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Federica Brignone iscritta al gigante di Plan de Corones: “Deciderà al mattino se gareggiare o meno”

Si avvicina il rientro di Federica Brignone, ferma dallo scorso aprile per il grave infortunio rimediato alla gamba – frattura del piatto tibiale e del perone e lesione del legamento crociato anteriore – durante i campionati italiani. L’azzurra infatti risulta iscritta al gigante di Coppa del Mondo di sci in programma martedì a Plan de Corones e dovrebbe quindi tornare a gareggiare a poco più di due settimane dall’inizio delle Olimpiadi di Milano Cortina.

“La detentrice della sfera di cristallo prenderà parte alla sciata in pista del mattino e poi deciderà se gareggiare o meno – fa sapere la Fisi – Per lei si tratterebbe del rientro agonistico a distanza di 292 giorni dal terribile infortunio occorsole lo scorso 3 aprile in Val di Fassa”. La gara altoatesina vedrà al via per l’Italia anche Sofia Goggia, Lara Della Mea, Asja Zenere, Ilaria Ghisalberti, Giorgia Collomb, Ambra Pomarè, Alice Pazzaglia e Anna Tocker. La prima manche sulla pista Erta è in programma alle 10.30, la seconda alle 13.30.

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L’autostrada ostaggio degli ultras: guerriglia tra tifosi di Fiorentina e Roma sull’A1, auto danneggiate

L’autostrada diventa il nuovo terreno di battaglia degli ultras. Oggi poco dopo le ore 12.30 gruppi organizzati delle tifoserie di Fiorentina e Roma si sono scontrati sulla corsia d’emergenza dell’A1 a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, poche ore prima del fischio d’inizio del match tra i rossoblu e i viola, valido per la Serie A.

Circa 200 persone, con cappucci e con i volti coperti, sono scese dalle macchine in autostrada e si sono fronteggiate con caschi e spranghe, mentre gli altri veicoli hanno rischiato incidenti per evitarli. Alcune auto sono rimaste danneggiate nel corso dei tafferugli. I tifosi della Fiorentina erano appunto diretti a Bologna, mentre quelli della Roma a Torino per l’altro match di Serie A, in programma alle ore 18.

La polizia di Bologna è al lavoro per identificare i responsabili: sono al vaglio le immagini delle videocamere anche per ricostruire quanto è accaduto. Tutto sarebbe cominciato al vicino autogrill del Cantagallo, dove un gruppo di tifosi della Fiorentina (diretti a Bologna per la partita del Dall’Ara) hanno incontrato un gruppo di romanisti che stavano andando a Torino per la partita con i granata in programma alle 18. Gli scontri sono avvenuti qualche chilometro dopo, dove molte auto e alcuni minibus si sono fermati nella corsia d’emergenza e nelle piazzole. I tifosi sono scesi dalle auto e si sono affrontati con mazze, martelli, spranghe e caschi. Il tutto è durato pochi minuti, poi le auto sono ripartite, prima dell’intervento delle forze di polizia, avvertite dalle auto in transito.

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Bologna-Fiorentina, l’omaggio a Rocco Commisso. De Gea: “Come se fosse qui con noi”

Momenti di commozione al Dall’Ara prima del match della 21esima giornata di Serie A tra Bologna e Fiorentina. Dopo l’inno usuale, le squadre in campo hanno osservato il minuto di silenzio per la morte di Rocco Commisso: i Viola giocano con il lutto al braccio e in fase di riscaldamento hanno indossato una maglia celebrativa con “Grazie Rocco” sul petto e una foto del presidente scomparso a 76 anni che palleggia. Sulla schiena invece il numero 1 e la scritta Rocco al posto del proprio cognome.

I funerali di Commisso saranno celebrati a New York mercoledì prossimo, nella cattedrale di San Patrizio. “Vorrei mandare un grande abbraccio alla famiglia Commisso da parte di tutta la squadra e la società e ringraziarli per quello che hanno fatto per la Fiorentina e per il calcio. Oggi anche lui è qui con noi in partita“, ha detto il capitano viola David De Gea ai microfoni di Dazn ricordando Rocco Commisso, scomparso ieri all’età di 76 anni. “Abbiamo una responsabilità ancora più grande nel fare qualcosa di importante quest’anno – ha aggiunto – Sappiamo qual è l’obiettivo, si parte da oggi, vero che abbiamo fatto buoni risultati nelle ultime partite, dobbiamo dare continuità“.

