Modalità di lettura

“Ornella senza fine”, tutti gli ospiti dello speciale sul Nove dedicato a Vanoni. Fazio: “Sento il bisogno di ascoltare la sua voce”

Un appuntamento, proprio come quello che lei cantava. Senza parole d’attesa e disillusione, come nel brano. Solo con amore vero. Quello della famiglia, degli amici e dei colleghi artisti che stasera 18 gennaio, alle 20.30 in diretta sul canale Nove (e in streaming su Discovery +) con una puntata speciale di Che tempo che fa, ricorderanno Ornella Vanoni. “Vuole essere una festa. O almeno ci proviamo, perché ci manca tantissimo”, ha dichiarato a Repubblica Fabio Fazio, che condurrà l’evento insieme a Luciana Littizzetto. Saranno presenti il figlio dell’artista Cristiano Ardenzi, persona molto riservata (“ai funerali non ha detto una parola”), e i nipoti Camilla – che aveva omaggiato la nonna su Tik Tok cantando “Senza fine” – e Matteo. Ospiti di “Ornella senza fine” e interpreti della sua musica saranno anche Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Marco Mengoni, Toquinho, Loredana Bertè, Virginia Raffaele, Diodato, Elisa, Emma, Mahmood, Annalisa, Arisa, Noemi, Giuliano Sangiorgi, Francesco Gabbani e Malika Ayane. Un cast messo insieme dal padrone di casa Fazio: “Erano tutti felici e disponibili. Le canzoni le ho attribuite io, ho cercato di abbinare le voci ai brani”. Ancora, interverranno Vincenzo Mollica, Pacifico, Filippa Lagerbäck, Mara Maionchi, Mario Lavezzi e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Un’artista amata da tutti

Le dediche, canzoni e ricordi, saranno tutti per la grande artista, scomparsa lo scorso 21 novembre a 91 anni. In un giorno, la domenica, che “mi fa sempre una gran tristezza”, raccontava lei. Ma che aveva imparato ad apprezzare proprio diventando ospite fissa di Che tempo che fa, dove aveva il suo spazio e parlava senza filtri di quello che voleva. Sempre elegante, spiritosa, pungente. A volte spiazzante. E leggera, anche se “le sembrava ingiusto parlare di cose leggere quando succedevano le tragedie – ha raccontato Fazio sempre al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari –. Provavamo a convincerla che quella leggerezza era un dono”. Amata in studio (“le sue foto sono appese nei corridoi”) e dai più adulti, la Vanoni era riuscita a costruire un ponte con le nuove generazioni. A farsi amare anche dai giovani. “In Ornella hanno trovato l’originalità, l’anticonformismo. Noi da ragazzi eravamo omologati dalla tv, voleva dire avere una finestra comune, ovunque fossimo potevamo parlare di tutto. Ora ci sono i social, i ragazzi ascoltano le stesse cose, si scambiano gli stessi meme e filmati – ha spiegato ancora Fazio –. Ornella non era omologata e oggi è un lusso: era un contenuto dei social, non era social”.

Il ricordo di Fabio Fazio

Negli ultimi anni era diventata una star della tv e del web, ma prima ancora Ornella Vanoni era amata esponente di una generazione di artisti che traeva ispirazione “dalla poesia dei primi del ‘900: la Liguria da una parte e Trieste dall’altra con Endrigo”, ha sottolineato Fazio. Che ha ricordato anche il suo rapporto con la sua amica e ospite fissa. Fatto di consigli, dialogo, prese in giro: “È stata più importante di quello che pensassi. Mi trovo a cercare Ornella quotidianamente, sento il bisogno di ascoltare la sua voce”.

La dedica dell’aiuola

Questa sera, durante l’evento a lei dedicato, ci sarà anche l’occasione per intitolarle un’aiuola nella sua città. “Devo dire grazie, per l’impegno e la velocità, al sindaco di Milano Beppe Sala e all’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, perché riusciremo a esaudire il desiderio che Ornella aveva manifestato e cioè che le venisse intitolata un’aiuola nella sua Milano – ha specificato Fazio in un video pubblicato sui profili social di Che tempo che fa – Non vi dico dov’è, ma è in un posto perfetto di cui sono sicuro sarebbe orgogliosa”.

