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Savona – Vado primo porto container italiano nella classifica della World Bank

VADO LIGURE – L’amministratore delegato di Vado Gateway, Santi Casciano, ha commentato i dati pubblicati dal “The Container Port Performance Index (CPPI) 2025“ del World Bank Group, che vedono lo scalo di Savona – Vado, posizionato al 51° posto (mentre era 87° nel 2024) della classifica mondiale dei porti contenitori su un totale di oltre 400 analizzati.

Il Container Port Performance Index misura il tempo di permanenza delle navi portacontainer in porto, considerando gli effetti combinati di accesso nautico, disponibilità di ormeggi, produttività della movimentazione merci, operazioni di cantiere e coordinamento tra le parti interessate. Basandosi su dati effettivi relativi agli scali delle navi, anziché su indicatori autodichiarati, il CPPI riflette il funzionamento dei porti all’interno delle reali reti di trasporto marittimo globali e fornisce una base coerente per il benchmarking delle prestazioni.

Sviluppato dalla Banca Mondiale e da S&P Global Market Intelligence, il CPPI è diventato un punto di riferimento consolidato per confrontare l’efficienza portuale tra diverse località, regioni e fasce di reddito, nonché per monitorare le prestazioni nel tempo.

Ai primi dieci posti della classifica figurano i porti di Fuzhou (Cina), Dalian (Cina), Salalah (Oman), Mawan (Cina), Chiwan (Cina), Tanger Med (Marocco), Ningbo (Cina), Hamad Port (Qatar), Hong Kong (Hong Kong SAR, Cina) e Kobe (Giappone).

«Il ritorno del porto di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index 2025 rappresenta un riconoscimento significativo per l’intera comunità portuale e per tutti gli attori che contribuiscono con il loro lavoro quotidiano all’efficienza operativa dello scalo» – ha dichiarato Santi Casciano – «È un risultato importante perché si basa su uno degli indicatori di produttività più rilevanti per il nostro settore, vale a dire il tempo effettivo di permanenza di una nave in porto, un parametro che rappresenta non solo un indicatore della produttività dei porti, ma anche un elemento determinante per la resilienza e l’affidabilità delle catene logistiche globali in un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e ridefinizione delle rotte marittime internazionali».

Santai Casciano
Il ceo di Vado Gateway, Santi Casciano

Continua l’amministratore delegato del terminal vadese: «Come unico terminal contenitori del porto di Savona-Vado siamo orgogliosi di aver contribuito a questo risultato, a dimostrazione della validità del percorso intrapreso da Vado Gateway dall’avvio dell’operatività avvenuto nel febbraio 2020. Una traiettoria di crescita fatta di investimenti e sviluppo delle competenze che, in pochi anni, hanno consentito al Container Terminal di Vado Ligure di assumere un ruolo importante nella geografia terminalistica internazionale.
Il ritorno di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index rappresenta per noi uno stimolo a proseguire lungo questa rotta, continuando a lavorare insieme alle istituzioni e a tutti gli stakeholder del cluster portuale per rafforzare il ruolo di Vado Gateway come hub portuale e logistico strategico nel Mediterraneo, creando valore per il territorio, i clienti e l’intero sistema logistico nazionale».

Secondo l’INDEX:

Nel 2025, le prestazioni portuali globali hanno mostrato un leggero peggioramento rispetto al 2024, ovvero tempi di rotazione delle navi mediamente più lunghi. Questa tendenza maschera significative variazioni regionali. I porti delle economie a reddito medio-alto e ad alto reddito hanno generalmente registrato tempi di rotazione più brevi, grazie a infrastrutture più solide, una maggiore intensità di utilizzo delle gru e un migliore coordinamento. Diversi porti dell’Asia orientale e meridionale si sono nuovamente classificati tra i migliori, mentre alcuni porti in Europa e Nord America hanno continuato a riprendersi dalla precedente congestione. I porti dell’Africa subsahariana, spesso caratterizzati da vincoli di capacità e da strutture commerciali dominate dalle importazioni, hanno generalmente registrato tempi di rotazione più lunghi.

L’edizione 2025 evidenzia l’esposizione dei porti alle interruzioni della catena di approvvigionamento globale. Gli ultimi anni hanno visto ripetuti shock, tra cui la volatilità legata alla pandemia, i cambiamenti geopolitici delle rotte e gli eventi climatici. Queste interruzioni influenzano i modelli di arrivo delle navi, creano congestione e allungano i tempi di permanenza in porto. Allo stesso tempo, le prestazioni portuali stesse influenzano lo stress della catena di approvvigionamento. Tempi di rotazione più lunghi riducono la capacità di carico effettiva e propagano i ritardi nelle reti globali, rafforzando la volatilità. L’analisi dei dati CPPI per il periodo 2020-2025 conferma una forte relazione bidirezionale tra le prestazioni portuali e lo stress della catena di approvvigionamento. I periodi di maggiore stress sono associati a tempi di permanenza delle navi più lunghi, mentre prestazioni portuali più deboli amplificano le interruzioni ritardando gli scali successivi e riducendo la capacità. Questa interazione sottolinea il ruolo dei porti efficienti come stabilizzatori del commercio globale.

