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F1, Barcellona: Russell in pole davanti a Hamilton. Leclerc a muro

George Russell conquista la pole position del Gran Premio di Barcellona-Catalunya e lo fa nel momento in cui la Mercedes aveva bisogno di un segnale forte da parte sua. Dopo le cinque vittorie consecutive di Andrea Kimi Antonelli, l'inglese ha risposto con un giro da 1'14679, sufficiente per mettere tutti alle spalle nella Q3 del Montmeló e candidarsi alla ribalta per la gara di domani.Per la Mercedes è anche una qualifica dal valore storico: si tratta della settima pole position consecutiva e della numero 256 per un propulsore realizzato a Brixworth, un traguardo che consente alla Casa tedesca di raggiungere la Ferrari in cima a questa speciale classifica.Russell, apparso decisamente in palla per tutto il weekend, ha commentato così il risultato: Finora è stato un grande weekend. Sono arrivato a questo fine settimana facendo un reset mentale, mi sono subito trovato bene ed è fantastico essere in pole. Domani sarà una gara interessante, Lewis ha fatto un ottimo lavoro per arrivare lì davanti; quindi, sono sicuro che ci sarà battaglia. Domani non sarà facile. Hamilton sfiora il colpoL'unico vero avversario di Russell, almeno nel giro decisivo, è stato Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha portato la Ferrari in prima fila, chiudendo a soli 64 millesimi dalla pole. Un risultato arrivato quasi a sorpresa, soprattutto considerando le difficoltà incontrate durante la terza sessione di prove libere.L'inglese aveva registrato i due migliori settori, perdendo la possibilità di una clamorosa pole solo nei metri finali del circuito: Non ci sentivamo del tutto a nostro agio, nelle FP3 ero a quattro o cinque decimi e pensavo: accidenti, dove troverò quel passo? Questi ragazzi hanno fatto un grande lavoro, complimenti a George, ma siamo in una posizione per lottare domani, quindi proveremo a fare una grande gara. Antonelli terzo, ma più lontanoAndrea Kimi Antonelli partirà dalla terza posizione, a circa tre decimi dal compagno di squadra. Per l'italiano è comunque un risultato importante, anche se per la prima volta dopo Melbourne potrebbe trovarsi nella condizione di dover limitare i danni nei confronti di un Russell apparso particolarmente centrato.Antonelli dividerà la seconda fila con Lando Norris, quarto con la prima delle McLaren. Il campione del mondo non è riuscito a inserirsi nella lotta per la pole, ma resta in una posizione favorevole per una gara in cui la scia e la gestione gomme potrebbero avere un peso rilevante.Kimi ha spiegato così il suo sabato: stato un weekend un po' difficile, non ho avuto davvero feeling con la macchina. Però ieri il passo sul long run era forte, quindi questo è positivo. Cercheremo di fare una buona partenza e di sfruttare al meglio la scia. L'effetto scia sarà forte. Red Bull in terza fila, Piastri in difficoltàAlle spalle di Antonelli e Norris scatteranno le due Red Bull, con Max Verstappen davanti a Isack Hadjar. Una terza fila che tiene il team austriaco in partita, anche se il distacco dalla pole racconta una qualifica in cui la Mercedes ha avuto qualcosa in più sul giro secco.Più complicato il sabato di Oscar Piastri. L'australiano, che dodici mesi fa aveva dominato il fine settimana di Barcellona, questa volta non è riuscito a trovare la stessa efficacia, confermando le difficoltà emerse nel corso del weekend.Leclerc rovina tutto in curva 4La qualifica della Ferrari resta però segnata dall'incidente di Charles Leclerc. Dopo appena un minuto e mezzo dall'inizio della Q3, il monegasco ha perso il controllo della SF-26 in uscita da curva 4, probabilmente dopo aver anticipato troppo l'accelerazione.La monoposto ha avuto il classico effetto pendolo dopo un controsterzo e Leclerc non è più riuscito a riprenderla, finendo violentemente contro le barriere. Il muso è andato distrutto e la sospensione anteriore sinistra ha riportato danni importanti. Per i meccanici Ferrari ci sarà lavoro extra in vista della gara, mentre Leclerc dovrà accontentarsi della decima posizione in griglia. Il resto della Top 10Ottima la qualifica di Liam Lawson, ottavo con la prima Racing Bulls. Il