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Incendio Vicopisano, Comune Pisa, inquinanti sotto limiti legge

Incendio Vicopisano, Comune Pisa, inquinanti sotto limiti legge

Lo afferma in una nota l’assessore all’ambiente Elena Del Rosso che stamani ha partecipato alla riunione convocata dalla Regione Toscana dedicata alla gestione della fase post emergenziale dell’incendio all’azienda Delca di Lugnano, dove è bruciato un capannone con circa 2500 tonnellate di rifiuti plastici.

“Ci tengo a rassicurare i cittadini, con la massima trasparenza ma con fermezza nel voler smentire notizie allarmistiche prive di fondamento: Arpat ha confermato che le rilevazioni effettuate continuano a evidenziare valori di Pm10, Pm2,5 e degli altri parametri monitorati ampiamente al di sotto dei limiti di legge, senza criticità rilevate per il territorio comunale di Pisa” ha dichiarato l’assessora. All’incontro erano presenti i sindaci dell’area interessata all’incendio, l’Arpat e l’Asl Toscana Nord Ovest.

“Invitiamo tutti – aggiunge Del Rosso – ad affidarsi alle comunicazioni ufficiali delle istituzioni e degli enti preposti ai controlli ambientali. In questa fase serve rigore, responsabilità e attenzione ai dati oggettivi. La tutela della salute pubblica resta la nostra priorità assoluta e continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo della situazione e prendere decisioni sulla base dei dati scientifici forniti dagli organismi tecnici competenti”. Resta in vigore l’ordinanza comunale che dispone, in via precauzionale, di lavare accuratamente con abbondante acqua corrente tutta la frutta e la verdura coltivata all’aperto sul territorio comunale prima del consumo e di prestare attenzione agli animali da affezione e da cortile, evitando che ingeriscano cibo o acqua potenzialmente esposti alla ricaduta di ceneri o fumi e proteggendo adeguatamente le relative scorte.

Proseguono comunque i commenti e le reazioni. Per la Cgil Pisana “ora si apre una fase decisiva: accertare con chiarezza le cause dell’incendio e garantire la massima trasparenza sui dati relativi agli impatti ambientali e sanitari, per questo chiediamo che Arpat e Asl rendano disponibili in modo tempestivo i risultati dei monitoraggi e dei campionamenti effettuati su aria, terreni, vegetazione e colture”. Per i lavoratori della Delca Energy, aggiunge il sindacato, “chiediamo l’attivazione immediata degli ammortizzatori sociali e la piena salvaguardia dei posti di lavoro e del reddito”. Infine, secondo il sindacato “l’episodio riapre una questione più generale relativa al sistema di gestione dei rifiuti in Toscana, il quale non può essere derogato al settore privato e alla logica del profitto”.

“Pur comprendendo la necessità di misure cautelative, auspichiamo che i provvedimenti siano costantemente aggiornati sulla base delle evidenze disponibili e calibrati in modo da consentire, ove possibile e in condizioni di sicurezza, la prosecuzione delle attività”, la richiesta invece di Confcommercio di Pisa. “Abbiamo scritto – spiega l’associaizone – al prefetto e ai sindaci di Vicopisano, Cascina e Calcinaia dove le ordinanze di misure cautelative sono ancora in vigore, chiedendo i necessari chiarimenti in merito alle ricadute sulla salute e sulla salubrità dell’ambiente, nonché informazioni puntuali sulla durata e sull’eventuale estensione delle ordinanze adottate”.
Sul fronte della politica Matteo Bagnoli, capogruppo Comunità e territori provincia di Pisa, rende noto di aver “protocollato una richiesta per l’istituzione di una commissione speciale temporanea del Consiglio provinciale di Pisa affinché si faccia piena luce sulle conseguenze dell’incendio” e “si apra finalmente una riflessione seria sul sistema impiantistico dei rifiuti presente nel nostro territorio”. “La provincia di Pisa – rileva – ospita una concentrazione di impianti per il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti tra le più rilevanti della Toscana. È doveroso domandarsi se questo carico ambientale sia proporzionato rispetto ad altri territori e se siano state adottate tutte le misure necessarie per garantire sicurezza e tutela delle comunità locali”.
Il consigliere regionale di Fdi Diego Petrucci e quello comunale di Vicopisano Gianmatteo Giorgi chiedono invece che “la Regione coinvolga il ministero dell’Ambiente nella valutazione dei rischi. La cittadinanza è preoccupata e pretende risposte”. “Per prima cosa occorre capire cosa hanno respirato i cittadini e se ci siano state contaminazioni. Sappiamo che Arpat e Asl stanno procedendo con le analisi ma c’è da dire che le prime comunicazioni dell’Agenzia regionale sono arrivate troppo tardi: a quasi 24 ore dallo scoppio dell’incendio”. “Su quest’incendio – sottolinea poi Pterucci – ho trovato un lampante disinteressamento della Regione Toscana tanto che né l’assessore Barontini né il presidente Giani hanno riferito in Consiglio regionale sulla vicenda nonostante che l’assessore avesse dato la parola di farlo”

