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Chat sessiste Atm, Ghiglia sminuisce ed evoca illeciti della ragazza: “Come il gruppo del calcetto. Vietato diffondere sui social la foto del telefonino altrui”

Sulla chat sessista dei dipendenti Atm – l’azienda milanese del trasporto pubblico – il componente del Garante della privacy Agostino Ghiglia (vicinissimo a Fratelli d’Italia) entra a gamba tesa commentando con il Corriere della sera: non per sostenere la donna che ha diffuso sui social i messaggi e la foto incriminata, bensì per evocare il sospetto che abbia infranto la legge. Gli ha risposto Cathy La Torre, avvocata esperta in privacy e legale della passeggera a bordo del tram 15: “È molto grave che un componente del Garante della privacy abbia già tratto queste conclusioni prima di aver letto il reclamo. Non mi pare ci sia ancora certezza sui fatti”.

Ghiglia ha parlato della vicenda dal punta di vista del diritto alla riservatezza: “Io non posso fare la foto del telefonino di un terzo e non farne anche lì un uso proprio legittimo e giuridicamente fondato. Un conto è fare whistleblowing, segnalare doverosamente all’azienda di indagare, un altro conto è trasmettere a un giornale, o a una blogger o a una influencer che ripubblica il contenuto. Questo è un illecito“, ha dichiarato al Corriere. L’uomo del Garante si riferisce alla ragazza 26enne a bordo di un tram milanese. Intervistata ieri dal Corriere della sera, ha raccontato il suo stupore quando sul monitor dello smartphone di un dipendente Atm è apparsa la foto: “Purtroppo o per fortuna, dallo schermo mi è subito balzata all’occhio un’immagine scattata dalle telecamere di sorveglianza: era una foto ingrandita dei glutei di una ragazza”. Prosegue la 26enne: “Lui era letteralmente davanti a me. Si comportava come se non fosse su un mezzo pubblico, tra la gente, all’ora di punta. Io dopo qualche fermata sono scesa”.

Ghiglia ha difeso il conducente del tram che avrebbe scattato la foto e gli altri sei componenti della chat “Ticinese staff”, tutti dipendenti Atm in servizio tranne un pensionato, sminuendone la gravità: “Se diffondo una foto di un certo tipo faccio un trattamento illecito, ma un conto è diffonderla su un canale pubblico, un altro è in un gruppo chiuso di sette persone. Parliamo di 7 persone, in un paese di 60 milioni. Vorrei vedere la tua chat del calcetto, se giochi a calcetto, o la chat della palestra, o la chat dei genitori, perché ne vediamo di tutti i colori”.

Cathy La Torre invece invece chiede verifiche prima dei giudizi: “Il garante dovrà prima fare gli approfondimenti, verificare se ci sia stato un trattamento dei dati non autorizzato, esaminare il reclamo, non condannare l’accaduto da un punto di vista di padre e marito”. La Torre batte il dito su un tasto: “Un dato trattato senza autorizzazione lo è anche se viene diffuso solo da un utente. Che siano due lavoratori o 20 non cambia la gravità dell’accaduto. Il punto è che la persona ritratta non ha dato l’autorizzazione per diffondere le foto”.

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Garlasco, la madre di Sempio ricoverata in ospedale per overdose di farmaci

La madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari, è ricoverata in ospedale per un’overdose di farmaci ed è stata sottoposta a una lavanda gastrica. Dopo l’intervento dei medici, la donna è in condizioni non gravi. L’allarme è scattato in tarda mattinata quando la donna è stata soccorsa dal personale del 118 nella sua casa di Garlasco ed è stata trasferita nel pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano, nel Pavese.

Attualmente è tenuta sotto osservazione e sottoposta ad esami. Non si esclude che la donna, madre dell’unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, possa aver tentato il suicidio così come potrebbe aver assunto in dosi sbagliate alcuni farmaci che le erano stati prescritti. Ferrari è stata ascoltata più volte dagli investigatori dei carabinieri in relazione al famoso scontrino del parcheggio, ritrovato dopo un anno, che rappresenterebbe l’alibi del figlio.

