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Toyota Yaris 2026 guida completa ai prezzi in Italia

Toyota Yaris 2026

La Toyota Yaris si aggiorna per il nuovo model year 2026, introducendo importanti novità in Italia. Analizziamo nel dettaglio la gamma e i listini ufficiali per scoprire tutti i nuovi modelli di auto. La celebre city car giapponese si rinnova nella struttura degli allestimenti e arricchisce la dotazione di serie, diventando ancora più competitiva.

Scopriamo insieme cosa è cambiato e quanto costa portare a casa uno dei modelli più amati del mercato.

Nuova gamma allestimenti per la Toyota Yaris nel 2026

La novità principale del nuovo model year riguarda la riorganizzazione della gamma. Toyota ha semplificato l'offerta, allineandola a quella degli altri modelli del marchio.

La nuova struttura prevede quattro versioni ben distinte:

  • Yaris (versione di ingresso)
  • Icon
  • Premium
  • GR Sport

Questa modifica rende la scelta più intuitiva e chiara per il cliente. Ma le novità non si fermano qui.

Su tutte le versioni, Toyota ha reso di serie accessori molto richiesti, come i retrovisori esterni richiudibili elettricamente e la regolazione in altezza per entrambi i sedili anteriori. Si tratta di dettagli importanti che migliorano il comfort quotidiano.

L'allestimento Icon si rinnova: più ricco e desiderabile

L'allestimento Icon è quello che beneficia maggiormente di questo aggiornamento. La sua dotazione di serie è stata potenziata con elementi prima riservati alle versioni superiori. Tra questi spiccano lo Smart Entry & Push Button per l'accesso senza chiave, il comodo Wireless Charger per lo smartphone e l'Ambient Light, che crea un'atmosfera più accogliente.

Anche l'estetica e l'intrattenimento sono stati migliorati. La versione Icon ora monta nuovi cerchi in lega da 17 pollici, che sostituiscono i precedenti da 16 pollici. L'impianto audio è stato potenziato e ora include 6 altoparlanti. In più i sedili presentano una forma più sportiva e sono rivestiti con nuovi tessuti di alta qualità.

Sicurezza e stile per la Toyota Yaris 2026

La sicurezza è da sempre un pilastro per Toyota. Il pacchetto di sistemi di assistenza alla guida, il Toyota T-Mate, si arricchisce con l'introduzione della Driver Monitor Camera. Questo sistema intelligente utilizza una telecamera dedicata per monitorare costantemente il livello di attenzione del guidatore. Infatti in caso di stanchezza o distrazione, interviene per prevenire situazioni di pericolo.

Sul fronte dello stile debutta una nuova colorazione per la carrozzeria, il Celestite Grey, disponibile per tutta la gamma. L'allestimento Premium offre in esclusiva la tinta bi-tone Everest Green & Black, per un contrasto dal look più audace.

Motorizzazioni ibride: efficienza confermata

Il nuovo model year non porta cambiamenti sotto il cofano. Toyota conferma le sue apprezzate ed efficienti motorizzazioni ibride, che rappresentano il cuore dell'offerta Yaris.

Le opzioni disponibili rimangono le due collaudate versioni:

  • Hybrid 115: il perfetto equilibrio tra prestazioni e consumi ridotti.
  • Hybrid 130: per chi cerca maggiore brio e reattività, senza rinunciare ai vantaggi della tecnologia full hybrid.

Questa scelta conferma la grande affidabilità di una tecnologia che Toyota ha perfezionato nel corso degli anni, garantendo un equilibrio ideale tra prestazioni e consumi.

Listino ufficiale con tutti i prezzi della Toyota Yaris nel 2026

Il nuovo model year è già ordinabile presso la rete ufficiale Toyota, con le prime produzioni previste a partire da marzo.

Ecco il listino completo con tutti i prezzi della Toyota Yaris 2026 per il mercato italiano:

  • Yaris Hybrid 115: a partire da 24.750 euro
  • Yaris Hybrid Icon 115: a partire da 27.550 euro
  • Yaris Hybrid Premium 130: a partire da 29.750 euro
  • Yaris Hybrid GR Sport 130: a partire da 31.750 euro

La Yaris si presenta come una vettura più matura, tecnologica e sicura. La gamma semplificata, ma arricchita nei contenuti, la rende una proposta ancora più interessante nel competitivo segmento delle city car.

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Siri e Gemini AI: l'alleanza che rivoluzionerà il tuo iPhone

siri gemini ai

La notizia è finalmente ufficiale: vedremo una Siri potenziata Gemini AI grazie a una collaborazione strategica tra Apple e Google. Dopo mesi di indiscrezioni, la conferma segna una svolta epocale per l'assistente vocale che conosciamo. Si tratta di un passo che promette di trasformare radicalmente il modo in cui interagiamo con i nostri iPhone, iPad e altri dispositivi della Mela.

Ma cosa significa davvero per noi utenti e come cambierà la nostra esperienza quotidiana?

Perché Apple ha scelto Google?

Negli ultimi anni Siri sembrava aver perso terreno. Mentre il mondo dell'intelligenza artificiale progrediva con ChatGPT, Copilot e lo stesso Gemini, l'assistente di Apple appariva legato a un modello più tradizionale, con capacità conversazionali limitate. Apple stessa aveva ammesso le difficoltà nel tenere il passo.

La decisione di affidarsi a un modello esterno come Gemini AI non è una sconfitta, ma una risposta pragmatica e intelligente per colmare il divario tecnologico. Invece di attendere oltre, l'azienda ha scelto la soluzione migliore sul mercato per offrire ai suoi utenti un assistente davvero intelligente.

