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CONSIGLIO DI STATO: ILLEGITTIMO DIVIETO DEI CANI IN AREE VERDI DEI PICCOLI COMUNI

“A fronte della vigenza di ordinanze del Ministero della salute prescriventi l’obbligo per chiunque conduca il cane in ambito urbano di raccoglierne le deiezioni e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse (rafforzate in taluni casi dai regolamenti di polizia urbana), effettivamente un’ordinanza che vieta, in assenza di ragioni specifiche, l’introduzione nelle aree verdi di animali non appare legittima”. Così il Consiglio di Stato – riporta Ansa – in una sentenza con la quale ha ribaltato una decisione del Tar delle Marche che nel luglio dello scorso anno diede torto all’associazione Earth che contestava un’ordinanza del Comune di Mercatello sul Metauro, borgo medievale marchigiano di poco più di mille abitanti, che ha disposto, tra l’altro, il divieto d’introduzione di animali nelle aree verdi urbane a tutela della sicurezza, igiene ambientale e fruibilità delle stesse aree. I giudici di Palazzo Spada, premettendo che il divieto oggetto del ricorso “è stato introdotto in una piccola realtà urbana, con poco più di mille abitanti, e caratterizzata da un centro edificato che per estensione territoriale è inferiore ad un parco delle città metropolitane” e che “allo stesso tempo tali dimensioni si riflettono sulla struttura organizzativa dell’ente e sul personale disponibile per lo svolgimento dell’attività di sorveglianza, che potrebbe essere soluzione alternativa all’imposizione del divieto”, hanno osservato che “non è tanto controvertibile l’assunto sulle dimensioni del Comune, quanto piuttosto non appartiene al notorio, neppure in via induttiva, l’affermazione sul sottodimensionamento della struttura organizzativa dell’ente, e dunque anche del personale disponibile all’attività di controllo”.

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CINQUE TERRE IN PERICOLO PER L’INNALZAMENTO DEL MARE

Le coste di Monterosso e Vernazza, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, risultano sempre piu’ esposte agli effetti dell’innalzamento del livello del mare. E’ quanto emerge dallo studio ‘The First Relative Sea Level Rise and Storm Surges Scenarios up to 2150 CE for the Coasts of Monterosso and Vernazza, Cinque Terre National Park (Liguria, Italy)’, recentemente pubblicato sulla rivista Remote Sensing da un team internazionale di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (Igag) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), del Dipartimento di Ingegneria dell’Universita’ degli Studi della Basilicata (Unibas), dell’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre, dell’Universita’ Aristotele di Salonicco, dell’Osservatorio astronomico Lesia di Parigi e dell’Universita’ olandese Radboud. Combinando dati topografici e batimetrici ad alta risoluzione, rilievi geodetici, serie storiche mareografiche e modellazione numerica delle mareggiate, il lavoro propone una prima valutazione integrata dei possibili scenari di allagamento costiero fino al 2150, nell’ambito delle proiezioni climatiche dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change). L’analisi evidenzia che il settore ligure considerato presenta un trend di innalzamento del livello del mare non stazionario, confermando una crescente vulnerabilita’ dei tratti costieri a bassa quota e delineando scenari utili alla pianificazione territoriale e alla riduzione del rischio costiero.

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SCHILLACI: LA BUONA SALUTE DEGLI UOMINI E’ LEGATA A QUELLA DEGLI OCEANI