“Come team difensivo abbiamo mandato un messaggio di solidarietà e auguri di pronta guarigione al figlio con cui l’avvocata Taccia è riuscita a parlare. Lo abbiamo invitato a stare vicino alla mamma, a tranquillizzarla, a dirle che moltiplicheremo gli sforzi in sede processuale per riconsegnare ad Andrea e a tutta la famiglia Sempio serenità”, ha detto l’avvocato Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio.

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Guasto dell’Alta velocità sulla linea tra Milano e Piacenza: circolazione in graduale ripresa

Dopo i pesanti ritardi dei treni sulla tratta Milano-Bologna, per un guasto sull’Alta velocità tra Milano Rogoredo e Piacenza, la circolazione è in graduale ripresa. Dalle 16.20 la linea ferroviaria sul binario in direzione Sud tra Melegnano e Piacenza sta tornando alla normalità. A causare l’interruzione, dalle 10.20 di questa mattina, era stato un incendio di sterpaglie lungo i binari a Livagra, nel Lodigiano. Trenitalia, che ha disposto il rimborso integrale dei biglietti, aveva fatto sapere della sospensione della tratta per “verifiche tecniche alla linea elettrica”.

I tecnici di RFI sono intervenuti tempestivamente per riattivare i binari su cui erano rimasti bloccati due treni senza aria condizionata. A bordo di uno dei mezzi una passeggera di 44 anni era stata soccorsa per un lieve malore. I due binari sono stati sistemati, consentendo la progressiva ripresa del traffico ferroviario lungo la tratta interessata, grazie anche ai vigili del fuoco che hanno contenuto e spento le fiamme. Proseguono nel frattempo le attività per il completo ripristino dell’infrastruttura e la riattivazione anche dell’altro binario, con l’obiettivo di riportare la linea alla piena funzionalità nel più breve tempo possibile.

L’interruzione aveva provocato pesanti ripercussioni con almeno sette i treni cancellati e una ventina invece con ritardi che superavano abbondantemente l’ora. Tra i punti più danneggiati il nodo di Bologna: nella stazione del capoluogo emiliano ci sono molti passeggeri in attesa di capire gli sviluppi del proprio viaggio. I treni Alta velocità sono stati instradati sulla linea convenzionale e, oltre a cancellazioni, hanno subito maggiori tempi di percorrenza fino a due ore. Un Frecciarossa, il 9311 diretto a Torino, ha registrato 280 minuti di ritardo. Un altro treno Italo proveniente da Napoli invece, che sarebbe dovuto arrivare a Milano centrale alle 10.45, è giunto a destinazione poco prima delle 16 con 300 minuti di ritardo.

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Incidente mortale sul lavoro nel Milanese: operaio di 38 anni schiacciato da un pilastro di cemento

Incidente mortale sul lavoro questa mattina a Binasco, vicino a Milano, dove un operaio di 38 anni è morto schiacciato da un pilastro. Le condizioni di Touil Abderrazzak, che lavorava per la Sasom srl, azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, sono apparse fin sa subito gravissime. Come riporta il Corriere dalla Sera, l’uomo di origini marocchine, stava manovrando un veicolo per la raccolta dei rifiuti in Via Manzoni, quando il mezzo lo ha schiacciato contro uno dei pilastri che sorreggono la cancellata dell’azienda. Per l’urto il blocco di cemento è poi crollato addosso al 38enne. La polizia locale è al lavoro per riscostruire la dinamica dell’incidente avvenuto poco prima delle 7.30.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco e i soccorritori del 118: per il lavoratore però non c’è stato nulla da fare. Trasportato in elicottero all’ospedale di Rozzano, l’uomo è deceduto poco dopo. L’azienda ha espresso il suo “profondo cordoglio per la scomparsa” del proprio dipendente, e si è detta “profondamente scossa” per l’accaduto.

