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Evento sismico, ML 4.0, in provincia di Messina del 18 gennaio 2026

Un terremoto di magnitudo Richter ML 4.0 è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 14:54 italiane del 18 gennaio 2026,  2 km a sud di Militello Rosmarino, in provincia di Messina, ad una profondità di 8 Km.

Di seguito la tabella con i Comuni entro 10 km dall’epicentro

Il capoluogo di provincia, Messina, dista circa 80 km dall’epicentro, mentre la città di Catania circa 70 Km.

La zona interessata da questo terremoto è caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.

Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in zone adiacenti all’area epicentrale di questo evento sismico sono avvenuti diversi terremoti, alcuni dei quali anche di magnitudo intorno a magnitudo 5. Ad esempio nella zona a nord-est il catalogo riporta due eventi di magnitudo stimata Mw 5.6 nel 1613 e Mw 5.4 nel 1739, entrambi i con risentimenti massimi fino al IX grado della Scala Mercalli (MCS).

Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che l’area è stata interessata da attività sismica frequente, in particolare nell’anno 2011, nei mesi di giugno e luglio, quando è stata registrata una sequenza sismica con numerosi eventi, il più forte, di magnitudo Mw 4.5, è avvenuto il 23 giugno.

Prima dell’evento di magnitudo 4.0 delle ore 14:54 di oggi, nell’ultima settimana nell’area erano stati localizzati altri 5 terremoti con magnitudo massima ML 2.4. Al momento (15:40 italiane), sono stati localizzati 9 terremoti di bassa magnitudo (magnitudo massima ML 2.1) successivi alla scossa delle 14:54.

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento stimato fino quasi al IV grado MCS.

Dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it, in continuo aggiornamento, notiamo che l’evento di questo pomeriggio è stato risentito in tutta l’area dei Monti Nebrodi e in gran parte della provincia di Messina e anche in qualche zona delle vicine province di  Catania e Enna.  I risentimenti arrivano fino al IV grado MCS.

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo, profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

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Eventi sismici, ML 4.3 e ML 4.1, in provincia di Ravenna del 13 gennaio 2026

Un terremoto di magnitudo Richter ML 4.3 è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 09:27 italiane del 13 gennaio 2026,  7 km a sud-ovest di  Russi (provincia di Ravenna). Dopo quasi due minuti, alle ore 09:29 italiane, è stato localizzato un secondo evento di magnitudo ML 4.1, con epicentro a circa 4 km di  distanza dal primo, 8 km ad est di Faenza (RA).  La profondità ipocentrale dei due eventi è stata rispettivamente di 23 e 22 chilometri.

In questa mappa vengono mostrati i due epicentri dei terremoti di magnitudo ML 4.3 (cerchietto arancione) e ML 4.1 (rappresentato dalla stella) di questa mattina alle ore 09:27 e 09:29.

I comuni più vicini agli epicentri di questi due eventi, entro i 10 km, sono: Russi, Cotignola e Faenza in provincia di Ravenna.  La città di Forlì dista circa 11 km dall’epicentro del primo evento.

La zona interessata da questi terremoti è caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.

Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in quest’area  in passato sono avvenuti diversi terremoti, alcuni dei quali anche di magnitudo pari o superiore a magnitudo 5. Il terremoto di magnitudo maggiore è avvenuto il 4 aprile del 1781 nel Faentino di magnitudo stimata Mw 6.1, che avuto risentimenti fino al 9-10 grado MCS. Sempre nel 1781 il catalogo riporta un secondo evento nel mese di luglio di magnitudo stimata Mw 5.6. 

Da ricordare anche il terremoto dell’11 aprile 1688 nell’area di Cotignola  con magnitudo stimata Mw 5.8 e risentimenti fino al 9 grado MCS.

Guardando la storia sismica di Faenza (RA), estratta dal DBMI15, i risentimenti maggiori sono stati causati proprio dai terremoti del 1781 e del 1688 sopracitati.

Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che l’area è stata interessata da attività sismica frequente, in particolare nell’anno 2000, nei mesi di aprile e maggio, quando è stata registrata una importante sequenza sismica con numerosi eventi anche di magnitudo superiore a 4. L’evento più forte, di magnitudo M 4.5, è avvenuto il 10 maggio.

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell evento più forte di oggi (ML 4.3) calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC mostra dei livelli di scuotimento stimato fino quasi al V-VI grado MCS.

Entrambi gli eventi registrati  sono stati risentiti in tutta la Romagna e nel Bolognese e nelle aree vicine delle Marche e della Toscana .

Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo, profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa.

Questi risentimenti sono confermati dalla mappa dei risentimenti macrosismici ricavate dai questionari inviati al sito www.hsit.it che è in continuo aggiornamento.


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Speciale 2025, un anno di terremoti

Nel 2025 sono stati localizzati 15759 terremoti in Italia e nelle zone limitrofe. I ricercatori e tecnici dell’INGV, presenti H24 nelle Sale Operative, hanno analizzato e localizzato in media poco più di 43 eventi sismici al giorno, circa uno ogni 33 minuti. Questo dato indica una lieve diminuzione della media giornaliera rispetto a quanto registrato nel 2024.

La mappa degli epicentri degli oltre 15 mila terremoti localizzati nel 2025 – fonte https://terremoti.ingv.it. In questa mappa non sono inclusi i microterremoti (M<1) localizzati dall’Osservatorio Vesuviano (INGV-OV) nelle aree vulcaniche campane e dall’Osservatorio Etneo (INGV-OE) nelle aree vulcaniche siciliane.

Come si vede dalla mappa, anche in questo ultimo anno tutte le regioni italiane sono state interessate da terremoti, in misura più o meno significativa. Nel 2025 il terremoto più forte registrato in Italia è avvenuto nel Mar Adriatico, in area garganica, una decina di chilometri al largo della costa della provincia di Foggia. Questo evento, che ha avuto magnitudo Mw 4.8, fa parte di una sequenza sismica che si è attivata dal mese di marzo 2025 nell’area a nord del Promontorio del Gargano, vicino al Lago di Lesina.

Rispetto agli anni precedenti nel 2025 non ci sono stati eventi sismici di magnitudo uguale o superiore a 5.0, neanche nelle aree limitrofe al di fuori del territorio nazionale. Sono stati numerosi invece i terremoti di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9: 21 eventi in totale, di cui 16 avvenuti sul territorio italiano e nei mari circostanti e i restanti 5 tra Croazia e Albania. Dei 21 totali, 10 sono stati localizzati in mare o lungo le coste; 11 sulla terraferma. 

Il numero totale di terremoti localizzati in Italia nel 2025 è di poco inferiore a quello del 2024 (la differenza è di poco più di 1000 terremoti in meno del 2024) e si mantiene più o meno stabile tra i 16mila e i 17mila terremoti annui dal 2019, con un calo importante rispetto agli anni 2016-2017 e 2018. L’aumento del triennio citato è stato causato dalla sequenza sismica in Italia centrale, iniziata il 24 agosto 2016 e protrattasi a ritmi sostenuti per oltre due anni. Come già osservato, va notato che negli anni seguenti al 2018, il numero di eventi sismici localizzati in quest’area è stato comunque importante, e lo è stato anche nel 2025, rappresentando ancora un valore decisamente elevato rispetto al totale della sismicità in Italia: circa il 30% del totale degli eventi localizzati. Nel corso degli anni, tuttavia, il numero e soprattutto il valore di magnitudo dei terremoti di questa zona sono diminuiti sempre di più.

Nel grafico sottostante è visualizzato il numero annuale di terremoti localizzati grazie alle stazioni della Rete Sismica Nazionale Integrata (RSNI) dal 2012 al 2025.

