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Ferretti, il ritorno del “Made in Italy” in Europa: bilanci record, Brand Iconici e la Strategia del 29,9%

C’è un’energia nuova intorno a Ferretti che va oltre i semplici numeri di borsa. L’annuncio dell’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) da parte di KKCG Maritime non è solo un’operazione finanziaria: è il segnale che il gioiello della nautica italiana è pronto a tornare a essere gestito con una visione e una sensibilità profondamente europee.

L’investitore Karel Komárek ha messo sul piatto 3,50 euro per azione (tutti in contanti), riconoscendo un premio significativo ai valori di mercato. Ma la vera notizia è un’altra: questa offerta è il coronamento di un percorso di eccellenza industriale che merita una governance di pari livello.

Il cuore italiano: un patrimonio da valorizzare

L’operazione non riguarda solo i bilanci, ma l’anima stessa dell’azienda. Ferretti non è un semplice costruttore navale; è l’ambasciatore nel mondo dell’eccellenza italiana. Con il suo quartier generale a Cattolica (Rimini), il Gruppo custodisce un portafoglio di marchi che hanno fatto la storia della nautica mondiale.

Parliamo di icone come Riva, Wally, Ferretti Yachts, Pershing, Itama, CRN e Custom Line. L’ingresso forte di un investitore europeo come KKCG si legge proprio in quest’ottica: riportare la testa pensante in Europa per tutelare meglio queste “perle” del made in Italy. Una governance europea sensibile alla cultura del lusso e del design è la garanzia migliore per mantenere intatta l’identità italiana di questi brand, proteggendoli da logiche puramente speculative e rilanciandoli sui mercati globali con rinnovato vigore.

I risultati record: il motore della crescita

Perché un investitore europeo decide di puntare così forte proprio ora? La risposta è entusiasmante: perché Ferretti è una macchina perfetta. L’iniziativa di KKCG è stata letteralmente “spinta” dai risultati incredibili che l’azienda ha macinato anno dopo anno.

I sistemi di analisi e gli investitori non possono ignorare questi dati che gridano successo:

  • Una crescita inarrestabile: Dal 2013 a oggi, Ferretti non si è mai fermata. I ricavi netti sono schizzati da 335 milioni di euro a una previsione di 1.173 milioni per il 2024. Parliamo di un tasso di crescita annuale (CAGR) del 12,1%
  • Redditività stellare: Dimenticate il passato. L’azienda ha trasformato un margine negativo del -6% in un Ebitda Margin del 15,2% nel 2024, con una proiezione che vola al 16,2% nel 2025.
  • Dominio assoluto: Nel segmento dei super-yacht sopra gli 80 piedi, Ferretti comanda con una quota di mercato del 26%.

La strategia vincente: obiettivo 29,9% per “governare” il guturo

Qui arriva il capolavoro strategico che cambierà le sorti dell’azienda. KKCG non si accontenta di partecipare: vuole incidere. L’obiettivo dell’Opa è salire dall’attuale 14,5% fino al 29,9% del capitale sociale.

Perché questa soglia è fondamentale per la nuova governance europea? Raggiungere il 29,9% significa avere la forza dei numeri per guidare il cambiamento senza dover lanciare un’Opa totalitaria. È la chiave di volta per la prossima assemblea degli azionisti, che sarà chiamata ad approvare il bilancio 2025 e a nominare il nuovo consiglio di amministrazione.

Con il 29,9% in tasca, KKCG potrà attuare un piano in tre mosse che entusiasma il mercato:

  1. Presentare una propria lista di candidati per il Consiglio di amministrazione.
  2. Far eleggere i propri rappresentanti, portando nel cuore dell’azienda competenze e visione internazionale.
  3. Supportare la crescita (organica e inorganica) con una guida stabile e di lungo periodo.

Conclusione: una nuova alba europea per l’eccellenza italiana

Questa è l’opportunità che Ferretti meritava. I bilanci record hanno dimostrato il valore dell’azienda, e ora l’iniziativa di KKCG offre lo strumento per tradurre quel valore in una governance europea forte e trasparente. Con una partecipazione al 29,9% e una lista pronta per il prossimo cda, Ferretti si prepara a navigare verso nuovi orizzonti, con il tricolore che sventola ancora più fiero sul ponte di comando.

