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Bologna, guardare le stelle per immaginare saperi condivisi

Arte, scienza e formazione. Otto opere tra universo, ricerca e nuovi immaginari, realizzate con linguaggi e materiali differenti, che rappresentano alcuni dei fenomeni e concetti più affascinanti dell’universo in relazione alla nostra vita quotidiana e al modo in cui abitiamo il mondo.

C’è questo e altro in Marino e le Stelle, percorso espositivo gratuito (appena stato inaugurato all’Opificio Golinelli), che raccoglie gli esiti del laboratorio multidisciplinare di arte e scienza promosso da Fondazione Golinelli e curato dal duo artistico Antonello Ghezzi, in collaborazione con il Dipartimento di fisica e astronomia Augusto Righi dell’Università di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Bologna, Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio e Istituto di Radioastronomia, entrambi di Inaf.

Il percorso espositivo (le opere e gli exhibit saranno visibili fino a fino a domenica 22 novembre. QUI per prenotare una visita) è un po’ il momento conclusivo delle attività, avviate a marzo, degli incontri, lezioni, approfondimenti e momenti di confronto tra giovani artisti e giovani ricercatori.

Sullo sfondo le evidenze di un laboratorio, che ha coinvolto giovani ricercatrici e ricercatori in astrofisica e giovani artiste e artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, chiamati a confrontarsi e lavorare insieme a partire da alcuni dei grandi temi dell’astrofisica contemporanea.

Marino e le Stelle
Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli

Nuovi modi di leggere il presente e immaginare il futuro

«Mettere in relazione persone, competenze e linguaggi diversi è fortemente generativo», spiega Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli, «lo dimostra questo progetto nato dalla collaborazione di importanti istituzioni scientifiche e culturali. Giovani artisti e ricercatori hanno avuto la possibilità di confrontarsi in un percorso comune mettendo in dialogo conoscenze scientifiche e ricerche artistiche».

Le otto opere realizzate, entra nel dettaglio, «sono il risultato concreto di questo incontro e testimoniano come sia possibile aprire prospettive nuove, quando si parte da domande e linguaggi molto diversi. È anche questo il senso della nostra idea di cultura: creare occasioni nelle quali competenze e saperi possano incontrarsi e contribuire insieme a costruire nuovi modi di leggere il presente e immaginare il futuro».

Un grande viaggio nell’Italia che opera «per amore al genere umano»: geolocalizzate e ordinate per settore di intervento ben mille realtà filantropiche e raccontati, in una gallery di cento, i progetti sociali e ambientali più innovativi.
DOVE VA A FINIRE LA FILANTROPIA

Le otto opere

Le otto opere realizzate, con linguaggi e materiali differenti, «rappresentano», spiegano dalla fondazione, «alcuni dei fenomeni e concetti più affascinanti dell’universo in relazione alla nostra vita quotidiana e al modo in cui abitiamo il mondo. Il pubblico avrà modo di ascoltare queste storie dalla voce dei suoi autori».

Relazioni umane e Universo. In Empty threads Elisa Altomonte e Leonardo De Deo, mettono in relazione la rete che struttura l’Universo con quelle che attraversano le relazioni umane. Il lavoro nasce da una performance con fili di recupero e si sviluppa poi nel dittico realizzato attraverso la tecnica dell’acquatinta, dove i filamenti della rete cosmica diventano il punto di partenza per riflettere sulla fragilità dei legami e sul senso di comunità.

La fluidità dello spaziotempo. Flusso di Alice Bomberini e Abinet Alessandro Buson Pizzardo riflette invece sulla fluidità dello spaziotempo attraverso segni tracciati su una pellicola trasparente e trasformati dalla luce del sole, in un processo di continuo divenire.

Onde gravitazionali e semi di girasole. Con Chip! Chip! Nicola Borghi e Alessio Bongianino stabiliscono un collegamento tra dimensione terrestre e cosmica attraverso semi di girasole, movimento e suono, richiamando con il termine chirp il segnale associato alle onde gravitazionali prodotte dalla fusione di buchi neri.

Marino e le Stelle / Fondazione Golinelli
Eugenia Ferrara, vicedirettrice di fondazione Golinelli con il duo artistico Antonello Ghezzi

La percezione dell’invisibile

Il tema della percezione torna in Camera a nebbia di Leonardo De Deo ed Elysée Farazmand, dove un gesto minimo e ripetuto diventa occasione per riflettere sulla possibilità di rendere percepibili fenomeni altrimenti invisibili.

