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FOGGIA, ESTORSIONE DOPO FURTO DI CAVALLI: TRE IN CARCERE

I carabinieri della compagnia di San Severo (FG) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura, nei confronti di tre persone accusate, a vario titolo ed in concorso tra loro, del reato di estorsione aggravata. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e condotta dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Severo con il supporto della Stazione Carabinieri di Serracapriola, e’ scaturita dal furto di due cavalli, avvenuto nell’ottobre 2025, nelle campagne di Serracapriola, piccolo centro dell’Alto Tavoliere. A seguito della denuncia, uno dei proprietari degli animali sarebbe venuto in contatto con un uomo che, offrendosi come intermediario in grado di favorire il recupero dei cavalli, avrebbe prospettato, quale condizione indispensabile per la loro restituzione, il pagamento di una somma di denaro pari a 5.000 euro. Le vittime, temendo di perdere definitivamente gli animali, avrebbero avviato una trattativa sul prezzo da corrispondere, culminata nella definitiva consegna di 3.250 euro. L’attivita’ investigativa – riferiscono gli inquirenti – ha consentito di documentare con esattezza tutte le fasi della vicenda, dalla pretesa estorsiva alle modalita’ concordate per la restituzione degli animali, fino all’individuazione del luogo in cui erano custoditi. I militari, inoltre, hanno monitorato l’incontro organizzato per lo scambio del denaro e la restituzione dei cavalli, intervenendo dopo l’avvenuta consegna. Nel corso dell’operazione, i Carabinieri hanno recuperato parte della somma versata dalle vittime, rinvenendola nella disponibilita’ di uno degli indagati.

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TRENTO, 40 HUSKY PER LE SLITTE. PROCURA: “E’ MALTRATTAMENTO”

La procura di Trento ha riconosciuto il reato di maltrattamento nei confronti degli oltre 40 Alaskan husky, sfruttati per il traino delle slitte (sleddog), che erano stati sequestrati con un’operazione del Corpo Forestale Trentino nel febbraio scorso in un allevamento nella zona di Millegrobbe a Lavarone in Trentino. “Sono pronti a trovare una famiglia che li ami e li accolga per il resto della loro vita gli oltre 40 Alaskan Husky sequestrati a febbraio a Millegrobbe”. I referti veterinari avevano documentato numerosi casi di denutrizione, disidratazione, debilitazione fisica, infestazioni parassitarie, dermatiti, ferite e altre patologie riconducibili alla prolungata mancanza di cure e a condizioni di detenzione incompatibili con il loro benessere.

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BERLUSCONI, L’ON. BRAMBILLA RICORDA IL PRESIDENTE ANIMALISTA: “CI MANCHI”

“Ricordare Silvio Berlusconi vuol dire rievocare le tante vite che ha vissuto, da imprenditore geniale, da politico che ha cambiato la politica, da statista con il record della più lunga permanenza al governo del Paese, da dirigente sportivo che ha vinto più di chiunque altro. Per me sarà sempre il “mio presidente”, che con me e con milioni di italiani condivideva, tra l’altro, profondi sentimenti di amore e di rispetto per gli animali. La trasmissione che conduco su Rete 4, “Dalla parte degli animali”, è nata nel 2017 per sua ispirazione e suo desiderio. Sono orgogliosa di aver consegnato agli archivi tanti video-ricordi del Berlusconi animalista convinto, come tale, allora, poco noto al grande pubblico: il presidente che manda un saluto ai telespettatori nel 2019, che racconta “l’amore a prima vista” e la vita con Dudù (a lungo il cane più noto d’Italia), che fa appello per le adozioni nei canili, che deplora le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi, che allatta l’agnellino Fiocco di Neve (le immagini fecero il giro del mondo), che presenta “Peter” il figlio di Dudù, gli altri barboncini bianchi, il chihuahua “Rambo”, Harley e Sole, uno dei cinque cani provenienti dal canile di Olbia. L’amore verso questi eterni fanciulli, ripeteva sempre, è davvero grande. Mi piace immaginare che in qualche modo lo ricordino anche loro con lo stesso affetto. Ci manchi, presidente”.

Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ricorda Silvio Berlusconi nel terzo anniversario della scomparsa.