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“Inviteremo Valentino al matrimonio, ma sarà impegnato. L’altra figlia a 28 anni chiede ancora l’assegno di mantenimento”: le accuse di Ambra Arpino, compagna di Graziano Rossi

“Apriremo le porte a tutti i parenti, a partire da Valentino”. Ambra Arpino sceglie la provocazione per rompere il silenzio sulla vicenda che la vede al centro della denuncia presentata da Valentino Rossi per circonvenzione d’incapace. La compagna di Graziano Rossi, 54enne dirigente di un ente pubblico e legata all’ex pilota da oltre quindici anni, intervistata da Il Resto del Carlino respinge ogni accusa e rivendica il proprio ruolo accanto a Graziano, compresa la decisione sul matrimonio ormai imminente: “Dalla famiglia di Graziano mi sono sentita umiliata e offesa, ho subìto episodi gravissimi. Eppure sono la compagna del papà di Valentino da quasi vent’anni”. E aggiunge: “Purtroppo per loro sono una donna vera, sana, trasparente”.

Sul nodo dei circa 200mila euro finiti al centro della denuncia, la donna fornisce la sua versione. I primi 100mila euro sarebbero legati al mutuo della sua abitazione: “Graziano mi ha detto che voleva aiutarmi a pagare il mutuo residuo pari a 100mila euro. Così mi ha versato due bonifici da 50mila euro come prestito infruttifero”. Gli altri 100mila, secondo Arpino, sarebbero invece transitati da una carta di credito ottenuta da Valentino Rossi quando era amministratore di sostegno del padre: “Sono soldi serviti a gestire le spese della casa e di tutto quello che riguarda il mio compagno. Ogni uscita è documentata”.

La compagna di Graziano parla apertamente di un clima ostile e collega la denuncia alle imminenti nozze: “Ci sposiamo e lo faremo entro pochissimo tempo. Temono che possa sconvolgere l’asse ereditario”. Difficile crederlo, almeno per quanto riguarda Valentino Rossi, che di certo non ha problemi economici e che anzi ha contribuito direttamente alle ricchezze del padre. Ambra Arpino difende anche le condizioni di salute del compagno, sostenendo che i problemi sarebbero stati causati da terapie sbagliate: “Le medicine che gli erano state prescritte gli facevano danni gravissimi. Io mi sono assunta la responsabilità di bloccarle”.

Il passaggio più duro riguarda però la famiglia di Graziano Rossi. Arpino afferma che nessuno, a parte lei, si sarebbe preso cura dell’ex pilota: “Valentino non è mai venuto a verificare le condizioni del padre. Come lui tutti gli altri, compresa l’altra figlia che a 28 anni chiede ancora l’assegno di mantenimento. Quando Graziano è stato ricoverato c’ero io vicino al suo letto, non altri”. Un’affermazione che viene però smentita da fonti vicine alla famiglia Rossi, secondo le quali Clara Rossi, la figlia 28enne di Graziano avuta dal secondo matrimonio, sarebbe stata a lungo presente in ospedale accanto al padre durante i ricoveri. Clara, che mantiene rapporti stretti con Valentino, oggi non vedrebbe più il padre, come confermato dallo stesso Graziano e dalla compagna, che appunto ha sottolineato nell’intervista la volontà del suo futuro marito di togliere l’assegno di mantenimento.

Nell’intervista, Arpino conferma infine i preparativi per il matrimonio e lancia un invito che suona come una provocazione: “Apriremo le porte a tutti i parenti, a partire da Valentino. Ma sono convinta che sarà molto impegnato e non riuscirà ad esserci”. Intanto l’indagine della procura di Pesaro va avanti e dovrà chiarire se i movimenti di denaro siano stati frutto di una libera scelta di Graziano Rossi o se, come sostiene il figlio Valentino, qualcuno abbia approfittato di una sua condizione di fragilità.

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Prima il dito rotto, ora il furto da mezzo milione: il difficile inizio di Füllkrug al Milan

Disavventura per Niclas Füllkrug, la nuova punta del Milan. Mentre era in trasferta a Como con i compagni l’attaccante tedesco ha subito un furto da mezzo milione di euro.