In Buchi bianchi Leonardo De Deo e Anna Rolfi trasformano il concetto dei buchi bianchi in un trittico scultoreo e sonoro, interrogandosi sulla possibilità di trasformare luoghi privi di una funzione definita in spazi di relazione e di vita. Dare una bocca, realizzato da Viviana Fardella e Francesca Riccioni, prende invece spunto dalle reti miceliali per costruire un ambiente site-specific riconfigurabile, nel quale le decisioni individuali concorrono alla costruzione di un’organizzazione collettiva.

Ambiente e trasformazioni del paesaggio

Gli ultimi due lavori ampliano la riflessione al rapporto tra ambiente, territorio e trasformazioni del paesaggio. Dialoghi Emergenti di Veronica Ilari e Chiara Sette, parte dall’esplorazione di luoghi abbandonati e dalla presenza di natura, luce, acqua, animali e tempo per costruire una mappa digitale interattiva e in continua evoluzione. Dieci minuti di buio di Martina Platone, Viola Ricci e Gaia Vallese affronta invece il tema dell’inquinamento luminoso: la luce artificiale viene utilizzata per imprimere su carta fotosensibile l’immagine della Via Lattea, evidenziando la progressiva perdita del cielo notturno nelle aree urbane.

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In apertura l’astronomo Sandro Bardelli con gli studenti. Foto da Ufficio Stampa e Comunicazione Fondazione Golinelli

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Brescia, tre conversazioni aperte per fare luce sulla complessità

 Dall’accesso alla salute all’integrazione, dalla rigenerazione urbana all’innovazione sociale: sono alcuni dei temi al centro di Dialoghi sul sociale, nuovo ciclo di incontri promosso da Intesa Sanpaolo per il sociale nella sede di Brescia a Palazzo Negroboni (in via Trieste 8) in collaborazione con Talent garden. Tre appuntamenti e tre ospiti per affrontare alcune delle principali trasformazioni che stanno interessando la società e le comunità, attraverso conversazioni aperte che intrecciano dati, esperienze e prospettive sul futuro. 

La rassegna prenderà il via martedì 20 ottobre con Roberta Villa, medico e divulgatrice scientifica, proseguirà giovedì 26 novembre con Angelica De Vito, esperta di migrazioni climatiche e consulente diplomatica presso le Nazioni Unite, e giovedì 3 dicembre con Mario Calderini, professore ordinario alla School of management del Politecnico di Milano e direttore di Tiresia, centro di ricerca sull’innovazione e la finanza a impatto sociale. 

Il format punta su un linguaggio diretto e accessibile, su dialoghi capaci di rendere comprensibili questioni complesse e di mettere a confronto competenze, vissuti e punti di vista differenti. Per partecipare agli incontri in presenza è sufficiente prenotarsi QUI. A condurre gli incontri Mario Moroni, esperto di innovazione e podcaster.

Andrea Forghieri, executive director Intesa Sanpaolo per il sociale

Uno spazio di confronto aperto

«Con Dialoghi sul sociale», spiega Andrea Forghieri, executive director Intesa Sanpaolo per il sociale, «vogliamo creare uno spazio di confronto aperto, nel quale competenze diverse possano incontrarsi e contribuire a una lettura più consapevole delle trasformazioni che stanno interessando le nostre comunità».

La scelta di Brescia e della sede di Intesa Sanpaolo per il sociale, aggiunge, «nasce dalla volontà di fare di questo luogo non solo un presidio operativo, ma anche un punto di riferimento per il dialogo sui temi dell’inclusione e della coesione sociale».

Mario Calderini, professore ordinario alla School of management del Politecnico di Milano e direttore di Tiresia

Il programma nel dettaglio

Si parte il 20 ottobre, alle 18, con Roberta Villa protagonista dell’incontro La cura comincia dall’accesso, dialogo che affronterà il tema della salute come diritto, partendo dall’importanza di poter comprendere correttamente le informazioni scientifiche e sanitarie per fare scelte consapevoli e contrastare la disinformazione.

Il 26 novembre, sempre alle 18, con Angelica De Vito sarà protagonista dell’incontro I luoghi che ci trasformano: spazi, case e territori saranno letti come possibili luoghi di appartenenza e costruzione di comunità, in una riflessione che intreccia migrazioni climatiche, integrazione e rigenerazione dei territori.

Chiuderà la rassegna il 3 dicembre alle 18 Mario Calderini con Le regole del gioco, un confronto sul ruolo di cittadini, istituzioni e organizzazioni nella costruzione di modelli sociali innovativi, replicabili e capaci di generare impatto.

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Anche un vodcast

La rassegna non si esaurirà negli appuntamenti in presenza. Ogni incontro sarà infatti videoregistrato e trasformato in un vodcast, che sarà poi reso disponibile sui canali di Intesa Sanpaolo, consentendo di ampliare la platea e rendere i contenuti accessibili anche online.

