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Tragedia del Moby Prince, il testimone: “Una scena apocalittica, la nave era illuminata dal fuoco interno, come una caldaia con fiamme vive”

Roma,  16 giugno 2026 – “Vi devo dire che quando sono arrivato a Livorno, era mezzanotte, non si sapeva ancora il nome della nave che era entrata in collisione con l'Agip Abruzzo”. Lo ha affermato in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del Moby Prince (140 morti il 9 aprile del 1991), Salvatore De Gaetano, all'epoca ingegnere e direttore tecnico della flotta Snam. «Arrivo a Livorno - ha aggiunto - e vedo una scena apocalittica: 20 ambulanze sul molo e un nebbione pazzesco che nell'ultimo tratto non si vedeva assolutamente niente». De Gaetano, dopo aver ricevuto l'autorizzazione a uscire dal comandante della capitaneria Albanese spiega di essere andato sotto bordo della Agip Abruzzo per verificare l'accaduto. “Sono uscito in mare - ha proseguito De Gaetano - con la pilotina insieme al capo dei piloti e a un miglio e mezzo o due dall'uscita del porto e nella nebbia vedo una nave che si avvicinava che sembrava una nave da crociera e pensai che in qualche modo stava entrando in porto. Quando ci siamo passati vicino, verso mezzanotte, ho visto che era la Moby Prince, che i rimorchiatori avevano appena agganciato e stavano trascinando in porto. Fuori non c'era una fiamma, era illuminata dall'interno solo dal fuoco, e all'esterno non c'era una fiamma, ma tutti i finestrini che ho visto della Moby erano come lo spioncino di una caldaia con dentro fuoco vivo». 

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Chi è Lorenzo Gasperini, l’ideologo di Futuro Nazionale. L’asso di Vannacci: no vax, sì patriarcato

Firenze, 16 giugno 2026 – Lorenzo Gasperini da Cecina. Segnateci questo nome perché nei prossimi mesi lo vedremo spesso in tv e ne sentiremo spesso parlare. E' lui il nome a sorpresa che Roberto Vannacci ha tirato fuori dal basco per affidargli l'intervento più lungo nella giornata conclusiva dell'assemblea costituente di Futuro nazionale. Il toscano, non ancora 35enne – ma già leghista per oltre un decennio prima della folgorazione per Vannacci – vanta una laurea in filosofia alla Cattolica di Milano e un eloquio che lo stesso generale ha più volte apprezzato all'Auditorium della Conciliazione ("mi sa che è meglio mandare lui in tv...", ha affermato dopo averlo ascoltato dal palco).

https://www.quotidiano.net/video/politica/bufera-su-vannacci-che-nega-i-femminici-chieda-scusa-bt2px3cr

Intanto Gasperini è già responsabile del programma del nuovo partito della destra identitaria italiana. A lui spetta presentare le proposte, spiegando la linea del partito, da qui alle elezioni, tempo in cui – c'è da scommetterlo – sarà il volto nuovo del vannaccismo nei talk-show televisivi. Remigrazione? Femminicidio? Mutuo tricolore? Quote migranti? Citofonare a Gasperini. Lui ha le risposte.

Dalla Lega a FN

L'abbraccio tra Gasperini e Vannacci (Imagoeconomica)
LORENZO GASPERINI FUTURO NAZIONALE, ROBERTO VANNACCI FUTURO NAZIONALE

Di fede leghista, della Lega salviniana, quella che già strizzava l'occhio a destra, nel 2018, l'enfant prodige del livornese, manca l'elezione alla Camera. Ma imperterrito, come testimoniano social e apparizioni televisive, le sue idee le ha sempre sbandierate, con post e interviste. Tra tradizionalismo ultra-cattolico e provocazioni anti-progressiste. Sua la crociata contro l'aborto, arrivando a equiparare l'interruzione volontaria di gravidanza ai femminicidi. Frequenti poi sono stati i suoi richiami alla liturgia pre-conciliare e alla messa in latino, intesa come baluardo contro la secolarizzazione della società moderna. Suo l'altolà alle teorie gender, con tanto di messa in guardia dagli attentati compiuti dai 'transessuali'. "Un transessuale entra in una scuola armato e uccide due bambini. Succede in una scuola cattolica di Minneapolis. Anche gli attentatori di Nashville, di Denver, di Philadelphia Kingsessing, di Aberdeen erano transessuali. Stiamo costruendo una società di mostri e il prezzo lo pagano e lo pagheranno i più deboli", scriveva lo scorso agosto commentando dei fatti di cronaca americana.

