All’ospedale con un neonato morto, la mamma è indagata per infanticidio: “Ma io non sapevo di aspettare un bambino”
Livorno, 17 ottobre 2026 – È andata in bagno, pensando di essere indisposta, e ha partorito un bambino. Poi la corsa all’ospedale più vicino, con il feto in un sacchetto di plastica. Ma per la creatura era troppo tardi. Sarà l’autopsia a stabilire se il bimbo, quando è venuto alla luce, giovedì mattina, respirasse ancora o fosse già morto. Ma, la tragedia nella tragedia, sono anche le parole di questa giovane donna – una trentenne della provincia di Milano emigrata in Toscana per lavoro – che prima al personale dell’ospedale di Cecina, poi ai poliziotti della squadra mobile di Livorno, ha detto di non sapere di essere incinta. Nonostante il bimbo fosse di quasi otto mesi.
Le indagini della procura
Possibile? La risposta è affidata alle indagini avviate dalla procura di Livorno, guidata da Maurizio Agnello. Stamani, il sostituto procuratore Ezia Mancusi assegnerà l’incarico per l’autopsia che conterrà soprattutto un quesito: il bimbo era vivo o morto quando è stato partorito a casa della coppia? La donna è indagata per infanticidio. Posizione da approfondire, per un eventuale concorso, quella del convivente, che l’ha accompagnata in ospedale: saranno effettuati accertamenti anche sulla paternità. Ma quello che, almeno per ora, non trova spiegazione è come lei – e anche lui – non abbiano potuto rendersi conto delle trasformazioni del corpo.
https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/neonata-di-quattordici-giorni-trovata-morta-nel-letto-ygpcgfgiLa coppia di camerieri
I due, domiciliati a Donoratico, località di turismo balneare sulla costa degli etruschi, lavorano come camerieri in un locale. Una coppia stabile, insieme ormai da diversi anni. Ora sono sotto osservazione, e protezione, medica. La donna ha informato i dottori di prendere la pillola e, ha detto ancora, da marzo non aveva più il ciclo. Circostanza che l’avrebbe spinta a fare, a giugno, una visita, ma il ginecologo avrebbe escluso una gravidanza. Il bimbo che portava in grembo, invece, era quasi di otto mesi, secondo quanto osservato da una prima ricognizione del medico legale: una creatura già formata, organi e arti sviluppati, la prima peluria sulla testolina. La donna l’ha partorito nel water: si sentiva poco bene, è ancora la sua versione, era convinta di aver a che fare con un’indigestione.
Lo sgomento della comunità
Sgomento nella comunità locale. È dall’ospedale di Cecina che sono partiti gli accertamenti dopo l’arrivo del feto. I due giovani, con il bimbo in una busta di nylon, hanno raggiunto l’ospedale, distante qualche chilometro da casa loro, in macchina. Ma la creatura già non respirava più. “L’ho vista al lavoro sabato scorso, non avrei mai pensato che fosse incinta – racconta una frequentratrice del locale in cui lavora la 30enne –. Avevo notato qualche chilo in più ma ho solo pensato che lei, da sempre magrissima, fosse soltanto ingrassata un po’”.









































