Fornendo una serie storica coerente e dati, consente ai responsabili politici, alle autorità portuali, agli operatori e ai partner per lo sviluppo di valutare le tendenze delle prestazioni e confrontare i porti con strutture analoghe. L’indice supporta quindi un processo decisionale basato su dati concreti, volto a migliorare l’efficienza, la resilienza e il funzionamento complessivo delle catene di approvvigionamento marittime globali.

VADO GATEWAY

Vado Gateway comprende il nuovo Container Terminal deep-sea, infrastruttura portuali tecnologicamente avanzata e l’adiacente Reefer Terminal, il più grande hub del Mediterraneo per la logistica della frutta.
Operativo dal febbraio 2020, il nuovo Container Terminal di Vado Ligure a regime sarà in grado di movimentare annualmente circa 900 mila TEUs (contenitori da 20 piedi), con un obiettivo di intermodalità su ferro del 40%.
I TEUs movimentati nel 2025 all’interno dei due terminals vadesi sono stati complessivamente circa 600mila (+58,4% sul 2024), di cui 24% export, 37% import e 33% transhipment.

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Assarmatori, Annual meeting 2026: “Istruzioni per non navigare nel buio” – Programma

ROMA – Si terrà martedì 16 giugno presso l’Hotel Parco dei Principi di Roma l’Assemblea Annuale di Assarmatori, appuntamento dal titolo: “Istruzioni per non navigare nel buio”.

Ad aprire i lavori la relazione di Stefano Messina, presidente della Associazione degli armatori italiani, dell’Unione Europea e dei Paesi terzi che operano in Italia servizi marittimi regolari.
L’evento vede la partecipazione di esponenti del Governo, delle istituzioni, delle Forze Armate, dell’industria armatoriale e del mondo dei porti, con una tavola rotonda per un confronto sulle principali sfide e prospettive del settore. Nel corso dell’Assemblea sarà inoltre conferito il Premio Assarmatori 2026.

La partecipazione all’evento è aperta previa registrazione al link:

Programma

10:30 – Apertura dei lavori

Relazione del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina

11:00 – Saluti Istituzionali

Raffaele Fitto, Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea (videomessaggio)
Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare
Giuseppe Valditara, Ministro per l’Istruzione e il Merito
Amm. Sq. Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (videomessaggio)

12:00 Tavola rotonda:

Mariaceleste Lauro, CEO Gruppo Lauro e Board Member Assarmatori
Marco Minniti, Presidente Fondazione Med-Or
Roberto Petri, Presidente Assoporti
Vincenzo Romeo, CEO Nova Marine Carriers e Vice Presidente Assarmatori

12:45 – Intervento istituzionale

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

13:00 – Premio Assarmatori 2026

13:15 – Conclusioni 

Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Modera– Pietro Roth, giornalista

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Vard (Fincantieri) sigla un accordo con Rosund Drift per la costruzione di una nave Fishery avanzata

Fincantieri, ha annunciato l’accordo della propria controllata, la norvegese VARD, società leader internazionale nella costruzione di navi speciali, per la progettazione e costruzione di un’unità fishery avanzata per la società norvegese Rosund Drift AS, operatore con sede ad Ålesund e parte di un consolidato consorzio attivo nella pesca oceanica.

La nuova nave sarà realizzata sulla base del collaudato design VARD 8 02, una piattaforma sviluppata per rispondere alle crescenti esigenze di sostenibilità ed efficienza che caratterizzano l’evoluzione dell’industria della pesca. Progettata per operazioni di pesca oceanica, l’unità sarà in grado di supportare sia attività di pesca di fondo sia operazioni miste, assicurando una gestione accurata del pescato, elevati standard qualitativi del prodotto e una significativa riduzione dell’impatto ambientale.

In linea con l’obiettivo di massimizzare il valore delle catture e minimizzare l’impronta ecologica delle operazioni, la nave sarà equipaggiata con avanzati sistemi di propulsione ed energia ibrida, studiati per ottimizzare i consumi di carburante e ridurre le emissioni. A bordo saranno inoltre installate soluzioni di stoccaggio flessibili e serbatoi dedicati all’insilaggio della biomassa, favorendo il pieno utilizzo delle risorse marine. Completerà la dotazione un moderno impianto per la lavorazione dei gamberi, integrato con un sistema di cottura a vapore in grado di garantire elevati standard di qualità e conservazione del prodotto.

La nave avrà una lunghezza di circa 80,4 metri e una larghezza di 16,7 metri con scafo rinforzato per la navigazione in acque con presenza di ghiacci. Sarà equipaggiata con le soluzioni integrate SeaQ di Vard Electro, tra cui il sistema di accumulo di energia (Energy Storage System) e un sistema integrato di gestione dell’energia, che consentiranno operazioni più intelligenti ed efficienti, riducendo al contempo consumi ed emissioni di gas serra.

L’unità sarà inoltre dotata di un sistema di plancia di ultima generazione e di avanzate attrezzature di coperta – fornite dalla controllata Seaonics – per garantire operazioni sicure anche in condizioni meteo difficili. Gli spazi abitativi saranno progettati per assicurare elevati standard di comfort, sicurezza e benessere dell’equipaggio, con ambienti moderni e aree dedicate alla vita di bordo e al tempo libero.

Lo scafo sarà realizzato presso il cantiere Vard di Braila – Romania – mentre le attività di allestimento, prove, collaudo e consegna sono previste nel terzo trimestre del 2028 presso lo stabilimento Vard Brattvaag in Norvegia.