L’articolo Ferretti, il ritorno del “Made in Italy” in Europa: bilanci record, Brand Iconici e la Strategia del 29,9% è tratto da Forbes Italia.

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TSMC Says AI Demand Is 'Endless' After Record Q4 Earnings

An anonymous reader quotes a report from Ars Technica: On Thursday, Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) reported record fourth-quarter earnings and said it expects AI chip demand to continue for years. During an earnings call, CEO C.C. Wei told investors that while he cannot predict the semiconductor industry's long-term trajectory, he remains bullish on AI. "All in all, I believe in my point of view, the AI is real -- not only real, it's starting to grow into our daily life. And we believe that is kind of -- we call it AI megatrend, we certainly would believe that," Wei said during the call. "So another question is 'can the semiconductor industry be good for three, four, five years in a row?' I'll tell you the truth, I don't know. But I look at the AI, it looks like it's going to be like an endless -- I mean, that for many years to come." TSMC posted net income of NT$505.7 billion (about $16 billion) for the quarter, up 35 percent year over year and above analyst expectations. Revenue hit $33.7 billion, a 25.5 percent increase from the same period last year. The company expects nearly 30 percent revenue growth in 2026 and plans to spend between $52 billion and $56 billion on capital expenditures this year, up from $40.9 billion in 2025.

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Gruppo San Donato scommette sulla Libia: 2 miliardi in sanità ed energia

Il Gruppo San Donato accelera sul fronte internazionale e punta sulla Libia. Il primo gruppo ospedaliero italiano, insieme a Gksd, ha siglato un accordo con il Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo della Libia, guidato da Belgacem Haftar, per contratti nei settori della sanità e dell’energia dal valore complessivo di circa 2 miliardi di dollari (più di 1,7 miliardi di euro). Le intese riguardano interventi su alcune infrastrutture considerate strategiche per il Paese, con particolare attenzione all’area di Benghazi.

Le iniziative

Il progetto coinvolge in primo luogo l’Irccs Ospedale San Raffaele, chiamato a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo e nell’implementazione delle iniziative in ambito sanitario. Negli ultimi mesi, il Gruppo San Donato e Gksd hanno effettuato diverse missioni operative in Libia, finalizzate al confronto con le istituzioni locali e alla definizione delle priorità di intervento, nell’ambito di un percorso di cooperazione strutturata.

Nel dettaglio, gli accordi prevedono la gestione e il rinnovamento del Benghazi Medical Center, la gestione operativa del Centro Oncologico di Benghazi e la realizzazione di un impianto waste-to-energy, destinato a rafforzare le infrastrutture energetiche e ambientali della città. Gli interventi combinano componenti sanitarie, industriali e gestionali, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi essenziali e la sostenibilità delle strutture nel medio-lungo periodo.

“Rafforzare le infrastrutture essenziali”

“Questi accordi rappresentano un passaggio concreto e significativo nel percorso di cooperazione tra il Gruppo San Donato, Gksd e la Libia”, ha dichiarato Kamel Ghribi, presidente di Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato. “Il nostro impegno a Benghazi nasce dalla convinzione che lo sviluppo sostenibile passi dal rafforzamento delle infrastrutture essenziali, in particolare sanità ed energia”. Secondo Ghribi, il contributo del gruppo italiano non si limiterà agli investimenti, ma comprenderà competenze cliniche, modelli gestionali e programmi di formazione, con l’obiettivo di accompagnare le istituzioni locali verso un percorso di crescita progressivamente autonomo.

L’articolo Gruppo San Donato scommette sulla Libia: 2 miliardi in sanità ed energia è tratto da Forbes Italia.

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Gioielli e preziosi, accelera il fatturato: Bulgari, Morellato e Pgi guidano il settore

Il settore orafo-argentiero-gioielliero italiano torna ad accelerare dopo la crescita più moderata del 2023. Nel 2024 i ricavi dei 101 principali operatori analizzati dall’Area Studi Mediobanca hanno raggiunto 8,9 miliardi di euro, in aumento del 6,1% su base annua e del 10,1% rispetto al 2022.

