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Iran, Trump annuncia la firma dell’accordo da remoto. Israele bombarda il Libano, ira del tycoon: “Bibi non ha giudizio”

La firma dell’accordo e l’ira di Trump contro Bibi

L’accordo tra Stati Uniti e Iran “sarà firmato oggi elettronicamente e dopo una settimana di persona, da qualche parte in Europa“. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con Trey Yingst di Fox News. ox News ha confermato la furia di Trump contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu per gli attacchi di Israele in Libano, mettendolo in guardia dal “non condurre ulteriori attacchi contro Hezbollah in modo da non impedire l’avanzamento dell’accordo” di pace. “Perché Bibi ha fatto questo dannato (turpiloquio) attacco? – ha detto, secondo quanto riporta Axios- Non potevo crederci. Un’ora prima era atteso che firmassimo l’accordo. Mi ha fatto infuriare (turpiloquio). Glielo farò sapere. Non alcun (turpiloquio) giudizio: glielo farò sapere”, ha aggiunto Trump

Trump ha detto che avrebbe chiesto “all’Iran di non rispondere con il lancio di missili verso Israele con questo accordo all’orizzonte che dovrebbe essere firmato in serata“. Il tycoon ha raccontato poi che gli attacchi fatti a metà della scorsa settimana, quando gli Usa stavano martellando molte di quelle posizioni iraniane, abbiano spinto gli iraniani a redersi nuovamente al tavolo delle trattative. “Ero nella Situation Room e gli iraniani mi chiamarono per chiedermi di fermare i bombardamenti”, ha aggiunto il tycoon nel resoconto di Fox News, secondo cui il presidente ha riferito di aver attribuito a quel preciso momento la capacità di “spostare l’equazione, in modo da convincere gli iraniani “a fare concessioni”.

Iran, il Consiglio supremo: “Risposta imminente al raid israeliano su Beirut”

 Il massimo organo di sicurezza nazionale iraniano ha avvertito che una risposta è “imminente” dopo l’attacco israeliano contro Hezbollah, alleato di Teheran, nella periferia meridionale di Beirut. “La risposta dei combattenti dell’Islam è imminente”, ha dichiarato il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale in un comunicato stampa. “Il Libano è la nostra vita e la violazione delle linee rosse della Repubblica Islamica non sarà tollerata”.

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Le Mans 2026, Toyota batte BMW per 10 secondi

Toyota vince la 24 Ore di Le Mans 2026 davanti a BMW e Cadillac in una delle gare Hypercar più combattute del WEC.

La 24 Ore di Le Mans 2026 consegna a Toyota una vittoria dal peso industriale oltre che sportivo. Il successo della GR010 Hybrid numero 7, firmato da Mike ConwayKamui Kobayashi e Nyck de Vries, conferma quanto il FIA World Endurance Championship sia diventato un laboratorio strategico per i costruttori: non solo una vetrina di marchio, ma un banco prova estremo per affidabilità, gestione energetica, aerodinamica, software e capacità operativa. Il distacco finale di appena 10,913 secondi sulla BMW numero 20 racconta la gara più serrata nella storia recente del Mondiale Endurance e dimostra quanto la categoria Hypercar abbia raggiunto un livello di equilibrio competitivo molto alto.

Davanti a 350.105 spettatori, Toyota ha conquistato il suo sesto successo a Le Mans costruendo la gara non sulla pura superiorità prestazionale, ma su strategia, lettura delle neutralizzazioni e solidità di squadra. Le premesse erano tutt’altro che favorevoli: le due vetture giapponesi partivano dalla quattordicesima e quindicesima posizione nella classe Hypercar. Nella prima mezz’ora, però, il team ha scelto di uscire dagli schemi, anticipando le strategie per liberare le vetture dal traffico e riportarle in aria pulita. Una decisione rischiosa, ma decisiva, che ha rimesso Toyota nella lotta per la vittoria.