Questo nuovo contratto rafforza ulteriormente la solida posizione di VARD nel mercato delle unità avanzate per la pesca industriale e mette in evidenza il ruolo del Gruppo Fincantieri nel promuovere innovazione, sostenibilità e sviluppo tecnologico nell’industria cantieristica a livello globale.

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Il futuro della Liguria Orientale al 2030: a La Spezia il confronto tra istituzioni, imprese e logistica

LA SPEZIA  –“Liguria Orientale 2030 – Porto, infrastrutture e sostenibilità come motore di sviluppo territoriale”, è il tema dell’iniziativa promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e da Confindustria La Spezia, in collaborazione con ITEC Engineering, con il patrocinio di ANCE La Spezia e Confindustria Liguria.

In programma venerdì 19 giugno alle 10.15 presso l’Auditorium “Giorgio S. Bucchioni” dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, l’incontro riunirà istituzioni, imprese, operatori logistici e rappresentanti del mondo infrastrutturale per discutere le prospettive di crescita della Liguria orientale nel medio e lungo periodo. Al centro del dibattito i temi del porto, delle infrastrutture, della sostenibilità e dello sviluppo economico.

L’iniziativa nasce dalla volontà di avviare una riflessione condivisa sulle principali sfide che attendono il territorio nei prossimi anni, a partire dal rafforzamento della competitività del porto della Spezia e dalla sua integrazione con il tessuto urbano. Tra i temi in agenda figurano inoltre lo sviluppo delle infrastrutture di collegamento, la transizione verso modelli di crescita sostenibili e il consolidamento del ruolo della Liguria come piattaforma logistica strategica nel Mediterraneo.

L’obiettivo dell’incontro è favorire un dialogo tra pubblico e privato sulle strategie necessarie per accompagnare la crescita del territorio, valorizzando il sistema portuale e logistico come leva di sviluppo economico e occupazionale.

I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, del prefetto della Spezia, Andrea Cantadori, e del sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini. Successivamente il dibattito entrerà nel vivo con una serie di interventi dedicati alle prospettive di sviluppo del territorio, alle infrastrutture strategiche e alle opportunità offerte dalla transizione energetica e ambientale.

L’evento si inserisce in una fase particolarmente significativa per la Liguria orientale, chiamata a confrontarsi con le trasformazioni del sistema logistico internazionale e con la necessità di coniugare competitività, innovazione e sostenibilità in una visione di sviluppo condivisa al 2030.

L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa dei promotori di avviare una riflessione concreta sulle grandi sfide che attendono il territorio: il rafforzamento della competitività del porto della Spezia, l’integrazione tra porto e città, lo sviluppo delle infrastrutture strategiche, la sostenibilità ambientale e la capacità della Liguria di consolidare il proprio ruolo di piattaforma logistica del Mediterraneo.

Dopo i saluti istituzionali del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, del prefetto della Spezia Andrea Cantadori e del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, i lavori entreranno nel vivo con una serie di interventi dedicati ai principali temi dello sviluppo territoriale.

Ad aprire il confronto sarà il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano, con una riflessione sul porto del futuro e sulle sfide della competitività, della sostenibilità e dell’integrazione logistica. Seguirà l’intervento dell’amministratore delegato di Sogesid S.p.A., Errico Stravato, dedicato al rapporto tra sviluppo territoriale e integrazione porto-città.

Lo scenario logistico nazionale e internazionale sarà affrontato da Lucilla Mattei direttore operativo RAM S.p.A., che illustrerà il ruolo della Liguria quale piattaforma logistica del Mediterraneo, mentre Carlo De Simone, subcommissario per la ricostruzione di Genova, si concentrerà sul delicato equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela ambientale.

Il punto di vista del sistema produttivo regionale sarà affidato a Mario Gerini, presidente Confindustria Liguria, che approfondirà il tema del valore generato dall’integrazione tra industria e logistica per l’intero sistema economico ligure.

Particolare attenzione sarà dedicata alla Zona Logistica Semplificata, individuata come uno degli strumenti più promettenti per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo industriale del territorio. Su questo tema interverrà Alessandro Laghezza, presidente  Confindustria La Spezia.

A seguire, Alberto Bacigalupi, presidente ANCE La Spezia, analizzerà il ruolo delle infrastrutture come moltiplicatore economico e fattore determinante per la crescita del territorio, mentre Roberto Vallarino ITEC Engineering presenterà un approfondimento dedicato alle principali necessità infrastrutturali della provincia della Spezia.

«La Liguria orientale può contare su asset unici che la rendono protagonista dell’economia del mare» – ha dichiarato il presidente dell’AdSP Pisano-«Quello della Spezia è il secondo porto italiano per traffico container con accesso diretto ai mercati di produzione, è tra i principali scali crocieristici del Paese e un punto di riferimento internazionale per la nautica e la subacquea. Le opere infrastrutturali stanno procedendo con determinazione e, grazie all’innovazione, a un retroporto già operativo e alle opportunità offerte dalla ZLS, possiamo rafforzare ulteriormente la competitività del nostro sistema portuale nell’immediato futuro. Investiamo parallelamente su innovazione e sostenibilità ambientale, come dimostrano anche i primi test sul cold ironing destinato alle navi da crociera effettuati alla Spezia, per coniugare crescita, efficienza e tutela del territorio. Nei prossimi anni vedremo concretizzarsi una serie di interventi strategici che contribuiranno a trasformare profondamente il nostro territorio, creando le condizioni per una crescita significativa dell’economia locale, un ulteriore sviluppo delle opportunità industriali, imprenditoriali e occupazionali.»

