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Cupra apre gli ordini della Raval: debuttano le VZ per l'Italia, tutti i prezzi - VIDEO

Conclusa la fase di prevendita della Launch Edition (che la Casa definisce "il lancio di maggior successo nella storia del marchio"), Cupra apre gli ordini della gamma completa della Raval, la compatta elettrica su base MEB+ del gruppo Volkswagen, che per il mercato italiano godrà di due versioni VZ esclusive.Motori da 211 a 226 CV, abbinati a una batteria da 52 kWh, prezzi (in promozione) da 31.950 euro. In autunno arriverà anche la variante da 116 CV e prezzi intorno ai 26 mila euro.Quattroruote ha già provato la Cupra Raval: trovate la Prova su strada completa su Quattroruote di agosto, nell'area in abbonamento QPremium e, per sintesi, nel video qui sotto. Qui, invece, potete leggere l'anteprima della prova con i primi numeri. Cupra Raval Edge Plus Presentata a giugno, la versione Edge Plus della Cupra Raval è disponibile con il motore da 155 kW (211 CV) abbinato alla batteria da 52 kWh, per un'autonomia dichiarata di 446 chilometri. La dotazione di serie, sviluppata appositamente per il mercato italiano, prevede la tinta Plasma cangiante per la carrozzeria, i cerchi da 19 e i vetri posteriori oscurati. Nel pacchetto Edge è incluso il climatizzatore bizona, l'ingresso e l'avviamento senza chiave e la Digital Key, l'antifurto volumetrico, la telecamera di parcheggio e i sensori anteriori e posteriori, quattro prese USB-C, funzionalità Vehicle-to-Load e ricarica wireless per gli smartphone. Di serie anche l'impianto audio Premium by Sennheiser, il cavo di ricarica modo 3 e la predisposizione per il gancio di traino. Su richiesta il pacchetto Immersive Design (1.200 euro) per i sedili anteriori sportivi rivestiti in Dinamica con regolazione elettrica e funzione memory per quello del conducente. Cupra Raval VZ Solo per il mercato italiano arrivano le versioni "Veloz", con motore da 166 kW (226 CV) e batteria da 52 kWh, per un'autonomia dichiarata fino a 440 km. La Cupra Raval VZ Century comprende di serie i cerchi da 19" con pneumatici Performance, la vernice opaca Century Bronze, gli interni Feel Design con sedili sportivi in pelle vegana, i fari a matrice di LED, il tetto panoramico, l'impianto audio Sennheiser, la regolazione dinamica dell'assetto DCC Sport, la funzione e-Launch e il differenziale elettronico a slittamento limitato. Il secondo allestimento VZ si chiama Manganese, e riprende di fatto prezzo e contenuti della Launch Edition VZ: oltre a quanto già previsto sulla VZ Century, questo modello aggiunge la guida assistita di livello 2, la telecamera a 360, l'assistente di parcheggio - anche da remoto, volante e sedili riscaldabili. Ancora, sedili CUP Bucket in 3D Knitting, cerchi da 19" con pneumatici Performance e vernice opaca Manganese Matt, con i loghi Cupra in Dark Chrome. Il listino della Cupra Raval Raval Edge Plus 155 kW (211 CV): 38.120 euro (in promozione a 31.950 euro)Raval VZ Century 166 kW (226 CV): 44.120 euro (in promozione a 37.950 euro)Raval VZ Manganese 166 kW (226 CV): 47.770 (in promozione a 39.950 euro)
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MG prepara due novità: arrivano la MG2 e le batterie semisolide sulla MG4 Urban

Entro la fine del 2026 saranno due le novità portate sul mercato italiano da MG: la presentazione della piccola (e attesa) MG2 - anticipata dalla Concept MG GO! - e l'introduzione delle batterie a stato semisolido sulla gamma della nuova MG4 Urban. Due novità "piccole", almeno nelle dimensioni, ma molto importanti: per il marchio anglo-cinese, ma anche per i segmenti in cui si vanno a inserire. Andiamo a scoprirle insieme. MG MG 2 Il modello definitivo non è ancora stato presentato ufficialmente: ad anticiparne le linee al Goodwood Festival of Speed è stata la Concept MG GO! disegnata da Carl Gotham, direttore del centro stile MG di Londra. Un'auto compatta, dai tratti sportivi e accattivanti, con reminiscenze di hot hatch di Mini e Suzuki, ma che in realtà attingono al passato del brand inglese, dai fari tondi della MGB GT del 1965 disegnata da Pininfarina ai grandi alettoni della MG Metro Turbo e della MG ZR. Gli interni sono ancora un mistero L'auto che arriverà nel 2027, e che con ogni probabilità si chiamerà MG2, avrà forme meno vistose e dovrà rinunciare a molti degli elementi più sportivi della concept, tra cui l'estrattore posteriore, l'assetto ribassato e le grandi ruote 245/35 R20 con mozzo centrale. Siete curiosi di vedere gli interni? Anche noi: la concept vista a Goodwood aveva i finestrini completamente oscurati. Per scoprire com'è fatto l'abitacolo toccherà aspettare la presentazione ufficiale del modello, che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi. Si muoverà bene in città La MG2 sarà costruita sulla piattaforma Modular Scalable Platform (MSP) già utilizzata per la MGS5 EV. Al momento la Casa non ha diffuso alcuna informazione in merito a powertrain e batterie: considerata la sua destinazione d'uso, ossia il traffico delle città, non è impensabile ipotizzare che il motore abbia una potenza limitata, anche sotto i 100 CV, abbinato ad accumulatori da circa 40 kWh, in grado di assicurare un'autonomia intorno ai 300 chilometri. Costerà meno di 25 mila euro? Il prezzo della MG2 sarà uno degli elementi che contribuiranno al suo successo, anche in Italia: considerata la politica aggressiva di prezzo perseguita fin da subito dal brand anglo-cinese, e dal fatto che il segmento delle compatte elettriche si sta facendo sempre più affollato, ci aspettiamo un listino che potrebbe partire da meno di 25.000 euro. I prezzi definitivi, comunque, non sono ancora stati comunicati.Quando arriva: presentazione entro fine 2026, vendita nel 2027 MG4 Urban Disponibile da qualche settimana in Italia, la MG4 Urban è l'ultimo modello della Casa anglo-cinese: lunga 439 centimetri (10 in più della MG4), nasce su una piattaforma dedicata cell-to-body in cui la batteria (da 43 o 54 kWh lordi) diventa parte strutturale del telaio, aumentandone la rigidità e riducendo il peso. Entro fine anno sarà disponibile anche con batteria allo stato semisolido SolidCore, con una capacità stimata di circa 70 kWh e un'autonomia di oltre 500 km. Spaziosa e ben dotata La MG4 Urban si presenta con linee morbide e un abitacolo spazioso, con un bagagliaio che mette a disposizione fino a 577 litri (dichiarati). A bordo, strumentazione digitale da 7", schermo centrale da 12,8" con Apple CarPlay e Android Auto wireless e ricarica a induzione per gli smartphone. Le motorizzazioni hanno potenze di 110 kW (150 CV) e 118 kW (160 CV), con prezzi che partono da 25.490 euro.Quando arriva: già disponibile, SolidCore entro fine 2026
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Prima svolta dopo un mese di rincari: benzina e gasolio tornano a scendere

I primi segnali positivi provenienti dai mercati petroliferi internazionali iniziano a tradursi in un'inversione di tendenza per benzina e gasolio: secondo Staffetta Quotidiana, "dopo un mese esatto di rialzi ininterrotti, tornano infatti a scendere, seppure leggermente, i prezzi dei carburanti alla pompa".Il motivo è da attribuire agli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente: la decisione degli Stati Uniti di fermare gli attacchi all'Iran e le speranze sempre più concrete di un imminente accordo di pace hanno prodotto un nuovo crollo delle quotazioni dei prodotti raffinati e, soprattutto, del petrolio, con il Brent sotto gli 80 dollari per la prima volta dal 10 luglio. Prezzi e listini consigliati In particolare, questa mattina 5 agosto il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,997 euro al litro per la benzina (-2 millesimi rispetto a ieri), 2,097 per il gasolio (-3), 0,743 per il Gpl (invariato) e 1,623 euro/kg per il metano (+2). Sulla rete autostradale, la benzina verde è a 2,081 euro al litro (invariato), il diesel a 2,170 (-3), il Gpl a 0,875 (invariato) e il metano a 1,609 (invariato).Ulteriori segnali positivi per le tasche degli automobilisti arrivano dai prezzi consigliati. Staffetta Quotidiana rivela la decisione di IP di ridurre di due centesimi la benzina e di un centesimo il gasolio. Q8 ha tagliato la verde di sei centesimi e il diesel di uno. Tamoil ha invece optato per una riduzione di quattro centesimi limitata alla benzina. Modalità di vendita e marchi Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 2,001 euro al litro (compagnie 2,006, pompe bianche 1,991) e il diesel a 2,102 (2,101; 2,105).Al servito, la benzina verde si attesta a 2,136 euro al litro (2,176; 2,061), il gasolio a 2,241 (2,274; 2,177), il Gpl a 0,751 (0,760; 0,742), il metano a 1,619 (1,611; 1,627) e il Gnl a 1,504 (1,495; 1,511).Lo spaccato dei principali marchi mostra Eni a 2,000 euro al litro sulla benzina self service (2,207 al servito) e 2,078 sul diesel (2,288); IP a 2,019 (2,183) e 2,119 (2,288); Q8 a 2,005 (2,164) e 2,106 (2,273); Tamoil a 1,997 (2,072) e 2,087 (2,173).
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Quale auto comprare? Le tue esigenze valgono più della scheda tecnica

Quale auto comprare? Per molti automobilisti è una scelta sempre più complicata. Decine di marchi, centinaia di modelli, alimentazioni diverse e listini che continuano a cambiare rendono difficile individuare la vettura più adatta. Eppure, spesso, si parte dalla domanda sbagliata: non quale modello scegliere, ma quali siano le proprie reali esigenze.La maggior parte dei portali, però, costringe a conoscere già marca, modello o alimentazione. trovauto., il nuovo servizio di Quattroruote, attualmente disponibile in versione Beta, ribalta questo approccio: si parte dalle proprie esigenze, non dalla scheda tecnica. Come funziona trovauto. Qualche esempio concreto? "Ho due figli e percorro 25.000 km all'anno", "cerco una SUV sotto i 35.000 euro", "vivo in città ma faccio spesso lunghi viaggi", "mi serve un'auto affidabile con costi di gestione contenuti". L'assistente di trovauto. interpreta le richieste scritte in linguaggio naturale e propone i modelli più adatti, senza la necessità di compilare filtri, menu o lunghe schede di ricerca.L'idea è semplice: descrivere il proprio utilizzo dell'auto come si farebbe parlando con una persona e ricevere suggerimenti coerenti con le necessità espresse. Non è un motore di ricerca Dietro ogni suggerimento non c'è un elenco casuale. trovauto. non è un semplice motore di ricerca, ma un servizio che nasce dall'incontro tra il patrimonio editoriale di Quattroruote, i dati tecnici raccolti nel tempo e le competenze maturate in decenni di prove su strada. L'AI generativa serve a rendere questo patrimonio facilmente consultabile attraverso una conversazione semplice e immediata. il motivo per cui ogni modello proposto viene accompagnato dalle ragioni della scelta. Che possono essere lo spazio a bordo, i consumi reali, il confort nei lunghi viaggi, l'affidabilità, il rapporto qualità/prezzo o i costi di gestione. Non ci si limita a leggere cosa viene consigliato, ma soprattutto perché.In altre parole, il servizio non restituisce soltanto una lista di vetture, ma fornisce un contesto che aiuta a capire quale soluzione possa essere più adatta alle esigenze dell'automobilista. Come provare trovauto. La ricerca non si esaurisce con la prima risposta. Come in una chiacchierata con un consulente, può essere affinata progressivamente: "vorrei spendere meno", "vorrei solo auto ibride", "mi serve un bagagliaio più grande", "escludi le SUV", "preferisco il cambio automatico". I suggerimenti si aggiornano senza dover ripartire da zero, restringendo progressivamente il campo fino ad arrivare a una selezione di modelli realmente gestibile.L'obiettivo non è decidere al posto dell'automobilista, ma accompagnarlo verso una scelta più consapevole. L'unico modo per comprendere davvero le potenzialità di questo strumento è provarlo: raccontate le vostre esigenze a trovauto. e confrontate i modelli suggeriti con quelli che avevate già preso in considerazione.Forse vi confermerà la vostra idea iniziale. Oppure potrebbe portarvi verso una vettura a cui non avevate nemmeno pensato.
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Gasolio, il governo rinnova lo sconto fino al 25 agosto e allontana il record storico

Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga dell'attuale sconto sul gasolio. In particolare, la riduzione complessiva (tra accise e IVA) di 17 centesimi al litro, destinata a scadere giovedì prossimo, resterà in vigore fino al 25 agosto. La benzina, di contro, resta esclusa dall'intervento. La situazione dei prezzi e del petrolio La decisione arriva a pochi giorni dalla reintroduzione del taglio delle accise, limitata però al solo gasolio, con l'obiettivo di attenuare l'impatto del continuo aumento dei carburanti provocato dall'escalation militare tra Iran e Stati Uniti in Medio Oriente.La proroga è legata al permanere delle tensioni sui mercati petroliferi, che hanno spinto il gasolio oltre il precedente massimo storico. Il prezzo alla pompa ha raggiunto questa mattina i 2,1 euro al litro. Senza lo sconto, tuttavia, il gasolio sarebbe arrivato a 2,27 euro al litro, superando il record di 2,23 euro toccato a metà marzo 2022.Negli ultimi giorni, comunque, la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di fermare gli attacchi all'Iran ha contribuito a raffreddare le quotazioni dei prodotti raffinati e soprattutto del petrolio: oggi il Brent è sceso sotto gli 80 dollari al barile, mentre il WTI si mantiene intorno ai 76 dollari.Non è escluso che, alla luce delle attuali ristrettezze di bilancio, il governo abbia tenuto conto del miglioramento della situazione sui mercati petroliferi per confermare esclusivamente lo sconto sul gasolio.
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L'erede della fortwo si mostra sui murales: ecco come sarà la smart #2

L'erede della fortwo è ormai pronta. In attesa del debutto ufficiale al Salone di Parigi, smart ha scelto una campagna di murales in sei città del mondo per mostrare i primi dettagli della nuova #2, la citycar elettrica destinata a raccogliere l'eredità della sua biposto più iconica. Le opere, sparse tra Asia, Europa, Oceania e Sud America, lasciano intravedere per la prima volta quello che potrebbe essere l'aspetto definitivo del modello. Sei città per mostrarla... dal vivo L'originale campagna di marketing richiama, in un certo senso, le origini del marchio, nato dalla fusione di "s" + "m" + "art", ovvero Swatch, Mercedes e Art. L'iniziativa ha preso il via a Shanghai con l'artista Zhu Bin, per poi approdare a Hong Kong con il collettivo Parents Parents, a Buenos Aires con Martín Ron e a Melbourne con Georgia Laurie. Le prossime tappe saranno Berlino, dove sarà coinvolto il team di design Mercedes-Benz all'East Side Gallery, e Parigi, con la partecipazione dello street artist francese Brusk. l'erede della fortwo Disegnata dal Centro Stile Mercedes-Benz in Germania, la nuova smart #2 sarà prodotta in Cina negli stabilimenti Geely. Le dimensioni non si discosteranno molto da quelle della Concept #2 presentata alcuni mesi fa: 2.792 mm di lunghezza, una decina di centimetri in più rispetto alla fortwo, con un diametro di volta di appena 6,95 metri. Lo stile esterno richiama in parte quello della fortwo, mentre gli interni saranno completamente inediti e caratterizzati da un'originale panca centrale al posto delle tradizionali sedute separate. Ridotte, prevedibilmente, le capacità del bagagliaio. Avrà 300 km di autonomia La smart #2 nascerà sulla piattaforma Electric Compact Architecture (ECA), avrà la trazione posteriore e un'autonomia di circa 300 km. I dati ufficiali saranno comunicati al Salone di Parigi, ma è già noto che in corrente continua sarà possibile ricaricare la batteria dal 10 all'80% in meno di 20 minuti. Il prezzo atteso è compreso tra 20.000 e 25.000 euro. 
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Noleggio sociale, una multa non pagata fa perdere l'auto: tutti i vincoli del decreto

