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Eni e Fincantieri siglano un accordo per la valorizzazione di tecnologie innovative per il monitoraggio subacqueo

Eni e Fincantieri siglano un accordo per la valorizzazione di tecnologie innovative per il monitoraggio subacqueo

MILANO (ITALPRESS) – Eni e Fincantieri, tramite la sua controllata IDS – Ingegneria dei Sistemi – hanno firmato un accordo strategico relativo alla tecnologia proprietaria Eni “Clean Sea”, il sistema robotico sottomarino sviluppato da Eni e progettato per il monitoraggio dell’ecosistema marino e delle infrastrutture subacquee, inclusa la verifica della loro integrità in servizio.

L’intesa prevede la concessione a IDS di una licenza esclusiva per la commercializzazione su scala globale e lo sviluppo industriale della tecnologia Clean Sea, che sarà destinata a ispezioni subacquee e ad applicazioni legate agli obiettivi di transizione energetica del mercato offshore, con particolare riferimento ai programmi di Carbon Capture & Storage (CCS) in ambiente marino.

Tale licenza consentirà ad IDS di utilizzare la tecnologia “Clean Sea” per le esigenze operative di Eni e così pure per quelle di clienti terzi. Il Clean Sea è basato su un’architettura ibrida ROV/AUV (Remotely Operated Vehicle/Autonomous Underwater Vehicle), che ne permette l’impiego sia in modalità telecomandata da nave appoggio sia in modalità completamente autonoma.

La tecnologia integra payload modulari intercambiabili, denominati e-pods, che combinano strumenti e sensori dedicati a specifiche attività di monitoraggio e ispezione – tra cui campionamento delle acque, analisi visiva di dettaglio e ricostruzioni acustiche 3D – garantendo operazioni avanzate di acquisizione ed elaborazione dati anche in ambienti offshore complessi.

La tecnologia verrà integrata con le diverse piattaforme autonome e sistemi unmanned sviluppate dal Gruppo Fincantieri, che consentiranno la scalabilità delle applicazioni sia in termini di volumi che di nuovi ambiti. A valle dell’accordo, Eni e IDS potranno collaborare inoltre alle attività di evoluzione tecnologica della piattaforma e allo sviluppo di soluzioni innovative complementari, favorendo la crescita di competenze industriali italiane in un settore strategico come quello della robotica e delle tecnologie subacquee. L’intesa si colloca nel quadro del modello di innovazione di Eni che intende accelerare la valorizzazione sul mercato delle tecnologie proprietarie con partnership tecnologiche e commerciali.

La loro cessione in licenza a operatori qualificati contribuisce ad accelerarne ulteriormente il grado di innovazione e efficienza operativa, promuovendone l’industrializzazione e la commercializzazione in contesti nazionali e internazionali ancora più ampi. Inoltre, l’accordo rafforza il posizionamento del Gruppo Fincantieri nel dominio underwater, consolidando anche il ruolo del polo tecnologico della subacquea come struttura di coordinamento delle competenze e delle tecnologie del Gruppo nei sistemi civili, di difesa e dual use, nonché abilitatore strategico per lo sviluppo di tecnologie avanzate dedicate alla sicurezza, al monitoraggio e alla protezione delle infrastrutture critiche subacquee.

Lorenzo Fiorillo, director Technology, R&D & Digital di Eni, ha commentato: “L’accordo con Fincantieri conferma il valore delle attività di innovazione di Eni e la rilevanza dei prodotti che ne derivano, in questo caso con l’eccellenza raggiunta nel campo della robotica industriale. La nostra tecnologia proprietaria Clean Sea, operativa dal 2016 e costantemente evoluta, ha saputo guadagnarsi il riconoscimento di un operatore all’avanguardia nel settore, che permetterà di elevarne ulteriormente gli standard di operatività”.

Per Matteo Marchiori, Ceo di IDS, “questo accordo rafforza ulteriormente le capacità del Gruppo Fincantieri nel dominio underwater e consolida il ruolo di IDS nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni avanzate per il monitoraggio e l’ispezione subacquea”.

– Foto ufficio stampa Fincantieri –

(ITALPRESS).

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G7, Meloni “Ottimo clima, leader uniti sul sostegno all’Ucraina”

G7, Meloni “Ottimo clima, leader uniti sul sostegno all’Ucraina”

EVIAN (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Sono soddisfatta dei risultati del G7, è stato un vertice significativo, ho trovato un ottimo clima: credo che abbia influito positivamente l’accordo tra Stati Uniti e Iran. Abbiamo lavorato bene insieme”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa al termine del vertice dei leader del G7 a Evian. Con Donald Trump “smentisco le ricostruzioni di ‘ridi e scherzà – chiarisce la premier – i temi che noi abbiamo trattato con lui e con gli altri leader “sono seri, dalla questione iraniana all’Ucraina. Mi pare che ci sia stato un clima molto positivo e molta convergenza nei contenuti ed è questo che a me interessa particolarmente: non è una questione di clima, ma di dove stiamo andando”.
Sull’Ucraina, “abbiamo fatto il punto col presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo che è molto diversa da quella che vende la propaganda russa. Abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kiev, mantenendo alta la pressione su Mosca. Sono molto contenta del fatto che su questo ci sia piena convergenza, la fermezza dell’Occidente è uno degli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie per un negoziato reale. L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato un’attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete e che è stata inviata direttamente al presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari”, ha spiegato la premier. La questione di un negoziatore europeo per mediare tra Ucraina e Russia “credo sia una materia che vada sviluppata all’interno del Consiglio Europeo. Se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, proporre una persona che proviene da una delle grandi potenze europee renderebbe un accordo molto difficile. Mi rivolgerei verso le medie potenze dell’Unione Europea”.
Sull’Iran “è stato accolto da tutti positivamente l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, che crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso”, sottolinea Meloni. Su un’eventuale partecipazione italiana a una missione internazionale in uno scenario di pace – “missione esclusivamente difensiva, con la necessaria autorizzazione del Parlamento”, chiarisce – “non sappiamo se questa missione sarà necessaria domani, stiamo aspettando” di vedere “come vanno questi 60 giorni e valutare in corsa se e quando partire. L’autorizzazione al Parlamento si chiederà qualora questa missione dovesse essere qualcosa di realistico”, ribadisce. “Abbiamo discusso anche della situazione in Libano e a Gaza, che sono scenari fondamentali anch’essi per la stabilità regionale: il nostro obiettivo deve essere quello di favorire soluzioni durature e strutturali che superino la logica delle tregue di breve periodo, sarà fondamentale in questo anche ovviamente il ruolo di Israele: ci aspettiamo che ora operi come attore positivo nel percorso di pace e che, in questo senso, l’inevitabile dibattito interno dettato anche dalla campagna elettorale non metta al repentaglio il percorso faticoso che gli Stati Uniti hanno avviato”. Inoltre “ho approfittato del dialogo con le nazioni del Golfo anche per suggerire nuovamente di rafforzare, direi di strutturare, il dialogo tra il G7 e le nazioni del Golfo che, dal punto di vista italiano, sono partner imprescindibili non solo nel settore dell’energia, ma anche in quello dell’innovazione, della tecnologia, dello sviluppo economico e chiaramente anche della stabilità”.
Sulla politica nazionale un’alleanza con Vannacci “è un tema che non mi sono posta. Vannacci ha già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra”, un fatto “che mi sembra abbastanza in continuità con il lavoro che si sta facendo finora, perchè quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona di destra, non si vuole dare una mano”, anzi, “vedo una certa funzionalità per la sinistra in questo”, sottolinea. “Il modo migliore per vincere le elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie e io non mi occupo di alchimie. Mi occupo di fare al meglio il mio lavoro perchè alla fine di questa esperienza non sarà la mia alleanza con uno o con l’altro a farmi vincere o perdere le elezioni, ma sarà il giudizio che gli italiani daranno sul lavoro che abbiamo fatto”. Infine, sul divieto dell’uso dei social ai minori, “noi abbiamo deciso di non intervenire a livello di governo per rispetto a un lavoro parlamentare trasversale. Non sono contraria al divieto, ma non sono neanche convinta che questa risposta da sola sia risolutiva del problema, perchè potrebbe essere facilmente aggirato” e si rischia di “scaricarlo sulle famiglie: la questione va messa in capo alle piattaforme che hanno delle responsabilità”. Sul risiko bancario, poi, “il governo non è parte in causa. Avevamo un ruolo in queste vicende fin quando avevamo il controllo di Mps, oggi la partecipazione del governo italiano in Mps è inferiore al 5% quindi non abbiamo alcun ruolo, sono dinamiche di mercato” a cui “guardiamo con interesse”, ma “sono molto contenta del fatto che Mps che era un problema per l’Italia sia diventata un gioiello, grazie al lavoro di questi anni, al quale molti ambiscono”.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

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Palermo, al Palazzo di Giustizia l’installazione artistica sul Maxiprocesso

Palermo, al Palazzo di Giustizia l’installazione artistica sul Maxiprocesso

PALERMO (ITALPRESS) – Venerdì 26 giugno 2026 dalle 17, presso il Tribunale di Palermo, il Museo Civico di Castelbuono presenta il progetto “MAXIPROCESSO”, trenta opere della serie fotografica dell’artista Maria D. Rapicavoli dei faldoni del Maxiprocesso. Le fotografie sono esposte in una installazione progettata dallo studio di architettura Supervoid. Il progetto è curato da Laura Barreca e Giovanna Fiume. Antonio Balsamo, Presidente della Corte d’Appello di Palermo e Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Trapani hanno condiviso e promosso il progetto.

Alle 17.00 una conferenza pubblica vede la partecipazione di Lia Sava, Procuratrice generale della Corte d’Appello di Palermo, Giampiero Cannella, Sottosegretario alla Cultura, Gerardo Villanacci, Presidente della Fondazione Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, Antonio Balsamo, Presidente della Corte d’Appello di Palermo, Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Trapani, Laura Barreca, Giovanna Fiume, Giuseppe Ayala, Fiammetta Borsellino, Ignazio De Francisci, Leonardo Guarnotta, Paola Maggio, Alfredo Morvillo. Alle 19.00 si terrà la presentazione dell’installazione fotografica, esposta al primo piano del Palazzo di Giustizia fino al 30 settembre 2026.

L’evento è realizzato nell’ambito del progetto MAXIPROCESSO sostenuto da Strategia Fotografia 2025, commissionato dal Museo Civico di Castelbuono e realizzato con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e patrocinato dall’Associazione Nazionale Magistrati, dalla Corte d’Appello di Palermo, dal Tribunale di Trapani, dall’Università degli Studi di Palermo (DEMS) con la media partnership di DIECIMEDIA.

Il progetto nasce in ragione della necessità di riaffermare il valore della memoria del Maxiprocesso attraverso l’azione delle istituzioni culturali e l’arte contemporanea, con un programma di iniziative pubbliche, promosse dal Museo Civico di Castelbuono, nel quarantesimo anniversario dalla sua celebrazione (1986-2026). Incontri pubblici, coinvolgimento delle scuole, interviste ai protagonisti delle vicende, attività espositive e una campagna di comunicazione on line, restituiscono il significato storico, giuridico e sociale vivo e presente di un momento decisivo che ha segnato la storia italiana del secondo Novecento. L’immagine “monumentale e documentale” delle fotografie di Maria D. Rapicavoli cha ha “ritratto” i faldoni del Maxiprocesso, mostra l’immane lavoro dietro l’enormità di dati, verbali degli interrogatori dei collaboratori di giustizia, intercettazioni, documentazione relativa alle attività di Cosa Nostra, nell’istruttoria condotta dal pool antimafia coordinato da Giovanni Falcone.

L’installazione fotografica sarà visibile dal 25 giugno al 30 settembre 2026 al primo piano del Palazzo di Giustizia di Palermo, e successivamente sarà esposta al Museo Civico di Castelbuono. L’opera è però destinata in futuro a viaggiare altrove, con l’impegno del Museo che “non vada mai in deposito”, così come la memoria non può essere riposta. Il viaggio di questa opera prevede tappe che includono il Tribunale di Trapani e altri luoghi in Italia e all’estero. Le trenta fotografie nel loro display entrano nella collezione permanente del Museo Civico. Il progetto prevede un volume (Lenz) con le 360 fotografie della serie fotografica “MAXIPROCESSO” di Maria D. Rapicavoli, con testi di Laura Barreca, Naor Ben-Yehoyada, Giovanna Fiume, Gabi Scardi, Jane e Peter Schneider.

Secondo Laura Barreca, direttrice del Museo Civico di Castelbuono: “Come museo pubblico, oggi riflettiamo sul ruolo attivo che le istituzioni culturali possono assumere nella costruzione di una società più consapevole, responsabile e partecipata. In Sicilia, questa responsabilità assume un significato ancora più profondo: qui la memoria del Maxiprocesso continua a essere custodita, riletta e trasmessa alle nuove generazioni, trovando nell’arte contemporanea uno strumento potente di interpretazione, dialogo e diffusione”.

Antonio Balsamo, Presidente della Corte d’Appello di Palermo: “Il maxiprocesso è stato determinante non solo per la ricostruzione giudiziaria del fenomeno mafioso, ma anche per la formazione della coscienza civile, per il riscatto della Sicilia. Ha costruito una nuova identità collettiva: oggi, nel contesto internazionale, il volto dell’Italia è il volto di persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questa mostra ha lo scopo di trasmettere alle giovani generazioni, nel modo più vivo, il ricordo di un momento fondamentale della nostra Storia, che è la base su cui costruire il nostro futuro. Ed è, al tempo stesso, un’iniziativa capace di far sentire i nostri Palazzi di Giustizia come la casa comune di tutti i cittadini”.

