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Con Garage Italia Customs il mito della 500 Spiaggina arriva negli USA

One-off, hypercar da cardiopalma, restomod e aste milionarie che hanno battuto ogni record (vedi il caso Ferrari Luce) hanno infiammato una Monterey Car Week più fredda del solito, parlando di temperature ovviamente. Ma insieme a tutto questo paradiso motoristico, c'è una piccolina completamente realizzata in Italia che ha conquistato un facoltoso collezionista americano a Pebble Beach. Stiamo parlando dell'ultima 500 Spiaggina by Garage Italia Customs, modello che abbiamo toccato con mano sull'asfalto della nostra pista di Vairano in esclusiva , prima che prendesse il volo per le dorate coste californiane. Un po' di storia  Esteticamente ispirato alla 500 Ghia Jolly, questo modello di Garage Italia si aggiunge alla lista di Spiaggine che, dal boom economico di fine anni 50 a oggi, hanno raccolto un lungo elenco di facoltosi estimatori. Da Giovanni Agnelli ad Aristotele Onassis, sono diversi infatti i personaggi famosi che nelle loro vacanze al mare si sono mossi con una spiaggina, come mezzo di utilità (molto chic) per percorrere l'ultimo miglio dalla barca ormeggiata in porto al centro paese. Un nome, quello della Spiaggina, non solo collegato alle località di mare: solitamente per questo tipo di vetture sono tanti i dettagli legati al mondo della nautica (interni di teak o corde che sostituiscono le portiere) così come si deve il nome al primo modello di questo tipo, la Fiat 500 Boano Spiaggia del 1958. E come se non bastasse i sedili in vimini e i rivestimenti di tessuto colorato ricordano le sedie a sdraio pieghevoli da lungomare: le spiaggine, appunto.  Made in Italy ultra personalizzato Basata su una carrozzeria a scocca portante, questa 500 Spiaggina di Garage Italia vanta una livrea ad hoc realizzata su specifica richiesta del cliente: tinta base color panna con un set di strisce bicolore (rosso e blu) che corrono dall'avantreno fino alla coda. Interni invece firmati Bonacina storico brand di arredamento di design italiano con rivestimenti specifici per l'outdoor. L'architettura del Cinquino originale è stata leggermente modificata per migliorarne il confort: plancia ridisegnata e nuovi vani portaoggetti. La corda al posto del portiere e il pavimento, invece, sono un chiaro riferimento al mondo della nautica. E ovviamente ogni particolare è costruito e assemblato in Italia. E un po' di meccanica Niente bicilindrico nel vano posteriore: questa Spiagginia è più moderna di quella dell'Avvocato, con un motore brushless asincrono trifase da circa 14 CV che prende posto del Tipo 110 di Giacosa. Autonomia di 140 km secondo ciclo Wltp, grazie a un pacco da batterie da 11 kWh a cui si aggiunge un sistema di rigenerazione in frenata. Grande differenze rispetto al Cinquino del secolo scorso anche per quanto riguarda il feeling col volante: troviamo infatti un servosterzo elettrico che rende di gran lunga più confortevole la marcia alle base velocità. Ed è pure omologata Con queste caratteristiche, la Spiaggina è un quadriciclo pesante elettrico della categoria L7e  quindi se targato può circolare normalmente per le nostre strade  con quattro posti e persino le cinture di sicurezza. La plancia ridisegnata prevede una serie di leve e comandi come l'azionamento dei tergicristalli, il selettore di marcia oppure il tasto per le due differenti modalità di guida (normale o Eco), riconoscibili sul quadro strumenti ora totalmente digitale grazie al disegno di una lepre o di una tartaruga. 