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PESTE SUINA, ABBATTUTE TRE SCROFE IN UN ALLEVAMENTO DEL REGGIANO

Nell’ambito della prevenzione della peste suina africana, i Nas hanno sequestrato?tre capi ibridi ritenuti a rischio in un allevamento?dell’Appennino Reggiano, dopo aver riscontrato gravi irregolarità su rintracciabilità e biosicurezza. Si tratta di?tre scrofe adulte per le quali il servizio veterinario?dell’azienda Usl – che ha supportato i controlli dei carabinieri?del nucleo antisofisticazioni e sanità di Parma coadiuvati dai?militari forestali – ha disposto l’abbattimento eseguito?dalla polizia provinciale competente per territorio.
Le carcasse degli animali saranno sottoposte agli accertamenti diagnostici previsti dal piano nazionale di sorveglianza, con test specifici per la ricerca del virus della Psa. Gli animali erano inoltre?detenuti all’interno di una struttura non autorizzata e?sprovvista delle necessarie recinzioni di contenimento, in?violazione delle disposizioni vigenti in materia di?biosicurezza. Al titolare dell’allevamento sono state contestate?violazioni amministrative per un importo complessivo pari a?3.400 euro.

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NAPOLI, 8 CANI IN GABBIE PICCOLE E SPORCHE: UNA DENUNCIA

Otto cani rinchiusi in gabbie piccole e in pessimo stato igienico-sanitario: denunciato il proprietario del terreno dove insisteva un vero e proprio canile abusivo. È accaduto – riporta Ansa – a Scisciano, dove i carabinieri della stazione di San Vitaliano, insieme al personale sanitario della sezione veterinaria dell’Asl Napoli 3 Sud, sono intervenuti presso un terreno a via Molino a seguito di una segnalazione nella quale venivano evidenziati maltrattamenti agli animali. Lungo il terreno, appositamente recintato, militari e sanitari hanno trovato sette cuccioli di chihuahua e un meticcio. I cagnolinI erano rinchiusi in anguste e sporche gabbie, con il meticcio bloccato da una catena al collo. Dopo gli accertamenti del caso, l’appezzamento è stato posto sotto sequestro mentre il proprietario del terreno, un 80enne già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato. Gli otto cani sono stati invece affidati ad una clinica veterinaria convenzionata con l’Asl per le cure del caso.

 

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ISRAELE, INCRIMINATO IL COLONO CHE HA PICCHIATO IL CANE DI UNA FAMIGLIA PALESTINESE

E’ stato incriminato dalla polizia per maltrattamento di animali e violazione di domicilio, entrambi reati a sfondo razziale, il 16enne israeliano ripreso in video mentre prendeva a bastonate il cane di una famiglia palestinese. Il ragazzo risiede nell’insediamento di Maale Adumim, nella Cisgiordania centrale. L’episodio è venuto alla luce dopo la diffusione di un video in cui si vede un sospetto che colpisce ripetutamente un cane alla testa con due mazze fino a fargli perdere i sensi, per poi continuare a picchiarlo anche dopo.

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CONSIGLIO DI STATO: ILLEGITTIMO DIVIETO DEI CANI IN AREE VERDI DEI PICCOLI COMUNI

“A fronte della vigenza di ordinanze del Ministero della salute prescriventi l’obbligo per chiunque conduca il cane in ambito urbano di raccoglierne le deiezioni e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse (rafforzate in taluni casi dai regolamenti di polizia urbana), effettivamente un’ordinanza che vieta, in assenza di ragioni specifiche, l’introduzione nelle aree verdi di animali non appare legittima”. Così il Consiglio di Stato – riporta Ansa – in una sentenza con la quale ha ribaltato una decisione del Tar delle Marche che nel luglio dello scorso anno diede torto all’associazione Earth che contestava un’ordinanza del Comune di Mercatello sul Metauro, borgo medievale marchigiano di poco più di mille abitanti, che ha disposto, tra l’altro, il divieto d’introduzione di animali nelle aree verdi urbane a tutela della sicurezza, igiene ambientale e fruibilità delle stesse aree. I giudici di Palazzo Spada, premettendo che il divieto oggetto del ricorso “è stato introdotto in una piccola realtà urbana, con poco più di mille abitanti, e caratterizzata da un centro edificato che per estensione territoriale è inferiore ad un parco delle città metropolitane” e che “allo stesso tempo tali dimensioni si riflettono sulla struttura organizzativa dell’ente e sul personale disponibile per lo svolgimento dell’attività di sorveglianza, che potrebbe essere soluzione alternativa all’imposizione del divieto”, hanno osservato che “non è tanto controvertibile l’assunto sulle dimensioni del Comune, quanto piuttosto non appartiene al notorio, neppure in via induttiva, l’affermazione sul sottodimensionamento della struttura organizzativa dell’ente, e dunque anche del personale disponibile all’attività di controllo”.