Grafico della sismicità in Italia e nelle aree limitrofe dal 2012 al 2025. Le colonne in blu mostrano tutti gli eventi localizzati, le colonne in rosso sono solo quelli di magnitudo M ≥ 2.0. Il picco del 2016 e del 2017 è relativo alla sequenza del Centro Italia, iniziata con il terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016. Il numero di eventi localizzati e disponibili sul portale terremoti.ingv,it può variare negli anni a seguito dell’analisi e revisione da parte degli analisti sismologi del Bollettino Sismico dell’INGV.

Nel grafico, la colonna blu rappresenta il numero totale annuale di eventi sismici localizzati (di tutte le magnitudo), che ha raggiunto valori superiori a 40mila durante il 2016 e il 2017 a causa della sequenza in Italia centrale. La colonna rossa indica invece il numero annuale di terremoti di magnitudo pari o superiore a 2.0 – che in media corrisponde al 15-20% di tutti i terremoti localizzati – ma che nel 2025 è all’incirca poco più dell’11% del totale, con una lieve decrescita rispetto al 2024.

Nella seguente tabella sono riportati i terremoti di magnitudo pari o superiore a 4.0 e localizzati sul territorio nazionale, in mare o lungo le coste. Nella colonna relativa alla Data e ora italiana è presente il collegamento all’articolo sul terremoto pubblicato sul blog-magazine INGVterremoti.com, quando è disponibile.

Data e ora italiana Magnitudo Epicentro Profondità
07/02/2025, 16:19:12 Mw 4.7 Isole Eolie (Messina) 6,9 km
26/02/2025, 19:11:21 Mw 4.4 Tirreno Meridionale (MARE) 184 km
13/03/2025, 01:25:02 Md 4.6 Campi Flegrei 2,4 km
14/03/2025, 20:37:14 Mw 4.8 Costa Garganica (Foggia) 8 km
15/03/2025, 21:45:56 Mw 4.1 Isole Egadi (Trapani) 5,7 km
18/03/2025, 10:01:25 Mw 4.2 4 km NE Potenza (PZ) 13,1 km
16/04/2025, 03:26:08 Mw 4.4 Mar Ionio Meridionale (MARE) 48,5 km
13/05/2025, 12:07:44 Md 4.4 Campi Flegrei 2,6 km
30/06/2025, 01:25:02 Md 4.6 Campi Flegrei 3,9 km
18/07/2025, 09:14:22 Md 4.0 Campi Flegrei 2,5 km
26/08/2025, 06:07:05 Mw 4.7 Tirreno Meridionale (MARE) 9,4 km
01/09/2025, 04:55:45 Md 4.0 Campi Flegrei 2,3 km
06/10/2025, 12:13:59 Mw 4.2 Costa Marchigiana Pesarese (PU) 9,4 km
25/10/2025, 21:49:18 Mw 4.0 1 km N Montefredane (AV) 14,9 km
15/12/2025, 10:11:22 ML 4.0 Mar Ionio Meridionale (MARE) 31,6 km

 

In questa tabella non sono presenti altri eventi, di magnitudo inferiore a 4.0, che però hanno avuto risentimenti rilevanti sul territorio e che possono essere considerati eventi isolati, cioè non legati a sequenze sismiche significative.

Qualche numero e curiosità sui terremoti del 2025 in Italia e nelle aree limitrofe 