“La memoria è fatta di impegno e anche di sensi – afferma Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Trapani – Questa mostra, frutto di una virtuosa sinergia tra il mondo della cultura e quello della giustizia, rievoca lo storico Maxiprocesso di Palermo. E lo fa da un’angolatura particolare: l’esplorazione per scatti delle pagine e dei volumi del processo per offrire uno spaccato visivo e godibile del mastodontico e certosino al lavoro dei giudici. Non vuole essere dunque un omaggio alla storia dei fatti e delle persone che hanno operato, ma anche soprattutto un proiettore permanente di immagini destinate a far riflettere in tutti i luoghi, compreso il tribunale di Di Trapani che ha subito condiviso e promosso l’iniziativa, in cui la mostra avrà luogo modalità di itinerante”.

Per Giovanna Fiume, storica: “L’operazione di portare gli incartamenti relativi al processo, seppure solo attraverso la loro riproduzione fotografica, fuori dal luogo deputato alla loro conservazione, l’Archivio, vuole trasmettere il senso della monumentalità. Secondo una stima sono circa 860.000 le pagine di atti e documenti processuali raccolti del lavoro dei giudici del pool antimafia e di Giovanni Falcone in primis. Vuole altresì documentare il picco di una attività investigativa e giudiziaria che, iniziata nel 1981, si conclude in tutti i suoi gradi di giudizio nel gennaio 1992 con una sentenza che riconosce Cosa Nostra come associazione a delinquere di stampo mafioso e stabilisce la responsabilità dei suoi vertici per i singoli omicidi decisi dai suoi vertici”.

– Foto locandina Maxiprocesso –

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Ex Ilva, Decaro “Decarbonizzazione e reindustrializzazione per garantire lavoro”

Ex Ilva, Decaro “Decarbonizzazione e reindustrializzazione per garantire lavoro”

BARI (ITALPRESS) – Si è svolto l’incontro convocato dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, alla presenza dell’assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, e del presidente della Task Force Occupazione, Leo Caroli, su richiesta delle organizzazioni sindacali del territorio tarantino nell’ambito del percorso di ascolto e confronto promosso dalla Regione sulla crisi di Acciaierie d’Italia – ex Ilva.

Nel corso dell’incontro è emersa la necessità da parte dei sindacati di accompagnare la transizione del polo siderurgico con una strategia industriale capace di garantire continuità produttiva, salvaguardia dei livelli occupazionali, con risorse aggiuntive e misure straordinarie, e nuove opportunità di sviluppo per il territorio attraverso la riqualificazione industriale di Taranto. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di assicurare adeguate misure di tutela per i lavoratori e di affiancare al processo di decarbonizzazione un più ampio programma di rilancio economico e produttivo dell’area ionica.

La Regione Puglia ha condiviso l’esigenza di costruire una prospettiva chiara e duratura per Taranto, fondata sulla realizzazione di una nuova siderurgia sostenibile, sul mantenimento dell’occupazione e su un articolato percorso di reindustrializzazione in grado di attrarre investimenti, diversificare il sistema produttivo locale e rafforzare la coesione sociale del territorio.

“Abbiamo ascoltato con attenzione le organizzazioni sindacali e raccolto le loro preoccupazioni e proposte – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro -. Taranto non può continuare a vivere in una condizione di incertezza. Serve una visione industriale chiara che garantisca continuità produttiva, tutela del lavoro e una transizione verso una siderurgia pienamente compatibile con gli obiettivi ambientali. La decarbonizzazione deve essere il punto di partenza di una nuova stagione di sviluppo e innovazione, non un fattore di ulteriore fragilità sociale. Accanto alla trasformazione del comparto siderurgico – ha aggiunto Decaro – è indispensabile costruire un percorso concreto di reindustrializzazione che ampli la base produttiva del territorio, attragga nuovi investimenti e crei opportunità di lavoro stabili e qualificate. Taranto ha bisogno di un progetto di futuro che tenga insieme occupazione, salute, ambiente e sviluppo. Una transizione giusta significa non lasciare indietro nessuno: per questo il processo di decarbonizzazione deve procedere insieme alla tutela dei lavoratori e alla creazione di nuove prospettive per le giovani generazioni e per l’intera comunità tarantina”.

“L’incontro di oggi conferma un metodo di lavoro che intendiamo portare avanti, fondato sul confronto costante tra istituzioni e organizzazioni sindacali – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio -. Ci siamo impegnati a ritrovarci nuovamente prima del prossimo confronto istituzionale nazionale, per favorire il massimo allineamento possibile tra le istanze del territorio e le posizioni che saranno rappresentate nei tavoli decisionali. Nel corso della riunione – ha aggiunto Di Sciascio – le organizzazioni sindacali hanno presentato una piattaforma rivendicativa di comunità per il rilancio di Taranto, un contributo che riteniamo particolarmente significativo perché affronta la vertenza non soltanto dal punto di vista industriale e occupazionale, ma in una prospettiva più ampia di sviluppo del territorio. I prossimi incontri ci permetteranno di approfondire i contenuti della piattaforma che certamente offre spunti interessanti proprio per il suo respiro strategico e per l’attenzione rivolta al futuro di Taranto e della sua comunità. Su queste basi continueremo il confronto, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una prospettiva di sviluppo stabile e sostenibile per il territorio”.

– Foto ufficio stampa Regione Puglia –
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A Tivoli dal 31 luglio all’8 agosto prende il via “Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi”

A Tivoli dal 31 luglio all’8 agosto prende il via “Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi”

TIVOLI (ROMA) (ITALPRESS) – Prende il via dal 31 luglio all’8 agosto nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, la prima edizione di “Heroides – Donne che svelano la fragilità degli eroi”, rassegna teatrale promossa dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, con il contributo del Ministero della Cultura (Direzione Generale Spettacolo) a cura di TDO Compagnia Teatrale di Marco Prosperini e Luca Simonelli. Sette giorni per cinque spettacoli, di cui tre Prime nazionali, che hanno al centro la figura della donna, raccontando quelle protagoniste diventate leggenda e consegnate alla storia come eroine o testimoni della più profonda natura femminile.

Ecuba, Antigone, Medea, Ifigenia e coraggiose donne che hanno vissuto al tempo dell’arcivescovo di Canterbury, raccontano un passato che parla al presente. Dall’antica Grecia all’Europa medievale, questa rassegna presenta spettacoli che risultano quali testimonianze della più profonda natura femminile.

Le loro storie rivivranno nel teatro del Santuario di Ercole Vincitore di Tivoli, uno scenario unico che impreziosisce maggiormente e rende unica la proposta culturale, ponendo l’attenzione sulla figura dell’eroe, in tutte le sue accezioni, e rafforzando e valorizzando il patrimonio culturale e naturalistico, collocandolo come uno dei punti di riferimento teatrali più suggestivi del Lazio durante i mesi estivi.

Il Santuario di Ercole Vincitore, tra l’altro, è anche parte del Parco Letterario Marguerite Yourcenar, Lodovico Ariosto, Ignazio di Loyola, sublimando gli echi della rappresentazione scenica. “Heroides”, inoltre, propone una iniziativa collaterale destinata ad attori e compagnie teatrali under 35 che verranno impegnati in un Certamen a margine della rassegna, il 26 settembre (ore 18). Si tratta di un concorso che ha come tema centrale “La figura dell’eroe”.

I partecipanti dovranno mettere in scena pillole teatrali della durata di dodici minuti, in cui racconteranno un prototipo di eroe sia esso appartenente al mondo classico che all’interno della società contemporanea. Al vincitore verrà data la possibilità di sviluppare, l’anno successivo, uno spettacolo completo da inserire nella rassegna 2027.

Per questa prima edizione questo progetto si avvarrà della qualificante collaborazione della Fondazione Teatro di Roma, che metterà a disposizione i giovani attori della propria scuola di specializzazione. Il concorso si terrà presso uno spazio archeologico sinora chiuso al pubblico, la cosiddetta Aula 32, sita sotto la via Tecta del Santuario di Ercole Vincitore e oggetto di recenti interventi di restauro e valorizzazione.

‘Il Mito continua a parlarci perché custodisce le domande fondamentali dell’esistenza umana. Con “Heroides abbiamo voluto riportare queste voci antiche nel Santuario di Ercole Vincitore – sottolinea il direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Alberto Samonàun luogo dove la memoria dell’antico teatro vive e si rinnova attraverso la scena contemporanea. Le protagoniste della rassegna – donne che sfidano il destino, il potere e le convenzioni – ci mostrano ancora oggi la complessità dell’animo umano e la fragilità che si cela dietro ogni eroismo. È proprio in questa tensione tra grandezza e vulnerabilità che il Mito rivela la sua dimensione più autentica, insieme spirituale e, al contempo, umana, manifestando così una profonda attualità. In tal modo il teatro stesso può ritrovare la sua vocazione originaria: essere rito, esperienza comunitaria, momento di conoscenza’.

‘Vi sono luoghi dove uno spettacolo teatrale vive di un fascino unico, oltre a trasportare lo spettatore verso una realtà altra lo riconduce a un passato che non sembra essere mai andato via”, dichiara Luca Simonelli. “Sedersi in una cavea teatrale che ha duemila anni di storia, assistere ad una tragedia o ad una commedia che richiama quel tempo, inevitabilmente ti proietta in uno stato d’animo particolare, come se accanto a te potesse essere seduto uno spettatore o una spettatrice di quel mondo lì. Il Santuario di Ercole Vincitore di Tivoli è uno di questi luoghi ‘magici’ e questa prima rassegna teatrale vuole restituire a questo sito un tempo che non smette mai di parlare al presente”.

Prosegue Marco Prosperini: “Abbiamo cercato di inserire qualità artistica degli spettacoli e dei protagonisti all’interno di un’altra qualità quella monumentale e architettonica di questo straordinario sito. Un connubio sicuramente importante, ma soprattutto caratterizzante di questi luoghi come aspetto specifico di una scelta culturale molto importante nel suo genere. Inoltre, la collaborazione con la Fondazione del Teatro di Roma nobilita ancora di più la progettualità ed i contenuti di questo percorso che si conclude con il certamen degli attori che si svolgerà a settembre. Avere la Fondazione Teatro di Roma come partner di quest’ultima proposta spiega perfettamente il senso profondo di tutta la manifestazione.”

La Rassegna ha inizio venerdì 31 luglio con Medea – Drammaturgia intorno ad una Famiglia allo sfascio da Euripide e Seneca con la regia di Nicasio Anzelmo. Con Silvia Siravo che interpreta Medea una principessa greca di Colchide innamorata di Giasone, per il quale abbandona la patria e la famiglia. Tradita da lui che la ripudia per sposare Glauce, figlia del re di Corinto, Medea si vendica in modo crudele. Prima fa uccidere Glauce e suo padre Creonte con doni avvelenati, poi uccide i propri figli per infliggere il dolore più grande a Giasone.

Infine, fugge su un carro del Sole, lasciando Giasone nella disperazione. A seguire, sabato 1 agosto, Antigone, cronache da un teatro di guerra, un debutto in Prima nazionale con la regia di Lia Tanzi. Giuseppe Pambieri e Micol Pambieri, con Fabrizio Apolloni, Elisabetta Arosio, Sara Carapellotti, danno corpo alla tragedia di Sofocle, ripresa poi in modo molto originale da Anouihl, in cui si racconta la decisione di Antigone, di seppellire il fratello Polinice, contravvenendo al decreto del re Creonte che vietava gli onori funebri a chi aveva attaccato la città.

Creonte la condanna a morte, scatenando una serie di eventi che porteranno ad una tragica conclusione. Il conflitto centrale è quello tra le leggi divine, a cui Antigone si appella per onorare il fratello, e le leggi umane imposte da Creonte. Domenica 2 agosto, invece, appuntamento con Ecuba, con Paola Quattrini diretta da Livio Galassi. Ecuba, regina di Troia, subisce le conseguenze della guerra subendo la schiavitù, la morte del marito e di molti figli. La tragedia si concentra sul suo dolore e la sua vendetta: dopo aver scoperto il corpo del figlio Polidoro, diventa una figura di vendetta contro Polimestore, accecandolo. Tuttavia, le sue sofferenze continuano, culminando con una profezia che la condanna a essere trasformata in una cagna.

Un altro debutto, in Prima nazionale, venerdì 7 agosto, con il nuovo allestimento di Ifigenia in Aulide di Euripide nella versione italiana a cura di Fabrizio Sinisi, con la regia di Alessandro Machia. Andrea Tidona è protagonista della storia della flotta achea bloccata in Aulide dalla bonaccia, incapace di salpare per Troia. L’indovino Calcante rivela che la dea Artemide richiede il sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, per placare la sua ira e far ripartire i venti.

Agamennone, ingannando la figlia e la moglie Clitennestra con il pretesto di un matrimonio con Achille, la fa arrivare ad Aulide, dove però verrà sacrificata. Ifigenia, inizialmente sconvolta, alla fine accetta il sacrificio per salvare la Grecia. Infine, sabato 8 agosto è la volta di I De Broc, spettacolo scritto e diretto da Luca Simonelli, con Marco Prosperini, un debutto in prima assoluta che narra lo sfaldamento di una famiglia nobile inglese ai tempi di Tommaso Beckett e coinvolta nel famoso assassinio di quest’ultimo. Gravate dalle tiranniche disposizioni di Ser Robert De Broc, che dopo aver contribuito all’omicidio dell’arcivescovo di Canterbury, ora spera di scalare la società fino ad arrivare alle vette più alte, le donne a lui sottomesse, la moglie e le sue due sorelle, tramano un atto di ribellione che si consumerà con l’omicidio del despota.

La storia, dalle tinte forti e tragicomiche, è vista attraverso gli occhi disincantati di due serve del castello dove si consuma la fosca vicenda. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 19 e si terranno presso il teatro del Santuario di Ercole Vincitore. L’ingresso sarà libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Sempre nell’ottica di valorizzare, attraverso l’arte, nel Santuario di Ercole Vincitore, tra l’estate e il periodo autunnale, sono anche in programma alcune presentazioni di libri storici, con autori di fama nazionale e internazionale.

-Foto Locandina-
(ITALPRESS).

