaa delle versioni, endotermica o elettrica. I gruppi ottici su due livelli distinguono subito la nuova serie da quella uscente; inoltre, gli interni sono stati completamente riprogettati per integrare il doppio schermo da 12,3" e i nuovi comandi della trasmissione. Fino a 380 km di autonomia in elettricoL'Hilux elettrico propone la trazione integrale con due motori, ma non è ancora nota la potenza massima. La batteria da 59,2 kWh consente di percorrere fino a 257 km nel ciclo WLTP, valore che sale fino a 380 km nel ciclo cittadino. La capacità di carico è di 715 kg ed è possibile trainare 1.600 kg, contro rispettivamente i 1.000 e 3.500 kg del diesel ibrido. Quest'ultimo sfrutta l'ultima evoluzione del motore 2.8 litri ibrido 48V abbinato alla trazione integrale Multi-Terrain Select. Per entrambi i powertrain la Toyota dichiara una capacità di guado di 700 mm. La casa madre fornirà le schede tecniche complete in occasione della pubblicazione dei listini ufficiali.
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Carburanti - Diesel sopra la benzina in tutta Italia, ecco le regioni dove è più caro

In tutte le regioni italiane (escluse le autostrade) il prezzo medio del diesel in modalità self-service è più alto di quello della benzina, per effetto della manovra varata dal governo che prevede l'aumento delle accise sul gasolio e la riduzione equivalente di quella sulla "verde". quanto emerge dall'analisi dei dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), aggiornati al 12 di gennaio e pubblicati sul sito istituzionale del dicastero di via Veneto.Lo scostamento medio nazionale è di 3,5 centesimi/litro, ma, ovviamente, cambia da regione a regione. Il gap è mediamente più marcato in Toscana (4,7 centesimi/l), nella provincia di Bolzano (4,5) e in Sardegna (4,2), mentre la differenza media è minima in Campania (0,1 centesimi/l), Sicilia (0,3) e Basilicata (0,4). Nella prima tabella, qui sotto, è indicato il maggior costo medio, espresso in centesimi/litro, del gasolio rispetto alla benzina nelle 21 regioni/province autonome italiane, escluse le tratte autostradali. Il monitoraggio costante dei prezzi carburante evidenzia un'inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, influenzata dalle dinamiche dei mercati internazionali e dalla raffinazione. Fonte: elaborazione Quattroruote su dati Mimit Nella seconda e terza tabella sono riportate le classifiche dei prezzi medi del diesel e della benzina in modalità self: in entrambi i casi, i carburanti costano mediamente di più nella provincia di Bolzano. La classifica delle regioni per prezzo medio del diesel in modalità self escluse le autostrade al 12 gennaio 2026 La classifica delle regioni per prezzo medio della benzina in modalità self escluse le autostrade al 12 gennaio 2026
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Stellantis - La Jeep Wrangler dice addio allEuropa: fuori dai listini entro il 2026

Entro il 2026 la Jeep Wrangleruscirà dai listini europei, Italia compresa. A confermarlo è la stessa Casa americana, che sta adeguando la sua gamma per rispondere alle richieste di un mercato in continua evoluzione e alle nuove norme sulle emissioni. Proprio per questo, spiega Jeep, nella sua forma attuale la Wrangler abbandonerà gradualmente l'Europa. Potrebbe tornare in versione elettricaIn una nota, la Casa ribadisce il suo impegno per il segmento delle fuoristrada: Ogni modello continuerà a essere disponibile in versione 4xe, ossia con la trazione integrale (come la Avenger 4xe o la Compass, che da Bruxelles è stata annunciata anche con le quattro ruote motrici).La nuova Recon, in arrivo nei prossimi mesi, ispirata alla Wrangler ma con un design più moderno e a misura di città, offrirà un'alternativa elettrica. E nel confermare gli investimenti sul portfolio europeo, che comprendono anche la nuova Wagoneer S, Jeep fa sapere che i piani futuri per una Wrangler elettrica rimangono al momento riservati. Stop alle plug-in negli Stati UnitiL'adeguamento della gamma Jeep coinvolge anche il mercato nordamericano: la Casa smetterà di vendere le versioni plug-in dei suoi modelli per concentrarsi sui powertrain ibridi (giudicati maggiormente in linea con le richieste del mercato di Usa e Canada), oltre a quelli full electric e con range extender, che arriveranno quest'anno sulla Grand Wagoneer e sul Ram 1500. Insieme alla Wrangler 4xe spariranno anche la Grand Cherokee 4xe, la Chrysler Pacifica e la Alfa Romeo Tonale Phev.
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Stellantis - Fiat Grande Panda benzina: prezzo e allestimenti - VIDEO

La Fiat ha finalmente annunciato la versione a benzina della Grande Panda, che si aggiunge all'ibrida e all'elettrica. Come anticipato, questo modello è mosso dal tre cilindri 1.2 PureTech da 100 CV e 205 Nm, abbinato al cambio manuale a sei rapporti e al sistema Start&Stop. Quattro gli allestimenti a listino, con prezzi che partono da 16.900 euro. Gli ordini sono già aperti, ma le consegne inizieranno nelle prime settimane del 2026. Quattro allestimenti. La gamma apre con la versione Pop, che comprende il climatizzatore manuale, la strumentazione digitale da 10 e il supporto per lo smartphone, oltre agli Adas obbligatori per legge. La Icon aggiunge i fari anteriori e posteriori full Led, l'infotainment da 10,25 con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. La Business aggiunge il navigatore connesso, il climatizzatore automatico, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera e tre prese Usb-C. La top di gamma La Prima completa la dotazione con cerchi di lega da 17, volante rivestito in pelle e il vano portaoggetti Bambox sulla plancia. Per tutti gli allestimenti sono disponibili sette colori per la carrozzeria: Rosso Passione, Bianco Gelato, Azzurro Acqua, Blu Lago, Giallo Limone, Nero Cinema e Bronzo Luna. L'offerta di lancio. In occasione dell'apertura degli ordini della nuova motorizzazione, la Fiat Grande Panda può essere acquistata con un finanziamento di Stellantis Financial Services, disponibile solo in caso di rottamazione di un veicolo Euro 4: per la versione d'accesso Pop è previsto un anticipo di 3.357 euro, 35 canoni mensili da 141 euro e una maxirata finale di 9.404,50 euro (Tan 5,99%, Taeg 9,17%).
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Brembo - Brembo, 50 anni di corse: i segreti dei freni F1 carbonio-carbonio - VIDEO

Nel 2025 Brembo ha festeggiato 50 anni nel mondo delle corse e per l'occasione ci ha aperto le porte dello stabilimento di Curno (BG), dove nascono tra gli altri i potentissimi freni per la Formula 1. Un debutto, quello del 1975, ad altissimo livello: Brembo fornì dischi in ghisa a una Scuderia Ferrari che da lì avrebbe vinto tre titoli costruttori consecutivi. Gli anni successivi furono caratterizzati da un rapido sviluppo degli impianti frenanti: prime pinze in due pezzi lavorate dal pieno (per ottenere prestazioni superiori rispetto alla fusione), poi le pinze monoblocco, tecnica tutt'oggi utilizzata con forme sempre più complesse per massimizzare leggerezza e raffreddamento. Infine, a cavallo fra gli anni '80 e '90, la vera rivoluzione: i dischi carbonio-carbonio. Il carbonioIl carbonio: leggerezza e resistenzaQuesto materiale permette di avere dischi estremamente leggeri (un disco da F1 pesa appena 1,3-1,6 kg, contro i circa 6 kg di un carboceramico stradale e oltre 10 kg di uno in ghisa) e in grado di resistere a temperature superiori ai 1000C. Ma altrettanto sorprendente è il processo produttivo!Tutto parte da soffici strati di fibre sintetiche, lavorati da un macchinario chiamato needler: tramite aghi seghettati le fibre vengono intrecciate e compattate, ottenendo un disco solido ma ancora morbido al tatto. Segue la carbonizzazione in appositi forni, durante la quale gli elementi chimici si separano lasciando una struttura di solo carbonio molto porosa. Poi la densificazione, a oltre 1480C, in cui gas speciali depositano nuovi atomi di carbonio nelle porosità del disco.Si parla di dischi in carbonio-carbonio proprio perché sono costituiti da fibre di carbonio consolidate da una matrice dello stesso materiale, a differenza dei freni carboceramici, dove le fibre sono immerse in una matrice ceramica a base di silice. L'ultimo passaggio è la lavorazione meccanica per creare gli oltre 1100 fori radiali che permettono il raffreddamento del disco dall'interno. Oltre la F1Nel 2025 tutte le 24 gare di F1 sono state vinte da vetture equipaggiate con componenti Brembo. Il gruppo oggi include eccellenze come AP Racing (freni e frizioni), Marchesini (ruote) e hlins (sospensioni).Una famiglia che, sommando tutte le categorie a due e quattro ruote, può vantare oltre 1000 titoli mondiali conquistati dal 1975 a oggi.
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Milano Cortina 2026 - La fiaccola olimpica "accende" le fabbriche Stellantis

A poche settimane dall'inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, la fiaccola olimpica è passata anche attraverso alcune fabbriche del gruppo Stellantis, partner della manifestazione, che metterà a disposizione oltre tremila autoveicoli.Una visita che è anche simbolica, alla luce dei dati della produzione in Italia, scesa ai livelli degli anni Cinquanta: la fiaccola ha infatti attraversato molte delle fabbriche che attendono la nuova fiammata del Piano Italia (Pomigliano d'Arco, Melfi, Modena) o, come nel caso dello stabilimento torinese, si stanno rilanciando grazie all'arrivo di nuovi modelli (Mirafiori). La fiamma accolta da Elkann e CappellanoAd accogliere e ad accendere la fiaccola olimpica c'era John Elkann, presidente di Stellantis, che l'ha passata a due tedofori d'eccezione, Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer per Stellantis Enlarged Europe e Olivier Francois, ceo della Fiat. Insieme a loro Luca Argentero, ambasciatore dei brand italiani di Stellantis per le Olimpiadi, e Andrea Macrì, atleta paralimpico di hockey su ghiaccio. Questo è un momento speciale, un momento olimpico, ha dichiarato Elkann. il momento in cui ci ritroviamo come nel 2026, vent'anni dopo le Olimpiadi di Torino 2006, a rivivere lo spirito olimpico. Mi sono emozionato molto nel portare la fiamma olimpica ed essere stato l'ultimo tedoforo nella tappa conclusiva del viaggio all'interno del mondo Stellantis, prosegue Cappellano. stata una esperienza incredibile e posso immaginare che lo stesso sia stato per tutti i colleghi e colleghe che lo hanno già fatto, e per quelli che lo faranno nelle prossime settimane in giro per l'Italia. L'iniziativa di oggi rappresenta un momento di grande valore per il Gruppo, che ha scelto di coinvolgere attivamente le proprie persone in un'esperienza unica, capace di unire eccellenza manifatturiera e valori olimpici.
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Modellini - Alfa Romeo F12 Autocarro Servizio Corse, dietro le quinte del motorsport

L'Alfa Romeo F12 Autocarro Servizio Corse del 1967 appartiene a quel ramo collezionistico che parla di motorsport nella maniera più concreta, fatta di attrezzi, ricambi e uomini che permettevano alle vetture da corsa di essere pronte ovunque. Prototipo in scala 1:18 di Laudoracing-ModelsQui vediamo il prototipo in scala 1:18, realizzato in resina da Laudoracing-Models; il modello rievoca la versione a tetto sopralzato, configurazione distintiva degli F12 destinati all'assistenza sportiva. Varie ed affascinanti le livree riprodotte: dal classico rosso Alfa, pieno e saturo della Squadra Corse, a quelli gialli in uso ad Autodelta o quello dedicato all'assistenza clienti, con grafiche perfettamente applicate, senza eccessivi spessori, sulle superfici semplici e funzionali del veicolo reale. Sarà affiancato già al lancio, previsto per giugno, da versioni non brandizzate di diversi colori, un bel regalo "personalizzabile" per chi volesse ricreare team minori. Estetica e fedeltà del frontaleDal punto di vista estetico, colpisce la corretta resa del frontale: la calandra con lo scudetto Alfa Romeo è ben centrata, i fari circolari sono alloggiati con precisione e le griglie inferiori ben caratterizzate. Le proporzioni generali risultano convincenti, compresa la volumetria del tetto rialzato. Interni e vano di caricoAttraverso le ampie superfici vetrate si apprezza una cabina fedele all'originale con le caratteristiche di un mezzo da lavoro, solido e affidabile, dominata da una plancia essenziale, con strumentazione leggibile e volante di grande diametro, correttamente dimensionato. Ben visibile la separazione visiva interna tra cabina e vano di carico. Un pezzo di storia dell'automobilismo sportivoUn soggetto inconsueto, ma proprio per questo estremamente affascinante, capace di arricchire qualsiasi collezione con un tassello autentico e spesso dimenticato della storia dell'automobilismo sportivo; corretto il prezzo di 129,90 , il modello è già prenotabile sul sito del produttore.
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Safe - Il dilemma ambientale dell'auto usata

In Italia l'usato cresce: ogni 100 nuove vetture immatricolate ne vengono acquistate 198 di seconda mano. L'età media dei veicoli è ormai arrivata a 13 anni e il 24% del parco circolante ne ha oltre 19. Il dilemma ambientale dell'auto usataMa dal punto di vista ambientale, il riutilizzo delle auto è un bene oppure un male? Si tratta di un dilemma storico, commenta Marco Ferracin di Safe, l'hub italiano delle economie circolari: A oggi comparare l'impatto sull'ambiente dell'usato con quello del nuovo è molto complesso perché, a parte le considerazioni relative al costante aggiornamento normativo degli standard di conformità ambientale, si dovrebbero analizzare e confrontare le performance di lungo termine di ogni modello, aggiungendo i benefici della durabilità sotto il profilo del risparmio di risorse. Il Regolamento sui veicoli a fine vitaL'Europa nel mentre si muove su due fronti. Il primo è il nuovo Regolamento sui veicoli a fine vita: Promuove una gerarchia dei rifiuti che pone riutilizzo e riparazione come priorità, spiega il manager, con precise disposizioni in favore della durabilità dei veicoli. Le Case dovranno proporre mezzi che siano riutilizzabili o riciclabili in gran parte della loro massa e dotati di parti e componenti facilmente rimovibili per garantirne sostituibilità e reimpiego. I Paesi membri, dal canto loro, dovranno incentivare anche la pratica del retrofitting, ossia l'adattamento delle vecchie auto ai nuovi standard ambientali. Regole più severe per l'usato e l'esportazioneIl secondo fronte è l'usato, che avrà regole più severe: I venditori, a ogni passaggio di proprietà, dovranno esibire una documentazione che provi che non si tratta di veicoli a fine vita e le esportazioni saranno monitorate per far sì che le spedizioni ai Paesi extraeuropei non riguardino mezzi falsamente dichiarati come riutilizzabili con il solo fine di eludere gli alti costi di smaltimento nell'Unione, conclude Ferracin. Insomma, si contrasterà la piaga ambientale di far sparire "altrove" mezzi che andrebbero riciclati in Europa.
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Nissan - Leaf 2026: tutte le versioni e i prezzi per lItalia

La Nissan ha aperto gli ordini della nuova Leaf, la terza generazione della compatta elettrica giapponese, completamente rivista dentro e fuori. L'auto è disponibile in due motorizzazioni, da 177 e 218 CV, abbinate ad altrettanti tagli di batteria, da 52 e 75 kWh, per autonomie nel ciclo Wltp rispettivamente di 440 e 622 chilometri. Tre gli allestimenti, con prezzi che partono da 36.950 euro. Nissan Leaf EngageL'allestimento base del listino prevede di serie cerchi di lega da 18, maniglie a filo carrozzeria, strumentazione digitale e infotainment da 12,3, connettività Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore bizona e sensore pioggia, suite di Adas ProPilot Assist con guida assistita di livello 2. Nissan Leaf Advance ed EvolveL'allestimento intermedio Advance aggiunge gli abbaglianti automatici, gli specchietti ripiegabili elettricamente, il tetto panoramico oscurabile e il portellone ad apertura elettrica, i vetri posteriori oscurati, i sedili in ecopelle e tessuto, infotainment e strumentazione da 14,3, la piastra di ricarica wireless per gli smartphone, l'head-up display, volante e sedili anteriori riscaldabili. La versione top di gamma Evolve completa la dotazione con i cerchi da 19, l'impianto Bose da 9 altoparlanti e i sedili anteriori a regolazione elettrica (quello del conducente con funzione massaggio). Optional e accessoriSenza sovrapprezzo il rosso Fuji Sunset, su richiesta (900 euro) i metallizzati Dark Metal Grey, Pearl Black e White Pearl, oppure le tinte con tetto nero a contrasto (1.400 euro) nelle colorazioni Pearl White, Ceramic Grey, Fuji Sunset Red, Dark Metal Grey, Universal Blue e Luminos Teal. Unico optional il connettore Vehicle to Load, solo per Advance (420 euro), di serie per Evolve. Il listino completoNissan Leaf 52 kWh Engage: 36.950 euroNissan Leaf 52 kWh Advance: 41.450 euroNissan Leaf 75 kWh Engage: 40.950 euroNissan Leaf 75 kWh Advance: 45.450 euroNissan Leaf 75 kWh Evolve: 48.150 euro
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Anteprima - MG 2026: tutte le novità in arrivo

Lo scorso anno la MG ha presentato diversi nuovi modelli, completando di fatto la sua gamma per l'Italia con la crossover elettrica MGS5 EV, ma anche portando nelle concessionarie le versioni full hybrid delle best seller HS e ZS. Per il 2026 ci sono meno novità in cantiere, ma non per questo meno interessanti: la prima riguarda il restyling della MG4 elettrica, che cresce nelle dimensioni e nell'efficienza complessiva (e successivamente porterà al debutto anche le batterie a stato solido).Nel corso dell'anno potrebbe arrivare anche in Europa una nuova compatta a batteria per la città (che potrebbe chiamarsi MG2), a un prezzo che si aggira intorno ai 20.000 euro, giusto in tempo per entrare nel nascente segmento delle E-Car, le elettriche destinate a dare nuovo impulso alla mobilità urbana a zero emissioni. MG2Tra le novità che la Casa anglo-cinese ha in serbo per il 2026 potrebbe esserci una nuova elettrica compatta, chiamata MG2 (ma il nome non è ancora stato confermato, così come il suo arrivo in Europa), destinata a entrare in uno dei segmenti caldi dei prossimi anni, ossia quello delle Bev per la mobilità cittadina. Progettata nel centro stile inglese della MG, dovrebbe avere un prezzo di listino di circa 20.000 euro. Al momento non ci sono informazioni ufficiali su questo nuovo modello, ma possiamo comunque stilare alcune ipotesi: la piattaforma su cui si basa potrebbe essere la Modular Scalable Platform (Msp) già utilizzata per la MGS5 EV, con una batteria al litio-ferro-fosfato con capacità compresa tra i 30 e i 40 kWh (per questioni di prezzo), e un'autonomia tra i 200 e i 300 chilometri.Quando arriva: presentazione del 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 20.000 euro MG4La hatchback elettrica cinese cambia aspetto, soprattutto nei gruppi ottici e nell'andamento della coda. Cresce anche nelle dimensioni (la lunghezza arriva a 4,39 metri) e compie un importante passo avanti nella tecnica, guadagnando batterie al litio-ferro-fosfato con autonomia da 437 o 530 chilometri nel ciclo di omologazione cinese. Al momento è previsto un solo motore elettrico, da 163 CV di potenza e non sappiamo se è prevista la variante ad alte prestazioni XPower. In futuro potrebbe ospitare le prime batterie a stato solido della Casa.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 30.000 euro
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Anteprima - Audi 2026: tutte le novità in arrivo, dal ritorno della A2 alla maxi Suv Q9

Per l'Audi, il 2026 sarà innanzitutto l'anno delle grandi Suv: nei prossimi mesi vedremo infatti un nuovo restyling per l'attuale Q7 e il debutto della Q9, la nuova ammiraglia rialzata dei Quattro anelli. Accanto al restyling della Q4 e-tron (che è arrivata nel 2021) e all'ampliamento delle motorizzazioni della Q3, ci sarà spazio anche per gli amanti della guida sportiva, con le versioni più potenti delle A5 e A6, le RS5 e RS6. In autunno sarà poi la volta della nuova A2 e-tron, che riporta in vita il nome di uno dei modelli più originali degli anni Duemila. Ecco le novità in arrivo, con date, motorizzazioni e prezzi. Audi A2Uno dei modelli più originali e affascinanti della storia moderna di Ingolstadt torna in chiave tutta elettrica, basata sulla piattaforma Meb, per una gamma con almeno due varianti di batteria. La caratteristica saliente della linea della futura A2 sarà il lunotto sdoppiato: il cristallo posteriore sarà diviso in due sezioni, come sull'antenata del 1999. A livello di volumi, le somiglianze saranno più evidenti con la VW ID.3 e la Cupra Born: come loro, anche la nuova A2 sfrutterà la prima piattaforma nativa per le elettriche del gruppo, la Meb, con un powertrain a trazione posteriore o integrale, con tante novità sottopelle: la più importante riguarda la batteria, con la nuova cella unificata, per accumulatori con diverse capacità, da circa 50 e 80 kWh. Per quanto riguarda i powertrain, è lecito immaginare un'offerta simile alle cugine: la entry level potrebbe avere 170 CV, mentre la dual motor più potente potrebbe arrivare a 326 CV. Interessante, grazie al progresso dell'accumulatore, l'autonomia della versione più virtuosa, che potrebbe arrivare a toccare i 650 km. La A2 sarà leggermente più lunga dell'attuale A3, superando di qualche centimetro i 4,3 metri. Sarà lei l'Audi elettrica più piccola in gamma.Quando arriva: fine 2026/inizio 2027Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 45.000 euro Audi Q9La Q9 è pronta a prendersi il trono della gamma a ruote alte: lunga circa 5,3 metri, la futura ammiraglia rialzata, in pectore rivale di BMW X7 e Mercedes GLS, è pensata soprattutto per il mercato americano, da tempo alla ricerca di un modello con tre file di sedili più spazioso della Q7. Studiata per ospitare una gamma di propulsori termici elettrificati, la Q9 sarà realizzata su una base multienergia con motori ibridi, plug-in in primis.Quando arriva: novembre 2026Motorizzazione: mild hybrid, plug-inQuanto costerà: da circa 100.000 euro Audi Q7Oltre alla Q9, nel 2026 vedremo una Q7 rinnovata. La grande Suv dell'Audi (è lunga 5,07 m) avrà un design completamente rivisto, il digital stage nell'abitacolo - con il terzo schermo per il passeggero - e nuove motorizzazioni. Realizzata sulla piattaforma Ppc (Premium Platform Combustion), la stessa della A6 termica, proporrà motori diesel e benzina elettrificati, in aggiunta all'ibrido plug-in.Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: mild hybrid a benzina e gasolio, plug-inQuanto costerà: da circa 80.000 euro Audi Q3Verso fine anno la gamma della nuova Q3 si amplierà con una versione ibrida plug-in entry level da 204 CV, che andrà a posizionarsi al di sotto dell'attuale (con 272 CV e 400 Nm di coppia). Con quest'ultima potrebbe condividere la batteria da 25,7 kWh, per un'autonomia in EV superiore ai 100 km: ricarica fino a 50 kW, per passare dal 10 all'80% in meno di 30 minuti. Quando arriva: novembre 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da circa 45.000 euro Audi Q4 e-tronArrivata nel 2021, la prima Suv elettrica di Ingolstadt si prepara al facelift di metà carriera. Sul piatto ci sono interventi al frontale e ai gruppi ottici, anteriori e posteriori, che riprenderanno quelli degli modelli più recenti. Sottopelle ci aspettiamo powertrain e batterie più efficienti, grazie all'ultima evoluzione della piattaforma modulare Meb (utilizzata dalle elettriche del gruppo Volkswagen, di cui l'Audi fa parte).Quando arriva: estate 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 50.000 euro Audi RS6 e RS5La stirpe delle wagon ipercavallate di Ingolstadt sta per accogliere due nuovi modelli. Dopo il lancio delle nuove generazioni delle A5 e A6, l'Audi presenterà le evoluzioni sportive di queste due vetture, che accoglieranno nei propri cofani propulsori elettrificati ad altissime prestazioni: per la RS6 ci si aspetta un'evoluzione V8 biturbo di 4.0 litri ibrido plug-in già impiegato su modelli come la Lamborghini Urus SE, accreditato di oltre 700 CV. La sorella minore, invece, dovrebbe avere due cilindri in meno: il suo V6, sempre "alla spina", supererà con tutta probabilità quota 600 CV.Quando arrivano: fine 2026Motorizzazioni: plug-inQuanto costeranno: prezzi non annunciati
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Subaru - Al Tokyo Auto Salon con tante novità sportive e il ritorno del cambio manuale

La Subaru è al Tokyo Auto Salon con numerose novità di prodotto e con la gamma delle più recenti auto da competizione. Il focus è quindi sui modelli sportivi, sulle personalizzazioni e sul ritorno del cambio manuale, mentre sono assenti modelli ibridi ed elettrici, inclusa la recente E-Performance STI. Le serie speciali e il cambio manualeI clienti giapponesi possono scoprire in anteprima le inedite WRX e Levorg in allestimento STI Sport R-Black Limited II STI Performance e la Impreza ST-H STI Performance Edition con Plus Package. La novità più attesa, tuttavia, è sicuramente la WRX STI Sport PROTOTYPE, che pur non riportando in gamma un modello realmente estremo, potrebbe in futuro offrire ai clienti la possibilità di scegliere nuovamente il cambio manuale in abbinamento al motore boxer turbo. Un 6 cilindri biturbo per la BRZ GT300Sul fronte competizioni troviamo invece la WRX VBH impegnata nel campionato rally giapponese, la BRZ GT300 che per la stagione 2026 porta al debutto un inedito boxer 6 cilindri 3.0 biturbo e la Impreza sviluppata per il campionato Super Taikyu, derivata dalla recente Performance-B STI concept con motore boxer FA24.
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Salone di Bruxelles - Più GT per tutte: le Kia EV3, EV4 ed EV5 diventano sportive

All'ombra della EV2, una delle grandi star del Salone di Bruxelles, la Kia ha dato spazio anche a un'altra novità in prima mondiale: quella delle versioni GT delle sue elettriche di fascia media, la EV3, la EV4 e la EV5. Questi modelli ad alte prestazioni proseguono il discorso di sviluppo delle performance avviato dalla EV6 GT nel 2022 e poi proseguito di recente dall'ammiraglia EV9, portandolo però in un segmento di mercato ben più accessibile. La EV3 GT porta al debutto un inedito powertrain dual motor con trazione integrale elettrica che eroga complessivamente 292 CV (197 arrivano dall'unità anteriore, 95 da quella posteriore) ed è alimentato da una batteria da 81,4 kWh di capacità. A supportarlo, una serie di modifiche tecniche che comprendono l'introduzione di sospensioni specifiche a controllo elettronico che incrementano la stabilità in curva. Fanno il paio con queste le nuove ruote da 20" con pneumatici specifici, la modalità di guida GT e il cambio di marcia virtuale, abbinato alla funzione di sound design attivo che genera un'emissione sonora in grado di accentuare l'effetto della cambiata e il senso della velocità. Tra le numerose caratterizzazioni estetiche che la contraddistinguono, spiccano i sedili a guscio ispirati a quelli della EV9 GT. La EV4 GT ricalca tutte le caratteristiche tecniche della EV3, dal powertrain dual motor da 292 CV al simulatore di cambiata e le declina in entrambe le varianti di carrozzeria, la Hatchback e la Fastback. Dalla sua, rispetto alla sorella Suv, ha il baricentro più basso - in entrambi i casi - e dunque una vocazione ancor più incline al dinamismo su strada, secondo il costruttore. Nel suo caso, oltre ai sedili sportivi a guscio, c'è anche un volante sportivo a tre razze dedicato e un'interfaccia specifica quando si seleziona il GT Mode. L'imminente EV5 porterà la gamma sportiva GT nel cuore del segmento C-Suv: nel suo caso, le specifiche non sono state annunciate, ma la Kia ha comunque anticipato che sfrutterà un powertrain dual motor a trazione integrale, un telaio specifico con sospensioni a controllo elettronico dotate di funzione predittiva delle condizioni del manto stradale e pneumatici sportivi, al pari delle sorelle. Allo stesso modo, i dettagli esterni, i sedili sportivi a guscio e l'illuminazione d'ambiente specifica contribuiranno a darle una caratterizzazione più sanguigna rispetto alla versione standard.
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Salone di Bruxelles - Hyundai, nove posti e 800 volt per la Staria elettrica

La Hyundai ha scelto il palcoscenico del Salone di Bruxelles per svelare in anteprima mondiale la nuova Staria Electric, la versione a batteria della monovolume dalle linee futuristiche presentata nel 2021. Non aspettatevi però una meccanica di derivazione commerciale: per la Staria i coreani hanno scelto la loro tecnologia più evoluta. a Hyundai Staria Electric arriverà sul mercato europeo nella prima metà del 2026, ma non è ancora chiaro se arriverà in Italia. 800 volt e V2LSotto la sua carrozzeria da Mpv, la Staria Electric nasconde un comparto tecnico d'assoluto livello per il suo segmento. Il cuore del sistema è una batteria da 84 kWh, che alimenta un motore elettrico anteriore da 218 CV con una coppia massima di 350 Nm, per una capacità di traino fino a 2.000 kg. Il dettaglio più interessante, e inusuale per questa tipologia di veicoli (solo una manciata di competitor, come Renault tramite la joint-venture Flexis, utilizza questa tecnologia), è l'impiego dell'architettura a 800 volt, proprio come su modelli come le Ioniq 5 e Ioniq 9, che permette ricariche molto rapide in corrente continua: sulla carta, è possibile passare dal 10 all'80% della carica in circa 20 minuti. L'autonomia stimata nel ciclo Wltp raggiunge i 400 km e non manca la funzionalità Vehicle-to-Load (V2L), che consente di alimentare dispositivi elettronici esterni, trasformando l'MPV in una fonte di energia mobile. Fino a 9 postiCon una lunghezza di 5.255 mm, una larghezza di 1.995 mm e un'altezza di 1.990 mm, e un passo di 3.275 mm la Staria punta a offrire parecchio spazio al suo interno: l'abitacolo, infatti, è concepito come una vera e propria "lounge", grazie al pavimento piatto che facilita i movimenti. La Staria elettrica sarà proposta in due configurazioni: la Luxury a sette posti, dedicata e al trasporto privato di alto livello (con sedili riscaldabili e ventilati sulle prime due file), e la Wagon a 9 posti, ottimizzata per i servizi shuttle: quest'ultima offre una capacità di carico di 1.303 litri dietro la terza fila di sedili. La plancia è dominata da due display da 12,3 pollici per la strumentazione e l'infotainment, quest'ultimo basato sul sistema di ultima generazione ccNC con aggiornamenti Over-the-Air (OTA). Esteticamente, la variante elettrica si distingue per il frontale chiuso e dettagli pensati nell'ottica dell'efficienza aerodinamica, oltre a una caratteristica firma luminosa orizzontale a Led.
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Leapmotor - Tianshu Xin: "2026 di crescita, l'Europa è il cuore dell'espansione"

"Il 2025 è stato il nostro primo anno completo di presenza in Europa e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti e il 2026 sarà ancora migliore": lo ha dichiarato Tianshu Xin, Ceo della joint venture Leapmotor International (di cui Stellantis detiene il 51% e Leapmotor il restante 49), al Salone di Bruxelles."Abbiamo appena iniziato il nostro viaggio in Europa: in soli dodici mesi abbiamo lanciato tre modelli, aperto 800 punti vendita e venduto oltre 35 mila unità", ha rivendicato il dirigente, aggiungendo che "questi traguardi hanno posto le basi per un 2026 di ulteriore accelerazione".Tianshu Xin, che dallo scorso marzo è anche direttore operativo di Stellantis in Cina, ha sottolineato il ruolo chiave che ha l'Europa per il marchio: "Il cuore della nostra espansione globale è qui. Mi aspetto un'ulteriore crescita di volumi e quota di mercato. Abbiamo le fondamenta, l'infrastruttura e i prodotti giusti". Il dirigente cinese non ha mancato di sottolineare la rilevanza strategica del sodalizio con Stellantis (che è il secondo azionista del brand, con il 19% delle quote): "Grazie a questa partnership siamo presenti in quattro continenti, con una rete globale da oltre 40 mercati, per un totale di oltre 1.700 punti di vendita e assistenza".Il cuore dello slancio verso il futuro di questo marchio giovanissimo (è nato nel 2015 e lo scorso dicembre ha compiuto dieci anni) resta in ogni caso il prodotto: "Il nostro obiettivo fondante è quello dell'eccellenza a portata di tutti". Un principio ispiratore che si ritroverà nelle tre novità presentate a Bruxelles specificamente per l'Europa: la B-Suv elettrica B03X, la due volumi B05, di cui sono stati mostrati per la prima volta gli interni, e la C-Suv B10, che ora guadagna un'inedita variante range extender. Un attacco a tre punte che farà parlare di sé nell'anno appena iniziato.
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Tokyo Auto Salon - Nissan Aura Nismo RS Concept, la sportiva con l'ibrido e-POWER

Nissan presenta al Tokyo Auto Salon la Aura Nismo RS Concept. La hatchback sportiva deriva dalla Aura Nismo e rappresenta uno studio di design che potrebbe in futuro trasformarsi in un allestimento di serie per il mercato giapponese. Si tratta anche di un segnale della volontà di Nissan di continuare a offrire modelli sportivi endotermici ricorrendo alla tecnologia ibrida. Ibrido e-POWER a trazione integraleIl powertrain e-4ORCE a trazione integrale adotta la tecnologia e-POWER e deriva dalla X-Trail Nismo, combinando il motore 1.5 turbo benzina da 144 CV con due motori elettrici da 204 e 136 CV. L'aerodinamica evoluta include appendici dedicate con bordi rossi; inoltre sono previsti i cerchi Nismo LM GT4 da 18", un assetto ribassato di 20 mm, un impianto frenante maggiorato e parafanghi allargati di 145 mm totali.
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Tokyo Auto Salon - Toyota GR Yaris Morizo RR: sviluppata da Akio, arriverà anche da noi

Una special nata dalle corse. Al Tokyo Auto Salon, Toyota presenta la serie speciale GR Yaris Morizo RR (Rookie Racing), nata dall'esperienza alla 24 Ore del Nürburgring. Nella squadra c'era anche Morizo, alias Akio Toyoda, presidente del colosso nipponico. E proprio dai suoi input post gara nasce lo sviluppo di questa limited edition, che verrà realizzata in 200 esemplari: 100 per il Giappone e altrettanti destinati all'Europa. Trazione integrale calibrataLe modifiche ad hoc spaziano dalla tecnica all'estetica, passando per gli interni, rendendo questa Yaris GR appetibile tanto per i gentlemen driver quanto per i collezionisti. Uno degli elementi esclusivi è l'alettone in fibra di carbonio, che genera una deportanza superiore. Ha richiesto un tuning specifico l'assetto, con tarature delle sospensioni riviste, a prova di asfalto del Ring, ed è stato ricalibrato il servosterzo elettrico. La GR Yaris Morizo RR vanta poi una regolazione su misura della trazione integrale, frutto delle dritte di Toyoda. Al punto che, qui, la modalità Gravel cambia denominazione in Morizo e imposta la distribuzione della coppia a 50:50 tra i due assali. Carbonio a profusioneAltri upgrade esterni includono uno spoiler anteriore, minigonne laterali e un cofano in fibra di carbonio. La tinta scelta per la carrozzeria, il Gravel Khaki, è esclusiva di questa serie speciale, che sfoggia pure finiture piano black per la griglia e cerchi Matte Bronze completano il look. Pinze freno e cuciture interne sono invece giallo Morizo. Ha un look specifico anche il volante, con rivestimento scamosciato e un diametro esterno leggermente ridotto, con i paddle del cambio e i pulsanti modificati per essere più fruibili nella guida sportiva. Negli interni non manca poi una targhetta con il numero di serie e il logo "MORIZO RR".
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Fiat Tris - Tre ruote e un motore elettrico - VIDEO

Fiat Professional fa il suo ingresso in un mercato decisamente particolare e con forti legami con un'azienda un tempo controllata dalla famiglia Agnelli, la Piaggio. Il marchio torinese ha infatti presentato il Tris, un tre ruote simile, sotto molti aspetti, all'Ape, un veicolo che ha fatto la storia della società di Pontedera e della motorizzazione italiana nel secondo dopoguerra. Le caratteristiche. Il Tris, primo modello a tre ruote nella storia della Fiat, è disponibile in tre configurazioni (cabinato, con pianale e con cassone), è solo elettrico ed è destinato a una vasta gamma di applicazioni: dalla logistica urbana alla consegna dell'ultimo miglio, fino ai servizi mobili e i trasporti essenziali. Il veicolo, progettato dal Centro Stile di Torino e prodotto in Marocco, è lungo 3,17 metri, ha un raggio di sterzata di 3,05 metri e uno spazio di carico notevole per le dimensioni: circa 2,25 metri quadrati utili e la capacità di trasportare un euro pallet. Tris vanta un peso totale a terra di 1.025 chilogrammi e una portata utile omologata massima di 540 kg. La batteria al litio, con una capacità di 6,9 kWh, è la stessa utilizzata sulla Fiat Topolino: offre un'autonomia omologata di 90 chilometri e garantisce così una sufficiente percorrenza per l'uso professionale quotidiano in contesti urbani e suburbani. Tris può essere ricaricato dallo 0 all'80% in sole 3 ore e mezza, raggiungendo la carica completa in 4 ore e 40 minuti con una normale presa domestica. Alimentato da un motore elettrico che eroga una potenza di picco di 9 kW e una coppia massima di 45 Nm, può raggiungere una velocità massima di 45 km/h.  Anche in Italia. Il Tris sarà lanciato, almeno inizialmente, in Africa e Medio Oriente, ma al Salone di Bruxelles Stellantis ha confermato che il veicolo arriverà anche in Europa "nei mercati di riferimento, a partire dall'Italia": il lancio è previsto nel corso del 2026.
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Salone di Bruxelles - Leapmotor B10 REEV Hybrid: col range extender arriva a 900 km di autonomia

Dopo l'elettrica, ecco quella con l'aiutino. Leapmotor amplia l'offerta della B10 con la variante REEV Hybrid, dotata di tecnologia range extender. In arrivo in Italia in primavera, questa SUV è già ordinabile nel mercato belga con prezzi di listino a partire da 29.900 euro. Seguiranno gli altri mercati europei (tra cui l'Italia) entro la fine del mese di gennaio. Fino a 900 km con serbatoio e batteriaLa B10 REEV Hybrid adotta il pacchetto tecnologico già sdoganato sulla C10, combinando la trazione elettrica a un compatto motore a benzina che ricarica la batteria da 18,8 kWh, per prolungare l'autonomia della vettura. Il sistema comprende anche un generatore onboard da 50 kW. Ne risulta un range combinato fino a 900 km (di cui 80 senza ricorrere al benzina), con quattro modalità di gestione dell'energia (EV+, EV, Fuel e Power+) per adattare le prestazioni ed efficienza alle proprie esigenze.La Leapmotor B10 REEV Hybrid è proposta in due allestimenti (Life e Design), tre livelli di finitura degli interni e con una gamma di sei colori per la carrozzeria.
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Stellantis - Cappellano: "Le auto sotto i 15 mila euro sono sparite, ma restano una priorità"

