Né i mullah né lo scià! Solidarietà con la lotta dei popoli dell’Iran
Contro il regime teocratico e sanguinario iraniano e le ingerenze imperialiste e autoritarie ★ Sinistra Anticapitalista ★
Le notizie che giungono dall’Iran sono tremende. Di fronte alla legittima lotta delle classi popolari iraniane per le loro rivendicazioni democratiche e sociali il regime teocratico autoritario e reazionario degli ayatollah ha reagito con la massima violenza sanguinaria massacrando migliaia e migliaia di persone, di giovani e donne.
La ribellione popolare è stata provocata dal rapido e brutale deterioramento delle condizioni di vita, aggravato dalle politiche neoliberiste e capitaliste della classe dominante e alimentato dalle sanzioni occidentali, coinvolgendo le classi lavoratrici, la piccola borghesia commerciale, i quartieri popolari, i giovani senza futuro ma anche tutte le minoranze nazionali presenti nel paese, da sempre particolarmente oppresse e diventando un grande movimento nazionale.
Il regime degli ayatollah è un regime reazionario, che nega libertà fondamentali, fondato su una controrivoluzione che ha seppellito le speranze della rivoluzione popolare che aveva rovesciato la monarchia autoritaria dello Scià, e che si è costruito sull’assassinio di migliaia di comunisti, militanti di sinistra, donne e minoranze etniche.
Le classi lavoratrici iraniane, i giovani e le donne hanno tutto il diritto di ribellarsi e dobbiamo sostenerli fino in fondo.
Chi non ha il diritto di intervenire nella politica iraniana sono l’imperialismo statunitense (insieme al regime sionista genocida), il cui unico interesse è di consolidare il dominio coloniale sui popoli del mondo, continuando a massacrare il popolo palestinese e mettendo le mani sul petrolio.
Per decenni, e in particolare attraverso le grandi mobilitazioni del 2022, quando le donne erano in prima linea nella rivolta “donna, vita e libertà” il popolo iraniano ha affrontato con grande coraggio il violento potere repressivo difendendo le sue aspirazioni a una società democratica, all’uguaglianza e alla giustizia sociale.
La Repubblica Islamica è ferita ed indebolita, ma proprio per questo il regime vuole tenersi in vita con la più estrema brutalità.
Condanniamo la sanguinaria repressione statale contro i manifestanti e gli attivisti sociali, sindacali, politici, culturali e culturali. Sosteniamo la loro lotta per una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione.
I popoli dell’Iran non vogliono scegliere tra due dispotismi.
Rifiutiamo i piani di “cambio di regime” di Trump e Netanyahu, che stanno tentando di imporre una loro soluzione finanziando il movimento monarchico del figlio del vecchio Scià e minacciando l’intervento militare. La storia recente dimostra che i bombardamenti, le sanzioni e le interferenze esterne non servono a portare libertà e democrazia, ma solo a rafforzare l’egemonia delle potenze occidentali e degli Stati autoritari.
I popoli dell’Iran non hanno bisogno né di “protettori” imperialisti, né di regimi autoritari; e neanche della falsa solidarietà dei sostenitori governativi nostrani, responsabili diretti o indiretti del genocidio palestinese. La liberazione dei popoli iraniani può avvenire solo attraverso lotte indipendenti, unificate e auto-organizzate dei lavoratori, delle donne, dei giovani e delle minoranze nazionali, per decidere liberamente il proprio futuro senza interferenze imperialiste. E serve il nostro forte sostegno internazionalista.
L’orientamento politico della nostra organizzazione parte infatti sempre dai bisogni, dalle rivendicazioni e dalle lotte dalle classi sfruttate ed oppresse in tutti i paesi contro i loro governi capitalisti ed oppressivi, per costruire la solidarietà internazionalista di classe.