Il presidente di Confindustria La Spezia, Laghezza, ha sottolineato: «La Spezia e la Liguria orientale hanno oggi l’opportunità di compiere un salto di qualità decisivo. Le grandi trasformazioni che interessano il porto, la logistica e il sistema industriale richiedono una visione comune e la capacità di fare squadra tra istituzioni, imprese e territorio. Le infrastrutture rappresentano il presupposto indispensabile per attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e rafforzare la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali. La Zona Logistica Semplificata, insieme ai grandi progetti infrastrutturali in corso e programmati, può diventare un potente acceleratore di sviluppo, a condizione che si continui a lavorare con determinazione e in una logica di sistema. Questo incontro vuole essere un’occasione concreta per condividere idee, priorità e obiettivi che possano guidare la crescita della Liguria orientale da qui al 2030.»

PROGRAMMA

10.15 – REGISTRAZIONE

10:30 – SALUTI ISTITUZIONALI
Marco Bucci presidente Regione Liguria
Andrea Cantadori prefetto della Spezia
Pierluigi Peracchini sindaco della Spezia

MODERA: Lucia Nappi, giornalista Corriere marittimo

APERTURA LAVORI
Bruno Pisano presidente Autorità Portuale
“Il Porto del futuro: competitività, sostenibilità e integrazione logistica”

Errico Stravato amministratore delegato Sogesid S.p.A.
“Sviluppo territoriale e integrazione Porto-Città”

Lucilla Mattei direttore operativo RAM S.p.A
“La Liguria come piattaforma logistica del Mediterraneo”

Carlo De Simone subcommissario ricostruzione di Genova
“Infrastrutture e ambiente: le due sfide da vincere insieme”

Mario Gerini presidente Confindustria Liguria
“Industria e logistica: creare valore per il sistema Liguria”

Alessandro Laghezza presidente Confindustria La Spezia
“La Zona Logistica Semplificata come leva di sviluppo”

Alberto Bacigalupi presidente ANCE Liguria
“Le infrastrutture come moltiplicatore economico”

Roberto Vallarino amministratore delegato ITEC Engineering S.r.l
“Necessità infrastrutturali nella provincia della Spezia”

12.50 – CONCLUSIONI

La partecipazione è libera, previa iscrizione su www.confindustriasp.it

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Nuovo importante ingresso in Assiterminal: arriva il Gruppo genovese Spinelli

Genova – «Soddisfazione reciproca per Assiterminal e il Gruppo Spinelli che riprendono un importante sodalizio associativo in un contesto portuale dominato dai mutamenti indotti da fattori transnazionali geopolitici, economici e tecnologici, che sempre più frequentemente condizionano la fluidità dei traffici commerciali e le regole che li governano».

Lo fa sapere in una nota l’Associazione Italiana Port & Terminal Operator, sottolineando che l’ingresso di Spinelli in Assiterminal «conferma il ruolo strategico di corpo intermedio» –  che l’Associazione – «svolge da oltre 25 anni nel settore della logistica portuale, favorendo visione comune, senso di responsabilità e risposte comuni condivise».

Conclude la nota: «Per il Gruppo Spinelli che vanta decenni di attività costantemente in crescita, l’ingresso in Assiterminal assume un significato di confronto, dialogo e sinergia, necessari al bene e alla crescita competitiva dei sistemi nei quali il Gruppo opera in Italia».

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Palermo al via la 68ª Assemblea generale di MedCruise

PALERMO – Si è aperta a Palermo la 68ª Assemblea generale di MedCruise, l’associazione che riunisce i principali porti crocieristici del Mediterraneo e di cui il porto siciliano è tra i soci fondatori. L’evento richiama nel capoluogo siciliano rappresentanti delle compagnie di navigazione, autorità portuali e operatori del settore per un confronto sulle prospettive dell’industria crocieristica in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni del mercato.

L’appuntamento si conferma tra i più importanti del comparto a livello internazionale. A Palermo sono presenti 27 compagnie crocieristiche, 244 rappresentanti dei porti mediterranei e sono in programma 705 incontri tra operatori portuali e cruise company, con l’obiettivo di analizzare i nuovi trend del settore, l’evoluzione degli itinerari e le strategie per conciliare crescita del turismo, sostenibilità e competitività.

Ad aprire ufficialmente i lavori è stata la presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, che ha sottolineato il valore dell’assemblea per il sistema portuale siciliano e il ruolo sempre più strategico dei porti nel contesto economico e territoriale contemporaneo.

“Il porto di Palermo è tra i soci fondatori di Medcruise e questa assemblea è per il nostro Sistema riconoscimento e responsabilità. Il Mediterraneo sta entrando in una stagione nuova. Per decenni abbiamo pensato ai porti come luoghi di passaggio, infrastrutture necessarie, ma sostanzialmente passive: accogliere navi, gestire traffici, garantire servizi. Oggi non basta più. Oggi il porto è chiamato a fare qualcosa di più complesso: deve orientare i flussi, produrre energia, costruire relazioni con il territorio, generare consenso sociale, accompagnare la transizione ambientale. In una parola: governare. Un vero cambio di paradigma”.