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PORDENONE, TAR SOSPENDE ORDINANZE PER ABBATTERE CORNACCHIA “AGGRESSIVA”

Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha sospeso con effetto immediato le due ordinanze del sindaco di Pordenone che disponevano l’abbattimento di una cornacchia ritenuta responsabile di comportamenti aggressivi e difensivi legati alla presenza della prole. Il provvedimento è arrivato dopo il ricorso presentato da un’associazione animalista, che aveva impugnato le due diverse ordinanze emanate dal Comune. La vicenda è iniziata nelle scorse settimane, quando una cornacchia aveva assunto atteggiamenti aggressivi nei confronti dei passanti in un’area urbana di Pordenone presumibilmente per proteggere il nido e i piccoli. Dopo alcune segnalazioni e interventi di monitoraggio, il sindaco Alessandro Basso aveva firmato un’ordinanza che autorizzava l’abbattimento dell’animale per motivi di sicurezza pubblica. Il provvedimento era stato contestato tra gli altri dalla Lav, che aveva presentato ricorso sostenendo che esistessero soluzioni alternative e non cruente. Nel frattempo il Comune aveva emanato una seconda ordinanza con contenuti analoghi.

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DALLE DOLOMITI ALL’AUSTRIA: IL LUNGO VIAGGIO DEL LUPO MIRCO

Si è staccato dal branco sulle Dolomiti bellunesi in primavera, e ha viaggiato alla ricerca di una compagna con cui “fondarne” uno nuovo, fino ad arrivare in Cadore e a sconfinare in Austria. E’ il viaggio di “Mirco” – riporta Ansa – un giovane lupo maschio di circa due anni e 31 chilogrammi, monitorato giorno per giorno con un radiocollare grazie ad un accordo tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Nell’area protetta i lupi seguiti dai ricercatori sardi sono tre, appartenenti al branco che gravita attorno all’area di Cajada, foresta all’interno del Parco. Tra marzo e maggio l’animale si è spostato all’interno del territorio del suo branco fino a quando, all’inizio di maggio, lo ha lasciato e, come fanno alla sua età, è andato in “dispersione”, alla ricerca di un nuovo territorio e di una compagna. Come spesso accade, i giovani esemplari in dispersione percorrono grandi distanze in tempi brevi. Il radiocollare di Mirco funziona regolarmente, ne registra le posizioni e consente di monitorare i suoi spostamenti. Il 9 maggio era in Cadore, vicino a Perarolo, il 12 era nei pressi di Giralba e il 14, in un solo giorno, ha superato le Tre Cime di Lavaredo ed è arrivato a nord di San Candido (Bolzano). Il 15 ha varcato il confine con l’Austria, dove è rimasto fino alla fine del mese. Ai primi di giugno è rientrato in provincia di Bolzano, esplorando l’area a sud di Lappago, per poi spostarsi nuovamente in territorio austriaco, nella valle della Zillertal dove si trova ancora oggi.

(Foto di repertorio di Gran Sasso Laga Park)

 

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RINNOVABILI, GOVERNO SBLOCCA AUTORIZZAZIONI PER 14 IMPIANTI E 530MW DI ENERGIA