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Remigrazione: Bundu multata per il presidio antifascista in piazza Europa (Prato) il 6 e 7 marzo scorso

Remigrazione: Bundu multata per il presidio antifascista in piazza Europa (Prato)  il 6 e 7 marzo scorso

La contestazione è la violazione dell’articolo 18, commi 1 e 3, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, così come modificato dall’articolo 9 del decreto-legge 24 febbraio 2026 n. 23, il cosiddetto “decreto sicurezza”. La sanzione per Bundu  va da 1.000 a 10.000 euro e sarà quantificata dal Prefetto di Prato.

Bundu ha potuto leggere la PEC solo ieri: il suo telefono è finito in mare durante il sequestro della Global Sumud Flotilla in acque internazionali da parte delle forze armate israeliane, e per settimane è rimasta priva degli strumenti per comunicare.

Il 7 marzo a Prato  (nel giorno in cui si ricorda quanto accaduto nel  1944: dopo gli scioperi operai contro l’occupazione nazista e i collaborazionisti fascisti, 133 cittadini pratesi furono rastrellati e deportati nei campi di concentramento di Mauthausen ed Ebensee):  il comitato “Remigrazione e Riconquista” aveva scelto di portare in piazza Europa, su appello nazionale, le proprie parole d’ordine sulla deportazione degli stranieri e sulla “remigrazione”. In risposta  lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, sindacato, associazioni e forze politiche presidiarono  lo spazio pubblico perché in quella piazza, in quel giorno, non si celebrasse “l’apologia di ciò che ottant’anni prima aveva riempito i vagoni diretti ai lager”.

Il verbale contesta a Bundu di aver contribuito al montaggio di una tenda, di aver preso pubblicamente la parola nel corso di una conferenza stampa e di aver diffuso sui propri profili social l’invito al presidio. “Le si addebita, in sostanza, di aver fatto politica e antifascismo alla luce del sole. Non ci risulta che difendere la memoria di una deportazione e contrastare un raduno neofascista costituisca un pericolo per l’ordine pubblico: ci risulta semmai il contrario”afferma in un comunicato Toscana Rossa. .

“Il profilo giuridico merita attenzione, perché è qui che si misura l’arbitrio. L’articolo 18 del TULPS è una norma del 1926, consolidata nel testo unico fascista del 1931. La Corte costituzionale lo ha colpito a più riprese: con la sentenza n. 27 del 1958, con la n. 90 del 1970 e con la n. 11 del 1979. Proprio quest’ultima ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il punto che equiparava i promotori della riunione a chi semplicemente vi prende la parola. Contestare ad Antonella Bundu di aver “preso la parola” significa fondare un provvedimento punitivo su una norma che la Corte costituzionale ha cancellato dall’ordinamento mezzo secolo fa” prosegue il comunicato.