“La salute umana e quella degli oceani sono legate in maniera assai stretta e rappresentano dimensioni inseparabili di un medesimo equilibrio. Solo con questa prospettiva integrata possiamo promuovere e salvaguardare la salute delle generazioni presenti e di quelle future alle quali dobbiamo certamente lasciare un mondo migliore e non peggiore. Per questo, mettere gli oceani e la salute al centro dei dialoghi sulla politica sanitaria è una sfida ma anche e soprattutto una grande opportunità, che gli esponenenti della comunità scientifica oggi presenti qui stanno dimostrando di po”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al Forum internazionale sugli oceani e la salute umana in corso all’Istituto superiore di sanità in occasione della giornata mondiale degli oceani. “L’Italia ha riconosciuto qualcosa che pochi governi hanno già tradotto in ambizione e visione concreta, cioè che la salute umana e la salute degli oceani sono la stessa storia, lo stesso presente e, soprattutto, lo stesso futuro – ha sottolineato Schillaci -. Sulla base di questo criterio è stato istituito, ad esempio, il Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (Snps), che salda formalmente il sistema della Salute con quello per la protezione dell’Ambiente, in un’ottica One Health e guardando alla sua evoluzione più ambiziosa, quella della Planetary Health”. Il ministro evidenzia inoltre come “in questa visione, si inserisce anche il progetto Sea-Care, che, unico nel suo genere nel panorama internazionale, grazie alla sinergia tra l’Istituto superiore di sanità, la Marina Militare e altri centri di ricerca nazionali e internazionali, ha raccolto campioni da tutti gli oceani portando evidenze importanti ad esempio sul tema della resistenza agli antibiotici e sulla presenza di sostanze nocive per l’uomo e tracciando persino il virus del Covid in acque ben lontane dalle nostre”. Schillaci ha infine ricordato che “una quota delle risorse del Pnrr e del Piano Nazionale Complementare sono destinate al programma ‘Salute, Ambiente, Clima’, che assume la qualità ambientale come determinante e fondamentale per garantire il diritto alla salute”. (

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CLIMA: COLTURE INVERNALI SEMPRE PIU’ A RISCHIO GRANDINE

La geografia e la stagionalita’ della grandine sta mutando a causa del riscaldamento globale, aumentando il rischio per le zone temperate e per le relative colture invernali. E’ quanto emerge da uno studio guidato dall’Universita’ del Nuovo Galles del Sud (Unsw) e pubblicato su ‘Nature Climate Change’. Tim Raupach, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Istituto per il rischio climatico e la risposta alle emergenze dell’Unsdw, afferma che questo fenomeno fa parte di uno spostamento generale della frequenza delle grandinate verso i poli: “Secondo i modelli che ipotizzano un riscaldamento globale di 2 C e 3 C, osserviamo uno spostamento generale verso un maggior rischio nelle zone piu’ fredde e nei periodi piu’ freddi dell’anno – spiega – quindi, il rischio aumenta in inverno e spesso diminuisce in estate: si tratta di uno spostamento dalle regioni e dalle stagioni piu’ calde a quelle piu’ fredde. Queste regioni piu’ fredde includono non solo parti dell’Australia meridionale e della Nuova Zelanda, ma anche il Nord America settentrionale e l’Europa. Si registrano diminuzioni, sebbene con ancora molta incertezza, nelle zone subtropicali e in alcune parti delle medie latitudini. Cio’ include gran parte dell’Australia, nonche’ regioni dell’India, della Cina e gran parte dell’Africa”.

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PORDENONE, TAR SOSPENDE ORDINANZE PER ABBATTERE CORNACCHIA “AGGRESSIVA”

Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha sospeso con effetto immediato le due ordinanze del sindaco di Pordenone che disponevano l’abbattimento di una cornacchia ritenuta responsabile di comportamenti aggressivi e difensivi legati alla presenza della prole. Il provvedimento è arrivato dopo il ricorso presentato da un’associazione animalista, che aveva impugnato le due diverse ordinanze emanate dal Comune. La vicenda è iniziata nelle scorse settimane, quando una cornacchia aveva assunto atteggiamenti aggressivi nei confronti dei passanti in un’area urbana di Pordenone presumibilmente per proteggere il nido e i piccoli. Dopo alcune segnalazioni e interventi di monitoraggio, il sindaco Alessandro Basso aveva firmato un’ordinanza che autorizzava l’abbattimento dell’animale per motivi di sicurezza pubblica. Il provvedimento era stato contestato tra gli altri dalla Lav, che aveva presentato ricorso sostenendo che esistessero soluzioni alternative e non cruente. Nel frattempo il Comune aveva emanato una seconda ordinanza con contenuti analoghi.