Altro che ISEE e rottamazione. Per accedere al noleggio sociale bisognerà affrontare uno slalom tra una lunga serie di requisiti, vincoli e obblighi. Per esempio, bisognerà avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o una pensione o, comunque, una dichiarazione dei redditi nei tre precedenti periodi d'imposta; si dovrà avere conto corrente e carta di credito; non bisognerà avere carichi pendenti o procedimenti amministrativi; non bisognerà essere protestati o segnalati in Centrale rischi; non si dovrà avere usufruito di precedenti incentivi auto.E ancora, vi sarà la possibilità di indicare solo un secondo guidatore tra i familiari conviventi e basterà il mancato pagamento del canone, di una multa o di una franchigia assicurativa per perdere il diritto all'auto a canone calmierato.Questi, in estrema sintesi, sono i contenuti del decreto del ministro delle Imprese e del made in Italy, che Quattroruote è in grado di anticipare e che disciplina nei minimi dettagli il "Programma di noleggio a lungo termine sociale". Premesso che il provvedimento deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, vediamo come dovrebbe funzionare. Chi può accedere al noleggio sociale Il noleggio sociale è riservato alle persone fisiche che, alla presentazione della domanda, saranno in possesso dei seguenti requisiti:residenza, anche fiscale, in Italia;ISEE inferiore a 30 mila euro (leggi qui cos'è e come si calcola);contratto di lavoro a tempo indeterminato, assegno pensionistico o dichiarazione dei redditi nei tre precedenti periodi d'imposta;titolarità di conto corrente bancario o postale e di carta di credito;assenza di carichi pendenti;non essere protestato né avere procedimenti amministrativi a carico;assenza di segnalazioni alla Centrale dei rischi;possesso di patente di categoria B o superiore;non avere beneficiato degli incentivi resi operativi nel triennio 2022-2024;non avere già beneficiato del noleggio sociale, inclusi i familiari conviventi;Attenzione, la perdita di anche solo una di queste condizioni nel periodo di durata del contratto di noleggio fa decadere l'utente dal programma. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci, gestore di questa iniziativa definita sperimentale e destinata a concludersi, salvo prororoghe, entro il 30 giugno 2030. Le regole sulla rottamazione obbligatoria Per accedere al noleggio sociale è obbligatoria la rottamazione di una vecchia macchina.fino a Euro 4;immatricolata in Italia;intestata al locatario stesso o a un suo familiare convivente da almeno 12 mesi;l'auto da rottamare dev'essere consegnata a un demolitore autorizzato e radiata per demolizione dal Pra;i costi connessi alla rottamazione (trasporto, demolizione e radiazione) sono a carico dell'utente;la targa dell'auto da rottamare dev'essere indicata già al momento della presentazione della domanda di accesso al noleggio sociale;il certificato di rottamazione dev'essere consegnato all'Aci nei 30 giorni precedenti la consegna dell'auto a noleggio (in caso di mancata consegna del certificato si decade dal beneficio e l'auto sarà assegnata a un altro utente secondo la cronologia delle prenotazioni). Gli altri obblighi previsti dal programma  divieto di sublocazione;possibilità di indicare solo un secondo guidatore, tra i familiari conviventi, autorizzato alla guida dell'auto.Attenzione, la sublocazione fa decadere dal programma di noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Quali auto possono essere assegnate Non vi sarà un solo modello. Il decreto parla di modello o modelli. E il fornitore dovrà disporre di una rete distributiva capillare sul territorio nazionale per la consegna e l'assistenza dei veicoli secondo i parametri che saranno definiti nel bando di gara. In ogni caso, le auto del noleggio sociale dovranno essere:acquistate e immatricolate in Italia;nuove di fabbrica;di classe ambientale non inferiore a Euro 6;con emissioni di anidride carbonica fino a 135 g/km;con prezzo di listino ufficiale fino a 14.800 euro Iva esclusa (18.056 euro) compresi optional a pagamento, esclusa Ipt e messa su strada. Come funziona il contratto di noleggio sociale anticipo: 0 euro;canone: non superiore a 100 euro al mese Iva inclusa;durata: 36 mesi;percorrenza massima: 12.000 km annui (in caso di superamento l'Aci applicherà un costo extracanone determinato secondo tabelle consegnate alla sottoscrizione del contratto);Pagamento del canone: mensile anticipato ad Aci tramite addebito diretto sul conto corrente o su carta di credito.Attenzione, il mancato pagamento del canone sociale per due mesi, anche non consecutivi fa decadere il diritto di accesso al noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Le assicurazioni incluse nel noleggio Le caratteristiche principali del noleggio auto sono il servizio e le coperture legate alla vettura. Le auto del noleggio sociale avranno le seguenti assicurazioni:Rc Auto con franchigia massima pari a 250 euro;furto e incendio con franchigia pari al 10% del danno e comunque non superiore a mille euro;kasko con franchigia massima pari a 500 euro;atti vandalici e socio-politici;cristalli;eventi naturali;Tranne il caso di furto e incendio, in ogni altro caso la franchigia massima non supererà i 500 euro.Attenzione, in caso di furto, incendio o perimento totale successivo ai primi diciotto mesi del contratto di noleggio oppure di due furti o in caso di mancato pagamento delle franchigie il noleggio sociale decade. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci.Anche il fornitore delle coperture assicurative sulle auto sarà individuato mediante gara. I servizi inclusi nel noleggio Oltre alle assicurazioni, il noleggio sociale include una serie di servizi: auto dotata di pneumatici all season;manutenzione ordinaria e straordinaria;soccorso stradale 24 ore su 24;gestione delle multe e dei sinistri;customer service;auto sostitutiva nei casi previsti dal contratto (nel decreto non si specifica nulla, ma quasi certamente la vettura sostitutiva sarà fornita solo in presenza di fermo per manutenzione o riparazione superiore alle 24 ore. Si capirà solo quando sarà pubblicato il bando di gara).Eventuali servizi aggiuntivi a pagamento saranno a carico dell'utente.Attenzione, il mancato pagamento delle multe fa decadere dal noleggio sociale. Significa che l'auto andrà restituita all'Aci. Come e dove prenotare l'auto Il decreto parla di apertura dello sportello per le prenotazioni dei veicoli sulla piattaforma informatica senza però specificare se questa operazione sarà a cura dell'utente, com'è accaduto con i voucher per l'acquisto delle auto elettriche con gli ultimi incentivi del ministero dell'Ambiente, oppure del fornitore, ossia della Casa, com'è accaduto in occasione di tutte le iniziative precedenti, o del gestore di questa iniziativa, ossia l'Aci.Per il momento si sa che l'Automobile club potrà utilizzare la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia, quella utilizzata fino al 2024 per gli incentivi auto (https://ecobonus.mimit.gov.it/). Prenotazioni: vale l'ordine cronologico Siccome i fondi basteranno per poche migliaia di auto (il numero esatto si potrà sapere solo all'aggiudicazione della gara), la macchina sarà assegnata dall'Aci in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande. Previa verifica, ovviamente, del possesso dei requisiti previsti. I fondi disponibili per il noleggio sociale Lo Stato ha destinato 50 milioni di euro al Programma di noleggio a lungo termine sociale. E questa somma sarà interamente trasferita all'Aci dopo la registrazione dell'accordo stipulato con il ministero delle Imprese e del Made in Italy.Tuttavia, oltre all'acquisto delle auto, delle assicurazioni e dei servizi, i fondi dovranno coprire anche i costi operativi, ai quali il ministero ha destinato 3,66 milioni di euro. La somma netta a disposizione degli utenti, dunque, scende a 46,34 milioni di euro. Come saranno monitorati i fondi Come in occasione dei precedenti incentivi, le informazioni sulla disponibilità residua dei veicoli da noleggiare saranno pubblicate e aggiornate in tempo reale sui siti del ministero delle Imprese e dell'Aci. Cosa succede alla fine del noleggio Alla scadenza del contratto di noleggio e comunque al termine del periodo di sperimentazione (30 giugno 2030), l'Aci può:cedere l'auto al locatario a prezzo scontato di una misura non inferiore al 10% rispetto alla quotazione media di mercato. In questo caso l'utente deve inviare all'Aci una formale manifestazione di interesse entro 90 giorni dal termine del contratto di noleggio;cedere l'auto alla Casa automobilistica che ha fornito la vettura attraverso la formula buy back prevista dallo stesso contratto di fornitura;cedere l'auto ad altro soggetto al prezzo risultante dalle quotazioni medie di mercato;nel caso in cui nessuna delle tre precedenti opzioni sia realizzabile, l'Aci può vendere direttamente le auto a un prezzo inferiore alle quotazioni medie di mercato mediante avviso pubblicato sul sito dello stesso Automobile club o della società in-house, ossia controllata dall'Aci stesso, che sarà incaricata di gestire il noleggio sociale.I ricavi della vendita delle auto sono utilizzati dall'Automobile club per acquistare nuove auto da impiegare nel programma di noleggio sociale;Il decreto specifica che al fine di contenere l'importo del canone, Aci tiene conto del valore attualizzato dei predetti introiti (della vendita delle auto, ndr) nella determinazione del canone medesimo. Quanto costa l'operazione Come accennato, per coprire i costi di gestione del programma di noleggio sociale il ministero delle Imprese ha previsto 3,66 milioni di euro IVA inclusa. La somma sarà erogata all'Aci in quattro rate annuali:2027: fino a 400 mila euro;2028: fino a un milione di euro;2029: fino a un milione di euro;2030: fino a 1,26 milioni di euro.Queste somme saranno erogate sulla base delle rendicontazioni presentate dall'Aci e approvate dal ministero. Eventuali risparmi rispetto ai costi previsti dovranno essere trasferiti al ministero.In caso di un insufficiente adesione al Programma di noleggio sociale, i veicoli acquistati dall'Aci e non assegnati saranno venduti e il ricavato della vendita sarà trasferito al ministero delle Imprese. Quando partirà il noleggio sociale Considerato che nella ripartizione delle spese di gestione del noleggio sociale si fa riferimento al quadriennio 2027-2030, che la somma stanziata per il prossimo anno è meno della metà di quanto previsto per gli anni successivi e tenuto conto dei non brevi tempi tecnici per la pubblicazione e l'aggiudicazione della gara da parte dell'Aci e poi della successiva fornitura da parte della Casa che si aggiudicherà il bando, è ragionevole immaginare che l'operazione noleggio sociale partirà a metà 2027.
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Fleet&Business - Scopri il nuovo numero

in distribuzione agli abbonati il fascicolo numero 46 del periodico dedicato ai fleet manager e ai professionisti dell'automotive. Con la prova della Byd Dolphin G DM-i e i più recenti aggiornamenti introdotti alla disciplina dei fringe benefit per le aziende e i dipendenti destinatari di auto in uso promiscuo.  La tecnologia corre, le regole cambiano La copertina è dedicata a un'auto che farà parlare di sé nel mondo delle flotte, la prima plug-in del segmento compatto. Ma nel quinto fascicolo del 2026 di Quattroruote Fleet&Business che sta arrivando ai fleet manager e ai professionisti dell'automotive abbonati ci sono tutti i temi di attualità che stanno interessando l'esercizio dei veicoli aziendali, delle imprese, al noleggio, alle nuove forme di mobilità e alle reti di distribuzione e assistenza. A cominciare dalle novità introdotte dal decreto legislativo del 10 giugno scorso che corregge nuovamente la disciplina dei fringe benefit. Il periodico dell'Editoriale Domus (già consultabile in edizione digitale nell'area dedicata di questo sito a chi si registra per ricevere anche la nostra Newsletter settimanale) è come sempre ricco di dati, analisi e commenti che riguardano la filiera, dalle nuove rotte con cui i veicoli arrivano nelle concessionarie e alle aziende, alle difficoltà di far funzionare la macchina che governa i servizi post-vendita delle auto aziendali. Tutti temi che saranno trattati anche nell'edizione 2026 del Fleet&Business Day. Il sommario completoFleet&Business Day Come uscire dall'ingorgoManutenzione L'accettazione? Ora è self-serviceFringe benefit Cinque anni e sentirliOpinioni Come gestire il cambiamentoMercato Italia Quel meno che vale piùIntervista a Antonio Pittiglio Le flotte sono il motore del mercatoLocauto Ritorno alle origini con raddoppioServizi tempo di charging policySostenibilità Europa lenta, Italia lentissimaProva su strada BYD Dolphin GOsservatorio QP Ricambi originali, frenata dei prezziDistribuzione Le tormentate rotte dell'automotiveNovità per le flotte Audi Q4 e-tron e Fiat Grande Panda 100Stellantis La Fastlane per le aziendePost-vendita/1 Il tagliando? Me lo fanno sotto casaPost-vendita/2 Punto d'incontro sull'autoriparazioneVeicoli commerciali Abiti confezionati per il lavoro
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Smart aggiorna la gamma: tra le nuove Black Edition c'è una #5 con 587 CV e trazione integrale

Smart ha presentato la nuova gamma delle SUV elettriche #1, #3 e #5. La novità principale riguarda il modello di maggiori dimensioni, che vede il debutto della variante Premium AWD a trazione integrale, dotata di powertrain bimotore da 432 kW (587 CV) e batteria da 94 kWh. L'autonomia dichiarata raggiunge i 540 chilometri.La dotazione riprende quella della versione più ricca della gamma e comprende impianto audio Sennheiser, vetri a doppio strato, sedili anteriori ventilati e posteriori riscaldati. Il prezzo di questo allestimento è di 59.936 euro, pari a 2.500 euro in più rispetto alla Premium a due ruote motrici. Arriva la Black Collection Su tutta la gamma smart debutta anche il pacchetto Black Collection (600 euro), disponibile esclusivamente per le versioni Pro+. Come suggerisce il nome, l'allestimento aggiunge finiture nere su elementi come griglia anteriore, diffusore posteriore, minigonne, cornici dei finestrini e barre sul tetto.Per la #1 sono previsti specifici cerchi da 18 pollici, mentre per #3 e #5 arrivano versioni dedicate dei cerchi da 19 pollici. inoltre disponibile, senza sovrapprezzo e senza obbligo di scelta, la vernice nera per la carrozzeria. I prezzi della Black Collection Le nuove versioni delle smart sono ordinabili dalla fine del mese di luglio in Italia e Spagna, e nelle prossime settimane verranno introdotte sugli altri mercati europei.Smart #1 Pro+ Black Edition: 44.195 euroSmart #3 Pro+ Black Edition: 44.195 euroSmart #5 Pro+ Black Edition: 53.536 euro
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Arriva Vergilius Plus: dove si trova il nuovo Tutor che legge le targhe e controlla la velocità media

Saranno 36 le tratte su cui vigilerà Vergilius Plus, il nuovo sistema di tipo Tutor per il controllo della velocità media: attivo dal 4 agosto su circa 211 chilometri di strade e autostrade, Vergilius Plus è stato attivato da Polizia di Stato e Anas e verrà gestito dalla Polizia Stradale.Vergilius Plus è in grado di monitorare costantemente il traffico veicolare: grazie all'impiego di telecamere intelligenti, il sistema evoluto effettua la lettura automatica delle targhe, identifica la categoria dei mezzi, utile per verificare il corretto limite di velocità, e controlla la velocità media dei veicoli. Vergilius Plus: dove si trova Come detto, Vergilius Plus è gestito dalla Polizia Stradale, che si occuperà dell'accertamento delle infrazioni e dell'emissione dei relativi verbali. Il nuovo sistema omologato sarà operativo su 36 tratte stradali e autostradali, per uno sviluppo complessivo di circa 211 km, in entrambe le direzioni di marcia.Le tratte interessate sono:Autostrada A2 Del Mediterraneo, tra Salerno e Buonabitacolo (Salerno);Strada Statale 1 Aurelia, tra il km 11+950 e il km 23+500;Strada Statale 7 quater Domitiana, dal km 44+630 al km 54+300;Strada Statale 309 Romea, tra il km 1+680 e il km 7+080;Strada Statale 145 Var Sorrentina, all'interno della Galleria Santa Maria di Pozzano, dal km 0+072 al km 4+950. Controlli con ogni condizione atmosferica e d'illuminazione Installato per la prima volta nel 2012 su alcune tratte ad alta incidentalità della Strada Statale 309 Romea, della Strada Statale 1 Aurelia e della Strada Statale 7 quater Domitiana, Vergilius ha progressivamente esteso il proprio raggio d'azione a numerose strade e autostrade gestite da Anas. Il sistema consente di rilevare la velocità dei veicoli in qualsiasi condizione atmosferica e di illuminazione.
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Non solo benzina e GPL: tutte le Cirelli Black avranno il full hybrid, ecco i modelli

Entro la fine del 2026 Cirelli introdurrà i powertrain full hybrid su tutta la gamma Black, che si affianca alla Gold e alla nuova Silver. Le nuove motorizzazioni affiancheranno le tradizionali versioni a benzina e bifuel Gpl, ampliando l'offerta dell'importatore italiano che assembla i modelli provenienti dalla Cina negli stabilimenti di Bergamo, Verona e Alessandria. Cirelli 1 A dispetto del nome, la Cirelli 1 Hybrid non è la più piccola del listino: con i suoi 461 cm di lunghezza e i sette posti di serie si posiziona infatti a metà strada tra la 5 (-5 cm) e la 3 (+7 cm). Caratterizzata da un'inedita firma stilistica frontale che sarà applicata a tutta la gamma Black, la 1 Hybrid introduce un nuovo powertrain full hybrid (i cui dati non sono stati ancora comunicati) che affianca le sei versioni già in gamma, ossia benzina, bifuel Gpl e metano, tutte anche con impianto mild hybrid. Ricca la dotazione di serie, che prevede su tutta la gamma cerchi di lega da 17" (19" per le varianti Cross), tettuccio ad apertura elettrica, navigatore connesso con Google Maps e Waze, sedili in ecopelle, infotainment con Apple CarPlay e Android Auto.Listino da: 18.800 euroQuando arriva: dicembre Cirelli 3 La nuova firma stilistica del marchio Cirelli debutterà con questa Suv di segmento C lunga 469 centimetri, che si proporrà sul nostro mercato con una versione a Gpl affiancata da una variante full hybrid. Per il momento la Casa non ha fornito informazioni dettagliate: per conoscere prezzi e specifiche tecniche bisognerà attendere ancora qualche settimana. Come tutta la gamma Cirelli, anche la 3 ha una ricca dotazione di serie, che comprende navigatore, ricarica wireless per gli smartphone, climatizzatore automatico, Apple CarPlay e Android Auto, tettuccio apribile e sedili in ecopelle. Questo modello è disponibile anche nell'allestimento Sport (allo stesso prezzo della Cross, con assetto rialzato e gomme All Terrain), con carrozzeria in Flame Red, minigonne laterali, alettone e diffusore posteriori, paraurti specifici, cerchi da 18" diamantati (da 20" su richiesta), trasmissione Cvt e telecamera a 360.Listino da: 20.800 euroQuando arriva: settembre Cirelli 5 La Cirelli Motor Company presenterà la sua nuova identità estetica nelle prossime settimane, apportando modifiche a tutti i modelli della linea Black. Tra questi anche la Cirelli 5, sport utility che prende forma sulla base della cinese Forthing T5 Evo. L'abitacolo ruota attorno a un display 4K da 10,3 pollici, affiancato da sedute di pelle a regolazione elettrica. Di serie, ADAS di livello 2 e tetto panoramico. Proposta nelle varianti a benzina e bifuel a Gpl (anche con impianto mild hybrid) con cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, arriverà anche con un nuovo powertrain full hybrid. Anche questo modello è disponibile nella versione Sport con assetto ribassato, scarico dedicato e pack sonoro, cerchi da 22", impianto frenante Tarox e sospensioni racing. Il kit Sport 2 (1.800 euro) aggiunge la centralina modificata e la turbina maggiorata.Listino da: 29.900 euroQuando arriva: settembre Cirelli 7 A metà strada tra una crossover e una multispazio, la Cirelli 7 è una 7 posti da 4,85 metri che strizza l'occhio alle famiglie, con tanto spazio a bordo e una ricca dotazione di serie: tettuccio panoramico, display widescreen 4K, cambio automatico DCT a sette rapporti a doppia frizione, Android Auto e Apple CarPlay, cerchi da 18", climatizzatore automatico e sedili ventilati e riscaldabili per tutti i passeggeri. In base alla configurazione dei posti a sedere, il bagagliaio mette a disposizione tra i 234 e i 2.032 litri. A breve arricchirà la propria proposta con la Hybrid, che andrà ad ampliare l'offerta del marchio, caratterizzata dalla forte presenza nella gamma del bifuel. Con l'arrivo dell'ibrida, la motorizzazione benzina- Gpl non sparirà: rimarrà un'opzione per coloro che vogliono puntare sulla versatilità della doppia alimentazione e sui risparmi alla pompa garantiti dal gas. La variante Cross aggiunge cerchi da 19" e assetto rialzato. Listino da: 29.900 euroQuando arriva: novembre
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Leggera e facile da usare: perché la Hyundai i20 continua a convincere - VIDEO

Se anche le utilitarie diventano sempre più grandi, pesanti e complesse, la Hyundai i20 conserva una formula piuttosto tradizionale: dimensioni compatte, un motore dalla potenza ragionevole e una buona attenzione alla praticità.Questo non significa però rinunciare alla tecnologia, a una dotazione completa o persino a un pizzico di divertimento alla guida. Ecco allora quattro aspetti da conoscere della segmento B coreana. Un solo motore, due trasmissioni fra cui scegliere Dentro il cofano della Hyundai i20 è disponibile un'unica motorizzazione: il 1.0 T-GDI, un tre cilindri turbo benzina a iniezione diretta da 90 CV e 172 Nm. Le prestazioni sono adeguate all'impiego quotidiano e, scalando quando serve, consentono di affrontare senza difficoltà anche i sorpassi.La scelta da compiere riguarda in realtà la trasmissione: al cambio manuale a sei marce si affianca un automatico doppia frizione a sette rapporti (DCT), fluido e rapido nei passaggi di marcia. Quest'ultimo costa 1.500 euro in più e non è disponibile sulla versione d'ingresso da 19.900 euro: per averlo bisogna partire dalla ConnectLine, proposta a 23.750 euro. Il manuale, inoltre, è più rapido nello 0-100 km/h dichiarato: 11,5 secondi contro i 12,8 dell'automatica. La scelta è dunque tra semplicità e prestazioni da una parte, confort e fluidità dall'altra. La scelta da prendere, in realtà, riguarda la trasmissione: al cambio manuale a sei marce si affianca un automatico doppia frizione a sette rapporti (DCT), fluido e rapido nei passaggi di marcia. Quest'ultimo costa 1.500 euro in più e non è disponibile sulla versione d'ingresso da 19.900 euro: bisogna partire dalla ConnectLine, proposta con il DCT a 23.750 euro. Il manuale, inoltre, è più rapido nello 0-100 km/h dichiarato: 11,5 secondi contro i 12,8 dell'automatica. La scelta, dunque, è tra semplicità e prestazioni da una parte, comfort e fluidità dall'altra. Tecnologia da segmento superiore La dotazione tecnologica della i20 dimostra quanto contenuti un tempo riservati alle vetture dei segmenti superiori siano ormai arrivati anche sulle utilitarie. A bordo trovano posto due schermi da 10,25 pollici: uno per la strumentazione digitale, la cui grafica varia in base alla modalità di guida selezionata, e uno per l'infotainment, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, sebbene soltanto tramite cavo e non in modalità wireless.Già di serie sono presenti numerosi dispositivi di confort e ADAS di sicurezza, tra cui sensore crepuscolare, gestione automatica degli abbaglianti, cruise control, sensori di parcheggio posteriori con retrocamera, mantenimento attivo della corsia con funzione di centraggio e assistenza anticollisione frontale. L'allestimento Prime aggiunge i fari Full LED e il sensore pioggia, oltre a comodità come il climatizzatore automatico e la piastra di ricarica a induzione. Sulla Prime è inoltre disponibile, a 900 euro, un pacchetto che comprende sistema keyless, sensori anteriori e cruise control adattivo. Semplice nello schema, convincente in curva Con una massa inferiore a 1.150 kg, la Hyundai i20 rimane relativamente leggera rispetto a molte vetture moderne. una caratteristica che si avverte fin da subito durante la guida, perché consente di contenere le inerzie e rende più semplice trovare un buon compromesso tra confort e precisione.Lo schema sospensivo è convenzionale - MacPherson all'anteriore e ponte torcente al posteriore - ma la complessità tecnica non è necessariamente sinonimo di una migliore dinamica: spesso è la qualità della messa a punto a fare la differenza. Da questo punto di vista la i20 appare ben equilibrata: non è una N Line con assetto ribassato e mantiene la comodità necessaria nell'impiego urbano, ma la leggerezza e i cerchi da 17 pollici della versione provata permettono anche di divertirsi nel misto. Nei rilasci più decisi emerge persino una certa vivacità del retrotreno, senza compromettere la facilità di guida complessiva. Quattro metri sfruttati bene Una buona utilitaria deve essere piacevole da guidare, ma anche versatile nella vita quotidiana. La i20, lunga poco più di quattro metri, offre un bagagliaio dalla capacità dichiarata di 352 litri. Il vano dispone di un piano regolabile su due altezze, sotto il quale si può ricavare ulteriore spazio, e non mancano alcuni accorgimenti pratici come i ganci per appendere le borse. C'è persino una piccola cinghia a strappo pensata per trattenere i piccoli oggetti nel pozzetto laterale.Anche l'abitabilità posteriore è convincente in rapporto alle dimensioni esterne: le portiere hanno una buona ampiezza di apertura e facilitano l'accesso, mentre persino dietro un guidatore alto 1,90 metri rimane spazio sufficiente per piedi, ginocchia e testa. Non è naturalmente una vettura da famiglia numerosa, ma sfrutta con efficacia l'ingombro a disposizione. Una formula ancora razionale La Hyundai i20 combina dimensioni gestibili, dotazioni di sicurezza complete e una buona versatilità con una qualità sempre meno scontata: la leggerezza. Il motore da 90 CV non punta sulle prestazioni assolute, ma offre tutto ciò che serve nell'utilizzo quotidiano, mentre la possibilità di scegliere tra cambio manuale e doppia frizione consente di privilegiare il coinvolgimento oppure la comodità. Una proposta razionale che riesce comunque a conservare una buona dose di carattere.
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Pertica (Leasys): pronta consegna e digitalizzazione per attrarre nuovi clienti