Che prosegue ” il decreto sicurezza viene presentato come una depenalizzazione, perché trasforma il reato di omesso preavviso, prima punito con l’arresto, in illecito amministrativo. Ma la sanzione pecuniaria introdotta (fino a 10.000 euro per l’omesso preavviso e fino a 12.000 per l’inosservanza delle prescrizioni) è ben più afflittiva della vecchia ammenda. Si toglie il timbro penale e si moltiplica per dieci il costo economico del dissenso. È una depenalizzazione di facciata che colpisce il portafoglio per scoraggiare la piazza”.

La notifica a Bundu si aggiunge alle sanzioni già recapitate al Sudd Cobas per lo stesso presidio: a ciascuna delle sindacaliste e dei sindacalisti colpiti sono state contestate tre violazioni per omesso preavviso, fino a 10.000 euro, e due per non aver obbedito all’ordine di scioglimento, fino a 20.000 euro.

È uno dei primi utilizzi in Toscana del nuovo decreto sicurezza “e non è un caso- conclude il comunicato-  che colpisca chi organizza il conflitto sindacale e l’antifascismo militante. Lo stesso strumento, denuncia il sindacato, viene usato anche per punire chi sciopera: un attacco a 360 gradi alle libertà democratiche e al diritto di sciopero.

Non è una vicenda solo pratese. A Firenze la Prefettura ha già notificato verbali con sanzioni fino a 10.000 euro a chi, il 28 marzo, aveva espresso contrarietà all’apertura della sede di Futuro Nazionale in piazza Tanucci.

“Quello che è in gioco non è la regolarità di un preavviso, ma la libertà di riunione garantita dagli articoli 17 e 21 della Costituzione. Il decreto sicurezza si inserisce in una più ampia operazione di disciplinamento sociale: criminalizzare il dissenso, spaventare chi organizza il conflitto, alzare il prezzo della partecipazione politica fino a renderla un lusso. È la grammatica del capitalismo di guerra, che disinveste da salari e servizi pubblici per riversare risorse nel riarmo e ha bisogno di una società irreggimentata e silenziosa”.

Sinistra Progetto Comune e SUDD Cobas non si fanno ovviamente spaventare e anzi si impegneranno con tutte le altre realtà colpite per costruire una risposta ampia diffusa, che porti alla cancellazione di queste norme, oltre che all’annullamento delle sanzioni”.

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Turismo, Funaro: ‘nelle future autorizzazioni per affitti brevi l’intento è favorire i piccoli proprietari’

Turismo, Funaro: ‘nelle future autorizzazioni  per affitti brevi l’intento è favorire i piccoli proprietari’

“Alcune persone utilizzano la seconda casa anche per integrare il reddito. Io preferisco favorire loro rispetto ai grandi gruppi di investimento, perché i grandi gruppi di investimento non ne hanno bisogno”  ha dichiarato Funaro.

Dopo la vittoria al Tar contro i ricorsi sul regolamento comunale che  imponeva lo stop alle nuove aperture di BB in Area Unesco, e dopo il nuovo regolamento che ha esteso i limiti ad un’ulteriore parte del territorio comunale, la sindaca do Firenze Sara Funaro  è tornata sul tema  preannunciando che “quando finirà la moratoria” per la regolamentazione degli affitti brevi in base alla norma della Regione Toscana,  ovvero “quando andremo a dare le nuove autorizzazioni” l’obiettivo è “cercare di favorire i piccoli proprietari”.

Funaro, che è anche delegata nazionale Anci per le politiche abitative, è intervenuta oggi  all’assemblea regionale toscana di Unione nazionale inquilini ambiente e territorio (Uniat) oggi a Firenze presso la sede della Uil Toscana.

“Sappiamo benissimo – ha proseguito la sindaca – che questo è un tema delicato e che spesso alcune persone utilizzano la seconda casa anche per integrare il reddito. Io preferisco favorire loro rispetto ai grandi gruppi di investimento, perché i grandi gruppi di investimento non ne hanno bisogno: il piccolo proprietario invece deve avere l’attenzione che un’amministrazione deve dare, per cui stiamo cercando di tenere un equilibrio. C’è chi dice che sono tutte case della nonna: non è vero, perché noi siamo pieni di realtà che vengono da fuori e comprano, fanno man bassa di appartamenti per poi rimetterli sul mercato degli affitti brevi”.