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In apertura e nel testo foto da ufficio stampa Intesa Sanpaolo

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Solidarietà e partecipazione, così l’arte torna patrimonio della comunità

dagli esperimenti della Tv delle ragazze al divano rosso di Parla con me, autrice, scrittrice, conduttrice elegante, colta, ironica, pungente, Serena Dandini ha condotto programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo e firmato interviste da libro dei ricordi. Due su tutte? Le ricorda lei, il fisico Giorgio Parisi e Annie Lennox, che le confidò il suo desiderio di non cedere alla bitterness e di non lasciare spazio all’amarezza con l’età che avanza. Un obiettivo che Dandini sembra aver fatto suo. «I nostri nonni hanno combattuto contro nazismo e fascismo. Ce la possiamo fare anche noi»: il sorriso è quello di sempre, gli applausi anche.

«La complicità? È fare squadra» e farlo quando nessuno là fuori ci crede. E Dandini di sfide ne ha vinte parecchie: ha portato in tv la comicità delle donne, quando pochissimi lo facevano, ha scoperto talenti, ha ridato vita all’Ambra Jovinelli, un teatro che ha diretto per 10 anni.

Ecco, la sua forza e quel modo di vivere Roma che è un po’ amore infinito, pazienza e resistenza, ebbene tutto questo è stato il filo rosso che ha tenuto insieme il primo incontro di Riflessi, serie di appuntamenti promossi da Fondazione Roma, che ogni martedì (saranno 12, fino al 12 gennaio 2027) riempiranno Museo del Corso – Palazzo Cipolla di dialoghi tra scrittori, artisti, attori, giornalisti, musicisti e protagonisti della cultura e il pubblico su 4 temi, uno per ogni mese: complicità, pace, follia e uguaglianza.

L’accesso agli appuntamenti sarà consentito con un biglietto di 10 euro, il cui intero incasso derivante dalla vendita sarà devoluto all’Associazione Andrea Tudisco together home, che dal 1997 accoglie gratuitamente bambini con gravi patologie e le loro famiglie, offrendo una casa vicino agli ospedali pediatrici e il calore di una comunità che li sostiene per tutto il tempo delle cure.

Fondazione Roma ha scelto di raddoppiare la somma complessiva destinata all’associazione, aggiungendo un proprio contributo di pari importo. La cultura diventa così anche un gesto di solidarietà: chi entra a Palazzo Cipolla non assiste soltanto a uno spettacolo ma contribuisce a una causa.

Riflessi Fondazione Roma
da sinistra Daniele Pitteri, direttore artistico di Riflessi, Franco Parasassi, presidente Fondazione Roma, Serena Dandini e Gaia De Laurentiis, prima di salire sul palco per la serata inaugurale di Riflessi

L’arte incontra la creatività e la solidarietà

«Con Riflessi», spiega il presidente di Fondazione Roma, Franco Parasassi, «abbiamo voluto realizzare un modo nuovo di vivere il Museo del Corso – Polo museale, aprendolo alla città e trasformando Palazzo Cipolla in un luogo di incontro, dialogo e partecipazione. Un progetto nel quale il patrimonio artistico incontra la creatività contemporanea e il pubblico diventa parte integrante dell’esperienza culturale».

Riflessi, aggiunge, è anche l’occasione «per affermare il valore sociale della cultura. Destinare l’intero ricavato della rassegna all’Associazione Andrea Tudisco – Together home e raddoppiarlo con un contributo di Fondazione Roma significa trasformare ogni biglietto in un gesto concreto di solidarietà, a sostegno dei bambini affetti da gravi patologie e delle loro famiglie».

Al centro del progetto c’è Roma, intesa non come semplice scenario, ma come comunità, bacino di talenti ed ecosistema culturale contemporaneo. Una città attraversata da scrittori, registi, attori, musicisti, artisti, giornalisti e intellettuali che qui vivono, lavorano o transitano, alimentando quotidianamente il tessuto creativo del Paese.

Serena Dandini protagonista della serata inaugurale di Riflessi, serie di incontri promossi da Fondazione Roma, che ogni martedì (saranno 12, fino al 12 gennaio 2027) riempiranno Museo del Corso – Palazzo Cipolla di dialoghi tra scrittori, artisti, attori, giornalisti, musicisti e protagonisti della cultura e il pubblico. L’intervento del presidente di Fondazione Roma, Franco Parasassi

La complicità, la pace, la follia, l’uguaglianza

Ognuna delle serate seguirà una propria grammatica: il confronto aperto con l’ospite condotto da Daniele Pitteri (che ha curato la direzione artistica del progetto) affiancato da co-conduttori d’eccezione che si alternano sul palco, Gaia De Laurentiis, Gioia Salvatori e Marco Passiglia, il microfono ceduto alla platea, gli interventi dedicati all’arte, alla poesia, fino all’energia della musica dal vivo.