Come funzionerà la nuova Siri potenziata con Gemini AI?

L'integrazione di Gemini AI con Siri avverrà in modo quasi invisibile per l'utente. Immaginiamo Gemini come il nuovo e potente motore di un'automobile: dall'esterno, il design e gli interni restano familiari, ma le prestazioni cambiano radicalmente. Funzionerà proprio così. Siri manterrà la sua voce e la sua perfetta integrazione nell'ecosistema Apple, mentre Gemini lavorerà "sotto il cofano", fornendo la potenza di calcolo necessaria a comprendere richieste complesse. Non vedremo loghi di Google o riferimenti a Gemini AI: l'esperienza sarà puramente Apple, ma con un cervello potenziato.

Privacy e controllo: le priorità di Apple

Un punto cruciale dell'accordo è il pieno controllo che Apple manterrà sull'intera operazione. Sarà Cupertino a orchestrare le risposte, a gestire i dati e, soprattutto, a garantire la privacy degli utenti. Questo approccio ibrido unisce la tecnologia AI di Google con l'attenzione maniacale di Apple per la sicurezza e l'esperienza utente.

Cosa aspettarsi dalla partnership tra Siri e Gemini AI?

Già negli scorsi mesi Apple stava testando questo potenziamento, e ora le implementazioni ufficiali sono previste per il 2026.

Le novità concrete, però, potrebbero includere:

  • Conversazioni più naturali e fluide, con una reale comprensione del contesto.
  • Esecuzione di comandi complessi e articolati in più passaggi.
  • Capacità di interagire con le app in modo più profondo e proattivo.

Immagina di poter chiedere a Siri di pianificare un'intera serata, dalla prenotazione al ristorante al calcolo del percorso, tutto con un'unica richiesta. Ciò che oggi sembra fantascienza, domani potrebbe diventare la normalità.

Un segnale di cambiamento anche ai vertici

Questa mossa strategica ha avuto ripercussioni anche a livello manageriale. L'accordo è stato accompagnato da un cambio ai vertici del team AI di Apple, un segnale che conferma quanto lo sviluppo interno si sia rivelato più complesso del previsto. La decisione riflette la volontà di rimettere in carreggiata la roadmap con una soluzione audace e pragmatica.

In conclusione l'alleanza tra Apple e Google non è solo una notizia tecnologica, ma l'inizio di una nuova era. La competizione si sposta sulla capacità di offrire un'intelligenza artificiale che sia non solo potente, ma anche sicura, integrata e intuitiva. Per Siri, e per tutti gli utenti iPhone, il futuro si preannuncia molto più intelligente.

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ChatGPT Translate lancia la sfida a Google: cosa cambia davvero?

ChatGPT Translate

La nuova funzionalità di ChatGPT per la traduzione sfida Google in un campo che sembrava dominato da un unico gigante. OpenAI ha lanciato, quasi in sordina, ChatGPT Translate che promette di andare oltre la semplice traduzione parola per parola ed è integrato nel suo celebre chatbot.

Ma siamo davvero di fronte a una rivoluzione in grado di spodestare lo storico Google Translate? Analizziamo insieme cosa rende questa novità così interessante e come potrebbe cambiare per sempre il nostro modo di interagire con le lingue straniere.

Cos'è ChatGPT Translate e come funziona?

Prima di tutto chiariamo un punto: non si tratta di un'applicazione separata o di un nuovo sito web. La funzione di traduzione è ora una delle tante abilità di ChatGPT. Puoi usarla direttamente nella stessa finestra di chat che già conosci.

Il suo funzionamento è incredibilmente intuitivo. Ti basta scrivere una frase come "Traduci questo testo in inglese:" e incollare il contenuto. L'intelligenza artificiale non solo rileva automaticamente la lingua di partenza, ma esegue la traduzione in modo quasi istantaneo. La vera magia, però, sta nel "come" traduce.

La grande differenza: contesto e tono di voce

Se hai mai usato un traduttore automatico per testi complessi, conosci bene la sensazione. Le parole sono giuste, ma la frase suona "strana", robotica, quasi priva di anima. Questo accade perché i traduttori tradizionali si concentrano spesso sulla correttezza letterale.

Invece ChatGPT Translate punta al contesto. Essendo un modello linguistico generativo, è addestrato su una mole immensa di testi e conversazioni. Questo gli permette di capire non solo cosa stai dicendo, ma anche come lo stai dicendo.

Vuoi una traduzione formale per un'email di lavoro? O magari un tono più colloquiale per un messaggio a un amico? Basta chiederlo. Questa capacità di adattare lo stile è il suo più grande punto di forza.

I punti di forza di ChatGPT Translate

I vantaggi principali di ChatGPT Translate si possono riassumere in tre punti chiave che lo distinguono dall'approccio di Google. Analizziamoli insieme.

Comprensione contestuale superiore

ChatGPT Translate non si limita a convertire singole parole, ma analizza la frase nel suo insieme, cogliendo sfumature, modi di dire ed espressioni idiomatiche. Il risultato è una traduzione che suona molto più naturale e fluida, quasi come se fosse stata scritta da un essere umano.

Flessibilità stilistica

Come accennato, la vera rivoluzione è la possibilità di guidare il tono della traduzione. Puoi chiedere a ChatGPT di essere più professionale, più amichevole, più semplice o addirittura più poetico. Questa personalizzazione apre scenari impensabili per un traduttore automatico tradizionale, rendendolo uno strumento creativo oltre che funzionale.