Le auto sotto i 15 mila euro? Quasi sparite dal mercato. Le piccole e "l'auto popolare", però, sono ancora una priorità per Stellantis, così come la piattaforma STLA Small, ma gli incentivi (meglio se europei) restano fondamentali per risollevare il mercato. Al Salone dell'Auto di Bruxelles, Emanuele Cappellano - Chief Operating Officer per Enlarged Europe & European Brands e numero uno di Stellantis Pro One - ha incontrato la stampa per illustrare la strategia del gruppo e rispondere alle domande dei giornalisti.Dopo oltre dieci anni all'estero, il manager ha assunto il ruolo di capo per l'Europa con una missione chiara: accelerare l'esecuzione e rafforzare la competitività in un mercato che, dal 2019, ha perso 3 milioni di veicoli ed è l'unico a non essere tornato ai livelli pre-pandemia. 25 novità col cliente al centroCappellano ha aperto la conferenza sottolineando i pilastri della visione Stellantis per il Vecchio continente: nei prossimi due anni il gruppo lancerà 25 modelli, tra novità assolute e restyling, per consolidare la strategia centrata su prodotto e cliente: il top manager non è entrato nei dettagli, ma la prudenza è comprensibile visto che il gruppo sta preparando il nuovo piano industriale, atteso nei prossimi mesi. L'Europa non risponde ai bisogni del settoreCappellano ha inoltre ribadito l'importanza di rafforzare le relazioni con tutti gli stakeholder, affrontando insieme le sfide regolatorie e industriali. Inoltre, ha espresso forte preoccupazione per il disallineamento tra i regolamenti UE, le esigenze dei clienti e la sostenibilità industriale, giudicando le azioni Bruxelles (il cosiddetto Pacchetto automotive, ndr) come delle misure che "non rispondono ai problemi urgenti del settore. D: La piattaforma STLA Small è stata promessa anni fa. Quando arriverà? E c'è la possibilità di produrla a Tychy per la nuova generazione della 500?R: I dettagli fanno parte del piano strategico e non possono ancora essere comunicati. Posso però dire che STLA Small è una priorità assoluta ed è uno strumento chiave per i segmenti A e B. La strategia completa per l'Europa sarà presentata al momento opportuno. La priorità resta rafforzare l'identità unica di ciascun brand.D: Stellantis manterrà la missione dell'auto per tutti? E migliorerete l'uso di soluzioni come i sistemi Reev (Extended range, ovvero l'elettrico con l'aiuto termico, ndr)?R: La missione dell'auto popolare fa parte del DNA di marchi come Fiat e Citroën e resterà centrale. Tuttavia, i costi crescenti legati alla roadmap tecnologica stanno riducendo l'accessibilità, ed è proprio lì che sono scomparsi 3 milioni di veicoli dal mercato. Le auto sotto i 15.000 euro sono quasi sparite. La risposta vera è un approccio multi-energia: elettriche, ma anche full hybrid, mild hybrid, ibride plug-in, Reev e altre soluzioni. Puntare su una sola tecnlogia rischia di far sparire le auto accessibili e aumentare la dipendenza da tecnologie extra-europee. L'UE deve decidere se considera l'industria auto un asset strategico.D: Cosa chiedete concretamente all'Unione Europea?R: Due richieste principali, condivise con ACEA: flessibilità nel breve termine (20262029) sui target CO, ad esempio abbassandoli o introducendo crediti per le piccole auto, e rapidità decisionale, perché il problema è immediato. Serve inoltre riconoscere che la decarbonizzazione passa da più tecnologie. Incentivare il rinnovo del parco circolante sarebbe molto più efficace che imporre mix elettrici irrealistici sui veicoli commerciali leggeri.D: Qual è il piano sui motori? Userete tecnologia Leapmotor anche su altri brand?R: La partnership con Leapmotor ha una doppia valenza: commerciale, perché completa il portafoglio, e tecnologica, perché consente di apprendere da un'industria che oggi è più avanzata su batterie e semiconduttori. una relazione fortemente sinergica.D: La produzione in Italia ha sofferto nel 2025. Cosa vi aspettate dal 2026?R: Il 2025 è stato un anno di transizione difficile, soprattutto per il calo dei segmenti A e dei veicoli commerciali. Ma è stato anche un anno di investimenti: la 500 mild hybrid a Mirafiori, la nuova Compass a Melfi e due nuovi modelli nel 2026. Comprendiamo le preoccupazioni dei sindacati, ma è una questione di tempi.D: Oltre alla decarbonizzazione, cosa serve per aumentare la competitività europea?R: Serve colmare il gap con la Cina su batterie e semiconduttori. I costi di trasformazione in Europa sono più elevati. Senza un impegno congiunto di industria e UE, il settore continuerà a ridursi: 3 milioni di auto in meno equivalgono a circa 10 stabilimenti e migliaia di posti di lavoro.D: Cosa vi aspettate dal governo italiano?R: Il dialogo è positivo. Serve lavorare insieme su competitività, energia e costi di trasformazione, allineando esigenze industriali e bisogni dei clienti.D: Le vendite dei brand Stellantis in Europa sono sotto pressione. Interverrete?R: Il 2025 è stato un anno di transizione, con nuovi modelli arrivati solo nella seconda metà e forti cambiamenti organizzativi. Oggi guardiamo avanti con fiducia: la pipeline prodotto è solida e l'engagement di dealer e fornitori è molto positivo. L'unica vera incognita resta il contesto esterno.D: Siete ottimisti per il 2026?R: Assolutamente sì.D: Sarebbe utile un piano incentivi BEV europeo invece che nazionale?R: Sì. Dove la penetrazione di elettriche è alta, o i clienti possono permetterselo o esistono incentivi locali. Un sistema europeo comune, come il bonusmalus, aiuterebbe. Ma per rendere le elettriche sostenibili servono anche incentivi alla filiera industriale europea: oggi siamo molto indietro rispetto alla Cina.D: Quindi gli incentivi all'acquisto non bastano?R: Esatto. Gli incentivi all'acquisto sono utili, ma quelli all'industria e alla supply chain lo sono ancora di più.
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Audi - I listini della A6 e-tron Model Year 2026

Audi introduce in Italia il Model Year 2026 della A6 e-tron. L'elettrica tedesca mantiene lo stesso listino dei modelli precedenti, ma si aggiorna a livello di contenuti come abbiamo potuto riscontrare nella nostra recente presa di contatto. Quattro powertrain e due carrozzerieLa gamma della A6 e-tron è composta dalle versioni Sportback e Avant della Audi A6 e-tron e da tre diversi powertrain: e-tron da 286 CV (da 520 a 602 km nel ciclo WLTP), performance da 367 CV (da 633 a 736 km nel ciclo WLTP) e quattro da 428 CV (da 603 a 694 km nel ciclo WLTP). Sul fronte dei modelli sportivi sono invece confermate le S6 e-tron da 503 CV (che salgono a 551 CV con funzione boost) in due allestimenti. Quest'ultima tocca i 100 km/h da fermo in 3,9 secondi e percorre da 608 a 678 km nel ciclo WLTP in base a carrozzeria e allestimento. Le novità tecnicheLe novità riguardano tra le altre cose la dinamica di guida, con il nuovo differenziale sportivo della S6 e la modalità di guida Dynamic Plus, i sistemi di parcheggio automatico, gli Adas potenziati a livello hardware, il ritorno dei comandi fisici sul volante, la grafica dei display e l'integrazione dell'intelligenza artificiale nell'infotainment di bordo. Listino Prezzi Audi A6 e-tron 2026Audi A6 e-tron SportbackBusiness: 65.500 euroBusiness Advanced: 69.000 euroS line edition: 73.500 europerformance Business: 74.500 europerformance Business Advanced: 78.000 europerformance S line edition: 82.500 euroquattro Business: 79.500 euroquattro Business Advanced: 83.000 euroquattro S line edition: 87.500 euroS6 e-tron quattro: 99.500 euroS6 e-tron quattro sport attitude: 106.000 euroAudi A6 e-tron AvantBusiness: 68.000 euroBusiness Advanced: 71.500 euroS line edition: 76.000 europerformance Business: 77.000 europerformance Business Advanced: 80.500 europerformance S line edition: 85.000 euroquattro Business: 82.000 euroquattro Business Advanced: 85.500 euroquattro S line edition: 90.000 euroS6 e-tron quattro: 102.000 euroS6 e-tron quattro sport attitude: 108.500 euro
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Audi - La Q6 e-tron Model Year 2026 arriva in Italia: prezzi e versioni

Audi introduce il Model Year 2026 della Q6 e-tron ed e-tron Sportback. La Suv elettrica, che abbiamo già provato in anteprima, mantiene inalterata la struttura della gamma con le versioni Business, Business Advanced, S line edition e le sportive SQ6 e SQ6 sport attitude, ma introduce una nuova entry-level. Nuova entry level, invariate le altreLa precedente versione a due ruote motrici da 292 CV lascia il posto alla Performance a trazione posteriore da 326 CV e 558-661 km di autonomia, che diventa così il modello base, proposto allo stesso prezzo della precedente entry-level.In alternativa viene offerta la e-tron quattro da 476 CV, capace di percorrere da 544 a 643 km nel ciclo WLTP: entrambe adottano la batteria da 100 kWh (94,9 effettivi) con ricarica a 11 kW in corrente alternata e 270 kW in corrente continua. Per i clienti sportivi è invece prevista la Audi SQ6 e-tron da 517 CV e 580 Nm, capace di toccare i 100 km/h da fermo in 3 secondi netti e di percorrere, con la medesima batteria, 560-604 km in base ad allestimento e carrozzeria. Listino Prezzi Audi Q6 e-tron 2026Di seguito i prezzi per le diverse motorizzazioni e carrozzerie:Audi Q6 e-tron Performance Business: 67.800 euroAudi Q6 e-tron Performance Business Advanced: 70.000 euroAudi Q6 e-tron Performance S line edition: 74.200 euroAudi Q6 e-tron quattro Business: 73.000 euroAudi Q6 e-tron quattro Business Advanced: 75.200 euroAudi Q6 e-tron quattro S line edition: 79.400 euroAudi SQ6 e-tron: 90.700 euroAudi SQ6 e-tron sport attitude: 97.100 euroAudi Q6 e-tron Sportback Performance Business Advanced: 73.500 euroAudi Q6 e-tron Sportback Performance S line edition: 77.700 euroAudi Q6 e-tron quattro Sportback Business Advanced: 78.700 euroAudi Q6 e-tron quattro Sportback S line edition: 82.900 euroAudi SQ6 e-tron Sportback: 94.200 euroAudi SQ6 e-tron Sportback sport attitude: 100.600 euro
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Salone di Bruxelles - La Leapmotor B05 apre le porte e svela gli interni

Da Monaco a Bruxelles, la Leapmotor completa il giro di presentazione della B05, la prima hatchback destinata al mercato europeo, nonché una delle novità del marchio cinese della galassia Stellantis che verranno lanciate nel corso del 2026: in Italia arriverà in concessionaria a giugno. Al Salone belga, per la prima volta, si scoprono gli interni, il cui infotainment si gestisce da un grande schermo centrale da 14,6 pollici. Dietro al volante, la strumentazione digitale è da 8,8 pollici, come sulla B10. Com'è fatta dentroVarcata la soglia delle portiere, la Leapmotor B05 offre sedili anteriori riscaldati rivestiti di eco-pelle, che uniscono comfort e praticità, mentre la plancia è caratterizzata da bocchette d'aria ovali e impreziosita da un elemento ormai onnipresente nelle nuove auto: l'illuminazione ambientale.Sotto il profilo pratico, il bracciolo centrale integra la ricarica wireless per smartphone, doppi portabicchieri e un vano portaoggetti nascosto. La musica, poi, passa attraverso un impianto audio a 12 altoparlanti. Punta a 460 km di autonomiaA Bruxelles, la Leapmotor ha diffuso anche ulteriori dettagli su questa berlina, che con il launch control accelera da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi. Con batteria ProMax da 67,1 kWh, la B05 dichiara un'autonomia Wltp fino a 460 km e può ricaricare in corrente continua con picchi oltre i 170 kW.Il pacchetto tecnologico, basato sull'interfaccia leap OS 4.0 Plus, prevede anche un assistente vocale con intelligenza artificiale. Sono 17 le funzioni di sicurezza per l'assistenza alla guida.Cinque i colori disponibili per la carrozzeria: giallo, grigio, nero metallizzato, Starry Night Blue e Galaxy Silver.
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Salone di Bruxelles - Leapmotor B03X: la B-Suv cinese alla conquista dell'Europa - VIDEO

Il marchio Leapmotor punta a rafforzare ulteriormente la sua presenza in Europa: al Salone di Bruxelles, la Casa cinese legata a Stellantis da una partnership strategica ha esposto la B03X, una B-Suv che ha vissuto la sua anteprima mondiale meno di due mesi fa al Salone di Guangzhou (ma in Cina viene commercializzata con la denominazione A10). Ora il modello è pronto a dare l'assalto ai mercati del Vecchio continente, con l'obiettivo di consolidare il trend di crescita vissuto nel 2025: l'anno scorso Leapmotor ha venduto nei nostri Paesi oltre 35 mila unità, lanciato tre modelli e inaugurato più di 800 punti vendita. Sul conto del modello le informazioni tecniche sono ancora scarse, ma la Casa afferma in una nota stampa che la B03X intende offrire mobilità elettrica innovativa e accessibile, chiarendo se non altro la natura del powertrain, almeno in un primo momento esclusivamente a batteria. In ogni caso, la A10 monta un motore elettrico da 122 CV alimentato da una batteria al litio-ferro-fosfato. Caratterizzata da dimensioni compatte (la lunghezza dovrebbe ricalcare i 4,27 metri dell'omologa cinese A10), la B03X segna un momento di grande rilevanza tecnica per il marchio, dal momento che secondo quanto annunciato introduce una "nuova piattaforma globale": la base su cui viene realizzata, di cui restiamo in attesa di conoscere i dettagli, dovrebbe essere comunque una parente stretta della Leap 3.5 già usata dalla sorella maggiore B10, con alcune piccole differenze (come l'ingresso di ricarica nella parte anteriore e non posteriore del veicolo).
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Salone di Bruxelles - Da illustre sconosciuto a vetrina europea: ecco novità e anteprime

Quello che fino a pochi anni fa era un evento pressoché sconosciuto, anche tra gli addetti ai lavori, oggi si è ritagliato uno spazio di primissimo piano nel calendario europeo dell'auto che conta. Il Salone di Bruxelles storicamente una kermesse pensata come salone vecchio stampo, in cui le auto non erano solo esposte per essere ammirate, ma messe sotto i riflettori per essere vendute direttamente sugli stand è diventato il place to be di inizio anno, forte di 11 anteprime mondiali e 16 europee.Con le defezioni di eventi storici come il Salone di Ginevra, l'appuntamento belga è salito alla ribalta, ospitando non solo novità globali di vari costruttori, ma anche facendo da cornice al premio più importante del settore: il Car of the Year. Il gruppo Stellantis è sicuramente il protagonista. Tre ore filate di conferenze stampa per tutti i suoi marchi: Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Peugeot, Leapmotor, DS, Jeep, Opel e Citroën. Tante novità, alcune più rilevanti a livello commerciale, altre pensate per far battere il cuore agli appassionati: la serie speciale Luna Rossa della Giulia Quadrifoglio, la Jeep Wagoneer S da 600 CV, la DS N4 Taylor Made, senza dimenticare le versioni 4xe della Jeep Compass. Ci sono poi le Fiat 500 ibrida e Qubo L, nate per offrire soluzioni di mobilità a prezzi contenuti, i restyling di Opel Corsa e Peugeot 408, e nuovi allestimenti come la Jeep Avenger Black Edition. Ma oltre a Stellantis, sotto i riflettori del Belgio c'è tanto altro. E, notizia, di elettrico non ce n'è poi molto. un Salone concreto, come dimostrano le tante novità con motori a combustione (anche diesel, come nel caso della Fiat Qubo L). Vedi Dacia, col facelift della Sandero, o Seat, con le nuove Ibiza e Arona. Ovviamente, un palcoscenico così appetitoso non poteva non attirare i marchi asiatici: Toyota con la GR Yaris Morizo RR, Mazda con la sua nuova Suv elettrica CX-6e, Kia con la EV2 per il segmento B. La consociata Hyundai punta più in alto, con una nuova visione del lusso, mentre i cinesi arrivano con tante novità a batteria: Leapmotor, Xpeng P7+, Nio FireFly e Linktour Alumi.Insomma, a Bruxelles c'è spazio per tutto e per tutti. Un po' come accadeva un tempo nelle grandi capitali europee, e che solo pochissimi altri eventi come il Salone diffuso di Monaco di Baviera sono riusciti a replicare. Con altre ricette, ma senza mai eguagliare sua maestà il (compianto) Salone di Ginevra.
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Tesla - Ora la Model Y Standard è anche Long Range: è il nuovo "affare" di Elon Musk?

