Crans Montana, al Villaggio Fondazione Roma la memoria diventa speranza
una testimonianza di memoria e speranza per ricordare le vittime di Crans Montana, teatro a Capodanno di un devastante incendio costato la vita a 41 persone. Una vicenda che ha profondamente scosso il Paese.
Al Villaggio Fondazione Roma, la struttura di assistenza ai malati di Alzheimer e Parkinson, sei abitazioni sono state intitolate ai sei italiani morti nel rogo: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi e Giovanni Tamburi.
Questa iniziativa, precisa la fondazione, «nasce da una profonda riflessione sul valore del ricordo e assume una valenza simbolica ancora più forte, proprio per la natura stessa del luogo in cui prende forma».
Dal 2018 ad oggi, si spiega, «il Villaggio ha ospitato in modo del tutto gratuito più di 300 persone, realizzando un’esperienza unica nel panorama socio-assistenziale pensata specificamente per malati di Alzheimer e Parkinson di livello medio o moderato».

Oltre la tragedia
Proprio al Villaggio Fondazione Roma, in uno spazio dedicato a chi, per motivi patologici, perde progressivamente i propri ricordi, attraverso questa iniziativa, «la Fondazione Roma e le famiglie coinvolte, hanno scelto di guardare oltre la tragedia, costruendo un percorso condiviso».
L’obiettivo, chiarisce l’ente, è «creare un ponte tra la fragilità degli assistiti e la comunità del Villaggio, che nel quotidiano si farà custode della memoria dei sei ragazzi scomparsi, affinché resti sempre viva e non si affievolisca».

Un messaggio di speranza sul valore della vita
In questo contesto il murales dell’artista italo-filippino Jerico, che ritrae i sei giovani volti, «vuole essere un simbolo visivo capace di parlare ad ogni visitatore, residente ed operatore, trasformando il dolore in una testimonianza indelebile, con un messaggio di speranza che celebri il valore della vita».
Oltre al tributo alle vittime, si mette in evidenza, «l’intera iniziativa intende porsi come monito ed auspicio, affinché drammi simili non si ripetano, ribadendo l’impegno costante della Fondazione nel promuovere contesti ed iniziative a tutela della dignità integrale della persona».
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La sfida della memoria
«Le nostre vite», fanno sapere le famiglie, «sono state segnate indelebilmente dalla tragedia che ci ha travolti e sarebbe stato semplice abbandonarsi allo sconforto ed al rancore. Invece no, abbiamo sfidato noi stessi decidendo di onorare la memoria dei nostri figli rendendo la luce dei loro sorrisi talmente fulgida da offuscare il buio della nostra disperazione».
In questi mesi, hanno sottolineato ancora, «ci siamo stretti l’uno all’altro e sostenuti tanto da percepirci come un’unica famiglia. La Fondazione Roma ha cementato questa nuova realtà, allargato questa famiglia regalandole un ulteriore valore: in un luogo nel quale i ricordi svaniscono, rimarrà indelebile, nel quotidiano, la presenza dei nostri angeli, nella speranza che i loro volti con le loro espressioni possano perpetuare la loro energia, spandendone la gioia di vivere e la fiducia nel futuro, che in nessuno di noi dovrebbe scemare. Un sincero ringraziamento va al Card. Giovanni Battista Re che ha officiato la cerimonia di intitolazione e per la sua preghiera piena di conforto e speranza».
In apertura il murales dell’artista italo-filippino Jerico che ritrae i volti dei sei ragazzi vittime del rogo di Crans Montana. Nel testo un’immagine dell’inaugurazione. Foto da ufficio stampa Fondazione Roma
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