Interazione evolutiva

Se una parte della traduzione non ti convince, puoi semplicemente dirlo. Puoi chiedere: "Rendi questa frase più concisa" o "Trova un sinonimo migliore per questa parola". L'interazione permette di affinare il testo in tempo reale, trasformando un processo statico in un vero e proprio dialogo collaborativo.

Google Translate è davvero in pericolo?

Diciamolo chiaramente: per le traduzioni veloci e immediate, Google Translate rimane uno strumento formidabile, anche grazie all'introduzione di funzionalità AI. La sua velocità, l'integrazione in miliardi di dispositivi e la sua semplicità d'uso sono difficili da battere. Se hai solo bisogno di capire il significato di una parola o di una breve frase, probabilmente continuerai a usare Google.

La sfida di ChatGPT si gioca su un altro campo: quello della qualità e della raffinatezza. Per tradurre un articolo, un documento importante o un testo creativo, dove le sfumature contano, le sue introduzione di funzionalità AI. Non è una gara di velocità, ma di profondità.

Il futuro delle traduzioni AI con ChatGPT Translate

L'arrivo di un concorrente così agguerrito è una notizia fantastica per tutti noi. Questa competizione spingerà entrambe le aziende a migliorare i loro servizi, offrendoci strumenti sempre più potenti e accurati. Stiamo entrando in un'era in cui la traduzione automatica diventerà un vero assistente in grado di aiutarci a comunicare in modo più efficace e autentico. In questo modo si abbatteranno le barriere linguistiche con una naturalezza mai vista prima.

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I satelliti cinesi sfidano Starlink per il dominio dello spazio

satelliti cinesi

La nuova corsa allo spazio è iniziata. La Cina si prepara a lanciare la sua mega costellazione di satelliti, mettendo in discussione il primato di Starlink, e i numeri in gioco sono impressionanti.

Per anni il progetto di Elon Musk è stato visto come l'unico protagonista della connettività globale via satellite. Ora Pechino svela piani ambiziosi che potrebbero ridisegnare gli equilibri geostrategici nell'orbita terrestre. Questa competizione tra satelliti cinesi e americani tra va oltre il futuro di internet. Analizziamo insieme cosa significa.

Cosa sappiamo della mega costellazione di satelliti cinesi?

La Cina non si limita a entrare in gioco: punta a farlo in grande stile. L'obiettivo è lanciare una gigantesca rete di satelliti in orbita bassa (LEO), nota come "Guowang" o "Rete Nazionale". Anche se le cifre esatte restano riservate, si stima che il numero di satelliti potrebbe eguagliare o superare quello di Starlink nel lungo periodo. Questa iniziativa è il risultato di una strategia nazionale ben definita, volta a garantire alla Cina totale indipendenza tecnologica e infrastrutturale.

L'obiettivo è duplice:

  • Fornire una connessione internet a banda larga affidabile e veloce su tutto il territorio nazionale, incluse le aree più remote.
  • Proiettare la propria influenza a livello globale, offrendo servizi di connettività ai paesi partner, in particolare lungo la Nuova Via della Seta.

Si tratta di un progetto con un fortissimo valore strategico ed economico, molto più di un semplice servizio commerciale.

La Cina sfida Starlink e non è solo una questione di internet

Limitare questa competizione a una semplice battaglia per la banda larga sarebbe un errore. La posta in gioco è molto più alta.

Il controllo dell'orbita bassa terrestre è diventato un elemento cruciale per la sicurezza nazionale e per il dominio geopolitico del futuro. Una mega costellazione come quella cinese offre vantaggi che vanno ben oltre la navigazione web. Parliamo di comunicazioni militari sicure, sorveglianza avanzata, gestione di veicoli autonomi e droni.

Avere una propria infrastruttura orbitale significa non dipendere da servizi stranieri, che potrebbero essere interrotti in caso di tensioni internazionali. È una questione di sovranità digitale estesa fino allo spazio.

Le differenze chiave tra i satelliti cinesi e di Starlink

Sebbene l'obiettivo finale sembri simile, le filosofie alla base dei due progetti sono radicalmente diverse. Capire queste differenze è fondamentale per comprendere la portata della sfida.

Controllo statale vs. iniziativa privata

La differenza più evidente risiede nella governance.

Starlink è un'iniziativa di SpaceX, un'azienda privata, pur ricevendo importanti contratti governativi.

Il progetto cinese, al contrario, è interamente guidato e finanziato dallo Stato. Ciò significa che le sue priorità non sono puramente commerciali, ma rispondono a un'agenda politica e strategica nazionale.

Tempistiche e vantaggio tecnologico

Starlink ha un notevole vantaggio temporale. Possiede già migliaia di satelliti in orbita e un servizio attivo a livello globale. Tuttavia sottovalutare la Cina sarebbe un errore. Pechino ha dimostrato una capacità di esecuzione impressionante in numerosi settori tecnologici, incluso quello spaziale.

La sua sfida principale per i tecnici dei satelliti cinesi, sarà colmare il divario tecnologico e logistico, in tempi brevi.

Cosa significa per il futuro dell'orbita terrestre?

Questa nuova corsa allo spazio solleva anche serie preoccupazioni. L'orbita bassa sta diventando sempre più affollata.

L'aumento esponenziale del numero di satelliti aumenta drasticamente il rischio di collisioni e la creazione di detriti spaziali, un problema che potrebbe rendere intere fasce orbitali inutilizzabili per le generazioni future.

La competizione tra i satelliti cinesi e quelli di Starlink segna l'inizio di una nuova era. Non si tratta più solo di piantare una bandiera sulla Luna. È una complessa partita a scacchi per il controllo dell'infrastruttura digitale che governerà il nostro futuro.

