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Motorlux, benvenuti nella serata più esclusiva della Monterey Car Week

Finalmente Motorlux sembra aver trovato la sua collocazione. E, soprattutto, la sua anima. Nato sulle ceneri del McCall's Motorworks Revival, lo storico appuntamento creato nel 1991 da Gordon e Molly McCall e passato sotto l'ala di Hagerty, dopo qualche anno alla ricerca di una propria identità oggi è diventato qualcosa di più definito: un grande happening mondano e culinario, con automobili e aerei a fare da magnifico contorno. da qui, dal Jet Center della penisola californiana, che prende vita la Monterey Car Week. Il primo posto dove bisogna esserci, prima ancora che cominci la lunga liturgia di Pebble Beach, The Quail, Laguna Seca e delle grandi aste. Più di 4.000 ospiti, oltre 120 automobili e 15 aerei, 27 partner gastronomici e 55 dedicati a vini e beverage. Numeri importanti, che raccontano solo in parte l'atmosfera. Perché Motorlux è soprattutto una grande party USA dedicato al lusso, dove si mangia e si beve bene, si incontrano collezionisti, commercianti e costruttori e, soprattutto, si fa business. Bugatti, supercar, one-off e pezzi da collezione diventano quasi elementi di una scenografia nella quale i potenziali clienti passeggiano con calici in mano e uomini e donne vestiti per l'occasione si lasciano intervistare dai canali televisivi glamour. Quest'anno, però, la differenza si vede. Le automobili sono finalmente organizzate in aree tematiche, ciascuna con una propria identità. Particolarmente riuscita la "Chasing Cherry Blossoms" dedicata al Giappone: un HondaJet nel mezzo dell'hangar, ciliegi in fiore ricreati tutt'intorno, automobili giapponesi dalla NSX alle Nismo passando per le city car e cucina del Sol Levante. Poco più in là si passa all'Italia dei dodici cilindri, qualche Ferrari, una 037. Dalla tradizione inglese con una vecchia Rover alle Bugatti francesi, alle follie dei rally e alle one-off costruite per clienti che difficilmente hanno bisogno di chiedere il prezzo. una sorta di giro del mondo dell'automobile fatto senza lasciare il piazzale dell'aeroporto. E poi si mangia. Molto e bene. Ristoranti Michelin, Wagyu, caviale, champagne e alcune delle grandi cantine californiane. Il biglietto è tutt'altro che popolare - siamo nell'ordine di diverse centinaia di dollari - ma probabilmente è proprio questo il punto: Motorlux non vuole essere un salone dell'auto. Vuole essere una serata mondana nella quale le automobili sono il linguaggio comune. Del resto Hagerty ormai non è più soltanto la compagnia americana specializzata nell'assicurazione delle auto da collezione. Intorno all'auto ha costruito un ecosistema che comprende valutazioni, aste, club, eventi e servizi per i collezionisti. Motorlux è la sua vetrina più mondana: per una sera l'auto smette quasi di essere il fine e diventa il lasciapassare per entrare in un mondo.Benvenuti a Monterey, quindi. La prima serata è andata, ma da questa mattina il ritmo cambia completamente. Aprono i saloni delle grandi case d'asta, mentre le Case automobilistiche iniziano ad accogliere nelle ville disseminate fra Carmel e Pebble Beach i clienti migliori, lontano dalla confusione. A Laguna Seca, intanto, le protagoniste della Monterey Motorsports Reunion scaldano i motori. E questa mattina è partito anche il Pebble Beach Tour d'Elegance: oltre 150 delle automobili che domenica sfileranno sul green della 18 buca lasciano per qualche ora l'immobilità del Concours per dimostrare di saper ancora fare quello per cui erano nate: viaggiare. Il Tour attraversa la 17-Mile Drive e Highway 1 e ha anche un peso concreto nel concorso: se due vetture terminano a pari merito nella propria classe, quella che ha completato il Tour ottiene la preferenza. Quest'anno, però, sulla festa c'è anche un'ombra molto reale. Big Sur, uno degli angoli più spettacolari della costa californiana, sta bruciando. Il Timber Fire ha imposto ordini di evacuazione, minaccia centinaia di strutture e ha costretto alla chiusura di un tratto della Highway 1. Mentre a Monterey arrivano alcune delle automobili più preziose del mondo, pochi chilometri più a sud centinaia di vigili del fuoco combattono contro le fiamme. anche questa la Monterey Car Week: un mondo apparentemente sospeso, fatto di automobili milionarie, jet privati, champagne e prati tagliati al millimetro. Ma basta percorrere qualche miglio perché la California vera torni a ricordare che, fuori dai cancelli di Pebble Beach, continua la vita normale. E siamo soltanto all'inizio.