Il Consiglio dei ministri del 4 giugno ha sbloccato le autorizzazioni per 14 impianti di rinnovabili in Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna, per 530 megawatt complessivi, bloccati da pareri discordanti fra il ministero dell’Ambiente e le Soprintendenze del ministero della Cultura. Sette impianti – riporta Ansa – sono in Puglia: parco fotovoltaico “Apricena 02” da 25,67 Megawatt, con annesso impianto di accumulo energetico della potenza di 50 Mw nei comuni di Apricena (Foggia), e San Paolo di Civitate (Foggia); impianto agrivoltaico “Deliceto Hv” da 63,78 MWp, nei comuni di Bovino (Foggia), Castelluccio dei Sauri (Foggia) e Deliceto (Foggia); parco eolico “Borgo Fonte Rosa 2”, da 10 aerogeneratori e 47 Mw, nel comune di Manfredonia (Foggia); parco eolico da 10 aerogeneratori e potenza complessiva di 60 Mw, nei comuni di Cerignola (Foggia) e Ascoli Satriano (Foggia); impianto agrivoltaico da 28,1 Mw nel comune di Manfredonia (Foggia), in località “Borgo Fonte Rosa” e “Macchia Rotonda”; impianto agro-fotovoltaico “Cer01” da 44,715 Mw, nel comune di Cerignola (Foggia); impianto agrivoltaico “Asc05” da 55,40 Mw nei comuni di Ascoli Satriano (Foggia), Cerignola (Foggia) e Melfi (Potenza), in località Perillo-Posta Carrera-Gubito. Un impianto fotovoltaico è fra le regioni Puglia e Basilicata, nel comune di Spinazzola (Barletta Andria Trani), da collegare alla stazione elettrica di smistamento nel comune di Genzano di Lucania (Potenza). Tre impianti sono nel Lazio: impianto agrivoltaico da 25,3 Mw in Roma Capitale; impianto agrivoltaico “Ardea 26” da 14,032 Mw nel Comune di Ardea (Roma), in località “La Fossa”; impianto eolico “Parco Eolico Energia Viterbo”, da 13 aerogeneratori e potenza complessiva di 78 Mw, nei comuni di Montefiascone (Viterbo) e Viterbo. Gli ultimi 3 impianti riguardano la Sardegna: impianto eolico “Boreas” da 60 Mw, nei comuni di Jerzu (Nuoro) e Ulassai (Nuoro); mpianto fotovoltaico “Cacip_25” nel comune di Uta (Cagliari), in località Macchiareddu; impianto agrivoltaico solare “Serramanna 2” da 27,1362 Mw, nel comune di Serramanna (Sud Sardegna).

(Foto di repertorio)

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AUTOMOTIVE, PICHETTO: “ELETTRICO È FUTURO, MA POLITICA NON DEMOLISCA INDUSTRIA”

“Il motore elettrico è il motore del futuro, non ci sono dubbi, perché è più facile da fare, ha sette volte in meno di componenti rispetto a quello termico”. L’ha detto – riporta Ansa – il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo alla Festa dell’Innovazione organizzata dal Foglio a Venezia. “L’idiozia – ha aggiunto – è la decisione da parte di un politico di come dovrebbe essere la tecnologia nel 2035. Non posso, io politico, decidere come sarà la tecnologia 15 anni dopo. E questo ha demolito il sistema automotive principe del mondo che era quello tedesco-italiano”.

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ORSA AMARENA: LEIDAA AMMESSA COME PARTE CIVILE, “SODDISFATTA” L’ON. BRAMBILLA

La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dall’avv. Crescenzo Presutti, è tra le 24 parti civili ammesse, su poco meno di una cinquantina, nel nuovo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Avezzano nell’udienza che si è tenuta oggi. La prossima è fissata per il 25 settembre.
“L’ammissione come parte civile – commenta l’on. Brambilla – è motivo di grande soddisfazione e ci consente di far valere le nostre ragioni. Si tratta di un reato gravissimo in sé e per le modalità con cui è stato consumato, di un atto crudele e insensato ai danni di uno dei simboli del Parco d’Abruzzo. L’imputato ha sparato per uccidere, non per errore o solo per allontanare l’animale. E’ giusto che il responsabile paghi per un’uccisione deliberata, aggravata dalle circostanze e purtroppo ispirata dalla retorica del grilletto facile contro i grandi carnivori e tutta la fauna selvatica”.

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PSA, MINISTRO SCHILLACI: “FOCOLAI RIDOTTI DA 31 A 1”