Innovare senza perdere il rapporto diretto con il cliente, coniugando solidità industriale e formule flessibili capaci di sviluppare tutti i canali, a cominciare da quello dei privati. questa la direzione che Andrea Pertica ha impresso a Leasys Italia, di cui è ceo dall'inizio del 2025, che dice: Abbiamo chiuso il primo semestre come primo operatore del noleggio a lungo termine in Italia, con oltre 47.700 immatricolazioni e una quota di mercato del 21%. Disponibilità e diversificazione del prodotto Il risultato dei primi sei mesi del 2026, sostiene Pertica, è frutto di una strategia costruita su quattro pilastri: omnicanalità, approccio multibrand, offerta di prodotti e servizi premium e digitalizzazione. A questi si affiancano una presenza commerciale capillare e una rete di assistenza diffusa su tutto il territorio, che ci consentono di essere vicini al cliente in ogni fase del noleggio. " un elemento distintivo", aggiunge il capo di Leasys Italia, "che contribuisce in modo significativo alla qualità dell'esperienza del cliente e alla fidelizzazione. Un altro fattore determinante è la disponibilità di prodotto, con una gamma ampia e diversificata in grado di rispondere alle esigenze di privati, professionisti, imprese e pubblica amministrazione e assicurare un'elevata disponibilità di veicoli in pronta consegna, fattore fondamentale per chi sceglie il noleggio. Naturalmente la competitività economica continua a essere un elemento rilevante nelle scelte dei clienti, insieme alla qualità complessiva della soluzione offerta e alla capacità di rispondere in modo efficace alle diverse esigenze di mobilità". I rualtati ottenuti sono anche l'effetto di un ampio ricorso alla formula del rent-to-rent, ma, sostiene Pertica, "negli ultimi diciotto mesi abbiamo adottato un approccio più selettivo, con una particolare attenzione alla qualità delle controparti e alla gestione del rischio di credito. Questo non significa ridurre l'importanza del canale, che continua a rappresentare un elemento strategico del nostro modello: consente agli operatori del breve termine di avere maggiore flessibilità, limitando gli investimenti diretti sulla flotta, e allo stesso tempo permette a Leasys di ottimizzare la gestione dei veicoli in flotta". Fra gli asset strategici di Leasys ci sono naturalmente i veicoli commerciali, anche in un periodo non facile per il settore: "nel primo semestre dell'anno", prosegue Pertica, "abbiamo raggiunto una quota di mercato del 27,2%, confermando una solidità di posizionamento sia sulle aziende sia sui professionisti. La nostra natura captive e le sinergie con Stellantis ci consentono di contare su un'ampia gamma di veicoli, su una maggiore capacità di pianificazione e sulla disponibilità immediata di prodotto che permette ad aziende e professionisti di evitare interruzioni dell'operatività". Elettrico e fisco, digitalizzazione ed efficienza Le immatricolazioni di vetture elettrificate sono cresciute, ma l'ambiente si chiede se si tratta di un fenomeno trainato soprattutto dalla normativa fiscale. Il ceo di Leasys sostiene che "stabilità regolatoria e misure di incentivazione mirate sono variabili determinanti e possono favorire il rinnovo del parco circolante e sostenere la transizione verso motorizzazioni elettriche ed elettrificate. In questo contesto, il noleggio a lungo termine si conferma uno strumento efficace per accompagnare questa evoluzione, perché consente di ridurre l'incertezza tecnologica e pianificare con maggiore efficacia i costi. L'introduzione del nuovo regime dei fringe benefit ha sicuramente orientato le scelte delle aziende in modo più deciso verso le motorizzazioni plug-in hybrid ed elettriche. Diverso è il quadro sul mercato dei privati: esiste un interesse crescente nei confronti della mobilità elettrica, ma le preferenze continuano a concentrarsi prevalentemente sulle motorizzazioni tradizionali, mild hybrid e full hybrid". Per avvicinare un numero maggiore di utenti alle nuove forme di mobilità, Leasys si affida a digitalizzazione, approccio multibrand e sviluppo di nuove formule di servizio. "La digitalizzazione ci consente di sviluppare servizi a valore aggiunto e di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita del noleggio per un'esperienza sempre più semplice, efficiente e personalizzata. La promozione in corso, dedicata a Jeep Compass, rappresenta un esempio concreto di questo approccio: si rivolge ad ogni tipologia di target e amplia l'accessibilità della formula, integrando la componente digitale con il valore della consulenza". La stabilità che serve per supportare il cliente  Riguardo agli interventi normativi che potrebbero favorire ulteriormente lo sviluppo del comparto, Andrea Pertica concorda che "la nuova fiscalità ha sicuramente favorito le auto elettriche e plug-in, ma oggi penalizza eccessivamente mild hybrid e full hybrid, che invece garantiscono comunque una significativa riduzione delle emissioni rispetto ai motori tradizionali. Sarebbe auspicabile prevedere agevolazioni anche per queste motorizzazioni. Allo stesso tempo serve maggiore stabilità normativa. Quando cambiano continuamente regole su bonus, accesso alle Ztl o altre agevolazioni, si genera incertezza, e questo rallenta le decisioni dei clienti. Infine, sarebbe utile incentivare anche il noleggio dei privati: oltre a favorire il rinnovo del parco circolante, queste azioni potrebbero contribuire a far emergere una parte del sommerso presente nella manutenzione dei veicoli di proprietà, con benefici anche per il gettito fiscale". Quanto alla gestione del post-vendita, Pertica sostiene che anche in quell'ambito la digitalizzazione rappresenta un elemento distintivo del modello operativo di Leasys. "La relazione con la rete di assistenza è completamente digitalizzata da oltre vent'anni: officine, carrozzerie e gommisti possono gestire richieste, documentazione e immagini attraverso una piattaforma dedicata, consentendo una maggiore rapidità nella valutazione degli interventi e una gestione più efficiente dei processi autorizzativi".Un esempio concreto di questa evoluzione è rappresentato dall'introduzione della Smart Authority per la gestione del cambio pneumatici, un'attività che presenta una forte stagionalità e che in passato poteva generare picchi di richieste e rallentamenti. Il processo è stato reso più semplice e immediato: l'officina inserisce direttamente sulla piattaforma le informazioni necessarie, come targa del veicolo, chilometraggio e stato dei pneumatici, e il sistema effettua automaticamente le verifiche previste, deliberando l'intervento quando vengono rispettati i parametri definiti, ma garantendo un controllo puntuale sui lavori autorizzati.
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La Miura è ancora un mito: Lamborghini le dedica 99 Revuelto esclusive

Lamborghini festeggia i 60 anni della Miura con la Revuelto Miura 60 Homage, serie speciale limitata a 99 esemplari realizzata dal programma Ad Personam, in collaborazione con il Centro Stile della Casa di Sant'Agata Bolognese.Questa Revuelto debutterà in anteprima mondiale al Lamborghini Lounge Monterey, nel corso della Monterey Car Week. La Miura è stata presentata nel 1966 ed è considerata la prima supercar della storia: la più potente, la P400 SV, erogava 385 CV e superava i 290 km/h. Stessi colori e rivestimenti La serie speciale della Revuelto è disponibile in nove colorazioni, ispirate alle stesse tinte della Miura: Rosso Arancio, Arancio, Giallo, Verde Scandal, Verde Metallic, Blu Tahiti, Blu Notte, Nero Noctis e Bianco Monocerus. Due le livree, con la parte bassa della carrozzeria a contrasto: Oro Elios con cerchi Altanero Shiny Gold, oppure Grigio Nimbus con cerchi Altanero Matt Titanium Diamond. All'esterno, il logo Miura 60 sul brancardo laterale, il logo Lamborghini posteriore e le pinze freno in nero lucido, i terminali di scarico in nero opaco. All'interno, i rivestimenti dei sedili reinterpretano il caratteristico motivo "a cannelloni", con il ricamo "Miura 60" tra i due sedili e una targhetta in fibra di carbonio numerata. I proprietari di Miura storiche potranno richiedere al reparto Ad Personam di avere la riproduzione fedele della combinazione cromatica della propria vettura. Il powertrain rimane lo stesso Dal punto di vista tecnico, le Revuelto di questa serie speciale non cambiano: il powertrain è composto da un V12 aspirato da 6.5 litri abbinato a tre unità elettriche e una batteria agli ioni di litio, per una potenza combinata di 1.015 CV e 807 Nm di coppia. Lo "zerocento" è coperto in 2,5 secondi e la velocità massima supera i 350 km/h.
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La nuova hypercar Hennessey arriva nel 2030, ma sembra uscita da un'altra epoca

Dopo la Venom GT e la Venom F5, la Hennessey svela la sua terza hypercar, la Blackbird. Completamente diversa dalle precedenti - e completamente "analogica" - l'impostazione dell'auto: motore V8 aspirato, cambio manuale a sei rapporti, trazione posteriore e abitacolo senza display. Ispirata agli aerei più veloci Dal punto di vista stilistico la Blackbird si ispira al Lockheed SR-71 Blackbird, a partire dal disegno della fiancata, ma anche per la presenza dei due stabilizzatori verticali attivi al posteriore, che si aprono automaticamente a 71 miglia orarie (114 km/h) e si posizionano a 71. Al mondo aeronautico si ispirano anche i quattro scarichi, disposti a diamante, come il Bell X-1, primo aereo a superare la velocità del suono. Il telaio è un monoscocca in carbonio, la carrozzeria è in fibra di carbonio. Le portiere si aprono ad ala di gabbiano, mentre per i bagagli sono disponibili spazi sotto il cofano anteriore (che ospita due piccole borse), nei passaruota posteriori e dietro i sedili. Nessuno schermo, tutto è analogico La filosofia del "tutto analogico" trova perfetta applicazione all'interno dell'abitacolo: nessun display digitale, neppure per la strumentazione, racchiusa in cinque elementi circolari con il contagiri al centro. Lo smartphone si può collegare all'impianto audio, ma solo per la trasmissione via Bluetooth: non ci sono pulsanti o schermi per la gestione delle telefonate e dei contenuti multimediali. Di serie anche una bussola di ispirazione aeronautica a centro plancia. V8 aspirato da 850 CV Il motore, in posizione centrale posteriore, è un V8 6.2 litri aspirato sviluppato con Ilmor Engineering: la potenza è di 800-850 CV, con un regime massimo di oltre 9.000 giri/min. La Casa punta a farlo diventare l'aspirato stradale più potente e con il regime più alto di sempre. La Blackbird dovrebbe toccare le 60 miglia orarie (97 km/h) in 2,5 secondi, fino a raggiungere i 354 km/h di velocità massima. Costa 2,5 milioni di dollari Della Hennessey Blackbird verranno realizzati solo 71 esemplari, con prezzi a partire da 2,5 milioni di dollari (tasse escluse): ne sono già stati venduti oltre due terzi a scatola chiusa. Il debutto dell'auto è previsto per il prossimo 14 agosto al The Quail, in California. La produzione per i clienti inizierà tra il 2029 e il 2030, a ridosso della conclusione del ciclo di vita della Venom F5.
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Il gasolio supera i 2,1 euro al litro: senza lo sconto del governo sarebbe già record

I prezzi alla pompa del diesel continuano a salire in scia ai rialzi dei listini degli scorsi giorni. Infatti, come segnala Staffetta Quotidiana, il gasolio ha toccato questa mattina (4 agosto) i 2,1 euro al litro. Tuttavia, senza lo sconto del governo, in vigore fino a giovedì 6 agosto (l'esecutivo è comunque alla ricerca delle necessarie coperture finanziarie per un'ulteriore proroga), il prezzo sarebbe a 2,27 euro, al di sopra del record storico di 2,23 toccato a metà marzo 2022. Ferma, invece, la benzina.Non mancano, comunque, dei segnali positivi per i prossimi giorni: la totale assenza di ritocchi ai prezzi consigliati da parte delle principali compagnie si accompagna alla sostanziale stabilità degli indici del petrolio (Brent sotto gli 85 dollari e Wti sotto gli 81) e al crollo delle quotazioni del gasolio raffinato. Tuttavia, bisognerà vedere nei prossimi giorni se questi segnali si tradurranno in notizie positive per le tasche degli automobilisti.     Prezzi e rilevazioni Tornando alle rilevazioni, questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,999 euro al litro per la benzina (invariato rispetto a ieri), 2,100 per il gasolio (+3 millesimi), 0,743 per il Gpl (-1) e 1,621 euro/kg per il metano (+1). Sulla rete autostradale, verde a 2,084 (invariato), diesel a 2,173 (-1), Gpl a 0,875 (invariato) e metano a 1,609 (-1).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 2,001 euro (compagnie 2,006, pompe bianche 1,990) e il diesel a 2,099 (2,099; 2,101). Al servito, verde a 2,135 (2,176; 2,060), gasolio a 2,238 (2,272; 2,173), Gpl a 0,751 (0,760; 0,741), metano a 1,618 (1,610; 1,625), Gnl a 1,475 (1,469; 1,480).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 2,000 euro sulla benzina self service (2,207 al servito) e 2,077 sul gasolio (2,287); IP a 2,019 (2,184) e 2,118 (2,286); Q8 a 2,005 (2,163) e 2,103 (2,268); Tamoil a 1,997 (2,072) e 2,081 (2,169).
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Toyota migliora i conti e alza gli obiettivi, ma la Cina resta un problema

Toyota ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio fiscale al 31 marzo 2026 con risultati nel complesso positivi, sostenuti dal buon andamento delle vendite in Giappone, Nord America ed Europa. Tuttavia, il costruttore giapponese deve fare i conti con la stessa criticità che sta colpendo molti dei principali protagonisti dell'industria automobilistica: il netto peggioramento delle performance in Cina. I risultati del trimestre Partiamo dalle vendite totali: sono scese da 2,83 a 2,71 milioni di unità (-4,1%). La crescita registrata in Giappone (+8,9%), in Europa (+3%) e nel resto dell'Asia (+4,3%), insieme alla sostanziale stabilità del Nord America (-0,2%), non è bastata a compensare il forte calo nelle altre aree geografiche (-20,4%). In Cina, in particolare, le vendite dei marchi Toyota e Lexus sono diminuite da 450 mila a 324 mila unità (-28%).I ricavi sono però aumentati da 12,25 a 13,52 trilioni di yen, mentre l'utile operativo è sceso da 1,16 a 1,06 trilioni di yen (circa 5,1 miliardi di euro al cambio attuale). A incidere sono state soprattutto le conseguenze della crisi in Medio Oriente, che hanno ridotto i benefici derivanti da fattori positivi come l'andamento dei cambi, i programmi di efficientamento e il miglioramento del mix di prodotto.L'utile netto, invece, è salito da 841,3 miliardi a 1,477 trilioni di yen, mentre il contributo delle attività cinesi al conto economico è diminuito da 23,3 a 16 miliardi di yen. Toyota alza le stime per l'intero esercizio Infine, il gruppo Toyota ha deciso di rivedere al rialzo le stime annuali per tenere conto dei miglioramenti registrati nelle attività commerciali e logistiche e, soprattutto, dell'indebolimento dello yen.Le vendite totali sono confermate a 11,18 milioni di unità, ma quelle consolidate sono ora previste a 9,7 milioni invece dei 9,6 milioni indicati in precedenza. La stima sui ricavi passa da 51 a 54 trilioni di yen, quella sull'utile operativo da 3 a 3,4 trilioni e quella sull'utile netto da 3 a 3,250 trilioni.
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Due Tutor sulla stessa autostrada? Non è un errore: ecco perché

Dal 12 luglio scorso, con l'entrata in vigore del decreto sull'omologazione degli autovelox, solo i Tutor che rispettano questo requisito possono essere utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità in autostrada. In teoria era così anche prima in forza della giurisprudenza, ossia delle ordinanze con cui la Corte di Cassazione, a partire dall'aprile 2024, aveva stabilito che solo gli strumenti omologati possono essere ritenuti fonti di prova. Dal 12 luglio, però, la possibilità di accertare le violazioni con apparecchi privi di questo requisito è preclusa dal decreto ministeriale. L'obbligo della registrazione Ma l'omologazione non è l'unica condizione necessaria ai fini della regolarità dell'accertamento. Infatti, occorre anche che il Tutor sia registrato nella banca dati del ministero delle Infrastrutture. E scorrendo il lungo database si scopre una cosa curiosa: in moltissime tratte autostradali risultano presenti due strumenti, sia il Sicve, ossia il Tutor di prima generazione, sia il Tutor 3.0, l'ultima versione dello strumento per il rilevamento della velocità media, entrambi sviluppati e prodotti da Movyon, società tecnologica del gruppo Autostrade per l'Italia. Le tratte col doppio strumento Ma com'è possibile che sulla stessa tratta, e quindi sugli stessi portali, vi siano due diversi strumenti, il vecchio e il nuovo Tutor? E com'è possibile che questa "stranezza" risulti su ben 81 tratte?Non si tratta di un errore né di una dimenticanza. Il fatto è che lo scorso febbraio, quando lo schema di decreto sull'omologazione fu trasmesso all'Unione Europea per la verifica di compatibilità con le norme della Ue, fu ufficializzato ciò che in realtà si sapeva già dal marzo 2025, ossia che solo il Tutor 3.0 sarebbe stato automaticamente omologato. Gli apparecchi più vecchi, il Sicve, approvato a fine 2004, e il Sicve PM, approvato nel 2017, utilizzati in quel momento su 92 tratte, avrebbero dovuto essere presto o tardi spenti o sottoposti a una nuova procedura di omologazione. Sono 11 quelli fuorilegge. Ancora per poco La decisione di Autostrade per l'Italia fu la più logica: sostituirli. Una corsa contro il tempo che però non si è ancora conclusa: oggi, 4 agosto, ne risultano "fuorilegge" ancora 11: otto sulla Tangenziale di Napoli (quattro in direzione Est e altrettanti verso Ovest, tutti in via di sostituzione), uno sull'A30 Caserta-Salerno tra l'allacciamento con l'A1 e Nola in direzione Sud (in fase di smantellamento) e due Sicve PM presenti nel tunnel del Monte Bianco, anch'essi in via di sostituzione. Per ora i vecchi Sicve non possono essere cancellati Ma allora, perché gli 81 vecchi Sicve, che negli ultimi mesi sono stati smantellati, sono ancora presenti nella banca dati ministeriale? Semplicemente perché non tutti i relativi verbali sono stati definiti, come si dice tecnicamente. Significa che non tutte le violazioni accertate da quegli strumenti sono state pagate o che non tutti i ricorsi sono passati in giudicato. Addirittura, visto che il termine per la notifica è di 90 giorni dalla violazione, è possibile che in alcune situazioni il verbale non sia nemmeno arrivato a destinazione.Dunque, com'è logico in tutte le situazioni in cui la multa è in sospeso, tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla persona a cui è stato notificato il verbale, ma anche le prefetture e i magistrati chiamati a esprimersi su un eventuale ricorso, devono poter verificare che al momento della violazione il Sicve fosse effettivamente registrato nella banca dati del ministero (ovviamente da quando quest'obbligo è entrato in vigore, il 27 novembre 2025). Solo quando non vi saranno più pendenze, quando tutte le violazioni accertate con i Sicve e con i Sicve PM saranno definite, i Tutor di prima e seconda generazione potranno essere definitivamente cancellati dalla banca dati.
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Auto aziendali, Pietrantonio (Unrae): " il momento giusto per la riforma fiscale"

