Modalità di lettura

Firenze: 16enne indagato per terrorismo, ipotesi di arruolamento

Firenze:  16enne indagato per terrorismo, ipotesi di arruolamento

Gli accertamenti sul 16enne indagato dalla procura dei minori di Firenze  sono scaturiti dalla vicenda dello studente 15enne immigrato dalla Tunisia fermato nel maggio scorso e poi ristretto in un carcere minorile con la stessa accusa di promuovere reclutamento di potenziali terroristi.

Al setaccio il cellulare di un 16enne originario del Pakistan, indagato dalla procura dei minori di Firenze con l’ipotesi di reato di arruolamento a fini di terrorismo internazionale. Gli inquirenti, secondo quanto emerge, vogliono esaminare i suoi contatti. Gli accertamenti sul 16enne, che vive in Toscana, sono scaturiti dalla vicenda dello studente 15enne immigrato dalla Tunisia fermato nel maggio scorso e poi ristretto in un carcere minorile con la stessa accusa di promuovere reclutamento di potenziali terroristi.

Il 16enne, come anticipato dal Corriere Fiorentino, sarebbe uno dei contatti del tunisino, immigrato nella Val di Chiana senese coi familiari.

La Digos di Firenze  è risalita da lui al 16enne pakistano esaminando le chat dove i due minori avrebbero interagito, quindi lo ha perquisito e gli ha sequestrato il telefonino per fare gli accertamenti tecnici. I due potrebbero essersi conosciuti di persona in una comunità per giovani immigrati.

Dai dispositivi elettronici del 15enne tunisino erano emersi contatti con esponenti del Daesh, organizzazione terroristica del fondamentalismo islamico, cui chiedeva dove procurarsi armi e si consigliava teorizzando azioni eversive in Italia.

  •  

Toscana: Consiglio Regionale approva mozione di solidarietà e vicinanza ai bambini ucraini deportati in Russia

Toscana: Consiglio Regionale approva mozione di   solidarietà e vicinanza ai bambini ucraini deportati in Russia

Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una mozione presentata da Casa riformista, primo firmatario il capogruppo Francesco Casini, che esprime “piena solidarietà e vicinanza ai bambini ucraini, e alle loro famiglie, vittime di deportazione, trasferimento forzato e adozione illegale perpetrati dalla Federazione Russa, condannando senza indugi queste pratiche, che costituiscono crimini di guerra”.

La mozione è stata approvata con i voti dai gruppi di maggioranza, mentre le forze di opposizione in consiglio regionale della Toscana non hanno partecipato al voto. La mozione e impegna la Giunta toscana “a sollecitare il Governo italiano, in coordinamento con l’Unione europea e le organizzazioni internazionali, a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta alla tutela dei bambini ucraini deportati e alla liberazione dei prigionieri civili”.

Tra gli impegni anche quello di promuovere, “nelle sedi istituzionali nazionali ed europee, azioni per mantenere alta l’attenzione sulle violazioni dei diritti dei minori e dei civili, sostenendo anche sanzioni mirate contro i responsabili”; a favorire, infine, “iniziative di sensibilizzazione sul territorio regionale, coinvolgendo enti locali, scuole e associazioni, anche in collaborazione con la comunità ucraina”.

Per Casini, “la Toscana ha dato prova in questi anni di solidarietà e accoglienza. Cerchiamo di richiamare l’attenzione su una delle pagine più drammatiche e dolorose del conflitto in Ucraina. La sottrazione forzata dei minori alle famiglie e il loro trasferimento in territorio russo, l’alterazione dell’identità anagrafica e le adozioni illegali. Pratiche condannate dal Parlamento europeo come crimini di guerra, le stime parlano di 19mila bambini ucraini deportati”. ”

Non possiamo voltare lo sguardo dall’altra parte – ha proseguito Casini -. Chiediamo alla Giunta di sollecitare il Governo a sostenere ogni iniziativa diplomatica utile al ritorno dei bambini deportati e mantenere alta l’attenzione, con iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, anche coinvolgendo la comunità ucraina presente in Toscana”.