L’ambientamento del tedesco, ex Borussia Dortumund e West Ham, è stato più difficile del previsto. Arrivato da poco, l’esperto numero 9 non ha ancora trovato una sistemazione fissa e si è dovuto temporaneamente “accontentare” di una stanza nell’albergo Hotel Melià in Zona Fiera, vicino San Siro. Il 13 gennaio Füllkrug si rompe un dito del piede in uno dei primi allenamenti in maglia rossonera. In casa Milan c’è emergenza, l’attaccante parte comunque a Como per dare manforte alla squadra nel recupero del 15 gennaio della sedicesima giornata. Il Milan vincerà 3 a 1 e il tedesco giocherà mezz’ora, guadagnandosi i complimenti dell’allenatore.

“È venuto con un mezzo dito infrazionato, è voluto venire per forza e si è messo a disposizione. Giocatori così trascinano anche gli altri” aveva detto Allegri su di lui a fine partita. Peccato che mentre lui era nel capoluogo lariano, nella sua camera gli scassinatori agivano sottraendo, dalla cassaforte, diversi oggetti di valore per una somma di circa 500mila euro. In particolare, gioielli e orologi di lusso. Il furto è avvenuto verosimilmente nella giornata del 15 gennaio, ma è stato scoperto solo nella giornata di ieri, sabato 17 gennaio, durante la mattina.

Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia e della Scientifica della questura di Milano: le indagini sono in corso. La denuncia è arrivata, su delega del nazionale tedesco, da un dirigente del Milan. Oggi Füllkrug sarà in panchina contro il Lecce perché ancora dolorante al dito, sperando di entrare e cambiare – magari con un gol – la sua (per ora sfortunata) avventura milanese.

Primo acquisto del calciomercato invernale, il classe 1993 è arrivato alla corte di Allegri per sopperire alla fragilità dei centravanti e delle ali rossonere che – quasi a rotazione – sono state interessate da settembre da diversi infortuni: Pulisic, Leao, Nkunku per non parlare del lungodegente Gimenez. Il numero 9 è arrivato in prestito oneroso fino al termine della stagione con diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro.

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“Una storia molto brutta, mio figlio ha fatto di tutto per riallacciare i rapporti con Graziano”: parla la mamma di Valentino Rossi

“Se Graziano avesse fatto il falegname, Ambra sicuramente non era lì”. Dopo l’iniziale silenzio, nella vicenda che vede contrapposti Valentino Rossi e il padre Graziano interviene anche Stefania Palma, mamma del nove volte campione del mondo ed ex moglie di Rossi senior. Le sue parole, riportate da Il Resto del Carlino, aggiungono un nuovo tassello a una storia familiare diventata ormai di dominio pubblico: “Una storia molto brutta e devo dire che mio figlio ha fatto di tutto per riallacciare i rapporti con il padre”.

La madre di Valentino insiste soprattutto sul tema della frattura familiare, che a suo dire non esisteva fino a pochi anni fa: “Per Natale ci si è sempre visti tutti quanti assieme a tavola. Tutto questo è terminato quando quella donna è entrata in casa di Graziano”, dice riferendosi alla compagna dell’ex pilota, la 54enne Ambra Arpino, oggi al centro della denuncia per circonvenzione d’incapace presentata da Valentino Rossi.

Un passaggio che rafforza la linea già raccontata dal campione di Tavullia, che ha parlato di una rottura improvvisa e inspiegabile con il padre. Stefania Palma sottolinea anche il legame costante con il figlio: “Se sento Valentino? Certamente e tutti i giorni”, spiegando di condividere il suo dolore: “Di questa vicenda dico che la trovo veramente molto brutta”. Alla domanda se questa sia “una storia dove le donne dettano legge”, Palma chiude con una risposta netta: “Questa è una domanda che dovete rivolgere ad Ambra”.

Le sue parole arrivano mentre la procura di Pesaro valuta se archiviare l’indagine sulla compagna di Graziano Rossi. Intanto, il fronte familiare appare sempre più compatto attorno a Valentino: oltre alla notizia del matrimonio tra Graziano Rossi e la compagna Ambra Arpino, infatti, è diventata di dominio pubblico anche la volontà del padre di interrompere l’assegno di mantenimento che attualmente versa all’altra figlia, la 28enne Clara Rossi, avuta in secondo nozze. La ragazza è in ottimi rapporti con Valentino Rossi. Anche lei, però, non vede più il padre, come hanno confermato lo stesso 71enne e la compagna.