L'articolo “Ornella senza fine”, tutti gli ospiti dello speciale sul Nove dedicato a Vanoni. Fazio: “Sento il bisogno di ascoltare la sua voce” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Groenlandia – Parigi, Berlino e Stoccolma contro i nuovi dazi di Trump: “Non ci faremo intimidire”. Ue: “Spirale discendente”

Le nuove minacce di dazi annunciate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in relazione alla Groenlandia aprono un nuovo fronte di tensione tra Washington e l’Europa, intrecciando commercio, sicurezza e sovranità territoriale, nel giorno in cui in Danimarca e nella stessa capitale del territorio preteso dal tycoon della Casa Bianca migliaia di manifestanti sono scesi in piazza. Al centro dello scontro c’è sempre l’isola artica, territorio autonomo del Regno di Danimarca, da settimane al centro delle dichiarazioni aggressive del leader americano, che torna a evocare l’ipotesi di una sua acquisizione da parte degli Stati Uniti. Trump ha annunciato l’introduzione, a partire dal 1° febbraio, di dazi del 10% contro otto Paesi europei – Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia – accusati di aver “osato” inviare contingenti militari in Groenlandia. Le tariffe, secondo quanto scritto dal presidente su Truth, resteranno in vigore fino a quando non verrà raggiunto un accordo per «l’acquisto completo e totale della Groenlandia”. Bruxelles parla di “pericolosa spirale discendente”, Parigi, Berlino, Londra e gli paesi protestano.

La reazione della Francia e l’unità europea

Parole definite “inaccettabili” dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha affidato a X una dura replica. “Le minacce tariffarie non hanno alcun posto in questo contesto – ha scritto –. Gli europei risponderanno in modo unito e coordinato se saranno confermate. Garantiremo il rispetto della sovranità europea”. Macron ha ribadito che la decisione francese di partecipare all’esercitazione militare avviata dalla Danimarca in Groenlandia resta ferma, perché “è in gioco la sicurezza nell’Artico e ai confini della nostra Europa”. Il capo dell’Eliseo ha collegato la vicenda groenlandese alla più ampia difesa del principio di sovranità nazionale, lo stesso che guida, ha ricordato, il sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa. “Nessuna intimidazione o minaccia può influenzarci”, ha concluso.

Svezia e Germania: “Non ci lasceremo intimidire”

Anche dalla Svezia è arrivata una risposta netta. Il premier Ulf Kristersson ha respinto ogni pressione americana, sottolineando che “solo Danimarca e Groenlandia decidono le questioni che le riguardano” e definendo la vicenda “una questione europea”. “Non ci lasceremo intimidire”, ha dichiarato. Più prudente, ma sulla stessa linea di coordinamento comunitario, la posizione della Germania. Il governo federale, ha fatto sapere il portavoce della cancelleria Stefan Kornelius, “è in stretto contatto con i partner europei” e valuterà insieme a loro “le risposte adeguate al momento opportuno”.

La minaccia del presidente Usa Donald Trump di imporre dazi alle nazioni europee che non gli permetteranno di acquisire la Groenlandia “arriva come una sorpresa“, ha detto il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, in una dichiarazione inviata all’Afp. “Lo scopo della maggiore presenza militare in Groenlandia, a cui fa riferimento il presidente, è proprio quello di migliorare la sicurezza nell’Artico”, ha detto Rasmussen. “Siamo in stretto contatto con la Commissione Europea e gli altri nostri partner sulla questione”, ha aggiunto. Pochi giorni fa Rasmussen ha partecipato a colloqui alla Casa Bianca sulla Groenlandia.