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Una nuova ciclofficina per i fattorini a Casa Rider Firenze

Una nuova ciclofficina per i fattorini a  Casa Rider Firenze

Una ciclofficina rinnovata per i fattorini di Casa Rider a Firenze, lo spazio di ristoro, supporto e inclusione aperto a febbraio 2025 in via Palmieri. Questo pomeriggio l’inaugurazione, grazie al sostegno dell’Associazione benefica Matteo Patrizi.

“La ciclofficina  non è soltanto un luogo dove riparare una bicicletta, ma uno spazio di incontro, mutualismo e condivisione di competenze e servizi. Grazie al sostegno dell’Associazione benefica Matteo Patrizi possiamo rafforzare un servizio importante per i rider, che si somma agli altri già offerti da Casa Rider”, cioè riposo, servizi igienici, tutela sindacale, pratiche burocratiche anche per le questioni dell’immigrazione, consulenze legali, visite mediche, incontri con le scuole, su sicurezza sul lavoro e sul codice stradale, grazie ai vari soggetti che animano lo spazio.  Lo afferma la CGIL in un comunicato.

L’obiettivo insomma è quello offrire assistenza, manutenzione e formazione a chi utilizza quotidianamente la bicicletta come strumento di lavoro, rafforzando un servizio che è diventato un importante punto di riferimento per la comunità dei rider. Una ventina i ragazzi presenti all’inaugurazione. ”

Crediamo sia un servizio importante – dice Ruben Zappoli della Nidil Cgil che gestisce lo spazio in partenariato con altri enti del terzo settore – Chiaramente per questi lavoratori il rischio di impresa a carico loro, inclusa la manutenzione del mezzo. Quindi una risposta di questo tipo, di solidarietà tra lavoratori, darsi una mano, è fondamentale. Inoltre sono biciclette sempre più ‘complicate’ i pochi meccanici che fanno dei lavori sulle bici elettriche svolgono quasi un ruolo da monopolisti. La nostra richiesta è che siano le aziende a farsi carico della manutenzione di questi mezzi”.

Nel corso dell’iniziativa Fiab-Firenze Ciclabile ha proposto un momento formativo dedicato all’autoriparazione delle biciclette, con i rider che potuto apprendere alcune tecniche di manutenzione ordinaria e acquisire strumenti utili per una maggiore autonomia nella cura delle due ruote.

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Aeroporto Firenze: Comuni Piana aggiornano ricorso al Tar

Aeroporto Firenze:  Comuni Piana aggiornano ricorso al  Tar

Ieri i sindaci dei comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano, si sono riuniti a Campi Bisenzio (Firenze) per coordinare le prossime mosse, si spiega in una nota, ed entro il 29 giugno verranno proposti i motivi aggiunti al ricorso già pendente

I Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano, Carmignano e Poggio a Caiano, nella Piana fiorentina, stanno procedendo all’aggiornamento dei ricorsi già pendenti davanti al Tar contro il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Peretola, alla luce dei recenti atti adottati dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, che hanno modificato il decreto di Via.

Ieri i sindaci si sono riuniti a Campi Bisenzio (Firenze) per coordinare le prossime mosse, si spiega in una nota, ed entro il 29 giugno verranno proposti i motivi aggiunti al ricorso già pendente. L’udienza davanti al Tribunale amministrativo regionale è prevista per il mese di ottobre.

Le amministrazioni coinvolte ritengono che “il passo indietro compiuto dal Mase sul decreto Via rappresenti un elemento significativo, poiché conferma in qualche modo criticità e vizi nel procedimento già evidenziati in precedenza e rafforza le ragioni di contrarietà rispetto al progetto di ampliamento dell’infrastruttura aeroportuale”. I Comuni “ribadiscono la necessità di tutelare il territorio, la salute dei cittadini e l’equilibrio ambientale dell’area della Piana fiorentina, continuando ad agire in maniera coordinata e unitaria per far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti”.

