❌

Modalità di lettura

Da 35 Paesi dei cinque continenti a Lignano Sabbiadoro per il WTT Youth Contender dal 21 al 27 ottobre

Da 35 Paesi dei cinque continenti a Lignano Sabbiadoro

per il WTT Youth Contender dal 21 al 27 ottobre

Il Bella Italia Village di Lignano Sabbiadoro per il sesto anno consecutivo ospiterà il WWT Youth Contender Lignano, organizzato dalla Federazione Italiana Tennistavolo, sotto l’egida dell’International Table Tennis Federation-World Table Tennis, con il sostegno del Ministero per lo Sport e i Giovani e il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e della Città di Lignano Sabbiadoro. Lo sponsor tecnico è Stag Global.

Le gare si disputeranno da mercoledì 21 a martedì 27 ottobre e vi parteciperanno 240 atleti (102 ragazze e 138 ragazzi) di 35 Paesi dei cinque continenti (Australia, Austria, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Cipro, Corea, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, India, Inghilterra, Isola di Jersey, Israele, Italia, Kazakistan, Libano, Lussemburgo, Nigeria, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica di San Marino, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti, Svezia, Taipei, Turchia e Ucraina), che si misureranno nelle gare di singolare maschili e femminili dei settori Under 19, Under 17, Under 15, Under 13 e Under 11.

L’Italia sarà rappresentata da 87 pongisti (37 ragazze e 50 ragazzi), in parte selezionati dallo staff tecnico delle Nazionali e in parte proposti dalle rispettive società.

Nelle precedenti tre edizioni della manifestazione, gli azzurri hanno conquistato due medaglie d’oro, tre d’argento e undici di bronzo, con Matilde Buzzoni e Pietro Campagna (1 oro e 1 bronzo), Gioia Picu, Francesco Trevisan e Federico Vallino Costassa (un argento), Danilo Faso e Nicole Arlia (due bronzi) e Claudia Bertolini, Amelia Buzzoni, Manon Loth, Sofia Minurri e Serena Rossati (un bronzo).

Saranno presenti a Lignano Sabbiadoro tutti, tranne Arlia, Faso, Trevisan e Vallino Costassa, e con loro anche Edoardo Bartoli, Giorgio Borghese, Giulio Campagna, Jacopo Cipriano, Milena Faso, Giacomo Izzo, Erik Paulina, Jan Slavec, Sofia Episcopo e Candela Sanchi, pure loro capaci di salire sul podio in singolare nelle gare della WTT Youth Series o agli Europei Giovanili.  

Sul fronte straniero, si segnalano lo statunitense Kef Noorani, n. 24 del ranking mondiale Under 19 e n. 16 dell’Under 17, l’australiana Constantina Psihogios, n. 16 delle Under 19, e la spagnola Irina Gimeno, n. 49 fra le Under 17.

Noorani ha vinto nel 2026 a Monteria e a San Francisco sia nell’Under 19 sia nell’Under 17 e a Spokane nell’Under 17, mentre Psihogios nel 2025 si è imposta a Senec nell’Under 19 e ha disputato l’atto conclusivo sia nell’Under 19 sia nell’Under 17 a Lignano e nell’Under 17 a Perth. Gimeno ha primeggiato a Platja d’Aro nel 2026.

Gli altri favoriti saranno nell’Under 15 lo spagnolo Marcos Gomez, n. 49 del mondo, che nel 2026 ha prevalso a Berlino e a Sarajevo, la kazaka Zhaniya Bekmukhambetova, n. 51 e n. 6 delle Under 13, vincitrice nell’Under 13 a Tashkent, Otocec e Tbilisi, nell’Under 13 l’azzurro Pietro Campagna, n. 6, medaglia d’oro a Wladislawowo e a Metz, e nell’Under 11 lo srilankese Taavi Samaraweera, n. 2, campione in carica a Lignano e primo anche a Doha, Manama, Prishtina e Otocec nel 2026, e la kazaka Adel Veber, n. 42, finalista a Manama.

Il programma agonistico sarà suddiviso in due parti. Mercoledì 21 e giovedì 22 si disputeranno i singolari maschili Under 13 e Under 17 e giovedì 22 e venerdì 23 quelli Under 11, Under 15 e Under 19. Sabato 24 sarà giorno di riposo. Da domenica 25 a martedì 27 seguiranno le competizioni femminili, che avranno le stesse tempistiche. Non ci saranno atleti ammessi direttamente ai tabelloni e tutti dovranno sostenere le fasi eliminatorie a gironi, con i primi due che accederanno ai main draw. Tutti i match saranno sulla distanza dei tre set su cinque.

La manifestazione sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del World Table Tennis.

Allegate cinque foto, liberamente utilizzabili (foto FITeT)

L'articolo Da 35 Paesi dei cinque continenti a Lignano Sabbiadoro per il WTT Youth Contender dal 21 al 27 ottobre proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

“BUONA FORTUNA A NOI”, il quarto lavoro in studio del cantautore pop IL CONTE BIAGIO.

Da oggi, venerdì 16 ottobre, è disponibile in digitale (link) “BUONA FORTUNA A NOI”, il quarto lavoro in studio del cantautore pop IL CONTE BIAGIO.

C’è un universo di piccole cose a popolare il nuovo disco de IL CONTE BIAGIO. Dettagli, incastri, inconvenienti. Un’infinità di elementi che determinano una quotidianità fatta di soldi che finiscono già al dieci del mese, di cani da portare fuori quando le storie finiscono, della fatica di restare a galla senza prendersi troppo sul serio.

 

“BUONA FORTUNA A NOI” è, una speranza, un appello a raccoglierle le incertezze e spedirle nello spazio, magari con una lettera.

Un’intuizione che IL CONTE BIAGIO – autore di tutti i testi e delle musiche – racconta attraverso un pop d’autore stralunato e intimo, in cui l’ironia si mescola alla malinconia e le piccole assurdità quotidiane diventano canzoni da cantare a squarciagola.

Pubblicato da Dischi Milano, l’album si muove tra ballad che scavano dentro e ritornelli immediati.

Sette tracce a comporre un disco che è una constatazione affettuosa e disincantata, un brindisi a chi cerca di cavarsela come può, senza perdere la voglia di innamorarsi, ridere e sognare.

Un augurio a chi si sente perso, a chi ancora prova a diventare ciò che vorrebbe essere. E a chi, tra sorrisi e rimpianti, porta avanti, senza svendersi, il complicato tentativo di vivere.

 

Artista: Il Conte Biagio

Uscita album: 16 ottobre

Numero tracce: 7

Durata totale: 20 minuti

 

Biagio Conte, in arte Il Conte Biagio, è un cantautore classe 1989, originario a Palomonte (SA) e attualmente residente a Milano. Ha uno stile musicale che si caratterizza per le sue sonorità pop originali e per la sua capacità di coinvolgere il pubblico durante le esibizioni dal vivo. Nel 2020 produce e pubblica i singoli “Università”, “Sigaretta” e “Le Stelle”, seguiti da “Spunta Blu” nel febbraio 2022, che anticipano l’album “Università”, presentato in anteprima lo stesso anno al mare culturale urbano di Milano. Nel 2021, realizza il suo secret tour esibendosi in diversi locali di Milano, mantenendo segreta la location degli eventi fino all’ultimo momento. Nel 2024 torna con un nuovo album “Piano Bar”, dalle influenze cantautorali e indie. Nel corso della sua carriera, Il Conte Biagio ha tenuto più di 200 concerti in tutta Italia e preso parte a importanti festival e rassegne, tra cui Villa Ada a Roma, Wow al Circolo Magnolia di Milano, Upload di Bolzano, MEI di Faenza, Culture Club all’ARCI Bellezza di Milano, milk! al Rock’n’Roll sempre a Milano. Continua a suonare in vari eventi, tra cui l’apertura del concerto di Tananai al Meeting del Mare, quella per il tour europeo di Will & The People al Biko di Milano e la partecipazione al SUQ di Ragusa. A novembre 2023 Il Conte Biagio ha pubblicato i brani “Ancora un po’” e “Veronica”, seguiti da “Non sembra Milano”. A novembre 2024 ha aperto il concerto di Francesco Bianconi (Baustelle), al Detune di Milano.

 

 

 

Instragram /  Spotify / Youtube

 

L'articolo “BUONA FORTUNA A NOI”, il quarto lavoro in studio del cantautore pop IL CONTE BIAGIO. proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

DA DOMENICA 25 OTTOBRE A SABATO 28 NOVEMBRE 2026 TORNA A GENOVA  “OPERALAND FEST AL MUSEO – ORIENTE EXPRESS: MUSICA E ALTRE FERMATE”

DA DOMENICA 25 OTTOBRE A SABATO 28 NOVEMBRE 2026 TORNA A GENOVA  “OPERALAND FEST AL MUSEO – ORIENTE EXPRESS: MUSICA E ALTRE FERMATE”


Cinque appuntamenti al Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e all’Alliance Française de Gênes tra opera lirica, musica dal vivo, danza, poesia e incontri.

La rassegna si apre in occasione del World Opera Day con “Turandot 100”, uno spettacolo che celebra i cento anni dalla prima rappresentazione dell’opera di Giacomo Puccini.

Genova – Da domenica 25 ottobre a sabato 28 novembre 2026 torna a Genova “OperaLand Fest al Museo – Oriente Express: musica e altre fermate”, la rassegna organizzata dall’Associazione OperaLand APS, giunta alla quinta edizione. Il programma propone cinque appuntamenti tra opera lirica, musica dal vivo, danza e poesia, con particolare attenzione al coinvolgimento del pubblico e delle nuove generazioni. Nel corso delle edizioni, il festival ha ampliato la propria proposta artistica, mantenendo la musica al centro di un percorso multidisciplinare. Gli eventi si svolgeranno negli spazi del Museo d’Arte Orientale E. Chiossone, proseguendo una collaborazione avviata nelle precedenti edizioni, e all’Alliance Française de Gênes. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito o prevedono un biglietto a prezzo contenuto, nell’ottica di una promozione culturale accessibile a tutti.

«Nel corso delle diverse edizioni abbiamo lavorato per costruire una rassegna sempre più aperta all’incontro tra linguaggi differenti – spiega Fabiola Di Blasi, direttrice artistica del Festival – La musica rimane protagonista, ma accanto a questa trovano spazio danza, poesia e momenti di incontro. L’attenzione verso i giovani è costante e fa parte dell’identità di OperaLand fin dalla sua nascita, avvenuta nel 2017 con un progetto scuole in collaborazione con il Teatro Carlo Felice. Credo che oggi, in un mondo dominato dal digitale, gli eventi culturali dal vivo siano sempre più necessari, fondamentali per arricchire la nostra vita e il nostro spirito, per ispirare nuove idee, stimolare il pensiero critico, scoprire talenti, incontrare altre persone, creare collaborazioni e costruire comunità».

La rassegna è inoltre inserita dal 2020 nel bando Genova Città dei Festival, attraverso il quale il Comune di Genova sostiene la realizzazione di iniziative culturali sul territorio cittadino.