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Paolo De Chiesa: “La mia ex mi ha sparato in faccia, sono vivo per miracolo. Ho mentito per coprire tutti e per tre anni ho vissuto nell’incubo”

Un anno dopo aver rotto un silenzio durato più di quarant’anni, Paolo De Chiesa torna a raccontare lo sparo che gli ha cambiato la vita. Se dodici mesi fa, al Corriere del Trentino, l’ex campione di sci e storico commentatore Rai aveva ammesso di aver “insabbiato tutto e coperto tutti”, oggi, in una lunga intervista al Corriere della Sera, ricostruisce nei dettagli quella notte dell’ottobre 1978 che interruppe bruscamente la sua carriera agonistica.

All’epoca De Chiesa aveva 22 anni ed era uno dei talenti più brillanti dello sci mondiale. “Ero fidanzato da quattro anni con una ragazza di Cortina, ma il nostro amore stava finendo. Scoprii solo dopo che aveva una storia con un pilota di motocross”, racconta. La sera dello sparo si trovavano a cena a casa di amici, vicino a Busto Arsizio. “Avevo deciso di chiudere, aspettavo la fine della serata per dirglielo. A tavola c’era un tizio che non conoscevo, che a un certo punto tirò fuori una pistola e la mise sul tavolo”. Un’arma vera, carica. “Era una Smith & Wesson calibro 38, un’arma devastante. Gli dissi di non fare lo stupido e di metterla via. Solo dopo scoprii che era il fratello di quel pilota di motocross”. De Chiesa, allora nella Guardia di Finanza, capì subito il pericolo. “Conoscevo le armi, ci stavo attento. Ma la mia ragazza prese in mano la pistola e mi disse: ‘Che, hai paura?’”.

Un attimo dopo, lo sparo. “La padrona di casa mi chiamò, io mi girai, e quel piccolo spostamento mi ha salvato la vita. Perché la mia ragazza mi ha sparato in faccia”. La pallottola gli attraversò il lato sinistro del collo, sfiorando punti vitali. “Era passata a quindici millimetri dalla carotide e a quattordici dalla spina dorsale. Sono vivo per miracolo”. Il ricordo di quei minuti è ancora vivido: “Portai la mano sinistra alla nuca e la ritirai sporca di sangue. Mi accasciai a terra, realizzai che avevo un foro nel collo. Mi si fermò il respiro e pensai: sto morendo”. Fu lui stesso a mettersi in macchina per raggiungere l’ospedale di Gallarate. “Entrai al pronto soccorso urlando: ‘Aiutatemi, mi hanno sparato, sto morendo!’”.

Come già raccontato un anno fa, De Chiesa scelse di coprire tutto. Al poliziotto che lo interrogò al risveglio disse che “era partito un colpo mentre stavo pulendo la pistola”. Una versione che nessuno approfondì davvero: “Mi rispose: ‘Sono convinto che qualcuno le abbia sparato e lei ora lo voglia coprire. Ma siccome dall’alto arriva l’ordine di chiudere il caso, faccio finta di non capire’”.

Da quel momento iniziò una discesa lunga e dolorosa. “La versione ufficiale parlava di un esaurimento nervoso. E io stavo male davvero. Non riuscivo più a parlare, a studiare, a dormire; figuriamoci ad allenarmi”. Perse dodici chili e si allontanò dalle gare di sci. “Il momento peggiore era la notte: incubi, angoscia, emicranie. Ti giri e ti rigiri fino a entrare in una specie di limbo. Poi il dolore torna, lacera, toglie il respiro”. Una condizione che oggi De Chiesa chiama senza esitazioni con il suo nome: “Si chiama sindrome da stress post-traumatico. Parli e ti sembra che stia parlando un altro. Ti isoli dal mondo. Ero ridotto a una larva d’uomo”. Per tre anni visse con una paura che non conosceva: “Mi ritrovavo a pensare: meglio morire che vivere così”.

La risalita fu lenta: “Nessuno sapeva cosa mi era capitato, non volevo che pensassero che fossi finito”. Nel dicembre 1981, più di tre anni dopo lo sparo, arrivò il ritorno sul podio in una gara di Coppa del Mondo di sci: terzo a Madonna di Campiglio, alle spalle di Stenmark e Phil Mahre: “Sul podio mi sciolsi in un pianto liberatorio, tra le braccia di Piero Gros”. Un anno dopo aver raccontato per la prima volta quella vicenda, Paolo De Chiesa aggiunge nuovi dettagli a una storia rimasta troppo a lungo sepolta. E ribadisce il peso di una scelta che ancora oggi lo accompagna: “Non feci denuncia, non volli rovinarle la vita. Ma quella notte ha rovinato la mia”.