Ora o mai più, dice perentorio a Quattroruote Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, a proposito di una miniriforma fiscale dell'auto aziendale che insieme alle altre associazioni di settore sarà presentata al governo nei prossimi giorni. Ha un costo decisamente contenuto, ma potrebbe determinare un maggiore introito IVA per lo Stato, con un saldo netto decisamente inferiore a quello degli ultimi ecobonus. Con benefici importanti sulla sicurezza del circolante e sulle emissioni inquinanti e climalteranti. Questo è il momento giusto. Partiamo dal mercato, che a luglio, per l'ottavo mese consecutivo, cresce ancora, con un incremento da inizio anno del 9%. Può essere definita una crescita strutturale? un segnale positivo che riflette anche una domanda di sostituzione che negli ultimi anni era rimasta un po' compressa e che sta in parte tornando sul mercato. Certamente c'è stato e c'è ancora, se pure in esaurimento, l'effetto degli incentivi del ministero dell'Ambiente, che hanno accelerato la diffusione delle vetture elettriche. E poi l'aumento dell'offerta determinato dall'ingresso di nuovi costruttori ha aumentato la competizione sul mercato rendendo più accessibile l'auto nuova, come dimostra anche il prezzo medio di fattura, che si è ridotto nella prima parte dell'anno anche grazie a campagne commerciali più aggressive. E infatti il canale privati, quello che sostiene il mercato, cresce più della media.Proseguirà anche nei prossimi mesi?Premesso che fare previsioni, con scenari geopolitici e macroeconomici così instabili, non è semplice, da agosto verrà meno il contributo degli incentivi. Si capirà a settembre se la crescita della prima parte dell'anno potrà essere considerata strutturale. Per il momento posso dire che i parametri che nutrono il sistema previsionale Unrae indicano un mercato in leggera crescita anche nella seconda parte dell'anno, seppure in misura inferiore rispetto alla prima metà a causa dell'esaurimento dell'effetto incentivi. Stimiamo che il 2026 possa chiudere intorno a 1.610.000 immatricolazioni, il 5,5% in più rispetto al 2025. Certo, c'è ancora un deficit di oltre 300 mila vetture rispetto al 2019, ma questi numeri vanno letti in chiave positiva. Ci dicono che gli italiani vogliono cambiare auto. Se oggi un consumatore si chiedesse se conviene comprare o aspettare, io suggerirei di sfruttare questo momento in cui l'offerta è ampia, i tempi di consegna normali, le condizioni commerciali interessanti. Anche perché nuovi incentivi non arriveranno. A proposito di incentivi, è vero che a ottobre vi fu un click day, però l'onda lunga sulle immatricolazioni è durata fino a luglio. Che bilancio si può fare di questa iniziativa, diversa da tutte quelle precedenti? Senza entrare nel merito di com'è stata strutturata e al netto dei dati definitivi del Mase che solo quando saranno disponibili ci permetteranno di misurarne nel dettaglio gli effetti, ha dimostrato una cosa semplice e positiva: che quando il differenziale economico si riduce, gli italiani sono pronti ad acquistare auto elettriche. Un click day non misura tanto il successo di un incentivo, misura la domanda latente che c'è sul mercato. Ecco perché ci vorrebbero incentivi strutturali, in grado di cambiare in maniera duratura il comportamento d'acquisto degli italiani invece di iniziative estemporanee che determinano solo fuochi di paglia destinati a spegnersi subito dopo.Succederà anche stavolta? O questa iniziativa, con le sue quasi 56 mila immatricolazioni, riuscirà finalmente ad accendere la domanda elettrica? Questi incentivi un effetto lo hanno prodotto: c'è una maggiore diffusione di EV e la familiarità nei confronti di questa tecnologia inizia ad aumentare anche in Italia. Tante false credenze sono state finalmente smontate dall'esperienza pratica dell'amico o del conoscente, quasi tutti ormai ne abbiamo almeno uno che ha un'elettrica. Tuttavia, non sembra che vi sia una svolta. A luglio, con l'esaurimento dell'effetto incentivi, le elettriche sono scese al 5,9% di quota di mercato. Un dato superiore a luglio 2025, ma molto inferiore a quello dei mesi precedenti. E invece c'è bisogno che l'Italia si allinei alle medie europee, altrimenti sarà considerata un mercato di serie B. Occorre mettere a terra delle misure strutturali e di medio periodo che orientino i consumatori. Ricordo che l'Italia resta l'unico major market d'Europa senza incentivi sulle auto elettriche.Poco fa ha detto che ci vorrebbero incentivi strutturali, adesso che l'Italia resta l'unico major market d'Europa senza incentivi. Unrae torna a chiedere al governo incentivi sull'auto elettrica? Non chiediamo incentivi, chiediamo misure strutturali sulla fiscalità dell'auto aziendale in grado di produrre, quelle sì, effetti di medio-lungo periodo sulla domanda. Una buona riforma fiscale vale molto più di tanti ecobonus messi assieme, che hanno l'effetto di deprimere la domanda prima e dopo una fiammata di breve durata. Invece, una riforma fiscale di pari costo per lo Stato innescherebbe dinamiche virtuose. Le nuove regole sul fringe benefit per le Plug-in in vigore dal 2025 lo dimostrano. E dimostrano che le aziende reagiscono rapidamente alle opportunità che si aprono. Ecco, una riforma fiscale delle company car potrebbe innescare quel circolo virtuoso di cui abbiamo parlato tante volte, con un effetto sul mercato del nuovo, ma anche su quello dell'usato grazie all'elevato turnover delle flotte aziendali. Sì, però la riforma del fringe benefit, che ha penalizzato i motori termici privilegiando in eguale misura Phev ed Ev, non ha avuto alcun effetto sulla domanda di elettriche aziendali in uso promiscuo, mentre ha proiettato le Plug-in stabilmente oltre il 10% di quota di mercatoQuesto fenomeno è stato determinato in parte dalle scelte dei dipendenti. In questa fase storica una plug-in, a parità di trattamento fiscale, è più rassicurante di un'elettrica per la media degli utilizzatori. Che, oltretutto, spesso hanno percorrenze chilometriche importanti. E poi non dimentichiamo il contesto: sullo sfondo c'è il tema delle infrastrutture di ricarica e del costo dell'energia, due barriere non da poco alla diffusione dell'auto elettrica in Italia. Ecco perché dico che una riforma fiscale che favorisca nettamente queste vetture potrebbe sbloccarne definitivamente la domanda.Ok, ma la delega fiscale, ossia lo strumento che dal 2023 permetterebbe al governo di intervenire rapidamente e in maniera incisiva sulla fiscalità dell'auto aziendale, sta per scadere. La finestra si chiuderà, in teoria, il 29 agosto. Certo, c'è sempre la legge di bilancio per il 2027, ma c'è la possibilità che si arrivi effettivamente a una miniriforma nella direzione da voi auspicata?Vogliamo essere ottimisti. Stiamo lavorando da tempo con diverse associazioni della filiera, c'è una convergenza importante e ci apprestiamo a sottoporre alle istituzioni una proposta comune. La speranza è che questa posizione unitaria, in vista della scadenza della delega e, soprattutto, in presenza della flessibilità concessa dall'Unione europea e, quindi, dei famosi 14 miliardi di euro potenzialmente disponibili nel triennio 2026-2028, determini la concreta possibilità di costruire una leva fiscale in grado di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, accelerare il rinnovo del parco circolante, sostenere imprese. Guardi, la nostra proposta ha un costo decisamente contenuto ma potrebbe determinare un maggiore introito IVA per lo Stato, con un saldo netto decisamente inferiore a quello degli ultimi ecobonus. Con benefici importanti sulla sicurezza del circolante e sulle emissioni inquinanti e climalteranti. Questo è il momento giusto, ora o mai più.Di che cosa si tratta, esattamente? Di una riforma della deducibilità?L'annunceremo insieme ai rappresentanti delle altre associazioni. Mi sembra il modo migliore per suggellare un lavoro fatto con grande spirito di collaborazione.
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Piccola fuori, modulare dentro: arriva la Leapmotor B03, la nuova compatta per l'Europa

Leapmotor ha presentato la sua nuova berlina di segmento B, chiamata A05 sul mercato cinese e B03 su quello internazionale. Si tratta della versione a ruote basse della B-SUV B03X, la cui commercializzazione è iniziata da poco anche in Italia. La B03 nasce per "rafforzare la presenza del marchio nel segmento delle elettriche compatte", spiega la Casa in una nota, ed è stata "progettata principalmente pensando ai consumatori urbani più giovani". Al momento non sono ancora state comunicate informazioni sui tempi di arrivo del modello nei mercati internazionali. Linee semplici e ispirate alla B03X Lo stile della Leapmotor B03 riprende quello della B03X, con i gruppi ottici "sorridenti", la griglia anteriore chiusa e le sottili prese d'aria verticali alle estremità del paraurti. Ritroviamo inoltre le maniglie a filo carrozzeria e i fari posteriori dalla forma squadrata. L'auto è lunga 4.175 mm (quasi 10 cm in meno rispetto alla B-SUV), larga 1.790 mm, alta 1.560 mm e ha un passo di 2.605 mm, identico a quello della B03X. Interni modulari con modalità "letto matrimoniale" L'abitacolo riprende l'impostazione della versione a ruote alte, con una plancia semplice e lineare. Dietro il volante a due razze trova posto il quadro strumenti digitale da 8,9", mentre sono pochissimi i comandi fisici: gran parte delle funzioni passa infatti attraverso lo schermo dell'infotainment da 14,6", gestito dal chip Qualcomm Snapdragon 8295.I sedili "7-layer Cloud-Feel" permettono diverse configurazioni, tra cui quella a "letto matrimoniale", oltre alle modalità dedicate agli animali domestici e alla privacy, con tavolinetti indipendenti per la seconda fila e sedute posteriori ribaltabili verso l'alto. Il bagagliaio offre 474 litri di capacità, che diventano 1.308 abbattendo gli schienali posteriori. Nel doppiofondo trovano posto ulteriori 91 litri. Due motorizzazioni La Leapmotor B03 dovrebbe essere proposta con due powertrain, da 70 kW (95 CV) e 90 kW (122 CV), abbinati a batterie al litio-ferro-fosfato. Le autonomie dichiarate raggiungono rispettivamente 405 e 510 km, secondo il ciclo di omologazione cinese. Per il mercato locale è prevista inoltre, come optional, la presenza del LiDAR integrato alla base del parabrezza.
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Audi A2 e-tron: nel nostro primo test sfiora i 500 km di autonomia - VIDEO

Immaginatela senza questo variopinto wrap e avrete sotto gli occhi la nuova Audi A2 e-tron, che verrà svelata nella sua interezza ai primi di settembre (assieme all'apertura degli ordini, pochi giorni dopo), con i primi esemplari in consegna ai clienti a inizio 2027. I prezzi? Dovrebbero partire da meno di 39.000 euro. Finora l'erede spirituale (con la spina) dell'originaria A2 si era vista soltanto pesantemente camuffata e, al netto di un teaser che ne spoilerava la silhouette, di materiale ufficiale non c'è nulla. Se non queste immagini, appunto, tratte da un test drive in anteprima che ho svolto fra la Svezia e la Danimarca con l'obiettivo di valutare l'efficienza, aspetto sul quale i tecnici di Ingolstadt puntano molto.D'altronde il pallino dell'efficienza l'Audi A2 l'ha sempre avuto. Persino troppo, con la prima generazione di venticinque anni fa (scocca d'alluminio, 1.2 TDI da 3 litri/100 km, costosissima da produrre e da acquistare, un flop commerciale), mentre oggi, con maggior pragmatismo, non hanno fatto altro che prendere ciò che di buono era già in casa e ottimizzarlo. Piattaforma MEB evoluta e trazione posteriore Per inciso, si parte dalla piattaforma MEB evoluta; non l'inedita MEB+ che usano Cupra, koda e Volkswagen (con motore e trazione anteriori), perché Audi per la A2 e-tron voleva più spazio a bordo (il passo è più lungo, l'agio per le ginocchia di chi siede dietro davvero abbondante) e la trazione posteriore, per una guida più dinamica.Premesso ciò, l'esemplare che ho guidato adotta il propulsore da 140 kW (190 CV) e la batteria LFP da 61 kWh lordi (58 utilizzabili). Seguiranno, al lancio, altre due batterie (51 e 84 kWh lordi) e tre ulteriori tagli di potenza (125, 170 e 240 kW). Aerodinamica ed efficienza: la ricetta Audi Tre sono i punti chiave attorno ai quali ruota questa ricerca dell'efficienza: due li ho già citati sopra, motori e batterie; il terzo è l'aerodinamica.La forma vagamente streamline, del tutto simile a quella della prima A2, fa già del suo per migliorare la resistenza all'avanzamento: muso arrotondato, montanti anteriori molto inclinati, coda tronca per staccare i flussi. Il resto è fine tuning: griglia anteriore di raffreddamento attiva (chiusa quando non serve aria), elementi specifici sui passaruota anteriori per far scorrere meglio l'aria sulle fiancate (i cosiddetti air curtains e gap reducer), cerchi dal design aerodinamico e, non ultimo, un fondo completamente piatto. Risultato: un Cx di 0,24 che, a detta del tecnico Audi che era al mio fianco durante il test, può arrivare al massimo a 0,25 nel caso di specifiche più spinte, con cerchi da 20" e allestimento S line. Motore, batteria e ricarica bidirezionale Capitolo powertrain: la A2 è spinta dal noto motore sincrono a magneti permanenti APP350, introdotto un paio d'anni fa su altri modelli basati sulla MEB evoluta. Le elettroniche di potenza con semiconduttori al carburo di silicio garantiscono minori dissipazioni d'energia e nuovi lamierini più sottili per il rotore (da 0,3 a 0,2 mm) arginano meglio le perdite termiche. La trasmissione, inoltre, adotta un olio a bassissima viscosità per ridurre gli attriti.Per quel che riguarda l'energia, la scelta è caduta su un accumulatore al litio-ferro-fosfato per diversi motivi, tutti già noti: niente terre rare, maggior durata nel tempo e migliore resistenza agli stress durante le ricariche. Con 58 kWh netti (e 499 km di autonomia WLTP), la batteria è di tipo cell-to-pack, con le singole celle sistemate direttamente nell'involucro dell'accumulatore per una maggiore densità energetica.Grazie a un efficientamento del software, della gestione termica e del nuovo on board charger 2.0 (da 11 kW), Audi dichiara un'efficienza dell'89,6% in corrente alternata, un valore interessante e superiore alla media. Va ricordato, infatti, che non tutta l'energia erogata dalla colonnina o dalla wallbox finisce nella batteria (a causa delle croniche dispersioni), ma il quantitativo elargito va comunque pagato per intero. La ricarica in corrente continua, per la cronaca, ha una potenza di picco di 105 kW, valore non elevatissimo ma che consente comunque di portarsi a casa un 10-80% in circa 26 minuti, se tutto va come deve andare.Novità anche sul fronte della ricarica stessa: debutta la bidirezionale con funzione V2L (vehicle to load), che con un adattatore opzionale oppure con la presa Schuko sistemata nel baule permette di alimentare o ricaricare dispositivi esterni; parallelamente, con la funzione V2H (vehicle to home), è possibile usare l'auto come sistema di stoccaggio per l'impianto fotovoltaico domestico e può anche restituire energia all'abitazione. Audi A2 e-tron: come sono gli interni Ma andiamo al sodo. Una volta a bordo, trovo pesanti camuffature sulla plancia perché in questa fase, degli interni, in teoria non dovrei sapere nulla. Non posso mostrarvi foto definitive, ma vi racconto cosa avevo sotto gli occhi. A partire dal doppio schermo ricurvo onnipresente su tutte le più recenti Audi, passando per l'inedito comando multifunzione sistemato sul piantone dello sterzo, introdotto dalla Q3: sul lato destro il selettore della marcia, su quello sinistro la gestione degli indicatori di direzione, degli abbaglianti e dei tergicristalli. Curioso che, sulla A2, abbia però una finitura molto meno ricercata, perdendo il rivestimento in nero lucido con dettagli argentati; vedremo se sulla versione definitiva si tornerà alla variante originaria. Piacevoli, invece, i morbidi tessuti di rivestimento sui pannelli porta, così come il tunnel centrale su due livelli con ampi portaoggetti. Il test su strada fra Svezia e Danimarca In marcia si apprezza la posizione di guida, rialzata sulla strada ma con il sedile vicino al pavimento. I montanti anteriori assai inclinati non danno noia durante le svolte, perché sono stati ricavati ampi cristalli laterali proprio per ridurre il più possibile gli angoli ciechi. Molto curata l'insonorizzazione, grazie a cristalli doppi e parabrezza acustico, specchi retrovisori dal disegno aerodinamico e abbondante materiale fonoassorbente per ridurre il rotolamento.L'aspetto più apprezzabile è l'elevata scorrevolezza, dote comune a tutte le elettriche Audi: se si fa a meno della frenata rigenerativa (gestibile su tre livelli con i paddle al volante), una volta tolto il piede dall'acceleratore la vettura continua a macinare strada senza opporre resistenza.Il risultato di questo breve test? Lungo un tragitto misto fatto di autostrada (a 110 km/h), extraurbano (70 km/h) e urbano (30-50 km/h), il computer di bordo mi ha mostrato un consumo di 11,9 kWh/100 km, pari a un'autonomia stimata di 487 km; ammetto, però, di esserci andato col piede leggero, tant'è che il valore medio WLTP dichiarato, in corso di omologazione, parla di 12,8 kWh/100 km. Vedremo, una volta al Centro Prove, se la A2 e-tron manterrà questi buoni valori.
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Mercato auto, finisce l'effetto incentivi: le elettriche archiviano il boom