A scandire il calendario, come dicevamo, sono quattro parole chiave, una per ogni mese: complicità, pace, follia e uguaglianza.

La complicità

La complicità è il primo gesto di una comunità: l’istante in cui traiettorie differenti scelgono di condividere un tratto di strada, un’intesa sotterranea o un’alleanza dichiarata. Dopo l’anteprima del 14 ottobre, affidata all’ironia e allo sguardo di Serena Dandini, affiancata dal dialogo musicale tra tradizioni popolari e cantautorato di Eleonora Bordonaro e Diana Tejera, il 20 ottobre protagonista sarà Tosca, in una serata che la vedrà attraversare il racconto e la performance dal vivo.

Il 27 ottobre sarà poi la volta del giornalismo d’inchiesta e umano di Domenico Iannacone, accompagnato dalle trame jazz, elettroniche e mediorientali del duo Candy Cane Snail, formato da Ava Alami e Vittorio Esposito.

La pace

La pace sarà esplorata non come tregua passiva, né come semplice contrario della guerra, ma come processo fragile e quotidiano: una pratica fatta di ascolto, negoziazione, memoria e disponibilità a fare spazio all’altro. Il 3 novembre il tema prenderà corpo attraverso le parole e la memoria civile di Giovanni Grasso, accompagnato dalle architetture vocali e dalla sperimentazione jazz di Leepuma quartet.

Il 17 novembre la narrazione della giustizia, delle ferite sociali e delle contraddizioni urbane sarà al centro dell’incontro con Giancarlo De Cataldo, cui faranno da eco le armonie folk e jazz del trio vocale August Sienna. Il 24 novembre il palco accoglierà il maestro Nicola Piovani, tra i più grandi compositori contemporanei, in una serata che ospiterà anche la ricerca sonora intima ed evocativa del duo formato da Martha Deribe e Simone Maggio.

La follia

La follia sarà il confine mobile tra norma e libertà, smarrimento e lampo intuitivo; la capacità di sottrarsi al visibile codificato per spingersi oltre ciò che appare possibile. Il ciclo si aprirà il 1° dicembre con la penna e l’esperienza investigativa di Gianrico Carofiglio, in dialogo sonoro con il prog-jazz della pianista e compositrice Miriam Fornari. L’8 dicembre lo sguardo si sposterà sulla poliedricità cinematografica e musicale di Margherita Vicario, accompagnata dalle suggestioni cantautorali di Chiaré.

Il 15 dicembre la parola passerà all’acutezza giornalistica e al racconto pubblico di Serena Bortone, affiancata al pianoforte dal talento classico e jazz di Enrico Zanisi. Il percorso sulla rottura degli schemi si chiuderà il 22 dicembre con l’energia attoriale di Beatrice Arnera e l’improvvisazione libera e trasversale di due figure di primo piano del jazz italiano, Ada Montellanico e Simone Graziano. 

L’uguaglianza

L’uguaglianza è il riconoscimento dell’uguale valore e dignità di ogni singola voce: un’idea ancora incompiuta e per questo necessaria, senza la quale non esiste cittadinanza. Il nuovo anno si aprirà il 5 gennaio con l’analisi politica e la precisione d’indagine di Alessandra Sardoni, incorniciata dalle tessiture elettroacustiche e vocali di Ludovica Manzo e Ruggero Fornari.

A coronare l’intero percorso, il 12 gennaio, sarà l’intensità scenica e umana di Anna Foglietta, con il gran finale musicale affidato all’eleganza pianistica di una leggenda del jazz internazionale come Enrico Pieranunzi.

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La parete a specchio

Negli appuntamenti di Riflessi, precisa la fondazione, il pubblico non è chiamato semplicemente ad assistere, ma a entrare nell’azione, un elemento vivo che dialoga con il palco, reagisce, ispira gli artisti e ne raccoglie le provocazioni. Questa visione trova il suo centro in una parete a specchio, che fa da fondale, e che riflette la sala per tutta la durata dell’incontro.

Non un elemento scenografico, ma una dichiarazione di intenti: guardando la scena, la sala vede costantemente sé stessa. «L’ospite è l’innesco del dialogo, ma il vero soggetto dell’evento è il pubblico che sceglie di radunarsi e rispecchiarsi in quello spazio».

Proprio da qui nasce il nome Riflessi: dalla volontà di creare un luogo nel quale le idee e le persone possano incontrarsi, riconoscersi e restituirsi reciprocamente nuovi punti di vista. Il museo diventa così una piazza contemporanea, uno spazio aperto nel quale il patrimonio incontra la creatività del presente e il pubblico può sentirsi parte di un’esperienza culturale condivisa.