Nel suo intervento, Tardino ha evidenziato come la crescita del traffico crocieristico debba essere accompagnata da una riflessione sulla qualità dello sviluppo generato per il territorio.

“Aver superato il milione di crocieristi nel 2025 rappresenta l’inizio di una nuova fase. La sfida è capire quale Sicilia e quale sviluppo generiamo attraverso questi flussi. I risultati di uno studio commissionato dall’AdSP rivelano un dato sul quale riflettere: oggi l’84% dei passeggeri del porto di Palermo è rappresentato da traffico in transito. Un numero che conferma quanto sia strategico rafforzare il segmento homeport che, pur rappresentando solo il 16,2% dei passeggeri, genera sul territorio un valore economico nettamente superiore: un crocierista che sceglie Palermo come porto di imbarco o sbarco spende mediamente oltre 90 euro in città, più del doppio rispetto ai circa 44 euro del passeggero in transito mentre, nel suo complesso, la spesa diretta legata al maritime tourism, a Palermo, raggiunge i 101,1 milioni di euro, lasciati a terra da turisti, equipaggi e armatori. Il prossimo salto per noi consiste, dunque, nell’aumentare il peso dell’homeporting, cioè imbarchi e sbarchi ma, soprattutto, permanenza, ospitalità, servizi, economia diffusa. Conta dove vanno i crocieristi, quando arrivano, quanto restano, quanto valore distribuiscono. È questa la differenza tra misurare i flussi e generare valore. In tal senso, la stessa AdSP si trasforma da gestore di infrastrutture a regista di energia, territorio e sviluppo”.

L’edizione 2026 dell’assemblea assume inoltre un significato particolare per MedCruise, che celebra il trentesimo anniversario dalla sua fondazione. A ricordarlo è stata la presidente dell’associazione, Theodora Riga.

“Sono felice di essere nella vibrante città di Palermo. Con oltre 160 porti membri e 56 associati, MedCruise continua a crescere come piattaforma di cooperazione e sviluppo. Questa Assemblea riunisce la nostra comunità per condividere idee, costruire una visione comune sul futuro del turismo crocieristico nel Mediterraneo e approfondire le innovazioni che stanno trasformando il settore”.

Anche il presidente di Assoporti, Roberto Petri, ha evidenziato il ruolo centrale dell’Italia e della Sicilia nel panorama crocieristico mediterraneo.

“L’Assemblea di Medcruise a Palermo, organizzata dalla Adsp del Mare di Sicilia occidentale, grazie al lavoro portato avanti in questi mesi dalla presidente Annalisa Tardino, conferma la centralità dell’Italia nell’area nel Mediterraneo, in particolare per il traffico crocieristico. La Sicilia occidentale è in una fase di grande sviluppo infrastrutturale e, come è noto, ha una vocazione turistica naturale. L’occasione dell’incontro con Medcruise, che vede oltre 200 delegati provenienti da tutta l’area del MED, rappresenta un’ottima occasione per confrontarsi sulle prossime sfide del comparto”.

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha posto l’accento sulla crescita del turismo internazionale registrata dalla città e sulle opportunità offerte dal comparto crocieristico.

“I dati del turismo registrati nel 2025 certificano con chiarezza che Palermo ha raggiunto la significativa quota di due milioni di presenze turistiche, con una percentuale di visitatori stranieri prossima al 70%. Numeri che raccontano una città sempre più aperta, internazionale e capace di attrarre viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, interessati non solo al patrimonio monumentale e culturale, ma anche alla qualità dell’accoglienza, all’offerta enogastronomica e alla vivacità della vita cittadina. Questi risultati sono il segno concreto di una città che cresce, investe e guarda al futuro con fiducia. Palermo oggi è sempre più percepita come una meta autentica, accogliente e competitiva, capace di coniugare tradizione e innovazione, cultura e sviluppo sostenibile. La presenza dei principali porti del Mediterraneo e di ventisette tra le maggiori compagnie crocieristiche mondiali conferma l’attenzione internazionale verso Palermo, oggi tra le destinazioni più attrattive dell’area mediterranea”.

A evidenziare il valore economico dell’evento per l’intera regione è stato infine l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo.

“Abbiamo sostenuto questo appuntamento perché il comparto crocieristico è uno strumento di sviluppo e promozione della Sicilia. La sfida è costruire una narrazione unitaria del territorio, capace di integrare turismo, cultura, impresa e infrastrutture. Ogni nave che approda rappresenta non solo un flusso di visitatori, ma un’occasione per generare nuove relazioni, ritorni turistici e opportunità di investimento”.

L’Assemblea generale di MedCruise proseguirà nei prossimi giorni con sessioni tecniche, incontri tra operatori e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide del settore, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione, della transizione energetica e della sostenibilità delle destinazioni crocieristiche del Mediterraneo.

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Grimaldi Lines, nuovo servizio di shuttle bus tra stazione ferroviaria e porto di Livorno

LIVORNO – Grimaldi Lines lancia a Livorno il nuovo servizio di collegamento per i passeggeri diretti in Sardegna. La compagnia ha attivato uno shuttle bus che collega la stazione ferroviaria di Livorno al porto cittadino, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle partenze e agli arrivi da Olbia e rendere più semplice l’intermodalità tra trasporto ferroviario e marittimo.