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DALLE DOLOMITI ALL’AUSTRIA: IL LUNGO VIAGGIO DEL LUPO MIRCO

Si è staccato dal branco sulle Dolomiti bellunesi in primavera, e ha viaggiato alla ricerca di una compagna con cui “fondarne” uno nuovo, fino ad arrivare in Cadore e a sconfinare in Austria. E’ il viaggio di “Mirco” – riporta Ansa – un giovane lupo maschio di circa due anni e 31 chilogrammi, monitorato giorno per giorno con un radiocollare grazie ad un accordo tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Nell’area protetta i lupi seguiti dai ricercatori sardi sono tre, appartenenti al branco che gravita attorno all’area di Cajada, foresta all’interno del Parco. Tra marzo e maggio l’animale si è spostato all’interno del territorio del suo branco fino a quando, all’inizio di maggio, lo ha lasciato e, come fanno alla sua età, è andato in “dispersione”, alla ricerca di un nuovo territorio e di una compagna. Come spesso accade, i giovani esemplari in dispersione percorrono grandi distanze in tempi brevi. Il radiocollare di Mirco funziona regolarmente, ne registra le posizioni e consente di monitorare i suoi spostamenti. Il 9 maggio era in Cadore, vicino a Perarolo, il 12 era nei pressi di Giralba e il 14, in un solo giorno, ha superato le Tre Cime di Lavaredo ed è arrivato a nord di San Candido (Bolzano). Il 15 ha varcato il confine con l’Austria, dove è rimasto fino alla fine del mese. Ai primi di giugno è rientrato in provincia di Bolzano, esplorando l’area a sud di Lappago, per poi spostarsi nuovamente in territorio austriaco, nella valle della Zillertal dove si trova ancora oggi.

(Foto di repertorio di Gran Sasso Laga Park)

 

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RINNOVABILI, GOVERNO SBLOCCA AUTORIZZAZIONI PER 14 IMPIANTI E 530MW DI ENERGIA

Il Consiglio dei ministri del 4 giugno ha sbloccato le autorizzazioni per 14 impianti di rinnovabili in Puglia, Basilicata, Lazio e Sardegna, per 530 megawatt complessivi, bloccati da pareri discordanti fra il ministero dell’Ambiente e le Soprintendenze del ministero della Cultura. Sette impianti – riporta Ansa – sono in Puglia: parco fotovoltaico “Apricena 02” da 25,67 Megawatt, con annesso impianto di accumulo energetico della potenza di 50 Mw nei comuni di Apricena (Foggia), e San Paolo di Civitate (Foggia); impianto agrivoltaico “Deliceto Hv” da 63,78 MWp, nei comuni di Bovino (Foggia), Castelluccio dei Sauri (Foggia) e Deliceto (Foggia); parco eolico “Borgo Fonte Rosa 2”, da 10 aerogeneratori e 47 Mw, nel comune di Manfredonia (Foggia); parco eolico da 10 aerogeneratori e potenza complessiva di 60 Mw, nei comuni di Cerignola (Foggia) e Ascoli Satriano (Foggia); impianto agrivoltaico da 28,1 Mw nel comune di Manfredonia (Foggia), in località “Borgo Fonte Rosa” e “Macchia Rotonda”; impianto agro-fotovoltaico “Cer01” da 44,715 Mw, nel comune di Cerignola (Foggia); impianto agrivoltaico “Asc05” da 55,40 Mw nei comuni di Ascoli Satriano (Foggia), Cerignola (Foggia) e Melfi (Potenza), in località Perillo-Posta Carrera-Gubito. Un impianto fotovoltaico è fra le regioni Puglia e Basilicata, nel comune di Spinazzola (Barletta Andria Trani), da collegare alla stazione elettrica di smistamento nel comune di Genzano di Lucania (Potenza). Tre impianti sono nel Lazio: impianto agrivoltaico da 25,3 Mw in Roma Capitale; impianto agrivoltaico “Ardea 26” da 14,032 Mw nel Comune di Ardea (Roma), in località “La Fossa”; impianto eolico “Parco Eolico Energia Viterbo”, da 13 aerogeneratori e potenza complessiva di 78 Mw, nei comuni di Montefiascone (Viterbo) e Viterbo. Gli ultimi 3 impianti riguardano la Sardegna: impianto eolico “Boreas” da 60 Mw, nei comuni di Jerzu (Nuoro) e Ulassai (Nuoro); mpianto fotovoltaico “Cacip_25” nel comune di Uta (Cagliari), in località Macchiareddu; impianto agrivoltaico solare “Serramanna 2” da 27,1362 Mw, nel comune di Serramanna (Sud Sardegna).