Per buona parte della gara sembrava che fosse la Toyota numero 8 di Brendon HartleyRyō Hirakawa e Sébastien Buemi a poter capitalizzare il lavoro del team. Dopo la vittoria ottenuta a Imola nel WEC 2026, l’equipaggio ha mostrato passo, precisione e continuità, superando la Cadillac numero 12 e la BMW numero 20 fino a portarsi in una posizione favorevole per il successo. La dinamica della corsa, però, è cambiata nella mattinata di domenica, quando il secondo intervento della safety car, reso necessario dalle riparazioni alle barriere dopo un pesante incidente della Porsche LMGT3 di Ayhancan Güven, ha riaperto completamente la partita.

A beneficiarne è stata la Toyota numero 7, che in precedenza aveva perso terreno per una foratura lenta e per un problema al sensore dell’albero di trasmissione. Da quel momento la gara si è trasformata in un confronto diretto a quattro tra le due Toyota, la Cadillac numero 12 e la BMW numero 20. Il ritmo di Kobayashi, i sorpassi di de Vries e la gestione dei momenti critici hanno fatto la differenza. Il passaggio dell’olandese su Norman Nato alla Mulsanne è stato uno degli episodi chiave, ma altrettanto importante è stata la capacità Toyota di leggere correttamente le fasi di neutralizzazione nel finale.

Il risultato pesa anche nella classifica del campionato. Con la vittoria numero 51 nel FIA WEC alla sua 102ª partenza, Toyota ha riportato il proprio tasso di successo al 50% e si è rilanciata in testa alle classifiche costruttori e piloti. Per il marchio giapponese, impegnato da anni nell’endurance ibrido, Le Mans resta un asset tecnico e comunicativo centrale: la resistenza meccanica, la gestione dei consumi e la rapidità decisionale del muretto rappresentano competenze direttamente spendibili nello sviluppo delle vetture stradali elettrificate.

Il secondo posto della BMW M Hybrid V8 numero 20 di Robin FrijnsRené Rast e Sheldon van der Linde conferma invece la crescita del progetto bavarese. Dopo il successo a Spa-Francorchamps, il podio assoluto a Le Mans è il primo per BMW dal 1999, anno della storica vittoria alla Sarthe. Anche senza il passo finale per attaccare Toyota, il risultato restituisce centralità sportiva a un marchio che utilizza l’endurance per rafforzare la propria immagine tecnologica e prestazionale in una fase di forte transizione industriale.

Più amaro il bilancio per Cadillac, quarta con la V-Series.R numero 12 condivisa da Norman NatoWill Stevens e Louis Delétraz. Il prototipo americano è rimasto a lungo in corsa per il successo, ma una penalità drive-through per violazione della slow zone e due pit-stop d’emergenza hanno compromesso le possibilità di una vittoria che sarebbe stata storica per il marchio del gruppo General Motors. Ancora più sfortunata la Cadillac numero 38, rallentata da un problema al servosterzo e poi costretta al ritiro.

Per Ferrari, campione uscente e reduce da tre vittorie consecutive, Le Mans 2026 è stata invece una gara complessa. Le tre 499P non sono mai entrate stabilmente nella lotta per la vittoria assoluta. La numero 51 ha chiuso come migliore delle vetture di Maranello al quinto posto, mentre la numero 50 si è ritirata. Il risultato non ridimensiona il valore del programma Hypercar Ferrari, ma segnala quanto il livello della categoria sia ormai tale da non permettere margini d’errore, né sul piano tecnico né su quello strategico.

Nelle altre classi, la Corvette ha conquistato una vittoria combattuta in LMGT3 con TF Sport, resistendo alla pressione di Lexus con Akkodis ASP Team e di Aston Martin con Heart of Racing Team. Per il costruttore americano è il decimo successo nella classica francese, un risultato che conferma il ruolo delle GT come collegamento diretto tra competizione, client racing e mercato delle sportive ad alte prestazioni. In LMP2Inter Europol Competition ha confermato la propria solidità imponendosi per la terza volta in quattro anni e completando una doppietta di grande valore per la squadra polacca.

La 24 Ore di Le Mans 2026 rafforza così il peso industriale dell’endurance. La categoria Hypercar mette oggi sullo stesso piano Toyota, BMW, Cadillac, Ferrari e altri costruttori globali, offrendo una piattaforma dove la tecnologia viene stressata in condizioni reali e il pubblico misura la credibilità dei marchi sulla distanza. La stagione proseguirà dal 10 al 12 luglio con la 6 Ore di San Paolo, ma il messaggio lasciato da Le Mans è già chiaro: nell’era dell’elettrificazione, la resistenza è tornata a essere uno dei linguaggi più efficaci per raccontare l’innovazione automotive.