«La bellezza ha molti volti e la proposta di OperaLand Fest va nella direzione di costruire un unico tessuto che unisce danza, musica e arte – dichiara Donatella Alfonso, presidente della IV Commissione Consiliare Cultura, Turismo e Promozione della Città del Comune di Genova – Il Museo Chiossone, con la sua particolare struttura, le collezioni di arte orientale uniche in Italia e tra le più importanti in Europa e la sua collocazione all’interno di Villetta Di Negro, rappresenta uno dei gioielli del patrimonio museale del Comune di Genova. Una rassegna così articolata costituisce un’occasione per valorizzarlo e avvicinare nuove fasce di pubblico. I musei devono aprirsi anche ad altre forme d’arte, creando occasioni di incontro e contaminazione tra linguaggi differenti. Il Comune ringrazia quindi OperaLand Fest e i suoi promotori per la sensibilità e le scelte innovative, apprezzate e riconosciute anche attraverso il bando Genova Città dei Festival».

 

PROGRAMMA

Domenica 25 ottobre, alle ore 16, la rassegna si apre al Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone con “Turandot 100”, in occasione del World Opera Day, nel centenario della prima rappresentazione del capolavoro di Giacomo Puccini. Ambientata a Pechino, “Turandot” viene proposta negli spazi del Museo Chiossone che custodisce una straordinaria collezione di arte giapponese e cinese, tra le più importanti in Italia. Il patrimonio artistico del museo diventa così parte del contesto in cui prende forma questa messa in scena dell’opera, presentata in una versione ridotta site-specific. Nel cast figurano il soprano cinese Zhao Huan, al debutto nel ruolo di Turandot, che ha frequentato l’Accademia Pucciniana diretta da Plácido Domingo, il tenore genovese Alessandro Fantoni nel ruolo di Calaf, Christian Faravelli (Timur), Irene Celle (Liù) e Marco Camastra (Ping), insieme ai giovani tenori Zhao Yifan (Pong)  e Guo Zhiyuan (Pang), allievi del Conservatorio Niccolò Paganini e la giovane promessa Francesca Risso Montemagno, dal coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice. L’accompagnamento al pianoforte è affidato a Francesco Barbagelata. La regia è di Lorenzo Ponte, con elementi scenici e costumi di Alice Benazzi.

Domenica 8 novembre è in programma “Voci in carrozza – Piccoli viaggiatori sull’Oriente Express”, un appuntamento dedicato ai bambini dai 5 ai 12 anni, realizzato in collaborazione con Aeroplani di Carta – Educare con la Musica, progetto ideato da Andrea Maucci che promuove l’educazione musicale dei più giovani attraverso laboratori didattici e attività dedicate al canto corale. L’iniziativa prosegue il percorso educativo di OperaLand rivolto alle nuove generazioni, con l’obiettivo di avvicinare i più piccoli alla musica e favorire l’accessibilità alle esperienze culturali, anche attraverso la gratuità dell’ingresso, fino a esaurimento posti. Al termine dell’appuntamento è prevista una merenda offerta ai bambini.

Domenica 15 novembre la rassegna prosegue con “Un tè con Sakamoto 2.0 – L’evoluzione del viaggio”, un appuntamento dedicato all’universo musicale e poetico di Ryuichi Sakamoto, compositore giapponese che ha esplorato nuove possibilità espressive del suono tra elettronica, pianoforte e cinema. Lo spettacolo mette in dialogo musica dal vivo, danza e haiku (brevi componimenti poetici della tradizione giapponese). Con la Kseij Dance Company, la voce narrante di Umberta Coglio, le coreografie di Aleksej Canepa e la regia di Fabiola Di Blasi, il progetto riprende il percorso artistico già proposto da OperaLand attorno alla figura di Sakamoto, sviluppandolo in una versione che intreccia linguaggi musicali, coreografici e poetici omaggiando la cerimonia del tè.

Domenica 22 novembre è la volta di “Nel cuore del suono – Viaggio al centro dell’orchestra”, con la Filarmonica Sestrese diretta da Matteo Bariani. L’appuntamento è dedicato alla scoperta dell’orchestra e del suo funzionamento, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere più da vicino le diverse sezioni strumentali e il ruolo che ciascuna svolge nell’esecuzione musicale. Un percorso di ascolto che mette al centro il rapporto tra i singoli strumenti e il suono collettivo dell’orchestra.

Sabato 28 novembre la quinta e ultima fermata della rassegna si svolge all’Alliance Française de Gênes, con “L’Orient à la française – Impressioni sonore dei compositori francesi”. L’appuntamento esplora il fascino esercitato dalle culture orientali sulla musica francese tra Ottocento e Novecento, attraverso un percorso dedicato alle composizioni di Claude Debussy, Maurice Ravel ed Erik Satie. La musica dialoga con la danza, grazie alla partecipazione di due danzatrici, in un incontro tra linguaggi artistici che richiama il tema del viaggio al centro dell’edizione 2026. La rassegna si conclude con un aperitivo condiviso con il pubblico.

 

OPERALAND

OperaLand nasce a Genova nel 2017 in seno al Teatro Carlo Felice, dove ha curato due edizioni dell’omonimo progetto rivolto alle scuole, premiato dalla SIAE. Nel 2020, grazie al bando Genova Città dei Festival e alla collaborazione con il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, ha dato vita a una rassegna che si è sviluppata nel tempo, coinvolgendo oggi anche l’Alliance Française de Gênes. L’associazione ha costruito negli anni un percorso di divulgazione musicale e culturale, ampliando progressivamente le proprie proposte e rivolgendosi a pubblici differenti. Tra le attività sviluppate figurano le iniziative per il World Opera Day e i progetti realizzati in collaborazione con il Museo Chiossone, attraverso i quali OperaLand promuove l’incontro tra musica, arti performative e pubblico anche in spazi non convenzionali. Nel corso della sua attività, OperaLand ha collaborato alla realizzazione di spettacoli, eventi e laboratori con numerose realtà culturali, tra cui il Teatro Carlo Felice, la Biblioteca Internazionale per Ragazzi Edmondo De Amicis, l’Istituto Chiossone per non vedenti, l’Accademia Ligustica di Belle Arti, l’Associazione OperaOpera, il Teatro Stradanuova, il Sempreverdi Festival, Genova Vocal Consort – Società dei Concerti, OperaLife e BlaBlaBook. L’associazione è inoltre in dialogo con altre realtà per lo sviluppo di progetti futuri.

BIGLIETTI E INFORMAZIONI

La quinta edizione di “OperaLand Fest al Museo – Oriente Express: musica e altre fermate” si svolge dal 25 ottobre al 28 novembre 2026 presso il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone e l’Alliance Française de Gênes.

L’ingresso a “Turandot 100” è di 7 euro, mentre gli appuntamenti dell’8, 15 e 22 novembre sono gratuiti fino a esaurimento posti. Per l’evento conclusivo del 28 novembre il biglietto costa 10 euro, aperitivo incluso.

La rassegna, organizzata dall’Associazione OperaLand APS, è realizzata con il sostegno del Comune di Genova e della Camera di Commercio di Genova e gode del patrocinio dell’Università di Genova, dell’Associazione culturale Giappone in Italia, dell’Associazione Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio Niccolò Paganini e dell’Associazione Amici della Cina. “Turandot 100” gode inoltre del patrocinio del Festival della Scienza (https://www.festivalscienza.it/programma-2026/turandot-100).

Sono partner della rassegna il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, l’Alliance Française de Gênes, Kseij Dance Company, Filarmonica Sestrese, Aeroplani di Carta – Educare con la Musica, Formazione Danzarte Genova, TopCast Productions, Vesta Home Rent, Gioielleria Natoli e Hotel Bristol Palace.

Per maggiori informazioni sul programma e sugli appuntamenti della rassegna è possibile scrivere a info@operaland.it.

 

L'articolo DA DOMENICA 25 OTTOBRE A SABATO 28 NOVEMBRE 2026 TORNA A GENOVA  “OPERALAND FEST AL MUSEO – ORIENTE EXPRESS: MUSICA E ALTRE FERMATE” proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

La nuova legge elettorale, Governo e Quirinale i veri obiettivi

La nuova legge elettorale, Governo e Quirinale i veri obiettivi

 

La nuova legge elettorale, approvata qualche giorno fa in via definitiva, ha come obiettivo prioritario, quello di garantire la stabilità politica ad un Paese, come il nostro, che nei suoi ottant’anni di democrazia ha avuto ben 68 governi. Un fattore, quello della stabilità politica, che dovrebbe essere apprezzato da tutte le forze politiche, perché consente alla coalizione vincente di far valere la propria azione politica per l’intera durata della legislatura, oltre a dare un’immagine solida del Paese, sia a livello europeo che internazionale.

 

Altro elemento positivo dello Stabilicum, questo è il nome dato alla nuova legge elettorale, è che la riforma vuole restituire agli elettori il diritto di scegliere da chi farsi governare. Si tratta di un elemento di chiarezza, necessario quanto mai, dopo una stagione politica che ha visto succedersi alleanza a dir poco strane, come quelle tra il 2018 e il 2021, quando Giuseppe Conte è stato Presidente del Consiglio di due governi con due diverse maggioranze, una con la Lega e l’altra con il PD.

 

In sintesi la riforma elettorale vuole rendere più trasparente e lineare il rapporto tra politica e cittadini, intento condivisibile per certi versi, se non fosse però, anche questa volta, espressione della sola maggioranza di Governo, vista l’incapacità dei partiti di trovare una larga intesa.

 

Il tutto nasce da un’applicazione inadeguata nel nostro Paese del bipolarismo, che si trascina fin dalla nascita della Seconda Repubblica, che esclude “in linea di principio” l’accordo con gli avversari. La legge mostra alcune criticità, sulle quali sarà la Corte Costituzionale ad esprimere il giudizio definitivo anche se il voto con cui la Camera ha approvato l’impianto della riforma ha una rilevanza politica non da poco, perché apre la campagna elettorale non solo per Palazzo Chigi, ma anche per il Quirinale.

 

E’ da circa un paio di anni che la corsa al Colle vede i partiti impegnati a posizionarsi meglio in vista di quello che sarà il vero traguardo della prossima legislatura, l’elezione del Capo dello Stato. Da ciò le difficoltà del Campo largo di trovare un accordo di programma oltre ad un assetto di potere condiviso, come si capiscono i problemi di un centrodestra che cerca di bissare la vittoria elettorale, impresa mai realizzata da nessun partito.

 

Purtroppo tutte queste tensioni rischiano di mettere in un angolo i veri problemi del Paese, resi ancora più gravi da una crisi internazionale che si ripercuote fortemente sul sistema economico e quindi sui cittadini. Il Governo dovrebbe, proprio per le ragioni addotte, fare chiarezza e indicare la durata della legislatura che, per il momento, spazia da marzo a settembre del prossimo anno.

 

Non c’è dubbio che si tratterà di un passaggio politico e istituzionale delicato, durante il quale sarà chiaro il rapporto tra la Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica, a cui la Costituzione assegna il potere di sciogliere le Camere. Il primo passo per andare a votare c’è stato con l’approvazione della legge elettorale, l’ultima di questi ottant’anni di Repubblica; speriamo che duri e che l’Italia possa finalmente allinearsi alle altre democrazie occidentali, che hanno sistemi di voto più consolidati nel tempo.

 

Angela Casilli

L'articolo La nuova legge elettorale, Governo e Quirinale i veri obiettivi proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

AGRICOLTORI IN PROTESTA, M5S: ” OLTRE 50 MILIONI TRA UE E REGIONE, QUANDO ARRIVERANNO GLI AIUTI?”