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“Ho un buco nello stomaco”: l’incubo di Cobolli agli Australian Open, è subito fuori. Sorride solo Paolini

La prima e unica partita di Flavio Cobolli agli Australian Open 2026 è stata semplicemente un incubo. I problemi intestinali, uniti al caldo e poi al nervosismo, hanno messo ko il 23enne azzurro, eliminato a sorpresa già al primo turno dal britannico Arthur Fery, numero 186 del mondo, con il punteggio di 7-6 (1), 6-4, 6-1 in due ore e quattrordici minuti di gioco. “Il mio avversario ha meritato la vittoria, ma se fossi stato in altre condizioni sarebbe stata una partita diversa”, ha commentato Cobolli in conferenza stampa, confessando di aver iniziato a perdere liquidi già prima del match.

“Ho un buco nello stomaco”, ha urlato Cobolli durante il terzo set, quando la sua partita era ormai compromessa. Un problema intestinale è praticamente impossibile da superare agli Australian Open, dove ci pensa già il caldo a provocare disidratazioni. L’azzurro ha provato a lottare per due set, ma poi è crollato. “Durante il riscaldamento stavo bene, ma poco prima della partita ho iniziato a sentirmi male. Ho perso molti liquidi e la situazione è andata peggiorando”, ha spiegato lo stesso Cobolli.

Il sorriso di Jasmine Paolini

Tutto liscio invece per Jasmine Paolini al primo turno degli Australian Open. La tennista azzurra ha superato la russa Aljaksandra Sasnovich in due set con il risultato netto di 6-1, 6-2 in appena un’ora e dieci minuti dominando il match di fin dal primo game e piazzando un game dopo l’altro, senza concedere mai all’avversaria la possibilità di entrare in partita. Paolini, reduce dal trionfo con l’Italia in Billie Jean King Cup ma anche dall’eliminazione nella fase a gironi delle Wta Finals di Riad, riesce così a iniziare la stagione con una vittoria, che le permette di volare al secondo turno con grande fiducia. L’azzurra, numero sette del mondo, sfiderà ora la vincente del match tra la slovena Veronika Erjavec e la polacca Magdalena Frech.

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Australian Open 2026, notte da big a Melbourne: Gauff, Swiatek e Djokovic. In campo anche Arnaldi, Bellucci e Maestrelli | Orari e dove vedere

La seconda giornata degli Australian Open 2026 entra subito nel vivo con un programma ricchissimo nella notte italiana tra domenica e lunedì 19 gennaio. Sul Centrale di Melbourne scendono in campo Coco Gauff, poi Iga Swiatek e Novak Djokovic nella night session. Tra gli italiani, riflettori puntati soprattutto su Matteo Arnaldi e Mattia Bellucci, impegnati contro due avversari di altissimo livello come Rublev e Ruud, mentre il qualificato Maestrelli proverà a regalarsi un sogno al suo debutto nel tabellone principale di uno Slam. Spicca anche la presenza di Stan Wawrinka, tornato in campo grazie a una wild card. Per vedere in campo Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, ma anche gli altri azzurri, bisognerà invece aspettare l’alba di martedì e gli incontri che chiuderanno il primo turno degli Australian Open nel Day 3.

Australian Open 2026, gli italiani in campo oggi

Dopo un Day 1 con due presenze azzurre (vittoria di Paolini, sconfitta di Cobolli), nella seconda giornata di Melbourne aumentano gli italiani protagonisti nel primo turno. Sono tre quelli inseriti nel programma del Day 2: Matteo Arnaldi, Mattia Bellucci e Francesco Maestrelli. Arnaldi sarà impegnato in un match durissimo contro Andrey Rublev, mentre Bellucci se la vedrà con Casper Ruud. Maestrelli invece entra in scena contro il francese Atmane, 24enne numero 64 al mondo: proverà a sfruttare l’occasione.