La Tesla Model Y si arricchisce di una nuova versione: la Standard Long Range. Questo nuovo innesto nella gamma della Suv elettrica mette insieme l'allestimento entry level a trazione posteriore con il massimo dell'efficienza, offrendo un'autonomia dichiarata di 657 chilometri sul ciclo WLTP a un prezzo di listino di 46.990 euro (settemila in più rispetto alla Standard "normale").La Casa dichiara per il suo nuovo modello, già ordinabile sul sito, un valore di consumo pari a 12,6 kWh/100 km e una potenza massima di ricarica in corrente continua pari a 175 kW. Un dato che si traduce nella possibilità di recuperare fino a 260 chilometri di autonomia in 15 minuti, presso uno dei 20 mila Supercharger distribuiti sul territorio europeo. La dotazione di serie della nuova versione della Model Y comprende l'accesso remoto via app, la chiave sul telefono, la gestione da remoto del clima, il pianificatore viaggio con l'indicazione della disponibilità dei Supercharger in tempo reale, le funzioni di gioco e intrattenimento presenti su tutti i modelli del marchio, la modalità "Sentinella" e la modalità "Cane".Sempre di serie sono presenti gli aggiornamenti over-the-air, l'Autopilot e la predisposizione hardware per la guida autonoma, che potrà essere abilitata a distanza a seguito dell'approvazione nei vari mercati. Le consegne della nuova versione Standard Long Range inizieranno nel mese di gennaio.
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Salone di Bruxelles - CX-6e, la Suv elettrica secondo Mazda - VIDEO

La Mazda ha presentato la nuova CX-6e, il secondo modello 100% elettrico realizzato insieme al costruttore cinese Changan. Questa nuova Suv di segmento D (è lunga 4,85 metri) condivide l'architettura con la Mazda 6e, la filante berlina elettrica da qualche mese disponibile anche sul mercato italiano. Mossa da un motore da 190 kW (258 CV) abbinato a batterie LFP da 78 kWh, per un'autonomia stimata di 484 chilometri, la Mazda CX-6e arriverà nelle concessionarie in estate. Eleganza giapponese, stile europeoLa Mazda CX-6e è lunga 4.850 mm, larga 1.935 e alta 1.620, ha un passo di 2.902 mm e un'altezza da terra di 158 millimetri. Il design degli esterni, a cui ha contribuito anche il centro stile europeo, riprende il linguaggio Kodo - Soul of Motion, fatto di linee pulite, volte a trasmettere un grande senso di dinamicità che emerge soprattutto nelle proporzioni della fiancata e nella linea di cintura alta. Il frontale riprende la firma Mazda a forma di ala già vista sulla 6e, con animazioni luminose diverse nelle fasi di apertura, chiusura e ricarica dell'auto. I designer hanno prestato grande attenzione all'aerodinamica: lo si vede da dettagli come le maniglie a scomparsa nella carrozzeria e le prese d'aria passanti nel cofano e nei montanti posteriori dell'auto. La carrozzeria sarà disponibile nelle tinte Nightfall Violet (che vedete in queste immagini), Air Stream Blue, Crystal White Pearl, Jet Black, Aero Grey, Machine Grey e il caratteristico Soul Red Crystal della Casa giapponese. I cerchi di lega possono essere da 19 o 21 per gli allestimenti Takumi e Takumi Plus. Maxischermo da 26 polliciL'abitacolo della Mazda CX-6e è stato disegnato ispirandosi al ma, la filosofia giapponese che celebra l'importanza dello spazio vuoto tra gli oggetti: minimalista ed essenziale nell'impostazione, quasi del tutto privo di comandi fisici si caratterizza innanzitutto per l'enorme display da 26 pollici e risoluzione 5K, che si estende dalla parte centrale della plancia alla zona del passeggero. Nessuna strumentazione digitale per il conducente, che può contare su un head-up display che proietta le principali informazioni di marcia sul parabrezza. Tanto spazio per persone e bagagliIl passo di quasi tre metri ha permesso di ottenere interni particolarmente generosi anche per chi siede dietro (sotto i sedili anteriori ci sono 15 cm di spazio per i piedi) e un bagagliaio a prova di vacanza: la capacità varia da 468 a 1.434 litri, a cui si aggiungono gli 80 del frunk anteriore. Curati i materiali e gli assemblaggi, come da tradizione Mazda, con pellami sintetici per sedili e rivestimenti delle portiere, dettagli argentati e finiture lucide per la console centrale. Il tetto panoramico di vetro fisso, con tendina parasole ad azionamento elettrico, ha una superficie di un metro quadrato ed è di serie per tutta la gamma. Telecamere al posto degli specchiettiOltre alla connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, il sistema di bordo prevede controlli vocali e gestuali, tramite la telecamera interna. I poggiatesta dei sedili anteriori integrano altoparlanti Bluetooth per ascoltare la musica o gestire le telefonate senza utilizzare l'impianto audio dell'auto da 1.280 W (evitando così di disturbare chi dorme sui sedili posteriori, per esempio i bimbi in viaggio). L'allestimento top di gamma Takumi Plus offre anche telecamere esterne che sostituiscono gli specchietti retrovisori, con display Oled integrati nelle portiere. Di serie su questo allestimento anche lo specchietto retrovisore digitale, con schermo da 9 e risoluzione di 1.920 384 pixel. Powertrain da 238 CV Il motore elettrico, montato sull'asse posteriore, eroga una potenza di 190 kW (258 CV) e 290 Nm di coppia, per consentire alla Mazda CX-6e di scattare da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi, fino a raggiungere una velocità massima di 185 km/h. L'unità elettrica è alimentata da una batteria al litio-ferro-fosfato (LFP) da 78 kWh, per un'autonomia (nel ciclo Wltp) di 484 chilometri, che diventano 610 in città. Di serie la pompa di calore, che si occupa anche della gestione termica degli accumulatori: la potenza di ricarica in corrente continua è di 195 kW, per passare dal 10 all'80% di batteria in 24 minuti. Pensa ai bambini e agli animaliIl comportamento dinamico dell'auto è stato messo a punto dal Centro Ricerca e Sviluppo Europeo Mazda di Oberursel, in Germania, che è intervenuto su telaio, sterzo e sospensioni (MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore), per offrire una guida coinvolgente, dinamica e sicura in ogni situazione. La CX-6e offre tre modalità di guida (Normal, Sport e personalizzata) e mette a disposizione una completa suite di Adas, con la guida assistita di livello 2 e monitoraggio dell'angolo cieco, allerta per l'apertura portiere e per l'occupazione dei sedili posteriori quando si scende dall'auto. Durante le soste è possibile anche attivare una modalità specifica per gli animali domestici, che mantiene costante la temperatura all'interno dell'abitacolo.
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Car of the Year - La Mercedes CLA è Auto dell'Anno 2026

La Mercedes-Benz CLA è Auto dell'Anno 2026. Al Salone di Bruxelles, i 59 giurati del premio Car of the Year - tra i quali è presente anche il nostro direttore editioriale, Gian Luca Pellegrini - hanno eletto la filante berlina come migliore automobile di quest'anno. La 63esima edizione del prestigioso premio ha visto trionfare la tedesca con 320 punti davanti alla Skoda Elroq, seconda con 220 punti, e alla Kia EV4, terza con 208 punti.In quarta posizione, con un solo punto di distacco, si è piazzata la Citroën C5 Aircross, seguita dalla Fiat Grande Panda (200 punti), dalla Dacia Bigster (170) e dalla Renault 4 (150). Ricordiamo che ogni giurato ha a disposizione un massimo di 25 punti da distribuire sulle varie vetture finaliste, con la possibilità di riconoscere fino a 10 punti al singolo modello. La nuova Mercedes CLAè riuscita a impressionare i giudici - provenienti da 23 Paesi europei - grazie alle sue caratteristiche tecniche. La tedesca, infatti, stacca nettamente col passato grazie alla piattaforma MMA, concepita per ospitare sia motorizzazioni elettriche sia ibride. Il design da coupé a quattro porte è pensato per garantire una linea filante senza troppi compromessi per quanto riguarda l'abitabilità interna e con un'aerodinamica d'eccellenza: ilCx è di 0,21.L'elettrica si basa su un'architettura a 800 voltche promette ricariche ultra-rapide fino a 320 kW, consentendo di recuperare 300 km di autonomia in soli dieci minuti. La versione a trazione posteriore da 272 CV promette un'efficienza molto elevata, con 792 km di autonomia dichiarata, mentre la variante integrale 350 arriva a 354 CV e 719 km. L'esperienza digitale è affidata al sistemaMB.OS, che anima il "Superscreen" e integra l'intelligenza artificiale di ChatGPT e Google Gemini per un assistente virtuale capace di dialoghi evoluti. Entro fine 2025 la gamma si completerà con una versione mild hybrid a 48 volt, dotata di un nuovo 1.5 turbobenzina concambio a otto marce elettrificato. Il bis della StellaLa CLA riporta per la seconda volta il premio Auto dell'Anno a Stoccarda: nelle 63 edizioni dal 1964 a oggi, infatti, solo la Mercedes-Benz 450 SE/SEL del 1974 era riuscita a ottenere questo prestigioso riconoscimento. In altre otto occasioni la Stella è andata a podio: l'ultima è stata la Classe E nel 1997.
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Italdesign - NSX Tribute: il mito sportivo della Honda in serie ultra-limitata

Nel passato di Hondas'intrecciano innovazione tecnologica e successi sportivi: Italdesign ha dato forma a questo Heritage nella NSX Tribute, protagonista in questi giorni al Tokyo Auto Salon (9-11 gennaio). Il risultato è una few-off esclusiva che non si limita a rievocare il passato, ma lo rilegge con uno sguardo contemporaneo. L'atelier di Moncalieri cura interamente il progetto, dallo stile all'ingegneria, fino alla produzione in serie ultra-limitata. Niente nostalgia, niente restomodI momenti fonte d'ispirazione sono tre: il primo trionfo in Formula 1 nel 1965, la nascita della mitica NSX nel 1990, fino alla consacrazione nelle competizioni endurance con la vittoria di classe a Le Mans nel 1995. Tre anniversari celebrati nell'anno appena concluso e culminati in questo tributo: Non si tratta di un restomod né di un'operazione nostalgica spiega Joaquin Garcia, Head of Design di Italdesign . Questo progetto fonde memoria e innovazione, tecnologia avanzata ed eccellenza artigianale, preservando il DNA racing dell'originale e aggiungendo soluzioni stilistiche e ingegneristiche attuali. La parte superiore della vettura, verniciata con una tinta denominata Championship White NH0, richiama la NSX-R di prima generazione. La zona inferiore, invece, è in nero lucido, con il frontale che interpreta in chiave moderna la H di Honda. L'artigianale lavoro stilistico prosegue sulla fiancata, che alterna superfici bianche scolpite a elementi neri lucidi come minigonne, passaruota e tetto. Sul montante C sono celate prese d'aria funzionali al raffreddamento, mentre le ruote hanno cerchi da 19 pollici all'anteriore e da 20 al posteriore, gommati Yokohama: un elemento che contribuisce a rafforzare l'impronta corsaiola. Al posteriore spicca la reinterpretazione dell'iconico spoiler della NSX. L'anello flottante della NSX, che era una soluzione capace di migliorare la stabilità della vettura ad alta velocità, diventa un segno visivo continuo, sospeso, spiegano i designer. Interni: omaggi a Senna e guida (solo) a destraDentro la NSX Tribute, l'approccio è volutamente più misurato. Italdesign ha rivisitato il doppio cockpit della prima NSX senza stravolgere l'impostazione originale. Troviamo dettagli ispirati alle monoposto di Formula 1 e piccoli richiami simbolici, come il casco sulla plancia, il numero 12, che omaggiano Ayrton Senna. La NSX Tribute by Italdesign sarà prodotta in una serie limitata, esclusivamente con guida a destra, e destinata a clienti selezionati.
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Salone di Bruxelles - Fiat Qubo L: diesel per le famiglie sotto i 25 mila euro - VIDEO

Tra tante Suv e vetture a ruote alte, le multispazio potrebbero presto rifare capolino sul mercato, con nuovi modelli in arrivo anche da Stellantis. Dopo la concept Citroën Elo, infatti, il gruppo ha svelato al Salone di Bruxelles la nuova Fiat Qubo L, una vettura pensata per le giovani famiglie (è anche a sette posti) in cerca di un'auto molto spaziosa, con bassi costi d'esercizio e un prezzo contenuto. In concessionaria la vedremo ad aprile, ma dal Lingotto sono già arrivate le prime informazioni sui prezzi: i listini partiranno al di sotto dei 25 mila euro. Due taglie, fino a sette postiLa Fiat Qubo L sarà disponibile in due versioni: passo corto a cinque posti, con una lunghezza di 4,40 metri, e passo lungo a sette posti, con dimensioni maggiori: 475 cm da paraurti a paraurti. Quest'ultima propone un divano della seconda fila composto da tre sedili regolabili individualmente, per garantire la massima praticità d'utilizzo, più due sedute posteriori estraibili a seconda delle proprie esigenze.Nella configurazione pensata per massimizzare il carico, il vano posteriore promette fino a tre metri di profondità grazie alla possibilità di abbattere lo schienale del passeggero anteriore: di serie sono inoltre previsti ben 27 vani portaoggetti sparsi per tutto l'abitacolo. A completare l'allestimento interno sono presenti il tetto di vetro Magic Top e il portellone posteriore con lunotto apribile Magic Window, pensati per consentire un accesso più semplice ai vari vani presenti nell'auto, dal baule ai portaoggetti. Torna il diesel, ma c'è anche benzina o elettricaEssendo di derivazione commerciale, questo modello propone un motore a gasolio e segna dunque il ritorno dei diesel nella gamma delle vetture passeggeri Fiat. Nello specifico, si tratta di un quattro cilindri 1.5 turbodiesel proposto nelle versioni da 100 o 130 CV. La meno potente è disponibile con cambio manuale o automatico, mentre la 130 CV è ordinabile solo con trasmissione automatica.In gamma sono disponibili anche un benzina da 110 cavalli e, solo per la cinque posti, una versione elettrica da 136 CV. I clienti potranno scegliere tre diversi allestimenti: Pop, Icon o La Prima, abbinati ai colori Bianco Gelato, Blu Riviera, Nero Cinema, (Red) e Verde Foresta.
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Salone di Bruxelles - DS Taylor Made N4, il futuro francese tra pista e design

Al Salone dell'Auto di Bruxelles, la DS ha svelato in anteprima mondiale la Taylor Made N4 Concept, un esercizio di stile che celebra l'ingresso del giovane pilota britannico Taylor Barnard nel team DS Penske di Formula E.Questa one-off si basa sulla DS N4 e ne reinterpreta le linee con una silhouette ribassata e carreggiate più larghe, ispirate sia al mondo delle competizioni sia all'universo dei videogiochi. Il frontale è caratterizzato da un imponente logo "N4" centrale e da proiettori dal design "pixellato", che conferiscono a questo modello un look futuristico. Titanio in quattro variantiL'aspetto più innovativo riguarda l'uso dei materiali e dei colori. Il reparto Colori, Materiali e Finiture della DS ha esplorato soluzioni basate sul titanio, declinato in quattro varianti: Pure, Liquid, Black e l'inedito Craft Titanium.Quest'ultimo è un tessuto lavorato a mano per enfatizzare l'artigianalità del marchio, che sostituisce il tradizionale carbonio negli elementi aerodinamici come lo splitter anteriore e le prese d'aria.L'estetica è completata da tocchi in Light Gold (la tinta che firma i modelli della DS Performance Line) e accenti viola, colore preferito di Barnard, che insieme al suo numero fortunato 77 completano il look di questa vettura.Oltre alla presenza fisica al Salone, la Taylor Made N4 Concept debutterà nel corso del 2026 anche nel mondo virtuale attraverso la piattaforma Roblox, grazie a una collaborazione con Voldex per il gioco Driving Empire. Anche una Limited EditionLa concept accompagna il lancio della DS Performance Line Limited Edition, disponibile sulle DS 3, N4 e DS 7, pensata per creare un legame diretto tra il mondo della Formula E e la produzione di serie. La DS N4, su cui si basa la one-off appena svelata a Bruxelles, offre una gamma elettrificata che comprende una versione elettrica E-Tense da 213 CV e 450 km di autonomia, varianti Plug-in Hybrid fino a 240 CV e una full hybrid da 145 CV.
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Salone di Bruxelles - Kia EV2, la B-Suv elettrica sotto i 30 mila euro che sfida Renault e VW - VIDEO

Per chi cerca auto elettriche a prezzi più accessibili, il 2026 sarà un anno ricco di novità. Una delle prime è la Kia EV2, svelata al Salone di Bruxelles e attesa nelle concessionarie nella prossima primavera. Abbordabile ma non economica, questa B-Suv non ha ancora un listino ufficiale, che comunque dovrebbe partire sotto i 30 mila euro, e va a sfidare la Renault 4 e le varie Volkswagen ID. Cross e Skoda Epiq, in arrivo entro l'anno. Forte di un pacchetto da segmenti superiori, in termini di dotazioni e tecnologie. Dimensioni e stileLunga 4,06 metri, la EV2 rappresenta il modello più compatto della gamma elettrica di Kia. Gli ingombri da gestire in manovra, per capirci, sono paragonabili a quelli di una Jeep Avenger. La compatta coreana è poi larga 1,80 e alta 1,58 metri. Come su altri modelli che l'hanno preceduta, lo stile ricalca, in scala ridotta, quello delle Kia elettriche più grandi. Il family feeling con il resto della gamma è scolpito da fari verticali che disegnano una firma luminosa ormai immediatamente riconoscibile, mentre le luci di coda sono piazzate piuttosto in basso e agli estremi della carrozzeria, per sottolineare la presenza su strada di questa EV, che può avere ruote con cerchi da 16, 18 o 19 pollici: una misura, quest'ultima, non molto comune su un'auto così compatta e riservata alla versione GT-Line, dall'equipaggiamento ricco e design ad hoc in alcuni punti della carrozzeria (vedi, per esempio, il paraurti). Abitabilità e bagagliaioCompatta fuori, dentro la EV2 si rivela spaziosa e anche versatile. Aiuta, in questo senso, il passo di 2,57 metri. I passeggeri posteriori riescono ad accomodarsi senza troppi sacrifici: per le gambe, a detta della Casa, ci sono a disposizione un buon numero di centimetri, ma è generoso anche lo spazio sopra la testa, come abbiamo potuto constatare salendoci a bordo in questo primo contatto statico. Gli interni sono disponibili a cinque posti (di serie) o a quattro (optional).Il secondo assetto prevede un divanetto fisso, mentre quello a quattro, opzionale, ha la panca divisa in due porzioni con le sedute scorrevoli in maniera indipendente e lo schienale regolabile nell'inclinazione. Ne consegue che, quando c'è da caricare, il bagagliaio offre più versatilità: la capienza varia da un minimo di 321 litri a un massimo di 403 senza abbattere gli schienali. Se si opta per i cinque posti, invece, sono 362 litri, per arrivare a una volumetria massima (dichiarata) di 1.201 litri. Non manca nemmeno un frunk da 15 litri, utile per riporre i cavi. Abitacolo e infotainmentSulla plancia troviamo, di serie, il pannello a triplo schermo della Kia, che comprende un quadro strumenti da 12,3 pollici, un display dedicato al clima da 5,3 pollici e un touchscreen centrale da 12,3 pollici per l'infotainment. Quest'ultimo introduce un elemento di novità: dovendo un po' giocare sul prezzo, la EV2 prevede un po' come alcuni telefonini una versione Lite con lo stesso layout, ma hardware diverso e funzionalità ridotte rispetto alla versione più completa. Una delle rinunce riguarda il navigatore, mentre la connettività a Apple CarPlay e Android Auto (wireless) è garantita, così come la possibilità di aggiornare over-the-air il sistema. Nell'insieme, plastiche prevalentemente dure si alternano a rivestimenti curati e qualche inserto morbido in punti strategici. Non mancano elementi personalizzabili, come l'illuminazione d'ambiente che attraversa la plancia o il saluto sulla portiera. Per la ricarica c'è anche il 22 kWLa Kia EV2 è disponibile con due opzioni di batteria: Standard, da 42,2 kWh, e Long Range da 61 kWh. Nel primo caso l'autonomia dichiarata è di 317 km, mentre nel secondo sfiora i 450 km, ampliando il raggio d'azione di questa B-Suv. Alla base c'è un'architettura a 400 volt, per ricariche in corrente continua che sulla carta richiedono circa mezz'ora per passare dal 10 all'80%. Per la ricarica in corrente alternata c'è un caricatore da 11 kW di serie e, per la prima volta sulle Kia elettriche, uno da 22 kW opzionale. Tra i corollari, rispondono presente l'EV Route Planner, il Plug & Charge e la ricarica bidirezionale (vehicle-to-load). Alle due batterie si abbina un motore elettrico da 108 kW (147 CV) per la versione Standard Range. La Long Range avrà invece una potenza diversa, ancora da definire. Entrambe raggiungono una punta massima di 161 km/h. Adas: gli aiuti alla guida abbondanoPiuttosto nutrita la lista dei sistemi di ausilio alla guida: Highway Driving Assist 2, Front Collision Avoidance Assist 2.0, Smart Cruise Control 2, Blind-spot View Monitor, Surround View Monitor e anche il Remote Smart Parking Assist Entry, che consente di manovrare il veicolo dall'esterno tramite la smart key. Assemblata nello stabilimento Kia di ilina, in Slovacchia, la EV2 avvierà la produzione in due fasi: a febbraio si partirà con la versione Standard Range, da giugno entreranno nelle linee le versioni Long Range e GT-Line. La prima raggiungerà le concessionarie in primavera, le altre in estate.
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Salone di Bruxelles - Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa: la più estrema di sempre - VIDEO