AGRICOLTORI IN PROTESTA, M5S: “ OLTRE 50 MILIONI TRA UE E REGIONE, QUANDO ARRIVERANNO GLI AIUTI?“

ROMA – <La protesta degli agricoltori calabresi va avanti dal 28 settembre e non può continuare a cadere nel vuoto. Chiede risposte a tutte le istituzioni. Chi produce ciò di cui ci nutriamo ogni giorno deve pagare gasolio, energia e fertilizzanti sempre più cari, mentre i suoi prodotti vengono pagati meno di quanto costa produrli e deve competere con importazioni da Paesi fuori dall’Unione Europea che non rispettano le stesse regole. Così il sistema agricolo non regge più>. Lo dichiarano in una nota i portavoce calabresi M5S Pasquale Tridico, Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico, Riccardo Tucci, Elisa Scutellà e Elisabetta Barbuto.  Sulla crisi dell’agricoltura calabrese il M5S annuncia di aver presentato tre interrogazioni: alla Commissione europea, alla Camera dei deputati e al Consiglio regionale.

<L’Unione europea ha assegnato all’Italia 45,6 milioni di euro di aiuti straordinari per compensare i rincari di fertilizzanti ed energia – spiegano i portavoce M5S. Entro il 30 settembre il Governo doveva comunicare a Bruxelles a chi andranno, con quali criteri e in che tempi. Abbiamo chiesto alla Commissione se l’Italia lo ha fatto e quanto arriverà alle imprese calabresi. Ma il problema non si risolve solo con gli aiuti. Abbiamo chiesto anche che la revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali vieti in modo esplicito di costringere gli agricoltori a vendere sotto i costi di produzione e che le regole sull’origine e sui controlli dell’olio d’oliva diventino più efficaci.

Il ministro Lollobrigida, poi, cosa ha comunicato all’Europa? Quanti di quei fondi andranno alla Calabria e quando saranno pagati? Il Governo ha già adottato un decreto per l’attuazione degli aiuti ma gli agricoltori hanno bisogno di sapere quando le risorse saranno disponibili – rimarcano Tridico, Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto. Servono inoltre interventi del governo contro il caro carburanti, energia e fertilizzanti, controlli più efficaci sulle pratiche commerciali sleali e sulla formazione dei prezzi lungo la filiera. Per questo abbiamo chiesto anche l’apertura urgente di un confronto tra Governo, Regione e rappresentanze agricole. Chi produce non può essere l’anello più debole di una filiera nella quale tutti guadagnano tranne gli agricoltori.

E anche la Regione Calabria deve assumersi le proprie responsabilità. La Giunta Occhiuto ha approvato un intervento da 15 milioni di euro contro il caro carburanti. Per comprendere quanto sia insufficiente questo impegno basta guardare alla Sardegna, dove la Giunta guidata da Alessandra Todde ha stanziato 60 milioni di euro di cui 25 per sostenere gli agricoltori contro il caro carburanti e i fertilizzanti. Davanti a una crisi di questa portata quindici milioni rischiano di essere una risposta del tutto insufficiente. 

Abbiamo portato la voce degli agricoltori calabresi a Bruxelles, Roma e Catanzaro perché nessuna istituzione si sottragga alle proprie responsabilità. Tra gli aiuti europei destinati all’Italia e le risorse annunciate dalla Regione ci sono oltre 50 milioni di euro ma serve chiarezza su quanto arriverà alle imprese calabresi, a chi e soprattutto quando. Gli agricoltori non possono continuare a lavorare in perdita in attesa di risposte>, concludono Tridico, Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto. 

 

L'articolo AGRICOLTORI IN PROTESTA, M5S: ” OLTRE 50 MILIONI TRA UE E REGIONE, QUANDO ARRIVERANNO GLI AIUTI?” proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

“The Shapes of Beauty” il nuovo EP della cantautrice Greta Cominelli! In radio il brano “Let it shine”.

Da oggi, venerdì 16 ottobre, è disponibile in digitale “The Shapes of Beauty” (https://music.imusician.pro/), il nuovo EP di Greta Cominelli: cinque brani in lingua inglese che attraversano una riflessione intima sulla vita, sulla ricerca di un significato e sulle forme, spesso invisibili, attraverso cui la bellezza può manifestarsi.

In concomitanza con l’uscita del progetto, arriva in radio “Let It Shine”, un brano che racchiude l’attitudine dell’intero lavoro, con sonorità pop contaminate da influenze R&B, gospel ed elettroniche, atmosfere evocative e una scrittura introspettiva che preferisce suggerire piuttosto che spiegare.

“The Shapes of Beauty” non è un EP sulla bellezza intesa in senso estetico. È piuttosto una riflessione su ciò che rimane quando si prova a guardare la vita nella sua interezza: le esperienze, i legami, le fragilità, la luce e le domande che accompagnano il percorso personale.

La scrittura dell’artista mantiene una dimensione volutamente indiretta. Le immagini e le metafore lasciano spazio all’interpretazione e invitano l’ascoltatore a riconoscersi nei brani, secondo uno stile autoriale che sceglie di raccontare le emozioni senza definirle completamente.

«Con “The Shapes of Beauty” ho scelto quindi di non dare risposte definitive, ma di lasciare aperto uno spazio di riflessione – dichiara Greta Cominelli – perché la bellezza, in fondo, può assumere forme diverse e inattese. E può trovarsi anche nelle domande che restano.»

Nel progetto emerge anche un dialogo con la spiritualità e con alcune atmosfere vicine alla Christian Music, senza concentrarsi sulla religione o su un messaggio confessionale. Il riferimento è piuttosto a una dimensione interiore, alla ricerca di una luce e di un senso che possono appartenere a chiunque, indipendentemente dal proprio credo.

Dall’apertura affidata a “Let It Shine” fino alla chiusura di “Eternity”, l’EP sviluppa un racconto fatto di luce e ombra, presenza e assenza, connessioni e trascendenza. Un viaggio musicale che unisce pop, R&B, gospel ed elettronica a una scrittura intima, creando uno spazio sospeso tra dimensione personale e universale.

Il progetto si articola in capitoli, ciascuno affidato a un brano che ne racconta una fase, un’emozione o un momento significativo, componendo un percorso narrativo che si sviluppa traccia dopo traccia.

 

Questa la tracklist:

 

Chapter I – Let It Shine

Chapter II – The Shapes of Beauty

Chapter III – Behind the Clouds

Chapter IV – Red Thread (Harmony of the Stars)

Chapter V – Eternity

 

Greta Cominelli, nata a Brescia nel 1987, è cantante, cantautrice e performer con formazione in canto, danza, teatro e songwriting. Da giovanissima partecipa a concorsi nazionali, vincendo il Festival del Garda, il Festival di Ghedi e l’Hit Festival di Saint‑Vincent. Supera le selezioni de L’Accademia della Canzone di Sanremo, Festival di Castrocaro Terme, X Factor e Amici di Maria De Filippi. Dal 2008 svolge un’intensa attività live come solista, corista e performer, esibendosi in diversi contesti e progetti, tra cui Brescia c’è! con Nazionale Italiana Cantanti, Musica e Muse, Bandafaber e l’Oktoberfest di Gardaland Park. Dal 2020 collabora con Renato Caruso, con cui pubblica gli EP Tra Marte e Venere (2022) e Luce ribelle dell’alba (2024). Michele Neri inserisce la sua biografia nel libro Cantautori e Cantautrici del nuovo millennio. Si esibisce in eventi come BAM Brescia Art Marathon, Wonderful Sila Festival, Cremona Musica International Exhibitions, PassaPaola a Marsiglia e Donne In‑Canto. È apprezzata ai casting del Tour Music Fest, Musicultura e Premio Lunezia. La sua musica fonde pop contemporaneo e influenze vintage, black, cantautorali, cinematografiche, latin, musical ed elettroniche. Scrive e interpreta in più lingue, con affinità per l’inglese, intrecciando esperienze personali e temi contemporanei legati a relazioni, spiritualità, società, identità, emozioni e figura femminile. Le sue performance uniscono voce, corpo e immaginazione in un percorso artistico multidisciplinare.

 

https://www.youtube.com/@gretacominelli545

https://open.spotify.com/intl-it/artist/0Xx9vUozpORuCDvG6Tp6jR

www.gretacominelli.com/

www.instagram.com/cominelligreta?igshid=5wdte9fxtq4r

https://www.facebook.com/share/1HwK3w6ziK/

L'articolo “The Shapes of Beauty” il nuovo EP della cantautrice Greta Cominelli! In radio il brano “Let it shine”. proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

FABIO MERCURI Il nuovo disco “ARCIPELAGO X”

FABIO MERCURI

Il nuovo disco 

“ARCIPELAGO X”

Disponibile dal 16 ottobre
Live di presentazione Germi di Milano giovedì 22 ottobre ore 21.00

 

Cosa hanno in comune persone, luoghi, sogni e imprese apparentemente lontani?
Forse sono semplicemente isole dello stesso arcipelago.

È questa l’immagine da cui prende forma “Arcipelago X”, il nuovo album di Fabio Mercuri, in uscita il 16 ottobre. Un disco che raccoglie otto esperienze umane, otto punti di vista, otto isole immerse in un mare comune, mettendo al centro il rapporto tra l’individuo e ciò che lo circonda.

Il disco è stato anticipato in radio dal singolo “Un Arcipelago” un brano che nasce da uno sguardo in movimento e dalla necessità di trovare nuove connessioni tra le persone e i luoghi che attraversiamo.

“Dal finestrino del treno che attraversa l’Italia immagino i luoghi e le persone come isole di un arcipelago. Luoghi, sogni e imprese in cerca di una poetica che li rappresenti.
La ricerca di un’unità che riesca ad avvicinare e a vedere con occhi nuovi i nostri compagni di viaggio
”.

In “Arcipelago X”, Mercuri affronta tematiche diverse attraverso otto soggettive, costruendo un racconto che non cerca una sola direzione, ma procede per deviazioni, incontri e differenti prospettive. Ne nasce un album dalle sonorità poliedriche, scritto interamente dal cantautore.

A dare forma al progetto è una squadra di musicisti e produttori di grande esperienza: Leziero Rescigno (Amor Fou, La Crus), alla produzione artistica e alle ritmiche; Lele Battista, che ha registrato e mixato il disco oltre a suonare tutti i pianoforti e i synth; Enrico Gabrielli (Calibro 35) ai fiati e Marco Carusino al basso.

L’album verrà presentato dal vivo il 22 ottobre al Germi di Milano, via Cicco Simonetta 14/A.

Per l’occasione Mercuri sarà accompagnato da Leziero Rescigno alla batteria e Filippo La Marca alle tastiere.

Track List: Un arcipelago, Figli di nessuno, Solo noi, Sapere già tutto, Cambia l’ottica, Un’altra estate, Comunque vada, Epoca

Biografia

La storia musicale di Fabio Mercuri inizia in Puglia e arriva a Milano, ma non si tratta di un viaggio diretto, poiché, quando passa per Roma vi si ferma per cinque anni. In questo periodo crea il collettivo di sperimentazione musicale Banlieue (attivo per tre anni) e comincia ad arricchire la sua formazione musicale non solo grazie agli ascolti e agli esperimenti musicali, bensì anche e soprattutto agli incontri e alle innumerevoli collaborazioni in cui è coinvolto.

