Ucraina, nel mirino dell’anti-corruzione un altro fedelissimo di Zelensky: “Il vicepremier Kuleba comprò una casa senza redditi leciti sufficienti”
Un altro uomo di fiducia di Volodymyr Zelensky finisce nel mirino delle autorità anti-corruzione ucraine. La Procura Specializzata Anticorruzione (Sapo) ha chiesto la confisca di beni immobili per 5 milioni di grivne (circa 96 mila euro) a Oleksiy Kuleba, attuale vice primo ministro per la Rigenerazione e ministro dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori. Si tratta, ha spiegato la procura in una nota, di un appartamento e un posto auto che il politico ha comprato a Kiev. L’acquisto sarebbe avvenuto “tramite la sorella” nel 2021, quando Kuleba ricopriva il ruolo di primo vice capo dell’Amministrazione municipale della capitale. Nel 2023, poi, dopo che Zelensky lo aveva promosso a vice capo del proprio Ufficio di presidenza, Kuleba “ha provveduto alla stipula dei contratti di compravendita dei beni, alla loro registrazione statale e alla stipula di contratti di servizio, coinvolgendo il proprio autista“. L’appartamento e il posto auto sono comparsi nella dichiarazione dei redditi del vicepremier come beni di sua proprietà, ma l’analisi dei redditi e delle spese ufficiali di Kuleba e della sua famiglia ha dimostrato che questi “non disponevano di redditi legali sufficienti per l’acquisizione di tali beni”. Per questo il Sapo ne ha chiesto la confisca alla Corte Superiore Anticorruzione.
Kuleba è strettamente legato a Zelensky ed è considerato un membro fidato e di spicco della squadra del presidente. Il loro legame politico e professionale è consolidato da diversi anni attraverso i ruoli di massima fiducia che Zelensky gli ha affidato. Nel febbraio 2022 lo ha nominato governatore dell’Oblast di Kiev, delegandogli la gestione della regione proprio nei giorni più critici dell’invasione russa. Nel gennaio 2023, poi, lo ha chiamato al suo fianco promuovendolo a numero due del proprio ufficio. In questo ruolo Kuleba ha lavorato a strettissimo contatto con il leader ucraino e con il potente capo dell’ufficio, Andriy Yermak, arrestato e poi rilasciato per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Midas” che a partire dal novembre 2025 ha terremotato il governo. Durante il grande rimpasto del settembre 2024, infine, Zelensky lo ha promosso a vicepremier, affidandogli il coordinamento di molti programmi infrastrutturali e di ricostruzione.
“Nel corso di tutta la mia attività pubblica ho agito in modo trasparente, senza nascondere i miei redditi, i miei beni o altre informazioni soggette a dichiarazione – ha commentato Kuleba -. Tutte le informazioni necessarie sono state riportate nelle dichiarazioni conformemente alla procedura stabilita dalla legge e sono di pubblico dominio”. Il vicepremier ha assicurato quindi di essere “pienamente disponibile alla collaborazione e pronto a fornire tutte le spiegazioni necessarie e a contribuire a un esame completo, esaustivo e obiettivo del caso”.
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