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Via alla nuova fase della programmazione territoriale: previsti strumenti per accelerare gli interventi

Via alla nuova fase della programmazione territoriale: previsti strumenti per accelerare gli interventi

CAGLIARI (ITALPRESS) – L’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni, ha presentato oggi al Partenariato istituzionale ed economico-sociale gli indirizzi della nuova Programmazione Territoriale, illustrando i risultati raggiunti sinora, lo stato di attuazione degli interventi e le nuove linee di azione previste nei territori.

La nuova fase della Programmazione Territoriale si fonda su un duplice obiettivo: da una parte supportare i territori nel completamento degli interventi ancora in corso, superando ritardi e criticità; dall’altra valorizzare quanto è stato realizzato in questi anni, creando connessioni, servizi e nuove opportunità di sviluppo. Le infrastrutture, i servizi e le progettualità finanziate in questi anni sono un patrimonio importante per la Sardegna: ora stiamo lavorando affinché questi investimenti possano esprimere pienamente il loro potenziale, contribuendo a rendere i territori più attrattivi, competitivi e capaci di rispondere ai bisogni delle comunità. È un percorso che costruiremo insieme agli enti locali e alle forze economiche e sociali, valorizzando le esperienze maturate e rendendo i territori sempre più protagonisti nelle decisioni che riguardano il loro sviluppo”, ha dichiarato l’assessore Meloni.

La Programmazione Territoriale ha sinora coinvolto 26 progetti di sviluppo territoriale, 37 Unioni di Comuni e Comunità Montane e 293 Comuni, mobilitando circa 400 milioni di euro e finanziando 790 interventi. A questi si aggiungono le quattro Strategie per le Aree Interne (SNAI), che interessano 45 Comuni e hanno attivato ulteriori 55 milioni di euro di investimenti.

L’analisi dello stato di attuazione evidenzia un quadro complessivamente positivo: circa il 58 per cento degli interventi risulta concluso o in fase di conclusione, mentre un ulteriore 22 per cento si trova nelle fasi di affidamento o di esecuzione. La Regione ha inoltre guidato il percorso di attuazione attraverso una significativa attività di ottimizzazione della programmazione che ha portato alla rimodulazione di numerosi interventi e alla sottoscrizione di atti aggiuntivi finalizzati ad aggiornare e rafforzare gli accordi territoriali, prevedendo ulteriori risorse regionali, nazionali e comunitarie, per un totale di 220 milioni di euro.

La nuova strategia si articola lungo tre direttrici principali. La prima riguarda la ridefinizione progettuale degli interventi della Programmazione Territoriale e della Strategia Nazionale per le Aree Interne. L’obiettivo è affrontare in modo mirato le criticità attuative, supportare i territori nella risoluzione delle problematiche che rallentano la realizzazione delle opere e concentrare le risorse sulle progettualità effettivamente realizzabili. Il percorso prevede strumenti differenziati in base al livello di criticità rilevato, con la possibilità di ridefinire cronoprogrammi, rimodulare interventi o riprogrammare risorse oggi bloccate.

La seconda direttrice introduce una nuova stagione di progetti tematici a scala sovralocale e regionale, pensati per dare valore gli investimenti già realizzati e aumentarne l’impatto. Le nuove linee di intervento riguarderanno il rafforzamento dei servizi essenziali ai cittadini, l’interconnessione sostenibile e la ciclabilità, la gestione innovativa delle strutture culturali, sportive, ambientali e sociali, il sostegno alla progettazione degli enti locali attraverso un fondo dedicato e azioni finalizzate ad accrescere l’attrattività dei territori.

L’obiettivo è favorire una maggiore integrazione tra gli interventi realizzati nei diversi territori, superando logiche frammentate e costruendo reti capaci di generare ricadute economiche, sociali e occupazionali più ampie e durature. Un capitolo specifico sarà dedicato al Sulcis Iglesiente che entrerà per la prima volta nel percorso della Programmazione Territoriale attraverso un approccio partecipativo e in complementarità con gli strumenti e le risorse già disponibili per l’area.

La nuova fase sarà accompagnata anche da un aggiornamento della governance territoriale, coerente con il nuovo assetto istituzionale regionale. Le Unioni di Comuni continueranno a svolgere un ruolo centrale nel coordinamento operativo mentre Province e Città metropolitane saranno chiamate a rafforzare il livello di coordinamento strategico, con l’obiettivo di migliorare l’integrazione delle politiche territoriali e la capacità di programmazione. Dopo il confronto con il partenariato istituzionale ed economico-sociale, il percorso proseguirà nelle prossime settimane con la presentazione della strategia ai territori, l’approvazione degli indirizzi operativi e l’avvio delle prime azioni previste dalla nuova Programmazione Territoriale.

-Foto Regione Sardegna-
(ITALPRESS).

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A Milano nasce la prima sezione Anpi per i lavoratori del Comune

A Milano nasce la prima sezione Anpi per i lavoratori del Comune

MILANO (ITALPRESS) – A Milano nasce la prima sezione aziendale Anpi per i lavoratori del Comune. A presentarla stamattina a Palazzo Marino, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente dell’Anpi provinciale di Milano, Primo Minelli, e Cesare Galantini, dipendente del Comune e promotore dell’iniziativa che guiderà la sezione comunale. “Voglio essere vicino all’Anpi perché fanno un lavoro non semplice. Certe idee rischiano di passare di moda, si rischia di porre meno attenzione, di perdersi tra notizie, contro notizie, opinioni, in quest’epoca questo porta a una coltre di confusione, mentre qualcuno ancora testardamente, come fate voi, insiste per tenere il nostro Paese sulla retta via – ha sottolineato Sala -. Il Comune di Milano lo fa. Infatti, nelle nostre partecipate abbiamo le sezioni Anpi, in Atm, nel Teatro alla Scala, ci siamo sempre stati e ci saremo. Stiamo parlando non di pura memoria ma di qualcosa di molto vivo”.

“Questa in Comune è la 124esima sezione a Milano e Città metropolitana, dove abbiamo 14 mila iscritti – ha ricordato Primo Minelli -. Siamo l’Anpi territoriale più grande d’Italia. Dato che Milano è Città Medaglia d’oro della Resistenza è quasi naturale avere una presenza in Comune”.

Cesare Galantini ha spiegato che la nuova sezione “rappresenta un atto di presidio democratico e valorizzazione della memoria della Resistenza, di tutela e di promozione dei valori della Costituzione e di difesa e divulgazione della memoria dei colleghi caduti durante la Lotta di Liberazione. Ha però, in questa fase storica, anche l’obiettivo di rappresentare una pratica quotidiana contro ogni forma di razzismo, intolleranza e discriminazione”.

“L’idea di costituire una sezione Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) tra i lavoratori del Comune di Milano è promossa da un piccolo gruppo di lavoratori e lavoratrici ed è nata nel 2025, l’anno dell’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e si è concretizzato all’inizio di quest’anno, in tempo per celebrare il 80° del diritto di voto alle donne”, scrive Palazzo Marino.

“La sezione nasce dopo aver raccolto nei mesi il sostegno dell’Anpi provinciale e il crescente ed entusiasta interesse di un sempre maggior numero di colleghi. I colleghi promotori rappresentano tutte le categorie presenti nell’amministrazione, lavoratori e lavoratrici con diverse sensibilità politiche e appartenenti a diverse aree sindacali ed è perciò pienamente rispettato lo spirito plurale e aggregativo proprio dell’Anpi e del movimento antifascista”. Dunque, è rappresentata “in tutta la sua complessità la nostra realtà lavorativa, dove un’articolata molteplicità di abilità e competenze vuole contribuire alla realizzazione di un progetto comune: la tutela della Memoria della Lotta di Liberazione”, oltre che “una pratica quotidiana contro ogni forma di razzismo, intolleranza e discriminazione”.

– Foto xm4/Italpress –

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Crosetto “Nessun impegno preso con Hegseth”

Crosetto “Nessun impegno preso con Hegseth”

ROMA (ITALPRESS) – “Non ho preso nessun impegno” con il segretario alla Guerra degli Usa, Pete Hegseth. “Il ministro della Difesa non prende impegni, non li prende il governo, ma semmai Parlamento e sul Purl la risposta è sempre la stessa: ho detto di no fin dall’inizio e continua ad essere no”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso del Question Time alla Camera.

“La scelta di aderire o no a Safe non è del ministro della Difesa, ma è una decisione che tiene conto di altri fattori” che riguardano “il Mef e dal governo nella sua interezza. Oggi non è stato attivato alcun meccanismo Safe, ho ribadito che Safe non è uno strumento sostitutivo” per le forme di bilancio “perché altrimenti perderebbe totalmente la sua utilità. E’ concepito come aggiuntivo per raggiungere prima gli obiettivi di difesa. Non sappiamo ancora se l’Italia accederà o meno, ma se aderisse la legge consentirebbe di anticipare questi investimenti che invece dovrebbero essere posticipati. La difesa è pronta e ha ben chiaro cosa è necessario costruire”, aggiunge Crosetto.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Frana Niscemi, Galvagno riceve il sindaco Conti: “Teniamo i riflettori accesi”

Frana Niscemi, Galvagno riceve il sindaco Conti: “Teniamo i riflettori accesi”

PALERMO (ITALPRESS) – “Teniamo accesi i riflettori su Niscemi. Oggi ho avuto il piacere di ospitare a Palazzo Reale il sindaco Massimiliano Conti che mi ha aggiornato sulla situazione di crisi che sta ancora vivendo la sua città: la buona notizia è che il numero degli sfollati continua a scendere, ma non abbassiamo la guardia. Ecco perché, dopo le iniziative con la Conferenza delle Assemblee legislative delle Regione e delle Province Autonome, abbiamo in programma un altro importante appuntamento a sostegno della popolazione colpita dalla frana dello scorso gennaio. Nell’ambito delle attività per il trentennale della Fondazione Federico II, infatti, organizzeremo un evento proprio a Niscemi. A presto vi aggiornerò per i dettagli”. Lo scrive sui propri canali social il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno che stamani, a Palermo, ha ricevuto il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti.

– Foto ufficio stampa Presidenza Ars –
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Ciclone Harry, Schifani “Nessuno rimarrà fuori dai ristori”

Ciclone Harry, Schifani “Nessuno rimarrà fuori dai ristori”

PALERMO (ITALPRESS) – “Non ci saranno richieste di rimborso per i danni subiti dai balneari non evase per mancanza di fondi regionali. In caso di esaurimento del plafond, e in presenza di ulteriori richieste aggiuntive rispetto al centinaio finora arrivato, la Regione farà la sua parte per integrare la misura del Fondo Sicilia. Ho voluto questo incontro immediato per risolvere le criticità e intercettare le soluzioni nel rispetto delle regole con Irfis, che è l’ente erogatore”. Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso della call convocata oggi con il presidente dell’Associazione turistica balneare siciliana Antonio Firullo, il capo di gabinetto Salvatore Sammartano, l’assessore al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino e il direttore generale dell’Irfis Giulio Guagliano, per approfondire le criticità segnalate dalle imprese del settore in merito al secondo bando di sostegno destinato alle attività colpite dal ciclone Harry. “Altre 40 richieste di ristoro saranno approvate da Irfis nei prossimi giorni e si aggiungono alle 40 già evase. Nessuno sarà lasciato fuori”, ha aggiunto il presidente confermando la volontà del governo regionale di risolvere i problemi per la velocizzazione e semplificazione delle procedure di risarcimenti e ristori.

Relativamente alla richiesta di liquidità immediata da parte dell’associazione balneari per l’acquisto delle attrezzature, Irfis procederà al rilascio di una lettera di impegno, laddove ricorrano i presupposti, al fine di consentire il pagamento diretto ai fornitori per le fatture relative al materiale. Per quanto riguarda il Sal, ovvero lo Stato di avanzamento lavori, ossia il rendiconto delle spese per arredi e attrezzature, inclusi ombrelloni, lettini, tavoli e altri beni funzionali all’attività, si conferma che tutte le spese già sostenute a decorrere dalla data dell’evento calamitoso del gennaio scorso, saranno rimborsate alla firma del contratto con il primo acconto. Invece, per le spese ancora da sostenere inserite nella domanda del progetto di investimento, l’invito è quello di fornire le fatture coerenti con le spese dei danni, perché possano essere direttamente pagate ai fornitori, tenendo comunque conto dei tempi di gestione della mole di lavoro.

Per quanto riguarda la questione della certificazione prefettizia antimafia, è stato precisato che per le agevolazioni di importo superiore a 150 mila euro l’erogazione del contributo è subordinata per legge all’acquisizione dell’informazione antimafia, per quelli inferiori non occorre l’adempimento; se le imprese ne dispongono già per altre finalità possono sfruttare l’informativa esistente o, laddove la legge lo consente, l’adempimento può ritenersi assolto attraverso l’iscrizione dell’impresa nella white list competente.

La procedura a sportello prosegue a ritmo serrato. Secondo i dati raccolti da Irfis, a ieri sono pervenute cento istanze di ristoro, che richiedono una dotazione complessiva di 18 milioni di euro del Fondo Sicilia: 40 sono già state deliberate dieci giorni fa e sono già stati stipulati anche i contratti; altre 40 domande saranno approvate dal comitato nei prossimi giorni; le restanti 20 domande richiedono un soccorso istruttorio per integrare la documentazione.

– Foto ufficio stampa Regione Siciliana –
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Meloni “Soddisfatta dei risultati del G7, un vertice significativo. Con Trump abbiamo trattato temi seri”

Meloni “Soddisfatta dei risultati del G7, un vertice significativo. Con Trump abbiamo trattato temi seri”

EVIAN (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Sono soddisfatta dei risultati del G7, è stato un vertice significativo, ho trovato un ottimo clima: credo che abbia influito positivamente l’accordo tra Stati Uniti e Iran. Abbiamo lavorato bene insieme”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa al termine del vertice dei leader del G7 a Evian. “Ho approfittato del dialogo con le nazioni del Golfo anche per suggerire nuovamente di rafforzare, direi di strutturare, il dialogo tra il G7 e le nazioni del Golfo che, dal punto di vista italiano, sono partner imprescindibili non solo nel settore dell’energia, ma anche in quello dell’innovazione, della tecnologia, dello sviluppo economico e chiaramente anche della stabilità”.