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Mercedes Classe C, il restyling porta l'intelligenza artificiale a bordo

No, nonostante l'arrivo della nuova Classe C elettrica, la W206 non è affatto morta. Dopo sei anni di carriera, la berlina della Stella si concede un restyling nella sua versione con cilindri e pistoni, che continuerà la propria carriera affiancando la sorella a batteria. Niente rivoluzioni nello stile o nella tecnologia: la "C" si è aggiornata con nuovi contenuti, mantenendo un'ampia offerta di motori tutti ibridi mild o plug-in che continua a comprendere delle versioni a gasolio. La Classe C restyling sarà ordinabile in Germania dal 18 agosto 2026, con prezzi che partono da 48.844 euro per la C 200 berlina .Per il mercato italiano, al momento, i listini non sono stati ancora comunicati. La Storia La Classe C non è semplicemente un modello della gamma Mercedes, è uno dei pilastri più importanti della sua storia recente.  Era dicembre del 1982 quando venne presentata la 190, la mamma della Classe C, soprannominata affettuosamente baby benz. L'obiettivo dichiarato era semplice: offrire la tecnologia delle sorellone (all'epoca W123 ed S W126) su un segmento medio, più accessibile. Questo nuovo inizio fu evidenziato anche dalla sigla stessa: W201, la prima Mercedes a ricevere un codice progetto con cifra iniziale 2. Fu un successo: un cliente su due della 190 non aveva mai acquistato Mercedes prima di allora. Nel 1993, con la W202, sarebbe arrivata ufficialmente la denominazione Classe C, mentre nel 1996 debuttò anche la prima station wagon. Oggi Mercedes parla di circa 12 milioni di esemplari venduti dal 1982. Insomma, la classe C non è proprio una di quelle macchine che possono permettersi di sbagliare. La generazione attuale è arrivata nel 2021 e ora, a metà del suo ciclo di vita, si aggiorna. Pochi ritocchi ma buoni Chiaramente, trattandosi di un restyling, a prima vista la nuova Classe C non è stata rivoluzionata. La silhouette rimane quella che conosciamo, ma è stata rivista in alcuni dettagli. Uno su tutti la calandra anteriore, cresciuta soprattutto in senso verticale, e con la possibilità di essere illuminata. I nuovi proiettori anteriori riprendono la firma luminosa a stella e sono forse la novità più grande: la nuova generazione dei fari Digital Light (opzionali), con tecnologia Micro-LED, aumenta di circa il 40% l'area illuminata, a fronte di un consumo di energia dimezzato. Il fascio luminoso può inoltre essere orientato dinamicamente e adattato alla strada, migliorando la visibilità senza abbagliare i veicoli provenienti dal senso opposto. Cambia anche la firma luminosa al posteriore, che addotta il disegno a stella delle sorelle maggiori. Aggiornati anche i paraurti, e arrivano nuovi cerchi da 17 a 19 pollici assieme a due nuovi colori per la carrozzeria: Lavender Silver Metallic e Moody Sky Grey Metallic. Termico sì, ma  Tutti i propulsori sono elettrificati: il vertice della gamma è un'ibrida plug-in, mentre tutti gli altre unità adottano il sistema mild hybrid a 48 volt con ISG di seconda generazione, capace di fornire fino a 23 CV e 205 Nm di supporto, e sono Euro 7 ready. La novità più importante è il quattro cilindri benzina M254 EVO da 2.0 litri, con compressore elettrico ausiliario. alimentato dall'impianto a 48 volt, ed elimina il ritardo nella risposta. Tre i livelli di potenza per l'alimentazione benzina MHEV, da 177 a 258 cavalli. Per chi invece non ha intenzione di salutare il gasolio, c'è l'OM 654 EVO, un quattro cilindri MHEV con due livelli di potenza: 163 o 200 cavalli. La parte più alta della gamma