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“Il Vernacoliere è sinonimo di libertà”

Livorno, 18 gennaio 2026 – Sabato del Vernacoliere al Museo della Città in piazza del Luogo Pio. Nella sala del Grande Rettile di Pascali, il direttore Mario Cardinali conduce un dibattito su vernacolo e livornesità. Gremita la sala di pubblico, soprattutto di giovani studenti, e gli ordini superiori della Chiesa barocca del Luogo Pio. Cardinali apre con la comunicazione che molto probabilmente il Vernacoliere tornerà ad essere stampato, ovviamente incrociando le dita, dando la notizia di una facoltosa donazione di 10 mila euro da parte di un imprenditore livornese di cui non è stato rivelato il nome, valida per 250 abbonamenti, mentre la campagna di tesseramento è ancora aperta. “Il vernacolo è come il cacciucco, è una specialità solo livornese – parla il direttore – ci siamo sentiti per mille altre ragioni storiche e culturali, inferiori ai cugini fiorentini e alle altre città toscane più blasonate ma in realtà il vernacolo ed altre realtà non fanno che confermare una “a toscanità” che non è subalternità, proprio con una “a” privativa. Il nostro è uno spirito libero, ricco e nobile, che proviene dalle Leggi Livornine, che, ovviamente e perché no, insieme a tanti popoli diversi, permisero di accogliere anche delinquenti di vario genere. Oltre a questi giunsero i ricchi ebrei sefarditi dalla Spagna e dal Portogallo e gli Ugonotti dalla Francia, che permisero a Livorno di raggiungere un altissimo livello culturale”. In seguito Cardinali prende a narrare la genesi dell’idea di scrivere la satira sul Vernacoliere: “Erano gli anni ottanta e a Livorno venne in visita il Papa, fu quella l’occasione che mi dette l’idea di iniziare a fare satira sul Vernacoliere”. “La nostra identità storica – ritorna sulla livornesità – è insorgente, nel senso che siamo dei ribelli, dei rivoluzionari. Tutta la nostra storia è segnata da eventi “insorgenti”, a partire dal mito del villano, fino ai valori risorgimentali e alla resistenza contro gli austriaci. Con l’insorgenza il livornese ha effettuato una totale identificazione. Lo stesso Vernacoliere è stato per anni sinonimo di libertà ed è stato addirittura etichettato come sovversivo”.

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Abuso di alcolici, ventenne fuori dal The Cage in ospedale

Livorno, 18 gennaio 2026 – Paura nella notte di sabato per una ventenne che si è sentita male a causa dell’abuso di alcolici. La ragazza, che stando a quanto riportato secondo le prime testimonianze avrebbe subito un grave malore, è stata soccorsa alle 2 e 45 fuori dal locale The Cage e trasportata al Pronto Soccorso in codice giallo.

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Addio a Matteo Dinelli

Livorno, 18 gennaio 2026 – La morte di Matteo Dinelli a soli 59 anni è un lutto che sta scuotendo l’intera comunità cittadina. Matteo era conosciutissimo e apprezzato sia per la sua attività da avvocato penalista, esercitava da anni nel suo studio in Corso Amedeo, sia per la sua grande passione per il Football americano, che lo ha visto militare nella gloriosa squadra livornese degli Etruschi. Una carriera da giocatore lunga vent’anni a cui è seguita una altrettanto prestigiosa carriera da allenatore fino alla massima serie con i Guelfi di Firenze. Sui social in questi tragici momenti si stanno moltiplicando i messaggi di cordoglio.

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