  • 15759 terremoti localizzati.
  • 1566 terremoti di magnitudo compresa tra 2.0 e 2.9.
  • 181 terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.
  • 21 terremoti di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9.
  • di questi ultimi, 16 sono avvenuti sul territorio italiano o nei mari circostanti e i restanti 5 tra Croazia e Albania. Dei 21 totali, 10 hanno avuto epicentro in mare o lungo le coste; 11 sulla terraferma.
  • Nel 2025 sono stati localizzati alcuni eventi di magnitudo pari a 0.0 e addirittura 6 eventi di magnitudo negativa (fino a -0.3), avvenuti nelle province di Perugia e Macerata. In questo settore dell’Appennino, l’INGV dispone di una rete di stazioni sismiche molto fitta che consente quindi di localizzare terremoti estremamente piccoli. L’aumento degli eventi sismici di magnitudo così piccola testimonia il costante miglioramento della Rete Sismica Nazionale Integrata dell’INGV. Tale potenziamento è reso possibile anche grazie al contributo di stazioni appartenenti ad altre reti regionali e locali, oltre che da quelle collegate ad esperimenti scientifici e a progetti nazionali (Taboo) e internazionali (AdriaArray).
  • L’evento più profondo: è avvenuto il 18 novembre 2025 alle ore 13:35 italiane, magnitudo ML 3.6, al largo della costa campana. L’evento sismico è stato localizzato a una profondità estremamente elevata, circa 450 km, ben al di sotto delle comuni profondità sismogenetiche dei terremoti italiani, che avvengono prevalentemente nella crosta superiore. L’area geografica indicata per questo evento è quella dei Campi Flegrei, ma per la sua profondità questo terremoto non ha nulla a che vedere con la sismicità estremamente superficiale dell’area flegrea. Questo evento profondo, molto raro per questa area geografica, è da ricondurre a un processo geologico tipico del Tirreno meridionale per la presenza nel mantello terrestre di uno “slab” di litosfera oceanica ionica che sta sprofondando da alcuni milioni di anni al di sotto del Mar Tirreno. 
  • Il primo dell’anno: è stato localizzato nelle Marche, nei pressi di Frontone, in provincia di Pesaro-Urbino, circa un’ora dopo la mezzanotte ed ha avuto magnitudo 1.1. 
  • L’ultimo dell’anno: come nel 2024, è stato localizzato in Toscana, vicino Sansepolcro in provincia di Arezzo, a meno di un’ora dalla fine dell’anno (alle 23:10 italiane del 31 dicembre 2025). Questo terremoto, di magnitudo 0.8, si inquadra nell’ambito di un piccola sequenza sismica con circa 150 eventi di bassa energia avvenuti nel mese di dicembre nell’area.
  • La regione con più terremoti di magnitudo ≥ 2.0: la Sicilia. Nel 2025, la Sicilia ha avuto il maggior numero di eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 2.0 (288), superando l’Emilia-Romagna, che aveva avuto questo risultato nel 2024. Seguono la Campania e la Calabria. Se si contassero anche i terremoti molto piccoli (magnitudo minore di 2), questo risultato sarebbe condizionato dalla densità della rete sismica e anche quest’anno le regioni con più eventi sarebbero Marche e Umbria con oltre tremila eventi. 
  • La regione con meno terremoti: la Sardegna, come sempre. È la regione d’Italia più lontana dalle fasce in deformazione degli Appennini e delle Alpi ed è quindi caratterizzata da una sismicità molto più rara rispetto alle altre regioni italiane, ma non assente. Nel 2025 sono stati localizzati 19 eventi sull’isola, solo uno di magnitudo uguale a 2.0 in terraferma. Alcuni eventi, di magnitudo fino a 2.7, sono stati localizzati in mare, in particolare al largo di Olbia. Altri eventi, di magnitudo inferiore, sono stati classificati come scoppi di cava o esplosioni.

Le sequenze sismiche in Italia nel 2025

Anche nel 2025 sono avvenute numerose sequenze sismiche più o meno lunghe, alcune delle quali già attive negli anni precedenti, come la sequenza in Italia centrale iniziata nell’agosto 2016 e gli sciami sismici nell’area Flegrea. Le sequenze sismiche del 2025 sono state generalmente di breve e media durata e con valori di magnitudo di solito non elevati (il massimo è stato Mw 4.8 al largo della costa pugliese settentrionale). 

Di seguito vengono brevemente descritte le principali sequenze che hanno caratterizzato il 2025. 