La Uil e la Uil Trasporti della Lombardia hanno commentato l’accaduto, denunciando “l’ennesima gravissima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e del settore dell’igiene ambientale in Lombardia”. Per il il segretario generale di Uil Trasporti Lombardia, Carmelo Minniti, “Non possiamo e non dobbiamo più considerare queste tragedie come semplici incidenti o tragiche fatalità. siamo di fronte a veri e propri ‘omicidi sul lavoro'”. “L’impegno del sindacato è sempre più forte, ma dov’è quello delle istituzioni?”, si domanda il sindacalista. Dello stesso parere anche il segretario confederale della Uil della Lombardia, Vittorio Sarti, secondo cui “la sicurezza non può essere trattata come un costo aziendale o una formalità burocratica, bensì come un diritto inalienabile e prioritario di ogni cittadino”. Il segretario chiede a nome del sindacato che venga introdotto il “reato di omicidio sul lavoro“, perché “è indispensabile dare una risposta legislativa severa che introduca nel codice penale una fattispecie specifica per chi, violando le norme sulla sicurezza, provoca la morte di un lavoratore”. Gli fanno eco anche Fp Cgil di Milano, della Lombardia e dell’area Ticino Olona Lombardia, secondo cui “La salute e la vita di chi lavora non sono costi da comprimere né voci di bilancio sulle quali risparmiare”.

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Nel weekend arriva l’anticiclone Cerberus: 8 città da bollino arancione. Tra le città più calde Bologna, Firenze, Milano e Roma

Previsto un weekend bollente in Italia, dove da sabato arriverà l’Anticiclone Africano Cerberus: i termometri arriveranno a toccare anche i 39 gradi. Tra le città più calde del 21 giugno ci saranno Bologna e Firenze, Roma con 38 gradi e Milano con 36, segnando una media superiore per il periodo di 9 gradi. “Non aumenteranno solo le massime – spiega Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it -, ma si registrerà anche un’impennata preoccupante delle temperature minime notturne, mai al di sotto dei 25 gradi, soprattutto dopo il weekend”.

Aumentano le città con il bollino arancione, il livello 2 nella scala di rischio caldo (su una scala da 0 a 3), che diventano otto, contro le cinque del 16 giugno. I centri urbani coinvolti sono Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Rieti e Torino. Nel capoluogo lombardo le temperature del weekend non scenderanno mai sotto i 27-28 gradi. Intanto anche i bollini gialli, un livello di pre-allerta, arrivano a 9: giovedì si prevede saranno 12 e venerdì invece cresceranno a 13. Tra le 27 città monitorate dal bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, rimangono in verde, con nessun rischio caldo, solo 6 centri urbani: Bari, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Genova e Trieste.

L’apice dell’Anticiclone sarà raggiunto domenica, prolungando però i suoi effetti fino alla fine del mese. Stando alle previsioni, è prevista solo una piccola e temporanea interruzione dell’afa africana verso la metà della prossima settimana. La forza dell’evento atmosferico deriva da un’imponente massa d’aria subtropicale, in risalita dall’Algeria, che si espanderà verso Nord arrivando a lambire la Danimarca. Lo zero termico schizzerà in alto fino alla quota eccezionale di 4400 metri e diversi record mensili di calore saranno a serio rischio crollo.

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Caccia, il Senato discute il ddl che dà più libertà di sparare. E il Papa risponde alla Lipu: “Tema di grande rilevanza. Promuovere la tutela del creato”

Nel giorno dell’inizio dell’esame in Senato del disegno di legge sulla caccia, che punta a stravolgere l’attuale legislazione in materia, arriva l’intervento di Papa Leone XIV. Il Pontefice, infatti, risponde alla Lipu che gli aveva fatto presente le preoccupazioni per la riforma che lascia più liberi di sparare. Pur sottolineando l’indiscutibile terzietà della Santa Sede rispetto alle “tematiche legislative degli Stati”, Papa Leone ha definito il tema “una questione di grande rilevanza sociale e morale“, esprimendo “apprezzamento per la sensibilità e l’opera” svolta nei riguardi della natura e “pregando affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu”. Il Papa ha inoltre assicurato che la Santa Sede non mancherà di promuovere “il rispetto e la tutela del creato“.