Il servizio sarà operativo per tutta la stagione estiva fino al 31 ottobre e si rivolge a tutti i viaggiatori che scelgono di raggiungere il porto in treno, evitando il ricorso a taxi o mezzi privati. Grazie alla nuova navetta, il trasferimento tra la stazione ferroviaria e il terminal portuale richiede soltanto pochi minuti, sia in partenza sia al ritorno.

L’iniziativa punta a migliorare l’esperienza di viaggio dei passeggeri che utilizzano i collegamenti marittimi tra Livorno e Olbia, una delle principali rotte servite dalla compagnia nel periodo estivo. Lo shuttle è infatti sincronizzato con gli orari delle navi gemelle Cruise Sardegna e Cruise Europa, impiegate sulla tratta tra Toscana e Sardegna.

Sono previste due corse giornaliere in entrambe le direzioni. Dalla stazione ferroviaria di Livorno la navetta parte alle 8.15 e alle 20.30, mentre dal porto le partenze sono programmate alle 7.45 e alle 20.00, in coincidenza con gli imbarchi e gli sbarchi delle navi.

Il costo del servizio è fissato a 5 euro a persona per tratta. I bambini fino a tre anni viaggiano gratuitamente, purché non occupino un posto a sedere. Il biglietto può essere acquistato contestualmente alla prenotazione della traversata, durante il viaggio a bordo delle navi oppure direttamente sul bus, compatibilmente con la disponibilità dei posti. È inoltre consentito il trasporto delle biciclette.

Con questa iniziativa Grimaldi Lines rafforza la propria offerta di servizi integrati, rispondendo alle esigenze di una quota crescente di passeggeri che scelgono di viaggiare senza auto al seguito e che richiedono collegamenti efficienti tra i principali nodi del trasporto pubblico e i terminal portuali.

L’introduzione dello shuttle bus tra stazione e porto di Livorno rappresenta così un ulteriore passo verso una mobilità più fluida e sostenibile, contribuendo a rendere la Sardegna ancora più facilmente raggiungibile durante la stagione turistica.

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d’Amico vende la nave più vecchia della flotta per un valore di 28,5 milioni di dollari

LUSSEMBURGO – d’Amico International Shipping (DIS), gruppo internazionale attivo nel trasporto marittimo e specializzato nel segmento delle navi cisterna, ha annunciato la vendita della MT High Tide, l’unità più vecchia della propria flotta e l’ultima non classificata come “eco”.

L’operazione è stata perfezionata attraverso la controllata operativa d’Amico Tankers D.A.C., con sede in Irlanda, che ha sottoscritto un accordo per la cessione della nave a un corrispettivo complessivo di 28,5 milioni di dollari. La consegna agli acquirenti è prevista entro novembre 2026.

La High Tide è una product tanker di tipo MR con una portata lorda di 51.768 tonnellate, costruita nel 2012 presso il cantiere Hyundai Mipo in Corea del Sud. Secondo quanto comunicato dalla società, la vendita consentirà di generare circa 28 milioni di dollari di liquidità netta al momento della consegna, al netto delle commissioni.

L’operazione rappresenta un passaggio significativo nella strategia di rinnovamento della flotta perseguita dal gruppo negli ultimi anni. Con la dismissione della High Tide, infatti, tutte le navi di proprietà e in gestione di DIS saranno caratterizzate da standard di efficienza energetica e sostenibilità ambientale riconducibili alla categoria “eco”.

Attualmente la flotta del gruppo è composta da 28 navi cisterna a doppio scafo, tra unità MR, Handysize e LR1. Di queste, 26 sono di proprietà e due sono impiegate attraverso contratti di noleggio a scafo nudo. L’età media della flotta si attesta intorno ai 9,8 anni.

Commentando l’operazione, Carlos di Mottola, Amministratore Delegato di d’Amico International Shipping, ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare la vendita della High Tide, la nave più vecchia e l’ultima nave non-eco ancora presente nella nostra flotta, a un prezzo molto interessante rispetto alle medie storiche, che riflette l’attuale forza del mercato delle product tanker e la solidità dei suoi fondamentali. A seguito di questa transazione, la flotta di DIS sarà interamente ‘eco’, rafforzando ulteriormente la nostra competitività commerciale e riducendo al contempo il nostro impatto ambientale.”

La cessione si inserisce in una fase favorevole per il mercato delle product tanker, sostenuto da una domanda robusta e da fondamentali che continuano a garantire condizioni positive per gli operatori del settore. In questo contesto, DIS prosegue il proprio percorso volto a migliorare l’efficienza operativa della flotta e a consolidare la propria posizione competitiva sui mercati internazionali.

Controllata da d’Amico Società di Navigazione, una delle principali realtà mondiali del trasporto marittimo, d’Amico International Shipping opera nel trasporto di prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e oli vegetali attraverso una flotta moderna di navi cisterna a doppio scafo con capacità comprese tra 35.000 e 75.000 tonnellate di portata lorda.

Il gruppo è presente nei principali hub marittimi internazionali, con uffici a Londra, Dublino, Monte Carlo, Stamford e Singapore. Le azioni della società sono quotate su Borsa Italiana e negoziate anche sul mercato statunitense OTCQX Best Market.