(Foto di repertorio)

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AUTOMOTIVE, PICHETTO: “ELETTRICO È FUTURO, MA POLITICA NON DEMOLISCA INDUSTRIA”

“Il motore elettrico è il motore del futuro, non ci sono dubbi, perché è più facile da fare, ha sette volte in meno di componenti rispetto a quello termico”. L’ha detto – riporta Ansa – il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo alla Festa dell’Innovazione organizzata dal Foglio a Venezia. “L’idiozia – ha aggiunto – è la decisione da parte di un politico di come dovrebbe essere la tecnologia nel 2035. Non posso, io politico, decidere come sarà la tecnologia 15 anni dopo. E questo ha demolito il sistema automotive principe del mondo che era quello tedesco-italiano”.

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ORSA AMARENA: LEIDAA AMMESSA COME PARTE CIVILE, “SODDISFATTA” L’ON. BRAMBILLA

La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla e difesa dall’avv. Crescenzo Presutti, è tra le 24 parti civili ammesse, su poco meno di una cinquantina, nel nuovo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena. Lo ha stabilito il giudice del Tribunale di Avezzano nell’udienza che si è tenuta oggi. La prossima è fissata per il 25 settembre.
“L’ammissione come parte civile – commenta l’on. Brambilla – è motivo di grande soddisfazione e ci consente di far valere le nostre ragioni. Si tratta di un reato gravissimo in sé e per le modalità con cui è stato consumato, di un atto crudele e insensato ai danni di uno dei simboli del Parco d’Abruzzo. L’imputato ha sparato per uccidere, non per errore o solo per allontanare l’animale. E’ giusto che il responsabile paghi per un’uccisione deliberata, aggravata dalle circostanze e purtroppo ispirata dalla retorica del grilletto facile contro i grandi carnivori e tutta la fauna selvatica”.

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PSA, MINISTRO SCHILLACI: “FOCOLAI RIDOTTI DA 31 A 1”

“Il caso di Cuneo non ci ha colto di sorpresa. Il sistema di sorveglianza nazionale ha rilevato la positività del cinghiale alla peste suina africana e ha attivato immediatamente le procedure previste. Seguiamo con la massima attenzione l’evoluzione epidemiologica in quella provincia, che sappiamo essere un territorio di straordinaria importanza per il nostro patrimonio suinicolo”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al question time del Senato. “Nel 2024 i focolai negli allevamenti di suini domestici erano 31; nel 2025 c’è stato un solo focolaio, così come nel 2026. Questo non è un risultato ordinario, è frutto di anni di lavoro coordinato, capillare, spesso silenzioso, che oggi ci permette di affrontare il caso di Cuneo con strumenti collaudati e con una catena di comando che funziona – aggiunge -. Il ministero opera in stretto contatto con il Commissario straordinario alla PSA, la Regione Piemonte e le autorità territoriali competenti. Su Cuneo stiamo definendo una strategia dedicata che tiene conto delle specificità epidemiologiche, ambientali e produttive del territorio. Sul fronte operativo, il Commissario straordinario ha attivato la collaborazione con l’Enci per l’impiego di cani molecolari nella ricerca delle carcasse: è uno strumento prezioso per individuare in anticipo la circolazione del virus nella fauna selvatica. Sono stati chiusi i varchi critici lungo l’autostrada Asti-Cuneo, uno dei principali corridoi di attraversamento dei cinghiali”. Inoltre, “sul fronte economico, il ministero dell’Agricoltura ha già stanziato, nel corso del 2025, 25 milioni di euro a favore delle imprese suinicole che hanno subito danni indiretti, e abbiamo chiesto alla Commissione europea l’attivazione delle misure eccezionali di sostegno al mercato previste per le emergenze da malattie animali – conclude Schillaci -. Gli allevatori, quindi, non sono soli. I numeri ci dicono che la strada imboccata è quella giusta: da 31 focolai a 1, non per fortuna ma per metodo”.