Il consigliere Jacopo Ferri (Fi) ha annunciato l’intenzione di non partecipare al voto: “L’auspicio è scontato – ha detto -, siamo tutti favorevoli ad una soluzione della situazione in Ucraina. Non credo che il Governo non abbia bisogno di essere sollecitato, essendo molteplici le forme con le quali si sta adoperando e si è adoperato. Diventa difficile non considerare ridonanti le espressioni che vengono esposte in questa mozione”.

  •  

Venturina, in caserma per obbligo firma e aggredisce carabiniere, arrestato

Venturina,  in caserma per obbligo firma e aggredisce carabiniere, arrestato

Nella serata di ieri, i carabinieri di Venturina (Livorno) hanno tratto in arresto in flagranza per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un 24enne marocchino, che sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma ha aggredito un militare davanti alla caserma.

Il video dell’aggressione è subito diventato virale sui social. Il gip di Livorno oggi ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere.
In merito all’aggressione di Venturina  è intervenuto anche il sindaco di Piombino (Livorno), Francesco Ferrari: “Quanto accaduto presso la caserma dei carabinieri di Venturina – scrive Ferrari – è un episodio grave e inaccettabile che merita una ferma condanna da parte di tutta la comunità. A nome dell’Amministrazione comunale di Piombino esprimo piena solidarietà e vicinanza al carabiniere coinvolto, nostro concittadino. A tutti gli uomini e le donne che ogni giorno indossano una divisa e operano con professionalità, equilibrio e senso del dovere al servizio della sicurezza dei cittadini va il nostro ringraziamento. Il rispetto delle regole, delle istituzioni e di chi le rappresenta non è un principio negoziabile”.

  •  

Livorno, Comunità Ebraica: targa per bimbi Gaza è narrazione unilaterale

Livorno, Comunità Ebraica:  targa per bimbi Gaza è narrazione unilaterale

Così una nota del Consiglio della Comunità Ebraica diLivorno, una delle più storiche d’Italia, in merito ad una recente mozione approvata dal Consiglio comunale, su proposta dalla consigliera della lista”Livorno Popolare” Camilla Barontini. L’atto chiede la realizzazione di una targa “in memoria dei bambini palestinesi di Gaza e di tutti bambini vittime delle guerre”.

“Dinanzi al tragico coinvolgimento dell’infanzia nei teatri di guerra è particolarmente necessario?evitare narrazioni unilaterali che trasformano una tragedia?complessa in un racconto a senso unico” afferma in una nota la Comunità Ebraica di Livorno.

Per la Comunità Ebraica livornese “non vi sono e non vi devono essere differenze tra bambini e bambini: ogni vita innocente spezzata merita lo stesso rispetto,la stessa pietà e la stessa memoria, indipendentemente dalla?nazionalità o dalla parte coinvolta nel conflitto. La criticità della mozione sta proprio nel pensare di aver risolto la questione menzionando esplicitamente i soli bambini palestinesi e relegando invece tutti gli altri bambini vittime delle guerre in un indistinto calderone, di rango inferiore”.

“In questo modo – prosegue – la morte di innocenti rischia di essere?strumentalizzata per sostenere una narrativa politica di parte, nella quale viene implicitamente individuato un unico?responsabile della tragedia che ogni guerra rappresenta”.

Il comunicato cita il caso Dreyfus, per sottolineare si legge, “quanto l’opinione pubblica possa essere guidata da rappresentazioni parziali e simboliche, arrecando danno all’intera società e al convivere civile”.

Secondo la Comunità ebraica “la scelta di dedicare?una targa pubblica esclusivamente ai bambini palestinesi vittime del conflitto, accennando solo indistintamente agli altri, in un luogo che dovrebbe unire e non dividere, rafforza una lettura selettiva del conflitto invece di promuovere una memoria?condivisa e non contribuisce, pur nelle limitate possibilità di?un ente locale, ad avvicinare le posizioni e a favorire il dialogo”.

  •  
❌