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Ti ricordi… Alessandro Simonetta, meteora della Roma famoso grazie a Football Manager: “Io non sapevo nemmeno di essere nel gioco”

Il calcio dà. I soldi certo, e poi la fama, la gratitudine delle persone, la riconoscibilità. Ad imperitura memoria, quest’ultima, se hai regalato trionfi, coppe, vittorie, gol. E se non l’hai fatto nella vita reale pure. Già, perché Alessandro Simonetta non lo troverete tra i pluriscudettati di tutti i tempi, non lo troverete come capocannoniere e vincitore di più Champions, non troverete traccia di storie torbide di carte false e pratiche losche e fraudolente messe in campo per assicurarsene il cartellino: eppure tutto ciò è accaduto. Ha vinto più scudetti Alessandro, con più squadre e nella stessa stagione. Ha vinto più Champions, alla stessa maniera. Spesso a sua insaputa.

E se oggi si palesa su un social viene preso d’assalto da chi ne ha beneficiato, da chi non potrà mai dimenticare quanto a dato: tutti i giocatori di Football Manager 2004. “In realtà io avevo solo chiesto se qualcuno sapesse restaurare una foto” dice Alessandro, che in effetti aveva solo postato una foto di un vecchio ritiro della Roma in cui ci sono lui, un altro ragazzo delle giovanili della Roma, Fabrizio Grillo… e Francesco Totti. La foto gliel’hanno restaurata, ma prima di tutto gli hanno reso grazie per i campionati vinti nel popolare gioco manageriale “Al quale peraltro non ho mai giocato” racconta Alessandro.

Oggi è un assistente capo in Polizia Penitenziaria, ma all’epoca (parliamo del 2004) era un promettente attaccante della Primavera giallorossa: “In foto ero in ritiro in Austria con Capello: c’erano Totti, Cassano che era poco più grande di me, Emerson. Ricordo che in quel ritiro prima di un amichevole, giusto per non farmi sentire la tensione, Capello mi disse ‘Guarda domani giochi titolare, stai tranquillo, fai quello che sei abituato a fare in Primavera’, credo fosse contro il Genk la gara, o il Gent non ricordo bene”.

Un sogno, per un ragazzino: “Sì, chiaro: già solo guardare quello che faceva Totti in allenamento era pazzesco. Poi un giorno prima di RomaReal Madrid io ero a scuola, vengono a chiamarmi in classe ‘Simonetta, devi venire in presidenza‘… ovviamente un ragazzetto delle superiori che pensa in questi caso ‘Eccallà, ho fatto qualcosa e m’hanno beccato‘ e invece no, mi volevano al telefono ed era Bruno Conti che mi informava che sarei andato in panchina contro il Real. Finì 3 a 0 per loro, ma che emozione”. Esordio in giallorosso sognato, ma mai arrivato: “Mi ruppi il perone, andai in prestito: ad Arezzo trovai Conte e Sarri, due allenatori diversissimi ma già allora bravissimi. Antonio era già un martello, sì, ma sempre positivo, mister Maurizio invece maniaco della tattica”.

E poi una carriera che si sviluppa tra Serie C e Serie D. Nel gioco invece è un’altra cosa: “In realtà – racconta Alessandro molto divertito – io non sapevo nemmeno di esistere in un gioco manageriale, figuriamoci. Poi è capitato nei social, quattro o cinque anni fa, di scrivere qualcosa ed essere preso d’assalto da questi che dicevano ‘Eri fortissimo, ‘Mi hai fatto vincere tutto’ facendo scatenare una miriade di ricordi. E ovviamente da un lato mi sono molto divertito, dall’altro mi ha fatto piacere. Io ci ho anche scherzato: ad un ragazzo che mi elencava gol e vittorie di trofei ho commentato ‘E pensa che non ci ho nemmeno mai giocato‘”. Con lui diventavano fenomeni Alessio Cerci “Che forte lo era davvero” racconta Alessandro, e poi Stefano Okaka, Leandro Greco: “Che poi sono gli amici che mi restano nel mondo del calcio: anche Daniele De Rossi, con cui ogni tanto mi sento ancora”.