Il Gasperini-pensiero

Frontali i suoi attacchi alla legge Zan contro l'omofobia, poi affossata. Durante la pandemia non nascose mai la sua fede no-vax. "Chi vuole la vaccinazione obbligatoria è un egoista pronto a far morire giovani sani per far contenti gli ansiosi a cui non basta essersi vaccinati. Certa gente è completamente senza morale", spiegava a luglio del 2021. Quel mese fu in Piazza del Popolo contro Draghi, come si vede nelle foto sulla sua pagina Facebook. Gasperini, finita la pandemia, si intesta la difesa del patriarcato: "Bruciate il femminismo, il nichilismo, il '68 e ridateci il patriarcato, ora", postava sui social tre anni fa, l'allora consigliere comunale a Cecina e coordinatore provinciale della Lega giovani Livorno. Perché il patriarcato poteva tornare utile, diventando addirittura deterrente contro i femminicidi (tema su cui Futuro nazionale ha scatenato nuove polemiche, con le ultime parole di Vannacci). "Continuare a negare il ruolo, la responsabilità, la necessità di una educazione alla virilità, significa continuare a fomentare la violenza sulle donne", asseriva convinto. Patriarcato significa "attribuire una responsabilità, un fine, un ordine alla forza dell'uomo. È un concetto classico da preservare. Implica cavalleria, dominio dell'emotività e protezione delle donne. La forza dell'uomo c'è per natura e non dargli un fine vuol dire abbandonarla al mercato delle pulsioni, al libero godimento degli istinti di piacere e di morte", avvertiva nello stesso post. Mettendo in piedi una dottrina antropologica che oggi potrebbe tornare utile a Futuro nazionale.

Tra una provocazione e l'altra sostenne ancora, da no vax convinto, una sua originale proposta. "Chi si vaccina è un servo e un infermo, va escluso dalla vita sessuale". Proposta, che gli stessi leghisti non condivisero, provando senza successo ad allontanarlo dal partito. Ora Gasperini atterra in prima linea, paracadutato dal generale al fronte, tra quelli che anche il giovane ideologo toscano ha sdoganato come "camerati”. Sperando che le sue idee trovino finalmente casa e accoglienza.

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Incidente, donna in bici investita da un’auto: è in gravissime condizioni

Cecina, 15 giugno 2026 – Un gravissimo incidente stradale è avvenuto a Cecina. Una donna di 77 anni che si stava muovendo in bicicletta è stata investita da un’auto. L’impatto le ha provocato un grave trauma cranico. 

Lanciato l’allarme al numero unico di emergenza 112, sul posto si sono precipitati i sanitari del 118. All’arrivo dei soccorsi, la donna è stata trovata in arresto cardiaco

Il personale sanitario è riuscito a rianimarla e a stabilizzarla attraverso le manovre di emergenza e la ventilazione assistita.

La donna è stata quindi trasferita in un primo momento al pronto soccorso di Cecina, ma è stato poi necessario l’intervento dell’elisoccorso Pegaso. 

La 77enne è stata quindi elitrasportata in condizioni critiche all’ospedale Cisanello di Pisa, dove è stata affidata alle cure specialistiche. 

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Va all’Elba per fare la stagione e porta con sé due etti di cocaina e hashish, lavoratore arrestato

Isola d'Elba, 16 giugno 2026 – Era arrivato all’Isola d'Elba per lavorare durante la stagione estiva, ma nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato circa 200 grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina e hashish, oltre a un bilancino di precisione. Per un uomo italiano di 45 anni, impiegato sull’isola come lavoratore stagionale, sono così scattati l'arresto e i successivi arresti domiciliari.

I controlli antidroga

L'operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile elbano nell'ambito dei controlli intensificati per contrastare lo spaccio sull'isola d’Elba durante il periodo di maggiore afflusso turistico. L'uomo era stato individuato a seguito di alcune attività investigative e monitoraggi sul territorio che hanno portato gli investigatori a eseguire una perquisizione domiciliare per approfondire la sua situazione.

Un’intuizione suffragata dai controlli: all'interno dell'abitazione sono stati infatti trovati circa 200 grammi complessivi di cocaina e hashish. Un quantitativo che, secondo gli investigatori, sarebbe incompatibile con il semplice uso personale. A rafforzare l'ipotesi dello spaccio anche il ritrovamento di un bilancino di precisione, normalmente utilizzato per la suddivisione delle dosi.