“Il caso di Cuneo non ci ha colto di sorpresa. Il sistema di sorveglianza nazionale ha rilevato la positività del cinghiale alla peste suina africana e ha attivato immediatamente le procedure previste. Seguiamo con la massima attenzione l’evoluzione epidemiologica in quella provincia, che sappiamo essere un territorio di straordinaria importanza per il nostro patrimonio suinicolo”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al question time del Senato. “Nel 2024 i focolai negli allevamenti di suini domestici erano 31; nel 2025 c’è stato un solo focolaio, così come nel 2026. Questo non è un risultato ordinario, è frutto di anni di lavoro coordinato, capillare, spesso silenzioso, che oggi ci permette di affrontare il caso di Cuneo con strumenti collaudati e con una catena di comando che funziona – aggiunge -. Il ministero opera in stretto contatto con il Commissario straordinario alla PSA, la Regione Piemonte e le autorità territoriali competenti. Su Cuneo stiamo definendo una strategia dedicata che tiene conto delle specificità epidemiologiche, ambientali e produttive del territorio. Sul fronte operativo, il Commissario straordinario ha attivato la collaborazione con l’Enci per l’impiego di cani molecolari nella ricerca delle carcasse: è uno strumento prezioso per individuare in anticipo la circolazione del virus nella fauna selvatica. Sono stati chiusi i varchi critici lungo l’autostrada Asti-Cuneo, uno dei principali corridoi di attraversamento dei cinghiali”. Inoltre, “sul fronte economico, il ministero dell’Agricoltura ha già stanziato, nel corso del 2025, 25 milioni di euro a favore delle imprese suinicole che hanno subito danni indiretti, e abbiamo chiesto alla Commissione europea l’attivazione delle misure eccezionali di sostegno al mercato previste per le emergenze da malattie animali – conclude Schillaci -. Gli allevatori, quindi, non sono soli. I numeri ci dicono che la strada imboccata è quella giusta: da 31 focolai a 1, non per fortuna ma per metodo”.

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ANIMALI MALTRATTATI NEL BOLOGNESE, RESTERANNO AGLI AFFIDATARI

Confisca definitiva di tutti gli Animali, che sono stati assegnati in via permanente alle famiglie e alle associazioni che li avevano in affido provvisorio dal momento del sequestro. Si è concluso così, davanti al Tribunale di Bologna, il processo maltrattamento e abbandono di Animali relativo al sequestro, avvenuto nel 2025, di circa trenta onimali – tra cui cavalli, asini, cani e volatili – detenuti in gravi condizioni in una fattoria con collezione faunistica nell’entroterra bolognese. Il giudice Domenico Truppa ha inoltre stabilito per l’imputato, che era proprietario degli Animali, la messa alla prova, disponendo un programma della durata di un anno che prevede 250 ore di lavori di pubblica utilità. Horse Angels Odv, associazione per la tutela dei cavalli, ammessa parte civile nel procedimento e assistita dall’avvocato Michela Zito, aveva sostenuto nel corso dell’intera vicenda la necessità di garantire la tutela degli Animali sequestrati e la salvaguardia del lavoro svolto dagli affidatari, che li hanno accolti e mantenuti per oltre un anno senza alcun contributo economico. “La decisione mette così fine all’incertezza vissuta per molti mesi dalle famiglie, dai privati e dagli enti che hanno garantito cure veterinarie, mantenimento e assistenza agli Animali sottratti alla situazione di degrado oggetto dell’indagine”, ha spiegato Horse Angels Odv. “La confisca definitiva degli animali rappresenta il risultato più importante di questa vicenda – ha detto la presidente dell’associazione, Roberta Ravello – Dopo oltre un anno di cure e accudimento, gli Animali potranno finalmente restare nei luoghi in cui hanno ritrovato sicurezza e stabilità. Ringraziamo tutti gli affidatari che, senza alcun sostegno economico, hanno reso possibile questo risultato con il loro impegno quotidiano”.

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BAGNOREGIO, UN GATTO UCCISO E DUE FERITI

Un gatto ucciso a fucilate e altri due feriti gravemente a Vetriolo, frazione di Bagnoregio, in provincia di Viterbo. Le bestiole sono state colpite nei giorni scorsi da alcuni ignoti che hanno usato un’arma che spara proietti a pallini, presumibilmente un fucile da caccia. A denunciare il fatto lo stesso sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che si è recato personalmente sul posto per verificare i fatti per poi sporgere denuncia alle autorità competenti. “Ho voluto verificare personalmente la situazione – spiega Profili in un post-, e raccogliere informazioni utili per comprendere meglio quanto accaduto. Le conseguenze sono state drammatiche: uno è deceduto, uno degli animali ha perso un occhio, mentre un altro presenta gravi problemi alla colonna vertebrale. Episodi che non possono essere considerati semplici bravate, ma atti di crudeltà inaccettabili nei confronti di esseri indifesi”.