Bomber micidiale e iridato dei giochi manageriali, bomber di provincia nella realtà: “Ho smesso l’anno scorso però, ora mi dedico solo al lavoro e alla famiglia e non ho rimpianti: mi prendo la carriera che ho fatto e va bene così”. Alla fine il calcio, seppur virtuale, gli ha dato ciò che promette a pochi: l’immortalità. Non quella degli stadi pieni o delle bacheche stracolme di trofei, ma quella più curiosa e imprevedibile. Per migliaia di appassionati di Football Manager, Alessandro Simonetta resta ancora oggi uno degli attaccanti più forti di sempre. E poco importa se quei gol non sono mai stati segnati davvero. Finisce così, con un sorriso e nessun rimpianto, la storia del bomber bilaterale.

Da un lato la vita vera, fatta di polvere in Serie C, spogliatoi di provincia e la concretezza di un lavoro sicuro nello Stato. Dall’altro la gloria eterna di un algoritmo che aveva visto lungo, regalandogli un posto nell’Olimpo dei “fenomeni che potevano essere”. Bruno Conti lo chiamò in presidenza per portarlo in panchina contro il Real Madrid; il destino lo ha portato un po’ più lontano. Ma se vi capita di passare su un vecchio forum di appassionati, non dite che Simonetta non ha vinto il Pallone d’Oro: vi risponderanno che nel 2004, con lui davanti, la Champions l’ha alzata pure chi partiva dalla C2.

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Gli rubano il passaporto durante il matrimonio: Saud Abdulhamid rischia di non partire per il Mondiale | Domeniche Bestiali

Fine anno, periodo di scherzi, di lazzi, di frizzi e di feste. Eh già, mentre le Domeniche Bestiali volgono al termine tra playoff, playout e qualche torneo ufficiale non mancano le perle nei rapporti di arbitri e giudici sportivi. E non mancano le solite raccomandazioni estive: “Non uscire nelle ore più calde della giornata, bagnarsi la testa, bere molta acqua”. Equivocate, al solito, sui campi di provincia e non solo, ma non per questo bisogna buttare tutto nel secchio e viceversa. Feste di fine stagione dove non mancano le brutte sorprese, ma per fortuna per una stagione che finisce tornano supereroi di queste righe sciagurate.

BUONANOTTE AL SECCHIO
Eh sì, a volte si rischia veramente di buttare una stagione da incorniciare alle ortiche o peggio, in senso neppure troppo figurato. Ad Atessa, ad esempio, Promozione Abruzzo, dove la società ha beccato 1200 euro di multa perché: “Per gravi e reiterate intemperanze di propri sostenitori nei confronti della terna arbitrale e del Commissario di Campo, nel corso della gara e alla fine della stessa, allorquando lanciavano in campo oggetti vari (bottiglie d’acqua vuote e piene, petardi e candelotti inesplosi e un cesto dell’immondizia).

FELICI MA-TRIMONI
Sì, il titolo è quello della canzone di Caparezza, che gioca sul suo dialetto. Avrà etichettato così Saud Abdulhamid i buontemponi che durante la festa del suo matrimonio ad Amsterdam gli hanno rubato il passaporto. Un evento che ha messo a forte rischio la partecipazione al Mondiale del terzino con la sua Arabia Saudita, per fortuna però l’ambasciata si è attivata tempestivamente per rifare il documento, con la partecipazione alla competizione non più a rischio.

ABBONDARE
Meglio abbondare, no? Nelle rustiche Domeniche Bestiali è quasi un mantra, con il caldo che diventa un’arma. Come? Con bottiglie e tappi da usare come munizioni, come nel caso della Spal (Ars et Labor Ferrara oggi in Eccellenza) multata di 3mila euro: “Per avere propri sostenitori, nel corso della gara, lanciato getti d’acqua che attingevano un A.A sulla divisa. Lo stesso Ufficiale di gara veniva fatto oggetto del lancio di 20 bottigliette d’acqua vuote e semipiene nonché di tappi di bottiglia senza tuttavia essere colpito”.

DIBUGRAM
Eh già, torna il Santo patrono di questa rubrica, il Dibu che tanto abbiamo venerato quattro anni fa. L’amico Emiliano Martinez è pronto a mettere le sue mani sul pallone o su trofei come quello di miglior portiere e farne l’uso migliore come nel 2022, ma intanto le mani le mette sulla macchina fotografica, come nell’ultima amichevole della sua Argentina. Per stare vicino ai compagni infatti si è messo a bordocampo mimetizzato tra i fotografi.

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