“Con riguardo agli sviluppi in Medio Oriente, è stato accolto da tutti positivamente l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, che crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso”, ha aggiunto. Smentisco le ricostruzioni di ‘ridi e scherza’” con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: “queste cose ci sono sempre, c’è anche la battuta, c’è anche il momento in cui, in attesa che inizi qualcosa, si si si fa una battuta, però i temi che noi abbiamo trattato anche col Presidente degli Stati Uniti sono i temi del vertice, quindi sono temi seri, dalla questione iraniana all’Ucraina”. Con Donald Trump e gli altri leader “mi pare che ci sia stato un clima molto positivo e molta convergenza nei contenuti ed è questo che a me interessa particolarmente, non è una questione di clima, ma di dove stiamo andando”.

“Non sappiamo se questa missione sarà necessaria domani, stiamo aspettando di vedere come vanno questi 60 giorni e valutare in corsa se e quando partire. Chiaramente si parla, eventualmente, di una presenza italiana in una missione internazionale in uno scenario di pace, missione esclusivamente difensiva con la necessaria autorizzazione del Parlamento. Questa è la cornice. L’autorizzazione al parlamento si chiederà qualora questa missione dovesse essere qualcosa di realistico”, sottolinea.

“Abbiamo discusso anche della situazione in Libano e a Gaza, che sono scenari fondamentali anch’essi per la stabilità regionale: il nostro obiettivo deve essere quello di favorire soluzioni durature e strutturali che superino la logica delle tregue di breve periodo, sarà fondamentale in questo anche ovviamente il ruolo di Israele. Ci aspettiamo che ora Israele operi come attore positivo nel percorso di pace e che, in questo senso, l’inevitabile dibattito interno dettato anche dalla campagna elettorale non metta al repentaglio il percorso faticoso che gli Stati Uniti hanno avviato”, ha affermato la premier.

Sull’Ucraina: Abbiamo fatto il punto col presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo che è molto diversa da quella che vende la propaganda russa. L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato un’attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete e che è stata inviata direttamente al presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari”. La questione di un negoziatore europeo per l’Ucraina “credo sia una materia che vada sviluppata all’interno del Consiglio Europeo. Se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, proporre una persona che proviene da una delle grandi potenze europee renderebbe un accordo molto difficile. Mi rivolgerei verso le medie potenze dell’Unione Europea”. 

Il tema di un alleanza con Vannacci “è un tema che non mi sono posta. Vannacci ha già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra”, un fatto “che mi sembra abbastanza in continuità con il lavoro che si sta facendo finora, perché quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona di destra, non si vuole dare una mano”, anzi, “vedo una certa funzionalità per la sinistra in questo”. Sul femminicidio? “Quello che penso l’ho dimostrato con una legge che questo governo ha fatto”.

“Non ho parlato con Merz di Commerzbank e non ho commenti da fare sul recente risiko bancario perché il governo non è parte in causa. Avevamo un ruolo in queste vicende fin quando avevamo il controllo di Mps, oggi la partecipazione del governo italiano in Mps è inferiore al 5% quindi non abbiamo alcun ruolo, sono dinamiche di mercato” a cui “guardiamo con interesse. Sono molto contenta del fatto che Mps che era un problema per l’Italia sia diventata un gioiello, grazie al lavoro di questi anni, al quale molti ambiscono”.

– Foto IPA Agency –
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NGT, il Parlamento Ue vara le nuove regole per l’accesso al mercato

NGT, il Parlamento Ue vara le nuove regole per l’accesso al mercato

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva le norme volte a facilitare l’accesso a nuove piante resistenti al clima e ai parassiti, che offrono rese più elevate e richiedono meno pesticidi. Gli eurodeputati hanno adottato in via definitiva le norme in materia di nuove tecniche genomiche (NGT) (new genomic techniques, in inglese), già concordate in via provvisoria da Parlamento e Consiglio nel dicembre 2025. In linea con la seconda lettura della procedura legislativa, il regolamento è stato adottato senza votazione finale, visto che l’Aula ha respinto tutti gli emendamenti presentati al testo dell’accordo con il Consiglio.

“Le nuove norme dell’UE segnano una svolta verso una regolamentazione delle piante basata sulle loro caratteristiche genetiche finali, piuttosto che sul modo in cui sono state ottenute. Le piante modificate tramite NGT saranno suddivise in due categorie con obblighi giuridici diversi”, spiega il Parlamento Ue in una nota. NGT-1 – Questa categoria riguarda le piante sottoposte a un numero e un tipo di modifiche limitati, ottenibili anche con tecniche di selezione convenzionali. Dopo aver verificato che soddisfano i criteri per ottenere lo status di NGT di categoria 1, queste piante saranno trattate alla stessa stregua di quelle convenzionali.

Su richiesta del Parlamento, le piante geneticamente modificate per resistere agli erbicidi e produrre sostanze insetticide non possono rientrare nella categoria NGT-1. NGT-2 – Questa categoria riguarda le piante che hanno subito modificazioni genetiche più ampie o complesse. Sono regolate dalle norme in materia di OGM già in vigore e saranno quindi soggette a valutazione del rischio. Inoltre, dovranno ottenere un’autorizzazione prima di poter essere commercializzate nell’UE. Le norme si applicheranno sia alle piante originarie dell’Europa che a quelle importate. Nei mercati al di fuori dell’UE sono già disponibili diversi prodotti ottenuti da piante NGT, per esempio il frumento a basso contenuto di glutine, le patate resistenti agli agenti patogeni e il mais tollerante alla siccità.

La piena tracciabilità e l’etichettatura rimarranno obbligatorie per le piante di categoria NGT-2 e i paesi dell’UE potranno limitarne o vietarne la coltivazione anche se sono state autorizzate all’interno dell’Unione. Le varietà vegetali derivate da o contenenti una pianta NGT-1 saranno inserite in una banca dati pubblica dell’UE e tutti i sacchetti di sementi e il materiale riproduttivo dovranno essere etichettati come “NGT-1”, in modo da consentire agli agricoltori di compiere una scelta informata. Per orientare l’uso delle nuove tecniche genomiche verso lo sviluppo di piante dotate di caratteristiche di sostenibilità (come la resistenza ai cambiamenti climatici e ai parassiti), il regolamento ha ottenuto l’introduzione dell’obbligo di monitorare l’impatto delle piante NGT sulla sostenibilità. Sebbene nella produzione biologica non saranno ammesse piante ottenute tramite le nuove tecniche genomiche, la presenza tecnicamente inevitabile di piante NGT di categoria 1 non costituirà una violazione. La Commissione valuterà se il regolamento comporti oneri amministrativi, economici o pratici per gli operatori del settore biologico, anche in relazione alla loro percezione e a quella dei consumatori.

Le norme prevedono la possibilità di brevettare le NGT, ad eccezione dei tratti o delle sequenze presenti in natura o prodotti con mezzi biologici. I deputati hanno inserito tutele per evitare la concentrazione del mercato e garantire prezzi accessibili e un accesso equo agli agricoltori, affinché mantengano il diritto di conservare e reimpiantare le sementi.

LOLLOBRIGIDA “DA PARLAMENTO UE SVOLTA STORICA”

“L’approvazione in via definitiva del Parlamento europeo al regolamento sulle TEA rappresenta una svolta storica per l’agricoltura europea e un risultato che l’Italia ha sostenuto con determinazione fin dall’inizio. Oggi, dopo anni di dibattito, l’Europa ha seguito la scelta italiana di puntare sull’innovazione e la ricerca, strumenti indispensabili per garantire la competitività, la sostenibilità e la sicurezza alimentare. Le Tecniche di evoluzione assistita permetteranno ai nostri agricoltori di disporre di varietà più resistenti alle fitopatie e ai cambiamenti climatici e in grado di assicurare stabilità produttiva. Una risposta concreta alle sfide che il settore primario è chiamato ad affrontare”. Lo dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. “L’Italia è stata apripista in Europa, investendo nella sperimentazione e sostenendo una visione chiara. Un passaggio necessario per rafforzare la competitività dell’agricoltura europea e dare risposte concrete alle imprese”, conclude il ministro.

CONFAGRICOLTURA “NGT NOSTRA BATTAGLIA STORICA”

Il voto di oggi dell’Europarlamento, che ha approvato definitivamente il Regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche, “segna l’avvio di una nuova fase per l’agricoltura europea, ma allo stesso tempo è un traguardo rispetto a una battaglia che Confagricoltura da sempre ha portato avanti e che ha visto l’Italia e le sue istituzioni avere un ruolo decisivo in questo processo”. Così l’associazione di categoria commenta l’approvazione definitiva del Regolamento “che permetterà di aumentare la competitività del settore primario europeo, che oggi sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi in cui le nuove tecniche genomiche sono già utilizzate”. “Il testo finale recepisce diversi elementi che la Confederazione ha sostenuto nel corso del confronto istituzionale europeo. In primo luogo, viene riconosciuta la specificità delle piante NGT-1, considerate equivalenti alle varietà ottenute con tecniche convenzionali. Per queste varietà non viene introdotto alcun obbligo di etichettatura degli alimenti derivati, evitando oneri sproporzionati e possibili effetti distorsivi sul mercato – prosegue la nota -. Permangono tuttavia alcuni elementi che Confagricoltura aveva contestato durante il negoziato. In particolare, il Regolamento mantiene la possibilità per gli Stati membri di vietare sul proprio territorio la coltivazione delle piante NGT-2 (cosiddetto opt-out nazionale), una scelta che rischia di frammentare il mercato interno e di limitare l’accesso uniforme all’innovazione all’interno dell’Unione europea”.

Infine, “il testo legislativo introduce un chiarimento per il settore biologico, secondo cui la presenza accidentale e non intenzionale di materiale NGT-1 non comporta sanzioni o responsabilità per gli operatori. Si tratta di una previsione importante per garantire certezza giuridica agli agricoltori e favorire la coesistenza tra diversi modelli produttivi”, conclude Confagricoltura.

CIA “TRAGUARDO PER SETTORE”

“Dopo anni di attesa, l’agricoltura europea compie un passo avanti verso l’innovazione. Con il via libera definitivo della plenaria del Parlamento Ue al regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), si conclude il lungo percorso legislativo avviato nel 2023, aprendo la strada all’utilizzo di strumenti fondamentali per rendere le produzioni agricole più resilienti, sostenibili e competitive”. Così Cia-Agricoltori Italiani, che fin da subito ha sostenuto la necessità di dotare l’Europa di un quadro normativo moderno ed equilibrato in materia. “Si tratta di una decisione che guarda al futuro dell’agricoltura -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Le nuove tecniche genomiche rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la capacità delle imprese agricole di affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e delle fitopatie, che già oggi determinano variazioni delle rese comprese tra il 20% e il 49%. Grazie all’innovazione varietale sarà possibile sviluppare piante resistenti, meno idroesigenti e più capaci di adattarsi, coniugando produttività e sostenibilità”. Secondo Cia “l’approvazione del regolamento consente inoltre all’Europa di recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altri grandi Paesi produttori, dove tali tecniche sono già utilizzate da tempo, rafforzando la competitività del settore agroalimentare e offrendo ai produttori nuovi strumenti per la difesa delle colture”.

“L’Unione europea non poteva più permettersi di restare indietro su un fronte così strategico – ha aggiunto Fini -. Ora sarà fondamentale garantire un’applicazione omogenea delle nuove disposizioni in tutti gli Stati membri e sostenere con adeguate risorse la ricerca e il trasferimento dell’innovazione alle aziende agricole”. “L’obiettivo è trasformare rapidamente questa opportunità in risultati concreti per le imprese agricole -ha concluso il presidente di Cia- affinché innovazione e ricerca possano contribuire in modo sempre più efficace e concreto alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità delle produzioni e al futuro dell’agricoltura europea”.

– Foto IPA Agency –

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Tajani “Venerdì riapre l’ambasciata italiana a Teheran”

Tajani “Venerdì riapre l’ambasciata italiana a Teheran”

ROMA (ITALPRESS) – “L’intesa raggiunta tra Usa e Iran è uno sviluppo incoraggiante che abbiamo accolto con favore e speranza, in un quadrante complesso come il Medio Oriente la prudenza è d’obbligo, ma per la prima volta dopo settimane di guerra e negozianti altalenanti si intravede oggi uno spiraglio di pace. Sono lieto di annunciare in anteprima che venerdì riapriranno i battenti della nostra ambasciata a Teheran e anche gli uffici dell’Ice”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del Question Time alla Camera.

“Quella che abbiamo davanti è una occasione che non va sprecata, andiamo davanti per sostenere con determinazione per rafforzare l’intesa e sostenerne l’attuazione. Oggi parlerò con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi e confermerò il pieno sostegno del governo al dialogo, sottolineerò l’importanza prioritaria del rilascio del mercantile italiano bloccato a Hormuz – ha spiegato Tajani -. L’Italia, insieme ai partner alleati, è pronta a fare la sua parte per una missione finalizzata per garantire lo sminamento e la riapertura dello stretto; come ha ribadito la presidente del Consiglio, la nostra partecipazione è subordinata al cessate il fuoco stabile e un ampio consento internazionale. Quando queste condizioni saranno soddisfatte torneremo in Parlamento per chiedere l’autorizzazione”.