La musica e l’arte

L’arte sarà rappresentata attraverso il patrimonio artistico della fondazione, che diventa parte di questo percorso. Le opere della collezione entreranno nel racconto delle singole serate, selezionate e presentate, attraverso incursioni da attore e momenti narrativi affidati a Dario Battaglia. 

La musica, poi, non sarà un semplice intermezzo, ma uno degli elementi strutturali del live show. Riflessi sarà anche un osservatorio sulle sonorità emergenti, sul jazz contemporaneo e sulle nuove ricerche vocali e strumentali, dando spazio, a giovani talenti e a protagonisti della scena musicale contemporanea.

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In apertura e nel testo foto e video di Alessio Nisi

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Scuola, 16 milioni per accompagnare giovani ed educatori nel futuro

I risultati medi degli studenti italiani sono sostanzialmente stabili rispetto al 2022 in matematica, lettura e scienze, ma persistono «importanti differenze» legate al contesto socioeconomico: in scienze, gli studenti più avvantaggiati superano quelli più svantaggiati di 80 punti. Allo stesso tempo, il 12% degli studenti provenienti da contesti svantaggiati si colloca tra gli studenti con i risultati migliori nel Paese.

Non solo. In Italia il 70% degli studenti mostra di avere quello che viene definito growth mindset, ovvero la convinzione che l’intelligenza e le proprie capacità possano essere sviluppate attraverso impegno, apprendimento e feedback, un dato leggermente superiore alla media Ocse del 69%. E se si evidenzia una relazione positiva tra growth mindset e risultati scolastici, ecco allora che i dati e le evidenza rafforzano l’importanza di percorsi educativi capaci di sviluppare non soltanto conoscenze e competenze, ma anche fiducia nelle proprie capacità, agency e possibilità di incidere sul proprio futuro. 

UniCredit Foundation ha annunciato il rinnovo delle partnership con Teach for all e JA Europe. Le voci di Silvia Cappellini, general manager UniCredit Foundation, e di Salvatore Nigro, ceo JA Europe

Lo sviluppo delle competenze

È quanto emerge dai dati del Rapporto Internazionale Ocse-Pisa 2025, di cui si è discusso nel corso di Beyond academic performance. A european dialogue on the future of education, l’appuntamento che ha riunito UniCredit Foundation, Teach for all (ente del Terzo settore che opera per rafforzare la scuola in Italia, partendo dai contesti dove le sfide legate alla povertà educativa sono maggiori)  e JA Europe (organizzazione non profit, di cui fa parte
Junior Achievement Italia, dedicata all’educazione economico-finanziaria, all’orientamento, all’imprenditorialità e alla cittadinanza attiva per giovani dai 5 ai 19 anni), insieme a esperti e rappresentanti del mondo dell’istruzione, tra cui Andreas Schleicher, director for education and skills Ocse, per discutere delle principali sfide che interessano oggi l’educazione in Europa. 

In questo scenario, il ruolo degli insegnanti diventa sempre più strategico nel supportare i giovani nello sviluppo delle competenze, della fiducia e della capacità di orientarsi in una società in rapida trasformazione. Le evidenze più recenti mostrano infatti alcune sfide cruciali per il sistema educativo: in Italia, il 47 % degli studenti ha dichiarato di utilizzare chatbot basati sull’intelligenza artificiale a supporto del proprio apprendimento almeno una volta alla settimana, in linea con la media Ocse, rendendo il tema della formazione continua degli insegnanti centrale nell’accompagnare l’innovazione didattica e tecnologica. 

16 milioni per accompagnare i giovani nel futuro

Nel corso dell’incontro UniCredit Foundation ha annunciato il rinnovo delle partnership con Teach for all e JA Europe, con un investimento, fa sapere l’ente, «di oltre 16 milioni di euro per i prossimi tre anni, che si aggiungono ai 14 milioni già stanziati tra il 2023 e il2026, consolidando il percorso di collaborazione avviato negli ultimi anni. L’obiettivo», si spiega, «è ampliare ulteriormente la portata dei programmi in Europa, Italia inclusa, per accompagnare giovani, scuole ed educatori nello sviluppo delle competenze e degli strumenti necessari ad affrontare le sfide del futuro».

Il futuro? Nessun giovane sia lasciato indietro

«Le evidenze sono chiare», sottolinea Andrea Orcel, presidente di UniCredit Foundation e ceo di UniCredit, «garantire a ogni giovane l’accesso a un’istruzione di qualità non è soltanto un imperativo sociale, ma un investimento nel futuro dell’Europa. In un momento in cui la tecnologia sta trasformando il modo in cui impariamo, lavoriamo e partecipiamo alla società, dobbiamo assicurarci che nessun giovane venga lasciato indietro».

