Modalità di lettura

Sbatte con la minimoto e precipita da 4 metri: grave un 11enne a Napoli

Un bambino di 11 anni è in prognosi riservata dopo essere precipitato da un’altezza di 4 metri con la sua piccola moto da cross. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi 17 gennaio, a seguito dell’impatto contro un parapetto al secondo piano del parcheggio del centro commerciale La Birreria, a Miano, in provincia di Napoli.

Il ragazzino guidava il suo LEM, piccola moto da cross a scoppio, ed è ora ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale Santobono: non si hanno ancora notizie precise sulla gravità delle sue condizioni. A intervenire sul posto i carabinieri della compagnia Stella, che ora indagano sulla dinamica precisa dell’incidente e cercano di stabilire possibili responsabilità esterne.

Foto d’archivio

L'articolo Sbatte con la minimoto e precipita da 4 metri: grave un 11enne a Napoli proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Il mondo dell’astronomia saluta Mario Rigutti

È scomparso lo scorso 12 gennaio 2026 a Firenze, all’età di 99 anni, Mario Rigutti, figura di riferimento dell’astrofisica italiana e protagonista del rinnovamento dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte.

Mario Rigutti, 29 giugno 1979. Crediti: Inaf Capodimonte

Nato a Trieste nel 1926, Rigutti attraversò da giovanissimo gli anni difficili della guerra, mantenendo però intatta la passione per l’astronomia che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Dopo gli studi tra Trieste e Firenze, si formò all’Osservatorio di Arcetri sotto la guida di Giorgio Abetti e Guglielmo Righini, distinguendosi per le sue ricerche sulla fotosfera solare e sulle bande molecolari del cianogeno. Negli anni Sessanta del secolo scorso, il suo percorso scientifico si aprì alla dimensione internazionale: prima al Dominion Observatory di Ottawa in Canada, poi all’Università di Berkeley in California dove entrò in contatto con alcuni dei protagonisti della fisica e dell’astrofisica solare del tempo. Fu protagonista di numerose spedizioni per l’osservazione di eclissi totali di Sole, contribuendo in modo decisivo alla conoscenza della corona solare. Fu in Canada (1963), in Grecia (1966), in Brasile (1966) e in Mauritania (1973). Da quest’ultima spedizione trasse ispirazione per il volume La scomaprsa del Sole (Gianinni 2014), un racconto di viaggio e di culture nuove e di scienza.

Nel 1969 approdò a Napoli come professore ordinario di astronomia all’Università Federico II e direttore degli osservatori di Capodimonte e di Teramo. A Napoli, la sua guida, durata fino al 1992, segnò una stagione di profonda trasformazione scientifica, culturale e infrastrutturale.

«A lui si deve una profonda trasformazione scientifica e infrastrutturale dell’istituto» commenta l’attuale direttore dell’Osservatorio di Capodimonte, Pietro Schipani «l’introduzione dell’indirizzo astrofisico all’Università di Napoli, la modernizzazione della strumentazione, la creazione del planetario didattico, dell’Auditorium e, nel 1991, del museo dell’Osservatorio. Anche gli attuali astronomi di Capodimonte devono qualcosa al prof. Rigutti».

Nella sua attività di ricerca, Mario Rigutti si è occupato degli strati esterni del Sole – fotosfera, cromosfera e corona – e dei fenomeni legati all’attività solare, come brillamenti e protuberanze. Tra il 1968 e il 1972 è stato membro della European Solar Research Organization e fino al 1973 chairman del Gruppo di lavoro per le eclissi totali di Sole dell’Unione astronomica internazionale. Autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche e instancabile divulgatore, Rigutti seppe parlare al grande pubblico con chiarezza e passione. Il suo libro Cento miliardi di stelle rimane un punto di riferimento per generazioni di lettori. Negli ultimi anni si dedicò anche alla narrativa e alla poesia, ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 2019 il Minor Planet Center gli ha dedicato il pianetino (33823) Mariorigutti, un tributo alla sua lunga vita spesa a osservare e raccontare l’universo.

Disegno a matita su carta dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte (Napoli), eseguito da Mario Rigutti nel 1992. Crediti: Inaf Capodimonte

Accanto alla scienza, coltivava l’arte del disegno a matita e un profondo amore per la musica classica che considerava una forma di armonia affine a quella del cosmo. Socio di numerose società scientifiche, Rigutti è stato presidente dell’Accademia di scienze fisiche e matematiche di Napoli nel 1991 e della Società astronomica italiana dal 1977 al 1981. È stato inoltre tra i fondatori e direttore del Giornale di astronomia, contribuendo in modo decisivo alla crescita della cultura astronomica nel nostro Paese. La comunità astronomica italiana perde un protagonista appassionato e generoso, un uomo capace di unire rigore scientifico, visione culturale e un profondo impegno civile nella diffusione del sapere.

 

  •