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Intitolata a Francesco Bianchi la palestra in via del Bastione

Livorno, 19 gennaio 2026 – Si è svolta questa mattina l’intitolazione della palestra Bastione in via del Bastione a Francesco Bianchi arbitro internazionale di pallacanestro, contraddistintosi per i risultati ottenuti e le azioni di pregio nell’ambito dell’arbitraggio della pallacanestro a livello nazionale e internazionale. La richiesta è stata presentata dalla figlia Antonella Bianchi. La cerimonia è stata presieduta dal sindaco Luca Salvetti. Francesco Bianchi (9/12/1926 – 19/01/2007) è stato un esponente di spicco del basket italiano con specifico riferimento all’arbitraggio. Oltre ad aver arbitrato in gare italiane di Serie A, e coppe internazionali, è stato l’unico arbitro livornese ad aver partecipato ad una Olimpiade, quella di Monaco nel 1972 arbitrando la finale per il 3° e 4° posto, concludendo così la sua carriera di arbitro.

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Rothko Exhibition a Firenze

Firenze, 19 gennaio 2026 – Il maestro dell’espressionismo astratto Mark Rothko sarà in mostra a partire dalla prossima primavera a Palazzo Strozzi a Firenze, dal 14 marzo al 23 agosto. Markus Yakovlevich Rothkowitz, questo il suo vero nome, nasce in Lettonia da una famiglia ebraica e presto si stabilirà negli Stati Uniti, per la precisione a Portland. In America diventerà il pittore dei colori, della spiritualità laica e del rapporto emotivo rappresentativo con lo spettatore. Le tele di Rothko sono smisurate e presentano colori vivaci e sovrapposti su strisce orizzontali, la vernice è pitturata in strati sottilissimi a simulare il “respiro” dell’artista. L’esperienza emotiva dell’arte moderna prende definitivamente il posto dell’esperienza estetica grazie al maestro statunitense che sarà tra i primi e i più affermati a trasportare gli spettatori nella meditazione insieme a Pollock. Negli Stati Uniti Rothko lavorerà a fianco del filosofo Max Weber, di Milton Avery e di Adolph Gottlieb. Dopo gli anni di Yale, abbandonata senza rimpianti, si dedicherà dapprima al mito, poi al surrealismo, infine al cromatismo espressivo astratto che ne ha fatto uno degli artisti più quotati e ricercati al mondo. Si stabilirà a New York e dedicherà il suo tempo anche all’insegnamento. Nel 1970 morirà all’età di di 67 anni. Rothko visitò Firenze insieme alla moglie Mell e il rapporto con la città fu determinante per la sua crescita artistica. L’incontro con i maestri del Trecento, del Quattrocento e del Rinascimento contribuiranno a formare l’esperienza cromatica, filosofica, meditativa e spaziale che lo consacrerà come uno dei maggiori maestri dell’arte moderna statunitense.

Rothko a Firenze

La mostra di Firenze è a cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna. “Rothko a Firenze” rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l’artista e Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela. Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi permette di ripercorrere l’intera carriera di Rothko con oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington. Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista in due sezioni satellite: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo. La mostra “Rothko a Firenze” è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, con la collaborazione del Museo di San Marco (Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana) e della Biblioteca Medicea Laurenziana.
Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze.
Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi. (Fonte Ufficio Stampa Palazzo Strozzi)

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Cinquemila persone evacuate, brillata bomba della seconda guerra mondiale ad Empoli

Empoli, 18 gennaio 2026 –
Circa cinquemila persone sono state evacuate nei Comuni di Empoli e di Vinci nella giornata di oggi per il brillamento di un ordigno inesploso della seconda guerra mondiale ritrovato durante i lavori per la costruzione del nuovo teatro Il Ferruccio a Empoli. Gli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito Italiano di Castel Maggiore di Bologna hanno rimosso l’ordigno e lo hanno trasferito in una cava di Calenzano per il brillamento. La bomba era del peso di 500 libbre di cui 128 chili di tritolo. “Prima è stata disinnescata e poi viene trasportata in una cava per la distruzione – spiega il colonnello Andrea Cementi – Verranno rimosse le spolette in modo manuale con degli strumenti di tiranteria, con chiavi che vengono azionate per svitarle materialmente. È la fase più delicata perché l’innesco deve essere separato dall’esplosivo”. La zona in cui è stato ritrovato l’ordigno era un obiettivo largamente bombardato durante la fine della guerra perché situato vicino ad uno snodo ferroviario, nella stessa zona era stato ritrovato un altro ordigno lo scorso settembre, nei pressi del ponte sull’Arno che collega Empoli a Vinci. “Questa area nel 1943 e 1944 era un punto strategico – sottolinea il colonnello Cementi – per uno snodo ferroviario. Fu bombardata nella fase finale della guerra. Ciò fa supporre che potrebbe esserci la presenza di un nuovo ordigno”. Si registra anche l’intervento del sindaco Alessio Mantellassi: “Terminate le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico è dismessa la zona rossa e i residenti possono rientrare nelle proprie abitazioni. Il convoglio militare è uscito dal territorio comunale di Empoli. Nessuna criticità è stata rilevata”.