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Auto, nuove regole Ue: più materiali riciclati e stop all'export di quelle da rottamare

entrato ufficialmente in vigore un regolamento comunitario destinato ad avere un importante ruolo nell'indirizzare il futuro dell'industria dell'auto europea. Si tratta delle nuove norme su progettazione, produzione, raccolta e trattamento a fine vita dei veicoli: il pacchetto di disposizioni ha l'obiettivo esplicito di rafforzare l'economia circolare nel settore automobilistico, e quindi l'autonomia strategica dell'Europa nell'approvvigionamento di materiali e materie prime. Ambiti, criteri e obiettivi Il regolamento 2026/1738 interessa dai 10 ai 12 milioni di veicoli che ogni anno giungono a fine vita e vengono smaltiti come rifiuti. Nonostante siano fonte di materie preziose, spesso non vengono trattati correttamente e si trasformano spesso in grossi problemi ambientali. Al contrario, l'economia europea potrebbe recuperare, riutilizzare e riciclare milioni di tonnellate di materiali come acciaio, alluminio, rame e plastica.Il regolamento è quindi stato definito per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti, ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini, creare nuove opportunità commerciali per l'intera industria, favorire la collaborazione tra produttori, demolitori e riciclatori e ridurre sprechi e impatto ambientale.I produttori dovranno, per esempio, fornire istruzioni chiare e dettagliate per la rimozione e la sostituzione dei componenti sia durante l'utilizzo che a fine vita, garantendo una più agevole demolizione dei veicoli. Le nuove regole, infatti, incoraggiano una progettazione che faciliti lo smontaggio, il riutilizzo, il riciclo e il recupero. Il regolamento introduce anche i primi obiettivi obbligatori in Europa per il contenuto di plastica riciclata nei veicoli, al fine di stimolarne la domanda: la percentuale di plastica riciclata dovrà arrivare al 15% entro il 2032 e al 25% per il 2036. Inoltre, la Commissione Ue stabilirà specifici obiettivi di contenuto riciclato per acciaio e alluminio, che dovrebbero applicarsi a partire dal 2033.Le misure che incoraggiano il riutilizzo, la rigenerazione e il ricondizionamento aumenteranno la disponibilità di ricambi usati. Il rafforzamento della responsabilità del produttore dovrebbe assicurare un adeguato finanziamento delle attività di trattamento dei rifiuti e promuovere un riciclo di qualità superiore. Inoltre, il regolamento vieta l'esportazione di veicoli a fine vita: solo le auto idonee alla circolazione potranno essere spedite al di fuori dell'Ue.