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LUPI AVVELENATI, PROCURA INDAGA SU FITOFARMACI E FONDI EUROPEI

Entra nel vivo l’inchiesta sui lupi avvelenati nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise tra Alfedena, Villetta Barrea, Pescasseroli e ai confini dell’area protetta in Marsica, in provincia dell’Aquila. L’indagine è portata avanti dalla Procura della Repubblica di Sulmona. Domani sarà ascoltato Dino Rossi, presidente del Cospa (Comitato agricoltori e allevatori d’Abruzzo). L’allevatore dovrebbe fornire agli inquirenti elementi utili sulle sostanze che sarebbero state utilizzate per le esche che hanno portato alla morte di almeno 23 lupi appenninici, alcune poiane e delle volpi. Tra gli elementi al centro degli accertamenti, come confermato anche da Rossi, ci saranno i dati relativi ai fitofarmaci maggiormente utilizzati in agricoltura e che dovrebbero essere stati impiegati per il veleno adoperato per sterminare i branchi. L’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo ha confermato che il veleno utilizzato per la morte dei lupi è unico, per tutti gli animali sarebbe lo stesso. Si punta alla specificazione delle colture che vengono trattate con i prodotti incriminati e di chi li utilizzi, considerando che certi tipi di sostanze possono essere acquisite solo da aziende iscritte in particolari registri regionali e chi le compra deve essere registrato. Altre analisi riguardano il dna di un’esca in particolare per risalire al proprietario. I riflettori saranno inoltre puntati sui meccanismi legati alla caccia ai contributi europei, in particolare alla posizione di chi ne è rimasto escluso a causa dell’affitto di 20mila ettari da parte dell’Ente parco.

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2 GIUGNO, L’ULTIMA VOLTA DELLA VICEBRIGADIERE BRICIOLA

Anche per le mascotte arriva l’eta’ della ‘pensione’. Ma Briciola, la cagnolina entrata ufficialmente a far parte della “famiglia” della Fanfara del 4 Reggimento Carabinieri a cavallo nel 2014, difficilmente verra’ dimenticata dopo essere diventata un’attrazione fissa della parata militare del 2 giugno (e non solo). Arruolata ad un solo anno di vita, Briciola ha vissuto tutta la sua carriera (fino a conquistarsi i gradi di vicebrigadiere) all’interno della caserma di viale Tor di Quinto, coccolata da tutti e capace di muoversi con una disinvoltura sorprendente in mezzo a ‘colleghi’ animali molto piu’ ingombranti, i cavalli: la scelta cadde su di lei, meticcia ‘sfrontata’, proprio perche’ non dimostrava alcuna paura a muoversi tra gli zoccoli. Il momento clou della sua vita militare coincide con il 2015, quando davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, improvviso’ una capriola destinata inevitabilmente a diventare virale e ad allargarne a dismisura la fama. Ora, svestita la ‘divisa’, verra’ adottata da un ufficiale ma, c’e’ da giurarci, continuera’ ad essere per tutti un simbolo della Benemerita.

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RISAIE, STUDIO: NEGLI ULTIMI 60 ANNI RADDOPPIATE LE EMISSIONI DI GAS SERRA

Le emissioni di gas serra provenienti dalle risaie sono raddoppiate negli ultimi 60 anni, ma modifiche pratiche alle aziende agricole potrebbero ridurre le emissioni di metano e contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici globali senza diminuire la produzione alimentare. È quanto riporta oggi – riporta Gea – un team di scienziati del Boston College sulla rivista Nature Food. Il riso nutre più della metà della popolazione mondiale, ma ha un impatto climatico sempre maggiore. Le risaie allagate emettono metano e protossido di azoto, due potenti gas serra. Con l’intensificarsi della coltivazione del riso a livello globale, comprendere la sua impronta di metano – e come ridurla senza compromettere la sicurezza alimentare – è diventata una priorità mondiale.