Ore 1:00: Matteo Arnaldi (ITA) – Andrey Rublev [13]
Ore 9:00: Mattia Bellucci (ITA) – Casper Ruud [12]
Ore 1:00: [Q] Francesco Maestrelli (ITA) – Térence Atmane (FRA)

Il programma completo del secondo giorno di Australian Open

ROD LAVER ARENA – dalle 1:30

Coco Gauff [3] (USA) – Kamilla Rakhimova
non prima delle 3:30
Mackenzie McDonald – Alex de Minaur [6] (AUS)
non prima delle 9:00
Yue Yuan – Iga Swiatek [2] (POL)
a seguire
Pedro Martinez – Novak Djokovic [4] (SRB)

MARGARET COURT ARENA – dalle 1:30

Daniil Medvedev [11] – Jesper de Jong
Simona Waltert – Amanda Anisimova [4]
non prima delle 9:00
Donna Vekic – Mirra Andreeva [8]
a seguire
Mattia Bellucci (ITA) – Casper Ruud [12]

JOHN CAIN ARENA – dalle 1:00

Nuno Borges – Felix Auger-Aliassime [7]
Jessica Pegula [6] – Anastasia Zakharova
non prima delle 7:00
Yuliia Starodubtseva – Ajla Tomljanovic
non prima delle 8:30
Alexei Popyrin – Alexandre Muller

KIA ARENA – dalle 1:00

Storm Hunter – Jessica Bouzas Maneiro
Matteo Arnaldi (ITA) – Andrey Rublev [13]
Laslo Djere – Stan Wawrinka (WC)
Barbora Krejcikova – Diana Shnaider [23]

1573 ARENA – dalle 1:00

Magda Linette – Emma Navarro [15]
Juan Manuel Cerundolo – Jordan Thompson (WC)
Victoria Mboko – Emerson Jones (WC)
Jiri Lehecka [17] – Adrian Gea (Q)

ANZ ARENA – dalle 1:00

Sofia Kenin [27] – Peyton Stearns
Priscilla Hon (WC) – Marina Stakusic (Q)
Thiago Tirante – Aleksandar Vukic
Denis Shapovalov [21] – Yunchaokete Bu (WC)

Altri campi: le sfide da tenere d’occhio

Francesco Maestrelli contro Térence Atmane | Court 14

Paula Badosa [25] contro Diyas (WC)

Tomas Paul [19] contro Kovacevic

Karolina Muchova [19] contro Cristian

Roberto Bautista Agut contro Shang

Marin Cilic contro Altmaier

Dove vedere in streaming gli Australian Open 2026

Il torneo è un’esclusiva di Warner Bros e non ha una copertura tv in chiaro o sul satellite: l’Australian Open è visibile integralmente in streaming, abbonandosi alle piattaforme discovery+ e HBO Max. I canali Eurosport, dove si vedono tutte le principali partite, sono disponibili in streaming anche su Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

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Graziano Rossi risponde a Valentino: “Mi ha fatto firmare un foglio, mi sono fidato. Io e Ambra abbiamo deciso di sposarci”

La battaglia legale tra Valentino Rossi e il padre Graziano si trasforma in un botta e risposta a mezzo stampa. Raggiunto dal Corriere della Sera, il campione delle moto aveva espresso tutta la sua preoccupazione per le condizioni del padre, raccontando i suoi timori e le motivazioni dietro la sua scelta di arrivare alla denuncia verso la compagna. Graziano Rossi, oggi 71 anni, ha risposto con una serie di accuse, raccolte in un’intervista a Il Resto del Carlino. La principale: il figlio Valentino gli avrebbe fatto firmare un foglio a tradimento: sarebbe questo il modo in cui era diventato amministratore di sostegno, fino alla revoca disposta dal tribunale nel marzo scorso.

“Non ci vediamo spesso, ma spero che faccia un passo verso di me per colmare questa distanza”. Il fatto che il rapporto tra Valentino e Graziano sia ormai inesistente è l’unica cosa in comune nelle versioni dei due Rossi. Perché per il resto, i padre racconta la sua versione: “Valentino e i suoi collaboratori mi hanno convocato per farmi firmare un foglio, dicendomi che era una cosa che facevano tutti e non avrebbe avuto nessuna conseguenza. Uscivo da quattro ricoveri e due operazioni e fidandomi di mio figlio firmai senza sapere quali sarebbero state le conseguenze”. Così Graziano Rossi avrebbe fatto diventare il figlio suo amministratore di sostegno: “Valentino si è presentato qui, a casa mia, con altre persone. Ha presentato il foglio ed io ho firmato”.