Il mercato auto italiano resta positivo anche a luglio, anche se la crescita rallenta. Negli ultimi 30 giorni, secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni sono state 123.184, contro le 118.561 registrate nello stesso mese del 2025, con un incremento del 3,9%.Si è attenuata anche la spinta delle auto elettriche, per le quali è ormai terminato l'effetto degli incentivi. I volumi si sono assestati su livelli più ordinari, ma ancora positivi: a luglio la crescita è stata del 24,9%, contro l'87,1% di giugno, con una quota di mercato del 5,9%, un punto percentuale in più rispetto al 2025. Continua invece la progressione delle plug-in hybrid, che guadagnano il 45,5% e raggiungono il 10,5% del mercato.L'andamento favorevole dei primi sette mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati da gennaio: secondo le elaborazioni Unrae, le immatricolazioni complessive sono state 1.060.175, con un +8,9% rispetto alle 973.471 del 2025. Rispetto ai livelli pre-pandemici del 2019 resta tuttavia un divario del 14,3%. Le Top 50 in Italia a luglio 2026 1. Fiat Pandina Non accenna ad arrestarsi il successo della piccola citycar costruita a Pomigliano d'Arco. Disponibile solo con il motore 1.0 mild hybrid da 65 CV, negli ultimi 30 giorni sono stati immatricolati 8.460 nuovi esemplari, quasi il doppio rispetto alla concorrenza di Dacia Sandero e della Renault Clio. 2. Dacia Sandero La compatta di Mioveni rimane salda al secondo posto: a luglio sono state immatricolate 4.785 nuove unità, mentre nella graduatoria generale da inizio anno sale al terzo posto, guadagnando un'ulteriore posizione rispetto al mese scorso. Da qualche settimana è in commercio anche la motorizzazione full hybrid. 3. Renault Clio Nel giro di un mese la sesta generazione della compatta francese balza dal 12 al 3 posto: negli ultimi trenta giorni ne sono state immatricolate 3.203, contro le 2.636 del mese precedente. La nuova Clio è disponibile con motori benzina, full hybrid e bifuel a Gpl. 4. Fiat Grande Panda Stabile la posizione in classifica della segmento B marchiata Fiat, che con 2.931 nuove targhe mantiene la quarta posizione. Disponibile con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, è quarta anche nella classifica da inizio anno. 5. Citroën C3 Continua la "scalata" della best seller del Double Chevron, costruita sulla stessa piattaforma della Grande Panda: quinto posto (a giugno era sesta), anche nella classifica di inizio anno, con 2.898 nuove immatricolazioni.  6. Toyota Yaris Cross A luglio la B-SUV giapponese passa dall'ottavo al sesto posto (settimo nella classifica da inizio anno). Disponibile solo con motori full hybrid, negli ultimi trenta giorni ha registrato 2.829 nuove immatricolazioni. 7. Dacia Duster La SUV media di Mioveni passa dal 14esimo posto di giugno al settimo di luglio, grazie alle 2.691 nuove immatricolazioni. Ricca l'offerta di motorizzazioni di questo modello: mild e full hybrid a benzina, bifuel a Gpl, anche con impianto mild hybrid. 8. Jeep Avenger La B-SUV americana scende all'ottavo posto nella classifica degli ultimi trenta giorni, ma rimane la seconda auto più venduta in Italia dall'inizio dell'anno. Gli esemplari immatricolati sono stati 2.603. Anche lei, come le "cugine" del gruppo Stellantis, è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe) e full electric. 9. Toyota Yaris La full hybrid giapponese, da cui deriva anche la Yaris Cross, mantiene saldamente il nono posto della classifica delle auto nuove del mese di luglio: ne sono state immatricolate 2.580. Da inizio anno è solo undicesima. 10. Toyota Aygo X La Casa giapponese piazza tre modelli nella top ten di luglio: la citycar, che da qualche mese è stata aggiornata e monta il motore full hybrid della Yaris, è stata immatricolata 2.245 volte. Nella classifica da inizio anno è ottava. 11. Volkswagen T-Roc: 2.07112. Peugeot 208: 2.04613. Kia Sportage: 2.00714. MG ZS: 1.93915. Audi Q3: 1.91916. Renault Captur: 1.73917. Mercedes GLA: 1.73818. Ford Puma: 1.69819. Volkswagen Tiguan: 1.66920. BYD Atto 2: 1.56721. Volkswagen T-Cross: 1.52622. Opel Corsa: 1.51323. BMW X1: 1.45224. Suzuki Swift: 1.41625. Fiat 500: 1.25726. Omoda 5: 1.22427. BYD Seal U: 1.19128. Peugeot 2008: 1.12229. Toyota C-HR: 99130. Volkswagen Golf: 98631. Fiat 600: 97932. Kia Picanto: 96833. Jeep Compass: 94534. Hyundai Tucson: 92435. Kia Stonic: 91336. Audi A3: 89437. Volkswagen Polo: 89038. Jaecoo 7: 88039. Peugeot 3008: 86040. Ford Kuga: 85641. BMW X3: 85342. Nissan Qashqai: 84743. MG MG3: 84544. DR DR5: 82345. MG JS: 81946. Suzuki Vitara: 81847. Audi Q5: 80148. Alfa Romeo Junior: 78249. Nissan Juke: 76050. Mini Countryman: 745 I gruppi e i marchi Per quanto riguarda i costruttori, anche a luglio al primo posto si conferma il gruppo Stellantis, che si mantiene sostanzialmente stabile: 30.879 veicoli contro i 30.663 dello stesso mese del 2025, con un incremento dello 0,7%. A trainare la crescita sono Fiat (+27,4%) e Citroën (+8,1%). In calo tutti gli altri brand: Alfa Romeo (-37,32%), DS (-56,7%), Jeep (-30,33%), Lancia (-23,38%), Maserati (-62,09%), Opel (-5,48%) e Peugeot (-4,9%).Poche le variazioni anche per il gruppo Volkswagen, sempre al secondo posto: le nuove targhe sono 18.736 (-0,28%). Crescono Cupra (+3,28%), Lamborghini (+33,33%), Seat (+23,74%) e VW (+0,87%). In calo Audi (-2,19%) e Skoda (-5,68%). Continua la ripresa del gruppo Renault (+3,31%): salgono la Losanga (+10,8%) e Alpine (+3,33%), scende Dacia (-1,57%).Cresce il gruppo Toyota (+1,73%, 9.739 targhe), mentre cala BMW (-8,54%, 6.679 targhe). Risultati positivi per Mercedes-Benz (+6,95%), Kia (+2,61%), Nissan (+1,74%), Suzuki (+5,67%), il gruppo DR (+4,7%), Honda (+19,6%), Polestar (+3,7%), Lynk & Co (+91,67%), Ferrari (+20%) e Aston Martin (+128,57%). In calo Ford (-21,23%), Hyundai (-28,59%), Volvo (-15,41%), Tesla (-77,02%), Mazda (-5,19%), Jaguar Land Rover (-24,13%), Porsche (-12,48%), Subaru (-2,97%), Mitsubishi (-29,27%) e Lotus (-34,78%). Prosegue il successo dei costruttori cinesi: oltre a Leapmotor (che passa da 371 a 1.124 immatricolazioni), a luglio crescono Omoda e Jaecoo (+168,51%), EMC (+86,99%), Geely (da 0 a 401 immatricolazioni), DFSK (+131,06%), KGM (+70,68%) e Deepal (da 0 a 104 immatricolazioni). Scendono MG (-1,39%) e SWM (-36,96%). Le alimentazioni Dopo il boom dei mesi scorsi, a luglio si è esaurita l'onda lunga degli incentivi introdotti lo scorso ottobre per le auto elettriche. Negli ultimi trenta giorni, le nuove immatricolazioni dei modelli a zero emissioni sono state 7.368, contro le 5.899 dello stesso mese del 2025. A guidare la classifica sono state la BYD Dolphin (572 unità), la Leapmotor T03 (517) e la BMW iX1 (286). L'incremento è stato del 24,9%, con una quota di mercato del 5,9%.Continua invece il momento favorevole delle plug-in hybrid: le nuove immatricolazioni sono state 13.103, con una crescita del 45,5% rispetto allo scorso anno. La quota di mercato si attesta al 10,5% nel mese e al 9,2% dall'inizio del 2026. La porzione più ampia del mercato resta però nelle mani delle ibride, che a luglio registrano un +11,4%: la quota cumulata da inizio anno raggiunge il 49,5%, contro il 44,4% dei primi sette mesi del 2025.Prosegue invece il calo delle alimentazioni tradizionali. A luglio le auto a benzina perdono il 13,9% e vedono la quota di mercato scendere dal 23,1% al 19%. Il diesel registra un calo del 29,7%, con una quota che si contrae dal 9,5% al 6,4%. Torna invece a crescere il GPL (+6,2%), anche se la quota di mercato passa dal 9,2% al 6,9%. Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-E "I numeri ci dicono che gli italiani vogliono cambiare automobile. Ora spetta alle istituzioni creare condizioni stabili perché possano continuare a farlo", commenta Unrae. "L'andamento particolarmente favorevole degli ultimi mesi ci induce a rivedere al rialzo le stime per l'intero 2026", aggiunge Roberto Pietrantonio, presidente dell'associazione delle Case estere. "Prevediamo che il mercato possa chiudere l'anno a 1.610.000 immatricolazioni, rispetto alla stima di 1.530.000 elaborata a fine aprile, con un incremento del 5,5% rispetto al 2025". Per quanto riguarda il noleggio sociale annunciato nei giorni scorsi, Unrae si auspica che "venga formalizzato al più presto l'impegno assunto dal Governo a reintegrare i 251 milioni di euro del Fondo Automotive, temporaneamente dirottati verso le misure emergenziali contro il caro carburanti. Gli interventi congiunturali non possono sostituire una pianificazione di lungo periodo, indispensabile per dare stabilità al settore e tutelare il potere d'acquisto delle famiglie"."Archiviamo la fase degli interventi spot e restituiamo chiarezza al mercato", dichiara il presidente di Motus-E, Fabio Pressi. "Il ritardo sull'elettrico e l'andamento a strappi del mercato, confermato dalla recente corsa all'ecobonus per i veicoli commerciali, riflette le difficoltà incontrate nella pianificazione di strumenti incentivanti chiari e prevedibili. Per ridare fiducia e stabilità al mercato, non è più rinviabile una profonda revisione della fiscalità sulle auto aziendali, su cui si è già costituita un'importante convergenza della filiera", conclude Pressi, che si augura una "grande operazione verità sui vantaggi economici che già oggi centinaia di migliaia di famiglie italiane potrebbero ottenere passando alla mobilità elettrica, di cui milioni di cittadini europei stanno evidentemente già beneficiando".
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La Ligier JS50 si rinnova: fino a 164 km di autonomia per la microcar elettrica - VIDEO

La micromobilità elettrica sta prendendo sempre più piede. Non è dunque un caso che la Ligier JS50 si aggiorni per il 2026, concentrando le principali novità proprio sulla versione a batteria. Il cambiamento più importante riguarda l'introduzione dell'accumulatore B11 da 11,04 kWh con tecnologia LFP, sviluppata con un fornitore europeo e proposta su entrambe le varianti: L6e, guidabile dai 14 anni e limitata a 45 km/h, e L7e, accessibile dai 16 anni e capace di raggiungere i 75 km/h. Una scelta, quella di non spingersi fino ai 90 km/h consentiti dalla legge, fatta soprattutto per ridurre il consumo energetico complessivo. Autonomia estesa e ricarica domestica L'autonomia dichiarata arriva così fino a 164 km nel ciclo WMTC, mentre per una ricarica completa da una comune presa domestica (2 kW) servono circa sei ore. Il nuovo accumulatore, garantito cinque anni, integra inoltre un sistema di riscaldamento pensato per preservarne l'efficienza anche alle basse temperature. Guida, prestazioni ed efficienza in città In termini di dinamica del veicolo, la Ligier JS50 provata per le strade affollate di Torino è una riconferma: con le sue dimensioni ultracompatte riduce al minimo lo stress da parcheggio, da manovra e da ingombro. L'assetto è relativamente rigido, nonostante lo schema a ruote indipendenti su entrambi gli assi, piuttosto sofisticato per il tipo di mezzo, ma i sedili aiutano ad assorbire parte delle asperità stradali. Le prestazioni sono corrette per la filosofia del veicolo: la velocità massima di 75 km/h può essere limitante in extraurbano ma non crea nessun problema in ambienti cittadini. Accelerazione e ripresa sono meno reattive di quanto ci si aspetterebbe da un motore elettrico, ma comunque superiori a quanto generalmente offrono i quadricicli Diesel: adatte, anche in questo caso, all'utilizzo in contesti urbani. La modalità di guida Eco serve per ridurre al minimo i consumi, ma anche le prestazioni complessive dell'auto. Dotazioni e prezzi La JS50 conserva il telaio monoblocco in alluminio e i quattro freni a disco. L'abitacolo propone, a seconda dell'allestimento, climatizzatore - un po' rumoroso, ma utile -, servosterzo, touchscreen da 10", Apple CarPlay e Android Auto wireless. I prezzi, invece, partono da 16.790 euro, sia per la L6e sia per la L7e.
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Abbiamo guidato la 55-SGT: drift e 750 CV, così rivive lanima dell'Alfa 155 DTM - VIDEO

Ci sono auto che definiscono una storia sportiva. Quando nel 1993 l'Alfa Romeo 155 V6 TI sbarcò nel DTM, dominò contro i colossi tedeschi a casa loro, chiudendo la stagione con 12 vittorie su 20 gare. Oggi abbiamo potuto provare in anteprima mondiale a Vairano l'erede spirituale di quel mito: la 55-SGT. Un progetto matto, nato per applicare i concetti del motorsport alle tecnologie odierne senza perdere di vista l'uso su strada. E che è stato uno dei protagonisti assoluti di MIMO 2026. Dalla piattaforma Giorgio al prototipo zero Sviluppata da SGT Automobili, realtà formata da professionisti del settore, la 55 SGT non è un restomod classico ma una reinterpretazione che prende forma a partire dalla piattaforma Giorgio di Giulia e Stelvio, qui adeguatamente modificata. Trattandosi del prototipo zero, la gestiamo con cautela, ma la tentazione di spingere è forte perché la coppia è pazzesca.Nata con il corredo genetico giusto, parti e ti rendi conto che la 55-SGT si guida senza pensare troppo. Considerando qualche piccolo dettaglio ancora da sistemare, comprensibile vista la fase prototipale dell'esemplare a nostra disposizione, riconosci subito il comportamento ben bilanciato delle auto da cui la 55-SGT deriva. Infatti, il connubio tra pilota e macchina è lineare, il passaggio tra input e reazione avviene in modo fluido e senza strappi. Carrozzeria in fibra di carbonio e aerodinamica attiva In accelerazione, come nella fase di sterzata, il cambio di stato è leggero se vuoi, oppure estremo se in quel momento le chiedi tutto. Specie il lavoro sullo sterzo lo apprezzi, e non è scontato. Le carreggiate allargate, che donano un appoggio superiore, hanno richiesto nuove tarature della scatola sterzo, e poi c'è il telaio. La piattaforma, come detto, è quel capolavoro che risponde al nome di Giorgio. La carrozzeria però è stata modificata. Infatti, oltre al design, il vero lavoro è sottopelle: l'intera sezione superiore è stampata in un unico pezzo di fibra di carbonio.Diego Iodice, uno dei tre fondatori e colui che ha curato lo sviluppo, ci ha spiegato la filosofia del team: "Quando si è realizzato questo omaggio si è voluta rispettare fedelmente l'origine, ma cercare di mettere dei contenuti nuovi". Per incrementare la rigidità torsionale sono state eliminate le portiere posteriori (solo accennate sulla fiancata) e i sedili dietro, facendo largo uso di carbonio, carbo-titanio e kevlar. Abitacolo ed ergonomia da vera vettura da competizione L'abitacolo deriva dall'esperienza dei fondatori nelle competizioni. Persino il posto guida è stato oggetto di modifiche. stato arretrato di 50 mm verso il centro dell'auto e la pedaliera riposizionata per ottimizzare pesi ed ergonomia. Sembra di stare su una vettura da corsa. Iodice mi ha ricordato l'esclusività della progenitrice: "Stiamo parlando di una macchina che all'epoca costava 5 miliardi, mentre una Formula 1 ne costava 3 e mezzo. Quando decisero di fare una vettura per il Turismo, era per dimostrare l'eccellenza dell'engineering italiano, anche in terra tedesca. Queste macchine si sono sempre fatte in Italia, non altrove". Trazione integrale specifica con modalità drift Come la sua ispiratrice, la 55-SGT adotta una trazione integrale specifica. Tramite i selettori sulla console si gestisce la ripartizione della coppia, che permette di passare da un 50:50 fino al 100% al posteriore in modalità drift, per esibirsi a ruote fumanti. Una possibilità che la Giulia Quadrifoglio non ha. Gli ammortizzatori sono regolabili - singolarmente sui due assi - direttamente dall'abitacolo, sia in rimbalzo sia in estensione, e anche l'aerodinamica prevede flap anteriori regolabili. Possono essere impostati dal pilota oppure, quando la pressione sui freni supera i 30 bar, tornano in posizione quasi verticale per spingere a terra l'asse anteriore in fase di frenata e ingresso curva. Il motore V6 delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio Anche il motore è il noto propulsore delle Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Offre tre mappature da 520, 560 e 620 cavalli, ma il potenziale è ben superiore. Diego mi ha confessato: "In collaborazione con Ferrari aveva con facilità 900 cavalli. stato fatto un downgrade per il modello stradale e noi abbiamo liberato una parte di potenza riguardando componenti esterne. Lo Stage 2 ci porterà a 750 cavalli con massima affidabilità". Prezzo e omologazione stradale Il prezzo è di circa 487.000 euro, tasse e donor car incluse. Nonostante l'impostazione specialistica, la vettura è omologata per la strada e SGT ha già fatto intendere che arriveranno presto altri progetti.
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Xpeng L03: elettrica o range extender, tutti i prezzi per l'Italia - VIDEO

Xpeng ha aperto gli ordini in Italia della L03, SUV-coupé disponibile con powertrain full electric e range extender. Tre gli allestimenti a listino, compreso il top di gamma Ultra Black Edition, con prezzi da 35.970 euro per l'elettrica e da 38.970 euro per la Reev. Xpeng L03: dati tecnici La Xpeng L03 è lunga 4.650 mm, larga 1.920, alta 1.600 e ha un passo di 2.850 mm. Le sue linee filanti hanno permesso di arrivare a un Cx di 0,228. Il bagagliaio mette a disposizione 539 litri, che diventano 1.640 abbassando gli schienali del divano posteriore; a questi si aggiunge il frunk da 102 litri (69 per le AWD). Sempre a proposito di spazio, in abitacolo ci sono 37 vani portaoggetti, a cui si aggiungono i cassetti sotto i sedili posteriori, che offrono ulteriori 10 litri. Xpeng L03: motori La Xpeng L03 è disponibile con tre powertrain full electric e uno range extender:RWD Standard Range: motore posteriore da 163 kW (222 CV) e 280 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 7,5 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP ha una capacità di 58,2 kWh, per un'autonomia massima di 445 km. Ricarica in corrente continua fino a 193 kWRWD Long Range: motore posteriore da 183 kW (249 CV) e 280 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 6,6 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP ha una capacità di 71,1 kWh, per un'autonomia massima di 520 km (480 nella versione Ultra con cerchi da 20"). Ricarica in corrente continua fino a 236 kWAWD Performance: trazione integrale, due motori, potenza combinata di 317 kW (431 CV) e 451 Nm di coppia, 0-100 km/h coperto in 4,5 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria LFP da 71,1 kWh assicura un'autonomia fino a 440 km. Ricarica in corrente continua fino a 236 kWPower-X Range Extender: unità elettrica posteriore da 178 kW (242 CV) e 280 Nm di coppia, capace di uno 0-100 in 6,8 secondi e la velocità massima sempre di 180 km/h. La batteria da 37,2 kWh assicura un'autonomia a zero emissioni di 215 km. Per caricarla c'è un 1.5 turbo benzina da 64 CV: con il pieno di carburante, l'autonomia complessiva arriva a 1.017 chilometri. La ricarica della batteria in corrente continua accetta potenze fino a 123 kW Xpeng L03: dotazioni di serie Decisamente completa la dotazione della Xpeng L03 anche nella versione base, che monta cerchi di lega da 18", fari a LED anteriori e posteriori, fendinebbia con funzione cornering, griglia anteriore attiva, maniglie a filo carrozzeria, parabrezza e lunotto riscaldabili, sensori pioggia e luci, specchietti retrovisori richiudibili elettricamente, tetto panoramico in vetro oscurato, così come i finestrini posteriori e il lunotto, portellone ad apertura elettrica. All'interno i rivestimenti sono in ecopelle, mentre il volante riscaldabile è rivestito in microfibra; ancora, sedili anteriori riscaldabili e ventilati con funzione di memoria (a regolazione elettrica quello del conducente), luci ambientali, climatizzatore automatico con sistema di purificazione dell'aria e pompa di calore. Di serie il quadro strumenti da 8,9", il display dell'infotainment da 15,6" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, piastra di ricarica per smartphone, head-up display da 26,8". Su tutta la gamma sono previsti la chiave digitale, il Vehicle-2-Load e la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco, telecamere a 360, funzione Pet durante le soste, parcheggio assistito (con summon dell'auto tramite app). Xpeng L03: allestimenti e optional La versione Long Range è disponibile anche nella versione Ultra, che aggiunge cerchi di lega da 20" e pinze freno gialle. La AWD Performance Ultra Black Edition completa la dotazione con cerchi da 20" con design a stella, la vernice Midnight Black, le pinze freno nere e dettagli esterni in nero lucido. Entrambe offrono la funzione massaggio per le sedute anteriori e impianto audio Xpeng XOpera da 20 altoparlanti e 960 Watt di potenza. Su questi modelli è montato infine un hardware più potente per la guida assistita, che aggiunge il sistema attivo di cambio corsia e le funzioni di parcheggio automatizzato.Di serie la vernice Artic White; le metallizzate Rock Gray, Midnight Black, Silver Frost e Phantom Purple costano 990 euro. Su richiesta il gancio di traino estraibile elettronicamente (1.500 euro). Xpeng L03: i prezzi per l'Italia L03 RWD Standard Range: 35.970 euroL03 RWD Long Range: 38.970 euroL03 RWD Long Range Ultra: 43.970 euroL03 AWD Performance Ultra Black Edition: 47.970 euroL03 Power-X RWD Long Range: 38.970 euroPer tutta la gamma è prevista una garanzia di 5 anni / 120.000 km con assistenza stradale (8 anni / 160.000 km per la batteria di trazione).
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Autovelox SafeDrive e smartphone: quando arriva la multa e quando no