Attraverso UniCredit Foundation, aggiunge, «vogliamo fare la nostra parte, sostenendo organizzazioni che hanno le competenze, l’ambizione e la capacità di generare un cambiamento duraturo, aiutando le nuove generazioni a sviluppare le conoscenze, le competenze e la fiducia necessarie per realizzare il proprio potenziale».

scuola
da sinistra Salvatore Nigro, ceo JA Europe, Andreas Schleicher, director for education and skills Ocse, Silvia Cappellini, general manager UniCredit Foundation, Andrea Pastorelli, head of Europe region Teach for all

Mappare per intervenire con precisione

Dietro questi numeri, sottolinea Miriam Cresta, ceo di Junior Achievement Italia, «ci sono ragazze e ragazzi con lo stesso talento di tutti gli altri, ma meno occasioni per farlo emergere, e che oggi trovano gli strumenti per costruire il proprio futuro. In tre anni di lavoro con UniCredit Foundation e tutti i partner abbiamo fatto una cosa che raramente riesce: definire insieme criteri condivisi tra più Paesi per identificare le situazioni di svantaggio giovanile e mappare con precisione dove intervenire».

Cresta aggiunge ancorta: «Non partiamo da zero, ma da una partnership consolidata che oggi è pronta a crescere, concentrandosi là dove la dispersione scolastica è più profonda. Per questo nei prossimi tre anni porteremo Re-Power Your Future in sette regioni del Sud. Perché la nostra idea di scuola abilitante è semplice: nessun talento dovrebbe andare perso per il posto in cui si nasce».

L’importanza della fiducia e del potenziale

I dati Pisa 2025, argomenta Antonio Piscopo, direttore generale di Teach for Italy, «ci ricordano che il contesto socioeconomico continua a incidere fortemente sulle opportunità educative, e che in Italia risultano ancora evidenti le differenze nel raggiungimento delle competenze di base tra Nord e Sud del Paese e tra tipologie di indirizzi scolastici. I dati mostrano anche quanto siano importanti la fiducia nelle proprie capacità e la possibilità di sviluppare il potenziale di ciascuno studente. È proprio qui che la scuola, gli insegnanti e la comunità educante possono fare la differenza»

Per questo, «insieme a UniCredit Foundation, continuiamo a investire su persone motivate a portare un cambiamento nell’ecosistema educativo e sulla loro capacità di costruire scuole e comunità educanti capaci di generare fiducia, opportunità e futuro, con un’attenzione particolare ai territori dove le disuguaglianze sono più profonde».

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Le partnership nel dettaglio

Gli obiettivi

Il rinnovo della partnership, si fa sapere, rafforzerà il sostegno diretto ai giovani insieme all’investimento in educatori, mentoring, orientamento al futuro professionale e misurazione dell’impatto. A livello europeo, attraverso Teach for all, la partnership punta a raggiungere oltre 220mila nuovi studenti, e formare più di 2.300 nuovi teaching fellows di cui 360 in Italia.

Teach for Italy darà inoltre continuità e ulteriore sostegno all’intervento comunitario in Sicilia, attraverso il Modello Sud, con particolare focus su territori caratterizzati da persistenti disuguaglianze socio-economiche, limitate opportunità educative e lavorative e una ridotta coesione sociale.

Attraverso JA Europe, l’obiettivo è generare oltre 500mila nuove esperienze di apprendimento e raggiungere ulteriori 2.000 scuole. JA Italia concentrerà il proprio intervento in sette regioni del Sud Italia (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Molise), puntando a coinvolgere 55mila studenti di 75 scuole operanti in contesti particolarmente sfidanti. 

Entrambi i programmi continueranno inoltre a essere sottoposti a valutazione indipendente, con l’obiettivo di misurare non soltanto quanti giovani vengono raggiunti, ma il cambiamento generato nel tempo. 

I risultati raggiunti

I rinnovi fanno leva sui risultati raggiunti nei primi tre anni di collaborazione. «A livello europeo, nell’arco dei tre anni, le evidenze raccolte da Teach for all su oltre 180mila studenti e in 3.100 scuole mostrano un aumento del 20% delle competenze socio-emotive (come benessere personale, senso di iniziativa, capacità di definire il proprio percorso e senso di appartenenza e connessione con la comunità)», fa sapere UniCredit Foundation.

Teach for Italy. I dati trovano conferma anche nelle analisi di Teach for Italy, «che nel solo anno scolastico 2025-2026 ha formato 105 fellows in 85 scuole di 17 regioni, raggiungendo circa 7.000 studenti che hanno registrato progressi misurabili in termini di benessere, agency e fiducia nel proprio potenziale».