Il lavoratore messo agli arresti domiciliari

La droga è stata sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti tecnici previsti dalla normativa. Per il 45enne sono scattati gli arresti domiciliari.

L'attività si inserisce nel più ampio piano di controlli che i carabinieri stanno portando avanti sull'intero territorio elbano. Con l'aumento delle presenze estive, l'Arma ha intensificato pattugliamenti, verifiche su strada e perquisizioni mirate per contrastare il fenomeno della diffusione degli stupefacenti e individuare eventuali canali di approvvigionamento e distribuzione della droga.
 

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I pescatori faccia a faccia con lo squalo Mako: “Una scena dal film. Saltava fuori dall’acqua e tirava, come impazzito”

Montale, 16 giugno 2026 – “Una scena dal film, lo squalo saltava fuori dall’acqua e tirava, come impazzito, un’emozione incredibile”. Simone Beoni ha ancora gli occhi che brillano mentre racconta l’avventura vissuta sabato scorso, quando insieme al suo amico e compagno di pesca Fabio Sagnibene, ha allamato uno squalo mako nelle acque marine livornesi, davanti a Calafuria, ad un miglio circa dalla costa.

Lo squalo mako

La passione per la pesca

Come ogni fine settimana Simone e Fabio partono per Calambrone da dove prendono il largo con la loro barca a motore per praticare il drifting, una tecnica di pesca d’altura in cui si catturano tonni e altri pesci di ragguardevoli dimensioni. Simone Beoni ha 35 anni, lavora in una importante azienda tessile montalese, la Biagioli Modesto Filati, come responsabile della cardatura, il suo amico Fabio Sagnibene, 42 anni, residente a Montemurlo, lavora come vivaista.

Simone Beoni

Non sono pescatori di professione ma sono spinti da una grandissima passione che li porta ogni giorno col pensiero alle imprese che li attendono nel fine settimana. “Il sabato è dedicato unicamente alla pesca - precisa Simone – mentre la domenica ai bagni in mare con la fidanzata”.

https://www.lanazione.it/video/squalo-mako-catturato-al-largo-di-calafuria-wny6fdj7

L'incontro con lo squalo

Simone e Fabio pescano specialmente tonni, anche molto grandi, e li riportano a casa dove li dividono con gli amici, ma mai avevano fatto un incontro come quello di sabato sera. “In tanti anni di pesca – racconta Simone – non avevamo mai vissuto un’esperienza simile. Eravamo circa a cinque miglia da Calambrone, da dove eravamo partiti e a un miglio dalla costa in corrispondenza di Calafuria. Erano le 21 di sera e il sole stava tramontando, quando all’improvviso abbiamo visto la canna piegarsi di colpo e subito dopo lo squalo è schizzato fuori dalla superficie dell’acqua per ripiombare sotto, si dimenava in modo furioso, era impressionante”.

All’improvviso abbiamo visto la canna piegarsi di colpo e subito dopo lo squalo è schizzato fuori dalla superficie dell’acqua

"Abbiamo capito subito che si trattava di uno squalo Mako, una specie che si riconosce facilmente dalle pinne e dalla fisionomia. La stima che possiamo fare è che fosse uno squalo di cinquanta o sessanta chili di peso. Quando lo squalo è arrivato nei pressi della barca abbiamo tagliato la lenza e lo abbiamo liberato, come era giusto e corretto fare. Abbiamo fatto un video ma niente può dare l’idea di quello che abbiamo visto e provato. L’impressione è stata enorme e ancora ci rimane in mente il ricordo di quei minuti che abbiamo vissuto insieme Fabio ed io”.

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/squalo-mako-livorno-e640bcc7

Una specie rara nel Mediterraneo

Lo squalo mako, nome scientifico Isurus oxyrinchus, è definito squalo pelagico, cioè che vive prevalentemente in mare aperto, lontano dalle coste, ed è presente in tutto il mondo incluso il Mediterraneo. Non è affatto facile vederlo e uno dei più frequenti avvistamenti è avvenuto nel Salento, nelle acque vicine a Gallipoli dove lo squalo, come si può vedere in un video postato nei social, ha anche colpito l’imbarcazione dei pescatori. Nulla del genere è capitato a Simone e Fabio, che hanno avuto e avranno molto da raccontare ai loro amici e conoscenti. Ieri erano tutti e due al loro posto di lavoro, ma il pensiero sicuramente volava al prossimo fine settimana e alla nuova battuta di pesca nel mare di Livorno.
 

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