La sfida per il dominio dei cieli è appena iniziata e le sue conseguenze si faranno sentire qui, sulla Terra.

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Protezione dalle frodi di pagamenti online

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La protezione dalle frodi di pagamenti online è diventata una priorità assoluta per chiunque effettui transazioni nel mondo digitale. Ogni giorno, miliardi di euro si muovono attraverso la rete, ma con questa comodità cresce anche il rischio di cadere vittima di truffe sempre più sofisticate.

Ti sei mai chiesto se i tuoi soldi sono davvero al sicuro quando fai un bonifico o un acquisto online? La verità è che i criminali informatici non si fermano mai e sfruttano tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale per ingannare persone e aziende. Per fortuna, anche le soluzioni di sicurezza si evolvono per offrire gli strumenti giusti.

Vediamo insieme qual è lo scenario attuale e come puoi proteggerti in modo efficace.

Un nemico invisibile: i numeri delle truffe online

Per capire la gravità del problema, basta guardare i dati. A livello globale le perdite dovute alle frodi sui pagamenti hanno raggiunto cifre sconvolgenti, toccando i 442 miliardi di dollari solo negli ultimi 12 mesi. Un numero che fa riflettere.

La parte più preoccupante è la discrepanza tra percezione e realtà. Infatti circa il 73% delle persone crede di saper riconoscere una truffa, ma quasi un quarto di loro (il 23%) finisce comunque per perdere denaro. Questo dimostra che l'eccesso di fiducia può essere il nostro peggior nemico. E il problema non riguarda solo i privati: un recente report ha rivelato che il 79% delle organizzazioni statunitensi ha subito tentativi di frode, con le truffe via email (Business Email Compromise) in cima alla lista delle minacce.

Perché i metodi tradizionali non bastano più?

Fino a poco tempo fa, molti sistemi di sicurezza si basavano su controlli superficiali, come la semplice verifica del nome associato a un conto bancario. Invece oggi questo non è più sufficiente. I criminali informatici sono diventati incredibilmente abili, utilizzando tecniche come il deepfake e l'intelligenza artificiale per creare scenari quasi perfetti. Gli attacchi basati su deepfake avvengono ormai ogni pochi minuti e le truffe più complesse crescono a un ritmo superiore al 100% anno su anno. Se i truffatori usano l'IA per attaccare, è logico usare tecnologie altrettanto avanzate per difendersi.

Le soluzioni tradizionali non sono progettate per contrastare questo livello di sofisticazione. Per questo è necessario un cambio di paradigma, come ha fatto Visa introducendo i pagamenti con Token.

La rivoluzione della verifica: oltre il semplice nome

La vera svolta sta nel cambiare approccio. Invece di limitarsi a controllare il nome del conto, le nuove tecnologie si concentrano sulla verifica dell'identità del destinatario effettivo, cioè la persona o l'entità che riceverà fisicamente i fondi. Questo aggiunge un livello di sicurezza e fiducia impensabile fino a pochi anni fa.

Un esempio concreto è la soluzione IDeveryone di Scamnetic, che permette di verificare l'identità di chiunque nel mondo durante una transazione, offrendo una difesa completa indipendentemente dal metodo di pagamento.

Come funziona la nuova protezione dalle frodi di pagamenti online?

Il processo è più semplice di quanto si possa pensare. La richiesta di verifica viene inviata tramite un'email o un SMS sicuri, rendendo la comunicazione tra le parti facile e confidenziale. La privacy è garantita, poiché nessuna informazione sensibile viene condivisa oltre al nome del destinatario.

I punti di forza di questo approccio innovativo sono:

  • Copertura totale: funziona con tutti i tipi di pagamento, inclusi bonifici, sistemi digitali, criptovalute e persino assegni.
  • Verifica approfondita: utilizza strumenti di livello bancario per confermare chi c'è davvero dall'altra parte.
  • Assicurazione: ogni transazione può essere assicurata, offrendo un ulteriore livello di fiducia e riducendo la responsabilità per gli istituti finanziari che offrono il servizio.

I vantaggi concreti per consumatori e aziende

Adottare un approccio proattivo alla sicurezza dei pagamenti porta benefici tangibili per tutti. Per il consumatore, significa poter inviare denaro con la tranquillità di sapere esattamente a chi lo sta mandando. Il consiglio "verifica prima di pagare" diventa finalmente un'azione concreta e semplice da realizzare.

Per le banche, le fintech e i fornitori di servizi, i vantaggi sono ancora più evidenti: Riduzione delle perdite legate alle frodi, abbassamento dei costi operativi per la gestione delle truffe e maggiore sicurezza e fiducia da offrire ai propri clienti.

Guardare al futuro con la protezione dalle frodi di pagamenti online

L’era della fiducia cieca nei pagamenti digitali è ormai superata. Oggi le truffe sono sempre più sofisticate e difficili da individuare, e per questo trasparenza e verifica non sono più un optional, ma una necessità concreta. La buona notizia è che la tecnologia sta evolvendo nella giusta direzione, mettendoci a disposizione strumenti sempre più efficaci per contrastare le frodi e tutelare utenti e aziende. Informarsi, verificare e scegliere soluzioni affidabili è il primo passo per pagare online in modo consapevole.

La prossima volta che effettui un pagamento digitale, ricordalo: la sicurezza non dipende solo dalla piattaforma che utilizzi, ma anche dalla certezza di sapere esattamente chi riceverà il tuo denaro.