JA Europe e Italia. Attraverso il programma Re-power your future, JA Europe ha coinvolto oltre 39mila studenti e 5.900 scuole in Europa. In Italia, il programma coordinato da JA Italia ha raggiunto 67.900 studenti in 358 scuole, registrando un incremento del 24% nell’ingaggio scolastico dei giovani partecipanti e rafforzandone la motivazione e la partecipazione ai percorsi di apprendimento. 

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In apertura immagine da ufficio stampa UniCredit Foundation. Nel testo video e foto di Alessio Nisi

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Dare più voce agli studenti e il senso del fare insieme per la scuola

Promuovere il benessere scolastico e la partecipazione attiva come strumenti per prevenire la dispersione scolastica: è questo l’obiettivo della collaborazione tra Save the children e UniCredit, con il Fondo carta etica, dal 2024 sostiene Fuoriclasse in movimento, programma nazionale sviluppato dall”organizzazione, che in più di 10 anni ha coinvolto 250 scuole in tutta Italia, 39.526 studenti e studentesse, 2.699 docenti, 990 classi.

Al centro del progetto ci sono i consigli fuoriclasse, organismi di partecipazione che coinvolgono rappresentanti di studenti e studentesse, docenti e dirigenti scolastici. Attraverso assemblee, consultazioni nelle classi, elezioni e incontri con la dirigenza, bambini e ragazzi possono individuare bisogni e criticità e contribuire alla definizione di soluzioni concrete per migliorare la propria scuola. Le proposte possono riguardare la didattica, gli spazi scolastici, le relazioni di classe e il rapporto tra scuola e territorio.

Nell’anno scolastico 2025-2026, il sostegno di UniCredit ha raggiunto 130 scuole distribuite in 16 regioni, coinvolgendo 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e 130 consigli fuoriclasse, in territori difficili nelle periferie delle grandi città come nelle aree interne.

Tra le scuole in cui è attivo il progetto c’è l’Istituto comprensivo Morricone nel quartiere San Basilio di Roma. Le votazioni dei consigli e la presentazione delle iniziative degli studenti per una scuola migliore sono state l’occasione per fare il punto sull’iniziativa: un confronto cui hanno preso parte gli esponenti dell’organizzazione e dell’azienda, i docenti e il dirigente scolastico.

Fuoriclasse in movimento è il programma nazionale di Save the Children attivo da oltre dieci anni per promuovere il protagonismo di studenti e studentesse e contrastare la dispersione scolastica. UniCredit, con il Fondo Carta Etica, dal 2024 sostiene l’iniziativa. Le voci dei protagonisti, in un giorno speciale all’Istituto Comprensivo Morricone nel quartiere San Basilio di Roma

Parte attiva della propria comunità scolastica

«Contrastare la dispersione scolastica», spiega Stefano Gallo, head of territorial development di UniCredit , «significa intervenire prima che l’abbandono si manifesti, creando le condizioni perché ragazze e ragazzi possano sentirsi ascoltati, coinvolti e parte attiva della propria comunità scolastica. È questo il valore di Fuoriclasse in movimento e della collaborazione con Save the children: un progetto che, grazie al Fondo carta etica di Unicredit, ci permette di essere concretamente presenti nei territori e di contribuire a costruire contesti educativi più inclusivi e partecipativi».

I risultati raggiunti, aggiunge Gallo, «ci confermano quanto sia importante investire non solo nell’accesso all’istruzione, ma anche nella qualità dell’esperienza scolastica, dando ai più giovani strumenti e spazi per esprimersi, partecipare e contribuire al cambiamento».

Comunità scolastiche più inclusive, accoglienti ed estese

Al punto sull’iniziativa, per Save the children, era presente Giancarla Pancione, direttrice marketing, fundraising & brand dell’organizzazione. «Da oltre dieci anni, con Fuoriclasse in movimento», precisa, «lavoriamo per prevenire la dispersione scolastica e promuovere il benessere e la partecipazione di bambine, bambini e adolescenti, offrendo loro spazi concreti in cui esprimere idee, bisogni e proposte per migliorare la scuola che vivono ogni giorno».

Per Pancione il «progetto dimostra quanto ascoltare gli studenti e coinvolgerli nelle decisioni che li riguardano possa contribuire a costruire comunità scolastiche più inclusive, accoglienti e capaci di rispondere alle loro esigenze. Il sostegno di UniCredit», sottolinea ancora, «ci consente di rafforzare e ampliare questo percorso, portando l’esperienza di Fuoriclasse in movimento a un numero sempre maggiore di bambine, bambini e adolescenti, e riconoscendo i più giovani come protagonisti attivi del proprio presente e del futuro della scuola».