neozelandese è riuscito a portare la vettura del team faentino nella fase decisiva, confermando una buona competitività sul giro secco. Nico Hulkenberg ha chiuso nono, firmando una qualifica solida e portando l'Audi in top ten. Gabriel Bortoleto si è invece fermato al dodicesimo posto, subito davanti alle due Alpine di Franco Colapinto e Pierre Gasly.L'argentino ha preceduto il compagno di squadra per 70 millesimi su una pista dove Alpine si aspettava qualcosa in più, anche alla luce delle caratteristiche della power unit Mercedes montata sulle A526.Nelle retrovieOliver Bearman non è andato oltre il quindicesimo tempo, ma ha comunque confermato di essere il riferimento interno della Haas, precedendo Esteban Ocon. Il francese continua a vivere un momento difficile ed è stato eliminato già in Q1, lontano quasi due decimi dal passaggio al turno successivo.Weekend complicato anche per la Williams. Carlos Sainz e Alexander Albon sono rimasti fuori presto, con lo spagnolo alle spalle di Bearman e Albon soltanto diciottesimo. La sensazione è che il team di Grove stia pagando ancora il sovrappeso delle proprie monoposto, almeno sul giro secco.In coda allo schieramento restano Cadillac e Aston Martin Racing. Sergio Perez e Valtteri Bottas hanno ottenuto il diciannovesimo e ventesimo tempo con le Cadillac, mentre Lance Stroll e Fernando Alonso chiuderanno la griglia con le AMR26.I risultati completi delle qualifiche di Barcellona >>
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50 Alfa al via e tre in testa: la 1000 Miglia 2026 è nel segno del Biscione

Mentre la 1000 Miglia lascia alle spalle la Città Eterna e punta verso Rimini, entrando nelle giornate decisive della sua 44 rievocazione storica, c'è un marchio che continua a comparire con impressionante frequenza lungo tutto il percorso. Alfa Romeo, presente con ben 50 vetture al via e ancora una volta protagonista di quell'intreccio unico tra storia, passione e cultura automobilistica che rende speciale la Freccia Rossa. Un'eredità storica imbattuta Non potrebbe essere altrimenti. La Casa del Biscione e la 1000 Miglia condividono infatti una storia lunga quasi un secolo, fatta di undici vittorie assolute conquistate tra il 1928 e il 1957, un record ancora oggi imbattuto. Un'eredità che continua a vivere ogni anno sulle strade della rievocazione. La 1900 Super Sprint guidata dai Subsonica Tra le Alfa più ammirate dell'edizione 2026 c'è la 1900 Super Sprint del 1956 proveniente dall'Heritage Hub di Stellantis e abitualmente esposta al Museo Storico di Arese. Carrozzata da Touring, è una delle granturismo italiane più eleganti degli anni Cinquanta: proporzioni impeccabili, motore quattro cilindri bialbero da due litri e quella capacità, tipicamente Alfa Romeo, di coniugare sportività e raffinatezza. A renderla ancora più speciale è l'equipaggio. Al volante si alternano infatti alcuni componenti dei Subsonica, protagonisti di una collaborazione con il marchio avviata nei mesi scorsi. Un incontro tra due realtà torinesi che condividono carattere, personalità e una forte identità italiana. Il dominio delle Alfa Romeo 6C 1750 in classifica A conferma di quanto il legame tra Alfa Romeo e la 1000 Miglia sia ancora oggi fortissimo, basta dare un'occhiata alla classifica provvisoria della rievocazione 2026. Al comando della gara di regolarità figurano infatti tre Alfa Romeo 6C 1750, il modello che più di ogni altro incarna l'epopea sportiva del Biscione. Fra queste spicca la 6C 1750 SS del 1929 di Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, plurivincitori della Freccia Rossa e autentici specialisti della manifestazione, ancora una volta protagonisti nelle posizioni di vertice. Il debutto della Giulia Quadrifoglio Luna Rossa La presenza del Biscione alla 1000 Miglia non guarda però soltanto alle vetture del passato. Al seguito della carovana trovano posto anche diversi modelli della gamma attuale, tra cui la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, serie speciale realizzata in appena dieci esemplari e già interamente venduta. La 1000 Miglia è stata scelta come palcoscenico per il suo debutto dinamico, con Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati, al volante.
