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Djokovic, Alcaraz gli ha ‘rubato’ il servizio? “Gli chiederò i diritti”

(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz ha ‘rubato’ il servizio a Novak Djokovic? In questi primi giorni di Australian Open sta montando un vero e proprio ‘giallo’. Diversi video, diventati virali sui social, mostrano infatti sessioni di allenamento in cui il numero uno spagnolo sembra emulare il servizio del campione serbo, numero quattro del ranking Atp. 

Postura, posizione dei piedi, movimenti e lancio. Tutto, insomma, sembra richiamare il servizio, letale, di Djokovic. A domanda diretta in conferenza stampa, dopo la vittoria dell’esordio contro lo spagnolo Martinez, anche Nole ha ammesso di aver visto diverse similitudini. 

“Appena l’ho visto gli ho mandato un messaggio”, ha risposto ridendo, “gli ho detto che dovevamo parlare dei diritti d’autore. Quando l’ho visto qui invece gli ho detto che dovevamo parlare della percentuale delle sue vincite. Ogni ace mi aspetto che mi venga attribuito”. 

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Lazio a picco all’Olimpico, il Como domina per 3-0

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio rischia di dover dire addio in anticipo all’Europa, mentre il Como rinsalda il proprio sesto posto, portandosi anzi a sole due lunghezze dal quinto della Juventus. E’ questo il verdetto della sfida tra biancocelesti e lariani, valida per la 21^ giornata di Serie A e che ha visto gli uomini di Fabregas vincere per 3-0 a Roma. Una serata che doveva essere speciale per la Lazio, sia per la presenza dell’ex presidente Sergio Cragnotti in tribuna ma anche perchè i neoacquisti Taylor e Ratkov giocavano la loro prima partita all’Olimpico, ed entrambi da titolari. Novità in attacco anche per Fabregas, che opta per il tridente leggero formato da Paz, Baturina e Rodriguez. E proprio il croato sblocca la partita già al 2′: lancio di Da Cunha per Valle, che in scivolata mette in mezzo per il 20, il cui tiro viene deviato da Romagnoli e diventa imprendibile per Provedel. La Lazio fa fatica, è lenta e imprecisa, come con Cancellieri, che al 20′ sbaglia il controllo e favorisce il recupero di Butez, vanificando una buona occasione. Il Como, da canto suo, continua a spingere e trova il raddoppio al 24′, quando Paz risolve una mischia in area dopo il cross di Baturina. Alla mezz’ora, Taylor, nel tentativo di rilanciare il pallone, colpisce Caqueret che lo aveva anticipato. Fabbri inizialmente non fischia ma viene richiamato all’on-field review, assegnando il calcio di rigore, accolto con ironia dalla Curva laziale, questa sera in aperta polemica con la classe arbitrale con tanto di cori e fischi nel prepartita. Dal dischetto va Paz, ma Provedel indovina l’angolo e para. A proposito di cori, oltre a quelli di contestazione per il presidente Lotito, la Curva, al 38′, ne intona uno a favore di Sarri, che dalla panchina ricambia. Nel finale di primo tempo, ecco la prima occasione da rete per la Lazio: cross basso di Cancellieri, Cataldi manca l’impatto e Butez è pronto a chiudere su Zaccagni. Potrebbe essere l’episodio che risveglia i capitolini, e invece al 49′ il Como chiude i giochi con i protagonisti dei primi due gol: Valle mette in mezzo per Baturina che appoggia di tacco per Paz, il quale ha gioco facile nel piazzare la palla sul palo lontano. A questo punto la partita è, di fatto finita: nella Lazio ci prova il solo Noslin con uno spunto solitario, ma gli uomini di Sarri sono ormai sfiduciati. Il Como gestisce ma, quando ha spazio, prova a colpire di nuovo, come al 73′ quando Paz e Da Cunha seminano il panico nella retroguardia di casa ma Provedel è bravo a chiudere lo specchio al capitano avversario. E’ l’ultima emozione della partita: la Lazio continua a non trovare continuità di vittorie, mentre il Como vola sempre più in alto.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Australian Open, oggi Musetti-Collignon – Diretta

(Adnkronos) – Torna in campo Lorenzo Musetti. Oggi, martedì 20, il tennista azzurro sfida il belga Raphael Collignon – in diretta tv e streaming – nel primo turno dello Slam di Melbourne. Musetti è reduce dalla finale persa nel torneo preparatorio di Hong Kong, che ha aperto la sua stagione, dove si è arreso ad Alexander Bublik, ma grazie a cui ha raggiunto il suo best ranking, volando al terzo posto della classifica Atp. 