è affidata all'ibrida plug-in. La C 400e 4Matic abbina il quattro cilindri benzina a un motore elettrico per una potenza totale di 395 CV e 650 Nm. La batteria ha una capacità utilizzabile di 19,53 kWh e promette di percorrere fino a 100 km in elettrico secondo ciclo Wltp, con ricarica fino a 11 kW in corrente alternata e 55 kW in corrente continua. Più agile e silenziosa Il restyling non si è fermato a motori e software. Mercedes ha rivisto anche la taratura delle sospensioni per ridurre i movimenti del corpo vettura e, secondo la Casa, rendere la Classe C più precisa quando la strada comincia a farsi tortuosa, senza sacrificare il comfort nei viaggi lunghi. Resta anche il retrotreno sterzante (2,5 gradi): il risultato è un diametro di sterzata di 10,64 m, un valore quasi da utilitaria, oltre al vantaggio della maggiore stabilità alle velocità elevate. Migliorata anche l'insonorizzazione e l'aerodinamica. Il Cx è di 0,24 per la berlina e 0,26 per la carrozzeria giardinetta, che assieme agli interventi su specchietti, guarnizioni, isolamento e scarico riducono ulteriormente i disturbi acustici in abitacolo. Fa da sola  L'altro grande capitolo di questo restyling riguarda i sistemi di assistenza alla guida. La nuova classe C può utilizzare fino a 10 telecamere, 5 radar e 12 sensori a ultrasuoni, tutti gestiti attraverso l'architettura MB.OS. A seconda della configurazione, il sistema MB.Drive può intervenire su sterzo, freni e acceleratore. Tra le funzioni c'è anche il Lane Change Assist, che può effettuare automaticamente il cambio di corsia dopo l'azionamento dell'indicatore di direzione. Arriva inoltre sulla Classe C la navigazione in realtà aumentata, già proposta su modelli più grandi come Classe S ed EQS. Non manca la Reverse Function: in determinate condizioni l'auto può ripercorrere automaticamente in retromarcia una parte del tragitto effettuato, utile per divincolarsi dalle strettoie più impegnative. Arriva l'assistente virtuale evoluto Grande salto sui sistemi di bordo. Restano il quadro strumenti da 12,3 pollici e lo schermo centrale verticale da 11,9, ma arriva il nuovo sistema operativo MB.OS per gestire le principali funzioni della vettura. Praticamente assenti i comandi fisici, si fa tutto dallo schermo centrale. La novità più importante è il MBUX Virtual Assistant, che combina ChatGPT, Microsoft Bing e Google Gemini. Può sostenere conversazioni più articolate, ricordare il contesto delle richieste e fornire informazioni su navigazione, punti d'interesse, meteo e molto altro. Il navigatore sfrutta invece Google Maps e l'AI Agent di Google Cloud: parlando con l'assistente si possono cercare destinazioni, parcheggi e stazioni di ricarica, con informazioni sulla loro disponibilità.
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Pebble Beach incorona Hollywood: vince la Duesenberg di Clark Gable

Sono da poco passate le cinque quando Pebble Beach comincia a svegliarsi. ancora buio, l'aria arriva fredda dall'oceano e sul celebre 18 fairway del Golf Links inizia la celebrazione del Dawn Patrol, con qualche centinaio di appassionati pronti ad applaudire le auto che entrano sul green, sorseggiando caffè caldo e andando alla ricerca dei preziosi cappellini che Hagerty distribuisce a caso tra pochi fortunati. La prima a posare le ruote sul green è una Moon 30 Raceabout del 1912. Ha 114 anni e sembra quasi voler ricordare quale sia il senso di Pebble Beach: non soltanto automobili perfette dopo lifting milionari, ma anche testimoni autentici della storia. Questa Moon, mai restaurata, porta addosso il tempo invece di nasconderlo.Una dietro