Nel 2002 giunge a Milano e collabora alla realizzazione di musica estemporanea per colonne sonore. Successivamente, grazie al suo eclettismo, si ritrova a realizzare ed eseguire musiche per performance teatrali e, nel frattempo, a collaborare con Francesco Tricarico, Luca Gemma, Mauro Ermanno Giovanardi e tanti altri artisti.

Come cantautore debutta nel marzo del 2009 col suo primo album “Di tutto quello che c’è”, uscito per Novunque. Nel 2012 esce l’ep “La voce della tartaruga” per GraceOrange. Entrambi i progetti vengono accompagnati da lunghi tour per tutta Italia, presentati con un set molto particolare: Fabio

Mercuri è infatti un one man band che viaggia con una serie di strumenti – a volte insoliti – e la sua fedele loop station.

Nel 2016 pubblica per Adesiva discografica il disco “Progetti per il futuro” realizzato con la produzione artistica di Leziero Rescigno (Amor Fou).

Nel corso degli anni successivi pubblica diversi singoli disponibili su tutte le piattaforme digitali.

Nell’ottobre 2026 pubblica il nuovo album “ARCIPELAGO X”.

L’album è anticipato dal singolo “UN ARCIPELAGO” in radio dal 25 settembre 2026

 

L'articolo FABIO MERCURI Il nuovo disco “ARCIPELAGO X” proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

“MARCO MASINI – LIVE 2026”

Sale l’attesa per le 5 date evento con cui MARCO MASINI torna ad emozionare il pubblico dal vivo nei grandi spazi dei palasport con “MARCO MASINI – LIVE 2026”.

Dopo il debutto del 3 novembre all’Unipol Forum di MILANO, l’artista sarà protagonista il 4 novembre al Nelson Mandela Forum di FIRENZE, il 7 novembre al Kioene Arena di PADOVA, il 13 novembre al Palazzo dello Sport di ROMA e il 14 novembre al Pala Partenope di NAPOLI.

 

I biglietti del tour sono disponibili su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info www.friendsandpartners.it).

 

Oltre alle canzoni indimenticabili che sono entrate a far parte della storia della musica italiana in questi oltre 35 anni di carriera, il cantautore presenterà per la prima volta sul palcoscenico anche alcuni brani estratti dall’ultimo progetto discografico “PERFETTO IMPERFETTO” (Momy Records, Concerto / BMG). Uscito lo scorso marzo e prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini, l’album è disponibile in vinile, CD e digitale (https://marcomasini.lnk.to/perfettoimperfetto).

Fanno parte della tracklist dei formati fisici dell’album sia “Male Necessario” (Fedez, Marco Masini), brano con cui Fedez & Masini hanno partecipato al 76° Festival di Sanremo conquistando il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo, sia “Bella Stronza” (Fedez, Marco Masini, FT Kings), versione personale e contemporanea di un brano già iconico della musica italiana che nella scorsa edizione del Festival ha conquistato il terzo posto nella serata dei duetti.

 

Queste le date nei palazzetti del tour “MARCO MASINI – LIVE 2026”, prodotte e organizzate da Friends & Partners, Momy Records e Concerto Music:

 

 

PALASPORT

 

3 novembre – MILANO, UNIPOL FORUM

4 novembre – FIRENZE, NELSON MANDELA FORUM

7 novembre – PADOVA, KIOENE ARENA

13 novembre – ROMA, PALAZZO DELLO SPORT

14 novembre – NAPOLI, PALA PARTENOPE

 

Birindelli Auto è automotive partner del tour.

 

Marco Masini. Nato a Firenze il 18 settembre 1964, eredita la passione per la musica dalla famiglia della madre, dimostrando già da piccolo un certo talento nel suonare e comporre a orecchio. Nel 1986, grazie a Roberto Rosati, conosce prima Beppe Dati e poi Giancarlo Bigazzi e con questi comincia a lavorare ad alcune colonne sonore, esegue la voce guida di “Si può dare di più” (del trio Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi), è concertista dal vivo nella tournée di Umberto Tozzi e in quella di Raf.

Nel 1990, 36 anni fa, la svolta: Bigazzi decide di produrlo facendolo partecipare al Festival di Sanremo con “Disperato”, brano scritto dall’artista insieme a Giancarlo Bigazzi e Beppe Dati che vince la 40ª edizione del Festival nella sezione Novità e il Premio della Critica Mia Martini, sempre nella sezione dedicata agli esordienti. Il singolo ottiene un ottimo riscontro di pubblico e alla quale segue la pubblicazione dell’album di debutto “Marco Masini” che vende più di 800.000 copie e include, oltre a “Disperato”, “Ci vorrebbe il mare”, romantica poesia in musica con cui calca il palco del Festivalbar 1990.

In questi oltre 35 anni di carriera sono tanti i brani il cui successo è andato di pari passo con il rafforzarsi del legame instaurato con il suo pubblico, canzoni indimenticabili come “Perché lo fai” (3° posto al Festival di Sanremo nel 1991), “Cenerentola Innamorata”, “Vaffanculo”, “T’innamorerai”, “Bella Stronza”, “L’uomo volante” (1° posto al Festival di Sanremo nel 2004) e tante altre.

Nel tour “Ci Vorrebbe Ancora il Mare’’ – che nel 2025 ha celebrato, oltre ai suoi 35 anni di carriera, i 35 anni dall’album di debutto “Marco Masini” e i 30 anni dall’album “Il Cielo della Vergine” – il cantautore e cantastorie ha portato sul palcoscenico i brani che sono diventati amatissimi classici della musica italiana e quelli estratti dall’album “10 Amori” (Momy Records, Concerto Music/ BMG, prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini), pubblicato nell’ottobre 2024.

Tra il 24 e il 28 marzo partecipa insieme a Fedez alla 76edima edizione del Festival di Sanremo con “MALE NECESSARIO” (Fedez, Marco Masini), brano che si aggiudica il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

Il 6 marzo è uscito in digitale e in cd (e il 24 aprile sarà disponibile in vinile) il nuovo progetto discografico “Perfetto Imperfetto” (Momy Records, Concerto Music / BMG, https://marcomasini.lnk.to/perfettoimperfetto), prodotto da Gianluca Tozzi e Milo Fantini e anticipato dal brano – disponibile in rotazione radiofonica – “E poi ti ho visto cadere”.

A partire da fine giugno al via “MARCO MASINI – LIVE 2026”, tour prodotto e organizzate da Friends & Partners, Momy Records e Concerto Music, che vedrà il cantautore protagonista prima di una serie di concerti nelle arene outdoor di tutta Italia e infine di 5 date evento nei palasport (3 novembre, Unipol Forum di Milano – 4 novembre, Nelson Mandela Forum di Firenze – 7 novembre, Kioene Arena di Padova – 13 novembre, Palazzo dello Sport di Roma – 14 novembre, Pala Partenope di Napoli).

 

www.marcomasini.it | INSTAGRAM | FACEBOOK | SPOTIFY | APPLE MUSIC | YOUTUBE

 

L'articolo “MARCO MASINI – LIVE 2026” proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Montreal Ska-Punk Lifers K-Man & The 45s Deliver Road-Built Ripper Heed The Call

Montreal ska-punk lifers K-Man & The 45s bring it all home with Heed The Call, their most complete and hard-hitting album to date, out October 9 via Stomp Records. Built on years of relentless touring across Canada, the US, and Europe, the record locks together two-tone ska, punk grit, and rock and roll swagger in the spirit of The Clash, The Specials, and Mad Caddies. It’s a loud, unfiltered, road-built record, the kind that feels less like a studio project and more like a night already in motion, horns up, bodies packed in, and just one chorus away from blowing wide open.

 

That feeling starts in Montreal. Not the postcard version, the real one. Nights that drift from bar to dep without much thought, DuMauriers burned down to the filter, Labatt 50s sweating through your hand, French and English colliding over the noise. Old punks leaning at the back, kids pressed up front, horns cutting through it all while the floor starts to give. It’s a city that doesn’t try to sell you anything, it just lets you find your way into it, and Heed The Call moves with that same kind of confidence, loose, lived, and completely in its element. “This record feels like the closest we’ve ever come to putting our live show on a disc,” says frontman Frankie. “We’ve always played our songs fast, loud and aggressively on stage, but on previous records we polished that energy and it didn’t always translate. This time, we wanted the dirt, the grit and the attitude to come through—and I think we finally captured what K-Man & the 45s really sound like.”

 

Across the record, that approach shows up in every direction. Tracks like “We Won’t Stop” and the title cut “Heed The Call” hit with direct, no-frills urgency, calling for unity and change with lines like “We need something to agree on just before we fall.” Elsewhere, the band lets things loosen up and spill over. “Demon Days” dives headfirst into myth-soaked chaos, while “Bankrupt in Berlin” captures the kind of road story that only makes sense at 3am, “drunk and lost… standing hopeless on the corner bankrupt in Berlin,” turning a birthday night gone sideways into a full-blown anthem. Closer to home, songs like “Clark St.” and “Oh Yeah Attitude” root themselves firmly in Montreal’s streets, equal parts celebration and side-eye, calling out ego, hype, and the everyday nonsense of city life with a grin and a jab. Meanwhile, “Buzz Off” strips things down to a blunt, personal level, pushing back against noise, opinions, and the constant pressure to play the game on someone else’s terms. It’s the same ethos that’s guided the band from the start, do it your way, do it loud, and don’t wait for permission.

 

Order K-Man & The 45s’ Music and Merchandise

 

That balance runs deeper on tracks like “Working in the Sun,” inspired by both K-Man’s friends in Jamaica and the street youth he works with, grounding the record in real-world experience and hard-earned perspective. It’s a reminder that beneath the chaos, the hooks, and the sweat, there’s something human holding it all together. This isn’t escapism for its own sake. It’s release, reflection, and resilience all tangled up in the same breath.

 

Recorded and mixed by Ryan Battistuzzi at Le Stuzzio in Montreal, Heed The Call captures K-Man & The 45s at their most immediate, raw, and fully realized. The horns don’t just decorate, they drive. The rhythm section doesn’t sit back, it pushes forward. Everything feels locked in but ready to spill over, like a live set teetering right on the edge. In a landscape built on singles, trends, and short attention spans, K-Man & The 45s are still doing it their way, on the road, in the room, and loud enough that you don’t get to ignore it.