La sequenza in Italia centrale nel 2025

Nel 2025 l’attività sismica nell’area della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia (centro Italia), iniziata il 24 agosto del 2016 e proseguita negli anni successivi, si è mantenuta costante nel numero complessivo di scosse, soprattutto con eventi di magnitudo inferiore a 2.0 e con pochissimi terremoti di magnitudo maggiore di 3. Ciò nonostante, questa sequenza contribuisce ancora in maniera significativa alla sismicità in Italia: i suoi oltre cinque mila terremoti rappresentano una importante percentuale che supera il 30% di tutti i terremoti registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale Integrata sul territorio nazionale nel 2025.

La sismicità del 2025 nell’area della sequenza dell’Italia centrale iniziata il 24 agosto 2016.

Come si vede anche dalla mappa sono pochissimi gli eventi di magnitudo uguale o maggiore di 3 localizzati in quest’area e nelle zone adiacenti nel 2025: tra questi, due terremoti, entrambi di magnitudo ML 3.5, avvenuti il 21 marzo presso Gagliole (provincia di Macerata) e il 23 aprile a Spoleto (provincia di Perugia).

La sismicità nell’area dei Campi Flegrei

Nel 2025, in particolare nel mese di febbraio, nell’area dei Campi Flegrei (Napoli) sono stati registrati dalle stazioni della Rete di Monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV diversi sciami sismici, con eventi anche risentiti dalla popolazione nella zona di Pozzuoli e nelle aree limitrofe fino alla città di Napoli. E’ stato l’anno in cui sono stati registrati i terremoti con le più elevate magnitudo nell’area legati alla crisi bradismica in atto: due eventi di magnitudo Md 4.6 avvenuti il 13 marzo (vicino a Bagnoli) e il 30 giugno (in mezzo al golfo). Altri 3 i terremoti di magnitudo uguale o superiore a magnitudo 4 avvenuti nel 2025: il 13 maggio con Md 4.4, il 18 luglio e il 01 settembre di magnitudo Md 4.0. Ventotto gli eventi che hanno avuto una magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9. In totale nell’area sono stati localizzati oltre 1000 terremoti di magnitudo pari o superiore a 1.0. 

La sismicità nell’area dei Campi Flegrei nel 2025. Sono visualizzati tutti gli eventi di magnitudo superiore o uguale a 1.0 pubblicati sul portale terremoti.ingv.it.

Tutte le localizzazioni degli eventi sismici nell’area dei Campi Flegrei, incluse quelle di magnitudo inferiore a 1.0, sono disponibili sul sito web dell’INGV-Osservatorio Vesuviano (GOSSIP – Database Sismologico Pubblico INGV-Osservatorio Vesuviano, https://doi.org/10.13127/gossip) e sono descritti sui canali web e social INGVvulcani.

Sequenza sismica lungo la costa garganica (Foggia)

Dal mese di marzo 2025 le stazioni della Rete Sismica Nazionale Integrata hanno registrato una serie di eventi sismici localizzati nel Mar Adriatico lungo la costa garganica settentrionale, nelle vicinanze del Lago di Lesina (provincia di Foggia). In quest’area il 14 marzo è avvenuto l’evento di magnitudo maggiore (Mw 4.8, ML 4.7) della sequenza; questo terremoto è anche il più forte del 2025 avvenuto in Italia. Il terremoto ha avuto risentimenti molto diffusi non solo nelle aree costiere e interne della Puglia, ma anche nelle regioni vicine: Molise, Campania e Basilicata.

La sismicità del 2025 nel Mar Adriatico al largo della Costa Garganica settentrionale. E’ ben visibile nella mappa l’evento di magnitudo Mw 4.8 del 14 marzo, il terremoto più forte registrato nel 2025 in Italia e aree limitrofe.