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Truffa del codice WhatsApp: come riconoscerla e difendersi

La truffa del codice WhatsApp è tornata a colpire e rappresenta oggi uno dei pericoli più insidiosi sulla celebre piattaforma di messaggistica. Ti è mai capitato di ricevere un messaggio da un amico che ti chiede, con una scusa banale, di inoltrargli un codice a sei cifre appena ricevuto via SMS? Se dovesse accaderti, fermati subito. Potresti essere il bersaglio di un tentativo di furto del tuo account.

Ma cosa si nasconde davvero dietro questa richiesta? Non è un errore, ma una strategia ben congegnata per sottrarti il controllo del tuo profilo. Vediamo insieme come funziona, quali sono i rischi e, soprattutto, come puoi proteggerti in modo efficace.

Come funziona esattamente la truffa del codice WhatsApp?

Il meccanismo è tanto semplice quanto pericoloso. I truffatori non hanno bisogno di complesse competenze informatiche, ma contano sulla distrazione e sulla fiducia delle persone. L'inganno si svolge in pochi, rapidi passaggi. Innanzitutto il malintenzionato tenta di registrare il tuo numero di telefono su un nuovo dispositivo. Per completare questa operazione, WhatsApp invia per sicurezza un codice di verifica a sei cifre (OTP, One Time Password) via SMS al tuo numero, cioè al legittimo proprietario.

A questo punto scatta la parte cruciale dell'inganno. Il truffatore ti contatta, spesso usando l'account di un amico (già truffato in precedenza), e inventa una scusa plausibile. Potrebbe scriverti: "Ciao, scusa il disturbo, ho sbagliato a inserire il mio numero e ti ho inviato per errore un codice. Potresti girarmelo?". Se cadi nella trappola e comunichi quel codice, hai appena consegnato le chiavi del tuo account. Con quei sei numeri, il truffatore potrà completare l'accesso sul suo dispositivo, escludendoti dal tuo profilo.

Cosa succede se cadi nella trappola?

Le conseguenze possono essere molto spiacevoli. Una volta che il cybercriminale ha preso il controllo del tuo account WhatsApp, può compiere diverse azioni a tuo nome, mettendo a rischio la tua privacy e la tua reputazione.

Ecco i pericoli principali:

  • Furto d'identità: il truffatore può spacciarsi per te e contattare i tuoi amici, familiari e colleghi.
  • Richieste di denaro: potrebbe inventare emergenze e chiedere prestiti o ricariche telefoniche ai tuoi contatti, sfruttando la loro fiducia.
  • Diffusione della truffa: userà il tuo account per ingannare altre persone nella tua rubrica, alimentando la catena.
  • Accesso a informazioni private: potrebbe leggere media e informazioni scambiate nelle chat, violando la tua privacy.

La truffa del codice WhatsApp: come difendersi in 3 semplici passi

La buona notizia è che proteggersi è più semplice di quanto pensi. Non servono antivirus o software complicati, ma solo un po' di attenzione e le giuste impostazioni di sicurezza.

1. Non condividere mai il codice di WhatsApp

Questa è la regola d'oro, la più importante di tutte. Il codice di verifica di WhatsApp è strettamente personale, come il PIN di un bancomat. Nessuno, neanche l'assistenza ufficiale, ti chiederà mai di condividerlo via chat. Qualsiasi messaggio che contiene questa richiesta è, senza alcun dubbio, un tentativo di frode. Ignoralo e non rispondere.

2. Attiva la verifica in due passaggi

Questo è lo scudo di difesa più potente che hai a disposizione. La verifica in due passaggi aggiunge un ulteriore livello di sicurezza. Oltre al codice via SMS, ti verrà richiesto un PIN a 6 cifre creato da te ogni volta che registri il tuo numero su un nuovo telefono. In questo modo, anche se i truffatori ottenessero il codice SMS, non potrebbero fare nulla senza il tuo PIN segreto.

Per attivarla vai su WhatsApp e segui questo percorso: Impostazioni > Account > Verifica in due passaggi > Attiva.

È un'operazione che richiede meno di un minuto e che può salvarti da enormi problemi.

3. Segnala e blocca il contatto sospetto

Se ricevi un messaggio di questo tipo, la cosa migliore da fare è segnalare la conversazione a WhatsApp e bloccare immediatamente il contatto.

Se il messaggio proveniva da un amico, contattalo subito tramite un altro canale (una telefonata o un'altra app) per avvisarlo che il suo account è stato compromesso.

Cosa fare se sei già stato truffato?

Se ti rendi conto di aver comunicato il codice quando ormai è troppo tardi, non farti prendere dal panico. Prova subito a reinstallare WhatsApp sul tuo telefono e a effettuare di nuovo l'accesso con il tuo numero. In questo modo riceverai un nuovo codice di verifica e, inserendolo, potrai espellere il truffatore dal tuo account.

Se non riesci a rientrare, contatta l'assistenza di WhatsApp e, cosa fondamentale, avvisa i tuoi contatti più stretti dell'accaduto, così che non cadano a loro volta nella trappola.

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Android Auto si aggiorna con Gemini

L'atteso aggiornamento di Android Auto con Gemini sta per diventare realtà, come anticipato dal rilascio della versione beta 16.0 della piattaforma. Non si tratta di un semplice update di routine, ma di una vera e propria rivoluzione che promette di cambiare l'interazione con il sistema di infotainment dell'auto. Google introduce novità basate sull'intelligenza artificiale e un'interfaccia utente più flessibile.

Scopriamo insieme come cambierà il modo di guidare.

Android Auto dice addio a Google Assistant, e benvenuto Gemini

La novità principale è l'abbandono del familiare "Hey Google". Google Assistant viene sostituito da Gemini, il nuovo assistente AI conversazionale di Google, che si integra come sistema predefinito sulla piattaforma.