 

For press inquiries, interviews, and review copies, please reach out. -Chad

 

K-Man & The 45s Online

INSTAGRAM | SPOTIFY | BANDCAMP | FACEBOOK | TWITTER

L'articolo Montreal Ska-Punk Lifers K-Man & The 45s Deliver Road-Built Ripper Heed The Call proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

BULLI DA FARE SCHIFO

BULLI DA FARE SCHIFO

 

In gruppo per menare le mani, per prendere a calci in faccia uno sconosciuto, un innocente colpevole soltanto di essere un portatore di handicap. In tanti a circondarlo, spintonarlo fino a farlo cadere, preso a calci in bocca, un plotone di esecuzione avvezzo a fare del male a un innocente che niente ha fatto e niente ha detto, tranne che vivere come ognuno ha il diritto di provare a sognare. Tanti imbecilli a picchiare e tanti altri a filmare lo scempio in atto, ciascuno a dare lustro ai propri scaracchi esistenziali. Bulli da fare schifo, senza se e senza ma, perché chi causa tanta sofferenza senza provare un accenno di vergogna, è soltanto un bicchiere vuoto capovolto. Quando accade un fatto del genere con protagonisti adolescenti senza arte né parte, senza conoscenza alcuna del valore della dignità, la preoccupazione non è soltanto per la vittima, ma per ciò che resta all’intorno di una società abituata a ingrossare le fila di un certa indifferenza sociale, mentre la ferita sottotraccia, i bordi lacerati a rimarginarsi avranno bisogno di tanta prossimità umana, perche’ il dolore si attenua, ma l’impronta sbiadita rimane per ciò che è stato. Bulli da fare schifo è il minimo per indicare un’azione così priva di pietà e di compassione,  quale opposto e contrario del coraggio di vivere nel rispetto di se stessi e degli altri.  Più guardo e riguardo le sequenze di quel video più mi convinco  che le etichette servono soltanto a confondere, ma in questa violenza così priva di scopo e utilità c’è per intero un vero e proprio arsenale di problemi sociali, che metteno a nudo la nostra incapacità a distinguere l’età di questi adolescenti, in una apnea asfissiante che li rende prigionieri di pregiudizi, deliri di onnipotenza, narcisi al primo imbocco di rabbia e solitudini. Eppure il lockdown ha oramai una fisionomia cretacea, non ha più senso accollargli ancora le irresponsabilità di questo presente vandalico, forse l’inaccettabilità di quel plotone di imbecilli avrebbe la necessità non più rinviabile di una collettività adulta a mettesi a mezzo, di traverso,  anche solamente per evitare di risultare il vero imputato che  legittima questi bulli da fare schifo.

L'articolo BULLI DA FARE SCHIFO proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Chicago punk rock mainstays Counterpunch return with “Dig,” out Friday, October 16, 2026.

Chicago punk rock mainstays Counterpunch return with “Dig,” out Friday, October 16, 2026. Their first new single since the release of Rewire in 2022, the track marks a fresh chapter for the band, pairing its melodic hardcore and skate punk roots with an urgent emotional release.

Fast-paced and fueled by frustration, “Dig” confronts the troubling realities that too often go ignored, both within the United States and beyond its borders.

“‘Dig’ is a blistering, fast-paced song that hits like a raw emotional outburst,” the band shares. “Written as an emotional release in response to the troubling things we continue to ignore and/or the activities our country continues to participate in, both at home and around the globe.”

Self-produced by Counterpunch, “Dig” features Sean Sellers of Good Riddance and Pulley on drums. The track was recorded and engineered at Black in Bluhm in Denver, Colorado, by Kyle Tilev in April 2025, and at Maple Studios in Santa Ana, California, by Cameron Webb in January 2026.

The release arrives ahead of a run of October shows, beginning October 17 at Denver’s East Fax Tap. Counterpunch will then join Authority Zero for dates stretching from Albuquerque to Brooklyn, including a hometown stop at Reggie’s in Chicago on October 24.

A fixture of the Midwest’s melodic punk scene since 2001, Counterpunch draws from the melodic hardcore and skate punk sounds of the 1990s while continuing to push its music forward. Across four full-length albums and two EPs, the band has built a catalog grounded in punk’s urgency and intensity, most recently releasing Rewire through Thousand Islands Records and SBÄM Records in 2022.

Known for high-energy live performances, Counterpunch has toured throughout North America, Europe and South America, reaching audiences in more than 18 countries. More than two decades in, “Dig” finds the band moving ahead on its own terms: new music, new attitude, and plenty left to say.

UPCOMING SHOWS

October 17 — Denver, CO — East Fax Tap
October 21 — Albuquerque, NM — Launchpad*
October 22 — Tulsa, OK — The Vanguard*
October 23 — St. Louis, MO — Golden Record*
October 24 — Chicago, IL — Reggie’s*
October 25 — Detroit, MI — Small’s*
October 26 — Rochester, NY — Photo City Music Hall*
October 27 — Providence, RI — Alchemy*
October 28 — Westfield, MA — The Nook*
October 29 — Clifton, NJ — Dingbatz*
October 30 — Brooklyn, NY — Wood Shop*

Supporting Authority Zero

Photo credit: Sam Porter

L'articolo Chicago punk rock mainstays Counterpunch return with “Dig,” out Friday, October 16, 2026. proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

«Il caso Giulio Cesare» di Michael Parenti

«Parenti ricostruisce i conflitti della tarda Repubblica con una narrazione così avvincente e un’analisi storica così approfondita da offrire un’importante alternativa alle interpretazioni consuete di Cesare e dell’Impero romano».
Publishers Weekly
L’assassinio di Giulio Cesare è uno degli episodi più celebri della storia antica. Per secoli è stato raccontato soprattutto come il gesto estremo di uomini liberi contro un tiranno. Il politologo Michael Parenti, tra gli intellettuali più originali e influenti della sinistra americana, riapre il caso a partire dai conflitti sociali che attraversavano Roma: dietro le idi di marzo non ci fu la difesa della Repubblica, ma l’esito violento di una lunga contrapposizione tra l’oligarchia senatoria, decisa a proteggere i propri privilegi, e il popolo. Per ricostruire come maturò la congiura, Parenti allarga lo sguardo alla società romana: «È una storia di latifondi e squadracce, di padroni e schiavi, di patriarchi e donne sottomesse, capitalisti sfruttatori e province saccheggiate, capipopolo profittatori e rivolte urbane». In una Repubblica così lacerata, le pur limitate riforme di Cesare bastarono perché l’aristocrazia vedesse in lui una minaccia da eliminare al pari dei leader popolari che lo avevano preceduto. Ne emerge un delitto di classe, che precipitò Roma in nuove guerre civili e aprì la strada all’Impero.
Con una scrittura coinvolgente e una documentazione solidissima, Parenti smonta il mito del tirannicidio e mostra come la nostra immagine di Roma sia stata modellata da una storiografia che ha privilegiato il punto di vista delle élite e ridotto la gente comune a una massa irrazionale e violenta. In questa nuova luce, anche altri personaggi storici assurti a simboli della virtù civica – da Cicerone a Bruto – si rivelano difensori degli interessi dell’oligarchia.
Il caso Giulio Cesare è una magistrale rilettura “dal basso” della fine della Repubblica romana. Lo studio di quell’assassinio, scrive Parenti, «rivela qualcosa di importante sulla natura del potere politico, del potere di classe e sulla lotta di un popolo per la democrazia e per la giustizia sociale – problemi che ci riguardano ancora da vicino».

Completa il volume una postfazione inedita di Christian Parenti, che ripercorre la vita e l’opera del padre.
«Quando un politologo radical esamina le dinamiche di potere delle idi di marzo, gli ammiratori borghesi e i cultori della retorica di quello “schiavista arricchito” di Cicerone possono solo farsi da parte».
Giusto Traina

«Provocatorio ed eloquente».
Howard Zinn

L'articolo «Il caso Giulio Cesare» di Michael Parenti proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

🎼 Arenas – Mediterranean Jazz Lab

Mancano pochi giorni all’apertura di Arenas – Mediterranean Jazz Lab, la prima edizione dei seminari internazionali dedicati all’incontro fra jazz e musiche del Mediterraneo, in programma dal 20 al 24 ottobre a Quartu Sant’Elena, con la direzione artistica del chitarrista Bebo Ferra. Cinque giornate di formazione, improvvisazione e musica d’insieme che coinvolgeranno Roberto Taufic, Salvatore Maiore, Daniela Spalletta, Fabrizio Cassol, Diogo Q. Alexandre e Noé Clerc, sei musicisti provenienti da differenti esperienze artistiche e culturali, chiamati a lavorare quotidianamente con gli allievi e a incontrare il pubblico attraverso jam session e concerti.

Una variazione interessa il calendario degli appuntamenti serali: il concerto di Daniela Spalletta, Roberto Taufic e Francesca Corrias, inizialmente previsto per mercoledì 21 ottobre, è stato anticipato a martedì 20 ottobre, giornata inaugurale della manifestazione. L’appuntamento si terrà al The Old Tipsy, in via Gabriele D’Annunzio 14, dove si svilupperà anche il resto del programma concertistico.

 

Il Mediterraneo come spazio di ricerca

Arenas nasce da una riflessione sulle possibilità di incontro fra il linguaggio dell’improvvisazione jazz e le tradizioni musicali del Mediterraneo. Non si tratta di ricondurre esperienze differenti a un’unica identità sonora, ma di creare le condizioni perché musicisti con percorsi, formazioni e sensibilità diverse possano confrontarsi attraverso lo studio, l’ascolto e la pratica collettiva.

«Arenas nasce con l’idea di trovare un punto d’incontro tra il jazz e la cultura mediterranea – spiega Bebo Ferra –. Entrambi hanno qualcosa di molto importante in comune: l’incontro. Il Mediterraneo è storicamente un luogo nel quale si incontrano culture, tradizioni e suoni diversi e anche il jazz nasce dalla contaminazione, dall’ascolto e dal dialogo con ciò che è diverso».

Anche il nome richiama questa prospettiva: arenas, in sardo, significa sabbia. Un riferimento al paesaggio dell’Isola e, insieme, all’idea di una materia che cambia forma e si ricompone, immagine di una ricerca musicale fondata sull’incontro e sulla trasformazione.

 

Nel segno di Francesco Sotgiu

La prima edizione nasce nel segno di Francesco Sotgiu, batterista, polistrumentista, compositore e arrangiatore sardo, il cui percorso ha attraversato il jazz, la sperimentazione e la ricerca sulle tradizioni musicali della Sardegna. Nel corso della sua attività Sotgiu ha collaborato con numerosi protagonisti della scena italiana e internazionale, fra i quali Kenny Wheeler, John Taylor, Mal Waldron, Bobo Stenson, David Liebman, Paul McCandless, Enrico Rava, Paolo Fresu e Franco D’Andrea.

La sua figura appartiene alla stessa prospettiva artistica dalla quale prende forma Arenas. Con Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Paolo Fresu, Francesco Sotgiu ha condiviso l’esperienza di Internòs, una storia musicale che trova un nuovo punto di contatto nella presenza di Ferra e Maiore all’interno del laboratorio.

 

Sei docenti, tre classi di musica d’insieme

Il corpo docente riunisce esperienze che attraversano diverse geografie musicali. Roberto Taufic, chitarrista nato in Honduras, cresciuto in Brasile e attivo in Italia dal 1990, ha sviluppato un percorso nel quale jazz e musica brasiliana dialogano costantemente. Salvatore Maiore, contrabbassista e violoncellista sardo, curerà anche l’insegnamento del violoncello nel jazz, uno degli elementi distintivi del progetto.

Alla voce ci sarà Daniela Spalletta, cantante e compositrice siciliana, seconda classificata al Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition nel 2019. Dal Belgio arriverà Fabrizio Cassol, sassofonista e compositore impegnato da decenni in una ricerca che mette in relazione jazz, composizione e tradizioni musicali extraeuropee. Completeranno il gruppo Diogo Q. Alexandre, batterista portoghese attivo a Bruxelles, e Noé Clerc, fisarmonicista e compositore francese il cui percorso attraversa formazione classica, jazz e differenti tradizioni mediterranee.