l'altra si presentano sull'erba tutte le aspiranti reginette, mentre il buio lascia spazio alla luce della California. probabilmente il momento più romantico e affascinante di tutta la settimana: prima della folla, prima dei giudici, prima dei premi. L'edizione 2026 ha poi un significato particolare: Pebble Beach celebra i suoi 75 anni e, per festeggiarli, il finale sembra scritto da Hollywood. Il Best of Show va infatti alla Duesenberg SSJ Special Speedster del 1935 legata a Clark Gable. Una delle auto americane più straordinarie mai costruite e una delle sole due SSJ realizzate: l'altra fu commissionata da Gary Cooper. Passo corto, carrozzeria biposto e motore otto cilindri sovralimentato: negli anni Trenta era qualcosa di molto vicino a una supercar ante litteram. Due Duesenberg protagoniste Oggi l'esemplare di Gable appartiene al collezionista americano Harry Yeaggy, di Cincinnati, che racconta di averla inseguita per quarant'anni prima di riuscire ad acquistarla tre anni fa. Per lui non è neppure il primo trionfo a Pebble Beach: nel 2007 aveva già conquistato il Best of Show con un'altra Duesy, la SJ Speedster Mormon Meteor. Con il successo di quest'anno salgono così a otto le vittorie assolute della Casa americana al Concours.E c'è una coincidenza che rende il finale della Monterey Car Week ancora più cinematografico. Soltanto pochi giorni prima, all'asta di RM Sotheby's, un'altra Duesenberg di Clark Gable questa volta una Model JN Convertible Coupé del 1935 aveva cambiato proprietario per 9,08 milioni di dollari, ben oltre la stima di 8 milioni. Carrozzata originariamente da Rollston e successivamente modificata da Bohman & Schwartz secondo i desideri dell'attore: cofano allungato, parabrezza più inclinato e numerosi dettagli specifici. Un'automobile legata anche agli anni vissuti da Gable con Carole Lombard. Due vetture della stessa Casa, dunque, protagoniste della stessa Monterey ma con destini diversi. Prima il martello del banditore trasforma la Model JN in un oggetto da oltre nove milioni di dollari. Poi, la domenica, la SSJ viene incoronata Best of Show di Pebble Beach.  Il trofeo Pininfarina e le altre vincitrici Ma sul green c'è spazio anche per un pezzo importante della storia italiana. Il Pininfarina Trophy 2026 è stato assegnato alla Ferrari 250 GT Serie I Pinin Farina Cabriolet del 1958 di Julio Grosso. Il riconoscimento, nato nel 2025 per celebrare i 95 anni della Pininfarina e diventato parte permanente del Concours, premia la vettura che meglio interpreta i valori di eleganza, innovazione e purezza delle forme della carrozzeria torinese. La Ferrari premiata è una delle circa trenta Serie I Cabriolet costruite, modello che alla fine degli anni 50 segnò l'ingresso di Maranello nel mondo delle spider prodotte in piccola serie. Anche qui, dietro alla perfezione mostrata sul prato, c'è una storia: l'auto aveva trascorso decenni smontata, con i componenti conservati in luoghi differenti, prima di essere riportata alle condizioni originali attraverso un lungo restauro.Quando il sole comincia a scendere verso l'Oceano, la Duesy raccoglie l'ultimo applauso. Non c'è un set, non ci sono cineprese e nemmeno Clark Gable. Ma sul green di Pebble Beach Hollywood torna, per qualche minuto, protagonista. Del resto, the show must go on. BEST OF SHOW1935 Duesenberg SSJ Special SpeedsterHarry Yeaggy, Cincinnati, OhioFINALISTE BEST OF SHOW1938 Delahaye 165 Figoni et Falaschi CabrioletThe Pearl Collection, Baar, Svizzera1955 Ferrari 375 MM Pinin Farina BerlinettaHeinecke Family Collection, Bangkok, Thailandia1954 Ferrari 375 America Vignale CabrioletRQ Collections, The Woodlands, TexasELEGANCE AWARDSGwenn Graham Most Elegant Convertible1935 Duesenberg J Rollston Convertible CoupeB. & Dorothy Nethercutt Most Elegant Closed Car1937 Talbot-Lago T150 C-SS Figoni et Falaschi Teardrop CoupéJules Heumann Most Elegant Open Car1937 Bentley 4 Litre Vanden Plas Sports TourerStrother MacMinn Most Elegant Sports Car1953 Fiat 8V Ghia SupersonicSPECIAL AWARDSArtCenter College of Design Award1974 Lancia Stratos HF Stradale CoupéBriggs Cunningham Trophy1938 Alfa Romeo 8C 2900B Lungo Touring SpiderChairman's Trophy1949 Ferrari 166 MM Touring BarchettaElegance in Motion Trophy1938 Alfa Romeo 8C 2900B Touring BerlinettaEnzo Ferrari Trophy1956 Ferrari 500 Testa Rossa Scaglietti SpyderThe French Cup1937 Dubonnet Xenia Saoutchik Aerodynamic CoupéGran Turismo Trophy1961 Ferrari 250 GT Sperimentale Pininfarina CoupeThe LAP of Luxury Award1955 Lancia Nardi Blue Ray I Vignale CoupeMercedes-Benz Star of Excellence Award1956 Mercedes-Benz 300 SC Pinin Farina CoupeThe Phil Hill Cup1950 Jaguar XK120 Don Parkinson SpecialTony Hulman Trophy1962 Ferrari 250 GTO Scaglietti BerlinettaPininfarina Trophy1958 Ferrari 250 GT Series I Pinin Farina Cabriolet
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Ecco chi ha comprato la Ferrari Luce a 40 milioni di dollari

"Se la sarà ricomprata la Ferrari per far vedere che qualcuno la vuole", "Ognuno è libero di buttare i soldi come vuole, ma mi piacerebbe sapere che faccia ha questo" e tanti, tantissimi altri commenti di questo genere hanno popolato i social sotto i post dedicati alla vendita della prima Ferrari Luce a 40 milioni di dollari. Ma chi l'ha comprata? Si chiama Herbert Wertheim e in america è conosciuto come Dr. Herbie: è un miliardario che si mostra sempre in pubblico con un cappello rosso e che deve parte della sua fortuna alle sue invenzioni, come quella che ha brevettato alla fine degli anni Sessanta per una finitura anti raggi ultravioletti per le lenti di plastica degli occhiali. E non è nuovo a questo tipo di aste: è un filantropo a cui piace sposare cause benefiche e già lo scorso anno si era accaparrato l'ultima Ferrari Daytona SP3 per 26 milioni di dollari. Dal riformatorio (rischiato) alla Nasa Nato a Philadelphia durante la Grande Depressione, Herbert Wertheim da adolescente fuggì di casa lavorando come bracciante e vivendo con gli indiani Seminole nelle Everglades. A 16 anni, un giudice lo pose davanti a un bivio: il riformatorio o la Marina. Scelse il servizio militare, dove iniziò a investire il suo stipendio in borsa con titoli come Lear Jet, arrivando a conoscere personalmente Bill Lear. Mentre era in Marina, si mise a studiare fisica e chimica, ottenendo una borsa di studio in optometria prima di diventare ingegnere della Nasa a Cape Canaveral. La sua intuizione del 1969 rivoluzionò il settore ottico con una tinta per lenti capace di prevenire la cataratta, portando alla fondazione della Brain Power Inc. (BPI), oggi titolare di oltre 100 brevetti.La sua incredibile ricchezza non nasce da speculazioni rapide, ma da una pazienza leggendaria: ha acquistato quote di Apple, Microsoft, Google, GE e Bank of America decenni prima che diventassero colossi globali. Il suo capolavoro finanziario resta Heico: un investimento di 5 milioni di dollari nel 1992 che oggi supera gli 800 milioni, rendendolo il maggior azionista individuale della società. Filantropo convinto, ha donato oltre 100 milioni di dollari alle università della Florida e ha firmato il "Giving Pledge", impegnandosi a devolvere almeno metà del suo patrimonio per sostenere l'istruzione e la ricerca scientifica.