(Risaia, foto Hong Son su Pexels)

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ROMA, CAVALLI IN FUGA: SOSPESI DA PARATA I 4 VIGILI CHE HANNO ESPLOSO I BOTTI

I quattro vigili urbani di Roma che hanno esploso alcuni fuochi d’artificio al termine delle prove della parata del 2 giugno, causando la fuga di diversi cavalli, non parteciperanno alla sfilata del plotone in moto e non saranno sostituiti, per mancanza di tempo nel preparare altri agenti. Inoltre – riporta Nova – essendo in forze al Gruppo pronto intervento traffico, sono stati sottratti dai servizi in strada e messi a disposizione delle necessità d’ufficio del corpo della polizia locale della Capitale. Oggi, il comandante Mario De Sclavis, ha promesso “inflessibilità” sui provvedimenti al termine delle indagini, per le quali però “ci vuole tempo, non possiamo correre sugli accertamenti, la vicenda è importante e delicata, dobbiamo fare le cose con calma e bene”. Nei video circolati online si vedono quattro agenti della locale che accendono alcuni fuochi d’artificio e poco dopo diversi cavalli fuggono sulla via Cristoforo Colombo: gli animali, imbizzarriti, hanno ferito tre militari dell’esercito e una poliziotta, oltre a causare diversi danni, inclusi quelli ad alcune auto in sosta. Al momento la procura non ha aperto alcun fascicolo, ma non è escluso che possa farlo nei prossimi giorni. Nel frattempo, la polizia locale sta svolgendo una indagine interna. “Non ci sono iscritti nel registro degli indagati, attendiamo eventuali comunicazioni dalla Procura – ha aggiunto De Sclavis -. Non ho avuto alcun colloquio e confronto con i 4 agenti che hanno esploso i fuochi d’artificio perché stiamo conducendo una indagine interna e un colloquio privato sarebbe vietato dalla legge”.

“Allo Stato Maggiore non risulta l’abbattimento di nessun cavallo” appartenente ai reparti militari. “I cavalli infortunati sono 6/7 ma hanno riportato lesioni lievi”. Lo ha detto – riporta Ansa – il comandante della polizia locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, in merito all’incidente provocato dall’accensione di fuochi d’artificio da parte di un vigile urbano in compagnia di altri colleghi, che ha innescato la fuga di 30 cavalli.

(Frame dei cavalli in fuga)

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COMMISSIONE UE: TABELLA DI MARCIA PER ELIMINARE LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

La Commissione Europea ha lanciato una tabella di marcia per eliminare gradualmente la sperimentazione sugli animali nelle valutazioni di sicurezza chimica, delineando una transizione verso tecniche che non prevedono l’utilizzo di animali. Con 22 azioni suddivise in tre pilastri – riporta Adnkronos – spiega la Commissione in una nota, la tabella di marcia prevede la graduale sostituzione della sperimentazione animale nelle valutazioni di sicurezza chimica in 15 settori, tra cui sostanze chimiche per usi industriali e di consumo, pesticidi e biocidi, prodotti farmaceutici e additivi per alimenti e mangimi. Il primo pilastro si concentra sulla realizzazione del cambiamento verso l’eliminazione graduale dell’uso di animali. Le azioni previste mirano ad accelerare lo sviluppo e l’adozione di approcci che non prevedono l’utilizzo di animali.

(Foto di repertorio)

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BOLOGNA, CORSO DI FORMAZIONE CON “PATENTINO” PER I PROPRIETARI DI GATTI

Per la prima volta in Emilia-Romagna prende il via un corso di formazione per proprietari di gatti. Un ciclo di incontri al termine del quale si potrà ottenere un vero e proprio ‘patentino’. Il progetto – riporta Dire – è stato ideato a Ozzano nell’Emilia, in provincia di Bologna, e a organizzarlo è la Pro Loco insieme ad Alma Mater, Regione, Ausl di Bologna e Ordine provinciale dei Veterinari. Il corso, totalmente gratuito e destinato non solo ai residenti di Ozzano, ma a chiunque sia interessato, sarà condotto dalla veterinaria Giulia Bompadre in collaborazione con Daniele Zambelli della Clinica ostetrica veterinaria. Per partecipare basta presentarsi al primo incontro, tutti gli appuntamenti si svolgeranno nella Sala del Consiglio comunale di Ozzano nelle giornate del 10, 17 e 24 giugno e 1 luglio, dalle 18.30 alle 20.30. Il corso, spiega il Comune, è “pensato per approfondire il benessere, i bisogni comportamentali e la corretta convivenza con il gatto domestico in continuità con esperienze già avviate in altre città italiane”. Durante il ciclo di incontri saranno affrontati temi importanti per la salute e il comportamento del gatto domestico come “emozioni, benessere e arricchimento ambientale”, ambiente salutare, sistemi di comunicazione, problemi comportamentali e aggressività, “stress da trasporto e manipolazioni”, rapporto coi bambini e sterilizzazione.