Dal 20 al 24 ottobre, le mattine saranno dedicate allo studio dello strumento e i pomeriggi alla musica d’insieme, articolata in tre classi affidate alle coppie Daniela Spalletta e Roberto Taufic, Diogo Q. Alexandre e Salvatore Maiore, Noé Clerc e Fabrizio Cassol. L’organizzazione delle attività permetterà agli allievi di sviluppare il lavoro individuale attraverso il confronto con altri strumenti e linguaggi, facendo dell’improvvisazione e dell’ascolto reciproco una parte centrale dell’esperienza formativa.

 

Jam session e concerti: il programma dal 20 al 24 ottobre

Arenas coinvolgerà anche gli spazi cittadini attraverso le jam session in via Eligio Porcu, aperte alla città e pensate come occasioni d’incontro fra docenti, partecipanti, altri musicisti e pubblico. Le attività si svolgeranno negli spazi del Centro Commerciale Naturale, con postazioni beverage realizzate con il supporto di Cantina Meana, Argiolas Vini e Hoptima.

La giornata inaugurale di martedì 20 ottobre vedrà l’avvio delle lezioni, delle classi di musica d’insieme e delle jam session. La sera, al The Old Tipsy, il primo concerto riunirà Daniela Spalletta, Roberto Taufic e Francesca Corrias, anticipando l’appuntamento inizialmente annunciato per il 21 ottobre.

Le attività formative e le jam proseguiranno mercoledì 21 ottobre, mentre giovedì 22 ottobre il programma concertistico proporrà l’incontro fra Fabrizio Cassol, Noé Clerc e Diogo Q. Alexandre, con sassofono, fisarmonica e batteria a confrontarsi sul palco. Venerdì 23 ottobre sarà la volta di Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Fabrizio Cassol, tre musicisti direttamente coinvolti nella dimensione artistica e formativa del progetto.

La conclusione, sabato 24 ottobre, sarà affidata agli allievi. Il concerto finale porterà davanti al pubblico il lavoro maturato durante il laboratorio, dallo studio dello strumento alla musica d’insieme, dall’ascolto reciproco all’improvvisazione.

«Arenas è formazione, ricerca, creatività, ma soprattutto condivisione», sintetizza Bebo Ferra. Una dimensione che attraversa l’intero progetto, dal rapporto fra docenti e studenti alla pratica collettiva, fino al momento in cui la musica sviluppata durante il seminario incontra il pubblico.

 

Borse di studio: merito e inclusione

Alla proposta formativa si affiancano due iniziative destinate ad ampliare le opportunità di partecipazione. L’Associazione Il Formicaio ha istituito un programma di borse di studio a copertura totale della quota di iscrizione per gli studenti dei corsi di Triennio e Biennio Jazz dei Conservatori italiani. Ai Dipartimenti Jazz è stato chiesto di individuare gli allievi più meritevoli sulla base delle valutazioni conseguite negli esami di Prassi Esecutiva e Repertorio principale. Il termine per la trasmissione delle segnalazioni era fissato al 12 ottobre.

A questa iniziativa si affianca un percorso a carattere sociale, con borse di studio proposte ai Servizi sociali del Comune di Quartu Sant’Elena per favorire l’accesso ai seminari anche a persone in condizioni di svantaggio economico o sociale. L’individuazione dei possibili beneficiari è stata proposta attraverso il coinvolgimento dell’assessorato comunale competente.

 

Iscrizioni e informazioni

Arenas è rivolto a musicisti, studenti di conservatorio e professionisti interessati ad approfondire il jazz e le musiche del Mediterraneo attraverso lo studio dello strumento, l’improvvisazione e la pratica d’insieme. La partecipazione comprende cinque giorni di attività didattiche, le jam session, i concerti previsti dal percorso e la partecipazione al concerto finale degli allievi.

Per conoscere requisiti, modalità di iscrizione e ulteriori informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo arenasjazzlab@gmail.com o al numero +39 352 272 2923.

Arenas – Mediterranean Jazz Lab è promosso dall’Associazione Il Formicaio, in collaborazione con l’Associazione Gong e l’Associazione Sa Corbula, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Quartu Sant’Elena e del Centro Commerciale Naturale Via Eligio Porcu. Media partner: Pratza.it e Vivere a Cagliari.

 

L'articolo 🎼 Arenas – Mediterranean Jazz Lab proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Il melodramma nei licei

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene sull’annunciata introduzione del melodramma nell’insegnamento della letteratura italiana nei licei, prevista dal Ministero dell’Istruzione e del Merito a partire dal prossimo anno scolastico, riconoscendo nell’iniziativa un’opportunità di particolare interesse per l’arricchimento della formazione culturale degli studenti. La proposta del ministro Giuseppe Valditara invita tuttavia a una riflessione che supera il semplice ampliamento dei contenuti disciplinari e riguarda il modo stesso in cui la scuola interpreta e trasmette la tradizione letteraria nazionale.

La storia della letteratura italiana non può essere compresa pienamente attraverso una prospettiva limitata alla produzione scritta, poiché una parte fondamentale della nostra esperienza culturale si è sviluppata attraverso l’incontro tra parola poetica, musica e rappresentazione teatrale. Il melodramma ha contribuito alla diffusione della lingua italiana e alla formazione di una sensibilità collettiva, trasformando vicende individuali e conflitti storici in esperienze artistiche capaci di raggiungere pubblici differenti. La sua rilevanza non deriva, pertanto, soltanto dalla popolarità delle opere, ma dalla particolare capacità di rappresentare la complessità dell’esistenza attraverso un linguaggio nel quale la parola acquista significati ulteriori grazie alla dimensione musicale.

In questa prospettiva, l’accostamento tra Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni assume un significato culturale rilevante, purché non venga interpretato come una semplice equiparazione tra forme artistiche profondamente diverse. Se il romanzo manzoniano affida alla narrazione l’indagine dei comportamenti individuali e delle trasformazioni storiche, il teatro verdiano concentra nella tensione drammatica e musicale interrogativi altrettanto profondi sulla responsabilità, sul potere e sulle contraddizioni dell’agire umano. Si tratta di linguaggi distinti che, attraverso differenti modalità espressive, contribuiscono alla comprensione di una medesima stagione culturale.

Occorre inoltre considerare che il melodramma italiano, pur avendo svolto una funzione significativa nella costruzione dell’identità culturale nazionale, si è alimentato di un confronto costante con la letteratura europea. La rielaborazione musicale di opere di Shakespeare, Schiller e Hugo dimostra come la vitalità della nostra tradizione artistica sia derivata anche dalla capacità di accogliere, interpretare e trasformare esperienze culturali differenti. Questo aspetto merita particolare attenzione nell’insegnamento, affinché lo studio del melodramma non si risolva in una lettura esclusivamente celebrativa, ma favorisca una conoscenza storicamente consapevole dei processi di elaborazione letteraria.

Il CNDDU ritiene che la validità dell’iniziativa dipenderà soprattutto dalle modalità della sua realizzazione. L’introduzione di nuovi contenuti richiede una progettazione didattica coerente con l’ordinamento dei licei delineato dal DPR 89/2010 e con gli obiettivi specifici di apprendimento previsti dal DM 211/2010. La conoscenza delle principali opere liriche, infatti, non coincide necessariamente con la disponibilità degli strumenti metodologici indispensabili per analizzare le relazioni tra testo poetico, costruzione drammatica e linguaggio musicale. Risulta pertanto opportuno prevedere percorsi di aggiornamento qualificati, capaci di sostenere concretamente il lavoro degli insegnanti senza appesantire ulteriormente la programmazione disciplinare.

L’efficacia della proposta dovrà essere valutata anche in relazione alla possibilità di assicurare a tutti gli studenti esperienze formative adeguate, indipendentemente dalla disponibilità di istituzioni musicali e teatrali nel territorio di appartenenza. In assenza di strumenti didattici accessibili e di un’effettiva collaborazione tra le diverse competenze disciplinari, il rischio sarebbe quello di trasformare un patrimonio artistico straordinariamente vitale in un ulteriore contenuto da apprendere prevalentemente attraverso lo studio manualistico.

Il CNDDU auspica quindi che l’iniziativa ministeriale sia accompagnata da una riflessione pedagogica e culturale all’altezza della complessità del tema. L’ingresso del melodramma nei percorsi liceali potrà rappresentare un autentico progresso soltanto se contribuirà a superare una concezione eccessivamente rigida della letteratura, restituendo agli studenti la consapevolezza delle molteplici forme attraverso cui una civiltà esprime e interpreta la propria esperienza storica.

Il punto decisivo non è riconoscere a Verdi un’importanza che la storia della cultura gli ha già ampiamente attribuito, ma consentire alla scuola di spiegare perché la sua opera continui a parlare al presente. Una tradizione artistica non diventa realmente patrimonio formativo quando viene inserita in un programma, ma quando le nuove generazioni acquisiscono gli strumenti per comprenderla criticamente. È su questa capacità, più che sull’estensione dei contenuti prescritti, che dovrà misurarsi il valore dell’innovazione annunciata.

prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

L'articolo Il melodramma nei licei proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

La Stanza Nascosta Records, il primo album solista del cantautore toscano Saverio Guerrini, Dietro il sole. 

In uscita il 9 ottobre su tutte le piattaforme digitali e nei maggiori negozi di dischi, su etichetta La Stanza Nascosta Records, il primo album solista del cantautore toscano Saverio Guerrini, Dietro il sole. 

L’album, la cui registrazione- nell’home studio del cantautore- ha coperto un arco temporale di due anni, ha avuto una gestazione complessa.

 

<<Le prime idee per il disco sono del febbraio 2020: nell’atmosfera surreale e distopica della quarantena per il covid hanno iniziato a prendere forma le bozze dei testi- racconta Saverio Guerrini.

L’urgenza era quella di affrontare, anche attraverso la scrittura, un lutto tragico di pochi mesi prima. La prima canzone ultimata è Il giorno in più, che considero a tutti gli effetti una sorta di manifesto del disco. Nel brano c’è la consapevolezza dolorosa che le cose sono cambiate per sempre e che la scelta è tra il restare congelati a guardare oppure vivere un giorno dopo l’altro.

Dietro il sole racconta la lunga strada verso la guarigione, prima di tutto da se stessi, ed è contemporaneamente una presa di coscienza del fatto che la guarigione non finisce mai, non arriva mai a compimento, e passa perennemente dal ricordo di luoghi e affetti, lasciati poi andare per fare posto al nuovo che inevitabilmente arriva.>>

 

Pur fortemente influenzato dall’esperienza con i Madame du Bois, di cui Guerrini è stato fondatore, voce e compositore della quasi totalità di musiche e testi (si ascolti- su tutte- Il mondonuovo, con sonorità che riecheggiano i Madame du Bois de Gli occhi di qualcun altro) Dietro il sole segna per Guerrini un cambio di passo, nella direzione di una canzone d’autore scarna e profondamente personale, che prende le mosse da una potente istanza esistenziale.

Dietro il sole è, parafrasando Andrea Laszlo De Simone-con il quale Guerrini sembra condividere l’artigianalità e l’innamoramento autentico per la musica- una lunghissima ombra, un disco cupo, a tratti claustrofobico e quasi insostenibilmente disperato. E’un manifesto oltranzista di sopravvivenza, nonostante tutto, nonostante non ci sia salvezza possibile, ma solo una resistenza dolorosa e tenace al deragliamento.