Ma cosa cambia a livello pratico? L'aggiornamento introduce un modo di interagire completamente nuovo. Grazie a funzioni come Gemini Live, sarà possibile avere conversazioni vocali più naturali e fluide, senza la necessità di usare comandi rigidi e precisi. In più il sistema sarà in grado di comprendere il linguaggio contestuale, rendendo ogni richiesta più semplice e intuitiva, quasi come parlare con un passeggero. Si tratta di un passo avanti importante per la sicurezza e la comodità durante la guida.

Un'interfaccia più tua con la nuova personalizzazione

Un altro cambiamento chiave riguarda la schermata iniziale. La versione beta 16.0 introduce una gestione dei widget molto più personalizzabile rispetto al passato, offrendo un maggiore controllo sull'aspetto delle informazioni sul display. Le nuove opzioni permetteranno di: Modificare la disposizione degli elementi nella schermata principale. Scegliere l'allineamento dei widget lungo la barra laterale. Decidere quanto spazio deve occupare ogni singolo widget. L'obiettivo di Google è chiaro: creare un'interfaccia più modulare e meno rigida, che possa adattarsi perfettamente alle preferenze dell'utente e alle dimensioni dello schermo del veicolo.

Cosa si nasconde nel codice di Gemini in Android Auto?

Come spesso accade, la versione beta nasconde indizi sulle funzionalità future. Gli sviluppatori hanno già individuato nel codice di Android Auto 16.0 diverse stringhe che suggeriscono novità ancora in fase di sviluppo.

Tra le più interessanti troviamo:

  • Gestione notifiche migliorata: un sistema più intelligente per ridurre le distrazioni.
  • Riconnessione più chiara: un'indicazione precisa del tipo di collegamento attivo (wireless o via cavo) tra smartphone e auto.
  • Adattamento automatico: l'interfaccia potrebbe modificarsi in base al lato di guida del veicolo (destra o sinistra).
  • Scorciatoia per Gemini: un riferimento a un comando rapido per attivare l'assistente AI.

Tutti questi elementi indicano che il lavoro di Google è solo all'inizio e che possiamo aspettarci un'evoluzione costante della piattaforma nei prossimi mesi.

Quando arriverà l'aggiornamento di Android Auto con Gemini?

È importante sottolineare che la versione 16.0 è attualmente in beta. Questo significa che è disponibile solo per un gruppo ristretto di tester e non si trova ancora sul Play Store ufficiale. Tuttavia il rilascio in beta è il segnale che il debutto ufficiale non è lontano. Solitamente dopo alcune settimane di test e correzioni, le novità vengono integrate nella versione stabile. Possiamo quindi aspettarci l'aggiornamento di Android Auto con Gemini per tutti gli utenti nei prossimi mesi.

In conclusione, questo update si preannuncia come uno dei più significativi degli ultimi anni, portando l'intelligenza artificiale conversazionale al centro dell'esperienza di guida.

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Nuova legge sui deepfake intimi nel Regno Unito

La diffusione di deepfake intimi nel Regno Unito ha ora una risposta legale chiara e decisa. Con l'entrata in vigore di una nuova e severa normativa, il paese lancia un messaggio inequivocabile: creare e condividere immagini intime false generate dall'intelligenza artificiale è un reato.

Ma cosa significa questa legge e perché piattaforme come X (ex Twitter) e la sua IA, Grok, sono già nel mirino delle autorità? Analizziamo i punti fondamentali.

Cosa cambia con la nuova legge sui deepfake intimi in Regno Unito

Fino a poco tempo fa, il panorama legale britannico era incerto. Le vittime di questa forma di abuso digitale si trovavano spesso in un limbo, senza strumenti concreti per difendersi. Ora, grazie all'Online Safety Act, la situazione è radicalmente cambiata.

La nuova legge rende reato la condivisione di immagini intime false generate con l'IA. Questo è valido anche se il creatore non aveva l'intento esplicito di causare sofferenza alla vittima. In precedenza era necessario dimostrare la "volontà di nuocere", un ostacolo legale spesso difficile da superare. Adesso, invece, il semplice atto di creare e distribuire tale materiale senza il consenso della persona raffigurata è sufficiente per essere perseguiti.

Le pene previste sono severe: si parla di multe illimitate e persino del carcere.

Perché X e l'IA Grok sono sotto indagine in UK

Subito dopo l'entrata in vigore della legge, l'autorità di regolamentazione britannica, l'Ofcom, ha avviato un'indagine. I riflettori sono puntati su X e sulla sua intelligenza artificiale generativa, Grok. La ragione è duplice e mette in luce la complessità del problema.

Da un lato X è sotto esame per la gestione di questi contenuti sulla piattaforma. Le autorità vogliono assicurarsi che il social network abbia implementato misure di sicurezza adeguate per impedire che i deepfake intimi diventino virali. Dall'altro, l'indagine si concentra su Grok, l'IA sviluppata da xAI di Elon Musk. La preoccupazione è che questi strumenti possano essere usati per generare facilmente il materiale illegale.

Non si tratta quindi solo di punire chi condivide, ma anche di responsabilizzare chi fornisce la tecnologia.

Conseguenze della normativa sui deepfake intimi nel Regno Unito

L'impatto di questa legge va ben oltre le aule di tribunale. Stiamo assistendo a un cambiamento culturale e tecnologico con effetti a catena per tutti gli attori coinvolti.

Una vittoria per le vittime di deepfake intimi

Per troppo tempo le vittime di questa violenza digitale si sono sentite impotenti. Questa legge rappresenta una vittoria cruciale, offrendo loro uno strumento legale concreto per chiedere giustizia. È un passo avanti enorme per il riconoscimento della gravità di un abuso che lascia ferite psicologiche profonde e durature.