“Le parole del Pontefice, sagge e motivanti, siano di ispirazione anche per le forze responsabili della maggioranza parlamentare”, è l’auspicio la Lipu-BirdLife Italia. Da Assisi, riunita in Assemblea, la Lega Italiana Protezione Uccelli aveva inviato una lettera al Pontefice chiedendogli “una Sua parola, un Suo pensiero di pace e attenzione rivolto alla natura e a chi ha la responsabilità di proteggerla”. La Lipu ha anche spiegato i contenuti del disegno di legge che “se approvato, aumenterà la pressione venatoria con un impatto negativo e potente sulla biodiversità e in particolare sugli uccelli selvatici, già sofferenti per via della perdita di habitat, dei cambiamenti climatici e di vari altri problemi ambientali, rappresentando un fattore devastante e un motivo di forte e diffusa preoccupazione”. E Papa Leone non si è tirato indietro rispendendo alla missiva dell’associazione.

L’intervento del Pontefice arriva in contemporanea con l’inizio dell’esame del provvedimento. Nonostante tutto, le forze di governo sembrano intenzionate ad andare avanti per la loro strada. Nono sono servite neppure le bocciature arrivate da Bruxelles e anche dal Consiglio d’Europa per una legge ritenuta “pericolosa per la fauna e per noi”. La maggioranza ha bocciato oggi entrambe le pregiudiziali di costituzionalità presentate dal M5s e da Avs. “Uno dei peggiori attacchi alla tutela ambientale degli ultimi decenni”, lo ha definito la senatrice M5s Sabrina Licheri. “Dietro la retorica della modernizzazione si nasconde un’operazione ideologica e di parte che smantella l’equilibrio garantito dalla legge 157 del 1992 per consegnare la gestione della fauna selvatica agli interessi della lobby venatoria“, ha aggiunto. Ma la richiesta di interruzione immediata dell’iter è stata bocciata.

Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, è intervenuta per chiedere il ritiro immediato del ddl. “È una resa incondizionata alla frangia venatoria più estremista, in barba alla scienza, al diritto europeo e al dovere costituzionale di tutelare l’ecosistema e la biodiversità”, dichiara Schlein puntando il dito anche in quello che definisce “uno scandalo nello scandalo”: come già anticipato da ilfattoquotidiano.it, infatti, “il governo ha ricevuto la lettera di Bruxelles già a dicembre 2025 e l’ha volutamente tenuta nascosta, mentre il Parlamento discuteva il provvedimento”. La segretaria dem ricorda che questo ddl “trasforma il parere scientifico di Ispra da vincolante a meramente consultivo, sostituendo la scienza con un Comitato tecnico faunistico-venatorio, cioè con la politica. La stessa Commissione europea avverte che questa trasformazione rischia di compromettere il sistema di protezione stabilito dalla direttiva uccelli, aprendo la porta a deroghe adottate anche in contrasto con il parere scientifico”. Con le opposizioni sul piede di guerra e le numerose critiche, la destra tira dritto e si appresta a sferrare il colpo di grazia, l’ultimo di una lunga serie, alla tutela della fauna selvatica.

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Il governo rinvia l’addio della carta d’identità cartacea: sarà valida fino alla sua naturale scadenza

L’era delle carte d’identità elettroniche (Cie) dovrà ancora attendere. Il Consiglio dei ministri che si è riunito il 16 giugno ha infatti deciso di prolungare la validità di quelle cartacee oltre lo stop che era stato previsto al prossimo 3 agosto. I vecchi documenti manterranno la propria validità fino alla naturale scadenza: a quel punto sarà veramente il turno in solitaria delle Cie, la cui emissione tuttavia in alcuni comuni procede a rilento. Per questo motivo, se il Comune non riuscisse a fornire una carta d’identità elettronica, ad esempio ai titolari di carte scadute, le amministrazioni potranno rilasciare un documento di identità provvisorio.

Con la scelta del CdM decade quanto stabilito in precedenza dalla circolare del Ministero dell’Interno del 3 febbraio che aveva indicato il 3 agosto come termine definitivo oltre il quale le carta d’identità cartacee avrebbero perso ogni validità, anche se ancora formalmente non scadute. Il dietrofront arriva ora per evitare ulteriori disagi ai cittadini ma anche agli uffici anagrafici che nel periodo estivo sarebbero stati alle prese con un elevato numero di richieste per il rilascio della Cie. Stando a quanto riportato da Qui Finanza, la scelta è stata presa anche per alleggerire il carico dei Comuni, proprio mentre sono alle prese anche con le procedure di avvio del nuovo corso amministrativo con le elezioni appena concluse.