Da sinistra Stefano Gallo, head of territorial development di Unicredit, Paolo Lozzi, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Morricone, Giancarla Pancione, direttrice marketing, fundraising & brand Save the children

I consigli? Sì, danno più voce agli studenti

A termine dell’anno scolastico 2025-2026 l’iniziativa è stata oggetto di un motoraggio. Risulta che 2.200 tra studenti e studentesse il 91,6% considera i consigli fuoriclasse utili per dare maggiore voce agli studenti, l’86,5% percepisce una maggiore attenzione degli adulti verso le loro opinioni e l’84,3% ritiene che la scuola tenga maggiormente conto dei bisogni degli alunni.

Sul fronte del benessere, l’89,7% dichiara di aver vissuto più emozioni positive, l’87,5% di aver aumentato la capacità di collaborare, l’86,2% di avere migliori relazioni con compagni e insegnanti e l’83,5% di sentirsi meglio a scuola; l’84,1% segnala inoltre un maggiore coinvolgimento nella vita scolastica e l’86,7% una maggiore capacità di promuovere e difendere i propri diritti.

Tra i rappresentanti dei consigli fuoriclasse, l’85,2% percepisce che la propria voce venga realmente ascoltata, oltre venti punti percentuali in più rispetto agli studenti che non ricoprono incarichi di rappresentanza.

Che ne pensano i docenti

Coinvolti nel monitoraggio anche 644 docenti, che hanno confermato il valore dell’iniziativa: il 94,5% considera i consigli fuoriclasse uno strumento efficace per dare ascolto agli studenti, il 91,8% ritiene che il progetto abbia migliorato il benessere scolastico e il 95% osserva un aumento delle emozioni positive
tra gli alunni.

I docenti segnalano inoltre maggiore partecipazione alla vita scolastica (91,5%), miglioramento delle capacità collaborative (88,8%), rafforzamento dell’autostima e delle risorse personali (87,2%) e miglioramento delle relazioni (85,6%).

Il cambiamento riguarda anche gli adulti: l’86,8% dichiara di aver rafforzato le proprie competenze sulle metodologie partecipative e l’84,5% afferma di utilizzare maggiormente approcci educativi centrati sull’ascolto e sul coinvolgimento degli studenti.

Un grande viaggio nell’Italia che opera «per amore al genere umano»: geolocalizzate e ordinate per settore di intervento ben mille realtà filantropiche e raccontati, in una gallery di cento, i progetti sociali e ambientali più innovativi.
DOVE VA A FINIRE LA FILANTROPIA

I dati sulla dispersione scolastica

Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 la quota di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno lasciato precocemente il sistema di istruzione e formazione è scesa
all’8,2%, rispetto al 9,8% del 2024, raggiungendo in anticipo l’obiettivo europeo fissato per il 2030. Il fenomeno resta più diffuso tra i ragazzi (10,1%) rispetto alle ragazze (6,2%) e tra i giovani con cittadinanza non italiana (26,2%, contro il 6,7% degli italiani).

Sul fronte della dispersione implicita, quella che riguarda gli studenti che completano il percorso scolastico senza raggiungere livelli adeguati di apprendimento, i dati Invalsi 2026 registrano una riduzione al 6,3%, dall’8,7% del 2025.

La dispersione, come hanno anche sottolineato a VITA Stefano Gallo e Giancarla Pancione, viene rilevata quando l’abbandono si è già verificato, ma il processo può iniziare molto prima, con perdita di motivazione, difficoltà relazionali, scarso senso di appartenenza e mancato coinvolgimento nella vita scolastica.

Per questo il progetto interviene già nel primo ciclo di istruzione, lavorando su benessere, relazioni positive, fiducia in sé stessi e partecipazione, fattori che possono rafforzare il legame degli studenti con la scuola.

Partecipazione e scuola

Per rafforzare nel tempo la partecipazione di tutta la comunità scolastica, nel 2025 Save the children ha anche avviato, in collaborazione con Ashoka Italia, una sperimentazione triennale che coinvolge 18 istituti comprensivi della rete Fuoriclasse in movimento, con l’obiettivo di rendere più strutturale il ruolo
dei consigli Fuoriclasse all’interno della scuola. Dopo il primo anno, il 68,8% delle scuole ha avviato o completato la fase di formalizzazione e il 75% ha inserito i consigli nei documenti ufficiali della scuola.

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In apertura e nel testo foto e video di Alessio Nisi

L'articolo Dare più voce agli studenti e il senso del fare insieme per la scuola proviene da Vita.it.

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