Scheda

Evento: 24 Ore di Le Mans 2026
Campionato: FIA World Endurance Championship
Vincitore assoluto: Toyota GR010 Hybrid numero 7
Piloti vincitori: Mike ConwayKamui KobayashiNyck de Vries
Secondo posto: BMW M Hybrid V8 numero 20
Piloti BMW: Robin FrijnsRené RastSheldon van der Linde
Terzo posto: Toyota GR010 Hybrid numero 8
Quarto posto: Cadillac V-Series.R numero 12
Migliore Ferrari: 499P numero 51, quinta assoluta
Pubblico: 350.105 spettatori
Distacco finale: 10,913 secondi
Vittorie Toyota nel FIA WEC: 51 su 102 partenze
Classe LMGT3: vittoria Corvette TF Sport
Classe LMP2: vittoria Inter Europol Competition
Prossima gara WEC: 6 Ore di San Paolo, 10-12 luglio

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Telefonata di auguri tra Zelensky e Trump: per il compleanno del presidente Usa si parla di negoziati

Dialogo telefonico tra Kiev e Washington: Zelensky e Trump si confrontano su diplomazia e negoziati

Il capo di Stato ucraino Volodymyr Zelensky ha intrattenuto un colloquio telefonico con l’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, per esprimergli gli auguri di buon compleanno e affrontare il tema delle trattative. La notizia è stata diffusa dall’ufficio presidenziale di Kiev. Il confronto tra i due leader si è protratto per non meno di mezz’ora. 

Dmytro Lytvyn, consulente per la comunicazione del presidente ucraino, ha commentato che si è trattato di “una conversazione piuttosto significativa su argomenti che spaziavano dagli auguri di compleanno alla diplomazia e alla guerra/pace“, secondo quanto riportato dagli organi di stampa locali.

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Addio a Luisa Muraro: si spegne a 86 anni la storica figura del femminismo italiano

Lutto nel mondo della cultura: addio a Luisa Muraro, colonna del femminismo italiano

È deceduta all’età di 86 anni, che avrebbe festeggiato proprio domani, Luisa Muraro, figura chiave nella nascita della Libreria delle donne a Milano. Lascia in eredità una ricca produzione di volumi, saggi, contributi giornalistici, lezioni e conferenze.

Il cordoglio della Libreria delle Donne

Sulla pagina Facebook della Libreria delle Donne, sommersa da testimonianze di dolore e vicinanza, si legge: “Luisa era una maestra, lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all’Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita con altre alla comunità filosofica Diotima, per le donne e gli uomini che l’hanno letta e ascoltata per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei”.

Gli studi, l’insegnamento e i collettivi

Nata a Montecchio Maggiore il 14 giugno 1940, Muraro consegue il titolo in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano. Nel corso degli anni Settanta decide di dedicarsi all’insegnamento nella scuola dell’obbligo, prendendo parte con Elvio Fachinelli e Lea Melandri al progetto educativo antiautoritario de ‘L’erba voglio’. Nel 1975 dà vita, insieme a Lia Cigarini e ad altre compagne, alla Libreria delle Donne di Milano e partecipa alla stesura di ‘Non credere di avere dei diritti’ (1987). Lavora a lungo come docente di Filosofia presso l’Università di Verona, ateneo in cui nel 1984 fonda, con Adriana Cavarero, Anna Maria Piussi, Elvia Franco e altre studiose, il collettivo Diotima, tuttora impegnato nelle recherches di genere. Cura la traduzione in italiano dei testi fondamentali di Luce Irigaray, pensatrice e femminista belga.

I libri principali e l’ultimo saggio nel 2025

La sua vasta bibliografia comprende titoli come Maglia o uncinetto (1981), Guglielma e Maifreda. Storia di un’eresia femminista (1985), L’ordine simbolico della madre (1991), Il Dio delle donne (2003), Non è da tutti. L’indicibile fortuna di nascere donna (2011), Dio è violent (2012), fino al recente Esserci davvero, un dialogo con Clara Jourdan edito dalla Libreria delle Donne di Milano nel 2025.

