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Il binario rotto e l’allarme dei macchinisti per le vibrazioni: le ipotesi sull’incidente dei treni in Andalusia

Un pezzo di rotaia saltato via, all’altezza di una saldatura tra due tratti di binario, potrebbe spiegare la dinamica del disastro ferroviario di Adamuz, in Andalusia, nel quale si contano decine di morti. A causare il deragliamento di un treno di Iryo, compagnia ferroviaria partecipata da FS International, che ha provocato a sua volta la fuoriuscita dai binari di un convoglio di Renfe, l’operatore statale spagnolo, sarebbe stata la rottura di una saldatura di due rotaie.

C’è una frame di un video diffuso dalla Guardia Civil a testimoniare un vuoto di circa una trentina di centimetri dell’infrastruttura. È lì che il convoglio Alta Velocità di Iryo, un treno con quattro anni di anzianità e revisionato solo pochi giorni fa, è uscito dalla rotaia. Tre vagoni – dal sesto all’ottavo – sono deragliati finendo nella “corsia” opposta dove, venti secondi dopo, è arrivato il treno di Renfe provocando un devastante impatto a 200 chilometri orari.

A quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, la saldatura tra due pezzi di binario sarebbe saltata: il passaggio delle prime carrozze dell’Iryo – sulle ruote ci sarebbero dei segni – avrebbe allargato lo spazio fino a quando l’ottava non ha più avuto un “appoggio”, deragliando e portando con sé anche la sesta e la settima. Una dinamica che – per certi versi – ricorda quella dell’incidente di Pioltello.

Quel vuoto di circa 30 centimetri tra i binari rappresenta il “punto zero” dal quale è partita l’inchiesta degli investigatori spagnoli. Se l’innesco dell’incidente verrà confermato bisognerà poi procedere a ritroso, anche perché in quel tratto negli scorsi mesi sono stati segnalati diversi disguidi che avevano costretto il gestore dell’infrastruttura Adif, cioè il corrispettivo spagnolo di Rfi, a rallentare la marcia dei treni. L’ultimo risaliva al 23 dicembre, quando Adif aveva spiegato che tra Adamuz e Cordova c’era stato un “guasto a uno degli scambi”.

Tutto ciò nonostante, come detto dal ministro dei Trasporti Oscar Puente, la linea fosse stata interessata da lavori a maggio con un investimento da 700 milioni di euro. Un mese dopo, il Partito Popolare aveva presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti riguardo ai guasti in quel tratto lungo la linea dell’Alta Velocità. Non solo: sui social circola una lettera dell’8 agosto firmata dal sindacato dei macchinisti Semaf.

Si dicono preoccupati le “vibrazioni” lungo quattro tratte dell’Alta Velocità, compreso la Madrid-Siviglia-Malaga, cioè quella del deragliamento parlando di una “degradazione profonda e veloce del materiale rotabile” a causa dell’alto numero di treni di passaggio. E aggiungevano: “I nostri colleghi di diverse compagnie ferroviarie lo hanno segnalato al Responsabile della circolazione di Adif, senza ottenere alcuna misura” per ridurre i rischi. Al momento, ovviamente, è prematuro collegare in via diretta l’allarme dei macchinisti alla causa dell’incidente. Ma la segnalazione di agosto dimostra come quella tratta fosse già stata oggetto di discussioni tra Adif, l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria spagnola e i lavoratori.

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Uomo investito da treno alla stazione di Firenze Campo di Marte: circolazione rallentata, ritardi di 60 minuti

Un uomo è stato investito da un treno nella stazione di Firenze Campo di Marte dopo le 19 al binario 3. Secondo quanto appreso, si tratta di un gesto autonomo, di un tentato suicidio. Sul posto è intervenuta la Polfer per gli accertamenti di polizia giudiziaria. L’incidente ha provocato ritardi per molti convogli nel nodo di Firenze, in particolare sulla linea Firenze-Roma e sulle lunghe percorrenze Roma-Milano.

“La circolazione permane fortemente rallentata per accertamenti dell’Autorità Giudiziaria a seguito dell’investimento non mortale di una persona a Firenze Campo Marte”, si legge sul di Trenitalia. Il treno coinvolto è un Frecciarossa partito da Napoli e diretto a Gorizia. “I treni Alta Velocità e Intercity, alcuni dei quali instradati sulla linea convenzionale, e Regionali possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti“, scrive ancora Trenitalia.

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