Nella mattinata di martedì 20 gennaio invece toccherà a Jannik Sinner. 

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Harry è a Londra, inizia il processo contro l’editore del Daily Mail

(Adnkronos) – È iniziato a Londra il processo che vede il principe Harry contro l’editore del Daily Mail. Presso l’aula 76 dell’Alta Corte, il secondogenito di re Carlo affronta la causa da lui stesso intentata assieme a molti altri personaggi noti: il cantante e compositore Elton John e suo marito, David Furnish, le attrici Liz Hurley e Sadie Frost, Doreen Lawrence, la baronessa laburista il cui figlio Stephen è stato assassinato in un attacco razzista, e l’ex politico Simon Hughes, che un tempo si candidò alla guida dei Liberal Democratici. 

Il loro avversario è l’Associated Newspapers, l’editore del quotidiano più venduto della Gran Bretagna, il cui ex direttore, Paul Dacre, dovrebbe testimoniare. Le accuse contro il Daily Mail e il suo compagno di scuderia, il Mail on Sunday, sono gravi. Harry e gli altri ricorrenti sostengono che, oltre ad aver intercettato messaggi vocali, il Daily Mail e il Mail on Sunday hanno anche intercettato linee telefoniche fisse, hanno corrotto agenti di polizia, rubato cartelle cliniche e persino installato microspie nelle case delle celebrità. 

L’Associated Newspapers ha descritto le affermazioni dei ricorrenti come “assurde” e un “affronto ai giornalisti che lavorano sodo, la cui reputazione e integrità vengono ingiustamente calunniate”. La rabbia di Harry nei confronti della stampa è radicata – ricorda il Guardian – Sua madre, Diana, principessa del Galles, morì in un incidente stradale nel 1997 mentre era inseguita dai paparazzi a Parigi. Più di recente, ha criticato il trattamento riservato alla moglie, Meghan, duchessa del Sussex. Nel 2021, un giudice ha stabilito che il Mail on Sunday aveva violato la privacy della duchessa pubblicando un estratto di una lettera che aveva scritto al padre separato, Thomas Markle. 

La decisione del principe di affrontare i tabloid non è stata priva di costi personali e finanziari. Per lui si tratta di una questione di principio, che potrebbe aver contribuito alla rottura del suo rapporto con la famiglia reale. Nella sua biografia ‘Spare’, Harry ha ricordato che il suo rapporto con il padre, re Carlo, e il fratello, il principe William, era diventato teso a causa di quella che lui considerava la loro incapacità di denunciare presunti illeciti da parte dei giornalisti. Nel 2019, dopo una conversazione con l’avvocato David Sherborne durante una vacanza nella villa di Elton John in Francia, il principe si convinse che i giornali avrebbero dovuto rispondere in tribunale del trattamento riservatogli in passato.  

Nel 2023, Harry è diventato il primo membro della famiglia reale a testimoniare in tribunale in oltre 130 anni, in una causa per violazione della privacy intentata da lui e altri contro l’editore del Mirror. Il giudice ha stabilito che il giornale aveva hackerato il suo telefono “in misura modesta”, dalla fine del 2003 al 2009, e gli ha riconosciuto un risarcimento di 140.600 sterline (circa 162.000 euro). L’anno scorso, la sua richiesta di risarcimento danni per violazione della privacy contro l’editore del Sun e dell’ormai defunto News of the World è stata risolta in tribunale per una somma non rivelata, a quanto pare pari a circa 10 milioni di sterline (11.500.000 euro). 