L'Alfa Romeo Giulia, quella termica, avrà un lungo futuro davanti a sé. A dimostrare il rinato interesse per questo modello, oltre agli annunci del gruppo Stellantis, c'è anche la nuova Quadrifoglio Luna Rossa.Questa serie speciale a tiratura limitata di dieci esemplari (tutti già venduti) è stata sviluppata da BottegaFuoriserie: punta tutto sulle performance (come si può capire anche dall'esagerato alettone posteriore a due elementi) ed è stata svelata al Salone di Bruxelles, che anno dopo anno sta diventando una kermesse di riferimento per l'automobile europea. Tinta (cangiante) bicoloreNata in seguito alla partnership, annunciata lo scorso giugno, con il team velistico Luna Rossa per la 38 America's Cup, questa few-off porta la berlina su livelli d'esclusività mai raggiunti. Verranno prodotti solo dieci esemplari, alcuni dei quali saranno caratterizzati da una particolare tinta bicolore con verniciatura argento cangiante realizzata a mano, che richiama le sfumature dello scafo di Luna Rossa, abbinata a dettagli neri sul cofano, particolari di fibra di carbonio a vista (tetto, scudetto e specchietti) e finiture rosse per la parte centrale dei cerchi da 19 pollici. Alettone esageratoA caratterizzare l'estetica di questa serie speciale è un particolarissimo alettone posteriore in fibra di carbonio diviso in due sezioni. Quest'ultimo, insieme ad altri affinamenti progettati dal marchio del Biscione come le appendici laterali del frontale, le minigonne di carbonio e i nuovi profili del fondo piatto , consente di generare 140 kg di carico aerodinamico a 300 km/h, cinque volte di più rispetto alla versione di serie.I suoi profili sono ispirati a quelli dei foil di Luna Rossa (che in mare servono a rialzare l'imbarcazione dall'acqua alle alte velocità). La scelta del doppio profilo è pensata per sfruttare al meglio i vortici che si generano dietro ai montanti posteriori. A completare l'allestimento tecnico è presente anche uno scarico Akrapovic con coperture dei terminali in fibra di carbonio. Dentro ci sono le vele di Luna RossaLa serie speciale propone per la prima volta tutti i loghi Alfa Romeo tinti di rosso, abbinati a una nuova selleria firmata Luna Rossa. Molto particolari i sedili Sparco, di pelle traforata grigia con al centro la striscia rossa tipica del marchio velistico, abbinata a fianchetti in pelle nera e calotta posteriore in fibra di carbonio, lo stesso materiale che caratterizza anche la copertura del tunnel centrale.Sulla plancia debutta un nuovo inserto realizzato con il materiale impiegato per le vele da competizione. Nel cofano l'iconico 2.9 V6Come su tutte le Giulia Quadrifoglio, anche sulla Luna Rossa è presente il 2.9 V6 biturbo benzina di derivazione Ferrari. La potenza massima è di 520 cavalli, messi a terra dalle sole ruote posteriori tramite un differenziale autobloccante meccanico.
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L'editoriale - Perché dobbiamo preoccuparci delle auto che guidano da sole

Come sapete, negli ultimi anni abbiamo discusso del futuro dell'automobile quasi esclusivamente guardando al 2035. Questo appuntamento, del quale analizziamo gli sviluppi su Quattroruote di gennaio 2026, ha catalizzato il dibattito, polarizzato le posizioni e finito per occupare uno spazio sproporzionato nella riflessione sull'industria europea. Il problema è che guardare così avanti riduce l'attenzione su ciò che potrebbe accadere molto prima.Del resto, l'automobile non evolve per scadenze, né segue fedelmente il calendario della politica. Cambia per passaggi progressivi, spesso in modo silenzioso. Ed è proprio questo tipo di trasformazione che rischia di non essere colto quando lo sguardo fissa un orizzonte troppo lontano. Personalmente me ne sono reso conto pochi giorni fa. Provando il sistema di guida avanzata FSD di Tesla sono uscito dall'auto con una sensazione scomoda: quella di essere arrivato tardi su qualcosa che sta succedendo. Non una rivoluzione compiuta, non una tecnologia "risolta", ma una traiettoria reale, che non può più essere liquidata come promessa. Anche perché questa funzionalità è già disponibile in Australia, Canada, Cina, Messico, Nuova Zelanda e Stati Uniti. stata un'esperienza utile, perché aiuta a riportare il ragionamento dove dovrebbe stare. Se una parte di questa trasformazione è già visibile oggi, quali domande stiamo rimandando? Se un'auto è già in grado di guidare da sola in modo così convincente, cosa accadrebbe se nei prossimi mesi l'Europa definisse un quadro normativo che ne autorizza l'utilizzo? Quanto potrebbe essere rapido il passaggio dalla guida autonoma supervisionata con la responsabilità ancora in capo al conducente a forme più avanzate? E chi sarebbero, oggi, i player in vantaggio su questa tecnologia? C'è poi una domanda ancora più scomoda, ma inevitabile. Cosa succederebbe all'industria dell'auto europea se le persone scoprissero che abbonarsi a un servizio di mobilità che ti viene a prendere e ti porta dove vuoi può costare meno che acquistare un'automobile nuova o usata?La vera next big thing dell'automobile potrebbe arrivare prima del previsto. E non riguarda un motore che venderemo o non venderemo nel 2035, ma qualcosa che potremmo iniziare a usare molto prima. Il cambiamento potrebbe essere dirompente e, se non iniziamo a interrogarci ora, rischiamo di farci trovare impreparati e di lasciare che siano altri a guidarlo. Ancora una volta.
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Salone di Bruxelles - Zeekr 7GT, la shooting brake elettrica si aggiorna per l'Europa: prezzi e versioni

La Zeekr ha scelto il Salone di Bruxelles per presentare in anteprima la 7GT: la nuova auto elettrica sarà disponibile in tre varianti con prezzi indicativi per l'Europa compresi tra 45.990 e 57.490 euro. Forme da shooting brakeLa Zeekr 7GT deriva dalla 007 GT già introdotta in Cina, una shooting brake che riprende a sua volta la berlina 007. L'elettrica è stata rivista per incontrare il gusto dei clienti europei lavorando sia sui particolari del design che sulla messa a punto del telaio. Misura 4,81 metri ed è alta 1,45 metri; offre 5 posti e il bagagliaio ha una capacità di 456 litri. La plancia ospita uno schermo da 13" dedicato alla strumentazione abbinato a quello centrale da 15" e all'head-up display da 35,5". Fino a 646 CV e 655 km di autonomiaLa piattaforma a 800 volt propone tre varianti distinte e due tipi di batteria: la Core RWD a trazione posteriore da 422 CV con batteria LFP da 75 kWh e 519 km di autonomia, la Long Range RWD Launch Edition con batteria NMC da 100 kWh e 655 km di autonomia e la Privilege AWD Launch Edition a trazione integrale da 646 CV. Quest'ultima è in grado di passare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e tocca i 210 km/h di punta massima. La ricarica rapida avviene a un massimo di 480 kW per passare dal 10 all'80% in 10-16 minuti, mentre il caricabatterie di bordo lavora a 22 kW.
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Salone di Bruxelles - Peugeot 408, restyling nel segno di ibrido ed elettrico - VIDEO

La Peugeot 408 è una di quelle auto che non passano inosservate, nel bene e nel male. Una carrozzeria difficile da incasellare, a metà tra berlina, fastback e crossover, che al suo debutto ha diviso pubblico e addetti ai lavori. Con il model year 2026, Peugeot non stravolge la formula ma interviene per rifinirla. L'aggiornamento riguarda alcuni dettagli chiave - stile, tecnologia e gamma - con l'obiettivo di rendere la 408 più attuale senza snaturarne l'impostazione originale. Un restyling leggero, più evolutivo che rivoluzionario, che abbiamo osservato da vicino in questo primo contatto statico. Occhi nuovi, ma non soloLe novità principali riguardano il frontale. Cambiano alcuni dettagli della calandra e della firma luminosa, ora posta su due livelli, più pulita e coerente come per gli ultimi modelli del Leone vedi l'aggiornamento della 308. I fari full LED (o Matrix LED a seconda degli allestimenti) mantengono l'impostazione sottile e sono collegati virtualmente da listelli luminosi. Insomma, di notte, complice il nuovo logo retroilluminato, il suo sguardo si fa notare, ma senza esagerare. E al posteriore? La nuova 408 porta al debutto, per prima nella gamma del Leone, la scritta illuminata al centro del portellone. Interni: i-Cockpit sempre protagonista All'interno, l'impostazione della nuova 408 è quella nota. L'i-Cockpit resta il protagonista: volante compatto, strumentazione rialzata e una plancia orientata verso il guidatore. Il sistema multimediale (da 10 pollici) viene aggiornato nella grafica e nella logica di utilizzo, come pure la strumentazione. Riconfermati i comandi rapidi personalizzabili che semplificano la vita nell'uso quotidiano. Nulla da segnalare alla voce materiali, che si riconfermano di buon livello per il segmento, con assemblaggi solidi e un ambiente che punta a un certo lusso, ma con discrezione. Spazio per i bagagliLo spazio è adeguato per un'auto di 4,70 metri: davanti si sta comodi, dietro l'abitabilità è buona anche per tre adulti, con qualche compromesso in altezza dovuto alla linea del tetto discendente nella zona posteriore. Il bagagliaio resta uno dei punti di equilibrio del progetto: capiente quanto basta per un utilizzo familiare, senza ambizioni da station wagon, con 536 litri dichiarati dalla Casa, che possono salire a oltre 1.600 con i sedili reclinati. Motori: dal mild hybrid all'elettricoLa gamma motori continua a puntare sull'elettrificazione. Si parte dal benzina mild hybrid, il tre cilindri turbo 1.2 da 145 CV, abbinato al cambio automatico a sei marce. Salendo di livello, c'è il plug-in hybrid da 240 CV complessivi, grazie all'1.6 turbo da 180 CV e al motore elettrico; la batteria da 17,2 kWh garantisce un'autonomia elettrica di 85 km nel ciclo WLTP, ben 20 in più rispetto a prima. Novità anche per il cambio, ora a doppia frizione al posto del precedente con convertitore di coppia. Chiudendo la gamma, c'è la versione 100% elettrica da 156 CV, con batteria da 58,4 kWh (55,4 netti) e autonomia fino a 450 km WLTP (+34 km rispetto al MY precedente). Interessante la funzione V2L, che permette di alimentare dispositivi esterni - utile, per esempio, se volete ricaricare la bici elettrica direttamente dall'auto - e il preriscaldamento della batteria (novità 2026), che riduce i tempi alla colonnina. Gli allestimentiLa nuova Peugeot 408 prevede cinque allestimenti: Style, Allure, GT, Business e la nuova GT Exclusive. La Peugeot non ha ancora diffuso i prezzi aggiornati, ma l'annuncio arriverà a breve.
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Salone di Bruxelles - Jeep Wagoneer S, la Suv elettrica da 600 CV e 0-100 in 3,5 secondi

Dopo averla svelata nel 2022, Jeepè finalmente pronta a lanciare sul mercato europeo la Wagoneer S. Si tratta del primo modello full electric globale del marchio, una Suv di segmento D che punta in alto, portando il brand dove mai era stato prima. Prestazioni da sportiva (0-100 in 3,5 secondi) e interni lussuosi, per scrivere una nuova pagina di storia per il marchio americano. 600 CV e batteria extralargeLa nuova Jeep Wagoneer S, esposta in anteprima europea al Salone di Bruxelles, è proposta con un powertrain bimotore a 400 volt: la potenza complessiva è di 600 cavalli grazie a due moduli da 250 kW che dialogano tra loro tramite il sistema Selec-Terrain a cinque modalità: Auto, Sport, Eco, Snow e Sand. La batteria è da 100,5 kWh e, sulla carta, può essere caricata dal 20 all'80% in soli 23 minuti. Per il momento la Casa non ha svelato i dati riguardanti l'autonomia nel ciclo di omologazione europeo. Triplo schermoQuesta lussuosa Suv a trazione integrale dispone di diversi schermi, per 45 pollici totali, gestiti dal sistema Uconnect 5, ed è la prima Jeep a proporre un touch screen da 10,25 pollici per il passeggero anteriore. Oltre a questo, la Wagoneer S potrà essere personalizzata con svariati accessori, tra i quali spicca un impianto audio McIntosh composto da 19 altoparlanti, un subwoofer da 12 pollici e un amplificatore da 1.160 watt.
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Salone di Bruxelles - Jeep Compass, arrivano la plug-in e l'integrale 4xe

Il Salone di Bruxelles è l'occasione per la Jeep di presentare due nuove motorizzazioni per la Compass. Dopo le ibride full già lanciate sul mercato, la gamma della Suv americana si arricchisce così delle varianti plug-in hybrid e 4xe. Entrambe arriveranno a breve nelle concessionarie e sono già ordinabili. Compass e-Hybrid Plug-inLa versione alla spina della Jeep Compass ibrida, proposta con prezzi (in promozione) a partire da 44.900 euro, combina un motore 1.6 turbobenzina con un'unità elettrica alimentatada una batteria da 17,9 kWh: la potenza combinata è di 225 CV, la coppia massima di 350 Nm e la trazione è, come per le altre versioni già disponibili, solamente anteriore. La scheda tecnica di questo modello parla di un'autonomia in elettrico tra i 90 e i 92 chilometri (983 km di autonomia totale con un pieno di corrente e uno di benzina) con consumi tra i 2,7 e i 2,9 l/100 km con 61-63 g/km di cmissioni di CO2. Per la ricarica è previsto un sistema a corrente alternata da 7 kW con cui si può rifornire completamente la batteria in meno di tre ore. Jeep Compass 4xeDopo aver lanciato la nuova Compass solo con trazione anteriore (sia l'ibrida sia l'elettrica già disponibili, infatti, sono due ruote motrici), la Jeep ha reso disponibile la già annunciata versione 4xe a trazione integrale. A differenza delle altre 4xe, caratterizzte da motori ibridi, la Compass 4xe è 100% elettrica: il powertrain deriva da quello della Bev da 213 CV, ma propone un secondo motore al posteriore che arriva a erogare 180 CV e, grazie alla riduzione della trasmissione, fino a 3.100 Nm alle ruote. La Casa non ha ancora dichiarato tutti i dati tecnici relativi a questa vettura, ma ci si aspetta che la vettura condivida la batteria da 96 kWh della Bev già disponibile, per un'autonomia dichiarata attorno ai 600 chilometri. La Compass 4xe ha un allestimento specifico per l'off-road con assetto rialzato di 10 mm, paraurti aggiornati (pensati anche per migliorare gli angoli di attacco e di uscita) e pneumatici specifici. 
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Salone di Bruxelles - Jeep Avenger Black Edition, la B-Suv si veste di nero - VIDEO

La gamma della Jeep Avenger si amplia con la nuova versione Black Edition, che la Casa ha deciso di portare al debutto al Salone di Bruxelles. Questo allestimento della B-Suv, già scelta da oltre 235 mila clienti, introduce dettagli esclusivi e personalizzazioni inedite per la più piccola delle vetture del marchio americano. Tutta nera (o quasi)Basata sull'allestimento Altitude, l'intermedio della gamma, la Avenger Black Edition porta al debutto dettagli estetici di colore nero pensati per rendere più ricercato lo stile della B-Suv più venduta d'Italia. Di serie sono previsti cerchi di lega neri da 17 pollici, fendinebbia, loghi neri e vetri oscurati, mentre all'interno dell'abitacolo debutta una console centrale nera che integra un doppio schermo da 10,25" per quadro strumenti digitale e infotainment. La selleria prevede rivestimenti in tessuto e vinile "premium". Tutte le Black Edition proporranno funzioni come l'Hill Descent Control, per regolare la velocità nelle discese più ripide, e il Selec-Terrain con sei modalità di guida specifiche. A richiesta sono disponibili optional come il navigatore satellitare, l'apertura hands free del portellone elettrico, un impianto audio JBL e il Winter Pack, che include un sistema di riscaldamento elettrico per parabrezza e sedili anteriori.
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Omologazione N1 - Arrivano le Skoda autocarro

Sembra aprirsi una nuova stagione per le auto con omologazione N1 autocarro. Diversi costruttori hanno recentemente annunciato l'integrazione dei propri listini con varianti dedicate a professionisti, imprese e partite Iva in generale, che a fronte di alcune limitazioni al trasporto di passeggeri (descritte qui a proposito dei pick-up), permettono una serie di vantaggi sotto forma di deducibilità dell'Iva e detraibilità delle spese d'acquisto e gestione. Fra le Case che propongono questa ulteriore possibilità su un numero cospicuo di modelli della propria gamma c'è la Skoda. Per Scala, Octavia Wagon, Karoq e Kodiaq, il marchio ha messo a punto un kit di trasformazione in collaborazione con lo specialista  Focaccia Group Automotive, regolarmente inserito nei listini prezzi, che comporta un extra di 1.200 euro Iva esclusa (e manodopera inclusa) per i primi tre modelli e per la variante a cinque posti della Kodiaq; è invece di 1.500 euro per la versione a sette posti di quest'ultima, la cui capacità, a seguito della modifica, scende a cinque posti. Altri modelli seguiranno, fra i quali la Superb Wagon. Si può tornare all'autoIl kit ha la caratteristica della reversibilità, nel senso che una volta terminato l'impiego strumentale del veicolo o in caso di rivendita è possibile smontarlo e tornare all'omologazione autovettra (M1). Per questo Focaccia ha sviluppato un pacchetto di elementi di vincolo delle merci e delle attrezzature trasportate costituito da piastre e ganci che vengono assicurati al pianale dell'auto nella zona del vano bagagli, tramite collanti, in modo da evitare operazioni di saldatura. La trasformazione viene eseguita in Italia da aziende selezionate e certificate da Skoda prima dell'invio alle concessionarie. La disponibilità in base alle motorizzazioni varia a seconda del modello. Negli ultimi mesi hanno annunciato la disponibilità di versioni autocarro, fra gli altri, anche Citroën (C3 Aircross), Hyundai (Kona e Tucson) e Smart (#1 e #5)
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Nuova elettrica - La Volvo EX60 esce allo scoperto: 810 km d'autonomia

Il guanto di sfida è lanciato. E consiste in una cifra: 810. Tanti sono i chilometri di autonomia scritti sul biglietto da visita della Volvo EX60. Un valore particolarmente significativo, non soltanto per la sua rilevanza assoluta, ma anche per il confronto con quella che sarà una sua diretta rivale sul mercato, la BMW iX3. A sua volta fresca di presentazione e accreditata di una percorrenza di 805 km. Bisogna precisare, a questo punto, che il riferimento pubblicato dalla Casa svedese nell'imminenza della prima mondiale (vedremo il modello il prossimo 21 gennaio) non è ancora un dato omologato sul ciclo WLTP. Ma basta comunque a farle rivendicare "il primato nella categoria", "superiore persino a quella dei modelli concorrenti più recenti". Il nuovo "record", secondo le informazioni diramate dal costruttore di Göteborg, è relativo alla variante dual motor a trazione integrale, e fa il paio con un secondo riferimento reso pubblico ufficialmente: quello relativo alla potenza massima di ricarica in corrente continua, pari a 400 kW, un valore reso possibile grazie all'impianto di bordo con tensione a 800 volt. così, stando a quanto si apprende, che la batteria della EX60 (garantita per dieci anni) è in grado di recuperare 340 chilometri di autonomia in dieci minuti di sosta (qui la iX3 fa leggermente meglio, sulla carta: 350). La nuova EX60 avrà anche l'onore di portare al debutto la nuova piattaforma elettrica nativa SPA3, che rappresenta un significativo progresso rispetto alla SPA2 (di ES90, EX90 e Polestar 3) e che equipaggerà in futuro anche la Polestar 7 (una crossover compatta che verrà costruita nella nuova fabbrica Volvo a Kosice, Slovacchia, dal 2028). Tra i suoi fiori all'occhiello, la costruzione di tipo cell-to-body (quindi con le celle della batteria integrate direttamente nel telaio, senza moduli né pacco intermedi) che permette un rilevante risparmio di peso, i nuovi motori elettrici, progettati direttamente dalla Volvo e l'adozione dello stampaggio in "megacasting", che consente di realizzare in un solo pezzo grandi parti della carrozzeria riducendo così le parti, la complessità, i costi e - ancora una volta - il peso del veicolo: la Volvo quantifica il guadagno in 200 kg.
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Batterie - Chimiche estreme, ricariche turbo: lo stato solido è il "miracolo" di cui parlano tutti?