(Foto di repertorio)

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GIORNATA NAZIONALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI: IL CONTRIBUTO DELLA LEGGE BRAMBILLA

“La definizione degli animali come esseri senzienti, portatori di diritti, da tutelare in via diretta; l’innalzamento delle pene edittali che finalmente aprirà le porte del carcere; l’incremento di un terzo delle pene per i crimini commessi su più animali, in presenza di minori, o diffusi online; l’istituto dell’affido definitivo nel corso del procedimento che consente di togliere subito gli animali ai loro maltrattatori (anche presunti) e il divieto del barbaro uso di tenere il cane alla catena”.

Sono alcuni degli effetti giuridici già prodotti dalla legge Brambilla, che rappresenta il miglior modo per celebrare questa importante festa in loro onore: una legge che inasprisce le pene per i reati a carico degli animali e che sarà la base, nei tempi della giustizia, per sentenze finalmente severe contro chi maltratta e uccide gli ultimi degli ultimi. Lo ricorda l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, in occasione della Giornata nazionale dei diritti degli animali, che sottolinea il contributo della legge all’effettivo riconoscimento dei diritti degli animali in quanto esseri senzienti.

“Con particolare favore – aggiunge – è stata accolta, dalle forze dell’ordine e dagli animalisti, la norma sull’affido definitivo nel corso dei procedimenti per uccisione di animali, maltrattamenti, combattimenti e manifestazioni vietate. Grazie a questa innovazione le associazioni hanno potuto, dietro cauzione, chiedere al giudice di vedersi assegnati gli animali sequestrati, per assicurare loro effettiva protezione, buona salute e la prospettiva di un’adozione. Il meccanismo ha trovato la prima applicazione nel luglio 2025 con un maxisequestro di animali maltrattati a Trieste e poi in tutti i principali casi del genere, nei quali LEIDAA è intervenuta direttamente, da Palermo a Ponzano Romano, dove 200 husky erano imprigionati in un casolare. Impossibile dire quanti (sicuramente tanti) sono i cani finalmente liberati dalla catena né quanti sono i processi che saranno decisi sulla base della nuova legge. La riforma Brambilla permette tra l’altro di utilizzare nella fase delle indagini, in alcuni casi, strumenti incisivi come intercettazioni telefoniche e misure cautelari. Ma soprattutto, lo vediamo ogni giorno, ha stimolato la sensibilità collettiva, già forte nella nostra società, e le segnalazioni relative a questo tipo di reati, non più “di serie B” ormai, si sono moltiplicate”.

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VENEZIA, TRAFFICO ILLEGALE DI CANI E GATTI SCOPERTO ALL’AEROPORTO

Un traffico illegale di cani e gatti è stato scoperto da personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai finanzieri del Gruppo Tessera in servizio all’Aeroporto “Marco Polo” di Venezia. I militari – riporta LaPresse – hanno intercettato nello scalo aeroportuale un cittadino italiano arrivato da Mosca e Istanbul con al seguito quattro cuccioli, tre cani di razza Pomerania e un gatto di razza Maine Coon. In un primo momento, la documentazione esibita (passaporti francesi per i cani e passaporto polacco per il gatto) è apparsa autentica, ma i successivi approfondimenti hanno permesso di scoprire un traffico illecito di animali da compagnia destinati alla successiva commercializzazione. L’immissione dichiarata “non commerciale” di animali da compagnia, oltre all’evasione dei diritti di confine, consente – a chi la attua – di introdurre l’animale evitando di fornire garanzie sanitarie supplementari, come il necessario rispetto dei requisiti sanitari dell’allevamento di provenienza, di evitare la visita veterinaria dell’animale e la somministrazione dei vaccini prescritti dalla legge. Gli ulteriori accertamenti – svolti unitamente ai veterinari del Ministero della Salute – hanno permesso di appurare che non erano stati somministrati i vaccini necessari per l’ingresso nell’Unione Europea: i passaporti utilizzati per il trasporto dei cuccioli erano stati falsificati per eludere i controlli e i chip utilizzati come dispositivi di identificazione non erano conformi alle normative europee. L’uomo è stato denunciato a piede libero e i cuccioli, una volta accertato il loro stato di salute dalle autorità sanitarie, sono stati sequestrati e affidati in custodia giudiziale.

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