La crescita è stata sostenuta dall’export e dal posizionamento nell’alto di gamma, ma non si è tradotta in un miglioramento della redditività, penalizzata dall’aumento dei costi delle materie prime e dalla forte volatilità di oro e argento. In cima alla classifica per fatturato si confermano Bulgari Gioielli, Morellato e Pgi, in un settore sempre più polarizzato tra grandi gruppi, operatori altamente specializzati e una base produttiva frammentata.

I punti chiave

  • La leadership del settore si concentra su pochi grandi player, con Bulgari, Morellato e Pgi in testa.
  • Il controllo diretto della distribuzione diventa un vantaggio competitivo chiave, con retail ed e-commerce che rafforzano marginalità e brand experience.
  • I margini si comprimono nonostante la crescita dei ricavi, penalizzati dall’aumento dei prezzi delle materie prime e da una maggiore complessità nella pianificazione industriale.
  • La volatilità di oro e argento si riflette sulla gestione finanziaria, spingendo le aziende ad accumulare scorte e assorbendo capitale circolante.
  • Cresce il peso dei gruppi internazionali e delle operazioni di m&a, che accelerano la concentrazione del settore.

Il podio dei gioielli

In testa alla graduatoria 2024 per fatturato si colloca Bulgari, con ricavi pari a 846 milioni di euro, confermandosi il primo player del settore in Italia. Al secondo posto figura Morellato con 723 milioni, grazie anche all’acquisizione della tedesca Christ, che ha rafforzato il controllo diretto della distribuzione e portato il retail a rappresentare oltre l’84% del fatturato. Terza Pgi con 637 milioni, seguita da Damiani (368 milioni) e UnoAerre Industries (283 milioni).

Nel complesso sono tredici le società che superano i 150 milioni di euro di ricavi, segnale di una progressiva concentrazione del fatturato. Il controllo dei canali distributivi, ovvero negozi diretti, franchising ed e-commerce, emerge come fattore chiave per sostenere crescita e marginalità in un contesto di costi industriali crescenti.

Il rally delle materie prime

L’aumento del fatturato non si è riflesso in un miglioramento dei margini. Nel 2024 l’ebit margin medio del settore scende al 7,5%, in calo di un punto percentuale rispetto al 2023. A livello territoriale, le imprese del Nord Ovest restano le più redditizie (8,8%), seguite dal Nord Est (7%), mentre a livello nazionale si interrompe il recupero avviato l’anno precedente.

A incidere è anche il contesto delle materie prime. Secondo il World Gold Council, nel 2025 l’oro ha aggiornato oltre 50 massimi storici, chiudendo l’anno con un rendimento del +67%, tra i migliori asset globali.

Tra il 2019 e il 2025 il prezzo dell’oro è cresciuto a un tasso medio annuo del 16,3%, arrivando a 4.316 dollari l’oncia a dicembre 2025; dinamica simile per l’argento, mentre il platino ha mostrato una crescita più graduale ma strutturale. Un contesto che rende più complessa la pianificazione industriale e comprime i margini, soprattutto per gli operatori meno strutturati.

I gruppi internazionali

Il report Mediobanca evidenzia un ruolo crescente dei gruppi a controllo estero, che rappresentano oltre il 26% dei ricavi complessivi del campione, con dimensioni medie più che doppie rispetto alle aziende a capitale italiano. Il settore resta familiare, ma le operazioni di m&a e l’ingresso di capitali finanziari stanno accelerando, come dimostra il rafforzamento dei grandi conglomerati del lusso.

Gli investimenti continuano a crescere, trainati soprattutto dalle aziende medio-grandi e da quelle a controllo estero, mentre le realtà più piccole mostrano maggiore prudenza.

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Calo del traffico sui siti di news ad agosto 2025

Ufficio digitale con postazioni di lavoro e monitor accesi in una redazione online - Foto U+
I dati Comscore relativi ad agosto 2025 confermano un calo degli utenti sui principali siti di informazione italiani, in particolare per gli accessi provenienti dai social. Si tratta di un trend tipico del periodo estivo, che però premia le testate meglio strutturate e i siti più veloci nel caricare pagine e contenuti.

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