Ed io volevo tenerti /ti volevo salvare /ma nessuno salva nessuno, lo sai/ e sei solo un’ altra lezione/ a cui sopravvivere canta Guerrini in Nei luoghi tranquilli, a cavallo tra l’intensità di Jeff Buckley e l’estetica della dissociazione  di The Bends dei Radiohead.

Pearl Jam e Alice in Chains sembrano ispirare Q; in generale tutto l’album è influenzato dalle atmosfere dell’epopea di Seattle– si ascolti in particolare l’explicit di La città senza inverno, con l’apporto di Salvatore Papotto alle chitarre distorte– aprendosi però a suggestioni rarefatte e tocchi psichedelici (lo shimmer della chitarra in Margine tratteggia quasi un ponte verso un onirismo di stampo shoegaze). In Un giorno in più la chitarra, con gli accenti spostati, lascia galleggiare il suono in una bolla di sospensione, che esita in fulminanti epifanie testuali (la purezza è una gabbia

ed è l’unica che ho/come te).

Percorso da diverse influenze, in particolare da un’innegabile febbre younghiana (il debito di Guerrini con il rocker canadese è di lungo corso), Dietro il sole è un nodo inestricabile di rigore formale e collasso emotivo, un cortocircuito miracoloso, sulla scia di Tenco e, più recentemente, di Paolo Benvegnù, tra sinestesie e inferni privati (mentre il giorno cinguetta/fuori è ancora buio/non esiste distanza/ tra una scelta ed un’altra/ la mia colpa è tua/ travestita di ghiaccio, da La neve sul mare ).

 

Biografia

Saverio Guerrini nasce artisticamente alla fine degli anni ’90 con i Nemo, gruppo prog cecinese con il quale scrive e produce due demo tapes e progetta uno spettacolo teatrale, “Claire de lune“, ispirato all’opera di Debussy, di cui è coautore delle musiche e dei testi.

Dopo lo scioglimento dei Nemo dà vita, nel 1996, al progetto artistico più longevo della sua carriera, i Madame Du Bois, di cui è fondatore, voce e compositore della quasi totalità di musiche e testi.

 

Con i Madame du Bois, opening-act di Dream Theater, Robben Ford, Marco Parente e Max Gazzè, Guerrini pubblica tre album e una demo tape e partecipa a numerosi festival e concorsi musicali, calcando tra gli altri il palco del Pistoia Blues.

I MDB ottengono una menzione speciale con Punk, che nel 2003 si aggiudica il premio come miglior singolo per la radio RDS.

Il nucleo storico della band, con il bassista Salvatore Papotto, è attivo dal 1998 al 2013.Il gruppo attraversa negli anni cambi di formazione e sperimenta vari generi musicali, fino alla conclusione naturale del progetto, nel 2020.

Guerrini fa inoltre parte del gruppo pop Nothing To Declare, formazione lucchese di cui è è voce e coautore di musiche e testi. La collaborazione culmina nella pubblicazione dell’album omonimo nel 2016.

Dal 2013 è anche una delle voci degli spettacoli “The wall live orchestra” e “Pink Floyd History”,con cui prende parte a diversi tour europei (che abbracciano Polonia, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Svizzera e Slovenia) e calca il palco di alcuni dei maggiori teatri italiani come Il Brancaccio, Il teatro della Luna e La Versiliana.

 

Discografia

2002-Non sono il re-Madame du bois (Ray Music)

2004-Madame du bois

2008-Gli occhi di qualcun altro-Madame du bois

2016-Nothing to declare-Nothing to declare

2018-The cardboard house-Madame du bois

2026-Dietro il sole-Saverio Guerrini- (La Stanza Nascosta Records)

 

Dietro il sole

tracklist

01-il giorno in più

02-l’uomo dei sassi

03-margine

04-il mondonuovo

05-la casa dentro la casa

06-Q

07-scegli me

08-la città senza inverno

09-la neve sul mare

10-scura

11-nei luoghi tranquilli

 

Il disco è stato scritto e suonato e registrato in ogni parte tra maggio 2024 e luglio 2026 da Saverio Guerrini.

Nella traccia 07 il violoncello è stato suonato da Salvatore Papotto.

Nella traccia 08 le chitarre distorte sono state suonate da Salvatore Papotto.

Nella traccia 09 il basso e le percussioni sono state suonate da Salvatore Papotto.

 

Segui Saverio Guerrini sui social

 

Fb: https://www.facebook.com/saverio.guerrini

Ig: https://www.instagram.com/save7319/

 

L'articolo La Stanza Nascosta Records, il primo album solista del cantautore toscano Saverio Guerrini, Dietro il sole.  proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Massafra. Paolo Conticini apre la Stagione Teatrale 2026/2027.

Massafra. Paolo Conticini apre la Stagione Teatrale 2026/2027.

 

Massafra. Paolo Conticini apre al Teatro Comunale “Nicola Resta” la Stagione Teatrale 2026/2027, promossa dall’Amministrazione comunale, retta dal sindaco Giancarla Zaccaro, in collaborazione con Puglia Culture.

La nuova stagione si inserisce nel percorso già tracciato dall’Amministrazione per consolidare e valorizzare la tradizione teatrale cittadina, promuovendo la Cultura quale strumento di crescita, confronto, partecipazione e condivisione, rivolgendo un particolare sguardo ai giovani. Anche quest’anno saranno sette gli interessanti, accattivanti e diversificati appuntamenti in cartellone, con una proposta artistica ricca, variegata e coinvolgente, capace di incontrare i gusti e le sensibilità di un pubblico eterogeneo. Una programmazione che intreccia tradizione, innovazione, leggerezza, riflessione, comicità e partecipazione. L’apertura della Stagione sarà affidata a Paolo Conticini con “La prima volta atto secondo”, uno spettacolo brillante, intenso e coinvolgente che unisce racconto, ironia e musica. Successivamente calcheranno lo stesso palco del Comunale: Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone, Yeva Sai, Antonio Mezzancella, Valerio Aprea, Pino Quartullo, Antonio Cornacchione, Alessandra Faiella, il cantautore Dente e il poeta Guido Catalano. Non mancherà lo spettacolo del “Teatro Le Forche” che porterà in scena “la Vita immaginaria di San Francesco”.

Il cartellone completo della rassegna:

– 27 novembre 2026: Paolo Conticini in “La prima volta atto secondo”;

– 14 gennaio 2027: Giancarlo Luce in “Come foglie, come vento, come morbidi pani. Vita immaginaria di San Francesco”;

– 21 gennaio 2027: Paolo Kessisoglu, Roberta Caronia, Alessandro Averone, Yeva Sai, in “Closer”;

– 16 febbraio 2027: Dente & Catalano in “Ancora Insieme”;

 –26 febbraio 2027: Antonio Mezzancella  in “Mamma ho perso Sanremo”;

– 4 marzo 2027: Valerio Aprea in “Lapocalisse”;

– 13 marzo 2027: Pino Quartullo, Antonio Cornacchione e Alessandra Faiella in “Basta Poco”.

Il costo dell’abbonamento a 7 spettacoli è il seguente: Platea € 140,00 – Galleria € 100,00. Galleria ridotto €. 70,00. Per chi intenda invece acquistare i biglietti, ogni singolo spettacolo ha i seguenti costi: Platea          € 25,00 – Galleria € 20,00. Galleria ridotto € 15,00.

I vecchi abbonati possono esercitare la prelazione dei posti a partire da lunedì 26 ottobre sino a giovedì 5 novembre p.v. Da lunedì 9 novembre 2026 sarà possibile la sottoscrizione degli abbonamenti per tutti. I biglietti per assistere ai singoli spettacoli saranno in vendita dal 16 novembre p.v. anche online su www.vivaticket.com e nei punti vendita Vivaticket.

Abbonamenti e biglietti (previste agevolazioni e riduzioni per l’acquisto) saranno in vendita presso il botteghino del Teatro Comunale, ubicato in Piazza Garibaldi, nei seguenti giorni: lunedì dalle 10.00 alle 12.00; giovedì dalle 18.00 alle 20.00.

Per informazioni è possibile rivolgersi anche al numero telefonico 324.6103258 tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.

 

Nelle foto: 1) Una immagine del Teatro comunale di Massafra. 2) Manifesto del cartellone completo della rassegna.

 

N.B.

L'articolo Massafra. Paolo Conticini apre la Stagione Teatrale 2026/2027. proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Teatro due nuovi appuntamenti per Centrale Preneste Art Factor

  A Centrale Preneste Teatro due nuovi appuntamenti per Centrale Preneste Art Factory: il 23 ottobre in scena Roberto Negri e il 25 ottobre Teatro di Carta

 

Prosegue la rassegna Centrale Preneste Art Factory a Centrale Preneste Teatro (Via Alberto da Giussano, 58) a Roma con due nuovi appuntamenti in programma: il 23 ottobre sul palco c’è Roberto Negri, mentre il 25 ottobre è la volta di Teatro di Carta.

Venerdì 23 ottobre alle 21.00 per la sezione “Voci d’autore” in programma “Moby Dick- Il rito” dal Moby Dick di H. Melville con la riduzione e l’adattamento di Roberto Negri. Il lavoro ha voce narrante e corpo presente di Roberto Negri, regia, impianto scenico e disegno luci di Federico Vigorito, assistente alla regia Carolina Vecchia, costumi e attrezzeria Rossella Ramunni, realizzazione scene Area 5 Lab e organizzazione Flavia Ferranti per Officina dinamo.

La scelta di un grande classico nasce dalle emozioni che generano le parole al di là del tempo, ampliando il concetto stesso di “contemporaneo”. Nel rispetto dell’autore e nell’intento di riproporne i canoni espressivi, il lavoro spazia dal teatro di narrazione alla commedia, dal teatro di figura alla pantomima e ancora oltre, verso le radici arcaiche del rito teatrale. Così il testo rivela pienamente il suo potere evocativo, verso la catarsi finale che, come nella vita, è conosciuta ma sempre sorprendente.

Per la sezione “Infanzie in gioco”, domenica 25 ottobre in doppia replica alle 16.00 e alle 18.00, va in scena “Sphera” di Teatro di Carta. Lo spettacolo, di teatro d’ombre e d’attore dai 3 ai 10 anni, è di Chiara Carlorosi e Marco Vergati con Marco Vergati e le ombre di Chiara Carlorosi.

Nell’atmosfera magica di un piccolo chapiteau, un flusso sorprendente di ombre, luci e colori trasporta gli spettatori in un viaggio divertente e suggestivo. Il candido igloo, spazio surreale che divide l’interno dall’esterno, diventa lo schermo sul quale immagini e suoni si rincorrono, evocando ricordi e suscitando emozioni. Ad accogliere il pubblico un improbabile presentatore alla ricerca del piccolo esserino di cui si prende cura, che lo costringe a rincorrerlo ogni volta che fugge via per esplorare il mondo là fuori. E il mondo svela uno dopo l’altro i suoi elementi, nella bellezza unica di un fiore che nasce, nel volo leggero di un aquilone, nel fuoco che fa volare una mongolfiera, nelle creature magnifiche che abitano le profondità marine. Quando poi la notte porta via la luce del giorno non c’è da aver paura, perché “il mondo è sempre lo stesso: è solo il buio che si diverte a trasformare le cose”.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria on line su https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o scrivendo a info@ruotalibera.eu o ingresso diretto il giorno dello spettacolo previa disponibilità dei posti.