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La Lancia Gamma HF Integrale arriverà un anno prima del previsto: eccola senza camuffature

Cominciano i primi test su strada della versione più potente della Lancia Gamma, la HF Integrale. Quella che vedete in queste immagini è una versione di pre-serie fotografata da Walter Vayr, senza camuffature, in color Nero Vulcano. Diversamente da quanto si pensava inizialmente, la Gamma HF Integrale arriverà un anno prima del previsto, ossia insieme alle altre motorizzazioni. Da 0 a 100 in meno di 5 secondi La Lancia Gamma HF Integrale avrà un assetto sportivo dedicato, con carreggiate allargate e pneumatici di maggiori dimensioni. Non mancheranno i dettagli sportivi, a cominciare dai cerchi neri a 10 razze che vediamo in queste immagini, che lasciano intravedere dischi autoventilanti di maggiori dimensioni. Sportivo anche l'abitacolo, con sedili contenitivi, dettagli blu sulle portiere e il logo HF sulla razza inferiore del volante. Come già visto con la Lancia Ypsilon, l'estetica di questa variante sarà ripresa anche dalle versioni HF Line della Gamma. La vedremo a ottobre La Lancia Gamma, che segna il ritorno del marchio nel segmento D, debutterà ufficialmente al prossimo Salone di Parigi. Costruita sulla piattaforma STLA Medium di Jeep Compass e DS N8, sarà costruita come loro nello stabilimento di Melfi. La nuova Gamma arriverà nelle concessionarie con un powertrain ibrido da 145 CV e un'autonomia dichiarata di oltre 1.000 km: sarà questa, con ogni probabilità, la versione più venduta. Accanto alla più potente HF Integrale ci saranno altre due varianti full electric: a trazione anteriore, con motore da 170 kW (230 CV) e batteria da 74 kWh, per un'autonomia di 540 km, e Long Range dual motor da 180 kW (245 CV) e batteria da 97 kWh, accreditata di oltre 730 km di autonomia. Come anticipato in anteprima da Quattroruote sul numero di agosto 2025, la Gamma HF integrale si fregerà del logo HF con l'elefantino rosso, visibile nella parte bassa della fiancata, accanto alle ruote posteriori, e monterà un powertrain dual motor: trazione integrale e una potenza di picco che dovrebbe aggirarsi attorno ai 276 kW (375 CV), sufficiente per uno 0-100 km/h coperto in meno di 5 secondi. La batteria sarà la stessa da 97 kWh utilizzata dalla Long Range normale, per un'autonomia di circa 675 chilometri. Saprà farsi riconoscere
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Auto, arriva l'obbligo della Pec: senza non si potranno fare revisione e passaggio di proprietà

C'era da immaginarselo che prima o poi ci si sarebbe arrivati: tutti i proprietari di una macchina o di una moto o in generale di un veicolo a motore immatricolato in Italia dovranno avere un domicilio digitale. Ossia avere un indirizzo di posta elettronica certificata, la cosiddetta Pec, da registrare nell'Inad, l'Indice nazionale dei domicili digitali.Un balzo in avanti epocale, ma coerente con la digitalizzazione spinta che finalmente caratterizza anche la pubblica amministrazione. La clamorosa novità è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada sul quale il ministero dei Trasporti ha aperto una pubblica consultazione e attorno al quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimere un parere o ad avanzare proposte di modifica entro il 13 settembre. Obbligo immediato per chi compra un'auto nuova Se la novità sarà confermata, al momento dell'acquisto di un'auto nuova bisognerà obbligatoriamente fornire un indirizzo Pec, necessario per il rilascio della carta di circolazione e della targa. Per quanto riguarda, invece, le auto già in circolazione, il domicilio digitale dovrà essere fornito solo nel momento in cui sarà necessario svolgere una delle seguenti operazioni:Revisione periodicaAggiornamento della carta di circolazioneTrasferimento della proprietàNazionalizzazioneReimmatricolazioneE non sfuggiranno a quest'obbligo nemmeno le vetture immatricolate all'estero ma nella disponibilità di persone residenti in Italia. Anche l'iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri, sarà infatti soggetta al possesso di una Pec. Senza Pec niente trapasso e niente revisione In pratica, in occasione dell'acquisto di una vettura usata, bisognerà obbligatoriamente fornire, insieme agli altri dati personali, anche la propria Pec; e si dovrà farlo anche in seguito a furto o smarrimento della targa, un evento che implica la reimmatricolazione della vettura; oppure in seguito alla modifica delle caratteristiche costruttive dell'auto, operazione che implica l'aggiornamento della carta di circolazione in seguito a visita e prova in una sede della Motorizzazione civile; e, ancora, al momento della revisione della vettura, che, come si sa, va effettuata per la prima volta dopo quattro anni dall'immatricolazione e, successivamente, ogni due.E non vi sarà modo di sfuggire. La comunicazione di un domicilio digitale valido, infatti, sarà condizione necessaria per immatricolare l'auto, revisionarla, nazionalizzarla eccetera.E, ovviamente, un domicilio digitale, non necessariamente lo stesso, dovrà restare attivo fino a quando si manterrà la proprietà del veicolo. 