L’editore si è scusato con Harry per l’intercettazione telefonica del News of the World e per la grave intrusione nella sua vita privata da parte del Sun, compresi “incidenti di attività illegali commessi da investigatori privati che lavorano per il Sun”. Tuttavia, si prevede che lo scontro tra il principe e il Daily Mail, che dovrebbe costare 38 milioni di sterline (quasi 44 milioni di euro) se si considerano le spese legali di entrambe le parti, sarà duramente contestato in tribunale. Il caso, che sarà discusso in tribunale nelle prossime nove settimane, probabilmente metterà sotto i riflettori un cast di personaggi con un passato complicato. 

 

internazionale/royalfamilynews

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“Sapeva che avrebbe ucciso Youssef”, il gip non crede alla versione di Atif e convalida l’arresto

(Adnkronos) – “Volevo colpire Youssef per mandargli un segnale dopo le sue minacce, ma volevo colpirlo alla gamba e al piede”. E’ questa la versione che Atif Zouhair, il giovane che venerdì scorso ha ucciso il compagno di scuola 18enne Youssef Abanoub all’Einaudi-Chiodo, ha riferito al gip del tribunale di La Spezia. Parole che tuttavia non hanno convinto il giudice, che ha così convalidato l’arresto. 

“E’ di tutta evidenza – sostiene infatti il gip nelle motivazioni della convalida – che l’elemento volitivo del soggetto che si accinga ad aggredire un terzo con un’arma della fattezza e delle caratteristiche di quella utilizzata dall’Atif, impugnandola e colpendo con essa la vittima con un’intensità tale da provocare una lesione dell’entità di quella nitidamente descritta da alcuni testi oculari non possa che integrare il dolo di omicidio, almeno nella sua forma eventuale, avendo l’agente consapevolmente accettato che dal suo comportamento potesse derivare la morte del soggetto attinto dal colpo”.  

“Del resto – prosegue il gip – che non fosse la gamba dello Youssef il reale punto di mira dell’indagato è suffragato logicamente sia dalla posizione in cui i due ragazzi si trovavano poco prima del fatto, ossia l’aggressore in piedi e lo Youssef seduto, sia dalla forza impressa al colpo inferto alla vittima”.  

Il giudice smonta quindi la tesi del colpo mortale inferto per sbaglio: “Non pare convincente posto che una simile eventualità non risulta compatibile con la concreta dinamica del fatto; invero, così come descritto dai testi oculari, al momento dell’aggressione lo Youssef era seduto e da quella posizione si è limitato a protendere le braccia verso il proprio assalitore, senza compiere alcun altro movimento, connotato da maggiore dinamicità, idoneo a far variare la traiettoria del colpo dalla gamba al fianco sinistro”.  

“Non convince dunque l’odierna precisazione fornita dall’indagato – prosegue il giudice – in merito al fatto che lo spostamento della vittima, in sede di interrogatorio solo genericamente indicato, si sarebbe concretizzato in uno scivolamento dello Youssef lungo lo schienale della sedia atteso che, quand’anche effettivamente fosse avvenuto – ma i testi oculari non confermano tale circostanza tale movimento non spiegherebbe la direzione laterale e non frontale del colpo ed inoltre non si sarebbe potuto sostanziare in un movimento talmente repentino da non consentire all’indagato di correggere il tiro”.  

“Ancor meno convincente risulta poi – scrive il giudice – la spiegazione fornita dall’indagato in merito all’occultamento sotto i propri pantaloni del coltello acquistato solo due giorni prima, a suo dire, per difesa, togliendolo dallo zaino all’interno del quale l’aveva portato a scuola, spostamento del luogo di custodia dell’arma avvenuto, significativamente, proprio prima di salire al secondo piano ove si trovava la classe della vittima, già incontrata nelle prime ore della mattinata. Invero l’Atif ha sostenuto di avere tolto il coltello dallo zaino perché glielo bucava, così, quando se n’era accorto, lo aveva messo nei pantaloni dove avrebbe potuto controllarlo meglio: si tratta di una spiegazione davvero inverosimile che, al contrario di quanto l’indagato pretenderebbe, appare idonea a rafforzare ancor più l’ipotesi accusatoria, ossia che costui la mattina del 16 gennaio 2026 abbia avuto l’intenzione di affrontare fisicamente lo Youssef a seguito delle minacce da lui asseritamente ricevute e che ciò abbia fatto avvalendosi di un’arma particolarmente micidiale, dunque efficace, comprata solo pochi giorni prima”. 