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Genova, la Guardia Costiera ferma il rimorchiatore maltese “Voe Jarl” per irregolarità

GENOVA – La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Genova ha disposto il fermo amministrativo del rimorchiatore “VOE JARL”, unità di circa 161 tonnellate di stazza battente bandiera maltese e operativa dal 2006, a seguito di una dettagliata ispezione condotta nell’ambito delle attività di Port State Control.

Capitaneria Genova Genova, la Guardia Costiera ferma il rimorchiatore maltese "Voe Jarl" per irregolarità

Nel corso della verifica sono state accertate sette irregolarità, alcune delle quali ritenute particolarmente rilevanti poiché riconducibili alla normativa internazionale che disciplina il controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) in atmosfera.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il rimorchiatore presentava gravi carenze nella documentazione relativa ai motori principali e ai generatori di bordo. In particolare, gli ispettori hanno rilevato l’assenza delle certificazioni previste, dei Fascicoli Tecnici e dei Registri dei parametri delle emissioni di ossidi di azoto. Si tratta di documenti obbligatori che attestano la conformità degli apparati di propulsione e di produzione energetica ai limiti emissivi fissati dall’Allegato VI della Convenzione internazionale MARPOL, riferimento normativo fondamentale per la tutela dell’ambiente marino e della qualità dell’aria.

A seguito delle irregolarità riscontrate, l’unità resterà ferma fino al completo ripristino delle condizioni richieste dalle convenzioni internazionali in materia di sicurezza e tutela ambientale. La ripresa della navigazione sarà subordinata all’esito positivo di una nuova ispezione da parte della Guardia Costiera.

L’attività ispettiva svolta dalla Capitaneria di Porto di Genova conferma l’attenzione crescente verso il rispetto delle normative ambientali nel settore marittimo. Nel corso del 2025 sono state effettuate 228 ispezioni Port State Control, che hanno portato al fermo di quattro navi per problematiche legate alla disciplina sulle emissioni di ossidi di azoto. Nei primi mesi del 2026, invece, sono già state eseguite 65 ispezioni, dalle quali sono scaturiti cinque provvedimenti di fermo.

Voe Jarl
Il rimorchiatore Voe Jarl

In una nota ufficiale, la Capitaneria di Porto sottolinea l’importanza delle attività di controllo finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza della navigazione: “Ogni ispezione, condotta con rigore tecnico, è tesa a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente: verificare la conformità dei motori in relazione alle emissioni di ossidi di azoto significa proteggere direttamente la qualità dell’aria che respiriamo.”

L’azione di vigilanza si inserisce inoltre in un più ampio percorso di confronto sul tema delle emissioni navali. Recentemente, infatti, la Capitaneria di Porto di Genova ha promosso e ospitato un incontro tra rappresentanti dei comitati dei cittadini e armatori, alla presenza dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Genova e del Difensore Civico, con l’obiettivo di favorire il dialogo e il confronto tra tutti i soggetti interessati dalle tematiche ambientali connesse alle attività portuali e marittime.

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A Chioggia: “Il mare cambia, le reti restano”, incontro Propeller Venezia

Chioggia, città leader in Italia per flotta di pescherecci, si interroga sul tema del Futuro della Pesca. Oggi, 9 giugno, alle 17, presso la darsena Le Saline, si terrà un incontro promosso dal Propeller Club Port of Venice dal titolo “Il mare che cambia, le reti che restano”.

L’evento affronterà le sfide della pesca in un contesto di cambiamenti climatici e normative sempre più stringenti.

Intervengono:

Il sindaco Mauro Armelao aprirà la serata con i saluti istituzionali, seguita dalla conduzione dell’avvocata Anna Carnielli, presidente del Propeller Club, che guiderà il confronto tra esperti del settore.

Paolo Tiozzo, presidente di Confcooperative Pesca, sul futuro delle marinerie dell’Alto Adriatico, e il comandante della capitaneria di porto Andrea Palma, che parlerà di sicurezza e sostenibilità. Saranno presenti anche gli assessori comunali all’Ambiente, Pesca e Cultura, per illustrare l’impegno dell’amministrazione.

La biologa marina Carlotta Mazzoldi dell’Università di Padova offrirà un’analisi sugli impatti ambientali sulle attività di pesca. A conclusione, Ermenegildo Tiozzo Compini, vicepresidente della Fondazione della Pesca, ribadirà come “le radici del settore restino un patrimonio da difendere mentre il mare continua a mutare.”

L’incontro è aperto al pubblico, offrendo un’importante occasione di confronto su tradizione, ambiente e sviluppo economico nella pesca a Chioggia.

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Grimaldi Lines conferma la partnership con ACI Sport per il Rally Italia Sardegna 2026

NAPOLI – È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per il Rally Italia Sardegna 2026, appuntamento del calendario internazionale rallistico. La competizione, valida per il FIA World Rally Championship (WRC), si svolgerà ad Alghero dall’1 al 4 ottobre, richiamando sull’isola migliaia di appassionati, addetti ai lavori e team provenienti da tutta Europa.

Anche per l’edizione 2026, Grimaldi Lines rinnova la propria collaborazione con ACI Sport, confermandosi partner logistico della manifestazione e offrendo condizioni agevolate a tutti coloro che desiderano raggiungere la Sardegna per assistere all’evento. Grazie alla partnership, gli spettatori potranno beneficiare di uno sconto del 30% sul costo del viaggio marittimo, esclusi diritti fissi, costi EU ETS e servizi di bordo.