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Madrid rassicura Saic: la fabbrica della MG in Galizia si farà

Saic Motor sembra aver superato uno dei maggiori ostacoli per la sua prima fabbrica europea. Il costruttore cinese ha già da tempo scelto la cittadina portuale di Ferrol, in Galizia, per costruire un impianto di assemblaggio per il marchio MG. Tuttavia, negli ultimi giorni è emersa una criticità che avrebbe anche potuto trasformarsi in un ostacolo insormontabile. In particolare, importanti testate spagnole hanno sollevato i potenziali rischi per la sicurezza nazionale legati alla vicinanza di una base navale della Marina militare al luogo scelto da Saic per il suo insediamento industriale. Il Ministero della Difesa è stato quindi costretto a intervenire per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio: il dicastero, per la parte di sua competenza nel processo autorizzativo, darà il suo via libera al progetto.   Il progetto e i dubbi spagnoli In particolare, Saic ha scelto un'area all'interno del porto di Ferrol per realizzare un impianto con una capacità annua fino a 120 mila veicoli: la produzione dovrebbe iniziare nel 2028, e l'investimento da 200 milioni di euro è destinato a creare 2.300 posti di lavoro diretti e indiretti. Tuttavia, il terreno selezionato dai cinesi è vicinissimo (appena 5 chilometri) all'arsenale militare di Ferrol e al cantiere navale di Navantia, impresa pubblica specializzata nella produzione di imbarcazioni militari. Pochi giorni fa, diverse testate, tra cui El Mundo ed El Pais, hanno lanciato un allarme sulla base di alcuni rapporti interni dell'Esercito e del servizi segreti spagnoli: alti funzionari hanno sollevato il problema della possibile minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dal progetto cinese e il rischio di spionaggio su importanti infrastrutture militari: Ferrol, infatti, è un porto chiave per la marina spagnola ed è un sito di manutenzione per le fregate F-100 (Classe lvaro de Bazán) impegnate nelle missioni della Nato. Secondo le varie testate, i funzionari temono che la Saic possa ottenere informazioni sensibili sui movimenti quotidiani della marina e che Ferrol perda lo status di porto sicuro in seno a Nato e Ue.  Le rassicurazioni Immediatamente dopo la diffusione delle indiscrezioni, la ministra della Difesa, Margarita Robles, ha contattato il presidente della Xunta galiziana, Alfonso Rueda, per fornire le necessarie rassicurazioni sul sostegno al progetto una volta sottoposto all'esame e all'approvazione del governo. Il Ministero della Difesa, secondo un portavoce del governo galiziano, è impegnato da mesi in trattative con Saic e non ha espresso "alcuna preoccupazione in merito alla sicurezza". Dal ministero sono arrivate conferme in merito, nonché un'importante precisazione: il progetto sarà soggetto all'approvazione di un Comitato per gli Investimenti Strategici, che, dal canto suo, potrebbe imporre delle condizioni su temi come, per l'appunto, la sicurezza: si tratterebbe di clausole già applicate ad altre aziende che operano in zone vicine a installazioni militari.Sul tema, tra l'altro, è intervenuto il Ministro per la Trasformazione Digitale e la Pubblica Amministrazione, scar López, che ha difeso il progetto di Saic e ha espresso la convinzione che non ci sarà alcun problema per la sua realizzazione. Tuttavia, non ha escluso che vengano stabilite delle "condizioni" per garantirne la fattibilità e il rispetto della sicurezza nazionale. "Questi investimenti vengono analizzati ed è possibile che vengano formulate una serie di raccomandazioni , dal punto di vista economico o della sicurezza, che verranno prese in considerazione e renderanno l'operazione fattibile", ha garantito López, sottolineando l'importanza del progetto e pertanto la necessità che il governo prenda in considerazione tutti gli aspetti economici, industriali, occupazionali "e anche di sicurezza nazionale".In altre parole, nonostante qualche dubbio ai piani alti dell'esercito, il progetto della Saic non sembra a rischio. Almeno per ora.