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PALERMO, SCONTRO POLITICO SULLE CARROZZE TRAINATE DA CAVALLI

Si e’ appena aperta una estate caldissima, destinata a essere letale per i cavalli che trainano le carrozze dei turisti a Palermo, ma la politica non riesce a mettere fine a questa barbarie. “Nel corso delle ultime settimane abbiamo piu’ volte ribadito, anche nell’ambito delle conferenze dei capigruppo, l’urgenza e l’importanza di procedere rapidamente all’approvazione delle due delibere regolamentari inerenti questi due temi”, spiegano i partiti di maggioranza del Consiglio comunale. “La proposta avanzata dalla maggioranza – dicono – e’ stata sin dall’inizio chiara e responsabile: distinguere il tema generale del benessere animale da quello specifico della trazione equina, cosi’ da disciplinare entrambe le materie nei rispettivi regolamenti di riferimento, evitando inutili e potenzialmente pericolose sovrapposizioni normative. Per questa ragione, l’obiettivo condiviso era quello di incardinare contestualmente entrambi i provvedimenti nei lavori d’aula, procedere all’esame e alla votazione di tutti gli emendamenti e sospendere, se necessario, il voto finale sul primo atto nell’attesa del completamento del medesimo percorso sul secondo, indipendentemente dall’ordine di trattazione delle due delibere. Quanto accaduto nelle ultime settimane restituisce purtroppo un quadro chiaro: manca, da parte di alcune forze di opposizione anche a causa di evidenti divisioni interne una reale volonta’ di arrivare all’approvazione sia del regolamento sul benessere animale sia di quello relativo alla regolamentazione della trazione equina”.
“Per tale ragione, ci faremo promotori di un confronto interno in tempi brevissimi, – aggiunge la maggioranza – con l’intendo di chiedere formalmente al Consiglio comunale di procedere senza ulteriori indugi alla trattazione e all’approvazione di entrambi i provvedimenti, superando ritardi e rallentamenti che appaiono sempre piu’ il frutto di precise strategie politiche da parte di alcune opposizioni, il cui unico obiettivo sembra essere quello di alimentare il dibattito sui social attraverso una narrazione di facciata sul contrasto alle carrozze, senza assumersi fino in fondo la responsabilita’ delle scelte istituzionali”. L’opposizione, dal canto suo, rimprovera alla maggioranza un comportamento “ambiguo”. “Quanto avvenuto in Aula – dice – conferma ancora una volta la distanza tra la propaganda della maggioranza e le scelte compiute in questi anni. Sul benessere animale e sul superamento della trazione animale non sono mai mancati gli annunci. Sono mancate invece le decisioni. Da parte nostra non c’e’ mai stata alcuna ambiguita’. Le forze di opposizione sostengono da anni la necessita’ di rafforzare la tutela degli animali e di accompagnare il superamento delle carrozze trainate da cavalli attraverso la riconversione del settore. Lo abbiamo fatto con atti, proposte e iniziative pubbliche, assumendoci sempre la responsabilita’ delle nostre posizioni. Anche per questo appare sorprendente il tentativo di riscrivere una storia che il Consiglio comunale conosce bene”. “Nel regolamento sul benessere animale – cntinua l’opposizione – e’ gia’ presente uno specifico articolo dedicato alla trazione animale. Eppure, ogni volta che si arriva al momento delle scelte, si cerca una nuova ragione per rinviare. Non solo. Da oltre un anno e’ depositata una proposta di delibera che prevede un percorso concreto per accompagnare la sostituzione delle carrozze trainate da cavalli con mezzi elettrici. Anche su questo fronte la maggioranza non ha mai consentito che si arrivasse fino in fondo. I fatti parlano chiaro anche sul piano delle risorse. Nel 2023 – conclude l’opposizione alla giunta guidata da Roberto Lagalla -l’opposizione individuo’ un milione e mezzo di euro da destinare alla riconversione del settore e al progressivo superamento della trazione animale. Fu proprio la maggioranza a opporsi a quella scelta, rinviando tutto a un futuro regolamento che ancora oggi non e’ stato approvato. Per questo e’ difficile prendere sul serio chi oggi prova ad accreditarsi come difensore del benessere animale”.