Il ricordo delle attiviste e del mondo della cultura

Il mondo della cultura e della politica si è stretto intorno alla sua scomparsa. “Luisa è stata per molte e molti una fonte di orientamento, con il suo pensiero ci ha rese capaci di esserci davvero, di andare a fondo nel presente“, dichiara Laura Colombo sul portale della Libreria delle Donne. Anche Lea Melandri, altra storica esponente del movimento, rammenta che dopo il sodalizio degli anni ’70 “una divergenza sulle posizioni del femminismo” le ha “allontanate senza per questo interrompere un dialogo critico alla distanza. Il filo conduttore della lunga storia che abbiamo condiviso non è mai venuto meno”. Secondo l’autrice Chiara Valerio, i testi di Muraro le hanno “insegnato molte cose, la più importante di tutte, è che si può non essere d’accordo”.

L’omaggio delle istituzioni

Tanti anche i messaggi dalle istituzioni e dal mondo dell’arte. “Grazie per il pensiero della differenza” è l’omaggio di Piera Detassis, al vertice della Fondazione Accademia del Cinema Italiano. È stata “una delle teoriche e delle protagoniste, tra le più importanti del femminismo della ‘seconda ondata’ in Italia, in Europa e nel mondo“, sottolinea la parlamentare del Pd Valeria Valente. Infine Monica Romano, consigliera a Palazzo Marino e vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili, descrive Luisa Muraro come “una delle voci più autorevoli del pensiero della differenza sessuale in Italia, una donna che ha saputo trasformare la filosofia in pratica viva di relazione, libertà e autorità femminile”.

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Roma, dramma sulle strisce pedonali: furgone tampona auto e travolge madre e figlia, morta la 58enne

Tragedia sulle strisce a Roma: tamponamento a catena travolge madre e figlia

Due donne sono state travolte mentre stavano attraversando la carreggiata sulle strisce pedonali alla periferia di Roma. Secondo i primi accertamenti, una vettura si era arrestata per consentire il passaggio di madre e figlia, rispettivamente di 92 e 58 anni, ma è stata centrata in pieno da un furgone che l’ha spinta in avanti contro i pedoni. L’anziana è finita sotto il veicolo: dopo essere stata liberata dai vigili del fuoco, è stata trasferita d’urgenza in ospedale in codice rosso. La figlia, invece, soccorsa in condizioni disperate, è deceduta poco dopo il ricovero. Gli agenti della polizia locale si sono recati sul luogo dell’incidente per effettuare i rilievi.

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Formula 1, storico Hamilton a Barcellona: arriva la prima vittoria con la Ferrari

GP Barcellona, graffio Hamilton: vince per la prima volta in Ferrari. Crollo Mercedes nel finale

Lewis Hamilton vince il Gran Premio di Barcellona, settima gara del mondiale di Formula 1, e festeggia il suo primo successo in pista con la Ferrari. Insieme all’inglese salgono sul podio George Russell su Mercedes e Lando Norris con la McLaren. Giornata amara invece per il leader del campionato Kimi Antonelli, costretto al ritiro a soli tre giri dalla fine mentre si trovava in seconda posizione con la sua Mercedes. Fuori nei minuti finali anche l’altra Ferrari di Charles Leclerc.

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Summit a Ginevra, scatta il piano sicurezza. Domani il via al G7 francese: sul tavolo Ucraina e Iran

Cittadine blindate e controlli al confine: l’Alta Savoia accoglie il G7

Fitti controlli stradali lungo l’intero tragitto che dallo scalo di Ginevra – punto d’approdo per i rappresentanti diplomatici e la stampa estera – si snoda fino alle sponde del Lago Lameno. Alla frontiera con il territorio francese si registrano forti rallentamenti e lunghe file di veicoli in attesa di fare ingresso in Svizzera. I centri urbani appaiono svuotati, frequentati quasi soltanto dalle forze dell’ordine, che per la circostanza mostrano sulle uniformi il simbolo del G7.