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Firenze: 16enne indagato per terrorismo, ipotesi di arruolamento

Firenze:  16enne indagato per terrorismo, ipotesi di arruolamento

Gli accertamenti sul 16enne indagato dalla procura dei minori di Firenze  sono scaturiti dalla vicenda dello studente 15enne immigrato dalla Tunisia fermato nel maggio scorso e poi ristretto in un carcere minorile con la stessa accusa di promuovere reclutamento di potenziali terroristi.

Al setaccio il cellulare di un 16enne originario del Pakistan, indagato dalla procura dei minori di Firenze con l’ipotesi di reato di arruolamento a fini di terrorismo internazionale. Gli inquirenti, secondo quanto emerge, vogliono esaminare i suoi contatti. Gli accertamenti sul 16enne, che vive in Toscana, sono scaturiti dalla vicenda dello studente 15enne immigrato dalla Tunisia fermato nel maggio scorso e poi ristretto in un carcere minorile con la stessa accusa di promuovere reclutamento di potenziali terroristi.

Il 16enne, come anticipato dal Corriere Fiorentino, sarebbe uno dei contatti del tunisino, immigrato nella Val di Chiana senese coi familiari.

La Digos di Firenze  è risalita da lui al 16enne pakistano esaminando le chat dove i due minori avrebbero interagito, quindi lo ha perquisito e gli ha sequestrato il telefonino per fare gli accertamenti tecnici. I due potrebbero essersi conosciuti di persona in una comunità per giovani immigrati.

Dai dispositivi elettronici del 15enne tunisino erano emersi contatti con esponenti del Daesh, organizzazione terroristica del fondamentalismo islamico, cui chiedeva dove procurarsi armi e si consigliava teorizzando azioni eversive in Italia.

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Toscana: Consiglio Regionale approva mozione di solidarietà e vicinanza ai bambini ucraini deportati in Russia

Toscana: Consiglio Regionale approva mozione di   solidarietà e vicinanza ai bambini ucraini deportati in Russia

Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una mozione presentata da Casa riformista, primo firmatario il capogruppo Francesco Casini, che esprime “piena solidarietà e vicinanza ai bambini ucraini, e alle loro famiglie, vittime di deportazione, trasferimento forzato e adozione illegale perpetrati dalla Federazione Russa, condannando senza indugi queste pratiche, che costituiscono crimini di guerra”.

La mozione è stata approvata con i voti dai gruppi di maggioranza, mentre le forze di opposizione in consiglio regionale della Toscana non hanno partecipato al voto. La mozione e impegna la Giunta toscana “a sollecitare il Governo italiano, in coordinamento con l’Unione europea e le organizzazioni internazionali, a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta alla tutela dei bambini ucraini deportati e alla liberazione dei prigionieri civili”.

Tra gli impegni anche quello di promuovere, “nelle sedi istituzionali nazionali ed europee, azioni per mantenere alta l’attenzione sulle violazioni dei diritti dei minori e dei civili, sostenendo anche sanzioni mirate contro i responsabili”; a favorire, infine, “iniziative di sensibilizzazione sul territorio regionale, coinvolgendo enti locali, scuole e associazioni, anche in collaborazione con la comunità ucraina”.

Per Casini, “la Toscana ha dato prova in questi anni di solidarietà e accoglienza. Cerchiamo di richiamare l’attenzione su una delle pagine più drammatiche e dolorose del conflitto in Ucraina. La sottrazione forzata dei minori alle famiglie e il loro trasferimento in territorio russo, l’alterazione dell’identità anagrafica e le adozioni illegali. Pratiche condannate dal Parlamento europeo come crimini di guerra, le stime parlano di 19mila bambini ucraini deportati”. ”

Non possiamo voltare lo sguardo dall’altra parte – ha proseguito Casini -. Chiediamo alla Giunta di sollecitare il Governo a sostenere ogni iniziativa diplomatica utile al ritorno dei bambini deportati e mantenere alta l’attenzione, con iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, anche coinvolgendo la comunità ucraina presente in Toscana”.