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Louis Vuitton e Singer firmano due nuove Porsche 911 (esagerate)

Tra le tante novità della Monterey Car Week ce n'è anche una che nessuno s'aspettava: Louis Vuitton ha collaborato con la Singer Vehicle Design per realizzare due special su base Porsche 911. Il punto di contatto tra l'officina californiana e la Maison francese è la La Fabrique du Temps in Svizzera, dove la genesi del progetto ha preso corpo attorno a un cronografo da plancia Tambour. Da lì, l'integrazione è diventata totale: un intero anno di ricerca e sviluppo è stato dedicato esclusivamente alla riprogettazione della strumentazione. Tachimetro, contagiri e manometri non sono solo semplicemente rivestiti di pelle, ma ripensati nei minimi dettagli grafici, con finiture in blu cobalto e arancione, indici e lancette che ricalcano l'estetica orologiera di lusso. Zero plastica La prima delle due vetture, la Porsche 911 Reimagined by Singer - Classic, è una coupé che celebra 172 anni di storia di Louis Vuitton. La livrea combina i colori iconici della maison parigina: zafferano, blu cobalto e giallo. Quest'ultimo non è casuale: è un omaggio ai bauli progettati per le spedizioni Citroën del 1924. Gli interni sono un trionfo di pelle naturale, trattata con le stesse tecniche di tintura dei bordi utilizzate per le borse più pregiate. Ogni elemento di plastica è stato bandito: pomelli, interruttori e bocchette d'aerazione sono realizzati di metallo rodiato (una lavorazione che migliora la finitura superficiale dei metalli non nobili), lavorati a mano con finiture lucide e satinate tipiche dell'alta orologeria. Persino i fori di ventilazione dei sedili, rifiniti a mano, riproducono il motivo del fiore Monogram tipico di Vuitton. Tetto apribile e parti d'oro Sotto la direzione di Nicolas Ghesquière, la Classic Turbo in versione cabriolet esplora invece un'estetica nautica. La carrozzeria è tinta in bianco Calcaire Lutétien (omaggio alla pietra parigina), impreziosita da dettagli di oro e legno pregiato. Il vano motore e il bagagliaio posteriore presentano una copertura di legno di teak verniciato, ispirata ai ponti dei motoscafi. Qui, l'orologio Tambour non è nel quadro strumenti, ma incastonato nella console centrale rivestita di pelle, accompagnato da una chiave d'accensione dorata. Il progetto si completa con dotazioni tecniche senza precedenti: sci di Titanal e acciaio, una tavola da surf di quercia e noce e un set di valigie su misura che include il celebre baule Bisten (nato nel 1892) e la borsa Keepall (1930), adattati millimetricamente agli spazi della 911 di Singer.
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Fiat Grizzly, l'erede della 500X arriverà anche a 7 posti

La novità più importante per Fiat da qui alla fine dell'anno è rappresentata dalle due Grizzly, la SUV e la Fastback, che segnano il ritorno della Casa torinese nel segmento delle sport utility medie: non a caso, sono considerate le eredi spirituali della 500X. Accanto a questi due modelli, che verranno svelati in via definitiva al Salone di Parigi, Fiat ha presentato due varianti della microcar elettrica Topolino, la Sport e la Vilebrequin Edition.Andiamo a scoprire le novità Fiat da qui alla fine del 2026. Fiat Grizzly Le linee della Fiat Grizzly sono semplici e ben proporzionate: il frontale e il posteriore si caratterizzano per l'originale firma luminosa a LED, che richiama il disegno di una scacchiera. Per questi modelli è stato realizzato anche un logo specifico, con l'immagine stilizzata di un orso. Sette le tinte carrozzeria tra cui scegliere. Lunga quattro 450 cm, la Grizzly ha proporzioni studiate per massimizzare lo spazio in altezza e il volume dell'abitacolo, così da garantire confort nei viaggi lunghi e agio per le famiglie (arriverà anche a 7 posti), che potranno sfruttare un bagagliaio particolarmente capiente. Questa sport utility sarà declinata anche in una versione Suv-coupé, la Grizzly Fastback: poco più lunga della sorella, 450 cm, nonostante il tetto spiovente e la coda slanciata promette 600 litri di capacità di carico e una praticità adatta alle