Al CES 2026 di Las Vegas fa bella mostra di sé una moto elettrica (la Verge TS Pro) che ha fatto scalpore non tanto per il motore integrato nella ruota posteriore (che non ha mozzo), quanto per i dati dichiarati di autonomia e ricarica: la versione con accumulatore grande (33,3 kWh, come quello di un'utilitaria) ha un'autonomia dichiarata di 600 chilometri e, in corrente continua, si rifornisce dal 0 al 100% in meno di 10 minuti. Dietro a questi mirabolanti numeri, che hanno stupito persino gli addetti ai lavori (e di cui è lecito dubitare, almeno fino a prova contraria) c'è una batteria allo stato solido, prodotta dalla svedese Donut Lab. I vantaggi dello stato solidoOrmai è noto: sulla carta, le straordinarie prestazioni delle batterie a stato solido promettono di rivoluzionare il mondo della mobilità elettrica. Come? L'accumulatore della Donut Lab dichiara una densità energetica intorno ai 400 Wh/kg (quelle agli ioni di litio stanno fra i 200 e i 300), ricariche ultrarapide (200 kW e superiori in CC), una vita utile di 100.000 cicli (le altre chimiche stanno sui 2.000-3.000, quando va bene) e un ragguardevole livello di sicurezza in caso di emergenza, perché si riducono al lumicino i rischi di esplosione in caso di impatto. Non possono mancare, almeno sulla carta, ottime prestazioni in un ampissimo range di temperature, tra i -30 e i 100 gradi centigradi.  Strada tracciataNon è la prima volta che questo tipo di accumulatore equipaggia una due ruote: l'esempio più recente è quello della Ducati V21L presentata dal gruppo Volkswagen all'IAA 2025. Il quale, all'epoca (lo scorso settembre), dichiarò che, in un futuro (non si sa quanto prossimo) almeno l'80% dei veicoli elettrici VW avrà batterie allo stato solido. Anche la Toyota sta sviluppando questo tipo di tecnologia e prevede di introdurla non prima del 2027-2028. E poi, naturalmente, ci sono i cinesi: BYD, per esempio, dopo il debutto del 2027 pensa di produrle su larga scala soltanto a partire dal 2030.  Piattaforma a quattro ruoteOltre a una nutrita serie di motori a corrente, la Donut Lab ha sviluppato pure una piattaforma per automobili, con propulsori integrati nelle ruote, elettronica di controllo con il relativo software sviluppato in-house e, naturalmente, pacco batterie allo stato solido. Tecnologia da vendere, nel caso, a eventuali Case automobilistiche (piccoli costruttori, più probabilmente) che si troverebbero fra le mani una base bella e pronta di un veicolo elettrico, anche se da plasmare nei dettagli. Resta da capire, di tutte le bellissime promesse tecnologiche delle batterie allo stato solido, quali si realizzeranno davvero nel mondo reale, al di fuori degli asettici test di laboratorio. E quanto tempo ci metteranno ad arrivare sul mercato.
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Ford - La guida assistita di Livello 3 arriverà nel 2028: ecco cosa potrà fare

"Introdurremo nuovi hardware e software sviluppati da noi a partire dal 2027 sulla nuova piattaforma Universal EV. E non ci fermeremo alle funzioni di guida hands-free: grazie alla stessa architettura di base, introdurremo quelle di guida assistita di Livello 3 nel 2028, che permetteranno anche di distogliere lo sguardo dalla strada". Lo ha annunciato Doug Field, responsabile di elettriche e digitalizzazione della Ford, sul palco del CES di Las Vegas. Sottolineando la "democratizzazione" che anima il processo: "Saranno delle funzionalità alla portata di molti, non un'esclusiva per i modelli di alta gamma".La nuova piattaforma modulare per le elettriche di prossima generazione, in effetti, farà da scheletro a una gamma ampia e accessibile, che comprenderà "almeno otto modelli", incluso un pick-up di taglia media (paragonabile dunque all'attuale Ranger) "che costerà circa 30 mila dollari". Un traguardo reso possibile proprio grazie alla scelta di non esternalizzare lo sviluppo digitale: "Così possiamo garantire una qualità superiore e ridurre i costi del 30% rispetto a quanto era disponibile sul mercato". E per quanto riguarda i dettagli della suite, Field ha aggiunto che "probabilmente" includerà un Lidar, "ma saremo molto specifici riguardo a cosa lo stiamo usando" e "molto attenti alle caratteristiche di cui abbiamo bisogno, essendo una nostra tecnologia proprietaria". Ancora una volta, il richiamo al costo industriale resta una chiave dell'intero progetto. Alla fiera tecnologica del Nevada, la Ford ha anche annunciato la release del nuovo assistente AI, che debutterà entro la metà di quest'anno sulle app mobile del costruttore, prima di essere introdotta sui sistemi di infotainment di bordo dei modelli americani Ford e Lincoln, entro il 2027. "L'assistente", ha spiegato Jae Park, responsabile per il digital product design "è in grado di comprendere il veicolo e l'ambiente: potrà per esempio suggerire se le gomme sono troppo gonfie o se sia opportuno cambiare modalità di guida prima di affrontare un tratto in fuoristrada". Novità, infine, anche sul fronte dei processori di bordo: la Ford ha ufficializzato la genesi di un nuovo dispositivo dall'elevata potenza di calcolo, un modulo sviluppato internamente in grado di accentrare in una sola unità la gestione dei sistemi di infotainment e di assistenza alla guida. "Così riduciamo la complessità e aumentiamo al contempo la flessibilità", ha dichiarato Paul Costa, responsabile delle piattaforme elettroniche. Che ha posto, a sua volta, l'accento sulla democratizzazione del progresso tecnologico: "Controllando hardware e software metteremo davvero queste soluzioni a disposizione di tutti".
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Omoda - La7 SHS-P col Super Hybrid arriva in Italia: prezzi e versioni

La Omoda introduce in Italia la Suv 7 SHS-P con prezzi a partire da 38.900 euro. Il modello adotta la tecnologia Super Hybrid del marchio cinese, ovvero un powertrain plug-in hybrid da 279 CV che abbiamo già avuto modo di provare su strada in Cina. Le varianti Pure e PremiumLa gamma per l'Italia prevede due allestimenti denominati Pure (38.900 euro) e Premium (41.000 euro). Il primo offre di serie i cerchi da 19", i sedili e volante riscaldabili, la ricarica wireless per smartphone, il pacchetto completo di Adas e il doppio display interno da 8,9 e 15,6 pollici. Il secondo aggiunge i cerchi da 20", l'head-up display, il tetto panoramico, i rivestimenti in ecopelle con sedili anteriori elettrici ventilati con memorie, l'impianto audio Sony e le telecamere esterne. Per ottenere invece il parcheggio automatico e i sedili con funzione massaggio è previsto il Premium Pack Pro opzionale. Oltre 1.200 km di autonomia totaleLunga 4,62 metri con un passo di 2,7 metri, la Omoda 7 combina il motore benzina 1.5 Turbo con due motori elettrici e con la batteria da 18,4 kWh. La potenza di sistema è pari a 279 CV e il consumo medio nel ciclo WLTP è pari a 2,3 l/100 km. possibile percorrere fino a 128 km in modalità elettrica (con la sola batteria), mentre l'autonomia totale supera i 1.200 km.
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In Cina - Xiaomi SU7 2026: fino a 900 km di autonomia e potenze da supercar a 28 mila euro

La Xiaomi introduce in Cina la gamma aggiornata della SU7, la berlina elettrica che ha portato al debutto il marchio nel settore automotive e ha ottenuto un immediato successo sul mercato grazie anche ai listini super aggressivi. Le consegne inizieranno nel mese di aprile, mentre non ci sono ancora informazioni sull'arrivo della vettura in Italia, dove è stata mostrata in anteprima un anno fa a Milanoe che avevamo già provato su strada all'epoca del lancio in Cina. In Cina da 28.000 euroProdotta in oltre 360.000 esemplari in meno di due anni, la Xiaomi SU7 è da subito ordinabile con listini molto simili rispetto al modello uscente: il prezzo d'attacco è cresciuto da 215.900 a 229.900 yuan (da circa 26.400 a 28.100 euro al cambio attuale) e sono state introdotte numerose novità tecniche senza modificare in maniera sostanziale il design. Le differenze sono infatti limitate alla griglia anteriore, alle finiture interne e alle combinazioni cromatiche disponibili.  Fino a 900 km di autonomia CLTCLa nuova gamma è articolata sulle varianti Standard, Pro e Max e tutti i modelli offrono ora di serie il sensore LiDAR integrato nel tetto per la guida assistita HAD evoluta con potenza di calcolo di 700 Tops.Tutte le varianti sono più efficienti rispetto al passato e offrono maggiore autonomia: nel generoso ciclo cinese CLTC (molto più permissivo del nostro WLTP) dichiarano rispettivamente 720, 835 e 902 km di percorrenza con una carica. La versione Max, inoltre, consente di recuperare fino a 670 km di autonomia in 15 minuti tramite ricarica ultra rapida. Motori da 320 a 690 CVPer ottenere questi risultati, Xiaomi ha evoluto la piattaforma introducendo nuovi sistemi di bordo a 752 volt, valore che sale a 897 volt per la Max. Di conseguenza tutti i motori elettrici sono ora basati sulla tecnologia V6s della versione uscente della Max e sono previste potenze di 320 CV per Standard e Pro e 690 CV per la Max. Di particolare rilievo anche l'introduzione delle sospensioni pneumatiche a doppia camera e dell'impianto frenante potenziato con pinze a quattro pistoncini. Arriverà in Europa? E a che prezzo?Al momento non ci sono nuove informazioni, ma il presidente di Xiaomi, Lu Weibing, ha già confermato che il marchio debutterà sul mercato europeo nel 2027. Per ora, il colosso hi-tech intende concentrarsi sul mercato cinese, dove fatica a star dietro a una domanda molto elevata. Oltre alla SU7, in Cina Xiaomi vende la Suv YU7 (nella foto qui sotto): a Pechino, abbiamo guidato anche lei. Logicamente, per via della tassazione e delle normative di omologazione e sicurezza europee, nonché per i dazi applicati alle elettriche costruite in Cina, in Europa sarà impossibile vedere una SU7 a 28 mila euro (anzi, è ragionevole pensare a un raddoppio del listino), ma si tratta ancora di un discorso prematuro. Almeno sul fronte dei dazi, Xiaomi potrebbe ricorrere a soluzioni alternative, costruendo (o facendo costruire) le proprie elettriche in un Paese europeo. Aspettando la UltraNei comunicati ufficiali sul restyling della SU7 non viene menzionata la SU7 Ultra, la versione estrema da 1.548 CV che abbiamo recentemente potuto testare sulla nostra pista di Vairano: è molto probabile che dopo il restyling delle varianti normali sia in arrivo una Ultra ancora più cattiva, veloce ed efficace, ma non ci sono per il momento conferme ufficiali in merito.
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Noleggio - Nel 2025 la quota di mercato supera il 30%

Nel 2025 il comparto del noleggio ha superato il 30% del mercato totale (auto e veicoli commerciali leggeri). In particolare, l'analisi annuale dell'associazione di settore Aniasa e di Dataforce indica 524.728 immatricolazioni e una crescita del 10,73%. A fare la differenza sono state però le sole autovetture (+13,3% e 453.892), con un risultato positivo sia nel lungo termine (+11,6%), che nel breve termine (+19,25%). Qualche difficoltà, invece, per i commerciali leggeri (-3,34% e 70.836 registrazioni), con un -1,34% per il lungo e un -16,1% per il breve.  La quota del noleggio sull'intero mercato ha raggiunto così il 30,6%, con le vetture al 29,55% e i mezzi da lavoro al 39,57%. "Un ruolo sempre più centrale""I dati che emergono nell'analisi delle immatricolazioni del 2025 indicano che il comparto del noleggio nell'anno che si è appena concluso è tornato a macinare risultati positivi, dimostrando di svolgere un ruolo sempre più centrale nella mobilità in Italia e nell'accelerazione della transizione ecologica, nonostante lo scarso supporto da parte delle istituzioni nel facilitare il comparto soprattutto sotto il profilo fiscale", sottolineano gli autori del rapporto. In un mercato delle quattro ruote ancora in calo nel 2025, il noleggio si è confermato un pilastro essenziale per l'industria automotive, consolidando una quota di mercato del 30% sull'immatricolato nazionale", aggiunge il presidente dell'Aniasa, Italo Folonari. "Un'ulteriore conferma della validità della formula che soddisfa le esigenze di mobilità cittadina, turistica e aziendale di un consumatore disorientato dagli stop and go normativi degli ultimi anni, ma soprattutto da un aumento dei costi di acquisto e di gestione dell'auto che lo spingono sempre più a preferire l'uso all'acquisto per avere certezza sui propri impegni finanziari. L'anno che è appena cominciato può segnare una svolta importante per la mobilità a noleggio con l'appuntamento fissato dalla Legge Delega che ci attendiamo adegui la fiscalità sull'auto del nostro Paese alla media europea". La classifica dei modelliNella classifica finale del 2025 la Fiat Panda rimane il modello più noleggiato nel lungo termine, con un totale di circa 19.400 unità (+2,2%) e un ampio distacco sugli inseguitori: Volkswagen Tiguan, BMW X1, Renault Clio e Peugeot 3008. Tra i veicoli commerciali leggeri, si cnferma al priomo posto il Fiat Doblò, davanti Fiat Ducato, Ford Transit, Fiat Scudo e Ford Transit Custom.Nel noleggio a breve termine la Top 5 vede salire al primo posto la BYD Seal U. Al secondo posto la MG 3, seguita da Fiat Panda, Peugeot 208 e Fiat 600. In ambito Vcl, Iveco Daily mantiene il primato, a seguire Fiat Ducato, BYD ETP3, Toyota Proace City e Ford Transit. L'analisi delle alimentazioniQuanto alle alimentazioni, nel noleggio a lungo termine di auto l'alimentazione più diffusa nel 2025 è quella a benzina (comprese le mild hybrid) con una quota del 41%. Calo molto evidente, invece, per le diesel (-19,9%), che hanno ridotto la loro quota di mercato al di sotto del 28%, con un volume inferiore alle 100.000 unità (l'anno scorso costituivano invece l'alimentazione più diffusa nel NLT). Nel 2025 c'è stato il sorpasso da parte delle auto a benzina. Le ibride vere, ossia full e plug-in, nel 2025 hanno raggiunto il 22,6% del mercato. Le elettriche continuano a crescere in maniera importante: +39,4% nel 2025 e una quota attorno al 7%. Nei veicoli commerciali leggeri, il diesel si mantiene su percentuali di valore assoluto: supera l'82% nell'intero anno, ma la tendenza al calo è evidente (sul 2024 ha perso 7 punti). Nel noleggio a breve termine, la benzina (58,2%) precede diesel (14,7%), full hybrid (11,9%) e plug-in hybrid (9,4%).  Tra i veicoli commerciali leggeri, il noleggio a breve termine evidenzia una scelta pressoché obbligata verso il diesel: l'82,2% di quota. I maggiori operatoriQuanto ai singoli operatori, Volkswagen Leasing e Arval si confermano come protagonisti indiscussi del canale dei privati, con Ayvens, Leasys e Kinto Italia distanziati nelle posizioni seguenti. La captive di Volkswagen e Arval assieme conquistano quasi il 53% del mercato dei privati. Nel canale business, ovvero le immatricolazioni destinate a clienti aziendali, sono ancora Arval e Volkswagen Leasing a realizzare i volumi maggiori, ma con il terzo incomodo Ayvens che ha una quota di mercato molto vicina al 20%, esattamente come Volkswagen Leasing.Il noleggio ai dealer vede al primo posto Volkswagen Leasing con una market share del 28%, ma Stellantis Renting è il secondo protagonista di questo sotto-canale, con il 22,4%. A seguire: Kinto Italia, Leasys ed ES Mobility. Volkswagen Leasing è anche lo specialista nel rent-to-rent verso gli operatori del breve termine, con una market share molto vicina al 30%. Ma Leasys la tallona da vicino al 27%. Più distante è Alphabet (15,7%). Nei veicoli commerciali il primo operatore è Leasys, che distanzia nettamente Arval, Ayvens, Volkswagen Leasing e UnipolRental. Il parco circolanteInfine, l'analisi fornisce un nuovo indicatore: la consistenza del parco ciricolante. Al 31 dicembre 2025 l'uso noleggio conta 1, 643 milioni di veicoli, di cui il 13,7% elettrificato (elettriche + ibride plug-in).
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Pagani - Le piattaforme del 2030 (e oltre) al CES di Las Vegas

Pagani è presente al CES 2026 in collaborazione con STMicroelectronics, per presentare uno studio sulle piattaforme automotive del 2030 e oltre. A Las Vegas è stato esposto un esemplare della Pagani Utopia sul quale sono in corso di sviluppo nuove componenti elettroniche: ribatezzata Vettura Laboratorio, l'Utopia speciale è dotata di un nuovo Gateway con processore Stellar G di STMicroelectronics e una piattaforma software sviluppata da Osdyne in linguaggio Rust, che offrono prestazioni superiori al passato e numerose funzionalità inedite. Ridurre il peso e migliorare le prestazioniQuesto elemento consente di risparmiare peso e ingombri, concentrando in un unico componente e su un numero ridotto di cablaggi tutta la diagnosi remota, gli aggiornamenti over-the-air (OTA) e la cybersecurity. Per Pagani questa semplificazione è vitale per l'aumento delle prestazioni ed è coerente con la filosofia senza compromessi del marchio; inoltre, un elemento invisibile come l'hardware si è trasformato in un oggetto artistico grazie all'involucro in carbonio realizzato su misura.
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Red Bull RB17 - La hypercar di Adrian Newey ha 1.200 CV e pesa solo 805 kg

La Red Bull ha mostrato le prime immagini definitive della RB17, la Hypercar progettata da Adrian Newey che potrà essere guidata solo in pista. La biposto era già stata svelata come Concept all'edizione 2024 del Goodwood Festival of Speed, ma il design e l'aerodinamica hanno subito ulteriori evoluzioni. Ben oltre la ValkyrieL'aspetto della RB17 è quanto di più estremo si possa immaginare, grazie all'assenza di vincoli regolamentari di qualunque tipo. La tecnologia è quella del mondo della Formula 1 e le forme sono completamente dettate dall'aerodinamica: pensando ad un'altra creatura di Newey, la Aston Martin Valkyrie, è evidente quanto l'asticella sia stata spostata molto più in alto grazie all'evoluzione del know-how tecnico e all'esperienza maturata nella massima formula. La Red Bull non ha fornito per ora dati tecnici relativi alla downforce espressa dalla RB17, né tempi sul giro di riferimento. V10 ibrido da 1200 CV su circa 800 kgI 50 esemplari previsti, per i quali non si conosce ancora il prezzo di listino, saranno dotati di un 4,5 litri V10 aspirato sviluppato appositamente dalla Cosworth. Con 15.000 giri di regime massimo e circa 1.000 CV di potenza è di per sé un pezzo unico, ma a bordo sono previsti anche due motori elettrici che aggiungono altri 200 CV. I 1.200 CV totali sono scaricati soltanto sulle ruote posteriori attraverso un cambio sequenziale e in occasione del lancio della Concept nel 2024 era stato annunciato un peso di appena 805 kg.
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World Car Awards - Tutte le finaliste 2026: l'Alfa Romeo Junior "resiste" tra le cittadine