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Torna la Panda 4x4, ma non è l'integrale che ti aspetti

La Fiat Panda 4x4 è una delle utilitarie più amate di sempre, indistruttibile e inarrestabile, protagonista indiscussa delle stradine di montagna e non solo. A più di quarant'anni dal debutto, questo modello potrebbe tornare con il "vestito" della Grande Panda: sotto la carrozzeria, però, non ci sarà più l'albero di trasmissione che collega le ruote anteriori a quelle posteriori, ma una soluzione più moderna ed elettrificata.Fiat non ha ancora confermato ufficialmente lo sviluppo della Grande Panda 4x4 (ammesso che si chiami così), ma la concept presentata lo scorso anno lascia aperta la porta a un possibile arrivo sul mercato. Pur senza sbilanciarsi su un futuro di serie, la Casa torinese ha sottolineato che si tratta del "prossimo capitolo nella storia del marchio italiano". Il ritorno di un'icona (senza nostalgia) Già nella sua versione normale, con linee squadrate, la Grande Panda non manca di richiami alla Panda del 1980, nata dalla matita di Giorgetto Giugiaro. L'eventuale declinazione 4x4 non nasconde i legami con l'originale: cerchi bianchi in acciaio e colorazione bordeaux scuro con dettagli beige, come i profili sugli specchietti retrovisori e la scritta 4x4 sul portellone. 4x4 senza albero di trasmissione La Grande Panda è costruita sulla piattaforma Smart Car, che consente l'utilizzo di propulsori termici, elettrificati ed elettriche, ma non prevede una trazione integrale meccanica come sulle Panda 4x4. Per questo motivo, al propulsore ibrido da 110 CV all'anteriore, con cambio e-DCT a sei rapporti, potrebbe essere abbinato un secondo motore elettrico sull'asse posteriore, gestito dall'elettronica.Una soluzione che riprende, a livello tecnico, quella già adottata da altri costruttori, come nel caso di Toyota, ma anche da modelli del gruppo Stellantis, come Jeep Avenger 4xe e Alfa Romeo Junior Q4, costruite però sulla piattaforma CMP: difficile che la Grande Panda 4x4 adotti gli stessi 145 CV. Assetto rialzato e spirito off-road Rispetto alla versione a due ruote motrici, la Grande Panda 4x4 si distingue per l'assetto rialzato, i passaruota in plastica e le protezioni sottoscocca anteriori e posteriori. Il portapacchi sul tetto con luci LED resta una soluzione da showcar, mentre i piccoli fendinebbia quadrati sul frontale potrebbero essere confermati anche sul modello di serie. In ogni caso, Fiat non ha escluso la possibilità di arricchire questo modello con ulteriori accessori.Gli interni riprenderebbero lo stile della Grande Panda attuale: la concept anticipava soluzioni diverse, con plastiche azzurre per plancia e console centrale e rivestimenti in velluto a coste marrone chiaro. Per ragioni di praticità e di costo, la versione di serie potrebbe puntare su materiali più semplici, resistenti e lavabili. Quando arriva e quanto costerà Al momento non c'è una conferma ufficiale dello sviluppo di questo modello, men che meno delle tempistiche del suo arrivo sul mercato: se, come le nostre indiscrezioni lasciano intuire, la Grande Panda 4x4 si farà, la sua presentazione dovrebbe arrivare a cavallo tra il 2026 e il 2027. Difficile che debutti al Salone di Parigi di ottobre, però: lì l'attenzione sarà tutta per le nuove Grizzly e Grizzly Fastback, accanto alla concept che anticipa la nuova E-Car di casa Fiat. Sul fronte prezzi, è ragionevole attendersi un sovrapprezzo di qualche migliaio di euro rispetto alla versione ibrida a due ruote motrici, che parte da 19.900 euro. La Fiat Grande Panda 4x4 potrebbe restare sotto i 25.000 euro, collocandosi tra le vetture a trazione integrale più accessibili. Grande Panda 4x4 contro tutte Il segmento delle cittadine a trazione integrale è piuttosto limitato, ma la Grande Panda 4x4 dovrà comunque confrontarsi con modelli popolari, anche se molto diversi per soluzioni tecniche e vocazione: dalla Suzuki Swift 4WD alla Toyota Yaris Cross AWD-i, fino a KGM Tivoli e Dacia Duster 4x4. 
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