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La distrazione alla guida entra nel nuovo Codice: multe, punti e divieti

Nel nuovo Codice della strada entra per la prima volta il concetto di distrazione. A quella che secondo l'Istat è la prima causa di incidenti stradali in Italia è dedicato un articolo ad hoc. All'interno del quale, gli esperti dei ministeri dei Trasporti e dell'Interno che hanno scritto il testo-base (su cui entro il 13 settembre dovranno esprimersi le associazioni di settore) hanno correttamente inserito anche la parte attualmente dedicata all'uso di apparecchi radiotelefonici, tablet, computer e cuffie sonore durante la guida. Anch'essa, peraltro, oggetto di modifica. La semplice distrazione costa 150 euro di multa e 5 punti Partiamo dalla distrazione nella sua accezione più generale. Che risulta così formulata: Durante la marcia i conducenti mantengono costantemente l'attenzione sulla strada, evitando ogni causa di distrazione. Insomma, vietato distogliere lo sguardo dalla strada (direttamente o attraverso gli specchietti retrovisori). Indipendentemente da ciò che accade nell'abitacolo o all'esterno del veicolo. Quando si guida, si guida e basta.La violazione di questa norma prevede una multa di 150 euro e la perdita di cinque punti dalla patente. Violazione non semplice da contestare, va detto, ma è importante il principio a cui il nuovo Codice richiama tutti i guidatori: la distrazione è una variabile che non può e non deve essere contemplata durante la marcia. Sull'uso di apparecchi elettronici previste quattro diverse situazioni Come accennato, nello stesso articolo sono correttamente ricomprese anche le norme che vietano l'uso di apparecchiature elettroniche durante la guida. Al contrario di quanto accade con il Codice attualmente in vigore, che prevede un'unica sanzione in tutte le situazioni (250 euro di multa, 5 punti e la sospensione della patente fino a 2 mesi, il nuovo testo-base prevede quattro diverse situazioni (una delle quali completamente nuova):Uso di apparecchi radio, radiotelefonici e telefoni (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di smartphone, computer portatili, notebook e tablet (250 euro di multa, 5 punti e 15 giorni di divieto di guida)Uso di cuffie sonore (150 euro di multa e 5 punti)Uso di dispositivi che consentono la riproduzione di filmati sugli schermi dei veicoli bypassando i blocchi del costruttore (250 euro di multa e 5 punti).Nel Codice attuale quest'ultima situazione non è prevista, e quindi non è punita. Punito anche l'accompagnatore Ma c'è un'altra, clamorosa novità. Per la prima volta tutti questi divieti riguardano, giustamente, anche chi svolge le funzioni di istruttore durante le esercitazioni di guida e gli esami per il conseguimento della patente. Insomma, quando un aspirante patentato sta guidando con il foglio rosa non potrà usare il cellulare nemmeno chi lo accompagna in funzione di istruttore o di esaminatore.
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Dalla Luce alle nuove Spider: le 5 Ferrari in arrivo nei prossimi mesi

Non ha una gamma ricca come quella di un costruttore generalista (né i suoi volumi), ma da qui alla fine dell'anno Ferrari porta su strada ben cinque novità. A cominciare dalla Luce, la prima elettrica fresca di primato mondiale, passando per le versioni scoperte di Testarossa e Amalfi, senza dimenticare la Purosangue e la 12Cilindri con un originale cambio "manuale". Ferrari Luce Protagonista di lunghe diatribe sui social (e non solo), la prima elettrica di Maranello ha una carrozzeria a quattro porte e un abitacolo a cinque posti, con interni in vetro e alluminio disegnati da Jony Ive, la mente creativa dietro iPhone, iPad e MacBook. Volante e cruscotto sono solidali tra loro e regolabili in inclinazione e profondità, mentre gli schermi sono display Oled sviluppati appositamente da Samsung: quelli della strumentazione permettono di avere