L’area di Evian-les-Bains si organizza in questo modo per ospitare i capi di Stato e di Governo delle sette potenze globali, che daranno il via domani a tarda sera alle sessioni del vertice transalpino. Giorgia Meloni giungerà nella località dell’Alta Savoia nella seconda parte della giornata, dopo aver incontrato a Roma, presso Villa Pamphili, Sanae Takaichi, prima ministra del Giappone, giunta nel vecchio continente proprio per presenziare all’appuntamento guidato da Emmanuel Macron.

Il tavolo dei leader si aprirà formalmente con un banchetto serale fissato per le 19.30, denominato “Affrontare insieme le grandi sfide internazionali”. Il vertice, che dedicherà la giornata di martedì ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, terminerà mercoledì dopo pranzo, in seguito a una sessione incentrata sullo sviluppo “equilibrata, sostenibile, a vantaggio di tutti” e a un dibattito sull’IA.

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Rivoluzione IA, persi 425mila posti in tre anni. Consumers’ Forum: “Un lavoratore su 4 è a rischio”

L’impatto dell’IA sul lavoro: 425mila posti persi e un terzo delle mansioni a rischio

Quattrocentoventicinquemila impieghi cancellati per cause legate all’IA negli ultimi tre anni – di cui 142mila in Europa secondo ailayoffs.live – e un quarto dei contratti a rischio nel mondo. L’allarme di Consumers’ Forum fotografa un mercato stravolto. Per l’International Labour Organization, il 25% dell’occupazione globale è esposta all’IA (34% nei Paesi ricchi). Le mansioni più colpite sono quelle ripetitive e digitali: uffici, call center, sportelli bancari, cassieri e traduttori. Ma Jeff Bezos (Amazon) frena al Financial Times: “la gente sta saltando alla conclusione che i posti di lavoro spariranno. Ma penso che stiano sbagliando”.

Mercato italiano a 1,8 miliardi, cresce la richiesta di competenze

Per il fondatore di Amazon l‘IA porterà invece delle “età dell’oro”. I dubbi restano però alti tra le istituzioni, come mostrano gli interventi di Giorgia Meloni, Papa Leone XIV e Fabio Panetta (Bankitalia). Il settore italiano dell’IA vale 1,8 miliardi (+50% sul 2024). Gestire prompt e algoritmi diventa quindi cruciale: per il Politecnico di Milano, gli annunci di lavoro con competenze IA sono cresciuti del 93% nel 2025. La tecnologia trasforma anche la spesa: un terzo degli italiani la usa per gli acquisti online, un mercato e-commerce da 22 miliardi nel 2026. Entro dieci anni, stima Sopra Steria, lo shopping via assistenti virtuali in Europa toccherà i 310 miliardi.

Allarme consumi per i data center, ma l’IA offre soluzioni

I costi ambientali aumentano: l’International Energy Agency prevede che i consumi elettrici dei data center raddoppieranno entro il 2030, passando dai 415 terawattora del 2024 a 945 (il 3% della corrente mondiale). Oggi queste strutture generano già tra il 2,5 e il 3,7% dei gas serra.

Eppure la tecnologia stessa può aiutare a risolvere la crisi, come spiegano Furio Truzzi e Patrizia Modesti di Consumers’ Forum: “Eppure la risposta a questi problemi arriva proprio dall’intelligenza artificiale: l’AI permette la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni, compensando le perdite e creando nuove opportunità a livello occupazionale. Può inoltre offrire soluzioni per limitare l’impatto sull’ambiente, ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre i consumi energetici e gli sprechi e migliorare i processi produttivi. Ed è proprio per questo che, anche su sollecitazione delle associazioni dei consumatori, chiederemo all’Ue di accelerare sull’algoretica, affinché l’AI sia al servizio dei cittadini e diventi uno strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone e non per governarla”.

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Imu, al via l’acconto per le seconde case: un conto da 17 miliardi di euro

Imu, scatta l’acconto sulle seconde case: vale 17 miliardi l’anno

L’agenzia delle entrate chiama i possessori di immobili (le prime case non pagano) a versare l’acconto dell’Imu. A dicembre ci sarà il saldo. Si tratta di una spesa che per i contribuenti vale quasi 17 miliardi l’anno. Chi ritarda può comunque pagare in più con il ravvedimento operoso.