L'autovelox SafeDrive può davvero far arrivare una multa a casa per l'uso dello smartphone alla guida? una delle domande che molti automobilisti si pongono dopo le notizie circolate negli ultimi giorni. Sul web e sui social, però, si leggono informazioni contrastanti, spesso imprecise.C'è chi sostiene che basti una telecamera per essere sanzionati e chi invece afferma che il sistema non possa multare. Facciamo chiarezza, punto per punto, con una mini guida in formato FAQ su multe, contestazione immediata e notifiche del verbale. Autovelox SafeDrive: le domande più frequenti Autovelox SafeDrive: quali infrazioni rileva? Due in particolare: uso improprio dello smartphone (guidare col cellulare in mano) e mancato uso della cintura di sicurezza. Nel primo caso, l'obiettivo è limitare il fenomeno degli incidenti da distrazione. SafeDrive si trova ovunque in Italia?No. in diversi Comuni, fra cui quello veneto di Villanova di Camposampiero, in provincia di Padova, quelli piemontesi di Alessandria e Fossano in provincia di Cuneo, quello toscano di Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Da qualche giorno c'è un test sulla FI-PI-LI (strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno). Con un autovelox normale il verbale arriva quasi sempre a casa: è così anche per il SafeDrive?No. Primo: agenti o militari presenti in strada devono accertare direttamente, ossia con i propri occhi, la violazione commessa dal guidatore. In definitiva, a notare l'infrazione sono sia Polizia o Carabinieri sia il SafeDrive. Secondo: serve la contestazione immediata delle Forze dell'ordine, che fermano subito, sul posto, il trasgressore. Se l'agente o il militare accerta la violazione ma non è in grado di contestarla immediatamente, il verbale può essere notificato a casa del proprietario del veicolo?Sì. Ma il verbale deve indicare gli estremi precisi e dettagliati della violazione con la specifica dei motivi precisi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. Per ora SafeDrive non multa: è vero?No, è falso. SafeDrive multa purché si verifichino le condizioni appena spiegate. Le immagini registrate da SafeDrive sono una prova inconfutabile dell'infrazione?No: lo strumento aiuta le Forze dell'ordine, ma le sue immagini non sono una prova incontrovertibile della violazione. Se le Forze dell'ordine utilizzano in modo improprio quello strumento, il multato vince il ricorso?Sì. sufficiente proporre opposizione al Giudice di Pace o al Prefetto nel luogo della presunta infrazione.
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Nuova Spring, Striker e Megane: le novità con cui Renault e Dacia chiudono l'anno

Tre novità entro fine anno per il gruppo Renault. Dacia lancerà la nuova Spring, realizzata sulla base della Twingo, e la Striker, una wagon rialzata con gamma completamente elettrificata. La Losanga porterà invece al debutto il restyling della Megane E-Tech Electric, aggiornata nel design e nella tecnologia. Dacia Spring Abbandonata la denominazione Evader, Dacia ha confermato che la nuova citycar elettrica (basata sulla Renault Twingo) manterrà il nome Spring, per continuità con un nome scelto da oltre 200 mila automobilisti in Europa. Questo modello avrà forme da SUV ultracompatta con protezioni in plastica, riprendendo le dimensioni della piccola elettrica della Losanga: lunghezza sotto i quattro metri e passo di circa due metri e mezzo. Tanto spazio e praticità Gli interni non sono ancora stati svelati, ma Dacia promette "quattro posti reali e un vero bagagliaio": la Twingo mette a disposizione 360 litri, 1.000 abbattendo gli schienali delle sedute posteriori. Non mancheranno poi soluzioni pratiche come il sistema YouClip e i tappetini in gomma. Sul fronte dei powertrain la Spring dovrebbe attingere alla gamma Twingo, ossia motore da 60 kW (82 CV) e batteria al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh, con un'autonomia stimata attorno ai 250 km (un po' meno dei 263 km della cugina francese per via delle linee più squadrate).Quando arriva: presentazione settembre 2026, vendita 2027 Dacia Striker La Striker è la Dacia che non c'era. Tanto per il posizionamento è una sorta di station wagon di segmento C che ammicca al mondo delle crossover quanto per lo stile, mai così affilato (il Cx è di 0,29). Il nuovo modello della Casa di Mioveni unisce l'altezza da SUV, l'aerodinamica da berlina e la praticità da wagon: è lunga 4,62 metri ed è alta 1,53, con un'altezza da terra che arriva fino a 20 cm. L'abitacolo, essenziale, offre di serie la strumentazione digitale da 7", il display dell'infotainment da 10,1" e un bagagliaio da 600 litri (su richiesta, con portellone ad apertura elettrica). Gamma elettrificata Le motorizzazioni della nuova Striker sono tutte elettrificate: Hybrid-G 140 (benzina/GPL mild hybrid, con cambio manuale o automatico), Hybrid 155 (full hybrid, cambio automatico multimodale) e Hybrid 150 4x4 (trazione integrale senza collegamento meccanico tra gli assi). Come per gli altri modelli di Dacia, anche la gamma della Striker punta sui quattro allestimenti Essential, Expression, Extreme e Journey. Ancora da definire il listino, ma il prezzo di partenza dovrebbe essere fissato al di sotto i 25.000 euro, con l'obiettivo dichiarato di contenere i costi.Quando arriva: dicembre 2026 Renault Megane E-Tech Electric A quattro anni dal debutto, la berlina francese si rinnova con un restyling che coinvolge soprattutto il frontale, aggiornato con una nuova firma luminosa a losanghe al posto delle luci a S, una calandra chiusa in nero lucido con motivo tridimensionale e il logo che è stato spostato sotto il cofano. L'altezza da terra aumenta di circa 2 cm per fare spazio alla nuova batteria da 67 kWh, che è il vero elemento inedito di questo modello: tecnologia LFP e cell-to-pack per un'autonomia dichiarata di circa 500 km. Il motore rimane quello da 160 kW (218 CV) e 300 Nm di coppia. La ricarica in corrente continua arriva a 165 kW di potenza, per passare dal 15 all'80% in circa 24 minuti. Arriva la AI di Google L'abitacolo mantiene l'impostazione OpenR del modello attuale, con il doppio schermo digitale da 12,3" e 12", rispettivamente: sul fronte tecnologico arriva la AI di Google Gemini come assistente di bordo, e la modalità di guida Smart Mode che adatta automaticamente i parametri dell'auto in base al comportamento del conducente. La gamma si riduce a due allestimenti, Techno ed Esprit Alpine.Quando arriva: novembre
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Da Mercedes ad Arval, Athlon entra nella galassia BNP Paribas

Arval annuncia di aver ottenuto le approvazioni dalle autorità regolamentari per l'acquisizione di Athlon, rilevandola dal gruppo Mercedes-Benz. L'operazione, avviata nel 2025 e resa pubblica lo scorso dicembre, porta la società del gruppo francese BNP Paribas specializzata nel noleggio a lungo termine e nelle altre forme di mobilità avanzata a contare su una flotta di 2,3 milioni di auto e veicoli commerciali in Europa. Parte il confronto fra giganti europei Nel comunicato ufficiale di annuncio dell'avvio dell'integrazione, Arval afferma di diventare un co-leader europeo nel noleggio a lungo termine di veicoli. Il riferimento è all'avvicinamento ai numeri complessivi di Ayvens (che, secondo le stime di Fleet&Business, è titolare di un parco complessivo di 2,6 milioni di unità), reso possibile dalla somma fra 1,9 milioni di veicoli della stessa Arval con 400 mila di Athlon. Sempre secondo Arval, il ritorno sul capitale investito previsto dalla transazione raggiungerebbe il 18%, con un contributo positivo alla quota di reddito netto del gruppo del vicino a 200 milioni di euro dopo tre anni. 
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Ha 585 CV, è elettrica e arriverà anche in Europa: ecco la nuova Xpeng G9L

Xpeng ha presentato ufficialmente in Cina la sua nuova SUV elettrica G9L, in vendita a circa 300 mila yuan (pari a circa 38.500 euro). Questo modello arriverà anche da noi: sarà presentato in esclusiva al prossimo Salone di Parigi, dove verranno svelate specifiche tecniche, configurazioni, motorizzazioni, prezzi e tempistiche per il mercato europeo. C'è anche il minifrigo La Xpeng G9L (la "L" sta per Luxury) è una SUV lunga 5.120 mm, larga 1.999 e alta 1.795 mm, con un passo di 3.100 mm esatti. Nonostante le dimensioni generose, in Cina sarà offerta nella configurazione a cinque posti (e bagagliaio da 1.152 litri), per non dar fastidio alla GX a sei posti. In Europa arriverà invece anche nella versione con sei posti a sedere. La G9L eredita alcuni degli elementi di design visti proprio sulla GX, a cominciare dalla sottile firma luminosa che corre alla base del cofano. Di serie le ruote da 22" e le maniglie a scomparsa nelle portiere. All'interno, head-up display con realtà aumentata, sedute anteriori "zero gravity" e un piccolo frigorifero. Quasi 600 CV di potenza Il powertrain della Xpeng G9L venduta in Cina prevede un motore anteriore da 160 kW (218 CV) e uno posteriore da 270 kW (367 CV), per una potenza combinata di 430 kW (585 CV): la SUV cinese può contare sulla trazione integrale e su una velocità massima di 200 km/h. La capacità della batteria non è stata comunicata, così come l'autonomia complessiva, ma l'architettura a 800 Volt permette di recuperare 450 km in meno di 10 minuti alle colonnine HPC. La suite di Adas, con quattro chip AI Turing, consente la guida altamente assistita in autostrada e il parcheggio automatico.Tutti i dati e le immagini si riferiscono al modello commercializzato in Cina: le dotazioni di serie e le motorizzazioni per il mercato europeo potrebbero cambiare, e saranno annunciate solo a Parigi.
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Il petrolio cala, ma il gasolio continua a salire: perché il pieno rincara ancora

Il petrolio torna a scendere con forza (il Brent perde oltre il 5% e il WTI il 6%) in scia all'incertezza sulla crisi in Medio Oriente, ma la quotazione del gasolio continua a salire, tra raffinerie fuori uso, scorte ai minimi da giugno 2022 e il persistente impatto dello stop alle esportazioni deciso dalla Russia un mese fa. E così, scrive Staffetta Quotidiana nella sua analisi giornaliera, il prezzo alla pompa continua a crescere per il quarto giorno consecutivo, avvicinandosi a quota 2,10 euro al litro.Lo "sconto" sull'accisa introdotto dal governo appena una settimana fa si è dunque già dimezzato: rispetto a sette giorni fa, il prezzo medio nazionale è più basso di 8,8 centesimi, contro i 17 centesimi di riduzione dell'accisa (IVA inclusa). Anche la benzina continua lentamente a rincarare: questa mattina si trova a un millesimo dai due euro al litro nella media nazionale del self service. Includendo nel calcolo anche le aree di servizio autostradali, la media nazionale è già salita a 2,001 euro/litro. Tutte le rilevazioni In particolare, questa mattina, 3 agosto, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,999 euro al litro per la benzina (+4 millesimi rispetto a venerdì), 2,097 euro per il gasolio (+16), 0,742 euro per il GPL (invariato) e 1,620 euro/kg per il metano (+10). Sulla rete autostradale, la verde è a 2,084 euro (+3), il diesel a 2,174 euro (-1), il GPL a 0,875 euro (invariato) e il metano a 1,610 euro (invariato).Staffetta Quotidiana segnala inoltre la decisione di Eni e Q8 di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio.Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 2,001 euro al litro (compagnie 2,006 euro, pompe bianche 1,990 euro) e il diesel a 2,098 euro (2,098 euro; 2,100 euro). Al servito, la verde è a 2,135 euro (2,176 euro; 2,059 euro), il gasolio a 2,236 euro (2,271 euro; 2,172 euro), il GPL a 0,751 euro (0,760 euro; 0,741 euro), il metano a 1,617 euro (1,610 euro; 1,623 euro) e il GNL a 1,470 euro (1,469 euro; 1,470 euro).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 2,000 euro sulla benzina self service (2,207 euro al servito) e 2,076 euro sul diesel (2,286 euro); IP a 2,019 euro (2,183 euro) e 2,117 euro (2,285 euro); Q8 a 2,005 euro (2,162 euro) e 2,102 euro (2,266 euro); Tamoil a 1,997 euro (2,072 euro) e 2,081 euro (2,169 euro).
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Auto nuove da vecchi rottami: la svolta UE cambia il futuro della circolarità

Anche l'automotive deve essere circolare. Dopo il Regolamento sui veicoli a fine vita approvato dal Parlamento UE il 18 giugno, non c'è più scampo. Il primo e ultimo anello della catena circolare sono le case automobilistiche: ognuna di esse, entro tre anni dall'entrata in vigore, dovrà predisporre la propria strategia di circolarità, spiega Marco Ferracin di Safe, l'hub delle economie circolari, diventeranno infatti responsabili, finanziariamente e non solo, della raccolta e trattamento dei mezzi. Da quel momento avranno poco più di due anni di tempo per far sì che nei veicoli a fine vita, oltre alla parte metallica, venga riciclato il 30% della plastica, mentre come visto nel numero scorso di Quattroruote agli autodemolitori e agli impianti di frantumazione saranno imposte nuove e rigorose procedure volte a garantire il raggiungimento degli obiettivi. Il cronoprogramma del riciclo e i target sui nuovi veicoli Il cronoprogramma della circolarità, però, non si esaurisce qui. Al sesto anno dall'entrata in vigore scatteranno obblighi anche in merito al contenuto riciclato dei nuovi veicoli: una quota definita della loro massa sarà obbligatoriamente costituita da materie secondarie ottenute dai rifiuti post-consumo, di cui una certa percentuale dovrà arrivare proprio dai veicoli a fine vita, mirando quindi alla perfetta chiusura del ciclo. Si inizia con un obbligo del 15% di plastica riciclata sui nuovi modelli (della quale almeno il 20% da veicoli a fine vita), target che al decimo anno salirà al 25%, prosegue Ferracin, parallelamente, la Commissione UE è vincolata a definire gli obiettivi sul contenuto riciclato di acciaio, alluminio, magnesio e rispettive leghe, per poi passare alle materie critiche come neodimio, praseodimio, boro. Arrivati a questo punto, diventerà impossibile realizzare veicoli che non garantiscano l'85% di riutilizzabilità e riciclabilità e che non siano al 95% recuperabili in qualche forma. Smontaggio componenti, batterie e possibili deroghe della Commissione UE Saranno poi illegali anche quelli che non consentono una rimozione agevole e non distruttiva di batterie, motori elettrici e altre specifiche componenti come catalizzatori, pneumatici e vetri. Ci sono voluti anni per arrivare all'adozione di questo regolamento, conclude il manager, ma va detto che questa svolta arriva in una fase di fortissima difficoltà del settore e implica il ripensamento simultaneo di innumerevoli elementi operativi, tecnologici e di mercato. Per questo, in presenza di casi estremi, la Commissione può applicare deroghe temporanee su obiettivi e scadenze. Un caso esemplare è quello della plastica riciclata dei nuovi veicoli, che, in congiunture di mercato particolarmente sfavorevoli, potrebbe scarseggiare sul mercato o raggiungere costi insostenibili.
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Honda Prelude, la coupé da 25 km/l in città: i consumi reali del Centro Prove

La Prelude è un'icona delle coupé sportive, e la nuova generazione (la sesta) reinterpreta la sua missione in chiave moderna (e ibrida): linee pulite e filanti, poche "diavolerie", tante soluzioni tecniche raffinate e scelte ingegneristiche, pensate per il massimo piacere di guida. Costruita sulla base della Civic, la 2+2 della Honda è lunga 453 cm, alta 135 e ha un passo di 260 cm. L'abitacolo è "cucito" attorno al guidatore, con una seduta contenitiva; dietro viaggiano comodi giusto i bambini. Modesta la capacità del bagagliaio, come prevedibile: sono 245 i litri a disposizione, che diventano 663 abbattendo gli schienali. Buona la qualità percepita a bordo, grazie all'uso di materiali morbidi, un'impostazione ergonomica dei comandi (mutuata dalla berlina), l'impianto audio Bose, il quadro strumenti digitale da 10,2 e l'infotainment da 9, forse l'elemento che più di tutti avrebbe bisogno di una "rinfrescata". Honda Prelude 2.0 HEV: il motore Il powertrain ibrido in serie della Prelude è lo stesso utilizzato sulla Honda Civic: a muovere l'auto provvede quasi sempre il motore elettrico da 135 kW (184 CV), garantendo consumi decisamente contenuti, specialmente in città. Nella marcia a velocità elevate e costanti, quando questa soluzione diventa poco efficiente, il quattro cilindri aspirato da 2.0 litri da 143 CV, con iniezione diretta di benzina e ciclo Atkinson, si collega alle ruote tramite una frizione.L'auto non è brillante come ci si potrebbe aspettare, ma garantisce una ripresa e una spinta sempre corpose, soprattutto nei sorpassi. Ad aggiungere un po' di grinta alla guida provvede il sistema S+ Shift, che simula le cambiate di una trasmissione automatica (invece del riduttore a rapporto fisso), con tanto di sound generator. Honda Prelude 2.0 HEV: i consumi reali *Prezzo della benzina al 29/07/2026: 1.986 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di gennaio 2026, la Honda Prelude 2.0 HEV si rivela una coupé con tutte le carte in regola, non estrema nelle prestazioni ma godibilissima da guidare. Il consumo garantito dal powertrain ibrido (condiviso con la Civic) è straordinario, soprattutto nello scenario cittadino, dove percorre più di 25 km/l e può contare su un'autonomia che supera i mille chilometri. La percorrenza media rilevata è di 20,4 km. Honda Prelude: gamma e allestimenti La Honda Prelude è disponibile nel solo allestimento Advance, completo di tutto: cerchi di lega da 19", fari a LED, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, infotainment da 9" con Apple CarPlay e Android Auto senza fili, climatizzatore bizona, caricatore wireless, sedili anteriori e volante in pelle, impianto audio Bose a 8 altoparlanti. Di serie la suite di Adas Honda Sensing con la guida assistita di livello 2 e il monitoraggio dell'angolo cieco. Unico optional, la vernice metallizzata (1.000 euro). Honda Prelude 2.0 HEV: i prezzi Honda Prelude 2.0 HEV Advance: 50.900 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Elettriche e caldo, quattro soste al sole fanno salire i consumi del 29%: la prova - VIDEO

Quanto pesa una mezz'ora di parcheggio al sole sui consumi di un'auto elettrica? Per misurarlo abbiamo ripetuto due volte lo stesso percorso di 70 chilometri tra città, statale e autostrada, con oltre 36 C. Il primo giro è stato completato senza interruzioni; il secondo prevedeva invece quattro fermate di mezz'ora, con la vettura (una Kia EV5) lasciata ogni volta in pieno sole. Durante la marcia, il climatizzatore è stato sempre regolato a 22 C in modalità Auto. Il risultato è netto. Nel giro diretto, la EV5 ha consumato 11,75 kWh; con le quattro soste è salita a 15,18 kWh. La differenza è di 3,43 kWh, pari al 29% in più. In media, ogni pausa ha richiesto 0,86 kWh per riportare l'abitacolo a condizioni accettabili: poco meno di 30 centesimi con una ricarica domestica, quasi un euro alle colonnine HPC. I numeri spiegano il perché. In mezz'ora l'aria interna è passata da 22-24 C a valori compresi tra 49 e 56 C, mentre alcune superfici hanno raggiunto i 63 C. A ogni ripartenza il climatizzatore, che in condizioni normali assorbiva 0,5-0,6 kW, è rimasto a lungo sopra i 2 kW, con picchi di 3,6. Non è quindi soltanto il modo di guidare a determinare il consumo: anche ciò che accade quando l'auto è ferma presenta un conto energetico.I consumi rilevati in un secondo test, svolto con una Hyundai Ioniq 5 climatizzata per 24 ore, suggeriscono inoltre una conclusione tutt'altro che scontata: per fermate brevi, tra i 20 e i 30 minuti, avviare subito il climatizzatore da remoto potrebbe essere più efficiente che lasciare accumulare il calore e doverlo poi smaltire tutto insieme.  Tutti i dettagli della prova sono disponibili su Quattroruote di agosto 2026 e nella sezione QPremium del nostro sito.
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Cupra Raval e 200 modelli in arrivo: cosa c'è su QNovità Estate e Quattroruote di agosto - VIDEO