– Foto IPA Agency –

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Roberto Bolle al Teatro Massimo di Palermo per il debutto di “Caravaggio”

Roberto Bolle al Teatro Massimo di Palermo per il debutto di “Caravaggio”

PALERMO (ITALPRESS) – Cresce l’attesa al Teatro Massimo di Palermo per la prima di Caravaggio, in programma sabato 20 giugno alle ore 20.00. Il balletto contemporaneo in due atti segna il ritorno a Palermo dell’étoile Roberto Bolle (assente dal 2007) ed esplora la linea sottile tra luce, arte e dannazione nell’universo interiore di Michelangelo Merisi. La coreografia porta la firma autorevole di Mauro Bigonzetti, già direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e dell’Aterballetto, e autore conteso dalle maggiori compagnie internazionali, dal New York City Ballet al Bolshoi. La coreografia vanta le musiche di Bruno Moretti (da Claudio Monteverdi) eseguite dall’Orchestra del Teatro Massimo guidata da Charlotte Politi, direttrice franco-italiana formatasi sotto la guida di maestri come Riccardo Muti e Paavo Järvi. Specialista del repertorio sinfonico e coreutico, ricopre dal 2023 il ruolo di direttrice associata presso il Royal Ballet and Opera di Londra. Le scene e le luci sono di Carlo Cerri, i costumi di Kristopher Millar, in un allestimento della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Caravaggio è un titolo che Roberto Bolle ha amato e plasmato fin dalle sue origini, facendone un successo internazionale. L’étoile scaligera, già Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York, ideatore del festival OnDance e Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, vestirà i panni del “pittore maledetto” nelle recite del 20, 21, 23 e 24 giugno. Al suo fianco, nel ruolo cardine di Luce, ci sarà Maria Khoreva, solista del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Classe 2000, inserita dal New York Times tra le otto personalità più influenti della danza mondiale, la Khoreva affiancherà Bolle nelle prime quattro date.

Nelle recite successive del 25 e 26 giugno, il testimone passerà ai talenti del Corpo di ballo della Fondazione, guidati dal Direttore Jean-Sébastien Colau, valorizzando il percorso di crescita artistica intrapreso dall’ensemble palermitano. Il ruolo di Caravaggio è affidato ad Alessandro Casà. Palermitano, cresciuto tra i “Giovani danzatori del Teatro Massimo” prima di diplomarsi col massimo dei voti all’Opera di Roma e lavorare con la compagnia di Eleonora Abbagnato, Casà è dal 2019 una colonna dell’ensemble della Fondazione, dove ha già interpretato ruoli da primo ballerino e solista. Nel ruolo di Luce danzerà invece Martina Pasinotti. Formatasi tra il Teatro dell’Opera di Roma e l’Accademia della Scala, la ballerina ha solcato palcoscenici internazionali e nazionali, dall’Opéra de Nice al San Carlo di Napoli e all’Arena di Verona. Dal 2019 al Teatro Massimo, ha firmato interpretazioni di rilievo da protagonista e solista.

Gli spettacoli a Palermo saranno accompagnati da un’iniziativa speciale sul valore inclusivo dell’arte. Il Gruppo Mangia’s e la Fondazione Roberto Bolle, in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo, presentano un appuntamento dedicato ai ragazzi della città e alla danza come strumento di crescita. L’appuntamento è lunedì 22 giugno alle ore 16:00, al Grand Hotel et Des Palmes (via Roma 398). Nel corso dell’incontro, stimolato dalla giornalista Stefania Petyx, Roberto Bolle dialogherà con i ragazzi provenienti da diverse aree della città ripercorrendo le tappe della sua carriera per testimoniare come passione, disciplina e determinazione siano strumenti straordinari di educazione, inclusione e crescita personale, capaci di ispirare le nuove generazioni a coltivare i propri talenti e a guardare con fiducia al futuro.

– Foto ufficio stampa Fondazione Teatro Massimo –

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Consorzio Zir di Tossilo, la Regione accelera sulla fine del commissariamento

Consorzio Zir di Tossilo, la Regione accelera sulla fine del commissariamento

CAGLIARI (ITALPRESS) – “La priorità della Regione è quella di chiudere nel più breve tempo possibile il regime di commissariamento del Consorzio ZIR di Tossilo, per poter iniziare a investire concretamente su queste aree. Per quanto riguarda il subentro nella gestione, come già detto in più occasioni, la Regione non intende in alcun modo precludere la facoltà assolutamente legittima delle comunità locali di autodeterminarsi nella scelta del soggetto che ritengono più opportuno nell’interesse del territorio”. Lo ha ribadito l‘assessore dell’Industria Emanuele Cani nel suo intervento in occasione del Consiglio comunale di Macomer, tenuto ieri sera, avente ad oggetto una mozione sul futuro del Consorzio ZIR (Zona industriale di interesse regionale) di Tossilo.

“Una volta usciti dal regime di commissariamento che, lo ricordo, si protrae da quasi vent’anni, valuteremo tutti assieme quale sia lo strumento migliore per avviare un percorso di riorganizzazione dell’assetto industriale, anche affinando gli aspetti di natura normativa. Noi come Regione faremo la nostra parte, mettendo ordine attraverso l’appianamento dei debiti e delle altre pendenze, affinché il nuovo soggetto giuridico possa insediarsi e dare finalmente dignità amministrativa a questi territori”, ha concluso Cani.

Alla seduta ha preso parte anche l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi che ha fatto il punto sullo stato di avanzamento del collaudo del termovalorizzatore, che si concluderà il 13 settembre prossimo. “Una volta terminate le pratiche di collaudo, l’impianto entrerà nella vera e propria fase di gestione e quindi sarà fondamentale avere una governance solida affinché possa funzionare a pieno regime in maniera adeguata”, ha sottolineato Laconi, ricordando anche l’importanza di altri asset presenti nell’area industriale di Tossilo, tra cui in particolare l’impianto di compostaggio e la piattaforma di valorizzazione degli imballaggi di carta, plastica, vetro e metalli, e la necessità di porsi l’obiettivo di una loro corretta gestione.

-Foto Regione Sardegna-
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Tennis, Lorenzo Musetti salta anche Wimbledon: al suo posto Berrettini

Tennis, Lorenzo Musetti salta anche Wimbledon: al suo posto Berrettini

ROMA (ITALPRESS) – Lorenzo Musetti, dopo aver saltato il Roland Garros, ha confermato oggi che darà forfait anche per il torneo di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, al via lunedì 29 giugno sui campi in erba di Londra. Una notizia non positiva, contrapposta al conseguente ingresso nel tabellone principale di Matteo Berrettini.

“Desidero aggiornarvi sul mio recupero dall’infortunio di Roma: la riabilitazione sta procedendo molto bene e i risultati medici sono incoraggianti. Purtroppo, non avendo ancora iniziato una preparazione atletica completa, e dopo un’attenta valutazione, siamo giunti alla difficile conclusione che quest’anno non potrò competere a Wimbledon”, ha scritto sui social il tennista toscano. “Non è una decisione facile, ma è quella giusta. La mia priorità è tornare in campo al 100 per 100. Grazie per il vostro supporto costante; ci vediamo presto”, ha aggiunto Musetti.

Di contro, nel tabellone principale del singolare maschile di Wimbledon, ci sarà Matteo Berrettini. L’azzurro, finalista a Londra nel 2021, dopo le ultime defezioni ha trovato posto nel main draw ed evita dunque le qualificazioni.

Saluta intanto Halle Lorenzo Sonego. Il tennista piemontese, numero 65 del mondo, dopo aver perso all’ultimo ostacolo nelle qualificazioni e dopo esser stato ripescato come lucky loser, ha perso al debutto nel main draw del “Terra Wortmann Open”, il torneo Atp 500 con 2.583.330 euro di montepremi totale in corso sull’erba della città della Sassonia-Anhalt (in Germania). L’azzurro si è arreso contro lo statunitense Ben Shelton, numero 5 del ranking internazionale e terza forza del seeding, col punteggio di 7-5 6-3.

-Foto IPA Agency-
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Nato, Rutte “La macchina da guerra russa non è inarrestabile”

Nato, Rutte “La macchina da guerra russa non è inarrestabile”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Dalla prosecuzione del sostegno a Kiev alla sicurezza delle rotte marittime del Golfo, dalla ridefinizione del rapporto transatlantico alla necessità di trasformare l’aumento delle spese in capacità militari reali, la riunione dei ministri della Difesa della NATO in programma domani a Bruxelles si presenta come un passaggio cruciale nel processo di adattamento dell’Alleanza a uno scenario strategico sempre più complesso. Alla vigilia dell’incontro, il segretario generale Mark Rutte ha delineato una visione nella quale le crisi regionali e la competizione globale impongono all’Europa di assumere un ruolo più incisivo senza mettere in discussione la solidità del legame con Washington. Dietro le parole del segretario generale emerge una NATO impegnata simultaneamente su più fronti: la guerra convenzionale in Europa, l’instabilità del Medio Oriente, la protezione delle rotte marittime strategiche, la competizione tecnologica e la necessità di ridefinire l’equilibrio delle responsabilità all’interno dell’Alleanza. Questioni destinate a dominare la ministeriale di Bruxelles e a preparare il terreno al vertice di Ankara, dal quale dovranno emergere le linee guida della futura architettura di sicurezza euro-atlantica.

La guerra in Ucraina resta il principale banco di prova per la sicurezza euro-atlantica. Con il conflitto entrato nel quinto anno, Rutte ha ribadito che “l’Ucraina sta dimostrando che la macchina da guerra russa non è inarrestabile e sta modificando le dinamiche sul campo di battaglia”. Per questa ragione, ha aggiunto, “è fondamentale continuare a fornire questo sostegno affinché l’Ucraina possa mantenere il proprio vantaggio”. Il messaggio che il segretario generale porterà all’Ukraine Defence Contact Group è chiaro: “Il mondo occidentale e tutti gli Alleati della NATO devono restare pienamente impegnati affinché l’Ucraina sia in grado di difendersi e, quando arriverà il momento di negoziare la pace, possa farlo da una posizione di forza”. Pur confermando che gli Stati Uniti continueranno a garantire capacità essenziali, compresi sistemi Patriot e intercettori, Rutte ha riconosciuto che la parte più consistente dello sforzo finanziario ricadrà ormai sugli Alleati europei e sul Canada. Parallelamente, la crisi mediorientale e la sicurezza marittima figurano fra i dossier più sensibili della ministeriale. Il segretario generale ha accolto con favore l’intesa raggiunta tra Washington e Teheran, sostenendo che “l’azione degli Stati Uniti per eliminare la minaccia rappresentata da un Iran dotato di armi nucleari e ridurre le sue capacità missilistiche balistiche migliora la sicurezza di tutti noi”.

Secondo Rutte, l’accordo promosso dal presidente Donald Trump “ha creato un’opportunità per assicurare che l’Iran non possa mai ottenere un’arma nucleare”. In questa prospettiva, “il ripristino della libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz rappresenterà un enorme passo avanti”. Pur precisando che la NATO non guiderà eventuali operazioni marittime, il segretario generale ha confermato che “molti Alleati sono pronti a sostenere l’iniziativa guidata da Francia e Regno Unito” e ha ricordato come proprio gli europei dispongano di competenze particolarmente avanzate nel settore dello sminamento navale. Sul piano della deterrenza e della difesa collettiva, Rutte ha affrontato direttamente il tema della revisione del contributo americano al NATO Force Model, respingendo le interpretazioni che vi hanno letto un segnale di disimpegno statunitense. “Questa non è la realtà”, ha affermato con nettezza. “Gli Stati Uniti hanno chiarito che il loro impegno nei confronti della NATO è saldo”. Tuttavia, ha aggiunto, tale impegno “comporta l’aspettativa che gli Alleati condividano in maniera più equa la responsabilità della sicurezza in Europa”. Washington, ha ricordato, deve tenere conto dei propri impegni globali e, proprio per questo, “Europa e Canada devono fare di più sul piano convenzionale”. Secondo il segretario generale, il riequilibrio in corso costituisce un segnale di maturazione dell’Alleanza: “Abbiamo verificato che gli Alleati europei e il Canada sono pronti, disponibili e capaci di assumere maggiori responsabilità”. Da qui la convinzione che “storicamente la pianificazione fosse troppo dipendente dagli Stati Uniti” e che la nuova distribuzione dei compiti renda la NATO più robusta. “Questo è giusto. Questo ci rende più forti. Ed è esattamente ciò che significa la NATO 3.0: un’Europa più forte in una NATO più forte”.

Il nuovo equilibrio strategico dovrà essere sostenuto da un ulteriore salto di qualità negli investimenti. In vista del vertice di Ankara, Rutte ha dichiarato di attendersi dagli Alleati “piani chiari, concreti e credibili” per conseguire l’obiettivo del 5% del Pil destinato alla sicurezza entro il 2035, auspicando che molti Paesi siano in grado di raggiungere il traguardo “molto prima della scadenza concordata”. I segnali, a suo giudizio, sono incoraggianti. “Nel 2025 gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 90 miliardi di dollari”, una cifra che il segretario generale ha definito “straordinaria”, equivalente a “quasi il 20% di incremento in un solo anno”. Ma, ha ammonito, “non è il denaro da solo a fare la differenza”. Il vero nodo riguarda la capacità di tradurre le risorse in strumenti operativi. “Dobbiamo assicurarci che i nostri uomini e le nostre donne abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno per mantenerci al sicuro”. Per questo, “aumentare gli investimenti nella difesa significa aumentare la produzione per la difesa”. La NATO, ha spiegato, sta lavorando “fianco a fianco con l’industria per garantire che l’offerta sia all’altezza della domanda”, facendo leva non soltanto sui grandi gruppi industriali ma anche sulle realtà più innovative presenti su entrambe le sponde dell’Atlantico. “Questo ci rende più forti e più sicuri, creando al tempo stesso posti di lavoro e crescita economica. È un autentico vantaggio per tutti”.