Il passaggio alla Cie è imposto dalle normative europee. Le carte d’identità cartacee infatti, a differenza di quelle elettroniche, non possiedono una zona di lettura ottica composta da tre righe con caratteri monospaziati, ovvero una parte del documento che permette di ottenere rapidamente informazioni sull’identità del proprietario. La normativa Ue impone standard di sicurezza adeguati, anche ad esempio per il rilascio di permessi di soggiorno, e la lettura ottica dei dati, caratteristiche che le nostre vecchie carte non possono garantire.

Rimangono invariate le modalità e i tempi di rinnovo. La carta potrà essere rinnovata a partire dal 180esimo giorno precedente alla scadenza, ovvero sei mesi prima. Nel caso di smarrimento, danneggiamento o furto si può richiedere immediatamente un nuovo documento. Tutto ciò si può effettuare accedendo al portale governativo Agenda Online o prenotando un appuntamento presso l’ufficio anagrafe del proprio comune di competenza. Da giugno 2026 è inoltre possibile, per i cittadini italiani iscritti all’Aire, richiedere la Cie anche presso ogni comune italiano.

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Sara Ceccantini morta in un incidente stradale a Mykonos: era sull’isola per il suo addio al nubilato

Dovevano essere giornate di festa a Mykonos, l’isola greca scelta da Sara Ceccantini e dalle amiche per festeggiare il suo addio al nubilato. La vacanza si è invece trasformata in tragedia dopo un incidente stradale in cui la futura sposa 37enne ha perso la vita. Le circostanze dello schianto, avvenuto nella sera tra domenica e lunedì, sono ancora in fase di accertamento, ma delle prime informazioni giunte dalla polizia greca, l’impatto è avvenuto con un auto che ha invaso la carreggiata opposta. Una delle amiche che viaggiava con la vittima è rimasta gravemente ferita ed è attualmente ricoverata ad Atene.

Sull’incidente le autorità greche hanno aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di omicidio stradale e non è ancora stato stabilito quando la salma potrà essere rimpatriata.

La 37enne, residente a San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, si sarebbe dovuta sposare il prossimo sabato con il compagno, titolare di un negozio di caccia e pesca nella cittadina valdarnese. I due hanno una figlia di 3 anni. La donna invece lavorava da molti anni in una stabilimento Prada a Terranuova Bracciolini, nell’Aretino: l’azienda ha disposto per oggi l’uscita anticipata dei dipendenti dello stabilimento.

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Terrorismo, arrestato 16enne a Bologna: trovati manuali per fabbricare armi e materiale riconducibile alla “white jihad”

Un ragazzo di 16 anni, residente in provincia di Bologna, è stato arrestato dalla Digos di Verona per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Le indagini evidenzierebbero una contaminazione tra contenuti riconducibili all’estremismo suprematista e alla propaganda jihadista, fenomeno che gli specialisti del contrasto al terrorismo definiscono “white jihad“: si tratterebbe dell’adozione di tattiche e retoriche jihadiste da parte di gruppi di suprematisti bianchi e neonazisti. Le indagini sono iniziate nell’autunno 2025 nell’ambito del monitoraggio dei canali di estrazione suprematista e hanno portato al ritrovamento di materiale jihadista e manuali per fabbricare armi.

Con il supporto della Digos di Bologna e il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, è stata eseguita una perquisizione personale a carico del 16enne, domiciliare e informatica, su decreto della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna. Le indagini – eseguite dagli investigatori della Digos della Questura di Verona – evidenzierebbero una contaminazione tra ideologie apparentemente distanti ma accomunate dall’esaltazione della violenza quale strumento di affermazione ideologica. Le indagini sul canale web hanno portato a identificare l’utilizzatore dell’account, un 16enne residente nel bolognese, e il coordinamento delle attività è stato trasferito dalla Procura distrettuale di Venezia a quella per i Minorenni del capoluogo emiliano.