E ancora: “La ricostruzione del movente, al momento delineabile, sulla scorta di quanto riferito dallo stesso indagato e dalla ragazza di costui, contribuisce a dare ulteriore riscontro alla ricostruzione del fatto così come prospettata nei suoi elementi costituitivi oggettivo e soggettivo, essendo emerso un forte sentimento di gelosia e possessività dell’indagato nei confronti di (omissis, ndr) tale da indurlo a sfidare chi avesse osato avvicinarsi alla giovane, unito alla volontà di dimostrare a quest’ultima ed a colui che riteneva un potenziale rivale la propria forza, in modo da farlo desistere da ulteriori tentativi di approccio a lui sgraditi”.  

 

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Raffreddore alla moviola, ecco che succede nel naso quando il rinovirus attacca

(Adnkronos) –
Il primo campo di battaglia quando il rinovirus attacca? Sono le narici. E proprio in questi ‘anfratti’ si decide la vittoria o l’entità della disfatta, cioè in che misura ci ammaleremo del comune raffreddore. Un team di scienziati ha studiato questo momento clou nei dettagli scoprendo che, nel momento in cui il rinovirus infetta la mucosa delle vie nasali, le nostre cellule collaborano per combatterlo attivando un arsenale di difese antivirali. I ‘sensori’ danno l’allarme, migliaia di cellule si attivano organizzando una prima linea di difesa, comincia il faccia a faccia col nemico. 

Nello studio pubblicato sulla rivista ‘Cell Press Blue’, gli autori hanno studiato il raffreddore ‘alla moviola’ e suggeriscono che sono proprio le difese del nostro organismo contro il patogeno – e non il virus in sé – a predire se lo prenderemo o meno, se cadremo oppure no, così come la gravità dei nostri sintomi.  

La ricerca, spiega l’autrice senior Ellen Foxman della Yale School of Medicine, “ci ha permesso di osservare la mucosa nasale umana e di osservare cosa accade durante le infezioni da rinovirus, sia a livello cellulare che molecolare”. Questo è importante, sottolinea l’esperta, essendo questo virus “la causa principale del raffreddore comune e una delle principali cause di problemi respiratori nelle persone affette da asma e altre patologie polmonari croniche”.  

 

Per documentare ciò che accade nel momento del primo contatto, i ricercatori hanno creato tessuto nasale umano coltivato in laboratorio. Hanno coltivato cellule staminali nasali umane per 4 settimane, esponendo la superficie superiore all’aria. In queste condizioni, le staminali si sono differenziate in un tessuto contenente molti dei tipi cellulari presenti nelle vie nasali umane e nel rivestimento delle vie aeree polmonari, comprese le cellule che producono muco e le cellule dotate di ciglia, strutture mobili simili a peli che spazzano via il muco dai polmoni. 

Il modello così costruito “riflette le risposte del corpo umano in modo molto più accurato rispetto alle linee cellulari convenzionali utilizzate per la ricerca virologica”, assicura Foxman. “Poiché il rinovirus causa malattie negli esseri umani, non in animali, i modelli organotipici dei tessuti umani sono particolarmente preziosi per studiarlo”.  

Il team ha potuto esaminare le risposte coordinate di migliaia di singole cellule contemporaneamente e testare come le risposte cambiassero quando i sensori cellulari che rilevano il rinovirus venivano bloccati. In questo modo, i ricercatori hanno osservato un meccanismo difensivo che tiene a bada le infezioni da rinovirus, coordinato dagli interferoni, proteine che bloccano l’ingresso e la replicazione dei virus. 