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ANIMALI MALTRATTATI NEL BOLOGNESE, RESTERANNO AGLI AFFIDATARI

Confisca definitiva di tutti gli Animali, che sono stati assegnati in via permanente alle famiglie e alle associazioni che li avevano in affido provvisorio dal momento del sequestro. Si è concluso così, davanti al Tribunale di Bologna, il processo maltrattamento e abbandono di Animali relativo al sequestro, avvenuto nel 2025, di circa trenta onimali – tra cui cavalli, asini, cani e volatili – detenuti in gravi condizioni in una fattoria con collezione faunistica nell’entroterra bolognese. Il giudice Domenico Truppa ha inoltre stabilito per l’imputato, che era proprietario degli Animali, la messa alla prova, disponendo un programma della durata di un anno che prevede 250 ore di lavori di pubblica utilità. Horse Angels Odv, associazione per la tutela dei cavalli, ammessa parte civile nel procedimento e assistita dall’avvocato Michela Zito, aveva sostenuto nel corso dell’intera vicenda la necessità di garantire la tutela degli Animali sequestrati e la salvaguardia del lavoro svolto dagli affidatari, che li hanno accolti e mantenuti per oltre un anno senza alcun contributo economico. “La decisione mette così fine all’incertezza vissuta per molti mesi dalle famiglie, dai privati e dagli enti che hanno garantito cure veterinarie, mantenimento e assistenza agli Animali sottratti alla situazione di degrado oggetto dell’indagine”, ha spiegato Horse Angels Odv. “La confisca definitiva degli animali rappresenta il risultato più importante di questa vicenda – ha detto la presidente dell’associazione, Roberta Ravello – Dopo oltre un anno di cure e accudimento, gli Animali potranno finalmente restare nei luoghi in cui hanno ritrovato sicurezza e stabilità. Ringraziamo tutti gli affidatari che, senza alcun sostegno economico, hanno reso possibile questo risultato con il loro impegno quotidiano”.

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BAGNOREGIO, UN GATTO UCCISO E DUE FERITI

Un gatto ucciso a fucilate e altri due feriti gravemente a Vetriolo, frazione di Bagnoregio, in provincia di Viterbo. Le bestiole sono state colpite nei giorni scorsi da alcuni ignoti che hanno usato un’arma che spara proietti a pallini, presumibilmente un fucile da caccia. A denunciare il fatto lo stesso sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che si è recato personalmente sul posto per verificare i fatti per poi sporgere denuncia alle autorità competenti. “Ho voluto verificare personalmente la situazione – spiega Profili in un post-, e raccogliere informazioni utili per comprendere meglio quanto accaduto. Le conseguenze sono state drammatiche: uno è deceduto, uno degli animali ha perso un occhio, mentre un altro presenta gravi problemi alla colonna vertebrale. Episodi che non possono essere considerati semplici bravate, ma atti di crudeltà inaccettabili nei confronti di esseri indifesi”.

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PROTESTA ANTI-CORRIDA DURANTE UDIENZA PAPALE

Protesta contro la corrida in piazza San Pietro. Due manifestanti dell’organizzazione per i diritti degli animali Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) sono stati scortati via dalla sicurezza papale dopo aver interrotto il passaggio della papamobile del pontefice durante un’udienza generale. Leone XIV partirà sabato per una visita di sette giorni in Spagna, paese in cui si svolgono circa 1.500 corride all’anno.