Sono state annunciate le finaliste del titolo World Car Awards 2026, sponsorizzato da Brembo: le vincitrici delle sei categorie WCOTY 2026 (World Car of the Year) saranno annunciate il 1 aprile in occasione del Salone di New York, dopo la votazione dei 98 giurati provenienti da 33 Paesi. Tutti i titoli e le finalisteWorld Electric CarAudi A6/S6 e-tronBMW iX3Hyundai Ioniq 9Mercedes-Benz CLANissan LeafWorld Luxury CarAudi A6/S6Audi A6/S6 e-tronCadillac VistiqLucid GravityVolvo ES90World Performance CarBMW M2 CSCorvette E-RayLand Rover Defender OCTAHyundai Ioniq 6 NMercedes-AMG GT 63 ProWorld Urban CarAlfa Romeo JuniorChevrolet Spark EUVFireflyHyundai VenueWuling BinguoWorld Car Design of the YearFireflyKia PV5Lynk & Co 08Mazda 6eVolvo ES90 World Car of the Year, le 10 auto in lizzaSono infine 10 le auto che si contenderanno il premio assoluto World Car of the Year 2026:Audi Q5/SQ5BMW iX3BYD Seal 6 DM-iHyundai Ioniq 9Hyundai PalisadeKia EV4Kia EV5Mercedes-Benz CLANissan LeafToyota RAV4
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Stellantis - La produzione di auto in Italia torna ai livelli di 70 anni fa

Un tempo l'Italia era una potenza dell'industria automobilistica europea, grazie soprattutto alla Fiat. Oggi, per trovare gli stessi volumi sfornati negli ultimi anni da Stellantis, bisogna tornare indietro di diversi decenni. Se nel 2024 le fabbriche del gruppo sono infatti scese ai livelli del 1956, nel 2025 sono indietreggiate ulteriormente: in particolare, l'anno scorso sono state prodotte 213.706 unità, il 24,5% in meno rispetto a un 2024 già difficile.Solo nel 1954, con poco meno di 181 mila mezzi, si è prodotto di meno, ma il dato di allora riguardava tutti i produttori operativi in Italia, non solo la Fiat. In sostanza, come afferma il sindacato Fim-Cisl, sono state confermate le stime di ulteriore peggioramento dei dati produttivi rispetto al 2024. Insomma, l'industria delle industrie italiana è tornata agli albori del Miracolo economico del secondo dopoguerra. Il Piano Italia lo aveva previstoI numeri, per quanto impressionanti, non piovono però dal cielo. Anzi, in un certo senso erano stati previsti dalla stessa Stellantis. Durante la presentazione del Piano Italia, il gruppo aveva infatti chiarito che il 2025 sarebbe stato un anno penalizzato dalla transizione verso nuovi modelli. Inoltre, i manager hanno fornito indicazioni positive per il 2026 grazie all'arrivo di prodotti come Fiat 500 ibrida e Jeep Compass, che hanno iniziato a produrre effetti positivi già negli ultimi mesi dell'anno scorso. I numeri delle fabbriche: Mirafiori resisteLa produzione totale è scesa a 379.706 veicoli, con un -20,1% rispetto alle 475.090 del 2024, legato sostanzialmente al comparto delle autovetture. I veicoli commerciali sono parimenti in sofferenza, ma la flessione è quasi la metà: la fabbrica abruzzese di Atessa ha sfornato 166 mila mezzi da lavoro, il 13,5% in meno. Tra tutti gli impianti si salva Mirafiori grazie al recente lancio della 500 ibrida: a fine anno, la storica fabbrica torinese ha assemblato 30.202 unità, con un incremento del +16,5% rispetto alle 25.920 unità del 2024. Tuttavia, il confronto con le 94.710 del 2022 e le 85.940 del 2023 è rilevante.Per gli altri siti si va dal -47,2% di Melfi, dove la perdita sarebbe stata peggiore senza l'arrivo della nuova Jeep Compass, al -27,9% di Cassino (le 19.364 unità rappresentano il peggior dato nella storia dell'impianto laziale e un netto ridimensionamento rispetto alle 135.263 del 2017). Scende Pomigliano, con 131.180 vetture e un -21,9% salvato dalla tenuta della sempreverde Panda (le 112.690 unità coprono il 53% della produzione automobilistica nazionale) e penalizzato dal -32% della Tonale. In calo anche Modena, dove le circa 200 Maserati prodotte implicano una flessione del 23,1%. Tuttavia, per la fabbrica di via Ciro Menotti si sono già aperte prospettive di rilancio con il ritorno sulle linee di GranCabrio e GranTurismo. "Servono investimenti e modelli"Il calo dei volumi ha prodotto conseguenze occupazionali, con un elevato ricorso alla cassa integrazione e agli accordi di solidarietà. L'arrivo di alcuni nuovi modelli, come la 500 ibrida e la Compass, alimenta speranze di rilancio, ma per la Fim-Cisl serve altro: La persistente difficoltà dei volumi produttivi nel 2025, la necessità di una verifica puntuale del rispetto degli impegni annunciati e l'assenza di riscontri concreti su temi ancora irrisolti, a partire da gigafactory e Maserati, impongono alla nuova dirigenza di Stellantis di procedere, nel nuovo piano industriale che verrà presentato nel primo semestre 2026, a una ulteriore azione di rafforzamento, commenta il segretario generale Ferdinando Uliano. Bisogna anticipare i tempi di presentazione del nuovo piano industriale e prevedere investimenti aggiuntivi e nuove assegnazioni di modelli, in grado di garantire una reale risalita dei volumi produttivi, sostenendo questo percorso con un investimento significativo in sviluppo e ricerca. 
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CES 2026 - Bosch: l'AI ora trova il parcheggio e combatte il mal d'auto

Comunicare con l'auto come se si interagisse con una persona reale. Al Ces di Las Vegas, Bosch ha presentato la sua nuova integrazione tra intelligenza artificiale e abitacolo: un cockpit intelligente che consente di personalizzare in modo avanzato l'ambiente dell'auto. Grazie a un Large Language Model (come ChatGPT, Copilot o Gemini, insomma) basta parlare per cambiare le impostazioni di bordo, ma non solo. Trova il parcheggioVisto che è dotato di un modello visivo in grado di interpretare ciò che accade sia all'interno sia all'esterno del veicolo, il sistema può, per esempio, cercare automaticamente un parcheggio o aiutarci nel lavoro redigendo i verbali di una riunione online. Contro la nauseaInsomma, è il software più che l'hardware a farla da padrone e su quest'onda si muove anche il Vehicle Motion Management, un sistema anti-cinetosi. Gestisce freni, sterzo, motore e telaio per ridurre i movimenti di rollio in curva o di beccheggio nel traffico stop-and-go, contribuendo quindi a prevenire il mal d'auto, spada di Damocle di elettriche e ibride (e di tanti guidatori che non sanno usarle in modo corretto).
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Toyota - Yaris 2026: nuovi allestimenti e dotazioni più ricche

La Toyota annuncia per il mercato europeo il Model Year 2026 della Yaris. Senza modificare i powertrain ibridi, la vettura si aggiorna dal punto di vista delle dotazioni e degli allestimenti. L'avvio delle vendite è previsto nei prossimi mesi, ma non sono ancora stati forniti i listini prezzi. Un nuovo colore e una dotazione più riccaOltre a introdurre la nuova tinta esterna Celestine Grey, la Toyota ha annunciato un aggiornamento dell'allestimento Mid+, scelto dal 40% dei clienti fino a oggi. La dotazione di serie diventa più ricca: arrivano i cerchi di lega da 17" con finitura nero opaco, i sedili sportivi in tessuto con cuciture grigie, il sistema keyless, le luci interne LED e la piattaforma di ricarica wireless. Entro breve tempo saranno fornite indicazioni specifiche per le varianti destinate al mercato italiano.
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Toyota - La TR010 Hybrid è l'Hypercar per il WEC

La Toyota riparte da sé stessa. Lo fa cambiando nome, pelle e prospettiva. Dal 2026, nella Classe Hypercar del Mondiale Endurance, non ci sarà più la continuità quasi immutabile vista negli ultimi anni: la nuova TR010 Hybrid segna un punto di svolta tecnico e identitario per la Casa giapponese, chiamata a reagire dopo stagioni in cui il ruolo di riferimento assoluto è stato messo seriamente in discussione.Con questa vettura, la Toyota inaugura una nuova fase del proprio programma LMH, lasciando alle spalle la GR010 Hybrid che aveva debuttato nel 2021 e che, nel bene e nel male, ha rappresentato l'ossatura del ciclo più vincente del marchio nell'era moderna dell'endurance. Non è una rivoluzione concettuale, ma un'evoluzione profonda, pensata per riportare competitività assoluta in un campionato che oggi non fa sconti a nessuno. Nuova identitàIl primo segnale di cambiamento è simbolico ma tutt'altro che marginale. In Hypercar, la Toyota correrà ufficialmente come Toyota Racing, mentre Gazoo Racing concentrerà le proprie attività su WRC e programmi clienti. Una distinzione netta, che restituisce alla massima serie endurance un'identità più factory e che accompagna il rilancio sportivo del progetto. La TR010 Hybrid è il primo frutto di questa scelta: un nome nuovo che abbandona il riferimento diretto al marchio Gazoo e che certifica la volontà di voltare pagina senza rinnegare, ovviamente, il proprio passato.Anche l'occhio vuole la sua parte. Dopo due stagioni dominate dal nero, Toyota torna al rosso, richiamando volutamente l'ultima apparizione della 24 Ore di Le Mans e, soprattutto, la memoria collettiva della leggendaria GT-One. Un omaggio al passato che accompagna uno slancio verso il futuro, in un equilibrio che da sempre caratterizza i grandi programmi endurance. Evoluzione tecnica mirataSotto la carrozzeria in composito di fibra di carbonio resta l'architettura ormai collaudata: il V6 biturbo da 3,5 litri, abbinato al sistema ibrido sviluppato internamente, continua a rappresentare il cuore del progetto. Ma attorno a questa base, la Toyota ha lavorato in modo chirurgico, concentrandosi su aerodinamica e gestione complessiva del pacchetto.Le modifiche a muso e coda, già emerse nei test autunnali al Paul Ricard, non sono semplici affinamenti estetici: raccontano la ricerca di un miglior bilanciamento aerodinamico e di una finestra di utilizzo più ampia, fondamentale in un contesto regolato dal BoP e popolato da avversari sempre più tosti. Il lavoro di sviluppo e messa a punto resta affidato alla struttura europea di Colonia, ormai uno dei centri nevralgici dell'endurance mondiale.Obiettivo: tornare al verticeLa Toyota non ha mai nascosto le proprie ambizioni e questa TR010 Hybrid nasce con un obiettivo chiaro: tornare a lottare per i titoli Piloti e Costruttori nel FIA World Endurance Championship. In quest'ottica, la continuità è garantita dagli equipaggi. Le due Hypercar ufficiali confermano i terzetti Kamui Kobayashi / Mike Conway / Nyck de Vries sulla #7 e Sébastien Buemi / Brendon Hartley / Ryo Hirakawa sulla #8. Un concentrato di esperienza, velocità e una conoscenza profonda del mezzo restano asset fondamentali in una categoria dove ogni dettaglio fa la differenza.
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CES 2026 - Atlas, il robot di Hyundai che vuol fare loperaio: sarà in fabbrica dal 2028

E se l'operaio del futuro fosse un robot? Al Ces 2026, il più importante evento di elettronica in corso a Las Vegas, Hyundai risponde a questa domanda con una parola: Atlas. Se tutto andrà come previsto, l'utopia (o la distopia, vedete voi) si compirà nel 2028: sarà questo l'anno in cui il robot umanoide della Casa coreana troverà un cantuccio nelle fabbriche accanto agli umani (si limiterà a compiti ripetitivi come mettere in ordine i componenti prima dell'installazione) per poi entrare a pieno regime entro il 2030. Com'è (e cosa può fare) AtlasColmo di sensori, con una testa cilindrica, sensibilissime mani prensili, due gambe e capacità di operare tra i -20 e i 40 gradi, Atlas si avvale dell'intelligenza artificiale per imparare ed eseguire lavori come faremmo noi (o anche meglio, dipende) ed è solo uno degli ultimi frutti del forte impegno dei sudcoreani nel settore. Dal 2019 il Robotics Lab di Hyundai sforna nuove idee che vanno dalla robotica indossabilea quella di servizio (proprio al Ces 2026 ha vinto il premio Best in Ces per MobED, una piattaforma mobile su quattro ruote) passando per i robotaxi: dal 2021 si avvale anche di Boston Dynamics, una delle leader del settore acquisita per 917 milioni di dollari, fa leva su un accordo con Kia e Samsung per creare batterie ad hoc e ha alle spalle un impegno economico enorme. Per sviluppare robotica, AI e tecnologie collegate, Hyundai prevede di investire 86 miliardi di dollari in Corea del Sud e 26 miliardi negli Usa, magari tentando di battere sul tempo progetti simili di Byd, Tesla, Amazon, Toyota (che ha perfino creato una "città del futuro"). Messaggio politicoTra le pieghe della tecnologia è facile leggere anche un messaggio politico forte: tra le fabbriche coinvolte nella prima sperimentazione di Atlas c'è anche quella in Georgia, negli Stati Uniti, dove in settembre la temibile Ice (Immigration and Custom Enforcement), l'agenzia federale Usa che controlla la sicurezza delle frontiere e l'immigrazione, aveva arrestato 475 persone, tra cui 316 sudcoreani che erano stati rimpatriati a Seul. Faremo molte altre operazioni nelle fabbriche, aveva detto allora il direttore dell'Ice, Tom Homan, ma forse rimarrà a bocca asciutta: si può arrestare un robot? Nuove opportunitàIntanto Hyundai tiene a bada Trump e l'opinione pubblica con due annunci. Il primo, dello scorso anno, è che investiranno più di 20 miliardi di dollari nel piano di The Donald a sostegno della manifattura Usa, il secondo, annunciato al Ces dal vicepresidente del marchio, Jaehoon Chan, è che se da una parte ci saranno perdite di posti di lavoro tra gli operai, dall'altra si apriranno altre posizioni. D'altronde qualcuno dovrà pur progettare, produrre, programmare e allenare questi robot. Eh sì, saremo noi umani. Per ora almeno.
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Roma - Tutta la Ztl del centro diventa Zona 30: cosa cambia per sicurezza e multe

Il Comune di Roma gioca d'anticipo sui tempi inizialmente previsti: tutta la Ztl del centro diventerà una zona 30 dal 15 gennaio 2026, anziché da fine mese. Il nuovo limite, già esistente in buona parte dell'area, verrà esteso ovunque, anche alle strade più larghe come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello, il Traforo, per migliorare la sicurezza stradale e la qualità dell'aria.Lo ha annunciato l'assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, in un'intervista al Corriere della Sera: Le vie del centro sono retaggio della città che si voleva costruire, a misura di macchina, ma che ormai non c'è più: vanno trattate non come strade dove si può correre, ma dove si va piano per ammirare la teatralità monumentale.Come sempre, gli automobilisti verranno avvisati con la specifica segnaletica, ossia il cartello tondo bordato di rosso con la scritta nera 30. Perimetro rivisto La delibera di Giunta, approvata a novembre 2025, prevede pure la rivisitazione del perimetro della Zona a traffico limitato: l'amministrazione ha rivisto i confini a Portico d'Ottavia, via Arenula est e ovest (Ghetto), via Barberini, via Bissolati, via XX Settembre, villa Peretti, largo Gaetano Agnesi e un tratto di via dei Fori Imperiali.  Multe elettroniche, cosa sta succedendo La rivisitazione della mobilità capitolina prevede anche l'installazione di nuovi occhi elettronici: a novembre 2025, sono già state montate 11 telecamere che rilevano chi passa col rosso. E, nel corso del 2026, ne arriveranno altre 40. Abbiamo scelto di coprire gli incroci più larghi, perché dove passi col rosso e hai un tratto di strada più grande da percorrere, hai un grado di pericolosità maggiore, spiega l'assessore.Il Comune installerà inoltre 60 autovelox tra fissi e mobili, che si aggiungeranno ai 20 già in uso dalla Polizia Locale. Infine, il Campidoglio pensa a 175 attraversamenti pedonali rialzati e ad altre 1.000 strade a 30 km/h.
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CES 2026 - Afeela, ecco la concept che anticipa la Suv elettrica del 2028

Afeela presenta al CES di Las Vegas la Prototype 2026, la concept che anticipa la Suv elettrica di serie che la joint-venture Sony Honda Mobility introdurrà sul mercato nel 2028. Dopo la berlina arriva la SuvLa Suv affiancherà la berlina Afeela 1, dalla quale riprende sia la piattaforma sia i principali stilemi, con un approccio minimalista. La versione definitiva differirà in pochi particolari e le immagini ufficiali mettono in risalto alcuni elementi specifici, tutti riconducibili alla ricerca della massima efficienza: la coda allungata con accenno di terzo volume, lo spoiler sul portellone, il frontale totalmente chiuso, l'assenza di maniglie, gli specchietti con telecamere e i sensori Lidar integrati sul tetto per la guida autonoma. Il cambio di paradigma rispetto alla  Sony Concept Vision-S 02 presentata al CES nel 2022 è evidente. La Afeela 1 in California a fine 2026Mentre il pubblico ammira la Suv Concept, Afeela si prepara a debuttare sul mercato: la berlina Afeela 1 sarà infatti nelle concessionarie californiane entro la fine del 2026 con prezzi compresi tra 89.900 e 102.900 dollari. La 1 sarà commercializzata nel 2027 anche in Giappone, mentre per il momento non ci sono annunci relativi all'Europa.
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Volvo - Thomas Ingenlath torna a guidare il design

La Volvo punta sul passato "collaudato" per ricoprire posizioni apicali nel suo organigramma. Dopo il ritorno di Hkan Samuelsson nel ruolo di amministratore delegato, un'altra importante carica sarà assunta da un veterano della Casa svedese: dal 1 febbraio, Thomas Ingenlath ricoprirà nuovamente il ruolo di Chief Design Officer.  Chi sostituisce IngenlathIngenlath prende il posto di Nicholas Gronenthal, che ha guidato ad interim il reparto design dallo scorso luglio, quando Jeremy Offer ha rassegnato a sorpresa le dimissioni, chiudendo una parentesi di poco più di due anni al timone dello stile Volvo. L'ultima nomina segna il ritorno a Goteborg di una delle matite più influenti nella storia recente della Casa. Tuttavia, il designer tedesco non ha mai lasciato del tutto la cittadina svedese.Ingenlath, dopo diversi anni nel gruppo Volkswagen, è diventato il responsabile del design della Volvo nel 2012 e nel 2017 è stato nominato amministratore delegato di Polestar, ruolo mantenuto fino al 1 ottobre 2024. Già lo scorso luglio era stato richiamato a Goteborg come senior design adviser del gruppo Geely, a diretto riporto del presidente Li Shufu. Ora torna alla Volvo, seguendo lo stesso percorso a ritroso di Samuelsson, mentre Gronenthal diventa il nuovo capo del design per le Americhe.  
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Centro prove - Berline e Suv compatte: chi consuma meno in città?

