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Data center spaziali. Lo scontro tra Musk e Altman si sposta in orbita

Lo scontro tra Elon Musk e Sam Altman potrebbe spostarsi oltre l’orbita terrestre. Se è vero quanto afferma il patron di SpaceX, è inevitabile che sia così. Musk infatti sostiene che la sua azienda spaziale sarà in grado di trasportare enormi data center nello spazio. Una novità incredibile, a dir poco rivoluzionaria, che permetterebbe di risolvere il principale problema che ha di fronte a sé l’intelligenza artificiale: il consumo di energia. Per garantire il continuo progresso ne servirà sempre di più, soprattutto per alimentare questi centri di raccolta dati. Musk è convinto – a ben vedere – che la questione diventerà presto una grana anche per la politica, chiamata a giustificare agli elettori i costi delle bollette (e non solo) con la necessità di vincere la sfida tecnologica. L’energia che servirà sarà sempre di più, aumentando le spese per le aziende e peggiorando l’impatto sull’ambiente. Nel momento in cui però il problema viene spedito nello spazio, non sussisterebbe più.

Va da sé che la questione rimane ancora tutta da chiarire. Come scrive Axios, l’intenzione di SpaceX è di sfruttare il suo fiore all’occhiello Starship – l’unico in grado di poter trasportare i pesanti sistemi di raffreddamento per i chip – per ricreare una gigantesca costellazione di satelliti. Un po’ come attualmente ce l’ha Starlink, solo che al loro posto ci sarebbero i data center. L’energia verrebbe raccolta direttamente dalla luce solare, senza interruzioni.

Il limite che più di qualche esperto ha sollevato riguarda però in che modo raffreddare le macchine. Non proprio una banalità. Sulla Terra è facile, visto che c’è l’aria. Ma nello spazio no, per cui i computer rischierebbero di rompersi. C’è dunque chi rimane fortemente dubbioso sulla realizzazione del progetto. Ma di scettici ce n’erano parecchi anche quando SpaceX voleva riutilizzare il razzo che lanciava, recuperando alcune sue parti – alla fine ci sono riusciti e si chiama Falcon 9. Musk sostiene di avere una soluzione anche al problema del raffreddamento: dei grandi radiatori pieghevoli che si aprono quando arrivano in orbita abbassando le alte temperature.

Sulla carta dunque è tutto fattibile. Anche Altman se ne sarebbe convinto. E proprio per questo si alza il livello dello scontro.

Il patron di OpenAI ha una fissazione con lo spazio, “si illumina” quando parla dell’argomento, racconta un investitore ad Axios. La stessa che garantisce come farà di tutto pur di non rimanere indietro rispetto a Musk. E Google, altro rivale della sua startup, che possiede il 7% di SpaceX dopo l’investimento da 100 miliardi di dollari. Il giovane miliardario sarebbe già in contatto con Stoke Space per un eventuale accordo sui suoi razzi riciclabili, che dovranno fungere come flotta per trasportare i data center fuori l’atmosfera terrestre. Certo, in mano ad Altman ci sarebbe un’altra strada che potrebbe fargli risparmiare soldi e guadagnare tempo: un’alleanza con Musk sul progetto. Un’ipotesi però scartata ancor prima di formularla. Condividere il dominio tecnologico con il suo nemico non rientra tra le opzioni percorribili.

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