lancette fisiche sovrapposte allo schermo. Quattro motori, 1.050 CV e 530 km di autonomia La Ferrari Luce ha la trazione integrale, gestita da quattro motori indipendenti, che sviluppano una potenza combinata di 1.050 CV: la Rossa accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 310 km/h. integra un'architettura di bordo a 800 Volt e una batteria da 122 kWh, per un'autonomia nel ciclo Wltp di 530 km. La ricarica in corrente continua accetta potenze fino a 350 kW. Al netto di critiche e polemiche, la Luce è già un successo: i target di vendita del 2026 sono già stati raggiunti.Quanto costa: da 550.000 euroQuando arriva: fine 2026 Ferrari 849 Testarossa Spider Rispetto alla berlinetta, la 849 Testarossa Spider "guadagna" un tetto rigido retraibile che si apre (e si chiude) in 14 secondi, anche in movimento, fino a una velocità di 45 km/h. Identica la base meccanica, con un powertrain ibrido plug-in che combina un motore endotermico V8 biturbo da quattro litri con tre propulsori elettrici, per arrivare a erogare una potenza massima di 1.050 CV. La batteria, da 7,45 kWh, promette fino a 25 km di autonomia in modalità elettrica. Da vera hypercar le performance: per lo scatto da 0 a 100 km/h bastano 2,3 secondi, mentre la velocità di punta oltrepassa i 330 km/h.Quanto costa: 502.070 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari 12Cilindri Manuale L'ingegneria digitale riscrive la meccanica di Maranello: la 12Cilindri Manuale, edizione limitata a 1.499 esemplari, riporta in gamma un powertrain con la frizione. Il 6.5 V12 aspirato da 830 CV e 678 Nm copre lo 0-100 in 2,9 secondi e arriva a toccare i 340 km/h. Il cambio rimane il doppia frizione a otto rapporti, ma ora ha una leva con griglia a sei marce e una frizione by-wire, che promettono sensazioni di guida "da manuale". Se sbagli, si spegne Una su tutte: Ferrari ha voluto ricreare il classico punto di stacco grazie a un raffinato sistema composto da molle, camme e rulli, capace di riprodurre la progressione di carico tipica di una frizione tradizionale. E se si sbaglia, si rischia di spegnere il motore.Quanto costa: 590 mila euroQuando arriva: 2027 Ferrari Amalfi Spider Maranello scopre la sua granturismo a motore anteriore-centrale. La nuova Ferrari Amalfi Spider adotta una capote di tela a cinque strati, che si apre e si chiude in 13,5 secondi. Un'operazione che si può effettuare anche in marcia, fino a 60 km/h. Anche scoperta, la Amalfi si conferma una Ferrari da usare "tutti i giorni", per la facilità d'utilizzo e modalità di guida che assicurano una guida fluida e rilassata. E il bagagliaio mette a disposizione 255 litri (172 con il tetto aperto). Le prestazioni sono quelle di una vera Rossa Nel cofano trova posto lo stesso V8 biturbo di 3.8 litri della coupé, capace di 640 CV e 760 Nm di coppia, sufficienti per uno 0-100 km/h coperto in 3,3 secondi e una velocità di punta di 320 km/h. Oltre all'aerodinamica attiva, questa open top propone anche un raffinato impianto frenante con tecnologia by-wire: il pedale non è collegato con il sistema idraulico, e a gestire tutto ci pensa l'elettronica.Quanto costa: 270.000 euroQuando arriva: settembre 2026 Ferrari Purosangue Handling Speciale Per gli amanti della bella guida che hanno bisogno di una Rossa spaziosa, la Ferrari presenta il pacchetto Handling Speciale per la Purosangue. Che conferma il V12 da 6.5 litri e 725 CV con trazione posteriore, le cui prestazioni rimangono invariate: per raggiungere i 200 km/h da fermo bastano sempre 10,6 secondi. Si fa guidare meglio La Purosangue HS introduce però una nuova calibrazione delle sospensioni, pensata per ridurre i movimenti del corpo vettura del 10%, e una trasmissione a doppia frizione con innesti più rapidi nelle cambiate oltre i 5.500 giri. La dotazione estetica integra cerchi diamantati inediti e finiture nere opache.Quando arriva: dicembre 2026
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