– foto IPA Agency –

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Un’indagine: cresce l’apatia dei cittadini per clima e sicurezza, welfare priorità

Un’indagine: cresce l’apatia dei cittadini per clima e sicurezza, welfare priorità

ROMA (ITALPRESS) – Cresce tra i cittadini europei, e in particolare tra i giovani, una forma di stanchezza psicologica (“war fatigue” e “climate fatigue”) verso le grandi minacce globali. Di conseguenza, si registra un netto calo della preoccupazione per il cambiamento climatico, che in Italia è passata dall’82% del 2022 al 70% del 2025. La quotidianità spinge l’opinione pubblica a rimettere al primo posto i bisogni materiali immediati, come il potere d’acquisto, l’inflazione, la povertà e la tenuta della sanità pubblica. E’ la fotografia del Terzo Barometro Eco-Sociale, intitolato “La triplice sfida: sicurezza sociale, ambientale e civile”, curato dal Professor Maurizio Ferrera dell’Università Statale di Milano per Percorsi di secondo Welfare e promosso da Fondazione Lottomatica su dati comparati dell’istituto di ricerca YouGov.
Dall’indagine emerge un forte rifiuto dei cittadini a sacrificare la spesa sociale per finanziare le transizioni: il 49,7% degli italiani è contrario a dare priorità all’ambiente se questo comporta tagli alle tutele, e ben il 62,8% antepone il welfare aziendale e statale agli investimenti militari.
Per superare l’immobilità, il rapporto propone una strategia basata sul concetto di “prontezza” (preparedness) evocato dalla UE, articolata in quattro agende: eco-sociale, clima e sicurezza umana, resilienza civile delle infrastrutture critiche e competitività economica, quest’ultima necessaria a generare le risorse per evitare tagli sociali. Il rapporto lancia infine un monito sulla comunicazione pubblica: l’approccio istituzionale deve evitare allarmismi che generano rifiuto, come il “kit di sopravvivenza” della Commissione UE, giudicato troppo ansiogeno dal 50% degli italiani. Spetta ora alla classe politica guidare il processo con responsabilità, bilanciando sensibilizzazione e rassicurazione.
“Le sicurezze, che emergono come la richiesta più forte da questo studio, richiedono politiche di medio-lungo periodo. Per fare un’operazione verità sulle paure del futuro in una società occidentale attraversata da profondi cambiamenti, la politica deve riappropriarsi del proprio ruolo guida e dire la verità sulle reali sostenibilità finanziarie, climatiche e sanitarie – ha detto la deputata del Partito democratico Paola De Micheli, a margine della presentazione dello studio -. E’ una scelta strategica che rifiuta la rincorsa del consenso hic et nunc, puntando invece sulla fiducia nei cittadini, che sono perfettamente in grado di comprendere la realtà e le soluzioni necessarie per il futuro del Paese”.
“Da questo importante documento del professor Ferrera traspare l’inadeguatezza dell’Unione Europea nel rispondere alle sollecitudini dei cittadini: a fronte di molte paure e ansie, le risposte sono ancora poche – le parole di Marco Osnato, Presidente della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati -. In un momento di scarsità di risorse economiche, è necessario trovare nuovi strumenti e percorsi per preservare le sicurezze legate alla salute, all’ambiente e a un sistema di difesa oggi carente. Per fare tutto questo servono competitività e crescita: credo fermamente che lo sviluppo economico sia il motore in grado di generare e sostenere tutte le altre tutele”.

– foto ufficio stampa Fondazione Lottomatica –
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Cina: Shanghai ospita mostra su Giorgio Morandi con oltre 140 opere originali

Cina: Shanghai ospita mostra su Giorgio Morandi con oltre 140 opere originali

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una mostra dedicata a Giorgio Morandi ha aperto al pubblico oggi presso il Museum of Art Pudong (MAP) di Shanghai, nella Cina orientale. Sono esposte oltre 200 opere provenienti da più di 30 istituzioni e collezioni private di tutto il mondo, di cui più di 140 sono opere originali di Morandi.

Co-organizzata dal MAP e dal Museo Morandi di Bologna, la mostra “Giorgio Morandi: Solo” offre una visione panoramica della vita tranquilla e introspettiva dell’artista e della sua fusione spirituale tra culture orientali e occidentali.

Per trasmettere meglio l’essenza dell’opera di Morandi, la sala espositiva di 3.000 metri quadrati del MAP è stata suddivisa in 35 “piccole sale”. L’allestimento complessivo guida i visitatori attraverso spazi modesti, paragonabili per dimensioni agli studi dello stesso Morandi.

“Il titolo della mostra, ‘Solo’, riflette la vita appartata dell’artista e il suo stile pittorico fortemente personale”, ha spiegato Lorenzo Balbi, direttore del Museo Morandi e curatore della mostra. “Per tutta la vita non si sposò e visse da solo, con le sue routine quotidiane concentrate in due piccoli studi, uno a Bologna e l’altro a Grizzana Morandi”.

“Il termine ‘Solo’ evoca anche una performance solistica, suggerendo che i dipinti tranquilli di Morandi risuonano come musica in continuo mutamento, suscitando una ricca gamma di emozioni”, ha aggiunto Balbi.

Giorgio Morandi è considerato uno degli artisti più influenti del XX secolo. La tavolozza dai toni tenui e a bassa saturazione da lui prediletta, oggi ampiamente nota come “colori Morandi”, è diventata un trend molto ricercato nel design contemporaneo.

– Foto Xinhua –

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Varata la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil per un accordo quadro sul modello contrattuale e di rappresentanza

Varata la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil per un accordo quadro sul modello contrattuale e di rappresentanza

ROMA (ITALPRESS) – Nel corso della notte è stata varata la piattaforma di CGIL, CISL, UIL che qualifica la proposta delle tre confederazioni per un accordo quadro interconfederale con le principali associazioni datoriali. Nel testo sono stati affrontati i temi relativi a modello contrattuale, crescita dei salari, rappresentanza sindacale e datoriale, contrasto al dumping, formazione, salute e sicurezza, partecipazione dei lavoratori.

Il testo dell’intesa è stato trasmesso alle Associazioni datoriali già stamattina. Ecco il testo integrale. ‘CGIL, CISL, UIL condividono la necessità di intervenire sui temi relativi al modello contrattuale, alla crescita dei salari, alla rappresentanza sindacale e datoriale e la sua certificazione. Questo al fine di rendere certe le procedure negoziali della contrattazione collettiva e per il riconoscimento delle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, tramite la misurazione certificata degli iscritti e dei voti espressi dalle lavoratrici e dai lavoratori, anche ai fini del contrasto e del superamento dei fenomeni di dumping presenti nell’attuale sistema contrattuale sotto forma di “contratti pirata”.

Tutto ciò deve trovare realizzazione attraverso un Accordo quadro tra CGIL, CISL, UIL e le associazioni datoriali dei diversi ambiti settoriali e natura di impresa, nel settore privato, che individui le regole generali in maniera coordinata e omogenea, a cui faranno seguito specifici accordi interconfederali di ambito, su materie ad essi demandate, al fine di cogliere peculiarità e caratteristiche dei settori.

Un nuovo accordo quadro tra tutte le parti sociali che integri e/o sostituisca le corrispondenti parti dei precedenti accordi interconfederali in materia, si articola attorno ad alcuni assi capaci di rafforzare il sistema delle relazioni industriali, aggiornando il modello contrattuale e generalizzando i criteri di rappresentanza, di validazione democratica e partecipata delle piattaforme e degli accordi sindacali e della conseguente efficacia generale dei contratti collettivi così stipulati’.

Per Cgil, Cisl e Uil, ‘è necessario rafforzare il modello di relazioni industriali e l’autonoma regolazione delle parti sociali in materia di assetti contrattuali e della rappresentanza. L’impianto del sistema contrattuale è fondato su due livelli di contrattazione: nazionale e decentrata (aziendale e/o di gruppo, territoriale e/o di sito e/o di filiera/distretto). Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, in modo certificato sul piano nazionale, assolve la funzione di fonte di regolazione dei rapporti di lavoro, di definizione e di garanzia dei trattamenti economici e normativi per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del settore, ovunque impiegati, sul territorio nazionale. La crescita delle retribuzioni a livello nazionale dovrà essere adeguata al reale recupero e incremento del potere di acquisto, anche conseguente alle trasformazioni dei prodotti e dei processi, ecologiche, dell’introduzione delle tecnologie digitali, delle conseguenti innovazioni organizzative e professionali, dalle dinamiche macroeconomiche e degli andamenti specifici di settore. La contrattazione decentrata (aziendale e/o di gruppo, territoriale e/o di sito e/o di filiera/distretto), regolamentata dai CCNL, si articolerà e si dovrà significativamente estendere per dare risposte in relazione alle caratteristiche e alle specificità dell’azienda o del territorio. Promuovere la contrattazione decentrata significa, infatti, coniugare la crescita della capacità competitiva e della produttività di sistema con la negoziazione di nuovi modelli organizzativi del lavoro, capaci di migliorare le condizioni lavorative, di salute e sicurezza, formative e professionali. Accrescendo, così, la qualità del lavoro, la stabilità dell’occupazione, nonché l’ulteriore aumento delle retribuzioni. Inoltre, le parti ritengono necessario individuare, attraverso l’Accordo Quadro, i contenuti del trattamento economico complessivo (TEC), che dovranno essere recepiti e specificati dai CCNL’.

DEFINIZIONE DI TRATTAMENTI ECONOMICI MINIMI, TEM, E COMPLESSIVI, TEC.

Il TEM (Trattamento Economico Minimo) è composto dai minimi tabellari, indennità di contingenza, scatti di anzianità, EDR e altri elementi economici fissi e continuativi definiti dai CCNL. La variazione dei valori del TEM avverrà – secondo le regole condivise per norma e per prassi nei singoli CCNL – avendo a riferimento l’indice IPCA NEI come calcolato dall’ISTAT. Inoltre, il CCNL in ragione dei processi di trasformazione tecnologica, di innovazione organizzativa e professionale, degli andamenti specifici di settore potrà modificare il valore del TEM. Il TEC (Trattamento Economico Complessivo) sarà costituito dal TEM così come definito dall’accordo quadro e dai CCNL; mensilità aggiuntive, altre indennità previste e riconosciute dai CCNL, riduzioni di orario di lavoro; elementi di welfare, a carico del datore di lavoro, che siano universali, esigibili ed economicamente quantificabili previsti dalla contrattazione collettiva nazionale comparativamente più rappresentativa. Le differenze tra contratti devono essere accertate attraverso il confronto delle singole componenti retributive che concorrono alla determinazione del trattamento economico complessivo, tenendo conto della natura, delle funzioni, dei profili e del valore economico di ciascun istituto, secondo un criterio di comparazione analitica e non meramente compensativa o per saldo finale.

DURATA DEI CCNL

I contratti avranno durata triennale o quadriennale con meccanismi che garantiscano il recupero del potere di acquisto delle retribuzioni rapportato all’indice IPCA NEI, con verifica annuale per la parte economica da svolgersi nel mese di giugno di ogni anno e comunque fatte salve clausole di miglior favore. In caso di ritardo nel rinnovo del CCNL la verifica annuale e il relativo adeguamento della parte economica continueranno ad agire in regime di ultrattività.

RAPPRESENTANZA

La misurazione e certificazione della rappresentanza costituisce elemento essenziale per la certezza dei soggetti negoziali, del contrasto al dumping contrattuale, ai fini degli appalti pubblici e privati e del riconoscimento di tutti gli incentivi pubblici. È fondamentale portare a concreto compimento gli accordi interconfederali siglati in materia, anche attraverso il loro aggiornamento normativo e l’implementazione procedurale, in particolare nei rapporti con INPS, INL e Ministero del Lavoro. Sul versante sindacale, il sistema è fondato sulla combinazione tra dato associativo e consenso elettorale, cioè iscritti e dati elettorali (voti espressi) nelle elezioni per le rappresentanze sindacali, come previsto nelle convenzioni INPS-INL, con l’obiettivo di rendere più solido e trasparente il criterio di misurazione della rappresentatività. Accordi interconfederali sottoscritti da CGIL CISL UIL afferenti a diversi ambiti datoriali potranno individuare ulteriori criteri al fine di cogliere le diverse peculiarità, sempre nell’ambito di misurazione di iscritti e voti. Devono essere individuati criteri aperti affinché possano concorrere anche sigle diverse da CGIL CISL UIL in parte già aderenti agli accordi interconfederali a suo tempo definiti.

CGIL CISL UIL si impegnano a individuare, negli specifici accordi interconfederali, strumenti volti a favorire la diffusione della rappresentanza nei luoghi di lavoro, estendendo le elezioni delle RSU anche nelle realtà di minori dimensioni, superando gli ostacoli che ne hanno limitato la costituzione. In questo percorso, le Parti introdurranno meccanismi che consentano l’elezione delle RSU anche su iniziativa dei lavoratori. Sul lato datoriale andranno definiti criteri di rappresentanza tra tutte le associazioni, sulla base di dati omogenei, certi e misurabili. Per i sindacati ‘inoltre, è necessario definire regole comuni negli Accordi Interconfederali di ambito sui seguenti punti: obbligatorietà della comunicazione da parte delle imprese nel modello UNIEMENS delle deleghe di iscrizione alle OOSS, attraverso un obbligo da porre nei CCNL, mediante procedura amministrativa vincolante da parte dell’INPS.

In caso di mancata comunicazione o mancato riconoscimento delle deleghe da parte del datore di lavoro verrà previsto un sistema regolamentare; regolamentazione del livello di contrattazione e di rappresentanza aziendale e/o territoriale; previsione del diritto delle OOSS, in caso di comunicazione parziale o omessa da parte delle imprese, di verificare la corretta comunicazione delle deleghe di iscrizione al soggetto individuato dalle parti; regolamentazione delle controversie dovute all’applicazione del testo unico relativamente all’elezione delle RSU’. L’accordo quadro ‘dovrà disciplinare modalità condivise di deposito dei contratti. In tale prospettiva tutti i CCNL dovranno indicare il proprio campo di applicazione e la corrispondenza con i codici ATECO di riferimento, condividendolo con i firmatari dell’Accordo Quadro di parte sindacale e datoriale’, sottolineano i sindacati.