Ecco tutte le tappe nell’ordine: dopo aver rilevato la presenza del rinovirus, le cellule del rivestimento nasale producono interferoni; questi inducono una difesa antivirale coordinata delle cellule infette e di quelle vicine, rendendo l’ambiente inospitale per la replicazione virale. Se gli interferoni agiscono abbastanza rapidamente, il virus non può diffondersi. Quando i ricercatori hanno impedito sperimentalmente questa risposta, il virus ha rapidamente infettato molte più cellule, causando danni e, in alcuni casi, la morte degli organoidi infetti. “I nostri esperimenti dimostrano quanto sia fondamentale ed efficace una rapida risposta all’interferone nel controllo dell’infezione da rinovirus, anche in assenza di cellule del sistema immunitario”, afferma il primo autore, Bao Wang della Yale School of Medicine. 

La ricerca ha anche rivelato altre risposte al rinovirus che si attivano quando aumenta la replicazione virale. Ad esempio, il rinovirus può attivare un diverso sistema di rilevamento che induce le cellule infette e non infette a produrre sinergicamente muco in eccesso, aumentare l’infiammazione e talvolta causare problemi respiratori nei polmoni. Queste risposte potrebbero essere buoni obiettivi per intervenire sull’infezione da rinovirus e promuovere una sana risposta antivirale, affermano gli autori. Il team riconosce che gli organoidi utilizzati contengono un numero limitato di tipi cellulari rispetto a quelli presenti nell’organismo, poiché nell’organismo un’infezione attrae altre cellule, comprese quelle del sistema immunitario, per unirsi alla difesa contro l’infezione da rinovirus. A questo proposito, gli esperti spiegano che comprendere come altri tipi cellulari e fattori ambientali nelle vie nasali e nelle vie aeree calibrino la risposta dell’organismo all’infezione è un importante prossimo passo di questo lavoro. 

“Il nostro studio fa avanzare il paradigma secondo cui le risposte dell’organismo a un virus, piuttosto che le proprietà intrinseche del virus stesso, sono estremamente importanti nel determinare se un virus causerà o meno una malattia e quanto sarà grave – conclude Foxman – Concentrarsi sui meccanismi di difesa è una strada entusiasmante per nuove terapie”. 

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Groenlandia, Ue studia risposta a Trump. Danimarca chiede una missione Nato

(Adnkronos) – Donald Trump in pressing per acquisire la Groenlandia. L’Ue si muove per reagire ai dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti e la Danimarca invoca la Nato. “Il mondo non è sicuro se gli Usa non controllano la Groenlandia”, ribadisce il presidente americano protagonista di una nuova giornata pirotecnica. Prima scrive al premier norvegese accusando Oslo di avergli negato il Nobel, poi annuncia che la pace non sarà più il faro delle sue azioni e quindi conferma l’intenzione di varare dazi dal primo febbraio contro i paesi che hanno mandato soldati in Groenlandia. 

 

A Bruxelles, l’Ue discute il piano per replicare all’azione commerciale di Washington. “Siamo pronti a reagire, ma siamo anche pronti a cercare una interazione costruttiva, una soluzione con gli Usa sulla base del chiaro principio del rispetto della sovranità e della integrità territoriale degli Stati membri: su questo dobbiamo essere molto chiari”, dice il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis al termine dell’Eurogruppo. “Tutti gli strumenti sono sul tavolo”, aggiunge Dombrovskis.  

 

Intanto, però, l’onda lunga della crisi può ‘bagnare’ anche la Nato: ”Ho fatto più per la Nato di chiunque altro dalla sua fondazione, ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”, dice Trump. Come risposta, la Danimarca propone l’invio di una missione di ricognizione in Groenlandia. L’iniziativa parte dal ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, dopo l’incontro con il Segretario generale dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, con la ministra degli Esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt. “Lo abbiamo proposto e il Segretario generale ne ha preso nota e penso che possiamo, lo speriamo, ottenere un quadro che definisca come (la nostra proposta, ndr) si possa concretizzare”, ha detto Poulsen. 

Lo scontro con Trump si sposta quindi sul terreno dell’Alleanza Atlantica. Per la Danimarca è importante dimostrare al presidente americano che il suo non è il modo di procedere, di “difendere i principi dell’integrità territoriale e della sovranità. Abbiamo una visione e lui non sarà mai in grado di ottenere quello che vuole esercitando pressioni su di noi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, dopo aver incontrato la controparte britannica Yvette Cooper. 