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RAGUSA, CAGNETTA KIM TORNA A CORRERE CON PROTESI 3D

Kim, una cagnetta di tre anni, con un moncone al posto di una zampetta a causa di un incidente, potrà tornare a correre grazie a una protesi realizzata con una stampante 3D. La sua storia inizia otto mesi fa, a ottobre 2025, quando venne ritrovata abbandonata sul ciglio di una strada, tra Chiaramonte e Pedalino, nel Ragusano: era sanguinante, debilitata, con un moncone al posto della zampa posteriore sinistra. I volontari del ‘Canile rifugio degli Iblei Achille Birotto’ di Chiaramonte Gulfi si sono presi cura di lei, a poco a poco la ferita si è rimarginata e Kim, un pitbull dall’indole dolcissima, inizia a riprendersi. Ma il suo futuro sembrava segnato fino a quando Pietro Di Falco, tecnico ortopedico , l’ha incontrata e se ne è ‘innamorato’. Oggi Pietro trascorre con lei gran parte del suo tempo libero. Lei resta seduta nella sua cuccia, nella stanzetta vicina alle officine che realizzano le protesi, poi fa rientro al canile. Pietro Di Falco ha ideato una piccola protesi, realizzata con stampante 3D. I componenti non deperibili (le parti esterne) sono in acciaio, l’invaso che accoglie il moncherino è in materiale Tpu, realizzato in 3D e, quindi, facilmente replicabile qualora – com’è normale che accada – vada soggetto a deterioramento a causa dell’usura. “Kim è una cagnetta buonissima – racconta Di Falco -. Nonostante il trauma e l’amputazione, non ha perso il movimento dell’arto amputato e questo agevola l’intervento di protesi. Se non ci fosse la protesi il moncone tenderebbe ad appoggiarsi a terra e ciò provocherebbe delle ulcerazioni. La protesi è necessaria soprattutto durante le passeggiate o la corsa su un prato. Kim ha accettato fin dal primo momento la protesi ed è riuscita a recuperare tutti i movimenti originari. Per ora sta spesso con me, deve abituarsi e io la sto monitorando. Poi ritorna al canile”. “Kim è in cerca di una buona adozione – conclude -. Presto tornerà a correre chi volesse adottarla saprà che io mi occuperò per sempre, gratuitamente, della sua protesi. Quando questa si deteriorerà, o ci sarà bisogno di interventi, sarò io a intervenire: ho promesso a Kim che mi occuperò sempre di lei e manterrò la mia promessa. Se nessuno dovesse volerla adottare, potrei farlo io”. (Immagine di repertorio)

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NAPOLI: SALVATO RARO UCCELLO MIGRATORE, IL “SUCCIACAPRE”