In totale, nel 2025, sono stati localizzati circa 250 eventi in quest’area del Mar Adriatico, la maggior parte nei mesi di marzo e aprile, più della metà di magnitudo inferiore a 2; in particolare, sei gli eventi compresi tra 3.0 e 3.9.

La sismicità nel Mar Tirreno meridionale

Nell’area del Mar Tirreno meridionale l’attività sismica è sempre molto frequente e spesso caratterizzata da terremoti anche molto profondi a causa del processo geologico noto comesubduzione”. Anche nel 2025 sono stati numerosi i terremoti localizzati in quest’area, tanti di magnitudo superiore a 3 e alcuni anche di magnitudo superiore a 4: ad esempio l’evento del 24 febbraio di magnitudo Mw 4.4, localizzato ad una profondità di oltre 180 km

La sismicità del 2025 nel Mar Tirreno meridionale.

Nel 2025 nel Mar Tirreno meridionale sono stati localizzati anche eventi sismici di magnitudo superiore a 4 con ipocentri poco profondi. Ad esempio, i due terremoti avvenuti al largo delle Isole Egadi del 15 marzo di magnitudo Mw 4.1 e del 26 agosto di magnitudo Mw 4.7, quest’ultimo moderatamente risentito in alcune località delle provincie di Trapani e Palermo lungo la costa della Sicilia occidentale. 

Da ricordare anche la sequenza sismica avvenuta nel mese di febbraio nei pressi dell’arcipelago delle Isole Eolie con oltre 50 eventi, il più forte avvenuto il 7 febbraio di magnitudo Mw 4.7 (Ml 4.8), ad una profondità di circa 17 km, risentito lungo la costa settentrionale della Sicilia, in Sicilia orientale e in Calabria meridionale.

Sequenza sismica in provincia di Avellino 

Tra il 24 e il 25 ottobre in un’area a nord della città di Avellino sono stati localizzati una decina di eventi sismici tra i comuni di Grottolella e Montefredane. Due sono stati gli eventi di magnitudo maggiore in questa sequenza: quello avvenuto il 24 ottobre alle ore 14:40 locali, di magnitudo Mw 3.7 (ML 3.6) e quello del giorno successivo, 25 ottobre, di magnitudo Mw 4.0 (ML 4.0) alle ore 21:49 italiane. Le profondità di questi eventi sono collocate tra i 14 e i 16 km, quindi leggermente più profondi rispetto ai terremoti localizzati in Appennino. Questi due eventi hanno avuto risentimenti molto ampi, non solo nelle province di Avellino e Benevento, ma anche nel salernitano e in tutta l’area vesuviana e in buona parte della provincia di Napoli. 

La sequenza sismica avvenuta tra ottobre e dicembre 2025 a nord della città di Avellino.

Questa sequenza è stata generata da strutture sismogenetiche localizzate 30-40 km più a sud di quelle che hanno causato il tragico terremoto dell’Irpinia e Basilicata del 23 novembre 1980.

La mappa interattiva dei terremoti del 2025

La sismicità del 2025 viene mostrata in una mappa interattiva. In questa applicazione sono rappresentati i 15759 terremoti classificati e tematizzati in base alla loro magnitudo. Ogni evento può essere interrogato per visualizzare i relativi parametri ipocentrali, la pagina informativa di evento dal portale terremoti.ingv.it e, per quelli più forti, la rispettiva mappa di scuotimento dal sito shakemap.ingv.it/.

Inoltre è stato realizzato anche uno slider che permette di scorrere gli eventi sismici settimana per settimana, sia in modo automatico (modalità di default) sia attraverso i comandi manuali (PLAY, PAUSA, INDIETRO e AVANTI). L’applicazione web dello slider è visualizzabile anche sui dispositivi mobili da questo link.