Quattroruote di agosto 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 1 agosto, dedica la copertina alla Prova su strada della Cupra Raval: l'elettrica spagnola è vivace, unisce prestazioni notevoli e sfodera consumi contenuti. Talenti che amalgama con raffinatezze e attenzioni da piccola ammiraglia.L'editoriale si interroga sulla corsa all'autonomia record, sempre più al centro della comunicazione dell'industria. Tra promesse di percorrenze straordinarie e utilizzo reale dell'auto, invita i lettori a partecipare a un sondaggio per capire di quanti chilometri abbiamo davvero bisogno nella vita di tutti i giorni.  Agosto è anche il mese di QEstate, lo speciale che vi accompagnerà nelle vacanze con racconti noir, playlist da ascoltare in viaggio e auto da sogno. Non mancano servizi di utilità, come quello sulle soste con l'auto elettrica: quanto costa, in termini energetici, parcheggiare sotto il sole? Sappiate che ogni ripartenza richiede quasi 1 kWh per riportare il fresco nell'abitacolo, una trentina di centesimi di euro con una ricarica domestica. Abbiamo fatto i conti per voi. E poi, una lettura gustosa, perfetta per l'ombrellone: il ritorno del cambio manuale sulle sportive. Con la 12Cilindri Manuale, Ferrari sta rispolverando il cancelletto, consacrando un trend cominciato qualche anno fa: dopo l'abbuffata di sequenziali, la nostalgia non aspettava che essere risvegliata e noi facciamo il punto sugli esempi più eclatanti.  Infine, questo mese c'è QNovità Estate, l'allegato gratuito che vi dice tutto sulle auto in arrivo da qui ai prossimi mesi. Parliamo di oltre 200 modelli, comprese alcune anteprime ancora da svelare, per capire come cambierà il mercato tra la fine del 2026 e il 2027.  Prove su strada Cupra Raval La Cupra Raval è una vettura che segna un prima e un dopo nella storia del marchio spagnolo. Non soltanto perché introduce, prima di tutte le altre piccole elettriche del gruppo Volkswagen, la nuovissima piattaforma MEB+, destinata a rappresentare una pietra miliare nello sviluppo delle citycar elettriche dell'industria automobilistica tedesca. E, di riflesso, di quella europea, chiamata a contrastare l'avanzata dei costruttori cinesi. Come? Con uno spazio interno ben sfruttato in rapporto alle dimensioni esterne, grazie a una lunghezza di 4,05 metri che non penalizza né l'abitabilità né la praticità. A beneficiarne è anche il bagagliaio da 348 litri rilevati, affiancato da una serie di piccoli lussi, dall'illuminazione interna fuori dall'ordinario alla ricca dotazione tecnologica, che contribuiscono a creare un'atmosfera quasi da piccola ammiraglia. Su strada, la Cupra Raval si muove molto bene: l'assetto rigido, insieme a uno sterzo rapido e preciso, permette di divertirsi nei percorsi misti. A supportare la dinamica ci sono anche le prestazioni dei 211 CV erogati dal motore elettrico anteriore.A questa brillantezza, la Raval abbina anche un'efficienza di alto livello: con una carica della batteria da 52 kWh netti è possibile percorrere in media 349 km. BYD Dolphin G DM-i Arriva dalla Cina, ma presto sarà prodotta anche in Europa, nel nuovo stabilimento BYD di Szeged, in Ungheria. Stiamo parlando della nuova BYD Dolphin G, destinata a lasciare il segno nel panorama automotive perché è la prima berlina compatta plug-in lunga appena 416 centimetri.Una soluzione che, rilevamenti del nostro Centro prove alla mano, si conferma particolarmente azzeccata nel commuting quotidiano, anche sulle percorrenze più impegnative: la Dolphin G ha infatti percorso 146 km in elettrico in città, 122 km su statale e 91 km in autostrada.Ricaricando da casa, ogni 100 km in modalità elettrica si spendono in media 4,9 euro. Nei viaggi, però, c'è anche la possibilità di fare il pieno di energia alle colonnine pubbliche, comprese quelle in corrente continua, dove abbiamo impiegato appena 30 minuti per portare la batteria all'80%.Rinunciando invece alle ricariche, il motore 1.5 aspirato a benzina garantisce una percorrenza media di 18,5 km/litro (21,1 km/l in città).  Nei rilevamenti in pista il powertrain ibrido plug-in della nuova BYD Dolphin G ha mostrato anche una notevole vivacità: la potenza combinata raggiunge infatti 212 CV.Nell'utilizzo quotidiano si apprezza soprattutto la fluidità di funzionamento, con la spinta affidata al motore elettrico nelle partenze e alle basse velocità. L'1.5 entra in gioco per alimentare la batteria oppure, quando serve più potenza e alle andature sostenute, per contribuire direttamente alla trazione.A rendere ancora più gradevole la vita a bordo contribuisce un abitacolo arioso e luminoso. Il tetto panoramico in vetro è compreso nella ricca dotazione di serie, che include anche un ampio pacchetto di ADAS, dalla guida assistita alla frenata automatica negli incroci e durante le uscite dai parcheggi.Anche nelle prove di stabilità questa cinque porte si è comportata bene, con reazioni progressive e un ESP ben tarato. Migliorabile, invece, il comparto frenante. Fiat Grande Panda manuale Dopo quasi un anno e mezzo dal lancio, per la Fiat Grande Panda arriva una novità importante: il powertrain a benzina da 101 CV non elettrificato abbinato al cambio manuale.Un passo indietro rispetto alla ibrida (automatica) e all'elettrica che già conosciamo? Niente affatto: con questa configurazione la quattro metri del gruppo Stellantis si conferma facile da guidare e non troppo assetata. Inoltre, rispetto alla Hybrid, fa risparmiare 2.000 euro a parità di allestimento.Non è un caso che, per la cugina Citroën C3, che ha adottato questo powertrain fin dal lancio, sia proprio questa la versione preferita dai clienti.Abbiamo provato la nuova Fiat Grande Panda manuale nell'allestimento La Prima, il più completo, offerto a 22.400 euro, mentre con la Pop il listino scende a 17.900 euro.Anche con la nuova trasmissione meccanica, la Fiat Grande Panda non perde un briciolo della sua facilità d'uso: la leva in posizione rialzata è comoda da manovrare e la frizione non affatica.Va però detto che la sua presenza occupa lo spazio della piastra di ricarica wireless che, di conseguenza, non è disponibile. Non mancano comunque quattro prese USB-C.L'altro tema riguarda i consumi dell'1.2 tre cilindri, che adotta la distribuzione a catena esattamente come le versioni elettrificate. I 15,3 km/litro rilevati dal nostro Centro Prove rappresentano un buon valore anche rispetto ai 18,3 km/litro registrati con la Fiat Grande Panda Hybrid nello stesso allestimento La Prima.Un divario che, a fronte del risparmio ottenuto all'acquisto, rende comunque conveniente la versione manuale per i primi 100.000 chilometri. Discreto anche il brio del tre cilindri da 101 CV, con un'erogazione ben distribuita grazie al turbocompressore con turbina a geometria variabile.Difetti? Restano quelli delle altre versioni, come finiture e dotazione di ADAS non impeccabili. GWM Ora 5 Con quello sguardo lì, che alla lontana ricorda persino qualcosa di tedesco dalle parti di Stoccarda, la GWM Ora 5 entra a gamba tesa nel segmento delle SUV compatte. La formula è quella ormai nota dei marchi cinesi, e non sfugge nemmeno a questo modello della Great Wall Motor: ottimo rapporto tra prezzo e contenuti, tanto spazio a bordo e una motorizzazione full hybrid, soluzione che si colloca fra una vettura termica tradizionale e una elettrica.Abbiamo provato la versione ibrida nell'allestimento top di gamma (30.600 euro), estremamente ricca in termini di accessori, e siamo rimasti piacevolmente colpiti dalle finiture curate e dall'abitabilità. Meno convincente il baule, sia per capacità sia per una qualità percepita che non rispecchia quella dell'abitacolo.Su strada si apprezza la fluidità di marcia - d'altronde il principale motore di trazione è quello elettrico - anche se il propulsore termico tende a far sentire un po' troppo la propria voce. Di rilievo le prestazioni, mentre i consumi sono buoni in città e meno convincenti in autostrada. Volvo EX60 Una vera e propria accelerazione verso il pensionamento dei motori termici: in estrema sintesi, è questo ciò che incarna la Volvo EX60. Elettrica (e SUV), porta con sé un nuovo modo d'intendere e di produrre l'automobile, grazie anche alla tecnica del megacasting. Concreta, prima di tutto: la EX60 colpisce per come riesce a unire opposti quali il confort, eccellente, e le prestazioni, anch'esse straordinarie. Lo dimostra lo 0-100 km/h rilevato in appena 4,4 secondi, merito dei 510 CV della P10 AWD Ultra oggetto della prova, in vendita a 75.350 euro.La Volvo EX60 convince anche sul fronte della ricarica: l'architettura a 800 volt consente infatti rifornimenti molto rapidi. Alle colonnine HPC bastano circa 14 minuti per completare il classico passaggio dal 20 all'80% della batteria.A bordo non manca lo spazio, sia per i passeggeri sia per i bagagli. Un contributo importante arriva anche dal frunk anteriore, utile per sistemare i cavi di ricarica. Bene pure l'autonomia: il Centro prove ha rilevato una percorrenza media di 467 km con un pieno di energia. Genesis GV60 Era passata dalla redazione di Quattroruote qualche mese fa, giusto il tempo di capire di che pasta è fatta. Ora che Genesis ha avviato le operazioni in Italia (prima concessionaria a Padova, presto anche a Roma), abbiamo approfondito la questione GV60, il modello più interessante del marchio premium del gruppo Hyundai.Con lei abbiamo affrontato il nostro consueto percorso di 70 km nei dintorni di Milano, con cui misuriamo consumi e costi d'esercizio delle elettriche in condizioni d'uso reali. Il risultato? Sul nostro itinerario, composto da città, extraurbano e autostrada, abbiamo rilevato 4,7 km/kWh (21,5 kWh/100 km), un dato notevole per una vettura da 490 CV e 700 Nm, valori che le consentono di chiudere lo 0-100 km/h in 4 secondi. L'autonomia reale si attesta così intorno ai 380 km. Il vero punto di forza, però, è la ricarica. Alle colonnine HPC bastano poco più di cinque minuti per recuperare circa 100 km e una ventina per passare dal 20 all'80%, grazie a picchi di circa 260 kW e a una curva di ricarica molto costante. Meno convincente il caricatore AC da 11 kW: su un'auto di questo livello, una soluzione da 22 kW avrebbe avuto più senso. Il livello generale, infatti, è notevolissimo: qualità dei materiali, un posto guida molto curato e un confort di spessore. In questo contesto, risultano forse meno convincenti alcune funzioni derivate dalla Ioniq 5 N, come drift mode, sound generator e cambio virtuale: meglio godersi relax e comodità. Primo contatto e Prova Hot Lap Questo mese le guidate sono davvero da sogno: tra supercar, hypercar e restomod, i primi contatti vi propongono un concentrato di guida vera, fatto di piccole e grandi sensazioni. Nomi? Porsche 911 GT3 S/C, Ferrari 849 Testarossa Spider, Lamborghini Urus SE Performante, Pagani Utopia Roadster, Eccentrica V12, SGT Automobili 55-SGT.E per scaldarvi ancora, ecco la Prova Hot lap della Lotus Emira Turbo SE: dopo la V6 con compressore, scateniamo sulla pista di Vairano la versione con il quattro cilindri turbo.  Anteprime e Autonotizie Sezione magra, ma con notizie di peso, quella di Anteprime e Autonotizie di agosto. Non perché siamo andati in ferie, ma perché abbiamo raccolto tutte le novità in arrivo nei prossimi sei mesi in un allegato gratuito, QNovità Estate. Per questo abbiamo selezionato notizie e approfondimenti particolarmente succosi.Si parte con un'anteprima tripla dedicata alle nuove Jeep compatte in arrivo nei prossimi anni: la prima sarà l'Avenger restyling, che già conosciamo, alla quale si affiancheranno altre due B-SUV che abbiamo ricostruito con rendering esclusivi. Saranno una sorta di sorelle maggiori dell'Avenger, in grado di colmare, come mai prima d'ora, il vuoto lasciato dalla Renegade.A seguire, un'analisi della nuova Audi Q4 Sportback e-tron, una retrospettiva sui modelli più belli che hanno animato il Goodwood Festival of Speed e un approfondimento sul ritorno dei grandi SUV tedeschi, con la presentazione delle nuove Audi A7 e Audi Q9, affiancate dalla BMW X5 e dalla Mercedes-Benz GLE. Attualità e Inchieste Sapete qual è l'alimento più a rischio, con la calura estiva, nel tragitto in automobile dal supermercato a casa, tra quelli che più comunemente si acquistano? Il latte, penserete voi. Invece no: il latte resiste bene anche dopo oltre un'ora di permanenza in macchina, e così lo yogurt. E già questa è una sorpresa. L'imputato al di sopra di ogni sospetto non ve lo sveliamo qui. Lo trovate nel servizio Il sacchetto dove lo metto?, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze biologiche e biotecnologie dell'Università di Milano-Bicocca, tra gli approfondimenti offerti dal numero di agosto di Quattroruote.Un altro test legato al caldo, Bev: sosta, quanto costa, ci ricorda che, se il climatizzatore incide relativamente poco sul consumo della batteria delle auto elettriche, la musica cambia quando si gira per commissioni e si fanno molte fermate.E, per tornare in campo gastronomico, non perdetevi l'intervista con lo chef milanese Cesare Battisti, noto ben oltre i confini lombardi per i suoi post su Instagram: cultura, arte, motori e qualche consiglio utile su dove mangiare e che cosa mangiare quando si parte per le vacanze in Buon appetito e buon viaggio.Dal piatto alla geopolitica: in assenza di un assetto stabile in Medio Oriente, la nostra estate, nell'attesa di un autunno che si prevede turbolento per l'industria dell'auto, tedesca ma non solo, sul fronte sindacale (riepiloghiamo la situazione in Un autunno caldissimo), resta flagellata dal caro carburante (Torna l'incubo rifornimento). Ma anche dagli autovelox, dopo che è stato finalmente pubblicato il decreto con i criteri di omologazione degli strumenti per il rilevamento dell'eccesso di velocità, che ha sbloccato la regolarizzazione di una serie di apparecchiature.Ne pubblichiamo l'elenco, aggiornato a luglio, nel servizio Telenovela finita (forse), assieme a una guida su come fare ricorso se l'infrazione è stata registrata con un velox non conforme.Per chi resta in città abbiamo fotografato il caos monopattini nell'inchiesta Senza regole, a dispetto della stretta introdotta dalla riforma del Codice della strada di fine 2024 e in coincidenza con l'obbligo, in vigore dal 17 luglio, di assicurare questi velocipedi.Diamo conto della sentenza del Tribunale di Genova sul crollo, nel 2018, del viadotto sul Polcevera in Prime condanne per il ponte Morandi e ricordiamo il ruolo storico del presidente della Fiat dal 1998 al 2003 in Addio a Paolo Fresco, inventore del Put.Se poi, in un numero che sembra non finire mai, avete semplicemente voglia di rilassarvi davanti a cime inviolate o sotto l'ombrellone, mettete alla prova i vostri gusti musicali in L'Italia viaggia cantando e gustatevi Noir: dieci storie d'auto, una serie di racconti neri tratti dalle cronache degli ultimi cento anni che coinvolgono, in un modo o nell'altro, l'automobile. QNovità Estate: 200 auto in arrivo Ormai è diventato un appuntamento fisso: con Quattroruote di agosto troverete l'allegato gratuito QNovità Estate. Dopo l'edizione invernale, che raccoglie tutti i modelli in arrivo durante l'anno, questo speciale fa il punto, in modo aggiornato, su ciò che vedremo da qui a dicembre nelle concessionarie.Il fascicolo, di 72 pagine, raccoglie oltre 200 auto diverse, incluse alcune vetture che verranno presentate nei prossimi mesi e che entreranno in commercio nel 2027. In alcuni casi, trovano spazio anche modelli che saranno svelati all'inizio del prossimo anno. Insomma, l'avete capito: QNovità non è un semplice elenco di modelli né un aggiornamento dell'edizione invernale, ma un approfondimento ragionato su tutto ciò che il mercato ci riserverà nei prossimi mesi. Come in ogni QNovità, troverete tutte le automobili in arrivo in due sezioni differenti dell'allegato: il classico Tabellone nelle ultime pagine, che raccoglie tutti i modelli in ordine alfabetico di marca e suddivisi per mese di lancio, e le tradizionali sezioni tematiche. Quest'anno, viste le numerosissime novità (abbiamo dovuto aggiungere anche due pagine al Tabellone), non ci si limita alle consuete Piccole, Medie e Grandi: per la prima volta nell'edizione estiva trova spazio anche la categoria delle Sportive.Già, perché le novità dedicate agli appassionati sono tantissime: otto pagine piene di cavalli e ottani, con qualche modello elettrico. Naturalmente c'è ampio spazio anche per le proposte più concrete, quelle destinate a scalare le classifiche di vendita, tra vetture (non solo SUV) attorno ai quattro metri e mezzo e modelli compatti dai prezzi abbordabili, lunghi circa mezzo metro in meno o anche meno. Non mancano poi le grandi, con lussuose e ipertecnologiche SUV e berline, oltre a un approfondimento dedicato alle nuove Subaru elettriche, a partire dalla Uncharted, protagonista della nostra cover story. Insomma, l'avete capito: QNovità Estate è ricco di informazioni utili per scoprire che cosa ci attende al rientro dalle vacanze.QNovità Estate è proposto anche in Digital Edition in coda al giornale e inserito all'interno della voce Arretrati/Allegati. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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Traffico di agosto: previsioni e date da segnare prima di mettersi in viaggio

Traffico in primo piano per l'esodo estivo 2026: per agosto, Autostrade per l'Italia ha delineato il quadro completo della circolazione, evidenziando i giorni più critici sia per chi si sposta verso le località di villeggiatura sia per chi rientra nei grandi centri urbani.  Come sempre, fa testo la legenda coi bollini di quattro colori, ossia verde che sta per regolare, giallo per intenso, per poi passare al rosso (intenso con possibile criticità), fino al nero con punto esclamativo (critico). Con le stime divise per fasce orarie: mattino dalle 7 alle 13, pomeriggio 13-16, e sera 16-21. Traffico agosto 2026: le date da bollino rosso e nero Ben tre i bollini neri e cinque i rossi ad agosto sulla rete Aspi. L'esordio, sabato 1, è contrassegnato da traffico critico (bollino nero, il primo della stagione) al mattino e da un'allerta elevata (bollino rosso) al pomeriggio per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani per le prime partenze e per weekend brevi verso le località di villeggiatura e di mare. Bollino rosso che si ritrova dalle 7 alle 13 di domenica 2. Ma è venerdì 7 che il traffico intenso con possibile criticità domina, seguito da un doppio nero il giorno successivo, con leggero calo domenica 9. Meno bollente il Ferragosto, mentre sabato 22 si ricomincia con un rosso al mattino. Idem sabato 29 agosto.  Weekend 1-2 agosto dominato dal giallo, con un verde la sera di sabato e un rosso domenica pomeriggio. Lunedì 3 mattina, ancora intenso con possibile criticità. Dopodiché, un'ondata di bollini verdi fino a venerdì 7 mattina, con sabato 8 rosso. Ferragosto è il momento peggiore: se sabato 15 ci sono due gialli e un verde, domenica 16 e lunedì 17 seguono un andamento identico, con rosso mattina e pomeriggio, più un giallo la sera. Idem gli altri due weekend: 22-23 e 29-30. Con una coda di traffico intenso di lunedì 31. Cliccare qui per saperne di più.  Mezzi pesanti: tutti i giorni di divieto alla circolazione Oltre alle previsioni Anas su strade e autostrade di propria competenza, è utile il calendario di agosto delle limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate. Ecco i divieti:   - sabato 1 agosto dalle 8 alle 22; - domenica 2 dalle 7 alle 22; - venerdì 7 dalle 16 alle 22; - sabato 8 dalle ore 8 alle 22; - domenica 9 dalle 7 alle 22; - venerdì 14 dalle 16 alle 22; - sabato 15 dalle 7 alle 22; - domenica 16 dalle 7 alle 22; - sabato 22 dalle 08 alle 16; - domenica 23 dalle 7 alle 22; - sabato 29 dalle 8 alle 16; - domenica 30 dalle 7 alle 22. Telecamere per aumentare la sicurezza Per prevenire gli incidenti durante esodo e controesodo estivo, Aspi si avvale del Control Room, il Centro per il monitoraggio del traffico con sede a Roma, capace di raccogliere ogni anno 3,5 miliardi di dati provenienti dalla rete, oltre a 400 mila eventi legati alla viabilità.Il sistema è composto da 5.000 telecamere (di cui 3.000 nelle gallerie), 900 sensori per la rilevazione dei flussi di traffico e 400 centraline meteo, che supportano la gestione tempestiva di eventuali criticità.In più, il gestore ha attivato presìdi medici e veterinari in quattro aree di servizio lungo le principali direttrici: Teano Ovest e Casilina Est sull'A1, e La Pioppa Ovest e Sillaro Est sull'A14. Viabilità in tempo reale: numeri e servizi utili per gli automobilisti Notizie sempre aggiornate sul traffico sono disponibili tramite i canali del Cciss (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it), le trasmissioni di Rai-Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo. Informazioni in tempo reale sulla rete autostradale in concessione, sulle condizioni di viabilità e del traffico lungo le varie tratte e altre notizie utili per il viaggio, sono disponibili sui diversi canali attivati dalle singole società concessionarie (siti Internet, numeri dedicati, app ecc.). Ulteriori informazioni sono riportate su www.aiscat.it. 
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Oltre 800 km in autostrada: i consumi reali dell'Audi Q3 Sportback TDI