Il consigliere Jacopo Ferri (Fi) ha annunciato l’intenzione di non partecipare al voto: “L’auspicio è scontato – ha detto -, siamo tutti favorevoli ad una soluzione della situazione in Ucraina. Non credo che il Governo non abbia bisogno di essere sollecitato, essendo molteplici le forme con le quali si sta adoperando e si è adoperato. Diventa difficile non considerare ridonanti le espressioni che vengono esposte in questa mozione”.

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Venturina, in caserma per obbligo firma e aggredisce carabiniere, arrestato

Venturina,  in caserma per obbligo firma e aggredisce carabiniere, arrestato

Nella serata di ieri, i carabinieri di Venturina (Livorno) hanno tratto in arresto in flagranza per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un 24enne marocchino, che sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma ha aggredito un militare davanti alla caserma.

Il video dell’aggressione è subito diventato virale sui social. Il gip di Livorno oggi ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere.
In merito all’aggressione di Venturina  è intervenuto anche il sindaco di Piombino (Livorno), Francesco Ferrari: “Quanto accaduto presso la caserma dei carabinieri di Venturina – scrive Ferrari – è un episodio grave e inaccettabile che merita una ferma condanna da parte di tutta la comunità. A nome dell’Amministrazione comunale di Piombino esprimo piena solidarietà e vicinanza al carabiniere coinvolto, nostro concittadino. A tutti gli uomini e le donne che ogni giorno indossano una divisa e operano con professionalità, equilibrio e senso del dovere al servizio della sicurezza dei cittadini va il nostro ringraziamento. Il rispetto delle regole, delle istituzioni e di chi le rappresenta non è un principio negoziabile”.

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Livorno, Comunità Ebraica: targa per bimbi Gaza è narrazione unilaterale

Livorno, Comunità Ebraica:  targa per bimbi Gaza è narrazione unilaterale

Così una nota del Consiglio della Comunità Ebraica diLivorno, una delle più storiche d’Italia, in merito ad una recente mozione approvata dal Consiglio comunale, su proposta dalla consigliera della lista”Livorno Popolare” Camilla Barontini. L’atto chiede la realizzazione di una targa “in memoria dei bambini palestinesi di Gaza e di tutti bambini vittime delle guerre”.

“Dinanzi al tragico coinvolgimento dell’infanzia nei teatri di guerra è particolarmente necessario?evitare narrazioni unilaterali che trasformano una tragedia?complessa in un racconto a senso unico” afferma in una nota la Comunità Ebraica di Livorno.

Per la Comunità Ebraica livornese “non vi sono e non vi devono essere differenze tra bambini e bambini: ogni vita innocente spezzata merita lo stesso rispetto,la stessa pietà e la stessa memoria, indipendentemente dalla?nazionalità o dalla parte coinvolta nel conflitto. La criticità della mozione sta proprio nel pensare di aver risolto la questione menzionando esplicitamente i soli bambini palestinesi e relegando invece tutti gli altri bambini vittime delle guerre in un indistinto calderone, di rango inferiore”.

“In questo modo – prosegue – la morte di innocenti rischia di essere?strumentalizzata per sostenere una narrativa politica di parte, nella quale viene implicitamente individuato un unico?responsabile della tragedia che ogni guerra rappresenta”.

Il comunicato cita il caso Dreyfus, per sottolineare si legge, “quanto l’opinione pubblica possa essere guidata da rappresentazioni parziali e simboliche, arrecando danno all’intera società e al convivere civile”.

Secondo la Comunità ebraica “la scelta di dedicare?una targa pubblica esclusivamente ai bambini palestinesi vittime del conflitto, accennando solo indistintamente agli altri, in un luogo che dovrebbe unire e non dividere, rafforza una lettura selettiva del conflitto invece di promuovere una memoria?condivisa e non contribuisce, pur nelle limitate possibilità di?un ente locale, ad avvicinare le posizioni e a favorire il dialogo”.

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