necessità di tutti i giorni. Costruite sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, condivisa con la Grande Panda, le due SUV avranno motorizzazioni benzina, mild hybrid ed elettriche. Le indiscrezioni parlano di un benzina da 101 CV, versioni full hybrid da 110 e 145 CV e di una elettrica da 156 CV con batteria da 54 kWh. Si tratta però di dati non ancora confermati ufficialmente, e che verranno diffusi solo a Parigi.Quanto costa: da circa 20 mila euroQuando arriva: fine 2026 Fiat Topolino Sport Non è più veloce o potente della Topolino normale, ma vuole distinguersi con un look più grintoso. La Fiat Topolino Sport Special Edition introduce un'estetica specifica: gli esterni offrono quattro colorazioni con strisce a contrasto, badge dedicati sui passaruota, copricerchi e cornici dei fari in nero opaco. Nell'abitacolo si trovano la strumentazione digitale, sedili neri e il vano Dolcevita Box rivestito di vinile effetto carbonio. La dotazione integra inoltre gli altoparlanti Bluetooth Monsterlino. Ha un motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh per 75 km di autonomia dichiarata.Quanto costa: in promozione da 10.550 euroQuando arriva: già disponibile Fiat Topolino Vilebrequin Collector's Edition La serie limitata della microcar torinese nasce dalla rinnovata collaborazione con il brand francese di beachwear, e sarà prodotta in 200 esemplari. Questa versione speciale punta su una livrea bicolore bianco-blu, portapacchi posteriore cromato e un tetto apribile di tela beige. L'abitacolo, di ispirazione nautica, ospita sedili di ecopelle bianca. Invariato il powertrain: motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh da ricaricare con la presa Shuko.Quanto costa: da 13.490 euroQuando arriva: già disponibile
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Benzina a 1,987 euro e diesel a 2,082: nuovi rincari alla pompa

Continuano a salire i prezzi dei carburanti alla pompa. Secondo le ultime comunicazioni del ministero delle Imprese e del made in Italy, questa mattina, 13 agosto, il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,987 euro/litro (+2 millesimi rispetto a ieri) e quello del gasolio a 2,082 euro (+6 millesimi). Sulla rete autostradale, invece, verde a 2,064 euro (+4 millesimi) e diesel a 2,158 euro (+4 millesimi). Il nuovo campanello d'allarme A penalizzare i listini sono sempre le conseguenze delle tensioni geopolitiche sulle quotazioni internazionali del greggio: il Brent, l'indice di riferimento in Europa, è oggi in leggero calo, ma tratta sempre intorno agli 88 dollari al barile, mentre pochi giorni fa era sceso sotto la soglia degli 80 dollari. La risalita è stata causata dall'incertezza sulle trattative tra Iran e Stati Uniti per chiudere la crisi mediorientale e, soprattutto, riaprire lo stretto di Hormuz al transito delle petroliere. Il Medio Oriente non è, però, l'unico problema a pesare sui mercati petroliferi. Ci sono anche le minacce della milizia yemenita degli Houthi al traffico nel Mar Rosso, così come il crollo della produzione di greggio e prodotti raffinati in Russia. In generale, non c'è una singola fase della catena del valore che va dai pozzi di estrazione ai serbatoi delle auto che non stia affrontando delle criticità. A tal proposito, l'ultimo campanello di allarme è stato lanciato dall'Agenzia internazionale dell'energia (Aie): la domanda di petrolio sta continuando a scendere in scia alla decisione di grandi Paesi come la Cina di ridurre i consumi interni, ma anche l'offerta è in contrazione a causa della persistente incertezza in Medio Oriente. Il divario è attualmente coperto dalle scorte strategiche, ma l'agenzia sottolinea come anche queste siano in una fase di rapido esaurimento. In concreto, i mercati petroliferi devono oggi affrontare una carenza di 1,8 milioni di barili al giorno solo per il terzo trimestre perché le "rinnovate ostilità" e le "interruzioni marittime" nello Stretto mettono in pericolo la produzione di greggio. Di conseguenza, è sempre più "urgente" riaprire Hormuz al traffico delle petroliere per ridurre fattori di rischio come il crollo della produzione russa.