L’Ue: “Dialogo rimane essenziale”

“L’integrità territoriale e la sovranità sono principi fondamentali del diritto internazionale. Sono essenziali per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso. I dazi doganali comprometterebbero le relazioni transatlantiche e rischierebbero di innescare una pericolosa spirale discendente. L’Europa rimarrà unita, coordinata e impegnata a difendere la propria sovranità” dichiarano in una nota congiunta Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Abbiamo costantemente sottolineato il nostro interesse transatlantico condiviso per la pace e la sicurezza nell’Artico, anche attraverso la Nato. L’esercitazione danese pre-coordinata, condotta con gli alleati, risponde alla necessità di rafforzare la sicurezza nell’Artico e non rappresenta una minaccia per nessuno. L’Ue è pienamente solidale con la Danimarca e il popolo della Groenlandia. Il dialogo rimane essenziale e siamo impegnati a portare avanti il processo avviato già la scorsa settimana tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti”. “Il Ppe è favorevole all’accordo commerciale UE-USA, ma, viste le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia, l’approvazione non è possibile in questa fase. I dazi dello 0% sui prodotti statunitensi devono essere sospesi” scrive su X il presidente del gruppo Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber.

La Gran Bretagna: “Completamente sbagliati”

Il premier britannico Keir Starmer ha definito “completamente sbagliati” i dazi ribadendo che l’isola artica “fa parte del Regno di Danimarca” e che “il suo futuro riguarda i groenlandesi e i danesi”. “La nostra posizione sulla Groenlandia è molto chiara – ha dichiarato Starmer, sottolineando che la sicurezza dell’Artico – è una questione che riguarda l’intera Nato” e che gli alleati “devono fare di più insieme per affrontare la minaccia russa nelle diverse aree della regione”. Secondo il premier, “imporre dazi agli alleati per il perseguimento della sicurezza collettiva della Nato è completamente sbagliato”, assicurando che Londra “affronterà direttamente la questione con l’amministrazione Usa”.

L’Italia: cautela e invito al dialogo

L’Italia, pur avendo firmato la dichiarazione europea a sostegno della sovranità danese, non figura tra i Paesi colpiti dalle tariffe. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiarito che Roma si muoverà esclusivamente in ambito Nato. Sul fronte interno, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso preoccupazione per l’escalation, criticando l’idea di “fare il tifo” per l’indebolimento economico degli alleati. “In un mondo che torna alla logica dell’ognuno per sé o della potenza militare – ha scritto su X – noi non siamo un vaso di ferro. Serve dialogo e buon senso”. Il riferimento è alla dichiarazione del senatore della Lega, Claudio BorghI “Vado a festeggiare i dazi di Trump alla Francia e alla Germania”.

L'articolo Groenlandia – Parigi, Berlino e Stoccolma contro i nuovi dazi di Trump: “Non ci faremo intimidire”. Ue: “Spirale discendente” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Le nuove tecnologie in Inghilterra tra '700 e '800

Le nuove tecnologie in Inghilterra tra '700 e '800
di Angelo Rossi

da SAPERE numero 774, agosto-settembre 1974

Lo sviluppo economico-produttivo che va sotto il nome di rivoluzione industriale, momento del decollo economico della borghesia inglese fra '700 e '800, non è solo all'origine di una nuova tecnologia scientifica in cui si formarono concetti fondamentali della meccanica e della termodinamica. Esso stimolò anche la nascita di una nuova concezione e di una nuova organizzazione scientifica, che sostituì il newtonianismo inglese del '700 con una visione più dinamica della realtà naturale e un più organico rapporto scienza-tecnica.

  •  

1789: prassi e organizzazione della scienza

1789: prassi e organizzazione della scienza
di Angelo Baracca e Angelo Rossi

da SAPERE numero 775, ottobre 1974

La presa del potere da parte della borghesia francese, dopo la rivoluzione del 1789, comportò anche una radicale trasformazione nei contenuti, nei metodi e nell'organizzazione della scienza, resi funzionali al nuovo ordine sociale, come elementi integranti in esso profondamente radicati.

  •