Maggiori responsabilità per le piattaforme

Per i giganti della tecnologia, le regole sono cambiate. Infatti la normativa li obbliga a prendere una posizione più attiva e a non nascondersi dietro il ruolo di semplici "contenitori". Ora sono chiamati a investire in sistemi di moderazione, a rispondere rapidamente alle segnalazioni e a collaborare con le autorità. La loro responsabilità legale è ora chiaramente definita.

Un rischio concreto nel Regno Unito per i creatori di deepfake intimi

Chiunque pensi di poter creare un deepfake intimo per scherzo o per vendetta ora deve pensarci due volte. Le conseguenze non sono più ipotetiche. Con il rischio di una fedina penale sporca, multe salate e carcere, l'atto di creare e condividere questi contenuti diventa ciò che è sempre stato: un crimine grave.

Uno sguardo al futuro della regolamentazione in UK

Il Regno Unito ha stabilito un precedente importante, ma la battaglia contro l'uso improprio dell'intelligenza artificiale per creare deepfake è appena iniziata. Questa legge potrebbe diventare un modello per altre nazioni che affrontano lo stesso problema. La sfida ora sarà far rispettare le regole in un mondo digitale senza confini e in continua evoluzione.

Una cosa è certa: la consapevolezza è aumentata e il dibattito sulla regolamentazione dell'IA è più acceso che mai.

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Instagram e l'email di reset password: panico o semplice bug?

Hai ricevuto anche tu una strana Instagram reset password email e non sai cosa pensare? Nelle ultime ore, moltissimi utenti hanno segnalato una notifica inaspettata per reimpostare la propria password. Questa ondata anomala ha scatenato il panico generale, facendo pensare a un attacco hacker su larga scala.

Ma cosa sta succedendo davvero? Analizziamo la situazione per fare chiarezza.

Un allarme globale e l'ipotesi della violazione dati

Il primo pensiero di molti utenti è andato a un tentativo di violazione dell'account. È una reazione naturale: ricevere una richiesta di cambio password non sollecitata fa subito pensare al peggio. La paura che i propri dati fossero finiti nelle mani sbagliate si è diffusa rapidamente sui social. Questo ha alimentato l'ipotesi di un massiccio data breach. Quando si tratta della nostra privacy online, la prudenza non è mai troppa. Fortunatamente la realtà si è rivelata diversa.

La smentita ufficiale di Instagram sull'email di reset password

Di fronte al crescente allarmismo, Meta ha deciso di intervenire per fare chiarezza. Un portavoce della società ha ufficialmente smentito qualsiasi violazione dei sistemi di sicurezza.

La causa è stata identificata in un semplice bug interno. Un errore tecnico ha provocato l'invio massivo e automatico delle email per il reset password. Nessun attacco esterno e nessuna password è stata rubata. Si è trattato di un inconveniente che ha generato molta, e comprensibile, preoccupazione.

Guida pratica: cosa fare e come proteggersi

Anche se si è trattato di un falso allarme, l'episodio è un'ottima occasione per rivedere le nostre abitudini di sicurezza. Ecco cosa dovresti fare in questi casi.

Cosa fare se ricevi una email per il reset password da Instagram

La regola principale è: non farti prendere dal panico. Se non hai richiesto tu il cambio password, la scelta più sicura è ignorare l'email. Evita di cliccare su qualsiasi link presente nel messaggio, anche se sembra provenire da una fonte ufficiale. Potrebbe essere un tentativo di phishing, una truffa per rubare le tue credenziali.

Se vuoi cambiare la password per maggiore sicurezza, avvia la procedura direttamente dall'app o dal sito ufficiale di Instagram. Non usare mai i link ricevuti via email: è l'unico modo per essere completamente sicuri.

Rafforza la sicurezza del tuo account

Questo evento ci ricorda quanto sia fondamentale proteggere i nostri profili. Ecco due passaggi che dovresti compiere subito:

  • Attiva l'autenticazione a due fattori (2FA). È uno scudo potentissimo. Anche se qualcuno dovesse scoprire la tua password, non potrebbe accedere al tuo account senza il codice inviato sul tuo dispositivo.
  • Usa una password complessa e unica. Evita password banali o già utilizzate per altri servizi. Una combinazione di lettere, numeri e simboli è sempre la scelta più efficace.

Un promemoria utile sulla sicurezza digitale

L’episodio dell’email di reset password di Instagram, pur essendo nato da un semplice bug, dimostra quanto sia facile che un’anomalia tecnica generi allarme e confusione. Per questo mantenere la calma e verificare le informazioni ufficiali resta la strategia migliore. Allo stesso tempo questi eventi ci ricordano l’importanza di adottare comportamenti consapevoli e strumenti di protezione adeguati. Essere informati, prudenti e attenti è la vera chiave per vivere i social network in modo più sicuro e sereno.

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Legge dell'UE sulla sorveglianza robotica e la privacy

sorveglianza robotica e privacy

Il tema della sorveglianza robotica e privacy sta rapidamente uscendo dai film di fantascienza per entrare nelle nostre case. Ma cosa succederebbe se il tuo amichevole robot domestico, quello che ti aiuta con le pulizie o tiene compagnia a un familiare, fosse obbligato per legge a monitorare le tue interazioni? Sembra uno scenario distopico, eppure una controversa proposta dell'Unione Europea, nota come “Chat Control”, rischia di creare proprio questo paradosso.