L’agevolazione è valida per le prenotazioni effettuate entro il 10 ottobre 2026 e per partenze comprese tra il 21 settembre e l’11 ottobre 2026. L’offerta riguarda le rotte Livorno-Olbia, Civitavecchia-Olbia, Civitavecchia-Porto Torres e Barcellona-Porto Torres, in entrambe le direzioni.

E’ possibile effettuare la prenotazione attraverso il sito ufficiale di Grimaldi Lines e tutti i canali di vendita della compagnia, utilizzando il codice promozionale dedicato disponibile sul portale ufficiale degli organizzatori. Sul sito della manifestazione sono inoltre disponibili tutte le informazioni riservate a concorrenti, team e fornitori per il trasporto di personale, vetture da competizione e veicoli commerciali.

Per garantire un’esperienza di viaggio all’altezza dell’importanza dell’evento, Grimaldi Lines impiega sulle principali rotte per la Sardegna alcune delle unità più moderne della propria flotta. Sulle linee Civitavecchia-Porto Torres e Livorno-Olbia operano infatti le ammiraglie Cruise Roma e Cruise Barcelona, affiancate dalle navi gemelle Cruise Sardegna e Cruise Europa.

Questi cruise ferry di ultima generazione offrono numerosi servizi pensati per il comfort dei passeggeri, tra cui cabine e suite di diverse categorie, ampi spazi comuni, aree esterne con piscina, solarium e bar, oltre a palestra, centro wellness, negozi e spazi dedicati all’intrattenimento serale. Particolare attenzione viene inoltre riservata all’offerta gastronomica di bordo, caratterizzata da piatti ispirati alla tradizione culinaria italiana e preparati con ingredienti freschi e materie prime provenienti da filiere corte.

La collaborazione con il Rally Italia Sardegna rappresenta un ulteriore tassello nell’impegno del Gruppo Grimaldi a sostegno dei grandi eventi sportivi e turistici del territorio, favorendo la mobilità di appassionati e professionisti e contribuendo alla promozione della Sardegna come destinazione di rilievo internazionale.

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Fedespedi: Effetto Iran sui traffici, nei porti italiani container in calo del 4,6%

GENOVA – Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conflitto in Iran iniziano a produrre effetti concreti anche sul sistema logistico italiano. È quanto emerge dai dati diffusi dal Centro Studi di Fedespedi in occasione dell’Assemblea Pubblica della Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali, svoltasi a Genova nel quadro delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario dell’associazione.

L’appuntamento, intitolato “Da 80 anni il filo che ci unisce”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori della logistica e stakeholder del settore per fare il punto sulle trasformazioni del commercio internazionale e sulle nuove sfide per la supply chain globale.

Con 1.650 imprese, un fatturato aggregato di quasi 25 miliardi di euro e oltre 60 mila addetti occupati, “il comparto delle imprese di spedizioni italiane rappresenta un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del commercio internazionale” – ha dichiarato Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi.

I dati presentati nel corso dell’Assemblea, relativi al primo trimestre del 2026, evidenziano gli effetti delle tensioni geopolitiche sui traffici globali, ma confermano al tempo stesso la capacità di adattamento di un settore da sempre abituato a operare in scenari complessi e in continua evoluzione.

Nel dettaglio, la movimentazione dei container nei porti italiani ha registrato una flessione del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I cali più marcati si sono registrati a Trieste (-23,6%), Savona (-14,1%) e Genova (-4,9%), mentre il porto di Napoli ha segnato una contrazione più contenuta (-3,5%). In controtendenza, invece, gli scali di La Spezia, Salerno e Venezia, che hanno chiuso il trimestre con volumi in crescita.

Il rallentamento interessa anche il trasporto aereo delle merci. Nei primi tre mesi dell’anno gli aeroporti italiani hanno movimentato circa 279.500 tonnellate di cargo, con una diminuzione del 2,4% rispetto al 2025. A incidere sono soprattutto le difficoltà operative in Medio Oriente e alcuni fattori regolatori che hanno penalizzato i flussi commerciali.

Particolare attenzione è stata dedicata al caso di Trieste. Se da un lato il porto registra una forte riduzione del traffico container a causa della riorganizzazione delle alleanze armatoriali, dall’altro cresce il traffico Ro-Ro proveniente dalla Turchia, con un incremento del 6,4% dei veicoli industriali movimentati nel primo trimestre del 2026.

Secondo Fedespedi, si tratta di un segnale che potrebbe essere collegato alla ricerca di percorsi alternativi allo Stretto di Hormuz, attraverso collegamenti terrestri che attraversano Turchia e Iraq. Una dinamica che rafforza il ruolo strategico dello scalo giuliano come porta d’accesso tra Mediterraneo, Europa centrale e Balcani.

Sul piano internazionale emerge inoltre il crescente peso della Turchia come hub logistico alternativo per le merci dirette verso l’Europa, in un contesto caratterizzato da rotte commerciali sempre più influenzate dalle crisi geopolitiche.

La Turchia si afferma oggi come partner sempre più rilevante nel Mediterraneo” – ha dichiarato il presidente di Fedespedi – “In uno scenario nel quale si aprono nuove rotte e gli equilibri logistici sono in continua evoluzione, è necessario consolidare rapporti commerciali sempre più solidi con questo Paese e promuovere alleanze strategiche in grado di agevolare il flusso delle merci”.

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