Danimarca e Groenlandia hanno concordato la formazione di un gruppo di lavoro con gli Stati Uniti per discutere delle posizioni diverse solo la scorsa settimana, “per spostare il discorso dai social media in una stanza in cui potessimo discutere per davvero” possibili soluzioni sulla base della relazione esistente. “Questo è quello che avevamo concordato. Siamo scandinavi pragmatici, con il sangue freddo”. 

La Casa Bianca, secondo Rasmussen, sta contraddicendo le sue stesse posizioni: “Per un attimo avevo pensato che saremmo riusciti forse non a risolvere il problema ma a trovare un modo di andare avanti. E questa convinzione è stata mandata all’aria dalle dichiarazioni del Presidente. E’ importante che tutti noi crediamo che debba parlare il diritto internazionale per mostrare a Trump che non può continuare a percorrere questa strada”. 

Intanto, aerei militari arriveranno presto in Groenlandia per “attività pianificate da tempo”, riferisce il Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano (Norad) su X, spiegando che arriveranno alla Base Spaziale di Pituffik. “Insieme agli aerei operanti dalle basi negli Stati Uniti continentali e in Canada, supporteranno diverse attività del Norad pianificate da tempo, basandosi sulla consolidata cooperazione in materia di difesa tra Stati Uniti e Canada, nonché con il Regno di Danimarca”, si legge nella nota, in cui si spiega che l’attività “è stata coordinata con il Regno di Danimarca e tutte le forze di supporto operano con le necessarie autorizzazioni diplomatiche. Anche il governo della Groenlandia è informato delle attività pianificate”. 

Il Norad “conduce regolarmente operazioni prolungate e distribuite per la difesa del Nord America, attraverso una o tutte e tre le regioni (Alaska, Canada e Stati Uniti continentali)”. 

internazionale/esteri

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Maltempo oggi in Sicilia, Sardegna e Calabria: allerta rossa e scuole chiuse

(Adnkronos) – Restano nella morsa del maltempo Sicilia, Sardegna e Calabria a causa dell’arrivo del ciclone Harry. La Protezione civile regionale ha diffuso un avviso per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico per tutta la giornata di oggi, 20 gennaio, che prevede l’allerta rossa per le tre regioni.  

In Sicilia persistono in particolare “venti di burrasca dai quadranti orientali con intensificazione fino a burrasca forte con raffiche di tempesta e forti mareggiate sulle coste esposte”. Le precipitazioni saranno “diffuse anche a carattere di rovescio o temporale soprattutto su zone orientali e meridionali con quantitativi cumulati molto elevati”. Prevista frequente attività elettrica e locali grandinate. 

Le scuole saranno chiuse a Catania, Palermo, Agrigento e Messina. A Catania sono chiusi anche negozi, musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto; a Messina e Palermo chiusi cimiteri, ville e impianti sportivi comunali. 

Anche a Cagliari saranno chiusi gli asili, le scuole e l’Università, gli uffici pubblici, i cimiteri, gli impianti sportivi, i mercati civici, i parchi pubblici, i centri d’arte e le biblioteche. L’allerta rossa per rischio idrogeologico riguarda principalmente le zone di Iglesiente, Campidano, Bacini Flumendosa – Flumineddu, Gallura.  

Scuole chiuse nella giornata di oggi anche in molte zone della Calabria: nelle province di Crotone, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia.  

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A Hong Kong gli arrivi turistici sono aumentati del 12% nel 2025

HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Nel 2025 le visite turistiche a Hong Kong sono state 49,9 milioni, con un aumento del 12% su base annua. E’ quanto emerge dai dati locali diffusi lunedì.

Secondo i dati dell’Hong Kong Tourism Board, solo nel mese di dicembre le visite alla città sono state 4,65 milioni, con un aumento del 9% rispetto allo scorso anno.

Le visite provenienti dalla Cina continentale sono aumentate dell’11%, raggiungendo le 37,8 milioni, mentre quelle provenienti dal resto del mondo sono cresciute del 15%, attestandosi a 12,1 milioni. Il Giappone e l’Australia sono tra i mercati di provenienza che hanno registrato gli aumenti più marcati, secondo i dati.