La Uil contesta le differenze tra le città

La Uil critica le forti disparità in Italia: si va dai 3.499 euro all’anno a Roma ai 1.514 euro di Salerno. Meno della metà. Il sindacato chiede una “riforma strutturale che rafforzi l’attuazione del principio di progressività, riduca la pressione sui redditi da lavoro e da pensione e contrasti con maggiore efficacia l’evasione” e un “aggiornamento dei valori catastali”. Il tema dell’Imu resta aperto e potrebbe cambiare presto con le novità del Piano Casa.

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Crisi in Iran, l’allarme di Confartigianato: “Freno all’export ed effetto tenaglia sulle Pmi”

Export in Medio Oriente, il crollo italiano peggiore della Ue. Confartigianato: “Fase complessa”

Le tensioni in Iran stanno colpendo duramente le aziende del nostro Paese. A lanciare l’allarme è Confartigianato, che mette in guardia contro i danni di “una doppia forte pressione”. L’Italia ha visto andare in fumo più di un miliardo e mezzo di vendite all’estero, registrando un dato peggiore rispetto alla media degli altri Stati dell’Unione Europea. A questo quadro si somma il rincaro delle bollette energetiche e dei materiali. “È un effetto tenaglia”, è l’avviso di Marco Granelli, presidente della confederazione di artigiani e piccole e medie imprese.

Crollano le vendite all’estero: i numeri

Tra marzo e aprile, in base alle stime di Confartigianato, l’Italia ha registrato una flessione di 1,6 miliardi di euro di esportazioni verso il Medio Oriente. Si tratta di una contrazione del 33% nel confronto con gli stessi mesi del 2025. Il risultato è “ampiamente” più negativo rispetto alla frenata della Germania, che si ferma a un -23,2%, e della Francia, in discesa del 14%. Soltanto a marzo la contrazione è stata del 52,5%, “la flessione più pesante tra le principali economie dell’Unione europea”, fa sapere la confederazione.

La frenata dei prodotti italiani nel Golfo Persico

“A pesare è soprattutto il crollo delle vendite Made in Italy verso i Paesi del Golfo dove a marzo l’export italiano è sceso del 63% rispetto a marzo 2025”, fa sapere Confartigianato. L’associazione sottolinea che “le battute d’arresto più significative riguardano il Kuwait (-89,6%), il Qatar (-66,1%), gli Emirati Arabi Uniti (-65,9%), e l’Arabia Saudita (-35,5%)”. Nel mese di aprile “le esportazioni italiane verso il Medio Oriente sono diminuite di un ulteriore 6,9% su base annua”.

Schizzano le bollette e i prezzi dei carburanti

Il secondo problema evidenziato da Confartigianato riguarda il rincaro delle forniture di energia e delle materie prime. Nei tre mesi caratterizzati dalla crisi, il prezzo del gas è cresciuto del 38,3%, quello della luce dell’11,6% e il prezzo del gasolio per le industrie è aumentato del 49,8%.

Le minacce per la ripresa del Paese

Marco Granelli, presidente di Confartigianato, evidenzia che “da un lato la perdita di sbocchi commerciali in un’area strategica per il Made in Italy, dall’altro l’aumento dei costi di produzione legato ai rincari dell’energia e delle materie prime” creano “un mix che rischia di rallentare la crescita e comprimere la competitività delle filiere manifatturiere nei prossimi mesi”.

I pericoli per le realtà più piccole

Granelli avverte che “le tensioni risultano particolarmente pesanti per le piccole imprese. Per i finanziamenti fino a 125mila euro il costo del credito è infatti superiore di 160 punti base rispetto alla media, accentuando le difficoltà di accesso alle risorse finanziarie necessarie per sostenere investimenti e sviluppo”. “Le piccole imprese italiane – conclude il numero uno di Confartigianato – stanno affrontando una fase particolarmente complessa. Da un lato sono chiamate a investire per innovare processi e prodotti, migliorare l’efficienza energetica e rafforzare la competitività; dall’altro devono fare i conti con condizioni di accesso al credito sempre più onerose”.

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