Centrale Preneste Art Factory prosegue fino al 4 dicembre. Ideata da Ruotalibera Teatro con la direzione artistica di Tiziana Lucattini la rassegna è un’officina culturale per infanzia, giovani e comunità.

 

Il progetto, promosso da Roma Capitale è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

 

Dal 12 settembre al 4 dicembre 2026

Centrale Preneste Art Factory

Centrale Preneste Teatro

Via Alberto da Giussano, 58 – Roma

Percorso sostenibile: Autobus: 81 – 112 – 213 – 312 – 409 – 545 Tram: 5 – 14 – 19 Fermata Giussano – Metro C (Pigneto/Malatesta)

INGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria

Informazioni: 06 27801063 lun / ven 10.00 – 17.00 – info@ruotalibera.eu – www.centraleprenesteteatro.it

Prenotazioni: https://centraleprenesteteatro.it/calendario-eventi/ o info@ruotalibera.eu

FB: www.facebook.com/CentralePrenesteTeatro

IG: www.instagram.com/centralepreneste/

L'articolo Teatro due nuovi appuntamenti per Centrale Preneste Art Factor proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Alla Festa del Cinema di Roma 2026 – Special Screening – Concorso documentari

Alla Festa del Cinema di Roma 2026 – Special Screening – Concorso documentari

 

NOWRUZ – NUOVO GIORNO

Un film di Francesco Cannavà

 

Dal calcio alle proteste in Iran: Il percorso di autodeterminazione e consapevolezza politica di una squadra di donne iraniane a Torino

 

Nowruz – Nuovo giorno, il documentario scritto e diretto da Francesco Cannavà, prodotto da Zenit Arti Audiovisive e 8 Road Film in collaborazione con Rai Cinema, sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Special Screening, in concorso per il premio documentari, domani, sabato 17 ottobre al Maxxi alle 19,30, con replica il 18 ottobre al cinema Giulio Cesare in sala 7 alle ore 14,00. Il film sarà distribuito da Lo Scrittoio-Cinema D’Autore.

Il racconto nasce dall’incontro con un gruppo di donne iraniane che a Torino trovano nel calcio uno spazio di emancipazione, libertà e appartenenza. Studentesse, lavoratrici, madri, unite nella squadra femminile Homa, costruiscono attraverso lo sport una comunità capace di accogliere esperienze e sensibilità differenti, sperimentando una libertà che nel Paese d’origine incontra profonde limitazioni, spesso con conseguenze tragiche.

Gli eventi del 2025 e la violenta repressione delle proteste in Iran all’inizio del 2026 cambiano però la loro quotidianità.

Di fronte alla violenza del regime e agli attacchi militari stranieri emergono interrogativi e posizioni differenti: c’è chi vede nell’intervento esterno una possibile liberazione e chi rifiuta che il cambiamento possa passare attraverso i bombardamenti del proprio Paese. La progressiva partecipazione politica delle protagoniste attraversa queste contraddizioni senza cancellare i legami costruiti. Le manifestazioni pubbliche, dove le fotografie delle vittime della repressione richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica italiana, trasformano quelle donne che avevano trovato nel calcio uno spazio di libertà individuale in protagoniste di una testimonianza collettiva.

Ho fatto questo film – dichiara Francesco Cannavà – per mantenere fede ad una promessa fatta ad una donna iraniana incontrata in Sicilia, a Messina: ascoltare la voce delle donne iraniane della diaspora e far conoscere le loro storie. Cosa significa lasciare il proprio Paese, cercare la libertà e l’autodeterminazione lontano dalla propria famiglia, dalla propria cultura, dalla propria terra?

 

Il titolo richiama il Nowruz, il capodanno persiano che coincide con la primavera e simboleggia la rinascita: il desiderio di un nuovo inizio, senza rinunciare alla propria storia e al legame con il Paese d’origine. Nel documentario sono presenti immagini e video d’archivio della repressione mai diffuse dai media italiani.

 

La presenza a Roma delle protagoniste del film sarà ulteriormente arricchita dall’incontro che si terrà alle ore 11.30 del 18 ottobre presso la Casa Internazionale delle donne, cui parteciperanno insieme al regista Francesco Cannavà, nel contesto della rassegna “Le Meraviglie” – Incontri sul cinema e sui diritti delle donne organizzata dalla stessa Casa Internazionale delle Donne e dalla  Fondazione Una Nessuna Centomila nell’ambito delle Risonanze della Festa del Cinema di Roma.

Il film è una coproduzione Zenit Arti Audiovisive e 8 Road Film, in collaborazione con Rai Cinema, Art Show Movie e Beagle Media, con il contributo del MIC – Direzione Cinema e Audiovisivo, Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte.

L'articolo Alla Festa del Cinema di Roma 2026 – Special Screening – Concorso documentari proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Radio 24 in diretta da NetZero Milan 2026

Radio 24 in diretta da NetZero Milan 2026

Dal 20 al 22 ottobre 2026

Con lo studio al Centro Congressi Allianz MiCo – MILANO

Radio 24 protagonista a NetZero Milan 2026 con dirette e approfondimenti sui temi della transizione energetica

 

 

Dal 20 al 22 ottobre Radio 24 sarà presente con i propri studi a NetZero Milan 2026, l’Expo Summit dedicato alla transizione energetica in programma all’Allianz MiCo di Milano. Tre giornate di incontri, approfondimenti e dibattiti sui temi delle energie rinnovabili, del mercato energetico, del fotovoltaico e delle politiche climatiche, con l’obiettivo di favorire il confronto tra imprese, istituzioni, esperti e operatori del settore in una fase decisiva per il percorso verso la riduzione delle emissioni.

 

Dagli spazi della manifestazione, Radio 24 seguirà in diretta i principali temi dell’evento attraverso alcune delle trasmissioni più autorevoli del palinsesto. Martedì 20 ottobre, dalle 17.00 alle 18.30, sarà Focus Economia, condotto da Sebastiano Barisoni, a raccontare gli scenari economici ed energetici emersi dal confronto tra i protagonisti della filiera. Mercoledì 21 ottobre, dalle 13.00 alle 14.00, l’appuntamento sarà con Effetto Giorno di Alessio Maurizi, che approfondirà le sfide della transizione energetica e le ricadute sull’economia e sul sistema produttivo.

Tra i programmi presenti a NetZero Milan anche Radio Next, con Pepe Moder dedicato all’innovazione e alle trasformazioni tecnologiche che stanno ridisegnando il futuro dell’energia, e Smart City, con Maurizio Melis e Silvia Bandelloni, che darà spazio alle soluzioni più avanzate in tema di sostenibilità, città intelligenti e decarbonizzazione.

 

La presenza a NetZero Milan conferma l’impegno di Radio 24 nel presidiare i temi dell’energia, dell’innovazione e della sostenibilità, offrendo al pubblico analisi, approfondimenti e testimonianze dei protagonisti della trasformazione in corso verso un’economia a basse emissioni.

 

L'articolo Radio 24 in diretta da NetZero Milan 2026 proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

L’1% PIÙ RICCO D’EUROPA HA UN DEBITO CLIMATICO ANNUO DI OLTRE 300 MILIARDI DI EURO

L’1% PIÙ RICCO D’EUROPA HA UN DEBITO CLIMATICO ANNUO DI OLTRE 300 MILIARDI DI EURO, DENUNCIA NUOVO REPORT DI GREENPEACE. IN ITALIA LE EMISSIONI DEI SUPER-RICCHI SONO 160 VOLTE MAGGIORI DI QUELLE DELLA METÀ PIÙ POVERA DELLA POPOLAZIONE

 

ROMA, 15.10.2026 – Mentre i leader europei si riuniscono oggi a Bruxelles per discutere del prossimo bilancio dell’Unione e di potenziali nuove fonti di entrate, un nuovo rapporto commissionato da Greenpeace Europa centro-orientale (CEE) denuncia che l’1% più ricco della popolazione nei 24 Paesi UE ha un debito climatico annuo associato al proprio patrimonio e agli investimenti di 301 miliardi di euro. Lo studio, realizzato dall’istituto Forum Ökologisch-Soziale Marktwirtschaft (FÖS) per Greenpeace, è il primo in Europa a stimare il debito climatico dei super-ricchi, ovvero il valore dei danni climatici associati alle emissioni prodotte in eccesso rispetto a una quota procapite equa, sia rispetto al patrimonio che rispetto ai consumi.

 

«Per troppo tempo ai super-ricchi è stato permesso di alimentare con le loro emissioni ondate di calore letali, siccità e inondazioni, mentre alla stragrande maggioranza delle persone spetta pagare il conto dei danni. È arrivato il momento di far pagare chi inquina», dichiara Ariadna Rodrigo, political campaigner di Greenpeace UE. «L’unione Europea sta tagliando il bilancio destinato alle energie rinnovabili, all’isolamento termico degli edifici, alle misure di protezione sociale e a una transizione equa per i lavoratori, ma i fondi per finanziare tutto questo ci sarebbero, basterebbe tassare i super-ricchi e le aziende dei combustibili fossili e degli armamenti, investendo i proventi in transizione energetica e adattamento climatico».

 

Fra i Paesi analizzati c’è anche l’Italia, in cui nel 2022 (ultimi dati disponibili) il debito climatico dell’1% più ricco della popolazione associato al patrimonio era di oltre 27 miliardi di euro, mentre quello associato ai consumi superava gli 11 miliardi di euro. Nello stesso anno le perdite economiche legate al clima subite dall’Italia ammontavano a circa 5,4 miliardi di euro. Il debito climatico è fortemente concentrato tra i super-ricchi: in Italia l’1% più ricco ha un debito climatico medio pro capite in base al patrimonio di circa sei volte quello del 10% più ricco. Dal rapporto emerge inoltre che le emissioni dell’1% più ricco nel nostro Paese sono pari a circa 160 volte quelle del 50% più povero della popolazione.

 

«I jet privati e gli stili di vita lussuosi sono solo la punta dell’iceberg. L’impatto climatico dei super-ricchi è molto più grande a causa delle loro proprietà, aziende e investimenti», dichiara Clara Thompson, esperta di giustizia fiscale di Greenpeace Germania. «I governi hanno ora l’opportunità di agire: devono avvalersi della Convenzione fiscale delle Nazioni Unite per rafforzare la tassazione della ricchezza estrema e far luce su chi possiede patrimoni ad alto impatto climatico, in modo da far pagare i super-ricchi per i loro danni ambientali».

 

Per questo motivo, Greenpeace Italia, insieme alle principali organizzazioni ambientaliste e pacifiste italiane, ha scritto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere un sistema fiscale più equo basato sul principio “chi inquina paga”, per tassare in modo adeguato e permanente le grandi fortune e i profitti derivanti dai combustibili fossili e dalla vendita di armi.

 

Il report di FÖS per Greenpeace CEE in inglese si può leggere QUI.

L'articolo L’1% PIÙ RICCO D’EUROPA HA UN DEBITO CLIMATICO ANNUO DI OLTRE 300 MILIARDI DI EURO proviene da politicamentecorretto.com.

  •  
❌