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“Il Vernacoliere è sinonimo di libertà”

Livorno, 18 gennaio 2026 – Sabato del Vernacoliere al Museo della Città in piazza del Luogo Pio. Nella sala del Grande Rettile di Pascali, il direttore Mario Cardinali conduce un dibattito su vernacolo e livornesità. Gremita la sala di pubblico, soprattutto di giovani studenti, e gli ordini superiori della Chiesa barocca del Luogo Pio. Cardinali apre con la comunicazione che molto probabilmente il Vernacoliere tornerà ad essere stampato, ovviamente incrociando le dita, dando la notizia di una facoltosa donazione di 10 mila euro da parte di un imprenditore livornese di cui non è stato rivelato il nome, valida per 250 abbonamenti, mentre la campagna di tesseramento è ancora aperta. “Il vernacolo è come il cacciucco, è una specialità solo livornese – parla il direttore – ci siamo sentiti per mille altre ragioni storiche e culturali, inferiori ai cugini fiorentini e alle altre città toscane più blasonate ma in realtà il vernacolo ed altre realtà non fanno che confermare una “a toscanità” che non è subalternità, proprio con una “a” privativa. Il nostro è uno spirito libero, ricco e nobile, che proviene dalle Leggi Livornine, che, ovviamente e perché no, insieme a tanti popoli diversi, permisero di accogliere anche delinquenti di vario genere. Oltre a questi giunsero i ricchi ebrei sefarditi dalla Spagna e dal Portogallo e gli Ugonotti dalla Francia, che permisero a Livorno di raggiungere un altissimo livello culturale”. In seguito Cardinali prende a narrare la genesi dell’idea di scrivere la satira sul Vernacoliere: “Erano gli anni ottanta e a Livorno venne in visita il Papa, fu quella l’occasione che mi dette l’idea di iniziare a fare satira sul Vernacoliere”. “La nostra identità storica – ritorna sulla livornesità – è insorgente, nel senso che siamo dei ribelli, dei rivoluzionari. Tutta la nostra storia è segnata da eventi “insorgenti”, a partire dal mito del villano, fino ai valori risorgimentali e alla resistenza contro gli austriaci. Con l’insorgenza il livornese ha effettuato una totale identificazione. Lo stesso Vernacoliere è stato per anni sinonimo di libertà ed è stato addirittura etichettato come sovversivo”.

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Abuso di alcolici, ventenne fuori dal The Cage in ospedale

Livorno, 18 gennaio 2026 – Paura nella notte di sabato per una ventenne che si è sentita male a causa dell’abuso di alcolici. La ragazza, che stando a quanto riportato secondo le prime testimonianze avrebbe subito un grave malore, è stata soccorsa alle 2 e 45 fuori dal locale The Cage e trasportata al Pronto Soccorso in codice giallo.

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Addio a Matteo Dinelli

Livorno, 18 gennaio 2026 – La morte di Matteo Dinelli a soli 59 anni è un lutto che sta scuotendo l’intera comunità cittadina. Matteo era conosciutissimo e apprezzato sia per la sua attività da avvocato penalista, esercitava da anni nel suo studio in Corso Amedeo, sia per la sua grande passione per il Football americano, che lo ha visto militare nella gloriosa squadra livornese degli Etruschi. Una carriera da giocatore lunga vent’anni a cui è seguita una altrettanto prestigiosa carriera da allenatore fino alla massima serie con i Guelfi di Firenze. Sui social in questi tragici momenti si stanno moltiplicando i messaggi di cordoglio.

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