FORMAZIONE

‘Un ulteriore capitolo dell’accordo riguarda la formazione, intesa come leva strategica per la competitività e la qualità del lavoro. L’obiettivo è definire una governance condivisa delle politiche formative, rafforzando i fondi interprofessionali, collegando maggiormente la formazione continua ai processi di innovazione e trasformazione digitale e dando maggiore forza alla contrattazione collettiva in materia – spiegano Cgil, Cisl e Uil -. Inoltre, va rafforzato il ruolo della formazione nei percorsi d’ingresso, di riqualificazione, di ricollocazione dei disoccupati e di transizione dei lavoratori e delle lavoratrici da posto di lavoro a posto di lavoro (Politiche attive). È necessario affermare un vero diritto universale alla formazione sancendone anche la portabilità tra i diversi settori (anche grazie alla normativa IVC – Individuazione, Validazione, Certificazione delle competenze in contesti formali, non formali e informali). In tal senso i lavoratori e le lavoratrici, occupati e non occupati, hanno diritto di proseguire i percorsi di formazione per tutto l’arco della vita, per accrescere conoscenze, competenze tecniche, specialistiche e trasversali. Ogni lavoratore e lavoratrice occupato deve avere diritto a un monte ore di formazione continua in orario di lavoro non inferiore a 40 ore per anno’.

SALUTE E SICUREZZA

Grande rilievo assume il tema della salute e sicurezza sul lavoro. In questo ambito l’accordo deve prevedere l’espansione dell’elezione delle RLS in attuazione del D.Lgs. 81/2008; la concreta messa in pratica degli RLS e RLS di sito; una piena attuazione e valorizzazione della pariteticità, degli RLST, della formazione prevenzionale e del ruolo delle parti sociali nella diffusione della cultura della sicurezza, soprattutto negli appalti e nelle filiere.

PARTECIPAZIONE

La digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la robotica stanno trasformando rapidamente e profondamente il nostro mondo. Per mettere al centro la persona, il lavoro di qualità e la stabilità occupazionale servono nuovi strumenti di democrazia industriale, democrazia economica, sedi negoziali e di confronto preventivo. L’accordo quadro deve valorizzare il ruolo e l’estensione della contrattazione collettiva anche quale sede privilegiata di regolazione e sviluppo degli strumenti partecipativi, attraverso esperienze di partecipazione organizzativa, gestionale, economica e consultiva, fondate sulla codeterminazione dei lavoratori e delle lavoratrici e delle loro rappresentanze in forma preventiva ai processi decisionali delle imprese.

-Foto IPA Agency-
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Il presidente egiziano Al-Sisi incontra Trump al G7 di Evian, focus sulle crisi regionali

Il presidente egiziano Al-Sisi incontra Trump al G7 di Evian, focus sulle crisi regionali

EVIAN (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine del vertice del G7 a Evian. Secondo la Presidenza egiziana, il colloquio ha riguardato le relazioni bilaterali tra i due Paesi. Al-Sisi ha ribadito l’impegno dell’Egitto a rafforzare il partenariato strategico con Washington in vari settori, mentre Trump ha confermato la volontà di consolidare ulteriormente le relazioni.

L’incontro ha affrontato anche le principali questioni regionali, dove Al-Sisi ha elogiato gli sforzi americani per raggiungere un’intesa con l’Iran, sottolineando l’importanza di trasformarla in un passo verso la fine delle tensioni in Medio Oriente, e confermando la disponibilità dell’Egitto a sostenere gli sforzi di stabilizzazione. I due leader hanno inoltre discusso della questione palestinese, con il presidente egiziano che ha ribadito la necessità di una soluzione politica per garantire una pace duratura, oltre all’impegno del Cairo a lavorare con Washington per l’attuazione del piano di pace per Gaza.

– Foto IPA Agency –

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Malta, Abela annuncia l’estensione dei test genetici per la FIV

Malta, Abela annuncia l’estensione dei test genetici per la FIV

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il primo ministro maltese Robert Abela ha annunciato l’intenzione di ampliare i test genetici preimpianto sugli embrioni destinati alla fecondazione in vitro (FIV), estendendoli ad altre 16 malattie rare. La decisione amplia una procedura introdotta nel 2022, che all’epoca aveva suscitato forti critiche da parte della Chiesa cattolica e dei movimenti contrari all’aborto.

Attualmente la normativa consente di effettuare i test per nove malattie monogeniche, tra cui la malattia di Huntington, la Tay-Sachs, l’atrofia muscolare spinale e la sindrome di Walker-Warburg. Nonostante la disponibilità della procedura, il suo utilizzo è rimasto limitato: nei primi diciotto mesi sono state presentate soltanto sei richieste. Abela ha spiegato che le nuove patologie ammesse saranno malattie rare mortali o responsabili di gravi condizioni di salute e sofferenze, senza però precisare quali saranno incluse nell’elenco.

Il premier ha inoltre ricordato che, allo stato attuale, le coppie che necessitano di test per malattie non contemplate dalla normativa sono costrette a recarsi all’estero. L’estensione prevista punta a offrire maggiori possibilità alle famiglie esposte al rischio di trasmettere gravi malattie genetiche e a limitare il ricorso a cure e servizi specialistici fuori dal Paese.

– Foto DOI –

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Stellantis, Filosa “In un anno invertita la rotta, continueremo a investire in modo significativo in Italia”

Stellantis, Filosa “In un anno invertita la rotta, continueremo a investire in modo significativo in Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “I risultati in Italia dimostrano la nostra serietà, continueremo a investire in modo significativo in Italia. In Italia nei primi 5 mesi dell’anno le immatricolazioni sono cresciute di quasi il 15%, con un aumento della quota di mercato di quasi 1,5%. La Fiat Pandina si conferma l’auto più venduta e i veicoli commerciali di Pro One continuano ad essere leader nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. Questa positiva risposta del mercato si è tradotta in un aumento della produzione. Nei primi 5 mesi dell’anno i nostri stabilimenti hanno registrato una crescita produttiva di oltre il 16%. Una crescita che ci ha già consentito di ridurre significativamente del 30% il ricorso agli ammortizzatori sociali nella maggior parte dei nostri stabilimenti”. Così l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, nella sua audizione di oggi davanti alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato. “Da italiano so perfettamente quanto la grandezza di questa azienda affondi le sue radici anche in questo Paese – ha aggiunto Filosa -. Grazie a questo legame e al supporto che l’Italia ci ha dato, oggi Stellantis è una grande azienda globale che rappresenta il meglio dell’italianità nel mondo”.

“In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta. L’abbiamo invertita riorganizzandoci in strutture regionali più forti. Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente & Africa, Asia Pacifico: 5 regioni distinte tra loro da esigenze differenti, sia in termini produttivi che di mercato. Su questa mappa, l’Italia si posiziona al centro dell’Europa, la regione guidata da Emanuele Cappellano, che ha il suo ufficio a Mirafiori, il nostro quartier generale europeo. Abbiamo invertito la rotta anteponendo la qualità alle efficienze ‘a tutti i costi’ e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti. Per farlo, stiamo assumendo migliaia di ingegneri in tutto il mondo e consolidando i migliori standard industriali. Imprimere un cambiamento così profondo alla nostra strategia è stato difficile, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia. Una scelta netta, fatta per riportare le persone al centro di tutto ciò che facciamo”, ha aggiunto.

“A livello globale nel primo trimestre del 2026 siamo tornati a una crescita redditizia. Le immatricolazioni sono cresciute del 12%, grazie soprattutto al contributo di Europa e Nord America – ha proseguito -. Possiamo contare su basi finanziarie solide, capaci di proteggerci dalla volatilità del contesto internazionale. Mi riferisco anche alla liquidità di quasi 45 miliardi di euro di cui oggi disponiamo. Ci sono segnali incoraggianti, ma le criticità registrate negli ultimi anni non sono ancora alle nostre spalle. Per garantire sostenibilità a lungo termine, è indispensabile che anche il quadro normativo sostenga la competitività del settore in Italia e in Europa”.

“Nel primo trimestre 2026, Stellantis ha registrato anche in Europa una crescita sia nei volumi di vendita sia nella quota di mercato. Siamo leader nei segmenti delle vetture ibride e dei veicoli commerciali leggeri. Anche sulla base di questi risultati incoraggianti, abbiamo destinato all’Europa quasi il 40% dei 60 miliardi previsti dal Piano nei prossimi cinque anni. Questi investimenti seguiranno tre direttrici principali: differenziare i nostri brand ed espandere la copertura di mercato, aumentare la nostra competitività, migliorare l’impiego della nostra capacità produttiva. Partiamo dai nostri marchi, che saranno sostenuti da oltre 50 lanci entro il 2030, di cui 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti di prodotto – ha aggiunto Filosa – FIAT e Peugeot guideranno l’integrazione della nuova piattaforma STLA One, aprendo la strada a un’evoluzione che verrà poi condivisa dagli altri brand. Miglioreremo l’impiego della nostra capacità produttiva. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di superare l’80% di utilizzo della capacità in Europa entro il 2030. Un traguardo che raggiungeremo, in particolare, grazie a: l’aumento dei volumi generato dai nuovi lanci e dal miglioramento della qualità, la riconversione di alcuni stabilimenti, le partnership industriali che ci consentiranno di condividere capacità produttiva e know-how. Questo è un piano di cui tutti siamo orgogliosi, che unisce ambizione e pragmatismo”.

“Il Piano prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale. Al centro della nostra nuova strategia ci sono il prodotto e l’innovazione. Per prima cosa, abbiamo ridefinito l’approccio strategico verso i nostri marchi, ognuno dei quali continuerà ad avere un ruolo fondamentale. FIAT, Jeep, Peugeot e RAM – i marchi con maggiori volumi – saranno al centro della nostra innovazione tecnologica su scala globale. Gli altri brand, tra cui Alfa Romeo e Lancia, verranno valorizzati in base alle caratteristiche specifiche dei diversi contesti regionali e nazionali. Maserati andrà a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza. Tutti i brand italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta, introducendo nuovi veicoli ibridi, elettrici e con motori termici ad alta efficienza. Un’offerta arricchita dalle nostre nuove piattaforme industriali, basate su architetture flessibili che renderanno la produzione adattabile alle preferenze dei clienti. Inoltre, grazie all’intelligenza artificiale, rafforzeremo le tecnologie a bordo delle nostre vetture e miglioreremo il lavoro in azienda. Siamo stati tra i primi costruttori europei a adottarla su larga scala, dall’ingegneria alla produzione, dal design all’interazione con i clienti”.

“Il nostro approccio all’innovazione è una parte di una strategia globale ed integrata. All’interno di questa strategia, vogliamo che l’Italia continui a essere tra i principali protagonisti dello sviluppo tecnologico di Stellantis nel mondo. Per questo, anche nel 2025 abbiamo investito in Italia circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione. Nei prossimi 5 anni prevediamo di investire altri 5 miliardi di euro. Risorse che si traducono in soluzioni concrete. Grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, a Melfi e ad Atessa, analizziamo i dati relativi alla produzione e al meteo per prevedere di quanta energia abbiamo bisogno. Questo consente di ottimizzare i consumi, rendendo i due stabilimenti più efficienti e, quindi, competitivi. Il ruolo attivo dell’Italia, nel frattempo, si è tradotto in quasi 400 nuove domande di brevetto nel 2025. Brevetti sviluppati spesso con le principali università italiane e focalizzati su settori chiave come guida autonoma, propulsione, sicurezza e materiali”.

IL FOCUS SULL’ITALIA

Per l’Italia abbiamo una visione chiara, che passa anche attraverso il coinvolgimento di tutti i marchi italiani. A partire da FIAT, il nostro marchio globale più importante in termini di volumi, il cui DNA affonda le proprie radici nella cultura italiana. Proseguendo con Lancia, che abbiamo deciso di proiettare nel futuro in sinergia strategica con FIAT. Alfa Romeo continuerà a rafforzare il suo posizionamento distintivo anche grazie all’eccellenza produttiva italiana. Lo farà in segmenti chiave, tra cui quello delle auto grandi. E concludendo con Maserati, stiamo definendo un ambizioso piano che presenteremo a Modena entro fine anno. Piano che comprenderà anche l’arrivo di due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie. Un’attenzione ancora maggiore è quella posta a tutti gli stabilimenti italiani, attraverso una visione chiara. L’Italia, infatti, sarà l’hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa. 

“Ogni stabilimento italiano ha una missione produttiva nel piano strategico. Pomigliano, ad esempio, è stato il plant con la prima importante novità introdotta dal nuovo piano. Nello stabilimento campano, infatti, entro il 2028 porteremo la prima piattaforma E-Car. Qui avvieremo la produzione di almeno 2 nuovi modelli ad alti volumi che rafforzeranno la produzione in un segmento da sempre importante per l’industria italiana. Le E-Car sono auto piccole, elettriche, europee ed ecologiche. Tutte rigorosamente Made in Europe, per dare slancio e valore all’intera filiera. Non solo: con un prezzo intorno ai 15.000 euro, saranno più accessibili. Questi modelli si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030.

“Passo ora al complesso di Mirafiori, la nostra casa italiana ed europea. Dallo scorso novembre, a Torino è iniziata la produzione della nuova Fiat 500 ibrida, che ha determinato un significativo aumento della produzione, oltre il 100% rispetto all’anno scorso. Una crescita che ci ha permesso di inserire centinaia di nuovi colleghi. Anche la produzione dei cambi elettrificati eDCT per le vetture ibride continua a registrare numeri crescenti. E lo stesso vale per il nostro hub di economia circolare, dove rigeneriamo motori, cambi e batterie. Ricordo inoltre che Mirafiori ospita più di 3.000 ingegneri, un centro di ricerca avanzata sulle batterie, e le nostre sedi italiana ed europea”.

“Veniamo a Melfi, dove negli ultimi mesi del 2025 abbiamo iniziato a produrre la nuova Jeep Compass e la nuova DS N° 8. Due modelli che stanno già consentendo allo stabilimento lucano di tornare ad una crescita produttiva. Una crescita che aumenterà ulteriormente con l’arrivo nel corso di quest’anno di altri due nuovi veicoli: la Lancia Gamma e la DS N° 7. A questi, andrà poi ad aggiungersi entro il 2028 una nuova Alfa Romeo, con cui coinvolgeremo sempre di più la filiera locale. Questa è un’altra importante novità introdotta con il nuovo Piano Strategico. Siamo al lavoro, anche con potenziali partner, per il futuro di Cassino, legato al piano Maserati. Nel frattempo, ci stiamo concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027″.