In Italia la Audi Q3 è la bestseller dei Quattro anelli: la terza serie si presenta con uno stile più pulito e soluzioni tecnologiche ereditate dai modelli di segmento superiore. Accanto alla SUV c'è la Sportback, con il tetto dall'andamento più filante e 4 cm meno in altezza, che le danno un look più sportivo. La SUV di Ingolstadt è lunga 4.531 mm e ha un passo di 2.681 mm, che assicura un buon agio per chi siede dietro (ma non per chi sta al centro). Non da record la capacità del bagagliaio, che però ha forme regolari e si rivela versatile grazie al divano che scorre di 10 cm: si passa da un minimo di 363 a 421 litri. Come da tradizione per la Casa tedesca, anche sulla Q3 materiali e assemblaggi sono di ottima fattura. Nuovo il Palcoscenico Digitale, il grande display che ospita la strumentazione digitale e l'infotainment. Audi Q3 Sportback TDI: il motore Il quattro cilindri turbodiesel da 2.0 litri è un grande classico della produzione tedesca, che qui lavora senza "aiutini" elettrici ed è abbinato all'altrettanto collaudato cambio DSG a doppia frizione a sette rapporti: il motore eroga 110 kW (150 CV) e 360 Nm di coppia, che gestiscono senza affanni il peso dell'auto (1.799 kg in condizioni di prova). Considerando l'autonomia di oltre 800 km in autostrada e il confort di cui è capace, i viaggi sono il pane quotidiano della Q3. A cui però non è il caso di chiedere troppa sportività: la ripresa non manca mai, ma senza eccessi. La trazione integrale è disponibile sulla motorizzazione più potente, da 142 kW (193 CV). Audi Q3 Sportback TDI: i consumi reali *Prezzo del gasolio al 21/07/2026: 2.107 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Audi Q3 Sportback TDI conferma la sua vocazione di auto per chi deve macinare tanti chilometri tutti i giorni, anche in virtù di un'autonomia notevolissima nei lunghi viaggi (14,8 km/l in autostrada). In città sconta, come prevedibile, l'assenza del mild hybrid (13,9 km/l). Il 2.0 TDI da 150 CV si conferma comunque un buon compromesso tra efficienza e prestazioni. Certo, il prezzo del gasolio di queste ultime settimane costringe a qualche valutazione aggiuntiva. Audi Q3 Sportback TDI: gamma e allestimenti La gamma della Audi Q3 è composta dai tre allestimenti Business, Business Advanced e S line. Fin dal modello base sono di serie i cerchi in lega da 17", il palcoscenico digitale con quadro strumenti da 11,9" e infotainment da 12,8", l'impianto audio Audi Sound System, la ricarica wireless per gli smartphone, il portellone ad apertura elettrica, il climatizzatore bizona e lo sterzo progressivo. La Business Advanced aggiunge i cerchi da 18", il cruise control adattivo, l'assistente di parcheggio Plus e la guida assistita di livello 2. La S line completa la dotazione con una caratterizzazione sportiva esterna e interna, i cerchi da 19 e i gruppi ottici a LED anteriori e posteriori. Audi Q3 Sportback TDI: i prezzi Audi Q3 Sportback TDI Business: 47.500 euroAudi Q3 Sportback TDI Business Advanced: 50.100 euroAudi Q3 Sportback TDI S line: 52.300 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Renault Clio E-Tech, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

Con la sesta generazione, la Renault Clio ha cambiato completamente faccia: linee più scolpite e soluzioni stilistiche che non ti aspetti su una segmento B, con la calandra sporgente e le quattro luci poligonali al posteriore, abbinate a un lunotto molto inclinato, quasi da coupé. La piattaforma è la stessa del modello precedente, ma le misure crescono leggermente: la compatta francese è lunga 412 cm (7 in più) e larga 177 (-3), con un passo di 259 cm (+1). Lo spazio per i passeggeri posteriori resta pressoché invariato, mentre rimane piccolo il bagagliaio: il Centro prove ha rilevato 203 litri utili. Notevole invece il salto di qualità in abitacolo, a cominciare dai due schermi da 10,1" per strumentazione digitale e infotainment (con connettività wireless per gli smartphone e la suite software di Google). Renault Clio E-Tech: il motore Rispetto al modello precedente, il nuovo powertrain full hybrid della Clio guadagna potenza, passando da 145 a 158 CV complessivi. Merito soprattutto dell'unità termica, un 1.8 quattro cilindri aspirato più potente del vecchio 1.6 (109 CV contro 94), che funziona con il ciclo Atkinson e prevede l'iniezione diretta. Il motore elettrico principale ha 50 CV e 205 Nm, muove le ruote di trazione e ricarica la batteria da 1,4 kWh; la seconda unità lavora all'interno del cambio robotizzato, privo di frizione e sincronizzatori, con quattro rapporti dedicati al motore termico e due a quello elettrico. Renault Clio E-Tech: i consumi reali *Prezzo della benzina al 16/07/2026: 1,910 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di marzo 2026, la Clio conferma la bontà del powertrain francese (sviluppato dalla Horse, joint-venture tra la Casa francese, Geely e Aramco), che riesce a prodursi in consumi decisamente contenuti, offrendo al tempo stesso una dose di potenza che fa viaggiare tranquilli, specialmente in ripresa. La percorrenza cittadina è leggermente peggiorata rispetto all'E-Tech della precedente Clio (che spuntava 30,7 km/l in città), ma rimane comunque elevatissima. Nonostante il serbatoio di appena 39 litri, in ambito urbano l'autonomia supera di slancio i 1.100 km. E in autostrada riesce a fare di meglio del modello che sostituisce, passando da 13,6 a 15,5 km/l. Renault Clio: gamma e allestimenti La gamma della nuova Renault Clio E-Tech apre con l'allestimento evolution, che prevede cerchi d'acciaio da 16, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore manuale e sensori di parcheggio posteriori. La versione intermedia techno aggiunge i cerchi di lega da 16, il quadro strumenti da 10 e l'infotainment con servizi Google integrati, il climatizzatore automatico, gli specchietti ripiegabili elettricamente, la telecamera posteriore e il sensore per la pioggia. La top di gamma esprit Alpine si distingue per i tanti dettagli sportivi, dentro e fuori l'abitacolo (come i sedili avvolgenti e la pedaliera in alluminio), ma anche per la più ricca dotazione di Adas, che prevedono guida assistita di livello 2 e monitoraggio dell'angolo cieco. Renault Clio E-Tech: i prezzi Renault Clio E-Tech evolution: 24.900 euroRenault Clio E-Tech evolution: 26.700 euroRenault Clio E-Tech evolution: 28.300 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Fiat 500 Hybrid, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

La nuova Fiat 500 Hybrid è pressoché identica alla gemella a batteria (e, come lei, esce dalle linee dello stabilimento di Mirafiori): fuori, a distinguerla c'è solo il paraurti anteriore, con una sottile presa d'aria per raffreddare il motore termico. Dentro arrivano la leva del cambio manuale e il pedale della frizione. Lunga 363 centimetri, la 500 Hybrid è fatta su misura per muoversi in città: meglio se da soli, o al massimo in due: i posti davanti sono spaziosi, mentre quelli dietro sono i più sacrificati, per l'accessibilità e lo spazio in generale, comunque superiore a quello del modello precedente. Riuscita la plancia, bella da vedere e pratica da usare, con una distribuzione razionale dei comandi (tanti quelli fisici). Resta sempre piccolo il bagagliaio: nelle rilevazioni del Centro prove la capacità complessiva è di 174 litri. Fiat 500 Hybrid: il motore Partendo dalla piattaforma della 500e, i tecnici Fiat sono riusciti ad alloggiare il tre cilindri 1.0 Firefly aspirato da 65 CV con il sistema mild hybrid. Che è rimasto lo stesso: un motogeneratore a cinghia, alimentato da una batteria a 12 V, che per qualche istante supporta il termico con 3,6 kW. Rispetto alla 500 precedente si perdono 5 CV, per i più stringenti limiti di omologazione Euro 6bis. Non è un'auto brillante, ma nello scatto breve il tre cilindri mostra una discreta brillantezza, prendendo bene i giri, grazie anche al cambio piacevole da manovrare e alla frizione leggera. I limiti della 500 Hybrid emergono quando si esce dal suo terreno d'elezione: in autostrada o sulle strade collinare, per esempio, dove il motore ha il "fiato corto" e occorre mettere spesso mano al cambio. Fiat 500 Hybrid: i consumi reali *Prezzo della benzina al 09/07/2026: 1,855 /litroNella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Fiat 500 Hybrid ha ottenuto solo 3,5 stelle su 5 alla voce consumi: le percorrenze medie sono calate dai 18,2 km/litro della 500 precedente ai 16 rilevati per questo modello. Un calo dovuto alla minor potenza del motore, e al fatto che l'auto è un po' più pesante (56 kg), perché più grande ed equipaggiata con sistemi di sicurezza più avanzati.  Fiat 500 Hybrid: gamma e allestimenti La Fiat 500 Hybrid è disponibile in tre varianti di carrozzeria: berlina, cabrio (col tetto in tela) e 3+1, con una piccola porta extra dietro quella del passeggero. L'allestimento d'attacco Pop prevede cerchi d'acciaio da 15", fari posteriori a Led, quadro strumenti digitale da 7" e supporto per lo smartphone. La versione Icon aggiunge i cerchi di lega da 16", il climatizzatore automatico e l'infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. La serie speciale Torino, disponibile nelle colorazioni Yellow Gold e Ocean Green, si distingue per il badge con la Mole Antonelliana e i sedili con il logo Fabbrica Italiana Automobili Torino. La versione più ricca La Prima aggiunge cerchi da 17", vetri posteriori oscurati e tetto in vetro con tendina parasole; dentro c'è la ricarica wireless, la telecamera di parcheggio, il sedile posteriore sdoppiato 50/50 e quelli anteriori riscaldabili. Fiat 500 Hybrid: i prezzi Fiat 500 Hybrid Pop: 19.900 euroFiat 500 Hybrid Torino: 20.900 euroFiat 500 Hybrid Icon: 21.650 euroFiat 500 Hybrid La Prima: 24.650 euroFiat 500 Hybrid Pop Cabrio: 22.900 euroFiat 500 Hybrid Icon Cabrio: 24.650 euroFiat 500 Hybrid Dolcevita: 25.200 euroFiat 500 Hybrid La Prima Cabrio: 27.650 euroFiat 500 Hybrid Pop 3+1: 21.400 euroFiat 500 Hybrid Icon 3+1: 23.150 euroFiat 500 Hybrid La Prima 3+1: 26.150 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Toyota Aygo X, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

La nuova Toyota Aygo X è una citycar lunga 378 cm: con l'ultimo restyling è cresciuta di quasi 8 cm per far posto al powertrain full hybrid della Yaris, che sostituisce il "vecchio" tre cilindri a benzina. Si fa più moderno lo stile del frontale e si rinnova la dotazione tecnologica di bordo, anche per la sicurezza. L'abitacolo è rimasto invariato: lo spazio risente del design originale della carrozzeria, in particolare per chi siede dietro, che ha a disposizione pochi centimetri per la testa e finestrini a compasso. Modesta anche la capacità del bagagliaio: 196 litri misurati dal Centro prove, con una soglia di carico molto alta (81 cm da terra). Toyota Aygo X: il motore Il full hybrid da 116 CV della Aygo X prevede un 1.5 tre cilindri abbinato a due motori elettrici e una batteria agli ioni di litio, alloggiata sotto i sedili posteriori. Per il segmento delle citycar è una prima assoluta, che si apprezza soprattutto nei consumi, ma anche nelle prestazioni: lo scatto da ferma a 100 km/h scende da 14,9 a 9,2 secondi. Una bella differenza, nel traffico cittadino. Migliora anche il confort di bordo: dal momento che si viaggia spesso con l'unità termica spenta, il tre cilindri si fa vivo molto meno di prima.  Toyota Aygo X: i consumi reali *Prezzo della benzina al 02/07/2026: 1,804 /litro Nella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Toyota Aygo X ha ottenuto 5 stelle su 5 alla voce consumi. Il passaggio alla motorizzazione full hybrid, rispetto alla precedente versione con il 3 cilindri 1.0 non elettrificato, ha portato a un miglioramento nei consumi del 28%: si viaggia spesso col termico spento (per il 30% del tempo in ambito urbano). Le percorrenze garantite da questa piccola citycar sono elevatissime in ogni condizione, meglio di qualunque altra rivale della classe. Toyota Aygo X: gamma e allestimenti La Toyota Aygo è disponibile in quattro allestimenti, da quello base con denominazione modello alla più aggressiva GR Sport, con dettagli sportivi (compresi i cerchi da 18") e regolazioni specifiche per sterzo, molle e ammortizzatori. Su tutte troviamo la telecamera posteriore, il freno di stazionamento elettrico, il climatizzatore automatico, la strumentazione digitale da 7" e l'infotainment da 9" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Con la Icon arrivano i sensori luci e pioggia, la ricarica a induzione e i cerchi di lega da 17". La Premium aggiunge il clima bizona, l'infotainment da 10,5" con navigatore connesso e i cerchi da 18". Su richiesta, questo allestimento può avere il tetto in tela apribile elettricamente, nel Look Pack (1.850 euro). Di serie per tutta la gamma la suite Toyota Safety Sense, con la guida assistita di livello 2. Toyota Aygo X: i prezzi Toyota Aygo X Hybrid 115: 20.850 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Icon: 23.350 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Premium: 24.950 euroToyota Aygo X Hybrid 115 GR Sport: 25.950 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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Consumi reali auto: tutti i rilevamenti del Centro prove di Quattroruote

Quando si sceglie un'auto, i consumi sono tra gli aspetti più importanti da valutare. L'aumento dei prezzi dei carburanti e il costo dell'energia rendono ancora più utile conoscere quanto consuma davvero ogni modello nell'utilizzo reale.In questa pagina trovate i consumi reali delle auto più richieste sul mercato, rilevati con la metodologia e gli strumenti del Centro prove di Quattroruote. Benzina, diesel, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche: per ogni modello sono disponibili dati misurati per aiutare a confrontare le diverse soluzioni e scegliere l'auto più adatta alle proprie esigenze. Consumi reali: tutti i modelli testati dal Centro Prove di Quattroruote Dacia Duster Hybrid 155 Una delle SUV di maggior successo in Italia, spaziosa e pratica, con la motorizzazione più efficiente in gamma: nelle nostre prove, la percorrenza media rilevata è di 17,4 km/l. Toyota Aygo X Hybrid 115 La piccola citycar giapponese si è aggiornata, prendendo il powertrain full hybrid della sorella maggiore Yaris: rispetto al "vecchio" tre cilindri benzina, i consumi sono migliorati di quasi il 30%. La media rilevata dal Centro prove è di 21,7 km/l. Fiat 500 Hybrid La nuova serie del "Cinquino", costruita sulla base della sorella elettrica, monta il 1.0 Firefly aspirato da 65 CV con impianto mild hybrid: rispetto al modello precedente i consumi sono un po' aumentati: la percorrenza media rilevata dal Centro prove è di 16 km/l contro 18,2. Renault Clio E-Tech La sesta serie della compatta francese cresce leggermente nelle dimensioni e guadagna una manciata di cavalli rispetto al modello precedente: brillante e agile da guidare, in città spunta comunque un'ottima percorrenza di 28,9 km/l (contro 30,7), e in autostrada arriva a 15,5 km/l (prima erano 13,6). Audi Q3 Sportback TDI Nella sua versione Sportback la terza serie della SUV tedesca mantiene le linee filanti che l'hanno sempre contraddistinta. Il 2.0 TDI incarna il giusto compromesso tra efficienza e prestazioni, specialmente nei viaggi lunghi: in autostrada percorre 14,8 chilometri con un litri di gasolio, più di 800 km con un solo pieno. Honda Prelude 2.0 HEV La sesta generazione della coupé giapponese ha tutte le carte in regola: non ha atout prestazionali, ma è capace di regalare un grande piacere di guida. Con consumi da citycar: più di 25 km/l in città, dove assicura un'autonomia di oltre mille km. In media, supera i 20 km/l. Hyundai Tucson 1.6 HEV La SUV coreana si distingue per il carattere nelle linee, mantenendo spazi, praticità e consumi da vera auto di famiglia. Buone le percorrenze assicurate dal powertrain full hybrid da 239 CV: quasi 18 km/l in città, dove l'autonomia supera i 900 km. In media, percorre 15,6 chilometri con un litro di benzina.
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Dacia Duster full hybrid, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote

La Dacia Duster è una delle SUV di maggior successo in Italia: piace perché è un'auto di sostanza, pratica, e con un ottimo rapporto qualità prezzo. La nuova generazione, che ha debuttato nel 2024, ha adottato uno stile più moderno e personale. Anche a bordo, dove si trova un abitacolo più attento alla robustezza che ai materiali morbidi. La Duster è lunga 434 centimetri, larga 181 e alta 166, con un passo di 266 cm: buona l'abitabilità, anche per chi siede dietro. Il bagagliaio, nelle rilevazioni del Centro prove, mette a disposizione 407 litri reali. Dacia Duster Hybrid 155: motore La Dacia Duster è disponibile con diverse motorizzazioni, ma la più interessante per il mercato italiano è la full hybrid di provenienza Renault da 158 CV. Sviluppato dalla Horse Powertrain (joint venture tra Renault, Geely e Aramco), prevede un 1.8 quattro cilindri aspirato abbinato a due unità a corrente: una che dà trazione alle ruote nella marcia in elettrico (anche in supporto al motore termico), e l'altra che ricarica la batteria e gestisce il cambio multimodale. Dacia Duster Hybrid 155: consumi reali *Prezzo della benzina al 24/06/2026: 1,823 /litro Nella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di aprile 2026, la Dacia Duster Hybrid 155 ha ottenuto 4 stelle su 5 alla voce consumi. Il motore è capace di offrire il giusto brio e numeri contenuti, pur se non da record. Il passaggio dall'1.6 all'1.8 non ha portato vantaggi, ma le auto assetate sono altre: lo dimostrano, per esempio, i 24 km/l in città, dove però il powertrain precedente aveva fatto registrare percorrenze migliori (27,5 km/l). Progressi anche nei risultati in autostrada (13,1 km/litro anziché 12,2).  Dacia Duster Hybrid 155: gamma e allestimenti La Dacia Duster con il motore full hybrid da 155 CV non è disponibile nell'allestimento base Essential, ma a partire da quello intermedio Expression. Di serie telecamera posteriore, cerchi di lega da 17", quadro strumenti digitale da 7" e infotainment da 10" (con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto), sensore pioggia e quattro finestrini elettrici. La Extreme aggiunge i fendinebbia, dettagli interni in color rame, rivestimenti in Tep MicroCloud lavabile, ingresso senza chiave e barre al tetto modulari. La Journey si distingue per i cerchi da 18", il climatizzatore automatico, il navigatore connesso, l'impianto stereo Arkamys a 8 altoparlanti e la ricarica a induzione per lo smartphone. Dacia Duster Hybrid 155: prezzi Duster Hybrid 155 Expression: 26.650 euroDuster Hybrid 155 Journey: 28.200 euroDuster Hybrid 155 Extreme: 28.200 euro Consumi reali, tutte le nostre prove autoAudi Q3 Sportback TDIDacia Duster Hybrid 155Fiat 500 HybridHonda Prelude 2.0 HEVHyundai Tucson 1.6 HEVRenault Clio E-TechToyota Aygo X 115 Hybrid
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