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Lutto nell'auto: addio a Hiroshi Okuda, padre della Toyota Prius

La Toyota dice addio a uno dei manager che hanno impresso un'impronta indelebile sulla sua storia. All'età di 93 anni è scomparso per cause naturali l'ex presidente Hiroshi Okuda.Non è un manager qualsiasi per l'azienda nipponica: a lui si devono, infatti, alcuni dei principali punti di forza dell'intero gruppo, tra cui l'impronta produttiva globale, l'ascesa nel panorama automobilistico globale e, soprattutto, la leadership nella tecnologia dell'ibrido, a partire dalla capostipite di tutte le auto elettrificate, la Prius. L'impronta di Okuda Okuda, nato vicino Nagoya nel 1932 e laureato in economia aziendale presso la prestigiosa Università Hitotsubashi di Tokyo, ha lavorato alla Toyota per ben 45 anni, ricoprendo incarichi manageriali di altissimo livello: tra il 1995 e il 2006 è stato prima amministratore delegato (fino al 1999) e poi presidente del consiglio di amministrazione.Primo manager esterno alla famiglia fondatrice ad assumere il timone della Toyota, è ricordato per aver ridato slancio a un'azienda allora in difficoltà finanziarie e commerciali per colpa dell'impatto di uno yen troppo forte sulle esportazioni e di problemi macroeconomici interni. All'epoca il Giappone, dopo lo scoppio di una bolla immobiliare e finanziaria verso la fine degli anni '80, era appena entrato in quella fase di stagnazione economica destinata a durare oltre 30 anni. Per rilanciare le sorti della società Okuda punta su prodotti innovativi, miglioramento della reputazione e internazionalizzazione. Sui primi due fronti, è cruciale il suo ruolo nello sviluppo della Prius: è lui a dare il via libera definitivo al progetto di cui era responsabile Takeshi Uchiyamada. La prima ibrida al mondo, lanciata in Giappone nel 1997, consente alla Toyota di migliorare immagine e reputazione, ma sono i progetti di espansione all'estero a dare slancio alle vendite e a porre le basi per il sorpasso su General Motors e la conquista della leadership globale . Okuda, per esempio, ad approvare la fabbrica francese di Valenciennes, l'aumento dei volumi produttivi e nuovi stabilimenti negli Stati Uniti. A lui, però, si deve anche la chiusura, per la prima volta nella storia dell'azienda, di un impianto giapponese. 
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BYD Seal 06, la nuova plug-in che percorre fino a 2.370 km con un pieno

BYD ha presentato per il mercato cinese il Model Year 2027 della Seal 06, filante elettrica venduta anche in Italia con motorizzazione plug-in DM-i. In Cina, dove questo modello c'è anche in versione full electric, la gamma prevede dodici configurazioni, con prezzi che partono da 99.900 yuan (poco più di 12.800 euro) per la plug-in e da 109.900 yuan (poco più di 14 mila euro) per la BEV. Le novità del MY27 La BYD Seal 06 misura 4.870 mm di lunghezza, 1.890 di larghezza e 1.495 di altezza, mentre il passo è cresciuto di 30 mm e arriva a 2.820 mm. Il restyling interviene in maniera molto leggera sugli esterni, dove troviamo il nuovo disegno dei gruppi ottici anteriori a LED, con uno stile chiamato "Wave Star River", così come i condotti aerodinamici alle estremità dei paraurti. Le motorizzazioni La versione elettrica monta un motore da 240 kW (326 CV), che consentono alla Seal 06 di scattare da ferma a 100 km/h in 5,9 secondi. Due i tagli di batterie LFP disponibili, da 53 e 634 kWh, per autonomie - nel generoso ciclo di omologazione cinese - rispettivamente di 530 e 630 km. Gli accumulatori sono Blade Battery di seconda generazione, e possono quindi sfruttare la ricarica Flash Charging del costruttore cinese, che con potenze fino a 1.500 kW riduce a pochi minuti il tempo totale di ricarica. La plug-in fa più di 2 mila km Le versioni plug-in DM-i abbinano invece un 1.5 aspirato da 74 kW (101 CV) alla trasmissione ibrida EHS, con motore elettrico anteriore da 120 kW (163 CV) o 175 kW (238 CV) e batterie da 25 o 34 kWh: le autonomie in elettrico sono di 230 e 320 km. Con gli accumulatori carichi e il serbatoio della benzina da 65 litri, secondo la Casa è possibile percorrere fino a 2.370 km. C'è sempre lo schermo che ruota di 90 Limitati anche gli interventi in abitacolo, dove rimangono la strumentazione digitale da 8,8" e l'infotainment rotante da 15,6". Cambia lo stile della plancia, che prevede una fascia di plastica a tutta larghezza all'interno della quale è inserito il quadro strumenti. Sugli allestimenti top di gamma sono presenti anche un head-up display da 29" e l'assistente vocale con la AI di DeepSeek. Accanto alla guida assistita di livello 2, le versioni più ricche montano il sistema God's Eye 5.0 con LiDAR, per muoversi in maniera semi-autonoma in città e sulle autostrade.