La durata media del soggiorno a Hong Kong per i viaggi con pernottamento è stata di 3,1 notti, secondo i dati di lunedì, che hanno anche mostrato come la soddisfazione dei turisti che hanno pernottato abbia raggiunto un punteggio di 8,9 su 10.

Il Capodanno cinese del 2026 cadrà il 17 febbraio. I turisti di tutto il mondo potranno partecipare a festeggiamenti come spettacoli di fuochi d’artificio, l’annuale International Chinese New Year Night Parade e le corse di cavalli a Hong Kong.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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Cremonese e Verona non si fanno male, pari senza reti allo Zini

CREMONA (ITALPRESS) – Non si sblocca la Cremonese, non si sblocca il Verona. Lo scontro-salvezza si risolve in un nulla di fatto e in uno 0-0 che aiuta più i grigiorossi che la formazione ospite. Allo Zini si presenta un’Hellas in grandissima difficoltà: squalificato Unai Nunez, sono out Bella-Kotchap, Frese, Valentini, Belghali, Al-Musrati e Akpa-Akpro. Zanetti lancia così dall’inizio il neoacquisto Lirola, tra i migliori quest’oggi, e si gioca il tridente: Giovane con Sarr e Orban, mentre in porta c’è il vice Perilli e non Montipò. Risponde col duo Vardy-Bonazzoli e Vandeputte a ispirare, invece, lo squalificato Nicola in un match molto equilibrato. Si lotta su ogni pallone nel primo tempo e non c’è un reale padrone nel match, con le occasioni che latitano. Ebosse e Vardy sono i più pericolosi nei primissimi minuti, ma c’è una sola reale chance: Audero evita la rete di Giovane, il migliore dei suoi. Si va al riposo sullo 0-0 e la musica non cambia nella ripresa dove, nonostante un rischio in avvio su Grassi, il Verona domina. Giovane è il faro degli scaligeri, che non riescono a sfondare, anche perchè il brasiliano viene messo sempre in fuorigioco dalla linea a tre della Cremonese. L’ex Corinthians viene fermato in un’occasione da Audero, poi si muove con anticipo e si vede annullare il gol del potenziale vantaggio all’84’: aveva segnato in semi-rovesciata, ma è nulla di fatto. Nei minuti finali Zanetti non si gioca nessun attaccante, mentre i grigiorossi ritrovano Collocolo dopo l’infortunio e rischiano in mischia al 90′: salva tutto Terracciano. Non ci sono altre emozioni e la gara si chiude sullo 0-0, che consegna un punto a testa alle due squadre. La Cremonese non cancella il 5-0 subito dalla Juventus con una vittoria, ma sale a 23 punti e a +6 sulle terzultime (Fiorentina e Genoa). Verona, invece, ultimo in tandem col Pisa: 14 punti per i gialloblù, che trovano il primo clean sheet dopo nove gare.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

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Auto contro bus nel barese, morti due giovanissimi: grave un 19enne

(Adnkronos) – Due giovanissimi sono morti in un incidente stradale avvenuto questa sera tra Adelfia e Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, nello scontro tra una automobile e un autobus della società di trasporti Sita. A perdere la vita il conducente della vettura, u
n giovane di 18 anni, e una ragazzina di 15 anni che era nella stessa auto. Un ragazzo di 19 anni, anche lui passeggero del mezzo, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Miulli ed è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ferito anche il conducente del bus. A bordo del veicolo c’erano alcuni passeggeri. Non si sa se hanno subito conseguenze.  

Lievi le ferite per il conducente del bus, che è stato sottoposto a controlli in ospedale, e per un ragazzo che era a bordo e che ha subito anche un forte spavento. Questi ultimi si trovavano sull’autobus. I feriti sono stati trasportati nel vicino ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva che si trova non lontano dal luogo dell’incidente. Sul posto sono intervenuti la Polizia locale di Acquaviva, che sta procedendo ai rilievi, la Polizia locale di Gioia del Colle, i carabinieri e i vigili del fuoco. La vettura si è letteralmente accartocciata dopo l’impatto e si è anche capovolta. Secondo prime informazioni l’incidente è avvenuto in un tratto di rettilineo. 

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