Nel corso della perquisizione nell’abitazione del minore sono stati rinvenuti fogli in formato A4 con disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista, e una pagina dattiloscritta con indicazioni per la realizzazione di un giubbotto antiproiettile artigianale. Sullo smartphone c’era altro materiale di propaganda suprematista e jihadista, manuali per la fabbricazione di armi artigianali, uno per la costruzione di una pistola, un testo tradotto dal cirillico contenente indicazioni su sostanze chimiche aggressive e un manuale per il confezionamento di ordigni artigianali.

C’era anche il video integrale dell’attentato terroristico compiuto a Christchurch nel 2019, corredato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare. Gli attacchi terroristici avvenuti il 15 marzo 2019 a Christchurch, in Nuova Zelanda, hanno colpito una moschea e un centro islamico, entrambi luoghi affollati da persone di religione musulmana che praticavano la preghiera del venerdì, causando la morte di 51 persone e il ferimento di altre 89.

Tra le conversazioni del 16enne, sono emersi propositi di ricostituzione di organizzazioni clandestine sul territorio nazionale, riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e ad azioni violente nei confronti di categorie come “magistrati e giornalisti influenti“. Il minore è stato arrestato in flagranza di reato ed è stato portato in una comunità di prima accoglienza ad Ancona. L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria che nei confronti del giovane ha applicato, per la durata di due mesi, il divieto di utilizzare dispositivi elettronici e di accedere a internet, e il divieto di ricercare, acquisire o detenere materiale riconducibile a ideologie eversive o terroristiche.

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Morto Carlo Ginzburg, lo storico italiano aveva 87 anni. È stato il maestro della “microstoria”

È morto a 87 anni Carlo Ginzburg, considerato uno dei più importanti storici italiani del Novecento e tra gli studiosi italiani più conosciuti e tradotti nel mondo. Nato a Torino il 15 aprile 1939, figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, ha lasciato un segno profondo nella ricerca storica grazie a un approccio innovativo che lo ha reso il principale interprete della cosiddetta “microstoria”.

Professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, dove si era formato, nel corso della sua carriera ha insegnato anche all’Università di Bologna e in prestigiosi atenei statunitensi come Harvard, Yale, Princeton e UCLA. La sua notorietà internazionale è legata soprattutto agli studi sulla stregoneria, l’eresia e le credenze popolari tra Medioevo ed età moderna. Giovanissimo, negli anni Sessanta, scoprì negli archivi friulani le tracce dei “benandanti”, figure considerate una sorta di guaritori e accusate dall’Inquisizione di eresia. Da quella ricerca nacque I benandanti, pubblicato nel 1966 e destinato a diventare un testo di riferimento.

Dieci anni più tardi arrivò uno dei suoi libri più celebri, Il formaggio e i vermi, dedicato alla vicenda del mugnaio friulano Menocchio, processato dall’Inquisizione nel Cinquecento. Attraverso la storia di un singolo individuo, Ginzburg mostrò come fosse possibile comprendere fenomeni storici più ampi, portando al centro dell’attenzione le classi popolari e le loro culture.

La sua attività di ricerca non si limitò però alla storia religiosa e alle persecuzioni. Nel corso degli anni si occupò di storia del pensiero politico, metodologia della ricerca storica e rapporto tra verità e menzogna. Convinto che lo storico dovesse confrontarsi con le prove e con la realtà dei fatti, si oppose alle interpretazioni che riducevano la storiografia a una semplice costruzione narrativa. Tra le sue opere più note figura anche Il giudice e lo storico del 1991, nel quale analizzò il processo per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, applicando gli strumenti dello storico all’esame di documenti giudiziari contemporanei.

Studioso curioso e interdisciplinare, Ginzburg ha sempre intrecciato storia, antropologia, filologia, letteratura e storia dell’arte, spaziando da temi apparentemente lontanissimi tra loro. La sua capacità di osservare grandi questioni attraverso dettagli marginali e vicende individuali ha influenzato generazioni di ricercatori e contribuito a rinnovare profondamente il modo di fare storia.

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