Apri la mappa interattiva dei terremoti del 2025

A cura di Maurizio Pignone e INGVterremoti TEAM


Crediti dati e nota

  • ISIDe working group (2016) version 1.0, DOI: 10.13127/ISIDe, Italian Seismological Instrumental and parametric database: http://iside.rm.ingv.it/iside 
  • GOSSIP – Database sismologico Pubblico INGV-Osservatorio Vesuviano. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). https://doi.org/10.13127/gossip 

Ricordiamo che i dati di tutti gli eventi sismici che avvengono in Italia vengono calcolati e rivisti dal personale in turno H24 nelle Sale Operative INGV di Roma, Napoli e Catania e pubblicati pochi minuti dopo ogni terremoto sul portale dei dati in tempo reale del Dipartimento TERREMOTI dell’INGV (http://terremoti.ingv.it/). Per le Sale Operative di Napoli e Catania su http://terremoti.ingv.it/ sono presenti i terremoti con magnitudo pari o superiore a 1.0. I dati si riferiscono a un’area rettangolare che ha i seguenti limiti: Latitudine tra 35°N e 49°N e Longitudine tra 5°E e 20°E.


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SHAKEMOVIE: Propagazione delle onde sismiche del terremoto Mw 5.1 del 10 gennaio 2026 (Costa Calabra sud-orientale)

L’INGV ha realizzato il video dell’animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche generate dal  terremoto di magnitudo Mw 5.1 (Ml 5.1) localizzato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 05:53 italiane di oggi, 10 gennaio 2026 al largo della Costa Calabra Sud-Orientale.

L’animazione è necessariamente preliminare in quanto saranno noti solo nei prossimi giorni i dettagli del processo di rottura che, per eventi di questa magnitudo, sono fondamentali per un’accurata simulazione della propagazione delle onde. Una volta analizzati saranno inclusi in un’animazione a più alta risoluzione.


Le onde di colore blu indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci.
Ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale.

Non si tratta di un’animazione artistica ma della soluzione delle equazioni che descrivono il processo di propagazione.
La velocità e l’ampiezza delle onde sismiche dipendono dalle caratteristiche della sorgente sismica, dal tipo di suolo che attraversano e anche dalla topografia. Esse, quindi, non si propagano in maniera uniforme nello spazio e luoghi posti alla stessa distanza dall’epicentro risentono del terremoto in maniera completamente diversa.

L’animazione è generata attraverso la procedura descritta in questo articolo del blog ma con una novità. Il modello 3D del sottosuolo è stato aggiornato per incorporare la Vs30 (velocità media delle onde sismiche di taglio nei primi 30 metri di profondità): un parametro che caratterizza la rigidità del terreno superficiale. Terreni con Vs30 bassa, come i depositi alluvionali (sedimenti sciolti, sabbie, argille), sono più deformabili e amplificano maggiormente le onde sismiche rispetto alla roccia compatta che ha Vs30 elevata. Grazie a questa rappresentazione più accurata delle variazioni geologiche superficiali, la simulazione può ora riprodurre con maggiore affidabilità frequenze fino a 0.2 Hz, evidenziando in modo più realistico gli effetti di amplificazione sismica tipici dei terreni alluvionali e sedimentari presenti in molte pianure e valli italiane.

La risoluzione delle equazioni dell’onda è stata condotta attraverso l’utilizzo del software SPECFEM3D (Peter et al. 2011, http://www.specfem.org). Per il modello tridimensionale del sottosuolo è stato selezionato il modello tomografico IMAGINE_IT (Magnoni et al. 2022). La sorgente sismica è determinata attraverso il metodo TDMT (Scognamiglio et al. 2009, https://terremoti.ingv.it/tdmt). L’animazione è invece stata generata utilizzando Paraview.

Credits: INGV, Emanuele Casarotti, Federica Magnoni, Angela Stallone This work is supported by the ICSC National Research Centre for High Performance Computing, Big Data and Quantum Computing (CN00000013, CUP D53C22001300005) within the European Union-NextGenerationEU program.