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EVO 7 Kairos, la C-SUV da 174 CV che costa meno di 30 mila euro

un'auto passata un po' inosservata, la EVO 7 Kairos. Che dopo il suo debutto al Salone di Torino dello scorso anno non s'è ancora fatta vedere a livello mediatico. Ma con un prezzo di listino sotto i 30 mila euro e dimensioni che consentono di trovare spazio a tutta la famiglia, questa C-SUV può essere un modello che vale la pena tenere d'occhio. Le origini, come sempre per le vetture del gruppo DR, sono cinesi e più precisamente lei è l'evoluzione della Jac JS6 (venduta in alcuni stati Europei, come la Svizzera, dove costa 29.900 euro in versione ibrida plug-in) e viene proposta, con un frontale rivisitato e altre modifiche, solo in versione termica con cambio automatico. La EVO 7 Kairos a benzina ha un prezzo di listino di 29.900 euro (28.900 euro in promozione con rottamazione o permuta), mentre per la versione a Gpl servono 31.900 euro. Le dimensioni La EVO 7 Kairos si presenta come una C-SUV dalle proporzioni generose, con una lunghezza di 4.605 mm, una larghezza di 1.890 mm e un'altezza di 1.700 mm, con un passo di 2.720 mm. All'interno, l'abitacolo è configurato per ospitare fino a 5 passeggeri, mentre il bagagliaio arriva a 490 litri dichiarati, un volume che rimane costante indipendentemente dalla motorizzazione scelta.  I motori Disponibile sia a benzina sia in versione bifuel a Gpl, la EVO 7 Kairos è spinta spinta da un quattro cilindri 1.5 turbo con distribuzione a catena, abbinato alla trazione anteriore e a un cambio automatico doppia frizione a sei rapporti. L'assetto prevede sospensioni anteriori MacPherson e posteriori indipendenti multilink, con cerchi di lega da 19 pollici di serie. In termini di prestazioni e consumi, la versione a benzina eroga 174 CV con una coppia di 288 Nm, per un consumo dichiarato di 7,4 l/100 km e 171 g/km di emissioni di CO2 nel ciclo Wltp. La variante a Gpl vede la potenza scendere leggermente, 162 CV, con 260 Nm di coppia; i consumi si attestano a 9,5 l/100 Km, ma con emissioni di CO2 più contenute, pari a 153 g/km. La versione a doppia alimentazione dispone di un serbatoio Gpl da 80 litri nominali (64 litri effettivi) oltre a quello da 55 litri per la benzina.  Gli interni All'interno, la EVO 7 Kairos è caratterizzata da un doppio schermo da 12,3" per quadro strumenti e infotainment, quest'ultimo con integrazione Apple CarPlay e Android Auto. Di serie sono previsti anche sedili sportivi riscaldabili, un impianto audio con otto speaker e un ampio tetto panoramico che aumenta la luminosità e la percezione dello spazio a bordo.
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