Le B-Suv giocano la parte del leone nelle vendite in Italia: hanno ingombri contenuti, forme dinamiche e muscolose, interni pratici e (salvo eccezioni) non costano troppo. Rispetto alle citycar, poi, sono anche più versatili, prestandosi con relativa disinvoltura anche a qualche viaggetto. Per queste loro caratteristiche negli anni hanno eroso quote di mercato alle berline dei segmenti B e C. Rispetto alle prime, però, la carrozzeria rialzata e qualche chilogrammo in più sulla bilancia ne penalizzano i consumi. Discorso che vale in generale, anche se soprattutto in città se la cavano alla grande: possiamo affermarlo alla luce dei risultati delle prove certificate di Quattroruote.Insomma, in molti casi, non c'è di che lamentarsi. Anzi. Vediamo in questa classifica le dieci compatte meno assetate nell'uso urbano, berline o Suv che siano: a dominare sono, ovviamente, le full hybrid. 10. Toyota Yaris 1.5 130 Hybrid 5 porte 23,3 km/litro l'ibrida per antonomasia, anche se vende qualche unità in meno rispetto alla sorella a ruote alte - la Yaris Cross -, che trovate alla posizione numero nove, con valori di consumo molto simili. Compatta (solo 394 cm di lunghezza) e dalle forme muscolose, si distingue più che per la vivacità dei suoi 131 CV combinati (volendo, c'è anche con 116), per i suoi bassi consumi. In media ha fatto registrare 19,9 km/litro, con valori cittadini di 23,3 e percorrenze autostradali di 15,7. 9. Toyota Yaris Cross 1.5 Hybrid e-CVT  24,0 km/litroLa versione rialzata della Yaris ha debuttato nel 2021 e si è fatta ben presto apprezzare per le buone doti di spazio, oltre che, ovviamente per l'efficienza. Come la berlina, può avere versioni ibride da 116 o 131 cavalli e per quest'ultima è prevista anche una variante 4x4 con un piccolo motore elettrico (soli 5 cavalli) al retrotreno, che interviene solo quando serve, non penalizzando i consumi (se non per i pochi kg in più che fanno da zavorra). Tornando alla versione a trazione anteriore, abbiamo ottenuto in città 24,0 km/litro, con una media di 19,8 km/litro, mentre in autostrada si scende a 15,8.  8. Lexus LBX Hybrid 25,0 km/litroQuesta crossover è ben più che la versione lussuosa della Yaris Cross. Oltre ai materiali e allo stile, infatti, cambiano le quote del telaio: il passo è stato allungato di due centimetri (da 256 a 258, a beneficio dell'abitabilità) e le carreggiate allargate di ben cinque. Inoltre, il powetrain ibrido ha una potenza di 136 cavalli, cinque in più. Ciononostante, in città ha fatto registrare consumi ancora migliori (25 km/l), con qualche decimale di miglioramento anche nella media, che è di 20,2 km/litro. Peggiorano, invece, le percorrenze in velocità: 15,2 km/litro. 7.  Renault Captur Full Hybrid E-Tech 145 CV 25,5 km/litroQuesta crossover, apprezzabile anche per spazio e cura degli interni, si è da poco dotata di un nuovo 1.8 ibrido, sulla carta più economo (nel caso della più grande Symbioz, per esempio, passando dal 1.6 all'1.8 la media è migliorata da 18 km/litro a 20,5). In attesa di provarlo sulla Captur, possiamo però dirvi che già col precedente 1.6 full hybrid la francese se l'era cavata molto bene nelle prove di Quattroruote, facendo registrare una media di 18,5 km/litro, ma soprattutto ben 25,5 km/litro in città. A velocità autostradali, invece, l'efficienza crolla: solo 12,8 km/litro rilevati. 6. MG3 Hybrid+ 25,7 km/litroQuesta berlina si distingue per i prezzi interessanti (si parte da un listino di 21.490 euro) oltre che per la garanzia, che arriva a 7 anni. Quanto ai consumi, il suo sistema ibrido da ben 194 cavalli (basato su un 1.5 aspirato da 102 CV supportato da un'unità elettrica da ben 136 CV) ha percorso in città 25,7 km con un litro di benzina: valore che scende a 14,7 in autostrada, mentre la media è di 20,3 km/l. A titolo di confronto, la Suv sorella, la ZS, con lo stesso powertrain (seppur con 3 cavalli in più) e dimensioni più generose (443 cm di lunghezza anziché 411 e, soprattutto, un'altezza di 164 cm contro 150) ha ottenuto una percorrenza cittadina di 21,5 km/litro e una media di 18,0. Valori che la pongono poco fuori da questa top ten. 5. Mazda2 Hybrid 1.5 VVT e-CVT Full Hybrid Electric  27,4 km/litroLa giapponese altro non è che una Toyota Yaris rimarchiata, in virtù di un ampio accordo fra le due case. In particolare, la Mazda è offerta solo nella versione ibrida da 116 cavalli e vanta consumi più bassi rispetto alla gemella Toyota da 131 cavalli, di cui avete già letto all'ottava posizione di questa classifica. Per la 2 Hybrid i nostri test certificati hanno infatti rilevato medie di 23,0 km/litro che salgono a 27,4 in città. E nei viaggi? Un'invidiabile percorrenza di 18 km/litro.  4. Dacia Duster Hybrid 140 27,5 km/litroComa la Captur (di cui abbiamo parlato alla posizione numero 7 di questa classifica) la conveniente Suv è appena stata equipaggiata con un nuovo 1.8 ibrido. In attesa di provarla il nuovo powertrain, non possiamo non citare gli ottimi risultati della versione con l'1.6, che in città ha percorso ben 27,5 km con un litro di benzina. Meno esaltanti i risultati in autostrada, penalizzati anche da un frontale imponente: 12,2 km/litro rilevati. La media, invece, non è male: 18,5 km/litro. 3. Honda Jazz 1.5 Hev 28,2 km/litroLa giapponese ha forme quasi da piccola monovolume - è lunga 409 cm - che ne esaltano l'abitabilità (generoso anche il baule) e fanno beneficiare di una buona visibilità. Il sistema ibrido ha una potenza combinata di 122 cavalli e risulta particolarmente efficiente in città, dove abbiamo rilevato ben 28,2 km/litro. Buona anche la media di 19,6 km/litro, mentre i 13 misurati in autostrada non sono un granché. 2.Hyundai Kona HEV 1.6 DCT 28,7 km/litroSuv dalle dimensioni generose in rapporto al segmento di appartenza (435 cm da un paraurti all'altro), che comunque non intaccano gli ottimi consumi. Alle andature cittadine, grazie all'efficienza del powertrain ibrido da 141 CV all'epoca del test (ora ne ha 138), abbiamo percorso in media 21,1 km/litro, mentre in città le percorrenze migliorano ulteriormente, fino a 28,8 km/litri. Non va male neppure fra i caselli autostradali: 15,6 km/litro. 1. Renault Clio Full Hybrid E-Tech 145 CV 30,7 km/litroIn testa alla classifica c'è questa berlina francese, una validissima full hybrid, che viene ora rimpiazzata dalla sesta generazione, in consegna a gennaio. Quest'ultimo promette consumi ancora più bassi grazie all'1.8 a quattro cilindri (al posto del precedente 1.6) che accompagna le altre novità, e sarà oggetto di una prova nei prossimi numeri di Quattroruote. A ogni modo, il modello in run out resta un'opzione interessante e se ne trovano ancora diversi esemplari a km zero, con prezzi d'acquisto vantaggiosi. Quanto ai consumi, abbiamo rilevato medie di 20,6 km/litro con punte cittadine di ben 30,7 km/litro. In autostrada, invece, si viaggia a soli 13,6 km/litro.
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Test - Linktour Alumi: il quadriciclo fatto con 7 mila lattine arriva in Italia - VIDEO

Se per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare un quadriciclo servono delle lattine. Settemila per la precisione. Questa per lo meno è l'idea di Linktour, marchio che si è appena affacciato in Italia con due modelli, Alumi, che è leggero (L6e) e guidabile dai 14 anni (come Ami e Topolino) e Alumi Elite, quadriciclo pesante (L7e) che parte dai 16 anni (come Mobilize Duo 80 Evo, Microlino e Yoyo). Tanti gli aspetti interessanti, tra cui il prezzo. Alluminio techContrassegnati da un design futuristico, con linee nette che si alternano a qualche piccolo intervallo curvilineo, le Alumi sembrano uscite dalle buie strade di Night City (quella di Cyberpunk) e spiccano appunto per la monoscocca di alluminio, un esordio assoluto nel mondo dei quadricicli (ma già presente nel mondo delle sportive). Linktour, dopotutto, è figlia di Shandong Weiqiao Pioneering Group, colosso da oltre 100 mila impiegati che nel portafogli conta anche uno dei maggiori produttori di alluminio al mondo. E così ogni microcar è figlia di circa settemila lattine sapientemente riciclate e rimodellate da uno dei maggiori esperti globali. L'altra soluzione tecnologica interessante è la Ctb, Cell to Body: le batterie sono integrate nel telaio così da occupare meno spazio e, a parità di volume, offrire più energia. Vista ultimamentoe sulle BYD, è qui al debutto in questo segmento. Quasi autoVa detto che gli Alumi non sono piccolissimi: praticamente identici (il maggiore è giusto più alto di 3,5 cm), sono lunghi 2,68 metri, più vicini quindi alla (compianta) Smart fortwo che ad Ami o Topolino (2,41 e 2,53 metri). E ciò si traduce in un abitacolo comodo anche per i più alti o corpulenti e in un bagagliaio vero: i suoi 320 litri permettono di portare fino all'aeroporto un paio di trolley e zaini. Interni curati e infotainment di livelloLa comodità è accompagnata dalla cura. I rivestimenti, morbidi e in due piacevoli tonalità di grigio e verde chiaro, sono da auto più che da quadriciclo, i sedili sono regolabili elettricamente e se il cruscotto da 5 pollici a colori è di serie, negli allestimenti più ricchi possiamo affiancargli un grande schermo da oltre 10,25 pollici completo di CarPlay e Android Auto, il climatizzatore caldo/freddo e la connettività avanzata. L'app consente di gestirne da remoto ogni aspetto, dal preriscaldamento all'apertura delle porte passando per la chiusura dei finestrini e l'avvio della ricarica.  Fino a 180 km di autonomiaEcco, la ricarica: la piccola Alumi ha una batteria da 7,2 kWh che dichiara 120 km, la grande arriva a 13 kWh per 180 km e le velocità, come sempre, sono limitate, rispettivamente, a 45 e 90 km/h. Entrambe fanno il pieno da zero in poco più di 4 ore e, stando alle informazioni in nostro possesso, ci sarà la possibilità di scegliere tra cavo dotato di Schuko per ricaricare in casa o Tipo 2 per la colonnina. Vedremo. L'ipotesi di una fabbrica in ItaliaLe Linktour sbarcheranno in Europa in febbraio a partire proprio dall'Italia e se un listino ancora non c'è, si vocifera di un prezzo d'attacco tra gli 8 e i 9 mila euro per il quadriciclo leggero. Se confermato, darà del filo da torcere alle concorrenti. E a proposito di voci, la Casa ha ventilato anche la possibilità di aprire un impianto proprio nel nostro Paese. Ma questa è un'altra storia. 
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Xpeng P7+ - L'ammiraglia con 500 CV e la ricarica ultra fast arriva in Italia: ecco i prezzi

Xpeng presenta in anteprima la versione 2026 dell'ammiraglia elettrica P7+, berlina cinque porte: l'auto aveva fatto capolino al Salone di Parigi nell'ottobre 2024 e adesso, dopo un aggiornamento e una prima presentazione a Guangzhou, sale sullo stand del Salone di Bruxelles: la P7+ sarà infatti in vendita in Europa - Italia compresa - a partire da aprile. Dimensioni e designLa rinnovata Xpeng P7+ è poco più lunga: 5,07 metri per una larghezza di 1,94 e un'altezza di 1,51. Vista da vicino, è un'auto davvero grande per le nostre strade, quanto bassa e filante (CX 0,21), con un'aria da coupé quattro porte se non fosse per il grande portellone sotto il quale c'è un bagagliaio con capacità di carico dai 573 ai 1.931 litri. Lo spazio a bordo è uno dei suoi punti di forza: con un passo di ben 3 metri, la P7+ è una comoda berlina per cinque persone - o Touring Fastback, nella definizione di Xpeng - con sospensioni indipendenti all'anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore, cerchi da 19 o 20 pollici. Interni e tecnologiaAll'interno della P7+, troviamo materiali morbidi e rigidi trattati con cura, sedili ben imbottiti, ventilati, riscaldati e con funzione di massaggio, schermo da 15,6 pollici sulla plancia (più cruscotto digitale da 8,8) e due schermi da 8 per l'intrattenimento di chi siede dietro, porte Usb di tipo A e C sulle due file, sistema hi-fi con 20 altoparlanti, tetto in cristallo di serie, così come lo sono tutti gli Adas. Unici optional a pagamento: gancio traino e scelta fra quattro colori esterni, due interni. Versioni e prestazioniLa P7+ ha tre varianti: Standard e Long Range a trazione posteriore (con raggio di sterzata di 11,6 metri), Performance a trazione integrale. Batterie LFP per tutte: sulla prima la capacità è di 61,7 kWh, autonomia dichiarata in ciclo WLTP fino a 455 km; sulla seconda e sulla terza la batteria sale a 74,9 kWh con autonomia rispettivamente fino ai 530 e 500 km. Su Standard e Long Range, la potenza del motore elettrico è di 180 kW, cresce sulla Performance a 230 cui vanno aggiunti i 140 kW del motore elettrico all'anteriore per una potenza di sistema equivalente a 503 CV (0-100 km/h in 5,1 secondi, nonostante un peso di circa 2,5 tonnellate). L'auto nasce su una piattaforma a 800 volt realizzata in carburo di silicio. Per essere esatti, si tratta di carburo di silicio ibrido", ci ha spiegato a Guangzhou Jacky Gu, direttore tecnico di Xpeng. "Significa che combiniamo insieme carburo di silicio e chip di silicio e questo ci aiuta a ottenere prestazioni migliori in termini di coppia di potenza, riducendo il numero di chip da impiegare. Per noi è un nuovo equilibrio tra prestazioni e costi.Ricarica ultra fastIl pacco batterie della P7+ può essere ricaricato a casa, così come a una stazione ultra fast, accettando potenze fino a 470 kW che permettono, secondo gli ingegneri di Xpeng, di passare dal 10 all'80% in soli 12 minuti.  Guida assistita evolutaLa Xpeng P7+ è dotata di un avanzato sistema di guida assistita, basato su 11 radar a ultrasuoni, 3 a onde millimetriche, 12 telecamere e nessun Lidar (come Tesla). Il cuore del sistema è un insieme di intelligenza artificiale e chip proprietario di nuova generazione chiamato Turing.   Prezzi e disponibilitàCome la G6 e la G9, la P7+ viene prodotta in Europa nello stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, primo partner produttivo locale di Xpeng, senza incorrere nei dazi di Bruxelles applicati alle elettriche costruite in Cina. Come detto, le consegne della P7+ in aprile: in Italia, l'importazone è affidata ad ATFlow e il prezzo di partenza indicativo in Italia è di 44.900 euro.
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Anteprima - BYD 2026: le novità in arrivo, dalla Atto 3 restyling alla Sealion 5 DM-i

Dopo il grande ampliamento della gamma dello scorso anno, che ha visto arrivare numerosi modelli anche in Italia, per la BYD il 2026 sarà soprattutto un anno di consolidamento, con il restyling della Atto 3, il primo modello commercializzato da noi, l'arrivo nelle concessionarie della Atto 2 plug-in e il MY 2026 della Seal U. Nel corso dell'anno arriveranno anche una nuova compatta, una Suv media e una grande Suv, tutte equipaggiate con la tecnologia ibrida alla spina DM-i. BYD Atto 2 DM-iAl di fuori del powertrain, la BYD Atto 2 DM-i cambia poco rispetto alla versione elettrica: leggermente diverso il frontale, con mascherina e paraurti specifici, invariate le dimensioni e l'abitacolo, con lo schermo da 12,8' a centro plancia. Il powertrain Super Hybrid della Casa cinese è disponibile in due livelli di potenza, da 166 o 212 CV e altrettanti tagli di batteria, da 7,8 e 18 kWh, per un'autonomia in elettrico che arriva fino a 90 km. Quella complessiva, dichiarata dalla casa, tra benzina e corrente, è di oltre mille chilometri.Quando arriva: inizio 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da 29.800 euro BYD Atto 3La Suv cinese, arrivata in Italia nel 2023, si appresta al restyling di metà carriera: presentato a febbraio in Cina, l'aggiornamento accosterà il modello al look della recente sorella minore Atto 2, soprattutto nel frontale, e potrebbe portare qualche novità tecnica anche sia sul fronte della batteria sia del powertrain.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 38.000 euro BYD Seal U Questa grande Suv (è lunga 4,79 metri) è disponibile in versione full electric e con il powertrain plug-in da 218 e 320 CV, nella versione a quattro ruote motrici. La versione MY 2026 porterà lievi modifiche estetiche, materiali più curati all'interno e una maggiore efficienza di tutte le motorizzazioni.Quando arriva: estate 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da circa 40.000 euro
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Biocarburanti - Diesel HVO: cosè, chi può usarlo e con quali benefici? - VIDEO

Si parla sempre più spesso dei carburanti sintetici come di una delle possibili alternative future per la decarbonizzazione dei trasporti. La realtà è che non si parla di futuro, bensì di presente: l'HVO è già disponibile in molte stazioni di servizio. Abbiamo quindi deciso di dedicargli un approfondimento per fare chiarezza sulla sua produzione, composizione, compatibilità ed efficacia nel ridurre le emissioni. Cosa significa HVO? La sigla HVO sta per Hydrotreated Vegetable Oil (cioè olio vegetale idrotrattato) e ne riassume l'origine e la produzione: si tratta di un biocarburante ottenuto a partire da oli vegetali o grassi animali di recupero (oli di cottura esausti, sottoprodotti della filiera agroalimentare, scarti) che subiscono trattamenti chimici in cui, grazie all'azione dell'idrogeno, si rompono le molecole dei trigliceridi e si rimuovono gli atomi di ossigeno. Si ottengono così catene paraffiniche del tutto simili a quelle contenute nel gasolio tradizionale.  Che auto possono usare l'HVO?Questa affinità chimica permette di utilizzare HVO puro al 100%, a differenza per esempio del FAME, più comunemente indicato come biodiesel, che viene utilizzato da anni in miscela fino al 7% nel gasolio che troviamo alle pompe (e che proprio per questo è identificato dalla sigla B7). Ma attenzione, è comunque necessario verificare la compatibilità della propria auto con HVO! Basta accertarsi  della presenza della sigla XTL all'interno dello sportello del serbatoio o all'interno del libretto di uso e manutenzione. comune su buona parte delle auto più moderne, ma in alcuni casi i costruttori stanno dichiarando la retrocompatibilità anche sulle generazioni precedenti (a tal fine si suggerisce di verificare sul sito web delle case automobilistiche).  Effetti sul motore ed emissioni Un importante vantaggio di HVO rispetto al gasolio tradizionale è il minimo numero di cetano decisamente più alto, 70 contro 51. Questo indica che il carburante avrà un'accensione più pronta una volta iniettato, migliorando il comportamento del motore e riducendo la produzione di particolato, in particolare durante gli avviamenti a freddo. Ma il tema più importante riguarda ovviamente le emissioni. Per quanto riguarda gli inquinanti allo scarico, si ha una riduzione fino al 40% del particolato (andando a sovraccaricare meno il relativo filtro), mentre resta sostanzialmente invariata la produzione di NOx (che vengono in ogni caso abbattuti da EGR e SCR). Anche la CO2 emessa dallo scarico resta la stessa, ma con una differenza fondamentale: mentre con i carburanti fossili si emette in atmosfera carbonio aggiuntivo, la combustione dell'HVO emette lo stesso carbonio che era stato in precedenza assorbito dalla biomassa, materia prima per la produzione dell'HVO. Parliamo quindi di in ciclo chiuso, che rende questo carburante rinnovabile e che comporta una riduzione fino al 90% nel calcolo complessivo delle emissioni di CO2.  Sfide per il futuro Nel calcolo di questa percentuale entra in gioco anche la quota relativa alla produzione del carburante, al suo trasporto e all'eventuale coltivazione della materia prima vegetale. Per questo la riduzione maggiore si ottiene prevalentemente partendo da scarti, che in quanto tali non hanno richiesto consumo di suolo e produzione dedicata. La sfida tecnologica è quindi quella di poter utilizzare un insieme sempre più ampio di materie prime, includendo per esempio gli scarti lignocellulosici, che essendo disponibili in abbondanza si calcola potrebbero permettere di coprire una quota ragguardevole della domanda di carburante diesel europeo ed italiano.
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