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Evento sismico nel Mar Ionio, ML 5.1, 10 gennaio 2026

Un terremoto di magnitudo ML 5.1 è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale alle ore 05:53 italiane del 10 gennaio 2026 al largo della costa ionica calabra, ad una profondità di 65 Km. Va notato che per eventi lontani dalla costa, e quindi dalla rete sismica, la profondità ipocentrale è un parametro di difficile determinazione, per cui la stima potrebbe essere rivista con analisi successive.                

La zona interessata dal terremoto odierno è prossima alla regione calabro-sicula caratterizzata da pericolosità sismica alta, come testimoniato dalla Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale (MPS04) e dai forti terremoti avvenuti in passato.

 

I dati storici disponibili per l’area ci indicano che in particolare l’epicentro del terremoto è localizzato in un’area dove sono riportati diversi eventi di magnitudo inferiore a 5.5. Le aree sismiche più rilevanti sono quelle della Calabria meridionale e dello Stretto di Messina e della Sicilia orientale, poste a 50-100 chilometri di distanza, per le quali sono riportati numerosi eventi di elevata intensità, tra i quali quelli del 1783 in Calabria, del 1908 nella zona dello Stretto e del 1693 in Sicilia sudorientale.

La sismicità più recente dal 1985 in poi, ci mostra come l’area sia stata interessata da un’attività sismica diffusa. I terremoti più rilevanti sono avvenuti nell’entroterra siculo e calabrese, in particolare nella Calabria meridionale. Si ricorda l’evento del 16 aprile 2025 di ML 4.8 che ha interessato la stessa zona lo scorso anno.                                

La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP) dell’evento di oggi, calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra livelli di scuotimento stimati fino al IV grado MCS su un area molto estesa L’evento sismico è stato ampiamente risentito in Sicilia orientale,  in Calabria meridionale ed in Puglia come conferma la mappa dei risentimenti macrosismici ricavata dai numerosi questionari inviati al sito www.hsit.it.

 


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Le mappe mensili della sismicità, dicembre 2025

Mappa dei terremoti avvenuti in Italia e nelle aree limitrofe dall’1 al 31 dicembre del 2025.

Sono stati 1235 gli eventi localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dall’1 al 31 dicembre 2025, un numero in leggero aumento rispetto al precedente mese di novembre, con una media che risale da 38 a circa 39 terremoti al giorno, un valore ancora basso rispetto alla media mensile del 2025.  Dei 1235 eventi registrati, 139 terremoti hanno avuto una magnitudo pari o superiore a 2.0 e solo 9 eventi magnitudo pari o superiore a 3.0.

Nel mese di dicembre sono stati registrati due eventi sismici di magnitudo uguale o superiore a 4: il primo avvenuto il 15 dicembre nel Mar Ionio meridionale di magnitudo ML 4.0,  il secondo il 17 dicembre di magnitudo ML 4.2, localizzato a largo della Costa Croata meridionale. Entrambi gli eventi non hanno avuto risentimenti sulle coste italiane. Per la localizzazione del terremoto del 15 dicembre nel Mar Ionio ha contributo la stazione sismica MHPPL (Marine Hazard Portopalo), il sismometro più profondo del Mar Mediterraneo, installato a circa 3500 metri di profondità, a circa 80 km a sud-est di Portopalo di Capo Passero.

Sul territorio nazionale sono stati pochi gli eventi sismici risentiti, con valori di magnitudo compresi al massimo tra 3.0 e 3.5.

Ricordiamo che tra pochi giorni verrà pubblicato su INGVterremoti.com lo SPECIALE sui terremoti del 2025, con l’analisi della sismicità e delle principali sequenze sismiche registrate lo scorso anno.

Le mappe, insieme ad altri prodotti del monitoraggio, sono disponibili sul sito dell’Osservatorio Nazionale Terremoti e sul Portale Web dell’INGV.

La rubrica “I terremoti del mese” è a cura di M. Pignone (INGV-ONT) 

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