La Polizia Metropolitana di Napoli ha recuperato all’aeroporto di Capodichino un esemplare di succiacapre, un raro uccello migratore. Il pennuto ora è in cura al centro recupero animaliselvatici. L’uccello, specie protetta dalla legge, è stato soccorso dopo essersi rifugiato in un hangar della manutenzione aeronautica. Lunedì mattina i tecnici di un’azienda che si occupa della manutenzione degli aeromobili all’aeroporto di Capodichino hanno contattato la Polizia Metropolitana di Napoli segnalando la presenza di un esemplare di succiacapre (caprimulgus europaeus) rifugiatosi all’interno di uno degli hangar destinati alla manutenzione degli aerei. L’uccello era incapace di volare e versava in condizioni di evidente difficoltà. Gli agenti della Polizia Metropolitana di Napoli sono intervenuti prontamente, recuperando l’esemplare e affidandolo alle cure dei veterinari del Cras — Centro Recupero animali Selvatici “Federico II” del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni animali dell’Università di Napoli operante all’Asl Napoli 1 Centro. I sanitari hanno riscontrato un grave stato di denutrizione e stress, riconducibile all’impegnativo viaggio migratorio che in questo periodo porta la specie dall’Africa all’Europa per la stagione riproduttiva. I veterinari hanno immediatamente avviato le cure necessarie per la sua riabilitazione per poterlo successivamente liberare. Il succiacapre è uno degli uccelli più affascinanti, misteriosi e insoliti della fauna europea. È un maestro del mimetismo ed è legato ad antiche leggende popolari. Il nome “succiacapre” deriva da una credenza popolare errata che risale addirittura all’antica Grecia (Plinio il Vecchio ne parlava già nella sua Naturalis Historia). La leggenda narra che questo uccello notturno volasse nelle stalle per succhiare il latte dalle mammelle delle capre, causandone la cecità o l’inaridimento. In realtà, il succiacapre frequenta spesso i pascoli semplicemente perché è attratto dai grandi stormi di insetti (mosche, tafani, falene) che ronzano intorno al bestiame. Per questo motivo, il succiacapre viene considerato un prezioso alleato dell’agricoltura: si nutre, infatti, quasi esclusivamente di insetti, che cattura in volo con tecniche aeree di grande abilità, incluso il caratteristico volo stazionario detto “Spirito Santo”. Il succiacapre è un uccello dalle abitudini crepuscolari e notturne, grazie ai suoi grandi occhi neri, è caratterizzato da testa e becco molto larghi e da un piumaggio mimetico grigiastro con striature chiare e scure, che riproducono fedelmente l’aspetto della corteccia di un albero o del terreno secco. Di giorno si posa immobile su un ramo e, nei fatti, diventa praticamente invisibile. Da buon cacciatore notturno, comincia a volare al crepuscolo, in modo silenzioso, acrobatico e leggero, come un pipistrello o una grande falena. Per questo motivo, certe tradizioni popolari italiane lo hanno anche erroneamente etichettato come “vampiro”

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ROMA, FUGA DEI CAVALLI IL 2 GIUGNO: INDAGATO UN VIGILE

Un agente della Polizia locale indagato e altri tre le cui posizioni sono al vaglio della procura di Roma nell’inchiesta avviata in relazione sull’episodio della fuga di una trentina di cavalli durante le prove per la parata del 2 Giugno. Ad essere iscritto sul registro degli indagati l’agente della polizia locale di Roma Capitale che ha acceso i fuochi d’artificio nella zona delle Teme di Caracalla scatenando la reazione degli animali. All’agente il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco contesta i reati di lesioni colpose e accensioni ed esplosioni pericolose aggravate. Altri tre agenti sono invece citati nell’informativa finita sul tavolo dei magistrati, ma ancora non formalmente iscritti sul registro degli indagati. Le loro posizioni sono al vaglio.

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LUPI AVVELENATI, PROCURA INDAGA SU FITOFARMACI E FONDI EUROPEI

Entra nel vivo l’inchiesta sui lupi avvelenati nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise tra Alfedena, Villetta Barrea, Pescasseroli e ai confini dell’area protetta in Marsica, in provincia dell’Aquila. L’indagine è portata avanti dalla Procura della Repubblica di Sulmona. Domani sarà ascoltato Dino Rossi, presidente del Cospa (Comitato agricoltori e allevatori d’Abruzzo). L’allevatore dovrebbe fornire agli inquirenti elementi utili sulle sostanze che sarebbero state utilizzate per le esche che hanno portato alla morte di almeno 23 lupi appenninici, alcune poiane e delle volpi. Tra gli elementi al centro degli accertamenti, come confermato anche da Rossi, ci saranno i dati relativi ai fitofarmaci maggiormente utilizzati in agricoltura e che dovrebbero essere stati impiegati per il veleno adoperato per sterminare i branchi. L’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo ha confermato che il veleno utilizzato per la morte dei lupi è unico, per tutti gli animali sarebbe lo stesso. Si punta alla specificazione delle colture che vengono trattate con i prodotti incriminati e di chi li utilizzi, considerando che certi tipi di sostanze possono essere acquisite solo da aziende iscritte in particolari registri regionali e chi le compra deve essere registrato. Altre analisi riguardano il dna di un’esca in particolare per risalire al proprietario. I riflettori saranno inoltre puntati sui meccanismi legati alla caccia ai contributi europei, in particolare alla posizione di chi ne è rimasto escluso a causa dell’affitto di 20mila ettari da parte dell’Ente parco.

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