Valentino Rossi ha invece spiegato: “La sua relazione sentimentale ha portato a una frattura totale con la famiglia. Niente, tagliati fuori, tutti, come se fossimo portatori di chissà quale minaccia”. “Un atteggiamento, se penso al mio babbo, che non riesco a spiegare e che mi porta a cercare di sapere come sta, che è successo per arrivare sino a questo punto”, ha proseguito il campione di Tavullia, giustificando così il suo tentativo di rimanere amministratore di sostegno. Dopo la revoca, è arrivata quindi la denuncia della compagna del padre, Ambra Arpino, per circonvenzione d’incapace.

Graziano Rossi invece difende la sua compagna e accusa gli altri familiari: “Nessuno della mia famiglia mi è stato mai di supporto. L’unica persona che si è preso cura di me è sempre solo stata la mia compagna Ambra”. E quindi l’annuncio: “Sì, abbiamo deciso di sposarci, non abbiamo ancora fissato il giorno ma sarà prima dell’estate. Io inviterò tutti, e spero che vengano a far festa”. Un invito che sa di provocazione. Anche perché poi arriva un’altra accusa: “A mio avviso la denuncia è maturata dal fatto che la mia famiglia, sempre assente con me, si sarebbe vista limitare le aspettative ereditarie”. Una circostanza che Valentino Rossi, stando alla sua versione, nega: “Il denaro, in questa storia, non ha alcuna rilevanza, per fortuna mia e anche di Graziano. Questa è una vicenda dettata dall’amore, non da altro. Una situazione che rende me, tutti noi, molto tristi“.

Il padre Graziano però tiene il punto, anche rispetto ai soldi usciti dal suo conto corrente, sarebbero 176mila euro: “Non devo assolutamente giustificare se ho contribuito al pagamento di una parte del mutuo della casa della mia compagna nella quale spesso vivo. Oggi con fiducia attendo che la magistratura possa valutare i fatti con serenità e completezza facendo emergere la verità”.

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Clamoroso a Manchester: lo United affidato a Carrick stende il City di Guardiola

Dopo tre pareggi e una cocente eliminazione in FA Cup, il Manchester United risorge improvvisamente in un pomeriggio di metà gennaio all’Old Trafford: la banda dei Red Devils, affidata ad interim a Michael Carrick, batte 2 a 0 il City di Pep Guardiola nel derby. Un risultato sorprendente anche per come è maturato: lo United, pur lasciando il possesso palla ai rivali, ha di fatto dominato in quanto a produzione offensiva, con 7 tiri in porta a 1 e addirittura altri tre gol annullati per fuorigioco ravvisato dal Var. Con questo successo, la squadra di Carrick si rilancia nella lotta al quarto posto. Soprattutto, però, il City rischia di dire definitivamente addio alle ambizioni di titolo: l’Arsenal pare ormai troppo distante.

A decidere il derby di Manchester sono stati nella ripresa i gol di Mbeumo e di Dorgu (ex Lecce) al 65esimo al 76esimo. Già nel primo tempo, però, lo United aveva fatto capire di sapersi difendere con ordine ed essere pericoloso in contropiede, come dimostrano i due gol annullati a Diallo e Bruno Fernandes. Nella ripresa poi il copione di Carrick – al suo secondo debutto sulla panchina della United – ha funzionato alla perfezione, mentre le trame di Guardiola si confermano ancora sterili, come troppo volte accade al City anche in questa stagione.

Dopo l’esonero choc di Amorim a inizio anno, la stagione del Manchester United sembrava destinata a un altro tracollo. Ha salutato le due coppe nazionali, FA Cup e quella di Lega, al primo turno: non succedeva dal 1981-82. Non che la situazione sia ora cambiata drasticamente: fuori dall’Europa, è condannato a una stagione in cui l’unico obiettivo possibile è il ritorno in Champions. In questo senso, il risultato del derby è quanto meno una boccata d’ossigeno e un segnale di vita incoraggiante.

Carrick, che aveva già allenato il club per tre partite nel 2021 dopo l’esonero di Ole Solskjaer, è un ex molto amato dal popolo United. Ex centrocampista, tra i simboli dell’era-Ferguson, 44 anni, ha giocato 464 gare in tutte le competizioni con i Red Devils tra il 2006 e il 2018. Era senza lavoro da quando è stato licenziato dal Middlesbrough, club di Championship, lo scorso giugno, dopo due anni e mezzo alla guida del Boro. Ora ha l’occasione d’oro: se dovesse centrare il quarto posto, chissà che non possa essere confermato alla guida dei Red Devils.

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