“Anche tutti gli impianti di componentistica hanno una strategia ben definita nel piano strategico, ma oggi vorrei soffermarmi in particolare su quello di Termoli. Con il senso di responsabilità che sentiamo nei confronti dei colleghi, abbiamo deciso di investire su due cose: i cambi eDCT e i motori GSE. È una scelta strategica, perché già dal 2027, la produzione di cambi eDCT nei nostri stabilimenti europei supererà la quota di un milione e mezzo di unità annue. Una crescita alimentata dalla forte domanda di motorizzazioni ibride, al centro del nostro nuovo Piano. I propulsori GSE, inoltre, continueranno ad essere impiegati sulle nostre auto più vendute, a partire da Fiat Pandina e 500″.

“Concludo con Atessa, dove c’è un’ulteriore novità rispetto al Piano Italia. Nello stabilimento abruzzese porteremo la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Credo sia importante sottolineare questo aspetto, la cui rilevanza non deve passare in secondo piano. Solo ad Atessa, infatti, investiremo oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni. Una scelta straordinaria che garantirà il futuro dello stabilimento, confermando la centralità dell’Italia in un segmento cruciale come quello dei veicoli commerciali. Grazie a ulteriori investimenti in ricerca e innovazione, lo stabilimento beneficerà anche dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale: analizzeremo ad Atessa, ad esempio, i dati relativi alla produzione e al meteo per prevedere di quanta energia abbiamo bisogno. Questo consentirà di ottimizzare i consumi, rendendo lo stabilimento più efficiente e, quindi, competitivo”.

“Da italiano ci tengo subito a ricordare insieme a voi Sergio Marchionne. Oggi sarebbe stato il suo 74° compleanno. I suoi valori accompagnano ancora oggi le persone di Stellantis che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui”, ha concluso.

RISPOSTE URGENTI PER COSTO ENERGIA E LAVORO

“Dietro il nostro piano c’è uno sforzo davvero significativo in termini di investimenti. Questo sforzo è reso ancor più difficile dal contesto, sia nazionale che europeo. So bene che conoscete già i limiti competitivi del nostro Paese e le complessità delle regole europee, ma è importante per me condividere con voi alcune riflessioni. Parto da un tema che sentite ripetere ogni giorno: il costo dell’energia. Nel primo trimestre dell’anno, il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, in entrambi i paesi, meno della metà. È evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori. Riconosciamo l’impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell’attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure del Governo adottate per contenere il peso delle bollette. Vanno nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione. Tuttavia, la situazione è tale da richiedere risposte davvero straordinarie ed urgenti”.

“Parlando di competitività, ed in particolare di costo del lavoro, serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna – ha aggiunto Filosa – Una flessibilità che gratifichi e tuteli le persone e che, al contempo, sintonizzi la produzione, il mercato e le altre dinamiche esogene. In questo senso, mi sembra vadano le misure recentemente introdotte dal Parlamento nel corso della conversione del DL “1° maggio”. Su questo, un ringraziamento particolare va al presidente Gusmeroli per un emendamento che crediamo possa essere di grande utilità per migliorare la competitività industriale e, al contempo, valorizzare i nostri lavoratori. Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e lavoro potremo trasformare il nostro impegno di oggi nel successo industriale dell’Italia di domani”.

– Foto ufficio stampa Stellantis –
(ITALPRESS).

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Alla Lumsa di Palermo un convegno sulla cooperazione euro-africana e sul ruolo del Marocco / Video

Alla Lumsa di Palermo un convegno sulla cooperazione euro-africana e sul ruolo del Marocco / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Un appuntamento non solo per fare un punto sui risultati raggiunti nella costruzione di un legame tra i due continenti, ma anche per ribadire l’importanza delle aree mediterranea e atlantica nel consolidamento di tale legame e studiare nuove strategie di cooperazione: questo il proposito di ‘Africa Atlantica: spazio di futuro e vettore di cooperazione euro-africana’, organizzato dal Consolato generale del Regno del Marocco a Palermo in collaborazione con l’Università Lumsa e con il Lumsa University Africa Center. L’incontro si è tenuto nella sede palermitana dell’ateneo, in via Parlatore: presenti tra gli altri l’ambasciatore e direttore del Lumsa University Africa Center Pietro Sebastiani, la console generale del Marocco Maryem Nassif, il professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese presso la Lumsa Giovanni Battista Dagnino, l’ambasciatore del Regno del Marocco a Roma Youssef Balla (in collegamento video), l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo e l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato.2

L’iniziativa si colloca in una fase storica in cui il partenariato euromediterraneo assume un valore sempre più strategico. Tanti gli assi lungo i quali si stanno ridefinendo i rapporti tra i due continenti: dialogo politico, integrazione economica, stabilità regionale, commercio, investimenti, transizione energetica, migrazione, sicurezza e sviluppo sostenibile. L’appuntamento si innesta inoltre come momento di confronto tra più mondi: quello accademico, quello diplomatico e quello istituzionale, con l’obiettivo di approfondire le dinamiche emergenti dell’Africa atlantica e individuare nuove forme di cooperazione.
Sotto quest’ultimo aspetto un ruolo centrale è giocato tanto dal Marocco quanto dall’Italia, paesi che possono vantare una posizione geografica strategica nella costruzione di un legame sempre più saldo tra Africa ed Europa. Il Marocco ha consolidato una visione basata su cooperazione, solidarietà attiva e iniziative di co-sviluppo (tra cui l’apertura dello spazio atlantico ai Paesi del Sahel); dal canto suo l’Italia, attraverso il piano Mattei, ha messo a terra un modello di collaborazione paritaria tra i due continenti, basandosi su progetti concreti e condivisi. In questo senso il ruolo dell’Africa atlantica può essere decisivo per favorire sviluppo e cooperazione.

“Questo incontro fa seguito a un’altra manifestazione organizzata qui a Palermo lo scorso dicembre – racconta Sebastiani, – Il titolo di quell’incontro era ‘Lavorare in Africa non è un’impresa’, a sottolineare quanto sia importante il lavoro di piccole e medie imprese nell’allargare gli orizzonti verso questo grande continente: non dovremmo parlare di Africa, ma di più Afriche. Dal punto di vista economico dobbiamo imparare a cogliere tutti quei fermenti e opportunità in parallelo sia con la grande crescita della popolazione africana, che nei prossimi 20-30 anni continuerà ad aumentare, sia con la necessità di rispondere alla grande sete di educazione del continente. Noi abbiamo molto chiaro un asse su cui lavorare, che riguarda proprio educazione, formazione, competenze, lavoro e crescita: l’obiettivo di tutti noi è appunto la crescita, che rappresenta non la soluzione di tutti i problemi ma l’attenuazione di molti di essi quali sofferenza alimentare, ambiente, sicurezza, stabilità dei paesi e stabilità internazionale”.

L’appuntamento odierno, spiega Dagnino, coincide con “la prima volta che organizziamo alla Lumsa un incontro con il consolato del Marocco per parlare dell’Africa e in particolare dell’area mediterranea e atlantica: questo costituisce un’apertura sul presente, ma anche sul futuro. Il Marocco ha già piattaforme logistiche ed energetiche importanti che stanno diventando fondamentali per lo sviluppo di un pezzo di Africa di notevole rilievo, parliamo quasi del 50% del Pil del continente: all’Africa non serve un aiuto dall’Europa in termini di elemosina o carità, questo deve essere soprattutto un momento di interscambio e costruzione di un futuro insieme. Dobbiamo sfatare questo mito di un’Africa che ha bisogno e di un’Unione europea che cala gli aiuti dall’alto e collaborare per raggiungere traguardi comuni: serve una cooperazione nuova, basata su un’asimmetria dal punto di vista degli intendimenti e degli obiettivi e un’asimmetria dal punto di vista delle competenze”.

Il Marocco, sottolinea Nassif, “ha una posizione strategica nell’Atlantico in quanto vettore di cooperazione: esso ha un ruolo strategico di cooperazione attiva, è l’affaccio verso l’Africa e soprattutto verso i paesi del Sahel come avviene ad esempio con il porto di Dakhla, che offre un affaccio verso i paesi africani. Il Marocco ha una posizione centrale e strategica: fa da ponte tra i paesi del Mediterraneo e quelli dell’Africa, la sua natura strategica ne fa un partner importante di cooperazione”.

Le fa eco l’intervento di Balla, secondo il quale “quest’iniziativa si inserisce pienamente negli sforzi diplomatici del Marocco per valorizzare la cooperazione tra continenti in favore del futuro dell’Africa: l’obiettivo è far conoscere l’impegno concreto e sincero del Marocco come autentico motore di sviluppo del continente africano, con un ruolo sempre più centrale nel Mediterraneo”. Quando si parla di Africa, afferma Tamajo, “pensiamo spesso alle difficoltà, invece bisogna guardare a questo continente in termini di crescita, sviluppo, collaborazione. Lì nei prossimi anni si giocheranno sfide importanti sul piano sia economico che energetico: la Sicilia può e deve assumere un ruolo da protagonista, in qualità di ponte tra Europa, Mediterraneo e Africa; al di là della posizione strategica bisogna cercare relazioni importanti, favorire scambi, costruire occasioni concrete di sviluppo. Il mio assessorato ha lavorato per organizzare missioni commerciali che permettessero di aggredire nuovi mercati, ma anche per rendere la Sicilia più competitiva e attrattiva dal punto di vista commerciale: il futuro della nostra terra dipende dalla capacità di fare impresa, soprattutto dei giovani”.

Per Scarpinato “il dialogo tra Europa e Africa è al centro delle agende politiche ormai da anni: la Sicilia nella sua storia è stata attraversata da tantissimi popoli, che hanno contribuito a costruirne un’identità. Il tema che trattiamo oggi, la cooperazione tra Europa e Africa, ribadisce la centralità della Sicilia in un contesto non solo mediterraneo ma globale: non è un legame basato solo tra economia e infrastrutture, ma sulla valorizzazione del patrimonio culturale. Appuntamenti come questo stimolano la comunicazione tra paesi e aiutano la Sicilia a relazionarsi su processi e percorsi da costruire: al dialogo si aggiunge l’ascolto sulle problematiche e la ricerca di soluzioni insieme”.

– foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

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“Resto in Sicilia”, un manifesto per il futuro dei giovani nell’isola

“Resto in Sicilia”, un manifesto per il futuro dei giovani nell’isola

PALERMO (ITALPRESS) – Assicurare un futuro di lavoro e possibilità concrete ai giovani che decidono di credere nella Sicilia. Alla Camera di Commercio di Palermo Enna si è tenuto il convegno “Resto in Sicilia. Giovani, imprese, territorio”, iniziativa promossa dai Giovani Imprenditori Cna Sicilia dedicata al cambio di paradigma in termini di opportunità professionali a favore della ‘restanza’ giovanile. Obiettivo della giornata la sintesi di azioni e programmi di lavoro a favore dell’isola e della costruzione di un futuro trainato dai giovani siciliani. Il tutto tradotto in un documento da sottoporre alle istituzioni regionali per la successiva formulazione di politiche che incentivino le imprese sul territorio ma anche la permanenza a lungo termine dei ragazzi in Sicilia. “Abbiamo la necessità di costruire un ecosistema vivibile per i nostri giovani”, ha esordito il Presidente CCIAA di Palermo ed Enna, Alessandro Albanese, che in apertura dei lavori ha sottolineato quanto il progetto portato avanti dall’iniziativa sia “ambizioso”, ribadendo l’obiettivo di “redarre un documento che predisponga un’amministrazione pubblica efficiente, al fine di creare una rete con le imprese, partendo da scuole e università”.

“Partendo da qui – prosegue Albanese – , potremmo fare un’azione più limpida nei confronti dei nostri giovani. La Camera di Commercio resta a disposizione con un apparato digitale tra i primi in Italia, uno dei modi per dare supporto e portare i giovani a restare in Sicilia, inculcando in loro la consapevolezza che in questa Regione ci sia la reale possibilità di fare impresa”. Tra gli interventi anche quello di Mario Emanuele Alvano, Segretario Generale di ANCI Sicilia che ha evidenziato l’apporto di ANCI per la costruzione di un sistema complessivo tra imprese, istruzione e amministrazioni: “C’è una volontà maggiore di affrontare la questione e il primo risultato di questa iniziativa è di metodo – ha detto Alvano -. Se vogliamo un’amministrazione di qualità dobbiamo dare tutti un contributo, e il fatto che questa iniziativa sia stata promossa in casa ANCI nasce dalla consapevolezza che le amministrazioni locali possano giocare un ruolo importante, indicando le misure da intraprendere sul territorio. In questo, la presenza di ANCI può servire a sviluppare un ragionamento in tutti i comuni della Sicilia”.

“ANCI – prosegue – ha scelto un metodo condiviso dando vita a un manifesto sulla restanza molto essenziale, rispetto al quale abbiamo chiesto la condivisione di forze diverse, tra cui università, forze sociali, economiche e culturali per mettere assieme le migliori energie e individuare alcune proposte concrete da sottoporre all’interlocutore regionale, nazionale ed europeo sul piano politico”. A margine del convegno ha esposto la sua visione sul tema della ‘restanza’ anche Davide Tranchina, Presidente di CNA Sicilia Giovani Imprenditori che ha asserito l’importanza dell’iniziativa per “creare una vera e propria proposta facendo sì che dalle scuole e poi dalle università si crei il matching con le imprese. Il tutto – conclude – ha la finalità di far conoscere ai giovani le realtà del nostro territorio e il loro valore, spesso incompreso”.

– foto xi6/Italpress –

(ITALPRESS).

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