Un recente studio accademico ha lanciato l'allarme: una legge pensata per la sicurezza online rischia di avere conseguenze inaspettate e pericolose nel mondo fisico, trasformando i robot in potenziali strumenti di sorveglianza. Scopriamo insieme perché dovremmo prestare molta attenzione.

Cos'è il "chat control" e perché riguarda anche i robot?

Forse hai già sentito parlare del "Chat Control". Si tratta di una proposta legislativa dell'UE nata con il nobile obiettivo di combattere la diffusione online di materiale pedopornografico. L'idea iniziale era semplice: obbligare i fornitori di servizi di comunicazione a scansionare i messaggi degli utenti, anche quelli protetti da crittografia. Questa proposta ha scatenato un'ondata di critiche da parte di oltre 800 esperti di sicurezza, che hanno avvertito sui rischi di un simile approccio. Infatti metodi di questo tipo indeboliscono la crittografia e funzionano come vere e proprie "backdoor", porte di servizio che potrebbero essere sfruttate da malintenzionati.

Di fronte alle proteste, la proposta è stata rivista ma il problema di fondo non è scomparso. Invece di un obbligo esplicito di scansione, la responsabilità di identificare e mitigare i rischi ricade ora sui fornitori. L'incentivo a monitorare su larga scala per dimostrare di essere conformi alla legge rimane fortissimo. Ed è qui che entrano in gioco i robot.

Il cortocircuito legale sulla sorveglianza robotica e la privacy

Qui sta il cuore del problema. Secondo la legge europea un "servizio di comunicazione interpersonale" è qualsiasi sistema che permette uno scambio interattivo di informazioni su una rete. Questa descrizione si adatta perfettamente ai robot di ultima generazione. Infatti i moderni robot non sono più semplici bracci meccanici:

  • Un robot per la telepresenza permette a un bambino malato di partecipare alle lezioni da casa, trasmettendo la sua voce, le sue espressioni e le sue emozioni.
  • Un robot di assistenza in una casa di cura facilita le conversazioni tra un paziente, i suoi familiari e i medici.

Questi dispositivi sono a tutti gli effetti dei mediatori di comunicazione. Una volta definiti come tali, rientrano automaticamente nel campo di applicazione del Chat Control. Di conseguenza i loro produttori potrebbero sentirsi obbligati a integrare meccanismi di rilevamento e analisi direttamente nell'hardware e nel software del robot. In questo modo la sorveglianza si sposterebbe così dagli schermi ai nostri spazi più privati.

I rischi concreti della sorveglianza robotica e privacy

L'idea di un monitoraggio integrato nei robot apre scenari inquietanti, trasformando un dispositivo nato per aiutare in una potenziale minaccia alla nostra sicurezza.

Dai dati al controllo fisico: un nuovo modello di minaccia

Un robot presente in casa o in un ambiente di cura raccoglie una quantità enorme di dati estremamente sensibili: le nostre routine quotidiane, le conversazioni private, le reazioni emotive e persino informazioni sul nostro stato di salute. Se questi dati vengono costantemente inviati a sistemi di analisi per la "mitigazione del rischio", si crea una vera e propria miniera d'oro per i criminali informatici.

Ogni canale di trasmissione dati diventa un potenziale punto di accesso. Il pericolo, però, non si ferma ai dati. Le "backdoor" create per rispettare la legge non distinguono tra un accesso autorizzato e uno ostile. Un hacker che riuscisse a sfruttarle potrebbe prendere il controllo del robot, manipolando i suoi sensori o impartendo comandi diretti. Le implicazioni per la sicurezza fisica delle persone sono enormi.

L'intelligenza artificiale come arma a doppio taglio

Il rischio è amplificato dall'uso di modelli di Intelligenza Artificiale, come gli LLM (Large Language Models), integrati nei robot. Ricerche hanno dimostrato che questi sistemi possono essere "attivati" da comandi nascosti o specifici contesti per eseguire azioni impreviste. In teoria un aggressore potrebbe usare una semplice frase per reindirizzare il comportamento di un robot, trasformandolo in uno strumento per spiare o per arrecare un danno.

Impatto sulla nostra vita quotidiana

La relazione tra un essere umano e un robot sociale, specialmente in contesti di cura o educazione, si fonda su un pilastro fondamentale: la fiducia. Percepiamo questi dispositivi come compagni, supporti ed estensioni delle nostre capacità. Cosa succede quando questa fiducia viene meno? Un monitoraggio continuo altera radicalmente questa relazione. Il robot non è più solo un assistente, ma diventa un osservatore, un reporter per design.

Ti fideresti di un confidente che sai essere obbligato a registrare ogni tua parola? La consapevolezza di una sorveglianza ambientale ci porta a modificare i nostri comportamenti, a limare la nostra spontaneità e a perdere autonomia proprio negli spazi che consideriamo più sicuri.

Come proteggere il nostro futuro digitale?

La tecnologia non è il nemico. Un robot può migliorare la qualità della vita in modi straordinari. Tuttavia, una legislazione ben intenzionata ma miope rischia di creare un futuro in cui i benefici sono oscurati da gravi rischi per la privacy e la sicurezza. È fondamentale che le normative spingano verso la trasparenza e la protezione dei dati "by design".

Le soluzioni esistono: bisognerebbe, per esempio, incentivare l'elaborazione dei dati direttamente sul dispositivo, senza inviarli a server remoti. È inoltre cruciale istituire meccanismi di supervisione rigorosi per garantire che la nostra privacy rimanga protetta. Solo così potremo costruire un futuro in cui la tecnologia sia veramente al nostro servizio, senza trasformare i nostri aiutanti in guardiani indesiderati.

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